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Stima delle portate di piena utilizzando

l’informazione pluviometrica
Si utilizza un modello di trasformazione afflussi-deflussi che fornisce
l’idrogramma (o semplicemente la portata al colmo) corrispondente ad un
assegnato evento meteorico.

Ipotesi: le portate con tempo di ritorno T siano originate da eventi


meteorici caratterizzati dallo stesso tempo di ritorno T .

Si stabilisce il tempo di ritorno T


Si costruisce uno ietogramma sintetico (o di progetto) con tempo di ri-
torno T , in genere utilizzando l’informazione fornita dalle curve di possibilità
pluviometrica
Si sceglie un modello di trasformazione afflussi-deflussi
Per le ipotesi fatte, le portate fornite dal modello sono caratterizzate an-
ch’esse dal tempo di ritorno T

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Variabilità negli eventi meteorici

Gli eventi meteorici reali manifestano una variabilità della intensità di preci-
pitazione nello spazio e nel tempo: i(x, y , t).

5
P(t) [mm]

0
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
t [ore]

Sinistra: un campo spaziale di intensità di precipitazione alla risoluzione di 4 km


x 4 km (misurato da radar)
Destra: uno ietogramma delle altezze di precipitazione cumulata ogni 10 minuti,
durante un evento di precipitazione (misurato da un pluviografo a memoria solida).

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Ietogrammi sintetici o ietogrammi di progetto
Con le piogge di progetto si dovrebbe rappresentare (e riprodurre) la variabilità
spaziale e temporale osservata.
In genere esse descrivono in modo molto approssimato tale variabilità: le più
semplici rappresentano una pioggia costante nel tempo e nello spazio.
Le fasi di costruzione di un evento sintetico di pioggia (netta) sono le seguenti:
scelta del tempo di ritorno T
identificazione della curva di possibilità climatica valida per l’area in esame
scelta del tipo di ietogramma sintetico (che descrive la variabilità della
pioggia puntuale nel tempo)
ragguaglio della pioggia puntuale all’area (si mette in conto la variabilità
spaziale)
(depurazione delle perdite e determinazione della pioggia netta)

In genere, uno ietogramma di progetto riesce a riprodurre, con il tempo di ritorno


assegnato, solo alcune o solo una delle caratteristiche degli ietogrammi osservati
(intensità media, intensità del picco, altezza di pioggia totale, etc.)
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Ietogrammi di progetto: Ietogramma costante

Rappresenta una pioggia ad intensità


costante per tutta la sua durata. i(t)
tp
Occorre assegnare:
il tempo di ritorno T
la durata della pioggia tp
(durata evento critico) t
=⇒ dalle curve di possibilità pluviometrica valide nel territorio in esame si deduce
l’intensità media dell’evento critico di durata tp e tempo di ritorno T assegnati.
Tale intensità viene tenuta costante per tutta la durata dell’evento.
È probabilmente il più diffuso per la sua grande semplicità, ma presenta i seguenti
limiti:
◦ occorre determinare a priori la durata di pioggia dell’evento critico,
◦ l’intensità è nulla prima e dopo l’evento di durata critica, quindi il volume
complessivo risulta sottostimato rispetto agli eventi reali,
◦ non riproduce la variabilità ed i picchi di intensità durante l’evento.

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Ietogrammi di progetto: Ietogramma Chicago (I)
(Keifer e Chu, 1957)
Rispetto allo ietogramma costante rappresenta meglio alcune caratteristiche degli
ietogrammi osservati, come la presenza del picco di intensità, la precipitazioni
antecedenti e seguenti l’istante del picco, i volumi totali.
È uno ietogramma non costante che presenta un picco di intensità che può es-
sere posizionato arbitrariamente all’inizio dell’evento, alla fine, o in posizione
intermedia.
Nello ietogramma Chicago, la massima altezza di precipitazione cumulata su qual-
siasi durata τ è sempre pari all’altezza di precipitazione dedotta dalla curva di
possibilità pluviometrica per la medesima durata τ .

i(t) i(t) i(t)

t t t
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Ietogrammi di progetto: Ietogramma Chicago (II)


Picco di intensità posto all’inizio dell’evento

Si fissa il tempo di ritorno T e si calcolano i coefficienti della curva di possibilità


pluviometrica per la località in esame: a = a(T ) e n = n(T ).
Per ogni durata τ la precipitazione cumulata h(τ ) della pioggia sintetica deve
essere pari a quella fornita dalla curva di possibilità pluviometrica h(τ ) = aτ n :
Z τ
h(τ ) = i(t)dt = aτ n
0

dove i(t) è proprio l’equazione dello ietogramma Chicago da determinare.


