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1 Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: postatarget creative
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Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: postatarget creative - CENTRO 1/02524/11.2014 - Posteitaliane
Anno XIX - n° 199
AprileAprileAprileAprileAprile 20192019201920192019

L’Editoriale

di Enrico Dello Sbarba

enricodellosbarba@virgilio.it

Un futuro incerto e preoccupante

L’andamento dell’economia in Europa presenta da alcuni mesi sintomi inquietanti di recessione, non certamente quella catastro- fica che abbiamo vissuto dal 2008 in poi, che coinvolse pesante- mente anche l’Italia, le cui debo- lezze strutturali rappresentano sempre un pericoloso campanel- lo di allarme. Purtroppo le ottimistiche previsio- ni del governo gialloverde ri- schiano di durare “l’espace du matin” malgrado che il nostro Presidente del Consiglio continui ad assicurare, da qualche giorno un po’ meno, che il 2019 sarà un anno “splendido per il nostro Pa- ese”. Ed infatti, è inutile nasconderlo, cresce la preoccupazione per una depressione economica che non lascia molte speranze e che que- sta strana coalizione sembra quasi ignorare, impegnata com’è, nel lanciare proclami e messaggi sen- za però avere un progetto ben definito per affrontare questa nuova crisi. Il nostro paese, negli ultimi de-

segue a pag. 2

Le “strane” vittorie del centro-destra

di Francesco Butini

Nel 2019 sono previste in Italia, oltre alle elezioni europee del 26 maggio, sei con- sultazioni elettorali a livello regionale. Tre si sono già svolte (Abruzzo, Sardegna, Basilicata) e tre si svolgeranno (Piemon- te, Calabria, Emilia Romagna). In tutte e sei le regioni la Giunta uscente è di cen- tro-sinistra, con un presidente della Re- gione espressione del Partito Democra- tico. In genere chi perde nega il valore nazio- nale delle consultazioni regionali, cercan- do di convincere tutto il mondo che si tratti solo di una sommatoria di casi par- ticolari, e chi vince pretende di estende- re quanto prima al livello governativo cen- trale le conseguenze del voto. Il problema, per i sostenitori della prima tesi, si presenta allorché in tutti i cosid- detti casi particolari avviene la stessa cosa, si manifestano gli stessi fenomeni elettorali, vincono le stesse coalizioni. Continuare a sostenere che è tutta una coincidenza assume il profilo di una af- fannosa corsa alle scuse. Un punto a fa- vore dei sostenitori della seconda tesi sta nei numeri: per rinnovare nel 2019 i sei consigli regionali suddetti sono chiamati alle urne più di 11 milioni di elettori, un quarto del totale degli elettori italiani. Un po' troppi per non avere conseguenze politiche generali. Ebbene nelle tre consultazioni regionali finora svolte ha sempre vinto il centro- destra, nella sua versione classica: Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia. Dunque ha sempre perso la coalizione governativa uscente di centro-sinistra, e il Movimen- to 5 Stelle ha sempre drasticamente ri- dotto i voti rispetto ad appena un anno

fa, quando si votò per le elezioni politi- che del 4 marzo 2018. Tutte e tre i raggruppamenti politici ita- liani vivono condizioni particolari di grande disagio, nonostante i proclami e le dichiarazioni pubbliche. Esaminiamo- le brevemente una per una. Il Movimento 5 Stelle in Abruzzo, Sar- degna e Basilicata alle politiche del 2018 prese oltre 800 mila voti. Alle regionali del 2019 ne sono rimasti circa 250 mila. Quindi due elettori su tre del Movimen- to hanno deciso di non votarlo più ad un anno di distanza. Un anno nel quale il Movimento è al governo, rappresen- tandone il partito più grande della coali- zione, e quindi con la responsabilità po-

segue a pag. 2

Circolo Culturale Il Centro - Livorno Martedì 9 Aprile, h. 18 incontro con Luca Salvetti
Circolo Culturale Il Centro - Livorno
Martedì 9 Aprile, h. 18
incontro con
Luca Salvetti
candidato a Sindaco di Livorno
Moderatore:
Dott. Fabio Del Nista
Circolo Culturale Il Centro - Livorno
Martedì 16 Aprile, h. 18
incontro con il
Dr. Enrico Bianchi
candidato al Consiglio comunale
nella lista del P.D.
Moderatore:
Dott. Enrico Dello Sbarba
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Politica

2 Politica
2 Politica

dalla prima pagina

Un futuro incerto

pretestuoso ma anche effimero pen- sare che sia in grado di realizzare gli impegni solennemente assunti.

cenni, ha visto l’alternanza di numero- si governi i cui bilanci non sono mai

Eppure l’Italia non sta soffrendo di competitività: le esportazioni continua- no a tirare per cui il contributo della

e

quelli privati risentono pesantemen-

stati, specialmente sul versante finan- ziario, troppo brillanti.

componente estera è ancora di note- vole rilievo ed a cui si deve quasi

Di

fronte ad una economia reale mol-

esclusivamente il buon andamento

to

vivace, si è sempre opposta una

generale dell’economia. Sono, purtrop-

gestione di governo, spesso inadegua-

po, i consumi interni che stanno lette-

ta,

comunque gravata da un debito pub-

ralmente crollando. Grandi speranze

blico che, anziché ridursi, ha continua-

ripongono “i due leader maximi” Di

to

a crescere a dismisura.

Maio e Salvini dalle conseguenze po-

Questo governo, cosiddetto del cam- biamento, non è stato in grado di ga- rantire quello su cui si era impegnato attraverso “il famoso contratto”e sta dimostrando di non essere in grado di

sitive dei due provvedimenti più sopra citati ma su cui esperti economisti manifestano larghe perplessità. Se scarseggiano gli investimenti pubblici

realizzare le promesse elettorali se si

te

dell’aumento dello spread, più che

escludono i due punti su cui è stata di- segnata la loro campagna elettorale:

“reddito di cittadinanza e quota cen-

to” i cui riscontri positivi sono tutti da

dimostrare.

D’altro canto, ormai, è passato quasi

un anno dalla sua formazione e con

tutta franchezza ci sembra non solo

Mensile del Circolo Culturale “Il Centro” Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 2/3/2005 Redazione ed

Mensile del Circolo Culturale “Il Centro”

Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 2/3/2005

Redazione ed Amministrazione:

Via Trieste 7 - 57124 Livorno e.mail: ilcentro.livorno@gmail.com www.circoloilcentro-livorno.it

DIRETTORE RESPONSABILE:

Enrico Dello Sbarba

COMITATO DI REDAZIONE:

Massimo Cappelli, Laura Conforti Benvenuti, Sergio Cini, Valeria Grillo, Luca Lischi, Mario Lorenzini, Mauro Paoletti, Angela Simini, Marisa Speranza, Franco Spugnesi.

Hanno collaborato a questo numero:

Ludovica Andolfi, Marcello Battini, Don Ordesio Bellini, Franco Biancani, Francesco Butini, Massimo Cappelli, Sergio Costalli, Fabio Figara, Luca Li- schi, Mario Lorenzini, Ruggero Mo- relli, Giulia Russo, Angela Simini, Franco Spugnesi, Lorenzo Taccini.

Grafica e impaginazione: Editrice “Il Quadrifoglio” sas di Palandri Giulia & c., Livorno - Tel. 05861732178. Stampa: Tipografia Sagittario - Bibione (VE)

Giornale chiuso in tipografia il 2/4/2019

raddoppiato, le previsioni superficial- mente ottimistiche rischiano di essere solo della “beate intenzioni”. E’ evidente come le imprese, a fronte

del riproporsi del rischio di una stretta nei crediti bancari,come è esattamen-

te

avvenuto nel 2011, riducono le scor-

te

e rinviano, a tempi migliori, i piani di

investimento in virtù del pericolo insi-

stente di un possibile rallentamento dell’economia. Le continue polemiche, i plateali rinvii dei programmi di opere pubbliche che

costituiscono per tutti i paesi un punto

di riferimento essenziale, concorrono

ad aumentare il clima di sfiducia che

il pressapochismo di questo governo

sta alimentando quotidianamente sul- l’altare di un pericoloso compromes-

so che rischia veramente di portare il paese allo sfascio.

I problemi non possono essere solo,

sempre e pedissequamente rappresen- tati da fragorosi slogan quali, tanto per

citarne qualcuno dei più ricorrenti “pri- ma gli italiani, aiutiamoli a casa loro (Salvini) o” abbiamo sconfitto la po- vertà” (Di Maio): serve ben altro, per aggredire e sperabilmente superare una crisi che potrebbe aggravarsi. Ed infine l’Italia non può permettersi

di essere isolata dall’Europa che, mal-

grado alcune croniche deficienze, re-

sta un punto di riferimento essenziale per un paese, come il nostro, che non può assolutamente isolarsi ma resta-

re ben ancorata alla civiltà europea ed

occidentale. Le fughe in avanti, gli assurdi proposi- ti isolazionisti, le crescenti polemiche con nazioni con cui abbiamo fatto un lungo percorso insieme sulle lunghe le strade della libertà e della democra- zia non possono essere abbandonate sull’onda di un qualunquismo di ma- niera che non può e non deve avere alcun futuro.

Le “strane” vittorie

litica maggiore dei suoi successi e dei suoi fallimenti.

Il Partito Democratico ha avviato una

nuova stagione politica con il suo ulti-

mo congresso. Le primarie vinte da Ni- cola Zingaretti così nettamente impri- mono una svolta alla politica del PD. Probabilmente il nuovo segretario de- mocratico avrebbe bisogno di un lasso

di tempo maggiore per presentarsi agli

elettori con un assetto un po' più con- solidato del suo partito, della sua clas-

se dirigente, delle sue iniziative politi- che. Ma le scadenze temporali sono queste, e le misure del nuovo corso saranno prese pienamente alle elezioni europee.

Infine il centro-destra. Risulta sempre

la coalizione di maggioranza nelle urne

delle ultime elezioni regionali. Lo fu an- che alle elezioni politiche dell'anno scor-

so. Eppure sono vittorie precarie, per- ché il centro-destra vince unito alle ele- zioni, e poi si divide tra governo e op- posizione a livello nazionale. Ma per quanto tempo potrà mai durare questo equivoco? Per quanto tempo ancora un elettore del centro-destra continuerà ad esprimere il proprio con- senso per una coalizione che prende il suo voto e poi lo potrebbe portare da un'altra parte, con altri alleati diversi

da quelli della coalizione per la quale ha

votato? A livello regionale ancora non è accaduto. A livello nazionale la situa-

zione è sotto gli occhi di chiunque vo- glia vedere.

In realtà quindi tutto il quadro politico

italiano necessita urgentemente di es- sere rifondato. A sinistra come a de- stra. Vorrei aggiungere anche al cen- tro, il grande assente della Seconda Re- pubblica. Un'assenza che si vede. Un'assenza che ha pesato su tutta la democrazia italiana di questi venti anni.

Politica 3
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Fermare il declino della U.E.

di Ruggero Morelli

L'avvicinarsi delle elezioni europee in- vita a formulare appelli per fermare il declino della UE. L'onda anti UE sot-

to varie forme.

