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Le nuove tecnologie e la tutela del Patrimonio Librario delle Biblioteche

Claudia Sanna

Claudia Sanna - CONSERVARE IN DIGITALE: Le nuove tecnologie e la tutela del patrimonio librario in biblioteca.

Sommario
Introduzione ..................................................................................................................................................... 3 I. Definizione di digitalizzazione ....................................................................................................................... 4 II. La digitalizzazione in biblioteca .................................................................................................................... 4 II. 1 La digitalizzazione al servizio della Conservazione dei Beni Librari. ....................................................... 5 II.2 Metodi di digitalizzazione ....................................................................................................................... 7 II.2.1 Le fasi della digitalizzazione ............................................................................................................. 8 II.3 Vantaggi e svantaggi della digitalizzazione ........................................................................................... 12 III. Progetti di digitalizzazione del patrimonio librario .................................................................................... 13 III.1 Europa ................................................................................................................................................. 13 Gran Bretagna ........................................................................................................................................ 15 Germania ................................................................................................................................................ 15 Francia .................................................................................................................................................... 15 Spagna .................................................................................................................................................... 16 Russia ..................................................................................................................................................... 16 Italia........................................................................................................................................................ 16 III.2 Stati Uniti ............................................................................................................................................. 19 IV. LItalia e Google Books. ............................................................................................................................. 19 Conclusioni ..................................................................................................................................................... 21 Bibliografia ..................................................................................................................................................... 22 Sitografia ........................................................................................................................................................ 23

Claudia Sanna - CONSERVARE IN DIGITALE: Le nuove tecnologie e la tutela del patrimonio librario in biblioteca.

Avvertenza: Per tutti i siti web lultima consultazione avvenuta il 12 Aprile 2013 .

Introduzione
Ha quasi valenza ossimorica laccostamento tra un oggetto contemporaneo come il computer e uno antico quale il libro. stato anche predetto che il primo avrebbe decretato la morte del secondo, ma appare ormai chiaro come un buon uso delle tecniche informatiche possa giocare un ruolo importante nellambito della conservazione e del la fruizione di ci che viene custodito nelle nostre biblioteche. La digitalizzazione del patrimonio culturale uno dei temi cruciali per le biblioteche del XIX secolo ed una delle priorit dellAgenda Digitale Europea1. Lacquisizione in formato digita le di libri, riviste, immagini, carte, documenti di archivio, fotografie, materiale audiovisivo, oggetti museali consente una immediata fruizione e un aumento dellaccesso al patrimonio culturale sia in termini di tempo che di pubblico. Permette inoltre la valorizzazione di materiali rari, preziosi e poco conosciuti o appartenenti ad aree tematiche particolari e la loro conseguente conservazione e tutela, permettendo un utilizzo virtuale al posto di una spesso dannosa manipolazione analogica. In questa esposizione non parleremo di digitalizzazione dei libri moderni e dei periodici, ma vedremo come questa viene applicata nellambito della Conservazione dei Beni Culturali e del patrimonio librario in particolare, i metodi e gli standard e i conseguenti vantaggi e svantaggi. 3

Su questo argomento si veda il paragrafo III.1 alla pag. 13.

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I. Definizione di digitalizzazione
Per digitalizzazione2 si intende il processo di conversione che applicato alla misurazione di un fenomeno fisico ne determina il passaggio dal campo dei valori continui a quello dei valori discreti. Tale processo viene oggi comunemente sintetizzato nei termini di passaggio 4

dall'analogico al digitale. Pi specificatamente, la digitalizzazione un modo di catturare e immagazzinare immagini mediante tecnologie informatiche. Attraverso una macchina fotografica digitale o uno scanner si esegue una fotografia che viene convertita in un codice digitale binario (essenzialmente una stringa di tanti zero e uno) e, letta da un computer, ne rid la sua facies elettronica su uno schermo o ne permette la sua stampa su carta. I dati sono immagazzinati su un supporto magnetico o ottico che ne permette la sua fruizione e conservazione. Il contenuto di informazione delle immagini digitali non viene convertito in forma alfanumerica al momento della lettura a scansione e pertanto non si possono eseguire ricerche testuali, ma possibile lavorare ulteriormente sulle immagini digitalizzate in modo da estrarne i contenuti testuali (attraverso luso di programmi di riconoscimento caratteri, detti OCR), o migliorare la qualit di visione (attraverso software di elaborazione di immagini e fotoritocco).

II. La digitalizzazione in biblioteca


Due sono i principali presupposti per cui si sceglie di digitalizzare in biblioteca: una motivazione di carattere pi puramente conservativo per proteggere cio gli originali dai rischi inevitabilmente connessi alla consultazione diretta e lintenzione di rendere disponibili su larga scala (on-line o off-line) risorse culturali che altrimenti rimarrebbero sotto-utilizzate. importante avere una visione il pi possibile chiara degli obiettivi per mettere a punto le strategie operative e pianificare con precisione il programma e il progetto di digitalizzazione. Nel corso degli anni, con la nascita dei primi progetti di digitalizzazione, stato riscontrata una certa improvvisazione nelle procedure e una mancanza di uniformit nei metodi, per cui, a vari livelli, si proceduto al rilascio di una serie di modelli prescrittivi che delineano con precisione gli standard qualitativi cui uniformarsi. Si passa da semplici raccomandazioni di carattere generale3 alla Normativa per lacquisizione digitale delle
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http://it.wikipedia.org/wiki/Digitalizzazione Falchetta P. , Guida breve alla digitalizzazione in biblioteca, in Biblioteche oggi , Fasc. n.9(2000), pp. 52-67.

