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I Bonsai

- CONSIGLI SUI Bonsai


- Stili Bonsai
BONSAI

Luce e Acqua

Potatura
Educazione
Concimazione
Rinvaso e Terra

La coltivazione di un Bonsai dal seme certamente il metodo pi lungo, tuttavia


sicuramente quello che da pi soddisfazione in quanto si vede crescere il
proprio albero dall'inizio e inoltre permette di ottenere alberi molto robusti e
vigorosi. Vediamo ora come si ottiene un albero a partire dal seme.
Innanzitutto bisogna ovviamente raccogliere (o comprare) i semi da piantare; a
questo punto bisogna vedere se il seme dell'essenza che vogliamo piantare deve
essere soggetta a un trattamento specifico prima della semina.
Alcune essenze hanno bisogno di stratificazione. Stratificazione significa che i
semi vanno posti in frigorifero in un sacchetto con una miscela di sabbia e torba
bagnata per un certo periodo di tempo; durante questo periodo i semi devono
essere gradualmente spostati dalle zone pi calde a quelle pi fredde del
frigorifero. Infine i semi vanno posti in congelatore. Ovviamente la stratificazione
si pu fare anche in maniera pi tradizionale lasciando i semi esposti durante
tutto l'inverno ponendoli in un vaso ben drenato con una miscela di sabbia e
torba.

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- come annaffiarli e dove posizionarli -
Naturalmente i principali aspetti di una qualsiasi coltivazione di piante sono la
luce e lacqua.
Il rapporto tra la luce che colpisce il nostro Bonsai e l'acqua che gli diamo
determina la dimensione delle foglie. Quanta pi la luce, tanto pi i rami e le
foglie resteranno piccoli; viceversa quindi se la luce poca e l'acqua tanta
avremo alberi con foglie grandi. Questa una regola molto importante per
ottenere una corretta miniaturizzazione di un albero e quindi ci rendiamo
conto quanto siano importanti luce ed acqua per un Bonsai. Se c una buona
esposizione, ci sar una elevata fotosintesi, favorevole alla crescita delle
piante: gli internodi (lo spazio tra una foglia e laltra) saranno pi corti e ne
giover la struttura del Bonsai.
Le gemme e i nuovi germogli saranno pi robusti, le foglie saranno piccole e
turgide, gli eventuali fiori sbocceranno con abbondanza e sar agevolata
lallegagione ovvero la nascita del frutto; sar anche pi difficile che lalbero
sia attaccato dalle malattie e dai parassiti.
Dove posizionare i Bonsai
Anche se non si possiede uno spazio ideale per la coltivazione, con un poco
di ingegno si riuscir a rendere sufficientemente confortevole il luogo dove
posizionare le piante. opportuno valutare la disponibilit delle seguenti
condizioni:
- sole,
- una buona ventilazione
- Rugiada

La semina.

Creare un bonsai partendo dal seme senz'altro il metodo che richiede molto tempo e molta pazienza ma, inutile dirlo, quello che regala
anche molta pi soddisfazione e permette di ottenere alberelli praticamente perfetti.

Si possono utilizzare semi trovati in commercio, prelevati da altri bonsai, raccolti in autunn o nei boschi o da alberi normali. Sono due i periodi
favorevoli per la semina: la primavera e l'inizio dell'autunno.

Le specie particolarmente adatte alla semina sono le seguenti: cedro, cipresso, pino, faggio, quercia, salice, melo, mandorlo, lilla. Ricordarsi
sempre di non seminare specie diverse nello stesso contenitore, poich ogni specie richiede condizioni di luce e temperatura diverse. Se i semi
hanno il guscio, meglio romperlo per velocizzare la germinazione.
Soprattutto se utilizzate semi raccolti da voi, ricordate che opportuno seminare almeno 10 (DIECI) semi per ogni pianta che si vuole ottenere.
Questo perch non tutti i semi germinano e non tutte le piantine si svilupperanno bene.

Per effettuare la semina, preparate del terricio composto in parti uguali di torba e sabbia di fiume e disponetelo in un vaso o in un contenitore
con un foro sul fondo, che permette all'acqua in eccesso di percolare. Disporre i semi sopra il terriccio, lasciando intorno a ciascun seme
abbastanza spazio libero, coprire ancora con lo stesso terriccio (in genere, la quantit di terriccio con la quale devono essere ricoperti i semi
proporzionata alla loro grandezza), quindi annaffiare abbondantemente ma con delicatezza, per evitare di smuovere il terreno e i semi stessi.
Terminate tutte queste operazioni, indispensabile collocare il vaso in un posto all'ombra e proteggerlo dal gelo.

La germinazione varia molto secondo le specie, ma abbiate pazienza: a meno che non abbiate scelto dei semi la cui germinazione
particolarmente lenta, le piantine nasceranno e si svilupperanno. Quando noterete che il fusticino si irrobustito e tende a lignificare, significa

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che il momento di trapiantare ogni piantina in un vasetto proprio e gradualmente la abituerete alla luce del sole.

Dopo circa due anni dalla semina si pu iniziare ad intervenire sui rami e sulle radici per dare alla pianta le caratteristiche bonsai.

La nascita di nuove piante trasformabili in bonsai pu avvenire, esattamente


come le piante di dimensioni normali, per seme, per talea, per margotta e
per propaggine.
Un modo pi semplice di procurarsi un alberello da bonsai consiste nel
raccoglierlo in natura o acquistarlo in un vivaio.
In tutti questi casi bene ricordare che le pianticelle tendono a svilupparsi
nelle dimensioni consuete e solo dopo qualche anno e parecchie cure, si
disporr di un vero e proprio bonsai.

Propagazione per seme (riproduzione gamica).


Non esistono semi che producono bonsai. molti pensano che i semi di bonsai
produrranno altri bonsai; in realt da questi semi crescono dalle misure
consuete.
Ci sono due metodi per procurarsi i semi: il primo consiste nell'acquistarli in
un negozio di giardinaggio, il secondo nel raccoglielrli in natura.
In quest'ultimo caso bisogna ricordare che i semi presi da variet coltivate ed
ibride di alberi non avranno sempre la stessa forma della pianta originaria.
Per ottenere un albero uguale all'originale o, come si dice: "clonarlo", si
dovrebbe far ricorso alla talea e non al seme.
Il momento di raccolta dei semi dipende dal tipo di albero o arbusto, e da
quando fiorisce. Troverete che i semi di molti alberi e arbusti saranno maturi
dalla tarda estate all'autunno.
molto importante raccogliere i semi prima che vadano in letargo, il periodo
in cui la natura pone uno strato protettivo intorno a loro e li conserva
inanimati fino a che le condizioni saranno idonee alla germinazione.
I semi dovrebbero comunque essere raccolti prima che iniziano a germinare.

Stratificazione.
Se i semi hanno iniziato il loro letargo, dovrete proteggerli finch non lo
avranno superato; per fare questo si utilizzer un vassoio per semi e della
sabbia per giardinaggio. Il vassoio va riempito con una misura formata per
una parte di composto per semi e per tre parti di sabbia.
Mescolate le due parti insieme e riempite il vassoio per semi che deve avere
una profondit di 7,5 cm, con fori per il drenaggio in fondo.
Alternativamente potrete spargere uno strato di 2,5 cm. di composto, seguito
da un secondo strato di semi e cos via finch non avete riempito tutto il
vassoio.
Quindi mettete il vassoio con i semi in un refrigeratore e tenetelo ad una
temperatura compresa fra 1 e 4 gradi per almeno quattro settimane, oppure
sistematelo all'esterno nella parte pi fredda del giardino, in direzione nord.
Quest'ultima soluzione forse preferibile, soprattutto perch l'aumento e il
calo della temperatura tende ad avere effetti maggiori sull'involucro dei semi.

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Il tempo in cui lasciare i semi all'esterno dipende dal tipo di seme. I semi
come il berberis, cotoneaster, ginepro cinese, melo selvatico, ciliegio e
pyracantha, abbisognano di un periodo di cinque o sei mesi.
Alcuni semi non vanno conservati durante l'inverno, ad esempio i semi di
ippocastano e di quercia, che sono raccolti verdi e seminati in settembre o
ottobre.

Buste di semi.
Pochi negozi di giardinaggio dispongono di semi di alberi sar perci
necessario ordinarli da uno specialista in semi o presso un vivaio di bonsai,
tramite posta.

I semi sono stati classificati in duri, medi o soffici, in base al tipo di albero a
cui appartengono.
Sono considerati semi duri quelli di quercia, di olmo, di ippocastano, di melo
selvatico, di faggio, di acero.
Sono considerati semi medi quelli del faggio del sud, del bamb, del ginkgo,
del gelso, del glicine, dell'albero del paradiso, dell'albero pagoda, dell'acacia
australiana.
Sono considerati semi soffici quelli di kaffir, di araucaria del Cile, di
melograno, di salice.

Come seminare.
non tutti i semi hanno le stesse esigenze, alcuni necessitano del calore e
della protezione di una serra, altre sono pi resistenti e possono essere
seminati all'esterno.

Semi al chiuso.
La semina al chiuso va effettuata in un vassoio per semi, da sistemare in una
serra con un propagatore di calore o una specialeintelaiatura con cavi per il
riscaldamento.
In genere la temperatura ideale per consentire la germinazione dei semi
compresa fra i 12 e i 18 gradi centigradi, ma alcuni alberi esotici, come il
baobab, hanno bisogno di una temperatura leggermente superiore.
Le regole principali per la semina al chiuso sono:
usare sempre un vassoio pulito e con un numero sufficiente di fori per il
drenaggio;
riempire il vassoio per met con un composto per semi, appiattirne la
superficie con una tavoletta di legno;
piantare i semi, quelli pi grossi ben distanziati, quelli pi piccoli pi
disordinatamente, badando sempre di mantenere fra loro un certo distacco;
coprire i grossi semi con uno strato sottile; i semi molto piccoli non canno
ricoperti;
appianare la superficie del composto con un piccolo rastrello;
innaffiare usando un bulbo a piccoli fori, iniziando bagnando i bordi del vaso,
quindi muovendo l'innaffiatoio avanti e indietro, fermandosi prima che
l'acqua fuoriesca; in questa operazione non si devono formare ne
pozzanghere n buchi nel composto, che potrebbero seppellire o spazzare via

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i semi;
quando i semi avranno sviluppato le loro prime foglie e le pianticelle saranno
abbastanza grandi da essere maneggiate, mettetele ciascuna in un piccolo
vaso che riempirete con un composto del quarto tipo; attenzione a non
danneggiare il gambo nell'operazione di trapianto.

