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Cap.

I Lineamenti delle Tecnologie Informatiche e di telecomunicazione ____________________________________________________________________________________

Capitolo I

LINEAMENTI DELLE TECNOLOGIE INFORMATICHE E DI TELECOMUNICAZIONE (ICT)

INDICE
1.1 IL CONCETTO DI ELABORATORE ELETTRONICO 1.1.1 LHardware 1.1.2 Il Software 1.1.3 La Communication 1.2 EVOLUZIONI TECNOLOGICHE E SISTEMISTICHE 1.2.1 La microelettronica 1.2.2 Dal monolite all'informatica distribuita 1.2.3 Il personal computer e l'informatica individuale 1.2.4 Calcolatori, reti e lavoro 1.2.5 Le reti di trasmissione dati 1.2.6 Evoluzioni verso reti broadband multimediali 1.2.7 La communication via satellite 1.2.8 Reti di communication wireless cellulari 1.2.9 L'evoluzione verso le reti aperte 1.3 EVOLUZIONI APPLICATIVE 1.3.1 Il concetto di servizio 1.3.2 I modelli di applicazione 1.3.3 Il client-server nello sviluppo applicativo 1.3.4 La base di dati 1.4 LE APPLICAZIONI TELEMATICHE E INTERNET 1.4.1 I servizi di base 1.4.2 Le applicazioni verticali

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1.1

IL CONCETTO DI ELABORATORE ELETTRONICO

S.S. Smith scrive nel suo libro Handbook of experimental psycology: "quando una descrizione sfocia in una misura, la discussione cede il passo al calcolo". Il calcolo, o il contare stato fin dalle origini uno strumento fondamentale di controllo. di qui che si pu partire per tracciare una breve storia dell'informatica e degli elaboratori elettronici (che infatti erano e sono chiamati anche calcolatori elettronici, rimanendo la capacit di eseguire calcoli un loro attributo fondamentale). Attrezzi atti a facilitare il calcolo si conoscono fin dalla remota antichit. Fra essi si possono ricordare i quipu peruviani e l'abaco nelle versioni cinese e giapponese a pallottoliere e nella versione a tavola a gettoni, nota gi in epoca romana e usata durante tutto il Medioevo ed il Rinascimento. Va detto anzi che l'uso di mezzi materiali precedette il calcolo mentale e scritto, diffusosi soltanto dopo l'introduzione dei numeri arabi e della notazione posizionale e cio in Europa non prima del XII-XIII secolo. La prima macchina da calcolo vera e propria, atta a tradurre in operazioni meccaniche le regole del calcolo decimale attraverso l'impiego di un totalizzatore a ruote dentate e la risoluzione meccanica del fondamentale problema del riporto, considerata quella di Pascal, del 1642. La macchina di Pascal permette l'esecuzione di addizioni e di sottrazioni. Non potendo mantenere impostato un addendo (in quanto non vi separazione tra impostazione e la totalizzazione), non permette, o perlomeno rende molto difficoltosa la esecuzione delle moltiplicazioni per addizioni successive. Questa limitazione verr superata con la macchina progettata da Leibniz nel 1671 e realizzata nel 1694, che disponeva anche di un contagiri. Le macchine di Pascal e Leibniz erano macchine digitali, cio basate sul conteggio per quantit discrete. Su principi analogici (ossia sulla misura di grandezze continue, riproducenti per analogia i dati di un problema numerico) era invece fondato il regolo calcolatore inventato intorno al 1620 dall'inglese Oughtred come applicazione pratica dei logaritmi scoperti da sir John Napier pochi anni prima. Tutte queste macchine rimasero peraltro allo stato di prototipi o vennero realizzate in pochissimi esemplari, oggetto pi di curiosit che di effettiva applicazione. Questo mentre gli sviluppi contemporanei in materia di macchine operatrici, ossia destinate alla produzione di merci, portarono a partire dalla met del Settecento, a realizzazioni di larga diffusione, come i telai meccanici.
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N a dire che questi presentassero minori difficolt tecnologiche. La spiegazione piuttosto nel fatto che il bisogno reale di macchine aritmetiche rimase poco sentito fintantoch la quantit dei conteggi da effettuare, nell'industria e nel commercio ma anche nella amministrazione dello Stato si mantenne poco elevata. Non esisteva, in sostanza, il mercato. Un mercantebanchiere del Medioevo o del Rinascimento aveva poche decine e al massimo qualche centinaio di clienti. Le operazioni da registrare erano poche, quelle poche richiedevano calcoli molto semplici e se, raramente, ci si imbatteva in calcoli pi complessi si ricorreva a un esperto (che poteva essere l'abachista: a titolo di curiosit, l'abaco o scacchiere che veniva usato per il conteggio delle entrate statali ha lasciato il nome al cancelliere dello Scacchiere, come ancora oggi viene chiamato il ministro delle Finanze britannnico. Le operazioni commerciali si effettuavano per lo pi a contanti con un basso numero di fatture o altri documenti. Il numero degli impiegati addetti negli uffici a compiti amministrativi e contabili era basso. Le prime aziende ad avere bisogno di un alto numero di impiegati per fare fronte ad una crescente circolazione di documenti e di dati furono le banche e le compagnie di assicurazione: le prime per l'estendersi delle forme di pagamento a mezzo di titoli di credito, le seconde per il fatto che dovevano instaurare e mantenere rapporti scritti continuativi di debito e credito con un gran numero di clienti. Questi sviluppi si hanno a partire dai primi decenni dell'Ottocento nei paese economicamente pi evoluti. Ed nel 1820 che viene messa a punto in Francia la prima macchina da calcolo di costruzione e di impiego realmente pratici: l'arithmometre del banchiere Thomas di Colmar. Un'altra esigenza sorge agli inizi del 1800, quella di realizzare macchine che non eseguano solo singole operazioni aritmetiche ma le mettano in sequenza secondo un ordine predeterminato. La realizzazione di una macchina di questo tipo venne tentata dall'inglese Charles Babbage. Il progetto non venne portato a termine. Lo sviluppo delle macchine da calcolo e dell'elaborazione dei dati segu infatti, come corrente principale, tutt' altro cammino e cio quello della meccanizzazione del lavoro amministrativo da un lato e, dall'altro, quello della meccanizzazione delle alaborazioni statistiche. Sul finire del 1800 gli impiegati rappresentavano negli Stati Uniti il 3% della forza lavoro totale e la loro paga era mediamente superiore al doppio di quella degli operai (1.100 dollari il salario medio annuo nel 1900 contro i 435 degli operai). Naturale quindi che si cercassero i mezzi portare il lavoro impiegatizio ad una maggiore efficienza e produttivit. Degli ultimi decennidellottocento la progressiva introduzione negli uffici delle macchine per scrivere e nel 1885 Felt realizza in America la Macaroni box (poi
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chiamata Comptometer) una macchina addizionatrice molto semplice (il prototipo aveva per carrozzeria una cassetta per la pasta: da qui il nome) in cui la pressione sui tasti agiva direttamente sulle ruote del totalizzatore. Pi o meno contemporaneamente vengono realizzate da Odhner in Europa e da Burroughs in America le prime addizionatrici scriventi da cui deriveranno le macchine contabili: unione di una macchina per scrivere e di una addizionatrice, la prima delle quali messa a punto da Hopkins nel 1903. Per quanto riguarda la meccanizzazione (e, in prospettiva, automazione) delle elaborazioni statistiche, anzitutto da ricordare limportanza che andarono assumendo nel corso dellottocento le statistiche sulla popolazione e i censimenti. appunto in occasione del censimento decennale americano del 1890 che Hermann Hollerith di Buffalo inizi a costruire le prime macchine a schede perforate. E quella realizzabile con le macchine a schede perforate una forma di automazione pi che di semplice meccanizzazione del lavoro di elaborazione dei dati (statistici o amministrativi) in quanto, mentre sulle macchine addizionatrici o contabili il dato deve essere impostato manualmente sulla tastiera ogni volta che occorre, qui una volta perforato sulla scheda esso diventa leggibile automaticamente dalle macchine, quante volte si vuole e senza pi impostazioni manuali. Inoltre le macchine hanno una certa capacit di decisione logica, ossia di sottoporre il dato a trattamenti alternativi a seconda della presenza o assenza (sempre rivelata da perforazioni) di determinate condizioni. Gli impianti a schede perforate cominciarono a diffondersi nei primi decenni di questo secolo. Della societ fondata da Hollerith nel 1896 assunse il controllo Thomas J. Watson che la trasform nel 1924 nellattuale IBM. Altri brevetti di macchine a schede vennero sfruttati in Inghilterra dalla Samas, lattuale ICL, e dalla Egli Bull, la Bull di oggi. La diffusione degli impianti a schede perforate and crescendo fino agli Anni Cinquanta, prima che essi cominciassero ad essere soppiantati dagli elaboratori elettronici. Il primo calcolatore elettronico fu messo a punto nel 1945 da John W. Mauchly e J. Presper Eckert su incarico dellartiglieria americana e per il rifacimento delle tavole balistiche. Chiamato ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Computor) entro in funzione allUniversit di Pennsylvania nel 1946. LENIAC stata la prima macchina a eseguire calcoli attraverso circuiti interamenti elettronici. Impiegava 18.000 valvole, copriva una superficie di 180 mq ed era in grado di eseguire 300 moltiplicazioni al secondo. I dati venivano introdotti ed estratti attraverso nastro perforato ed il programma veniva dato attraverso connessioni elettriche esterne predisposte manualmente.
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Allo sviluppo dei calcolatori elettronici che dallENIAC prende inizio contribuirono oltre alla tecnologia elettronica, ladozione del calcolo binario (la numerazione in base due). Il calcolo binario ha il vantaggio di presentare per ogni cifra di un numero solo due configurazioni, 0 o 1, che possono essere materializzate in un dato punto dal passaggio o meno di corrente. Assieme allelettronica ed al calcolo binario, un terzo elemento fondamentale stata lalgebra di Boole. Definita da questo matematico irlandese intorno alla met del secolo scorso come un puro strumento di logica binaria, ha fornito gli schemi di base per il disegno dei circuiti atti a trattare e combinare variamente quegli impulsi, ognuno dei quali rappresenta appunto una cifra binaria (binary digit: bit). Un ulteriore importante contributo teorico alla nascita dei calcolatori elettronici stato dato da Turing con la sua descrizione (nello scritto On computable numbers del 1936) di una macchina teorica capace di eseguire, attraverso una sua scomposizione in operazioni elementari, un qualsiasi processo finito di calcolo. Il passo pi importante, dopo lENIAC, per la definitiva realizzazione di un elaboratore elettronico in tutte quelle che sono oggi le sue caratteristiche funzionali essenziali, fu la messa a punto del primo calcolatore a programma memorizzato lEDSAC realizzato in Inghilterra nel 1949 su indicazioni di von Neumann. NellEDSAC il programma viene introdotto in memoria al pari dei dati e il calcolatore stesso lo pu modificare a seconda delle circostanze, esaltando quelle capacit di autoadattamento che una delle ragioni fondamentali delle eccezionali capacit di elaborazione proprie dei calcolatori moderni. D' altra parte, un programma registrato in memoria pu essere assai pi lungo e complesso di quello realizzabile con connessioni esterne. Prende cos importanza nellelaboratore, accanto allelemento macchina, lelemento programmi, fondamentale perch la macchina operi ai fini delle elaborazioni volute e senza il quale lelaboratore sarebbe una macchina incompleta. Per i due elementi vengono adottate le espressioni Hardware e Software. LENIAC e lEDSAC costituiscono i capostipiti di quella che stata chiamata la prima generazione di calcolatori o elaboratori elettronici, caratterizzata dallimpiego di valvole, dalla scarsa capacit di memoria, da un limitato sviluppo del software e dallimpiego prevalente, come supporto di introduzione e memorizzazione dati della scheda e della banda perforata. Con lavvento del transistore, nella seconda met degli Anni Cinquanta, nasce la seconda generazione degli elaboratori elettronici, caratterizzati oltre che dallimpiego dei transistori al posto delle valvole (che comporta un aumento della velocit di esecuzione delle operazioni elementare dellordine dei microsecondi), dallimpiego dei nuclei magnetici per le memorie principali, dalladozione
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generalizzata come supporto esterno di memorizzazione dei nastri magnetici e da un notevole sviluppo del software (sopratutto per quanto riguarda i linguaggi di programmazione). Con la seconda generazione si ha anche una riduzione dei costi ed un aumento della affidabilit. Ha cos inizio una rapida diffusione dei calcolatori nelle aziende: alla met degli Anni Sessanta i calcolatori nel mondo si contano ad alcune decine di migliaia. Sempre alla met degli Anni Sessanta, con lintroduzione dei circuiti integrati, si ha il passaggio dalla seconda alla terza generazione di elaboratori elettronici che poi ancora la generazione attuale. Laffermarsi dei circuiti semiconduttori integrati hanno permesso di riunire in un unico chip (ossia una piccola lastra di silicio di pochi millimetri di lato) le funzioni prima svolte da milioni di componenti elementari come i transistori sia per la realizzazione di CPU (Central Process Unit), oggi note come microprocessori, sia per le memorie. Questa evoluzione permette una drastica diminuzione delle dimensioni degli elaboratori, un aumento esponenziale della loro potenza, un aumento della velocit di esecuzione, la riduzione dei prezzi, laumento della affidabilit la creazione di un mercato di massa. Il prodotto emblema di questo processo di integrazione dei componenti il Personal Computer che nasce nel 1977.

