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Attualità culturali, storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari

Free Magazine, No profit, diretto da Tonio Sereno – toniosereno@gmail.com


Tutte le gradite e amichevoli collaborazioni sono da intendersi a titolo gratuito

Anno I – 26 Giugno 2021


http://ildialettodifoggia.altervista.org/cultura-società-magazine.html

Foto di Vittoria De Rosa (Viki Ders) – Rodi Garganico – evniki@libero.it

In questo numero:
1) Vincenzo Saponaro – Foggia in guerra - Estate ’43: La testimonianza di Sante G.
2) UniFg: Digitalizzazione e innovazione dei processi didattici per il personale UniFg
3) Fabrizio Sereno – Il bello di Foggia: Gabriella Berardi illustra La Magna Capitana
4) Archèo: La Stele daunia trafugata ritorna a casa con altri 782 reperti archeologici
5) Ruggiero Balducci – Raccontare in versi: Un virus democratico
6) Gabriella Maestri – Olistiche visioni: Ahimsa, la non violenza
7) Polo Biblio-museale Fg: A Castelluccio Valmaggiore il 26 giugno Carmen Totaro
8) Raffaele Lepore – Versi d’autore: Dumèneche a Sepònde
9) Ruggiero Balducci – Raccontare in veri: Un virus democratico
10) R
11) Carmine De Leo – Leggende foggiane: La leggenda di Riccioli d’Oro
12) Tonio Sereno
13) Michele Parisi – Diario per immagini: Giugno (16-21-22-23 )
14) Gino Marmorino – Fotografando la Daunia: Foggia la Fontana di Piazza del Lago
② N. 38 del 26-06-2021
────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

Fotocomposizione del 20-06-2021 della Home page del sito “Foggia in guerra” curato da V.zo Saponaro

La guerra e la ricostruzione,
testimonianza del signor Sante G.

Quando si parla di storia, per comprendere i


vari meccanismi, gli stati d’animo e cosa
realmente avvenne, spesso bisogna andare
oltre alla storia ufficiale, quella che si studia sui
libri ed ascoltare, quando possibile, i testimoni
che vissero sulla propria pelle i tragici
avvenimenti che il passato ci ha riservato. Di
seguito la testimonianza del signor Sante G.
che con lucidità e tanta commozione rivive
quei momenti quando, all’epoca, era poco più di un ragazzino. “Era l’estate del
1943, io vivevo a San Severo e la guerra fino a quel momento ci sembrava
molto lontana, quando un giorno tutti iniziarono a correre, si avvicinavano i
bombardieri alleati, non potevamo sapere quale fosse il loro obiettivo quindi
chi poteva si rifugiava in scantinati o su alberi di ulivo nelle campagne vicine,
quel giorno fu preso di mira un accampamento tedesco e la vicina città di
Foggia fu duramente colpita. Dopo quell’ondata di terrore e distruzione, a
Foggia non c’erano posti per dormire, tutto era distrutto, si costruirono in
fretta capanne di lamiera e di materiali reperibili per le strade, vidi che alcuni
recuperavano le lamiere dai carri armati distrutti, anche i tedeschi avevano
molta paura, capirono subito che non c’era nulla da fare se non nascondersi e
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────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

