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Atti degli apostoli

Il primo martire della fede Cap.7

Inizio: Avvisi e preghiera 1

Obbiettivo dello studio: Il cap.6 ha segnato per la chiesa primitiva un punto di svolta.
La creazione del servizio diaconale, ha fatto si che la chiesa aumentasse ancora di
pi il numero dei discepoli e lunit ritrovata, producesse frutto di una testimonianza
efficace nella societ di quel tempo. Ora la chiesa doveva affrontare un altro
ostacolo, non pi interno ma esterno: il primo martirio di un credente
troppo efficace il diacono Stefano

Il sermone pi lungo registrato negli Atti

Stefano era un testimone straordinario, faceva grandi segni e miracoli (6.8),


nessuno poteva resistere alla sua sapienza (6.10). Le sue affermazioni e la sua
testimonianza davano molto fastidio, quindi fu portato davanti al consiglio degli
anziani. I capi daccusa erano 3: Bestemmia contro Mos e la legge, contro Dio e
contro il tempio (6.11/14).Il sermone di Stefano passa attraverso le fasi salienti
della storia del popolo di Israele, parlando degli uomini chiave usati da Dio nel
corso dei secoli e raccontando una serie di passaggi spirituali attraverso i quali,
si giunse fino alla manifestazione del Signore Ges. Questi passaggi, per sempre
nella storia provocarono resistenze e provocazioni spirituali, che facevano del
popolo che avrebbe dovuto essere il canale della grazia di Dio, un popolo.dal
collo duro (7.51)

Il passaggio di Abramo dalla Mesopotamia alla terra promessa: (v.1/8)


Lesempio di Abramo doveva provocare negli uditori un cambiamento. Lo scopo
era quello di mostrare come il padre della fede, aveva lasciato tutte le sue
convinzioni e sicurezze per seguire la volont di un Dio che ancora non
conosceva.(v.3) Abramo, figlio di Terah, era destinato a costruire idoli come suo
padre in mesopotamia. Questa occupazione statale, avrebbe assicurato a Abramo
il futuro della sua famiglia per generazioni. Abramo, consider linvito di Dio un
privilegio e lasci tutto per servirlo. Questo passaggio fu ovviamente sofferto. La
prima cosa che notiamo che egli non arriv subito alla terra promessa, infatti si
stabil in Carran perch suo padre and con lui,non fu rispettata lesortazione di
Dio che diceva: esci dal tuo paese e dal tuo parentado(v.3) diventando cos
un freno a questo passaggio.(v.4).Dopo la sua morte Abramo ripart per la
destinazione stabilita da Dio. Il messaggio che Stefano voleva dare era molto
chiaro: la religiosit, frena il passaggio dalla terra degli idoli alla terra
promessa!!! Gli anziani di Israele non vedevano la salvezza perch erano
accecati dalla religiosit. Quante volte non riusciamo a passare alla piena libert
di servire il Signore perch ci trasciniamo nel cuore attitudini religiose radicate
profondamente nel nostro io. Solo dopo essercene liberati, possiamo arrivare alla
nostra terra promessa!!!

Il passaggio dei patriarchi dalla carestia di una vita libera allabbondanza di una
vita guidata da un leader stabilito da Dio (v.9/16)
La seconda figura usata da Stefano fu quella di Giuseppe e dei patriarchi.
Giuseppe lultimo genito di 11 fratelli, fu stabilito da Dio per preservare la nazione
di Israele da una forte carestia che accorse in quel tempo (Gen.45.7). E
interessante capire che il nome Giuseppe, come anche Giosu hanno la stessa
radice del nome Ges. Giuseppe infatti la prefigurazione del Cristo che doveva
venire. Venduto come schiavo (che prefigurava lumiliazione e il tradimento di
Cristo), divenne vicer dEgitto (prefigurazione dellesaltazione di Cristo dopo la
sofferenza della croce). Cosa stava impedendo ai patriarchi di sottomettersi
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Il primo martire della fede Cap.7

allautorit di Giuseppe e cosa impediva 2 ai farisei di vedere Ges come il messia


promesso? Cosa impedisce a noi oggi di riconoscere pienamente lautorit di
Ges sulla nostra vita? Questo testo ci mostra cosa impedisce questo passaggio:
Linvidia!!! (v.9). Il problema della sottomissione allautorit di Ges era un grosso
problema per i religiosi, avrebbero

dovuto perdere il controllo della propria posizione e affidare la gestione della


propria vita allautorit che Dio aveva stabilito. Il passaggio dalla sterilit del
comando autoritario (Mt.23.1/4) allabbondanza ed alla protezione dellautorit
amorevole avviene soltanto attraverso lumilt!!! I religiosi di quel tempo non
riuscivano a realizzarlo.