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immagini fotografiche dellIstituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali4. Nel corso degli anni, attraverso la condivisione di esperienze si giunti alla formulazione di standard per la digitalizzazione di vari tipi di materiali e i metodi da utilizzare5, in modo da limitare al massimo le discordanze tra i procedimenti e le modalit di acquisizione, cos da coordinare a livello nazionale le realizzazioni di metadati nei progetti di digitalizzazione nei diversi settori dei beni culturali e di raccordare le iniziative italiane con quelle europee e internazionali, facendo in modo che il materiale digitalizzato possa essere visto in una prospettiva di comune utilizzo (ad esempio attraverso la costituzione di grandi portali web come litaliano Internet Culturale6). 5

II. 1 La digitalizzazione al servizio della Conservazione dei Beni Librari.


Il desiderio di tramandare il patrimonio culturale sempre stato accompagnato alla necessit di selezionare ci che viene tramandato. Non solo il testo a dover essere conservato ma anche loggetto, il supporto. Gli interventi riguardanti la conservazione devono essere lungimiranti. In passato sono sopravvissuti i libri di pregio, mentre si guardato poco alla tutela di quei testi ritenuti popolari e di limitato valore economico, nonch dei periodici, in quanto giudicati materiale ingombrante e di scarsa qualit. I bibliotecari contemporanei, che operino o meno in Biblioteche di Conservazione si ritrovano ora a dover fare i conti con materiale a stampa o manoscritto che pu avere da qualche secolo a decine di anni, e non detto che sia il materiale pi antico ad essere il pi fragile e bisognoso di cure. vero soprattutto il contrario. infatti noto come volumi scritti su pergamena o (dalla met del XV sec.) stampati su carta ottenuta con metodi artigianali (come ad esempio la carta di stracci), a causa del materiale di cui sono fatti, spesso si rivelino molto pi resistenti alle insidie del tempo di libri stampati appena centocinquanta anni fa. A met del Ottocento infatti, la nascita della stampa industriale e la produzione della carta con metodi di massa porto alla caduta dei prezzi e trasform il libro da oggetto raro e prezioso in un prodotto di
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Il documento, in formato PDF, scaricabile dalla pagina http://www.iccd.beniculturali.it/getFile.php?id=291 . Linee Guida ICCU: http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/bdi/linee_guida_standard/;

Linee guida IFLA: http://www.ifla.org/files/assets/preservation-and-conservation/publications/digitization-projectsguidelines.pdf.


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Accesso al portale da http://www.internetculturale.it. Sullargomento si veda anche larticolo di Laura Ciancio, Internet Culturale. Cataloghi e Collezioni digitali delle biblioteche italiane. La nuova versione del portale, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A.5, n. 2 (2010), pp.123-134.

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largo consumo. Questo fatto port innegabilmente grandi benefici sul piano della sconfitta dellanalfabetismo, ma per contro la qualit dei volumi prodotti cal a tal punto che la studiosa Franca Alloatti afferma che mediamente la durata della vita di un libro si aggiri intorno ai settantanni, ma unipotesi ottimistica, se si considera che alcune edizioni degli anni Cinquanta, come certi romanzi che non hanno avuto ristampe e sono per tanto le uniche edizioni superstiti,si sbriciolano fra le dita7. Tale deterioramento imputabile con facilit alla qualit della carta, prodotta non pi con gli stracci ma con la pasta di legno. Lalta percentuale di lignina e linnestarsi di processi chimici che causano acidit ed ossidazione, sono responsabili della perdita di resistenza meccanica, della mancanza di flessibilit, di elasticit delle carte che, se piegate, si spezzano. necessario dunque avere unottima conoscenza del materiale che si possiede in biblioteca e non riservare solo al materiale antico e di pregio (come verrebbe naturale) particolari attenzioni di tutela, ma a tutto il patrimonio, in modo che resti fruibile e possa essere tramandato per i decenni a venire. In tutto questo discorso della Conservazione la digitalizzazione pu giocare un ruolo importante, sia dal punto di vista della tutela che da quello della fruizione, senza tralasciare il lato economico. Il restauro di un libro un fatto costoso , dunque necessario ridurre al minimo i danni da consultazione, fornendo quando possibile una copia digitale del volume. La Conservazione non deve dunque avvenire a discapito della fruizione, ma le due cose si possono implementare grazie ad un uso sapiente delle moderne tecnologie. Sottoporre a digitalizzazione il materiale pi frequentemente consultato e quello a elevato rischio di degrado in alcuni casi una scelta obbligata, ma consente la preservazione e insieme il godimento di volumi che fino a ieri risultavano inavvicinabili da parte di unutenza generica. comunque necessario non dimenticare che la digitalizzazione deve considerata come mero supporto della conservazione, ed spesso anche un supporto molto valido, ma non pu mai risultare sostitutivo degli originali. Questi vanno sempre salvaguardati con le tecniche tradizionali e la loro digitalizzazione non pu rivelarsi una scusa per un loro accantonamento in qualche angolo della biblioteca, in attesa di tempi migliori che forse non verranno mai. Se per salvaguardia si intende lattiva protezione di un bene, non si pu applicare questo termine ad unoperazione di mera esclusione: questi esemplari anche se 6

7 Alloatti F. , Gli originali e la riproduzione Digitale. A proposito della conservazione del materiale moderno e di alcuni suoi paradossi, in Biblioteche oggi ,Fasc. 10 (1998), pp. 28-31.

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impacchettati,inscatolati, esclusi dalla consultazione, continuano a degradarsi,perch la loro stessa natura li condanna8. I volumi destinati alla digitalizzazione non possono dunque essere sostituiti in toto da loro copie digitali; essi rimangono come testimonianza materiale, spesso vere e proprie opere darte, di cui lutente deve poter sempre predisporre in tutti i casi in cui la sola visione virtuale non sufficiente ma necessita anche uno studio delle caratteristiche fisiche. La riproduzione digitale risulta quindi essere unalternativa alla consultazione fisica, ma non svolge alcuna funzione di salvataggio degli esemplari, in quanto non arresta quei processi di disgregazione chimica e meccanica gi presenti nelloggetto al momento della sua creazione. La digitalizzazione pu venire in aiuto dello stesso restauro dei volumi, per cui si pu disporre una copia del volume ante-restauro e una post-restauro per poter fare confronti (anche se spesso loperazione diviene necessaria in quanto le pagine trattate con velatura al momento della digitalizzazione si sono rivelate di difficile lettura9). Ci sono poi casi in cui la copia digitale si pu rivelare addirittura migliore delloriginale: ad esempio, se linchiostro di un manoscritto particolarmente sbiadito si pu effettuare unoperazione di image processing, che consente di aumentare il grado di risoluzione delle immagini e fornire quindi una maggior precisione nei dettagli. 7

II.2 Metodi di digitalizzazione


La pianificazione di unattivit di digitalizzazione dalla portata pi o meno ampia deve considerare innanzitutto gli scopi che si intendono perseguire e gli esiti attesi. Si pu infatti andare dalla creazione di copie darchivio destinate tout court a preservare la memoria di determinati volumi al riversamento in formato digitale di dati precedentemente immagazzinati su altro supporto (ad es. il microfilm), allintento primario di diffondere i dati digitali localmente o mediante accesso remoto (OPAC, Internet), dalla necessit di aggiornare e rinnovare la qualit dei servizi offerti tramite luso dei nuovi mezzi tecnologici e (perch no) usarli per costituire fonte di introiti.