scappare durante i bombarda-


menti. Cercavano di nascondersi
tra i civili e forse anche per questo
la popolazione civile fu duramente
colpita. I miei ricordi più lucidi
sono quelli del dopoguerra,
quando iniziò la ricostruzione. Mi
stabilì a Foggia, dove c’era tanto
lavoro, c’era un’intera città da
rimettere in piedi, mi affidarono
una sorta di tre ruote con il retro residuato bellico di una bomba da 500 libbre
ribaltabile, io e altri ragazzi dovevamo raggiungere i posti paludosi vicino
Foggia e raccogliere terra e fango per poi portarla ai cantieri. Un ragazzo
della mia squadra un giorno mi disse di aver trovato molti soldi tra le macerie
di un edificio ridotto in polvere. Oltre a lavorare assistevamo anche a scene
poco belle, gli americani ormai si erano stabiliti in città, la sera molti di loro
erano ubriachi, facevano i prepotenti con le ragazze e ci sono anche stati
episodi di omicidio tenuti ben nascosti dai militari. Dall’altro lato c’eravamo
noi, molti ragazzi come me andavano in giro a raccogliere ferro ed alluminio
per sopravvivere. Il periodo della ricostruzione durò almeno vent’anni e oltre
a sistemare le zone colpite ci furono nuove costruzioni, si arrivò a via Ascoli,
nei pressi di villa Scaramella, ricco proprietario terriero. All’epoca c’era ancora
il piano delle fosse in funzione, era un grande mercato, ricordo che c’erano
molti venditori di fichi, nelle fosse si conservavano tutti i beni che non
venivano venduti in giornata e non era raro vedere estrarre molto cibo
avariato e ormai ammuffito. Dopo gli anni ’60 tutto questo sparì per far
spazio alle nuove abitazioni. Molti foggiani persero la casa e durante la
ricostruzione costruirono una sorta di baraccopoli a via San Severo, molte
erano quelle lasciate dagli americani che andarono via dopo pochi anni, si
creò un piccolo paese dove c’erano gli sfollati foggiani. La vita non era facile,
dopo la guerra il lavoro c’era ma era molto duro e faticoso, per vivere io
stesso andai a spalare i carboni per i treni che all’epoca erano a vapore, ogni
carro conteneva 24 tonnellate di carbone e il lavoro era tutto di braccia. Le
condizioni igieniche non erano di certo buone, rischiai molte volte di morire,
prima di Tifo, poi di Malaria, tuttavia mi salvai e ripresi a lavorare.”

http://foggiainguerra.altervista.org/wordpress/
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Digitalizzazione e innovazione dei processi didattici


per la qualificazione continua del personale UNIFG

Il tema della digitalizzazione dei servizi e della


didattica, nell’ottica dell’innovazione della
tecnostruttura, rappresenta un volano di
cambiamento e di efficienza nei processi e nei
servizi di un centro di ricerca e didattica
universitaria. A partire da questa premessa, il
processo di Faculty development perseguito
dall’Ateneo si arricchisce di ulteriori iniziative,
indirizzate alla formazione in servizio del
personale tecnico-amministrativo e di biblioteca
dell’Università di Foggia. I processi di
innovazione didattica e digitale che UNIFG sta
implementando, nella vision del Magnifico Ret-
tore prof. Pierpaolo Limone, necessitano della condivisione e reciproca
collaborazione fra tutti gli attori agenti nelle Università, per monitorare e
migliorare la qualità della formazione universitaria. La didattica a distanza, lo
smartworking o il telelavoro hanno dimostrato come l’innovazione digitale
permetta di fronteggiare condizioni di emergenza, consentendo di dare
continuitàalle funzioni di eccellenza dell’Università nell’ambito della didattica e
della ricerca. É auspicabile che l’integrazione di modelli di insegnamento e
lavoro, in presenza e a distanza, in un sistema ibrido di istruzione e di
servizi, sia realizzato anche in contesti universitari. Per raggiungere tale
obiettivo è necessario formare anche il personale tecnico-amministrativo
dell’Università UNIFG sui temi della educazione mediale e dell’innovazione
didattica, e in questa prospettiva il Master in Media education e didattica
digitale, attivato presso il Dipartimento di Studi Umanistici, persegue
l’apprendimento continuo e permanente del personale dell’Ateneo Foggiano;
pertanto, il Rettore, il Direttore Generale e la governance di Ateneo hanno
deciso di permettere l’iscrizione gratuita a tale corso di formazione superiore
per tutto il personale tecnico-amministrativo che ne farà richiesta.
Per il personale interessato l’istanza di iscrizione deve essere inoltrata tramite
sistema esse3 di ateneo entro il 15 luglio 2021.
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La Magna Capitana, un pezzo di società


