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Il ruolo della politica nella rivoluzione

della comunicazione e i processi politico-


comunicativi nell'era di internet
Nel presente elaborato seguirò il libro di F. Petricone (2020).
La rivoluzione della comunicazione è avvenuta all’indomani della guerra fredda tra
due potenze: gli Stati Uniti e la Russia. Uno degli aspetti più importanti di questo conflitto
era, insieme con la corsa agli armamenti, la corsa alla conquista dello spazio.
All’inizio del periodo del dopoguerra furono i Russi a riscuotere i più grandi successi
nel campo dei programmi spaziali. La Radio Mosca nel suo comunicato diffuso il 4 ottobre
1957 annunciò al intero mondo il lancio del primo satellite nello spazio:

Sta girando attorno al globo su traiettoria ellittica alla quota di 900


chilometri dal suolo. Ha forma sferica, con diametro di 58 centimetri, pesa
86 chilogrammi e porta con sé un apparecchio radiotrasmittente. Il suo
nome è Sputnik (2020).
La risposta degli Americani non fu un successo. Il primo satellite statunitense, il
Vanguard, non riuscì a mettersi in orbita il 6 dicembre 1957. Il commento dell’International
Herald Tribune espresse le speranze deluse di tutti gli Americani:

Kaputnik (2020)!
Dopo due mesi dal giorno sfortunato (il 1 febbraio 1958) fu l’Explorer ad essere
lanciato in orbita come primo satellite americano.
Con l’insuccesso del Vanguard si iniziò una lunga catena di eventi: il Dipartimento
della Difesa statunitense ricondusse il fallimento ai bizantinismi della struttura
amministrativa. Il sistema fu quindi subito riformato e le linee operative delle tre branches
militari: Marina, Esercito e Aeronautica, furono consolidati, almeno per quanto riguardava il
programma spaziale. Così il 7 febbraio 1958 nacque l’ARPA, Advanced Research Project
Agency, con lo scopo di dominare la corsa alla conquista dello spazio.
Uno dei primi compiti dell’ARPA fu facilitare la comunicazione tra i ricercatori
dislocati nelle varie strutture. Dopo un decennio fu pronta una nuova rete di collegamento
tra computer: l’ARPANet. Il 29 ottobre 1969 il primo messaggio fu lanciato da un computer
localizzato nell’UCLA a Los Angeles e arrivò a un altro computer situato nello Stanford
Research Institute a Palo Alto.
L’ARPANet si sviluppava con molta celerità – nel 1974 aggiunse i quarantasei host e
nel 1981 il numero di postazioni era 213. Un anno dopo erano conessi gli Stati Uniti, la Gran
Bretagna e la Norvegia.

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L’anno 1983 fu una cesura tra il funzionamento della rete solamente con lo scopo
militare e la liberazione di essa per scopi di ricerca scientifica e universitaria. Subito veniva
trasformato il protocollo di comunicazione: il nuovo Trasmission Control Protocol (TCP) ha
sostituito il Network Communication Protocol. Qualche anno dopo il Cern, l’Istituto per la
ricerca avvanzata, ha lanciato anche l’Internet Protocol.
Parallelamente al rapido sviluppo della tecnologia, arrivavano i cambiamenti nella
politica europea. Nell’Unione Sovietica si osservava lo scongelamento espresso in due
termini: glasnost’ e perestroika. La glasnost’ esprimeva una nuova attitudine delle autorità
sovietiche a non celare le difficoltà, a discuterne liberamente in modo trasparente e
criticamente. Ovviamente, chiunque abbia una benché minima idea di come funzionava (e
funziona ancora) la politica russa, sa bene che glasnost’ mirava ad essere uno strumento di
disinformazione. La perestroika, invece, indicava un complesso di riforme finalizzate alla
riorganizzazione dell'economia e della struttura politica e sociale del Paese.
L’avvenimento simbolo era il volo di Mathias Lust da Amburgo a Mosca il 28 maggio
1987. La sua Cesna è atterrata sulla Piazza Rossa e, come esprime Petricone,

dopo più di quaranta anni di guerra fredda la potente Urss si lasciava


sorprendere da un ragazzino (2020).
Analogamente a quanto era avvenuto dopo il fiasco del Vanguard, anche allora si è
iniziata una catena di eventi: la Polonia comincia la sua marcia verso la democrazia, e
Solidarność, il sindacato guidato da uno dei futuri leader polacchi, sfida il partito comunista
(Per la cronaca, oggi Lech Wałęsa è un antieroe piuttosto che il nostro orgoglio nazionale).
Poi, due uomini della Chiesa cattolica dietro la cortina di ferro: il cardinale Wyszyński e il
papa Giovanni Paolo II, entrambi i Polacchi, contribuiscono ai cambiamenti politici. Inoltre,
gli Ungheresi reclamano il diritto a passare il confine con l’Austria. Poi, la caduta del muro di
Berlino nel novembre 1989 e infine la rivoluzione romena un mese dopo e il crollo
dell’Unione sovietica il 26 dicembre 1991.
I fatti storici legati all’abbattimento delle barriere politiche hanno inciso sullo sviluppo
della rete di Internet (anche se questo termine non era ancora diffuso) in modo molto
significativo. Questo può essere esemplificato dalla partecipazione della Cecoslovacchia ai
Giochi senza frontiere nel 1992.
Il mondo dello sport potrebbe fornire altri esempi di come i differenti modelli politici
influiscono la diffusione della rete Internet. Si possono paragonare due Olimpiadi – di Sydney
2000 e di Pechino 2008.
Le Olimpiadi di Sydney sono entrate nella storia come i primi Giochi olimpici che

potevano essere seguiti da milioni di persone, in tutto il mondo, in diretta


su Internet, senza alcuna intermediazione di giornali, televisioni o altri
mezzi di informazione di massa (Petricone 2020).
L’apertura del mondo occidentale nei confronti delle nuove tecnologie di
comunicazione è stata sottolineata grazie al caso di Bruce Lindsay Maguire, un giovane

