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Pali per illuminazione pubblica

NORMA ITALIANA Specifiche per pali per illuminazione pubblica di UNI EN 40-6
alluminio
Seconda edizione
MAGGIO 2001

Lighting columns
Specification for aluminium lighting columns

CLASSIFICAZIONE ICS 93.080.40

NORMA EUROPEA
SOMMARIO La norma specifica i requisiti per pali per illuminazione pubblica di allumi-
nio e include la descrizione dei materiali e il controllo di conformità. Si
applica a pali diritti che non superano i 20 m di altezza per apparecchi di
illuminazione con attacco cima-palo e a pali con bracci che non superano i
18 m di altezza per apparecchi di illuminazione con attacco laterale.

RELAZIONI NAZIONALI La presente norma è la revisione della UNI EN 40-6:1985 e unitamente alla
UNI EN 40-3-1 la sostituisce. Nel contempo, unitamente alla UNI EN 40-5,
sostituisce la UNI EN 40-3:1985 e la UNI EN 40-4:1985.

RELAZIONI INTERNAZIONALI = EN 40-6:2000


La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 40-6 (edizione aprile 2000).

ORGANO COMPETENTE Commissione "Costruzioni stradali ed opere civili delle infrastrutture"

RATIFICA Presidente dell'UNI, delibera del 16 maggio 2001

UNI © UNI - Milano


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 4 UNI EN 40-6:2001 Pagina I


PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana, del-
la norma europea EN 40-6 (edizione aprile 2000), che assume così
lo status di norma nazionale italiana.
La traduzione è stata curata dall'UNI.
La Commissione "Costruzioni stradali ed opere civili delle infrastrut-
ture" dell'UNI segue i lavori europei sull'argomento per delega della
Commissione Centrale Tecnica.
Rispetto all'edizione precedente, sono stati modificati titolo, scopo e
campo di applicazione.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli-


cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di es-
sere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l'esistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

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INDICE

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1

3 DEFINIZIONI 2

4 MATERIALI 2

5 DIMENSIONI 2

6 PROGETTO E VERIFICA DEL PROGETTO 2

7 SALDATURA 2

8 GIUNTI 3

9 PROVA D’URTO 3

10 FINITURA INTERNA E SPIGOLI VIVI 3

11 PROTEZIONE CONTRO LA CORROSIONE 4

12 MARCATURA 4

13 CONTROLLO DI CONFORMITÀ 4
prospetto 1 Dimensione del campione di controllo in base alla dimensione del lotto .................................. 4
figura 1 Calibro in acciaio per la verifica della rettilinearità ............................................................................ 5

14 CRITERI DI ACCETTAZIONE 6

15 RIESAME 8

APPENDICE A PROTEZIONE CONTRO LA CORROSIONE PER PALI PER


(informativa) ILLUMINAZIONE DI ALLUMINIO 9

APPENDICE B RACCOMANDAZIONI PER L’IMMAGAZZINAGGIO E L’INSTALLAZIONE 10


(informativa)

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Pali per illuminazione pubblica
NORMA EUROPEA Specifiche per pali per illuminazione pubblica di EN 40-6
alluminio

APRILE 2000

Lighting columns Sostituisce


EN 40-6:1982
EUROPEAN STANDARD Specification for aluminium lighting columns EN 40-3:1982
e EN 40-4:1982
Candélabres d’éclairage public
NORME EUROPÉENNE Spécifications pour les candélabres d’éclairage public en aluminium

Lichtmaste
EUROPÄISCHE NORM Regeln für Maste aus Aluminium

DESCRITTORI

ICS 93.080.40

La presente norma europea è stata approvata dal CEN il 16 luglio 1999.


I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC
che definiscono le modalità secondo le quali deve essere attribuito lo status di
norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche. Gli elenchi
aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali corrisponden-
ti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centrale oppure ai
membri del CEN.
La presente norma europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese e
tedesca). Una traduzione nella lingua nazionale, fatta sotto la propria respon-
sabilità da un membro del CEN e notificata alla Segreteria Centrale, ha il me-
desimo status delle versioni ufficiali.
I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comité Européen de Normalisation
Europäisches Komitee für Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

© 2000 CEN
Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono
riservati ai Membri nazionali del CEN.