Semi all'aperto.
I semi dei bonsai pi resistenti vanno piantati in settembre o in ottobre,
oppure fra marzo e aprile. La procedura della semina all'esterno
fondamentalmente la stessa che quella indoor. Eccetto che per una
percentuale maggiore di sabbia fine da usare per il drenaggio. Usare il
composto del tipo 1.
Lasciare il vassoio per i semi lontano dagli alberi o dalle grondaie, che
possono far gocciolare sulla pianta acqua non necessaria, sistemarlo in un
luogo dove i cani e i gatti non possano daneggiarlo; con delle reti si pu
impedire agli uccelli di mangiare le piantine.

Preparazione del suolo per la semina sul terreno.


Preparare il letto per la semina zappando il terreno e rimuovendo le erbaccie,
specie quelle perenni. Riassettare il terreno con i piedi o con un rastrello,
finch sar&agraave; piatto. Il terreno non va compresso in maniera
eccessiva, per permettere il passaggio dell'aria e dell'acqua. Preparare i fori
per i semi, di profondit proporzionale alla grandezza degli stessi, ben
distanziati gli uni dagli altri. Piantare i semi, ricoprire i buchi e riappianare il
terreno con il dorso di un rastrello. Se la semina avviene in primavera, la
zappaturadeve essere pi profonda, per rompere le zolle che nel periodo
invernale si sono formate nel terreno.

Propagazione attraverso talea.


La talea consiste nel taglio di un ramo o di un'altra parte di una pianta, allo
scopo di provocarne la crescita delle radici e quindi creare un nuivi esemplare
simile all'originale. La talea adatta soprattutto ai bonsai rustici e resistenti,
da cui si ottengono facilmente buoni risultati, mentre gli alberi pi delicati
richiedono molte pi delicati richiedono molte pi cure e danno risultati
positivi in percentuale molto pi, bassa.
Secondo la durezza del legno prelevato dalla pianta madre, le talee si
distinguono in morbide, semi-dure e dure. Le talee morbide sono ottenute
tagliando un ramo giovane o un germoglio, da aprile a giugno; le talee semi-
dure sono ottenute da rami di et inferiore ad un anno, prelevati da giugno a
ottobre; le talee dure sono ottenute da rami di et superiore ad un anno, o
comunque completamente sviluppati, tagliati in novembre o dicembre.
Il momento migliore della giornata per raccogliere i germogli e i rami da talea
la mattina presto, il materiale deve essere robusto e sano: il composto
migliore per tutti i tipi di talea del secondo tipo. I tagli dalla pianta madre
vanno effettuati con gli appositi strumenti ben affilati e sterilizzati prima
dell'uso.
Talee morbide.
Il ramo o il germoglio va tagliato appena sopra un nodo e deve avere una

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lunghezza compresa fra i 5 e i 7,5 cm.
Le foglie della parte inferiore della talea vanno rimosse. Il ramo va immerso
in una sostanza radicante prima di essere piantato nel terreno; il composto
consigliato quello del secondo tipo. Il contenitore delle talee va posto in
luogo riparato dal vento e dal freddo. Se i rami iniziano a mettere nuove
foglie, segno che hanno sviluppato le radici. Le nuove piante vanno quindi
prelevate e messe ognuna in un vaso.

Talee semi dure.


Il procedimento quasi simile al precedente, ma i rami prelevati devono
essere pi lunghi, intorno ai 10 Cm. Di solito questo tipo di talea va usata
quando non possibile riscaldare artificialmente il terreno di crescita.
Quando la talea comincia a vegetare va messa in un vaso a parte.
In inverno consigliabile non esporre all'aria aperta le nuove piantine ma
abituarle gradatamente ai cambiamenti di temperatura.

Talee dure.
Si usano rami di circa un anno di et, di legno gi compatto, con una o pi
gemme, da prelevare in novembre o dicembre. Le talee devono avere una
lunghezza compresa fra i 15 e i 25 cm. Non hanno bisogno di un periodo di
irrobustimento, ma devono ugualmente essere protette dal freddo e dai venti
forti. Vanno piantate nel terreno profondo e lasciate crescere per due o tre
anni: per evitare la loro crescita si operauna potatura sistematica.
Non dimenticare di mantenere sempre il suolo umido, di fertilizzare e di
combattere parassitie malattie.

Margotta
Consiste nel provocare la crescita delle radici da un ramo o da un'altra parte
della pianta-madre attraverso l'incisione della radice e l'immersione della
parte incisa in terra o in speciali composti. Contrariamente alla talea, la parte
interessata non viene separata interamente dalla pianta-madre. La margotta
pu essere eseguita sul terreno oppure essere aerea. La margotta sul terreno
a sua volta si divide in margotta semplice, propaggine e a serpentina.

La margotta semplice.
Consiste nel piegare un ramo sufficientemente lungo della pianta fino al suolo
e fissarlo in questa posizione finch non abbia messo le radici; il ramo va
inciso appena sopra il suolo per favorirne la nascita.

La propaggine.
Il ramo della pianta viene piegato orizzontalmente e fissato per tutta la sua
lunghezza al suolo. Quando avr messo le radici sar separato dalla pianta-
madre.

La margotta a serpente
molto simile alla propaggine ma se ne differenzia perch il rame viene
ricoperto con la terra, ad esclusione di poche gemme volte verso l'alto.
Quando le gemme e le radici si saranno sviluppate lungo tutto il ramo

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interrato, potranno essere separate dalla pianta-madre e formare una o pi
pianticelle.

La margotta aerea una tecnica molto utile perch, al contrario delle altre
forme di margotta, pu essere applicata anche nei confronti di alberi che non
hanno rami sufficientemente lunghi o flessibili da poter essere piegati fino a
terra. Inoltre a possibile ottenere un albero con un grosso tronco in un
tempo relativamente breve. Scelto un ramo, di diametro non superiore ai 5
cm., lo si incide nella parte inferiore in modo da asportarne una piccola
sezione di forma triangolare.
Si spolvera la parte incisa con della polvere radicante e quindi si riempie il
taglio con dello sfagno, altro sfagno verr messo attorno al ramo. Infine si
avvolger tutta la parte interessata in un foglio di plastica trasparente fissato
alle due estremit con delle corde, in questo modo si eviter che lo sfango
cada e nello stesso tempo si potr tenere d'occhio lo sviluppo delle radici.
Quando quest'ultime saranno sufficientemente sviluppate si separer il ramo
dal tronco e lo si reimpianter.

Bonsai da piante prelevate in natura.


Va subito detto che la raccolta non pu essere indiscriminata ma soprattutto
nelle zone protette o di propriet, deve avvenire previa autorizzazione. Il
periodo migliore per raccogliere gli alberelli la fine dell'inverno, quando
ancora le piante non hanno ancora emesso i primi germogli. Le piantine non
vanno strappate dal terreno ma disotterrate con una piccola pala, in modo da
rompere il minor numero possibile di radici.
meglio scegliere degli alberelli di aspetto robusto, non molto alti (intorno ai
10-20 cm. di altezza), con una forma gi di per s particolare.
La zolla che avvolge la radice centrale (fittone) non va rimossa. Dopo il
disotterramento le radici vanno avvolte in panni o giornali umidi. Effettuato il
trapianto in vasola pianta va protetta dagli sbalzi di temperatura, dall'eccesso
di umidit, e dal vento forte. Il momento pi delicato quello della potatura
delle radici, in quanto probabile che esse siano state gi danneggiate
durante il dissotterramento, meglio quindi procedere in due riprese, potando
il primo anno le radici di un solo lato e l'anno successivo quelle del lato
opposto.

La ventilazione dellambiente particolarmente importante per un ottimale


sviluppo di radici, tronco e rami. Un albero ben esposto difficilmente sar
attaccato da insetti o malattie; i luoghi che hanno una buona esposizione al sole
sono, in genere, anche ben ventilati.
Quindi, quando si sceglie un luogo dove far crescere i Bonsai, bisogna pensare
per prima cosa allesposizione ai raggi del sole.

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Dal punto di vista estetico e per una soddisfazione personale preferibile
posizionare le piante allaltezza del proprio sguardo, in modo tale da poterle
ammirare in tutto il loro splendore.
Se disponete di uno spazio sufficiente potete crearvi un ripiano utilizzando ad
esempio delle assi robuste appoggiate su dei mattoni che fungeranno da
cavalletti. Evitate di appoggiare i Bonsai su ripiani in metallo in quanto durante
lestate si surriscaldano e potrebbero ustionare le piante.
Nel caso in cui lesposizione ottimale sia presente principalmente solo da un lato,
diventa molto importante periodicamente (ogni 20 giorni) ruotare di 180 le
piante.

