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Processi giuridici e politici in

relazione a internet e Sesto


potere
Siccome nel mio elaborato precedente sono stata già sollevata la questione di
Internet e di alcuni processi che ne derivano, nell’elaborato presente distinguerei le
questioni che mi sembrano interessanti e aggiungerei anche le mie proprie riflessioni ed
esperienze che riguardano la digitalizzazione mondiale. Mi appoggio ai capitoli nono e
decimo del libro di F. Petricone (2020).
Messagisti ca breve

Nonostante la posta elettronica possa essere trattata come la forma epistolare di


comunicazione scritta più diffusa, è vero che il sistema di messagistica breve si diffonde
ancora di più. Oggi nei nostri smartphone usiamo non solo i “tradizionali” (sic!) SMS (Short
Message Service), ma anche beneficiamo delle tante applicazioni di testo (txt app), per citare
solo Messenger o WhatsApp. L’uso delle txt app porta con sé i cambiamenti nello stile di
comunicazione. I messaggi sono brevi, i segni diacritici di solito non si usano, mentre
l’interpunzione è stata sostituita dalle emoticon. In lingua polacca, in particolare tra i giovani,
funziona addirittura l’espressione: il punto dell’odio, cioè ‘il punto alla fine della frase che
significa il broncio, il litigo’. Infatti, mi è capitato parecchie volte che avendo mandato il
messaggio ad un giovane dalla mia parrocchia solo con il punto, senza delle emoticon,
ricevevo una risposta: ‘ma perché ce l’ha con me?’
Mezzo e messaggio: lo scambio

Come disse il famoso Marshall McLuhan, il mezzo è già il messaggio (oppure, come è
stato pubblicato nel 1967 per via dell’errore tipografico, il mezzo è già il massaggio… [Cfr.
Wikipedia]). Infatti, nella messagistica breve uno strumento della comunicazione diventa il
comunicato per excellence:

Il paradosso, in questi casi, è che si continua a comunicare non con il


messaggio che si invia, quanto piuttosto con il gesto che si compie nel
realizzarlo. Lo strumento della comunicazione si trasforma
impropriamente, nel fine, nello scopo della trasmissione, mentre l’oggetto
della lettera o del breve messaggio inviato ne diventa solo uno strumento.
Si comunica per esistere e si esiste solo se qualcuno comunica con noi
(Petricone 2020).
A questo punto vorrei esprimere il mio vero stupore della forma di comunicazione
ancora più ridotta (riguardo a txt message), cioè dei GIF (Graphic Interchange Format) e dei
meme. Avvolte i meme e i GIF, se inserite in un contesto adatto, possono esprimere più che
le parole.
Acquisizione di beni online

L’atteggiamento di utenti Internet verso i servizi online si cambia velocemente.


Ancora dieci anni fa non acquisterei nessuna cosa pagando online. Il negozio “fisico” era il
mio unico punto di commercio. Poi ho notato che la mia abitudine era cambiata: prima
cercavo dei prodotti online, poi andavo al negozio per vederli, toccarli e provarli e alla fine
facevo la transazione via Internet. Adesso, come la gran parte del mondo, faccio delle
operazioni commerciali più spesso online che “offline”.
Dimensione organizzati va

L’emergenza coronavirus ha mostrato come si può organizzare la vita, spostandola


nella rete. Le possibilità di sostituire la quotidianità “normale” con quella “digitale” sono
enorme. Siccome l’argomento della pandemia è stato già sollevato nell’altro elaborato,
vorrei mettere in scena qualcos’altro: gli strumenti digitali diventano quasi indispensabili. Ad
esempio, adesso quasi non riesco a muovermi con la macchina senza navigazione. Oppure,
quando mi trovo nel posto nuovo, la prima cosa che cerco non è cibo o bagno, ma la
connessione Wi-Fi. Anche studiando uso tantissime app utili.
Dimensione informati va

