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Attualità culturali, storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari

Free Magazine, No profit, diretto da Tonio Sereno – toniosereno@gmail.com


Tutte le gradite e amichevoli collaborazioni sono da intendersi a titolo gratuito
Anno I – 16 Luglio 2021
http://ildialettodifoggia.altervista.org/cultura-società-magazine.html

Foto di Potito Chiummarulo – Foggia Piazza Cavour - La notte magica per l'Italia campione d'Europa
In questo numero:
1) Tonio Sereno – La nostra storia: Estate ‘43 Le recenti modifiche di Wikipedia ( 2ª Parte)
2) Libera - Omicidio Matteo Anastasio: Ciascuno è chiamato a fare la propria parte
3) Voci per Vico: Il 24 luglio la Compagnia di danza Alpha ZTL presenta VIOLENTA(TE)
4) Lino Montanaro – Anticipazioni letterarie: “Lucera di una volta” scritto con Lino Zicca
5) Musica dei popoli: IL tuor garganico del Panlink Saxophone Quartet
6) Palazzo Dogana: Fino al 30 settembre la mostra dello scultore Antonio Laviola su Federico II
7) Michele Princigallo - Comune di San Severo: Progetto FQTS: Una rete che guarda al futuro
8) Parcocittà News - “Tutto il sole che c’è” il 19 luglio con Antonella Boralevi
9) VisitMontiDauni: Venerdi 16 Luglio conferenza stampa di presetazione
10) Domenico Mazzaro – C’era una volta… Foggia mije: Il monumento a V. Lanza in Villa
11) Michele Parisi – Diario per immagini: Luglio (10-11-12-13)
12) Gianni Ruggiero – Il dialetto di Foggia: Mitico, un sonetto per Carmine de Leo
13) San Marco in Lamis – Pagine d’autore: Dal 18 al 22 luglio la Terza edizione
14) Museo del Territorio Fg: Il 16 luglio Dante pop e rock con Trifone Gargano
15) Teatro: Il 16 luglio a Parcocittà “Harem, le donne di Federico” di Carla De Girolamo
16) Tonio Sereno – Non è mai troppo tardi: Appunti di dialettologia (2ª Parte)
17) Rosanna Dacia – Io racconto: Un giorno d’estate
18) Argos Hippium: Il 31 luglio fra i premiati anche Michele Guerra di Manfredonia
② N. 44 del 16-07-2021
────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

Proseguiamo con la pubblicazione della voce


aggiornata da Wikipedia (da autore non noto) sui
“Bombardamenti anglo-americani dell’estate
’43” su Foggia, occupandoci della “Cronologia
degli avvenimenti”.
Nella prima parte è stato esaminato “il contesto
storico” con la fine dell'impero coloniale italiano
anche in Nordafrica, suggellato dalla distruzione
in Tunisia, da parte delle forze alleate, della 1ª Ar-
mata, il proseguimento della campagna delle truppe alleate nel Mediterraneo
con i massicci bombardamenti in vista dell’invasione terrestre della penisola
italiana e l'offensiva aerea che, particolarmente dal maggio all'agosto 1943,
determinò la quasi totale distruzione della stazione ferroviaria di Foggia e
danni gravissimi in tutta la città.
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Cronologia degli avvenimenti
“Il 15 luglio 1943 bombardieri bimotori Liberator della Ninth Air Force del
generale Lewis Brereton (parte delle NAAF) decollarono dalle basi alleate in
Cirenaica e colpirono Foggia, in particolare i suoi aeroporti, allo scopo di
rallentare il raduno di velivoli dell'Asse – un pericolo per le operazioni in corso
in Sicilia. L'attacco fu ripetuto il 22 luglio, questa volta da 71 Boeing B-17
Flying Fortress appartenenti al 97th e 99th Bomber Group. Il 16 agosto, nel
quadro di una massiccia offensiva aerea generale sulle basi aeree e i depositi
dell'Asse nell'Italia centro-meridionale, il comando della Ninth Air Force
preparò una pesante incursione sugli aeroporti di Foggia, ancora attivi. I B-24
crivellarono le piste, i ricoveri e le infrastrutture; furono accolti da 75-100
caccia e da una decisa contraerea e in otto furono abbattuti: l'incursione
riuscì in effetti a disarticolare l'opposizione aerea italo-tedesca e fu una delle
ultime azioni connesse alla battaglia in Sicilia, completamente evacuata dai
difensori il giorno successivo. La Ninth Air Force fu subito incaricata di
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riprendere i metodici martel-


