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Fondamenti di Didattica generale

Slides a cura del Prof. Pasquale Scialò


Cos’è!
Didattica, radice indoeuropea dak, cioè mostrare
(un dato patrimonio culturale) da cui traggono origine i termini
latici doceo, insegno e disco, imparo .
La formalizzazione della didattica come sapere autonomo risale
al XVII secolo e si manifesta in primo luogo ell’utopia di
Comenio, secondo cui tutto è insegnabile a tutte le età, volendo
giustificare lo sviluppo di un sapere didattico. (M.Castoldi, Didattica
generale, Milano, Mondadori, 2015 )
Didattica è un sapere di sintesi, ma con una sua autonomia
indagativa (C. Laneve, Manuale di Didattica, Brescia, La Scuola, 2017)
Fondamenti di Didattica generale prof. Pasquale Scialò
Scie ze dell’educazio e
Anche per la didattica la definizione di uno statuto
autonomo passa attraverso una più precisa
identificazione del suo oggetto di studio e del suo
metodo di indagine. Innanzitutto dobbiamo collocare la
didatti a ell’a ito delle s ie ze dell’edu azio e, ioè
un insieme di discipline che si occupano del fatto
educativo.

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Didattica come un sapere
dell’edu azio e che ha un oggetto, un
campo e una metodologia per la
ricerca. (C. Laneve)

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(C. Laneve, cit. p. 19)

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Estensione scuola società
L’este sio e del campo della didattica, inizialmente
i os itta all’i seg a e to p op io della scuola, si è via
via a pliato a he ad al u i a iti dell’edu azio e
informale.
La spe ifi azio e dell’oggetto della didatti a i elazio e
ai diversi saperi e alle diverse discipline di insegnamento
ha determinato la necessità di affiancare loro anche una
didattica di tipo generale. (M. Castoldi)

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Generale e disciplinare
Didattica generale, insegnamento secondo
modelli ad ampio spettro.
Didattiche disciplinari: disciplinarismo,
contenutismo (consegna,ripetizione,
memorizzazione, elaborazione).

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Insegnamento
Insegnamento da atto di i seg a e da insignere
(imprimere dei segni nella mente) ma anche mostrare,
spiegare, tradurre.
È possibile imparare attraverso:
• l’espe ie za diretta (apprendimento primario)
• con mediazioni (apprendimento indiretto)

L’i seg a e to è da i te de e o e u a elazio e


educativa fi alizzata all’app e di e to di u dete i ato
patrimonio culturale situata in un dato contesto istituzionale

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Tipi di insegnamento
Formale, è istituzionale, controllato e gerarchizzato. Copre
l’a o dalla s uola di ase alla s uola edia supe io e fino
all’u ive sità e ostituis e il odello edu ativo do i a te.

Non formale, attività di apprendimento organizzato e


sistematico condotto fuori dal contesto formale tradizionale.
Quasi una seconda opportunità per coloro che non hanno
potuto frequentare la scuola.

Informale è un processo permanente, non strutturato dove


maturano conoscenze, attitudini, opinioni attraverso il
rapporto e lo scambio con gli altri.
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Insegnamento formale
Precisato il suo raggio d’azio e, esso ha come oggetto
l’azio e dell’i seg a e to, ovvero quella particolare
azione formativa che si svolge dentro la scuola,
contraddistinta da caratteri di intenzionalità e
sistematicità. (C. Laneve)

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L’i seg a e to prevede:

• Relazione educativa: basata su una dinamica interazione tra


insegnante e allievi.
• Apprendimento di un determinato patrimonio culturale.
• Presenza di un contesto istituzionale: dove si precisa il setting
i ui si svolge tale elazio e edu ativa, ell’a ito
dell’istituzio e s olasti a gove ata da un insieme di norme,
regole, vincoli organizzativi, significati e valori culturali.
(C. Laneve)

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Modelli didattici
La didattica adotta alcuni modelli teorici
dell’i seg a e to:
-modello attivistico, fondati sul fare e sui processi naturali
di apprendimento degli alunni;
-modelli interattivi tra individuo e ambiente (Piaget e
Dewey);
-modelli legati al territorio (didattica ambientale,
ecologia);
-modelli sociologici della complessità (Bauman).
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Bauman/ Il puzzle dell’ide tità

Co la glo alizzazio e, l’ide tità è dive tata


una questione scottante. Tutti i punti di
riferimento sono cancellati, le biografie
diventano puzzle dalle soluzioni difficili e
mutevoli. (Z. Bauman, Intervista sull’identità, Bari, Laterza, 2012)

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Citazione: Bauman, Intervista sull’identità 1
Identità puzzle dall’Intervista sull’identità
«Il puzzle comprato in negozio è tutto contenuto in una
scatola, ha l’i agi e fi ale già hia a e te sta pata sul
coperchio e la garanzia, con promessa di rimborso
in caso contrario, che tutti i pezzi necessari per riprodurre
uell’i agi e si t ova o all’i te o della
scatola e che con questi pezzi si può formare
uell’i agi e e quella soltanto;

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Citazione, Bauman, Intervista sull’identità 2
ciò permette di o sulta e l’i agi e riprodotta
sul coperchio dopo ogni mossa per assicurarsi di
essere effettivamente sulla strada giusta punica
strada corretta) verso la destinazione già nota, e
quanto lavoro rimane da fare per raggiungerla.
Nessuna di queste agevolazioni è disponibile nel
momento in cui componi la tua identità...