Alloatti F. , Gli originali e la riproduzione Digitale. A proposito della conservazione del materiale moderno e di alcuni suoi paradossi, in Biblioteche oggi , Fasc. 10 (1998), pp. 28-31.
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Mura G., Conservazione vs fruizione? Dal supporto cartaceo al supporto digitale, in Biblioteche oggi , Fasc. n.7 (2003), pp. 33-37.

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II.2.1 Le fasi della digitalizzazione

Il processo di digitalizzazione si compone di diverse fasi che bene rispettare per ottenere risultati accettabili nel rispetto degli standard qualitativi10: Pianificazione di un progetto di digitalizzazione : la prima fase, la pi delicata di tutto il processo. Una buona pianificazione pu far fronte allinsorgere di problemi e ottenere una coordinazione tra le parti coinvolte che si tradurr in un risparmio di tempo e di denaro. Di norma bisogner trovare una risposta alle seguenti questioni: Cosa (va fatto)? Chi (dovrebbe farlo)? Dove (lo si dovrebbe fare)? Quando (dovrebbe aver luogo)? Come (sar fatto)?
Figura 1: Scanner planetario a luce fredda

Ricognizione e individuazione dei fondi : necessario avere bene in mente cosa digitalizzare. La scelta del materiale verr dettata dagli scopi della digitalizzazione (conservazione, distribuzione on-line / off-line, catalogazione) che a sua volta detteranno i metodi da utilizzare e le problematiche connesse.

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Falchetta P., Guida breve alla digitalizzazione in biblioteca, in Biblioteche oggi , Fasc. n.9 (2000), pp. 52-67; Manuale di buone pratiche per la digitalizzazione del patrimonio culturale. Versione 1.3 (3 marzo 2004) a cura del Gruppo di lavoro 6 del Progetto Minerva. Il documento, in formato PDF, scaricabile dalla pagina: http://www.minervaeurope.org/structure/workinggroups/goodpract/document/buonepratiche1_3.pdf.

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Le risorse umane e organizzative: Sia che si ricorra a personale interno allistituto, sia che ci si appoggi a personale esterno occorre che chiunque si occupi del progetto sia a conoscenza di ogni fase di esso e abbia tutti gli strumenti necessari per operare. Preparativi per la digitalizzazione: Hardware e Software Affinch la
Figura 2: Scanner piano con contrappesi

digitalizzazione possa procedere, sar necessario dotarsi della strumentazione tecnica necessaria. Normalmente questa sar costituita da strumenti per la cattura di immagini digitali (videocamere digitali, scanner per libri, documenti o microfilm, hardware audio e video, se necessari) collegati a una piattaforma informatica idonea (computer, sistema operativo, rete ecc.). Si possono distinguere due diversi metodi di digitalizzazione che utilizzano hardware differenti: la scansione e luso di videocamere digitali. La maggior parte dei progetti di digitalizzazione richiede uno scanner piatto per quel tipo di materiale che pu essere sottoposto a pressione su una superficie rigida (documenti manoscritti e a stampa non rilegati). sempre meglio dotarsi dello scanner pi grande possibile per evitare scansioni a mosaico. Di norma lo scanner piatto dovrebbe essere utilizzato solo con materiale gi piatto di per s e che non venga danneggiato dallessere pressato su una superficie rigida. Per molti documenti rilegati pu risultare idoneo uno scanner con un leggio, in modo da rispettarne le dimensioni. Per lacquisizione di materiali che non possono essere schiacciati o appoggiati su un leggio, gran parte dei progetti di digitalizzazione richiede una macchina fotografica. La cattura di immagini (sia con lo scanner sia con la macchina fotografica) dovrebbe essere effettuata con la pi alta risoluzione possibile. Questo, nella maggioranza dei casi, dar luogo a file master molto grandi dai quali poi, per scopi quali la diffusione via Web, potranno essere estratti file pi piccoli. Naturalmente, da unimmagine a bassa qualit, non si potr mai ottenere unimmagine ad alta qualit. Per il progetto dovrebbe essere acquistato il pacchetto software pi adatto e potente che ci si possa permettere. Come soglia minima irrinunciabile, il software dovrebbe essere in grado di:

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- aprire file immagini molto grandi - modificare la risoluzione e la profondit del colore - salvare versioni differenti in vari file di varia grandezza - selezionare e copiare parte di unimmagine e salvarla in un altro file - esportare immagini in file di formato differente, inclusi gli standard Web comuni JPEG e GIF. Diversi pacchetti software gratuiti forniscono tali livelli di funzionalit; tuttavia, linvestimento in un prodotto commerciale potrebbe rendere di pi in termini di tempo, energie, documentazione e supporto tecnico. Ambiente: Molti materiali rari o delicati richiedono un ambiente particolare. Il procedimento di digitalizzazione deve comportare il minimo effetto negativo sul materiale originale e questo costituisce un punto delicato per ogni progetto. Lideale sarebbe avere una sala dedicata alla sola digitalizzazione e riservata al progetto per lintera sua durata. Se il materiale originale richiede particolari condizioni di luce, umidit ecc., queste dovranno essere replicate quanto pi fedelmente possibile nellambiente di digitalizzazione. assolutamente sconsigliato lutilizzo di luce diretta. Movimentazione del materiale: In molti casi il materiale da digitalizzare risulta particolarmente fragile o delicato. Spesso la sostituzione della consultazione manuale con laccesso on -line costituisce una delle motivazioni principali dei progetti di digitalizzazione. fondamentale che in ogni progetto vengano presi provvedimenti per assicurare che il materiale originale non subisca alcun danno durante il procedimento di digitalizzazione. Questi provvedimenti possono estendersi dalluso dellhardware appropriato, alla realizzazione di un adeguato microclima oppure all a scelta di spostare il centro delle operazioni nel luogo in cui il materiale conservato piuttosto che viceversa. Formato dei file e dei metadati : Di regola il risultato del procedimento di digitalizzazione rappresentato da un file master nel formato non compresso TIFF (Tagged Image File Format) con alcuni metadati incapsulati. Questi metadati saranno sia di natura descrittiva che amministrativa e conterranno una serie di informazioni relative alla struttura dei file, al contesto in cui sono nati e al 10