lamenti delle basi aeree
italiane in preparazione alla
tripla invasione dell'Italia
continentale (operazione
Baytown, operazione Slap-
stick e operazione Ava-
lanche). Foggia tornò dun-
que nelle liste di obiettivi e, il
19 agosto, 162 B-17 e 71
Liberator rovesciarono 646
tonnellate di bombe sui de-
depositi ferroviari della città; si trattava, infatti, di un nodo di comunicazione
cruciale per le divisioni tedesche, in arrivo dal passo del Brennero e dall'Italia
settentrionale. All'attacco statunitense seguì, nottetempo, il bombardamento
operato da uno stormo di Vickers Wellington della Royal Air Force.[8] Si rese
tuttavia necessario un altro massiccio bombardamento degli aeroporti di
Foggia, sui quali i ricognitori anglo-statunitensi notarono una ripresa
dell'ostinata attività italo-tedesca. La Ninth Air force pianificò con cura
l'attacco. Un'ondata di 140 caccia Lockheed P-38 Lightning apparve il 25 sui
cieli della regione e si accanì sui singoli velivoli, sulla rete stradale e sulle
ferrovie; cedettero quindi il posto a 136 B-17 con una folta scorta di P-38: i
quadrimotori, nell'arco di mezz'ora, devastarono completamente gli aeroporti
numero 2, 4, 7 e 10 e distrussero altri aerei al suolo, per complessivi 40
velivoli circa perduti dai difensori. Con questo attacco la neutralizzazione di
Foggia come grande base aerea dell'Asse fu pressoché totale e, il 31 agosto,
gli Alleati compirono un raid minore con apparecchi pesanti per perfezionare
le distruzioni.[9] Gli attacchi su Foggia di agosto si inquadrano nella più
ampia strategia politico-militare dei governi alleati, ovvero sgretolare il
fronte interno italiano e forzare Roma a uscire dalla guerra mediante l'utilizzo
indiscriminato dell'arma aerea; una fase che era cominciata con il
bombardamento della capitale del 19 luglio.
Tuttavia i tedeschi e gli italiani, riparate alla meglio alcune piste e riattivato
qualche collegamento ferroviario, continuarono a rappresentare un possibile
problema; inoltre diversi caccia Ju 88 si erano concentrati a Foggia. Perciò,
subito prima degli sbarchi a Salerno, la Northwest African Strategic Air Forces
del generale Jimmy Doolittle (una delle componenti della NAAF) ripeté le
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missioni sul foggiano: il 7 settembre 124 B-17, suddivisi in tre gruppi distinti,
saturarono di ordigni i vari obiettivi per 180 tonnellate complessive. Il giorno
successivo 41 B-24 della Ninth Air Force martellarono l'aeroporto numero 2 e lo
misero fuori uso. Nel frattempo la resa italiana era stata resa pubblica e la
difesa dell'Italia meridionale ricadde sui soli tedeschi. La Wehrmacht reagì
comunque con rapidità e, anche a Foggia, subentrò immediatamente agli ex-
alleati; il 9 settembre, quando si presentarono 41 Liberator della Ninth Air
Force, si scagliarono loro contro, pur non riuscendo a deviarne i lanci. Intanto la
situazione delle divisioni anglo-statunitensi sbarcate a Salerno si era fatta
precaria e l'afflusso di rinforzi tedeschi fece profilare una grave crisi; la NAAF
ebbe dunque ordine di lanciare continui bombardamenti durante le giornate
del 10 e dell'11 settembre, ma stavolta Foggia fu oggetto solo di un attacco
secondario. L'ultimo bombardamento subito dalla città e dai provati impianti
militari avvenne cinque giorni dopo, pausa operativa dovuta al logorio degli
aeroplani e degli equipaggi e che i tedeschi avevano sfruttato al meglio; a
cominciare dalla notte del 16-17 settembre la NAAF intraprese due giorni
consecutivi di incursioni aeree. La regione di Foggia fu assai gravemente
colpita, gli aeroporti furono ridotti in macerie, la Luftwaffe perse in totale circa
300 apparecchi in conseguenza di questa vasta offensiva aerea e dovette
ridislocare le proprie forze molto a nord.” (continua)
https://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamenti_di_Foggia_del_1943
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Omicidio Matteo Anastasio


Libera: Siamo convinti che la lotta alla mafia chiede un
impegno dove ciascuno è chiamato a fare la propria parte.
“L’omicidio di Matteo Anastasio a San
Severo con il ferimento del nipote, un
bambino di soli 6 anni, che era sullo
scooter dello zio per festeggiare la
vittoria degli Europei di calcio, ci lascia
sgomenti. L’escalation di violenza
criminale che il nostro territorio sta
vivendo – scrive in una nota il
coordinamento provinciale di Libera, don Luigi Ciotti 10-01-2020 - Foggia Libera Foggia
-
l’associazione di Don Ciotti contro le mafie - ci interroga e smuove le nostre
coscienze, consapevoli che oggi più che mai è necessario impegnarsi per
contrapporre alla subcultura mafiosa una cultura del rispetto e della giustizia
sociale. L’episodio avvenuto domenica sera richiama ad un altro episodio di
sangue avvenuto a San Severo nel 2002, quando Stella Costa, una bambina di
appena 12 anni, rimase uccisa davanti agli occhi della mamma, per le vie
della sua città, colpita da proiettili vaganti diretti verso altri. Vittima
innocente di una mafia che non guarda in faccia nessuno: bambini, donne,
uomini, innocenti. Il fratello di Matteo, Giuseppe Anastasio, era proprio colui
che aveva premuto quel grilletto, uccidendo la piccola Stella. ll fratello di
Matteo, Giuseppe Anastasio, era proprio colui che aveva premuto quel
grilletto, uccidendo la piccola Stella. Augurandoci che il piccolo possa presto
essere fuori pericolo auspichiamo che ciascuno scelga di fare la propria parte,
a partire dalla collaborazione con le forze dell’ordine per ricostruire
l’accaduto, fino a ribellarsi alla violenza mafiosa che non ci lascia liberi
neanche di festeggiare per strada una vittoria calcistica“.
“Siamo fermamente convinti – conclude la nota di Libera - che la lotta alla
mafia non può fermarsi alla pur fondamentale azione repressiva, ma chiede
un impegno che unisca la dimensione politica, sociale, educativa e culturale,
dove ciascuno quindi è chiamato a fare la propria parte. Lo dobbiamo a
Stella, a tutte le vittime innocenti del nostro territorio, ed a ciascuno di noi
che ha il diritto di vivere in una città libera dalle mafie“.
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Grazie al supporto della Regione Puglia e del


Teatro Pubblico Pugliese che come noi
credono nella cultura come strumento di
rilancio dei paesi del Gargano, e grazie
anche al Comune di Vico, il festival edizione
2021 si presentacon un programma molto
articolato, dal titolo: Credevo mi amasse.
Sappiamo già – i dati l’hanno confermato –
che durante i recenti mesi di “prigionia
domestica” le violenze sulle donne sono
aumentate, ed è per questo che abbiamo
voluto dedicare gli spettacoli di quest’anno a
tutte le donne che le hanno subite. Portare
alla luce questa realtà attraverso l’Arte è il
modo migliore per rendere loro omaggio e
per far sì che se ne continui a parlare. Perchè se restare in silenzio è come
rendersi complici, noi con le nostre “Voci” le donne vogliamo farle parlare,
cantare, danzare.
SABATO 24 LUGLIO 21.30 – DANZA -VIOLENTA(TE)
Compagnia Alpha ZTL Coreografie di Vito Alfarano

Santa Maria Pura

http://www.vocipervico.it/
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“Tra qualche giorno la Tipografia Catapano di


