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Le successioni numeriche

Dott. Piermario Schirru


24 novembre 2016

Una successione e una funzione avente dominio N o un suo sottoinsieme stretto del tipo
A = {n N | n > n0 , n0 N}, e come codominio R. La legge di una successione e
sovente denotata con {an } o an = a(n).

Esempio 0.1. Consideriamo le seguenti successioni:


1
an = n 2 bn = (1)n cn = (2)n dn = .
n
Rappresentiamo graficamente queste successioni:

an = n2 bn = (1)n
10
1

5
1 2 3 4
1
1 2 3 4

1
cn = (2)n dn =
n

1
50

0.5
2 4 6

50
2 4 6

1 Proprieta delle successioni


Possiamo raggruppare le proprieta delle successioni in tre categorie: la limitatezza, la
convergenza e la monotonia.
Una successione {an } e limitata se esistono m, M R tali per cui
m < an < M

1
per ogni n numero naturale ammissibile.
Una successione {an } e superiormente limitata se esiste M R tali per cui
an < M
per ogni n numero naturale ammissibile. Una successione {an } e inferiormente limitata
se esiste m R tali per cui
an > m
per ogni n numero naturale ammissibile.

Esempio 1.1. La successione an = (1)n e limitata. La successione an = n2 e


inferiormente limitata. La successione an = (2)n non e limitata.

Per spiegare il concetto di convergenza partiamo con un esempio. Consideriamo la


successione
1
an = .
n
Se diamo valori crescenti alla n osserviamo che la successione an si avvicina a zero.
1.5 y

0.5

x
2 3 4 5 6 7 8 9 10

La stessa osservazione la possiamo fare per la successione


n
an = .
n+1
In questo caso pero al crescere di n si nota che i valori di an si avvicinano a 1.
y
1

0.5

x
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Possiamo formalizzare questo con il concetto di limite finito di una successione. Di-
remo che la successione {an } converge se esiste un valore reale l tale per cui per ogni
 > 0 scelto a piacere esiste un N (dipendente da ) tale che
l  < an < l + , n > N,
e notazionalmente indichiamo questo
lim an = l.
n+

2
Esempio 1.2. Proviamo che
1
lim = 0.
n+ n

Mettiamoci in una striscia di larghezza  > 0 presa a piacere centrata in 0. Dobbiamo


provare che la successione da un certo n in poi e tutta nella striscia:
1 1 1
 < < > n> .
n n 
Il limite quindi e vero.

Non tutte le successioni sono convergenti. Ad esempio la successione

an = n2

non verifica la definizione di convergenza. Dando valori sempre piu grandi ad n notiamo
che an diventa sempre piu grande (si intende con segno positivo).
Diremo che la successione {an } diverge a + se per ogni M > 0 scelto a piacere esiste
un N (dipendente da M ) tale che

an > M, n > N,

e notazionalmente indichiamo questo

lim an = +.
n+

Diremo che la successione {an } diverge a se per ogni M > 0 scelto a piacere esiste
un N (dipendente da M ) tale che

an < M, n > N,

e notazionalmente indichiamo questo

lim an = .
n+

Esempio 1.3. Proviamo che


lim n2 = +.
n+

Sia M > 0 scelto a piacere. Dobbiamo provare che la successione da un certo n in


poi e sempre piu grande di M .

n2 > M n > M .

Il limite quindi e vero.

Pero esistono successioni che non sono ne divergenti ne convergenti. Queste successioni
sono dette irregolari e sono tali per cui non esiste

lim an .
n+

3
Esempio 1.4. La successione an = (1)n e irregolare perche le successioni a2n e
a2n+1 sono costanti.
La successione bn = (2)n e irregolare perche le successioni b2n + e b2n+1 .

Veniamo adesso alla nozione di monotonia. Una successione an e

crescente se an an+1 per ogni n ammissibile;

decrescente se an an+1 per ogni n ammissibile;

strettamente crescente se an < an+1 per ogni n ammissibile;

strettamente decrescente se an > an+1 per ogni n ammissibile.

Esempio 1.5. La successione an = n2 e strettamente crescente, mentre la successione


bn = log 1 n e strettamente decrescente. La successione cn = n2 n e crescente ma
2
non strettamente crescente. La successione dn = sin n non e monotona.

2 Legame fra limitatezza, convergenza e monotonia


delle successioni
Direttamente dalla definizione di successione convergente discende che

Proposizione 2.1. Una successione convergente e limitata. Una successione divergente


non e limitata.

Non tutte le successioni limitate sono convergenti, ad esempio an = (1)n .

Esempio 2.1. Una successione irregolare puo essere limitata o non limitata. Ad
esempio an = (1)n e irregolare e limitata, mentre bn = (2)n e irregolare e non
limitata.

Proposizione 2.2. Una successione limitata e monotona (crescente o decrescente) e


convergente.

Esempio 2.2. La successione


 n
1
an = 1+
n

e limitata e monotona crescente, dunque e convergente.


