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Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: postatarget creative -
Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: postatarget creative - CENTRO 1/02524/11.2014 - Posteitaliane
Anno XVIII - n° 184
GennaioGennaioGennaioGennaioGennaio 20182018201820182018
L’Editoriale di Enrico Dello Sbarba enricodellosbarba@virgilio.it Gentiloni, un leader gentiluomo Questo
L’Editoriale
di Enrico Dello Sbarba
enricodellosbarba@virgilio.it
Gentiloni,
un leader
gentiluomo
Questo editoriale lo avevo
“buttato giù” prima di leggere
su Il Tirreno di sabato 30 di-
cembre l’abituale e sempre
apprezzabile articolo di Bruno
Manfellotto, indimenticabile
direttore de Il Tirreno e del-
l’Espresso e caro amico mio.
Ebbene, leggendolo non ho
potuto che convenire con
quanto scrive in merito al Pre-
sidente del Consiglio - Paolo
Gentiloni - che lo definisce
“Premier per caso”.
C’è una profonda affinità di
pensiero al punto di avere an-
che pensato di pubblicare in-
tegralmente il pezzo scritto da
Manfellotto. stante la unicità
nel giudizio di questo sereno,
serio, equilibrato personaggio
che ha diretto “la pericolante
barca italiana” in una delle sta-
gioni politicamente più agitate.
Con la presentazione delle di-
missioni al Presidente della
Repubblica, Paolo Gentiloni
ha, sul piano formale, conclu-
so la sua positiva esperienza
alla presidenza del Consiglio
dei ministri. Abbiamo voluta-
segue a pag. 2

La difficile scelta nelle urne

di Nicola Graziani

Secondo il Financial Times, le elezioni ita- liane del 4 marzo sono da considerarsi tra gli avvenimenti più interessanti del- l’agenda politica internazionale. Il non detto è che non sono interessanti di per sé, ma per il fatto che si teme che possa scaturirne una situazione alla spagnola:

elezioni, fallimento del sistema politico, elezioni di nuovo, rischio di terza chia- mata alle urne in un anno e di conseguen- za nascita di un governo di minoranza tanto burbanzoso quanto debole. Si è vi- sto, del resto, con quale mistura di inanità e pretenziosità abbia gestito la questione catalana. Il rischio che un autentico “governic- chio” nasca anche da noi è abbastanza concreto. Non è solo questione della con- creta possibilità che l’Italia esca spacca- ta in tre dalle urne, quanto semmai dal- l’evidente inconsistenza delle tre propo- ste politiche che sorreggono gli spezzoni

Circolo Culturale Il Centro e Fidapa Sez. di Livorno

Giovedì 18 Gennaio, h. 16.30 presso Sala della Provincia di Livorno

conferenza del critico d'arte

Carlo Pepi

in occasione del

98° Anniversario della morte di Amedeo Modigliani

Moderatore:

Dott. Enrico Dello Sbarba

partitici o parapartitici che si presentano al vaglio elettorale. Il Pd appare essere avviluppato in una crisi che non è solo quella delle mancate promesse renziane: il suo è il fallimento che si registra nel suo mancato essere l’asse portante di questa fase storica della Repubblica. Poteva vola

segue a pag. 2

Circolo Culturale Il Centro

Venerdì 26 Gennaio, h. 18 c/o Circolo Il Centro - via Trieste 7 - Livorno

conferenza della

Prof.sa Giovanna Colombini

sul tema

Lo sviluppo tecnologico del polo di logistica di Livorno

Moderatore:

Dott. Enrico Dello Sbarba

logistica di Livorno Moderatore: Dott. Enrico Dello Sbarba ANPPIA Livorno - Circolo Cult. Il Centro Fidapa

ANPPIA Livorno - Circolo Cult. Il Centro Fidapa Sez. Livorno

Martedì 6 Febbraio, h. 16.30 c/o la sala Fondazione Livorno (g.c.) P.zza Grande - Livorno

conferenza dello storico

Prof. Franco Cardini

sul tema

Nuove prospettive sulla crisi Vicino Oriente.

Moderatore:

Dott. Luigi Vicinanza Direttore de Il Tirreno

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Politica

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

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dalla prima pagina

Gentiloni

mente usato il termine “formale” per-

ché, in effetti, il dimissionario presiden-

te del consiglio resta tranquillamente

alla guida del governo fino allo svolgi-

mento delle elezioni fissate per il 4 marzo. E’ molto probabile che Gentiloni resti

nell’attuale incarico anche dopo le ele- zioni perché, difficilmente, il nuovo par- lamento sarà in grado di esprimere un governo forte di una sicura ed organi-

ca maggioranza per cui, il Presidente

della Repubblica, decida di invitare

Gentiloni a proseguire nel suo manda-

to

in modo da assicurare un governo

al

Paese in attesa di sperabili soluzioni

alternative molto problematiche stan-

do almeno alla previsioni ed ai sondag- gi. Diciamo subito che la prospettiva non

ci sconvolge stante la serietà, l’equili-

brio e le capacità dimostrate dal Pre-

sidente Gentiloni in questo ultimo anno

di legislatura. In effetti, nel corso del

suo mandato, assunto in un momento molto delicato per il paese a seguito

della bocciatura da parte degli elettori del referendum sulla riforma costitu- zionale del 4 dicembre 2016, non era- no molti i commentatori a scommette-

re

sulla durata e sulle prospettive del-

la

nuova compagine governativa gui-

data da Paolo Gentiloni. Ed invece la scelta di questo “genti- luomo”, supportato dalla lungimiranza

del Presidente della Repubblicana, si è dimostrata la più azzeccata. Con con- vinta determinazione, ma anche ricca

di grande “buon senso” ed “equilibrio”,

ha saputo orientare la politica del go- verno con scelte azzeccate, smussan- do gli angoli specialmente sui temi più complessi e delicati, consentendo al Paese di arginare e contenere gli “in- gorghi” più pericolosi fino ad ottenere,

sul piano dell’affidabilità, risultati im- pensabili. Non solo, ma dopo le dimis- sioni del governo Renzi, provocate, appunto, dal disastro elettorale sui que- siti referendari, Gentiloni ha saputo “stemperare” il clima molto acceso, ed

in poco tempo, conquistarsi la stima

non solo della maggioranza ma anche

conquistarsi la stima non solo della maggioranza ma anche Paolo Gentiloni il rispetto delle opposizioni scatenate,

Paolo Gentiloni

il rispetto delle opposizioni scatenate,

invece durante la difficile navigazione del governo Renzi.

Un’analisi più approfondita delle scelte

e degli indirizzi di Gentiloni è emersa

durante la conferenza stampa di fine anno: ha confermato la sua lealtà nei confronti del suo predecessore preci- sando però che su alcune questioni im- portanti la sua visione fosse diversa. Con stile suadente ed anche un po’ iro- nico, in maniera assolutamente rilas- sata, Gentiloni ha significatamente fat- to rilevare come, su alcuni temi, le sue convinzioni fossero, in modo anche so- stanziale, differenti. Per esempio, sulla durata della legi- slatura, sul delicato problema delle vi- cende del Governatore della Banca d’Italia ed anche sulla opportunità di dare vita alla Commissione Parlamen- tare sulle Banche che, in effetti, ha finito per rivelarsi uno dei tanti “boo- merang” contro il P.D. ed il suo se- gretario, ha tenuto un atteggiamento molto prudente, manifestando corret- tamente le sue perplessità. Un bilancio, pertanto, malgrado le dif- ficoltà incontrate, decisamente positi- vo al punto da prevedere una sua ri- conferma temporale, nel caso, molto probabile, che il nuovo parlamento non sia in grado di esprimere una maggio- ranza organica.

La difficile scelta

re come un’aquila, ha battuto le ali con sussiego ma rimanendo nel pollaio, come una gallina. Il Movimento Cinque Stelle continua a tentare di supplire alle pro- prie contraddizioni rinnovando regole interne e statuti draconiani. Dovrebbe essere ogni volta la definitiva nascita di un soggetto nuovo, invece sembra sem-

pre più il vecchio schema di un partito elitario di rivoluzionari di professione, pronti ad ogni spregiudicatezza pur di entrare nella stanza dei bottoni. Il Centrodestra, come sempre, alla vigilia delle consultazioni ritrova la sua fittizia unità nella ragionevole speranza, quantomai legittima, di un successo. Ma

la formula sa di stantio, Berlusconi è

ormai il vecchio che avanza e Salvini non

è mai riuscito ad elevarsi dal livello di un Capitan Fracassa dei Navigli.

Regna sovrano il vuoto, e non è per

nulla una bella notizia. Perché la politica

è come la Natura: non tollera vuoti, e se

ci sono li riempie sempre con qualcosa.

Successe nel 1992, ed oggi siamo di fronte ad uno scenario simile. Se non

saremo pronti ad un gesto autenticamen-

te creativo, nei prossimi anni, rischiere-

mo di trovarci non con gli epigoni dei partiti dell’arco costituzionale, ma gli scimmiottatori di Umberto Bossi, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Non è una

bella prospettiva. Nel frattempo, andia- mo a votare: ce lo chiede, giustamente,

Sergio Mattarella. Il problema, piuttosto,

è trovare qualcosa di valido per cui an- dare a votare.

Periodico mensile del Circolo Culturale

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Periodico mensile del Circolo Culturale Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 2/3/2005 Redazione ed Amministrazione: Via
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Redazione ed Amministrazione:

Via Trieste 7 - 57124 Livorno e.mail: ilcentro.livorno@gmail.com www.circoloilcentro-livorno.it

DIRETTORE RESPONSABILE:

Enrico Dello Sbarba

COMITATO DI REDAZIONE:

Massimo Cappelli, Laura Conforti Benvenuti, Sergio Cini, Valeria Grillo, Luca Lischi, Mario Lorenzini, Mauro Paoletti, Angela Simini, Marisa Speranza, Franco Spugnesi.

Hanno collaborato a questo numero:

Francesco Butini, Massimo Cappelli, Fabio Figara, Gianni Giovangiacomo, Nicola Graziani, Luca Lischi, Mario Lo- renzini, Angela Simini, Franco Spugne- si, Lorenzo Taccini.

STAMPA: Editrice «Il Quadrifoglio»,

Via Pisacane 7,

tel. 0586/814033 - Livorno

Giornale chiuso in tipografia il 8/1/2018

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Politica

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I ragazzi del 99 e le prossime elezioni politiche

di Francesco Butini

Una similitudine indubbiamente efficace utilizzata dal presidente della Repubblica nel suo recente messaggio di fine anno è stata quella sui “ragazzi del ’99". Nel cen- tenario della Grande Guerra si ricorda così l’ingresso in battaglia dei soldati nati nel 1899, che furono effettivamente una delle

ultime risorse che i comandi militari italia-

ni ebbero a disposizione per la strenua

resistenza sul Piave e sul Monte Grappa, dopo la catastrofe di Caporetto. Ma il presidente della Repubblica, ricor-

dando quei tempi, va a riferirsi oggi a quei giovani nati nel 1999 e che il 4 marzo pros- simo potranno esercitare per la prima vol-

ta il loro diritto di voto nelle elezioni poli-

tiche. Viene da chiedersi, continuando il parallelismo proposto, quale potrebbe

essere stata una recente “Caporetto” po- litica e dove potrebbe essere collocata ai giorni d’oggi una “linea del Piave” lunga

la quale gettare in campo i ragazzi del ’99

a difesa dell’Italia.