Tra gli appelli spiccano quelli di Mas- simo Cacciari, di AsviS di Enrico Gio- vannini, quello del nuovo partito più- europa di Della Vedova e Bonino, ed infine quello recentissimo di Andrea Venzon con volteuropa.org.

Proseguono ininterrotti gli editoriali del prof. Sergio Fabbrini che racconta in dettaglio che cosa sta avvenendo tra i paesi della UE, come è stata affrontata

la questione Brexit ed i suoi risvolti, e

soprattutto come si può frenare il decli- no.

Il memorandum firmato con la Cina

svela altri aspetti che merita riprende-

re per avere un quadro migliore ed at-

tuale. Vediamo e riassumiamo i rapporti tra

gli europei e la Cina, seguendo le note

di Fabbrini.

'La Francia e la Germania hanno fir- mato scambi economici unilaterali.Alla riunione dei Consiglio europeo - dei capi di governo - che si è tenuta gio- vedi scorso a Bruxelles, l'Italia è stata criticata per le sue ambiguità nei con- fronti della Cina. Peraltro i paesi che l'hanno criticata non sono immuni da

i paesi che l'hanno criticata non sono immuni da quella ambiguità. Vediamo in particolare. 'La UE

quella ambiguità. Vediamo in particolare. 'La UE rappresenta il più grande mer- cato del mondo. Infatti è il principale partner commerciale per 80 paesi, mentre gli Usa lo sono per 20. L'UE

importa dai paesi in via di sviluppo più

di quanto importino insieme Canada,

Giappone e Cina. Più del 70% delle merci importate nella UE godono di

tariffa ridotta. Il mercato dei servizi è tra i più aperti

al

mondo.La UE, nonostante la crisi,

ha

continuato a siglare accordi multi-

laterali e bilaterali con Giappone, Co- rea del sud, Canada e Australia. Da qui l'attrazione del mercato europeo per potenze come la Cina. Peccato che questo enorme mercato abbia un go- verno debole. Ed in più la UE non ha una poltica per proteggere il proprio

mercato interno. Per fortuna il Consi- glio europeo poci giorni fa ha dato mandato alla Commissione di predi- sporre un regolamento per esaminare gli investimenti esteri in Europa. Per controllare che rispettino il criterio della reciprocità. Bene. Ma ad esempio il governo italiano si è astenuto su que- sta decisione! Facendo così il paio conn la astensione-dissociazione sulla decisione relativa al ' Global migration compact' della ONU dopo le molte denunce sulla mancata solidarietà de- gli altri paesi. Senza una governance europea indi- pendente dai governi nazionali la UE rimarrà debole e non sarà in gradi di proteggere il mercato pur grande che ha al suo interno'. Resta davvero auspicabile ed urgen- te che la UE diventi un attore globale, il raprresentante degli interessi euro- pei. Ciò vale e varrà per difendersi dal- l'espansionismo cinese, dalla impreve- dibile poltica degli USA e dalla aggres- sività della Russia. Si riduca la distan- za tra la economia e la politica che sembra vadano per file parallele. In- somma si segua la ripetuta analisi e relative proposte che anche Massimo Cacciari non si stanca di quasi grida- re.

In- somma si segua la ripetuta analisi e relative proposte che anche Massimo Cacciari non si
In- somma si segua la ripetuta analisi e relative proposte che anche Massimo Cacciari non si
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Politica

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ANCHE SE NELLO SCORSO DICEMBRE HA SUPERATO I 2.310 MILIARDI

Perché il debito pubblico dell’Italia non spaventa

di Massimo Cappelli

Il debito pubblico dell’Italia continua a

salire, a fine 2017 era di 2263 miliardi,

a dicembre 2018 ha superato i 2.310.

Le cause sono molteplici, ma tra le prin- cipali, a mio modesto avviso, vi è la mancata riorganizzazione della pubbli- ca amministrazione che con i suoi spre- chi, ritardi, spese infruttuose rappresen- ta una vera e propria macchina mangia denaro. L’occasione per iniziare un virtuoso pro- cesso di semplificazione l’abbiamo avuta con il referendum del dicembre 2016. Dalla modifica degli organismi parlamen- tari, a cascata, ne sarebbe derivata una riforma di tutto l’apparato statale. Non abbiamo voluto ed è storia ormai passa- ta. L’Italia è quindi uno dei Paesi più inde- bitati dell’Europa e del mondo occiden- tale. Essendo tuttavia un Paese forte- mente industrializzato, se i suoi para- metri economici sono positivi, anche un debito elevato può non avere particola- ri conseguenze. Si pensi agli Stati Uniti, hanno un gran- de debito pubblico ma sono anche una formidabile potenza economica che pro- duce ricchezza. Oppure al Giappone, anche questo con un alto debito pub- blico, ma anch’esso potenza economi- ca e industriale che per di più ha quasi tutto il suo debito con i propri abitanti. Non così in Italia dove circa due terzi del debito è in mano a investitori italiani ma un terzo a investitori stranieri (32%). Sto ovviamente parlando dei Buoni del Tesoro Poliennali che garantiscono, con la loro emissione e sottoscrizione, il pa- gamento degli interessi del debito e il pa- gamento degli stessi alla loro scadenza. La misura degli interessi da pagare sui BTP emessi è data dallo spread. Lo spread indica il differenziale di rendi- mento tra una obbligazione e un’altra presa come riferimento. Nel caso ita-

liano lo spread misura il differenziale di rendimento tra i titoli decennali del no- stro Paese e quelli della Germania (bund) , Paese dalla forte economia. Se

i nostri BTP decennali hanno un rendi-

mento del 3,5% e quelli tedeschi dell’1%, il differenziale sarà di 2,5 punti percentuali, ovvero 250 punti base. Più alto è lo spread, più interessi si pa-

punti base. Più alto è lo spread, più interessi si pa- gano. Con il Governo Gentiloni

gano. Con il Governo Gentiloni lo spread viaggiava intorno ai 110/130 punti base, oggi con il Governo Conte

è quasi raddoppiato, intorno a 240 punti

ma ha raggiunto in tempi recenti anche 300 punti. Quanto sopra è un palese sintomo di quanto poco credito abbia questa com- pagine governativa presso gli investi- tori anche per le incertezze e contrad- dizioni che la caratterizzano. Anche altri indicatori economici riguar- danti l’Italia sono peggiorati. In pochi mesi di governo la previsione di cre- scita del PIL per il 2019 è diminuita da

1,1-1,2% a 0,2-0,3% mentre l’indice

di produttività delle imprese nel trime-

stre novembre-gennaio 2019 ha regi- strato un -1,8% rispetto al trimestre precedente.

Per due trimestri consecutivi l’Italia ha avuto una crescita negativa ed è entra-

ta in recessione. Recessione tecnica

perché di poco negativa e si spera tem- poranea, ma comunque in recessione, unico tra tutti i Paesi europei. Oltre ad un rallentamento dell’econo- mia internazionale, molto lo si deve al blocco di tante attività produttive fatte dall’attuale governo, con cantieri fer-

mi ovunque, ritardi e discussioni a non

finire su si/no TAV, si/no TAP, si/no Tri-

velle e chi più ne ha ne metta! Ma come mai questo scenario, oggetti- vamente negativo, non ha scatenato sul- l’Italia gli interventi dei Commissari Eu- ropei ? E’ vero che abbiamo alle porte le elezioni europee e questo induce a cau- tela sia da parte dei controllori (Unione Europea) che da parte del controllato (Italia), dove il Governo spera che dalle urne esca una Europa diversa con re- gole diverse, ma i mercati? Perché non

si allarmano più di tanto? E’ vero, lo

spread è aumentato, ma poi le cose sono

continuate a scorrere con una quasi normalità.

A mio avviso una risposta c’è. Gli inve-

stitori e l’Europa sanno che l’Italia ha una solvibilità di base assicurata che ri- siede nel patrimonio privato degli italia- ni. Oltre quattromila miliardi di euro, più

dei francesi e tedeschi, dietro solo agli Stati Uniti, Giappone, Belgio e Olanda.

Un patrimonio che ci garantisce in casi

estremi dalla bancarotta. Tuttavia ogni governo che ha parlato di patrimoniale è stato battuto. Questo poi è stato eletto sulle promesse dell’abbas- samento delle tasse (flat tax) e sulla di- stribuzione di reddito comunque ai meno abbienti. E allora? L’ipotesi potrebbe essere quella di tas- sare il patrimonio, mobiliare e immobi-

liare, al momento della successione. Oggi in Italia le imposte di successione sono basse e con una franchigia di eso- nero alta. Non così negli altri Paesi Eu-

ropei e occidentali dove le aliquote sono molto superiori. Un allineamento, anche graduale, quasi tecnico e il gioco è fat-

to! Così è stato per le imposte sui divi-

dendi da azioni dove si è passati dal

12,5% al 20% per poi approdare al 26%,

in linea con altri stati europei, in pochi

anni dal 2011 al 2015.

E’ una cosa su cui meditare e sulla quale

forse stanno meditando i nostri gover- nanti, magari dopo le prossime elezioni.

Attualità 5
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Attualità

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Le prime parole di Pietro Verna, neo commissario dell’Adsp del Mar Tirreno Settentrionale

“Lieto di poter dare il mio contributo”

«Sono lieto di essere qui e di poter dare il

«Non amo i rinvii - ha detto - ho avuto un

Il

commissario straordinario ha spiegato

mio contributo per lo sviluppo dei porti

di

aver già chiesto a tutte le direzioni della

del Sistema», sono le parole con le quale il neo commissario dell’Adsp del Mar Tirre- no Settentrionale, Pietro Verna, si è pre- sentato stamani alla stampa. L’ammiraglio ispettore in ausiliaria ha di- chiarato di volersi mettere subito a lavoro:

determinato incarico e lo porterò avanti con la consapevolezza che se riuscirò a fare

Port Authority di fargli una serie di dos- sier sulle sfide che lo attendono e sulle priorità di intervento: «Mi sono già fatto una prima idea delle varie problematiche e

delle potenzialità degli scali portuali del- l’Alto Tirreno, a cominciare da Piombino che in questi anni ha conosciuto uno svi- luppo infrastrutturale senza precedenti: mi confronterò presto con i miei collaborato-

bene quello che mi compete sarebbe già

ri

per avere un primo scambio di osserva-

tanto». «Unicuique suum (a ciascuno il suo)», Verna fa suo uno fra i principali precetti del diritto romano, innalzando l’umiltà e la ca- pacità di ascolto a cifra stilistica del buon governo.

zioni». Verna ha poi parlato dell’Espo Conferen- ce, la conferenza dell’Organizzazione dei Porti Europei che si terrà a Livorno il pros- simo 23 e 24 maggio: «la scelta di Espo di organizzare la sua conferenza annuale a

scelta di Espo di organizzare la sua conferenza annuale a Pietro Verna Livorno non è casuale.