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PREMESSA
La presente norma europea è stata elaborata dal Comitato Tecnico CEN/TC 50 "Pali per
illuminazione", la cui segreteria è affidata al BSI.
La presente norma europea sostituisce la EN 40-6:1982, EN 40-3:1982 e la EN 40-4:1982.
Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o me-
diante la pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro otto-
bre 2000, e le norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro ottobre 2000.
La presente norma europea è stata elaborata nell'ambito di un mandato conferito al CEN
dalla Commissione Europea e dall'Associazione Europea del Libero Scambio, ed è di
supporto ai requisiti essenziali della/e Direttiva/e UE.
In conformità alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei se-
guenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Danimarca,
Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Pae-
si Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.
La presente norma europea è la sesta di una serie di norme riguardanti le specifiche per
pali per illuminazione pubblica; la presente norma è composta dalle seguenti sei parti:
Parte 1: Definitions and terms
Parte 2: General requirements and dimensions
Parte 3: Design and verification
3-1 Specification for characteristic loads
3-2 Verification by testing
3-3 Verification by calculation
Parte 4: Specifications for reinforced and prestressed concrete lighting columns
Parte 5: Specifications for steel columns
Parte 6: Specifications for aluminium columns

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1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
La presente norma europea specifica i requisiti per pali per illuminazione pubblica di alluminio
e include la descrizione dei materiali e il controllo di conformità. Si applica a pali diritti che non
superano i 20 m di altezza per apparecchi di illuminazione con attacco cima-palo e a pali con
bracci che non superano i 18 m di altezza per apparecchi di illuminazione con attacco laterale.
La presente norma europea specifica le prestazioni riguardanti il requisito essenziale di
resistenza ai carichi orizzontali (dovuti al vento), definiti conformemente al prEN 40-3. La
sicurezza passiva e il comportamento di un palo in seguito all’urto con un veicolo non ven-
gono trattati nella presente norma. Per questo tipo di pali per illuminazione sono previsti
requisiti aggiuntivi (vedere prEN 40-2).

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni
contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati
del testo e vengono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive
modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte
nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non da-
tati vale l’ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento.
EN 40-1 Lighting columns - Definitions and terms
prEN 40-2:1999 Lighting columns - General requirements and dimensions
EN 40-3-1 Lighting columns - Design and verification - Specification for
characteristic loads
EN 40-3-2 Lighting columns - Design and verification - Verification by testing
prEN 40-3-3 Lighting columns - Design and verification - Verification by calculation
EN 287-2 Approval testing of welders for fusion welding - Aluminium and
aluminium alloys
EN 288-1 Specification and approval of welding procedures for metallic
materials - General rules for fusion welding
EN 288-2 Specification and approval of welding procedures for metallic
materials - Welding procedures specification for arc welding
EN 288-4 Specification and approval of welding procedures for metallic
materials - Welding procedure tests for the arc welding of aluminium
and its alloys
EN 288-8 Specification and approval of welding procedures for metallic
materials - Approval by a pre-production welding test
EN 485-3 Specification for aluminium and aluminium alloys - Sheet, strip and
plates - Tolerances on shape and dimensions for hot rolled products
EN 485-4 Tolerances on shape and dimensions for cold rolled products
EN 755-7 Aluminium and aluminium alloys - Extruded rod/bar, tube and
profiles - Seamless tubes, tolerances on dimension and form
EN 755-8 Porthole tubes, tolerances on dimensions and form
EN 970 Non-destructive examination of fusion welds - Visual examination
EN 1011-1 Welding - Recommendations for welding of metallic materials -
General guidance for arc welding
prEN 1011-4 Welding - Recommendations for welding of metallic materials -
General guidance for arc welding of aluminium and aluminium alloys
EN 1706 Aluminium and aluminium alloys - Castings - Chemical composition
and mechanical properties
EN 10025 Specification for hot rolled products of non-alloy structural steels
and their technical delivery conditions
EN 10204 Metallic products - Types of inspection documents
EN 50102 Degrees of protection provided by enclosures for electrical
equipment against external mechanical impacts (IK code)

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3 DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma si applicano le definizioni della EN 40-1.

