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Dai numeri multipli di 6 alla Riemann Hypothesis

(i criteri di Robin e Lagarias)


Rosario Turco, gruppo Eratostene

Abstract
In questo lavoro riprendiamo l equivalenza di Lagarias RH1 = RH, già oggetto di altri lavori
precedenti (vedi riferimenti), con approfondimenti ulteriori sulla funzione (n) e sulla funzione
L(n) e con una rivisitazione del criterio di Robin che permette ulteriori sviluppi.

L ipotesi di Riemann riguarda i numeri primi e la loro distribuzione non casuale lungo la retta
numerica. La letteratura su questa ipotesi una dei sette problemi del millennio è vastissima , ma
finora la dimostrazione della RH basata sulla funzione zeta si è dimostrata una strada molto ardua.

Un possibile studio, che permette di dare ulteriori informazioni e maggiori indizi sulla verità della
RH, si può fare tramite i numeri con più divisori primi (numeri abbondanti) anziché direttamente
con i numeri primi, che hanno come divisori solo 1 e sé stessi (numeri deficienti ). In altri termini
è possibile affrontare il problema RH dalla parte opposta a quella tradizionale: invece di partire dai
numeri primi, si può partire dai numeri abbondanti e in ogni caso passando per un problema
additivo.

Tutto ciò che è descritto nell articolo è verificabile con uno strumento come PARI/GP con le
funzioni in esso disponibili: divisors(n), sigma(n), omega(n) e bigomega(n).

Definizione di funzione (n)


Sia n un numero intero, la funzione (n) è definita come la somma dei divisori di n, compreso n:
( n) d
d |n

La funzione (n) è definita moltiplicativa (ma non completamente moltiplicativa) perché è:

n, m : MCD (m, n) 1 (m,n coprimi) (m n)= (m) (n)


Inoltre è:
p a+1 1
p prime number : (p a )=1+p+...+p a =
p 1

Figura 1 andamento di (n)

1
Se n p1q1 * p2 q2 *...* pk qk allora essendo una serie geometrica
qi pi qi +1 1
2 qi
(pi )=1+pi +pi ...+pi = (1)
pi 1
e quindi
p1q1 +1 1 p 2q2 +1 1 p k qk +1 1 k
pi qk +1 1
( n) ... (2)
p1 1 p2 1 pk 1 i 1 pk 1
Soddisfa quindi l identità:
(m+1)
pi 1
( n) (3)
p m |n p 1
Definizione di funzione (n) (o bigomega(n))
Sia n un numero intero, la funzione (n) è definita come il numero di fattori primi con molteplicità
di n.

Definizione di funzione (n) (o omega(n))


Sia n un numero intero, la funzione (n) è definita come il numero di fattori primi di n.

Definizioni di numeri abbondanti, deficienti, perfetti, superabbondanti, primoriali


Un numero n si definisce abbondante se (n)>2n. Un numero n si dice deficiente se (n)<2n. Un
numero n si dice perfetto se (n)=2n.

Eulero dimostrò che Se 2n-1 è un numero primo allora 2n-1(2n-1) è un numero perfetto (Sui
numeri perfetti esistono molte altre proprietà ed un legame anche col problema di Collatz - vedi
Rif. 6)

Un numero n si dice superabbondante quando è un composto che ha un numero di divisori


maggiore di ogni altro numero minore di n.

Un numero n si dice primoriale se è il prodotto dei numeri primi minori di n. Per indicare un
numero primoriale di solito dopo il numero si mette il simbolo #.

Il fattoriale di n, indicato con n!, è il prodotto di tutti i numeri da 1 a n.

Esempi:
12 è un numero abbondante perché la somma dei suoi divisori escluso il 12 è:
1+2+3+4+6=16
6 è un numero perfetto perché la somma dei suoi divisori escluso il 12 è: 1+2+3=6
31 è un numero deficiente perché la somma dei suoi divisori escluso il 31 è: 1
7# = 7*5*3*2=210 (primoriale)
4!= 4*3*2*1=24 (fattoriale)

Lemma 1 della funzione (n) con n numero primo


Sia p un numero primo, la funzione (p) = p + 1.

Dimostrazione
Se p è un numero primo, esso ha come divisori solo 1 e p (fattori banali); dalla definizione della
funzione additiva (n) ne consegue direttamente che (n = p) = p + 1.