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australiano non vedente. Lui accusava il Comitato delle Olimpiadi di discriminarlo,
richiamando l’attenzione alla mancanza di strumenti rendessero il web site delle Olimpiadi
accessibile anche per lui. La Commissione australiana per i diritti umani ha sancito la
necessità di piena accessibilità alla comunicazione on line a tutti i cittadini, nonostante la
loro condizione fisica.

L’evoluzione tecnica era stata così piegata alla piena tutela del diritto alle
pari opportunità e all’uguaglianza fra i cittadini (2020).
Non tutti i paesi, però, dimostrano l’apertura simile. Otto anni dopo le Olimpiadi di
Sydney i giornalisti radunati a Pechino, abituati al libero accesso a Internet, hanno incontrato
un ostacolo rappresentato dalla censura cinese. Il governo comunista ha oscurato alcuni siti
ritenuti pericolosi per il Paese. È vero che l’esercizio della censura della rete durante i Giochi
promossi con lo slogan One world one dream sembra ironico e non è all’altezza degli
standard a cui sono abituate le società occidentali. Ma al mio avviso applicare gli stessi
parametri dell’Ovest al Paese comunista sia un gran sbaglio. Infatti, il mese delle Olimpiadi

era per i cinesi un periodo di grazia. Durante lo svolgimento delle


manifestazioni sportive (…) la forte censura esistente nel paese fu infatti in
qualche modo attenuata dalla pressione dei mezzi di informazione
internazionali che hanno spinto quel Governo a ridurre il controllo
normalmente post in atto (Petricone 2020).
A prescindere dall’impatto della politica sullo viluppo dei media, ocorre porre
attenzione anche ai processi che avvengono denro il fenomeno dell’uso di Internet.
La relativa semplicità della rete e i costi bassi ne ha favorito la diffusione di personal
computer, grazie a cui uno potrebbe collegarsi con tutto il mondo, non spostandosi dalla
camera sua. I benefici di internet venivano subito usufruite anche dal settore terziario.
Nonostante l’Internet sia nato come strumento militare e poi anche scientifico, è vero che
adesso sono i servizi a determinare l’uso della rete. Le piu grandi aziende del mondo,
denominati The Four: Amazon, Apple, Facebook e Google, operano in modo inscindibile dallo
sviluppo del mondo virtuale. Gestiscono sia la vendita al dettaglio (Amazon, anche Apple),
ma si occupano anche della fornitura delle informazioni (Googe, Facebook), della logistica
(Amazon) o delle tecnologie innovative, solo per dare qualche esempio (Cfr. Galloway 2018).
In generale l’Internet è molto utilizzato per i servizi finanziari. Esistono addirittura le
valute digitali come bitcoin o ether, godute di grande popolarità tra gli netizens – gli utenti
della rete.
Occorre tornare alla politica, ma invertendo la sequenza: ora si può domandare no
come la politica influisce l’Internet, ma invece come l’Internet influisce la politica. Come
spiega Petricone l’impatto della rete sulla politica è

un arma a doppio taglio: da un lato, internet è considerato uno strumento


efficace per trasmettere messaggi politici; dall’altra, può anche essere

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utilizzato da gruppi di interesse e nazioni straniere che esercitano influenza
sulla vita politica nazionale (2020).
L’Internet influisce non solo la politica, ma tutte le parti della vita: le relazioni umane
sono meno dirette e più mediate, e la diffusione di Facebook ha un grande impatto sul modo
in cui ci presentiamo nella rete: più volontariamente si condividono gli aspetti della vita
privata, spesso senza i limiti prudenti.
Per via delle pericolosità legate all’uso dell’Internet, si cerca di creare e propagare la
cosiddetta Netiquette, una sorte di decalogo del netizen. Si prova anche, specialmente nei
paesi europei, di regolare l’uso della rete e garantire la privacy – il documento più recente e
abbastanza discutibile è il RPGD: Regolamento generale sulla protezione dei dati.
Concludendo, si cita l’osservazione di Petricone sullo stato di sviluppo del mondo
digitale:

Si crea così un nuovo modo di comunicazione visiva, parallelo a quello


tradizionale, non più passivo, ma interattivo, nel quale si deve essere
protagonisti, per rompere il muro di gomma dell’isolamento mediatico,
fortemente imposto dalla società dell’apparenza (2020).

Bibliografia

GALLOWAY, SCOTT (2018) The Four: I padroni. Milano: Hoepli.


PETRICONE, FRANCESCO (2020) Sociologia dei processi politico-comunicativi e giuridici
contemporanei. Roma: Bardi Edizioni.