1.1.1 LHardware
Dal punto di vista hardware (cio delle macchine), lelaboratore elettronico un insieme di apparecchiature fisicamente o anche solo funzionalmente separate. Vi anzitutto lunit centrale o unit di elaborazione (CPU). Interamente composta da circuiti elettronici, essa provvede allelaborazione vera e propria, cio sottopone i dati provenienti dalle unit di entrata o dalle memorie ausiliarie alle elaborazioni previste dai programmi di volta in volta registrati nella sua memoria. Generalmente la si considera costituita, almeno funzionalmente, da tre parti: lunit aritmetico-logica (ALU), lunit di governo, e la memoria principale. Lunit aritmetico-logica, lunit di governo e la memoria costituiscono lunit centrale di elaborazione (CPU = Central Process Unit). La prima (ALU) quella che svolge sia i calcoli che il trattamento logico dei dati (basato, questo, essenzialmente sul confronto fra due dati e sulle possibilit di scegliere, in base allesito del confronto, fra sequenze di operazioni diverse). Essa opera in binario: i dati alfanumerici vengono pertanto ridotti, allingresso nellelaboratore elettronico, a espressioni composte di due sole cifre: 0 e 1. Usualmente viene impiegata una sequenza di 8 bit, un byte. Gli elaboratori elettronici usano un alfabeto binario per la semplice ragione che molto pi agevole e sicuro impiegare un dispositivo fisico, qualunque esso sia, tra due
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soltanto dei suoi stati, scelti opportunamente tra i pi stabili e maggiormente differenziati che esso possiede. Consideriamo ad esempio il transistore che il componente fondamentale dei circuiti elettronici. Nei circuiti degli elaboratori solo due delle sue condizioni operative vengono usate e cio gli stati corrispondenti a non conduzione/piena conduzione. In altre parole viene usato come un interruttore elettronico. Lunit di governo presiede gli scambi di dati fra la memoria principale che li contiene e lunit aritmetico-logica che li elabora, nonch fra la memoria principale da un lato e, dallaltro, le unit di entrata e uscita e le memorie ausiliarie. In particolare, suo compito prelevare una a una dalla memoria principale le istruzioni del programma ivi registrato e mettere in funzione i circuiti atti ad eseguirle. La memoria, detta anche memoria principale o memoria di lavoro, destinata a contenere i dati e i programmi in corso di elaborazione. In essa vengono inoltre depositati i risultati intermedi nel corso dellelaborazione. Le celle della memoria sono organizzate funzionalmente in gruppi, detti parole. Ogni parola si pu immaginare in una scatola, ognuna delle quali identificata da un numero (indirizzo), a partire da 0 fino al valore corrispondente alla massima estensione della memoria. In una memoria si eseguono due operazioni fondamentali: la scrittura la lettura Luna o laltra operazione viene eseguita contemporaneamente su tutti i bit della parola di cui stato specificato lindirizzo. Le principali caratteristiche funzionali di una memoria sono: la capacit, cio il numero di byte memorizzabili; il tempo di accesso, cio il tempo richiesto per leggere/scrivere l'informazione all'indirizzo specificato; la lunghezza di parola, cio il numero di byte trattati con una singola operazione di lettura/scrittura in memoria. In una memoria centrale il tempo di accesso indipendente dalla posizione della parola nella memoria: e, cio, una memoria con accesso a caso (RAM = Random Access Memory). Le attuali memorie centrali presentano tempi di accesso del nanosecondo, parole da uno a qualche byte e capacita di parecchi milioni di byte.

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Oltre allunit centrale, un elaboratore elettronico comprende necessariamente, unit di entrata ed unit di uscita dette anche in contrapposizione con lunit centrale, unit periferiche, dizione che comprende per altro anche le memorie ausiliarie. Con le unit di entrata gli vengono comunicati i dati da elaborare ed i programmi; con quelle di uscita l'elaboratore comunica i risultati dell'elaborazione. Esse svolgono anche la funzione di adattatori tra loperatore umano e lelaboratore, consentendo a ciascuno di essi di comunicare nel modo ad essi proprio. Per l'I/O la comunicazione pu essere diretta o mediata. Nel caso dell'Input diretta mediante la tastiera o mediata attraverso supporti magnetici come i floppy disk, gli hard disk o i supporti ottici come i CD. Nel caso dell'Output diretta su supporto cartaceo mediante la stampante, o mediata su supporto magnetico o ottico. La memoria centrale di un elaboratore non pu avere una capacit illimitata, in parte per ragioni tecniche ma sopratutto per ragioni di costi. Non quindi possibile avere in memoria centrale tutti i dati o tutto un programma da eseguire. Per tale ragione necessario introdurre nel sistema delle memorie ausiliarie caratterizzate da una capacit molto maggiore di quella della memoria centrale (da molti milioni a miliardi di caratteri) e da un costo per bit di gran lunga minore (tre ordini di grandezza). Il tempo di accesso di queste memorie parecchi ordini di grandezza maggiore di quello delle memorie centrali essendo laccesso realizzato mediante movimenti meccanici. Tutte le memorie di massa, cos vengono anche indicate le memorie ausiliarie sono basate sul principio della registrazione magnetica digitale. Vi sono diversi tipi di substrati magnetici; quelli normalmente usati hanno forma di disco o di nastro. I dischi possono essere rigidi (hard disk) o flessibili (floppy disk) a seconda la natura del supporto di base su cui depositato lo strato magnetico.

1.1.2 Il Software
Per parlare di software, cominciamo dal problema dei linguaggi. Ogni elaboratore dispone, come si detto, di un certo numero di istruzioni di macchina, corrispondente a funzioni elementari realizzate mediante circuiti opportunamente predisposti. Questo insieme di istruzioni costituisce il linguaggio macchina. Lutente pu sviluppare dei programmi utilizzando direttamente il linguaggio macchina, ma questa soluzione difficoltosa, in quanto tale linguaggio riflette la
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logica interna della macchina, la architettuta interna, e risulta perci estremamente povero e poco espressivo rispetto al linguaggio naturale. Per questo motivo si sono via via definiti linguaggi intermedi tra il linguaggio macchina e quello naturale, mediante i quali comunicare con la macchina in modo relativamente semplice. Tali linguaggi costituiscono i linguaggi di programmazione. Analogamente ai linguaggi usati per la comunicazione uomo-uomo, i linguaggi di programmazione sono caratterizzati da: un vocabolario regole sintattiche che vanno imparati per poterli usare. I linguaggi di programmazione possono situarsi a vari livelli rispetto al linguaggio macchina. Il primo livello e costituito dai linguaggi assembler che costituiscono in sostanza una forma mnemonica del linguaggio macchina. In questi linguaggi vi infatti una corrispondenza "uno a uno" tra istruzioni simboliche e istruzioni di macchina. Essi risultano quindi dipendenti dal tipo di elaboratore, cioe hw dependent. Seguono a livello pi alto i linguaggi algoritmici. Presentano una maggior potenza espressiva., in quanto ogni istruzione corrisponde normalmente a parecchie istruzioni macchina e sono caatterizzati dal fatto di essere indipendenti a qualsiasi macchina fisica, cio hw independent. Tra i pi noti sono i linguaggi tipizzati come il Pascal, il C+, con il quale, tra laltro, sono scritti la maggio parte degli applicativi su PC, che fortemente strutturati permettono una progettazione del sw rapida ed efficace. Nellambito delle applicazioni gestionali il COBOL rimane il pi noto e diffuso. Su un livello pi alto si trovano i linguaggi speciali, orientati alla soluzione di una specifica area di problemi (ad esempio applicazioni bancarie, retail). Esistono molti linguaggi di questo tipo. Nella loro evoluzione hanno dato origine ai linguaggi object-oriented (come il C++). Mentre i programmi tradizionali sono scritti partendo da istruzioni elementari, i programmi che utilizzano linguaggi object-oriented sono assemblati partendo da componenti pre-esistenti chiamati object. Questi oggetti (object) software possono corrispondere sia a oggetti del mondo reale sia ad entit pi astratte. I programmi software tradizionali tengono separati i dati dalle procedure o dai metodi. I programmi object-oriented invece, fondono dati e procedure. Per esempio se un oggetto rappresenta un "cliente" ogni cosa ad esso relativa
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contenuta nelloggetto "cliente" e tutte le possibili interazioni con questo oggetto sono presenti nelle sue procedure.

Programma tradizionale Query Program / header Data Entry Program / header open order enter order

Struttura object-oriented Order Object Order Entry Procedures Order Query Procedures Order Data

Order Database Order.Order_Number . . Order.Order_Total importante non confondere gli object definiti in software con le "icone" presenti sullo schermo di un PC (ad esempio nellambiente Windows). La rappresentazione di file, folder non necessariamente sono un segno di programmi object-oriented, ma al contrario, frequentemente le Graphical User Interface (GUI) sono codificate in modo tradizionale. "Icone" ed "oggetti" non sono quindi sinonimi. La scelta del tipo del linguaggio dipende dalle caratteristiche dellapplicazione. I linguaggi assembler comportano evidentemente la minima efficienza in termini di sviluppo dei programmi, i quali, inoltre, non sono portabili da un tipo di macchina ad un altro. In compenso, proprio perch vicini alla struttura interna dellelaboratore, essi consentono la migliore ottimizzazione dei programmi (occupazione di memoria e velocit di esecuzione). I linguaggi ad alto livello presentano al contrario, il vantaggio della portabilit su macchine diverse e sopratutto consentono una maggiore produttivit nello sviluppo dei programmi e nella loro certificazione. Questi pregi sono pagati con una minor ottimizzazione del programma. Poich lelaboratore in grado di eseguire soltanto programmi scritti in linguaggio macchina, evidente che programmi scritti in qualsiasi altro modo dovranno alla fine essere "tradotti" in linguaggio macchina. La traduzione viene effettuata dalla macchina stessa, mediante appositi programmi. La traduzione del linguaggio assembler si chiama assemblaggio, mentre la traduzione dai linguaggi
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superiori si chiama compilazione. I programmi relativi sono, rispettivamente lassemblatore ed il compilatore. Il programma scritto in linguaggio di programmazione viene denominato programma sorgente, mentre il corrispondente in linguaggio macchina il programma oggetto. La soluzione di un problema d luogo alla realizzazione di un programma che implementa uno specifico algoritmo. Questo programma risulta legato allapplicazione dellutente. Si parla perci di software applicativo. Esiste per un altro insieme di programmi che sono slegati dalle applicazioni dellutente ma fanno piuttosto parte della macchina, cio dellhardware. Ogni elaboratore ha infatti una serie di programmi che gestiscono e controllano tutto quanto viene fatto nell'elaboratore stesso, dal caricamento dei programmi utente alla loro esecuzione, facendo intervenire nel modo opportuno nello sviluppo del processo le varie risorse del sistema. In particolare, essi consentono la "simultaneit operativa", ossia la possibilit di eseguire contemporaneamente funzioni diverse, sovrapponendo operazioni di elaborazioni con operazioni di trasferimento dei dati sia in entrata che in uscita. Ulteriormente, essi permettono lo svolgimento simultaneo di pi programmi utente, multiprocessing, aumentando lo sfruttamento delle risorse del sistema. Questo insieme di programmi viene riferito come sistema operativo (sono sistemi operativi il WINDOWS-DOS, lo Unix, oppure sistemi proprietari come il VMS, ecc) e costituisce una parte del software di base (o di sistema). Fanno parte del software di base anche i programmi di traduzione da linguaggio simbolico a linguaggio macchina (assemblatori, compilatori, interpreti); e inoltre programmi ausiliari di uso generale come ad esempio i gestori di linee seriali o di specifiche periferiche come le stampanti. Fra il sistema operativo e le applicazioni, o programmi utente, esiste uno strato intermedio di software chiamato middleware. Il middleware pu essere definito come il set di servizi (programmi) che permettono un rapido sviluppo e/o supporto di nuove classi di applicazioni. Il middleware basato sui principi di integrazione tra una applicazione ed un' altra, di cooperazione, fra differenti piattaforme (ad esempio fra PC e server), di communication, fra una localizzazione ed un' altra. In generale il middleware presenta verso il livello applicativo un interfaccia hw independent, API (Application Program Interface), tale da permettere integrazioni di applicazioni di diversi vendor, modulare e flessibile per definire diverse configurazioni. Fanno parte del middleware i data base, i monitor transazionali, i programmi di sicurezza e i programmi di gestione della communication (network and system management).

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1.1.3 La Communication
Il modo di comunicare sta subendo oggi il pi profondo cambiamento da quando Bell brevett il telefono nel 1876. Le nuove tecnologie di telecomunicazione unite a quelle dell'informazione consentono oggi di comunicare attraverso le pi svariate opzioni: voce, dati, testi, immagini fisse ed in movimento (video). Durante l'ultimo decennio la pi importante trasformazione nel settore della comunicazione stato il passaggio dall'analogico al digitale; non meno importanti sono inoltre da considerare, specialmente in chiave evolutiva, gli sviluppi nei settori radio-cellulare e satellitare. Concetti di base Una rete di telecomunicazioni pu essere definita come "un sistema che fornisce ad una popolazione di utenti servizi di trasferimento di informazioni". Le principali funzioni di una rete di telecomunicazioni sono classificabili in: - commutazione - trasmissione - segnalazione - gestione La commutazione ha il compito di selezionare le opportune risorse di rete per far comunicare i due o pi utenti coinvolti nello scambio di informazioni. La trasmissione realizza l'effettivo trasferimento dell'informazione dalla sorgente al/ai destinatario/i. La segnalazione fornisce dall'utente alla rete le informazioni necessarie per la commutazione. La gestione ha il compito di amministrare le risorse della rete al fine di permetterne l'esercizio e la manutenzione, nonch di implementare il controllo di qualit e la supervisione del traffico. Una rete di comunicazione formata da un numero di linee di trasmissione collegate tra di loro per mezzo di apparecchiature o nodi di commutazione. I meccanismi di switching consentono la condivisione dei mezzi di trasmissione eliminando perci la necessit di avere una linea di trasmissione dedicata per la connessione di due utenti. Nella maggior parte dei casi, una rete geografica di comunicazione (WAN: wide area network) formata dalle linee pubbliche telefoniche, ovvero il classico doppino telefonico e cavi in fibra ottica (principalmente per le cosiddette dorsali), e da centraline telefoniche di commutazione.