Dove posizionare i Bonsai durante linverno


Durante linverno i Bonsai definiti tropicali come il Ficus, la Serissa ecc. dovranno
essere riparati in casa non appena la temperatura scende sotto gli 8/10 gradi, in
questo caso opportuno per posizionare i Bonsai tropicali in zone non
eccessivamente calde e secche, pertanto abbiate cura di mantenere dei sottovasi
pieni di argilla espansa anche in casa.
Per quanto concerne invece le piante autoctone assolutamente indispensabile
lasciarle allaperto avendo cura per di ripararle dalle gelate. Non commettete
lerrore di portare in casa piante che invece hanno indispensabile bisogno di
sentire le stagioni e di andare in dormienza. Per riparare dalle forti gelate
invernali la soluzione migliore quella di avere lo spazio per costruirsi una serra
fredda che pu essere costruita in vetro, in plexiglass o semplicemente in nylon
trasparente avendo cura di predisporre delle finestre apribili nelle assolate
giornate invernali per evitare che un eccessivo innalzamento delle temperature
interne alla serra dia il via alla germogliazione con troppo anticipo.
Aspetto particolarmente importante la protezione delle radici dalle gelate. La
protezione potr avvenire ad esempio posizionando i vasi Bonsai allinterno di
scatole in polistirolo e riempiendole con foglie secche e ben asciutte (ricordate i
fori di scolo per lacqua nel fondo delle scatole) oppure interrando i vasi
coprendoli completamente.
Luce:
La maggior parte dei Bonsai sono realizzati con arbusti o alberi abituati a vivere
in piena luce, quindi noi dovremo cercare di riprodurre il loro ambiente ideale
posizionandoli in punti in cui la luce abbondante. In linea generale opportuno
mettere in condizione i Bonsai di ricevere quanta pi luce possibile. Naturalmente
per esistono piante il cui habitat pu essere ad esempio le pietraie in pieno sole
della Sardegna (Bonsai di Mirto) e altre piante che preferiscono sicuramente
molta luce ma non direttamente i raggi del sole (Bonsai di Acero). In generale
comunque nelle schede botaniche delle varie essenze viene sempre indicata la

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quantit e la tipologia di luce da fornire, cio se in pieno sole anche destate
oppure se posizionare a mezzombra. Ovviamente ogni essenza ha particolari
esigenze luminose a seconda delle origini (zone tropicali, equatoriali, temperate,
ecc.).
Lesposizione quindi molto importante per un corretto sviluppo della pianta. A
seconda che ci si trovi nel nord Italia o a sud, sar opportuno valutare il luogo
pi opportuno, variandolo a seconda delle stagioni.
Acqua:
- prima di tutto documentarsi sulle necessit della nostra pianta attraverso un
dei numerosissimi testi in commercio, potrete trovare utili schede per ogni
specie di pianta e scoprirete che un bonsai di Ficus richiede molta pi
acqua rispetto ad un bonsai di Ginepro.
- valutare la stagione o/e lambiente in cui si trova il Bonsai, in quanto
chiaro che se ci troviamo ad Agosto con la pianta esposta in pieno sole le
annaffiature dovranno essere quotidiane se non addirittura pi frequenti.
.

In ogni caso il suggerimento sempre valido quello di toccare il terriccio con le


dita e interpretare il livello di umidit. Questo significa che se il terriccio umido
non solo inutile fornire altra acqua ma pu essere
molto dannoso per la pianta continuare ad avere un eccesso di umidit, in
quanto provoca la presenza di muffe che portano a far marcire le radici con
conseguente morte della pianta.
Quindi ricordate: annaffiate solo se il terriccio relativamente asciutto e mai
quando gi bagnato.
E' buona norma annaffiare il Bonsai fino a quando l'acqua non comincia a uscire
dai fori di drenaggio in modo da assicurarsi che sia giunta ai peli radicali,
responsabili del 90% della nutrizione. Poi attendere 5-10 minuti e ripetere
l'operazione.
Relativamente alla presenza o meno dei sottovasi, da preferire l utilizzo durante
lestate dei grandi sottovasi rettangolari in plastica riempiti completamente di
argilla espansa (la si pu trovare presso tutti i fioristi, garden o supermercati)
dove appoggio poi diversi vasi di Bonsai. Questo accorgimento consente di
mantenere una certa umidit anche nellaria circostante la pianta senza il rischio
che il vaso resti immerso in acqua.
Esistono due modi di innaffiare un Bonsai. Il primo, quello di somministrare
l'acqua dall'alto, utilizzando un annaffiatoio a doccia (con fori piccoli), bagnando
la chioma in modo da simulare la pioggia. Il secondo consiste nel somministrare
acqua immergendo il vaso per met (o un po' di pi) in una bacinella fino a che
la terra non si inzuppata completamente grazie ai fori di drenaggio.

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Attenzione per a due aspetti: bagnando quotidianamente le foglie, in caso di
presenza di acqua molto calcarea, vedrete formarsi sulle foglie delle macchie
bianche di calcio sicuramente antiestetiche e anche dannose per la foglia stessa.
Per evitare questo inconveniente potete o lasciarla riposare per 24-48 ore in un
secchio in modo che il calcare si depositi oppure evitare di bagnare le foglie ma
annaffiare direttamente sul terreno.
Il secondo aspetto da considerare senzaltro il quando annaffiare per evitare
scottature alle foglie o alle radici annaffiando ad esempio nelle ore calde delle
giornate estive.
Quando: Il momento migliore per innaffiare i Bonsai quando la differenza tra la
temperatura della terra nel vaso e la temperatura dell'acqua minore. Quindi
durante l'inverno si innaffia nelle ore calde (12.00-15.00) mentre d'estate nelle
ore pi fresche della sera. infatti preferibile evitare (durante lestate) secondo il
mio parere anche le ore del mattino in quanto si raggiungerebbe il picco del
calore con una alta presenza di acqua nel vaso con il rischio di scottature.
Si riconosce dallaspetto sofferente della pianta che presenta foglie sbiadite e
rivolte verso il basso. Molto spesso il cosiddetto colpo di secco provoca la
caduta immediata delle foglie anche se ancora verdi, in questo caso infatti basta
dare un piccolo colpo alla pianta per avere una cospicua caduta di foglie.
In questo caso rimediare abbondantemente e riparare la pianta in ombra.
sicuramente pi pericoloso della carenza: un bonsai innaffiato troppo, allinizio
vegeta rigogliosamente con foglie di un bel colore intenso, poi, inizia a virare sul
verde chiaro e sul giallo per arrivare poi ad avere foglie con macchie nerastre a
causa del marciume che ha divorato tutto lapparato radicale. In questo caso il
salvataggio pi complesso e molto spesso necessario intervenire con un
tentativo di trapianto anche fuori stagione provvedendo a cambiare il terriccio
che troverete sicuramente completamente impregnato dacqua e con le radici
della pianta marcite o semi-marcite. Utilizzate terriccio in grado di drenare meglio
lacqua, tenete bene al riparo la pianta da eccessi di sbalzi di temperatura, dal
vento e dalle intemperie.

- potatura di rami e germogli -


Potatura dei Rami:
Nella potatura dei rami bisogna tenere sempre presente che un albero tende ad
infittire la vegetazione soprattutto nelle parti alte perch pi luminose (fenomeno
noto come dominanza apicale); quindi se noi potiamo un albero in modo che i
rami siano tutti lunghi uguali (a mo' di cilindro) questo in risposta dar dei
germogli molto lunghi nella parte superiore e dei germogli corti in quella
inferiore. Quindi per ottenere uno sviluppo pi armonioso bisogner lasciare pi
lunghi i rami inferiori . Cos facendo nei rami bassi scorrer pi linfa che in quelli

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alti, scorrendo pi linfa i getti inferiori saranno pi rigogliosi e bilanceranno la
naturale spinta di quelli superiori. Inoltre lasciare un maggior numero di foglie in
un ramo implica un pi rapido ingrossamento dovuto, appunto, a uno
scorrimento maggiore di linfa; questo molto importante perch i rami alla base
noto che devono essere pi grossi di quelli alla cima.
Il modo di potare fondamentale nellarte Bonsai, la potatura infatti determina in
quale direzione si dirigeranno i nuovi germogli e quindi determina la futura
impostazione della pianta.
Prima regola, semplice e ovvia, quella di tagliare il ramo subito dopo un
internodo, cio subito dopo una foglia come si pu vedere dalle figure. Infine
bisogna tenere in considerazione un importante fatto. Se la gemma che si lascia
per ultima rivolta verso l'alto il rametto che nasce sar verticale e
vigorosissimo, mentre se l'ultima gemma rivolta verso il basso il germoglio che
nascer sar meno vigoroso e prender una forma pi armonica . Questo accade
perch la sua naturale tendenza a crescere verso l'alto contrasta dalla direzione
del getto (verso il basso) e quindi il nuovo rametto sar quasi orizzontale
(esteticamente perfetto).
La potatura dei germogli un operazione di fondamentale importanza per
mantenere ridotte le dimensione del nostro albero. Essa si esegue in un preciso
periodo dell'anno, di solito in primavera e estate (a seconda dellessenza), e
consiste nel ridurre il numero di foglioline di un nuovo getto. Ad esempio se il
numero di foglie di un nuovo getto 6, 3 o 4 si possono togliere in modo da
ridurre le dimensioni della pianta. La tecnica di potatura analoga a quella dei
rami.
Discorso a parte invece per le conifere, per le quali sicuramente pi complesso
tutto laspetto della potatura, vista la difficolt nello stimolare nuovi germogli sui
rami.
Prima di tutto importante eseguire una spuntatura dei germogli differenziata,
agendo prima sui rami inferiori (i meno vitali), dopo una settimana circa su quelli
centrali ed in fine dopo una ulteriore settimana su tutti quelli apicali. Tale
operazione in genere si avvia a partire da maggio. importante per verificare
leventuale presenza di germogli molto vigorosi nella parte apicale, nel qual caso
opportuno spuntare questi grossi germogli contemporaneamente ai primi, per
evitare che eliminando solo quelli inferiori si riservi tutta la linfa a quelli apicali,
facendo morire i pi deboli germogli inferiori.
Una volta trascorsi due o tre mesi sar opportuno nuovamente cimare i nuovi
germogli pi forti.
Questa tecnica consente a piante come i pini di stimolare una germogliazione pi
diffusa.
Una tecnica molto usata per ridurre la dimensione delle foglie quella di cimare i
nuovi getti e asportare totalmente le foglie tagliandole a met picciolo (eseguire

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questa operazione tra maggio e luglio). Cerchiamo di capire perch questa
tecnica riduce la dimensione delle foglie.
A parit di superficie fogliare esposta, un bonsai pu avere poche foglie grandi o
tante foglie piccole. In primavera le nuove foglie che nascono sono grandi perch
le giornate sono corte e poco luminose; tagliando tutte le foglie in un periodo
dove il sole splende e le giornate sono lunghe le foglie che nasceranno saranno
pi vigorose e inoltre, siccome al posto di ogni foglia spesso si forma un intero
rametto, il loro numero aumenter notevolmente e di conseguenza saranno pi
piccole. Attenzione per perch questa operazione si pu eseguire solo su
esemplari maturi e sani. Tipicamente loperazione di defogliazione da ottimi
risultati su piante come lacero, il faggio, la quercia e pi in generale le latifoglie.

