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Attualità culturali, storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari

Free Magazine diretto da Tonio Sereno – toniosereno@gmail.com


Tutte le gradite e amichevoli collaborazioni sono da intendersi a titolo gratuito
Anno I – 27 Maggio 2021
http://ildialettodifoggia.altervista.org/cultura-società-magazine.html

Immagine (particolare) di Moreno De Lauri – Instagram @morenoesanta

In questo numero:

1) La Filiera Culturale di Foggia – La parola agli operatori: Max De Martinis, videografo


2) Parcocittà News – Il mondo dei libri: La quarta mafia di A. Laronga il 28 maggio
3) Michele Casalucci – Circuiti della memoria: Castelfiorentino (4ª parte)
4) Amici della musica - San Severo: Omaggio a Ennio Morricone il 28 maggio
5) Gabriella Maestri – Olistiche visioni: Lo Yoga cambia la vita!
6) Piccolo Teatro Foggia- In scena: Che titolo ci date il 5 e 6 giugno al Teatro del Fuoco
7) Rosa Serra – Raccontare in versi: Tratturi
8) Salvatore Il Grande – Versi d’autore: ‘A vaccenazijòne, atto secondo….’u rechiäme
9) Angelo Giorgio Pellicano - La misteriosa rinascita di Foggia (4ª parte)
10) Museo storico dei pompieri / Teatro Cinque -Valorizzare il patrimonio il 29 maggio
11) Michele Parisi - Diario per immagini: Maggio (5-16-23-24)
12) Tonio Sereno – Fotografando la Daunia – Foggia: Piazza Umberto Giordano
N. 28 del 27-05-2021 ②
────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

La parola agli operatori


Martedì 18 maggio, gli operatori della
Filiera Culturale di Foggia si sono
ritrovati in Via Gramsci, proprio di
fronte alla sede degli Uffici
dell’Assessorato alla Cultura del
Comune di Foggia, per sensibilizzare la
città sulle precarie condizioni in cui
versa tutto il comparto a causa delle
restrizioni imposte dal governo per
contrastare la diffusione del Covid-19.
Molti degli operatori presenti hanno
spiegato i motivi della protesta.
Il nostro Magazine vuole dare voce a ciascuno di loro partendo dalla
professione che svolgono.
Videografo: “È la persona che agisce fisicamente sulla telecamera o in una
produzione video, televisiva o cinematografica, allo scopo di riprendere,
trasmettere o registrare le scene richieste. Inoltre si occupa del montaggio e
della produzione dei video.”

Max De Martinis: “Sono un videografo professionista. Mi considero un artista,
un creativo. Mi occupo principalmente del settore Wedding, però noi
videografi, come codice Ateco, rientriamo nella categoria di chi fa Service
video, quindi di chi fa anche cultura. Purtroppo siamo stati totalmente
trascurati dal Governo per quanto riguarda le nostre istanze. Non abbiamo
avuto contributi perché purtroppo i nostri codici Ateco, secondo loro, potevano
comunque lavorare in tempo di pandemia. Ci hanno detto:“ Potevate fare
altro e non quello che fate professionalmente!”. Chiediamo che si parli di noi,
che ci siano dei contributi per sostenere le nostre aziende perché la filiera
culturale e, nello specifico, la filiera del cerimoniale, muove migliaia e migliaia
di persone e di famiglie che vivono di questo.”
https://www.youtube.com/watch?v=5jecZqNa3Bc
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FOGGIA – Un libro per spiegare