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loro utilizzo nel tempo. I metadati da associare a un record digitale in vista della sua conservazione devono includere tutte le informazioni sulla fonte dei dati e su come, quando e perch tale fonte stata creata; fornire i criteri per aprire e leggere il record in condizioni corrette; riportare infine la storia del record, ossia tutte le modifiche avvenute dopo la sua creazione e le modalit con cui tale record si incrociato con altri software e con altri record. I file di cattura sono, in genere, file molto grandi e costituiscono i file master adatti alla conservazione, da cui utilizzando i software per lelaborazione delle immagini, se ne possono creare versioni pi piccole, sia in TIFF sia, pi comunemente, in formati per la distribuzione come JPEG, PNG o GIF. Lo scopo di utilizzo dellimmagine detta il tipo e la pesantezza del file. Pi grande il file maggiore sar la sua risoluzione, ma maggiori saranno anche i tempi di elaborazione in rete o su schermo. Per lutilizzo sul web sufficiente luso di file JPEG di media qualit. La scelta dei supporti e la conservazione dei dati: La scelta dei supporti costituisce un momento decisivo per quei progetti intenzionati a mantenere le loro collezioni digitali per un periodo di svariati anni. Il prodotto del progetto di digitalizzazione deve essere conservato su dei server. Occorre effettuare copie di riserva dei contenuti di tutte queste macchine. Inoltre, per archiviare il contenuto digitale di sistemi che non sono dedicati in via esclusiva a un determinato progetto di digitalizzazione, si dovrebbero utilizzare supporti rimovibili, separando cos il contenuto dagli altri dati conservati sul server. Normalmente tutti i file master (compresi i metadati) dovrebbero essere salvati su due diversi tipi di supporto immagazzinati separatamente. I CD-Rom sono ormai stati sostituiti dai DVD, ma ormai si fa largo uso di hard disk esterni di grossa capacit e non escluso che in avvenire non ci si avvalga della tecnologia del cloud computing (in italiano nuvola informatica) cio insieme di tecnologie che permettono di memorizzare, archiviare e /o elaborare dati (tramite CPU o software) grazie all'utilizzo di risorse hardware 11

/software distribuite e virtualizzate in Rete. I supporti finali, qualunque essi siano, tenderanno cos a moltiplicarsi, e a porre in tal modo non pochi problemi per la loro gestione organizzativa e tecnologica. Le possibilit tecniche che potranno essere individuate dovranno perci non soltanto garantire lespansibilit degli archivi ma anche garantire la trasportabilit dei dati che, nel caso del formato TIFF, costituiscono, in rapporto alloriginale, le copie a maggior tasso di contenuti intrinseci ed estrinseci.

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II.3 Vantaggi e svantaggi della digitalizzazione


La digitalizzazione partecipa alla valorizzazione del bene culturale consentendone una fruizione pi agevole e con meno limiti, offrendo cio un servizio migliore di quello tradizionale, o per lo meno questo dovrebbe essere il suo obiettivo. Pur offrendo numerosi e riconosciuti vantaggi questa tecnologia possiede alcuni punti deboli. Negli ultimi tempi le tecnologie subiscono cambiamenti molto rapidi. Questi cambiamenti spesso si manifestano attraverso lo bsolescenza dei processi, delle attrezzature e dei supporti con il rischio di sperperare enormi quantit di denaro per lavori che dopo pochi anni risultano inutili e da rifare o che il nostro vicino di biblioteca ha gi fatto. I rischi raddoppiano nel caso in cui le biblioteche procedono con lavori fatti in casa senza attenzione e rispetto a standard e modelli individuati quali migliori dalla comunit scientifica. Sono comunque innegabili i vantaggi che la biblioteca e di conseguenza lutente traggono dalla pratica della digitalizzazione. I prodotti finali della digitalizzazione possono essere per di vario genere e la loro consultazione potr avvenire con modalit diverse. La consultazione dei dati digitalizzati pu avvenire off-line, cio su un supporto separato, in rete locale o sul web. La forma di consultazione tramite cd-rom o DVD destinata a scomparire, soppiantata dalla possibilit di usufruire, allinterno e allesterno delle biblioteche , di servizi off-line o on-line il cui accesso garantito tramite una rete (locale o Internet) e pu essere sottoposto a un controllo che autorizza lapertura delle pagine dellopera solo allutente registrato, che dovr indicare nome utente e password. Siti internet dedicati possono mettere in vetrina il patrimonio posseduto assumendo il ruolo di vere e proprie mostre virtuali, e . Se messi in rete, i dati digitalizzati possono essere di consultati 24 h al giorno, ogni giorno della settimana e dellanno , con un conseguente incremento delluso delle collezioni, in totale autonomia da parte dellutente (o di pi utenti contemporaneamente) senza necessariamente doversi recare fisicamente in biblioteca. Ancora, si avrebbe una riduzione delle possibilit di furto o danneggiamento dei materiali, il testo digitalizzato migliorabile, pu essere reso pi leggibile, pu essere ingrandito, etc. 12

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III. Progetti di digitalizzazione del patrimonio librario


Il primo, pionieristico programma di digitalizzazione del patrimonio librario lormai famoso Progetto Gutenberg11, un'iniziativa avviata da Michael Hart nel 1971 con l'obiettivo di costituire una biblioteca di versioni elettroniche liberamente riproducibili di libri stampati, arrivata nel luglio 2012 a oltre 40.000 titoli. Attualmente, in tutto il Mondo si stanno sviluppando, o sono ben avviati, progetti di digitalizzazione e di fruizione del patrimonio digitalizzato da parte di grandi istituti culturali. Lofferta molto ampia e va da piccole iniziative locali a grandi progetti internazionali, spesso confluite in vere e proprie biblioteche digitali12. In questo capitolo segnaleremo quelli pi significativi, sia per qualit del patrimonio che per portata innovativa.

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III.1 Europa
Gi da vari anni i paesi europei hanno iniziato campagne per la digitalizzazione del patrimonio culturale a tutti i livelli. Alcuni di essi hanno riguardato in particolare il patrimonio librario 13. A tal proposito Gino Roncaglia afferma che La digitalizzazione pu offrire alle biblioteche e ai ricercatori una straordinaria opportunit per ridurre il gap esistente fra cultura del libro e culture di rete, fra contenuti a stampa e contenuti digitali. Tuttavia, necessaria una particolare attenzione per evitare che il rilievo e la natura anche commerciale di molti progetti di digitalizzazione bibliotecaria possano contribuire in qualche modo a limitarne il valore scientifico. Una cattiva qualit nella digitalizzazione, la mancanza o lincompletezza di metadati adeguati, la scelta di formati proprietari, una limitata interoperabilit, politiche troppo restrittive nella tutela del copyright, sono tutti fattori che possono limitare in maniera anche seria lutilit del lavoro svolto14. Nella prospettiva di un impegno condiviso lUnione Europea ha sviluppato lAgenda Digitale Europea (European Digital Agenda)15 che si propone di sfruttare al meglio il potenziale
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www.gutenberg.org