Derivando h(τ ) rispetto a τ si ottiene
l’equazione dello ietogramma Chicago: i(t)

i(t) = nat n−1


dove ovviamente è stata sostituita la variabile
τ con t dopo la derivazione t

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Ietogrammi di progetto: Ietogramma Chicago (III)
Picco di intensità posto in posizione qualsiasi
Si fissa ancora il tempo di ritorno T e si calcolano i coefficienti della curva di
possibilità pluviometrica: a = a(T ) e n = n(T ).
Occorre in questo caso definire la durata tp della pioggia. Keifer e Chu hanno po-
sto la durata della pioggia pari al tempo di corrivazione. Altri autori suggeriscono
di adottare valori maggiori per non sottostimare i volumi totali.
Si fissa un valore per il parametro r (0 ≤ r ≤ 1) che rappresenta la posizione
relativa del picco. Il picco di intensità sarà posto ad un tempo rtp dopo l’istante
di inizio della pioggia (r = 0 picco all’inizio della pioggia, r = 1 picco alla fine
della pioggia). Vari autori suggeriscono valori di r fra 0.35 e 0.40; talvolta si pone
r = 0.5 per semplicità di calcolo.

Lo ietogramma Chicago ha equazione:


i(t)
 n−1
rtp − t
i(t) = na t < rtp (prima del picco)
r
 n−1
t − rtp
i(t) = na t > rtp (dopo il picco) rtp
1−r tp t
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Ietogramma Chicago discreto con picco centrale


Per costruire uno ietogramma Chica- i(t) i1

go discreto, con passo temporale ∆t


e picco centrale, assumiamo valida i2 i2

una curva di possibilità pluviometrica


i3 i3
h(τ ) = aτ n . Si impone che le altez- i4 i4
ze fornite da detta curva per le durate
τ1 = ∆t, τ2 = 3∆t, τ3 = 5∆t, etc. t
∆t ∆t ∆t ∆t ∆t ∆t ∆t
siano sempre pari alle massime altezze
7∆ t
di pioggia ricavate dallo ietogramma.

τ1 → h1 = h(τ1 ) = a(∆t)n = i1 ∆t ⇒ da cui ricavo i1 = h1 /∆t


τ2 → h2 = h(τ2 ) = a(3∆t)n = i1 ∆t + 2i2 ∆t = h1 + 2i2 ∆t
⇒ da cui ricavo i2 = (h2 − h1 )/2∆t
τ3 → h3 = h(τ3 ) = a(5∆t)n = i1 ∆t + 2i2 ∆t + 2i3 ∆t = h2 + 2i3 ∆t
⇒ da cui ricavo i3 = .....
τ4 → h4 = h(τ4 ) = a(7∆t)n = i1 ∆t + 2i2 ∆t + 2i3 ∆t + 2i4 ∆t = ...

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Ragguaglio all’area: coefficiente di riduzione ARF - I
La precipitazione presenta, oltre che una variabilità temporale, anche una variabi-
lità spaziale. In particolare si osserva che gli eventi di precipitazione mostrano una
(o più) zone di intensa attività meteorica (centro di scroscio): la precipitazione
diminuisce quanto più ci si allontana dal centro di scroscio.
Per tenere conto (mediando) di questa variabilità spaziale della precipitazione,
possiamo introdurre un coefficiente di riduzione (ragguaglio) all’area (Areal
Reduction Factor):
hr (τ, A)
ARF = <1
h(τ )
h(τ ) = altezza di precipitazione (puntuale) nel centro di scroscio, in genere
dedotta dalle curve di possibilità pluviometrica
hr (τ, A) = altezza di precipitazione ragguagliata (mediata) su un’area A
che contiene il centro di scroscio (hr (τ, A) < h(τ )).
L’ipotesi implicitamente assunta è che il centro di scroscio fosse localizzato
in prossimità del pluviometro quando questo ha misurato i massimi annui di
precipitazione utilizzati poi per ricavare le curve di possibilità pluviometrica.
NOTA: Il ragguaglio all’area non si effettua per aree minori di 1 km2 .
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Ragguaglio all’area: coefficiente di riduzione ARF - II

A
τ3
τ2
τ1
x

x
A

SEZ. A−A

τ1 < τ2 < τ3
h1

h2
h3
A

hc
h3 hr

ARF
1
h2
h1
y

Il coefficiente di riduzione ARF:


• diminuisce all’aumentare dell’area A
• aumenta all’aumentare della durata τ della pioggia
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Ragguaglio all’area: coefficienti di riduzione ARF - III

ARF τ1 < τ2 < τ3


Espressioni ricavate a Wallingford (UK): 1
τ3
−f2
ARF = 1 − f1 τ τ2
dove: τ1

A
f1 = 0.0394A0.354
f2 = 0.4 − 0.0208 ln(4.6 − ln A) A < 20km2
f2 = 0.4 − 0.003832(4.6 − ln A)2 20km2 < A < 100km2

τ è espresso in ore, A in km2

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Ragguaglio all’area: tabella NERC

Il coefficiente di ragguaglio areale si può ricavare anche per interpolazione


bilineare dei valori riportati nella Tabella seguente per coppie di durata
di evento τ ed area del bacino (Natural Environment Research Council,
Flood Studies Report, 1981).

