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Politecnico di Milano. Facoltà di Ingegneria Industriale.

Corso di Analisi e Geometria 2.


Sezione D-G. (Docente: Federico Lastaria).
Aprile 2011

Indice

1 Serie numeriche 1
1.1 Serie convergenti, divergenti, indeterminate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.1.1 Condizione necessaria, ma non sufficiente, per la convergenza . . . . . 3
1.2 La serie geometrica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
1.3 Complementi sui numeri. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.3.1 Numeri razionali e allineamenti decimali periodici . . . . . . . . . . . 6
1.4 La serie armoniche generalizzate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
1.5 Criteri per serie a termini positivi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
1.5.1 Criterio del confronto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
1.5.2 Criterio del rapporto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
1.5.3 Criterio della radice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
1.5.4 Criterio del confronto asintotico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
1.6 Serie a termini di segno alterno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
1.7 Serie assolutamente convergenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

1 Serie numeriche

1.1 Serie convergenti, divergenti, indeterminate

Cerchiamo di dare un significato a una “somma di infiniti numeri,”come ad esempio:


1 1 1 1 1
1+ + 2 + 3 + 4 + ··· + n + ··· (1.1)
2 2 2 2 2
1 1 1 1 1 1
1 + + + + + + ··· + + ··· (1.2)
2 3 4 5 6 n
1 1 1 1 1
1 + + 2 + 2 + 2 + ··· + 2 + ··· (1.3)
2 3 4 5 n

1
Per dare significato a una somma infinita, detta anche serie (numerica), del tipo
+∞
X
an = a0 + a1 + a2 + ...... + an + ...... (1.4)
n=0

procediamo come segue. Consideriamo la successione delle somme parziali Sn , dove, per ogni
n in N,
Sn = a0 + a1 + · · · + an
Se
P+∞ la successione Sn converge a un numero (finito) S, si dice che S è la somma della serie
n=0 an e si scrive
+∞
X
S= an
n=0
Se invece la successione Sn delle somme parziali diverge a +∞ (o a −∞) si dice che la serie
P +∞
n=0 an diverge a +∞ (o a −∞). Se infine la successione delle somme parziali Sn non
converge e non diverge, non daremo alcun significato all’espressione 1.4. In quest’ultimo
caso, si dice anche che la serie è indeterminata.

Esempio 1. Consideriamo la serie


+∞
X 1 1 1 1 1
= + + + ··· + ··· (1.5)
n(n + 1) 1·2 2·3 3·4 n(n + 1)
n=1

La successione Sn delle somme parziali è data da


1 1 1 1
Sn = + + +
1 · 2 2 · 3 3 · 4 n(n + 1)
1 1 1 1 1 1 1
= (1 − ) + ( − ) + ( − ) + · · · + ( − )
2 2 3 3 4 n n+1
1
= 1−
n+1
Poiché
lim Sn = 1
la serie 1.5 è convergente e ha per somma 1:
+∞
X 1
=1
n(n + 1)
n=1

Esempio 2. Si consideri la somma infinita


1 1 1 1 1 1 1 1 1
1+ + + + + + + + + + ... (1.6)
2 2 3 3 3 4 4 4 4
in cui ogni termine n1 è ripetuto n volte. Poiché la somma di n addendi uguali a n1 è uguale a
1, le somme parziali Sm diventano arbitrariamente grandi, pur di prendere m sufficientemente

2
grande. Ne segue che la somma infinita 1.6 diverge a +∞. Si noti che il termine generale
della serie 1.6 è infinitesimo (cioè tende a zero). Quindi questo esempio mostra che una
serie numerica può divergere a +∞ anche nel caso in cui il suo termine generale an sia
infinitesimo. Detto altrimenti, il fatto che il termine generale di una serie sia infinitesimo,
non è sufficiente a garantire la convergenza della serie.
In modo analogo si può dimostrare che la serie armonica
+∞
X 1 1 1 1
= 1 + + + ··· (1.7)
n 2 3 4
1

diverge a +∞.