Lucera terminerà la stampa del terzo libro scritto in
collaborazione con il mio compagno di... viaggio...
Lino Zicca " LUCERA DI UNA VOLTA ", che sono oltre
120 brani di storia sommersa relativi a modi di dire,
usanze, credenze, che riguardano pratiche religiose,
usanze del ciclo della vita, pratiche e forme di
magia, valore e svolgimento di feste religiose e civili,
metodi per prevedere il tempo durante tutto l'arco
dell'anno, scuola, personaggi, luoghi, giochi ed altro
della Lucera di una volta. Gli argomenti sono comuni
a tanti altri paesi della nostra Capitanata. “

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Il nostro Magazine, che com’è noto, ha molto a cuore i dialetti, la


dialettologia e le tradizioni popolari, ben volentieri, grazie alla disponibilità
degli autori, di tanto in tanto pubblicherà delle pagine estrapolate da “Lucera
di una volta” per favorirne la diffusione e valorizzare il lavoro di ricerca di
grande interesse svolto con passione da Lino Montanaro e Lino Zicca. (T.S.)
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IL tuor garganico del


Panlink Saxophone Quartet
C’è tanto Gargano nel tour italiano del Panlink Saxophone Quartet, quotata
formazione europea di sassofoni provenienti dal Koninklijn Conservatorium
Anwerpen di Anversa.

Sono ben sei le date del tour denominato “Musica dei popoli”, che nel mese di
luglio, interessano la provincia di Foggia. Attraverso le molteplici sfaccettature
timbriche del saxofono, infatti, il quartetto europeo propone nei suoi concerti
la musica in tutte le sue forme: dallo stile barocco, romantico, fino al
contemporaneo.
Formatosi durante gli anni di studio con il maestro Hans de Jong, rinomato
sassofonista e direttore artistico del RASP (Royal Antwerp Saxophone Project)
in Belgio, il Panlink Saxophone Quartet annovera tra i suoi componenti
l’ungherese Balázs Klacsák al saxofono soprano, gli italiani Raffaele Manuel
Padula ed Emidio Ranieri Tomeo, rispettivamente al saxofono contralto e al
saxofono tenore, e lo spagnolo Manuel Adan Herrera al saxofono baritono.
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I singoli artisti vantano una florida attività concertistica, sia come solisti che in
formazioni orchestrali e cameristiche, nelle più importanti rassegne musicali
europee e sono spesso ospiti per masterclass e lezioni concerto. Inoltre hanno
al loro attivo registrazioni radiofoniche, dischi con diverse etichette e ricoprono
ruoli di endorsement per importanti brand di fama intercontinentale, come la
Cannonball Musical Instruments e la JLV Sound Paris.
Il Panlink Saxophone Quartet dopo aver suonato a Rodi Garganico il 14 luglio
ed il 15 a Vico del Gargano, il 16 luglio sarà ad Ischitella (alle 21.30 nella Chiesa
Madre) grazie alla Pro Loco Uria di Ischitella, quindi il giorno 17 a Cagnano
Varano in una serata patrocinata dal Comune.
Il 19 luglio si esibirà alla Corte dell’Elite di Vieste in un concerto patrocinato
dal Comune di Vieste e organizzato in collaborazione con l’Associazione Nuova
Diapason della professoressa Maria Candelma. Infine, il 20 luglio sarà a San
Nicandro Garganico per un evento in collaborazione con la professoressa Rosa
Ricciotti, icona musicale del Gargano nord.
Poi il Panlink Saxophone Quartet lascerà la Puglia per raggiungere le Marche,
dove si esibirà il giorno 21, e quindi si sposterà nel Lazio, a Genzano di Roma,
dove suonerà il 22 luglio nel concerto organizzato dall’Associazione Casa delle
Culture e della Musica, rappresentata dal direttore artistico Valeriano Bottini.
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Federico II a Foggia
Nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea una mostra di sculture in
bronzo di Antonio Laviola per rendere omaggio allo Stupor Mundi nell’ottavo
centenario del suo arrivo in città

Nell’anno in cui ricorre l’ottavo


centenario dell’arrivo di Federico II a
Foggia, la Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea di Foggia - che fa
parte del Polo Biblio-Museale istituito
dalla Regione Puglia - espone le
sculture in bronzo di Antonio Laviola.
La mostra – in parte già oggetto di
esposizione con testo critico a cura di
Gaetano Cristino e Ortensio Zecchino
- sarà visitabile fino al 30 settembre
2021, presso Palazzo Dogana, in
piazza XX Settembre, dove ha sede la
Galleria, dal lunedì al venerdì dalle
ore 9.00 alle ore 13.00, con ingresso
libero su prenotazione tramite la App
“Io Prenoto”.
Si tratta di una mostra dedicata anche ad altre figure della vicenda sveva in
Italia: la madre dello Stupor Mundi, Costanza d’Altavilla, la prima moglie
Costanza d’Aragona e l’amatissimo figlio Manfredi.
Saranno esposti anche un bassorilievo, che raffigura l’incoronazione di
Federico; una recente opera sul falco imperiale, sorretto dalla mano guantata
dell’Imperatore; alcune medaglie e piastre bronzee di diverso diametro, su cui
sono raffigurati da una parte il profilo di Federico II e dall’altro luoghi simbolo
dell’Imperatore, come il Palatium eletto all’interno della fortezza di Lucera, il
portale del palazzo imperiale di Foggia, il castello di Manfredonia, il Castel del
Monte sui monti della Murgia e il castello di Prato, unica fortezza sveva eretta
nel Nord.
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Antonio Laviola, nato a Lucera e vissuto tra


la cittadina dauna e le Marche, è un
autodidatta che ha sempre svolto attività di
ricerca artistica nel campo della scultura,
occupandosi anche del restauro di edifici
storici pubblici e privati, chiese e conventi.
Affascinato dalla figura di Federico II, sin da
quando ha vissuto nella via lucerina a lui
dedicata, durante gli anni dell’adolescenza,
ha coltivato questa passione con la lettura
di numerosi libri su Federico e sulla sua
casata.