Area (km2 )
1 5 10 30 100 300 1000 3000 10000
1 0.96 0.93 0.91 0.86 0.79 0.71 0.62 0.53 0.44
2 0.97 0.95 0.93 0.90 0.84 0.79 0.73 0.65 0.55
τ (ore)

3 0.97 0.96 0.94 0.91 0.87 0.83 0.78 0.71 0.62


6 0.98 0.97 0.96 0.93 0.90 0.87 0.83 0.79 0.73
24 0.99 0.98 0.97 0.96 0.94 0.92 0.89 0.86 0.83
48 1 0.99 0.98 0.97 0.96 0.94 0.91 0.88 0.86

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Modelli di trasformazione afflussi-deflussi
Modelli completi: rappresentano (più o meno schematicamente) i diversi
processi di immagazzinamento dell’acqua (nella superficie, nella rete idro-
grafica, nel suolo, negli acquiferi) e di scambio dell’acqua fra atmosfe-
ra/superficie/suolo/acquiferi/rete idrografica (precipitazione, evaporazione,
infiltrazione, scorrimento etc.).
Esempio schematico nella Fig. 6.1 del Moisello (Dooge, 1977).
Modelli di piena: rappresentano soltanto la trasformazione della pioggia
netta in deflusso di pioggia, e quindi soltanto la componente veloce del
deflusso (alimentata da scorrimento superficiale e ipodermico).
Esempio schematico nella Fig. 6.7 del Moisello.
 Occorre determinare a priori la pioggia netta (ad esempio utilizzando
uno ietogramma di progetto con coefficiente d’afflusso per le perdite
ed eventuale funzione di distribuzione)
 Al deflusso di pioggia fornito dal modello occorrerà sommare il deflusso
di base se presente.
Metodi per la stima della portata al colmo. Sono delle semplici relazioni
che forniscono solo la portata al colmo (ed eventualmente qualche altra
grandezza). A differenza dei modelli, non forniscono l’idrogramma.
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Metodo razionale, o met. cinematico o della corrivazione
Metodo utilizzato sin dal 1850 per la stima della portata al colmo Qc che
continua ad essere largamente impiegato anche oggi per i dimensionamenti.
L’idea del metodo è che durante un evento meteorico, che inizi istantaneamente
e continui con intensità i costante nel tempo e nello spazio, la portata aumenti
sino ad un tempo pari al tempo di corrivazione tc , quando l’area Ab di tutto il
bacino contribuisce al deflusso. La portata al colmo Qc è allora proporzionale al
prodotto iAb attraverso il coefficiente di afflusso ψ:

Qc,T = ψ ARF iT (tc )Ab

Qc,T = portata al colmo con tempo di ritorno T . Le unità di misura sono


date dal prodotto delle unità di misura di i e Ab .
ψ = coefficiente di afflusso (o coeff. adimensionale di proporzionalità)
ARF = coefficiente di ragguaglio all’area
iT (tc ) = intensità media di precipitazione di durata tc e tempo di ritorno T
(ad esempio ricavata da curva di possibilità pluviometrica)
tc = tempo di corrivazione del bacino
Ab = area del bacino

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Metodo razionale: il coefficiente di afflusso

Schaake, Geyer e Knapp: ψ = 0.14 + 0.65Iimp + 0.05im


Iimp = frazione di area impermeabile (rapporto fra l’area impermeabile
e l’area totale del bacino)
im = pendenza media del collettore (asta) principale
Da Tabelle: es. Tabella 15.1.1 da Chow et al. (1988), o tabelle 8.2 da
AA.VV. (1997) per bacini urbani. P
Per bacini eterogenei si calcolano le medie pesate ψ = P ψi Ai /Ab , dove ψi
è il coefficiente d’afflusso dell’area elementare Ai e Ab = Ai .
Metodo CN (bacini naturali o urbani): ψ = hn (tc )/P(tc )
oppure usiamo il CN per determinare direttamente la pioggia netta in
Rasullo e Gisonni (1997) (bacini urbani):
ψ = ψperm (1 − Iimp ) + ψimp Iimp

T (anni) ψperm ψimp


<2 0.00÷0.15 0.60÷0.75
2÷10 0.10÷0.25 0.65÷0.80
> 10 0.15÷0.30 0.70÷0.90

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Classificazione dei modelli di trasformazione
afflussi-deflussi in base alla schematizzazione dei processi
Modelli fisicamente basati: vengono risolte le equazioni fisiche dei diversi
processi idraulici ed idrologici.
Modelli (idrologici) concettuali: utilizzano delle schematizzazioni dei fe-
nomeni fisici della trasformazione, senza risolvere le equazioni fisiche dei
processi. Due schematizzazioni sono particolarmente utilizzate:
canali (lineari): rappresentano solo il trasferimento temporale (ritar-
do fra ingresso e uscita) delle acque meteoriche. Schematizzazione
utilizzata dal modello cinematico o della corrivazione
serbatoi (lineari): rappresentano le diverse forme di immagazzina-
mento dell’acqua per mezzo di uno o più serbatoi. Schematizzazione
utilizzata dal modello di invaso.
Modelli empirici (black-box): sono modelli che non rappresentano, nean-
che schematicamente, i fenomeni fisici. Accettano una funzione in input
(ietogramma) e forniscono una funzione in output (idrogramma). Hanno
necessità di una serie di dati di input e corrispondenti dati di output per la
taratura.
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Altre classificazioni dei modelli di trasformazione