Il passaggio dalla schiavit dellEgitto alla libert del cammino verso la terra
promessa : (V.17/44)
Questo uno dei passaggi che ha trovato in assoluto pi resistenze da parte del
popolo di Israele, ma non solo, infatti una grande resistenza fu opposta anche da
Mos stesso, luomo chiave del passaggio, Dio dovette lavorare nella sua vita per
40 anni prima di essere pronto per questo piano. Cresciuto numericamente per
400 anni in Egitto, protetto dallautorit e dalla fama di Giuseppe, Israele, non era
cresciuto nella mentalit, perch abituato agli schemi prestabiliti dalla vita tipica
egiziana, tempi, metodi, mentalit erano tipicamente Egiziani. Questo tanto
vero, che Dio diede una legge che comprendeva la regolazione di tutte le future
aree della vita: religiosit, sanit, rapporti sociali,ecc. La difficolt di questo
delicato passaggio stava nel togliere non il popolo dallEgitto, ma LEgitto dal
cuore del popolo (v.39).

a) La resistenza al passaggio di Mos da leader a leader-servo: nei suoi primi 40


anni di vita, Mos era un uomo autorevole e avvezzo al comando che il testo
descrive come un uomo potente in parole ed in opere(v.22). Egli sapendo
di essere il liberatore del suo popolo, volle usare questi mezzi, per compiere il
piano di Dio, ma lasci dietro di se, un omicidio e il rifiuto del popolo stesso
costringendolo ad una fuga senza precedenti.(v.26/29).Nel paese di Madian
egli apprese il lavoro del pastore,lavorando con le greggi per 40 anni. Quando
la questione Egiziana sembrava totalmente dimenticata, Dio si present a lui
per compiere il suo piano (v.30). E straordinario vedere come funzion questo
passaggio nella mente di Dio. Mos venne chiamato al ministero, quando non
aveva pi nessuna autorit sugli uomini, guidava un gregge che non era
nemmeno suo, non era pi nemmeno potente in parole e opere (Es.4.10), in
quel momento di risorse umane pari a zero, Dio lo chiam ignorando le inutili
proteste di Mos,(leggiamo a casa Esodo cap.4)facendolo diventare suo
amico intimo e la pi grande guida spirituale di tutti i tempi. (At.7.36 e 38)
b) La resistenza al passaggio dalla schiavit dell Egitto alla libert della terra
promessa attraverso il passaggio del deserto:
Tutte le volte che il popolo veniva messo alla prova, resisteva a due cose ben
precise: lautorit di Mos (v.39) ed al cammino stabilito da Dio. Il loro intento
era quello di ritornare al regime di duro lavoro Egiziano per mangiare il cibo
fornito loro dagli oppressori.(Numeri 11.5). Allo stesso modo i religiosi che
giudicavano Stefano, non volevano liberarsi dal regime della legge, che solo
copriva il peccato del loro cuore senza sanarlo, per passare alla libert della
grazia. E interessante vedere come le cose succedono nelle chiese nei
momenti di crisi che ovviamente arrivano per tutte le comunit: Si criticano i
pastori e poi si vuole tornare agli schemi di comportamento precedenti, il
passato seppur sofferto, diventa un rifugio dalla tribolazione presente, un
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Il primo martire della fede Cap.7

rifiuto a seguire il Signore e crescere!!!


3 Un idolo rimasto nel cuore (v.39/42).
Perch dunque questa resistenza? I farisei avevano una grande difficolt di
passare dalle regolead una relazione fatta di amore e di vera vita spirituale
mostrata attraverso Cristo. Essi volevano mantenere il controllo e non essere
controllati da Dio.

Il passaggio da un tempio fatto da mano duomo al tempio del cuore umano


(v.45/50)
Stefano nel suo sermone fece una rapida panoramica sulla vita di Giosu e di
Davide per mostrare ai suoi accusatori larrivo e la conquista della terra promessa
(v.45/46) per arrivare al cuore del suo sermone. Il passaggio della dimora di Dio
da un tempio fatto di pietre, al tempio del cuore umano.

I religiosi non potevano capire questo passaggio sublime dellinfinito Dio che
veniva ad abitare nelluomo finito. La loro attenzione era attirata dallorgogliosa
costruzione delle opere delle mani duomo. Cosa impediva loro di fare questo
passaggio? Lorgoglio delle opere!!! Quante volte ci siamo sentiti come i farisei,
fieri di ci che abbiamo fatto per Dio,mentre Dio va fiero di quello che ha fatto
per noi!!! Lorgoglio delle opere un impedimento a vedere e accettare cosa il
Signore ha fatto per noi in Cristo.(v.49/50).