1.1.1 Condizione necessaria, ma non sufficiente, per la convergenza


+∞
X
Teorema 1.1. Se una serie numerica an converge, allora lim an = 0.
n→+∞
n=1

+∞
X
Dimostrazione. Supponiamo che an = L. Questo significa che lim Sk = L, dove Sk è
k→+∞
n=1
la somma parziale Sk = a1 + ... + ak . Ora si noti che an = Sn − Sn−1 . Quindi:

lim an = lim (Sn − Sn−1 ) = lim Sn − lim Sn−1 = L − L = 0


n→+∞ n→+∞ n→+∞ n→+∞

Si noti che l’esempio della serie armonica 1.7 mostra che


+∞
X
lim an = 0 non implica an convergente. (1.8)
n→+∞
n=1

1.2 La serie geometrica

Una serie geometrica di ragione q è una somma infinita del tipo:


+∞
X
q n = 1 + q + q 2 + q 3 + q 4 + .... + q n + .... (1.9)
n=0

Teorema 1.2. La serie geometrica


+∞
X
q n = 1 + q + q 2 + q 3 + q 4 + .... + q n + .... (1.10)
n=0

ha il seguente carattere:

3
1
1. Se |q| < 1 converge a .
1−q
2. Se q ≥ 1 diverge a +∞.

3. Se q ≤ −1 è indeterminata.

Dimostrazione.
La somma parziale Sn è data, se q 6= 1, da

1 − q n+1
Sn = 1 + q + q 2 + q 3 + q 4 + .... + q n =
1−q
Per dimostrare l’ultima uguaglianza, si constati, facendo i conti, che

(1 − q)(1 + q + q 2 + q 3 + q 4 + .... + q n ) = 1 − q n+1

Se −1 < q < 1, la successione q n tende a zero. Quindi

1 − q n+1 1
lim Sn = lim =
1−q 1−q

1
Dunque, se |q| < 1, la serie geometrica converge a 1−q .
Se invece q ≥ 1, è ovvio che la successione

Sn = 1 + q + q 2 + q 3 + q 4 + .... + q n

tende a +∞ e quindi la serie geometrica 1.9 diverge a +∞. Infine, se q ≤ −1, il termine q n+1
tende a +∞ in valore assoluto, ma ha alternativamente segno positivo e negativo. Quindi
n+1
la successione delle somme parziali Sn = 1−q
1−q non ha limite. Pertanto, se q ≤ −1 la serie
geometrica è indeterminata.

1
Esempio 1. La serie geometrica di ragione q = 2 converge, e si ha
+∞
X 1 n 1 1 2 1 3 1
( ) = 1 + + ( ) + ( ) + ··· = 1 =2 se |q| < 1 (1.11)
2 2 2 2 1− 2
n=0

Per interpretare geometricamente il risultato, si divida l’intervallo [0, 2] (la cui lunghezza è 2)
nei due intervalli [0, 1] e [1, 2]; si divida ancora l’intervallo di destra [1, 2] in due parti uguali,
e cosı̀ di seguito. La lunghezza dell’intervallo [0, 2] si può allora scrivere come somma infinita:
1 1
2=1+ + 2 + ....
2 2

4
Esempio. [Achille e la tartaruga.] Usando un’opportuna serie geometrica, discutere il
seguente paradosso, formulato dal filosofo greco Zenone (V secolo a.C.).
Achille insegue la tartaruga, che inizialmente ha un vantaggio di un metro. La velocità
di Achille è di 10 metri al secondo; quella della tartaruga di 1 metro al secondo. Dopo un
decimo di secondo, Achille raggiunge la posizione iniziale della tartaruga, ma non raggiunge
la tartaruga, che nel frattempo si è spostata in avanti di dieci centimetri. Quando Achille
avrà percorso anche questi dieci centimetri, non avrà comunque raggiunto la tartaruga, che
nel frattempo, se pur di poco (un centimetro) si sarà spostata avanti. E cosı̀ via. La tartaruga
sarà sempre, se pur di poco, davanti a Achille. Dunque Achille non la raggiungerà mai.

1.3 Complementi sui numeri.

Il fatto che i numeri reali si possano approssimare, con precisione arbitraria, mediante numeri
razionali (densità di Q in R), si vede bene ricorrendo alla scrittura dei numeri reali come
allineamenti decimali.
Sappiamo che i numeri reali si rappresentano mediante allineamenti decimali del tipo:

a, α1 α2 α3 α4 α5 ....... (1.12)

dove a è un intero relativo e α1 , α2 , α3 , .. sono cifre comprese tra 0 e 9. Un tale allinea-