afflussi-deflussi
In base alla variabilità e dipendenza spaziale delle grandezze:
Modelli globali. Il bacino è considerato nel suo insieme. Non si considera
la variabilità spaziale della precipitazione e delle caratteristiche topografiche,
idrauliche e di uso del suolo del bacino.
Modelli distribuiti. Possono considerare la variabilità spaziale della preci-
pitazione e delle grandezze del bacino.
In base alle caratteristiche di risposta:
Modelli stazionari. Ingressi (ietogrammi) identici sfasati nel tempo produ-
cono uscite (idrogrammi) identici anch’essi sfasati nel tempo.
Modelli lineari. Vale il principio di sovrapposizione degli effetti. Ad una
combinazione lineare delle funzioni di ingresso corrisponde la medesima
combinazione lineare delle funzioni di uscita:
i1 (t) −→ Q1 (t) i2 (t) −→ Q2 (t)

ai1 (t) + bi2 (t) −→ aQ1 (t) + bQ2 (t)

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Modello cinematico: idrogramma di piena - I
L’utilizzo del metodo razionale (o metodo cinematico o della corrivazione) nei
bacini con curva area-tempi non lineare può portare ad una sottostima della
portata al colmo con assegnato tempo di ritorno T .
Infatti, la massima portata al colmo potrebbe verificarsi per una pioggia (unifor-
me) di durata inferiore al tempo di concentrazione tc : è opportuno applicare un
modello, con ietogramma non costante, che fornisca l’idrogramma.
Il modello più semplice è sicuramente il modello cinematico (modello concet-
tuale, stazionario e lineare), che si basa sulle seguenti ipotesi:
la formazione della piena sia dovuta esclusivamente ad un fenomeno di
trasferimento (senza invasi) di massa liquida;
ogni goccia di pioggia si muova sulla superficie del bacino seguendo un
percorso immutabile, che dipende soltanto dalla posizione del punto in cui
essa è caduta;
la velocità di ogni singola goccia non sia influenzata dalla presenza delle
altre gocce (... ipotesi più inverosimile);
la portata alla sezione di chiusura si ottenga sommando tra loro le portate
elementari, provenienti dalle singole aree del bacino che si presentano allo
stesso istante nella sezione di chiusura.
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Modello cinematico: idrogramma di piena - II


Nel modello cinematico (o della corrivazione), la trasformazione afflussi-deflussi
è schematizzata con un insieme di canali lineari in parallelo fra loro.
Ogni canale collega un’area infinitesima del bacino con la sezione di chiusura:
trasferisce le gocce d’acqua che cadono in ciascun area infinitesima sino alla
sezione terminale sempre con lo stesso ritardo (pari al tempo di corrivazione della
stessa area infinitesima).
L’idrogramma Q(t) si ottiene dall’integrale dei contributi di tutti i canali:
ZZ
Q(t) = ir ,n (x, y , t − tc (x, y ))dxdy
Ab

Tempo di base tb è la durata del deflusso di pioggia (per cui Q(t) > 0): pari
alla durata della pioggia tp + il tempo di corrivazione del bacino tc :
tb = tp + tc
Studiamo il comportamento dei bacini nei due casi seguenti:
Bacini con curva area-tempi lineare e ietogramma costante
Bacini con curva area-tempi non lineare e/o ietogramma non costante.

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Modello cinematico: curva area-tempi lineare - I
L’equazione della curva area-tempi li-
neare valida per 0 ≤ t ≤ tc può essere A(t)
scritta: Ab
A(t) = k t
k = tan α = Ab /tc α
Ab = area bacino t
tc = tempo di corrivazione del bacino
tc
Consideriamo il caso di piogge di progetto con la stessa intensità costante i
(netta e ragguagliata), ma di diverse durate tp (caso A,B,C)

A) tp = tc (durata pioggia uguale al tempo di corrivazione del bacino)


⇑ t < tc l’idrogramma cresce linearmente
⇔ t = tc l’idrogramma raggiungere la massima portata Qc = iAb . Tutto
il bacino contribuisce al deflusso
⇓ t > tc decresce linearmente sino ad annullarsi per t = tb = tp + tc .
La portata al colmo è: Qc = iAb

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Modello cinematico: curva area-tempi lineare - II

B) tp > tc (durata pioggia maggiore del tempo di corrivazione del bacino)

⇑ t < tc l’idrogramma cresce linearmente


⇔ tc ≤ t ≤ tp l’idrogramma è costante con portata Qc = iAb . Tutto il
bacino contribuisce al deflusso
⇓ t > tp decresce linearmente sino ad annullarsi per t = tb = tp + tc .
La portata al colmo è ancora: Qc = iAb
C) tp < tc (durata pioggia minore del tempo di corrivazione del bacino)
Non si può verificare la condizione per cui tutta l’area del bacino contri-
buisca al deflusso. Al massimo possono contribuire contemporaneamente
aree pari ad A0 = A(tp ) < Ab , infatti A0 = ktp = Ab tp /tc < Ab