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In questi ultimi anni stanno emergendo infrastrutture alternative "senza fili" (wire-less) come le reti via satellite e le reti via onde-radio (es. reti GSM). Quando la trasmissione di informazioni avviene nell'ambito di un edificio, l'infrastruttura utilizzata la LAN (Local Area Network) formata da cavi (che possono variare dal doppino telefonico, al coax, alla fibra ottica) e da ripetitori, concentratori e switching. Le reti locali attualmente sul mercato hanno diverse topologie: ad anello (es. Token Ring), magliate, a stella e a bus. Le reti di trasmissione dati possono essere analogiche o digitali. Nel primo caso, le informazioni di qualunque tipo, costruite e memorizzate in formato digitale, vengono convertite, per essere trasmesse in formato analogico, attraverso delle apparecchiature chiamate modem poste ai due estremi della linea di comunicazione. Nel caso di infrastruttura digitale i modem sono superflui (Es. reti geografiche ISDN e reti locali) Attraverso diverse tecniche di trasmissione, le informazioni digitali possono essere trasmesse a velocit variabili che vengono misurate in bps (bit per secondo). Nei primi anni 60 e sino a pochi anni fa, le velocit tipicamente utilizzate per trasmissione su reti geografiche variavano tra i 300 bps e i 9.600 bps. Se si considera che un carattere normalmente codificato con 7 o 8 bit, e che per essere trasmesso, solitamente necessita di un paio di bit aggiuntivi, si pu trasformare una velocit espressa in bps in caratteri al secondo (nel caso pi comune di trasmissione dati); cio 300 bps equivalgono a circa 30 caratteri per secondo e 9.600 bps a circa 960 caratteri per secondo. Le trasmissioni su reti geografiche oggi variano tra i 9,600 bps a e i 64Kbps di velocit con punte di 2Mbps. Le tecnologie attualmente disponibili consentono di raggiungere anche i Giga bps, ma le tariffe attualmente attuate dagli operatori di rete non rendono praticabile un utilizzo di tali velocit. Le trasmissioni in rete locale (LAN) avvengono a velocit decisamente superiori e, nella maggior parte dei casi , comprese tra i 2 ei 10 Mbps. Un elemento base della trasmissione di informazioni il protocollo di comunicazione che, in generale, include: il metodo di rappresentare e codificare i dati; di trasmetterli e riceverli; le regole per stabilire la comunicazione, verificare la correttezza dei dati e per correggere gli errori. I protocolli di trasmissione si dividono in due categorie principali: asincroni e sincroni. Nel primo caso la trasmissione avviene carattere per carattere senza controllo di eventuali errori di trasmissione o con controlli limitati mentre nel secondo caso i
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dati vengono trasmessi a gruppi seguendo svariate e pi o meno complesse regole. I protocolli pi in voga attualmente sono l'SDLC SNA utilizzato per il collegamento ai grandi mainframe IBM e compatibili; l'HDLC ISO/OSI utilizzato dai sistemi aperti e il TCP-IP ritornato in auge grazie alla rete Internet. Le linee e le reti di trasmissione dati Le linee e le reti fisiche per la trasmissione di informazione su scala geografica sono, a parte qualche rara eccezione (es. in Gran Bretagna), di propriet degli operatori di telecomunicazione (T.O. Telecom Operator) che, nella maggior parte dei casi in Europa, operano in un regime di monopolio e sotto la supervisione o controllo dei vari Governi. Sulla infrastruttura fisica vengono offerti dai T.O. quattro mezzi/servizi per la comunicazione di informazioni: - linee commutate (switched - dial-up) - linee affittate (leased) - reti a commutazione di pacchetto (packet switched networks) - linee ISDN (Integrated Services Digital Network) Le linee commutate sono linee che attraversano uno o pi centralini di commutazione. Sono comuni linee telefoniche che all'occorrenza sono "commutate" per la trasmissione dati. L'utente che intende entrare in comunicazione con un altro utente o con un sistema informatico forma il numero del chiamato (dial-up) e commuta manualmente o automaticamente sulla trasmissione dati al suono/fischio della "portante". L'utente paga solamente per il tempo di occupazione della linea. Il costo quindi largamente dipendente dalla distanza tra chiamante e ricevente. L'uso di una linea switched si pu considerare economicamente vantaggioso per un traffico medio inferiore alle 3 ore al giorno. La velocit massima consigliata dalla qualit della linea 9,600 bps. Le linee leased affittate sono fornite in esclusiva dal T.O. ad un utente per la trasmissione di voce e/o dati. La velocit di queste linee pu raggiungere i 2Mps e l'utente pu demultiplexare il canale in linee a velocit inferiori. Il vantaggio di queste linee sia economico, per un utilizzo superiore alle 3 ore giornaliere, e di una maggiore qualit del segnale di trasmissione (per il non utilizzo di centraline di commutazione). Affittando pi linee, un grande itente pu costruirsi la propria rete di trasmissione privata. Per contro, lo svantaggio che le linee sono fisse (i due estremi , ovvero chiamato e chiamante sono prefissati) e la rete "chiusa".

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Una rete a commutazione di pacchetto caratterizzata dalla trasmissione di informazioni in gruppi di caratteri/bytes chiamati pacchetti. I pacchetti sono indirizzati in modo dinamico sulla rete, questo consente di inviare i diversi "pacchetti" componenti un messaggio attraverso diversi percorsi di rete. Le reti a commutazione di pacchetto, altrimenti chiamate reti X.25 dalla sigla dello standard che le contraddistingue, possono essere pubbliche (reti PDN: Public Data Networks) o private, che usualmente forniscono valore aggiunto, da cui il termine VAN (Value Added Networks) con il quale vengono comunemente chiamate. L'utente paga una quota per ogni connessione, una quota mensile (a prescindere dall'utilizzo) e una quota in proporzione al numero di pacchetti trasmessi. Le linee ISDN (Integrated Service Digital Network) essendo digitali non richiedono modem per convertire le informazioni da digitale in analogico ed offrono conseguentemente una migliore qualit di trasporto. Le reti pubbliche telefoniche sono sempre pi composte da linee e centraline digitali.Una linea ISDN formata da due canali di trasporto a 64Kbps. Dopo un periodo di libera interpretazione dello standard ISDN da parte dei T.O. europei, la tendenza in atto di uniformarsi a livello europeo ad uno standard comune, lEuro-ISDN, che consentir la trasmissione trans-europea di informazioni senza limiti imposti da standard diversi.

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1.2

EVOLUZIONI TECNOLOGICHE E SISTEMISTICHE

Il cambiamento di ruolo del calcolatore (da sacro oracolo a strumento personale e ad attivo assistente) sono avvenuti in ondate successive, che possono essere paragonate ai cambiamenti di paradigma, termine con cui il filosofo Thomas S. Kuhn, del MIT, descrive le rivoluzioni del pensiero scientifico. I paradigmi informatici, resi possibili dai continui progressi di tecnologie e insieme di architetture ed evoluzione del mercato, sembrano presentarsi a intervalli di circa dieci anni considerando gli ultimi quaranta anni. Nei capitoli successivi verranno analizzati questi paradigmi con un ottica sia tecnologico - architetturale che di mercato.

1.2.1 La Microelettronica
Ciascuna era informatica caratterizzata dalla velocit di calcolo, dalla gamma di informazioni che si possono elaborare, da come i calcolatori possono essere collegati alla rete, dal software che consente di utilizzare queste reti e dal modo di interazione tra macchine ed utenti. La velocit, che lelemento pi importante, andata aumentando grazie alla microelettronica. La riduzione delle dimensioni dei dispositivi elettronici ha fatto aumentare la velocit di trasmissione dei segnali ed il numero di operazioni che si possono effettuare nellunit di tempo facendo contemporaneamente abbassare i costi. Essa ha inoltre consentito di inserire pi dispositivi sullo stesso chip incrementando la produzione e abbassando il costo unitario. Ci ha favorito le vendite producendo ulteriori economie di scala. Dal punto di vista del consumatore la miniaturizzazione ha prodotto apparecchi pi pratici e potenti. Trent'anni fa i calcolatori venivano costruiti mettendo faticosamente insieme migliaia di transistori e di condensatori; oggi vengono prodotti in massa con una manciata di chip, su ciascuno dei quali sono integrati milioni di transistori ed altri componenti. Il caso pi noto della miniaturizzazione la nascita e la evoluzione dei microprocessori. La possibilit cio di mettere su un unico chip di qualche centimetro di lato tutta la logica e la potenza di una CPU. Il primo microprocessore nasce nel 1971, lIntel 4004, per applicazioni aritmetiche. La densit di transistor era pari a 10.000-15.000 a seconda della versione prodotta, e la potenza di calcolo pari a 0.1 MIPS (Milioni di Istruzioni Per Secondo).
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Nel 1979 Intel produce l8088, il processor che andr a equipaggiare i PC IBM ed i compatibili nati nei mesi successivi. L8088 aveva una densit di transistor pari a 100.000 ed una potenza di calcolo di circa 0.6 MIPS. La crescita della densit di transistor e di potenza di calcolo cresciuta in maniera rapidissima. Nel 1989 lIntel 486dx aveva una densit di transistor pari a 1.3 milioni ed una potenza di calcolo di 35 MIPS. Nel 1993 con lintroduzione di Pentium la densit di transistor e passata a 3.3 milioni e la potenza di calcolo ha superato gli 80 MIPS. Nel mese di Febbraio del 1994 Intel ha presentato levoluzione del Pentium, un chip chiamato P6 che non solo un miglioramento del precedente in termini di potenza ma rappresenta un cambio tecnologico. Infatti il P6 un processore RISC (Reduced Instructions Set Computer) a differenza dei suoi predecessori che erano basati su tecnologia CISC (Complex Instructions Set Computer). In qualche modo pu un ritorno al passato, a quando le macchine da calcolo potevano contare soltanto su un dizionario limitato di istruzioni di base. Perci ad un certo punto, sembr utile scrivere nel silicio dei chip anche istruzioni pi complesse. Finch non si arrivati ad un punto limite, oltre il quale non si ricavava pi nessun vantaggio. I processori CISC hanno al loro interno tanti componenti che la loro progettazione e fabbricazione risulta costosissima nonch, a rischio di errore. La filosofia dunque di ritornare a macchine relativamente pi semplici e, tuttavia ancora pi veloci e potenti. Ci si riusciti migliorando il software che traduce i programmi in linguaggio macchina (compilatori, assemblatori) nonch mettendo pi istruzioni in fila, una dietro laltra come in un tubo, Pipe, di modo che quella che segue viene trattata mentre ancora la prima in corso di esecuzione. Salvo quelli della Intel, tutti i principali processori oggi sono dei RISC, in particolare il PowerPC prodotto dalla terna IBM-Apple-Motorola. La casa californiana (Intel) aveva finora resistito a questa tendenza tecnologica per un motivo molto semplice: finch i processori hanno la stessa architettura di base, anche i nuovi e pi potenti possono fare girare i programmi preparati per i vecch, magari persino quelli per l8088 del 1979. Quindi la vera sfida per il nuovo P6 quella di garantire questa compatibilit verticale. La microelettronica ha perfezionato ed innovato anche altre componenti dei sistemi di elaborazione. In particolare le DRAM (Dinamic Random Access Memory) sono state caratterizzate da una crescita di capacit enorme passando da

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1Kb (1024 bit) per chip del 1970 a 16 Mb del 1993, con previsioni di crescita fino a 64 Mb per il 1996.

1.2.2 Dal monolite all'informatica distribuita


Il primo paradigma informatico fu varato verso la fine degli anni Quaranta e fu introdotto sul mercato negli anni Cinquanta; il calcolatore programmabile era allora concepito come uno strumento per i calcoli ingegneristici. Il primo cambiamento si ebbe negli anni sessanta, quando le ditte adottarono il calcolatore come macchina per lelaborazione dei dati. Il secondo si ebbe negli anni Settanta, con la costruzione dei servizi informatici fra parecchi utenti. Col terzo cambiamento, negli anni Ottanta, il calcolatore si trasforma in un efficiente strumento da tavolo per utente singolo. Il quarto in corso ora e lannunciano i dispositivi portatili, e non, sempre pi numerosi collegati in rete. La tabella che segue riporta in sintesi gli elementi caratterizzanti i quattro paradigmi informatici:
a lotti divisione tempo 1970-1979 a grande scala da tavolo reti

decennio tecnologia

1960-1969 integrazione a media scala

1980-1989 a grandissima scala tavolo

1990-1999 a scala ultragrande portatile

collocazione

stanza del stanza del calcolatore terminale esperti specialisti

utenti posizione dellutente dati

singoli

gruppi

sudditanza alfanumerici

dipendenza testi, vettori accedere

indipendenza caratteri diagrammi presentare

libert scritto, parlato comunicare

obiettivo attivit dellutente

calcolare

perforare e tentare elaborare unit periferiche ad hoc Cobol, Fortran

ricordare e digitare rivedere terminali

vedere e indicare impaginare calcolatori da tavolo generiche PASCAL, C

chiedere e dire orchestrare calcolatori palmari a componenti orientati alloggetto

operazione connessioni

applicazioni linguaggi

standard PL1, BASIC

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Negli anni Sessanta usare queste macchine comuni, monolitiche era molto costoso e tutto doveva sottostare alle loro esigenze. Perch la tecnologia fosse conveniente, i dati dovevano essere elaborati in lotti enormi, e solo aziende molto grandi potevano generare lotti del genere. I lavori erano codificati su schede perforate o su nastro magnetico e i risultati venivano forniti sotto forma di "listati" su carta perforata piegata a fisarmonica. Negli anni Settanta con lavvento del time sharing lelaborazione dei dati divenne pi accessibile, perch il costo della macchina veniva diviso fra tutti i clienti. Il sistema operativo dedicava le risorse della macchina di volta in volta ad un particolare terminale d' utente. Il calcolatore saltava da una applicazione ad un' altra in tempi che andavano da meno di un decimo di secondo a un secondo. Usare il calcolatore divenne pi facile perch si poteva raggiungere attraverso un terminale e interrogare in tempo reale. Si poteva cio, procedere verso la soluzione di un problema facendo una domanda e usando la risposta per formulare la domanda successiva. Nello stesso tempo la possibilit di avere sistemi di media potenza permetteva di distribuire sistemi informatici in collocazioni pi periferiche, come ad esempio le agenzie bancarie, fornendo dunque autonomia di elaborazione in ambito locale. Ma permettendo soprattutto tempi di risposta decisamente pi rapidi rispetto a configurazioni centralizzate sul mainframe. Linformazione e la potenza di calcolo si spostavano la dove immediatamente fruibile da parte dellutenza. Le architetture di riferimento erano ancora del tipo master-slave cio basate su un sistema centrale locale (in genere mini sistemi) a cui erano connessi un numero via via crescente di terminali dumb. La migrazione delle applicazioni dal "centro" alla periferia (lesempio bancario rimane il pi significativo) avvenuta con una certa fatica in quanto era necessario ridisegnare larchitettura complessiva di queste per evitare la semplice riproduzione del centro alla periferia con i relativi tempi di attesa sul processo o sulla linea quando si richiedeva un accesso verso il mainframe centrale. La necessit che mano a mano emergeva era quella di distribuire ulteriormente informazione e potenza di calcolo, e rimanendo nel caso bancario, fino allo sportello. Questo per non era possibile con luso dei terminali dumb, cio terminali senza capacit di elaborazione.

