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COLLEZIONE

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RICERCHE E TESTI ^ SjaRLA',E^,t,ET^ERAfru-t.IGlbSE-a cura di

AGOSTINO' BI>-MONtl

N. 1

ALBERTO PINCtERL

e:

GLI

ORACOLI SIBILLINI GIUDAICI


(ORAC. SlBYLL.

LL.

IlI-IV-V)

INTRODUZIONE, TRADUZIONE E NOTE


DI

ALBERTO PINCHERLE

SOMA

LIBBEBIA DI CULTUBA

- 1^2^

K"
=

V/
"

PROPRIET LETTERARIA

Boma.

Stab. Tip. Riooardo Garroni, Piazisa Mignanelli, 2S

744984

AL PROF. GIORGIO R MOORE


DELL' UNIVERSIT

HARVARD

CON RICONOSCENZA ED AFFETTO


Di

DISCEPOLO

E DI

AMMIRATORE.

AVVERTENZA
genesi di questo modesto lavoro in una

La

di

serie

accademiche tenute nell'anno 1921-22 nelUniversit Harvard, dove io mi trovavo a seguire dei corsi

esercitazioni
1'

perfezionamento, sotto

di

la

guida del prof. G. F. Moore.

Allora ebbi occasione di avvicinarmi

al

testo dei

concetti di altra natura da


coloro

si

tratta

di

quelli

studiosi

della

siillini,

non

e di esaminarlo, non so se senza preconcetti,

maggior

valentissimi

pre-

parte

di

che mi

avevano preceduto. Allo schema elaborato in quel tempo


ho aggiunto altro materiale, e sopratutto una maggiore famigliarit con il testo; e oggi sono, per mio conto, pi che
mai persuaso della giustezza della maniera di considerare
specialmente il UT libro, che esposta nell'Introduzione. Ma

anche naturale che,

di fronte

a conclusioni

cano da quelle di dotti che s'impongono


non mi senta di poter affermare nulla

le quali si distacal

mio

in

maniera asso-

rispetto,

'

io

lutamente recisa; e quello che mi sembra sopratutto desiderabile oggi

tenga

conto

soltanto, forse,

anche

di

certe

un nuovo

studio,

considerazioni,

che

il

si

quale

sono

finora troppo trascurate.


11

mio lavoro non avrebbe certamente potuto essere conin Italia, come l'esperienza in un primo

dotto a termine

tempo mi aveva dimostrato

se io non avessi avuto la fortuna

vidi

ammesso a valermi

essere

Pontificio

Istituto

veroso che
di

io esterni

Istituto, e in

queir

nandez

Fonck,

amici

di

parola

A.

ha

sicch soltanto doi

squisita gentilezza e bont

d'a-

ringraziamento devo rivolgere anche agli

il

ed U. Faldati che in vari


loro

interessamento.

Il

modi mi

Faldati

stesso

generosamente messa a mia disposizione la sua


profonda conoscenza delle lingue e letterature

poi

vasta

Roma;

mia riconoscenza per


RR. PP.
qui
modo pi particolare ai RR. PP. Fer-

fatto ricorso invano.

Biamonti

hanno dimostrato

della magnifica biblioteca de

la

alla cui

nimo non ho mai

Una

in

Biblico,

orientali.

mi piace attestare qui

Infine

maestro

di coloro

con

in

Italia,

R.

Universit

genere,

libri,

che

mia gratitudine verso

il

agli stdi storico-religiosi si dedicano,

seriet,
di

la

al

prof.

Ernesto

Roma, che mi fu

incoraggiamenti, consigli.

Roma, Novembre

ig22.

largo

Buonaiuti
d'aiuti

di

della

ogn

INTRODUZIONE
Se, per ci che riguarda la tradizione manoscritta degli

Rzach prima, e quindi il Geffcken,


hanno compiuto un'opera che rester ancora per molti
anni, e cio fino alla scoperta di documenti nuovi di reale
Oracoli

sibillini,

lo

importanza, definitiva,
nostri oracoli

con

per ci che riguarda

pagana
coloro che si sono

a cui hanno attinto tutti

rapporti dei

in genere,

la sibillistica

accinti a. in-

vestigare negli ultimi anni questi problemi, sono

Excursus ad

sibyllina dell'eruditissimo

trova raccolto e ordinato

si

dio.

Ritengo perci superfluo fare qui sfoggio

gli

come

studi specialmente del Geffcken,

stenza cio di
in cui si

una

sibilla

stabilito,

Da

questo punto
III

il

LIBRO

infatti parte la

libro.

ci

hanno provato,

di

che
l'esi-

babilonese, ad opera di Berosso,

dovevano gi trovare

posizione del

un'erudi-

di

come base

racconto

della

Babele e della confusione delle lingue, nonch


Cronos, Titano e lapeto.

IL

gli

materiale per questo stu-

zione tanto facile quanto inutile, e soltanto,

ogni successiva ricerca, considero

ancora

Alexandre, presso

cui

il

la fonte,

Torre

di

la storia di

III

nostra ricerca sulla

Ma, contrariamente a quanto

fatto finora, io prender in considerazione per

prima

comsi

cosa

il

viii

1-45 e, naturalmente, con esso^ anche


Frammenti, che il Liber ad Autoliami di

Antiocheno

36) attribuisce

e.

(II

profeza. Fondandosi su questo

2\\2l
il

cos

prologo,

detti

Teofilo

^VoWdi all' inizio della

Blass,

sua tradu-"

nella

ha

tolto il proemio conservatoci dai Mss. e l' ha


con questi frammenti. Il Geffcken ne ha invece
sostenuto la dipendenza dal prologo, in base a differenze

zione,

sostituito

stilistiche e

posteriori.

sta

metriche, per cui

dipendenza

Se

dei frammenti.

primi dovrebbero apparire

argomento pi forte per stabilire quesecondo me, la stessa maggior lunghezza

In realt

l'

accetti

si

quello che a

me

pare

scutibile, e cio la stretta interdipendenza dei tre

si

pongano a

raffronto con

vedr subito come qui

versi

un numero

in

siano dette le stesse cose, su cui

il

8-35

del libro

di versi

poeta

i^x

III, si

minore

assai

frammenti ha
che sembra

poi ricamato le proprie amplificazioni. Quella

meno

indi-

frammenti,

facilmente accettabile invece l'altra conclusione del

Geffcken, che cio questi versi abbiano fatto parte, come


di un florilegio, al quale avreb-

falsificazione della Sibilla,

bero attinto anche questa citazione,


poeti

classici,

specialmente drammatici,

mente 'Alessandrino
Graecos.

dal fatto

la

egli

difficolt,

che Lattanzio

solo questi, sotto

il

noto, corrisponde al

A me

e lo ps-Giustino

E insomma,

mento contro

la

come

di

e Cle-

Cohortatio

ad

non adduce alcun valido argoche pure non si cela, nascente


di

libro

Sibilla

frammenti, e

Eritrea,

che,

com'

dei nostri oracoli.

questione sembra, in

Ammesso

altre

e Teofilo,

della

cita anch' egli' questi

nome
III

tante

fondo,

abbastanza sem-

pure che frammenti abbiano potuto essere


plice.
contenuti anche in un florilegio di versi intesi a raccogliere
le

testimonianze dell'antichit ellenica sul

Dio, non mi pare che questo escluda che

vero
essi

ed

unico

abbiano p-


tuto trovarsi

anche

precisamente

al

vano

in

IX

manoscritto

qualche

posto del

nostro prologo,

nella versione tedesca del

Blass.

della

In

Sibilla,

come

cos

si

tro-

primo luogo

il

un florilegio del genere usato dagli aponon implica necessariamente che siano falsi

fatto di trovarsi in
logeti cristiani

quanto
raccoglitore cercava le testimonianze sul vero
e
dove
lo trovava di gi, non aveva bisogno di alteDio,
rare il testo, per introdurvelo
se pure tali alterazioni erano

in

il

compiute dai raccoglitori di questa specie di letteratura


scientemente ed a bella posta, o non erano invece opera
di altri, dalle cui mani perveniva ai primi un materiale gi
nelle loro filze. Ma quando si
alla
anche
straordinaria
somiglianza dei due prologhi,
pensi
che in fondo dicono le stesse cose e adempiono quindi,

adatto ad essere inserito

nell'economia del

libro (e

un

di

importare senz' alcun dubbio


assai pi

non

vi

il

contenuto che

la

forma)

affatto da stupirsi se oggi

a due brani, che" avanzano


seriti

le

oggi riconoscere

posteriori a

pco

de!

alla
ci

doveva

quale
le.

prove

stessa funzione,

troviamo

fronte

di

stesse pretese ad essere in-

della profezia.

all' inizio

gere che, molto probabilmente,

fanno

libro,

e ne abbiamo

si

potrebbe anche aggiun-

quelle

stesse

doti

che

ci

frammenti come indubbiamente

8-45, devono invece aver contribuito non


fortuna, attestata da tante citazioni patri-

III,

alla loro

stiche. Basta, del resto, dare un'occhiata


citazioni sibilline di Teofilo e di Giustino, di

anche

alle

altre

Clemente Ales-

sandrino e della Cohortatio ad Graecos, per convincersi che


anche a proposito di altri passi ci troviamo non di rado di
fronte a varianti
in

di

un

un ordine che non

tipo tale (versi mancanti,

disposti,

quello dei nostri Mss, e ci anche

nel caso di versi che nella tradizione conservataci, figurano

abbastanza lontani

tra loro)

che

si

possono assai facilmente

i'
ipotesi di una tradizione manoscritta, la quale
dovette essere, fin dall'antichit, oltremodo incerta e sog-

spiegare con

getta ad ogni sorta di alterazioni.

non presenta nulla

in certo qual

pone

modo anche a

del

che,

Ipotesi

di inaccettabile e anzi,

direi

quasi,

dato

priori,

resto

il

im-

s'

genere

del testo.

Un

punto, dove non possibile seguire

altro

il Geffcken,
frammenti opera di una mano cristiana.
Il
solo argomento da lui addotto, la frase erediteranno la
vita, al fr. Ili, 47 (e che in ogni modo sarebbe insufficiente

nel ritenere

tre

per dimostrare

1'

di

appartenenza

un

tratto cos lungo)

non

accettato dal Bousset [Real-Encyklopdie, XVIII, 279,45 ss)


l' altro
argomento, avanzato dall' Alexandre, e ricavato dal;

l'

uso della

7rveu;xx

parola

in

fr.

anch'esso

5,

I,

da

escludere. Ma prima che il Geffcken conducesse la sua


investigazione, uno studioso israelita, S. A. Hirsch (J.Q.R. 2

(1890), 406-429) poneva, a conclusione del suo esame dei

frammenti, ,\2, seguente conclusione: there is nothing ihat


could net have been written by a Jew ; nay, the ivhole tenor

of the piece points

to

Jew

as

si

cfistiano.

pili

data

frammenti ed
difficile

relazione

la
il

411).

Io

mi

sostenere

cordo. In realt

Geffcken

(e

1'

l'origine
i

mio avviso, ancora

cristiana

critici

si

di

quest'ultimo,

sono trovati

d'ac-

argomento pi importante, ripetuto anche

quando

da ci che segue), cio


cristiani,

che abbiamo riconosciuta

prologo, rimane, a

ne] che tuttavia quasi tutti

dal

(p.

-Gi posto,

tra

author.

di aggiungere che
non vi si trova nulla,
possa affermare con sicurezza, essere specificamente

contenter

che

its

in realt

rovesciabile.,

vv. Ili, 1-45


con
gli apologisti
somiglianze
e non prova nulla. Esistono inoltre,
si

tengano

distinti

le

a mio avviso, ragioni positive


credere che l'autore fosse
per


un
il

Ma

israelita.

XI

mi necessario prima tentare di stabilire


Lo Schrer li comdesignazione complessiva di ludische Pro-

carattere di questi Oracoli Sibillini.

prende sotto la
paganda unter heidnischer Maske ;
possono considerare come

infatti^

se da

un

lato

si

la letteratura apocalittica dei giu-

dei della Diaspora, dall' altro gli intendimenti apologetici

sono

troppo chiari e predominanti,

com-

posizione dell'opera

mento secondario.

si

nello studiare la

perch

debba tenerne conto come

Ma

di

un

eie"

sotto questo riguardo


impone
confronto con altre opere, segnatamente la lettera di
Aristea , il libro della Sapienza , e la Storia di Ecateo
altres

s'

il

di

Abdsra.

bilire,

Il

ma un

rapporto tra questi


fatto

va

autori di queste opere

rilevato,
si

sono

di vista, per dir cos, interno,

blema
la

posti,

si

facile

tutti

gli

anche da un punto

quel

tempo,

doveva incontrare tanta fortuna

trattava di inganni del

da sta-

e tre

strettamente giudaico,

dell'origine dell'idolatria.

quale

che

non

libri

ed come

demonio

(e

nella

la

il

pro-

teoria,

patristica,

che pertanto

ri-

conosce negli dei pagani un certo carattere e potere soprane per lo stretto monoteismo
naturali) non era ancor sorta;

giudaico la soluzione del quesito si poteva avere, negando


puramente e semplicemente la natura divina degli idoli

venerati dai pagani. Ed infatti su questa via si mettono


e la lettera di Aristea, che con il suo tono insinuante si

accennare all'argomento, identificando (e. i6


6 ed. Wendland) il Dio d' Israele con la divinit suprema

accontenta
p.

di

venerata sotto vari nomi dai Greci, cio Giove Ottimo e

Massimo

solo rilevando la sciocchezza dell'adorare le bestie;

ed Ecateo, sostenitore della teoria che possiamo chiamare


astrale,
l'

ma ponendo

l'origine

dell'idolatria

autore del libro della Sapienza

XIII e

XIV) che

risolve

il

problema

in

Egitto;

di

Salomone^

in

una maniera

(nei capi
la

quale

si

XII

potrebbe chiamare sin eretistica, accettando cio

ipotesi.

Le opere

viene

sole,

il

della creazione, tra le quali in

la varie

primo luogo

furono in seguito venerate per se stesse; cos

immagini, sia di un figlio morto, sia di un re benefico,


furono in origine oggetto di semplice venerazione, poi di
culto vero e proprio
troviamo qui una combinazione di
le

idee evemeristiche con la teoria astrale, per cui tutt' altro

che da escludere che


Eeateo.

Il

l'autore

ha

stesso problema, e lo

Sapienza conoscesse
posto anch' egli lo

della

nostro Sibillista, invece,


risolto

si

maniera diversa, accet-

in

tando cio completamente le teorie di Euemero, e questo


perch con tutta probalibit le trov gi beli' e pronte nella
Sibilla babilonese;

anzi possibile, secondo un' ardita e in-

avanzata dal Hirsch, che

vi trovasse niengegnosa
t' altro
che the very words of Euhemerus semplicemente
messi in versi. Ma logico, allora, pensare che la spiega-

ipotesi

zione

dell' origine dell' idolatria

in cui la Sibilla dimostrasse,

fosse preceduta e da
o per lo

meno

possedere T autorit necessaria (proveniente

un brano

affermasse, di

dall' ispirazione)

e dall'affermazione, di carattere

quel modo;
per parlare
forzatamente polemico, che non vi che un Dio.
Si vuole anche che all' inizio del III libro dovesse essere
a

menzionata e

la creazione

non sembra che


conto che

si

accontenta

mondo

del

fosse necessario.

tratta di

il

A me

Diluvio,

Anzitutto bisogna

tener

un'opera apologetica, e che, in fondo,

molto poco, per accogliere


pagani tra i
fedeli del vero Dio
il
riconoscimento che Egli Dio, ed
si

di

unico, e regna; l'adempimento dei precetti morali contenuti


nella sua legge; ed

repugnanti

sacrifizi,

alla mentalit

questi ultimi tutt* altro che

pagana

del

poteva fare ostacolo alle conversioni,


>cisione,

la

Sibilla

non

parla.

Ora

tempo.

come

p.

Di
es.

ci

che

la circon-

abbastanza ben

nota


la

lo

XIII

repugnanza che il pensiero greco (e Filone, e sopratutto


a fare del Dio
gnosticismo ne sono una prova) aveva
anche il creatore dell' universo, mescolato alle cose

supremo

era
questo mondo, operante nella storia, e personale qual'
Dio
il
invece, al termine di una lunga evoluzione religiosa,
se gli uomini avevano un' unica
d' Israele. Ma vi di pi
di

origine, e quindi

partecipi

della

si

stati un tempo
come potevano averla

dovevano ritenere essere

stessa

smarrita, per adorare

rivelazione,
i

falsi

dei della religione

pagana?

quest'altra forma che

il
problema dell'origine dell'idolatria
poteva assumere, la risposta era data, non dal racconto
della Genesi, o da quello del Diluvio, che anzi sotto questo

punto di vista conveniva di lasciare nell'ombra, ma precisamente da quel racconto della confusione delle lingue,

che

il Sibillista
giudaico trovava nella sibilla babilonese. Alla
confusione delle lingue era seguita la dispersione dei poe quindi avevano esercitato il dominio sui greci quei
poli
;

re

arroganti ed ivipuri (vv. 203 e 551-555) che avevano

preteso e ricevuto onori divini.

Abbiamo dunque una sequela interamente logica, in cui


potrebbe rientrare, come affermazione da parte della Sibilla
della propria antichit (quindi, dato il modo di pensare del
tempo, della propria autorit) anche il brano sulla caduta
di Troia e su Omero (414-432) che del resto potrebbe
essersi trovato gi nella Sibilla babilonese,

certamente alterato

alla

fine,

come

ma

riconosce

il

che stato
Geffcken,

per uno scrupolo monoteistico, da un giudeo, probabilmente


nell'atto stesso, in cui l'antica Sibilla
utilizzata in

questa specie

di

di

Berosso

apologia e nel

tempo

veniva
stesso,

apocalissi del giudaismo alessandrino.

questa serie vanno indubbiamente uniti anche

162-166, 167-174, (che doveva essere

in

tratti

qualche modo


congiunto con

sommi

per

XIV

191-193) e

194-21 1: dove

accennata

capi la storia dell'umanit dall'origine

al

secolo

avvenire sulla base di uno schema a quattro imperi


ed a cui segue una pi particolareggiata introduzione (211d' oro

217) inscindibile a sua volta dalla glorificazione del popolo


Do e dalla sua storia dall'Esodo a Ciro (218-294) con
cui si chiude il secondo dei lunghi tratti, o paragrafi (Alexandi

dre) in cui

Mss.dividono

nostri

il

libro.

si apre con un'Introduzione in cui nuovamente riaffermato il carattere inIl

terzo di questi paragrafi (295-488)

una

spirato dei canti della Sibilla; viene indi

che meritano molta considerazione.


orientarci meglio,

Ma

serie di oracoli,

sar opportuno per

prima una specie

darne

di

indice.

Alla

300-302) si trova gi un accenno


sono rivolti anche
vv. 303-313,

fine dell'Introduzione (vv.

contro Babilonia, a cui

314-318 troviamo T Egitto, 319 322 Gog e Magog,


Libia. Seguono tre versi relativi ad una cometa,
la
323-334

collettiva su varie citt ellenistiche (337-349)


e la profezia
mentre

in

350-355 ^

363-366 a Samo ed
seguita

dalla

riferiscono

si

356-362

indi

altre citt;

profezia

un tempo

di

Viene poi l'oracolo su Alessandro


tratto veramente sibillino 388-400.

Roma
si

ed

all'Italia,

trova una lacuna

di

pace

per

l'Asia.

Magno (381-388)

il

questo succede una profezia di sventure per la Frigia,


con la caduta di Troia, (401-419) che introduce l'allusione ad
Omero (420-432); poi viene una filza di oracoli brevi, che
portano alla fine del paragrafo Materiale, come si vede,
svariatissimo, e nel quale stato merito di Wilamowitz e

ci

di

Geffcken

ravvisare

un

serie di oracoli

condo quest'ultimo sarebbero


colta degli

Bousset,

oracoli

che

pure

della
esita

stati

tolti

Sibilla Eritrea.

di

pagani, che se-

peso dalla

rac-

Anche secondo

il

ad accettare interamente questa

_
tesi,

ci

troveremmo

tlehnung.

Ma

in

del perch e del

--

XV

una

fronte ad

di

diirchgeheide 71-

ogni modo non stata risolta la questione


come questo materiale profetico pagana

trova qui. Essa tuttavia non pu non apparire chiarisgiacch allora


sima, solo che si dia un'occhiata air indice
si

si

presenter naturale

stato trascinato qui,

fare
alle

in

da contrappeso
quattro profezie

mente

alla

la

che esso

risposta,

parte per analogia, e in parte per

diciamo pure, pi vivo,

ellenistico e,
iniziali,

interamente giudaiche,

non riproducono altro,


colari, che un tipo di oracolo comunissimo nei

le

quali

tanto nell'insieme quanto nei parti-

tici

dell'Antico Testamento.

si

questo

libri

profe-

devono aggiungere

versi 249-294,
altre considerazioni. Se rileggiamo
troveremo espressa per ben due volte, in forma diversa
(258-260 e 275-27Q) l' idea che le sventure e del singolo
Israelita e del popolo hanno la loro origine nel fatto di avere

anche

vi

abbandonato

il

Dio

culto del vero

cio la notissima con-

cezione deuteronomistica e profetica della storia. Vi troviamo

anche qualche cosa

di pi,

ossia

il

concetto che Dio

si

valso di Ciro suo unto per ristabilire Israele: logico inferirne

che

modo

allo stesso

si

sar servito di Babilonia,

altro modo di pensare a cui


erano arrivati da tempo alcuni profeti.
Ma in un'opera apologetica, questa concezione si doveva

allorch lo volle abbattere:

allargare di nuovo, pur contentandosi di


in

maniera

esplicita,

ma

soltanto

per via di esempi. Se infatti

ramente

le

stata la sua ira contro

rebbe stato l'avvenire

ed

cui

pure

era

posta

illustrata

Signore puniva cos

il

colpe di Israele, con

una formale e solenne

non essere

dichiarata

seve-

legato

da

promessa, tanto pi grave sarebbe


i

Gentili; e tanto

di questi,

poranei (ed apparenti) successi.

pi crudele sa-

quanto maggiori

loro

tem-

Da

si

ripetizione delle profezie contro le nazioni gen-

la

qui

(senza contare

tili

XVI

argomento, che, apologeticamente,


profeti cano-

l'altro

poteva ricavare da questa coincidenza dei

nici e della Sibilla) e

r inclusione

una

di

da qui anche il loro allargamento, con


che predicevano sventure

serie di oracoli

mondo

a quelle citt e regioni del


era rivolta.

paganda
una ragione secondaria,
vare menzionata

il

anche

tit e cosi antichi

la

pro-

desiderio di qualche lettore di tro-

la

un

di

rivestiti

in libri

ellenistico a cui

potrebbe fors'anche tener conto di

si

tale carattere di san-

propria patria, per

un sentimento

che faceva rimpiangere a qualche


Fiorentino che Dante non gli avesse posto qualche antenato,

non

dissimile da quello

magari

Ma

una

in

delle pi oscure

esaminiamo questa

titamente.
trarr di

Il

tratto

ed umilianti bolgie dell'Inferno.

un poco pi parvendetta che l'Asia

srie di oracoli

350-355 accenna

alla

Roma, secondo una legge ben pi dura

del- taglione,

ed

allo

stesso

modo

di

quella

nei versi seguenti pre-

detta la punizione della citt signora del mondo. Il Geffcken


considera questo tratto come di origine pagana, solo ammet-

un

tendo

rimaneggiamento giudaico
giudaizzante nel
verso 362, gi riconosciuto per tale dal Wilamowitz. A me
francamente tutto

pezzo

il

sembra un'esplosione

non tanto der Hellenen gegen die


contro

gli

stessi.

Non

soltanto

il

sione cos profonda, non soltanto

zante della chiusa (che potrebbe


detto, interpolata)

fronto,

per

il

quanto

fatto stesso di

dell'odio

dei

la giustificazione

essere

stata,

Giudei

un'avvermoraliz-

come

carattere dell' immagini ed

il

si

con-

che a mio giudizio s'impone, con passi dell'Apocaquali, con ogni verisimiglianza, dipendono

lisse canonica,

da

ma

Itali,

fonti giudaiche,

designare

fraintesa)

e anche

Roma

l'espressione figlia di

stessa, (e

che

dal

Roma,

Geffcken stata

mi sembra debbano condurre a questa conclusione.


L'oracolo

giuoco

fcken come

XVII

su Samo, ritenuto dal Gef-

di parole

Delo da

hicontrollabile^ quello su

lui riferito

al tempo della guerra mitridatica quando l' isola venne devastata da Menofane. Si vorrebbe sapere a qual'altro fatto

preciso egli riferisca

terzo, quello su

il

Roma. D'altra parte

non sembra neppure molto attendibile l'


che vi ravvisa un' imitazione del giuoco
nia 2,4, intraducibile

duce

in

altres all'asserzione

altre lingue,

di

parole in Sofo-

qual cosa

completamente errata che

giudaico non conoscesse


pi logico il confessare che per noi
Sibiilista

Anche

la

ipotesi del Hirsch,

lo
il

con-

nostro

LXX. A me sembra
sono

incomprensibili.

seguente , secondo Geffcken, di origine


ammettendo
anche qui un rimaneggiaellenistica: pure
mento giudaico in fine. Per egli costretto ad ammettere

che
se
io

l'oracolo

versi 371 e 372 siano un'interpolazione cristiana, e


non entrambi, certamente almeno il secondo. Del primo,
i

credo

si

come prova

possa senz'altro riconoscere il carattere giudaico,


il
Salmi di Salomone, e l'apconfronto con
i

partenenza originaria a questo luogo, mentre alla fine del


libro IV ha molto pi il carattere di un aggiunta: inoltre
la

sua collocazione stessa

ivi

rende

assai

pi

probabile

questa ipotesi. Del v. 372 confesso che, anche ammessa


l'emendazione del Geffcken, (v. nota 4 a p. 27) mi riesce
difficile

delle

scorgervi

caratteristiche

specificamente

cri-

381-387 contengono un oracolo su Alessandro Magno, che il Geffcken attribuisce alla Sibilla Persiana, cosa abbastanza probabile, sebbene si debba anche
osservare che la conquista dell'Asia da parte dei Macedoni
stiane,

versi

era fatto di tale importanza, che, se un oracolo relativo ad

esso non

ci

E giungiamo
poema,

il

fosse stato, era proprio


cos

tratto

il

caso

di

ad uno dei passi pi oscuri

inventarlo.
di

tutto

388-400. Secondo Hilgenfeld, esso

il'

si rife^

rirebbe ad Antioco Epifane

XVIII

(ruomo

del vv.

388-389)

quale

il

distrusse la discendenza di suo fratello Seleuco IV, mentre

Demetrio, figlio di quest'ultimo, uccise a sua volta l'unico


altra radice
discendente dell'Epifane, Antioco V Eupatore^
sarebbe Alessandro Baia, ed
figli (secondo la lezione dei

(v. 399) viene estinto sarebbero


ed Antioco Sidete; dopo
quali regn (cfr.

Mss.) dai quali


trio

II

Ma

l'usurpatore Trifone.

Demev.

400)

per poter seguire questa interpre-

tazione bisognerebbe, che

soggetto

caduta

il
398 avesse per
xo'ij/si del v.
outv XXo del verso precedente; e che, alla
Alessandro Baia avesse contribuito anche An-

il

di

non

che

Geffcken dunque tent


prima volle emendare il testo,
e propose due cambiamenti. Nel v. 399, invece dell' imtioco

VII,

il

possibile testo dei

a!

vero,

Mss. o'

utiv

ov

I;

u-o'^pova aiaiov

ed al v. 387
XXo
~ap (Si cpu-ov
qutc'Jti), tz^I^^ in base
dal
XI.
1.
251 dove si trova una imipresentato

uiwviSv
"atppTj;, lesse

invece

ma

un'altra interpretazione,

sv ;.ocppo<Tuvy)(Tiv"Ap'/50c,

di

testo

ripetizione di questo passo. Indi lo


rendosi alle lotte tra Antioco Vili Grypos ed
tiizione

lastro,

Antioco IX, Ciziceno, e tra

l'estinzione

completa

dei

quali,

loro

regn

rife-

spiega
il

suo fratel-

discendenti

Filippo.

Ma

dopo
anche

questa spiegazione urta contro una difficolt di natura testuale, cio che uuovoC non sono
nipoti figli di fratello, ed una
i

storica,

perch non

ma uno,

tesa famigliare,
i

Parti.

Una

tutti

figli

del

Gripo morirono nella con-

Antioco X, cadde combattendo contro

terza teoria

venne proposta

dal Bousset, l'ul-

tima volta, nell'articolo della Realencyclopdie citato; l'oracolo sarebbe antico e rivolto contro Alessandro, ed avrebbe
subito in fine
bile

una

rielaborazione per noi ora

per adattarle alla figura di

osservare

come

fra

re di

un

incomprensiIl Bate fa

re Seleucide.

questa dinastia,

la

figura a cui

anche

ci

al

la

ben chiara per lo stato di corruzione


esclude che l'oracolo abbia potuto
che subisse quindi

la

gi acquistato dopo, circa


notoriet,

che

quale ora non pi


del

testo.

Ci non

due volte; e

servire

libro di

il

un quarto

quando anche dovesse

Antioco

imitazione

sua seconda elaborazione abbastanza

post fachim, quando cio

tardi

sia

evidente

la

riporta
quale
Daniele 7 ss nei vv. 397-400:

Epfane,
di

pensare in maniera pi naturale

di

viene fatto

XIX

di

Daniele avesse

secolo,

una certa

riuscire incomprensibile

avvenimenti tanto imporche segnalarono il regno del-

nelle profezie della Sibilla,

tanti e clamorosi

come

quelli

non trovassero menzione.


due oracoli, che possiamo considerare conora
Vengono
testigiunti, sulla caduta di Ilio, e su Omero. Abbiamo

l'* ETCtxxvT;

monianze classiche che


stessi

argomenti;

ma

dei punti in cui la

alla
al

alla

aveva

trattato gli

Berosso

indi

viene

una

serie di

quali, 449-456 possono contenere un'allusione

guerra persiana, 464-469

viaggio

cenno

di

Siila in

caduta

All'inizio del

un

Sibilla Eritrea

Geffcken stesso riconosce qui uno


Sibilla Eritrea doveva essere stata gi

collegata con quella di


oracoli tra

la

il

IV

di

Asia.

Il

alla

guerra sociale e 470-473

paragrafo termina, con

l'ac-

Corinto.

troviamo

la

consueta introduzione, indi

oracolo
carattere giudaizzante contro la Fenicia uno
contro Creta, senza designazione di tempo, ed uno contro
la Tracia che il Geffcken riferisce alla guerra combattuta
contro la Macedonia, con ausiliari gallici, da Eumene di
di

ne segue immediatamente un altro, che


predice sventura a Gog e Magog, prima di tutti, e poi
ad una serie di popoli pi reali, e che si conclude con

Pergamo; a

cui

l'annuncio che V Altissimo vibrer


le genti che abitano la terra (v.

un

519).

terribile colpo

tuff e


Ed

XX

questo punto s'inserisce

a'

la

conclusione logica che

scaturisce da tutta quella lunga serie di esemp; dopo aver

dipinto le sventure sofferte dalla Grecia

sotto la

zione romana, in un brano, di cui a ragione


difeso vigorosamente l'unit
l'invito

da parte dei
finalmente

adoreranno

mondo:

il

il

il

Signore,

del giudizio,

il

tutti

mandando

pittura di

Sibillista

sacrifizi al

si

ripete spesso

ma

un caldo e sincero

ventare vera poesia.