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Immagini dalla mostra di Antonio Laviola nella Sala Fedora del Teatro U. Giordano di Foggia - 2019
Questo il link youtube per vedere il video, a cura di Tonio Sereno, con l’intervsita allo
scultore in occasione dell’allestimento della mostra “Federico II a Foggia”a Palazzo
Dogana : https://youtu.be/QmQ-2V3q3gE
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Progetto FQTS: Una rete che guarda al futuro. Il 6 luglio si è


svolto, su piattaforma, un incontro della Rete “Consulta
San Severo” con i formatori di FQTS.

Anche quest’ anno la nostra città sta


partecipando al Progetto FQTS (Formazione
Quadri Terzo Settore) che si pone come
obiettivo fondamentale quello di attivare nelle
“Comunità” del Sud processi di cambiamento
democratici e duraturi, grazie ad un Terzo
settore capace di potenziare il capitale sociale
presente nei territori.
“La proposta formativa – dichiarano il Sindaco
Francesco Miglio e l’Assessore alle Politiche
Sociali Simona Venditti - parte dal presupposto
che attualmente qualsiasi tipo di sviluppo sociale non può che prendere il via
da un approccio che metta al centro le persone e le relazioni. Infatti, solo un
incremento dei legami e delle collaborazioni può dar vita a quel processo di
trasformazione culturale necessario per affrontare in maniera maggiormente
adeguata le sfide della complessità, a partire dalla necessità di ricreare la
possibilità di condividere linguaggi e significati come primo passo per
coltivare insieme un’idea di futuro per cui spendersi ed operare ed intorno
alla quale ricostruire senso di appartenenza ed impegno partecipativo e
collaborativo. Sulla base di tali presupposti nella nostra realtà si sta portando
avanti un’esperienza fortemente innovativa che rappresenta un vero e proprio
fiore all’occhiello di cui essere pienamente consapevoli ed orgogliosi, dal
momento che è unica all’interno della panoramica pur vasta offerta da FQTS.
Infatti, la partecipazione allo stesso “tavolo” del Terzo Settore e della Pubblica
Amministrazione consente che si vada oltre i due approcci classici
nell’attivazione di processi, dove l’impulso può arrivare dall’alto o dal basso a
seconda del soggetto promotore. Infatti, in questo caso, si vuole dare piena
attuazione all’idea di comunità che cammina insieme, tutti verso un unico
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obiettivo, che è individuato nel


Welfare di Comunità, dove i punti
centrali sono il benessere del
cittadino e la costruzione delle
relazioni”.
Per tale motivo San Severo risulta
iscritta al Progetto FQTS come
Rete costituita non solo da più
Associazioni, come è accaduto
l’anno scorso, ma arricchita dalla presenza sia dell’Assessore alle Politiche
Sociali Venditti sia da un referente del Piano di zona, oltre che di un
architetto-progettista dei Piani di rigenerazione urbana, segno della grande
sensibilità con cui nel nostro contesto il Comune, la Consulta e le Associazioni
guardano al moltiplicarsi delle relazioni, quale strumento fondamentale per
interpretare i bisogni del territorio e consentire forme di co-programmazione
e co-progettazione sempre meno burocratizzate e sempre più elaborate in
maniera effettivamente pluralistica come previsto dal nuovo codice del Terzo
settore aggiornato con le modifiche apportate da D.L. 22 marzo 2021. In
verità è una vera e propria sperimentazione quella che si sta conducendo con
il sostegno dei formatori di FQTS, i quali nel corso del tempo hanno mostrato
grande apprezzamento per il fatto che la nostra Rete non si è presentata con
un progetto già definito nei suoi obiettivi, ma ha colto piuttosto l’importanza
di impostare un processo ricco, come si è già detto, di relazioni, condivisioni,
collaborazioni all’interno del quale continuare a ricavare indicazioni sulla
maniera migliore di procedere, per realizzare l’idea di futuro inizialmente
condivisa. Infatti, non esiste assolutamente una ricetta uguale per tutti i
territori dal momento che ogni realtà ha una sua fisionomia ben determinata
che deriva dal pregresso, da quanto cioè si è già seminato nella giusta
direzione. E qui a San Severo si è seminato davvero molto. Intanto il 6 luglio
c’è stato un incontro su piattaforma tra l’intera Rete e lo staff dei formatori
sia per condividere ancora una volta quanto si sta già realizzando nel
territorio in direzione dei suggerimenti fin qui avuti e dell’idea di Comunità
immaginata insieme all’inizio del percorso, sia soprattutto per concordare la
maniera più adeguata per continuare a moltiplicare le relazioni e stimolare la
partecipazione consapevole e responsabile della cittadinanza tutta in
previsione di un ulteriore incontro che avverrà in autunno e che si spera
possa realizzarsi con la presenza dei Formatori sul nostro territorio.
N. 44 del 16-07-2021 ⑭
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“Tutto il sole che c’è”


Il nuovo romanzo Antonella Boralevi
La giornalista incontrerà i lettori a Parco Città il prossimo 19 luglio per
raccontare la storia di una grande famiglia toscana nel vortice dell’Italia
fascista e del Dopoguerra.

Dopo lo stop dovuto al Covid19, tornano


le presentazioni della Mondadori di via
Oberdan a Foggia. Ad inaugurare questo
nuovo ciclo di incontri sarà la giornalista,
scrittrice e opinionista tv Antonella
Boralevi che lunedì 19 luglio a partire
dalle ore 19.00 a Parco Città presenterà il
suo nuovo romanzo dal titolo ‘Tutto il
sole che c’è’ (ed. La Nave di Teseo). A
dialogare con lei ci sarà la giornalista
Germana Zappatore.
Per partecipare alla presentazione del
libro è necessario prenotare (gratuita-
mente) il posto su:
https://www.parcocittafoggia.it/evento/t
utto-il-sole-che-ce/.
ANTONELLA BORALEVI: NOTA BIOGRAFICA
Scrittrice, opinion leader, autrice di format televisivi, conduttrice televisiva,
sceneggiatrice è nata a Firenze in una famiglia di notabili toscani, i Mannocci
Galeotti di Larciano. Dopo la maturità classica si è laureata all’Università di
Firenze in Filosofia del Linguaggio con una tesi su “Elementi teoretici per un
Modello per gli atti di parola”.E’ stata ricercatrice per l’Accademia della
Crusca e poi per la Scuola Normale di Pisa, ma ha lasciato questi incarichi per
dedicarsi alla sua più grande passione: il giornalismo.
Ha cominciato pubblicando su VOGUE interviste ai grandi personaggi della
Cultura, poi ha scritto per PANORAMA, UOMO VOGUE, GIOIA, NEW YORK
TIMES STYLE. Si è occupata di inchieste,interviste, commenti di cultura e
società e cronaca sul MESSAGGERO.Oggi Scrive commenti per LA STAMPA,
⑮ N. 44 del 16-07-2021
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Antonella Boralevi