Pietro Verna

Livorno non è casuale. Livorno è una città bellissima, con una tradizione marittima ben radicata. Dimostreremo di essere all’altez- za di questo evento». Nel corso della Conferenza stampa sono infine stati presentati i dati statistici del 2018. In allegato trovate il comunicato stampa.

del 2018. In allegato trovate il comunicato stampa. ALL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MAR TIRRENO

ALL’AUTORITÀ DI SISTEMA PORTUALE DEL MAR TIRRENO SETTENTRIONALE

Gabriele Gargiulo è il numero due

Il dirigente promozione e comunicazio- ne dell’Ente prenderà provvisoriamen- te il posto di Massimo Provinciali sino al “ripristino degli ordinari organi di vertice” Gabriele Gargiulo è il nuovo segreta- rio generale facente funzione dell’Au- torità di Sistema Portuale del Mar Tir- reno Settentrionale. La scelta del com-

missario, condivisa stamani all’unani- mità dai membri del Comitato di Ge- stione, è caduta sul dirigente più an- ziano dell’Ente. Gargiulo, classe 1953, ha sino ad oggi rivestito in Autorità Portuale il ruolo di responsabile della promozione e della comunicazione; da ora in poi, e sino “al ripristino degli ordinari organi

da ora in poi, e sino “al ripristino degli ordinari organi Gabriele Gargiulo, il secondo da

Gabriele Gargiulo, il secondo da destra, durante il Comitato di gestione

di vertice”, sarà il numero due del-

l’AdSP.

In apertura di riunione Commissario

Pietro Verna si è presentato ai mem- bri dell’Organo Esecutivo di Palazzo Rosciano: «Sono certo che avremo con i rappresentanti del Cdg un’otti- ma interlocuzione» ha detto, ringrazian- doli per la presenza. «Sono l’ultimo arrivato e so che da soli

non si va da nessuna parte. Per que- sto motivo sono pronto ad ascoltare tutti e a raccogliere proposte e sugge- rimenti utili in ordine alle sfide che ci attendono». Dai membri del Cdg - presenti il co- mandante del porto di Livorno, Giu- seppe Tarzia, Maurizio Poli e Umber-

to

Campana - è arrivato l’augurio di

un

buon lavoro.

(eds) - Ci complimentiamo con l’amico dottor Gabriele Gargiulo per l’importan- te incarico assunto ed al quale formulia- mo i migliori auguri di buon lavoro.

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Attualità

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Per la gestione integrata di amministrazione del personale e delle risorse umane

Al via il servizio di Confindustria LI MS

E’ stata presentata nei giorni scorsi pres- so la sede di Confindustria a Livorno il nuovo servizio riservato alle Aziende as- sociate per la gestione integrata di am- ministrazione del personale e delle risor- se umane. Confindustria LI MS, attraverso la pro- pria Società di servizi Assoservizi Indu- stria, in collaborazione con le Società di servizi di Confindustria Toscana Sud e Confindustria Firenze, ha promosso que- sto incontro di approfondimento, fina- lizzato a far conoscere alle Aziende la piattaforma HR di Team System adotta- ta per l’elaborazione dei cedolini paga e i più importanti applicativi per la gestione delle presenze, delle autorizzazioni, della sicurezza, delle trasferte, delle dotazioni

e dei beni assegnati ai dipendenti, dei

piani ferie, della turnistica e degli adem- pimenti formativi. “Non si tratta unicamente del tradizio- nale servizio paghe – ha dichiarato Um- berto Paoletti, direttore generale di Con- findustria Livorno Massa Carrara – ben-

sì di un nuovo servizio dedicato alla ge-

stione ed amministrazione delle risorse

umane a tutto tondo”.

Il nuovo servizio, infatti, è complemen-

tare alle attività dall’Area Sindacale e offre la possibilità di monitorare i rap- porti di lavoro nelle Aziende, attraverso una gestione integrata di funzioni, che

include la consulenza giuslavoristica sui contratti nazionali di lavoro, cui si af- fianca con la nuova piattaforma, la

EX AMMINISTRATORE DELEGATO DELL'AEROPORTO GALILEI

Ricordo di Pier Giorgio Ballini

(eds) - Nel corso di una semplice cerimonia venerdi 15 marzo è stato commemorato l’indi- menticato ing. Pier Giorgio Ballini (1943 - 2009), già amministratore delegato dell'Aeroporto Ga- lilei, in occasione della ricorrenza del 10° Anni- versario della scomparsa di colui che è stato l'assoluto protagonista del grande sviluppo del- lo scalo pisano Don Enrico Giovacchini ha celebrato la Santa Messa presso la Capella di Santa Bona ubica- ta all'interno dell'aerostazione a cui ha fatto se- guito una breve commemorazione dello scomparso. E' stata la dott.ssa Gina Giani che è succeduta nella carica di ammini- stratore delegato della società, ora Toscana Aeroporti, a seguito della unificazione con l'aeroporto di Firenze, a ricordare brevemente la nobile e grande storia dell'ing. Ballini: la commemorazione è stata tenuta dal prof. Franco Mosca, eminente cardiologo, che ha ricordato la proficua collaborazione ed il contributo importante che il defunto amministratore delegato aveva assicurato alla clinica di cardiologica pisana. Sono seguiti poi i brevi interventi di alcuni dei primi collaboratori che hanno ricordato le alte qualità professionali ed umane del grande mana- ger. Anche lo scrivente ha brevemente ricordato l'età giovanile di Pier Giorgio, la Sua partecipazione alla vita sociale nella parrocchia di Santa Teresa a Rosignano Solvay, la Sua breve parentesi politica quale consi- gliere comunale nel gruppo della Democrazia Cristiana nel Comune di Rosignano negli anni ‘80 ribadendo le Sue elevati doti emerse alla guida del Galilei.

Cristiana nel Comune di Rosignano negli anni ‘80 ribadendo le Sue elevati doti emerse alla guida

possibilità di gestire in outsourcing tutti gli adempimenti amministrativi, contrattuali, fiscali e previdenziali relativi al personale. Un servizio modulare, che, combinando più specializzazioni, consente di garan- tire una partnership a misura delle di- mensioni, delle esigenze e delle risorse

di ciascuna Azienda.

"Il nostro obiettivo – ha sottolineato Umberto Paoletti - è di fornire un servi- zio altamente competitivo, sia dal punto

di vista qualitativo sia dal punto di vista

economico, prioritariamente per le Aziende associate ma contiamo di coin- volgere anche tutte quelle Aziende che necessitano di consulenze professionali per una moderna gestione delle risorse umane”.

Sistema Aeroportuale Toscano

Superati

8milioni

di passeggeri

Il Sistema Aeroportuale Toscano su-

pera per la prima volta la soglia degli 8 milioni di passeggeri (+3,7%). Stabiliti i nuovi record di traffico da entrambi gli scali:

– Aeroporto di Pisa: 5,5 milioni di pas- seggeri (+4,4%)

– Aeroporto di Firenze: 2,7 milioni di

passeggeri (+2,3%). Risultati economici in significativo miglioramento:

– Ricavi a 131,9 milioni di euro (+9,2%)

– EBITDA a 35,8 milioni di euro

(+18,8%);

– Utile netto a 14,6 milioni di euro

(+38,3%);

– Indebitamento finanziario netto a 28,2 milioni di euro, sostanzialmen- te in linea ai 28,5 milioni del 31 di- cembre 2017. Rapporto Debt/Equi- ty pari a 0,24. Proposto un dividendo di 0,70 euro per azione (+31,8% rispetto a 0,531 euro del 2017) con un payout del 95%. Pagamento del dividendo a partire dall’8 maggio 2019 mediante lo stac- co della cedola n. 13 il 6 maggio 2019 (record date il 7 maggio 2019).

Attualità 7
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SECONDO UNA RECENTE STIMA DELL’IRPET

Occorrono 36.000 posti di lavoro

Il

percorso di guerra che i militari de-

della Costa che viaggia lenta e con un

vono superare nelle esercitazioni con-

tiene certamente minori ostacoli e peri- pezie dell'istruttoria descritta per il pro-

tasso di disoccupazione a due cifre, salvo poi non riuscire a far seguire fatti concreti alle parole.

getto del treno rotaie, che Aferpi ha pre-

Il

concetto dovrebbe essere semplice e

sentato per l'approvazione! Eppure, da quando fu sottoscritto, nel lontano 2014, tra entusiasmi e celebra- zioni, l'Accordo di Programma oramai è trascorso un lustro !!! L'entusiasmo scaturiva dalla normativa che regola appunto gli Accordi di Pro- gramma per le aree di crisi, consenten-

quindi prevedere che alle situazioni stra- ordinarie che hanno generato una crisi poderosa durata oltre dieci anni, si debba rispondere con misure di "straordinaria

amministrazione" e non certamente con paradigmi burocratici che scoraggereb- bero chiunque. Si potrà obbiettare che le leggi, le nor-

do

procedure agevolate, incentivi e quin-

me, le procedure, le circolari e i regola-

di

accorciamento dei normali passaggi

menti non consentono accelerazioni, ed

burocratici, per cui non sembra vero di leggere la via crucis delle procedure descritta in questi giorni per il progetto Aferpi. Siamo rimasti, infatti, al solito punto di

allora torna l'interrogativo a che cosa sia servito sottoscrivere l'accordo di programma. Il tempo stringe in manie- ra implacabile, gli investimenti impon- gono tempi di esecuzione che non la-

partenza con la filastrocca che abbia-

sciano spazio alle consultazioni senza

mo imparato tutti a memoria: "I tempi dell'economia non coincidono con quelli della burocrazia!!!". Sembra impossibile che per consolida-

tempo! Come da anni raccomandano gli anali- sti, per attrarre nuovi investimenti e so- prattutto per ancorarli ai territori, oc-

re

condo polo siderurgico italiano, con li-

un sistema produttivo riferito al se-

to

le "procedure semplificate" dell'ac-

corrono programmi di "retention" che possano consolidare i piani finanziari.

velli occupazionali di migliaia di posti di

Il

nostro territorio sembrava destinato

lavoro, diretti e indotti, si debba zigza- gare tra commissioni, consulte, confe- renze e chi più ne ha ne metta! Viene da chiedersi che fine abbiano fat-

al declino, rischiando di diventare una fotocopia della ex area siderurgica di Bagnoli ed invece con tenacia e requi- siti solidi, basati anzitutto su capacità lavorative non comuni delle maestran-

cordo di programma e le buone inten- zioni per la reindustrializzazione. Con cadenza mensile, che certamente sarà accentuata dalle campagne eletto- rali in corso, si organizzano convegni sull'economia per lamentare che la To- scana procede a due velocità, con l'area

ze e del sistema delle imprese, è stato possibile resistere alla demolizione de- finitiva di una storica tradizione indu- striale manifatturiera, seppure con un prezzo altissimo che ha causato falli- menti di piccole e medie aziende e livel-

li di disoccupazione da brividi!