Ridi R., La biblioteca digitale: definizioni, ingredienti e problematiche, in Bollettino AIB, vol. 44, n. 3 (2004), pp. 273-345; Ciacchini L., Progettare la biblioteca digitale. La centralit dellutente, in Bollettino AIB, vol. 47 n. 3 (2007), pp. 329-333.
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Di Gianmarco F., La Biblioteca digitale europea. Unimpegnativa campagna di digitalizzazione, in Biblioteche oggi , Fasc. n.7 (2006), pp. 41-43; Roncaglia G., I progetti internazionali di digitalizzazione bibliotecaria: un panorama in evoluzione, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, n. 1 (2006), pp. 11-30; Niutta F., Manoscritti nella rete, in -Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A.5, n. 2 (2010), pp. 9-28.
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Roncaglia R., cit. Tutte le informazioni si possono trovare sul sito istituzionale http://ec.europa.eu/digital-agenda/.

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delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione (TIC) per favorire linnovazione, la crescita economica e il progresso. Sempre in questottica, 28 ottobre 2011 la Commissione Europea ha adottato una raccomandazione16 in cui invita gli Stati membri dellUE ad intensificare le proprie iniziative, a mettere in comune le rispettive risorse e a coinvolgere il settore privato sul fronte della digitalizzazione del materiale culturale. I materiali digitalizzati dovrebbero essere resi disponibili attraverso Europeana17, la biblioteca, larchivio e il museo digitale dEuropa , che riunisce contributi gi digitalizzati da diverse istituzioni dei 27 paesi membri dell'Unione Europea in 23 lingue. La sua dotazione include libri, film,dipinti, giornali, archivi sonori, mappe, manoscritti ed archivi. Ad esso si affianca il portale Il portale MICHAEL (Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe)18, un servizio on-line19 che promuove il patrimonio culturale europeo presso il pubblico di tutto il mondo. MICHAEL fornisce informazioni sui contenuti digitali e digitalizzati di musei, biblioteche, archivi e sulle istituzioni culturali e scientifiche dei diversi Paesi europei. In Italia 20 MICHAEL ha avviato un censimento sistematico delle collezioni digitali e digitalizzate rese disponibili al pubblico (in rete e off-line) da istituzioni culturali di ogni settore basandosi su standard internazionali ampiamente condivisi. Il Ministero per i beni e le attivit culturali ha organizzato il censimento coinvolgendo tutti i propri istituti centrali e periferici, le Regioni italiane e 77 atenei, pubblici e privati, garantendo cos la copertura capillare di tutto il territorio nazionale. Per i soli manoscritti da segnalare il
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progetto Manuscriptorium che produce un ambiente

virtuale di ricerca che consente laccesso a tutti i documenti digitali esistenti nellambito delle risorse di un libro antico (manoscritti, incunabuli, antichi libri a stampa, mappe, carte e ogni altri tipo di documento). Di seguito si d elenco di alcuni progetti di digitalizzazione e relativi portali internet portati avanti da paesi europei.
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La versione PDF in italiano della raccomandazione pu essere scaricata accedendo allindirizzo: http://ec.europa.eu/information_society/activities/digital_libraries/doc/recommendation/recom28nov_all_versions/i t.pdf.
17 18

Il portale accessibile allindirizzo: http://www.europeana.eu/

Su questo argomento si veda larticolo di Rossella Caffo: La Biblioteca digitale: la strategia dellUnione Europea e il servizio MICHAEL, in Bollettino AIB, vol. 46 n. 4 (2006), p. 399-405.
19 20 21

Il portale accessibile allindirizzo: http://www.michael-culture.org/. Si pu accedere al portale MICHAEL-Italia digitando lindirizzo: http://www.michael-culture.it. http://www.manuscriptorium.com/?q=it

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Gran Bretagna

Da tempo la British Library di Londra ha portato avanti progetti di digitalizzazione del suo enorme patrimonio di manoscritti e libri a stampa22. Scegliendo tra le varie sezioni si possono visualizzare selezioni di pagine manoscritte23 e volumi miniati24. Tra i tesi a stampa si pu menzionare la digitalizzazione dei Renaissance festival books, i libri di cerimonia stampati tra il 1470 e il 170025. Molto importante, sul piano internazionale, la messa on-line della riproduzione delle pagine scritte di 287 manoscritti greci datati tra il IX e il XVIII secolo26. Numerosi volumi possono essere fruiti dallutente, tramite la piattaforma Turning The Pages
Germania
TM

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, in alta risoluzione .

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La pi grande raccolta di testi digitalizzati della Germania il sito Manuscripta Mediaevalia28, realizzato in collaborazione dalla Staatsbibliothek zu Berlin, dal Bildarchiv Foto Marburg e dalla Bayerische Staatsbibliothek di Monaco. Il sito offre sotto un'unica interfaccia laccesso alle descrizioni scientifiche e alle immagini digitali di manoscritti medievali provenienti da varie biblioteche in Germania, Austria e Svizzera29. Per questultima esiste anche e-codices30, la

Biblioteca virtuale dei manoscritti conservati in Svizzera, il cui intento quello di rendere accessibili tutti i manoscritti medievali della Svizzera, come pure una selezione di manoscritti della prima et moderna, grazie alla creazione di una biblioteca virtuale.
Francia

La Bibliothque nationale de France (BnF), stata la prima in Europa ad aver pubblicato in Internet un gran numero di libri digitalizzati integralmente, attraverso il portale Gallica31. Il progetto, concepito agli inizi degli anni novanta, ha infatti visto la luce nel 1997, con il primo rilascio on-line
22

Breay C., Digitisation of Western Medieval Manuscripts at the British Library, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A. 5, n. 2 (2010).
23 24 25 26 27 28

http://www.bl.uk/manuscripts/ http://www.bl.uk/catalogues/illuminatedmanuscripts/welcome.htm http://www.bl.uk/treasures/festivalbooks/homepage.html http://www.bl.uk/manuscripts/About.aspx http://www.bl.uk/onlinegallery/ttp/ttpbooks.html http://www.manuscripta-mediaevalia.de

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Manuscripta mediaevalia. Un progetto di digitalizzazione che ha radici profonde e integra risorse di origine diversa, a cura di Giliola Barbero, in Biblioteche oggi , Fasc. n. 8 (2002), pp. 100-102.
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http://www.e-codices.unifr.ch/it (versione italiana). http://gallica.bnf.fr/ .