4 MATERIALI

4.1 Alluminio
I materiali usati devono essere conformi alle prescrizioni contenute in una delle seguenti
norme: EN 485-3, EN 485-4, EN 755-7, EN 755-8 e EN 1706.
Per evitare l’azione elettrolitica tra i bulloni di fondazione e la piastra di appoggio si deve
isolarli o separarli fisicamente.

4.2 Bulloni di fondazione


Le proprietà meccaniche minime dell’acciaio usato per bulloni di fondazione devono sod-
disfare i requisiti previsti dalla EN 10025, grado S 235 JR.

5 DIMENSIONI
Le dimensioni devono essere conformi al prEN 40-2.

6 PROGETTO E VERIFICA DEL PROGETTO


Il palo deve essere progettato in modo da sostenere in condizioni sicure i carichi propri e
i carichi dovuti al vento, specificati in conformità alla EN 40-3-1.
La struttura di un palo per illuminazione pubblica deve essere verificata mediante calcolo
in conformità al prEN 40-3-3 o mediante prove in conformità alla EN 40-3-2.

7 SALDATURA

7.1 Processo di saldatura


La saldatura ad arco dell’alluminio e delle sue leghe deve essere conforme alle prescri-
zioni della EN 1011-1 e del prEN 1011-4.

7.2 Procedure di saldatura


Le procedure di saldatura devono soddisfare i requisiti previsti dalla EN 288-1 e dalla
EN 288-2.
Per i giunti strutturali principali devono essere fornite procedure scritte che devono inclu-
dere, se necessario, il giunto della piastra di appoggio, il giunto tra l’alloggiamento elettri-
co e il fusto, il rinforzo della portella, qualsiasi giunto intermedio del palo, il giunto tra il palo
e il braccio e la saldatura del palo quando è effettuata al momento della realizzazione del
palo stesso.
Le procedure di saldatura devono essere approvate in conformità alla EN 288-8. I pro-
vini sottoposti a prova prima della produzione devono rappresentare i pricipali giunti
strutturali.
Le procedure di saldatura devono essere verificate mediante prove secondo le prescrizio-
ni della EN 288-4. Le procedure di saldatura e i relativi materiali di consumo usati devono
essere tali che le proprietà meccaniche del metallo d’apporto, non trattato, non risultino
minori ai rispettivi valori minimi richiesti dalla specifica di progetto per il metallo base che
verrà saldato. La verifica deve essere effettuata da un coordinatore dei lavori di saldatura.
Se necessario, dopo un periodo di 7 anni, le procedure devono essere sottoposte nuova-
mente a verifica e riapprovate.

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7.3 Personale addetto alla saldatura
I saldatori devono essere sottoposti a una prova per ogni procedura approvata che devo-
no essere chiamati a svolgere (vedere 7.2). Devono essere usati provini che corrisponda-
no a quelli usati per le prove originali della procedura. I valori ammissibili devono essere
conformi a quelli previsti per la procedura originale. Per qualsiasi altro aspetto si devono
applicare i requisiti della EN 287-2.

8 GIUNTI

8.1 Generalità
Tutti i giunti devono essere progettati in base ai requisiti specificati in 6.
Nota 1 I dettagli dei giunti dovrebbero essere progettati in modo tale da evitare la ritenzione dell’umidità e la corro-
sione.

8.2 Giunti ad attrito


Quando i giunti vengono realizzati unendo fra loro le varie parti per formare un giunto ad
attrito, il progetto deve tenere conto anche delle tensioni aggiuntive risultanti nella con-
nessione.

8.3 Giunti saldati


I giunti saldati devono soddisfare i requisiti previsti in 7.