in una biblioteca nuova di zecca

Siamo forse ancora abituati a


pensare alle biblioteche come ad
una serie di scaffalature con libri di
narrativa o di supporto didattico e
qualche aula studio. Luoghi in cui
trascorrono le loro giornate i
cosiddetti “topi da biblioteca”,
persone non particolarmente
votate alla socialità. Ma non è
affatto così. O almeno non per la
Gabriella Berardi e Fabrizio Sereno
Biblioteca di Foggia “La Magna
Capitana”, che rappresenta la nuova e penultima tappa di questa prima
stagione de “Il bello di Foggia”. E, nello specifico, il terzo appuntamento
all’interno del mini-viaggio che stiamo conducendo alla scoperta del Polo
Biblio-museale della nostra città. Un bacino di risorse culturali enorme, che,
per l’occasione, ci viene raccontato direttamente dalla direttrice del Polo, la
dottoressa Gabriella Berardi, bibliotecaria, ricercatrice e appassionata del
caleidoscopico universo che gira intorno all’editoria, che mostrerà, inoltre, in
anteprima per “Il bello di Foggia”, i meravigliosi ambienti totalmente rinnovati,
dalle sale bambini e ragazzi alle aule studio dall’accattivante design nuovo di
zecca, fino alle sezioni multimediali e all’area “gaming” ancora in via di
evoluzione, che, grazie al progetto regionale Community Library, stanno
rendendo la biblioteca del capoluogo dauno un luogo ancora più moderno e
innovativo, in cui trascorrere il tempo diventa un vero piacere. “La Magna
Capitana” è un mondo affascinante e complesso con le sue innumerevoli
sezioni e le tante iniziative intorno a cui gravitano tanti giovani, nonché un
vero e proprio pezzo di società che rema alacremente, e con entusiasmo, per
lo sviluppo del nostro territorio. In questa puntata visiteremo gli ambienti
didattici e culturali della biblioteca e concentreremo la nostra attenzione
anche su fondi e collezioni davvero preziosi e speciali, a molti ancora scono-
sciuti, accedendo, infine anche nel “dietro le quinte”, e cioè in luoghi di esclu-
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siva pertinenza del personale, solitamente chiusi al pubblico.

Grazie alla dott.ssa Berardi e al mio staff Potito Chiummarulo e Tonio Sereno
per la passione e l'entusiasmo profuso su un cammino in cui remiamo tutti
nello stesso senso, andiamo tutti nella stessa direzione. A chi vorrà, come
sempre, buona visione. (Fabrizio Sereno) https://www.youtube.com/watch?v=S2WB0xE6Pas

Foto di Potito Chiummarulo


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La Stele daunia trafugata ritorna a casa


con altri 782 reperti archeologici di rara bellezza

I Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bari,


coordinati dalla Procura di Foggia e con il contributo di Eurojust, l’agenzia
dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale, hanno
recuperato, riportandoli in Italia dal Belgio, 782 reperti archeologici di rara
bellezza, molti dei quali, trafugati da scavi clandestini in Puglia, ed in
particolare in provincia di Foggia, erano già stati esposti nel 1993 a Ginevra e
nel 1994 a Parigi. I reperti recuperati, risalenti a un periodo compreso tra il VI
e il III secolo a. C., si trovavano presso l’abitazione di un facoltoso farmacista e
collezionista belga.
“Le indagini, avviate nel 2017 a seguito di una segnalazione del Laboratorio
di Restauro della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le
province di Barletta, Andria, Trani e Foggia hanno consentito di individuare,
nella disponibilità di un facoltoso collezionista belga, una stele daunia dalle
peculiarità decorative tipiche dell’area archeologica di Salapia, agro del
Comune di Cerignola, pubblicata sul catalogo realizzato in occasione della
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mostra intitolata “L’arte dei popoli