OGGI, IL SECOLO XIX, AD e si occupa di viaggi e persone per GRAZIA. Sul sito
stampa.it cura la rubrica ‘Lato Boralevi’, dove analizza gli aspetti emotivi della
cronaca e del costume. Il debutto come scrittrice è avvenuto nel 1985 con il
saggio ‘Far salotto’ (Mondadori), mentre il primo romanzo è stato ‘Prima che il
vento’ (Rizzoli) nel 2005. Il suo più grande successo è stato ‘La bambina nel
buio’ (Baldini-Castoldi) uscito nell’aprile 2018 e rimasto nella classifica dei libri
più venduti per ben 14 settimane e giunto alla settima edizione. ‘Tutto il sole
che c’è’ è il suo ventiduesimo libro.
Per la televisione, ha scritto e condotto talk show di successo: UOMINI e
BIANCO E NERO su Rai Due, CAPITANI CORAGGIOSI su La7, VISSI D’ARTE e LA
PENISOLA DEL TESORO su Rai Uno, FILM DOSSIER LINEE D’OMBRA SU Rete
Quattro. Attualmente è nel parterre degli opinionisti di POMERIGGIO 5,
DOMENICA 5, PORTA A PORTA, VITA IN DIRETTA, UNO MATTINA, MATTINO 5.
Nel 2009 è stata nominata Consigliere Diplomatico per la Comunicazione della
Cultura e della Immagine dell'Italia, con funzioni di coordinamento dell’attività
di Ambasciata, Istituto di cultura e Consolato Generale ed è stata assegnata
presso l'Ambasciata d'Italia a Parigi. In questo ruolo ha ideato, curato e
organizzato la Prima Mostra del Centocinquantenario dell'Unità d'Italia, ‘La
France et le Risorgimento’.
⑯ N. 44 del 16-07-2021
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Venerdi 16 Luglio presentiamo alla stampa VisitMontiDauni - i luoghi, le


tradizioni, gli itinerari, gli eventi e le idee per un’esperienza di viaggio
autentica e completa.

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Benvenuti nei Monti Dauni della Puglia, una terra ricca di verde, di spazi
incontaminati, di natura rigogliosa, di comunità autentiche e di sapori
semplici e genuini. Veniteci a scoprire, in modalità slow!
⑰ N. 44 del 16-07-2021
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Villa Comunale
Monumento a Vincenzo Lanza

Ottmizzata con la tecnica della colorizzazione, oggi vi


propongo una bella foto della Villa comunale di Foggia
con il monumento a Vincenzo Lanza, opera di
Beniamino Calì, che originariamente si trovava
nell’attuale Piazza Giordano (allora conosciuta come
"Largo di Gesù e Maria" per via della chiesa omonima
che si trova nelle vicinanze).
Il monumento a Lanza, inaugurato nel 1867, venne

spostato nella Villa comunale nel 1928 per fare posto al monumento ai
caduti, a sua volta spostato nel 1959 in Piazzale Italia per fare posto al
monumento a Umberto Giordano.
https://www.facebook.com/groups/foggia.mia
⑱ N. 44 del 16-07-2021
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Anche se l'alba di luglio era fresca e A luglio le madri seguite dai figli si
limpida, la giornata si presentava calda, raggruppano in branco; a guidarlo è la
ma bella; lo facevano presagire l'aria che madre più autorevole e nei luoghi più
scendeva dai monti, certi fiori e i cardi che tranquilli e appartati i piccoli amano
si aprivano, le api già indaffarate, il canto giocare tra di loro.
mattiniero degli uccelli.
Mario Rigoni Stern, Stagioni, 2006 Mario Rigoni Stern, , Stagioni, 2006

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Racconta storie come fossero poesie

Mi sono chiesto se raccontare storie su fatti e


personaggi di Foggia, così come fa Carmine de Leo, non
sia paragonabile al lavoro che fanno i poeti dialettali
nostrani. Alla stessa maniera di una certa poesia
dialettale, de Leo ci catapulta in altre epoche; ci fa
rivivere le atmosfere di quei tempi, ci fa camminare nei
luoghi in cui si sono svolte talune vicende che racconta,
e noi le viviamo così come erano allora. Certo lui è
ricercatore e scrittore e non può che usare la scrittura
in prosa per raccontare le sue storie ma certamente ricrea un’atmosfera ed
un calore così come fa un bravo poeta. E a noi piace ascoltare storie vere o
di fantasia che siano. A lui dedico questo sonetto.