⇑ t < tp l’idrogramma cresce linearmente


⇔ tp ≤ t ≤ tc l’idrogramma è costante con portata Qc = iA0
⇓ t > tc decresce linearmente sino ad annullarsi per t = tb = tc + tp .
La portata al colmo è Qc = iA0 (inferiore alla Qc dei casi A,B)

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Modello cinematico: curva area-tempi lineare - III
Calcoliamo ora le portate al colmo nei tre casi A, B, C appena visti, utilizzando
uno ietogramma di progetto costante, la cui intensità sia ricavata da una una
stessa curva di possibilità pluviometrica e sia anche ragguagliata all’area e
depurata dalle perdite:
i = ψARFatpn−1
Per semplicità poniamo ARF e ψ costanti nei tre casi.
Si osservi però che a piogge di diversa durata tp corrispondono ietogrammi
(costanti) di diversa intensità.

A’) tp = tc (durata pioggia uguale al tempo di corrivazione del bacino)


La portata al colmo è: Qc = iAb = ψARFatcn−1 Ab
È la stessa portata fornita dal metodo razionale
B’) tp > tc (durata pioggia maggiore del tempo di corrivazione del bacino)
La portata al colmo è: Qc = iAb = ψARFatpn−1 Ab
Al crescere della durata della pioggia tp descresce la portata al colmo Qc
(perchè n − 1 < 0). Qc è massima se il tempo di pioggia è pari al tempo di
corrivazione tp = tc (si ottiene la stessa portata al colmo del caso A’).

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Modello cinematico: curva area-tempi lineare - IV

C’) tp < tc (durata pioggia minore del tempo di corrivazione del bacino)
La portata al colmo è: Qc = iA0 = ψARFatpn−1 ktp = ψARFatpn k
Al crescere del tempo di pioggia cresce la portata al colmo (n > 0), essa
è massima se il tempo di pioggia è pari al tempo di corrivazione tp = tc
(sostituendo anche k si ottiene la stessa portata al colmo del caso A’).

In un bacino con curva area-tempi lineare, fra tutte le portate al colmo di piena
originate da ietogrammi costanti di diversa durata tp
(le cui intensità sono ricavate dalla medesima curva di possibilità pluviometrica
di assegnato tempo di ritorno)
la massima portata al colmo fornita dal modello cinematico coincide con
quella fornita dal metodo razionale.

Infatti, con le due ipotesi di curva area-tempi lineare e di ietogramma costante


con assegnato tempo di ritorno, la portata al colmo più critica fornita dal modello
cinematico è relativa a piogge di durata tp pari al tempo di corrivazione tc .

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Modello cinematico: Curva area-tempi non lineare e/o
ietogramma di pioggia netta ragguagliata non costante - I
Applicazione del modello della corrivazione nella forma discretizzata.
Si sceglie lo stesso passo temporale ∆t con cui discretizzare sia lo ietogramma
della pioggia netta di progetto, che la curva area-tempi:
ik intensità media di pioggia netta e ragguagliata all’area del bacino nel-
l’intervallo di tempo fra gli istanti (k − 1)∆t e k∆t, con k = 1, · · · , m
(ietogramma discreto in m intervalli)
Aj area contribuente con tempi di corrivazione compresi fra (j − 1)∆t e j∆t,
con j = 1, · · · , n (curva area-tempi approx. con n tratti lineari)
Durata della pioggia tp = m∆t, tempo di corrivazione tc = n∆t.
Tempo di base tb = tp +tc = (m+n)∆t ⇒ Q(tb ) = Q((m+n)∆t) = 0
Si calcolano gli idrogrammi Qk (t) generati da ciascuno ietogramma costante ele-
mentare di pioggia netta ik (t). Per laP linearità del sistema l’idrogramma totale si
m
ottiene per sovrapposizione: Q(t) = k=1 Qk (t)

 0 t < (k − 1)∆t
ik (t) = ik (k − 1)∆t ≤ t ≤ k∆t =⇒ Qk (t)
0 t > k∆t

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t

t
(k+n) ∆ t
ik An
(n+2) ∆ t
(n+1) ∆ t i2 An (n+1) ∆ t ik A3 (k+2) ∆ t
i1 An n ∆t ik A2 (k+1) ∆ t
i2 A3 4 ∆t ik A1 k ∆t
i1 A3 3 ∆t i2 A2 3 ∆t (k−1) ∆ t
i1 A2 2 ∆t i2 A1 2 ∆t
i1 A1 ∆t ∆t
Q 1(t)

Q 2(t)

Q k(t)