l’origine, l’evoluzione e gli assetti
attuali di un fenomeno criminale
complesso e pericoloso, assurto ormai
a problema nazionale. E’ “La Quarta
Mafia” di Antonio Laronga (Edizione
PaperFIRST), che verrà presentato
venerdì 28 maggio 2021 alle ore
18.30 al Centro Polivalente di
Parcocittà, via Rovelli 7/9 Foggia.
L’incontro è promosso dall’A.N.P.I.,
Comitato Provinciale di Foggia, la
Consulta provinciale per la Legalità di
Capitanata e Parcocittà. Dopo i saluti di Nicola Gatta, Presidente della
Provincia di Foggia, dialogheranno con l’autore: Michele Galante, presidente
provinciale ANPI; Simona Padalino, coordinamento Parcocittà; Emilio Ricci,
vicepresidente nazionale ANPI. Coordina il giornalista Geppe Inserra.
La “Società” foggiana, la mafia garganica e la mafia cerignolana sono
raccontate attraverso quarant’anni di vicende criminali tratte da fonti
giudiziarie e da documenti investigativi. Contrabbando, narcotraffico,
estorsioni, costellate da centinaia di omicidi commessi con ferocia brutale.
Negli ultimi anni, lo scioglimento per mafia di alcuni comuni e l’improvviso
aumento della violenza omicida, hanno lasciato intravedere ad un pubblico
più ampio alcuni frammenti di un disastro civile. Tutti elementi che Antonio
Laronga racconta egregiamente nel suo libro.
Antonio Laronga, in magistratura dal 1993, è procuratore aggiunto di Foggia.
Da oltre vent’anni si occupa di criminalità organizzata e delle mafie foggiane.
È autore di saggi e pubblicazioni scientifiche in materia di diritto penale e
processuale. È stato condirettore della rivista “La corte d’assise”.
Gli accessi all’evento di venerdì 28 maggio a Parcocittà saranno contingentati
e secondo normativa anti Covid.
Prenotazione su https://www.parcocittafoggia.it/evento/la-quarta-mafia/
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Lasciamo la zona degli scavi e ci dirigiamo


a Torremaggiore dove, nel castello Ducale sono
allestite le sale espositive del Museo Civico.
Il castello, inizialmente una struttura fortificata di
epoca normanna, è stato ampliato e modificato da
parte delle famiglie feudatarie che lo hanno
abitato (fra queste i principi de Sangro), fino ad
assumere l’attuale fisionomia di palazzo tardo ri-
nascimentale. Ha forma di quadrilatero irregolare, ed è completato da sei
torri: quattro cilindriche merlate, situate agli spigoli, e due quadrangolari,
l’una mutila nel cortile centrale (sec. XII), l’altra più piccola sul lato
meridionale.
Anche qui ci accoglie una delegazione del Fai e la nostra guida, Mariangela, ci
guida nelle sale espositive. Il museo è piccolo, ma dignitoso e ben
organizzato. A questo bisogna aggiungere una pregevole pubblicazione, ben
più ampia di un semplice catalogo, arricchito da saggi e da un notevole
apparato iconografico: (Italo Maria Muntoni (a cura di), Fiorentino e il suo
territorio, Mario Adda Editore, 2016).
Nella prima sala sono esposti reperti trovati in località Masseria
Petrulli (grosso modo ai piedi del sito di Castel Fiorentino): ceramiche e vasi
riferibili al periodo dauno geometrico, Vi secolo a.C.; varie fibule in rame, una
fibula in argento; è presente anche una ceramica di fabbricazione etrusca.
Nella seconda sala, con un salto di alcuni secoli, si passa ad alcuni reperti
ritrovati in località Canale della Strettola e risalenti all’epoca romana (IV-VI
secolo d.C.). Mentre nel primo caso si trattava di reperti provenienti da una
necropoli, qui gli scavi hanno riguardato un’area interessata ad un
insediamento abitato e quindi, oltre ad una serie di ceramiche di uso comune,
ad alcune ceramiche africane per uso domestico, c’è anche una grande anfora
(dolio) recuperata da una fossa interrata, nella quale venivano conservate
derrate alimentari. Il pavimento di questa sala è quello originale dell’ambiente
di epoca normanna: una stalla della quale, oltre alla pavimentazione, si
evidenziano anche i canali di scolo per i liquami.
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Foto di Michele Casalucci - Una sala del Museo Civico di Torremaggiore con i reperti di Castel Fiorentino