Mitico
Accussì Carmenille scrìve poesìje
Senza rìme e né nustalggije.
Acconde ‘na Fogge che nisciune ‘a sâpe
De ùmene e femmene da mò trubbucâte.
Camìne p’i viche, vace, addummanne
Amminz’a carte andiche, scavutanne
tròve fatte de nu munne perze
Che già da tanne cammenâve a smerze.
Sò favulette, sò fatte l’uère
Se pure ‘nge trase te l’apparecchie
Acconde Fogge, Fogge cumm’ère.
E a nuje ce piace, ngreccheme i recchie
E n’ate e tande ne vulime sende
Na storie triste, n’ate une chiù belle.
Acconde ‘nu paèse ck’i sendemende.
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Mitico
Così Carmine scrive poesie/ senza rime e né nostalgie/ Racconta una Foggia
sconosciuta/ di uomini e donne da tempo sepolti // Gira per i vicoli, va,
chiede/ Tra carte antiche, rovistando / trova storie di un mondo perso / Che
già da allora andava al contrario // Sono favole, sono fatti reali/ se pure è
confusa, la sistema/ Racconta Foggia, Foggia com’era // E a noi piacciono,
tendiamo le orecchie/ e altrettante ne vogliamo sentire/ Una storia triste,
un’altra più bella// Racconta un paese con la sua umanità.
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A San Marco in Lamis dal 18 al 22 luglio

Si svolgerà dal 18 al 22 luglio 2021, nella Villa Comunale di San Marco in Lamis,
la Terza Edizione della Rassegna Letteraria “Pagine d’Autore” diretta da Carla
Bonfitto, insegnante e animatrice culturale (blog “Pagine d’Autore”).
Un evento realizzato con cuoriAperti associazione di teatro musicale in attivo
nel territorio locale e nazionale da più di 10 anni.
Si riparte in sicurezza per praticare, promuovere e diffondere la cultura e l’arte
nel settore della letteratura, del teatro e della musica dopo il periodo di pausa
forzata dovuta all’emergenza pandemica.
La rassegna, che gode del patrocinio dell’Ente Parco Nazionale del Gargano e
del Comune di San Marco in Lamis, è nata con l’intento di diffondere e
promuovere la lettura nel territorio, e rientra nelle finalità di Città che Legge,
riconoscimento che il Comune garganico ha ottenuto anche per il biennio
2020-2021.
Gli incontri saranno impreziositi da un gentile omaggio agli autori realizzato da
Nazario Monaco, orafo di San Marco in Lamis che ha fondato il marchio Naz &
Co. unendo il sapere alla conoscenza diretta delle più innovative lavorazioni
orafe.
Cinque gli appuntamenti che avranno luogo a partire dal 18 al 22 luglio alle ore
20.00 nella Villa Comunale insieme ai partner, consolidati da sempre, Libreria
Ubik di Foggia, l’Associazione Leggo QuINDI Sono e beatitudo musiclab di San
Marco in Lamis.
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Come la scorsa edizione, la rassegna è


inserita nel progetto “Fa C.A.L.L.” (Cultura
Ambiente Legami e Legalità), sostenuto da
Fondazione CON IL SUD e Centro per il
libro e la lettura, in collaborazione con
l’Associazione Nazionale dei Comuni
Italiani (ANCI), attraverso il bando
“Biblioteche e Comunità”, che ha
l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle
biblioteche comunali nel Mezzogiorno
come luoghi di incontro, strumenti di
coesione, di inclusione sociale e spazi di
rigenerazione urbana.
L’allestimento è curato da cuoriAperti, la
scenografia è di Celeste Gualano. Musiche e installazioni audio di Angelo
Gualano per beatitudo musicLab.
A conversare con gli autori ci sarà Carla Bonfitto, che guiderà tutti gli incontri,
insieme ad ospiti di rilievo e di grande spessore culturale.
Interverranno Salvatore D’Alessio (libraio e Direttore Artistico di LQS), Gian
Pasquale La Riccia (Docente I.I.S.S. “Pietro Giannone” di San Marco in Lamis),
Antonio Schiena (Scrittore e Social Media Manager – “Antipatia gratuita”), e
Gabriella Berardi (Direttrice Biblioteca “La Magna Capitana”).
Programma della Rassegna:
18 luglio 2021
Saluti inaugurali del Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, Prof.
Pasquale Pazienza e del Sindaco di San Marco in Lamis, dott. Michele Merla.
Rita Charbonnier presenta Figlia del cuore (Marcos y Marcos).
Per l’occasione parteciperanno all’incontro gli alunni dell’I.I.S.S. “Pietro
Giannone” di San Marco in Lamis e il Gruppo di lettura Pagine d’Autore.
19 luglio 2021
Valentina D’Urbano presenta Tre gocce d’acqua (Mondadori).
20 luglio 2021
Alessandro Galano presenta L’uomo che vendette il mondo (ScatoleParlanti).
21 luglio 2021
Alessio Giannone / Pinuccio presenta Annessi e Connessi (Mondadori)
22 luglio 2021
Elisa Ruotolo presenta Quel luogo a me proibito (Feltrinelli). Incontro conclu-
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sivo in sinergia con la rassegna Fuori gli autori. Più Lib(e)ri insieme promossa
dalla Biblioteca “La Magna Capitana” di Foggia, la Libreria Ubik di Foggia e
Leggo QuINDI Sono.
Tutti gli incontri si svolgeranno presso la Villa Comunale di San Marco in Lamis
ed avranno inizio alle ore 20,00.
Sarà assicurato il rispetto delle disposizioni vigenti in tema di distanziamento
sociale e sull’uso dei dispositivi di protezione personale.
L’ingresso è libero.
www.paginedautore.it www.cuoriaperti.it

Gli Autori
Rita Charbonnier ha studiato pianoforte e canto, si è
diplomata presso la Scuola di teatro classico Giusto
Monaco dell’Istituto nazionale del dramma antico, a
Siracusa, e ha frequentato il Corso di formazione e
perfezionamento per sceneggiatori della RAI, a Roma.
Ha collaborato come giornalista ed esperta di teatro
con diverse riviste, e scritto soggetti e sceneggiature
che hanno ottenuto riconoscimenti tra i quali la Film
Story Competition del programma europeo MEDIA. È
anche attrice e ha lavorato con personalità di rilievo:
Nino Manfredi, Aldo Trionfo, Renato Nicolini, Lucia
Poli, Antonio Calenda, per citarne solo alcuni.
Ha inoltre scritto racconti, monologhi teatrali e testi di argomento musicale. Si
esibisce in reading musicali e recital. Il suo primo romanzo, La sorella di Mozart
(Corbaccio 2006, Piemme Bestseller 2011), è stato
pubblicato in dodici paesi.
La strana giornata di Alexandre Dumas e Le due vite di
Elsa (Piemme 2009 e 2011) completano un trittico
con protagoniste personaggi femminili e la Storia.
Libro della cinquina del Premio – Concorso “Le giovani
Parole Leggo QuINDI Sono” – sesta edizione.