11
brano, ed il poema, concluso da dichiarazioni

che

in

anche

quale riesce in qualche punto a di-

il

religioso,

ma

suo Tempio

questo secolo d'oro, e

dilunga e

si

si

popoli della terra

anche vero che spira da,^questi versi

sentimento

dopo

religione

un ultimo tentativo

vi sar

giudizio,

Gerusalemme. Nella

vera

la

che assedieranno Gerusalemme,

re gentili,

verr

secolo d'oro, quando,

il

prove necessarie,

sar stabilita su tutto

domina-

Bousset ha

viene avanzato apertamente

a convertirsi e cantato

tribolazioni e le

ie

il

finali

su se stessa, nelle quali troviamo fuse e


confuse insieme diverse leggende sulle varie Sibille, la bala Sibilla fa

bilonese, l'Eritrea, la

Cumana

(nuora di No): secondo


V. 8ii sarebbe caduto il

814-815
quella

operata
sibillini,

nuto

il

l'Ebraica

Circe)

Geffcken, dalla lacuna dopo il


nome della babilonese, Sabbe o

il

cosa mi pare ammissibile. Invece sui versi


esporr pi sotto li mia opinione, diversa da

Smbethe; e
io

di

(figlia

la

secondo cui

del

Geffcken,

la

fusione delle

due

questi versi

in

raccolte

preesistenti

quella di Berosso e la Eritrea.

momento

Noi siamo

per procedere ad

riusciti

dunque

ad

una

Ora

venne

di

detti

in fatti

ve-

ricapitolazione.

isolare

un poema,

nel

quale, a tener conto e della corruzione del testo, e anche


del

genere

letterario

almeno l'apparenza

di

al

quale

appartiene

che esigeva

una composizione alquanto

trascurata.

~
possibile disconoscere

non

XXI

una

certa continuit e coerenza,

composizione, che non

di
logica, e pertanto unit

d'altronde l'uso di materiali preesistenti.

Ma

esclude

assai pi

che

questi, importante per noi considerare tale


e di intenti del poema, i suoi fini apodi
indirizzi
unit
la ricerca

logetici,

di

e nello

anzi proselitistici,

tempo anche

stesso

la

larghezza e l'elevatezza degli ideali da cui animato e che

conducono ad una concezione universalistica della vera


religione, in cui ad Israele assegnato s un posto speciale,

lo

'

ma

altre

le

meno degna
si

non sono per pii, come nelle conceschiave e sottomesse al popolo eletto. Non

nazioni

zioni precedenti,

immagina

di
il

nota

regno

maniera

la

di

in cui

il

addirittura

Dio,

nostro Sibiliista

quasi

come

la

soppressione e la fine di ogni potere politico, poich la


legge divina e la buona volont da parte degli uomini do-

vranno bastare, ed al pi, alle eventuali deficienze potr


nuovi profeti,
supplire ancora la parola di Dio attraverso
tutti
discendenti d'Israele, destinati ad essere g7ii.de di vita
i

umano

per r intero genere

(vv.

580

ss.).

Tutto questo lungo poema, dunque, comprende


tratti
ed
il
racconto
della
confusione
delle
e
della
1-45,
lingue
contesa di Cronos Titano e Japeto e dei loro discendenti
i

(97-154); pi

transizioni

le

la storia d'Israele

162

174 e 194 -211;

dall'esodo a Ciro

poi le profezie contro le nazioni gentili

tanto

meno

di carattere

tratti

in

indi

(211-294); vengono
295 - 363 e 363 - 488

strettamente giudaico, quanto, al-

parte, alcuni oracoli di origine

dendo assolutamente 464 -473); indi


ammettendo che abbia potuto ricorrere

pagana (ed esclu-

l'intero paragrafo
in

IV,

qualche corruzione

vede, questo

e rimaneggiamento verso la fine. Come si


poema poneva a base della propria apologetica

fa storia,

meglio

e mutilazione

l'interpretazione della storia secondo

XXII --

del monoteismo giudaico, ed in base a questa


prediceva anche il futuro avvento del Regno di Dio ; nella
qua! cosa non si distingue dal resto della letteratura apo-

principi

calittica.
Il Bousset, che per quanto
riguarda l'esame del testo giunge a conclusioni, almeno in
parte, non troppo dissimili da quelle a cui siamo or ora

Si

ora di fissare

tratta

pervenuti, pone

Sibiilista

prima

Pompeo, ma

di

per opera

il

la data.

della presa di

nello stesso

Gerusalemme

tempo esclude dalla


una tradizione

raccolta giudaica e considera provenienti da


anteriore

tre brani

riportano all'epoca

av. Cristo.

608-615, 314-318 e 192- 195 che ci


di Tolomeo VII Fiscone, intorno al 140
riconduceva anche

questa data

l'interpre-

tazione data da Hilgenfeld dei vv. 388 - 400; se essa non


pi accettabile .nei particolari, abbiamo per veduto e

assegnato le ragioni per le quali verosimile che questo


tratto abbia di mira l'epoca di Antioco
ma possiamo anche
;

ammettere

col

Bousset che non

sia

modo alcuno

prudente

adoperare

datazione

del libro.
per
di
e la dealla
Corinto
l'accenno
presa
Rimangono sempre
scrizione delle miserie della Grecia (vv, 488 520 ss.)

questo passo

in

la

Bousset trova che

il

questi

tempo

si

adattano altrettanto bene

al

primo avvenimento (146 av. Cr.) quanto all'epoca


ma senza considerare che l'argomento ha molto mag-

del

di Siila;

senza una

giore importanza per chi

non

ragione determinata,

breve tratto 608-615. Quanto

il

si

senta

di escludere,

agli

argomenti del Bousset, uno dedolto dal fatto che la


descrizione della Diaspora nel v. 271 si adatta benissimo

altri

al

di

tempo

press'a poco

riguarda
gravi

la

se

Alessandra
nel

ed a questo

modo con

Grecia.

Gli

cui egli

altri

si

si potrebbe rispondere
sbarazza del tratto che

non. mi

non troviamo menzione dei

appaiono molto
torbidi

pii

che oscura-

XXIIl

regno di Alessandro Janneo, questa senza dubbio un'ottima ragione per pensare che il poema sia stato
compilato dopo, ma anche migliore per ritenerlo ad essi
rono

il

precedente

che

infine

la

di

complicata escatologia

questo

non possa essere anteriore al tempo di Alessandra,


sembra
mi
pure una ragione assai poco fondata tanto pi

libro

che

il

Bousset non

si

cura poi

di

dimostrare

nemmeno

que-

sta asserita complicatezza dell'escatologia sibillina.

Rimangono da esaminare ancora


in

primo luogo

175

vengono

(464-473) a

Siila
-

porti

brevi

Ed

tratti.

sociale e su

guerra

156- 161 ed il tratto


come si vede, che hanno rap-

cui vorrei unire

190. Sono tutti brani,

con

alcuni

versi sulla

la storia di

Roma, e con

Siila.

Ora, una precisamente delle prime cure di questi, allorch ebbe assunta la dittatura, fu di pensare a sostituire,
libri sibillini che erano andati distrutti l'anno
ricuperare,
i

avanti, nell'incendio del Campidoglio.

commissione apposita

in

Fu mandata

una

anzi

Oriente, e precisamente ad Eritre,

a procurarsi degli oracoli sibillini. Il Sabatier, nella sua bella


Note sur un vers de Virgile (Ecl. IV, 4) ha notato le affinit che corrono e le relazioni che possono essersi stabilite

letteratura

tra questa

modo non

forse

troppo

sibillina

audace

la

scrittore giudeo, saputo della

la classica.

Ad

congettura

che uno

ogni

commissione mandata da Roma,

abbia per lo meno tentato di farvi giungere la nozione del


vero Dio ed inserito nella sua raccolta di oracoli dei tratti
in

cui

Roma

modo da

fosse

piacere

ai

non

solo

possibili acquirenti

ducendovi un accenno

al

una

anche

Questa
o

io

quel

processo

delicatissimo,

ipotesi

m'inganno

ancora possibile scorgere nei versi

delle fasi di

in

e sopratutto intro-

trionfatore Siila."

avvalorata da un'altro fatto, ed che

singolarmente

ma

menzionata,

56

161

attraverso

il


venne

XXIV

maniera d'interpretare lo
4 imperi, susseguentisi nel dominio del mondo,
divenuto classico dal libro di Daniele in poi, appunto

quale

si

schema
e

alla revisione della

dei

per far posto alla nuova signora del


dei

togati

sia

da

patres.

scomporre

Il

Geffcken

in

due

mondo, al regno
che questo tratto

ritiene

175-178 dominato da

parti,

simpatia per Roma e che trova un raffronto in I Macc.


8, 2
4 ed un secondo tratto in cui lo colpisce l'accusa
rivolta della citt,

costumi

avarizia, e

di

pare impossibile ammettere

gli

prostituzione pederastiche nel

di

corrotti.

II

Sopratutto
di case

Roma

l'esistenza in

secolo av. Cristo,

Que-

Bousset ha risposto che vi


contraddizione tra questo e ! mettere tra parentesi qua-

pu anche esser vero

sto

il

dre
versi 192 e 193 che alludono al settimo re d'Egitto
a partire dalla dominazione greca. Ma a questo il Geffcken era giunto in conseguenza della sua osservazione. In
verit questo contrasto tra" la prima parte e la seconda non
i

Lo scrittore giudeo di questi versi non aveva forse


mai veduto Roma. Egli dipe?ide dal I libro dei Maccabei non
gli parallelo. Ed ha voluto bilanciare gli elogi, e non creare

esiste.-

un contrasto troppo vivo tra questo


che dei gentili era detto nel resto del
i

Romani accuse che

Greci,

gli

si

Egizi e molti

e tutto

tratto
libro,

il

male

ripetendo contro

trovavano altrove rivolte contro


altri

popoli, (cfv. v,

596-600). Non

bisogna dimenticare che dal punto di vista del giudaismo,


idolatria ed immoralit avevano finito col diventare una cosa
e questa concezione passa poi

sola

cfr.

sul concetto di

l'idolatria,

Ma

una

nel

cristianesimo,

(si

rivelazione primitiva, l'origine del-

e l'immoralit connaturale a questa,

se

non

Rom.

i, ^g.gg).

forse

questo pu stare,
apparir
neppure
troppo azzardata l' ipotesi che a questo medesimo rimaneg-

giamento possano appartenere

versi

814-815, dove sono


non solo

identificate

ma

anche

la

XXV

giudeo-babilonese e l'Eritrea,
quali ultime due, secondo una

la Sibilla

Cumana;

le

tradizione, di cui troviamo

Teco

nel catalogo

Div. Inst, I, 6) erano


(in Lattanzio,
fatti, nella lista ora menzionata, alla
il

nome

Erofile o Demofile,

di

ed

all'Eritrea;

romani,

il

alla stessa

sono

che

una

di

Varrone,

sola persona.

Cumana
altre

attribuiti

fonti
i

In-

assegnato

assegnano

libri

sibillini

commissione senatoria

cui seguito o surrogato la

dell'anno 83 av. Cr. and a cercare per l'appunto ad Eritre.


Rimangono ora da assegnare il tratto 46-62 in cui si ri-

conosce jgeneralmente un autore giudaico scrivente all'epoca


del 11 triumvirato. Il Bousset invece crede che nel regw
fnessianico dei versi 47-50 sia adombrata la parousia

Cristo;

riferisce

Ottone e

il

verso 51

stavano

Vitellio

a\V interregno

cui

in

contendendosi l'impero

trebbe confrontare allora anche

IV,

123 e V,

del

Galba,
(si

poEgli

35).

perci attratto ad avvicinare questi versi al prologo 1-45


e a vedervi un composizione cristiana scritta intorno al 70
d.

Cr. lo non posso sottoscrivere a questa teoria,

perch
46-51 non vedo nulla che possa far pensare ad
un autore cristiano; anche il loro messianismo molto renei versi

lativo,

regno

Dio

e
di

si

riduce

ad affermare che

verr

Dio, e che sar instaurato da un re

stesso.

Non

vi

sulla terra

il

mandato da

in ci nulla che sia in contrasto col

modo

di pensare del giudaismo di quel tempo, e anzi mi


che possa reggere benissimo il confronto, con Ps.
Sai. XVII 23 e 31-36.
D'accordo con il Bousset mi trovo invece nel ritenere

pare

tardo e forse cristiano

passo 63-92, sebbene non possa


negare che l'interpretazione dei Sebasten per Samaritani
non mi convinca completamente. La donna del v. /5 se-

condo

me una

il

sola persona con la

vedova dei yj, e

le

due

XXVI

come mi sembra

espressioni,

Roma. La cosa

indubbio, significano soltanto

risulter pi chiara se insieme

con questi

due tratti 350-355 e 35-362.


leggano anche
Ci troviamo qui di fronte ad una esplosione di odio vio-

versi

si

lento contro la citt

che sembra impersonare,

per giudei

e per cristiani del tempo, l'antitesi assoluta dei regno di Dio,


la

conda met

gano

un periodo non antecedente alla seprimo secolo cristiano. Se poi si accolvista gi esposti, non mancher anche di
come precisamente in questo tempo si
bisogno di introdurre, in una raccolta

riporta ad

ci

quale

del

punti di

apparire

chiaro,

dovesse

sentire

che

Roma

di

il

parlava poco

e in un tono, nel complesso,

che sfavorevole, qualche

tutt'altro

armonia

modo

col

di

sentire del

tratto maggiormente in
tempo; e se si confron-

tino altres questi tre passi con le violente espressioni an-

ti-romane

del

penso, anche

V**

libro,

questa

conclusione

apparir,

io

pii chiara.

Cristiano invece, con tutta probabilit, ritengo invece


concordemente con i critici che se ne sono occupati pi
di

recente,

breve tratto 93-96.


ora ad un'ultima questione. Il terzo libro,
conta 829 versi, ne aveva prima, secondo la
il

E veniamo
che oggi

sottoscrizione nei codici della classe


notizia

Div.
tati

si

Inst.

accorda
I,

Roma

l'altra,

W, 1034. Con questa

data da Fenestella in Lattanzio,

versi della
14 che
erano circa 1000.
i

6,

Sibilla Eritrea

por-

Sulle traccie di un'ipotesi avanzata prima dal Bleek,

tanto
ora

il

Geffcken quanto

perduto
con

sia

quello

Bousset ritengono che il tratto


stesso, che deve aver servito di

il

al P libro
rimaneggiamenti
avea cio trattato del Diluvio e della creazione del mondo.

base

successivi

XXVII

In seguito poi questi versi sarebbero stati staccati dal

che

libro

stiamo

han conservata

giungere, che mi
del

stato

quale

al

un

costituito

sembra molto

secondo

Geffcken,
coda

varsi in

al

codici

pa;recchi

con

libro secondo, e

la iscrizione antica, di

ne sarebbe

essi

esaminando,

Devo

altro.

probabile

pi

per agl'opinione

quale questo tratto doveva tro-

il

IH" libro, dopo che la Sibilla

si

dichia-

No, ed ha accennato al diluvio, di quella


del Bousset, secondo il quale essi avrebbero costituito un
giorno l'introduzione del poema, il prologo che si sarebbe
rata nuora

perduto.

Cos siamo giunti


rattere apologetico del

alla fine

del

nostro esame. Sul ca-

e sulla concezione assai larga

libro,

giudaismo dalla quale esso dominato, si pu dire, dal


principio alla fine, ho gi richiamato abbastanza l'attendel

Questi sono gli argomenti principali in appoggio


delle tesi, che ho cercato di dimostrare. Basti ora segna-

zione.

larne brevissimamente
attesta

modo

il

speranze

del

rito solitario,

di

l'

importanza,
le

sentire,

giudaismo

di

documento che

concezioni

alessandrino, di

filosofo elevatissimo,

ma

religiose

cui

ci
le

Filone, spi-

che non seppe mai

creare intorno a s un nucleo di discepoli della sua stessa


razza,

non pu

a buon

diritto essere

ritenuto

il

rappre-

sentante pi chiaro e pi autorevole.

LIBRO,

IL IV

Molto pi semplice che non


libro,

nel

zati oracoli

e loi.

quale

il
111
si
presenta questo
riconosciamo subito che sono stati utiliz-

pagani, di cui

Mi per

difficile di

ci

porgono esemp

versi

97-98

accettare la tesi del Geffcken,

XXVIII
che sostiene

l'utilizzazione

da parte

di

un Giudeo
Se

raccolta preesistente di profezie ellenistiche.


di

queste non

difficile

mondo

!a storia del

di

infatti

riscontrare pur nel brano

che narra

suddivisa in dieci generazioni, molto

meno semplice l'ammettere che questo schema sia


cessariamente ed esclusivamente ellenistico.
Il

Geffcken, nel commento

al

1.

II,

un

emendato

/.onzd

[De longaevis, VI

Y'opa?

iy^o\i7<x.

Ili

Bucol. IV, 4.

il

610) ed

dell'oro, dell'argento,

Servio a Virgilio,

di

mondo per metalla

Cumana una

di ferro

alla tradizione classica

chequattro
appartenet,

(le

da Esiodo

e poi soggiunge: Dixit etiam quis quo saeculo


et

testo

j^vAeTtv
inyivca
Mller, Fragm.

commento

del bronzo

infatti

s/totTY)

quale attribuisce alla sibilla

divisione delle et del

gono veramente

il

ne-

frammento

dove un

Sibillino (attribuito all'Eritrea) in Flegone,

incerto stato cos

fonda

si

15,

per questa attribuzione su due sole fonti

Histor. graec.

una

tracce

in

poi)

imperarci

solem ultimwn, id est decimum, dixit. Il Sabatier, nella


che ha fatto di questo testo (v. la Note pi

sottile critica

volte cit.)

ha dimostrato come

la

menzione

del

sole

(che
fa pensare ad un dio preposto a ciascuna generazione) sia
stata da Servio ricavata dal testo stesso di Virgilio. Vi si

potrebbe anche scorgere l'influenza di idee astrologiche.


Per noi gi importante che questo passo di Servio abbia
tanto poco valore probativo per la tesi del Geffcken. Il Sabatier per suo conto" conclude che Servio fait ici une confusion. Il mle deux traditions essentiellement diffrentes :
une tradition poetique provenant d^ Hsiode et de la Grece
et iene division

juives. (p.

en dix priodes provenant des apocalypses

144).

ora l'esattezza di quest'ultima frase che

verificare.

La cosa

si

tratta di

presto fatta. H!iV Apocalissi delle set-

XXIX
Umane

del

libro

Charles

d.

p.

mondo

del

storia

7 sono passate,

in
le

Giudizio.

io periodi,
della

cap. 14

Il

dieci

io''

<^^\V

settimana

Apocalisse

nelle versioni latina (IV

ma

periodi,

mes-

regno
conchiuso.

sar

di

Esdr. XIV.

prende,
delle arabe una divisione della storia del

al

cui

di

settimane,

tre successive destinate

fme

che, alla

sianico,

dal

di Enoch (cap. XCIII, XCl, 12-17


228 segg.) abbiamo una divisione della

Esdra,
11) ed

mondo

in

com_
una

in

dodici

quella etiopica le. et sono dieci, mentre

in

le

mantengono mute (cfr. Box,


The Ezra Apocalypse, pag. 310). Infine ad una divisione
in dieci generazioni accenna anche il 1, III dei nostri Orac.

versioni siriaca ed

Sibyll. (v,

Ma
dopo

si

108).

checch
il

armena

sia di ci,

libro di

certamente tipico del giudaismo


l'altro schema, che troviamo

Daniele

innestato ed intrecciato indissolubilmente con questo, e che

mondo fra
quattro grandi
nei vv. 49-101, Assiri,
menzionati
successivamente
imperi
suoi sucMedi, Persiani, e Greci (Alessandro Magno ed
ripartisce la stessa storia del

cessori).

questi quattro,

nel

v.

102 troviamo

aggiunta

Roma. Possiamo quindi ragionevolmente confrontare questo


tratto con III, 1 56-161 e 171 ss. rilevando anche la notevole differenza, che mentre col

assegnato un posto a s tra

all'impero

di

quattro, qui tale

Roma

importanza

fu riconosciuta, se venne collocato nella decima generazione, quasi seguito e svolgimento dell'impero macedone

non

gli

e dei regni ellenistici.

Ancora:

il

Geffcken ravvisa

Laodicea,

107 la catastrofe dell'anno 60 e ne fa


quindi l'ultimo avvenimento conosciuto alla raccolta sibilUstica pagana; ma il Bousset ha secondo me giustamente
menzionato nel

nel terremoto di

obbiettato che

v.

un accenno

dello stesso genere, e

che non

XXX

pu pensare a riferire alla medesima data, si incontra anche nel I. HI V. 471. Infine
terremoti in quella regione
sono cos frequenti, e ne troviamo ricordati, in un periodo

si

non molti anni,

di

da rendere veramente assai dubbio

tanti,

ogni tentativo di identificazione.

Ci troveremmo dunque
un

altro libro

apocalittico

sibillino

che non

fronte, nel tratto


di

giudaico,

l'attuale

III

rigidamente

pi

tipo

libro,

49-114 ad

nel quale sarebbero

pagani, e che avrebbe subito,

incorporati oracoli

stati

di

an-

un rimaneggiamento, col quale venne introdotto


Impero di Roma in uno schema, in cui originariamente
non trovava posto.

ch'esso
i'

Non meno
mediante

il

caratteristico

anche questo impone

raffronto con

il

accaduto a proposito del

Ma

che questo impero celebrato


146, e

ricordo della doppia vittoria dell'anno

IH

quanto, secondo me,

libro.

non manca neppure in questo IV libro


piij
un accenno alla guerra di Troia; e anche la prima parte
vi

di

prologo, vv.

del

nell'

1-49,

andamento e

nel contenuto pre-

senta notevoli somiglianze con quello del libro precedente,


sembrando calcata sopra un medesimo schema
per lo

meno, molto affine la Sibilla parla, perch ispirata dal Dio


1-6 cfr. Ili, 1-8); seguono gli elogi e la .definizione di Dio in contrasto con gli idoli dei gentili (IV 7-17
:

vero (IV

cfr.

8-35); indi

Ili

IV

il

libro si

a dire in breve quale sar

genere
durre

umano

anche
la

venga
il

il

fatto,

distacca dal

popolo eletto,

giudizio.

che

Sibilla (v. 45) sente

mezzo

ai

affermare
il

venendo

bisogno

che deve con-

attualmente disprezzato

quali vive, fino al giorno

Abbastanza degno

nell'

III,

soggetto trattato, la storia del

divisa in dieci generazioni,

alla felicit del

e maltratto dai gentili in


in cui

il

la

di

di

nota mi pare

propria ispirazione qui


stabilire

una

diffe-

XXXI
renza fra s ed ogni

altra,

chiamandoia per giunta con

nome ufficiale, jrp-/;<r;-''-"/}Yopo;.


Non occorre invece spendere molte
dell'

attribuzione che

ad un Esseno od Emerobattista,

libro

parole

un

soleva fare

si

base

suo

proposito
di

tempo

in

il

questo

all'asserita

antipatia per il culto uificiale del Tempio che


leggere nei vv. 27_ss. N credo abbia ragione

voleva

si

Bbusset

il

vedervi un effetto della distruzione del Tempio, dopo la


quale il Giudaismo si sarebbe subito allontanato dall'idea

di

che

ma

erano necessarii

sacrifizi

mi sembra che

avversione per

nel

templi

passo

Non

al culto.

in

pagani

questione

e per

discuto questo
si

trovi soltanto

sacrifizi offerti

agli

idoli, e non altro.

apocalissi sibillina giudaica, redatta forse

Questa primitiva

contemporaneamente
in

modo

certo qual

alla parte

parallela ed

pi

antica del

in

libro

111

ad

concorrenza

ed

esso,

di Roma press' a poco nello


anche
tempo
quello subiva rielaborazioni anada
un
giudeo che aveva veduto la caduta
loghe; venne,
il
terremoto
di Cipro e l'eruzione del Vesuvio
del Tempio,

rimaneggiata

con

stesso

in cui

(vv.

l'aggiunta

115-118, 128-129, 130-136) interpolata con

nar-

la

razione degli avvenimenti contemporanei che, secondo

formavano
la

indizio sicuro della

leggenda

di

prossima
segnatamente
Nerone, che troviamo qui nella sua forma

pi antica (vv.

Non

lui,

fine:

19-127

137-139

e cfr. App. A).

ritengo probabile che a questo

partenere invece

scrittore

possa ap-

152-192) con
resurrezione dei morti, ed

la fine del libro (vv.

incendio del mondo, la


giudizio che precede

Secondo

il

il

grande
finale

Geffcken
regno
questo incendio sarebbe quello cosmico della dottrina stoica,
vari elementi del mondo dovrebbero mescolarsi
quando
di

il

Dio.

il

insieme da capo, com'era

in

origine,

per dar luogo poi ad

XXXII

un nuovo cosmo e ad una nuova


questo non pare. Io penso piuttosto che

creazione, ad

una nuova
generazione.

A me

un fuoco semplicemente purificatore, che non


ha nulla a che fare con la grande catastrofe cosmica che

si

di

traiti

troviamo descritta, per non uscire dagli Oracoli sibillini,


alla fine del V libro. Per di pi, certi particolari, come il
segnale dato con

st'

la

tromba e con

del giudaismo.

ratteristici

Anche

di

Bousset dubita

e del resto, secondo

asserita influenza stoica,

modo

spada, sembrano ca-

la

il

vedere, ritiene che anche la

Stoa

questa dottrina, da credenze popolari

Ma

nella prima (40-46)

due

notevole

giudicando nello

vv. 183-184:

il

dipenda,

stesso

per

come

ogni cosa
formulato
programma
testuale

parallelismo

41-42: quel giudizio, che

incisi sul giudizio (vv.

stesso far

il

al

di quesuo noto

orientali.

notevole in questa parte del libro

risponda con sufficiente precisione

il

tempo

pii e gli

Dio

giudizio, in cui sentensier

dei

Dio

emp ;
stesso,

giudicando di nuovo il m,ondo).


E pi ancora di questi raffronti sembrano accennare
ad un' epoca precedente alla distruzione del Tempio l' invito
alla

conversione rivolto

revole

al

proselitismo.

r altro aspetto in cui

ai

gentili e

Non meno
si

l'atteggiamento favomeritevole di attenzione

manifesta questa singolare espe-

rienza religiosa del giudaismo, improntata ad

larghezza ed universalit
cui

non

si

trova

il

di

vedute, cio

una singolare

l'escatologia,

bench minimo accenno

al

in

regno mes-

sianico, ma soltanto il regno di Dio, alla fine dei tempi,


susseguente al giudizio, aperto a tutti
giusti, cio a coloro
che avranno fatto penitenza, convertendosi al Signore ed
i

santi precetti.
eseguendone
Ed un'ultima considerazione, che pu in qualche modo
avvalorare nuovamente questa tesi, che soltanto cos si
i

XXXII

avrebbe una spiegazione adeguata e plausibile della indiscutibile differenza di tono e d'ispirazione che distingue
cos

nettamente

questo

libro

medesimo torno

nel

di

libro

stati

scritti

tempo.

LIBRO.

IL V
Su questo

mentre, seentrambi

dal. successivo,

condo l'opinione corrente, sarebbero

molto hanno

disputato

cui

le

critici,

opinioni possiamo dividere in due grandi classi, a seconda


che hanno sostenuto l'unit o la molteplicit degli autori.

Di questo secondo gruppo furono rappresentanti autorevoli


tratti 260-285, e 484-5"? i ad un
il
Bleek, che assegn
i

giudeo alessandrino scrivente verso la met del II sec. av.


Cristo; 286-332 ad un giudeo dell'Asia minore, poco dopo
il
20 d. Cr. forse anche 342-433 ad uno scrittore giudeo
;

intorno

70

al

e lo Zahn,

che giunse

posizione
A (un giudeo intorno

alla

seguente decom-

al

71

d. Cr.):

11

(115)

178;

200-205; 228-246; 361-433; 484-531.

12 od. Cr.);

(ca.

20-227; 227-360

(e

i-49a; 5ob; 52-110; 179-199;


ad ogni modo 247-285 e 328-332);

434-483.

(un redattore cristiano ca.

oltre

413
Ma, quando

si

nazione che
resto,

hanno
ultimo

li

non

fatto
il

150):

siano staccati dal resto

che stanno evidentemente da

dal

il

49 b; 50

a;

versi 1-5

257;

a singoli versi.

fa distinguere,
vi

notare

ha per

per

(o

52)

differenza d'into-

anche ad una prima lettura,


dubbio che questo, come

me

l'Evvald,

Geffcken formi

s,

la

l'Hiigenfeld,

un tutto

l'

Hildebrand e

unico. In primo luogo

XXXIV

possibile distinguere, nei vari


le

del

parti

argomento

di vista

od un

interesse giudaico (137-178,

214-285, 328344-360. 361-446) quelli che trattano tre temi: la

332,

Nerone,
giorni del Messia, e le invettive
Babilonia-Roma. Ora se nei vari tratti che riguar-

di

leggenda
contro

la

dano Nerone
ha

disseminati in tutte

tratti,

che presentano un punto

libro,

di

possono riscontrare delle differenze, bene


il
Bousset che si debbono supporre non

si

notato

per

medesimo tempo. Ma
aggiungere che assai pi importante delle variazioni nei particolari, l'uniformit del tono e l'uguaglianza
nostro Sibillista nel

dal

tutti, scritti

io vorrei

della

il

cui

per

rappresentazione,

affermare che

concetto, che

lo

credo

possa senz'altro

si

scrittore

fatto della

si

figura di Nerone, unico. iVla vi da segnalare altres la


fusione stessa dei vari temi, e l'atteggiamento che il Siil
calore della
billista prende di fronte a certe questioni,

commozione che

mente

lo fa

dalle varie

a trattare certi

parlare,

del

parti

libro,

che traspariscono ugualnon appena egli si faccia

Questa sua intensa commozione

soggetti.

lo

trascina tanto lontano, da fargli dimenticare ch'egli parla

in

veste

invece

d'una

le

che predice

il

assumere

futuro, ed

spoglie dello scrittore visionario e apocalittista che,

conformemente
gli

Sibilla,

avvenimenti

proiettati

nel

alla

natura

questo genere

e per vederli deve

futuri,

[nissato:

di

fenomeno

letterario,

anche

descritto, in

vede

scorgerli

maniera tanto

dal poeta:
paradossale quanto efficace e profondamente vera,
.

non

Dawcl

e degli

anni

tono

riscontra nelle Apocalissi, di

si

e anche
i

vv.

in

228

ma

ancor-

certi

nati,

capitoli

ricord.

Baruch

\..<

stesso

di Esdra,

dell'Apocalisse canonica.

Anche

i'
ingespiegano meglio che non secondo
del
costruzione
artificiale
Geffcken,
alquanto

ss,

si

gnosa
ammettendo, come anche

il

Bousset

fa,

che siano

rivolti

- XXXV
contro Roma. Pi oscuro

a vedervi

di

tratti

si

raffigurato

Nerone;

un'esplosione

Babilonia, ossia contro

Romani

di

prigionieri

93-110. Bousset inclina


Geffcken pensa invece che

tratto

il

il

giudaico contro

d'odio

che

Parti,

avevano

la

avvenimento che

guerra;

vera

restituito

ai

tante

celebrazioni ricev da parte dei Romani.

Meno

certo dichiara di essere

il

Bousset che

tratti riguar-

danti l'Egitto possano spettare allo stesso autore,

nota

come

che

tratta dell'Egitto,

il

il

Geffcken

nostro Sibillista anche nel brano finale (484-5 11)

dove

Serapide dovrebbero cadere a terra, ed essere sostituiti da un nuovo Tempio del vero
Etiopi

Dio

riveli

il

di

templi

che dovr

essere

poi

distrutto

r immaginazione fervida e accesa, per cui,


cinato poco prima la ricostruzione del

lemme,

egli

principali del

dramma

Magog. Tutto questo ha senza

Gog

di probabilit,

certe confusioni nei particolari,


1'

Geffcken

attenzione nelle note.

esclude

che

del

tratta qui

passo

si

quando
su

Ma

tenga conto

ho

cui

cercato

mio

erra a

avviso

di
il

in

quando
tempio
Egitto possa
di Onia a Leontopoi
0, per essere pi esatti

essere quello
si

Gerusa-

di

escatologico, cio la conversione dei

dubbio un certo colore

attrarre

Tempio

trasporterebbe ora in Egitto alcune delle scene

Gentili e la guerra di

di

dagli

sua personalit,
dopo aver vati-

tratto pi saliente della

di

il

non

di

quello materiale,

Isaia attraverso

leggenda che collocava

Gog

ma

quello scrittu?-ale,

il

quale,

come

Magog

in

attraverso

tuto venire alla singolare contaminazione che

la

poriscontriamo
si

Etiopia,

in questa Sibilla. Dove per l'unit di tono e di rappresentazione tra questo passo egiziano ed il resto mi sembra

abbastanza ben provata perch sene possa concludere che


appartengono alio stesso Sibillista, che ha scritto tratti di
i

carattere e di contenuto pi strettamente giudaico.