Il pavimento in cristallo della terza sala mostra alcuni scavi di locali e gallerie
sotterranee risalenti ad un’epoca ancora posteriore (‘4-‘500), che dal castello
conducevano all’antico e popolare quartiere denominato “Codacchio”.
Le altre tre sale sono dedicate ai reperti trovati negli scavi di Castel Fiorentino.
Nella quarta sala, i reperti provengono dal centro urbano e sono costituiti da
piatti e vasi con rivestimento vetroso e disegni vivaci e colorati con figure e
disegni geometrici. Sono esposti anche brocche, vari oggetti in bronzo, altri in
vetro. Alcuni di questi oggetti hanno pregevole fattura, la qual cosa indica la
presenza in loco anche di abitanti di ceto elevato.
La quinta sala è dedicata all’area della cattedrale. Molto bello un frammento
lapideo intarsiato con le figure di due guerrieri, trovato in un pozzetto sotto il
livello pavimentale. Da rilevare che alcune incisioni, forse attribuibili ad ordini
militari, sono individuabili su alcune delle pietre delle paeti della domus
federiciana.
Anche qui, nella quarta sala, sono esposte ceramiche e vasi. Dalle tombe poste
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Foto di Michele Casalucci - Il gruppo sbandieratori di Torremaggiore

nell’area della cattedrale, e quindi attribuibili a personalità di rilievo, monili,


fibbie, ceramiche e vetri. Nella sala un plastico degli scavi della cattedrale e
una ricostruzione tridimensionale della stessa. Infine un fine capitello
corinzio, ma di incerta provenienza.
Nell’ultima sala i reperti provenienti dall’area della domus. Anche qui
ceramiche invetriate dai disegni delicati e raffinati e frammenti di vasi.
Assai particolari e interessanti, fra gli altri oggetti, un dado da gioco in osso e
un pezzo degli scacchi, probabilmente un pedone, anch’esso in osso.
Completano l’esposizione alcuni pezzi architettonici che erano di ornamento
della domus.
Altri numerosi reperti sono conservati nei sotterranei del castello; una
raccolta di monete è invece al Marta di Taranto.
La nostra visita si conclude con l’esibizione del locale gruppo di sbandieratori
che, in costume e con vibrante rullo di tamburi ci salutano al termine del
circuito museale nella corte del castello.

Pubblicato il 20 maggio 2021 da michele1357


https://michelecasa.wordpress.com/2021/05/20/castel-fiorentino-2/
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Omaggio a Ennio Morricone


SAN SEVERO – Un concerto sinfonico
dedicato ad Ennio Morricone e alle sue
intramontabili musiche da film. E’ questo il
prossimo appuntamento con gli Amici
della Musica in programma venerdì 28
maggio 2021, alle ore 20, presso il
Cinema Cicolella con la prestigiosa
Orchestra del Traetta Opera Festival di
Bitonto diretta dal M° Vito Clemente,
eccellenza pugliese di livello
internazionale.
In questo concerto dal titolo “Metti una
sera…” si potranno riascoltare i temi
celebri delle colonne sonore di Morricone
per il cinema e la televisione (“La leggenda
del pianista sull’oceano”, “Nuovo Cinema
Paradiso”, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, “C’era una
volta in America”, “Giù la testa”, “La califfa”, “Il segreto del Sahara”, “La
Piovra”, “Metti una sera a cena”, “C’era una volta il West” ecc elaborate dal
maestro Vincenzo Anselmi.
Lo spettacolo, inserito nella 52.ma Stagione concertistica dell’Associazione
Amici della Musica, rende omaggio al grande compositore, pilastro della
musica applicata del Novecento, insigne artista e meticoloso artigiano della
musica.
L’evento è organizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, la
Regione Puglia – Assessorato dall’Industria Turistica e Culturale, la Città di San
Severo – Assessorato alla Cultura, Resonance – Ritorni e sonorità fra arte,
natura, cultura ed emozioni.
Durante l’evento, verranno seguiti tutti gli adempimenti e le misure
anticontagio in ottemperanza alle norme e disposizioni vigenti per legge volte
al contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Per informazioni: 348.6628775 – 329.1286673
https://www.sanseverocitta.it/home/
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Prima di diventare un’insegnante di Yoga,