- dare la forma -
L'educazione di un albero l'insieme di tutti quegli interventi che lo guidano a
diventare un Bonsai. L'educazione serve quindi a mantenere un Bonsai piccolo e
a dargli una forma bella e armoniosa che rispecchi le caratteristiche di un albero
in natura. Inoltre uno degli scopi principali far sembrare il nostro Bonsai un
albero secolare. Per fare ci dobbiamo eseguire alcuni interventi sulla pianta in
modo che cresca come vogliamo noi, ovviamente senza maltrattarla altrimenti
rischieremo di perdere il nostro alberello.
Il modo migliore per fare un bel Bonsai imitare la natura, bisogna diventare dei
grandi osservatori degli alberi che sono in natura perch nessun albero pi
perfetto di uno che stato plasmato dalle mani di Madre Natura. Provate a
soffermarvi ad osservare quale esemplare di pianta secolare che trovate in
qualche bosco o in qualche parco; ne rimarrete affascinati.
Possiamo definire alcune caratteristiche che fanno di un Bonsai un bel Bonsai
(ovviamente si parla di un Bonsai gi sviluppato, un Pre-Bonsai non potr avere
queste caratteristiche, queste sono l'obiettivo finale):
tronco: grosso, conico e armonioso
E difficile rendere lidea di quali possano essere le giuste proporzioni, ma
in generale la giusta proporzione tra la grandezza del tronco e l'altezza
dell'albero circa 1/6-1/10, pi il rapporto alto meglio . Inoltre il tronco
deve avere una certa conicit, non pu avere la stessa larghezza dalla
base alla cima. Per ottenere questa conicit bisogna tenere i rami bassi
lunghi e ricchi di foglie in modo che scorra pi linfa alla base che alla cima.
La forma del tronco pu essere di vario tipo e per questo rimando alla
sezione "stili".
ramificazione: bassa, fitta e ben disposta
Caratteristica fondamentale di un Bonsai la ramificazione.

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In genere: il primo ramo deve essere a circa 1/3 dell'altezza dell'albero,
deve essere molto grosso in quanto dovrebbe rappresentare il ramo pi
vecchio della pianta. Il secondo un po' pi in alto e dalla parte opposta, il
terzo ancora un po' pi in alto e posto sul retro (la distanza angolare,
vedendo la pianta dallalto.
Man mano che si sale verso l'alto la ramificazione sar sempre pi fitta e i
rami saranno sempre pi sottili e pi corti, inoltre saranno sfasati rispetto
a quelli sottostanti (vedi figura a destra). La ramificazione secondaria, cio
quella che parte dai rami pi grossi, deve avere una disposizione simile a
quella in figura per venire a costituire dei palchetti di foglie (a sinistra).
Complessivamente la chioma dell'albero dovr essere inscritta in un
triangolo (pi o meno regolare a seconda dei gusti) con vertice
approssimativamente sull'apice.
foglie: tante e piccole La ramificazione fitta significa naturalmente un
numero elevato di foglie e di conseguenza una

loro ridotta dimensione. Questo perch a parit di superficie fogliare si


possono avere o tante foglie piccole o poche foglie grandi; dato che tanti
rami contengono tante foglie di conseguenza queste saranno di ridotte
dimensioni.
radici: quelle superficiali disposte a raggiera Anche se secondaria, questa
caratteristica, non da sottovalutare. Esaltare le radici superficiali molto
importante, quindi avere delle radici grosse disposte a raggiera pu essere
di notevole interesse estetico, ricordate sempre che la base della pianta
diventa un punto focale dello sguardo.

A mantenerlo piccolo ci pensa molto il vaso; infatti l'albero non potendo


estendere il suo apparato radicale reagisce mantenendo ridotto l'apparato
fogliare in quanto la quantit di fogliame sempre proporzionato alla quantit di
radici. Da questo si pu comprendere l'importanza delle dimensioni del vaso: pi
il vaso grande pi il Bonsai sar grande.
E di fondamentale importanza IL RINVASO, in quanto permette di ridurre la
massa radicale rallentando lo sviluppo della pianta, indispensabile infatti ad
ogni rinvaso procedere anche ad una potatura dellapparato radicale. Alcune
piante dallo sviluppo rigoglioso (in genere quelle pi giovani) richiedono rinvasi
annuali.
Naturalmente laspetto principale e pi conosciuto nella lavorazione Bonsai
proprio la potatura.
Le tecniche utilizzate per conferire a un Bonsai le caratteristiche sopra descritte
sono di vario tipo.

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Potatura di mantenimento:L'antica scuola cinese educa per potature successive;
ossia cerca di indirizzare un ramo in una certa direzione tagliandolo in modo che
l'ultima gemma sia nel verso desiderato. E' un metodo essenziale se il nostro
scopo non quello di stravolgere la forma gi esistente ed inoltre quello che si
usa di pi per costruire i cosiddetti palchetti oppure per bloccare la crescita di
certe parti della pianta e farne ingrossarne altre (vedi figura a sinistra). Si ricorda
che pi linfa scorre in un ramo (quindi pi rametti e pi foglie ci sono) pi grosso
esso diventer e che i rami pi bassi devono essere pi spessi.
Filo metallico:
Una delle tecniche pi utilizzate per modellare i Bonsai, quella dellapplicazione
del filo metallico attorno al ramo. Il filo pu essere di alluminio oppure di rame
che tramite appostiti processi di fusione stato reso molto flessibile e morbido. Il
filo serve ovviamente come tutore del ramo per obbligarlo nella direzione che
risulta esteticamente pi corretta.
Il diametro del filo da utilizzare deve essere circa 1/3 del diametro del ramo a cui
andr applicato, troppo sottile sarebbe inutile in quanto non riuscirebbe a
piegare il ramo mentre troppo grosso rischierebbe di danneggiare la pianta.
Pi precisamente deve avere le seguenti caratteristiche:
1. deve aderire bene al ramo, senza per essere troppo stretto,
2. deve essere disposto in modo regolare, cosi da fare forza in tutti i punti del
ramo,
3. deve sempre essere ancorato al tronco,
4. non deve essere troppo stretto perch solcherebbe il ramo,
5. non deve essere neanche troppo largo,
6. non deve intrappolare insieme ramoscelli e foglie,
7. non usare due fili sullo stesso ramo ( consentito partire con due o pi fili
dal tronco se poi si separeranno disponendosi su altrettanti rami)
8. non deve essere lasciato per troppo tempo perch danneggia il ramo
solcandolo e bloccando il flusso di linfa verso le foglie, oltre ovviamente a
rovinare esteticamente il ramo.

Dopo un certo tempo il ramo assumer la forma da noi conferitagli perch, per
nostra fortuna, le cellule vegetali hanno una caratteristica di crescita particolare.
In figura sono indicati alcuni modi di applicare il filo metallico.
Altri mezzi: Per educare un Bonsai si possono usare anche qualsiasi altro mezzo
che ci viene in mente: tiranti, fili, pesi, morse. Dipende, in genere, dalla
posizione in cui si trova il ramo da piegare, da quanto il ramo deve essere
piegato. L'essenziale non esagerare.

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Concimazione
Considerata la modesta quantit di terriccio in cui un Bonsai si trova, chiaro
che ha bisogno di una certa quantit di fertilizzanti in modo che disponga di tutti
i sali minerali necessari. Ogni Bonsai ha le sue necessit di concimi in linea di
massima i periodi pi adatti alla concimazione sono la primavera e la parte finale
dellestate; di solito si somministra 1-2 volte al mese. importante, dopo il
rinvaso, non concimare per almeno un mese perch si rischia di bruciare le radici
tagliate.
Non necessario usare prodotti particolari per Bonsai perch di solito sono
uguali e costano molto di pi, basta usare quelli per piante comuni e ridurne le
concentrazioni (anche a met). Vediamo ora di capire quali funzioni hanno i
singoli elementi di un fertilizzante chimico o naturale che sia:
AZOTO (N): necessario per lo sviluppo della pianta e per l'emissione di
nuove foglie.
FOSFORO (P): favorisce la formazione delle gemme da fiore, dei frutti, e la
crescita delle radici.
POTASSIO (K): migliora la robustezza della pianta, a lignificare i rami e la
aiuta a superare momenti di stress (scarse annaffiature, sbalzi di luce e di
temperatura).

Nei concimi in vendita di solito sono presenti anche piccole quantit di boro,
manganese, cobalto, magnesio, ferro, zolfo, calcio (i cosiddetti microelementi).
Concimi naturali consigliati sono: cenere (contiene alta quantit di fosforo,
potassio e oligoelementi), fondi di caff e foglie secche ( alta concentrazione di
potassio), farina di ossa e farina di sangue (azoto, fosforo, ecc.), gusci d'uovo
(calcio), humus (riequilibra il terriccio).
I concimi in generale si dividono tra:
- concimi organici - sono quelli in cui gli elementi nutritivi sono di origine animale
o vegetale. La loro composizione organica, creando le condizioni ottimali per la
vita dei microorganismi utili, mantiene vitale il substrato.
- concimi minerali, composti da elementi inorganici o di sintesi (chimici), hanno in
genere una titolazione pi alta e sono quindi pi potenti di rapida assimilazione,
anche se tendono ad impoverire il terreno.