Oggi abbiamo sul territorio nuovi inve- stitori tra i quali spiccano Jindal South West Steel, Liberty House, GE Nuovo Pignone, Piombino Industrie Marittime, per non parlare della recente sorpresa rappresentata dalla cantieristica della società Sicmi Sea Style. Quindi occorre, con estrema urgenza, procedere al monitoraggio dello stato delle procedure di tutti i progetti di in- vestimento - nessuno escluso - e costi- tuire un "gruppo interforze", esattamente come si fa per la protezione civile, co- stituito dai responsabili dei singoli pro- cedimenti amministrativi degli Enti che a vario titolo istruiscono le procedure e stabilire, per ogni progetto, adempimenti con tempi certi e definiti per conclude- re le istruttorie. Queste sarebbero le modalità – non di ordinaria amministrazione - per com- battere le crisi straordinarie, questa sa- rebbe la modalità che garantirebbe una reputazione ed un’affidabilità che il ter- ritorio merita di avere . La sfida vera è sfruttare e far valere i requisiti e le caratteristiche che il terri- torio si è guadagnato nel tempo per es- sere attrattivo di investimenti manifat- turieri, come dimostrano i progetti in attesa di definizione. L'IRPET ha stimato che per colmare il gap occupazionale della costa occorro- no 36.000 posti di lavoro, l'unico modo per iniziare la sottrazione che abbassi tale numero è soltanto quella di mettere le fabbriche in condizione di partire, assumere e produrre. Prima questo accadrà e meglio sarà per tutti.

di mettere le fabbriche in condizione di partire, assumere e produrre. Prima questo accadrà e meglio
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Cinguettare

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Cinguettare di Luca Lischi
Cinguettare
di Luca Lischi

di essere. Ricordarli fa bene e ci spro-

Luciano Zazzeri chef stellato di gran- de talento ha lasciato questa vita ter-

rena. Perdiamo un cultore del cibo. Lui

la spesa la faceva cacciando e pescan-

do e andando per campi. Era legato da

un amore intenso per il suo territorio. I riconoscimenti ricevuti lo avevano por- tato a girovagare per l'Italia e ad es- sere un vero ambasciatore del cibo e delle bellezze della provincia di Livor- no. Tanto che il Presidente Kutufa' volle che il suo libro "La baracca dello Zazzeri" fosse presentato nella Sala Consiliare della Provincia a Livorno.

A Marina di Bibbona la sua "baracca"

sul mare ha accolto gente comune e

personaggi famosi in un clima sempli-

ce e fa-

comune e personaggi famosi in un clima sempli- ce e fa- miliare. na a fare il

miliare.

na a fare il bene! Grazie Federico, fra

Adesso

Lorenzo, Angela, Gennaro, Silvia

i

figli

Per me sempre perennemente presen-

conti-

ti!

nueran-

no

con

La perspicacia della Dirigente Danie-

un

amo-

la

Tramontani della Scuola Alberghie-

re

più

ra "Mattei" di Rosignano, coadiuvata

grande

da

un team entusiasta e appassionato,

l'opera

ha

portato alla realizzazione del Risto-

di

Lu-

rante Didattico "Gustosamente" pres-

ciano e lui, ovunque sia, sarà sempre presente con il suo modo affabile ed elegante di accogliere e di cucinare.

Tante care persone varcano la soglia terrena per intraprendere il cammino verso "nuovi mattini". Chi non ha inde- lebile il ricordo di persone familiari e amici che con la loro presenza hanno donato legami, affetti e amore? Ci mancano tante persone "perbene" che abbiamo avuto al nostro fianco. Ci mancano i loro sorrisi, la loro voce, le loro parole, il loro modo unico di fare e

so la scuola in via S. Allende, 1 a Ro-

signano Solvay. Tutti i giorni aperto a

pranzo, dal lunedi al venerdì, dalle 13 alle 14 con prenotazione obbligatoria

al numero 0586 794932 entro le 10.

Ad esso hanno affiancato anche la "Bottega Didattica" che su prenota- zione fornisce dolci e salati. Ecco un esempio di scuola aperta" capace di interagire con il territorio e di far fare esperienza di lavoro ai suoi studenti!

Le recenti elezioni regionali della Ba- silicata confermano l'affermazione del centro-destra. Con la Lega che arri- va a quasi il 20% (da notare che non

era presente 5 anni prima!). Il Pd alle- ato con la sinistra sta attraversando un periodo di "purgatorio", che non do- vrebbe durare a lungo grazie al nuovo impulso dato dal segretario Zingaret- ti. I Cinque Stelle stanno perdendo luce e non replicano il risultato avuto alle Politiche, anzi lo dimezzano. Se saran- no confermati questi trend le Europee vedranno un ridimensionamento dell'at- tuale compagine dei partiti. Auguria- moci che i troppi che disertato le urne (anche in Basilicata non ha votato cir- ca il 46%) abbiano almeno per l'Eu- ropee uno slancio di partecipazione. Per il bene della nostra democrazia.

Michelangelo Rongo, chef dell'Arago- sta di Livorno, di fronte alle sfide, an- che quelle più ardue non si tira mai in- dietro. Anzi le affronta con perspica- cia ed entusiasmo. A Firenze ha con- tribuito a mettere a tavola 1000 com- mensali per una causa importante, "Conserva la Memoria". Contribuire alla raccolta fondi per il memoriale ita- liano di Auschwitz. Una cena diretta dallo chef Silvio Greco e da uno staff che ha saputo gestire con professio- nalità un grande e nobile evento.

gestire con professio- nalità un grande e nobile evento. Scavi - Demolizioni Movimento Terra Edilizia Industriale
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Scavi - Demolizioni Movimento Terra Edilizia Industriale Lavori Stradali

Sede legale e amm.va: Via dello Struggino, 5/7/9 - Tel. 0586/429636 - 429331 - Livorno Sede operativa: Zona Industriale Vallin del Buio - Livorno e-mail: info@abatesrl.it - www.abatesrl.it

Spigolature 9
Spigolature 9

Spigolature

9
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Salvini angosciato!!

Il leader maximo Matteo Salvini può darsi che sabato 23 marzo abbia pas-

sato una “nottataccia”. Nella partita Italia - Filandia il secondo goal è stato segnato da Kean - un giovane italiano

si tratta di

di diciannove anni -

ma “‘un italiainissimo ma nero”. Mannag- gia!!!

Se è contento lui

Commentando i risultati delle elezioni regionali in Basilicata Luigi Di Maio, vicepresidente del consiglio nonchè mi- nistro dell'economia e del lavoro oltre

nonchè mi- nistro dell'economia e del lavoro oltre Non è facile spiegare il monumento dei 4

Non è facile spiegare il monumento dei 4 Mori ad un senegalese

è facile spiegare il monumento dei 4 Mori ad un senegalese Avevo dato appuntamento ad un

Avevo dato appuntamento ad un giova-

ne senegalese ospite da due anni del cen-

tro di accoglienza dei Trinitari cono- sciuto durante un lezione di italiano, da-

vanti al nostro monumento.

Ci

ho provato attraverso un riferimen-

to

storico lontano qualche secolo e mi

sembrava che il giovane fosse interes- sato ma mi ero sbagliato. I Mori inca- tenati non erano graditi e ha cercato di farmelo notare indicandomi le catene. Ho cercato di fargli leggere la targa de-

scrittiva ma invano.Alla fine l’ho assi- curato In Italia niente catene ma acco- glienza. E siamo andati a prendere un caffé. Mario Lorenzini

E siamo andati a prendere un caffé. Mario Lorenzini che responsabile, in primis, dei 5Stel- le,

che responsabile, in primis, dei 5Stel- le, si è dichiarato soddisfatto per il ri- sultato conseguito avendo riportato il 20% dei consensi e quindi, per una spanna il primo partito. Non ha però precisato che, esattamente un anno fa, nelle elezioni politiche il M5Stelle ave- va riportato, in quella regione, il 44% dei votanti. Chi si contenta gode!

Lo staff stronca Nogarin:

pochi meriti per l'Europa

E' questo il “titolo” di un servizio de Il Tirrreno di mercoledi 27 marzo sulla scelta dell’ormai ex Sindaco di Livor- no Filippo Nogarin di candidarsi per il Parlamento Europeo. Secondo la versione dell’articolo sem- bra che la sua candidatura sia poco gradita negli ambienti pentagrillini per cui per Nogarin si restringono visibil- mente le “chanches” per essere can- didato. Ha perduto la fiducia del verti- ce del M5Stelle ed in particolare di David Casaleggio ma anche di “Gig- gino”, cioè del vicepresidente del Con- siglio e megaministro Di Maio. Vedremo quello che accadrà: certa- mente noi non ci piangiamo sopra se dovesse essere “trombato”!

LeLeLeLeLe rimerimerimerimerime “Per un uomo come Bossi?” “Mica sono un mercenario. Per servire il gran
LeLeLeLeLe
rimerimerimerimerime
“Per un uomo come Bossi?”
“Mica sono un mercenario.
Per servire il gran padano
farei lo straordinario!”
di
Franco
Biancani
“E uno come Berlusconi?”
“Non mi prenda per malato;
del servizio al Cavaliere
ne sarei molto onorato!”
Dimostranti in piazza
Dimostranti sono in piazza
perché son senza lavoro.
L’inviato de La7
intervista uno di loro.
“Lo farebbe anche per Renzi?”
“Per il Gran Rottamatore?
Penso potrei ave’ un orgasmo
nel servir l’Innovatore!”
“Lei lavorerebbe gratis,
per esempio, per Di Pietro?”
“Senza dubbio e con piacere,
non mi tiro certo indietro!”
“Le fa onore tutto questo
ed è un bravo cittadino.
Che faceva di lavoro?”
“Fino a ieri fui becchino!”
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Livorno

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La fase più critica è stata superata e le prospettive si annunciano decisamente positive

Svoltasignificativaperl’Interporto

(eds) - Nel corso di una conferenza stam-

pa il Presidente dell'Interporto Rocco Gui-

di Nastasi e l'amministratore delegato Bino

Fulceri hanno illustrato "lo stato di salu- te" dell'importante struttura, largamente di- scussa e criticata per le scarse prospetti- ve di consolidamento e di sviluppo. Ebbe- ne, con piacere particolare dello scriven- te, già componente del Consiglio di Am- ministrazione negli anni '90 quando la strut- tura era in costruzione e la maggior parte dei giudizi erano ampiamente negativi, abbiamo appreso che la fase più critica è stata superata e le prospettive si annun- ciano decisamente positive. In effetti dalla conferenza stampa sono emerse delle indicazioni decisamente po- sitive che creano seri presupposti per un

definitivo decollo.

A metà marzo è stato approvato il bilancio

preconsuntivo del 2018 che ha fatto regi-

strare un utile di 3 milioni e 6seicentomila euro ricavati da una netta riduzione di per- dite e dall'incremento dei ricavi.