2
Lemma 2 della funzione (n) con n numero composto
Sia n un numero composto, è sempre (n) > n + n1/2.

Dimostrazione
Consideriamo il caso col minor numero di termini n=p12 con p1 numero primo, quindi n composto.
Dalla (1) precedente è:
(p12 )=1+p1 +p12
Poiché n=p12 e p=n1/2 è evidente che c è almeno il termine 1 che determina che (p12 )>p1 +p12 e,
quindi, già nel caso col minor numero di termini e con esponente 2 si verifica il Lemma; a maggior
ragione il Lemma è vero sia se il numero di termini in cui si scompone n è maggiore di p1 (es:
n=p1*p2 *pk) sia se l esponente considerato è maggiore di 2.

Lemma 3 della funzione (n)


E sempre (n) > n.

Dimostrazione
La dimostrazione è una conseguenza della definizione (n) somma dei divisori di n, compreso n e
dei Lemma 1 e 2; per cui il Lemma è vero.

Lemma 1 dei numeri interi multipli di 6


I numeri interi di forma n=6k non sono numeri primi e a parità di k hanno più divisori rispetto ai
numeri di forma n=6k + 1, n=6k + 2, n=6k + 3; per cui la funzione (n) per la forma n=6k ha valore
maggiore della corrispondente funzione (n) relativa alle forme n=6k + 1, n=6k + 2, n=6k + 3.

Dimostrazione
Consideriamo le 4 forme enunciate a parità di k.

Una forma 6k+1 ha come minimo i seguenti divisori: 1|6k+1, 6k+1|6k+1. Tale forma solitamente
contiene i numeri primi (solo 2 divisori in tal caso), ed eventualmente, se 6k+1 non è primo, anche
i prodotti dei numeri primi e/o le loro potenze.

Una forma 6k+2 dà luogo ad un numero pari ed ha almeno come divisori l 1, il 2 e le potenze del 2
non superiori al numero, ma nessun multiplo di 3. Tipicamente ha un numero di divisori maggiori
di 6k±1 ma minore di 6k.

La forma 6k + 3 ha il divisore comune 3 ma non il 2, con un numero di divisori simile a quello di


6k+2 e non è detto che la somma dei divisori della forma 6k + 3 sia maggiore di quello della forma
6k + 2.

Una forma 6k, invece, ha almeno sei divisori 1|6k, 2|6k, 3|6k, 6|6k, k|6k, 6k|6k. Sicuramente la
forma 6k, tra i suoi divisori, ha tutte le potenze del 2 non superiori al numero; in particolare, il
numero di potenze del 2 qui disponibili è maggiore delle altre forme a parità di k; per cui ha più
divisori e la somma dei divisori di conseguenza a parità di k dà risultati maggiori. E ciò dimostra
quanto enunciato.

Una tecnica per rendersene conto è anche la scomposizione del numero come somma di potenze del
2: se al primo termine potenza di 2 occorre aggiungere un altro, allora è da considerare solo il primo
termine. Un algoritmo di scomposizione è presentato nella libreria libThN.txt del sito. La
funzionalità è f2k(n) (Vedi Rif. 6)

3
Esempio
Ipotizziamo k=4 (per evitare il caso del numero primo per la forma 6k+1 e dare più possibilità a tale
forma).

forma 6k+1 (25)=1+5+25=31


forma 6k+2 (26)=1+2+13+26=42
forma 6k+3 (27)=1+3+9+27=40
forma 6k (24)=1+2+3+4+6+8+12+24=60

Lemma 2 dei numeri interi multipli di 6


I numeri di forma n=6k contengono tutti i numeri abbondanti, i fattoriali ed i loro multipli ma anche
i numeri primoriali e i loro multipli.

Dimostrazione
In entrambi i casi i primi due divisori sono 2 e 3 e 2*3 = 6, che sono comuni a tutti i suddetti
numeri, che quindi sono tutti multipli di 6.

Si noti, inoltre, che le forme 6k+1 contengono numeri difettivi. Inoltre come vedremo i numeri
abbondanti sono connessi alla RH tramite la funzione L(n) nell equivalenza di Lagarias RH1 = RH
(Vedi Rif. 1, Rif. 2 e Rif. 3).