XXXVI -

Geffcken, e gi prima

anche

bilito

di

lui

ha poi

Wilmowitz,

sta-

in

questo libro 1' utilizzazione di oracoli pagani,


di cui sarebbero esempi i vv. 187; 336-341, in cui sarebbe
adombrata la lotta di Tolomeo Cerauno con Seleuco e quindi

con

Calati; 458-463, che

(Epifane)

Romani

tratterebbe

quale, infelice contro la

il

464-467

in cui

relativo all'invasione dei Galli in

Ma

Geffcken un accenno

il

le

Minore.
cri-

non vedo come

io

miracoli attribuiti

ai

ellenico

Asia

interpolazioni

256-259, dove

Una, nei versi

oracolo

Tracia ed

pi interessanti sono per noi

stiane.

Tolomeo

fu abbattuto dai

Siria,

riconosce un

si

del

al

Cristo nella

sua seconda apparizione sulla terra, miracoli simili a quelli


di Beliar; ma soltanto un passo caratteristicamente
pole-

dove

mico,

confermato

il

1'

uomo, che avrebbe steso

la

detto

//

del

parole evidente

regno

di

in

preannuncio

il

mano

tra

-nigUore

sul legno,

ledetto e causa di maledizione, bens santo


altre

Ges

carattere messianico di

[maidato dal Cielo) ed poi


Ebrei, del quale si avuto

non pi ma-

e fruttifero. In

come accanto ad una

descrizione

Dio, caratteristicamente non messianica, fatta

da un giudeo, un cristiano ha voluto riconfermare


riattaccandola precisamente a quei

fede,

passi

Geffcken,

nere

d' origine

l'aggettivo

gli

altri

di

critici

cristiana

()o;(_pi'7TO'j;.

versi

Antico
prean-

il

di

seguire

questa opinione, nel ritess. in base all' uso del-

62

Anzi, a mio avviso,

dell'uso del "plurale, avrebbe

sua

la

dell'

Testamento, che ne contenevano, secondo lui,


nuncio e la conferma. Mi invece impossibile
il

gii

Giosu,.

il

fatto stesso

dovuto servire a mettere

guardia contro una simile attribuzione.


Da ultimo si presenta la questione della chiusa del
versi

512-531,
una visione gnostica e

bro,

carattetizzati

nella

quale

dal
altri

Geffcken
critici,

in

li-

come

tra

cui


Bleek

XXXVII

Zahn, hanno riconosciuto uno dei passi pi antiispirazione giudaica. E tale senza dubbio esso tratto

chi di

appare, qualora si tenga conto soltanto della sua collocazione: nei versi precedenti annunciata l'ira di Dio, che
si

manifesta qui con

quando

si

la fine

del

mondo. Allo stesso modo,

consideri soltanto la battaglia delle

naturalmente indotti a vederne solo

Ma, come ho cercato

origine ellenistica.

nota relativa, non vero che nulla


taglia dei

giudaismo.

corpi celesti,
Inoltre

il

non

stelle,

si

la possibile, anzi certa,

di

mostrare

di simile

nella

a questa bat-

tradizione

del

pezzo va prospettato e studiato

alla

si

trovi

nella

luce delle dottrine astrologiche di quel tempo. Si tratta in-

somma

di

un notevole esempio

di

sincretismo religioso,

al

quale non vorrei tuttavia dare il nome di gnostico, anche


per non allargare troppo e rendere cos completamente imprecisa questa parola, comunente usata per designare una
corrente, a cui appartennero
satori,

almeno

di

nome, ben

bito del Cristianesimo.

un gruppo di scrittori e pennoti, e che si svolse nell' am-

APPUNTI BIBLIOGRAFICI
1.

1)

Contengono

TESTO.

IL

nostri libri

manoscritti seguenti:

Classe

Q
V
H

(Cod. Vatic. 1120 saec. XIV):


(Cod. Vatic. 743 saec. XIV):
(Cod. Monac.gr. 312,

a.

Classe

(Cod. Vindobon.

S (Cod.

P
B

hist. gr.

Scorialens. II

(Cod. Monacen. 351

saec.

(Cod. Bodleian. Barocc.


(v 107 ss.) IV. V.

F (Cod.
L (Cod.

il

libro IV.

1541):
4>.

XCVI.

7. fin.

Classe

O..

6.

saec. XV). e

saec. XV.):

XV)
109

il.

11.

Ili (v.

fin.

saec.

III,

IV, V.

5 ss) IV, V.

XV)

11.

Ili

"^F.

Florent. Laurent, plut. XI, 17 saec. XV). e


Parisin. 2850 a. 1475)
Vli, III, IV,
Toletanus.
ca.
a.
11.
1500):
(Cod.
III, IV, V 1-482.
:

R (Cod. Parisin. 2851 fin. saec. XV.) 11. III, IV, V 1-106.
Cod. Parisin. 1043: IV 178-185; 187; 189; 190; V 93-111.
2) Edizioni:

La prima edizione

quella di

Xystus Betuleius, Basilea,

1545; a cui seguirono Seb. Castalio, Basilea, 1546 e 1555;


e Opsopaeus, Parigi, 1599; Servatius Gallaeus, Amsterdam, 1689; in Gallandi, Bibl. Patr. I. 333 sgg. Tutte queste


contengono

primi otto

fatta dal card.

Mai

nella Scriptor.

Veter.

(1.

XL

libri.

La scoperta

XIV. Milano, 1817;

altri libri

degli
indi

XI-XIV

11.

Nova

Colledio, t. Ili, 3, 1828) conparecchi anni alla prima edizione vera-

dusse solo dopo

mente e

critica tuttora fondamentale, quella di C. Alexandre,


Parigi. 1841-1856; in un solo volume, 1869. Indi:
Friedlieb, con trad. ted. Leipzig, 1852.; Aloys. Rzach.

voli.

1891, la

Vienna,
su salde basi

prima edizione critica moderna, che pose

la

classificazione

dei

codici', se

il

testo

spesso troppo artificiosamente ricostruito, essa in compenso


reca una utilissima appendice di riscontri con luoghi omeinfine Geffcken, Die Gracula Sibyllina {Die griechischen christilichen schriftsteller der ersien drei Jahrhanderte)

rici;

Leipzig, 1902.
3) Traduzioni
in

di

(moderne)

francese:

Bouch-Leclercq, in Revue de Vhist. des


(1883) 236; Vili (1883) 619; IX (1884)

relig.

220;

VII
(li-

bri I-III).
in

tedesco:

di Blass,

Apocryphen und Pseudoepigraphen des

negli

A. Test, del Kautzsch, voi. IL


IV, V.)

p.

177 ss.

(libri III,

in inglese:
di

M.

S. Terry,

The

sybilline

Oralles translated...

nto

English Blank Verse, New York, 1890;


di Lanchester, H. C. O. negli Apocrypha and Pseudoepigrapha of the 0. T. del Charles, voi. II, p. 368 ss.
(libri

III,

The

IV, V.)

Sibylline Oracles, Society for


Christian Knowledge, London, 1919.

di Bate,

promoting

XLI

li.

STUDI.

(a) Sul testo (segnalo solo

Volkmann. De oraculis

principali):

sibyllinis dissertatio, Lipsiae, 1853;

Lectiones sibyllinae, Parigi, 1861.


Meineke. Zur den sibyll. Biichern, Philologus^ 28 (1869).
Rzach. Zur Kritik des Sibyll. Weissagungen, Wiener Stadien,
Krit. Stud. zu den. Sibyll. Orakeln, DenkWlen. Akad. phil-hist CI. 38 (1890); Sider
schriften
byll. Analekta, Wien. Stud. 12 (1890): Zur metrik der

IV (1882);

rac. Sibyll. Vien. Siiid 15 (1893); Zu den sibyll.


Orakeln, Philologus, 52 (1893); Zu den sibyll. Orak,
Jahrbb. far class. Philol. (1893) Zur Kritik der Sibyll.
;

Orak., Phiblogus, 53 (1894); Zu den sibyll. Orak.


Wien. Stud. 17 (1895); Ree. dell'ediz. Geffcken in Giting. gelehrfe Anzeigen, 1904; in Mlanges Nicole, \90;
Analekta zur Kritik und Exegese der sibyll Orak., Sit-

zungsberichte d:r Wien. Akad. phil-hist. ci 156(1907).

Von Herwerden, Ad oracula

Sibyllina

{Mnemosyne

19, 1891).

Buresch. Kritisch. Brief iiber die falschen Sibyllen, Philologus 5\ (1892); zu den Pseudosibyll. Orak. Jahrbb
ftir class. Phil. 1892.

Pseudosibyllinisches, Rhein. Mus.

47 (1892).
Nestle.

Etwas Antikritisches zu dem

kritisch. Brief iiber die

falschen Sibyllen, Philologus 53, 1894.


(6) Sul contenuto e la composizione, (trascurando

le

introdd. a edizioni o versioni gi menzionate):

Alexandre. Excursus ad sibyllina, Parigi, 1856;


Bleek. Ueber die Entstehung und zusammensetzung der
Sibyll. Orakel. (Theol. Zeitschrift, I, 1819; II, 1820).
Gftcrer, Philo,

II,

p.

121.

Hilgenfeld. Die jildische Apokalyptik, 1857. Messias Judaeorum, 1869 pp. vii, xviii, Ixii, 65, 73 s, 85, 91, 94,


100.

Die jiidische

schffl.

LXII

Apokalyptik Zeitschr fiir wissenDie jiidischen SibUen und

Theol. 3, (1850);

der Essenismus, ibidem, 14 (1871).


Ewald. Abhandlung tiber Entstehung, Inhalt und Werth der
Sibyll. Biicher. (Abhandluiigen der Gotting. Geseil. der
Wissensch. Vili, 1858-59, hist-phill. Classe, p. 43 ss,).
Volkmann. In Philologus 15 (1860) recens. dell'ediz. di
Alexandre.
Badt. De Oraciilis Sibyliinis a Judaeis composifis, Breslavia, 1869. (Jrsprung, Inhalt und Text des IV Buches
des sibyli. Orak. Bresiau, 1878.
Larocque. Sar la date du III livre des Oraci. Sibyii. Revue

X (1869).
Archologique, Notiv. Srie,
HilJebrandt. Das Rmische Antichristentum zur Zeit der
Offenbarung Johannis und des

fiinftes sibyll.

Buches.

Theol. 1874).
et Sibylles, Paris, 1874.

{Zeitschr. far vjssens h.

Delaunay. Moines

Drummond. The Jewish Messiah, London,

1877, pp. 10-17;


pp. 167-176.
Zahn. Ueber Ursprung und religiose Charakter der sibyll.
Biicher IV, V, etc. {Zeitschr. fur kirchl. Wissensch. und

Philo judaeus, London, 1888,

I,

Leben, 1886).
Hirsch.

The jewish

Sibyll.

Oraci, in Jewish Quarterly Re-

view, II (1890).

Deane. Pseudoepigrapha, 1891, pp. 276-314.


E. Fehr. Studia in Gracula Sibyllina, Upsaliae, 1893.

La Sibylle juive. et les partis religieux de la


Les
Dispersion, Revue des Etudes juives, 29 (1894)
prophties sur la guerre judo-romaine de l'an. 70.

Friedlnder.

Rev.

Et

juiv.

30 (1895)

La propagande

religieus'e

des

grecs avant l're chrtienne. Rev. Et. juiv., 30


(1895). L'Anti-Messie. Rev. Et Juiv. 38 (1899). Gesch.

Juifs

der jud. Apologetik, 1903, pp. 31-34.


Histoire des ides messianiques,

Vernes.

pp. 48 ss.

Paris,

1874,


Bousset. Der

Antichrist.

XLIII

1895,

pp. 59-63

Die Be-

etc;

ziehung der ltesten judischen Sibylle zur Chaldischen Sibylle. (Zeitschr. f. d. Neutestam. Wissensch.
1902); Articolo: Sibyllen

und

Sibyll. Biicher. in

Prot

R-Enc. 3. ed. voi. XVIII, (1906) pp. 265 ss.


Geffcken. Eine gnostische Vision. (1. V 512-531) Sitzungsber.

der Berlin. Akad.; 1899; Studien zur lteren Nerodes Gtting Gesell. der Wissensch.

sage. {Nachricht

kl. 1899)
Die Babylonische Sibylle {ibidem,
1900); Die Sibylle Preuss. Jahrbb. 106 (1901); Komposition und Entstehungszeit der Oracc, Sibyll. (Texte

phil-hist

und Untersuchungen, N.
Schiirer.

Geschchte

des

F. Vili, 1).

jiidischen

Volkes im Zeitalter

Jesu Christi, voi. Ili (4. ed.). Leipzig, 1909, pp. 553 ss.
Lagrange. Le Messianisme chez les Juifs, Paris, 1909,
(pp. 64-65; 81-83; 99-101; 116-119);
Charles. Criticai history of the doctrine of future

tology, hebrew, Jewish

and

life

Christian), 2. ed.

(Escha-

London,
Apocaly-

1913, pp. 207-208; 273 86-97 dell'articolo


ptic Literature in Encydopedia Biblica (I, 245-250).
Religious development between the Old and the

New

Testaments (London, Home University Library, n. 94)


pp. 226 s.
Dalman. Die worte Jesu, pp. 283-284.
Volz. judische Eschatologie von Daniel bis Akiba, Ti bingen und Leipzig 1903, pp. 46-50 e cfr. l'indice
delle cose.

S. Krauss. Art. Sibyl in Jewish Encydopedia, XI, 319 b-323.


Sabatier. Note sur un vers de Virgile, in Etudes de critique
et d'hisioire (Biblioth.

de l'Ec. des H-Et.

Religieuses, voi. VII), 1896,


Oltre le opere menzionate nelle note.

Sciences

LIBRO
O

celeste,

Tonante

dall'alto,

Cherubini facendoci stare

III.

[beato] (i),

trono

in

saldi

che

tieni

ti

supplico,

(2),

concedi un poco di riposo a me la quale dico la verit


intera; poich il mio cuore affranto. Ma perch di

nuovo mi palpita

cuore e l'animo battuto da una sferza

il

costretto a palesare a tutti

la

voce che

mi

risuona 5

dentro? Ors, annuncer dunque ancora una volta tutto


ci che Dio mi costringe a far noto agli uomini (3).

uomini

(4)

che avete nel vostro aspetto una forma


sua somiglianza) (5) perch errate

creata da Dio <a

(i) 'YiPpjj.Ta, [ixap, opavie

per ragioni

metriche:

Mss. Emendato
i/i^pzjxk-a

in varie

Geffcken.

maniere

'Yppsfixr)!;,

i,'354; 12, 68; Od. 5, 4.

II.

(2) oc I-/SIC
54

'Oupvis,

Es.

(cfr.

r)vto)(_Gv

(3)

- Xspoujl[A
25,32);

Apoc.

tSpu[Ayoc

Ps. 79,

yS,

o'j

Esdr.. ed. Tiscnendorf,

p.

Dan.
37, ^q:

3,

~ X.

La

Sibilla qui,

come

in tanti altri luoghi,

riafferma la pro-

pria ispirazione: cfr, 295, ss.; 489, ss.; 698, ss.; 820, ss.; ecc.
(4)

Autol.

Sulle
Il,

ragioni

di

preferire

vv. 8-45

36) V. l'Introduzione. Insieme coi

al Fr.
frr.

si

(Theoph. ad
anche Isa

cfr.

Os. 13,2; Dan. 5, 4; Sap. 13, ^q ss. 15, is; ecc.;


Cer,; Lettera di Aristea, 134, ss.; Filone, de decal 16
(ed Cohn-Wendland, voi. IV p. 286).
(5) 3K)vaaTov sy^ovTEc Iv elxvi jJLopajrjv. cfr. Gen. i, ei ecc. J
2 Enoch. 44, I (trad. Charles: in the likeness of his own face).
11 supplire: a propria somiglianza, mi pare indispensabile in italiano'
per la chiarezza, mentre non forse necessario nel testo.

40,

i8

ss.; 44, yoo;

eps^. di

-~.

vanamente
10

che

andate

via

retta

la

per

del Creatore immortale

sempre

Uno

nerato,

invisibile (2)

costru

una mano

che vede ogni cosa; cui non


n rivela la statua

Egli

abile nello scolpire,

d'avorio creata dalle arti (3) dell'uomo;

medesimo che

l'Eterno (4) rivel s

stesso,

era,

stato prima, e cos ancora e di qui innanzi (5).

essendo mortale pu fissare Dio con

infatti

chi potr sopportare di udire

Dio che governa

celeste gran
20

aTapT?. Il, 17, 743; Od.


2 En. 42, io
Beato

(1)

di verso).

due vie

via. Sulle

si

14,
.

concetto

il

(4)

8 ss.;

si

gli

Il

del
la

mare

il

izapr.v

cammina

veda

chi

quale con

ed

cielo

nome

solo

i; {-cpriyjtaw

scritto molto;

Dio vede

ifvio?,

LXX.

2; Da.

5,

Macc.

Gen.

cfr.

111

I, 25;

ma non

(5) Cfr.

Apoc.

(6) Cfr. Fr.

in

fine

per la retta

la bibliografia sulla

io

4; &CC. Pi delle

Memor.

Ili,

Deut.
(7)

0;

3,

5,

14)

26)

XYw

secondo
crearla.

l'

art.

dell 'impossibile Tsy^vrjc dei

Mss.

Isa.

26, 4;

ecc. Cfr.

40,

42;

'28;
I

Baruch,
Macc. 2,

4,

5^;

Eternai, Eternity in

art.

1408.

4, gj

ii>

in'-

^^

"^-^^

^''

(""' ^PXt^^^?)-

Theoph. ad Autol. I,
referenze elleniche date dal Geffcken (Senof.
ss.;

ep.

Barn.

5,

^ol

mi sembra qui persuasivo il, richiam.o di Es. 30,


13, 22 ecc. V. anche la nota ad pato;.

Giud.

s'xTiaE ::vTa,

logos come un'entit


6) del valore,

YHWH

Jewish Enc.

veduto, v.

35; Da. Th. Su.

6, ^3;

(II)

I, ;

I,

21, 33;

Su.

Macc.

Encyclopedia Biblica

20;

il

quegli che

Shekinah. (XI, p. 260, b.).


(3) TxvjTj' emendaz. di Wilamowitz

5,

mondo

Egli

ed era

occhi? (6)

Per paro? come traduzione del Tetragrafnmaton

(2)

11

il

ma

suIl'Ep. di Barn.

i'.Qaij]

e per

il

anche

parola (7) cre ogni cosa, e

sua

(i)

Dio,

impera, ineffabile, abitante nell'Etere, auto-ge-

solo

d'oro
15

non ve ne

ricordandovi

noi

Sarebbe un errore interpretare qui

filosofica.

il

Si tratta piuttosto (come in Ps. 32,

diremmo quasi magico, dalla parola del Signore,


comune che nominare una cosa equivalga a

idea assai

luna piena

l'infaticabile sole e la

madre

e la possente

immortale,

Teti,

le

(i),

fiumi,

lucenti

astri

gli

sorgenti ed

il

fuoco

Dio quegli

notti; e lo stesso

le

giorni,

che plasm Adam[o] dal nome di quattro lettere, il


primo creato e che contiene nel suo nome e 1' oriente
e r occidente, e

(1)

VV.

aeXTQVTjv

T'xa[Ji.

aek,

settentrione e

il

20-21: xai

te.

opavv
H. i8,

cfr.

/tXri^-ouaav,

mezzogiorno

il

'HXiov

S-aXaaaav,

7)51

483-484:

(2)

iv 3'op. Iv Bl

25

ed

t'axajAavTa
^aX. 'HeX,

TcXrj^.

(2) Acrostico

"ApxTo?, MsaspLjBpia. Per

'AvoiToXri, Aais,

gende sulla creazione dell'uomo,

si

veda

l'art.

le

leg-

Adam, mjew. Encr,

2 Enoch (sola vers. A; trad. Charles) 30, 8 ss.: Nel sesto giorno
io comandai alla mia sapienza di creare
( Dio che parla)

ruomo da

sette sostanze

dalla rugiada

una, la carne dalla terra due, il sangue


;
quattro, le ossa dalla pietra ;

tre, gli occhi dal sole

cinque, l'intelligenza dalla prestezza degli angeli e dalla nuvola;

vene ed
mio soffio

sei, le

dal

Ed

capelli dall'erba della terra;

vento. (9)

dal

Ed

io

gli

sette, la

diedi

sette

sua anima
nature

assegnai un nome, dalle quattro parti componenti,


(i3)
dall'oriente dall'occidente dal mezzogiorno e dal settentrione (A.
A. M. A.) e chiamai il suo nome Adam, e gli mostrai le due vie,
io gli

-delia luce e delle

tenebre

Bellissima quella narrata dalla medievale Cronica di /erahmeel-


VI, 8, che sembra preservare, dei Firke R. Eliezer, una ver-

sione migliore e pi antica (trad. Gaster, Orientai Translation Fund,


N. S. IV - Royal Asiatic Society, 1899). Dio chiama le varie com-

pagnie degli angeli e dice loro: Facciamo l'uomo a nostra imache cos' quest'uomo?
gine e somiglianza. Gli angeli chiedono
:

e allora Dio

distrugge, lasciando sussistere solo i cap delle compagnie, Michele e Gabriele. Raffaele si sottomette al volere di Dio
e cos salva

li

suoi. Allora

Dio manda Gabriele a raccogliere

vere dai quattro angoli della terra;


interrogata, risponde perch io so
:

ma
di

questa

si

pol-

sottrae ogni volta;

essere destinata a diventare

una maledizione per causa dell'uomo, e se Dio stesso non prende


da me la polvere, nessun altro lo far mai. Quando Dio vide

Egli stesso fiss


e

rettili

gli

il

tipo della figura

umana

e fece

le

belve,

uceelli.

allung la sua mano, prese la polvere, e cre da questa il


primo umo, nel ssto giorno. Do cre la matria dll'toft'o di
.quattro colori, bianco, nero, rosso e verde. Le ossa e tendini sono
ci,

corpo verde
corpo diventa immediatamente livido. Allora la Tbrd (legge) disse a Dio:
Signre dell'Universo, quest'uomo che tu hai creato sar di breve vita e pecviscere nere,

bianchi,

le

(livida).

Quando

il

sangue rosso,

l'ariima parte dal cotpo,

e la pelle del
il

cher innanzi te: che sar di lui? Dio rispose: dunque per
nulla che io sono chiamato lento air ira, e dall' abbondante grazia

colui che torner a me in penitenza, io perdoner. E


perch Dio cre l'uomo dai quattro angoli della terra, e no'n dalla
polvere di un singolo luogo ? Perch l' uomo va fino ai quattro ane verit?

quando muore, la terr non potr dire: Tu non


da me, perci tu non sarai sepolto in me vattene l donde fosti creato, e col sii sepolto. Cos, ovunque un
uomo termina suoi giorni, ivi egli riposer. Dio cre l'uomo povero
goli della terra, e
fosti creato

fuori

'

e dalla polvere egli ritorner

perci la polvere fu presa dai quattro

angoli della terra. Asc. Mos. XI, 8: Omnibus enim morientibus


secus aetatem sepulturae suae sunt in terris nam tua sepultura ab
oriente usque ad occidentem et ab austro usque ad fines aquilonis :
:

omnis orbis terrarum sepulcrum est tuum. Per altre leggende,


p. es. Mlan, The Buok of Adam and ve, nota 14 al 1.

veda,
p.

si
1,

209.

La leggenda dell'Acrostico (che implica la credenza che il greco


mondo, cfr. Giubilei, 3, 28, ed. Char-

fosse la lingua primitiva del


les,

nota)

si

ritrova in occidente nel ps. ciprianico trattato

De Montt.

107 sq.) Hebreicum Adam in la'


tino interpretat 'terra caro fada eo quod ex quattuor cardihibus
orbis terrarum pugno comprehendit ... ex nominibus stllarum

Sina et Sion, 4 -(C. S. E. L.

3,

singulas litteras principales, de stella anatole a, de stella dysis S,


de stella arctos a, de stella mesembrin ^ in his quattuor litteris
cardinalibus habes nomen aSa^j.. Cfr. anche August. Tract. itt

tolle

-.

loh.

Euang. IX.

14.

(P. L. 35,

1465).

Voi non venerate, n temete Dio, n^ errate vanamente, prosternandovi a serpi e saerificando a gatti (i)

so

statue di pietra e ad irpmagini rnute di uomini genee in templi senza Dio, seduti davanti alle porte

rati;

non venerate
del

giudizio

la terra

(3).

Dio che

il

(2)

dalla

allettati

che custodisce ogni cosa

delle

malvagit

pietre,

che cre

immortale

Salvatore

Ahi razza che

gioisci nel

malvagia, di uomini senza


maligni e immorali (4), ladri dei

Irice,

macchinatori

cielo

il

il

35

sangue^ inganna-

religione,-

bugiardi,

coniugali, idolatri

letti

che avete nel

di frodi,

diinenticando

petto

m^le,

il

una pazzia

furiosa; rapaci per voi stessi (5), dall'animo 40


senza vergogna: poich nessuno che sia riceg e possi-

dente far parte ^d

ma

altri,

tutti

avranno

mortali

non manterranno fede adatto, e


donne vedove ameranno di nascosto altri, molte per

luna terribile malvagit,


Je

guadagno, e non conserveranno, astenendosi dagli uomini, la rettitudine da filo a piombo della vita (6).

Ma

quando Roma che ancora aspetta regner anche

sopra

l'

Egitto

di

(2)

culto
TEpst-re

Jtxi

allora

cfr.

sono

in

M.ss.

Arist,

modo

il

grandissimo regno (sovranit)

H. Nat.

5,

2,

7;

6,

35, 3.

Gli

og-

speciale Egiziani.

o rpst-E Geffcken.

I Ch. 16, 35; Ps. 23,


15
5; 24, 5 ecc.; Sap.
Ecclus. 51, i', Isa. 12, o; 1 Macc. 4, 30 ecc. o? opavv I'xt'.cs
Y'fv: cfr. Atti 4, 24; 14, 15; Apoc. io, g; 14, 7 (Coloss. i, ig).
(4) Testo restaurato da Castalio,

(3) Scorrjp

16,

(7),

atXoupotat,

(i)
;getti

45

De. 32,

-,;

(5) aTot? p:i^ovT(;.

gere

Mi sembra

necessario, col Lanchester, leg-

CtToTc.

(6)

ou (jr:pTv

xaT^/^ovai

^iod

av3pt3v

XeXa'/^ouaat

-correzione di Meinecke per ai Xax.ouaai dei Mss.


(7) Sulla data di questo passaggio v. Introd.

quest'ultima

del re immortale (i) apparir tra gli

50

un

uomini. Verr

Santo Signore, che posseder gli scettri di tutta la terra,


per tutte le et del tempo che scorre veloce. Ed ecco
l'inesorabile ira degli

destino rovineranno
sotto

loro tetti (2),

uomini Latini;

Roma. Tutti

tre

miserabile

per

uomini

gli

quando scorrer gi

periranno

dal

cielo

la

cataratta di fuoco.
55

me

infelice, quando verr quel giorno e


Dio immortale gran Re?

Ahi,
dizio di

Ancora starete
templi e

in

citt,

piedi,

e adornate

il

giu-

tutte

di:

stadi e di piazze, e di statue d'oro e d'ar-

di

gento e di pietra, affinch giungiate a quel giorno


amaro. Verr infatti il momento, quando trascorrer tra
60

tutti

gli

uomini l'odore dello zolfo

porteranno sventure.
Ma dai Sebasteni
65

(3).

Ma

cose ad una ad una, in quante citt

le

in

piedi

l'altezza dei

(i).cio il

Worte

lesti,

(4)

torner

gli

io

racconter

uomini sop-

Beliar (5) e

far

monti, far stare in piedi

di

regno dei cieli

ss.

Leipzig 1898, pp. 75

il

stare

mare

Dio, cfr. Dalman, Die


spec 81 s.

(2) [Asl^pot? olotaiv.

(3) Cfr. Lu. 17, 29;


(4)

Anche per

(Gen.

19, 24):

Apoc.

9. i^.^g; 14, 10

ecc. ecc.

l'interpretazioni dei Sebasteni dai quali uscir

Beliar, e per la data di questo passo, v. Introd.


(5)

cato

BsV.ap

della

(19, 22)

Cheyne)

per dissimilazione da Belial. Per T uso ed

parola nell'Ant. Test,

si

il

signifi-

G. F. Moore, Judges,

veda,

ntWJnter. Crii. Conim.; ed Enc. Bibl. s. v. (Dennett e


e la biblografia ivi accennata. Per le etimologie rabbiniche

da beli-yil
senza giogo, cio contrario alla legge,
(da beli-ol
senza vantaggio, cio privo di valore, vano) e l'uso nella letteratura rabbinica e negli apocrifi, v. Jew. Enc. s. v. Per il N, Test.
(II Cor. 6, 15 e pi per II Tess. 2,3, ss. che tanta affinit presenta
eoi passo che stiamo discutendo,

fi

vedano

commenti:

del Frame,.

molti

morti, e far

piedi

non saranno

lui

chiara luna, far

infuocato e la

sole

gran

il

realizzati

per

segni

gli

bens trarr

stare

in

ma

in

uomini;

molti

errore e

in

del Moffatt (The Expositor's


Lueken
(Die Schriften des N. T.J; del
Mayer
V/ohlemberg (nel Komni. zuni N. T. dello Zahn) del Dobschiitz
(nel Krit-Exeg. Konim. i'iber das N. T. del Meyer). In Deut. 15, 9;
Giud. 19, 32; Prov. 16, 27) Aquila traduce Belial, un termine che

neir//. CrU. Conmi.; del Millgan

Gr. Test.);

del

del

Test, applicato

nell'A.

to any one opposing the established


Jew. Enc. cit.) con aTrocj-aata.

authority, whether civil... or religlous

Quindi

1'

7coc7Taata in

vo^.iac (0:

zr^c,

li

[j.apTta),

Tess. 2,3 sarebbe identica sll'av^pwTcoc


'ATtociraata poi, capace di entrambi i

significati, politico e religioso.

Del resto, dato da una parte

il

carat-

che religioso, delle aspettative mesjianiche del


e quello religioso, oltre che politico, assunto dagli

tere politico, oltre

giudaismo

imperatori romani, sembra abbastanza logico che le due idee venissero confuse insieme. All' interpretazione del noto passo di II Tess.

ha recato un contributo importante


alla luce delle considerazioni

escatologico
p:

301

Su

t,

secondo me, decisivo, anche

su esposte, E. Buonaiuti

nell' Apocalissi paolitia

in

-.

Athenaeinn,

Il

dramma

(1917)

ss.

Belial nei

rapporti con

l'Anticristo, si

vedano

le

note opere

del Bousset (da ussrsi per con cautela cfr. Moore, Christian writers

on Judaism, Harvard Theol. Rev. luglio 1921) Der Antichrist; Die


Apokalyptk ; il commento all'Apocalissi canonica (Die
0_^enbarung Johannis nel Kritisch-exeget. Kotnm. gi ricordato
del Meyer)
Die Religion des Judenthtims ini N- Tliche Zeiialter,
2^ ed. 1906; inoltre l'articolo Antichrist in Enc. Bibl. e nelV Encycl. of Relig. and Ethics del Hastings gli articoli Antichrist

jildische

Beliar nella Protest. Real-Encyclopedie,


Si

veda

di

questi con quello del

ecc.

inoltre, per la fusione dei miti, di Belial

con l'Anticristo,

Nero

redivivus, e per i rapporti di Belial


Ascension of Isaiah ; The niartyrdoin

con Sammael, il Charles, The


of Isaiah nei suoi Apoc^ypha and Pseudoepigrapha of the O. T.;
e pi recentemente nel commento all'Apocalissi (The Book of

Revelation nelVIitern. C^-itical

Comm).

eletti, ed Ebrei ed altri uomini


non
avevano udito ancora mai la
quali
Dio (i). Ma quando le minaccie del gran Dio

e inganner molti fedeli

senza legge,

70

parola di

saranno incombenti, e una potenza di fuoco attraverso


la massa ondosa verr sul' a terra, e bruci Beliar e gli

uomini superbi che


75

mndo

il

in lui

avranno riposto fede;


mani d'una donna

sar governato dalle

mondo

il

e getti oro ed argento nel mare

vino, e insieme col bronzo getti

uomini
80

mondo
l'etere

85

sul

tutti

nel

mare

quanti

elementi

gli

la cataratta instancabile

e brucier la terra, brucier

celeste, e

il

giorni (7) e la creazione


e
ridurr
a purezza (8).
der insieme

E non

(i)

notte,

(3) V.

ridenti

le

sfere

non pi aurora; non

Non mi sembra
c'.CT^QxouCTav

necessario

ti

modificare la

di Mss. della famiglia

(2) 81' oiB^mxoi.