A seguito della soluzione di alcuni con-

tenziosi, in essere da tempo, ed alla deci-

sione della Regione Toscana di acquista-

re due capannoni da 30mila mq. la società

incassa 23 milioni di euro che servono ad

abbattere i 65 milioni di debiti ed acquisire maggiore affidabilità per future operazioni bancarie. Successivamente sono stati illustrati i pro-

gi futuri che prevedono, tra l'altro, l'aper-

tura di un "truk village" (si tratta di un'am- pia area di servizi per i trasportatori dei mezzi pesanti). E' prevista, a completamen-

Terminal Crociere Piazzale dei Marmi - Livorno Tel. 0586.202901 Fax 0586.892209 info@portolivorno2000.it

Terminal Crociere Piazzale dei Marmi - Livorno Tel. 0586.202901 Fax 0586.892209

info@portolivorno2000.it

to della filiera alimentare, la costruzione di

di

collegamenti è quasi pronto il progetto

un magazino del freddo per i prodotti

di

collegare l'Interporto con i porti di Livor-

surgelati.E' anche vicina la costruzione di

no

e Piombino attraverso la fibra ottica.

una piattaforma farmaceutica di circa 50mila

Ed infine il vertice di Interporto ha illustra-

metri quadrati mentre è stato realizzato un

to

" il progetto Tor" per collegare l'Inter-

impianto potalizzatore per rendere autono- mo dal punto di vista idreologico l'interpor- to. Inizieranno tra breve i lavori per il collega- mento ferroviario con il porto di Livorno, opera, quest'ultima, assolutamente priorita-

porto con la rete ferroviaria di tutta Euro- pa. Insomma, per concludere, il lungo inver- no del tanto chiacchierato Interporto di Guasticce sembra definitivamente alle spal- le: sta per nascere una nuova primavera

ria per lo scambio di merci e materali con i

ed

il primo ad esserne soddisfatto, è sicu-

porti di Livorno e di Piombino ed atteso or- mai da almeno quindici anni. Sempre in tema

ramente lo scrivente. Forza ragazzi e tanti auguri.

Lottozeroecosti/benefici

Sabato scorso, il 23 Marzo, in Piazza Cavour c’era un gazebo dei 5 stelle dedicato al “ lotto zero”, quel pezzo di superstrada mancante per aggirare il

lungomare del “Romito”, a sud di Livorno. Ne era descritta l’utilità (migliora- re la viabilità con Piombino), ma non era indicato il rapporto costi/benefici, tanto apprezzato dai grillini romani (ed io sono abbastanza d’accordo), meno apprezzato, forse, negli ambienti livornesi. Senza dilungarmi troppo vorrei osservare quanto segue:

a) Il percorso del “lotto zero” è affiancato da un percorso autostradale, da una

strada statale e da due percorsi ferroviari. Non mancano le alternative, due delie quali (quelle su ferro), assai meno inquinanti di quella nuova auspicata.

b) In un periodo nel quale le necessità da coprire sono tante ed i mezzi disponi-

bili (pubblici) sono pochi, proprio attenendomi al criterio di massimizzare il rapporto costi/benefici, dovendo scegliere su quale infrastruttura concentrare gli investimenti disponibili, la prima cosa da fare è individuare ciò che potrebbe apportare maggiori benefici economici al territorio livornese ( più ricchezza, più

lavoro). La scelta, a Livorno, non è molto complicata: il porto. Nient’altro.

c) Cosa può rendere il nostro porto più competitivo rispetto alla concorrenza

nazionale ed internazionale? Portare la ferrovia a bordo nave, ii collegamento diretto tra porto ed interporto, sviluppo ed applicazione della tecnologia ICT (e fin qui niente di nuovo), i collegamenti rapidi con le aree più sviluppate del

nord Italia e del nord Europa. Anche questo non è nuovo (se ne parlava già ai tempi dell’unità d’Italia), ma non è mai stato fatto alcunché.

d) Certo, il “lotto zero” costa relativamente poco. Invece i collegamenti su

ferro e/o su gomma con Milano e Modena richiedono maggiori investimenti e tempi di realizzazione più lunghi. Ma si dà il caso che il “lotto zero” interessa (forse) pochi Iivornesi, invece le altre opere suggerite, oltre a tutti i livornesi, sarebbero di sicuro interesse per la popolazione della Garfagnana, della Luni- giana, della Versilia, della piana di Lucca e della città di Pisa (ma sarebbe utile per l’intero paese). In un paese a suffragio universale non è cosa da poco. Forse sarebbe il caso di riflettere.

Prof. Marcello Battini*

* è autore di una recente ricerca economico-statistica dal titolo “Area Costiera Toscana”

Livorno 11
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Nuovo Ospedale:

sarà la volta buona?

di Franco Spugnesi

Molti si erano sorpresi quando, nel pie- no dell’estate (era il 2 di Agosto), il sin- daco di Livorno Filippo Nogarin aveva fatto pace con il presidente della regio- ne Rossi e con l’assessore alla sanità (o assessora?) Saccardi risolvendo una di- sputa quinquennale riguardo all’ospedale cittadino. Si doveva costruire un nuovo ospedale di moderna concezione come

la regione Toscana aveva giù fatto in

tutte le città toscane o ristrutturare il vecchio come sosteneva il sindaco?

La questione è complessa perché le strutture sanitarie sono competenza re-

gionale ma decidere dove ubicarle, spet-

ta al territorio che le ospita cioè al Co-

mune. Tutta la legislatura di Nogarin era andata avanti così, perciò la pace stipu- lata era subito apparsa come posticcia, e basandosi sulla promessa del sindaco

di presentare, entro quattro mesi, un pro-

getto soddisfacente nessuno si aspetta- va veramente che si raggiungesse un risultato positivo. Invece, con un modico ritardo - la Giun- ta comunale ha partorito un progetto, naturalmente senza alcun dibattito pub- blico, confronto, discussione, senza

cioè tutte quelle cose che aveva promes-

so in campagna elettorale e che il movi-

mento 5stelle rivendica quando sono gli altri a decidere - la Regione ha approva- to e, formalmente, la città di Livorno potrà avere il proprio ospedale ad alta in- tensità di cura, in un monoblocco collo- cato, per la maggior parte, nell’area del- l’attuale ospedale abbattendone alcune co- struzioni. Una polemica ha pero turbato questo insperato “volemose bene”: il governa- tore Rossi ha rifiutato di firmare solen- nemente l’accordo con Nogarin per evi- tare - ha detto - di ritrovarsi tra qualche mese a dover ridiscutere tutto con il

nuovo sindaco perché Nogarin non si

tutto con il nuovo sindaco perché Nogarin non si L’ingresso principale dell’Ospedale. ripresenterà alle

L’ingresso principale dell’Ospedale.

ripresenterà alle ormai prossime elezio- ni amministrative. La discussione su la posizione assunta dal presidente Rossi, cioè se si tratta di una giusta cautela, oppure un gesto di rivalsa per gli scontri del passato (noi propendiamo certamente per la prima possibilità) ha contribuito a far passare in secondo piano i non pochi punti oscu- ri del progetto dell’amministrazione. Anche se non è possibile, per la man- canza di trasparenza già detta, esprimere

alcun giudizio sulla qualità della propo- sta, i dubbi sull’efficacia delle scelte sono intuitivi: è dubbio ad esempio il finanzia- mento in gran parte affidato alla possi- bilità di vendere gli immobili dismessi dall’ASL, strutture obsolete, spesso la- sciate occupare dai senza tetto, in una città che di abitazioni vuote ne ha anche troppe. Seri dubbi solleva anche l’idea di costruire una realtà urbana che non offre parcheg- gi e neppure comodi accessi. Da sotto- lineare le difficoltà che nasceranno ab- battendo alcune strutture, e sono quelle più recenti, indispensabili al funziona- mento dell’ospedale, molto prima che si- ano disponibili le nuove. È quasi una fortuna dunque che il Presi- dente Rossi abbia negato la firma al pat- to, sia pure approvando il progetto, ri- mandandolo alla presenza del sindaco che sarà in carica dopo le prossime elezioni nella speranza che, nella stesura del pro- getto particolareggiato, queste storture, per ora solo intuite, siano corrette. Quello che emerge certamente da tutta questa vicenda è il danno che i cittadini livornesi hanno sopportato in termini di ritardi nelle prestazioni sanitarie e nelle inefficienze.

danno che i cittadini livornesi hanno sopportato in termini di ritardi nelle prestazioni sanitarie e nelle
danno che i cittadini livornesi hanno sopportato in termini di ritardi nelle prestazioni sanitarie e nelle
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TRASPORTI E TURISMO

Reti più efficienti e promozione del territorio

NUOVA CONVENZIONE TRA MUSEI LIVORNESI E CTT NORD

di Giulia Russo

Da alcuni anni, a giugno, i principali centri della Costa degli Etruschi cele-

brano l’arrivo dell’estate in una spe- ciale Notte Blu con feste, concerti, spettacoli ed eventi culturali ed eno- gastronomici. Ma se le iniziative sono tante, altrettanti sono i turisti, prove- nienti da tutto il mondo che ogni anno visitano la Costa e prendono parte a questi eventi. Al fine di promuovere il territorio e ren- dere queste manifestazioni più acces- sibili, il Comune di Livorno ha messo

a disposizione una Carta dei Servizi Tu-

ristici – la Livorno Card, un servizio gratuito per bambini fino a 12 anni, ed

a pagamento in due diverse versioni

per gli adulti:

- con validità 1 giorno al costo di E. 3,00;

- con validità 3 giorni al costo di E 5,00.

Il servizio comprenderebbe mezzi pub- blici urbani ed extraurbani (solo linea Livorno-Collesalvetti) gratuiti, nonché alcuni ingressi quali, il Museo Civico Giovanni Fattori, il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, gli Itinera- ri Mascagnani presso il Teatro Goldo- ni, anch’essi gratuiti. Verrebbe poi ap- plicata una riduzione per il Giro in Bat- tello nei Fossi Medicei e per l’Acqua-

rio di Livorno; infine un’ulteriore scontistica verrebbe applicata pres- so gli esercizi commerciali conven- zionati. Parlando di mezzi pubblici è oppor- tuno fare un riferimento alla CTT Nord; attiva nel bacino provinciale di Livorno-Elba fornisce servizi urbani nelle città di Livorno, Cecina, Rosi- gnano e Portoferraio, e servizi extra- urbani nei territori circostanti come ad esempio a Pisa, dove le Linee ad Alta Mobilità, sono sempre più usate e sempre più importanti per la mobi- lità cittadina. LAM Rossa e LAM Blu sono state integrate solo recentemente nel ser- vizio urbano Livornese; la LAM Blu sostituendo la linea 1, collega la Sta- zione con il centro città ed i quartieri costieri, con frequenza di autobus ogni 7 minuti, fino ad Ardenza Mare per passare poi a 15 minuti in dire- zione Miramare. La LAM Rossa in- tegra, invece, le vecchie linee 2 e 6 e passando per Stazione e centro città intensificando i collegamenti con la Scopaia e la Leccia, raggiungendo anche Montenero e Miramare. Al fine di agevolare il servizio, è sta- to inoltre inserito il Mobile Ticketing, disponibile per i clienti di telefonia mo- bile TIM, Vodafone, Wind e 3, è rea-

lizzato in collaborazione con DV Tic- keting , consentirebbe di acquistare il biglietto dell’autobus per l’area urba- na di Livorno inviando un semplice SMS senza bisogno di operazioni di preregistrazione o dell’utilizzo di una

carta di credito, il costo del biglietto sarà infatti semplicemente scalato dal proprio credito telefonico (in caso di prepagata), o addebitato in bolletta. Autobus e LAM, benché importanti, non sono comunque le uniche soluzio-

ni per spostarsi in città. Ad integrare il

sistema dei trasporti della Provincia, si

inseriscono il Consorzio Taxi Livorno ‘COTALI’e l’associazione Taxi Labro- nica ‘ASTALA’, nonché il servizio di Bike Sharing, ovvero, un sistema che

permette l’utilizzo di biciclette, median-

te l’attivazione di un abbonamento, per

muoversi all’interno del centro citta- dino. Per chi volesse poi spostarsi dal cen- tro, e raggiungere l’immediata perife- ria sud di Livorno, ed in particolare il Colle di Montenero, sulla cui sommità è situato un Santuario, detto appunto della Madonna di Montenero, risalente

al XIV secolo, fu realizzata fin dagli

inizi del Secolo una funicolare, il modo

di trasporto più piacevole, veloce e si-

curo, con la garanzia di un’assoluta

tutela ambientale.

funicolare, il modo di trasporto più piacevole, veloce e si- curo, con la garanzia di un’assoluta
Livorno 13
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qui qui Diocesi Diocesi di di Fabio Fabio Figara Figara
qui qui
Diocesi Diocesi
di di Fabio Fabio Figara Figara

Una nuova chiesa nel Borgo di Magrignano:

S. Teresa di Calcutta

Il 7 aprile, alle ore 16, alla presen- za del Vescovo, un appuntamento importante per tutti i fedeli: la con- sacrazione della chiesa livornese e la dedicazione alla Santa degli ulti-

mi.