Un’altra ricorrenza ricordata dal presiden-

te della Repubblica nel suo messaggio ci

suggerisce un’altra riflessione. Settanta

anni fa, il 1 gennaio 1948, entrava in vigo-

re la Costituzione. Venne scritto dai de-

putati dell’Assemblea costituente eletti

dai cittadini dentro le liste dei partiti stori-

ci italiani, organizzati, strutturati: la De-

mocrazia Cristiana, il Partito Comunista, il

Partito Socialista, e così via. Ebbene, quan-

do il presidente Mattarella parla della Co-

stituzione “con il suo patrimonio di valo- ri, di principi, di regole, che costituiscono la nostra casa comune”, e ricorda come “su questi valori, principi e regole si fon- da, e si svolge, la nostra vita democrati- ca”, per noi quella Costituzione è parte di una ideale “linea del Piave” da difendere ad ogni costo. Non si tratta di una difesa acritica, cieca e sorda alle eventuali necessità di adeguar- la alle necessità di un mondo nuovo. Nien- te di tutto questo. Si tratta della difesa dei principi fondamentali in essa sanciti, e della difesa di un metodo che fu fonda- mentale settanta anni fa quando fu redat- ta, e che è stato calpestato nelle ultime proposte di riforma: il metodo della più larga condivisione possibile di ogni sua modifica. Ogni modifica costituzionale realizzata a colpi di ristrette maggioranze parlamentari genera un’eco negativa nel corpo elettorale. I risultati dell’ultimo re- ferendum costituzionale sono ancora lì a dimostrarlo, mentre pochissimi hanno trat- to le conseguenze politiche di quel voto. Una delle novità di quel referendum è sta- to il contributo del voto giovanile contro le riforme costituzionali proposte. Si ripe- terà una tale novità anche con i “ragazzi del ’99" alle elezioni del 4 marzo? “I cambiamenti” ha detto il presidente della Repubblica “vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità. L’autentica missione

della politica consiste, proprio, nella ca- pacità di misurarsi con queste novità, gui- dando i processi di mutamento”. Sono parole che ricordano in me le parole di Aldo Moro scritte in un suo appunto ri- trovato in via Fani a Roma: “in aderenza alla realtà e per dominare con intelligenza gli avvenimenti”. La campagna elettorale ci riserverà pro- poste aderenti alla realtà e tese a gover- nare gli avvenimenti con l’intelligenza? Su quelle proposte si formeranno le convin- zioni elettorali di tutti, e soprattutto di quei giovani che andranno a votare per la pri- ma volta. Cosa pensano quando ascolta- no tutte le dichiarate preoccupazioni sul debito pubblico italiano, e al tempo stes- so tutte quelle promesse elettorali che avrebbero come unico effetto l’aumento proprio di quel debito pubblico a parole così preoccupante? Cosa pensano di un insieme di partiti personali che annuncia- no più promesse di spesa che riforme? Noi abbiamo fiducia nella democrazia, e nelle scelte che il corpo elettorale compie. Tale fiducia aumenta se le scelte sono compiute attraverso una larga affluenza alle urne. Non lasciamo a minoranze orga- nizzate le decisioni sul futuro. La vasta partecipazione al voto è la speranza che ci viene sollecitata dal presidente della Re- pubblica nel suo messaggio di fine anno, ed è la speranza che condividiamo appie- no.

dal presidente della Re- pubblica nel suo messaggio di fine anno, ed è la speranza che
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Economia

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

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Ne ha parlato il presidente delle Acli Antonio Melani

Educazione finanziaria

di Gianni Giovangiacomo

“Educazione finanziaria”, è stato questo il tema proposto dal Presidente delle Acli, Antonio Melani, in relazione a quei “Per- corsi di consapevolezza” in cui sono im- pegnati gli aclisti e che devono divenire patrimonio di ogni cittadino responsabi- le. Confucio diceva: “Dai ad un uomo un pesce e lo nutrici un giorno, insegnali a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”, nel nostro caso “l’insegnargli a pescare” si traduce “nell’insegnarli a capire e a non fare passi falsi”. Aprendo l’incontro Antonio Melani ha chiarito che quello voleva essere un mo- mento per elevare la consapevolezza del- le persone in merito ai “prodotti finanzia- ri” che possono essere molto pericolosi per chi non li sa maneggiare, si veda il caso dei cittadini defraudati dei loro ri- sparmi dalla Banca di San Miniato, dalla Banca Etruria e dal Monte dei Paschi. Questi avvenimenti accadono sia perché le Banche spesso non si comportano in modo corretto, sia perché i risparmiatori che si interfacciano con esse possono essere molto sprovveduti. Dare delle co- noscenze in materia significa aumentare le loro capacità di difesa per non commet- tere errori. Il Presidente ha dato quindi la parola al relatore, il dottor Filippo Cammarota che ha subito sottolineato che risparmi ed in- vestimenti sono attività che le persone svolgono in modo più o meno consape- vole. Le scelte sono influenzate non solo dalle nostre esigenze ma anche dal tipo di reddito che vorremmo percepire e per il quale dobbiamo sempre tener conto di contenere i rischi. La crisi - ha ricordato Cammarota - è partita nel 2008 con il falli- mento della Lehmann and Brothers che si è poi allargata alle banche di tutto il mon- do, e le banche per vendere i loro prodotti si basano su un solo concetto: quello dell’avidità! Secondo recenti sondaggi l’Italia è una delle ultime nazioni in Europa per quanto riguarda l’educazione finanziaria, ad esem- pio sono pochissimi i cittadini che sanno come si computano gli interessi compo-

i cittadini che sanno come si computano gli interessi compo- Antonio Melani, Presidente Acli Livorno sti.

Antonio Melani, Presidente Acli Livorno

sti. Il portafoglio finanziario delle famiglie italiane ammonta a 4 miliardi e 200 milioni

di euro, il 31,4% è depositato sui Conti

Corrente mentre il 3,2% viene investito.

Il relatore ha aggiunto che vi è differenza tra investimenti e risparmi e che non si possono usare come sinonimi, chiaramen-

te gli investimenti si basano sui redditi

che le persone hanno disponibili e tutti

gli investimenti hanno un rischio che solo

con “oculatezza” si riesce a contenere. Per i fondi di investimento sono stati elen- cati alcuni concetti chiave a cui attenersi:

volatilità, indicatore di rischio, diversifi-

cazione, decorrelazione, duration (che di- pende molto dal prezzo di acquisto di un titolo), inflazione (che è commisurata alla perdita annua del potere d’acquisto). L’in- flazione porta a tassi d’interesse più alti perché viene meno il valore del denaro. Al termine il relatore ha ricordato che la legislazione degli Stati europei a partire dal 2013 ha introdotto alcune norme riguardo ai titoli di Stato, uno Stato potrebbe an- che decidere di non rimborsarne una par- te! Comunque è chiaro che aumentando il rischio aumenta anche il rendimento e vi- ceversa.

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Economia

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NE HA PARLATO IL DOTTOR FABIO DEL NISTA IN UN INCONTRO AL CENTRO

La crisi, le banche, Livorno

di Gianni Giovangiacomo

“La nuova stagione delle banche dopo la

crisi” è stato l’argomento dibattuto al cir- colo culturale “Il Centro” di cui è stato moderatore, a nome del suo direttivo, il dottor Massimo Cappelli.

Il moderatore ha presentato il relatore

dell’incontro nella persona del dottor Fa- bio Del Nista e lo ha sottoposto ad un fuoco di fila di domande pertinenti e qua- lificate riguardanti il tema in oggetto.

Del Nista ha subito chiarito che negli ulti-

mi 20 anni il sistema bancario italiano ha

visto una trasformazione epocale. Le re- gole imposte alle banche sono venute

dopo gli indirizzi dettati dalla BCE che ha uniformato la legislazione italiana in ma- teria.

Il sistema bancario italiano era talmente

parcellizzato (Casse di risparmio, Banche popolari, Casse artigiane, etc.) così da determinare una forte resistenza ad ogni

tipo di trasformazione. Le regole sono sta-

te introdotte lentamente e la Banca d’Ita-

lia ha avuto il compito di portare un po’

d’ordine, infatti per evitare le situazioni

di

crisi si dovevano aumentare le quote

di

riserva con la loro deposizione appun-

to

presso la Banca d’Italia, era un modo

indiretto per spingere le banche ad inte-

grarsi e a dare maggiori garanzie ai rispar- miatori, invece ci sono state solo delle acquisizioni che sono risultate molto ne- gative.

Il numero delle banche - ha aggiunto Del

Nista - è fin troppo numeroso, si pensi

che a Livorno ce ne sono ben 21, e que-

sto in una piazza dove la brillantezza eco-

nomica non è accecante. La banca picco-

la si ritaglia una sparuta fetta del mercato

ma non diviene un elemento incentivante

in

quanto non c’è una sostanza di fondo.

Le

crisi delle banche, dal Monte dei Pa-

schi alla Banca dell’Etruria, erano iniziate

dal fatto che alcune certezze da parte dei

clienti andavano svanendo. Le così dette “subordinate” venivano vendute perché davano un rendimento maggiore e il pro- spetto informativo consegnato ai clienti era uguale per tutte le banche perciò le

loro responsabilità e le responsabilità dei clienti andavano di pari passo! Il Monte

dei Paschi era già in default quando fece

passo! Il Monte dei Paschi era già in default quando fece Fabio Del Nista scomparire la

Fabio Del Nista

scomparire la Banca Toscana “nel silen- zio di tutti” e circa 4500 persone andaro- no a casa. Per quanto riguarda la Banca d’Italia - ha ricordato il relatore forte della sua diretta esperienza bancaria - non ha mai fatto ispezioni a Livorno, e in riferimento al pro- blema e alla vicenda dell’attuale Gover- natore Visco, ha precisato che fino al 1985 la nomina del presidente e del direttore

dell’Istituto era “a vita”, erano tutte per- sone dell’appartato che rappresentavano “un mondo che si autotutela e si autogo- verna”, finalmente si è capito che qualco-

sa deve cambiare, ma mandar via Visco ora

potrebbe determinare una ulteriore desta- bilizzazione del sistema creditizio.

Il relatore ha terminato parlando della si-

tuazione di Livorno dove la presenza del credito è comunque modesta. Le attività

di carattere economico si concentrano nel

piccolo commercio e nell’artigianato, gli

aspetti decisionali delle aziende più impor- tanti (Eni, Solvay) non vengono presi a Livorno, ci troviamo perciò di fronte ad una situazione sconsolante quasi a livel-

lo di sussistenza. Dalla stessa crisi della

Coop non c’è da esserne contenti, fortu-

natamente trova spazio il microcredito e ci sono aziende specializzate in he-tech mol-

to attive come la Magma ma i loro dipen-

denti non sono sempre livornesi e purtrop-

po il tessuto imprenditoriale locale è qua-

si inesistente.

po il tessuto imprenditoriale locale è qua- si inesistente. S7 airlines: Volo diretto da Pisa-S.Pietroburgo e

S7 airlines: Volo diretto da Pisa-S.Pietroburgo e raddoppia le frequenze per Mosca

S7 airlines, membro dell’alleanza oneworld®, annuncia l’apertura del nuovo collegamento

diretto da Pisa a San Pietroburgo a partire dal 26 Marzo 2018 ed incrementa le frequenze per

il collegamento sempre da Pisa per Mosca Domodedovo. I biglietti sono già in vendita con

tariffe A/R a partire da 206 euro.

Il volo diretto da Pisa a San Pietroburgo

verrà operato nei giorni di Lunedì e Ve-

nerdì, con partenza da Pisa alle ore 11:50 ed arrivo a San Pietroburgo – Aeroporto

di Pulkovo alle 16:15 ora locale. Il volo di

ritorno partirà da San Pietroburgo alle ore 08:15 con arrivo a Pisa alle ore10:50. I voli saranno operati con moderni e conforte- voli Airbus A319. “Pisa è presente nella “route map” di S7 Airlines da Aprile 2017 quando il vettore ha

iniziato i collegamenti diretti per Mosca. Dal mese di Marzo 2018, i passeggeri avranno anche l’opportunità di usufruire dei comodi voli diretti per la capitale della Cultura Russa, San Pietroburgo, dalla quale potranno continuare il loro viaggio attraverso un’ ampia rete

di collegamenti domestici ed internazionali” ha commentato Igor Veretennikov, S7 Group

CEO.

