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le Tecnologie

come risorse inclusive

Giuseppe Sellari
Conservatorio ‘A. Casella’ – L’Aquila
È possibile provare a utilizzare le tecnologie per rendere la nostra
didattica più diversificata, più multisensoriale, più multimodale, più
inclusiva?
…per cambiare il modo di:

comunicare
stare in classe
accedere ed elaborare i contenuti

fare ricerca
valutare

fare sintesi

utilizzare e gestire gli strumenti disponibili

Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila


Alcune importanti precisazioni…

Tecniche riguardano le procedure operative, le strategie, gli stili relazionali che si


attivano nella relazione educativa a supporto della metodologia
adottata

Faggioli 2010
Tecnologie si riferiscono agli strumenti (setting
formativo)

Le tecnologie possono supportare le tecniche didattiche, ma non il contrario


Pascoletti 2017

Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila


TD= «la teoria e la pratica della progettazione, sviluppo, utilizzo,
gestione e valutazione dei processi e delle risorse per l’apprendimento».
Tecnologie didattiche (TD)
Tecnologie dell’educazione (TE) TE= «lo studio e la buona pratica atte a facilitare l’apprendimento e
Accento posto non sulle tecnologie ma su il miglioramento delle prestazioni attraverso la creazione, l’utilizzo e
come queste vengono applicate a supporto la gestione appropriata delle risorse e processi tecnologici».
delle teorie dell’apprendimento
Association for Educational Communications and Technology (AECT)

TIC= (Information and Communications Technology) sono l’insieme


dei metodi e delle tecnologie che consentono, oggi, attraverso l’uso del
Tecnologie dell’informazione computer e periferiche a esso collegate (informatica) e della rete
e della comunicazione (telecomunicazioni), di ricercare informazioni, di selezionarle, di
riorganizzarle in maniera personale, di immagazzinarle e di
recuperarle o di scambiarle quando servono.

In una società come la nostra, caratterizzata da una quantità smisurata di informazioni, spesso mutevoli
o non attendibili, la capacità di selezionare, riorganizzare e interpretare autonomamente le
conoscenze, rappresenta la condizione indispensabile per imparare a orientarsi nella giungla della
contemporaneità.
Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila
Le tecnologie a scuola…

svolgono un ruolo di facilitazione dei processi di studio e di comunicazione

Non basta utilizzare uno strumento, per quanto avanzato tecnologicamente, per proporre innovazione
didattica!
Non bisogna confondere innovazione tecnologica con innovazione didattica!

Utilizzare strumenti tecnologici innovativi per riproporre modelli didattici


tradizionali in cui cambia solamente la modalità di accesso al contenuto
NON PUÒ ESSERE CONSIDERATA VERA INNOVAZIONE DIDATTICA!

Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila


Le TIC possiedono 2 componenti:

una componente strumentale gli strumenti da imparare a usare attraverso pratiche ricorrenti

una volta realizzata una prima alfabetizzazione, bisogna


una componente concettuale e metodologica
iniziare a riflettere su queste pratiche e sulle diverse modalità di
utilizzo

Le TIC rappresentano una opportunità per la didattica in generale, per la didattica


speciale in particolare, in quanto esse introducono nuove modalità di organizzazione del
pensiero

la memoria si organizza le informazioni attraverso gli ipertesti vengono


diversamente facendo prevalere la combinate facendo leva sul pensiero analogico più che
memoria di lavoro rispetto alla sul pensiero logico e la costruzione del sapere avviene
memoria a lungo termine principalmente per associazioni di idee legate dalla stessa
parola.
Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila
Pedagogia partecipativa: proporre modalità cooperative e partecipative di azione
a scuola e a casa permette di attivare all’interno della classe risorse, competenze,
strumenti nella costruzione di percorsi di apprendimento diversi di significato.

Non è la tecnologia a vincere, vince la qualità della relazione


interpersonale che: fa nascere autoefficacia, abilita alla
metacognizione, rende autonomi e responsabili.

L’impatto delle TIC sull’educational e sull’educator richiedono: progettazione necessaria,


riprogrammazione dei tempi, acquisizione di strategie multimediali, utilizzo di software didattici,
proporre una strategia “learning by doing” anche tramite ICT, aprirsi a insegnamenti interdisciplinari
interconnessi.

Per esempio: l’adozione del libro di testo digitale per tutta la


classe può non costituire una innovazione didattica, qualora il
docente spieghi in classe i contenuti così come ha sempre fatto.

Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila


In futuro: il Creative Learning

Peers (si impara meglio se il percorso di apprendimento Project (essere coinvolti attivamente in un
avviene condividendo le esperienze in clima collaborativo) progetto permette di imparare meglio)

I principi delle “4P” elaborate dal Lifelong Kondergarten Group del Mit Media Lab di
Boston
Passion (la motivazione è il motore dell’apprendimento che
permette di superare le difficoltà e affrontare le sfide senza
paura).
Play (apprendere divertendosi, provare e sperimentare
per tentativi ed errori senza aver paura di sbagliare)

Nuovi ruoli: partenariato tra alunni e insegnanti

Alunni: esprimersi attraverso ciò che sanno


fare meglio (usare le tecnologie, trovare
Insegnanti: fare da guida nell’insegnare ai giovani a
informazioni, creare prodotti e contenuti)
porsi domande giuste, contestualizzare le informazioni
assicurandosi che siano rigorose e qualitativamente
valide.
Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila
e-learning (‘apprendimento elettronico’): formazione che si svolge
attraverso la rete, quindi al di là del tradizionale contesto dell’aula.

L’apporto delle nuove tecnologie è pertanto la grande scommessa della scuola di oggi e
dell’apprendimento in generale. Quando i contenuti da imparare sono anche digitali possono
essere duttili e dunque anche: multimediali, multisensoriali, multicanali e multiaccessibili.

L’e-learning stimola e favorisce l’auto-motivazione degli studenti attraverso un


apprendimento che può avvenire in modalità sincrona (chat, videoconferenze) o asincrona
(forum, e-mail).

Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila


Tale modalità di istruzione solitamente si articola in moduli di apprendimento - i learning object (LO) - che hanno
la caratteristica di essere aggregabili ad altri LO, ma anche autonomi e quindi riutilizzabili in diversi contesti di
apprendimento.

autoconsistente
riadattabile
riutilizzabile
Un LO è un oggetto digitale personalizzabile
flessibile
modulare
espandibile
Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila
I LO possono quindi essere condivisi e messi a disposizione su varie piattaforme
(interoperabilità). Si pensi alla ricchezza di materiale a cui può attingere un
insegnante.
Ipertestuale: in relazione con altri documenti per mezzo di parole chiave

Multimediale: file audio, file digitali, filmati, ipertesti ecc.


Multimodale: che utilizza più di un modo per comunicare (es. televisione VS
radio)

Multicanale: visivo, uditivo, verbale, vocale ecc.

Accessibile

Interoperabile: scambio di informazioni e loro utilizzazione

Indicizzabile: inseribile nel database di un motore di ricerca

Reperibile

è concluso ma mai chiuso!


Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila
Realizzazione di un Learning Object

Un LO è un oggetto multidimensionale, multisensoriale, multimediale


(immagini, audio, video, testo ecc.) calibrato sulle potenzialità degli alunni.

È un oggetto ipertestuale e interconnesso rispondente alle capacità e alle esigenze di tutti.

È indipendente e autoconsistente, modulabile e continuamente adattabile.

Non è chiuso, ma è un sistema aperto.

È interoperabile, ossia quando un contenuto creato in un ambiente è accessibile anche in altri ambienti.

Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila


Realizzazione di un Learning Object

Ricercatore background: colui che attua una ricerca di sfondo sui contenuti, sulla letteratura, su
qualsiasi tipo di fonte.

Ricercatore follow on: colui che attua una ricerca attinente le tematiche del tema del lavoro
individuato con attenzione a quanto al riguardo si sta muovendo per traghettare il dibattito
su quell’argomento verso aspetti innovativi e di avanzamento della conoscenza.
6

Speaker: la persona che dovrà poi presentare il lavoro di gruppo.


di
Creare gruppi

Coordinatore - coach: colui che dovrà occuparsi di un’equa distribuzione del carico di
lavoro in fase progettuale e del rispetto dei singoli ruoli.
persone:

Redattore: colui che realizza materialmente il lavoro redazionale.

Linker: colui che gira fra gli altri gruppi come osservatore silenzioso e che annota prassi di lavoro
e contenuti affrontati così da riportare al gruppo spunti di confronto utili.

Bisogna lavorare in modo collaborativo sfruttando tutte le risorse di Google. Giuseppe Sellari – Conservatorio “A. Casella” - L’Aquila
le Tecnologie
come risorse inclusive

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Conservatorio ’A. Casella’ – L’Aquila