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Citazione, Bauman, Intervista sull’identità 3
E vero, sul tavolo sono a disposizione tanti piccoli
pezzi che speri di pote i ast a e l’u o o l’alt o
fino a ottenere un insieme dotato di senso, ma
l’i agi e che dovrebbe emergere al termine del
lavoro non è fornita in anticipo, e pertanto non
puoi sapere per certo se possiedi tutti i pezzi
necessari per comporla, se i pezzi scelti fra quelli
sparsi sul tavolo siano quelli giusti, se li hai messi al
posto giusto e se servono a comporre il disegno
finale.» (Z. Bauman, cit, pp. 55-56)
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(C. Laneve, cit, p. 190)

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(C. Laneve, cit., p. 191)

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Il contesto
L’aula costituisce lo spazio nel quale ha luogo
l’eve to socio-istruzionale-educativo.
In essa occorre imparare a osservare,
scomporre, analizzare, selezionare,
interpretare, descrivere.

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Contesto allargato/apprendimento
L’app e di e to è visto come
partecipazione progressiva a un contesto
che prevede linguaggi, simboli, significati,
relazioni, modalità, strumenti e valori.

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Apprendimento situato
L’app e di e to è se p e situato i ua to
non esiste indipendentemente dal modo in
cui i partecipanti lo contestualizzano.

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Contesto/laboratorio
Nella semantica generale il laboratorio
evoca lavoro, progetto e, soprattutto,
FARE o meglio il SAPER FARE.
Ciò comporta un forte legame con
aspetti esperienziali.

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I contenuti
Oggi si tratta non tanto di inserire nuovi
contenuti ma di operare una selezione.
Quali contenuti:
• conoscenze (knowledge society)
• abilità e competenze (know how, software)
• valori, relatività, la faslicabilità, pluralità.

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L’extrascolastico:
istituzio i deputate all’a ade e edu ativo:
•la famiglia, la chiesa
•ambienti non formali: associazioni
•informale: on the road,
•agorà multimediale (wikibooks, wikinotizie,….)

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Scuola/extrascuola: un accordo sinergico

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La ricerca
Tale termine in campo didattico è
collegato ad alcuni tratti positivi:
•rigore metodologico
•senso critico
•produttività scientifica

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La ricerca-azione
Tale approccio ha diversi punti di forza quali:
•connessione con problemi socio-educativi;
•coscienza del cambiamento fondata sulla connessione
tra analisi e azione;
•apporto cooperativo con contributo soggettivo;
•emancipazione degli attori nel determinare il percorso
dell’azio e;
•rinforzo del legame affettivo e immaginario tra i
partecipanti.
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Metodo narrativo e autobiografico
•capacità di raccontare e condividere
esperienze;
•approccio autobiografico e bilocazione
temporale.

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Bibliografia essenziale
Cosimo Laneve, Manuale di didattica,
Brescia, La scuola, 2017.

Mario Castoldi, Didattica generale,


Milano, Mondadori, 2015.

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GRAZIE PER L’ATTENZIONE
FINE

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Fondamenti di Pedagogia generale
Prof. Pasquale Scialò
Dalla Paidea alla Bildung
Il percorso della Formazione

Comprende:
Educazione con valenza conformativa
istruzione: parte delle attività educative
Formazione affonda le sue radici nella
civiltà greca con la paidea intesa come
p o esso di fo azio e dell’uo o apa e
di realizzare la propria umanità secondo i
valori universali.
Bildung è un modello di formazione
eou a isti a he si affe a ell’ 8 i
Germania e che affonda le sue radici alla
eazio e o a ti a all’illu i is o.
La Bildung ha dato alla pedagogia un
modello per pensare la formazione
centrandola sul soggetto e sull’oggetto
contemporaneamente e sulla loro relazione
dinamica aperta. (pp. 33-34)
Dal Memorandum
La società della conoscenza: la sfida del cambiamento
-La tecnologia digitale come cambiamento epocale del quotidiano tra
opportunità e rischi:

-Istruzione e formazione strumenti per affrontare il cambiamento;

-Le conoscenze, le competenze apprese nella scuola e nella famiglia


risultano nel tempo insufficienti

-Importanza della motivazione (p. 73)