italici dal 3000 al 300 a.C.”, tenutasi
dal 6 novembre 1993 al 13 febbraio
1994 presso il Museo Rath di
Ginevra e su quello dell’esposizione
che ha avuto luogo presso il Museo
Mona-Bismarck Foundation di
Parigi, dal primo marzo al 30 aprile
1994”.
L’esame tecnico effettuato in Belgio
dal consulente archeologo italiano
ha evidenziato l’autenticità e il
valore storico-culturale dei 782
reperti archeologici trovati nella
disponibilità dell’indagato, tutti
provenienti dalla Puglia.
Figurano fra questi un numero
elevato di vasi apuli a figure rosse,
anfore, ceramiche a vernice nera, ceramiche indigene e attiche, a
decorazione dipinta geometrica e figurata, stele figurate in pietra calcarea
dell’antica Daunia, oltre a numerosissime terrecotte figurate c.d. “tanagrine”,
testine fittili, statuette alate, ecc. Si tratta di beni nazionali databili tra il VI e il
III secolo a.C., tutelati ai sensi del “Codice dei beni culturali e del paesaggio”,
di un valore commerciale pari a circa 11 milioni di euro, depredati e
smembrati dai contesti originari, ora rimpatriati.
La stele daunia
“Il reperto appariva incompleto nella parte centrale, mancante in particolare
di un’iscrizione decorativa corrispondente a un frammento custodito presso il
Museo Archeologico di Trinitapoli (BAT) che, secondo l’intuizione di un
funzionario del Laboratorio di Restauro, completava il disegno del margine
inferiore dello scudo e la parte superiore del guerriero a cavallo, raffigurati
nell’antico manufatto. Le successive indagini hanno verificato che il
frammento conservato presso il Museo di Trinitapoli era perfettamente
sovrapponibile e completava la parte mancante del disegno della stele
custodita presso l’abitazione del collezionisa belga”.
http://www.carabinieri.it/cittadino/informazioni/comunicati-stampa/arte-rimpatriato-dal-belgio-un-tesoro-archeologico-di-
quasi-800-pezzi
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Salvatore Patete, Funzionario conserva-


tore restauratore presso il Museo del
Territorio di Foggia scrive sulla sua pagina
facebook “Questi sono solo alcuni dei
reperti che sono rientrati dal Belgio. Tanta
bellezza sottratta illegalmente da Arpi,
Salapia e Canosa che ora è tornata a casa.
Undici milioni di euro i soldi sottratti
all'archeo-mafia e ridati al nostro patri-
monio. Oggi il mio lavoro ha avuto un
riscontro oggettivo impareggiabile”.
https://www.facebook.com/salvatore.patete

“Altre immagini di quanto rientrato, è uno dei più grandi sequestri effettuati,
il più grande di materiale archeologico proveniente dal nord della Puglia. 782
preziosità”.
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Lo Yoga Sutra di Patanjali è un antico testo


indiano di rilevante importanza nel mondo dello
yoga, composto da 196 sutra, aforismi, che
descrivono la disciplina e guidano il praticante
secondo i principi del Raja Yoga. All’interno del
testo Patanjali introduce il concetto di asthanga
Yoga, gli 8 passi dello Yoga, ovvero il percorso
che lo yogi deve intraprendere per arrivare al
Samadi. Nel punto di partenza del percorso tro- gabry.yoga@gmail.com
viamo Yama e Nyiama, le restrizioni e le osservanze, 10 linee di com-
portamento che costituiscono la base morale di uno yogi, il primo Yama è
Ahimsa, la non violenza. Ma cosa s’intende per non violenza? Chiaramente
non fare del male ad alcun essere vivente, comprese le piante, sia in senso
fisico che verbale ma nelle filosofie orientali è bene non soffermarsi alla
definizione più superficiale scavando sempre un po’ in profondità, potremmo
dire che Ahimsa significa “non mettere il proprio ego davanti agli altri”, un
concetto senza epoca e senza provenienza, che può abbracciare qualsiasi
religione, etica e cultura, soprattutto la nostra distratta e irrequieta umanità
occidentale. Ad esempio, è violenza quando parcheggiamo in un posto per
disabili o per donne in gravidanza, è violenza quando facciamo le scarpe ad
un nostro collega per ottenere più meriti o più profitti, è violenza quando
gettiamo distrattamente o intenzionalmente un fazzoletto di carta dal
finestrino o peggio ancora quando non ripuliamo dopo un picnic, è violenza
quando strappiamo le foglie di una pianta per gioco, è violenza quando
ingabbiamo un uccellino o un pesce in un’ampolla considerandoli oggetti
d’arredo, è violenza quando limitiamo la libertà dell’altro a causa delle nostre
paure e di altri esempi ce ne sarebbero mille. Tutto nasce dal concetto di non
dualità, che implica il non sentirsi un individuo a sé stante, distaccato da ciò
che lo circonda ma parte di un insieme, come un tassello di un grande puzzle.
Guardando gli altri esseri umani, gli animali, gli alberi come un’unica realtà,
un prosieguo di noi stessi Ahimsa diviene un meccanismo naturale.