.

pi esisteranno]

non pi

Xyv

d-

ferro degli

il

del

dai molti segni cadr sulla divina terra,

mare scorrer

violento (6)
volta

(4) sarannno vedovati, quando Dio abitante nelrotoli il cielo Cme si arrotola un libro (5). Tutta

la volta celste

allora

efimeri,

(3)

quando una vedova regni

reso ubbidiente in tutto. Poi

su tutto

allora

di

fuoco

mare; e

la

stessa fon-

degli

darai

astri,

pensiero

lezione ou^tw bo'J

*.

Wasserwoge, Blass; swelling surge, Lanchester.

Introd.

(4) aTOt-/_ia 7kp;:avTa

xa[i.ou.

34,4; (Apoc. loh. 6,^4); cfr. 2 Petr. 3,io


un'
idea
comune alla letteratura apocalittica

Anche
questa
(6)
veda 2 Enoch io, 2 e le referenze date ivi dal Charles.
(5)

\Jnvolunten;

cfr. Isa.

si

(7) rifiata,

da non modificare, come il Blass vorrebbe, e il LanI giorni sono precisamente uno tra gli ele-

chester fa^ in cri^aTa.

menti

del

(8) Et? v
E'jcuv

zoc\

mondo.
-/^(jjvsuai

/.a^ap'.'Cwv.

xa\ e?

xa^apv BiaX^ei

cfr.

Mal. 3,3:

7_w-


dei

numerosi

giorni

non

l'estate,

dell'

giudizio del gran

della primavera,

Dio verr

dell'autunno.
in

mezzo

non

del-

allora

il

90

del gran secolo (2)

tutte queste cose (3).

per le acque navigate e per tutta la terra per il


si leva e che non tramonter di nuovo! Tutte
!

che

sole

ubbidiranno a

le cose

sul

non

inverno n

quando accadranno

(i),

mondo;

perci

lui

quando

(4)

dunque

fu primo e

salir

nuovo

di

conobbe

95

il

(5)

proprio potere.

Ma

quando

mand

ch'egli

si

le

compiranno
mortali

-ai

minacele del

quando costruirono

gran Dio
la

torre

nella terra d'Assiria (6); poich eran tutti della stessa fa-

(1) o vu5? ox ^ws, ox Tifiata tzo^^X [ispifiva? ox sap, oux\


Bipoi, oh -/^t[j.wv', o ^AETTutpov. [LBpi^vac, e -/^Eificov' sono correzioni
di Wiiamowitz, per jj-spipr,; e x^^F^t^^Miei Mss. Cfr. IV (11) Esdra,

7, 39 e 2

S, 22, b.

Enoch

(2) Cfr.

(3)

33, 2 e 65, 7. Si tratta di ampliamenti di

Gen.

e.

2 Enoch. 65, g;

Dopo

il

(4) Sulla data,


{5) ird-^yb,
(6) Cfr.

l'

ecc.

V. 92, lacuna.
ecc. v. Introd.

nYvwxs, non ir^rf^^ui (Lanchester).


Introd.
La leggenda molto diffusa. Ai luoghi ad-

dotti dal Geffcken (Alessandro Polistore presso Eusebio, Cronaca,


ed. Karst. p.

12=

Cyrill. Alex.

Adv.

lui. i,

g-,

Gius. Flavio, Antt.

Abideno, presso Eusebio, Cronaca, ed. cit. p. 42. cfr. Praep.


Evang. IX, 14, 2; Eupolemo. presso Alessandro Polistore (Eusebio IX, 17, 3); Mos di Khoren, I, 6 (Vetter, Theol. Quartalschrift,
1, 4,

1892, pp. 45, ss.) e lo scolio a Platone, Fedro, 244,


I,

77; Cedren.

Apologg. VIII
22. ss: Dio

I,

p.

22; e Theoph.
146) vale

avvede

la

di quello

decide di scendere a confondere

ad AtdoLW

pena
che

di

gli

B;

Syncell.

31 ed. Otto, Corp.

aggiungere: Gnibilei, X.
uomini vanno facendo, e

il
loro linguaggio <scos che essi
linguaggio reciproco, e possano essere
dispersi in citt e nazioni,... Ed il Signore discese .... ed Egli

non possano

capire

il

loro

10

velia e vollero innalzarsi fino al cielo stellato

100

r Immortale impose una terribile


allora

dopo che

grande
lonia.

Ma

uomini
dei

eccitarono tra

torre,

dopo che

mortali

si

riemp

decima generazione
no

la torre

di

cima

fu caduta e

regni

nome

posero
le

allora

venti.

mortali la discordia

uomini

gli

dispersero in favelle

si

ai

venti ebbero abbattuto dalla

Perci alla citt

105 stina.

necessit

Ela

inte-

Babi-

lingue degli

d'ogni genere, e la terra

venne

allora

divisi,

la

(i), da quando
E regn Cro-

degli uomini mortali

primi uomini sopravvenne il diluvio.


nos e Titano e Japeto,
figli
pi nobili di Gaia e di
Urans, che gli uomini chiamarono Terra e Cielo, dando
ai

confuse
l'

uno

il

loro linguaggio ed essi

questa ragione
il

cessarono

dell' altro,

non compresero pi
costruire

terra di Shinar

l'intera

Signore quivi confuse

e di qui essi furono

di

tutti

linguaggio
torre.

Per

chiamata Babel, perch


dei

linguaggi

dispersi nelle

il

citt e la

la

loro citt,

figli degli uomini,


ciascuno secondo il

prop'io linguaggio e nazione. Ed il Signore mand un forte


vento contro la torre e l' abbatt sulla terra, ecc. 11 numero delle
nazioni create cos sarebbe stato di 70 (si veda la nota del Charles,

ad

loc).

Epifanio Adv. Haer. II, 11. AieuxISaas y^f atSv x? Y^wTTac, xa\
su ijOOfj.r,xov~a Suo oisve'^sv xax tov twv tts avSpwv apt^p.v
o.Tzh
fiixc
Epe^svTtov o5cV xx\ MipoTtsc o'JTOt /.y.XrjVTai, 8t
ycovr|V, xa\ tov Tcup^ov aviJtov [iSo'rj xairicjTpE'iEV.

Del resto

xs^aXatS-ai
diei

(ed.

da

[j.tpo[iat,

data da Epifanio,

(Sethiani), dove

1.

e. ).

che

riparla dei 72 pyj/jyoi re

Oehler Epiph.

I,

i,

p.

= uomini parlanti, secondo

oA

Griech. Christl. Schriftsteller der ersten

Holl. in

t-^poTCHc av3pw:i;ot

antichi,

cfr.

6 e 7

Jahrhund. pp. 176;


(i)

u-c[j.Epia[Ajj.Tiv

Epifanio pu essere appunto Giubil

la fonte di

egli cita, all'er. 39,

ttjV

528).
1'

etimologia degli

dividenti, articolanti la voce. (cfr. quella


Secondo altri, da una radice
(lat: mor-),
:

(grado basso) PpoT;; quindi, mortali.

MER


loro
tali

tra

primi

mor-

uomini

gli

(i).

perch erano

nomi,

11

della terra erano la

tre terzi

ognuno avendo

la

sorte

di

ciascuno (2)

sua parte regnava e non veni-

115

come si vede, procede parallelo ad Esiedo, ma ne


un punto. Quanto al valore del passo, cfr. Introd.
Esso era noto a Tertulliano, Ad nat. II, 12. Volendo dimostrare,
degli dei pagani, illos omnes homines fuisse, fa risalire, secondo
Varrone, Giove, Giunone e Minerva a Saturno, e questi a Caelus
de Caelo enim et terra Saturnus. Il quale quia venisset peregrinus,
(i)

li

racconto,

differisce in pi d'

repentino ubique inolevit caelitera dici. Nam et volgo generis incertos


filios iactitamus, e conclude con una citazione vera e propria

terrae

della Sibilla

ea senario versu in hunc sensum de Saturni prosapia

decima, inquit, genitura hotuimmi, ex quo


cataclismus prioribus accidit, regnavit Saturnus et Titan et lapetus,
Terrae et Caeli fortissimi filii. (C. S. E. L., 20, p. 1, pp. 1 16-120).
Cfr. Minucio Pel., Octavius, 21, ,, quasi con le stesse parole: (Saet rebus eius expont:

Terrae enim vel Caeli filius, quod apzcd Italos esset


ignotis parentibus proditus, ut in hodiernum inopinato visos caelo
missos, ignobiles et ignotos terrae filios nom,i?iamus. (C. S. E. L. 2.
p. 30) il quale per cita Nepote, Cassio, Tallo e Diodoro, ed citurnus)

tato a sua volta da Lattanzio, Div. Inst.


p.

I.

it, 55

(C. S. E. L.

19,

46), dove appunto l'apologista africano

mente con

altri autori classici,

latina di Ennio, e ad

un

l'opera di

riassume e cita largaEuemero, nella traduzione

punto soggiunge haec historia quam


vera sit, docet Sibylla Erythraea eadem fere dcens, nsi quod in
paucis quae ad rem non attinent discrepat. (1. e. p. 54). Tra gli
certo

Apologisti greci conosce questo passo Atenagora, che lo cita molto


allo scolio a Platone, Fedro, 244 B
SipuXXa

probabilmente in base
(iji[j.vr]Tai

S'aT^? xx\ IlXaTcov)

Sr)

tts

or)

OExaTT) Y^ver).,.

(Goodspeed,

Die Altest. Apolog. p. 351).


giuramenti a quella
(2) Si vuol paragonare questa tripartizione e
compiuta da No: Giubilei, 8, ^^ e 9,^4 (il Charles in una nota
afferma che questo anticipates the Social Contract of Rousseau
pur ammettendo che the objects are different) ed Epifanio, Adv.
i

Haer., 66,
7.c7{iov

ToTi;

(Oehler,

Tpta'iv uioT?

542-3): Nwe. .. p-vo? SiatpSv rv Ttavra


auTou; e Ancoratus, 114, 1-2 ed Holl p. 141^

2, p.


vano a

conflitto

vecchiezza e

della

una

tremenda

infatti

Cronos

amante

di

tutti

erano

quel

di

vecchio e

Ma

130 stirpe

tra

Gaia,

il

pi

nobile

maschi,

figli

si
i

partoriva,

Ma

dalle

avendo

patto,

uomini che

nell'aspetto.

per

regnare

compisse

Titani
tutti

di

il

Allora Titano im-

non
lui,

destino.

quando Cronos
Ogni qual volta

ponevano presso a lei e favive


figli maschi (2): lasciavano
si

le

il

ner per prima Era

una

allevare

femmine che fossero allevate presso


suo terzo
quando l'illustre Rea partor

tutte

Afrodite

Dione

Estia e

un

cevano a pezzi
135

combatterono

e giudicasangue o di quei genitori


Cronos regnasse su tutti, poich era il pi

fosse vecchio e

Rea

ad

pose grandi giuramenti a Cronos,


di

co-

re consanguinei, e gli altri

facendo

figli

regali,

Rea,

condussero

li

(i)

radunato

rono che

uomini

gli

Titano.

corone, e Demetra, ed

chiome

belle

tutti

con onori

chi,

ed

pa-

tempo pieno

il

giuramenti incomincia-

ai

trasgressione

manderebbe a
loro

mor

del

giuranienti

Poi venne

padre

il

una contesa

rono fra loro

125

erano

e le parti eran giuste.

dre,

120

vi

12

la

madre.

parto, ge-

e poich videro coi loro occhi

che

neonato era femmina, quegli uomini feroci,


Titani,
se ne vennero via per conto loro. E dopo che Rea gener un figlio maschio, lo mand subito di nascosto ad

il

140

essere allevato in Frigia,

Cretesi

(i)

(2)

da giuramento

(3).

tre preso tre

Perci

uomini

lui

posero

noti aggettivi omerici.

Un

vo3;:iov

legati

avendo

curioso raffronto con Apoc. 12, 4 xal opxojv


yuvaix? ttJc [J.eXXouarjs tsxstv, "va orav Txrj t

zrfi

l'c-riXEv

rxvov

ktt)? xaTaipayo.
(3)

Il

racconto,

^accennato

come

vede, alquanto diverso da quello corrente


Georg. IV, 150) nel quale Curati coi loro
istrumenti musicali coprono le grida del bambino.
si

p. es. in Virg-.

canti e battere di


nome Dia, perch

13

era stato

allo

fr5-portato (i). Cos,

steissso modo, sped di nascosto Posidone. Per la terza


volta poi Rea illustre fra le donne gener Plutone, nel

Dodona

passare presso

onde scorrono

(2),

umide

le

vie

fiume Eropo, e l'acqua scorre verso il mare, insieme col Peno, e lo dhiamano Stigio. Ma quando

del

145

Titani udirono che vi israno dei

aveva generato Cronos e


riun

suoi sessanta

sua consorte Rea,


ceppi,

fecero

una

ti

la

e mise

figli

in

Titano

Cronos e

lacci

nascose nella terra e

allora lo udirono
terribile

segreto, che

in

figli,

sua consorte Rea,

figli

la iso

custod

li

in

del potente Cronos,

guerra e battaglia; e questo fu rinizio


i mortali
(3). [Infatti questo fu per

della guerra per tutti

mortali

inizio

allora

nerazioni dei Titani e

Medi e

dei

dei Macedoni,

(i)

oTi

axv

citata

neli'

ge-

il

regno d'Egitto, poi dei Per-

degli Etiopi, e dell'Assira Babilonia, poi 160

nuovo

di

5'.s:;ipvs5^rj.

OTi 31

le

Cronos perirono. E dopo, nel

di

corso del tempo, sollev


siani,

155

di

primo
guerra].
Dio mand sventura ai Titani. E tutte

il

Roma

d'Egitto, quindi di

(4).

Gffcken fa questa, etimologia stoica, Cornut, 2^

y'.vsTai v.a\

cjw^eTCd -avr. Nella lettera di Aristea,

introduzione, entra

un interessante motivo

16,;

apologetlc

giudaico: gli 'Ebrei, si dice, venerano il Dio che vigila tutte te


cose, che anche i Gentili adorano chiamandolo diversamente, cio
Zt^vk xx\ Aia; ed a questo attribuita tutta

e conservazione dell' Universo,

come appunto

al

nonch

la

Sede, co

(3)

Theoph. ad Autol.

-ne

noto, di
'II,

un famoso oracolo
31 (ed.

cit.

vsTo TnpwTr) Tou YivHa3-ai Tiol^ou? ~X t^?


di quattro re Assiri contro

-(4) Per la

opera della creazione

Signore,

(2)

guerre

l'

signoria di esso (xupiEusiv),

di

Giove.

p.

150 B)

"A-otti k^^i^ -^i-

y%

ma

riferendosi alle

re discendenti

cinque
data ecc. dei vari tratti che seguono,

si

da Cham..

veda

l'Introd^

allora la parola del gran'

mi comand

Dio mise

Dio mi

Re

raduneranno

degli

uomini

si

(i).

Prima regner

casa di Salomone

la

Fenicia e dell'Asia nonch di altre

invasori della

(2),

isole, e

la

razza dei

dei Cari e dei Misii,

Panfili e dei Persiani e dei Frigi,

170

Ed a me prima

cose che saranno.

le

mente questo, quanti regni

in

pose nel petto

si

profetizzare su tutta la terra e di porre

di

nell'animo dei
165

14 -.

e quella dei Lidii pieni d'oro.

Ma

dopo

come una
Dio
175

il

Greci arroganti ed impuri; regner un'alMacedonia, grande e mutevole, che verranno


i

(3)

tra razza di

terribile

del cielo

nube

di

guerra per

dominio bianco e dalle molte teste

mortali.

Ma

il

Ma

sveller fin dalla radice.

li

(4) di

dopo vi sar
un impero dal

mare occidentale, che dominer sopra molta

terra e far

tremare
re

(5) molti, e pi tardi incuter spavento a tutti i


molto oro ed argento rapir da molte citt (6) ma

180 nell'inclita

terra vi saranno di

nuovo

degli ori

297-299; cfr. 490 s; 698 s.


Wilamowitz, Geff_ken, e Lanchester e Bate nelle
zioni modificano il testo dato dai Mss. ^otvixiQ? t' 'Aair,?
(i)

(2)

cEoivix?

'AaiT]? iv:lr^rops(;.

t',

plausibile.

evidente

Salomone. Poi

ctie

qui

avrebbe

si

cerchi

di

paaiXrj'iSoc l'aasrai

(5)

aalsuoei

(6) Cfr.
STiaviac,,

Tou

Ixet.

n'a/.pou

Macc,

8, 3.4 xai

oaa Koir^aav

Tou xataxpaTTjaai tGv {AeTaXXcov


xat xa-exptr,cav
-Tfi

-yrji;,

Roma

x.

casa di

la

t. X,

tGjv

ro

[aatXcov

(i

(v. 175).

xa\ TZoXxpavoe,
oc^y/'q Aux.7i
Ecclus, 28, ^4; Sap. 4, ^9; Atti 17,

(4)

cfr.

glorificare

il

i
Greci; indi
171 una lacuna?

del V.

Ijt'.pri-opa?

L'ultima correzione sola mi sembra

successivi imperi; e (v. 171)

Dopo

loro tradu-

seguente ordine dei vari imperi


vari popoli dell'Asia, confondendo insieme

cos si

Ebrei (Salomone)

(3)

ed anche

3;

Ebr. 12,

Romani)

ev

jg

/;='>pa

apYupiou xal loS ypua'tou

rwv

IjisX^vTttv

n'auTOu^

15

.-

E tormenteranno

degli argenti e ornamenti.

gli

uomini.

Ma

quegli uomini faranno una grande caduta, quando


daranno inizio all'arroganza ingiusta. Allora sar in co-

una necessit di (commettere) impurit; l'uomo avr


commercio con l'uomo e alleveranno dei ragazzi sotto

storo

iss

tetti vergognosi (i) e in quei giorni vi sar tra gli uomini una grande tribolazione, e scuoter e sgretoler ogni

cosa e

tutto riempir

malanni mediante

la

rapacit

conducente vita vergognosa (2), e la ricchezza male acquistata, in molte terre, ma specialmente in Macedonia. L'odio
si

dester e vi sar in essi ogni frode fino

che regner un

re d'Egitto,

che sar discendente dai Greci.

nuovo

allora sar saldo di

popolo del

il

quali saranno guide di vita per


perch a me Dio pose in mente

tutti

gran Dio,

mortali (3).

Dapprima Dio mander sventura


Atenagora, 34,

o\

xaTaYWYa? a3-sa[iOu$ 7:e;ioiy)[i.voi


tSv apalvojv cpsiS^Jisvou ap^Evec
[J.iri8
(cfr.

Rom,

l,

g^-.

ape

te. v

ttiv

voi?
v

ai

(4)

yp ayopv
toic

gli

195

uomini,

Titani;

uTT^cjavres

do-

xa\

Tcopvs'.ac

attj^pa? rjSov^c xat

7:ay;c

apasvi

Ma

qual male acca-

di dire

dr prima, e in seguito, e da ultimo, a tutti


e quale sar l'origine di tutto questo ?

(r) Si cfr.

i9o

settimo regno

al

Stv y.aT5pYa<^[AV0t

r.

a-/^7]^oi3'6v7]V

xarspy.) e Giust,

Apol. 27 (Good. p. 44) Taziano, Oratio 28 (Good. p. 294) Clem.


Aless. Paed. Ili, 4, 26. A queste referenze date dal Geffcken si
pu aggiungere, p. es. Ep. Barn. XIX, (4) oh ^raiSoo^opi^aeii; (= Di-

dach,

I!)

e X, 4 o

ulV-

('vvj

TuatSojoS-po?

ToiouToic. Sul valore storico di questo passo si

tenga conto dei precetti


o

xoip.r)5Tjar]

xo'.ttjv

bblici

(Lev. 18,

22,

oSI

[i.oiw5i^<ti[)

veda

LXX,

1'"

xai

Introd.
jj-sr

toT?

si

pasvos

yuv-ixc pBsXuYfJ-a yp lativ).

(2)

alcxp^io; Or.

(3)

Cfr. Isa. 55,

Sibyll. Ili, 189.


4,

ss.

(4) ulot? yp xpaTcpoTo Sixa? Tiaouai Kpvoto

per utoi yp xpar. xpov.

tta. 3'ixac.

dei

Mss,

emendazione

di

Badt

16

vranno

infatti pagare il fio ai figli del potente Cronos (i)^


a cagione del fatto che quelli legarono Cronos e la loro
amorevole madre. In seguito i Greci avranno tirannidi

200

e re Insolenti, superbi ed impuri, dagli amori furtivi, e

malvagi in tutto; e per

uomini non

gli

vi sar pi ri-

poso dalla guerra. I Frigi terribili {2) periranno tutti e


sventura sar su Troia in quel giorno. Poi verr sciagura ai Persiani ed Assiri, ed a tutto l' Egitto, e alla Libia

205

ed

e(^ agli Etiopi;

ed

Cari

ai

sciagura da mettere in

Pamfili

ai

comune

(3)

una grande

e a tutti

mortali^

/^Ma perch enumerare queste cose ad una ad una?


Ma quando le prime cose avran fine, sovrasteranno^

210

uomini

agli

seconde.

le

cosi

dichiarer

io

in

primo-

luogo, sciagura verr agli uomini

pii, che abitano intorno


Salomone e sono discendenti di uomlnt

gran tempio di
giusti. Cos anche
al

215

di questi io dichiarer la stirpe, e le


generazioni dei padri e la terra di tutti, ogni cosa con

mortale dai vari inganni,

arte,

V' una

viene la razza degli

(i) Lfip(^3J0l., cfr.


25

p.

il

uomini

(2) l'xTiayXoi

170

XX,

II.

pi

astuto.
dei Caldei (4),
giusti ai

389;-

171

da cui

quali stanno

senso cattivo, Archil. 154 e

ujuEpcpiaXoi xai avayvot e. v.

Ur

citt sulla terra,

III

Macc.

i,.

xXstl'iYap-oi.

XXI, 542;

di Achille/I, 146; XVIII,.

ecc.

xaxDv ;j.-axiv5Tvat'Mss.

(3)

aTiopov ^et.

Herwerden

xaxv

jilya.

xoivw5^vai Geffcken.
eart

(4)

TcXi;

xar ^^Sov? Oup XaXBa'.wv (ou/_X8oio,

$;

Cfr.

Eusebio, Praep. Ev., IX, 17, 1-3. B;i:Xe[o?


epucYuta "'F).
5 v Tw :tEpi 'Iot>5a[a)v t% 'Aaaup'iac . . . OExrr) Ss ysvsa, cpvjCTiv, ev
ttXei TTj? Ba^uXovia; Ka[j.apivr, 7]v Tiva; XyEiv TiX'.v Op^t>]V (Etvai 8
p.E5^p^7]Vuo{ivrjV

yEvea

XaXoaiwv

iz',

tv)

Iv

rpiaxatSExarr,

Alexandre aggiunge perci Kajtptva.

yevaS'at 'APpav-

sempre a cuore volont


infatti non si curano n

17

di

bene e opere buone.

Essi 220

del corso circolare del sole (i),

n della profondit azzurrina del mare oceano, n dei


non
segni degli starnuti, n degli uccelli degli auguri,
di indovini,

non

frmachi, non d'incantatori, non dei

di

225

trucchi dei discorsi insensati dei ventriloqui, n strologano le predizioni dei Caldei, n si occupano di studiare
il
corso degli astri; sono tutti inganni queste cose (2),

che uomini insensati ricercano ogni giorno, non esercitando le loro menti in alcun lavoro utile. Ed insegnarono gli inganni ad uomini miserabili, onde vengono agli
uomini molte sventure sopra"
smarrito le vie buone e

a cuore

(i)

le

(3),

Cfr. Lev. 19,31; 20,5; 27;

spE^^aerat

Iv ctoi

a causa dell'aver

la terra,

opere giuste.

e la virt

la giustizia

Ma

quelli

e non per

Num.

230

hanno

amore

del

23,23; Deut. 18, ^o; ox

jj.avTiav. xX7;Sovt?[i.evo; xc oltovi-

[AavTu[i.r]voi;

^jAEVo?, ^apfjLaxT? sTcasiBcov iTuaotSriv, hj^aarpi^uBoc, xa\ Tepaxoaxnos...

Enoch, IO, 4: incanti e stregonerie diaboliche; Filone Al. De


Migrat. Abrah. ed. Cohn-Wendland, II, p 305. Il Geffcken richiama anche i versi presso Mich. Psello, Exposit Oracc. Chaldaicc.

(P.

G.

(e cfr.

122, 1128 B.) che gi

anche Kroll,

che la Didach
etStoXo^aTpstay,

[jltjS

De

III,

Opsopeo aveva notato

simili ai nostri

Oraculis Chaldaicis, p. 64, sq.) Si

4^

[ir)

y'lvou oltovocxruos,

iiiaoi^i, ^vjS jj.a^T)[j.aTiv.s,

IjtSiSri
[x)o

cfr.

qyat

et?

an-r^iv

Tueptxa^aiptov...

(2) Lactant. Div. Inst. Il, 16, ^: Eorum (. .. 15, : quos ideo Trismegistus aYvlXou? TiovEpo? appellat) inventa sunt astrologia et
haruspicina et auguratio et ipsa quae dicuntur oracula et necromantia

magica et quidquid praeterea malorum exercent homines vel


palam vel occulte quae omnia per se falsa sunt, ut Sibylla Erythraea
IkK itkcva jivra TaS'cmv
testatur
(vv. 228-229).
et ars

(3)

Il

Geffcken raffronta qui

1'

enumerazione

delle virt cristiane

potrebbero addurre infiniti altri


passi, segnatamente dall'epistolario paolino; ma si direbbe che il
nell'Apolog.

di

Aristide,

15.

Si

235

guadagno, che genera sventure in numero infinito agli


uomini, guerra e fame senza fine (i). Questi hanno
misure giuste sui

vicino

il

del

vicino,

meno
corre

di

245

del

cacciandole

di capre;
pecore
confine della terra

(3)

ma

manda a

popolo

il

la

compiendo

del

parola

facili e

improntano a

cordialit

soc-

olio (4);

che

una parte

gran Dio, l'inno

Sibillista qui abbia voluto considerare solo quelle virt

pi

le

quelli

anzi sono in istrettezze ($),

nulla,

da

quello

affligge

vedove

le

com-

(2),

con farina vino e

loro in aiuto

prosperoso tra

raccolto,

di

prende le pietre di
l'uomo molto ricco

venendo

sempre
non hanno

citt

n rapiscono

buoi

di

non tormenta

lui,

il

nelle

fra loro,

mandre

innanzi a s

campi

notte

la

furti

piono

240

18

che rendono

rapporti sociali, non quelle che

riguardano pi direttamente la salvezza. I paralleli sono con passi


biblici, che cercher di rilevare, per quanto possibile.
(i)

Test. XII Patr.

Twv xaxjv sanv


T^?

TTiCTTscoc:

r\

coilap^upia,

f^z

Tim.

s.;

tiVE? opEYji.EVOi

6, ^q p'Xa.

7i:vToiv

a/tsTtXaviQSviaav ixko

fondamento

il

yp

molte con-

di

per es. in Erma.

19,35; Deut. 25,

Lev.

19,

questo passo a sua volta

siderazioni affini,
(2)

Giuda,

5".

ar^fiiov ^rj^ivv xa 3"txacov lorat

^i-pov X. X. 3ix. l'a. aoi); Ezek 45, ^o; i Enoch 99, 12:
guai a quelli che fanno misure ingannevoli e false.
oS ye 7.^?a? ^Xi^si [xaXXov S'auts Porj^cT.
(3) Il verso non corre:
Bisogna leggere oB -^e. ti? y_. S. jxaXXov al p. oppure o jT]p(xc, 5.
aoi (A, B^:

y.o

u. S'aTotc

[i.

(Meinecke). Si

cfr.

Ger.

l'elenco dei reati, Ezech. 18, 5.9; Mal. 3,


30, 5 e 51,

Or.

Comunissimo,

(4)

14, 23;

12, i,;

7, q;
5.

Zacc. 7,

^q;

per tutto

Inoltre (vedove) 2

Enoch,

D^ut. 7,

11,14-,

Sibyll. II, 76.


in

18, 4; 28,

quest'ordine:
5i.

(o-Ttov

ivov

p.

es.

l'Xatov);

^3;

Ps. 4, g; Gioele,

19, ecc.
(5)

Tzzvv^<fQ<^iy(\.'::i.

v. 238.

Or.

Sibyll.

Ili,

245 come

vu-/.t;o7.~

onta;

al

della

comune

Ma

Celeste

Il

legge.

19

fece una terra

per tutti

infatti

(i).

camminer per la sua


popolo dalle dodici trib sotto le Guide
mandate da Dio, di notte tempo marciando nella colonna
lascer l'Egitto e

quando
via

[retta] (2)

il

di fuoco, e nella

colonna della nuvola

abbia guidato

giorno

il

su

(4),

quando

(3)

questi Egli stabilir per

condottiere un grand' uomo,

Mos, cui una donna regale

avendolo trovato

palude d'Egitto

presso

presso

la

accolse

si

Ma

s, e avendolo allevato chiam figlio (5).

di

aso

l'aurora

(i) Il Geffcken, citando anche lo Zeller, chiama questo principio


stoico - ebraico e pone a confronto un passo di Plutarco Aless.

m.

virt.

lume IV

6,

e Filone, Vita

pp. 156-157).

stoico

cosmopolitismo
d'

Un

28 (ed Cohn.

che

quello

solo. Figli tutti

Wendland, vo-

che sia diverso

uomini

gli

medesimo Padre

<luanto tutti creati dal

sembianza

Mos.

A me sembra

celeste,

concetto del

il

sono
e

uguali, in

tutti

d'un solo riscatto.

fatti

Con

il

co-

munismo di questo verso si confr. piuttosto (anche per vedere


come a conclusioni appare ntem. ente le stesse si possa giungere per
vie diverse) il fr. di Epifane in Clem. Aless. Strom. 3, 2, 6-7
Strom.

p. 198); v. anche E. Buonauti,


1922, p. 76 s?- e S. Ambrogio, Expositio
Ps. CXVIII, 8, 22, citato (ma inesattamente) dal Bate cum praesertim dominus deus noster terram hanc possessionem omnium

(ed. Sthlin Voi. 2 degli

Frammenti

Gnostici.

Roma,

hominum

communem

voluerit esse

{C. S. E. L. 62,

p.

et fructus

omnium

ministrare.

163).

(2) iapT^v SsiSaei. L'uscita dall'Egitto

ha anche un

significato

morale-religioso.
(3) I raffronti biblici

iNeem.)
(4)

19, ^3; Ps. 77

7:0.^

rjw; ^Qp-ap Ssast

(5) Eso. 2,

xai

lysv^^S'T)

Vita Mos.

sono

(LXX)

io;

i^^'hy^y^'^

sta ul
I,

(ed.

facili:
^4;

Mss. Edd,
<:^'^o

7i;wv[J.aaV

Eso. 13,

2^ sq.

104, 39; Sap. 18,


qx'm 7)ws

7i:ai3"t.ov

o td

^ap

ecc.;

II

Esdr,

3.

tav)

Geffcken.

rop;? rrjy ^'jyavipa

papato,

ovofjia aTO Mtuuavfv.