prima ancora di diventare una praticante
di quest’antica disciplina, la mia vita era
molto diversa.
Non mi riferisco a ciò che mi circonda,
vivo sempre nella stessa città, la mia
famiglia è sempre quella ed anche gli
amici, in gran parte, sono rimasti gli
stessi. Parlo di un cambiamento interiore
che ha definitivamente modificato e
migliorato il mio approccio alle cose.
Al di là dei benefici fisici che si ottengono con la pratica, la cui finalità non è
mai un miglioramento estetico (quello è più che altro una conseguenza),
quello che accade ad un livello più profondo è impagabile. Lo Yoga regala la
possibilità di imparare a vivere nel presente, il che non implicacancellare il
passato o non avere obiettivi futuri ma non lasciarsi “dominare” dai ricordi e
dalle emozioni legate ad essi né dall’ansia di quello che potrà accadere
domani, significa godersi il percorso attimo per attimo, accettando ciò che è
stato, avendo fiducia in ciò che sarà e divenendo consapevoli di ciò che è.
Quando divento consapevole del mio corpo saprò muovermi nel modo
corretto, migliorerò la mia postura, svilupperò una maggiore flessibilità ed
elasticità e questo mi permetterà di prevenire o contrastare problematiche più
serie. Imparando a controllare il mio respiro, che è collegato al sistema
nervoso centrale, sarò in grado di gestire le mie emozioni senza lasciarmi
sopraffare evitando di auto-provocarmi a lungo andare danni di natura
psicosomatica. Imparando a centrarmi, ad essere presente in ogni istante della
mi vita, senza lasciarmi continuamente distrarre dai pensieri che mi
allontanano dal qui e ora, sarò più concentrata, saprò prendere decisioni più
lucide, sarò in grado di accogliere e gestire qualsiasi cosa arrivi nella mia vita
nel bene e nel male, imparando a vedere le cose per quello che sono, perché
spesso l’unico ostacolo con il quale ci scontriamo è la nostra mente.
gabry.yoga@gmail.com
https://www.facebook.com/Gabryogateacher
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“Dopo più di un anno di chiusura del


nostro Piccolo Teatro di Foggia e di tutti
gli altri contenitori della città a causa
della terribile Pandemia, finalmente siamo
pronti a ripartire, nella speranza che la
nostra ripartenza sia un segnale
importante sia dal punto di vista culturale
che sociale. In scena sabato 05 e
domenica 06 Giugno 2021 c/o il Teatro
del Fuoco con la nuovissima commedia
targata Piccolo Teatro di Foggia dal titolo
"CHE TITOLO CI DATE", piece liberamente
ispirata a "Dove Vai Tutta Nuda" di
Georges Feydeau e scritta da Vincenzo
Russo per la regia di Dino La Cecilia. La
messa in scena degli spettacoli è stata de-
cisa grazie alla particolare vicinanza e all'aiuto encomiabile dal punto di vista
organizzativo e burocratico della Amministrazione Provinciale di Foggia, che
come noi ha creduto fosse indispensabile dare un segno importante a tutta la
città attraverso la riapertura di un contenitore culturale come il Teatro del
Fuoco”. Sintesi dello Spettacolo
La vicenda si svolge negli immediati anni prima della pandemia, a casa di un
giovane onorevole alle prese con la campagna elettorale per il secondo
mandato alla Camera. La sua importante morale si cozza con il carattere
libertino della moglie, della sua stravagante cameriera, del suo
particolarissimo maggiordomo e con l’esuberanza del suo più stretto
collaboratore. Tutti questi personaggi potranno rischiare di compromettere la
sua carriera, con l’arrivo di un giornalista/investigatore. Se ne vedranno delle
belle, tra equivoci e gag esilaranti.
Cast: Dino La Cecilia, Fabio Conticelli, Francesca D'Elia, Sarah Panessa, Fabio
Maggio, Vincenzo Russo.
Verranno rispettate tutte le normative anti Covid-19.
Per info segreteria del Piccolo Teatro di Foggia - 0881723454 – 3297867649
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Per me la transumanza ha un valore speciale,