https://www.facebook.com/Gabryogateacher
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A Castelluccio Valmaggiore il 26 giugno


Carmen Totaro per Fuori gli autori
Il secondo degli appuntamenti “in
trasferta” della rassegna di
incontri letterari “Fuori gli autori”
organizzata dal Polo Biblio-
museale di Foggia, istituito dalla
Regione Puglia, dalla Provincia di
Foggia e dalla Libreria Ubik, con il
patrocinio della Regione e del
Teatro Pubblico Pugliese e la
collaborazione del gruppo di
lettura della Biblioteca “Viaggi tra
le righe” e del premio-progetto
“Leggo Quindi Sono” si terrà il 26
giugno a Castelluccio Valmaggiore con Carmen Totaro, che presenterà Un
bacio dietro al ginocchio (Einaudi, 2021).
La presentazione del libro sarà preceduta alle 17.30 da Pino Casolaro della
compagnia Teatro dell’Accorgergersi che terrà un incontro sul tema
“Raccontare: la parola interpretata”.

Tutti gli aggiornamenti sul portale della biblioteca www.lamagnacapitana.it e


sull’App La Magna Capitana, con le indicazioni anche dei recapiti cui rivolgersi
per richiedere ulteriori informazioni sui singoli eventi.
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Raffaele Lepore
Raffaele Lepore nasce a Foggia il 10
settembre 1923 e scompare il 28 settembre
1989. Ancora oggi le sue poesie e le sue
commedie vengono riproposte nei vari
teatri e scuole da compagnie teatrali alle
quali vanno i ringraziamenti delle figlie
perché il lavoro di Raffaele Lepore rimane
nel tempo e nella cultura dei cittadini
foggiani ed un ringraziamento va anche alla
Città di Foggia che ha voluto ricordarlo
dedicandogli una strada. (Ornella Lepore)
https://manganofoggia.it/raffaele-lepore-2/

DUMÈNECHE A SEPÒNDE
Dumèneche de luglie. Sond’i otte, S'acciàcchene, se vòttene pe rète,
sott'a stazione 'a gènde nen se conde, se mèttene 'ngundraste e non se trase:
sta folle ca se move, ca se votte, a chi se storce ‘u vrazze, a chi nu pète,
aspètte 'u trène ch'hadda jì a Sepònde. stace chi sude e chi s'attappe 'u nase.

'Umene fatte, vècchie, trezzelose, 'U trène, finalmènde s'è 'bbijàte,


uagliune, segnurine, criature, ma stanne cum'e sarde, appezzecàte,
gènde a la sdusse¹ e gènde cundegnòse quille allempìde e quilli là assettàte:
ca mire a na jurnate de fresckùre! 'u prime bagne turche d'a jurnàte !