Lifelong learning
sta per istruzione e formazione permanente inteso diversamente
in rapporto ai vari contesti nazionali e riguardano maggiormente il
piano informale e pragmatico

Life wide learning


abbraccia in senso orizzontale tutti gli ambiti della vita e
g adual e te sta dive ta do u a sfida eu opea ell’i te to di
prefigurare una trasferibilità di fisionomie e titoli
Agire per l’istruzio e e la for azio e per a e te
Step
Nuove o pete ze di ase pe tutti. Te ologie dell’i fo azio e,
li gue st a ie e, spi ito d’i p esa. Alfabetizzazione digitale e TIC
(tecnologie informatiche e comunicative);
2) Maggiori investimenti nelle risorse umane con trasparenza, aiuti
e sussidi di enti pubblici e privati. Utilizzo di fondi strutturali
comunitari;
3) Innovazione nelle tecniche di insegnamento e di apprendimento:
sviluppare contesti e metodi efficaci congruenti con i bisogni dei
ittadi i. “i affe a l’esige za di u a fo azio e pe la “terza età .
Valutazio e dei isultati dell’app e di e to p. 8 -85)
Sono stati introdotti strumenti comunitari per il riconoscimento
delle competenze ETCS (European Credit Transfer Scheme p.86
Ripe sa e l’o ie ta e to. Ne essità di o sigli e i fo azio i
sulle s elte da o pie e. “i attesta la figu a dell’o ie tato e he
cerca direttamente un contatto con la persona attraverso
u ’ope a di mediazione.
App e di e to più vi i o asa, ell’a ito della lo o
comunità (urbane, periferiche, rurali) con il supporto delle TIC.
Presenza di spazi di formazione polivalenti, dalle scuole a
strutture private.
La differenza come problema e come valore
-differenza frutto della complessità della società
postmoderna. È presente nel quotidiano facendo esplodere
contraddizioni.
Il presente è rappresentato dal disincanto per una vita vissuta
i u o do desa alizzato da vive e o e avventura e
possibilità he o se te da u lato u a e ta li e tà e
dall’alt o incertezza e assenza di sostegno.
-identità quale contrapposizione in opposizione all’alterità
Differenze culturali e pregiudizi
-La presenza di immigrati stranieri ha richiesto in ambito
pedagogi o l’ape tu a di u dis o so teso a p o uove e u a
cultura del rispetto per le differenze etniche e religiose. (p. 101)
-Un pensiero problematico per una società plurale ( p.104-box)
La pedagogia interculturale
-L’i te o sistema formativo europeo formale e non formale sta
vivendo un momento di grande fervore pedagogico e si è posto
o e eta l’o ga izzazio e di u a ete fo ativa i teg ata,
capace di una diffusa conoscenza-coscienza internazionale e
transculturale, che persegue il traguardo della solidarietà e del
rispetto.
La pedagogia interculturale ha il compito di sostenere la
crescita di ogni persona nella sua unicità, originalità e
autenticità, ma ha anche il compito di promuovere nuovi
soggetti sociali che orientino in modo progettuale il divenire
complesso della convivenza umana.
I principali valori su cui poggia sono:
a. il rispetto della persona inteso come sfida permanente alla
cultura dalla violenza, e quindi come orizzonte aperto sui valori
della pace;
. l’eti a della solida ietà e dell’i peg o so iale, o t o l’eti a
del disimpegno e dell’i espo sa ilità che massimizzano il valore
del bene privato e minimizzano quello del bene comune;
c. il progetto di una personalità integrale e creativa, ricca di vita
interiore, consapevole del proprio potenziale immaginifico,
autonoma nelle scelte e iti a ve so l’o ologazio e
consumistica.
L’edu azio e i te ultu ale o è o ie tata a a ella e le
differenze quanto a eliminare il pregiudizio secondo cui la
diversità è sinonimo di inferiorità.
Nella scuola si tratta di trasformare tale istituzione da luogo di
t as issio e e assi ilazio e ultu ale a spazio di o f o to e di
elaborazione inter-trans –culturale.

La pedagogia interculturale non va necessariamente circoscritta a


una forma di pedagogia speciale o a u apitolo all’i te o di
essa.
Tale approccio costituisce dunque una necessità fondativa della
pedagogia, una seconda vocazione dopo il cambiamento.

Tale tensione è per sua natura interculturale: interculturalità


significa disponibilità e volontà di uscire dai confini della propria
cultura per entrare nei territori mentali di altre culture, così
come la relazionalità pedagogicamente corretta significa
disponibilità e volontà di uscire dai confini del proprio io per
e t a e ei te ito i e tali dell’alt o.
Uno dei principali obiettivi dell’edu azio e interculturale
consiste nel riconoscere la dimensione culturale di ogni
educazione e ell’i t odu e ell’app e di e to il rapporto
con l’alt o, la relazione come un rapporto dinamico tra
persone che favorisce l’a uisizio e di identità.