prezioso: quello della mia fanciullezza di cui,
grazie alle greggi, sono ancora vivi i ricordi, i
colori, gli odori e i suoni di quei giorni.
Erano quegli anni belli, in cui bambina, vedevo
passare sulla strada sotto casa migliaia di
pecore, i pastori con mantello, il cappellaccio
e i bianchi cani abruzzesi obbedienti ai lunghi
fischi. Rosa Serra

Abitavo in un palazzo, di fronte al campo sportivo, che si affacciava su viale


Ofanto e che allora corrispondeva alla statale 16. (Ancor prima quella zona
era conosciuta come Borgo serpente - ne ho trovato il nome negli atti
catastali della casa)
Quella strada veniva utilizzata dai pastori per recarsi verso i pascoli di Ascoli
Satriano oppure proseguendo per la via che oggi porta al quartiere CEP,
verso la piana dell'Incoronata.
Poi c'erano le volte in cui il gregge si fermava per la notte nella masseria
situata di fianco al campo sportivo, lato gradinata e che negli anni 60
scomparve per far posto all'attuale grande palazzo. Quelle notti non si
dormiva per il grande belare che oltrepassava le imposte chiuse, ma anche
questa era un'occasione per me di grande eccitazione e felicità.
Tutto ciò lo raccontavo alla maestra. E poi le spiegavo con orgoglio che quella
strada "era importante" perché arrivava - come sentivo dire ai grandi -
nientedimeno che ……...a Venezia.
Con tutta la classe guardavamo la cartina dell'Italia, cercavamo cosi i luoghi
della transumanza, l'Abruzzo, il Molise, il Gargano ed ovviamente anche
Venezia.
E fu così che tra greggi, tratturi, cartine e il mio fantasticare, nacque la mia
passione per i viaggi. Un amore che ancora non mi abbandona. La curiosità
di sapere dove finisce una strada, …..se finisce.
E in tutto ciò si inserisce la mia poesia sui Tratturi, la grande autostrada della
nostra storia che ha unito animali e genti.
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Camminano Ricordano tutto i Regi tratturi,


solitari, silenziosi che sgomenti
i tratturi e i tratturelli, vivono il vuoto dell'abbandono.
che il tempo ha svuotato
di suoni, di voci Ora è solo il vento
di scampanellii incessanti. a percorrere queste antiche vie;
Sono ricordi solleva mulinelli di polvere,
di mille e mille anni. la polvere della memoria.
E in certe notti gioca
"Passi lenti, pesanti di fatica a riportare echi lontani,
in compagnia di vento racconti di pastori
pioggia sole luna intorno ad un pancotto
bastone e mantello. di verdure amare
Un dolce belare, e l'ululato
richiamo per i giovani agnelli, di un lupo solitario,
e un abbaiar di bianchi cani". mentre una luna piena
illumina di miraggi
RSerra, Maggio 21 la bianca strada.
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Da quando è iniziata la campagna vaccinale


anti-covid, si è capito presto, come questo
nostro bel paese, stia ribadendo, qualora ce ne
fosse ancora bisogno, la validità di un famoso
detto nostrano:
<< p’ogn’e ‘ccòse….famme fèsse ‘e famme
‘apprime! >>
Tanto si sta verificando, visto che i protocolli
iniziali e i calendari sono stati in gran parte,
saltati, disattesi, ovvero….la tanto proclamata
precedenza agli anziani e le fasce deboli e
fragili, è saltata e non per colpa dei medici di
base, visto che hanno dovuto elemosinare le
dosi, malgrado le liste regolarmente
presentate e che invece sono state fornite prioritariamente alle Hub.