Il valore del limite di an e il numero di Nepero.

Proposizione 2.3. Una successione monotona (crescente o decrescente) non e irregolare.

4
3 Algebra dei limiti e forme indeterminate
Proposizione 3.1. Siano date due successioni {an } e {bn } convergenti rispettivamente
ad l1 e l2 . Allora si puo dimostrare che

lim (an + bn ) = l1 + l2 ,
n+

lim (an bn ) = l1 l2 ,
n+

lim an bn = l1 l2 ,
n+ (1)
an l1
lim = l2 6= 0,
n+ bn l2
lim an bn = l1 l2 (l1 , l2 ) 6= (0, 0).
n+

Esempio 3.1. Siano date le successioni


1 n
an = 0, bn = 1.
n n+1
Allora
an + bn 1,

an bn 1,

bn an 1,

an bn 0,

an
0,
bn
an bn 0.

Vi sono tre problemi con le formule (1):


Coinvolgono solo successioni convergenti;

Nel rapporto fra successioni, se an 0 e bn 0 allora il limite non e calcolabile


poiche porge una forma indeterminata;

Nellultima formula, se an 0 e bn 0 allora il limite non e calcolabile poiche


porge una forma indeterminata.
Osserviamo che nel calcolo dei limiti quando affermiamo che an l, l non e solo un
numero ma un concetto piu astratto. Il limite di una successione indica che la nostra
successione si avvicina sempre piu ad l senza mai eventualmente assumerne il valore.
Stesso ragionamento se l e + o . Questo lo notiamo proprio nel caso in cui nel
rapporto fra due successioni la forma indeterminata del tipo 00 . 00 non e un numero
in aritmetica, ma in analisi dobbiamo intenderlo come il rapporto fra due quantita che
tendono a zero, il quale a seconda della situazione puo essere un numero finito od essere

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infinito. Stessa cosa per le altre forme indeterminate.
Similmente, se siamo in presenza di una successione che conduce a 10 (rispettivamente 1
)
in aritmetica non e un numero ma nellanalisi e una quantita che tende a uno fratto una
quantita che tende a zero (risp. infinito). Avremo che globalmente la frazione tende a
valori infiniti (risp. a zero).
Le formule (1) si estendono alle successioni divergenti, ma dovendo avere a che fare con
quantita che tendono a infinito, si introduce laritmetizzazione parziale del simbolo
di infinito.
+ + = +, = ,

(+)(+) = +, ()() = +, (+)() = ,

1 1
= + = ,
0+ 0
1 1
= 0+ , = 0 .
+
Le forme
0
+ 0 00
0
sono da considerarsi indeterminate, ovvero il loro risultato dipende dai casi.

4 Scioglimento delle forme indeterminate


Come si e notato il calcolo dei limiti risulta meno agevole quando si presentano forme
indeterminate. Concentreremo la nostra attenzione sui casi + e
.

4.1 La forma +
Presentiamo un esempio di limite che porge una forma indeterminata + .

Esempio 4.1. Consideriamo il limite


 
lim n+1 n .
n

Non possiamo usare lalgebra dei limiti poiche si presenta la forma indeterminata
+ .
Per sciogliere la forma indeterminata procediamo con la razionalizzazione:

  n+1+ n 1
n+1 n= n+1 n =
n+1+ n n+1+ n

Dunque   1 1
lim n + 1 n = lim = = 0.
n+ n+ n+1+ n +

6
Esempio 4.2. Consideriamo il limite

lim (log3 n log2 n) .


n+

Si presenta, anche in questo caso, la forma indeterminata + .


Per sciogliere la forma indeterminata procediamo come segue: ricordando la formula
del cambio di base
 
log2 n 1
log3 n log2 n = log2 n = log2 n 1 +.
log2 3 log2 3


4.2 La forma

Una successione {an } e detta infinita se la successione e divergente. Se devo calcolare il
rapporto fra due successioni infinite (e quindi sono in presenza della forma indeterminata

), in moltissimi casi e utile usare la gerarchia fra infiniti.


Il risultato del limite del rapporto di due successioni {an } e {bn } infinite puo essere


0 A),




l R {0} B),

an
lim =
n+ bn
C),








6 D).

Se accade A diremo che {an } e un infinito di ordine minore a {bn }; se accade B diremo che
{an } ha lo stesso ordine di infinito di {bn }; se accade C diremo che {an } e un infinitesimo di
ordine maggiore a {bn }; se accade D diremo che {an } e {bn } sono infiniti non confrontabili.

Esempio 4.3. Consideriamo le successioni

an = loga n, bn = n , cn = an .