A partire dal 28 aprile 2018, S7 offrirà ai passeggeri toscani la possibilità di raggiungere il

proprio hub di Mosca Domodedovo ancora più facilmente operando ben quattro collega-

menti settimanali:

ORARI: Pisa- Mosca Domodedovo 12.10 -16.50 Lunedi, mercoledì, giovedì e sabato Mosca Domodedovo - Pisa 08.35-11.15 Lunedi, mercoledì, giovedì e sabato

-16.50 Lunedi, mercoledì, giovedì e sabato Mosca Domodedovo - Pisa 08.35-11.15 Lunedi, mercoledì, giovedì e sabato
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Attualità

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Firmato un protocollo per i comportamenti sottobordo alle navi da crociera È il primo di questo genere ad essere siglato in Italia

Prove di intesa tra Tassisti, autisti Ncc e City sightseeing srl per le attività di servizio

Quante volte ci è capitato di leggere notizie relative a scene di litigio sottobordo tra

tassisti e autisti Ncc e tra questi e chi svolge servizio di autobus in porto? Innumerevoli. La difficoltà di mettere d’accordo le varie categorie è nota. È questo il motivo che ha spinto Port Authority, Comune di Livorno e Porto di Livorno 2000 a portare ad uno stesso tavolo: City Sightseeing; i taxi driver (Associazione Tassisti Labronici

e del Consorzio Taxi Livorno) e gli NCC

(Consorzio Limousine Service Livorno e Chauffeur Service). L’obiettivo, indicato a chiare lettere in tre protocolli di intesa siglati oggi a Palazzo Rosciano dalle istituzioni e dalle categorie interessate, è quello di condividere procedure di comportamento da tenere

sottobordo per i servizi al crocierista. I tre accordi, uno per ogni categoria interessata, sono stati sottoscritti stamani dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini; dal presidente della Porto di Livorno 2000, Luciano Guerrieri; dall’assessore comunale Giuseppe Vece, dai rappresentanti del servizio di Taxi (Nedo Ulivieri per l’Associazione Tassisti Labronici e Maurizio Soricelli per il Consorzio Taxi Livorno); da quelli del servizio NCC (Sabrina Lorenzini per il Consorzio Limousine Service Livorno e Francesco Benedetti per Chauffeur Service) e del servizio autobus (Roberto Piccini per Livorno City SightSeeing Srl).

I contenuti dei tre documenti, molto simili

tra di loro, sono questi: potranno accedere

all’area del Terminal Calata Alto Fondale soltanto due/tre persone in rappresentanza del servizio Taxi e due persone in rappresentanza del servizio di noleggio con conducente.

in rappresentanza del servizio di noleggio con conducente. I partecipanti alla conferenza stampa Entrambe le categorie

I partecipanti alla conferenza stampa

Entrambe le categorie avranno un box per ognuna che sarà assegnato dalla Porto

“Sono particolarmente contento – ha detto Corsini –, non si tratta di un regolamento

2000.

calato dall’alto ma di un accordo di

Lo stesso principio vale anche per le aree ristrette sottobordo. Sia al terminal crociere dell’Alto Fondale che all’interno delle aree ristrette, il personale del servizio taxi e Ncc non potrà circolare liberamente, ma eserciterà la rappresentanza del servizio solo nelle postazioni individuate. Stesso discorso per gli autobus scoperti della City Sightseeing srl: due persone abilitate all’accesso all’Alto Fondale, massimo

due persone abilitate a sostare sottobordo in postazioni definite. La Porto di Livorno 2000 vigilerà sul

autodisplina con il quale gli attori in gioco hanno voluto condividere le modalità comportamentali da tenere sottobordo. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa iniziativa. Da oggi la percezione che i turisti avranno del nostro porto sarà migliore”. Per Guerrieri “non era scontato arrivare a stipulare un accordo di questo genere. Con questi protocolli, tutti gli attori in campo si impegnano a collaborare perché i servizi che il nostro porto offre siano all’altezza delle aspettative dei visitatori che vengono a Livorno”.

rispetto delle norme comportamentali

Ai

ringraziamenti del presidente della Porto

rapportando all’Ufficio Controllo Accessi

di

Livorno 2000 si sono aggiunti quelli

dell’Adsp ogni eventuale difformità sull’ingresso, sul numero dei soggetti e sullo svolgimento delle attività.

dell’assessore Vece: “L’accordo raggiunto oggi è una importante sintesi tra posizioni che in passato sono state molto spesso

Cosa importante: il mancato rispetto delle

distanti tra di loro. Una situazione

norme comportamentali comporterà

regolamentata come quella in cui andranno

l’immediato ritiro con disattivazione di

ad

operare le categorie interessate aiuta il

validità dei badge di ingresso al porto.

lavoro di tutti nell’interesse della città”.

È stato il presidente del Consorzio Taxi

Livorno, Maurizio Soricelli, a parlare dell’accordo come del primo di questo tipo ad essere firmato in Italia: “A mia conoscenza, accordi sottoscritti di questo tipo in Italia non esistono – ha dichiarato - ringrazio l’Autorità di Sistema Portuale, che è riuscita con molteplici incontri a completare il quadro mettendo d’accordo le diverse categorie”.

Portuale, che è riuscita con molteplici incontri a completare il quadro mettendo d’accordo le diverse categorie”.
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Attualità

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Presso le strutture assegnate per svolgere un tirocinio lavorativo.

Scuola-Lavoro, si volta pagina

di Mario Lorenzini

Al rientro a scuola dopo le vacanze na- talizie, gli studenti delle ultime tre clas- si degli Istituti superiori troveranno una novità nella Scuola-Lavoro.Un campa- nello rosso da usare in caso di irrego- larità riscontrate durante il loro impe- gno presso le strutture assegnate per svolgere un tirocinio lavorativo. Il Ministro dell’Educazione lo ha an- nunciato affermando che l’Alternanza Scuola - Lavoro non è uno stage, nè un tirocinio, nè un apprendistato ma un momento in cui si impara fuori di scuola e anche attraverso la pratica, quello che serve per arricchire il per- corso di crescita e le competenze degli studi,è una modalità didattica e preziosa. Con piacere abbiamo constatato che il provvedimento legislativo inizia citan- do il decreto legislativo 77/2005 che

noi abbiamo sempre citato e che qual- cuno, anche autorevole ha contesta- to. SMARTPHONE IN CLASSE “La diffusione del mondo digitale e del- la sua poderosa strumentazione affa- scinante e in continuo progresso,è cosi invasiva nei giovani da occupare il loro interesse e il loro tempo al punto da distrarli dall’educazione scolastica” cosi l’ex presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei Lamberto Maffei.E non è il solo a prendere posizione su questo argomento.Con quale esito si vedrà. IL VOCABOLARIO ZANICHELLI HA CENTO ANNI Ha festeggiato i cento anni con una serie di lezioni in una quindicina di li- cei italiani Il tema che ha maggiormente attirato l’attenzione delle scuole è stato quel- lo delle parole nuove.

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PISA Montecatini Val di Cecina (Loc. La Bacchettona) Luciano Guerrieri neo presidente Porto 2000 Luciano
Luciano Guerrieri neo presidente Porto 2000 Luciano Guerrieri (nel riquadro) ap- prezzato ex presidente
Luciano Guerrieri
neo presidente
Porto 2000
Luciano Guerrieri (nel riquadro) ap-
prezzato ex presidente dell'Autorità
Portuale di Piombino è stato nomina-
to
Presidente di Porto Livorno 2000
la
sociedtà che ha,
come è noto,, la ge-
stione del traffico
passeggeri e quello
dei traghetti di Livor-
no.
La Porto 2000, che
sta completando il
percorso di privatiza-
zione, ha un organi-
co
di circa 50 dipendenti a cui debbo-
no
aggiungersi altrettanti stagionali,
si occupa di marketing,e della gestio-
ne di tutto il traffico passeggeri, cro-
ciere comprese.
Nel luglio scorso l'iter della privatiz-
zazione ha avuto un momento impor-
tante con l'aggiudicazione del control-
lo della Porto 2000 da parte di un pool
che ha messo insieme la Onorato ed il
gigante ginevrino-napolitano Mcs
composto da Sinergest, Moby, Ltm
(che fanno capo a Onorato) e Marin-
vest.
Tra circa tre mesi, una volta conclu-
so il processo di privatizzazione, alla
parte pubblica composta da Autorità
Portuale di Livorno-Piombino e Ca-
mera di Commercio resterà il 34% del-
le
quote.
E’
pensabile ritenere che anche sulle
crociere , la presenza dell'Autorità
Portuale Livorno-Piombino possa
contribuire e favorire una intesa im-
portante tra i due porti
Nel consiglio di amministrazione, ol-
tre al presidente Guerrieri, sono en-
trati a farne parte anche Maria Grazia
Giani - nota imprenditrice portuale
nonché Presidente del Propeller Club,
e il dottor Pierluigi Giuntoli in rappre-
sentanza della Camera di Commercio,
già nel precedente Consiglio
A Luciano Guerrieri, a cui ci lega
un'antica amicizia, il Centro rivolge un
caro saluto ed un caloroso augurio certi
che saprà condurre l'importante strut-
tura con quelle capacità manageriali già
ampiamente dimostrate alla guida del-
l'Autorità Portuale di Piombino.
8
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Cinguettare

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

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@ Che cosa aspettarsi da un Nuo-

vo Anno? Che trionfi il bene e la concordia. Una grande utopia che potrà avverarsi se ciascuno di noi quotidianamente inizia a diffonde- re il bene e la concordia negli am- bienti in cui vive.

@ Il 2018 è un anno importante

per la nostra democrazia: ricordia- mo i settant’anni della Costituzione. Un insieme di principi e di valori fon- damentali a cui ispirarsi per dare vi- gore alla nostra democrazia e met- tere al centro la persona con i suoi diritti e i suoi doveri.

@ ”Dobbiamo indicare ai giova-

ni gli orrori commessi nel passa- to e spiegare loro perché furono possibili il fascismo e la morte della democrazia se vogliamo fare ope- ra di educazione e non di inutile pro-

paganda. Può darsi che la lezione non serva a nulla ma noi comun- que abbiamo il dovere di darla”. Parole dette da Indro Montanelli nella sua “stanza” della Domenica del Corriere del 30 maggio 1965!

@ La Politica in questi primi mesi

del 2018 dominerà le notizie quoti-

diane. Auspichiamo una maggior consapevolezza degli elettori alla

Auspichiamo una maggior consapevolezza degli elettori alla Indro Montanelli Cinguettare di Luca Lischi partecipazione

Indro Montanelli

Cinguettare di Luca Lischi
Cinguettare
di Luca Lischi

partecipazione al voto, uno stru- mento fondamentale per tenere viva la democrazia. Disertare il voto e “lavarsene le mani” non deve es- sere un segno di protesta. La pro- testa la si esercita con il proprio voto dentro “il segreto dell’urna”.

@ I temi caldi delle prossime ele-

zioni saranno quelli che “ormai” ci coinvolgono da molti anni: il lavoro, l’immigrazione e sicurezza, le pen- sioni. Il lavoro resta il perno essen- ziale della nostra democrazia come recita l’articolo 1 della Costituzione. La politica che saprà trovare rispo- ste a come favorire una occupazio- ne più stabile e quindi meno preca- ria (riducendo ad esempio il feno- meno dei lavori stagionali) compirà una rivoluzione copernicana e av rà assai probabilmente consensi.

