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Attualità culturali, storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari

Free Magazine diretto da Tonio Sereno – toniosereno@gmail.com


Tutte le gradite e amichevoli collaborazioni sono da intendersi a titolo gratuito

Anno I – 30 Maggio 2021


http://ildialettodifoggia.altervista.org/cultura-società-magazine.html

Immagine (particolare) di Moreno De Lauri – Instagram @morenoesanta

In questo numero:
1) La Filiera Culturale di Foggia – La parola agli operatori: Fausta Maiorino, coreografa
2) Michele Casalucci- Circuiti della memoria: Cantica CXXXVI (2ª parte)
3) Premio Gargano poesie: Termine ultimo per la partecipazione il 31 maggio
4) Unifg : Vitangelo Dattoli dg del Policlinico Riuniti
5) Rosanna Dacia – La cucina pugliese: Involtini di peperoni (I peperusce arravugghiate)
6) Amm.ne Prov.le Foggia – In scena: Il teatro del Fuoco riapre al pubblico
7) Mariateresa Labbozzetta – Vernacolo in musica: I recchjtelle di Osvaldo Anzivino
8) Michele Sepalone – Quartieri: Appunti sulla mostra del 2019 alla Chiesa del Carmine
9) Ferrovie del Gargano - Il treno degli agrumi il 13 giugno
10) Francesco Granatiero – I dialetti della Daunia: Proverbi garganici sull’asino (4 ª parte)
11) Michele Parisi – Diario per immagini: Maggio (25-27-28-29)
12) Tonio Sereno – Fotografando la Daunia – Foggia: Piazza U.Giordano (Mese mariano)
N. 30 del 30-05-2021 ②
────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

La parola agli operatori


Martedì 18 maggio, gli
operatori della Filiera
Culturale di Foggia si sono
ritrovati in Via Gramsci,
proprio di fronte alla sede
degli Uffici dell’Assessorato
alla Cultura del Comune di
Foggia, per sensibilizzare la
città sulle precarie condizioni
in cui versa tutto il comparto
a causa delle restrizioni imposte dal governo per contrastare la diffusione del
Covid-19. Molti degli operatori presenti hanno spiegato i motivi della protesta.
l nostro Magazine vuole dare voce a ciascuno di loro partendo dalla
professione che svolgono.
Performer: “Professionista delle arti performative ovvero una esibizione
presentata al pubblico all'interno di un contesto artistico interdisciplinare. Si
definisce anche come "open-ended", atti artistici che comprendono elementi di
danza, cinema, teatro, video, poesia rappresentati davanti ad un pubblico. Le
esibizioni possono essere programmate o non scritte, casuali o accuratamente
orchestrate, spontanee o pianificate attentamente con o senza partecipazione
del pubblico.”

Faust Maiorino: “Sono coreografa e, se vogliamo, ex danzatrice per via
dell’età che avanza. Mi occupo di danza da tutta la vita, cosa che è veramente
poco riconosciuta a Foggia. Soprattutto perché la nostra città pullula di
“scuole” e non di realtà, invece, che portino la danza su un palcoscenico come
spettacolo fatto da ballerini professionisti. Personalmente, invece, cerco,
nonostante le difficoltà, di contribuire alla promozione della danza in tal
senso. Sono qui perché faccio parte degli “invisibili”. Non appartengo
politicamente a nessuno, cosa che di questi tempi non aiuta molto, perché
purtroppo devo prendere atto che anche l’arte è legata alla politica, ahimè!
Mi unisco aggi altri perché si realizzi questa specie di censimento per essere
riconosciuti come “lavoratori dello spettacolo”, in tutto e per tutto.”
https://www.youtube.com/watch?v=5jecZqNa3Bc
③ N. 30 del 30-05-2021
────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

L’opera contiene cantiche riferite a luoghi e


località diverse del nostro paese (22 in tutto, delle
quali 5 localizzate nel mezzogiorno: 3 in Sicilia e 2
in Puglia), e recupera, attraverso queste,
informazioni, conoscenze, relazioni, rapporti e
consuetudini locali; inoltre sono arricchite di
dettagli significativi circa la dimensione e la
struttura urbana, l’organizzazione sociale, politica Michele Casalucci
ed economica del territorio.
L’interesse di Alfonso X per tali questioni era duplice: uno personale, l’altro
politico.