Inoltre si sottolinea la necessità di un processo di


cambiamento globale e multidimensionale teso a modificare
le influenze negative e a valorizzare la qualità dei rapporti nelle
diverse realtà formative e di vita.
Aspetto ide titario dell’i seg a e to
• Apprendimento del patrimonio culturale legato ai
valori del gruppo del contesto di appartenenza
(Tradizioni musicali areali, musiche e simboli del
proprio territorio culturale, canzone e paesaggi
sonori.
•Co os e za dei e ite azio e o epe to i este i
Il proble a dell’ide tità
La consapevolezza della propria identità viene
acquisita tramite un continuo e simultaneo processo
di riconoscimento e differenziazione dai contesti di
appartenenza.
L’ide tità o è più u desti o, ma una scelta del
soggetto, una costruzione mai conclusa.
Les choristes/I ragazzi del coro
Les Choristes di Christophe Barratier (2004)
È tratto dal film La gabbia degli usignoli del 1945 di J.
Dréville
Ambiente in cui si svolge la storia:
a Fond de l’ Etang , u ifo ato io pe agazzi
problematici.
Epoca in cui si svolge la storia:
intorno al 1949
Musica di Bruno Coulais
Reciprocità formativa scuola/ambiente
Ambiente come:
• a a di o os e za
•luogo da tutela e e salvagua da e
• spe i e tazio e fo ativa i teg ata fo ale, i fo ale
•spazio di spe i e tazio e di saperi multidisciplinari (dalla
biblioteche al fieldwork)
• pa o e ologi o da tutela e
Bibliografia

FABRIZIO MANUEL SIRIGNANO, La pedagogia della formazione. Teoria e storia, Liguori,


Napoli, 2003
FRANCO CAMBI,ENZA COLICCHI, MARIAELISI MUZI, GIUSEPPE SPADAFORA, Pedagogia
generale. Identità, modelli, problemi, Milano, La Nuova Italia, 2001
sabato 16 dicembre 2017

Fondamenti di Pedagogia generale

Dal Memorandum

La società della conoscenza: la sfida del cambiamento

- La tecnologia digitale come cambiamento epocale del quotidiano tra opportunità


e rischi;

- Istruzione e formazione strumenti per affrontare il cambiamento;

- Le conoscenze, le competenze apprese nella scuola e nella famiglia risultano nel


tempo insufficienti;

- Importanza della motivazione (p. 73).

Lifelong learning

Sta per istruzione e formazione permanente inteso diversamente in rapporto ai


vari contesti nazionali e riguardano maggiormente il piano informale e pragmatico.

Life wide learning

Abbraccia in senso orizzontale tutti gli ambiti della vita e gradualmente sta
diventato una “sfida” europea nell’intento di prefigurare una trasferibilità di
fisionomia e titoli

Agire per l’istruzione e la formazione permanente

Step

1) Nuove competenze di base per tutti. Tecnologie dell’informazione, lingue


straniere, spirito d’impresa, Alfabetizzazione digitale e TIC (tecnologie
informatiche e comunicative);

2) Maggiori investimenti nelle risorse umane con trasparenza, aiuti e sussidi di enti
pubblici e privati. Utilizzo di fondi strutturali comunitari;

3) Innovazione nelle tecniche di insegnamento e di apprendimento: sviluppare


contesti e metodi efficaci congruenti con i bisogni dei cittadini. Si afferma
l’esigenza di una formazione per la “terza età”.

4) Valutazione dei risultati dell’apprendimento (p. 84-85)



Sono stati introdotti strumenti comunitari per il riconoscimento delle
competenze ETCS (European Credit Transfer Scheme p.86)

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sabato 16 dicembre 2017
5) Ripensare l’orientamento. Necessità di consigli e informazioni sulle scelte da
compiere. Si attesta la figura dell’orientare che cerca direttamente un contatto
con la persona attraverso un’opera di mediazione.

6) Apprendimento più vicino casa, nell’ambito della loro comunità (urbane,


periferiche, rurali) con il supporto delle TIC. Presenza di spazi di formazione
polivalenti, dalle scuole a strutture private.

La differenza come problema e come valore [p. 92-93]

- Differenza frutto della complessità della società postmoderna. È presente nel


quotidiano facendo esplodere contraddizioni.

Il presente è rappresentato dal disincanto per una vita vissuta in un mondo
desacralizzato da vivere come “avventura e possibilità” che consente da un lato
una certa libertà e dall’altro incertezza e assenza di sostegno.

- Identità quale contrapposizione in opposizione all’alterità.