@ Il lavoro è il tema che anche la

Chiesa mette spesso al centro del suo Magistero. Occorre creare le condizioni per il lavoro. Senza il la-

voro non può nascere una famiglia

e de-valorizziamo la persona uma-

na privandola di quello che con i suoi “talenti” può offrire alla società. Cia- scuno nelle proprie possibilità com- pia azioni virtuose per favorire oc- casioni di lavoro.

@ Abbiamo bisogno di badanti e

ne avremmo sempre più bisogno. Un lavoro “delegato” alle persone immi- grate che si occupano dei nostri anziani o disabili. Già il nome badan-

te ha una accezione negativa (origi-

nariamente riguardava l’accudimen- to degli animali), come a dire se si “bada” un anziano è ben diverso se

si “bada” un bambino per cui si usa

addirittura un termine inglese: “baby sitter”, che ha una accezione certa- mente positiva. E poi si dice che gli immigrati “non servono”! Come mai certi lavori, quelli delle tre C in in- glese, ovvero caring, cleaning e ca- tering (cura, pulizia e ristorazione), sono “lasciati” agli immigrati… che allora sono lavoratori, che servono!

@ Occorre una maggiore offerta

di riflessione e di analisi, di com- prensione dei fatti di fronte al “pote- re” dei social, sbrigativi e frettolosi che diffondono notizie “veloci” che hanno necessità di essere approfon- dite e sviscerate. Preoccupa il feno- meno delle “fake news”, le notizie false che fanno notizia e cambiano le opinioni delle persone. “ Il Cen- tro” nel 2018 continuerà a offrire il suo contributo di riflessione e di con- fronto con la carta stampata, un set- tore in declino rispetto ai nuovi me- dia, ma che non si limita a cinguet- tare ma almeno prova, pur con i suoi limiti, ad approfondire. Buon Anno!

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Evviva alla coerenza!

Il P.D. ha approvato in commissione un premio in denaro (con sgravi fisca- li) per le cooperative che assumano a tempo indeterminato degli immigrati "rifugiati" per evitare che si aggirino per le vie delle località dove vivono sen- za fare niente ed essere cosi utilizzati per lo svolgimento di servizi sociali. Ebbene, Matteo Salvini, si è subito op- porto: Se ne fregono dei disoccupati italiani. Evviva alla coerenza!

Ma come si amano questi ex magistrati entrati in politica!

"Sei solo un politicante!": così l'ex ma- gistrato Antonio Ingroia, sonoramen- te bocciato nelle elezioni politiche del febbraio 2013, si è rivolto a Pietro Grasso, divenuto leader di "Liberi ed Uguali" la formazione politica di Ber- sani, D'Alema, Speranza ed anche del governatore della Toscana, Enrico

Spigolature

Rossi. "Ora che è ufficialmente in campagna elettorale avrebbe dovuto rinunciare alla Presidenza del Senato visto il pa- lese conflitto d'interessi in cui si trova. Pietro Grasso, aggiunge il suo ex col- lega Ingroia, si trova, nel bel mezzo, di un conflitto di interessi e giù di lì con una lunga sequela di accuse. (La Stam- pa mercoledi 27 dicembre).

Ed i grillini ora scoprono le alleanze

Fino a pochi giorni fa, il leader maxi- mo Di Maio predicava dappertutto che, all'indomani delle elezioni, non

avrebbero fatto alleanza con nessuna delle forze scse in campo per evitare "pericolose contaminazioni". Proprio in questi ultimi giorni ha annun- ciato che "vedremo" non escludendo possibili alleanze. Ma con chi? Ai limiti dell'indecensa: la Lega di Matteo Sal- vini o Liberi ed Eguali di Grasso, Bersa- ni, D'Alema: per noi pare sono. Evviva alla coerenza!

Premier senza dire troppe cazzate!

Ieri Gentiloni ha dimostrato che si può fare il premier senza sparare troppe cazzate. (Jena -La Stampa di venerdi 29 di- cembre).

Cinquestelle

I dissidenti politici verranno puniti con una maximulta, commento di Stalin "Si "

(Jena - La

può fare di meglio

Stampa di domenica 31 dicembre).

- La può fare di meglio Stampa di domenica 31 dicembre). WriterWriterWriterWriterWriter Scende una gran nevicata.

WriterWriterWriterWriterWriter

Scende una gran nevicata. Re Artù, gran curiosone, apre all’alba la finestra

e s’affaccia dal balcone.

Vede in terra, sulla neve,

una scritta <Artù cornuto>. Incazzato vuol scoprire

lo scrivano sconosciuto.

Chiama subito Merlino

e gli affida l’incombenza

di scovare il reo che ha fatto

quella grave delinquenza.

Alla sera il grande Mago

si presenta dal sovrano

soddisfatto e pien di sé:

ha svelato già l’arcano.

“Ho da darvi due notizie, una bella ed una brutta”. “Dimmi prima quella bella

e disvela la combutta!”

“Ho scoperto che la scritta

l’hanno fatta con il piscio!” “Ma di chi?” “Di Lancillotto!” “Quel fetente, lo scudiscio!”

“Ora dimmi quella brutta!” “Non ti dico un’eresia. Giurerei sia di Ginevra quella gotica grafia!”

FFFFFestaestaestaestaesta delladelladelladelladella donnadonnadonnadonnadonna

Per la Festa della Donna due amiche vanno a cena

a una festa femminista

ma il menù è una gran pena.

Nell’uscir dal ristorante vengon prese da gran strizza, mal di pancia e flatulenza per il pesce o per la pizza.

Serve un posto dove andare

a sfogare quell’urgenza

ma la strada è illuminata, non può farsi con decenza.

“Guarda là, c’è un cimitero! Troveremo un angolino

dove fare in santa pace quest’urgente bisognino!”

Un sospiro di sollievo, però nasce un problemino:

“Non c’è niente per pulirsi!” “Io lo fo con lo slippino!”

“Io non posso, ho il perizoma! Come posso farlo? Idea! Prenderò da questa tomba quel bel mazzo d’azalea!”

Il dì appresso i due mariti si ritrovano al caffè

e ragionan delle mogli

mentre bevono un frappé.

“Dove cavolo so’ andate? Una sera alla stragrande! Pensa che la mia signora ritornò senza mutande!”

“Pensa invece che la mia

è tornata, ma lo sai,

con un nastro fra le mele <non ti scorderemo mai>!”

di F. Biancani

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Livorno

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IL SINDACO HA GLISSATO SU UNA NOSTRA DOMANDA

Una risposta mancata

Nel corso della conferenza stampa di fine d’anno il Sindaco Nogarin non ha fatto alcun riferimento al grave problema del nuovo ospedale.

Preso atto di questo “assordante silenzio”

su

di un tema di grande attualità, ho rivol-

to

al Sindaco una precisa domanda e cioè

“a

che punto sono le trattative tra Regio-

ne

Toscana ed il Comune di Livorno”. In

particolare ho chiesto al Sindaco chiari- menti in merito “ad una precisa denuncia dell’assessore regionale alla Sanità Sac-

cardi lanciata in occasione di un dibattito organizzato dal Vescovo alcuni giorni pri- ma presso la sala conferenze del Vescova-

do

sulle problematiche della città”.

La

Saccardi ha invitato il Comune di Li-

vorno a restituire il finanziamento di

3.500.000 di euro che la Regione ha stan- ziato e versato tre anni fa per opere di ur- banizzazione primarie in vista dell’inizio dei lavori su un’area alle pendici di Montene-

ro, progetto poi bocciato dalla Giunta pen-

tastellata. L’assessore alla Sanità è stata chiarissi- ma: fino a quando il Comune di Livorno

non avrà restituito quel finanziamento non è possibile la ripresa di alcun dialogo tra Regione e Comune di Livorno su un tema

di così fondamentale importanza per la

nostra città.

Diciamo subito che il Sindaco Nogarin, su

di un argomento così ostico, ha glissato.

Intanto, criticando l’iniziativa del Vesco-

ha glissato. Intanto, criticando l’iniziativa del Vesco- L'intervento del ns. Enrico dello Sbarba Il sindaco

L'intervento del ns. Enrico dello Sbarba

del Vesco- L'intervento del ns. Enrico dello Sbarba Il sindaco Nogarin, con a fianco la sua

Il sindaco Nogarin, con a fianco la sua giunta, durante la conferenza stampa di dine anno.

vo, suggerendogli di occuparsi di altri problemi (cosa che era già accaduta an- che nei giorni tragici dell’alluvione sotto i microfoni accesi di tutte le emittenti na- zionali), evitando poi di rispondere chia- ramente a proposito del finanziamento di cui sopra, oggetto di un contenzioso tra Comune di Livorno e Regione Toscana. Tra l’altro, riferendosi al Vescovo, non ha mancato di sottolineare che lo stesso è un cittadino pisano (sic!), battuta che

nella circostanza ci è parsa fuori luogo, anche se ha raccolto una risatina generale (sic!) da parte dei presenti. Di fronte a così “eclatante reticenza” sa- rebbe forse il caso che almeno le forze po- litiche di opposizione, in testa il P.D., chie- dessero lumi sull’argomento. Nel frattempo passano i mesi e gli anni (già quasi quattro) e la grave situazione delle strutture sanitarie della città restano, in parte, a quelle del 1933!

Alla Chiesa Sette Santi nonostante le “battaglie” di Don Ordesio

Un ‘problemino’ ancora irrisolto

Dal dicembre del 2012 don Ordesio Bellini - il valoroso paroco della chiesa dei Sette Santi - combatte una sua personale battaglia ma ampiamente condivisa dai parroc-

chiani per la soluzione del "tramo" della via Sette Santi che conduce alla parrocchia

e che continua a destra per il posteggio di auto e camper".

Si

tratta, scrive don Ordesio su "INSIEME Notizie", il giornalino della parrocchia,

di

un intervento per garantire a chi viene in chiesa e a chi posteggia di poter avere

sempre l'accesso libero. Dopo 5 anni di inutili tentativi (prima con la giunta Cosimi

ed ora con quella Nogarin), don Ordesio ha preparato una lettera per i giornali; ad

oggi, sembra, per la lunghezza, non pubblicata.

Il problema permane per cui abbiamo ritenuto opportuno dare, in sintesi, notizia di

un problemino che, solo con un po' di buona volontà potrebbe essere facilmente risolto. Ma, a quanto pare, dopo 5 anni, trionfa il disinteresse assoluto!

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Nella zona del Poliambulatorio e delle camere mortuarie saranno eliminati un centinaio di posti auto per far posto ad una pista ciclabile

Un “accanimento terapeutico”

di Franco Spugnesi

Finalmente assisteremo alla realizzazione del “verbo” del movimento cinque stelle nel campo della sanità pubblica. Il primo punto del programma elettorale del movimento era, infatti “non faremo il nuovo ospedale ad Antignano” ed è sta-

to realizzato il pieno. La realizzazione del secondo invece che prometteva di rende-

re più soddisfacenti i servizi ai cittadini

ristrutturando il vecchio nosocomio è di la da venire, dimostrando che il “ non fare” è quello che riesce meglio. Ma recente- mente la giunta comunale ha preso una storica decisione. Ha forse finalmente presentato un piano realistico per la ristrutturazione dei vecchi padiglioni oppure ha individuato un sito, dove costruire il nuovo? Niente di tutto

questo!

L’ineffabile giunta comunale guidata dal sindaco Nogarin ha deliberato la costru- zione di una pista ciclabile per rendere più

fruibile l’accesso all’ospedale dei cittadi-

ni,

sul viale Alfieri.