Con R+ {0} e a > 1. Si puo dimostrare che lordine di infinito di an e minore


di bn che a sua volta e minore di cn , ovvero
loga n n
lim = 0, lim = 0.
n+ n n+ an

Esempio 4.4. Siano 0 < < . Allora an = n e un infinito di ordine minore a


bn = n , perche
n 1 1
lim = lim = = 0.
n+ n n+ n +

Esempio 4.5. Siano 1 < a < b. Allora an = loga n e un infinito dello stesso ordine

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di bn = logb n, perche

loga n log n
lim = lim log a n = loga b.
n+ logb n n+ a
log b a

Esempio 4.6. Siano 1 < a < b. Allora an = an e un infinito di ordine minore a


bn = bn , perche
an  a n
lim n = lim = 0.
n+ b n+ b

Vediamo ora uno specifico tipo di limite il quale presenta un rapporto in cui sono presenti
in somma infiniti di ordine diverso.

Esempio 4.7. Consideriamo

2n n2 + n + log n
lim .
n+ n4 log(2n)

In questo limite sono presenti due forme indeterminate: + e .
I limiti delle successioni come quello che abbiamo proposto si risolve come segue: a
numeratore si identifica lordine di infinito di ordine piu alto e si raggruppa; lo stesso
di fa al denominatore.
!
2
n n log n
2n 1 n + n + n
n 2
2 n + n + log n 2 2 2
= !
n4 log(2n) log(2n)
n4 1
n4

Passando al limite, le parti in rosso tendono a 0 per la gerarchia fra infiniti.


Quindi
2n n2 + n + log n 2n
lim = lim = +.
n+ n4 log(2n) n+ n4

Esempio 4.8. Consideriamo


n
lim .
n+ n + 1

Questo limite e una forma indeterminata del tipo
.
Usiamo il metodo dellesempio precedente:
n n
= .
n+1 n 1 + n1

Passando al limite, le parti in rosso tendono a 0 per la gerarchia fra infiniti.


Quindi
n n
lim = lim = lim 1 = 1.
n+ n + 1 n+ n n+

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Esempio 4.9. Dallesempio precedente consegue che la successione polinomio non
costante ha lo stesso ordine di infinito alla successione costituita dal monomio di
grado massimo.
Ad esempio la successione {3n5 n3 7n2 n + 1} ha lo stesso ordine di infinito
della successione {3n5 }.

Il prossimo esempio e chiarificatore sul concetto di gerarchia di infinito.

Esempio 4.10. Consideriamo le successioni

an = log3 n an = log2 n.

La successione an bn conduce alla forma indeterminata + : ma utilizzando


il cambio di base dei logaritmi abbiamo mostrato che an bn +.
Un lettore disattento puo quindi ipotizzare che essendo an bn + allora an sia di
ordine maggiore a bn . Questo ragionamento non e corretto perche lordine di infinito
fra due successioni coinvolge il loro rapporto e non la loro differenza. Infatti abbiamo
gia provato in precedenza che le due successioni hanno lo stesso ordine di infinito.

Le altre forme indeterminate non trattate verranno viste per le funzioni reali di variabile
reale.

5 Esercizi
Esercizio 5.1. Utilizzando la definizione di convergenza provare che
n
lim = 1.
n+ n + 1

Esercizio 5.2. Utilizzando la definizione di divergenza provare che

lim n2 + 1 = +.

n+

Esercizio 5.3. Provare che an = n(1)n e una successione irregolare.


Esercizio 5.4. Risolvere i seguenti limiti:

n+1 3
n+n
lim n+1 , lim ,
n+ e n+ 2n
en 2(e + 1)n + 4(5n ) log2 n log3 n
lim , lim ,
n+ 9n1 + 2n n+ n2 + 2 log2 n

n n4 + n3 + 1 n2
lim , lim .
n+ n2 + 1 n + 1 n+ n
Esercizio 5.5. Nella dispensa abbiamo visto lalgebra dei limiti di funzioni non irregolari.
Ma se dovessimo calcolare
sin n
lim
n+ n
oppure
lim (n + sin n)
n+

9
come potremmo fare?
Non potendo usare lalgebra dei limiti, essendo la successione {sin n} irregolare, dobbiamo
appoggiarci ad alcuni teoremi detti del confronto.
Supponiamo che an e bn siano due successioni convergenti ad l e che cn sia una successione
tale per cui an cn bn definitivamente rispetto ad n. Allora si puo dimostrare che
cn l. Questo e il primo teorema del confronto.
Con questo teorema possiamo calcolare il primo limite: essendo | sin n| 1 allora
1 sin n 1
1 sin n 1 .
n n n
Poiche la successione { n1 } converge a 0 allora

sin n
lim = 0.
n+ n

Supponiamo ora che an sia una successione divergente a + e bn una successione tale
che an bn . Allora si puo dimostrare che anche bn diverge a +. Questo e il secondo
teorema del confronto. Se invece an diverge a e bn an allora an diverge a .
Con questo teorema possiamo calcolare il secondo limite: essendo n 1 < n + sin n allora

lim (n + sin n) = +.
n+

Con i due teoremi del confronto che abbiamo enunciato calcolare i limiti
(1)n n sin n
lim , lim n(1)n , lim .
n+ n n+ n+ n3

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