La differenza di genere

p. 94

p. Per un’educazione al femminile (box p. 96)

Differenze culturali e pregiudizi

- La presenza di immigrati stranieri ha richiesto in ambito pedagogico l’apertura


di un discorso teso a promuovere una cultura del rispetto per le differenze etniche
e religiose (p. 101)

- Un pensiero problematico per una società plurale (box p. 104)

La pedagogia interculturale

L’intero sistema formativo europeo formale e non formale sta vivendo un momento
di grande fervore pedagogico e si è posto come meta l’organizzazione di una rete
formativa integrata, capace di una diffusa conoscenza-coscienza internazionale e
transculturale, che persegue il traguardo della solidarietà e del rispetto.

La pedagogia interculturale ha il compito di sostenere la crescita di ogni persona
nella sua unicità, originalità e autenticità, ma ha anche il compito di promuovere

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sabato 16 dicembre 2017
nuovi soggetti sociali che orientino in modo progettuale il divenire complesso della
convivenza umana.

I principali valori su cui poggia sono:

a. Il rispetto della persona inteso come sfida permanente alla cultura dalla violenza,
e quindi come orizzonte aperto sui valori della pace;

b. L’etica della solidarietà e dell’impegno sociale, contro l’etica del disimpegno e


dell’irresponsabilità che massimizzano il valore del bene privato e minimizzano
quello del bene comune;

c. Il progetto di una personalità integrale e creativa, ricca di vita interiore,


consapevole del proprio potenziale immaginifico, autonoma nelle scelte e critica
verso l’omologazione consumistica.

L’educazione interculturale non è orientata a cancellare le differenze quanto a


eliminare il pregiudizio secondo cui la diversità è sinonimo di inferiorità.

Nella scuola si tratta di trasformare tale istituzione da luogo di “trasmissione e


assimilazione culturale” a spazio di confronto e di elaborazione inter-trans-culturale.

La pedagogia interculturale non va necessariamente circoscritta a una forma di


pedagogia speciale o a un capitolo all’interno di essa.

Tale approccio costituisce dunque una necessità fondata della pedagogia, una
seconda vocazione dopo il cambiamento.

Tale tensione è per sua natura interculturale: interculturalità significa disponibilità e


volontà di uscire dai confini della propria cultura per entrare nei territori mentali (e
valoriali) di altre culture, così come la relazionalità pedagogicamente corretta
significa disponibilità e volontà di uscire dai confini del proprio io per entrare nei
territori mentali dell’altro.

Uno dei principali obiettivi dell’educazione interculturale consiste nel riconoscere la


dimensione culturale di ogni educazione e nell’introdurre nell’apprendimento il
rapporto con l’altro, la relazione come un rapporto dinamico tra persone che
favorisce l’acquisizione di identità.

Inoltre si sottolinea la necessità di un processo di cambiamento globale e


multidimensionale teso a modificare le influenze negative e a valorizzare le qualità
dei rapporti nelle diverse realtà formative e di vita.

%3
sabato 16 dicembre 2017
Il problema dell’identità

La consapevolezza della propria identità viene acquisita tramite un continuo e


simultaneo processo di riconoscimento e differenziazione dai contesti di
appartenenza.

L’identità non è più un destino, ma una scelta del soggetto, una costruzione mai
conclusa.

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venerdì 5 gennaio 2018

Pedagogia della Musica I lezione

Libro da acquistare
Storia della canzone napoletana, Pasquale Scialò, edizioni Neri Pozza, Milano.

Pedagogia musicale
Disciplina che studia i molteplici problemi attinenti all’educazione musicale in senso
lato (comprendendo quindi anche i problemi della formazione e dell’istruzione),
elaborando modelli teorici e modelli operativi utili alla progettazione delle attività
educative. (M. Piatti, p. 19)

Pedagogia e Musica
Facciamo riferimento a due settori del pensiero e dell’esperienza: quello
dell’educazione e quello della musica. (…) E così che, in realtà, dovremmo parlare di
modelli pedagogici (sistemi educativi) come anche di modelli musicologici (sistemi
musicali) (M. Piatti, p. 20)

Modello esemplificativo e complesso di Mammarella


Modello esemplificativo Modello complesso

Tende a omologare Tende a differenziare

Privilegia un codice preesistente Costruisce i suoi codici con l’esperienza

I contenuti sono sostanziali I repertori sono marginali

Privilegia l’informazione (modello unidirezionale) Privilegia la comunicazione (modello circolare)

Tende alla riproduzione culturale Tende alla produzione culturale

I diversi media sono oggetto di apprendimento Sono strumenti di rappresentazione


(processo di alfabetizzazione) dell’esperienza (relazione e conoscenza)

Tende a frammentare Tende a integrare

Programma contenuti Programma contesti, atteggiamenti, interventi

Programmazione lineare a priori Programmazione ramificata e monitoraggio

(M. Piatti, pp. 24 e 25)

#1 Pedagogia musicale Prof. Pasquale Scialò


venerdì 5 gennaio 2018

Il vissuto
• Imprinting originario

• Contesto

• Figure di riferimento

I valori/Gusti
• Gruppo sociale

• Gruppo parentale

• Interferenza dei media

Le competenze musicali

CCG Codici culturali generali

PS
 Pratiche sociali

TM
 Tecniche musicali (notazione, grammatiche, sintassi…)

ST
 Stili

OP Opera

Modello di competenza di Gino Stefano

#2 Pedagogia musicale Prof. Pasquale Scialò


sabato 13 gennaio 2018

Pedagogia della Musica II lezione

Le condotte musicali
La condotta è «un insieme di atti elementari coordinati da una finalità. Ragionare in
termini di condotte piuttosto che di comportamenti significa interrogarsi sulla
funzione degli atti.»