Di

per se la cosa potrebbe essere condivi-

sibile o addirittura lodevole, sicuramente

di grande utilità per i ciclisti. L’unico in-

conveniente consiste nell’eliminazione di circa 100 posti auto che normalmente sono

usati dai cittadini, in gran parte anziani, per recarsi al poliambulatorio o all’ospe- dale o, anche alle camere mortuarie per un saluto agli estinti. La possibilità di sostare con l’auto nei pressi dell’ospedale è un problema anno-

so che la posizione dell’edificio rende di

difficile soluzione. Da tempo le precedenti amministrazioni hanno adibito a parcheg- gio le aree libere nella zona, tra l’altro den-

a parcheg- gio le aree libere nella zona, tra l’altro den- Il sindaco Filippo Nogarin samente

Il sindaco Filippo Nogarin

samente abitata, ma senza risolvere defini- tivamente la questione. La delibera della giunta Cinquestelle rispon- de innanzitutto a una visione ideologica, anche teoricamente giusta, di riduzione del traffico veicolare, ma richiederebbe prov- vedimenti compensativi come l’istituzio- ne di altri parcheggi vicini o anche lontani ma con un servizio di navetta che portas- se gratuitamente i pazienti a destinazione, una diversa organizzazione dei servizi sa- nitari, come ad esempio le “case della sa- lute” che, diffuse sul territorio, eviterebbe

di concentrare le prestazioni.

Nel frattempo i disagi per i cittadini non diminuiscono, anzi. Le attese per ottenere una visita o un esame si allungano, spesso costringono a viaggi anche lunghetti per accedere presso altre strutture che hanno, probabilmente per un miglior utilizzo delle loro risorse, posti disponibili. C’è la sensazione che il complesso degli “Spedali Riuniti” che risale agli anni trenta del secolo scorso, assorba troppe preziose risorse umane e finanziarie nella sua manu- tenzione che potrebbero essere meglio uti- lizzate nella gestione sanitaria. Sarebbe l’ora che terminasse questo “ac- canimento terapeutico” nei confronti del nostro ospedale le cui caratteristiche che rispondevano egregiamente a esigenze del-

l’epoca, sono inutili e costose a essere mantenute in efficienza, spesso anche con risultati deludenti.

Non è certo con la pista ciclabile che l’am- ministrazione Nogarin passerà alla storia della sanità livornese. Eventualmente per

la

miopia che, sostenuta da una buona dose

di

arroganza ideologica, continua a negare

l’opportunità di dotare la città di una strut- tura sanitaria più efficiente.

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Interessante dibattito su “Cantieri aperti. Livorno si interroga sul lavoro”,

Convegno in Vescovado su Ospedale e Porto

di Gianni Giovangiacomo

“Non dobbiamo aver paura di aprire can- tieri che possono creare degli effetti po- sitivi per l’economia cittadina”, con queste parole Nicola Sangiacomo, di- rettore dell’ufficio diocesano per la pa- storale sociale e del lavoro, ha intro- dotto i lavori del Convegno: “Cantieri aperti. Livorno si interroga sul lavoro”, che si è svolto in Vescovado su propo- sta del Vescovo, mons. Simone Giusti. Livorno - ha proseguito Sangiacomo -

è rimasto drammaticamente fermo ma

oggi abbiamo l’opportunità di confron- tarci su temi quali l’Ospedale e il Porto

e di aprirci alla speranza per il nostro futuro.

Il moderatore dell’incontro, il direttore

de “Il Tirreno”, Luigi Vicinanza, ha iniziato dicendo di aver realizzato molti dibattiti con ministri, ex ministri, sotto-

segretari, deputati e capi di partito, ma “è la prima volta che partecipo ad un dibattito sul lavoro organizzato da un Vescovo, e che grazie al suo interessa- mento vede tante qualificate presenze”, quello che più mi ha colpito venendo a Livorno - ha continuato- è “la fame di lavoro”, nel Porto avviene una grande movimentazione di navi ma non c’è una “redistribuzione della ricchezza” a fa- vore della città, e riguardo al nuovo Ospedale c’è bisogno di spazi nuovi per attuarlo. Ha dato quindi la parola a Fabrizio Zan- notti, segretario generale della CGIL, che ha ricordato che per il Porto sono stati fatti due scioperi generali per la Darsena Nuova. E’ perciò evidente che

gli interventi e i processi strutturali crei- no dei ritardi, ma il grande problema da affrontare subito è quello di sostenere

il reddito dei disoccupati. La colloca-

zione dei disoccupati attraverso le Agen- zie interinali è irrilevante e poco effi-

ciente, per 16.500 disoccupati ci vuo- le una politica seria in grado di “dare indirizzi” e per questo occorre che la città “faccia quadrato”. Anche per quanto riguarda l’Ospedale è necessario che si smetta di discute- re e fare le cose “insieme”, Cisanello è ormai diventato l’ospedale di Livorno! La cantieristica con l’utilizzo del baci- no potrebbe dare lavoro ai disoccupa- ti, previa, naturalmente, una formazio- ne adeguata, intanto si sta realizzando il progetto di una nuova lavanderia in- dustriale che potrebbe creare nuovi posti di lavoro. Oriano Baldini della Cisl, ha eviden- ziato che “Livorno è in una situazione complessa in un’area di crisi comples- sa”, e con l’aumento dei traffici ma- rittimi non si vede però un aumento dell’occupazione. Bisogna allora dare un segno di presenza attiva: fare subi- to il nuovo Ospedale, sbloccare i ba- cini, fare le bonifiche sulle aree dismes- se per preparare i terreni affinché si possano fare dei nuovi insediamenti e investimenti, è necessaria la formazio-

ne dei disoccupati perché i non specia-

lizzati sono tanti, per cui c’è la necessi-

di creare figure professionali capaci

di

affrontare le nuove possibilità.

Il

dottor Massimo Provinciali, segre-

tario generale dell’Autorità Portuale, ha iniziato dicendo che sono finiti i tempi

dell’economia keinesiana dove il lavoro consisteva nello scavare e nel riempire

le buche, bisogna fare allora delle cose

utili e comunque il Porto non si fermerà

mai, perciò non è giusto dire che il Por-

to è fermo perché non è vero. Sono in

atto opere per 200 milioni di euro e sono già migliorate le condizioni di accesso

al Porto. I traffici sono aumentati in

modo consistente arrivando a 5 milioni

e mezzo di tonnellate e nella “crisi nera” che ha attraversato “non c’è stata una situazione di licenziamento collettivo”.

E’ necessario partire dal Piano Regola-

tore Portuale “senza il quale parliamo di niente”, nel 2015 è entrata in vigore la riforma del codice degli appalti e con la riforma dei dragaggi finalmente 1/3 del materiale che draghiamo può essere ri- versato in mare, ed è finalmente partita

che draghiamo può essere ri- versato in mare, ed è finalmente partita L'intervento del vescovo Simone

L'intervento del vescovo Simone Giusti.

periodico online www.circoloilcentro-livorno.it Livorno 13
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Livorno

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la gara per la Piattaforma Europa che potrà dare nuovo lavoro in futuro. Cristina Grieco, assessore regionale al- l’Istruzione, ha messo in risalto l’opera della Regione che per mantenere l’oc- cupabilità ha messo a disposizione dei disoccupati dei “voucher formativi in- dividuali”. C’è un tipo di “formazione strategica” come quella sulla logistica e sulle attività portuali e c’è una “forma- zione territoriale” che viene svolta in base alle richieste del territorio. Quindi gli strumenti per intervenire ci sono ma “bi- sogna fare rete” con cognizione di cau- sa partendo dai fabbisogni reali. Addirit- tura si potrebbe rischiare che una attivi- tà inizi e che non ci siano “i lavoratori livornesi” formati, inoltre sono disponi- bili strumenti e finanziamenti anche post- assunzione. Come Regione -ha reso noto l’assesso- re- sulle aree di crisi prevediamo un cor- rettivo di protezione per gli ammortiz- zatori sociali per la ricollocazione dei la- voratori. Dal Piano Integrato per l’oc- cupazione è prevista una indennità di partecipazione di 500 euro per 6 mesi a partire dal prossimo gennaio, dove par- tirà anche il reddito di inclusione. Intan- to la Regione Toscana è l’unica in Italia che investe nella portualità e ha approva- to il finanziamento alla Darsena Europa. L’assessore comunale alla Sanità e al Sociale, Ina Dhimgjni, pur dichiaran- do che il dialogo è sempre necessario, ha affermato che il ruolo dell’ammini- strazione non è cambiato rispetto agli ac- cordi di programma della precedente Giunta e questo nel rispetto di un refe- rendum che ha espresso la volontà dei cittadini di mantenere l’attuale Ospeda- le, perciò si può attendere ad un pro- cesso di riqualificazione e di ristruttura- zione dell’attuale Ospedale. Secondo l’assessore l’area della ex Pirelli potreb- be essere utilizzata per la costruzione di ulteriori strutture. La volontà di non fare un nuovo Ospedale ha destato la conte- stazione di molti cittadini presenti all’in- contro. L’assessore ha anche aggiunto che c’è la necessità di affrontare i temi sui ser- vizi territoriali con progetti confacenti alle esigenze dei cittadini come possono essere “le case della salute”. Il suo intervento è stato seguito da quel- lo dell’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, che ha immediata-

alla Sanità, Stefania Saccardi , che ha immediata- L'Ospedale e una veduta aerea del porto di
alla Sanità, Stefania Saccardi , che ha immediata- L'Ospedale e una veduta aerea del porto di

L'Ospedale e una veduta aerea del porto di Livorno.

mente detto: “scopro ora che c’è la di- sponibilità dell’Amministrazione verso l’area della ex Pirelli !”, e ha poi rilevato che “non è stato smentito e non è stato disdetto” il vecchio accordo di pro- gramma con il quale da parte della Re- gione erano stati stanziati tre milioni e mezzo di euro rimasti inutilizzati. “Ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità”, perciò bisogna che l’at- tuale amministrazione chiuda “con un atto amministrativo” il vecchio accor- do e ne proponga uno nuovo, è neces- saria a suo avviso, ma anche di molti cittadini presenti, “una struttura nuova all’altezza dei moderni criteri di efficien- za a cui non si può rinunciare”, del re- sto non è possibile fare opere di ristrut- turazione quando l’Ospedale è in pieno funzionamento, si è detta anche “pron- ta a realizzare un Distretto nuovo per-

ché quello di Fiorentina è inguardabile”. Nel suo intervento conclusivo il Vesco- vo mons. Simone Giusti ha auspicato che la normativa concernente i “lavori socialmente utili” sia rivista, tanti pro- fughi e richiedenti asilo potrebbero fare qualcosa di utile togliendoli da una inat- tività che è gravosa anche per loro. Ri- guardo al bisogno formativo è opportu- no chiedersi: Di cosa ci sarà bisogno? L’alternanza scuola-lavoro va migliora- ta, la scuola deve essere più attenta nel preparare i giovani al mondo del lavoro. Per l’Ospedale: “attendiamo fatti nuo- vi”, è indiscusso che occorra interveni- re, così come è auspicabile per tutte le materie, compreso il Porto, una sem- plificazione burocratica. “Su tutti que- sti temi sarebbe anche opportuno un confronto con i candidati alle elezioni del nostro territorio”.

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Livorno

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

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La struttura di Angiolo Badaloni è un esempio di grande architettura di ferro e vetro ottocentesca

Mercato Centrale,

un gioiello da mettere in mostra

di Massimo Cappelli

Parlando ancora di turismo e delle oppor- tunità che Livorno può avere, non possia- mo dimenticare il Mercato delle Vettova- glie, noto ai più come Mercato Centrale. Questa imponente struttura, progettata a fine ottocento dall’ing. Angiolo Badaloni

e inaugurata nel 1894 dopo cinque anni di lavori, è un esempio di grande architettura

di ferro e vetro ottocentesca.

Sfuggita miracolosamente ai bombarda- menti della seconda guerra mondiale che distrussero Livorno, è una testimonianza

assieme ad altre costruzioni sopravvissu-

te

(Albergo Palazzo, Scuole Antonio Ben-

ci,

Palazzo delle Poste, Bagni Pancaldi etc.)

della importanza e bellezza della nostra cit-

tà che, dalla fine dell’ottocento e sino agli

anni della guerra, era meta conosciuta del

turismo nazionale e internazionale. In quel contesto si inserivano anche le Terme del Corallo o delle “Acque della salute”, allo-

ra in piena funzione, tanto da coniare per

Livorno il nome di Montecatini al mare, alternativa all’altro celebre centro termale.