Quello personale risiedeva essenzialmente nel fatto di essere uomo dotto, di


intensa attività culturale, scientifica e politica. Anzitutto cercò di riunire e
diffondere il sapere nella lingua corrente parlata dai suoi sudditi: il castigliano.
Promosse, ad opera di musulmani ed ebrei, la traduzione di scritti scientifici (in
particolare di astronomia) e letterari dagli originali arabi ed ebraici in castiglia-
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────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

no; riorganizzò e redasse il complesso corpo giuridico esistente in un unico


compendio di diritto (la “Siete Partidas”).
Si trattava di far convivere le popolazioni cristiane in continua espansione
(territoriale e demografica) con nuclei consistenti di popolazioni ebraiche e
con le popolazioni musulmane oggetto della “reconquista” che Alfonso X
portò avanti sotto il regno del padre e continuò sotto il suo regno
espugnando le piazzaforti arabe di Murcia, Alicante e Malaga.
Ed era consapevole che ciò sarebbe stato possibile soprattutto utilizzando la
leva culturale; di se stesso scrisse: “Guarda ciò che fu l’atto glorioso del mio
periodo di regno: creare a Murcia, col filosofo Mohammed Al-Riquti, la prima
scuola del mondo dove erano istruiti, contemporaneamente, Cristiani, Ebrei e
Mussulmani. (…). E lo spirito di ciò lo potete vedere passeggiando per le
strade e i monumenti di Cordoba, lungo lo scorrere del Guadalquivir.”
La seconda ragione era di carattere più strettamente politica.
Come il da noi più famoso zio (Alfonso X era il nipote di Federico II), era
fortemente interessato alle vicende e agli sviluppi della situazione italiana.
Infatti tentò a più riprese di impossessarsi della corona imperiale. Nel 1254,
alla morte di Corrado IV di Svevia; nel 1256, alla morte di Guglielmo II
d’Olanda, in quanto discendente della casata degli Hohenstaufen; nel 1257
riuscì a farsi eleggere Re dei Romani (Imperatore del Sacro Romano Impero),
ma in contrapposizione a lui venne incoronato (17 maggio 1257) anche
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Riccardo di Corno-
vaglia; non riusce-
ndo quindi a coro-
nare il suo obbiet-
tivo si alleò con i
ghibellini, alienan-
dosi l’appoggio pa-
pale, fino a che, nel
1275, dopo un en-
nesimo tentativo
dovette definitiva-
mente rinunciare rinunciare al titolo.
Ma più che alla corona di imperatore, Alfonso X era allettato dal regno italico
di Federico II, tanto da intrattenere costantemente durante il proprio regno,
rapporti di ogni genere (politico, artistico e culturale) con le diverse città e
realtà italiane.Queste intense relazioni sono ampiamente e assai
puntualmente descritte in un importante volume di Luca Demontis (Alfonso X
e l’Italia, Rapporti politici e linguaggi del potere, Ed dell’Orso, 2012); in
questo lavoro vengono descritte ed analizzate, infatti, i continui scambi
diplomatici, culturali e letterari tenuti dal monarca castigliano con il papato, i
monarchi, i principi, e soprattutto con i signori e i comuni italiani.
Qui si ritrovano da un lato aspirazioni, ambizioni, aspettative di signori,
feudatari, podestà italiani nei confronti di Alfonso X, ma anche le aspettative
e le speranze del monarca stesso.E’ indubbio che Alfonso X utilizzasse in
questa impresa un enorme capitale in risorse finanziarie, militari, ma anche
umane e di comunicazione politica. Demontis attesta numerose attività del
monarca: solenni cerimonie feudali, opere pubbliche e artistiche, iniziative di
musica e poesia.
Da questo articolato complesso di motivazioni ed interessi, nasce la stupenda
raccolta delle Cantigas, che raccontano, al pari di documenti e di altre fonti
storiche, aspetti e particolari assai interessanti relativi al mondo, alla realtà,
agli usi e ai costumi e, come vedremo nelle parti successive di questo scritto,
anche episodi che descrivono abitudini e comportamenti sociali, nonché
metodi e gestione della cosa pubblica. (continua)

https://michelecasa.wordpress.com/2018/06/13/foggia-cantica-cxxxvi-1-parte/
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Scade il 31 maggio
C’è tempo fino a lunedì,
31 maggio 2021, per par-
tecipare alla terza edizione
del Premio Gargano Poe-
sie.
Gi autori con finalità let-
teraria potranno inviare
una poesia a tema libero
(diversa dalle precedenti
partecipazioni al Premio
Gargano Poesie e al Pre-
mio Capitanata Poesie) ad
una delle seguenti sezioni:

SEZIONE A – POESIA ITA-


LIANA
SEZIONE B - POESIA DIA-
LETTALE (con traduzione
in italiano)
La partecipazione nazionale gratuita ad entrambe le sezioni avverà inviando
mail (non certificata) a premiogarganopoesie@gmail.com in formato word
una poesia (non in foto e non a stampatello di lettere maiuscole) massimo 30
versi (carattere 16). L’autore dichiarerà sotto la sua poesia la sua identità
(Nome e Cognome – Luogo e data di nascita – Via e numero di Domicilio –
C.A.P. e Città di Residenza – Telefono).
N.B. Il non rispetto delle citate regole e dei principi morali di vita rifiuterà la
partecipazione.
In occasione della premiazione, prevista per il 31 luglio 2021 a Lesina sul
Lungolago, ci sarà un intrattenimento con musiche, canti e danze della
tradizione popolare a cura della DanzARTarantA di Grazia Ferrara e la lettura
delle poesie a cura degli autori partecipanti.
https://www.facebook.com/groups/299689137284900/permalink/738954136691729/
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Perfezionata l’intesa tra Università di Foggia e l’Azienda Ospedaliero-


Universitaria. La soddisfazione del Rettore Pierpaolo Limone

È stato conferito al dott. Vitangelo Dattoli l'incarico di Direttore Generale


dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia.
A conclusione dei lavori, dalla Commissione di esperti nominata con il D.PG.R.
n.15 del 18/1/2021 per il relativo procedimento di valutazione il dott. Dattoli
è risultato in possesso dei requisiti
più coerenti rispetto all'incarico da di
Direttore Generale. Con una nota
ufficiale del Rettore Pierpaolo
Limone inviata al Presidente della
Regione Puglia Michele Emiliano è
stata perfezionata l'intesa tra
l'Università e l'Azienda Ospedaliero-
Universitaria. “Esprimo viva
soddisfazione per questa scelta” ha dichiarato il Rettore Pierpaolo Limone: il
dott. Dattoli ha già mostrato, nel tempo, le sue indubbie qualità di manager e
di professionista del settore, gestendo peraltro, nel tempo assai complesso
della pandemia, tutte le emergenze a essa connesse. Sono certo che avremo
modo di collaborare in sinergia per portare a compimento i progetti già in
atto e quelli futuri”.
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Cari lettori se avete seguito il nostro Magazine e la


rubrica delle ricettte avrete sicuramente letto
quella dei peperoni arrostiti.
Oggi, come promesso, vi scrivo il seguito e cioè gli
involtini di peperoni arrostiti “ I peperusce
arravugghiate”
4 o 5 Peperoni grossi e sodi gialli, rossi e verdi,
mollica di pane casereccio più o meno 400 gr.,
olio, prezzemolo, pepe, sale, capperi , aglio. Rosanna Dacia
Procedere come per i peperoni arrostiti che farete sulla brace o forno o
bistecchiera non im porta,purché cercate di non romperli durante la pulitura
del pelo e lasciandoli abbastanza larghi da formare degli involtini, che
verranno riempiti con la mollica del pane condito con tutti gli ingredienti
citati (aglio facoltativo)
Arrotolateli e se neces-
sario chiuderli con uno
stecchino di legno.
Riponeteli in una casse-
ruola con un filo d’olio
ed un pizzico di sale ed
infornare dai 10 ai 15
minuti per fare am-
morbidire il ripieno
spruzzare del prezze-
molo fresco e servire
sia caldi che a temperatura ambiente. E come sempre buon appetito foggiani.

Rd #cuocarosa
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Il Teatro del Fuoco riapre al pubblico


