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Guida al colloquio del nuovo Esame di stato

Edizioni Bruno Mondadori 1999

P 23. LA RIVOLUZIONE DIGITALE


Le nuove tecnologie stanno trasformando il nostro mondo e stanno modificando
molte delle nostre abitudini. Il fenomeno della diffusione dell'informatica e della
telematica non solamente legato alla sfera della tecnologia, ma modifica il nostro
modo di lavorare, di studiare e apprendere, cos come il nostro modo di
comunicare.

L'invenzione del computer


Nel 1946 Vennevar Bush, ingegnere americano, che aveva, durante la guerra,
lavorato a lungo per il servizio informazione della Difesa, scrive un articolo
dal titolo Come pensare, nel quale mette in rilievo come sia sempre pi
necessario, per fronteggiare la crescente massa di informazioni che ciascun
individuo si trova a dover maneggiare, inventare strumenti che permettano di
raccogliere, organizzare e strutturare queste informazioni in modo che esse
possano essere immediatamente reperibili e riutilizzabili.
Questo articolo pionieristico, nel quale Bush prefigura la costruzione di una
macchina ancora analogica denominata Memex, forse la prima e pi lucida
prefigurazione della nascita di un strumento destinato a sconvolgere
l'economia, la societ e la vita del nostro mondo: lelaboratore elettronico. La
storia delle nuove tecnologie informatiche , tuttavia, a quella data, una storia
ancora tutta militare: essa si inscrive all'interno della Guerra fredda
caratterizzata dalla lotta per il predominio militare e politico mondiale tra Usa
e Urss, che attraversa tutto il secondo dopoguerra.
Vedi sul manuale di storia i capitoli dedicati alla Guerra fredda e alla gara contro il tempo
per la conquista dello spazio.

Entrambe le superpotenze gareggiano per costruire strumenti bellici sempre pi


terribilmente efficaci, carri armati pi potenti e armi batteriologiche e
chimiche sempre pi micidiali, e lottano per il predominio dello spazio. Per
fare questo necessario sviluppare una grande quantit di calcoli di ogni
genere, si rivela quindi fondamentale la possibilit di disporre di strumenti per
il calcolo automatico. Perci, nell'uno e nell'altro campo, si sperimentano
macchine calcolatrici a controllo numerico che permettano di guidare al
meglio le traiettorie dei missili balistici nucleari.
Vedi sul manuale di storia le vicende della crisi di Cuba (1962). Chruscv (1894-1971)
cerc di installare dei missili balistici sull'isola di Cuba per poter colpire direttamente gli
Stati Uniti.

I primi calcolatori, Sperry Univac ed Ibm, sono macchine molto ingombranti,


occupano interi piani degli edifici, si basano su tecnologie oggi desuete: le
schede perforate prima e i grandi nastri magnetici per immagazzinare le
informazioni. A questo livello la ricerca sul calcolo automatico procede per
una ventina d'anni.
Le potenze di calcolo sono ancora molto basse, non esiste la possibilit di
presentare in forma grafica i dati, che sono allineati in lunghe stringhe di
codici, e, per fare un esempio concreto, il potere di calcolo dell'elaboratore che

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ha inviato nel 1968 il primo uomo sulla luna non era pi grande di quello di
unattuale calcolatrice scientifica avanzata (non di un personal computer).

I prodromi della rivoluzione digitale e l'automazione


Verso la fine degli anni sessanta, tuttavia, diviene sempre pi chiaro che le
applicazioni delle macchine calcolatrici a controllo numerico possono essere
vastissime. In primo luogo, ovviamente, lindustria in rapida trasformazione
a rendersi conto che molti dei processi produttivi che venivano gestiti
manualmente, sia per quanto riguarda la gestione delle informazioni
amministrative e commerciali, sia per quanto riguarda la produzione dei beni,
possono essere gestiti attraverso macchine a controllo numerico.
Vedi sul libro di storia lo shock petrolifero (settembre-ottobre 1973) e la fase recessiva che
segu in Occidente, dovuta all'aumento del costo delle materie prime.