All’inizio la rete serviva per la comunicazione, poi, per la ricerca. Adesso una delle sue
funzioni più evidenti è l’informazione. Purtroppo, il mondo dei news è diventato il vero
campo di battaglia per le ideologie. Si producono tantissime fake news, si limita il diffuso
delle informazioni che non corrispondono al mainstream. Uno dei casi della “censura
moderna” è per esempio la politica di Facebook che usa i filtri e blocca i news pro-life,
cambiando la mentalità degli utenti. A titolo di un esempio si può citare il referendum
all’aborto in Irlanda dal 2018. Mark Zuckerberg ha stoppato sulla propria piattaforma ogni
attività pubblicitaria pro-life legata al referendum che ha portato all’introduzione di nuove
disposizioni pro abortive.
Internet.pl

Benché il libro analizzi l’uso della rete in Italia, vorrei commentare l’uso dell’Internet
in Polonia, basandosi alle nuove statistiche (dal 2019) dell’Ufficio Nazionale delle Statistiche,
l’equivalente dell’Istat italiano (GUS 2019).
Ad esempio, la diffusione dell’Internet è cresciuta velocemente negli ultimi anni,
come indicato nella seguente tabella:

2010 2017 2018


Accesso (%) 63,4 81,9 84,2
Banda larga (%) 56,8 77,6 79,3

Inoltre, i 99,2% delle famiglie con i bambini avevano la connessione con la rete nel
2018 (senza i bambini: i 77%).
E-democracy ed e-government

Se si tratta di e-government, al livello locale le autorità introducono le nuove


possibilità piuttosto lentamente, almeno in alcune regioni. Ma ci sono i voivodati dove le
autorità offrono sempre più applicazioni. Lo stesso rapporto di GUS (2019) indica, per
esempio, che nel 2016 nel voivodato Opolskie solo i 5,2% degli uffici offrivano la possibilità di
fare i servizi online, mentre nel 2017 già i 22,1% degli uffici aspettavano i loro clienti online.
Ma riguardo all’e-government al livello nazionale, le mie esperienze personali sono
molto buone. Qualche anno fa il governo ha creato il nuovo ministero della digitalizzazione e
già si vede i primi frutti: adesso per sistemare tante faccende non è bisogna di andare
all’ufficio. Da due anni è il governo a fare il mio resoconto fiscale (prima è stato un incubo
riempire tutti i documenti e sempre si faceva farlo ad un consulente o si chiamava l’amica
contabile…). Anche le richieste di rinnovo il mio passaporto e l’ID le ho fatte online.
Nel libro si trattava della primavera araba iniziata dal 2010 come un esempio dell’uso
della rete con gli scopi politici. Anche in Polonia, sia al livello nazionale (gli scioperi, le
manifestazioni), sia al livello locale, succede la stessa cosa. Specialmente prolifici sono i chat
tipo Spotted, dove i membri delle comunità locali scambiano le loro opinioni e creano
un’opinione pubblica locale, spesso contribuirsi ai cambiamenti molto concreti. (Mi pare che
anche il Movimento delle sardine possa essere un buon esempio dell’uso della rete a fini
politici)
***

Il libro forniva alcuni esempi della e-democracy ed e-government (caso Obama net,
caso Opus Dei, votazione on-line); alcune cose (per es. fake news) le ho commentate senza
separargli una sezione. Questa volta, invece di fare un riassunto, volevo concentrarmi sul
mio contributo personale. Spero che le mie “fotografie” sociologiche verranno considerate
utili.
Non vi è alcun dubbio che la rete è già diventata il sesto potere. La nostra attività
quotidiana, il discorso pubblico, i servizi, il lavoro, la partecipazione nelle messe: tutto è
mediato dall’Internet. Ci si augura che le nostre società digitali ne facciano buon uso.

Bibliografia

“Marshall McLuhan” (n.d.) Wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan,


consultato 22.05.2020.
[GUS] GŁÓWNY URZĄD STATYSTYCZNY (2019) Społeczeństwo informacyjne w Polsce. Wyniki
badań statystycznych z lat 2014–2018,
file:///C:/Users/macko/Downloads/spoleczenstwo_informacyjne_w_polsce._wyniki_badan_statystyc
znych_z_lat_2014-2018.pdf, consultato 22.05.2020.

PETRICONE, FRANCESCO (2020) Sociologia dei processi politico-comunicativi e giuridici


contemporanei. Roma: Bardi Edizioni.