Valentina D’Urbano è nata nel 1985 a Roma, dove


vive e lavora. Ha esordito nel 2012 con Il rumore dei
tuoi passi, seguito da Acquanera (2013), Quella vita
che ci manca (2014), Alfredo (2015), Non aspettare la
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notte (2016) e Isola di Neve (2018), tutti pubblicati da Longanesi. I suoi


romanzi sono stati tradotti in diversi paesi e hanno vinto numerosi premi
letterari tra i quali premio Rapallo Carige, Il premio Stresa e il Prix Cezam in
Francia.

Alessandro Galano è nato a Foggia nel 1982. È


giornalista, docente e responsabile eventi per la
libreria Ubik di Foggia. Cura la comunicazione di
“Leggo QuINDI Sono – Le giovani parole”, premio
letterario dedicato all’editoria indipendente. È tra i
fondatori della testata “Foggia Città Aperta” e si
occupa della rubrica La versione di… su “Jazzit”. Ha
pubblicato racconti su varie riviste. L’uomo che
vendette il mondo è il suo primo romanzo.

Pinuccio all’anagrafe è Ales-


sio Giannone, nato a Bari nel 1979. Divenuto
popolare grazie a un canale You Tube in cui
inscenava telefonate immaginarie a politici e a
personaggi famosi, oggi è attore-regista, nonché
uno dei volti più noti di Striscia la notizia, per cui è
autore di servizi che denunciano casi di mala sanità,
cattiva amministrazione e inquinamento
ambientale. È autore di TrumpAdvisor (Mondadori
2017).

Elisa Ruotolo è nata nel 1975


a Santa Maria a Vico (CE). Con nottetempo ha
pubblicato nel 2010 il suo
libro d’esordio, la raccolta di storie brevi Ho rubato la
pioggia (Premio Renato Fucini e finalista al Premio
Carlo Cocito; tradotto in Francia e Stati Uniti), nel 2014
il suo primo romanzo Ovunque, proteggici (Selezione
Premio Strega 2014 e finalista al Premio Internazionale
Bottari Lattes Grinzane) e nel 2019 la raccolta di
poesie Corpo di pane. Per Interno Poesia ha curato il
volume Mia vita cara. Cento poesie d’amore e silenzio di Antonia Pozzi (2019).
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Ricco di eventi per tutta la famiglia il calendario estivo


allestito dal Polo Biblio-Museale di Foggia.
Tanti gli appuntamenti presso il Museo del Territorio della città.
Venerdì 16 luglio 2021 un’inedita versione pop-rock di Dante.
Tutte le indicazioni per prenotarsi
Prosegue il calendario delle
attività estive allestito dal Polo
Biblio-Museale di Foggia: con
Sere d’Estate, il cartellone per
bambini e ragazzi messo a punto
dal Museo del Territorio di
Foggia, sito in via Arpi 155.
Il prossimo appuntamento – in
programma venerdì 16 luglio
2021, con inizio alle ore 21.00 -
vedrà protagonista Dante, in
un’inedita versione pop-rock.
Nell’anno in cui ricorrono i
settecento anni dalla morte del
sommo poeta, infatti, Trifone
Gargano, docente e autore di vari
libri dedicati al Vate, gli renderà
omaggio in modo originale e
creativo.
L’incontro è rivolto ai ragazzi a
partire dai 15 anni e agli adulti.
Nel rispetto delle misure anti-Covid, la prenotazione è obbligatoria.
Info e prenotazioni:
Museo del Territorio
Via Arpi, 155 – Tel. 0881.706467 – 0881.706464
È possibile prenotare anche via e-mail al seguente indirizzo:
museodelterritorio.foggia@regione.puglia.it oppure utilizzando la pagina
Facebook del Museo del Territorio, tramite messaggio diretto.
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“Harem, le donne di Federico”, scritto e


diretto da Carla De Girolamo.
La pièce, ambientata nel 1250 d.C. e dedicata
alla sfera sentimentale dell’Imperatore
Federico II di Svevia, porta in scena la storia di
Bianca Lancia, la figlia della coppia Violante e la
balia di quest’ultima. Tre donne, molto diverse
tra loro, tre personaggi paradigmatici,
l’amante, la figlia adolescente, la popolana, che
raccontano, tramite il romanticismo di figure
universali, un uomo intelligentissimo e curioso
con una molteplicità di passioni, così tante che
sarebbe impossibile enunciarle esaustiva-
mente in un solo spettacolo. Federico II: un
personaggio storico raccontato attraverso una
vicenda di fantasia che è anche un giallo con ambientazioni gotiche.
Lo spettacolo, con Carla De
Girolamo, Arianna Gam-
baccini e Claudia Lerro, è
stato già presentato in ante-
prima il 4 ottobre del 2020,
all’aperto e con un forte
vento, nel sito archeologico
di Casel fiorentino in forma
di conferenza-spettacolo a
conclusione della rassegna
culturale “Suggestioni Sub
Flore, ritrovarsi a Castel Fiorentino” organizzata dal Comune di Torremaggiore
in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, la Fondazione Monti Uniti di
Foggia e il patrocinio del FAI Fondo Ambiente Italiano.
https://www.parcocittafoggia.it/evento/harem-le-donne-di-federico/
Alcuni momenti dell’anteprima di Castel Fiorentino sono disponibili al link:
https://www.youtube.com/watch?v=hSMMoG7Q4Xk&t=8s
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Come ho già avuto modo di dire, gli articoli che vi