Stace arruvanne 'u trène, chiane chiane: Amminz'a quillu poche de scumpìgghje,
è n'arrambagge, se scatène 'a guèrre ! chi ha perze 'u frate, chi cérche 'u marite,
A corse éje pe chi prime anghjane: chi 'a borze d'u tembàne, e chi nu figghie,
sò borze alàrje, criature 'nderre, chi chiagne p'u currìve e s'è pendìte.

lùcchele, chiande, gràppule de gènde Portabagaglie chjine du uagliune,


appezzecàte 'mbacce 'e fenestrîlle sott'e sedile 'i borz'u magnatòrie,
pe truvà poste 'a spose e 'i canuscènde valige, pacche e mazze de 'mbrellune;
strinde ind'o vutta vutte d'u spurtîlle. stu trène nn'è nu trène: è 'u Pregatòrie !
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Tire sta ciammaruche e nen ge 'a face, 'u giòvene s'abbotte e cacce 'u pîtte,
sbuffe, cacce 'u fume, tène 'a ffanne, 'u minze timbe allonghe 'u capecûlle,
'a gènde è troppe e angòre 'ndrove pace. 'i criature se fanne 'i dispîtte,
E' sèmbe na canzone, ogne anne! pò stace chi te tagghje 'i panne 'ngûlle!

Ma 'ngrazie a Dije, uvì, sîme arruvàte, S'è fatte tarde, 'u sole se ne vace,
se jètte abbasce 'a gènde e fuje angòre. ma ha tinde a tutte quande e mò s'a rire:
Quande ce 'nnanne ? Cume l’ha purtàte? - « vedime quisti quà si sò capace
Se vède 'u mare, già se sènde 'a 'ddore ! de stà 'nd'o litte, de tendà nu gire ! » -

L'ùtema corse pe truvà 'a gabine, Sò vrazze, gamme, nase rusce rusce,
pò finalmènde ognune se sestème: sò tutte culurite, chè bellèzze !
se mètte tanne tanne 'u custumine, Tòrnene 'o trène 'i peperusce, musce,
ésce, se coce 'i pîde e pò gastème. brùcene 'i carne, se sènde ‘a stanghèzze.

Na jurnate de strusce sop'a spiagge, A Fogge tutt'u Viale 'a ferruvìje


indande 'u sole coce e pungechèje, se énghje de bagnande mò turnàte,
ma nînde, nenn’i fîrme, chè curagge! mînze vestute, scàveze p'a vije,
'A uagliungèlle ca se cutulèje, ck’i còzzele pelose e ck'a mappàte.
Raffaele Lepore – da Carosello foggiano, 1970
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Composta a marzo 2020 rispecchiava la situazione


di quel periodo e ciò che provavo in quei
momenti. Se vi chiedete come mai il mio modo di
scrivere è un mix di italiano, foggiano e
napoletano vi dirò che dipende dal poco foggiano
appreso da bambino giocando per strada e da un
napoletano appreso durante gli studi universitari.
https://www.facebook.com/ruggiero.balducci1 Ruggiero Balcucci

UN VIRUS DEMOCRATICO
Aro‘ sta la primavera Vecchi giovani poveri e ricchi
Piena di sole e di colori Sott'a maschera, tali e quali
Vec' solo terra nera Ma leveta 'a mascherina,
Ngopp' ai bare ngopp' ai fiori e levati pure i guanti
Non si fanno funerali no nun simm' tutti uguali
Non si fanno matrimoni stanno sempre gli importanti
Non si posson dire messe ''lei non sa chi sono io''
Tutto pe' evità le resse Senti dir a qualcuno ancora
Stimm 'a casa stimm' 'nghiuse Ma che dici, chi ti credi
Come a tanti prigionieri Siamo uguali, non lo vedi
Stanno pure ai domiciliari Manco 'o virus ti rispetta
Tutti i parlamentari Se ti piglia e poi ti alletta
Avevamm' aspettà 'o virus Che tu sia popolo o aristocratico
Per sentirci tutti uguali Questo virus è democratico
Ruggiero Balducci, Foggia 23 marzo 2020
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L’origine di tutte le cose