Si aggirava tra i poveri, gli ammalati, gli emarginati della società indiana, una donna tanto semplice e minuta quanto grande nella fede, e immensa nella carità, riconoscibile dall’inconfondibi- le sari bianco dai bordi del colore del cielo, e dal Rosario sempre stretto tra le mani. Al secolo Agnes Gonxha Boja- xiu, fondatrice delle Congregazioni delle Missionarie e dei Missionari del- la Carità, premio Nobel per la Pace nel 1979, appena diciottenne, ebbe la vocazione della missione: entrò nell’isti- tuto delle Suore di Nostra Signora di Loreto, dove ricevette il nome di suor Mary Teresa (per la devozione a San- ta Teresa di Lisieux), per poi dedicarsi all’aiuto dei “non voluti, non amati, non curati” della periferia di Calcutta.

“Si è chinata sulle per- sone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato […]. La sua missione nelle periferie

delle città e nelle peri- ferie esistenziali per- mane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vici- nanza di Dio ai più po- veri tra i poveri.” Sono alcune delle parole espresse da Papa Francesco in occasio- ne della canonizzazio- ne di Madre Teresa il 4 settembre 2016, che ben descrivono la vita

di sacrificio che solo un

profondo amore verso

il prossimo può per-

metterti di sostenere.

E proprio in onore di

questa grande Santa, è nata così a Livorno una nuova parrocchia, forte- mente voluta da Mons. Giusti, sorta nel quartiere livornese del Borgo di Magrignano, che recentemente ha vi- sto la conclusione dei lavori con l’in- stallazione della vetrata principale e

lavori con l’in- stallazione della vetrata principale e la costruzione del campanile. Inizialmente esisteva solo un

la costruzione del campanile. Inizialmente esisteva solo un capan- none in cui si riunivano i primi fedeli:

una comunità importante formatasi prima della chiesa stessa e che, oggi, vede finalmente il proprio tempio ulti- mato.

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L’edicolante a fianco della Baracchina Bianca è stato ‘costretto’a trasferirsi in via Malta

Stefano Paolini scacciato dalla sua ‘casa’

Era una delle "istituzioni" di Livorno ma, purtroppo, dopo ben 40 anni, la mitica "edicola" di Stefano Paolini collocata in piazza S. Jacopo, ha dovuto "sloggiare" in seguito ad un imprevisto diktat im- posto dal Comune - proprietario - che ha deciso di vendere l'intero immobile. Il titolare - il caro amico Stefano Paolini - ha dichiarato che le pretese finanziare erano tali da non potergli consentire al- ternative. Finisce così una nobile piccola ma esal- tante storia della nostra città. Si trasferirà nella vicina Via Malta al ci- vico 36A: si tratta di un fondo molto più ampio dove, oltre l'edicola, funzio- narà anche come libreria. All'amico Stefano gli auguri più fervidi:

siamo certi che saprà farsi apprezzare anche nella nuova sede anche se resta il rimpianto per una sconsolata chiusura che, forse, con un po' di buon senso da parte del Comune poteva essere evitata.

di buon senso da parte del Comune poteva essere evitata. Stefano Paolini nell’ultimo giorno di lavoro
di buon senso da parte del Comune poteva essere evitata. Stefano Paolini nell’ultimo giorno di lavoro

Stefano Paolini nell’ultimo giorno di lavoro nella ‘sua’ edicola sul viale Italia.

del Comune poteva essere evitata. Stefano Paolini nell’ultimo giorno di lavoro nella ‘sua’ edicola sul viale
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Cultura

16 Cultura L’interessante conferenza del dr. Mario Rasetti tenutasi allo Chalet della Rotonda per l’Università della

L’interessante conferenza del dr. Mario Rasetti tenutasi allo Chalet della Rotonda per l’Università della terza età

La vecchiaia subita la vecchiaia vissuta

della terza età La vecchiaia subita la vecchiaia vissuta di Ruggero Morelli La vecchia subita, la

di Ruggero Morelli

La vecchia subita, la vecchiaia vissuta. Queste due caratteristiche hanno fra loro un confine sottile e sono in costante dia- lettica. Chi sono gli anziani? Nella prima metà del precedente secolo la risposta era fa- cile: coloro che escono dal mondo del lavoro ; oggi questo aspetto ha sempre meno valore. Per convenzione si definisce anziano un over 65enne e grande anziano un over 75enne, ma in realtà non esiste un marker biologico che lo individui. L’ aspetto epidemiologico ci dice che questa età rappresenti il 20,5% della po- polazione mondiale e questa percentua- le è destinata ad aumentare: nel 2050 i soggetti over 80enni saranno il 180% in più degli attuali. La geriatria ha verificato che rispetto ad una percentuale di anziani, come sopra definiti, affetti da affezioni organiche fi-

come sopra definiti, affetti da affezioni organiche fi- siche o psichiche o con deficit cogniti- vi

siche o psichiche o con deficit cogniti-

vi , ne esiste una molto maggiore che

non vive questa età con tali affezioni. Questi ultimi sono ancora legati ai va- lori della vita: relazioni sociali, desideri, passioni e conflitti ; in sostanza non con- siderano questa età un declino. Ma l’immaginario collettivo del mondo dei non anziani proietta un aspetto psi- cosociale di fantasie di timori con ste- reotipi banali, ma imperanti : soggetti

da

misurare, testare, valutare, riabilita-

re,

proteggere (anche il mondo dei me-

dici si adagia su questi aspetti mancan-

do di stabilire una relazione con il senti-

mento di invecchiare). Ognuno invecchia in modo diverso per:

Storia personale Carattere Sesso Lavoro precedentemente svolto Famiglia Condizione economica Condizione sanitaria

Una persona non può essere definita come bambino-adulto-vecchio ma come entità dinamica nel rapporto fra

corpo e tempo. Il CORPO rappresenta il mediatore con il mondo, mentre il tempo è una entità

in fase di estinzione; mai come nella

vecchiaia il tempo ha un così enorme valore; occorre uno sforzo verso nuo-

vi investimenti e considerare il passato

come il sentimento di sé: la propria iden- tità. Il presente è agganciato al passato ed il futuro è limitato: l’idea della morte è al- lontanata in un rimando temporale in-

definito. Il corpo ed il tempo sono le dimensioni con cui confrontarsi e su cui impatta- no gli eventi esterni: pensionamento,

e su cui impatta- no gli eventi esterni: pensionamento, morte del coniuge, allontanamento dei figli, arrivo

morte del coniuge, allontanamento dei figli, arrivo dei nipoti, spettro dell’inva- lidità. Tutto ciò porta verso una crisi esisten- ziale: chi nel corso della vita ha meglio saputo elaborare i micro lutti accaduti durante il vissuto (perdita di amicizie, non solo in senso fisico, perdita di cose care, perdite affettive di ogni tipo) è più preparato al cambiamento; è il significa- to che diamo alla parola “perdita” che espone all’insuccesso. La gerontologia definisce “Resilienza” la capacità di ricominciare daccapo: rico- stituire la vita anche dopo una perdita significativa: in sostanza affrontare la realtà senza negarla e senza cadere nella disperazione. In conclusione la capacità di “vivere” la vecchiaia dipende da due fattori fonda- mentali:

La condizione sociale ed ambientale La struttura della personalità: tolleranza al cambiamento, capacità di nutrire fi- ducia, avere una stabile identità con il proprio passato Infine possiamo definire la vecchiaia “come il frutto di ciò che siamo stati”. Al termine abbiamo ricordato la viva- cità intellettuale dell'anziano Andrea Ca- milleri che sia con la lettera alla nipote ultima nata, sia con il monologo Tire- sia al teatro di Siracusa, ha dimostrato e mostrato la capacità di rinnovare fi- ducia e ed elaborare progetti per vive- re il presente.

Cultura 17
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LEZIONI DI CINEMA: COSA VUOL DIRE INSEGNARE

La scuola sul grande schermo

di Ludovica Andolfi

Cosa vuol dire insegnare? E quando una semplice “ora di lezione” riesce a tra- sformarsi in un’esperienza formativa capace di lasciare il segno? Sono state queste domande il punto di partenza della 5^ “Lezione di Cinema” che si è svolta sabato 10 marzo presso

il Museo di Storia Naturale, per iniziati-

va dell’Associazione 50 & più Univer- sità di Livorno, con la collaborazione del Centro Studi Commedia all’italiana, Cinema Kinoglatz e le Edizioni Erasmo.

Il prof. Massimo Ghirlanda, insegnan-

te di Storia e Letteratura alle Superiori

e Presidente del Centro Studi, relatore

dell’incontro, ha indicato delle possibili

risposte, esaminando l’impatto che il mondo della scuola ha avuto (e conti-

nua ad avere) sull’immaginario cinema- tografico italiano e straniero.

I professori sono assenti, né ci sono le

aule, nella scuola ideale immaginata da- gli studenti di Silvio Orlando (“La Scuola” Luchetti,1995). Sa molte cose, “Stella”(Verheyde, 2008), ma tutto quel- lo che sa a scuola non serve. È una figura di docente incapace di una pre- senza significativa e di un linguaggio che funzioni da ponte tra saperi, studenti e

un linguaggio che funzioni da ponte tra saperi, studenti e La storia di Livorno Mauro Cusmai,

La storia di Livorno

Mauro Cusmai, notissimo personaggio livornese, terrà a Villa Lloyd tre conferen-

ze, meglio definirle lezioni, sulla storia di Livorno:

- mercoledi 10 Aprile ore 18,30 : "Dalle origini ai Lorena: il porto pisano - l'av- vento dei Medici e la nascita della città - Pietro Leopoldo il grande riformatore.

- mercoledi 8 Maggio ore 18,30: "La pa- rentesi napoleonica. Elisa Baciocchi - Lepoldo II e la città ottocentesca - le lotte risorgimentali e il periodo postunitario.