mento può essere limitato (cioè con un numero finito di cifre diverse da√ zero; esempio:
0, 5 = 0, 5000..), oppure illimitato (esempio: 0, 33333..., periodo 3; oppure: 2 = 1, 4142...).
Gli allineamenti periodici corrispondono ai numeri razionali, quelli non periodici ai numeri
irrazionali. Ad esempio: i numeri 0, 3 = 0, 333... (periodo√ 3) o 1, 52 = 1, 5200000.... (periodo
0) sono razionali, mentre l’allineamento non periodico 2 = 1, 4142.... rappresenta un numero
irrazionale.
I numeri razionali la cui rappresentazione decimale è periodica con periodo 0, cioè i numeri
del tipo
aα1 α2 ..........αk
a, α1 α2 ..........αk = (1.13)
10k
si dicono numeri decimali. In modo equivalente, i numeri decimali sono i numeri del tipo
m
10k
17 43
dove m è in Z e k in N. Ad esempio, 1, 7 = 10 e 0, 43 = 100 sono numeri decimali.
Se a > 0, il numero reale rappresentato dall’allineamento 1.12 è l’estremo superiore
dell’insieme numerico

a a, α1 a, α1 α2 a, α1 α2 α3 eccetera (1.14)

costituito dalle approssimazioni per difetto. (Cosa succede invece se a < 0?). Ad esempio, il
numero 0, 333... (periodo 3) è l’estremo superiore dell’insieme numerico

0 0, 3 0, 33 0, 333 eccetera

5

e 2 = 1, 4142.... è l’estremo superiore dell’insieme numerico
1 1, 4 1, 41 1, 414 eccetera
Ora la 1.14 rappresenta una successione non decrescente (di numeri decimali). Quindi (per
il teorema ??) l’estremo superiore dell’insieme dei suoi termini coincide con il suo limite.
Vediamo allora che l’allineamento decimale (magari infinito)
a, α1 α2 α3 α4 α5 ....... (1.15)
ha il seguente significato: esso è il limite (per k che tende a +∞) della successione di numeri
decimali
a a, α1 a, α1 α2 ...... a, α1 α2 ...αk ......

Ora il significato dell’allineamento decimale finito


a, α1 α2 ..........αk (1.16)
(con a > 0) è ovviamente
α1 α2 αk
a, α1 α2 ..........αk = a + + 2 + ... + k (1.17)
10 10 10
Quindi, in base alla definizione di somma di una serie, un allineamento decimale può essere
visto come una somma di infiniti termini:
α1 α2 αk
a, α1 α2 α3 α4 α5 ....... = lim a, α1 α2 ..........αk = a + + 2 + ... + k + ... (1.18)
k 10 10 10

Riassumendo: abbiamo visto che ogni numero irrazionale può essere approssimato, con
una approssimazione piccola quanto si vuole, da numeri razionali. In termini più precisi, ogni
numero irrazionale è limite di una successione di numeri razionali. Esprimiamo quest’ultima
proprietà dicendo che l’insieme Q è denso nell’insieme R:
Teorema 1.3. L’insieme dei numeri razionali è denso nell’insieme dei numeri reali.

Le considerazioni svolte sopra mostrano che anche l’insieme dei numeri decimali è denso
nell’insieme dei numeri reali.

1.3.1 Numeri razionali e allineamenti decimali periodici

In questa sezione dimostriamo che i numeri razionali sono esattamente i reali che si rappre-
sentano mediante allineamenti periodici (eventualmente con periodo zero):
Teorema 1.4. Un numero reale è razionale se e solo se è rappresentato da un allineamento
decimale periodico.

A) Cominciamo a dimostrare che un qualunque allineamento periodico si può sempre


scrivere sotto forma di frazione (e quindi è un numero razionale).
Per convincerci, vediamo un paio di esempi. Sarà chiaro però che il discorso è del tutto
generale, vale a dire si applica a qualunque allineamento periodico (anche eventualmente
preceduto da un anti-periodo).

6
Esempio. Si consideri il numero periodico 0, 1 = 0, 1111. Il suo valore è dato dalla somma
infinita:
1 1 1 1
+ 2 + 3 + .... + n + ...
10 10 10 10
1
Raccogliendo il fattore 10 e ricordando la somma di una serie geometrica, si ottiene:
1 1 1 1 1 1
(1 + + + ....) = 1 = 9
10 10 102 10 1 − 10

Esempio. Se il periodo è costituito da più di una cifra, si procede in modo del tutto analogo.
Ad esempio, si consideri il numero periodico 1, 34 = 1, 3434... Il suo valore è dato da:
34 34 34
1+ + + + .......
100 1002 1003
34 1 1
= 1+ (1 + + + ....)
100 100 1002
34 1 34 133
= 1+ 1 = 1 + 99 = 99
100 1 − 100