Alla fine degli anni settanta le societ industriali avanzate si avviano verso una
radicale ristrutturazione delle modalit di produzione, la vecchia fabbrica
taylorista comincia a mostrarsi inadeguata alle necessit di un mercato che va
globalizzandosi e presentando esigenze di flessibilit sempre maggiori.
Vedi sul libro di storia la ripresa produttiva dei primi anni ottanta, legata ad una profonda
rivisitazione dei modelli produttivi, alla fine del modello organizzativo taylorista e
fordista e alle politiche neoliberiste.

Le nuove tecnologie, come ha dimostrato l'economista Jeremy Rifkin, nel suo nel
suo testo La fine del lavoro (1996), svolgono un ruolo decisivo in questo
processo. Permettono, infatti, di sostituire buona parte della manodopera con
strumenti tecnologici e nello stesso tempo di incrementare la produzione.
Il processo che porter all'organizzazione post-fordista del lavoro va di
pari passo con lo svilupparsi di tecnologie informatiche sempre pi efficaci e
con il loro diffondersi sempre pi capillare nei meandri della societ.
I computer e gli archivi computerizzati cominciano a fare il loro ingresso negli
uffici, i bancomat sostituiscono gli impiegati di banca, le macchine a controllo
numerico, le fresatrici, le saldatrici di precisione cominciano a sostituire gli
uomini nelle fabbriche. Il processo si salda con quello che in storia ed in
economia prende il nome di globalizzazione.
Vedi sul libro di storia il tema della globalizzazione dei mercati e l'internazionalizzarsi
dell'economia.

A partire dagli anni settanta incomincia la diffusione capillare di computer che


possono essere utilizzati anche da un utente singolo. Si passa dai grandi
elaboratori centrali (main frame) con terminali "stupidi", che possono lavorare
solamente in connessione con il computer centrale, al personal computer. I
main frame, per il loro costo, potevano essere utilizzati solo all'interno di
grandi organizzazioni e grosse strutture, i personal computer, economici e
flessibili, si preparano ad invadere le case di tutti gli abitanti dell'Occidente
sviluppato. La Apple, di Steve Jobs, pioniera in questo campo, immette sul
mercato nel 1978 il primo PC, nel frattempo, un giovane di Seattle, Bill
Gates, inventa un sistema operativo che premette una agevole gestione
dell'hardware dei personal computer, l'Ms-Dos. Anche IBM, che fino ad allora
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si era dedicata alla produzione di grandi main frame, entra pesantemente nel
mercato dei personal computer.
Vedi l'autobiografia di Bill Gates, Una strada verso il domani (1998) nella quale il tycoon
dell'informatica descrive la sua utopia tecnologica, l'idea, cio, che la tecnologia possa
migliorare indefinitamente il mondo economico e sociale.

Gli anni ottanta vedono completarsi il processo della transizione ai nuovi metodi
di produzione nell'industria. Lo stesso modello industriale delle societ
avanzate tende a trasformarsi radicalmente: si passa dall'industria pesante
all'industria ad alto contenuto tecnologico, trasferendo nei paesi in via di
sviluppo la produzione dei prodotti maturi o di quelli a basso valore aggiunto.
Ci si avvia alla transizione da uneconomia fondata sulla produzione di beni
materiali ad una fondata sulla produzione di beni immateriali e di servizi,
dalla societ dell'industria alla societ dell'informazione e delle nuove
tecnologie, ma per comprendere questo passaggio necessario fare un passo
indietro.