Non è questa un’organizzazione degna di un paese civile e avanzato come il


nostro. Scusate lo sfogo. Così mi sono permesso di vedere la cosa in termini
goliardici…..ma non troppo.
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‘A vaccenazijòne, atto secondo….’u rechiäme

Me penzäve chè, fatte ‘a prime,


a secònde, avèva jì tutte lisce,
chè avèva ‘esse una formalità,
macchè, cume se dice:
maistà, nen dènna rètte ‘a sunne!
‘E sì, arreväte ‘a nuje… s’eje arse ‘a zèlle
‘e viste chè l’astra zèneche nen g’ha putime fa,
pure stavòte ije ‘e megghijèreme
‘amma sule aspettà.
Quèste ‘a bèlla nutizije chè, cke na’ tèlèfonäte
‘u dottore c’ha däte:
<<Mi spiace, ma la seconda dose
nen va pozze fa,
‘u Pfizer ‘e fenute ‘e avita aspettà,
quanto, non si sa>>.
Stu ca…’agghije penzäte ije
‘e mo’, accussì, stäme punte ‘e dacäpe…
chè ce stäce!
Non siamo tutti figli di Figliuolo;
cinchecintemila vaccenazijune ‘o jurne
‘e ‘mmizze ‘a quiste ce so’ stäte
chi ‘u Pfizer nen ‘zse l’avèva fa
me so’ truäte ‘a passà decèvene ‘e viste
‘e ce l’hanne fatte…‘e nuje,
‘i fèsse <<anzijäne, frecäte ‘e fragele>>,
stäme angòre qua.
Facitemille dice,
accussì, nen ‘zse fäce!
‘E quèste nenn’eje n’accuse,
‘eje sule na’ cunfedènze…’eje ‘a rialtà!
Chè ‘u segnòre ce vole assiste,
sule isse ce pote ajutà.

Salvatore Il Grande
⑭ N. 28 del 27-05-2021
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La misteriosa rinascita di Foggia (4ª parte)


L’interpretazione dei segni, delle immagini e dei simboli numerici contenuti
nel racconto del ritrovamento della Sacra Icona della Madonna dei Sette Veli.

Le operazioni di restauro consentirono anche di


appurare che l’icona è costituita da una tavola
“antropomorfa” (per dare un’idea, come le
Stele Daunie) dove, a fuoriuscire dal lato corto
superiore del rettangolo è una parte della testa
della Vergine, a partire dalla linea inferiore degli
occhi in su.
Questa parte eccedente al rettangolo è
risultata essere incernierata, probabilmente
per facilitarne la conservazione, e tenuta
costantemente reclinata all’indietro, senza per questo coprire il volto di Gesù.
Non è dato sapere quando e da chi l’Icona sia stata incernierata, ma è
ipotizzabile che lo sia stato nel momento in cui il clero arpano/foggiano, per
renderla funzionale al racconto del ritrovamento, la predispose in modo tale
da riportare Il Sacro Tavolo alla perfezione geometrica del rettangolo.
Alla fine dobbiamo prendere atto di una ultima incredibile realtà. Infatti, dai
riscontri metrici effettuati sulla Sacra Immagine, risulta che il volto
incorniciato dall’ovale ricavato sulle coperture di protezione, sempre coperto
dai sette veli neri, non è, come si è sempre saputo, creduto o pensato il volto
della Madonna, ma quello del Figlio, Gesù.
Il messaggio
Il Cristianesimo nel medioevo, nonostante gli Editti di Teodosio, non si era
ancora affermato totalmente e per il clero era prassi comunicare messaggi
teologici sotto forma di racconti criptati che, se da una parte erano di facile
presa sull’animo ingenuo del popolo, dall’altra erano pieni di segni, immagini
e simboli numerici il cui significato era comprensibile solo agli iniziati.
Nel 1970 ‘Arch. Ugo Jarussi affrontò questo tema nel suo libro “ Miti e
Leggende della Puglia Dauna”ed io, suo collaboratore all’Ufficio Tecnico
N. 28 del 27-05-2021 ⑮
────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