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Il livello di distributed computing proseguiva comunque definendo livelli architetturali diversi: work group dipartimentale enterprise Questi sono connessi tra loro in modo orizzontale e verticale mediante reti locali (LAN) e reti geografiche (WAN). Nel caso del work group si in presenza di un certo numero di persone che lavoravano in cooperazione per analizzare informazioni e per prendere decisioni. Queste applicazioni possono crescere includendo un livello pi elevato, il dipartimentale fino al livello enterprise che connette tutti i possibili livelli. Un approccio architetturale di questo tipo presentava alcune caratteristiche fondamentali: modularit, flessibilit e quando costruita su sistemi standard, la possibilit di integrazione di applicazioni diverse. Soluzioni architetturali del tipo indicato realizzano una risposta ad alcune esigenze fondamentali dellutenza: quella cio di essere parte di un sistema nervoso centrale di una societ indipendentemente da dove essi fossero collocati. Gli utenti necessitano di scambiare e condividere informazioni e su queste cooperare per prendere decisioni. Lavvento del Personal Computer fece fare un grosso passo avanti nella definizione delle architetture di distributed computing. Luso del PC come posto di lavoro permette la costruzione di applicazioni e di informazioni distribuite fino allutente pi periferico su architetture client-server. Il client la intelligent workstation cio un posto di lavoro con capacit di elaborazione locale che, connesso in rete, pu richiedere dati o applicazioni, o parti di essa, al server di livello work group, dipartimantale o enterprise e questo in modo trasparente allutente. La logica delle applicazioni client-server quella del cooperative processing cio di una singola applicazione suddivisa in task che possono essere eseguite su piattaforme separate e indipendenti. La definizione dei task e delle piattaforme su cui vengono allocate viene definito rightsizing, cio giusto posizionamento della applicazione sulla piattaforma pi conveniente in un ottica di bisogno dellutente. Le applicazioni su architetture client-server forniscono una serie di benefici sia in termini di architettura delle applicazioni che di utilizzo:

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ottimizzazione delle risorse: permette agli sviluppatori di applicazioni di utilizzare risorse diverse e di collocare ciascun task della applicazione sulla risorsa (piattaforma) pi conveniente. accesso esteso: basato sul principio della condivisione delle risorse ciascun utente (client) ha accesso a molti servizi (risorse), e ciascuna risorsa (server) resa disponibile a tutti gli utenti. protocolli comuni: si utilizza un linguaggio comune attraverso il sistema sia per la communication sia per altri protocolli procedurali. user centric: lattenzione posta sullutente e tutte le risorse sono gestite per supportare le necessit dellutente. Il paradigma che sposta la gestione centralizzata su mainframe verso i sistemi distribuiti che usano architetture client-server e il cooperative processing ha come obiettivo prioritario i bisogni dellutenza. Luso di networked PC come client e spesso come server sia di work group che dipartimentali e del mainframe come server di enterprise va verso questa direzione.

1.2.3 Il Personal Computer e l'informatica individuale


Come precedentemente detto il Personal Computer nasce negli Stati Uniti nel 1977 come prototipo. Da un punto di vista commerciale il PC compare sul mercato il 12 Agosto 1981 con lIBM PC ad un prezzo di $1.565. Con quell'evento vengono stabilite le nuove regole del mercato e della industria informatica. Allinizio i Personal Computer (PC) fornivano servizi simili al time sharing, ma erano molto pi comodi. I progressi nel campo dei microprocessori consentivano di far stare tutto un calcolatore su un unico chip, cosicch comprare un personal computer era pi economico che usarne uno di grande o media capacit in time sharing. La potenza di calcolo mediamente raddoppiata ogni due anni a partire dal 1981. importante sottolineare come il PC nasce per applicazioni individuali standalone e solo successivamente venga impiegato anche in ambito distributed processing e questo grazie alluso delle reti.

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Non dipendendo pi da grandi e costose macchine comuni, ma utilizzando un Personal Computer, gli utenti potevano lavorare a discrezione su problemi che prima richiedevano una programmazione degli orari. Lelaborazione di testi e la realizzazione di grafici divennero attivit molto comuni. Di conseguenza, una nuova categoria di utenti fu portata a contatto di programmi applicativi ,sempre pi efficaci, come il foglio elettronico e limpaginazione, resi accessibili da una potenza di calcolo senza precedenti messa a disposizione di un solo utente. Anche il procedimento dellinterrogazione divenne pi facile, perch la fatica di tener nota dei possibili comandi passava dalluomo alla macchina. Oggi per esempio le varie possibilit sono esposte in men ed in finestre che possono essere esaminati con agio prima di procedere alla scelta. Milioni di persone furono in grado di permettersi per la prima volta di avvalersi dellinformatica, traendone enormi benefici: non dovevano pi ribattere una pagina per aggiungere una frase o aspettare settimane per vedere i loro testi composti ed impaginati; non erano pi costretti a prendere decisioni sulla base di un paio di proiezioni finanziarie calcolate con gran fatica o a presentare in modo goffo un' idea brillante. Allinizio i nuovi servizi sembravano un lusso, ma ben presto diventarono indispensabili, come era accaduto un secolo prima con la macchina per scrivere. La tecnologia PC diventata nel corso di questi tredici anni pervasiva sia in termini di prodotto, loggetto PC , sia in termini di piattaforma, oggi sono PC mono o multiprocessor server, minicomputer e workstation. Il grande successo del Personal Computer (la base installata a livello mondiale nel 1994 pari a 150 milioni di unit, sempre nel 1994 sono stati venduti 40 milioni di PC) e dovuto a molti motivi. Qui di seguito ne sono indicati alcuni fra i pi importanti: possibilit di avere autonomia di calcolo aumento della produttivit individuale flessibilit in termini di possibilit di multi-applicazioni il divenire standard della piattaforma hw e sw grande disponibilita di sw anche per applicazioni verticali (es. gestionali) salvaguardia degli investimenti ottimo rapporto price/performance integrazione PC-mainframe, PC-mini/server e soluzioni per work-group

evidente come queste caratteristiche non siano leggibili in modo sequenziale ma siano contemporaneamente causa ed effetto in un contesto di ciclo virtuoso.
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1.2.4 Calcolatori, reti e lavoro


Per quanto il mondo stia trasformandosi in un villaggio globale, sul posto di lavoro la maggior parte delle persone conduce ancora una attivit molto circoscritta trascorrendo gran parte del proprio tempo in un'unica localizzazione fisica e parlando soprattutto con colleghi o clienti. Allinterno di una azienda le persone appartengono a pochi gruppi: il gruppo di lavoro principale, un comitato o un gruppo costituito ad hoc e, magari, un gruppo sociale di tipo informale. Alcuni tuttavia, gi conducono un' esistenza pi cosmopolita perch lavorano in organizzazioni che gi si avvalgono di estese reti informatiche. Questi individui possono comunicare con altri sparsi fra il mondo con la stessa facilit con cui possono mantenere contatti con gli occupanti dellufficio attiguo. Possono lanciarsi in infervorate discussioni sulla politica aziendale, sulla nuova progettazione dei prodotti, sui piani di acquisto oppure sulla partita della sera precedente, e tutto senza mai incontrarsi di persona. La struttura del lavoro di un'organizzazione collegata ad una rete diversa da quella convenzionale, tanto in termini di tempo quanto di spazio. La comunicazione basata su calcolatore risulta estremamente veloce rispetto ai servizi telefonici o postali, bollati come snail mail (posta lumaca) da chi gi si convertito alla posta elettronica. Per inviare un messaggio allaltro capo del globo sono sufficienti pochi minuti ed ogni messaggio pu essere indirizzato a una o pi persone. Le reti poi possono anche arrivare, in un certo senso, ad arrestare il tempo: i messaggi elettronici possono infatti venire conservati indefinitamente nella memoria di un calcolatore. Gli utenti possono leggere, o rileggere i messaggi ricevuti in qualsiasi momento, copiarli, modificarli o inviarli. Luso delle reti permette comunicazioni pi veloci ed una maggiore efficienza. Ma questo non che un aspetto delluso delle reti; l'altro la possibilit di influenzare lambiente di lavoro nel suo complesso e le capacit delle persone che vi operano. Le reti possono essere impiegate per promuovere nuovi schemi di svolgimento dei compiti e per definire nuove strutture gerarchiche; esse possono essere facilmente utilizzate per modificare i modelli tradizionali che determinano i soggetti ammessi ad entrare in contatto con i gradi superiori e a prendere conoscenza di determinate informazioni. La Tecnologia dellInformazione (IT) rappresenta uno degli enabler decisivi per linnovazione di processo, cio per la reingegnerizzazione del lavoro e delle organizzazioni.
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Definita semplicemente innovazione lintroduzione di qualcosa di nuovo. presumibile che lobiettivo di introdurre qualcosa di nuovo in un processo sia quello di un cambiamento radicale e tangibile. Linnnovazione di processo una sintesi fra una struttura per sviluppare lavoro e un approccio per ottenere risultati in modo verificabile. Linnovazione di processo va distinta dal miglioramento di processo che implica un livello di cambiamento molto minore. Se innovazione di processo significa sviluppare una attivit lavorativa in un modo radicalmente diverso, il miglioramento di processo coincide con lo sviluppare lo stesso processo con un leggero miglioramento in termini di efficienza ed efficacia. Per esempio una societ che analizzi il processo di gestione degli ordini dei clienti e che elimini ridondanze o attivit senza valore aggiunto, realizza un miglioramento di processo. Il risultato pu essere la riduzione di un certo numero di posti di lavoro non necessari, il migliorare la soddisfazione del cliente, ridurre ad esempio i tempi di consegna da tre a due settimane. Un' altra societ che analizzi invece il processo di gestione ordini clienti con un approccio di tipo innovazione di processo dovrebbe provvedere i propri clienti con terminali per il data entry degli ordini, eliminare la propria struttura di vendita diretta, garantire il processo sugli ordini, utilizzare una terza parte per la gestione dei propri magazzini e rafforzare il personale di frontline per gestire tutti i dettagli di consegna e fatturazione e pagamento. Il risultato di un approccio di questo tipo la riduzione dei costi del 50% e il dimezzamento dei tempi di gestione degli ordini. Ci sono altre importanti differenze fra innovazione di processo e miglioramento di processo. La tabella alla pagina seguente riassume quelli pi importanti. Grazie alla sua potenzialit e diffusione la Tecnologia dellInformazione pu giocare un ruolo fondamentale nellambito della innovazione dei processi di business, superiore a qualunque altra risorsa. sicuramente la risorsa pi familiare, essendo presente nel settore del business da pi di quaranta anni. Specialmente i PC e la communication sono cresciuti rapidamente come prestazioni e diffusione pi di qualunque altra risorsa o tecnologia. Ma nonostante questa grande crescita si pu affermare di essere solo agli inizi nella reale comprensione della potenzialit della Tecnologia dellInformazione nel business. Nonostante la sua grande potenzialit la Tecnologia dellInformazione non pu cambiare i processi di per se stessa, n rappresenta lunica risorsa per il cambiamento. Linnovazione di processo non pu essere implementata in
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assenza di una ben dosata combinazione di innovazione di tipo tecnico e organizzativo, quindi con grande importanza del fattore umano. La possibilit di associare fattori organizzativi ed umani allinnovazione di processo estende le potenzialit di quest' ultimo. Per esempio creare una nuovo e diversificato gruppo di lavoro con pi potere decisionale, eliminando livelli gerarchici, creando gruppi di lavoro autogestiti, combinando attivit e un maggiore spettro di responsabilit con un aumento del livello delle singole professionalit uno dei cambiamenti di tipo umano ed organizzativo che frequentemente si associa alluso dell` IT.

miglioramento di processo livello del cambiamento punto di avvio frequenza di cambiamento tempo richiesto partecipazione obiettivo

innovazione di processo

incrementale processo esistente

radicale (discreto) nulla

passi successivi breve bottom-up limitato, interno alle funzioni moderato controllo statistico

una volta lungo (~ 2 anni) top-down ampio, trasversale su pi funzioni elevato tecnologia della informazione culturale e strutturale

rischio strumento primario di cambiamento tipo di cambiamento

culturale

I cambiamenti nella struttura organizzativa di una azienda basati sulluso dellIT possono modificare sostanzialmente le relazioni tra un dipendente e la sua organizzazione, la struttura delle organizzazioni e la natura della gestione. La riduzione degli ostacoli alla comunicazione imposti dalla distanza sia fisica che sociale attraverso le reti di PC, si ripercuote soprattutto su chi svolge mansioni

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periferiche rispetto ai dipendenti che occupano posizioni pi centrali garantendo in tal modo un maggior livello di partecipazione e consapevolezza nelle decisioni. Le organizzazioni sono tradizionalmente costruite su due concetti chiave: suddivisione gerarchica degli obiettivi e dei compiti stabilit nel tempo delle relazioni tra i dipendenti Nelle organizzazioni completamente informatizzate le strutture dei compiti possono tuttavia (come detto in precedenza) diventare molto pi flessibili e dinamiche. La gerarchia non scompare ma viene affiancata da reticoli distribuiti di interconnessioni. Un individuo potr sovente fare parte di molti gruppi diversi e sar in grado di sfruttare le risorse informatiche, come ad esempio la rete, per acquisire informazioni e risorse senza alcun intervento o, addirittura allinsaputa di chi dirige il lavoro. Nella maggior parte delle organizzazioni i collegamenti in rete oggi servono per la comunicazione di dati, E-Mail, File Transfer, spesso per applicazioni economiche o finanziarie, come EDI (Electronic Data Interchange, che consiste nello scambio di ordini, offerte e fatture per via elettronica), il trasferimento elettronico di fondi , lelaborazione remota di transazioni e la videoconference possibile anche questa a livello di desk top. Limpiego sempre pi esteso di IT e la conseguente struttura organizzativa pi flessibile e dinamica spinge le responsabilit verso il basso e attraverso lorganizzazione e genera di per se' nuovi problemi manageriali. Cresce limprevedibilit per ci che riguarda sia le idee creative sia per i comportamenti non adeguati: da qui la necessit di identificare nuovi tipi di incentivi per i lavoratori e nuove strutture organizzative per stare al passo con questi cambiamenti. La tecnologia cambia ed evolve rapidamente e sempre pi persone saranno in grado di scambiare immagini, suoni, grafici ed animazione. Questa evoluzione renderanno possibile reintrodurre alcuni indizi di contesto sociale, sia allinterno delle aziende che allesterno, che vengono a cedere nelle comunicazioni elettroniche odierne; anche in questo caso, tuttavia, le interazioni elettroniche non saranno mai uguali a quelle personali.