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dei dati, guadagnando un vantaggio riconosciuto nel panorama della digitalizzazione. Dal 2008 col sostegno del Centre national du livre ha avviato la Numrisation de masse (100.000 opere lanno, 2500 documenti a settimana) che prevede una nutrita serie di programmi, ponendosi in prima linea nella costituzione della Bibliteca digitale Europea 32, in forte contrapposizione con le recenti vicende che hanno coinvolto Google33.
Spagna

Anche la Spagna partecipa alla digitalizzazione del patrimonio e ha messo in rete la sua Biblioteca Virtual del Patrimonio Bibliogrfico34, progetto di cooperazione tra il Ministero della Cultura e le Comunit Autonome, che si prefigge la diffusione mediante fac-simili digitali di collezioni di manoscritti e libri a stampa che fanno parte del patrimonio storico spagnolo. Il portale stato concepito per permettere di consultare sin restricciones fondi che per loro caratteristica, risultano difficilmente accessibili. I documenti digitalizzati vanni dal IX al XX secolo.
Russia

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La biblioteca Nazionale Russa ha partecipato, assieme alla British Library, al Monastero di Santa Caterina al monte Sinai e alla Biblioteca Universitaria di Lipsia, alla digitalizzazione del Codice Sinaitico35, le cui carte sono disperse fra questi quattro istituti. Si tratta di una delle pi antiche testimonianze della Bibbia, scritta in greco onciale e datato tra il 330-350 dopo Cristo. Il manoscritto un documento tra i pi importanti in quanto contiene una parte dellAntico Testamento, la pi antica versione completa del Nuovo Testamento e altri scritti cristiani. Il manoscritto e visualizzabile con la trascrizione del testo greco a lato.
Italia

In Italia ci si concentrati sulla pubblicazione integrale di due fondi manoscritti, rappresentativi della variet del nostro patrimonio, i Plutei della Biblioteca Medicea Laurenziana (manoscritti che porvengono dalla raccolta privata della famiglia Medici)36 e il Fondo antico della Biblioteca del

32

Freyre E., Berms E., Une contribution franaise la bibliothque numrique europenne: Europeana et la Bibliothque nationale de France, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A.3, n. 1 (2008), pp.76-81.
33

Di Gianmarco F., La Biblioteca digitale europea. Unimpegnativa campagna di digitalizzazione, in Biblioteche oggi , Fasc. n.7 (2006), pp. 41-43.
34 35 36

http://bvpb.mcu.es/es/estaticos/contenido.cmd?pagina=estaticos/presentacion. http://www.codexsinaiticus.org/en/ http://teca.bmlonline.it/TecaRicerca/

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Sacro Convento di Assisi37, la cui banca dati contiene le immagini digitali (260.000 circa) dei manoscritti del Fondo Antico. La consultazione di questi cataloghi, prevede delle competenze se non specialistiche, quanto mai alte, e la ste ssa configurazione visuale dei siti denuncia una certa difficolt nel mettere a disposizione il Patrimonio in maniera libera e senza restrizioni. Abbondano tuttavia i piccoli progetti locali, per cui si ha una proliferazione di piccole biblioteche digitali su singoli manoscritti o fondi particolari. Ad esempio il sito della Societ Dantesca Italiana. che raccoglie tutti i manoscritti delle opere dantesche in formato digitale, a partire dalla Commedia, al fine di riunire e rendere liberamente disponibili al pubblico i testimoni dellopera dantesca conservati nelle Biblioteche di tutto il mondo, in ununica Biblioteca virtuale38. Altre banche dati digitali italiane sono:
37 38 39 40 41 42 43 44 45

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Catalogo aperto dei Manoscritti Malatestiani39; Biblioteca digitale della Biblioteca Augusta di Perugia40; Censimento dei manoscritti medievali della Lombardia41; Fondo galileiano della BNCF 42; Catalogo dei manoscritti delle biblioteche del Veneto43; Catalogo dei manoscritti della Nazionale Centrale di Firenze44; Braidense in Digitale ;
45

Biblioteca
Figura 3: Frontespizio della cosiddetta Ventisettana dei Promessi Sposi di Manzoni conservata alla Braidense di Milano.

http://88.48.84.154/bbw/jsp/volumes/ http://www.danteonline.it/italiano/home_ita.asp http://www.malatestiana.it/manoscritti/manoscritti.htm http://cdwdoc.demo.alchimedia.it/index.aspx http://www.manoscrittilombardia.it/index.php http://www.bncf.firenze.sbn.it/pagina.php?id=43 http://www.nuovabibliotecamanoscritta.it/index.html?language=IT http://www.bncf.firenze.sbn.it/Bib_digitale/Manoscritti/home.html

http://www.braidense.it/risorse/bid.php. La Biblioteca Nazionale Braidense ha scelto, tra i vari materiali, la digitalizzazione di alcuni prodotto delleditoria milanese della seconda met dellOttocento e dei Primi del Novecento.

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Manus Online. Censimento dei manoscritti delle biblioteche italiane 46; Opac dei manoscritti miniati della Biblioteca Casanatese47.

Tutti questi cataloghi e molti altri, partecipano al progetto della Biblioteca Digitale Italiana 48 che coordina i programmi di digitalizzazione dei contenuti culturali e scientifici delle istituzioni italiane stabilendo, a livello centrale, standard e linee guida. I risultati di questi programmi sono accessibili tramite il portale Internet Culturale49, lo strumento finale di consultazione dei contenuti digitali oggetto di questa rassegna. Anche lItalia, tramite lICCU partecipa al progetto internazionale di Europeana50.
Sardegna

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La regione Autonoma della Sardegna non rimasta indietro rispetto alle politiche di digitalizzazione e messa in rete del patrimonio culturale. Il 29 aprile 2008, sotto lAmministrazione Sori, stata presentata presentata la DigitalLibrary della Sardegna. Il portale51, concepito come un'opera in progress, destinato ad accogliere i contenuti digitali e multimediali riguardanti la cultura, la storia, la letteratura, la musica, il territorio, lambiente e le immagini della Sardegna. Per quanto riguarda i volumi antichi sulla DigitalLibrary possibile consultare inversione integrale alcuni volumi contenuti nella Biblioteca Regionale, come ad esempio la Descrittione di tutta Italia di F. Leandro Alberti bolognese del 1561.52

Molti di essi sono in condizioni tali da non poter essere facilmente restaurati , per cui si decisa una loro digitalizzazione in modo da tramandarne almeno la memoria virtuale. Sullargomento si veda anche lartico lo di F. Alloatti, Gli originali e la riproduzione Digitale...cit.
46

http://manus.iccu.sbn.it/index.php. Sullargomento si veda anche larticolo di R. Marcucci, Catalogare e fare ricerca con Manus Online. La nuova risorsa dellICCU per i manoscritti conservati nelle biblioteche italiane, in Biblioteche oggi , Fasc. n. 6, (2010), pp. 33-49.
47 48

http://opac.casanatense.it/SearchManusMin.htm.