Filone,

Cohn-Wendlaud, IV,

p.

123).

20
255

quando egli venne, conducendo il popolo che Dio aveva


condotto fuori d'Egitto, al monte Sinai (i), Dio dal cielo
diede la legge, avendo scritto su due tavole tutta la
impose di metterla
disubbidisse, avrebbe pagato il

giustizia e

mortali

260

giustizia...

si

alla

(2).

feconda d

la terra

soli

questi

uno,

le

compivano

misure

frutto,

Dio

di

dunque, lasciando
destino che

presso

tu

il

lasci

al

la terra

santa

(4).

E tu

flagello.

poich

bellissimo tempio, fuggi-;

Assiri e vedrai

gli

cento per
anch'essi

il

Ma

(3).

avranno sventure e non sfuggiranno

865

e se qualcuno

legge o per mani


sarebbe
sfuggendo agli uomini,
perito in tutta

o,

in pratica
fio

Sarai condotto

tuoi figlioletti ancora infanti

e le vergini servire presso uomini ostili ed ogni risorsa

e ricchezza sar perduta tutta la terra e tutto il mare


(sar) pieno di te (5) ed ognuno irritato (6) per i tuoi
costumi. E tutta la tua terra sar abbandonata e il saldo

270

altare

ed

tempio del gran Dio e

il

(i)

Eso. 19,

(2)

Una

le

3 s.

lacuna, in cui sono stati interpolati,

vv. 247 e 585.


(3) -{kkowxo (forse gnomico) [xrpa 5eou.
l'emendazione di Herwerden, teXI^ovtos. Le
il

frutto verace
(4) 7I00V

sXoY5p.sv7i

(5)

ca
piij

cfr.

i,

Enoch. 26,

V. Charles, op.
;

Tik-fi[j7](;

cit.);

Theod.)

La Dispersione; verso

Bs yota a^ev

meno

misure

accettare

di

di

Dio

> forse

27,

89, 40

Eth. e Gr.r\

differenze tra

una

il

y?;.,.

Gr. e

terra piacente e glor

11, isj 41 45-

xai Tcaaoc

^Xaaaa

- e

non

nel quale

fierezza.

Si

Ps. 94, io; Ezech. 36, 3^; 2

Re

la

Test.

cfr.

15, .4.

(6) -poGox^i^ojv

citatissimo e quasi proverbiale.- ::a-

se sia maggiore lo sconforto

Patr.: Levi,

i,

Tzlriprn vBptuv (per le

Dan. (Ebr.

come vv. 261-2

v. 621.

cf.

yvv. cfr.

xat Tiacja

l'Eth. in 26,

dosa;

grandi costruzioni,.

i,

n;

ecc.

si

sa

XII.

21

mente

tutto cadr a terra, poich non ponesti

Do immortale

di

legge

ma

(i),

alla

santa

275

inganno hai
non temendo il geni-

tratto in

culto a doli vergognosi,

prestato
tore immortale degli dei e di tutti
volesti rendergli omaggio e onorasti

uomini

(2),

immagini

di

gli

le

non
mor-

Onde

per sette decine d' anni (3) la tua terra fruttifera sar tutta desolata, e cos le meraviglie del Tempio.
Ma ti, aspetta un risultato di bene e una grandissima
tali.

gloria,

Ma

come

si

impegnato verso di te Dio immortale

280

(4).

tu rimani ben saldo, avendo fede nelle sante leggi

Dio finch

del gran

ginocchio affranto.

(1) Cfr.

I,

ic

Se?

tuo

il

285

(5)

5, ^9; ecc.

Geremia;

tuccvtwv

Rzach

resse in base al verso 604.


;

alla luce,

dritto,

Dio celeste mander un Re

(2) svaTov Y^vsx^pa SeSv

fane

su

alzi

egli

allora

xa\

-E 3-Eo"ioi

T'v^owKwv. Alexandre cor-

ad un Framm.

ricorre

vTpwTToiai

(j-sfiaTo;.

di

Seno-

La

frase

non era troppo scorretta del resto, in bocca di un apologista che si


rivolgeva a Gentili, dopo aver dimostrato che loro presunti dei non
i

erano che creature mortali.


{3) Ger. 25,

i2.

(4) ajippoTo?

correzione di Alexandre per xai Ppo-rs dei Mss.

La base

(5) V. Introduz.
di

Ciro data da

Isa.

45

della
e

44

fMalan, cit.) IV, lo-ii Ciro


over Babylon, took to wife a
.

gg.

rappresentazione messianica
Nel Libro di Adamo ed Eva

a Persian King

woman

who

reigned

Meshar, sister of
Zerubbabel, elder among the children of Israel and he made her
queen after the manner of the queens of Persia. And when she
became queen, she found favor with the King, and asked'him to
called

show mercy

to the children

of

Israel,

and

to

send them back to

the city of Jerusalem. (cfr. Ester.) Ciro cos fa: ordina di radunare
tutti gli Ebrei ed incarica Zerubbabel di ricondurli. Allora Dio gli

apparve
hai fatto

in

una visione durante

questo, tu

nome, Messianico,

ti

sarai

il

sonno

chiamato Ciro

e disse a lui: Poich tu


il

Messianico; e questo

sar dato, perch tu hai rimandato

gli

stra-

22

che giudicher ogni uomo nel sangue e nel fulgore del^


fuoco (i). Vi una trib regia la cui discendenza non

meno

verr mai
290

e questa con

e comincier ad

tutti

Re

innalzare

l' andare dei


tempi regner.
nuovo tempio di Dio (2).

il

dei Persiani porteranno

come

alleati

oro e

bronzo e argento molto lavorato {3). Dio stesso infatti


dar un santo sogno di notte. E allora il tempio sar di

nuovo com'era prima.

Non appena

295

me

l'animo fece arrestare l'inno

ispi-

da Dio, e pregai il grande genitore di farmi riposare da questa costrizione


ecco di nuovo la parola del
rato

gran Dio

mi

si

nei

pose

precordi

mi comand

animo

profetizzare su tutta la terra e di porre in


300 le

cose che saranno

mente

di dire

(4).

305

Ed a me Dio dapprima mise

quanti gravi dolori l'Immortale

contro Babilonia, poich

ai

gli

ha

distrutto

il

di

re
in

ha pensato

gran tempio.

Guai a te. Babilonia, razza degli uomini Assiri (5), un


tremendo frastuono si spander su tutta la terra di peccatori, e un grido di guerra distrugger tutta la. terra abitata da uomini

nieri alla

loro

il

citt;

flagello del

e perch tu

hai

gran Dio, conduttore di

dato ordini per

Gerusalemme. Nello stesso capitolo, si


rubbabel si stabil in Gerusalemme come re sopra
zione

di

la ricostru

dice
figli

che Zed'Israele.

(Cfr. Zacc. 6 e 4, ,; 9 e le quistioni critiche sul vs. 11 dove la


corona, in origine, non deve essere stata collocata sul capo di

Giosu
di

figlio di

Jehosaduk,

Zerubbabel).
(i) Cfr. Isa. 66,
(2)

^g;

Giuda: Gen. 49,

il

sommo

Ezech, 38,
g;

sacerdote bens

33.

Testam. XII Patr, Giuda,

Esdra, 47, 55 (LXX); 3, 3 ss.


(4) Cfr. Apoc. IO, iii vv. 1-7 e v. Introd.
(5) Cfr. Isa. 13 e 47.
(3) Isa. 60, io;

su quello

i, g.

inni (i). Aerea verr

su

23

o Babilonia, dall'alto [ma

te,

abbatter dal Cielo, dai Santi, sopra di te] ed ai figli


della collera (2) la distruzione eterna e sarai, qual fosti

si

prima
sarai

di

come

essere,

sangue, come

di

riempita

non mai

se

Un

case, terribile,

mai.

Che una spada

passer per

fame

generazione dei re
Guai a te, terra
dei fiumi

my

strai ns,

sopraggiungesse

tuo mezzo

si

disper-

(5),

nella settima

sentire

e di

Gog

Magog che

^=ou

^lyr^-oprJC

spargimento

di 320

L'appellativo di Apollo

u[j.vcjv.

come un modo per

nel

sei

riaffermare l'ispirazione

Lenkers [mainar] Lieder, Blass; the inspirar of


Geffcken raffronta Efes. 5,3: -xva
pyr;?.
forse pi con ul; che con
.

per un ebraismo molto comune;

TiHvov. V. la

Concordanza

ai

LXX

(3)

Apoc. Baruch, 31,

5.

(4)

Cfr. Gen. 4,

Macc.

^o;

II

V. Swete, Introdticiion io the


(5) Cfr. Ezech. 14,

giadus orbem).
(6) Cfr. Isa. 51,
14,

tue

alle

te,

Lanchesier,

(2) 5u;j.ou -xvotc.

il

far

ti

dell'Etiopia! (8) quale

(i) tvXtjyt) [j.EYaXoio

sangue

e allora avrai riposo.

di

qui, attribuito a Dio,

della Sibilla; des

si

(6)

(7),

mezzo

sopra di

che avresti sperato non

sione e morte e

cui

il

(4).

Egitto, verr

gran colpo,

allora sio

prima ne versasti tu

stessa di uomini buoni e di uomini giusti,

ancora grida all'alto cielo

esistita (3).

^g;

i,.

8, 3;

Hatch

Redpath.

Apoc. 16,

0-T. in greek,

(Latt.

Ger.

di

p.

Div. Inst. VII

5, 12;

15,

Ps. 78,

3 {^Uyjoi',

-.

372.
^^

tura peragrabit

14,^3; 21,9; 24,

ecc; Ezech.

^q

21-

(7) Cfr. vv.


(8)

192 e 608.

Magog: Gen.

io, ,;

Cron.

i,

5:

il

secondo

figlio di lafet

come

popolo, designa il complesso delle popolazioni barbariche poste


all'estremo Nord, e N-Est del mondo allora conosciuto. Giuseppe

Flavio (Antt.

I,

VI,

ed Niese voi.

1 p. 29)

Maywyr)?

Bl to? --


sangue accoglierai e

24

chiamata

sarai

uomini casa

tra gli

abbondante

del giudizio e la tua terra

rugiada berr

di

nero sangue.
Guai a te, Libia; guai al mare e alla terra (i).
figlie
voi verdell' Occidente, a quale amaro giorno verrete

il

ad essere perseguitate da un'aspra guerra, terribile


vi sar ancora un terribile giudizio e per necese dura

325 rete

correrete a distruzione perch avete gettato

tutte

sit

auTou MaY^Yot? vo[j.aa5iVTa? xtasv, Tzii^ac ol -'axSv Tipoaayopsula terra di Magog un paese, in 39, g
oiilvou;. In Ezech. 38, 2
'^

un popolo,

Gog. In Giubilei 18, 25; 9 s sono


Cronaca di /erahmeel, all'identificazione con gli Sciti unita la leggenda araba del muro costruito da
Alessandro Magno per contenerli, finch non riappaiano alla fine
e da essi provennero
dei tempi
Giiti, Pirati, Nordmani, Baucui condottiero

il

collocati a Settentrione. Nella

Langobardi, Sagsoni, Gasqoniff (31, 4) su Gog e Magog


i
nell'escatologia, [Nu. 24, , (LXX)
Enoch, 56, 5-8 (cfr. Charles)
2 Baruch, 70,7-10; Apoc. 20, g (la finale insurrezione dei poteri
mondani e pagani contro il Regno dell' Eletto)] si vedano le opere

vri,

gi menzionate, a proposito di Beliar; i commenti all'Apocalisse:


nei grandi commenti citati; del Bousset, pure cit.
e dello Swete,
The Apocalypse of st, Ioin\ quello recentissimo del Charles, pure
;

cit.

in

gli articoli

Antichrist, Apocalypse, Eschatology, e Scythians


in Hastings Dici, of the Bible ; Gog e

Magog

Enc. Bibl.;

Magog

in /ew. Enc.
per la letteratura rabbinica, quest'ultimo, e
Volz, Jildische Eschatologie von Daniel bis Akiba, Tubingen-Leipzig,

1903, pag. 176.


L' identificazione di

trove

(si cfr.

in Isa.

18,

Cfr. Sof.
/.ai

cfr.

Gog

anche vv. 505,


^.

3, io

oat
(i

yvf?

Magog con

ss. e

V, 504);

zXoiwv TCTpuye;

non appare all'innominato paese

l'Etiopia

ma si

cfr.

jixstva

7:ota[ASv A't^tOTCtac.

fiumi dell'Etiopia); Ezech. 30, 5: Hpsai xa\ Kp^Ts?

Au3o\ xat Ai^u:?

anche vv. 323, ss.


(l) alai 5 SaAaaaa

38,

ts xal

Ilpaai

yjf

cfr.

nai ''At5io7:s,

Apoc.

12, ^2

xai Ai|3us?.

^'^^'^

"^^i^

Y^'^

Si

''^'^^

25

in pezzi (i) la grande dimora dell' Immortale e con denti


di ferro l'avete
spaventosamente maciullata. Perci tu

vedrai la tua terra piena di morti, per la guerra e per


fame e per peste, e da nemici

ssc

tutta l'ira di Dio, per

dal cuore barbaro; la tua terra, desolata, e le citt, deserto. (2)

fame e

una

In occidente splender

ranno chiomata (cometa) segno


di

di

peste (3)

che chiame-

stella,

uomini

agli

di

rovina di condottieri e

spada,
di

di

^uomini

335

grandi ed illustri.
E ancora vi saranno segni grandissimi tra gli' uomini
lascer la palude Meotide
il Tanai dai gorghi profondi
e lungo il letto profondo sar il solco di un campo frut:

e la molteplice corrente occuper


molte citt con

tifero,

ture e baratri immensi

[?

Fandonia,

Colofone,

Antiochia, Tanagra, Sinope, Smirne, Mi-

Efeso, Nicea,
rine

loro abitanti

cadranno, in Asia Jassos, Kebren,

istmo, Aper- 340

l'

Arados?

Gaza

(4)]

Od.

(i) 3'.s5r]'X;^(jxcr5 cfr.

felicissima, Jerapol, Astipalea, 345

14,

37

S'.ESTjX^^aavTo

entrambi in fine

di verso.
(2)

Tzlrfii

l'prijAa

Gomperz

per

Ip.

rzolfioc

Mss.

cfr.

Isa.

35, ,;

51, 3; 52, 9; Ezech. 36,2.


(3) pop-cpata;

>.t[;.ou

Revelation, Int. Crit.


18,

8-

II,

i6'-

Nei
^'^-

^avatoto

LXX ^avaros
poiJ-V>aiai;

te <j^[Aa:

cfr.

Comm, Edimburgh,

y.al

non

'koiiic,

Charles,

rende

of

peste cfr.

parallelo pi

imme-

I,

Ix Xijxoy xai Ix lavato),

The hook

402, n.

Apoc.
Ezech.

1920,

5,

diato che non 14, 2^(pop.a). Xi;jl. xa\ Srjpia Kovep xai SvaTov, segnalato
ori t arip-sTov tou 5cou s-\ izalou?
dal Gefifcken, Ps. Sai. XV, 8
:

zi

aajTrjpiav

xal
X"[i? xa\ pofi^ala

cavato;

cctzj

Stxaiwv [j.axpav.
cos per Ilav-

(4) Parecchi di questi nomi di citt sono incerti

'

Alexandre propone M^y^ovt], e Geffcken Ax[aov'.7) per Tvaysa


Alexandre e Meinecke Suaypa (v. 346: KuaYpa); qui i^^Mss. hanno
[j.ipoi fam. ^ e jjiapoauvT) W: Alexandre congettura Mup'.vT); Wila-

oviT)

mowitz "ApaSo?.


ma

dell'Europa la

26

ricca

Ciagra

[?

Merope, Antigone, Magnesia


Sappi che allora la razza funesta
perdizione e allora

per

la

Tanagra?]

tutta

la

divina

regale

Micene.

d' Egitto sar vicina a


Alessandrini sar migliore

gli

l'anno trascorso.
350

ricchezze (i)

Quante

Roma ha

ricevuto dalla tributaria

Asia, tre volte tante l'Asia ne ricever da

scontare

il

dei maltrattamenti fattile

fio

dall'Asia diverranno servitori nella

venti volte tanti


S55in Asia, e

residenza

ognuno sar debitore per decine

figlia

si

far

degli

Itali

miseria lavoreranno per salario

in

Itali

Roma,

e quanti uomini

molle e piena

d'oro

di

migliaia.

Roma (2),

delia Latina

tanto spesso ubbriacata in nozze con molti


pretendenti, (3) tu sarai data in isposa come schiava

che

ti

sei

senza onore, e spesso a


360

te

sureggiante capigliatura,
dal cielo

ti

getter sulla terra e dalla terra di nuovo

(i) Lattanzio,

dopo

menzione

la

quo nunc

.-

regitur orbis

causa, quod Romanum nomen,


horret animus dlcere, sed dicam, quia futu-

haec

e terra et

erit

imperium

in

Asiam revertetur ac rursus

oriens dominabitur atque occidens servie.


S-pcTEt 'lepo'JcjaXrjfjL.

SsiXaia

7]

OE^a^xivr,

xai e^pvS-r)

t:\

ti

Div. Inst. VII 15, 11 (C. S. E. L. 19, p. 632)


della spada, che trascorrer per il mondo
cuius

vastitatis et confusionis

rum est-toUetur

padrona taglier la luspronunciando la sua giustizia


la

BeiXaia-.

ai iz'ksic ale

Cfr. Baruch. IV, 30 ss


iSouXsuaav x Txva aou,

to; uiou; aou. "Qarcsp yp


tcS

:.

^'^'"
E"/."?^
^V
gou, ou-co; XuT^s^i^aeTat i%\

^l

KTwaei

auT%.
Cfr. Gioele, 3, g-scfr. v. 324 ^uyazi^zc, Quap-Gv
(2) Si capisce che Roma stessa
ma non c' bisogno di modificare il genitivo 'Pf^tAV]? dei Mss. in
-Pwp.7] come Geffcken. Cfr. Isa. 47, ^i TzapH^oc, ^uYarrip BaiSuXtvos...
Tctw^a-i

-rf

Ipv[iia.

^uyttjp XaXSa'itov, oti oxri Tcpoaxs^i^arj xXrj^^vat rcaXT)


(3) Cfr. Apoc. 17, 2; 18, 3.

y.a\

-putpepa.

27

poich gli uomini


una vita volgare ed ingiusta.

sollever

al

E Samo

cielo,

sar sabbia, Delo

sono

invisibile,

immersi

Roma una

in

via

presagi saranno compiuti. Ma di


(un
Smirne distrutta non una parola. Vi sar un vendicatore

fiume) (i): tutti

ma

per

cattivi consigli e per la

Una pace

serena

3S5

malvagit dei duci... (2)

avvier alla terra d'Asia; l'Europa

si

sar allora beata, l'aria fruttifera, per moiti anni salubre

senza gelo e senza grandine, portante ogni cosa, uccelli


beatissimo l'uomo che
(3).

e fiere serpenti della terra


sar in quel

abitante

<(

tempo

(4)

[e la

donna; come

il

dei

beati]:

giustizia (5) e

delle isole)

ogni

370

favoleggiato

rettitudine dal cielo stellato scender sugli uomini e con

esse la saggia concordia, la cosa fra tutte pi giovevole

uomini, e tenerezza, fiducia,

agli

ma

stranieri e verso di loro;

amore da parte

375-

degli

ingiustizia, biasimo, invidia

stoltezza, la povert fuggir di fra gli uomini, e fug-

ira,

gir la necessit e la morte e le discordie funeste e le

gravi contese, ed

furti

notturni ed ogni male, in quei sso

giorni.

(.1)

giuochi di

parole:

Sa[J.o;

Tertull. de pallio 2 (ed. Oehler,

A^Xo?

ajijAO;,
i. p.

cjStjXoc, "Pcp-r,

ou^Tj.

921): cura inter insulas nulla

iam Delos, harenae Samos, et Sibylla non mendax. Latt. Div.


Inst. VII 25,
At vero cum caput illud orbis occiderit et p^^r] esse
cfr. Or. Sibyll. IV. 91.
coeperit, quod Sybillae fere aiunt ...
(2) Dopo il V. 366 una lacuna.
:

Tj

(3) Cfr. Ps. Sai. 17,


vai?.

50

[Aa.-.pioi ol

Questo verso ripetuto

al

1.

ysvjxsvoi Iv tate Tj^pai; ezs?-

IV, 192.

oadov YpauXos; Geffcken suggerisce [Ji-aw? v ypauXoi:. Il testo molto corrotto ed ogni
emendazione straordinariamente difficile.
(4)

xapwv

(5)

[iaxapwv

xv

l'r,

3tVr,if>aTos

(oaTts

Pittura del secolo d'oro avvenire. Cfr. Esiodo,

197-201 (Geffcken).

Opp.

e giorni,.


Mala Macedonia

28

generer un grave flagello all'Asia (i);

un grandissimo soggetto
pena, della stirpe Cronide, una razza di bastardi e di
schiavi. Questa costruir anche Babilonia citt forte, e,
coprir di spighe

si

all'Europa
di

585

proclamata

rinomanza fra

per

flagelli

degli

dei,

il

avendo

un uomo

d'Asia

terra

alla felice

infe-

un manto purpureo,
feroce, ingiusto, ardente; che prima 10(3) chiam in vita
il
fulmine; e tutta l'Asia avr un malo giogo, la terra
dele (2), rivestito sopra

390

mali

pi lontani posteri.

Verr anche

tutta la terra quanta ne vede

di

signora

sole, sar perduta

fatta
di

lui

395 quelli,

umida

spalle di

terr molta strage.

Ma Ade

sconosciuto;

dei quali egli vuole

distruggere

mettendo

una

[egli]

prender cura

si

come completamente

distrutta la sua;
taglia

le

dalla stirpe
la

stirpe,

sola

di

sar

radice,

cui

distruttore dei mortali (4), di fra dieci corni (5),

il

dopo generer un

altro ramoscello: ei taglier

il

guerriero

genitore della stirpe purpurea, ed egli stesso dai figli


e allora re400 dei figli in un patto di Ares sar estinto
;

corno cresciuto dopo^

il

gner
Vi sar anche per
la razza

fatta

(i)

la Frigia fruttifera

un segno, quando

onda

Rea,
impura
(6) perenne sulla terra
da radici che non hanno mai sete, sia con
di

fiorire

Sul carattere e la data

di

questo

passo e del seguente

si

veda l'Introduz.
(2) aTziaro;:
(3) a'jTv

interpretato dai pi

come

se fosse per a^ua-oc.

Mss; aTou Geffcken.

(4) piijav 'tav (cfr.

Od.

14.

435

ecc.)

Y^ StSo'i;,

ijv

y.a\

JtAsi '^po-

-o'kovfc (epiteto di Ares).

Dan.

(5) Cfr.
(6)

Per

xu;Aa

7,

,.

Lanchester ritiene necessario leggere

vv. 402-404

cfr.

1.

I,

184-188.

xX^[j.a,

ramoscello*

una

tutte le radici distrutta in


scuotitor della terra

(i),

29

con

notte, nella citt del

tutti

Dio

40-

suoi abitanti; la quale

per nome Dorylaion (2), nell'antica Frigia,


molto lamentabile ed oscura. Quel tempo sar per so-

chiamano

scuotitor

lo

prannome

della terra e distrugger

non

principio

uomini

abili

indigeno
gli

(di

mura.

le
s

Ma

Ilio)
ti

Ma

(3).

ci

dopo

recessi

segni saranno

Avrai

male.

di

per signori

nella guerra di ogni popolo, Eneadi,

uomini che

sarai

410-

sangue
de-

preda

desiderano.

ho piet di te (4) in Sparta una Erinni crescer


ed ottimo e sempre ricordato germoglio,

Ilio,

un

bene

di

fracasser

della terra;

bellissimo

quale lascier una tempesta molta diffusa in Asia e in


Europa; a te specialmente cagioner gemiti e sofferenze
e lamenti
la fama non diventer antica tra i futuri.

il

415-

un vecchio uomo

vi sar allora

falsario

anche quanto

(i)

sul

nei

suoi

my

occhi la

avr una gran mente e un verso


pensiero, mischiato [?] -con due nomi (7)

luce tramonter

misurato

alla patria (5);

scrittore di falsit,

(6),

as-CT'-x.^ovoi;

vvoaiyaiou.

Aopulaiov r= preda della lancia. Antico oracolo su Celen407: xaXaiv^?) trasferito poi a Dorileo (? Wilamowitz).

(2)
(v.

Mss. "IXov Kioucek,


(3) AtveSac 8i3o? a-y^^ovos
80X10S mzyjfovac, propone Lanchester.
:

(4)

6,

.,;

Geffcken

ed

cita:

altri autori,

Pausania X,
presso

quali

12, 2;
si

Wilamowitz ;

Lattanzio div. inst.

I,

trovano testimonianze delle

pretese di queste anticlie Sibille, di essere state pi antiche di Omero,,


e vittime di un plagio da parte di lui,
(5) suSTcarpis,
(6) oudei Zi fccoc, sv oji^tv Irfatv
cpoc 'JOTzr^aiv iv aiv (cvripei
(7)

'inoc,

Lanctiester.

Siavo'ta;

Wj

k'[j.^Tpov

Alexandre, e Castalio

SuascSIa

Mss.
ovjjiacyiv

3uct\

p.ioY!j.cVOv

blendedy


chiamer se stesso uomo
Ilio,

non secondo

425 Infatti

svolger con

egli

Chio e scriver

di

ma

verit,

dronir dei miei metri

30

la storia di

abilmente; poich

si impamie parole; per primo


sue mani miei libri, e cele-

delle
le

gli armati uomini di guerra, Ettore Priamide,


Pelide (i) Achille e gli altri, quanti ebbero a cuore
opere della guerra. E far che ad essi siano accanto

brer molto
il

le

430 protettori

dei, descrivendoli

gli

come uomini
si

spande
di

opere

il

falsamente

insensati; e ad eglino sar

morire

ad

ma

Ilio;

in tutti

fama che

modi
lungi

anch'egli ricever (2)

rincompensa,
dei Locrii frutter molti mali.

alla Licia la stirpe

Calcedone, cui

toccato

sorte

in

dominio dello

il

mare, anche te venendo distrugger un fanciullo

435 stretto

d'Etolia.

Cizico, ed
il

mare

anche a te infranger

e tu,

Bisanzio

compirai

certo riceverai in parte gemiti e


alto

E,

monte Crago

la

grave

all'Asia (3) e

guerra

sangue

ricchezza

infinito.

tue cime l'acqua

di Licia, dalle

440 scorrer per le fessure della pietra spaccata, finch faccia

cessare

miracoli dell'oracolo di Patara.

Cipro, abitante della vinicola Propontide, Rindaco far


tuonare intorno a te una tempesta d'armati.

E
445

tu.

sarai

tempo

Rodi, per lungo

effimera, e avrai grande ricchezza

mare

(1)

al

disopra degli

altri

libera,

avrai

fanciulla

potenza sul

dopo questo

sarai

preda

ririXs'cov.

(2) 5i^Tat

Wilamowitz per

(3) y.c

;^oT'"Ap-/],

CTu

emendazioni proposte
sp^v];

ma

e di

Aiterai

Bu^avTtov
ecco quelle

Mss.

'Acr'181

di

Lanchester: "Apv)o? a;:t3a

arp^r)

Mss.

tra le molte

Geffcken-. "Apria,
3p5{).

B.

Aai5t"

siuomini che

agli

chezza:

Un

ti

bramano per la bellezza e


al collo un terribile giogo (i).

la

ti

porrai

ric-

Lidia distrugger cose di Persia


sciagure dell'Europa e dell'Asia. Il
funesto re dei Sidoni (2) e le trib di altri marinai re-

terremoto

in

orribili

compiendo

cheranno una rovina funesta

sangue degli uomini

uccisi

alle

sabbie del

scorrer

(3)

deserto.

sulla

Il

pianura

spose con le figlie dalle vesti brillanti


grideranno a gran voce la propria miseria, queste per i
morti (4) quelle per i figli perduti.

fino al

mare,

Segno

le

Cipro: un terremoto distrugger

di

picco e l'Ade ricever molte vite


Traili
i

ben

vicina di Efeso con

la

beverer

rupi a

le

un terremoto distrugger

acqua bollente; e

irritati; 460

questa si abterra stessa divenuta stanca; odore di zolfo.


a suo tempo costruir un palazzo reale.

la

E Samo
Italia,

scorrere

a te non

alcun

verr

(5)

di

Ares

straniero,

il

sangue tanto sventurato e non facile a distruggere, del


tuo stesso popolo devaster te celebre e svergognata. E
tu giacendo presso

(i) Beiviv
a)(_dvt

(2)

455

insieme.

uomini e dei popoli

costrutti edificii degli

la terra far

4o

le

^uY^ ay^vi

465

ceneri ancor calde, impreveggente

^riar,

Esiodo, Opp, e giorni, 815

k\ i^uyv

5ivai; ecc.

Testo straordinariamente corrotto

TiovTOT^poiv aaix'.oi;

xat (OuXa

Trep

aXXtov

Xov

-^

Xotci? a>.Xtov

oXe^pov, Mss.
Xov S't^^oucjiv oX. Geff(]^a[A[jioti;

8' 't^ouaiv

jkOVT07i:pwv

cken.
(3)

(4)
tutti

Rzach

aijJiaTi

Ta\

jAEV

pv BajcsSou Mss. afxaTa \xh 8a7i8ou Geffcken.


uTcp ve ucov,

xai 3' oXXujivwv UTtlp ulGv.

vsxucov

di

Mss., Mendelsshon sostituiva yovIwv e Wilamowitz jiaTipwv


e Lanchester vu[iiaiwv.

(5) S' oti? Castal.

per

S'

outo; Mss.


nel tuo animo,

ucciderai (i) Sarai madre

ti

senza bont, nutrice

Ma

470

quando

lora tu,

32

uomini-

di

di belve.

dall'Italia verr

Laodicea,

un uomo

splendida

l'acqua prodigiosa del Lieo

(2),

al-

distruttore,

Cari

dei

citt

pressa

cadendo bocconi deplo-

rerai in silenzio

il
genitore orgoglioso.
Traci di Crobizo faranno risorgere Haimos.

475

Campani avranno un

molto lamentevole
dre...]

[ella

(3);

causa

deplorando

negli abissi

fame

della

proprio

pa-

del

da

mare,

grandi

Dio

di

preda

uragani invernali e
saranno immerse

Santo
ai

figli

mare.

del

Ahi,.

quante vergini non si sposer Hades (5), e quanti giovani che non avranno ricevuto onori funebri circonder
l'abisso,

ahi,

ahi, fanciulli infanti

dispersi

grande ricchezza! La terra beata dei

improvvisamente

^^

il

(4).

Corsica e Sardegna
tempeste e dai colpi

480

colpo

in verit sar

si

fabbricher...

Cartagine

{?

mare, e

pel

Misii, razza regale,

Non

Calcedonia

avranno lamentabilissimi guai. Anche


malanno ma immenso.

per lungo tempo


(6). I Calati (7)

.?)

Tenedo verr

l'ultimo

(i)

izttioVSt]

<srr\^B<jaiv

ots

Ivapi^sai

atriv

risultato

di

diverse-

emendazioni ad un testo straordinariamente corrotto.


(2)

Cfr.

1.

IV 107,

(4) la
(5)

(6)

1.

290.

Mss. TtroXiTiop^ov Castal


^oXuSaxpuv Geffcken.
fine del verso restaurata secondo il v. 473.

(3) 7:oXuxap;:ov

Geffcken richiama Sofocle, Antig. 816; huripide, Or. 1109;


Testo incertissimo.

&cc,

Lattanzio, fin tertio ad Probum volumine) presso S. Gerol.


in ep. ad Galatas, I.2 (P. L. 26, 379): Galli, inquit, anti-r
candore corporis Galatae nuncupabantur; et Sibylla sic
a
quitus
eos appellata, etc.
(7)

Comm.

Sicione bronzea con

rinto,

tutti;

me

ed a

me

di

nuovo

mi

di

Dio,

terra

anche

ma

Co^

te,

risuoner

flauto

il

(i).