Ordine asintodico di (n)


Una funzione aritmetica f(n) ammette come ordine medio (average order) la funzione g(n) se e
solo se (sse) le somme parziali sono asintoticamente equivalenti per grandi valori di n:

f (1) ... f (n) g (1) ... g (n)

Una funzione f(n) ammette come ordine massimo (maximal order) g(n) sse per grandi valori di n
è:
f ( n)
lim 1
sup g ( n)

Se consideriamo la funzione (n) il suo ordine medio è n 2/6, mentre l ordine massimo è
e n log log n O(1)
Formalmente è:
2 2
x
(d ) O( x log x)
d x 12
Gronwall nel 1913 provò che:
( n)
lim e
sup n log log n
Robin provò invece che per n 3
(n) e n log log n C / log log n, C 0.6482

Serie di Ramanujan-Hardy (RHS)


Le oscillazioni di (n) attorno all ordine medio si possono rappresentare con la serie RHS:

2
(n)=n / 6[(1 ( 1) n ) / 22 2 cos(2 / 3n )) / 32
2 cos(1/ 2n ) / 42 2[cos(2 / 5n ) cos(4 / 5n )] / 52 ...]
4
o in generale:
2
n cq (n)
(n)= ( 2
)
6 q 1 q

dove cq exp(2 1hn / q ) è la somma di Ramanujan.


( h ,q ) 1

Legame di (n) con la zeta di Riemann


La funzione è legata alla funzione zeta di Riemann dalla seguente relazione:
( n)
(s) (s ) (4)
n 1 ns
In particolare 0(n) è la funzione tau.

Definizione di Hn
Hn è l n-esimo numero armonico, ovvero è la somma dei reciproci dei primi n numeri interi:
n
1
Hn
j 1 j

Nel 2002 Lagarias pubblicò un criterio elementare per la RH, basato sulla definizione di L(n). Esso
si basava a sua volta sul criterio di Robin.

Definizione di funzione L(n)


L(n) = h(n) - (n) (5)
dove:
h(n) = Hn + e^Hn log Hn
Hn = ln(n) +
= 0,57721 ( costante di Eulero Mascheroni)

Criterio di Robin
Nel 1984 Robin aveva trovato che la RH è vera per:
( n) d <e n log log n, n 5041 (6)
d |n

Viceversa se la RH è falsa allora per infiniti valori n


(n) e n log log n

La prova di Robin era basata sulla teoria di Erdos sui numeri abbondanti colossali risalente al
1942 (che vedremo brevemente anche nel seguito per la verifica dei contro esempi).

La ineguaglianza di Robin è inesatta solo per 27 numeri al di sotto di n=5041, il cui elenco è dato
da: [2, 3,4,5,6,8,9,10,12,16,18,20,24,30,36,48,60,72,84,120,180,240,360,720,840,2520,5040].

Una semplice osservazione su tali eccezioni è che il valore massimo 5040=7! Inoltre alcuni numeri
sono multipli di 6!, e così via andando a ritroso; sono presenti anche i fattoriali 2!, 3!, 4!, 5! e 6!
con alcuni loro piccoli multipli. Ricordiamo che I numeri naturali sono tutti multipli dei numeri
primi, e si trovano nelle altre forme 6k, 6k+2, 6k+3 a differenza dei numeri primi che si trovano
nelle forme 6k+1.

La cosa stupefacente della (6) per n>5041 però è che tutti i numeri naturali (un infinità rispetto alle
27 eccezioni per n<5041) rispettano la RH. La RH, cioè, è insita nell ordine naturale dei numeri!
5
Il risultato di sopra si può sperimentare con la funzionalità listIntRobin(n1,n2) disponibile nella
libreria libThN.txt

Inoltre dal Teorema di Gronwall si scopre che il limite superiore è:


( n)
lim sup e (7)
n n log log n
O che:
( n)
lim sup 1 (8)
n e n log log n

E la (8) è in accordo con il fatto che per la funzione (n) l ordine massimo è
e n log log n O(1)

Definendo rR come il rapporto di Robin è:


e n log log n
rR 1, n 5040 (9)
(n)

Enunciato dell equivalenza Lagarias RH1=RH


Affinché la RH1 e anche la RH siano vere è che per ogni n>0, escluso n=1, sia L(n) > 0.

Dimostrazione
Procediamo con una dimostrazione per assurdo. Il caso n=1 per cui è h(n)= (n) nell enunciato
precedente è escluso, per cui partiamo dall ipotesi che per n>0 sia L(n) 0. Affinché ciò sia vero
occorre che (n) h(n) nella (5). In tal caso dobbiamo valutare come varia h(n) rispetto a (n) ed
un buon indicatore è già la derivata prima (come concetto di variazione) rispetto ad n di ognuno dei
due termini in gioco.