Paoli M., I progetti di digitalizzazione della Biblioteca Digitale Italiana, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, n. 0 (2005), pp. 85-91.
49

Accesso al portale da http://www.internetculturale.it. Sullargomento si veda anche larticolo di Isabella Ceccopieri, Manoscritti miniati: la base dati dellOpac della Biblioteca Casanatense, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A. 7, n. 1 (2012), pp. 113-121.
50

Vedi sopra par. III.1 pag. 14; Piccininno M., Europeana e altri progetti europei dellICCU, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A. 7, n. 2 (2012), pp. 122-131.
51 52

http://www.sardegnadigitallibrary.it/ http://www.sardegnadigitallibrary.it/mmt/fullsize/2009040715253100107.pdf

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III.2 Stati Uniti


La Library of Congress sotto il patrocinio dell'UNESCO ha progettato e gestisce la World Digital Library53, biblioteca digitale che mette gratuitamente a disposizione sul Web materiali che testimoniano le diverse culture del mondo. Manoscritti, lettere, carte geografiche, stampe, giornali, libri rari, documenti, filmati, registrazioni sonore, manifesti e illustrazioni sono stati forniti da centinaia di istituzioni bibliotecarie nel mondo. Il sito, ben strutturato, permette una semplice navigazione per localizzazione geografica, per data, argomento e tipo dei materiali, i quali sono liberamente consultabili in una risoluzione molto elevata. Il partner italiano il Ministero per i beni e le attivit culturali che, attraverso la Direzione generale per le biblioteche, coordina il
Figura 4: Particolare della Ketubah, conservata nella Biblioteca Universitaria di Sassari.

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contributo delle biblioteche statali per il tramite operativo dellICCU. Tra i 107 titoli provenienti da istituti italiani, oltre alla prima edizione del Sidereus Nuncius di Galileo conservato nella Biblioteca Universitaria di Padova segnaliamo il frammento di una Ketubah54, un tipo speciale di accordo prenuziale ebraico, che rappresenta una delle rare testimonianze della presenza ebraica in Sardegna, conservato nella Biblioteca Universitaria di Sassari.

IV. LItalia e Google Books.

53

http://www.wdl.org/en/. Sullargomento si veda anche larticolo di Patrizia Martini, World Digital Library, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A. 7, n. 1 (2012), pp. 122-126.
54

Il frammento consultabile allindirizzo: http://www.wdl.org/en/item/4175/#regions=europe&countries=IT

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Il 9 marzo del 2010 stato siglato laccordo tra MIBAC e Google55 in cui sono coinvolti la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, l'Istituto Centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU). Il 17 febbraio 2011 stato siglato un Addendum per includere anche la Biblioteca Nazionale di Napoli. Fino ad un milione di inestimabili opere non coperte da copyright appartenenti a queste biblioteche saranno rese accessibili a chiunque in formato digitale attraverso il portale Google Book Search56. Alle biblioteche in questione verranno inoltre fornite copie digitalizzate dei volumi che potranno essere disponibili anche su altri portali quali Internet Culturale ed Europeana. La cooperazione con Google consente alle biblioteche di avvalersi di una tecnologia e di conoscenze, nonch di risorse finanziarie, che permettono di imprimere unaccelerazione incredibile a tutti quei progetti di digitalizzazione che spesso, anche se di qualit scientifica innegabilmente superiore, 20

assumono dimensioni e numeri quasi amatoriali. Il 10 dicembre 2012, sono partiti dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma i primi volumi destinati ad inaugurare il progetto di digitalizzazione del patrimonio librario57; tra di essi, la primissima edizione de La secchia rapita di Alessandro Tassoni e dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, il libretto della prima rappresentazione de La Traviata di Verdi a Venezia nel 1883 e de La Dafne di Ottavio Rinuccini.
Figura 5: Annuncio dellaccordo tra Mibac e Google

Grazie a questo accordo, che ha finalmente spazzato via dubbi e perplessit 58, lItalia si inserita in un progetto che vede protagonisti altri importanti Paesi, come Stati Uniti, Inghilterra, Germania,

55

Vedi notizia: Google e il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali siglano un accordo per la digitalizzazione delle opere delle biblioteche italiane http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sitoMiBAC/Contenuti/Ministero/Accordi/Altri/visualizza_asset.html_1672918906.html
56

Roncaglia G., Google Book Search e le politiche di digitalizzazione libraria, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A. 4, n. 2 (2009), pp. 17-35; Tammaro A. M., Il caso di Google Book e il futuro della biblioteca digitale, in Biblioteche oggi , Fasc. n. 5 (2009), p. 28-34. Il motore di ricerca accessibile allindirizzo: http://books.google.it/.
57

http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/index.php?it/325/archivio-news/130/progetto-google-books Ridi R., Biblioteche vs Google? Una falsa contrapposizione, in Biblioteche oggi, Fasc. n.6 (2004), pp. 3-5.

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Francia, Austria, Spagna, Olanda, Repubblica Ceca, Giappone e biblioteche nazionali di rilevanza mondiale, come la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera, la British Library di Londra, lsterreichische Nationalbibliothek di Vienna, la Nationale Bibliotheek van Nederland de LAja , mettendosi dunque al passo con la tendenza mondiale.