Il Teatro del Fuoco riapre le
porte al pubblico dopo oltre un
anno.
“La riapertura del Teatro del
Fuoco è un segnale di rinascita
per tutta la comunità, che
gradualmente e in sicurezza
riprende il suo percorso di
crescita culturale e artistica. La
Capitanata - Dichiara il Presi-
dente della Provincia, Nicola
Gatta - si riappropria di un con-
tenitore culturale che è rimasto
chiuso al pubblico a causa della
pandemia”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la Consigliera Provinciale delegata alle Politiche
Culturali, Angela Maria Lombardi che dice: “Un teatro che riapre è come una
brezza fresca dopo una giornata sotto il sole cocente . E a Foggia, in questa
estate che si preannuncia torrida, abbiamo tutti bisogno di ritornare alla
cultura per riflettere sul destino di questa comunità. Una riflessione che deve
tornare ad essere al primo posto dopo che per troppo tempo cultura e arte
sono state considerate non indispensabili”.
Queste le date dei primi spettacoli, nel rispetto della normativa anti-Covid.
Domenica 30 maggio (replica) - Compagnia Crew Slup presenta “Spotlight
On Women”, spettacolo teatrale e musicale con Silvia Di Stefano, Miriam
Stranieri e Ylenia Abanese. Le tre brillanti artiste canteranno, danzeranno e si
racconteranno accompagnate al pianoforte dal Maestro Gerry Ruotolo.
Regia di Paolo Citro.
Sabato 5 e Domenica 6 giugno - Compagnia del Piccolo Teatro di Foggia
presenta la commedia "Che titolo ci date", piece liberamente ispirata a "Dove
Vai Tutta Nuda" di Georges Feydeau e scritta da Vincenzo Russo per la regia
di Dino La Cecilia. In scena ci saranno: Dino La Cecilia, Fabio Conticelli,
Francesca D'Elia, Sarah Panessa, Fabio Maggio, Vincenzo Russo.
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“ Volete proprio sapere come si fanno le orecchiette?”


Osvaldo Anzivino ci spiega dettagliatamente i passaggi di
questo piatto gustoso della tradizione foggiana.
Ci dice i vari tipi di farina da usare: sia bianca che nera e
come lavorarla.
Conclude dicendo che ci vuole una vera e propria arte
nel dovere dare loro la forma di un ombrello dopo
averne fatto dei bastoncini, averle tagliate con l’aiuto di
un coltello e lavorate con la punta delle dita. Mariateresa Labbozzetta

(recitato) Vulìte proprje sapè /cume se fànne


i recchjtèlle?
Primo ritornello =
I recchjtèlle / se fanne de tanda manère /a
cumm'è 'a farlne: / de grane janghe o nère
(seconda volta:coro)
Na vòte preparàte 'u tavolìre, / mitt’ ‘a farìne
/ e ffà nu fussetille / ndò mitte l'acque e nu
poche de sale. (coro: ndò mitte I'acque e nu
poche de sale.
Po' c’ ‘a ponde 'i dite, / chjàne chjàne, /
mmìscke e mbàste, /chjàne chjàne; / e
qquann'he fatt’ ’a paste / tu l'he sckanà. / tu
l'he sckanà.
Osvaldo Anzivino – Foggia 1920-2011
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Secondo ritornello =
Quann'essc eje prònde, / tu t’ ‘u sinde 'mbrònde, / quanne càde 'u sedòre / e
quanne sìnd’ ‘a 'ddore / d’ ‘a gràzzje de Ddìje. / Quanne po' he fatte i parte /
Tanne ce vole l'arte: / pecchè dope attunnàte / a bbastungine, /c’ ‘a ponde d'i
dite / e dd’ ‘u curtìlle, / l'he stènne, l'he stèra, / l'he ngappuccià / cum'e nu
mbrèlle.

Terzo ritomello =
I recchjtèlle /se fiume de tanda manère / a cumm'è 'a farlne: / de grane
janghe o nère (sedonda volta:coro)
(1982)
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Con le foto che potete vedere voglio


sottolineare l'allestimento fatto nel più
completo rispetto della preziosa cornice che
le ha ospitate.
https://twitter.com/MicheleSepalone/photo
Nessun ricorso quindi a chiodi e/o tasselli
ma semplici fili di nylon legati alle strutture presenti nella chiesa.
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Fotografie messe in risalto dal


fondale rosso sempre appeso con
nylon. Come quelle sistemate sulle
balaustre dell'altare con del raso
rosso.
Ho sempre preferito, insieme ai volti
che furono i primi a farmi scoprire la
Fotografia circa 60 anni fa, i
dettagli. Andare alla loro
ricerca/scoperta/riscoperta per poi
proporli e condividerli. E ammirare,
stupito, le reazioni di tantissimi
davanti a quei particolari che non
riescono ad individuare.
E meravigliarsi poi quando dico loro
di cosa si tratta. (continua)
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Il 13 giugno con le Ferrovie del Gargano