Non appena
rato,

suoi urli

sopra

glorificher

ugualmente

33

animo

l'

si

comand

ristava dall' inno

pose

di

nell'animo

la

su

profetizzare

ispi-

parola

tutta

490

la

(2).

Guai

cia (3), e a tutte le citt marittime,

esporr

di

nessuna

di

Fenivoi

si

luce del sole nella luce comune, n vi sar

alla"

mai pi per

donne

razza degli uomini e delle

alla

numerazione della vita

te

a causa

trib,

(4),

495

della lingua ingiusta e della vita contraria alla legge ed

impura, che tutti condussero sciupandoli tempo ed aprendo


una bocca impura, e tutti esposero discorsi orribili, falsi

ed ingiusti

(5),

resistettero e

si

posero innanzi a Dio

il

gran re, e aprirono con falsit una bocca che contaminava. A causa di ci. Dio li far perire con suoi colpi

500

in

maniera

su tutta

terribile

mander

la terra e

aspro destino, bruciando dalle fondamenra

loro

le citt e

un

molti

edifici.

(i) Cfr. Introduzione.


(2)

(3)

Vv. 489-91;
Cfr. Isa. 23
EccL

(4) Cfr.
(5)

Isa.

XaXouv

9,

Ps. II (12)
jj.Y<i^o'->?

~7jC

ed

f|vot?V

15 in fin.

b:
^^

5,

Enoch
arou;

insolenti

t CTjj-a

LXX)

Ezech. 26-28.

Ecclus. 37, 25; 4i, isDan.


aT[j.a XaXsi aoi/ta;

i,;

nav

rfjV

axXvjpo?

[j.EyaXo(j6vri?

perbe
xa\

4,

"'^O''-

Ger, 47 (29 dei

2, 3;

17

[isyaXa

vv. 1-7.

cfr.
;

jojvrjv

5,

parole

atou

X^wv

4 eth; e gr:

Xyou?
cfr.

xS>

Iv

27,- 2;

7:crT7iT

(jT[i.aTi

et?

^Xaawri^ia?

;
20

orjj-a

(=^

s)

xa\ Kai:a\r\ca-c

axaS'apaia?

100, 9 a;

contro la sua

7,

xiSv jxsYaXtDv

ufiffiv

loi, 3: parlaste

xar
su-

giustizia;

Apoc. 13,53.

tv

Sev; ep. lud.

T^poc,

Guai a
505

una

ma

fumo

brucerai

310

ti

ti

arriver e

terra

ti

vedr

lascer per l'eter-

(2).

come

Tracia,

te,

solo colpo

(i) e tutta la

fuoco non

il

quando mescolati

vit,

un

eterna distruzione

fatta nera di

Guai a

dolorosa Creta,

te,

terribile

nit,

34

verrai sotto

Galati con

un giogo

di schia-

Dardanidi sacchegallora
sar sventura
Grecia,
i

giando impetuosamente la
su .te (3); ad una terr straniera darai tributo

(?)

(4)

nulla prenderai.

Gog

Ahi,

a te ed

ai

Magog, quante sciagure arreca il destino


popoli dei Mardi e dei Drangi e a tutti in

seguito; e molte
515

Molte

ai

figli

dei

Liei,

Misi e dei Frigi (5).


Mor e degli Etiopi

stirpi dei Panfili e dei Lidii e dei

e delle razze delle lingue barbare, dei Cappadoci e deArabi, cadranno

gli

tano

a tutte

l'Altissimo

la terra,

Quando una numerosa

520

far perire molti capi

di

le genti, infatti,

mander un

quante abi-

terribile colpo.

razza barbara assalir

uomini

scelti

Greci

metteranno

in

pezzi molti grassi capi di mortali, e di cavalli e di muli

madre

di

muli e mandre

di

e bruceranno criminosamente
edifici

520 strutti

buoi dal forte muggito (6)


fuoco molti ben co-

col

condurranno a forza molti corpi schiavi,

(i) oo^tp. alwvio? l^akaKi^zi'. da correggere in l^aXTra^i; (Wil^oX^pEufft? Geffcken che ritiene |aXa7:aSsi un glossema
lamowitz)
ad un gi corrotto l^oXoS-psuaEi.
cfr. 1' inf. aor. x.ar,[j.vai II. 23, 210; e xa-azarj^sTat
(2) za'^ari
I
Cor. 3, i5.
:

(3)

Testo assai incerto.

due brevi) cppov Geffcken, nli Ewald.


Seguendo l'emendazione proposta da Geffcken al testo corrottissimo
Mardi e Drangi erano trib Persiane.
^aytv
[iapawv
(4) StffEi? (lacuna:
(5)

(6)

piij.'j-/.wv

t]

II.

23, 775 stessa posizione in fine di verso.


In un'altra terra, e

figli

35

e le dorine dalla cintura bassa (i),

tnere, fuori dei talami, cadenti all'innanzi, sui piedi delicati

vedranno

quelli soffrire in legami tutta la terribile

violenza da parte dei

nemici

dalla

barbara

favella

non avranno nessuno che le difenda un poco dalla guerra,


-0 che sia aiuto
(guida) della vita (2). Vedranno il nemico raccogliere,
solo

perder

li

collera
zati

possedimenti e l'intera ricchezza;

nelle ginocchia.

tutti

guerra e

di

Fuggiranno cento, un

cinque agiteranno

(3);

e quelli contro di loro

di

loro

hanno un fremito

530

una grave

vergognosamente insoz-

ma 535

strage porteranno ai nemici gioia

lutto agli Elleni.

giogo della schiavit sar su tutta la Grecia, ad un

Il

tempo per
far
Ja

terra

avranno

tutti

alto

in

mortali vi sar guerra e pestilenza

un grande

Dio

bronzo (4) e su tutta


questa ferrea. Cos dopo che i mortali

siccit,

cielo di

540

tutti deplorato terribilmente la perdita della se-

minagione e dell'aratura, colui che cre il cielo e la terra


porr nella terra anche il fuoco (5) come una gran ragnatela, e di tutti quanti gli uomini vi sar allora la terza
parte
(i)

^i

t'

(6).

a^outriv

-iy.vot.

7.(x\

paS-u^civou? ts YuvoiV.a? eh.

II.

9,

594

riscva

aXXoi aYouuiv Pa^uCwvo'j? te yuv.

Geffcken raffronta -v ^oS;


(2) Deut. 28, 35 ; ^oT^c, t' iTiaywY?
i-xycoyv di Antipatro Sid. (Anthol. Pai. VI, 219, {).
:

IV

(3)

Isa. 30, i,;

Deut. 32,30.

(4)

Lev. 26,

Deut. 28,

(II)

23; Ger. 3. 3; 5, 35 (Heb.); Amos, 4, g.,;


Esdra, 6,22 et subito apparuerunt seminata loca non semii9;

I Enoch, 80,
5) Ps. 104, 33.

nata;

3.

(6) Zaccaria 13, g;

de

Apoc. 9,

ij; i^;

Lactant. Div. Inst. VII, 16,

^4;

cultoribus etiam dei duae partes interibunt et tertia quae fuerit

probata remanebit

(p. 638).

545

Grecia

Chi

pose in animo quest'errore

ti

com-

tali

gnarono
mortali

quali ordinarono ai

prime azioni malvagie, innalzando (2) molte


di morti, a cagione di che vi fu dato l'e-

le

di

di

sempio

arroganti re dei Greci

gli

immagini

pensare

vanit.Ma quando sar sopra

le

Tira del gran Dio, allora voi riconoscerete

gran Dio

Tutte

(3).

anime

le

grandi lamenti, dritte


560

di

cose avendo negletto il volto del gran Dio? Abbi


sacro il nome del Genitore di tutto e che non ti sfugga.
Sono mille anni ed altri cinquecento da quando repiere

555

perch come a guide credi ad uomini

ai

ad immagini
550

quali non possibile sfuggire la fine della


E a che scopo porti vani doni ai morti e sacrifichi

mortali

morte

(i),

35

in aiuto, e

Ma

(r)

canto

il

gran

ponitelo in

impara
saranno col volgere degli anni

Lactant. Divv. Inst.

15, 7:

I,

(dopo

la

mani,

che viene

re

liberatore, chi sia, dalla

questo, e

su,

vi

lutti

a cercare un

col

uomini lanciando

degli

cielo alzando le loro

all'alto

comincerano a celebrare

di voi

volto del

il

grande

ira.

mente, quanti
(4)

spiegazione euemeri-

paulatim religiones esse coeperunt, ... (14) quod malum a


Graecis ortum est, quorum levitas instructa dicendi facultate et

stica) sic

copia incredibile est quantas mendaciorum nebulas excltaverit. Itaque


admirati eos et susceperunt primi sacra illorum et universis gentibus
tradiderunt.
x.T.X.
y.c

Ob

hanc vanitatem Sibylla

sic

eos increpat; 'EXXc 8

(vv. 545; 547-49) (pp. 56-57); Theoph. ad Autol. IpCOehler. p. 28)

3-pt-ajv

(av

v[j.aTa

Giust.

wv

aipsa^ai S'Ewv vfiat

wr)?

Apol. 9

scttiv

vsxpiov av-

xa\ vexp xauTa Ytvwaxo^xsv

ai|;u-/^a

(Goods-

peed, p, 31); ecc.


(2) r.oXk 3'EiSv s'tStoXa xarao^tuivoi? S-avevTcov: vaS'vTe?

dre. xaTa)^t[j.vwv
(3) cfr.
(4)

Ezech. 25,,;

Prima

quando tu

ti

Alexan-

Volkmann.

del v.

i^;

i,;

564 una

sarai convertita

ecc.;

l.icuna,
.

29,5;
il

31;

ecc. ecc.

cui senso si

(Geffcken).

pu

supplire:;


e tu
gito

37

mandre di buoi e di tori (i) dal forte mugfacendo un intero olocausto al tempio del gran Dio,
offrirai

tu fuggirai

grido terribile e

al

alia pestilenza e

Ma

sfuggirai di

al

565

timore della guerra e

nuovo

al

giogo della schia-

questi uomini empi sar fino a


avr cominciato a ricevere
stabilito
quando questo giorno
vit.

razza

la

di

compimento. In verit, voi non sacrificherete a Dio,


che tutto non sia accaduto; tutte le cose che Dio
nico ordiner non rimarranno incompiute.

ma una

compir,
Vi sar

fin- 570
l'u-

Ogni cosa

necessit vi costringer (2).


nuovo la razza degli uomini pii devoti

di

si

forte

ai

mente

dell'Altissimo, che tributeranno onore


al Tempio del gran Dio con libazioni e con l'odore delie
vittime e con sacre ecatombi, sacrifici di tori ben nutriti

voleri

ed

alla

di arieti

senza macchia e primogeniti

di

montoni ed agnelli

fecendo santamente sul grande altare un intero olocausto

di

bestiame. Partecipanti nella giustizia della


dell'
Altissimo, fortunati abiteranno le citt ed i pingui
legge
campi, essi stessi innalzati dall'Immortale come profeti (3)
grassi capi di

e recando gran gioia ai mortali tutti

gran Dio diede saggio


comprensione in cuore:

{4),

essi

sso

loro soli infatti

consiglio e fede e un'eccellente

il

575

685

che non adorano con vani

564 xa To? IXX? l'pe^e $; t' eppe^s W; a? -^iXac p^ei?


Mendelssohn. x:.\ yXa? pl^rj? a poGv Geffcken. (p?'w gouv
IO, 292; IxaTfA^a; 23, 206).

(i; V.

(iwv)
11.

(2) zpaTEpTj 3' lj:(.XiaeT' vvxr)


(3)

aTo\

S'

{njjcu^ivri? a;:'

II,

6, 458.

^^avaroTo Tupocp^rat

Alexandre, Rzach

pare intenda Bate (with prophets raised up for them


by the Most-High) ma un errore. Nei giorni del Messia tutto
a-jToTs, e_ cos

popolo d'Israele sar profeta, e guide


cfr. Gioele 2, ^s, (LXX) (Heb. 3,
i).
il

(4) cfr.

1.

239

ss.

di

vita

agli altri

uomini;


(i) opere d'uomini

artifici

legno e

di

di

38

che fabricano immagini

di dei-

d'oro e di bronzo e d'argento e d'a-^

pietra,

vorio e d'argilla, tinte di vermiglio, immagini della vita

un

dipinte secondo

(i)

Tw

rivolge a Platone: ysw^ETpiav

lyriaiv

v^ious

wtpiXrjaaf

(vv. 586-88; 590-94).

evang XIII,

&C,

yp So'JoxX^c,
7.0LT.

ox

oiTivs?

Praep.

al cielo

(ed. Stahlin, die griech. Christl..


si

lahrhund.)

uomini

gli

eglino alzano

^av^vEti;, aarpovojAtav Tzap. Ba^u^ovicuv, .


aXrj^Eic xai B^av x]v tou 5ou Tcap arv

"Ei3paicov.

Eusebio,
p.v

(2).

Ma

A'.yj-Tiwv

Oc TO(; OCTOt

-wv

3.

fanno

cose quali

Clem. AL Protrept. VI, 70,

Schrftsteller d. erst.
Twap'

tipo

vanit delle loro menti

590 nella

13,

40

Dindorf. p. 211):

(ed.

'"Exaroioc r? latopiai; auvra^a^Evo? Iv

"A[izoL^ov xai To? Atyu7i:Tio'j?, vTixpu? |-\ t^? ctxtjv^ Ix


sii; Toi; Xe^eiaatv, et? axiv 5c,

^oa

-'

opavv t' eteu^e /.a\ yaiav jAaxpf,v


-vTov TE ^apoTtv o8[ia (cfr. v. 223)

^eGv
7]

(2) Gfr.

Ose.

13, g;

Ezech. 20,

aYX(X!xr' ex X'i^ojv,

-yp'jaTcUXTOv,

Isa. 2,

Abac.

g;

f]

4o 19 s; 44, 9; 20; 45, le;


Mich. 5, is; Ger. 2, 27; 3,

17, s;

2, ig-io-

Dan.

32;

^a/xscov,
IXcoavrivcov tuTTOu;.
f]

5, 2

(LXX);

5, 4

(Heb. Theod.)

46, e-sT

20;

io,

9;

35;

to? S^eo? toj

pyupou; xa\ aiBspou? xat ^uXivou? xa\ Xi^'ivou? 5, gs do pXTiouaiv xa\ 0" ox xououatv xai o ytvc&axouaiv.
(Heb. Theod.)
and their faith is in the gods which they bave
I Enoch, 46, ,

y^p'JCToyc

xa"

made with

their

hands

(trad.

Charles, secondo

il

quale

testo

il

va

emendato deeds invece di ^cfif^-) 99, 7 and they who worship


stones and grave images of gold and Silver and wood and stone
and day, l'aggiunta della pietra dovuta alla citazione in
:

De Idol., 4 (C. S. E. L. 20, p. 33) qui servitis lapidibus et qui imagines facitis aureas et argenteas et ligneas et lapideas
et fctiles. Cfr. autori e passi gi citati a p. i n. 4 e altrove; Lactant.

Tertulliano,

Div. Inst. (ex. gr.) II, i, 19 p. 99; 2, io p. 100


ex lapide aut aere aliave materia fabricatur

simulacra

num

humanum

cupiditas

in

tent, ut

modum

quod

di^itis

6, 2

solis

hominis

lunaeque

formant .... tanta homines imagiiam viliora ducantur illa quae vera sunt;

39

di buon
mattino dal letto e pucon
acqua, e venerano (i) solo Tlmcorpo
e molto
mortale che sempre regna e poi
genitori (2)

mani pure, alzandosi


rificandosi

il

pi di tutti

talamo

gli

non

nuziale,

la spaziosa Eliade

uomini custodiscono
accostano

si

maschi come fanno

ragazzi

altri

Fenici

la santit

impunemente
Egizi

gli

e molte nazioni delle

altre,

Dio immortale,

la

quale egli trasmise

Latini

dei Per-

siani e dei Calati e di tutta l'Asia, trasgredendo la


di

del 595

santa

loro

legge
(3).
Perci r Immortale imporr a tutti gli uomini rovina e
morte e sofferenze e gemiti e guerra e pestilenza e lutti
(4); poich non vollero onorare santamente
r Immortala genitore di tutti gli uomini, ma onorarono
immagini prestando culto a statue che i mortali stessi

eoo

lacrimosi

eos

getteranno via nascondendole per vergogna nelle fendi-

auro

sciiicet et

geramis et ebore delectantur. Epitome, 20,

^.g (p.

691)

terrenis ac fragillbus subiugaverunt colentes ligna et


aera et lapides. Ep. a Diogneto, 2 ; ecc. ecc. Per {i.iXTyptoTo<; cfr.

postquam se

Sap. 13, 14 xaTaxpiaas [jLiXtto.


(1) Cfr. Ps. Sai. 6, g l^avaTrj

[A(Sv

Kupiou

1^

utuvou

tou xat

7]Xyr,'jv

ri

Ps.

133, 2 .^v Tai? vu^iv STCapaxE y/toaq


Ta ayia xa\ zXoysiTZ xv xtSpiov ; I Tim. 2, g, BouXop.ai ouv

vfACtrt (t
e??

ovojAa)

7ipoaeu^sa5ai to? v3pa<; Iv riavri TTto) liratpovcai; c'-ou? "jiit^m e Filone De htimanit, 2 (ed. Cohn-Wendland, voi. V, pag. 281): r?
X^tpa? vareivo:? si; opavv ^rjciv.
L'ordine del Decalogo.
(3) Cfr. vv. 185 S. -apa;3avT? ^avaTOto 5eou

y.a^ap?

(2)

^rap^Tiaav

evidentemente dovute

Rzach emenda
(4)

Evang.
xat
l'

Cfr,

XIII,

Xoipis 18'

12,

aXyea

Ant. Testam.

ov

precedente.

ovTcep sSwxsv.

versi

yvv vjaov

al Tvapapvce? del vs.

ps. -orfici

in

Aristobulo

ed. Dndorf. p.

BaxpucEvra,

ma

la

(pr.

Eusebio, Praep.

X, 15 xai nXsjios
base sono noti passi del-

191

s.)

v.

.._

40

ture delle rupi (i), allorci. regni sulla sua terra un giovine re dell' Egitto^ il settimo a contare dal dominio dei
10

Greci, che cominciarono

ogni dire

(2).

Macedoni uomini potenti oltre


un gran re, aquila di

Verr dall'Asia

fuoco, che coprir la terra di fanti e di cavalli (3) e dar il


guasto a ogni cosa, e tutto empier di sciagure. Egli

abbatter

si

regno d'Egitto; e portando via tutte le dechezze trasportato sulle ampie onde del mare. Allora
essi piegheranno il ginocchio nudo a Dio gran re imil

mortale sulla terra feconda.

cadranno tutte nella fiamma


agli
620

uomini una grande soddisfazione ed infatti la terr


alberi e gli innumerevoli greggi di bestiame da;

gli

ranno

agli

uomini

il

frutto vero, di vino e di dolce miele

e di bianco latte, e di
miglior cosa fra tutte
(i)

xavTsc

opere dell'idolatria (4)


Allora Dio dar

le

di fuoco.

Isa. 2,
Et?

s.

g,

che per

gli

uomini

(5).

et;

x?

twv

a^iujis

TreToGv

cfr.

Swete,

T. in greek, pag. 372.

(2)

Sulle questioni di identificazione e di data, v. Introd.

(3)

Assumpt. Moys. 3,^:

(Et)

temporibus veniet

illis

oriente rex et teget equitatus (equitatu) terram


e per l'insieme del passo, Dan. 11, 40.45.
(4)

'pYa 5 )(^sipo3T:oir]Ta,

un mio studio

la

xa\ r ^sipojOirjTa Tiavra xaraxpuij^ouaiv st^svy-

CTTurjXaia xai

Introd. io the O.

pane,

Ho

eorum ...

anticipato nella traduzione

illis

ma

ab

anche,

risultati di

sull'uso della parola; v. app. B. Cfr. Lact. Div. Inst.

VII, 19, 9 (p. 646 s.) non colentur ulterius dii manu facti, sed a
templis ac pulvinaribus suis deturbata simulacra igni dabuntur, et
cum donis suis mirabilitus ardebunt; quod etiam Sibylla cum pro-

phetis congruens futurum esse praedixit:


thraea quoque idem spopondit sp^a Si

pitl/waiv

(1.

Vili, 224) Ery-

(vv.
(5) Per queste pitture eudemonistiche del secolo d'oro a venire nei
giorni del Messia tanto presso Ebrei che Cristiani, baster citare
:

Enoch,

IO, i8 e

Apoc. Bar. 29, 5 e Papia presso Ireneo, adv. Haer.


sono cit. da Lact. Div. Inst. VII 24, ^3 (p. 662).

5, 33; questi versi

41

Ma tu, astuto mortale, non perdere tempo indugiando


ma rivolgiti dall'errore e riconciliati a Dio (i), sacrifica a 625
Dio centinaia

di

e di agnelli primogeniti e di capre,

tori

Dio immortale,
affinch abbia misericordia (2). Egli solo infatti Dio
e non ve n' altro (3). Onora la giustizia e non tormennel volgere delle stagioni; propiziati lui,

nessuno

tare

mortali

queste cose ordina

Ma

(4).

tutti gli

l'

Immortale

tu guardati dall'ira del gran Dio quando


di pestilenza e accadr

uomini verr una fine

loro di essere oggetto


der re e distrugger
e tiranni il popolo, e

di
il

una

terribile giustizia e re

pren-

paese, popolo devaster popolo, 635


capi fuggiranno tutti

quanti in

un'altra terra (5) [sar trasformata la terra

dei

e una dominazione straniera devaster tutta

la

mortali

Grecia e

impoverir dei suoi tesori la pingue terra e verranno a


contesa tra loro per cagion d'oro e d'argento l'amore
:

(i)

del

7Zoi.'Ki\KKka.yy.xoi arptj^a?

mutar

63o

miseri

ai

vita,

5ev

quindi anche

'iktjxoio

il

640

concetto del rivolgersi,


interiore, che fa del

disposizione

pentimento una conversione (la {j-ervoia). Questi due versi sono citati come' Orfeo, da Clera. Al. Protrept. VII, 74, 5 (ed, Stahlin,
P-

57).
(2) Si noti

l'

importanza attribuita

al

sacrificio,

non solo

in

questo passo, ma in tutto il complesso degli Or. Sibyll.


(3) Deut. 4,35; Isa. 45,5.
(4) in fondo la regola aurea, in cui, tanto per Hillel quanto
per Ges, si condensa tutta la le^ge e i profeti. Si vedano
vari articoli {Golden rute) in few. Erte; Hastings Diction. of
Christ and Gospels; Hastings, Dici, of Relig. and Efhics; ecc.

Cfr. I Enoch, 99, 4; Apoc. Baruch. (2. Bar.) 70, 3; IV Esdra,


debellabunt amici amicos ut inimici et expavescet terra cum

(5)
6, 24
h'is

qui inhabitant eam.: 9,

gentium

cogitationes,

13, 3T et alii

alios

ducum

motio locorum, populorum turbatio,


inconstantiae, principum turbatio;

cogitabunt debellare,

civitas civitatem et

locus


guadagno

del

42

le fiere
645

selvaggie della terra strazieranno

quando

.poi tutto ci

inghiottir

resti

una

cattivo pastore delle citt] (i) in

il

terra straniera, e tutti saranno insepolti e gli

avoltoi e

le loro carni

(2)

sar compiuto, la terra mostruosa

dei morti.

Essa stessa sar tutta non-

seminata n arata, proclamando con la sua sventura la


contaminazione di tanti uomini
per lunghi
(3)
spazi di anni che compiono il loro giro piccole e grosse
650

n
da gettare e armi d'ogni genere
sar tagliata legna per la luce del fuoco.
pietre

dal

bosco

Allora dall'oriente (4) Dio mander un re che per


tutta la terra far cessare la guerra malvagia, alcuni gi.

uccidendo, con

compiendo

altri

fedeli patti

egli far

et gens adversus gentem et regnum adversus regnumMt. 24,7 vMc. 13,8; Le. 21, i^f)).''E-^Bp5ri<scr(Xiyp l'5vo? I- e^vo; xa\
^aaiXeia Im [iaatXsiav (Geffcken), Tutto ci fondato su Isa. 19, o
TtXi; izi nXiv xal
(LXX) -o}.[J.r,cr3t av5-po7c"o; tv SAmv a-ou

locu.n,

wo^hc
su 2 Cren. 15,

ebr. reg-no contro regno) cfr. 3, 5; 9, 1320; ^


;:oXp',asi s3voc "p? l'^vov xat tiXi; iip? TrXtv.

(ma

Ini vo[j.Gv.
e

Interpolazione, secondo Geffcken (seguendo Wilamowitz).


Deut. 28,26; Ger. 7,33 ecc. ecc.
(2) Cfr. Ps. Sol. IV 21;

(i)

(3)

Lacuna dove

si

doveva trovare

il

soggetto e

il

predicato al-

l'oggetto che nel v. 650. Si cfr. Ezech. 39, 9 s. xal ^sXeuaovrai.


o\ xaxoixouvTS? r? tz'qXzic, lapariX x.a. xaujouaiv sv T0T5 ojrXoi?, Ti^xaic,.
y.a'L

xovToT?

xaudouaiv
o'j8=

tum

Iv

xa"t

r^otc zal TO^eufjiaai xa\ p^Soi; )(_eipjv xat ).y)(_ais xa\


Itt)" xai o ^rj X^ouciv ^uXa Ix tou ksSiou.

auroT; :Tup l~T

xtl-ouaiv 3x tjv 3pupov. Lactant.


(Div. Inst. VII, 26, 4P. 666 r
per annos septem perpetes intactae erunt silvae nec excidetur

^f,

de montibus lignum, sed arma gentium comburentur.


(4) Citato da Lattanzio (Div. Inst. VII 18, , tra Or. SibylL
i.
V 107 ss. e 1. VIII 326 ss.) come profezia messianica. Cfr. Ps.
Sai.

41,

XVII, 23
25

t: TjsVioio

e altri testi

cit.

dai sole, cio da

dove spunta. Cfr.

da Dalman, Worte /esu,

p. 283,

n. 2.

Isa:,


tutte queste cose con
ai

43

ma obbedendo

propri consigli (i)

buoni ordini del gran Dio

il

X^)

65^

del

tempio (3)

ornamenti, d'oro e d'argento e di suppellettile purpurea, e la terra feconda e

gran Dio sar carico

il

mare

pensieri

Ma

tra

ceranno

E cominceranno

nuovo

ad

Re

(4)

dei Gentili in

serrate

file

si

lan-

re maledetti staranno intorno alla citt,

suo trono e

il

il

Cfr. con quanto precede, Isa. 11, 4; col v. 655 Gov. 5,

(1)
(2)

(3)

665

avendo

suo popolo infedele E allora


Dio con gran voce parler ad ogni popolo non istrutto
e dallo spirito vano, ed essi riceveranno un giudizio dal

ciascuno

eeo

questa terra (5), portando sven-

vorranno oltraggiare il tempio del gran


uomini migliori, quando verranno a questo

gli
I

re

loro,

all'assalto contro

tura a se stessi

Dio e

cose.

pascolando nell'animo malvagi


l'invidia non cosa buona ai miseri mortali.

di

paese.

buone

pieni di

rancore

avere

ricchi

di

67a

^9.

Lacuna, dove si deve ammettere un l'arai: Wilamowitz.


Xa; Mss va? Meinecke, Geffcken, e si pu considerare come

certo (contro, Lanchester).


(4)

Vv. 66,

ss.

(5) L*^ estremo

Ezech. 38

cfr.

assalto

dei

Gentili

Zacc. 12.
contro

qualche volta identificato con l'incursione di


lo

meno

quei poteri pagani che

combina

cfr,
(i

la

Zacc. 14,
Parti ed

(Sr.

regno dei Messia,

Gog

Magog,

sotto la loro guida, e la distruzione dei loro


si

2, s,
i

nella

battaglia
e Isa 25,

Medi);

2 Baruch) 70,

per

eserciti e di

oppongono al regno di Dio e allo stabilirsi


un altro elemento con cui questa guerra

della sovranit del Messia


si

il

valle di Giosafat, Gioele, 4, j^g


Si cfr. Apoc. 20, g; i Enoch. 56, 5 ss;

e-

{2)

Esdra 13,5

Per

5.^0.

paralleli

e 33

Apoc. Baruch
si veda l'art.

ss;

rabbinici

in Jew. Enc.
(spec. col. 211 -12) (Kohler); in Enc.
Bibl. (Charles) e in Hastings, Diction. of Relig. and Ethics; ivi la

Eschatology
bibliografa.

Una

somiglianza verbale offre pure Ger.

Zacc. 12.

I,

15

cfr.

altres


gran

Dio, e

tutti

Dal

cielo

mortale.

44

saranno

grandi
uomini. La terra madre di tutte

torcie,
675 agli

mano

di

muovere,
e tutte

le

uccelli

e tutte

avr un
sar

il

dell'Immortale

anime

le

fremito

mezzo

in

del

uomini ed ogni

degli

davanti

mare

alla

mare

faccia dell'Immortale; e

infranger le vette inaccessibili


grandi colline e su tutte le cose si vedr

terrore (i).
le

Egli

una nera tenebra


saranno pieni

pesci

Im-

fuoco

cose sar fatta

le

deli'

di

della terr e le innumerevoli trib degli

fiere

monti e

680 del

mano

di

distrutti

cadranno sulla terra spade


fiamme risplendenti verranno

aerei

gli

di cadaveri,

le

precipizi sugli

pietre stilleranno

Le ben

ogni torrente empir la pianura.

monti

alti

sangue ed

costrutte

mura

terra, giacch non conobbero


la legge n il giudizio del gran Dio
ma con l'animo
stolto lanciandovi a combattere avete preso le armi

6S5 dei nemici

cadranno tutte a

contro
690

il

Tempio.

E Dio

giudicher tutti con la guerra

e con la spada e col fuoco e con pioggia diluviante e


dal cielo verr zolfo, poi pietre e molta e aspra grandine
;

morte sar sui quadrupedi. E


Immortale (2), che cos giudica

la

allora
;

il

conosceranno Dio

lamento e

l'ululo

de-

uomini morenti andr per la terra infinita e tutti gli


impuri (3) saranno lavati nel sangue : la terra anch'essa
berr il sangue dei morenti, delle carni si sazieranno

695 gli

belve.

le

Dio stesso grande ed eterno mi disse

Fondato su Ezech. 38,

(i)

Lactant. div. in

cfr.

Giuditta, 2, ;

nem

et

st.

VII, 19,

Enoch, 102,

rumpheas volantes;

(2)

Cfr. V. 557

(3)

avayvot

(p.

30

5:

ss.

Per

le

spade

di

di pro-

fuoco (vs. 672

cadet repente gladius e caelo (p. 645);

3.3;

IV Esdra

ecc. ecc.

36, n. 3).

Meinecke per avauoi Mss.

15, 4:

ignem

et grandi-

45

ed esse non saranno senza compimento; non incompiuto ci che Egli mi abbia una volta

fetizzare queste cose;

Lo spirito
mondo (i).

posto nell'animo.
sul

menzognero

Ma

gran Dio (2)

del

figli

cemente intorno
che ad

di

infatti

tutti

non

si

quanti vivranno dolcose

Creatore giudice solo sovrano. Egli


stesso infatti da solo, stando attorno sopra un largo spazio li protegger come se avesse (posto) intorno un mudar

essi

ro di fuoco

700

effonde

rallegrandosi in quelle

Tempio

al

Dio

il

705

acceso (3). Saranno senza guerra nelle citt

campagne. Non una mano di guerra malvagia,


bens avranno per difensore l'Immortale medesimo e la
e nelle

mano

del Santo.

allora tutte le isole (4) e tutte le citt 710

quanto ama quest'uomini l' Immortale


infatti
combatte in loro favore e li aiuta, il
cosa
Ogni
da Dio e la luna, [e la terra frute
il
sole
mosso
cielo,
esclameranno

tifera sar

mossa

in

quei giorni] (5). E dalle loro bocche


un dolce ragionamento (6) Ors

trarranno negli inni


cadendo tutti a terra supplichiamo il re immortale, 'Dio
grande ed eterno. Mandiamo doni al tempio, poich egli
:

e tutti vegliamo sulla legge dell'Altissimo

solo re,

che giustissimo fra

(i)

Cfr. 571;

jrveu[j.a

tutti

sulla terra.

s^sou la

fummo

Noi

715

Dio
con-

720

manifestazione di Dio a distanza,

lo spirito profetico.

uio\

/.uJcXoSev

l'crop.at

(4)

is;

^ou

(2)

(3)

aT^,

cfr.
w(jb\

"ki-^si

Ps. Sol. XVII, 30.


riiy^oi;

xupios,

'i-j^wv

x-/[0(;

v:\jphi

Ttup?