La nascita delle telecomunicazioni digitali


In questi anni e parallelamente allo sviluppo della tecnologia informatica e dei
personal computer, si assiste alla nascita delle telecomunicazioni digitali.
Immediatamente dopo la crisi di Cuba John Kennedy d l'avvio al progetto di
creare una rete capillarmente distribuita sul territorio di nodi di smistamento
delle informazioni che connettano i centri di comando e di controllo
dell'esercito americano. Il fine di questo progetto era quello di impedire che le
forme tradizionali di comunicazione, legate a centrali di comando e controllo
situate in edifici facilmente individuabili, potessero essere spazzate via in caso
di un attacco nucleare. Questo programma di ricerca d l'avvio alla scoperta di
una nuova modalit di trasferimento e gestione delle informazione. Invece di
trasmettere i dati su di un percorso univoco e tendenzialmente rettilineo, come
avviene nel caso dei cavi telefonici o degli stessi ripetitori radiotelevisivi, i
dati vengono scomposti in piccoli pacchetti che viaggiano casualmente da un
nodo all'altro della rete. In questo modo il loro percorso non prevedibile a
priori e soprattutto qualora un nodo di comunicazione venga disattivato,
esister sempre un altro nodo attraverso il quale possa fluire l'informazione. Al
protocollo di comunicazione che rende possibile questo tipo di operazione
viene dato il nome di TCP/IP (Transfert control protocol o Internet protocol).
Il progetto di questa rete per le telecomunicazioni digitali viene sviluppato
dallARPA (Advanced Research Projects Administration), un ente che diretta
emanazione del Pentagono. I ricercatori che partecipano a questo progetto,
tuttavia, fin dal suo avvio, si rendono conto che estendere una rete cablata di
comunicazione significa anche aumentare in maniera esponenziale le
possibilit della trasmissione dei dati. Alla rete ARPA infatti cominciano a
connettersi centri di ricerca ed universit che la utilizzano non per scopi
militari ma per scambiarsi informazioni. Inoltre, parallelamente allo sviluppo
delle reti militari e scientifiche, si assiste allo svilupparsi di una rete di
comunicazioni alternative, spesso frutto di controculture minoritarie, dei
gruppi radicali di giovani programmatori ed esperti di informatica che
sostengono la necessit di liberalizzare il pi possibile la trasmissione di
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informazioni e di software: dagli hacker agli esponenti del movimento politico


ed artistico del cyber-punk, agli esponenti di minoranze discriminate, che
valorizzano il potere libertario e anti-sistema delle comunicazioni digitali.
Vedi su questi temi il saggio di Bruce Sterling, uno dei padri della cultura cyber-punk, Giro
di vite contro gli hacker, 1993.

Questo movimento alternativo, che nel suo complesso pu essere definito cyberpunk, accomunato dall'enfasi posta sulle possibilit di comunicazione
alternativa offerta dai nuovi strumenti della telematica (dal greco telos,
lontano, combinato con informatica) come un mezzo per contrastare lo
strapotere dei media tradizionali, soprattutto la televisione, considerati come
vettori di dominazione e sfruttamento.
Vedi, per quanto riguarda il cyber-punk, i romanzi fanta-noir di William Gibbson come
Neuromante, Luce virtuale, Monna Lisa Cyberpunk e di Neil Stephenson, come L'era del
diamante, considerati veri casi letterari.

Non possibile, nella valutazione dello sviluppo delle comunicazioni digitali,


sottovalutare lapporto di questa componente, dal momento che alcuni
elementi che caratterizzano anche i comportamenti di consumo della odierna
Internet o dei media digitali, quali la gratuit del software, la critica del
concetto di copyright ecc., provengono dalla controcultura delle bbs e degli
hacker.
Vedi, a questo proposito, il volume a cura di Valvola Scelsi, No copyright, (1995), che
ricostruisce lo sfondo teorico della controcultura cyber.

La rivoluzione digitale, che manifesta i suoi effetti prima nella sfera economica e
poi si diffonde capillarmente nelle nostre case attraverso i computer e gli
strumenti a controllo digitale inseriti in molti degli oggetti ormai divenuti di
uso comune-i telefonini, i telecomandi delle televisioni, gli antifurto delle
automobili, i forni a microonde-diviene un fenomeno di rilevanza mondiale
nel momento in cui si realizza una triade di elementi che viene cos definita da
Nicolas Negroponte nel suo Essere digitali (1995):
1. la progressiva digitalizzazione delle risorse informative;
2. la progressiva diffusione di macchine calcolatrici sempre pi
potenti e facili da utilizzare;
3. l'estendersi di rete telematiche che permettono di trasferire
grandi quantit di dati in tempi relativamente molto rapidi.
Questi tre fattori, combinati con la diffusione di interfaccia grafiche che
permettono un pi facile ed estensivo utilizzo dei computer, fanno esplodere
intorno al 1995 il fenomeno Internet.
Vedi, sulla storia e la tecnologia di Internet, in particolare Internet 1998 di AA. VV.