Ora è evidente che (n) è una somma di divisori (o costanti) per cui la sua derivata prima si annulla:

d ( n)
0
dn

Mentre la derivata prima di h(n) è:

dh(n) 1 (ln n )
[e (1 ln n) 1]
dn n

Ciò significa che a parità di n la variazione di h(n) è maggiore di quella di (n) per cui è sempre
h(n)> (n) e, quindi, siamo arrivati ad una contraddizione dell ipotesi di partenza nella
dimostrazione per assurdo; di conseguenza deve essere obbligatoriamente L(N)>0 e ciò comporta
che la RH1 è vera ed è vera anche la RH.

Verifica dei contro esempi


Dai Lemma della funzione (n) con n numero primo , Lemma 1 dei numeri interi multipli di 6 e
Lemma 2 dei numeri interi multipli di 6 , si deduce che per poter ottenere dei contro-esempi per
cui (n) h(n) è più probabile che questo avvenga con numeri abbondanti o comunque multipli di

6
6: solo in tal caso il valore di (n) potrebbe assumere un valore pericoloso tale che (n) h(n) e,
quindi, individuando dei contro esempi. Mentre è sicuramente meno probabile che ciò avvenga con
numeri primi o difettivi o con minor numero di divisori. Per cui è sufficiente limitarsi all analisi dei
numeri n abbondanti multipli di 6 (escluso il 6 che è perfetto), potendo tranquillamente ignorare
tutti gli altri.

Costruiamo a questo punto la Tabella 1, mettendo in rosso quei numeri laddove si possono
esprimere anche come fattoriali.

k n=6k Hn h(n) (n) L(n) (n)


1 6 2,368969 11,58549 12 -0,41451 2
2 12 3,062117 26,9805 28 -1,0195 3
3 18 3,467582 43,33174 39 4,331736 3
4 24=4! 3,755264 60,31433 60 0,314332 4
5 30 3,978407 77,76149 72 5,761492 3
6 36 4,160729 95,57349 91 4,573486 4
7 42 4,31488 113,6844 96 17,68442 3
8 48 4,448411 132,0477 124 8,047731 5
9 54 4,566194 150,6288 120 30,62884 4
10 60 4,671555 169,4011 168 1,401144 4
11 66 4,766865 188,3436 144 44,34356 3
12 72 4,853876 207,439 195 12,439 5

20 120=5! 5,364702 364,3928 360 4,392838 5


...
30 180 5,770167 567,6707 546 21,67072 5
...
40 240=2*5! 6,057849 776,0559 744 32,05588 6
...
50 300 6,280992 988,1066 868 120,1066 5
59 354 6,446507 1181,4 1181,4 3
60 360=3*5! 6,463314 1203,001 1170 33,00092 6
...
100 600=5*5! 6,97414 2082,491 1860 222,4913 6
...
120 720 7,156461 2530,871 2418 112,8706 7
Tabella 1
(valori ottenibili con la funzione sigma(n) e bigomega(n) di PARI/GP)

In Tabella 1, i primi due primi valori di L(n) sono negativi, essendo, come tutti gli altri,
approssimati per difetto. I valori reali sono positivi, vedi esempi per n = 60 ed n = 120 (vedi Rif. 2)

Dalla Tabella 1 emerge che, al crescere dei numeri di forma n = 6k, contenenti tutti i fattoriali e i
loro multipli, i numeri abbondanti e i numeri superabbondanti (così detti quando sono più
abbondanti di tutti i numeri precedenti), L(n) cresce sempre più (sia pure in modo irregolare),
essendo h(n) sempre maggiore di (n). La Figura 2 di seguito evidenzia quanto detto.

7
L(n) per numeri abbondanti n=6k

2500
2000
L(n) 1500 L(n)
1000 n=6k
500
0
1 19 37 55 73 91 109 127
k

Figura 2 L(n) per numeri abbondanti n=6k

Come si vede L(n) cresce al crescere di n=6k. Nella tabella 2 riportiamo anche esempi di numeri
superabbondanti e abbondanti colossali, come nel precedente lavoro L equivalenza di Lagarias
RH1 = RH esaminata con i soli numeri fattoriali (vedi Rif. 1).

n=6k h(n) (n) L(n) rL rR


2520 9556 9359 197,73 1,0210 0,98695
5040 19813,70 19343 470,18 1,0243 0,99446
55440=11*7! 240865,88 232127 8738,88 1,0376 1,01702
720720=11*13*7! 3388772,70 3249726 139046,70 1,0427 1,02769
4324320=6*11*13*7! 21248371 20319979 928392 1,0456 1,03337
21621600 109943891 104972868 4971023 1,0473 1,03676
367567200 1966723222 1889662975 77060246 1,0407 1,03288
6983776800 39034892710 3776200040 1238692668 1,0336 1,027036
160626866400 933604818926 907059914600 26544901330 1,0292 1,02510

Tabella 2 numeri colossali

In pratica è sempre h(n)> (n) e se chiamiamo rL il rapporto Lagarias il tutto è equivalente a:

r L = h(n)/ (n)>1 (10)

Come si vede, anche per numeri colossali i valori rL crescono da 1,0210 a 1,0473, ma mai è rL 1.