Frequentissimo nell'A. Test.:

at5o[J.voto

/uxXoSev
Ps.

cfr.

cfr.

71, ^o (LXX);

41, 1; 51, 5; ecc. ecc.


(5) Il vs. 714 evidentemente interpolato: ripete
(6)

Variante del Ps. 94,

,.

Zacc. 2,51

Isa. 26,

il

i-

Isa.

675.

24,,

46
ad errare dalla via dell'Immortale

dotti

animo vano opere

con

scolpite di

immagini

d'idolatria,

"

Queste parole grideranno le anime


uomini credenti [ors cadendo sul nostro viso nella'

uomini
-725

venerammo

(i),

degli

corruttibili.

casa di Dio, rallegriamo cogl'inni Dio padre nelle case,


procacciandoci le armi dei nostri nemici sopra tutta la
per sette periodi d'anni compienti

terra,

730

loro giro, pic-

da lancio ed armi d'ogni genere, molte, e

gran numero
dal bosco non

si

Ma,

735

di

archi e

di

frecce

ingiuste (2)

fiamma

taglier legna per la

infatti

del fuoco] {3).

cessa dal meditare arroganti pen-

infelice Eliade,

supplica l'Immortale dal gran cuore, e sta in guardia: non spedire a questa citt il tuo popolo sconsigliato (4) che non dalla santa terra del Grande. Non
sieri

muovere Camarina;

Ili,

p. 64)

cfr.

immobile

meglio infatti

(i) Cit. dallo ps. Giustino,

Apologg.
l

il

che e pietre

il

(5).

Cohort, ad Gent. 16; (Oehler, Corpus

prologo di questo libro, ed

il

Fr.

I,

23

versi dello ps, Sofocle citati secondo Ecateo presso Eusebio, Praep.

Evang. XIII, 13,40 (Dindorf,


V((jLvo

Cfr.

il

(2)

i3pu(T[j.ea5a

7i:r,jjiaTajv

II

211) Svr)To\ S

Tuapa'^uyjiv

^sGv

xapBiav TuXaaYccXp-at' ... vs. 723


7:o'XXo\

554.

Meinecke, seguito da Lanchester, propose di leggere xtowv

per aStxcDv.
(3)

Wilamowitz
ij.iv

mss)

[jLEyXoio)
(5)

cfr. vss 649-651.


(Ewald; mss. Srj) k\ rrjvSs jcXiv av -(aggiunto da
rv Castalio) Xav a^oulov
oare
(Wilamowitz;

Vss. 728, 729, 731

(4) CTTsTXov

[ir)

a'ir^c,

[jltj

yairii TiiXercn

Blass ritiene

il

Msya^oio (Mendelssohn

e altri, contro

vs. 735 un'interpolazione.

Antico proverbio: fatis

numquam

concessa nioveri...

Cama-

Aen. IH 700, s. {Schol. Veron. p. 92, 30 Keil); Sii. tal.


XIV. 198: et cui non licitum fatis, Camarina, mover!.; Zenobio V,
18 (Paroemiogr. graeci ed. Schneidewin-Leutsch I, 123, i). Anth. Pai.
rina, Virg.

IX. 685. Luciano, Pseudolog. 32. pS;, w;


Kap.pivv lav ecc. ecc. Si osservi per

prima

e la

aoi zivr,-ov
a[/.Etvov tjv

anche

il

parallelismo tra

Tr,v

la

seconda parte del verso e cos pure nel vs. seguente.

47
non

che
leopardo della sua coltre
male. Ma trattieniti; e non tenere

disturbare

il

venga
uno spirito troppo
partecipi

giudizio di

il

un

gran Dio, affinch tu

al

740

queste- cose.
destinato giorno

Quando questo
verr

nell'animo

forte di orgoglio, imbarcandoti per

certame troppo grave. E servi


di

av-

ti

si realizzi

Dio immortale] verr

uomini

[sugli

uomini un

sugli

grande giudizio e sovranit (i). In verit la fertile terra dar


agli uomini il frutto migliore (2) in numero infinito di

745

grano, vino e ulivo (3) [poi dal cielo la soave bevanda del
dolce miele e alberi e il frutto degli alberi fruttiferi e
pingui greggi e buoi e fra le pecore gli agnelli e i capretti

delle

latte (4)

scorrer

capre];
le

citt saran

in

piene

dolci

di

bianco

fonti di

cose buone, e pingui

750

campi; n spada sulla terra n tumulto di battaglia;


non sar pii scossa con gravi gemiti; non sar sul

suolo guerra n siccit, non fame,


grandine che rovina i frutti. Ma una gran pace su tutta la terra e re

re sar

amico

nel cielo stellato

compir

(i) oyrq,

Lact Dv.

Inst.

una legge comune

VII, 20,

tegno apud Erythraeam Sibyllam


(2) Cfr. vss. 620 ss.
(3) cfr. vss.

sono considerati

243.

Il

Giubilei,

i, 7;

(p. 647).

Baruch

I,

De quo

iudicio et

kkts (vs. 741-743).

746-8

Geffcken.

Eso. 33,3; Deut. 31,20! Gioe20.

Anche

la

manna

del Messia: 2 Baruch 29,8- (Or. Sibyll, VII, 149

Coi vss. 751 ss

uomini

agli

da Lattanzio;

solo

da Wilamowitz

(4) lat^e e miele: cfr, vs.- 622.


le) 3 is;

sic invenitur:

vs. 742 dato

interpolati

755

termine delle et, l'Immortale

fino al

fr.

nei giorni

III,

in fine).

367-380; 780; 1, V, 253; Ps. Sol, 17, 36: xal


ox foTiv aSixla hi to?? r][j.pais xou Iv [J.aa) aTiv. ori -vTS? ay'.oi
;xa\
V unto del
un re tinto
padtXe? at^v -^piars y.^^\.o;, (xup'.ou
cfr.

-.

Signore).

48
su tutta

la

per quante cose

terra,

760 mortali. Egli solo infatti

fuoco bruci

col

Ma
i

gite

sono fatte dai miseri

si

Dio e non ve n' altro

la stirpe

(2)

raccogliendo in fretta

vostri cuori

nei petti fug-

Vivente

culti illegali (3), presta culto al

guardati

(4),

maschio ;

dall'adulterio e dalle relazioni contro natura col

educa e nutri

765

r Immortale

tua

la

adirer

si

allora susciter

prole,

contro

non uccidere

colui

uomini, Egli che un tempo diede


ai

pii,

(i) vs.

che

sempre un regno

per

la

cos

su

(6)

che

(5);

pecchi.
tutti

E
gli

'sua santa legge ai


tutta

quali tutti (7) promise di aprire

760

Egli

(i).

uomini malvagi.

degli

la

terra,

= 629.

Buresch; Geffcken ma'\j.voc, <I> Edd,


cfr. Oracc. SibylI. II, 56 ss.
(4) Tw !:tSvTi \Tpu. eoe ^wv: cfr. Deut. 4,33; 5.2523; Gios. 3> io;
Ester, , 13; 8, is; Osea i, ^^ (uto\ ^. ?.) Da (LXX) 4, ^g; 5, ^^;
(2) -{voi 'F.

Vss. 753-766

(3)

(Th.) 6, 20; 6, 26; Bel. 5; 6; 24; 25; Mt. i6, jg; 26, gs;
H Cor. 6, is; I Tess. i, 9; I Tim. 3, ^5;
Ebr
9,
12, 22; I Pe. i, 23; Apoc. 7, 2; 15, i'3,
is;
14;
4, io;
^wv asso!: Apoc. 4, 9, ^q; ^^' e- Cfr. anche Od. Sai. 3. Inoltre

6,

26;

Atti 14, 15; Ro"i- 9. 26;

Ger. IO,

e 23, 35, cfr.

i,

Cfr.

(5)
bi(rix)

la Aioa/ji,

;:ox-cVEti;

(6) pacjiXrj'.ov

nel senso di

Tou 5S0U

V.

r)ij.wv et?

Cambridge 1909,
I

(7)

pii,

tutti coloro
il

lone,

voi.

recensione esaplarca.
o ^ovsuasi? txvov Iv <p3-opa o3 ysvve-

ma

di

dominio

LXX.

Cfr. vss. 159 e 614; Ps. Sai. 17, 4


tv atwva r\ r s3-vr) (Iv xp'.ast); ma, 5 e 7,

p.

the

Israeliti,

grammar of

Test,

^i

cio,

paatXEia

PacriXeiov..

in greek,

157;

(sciepEt?)

sono cos

gli

che riconoscono e venerano

trattamento fatto

bri del

2,

palazzo odiadema reale,

John Thackeray,

St.

la

somiglianza rilevata per primo dal Rendei Harris.


ionismo per PaaiXstov. L'uso di questo non pi

tipico dei

regno

II,

ai proseliti,

il

al

tempo

vero Dio unico

stesso-

secondo-

che venivano considerati come

mem-

popolo e della nazione. Schiirer', III, pp. 186-187. Cfr. Fi-

De human,
De
p. 295
;

(;ip\

^iXav^pwre'iac.) 12,

paenit. 12. ibid. p. 324.

ed.

Cohn-Wendland,.

mondo

il

49

porte dei Beati ed ogni

le

un'anima immortale

(i) e felicit

eterna

terra porteranno incenso e doni

la

Dio

non

(3); e

vi sar altro

beatitudine e

Da

(2).

del gran

Tempio

al

tempio fra

uomini e fra

gli

che saranno, da sentirne parlare ma solo quello


che (4) Dio diede ad onorare agli uomini fedeli. mortali lo chiameranno
tempio [figlio] del grande Dio e
quelli

vie

tutte le

montagne

del

altri

interpreti

avvicina di pi

piano e

Non ho

a quello che

una parola

(3)

eccelse

erte e le

mare saranno

facili

timore di tradurre aima, a differenza

mind, Bate; Geist che si


mi pare il vero significato, Biass.).
ha scritto "questi versi sarebbe invece

del tutto inadeguata, :ivEu;ja.

Cfr. Isa. 35, i^: uq>poa'jvr,


La visione universalistica

(2)

del

775

{sense, Lancliester;

Bisogna pensare che per chi


stata

colline

le

selvagge onde

le

vouv s-vatov.

(i)

dagli

770

tutta

come qui; Ps. Sol. 10,9.


deutero - Isaia 60,6 ^'i^avov

a'twvto;,

del

Tobia, 13, i^. Ps. Sol. XVII 34.


(4) Lactant. Div. nst. IV, 6,5, (p. 289) Sibylla Erythraea... et
rursus in fine: (aXXov per 'XV ov); p?.-S. Agostino, Tractatus cantra
cfr.

o'taoua'.v;

quinque haereses

e.

Ili,

ed. dei Maurini,

t.

VIII, app. col. 3,

Audiamus quid etiam Sibylla vates eorum de eodem dicat: ^Alium,


inquit, dedit Deus filiis hominum (cfr. tcicttv avSpa Mss.; t^ictoT;
avQPEijiiv Lactant) colendum. Quantum apparet, in his sententiis
Mercurii [Hermes] et Sibyllae. Sabellius etiam judicatur. Mercurius
et Sibylla Deum alium. Sabellius
et Patrem Deum dicit et Filium
;

non alium, quia eundem Patrem

dicit

Ho

citato

e che

asserit esse

per esteso, a causa del vs. 776, dove

quem Filium.
mss. hanno ulv

Gfrorer e Hilgenfeld respingevano come cristiano. Alexandre


il primo di correggere in vav,
credendo con ci di ri-

propose per
stabilire

il

testo originario;

quindi olxov, Buresch.

bisognerebbe ammetterere un copista


i

mbevuto

di idee paoline (ogni cristiano

tempio

di Dio^

che rappresenta il corpo del Cristo)


zato dall'episodio narrato in Giov. 2, ^g ss.

pure

la chiesa

Se cosi fosse

manipolatore cristiano bene

ma

tale

forse influen-

percorrere od a navigare
780

50

una com-

in quei giorni (i);

verr sulla

piet pace di beni

terra

(2);

profeti

del

gran Dio torranno

via la spada; che saranno essi giudici e giusti re degli uomini. Vi sar fra gli uomini an-

che una ricchezza giusta. Poich questo


la sovranit
785

Gioisci,

l'

giudizio e

e rallegrati (3); poich a te ha con-

figlia,

cesso felicit

il

Dio.

del gran

Eterno

il

quale

cre

il

cielo e la terra.

te, sar per te luce immortale. Lupi ed agnelli

Abiter in

pasceranno insieme l'erta sui monti, ed


leopardi andranno al pascolo insieme con capretti, gli orsi vivranno
i

790

nomadi insieme con

vitellini, ed il leopardo divoratore


carne manger paglia dalla mangiatoia come il bue
e bambini ancora infanti li condurranno con un legaci

di

cio (4). Infatti gli render le belve

795

una cosa innocua

(5)

sopra la terra. Con i bambini e con gli aspidi si porranno a giacere i dragoni, e non li faranno soffrire; che
la

mano

(i)

Isa.

di

40,

Dio sar sopra

4.6.

di

loro.

Per comprendere l'impressione che questi versi,

ritenuti profezia autentica di un'antichissima Sibilla

pagana, pote-

ponga mente che lo stesso


messo in bocca al Batal
del
deutero-Isaia
s'ispirano,
quale
passo
tista precisamente quello sul quale s'inserisce la predicazione evanMe. i, o- Lu. (con maggiore ampiezza) 3^ 4; cfr.
gelica: Matt. 3, 3

vano

esercitare su

anime

(2)

inoltre Ps.

Sol.

XI. 9-6.

Cfr. V. 751.

(3) Isa.
y^oipe

V.

I, 23;

si

Giov.

cristiane;

(4) Isa.

xal E^paivEa^E
6 ifyXkixo^z
^u^aTep Sutov.

12,

cjcpBpa,

II, 6.9; 65,

(5) TuTjpv.

25-

Cos anche

Apoc. Baruch 73)


altri

35,

Bphesians. London 1903,

Zacc. 9, 9

6.

(harmeless, Bate, mcaletteralmente il Blass


gelahmt.

interpreti

pable of harm, Lanchester). Pili


Su :rripc v. una nota dell'Armitage Robinson St.
to the

ecc. -

p.

271,

s:

PauVs

(A Efes. IV.

Epistle
18).

lo

un segno

dir

ti

a riconoscere

facile

nel cielo

Quando

onde tu

(i),

verr sulla terra la fine di tutte

possa capire quando


cose.

51

stellato

vedranno

si

notte verso Vespero e verso Oriente;

allora

spade

una nube

di

polvere dal cielo sar trasportata

sulla terra tutta,

la

luce {2) del sole sparir dal cielo a

mezzo

raggi della luna

indietro sulla terra.

fanti e di

e soo

suo corso,

mostreranno fuori e torneranno

Un

segno dato dal sangue e dal


vedrete nella nuvola una batta-

gocciolare delle pietre;


glia di

il

le

la

cavalli,

quale una caccia

di

805

si-

belve,

A questi segni vengono paragonati quelli che in li Macc.


precedono l'invasione dell'Egitto per parte di Antioco Epifane;
Giuseppe Fi. durante l'assedio di Gerusalemme, Bel. lud.

([)
5, 3.5

in

VI, 288

s.

Hist.

cito,

298

VI delle opp. pp. 551-552. Cfr. Taanche un passo di Svetonio, Vesp. 4;

(ed. Nese, voi,

Si

13.

cita

Cassio Dione, LXVI, 11 (l'eruzione del Vesuvio). Virg. Ecl. IV;


Oraz. SibylL come fonti di tutto ci, v. Friedlnder, Les prophties sur la guerre judo romaine de l'an 70, Rev. Et. fuiv.

sugli

XXX

(1895) PP- 122 ss; A. Sabatier, Note sur un vers de Virgile,


Etudes de Critique et d^histoire, 2 me srie, pp. 139 ss. [Bihlioth. de l' Re. des H-Et., Sciences Relig. voi. VII, 1896). Per le
negli

spade in cielo,
Gioele 2, 1^0 {3,

si

cfr.

vs. 672; per

TJXto;

^^5)

xc(\

ouaouciv cpsYYo? aTwv. Per


et

de ligno sanguis

sus
cfr.

mutabuntur

Per

la battaglia
le

(xoviopTc)
(2)

sole e la luna, cfr. Isa. 13, ^ol

sangue

stillabit, et lapis

a'JSXOTocouaiv,

cfr.

683

dabit

e cfr.

vocem suam

outgoings of the xtars


o-av ^uXou
\-{b\ /.ptoc*

shall

yX\.Br^

ol a-psi;

x.a\

IV. Esdra V, 5
.

et gres-

change.
y.ix'.

Box)

avaarr;'

xx\

Box The Ezra apocalypse, cit. p. 44,


a!jj.a
Gunkel nei Pseudepygraphen des A. T. del Kautzsch. p. 359.

o-av Ex ^uXou

genere

il

(ztkr^^ii\

(the

Ep. Barn. XII

nota e

il

r^

ar^rj. v.

di fanti e cavalli

battaglie aeree
cfr.

Deut. 28,

Per

cfr.

la

il

nube

v. 612 e in
di

polvere

34.

oXa? integrazione congetturale

nel verso.

nuvola

nella

delle Apocalissi

vi

una piccola lacuna

52

mile a nebbia. Questa fine del tutto compir


Ma occorre che tutti sacrifichino

(i)

Dio che

al

gran Re.
CD

abita in cielo.

Queste cose a

te io (2),

che abbandonai

le

grandi

Assiria e Babilonia, trasportata dal furore, fuoco

810 di

mura
man-

dato alla Grecia, affinch profetizzassi a tutti mortali


ire

di

Dio

divini.
patria,
S15 dalla

le

onde profetizzare ai mortali gli enigmi


uomini in Eliade mi diranno di un'altra

(3)

gli

nata svergognata da Eritre alcuni dicono che io,


madre Circe e dal padre Gnosts [ignoto.?] (4)
;

sono Sibilla

pazza e menzognera;

ma

poi

che tutte

cose accadranno, allora voi farete di ricordarvi di

le

me

nessuno pi mi potrebbe chiamare pazza, la profetessa del


gran Dio (5). Infatti egli non mi mostr quelle cose che
ma quelle cose che furono
(mostr) prima alle mie ave
'

(i) y.a[Loio TE^eT:

Buresch

Gomperz: Trvrcov
Nauck; 7i:oA{oio

cfr. v.

797 Rzach,
Wilamowitz.
(2) Lactant. Divv. Instt. I, 6, 13 dopo citato Varrone rispetto
alle varie Sibille, parla dei vari libri: quos, quia Sibyllae nomine
-oXtAoio Geffcken; zvrcov Br^azi

inscribuntur, unius

-t,5i

credunt, suntque confusi nec discerni

esse

ac

cuique adsignari potest, nisi Erj^hraeae quae et nomen suum


verum carmini inseruit, et Erythraeam se nominatuiri praelocuta est,

suum
cum

esset orta Babylone. Ps-Giustino, Cohort. ad Graec. 37"EaT0(t

o uuCtv pa5ito? -7]v bp^r\v ^Eoa^stav Ix [lpoui; Tcap t^?


Xrjc

TauTJjv Ss Ix

[lv

Ba^uXSvo?

-aXata? St^uXtou ttjv

J)pp.r)a^ai caat, By)p(j(you

yaXSaVxriv IcTopiav yP<{"^vtoi; ^uvatpa oaav. cfr, Pausania X,


Scliol.
(3)

Plat.

Lacuna

attestata e

Forse vi era contenuto


(4)

12;

Phaedr. 244 B, ecc.

TvcoaToto

il

da Mss e dal fatto


nome di Sambethe.

tmbekannte (ayvwaToc) Blass

che

manca

il

verbo.

PXauxoio, Bieek, da

Aen. VI, 36: Deiphobe Glauci.


denique Erythraea fore
15, 29
(5) Lac?tant. Divv. Jnstt. IV,
.
ut diceretur insana et mendax. Ait enim '-.r,couci St^uXlav

Virg.

ait

(vss. 815-819).

in

ai

quando

uomo

il

mortali

mondo

gno navigando
il

sono nuora

e di quelle, di

dopo

820

profetizzassi e

io

futuro primo che sia presente. Che


fu inondato dalle acque, e un certo
il

buono fu

sopra

mondo
(i),

mente ciascuna, onde

in

solo e trovato

affinch

queste mi espose Dio

principio,

Dio mi pose
dicessi

53

le

casa

lasciato, nella

con animali

acque

nuovo

fosse riempito di

e del sangue di

lui,

di le-

uccelli, ss

costui io

di

a cui accaddero

le

prime cose e sono rivelate tutte quelle della fine. Cos


che dalla mia bocca vengono dette tutte queste verit,

829

da marito: si potrebbe perci,


(i) vup.3r), giovane donna sposata
volendo, interpretare anche figlia
sposa. A Noria moglie di No
furono attribuiti anche libri gnostici (Epifanio, Panarion haer. 26
(6),

I,

Oehier

t.

p. 304) la Sibylla

TTpsjpTspoc
A'tvou

Eanv

I,

i, p.

non

168). Per

Taziano invece 41,

piii antica

MwuaT)?, ?ti

St^XXTlC, X. -.

X.

di

Mos

xa\ twv

(o)(_

(Goodspeed

'Ofi-ripou

-p axou

jj.vov

auyypaaiwv,

LIBRO
Ascolta,

bocca dal suono

superba Asia

della

popolo

quante cose interamente

IV.

vere sto per

d'Europa,
con

profetizzare

miele, dal nostro santuario (i); pro-

di

fetessa non del bugiardo Febo, che uomini sciocchi dis5

un

sero

chiamarono a torto profeta, ma di Dio


di uomini simile a mute

dio,

non plasmarono mani

grande, cui

immagini scolpite in pietra (2). Egli non ha per dimora


in un tempio una pietra che viene trascinata, sordomuta
e senza denti
10

mini

ma

maledizione piena

(3),

dere n misurare

mani mortali

(1)

jj.sXtoj^'cYx.TOto

Sia

delssohn emend cos

53'

lyw

occhi

mortali,

che vedendo

\i.Byipoio

CTTjj.a-oc

le

<lotpoio

rivali

Sibille

GacprjTcopis

s^xi

vv. 4-7 sono

4,50,1 (voi.

citazioni del

V. Per

non veduto da

ao'

uo-

gli

si

7i[j.eTpou.

Men-

ixsYaXoio.

Pausania X,

cfr.
l'

Iscrlz.

D. archol.
^upTuoXoi;

Inst.,

eritrea

Ath.

ypTjati-QYop?

elfi'.

da ,Clem. Aless, Protrepticon,


Stahlin, p. 38) acu seguono altre

stati citati

delle opp. nell'ed.


1.

per

pu venon formato da

pagane:

lutti

Si.pulXa; e

(Buresch nelle Mittheilungen des K.


Abt. XVII, 1892 p. 19 ss.) ri ^oi^ou
I!i,3u}.Xa.

tutti

Mss. che avevano

Polemica contro

(2)

12,6

con

colui

di

che dalla terra non

Egli Colui

vv. segg.

si

cfr.

Ili,

12, ss., ecc. Per la

pietra che viene mossa, ma non si muove, cfr. Isa. 46,^; Ger.
10,53; ecc.; tv o "/.ipe? zK'koi.aoLv vSpiov cfr. Greg. Naz. carm.
P,

G.
(3)

37, 424, V.

vwBv

cos

Xi^ov sXxua^lvTa

gruppi

"

W.

ov o x.^ps Ij^^ETiXsaaav.

IO.

come
con

al

Mss

vs.
deila

8 olxov
classe

non

e'txv

contro

(Buresch) e

tSpu^vra

dei

di cui

nessuno;
e

fiiumi

notte oscura (i) e

la

la luna ed

astri

gli

nerano

della

15

inesauribili

sono

sorgenti (2)

e insieme le piogge che ge-

vita (3),

la

frutto

il

il
giornee il sole
mare pescoso, e la terra e

il

delle

l'apertura

creazioni per

55

terra,

gli

alberi,

vite

la

Egli mi gett dentro nell'animo un pungolo (4),


dichiarare esattamente agli uomini quelle che sa-

l'ulivo.
di

ranno

in

giunga

la

decima

cosa

alla

ogni

seguito, dalla

parole della

(5).

prova.

Sibilla

Ma

che

a che

fino

prima generazione

popolo, ascolta tutte

tu,

bocca versa

santa

dalla

20

compierla, metter

nel

Egli stesso,

le

una

voce veridica.
uomini saranno sulla terra quelli che ve-

Felici tra gli

ramente amano benedicendo, Dio grande, prima

(1)

Cfr.

(2)

a-^Lo.

1.

Ili

20, ss.; v? Bvoyepr, cfr.

TTTiywv

cfr.

di

man-

Od. 13,269; 15,50,

Nonno Paraphr.

IV.

144,

("^lY^?)

25

ecc.

pure

in fine di verso.

-p; Cwr,v: concetto che si vuole stoico, Zeiler,


der Griechen, 3 ed. Ili, i, p. 172 (Cicerone,
Fin. Ili, 20,27 praeclare enini Chrysippus, cetera Tiata esse hominum cmisa et Deorum, eos azdeni comniunitatis et societatis
(3)

Die

7.xi'^\i.ot.-:7.

Philosophie

De

suae.

Nat. Deor II, 61, 154 omnia, quae sint in hoc mundo,
utaniur homines honiinuni causa facta esse et parata).

gtiibus

jMa, nella

creazione

deiriimo,

nell'ingiunzione

<<

crescite et

mul-

sembra che questo concetto debba essere sottinteso.


resto anche negli Apologisti cristiani: Theoph. ad Autol.

tiplicamini

E' del
I

6,

/.aravriaov.

tk spy^ axou

-h r/etv Tv av5pc.o-ov (Otto p.


la vita.

Si ricordi

pazione alla
(4) Cfr.

1.

che

Dio

awvtoc, del

Ili,

il

oz

Ma

el;

ISfocv

-^r^QVi aXkh.

Itj

qui vi qualcosa di pi:

vivente

e si cfr.

con

la parteci-

IV Vangelo.

5.

Mss. hanno undecima hZvAx\^{C}


periodi. Cfr. vs. 47 s.

(5)

dieci

(^wr)

18).

Ma

la

divisione in

giare e di bere,

che vedendo

56

avendo fede

tutti

templi e

negli atti di piet (i); quell

gli altari, le

fatte di pietre insensibili, contaminate

immagini

volgari

dal

sangue d animali, e da sacrifici di quadrupedi, .negheranno e avrann o


gli sguardi fissi nella gran gloria dell'unico Dio, senza
;

30

compiere con orgoglio insensato, e senza trafficare per


un guadagno da ladri - cose che sono abbominevoli - e
senza avere vergognosa brama per l'altrui talamo (2) [n
detestabile e orribile con concupiscenza per un maschio]
35

modo

di cui

vivere, piet religiosa e costumi-

di

uomini senza vergogna


tezza) non imiteranno

brame senza vergogna


vano falsamente
che

superbe

et)

essi

stessi

nelle loro

con

motti e
attribu

dissennatezza,

tutte

quelli

uomini

schernendoli

le

compiono.

opere
In

i-

malvagie e

verit

l'intero

8, io) cfr. Schurer, II (4* ed.) pag. 571 s. Apol.


IO (Goodspeed, p. 21) sxap"^~o"VTi; aTw {cotidie mane

(Deut.

(i)

Arist.

altri

gli

anzi

nella loro

riso (3), infantili

col

desiderosi di svergogna-

(lett:

mai

gli altri

15,

xa-

TcSaav

(5Spav

Iv

nav

Ppc^y-aTi

3ta"

^tq-cw

xai xot;

X^i-otz,

Ya^otc. Questi versi (24-30) sono citati dallo ps. Giustino, Cohort,
ad Gentil., 16. Clem. Aless. Protrept. IV, 62 (Sthlin p. 47):
OXp'.oi

jjLvoi

Totvuv,

ti);

I'tuq?

T^v Si^'jXXav, 01 vao? etc.


e un altro sul modello del
(2)

tJ.o5u{ia3v Ixetvoi TiavTs;

xa-

un verso da

29

ziizztv,

ma
vs.

inserisce

Fr.

3,

30.

vs. 34 omesso dai Mss. della classe


Clem. Aless. Paedag. li io, 99, 1 (Stahlin
ma Wilamowitz lo ritiene nondimeno da escludere, per

Cfr.

migliore Q.
p. 216)

Ili

164

il

per in

ragioni sintattiche.
(3) Cfr,

Schurer

III,

150-155; 528

ss.

TertuU. Apolog. 9: Haec

ostendam, partim in aperto,


partim in occulto, per quod forsitan et de nobis credidists.

quo magis refutaverim, a vobis

fieri

- 57

umano senza fede


mondo e dei mortali, quel

genere
del

nello

far giudicando

mander

e allora
il

fuoco

stesso

Ma

(i).

quando

giudizio

tempo

40

verr,

che Dio stesso

pii

empi,

gli

empii nell'abisso tenebroso (2), tra


allora conosceranno tutta l'empiet che avranno

[e

gli

commesso] (3); ma
mentre Dio dar loro
i

rimarranno sulla terra feconda,

pii

Ma

spirito (4) e vita e grazia.

tutte

45

compieranno nella decima generazione ora


queste cose
invece dir quelle che saranno a cominciare dalla prima (5).
Primieramente gli Assiri avranno l'impero su tutti gli
si

uomini conservandosi nel dominio del mondo per sei gnerazioni da quando, essendosi adirato il dio celeste, e
scatenatosi

il

sue citt e

uomini

gli

II.

(2) ^'^o?

Cfr

Manca

(3)
(4)

Isa: 42,

y%)

(ttJc

^'^'-

della classe

SvTo;

^e?

O.

sf^Tjv S''
.

fJ-a

oiSo;

xa\ ^ipiv

tot? Tcatouffiv ati^v. Cfr.

Tiysufjia

v auttS.

vS^pw-ov

sia

Che

per

fronto con

non
III,

mentre qui

(5) Cfr.

tratti

si

582

in

57

Eccl. 12,

^g,

7.

vs: 46.
l-' ar?);

ecc.; Zacc. 12,

Si

pu dunque

- e

chiedersi

Ezech.

io,

d'ispirazione profetica, dimostra


quest'ultimo

si

ha

di

mira

tratta dell'esistenza dei giusti

pag. 55, n.

a'j-ot?,

tw Xaw xS

tlvotiv

spirito vitale , anima vegetativa


da leggere nvsu^a 2;co^i; (Gen. 7,^5

non

sianico,

Mss

S'EOu

Kupios

-Xtffacov :ivu[j.a

tendere

g-

nei

7Vup.a

le

rovesciato que-

1.

56;

21,

Enoch, 103,

con

la terra

Avendo

citati

da

(pp. 656-7); seguiti

nascose

(6).

da Lactant. Divv. Instt. VII, 25,


IV 187, 189.
15, 191; Od. II, 57 e 155; 20, 356.

sono

vv. 40-43

(I^
4,

mare

il

diluvio,

tutti

50

il

dopo

il

j^'

in-

se
i~).

raf-

regno mesil

giudizio.

5.