9 PROVA D’URTO
Deve essere effettuata una prova di tipo su ciascun tipo di base o su parte del palo, a con-
dizione che ogni estremità della parte si estenda almeno 0,3 m sopra e sotto la finestrella
d’ispezione. La prova deve essere conforme alla categoria di protezione dagli urti IK08,
come specificato nella EN 50102, con portella montata.
L’attrezzatura di prova deve essere costituita da un pendolo o da un maglio a caduta libera.
Devono essere applicati cinque colpi su tutta la circonferenza a metà altezza della portel-
la. In caso di pali circolari i colpi devono essere distribuiti a uguale distanza sulla parte ri-
manente della circonferenza, esclusa la portella. In caso di pali ottagonali i colpi devono
essere applicati su ognuno dei lati adiacenti, esclusa la portella.
Dopo la prova, l’impronta risultante, misurata con un profilometro, non deve avere una
profondità maggiore di 3 mm. La prova estende la validità a quei prodotti che presentano
un diametro esterno (o una larghezza) uguale o minore al diametro sottoposto a prova
con lo stesso spessore della parete e la stessa resistenza del materiale.
Nota 1 Un tipo è definito dalla forma, dalle dimensioni, dallo spessore e dal materiale della sezione a metà altezza
della portella.
Nota 2 Per le sezioni diverse da circolari o ottagonali vengono applicate le disposizioni menzionate in precedenza.

10 FINITURA INTERNA E SPIGOLI VIVI

10.1 Passaggi dei cavi


I passaggi dei cavi devono soddisfare i requisiti previsti dal prEN 40-2.

10.2 Punti di accesso


Tutti i punti di accesso usati per l’installazione e il montaggio dell’attrezzatura elettrica non
devono presentare spigoli vivi e bave.

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11 PROTEZIONE CONTRO LA CORROSIONE

11.1 Zone del palo soggette ad una protezione contro la corrosione


Per la protezione contro la corrosione il palo è diviso nelle seguenti zone:
Zona A: superficie esterna del palo dalla sommità fino a un’altezza minima di 0,20 m so-
pra il livello del suolo o, nel caso di pali con piastra di appoggio, tutta la superficie esterna.
Nota 1 L’altezza minima di 0,20 m consente una sovrapposizione della protezione.
Zona B: superficie esterna della parte interrata estesa a 0,25 m sopra il livello del suolo.
Zona C: superficie interna del palo.
Nota 2 I valori minimi in A e B possono essere aumentati nei Paesi dove la neve può causare problemi di corrosione.

11.2 Metodi di protezione contro la corrosione


Se non diversamente specificato, si raccomandano i metodi di protezione contro la corro-
sione indicati nell’appendice A.
Nota 1 Metodi supplementari per la protezione contro la corrosione nel luogo di installazione esulano dall’ambito del-
la presente norma.

12 MARCATURA
Tutti i pali e i bracci devono essere contrassegnati in modo chiaro e duraturo con:
a) il nome o il simbolo del fabbricante;
b) l’anno di produzione;
c) un riferimento alla presente norma;
d) un codice per l’identificazione univoca del prodotto.
La marcatura deve essere indicata mediante pittura, stampaggio oppure un’etichetta at-
taccata saldamente.

13 CONTROLLO DI CONFORMITÀ

13.1 Controllo della produzione in fabbrica


I pali per illuminazione pubblica e i bracci devono essere prodotti facendo riferimento ad
un sistema di controllo della produzione che integri i requisiti previsti da 13.2 a 13.10, e i
punti 14 e 15.