Se ci soffermiamo solo sui valori della tabella è come se il grafico avesse una gobba con punto più
alto 1,0473. Lo stesso tipo di grafico a gobba si presenta in altri casi che riguardano i numeri
primi, come nel TNP (Teorema dei numeri primi) (Vedi Due formule più precise per il Calcolo

8
dell N° numero primo e di (N) , ma tale gobba non impedisce al TNP di essere vero (dimostrato
da Hadamard e Vallee-Poussin); né, nell equivalenza Lagarias RH1=RH, essa impedisce alla RH1
di essere vera (con rL >1 e quindi senza contro esempi rL < 1).

In tabella 2 però abbiamo anche riportato il rapporto di Robin rR per un confronto con rL e si nota
che l equivalenza di Lagarias ed il criterio di Robin danno risultati leggermente diversi: rL > rR. Il
criterio di Robin è più stringente .

Un altro modo di analizzare la RH1 e che permette di giustificare la (5) e la (10) è la funzione (n)
(Vedi tabella 1 precedente). In pratica esiste una differente velocità di crescita di h(n) rispetto a (n)
o di Hn rispetto a (n). In altre parole, il numero dei fattori primi di n (dai quali dipendono i
divisori e la loro somma (n) ed omega(n)) cresce lentamente rispetto a ln(n) e al numero armonico
Hn = ln(n) + 0,57721; tale differenza di velocità si conserva sempre. Nella tabella 1 si osserva
chiaramente che, al crescere di n, Hn > (n).

Keith Briggs, nel suo articolo Abundant number and the Riemann Hypothesis , accennato nel sito
http://projecteuclide.org/euclid.em/117589744, ma non scaricabile da chi non è abbonato al Journal,
ha evidenziato anch egli che i numeri abbondanti hanno una possibile relazione con l ipotesi di
Riemann.

La RH1 usando semplicemente una strada indiretta e complementare ai numeri primi (sostituendo il
problema moltiplicativo dei numeri primi col problema additivo dei divisori di n) dà tutti gli
elementi e gli indizi per dire che la RH è vera. Non fornisce però gli strumenti matematici per
dimostrare direttamente la RH, ovvero di dimostrare che tutti gli zeri della funzione zeta di
Riemann giacciono sulla retta ½ .

La differenza principale tra le due ipotesi RH1 e RH è che mentre per la RH il contro esempio è uno
zero non banale fuori dalla retta critica ½, nella RH1 il contro esempio è un valore nullo o negativo
di L(n).

Un altra differenza è che la RH si basa sui numeri primi e quindi con i soli fattori banali 1 e p,
mentre la RH1 si basa, all opposto, sui numeri n = 6k, e cioè sui numeri con più fattori di tutti gli
altri e quindi abbondanti, e con i valori più alti della funzione (n), che ovviamente nei numeri
primi è minima ( (p) = p +1 )

Ulteriori lavori sul criterio di Robin


Da Young Ju-Choie, Nicolas Lichiardopol, Pieter Moree et Patrick Solè in On Robin s criterion
for the Riemann Hypothesis è stato dimostrato che se consideriamo con l insieme degli interi
n 1 che soddisfano la disuguaglianza:
( n) d <e n log log n, n 5041
d |n

allora è:
1. Ogni dispari diverso da 1, 3, 5, 9 è in
2. Sia =[2,3,5,6,10,30], ogni intero non quadrato perfetto che non è in è in .
3. Ogni intero privo di 5 è un elemento di .
4. I pari non quadrati perfetti hanno una densità ½ - 2/ 2=0,2973 (che rappresenta quasi la
prova della RH!)

9
Eccezioni di Robin
Abbiamo visto che il criterio di Robin porta a 27 eccezioni al di sotto di n=5041; di cui almeno tre
numeri primi:2,3,5.

Ora due sono le possibilità: o la disuguaglianza da usare al di sotto di n=5041 è un altra oppure la
disuguaglianza è comunque corretta individuando 3 numeri primi eccezione.