Nel 1995 vengono rilasciati sul mercato due prodotti informatici: i browser
(dall'inglese to browse, scorrere curiosare) Netscape e Navigator, questultimo
prodotto dalla Microsoft di Bill Gates, unindustria che, nel frattempo,
divenuta la pi grande azienda del mondo per fatturato. Questi software
permettono di visualizzare in forma grafica ed ipertestuale i contenuti dei
milioni e milioni di "siti" che hanno cominciato a costituire un vero e proprio
doppio virtuale del mondo reale.
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Vedi, sulle implicazioni filosofiche e antropologiche della rivoluzione digitale, in


particolare, il volume di Pierre Lvy Il virtuale (1997), che analizza il progressivo processo
di virtualizzazione in atto nella societ.

La differenza fondamentale di Internet, come mezzo di comunicazione rispetto ai


media tradizionali, quella di consentire un elevato grado di interattivit e di
personalizzazione dell'informazione, rispetto ai media tradizionali. Il modello
di diffusione dell'informazione e del sapere generato dai media tradizionali,
prevede, infatti, pochi e costosi centri di produzione, che dirigono grossi flussi
di informazione verso un massa indifferenziata di spettatori (mezzi di
comunicazione di massa appunto). Internet, per contro, permette a ciascuno
dei suoi utenti, con una spesa decisamente incomparabile a quella dei media
tradizionali, di divenire produttore ed emittente lui stesso di informazioni.
Permette inoltre al singolo utente di personalizzare, come sostiene Enrico
Pedemonte nel suo Personal media (1998), la comunicazione, di selezionare
cio attivamente i contenuti cui accede, che sono quasi infiniti. Sono, infatti,
milioni i server posizionati su computer sparsi per il mondo che permettono di
visionare una mole enorme di informazioni che vanno dalla prenotazione di un
viaggio aereo, all'accesso gratuito a biblioteche di testi on-line ( ad esempio il
Progetto Gutenberg, che si propone di digitalizzare l'intero patrimonio di testi
dell'umanit), alla fornitura di servizi bancari e finanziari.

La rivoluzione digitale e la cultura


Come abbiamo visto, leffetto pi esplosivo della rivoluzione digitale certamente
quello che riguarda le trasformazioni economiche, l'automazione industriale, le
transazioni finanziarie on-line, l'home banking, la posta elettronica, il telelavoro. tuttavia significativo notare che, anche nella sfera della formazione,
le trasformazioni saranno innumerevoli. Didattica a distanza, ristrutturazione
della rete bibliotecaria, trasferimento in digitale di tutto il patrimonio di
conoscenze della nostra cultura non rappresentano pi utopie ma il domani
immediato della nostra civilt, un domani che segner il progressivo tramonto
della forma pi diffusa di comunicazione del sapere: quella testuale.
La modalit di trasferimento dei dati attraverso la rete , come abbiamo accennato,
una modalit ipertestuale. Dal testo tradizionale, costituito da una successione
ordinata di pagine impresse una volta per tutte sulla carta, si passa ad una
modalit di trasmettere il sapere che non solo rivoluziona la materialit del
testo, ma anche le categorie concettuali ad esso connesse, autore, lettore,
opera. Il lettore di ipertesti non passivo come quello di un libro tradizionale.
L'ipertesto si caratterizza per la sua struttura a link (lett. anello di una catena,
legame). Si "clicca" su alcune parti della pagina elettronica e ci si sposta verso
un'altra sezione del testo, oppure si passa ad un altro sito e ad un altro
contesto.
Vedi a questo proposito il volume di Landow, L'ipertesto, (1998), che affronta le differenti
problematiche legate alla transizione dai testi di carta agli ipertesti elettronici.

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