13.2 Campionatura
Per la verifica deve essere prelevato a caso un campione di controllo da ogni lotto e pre-
sentato per la prova. Tutti i pali per illuminazione pubblica e/o i bracci prodotti devono es-
sere sottoposti a tale verifica. Il numero minimo di articoli di ogni lotto richiesto per forma-
re il campione di controllo deve essere conforme a quanto indicato nel prospetto 1.
Un lotto deve essere costituito da pali o bracci della stessa altezza nominale/sbraccio, tipo
e resistenza di progetto.
prospetto 1 Dimensione del campione di controllo in base alla dimensione del lotto

Numero di articoli nel lotto Numero minimo di articoli


nel campione di controllo
da 1 a 3 Tutti
da 4 a 500 3
da 501 a 1 200 5

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13.3 Verifica dimensionale
Devono essere verificati tutti i parametri dimensionali indicati nel prEN 40-2 e applicabili al
lotto, ovvero:
lunghezza, sbraccio
sezione trasversale - a ogni estremità e in corrispondenza di tutte le variazioni della sezione
finestrella d’ispezione
entrata per i cavi elettrici
interramento
dimensioni della piastra di appoggio
dimensioni della piastra antiaffondamento
diametro, lunghezza e angolo del codolo per il fissaggio dell’apparecchio di illuminazione
Le tolleranze devono essere conformi con quanto previsto dal prEN 40-2.
Le misurazioni devono essere effettuate con il palo e/o il braccio in posizione orizzontale.
Le dimensioni devono essere verificate usando un metro a nastro o un calibro che devono
essere sottoposti a controlli per accertarne la precisione secondo una procedura di cali-
bratura documentata.

13.4 Verifica della rettilinearità


Quando un articolo nel campione di controllo risulta non conforme, deve essere sottopo-
sto a verifica utilizzando uno dei seguenti metodi o entrambi. Il palo deve essere posizio-
nato orizzontalmente su superficie piana o su appoggi in legno con il lato che presenta la
maggiore curvatura posto a 90° rispetto al piano verticale.
Metodo A: Un filo deve essere fissato a ciascuna estremità del palo sopra l’arco massimo
e teso; quindi devono essere effettuate misurazioni tra il filo e la superficie della colonna
con riga o metro a nastro in almeno 6 punti in corrispondenza della posizione apparente
della curvatura massima.
Metodo B: Un calibro (vedere figura 1) deve essere collocato con il bordo "X" sulla super-
ficie in questione, perpendicolarmente all’asse del palo, e quindi spostato lungo la super-
ficie a intervalli non maggiori di 1 m. Per pali poligonali deve essere effettuata anche la ve-
rifica delle due superfici adiacenti, mentre per pali circolari delle superfici poste a 15° ± 5 °
su ogni lato della linea originariamente verificata.
figura 1 Calibro in acciaio per la verifica della rettilinearità
Legenda
1 Bordo 'X'
’X’
Dimensioni in mm

13.5 Verifica del materiale


La specifica del materiale deve essere verificata da un documento di controllo del fabbri-
cante o da un certificato di prova in conformità con la EN 10204. Devono essere conser-
vate le registrazioni che attestino che il materiale (o i materiali) certificato è stato usato per
gli articoli nel lotto.

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13.6 Verifica della saldatura

13.6.1 Estensione del controllo


La configurazione dei giunti deve essere sottoposta a controlli a vista dopo l’assemblag-
gio e prima della saldatura. La preparazione e l’aggiustaggio della saldatura devono ri-
spettare le tolleranze specificate in 7.2.
Tutti i giunti saldati devono essere sottoposti a un controllo a vista prima che venga appli-
cata qualsiasi protezione della superficie.
Se specificato o qualora il controllo a vista rilevi nelle saldature un’eventuale presenza di
discontinuità inaccettabili, al giunto interessato deve essere applicato il metodo pertinente
per la prova non distruttiva (PND), come specificato in 13.6.3.

13.6.2 Personale addetto al controllo


Il fabbricante deve garantire che tutto il personale selezionato per effettuare i controlli sia
stato sufficientemente addestrato per tale compito. I resoconti dell’addestramento devono
essere conservati e messi a disposizione per la verifica, quando richiesto.