1.2.5 Le Reti di Trasmissione Dati


Partendo dai concetti base della "communication e reti" gi presentati al capitolo 1.1.3, viene qui riportata la situazione delle reti cablate (alternative a quelle wire____________________________________________________________________________________

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less, senza-fili) pi comuni: le reti a commutazione di pacchetto X.25 e le reti ISDN. Nei capitoli successivi sar esaminata la loro evoluzione verso le reti broadband multimediali e le alternative possibili, quali le reti satellitari e cellulari wire-less. Reti a Commutazione di Pacchetto Le reti a commutazione di pacchetto (packet switching) basate sulla raccomandazione CCITT X.25 sono oggi una realt. Queste reti hanno sofferto allinizio della loro esistenza di problemi quali scarsa affidabilit, efficienza, e difficolt d' utilizzo; questi problemi, secondo il parere dellutenza e degli analisti di mercato, non sono stati ancora completamente risolti. Sul mercato europeo sono disponibili reti packet switching pubbliche e private; anche le reti VAN sono nella maggioranza reti X.25 packet switching. Le reti basate sullo standard X.25 possono oggi ritenersi superate dal punto di vista tecnologico; nonostante ci la loro presenza / base installata condiziona le scelte dei responsabili IT/TLC che spesso preferiscono (per ragioni di comodo) rispondere alla crescente domanda di servizi di data-communication ampliando o implementando reti packet switching X.25. Questa scelta non pu per soddisfare la sempre maggior richiesta di integrazione su rete di voce, dati ed immagini. Secondo alcuni autorevoli analisti di mercato, oggi non conveniente un investimento in una rete privata a commutazione di pacchetto (a meno che non si ripaghi in meno di tre anni), in particolare quando esiste una minima alternativa ISDN. La soluzione ottimale consigliata, quando lalternativa ISDN non percorribile da subito, concordare con loperatore di rete (pubblico o privato) una soluzione che comporti inizialmente un servizio basato su rete packet switching che copra le necessit iniziali e un' opzione di passare a servizi ISDN (in parte o completamente) durante il periodo coperto dal contratto evitando il pagamento di penali. La pervasivit delle reti X.25 comporter comunque un loro phase-out molto graduale nei prossimi 8 anni in favore di reti sostitutive basate su ISDN e BISDN (ATM) di seguito descritte.

Integrated Services Digital Network (ISDN) Le reti digitali stanno gradualmente sostituendo le "vecchie" reti analogiche PSTN (Public Switched Telephone Network).

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La rete ISDN non deve essere considerata come una rete addizionale/complementare (anche se dalle politiche di alcuni TO - Telephone Operator questo equivoco pi che giustificato) in quanto ha lobiettivo divenire linfrastruttura di rete di riferimento entro il biennio '96/'97. I problemi che oggi devono essere superati per avere una rete Europea basata su ISDN narrowband a 64Kps (Basic Access) e a 2Mbps (Primary Access) sono essenzialmente due: ladeguamento delle varie reti ISDN gipresenti o in via di sviluppo ad un comune standard europeo, il cosiddetto Euro-ISDN, e il ritardo nellintroduzione di reti ISDN o lentezza nella fase di sostituzione della vecchia rete analogica PSTN da parte di diversi Paesi europei. Infatti in passato nei vari Paesi Europei sono state introdotte reti ISDN basate su interpretazioni diverse dello standard; questo ha provocato difficolt di interconnessione tra i diversi Paesi per l'utilizzo di apparecchiature di trasmissione proprietarie e tra loro incompatibili. Per risolvere questi problemi stato introdotto uno standard comune denominato Euro-ISDN. Ladeguamento a questo standard procede molto pi lentamente di quanto programmato.

1.2.6 Evoluzioni verso Reti Broadband Multimediali


Una nuova architettura gi ben identificata per il supporto di applicazioni multimediali. Si basa sullo standard ATM (Asynchronous Transfer Mode) che il riferimento per la rete Broadband ISDN. ATM promette di essere una architettura duratura in quanto capace di garantire il supporto necessario alle possibili applicazioni multimediali in rete, anche le pi complesse. Infatti la tecnologia ATM stata ideata per poter gestire: diversi mix di velocit di trasmissione; banda/frequenza di trasmissione dinamicamente attribuita alla applicazione secondo le necessit (Bandwidth on demand); traffico asincrono e sincrono; dati, voce, immagini fisse ed in movimento (video). La rete B-ISDN basata su ATM affiancher inizialmente la rete N-ISDN, si sovrapporr ad essa successivamente per alcune applicazioni multimediali, ma non la sostituir sicuramente entro i prossimi vent' anni pricipalmente perch la rete N-ISDN sar economicamente pi conveniente per la trasmissione della voce e per molti servizi di trasmissione dati.
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Lo sviluppo di reti B-ISDN / ATM dipende da diversi fattori, tra questi: la definizione / accettazione di uno standard unico: ATM stato definito dal CCITT nel 1988 ma la raccomandazione finale attesa non prima del 1996 sebbene oggi ci sia una conoscenza sufficiente di come essa sar. Questo dovrebbe consentire il lancio di alcuni servizi commerciali gientro il '95. il costo, oggi particolarmente elevato, degli switch/centralini specifici per il protocollo ATM, e le specifiche (ad oggi ben avanzate ma non ancora definitive) di come questi switch permetteranno linterconnessione alle reti e servizi esistenti. Si possono oggi ipotizzare 5 categorie di prodotti/servizi basati sui diversi segmenti di banda di trasmissione supportati dalla tecnologia ATM: oltre 2 Gbps: utilizzato pricipalmente dai vari Telecom Operator per il "backbone" della rete; per i prossimi 10 anni difficile ipotizzare applicazioni end-user che richiedano queste velocitdi trasmissione; 622 Mbps: utilizzato inizialmente solo per il backbone della rete e esteso successivamente al cosiddetto "local loop". Dal punto di vista delle applicazioni end-user, questa velocit soddisfa ampiamente le necessit di banda per applicazioni del tipo video-on-demand / TV interattiva per HDTV (televisione digitale ad alta definizione) senza ricorrere a tecniche di compressione; 155 Mbps: la versione di ATM gidisponibile su LAN ed inoltre la versione scelta per i primi progetti pilota in Europa e per i primi servizi offerti da alcuni TO. Questa frequenza non sufficientemente elevata per supportare trasmissioni HDTV in modalitnon compressa ed appare invece essere troppo elevata per trovare giustificazione per altre applicazioni multimediali. ipotizzabile quindi che la maggioranza degli utenti dei primi servizi ATM su rete a 155 Mbps migrino su reti a velocitinferiore quando rese disponibili; da 34 a 51 Mbps: secondo gli analisti di mercato ci sar una grande richiesta per questo segmento di servizi ATM, in particolare per applicazioni multimediali con richiesta di banda (bandwidth on demand). Questo segmento di servizi pu inoltre essere offerto sulle attuali infrastrutture digitali; prevedibile una sua commercializzazione in Europa nel 1996. da 1.5 a 10 Mbps: potrebbe essere il segmento di servizi ATM pi richiesto se le tecniche di compressione in via di sviluppo consentiranno un affidabile servizio di video-on-demand basato su velocitdi trasmissione relativamente basse. Relativamente agli sviluppi in corso questa la situazione nei vari paesi europei:

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PAESE

FASE PILOTA

SERVIZIO

BELGIO DANIMARCA FINLANDIA FRANCIA GERMANIA IRLANDA ITALIA SVEZIA UK BT UK Mercury

1994 1993 1994 1992 1993 1994 1994 1994 1992 1993

----1995 1994 1995 1995 --1995 1995 ---

Non esistono piani per Austria, Grecia, Olanda, Norvegia, Portogallo e Spagna.

Il supporto fisico per le reti broadband: fibra, coassiale e doppino Il backbone delle reti broadband deve essere e sar in fibra ottica, nessuno oggi mette in dubbio questa assunzione. Se si scende di livello, ovvero si cerca di prevedere quale sar il supporto fisico sino allabitazione dellutente, le soluzioni oggi prospettate sono diverse: ancora la fibra ottica, il doppino telefonico preesistente o il cavo coassiale. La prima soluzione, ovvero portare la fibra ottica sino all'apparecchio dellutente ricablando tutta l'attuale struttura in rame (doppino telefonico), tecnicamente fattibile ma enormemente costoso, per cui, anche se questa soluzione non del tutto esclusa, si stanno esplorando diverse alternative che consentano il riutilizzo del wiring installato. Una soluzione in fase di esperimento quella basata sulla tecnica di compressione e modulazione ADSL (Asymmetrical Digital Subscriber Line) che consente di far passare sul doppino telefonico un flusso digitale monodirezionale a 1.54 Mbps. Levoluzione di questa tecnica porter ad una trasmissione a 6 Mbps in una direzione pialtri flussi pi lenti bidirezionali. Questa tecnologia sperimentata da Bell Atlantic. Un secondo approccio, sempre sperimentato da Bell Atlantic indirizza gli attuali utenti di TV via cavo. Le informazioni vengono trasmesse su fibra ottica sino ad una centralina molto vicina allutente (es. una centralina per un numero limitato di palazzi). La centralina separa il flusso voce da quello dati/immagini e veicola il primo sul doppino telefonico e il secondo sul cavo coax giinstallati.

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Il terzo meccanismo, sperimentato da Pacific Telesis, simile al secondo di Bell Atlantic ma introduce un livello di trasporto intermedio. Le informazioni vengono trasmesse su fibra ottica sino ad una centralina locale (capace di servire circa 500 utenti). Da qui si dipartono diversi cavi coassiali per delle centraline secondarie. Da queste ultime allapparecchiatura utente la soluzione identica a quella Bell Atlantic: voce su doppino e dati/immagini su cavo coax.

1.2.7 La Communication via Satellite


La trasmissione di informazioni via satellite utilizzata in modo intensivo in molte aree del mondo ed diventata parte integrante dell'infrastruttura di telecomunicazioni in diversi paesi. La "Satellite Communication" utilizzata indifferentemente dai paesi a tecnologia avanzata e da quelli meno sviluppati che hanno trovato nel "satellitare" una tecnologia particolarmente adatta al recupero del gap della loro infrastruttura di telecomunicazione. Le applicazioni di tipo commerciale che hanno monopolizzato i satelliti sin dalla loro introduzione continuano a dominare l'utilizzo del satellite. Queste applicazioni sono le trasmissioni video in broadcast, la trasmissione voce/telefono e di dati su banda larga cio nella maggior parte applicazioni comportanti traffico monodirezionale. Un grosso mercato potenziale per la trasmissione via satellite, grazie in particolare alla sempre maggiore deregolamentazione ed alla tecnologia dei satelliti LEO, per all'orizzonte ed quello relativo all'offerta di reti private e relativi servizi: i "private network services". Infatti, i sistemi e le reti satellitari offrono funzionalit innovative a costi competitivi che possono sempre pi motivare l'utilizzo di reti satellitari per lo sviluppo di "private network services".

Satellite Network Una rete satellitare e formata da tre elementi: le stazioni terrestri trasmittenti (hub) e riceventi/interattive (earth stations) ed il satellite. Un satellite un dispositivo sospeso nello spazio che riceve un segnale da una stazione terrestre, lo amplifica, e lo trasmette/irradia a tutte le stazioni terresti capaci di "vedere" il satellite e di ricevere le sue trasmissioni.

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In altri termini, il satellite un dispositivo capace di ritrasmettere un segnale, ma non preposto alla sua generazione o alla sua ricezione finale.