François Delalande, Le condotte musicali, Clueb Bologna, 1993, p. 45.

Condotta e comportamento
• Delalande distingue la condotta dal comportamento in quanto la condotta è
mossa da una motivazione.

• La musica, dunque, deve essere considerata come un insieme di condotte che


consistono nel farla e nell’ascoltarla. La produzione e la ricezione musicale
mettono in gioco non solo processi cognitivi ma anche motori ed affettivi per cui
l’atto musicale è strettamente influenzato da una finalità quale produrre o ricevere
musica e questa finalità è la condotta.

Condotta senso-motoria
• È una condotta basata sul lavoro di scoperta e di esplorazione che il bambino
attua nei primi mesi di vita sperimentando le potenzialità sonore degli oggetti
applicandovi diversi schemi senso-motori come graffiare, battere, strofinare
(Delalande)

• Deriva dal gioco d’esercizio (0-2 anni): il bambino acquisisce progressivamente il


controllo degli arti e la capacità di esplorare gli oggetti con tutti i sensi. Durante
questa fase il bambino esercita le strutture “a vuoto”, per il semplice piacere del
funzionamento. (Piaget)

Condotta simbolica
• Il bambino attribuisce al suono la capacità di rappresentare, di evocare, di
interpretare. La musica del bambino «non è più soltanto l’esito della
sperimentazione di uno schema senso-motorio ma il risultato intenzionale della
volontà di esprimersi con i suoni» (Delalande) Ad esempio, si vedrà un bambino di
3 anni far vibrare una molla tesa sopra una cornice e dichiarare che è un cavallo.

• Deriva dal gioco simbolico (2-7 anni): il bambino inizia ad utilizzare il simbolo per
rappresentare “la sua realtà” (Piaget)

%1 Pedagogia della musica prof. Pasquale Scialò


sabato 13 gennaio 2018

Condotta di regole
• È una condotta organizzativa in cui il bambino prova piacere ad applicare regole ai
suoi giochi, ma soprattutto a crearne di nuove.

• L’individuo non si dà da solo delle regole che non svaniscono con il tempo ma
persistono e si rafforzano.

Differenza tra Piaget e Delalande


• Piaget descrive l’evoluzione graduale del bambino attraverso strategie di azione
che partono da quelle senso-motorie, per giungere a piena maturazione attraverso
l’uso del pensiero astratto.

• Delalande invece, con le condotte musicali, sottolinea una costante interazione tra
le strategie. Difatti le medesime condotte sono riscontrabili anche nel compositore
adulto.

La canzone napoletana

Delimitazione dell’oggetto di studio


• Periodo storico

• Natura dell’oggetto (tradizione orale/scritta)

• Micro (aspetti specifici, forme particolari)

• Macro (aspetti generali)

• Stima del fenomeno

Tipologie delle fonti


• Cartacee

• Sonore

• Visive, Audiovisive

Cartacee
• Musicali (spartiti singoli-brani staccati, raccolte, fogli volanti/copielle)

• Testi verbali, singoli o presenti nelle raccolte dei poeti

• Riviste specializzate (tavola Rotonda, Canzonetta, Ricordi…)

• Riviste generali, Fortunio

• Saggistica

• Biografie

• Monografie

%2 Pedagogia della musica prof. Pasquale Scialò


sabato 13 gennaio 2018
• Storie

• Quotidiani/emeroteca

• Locandine (fondi napoletani)

• Fotografie

• Copertine, vignette, caricature

Sonore
• Discografiche 78 giri

• Discografiche 33/45 giri

• Tape cassette e nastri

• Registrazioni sul campo

• Cd

• Archivi sonori

- Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi

- Archivio sonoro della canzone napoletana (Rai Napoli)

• Collezionisti privati

• Siti in rete per consultazioni o acquisti

Visive, audiovisive
• Film muti

• Musicarelli

• Cinema/canzone

• Riprese di spettacoli teatrali per cinema e televisione

• Documentari

Fondi
• Biblioteche Collezionisti

- Lucchesi Palli

- Conservatorio S. Pietro a Majella

- Universitaria

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%3 Pedagogia della musica prof. Pasquale Scialò


sabato 13 gennaio 2018
• Istituto Luce

• National Jukebox

• Discography of American Historical Recordings

• (DAHR)

Canzone migrante (1900-1918) [Passi di: Pasquale Scialò. “Storia


della canzone napoletana”.]
Melodie in terza classe
Fra il 1901 e 1915 quasi un milione di abitanti originari della Campania partono per
le Americhe in cerca di un destino migliore. Il viaggio si svolge spesso in condizioni
disumane, in terza classe, e prevede quasi un mese di navigazione. Per fortuna a
bordo qualcuno canta, magari accompagnandosi con la chitarra, rendendo così più
accettabile l’inaccettabile.