13.6.3 Metodi di controllo non distruttivi


Il controllo a vista deve essere effettuato in conformità alla EN 970.
Qualora il controllo a vista fa sospettare la presenza di rotture della superficie, cricche o
fusione incompleta, deve essere concordato un esame con liquidi penetranti. Il metodo di
controllo deve essere adeguato ai tipi e alla dislocazione delle discontinuità della saldatu-
ra sottoposta a verifica.

13.6.4 Prova distruttiva


Qualora si reputi necessario verificare i risultati della prova non distruttiva, devono essere
concordati i criteri di sezionamento e di esame.

13.7 Verifica del progetto


Il progetto deve basarsi sui carichi specificati in conformità alla EN 40-3-1 e deve essere
verificato mediante prova in conformità con la EN 40-3-2 o mediante calcolo in conformità
con il prEN 40-3-3.

13.8 Verifica della protezione contro la corrosione


Deve essere effettuato un controllo a vista per appurare l’applicazione delle misure di pro-
tezione sulla zona B e sulla parte interrata della zona C (vedere 11.1).

13.9 Verifica dell’identificazione


La marcatura deve essere controllata per appurare la correttezza dell’identificazione.

13.10 Registrazioni
I dettagli relativi a tutti i materiali, le procedure e le modalità operative usate, i particolari
di campionamento e prova e i resoconti dell’addestramento del personale devono essere
registrati e conservati per almeno 7 anni e messi a disposizione per la verifica, quando ri-
chiesto.

14 CRITERI DI ACCETTAZIONE

14.1 Requisiti generali


Il lotto deve essere considerato accettabile purché tutti gli articoli nel campione di control-
lo soddisfino i requisiti specificati di seguito.

14.2 Dimensioni
Tutti parametri dimensionali, applicabili al lotto, dell’elenco di controllo definito in 13.3 de-
vono rientrare nei limiti delle tolleranze specificate.

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14.3 Rettilinearità
Metodo A: In caso di verifica in base al metodo A illustrato in 13.4, nessuna misurazione
tra il filo e il palo deve superare quella calcolata per la lunghezza del palo in conformità a
5.1 del prEN 40-2:1999.
Metodo B: In caso di verifica in base al metodo B illustrato in 13.4, le due estremità del
calibro non devono poter entrare in contatto con il palo in nessun punto.

14.4 Materiale
I certificati devono confermare che la qualità del materiale e lo spessore nominale non so-
no minori di quelli indicati nel progetto.

14.5 Saldatura

14.5.1 Personale addetto alla saldatura e al controllo


I certificati di prova per i saldatori, come previsto in 7.3, e i resoconti dell’addestramento,
come previsto in 13.6.2, devono essere aggiornati e messi a disposizione per la verifica,
se richiesto.

14.5.2 Saldature
Le superfici da saldare devono essere prive di scorie, angoli vivi, spruzzi e sostanze con-
taminanti.
Le dimensioni del cordone delle saldature testa a testa e le dimensioni apparenti del cor-
done delle saldature d’angolo, misurate con calibro di saldatura e tenuto conto di un ag-
giustaggio insufficiente, non devono essere minori di quelle specificate, ad eccezione di
scostamenti locali fino a 0,5 mm che devono essere considerati accettabili, a condizione
che la media di qualsiasi lunghezza non sia minore delle dimensioni specificate.
L’angolo della linea d’attacco della superficie al metallo base non deve essere minore di
110°.
La superficie di tutte le saldature deve essere priva di cricche e non deve presentare fu-
sione incompleta comprese le sovrapposizioni. Una porosità discontinua isolata sarà
accettata a condizione che non danneggi la protezione superficiale che deve essere
prevista.
Non è ammessa una rientranza che comporti una riduzione della sezione maggiore del
5% su 50 mm di lunghezza del giunto né la sua profondità deve superare il più piccolo dei
seguenti valori: 0,5 mm o il 10% dello spessore nominale.
La saldatura deve essere considerata accettabile se soddisfa i criteri sopracitati.