“Dopo aver esaurito in pochi giorni i posti per il Treno della Transumanza
del 30 Maggio, tocca ad una nuova ed inedita esperienza riuscire a replicare
il sold out del primo viaggio. Parliamo del Treno degli Agrumi, ovvero il
viaggio in treno da Foggia con destinazione le Oasi Agrumarie di Rodi
Garganico. Lasciamo quindi il regno del Caciocavallo Podolico e andiamo nei
luoghi dove nasce l’arancia IGP tipica del Gargano.
Domenica 13 Giugno 2021 ci troveremo alle 08.15 sul primo binario della
stazione di Foggia. Faremo con calma e in modo contingentato
l'incarrozzamento dei viaggiatori (dobbiamo rispettare le normative anti-
covid) e poi alle 08.45 partiremo in treno verso San Severo. Chi vorrà venire
da Barletta, Bari, Brindisi e Lecce, potrà raggiungere Foggia utilizzando il
Frecciargento 8302 Lecce-Roma. La partenza del nostro treno è infatti
pensata in coincidenza con le Frecce Trenitalia.
Scesi dal treno incontreremo le guide che ci accompagneranno lungo gli
agrumeti per capirne la crescita, la raccolta e la trasformazione del
prodotto. Questo sentiero si presta come itinerario di trekking adatto alle
famiglie anche con bambini a partire dai 6 anni di età. Non si tratta di
un’escursione particolarmente difficoltosa ma, come tutti i cammini a piedi,
richiede una buona forma fisica. Per via di gradinate e saliscendi naturali, le
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persone allenate riescono a percorrerlo sicuramente con maggiore agilità e


minore fatica. Lungo 6 km, richiede poco più di 4 ore di escursione presenta
un dislivello di circa 200 metri; la strada è molto suggestiva e panoramica in
alcuni punti. Consigliamo quindi di munirsi di cappellino, scarpe da trekking o
comode e abbigliamento consono all’escursione. Il percorso vi farà toccare
con mano la tradizione e la storia che il profumo degli agrumi ancora oggi ci
racconta. Gli agrumeti del Gargano rappresentano infatti l’identità culturale
di interi paesi. Rodi è ancora il paese dei limoni, Vico e Ischitella sono ancora i
paesi delle arance. Gli agrumi qui maturano tutto l’anno: a Natale ci sono le
Durette, da marzo a giugno le arance Bionde (che si possono mangiare
fresche fino a settembre). Il Biondo del Gargano matura tra aprile e maggio,
conservandosi dolce e succoso sull’albero fino a settembre. La Duretta del
Gargano matura a Natale, è praticamente priva di semi e ha una polpa dura
e croccante; il Femminello del Gargano è la varietà di limone più antica
d’Italia e si trova in tre tipologie.”
Le prenotazioni con relativo acquisto si fanno esclusivamente online sul
portale www.railbook.it scegliendo l’esperienza “Il Treno degli Agrumi del
Gargano” del 13 Giugno 2021.

Link esatto all'evento:


https://www.railbook.it/il-treno-degli-agrumi-del-gargano-viaggio-in-treno-speciale-da-
foggia-e-san-severo-alloasi-agrumaria-di-rodi-garganico
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Asino brache L’asino che non ha mai avuto brache


(bardatura), quando se le vede addosso, se le caca.
AP Lu ciucce ca n-ge ha vviste mèje li vrèche, quanne
ce li véde ce li chèche (NA tutto s’arrecrea). SS U ciucce
ca nn-ha vviste mèje vrèche, na vote ca l’ha vviste c’è
ccachète. Di chi si monta la testa appena ha qualcosa
di sua proprietà.
Asino cacare Non può vedere un asino cacare. M5 M-bote vedé nu ciucce
caché. SS Ccume vède u ciucce cacà, sùbbete ce mette a cacà pure jisse! (come
vede l’asino cacare, si mette a cacare pure lui). Di chi non appena vede
qualcosa la vuole anche lui. Di chi imita gli altri in tutto.

Asino calcio Da un asino ricevi un calcio e da uno sciocco una cattiva risposta.
M5 Da nu ciucce t’abbuscche nu càlece e da nu fésse na mmala resposte. Cfr.
SS Da nu mule na càvece e da nu sceme na mmèla preposte (proposta). Non
prendertela se uno sciocco ti offende,

Asino campana Asino, campana e poltrone non si muovono senza bastone.


CV Ciucce, cambane e puletrone nën ge mòvene senza bbastone. Il pigro ha
bisogno di essere sollecitato.

Asino cavallo Preferisco un asino che mi porti a un cavallo che mi getti.