I satelliti GEO I satelliti attualmente utilizzati per scopi commerciali occupano orbite geosincrone, per cui essi appaiono essere in una posizione fissa rispetto alle stazioni terrestri. Questi satelliti sono comunemente chiamati geostazionari e GEO systems. La distanza dell'orbita di un satellite GEO dalla terra di 35.800 Km. Questa distanza alla base di alcune restrizioni d'uso della communication satellitare. Infatti la velocit di trasmissione radio via satellite di 300.000 Km/sec; a questa velocit un segnale impiega circa 120 ms per raggiunge il satellite ed altrettanti per raggiungere la stazione finale a terra. Complessivamente il ritardo, stimabile in circa 250 ms, diverse volte superiore al ritardo tipico di trasmissione via link terrestre. Esclusi i satelliti gestiti dalla CIS, sono attualmente in orbita circa 100 satelliti geostazionari. In Europa sono attualmente presenti sette operatori satellitari (vedi TAB. 1) che complessivamente gestiscono 380 GEO satellite-trasponder ovvero un trasponder per milione di abitanti. La penetrazione di mercato in Europa, equivale a circa il 69% di quella statunitense.

SERVIZI VIA SATELLITI GEO IN EUROPA


PAESE Europa Francia OPERATORE EUTELSAT France Telecom SATELLITI OPERATIVI Eutelsat 1 & 2 APPLICAZIONI TV, Telecoms COPERTURA Europa (prevista Est Europa) Europa e zone Francesi overseas Germania

Telecom 1A,1C, 2A, Business, TV, 2B Telecoms, Militari TDF 1&2 Kopernikus 1,2,3 TV Sat2 Italsat 1 Astra 1A,1B,1C,1D DBS TV TV, Telecoms DBS TV Telecoms TV

Germania

DBP Telecom

Italia A.S.I. Lussemburgo S.E.S.

Europa centrale

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Spagna

Hispasat S.A.

Hispasat 1

Telecoms, DBS TV Telecoms, DBS TV

Svezia Swed. Space Corp. Tele-X Fonte: Datapro

Spagna, Baleari, Canarie Scandinavia

I satelliti LEO Una nuova categoria di satelliti attualmente in fase di sviluppo quella denominata LEO (Low Orbit Satellite). L'orbita prevista per questi satelliti e compresa tra i 650 Km e 16.000 Km. I satelliti LEO operanti alle quote pi elevate sono altres denominati Big LEO e MEO (Medium Orbit Satellite). Negli Stati Uniti sono attualmente in via di sviluppo una decina di progetti che dovrebbero comportare la messa in orbita di pi di mille LEO/MEO entro il 2001 con i primi servizi gi attivati a fine '95 (vedi Tab. 2). Inoltre, il consorzio Inmarsat (international mobile satellite) ha pianificato una nuova generazione di satelliti per servizi di telefonia mobile previsti per il 1998-2000. La tecnologia utilizzata dai satelliti LEO deriva dall'abbandonata iniziativa del ministero della difesa statunitense denominata "Star Wars". Per questa ragione, l'attivit relativa ai satelliti LEO viene vista da alcuni come un tentativo di creare nuovi mercati per questi prodotti conseguentemente alla chiusura dell'era della "guerra fredda". In altri termini, i progetti LEO-based sarebbero spinti dalla tecnologia anzich essere una conseguenza di mercato. Gli investitori dei progetti LEO credono, tuttavia ed ovviamente, che ci sia un grosso mercato, in rapida crescita per i servizi proposti che variano dalla telefonia mobile all communication broadband; e quando a loro si sono uniti McCAW (della McCaw Cellular Communications) e Gates (della Microsoft) giunto l'avvallo ai loro piani. Per contro, Gates e McCaw hanno dichiarato che con il loro ingresso, la maggior parte degli altri progetti LEO sia destinata a fallire. In Europa invece la EU non ha ancora risposto con delle regole chiare alle iniziative americane nel settore dei satelliti LEO. Occorre infatti precisare che il business dell'industria dei condizionato solamente alla assegnazione delle frequenze radio ma anche ad un certo numero di questioni commerciali tra dell'harware e l'accesso reciproco (tra operatori statunitensi satelliti non che sono scarse cui la fornitura ed europei) al

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mercato dei servizi. La mancanza di indirizzi precisi potrebbe ritardare il lancio di servizi commerciali basati su sistemi satellitari .

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TAB. 2

PROGETTI PER SATELLITI LEO/MEO (Selezione)


PROGETTO Principali Investitori Lancio Investimenti $b Principali Servizi Orbita (Km) N Satelliti

Teledesic McCAW, Microsoft Iridium Motorola, BCE, DDI,Great Wall Industry, Raytheon, Sprint, STET, UCI Project Inmarsat (consorzio di 21 T.O) Alcatel, Alenia Spazio, Dacom, Deutsc. Aerospace, Hyunday, Vodafone Odyssey TRW Globalstar

2001 1998

9 3.4

1998

2 - 2.5

1998

1.8

1997

1.5

Ellipsat

Aries

Starsys

Fairchild Space, Harris, Israeli AI, MCH, Westinghouse Constellation Commun., Defense Systems Starnet

1997

0.4 - 0.5

1995

0.3

1995

Orbcom m

Orbital Sciences, Teleglobe Canada

1995

0.2

ATM-based Voce, Dati, Paging, Messaggistica Posizionamento Voce, Dati, Paging, Messaggistica Voce, Dati, Paging, Messaggistica Posizionamento Voce, Dati, Paging, Messaggistica Posizionamento Voce, Paging, Messaggistica Posizionamento Voce, Paging, Messaggistica Posizionamento Paging, Messaggistica Posizionamento 2way messagg., Posizionamento

640 670

840 66

1200

48

16.000

12

Orbita ellittica 1.600

16

48

2.000

24

750

26

*: non disponibile Fonte: CWI (4/94)

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Le stazioni terrestri Le stazioni terrestri attualmente disponibili sono classificabili in quattro categorie. Le stazioni pi complesse e pi care, denominate "high capacity earth station", sono dedicate ad applicazioni per Telecom Carrier e/o per Grandi Utenti. Questo tipo di stazione essenzialmente utilizzata come anello di connessione della infrastruttura terrestre con quella satellitare. Il prezzo nell'ordine di alcuni milioni di dollari. La seconda categoria di stazioni terrestri include le "mid-capacity earth station" utilizzate da corporation per le loro reti private. La dimensione di questo tipo di stazione, e conseguentemente il suo costo, pu variare notevolmente in funzione delle applicazioni gestite ovvero voce, dati o video. Il costo medio di una stazione mid-capacity si aggira comunque attorno al milione di dollari. Le reti aziendali basate su questo tipo di stazione hanno una struttura a maglia ove ogni stazione terrestre connessa alle altre (solitamente di pari capacit) con una tecnica di condivisione della capacit del satellite. La terza categoria di stazioni terrestri, in ordine di capacit decrescente, quella dei VSAT (very small aperture terminal). I network basati su VSAT consistono di una master earth station (MES) e di, sino a, migliaia di terminali VSAT che condividono la stessa MES. Queste reti sono adatte e limitate alla trasmissione di dati e possono essere utilizzate per veicolare/trasmettere voce e dati in forma digitale. L'architettura di rete indicata per i VSAT di tipo stellare: la MES localizzata solitamente presso il sistema informativo centrale dell'azienda ovvero c/o l'headquarter mentre tutte le altre stazioni VSAT possono comunicare tra loro via MES. Questo tipo di topologia architetturale, che riproduce la struttura organizzativa (tipica ad esempio dei settori bancario e retail) economicamente molto pi vantaggiosa se implementata con una rete VSAT/Satellite rispetto all'equivalente rete terrestre cablata . Il costo di un VSAT compreso tra 20mila e 200 mila $. L'ultima categoria di stazioni terrestri quella delle stazioni solamente riceventi (receive only earth station). Questo stazioni, le pi economiche, hanno un costo molto basso (400-2.000 $) perch` costruite in modo ottimizzato per gestire delle specifiche applicazioni receive only: TV, oppure voce oppure dati o una combinazione delle tre. Le reti che gestiscono questo tipo di stazione hanno una topologia/configurazione stellare.

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I vantaggi e i limiti della communication via satellite Le comunicazioni via satellite hanno delle caratteristiche uniche che le contraddistinguono dalle altre tecnologie di comunicazione. Alcune peculiarit` forniscono dei vantaggi che rendono l'utilizzo del satellite praticabile e particolarmente vantaggioso per certe applicazioni; per contro altre caratteristiche sono di impedimento all'utilizzo del satellite per altre determinate applicazioni. Vantaggi: Costi stabili: il costo di una trasmissione via satellite costante al variare delle distanze tra le stazioni trasmittente e ricevente; il vantaggio si evidenzia quindi quando la rete di dimensione geografica particolarmente estesa e/o raggiunge luoghi remoti dispersi. Un ulteriore vantaggio la caratteristica di broadcasting del segnale da satellite, per cui il costo della trasmissione indipendente dal numero di stazioni collegate. Grande larghezza di banda: I satelliti possono gestire segnali di larga banda di, sino a, 10 Mbps per transponder Facilit e tempi di installazione: i tempi di installazione di una rete satellitare con stazioni terrestri del tipo VSAT sono decisamente inferiori a quelli di una equivalente rete cablata. Bassa percentuale di errori di trasmissione: i "bit error" in una trasmissione digitale via satellite sono molto rari e casuali. Svantaggi / Restrizioni: Ritardo del segnale: come gi riportato nel cap. 2.2 il ritardo di propagazione di un segnale trasmesso via satellite GEO di circa 250 ms; questo ritardo crea un effetto/disturbo notevole nel caso di trasmissione della voce e comporta un necessario riadattamento dei protocolli di trasmissione dati per un loro utilizzo in trasmissioni via satellite. Dimensione delle stazioni terrestri: il diametro delle stazioni terrestri (da 75 cm a pi di 9 metri) pu creare difficolt di installazione. Sicurezza: i segnali via satellite sono broadcast e quindi intercettabili e poco sicuri; quindi necessario adottare dei meccanismi criptografici per la trasmissione di informazioni riservate.

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Interferenze: i segnali da satellite, operanti alle frequenze "Ku e Ka" sono sensibili alle interferenze da cattivo tempo (pioggia e nebbia inclusi). I segnali operanti alle frequenze di banda C sono invece sensibili alle interferenze da segnali terrestri a microonde presenti in modo rilevanti nei centri urbani ad alta densit abitativa.

Servizi ed applicazioni nel mercato business Nel settore business, le applicazioni di base, o altres conosciute come orizzontali che ben si prestano all'utilizzo del satellite sono: videoconferenza, distribuzione e aggiornamento di informazioni, aggiornamento del SW, System & Network Management, reti telefoniche private, connessione host-to-host. Queste applicazioni di base, sviluppate/offerte su reti satellitari per il settore business (SBN: Satellite Business Network) sono integrabili con applicazioni specifiche per diversi mercati verticali. I settori che ben si prestano all'adozione di reti SBN sono quelli con una organizzazione stellare (un headquarters e numerose branch) ove lo scambio di informazioni avviene tra centro e periferia: Settore Bancario: per le tipiche applicazioni di sportello e retrosportello e per transazioni ATM; Assicurazioni e servizi finanziari: per comunicazioni tra "centro" e uffici vendite, applicazioni multimediali a supporto del servizio vendite; Retail: per comunicazioni tra centro e POS per controllo magazzini/inventario, contabilit, pubblicit, validazione credit/cheque, aggiornamento listini etc Viaggi e tempo libero: prenotazioni voli, hotels, auto in affitto Automotive: controllo del traffico e posizionamento automezzi

La regolamentazione in Europa Sino a pochi mesi fa (fine '94), la situazione regolamentativa si presentava abbastanza variegata e confusa a chi avesse voluto utilizzare servizi di communication via satellite in Europa. In tabella 3 sono riassunte le normative vigenti nei paesi europei per la propriet di stazioni reveive-only e per la fornitura di servizi monodirezionale ed interattivi. Si pu notare che, sebbene le stazioni receive-only godessero di una quasi totale liberalizzazione, la fornitura di servizi fosse un monopolio dei Telecom Operator nazionali, eccezion fatta per Francia, Regno Unito, Germania Olanda e Svezia.

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Il 14 ottobre scorso per, con quello che stata definita dalla stampa come un audace blitz giudiziario, la Commissione Europea ha liberalizzato le comunicazioni via satellite in Europa. La direttiva approvata introduce la deregulation sia nella fornitura di servizi (che gli operatori privati potranno offrire nei Paesi dell'Unione Europea in concorrenza con gli enti/operatori nazionali), sia nell'ambito delle apparecchiature terminali (stazioni terrestri che i fabbricanti saranno autorizzati a vendere direttamente ai consumatori).
TAB.3

REGOLAMENTAZIONI NAZIONALI PER LE TRASMISSIONI VIA SATELLITE


Servizi Monodirezionali

Stazioni Receive-only

Servizi Interattivi

Austria Belgio Danimarca Finlandia Francia Germania Grecia Irlanda Italia Lussemburgo Norvegia Olanda Portogallo Spagna Svezia Svizzera Regno Unito

M P P P P P P P M P P P P P P P P*

M M M M P P M M M M M M M M P M P

M M M M P P M M M M M M M M P M P

P: fornitura privata soggetta a licenza, approvazione o coordinamento M: monopolio dell'operatore di telecomunicazioni nazionale P*: fornitura privata non soggetta a licenza, approvazione o coordinamento

Fonte: YET '93 - CIT Pubblications

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Secondo la Commissione la liberalizzazione permetter di moltiplicare per dieci il volume delle comunicazioni satellitari entro il 2000, data alla quale il numero di stazione della categoria VSAT dovrebbe raggiungere quota 80mila sul territorio europeo. Per quanto riguarda l'accesso al satellite per la fornitura di servizi, la direttiva si propone di garantire l'accesso diretto dei privati ai satelliti che si trovano in orbita. In sostanza i gestori dei satelliti dovranno commercializzare a chiunque i canali dei satelliti. necessario comunque distinguere tra satelliti privati, che gi operano in un sistema "libero" (al di fuori di un sistema di monopolio pubblico) e quelli gestiti da consorzi di operatori pubblici come ad esempio Eutelsat. In questo la direttiva implica la necessit di ristrutturare l'assetto dei consorzi satellitari, scorporando la funzione societaria da quella commerciale.