Qualche notizia indiretta si ebbe nel 1680 quando morì l’Arciprete Don.,
quindi troppi anni prima del Concilio di EfeProvinciale, mi innamorai
dell’argomento. Questo amore è rimasto silente per decenni, fino a quando,
andato in pensione e frequentando “L’Università del Crocese” ed uno dei suoi
docenti Angelo Capozzi, si riaccese e cominciai a riappropriarmi delle mie
radici di cui il ritrovamento del Sacro Tavolo della Madonna dei Sette Veli è
parte importante di esse.
Lo “spulciare” testi e documenti relativi a questa pagina di storia locale, mi ha
consentito di intuire e di rilevare quei dati che mi hanno consentito di
decrittare e,conseguentemente, formulare
la mia ipotesi sul messaggio celato nel racconto del ritrovamento della Sacra
Icona di Foggia.
Un inciso. Vorrei sottolineare l’unicità del racconto di Foggia che si discosta
da tutti quelli similari riferiti ad altri ritrovamenti di Madonne. Che se ne
sappia è l’unico in cui il simbolo della Luce, il fuoco, viene espresso in forma
trinitaria e dominante sull’acqua.
Inoltre, nell’allegoria che chiaramente vuole trasmettere un alto messaggio
teologico, ravvedo due momenti distinti, ma conseguenti tra loro.
Il primo, è un assioma che enuncia due principi: Dio - uno e trino - la Luce che
ha sconfitto le Tenebre ed il Cristianesimo che ha sconfitto il Paganesimo.
Il secondo, esortativo, indica all’iniziato la via da seguire per giungere alla
illuminazione finale.
Orbene, questa che segue è la mia interpretazione dei fatti.
In un’alba di resurrezione, la Luce sovrasta, squarcia e sconfigge le Tenebre; il
Cristianesimo sconfigge il Paganesimo; i pastori, gli ultimi, sono chiamati da
una divina ispirazione a cercare e trovare l’Icona ed a divulgare il nuovo
messaggio.
Il Sacro Tavolo è avviluppato in Sette veli neri che nascondono la Verità e la
celano alla vista di occhi [quelli dell’anima] non ancora pronti. Scoprirli senza
esserlo porterebbe alla non comprensione, alla confusione e, secondo il
racconto, alla cecità [dell’anima].
Infine, l’indicazione. Per scoprire i sette veli è necessario essere
spiritualmente maturi e preparati. Durante il percorso di Fede, i veli
potranno essere sollevati uno alla volta e, soltanto al compimento della
propria evoluzione spirituale, il settimo velo potrà essere sollevato ed essere
così illuminati dalla pienezza della Luce di Cristo.
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“Un messaggio divino


di Verità e di Luce
nuova partì da Foggia
per vincere le tenebre
di una terra ancora
pagana?”
(U. Jarussi – Miti e
Leggende della Puglia
Dauna).
Foggia, 9 maggio 2021
Giorgio Pellicano
Piccola nota
conclusiva
Nel mio profondo,
sento il dovere di
rivolgere un grato ed
affettuoso pensiero ad
Ugo Jarussi, il mio
primo dirigente della
Sezione Edilizia del-
l’Ufficio Tecnico Pro-
vinciale, l’autore di “
Miti e Leggende della
Puglia Dauna” che
contiene la base delle
mie intuizioni che, lo
dico con estremo ris-
petto per il mio ma-
estro, ampliano e van-
no a completare le
sue.
Ancora grazie a Ugo Jarussi che, soprattutto, mi fu maestro e amico e che, con
i suoi scritti, mi fece innamorare della storia di Foggia che poi, da
“pensionato”, memore, ho ripreso a coltivare con rinnovata passione.
N. 28 del 27-05-2021 ⑰
di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