Degli edifici risalenti a quel felice periodo rimasti in piedi, il Mercato Centrale è uno

di questi. Dopo i primi lavori di restauro

nel dopoguerra, per recuperare nella sua interezza il grande lucernario danneggiato dai bombardamenti, e quelli più recenti ri- guardanti la manutenzione e restauro del-

la struttura (2007-2012), il Mercato si pre-

senta al cittadino e al turista in una bella

veste. E’ una struttura che merita una visi-

ta per chi mette piede nella nostra città e

vuole conoscerne i luoghi più significativi

FRATELLINERI S.P.A. LIVORNO - ITALY

FRATELLINERI S.P.A. LIVORNO - ITALY

più significativi FRATELLINERI S.P.A. LIVORNO - ITALY e Nelle mie gite, compiute nel corso della vita

e

Nelle mie gite, compiute nel corso della

vita in Italia e all’estero, la visita ai mer- cati delle città più importanti ci è sempre stata. Veniva naturale fare il confronto con

il Mercato Centrale e il paragone ha sem-

pre retto anche con quelli più importanti. Non a caso è il mercato coperto più gran-

de di Europa, in una struttura architetto-

nica importante, con una moltitudine e varietà di banchi, dislocati nel salone cen-

trale e nei due più piccoli che costitui- scono un itinerario da apprezzare non solo per chi vuole fare la spesa ma anche per chi vuole conoscere le caratteristiche ali-

mentari della città, della Toscana, dell’Ita-

caratteristici.

lia

ovvero l’eccellenza del cibo.

Se

parliamo di mercati italiani i primi che

vengono in mente sono quelli delle “erbe”

di Padova e delle città del nord con le

piazze comunicanti o quello di Roma del- l’Esquilino per la multietnicità dei cibi; il Mercato Centrale di Livorno è un esem- pio, a mio avviso, ancora più interessan-

te

Ecco questo è forse il punto dolente. La mancanza di una adeguata valorizzazione che dovrebbe basarsi su un piano di co- municazione verso quei flussi turistici che

toccano la nostra città (penso alle migliaia

di turisti che scendono dalle mega navi da

crociera), cercando di informarli, se possi- bile, prima che abbiano messo piede a ter- ra. Questo penso richieda uno sforzo non solo degli organismi dirigenti deputati al governo del Mercato, ma anche di tutti coloro che nel Mercato lavorano.

Mi riferisco alla acquisizione di una menta-

lità adatta verso le esigenze dei turisti che vengono a visitare la nostra città, che ri-

chiede disponibilità, cortesia, accoglienza,

ad esempio con orari di apertura che la fa-

voriscano e non la deprimano.

Il Mercato, per concludere, potrebbe e do-

vrebbe essere Centrale non solo come ubi- cazione ma anche come strategia di svilup-

po del turismo. Ne ha le potenzialità per-

ché non approfittarne?

e da valorizzare.

Compagnia Portuale di Livorno Società Cooperativa

Compagnia Portuale di Livorno

Società Cooperativa

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Livorno

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qui Diocesi di Fabio Figara
qui
Diocesi
di Fabio Figara

“Non amiamo a parole ma con i fatti!”

Aiutare gli ultimi, gli emarginati, ascol- tare i fratelli in difficoltà, accogliere i migranti e i bisognosi: il cristiano è co- lui che non si gira dall’altra parte, ma che viene in soccorso del fratello in dif- ficoltà.

Gesù ci ha insegnato a non dimenticarci dei poveri, il cui grido riecheggia fino al Cielo, dove «il Signore lo ascolta» (Sal 34,7); sono nostri “Signori e padroni”, come scrisse San Vincenzo de’ Paoli, per-

ché attraverso loro possiamo servire Cri- sto. Seguendo il richiamo del Papa “non amia- mo a parole ma con i fatti”, il Vescovo di Livorno, Mons. Giusti, lo scorso 19 no- vembre, proprio in occasione della “Prima

giornata mondiale dei poveri”, ha inaugu- rato la prima parrocchia “africana”, che vede come base la chiesa di S. Maria As- sunta, nel quartiere Torretta. Un punto di riferimento importante per oltre 3.300 per- sone originarie del continente africano che

abitano sul territorio, e base di un proget-

to

di più ampio respiro per offrir loro servi-

zi

vòlti, ad esempio, all’inserimento lavo-

rativo e all’apprendimento della lingua ita- liana. «Deve sempre essere presente in noi

il desiderio di sognare – ha dichiarato il

Vescovo - contro lo scetticismo di coloro che non credono nei progetti. Se la paura

di

sognare può fermare, deve essere anco-

ra

più forte il desiderio di rischiare ed inve-

stire, proprio come i due servi della para- bola dei talenti». Investire quindi in progetti che dimostri- no la natura accogliente di una città come Livorno, «che è nata e continua a essere città di popoli», con i quali affrontare le sfide del 2018. Nel villaggio scolastico di Corea, infatti, è in fase di completamento il complesso polifunzionale di mille metri quadri fortemente voluto dal Vescovo, il

“Villaggio della Carità” di via La Pira in cui, prossimamente, verranno attivati i servizi che oggi si svolgono nel Porto di Fraterni- tà di via delle Cateratte. L’inaugurazione della mensa da 100 posti alle soglie del Natale (20 dicembre) apre così un nuovo “ciclo”, grazie al potenziamento dei servizi attualmente offerti dalla Caritas: oltre ai locali tecnici, numerose sono le zone pre- disposte per la distribuzione degli abiti, ai servizi igienici, a lavanderia e cucina, men- tre il primo piano vede l’allestimento di 5 alloggi per la “seconda accoglienza”, e un nuovo centro di ascolto. Un nuovo anno, tanti nuovi sogni all’insegna della carità.

A proposito del Villaggio della Carità, per altro intitolato a Tito Neri, uno tra i più grandi imprendi- tori di sempre della nostra città, l'attua- le erede della socie- tà, il dottor Piero Neri (nel riquadro) ha contribuito alla rea- lizzazione del Villag- gio con una sostan- ziosa donazione. Il Gruppo Neri non è nuovo a queste iniziative, soprattutto nel campo della scuola e della beneficienza.

donazione. Il Gruppo Neri non è nuovo a queste iniziative, soprattutto nel campo della scuola e
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Rosignano

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APPROVATO IL BILANCIO DI PREVISIONE 2018-2020

Confermaaliquoteimposteediminuzionetari

Inaugura l’anno con il bilancio approva-

to il Comune di Rosignano Marittimo,

secondo l’impegno di evitare l’esercizio provvisorio preso dal sindaco Alessan- dro Franchi (nella foto) e dalla giunta, in linea con l’approvazione della Legge di

bilancio dal parla- mento il 23 dicembre. Il Consiglio comuna- le nella seduta del 30 dicembre ha infatti approvato il bilancio di previsione 2018- 2020 con il voto fa- vorevole del Pd e contrario di SUL, Forza Italia e Movi- mento 5 Stelle (tutte le proposte sono

state deliberate con la stessa espressio-

ne di voto da parte dei singoli gruppi).

Gli elementi più significativi sono la ridu-

zione della TARI del 5% medio - circa il

10% medio dal 2016 - il contenimento del-

la pressione fiscale sui cittadini, il mante-

nimento delle tariffe dei servizi a doman-

da individuale per scuola, trasporti, so-

ciale.

In continuità con le annate precedenti le

normative obbligano l’ente a mantenere alcuni elementi strutturali del bilancio: il Fondo crediti di dubbia esigibilità sale al

85% con un accantonamento di ulteriori 300mila euro, gli introiti derivanti dai ca- noni concessori di Rea Spa si riducono

di 1.220.000 euro, il Fondo di Solidarietà

Comunale resta ad un livello ancora ele-

vato: 6 mln di euro (-81mila euro rispetto

al 2017). Nonostante la destinazione ob-

bligata di tali risorse, l’amministrazione riduce sensibilmente la TARI e a offrire tutti i servizi a domanda individuale con

TARI e a offrire tutti i servizi a domanda individuale con la stessa percentuale di compartecipazio-

la

stessa percentuale di compartecipazio-

ne

alle spese, che consentono ai cittadi-

ni

di versare il 47,45% per gli asili nido, il

34,75% per le mense scolastiche e l’8,47% per il trasporto degli alunni. Tra gli elementi strategici viene centrato

l’obiettivo principale: mantenere invaria-

ta la pressione fiscale. Infatti non cambia

l’addizionale IRPEF, caratterizzata da un elemento di progressività e con soglie di esenzione che consentono al 50% dei cit- tadini di non versarla, restano le stesse del 2017 IMU e TASI. La TARI diminui- sce del 5% medio, per un totale che sfio-

ra il 10% medio nell’ultimo triennio (3%

del 2017, 1,5% nel 2016). Inoltre sono confermate tutte le esenzioni ed agevo- lazioni previste per fasce deboli (non pa-

gano IMU e Tari le fondazioni o Trust per l’assistenza a persone disabili, 100mila euro vanno alle utenze domestiche dei cit- tadini a basso reddito). Infine restano in- variate anche l’imposta di soggiorno, Co- sap e imposta pubblicitaria. Con il 2018 si riduce di 500mila euro lo stock dei mutui storici accessi dall’ente nel decennio precedente, portando il de-

bito sotto i 10 mln di euro. La riorganizza- zione della struttura comunale ha portato risparmi, nel 2018 l’ente integrerà l’orga- nico di circa 280 dipendenti con profes- sionalità per i servizi educativi. Le risorse vengono destinate seguendo

le linee strategiche dell’ente: in primo luo-

go per l’educazione, il welfare, gli investi-

menti a favore del territorio contenuti nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche.

I servizi educativi possono contare su

1mln di euro per le mense scolastiche e 700mila euro per il trasporto degli alunni, su 700mila euro per i servizi per l’infanzia,

con l’attivazione di una sezione di scuola per l’infanzia a Castelnuovo e la prossima realizzazione della scuola delle Colline, con l’affidamento della progettazione già ef- fettuato. Per il welfare emerge il supporto alla popolazione in stato di bisogno, con risorse triplicate a favore di persone indi- genti con lo stanziamento di 400mila euro per l’emergenza abitativa, 320mila per l’as- sistenza agli alunni disabili e 45mila per il loro trasporto, per integrazione canoni e contributi utenze, per emergenza sociale e misure specifiche di contrasto alla pover- tà. Il versamento alla Società della Salute

di 44 euro a cittadino (1,3 mln in tutto) per

i servizi sanitari è un dato rilevante rispet-

to ad altri territori.

Parimenti è un elemento di qualità l’eleva-

to livello di cassa dell’ente – intorno ai 13

mln di euro – che consente di garantire in

tempi puntualissimi i pagamenti a fornito-

ri e imprese, con una media tra le migliori a

livello nazionale.

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Rosignano

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La storia del noto locale di Castiglioncello inizia nel 1932

Cardellino, quanti bei ricordi!

di Dino Dini

C'è un luogo suggestivo e molto panora- mico a Castiglioncello che da sempre rap- presenta una delle più note e affascinanti

attrattive della costa, quasi il simbolo che caratterizza la peculiarità paesaggistica della zona. E' il prato del Cardellino, un perfetto grande tappeto di erba verde che quasi pare tuffarsi nel mare azzurro. Un luogo con una bella storia che ha ospitato momenti di vita turistica e sportiva, gior- nate di ricreazione e di festa, di musica e

di

danze nelle notti estive sotto le stelle.