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in polvere o granulari: che vengono sparsi sul terriccio e si scioglieranno a
ogni annaffiatura, oppure si sciolgono direttamente in acqua prima di
annaffiare.
liquidi: che vengono diluiti in acqua e somministrati annaffiando (molto
importante nell'utilizzo di fertilizzanti liquidi innaffiare con acqua prima di
riannaffiare con il fertilizzante, questo evita che si brucino le radici).

Ricordate che sempre meglio utilizzare un dosaggio inferiore rispetto a quello


indicato nelle confezioni, in modo da non rischiare la sopravvivenza della pianta.
Una scarsa fertilizzazione della pianta provoca una vegetazione meno rigogliosa
ed un graduale indebolimento, ma un eccesso di fertilizzante provoca quasi
sempre la morte della pianta.
Il rinvaso sicuramente l'operazione pi importante e la pi delicata nella
coltivazione di un bonsai.
Da questo intervento dipende il futuro sviluppo della pianta, quindi, buona
norma, prima di rinvasare un bonsai, raccogliere tutte le informazioni sulla pianta
e soprattutto scegliere il periodo adatto.
Ricordate che un rinvaso effettuato correttamente ma nel momento sbagliato,
pu provocare la morte del bonsai; mentre, un rinvaso eseguito anche in modo
approssimativo ma nel periodo giusto, ha maggiori possibilit di successo. In
generale il momento migliore per rinvasare un bonsai coincide con il periodo di
riposo che precede la stagione vegetativa.
Scegliere il vaso:
La scelta del vaso pu essere una questione botanica o estetica, infatti se si
vuole far crescere il bonsai, andr cambiato il vaso con uno pi grande; se il
bonsai gi della misura voluta ed il vaso proporzionato alla pianta, andr
lasciato il vaso originale oppure sostituito con uno delle stesse dimensioni
La scelta del vaso dal punto di vista estetico (forma, colore, decori vari) molto
soggettiva. Invece una questione molto importante la dimensione del vaso.
Se la pianta si estende prevalentemente in altezza, generalmente, la larghezza
del vaso deve essere circa i 2/3 dell'altezza dell'albero. Se invece la pianta pi
larga che alta, la larghezza del vaso deve essere circa i 2/3 della distanza
misurata tra gli apici delle primarie. Se il vaso che utilizziamo rettangolare o
ovoidale, la regola suddetta vale per il lato lungo (quello frontale), mentre per
quello corto non ci sono regole precise anche se ovviamente non pu essere
troppo stretto (in genere il lato corto non mai meno della met di quello
lungo). Per quanto riguarda la profondit del vaso, essa dovrebbe corrispondere
circa al diametro della base del tronco; eccetto se abbiamo a che fare con uno
"stile a cascata" dove si utilizzano vasi alti e stretti.

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Esistono vari tipi di vasi per Bonsai quelli pi utilizzati sono larghi e poco
profondi, rettangolari o ovali; tuttavia si utilizzano anche quelli quadrati o rotondi
che, per, di solito sono pi profondi. Si usano anche vassoi piatti e lastre di
pietra (molto belli!!) in questi casi la terra si sistema a mo' di montagnetta e si
utilizza del muschio che aiuta a trattenere la terra.

Scegliere la terra:
La terra ha un ruolo importantissimo nella vita del nostro Bonsai. Il terriccio deve
contenere diversi tipo di terreni e a seconda delleffetto che si desidera ottenere,
si dovranno mescolare diversi materiali in diverse proporzioni:
se si desidera un substrato che consenta un alto livello di aerazione e
drenaggio si aggiungeranno in quantit maggiore sabbia grossolana,
ghiaia setacciata e argilla espansa
se invece si desidera un substrato in grado di trattenere l'acqua si
utilizzeranno maggiormente sfagno, torba, humus, terra e argilla

L'assenza di aerazione e drenaggio pu causare l'asfissia delle radici mentre la


mancanza di terreno che mantenga l'umidit potrebbe far seccare troppo in
fretta il terriccio. Inoltre si possono utilizzare anche altri composti che hanno
funzionalit diverse:
mantenere l'acidit: aghi di pino
arricchire di sali minerali: cenere
apportare potassio: fondi di caff, foglie secche

apportare calcio: gusci d'uovo o ossa macinate (comunemente in


commercio)

Ovviamente ogni essenza ha le sue esigenze e per questo importante vedere le


schede botaniche specifiche. Tuttavia esistono delle miscele molto usate che
possono andare abbastanza bene per molti Bonsai:
Tipo Terra Sabbia Torba Argilla
Piante giovani 20 40 20 20
Conifere 50 30 10 10
Latifoglie 60 20 10 10
Piante da fiore 40 20 20 20

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Inoltre consiglio di aggiungere sempre un po' di ghiaia setacciata per migliorare il
drenaggio (in quantit variabile a seconda della specie coltivata) e, se volete,
piccole quantit di cenere, foglie secche, fondi di caff, gusci d'uovo perch sono
buoni fertilizzanti naturali facendo attenzione per di rispettare il ph della pianta.
Eseguire il rinvaso:
Per poter assorbire regolarmente le sostanze nutritive, l'apparato radicale deve
essere sano e rinnovarsi continuamente, producendo nuove radichette giovani.
Deve trovarsi immerso nel terriccio dove le goccioline d'acqua tengono in
soluzione i sali minerali. Quando le radici sono da troppo tempo in un vaso sono
compresse contro le pareti e quindi l'assorbimento non pi buono; di
conseguenza i ritmi vegetativi della pianta diminuiscono esponendola a grossi
rischi. Inoltre il Bonsai che vive da tanto tempo nella stessa terra l'ha impoverita
di sali minerali e quindi va cambiata.
Siamo giunti dunque a un momento molto importante e delicato: il rinvaso . Il
rinvaso permette di ringiovanire di continuo l'apparato radicale; cos facendo lo
spazio disponibile nel vaso, anche se poco, sar costituito prevalentemente da
radici giovani, efficaci nell'assorbire. Ecco svelato il segreto dei Bonsai: mentre in
natura molte radici dell'albero invecchiando si trasformano in semplici condutture
di linfa, nel Bonsai la maggior parte della zolla conserva la sua funzionalit e
quindi diventa un albero grosso anche se ha poche radici in quanto queste
provvedono tutte alla nutrizione.
Di solito il rinvaso si esegue ogni 2-3 anni alla ripresa vegetativa (primavera o
autunno) ma naturalmente dipende dal tipo e dalla variet di pianta.
Vediamo ora passo dopo passo come si esegue un rinvaso:
1. preparare la miscela di terriccio adatta al Bonsai da rinvasare (ed
eventualmente il nuovo vaso se non lo si vuole riporre nello stesso);
2. rimuovere il Bonsai dal vaso;
3. rimuovere il vecchio terriccio molto delicatamente utilizzando un piccolo
bastoncino di legno o di metallo e srotolare la zolla delle radici in modo
che siano tutte perpendicolari al terreno;
4. tagliare le radici in eccesso (soprattutto quelle periferiche) in modo che
rientrino nel vaso e in seguito spolverare le radici con ormoni radicanti o
vitamina B;
5. in proporzione ridurre l'apparato fogliare per ridurre adeguatamente la
traspirazione (come si vede nella figura a fianco);
6. coprire, se non era gi stato fatto, i fori di drenaggio del vaso con delle
retine di plastica;
7. mettere sul fondo del vaso uno strato drenante (ghiaia o argilla espansa)
di 1-2 cm (facoltativo se gi abbastanza drenato il terriccio) a meno che
il vaso non sia molto basso;

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8. mettere nel vaso la terra nuova, avendo cura di creare una piccola
montagnola di terriccio nella parte esattamente sottostante a dove sar
posizionata la pianta, in modo da evitare la presenza di cavit di aria sotto
la pianta;
9. sistemare il Bonsai nel vaso all'altezza desiderata;
10. completare il riempimento del vaso sempre utilizzando il nuovo terriccio;
11. assestare il terriccio dando colpi secchi col palmo della mano sul fianco
del vaso e usando un bastoncino per fare aderire meglio le radici alla terra
e per eliminare pericolose sacche d'aria (non comprimere il terriccio con le
mani);
12. decorare con sassi e muschio (facoltativo);
13. innaffiare abbondantemente il terriccio;
14. tenere regolarmente umido il terriccio per le 2 settimane che seguono e
posizionare il Bonsai protetto dal sole diretto e dal vento, non fertilizzare
per 1 mese.

Se abbiamo a che fare con un albero di "una certa et" dove la produzione delle
nuove radichette molto lenta non si pu eseguire un taglio delle radici drastico
come per le piante giovani; in questi casi si usa suddividere idealmente la zolla in
pi spicchi e ad ogni rinvaso si tagliano, a rotazione, le radici di uno spicchio
solo. Se l'albero da rinvasare molto alto buona abitudine fissare la zolla con
dei fili fatti passare dai fori di drenaggio.