AP Vòje cchiuttoste nu ciucce ca me porte e no nu cavalle ca me jette.

Asino fare Fammi asino e fammi primo. AP, M3, M5 Famme jàsene (ciucce) e
famme apprime. M5 (P), SG, V Famme prime e famme ciucce (C, CV,
SN1 mule). MF Famme ciócce e famme mbrime. SM Famme prime e famme
jàsene (FG fesse, SM1 féssa). SS Famme prime e famme jàsene. VG Famme
apprôime e famme g.àsene.Il primo è sempre avvantaggiato. ¶ Anticamente al
primogenito spettavano speciali privilegi e diritti.
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Asino coda L’asino se non mette la coda


fino a tre anni, non la mette piú.
M1 Quanne lu ciucce nën métte la
còute a vind’anne (vent’anni), ne lla
métte cchiù. M5 L’àsene, se ne lla
métte a trè anne (M3 a trénd’anne), la
còute, ne lla métte cchiù. SS ’A code u
ciucce se n-ge fa a vind’anne n-ge fa
cchiù. Cfr. BA U ciucce ca non mette la
còte peccenunne (da piccolo), non la
mette cchiù. Il carattere di una persona,
una volta formato, difficilmente
cambia.

Asino comune L’asino del comune, chi lo lascia e chi lo piglia. M7L’àsene (u
ciucce) la chemmune, chi lu lasse e chi lu pigghie. Di utensile chiesto
continuamente in prestito. • Per non staccare i buoi dal giogo, il cavallo dal
carro o il mulo da altra fatica, si teneva di scorta un somarello per ogni
evenienza, ma di esso approfittavano tutti i vicini.

Asino crescere L’asino cresce e il basto diventa piccolo. AP, M5 (SG, SS) U
ciucce créssce e la varde ammanghe. M1, M3 (IS) L’àsene accréssce, la varde
ammanghe. MF U ciócce cresce e ’a varde ammanghe. SM L’àsene créssce e
la varda ammanga. Detto al figlio che non vuole studiare e la cui crescita in
altezza non si accompagna a un proporzionale sviluppo intellettivo. M3 “I
bambini crescono a vista d’occhio e gli abiti diventano piú stretti.”

Asino dottore Meglio un asino vivo che un dottore morto. IS (NA) Megghie
n’àsene vive ché nu dottore morte. M (C) Megghie n’àsene vive ca nu
duttòure múrte. MF (BA) Megghie nu ciócce vïve ca nu dottöre múrte. V È
megghie nu ciucce vive chè nu mídeche múrte.

Asino catalogna Dove cade l’asino vendiamo la cicoria. SN1 Dova cade u
ciucce vennime i catalogne. Adattarsi alle circostanze.

da “Rére ascennènne. Dizionario tassonomico dei proverbi garganici”- Grenzi, 2002

https://fgranatiero.wordpress.com/2011/12/01/proverbi-garganici-sullasino/
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L’alba si è fatta Abbrile chiova chiove e magge un'e


profumo di rose. bone
Rosa di maggio, [ab'brilə 'kjɤva 'kjɤvə ɛ m'madʤə 'ʉnə ɛ
abbarbicata sul muro vetusto; b'bɤne] In aprile pioggia continua, in
affresco di vita maggio una sola ma buona per
corroso dagli scherni del tempo. assicurare il raccolto.
Alda Merini Arturo Oreste Bucci

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Piazza Umberto Giordano (Mese Mariano)

“Mese mariano è un'opera in un atto di Umberto


Giordano. Per il libretto Salvatore Di Giaco-
mo realizzò un adattamento del proprio dramma
'O Mese Mariano, che a sua volta era derivato
dalla novella Senza vederlo. La prima rappre-
sentazione ebbe luogo al Teatro Massi-
mo di Palermo il 17 marzo 1910. L'opera è des-
critta come bozzetto lirico e la sua durata è di soli
35 minuti. Racconta la storia di una donna che vi-
sita un orfanotrofio per vedere il proprio figlio. Oppressa dal senso di colpa per
averlo abbandonato, ella non è a conoscenza che il bambino è morto la sera
prima.” https://it.wikipedia.org/wiki/Fedora_(opera)


Foto di Tonio Sereno


N. 30 del 30-05-2021 ⑳
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Foto di Tonio Sereno – Foggia: Piazza Umberto Giordano – Mese mariano

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Foto di Tonio Sereno – Foggia: Piazza Umberto Giordano – Mese mariano

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