Gli Operatori di Servizi Satellitari Il mercato dei satelliti controllato da tre consorzi internazionali, istituiti da trattati internazionali e posseduti in larga parte dalle organizzazioni nazionali per le Poste e Telefoni (PTO). Questi consorzi avevano ragione d'essere agli albori della tecnologia satellitare quando l'elevato livello d'investimenti rendeva praticamente impossibile il lancio di un satellite da parte di un singolo Paese. I tre consorzi sono Intelsat, Eutelsat e Inmarsat. Intelsat stato il primo nel 1965 ed attualmente il pi grande dei tre; gestisce servizi di communication transoceanica per i suoi 121 stati membri. Eutelsat stata fondata nel 1977 per gestire servizi satellitari su base locale per i sui 28 stati membri europei. Inmarsat sorta nel 1979 per gestire servizi di "mobile communication" via satellite da navi, autotreni ed aerei in 65 Paesi, membri del consorzio. Il costo dei satelliti oggi sceso considerevolmente in contemporanea con la crescita della domanda di servizi e di canali; conseguentemente alcuni privati sono entrati in competizione con i suddetti consorzi. Il primo gruppo di operatori privati in Europa stato il "6 one-way Special Satellite Service operators (SSSOs)", autorizzato nel Regno Unito nel 1988 a fornire servizi monodirezionali, di tipo broadcasting come la TV. Da allora il numero dei canali TV via satellite cresciuto notevolmente. La Societ Europeen des Satellites (SES), con sede in Lussemburgo si fatta una forte posizione nel mercato della TV one-way ma non offre servizi interattivi. SES opera con i satelliti Astra e con stazioni terestri dei vari TO nazionali.

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1.2.8 Reti di Communication wireless cellulari


L'uomo moderno non solo un viaggiatore ma anche un comunicatore e la necessit che egli ha di comunicare cresce in proporzione a quanto viaggia. Le informazioni e i messaggi che una persona in viaggio trasmette non possono attendere ore per arrivare a destinazione, le necessit odierne sono tali da richiedere un interscambio di informazioni in tempo reale. Le strategie nel settore delle telecomunicazioni si sono quindi evolute per soddisfare queste esigenze indirizzandosi verso lo sviluppo di infrastrutture e tecnologie di comunicazione senza fili (wire-less); dapprima su base analogica cellulare e in seguito su base digitale. Alla base delle reti di communication wire-less la tecnologia cellulare. I sistemi radiomobili cellulari sono costituiti da una serie di aree di servizio, generalmente molto estese, suddivise in una serie di celle tra loro adiacenti (da qui il nome cellulare) ciascuna servita da una stazione radio base che riceve e smista il segnale alle centrali. La prestazione principale che caratterizza un sistema cellulare la funzione di commutazione automatica del canale radio. Questa funzione consente il trasferimento automatico dell'informazione/conversazione di un utente in movimento nel passaggio da una cella a quella immediatamente adiacente.

Reti Radiomobili Analogiche Cellulari Le reti radiomobili analogiche cellulari sono caratterizzate dalla trasmissione analogica tra utente e stazione radio base. I sistemi di commutazione sono invece gi numerici/digitali. Il primo servizio commerciale cellulare analogico fu lanciato in Scandinavia alla fine del 1981 ed era basato sullo standard NMT-450. Il servizio ebbe un immediato successo in Scandinavia tale che nel 1985 la capacit di rete nelle maggiori citt era gi vicina alla saturazione. Conseguentemente, i T.O. unitamente ai fornitori di hardware, introdussero un nuovo standard a 900MHz, denominato NMT-900 in grado di raddoppiare la densit di traffico supportabile. Nel 1985 e '86 furono introdotti servizi analogici cellulari basati a loro volta su standard diversi (es. Radiocom 2000 in Francia, C-450 in Germania e RTMS in Italia)o su diverse interpretazione degli standard NMT prima menzionati.

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Successivamente, la situazione diventata ancor pi complessa con l'introduzione in alcuni paesi (Italia, U.K., Spagna e Irlanda) del sistema TACS (Total Access Communication Systems) a 900 MHz. L'esistenza sui diversi mercati internazionali di diversi standard ha comportato: il non poter utilizzare il proprio telefonino o terminale al di fuori del proprio paese; mancate economie di scala che si sarebbero tradotte in significative riduzioni di costi delle infrastrutture, dei telefonini e del servizio.

Reti Radiomobili Cellulari Digitali In una rete radiomobile cellulare digitale anche la trasmissione tra terminale d'utente (telefono o PC) e stazione radio base di tipo numerico digitale; a differenza quindi della rete analogica cellulare , il processo di digitalizzazione della rete radiomobile dunque completo. I vantaggi di una rete digitale su una analogica sono riassumibili in: L'utilizzo della trasmissione digitale sulla tratta radio consente una maggiore efficienza spettrale, ovvero un migliore utilizzo delle bande di frequenza disponibili. stimato che in uno stesso spazio di frequenza, un sistema digitale consente di gestire un numero d'utenti cinque volte superiore a quanto consentito da un sistema analogico Miglior qualit del segnale trasmesso/ricevuto Riduzione di costo dei terminali: per minore potenza richiesta e per minore "intelligenza funzionale" dovuta alla non necessaria conversione da analogico a digitale Un livello molto pi alto di sicurezza grazie ai sistemi di crittografia consentiti dalla digitalizzazione dell'informazione. Nella realizzazione delle reti cellulari digitali l'Europa attualmente all'avanguardia. Questo grazie principalmente all'accordo raggiunto nel 1987 da 13 paesi sulla definizione ed implementazione dello standard pan-europeo GSM (Global System of Mobile Communications). Il vantaggio pricipale del GSM quindi diventato la possibilit di "roaming" tra i diversi paesi firmatari del suddetto accordo. In pratica ne deriva che possibile utilizzare lo stesso telefonino o terminale d'utente anche nei paesi europei che hanno siglato l'accordo. Lo standard GSM ha quindi creato le basi per un unico mercato europeo nella telefonia cellulare. Nella maggioranza dei paesi europei le reti GSM, operanti a 900 MHz, sono state attivate nel 1992. In Italia la commercializzazione del servizio, limitatamente ad una utenza selezionata/amica, stata avviata da Telecom/SIP a fine '92. Nella
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seconda met del '95 inizier la commercializzazione del servizio il secondo gestore Omnitel-Pronto Italia.

1.2.9 L'evoluzione verso le Reti aperte


Sempre di pi si sta affermando l'idea che un'ampia diffusione delle informazioni, distribuite attraverso reti sempre pi efficienti, basate su tecnologie diverse e in forte evoluzione, sia la formula giusta per la crescita di una Nazione; favorendo nuova occupazione, progresso tecnologico e miglioramento della qualit della vita dei cittadini. Oggi, solo le grandi aziende e le principali Istituzioni Pubbliche possono sviluppare ed avere accesso a reti informatiche estese, evolute ma molto spesso private, chiuse all'ambiente esterno e costose (reti ottenute, come visto nel cap.1.1.3, affittando delle linee dai T.O.). Nel contempo, le piccole e medie imprese, nonch gli Enti locali ed i semplici cittadini, non possono beneficiare di una Informazione ampiamente distribuita, per la quasi mancanza di reti aperte e di servizi a valore aggiunto che siano facilmente ed economicamente accessibili. Negli Stati Uniti, la pi avanzata area al mondo come infrastruttura informatica, la recente politica tecnologica proposta dall'amministrazione del Presidente Clinton enfatizza la necessit di sviluppare una infrastruttura informatica nazionale aperta (National Information Infrastructure - NII) con l'obiettivo di migliorare la qualit della vita dei cittadini, l'efficienza della Pubblica Amministrazione, l'avanzamento tecnologico e la competitivit dell'industria nazionale. La National Information Infrastructure consister in migliaia di reti interconnesse ed interoperabili, computer, televisioni interattive, fax, telefoni ed ogni altro tipo di prodotto per l'informazione (software, servizi di informazione, banche dati), coinvolgendo numerose persone dedicate alla costruzione, manutenzione e gestione di questi sistemi. La NII, per la realizzazione della quale il Governo Federale ha previsto un investimento annuo di 1,2 miliardi di dollari per 10 anni (totale 20.400 miliardi di lire), permetter a tutti gli utenti di acquisire le informazioni di cui necessitano, quando servono, dove servono e ad un costo accessibile. In Europa, al contrario, la situazione pi critica per la disomogeneit delle infrastrutture di telecomunicazione (e relative normative e assetti istituzionali) e per la mancanza, sia a livello continentale che di molti Paesi, di un insieme sufficientemente ricco e accessibile di servizi a valore aggiunto.

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La Comunit Europea ha comunque definito le linee guida per lo sviluppo dei mercati, della competitivit e dell'occupazione, attraverso un approccio che punta su una decentralizzazione coordinata e su una sinergia delle azioni. In Europa la situazione critica per la mancanza di reti pubbliche a valore aggiunto (VAN - Value Added Network) sia a livello Europeo che di singolo paese. La competitivit dellEuropa e, conseguentemente quella Italiana, puessere rilanciata attraverso la creazione di una rete pan-europea, intelligente ed armonizzata, formata dall` integrazione di reti fisse e mobili preesistenti. Un ottimo esempio di rete aperta Internet, la pi grande rete di computers al mondo. Ad Internet sono connesse tutte le universitdella terra, i centri di ricerca ed elaborazione dati, i maggiori online service (Compuserve, America online, Prodigy, Delphi etc) e moltissime compagnie commerciali. Internet nacque, sotto il nome Arpanet nei primi anni 60, con lo scopo di mantenere attiva la struttura delle comunicazioni negli Stati Uniti nelleventualit di una guerra nucleare. Oggi una rete aperta, spontanea (non posseduta da una singola autorit), che cresce giorno per giorno (25.000 host e pi di 25 milioni di utenti a met '94) e che solo dal '92, per garantire il mantenimento di uno standard dei protocolli utilizzati e per gestire la connessione di organizzazioni commerciali coordinata dall"Internet Society". I limiti riconosciuti di Internet per essere una Autostrada Informatica sono oggi principalmente tre: l'assenza di meccanismi/servizi di sicurezza dell'informazione trasmessa e archiviata, l'affidabilit e la limitata ampiezza di banda (almeno per le diramazioni europee) per trasmissioni multimediali.

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1.3 EVOLUZIONI APPLICATIVE


La spinta ad organizzare le attivit dei sistemi informativi secondo un modello client-server diventata una decisa tendenza. Nel 1993 limpegno verso il clientserver ha coinvolto ormai il 45% dei centri edp USA, il 58% di quelli europei e il 29% di quelli giapponesi. Come gi descritto il concetto di client-server implica di non costruire programmi applicativi completi per ogni singola CPU esistente, i diversi processi elaborativi richiesti da una determinata applicazione, vengono affidati a quei sistemi che nella rete informativa aziendale sono i pi adatti ad eseguirli. Questo significa spezzare singole applicazioni in task separati, oppure fare in modo che applicazioni complementari e in esecuzione su sistemi diversi possano parlare tra loro. Risulta evidente che dietro questa definizione stanno non solo delle componenti elementari (il/i client, il/i server, la/le reti) ma anche una molteplicit di reti, sistemi operativi, database server, interfacce per lutente, tools di sviluppo di front-end, middleware, standard e cos via. Il cocetto centrale della folosofia client-server quella di servizio, che pu di volta in volta rendere disponibili risorse (di calcolo, archiviazione, stampa, comunicazione), dati, applicazioni. Questi servizi sono affidati a sistemi (server) che li espletano afavorew di altri (client), che li richiedono.

1.3.1 Il concetto di Servizio


La flessibilit tipica di questo modello si spinge fino al punto che, in funzione del modo con cui una apllicazione viene eseguita, un sistema pu essere alternativamente client o server. Infine, un' ultima importante osservazione: il centro di elaborazione client-server l'utente dotato di stazione di lavoro; a questo per antonomasia i server devono rendere i propri servizi. Accettare questo principio ha importanti conseguenze: infatti se ci che conta sono le esigenze dellutente (e tutta la struttura informatica va strutturata per fornirgli dei servizi), dal punto di vista dellutente i sistemi, la struttura che li fa funzionare e la stessa rete diventano trasparenti esattamente come la rete telefonica e la rete elettrica interne allazienda. Questo principio (lutente al centro del sistema) lelemento caratterizzante una proposta di architettura applicativa client-server. Se lutente non al centro dellarchitettura si lontani dal client-server, magari al tentativo dellEDP di recuperare il controllo sul desktop.
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1.3.2 I modelli di applicazione


Sono sempre pi numerose le applicazioni di "tipo client-server" oggi proposte. In realt, per le caratteristiche di flessibilit proprie di questa architettura esistono pi modelli di elaborazione client-server. utile a questo punto cercare di definire questi modelli in funzione della distribuzione tra client e server dei tre principali strati funzionali di una applicazione: il livello di presentazione allutente, quello pi propriamente applicativo e quello di accesso ai dati. Buona parte delle applicazioni che oggi si definiscono client-server sono catalogabili nel modello definitodi Accesso ai dati remoti, in cui linterfaccia utente e la logica applicativa stanno sul client, mentre il server si occupa dei dati. Tale modello enfatizza eccessivamente la parte di interfaccia per lutente, caricando il peso dellelaborazione sul client, senza sfruttare appieno le potenzialit del server. Tradizionalmente, cio nel modello di elaborazione centralizzato, il 25% di una applicazione era destinato a risolvere i problemi di interfaccia con lutente, mentre il rimanente 75% riguardava leffettivo codice applicativo. Oggi la proporzione rovesciata e i tre quarti delle risorse consumate nello sviluppo di applicazioni client-server sono destinate allinterfaccia utente. La flessibilit del modello client-server e la ricchezza delle tecnologie che questo modello supportano, permettono ormai una redistribuzione pi razionale del peso dellelaborazione tra client e server al fine di ottimizzare la resa. Questa redistribuzione oggi facilitata da strumenti software che fanno lapplication partitioning in modo automatico sulla scorta di una serie di parametri applicativi e architetturali. Nella direzione di una pi razionale partizione del carico elaborativo va anche un altro strumento, denominato stored procedure. Si tratta di una serie di comandi precompilati e memorizzati direttamente nel catalogo del database del server per accedere in modo veloce ai database server.