- giovedi 23 Maggio ore 18,30: "Il nove- cento, il fascismo: Costanzo Ciano - la guerra - la ricostruzione. I tre incontri saranno moderati da Ruggero Morelli ed Enrico Dello Sbarba.

saranno moderati da Ruggero Morelli ed Enrico Dello Sbarba. Le locandine dei film “L’attimo fuggente” di
saranno moderati da Ruggero Morelli ed Enrico Dello Sbarba. Le locandine dei film “L’attimo fuggente” di

Le locandine dei film “L’attimo fuggente” di P. Weir e “Diario di un maestro” di V. De Seta.

società, quella al centro dalla prima tran- che di film proposta da Ghirlanda . Sono, invece, degli eroi solitari, il prof. Dadier (“Il seme della violenza”, Broo- ks, 1955) e il celebre prof. Keating (“L’Attimo fuggente”,Weir, 1989), dei missionari o degli idealisti destinati, per- tanto, ad essere sconfitti, ma tuttavia capaci di “sedurre” con il loro esem- pio, la loro passione, il loro coinvolgi- mento nella relazione educativa A concludere, Ghirlanda ha proposto un terzo “blocco” di citazioni tra cui

“Essere e avere” (Philibert, 2002) e “Diario di un maestro (De Seta, 1973) accomunati dall’intento realistico e do- cumentaristico. La figura del maestro, severo ma acco- gliente, offre, in questi due ultimi casi, un esempio di innovazione didattica in grado di trasformare l’aula scolastica da luogo di segregazione e inasprimento delle diseguaglianze (“La classe”, Can- tet, 2008) a spazio d’incontro tra natura e cultura, esperienza e conoscenza, luo- go realmente inclusivo e comunitario.

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Cultura

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L’angolo di Don Ordesio Bellini “Proibito proibire”: io lo ripenserei un po’

L’angolo di Don Ordesio Bellini

“Proibito proibire”:

io lo ripenserei un po’

Ringraziamo sempre Dio dei nostri istinti. Sono i grandi custodi della no- stra vita e del nostro equilibrio. Come ebbi a scrivere una volta nel piccolo giornalino parrocchiale noi siamo pa- ragonabili a una botte che è tenuta in- sieme dai suoi cerchi di ferro in armo- nia tra di loro. Basta che ceda anche uno solo e la tenuta della botte entra in crisi. Noi siamo tenuti insieme dai no- stri istinti che sono un vero dono di Dio. Ma questi istinti già fragili in sé per la nostra natura possono essere e pur- troppo sono a rischio per interventi esterni che noi chiamiamo per difetto “repressione” e per eccesso “libero sfogo”. La vera educazione dovrebbe a mio parere consistere nell’imparare a con- vivere con i nostri istinti come dei veri amici da riconoscere e a cui restare fedeli senza tradirli. E’ dai tempi di Platone che se ne scri- ve. E’ un po’ utopico, lo capisco, so- prattutto in questa nostra società più o meno inconsciamente teleguidata da mille realtà politiche e economiche che come cabine di regia vivono e prospe- rano stimolando in modo ossessivo pro- prio i nostri istinti. Una specie di “libe- risno istintivo paragonabile a quello economico: tanto poi tutto va a posto da sé. L’eterno ritorno della teoria del “buon selvaggio”. Sciocca illusione! Pensate per esempio all’istinto del gio- co, la dimensione ludica della nostra vita. Nei paesi poveri basta un pallone fatto di stracci e sulla strada si gioca. Funzionava così anche nelle nostre strade quando ancora non eravamo ricchi e non “facevamo sport” da tes- serati. Poi all’improvviso tutto è diven- tato “professionista” e i nostri ragazzi diventano “potenziali merci” per il li-

stino della Borsa. L’istinto di conservazione: mangiare, bere, protezione, benessere, salute, ecc. La follia umana e l’economia di- storta fa si che il mondo sia diviso tra bulimici e anoressici “indotti”. Oggi sono due le parole più usate: “obesi- tà” come un terrore che ci sovrasta – “dieta” come una divinità che ci sal- va. Nel Paraguay degli anni settanta ove io mi trovavo per moltissimi il pro- blema era nutrirsi e nutrirsi in modo più possibile corretto. Dopo una tren- tina d’anni e più il problema era “fare footing”, sport ovviamente non con- cesso ai poveri L’istinto della sessualità, ossia il biso- gno di relazioni umane e di incontro personale attraverso la bellezza del nostro corpo è diventato semplice re- lazione sessuale ma non relazione ses- suata. Le relazioni umane sono diven- tate possesso e non dono. E questo non solo come frutto della nostra de- bolezza e fragilità, ma sbandierato come “conquista culturale”. E ne sia- mo costantemente bombardati. Sen- za contare in questo campo le varie colpe della politica, della scuola e per- ché no? purtroppo anche della Chie- sa! Pensate al dono dei sentimenti. Che ricchezza! ma oggi tutto è diventato sentimentalismo a scapito della tene- rezza e della ragione. Cuore e cer- vello: o lavorano insieme o si distrug- gono reciprocamente. L’elenco è lungo. Potessimo tornare all’uso intelligente e educato dei no- stri istinti. Da questo punto di vista è probabile che si sia superato la cosiddetta epo- ca della “repressione” di cui sono accusati i tempi passati (ma poi è pro-

prio vero che è stata superata?) ma siamo caduti in un disordine che noi chiamiamo libertà e diritti, ma che in realtà spesso ci rende simili alle be- stie. Badate bene: dico bestie, e non

animali, perché forse gli animali in tante cose sono meglio di noi. Tutto som- mato manca loro la coscienza e quin-

di la colpa, ma forse anche noi abbia-

mo perso la coscienza e quindi anche

il senso di colpa. Ma se la persona per-

de la coscienza e il senso di colpa è

un brutto segno per il presente e il fu- turo. Se almeno potessimo garantire che l’educazione torni a quei tre bacini fondamentali che un tempo erano la famiglia, la scuola e la chiesa, e non una generica società fatta di pubblici-

tà e soldi. Ma purtroppo (triste a dirsi)

anche in queste tre realtà prevale il

“principio del piacere” perché gli edu- catori di oggi sono figli della mia ge- nerazione dove era “proibito proibire”

e questo principio l’abbiamo fatto di-

ventare “cultura”. Ma questo “princi- pio (dis)educativo” deve essere urgen- temente rivisitato, rivisto e corretto, altrimenti come ebbi a scrivere in un mio precedente articolo, lo può fare solo “un grande spavento”.

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Cultura 19
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LA STORICA CELEBRAZIONE DELLA FIDAPAALL’HOTEL PALAZZO

Cerimonia delle Candele

DELLA FIDAPAALL’HOTEL PALAZZO Cerimonia delle Candele La consegna del titolo socia onoraria a Giovanna Alari

La consegna del titolo socia onoraria a Giovanna Alari

All’insegna di “Alza la testa e vai avanti” inviato dalla Presidente In- ternazionale Amany e di “Insieme davvero si può” della Presidente Nazionale Caterina Mazzella, del- la Fidapa BPW, presente alla ce- lebrazione, si è aperta la 52° edi- zione della Cerimonia delle Cande- le nella sezione di Livorno: esor- tazioni e incitamenti complemen- tari di una scuola di vita quale la Fidapa ( Federazione Italiana Don- ne Arti Professioni e Affari) si propone di essere per le donne e, direttamente o indirettamente, an- che per gli uomini. Nella Sala Marconi dell’Hotel Pa- lazzo, che offriva un colpo d’oc- chio straordinario di candele e di fiori disposti su tutti i tavoli, la pre- sidente di sezione Angela Lucia Si- mini ha porto il saluto alle autorità Fidapa: la Pres. Nazionale Cate- rina Mazzella, la Coordinatrice Eu- ropea Giuseppina Bombaci e la Presidente Distrettuale Patrizia Bonciani, al vicesindaco Stella Sor- gente, alle presidenti e rappresen- tati delle Sezioni Fidapa, ai presi- denti e rappresentanti dei Club cit- tadini e della Marina Militare, alle socie e agli ospiti. Coinvolgenti gli inteventi delle au- torità Fidapa ai quali ha fatto se-

guito un concerto di alto livello te- nuto dal soprano Chiara Panacci e

Scilla Lenzi. Emozionante il momen- to in cui la Presidente Caterina Mazzella ha conferito lo status di Socia Onoraria alla socia Maria Giovanna Traversi Alari, che da tan- ti anni si è prodigata per il successo della Carta dei Diritti della Bambi- na e in tante iniziative della Fidapa. Ha fatto seguito l’accensione delle candele bianche, blu e verde a se- conda del significato stabilito dalla fondatrice Lena Madison Phillips, uguale in tutte le parti del mondo e per questo molto commovente. E’ stata inoltre presentata la nuo- va socia, avvocato Sophika Dijm- gini in un clima di affettuosa fami- liarità.

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Cultura 21
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Debordanti turibolari

di Sergio Costalli

(seconda parte)

Il sempre mutevole contesto rende dif-

ficile far tesoro delle lezioni che la sto- ria ci impartisce: cambiano gli strumenti

e i modi di misura ma le seminagioni

precedenti prima o poi vengono comun- que a maturazione. Favorita dal venire meno della narrazione popolare la sot- tospecie attuale di neo-liberismo molti ritengono che sia nata e che si sia svi-

luppata come progetto per spezzare il potere popolare accumulato con le lotte condotte durante il fordismo e che ab- bia avuto nella spinta verso la “deprole- tarizzazione politica” prima e la “ripro- letarizzazione economica e sociale” dopo

il

suo cuore pulsante.

Il

ritorno della povertà in Europa, con

l’esclusione sociale, si manifesta come un discorso del tutto interno a questo programma. La crisi ancora in corso in- nesca l’esigenza di un rovesciamento di

questo rapporto, apre nuove strade per

le lotte sociali che già nascono e si svi-

luppano, anche in maniera violenta, in molte parti d’Europa. Si potrebbe presumere di essere all’ini- zio di una nuova grammatica per i con-

flitti politici. La storia ancora una volta

ci consiglia tuttavia di essere molto pru-

denti: è necessario misurare con caute-

la e con sospetto tutti coloro che ci ven-

gono a proporre, a riproporre per l’en- nesima volta, l’edificazione di una so- cietà perfetta, armonica, priva di con- traddizioni, di incoerenze, di disugua- glianze e di ingiustizie. La società perfetta, proprio perché per-

fetta in assoluto, è logico attendersi che

si debba fondare su dogmi indiscutibili

in campo economico, etico e sociale:

ma, in quanto indiscutibili, fosse pure

la migliore, la più perfetta delle costru-

zioni ideali ammettendo pure che alla

perfezione possa farsi un’aggiunta di perfezione, sarebbe sicuramente e in

ogni caso una forma di totalitarismo. L’odierna decantata e sbandierata sa- cralizzazione “rousseauiana” della vo-

lontà generale, che si manifesta trami-

te il dispotismo della volontà della mag-

gioranza parlamentare, se non viene re-

lativizzata potrebbe volgere al fanatismo

e potrebbe aprire scenari più da trage-

dia che da commedia, scenari peraltro già visti nel corso della nostra storia. La società purificata da ogni male reale

o presunto, la società dei puri, è vera-

mente da ritenere un delirio onirico! La libertà è sempre, e sottolineo questo sempre, la libertà di chi pensa e opera diversamente. La concezione di un mondo migliore, e quindi il desiderio che si renda reale l’idea che se ne ha,

fattualmente è un’aspettativa soggetti- va, inerente la volontà individuale an- che quando mediaticamente viene espe-

rito il tentativo di renderla oggettiva e

di assolutizzarla.