Se il Bonsai viene coltivato correttamente raro l'insorgere di malattie gravi. Se


notiamo che il Bonsai non gode pi di ottima salute la cosa pi complicata
capire qual' il problema. A volte si pensa che sia causato da un fungo o da un
insetto quando invece solo un problema di luce, di una miscela di terriccio
sbagliata o di una errata o assente fertilizzazione. Vediamo quindi quali sono i
problemi che possono insorgere a causa dei "fenomeni fisici" se cos vogliamo
chiamarli:
Luce: Se la luminosit del punto in cui abbiamo posizionato il Bonsai
insufficiente si noter un progressivo ingrandimento e schiarimento delle foglie a
causa dell'assenza di sintesi clorofilliana e l'albero deperisce; le variet da fiore
non saranno nelle condizioni di poter fiorire, quindi dovrete mettere il Bonsai in
una posizione pi adeguata. Per conoscere le esigenze luminose di un particolare
tipo di albero si consultino le schede apposite di ogni essenza.
Acqua: Se l'acqua somministrata non sufficiente provoca l'appassimento del
Bonsai, le foglie ingialliranno e cadranno. Se l'acqua fornita troppa le radici
marciranno a causa di mancata aerazione del terreno; le radici marciranno anche
se l'acqua giusta ma il terreno poco drenato. Anche gli sbalzi idrici provocano

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ingenti danni. L'irrigazione deve essere regolare e seguire l'esigenza della
particolare essenza che si sta coltivando.
Atmosfera: Temperature alte provocano germogli cechi, appassimento dei fiori,
scottature delle foglie, colpi di sole sui frutti, ecc.; i Bonsai in estate vanno posti
in luoghi ben areati e abbastanza freschi, inoltre si consiglia di nebulizzare spesso
(mi raccomando di sera!!). Temperature basse deformano le foglie, provocano
spaccature nella corteccia e il congelamento delle radici; pertanto d'inverno, nelle
giornate pi fredde, vanno posti in una cassetta piena di paglia o giornali e
vanno innaffiati (poco) esclusivamente nelle ore pi calde della giornata. Anche i
venti freddi fanno seccare le foglie.
Terriccio: Molto importante la composizione del terriccio che varia da Bonsai a
Bonsai e, come ho gi detto, un buon drenaggio evita l'asfissia delle radici.
Fertilizzanti:La salute del nostro albero dipende moltissimo dal corretto apporto
di sali minerali che contengono gli elementi chimici necessari alla sua
sopravvivenza. La quantit e il tipo di fertilizzante che dobbiamo utilizzare varia
da essenza a essenza.
Quando ci siamo accertati che il nostro albero non ha nessuno di questi problemi
dobbiamo scoprire quale fitopatologia l'ha colpito. La cosa migliore sempre
affidarsi alla mano di un esperto, tuttavia si pu cercare di scoprirla analizzando
accuratamente i sintomi del Bonsai e consultando le due tabelle qui di seguito.
Prima di somministrare un prodotto chimico bene per tenere presente alcune
cose: prima di nebulizzare un prodotto sulle foglie bene spruzzarle con acqua
in modo da evitare che si brucino e in seguito nebulizzare accuratamente sia la
pagina superiore che quella inferiore delle foglie. Il tutto da eseguire
rigorosamente all'aperto.
La propagazione di una pianta pu avvenire attraverso diversi modi, alcuni che ci
consento di arrivare pi velocemente ad ammirare una pianta gi formata e altri
dove invece dobbiamo necessariamente essere molto pazienti.

Seme:
Iniziare la coltivazione di un Bonsai dal seme certamente il metodo pi lungo,
tuttavia sicuramente quello che da pi soddisfazione in quanto si vede crescere
il proprio albero dall'inizio e inoltre permette di ottenere alberi molto robusti e
vigorosi. Vediamo ora come si ottiene un albero a partire dal seme. Innanzitutto
bisogna ovviamente raccogliere (o comprare) i semi da piantare; a questo punto
bisogna vedere se il seme dell'essenza che vogliamo piantare deve essere
soggetta a un trattamento specifico prima della semina. Alcune essenze (vedi
tabella) hanno bisogno di stratificazione. Stratificazione significa che i semi vanno
posti in frigorifero in un sacchetto con una miscela di sabbia e torba bagnata per
un certo periodo di tempo; durante questo periodo i semi devono essere

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gradualmente spostati dalle zone pi calde a quelle pi fredde del frigorifero.
Infine i semi vanno posti in congelatore. Ovviamente la stratificazione si pu fare
anche in maniera pi tradizionale lasciando i semi esposti durante tutto l'inverno
ponendoli in un vaso ben drenato con una miscela di sabbia e torba.
Variet Frigorifero (settimane) Congelatore (settimane)
Abies 6 3
Acero 8 4
Ontano - 2
Berberis 8 4
Betulla - 4
Camelia - 2
Carpino 12 4
Cotoneaster 8 4
Crataegus 8 4
Cotogno 4 -
Evonimo 12 8
Faggio 8 8
Ginepro 6 3
Larice - 2
Lespedeza - 2
Melo 6 3
Pino 6 3
Pino parviflora 12 6
Pruno 12 6
Piracanta 6 3
Rododendro 6 3
Tasso 2 anni -
Vitex - 4

ALTRE PIANTE CON RELATIVI GIORNI DI STRATIFICAZIONE:


DOPO AVER TENUTO I SEMI IN ACQUA 24-36 ORE TENERLI IN FRIGO PER :

AMERICAN PLANE SYCAMORE - PLATANO OCCIDENTALE: 90 giorni.

AFGHAN PINE PINUS ELDARICA: 30 giorni.

AUSTRIAN PINE PINUS NIGRA: 30 giorni.

BALSAM FIR ABIES BALSAMEA: 30 giorni.

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CHINESE ELM ULMUS PARVIFOLIA SIBERIAN ELM ULMUS PUMILA: 60-90
giorni.

CHINESE JUNIPER JUNIPERUS CHINENSIS: 30-120 giorni.

COLORADO BLUE SPRUCE PICEA PUNGENS glauca: 30-60 giorni.

CANADIAN HELOCK TSUGA CANADENSIS: 30 giorni.

CIPRESSO CUPRESSUS SEMPRRVIRENS: NON CE BISOGNO.


DAWN REDWOOD METASEQUOIA GLYPTOSTROBOIDES: NON CE BISOGNO.

EUROPEAN ALDER ALNUS GLUTINOSA: 90 giorni.

ENGELMANN SPRUCE PICEA ENGELMANNII: NON CE BISOGNO.

EUROPEAN WHITE BIRCH BETULA PENDULA: 60 giorni.

JAPANESE BLACK PINE PINUS THUNBERGII JAPANESE RED PINE PINUS


DENSIFLORA: 30-60 giorni.

JAPANESE RED CEDAR CRYPTOMERIA JAPONICA : 90 giorni.

JAPANESE LARCH LARIX LEPTOLEPIS: 30 giorni.

JAPANESE GREY BARKED ELM ZELKOVASERRATA: 30 giorni.

GIANT SEQUOIA SEQUOIADENDRON GIGANTEUM: 30 giorni.

GREEN ASH FRAXINUS PENNYSYLVANICA: 60 giorni.

PACIFIC SILVER FIR ABIES AMABILIS: 30 giorni.

NORWAY SPRUCE PICEA ABIES: NON CE BISOGNO.

RED PINE PINUS RESINOSA: NON CE BISOGNO.

SCOTCH PINE PINUS SYLVESTRIS: 90 giorni.

SITKA SPRUCE PICEA SITCHENSISI: NON CE BISOGNO.

WASHINGTON HAWTHORN CRATAEGUS PHAENOPYRUM: 120 giorni.

22
WHITE SPRUCE PICEA GLAUCA: NON CE BISOGNO.

WHITE MULBERRY MORUS ALBA: 90 giorni.

Dopo questo trattamento (non sempre necessario) i semi saranno gonfi e pronti
per la semina che pu avvenire in vari modi:
usando la seminiera (molto maneggevole),
piantando in vasi grandi (caso intermedio),
In terra piena (consente uno sviluppo maggiore della pianta).

La semina deve avvenire a primavera, il momento in cui si ha la ripresa


vegetativa, nel seguente modo:
1. preparate una miscela di terriccio a prevalenza di sabbia e torba ben
drenato ( consigliato uno strato di argilla espansa),
2. abbiate cura di distanziare i semi poich un affollamento delle future
piantine le farebbe crescere esili e inoltre si rischia che le radichette si
aggroviglino,
3. ricoprite i semi con uno strato sottile di sabbia per evitare che gli uccellini li
vedano e se li mangino,
4. innaffiate regolarmente.
Iniziare la coltivazione di un Bonsai da seme sicuramente il metodo pi
lungo, tuttavia la soddisfazione di vedere lo sviluppo della pianta sin
dall'inizio non ha eguali.

Gli stili

Classificazione
Generalit

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Nell'arte del Bonsai gli stili che si sono mano a mano imposti nel tempo
sono circa una trentina. Ognuno di essi riproduce un particolare tipo di
portamento o una situazione particolare che trova una diretta rispondenza
in natura. I maestri giapponesi, peraltro, sono soliti suddividerli in cinque
stili principali, classificati in relazione alle diverse possibili angolature del
tronco.

Essi sono:
- Eretto Formale;
- Eretto Informale;
- Inclinato;
- A Semi-Cascata;
- A Cascata.

E' evidente che nel momento in cui si inizia a lavorare un Bonsai raccolto
in natura o coltivato in serra o giardino una delle prime cose da fare
quella di scegliere il tipo di stile che si vuole adottare. Generalmente ci
dipende principalmente dal tipo di pianta e dalla conformazione
naturalmente assunta dalla stessa. L'esperienza insegna, peraltro, che
non escluso che uno stile che inizialmente sembrava il pi adatto possa
col tempo non risultare pi tale. A tal fine sar opportuno, almeno
inizialmente e fino a che le idee non saranno del tutto chiare, lasciarsi
aperte pi strade evitando, ad esempio, tagli drastici. Una volta iniziata
l'educazione della pianta in aderenza ad un certo stile risulter, infatti,
difficilmente potranno con esiti soddisfacenti.

Ricordatevi, in ogni caso, che la regola migliore sempre quella di


scegliere lo stile pi adatto a riprodurre le forme spontanee e armoniose
della natura.

Chokkan: Stile eretto formale.

Moyogi: Stile eretto informale (o


casuale).

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Shakan: Stile inclinato.

Fukinagashi: Stile battuto dal vento.

Kengai: Stile a cascata.

Han-Kengai: Stile a semicascata.

Yose-ue: Stile Boschetto.

Bunjingi: Stile dei letterati.

Ikada: Stile a zattera.

Sokan: Stile a doppio tronco.

Hokidachi: Stile a scopa.

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Ishi-zuke: Stile su roccia.