0 0 0
t

k ∆t
ik

(k−1) ∆ t
2 ∆t
i2

∆t ∆t ∆t
i 1(t)

i 2(t)

i k(t)
i1

0 0 0

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Modello cinematico: Curva area-tempi non lineare - II

i1 (t) i2 (t) i3 (t) · is (t) · im (t) i(t)


tempo t ↓ ↓ ↓ · ↓ · ↓ ↓
Q1 (t) Q2 (t) Q3 (t) · Qs (t) · Qm (t) Q(t)
∆t i1 A 1 i1P
A1
2∆t i1 A 2 i2 A1 P
3∆t i1 A 3 i2 A2 i3 A1
.. .. .. .. ..
. . . . .
s∆t i1 As i2 As−1 i3 As−2 · is A1 (∗)
.. .. .. .. .. ..
. . . . . P .
n∆t i1 An i2 An−1 i3 An−2 P
(n + 1)∆t i2 A n i3 An−1 P
(n + 2)∆t i3 An
.. .. ..
. . .
(n + m − 1)∆t im An im An
(n + m)∆t 0

Ps
(∗) Q(s∆t) = k=1 ik As−k+1 ovviamente poniamo Aj = 0 per j > n

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Modello cinematico: Curva area-tempi non lineare - III


La Tabella precedente può essere riscritta in forma matriciale: A · i = Q
la matrice A (n + m) × m rappresenta le caratteristiche di risposta del bacino,
il vettore i m × 1 rappresenta le caratteristiche dell’evento meteorico,
il vettore Q (n + m) × 1 è l’idrogramma di piena discreto.
   
A1 0 0 ··· 0 0 Q1
A2
 A1 0 ··· 0 0  
 Q2 
 
A3 A 2 A 1 · · · 0 0 
     Q 3 
 .. .. .. i1 ..
 
  
 .
 . . ·   i2  
    . 

An An−1 An−2 · · ·  Qn 
  i3  
  
 
0 A n A n−1 · · ·  ·   =
  ..   n+1 
 Q 
  .   Qn+2 

0 0 An ···
..  im−1  
   
 .. .. .. .. .. 
 .
 . . · . . 
 im

 . 

0
 0 0 · · · An An−1  
Qn+m−2 
 
0 0 0 ··· 0 An  Qn+m−1 
0 0 0 ··· 0 0 Qn+m

NOTA: si è indicato ora Qs = Q(s∆t) e non l’idrogramma prodotto da is (t)


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Idrogramma Unitario (Sherman, 1932)
L’idrogramma unitario (Unit Hydrograph, UH) è un idrogramma (del deflusso
di pioggia) per unità di area del bacino originato da una pioggia (netta e
ragguagliata) di altezza unitaria e assegnata durata D1 .
Si assume uno ietogramma costante nel tempo e uniforme nello spazio, la cui
intensità è ovviamente i = 1(mm)/D, dovendo essere unitaria l’altezza di pioggia.
Ad ogni durata D corrisponde un differente idrogramma unitario UHD .
Se la durata D tende a zero si ottiene l’idrogramma unitario istantaneo (In-
stantaneous Unit Hydrograph, IUH): è prodotto da una pioggia impulsiva.
Attenzione: UH e IUH hanno come dimensione l’inverso di un tempo [T−1 ].
Essi infatti si ottengono dividendo le portate del deflusso di pioggia per l’area del
bacino e per l’altezza di pioggia (netta e ragguagliata).
Si utilizzano le ipotesi di stazionarietà e linearità per ottenere:
idrogramma prodotto da piogge costanti di durata D e altezza qualsiasi;
idrogramma unitario di diversa durata;
idrogramma prodotto da ietogramma non costante discretizzato.

1
Nella formulazione originale di Sherman anche la durata era unitaria
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Derivazione dell’Idrogramma Unitario da osservazioni P-Q


Sono stati proposti diversi UH sintetici, ma è anche possibile ricavare l’UH di un
bacino dalle osservazioni di pioggia e corrispondenti idrogrammi:

Si seleziona un evento di pioggia di durata D abbastanza uniforme nello


spazio e costante nel tempo. Lo si trasforma in pioggia netta.
L’altezza h di precipitazione netta sarà in generale non unitaria.
Si rileva l’idrogramma del deflusso di pioggia Q(t) prodotto dall’evento
meteorico selezionato, separandolo eventualmente dal deflusso di base.
B L’idrogramma unitario UHD (t) si ottiene dividendo l’idrogramma Q(t) per
l’area del bacino Ab e per l’altezza di pioggia netta h: UHD (t) = Q(t)/hAb
(Ha perciò la dimensione di un inverso di tempo [T−1 ])

L’idrogramma Q 0 (t) prodotto da una precipitazione costante


della stessa durata D ma di altezza h0 qualsiasi:
si ottiene semplicemente moltiplicando l’idrogramma unitario UHD (t) per h0 e
per l’area del bacino Ab : Q 0 (t) = UHD (t) h0 Ab , con dimensioni [L3 T−1 ].