propongo in questa rubrica sulla dialettologia
non pretendono di insegnare come si debba
scrivere o come si debba parlare il dialetto
foggiano, ma solo fornire qualche utile
indicazione per comprenderne meglio le origini
storiche, la linguistica e la fonetica partendo
dall’assunto che “non è mai troppo tardi, se si ha
la volontà, per imparare”, ma soprattutto, cosa
molto difficile nella nostra città, per cercare di creare un dibattito costruttivo
su una materia da sempre fortemente divisiva.
Proprio in questi giorni mi è capitato di leggere sul gruppo facebook “Detti e
proverbi foggiani (Foggia)”, che è uno dei gruppi “social” più attivi in fatto di
dialetto foggiano, questa affermazione, come commento al titolo di uno dei
libri di poesie di Osvaldo Anzivino “Quatte passe pe Ffogge”, che riporto
integralmente senza citare l’autore perché, purtroppo, rispecchia un pensiero
comune a molti internauti foggiani: “Non capisco questa E alla fine di ogni
parola… forse non riesco piu io a parlare u fuggion”.
Dunque ancora una volta viene posto
il problema della cosiddetta “e muta”,
che in realtà “muta” non è ma solo
“indistinta” cioè, che ha un suono
ridotto, non distinguibile chiaramente,
indebolito, senza qualità o quantità
ma nonostante tutto ben presente e
che va, quindi, scritto in qualche
modo. La “e muta” viene anche
definita “scevà” dai linguisti e dai dialettologi.
“Lo scevà – è scritto nella Treccani online - è un suono vocalico neutro, non
arrotondato, senza accento o tono, di scarsa sonorità spesso, ma non
necessariamente, una vocale media-centrale. È trascritto con il simbolo IPA
/ə/ e nel quadrilatero vocalico ha una posizione centrale.”
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Ma entriamo più nello specifico. In questi giorni non si fa altro che parlare di
calcio, della conquista della coppa europea da parte della nazionale italiana e
soprattutto delle prodezze del portiere Gianluigi Donnarumma ritenuto il
miglior giocatore del torneo.
A proposito di grandi portieri vorrei però tirarne in ballo un altro, ritenuto tra i
più forti della storia del calcio: Gigi Buffon.
Sono convinto che nessun foggiano riferendosi al famoso portiere scriverebbe
“Buffon” per leggerlo come il termine foggiano “buffone”. Semplicemente
perché per quanto riguarda il portiere porrebbe un bell’accento grave (aperto)
sulla ò [Buffòn] / [buf’fɔn], mentre per quanto rigurada il giullare porrebbe un
bell’accento acuto (chiuso) sulla ó evidenziando nella pronuncia anche la
cosiddetta e muta [buffóne] / [buf'fɤnə].

Augurandomi che l’esempio portato possa convincere i foggiani a scrivere


anche la “vocale indistinta”, mi permetto di ricordare ai più scettici e
dubbiosi che in generale nel mondo, e vale anche per l'italiano, le lingue non
si leggono quasi mai come si scrivono.
Quasi tutti gli autori da me esaminati per la compilazione del “Dizionario
comparato del dialetto foggiano” pubblicato nel 2003, ora disponibile
revisionato anche online, hanno escluso la possibilità di eliminare dalla
scrittura le “vocali mute”.
Lo schwa, nel dialetto foggiano è stato fino ad oggi rappresentato in diversi
modi: e (Bellizzi), ä ë ï ö ü (G. Villani, Marchianò) e (Anzivino, Mucelli, Ricci), é
(Loiodice, Rabbaglietti), ᵉ (Capozzi), ë (Romano, Contestabile).
Ma di questo parleremo in un’altra occasione.
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Fa caldo, il sole splende già da ore, una


leggera brezza ogni tanto rinfranca il corpo
stremato dalla calura. Alcuni bimbi giocano,
urlando, con la palla, le ragazzine si
mostrano in leggeri e scollati vestitini, le
stradine ombreggiate si prestano ai loro
divertimenti, non risentono del gran caldo.
Un venditore urla la sua merce da un tre
ruote rumoroso, le mamme si affacciano,
chiedono il costo e qualcuna scende. Una
musica a tutto volume esce da un piano
Terra: è Vianello con i suoi "Watussi", poi c'e' Riccardo del Turco con
"Luglio“. Le strade cantano, si sente odore di sugo, di pannocchie lesse per
strada, di pomodori cotti per la salsa, di basilico fresco, di bucato appena
steso. Adesso tutti a casa, si pranza, il silenzio aspetterà che torni il vocio dei
bambini a rallegrare le stradine fino a sera. Era l'estate degli anni 70.
Rosanna Dacia 26/6/2021
N. 44 del 16-07-2021 <
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Anche Michele Guerra


di Manfredonia verrà premiato il prossimo 30 luglio
Ha fondato il Tempio della Sicurezza e
della Prevenzione, che ospita a
Manfredonia, il Museo Storico dei
Pompieri e della Croce Rossa Italiana
più grande del mondo. Non un
semplice museo ma un centro di
produzione culturale a 360 gradi dove
l’evoluzione storica, tecnologica e
delle tradizioni e la realtà virtuale,
porta il visitatore a fare un viaggio a
ritroso nel tempo attraverso migliaia
di reperti, molti dei quali unici al
mondo, che hanno scritto la storia di
questi dei Corpi dediti alla lotta al
fuoco e al pronto soccorso.
Ma nella sua vita Michele Guerra ha
fatto molto altro. Ecco cosa ci ha
raccontato.
“Quali sono le cose più belle che ho
fatto? La mia meravigliosa famiglia, la mia azienda Euroambiente che fu una
vera intuizione e che oggi può contare su una terza generazione che si occupa
di prevenzione e sicurezza dei rischi occupazionali, e infine il Museo storico dei
Pompieri e della Croce Rossa Italiana".
"Ma su tutte c’è un’altra cosa che mi inorgoglisce più di ogni altra:
l’esperienza lavorativa maturata verso la fine degli anni sessanta, quando
ancora giovinetto ho vissuto da protagonista il famoso #autunnocaldo
dapprima con i movimenti studenteschi e poi con i movimenti operai nelle
catene di montaggio delle officine della FIAT Mirafiori di Torino dove ho
contribuito a scrivere lo #StatutodeiLavoratori, la famosa Legge 300 del 10
maggio del 1970 che è stata l’artefice dei notevoli cambiamenti delle
condizioni di vita e della sicurezza sul lavoro”.
https://www.facebook.com/argosonlus

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