14.5.3 Prova non distruttiva


Se dalle verifiche supplementari della prova non distruttiva risultano saldature soddisfa-
centi, il lotto deve essere considerato accettabile.
Qualora un successivo esame con liquidi penetranti confermi fratture superficiali, porosi-
tà, cricche, fusione incompleta, deficienza di penetrazione o grave porosità interna, i pali
devono essere considerati non accettabili. In questo caso al lotto devono essere applicate
le disposizioni previste in 15.

14.5.4 Prova distruttiva


Qualora sia stata concordata la prova distruttiva secondo quanto stabilito in 13.6.4, i criteri
di accettazione devono essere considerati soddisfatti in caso di conformità al 14.5.2 e alla
EN 288-4.

14.6 Progetto
Deve essere fornito un certificato di conformità secondo il 13.7.

14.7 Protezione contro la corrosione


Deve essere effettuato un controllo a vista che confermi la presenza di un rivestimento di
protezione sulla parte interrata della zona C e sull’intera zona B.

UNI EN 40-6:2001 © UNI Pagina 7


14.8 Identificazione
La marcatura deve essere leggibile e soddisfare i requisiti previsti in 12 e 13.9.

14.9 Registrazioni
Dalla verifica deve risultare che tutte le registrazioni specifiche sono aggiornate e dispo-
nibili.

15 RIESAME
Se un articolo nel primo campione di controllo non risulta conforme a uno dei criteri di ac-
cettazione previsti da 14.2 a 14.9, devono essere prelevati altri due campioni e sottoposti
a una nuova verifica delle proprietà pertinenti.
Se i campioni supplementari soddisfano i criteri di accettazione previsti (da 14.2 a 14.9),
il lotto deve essere considerato accettabile.
Se uno dei due nuovi campioni di controllo non risulta conforme, tutti gli articoli del lotto
devono essere isolati finché non si concordino ulteriori procedure di controllo o rettifica.

UNI EN 40-6:2001 © UNI Pagina 8


APPENDICE A PROTEZIONE CONTRO LA CORROSIONE PER PALI PER ILLUMINAZIONE DI
(informativa) ALLUMINIO
Il trattamento della superficie dovrebbe essere effettuato come segue:
Zona A: nessuno.
Zona B: rivestimento bituminoso non poroso, che assicuri l’isolamento elettrico e il cui
spessore minimo è di 250 µm o qualsiasi altro materiale dello spessore richiesto per ga-
rantire lo stesso livello di protezione. Il rivestimento dovrebbe essere applicato solo dopo
sgrassamento e un trattamento preliminare adeguato che assicuri l’aderenza.
Zona C: nessun trattamento di superficie è necessario, eccetto che per la parte interrata,
per la quale la protezione dovrebbe essere identica a quella della zona B.
Nota 1 I pali in lega di alluminio, salvo che per la parte interrata, sono forniti solitamente nel loro stato naturale.

UNI EN 40-6:2001 © UNI Pagina 9


APPENDICE B RACCOMANDAZIONI PER L’IMMAGAZZINAGGIO E L’INSTALLAZIONE
(informativa)
Si raccomanda di non immagazzinare i pali direttamente a contatto con il terreno e in
prossimità di zone dove è immagazzinato materiale in polvere.
I pali per illuminazione pubblica non dovrebbero essere immagazzinati per un lungo
periodo senza una ventilazione adeguata.
I pali per illuminazione pubblica con piastre d’appoggio dovrebbero essere ancorati diret-
tamente alle fondazioni in calcestruzzo, se queste sono sufficientemente uniformi e piane.
In caso contrario può essere inserito un qualsiasi dispositivo semirigido in grado di garan-
tire la verticalità del palo per illuminazione pubblica nonché il corretto posizionamento del-
la piastra di supporto. I dadi di livellamento sotto all’appoggio dovrebbero essere usati sol-
tanto se previsti dal progetto.
Se la piastra di supporto deve essere ricoperta, si consiglia di accertarsi che il materiale
previsto non sia aggressivo, e in caso contrario prevedere un materiale isolante tra la ba-
se del palo e il rivestimento.

UNI EN 40-6:2001 © UNI Pagina 10


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