Si replica domenica 27 giugno
FOGGIA – Il MAG (Movimento Artistico
Giovanile), venerdì 25 giugno, è tornato a
Parcocittà per presentare lo spettacolo per
famiglie "L'Origine di Tutte le Cose - Viaggio
nello Spazio alla Ricerca della Chiave
dell'Universo".
Testo di Yuri Napoli, regia di Valeria Nardella,
con Eric Paterniani, Martina Angelucci e Flavio
Marigliani. Musiche di Antonio Cicognara,
costumi e scene di Giulia Balbi e coreografie di
Paolo Cives.
Si replica Domenica 27 giugno. Appuntamento
alle ore 20:30 nell'arena del Centro Polivalente
di via Rovelli a Foggia. Ingresso gratuito,
prenotazione obbligatoria cliccando su:
https://www.parcocittafoggia.it/evento/lorigine-di-tutte-le-cose/


L’Associazione teatrale romana, inoltre,


proprio in questi giorni di trasferta a Foggia
ha concluso una “iniziativa di volontariato
penitenziario” sul tema “Cresciano insieme”
con genitori e bambini uniti, all' insegna del
teatro e della scrittura creativa.
“È stato questo – scrivono sulla pagina
facebook del MAG – dal 21 al 25 giugno, un
viaggio incredibile, In collaborazione con CSV
di Foggia e U.E.P.E. Siamo felici di aver
contribuito, nel nostro piccolo, alla crescita
artistica e umana di queste famiglie”.
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La leggenda di Riccioli d’Oro

Ci piace riproporre su questa bella testata


dell’amico scrittore Tonio Sereno, ideata con
gusto ed eleganza grafica e, soprattutto, con
notevole attenzione per la nostra storia locale,
una vecchia storiella già da me pubblicata per
primo vari anni fa e, purtroppo, anche
scopiazzata sul web; come dicevano gli antichi
Latini repetita iuvant e quindi ve la
riproponiamo nella mia versione originale per il
piacere di riscoprire le nostre tradizioni e
respirare la storia segreta che si nasconde)
dietro le vetuste costruzioni e tra i vicoletti e gli archi del centro storico di
Foggia.
Il nome Riccioli d’Oro evoca il personaggio di Shirley Temple, la biondissima
bambina prodigio del cinema americano che nel 1935 partecipò ad un film
dallo stesso nome; più indietro nel tempo ritroviamo la favola Riccioli d’Oro e
i tre orsi di H. Christian Andersen; ma non dimentichiamo che anche a Foggia
esiste una poco conosciuta leggenda che ha per protagonista una bellissima
bambina, Riccioli d’Oro, vissuta nel ‘500.
La nostra città era allora un piccolo centro con poche migliaia di abitanti, un
microcosmo in cui tutti si conoscevano ed i più piccoli scorazzavano allegri tra
le stradine, sotto gli archi e su e giù per le scalette del vecchio centro storico.
Tra questi pargoli una bimba si distingueva per la sua ricciuta e folta
capigliatura color oro ed era da tutti chiamata Riccioli d’Oro.
Orfana di padre, era figlia di una povera lavandaia che esercitava la sua
attività tra via Pescheria ed il Pozzo Rotondo, dove alcune capienti vasche e
dei pozzi, erano a disposizione della popolazione per usi pubblici.
Riccioli d’Oro scorazzava per le strade di Foggia con altri ragazzini, che come
piccole rondini, correndo, quasi volavano per tutta la città; la sua simpatica
personcina non passava inosservata ed i suoi caratteristici riccioli
svolazzavano dorati ai primi soli di marzo, quando la città, durante la guerra
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franco-spagnola, fu triste-
mente saccheggiata, il giorno
8 marzo del 1528, dai mer-
cenari Lanzichenecchi al
soldo dei Francesi guidati dal
crudele visconte di Lautrec,
che morirà poco dopo di
peste durante l’assedio di
Napoli.
Invasa dalle truppe al soldo
dei Francesi, Foggia fu teatro
di combattimenti strada per
strada, un’atroce guerriglia
che finì con un terribile
saccheggio subito dalla popo-
lazione inerme; tra morti e
dispersi la città si ridusse a
circa un migliaio di abitanti.
Il maggior contributo di
sangue lo diedero le donne
ed i bambini, tra questi anche
la nostra Riccioli d’Oro scom-
parve tra gli incendi e le distruzioni ed il suo corpo non fu più ritrovato. La
madre pregò a lungo la Madonna dei Sette Veli, protettrice della città di
Foggia, affinché fosse ritrovato almeno il corpicino di Riccioli d’Oro, ma tutto
fu vano e furono rinvenuti solo i suoi riccioli.
La Madonna, per compassione, accontentò la povera madre con un singolare
miracolo, trasformando i Riccioli d’Oro in tante piccole volute di pietra, che
oggi ritroviamo negli angoli e nei portali di molti antichi palazzi foggiani e che
al primo sole di marzo sembrano colorarsi d’oro. Inoltre, presso il Museo
Civico di Foggia, un misterioso disegno di bambina, realizzato nel secolo
scorso dal Michetti, sembra raffigurare la nostra Riccioli d’Oro e qualcuno
giura di aver visto sorridere ancora la fanciulla del disegno nella giornate di
sole, fu forse lo spirito guida della bambina ad ispirare l’artista?