La

sua storia inizia nel 1932 quando in que-

sta splendida cornice fu inaugurato un campo di tiro a volo al piccione e al passe-

ro. Per il pubblico fu costruita anche una tribuna e un piccolo bar. Il campo di gara

fu realizzato in maniera particolarmente ac-

curata, rispettando tutte le regole neces- sarie per praticare questo sport. Una pe- dana in cemento rivolta verso il mare ac-

coglieva il tiratore armato del suo fucile. Ad una decina di metri davanti alla pedana

si aprivano quattro buche scavate nel ter-

reno dalle quali venivano liberati i volatili.

A quel punto partiva il colpo di fucile e

solo raramente il piccione o il passero re-

stavano illesi per volare liberi verso il mare.

La realizzazione di questo impianto fu vo-

luta e portata a termine dal dottor Probo

Magrini, un personaggio a quel tempo

piuttosto noto. Magrini, medico condot-

to di Castiglioncello nonché segretario del

fascio locale, era stato azzurro di tiro a volo nelle olimpiadi del 1928. Con il passare degli anni Castiglioncello diventò famosa per questo sport. Le gare alle quali prendevano parte i più forti cam- pioni nazionali di tiro venivano seguite da un pubblico numeroso di appassionati

venivano seguite da un pubblico numeroso di appassionati provenienti da tutta Italia. Molti erano anche gli

provenienti da tutta Italia. Molti erano

anche gli scommettitori che in un apposi-

to spazio detto "betting" puntavano som-

me di denaro a volte anche ingenti sui ti- ratori quotati a seconda del loro valore. Nel 1947 Pasquale Tancredi, il mitico pa- tron del bar Norge (oggi bar Baldini) a Ro-

signano Solvay, prende in gestione il lo- cale. In mezzo al prato verde costruisce un'ampia pista da ballo in cemento con

una pedana rialzata per l'orchestra. Pasquale, inventore dell'ancora oggi fa- mosa cassatina Dai-Dai, apre un fornitis- simo bar-gelateria nell'edificio della tribu- na e a tutto il complesso da il nome Car- dellino. Intanto il tiro a volo viene chiuso, cessa-

no

le stragi di piccioni e di passeri e pren-

de

il via il dancing che diventerà uno dei

ritrovi estivi più frequentati in quegli anni. Sulla pedana si avvicendano ottimi com- plessi musicali. Su ogni lato libero della

pista si contano ben tre file di tavoli che nelle calde serate sono affollati da un pub- blico di villeggianti ma anche di tanti abi- tanti della costa. Nel 1962 Pasquale Tancredi lascia e su- bentra Vasco Meini, un giovane pieno di

entusiasmo e di idee innovative che farà vivere al locale i suoi anni più belli. E' il periodo in cui la televisione lancia decine

di cantanti e Vasco decide di farli cono-

scere dal vivo al suo pubblico. Quasi tutti i più importanti artisti della can-

zone italiana furono ospiti di Vasco negli anni sessanta e settanta. Tanto per ricor- dare solo alcune di quelle memorabili se- rate, si esibirono al Cardellino Caterina Caselli, futura grande produttrice disco- grafica, Gianni Morandi, Peppino di Ca- pri, Ornella Vanoni, Adriano Celentano, l'al- lora giovanissima ragazza del Gabbro

Celentano, l'al- lora giovanissima ragazza del Gabbro Da sin. il cronista Dino Dini, Vasco Meini e

Da sin. il cronista Dino Dini, Vasco Meini e Mike Buongiorno. A destra: Mina al Cardellino.

Nada Malanima, Giorgio Gaber, il famoso

complesso americano dei Platters e la gran-

de

Mina. Applaudite anche le esibizioni

di

Lola Falana, del trombettista Nini Ros-

so,

dei Brutos e dei Gufi, due popolarissi-

mi

complessi cabarettistici. Anche il re del

quiz Mike Bongiorno fu protagonista di

una eccezionale serata riproponendo una specie di "Lascia o raddoppia".

A

quel tempo fra il pubblico che affollava

il

Cardellino si potevano riconoscere Mar-

cello Mastroianni con la moglie Flora, Pa-

olo Panelli e Bice Valori, il regista televisi-

vo Enzo Trapani, i giovanissimi Giancarlo

Magalli e i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina. Un evento che lasciò davvero un segno

nella storia del locale fu quello del 19 ago- sto 1968 in cui si verificò un finto ma inat- teso rapimento di Mina organizzato dallo stesso Vasco Meini con la indispensabile collaborazione di un gruppo di studenti universitari della zona. La cantante che era in compagnia del suo impresario Elio Gigante e della graziosa attrice Gianna Serra fu bloccata nella hall di quello che allora era l'hotel Mediterraneo e come già ampiamente ricordato su queste colonne,

il

rilascio di Mina si verificò subito dopo

la

riscossione del riscatto richiesto dagli

studenti, riscatto che consisteva in una damigiana di vino, un pane dei contadini

"dieci metri di salsiccia di tosca maiala". Naturalmente dopo la liberazione la gran-

e

de

cantante regalò alla folla una magnifi-

ca

serata al termine della quale gli univer-

sitari le consegnarono il papiro di una lau- rea "honoris causa".

All'inizio degli anni ottanta Vasco Meini chiude l'attività del Cardellino. Negli anni successivi viene demolito l'edificio e le altre costruzioni in cemento. Tutto torna

ad essere soltanto un grande tappeto di

erba verde. Ma nel 2009 il luogo riprende

a vivere. Nicolò Vestrini, giovane e corag-

gioso imprenditore, costruisce proprio a picco sul mare un'ampia e confortevole struttura, una sorta di chalet-ristorante che gode di un ineffabile panorama marino. Oggi il ristorante Cardellino si è conqui- stato molta popolarità non solo per i suoi ottimi piatti di pesce, ma anche per le se- rate musicali che in estate si svolgono sulla sua ampia terrazza. Il Cardellino insomma continua la sua gloriosa storia. Una storia lunga fatta di colpi di fucile, di musiche da ballo, di canzoni e di tanti applausi che hanno risuonato su quel grande prato verde.

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SI È RINNOVATA LA TRADIZIONE AL GOLDONI PER SALUTARE L'ANNO NUOVO

Un concerto da grandi applausi

di Angela Simini

E’ stato l’Istituto Mascagni a dare il ben-

venuto all’anno nuovo col bellissimo e coinvolgente concerto di Lunedì 1 gen- naio 2018, col quale si rinnova ogni anno

la tradizione dei grandi teatri come il Mu- sikverein di Vienna, la Fenice di Vene- zia. Grandi paragoni! Ma bisogna rico- noscere che l’Orchestra dell’Istituto Ma- scagni ha realizzato un ambizioso cam- mino ed ha risposto ad un ambizioso pro- getto in fatto di qualità, crescita e rap- porto col territorio, cammino che è stato riconosciuto ed apprezzato largamente in città, prova ne sia che il concerto, pro- dotto dalla Fondazione Livorno in colla- borazione come punto di riferimento ne-

gli insegnanti, la Fondazione Goldoni, ha

richiamato un pubblico così numeroso

che il teatro era al gran completo in tutti

gli ordini e settori della platea e dei pal-

chetti. E tra il pubblico la vicesindaco Stel-

la Sorgente, il vicepresidente della Fon- dazione Livorno, dott. Marcello Murzia-

ni e i dirigenti dell’Istituto Mascagni, il

presidente dottor Marco Luise, e il dott. Marco Leone, direttore della Fondazione

Goldoni.

Di grande impatto l’Orchestra dell’Isti-

tuto disposta sul palco e formata da tanti volti giovani, che trovano il loro punto di riferimento negli insegnanti che suo- nano accanto agli allievi, secondo la di- dattica dell’istituto e che creano un’at- mosfera più sicura e più distesa. Ottima, come abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare, la direzione del Maestro Lo- renzo Sbaffi. Con l’orchestra ha intera- gito il giovane e bravo soprano Ilaria Casai, allieva anch’essa dell’istituto. Accattivante il programma che ha man- dato in visibilio il pubblico: Preludio e Interludio della Carmen di Bizet, Danze

di Strauss, Tchaikovsky, Brahms e ro- manze di opera “O mio babbino caro” di Puccini, “Il bacio” di Luigi Arditi, “Deh, vieni non tardar” di Mozart, interpretate molto espressivamente da Ilaria Casai. Come gran finale “La marcia di Ra-

detzky”! Concerto emozionante, dunque, che ha catturato grandi e piccoli, un’ occasione d’oro per promuovere la diffusione e il gusto della musica nelle nuove genera- zioni.

Ricordo di Altero Matteoli

Non ho auvto rapporti con il defunto sen. Altero Matteoli, specialmente nel corso di questi ultimi anni. Durante la Prima Repubblica" furono saltuari ed occasionali stante anche le notevoli differenzazioni politiche: io democristiano ed Altero importante espo-

nente del MSI e poi di Alleanza Nazikonale ma sempre caratterizzati da reciproco rispetto e stima.

Ci legava, invece, la comune intensa passione sportiva: entrambi sostenitori

convinti della Juve. Ricotrdo che, In occasione dell'ultima trasferta dei biancone-

ri a Llivorno, il Tirreno ci mise insieme in un servizio di presentazione dell'incon- tro: distanti in politica ma convintamente uniti con la nostra comune squadra del cuore.

La Sua scomparsa, avvenuta in modo così tragico, mi ha profondamante rattri-

stato.

Ho apprezzato sempre la Sua lealtà, la Sua serietà, la Sua moderazione, il Suo

equilibrio: questi gli aspetti positivi che hanno caratterizzato il Suo impegno politico.

Ai famigliari ed agli amici le condoglianze più vive per la tragica scomparsa di un

Uomo probo e pieno di grande umanità.

Enrico Dello Sbarba

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Presentato il libro di Carmelo Triglia, sindacalista ed ex dipendente dello storico stabilimento

La storia del Cantiere

(g.g.) - Presso la libreria “Erasmo” di Via

degliAvvalorati, a cura del Circolo “Il Cen- tro”, si è tenuta: “Una chiacchierata sul Cantiere Navale L. Orlando” con la pre- sentazione di un volume scritto da un ex dipendente del Cantiere, Carmelo Triglia, che ha voluto intitolare la sua opera “Can- tiere” con il sottotitolo “Navi, uomini e storie”. Enrico Dello Sbarba, direttore del “Cen- tro” ha espresso il proprio compiacimen-

to per la presentazione del libro che ci

riporta ad una storia nobile della nostra città, in quanto il Cantiere ha svolto per

anni una attività prestigiosa per Livorno. L’architetto Giovanni Cariddi Graziani, che ha avuto alcuni parenti impegnati tra

le maestranze del Cantiere, nel compiere

l’analisi del volume ha detto che si tratta

di “un testo di storia” dotato di una va-

sta documentazione che ha il pregio di

dar voce ad una Livorno operaia, solidale

e impegnata.

L’autore -ha aggiunto- non ha mai voluto piegarne la storia ai propri fini, ma ha vo- luto mostrare “l’orgoglio del lavoro”, un

lavoro sempre costruito con competenza

e fatica. Il Cantiere è stato la dimostrazio-

ne di una capacità tecnologica e di una

capacità imprenditoriale, quella degli Or-

lando, tale da metterlo sullo stesso livel-

lo dei più famosi cantieri inglesi. Questa

capacità era fondata su operai qualificati

e alacri che in passato riuscirono a realiz-

qualificati e alacri che in passato riuscirono a realiz- Carmelo Triglia durante la presentazione del suo

Carmelo Triglia durante la presentazione del suo libro.

Ha preso poi la parola l’autore del libro, Carmelo Triglia, che ha subito voluto sot- tolineare che “Cantiere e città costitui- scono un binomio indissolubile”.