Conclusioni
Gli ultimi ventanni hanno segnato lavvento del digitale in tutti i ca mpi della cultura. Le biblioteche non sono rimaste immuni al contagio e, dopo alcuni momenti di resistenza, hanno aperto le porte alle nuove tecnologie, imparando a usarle come strumento indispensabile per tenersi al passo con i tempi. La digitalizzazione fa in modo che la biblioteca perda i suoi limiti fisici per entrare in una dimensione senza pareti, garantendo laccesso alle informazioni in maniera libera da confini geografici e temporali. Daltra parte la riproduzione in formato digitale risulta spesso essere una scelta obbligata, lunico modo per rendere ancora fruibili volumi che per la loro natura risultano ormai fragili e bisognosi di interventi di tutela. Attraverso la digitalizzazione loriginale escluso dalla consultazione ed sostituito da una riproduzione di ottima qualit e la biblioteca che la possiede pu scegliere di renderla fruibile on-line, in modo da raggiungere oltre agli utenti abituali, un numero inimmaginabile di utenti potenziali che mai sarebbero stati a conoscenza di alcuni tesori che gli istituti conservano, ma che sono effettivamente consultabili solo da un lite di addetti ai lavori. una scelta che si pone (finalmente) in netto contrasto con lidea che la biblioteca si porta ancora addosso, e cio di un luogo polveroso e oscuro accessibili solo a particolari categorie di lettori. Una biblioteca che soddisfa appieno i bisogni informativi degli utenti e una scelta obbligata allepoca in cui i nativi digitali apprendono prima luso di dispositivi digitali e poi imparano a leggere. 21

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Bibliografia
Alloatti F. , Gli originali e la riproduzione Digitale. A proposito della conservazione del materiale moderno e di alcuni suoi paradossi, in Biblioteche oggi ,Fasc. 10 (1998), pp. 28 -31. Barbero G. (a cura di), Manuscripta mediaevalia. Un progetto di digitalizzazione che ha radici profonde e integra risorse di origine diversa, , in Biblioteche oggi , Fasc. n. 8 (2002), pp. 100 -102. Breay C., Digitisation of Western Medieval Manuscripts at the British Library, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A. 5, n. 2 (2010). Caffo Rossella : La Biblioteca digitale: la strategia dellUnione Europea e il servizio MICHAEL, in Bollettino AIB, vol. 46 n. 4 (2006), p. 399-405. Ceccopieri I., Manoscritti miniati: la base dati dellOpac della Biblioteca Casanatense, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A. 7, n. 1 (2012), pp. 113-121. Ciancio L., Internet Culturale. Cataloghi e Collezioni digitali delle biblioteche italiane. La nuova versione del portale, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A.5, n. 2 (2010), pp.123 -134. Di Gianmarco F., La Biblioteca digitale europea. Unimpegnativa campagna di digitalizzazione, in Biblioteche oggi , Fasc. n.7 (2006), pp. 41-43. Falchetta P. , Guida breve alla digitalizzazione in biblioteca, in Biblioteche oggi , Fasc. n.9(2000), pp. 52 67. Freyre E., Berms E., Une contribution franaise la bibliothque numrique europenne: Europeana et la Bibliothque nationale de France, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A.3, n. 1 (2008), pp.76-81. Marcucci R. , Catalogare e fare ricerca con Manus Online. La nuova risorsa dellICCU per i manoscritti conservati nelle biblioteche italiane, in Biblioteche oggi , Fasc. n. 6, (2010), pp. 33 -49. Martini P., World Digital Library, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A. 7, n. 1 (2012), pp. 122-126. Mura G., Conservazione vs fruizione? Dal supporto cartaceo al supporto digitale, in Biblioteche oggi , Fasc. n.7 (2003), pp. 33-37. Niutta F., Manoscritti nella rete, in -Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A.5, n. 2 (2010), pp. 928. Paoli M., I progetti di digitalizzazione della Biblioteca Digitale Italiana, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, n. 0 (2005), pp. 85-91. Piccininno M., Europeana e altri progetti europei dellICCU, in Digitalia. Rivista del digitale n ei beni culturali, A. 7, n. 2 (2012), pp. 122-131. Ridi R., Biblioteche vs Google? Una falsa contrapposizione, in Biblioteche oggi, Fasc. n.6 (2004), pp. 3 -5. Ridi R., La biblioteca digitale: definizioni, ingredienti e problematiche, in Bollettin o AIB, vol. 44, n. 3 (2004)

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pp. 273-345. Ciacchini L., Progettare la biblioteca digitale. La centralit dellutente, in Bollettino AIB, vol. 47 n. 3 (2007), pp. 329-333. Roncaglia G., Google Book Search e le politiche di digitalizzazione libraria, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, A. 4, n. 2 (2009), pp. 17-35. Roncaglia G., I progetti internazionali di digitalizzazione bibliotecaria: un panorama in evoluzione, in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, n. 1 (2006), pp.11-30. Tammaro A. M., Il caso di Google Book e il futuro della biblioteca digitale, in - Biblioteche oggi , Fasc. n. 5 (2009), p. 28-34.

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Sitografia
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British Library digitized Greek Manuscripts http://www.bl.uk/manuscripts/About.aspx British Library On Line Gallery Turning The Pages TM: http://www.bl.uk/onlinegallery/ttp/ttpbooks.html Portale Manuscripta Mediaevalia: http://www.manuscripta-mediaevalia.de e-codices Virtual Manuscript Library of Switzerland(versione italiana): http://www.e-codices.unifr.ch/it Bibliothque numrique Gallica BNF: http://gallica.bnf.fr/ Biblioteca Virtual de Patrimonio Bibliogrfico http://bvpb.mcu.es/es/estaticos/contenido.cmd?pagina=estaticos/presentacion Codex Sinaiticus: http://www.codexsinaiticus.org/en/ Teca digitale Biblioteca Medicea Laurenziana: http://teca.bmlonline.it/TecaRicerca/ Fondo antico della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi: http://88.48.84.154/bbw/jsp/volumes/ Dante on line: http://www.danteonline.it/italiano/home_ita.asp Catalogo aperto dei Manoscritti Malatestiani: http://www.malatestiana.it/manoscritti/manoscritti.htm Biblioteca digitale della Biblioteca Augusta di Perugia: http://cdwdoc.demo.alchimedia.it/index.aspx Censimento dei manoscritti medievali della Lombardia: http://www.manoscrittilombardia.it/index.php Fondo galileiano della BNCF: http://www.bncf.firenze.sbn.it/pagina.php?id=43 Catalogo dei manoscritti delle biblioteche del Veneto http://www.nuovabibliotecamanoscritta.it/index.html?language=IT Catalogo dei manoscritti della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze: http://www.bncf.firenze.sbn.it/Bib_digitale/Manoscritti/home.html Braidense in Digitale: http://www.braidense.it/risorse/bid.php. Manus Online. Censimento dei manoscritti delle biblioteche italiane: http://manus.iccu.sbn.it/index.php Opac dei manoscritti miniati della Biblioteca Casanatese: http://opac.casanatense.it/SearchManusMin.htm. Sardegna DigitalLibrary: http://www.sardegnadigitallibrary.it/ World Digital Library: http://www.wdl.org/en/. Google e il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali siglano un accordo per la digitalizzazione delle opere delle biblioteche italiane http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sitoMiBAC/Contenuti/Ministero/Accordi/Altri/visualizza_asset.html_1672918906.html Google Libri: http://books.google.it/.

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