Cultura, eventi, iniziative e idee future per la città


Tante le idee che il rinnovato
Museo Storico dei Pompieri e
della Croce Rossa Italiana di
Manfredonia porterà avanti per
valorizzare il patrimonio cultu-
rale locale e nazionale. A fare da
apripista agli eventi post pande-
mia, saranno una serie di incontri
storico-culturali che si terranno
nella splendida location del mu-
seo in collaborazione con ''Il
Teatro Cinque'' di Manfredonia
diretto da Vittorio Tricarico.

SABATO 29 MAGGIO 2021

ore 18.00: arrivo in Museo,


accoglienza e saluti con pro-
secco;
ore 18.30: visita guidata nel
Museo con realtà virtuale, a cura
del dott. Michele Guerra;
ore 19.45: buffet;
ore 20.15: Echi dalla Storia di Manfredonia, a cura di Vittorio Tricarico de ''Il
Teatrocinque'': Manfredi von Hohenstaufen, Re da Palermo a Benevento:
Incontro con Dante -Purgatorio, III, v. 103.

Per motivi organizzativi e di sicurezza è obbligatoria la prenotazione


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⑱ N. 28 del 27-05-2021
────── Periodico di attualità culturali , storia, arte, dialettologia e tradizioni popolari ──────

Sera di maggio Ora s’è accesa una luna di panna


nell’ultimo chiarore della sera.
Scava la pietra goccia a goccia l’acqua
come i minuti dissanguano il tempo. Rischiarerà l’amore e i miei
pensieri.
Ascolto il cuculo cantare a lungo,
disegnare nell’aria primavere. Winifred Austin, “Young cuckoo”

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Piazza Umberto Giordano

Quella che attualmente è nota come Piazza


Umberto Giordano, con al centro la statua
bronzea del compositore, circondata dalle sculture
raffiguranti sette fra le maggiori opere
giordaniane, in realtà originariamente era
denominata diversamente.
La piazza era conosciuta come "Largo di Gesù e
Maria" per via della chiesa omonima che si trova
nelle vicinanze.
Nel 1871, a distanza di 11 anni dalla
scomparsa, la piazza venne dedicata al
foggiano Vincenzo Lanza, medico, insegnante
e per pochi mesi anche deputato di idee
liberali nel Parlamento del Regno delle due
Sicilie. La statua del Lanza, che si trovava al
centro della piazza, venne poi spostata nella
Villa comunale per fare posto al Monumento
ai Caduti, inaugurato nel 1928 alla presenza
del Re d'Italia Vittorio Emanuele III di Savoia.
Nel 1959, infine, si decise di spostare il
Monumento ai Caduti in Piazzale Italia, ove è
tutt’ora presente, e dedicare la Piazza ad
Umberto Giordano, con la sistemazione, nel
1961, della statua realizzata dall'artista
veneziano Romano Vio, circondata dai gruppi
bronzei delle sue opere più famose: “La cena
delle beffe”, “Il re”, “Fedora”, “Mese Mariano”,
“Siberia”, “Marcella” e “Andrea Chénier”.
La piazza è stata poi ristrutturata nel 2008 e
riconsegnata alla città di Foggia nella forma
Foto di Tonio Sereno attuale.
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Foto di Tonio Sereno – Foggia: Piazza Umberto Giordano - Siberia

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Foto di Tonio Sereno – Foggia: Piazza Umberto Giordano – Mese Mariano