La chiusura di questo meraviglioso sermone pratico fu uno shock per quei


religiosi(v.51/53)

Stefano dimostr, attraverso le scritture, che questo popolo, ripeteva nel corso
dei secoli sempre gli stessi errori ai passaggi stabiliti da Dio, per raggiungere la
libert. Lamore di Dio espresso attraverso la voce di Stefano, non pot non
denunciare questo peccato e portarlo alla luce:

Gente dal collo duro: ribelli senza speranza di ravvedimento


Incirconcisi di cuore e dorecchi: (la circoncisione rappresentava
appartenenza al popolo di Dio). La denuncia qui suonava come:Non
appartenete a Dio perch non volete appartenergli non gli state aprendo il
cuore, non ascoltandolo
Opponete sempre resistenza allo Spirito Santo: Non volete avere una vera e
propria relazione con me!!! ( leggiamo Gv.5.39)
Uccidete quelli che preannunciavano e ora annunciano la venuta del Giusto:
Dicendo cos Stefano profetizza la sua imminente morte, denunciando chi
non vuole ascoltare la verit della Parola di Dio rivelata, cercher (come
succede anche oggi nelle chiese, uccidendo con le calunnie la moralit del
predicatore!!!) di zittire la Parola profetica. Succede dai tempi di Caino, la
soluzione un omicidio!!!
Non osservate la legge che difendete: La distanza tra la predica delle regole
e la pratica dei principi spirituali che Stefano denunciava, ha un solo nome:
ipocrisia!!! La stessa cosa fece Ges nel sua famosa accusa ai farisei
denunciando questa attitudine per ben 7 volte nel cap.23 di Matteo
(leggiamo a casa).

Lepilogo del sermone di Stefano


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Un grande sermone, provoca grandi reazioni,4 nel bene e nel male. Un giorno un grande
predicatore Scozzese del 16sec. di nome John Knox, si meravigli di non ricevere
nessun insulto o altre reazioni degli uditori, solo alla fine del suo sermone quando
ricevette una pietra lanciata sul suo capo dichiar che finalmente tutto stava andando
per il meglio

Ovviamente dietro le reazioni degli uditori di Stefano, si nascondeva lazione di Satana.


Limminente uccisione della voce della verit, lo spirito di Caino che agisce ancora
oggi in chi si rifiuta di ascoltare la Parola di Dio.

Lazione dei farisei

(v.54) La loro coscienza era tanto scossa, dalla predicazione della Parola che la
rabbia riempiva i loro cuori. Lira distruttiva, la reazione al rifiuto della verit.
Lira ingrandisce lio scoperto nella sua pochezza. E come vedere quei gatti,
che si gonfiano per mostrare agli avversari trovati lungo il

cammino, una immagine alterata della propria debolezza per non perdere la
propria posizione dominante

(v.57) Gettarono altre grida e si turarono le orecchie. Una coscienza marchiata


dal peccato e dallincredulit non pu e non vuole essere risvegliata: troppo
doloroso. I religiosi usarono questa strategia per proteggersi dalla sofferenza
provocata dalla Parola di Dio predicata con autorit. E interessante cosa dice il
(Sl.1.5) Gli empi non reggeranno nel giudizio ne i peccatori nellassemblea del
giusto.

(v.59) Alla fine portarono fuori dalla citt Stefano per lapidarlo. Portarlo fuori
dalla citt simboleggiava limpurezza, ogni cosa gettata fuori dalla citt per gli
abitanti di Gerusalemme era impuro, e la lapidazione era riservata a prostitute,
adulteri, assassini, idolatria,profetizzare in nome di altri dei,magia,bestemmia,
omicidio. Stefano ritenuto un bestemmiatore, fu lapidato senza neppure essere
processato da un tribunale e generalmente la sentenza di morte era promulgata
dagli ufficiali giudiziari romani. Non era prerogativa del popolo eseguire queste
condanne, ma delle autorit imperiali.

e la reazione di Stefano.

Come abbiamo detto nello studio introduttivo, Dio us uomini chiave per espandere il
suo regno nellepoca apostolica. Stefano fu uno di questi uomini. Anche se la sua vita fu
breve, lasci una potente testimonianza che ci insegna ancora oggi cosa significa
essere dei credenti significativi ed efficaci.

(v.55/56) Stefano ripieno di Spirito Santo affrontava la morte con lo sguardo fisso
nel cielo, non rimpiangendo le cose della terra. La cosa interessante che vide, fu
Ges in piedi vicino al trono della gloria. La tipica postura in piedi era quella del
sommo sacerdote che intercedeva presso Dio per Lui. Anche se il mondo intero
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sembrava contro la sua persona, la 5sua consapevolezza era che il Signore era
dalla sua parte!!! Anche noi siamo capaci di avere questa visione?

(v.59) Signore accogli il mio spirito. Le stesse Parole di Ges dette poco prima di
morire sulla croce. Per gli ebrei rimettere il proprio spirito nelle mani di Dio aveva
due significati: il primo era quello di restituire a Dio ci che si era ricevuto in vita
in gestione temporanea ed in secondo luogo, lespressione significava la
richiesta di ripristinare pienamente una relazione parziale, a causa della vita
terrena. Che spirito straordinario aveva Stefano!!!

(v.60) Signore non imputare loro questo peccato. La grandezza spirituale di


questuomo viene alla luce con questa affermazione. Egli nonostante avesse
denunciato fortemente i loro falli, la sua preoccupazione,in quei momenti
drammatici, fu quella di intercedere per i suoi assassini. Egli conosceva talmente
bene la grazia di Dio ed il peso del peccato, che il suo desiderio ultimo, fu quello
della salvare quelle anime, presentandole al trono della gloria di Dio.