La (s)partenza
Il commediografo Raffaele Viviani mette in scena nel 1918 Scalo marittimo, un
lavoro sull’emigrazione ambientato proprio al porto dell’Immacolatella, a Napoli,
durante l’imbarco sul transatlantico Washington, definito dall’autore casamento,
enorme casa galleggiante.

Coro degli emigranti


Jammo addo’
lu destino cieco vò.
E chi sa
si turnammo ancora ccà.
Pe campa’
la famiglia e fatica’,
quantu mare
avimm’a passa’.
E lassamme li terre noste,
senza sapere addo’ se va!1

Andiamo dove

il destino cieco vuole.

E chi sa

se torniamo ancora qua.

Per mantenere

la famiglia e lavorare,

quanto mare

dobbiamo attraversare.

E lasciamo le nostre terre,

senza sapere dove si va!

1 R. VIVIANI, Teatro i, cit., p. 227.

%4 Pedagogia della musica prof. Pasquale Scialò


sabato 13 gennaio 2018

S. Lucia luntana
1919 di E. A. Mario

Partono ’e bastimente
p’ ’e terre assaje luntane...
Càntano a buordo:
so’ Napulitane!
Cantano pe ttramente
’o golfo già scumpare,
e ’a luna, ’a miez’ ’o mare,
nu poco ’e Napule
lle fa vedé…

Santa Lucia!
Luntano ’a te,
quanta malincunia!
Se gira ’o munno sano,
se va a cercà furtuna...
ma, quanno sponta ’a luna,
luntano ’a Napule
nun se pò stà!

E sonano... Ma ’e mmane
trèmmano ’ncopp’ ’e ccorde...
Quanta ricorde, ahimmé,
quanta ricorde...
E ’o core nun ’o sane
nemmeno cu ’e ccanzone:
Sentenno voce e suone,
se mette a chiagnere
ca vo’ turnà…

Santa Lucia…

Mandulinate ‘e ll’emigrante
Di E. A. Mario - G. Ciaravolo 1923

Quanta miglia ha fatto ’o bastimento!…


songo tante ca nisciune ’e cconta…
E n’arpeggio doce porta ’o viento:
è na canzone mentre ’a luna sponta…
Si’ tu, si’ tu,
città d’ ’e manduline…
d’ ’a giuventù,
d’ ’e suonne, d’ ’e ciardine…
Si’ tu ca t’avvicine,
a nuje triste e luntane,
quanno ’e ccanzone
ce parlano ’e te!…

Seguono due ascolti di “S. Lucia luntana”.

%5 Pedagogia della musica prof. Pasquale Scialò


sabato 13 gennaio 2018

Chist’è New York


Di Giuseppe De Laurentis

Appena arrivai ’a battaria


m’avita crerere, parola mia,
me crerevo arrassusia
ch’ero iuto a pazzaria.
Chelli strade tutte affullate
nun sapevo ch’era stato
io me credevo che s’erano appiccicate;
[…]
Cierte riceno che ’o paraviso è ’n terra ccà,
ma si ’o paraviso è chisto ccà
allora l’inferno che sarrà?!
(ascolto)

%6 Pedagogia della musica prof. Pasquale Scialò


Pedagogia musicale speciale
e didattica dell’inclusione
Slides a cura del prof. Pasquale Scialò
Potenzialità innate e culturali

a) legate al patrimonio genetico individuale che


ostituis e u ve o u o ologio iologi o pe so ale
altezza, olo e degli o hi… ;
b) legate alle capacità di apprendimento, ossia alla
possibilità di modificare le strutture genetiche, entro un
certo limite (un patrimonio di adattamento e reazioni
alla cultura di origine.

Leonardo Trisciuzzi, Pedagogia clinica, edizioni Laterza 2003


Dalla natura alla cultura

Tale passaggio non indolore in quanto deriva da


meccanismi di esiste za al fine di conservare un
equilibrio tra gli aspetti fisici e quelli psichici. Si tratta di
un vero e proprio processo di adattamento per il
raggiungimento di un ben essere individuale (rifiuto di
mangiare, comportamenti aggressivi).
Ruolo della cultura

Consiste in modelli, comportamenti appresi e trasmessi


mediante simboli, idee, valori tradizionali. Si tratta di
veri e propri processi culturali che possono essere
considerati da un lato p odotti dell azio e, e , dall alt o
ele e ti o dizio a ti l azio e futu a.