Hans Kelsen ebbe modo di ammonirci sul fatto che lo sforzo di trasferire il desiderio soggettivo innalzandolo a vo- lontà generale comporta enormi sacri- fici, in primo luogo esige l’annullamento dell’individuo nella massa che, quasi sempre, reca con sé lacrime e sangue. Come effettiva cautela, e diretta con- seguenza, a nessuno si può concedere nel governare il Paese, quand’anche fosse il riconosciuto titolare istituzio- nale di una considerevole maggioranza numerica reale o, men che mai, pre- miale, di imporre la propria visione del mondo, i propri desideri, le proprie aspettative, le proprie utopie di comu- nità ideale agli altri, a tutti gli altri. Mentre lo Stato democratico-liberale si fonda sulla supremazia del diritto e sulla libertà dell’uomo, lo Stato etico si pone come decisore, arbitro e giudice asso- luto del bene e del male, come fonte

dell’etica per i singoli e per la collettivi-

tà e come unico creatore e gestore del

bene comune. Lo Stato etico decide autonomamente quale debba essere il comportamento eti- camente edificante e invece di conside- rare i cittadini portatori di diritti preten- de di educarli.

i cittadini portatori di diritti preten- de di educarli. effetto “Dunning-Kruger” Al contrario, lo Stato

effetto “Dunning-Kruger”

Al contrario, lo Stato democratico-libe- rale pone i cittadini nella condizione di educare se stessi e inoltre rigetta ogni impegno a penetrare nella sfera degli af- fari privati degli individui, salvo ovvia- mente il caso in cui questi affari avesse- ro a tradursi in offesa per gli uguali di- ritti dei terzi. La sindrome dei migliori, della quale molti hanno sofferto nel cor- so dell’altro secolo, rimane ancora, con la diffusione massiccia del contagio tra- mite i più disparati mezzi d’informazio- ne, l’anticamera dello Stato etico. Quando questa sindrome si combina con la distorsione cognitiva del cosiddetto effetto “Dunning-Kruger” (incompetenti che si ritengono invece competenti es- sendo supponenti) ci si avvicina al disa- stro. Ai giorni nostri i turibolari dello Sta- to etico stanno veramente debordando anche se essi, purtroppo per noi e per loro, ovviamente non lo sanno. Quindi “estote parati” e, per favore, fate atten- zione al contesto!

(2. fine)

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Cultura

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INTERVISTA CON LA 18ENNE ROMANA MA LIVORNESE DI ADOZIONE

Mirella Morra,

una ragazza di altri tempi

di Lorenzo Taccini

Nata a Roma 18 anni fa e venuta a Li-

vorno sin da piccola a causa del lavoro del padre, Mirella Morra è quella che potremmo definire, con tutte le miglio-

ri accezioni del caso possibili, una “ra-

gazza di altri tempi”. Gentile, educata, con uno stile tutto suo e particolare, che muta con cadenza quasi mensile, Mirella ha tante passioni e segue diver-

si principi e valori che si penserebbero

ormai perduti in questa generazione di millennials. Maturanda al Liceo Scien- tifico F. Cecioni di Livorno, l’abbiamo

incontrata per aprire una piccola fine- stra sulla sua interessante vita. Mirella quali sono le passioni che ti hanno accompagnata nella vita e che oggi fanno di te quello che sei? Ho sempre avuto molte passioni in am-

bito artistico e sin da piccola cominciai

a fare teatro. Ho cominciato poi a suo-

nare il violino -ero alle medie- ed il pia- noforte. Si è poi aggiunta la passione che tutt’ora perseguo, ovvero quella della fotografia. Mi appassiona tanto perché mi permette di cogliere il bello ed il brutto del momento nella sua real- tà. Le altre passioni che coltivo sono la lettura e la scrittura e l’astronomia… Come hai scoperto il tuo interesse per la fotografia e per il teatro? Al teatro fui avviata perché mia zia, a Roma, faceva l’insegnante, mentre la fo- tografia è eredità di mio padre che, da ap- passionato, mi ha trasmesso l’interesse. Come ti trovi a lavorare nel conte-

l’interesse. Come ti trovi a lavorare nel conte- Mirella Morra sto cittadino di Livorno e quali

Mirella Morra

sto cittadino di Livorno e quali pen-

si, o speri che siano, le prospettive?

Livorno come città, anche dal punto di vista architettonico, è interessante. Ci sono molti luoghi particolari e sugge- stivi, come la Fortezza Vecchia, il por- to, le belle ville del centro, i parchi. Purtroppo, però, a Livorno non c’è una

vera e propria possibilità di lavoro nel campo della fotografia, sono piuttosto disillusa disillusa in merito alla possibi- lità di esporre qui. Ci sono molti osta- coli e mancano un progetto di rete e di continuità artistica. Dei giovani livornesi, che profilo potresti tracciare? E’ vero che le “nuove generazioni” sono portatri-

ci di “degrado sociale e culturale”?

In realtà dipende molto dal tipo di am-

biente nel quale si è cresciuti. Spesso i giovani si interessano a molte questio- ni, organizzano eventi, flash mob…si tratta di due facce della stessa medaglia che dall’altro lato mostra una certa “per- dita di valori” e soprattutto di educazio- ne dei più giovani. Chi vorrebbe essere Mirella nel fu- turo e cosa pensa di fare per raggiun- gere l’obiettivo. Mirella potrebbe essere una persona si- curamente molto attiva nel sociale. Il mio sogno è quello di lavorare nelle Nazioni Unite per la tutela dei diritti del- l’umanità, infatti mi piacerebbe studia- re scienze politiche all’Università! Un motto, una frase, una citazione che possa rappresentarti e racchiu- dere la tua “essenza”. Una frase che mi piace tanto c’è: see the world not as it is, but as it should be. Vorrei che il nostro fosse un mondo nel quale non esistessero disuguaglian- ze senza essere basato sul concetto della frenesia attuale, ma dove il proprio es- sere possa non venire continuamente condizionato dal giudizio altrui, in una società quindi priva di stereotipi.

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Teatro 23
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Teatro

23
23
Il programma di Aprile
Il programma
di Aprile

di Angela Simini

del nostro territorio, lanciata dal Masca- gni Opera Studio del Teatro Goldoni e Yukiko Aragaki, giovane e talentosa can-

tante giapponese. Nei panni di Pinkerton invece ilgiovane tenore torinese Giuseppe Raimondo, al- tra scoperta dell’Opera Studio, si è alter- nato al cileno León De La Guardia, esor- diente nel nostro Teatro. Grande ritorno è stato quello del mezzo- soprano Laura Brioli, cantante afferma- tissima, impegnata con la Fondazione Goldoni sia come docente del Mascagni Opera Studio che come direttore del Coro Voci Bianche. Nel ruolo del console Sharpless si sono alternati i baritoni Sergio Bologna e Car- mine Monaco d’Ambrosìa, acclamato Kyoto nell’ultima fortunata produzione

di Iris allestita nel dicembre del 2017 e

Prima di parlare del cartellone di aprile, ci sofferrmiamo sulla quarta ed ultima pro- duzione lirica del 2018/19, e cioè sul capo- lavoro di Giacomo Puccini “Madama But- terfly”, tragedia giapponese in tre atti di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa (tratto dal dramma di David Belasco), andato in sce- na il 29 e il 31 del mese scorso. Nuovo Allestimento della Fondazione Te- atro Goldoni e della Cooperativa France- sco-Tamagno di Torino, lo spettacolo ha proposto una lettura moderna, introspet-

tiva e tutta volta all’approfondimento psi- cologico della protagonista, secondo l’in- terpretazione del direttore artistico del Gol- doni, dott. Alberto Paloscia, questa volta impegnato come regista. Il cast si è avvalso prevalentemente di giovani cantanti di Opera Studio, affian-

recentemente pubblicata in dvd. Particolarmente apprezzato nella stessa Iris mascagnana, un’ altra voce labronica

emergente, quella del giovane tenore Di- dier Pieri, che ha ricoperto il ruolo del sub- dolo e intrigante Goro. Gli altri ruoli sono ricoperti da artisti già noti al nostro pubblico e provenienti in gran parte dal territorio livornese, quali il soprano Maria Salvini (Kate Pinkerton), i bassi Piermaria Piccini (lo Zio Bonzo) e Alessandro Ceccarini (Il principe Yama- dori) e il baritono Paolo Morelli (Il Com- missario Imperiale). Elemento nuovo e determinante per la let- tura dell’allestimento è la regia del diret- tore artistico Alberto Paloscia che ha par- lato nella conferenza stampa di “Mono- dramma” che travolge la sola Butterfly, sempre in scena e, comunque, solo per-

cati da artisti di grande esperienza, affida-

no

intorno al quale la vicenda ruota. Ma

ti

ad un direttore di grande solidità, Stefa-

ha

anche parlat di “dissolvenza” dei due

no Romani, ormai affermatosi nel reperto-

personaggi Madame Butterfly e Pinker-

rio operistico italiano in teatri prestigiosi in Italia e all’estero. Nel complesso ruolo della protagonista

ton, appartenenti a due mondi diversi che non dialogano: unica vittima, perdente e senza uscita, Butterfly.

sono tornate due giovani artiste, già ap- plaudite dal pubblico del Goldoni, ovvero

Ed

volge ormai al suo esaurimento, fatta ec-

ora veniamo al cartellone di aprile, che

i

soprani Silvia Pantani, voce emergente

cezione per qualche spettacolo che an-

voce emergente cezione per qualche spettacolo che an- Il cast di Madama Butterfly alla conferenza stampa

Il cast di Madama Butterfly alla conferenza stampa di presentazione.

cora troviamo a maggio e a giugno. La Prosa ci riserva l’ultimo appuntamen- to mercoledì 10 aprile, ore 21.00 “Voci nel buio” scritto e diretto da Jhon Pielmer, at- trice Laura Morante. I “Concerti al Chiaro di Luna” offrono un fuori abbonamento martedì 16 aprile, ore 21.00 con l’Orchestra dell’Istituto Masca- gni che, sotto la direzione del Maestro Lorenzo Sbaffiesegue musiche di J. Brahms, W.A.Mozart, L.van Beethoven. La sezione “Classica con gusto” ci invita venerdì 5 aprile , ore 21.00 a “Il cuore ro- mantico”, performance del giovane Gianluca Luisi che esegue musiche di F. Shubert, F. Chopin, F. Liszt. Tra gli Eventi, in collaborazione con Me- nicagli Pianoforti e LEG srl, ci segnalano Massimo Ranieri il 7 aprile ore 21.00 in “In sogno o son desto 400 volte”.

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