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Studio sul Il risveglio spirituale nella famiglia

La pagliuzza e la trave Modulo n 7

Inizio: Avvisi e preghiera 1

Obbiettivo dello studio: Abbiamo appreso attraverso lo studio precedente, come la


famiglia un ambiente dove possibile guarire lanima attraverso le relazioni
quotidiane tra i suoi membri. Oggi impareremo il principio fondamentale di tutte le
reazioni umane e principalmente tra i famigliari. Servire senza giudicare.

La pagliuzza e la trave (Mt.7.1/5)

Ges era un falegname, il suo lavoro quindi prevedeva di lavorare col legno,
cosa che ovviamente a quei tempi, non prevedeva limpiego dei mezzi di
sicurezza dei tempi moderni. Una scheggia di legno in un occhio era un piccolo
infortunio molto frequente che provocava bruciore e annebbiamento della
vista. Usando questa piccola scena di vita quotidiana, e portandola allestremo,
( ossia usando quello che si dice in gergo un paradosso cio la presenza di
una trave nellocchio), Ges insegn agli uditori il grande principio del servire,
astenendosi dal giudicare.

Chiarendo limportante principio del servire e non giudicare.

1. La famiglia e la chiesa oggi, stanno vivendo dei profondi momenti di crisi,


in quanto non riusciamo pi come cristiani a gestire le nostre relazioni dal
punto di vista biblico. Nellintimit della nostra casa, vediamo i difetti dei
nostri famigliari, e cerchiamo di correggerli/giudicarli,senza tentare di
correggere i nostri, mentre nella chiesa, anche se vediamo i difetti dei
nostri fratelli, osserviamo senza entrare nel merito, il ragionamento che
spesso viene a giustificare tale posizione : voglio vivere in pace senza
interferire. Questa attitudine sia nel primo caso che nel secondo
profondamente errata. Il problema proprio la pagliuzza che infastidisce
locchio del mio fratello. Essa rappresenta un effettivo impedimento a
vedere la vita in modo chiaro, un ostacolo alle benedizioni di Dio e va
rimossa,(Rom.15.14) ma in quanto locchio un punto molto delicato del
corpo, richiede due requisiti fondamentali, in primo luogo di essere molto
delicati e in secondo luogo di avere una vista sana per potere essere un
buon medico della situazione. La trave rappresenta, a tutti gli effetti, un
problema spirituale ancora pi grande della pagliuzza,che va rimosso in
per prima cosa in noi, per potere essere in seguito una benedizione per i
miei famigliari/fratelli togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai
bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello.(Mt.7.5)

2. La trave, un problema molto evidente (v.3): Ci sono svariati metodi per


spostare lattenzione dai propri peccati/errori/mancanze, a quelli degli altri.
Uno di questi proprio quello della trasposizione. Questo metodo
incredibilmente efficace, evidenziando le piccole mancanze dei nostri
coniugi per esempio, noi facciamo sfuocare le nostre, sebbene siano
spesso molto pi pronunciate. Anche se riusciamo a nascondere bene i
nostri scheletri nellarmadio, Dio vede chiaramente al di l delle porte
chiuse del nostro cuore.(Salmo 139.3)

3. Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave..(v.5): Ges chiama questo tipo
di persone Ipocriti. Attori, simulatori, che portano le maschere di dottori,
in realt sono profondamente malati e privi di una visione spirituale per
potere mostrare agli altri la via della guarigione. Lesortazione di Ges a
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La pagliuzza e la trave Modulo n 7

questa categoria illuminante: 2 Togli prima Lazione deve essere


volontaria e autonomamente eseguita nella propria vita. La volont di
servire al prossimo con tutto se stessi,deve essere la molla che spinge a un
profondo esame

di noi stessi allo specchio della Parola di Dio. E meraviglioso come questo
principio era stato capito e assimilato dal re Davide nella sua vita dopo che
aveva riconosciuto e tolto la sua trave dal cuore, un peccato che lo aveva
spiritualmente accecato.La sua richiesta fu la seguente: (Sl.51.6/12) quindi
dopo questo passo lui era consapevole che cos avrebbe potuto
(Sl.51.13). Dio non violenta la nostra privacy, anche se vede tutto e sa
tutto rispetta le nostre scelte. E per questo che noi dovremmo sentirci
liberi di analizzare noi stessi e chiederGli di intervenire nelle nostre vite per
liberarci dalla nostra personalissimatrave.

Una attitudine estremamente necessaria.

(Gv.13.3/5) Osserviamo attentamente Ges durante lultima cena, alzarsi,


svestirsi delle vesti di maestro, chinarsi fino a terra e lavare i piedi sporchi
dei suoi discepoli. Senza clamore, senza parole,senza giudizio, in totale
silenzio, osservando nel proprio cuore la necessit dei suoi amici pi intimi,
egli fece un gesto che rest nella storia come una perla di amore e di
servizio senza interessi. Tolse loro la pagliuzza perch potessero essere
totalmente liberi. I loro piedi che avevano camminato tutto il giorno a
Gerusalemme, avevano raccolto polvere, sporcizia che rappresentavano la
loro storia di vita. I nostri coniugi come noi, hanno una storia. La loro vita
precedente alla convivenza, ha una storia, che noi dobbiamo capire,
interpretare e vedere come una linea continua, a volte interrotta da ostacoli,
incidenti di percorso che creano attitudini errate, che impediscono la piena
comunione con Dio. Il nostro compito di mariti e di mogli e di rimuoverle con
delicatezza, affinch insieme possiamo vedere chiaramente. Dobbiamo
per farlo, con delicatezza, con amore, vedendolo pi come una necessit
che come un difetto, lavorando principalmente sulla mia vita, che su quella
di chi mi st accanto.

E se dovessi saltare questo passaggio?

Cercare di curare il mio prossimo senza curare me stesso, una cosa che
porta pi danni che benefici. Questa attitudine dettata dalla trascuratezza
spirituale, che non solo rischia di danneggiare il mio prossimo, ma porta in se
delle conseguenze molto serie nel nostro rapporto personale con Dio. Il
meccanismo che si mette in moto nel mondo spirituale, si chiama giudizio.
Quando noi giudichiamo, automaticamente, veniamo giudicati da Dio. Nel
tempo della grazia, cio oggi, la misericordia trionfa sempre sul giudizio,ma
quando noi pratichiamo ed esigiamo il giudizio, il giudizio stesso, trionfa sulla
misericordia, e Dio quindi ci tratta di conseguenza (Mt.7.1/2).La parabola che
si trova in questo testo illuminante.(Mt.18.23/34)

Per la discussione

1) Consideriamo le molte volte che abbiamo parlato ai nostri coniugi dei loro
errori. Abbiamo prima analizzato la nostra vita per vedere se avevo lautorit di
farlo avendo tolto di mezzo tutto ci che mi impediva di vedere chiaramente?
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La pagliuzza e la trave Modulo n 7

2) Quando io sottolineo una mancanza 3 al mio coniuge, lo sento pi come un


fastidio o come un servizio utile a creare libert nella vita di chi mi sta accanto?
3) Prendiamoci ora un tempo di preghiera, per poter confessare con tutto il nostro
cuore le nostre attitudini di giudizio e chiediamo a Dio di aiutarci a servire e ad
aiutare i nostri famigliari a camminare in libert senza giudicarli, ma come ha
fatto Ges di vedere principalmente le loro necessit e agire con amore e
rispetto nelle loro mancanze.