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Idrogrammi unitari di differente durata - Curva ad S
La curva ad S è un idrogramma per unità di area del bacino prodotto da
una pioggia (netta e ragguagliata) di intensità costante ed unitaria e durata
infinita, con inizio in t = 0. È quindi adimensionale.
La curva ad S (g (t)) si può ottenere moltiplicando per D la somma di infiniti
idrogrammi unitari UHD relativi
P∞ a piogge di durata D, ciascuno ritardato di un
tempo pari a D: g (t) = D k=0 UHD (t − kD) = D[UHD (t) + UHD (t − D) + ...]
Dopo un tempo pari al tempo di concentrazione la curva ad S ha valore 1
L’UH∆t prodotto da una pioggia di durata ∆t 6= D è proporzionale alla differenza
di due curve ad S ritardate fra loro di ∆t:
La prima curva g (t) relativa ad una pioggia costante con inizio in t = 0
La seconda g 0 (t) = g (t − ∆t) per una pioggia con inizio in t = ∆t
Occorre infine dividere per l’altezza di pioggia h = i∆t = ∆t

[g (t) − g (t − ∆t)]
UH∆t (t) =
∆t

dg
idrogramma istantaneo unitario =⇒ IUH(t) = lim UH∆t (t) =
∆t→0 dt
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UH: idrogramma prodotto da ietogramma discreto (I)
Si sceglie lo stesso passo temporale ∆t con cui discretizzare sia lo ietogramma
della pioggia netta di progetto, che l’idrogramma unitario UH∆t prodotto da una
pioggia di altezza unitaria e durata pari ancora a ∆t.
ik intensità media di pioggia nell’intervallo di tempo fra gli istanti (k − 1)∆t
e k∆t, con k = 1, · · · , m (ietogramma discreto in m intervalli).
La durata della pioggia è tp = m∆t
Uj = UH∆t (j∆t) è l’idrogramma unitario all’istante j∆t, con j = 1, · · · , n
(discretizzato in n punti). U0 = 0, Un+1 = 0
L’UH∆t è diverso da zero da t = 0 al tempo di base tb = (n + 1)∆t. Esso è
relativo ad una pioggia di durata ∆t ⇒ tempo di concentrazione tc = n∆t.
Ci aspettiamo che l’intero ietogramma discretizzato generi un idrogramma con
tempo di base tb = tc + tp = (n + m)∆t.
Si calcolano gli idrogrammi Qk (t) generati da ciascuno ietogramma costante ele-
mentare di pioggia netta ik (t). Per laP
linearità del sistema l’idrogramma totale si
m
ottiene per sovrapposizione: Q(t) = k=1 Qk (t).

 0 t < (k − 1)∆t Qk (t) = UH∆t (t)ik ∆tAb =
ik (t) = ik (k − 1)∆t ≤ t ≤ k∆t =⇒ = UH∆t (t)Vk
0 t > k∆t dove Vk = volume afflusso di ik

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UH: idrogramma prodotto da ietogramma discreto (II)

i1 (t) i2 (t) i3 (t) · is (t) · im (t) i(t)


tempo t ↓ ↓ ↓ · ↓ · ↓ ↓
Q1 (t) Q2 (t) Q3 (t) · Qs (t) · Qm (t) Q(t)
∆t V1 U1 VP
1 U1
2∆t V1 U2 V 2 U1 P
3∆t V1 U3 V 2 U2 V3 U1
.. .. .. .. ..
. . . . .
s∆t V1 Us V2 Us−1 V3 Us−2 · V s U1 (∗)
.. .. .. .. .. ..
. . . . . P .
n∆t V 1 Un V2 Un−1 V3 Un−2 P
(n + 1)∆t V2 Un V3 Un−1 P
(n + 2)∆t V3 Un
.. .. ..
. . .
(n + m − 1)∆t V m Un V m Un
(n + m)∆t 0

Il volume di pioggia
P del generico ietogramma ik (t) è Vk = ik ∆tAb
(∗) Q(s∆t) = sk=1 Vk Us−k+1 = sk=1 Us−k+1 ik ∆tAb
P
dove Uj = 0 per j > n

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UH: idrogramma prodotto da ietogramma discreto (III)


La Tabella precedente può essere riscritta in forma matriciale: U · V = Q
la matrice U (n + m) × m rappresenta le caratteristiche di risposta del bacino,
il vettore V m × 1 rappresenta le caratteristiche dell’evento meteorico,
il vettore Q (n + m) × 1 è l’idrogramma di piena discreto.
   
U1 0 0 ··· 0 0 Q1
U2
 U1 0 ··· 0 0  
 Q2 
 
U3 U 2 U 1 · · · 0 0 
     Q 3 
 .. .. .. V1 ..
 
  
 .
 . . ·   V2  
    . 

Un Un−1 Un−2 · · ·  Qn 
  V3  
  
 
0 U n U n−1 · · ·  ·   =
  ..   n+1 
 Q 
  .   Qn+2 

0 0 Un ···
..  Vm−1  
   
 .. .. .. .. .. 
 .
 . . · . . 
 Vm

 . 