B) Dimostriamo ora che ogni numero razionale è periodico (eventualmente con periodo
zero).
p
Sia un numero razionale. Per trovare l’allineamento decimale che lo rappresenta, si
q
ricorre all’algoritmo di divisione di p per q. A ogni passo di tale algoritmo, si troverà un
resto, compreso tra 0 e q − 1. Se si trova il resto 0, il procedimento finisce (Il numero è
decimale). Altrimenti il procedimento va avanti all’infinito, e ogni volta si trova un resto
compreso tra 1 e q − 1. Ma allora, dopo al più dopo q passi, un certo resto r si presenterà
per la seconda volta. Da quel punto in poi, tutti i resti seguenti si ripeteranno nello stesso
ordine in cui si sono succeduti dopo la prima comparsa del resto r. Questo dimostra che
p
l’espressione decimale del numero razionale è periodica.
q

1.4 La serie armoniche generalizzate

Le serie armonica è la serie


+∞
X 1
(1.19)
n
n=1
Le serie armoniche generalizzate sono
+∞
X 1
(1.20)
na
n=1
dove a è un numero reale positivo. Un confronto con gli integrali generalizzati del tipo
Z +∞
1
a
dx
1 x
(che convergono se a > 1 e divergono se a ≤ 1) porta alla seguente conclusione:

7
Teorema 1.5. La serie armonica generalizzata
+∞
X 1
(1.21)
na
n=1

converge se a > 1, mentre diverge se a ≤ 1.

(Omettiamo i dettagli della dimostrazione).

1.5 Criteri per serie a termini positivi


+∞
X
Sia an una serie i cui termini an siano tutti numeri positivi. Anzitutto è chiaro che la
n=1
successione delle somme parziali sk = a1 +· · ·+ak è strettamente crescente, e quindi converge
a un numero reale, oppure diverge a +∞. Pertanto, una serie a termini positivi è convergente,
oppure è divergente a +∞; non può mai essere indeterminata. Per le serie a termini positivi,
valgono i criteri del confronto, del confronto asintotico, del rapporto e della radice, che ora
studiamo.

1.5.1 Criterio del confronto

Il seguente criterio è ovvio:


+∞
X +∞
X
Teorema 1.6. Siano an e bn due serie a termini positivi. Supponiamo che si abbia
n=1 n=1

an ≤ bn (1.22)

per ogni n (o definitivamente, cioè per tutti gli n sufficientemente grandi). Allora:

+∞
X +∞
X
1. Se an diverge, anche bn diverge.
n=1 n=1

+∞
X +∞
X
2. Se bn converge, anche an converge.
n=1 n=1

La dimostrazione è molto semplice. Segue subito dalla definizione di serie convergente e


serie divergente (in termini di limite della successione delle somme parziali).

Esempio. Consideriamo la serie


+∞
X ln n
n
n=2

8
Si ha, definitivamente,
ln n 1
>
n n
P+∞ 1
(la disuguaglianza è vera per ogni n ≥ 3). Poiché la serie armonica n=1 n dive rge, anche
la serie data diverge.

1.5.2 Criterio del rapporto


+∞
X
Teorema 1.7 (Criterio del rapporto di D’alembert.). Sia an una serie numerica a termini
n=1
positivi. Supponiamo che esista (finito o +∞) il limite
an+1
lim =α (1.23)
n→+∞ an

Allora:
+∞
X
1. Se α < 1, la serie an converge.
n=1

+∞
X
2. Se α > 1 (in particolare, se α = +∞), la serie an diverge a +∞.
n=1

+∞
X
Se α = 1 non si può concludere niente sulla convergenza della serie an . Infatti esistono
n=1
sia serie convergenti che serie divergenti per le quali α = 1. Le due serie
+∞ +∞
X 1 X 1
,
n2 n
n=1 n=1

forniscono due esempi a questo riguardo. Infatti, la prima converge, la seconda diverge, e per
entrambe si ha limn→+∞ an+1
an = 1.