1.3.3 Il Client-Server nello sviluppo applicativo


La tendenza dei sistemi informativi verso il modello client-server sposta sempre pi il centro del processo di sviluppo di nuove applicazioni dallambiente host a quello client. Il modello tradizionale di sviluppo applicativo, tipico dei sistemi centralizzati su host (mainframe o mini), oltre a essere lento e a richiedere personale altamente specializzato, era caratterizzato da scarsa flessibilit. Di fronte a cambiamenti di mercato o di strategia aziendale e quindi alla necessit manifesta dagli utenti di rideisegnare o riscreivere le applicazioni, si
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preferiva (inconsiderazione dei tempi e dei costi che questa riscrittura avrebbe richiesto) "rappezzare" al meglio procedure ormai datate. In molti casi il 75% del budget destinato ai nuovi sviluppi veniva usato nel lavoro di lifting. Il fatto che con il client-server il processo di sviluppo si focalizzi sul versante client, ha una prima conseguenza promettente: il client, grazie anche alla potenza ragguardevole ormai disponibile su PC e workstation si caratterizza come un ambiente di tipo grafico, per cui gli sviluppatori, interagendo con strumenti grafici, possono lavorare in modo pi facile, piacevole e produttivo. Gli ambienti di sviluppo grafico forniscono un insieme di strumenti e di possibilit di accesso ai servizi disponibili sui server; sono dotati di windgets e librerie per creare applicazioni attraverso lutilizzo di strumenti-funzione come pulsanti, menu pull-down e barre di scorrimento, oggetti che assicurano funzionalit per avere le quali, con le metodologie e le tecniche di sviluppo precedenti, era necessario scrivere innumerevoli linee di codice. Alcuni dei servizi richiamabili dai client, attraverso interfacce di tipo middleware note anche con la sigla API (Application Program Interface) sono soprattutto quelli di accesso trasparente a database e a protocolli di comunicazione. C' ormai una grande disponibilit di tool di sviluppo di questo tipo; tali strumenti e le relative tecniche di svilupppo, possono incrementare i livelli di produttivit. Dietro la sigla RAD (Rapid Application Development) sta uno tra i pi importanti potenziali benefici derivanto dalladozione di questi nuovi ambienti grafici di sviluppo; la rapidit con cui oggi possibile sviluppare nuove applicazioni o riadattare a nuove esigenze applicazioni gi esistenti (grazie anche alle caratteristiche della tecnologia od oggetti come lincapsulamento, lereditariet, la riuttizzabilit del codice) consente di realizzare, con gli stessi strumenti, differenti prototipi dellapplicazione finale, la cui efficacia potr essere di volta in volta misurata in base al livello di rispondenza allesigenza degli utenti.

1.3.4 La Base-Dati
La automazione o la trasformazione delle piattaforme applicative (come nel caso del client-server) nellambito di una organizzazione si articola con gradualit nel tempo, sia per lentit degli investimenti (risorse umane e tecniche) sia per motivi tecnici di sviluppo (lorganizzazione deve continuare a funzionare) che di assimilazione organizzativa (nuove mansioni, nuovi ruoli). Questo apparente paradosso si pu superare soltanto se si premette allo sviluppo dei progetti una analisi funzionale dellazienda di tipo gerarchico- modulare che consenta di

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individuare in maniera univoca linsieme di dati elementari su cui operare, cio la cosidetta base di dati integrata. Il concetto di base di dati muove dalla considerazione che linsieme dei dati di una azienda da cui ricavare poi, per stadi successivi di elaborazione, le informazioni che servono a decidere, risulta essere fortemente connesso, in quanto subordinato, alla esecuzione di compiti finalizzati ad obiettivi comuni. Operare con una base di dati significa quindi avere un unico schema concettuale di riferimento per tutte le applicazioni informatiche. Lo schema concettuale la rappresentazione informatica delle entit con cui lazienda si trova ad interagire nella sua gestione quotidiana: i clienti, i fornitori, le risorse umane, i prodotti o i servizi, ecc. Ogni entit descritta attraverso i suoi attributi, cio attraverso linsieme delle caratteristiche secondo cui lentit stessa vista dai vari settori aziendali. Cos il settore marketing di una azienda industriale privileger, come attributi della entit cliente, i prodotti/servizi acquistati, la loro quantit e valore, ecc. , mentre gli attributi anagrafici saranno di particolare interesse della contabilit e quelli di assorbimento della produzione. Queste differenti "viste" dello schema concettuale rappresentano le esigenze informative dei singoli utenti nei riguardi delle entit che sono schematizzate nella base di dati. Questo insieme di viste viene definito schema esterno. Allopposto va citato lo schema interno che riguarda le modalit di memorizzazione fisica della base di dati sul sistema informativo dellazienda e che come tale non conosciuto dallutente. Lo schema concettuale e quello utente vanno modificati e arricchiti man mano che variano le caratteristiche delle entit con cui lazienda opera; preposto a questa funzione il cosidetto "amministratore della base di dati" che responsabile della salvaguardia e coerenza del patrimonio informativo della azienda. Il vantaggio di una base di dati risulta in modo particolarmente convincente se si considera appunto il problema della integrazione. Nella prassi normale di sviluppo delle applicazioni informatiche i dati che descrivono le varie entit su cui le procedure operano, vengono selezionati e rappresentati in modo da ottimizzare la esecuzione della procedura stessa; non si tiene conto cio del fatto sarebbero certamente utili anche in altri settori logicamente contigui pur di concordarne una descrizione comune.

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Come risultato si ha che, quanto pi i dati da trattare sono tra loro fortemente correlati, tanto pi spesso lo stesso dato compare negli archivi di settori diversi della azienda e viene ripetuto pi volte in rappresentazioni diverse. Quando invece si opera in un contesto a base di dati, i vari utenti, appartengano essi o meno allo stesso settore operativo, si avvalgono per i loro scopi degli "schemi esterni" che consentono di "vedere " solo quei dati dello schema concettuale che li riguardano: ma gli schemi esterni e quello concettuale sono tra loro congruenti e ci significa che, quando un dato deve essere associato ad altri dati secondo la procedura, non vengono effettuate trascrizioni, ma vengono soltanto "attivati" quei collegamenti che consentono di rappresentare la relazione voluta.

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1.4 LE APPLICAZIONI TELEMATICHE E INTERNET


Nellambito dei servizi ed applicazioni disponibili e sviluppabili su rete geografica, sia essa una rete privata chiusa o una rete aperta (es. Internet) sono identificabili due categorie: applicazioni di tipo orizzontale: servizi di base di interesse comune a tutti i potenziali utenti della rete telematica applicazioni specializzate / verticali: specifiche per la tipologia d'utenza e mercato L'utenza di queste applicazioni pu essere classificabile in due categorie: utenti individuali ed organizzazioni. Gli utenti individuali accedono alla rete telematica attraverso strumenti personali (Personal Computer, Workstation, apparecchi televisivi dotati di set top box, terminali mobili come notebook, Personal Communicator, ecc.) e collettivi (terminali self-service, chioschi multimediali, ecc.). Le organizzazioni, specialmente le grandi e medio-grandi, accedono alla rete telematica tipicamente attraverso la connessione diretta dei loro sistemi di elaborazione. Le piccole e medio-piccole organizzazioni, tipicamente attraverso la connessione di strumenti di tipo personale. La crescita esponenziale della maggiore rete aperta mondiale, Internet, sta trasformando completamente lutenza individuale e business, accelerando la diffusione di un numero crescente di applicazioni e servizi, tanto che si puo oggi parlare di Internet come della base di tutte le nuove applicazioni. Da Internet la cui utenza a livello mondiale a fine 97 raggiunge i 100 milioni di utenti e si parla di 300 milioni a fine 2000 nascono reti specifiche, ibride o chiuse basate sugli stessi standard e protocolli, quali Intranet (reti a numero chiuso di utenti, accessibili con password) o Extranet (reti aperte a un selezionato numero di utenti, es. i fornitori di una determinata azienda o gli iscritti ad una universita,ecc.)

1.4.1 I Servizi di Base


I servizi di base costituiscono l'elemento portante di una rete telematica. Essi supportano l'accesso omogeneo e integrato ad un insieme di servizi fondamentali. Alcuni di questi servizi sono forniti oggi direttamente sia
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dall'infrastruttura di telecomunicazione che dalle varie reti a valore aggiunto (seppur parzialmente ed in maniera eterogenea); ulteriori servizi possono essere realizzati ad hoc. Fanno parte di questi servizi anche le componenti comuni e gli strumenti necessari per la costruzione di ulteriori servizi e applicazioni sia orizzontali che verticali. L'omogeneizzazione e l'integrazione dei servizi parte dalla disponibilit di annuari ed elenchi comuni di servizi e utenti, modalit uniche di tariffazione, livelli normalizzati di sicurezza e confidenzialit per l'accesso e lo scambio delle informazioni attraverso le varie reti.

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Fanno parte dei principali Servizi di Base: Annuario Servizi ed Elenco Abbonati: un Database, accessibile in linea a tutti gli utenti, che riporta l'elenco dei servizi disponibili e degli abbonati; Posta elettronica (o Electronic Mail): fornisce lo strumento principale (tipicamente con meccanismi "store and forward") per lo scambio di messaggi tra utenti; costituisce inoltre una delle Transfer: trasferimento interattivo ed in tempo reale di dati; Accesso a Banche Dati e Servizi Informativi: informazioni ufficiali di pubblico interesse (Gazzetta Ufficiale, delibere Enti Locali, ecc.), orari dei mezzi di trasporto (treni, aerei, ecc.), ultime notizie (giornali "in linea", quotazioni di Borsa, previsioni metereologiche, bollettini della neve, percorribilit strade, ecc.), intrattenimento (cinema, TV, teatri, sport, avvenimenti, libri, dischi, ecc.); EDI (Electronic Data Interchange): interscambio elettronico di documenti commerciali (fatture, ordini, documenti di accompagnamento merci, ecc.) tra imprese e con la Pubblica Amministrazione (gare di appalto, procedure fiscali, ecc.); EFT (Electronic Funds Transfer) e Home Banking: pagamenti elettronici e transazioni finanziarie; Videoconferenza: interazione audio-video in tempo reale fra utenti multipli e geograficamente dispersi; I servizi estesi, sempre di tipo orizzontale, forniscono funzionalit aggiuntive pi sofisticate e/o specializzate, innestate sull'infrastruttura di base: Servizi Specializzati: telebiblioteca (accesso alle biblioteche italiane ed estere); teleassistenza (anziani, malati, disabili); telegambling (totocalcio, lotto, etc.); Commercio Elettronico: integrazione di EDI, EFT, Posta Elettronica, Automazione di procedure, ecc. per realizzare una sofisticata automazione delle principali interazioni commerciali e amministrative; il Commercio Elettronico si suddivide in attivita business-to-business (documenti elettronici tra aziende) oppure business-to-market (vendita attraverso Internet) od ancora government-to-business o citizens (documenti elettronici delle amministrazioni pubbliche inviati ad aziende o cittadini) Televisione Interattiva: questa sembra essere una delle aree pi promettenti per una diffusione di massa dell'accesso multimediale all'informazione distribuita. Essa permetter una interazione sofisticata con i fornitori di programmi TV, intrattenimento e informazione (possibilit di costruire/accedere a programmi TV, giochi elettronici e videogiornali in maniera personalizzata e altamente interattiva). Altri potenziali servizi
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accessibili attraverso la televisione interattiva possono includere l'evoluzione degli acquisti per catalogo ("teleshopping"), l'accesso a sistemi informativi specializzati, ecc., trasformando quindi l'apparecchio domestico in un terminale interattivo di uso generale.

1.4.2 Le Applicazioni Verticali


Sono applicazioni legate alla realizzazione di progetti di tele/informatizzazione Questi progetti hanno l'obiettivo di sviluppare sistemi informativi innovativi su base territoriale (regionale, subregionale o metropolitana) tra loro integrati e basati sui servizi di base di una rete telematica. A titolo d'esempio sono riportati alcuni progetti proponibili e realizzabili in tempi relativamente brevi nella realt italiana: Progetto Sanit: gestione integrata delle funzioni sanitarie a livello territoriale con sviluppo di rete informatica dei medici di base e delle strutture ospedaliere: prenotazioni visite ed esami: il medico curante pu effettuare la prenotazione di visite ed esami direttamente dallabitazione dellassistito accesso a servizi informativi: il medico puaccedere a servizi informativi quali prontuari, elenchi di registrazione farmaci in qualunque momento e situazione segnalazione a INPS di infortuni e assenze dal lavoro direttamente dallabitazione dellassistito accesso a database cartelle cliniche / archivio medico. accesso database statistici/diagnostici disponibilit accoglienza, banca dati centri autorizzati ai trapianti: interrogazioni effettuabili direttamente dal mezzo di soccorso Progetto Istruzione: rete multimediale di collegamento tra le universit, tra le scuole professionali e diversi livelli scuola media, telebiblioteca, insegnamento a distanza; Progetto Lavoro: rete informativa del collocamento, teleformazione, telelavoro; Progetto Servizi al Cittadino: servizi informativi, sportello del cittadino, certificazioni ed automazione adempimenti, servizi personalizzati; Progetto Servizi al Territorio: trasporti e viabilit, tutela ambientale, gestione del territorio, urbanistica, turismo; Progetto Servizi alle Imprese (Industria, Artigianato e Commercio): trasparenza amministrativa, accesso a laboratori, trasferimento tecnologico, commercio elettronico. (TESTO A CURA DI UMBERTO BENA)
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