Punti aperti
Altri problemi da investigare con il criterio di Robin sono:
i legami che esistono tra una progressione numerica i cui numeri interi soddisfano la
disuguaglianza di sopra e la GRH di Dirichlet;
come legare il criterio di Robin alla teoria dei campi (Dedekind zeta function);
come legare il criterio di Robin alla Weil zeta function dove è noto che la RH è valida

Conclusioni
In riferimento alla RH, Keith Devlin nel suo libro I problemi del millennio congettura su una
eventuale simmetria rispetto alla retta reale che costringe gli zeri a stare sulla retta 1/2. In
particolare a pag. 72-73 dice: Quando gli studiosi esaminarono gli scritti di Riemann dopo la sua
morte, scoprirono la seguente nota, tanto stimolante quanto elusiva: << Queste proprietà di (s) [la
funzione in questione] sono dedotte da un espressione che, tuttavia, non ho pubblicato, non
essendo riuscito a semplificarla abbastanza >> Nessuno sa a quale espressione Riemann si stesse
riferendo: Potrebbe essere legata ad un risultato che effettivamente egli stabilì nel suo articolo: in
altre parole, l esistenza di una funzione (s) tale che, per tutti i complessi s 1,

^-s/2 (s) = ^-(1-s)/2 (1- s) (1 - s)

Questa equazione ci dice che in corrispondenza di s e di (1 s) la funzione zeta assume valori


strettamente correlati. In altre parole, la funzione zeta ha una certa simmetria intorno alla retta
critica (e cioè la retta verticale passante per il punto d ascissa 1/2 sull asse dei numeri reali).
Riemann aveva forse intuito che questa simmetria costringe tutti gli zeri a trovarsi sulla linea di
simmetria?

Potrebbe anche non essere necessariamente così; la (4), che rappresenta il legame tra la somma dei
divisori e la zeta di Riemann, in fondo non ci richiama a simmetrie evidenti. Con Sulle spalle dei
giganti abbiamo visto tutti i notevoli passi avanti fatti finora ma le dimostrazioni e le conoscenze
attuali rappresentano solo un tassello in più rispetto ad un notevole mosaico; inoltre ogni tassello da
solo non è mai assorto a strumento utile alla risoluzione definitiva della RH. La dimostrazione della
RH, con rigorosi passaggi matematici, come accennato nel Rif. 4, richiede ancora di scalare
direttamente la vetta del problema moltiplicativo dei numeri primi.

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Riferimenti
1. L equivalenza di Lagarias RH1 = RH esaminata con i soli numeri fattoriali. Nuova proposta di soluzione per la
congettura di Goldbach Di Noto, Francesco e Michele, Nardelli
pubblicato sul sito del Dott. Nardelli e sul database Solar del CNR

2. Proposta di dimostrazione della variante Riemann di Lagarias equivalente all ipotesi di Riemann RH, con RH1 =
RH
pubblicato sul sito del Dott. Nardelli e sul database Solar del CNR

3. Sulle spalle dei giganti versione in italiano e in inglese


pubblicato sul sito del prof. Matthew R. Watkins, sul database Solar del CNR, sul Bookshelf di Rudi Mathematici

4. Numeri primi in cerca d autore


pubblicato sul sito di ERATOSTENE, sul database Solar del CNR

5. Abundant numbers and the Riemann Hypothesis di Keith Briggs


http://projecteuclid.org
http://projecteuclid:org.euclid.em/1175789744

6. Congettura di Collatz in N - Riducibilità, Pseudo riducibilità e Isopath riducibilità dei numeri - Tecnica
dell isopath massimo e dei numeri perfetti - Vettore parità e Parità - Teorema di Terras pubblicato sul sito di
ERATOSTENE, sul Bookshelf di Rudi Mathematici e sul database Solar di CNR

Siti
CNR SOLAR
http://150.146.3.132/

Prof. Matthew R. Watkins


http://www.secamlocal.ex.ac.uk

Ala d d in s La m p (ing. Rosario Turco)


www.geocities.com/SiliconValley/Port/3264 menu MISC section MATEMATICA

ERATOSTENE group
http://www.gruppoeratostene.com

Dr. Michele Nardelli


http://xoomer.alice.it/stringtheory/

Blog
http://MATHBuildingBlock.blogspot.com
Colonnese Maria, Rosario Turco

Bookshelf

http://rudimathematici.com/bookshelf.htm

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