Dimostrazione. (Criterio del rapporto di D’alembert). Se α < 1, esiste un numero q tale che
α < q < 1. Fissiamo un tale q. Per le proprietà del limite, si ha definitivamente
an+1
<q
an
Dal momento che un numero finito di termini non ha alcun effetto sulla convergenza di una
serie, possiamo supporre, senza perdere in generalità, che la disuguaglianza an+1
an < q valga
per ogni n ∈ N.
Poiché
an+1 an a2 an+1
· · ··· = ,
an an−1 a1 a1

9
vediamo che
an+1
< q · · · q = qn
a1
ossia
an+1 < a1 q n
Ma la serie
+∞
X +∞
X
a1 · q n = a1 qn
n=1 n=1
P+∞
converge (perché n=1 qn è una serie geometrica di ragione q < 1), e quindi anche la serie
+∞
X
an converge.
n=1
Se invece limn→+∞ an+1 an = α > 1, si ha definitivamente a1
an+1
> 1, ovvero an+1 > an .
Dunque (an ), n ∈ N, è una successione di numeri positivi strettamente crescente, e ovviamente
non può tendere a zero. Pertanto la condizione an −→ 0, che è necessaria per la convergenza,
+∞
X
non vale per la serie an . Pertanto, tale serie non converge. 2
n=1

Esempio. Vogliamo vedere per quali x ∈ R la serie


+∞ n
X x x2 x3
=1+x+ + + ··· (1.24)
n! 2! 3!
n=0

converge. Naturalmente per x = 0 converge a 1. Se x 6= 0, applichiamo il criterio del


rapporto:
xn+1 n! x
lim · = lim =0
n→+∞ (n + 1)! xn n→+∞ n + 1

Dunque la serie converge per ogni x ∈ R. Si tratta della serie esponenziale, che converge a
ex :
+∞ n
X x x2 x3
ex = =1+x+ + + ··· (1.25)
n! 2! 3!
n=0

Esempio. Studiamo il carattere della serie


+∞
X n!
nn
n=0

Applichiamo il criterio del rapporto:


n
nn

(n + 1)! n 1
lim n+1
· = lim = <1
n→+∞ (n + 1) n! n→+∞ n+1 e

Dunque, la serie converge.

10
1.5.3 Criterio della radice
+∞
X
Teorema 1.8 (Criterio della radice). Sia an una serie numerica a termini positivi.
n=1
Supponiamo che esista (finito o +∞)il limite

lim n
an = α (1.26)
n→+∞

Allora:
+∞
X
1. Se α < 1, la serie an converge.
n=1

+∞
X
2. Se α > 1 (in particolare, se α = +∞), la serie an diverge a +∞.
n=1

Se α = 1, il criterio della radice non fornisce informazioni utili.


Dimostrazione. La dimostrazione è del tutto simile a quella del criterio del rapporto.
Supponiamo

lim n
an = α < 1
n→+∞

Fissiamo un numero q soddisfacente le condizioni α < q < 1. Si ha definitivamente



n
an < q

vale a dire
an < q n
+∞
X +∞
X
Allora la serie an è minorante della serie geometrica q n , che converge, in quanto q < 1.
n=1 n=1
+∞
X
Per il criterio del confronto, anche la serie an converge.
n=1

Se invece limn→+∞ n an = α > 1, si ha, definitivamente,

n
an > 1

ossia (elevando alla potenza n-esima)


an > 1
+∞
X
Ma allora il termine generale an non tende a zero, e quindi la serie an non può essere
n=1
convergente. 2

11
1.5.4 Criterio del confronto asintotico
+∞
X +∞
X
Teorema 1.9. Siano an e bn due serie a termini positivi. Supponiamo che si abbia
n=1 n=1

an ∼ bn (1.27)

per n → ∞. Allora le due serie hanno lo stesso carattere (vale a dire, entrambe convergono,
oppure entrambe divergono a +∞).

Dimostrazione. Ricordiamo che, per definizione, an ∼ bn , per n → ∞, significa che


an
lim =1
n→+∞ bn
Fissiamo un numero δ > 0 per il quale si abbia
an
1−δ < <1+δ
bn
per tutti gli n (sufficientemente grandi). Possiamo scrivere tali disuguaglianze come

(1 − δ) bn < an < (1 + δ) bn
+∞
X +∞
X
Di qui leggiamo subito che la serie an è minorante della serie (1 + δ) bn . Quindi,
n=1 n=1
+∞
X +∞
X +∞
X
se la serie bn converge, anche la serie an converge. Analogamente, la serie an è
n=1 n=1 n=1
+∞
X +∞
X +∞
X
maggiorante della serie (1 − δ) bn . Quindi, se la serie bn diverge, anche la serie an
n=1 n=1 n=1
diverge. 2

1.6 Serie a termini di segno alterno

Le serie con termini di segno alterno sono del tipo


+∞
X
(−1)n an (1.28)
n=0

con an > 0. Ad esempio,


+∞
X 1 1 1 1
(−1)n = 1 − + − + ··· (1.29)
n+1 2 3 4
n=1

Vale il seguente criterio.