0
 0 0 · · · Un Un−1  
Qn+m−2 
 
0 0 0 ··· 0 Un  Qn+m−1 
0 0 0 ··· 0 0 Qn+m

NOTA: si è indicato ora Qs = Q(s∆t) e non l’idrogramma prodotto da is (t)


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UH del modello cinematico discreto
Eguagliamo formalmente le portate Q UH (t) dell’idrogramma unitario e quelle
Q cin (t) fornite dal modello cinematico nei medesimi istanti t = ∆t, 2∆t, 3∆t, · · ·
ed utilizziamo ricorsivamente i risultati per U1 , U2 , U3 , · · · :

Q UH (∆t) = V1 U1 e Q cin (∆t) = i1 A1 forniscono:

U1 = UH∆t (∆t) = i1 A1 /V1 = i1 A1 /(i1 ∆tAb ) = (A1 /Ab )/∆t

Q UH (2∆t) = V1 U2 + V2 U1 e Q cin (2∆t) = i1 A2 + i2 A1 forniscono:

U2 = UH∆t (2∆t) = i1 A2 /V1 = i1 A2 /(i1 ∆tAb ) = (A2 /Ab )/∆t

Q UH (3∆t) = V1 U3 + V2 U2 + V3 U1 e Q cin (3∆t) = i1 A3 + i2 A2 + i3 A1


forniscono:
U3 = UH∆t (3∆t) = i1 A3 /V1 = i1 A3 /(i1 ∆tAb ) = (A3 /Ab )/∆t

Aj /Ab
In generale otteniamo =⇒ Uj = UH∆t (j∆t) =
∆t

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Curva Area-Tempi adimensionale (HEC-HMS)


Quando non si conosce la curva area-tempi A(t) per il bacino di interesse
HEC-HMS suggerisce di utilizzare la seguente forma adimensionale:
 1.5


t
2 per t ≤ tc /2


A(t) 
tc 
= 1.5
Ab  √ t
 1− 2 1−
 per t > tc /2
tc
che può essere discretizzata scegliendo come passo temporale ∆t un sot-
tomultiplo del tempo di corrivazione tc = n∆t.
Per applicare il modello cinematico discreto, si possono quindi ricavare
le aree parziali Aj = A(tj ) − A(tj−1 ) come differenza fra i valori forniti
dall’equazione per le isocorrive tj = j∆t e tj−1 = (j − 1)∆t. Da queste,
come già mostrato, si possono ricavare i punti dell’idrogramma unitario:

Aj /Ab
Uj = UH∆t (j∆t) =
∆t
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Idrogramma unitario sintetico SCS - I
È fornito per punti nella seguente tabella in forma adimensionale:

t/tP Q/QP t/tP Q/QP t/tP Q/QP


0.0 0 1.1 0.990 2.4 0.147
0.1 0.030 1.2 0.930 2.6 0.107
0.2 0.100 1.3 0.860 2.8 0.077
0.3 0.190 1.4 0.780 3.0 0.055
0.4 0.310 1.5 0.680 3.2 0.040
0.5 0.470 1.6 0.560 3.4 0.029
0.6 0.660 1.7 0.460 3.6 0.021
0.7 0.820 1.8 0.390 3.8 0.015
0.8 0.930 1.9 0.330 4.0 0.011
0.9 0.990 2.0 0.280 4.5 0.005
1.0 1.000 2.2 0.207 5.0 0

dove tP è l’istante in cui si verifica la portata di picco QP .


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Idrogramma unitario sintetico SCS - II

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Idrogramma unitario sintetico SCS - III
Per determinare l’istante tP in cui si verifica la portata di picco occorre preventi-
vamente calcolare il tempo di corrivazione tc .
La durata della pioggia ∆t, che si assume dia origine all’idrogramma
unitario discreto UH∆t (t), è fornita dalla seguente equazione:

∆t = 0.133tc
Il ∆t cosı̀ ottenuto fornisce un valore di tentativo del passo temporale da
utilizzare. Alcuni autori suggeriscono che tale stima possa essere variata sino
a ±25%. Secondo altri autori si possono adottare anche variazioni superiori
purchè ∆t resti comunque inferiore al 30% del ritardo del picco θ` .
Ritardo del picco rispetto al baricentro dello ietogramma (basin lag):
θ` = 0.6tc
Il tempo del picco tP è l’istante in cui si verifica la portata di picco dall’inizio
della pioggia (t = 0):
∆t
tP = + θ`
2
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Idrogramma unitario sintetico SCS - IV


Determinazione dell’idrogramma unitario discreto UH∆t (t).
1 Noto l’istante del picco tP , da ogni coppia di punti (tk /tP , Qk /QP )
forniti dalla Tabella possiamo calcolare i tempi tk = (tk /tP )tP a cui
associare le portate adimensionali yk = Qk /QP .
2 Interpoliamo quindi i punti (tk , yk ) negli istanti di tempo multipli di
∆t, ovvero per tempi tj = j∆t, ottenendo le corrispondenti ordinate
interpolate yj , dove j = 1, 2, · · · .
3 Infine l’idrogramma unitario SCS si ottiene normalizzando l’idrogram-
ma interpolato (tj , yj ), in modo che il suo integrale nel tempo sia
unitario:
1
UH∆t (j∆t) = Uj = yj
S
X
dove S = yj ∆t è l’integrale dell’idrogramma adimensionale.
j

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