Eretto formale
(Choccan)

Lo stile eretto formale presenta un tronco diritto e rami che crescono


orizzontali o verso il basso. Il tronco non presenta quindi curvature ed
molto simile alla forma delle grandi conifere delle nostre alpi (abeti, larici).
Tende a rappresentare alberi che crescono distanti tra loro con rami su
tutti i lati del tronco e con tronco eretto o alberi cresciuti molto stretti, l'uno
vicino all'altro, in continua competizione alla ricerca della luce.

La forma dell'albero triangolare e i rami sono disposti in


modo regolare in tutte le direzioni, anche se
preferibilmente, per finalit estetiche, non ci dovranno
essere rami rivolti verso l'osservatore o, se presenti,
dovranno comunque essere molto corti.

Il primo ramo dovrebbe partire preferibilmente da una


altezza di circa un terzo di quella dell'albero. Si tratta di
uno stile particolarmente adatto per le conifere, ma pu
essere impiegato con successo anche su latifoglie come
pyracantha, ginko, e faggio (fagus sylvatica), zelkova e
olmi. I materiali pi adatti per iniziare un albero in questo
stile sono le talee, i semi o le margotte, con i quali pi
facile arrivare ad una crescita eretta del tronco.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare uno
degli stili pi difficili da realizzare, in quanto richiede
grande abilit ed esperienza nella scelta dei rami
principali e costanza nella creazione dei palchi. Si tenga
inoltre presente che, come detto, stile particolarmente
adatto per le conifere che, generalmente, sono pi difficili
da lavorare delle latifoglie.

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Eretto informale
(Moyogi)

Lo stile eretto informale presenta un tronco con


curvature dolci che si ripetono pi volte. I rami, via via
pi cortidal basso verso l'alto, crescono all'esterno
del tronco. Le piante in questo stile crescono erette,
con curve a destra e a sinistra e verso il davanti e il
retro.
Questo stile si adatta molto bene sia alle conifere che
alle latifoglie, e costituisce sicuramente un buon
punto di partenza per chi vuole avvicinarsi all'arte del
bonsai. L'inclinazione del tronco si ottiene mediante
l'utilizzo di filo metallico (alluminio ramato o
anodizzato), di potature o di tiranti.

Dato che lo stile pi ricorrente in natura si offrono infinite


possibilit per la linea del tronco. L'unico condizionamento
che i rami dovrebbero preferibilmente crescere sulla
parte esterna delle curve.

Inclinato
(Shakkan)

Lo stile inclinato, come indica il nome stesso, presenta un tronco


inclinato. Si possono presentare curve sul tronco o meno: la cosa che lo
caratterizza che tracciando una linea ipotetica verticale dall'apice verso
il basso questa non ricade sulla base del tronco. Si tratta di uno stile che
presenta qualche somiglianza con quello battuto dal vento, ma se ne
discosta perch i rami si dirigono in tutte le direzioni (e non verso una
sola come nello stile battuto dal vento).

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Si tratta di uno stile rinvenibile molto frequentemente in
natura soprattutto, a differenza dei due stili in
precedenza trattati (eretto formale e eretto informale),
in zone scoscese e con forte pendenza..

Si adatta bene sia alle conifere che alle latifoglie. I materiali


pi adatti per iniziare un albero in questo stile sono piante
che presentano radici da un solo lato. Questo stile pu
essere utilizzato anche su soggetti che presentano
assenza di rami da un lato del tronco.
Comunemente si distinguono tre diverse tipologie di
shakan:
Sho-shakan: se l'albero presenta una modesta
inclinazione;
Chu-shakan: se l'albero presenta una inclinazione
compresa tra i 20 e i 40;
Dai-shakan: se l'albero si presenta in posizione quasi
orizzontale (al limite della semiscata).

Battuto dal vento


(Fukinagashi)

Lo stile eretto formale presenta un tronco diritto o inclinato e rami che


crescono in una sola direzione. Tende a rappresentare alberi che
crescono in condizioni di vento costante che spira da una sola parte.

Sono assai frequenti anche esempi in natura. Nella


fotografia qui a fianco si pu osservare come questa pianta
di larice presenti rami rivolti in una sola direzione proprio a
causa del forte vento che soffia in quella direzione. E'
abbastanza facile rinvenire questa tipologia di crescita
anche sulle zone costiere o litoranee.

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Si tratta di uno stile adatto sia alle conifere che alle
latifoglie. I materiali pi adatti per iniziare un albero in
questo stile sono quelle piante che presentano rami su una
sola parte del tronco.

Molto importante anche l'apparato radicale che dovr


essere ben sviluppato e robusto in modo da dare la
sensazione che la pianta sia saldamente ancorata al
suolo.

A cascata e a semicascata
(kengai e han-kehngai)

Lo stile cascata rappresenta una pianta che


cresciuta in condizioni molto particolari e difficili
(dirupi, pareti scoscese, ecc.). In questo stile il
tronco si protrae verso il basso e presenta un
tronco diritto e rami che crescono orizzontali o
verso il basso.

Si prestano bene a questo stile piante come il ginepro e il


pino, ma si adattano anche cotoneaster e azalee. Nei
nostri boschi si possono anche trovare ottimi esemplari di
larice che presentano caratteristiche naturali molto adatte a
questo stile.

Il ramo principale scende lungo il bordo del vaso fino ad


estendersi al di sotto dello stesso. Tuttavia nella variante
chiamata gaito-kengai un tronco viene portato verso l'alto
ed un ramo forma la cascata. Si rende quindi necessario
l'utilizzo di vasi pi alti di quelli tradizionali e di tavolini.

29
Con il termine kengai si indicano quegli alberi il cui apice
ricade verso il basso dal bordo del vaso. Con han-kengai
quelli il cui apice pur scendendo non oltrepassa il livello
del vaso. Con ito-kengai quelli in cui pi di un ramo forma
la cascata.

A cascata e a semicascata
(kengai e han-kehngai)

Lo stile cascata rappresenta una pianta che


cresciuta in condizioni molto particolari e difficili
(dirupi, pareti scoscese, ecc.). In questo stile il
tronco si protrae verso il basso e presenta un
tronco diritto e rami che crescono orizzontali o
verso il basso.

Si prestano bene a questo stile piante come il ginepro e il


pino, ma si adattano anche cotoneaster e azalee. Nei
nostri boschi si possono anche trovare ottimi esemplari di
larice che presentano caratteristiche naturali molto adatte a
questo stile.

Il ramo principale scende lungo il bordo del vaso fino ad


estendersi al di sotto dello stesso. Tuttavia nella variante
chiamata gaito-kengai un tronco viene portato verso l'alto
ed un ramo forma la cascata. Si rende quindi necessario
l'utilizzo di vasi pi alti di quelli tradizionali e di tavolini.

Con il termine kengai si indicano quegli alberi il cui apice


ricade verso il basso dal bordo del vaso. Con han-kengai
quelli il cui apice pur scendendo non oltrepassa il livello
del vaso. Con ito-kengai quelli in cui pi di un ramo forma
la cascata.

30
Boschetto
(Yose-ue)
Lo stile a boschetto prevede la collocazione di pi piante in un solo vaso.
Si tratta di piante quasi sempre della stessa specie che vogliono
riprodurre una foresta o un gruppo d'alberi.

La collocazione delle piante di


fondamentale importanza.
Tendenzialmente le piante pi grandi
devono essere collocate in prossimit
dell'osservatore, mentre le pi piccole
verranno collocate verso l'esterno del
vaso o dietro, per dare l'idea di
profondit.
Boschetto di Betulle

Le piante pi utilizzate sono la betulla, il


faggio, la zelkova serrata ed in genere
tutte le latifoglie, anche se pure le
conifere possono adattarsi bene. I
materiali pi adatti per iniziare un albero
in questo stile sono le talee, i semi o le
margotte, o giovani esemplari da vivaio.
Boschetto di Faggio

Contrariamente a quanto si potrebbe


pensare uno stile piuttosto difficile da
realizzare, perch richiede un notevole
senso estetico e una certa esperienza
nella collocazione delle giovani piante.
Pu comunque dare in breve tempo degli
ottimi risultati, in quanto pi la forma
dell'insieme che non quella di ogni
Boschetto di Zelkova Serrata singolo albero a determinare il risultato.

31
Litterati
(Bunjingi)

Lo stile dei Litterati presenta un tronco solitamente molto lungo ed esile. Il


nome stato cos indicato in America per definire uno stile apprezzato
dagli intellettuali. Tale stile infatti applica al bonsai la tecnica pittorica di
alcuni artisti giapponesi.

La forma dell'albero assolutamente libera e i rami


sono disposti in modo irregolare in tutte le direzioni,
soprattutto nella parte apicale della pianta. In questo
stile, pi che in altri, comunque necessario che il
bonsai presenti un certo equilibrio.

Si tratta di uno stile particolarmente adatto alle conifere,


ma pu essere impiegato con successo anche su latifoglie.
I materiali pi adatti per iniziare un albero in questo stile
sono le piante raccolte in natura, che spesso presentano
gi alcuni tratti caratteristici di questo tipo (tronco lungo e
stretto, rami solo nella parte apicale, etc.).

Zattera
(ikada)

Lo stile a zattera si caratterizza per il fatto che i rami partono da un unico


tronco visibile che vuole riprodurre un albero sradicato dal vento che,
coricatosi su un fianco, assume questa particolare conformazione.

Si utilizzano prevalentemente giovani


piante da vivaio che presentano pochi
rami su un lato. La pianta verr collocata
su un fianco interrando parzialmente il
tronco. Con delle forbici si soliti
praticare delle incisioni orizzontali sulla
corteccia al fine di stimolare l'emissione
di radici.
Le piante pi adatte sono olmi, ficus e
zelkove.

32
Cryptomeria

A doppio tronco
(Sokan)
Lo stile a doppio tronco, anche detto madre-
figlio, rappresenta due soggetti simili, con
andamento uguale, con la base nello stesso
punto. Idealmente i due tronchi dovrebbero
appartenere alla stessa pianta, dovrebbero
quindi crescere dalle stesse radici, ma
frequentemente si arriva ad un bonsai a doppio
tronco partendo da due esemplari,
generalmente di dimensioni leggermente
diverse, ma con anse e sinuosit simili.