12
Teorema 1.10 (Criterio di Leibniz). Sia
+∞
X
(−1)n an = a0 − a1 + a2 − a3 + · · ·
n=0

con tutti gli an > 0, una serie a termini di segno alterno. Supponiamo che valgano entrambe
le seguenti condizioni:

1. limn→+∞ an = 0
2. La successione an è decrescente:
an+1 ≤ an
per ogni n.

Allora la serie converge.

Dimostrazione. Consideriamo la successione delle somme parziali sk . Risulta:


s0 = a0
s1 = s0 − a1 < s0 (perché a1 > 0)
s2 = s1 + a2 > s1 (perché a2 > 0) e s2 = s0 − a1 + a2 < s0 (perché −a1 + a2 < 0)
s3 = s2 − a3 < s2 (perché a3 > 0) e s3 = s1 + a2 − a3 < s1 (perché −a2 + a3 < 0)
s4 = s3 + a4 > s3 (perché a4 > 0) e s4 = s2 − a3 + a4 < s2 (perché −a3 + a4 < 0)
Proseguendo in questo modo, vediamo che valgono le disuguaglianze
s1 < s3 < s5 < s7 < · · · · · · < s6 < s4 < s2 < s0 (1.30)
Dunque le due successioni (s1 , s3 , s5 , s7 , ...) e (s0 , s2 , s4 , s6 , ...) sono entrambe monotone e
limitate. Quindi convergono (per la completezza del campo dei reali):
lim s2n−1 = s lim s2n = S (1.31)
n→+∞ n→+∞

con s ≤ S. Ma si ha
S − s = lim (s2n − s2n−1 ) = lim a2n = 0
n→+∞ n→+∞

(perché, per ipotesi, la successione an è infinitesima). Dunque S = s. Da questa uguaglianza


segue che la serie è convergente. 2

Esempio. Per esempio, si consideri la serie armonica generalizzata a segni alterni:


+∞
X 1
(−1)n (1.32)
na
n=1

1 1
con a > 0. Poiché lim = 0 e la successione a è decrescente, la serie converge.
n→+∞ na n

13
1.7 Serie assolutamente convergenti
+∞
X +∞
X
Si dice che la serie an converge assolutamente se la serie dei valori assoluti |an |
n=1 n=1
converge.
+∞
X
Teorema 1.11. Se la serie an converge assolutamente, allora converge. Inoltre si ha
n=1
+∞ +∞
X X
an ≤ |an | (1.33)



n=1 n=1

Dimostrazione. Per ogni n vale la ovvia disuguaglianza an ≤ |an |. Ma non si può applicare
+∞
X
direttamente il criterio del confronto e affermare che, poiché la serie dei moduli |an |
n=1
+∞
X
converge, anche la serie an converge. Infatti, il criterio del confronto si applica solo a
n=1
termini di segno positivo (mentre i termini an potrebbero essere di segno arbitrario). Per
superare questa difficoltà, ci riconduciamo al confronto di serie a termini positivi nel modo
seguente. Se a è un qualunque numero reale, poniamo

a+ = max{a, 0} a− = − min{a, 0} (1.34)

Ovviamente si ha a+ , a− ≥ 0 e
a = a+ − a−
Poiché
a+
n ≤ |an |, a−
n ≤ |an |
+∞
X +∞
X
le due serie, a termini positivi, a+
n e a−
n sono entrambi minoranti della serie convergente
n=1 n=1
+∞
X
|an |, e quindi convergono, per il criterio del confronto. Dall’uguaglianza
n=1


an = a+
n − an

segue che, per ogni k,


k
X k
X k
X k
X

an = (a+
n − an ) = a+
n − a−
n
n=1 n=1 n=1 n=1

Facendo tendere k a +∞,


+∞
X +∞
X +∞
X
an = a+
n − a−
n
n=1 n=1 n=1

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+∞
X
In altri termini, la serie an , essendo somma di due serie convergenti, è essa stessa conver-
n=1
gente. Inoltre, per ogni k, vale l’ovvia disuguaglianza
k k
X X
an ≤ |an | (1.35)



n=1 n=1

Di qui, facendo tendere k all’infinito, otteniamo



X+∞ X +∞
an ≤ |an |



n=1 n=1

+∞
X 1
Esempio. La serie (−1)n è assolutamente convergente. Quindi è convergente.
n2
n=1

+∞
X 1
Esempio. La serie (−1)n converge, ma non converge assolutamente.
n
n=1

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