da “Leggende e storie della città e di famiglia”, Foggia, 2016


⑱ N. 38 del 26-06-2021
────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

Giugno, bracciate di sole Ecco è piena la spiga


nella campagna fiorita, che dirai alla mia e la falce è nel pugno;
anima che ti vuole ascoltare? e il buon sole di giugno
Che dirai alla mia anima, rallegra la fatica.
giugno, di verde vestito?
(Concha Urquiza) (MarinoMoretti)

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La storica linea ferroviaria


Foggia 23/06/2021

Una notizia BUON ...ina!


Solo per la stagione balneare riapre la STORICA
linea ferroviaria FOGGIA-MANFREDONIA.
“Già in esercizio dal mese di luglio del 1885, La
ferrovia Foggia – Manfredonia è una linea
secondaria esercitata con trazione termica.
Unisce alla rete nazionale la città di Manfredonia,
importante centro portuale ed industriale il cui
porto vanta un' antica tradizione peschereccia e
rappresenta la porta meridionale del Gargano.
La linea presenta un andamento lineare, è a binario singola e si snoda nelle
distese del Tavoliere orientale per circa 40 km.”
da “STAZIONI NEL MONDO”.
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N. 38 del 26-06-2021 ⑳
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Foto di Gino Marmorino – Linea ferroviaria Foggia-Manfredonia


V N. 38 del 26-06-2021
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Un bassorilievo bronzeo
dedicato alle Donne Vittime di Violenza

FOGGIA – Martedì 29 giugno


2021, alle 19,00, in Piazza della
Libertà a Foggia, verrà inau-
gurato un monumento bronzeo
del maestro Leonardo Scarinzi,
originario di Faeto (noto per aver
realizzato il monumento al
“Viaggiatore” - ora rimosso
perché a più riprese vandalizzato
- nel piazzale antistante la
Stazione Ferroviaria di Foggia,
donato dal Rotary Club del capo-
luogo) a cura del Club Inner Wheel Foggia CARF Distretto 210 – Italia,
presideuto da Mariana Iannantuoni Ciuffreda. L' International Inner Wheel e'
una delle maggiori organizzazioni femminili di servizio al mondo. Il bassorilievo
bronzeo dal titolo “Il pianto del fiore”, vuole essere un doveroso omaggio alle
“donne vittime di violenza” che Scarinzi ha evidenziato rappresentando la
donna in un atteggiamento di difesa.
Completa l’opera una targa con incise
alcune frasi tratte dal Talmud (che significa
“insegnamento”, “studio”, “discussione” ed
è uno dei testi sacri dell’ebraismo) che
suggerisono come bisognerebbe com-
portarsi con le donne.
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“State molto attenti a far piangere una
donna perché Dio conta le sue lacrime.
La donna è uscita dalla costola dell’uomo,
non dai piedi perché dovesse essere calpe-
stata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco, per essere uguale. Un
po’ più in basso del braccio, per essere protetta. Dal lato del cuore, per essere
amata.”
N. 38 del 26-06-2021 W
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Fame/Fama d’artista
Un’idea di Rosanna Giampaolo e Angelo Pantaleo

https://www.facebook.com/aps.creo

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