Questo stile riscontrabile abbastanza spesso in natura;


per questo stile in genere si utilizzano conifere, ma sono
adatte anche le latifoglie. E' possibile utilizzare lo stile
sokan in combinazione con altri stili, quindi ad esempio si
possono preparare dei bonsai a doppio tronco battuto dal
vento, oppure a doppio tronco a cascata.

Generalmente il tronco principale si sviluppa in maniera


abbastanza eretta, mentre quello pi piccolo, che deve
svilupparsi dalla base dell'altro, tende ad essere
leggermente prostrato; le ramificazioni devono essere
armoniche, in modo che non si verifichino intrecci tra rami
delle due piante. Una variante di questo stile lo stile
Sankan, a tre tronchi, con un tronco di dimensioni maggiori
e due piccoli tronchi, che si dividono dal tronco "madre" Sankan
alla base della pianta. (a tre tronchi)

Per i bonsai a tronco multiplo in genere si preferisce un vaso rettangolare o


ovale, disponendo le piante in un angolo del vaso stesso, con il tronco pi
grande verso l'esterno e quello piccolo verso il centro del vaso.

A scopa rovesciata
(Hokidachi)

33
Lo stile a scopa rovesciata pu essere
considerato una variante dell'eretto formale;
infatti anche qui la pianta deve avere un fusto
eretto e ben dritto, a circa due terzi dell'altezza
si allungano tutti i rami principali, che devono
quindi partire dallo stesso punto del fusto, con Zelkova serrata
Foto Bonsai Italia
angolazione vicina alla perpendicolare, rispetto
al tronco.

I rami secondari andranno mantenuti con lo stesso


andamento dei rami principali, formando una chioma
tondeggiante. Il nome di questo stile deriva dalla
somiglianza del bonsai formato ad una scopa di saggina
rivolta verso l'alto. Per ottenere un effetto armonico i rami
devono essere mantenuti della stessa lunghezza.

Questo stile abbastanza semplice da ottenere, adatto anche ai


principianti, anche se difficilmente si trovano esemplari adatti in natura;
talvolta si prepara un bonsai a scopa partendo da una piccola pianta che
va capitozzata, per permettere uno sviluppo gi ben conformato dei primi
rami. Per un buon effetto bene scegliere essenze densamente
ramificate e con foglie piccole, ottimi si dimostrano generalmente gli olmi.

Epoca Concimazioni
FOTO NOME Esposizione Substrato Rinvaso
potatura e Note

In primavera con
1p/torba azoto in autunno
fine
Abete febbraio luminosa 3p/sabbia fosforo ogni 10 15
marzo
2p/argilla gg.Riparare da
sole in estate

Non concimare nei


mesi pi caldi
2p/torba
primav. soleggiato il fine preferisce fosforo
Acero 1p/sabbia
autunno mattino inverno ogni 10 gg. A
3p/argilla
maggio
defoliazione
2p/torba Concima con
Azalea post soleggiato al bionda post concimi a lenta
Rodocendri fioritura mattino 1p/sabbia fioritura cessione.Necessita
2p/argilla di terra acida.
1p/torba Primavera e
primav. primavera
Bosso luminosa 1/sabbia autunno con
autunno autunno
2p/argilla concime NPK ,

34
ogni 10-12 gg.

2p/torba
Pre e Post fioritura
Bouganvillea autunno luminosa 2p/sabbia inverno
non durante.
1p/argilla

Ogni 20 -25 giorni .


1p/torba Teme il freddo.
tutto fine
Carmona luminosa 1p/sabbia vuole molta
l'anno inverno
1p/argilla umidit
atmosferica.

Periodi maggio-
giugno azoto
1p/torba
fine fine settembre-ott - obre
Carpino soleggiata 1p/sabbia
inverno inverno fosforo ogni 10 gg.
3p/argilla
Rinvaso ogni
3anni.

Primavera e
fase 2p/sabbia aprile
Cipresso luminoso autunno ogni 20
vegetativa 1p/argilla maggio
gg.

Primavera pi
azoto in autunno
1p/torba
pi fosforo ogni 15
Cydonia autunno soleggiato 1p/sabbia autunno
gg. nel mese di
1p/argilla
luglio si cimano i
nuovi rami
Concima da aprile
1p/torba
a ottobre ogni 15
Cotoneaster primav. soleggiata 2p/sabbia primavera
gg, no durante
3p/argilla
fioritura

35
1p/torba Primavera azotato
post
Crataegus soleggiata 1p/sabbia primavera mentre in autunno
fioritura
2p/argilla fosforo ogni 15 gg.

Primavera pi
azoto in autunno
1p/torba
pi fosforo ogni 15
Eleagnus primav. luminosa 1p/sabbi primavera
gg. nel mese di
1p/argilla
luglio si cimano i
nuovi rami

1p/torba
Primavera ogni 15
Ficus carica primav. luminosa 1p/sabbia inverno
gg.
1p/argilla

Foto Crespi bonsai

Utilizzare concimi
2p/torba a lenta
Ficus Retusa autunno luminosa 2p/sabbia autunno cessione.Teme le
1p/argilla temperature al
disotto dei 12.

1p/torba
Maggio 1p/compost. Post fioritura con
Forsitia soleggiata ottobre
Giugno 2p/sabbia azoto.
2p/argilla

In primavera con
1p/torba azoto in autunno
tutto fine
Frassino soleggiata 1p/sabbia fosforo ogni 10 15
l'anno inferno
3p/argilla gg.Riparare da
sole in estate

1p/ter.organico
Ginkgo fermo Primavera ogni 20
autunno luminosa 1p/sabbia
Biloba vegetativo gg
1p/argilla

36
In primavera con
1p/torba
azoto in autunno
1p/compost.
Gelso primav. soleggiata autunno fosforo ogni 10 15
1p/sabbia
gg.Riparare da
1p/argilla
sole in estate

2p/sabbia
post Post fioritura con
Glicine soleggiata 2p/argilla primavera
fioritura azoto.
3p/compos.

Foto Crespi bonsai

Concima con
1p/torba concimi a lenta
2p/compast. fine cessione. Alla
Lagestroemia Maggio luminosa
1p/sabbia inverno potature lasciare
1p/argilla delle gemme come
tira linfa.

Concimare con
post cad 2p/sabbia
* Larice soleggiata pre ger concime a lenta
foglie. 1p/argilla
cessione

Pre fioritura
1p/torba
fosforo post
post 1p/compast. primavera
Melo soleggiata fioritura azoto
fioritura 1p/sabbia autunno
evitare i mesi pi
1p/argilla
caldi

Tutto l'anno tranne


i mesi pi caldi e
1/p torba 1/p
fine quelli pi freddi
Melograno primav. soleggiata sabbia
inverno ogni 8-10 giorni
2p/argilla
con concime NPK
.Teme il gelo

Foto Crespi bonsai

1p/torba
tutto pre Tutto l'anno ogni
Murraya luminoso 1p/sabbia
l'anno fioritura mese.
1p/argilla

primav. 3p/torba fine In primavera con


Olivo soleggiata
autunno 2p/sabbia inverno azoto in autunno

37
2p/argilla fosforo ogni 10 15
gg.Riparare da
sole in estate

Foto Crespi bonsai

Primavera ogni 15
1p/torba gg. Nel periodo
fine
Zelkova autunno luminosa 1p/sabbia estivo cimare i
inverno
3p/argilla nuovi getti per
formare la pianta.

Primavera e
1p/pabbia
Pino mugo inverno luminosa marzo autunno agni 25
1p/argilla
giorni.

Concimare con
Pinus febbraio 1p/sabbia aprile
soleggiato concimi a lenta
Pentaphylla marzo 1p/argilla maggio
cessione.

Concimare con
1p/torba concime a lenta
tutto
Pistacchio soleggiata 2p/sabbia autunno cessione .Teme il
l'anno
3p/argilla freddo riparare nel
periodo invernale

Foto Crespi bonsai

Primavera e
1p/torba autunno ogni 30
Podocarpo autunno pieno sole 1p/sabbia primavera giorni.Pianta che
2p/terriccio teme le basse
temperature.

Foto Crespi bonsai

1p/torba Primavera e
* Potentilla autunno luminosa 1p/sabbia pre ger autunno ogni 20-30
3p/argilla gg.

Periodi maggio-
giugno azoto
1p/sabbia
post post settembre-ott- obre
Prunus soleggiata 1p/compost.
fioritura fioritura fosforo ogni 10 gg.
2p/argilla
Rinvaso ogni
3anni.

1p/torba
sole mattino Primavera ogni 10
Quercia autunno 1p/sabbia pre germe
ombra_estate gg.
1p/argilla

38
Oggi 15-20 giorni
regolarmente.
2p/torba Teme le
tutto tutto
Sageretia molta luce 2p/sabbia temperature al
l'anno l'anno
1p/argilla disotto dei 10.Non
esporre al sole
diretto

Oggi 15-20 giorni


regolarmente.
1p/torba
tutto tutto Teme le
Serissa molta luce 2p/sabbia
l'anno l'anno temperature
1p/argilla
rigide.Non esporre
al sole diretto

1p/ter.organico
marzo Tutto l'anno tranne
* Tasso ottobre mezz'ombra 4p/sabbia
aprile mesi molto caldi.
2p/argilla

Bonsai

Acer palmatum Azalea

Bosso Bougainvillea

39
Carmona Carpinus

Cotoneaster Crataegus

Cupressus Eleagnus

Ficus Ficus carica

Forsytia Fraxinus

40
Gingko Lagestroemia

Malus Morus

Murraya

Olivo Picea

Pinus pentaphylla Pistacia

41
Podocarpo Punica granatum

Quercus

Sageretia Serissa

Ulmus Wisteria

Zelkova

42
43