(Kluckohn, Kroeber, 1982, p. 383)


Adattamento e disadattamento

Acquisire una cultura vuol dire radicarsi in un processo


storico di cui si riconoscono i valori. Ma inserirsi in una
cultura non propria significa: «È come entrare in un
cinema dopo l'inizio del film e cogliere sullo schermo
solo quella vaga traccia della trama.» (Naipaul, scrittore
indiano 2002, p.25).

Tale osservazione vale per tutti coloro che hanno perso


le radici, come gli immigrati, come pure per il disabile
che si trova disadattato in una cultura di cui molti
riferimenti gli sono estranei.(L. T, p. 9)
Sviluppo psico-socio-culturale

Dalla nascita il bambino provvede alla propria


sopravvivenza attraverso l'appagamento di alcuni
bisogni primari: fame, sete, sonno, eliminazione delle
scorie, equilibrio termico del corpo.

Egli sviluppa una fitta ragnatela di rapporti che


collegano i bisogni primari al mondo esterno,
stabilendo un sistema attivo di comunicazioni e di
informazioni.
Pedagogia speciale

Rappresenta un segmento della pedagogia clinica che


ha i seguenti punti di riferimento:

a) i fini da raggiungere per tutti, disabili o meno, ai quali


fa capo il concetto di educazione;
b) la conoscenza della materia da insegnare;
c) conoscenza dell'allievo, in tutti suoi aspetti cognitivi,
emotivi e affettivi, socio culturali e motivazionali;
d) l'utilizzazione di metodi da impiegare onde
ricuperare il massimo delle energie e dell'impegno da
parte dell'allievo.
Compiti specifici: il colloquio diagnostico

Il mezzo principale di cui dispone il pedagogista è il


colloquio diagnostico, dove svolge un ruolo di
osservatore partecipante. Si tratta di un metodo
d i dagi e he las ia il a po ape to ta to a u
intervento relazionale di carattere verbale, quanto a un
accertamento.
Tale colloquio si basa su un approccio interpersonale
che utilizza tanto i codici della comunicazione verbale
quanto quelli metaverbali.
Livelli del colloquio

1 espli ito, Che fai stasera?


2) implicito che include elementi non verbali come l'intonazione,
l'intenzionalità, la mimica facciale lo sguardo, la cinesica, la
prossemico, ecc;
3) subliminale, che a differenza del livello esplicito, include
elementi che chi emette il messaggio non riesce a controllare:
quali la postura, il modo di vestire e altro. Si tratta anche di gesti
corporei, come l'indice puntato come segno di aggressività.
4) motivazionale. Quali ragioni spingono il soggetto a dire
qualcosa e nello stesso tempo a nascondere quello che
intendeva dire? (p. 26)
Interculturalità e musica

P ospettiva i te ultu ale dell attività usi ale he


e t i l atte zio e i p i o luogo sulle otivazio i, i
comportamenti, i processi mentali, le pratiche di chi fa
musica e su come ciò trovi collocazione nella società.

Pedagogia usi ale spe iale e didatti a dell i lusio e p of. Pas uale “ ialò
La musica e il paesaggio sonoro

 Murray Shafer, Il paesaggio sonoro, 1995


 Toniche, impronte, segnali
 Hi-hi e low –fi
 Inquinamento acustico

Pedagogia usi ale spe iale e didatti a dell i lusio e p of. Pas uale “ ialò
Strumenti musicali
 Clima, materiali (ciarango), valori
 “t u e ti ig a ti: ud, oud; fisarmonica,
mandolino, xilofono, marimba
 Classificazione: Sachs e Hornbostel (1914)

Pedagogia usi ale spe iale e didatti a dell i lusio e p of. Pas uale “ ialò
Musica, gesto, corpo

 Il gesto che produce il suono (118-121)


 Il gesto che disegna il suono
 La danza (124-126)

Pedagogia usi ale spe iale e didatti a dell i lusio e p of. Pas uale “ ialò
 La voce (130)
 Le funzioni della musica (132-137)
 Scrittura e oralità
 Uomini e donne in musica (142-
 Essere musicisti nelle diverse culture (149-
151)

Pedagogia usi ale spe iale e didatti a dell i lusio e p of. Pas uale “ ialò
GRAZIE PER L’ATTENZIONE
FINE

Fondamenti di Didattica generale prof. Pasquale Scialò


Bibliografia

LEONARDO TRISCIUZZI, Pedagogia clinica, edizioni Laterza, 2003


RAYMOND MURRAY SCHAFER, Il paesaggio sonoro, Ricordi- LIM,
Lucca, 1985
MAURIZIO DISOTEO, Antropologia della musica per educatori,
Milano, Guerini Studio, 2005

Fondamenti di Didattica generale prof. Pasquale Scialò

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