Ai Bottini dell’Olio -ha continuato- si sta costituendo il Museo Storico di Livorno,

è senz’altro un fatto importante e positi- vo, ma dovrebbe esserci anche un “Mu-

seo del mare” per una città che per secoli

è vissuta e vive sul mare, ma a questa

possibilità non ha pensato nessuno. Tri- glia ha chiarito di aver salvato moltissi- mo materiale proveniente dal Cantiere:

tante persone cadute nell’oblio”, ho vo- luto citarli con nome e cognome per ricor- dare ai posteri la loro opera. Dal giornale “Il Martello” ho recuperato storie di disa- gio e di sofferenza ma anche storie di vite intrise di valori solidaristici che ora sono andati perduti. Ho voluto fare memoria di episodi e di persone che con le loro soffe- renze hanno illuminato due secoli di sto- ria che non possiamo dimenticare. L’autore ha terminato l’incontro leggen- do dal libro un passo di una pubblicazio- ne stampata a Genova, “L’Ansaldino”, dove si parla di un mestiere ormai scom- parso, quello del “cianografo”, un ripro- duttore con il metodo dell’ammoniaca dei disegni delle navi, infine ha letto una pa- gina del livornese “Il Martello” dove si fa la storia di un operaio che a “undici anni” aveva iniziato a lavorare nel Cantiere come “scalda chiodi”.

zare una nave che diede lustro di sé nella guerra greco-turca.

utensili, attrezzi, libri, fotografie, modelli- ni di navi, molti dei quali sono tuttora

Si

può aggiungere -ha concluso Grazia-

conservati in Accademia Navale e presso

ni-

che il carattere degli abitanti del quar-

“l’erede” del Cantiere, l’Azimut Benetti.

tiere del Borgo si è formato dalle espe- rienze maturate nel Cantiere, compreso quel senso di solidarietà che animava i suoi operai.

Un “Museo del mare” potrebbe dunque raccogliere questi ed altri reperti. Lo scopo del mio volume -ha aggiunto- è quello di aver voluto dare “un’anima a

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Attualità

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Un gruppo di amici, unito dalle difficoltà della vita, ha dato origine ad un team unico nel suo genere, all’insegna della passione per il calcio.

Una Nazionale ancora in gioco

della passione per il calcio. Una Nazionale ancora in gioco Il team della Nazionale Calcio Amputati

Il team della Nazionale Calcio Amputati

stampelle, chi para con un braccio solo: è una squadra eccezionale, ormai arricchita

da vari incontri internazionali di calcio a 7,

con una rosa composta da numerosi gio-

catori provenienti da varie regioni italiane,

di età compresa tra i 9 e i 44 anni, che ha

già ottenuto numerosi riconoscimenti. E

che parla molto… livornese: Daniel Priami,

di Livorno, è uno degli estremi difensori,

seguito costantemente da mister Emiliano Gronchi, di Rosignano, allenatore dei por- tieri. Dopo l’ottimo e sudatissimo quinto posto all’European Amputee Football Champion-

ship 2017 di Istanbul, questi azzurri, che affrontano ogni match, ogni difficoltà con fierezza, hanno guadagnato così l’acces-

so al prossimo mondiale. Pur senza spon-

sor o sovvenzioni, seguiranno il loro so- gno fino in fondo, tenendo in alto i nostri colori. Una lezione di vita per tutti i gioca- tori che, strapagati da un sistema che con

il vero sport ha poco a che fare, hanno

fallito. Ma anche un esempio per tutti noi,

un invito a non arrendersi mai.

di Fabio Figara

Il popolo degli sportivi è rimasto decisa- mente deluso dalla mancata qualificazio- ne della Nazionale maggiore ai prossimi Mondiali in Russia, un vero smacco per tutti gli appassionati e per il mondo dello sport. Ma un’altra Italia parteciperà co- munque ad un campionato del mondo

(che si svolgerà prossima- mente in Messico), un team eccezionale, pronto a lotta- re sul campo come nella vita quotidiana: è la Nazionale Italiana Calcio Amputati, nata nel 2012 dal sogno di un piccolo grande atleta, Fran- cesco Messori. Il giovane, cresciuto sen- za una gamba, non si arrese all’idea di non poter giocare a calcio, pur con tutte

le evidenti diffi- coltà e le restri- zioni imposte dalla vita. Decisi- vo l’incontro con i responsabili del Centro Sportivo Italiano, con cui nacque il proget- to di una prima formazione, in grado di gareg- giare con altre Nazionali già presenti in Paesi quali l’Inghilter- ra, la Turchia, la Germania o la Po- lonia. Chi corre con le

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Goldoni: il programma di gennaio

di Angela Simini

Il mese di gennaio 2018 al Teatro Goldoni si apre ricco di appuntamen- ti. La Lirica presenta:

“Pia De’ Tolomei” musica di G. Do- nizetti, libretto di Salvadore Camma- rano, direttore Christopher Franklin, regia di Andrea Cigni, Orchestra della Toscana. Sabato 20 gennaio ore 20.30, con re- plica la domenica 21 ore 16.30. Ricordiamo agli interessati che lune- dì 15, ore 17.00 nella Sala Mascagni del teatro Goldoni, il M° Daniele Sal- vini terrà la guida all’ascolto, ingres- so libero.

Concerti “Al chiaro di luna”, con l’esclusiva apertura della cupola del Goldoni, progetto artistico del M° Carlo Palese, in collaborazione con Menicagli Pianoforti:

martedì 9 gen. Ore 21.00 Alexander Romanovsky, pianoforte, esegue mu- siche di Chopin, Schumann, Rachma- ninov, Moussorgsky (il concerto sarà preceduto da guida all’ascolto del M° Daniele Salvini, il lunedì 8 gennaio ore 17.00 nella Sala Mascagni. In- gresso libero)

Col mese di gennaio ha inizio la 9ª edizione di “Classica con gusto” , in Goldonetta, progetto artistico del M° Carlo Palese, in collaborazione con Menicagli Pianoforti. Al termine del concerto sarà offerto dagli organiz- zatori un piacevole buffet. Giovedì 18 gennaio, ore 21.00 Do- menico Nordio, violinista, eseguirà “Musica Divina”, musiche di Bach per solo violino.

Musical - Fuori abbonamento:

mercoledì 3 gennaio ore 21.00, va in scena una produzione Dreamworks Animation: “Madagascar - A Musi- cal Adventure”. Musiche e liriche originali di George Noriega & Joel Someillan - in collaborazione con LEG srl e Menicagli Pianoforti.

- in collaborazione con LEG srl e Menicagli Pianoforti. Paolo Conticini, Luca Ward e Sergio Muniz

Paolo Conticini, Luca Ward e Sergio Muniz in "Mamma mia".

30 gennaio, ore 21.00, “Mamma Mia”, musica e testi di Benny An- dersson, Bjorn Ulvaleus e Stig An- dersson – regia e adattamento ita- liano di Massimo Romeo Piparo.

Prosa:

giovedì 11 e venerdì 12 gennaio, ore 21.00, “Medea” di Euripide con Franco Branciaroli, regia di Luca Ronconi, ripresa da Daniele Salvo.

Turno unico:

giovedì 25 gennaio, ore 21.00, “La musica è pericolosa Concertato”, mu- sica e parole del Premio Oscar Nicola Piovani, con Nicola Piovani.

Si annuncia anche il primo spettaco- lo di Febbraio:

venerdì 2 e sabato 3 febbraio va in scena lo spettacolo di prosa “Giulio Cesare”di Shakespeare con Michele Riondino, regia di Alex Rigoli.

spettacolo di prosa “Giulio Cesare”di Shakespeare con Michele Riondino, regia di Alex Rigoli. Il M° Nicola

Il M° Nicola Piovani

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attualità

1923
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Livornese classe ’90, fresca fresca di Laurea Magistrale all’Università di Firenze, ci spiega qualcosa in più sull’argomento.

Intervista a Cecilia Danti:

la nuova pedagogia

di Lorenzo Taccini

Una delle problematiche sempre più di- scusse e che sempre più spesso afflig- gono il senso comune della cittadinan- za, così come impegnano i più alti espo- nenti dell’intellighentia accademica, è senz’altro la questione educativa delle nuove generazioni. Decadenza di co- stumi, perdizione nella tecnologia e ma- leducazione diffusa sono solo alcuni dei luoghi comuni più… “comuni”. Abbia- mo incontrato Cecilia Danti, una gio- vane pedagogista livornese classe ’90, che, fresca fresca di Laurea Magistra- le all’Università di Firenze, ci spiega qualcosa in più sull’argomento. Cecilia, una vita dedicata all’amo- re verso l’educazione del prossimo:

che cos’è oggi per te la “pedago- gia”? Sicuramente è un prendersi cura a 360°dell’altro, con una serie di com- petenze come l’empatia per capire i bisogni più autentici. L’empatia in- fatti, di natura la abbiamo tutti, ma la si può apprendere ed esercitare. Un’altra importante competenza è l’ascolto attivo per capire su quali lati andare a lavorare, in particola- re per le persone con bisogni edu- cativi speciali. In una realtà sempre più comples- sa, multietnica e varia, quali sono secondo te i principi cardine per l’educazione dell’individuo calato in un contesto sociale? Certamente viviamo in un nichilismo valoriale e risulta sempre più diffi- cile andare ad educare. Personal- mente ho fatto un laboratorio a Fi- renze sull’attenzione in una scuola primaria ed ho visto la figura del-

in una scuola primaria ed ho visto la figura del- Cecilia Danti l’insegnante come portatrice di

Cecilia Danti

l’insegnante come portatrice di va- lori fortemente in crisi… Parliamo di Livorno: quali sono le criticità che ti sembrano tipiche di questa città, sul piano educativo? Livorno è una realtà difficile: già a differenza di Firenze si nota come machi la mentalità di creare un si- stema virtuoso sul piano dell’edu- cazione. I tuoi sogni, i tuoi desideri per il futuro ed i progetti che stai por- tando avanti. Vorrei specializzarmi nella psicolo- gia clinica ed ho già iniziato una esperienza con bambini con distur- bi quali la dislessia, discalculia, oppure disturbo dell’attenzione o iperattività, che sono poi i cosid- detti “disturbi specifici dell’appren- dimento” verso i quali rivolgo per- lopiù il mio interesse scientifico. Al piano professionale, unisci la passione per la danza. Per quanti

anni hai praticato questa discipli- na e che cosa ti ha lasciato al gior- no d’oggi? Ho iniziato danza ad 11 anni ed ho smesso a 22, in realtà per poi ri- prendere, ma solo per un breve pe- riodo, l’anno scorso, interrompen- do di nuovo e definitivamente. Un rapporto di amore-odio con la di-

sciplina, ma soprattutto con il suo ambiente. E’ stata però una bellis- sima esperienza e posso definirla “il mio primo amore”. Inizialmente fa- cevo soltanto danza moderna, poi ho cominciato anche quella classi- ca. La scelta definitiva di smettere

ci fu quando mi resi conto dell’in-

compatibilità della disciplina con, appunto, gli studi che avevo scelto

di frequentare!

Come valuti le nuove tecnologie

in qualità di dispositivo per l’edu-

cazione delle nuove generazioni?

E quali difficoltà incontra l’inse-

gnante che diviene una sorta di “mediatore” tra il tecnologico e l’umano? La competenza digitale va saputa sfruttare in senso euristico, per sti- molare la ricerca e la curiosità. Le nuove generazioni ne hanno gran- de padronanza. Un inserimento molto utile nel mondo della scuola, secondo me, sono state le nuove LIM, le “lavagne digiali”. Hai una massina che nella vita ti serve come guida e riferimento? In linea generale la frase che pre- diligo è quella del Piccolo Principe:

“Non si vede che col cuore. L’essen-

ziale è invisibile agli occhi”. L’ap- parenza inganna ed è fondamenta- le un ascolto attivo per poter sco- prire fino in fondo una persona.