(6) Lactant. dopo aver citato il 1. Vili, 1-3, aggiunge: alia


quoque per indignationem dei adversus iniustos cataclysmum priore

saeculo factum esse dxit, ut malitia generis


i\ o5 [jL7]viaavT05 x. -. \. vv. 51-53.

humani extingueretur


troni esulteranno

sui

sti,

55

sole

generazioni,

Medi, ai quali spettano due


saranno queste azioni vi sar
i

una notte oscura

nell'ora in

l'orbita della luna

mancheranno

dal tumulto di
60

in cui

58

umane;

Ma
allora

al

giorno, gli astri, e

dal cielo(i); la terra scossa

un terremoto rovescer molte

allora dall'abisso del

quando
il

mezzo

grande Eufrate scorrer pieno

il

terribile

grido di battaglia (2)

per Medi e Persiani

isole.

di

sotto ie

lame

Persi fuggiranno oltre la grande corrente del Tigri.


eo

pero dei Persiani sar

una

lasciata

il

scongiurare,

70

mondo

pi grande del

discordie

smantellamenti

e uccisioni

ai

quali

di torri

uomini vorranno

gli

e fughe

sedizioni

e distruzione di citt,

quando

superba Eliade navigher verso il vasto Ellesponto,


cando all'Asia ed alla Frigia una grande calamit
la

Ma
fame

(i)

all'Egitto

e sterilit

dei

E Tim-

sola generazione di felicissima sovranit.

Vi saranno poi opere malvagie che

sangue

alzer in guerra

si

Medi cadendo

ed opere

citt

mare spunteranno

re(3).

dai molti solchi e produttrice di grano,


si

rinnover

per

il

corso di

Allusione all'eclissi narrata in Erodoto,

vista da Talete Milesio?

-%

t^ay^iQ?

auvscjcwaTi?

I,

Trjv

vent'anrii.

74 e che fu prer]p.pr,v

i^oirAvr^i;

vuxTa Y-vcSa-.).
4, 15; Hes. Op. 161.
un passo abbastanza simile da Flegone,
27 Keller); si tratterebbe dunque d'un oracolo elle-

(2) ouXojtic avri: cfr.

Geffcken

(3) Il

Mirab.

(p. 70,

II.

cita

Lanchster pensa
499 av. Cr.; ma la
l'accenno all'Ellesponto e alla Frigia m'inducono

nistico, 0, meglio, imitato sullo stile di quelli.


agli

aiuti

caduta

mandati dagli Ateniesi

di citt ,

11

agli Ioni nel

che si voglia accennare alla spedizione contro


Troia, ad esclusione di fatti storici ben pi certi, ma che li slbillista. forse non conosceva, e che ad ogni modo lo dovevano interespiuttosto a credere

sare di .meno.

allorch

che

Nilo

il

nutrisce

qualche
Verr dall'Asia un

re (2),

navi innumerevoli

camminer

e lui

avendo

nasconder in

spighe

acqua (i).

75

alzando una grande spada, su

il

tagliato

dalla

fuggiasco

Asia

le

luogo sotto la terra la sua oscura

altro

navigher

59

sulle

umide

monte

vie dell'abisso,

dall'elevata cima;

guerra

accoglier

sventurata

Sicilia

poi

timida

la

(3).

Brucier tutta

la

fiamma

vomitante

una corrente
Etna

di

(4);

cadr

Crotone, grande citt, in profondo abisso.


Vi sar lotta per l'Eliade, stando l'una contro

l'altra

fuoco,

gran

della

distruggeranno citt, combattenti uccideranno molti


nemici
ma la lotta sar indecisa (5).

citt

so

&5

Geffcken riporta a raffronto

Il

(1)

VII visione di Daniele,

dalla
schrift

meni

Kunde

f..

d.

di

(trad. ted.

Morgenl. VI,

questo oracolo un

passo

Wien

Zeit-

Kalemkiar,

1892;

p. 228,

30;

prolego-

testo ibid: p

e.

190, ss.) I figli dell'Egitto fuggiranno, cactuoi possessi ridotti a nulla ed il Nilo all'asciutto.

dalla fame
Secondo mi avverte l'amico U. Faldati, un rapido esame dello stile
di questo apocrifo armeno lo farebbe ritenere del V
VI secolo
(2) Serse, se, come pare, si allude qui al passaggio dell'Ellesponto sopra un ponte di barche (Erod. VII 36, ss.); e al canale
ciati

tagliato attraverso
(3)

tSv

Erod.

vstSy

VII,

monte Athos {Erod

il

'*0c 8 tpa Tidcvia

45

a-ox>tpu[jL[jLVOv,

7i(ja?

v,&pf-wv, lv5auTa

t-iCKio.

VII, 24).
rv 'EXXriaTCOVTOv uir

[xlv

B -g axrg xa\ t 'A^uBrivCv JteBia

Sp^Tj? courv jAaxapicje, jist 0

touto

sSxpuGE.
(4)
all'.

Vs.

81

X'[J-a

interpretazione

chester)

si

oppone

di
il

-up?

IpeuyofAivric

j;.EYXo'.o,

p.A't-vT;?

come

cpXoy?

fatto che lpUYo(j.ai

A'tTvr,?;

Lannon pu reggere un ge-

genit. assoluto

(Bate,

nitivo oXoy? BlasS rende: indem aus dem tna die Fiamme hervorgespieen wird, come se cio Ip. fosse passivo: ma mi sembra

complicato.
(5)

La guerra Peloponnesiaca.


Ma

quando

genere

il

nerazione allora
e di timore
scettri

umano giunga

Ma

dopoch

il

alla

decima ge-

giogo

di schiavit

saranno

si

degli

gloriati

Macedoni, vi sar poi anche per Tebe la mala


Cari abiteranno Tiro e Tiri fuggiranno. Samo

rovina.

90

Persiani avranno

(i).

60

tutta quanta ricoprir la sabbia sulla riva del

non pi

mare

Delo

ma

ogni cosa sar oscura in Delo (2),


e Babilonia grande da vedere ma piccola nel combattere,
star fortificata su speranze senza frutto. 1 Alacedoni abichiara,

teranno Bactra, e quelli sottoposti a Bactra e Susa fuggi ranno tutti alla terra d'Eliade.

95

Vi sar per

futuri (un

l'argentea corrente
all'

giunger
100 zico,

isola sacra.

allorch, scossa

che a Rodi verr

il

Ma nemmeno

il

l'Occidente

mondo

fiorir

la

tempo) quando

tu,

le

An-

una grande guerra

il

il

Corinto,

per cui

Italica,

il

giogo di servit per


vedrai allora la tua

ginocchio a terra per

la

tua torre,

e dei loro eredi.

IH 363.

Come

(3)

e Ci-

citt vacilleranno.

malanno ultimo,
grandissimo (5).
potere di Macedonia durer ma dal-

L'impero mondiale dei Macedoni

(i)

(2) Cfr.

dal-

dune

le

ma

infelice

presa; e piegher

Piramo

Bari, cadrai (4)

tu,

terra,

il

avanti a s

spargendo

sar soggiogato, portando

Italidi.

105 gli

(3)

al

tratto precedente vi

un

raffronto

in

Pausania

(VII, 8, 9), cos a questo, in Strabene, p. 52. Secondo Alexandre,


questi versi andrebbero collocati dopo il v. 96; secondo Rzach,

dopo

il

v.

100,

Bpi? (Bari in Asia Minore) Tcasai; Badt. I Mss. hanno


au^api? Tastai Q; TisastTat $ W. Ku^txo? cfr. Ili, 442.
(5) Cfr. Pausania, II, 7, i. V. la nota del Frazer, voi. IH,
(4) S'j,

p.

80

nel

1.

della

sua traduzione, Londra, 1S98. Questo verso ripetuto

Vili (160).

61

Cartagine (i). Paziente Laodicea (2), te stender al


suolo un terremoto distruggitore, ma ti risolleverai citt
solidamente costruita.

non

tentesi
suolo,

lascer

ti

di

pregherai

Mira

bella

mai

di Licia, la terra

scuo-

caduta prona gi al
ad un'altra terra, quale emi-

stabile:

rifugiarti

110

nera acqua del mare, fra tuoni e maremoti, sparger sabbia, a causa dell'iniquit di Patara (3).
grante,

quando

E anche
Anche
di

Armenia, sovrasta

te,

guerra

la

Gerusalemme
e

dall' Italia,

(4)

la

necessit di

servire.

una malvagia tempesta


abbatter il gran Tempio di

verr

115

Dio, quando, affidandosi alla stoltezza, getteranno da


parte il timor di Dio, e compiranno abbominevoli assas-

(i)

Gli avvenimenti, che in brevissimo volgere di tempo, imporomana in Oriente: la sconfitta del

sero e consolidarono l'egemonia


re d'Illirio

Genzio,

la battaglia di

Pidna, (22 giugno 168 a. Cr.);

presa di Cartagine e di Corinto, per opera di Scipione Emiliano


e di Lucio Mummio, entrambe della primavera del 146 a. Cr che

e la

dovettero fare

strando

i'

ai

contemporanei un'impressione immensa,

inanit dei tentativi di ribellione alla potenza che

conquistato cos, di colpo, l'egemonia.


\2) Cfr. IH, 471. Tacito, Ann. XIV, 27:

Nerone IV Cornelio Cosso Coss.


urbibus Laodicea

tremore terrae

= 60

Eodem anno

dimoaveva

(cio,

Cr.) ex inlustribus Asiae


prolapsa, nullo a nobis remedio,
d.

propriis opibus revaluit. Sulla natura del suolo della valle del Lyco,
e della

v. Lightfoot,

regione circostante,

Colossians

(e

non Phi-

Hppians, Lanchester) p. 3 seg; il quale (p. 38 s.) discute anche la


data di questo terremoto, che da Eusebio posto subito dopo l' in-

cendia di

Roma; Cbron.

Hieron. ed Helm. p. 183, 21;

m.entre

il

Lightfoot stesso ne postula uno verso il 125, e raccoglie le notizie


intorno ad altri (12 av. Cr.
Strab. XII, 8; Dio. Cass. LIV, 30;
:

17 d.

Cr. Tac. Ann. 7;

ecc.).

(3) I vv. 112 e 113 mancano in ^e"*?; in ^ si trova: oji.aSv


-OTS SuadEpiTiaiv il Geffcken congettura 4'a[J-a^v Lanchester MBwv.
(4) Il vs. 115 manca in $ ""F.
;


davanti

sinii
120 re

al

Tempio

come un

(2),

62

e allora dall' Italia un gran

(i),

non

disertore,

pii

veduto n udito, fug-

dell'Eufrate, quando sar compiuto il


abbominevole
dell'uccisione della madre (3), e
sacrilegio
compiuti molti altri con mano peccatrice. Molti cirgir oltre

il

cuendo

trono di

il

Ietto

Roma

(4)

la

insanguineranno

pia-

nura, dopo ch'egli sar fuggito oltre la terra dei Parti.


125

un capitano romano (5) che avendo infuoco il Tempio di Gerusalemme, e met-

Alla Siria verr

cendiato col

tendo a morte molti Ebrei, distrugger

larghe vie.
Pafos,
dalle

allora

quando
onde

la

la

gran terra dalle

un terremoto distrugger Salamina

nera acqua sconvolger Cipro battuta

(6).

Ma

130

d'

quando, da una spaccatura del suolo della terra


Italia, il fuoco deviato giunga all'ampio cielo, e bruci

'

molte

citt,

e faccia perire

ancor calda
1B5

riempia
pioggie come di minio
del

(i)

Dio

(2)

uomini; e molta cenere


e dal cielo

cielo,

FI.

B. lud. IV,

3.

Il

20,

l'ira

innocente popolo dei

l'

Gli eccessi degli Zeloti e degli Idumei loro


I,

cadano

dovranno riconoscere

allora

celeste, poich distrussero

verno del 67-68. Schiirer, voi


seppe

gli

vasto

il

alleati,

nell'in-

ed. pp. 617 ss);

(3.^

Giu-

testo leggermente corrotto.

Nerone. V. app. A.

' detto
Nerone in- versi satirici conservati da
Dione Cassio, LXII, 18, 4 come un oracolo di una (ps) - Sibilla; e
da Svetonio, Nero, 39. Cfr. 34. Tacito, Ann. XIV, 3-8.
(4) Galba, Ottone e Vitellio.

(5) [isTpoxTvo?

(5) 'P)[iri? TTofxoc,

quest'ultimo.
(6) Eusebii

Chron

ma

Vespasiano

Tito,

interpr. S.

Hieronymo

pi
In

probabilmente

Cypro plurimae

civitatum partes terrae motu conciderunt (17 av, Cr.) p 166, io;
Tres civitates Cypri terrae motu conruerunt (76 d, Cr.) p. 188, 19.
Per noXKXucrros in senso attivo cfr. Od. 4, 354; 6, 204, ecc.

pii.

63

Allora ridestatasi la guerra verr all'occidente la con-

tesa ed anche

fuggitivo di

il

merose schiere

non

ed

la pestilenza

Cirro (3)

mare

quando no

citt,

sotto le lancie

(2).

Allora

di

terribile grido
guerra distrugger
Ahi, infelice Cipro, la vasta onda del

il

Siria?).

(?

Eufrate insieme con nu-

chiameranno pi

ti

cadrai

di folla

atti

l'

(i).

Infelice Antiochia,

pei tuoi

Roma, brandendo una grande

aver traversato

spada, dopo

coprir te, quasi strappata dal suolo dalle tempeste

invernali

(4).

Verr all'Asia una grande ricchezza, quella che Roma


stessa, avendola rapita, aveva riposto nella ricchissima
casa

guerra

che

dopo

dell'altro

avr

restituito

allora

all'Asia,

sar

due

volte

tanto

una sovra-indennit

145

e
di

(5).

Un'aspra
le

presso

fame

acque

cittadelle

quando

quando

sia distrutta

dei

Cari

Meandro, che sono fortificate e bel-

Meandro nasconder

lissime,

il

le

distrugger

del

uomini

dagli

la

vera acqua. Ma
fede nel timor di

la

150

Vesuvio del 79 d Cr. interpretata come puTito, e annuncio della finale catastrofe,
fa parte del gruppo di leggende che riguardano Tito, ma qui innestata a quella del Nero redivivus. Cfr App. A.
(i) L'eruzione del

nizione

mandata da Dio a

(2) Citati

con qualche variante

Anecd. Paris, ed Cramer

in

Tzetze, Chiliad. VII, 564-570,

14 sq.
ripetuti in Orac.
Maiala, XVIII, 171, p. 443, 16 (ed. Dindorf nel Corp. Script. Hist. Byzaht)...^
(3) Sxupov (axijpov) <> W', xu-pov Q", xppov Gutschmid e Geff-

115

Sibyll. XIII,

s.

I,

p.

334,

cfr.

cken*. Supir)v Alexandre.


(4)

Doppioni

Paris, ed.

cit.

(5) Cfr.

Ili,

- secondo Wilamowitz
334, 17 sq.
350.

dei vv. 128-129; Anecd.


Dio, e

la

giustizia

64

scompaia

dal

mondo

uomin

e gli

(i),

incostanti vivendo in azioni

non sante compiano eccessi,


locazioni orgogliose e malvage, e nessuno faccia conto dei

ma

giusti,

tutti

distruggano
e,

avendo

sciocchi a cagione

gli

quanti

mani

le loro

(2),

nel

della loro stoltezza

sangue

tz^

Vss. 152

i^l)

TiiaTi? xai

aioiai B

o-/_

<I>

saeptr;

a)^X'

ss.

t Bixaiov

ma

che nel-

Bate

das Recht.

11

vs. 154

o't

lv\

[j.v

-' v5p>:iajv

nXrjrat

y.a[j.w

(3),

uGvxec u^piv p^watv

-aXip-PoXoi

hanno

sostenuto da Wilamowitz e Buresch. Cos anche

E'jaspirj;

Paedag.

EaeptT)?

(ZTioxpuo^r)

TXjjLaic,

Lanchester

^wvTSc

o.av

potranno cono-

allora

scere che Dio non sar pi indulgente

li

rallegrandosi nella violenza

invece Blass, Frommigkeit


die Treue und
si trova citato cos imperfetto da C!em. Aless.
.

15 (Stahlin p. 245, ^osq.):


:raXip.poXo'. pa^ouciv ara^otXa xai

Ili, 3,

t^;'

ox aioi? 8

xax spy,

TXp.a'.c

ft\z\.^

t\

Si-

puXXa, Badt supplisce alle due lacune (rispettivamente di una lunga


e una breve) ol Se e avSps^. Il verso si trova in <>
mescolato con

manca

parole del 153;

Geffcken

(2)

igitur

cfr.

in f2.

Laclant. Divv. Instt, VII, 15, 8 (propinquante


ita inpietas et avaritia et cupiditas et

huius saeculi termino)

libido crebrescet, ut si qui forte


leratis,

tum

fuerint boni, praedae sint sce-

ac divexentur undique ab iniustis

(p.

632).

De ira dei, 23, 5 dopo aver citato IV, 51-53, soggiunge: simili modo deflagrationem postea futuram vaticinata est,
qua rursus inpietas hominum deleatur: xa\ tts (vss. 159-161) unde
apud Nasonem de love ita dicitur (Ovid. Metam. 256-258).... quod
tum fiat necesse est, cum honor et cultus dei summi apud homines
nterierit. Eadem tamen placari eum paenitentia factorum et sui
(3) Lactant.

tmendatione contestans haec addidit (162-163); item paulo post


{169-170, con lievi varianti). Cfr. IV Esdra, 7, 33 (Box, p. 121,
per la ricostruzione del testo delle varie versioni, e la ricostruzione
xal StsXeaovTat ol ox-tp[/.oi, xai t sXso? u?T:oy^cpiQ(jct,

del testo greco

xai

i\

[i.a-/^po3-u[x'ia

ruch 85, 12

auYy^cop^osi

Cfr.

Enoch, 63, 8;

91, 7, 2, Ba-

digrigna

l'ira

umano

e che

denti (i)

tutto quanto insieme per

cendio

65

distrugger

mezzo

di

genere

il

un grande

leo

in-

(2),

stolti

ripudiate tutto questo, e non spin-

mortali,

gete Dio grande all'ira che prende molte forme; ma degemiti e gli omicidi e le violenze^
ponendo la spada e
i

lavatevi tutto

corpo in fiumi perenni

il

le

mani

di

prima; e con elemosine

cielo (4) chiedete

al

perdono

e stendendo 1^

(3),

delle vostre

(5) fate riconciliazione

opere
per la

(Lattanzio ha [ipi^ovra), cfr. Giobbe,


Indi
scc.
nella letteratura apocalittica, onde
Ps.
34 (35) iel
16, io>
in Mt. 8, i2 h.v. sa-ai xXau^^? xa\ Pp^yp-s twv Bvtcov (cfr. 13,
(i) ilXi yXto (3pu-/_ov-a.

42)

50

22, 13; 24, 5^; 25,

30)

Lu. 13,

2s).

Bate osserva come per questo sibillista la storia del genere umano s'inizi col diluvio e termini nel fuoco; e cfr. II Retri. 3, S'T
(2)

Il

(5)

Xoi'aaa^s

7;oTap.~t(;

oAov

CTaa5, "/.a3'apo\ ^k'^t'S^t^ amXeie

Ps. 72 (73) ^gi per le


v

uSocTL

CwvTt.

Ma

a<:^7i<?

in

ogni

-ovTip'ia?

perenni
rito

asvxoiaiv

op.ac

~<;

di

-o

cfr. /^^i^ayji

Isa.
tSv
i

VII,

I,

^g-

'i^-jyp^)

^ouu[Ji{J5v.

^Samnaa-s...

purificazione necessario che

l' impurit,
(che concepita sempre come
non potrebbe essere asportata. Cfr. Lev. 14,
uoan xai zotS'api; l'arai; 15, -. Qui non si tratta

l'acqua sia corrente, se no

qualcosa
g;

di materiale)

xa\ XouasTat Iv

come in Isa. e nel Salmo sopra ricordato, di purificazione soltanto rituale, ma anche morale, conseguita tanto attraverso la penitenza che il bagno; cfr. Giov. 13, j,o,
Ebr. io, co: pepav-iatxvoi
per,

tc

/.apoiac

xa^apw. Cfr.

ao auvEiSrjasw?

Tcovvpa? xa\

Xs^oucp-svoi ~cS affida

uSaT'.

gli articoli

Bap.tsm, (New Testam.) e (Early Christian)


e Diction. of Chr. and Gosp.
Washings in

in Hastings E. R. E
Enc. Bibl.; Tmife \x\ Protest. R;

L' htiportanza data al

Schurer, 11,564 e III 181-185.


bagno di purificazione sarebbe una particolarit
;

degli bsseni.
(4)
(5)

mosina
in

L'attitudine rituale di?\V Orante, tanto comune.


Sul valore dell'elemosina e la sua efficacia redentrice,
libera dalla

Jew. Enc.

morte

purga via ogni peccato). V.

l'art

(l'ele-

Ahns

66

vostra amara empiet. Dio dar la conversione, non di170

strugger

far

(i),

nuovamente

cessare

praticherete (2) nell'animo questa piet

Ma

se nelle vostre

ascolto

amando

bens

(3),

orecchie mal disposte


tutto

mondo

il

intenzioni

malvagie

l'empiet

tutte

queste

175

rimbombo

il

citt,

e l'eco

anche

fiumi ed

e rimarr la cenere calda

180

non mi darete
con

accoglierete

sar su

vi

parole,

levar

il

tutta la terra, distrugger tutto


le

onorevole.

fuoco, con grandissimo segnale (4)

il

spada e tromba, insieme con

mondo udr

se tutti

l'ira,

cos

il

di
il

potente. Egli brucer

genere umano, e tutte


mare, brucier ogni cosa
il

Ma

(5).

del sole: tutto

tutto sia di-

quando

ventato polvere e cenere (6) e Dio abbia posto a dormire il fuoco ineffabile, come lo aveva acceso, Dio stesso
dar di nuovo forma alle ossa e alle ceneri degli uomini,
(i) 5cc taci

(Volkmann;

jj-ETovotav

o-jx" Xiae-,

gine che

vi

theology ;

sulla

ha dedicato

New

^oticjci

i'.

Some

S. Schechter,

York, 1910. Art Repertance

in

3-sou ' i^sv

W,

'j'Ssi,

penitenza-conversione

vedano

si

<1>;

le

parabbinic

aspects of
Jew Enc. si
;

cfr. al-

Preghiera di Planasse.

tres la
(2)

axT,c7rjT'

Cfr. per quanto segue: Giustino," 1 Apol. 20, i (Goodspeed,


40) xaV Si[u)^Aa Si xa\ YatciTtr,? Y-vrjasaSai twv iSapTwv avat^^toj'.v
(3)

p.

ii.jp? Eipaaav

74 (Otto,

t.

Ili

p.

sono elencati

gli

(4) Aov xai

altri

arlfia

(5) xov\c 5"Eas-'

179
(6)

in

ii,

109,

p.

De Monarchia

giustin.

e ie ps. - giustin.

scrittori

uiytjxov

aSaAssaa

11

t.

(ibid.

Quaestt. et respp. ad orthod.,

p.

i,

cfr.

Iv
II.

136;

p.

che citano

Sofocle citato nel ps.

e io ps.

gli

cfr.

stessi

versi).

T8c Qr\\^% -i-uxTa'.

l8, 23

Od.

nota 2 dove

<1>

^.

24, 316; cfr. vv. 133

tioprj cr-oSEaaa.

Questi versi sono

Constit. Apostoli. V,

ji'.'XoYs"

xa\

Tf,v

citati,

7,

13

con piccole varianti e salvo


;

-o-vjv

TiaXtYYevsd'.av ox'^pvcTTai,

xai

ar^

taxp'.vst

EX Twv as^Sv, [Aarrjv pa toTc v)[iETpotc sj-tcrTOuatv.

-rjv

il

v.

186

vaaraaiv

S toc

HaEPst;

rimetter in piedi

67

mortali: com'erano prima

(i).

allora

Dio stesso, processando il


nuovo. Tutti quelli che per empiet peccaronc,
costoro nasconder la terra sparsa dal di sopra (2), e i Tarsar

il

giudizio, in cui giudicher

mondo

di

tari

oscuri e

son

pii,

gli stigli recessi della

vivranno

nuovo

di

sole (7).

(i)

giusti,

Ezech. 37,

st precede

Enoch, 51,

per

e tutti allora

loro

riguarde- 190

si

dolce e gioconda

La

j^.j^q.

risurrezione

qui

i85

che

luce

del

beatissimo l'uomo che sar in quel tempo (8)

[O

Cfr.

pii]

la

contemplando

(6),

quelli

dando

sulla terra (4) [Dio

respiro e vita e grazia (5) ai

ranno

Geenna (3). Ma

non

dei

!]

192

soli

giudizio; ma neppure, come vuole il Charles


1-3 (nota) dei soli Israeliti; bens di tutto il geil

umano:

cfr. vs. 176 aTrav yvo? ayptSv',


182 [Sootoc; cfr. 2
morti, che ora riceve,
Baruch, 50, 2: La terra render sicuramente
affinch essa li conservi, nulla mutando nella loro forma, ma come

nere

li

ha

ricevuti

li

restituir. Cfr.

xar

(2) -o? ' auTS -/uTTi

ha

0'

"'ji?

(3)

TzvX'.

Manca

(4) vs.

zccXuist,

V, 230

Il

App.

^av-iro'j

^s^Xo-.o

Sso'

y.ai

a-i^itov oX^ov

Const. App., Lactant, che cita 187


VII, 23, p. 657) in coda a IV, 40-43V. 4.
(5)

in

*I>,

tee.

testo delle Cost. App.

V..

y.

in Costt.

188

vv. 40-46

yatct

^F,

".

manca

189 (Divin. Instt.

(6)

testo

11

molto corrotti

savi/ov-a'.

(/.Q'|ovTai

Q,

dato

Mss. sono
App.
$) Lanchester pensa

dalle Costit.

oiciov-a;

"^F

Eraovtai

-.

a un possibile TT'o4'ovtai 3v aO-v. Ma anche possibile che


il
concetto qui sia un altro
giusti,
beati, risplenderanno di luce
novella, (cfr. Dan. 12, 3; 4 Esdra 7, 9, e 125; 2 Baruch 51, 3 e io;
I
Enoch, 58, 3; 104,2; ^ 38,4 cfr. nota d Charles; Matt. 13,43;
:

cfr.

22, 30 XX' w; ayYsXoi 4v

celeste

proveranno

la

tG

opavOi)

che rifllesso d quella

stessa gioia nel contemplare la luce del sole,

nell'osservarla perfettamente riflessa negli

per

gli

empi

la

punizione nell'oscurit

figli della luce, e delle tenebre, tcz., tee.


(7)

(8)

Omesso

III,

in <^ e

^.

371, v. Introd.

altri.

Si

consideri che

tutta la terminologia

LIBRO
Ma
tino.

che
3

V.

su, odi la funesta epoca dei discendenti di LaCerto primissimi dopo i re d'Egitto che perirono,

medesima

la terra

tadino

di

Fella, sotto

cacci gi tutti

dopo

il

cit-

quale fu ridotto tutto l'Oriente

il

e l'Occidente ricchissimo

cui Babilonia svergogn, present cadavere a Filippo (i), e non veracemente detto
e dopo quello della
figlio di Giove, o di Ammone (2)
e
del
di
che
venne da Troia e
Assaraco,
stirpe
sangue
;

10

ad Ares

cari

del fuoco

l'assalto

tagli

divora

gli

e dopo

agnelli

(3)

addizioner due volte

Prevarr

di

molto

dalla deina (5)


15

fra gli

Clem.

figli

della fiera

che

il

dieci

nella lettera

guerre

avr

che dopo

di

lui

(dell'alfabeto)

ha

la

iniziale (4).

primo segno
regner quelli che
il

prima

lettera (6)

dinanzi a cui tremer la Tracia e la Si-

Al. cita questo passo (vsxv invece di vixuv, i e XII,

nel 6) Protrept. X, 96,


cfr.

bambinetti,

sar signore primissimo colui che

nelle

cosi

elementi

[per inizalel

(i)

e dopo molti sovrani, uomini

^.

Sthlin p. 70); per

la

versione di vi^Hy^s

l'uso omerico. (Od. 21, 424).


(2) Cfr.

HI, 383.

(3) urjo^ayo?:

in cui si
(4)

mangia

cfr.

cio Kai.cjap.

(5) I, louX'.oc.

(6)

A,

Nonno,

parafr. di S. Giov. 19,

l'agnello (pasquale).

"A-jyo-JGToz,

162: (festa)


e poi

cilia

dei

Memfi

cadde

mare. E

sul

sottoporr tutto

potere ad un

numero
e

(i).

condottieri (2) e di

abbia

il

spada

Medi.

tre (4).

prima lettera

andr fino all'ultima e

nando assieme
per lettera

nome

Persiani e

lettera del

la

allora

comander

(5),

poi,

questa

(6).

25

ritor-

acqua dell'Oceano,

Sar re colui che avr

generante
(7), malvagio drago
quale uopo aver teso le mani sulla
distrugger, e metter ogni cosa in

cinquanta

il

il

uguale a Dio
di lui saranno

ma

poi torner

dimostrer

distrutti

di

non

30

cocchi, uccidendo,

il

monte

toccher con sangue impuro;

annientato e distrutto

La

il

del 20

lettera

caro di un fiume (3);

(i)

trasmetter
la

su Babilonia, e

sua stessa stirpe la


disordine, facendo l'atleta, guidando
e osando diecimila cose
e taglier
lo

popoli e

Dopo, regner colui che


Colui che avr due volte

insolita

Ausonii

agli

una grave guerra,

mari e

per

dopo lungo tempo


che avr per prima

trecento, porter

nella

ordinamenti

ma

comander sopra

dieci

Menfi distrutta per la malvagit


una donna non asservita, che

stabilir

altro,

colpir con la

69

ma

fra

sar anche

indietro,

essere.

l'uno dall'altro

battaglia di Filippi, la guerra di

(8).

due

facendosi

Tre

re

dopo

E dopo verr

Sesto Pompeo,

la

lotta

contro Antonio e Cleopatra.


(2) 3l TJYst'rvwv xaxrrjTa cfr.
(3)

T,

Tifiipioc,

(4)

1\

^'^y-oi.

(5)

K, KXau5io?.

(6)

Il

tivamente
sohn. E'

testo incerto

W;
la

<J)
;

Ili,

366.

Tier.

cfr.

'i'^-.-Mziy

XII, 89 e

Q;

'i^j-izoicv,

atj-oppov

au

atorrov,

spedizione in Britannia del 43 d. Cr.


App. A.

Nlpcov. V.

(7)

N,

(8)

Galba, Ottone

e Vitellio.

hanno

'A-Jcroviisiv,

rispet-

Mendels-


un gran

70

uomini

distruttore degli

che mostra chia-

pii,

segno sette volte dieci (i). Il figlio di questi,


che mostra l'iniziale del numero trecento (2), porter via
rissimo

il

completamente
40

venerando

potere.

il

numero quattro

funesto

(3),

il

segno

sar

lui

di

uno

re

(4),

(5);

di

dopo

dalla lettera

iniziale

dal

un uomo

e dopo ancora

numero cinquanta

dal

quello che prende


--

Dopo

lui

300

(6),

montagne, ma affrettantesi alla battaglia


non sfuggir al destino miserabile, ma soce lui cadavere ricoprir una terra straniera,
comber

celta salitor di

orientale
45

ma

che avr

avr

nome

il

nome

il

comander un

altro,

di

capir tutto (8).

ranno
tre

un mare

sotto

tutti

(9),

ma

Sono

questi

giorni.

affranta,

0(70); U
T, Tiro:.

(3)

il.

eccellente e

ottimo,

superiore in
d'alloro sa-

di

regneranno

dopo

io,

la tre

lui

volte sventurata, di contenere

nell'animo una profezia crudele, e

;i

lui

egli

terzo regner in et avanzata.

il

(2)

tuoi rami

te,

Dopo

{7).

uomo

un

sar

di

Nemea

di

dalla testa d'argento

azzurro crinito, e sotto

tutto,
go

de! fiore

un uomo

l'inno ispirato

degli

<j:i;7.aiavc.

Ao[j.'.7icv;.

(4) T'I-^s-oi-^ij-poc

Mss.;

Sf'j[Mtp^z,oc

Alexandre; t^Xei^to^^o

,:

Wilamowitz is5apij.ivo:, Lanchester.


(5) N, Niowv.
:

(6)

T, Tpa-: :<voc.

(7)

Traiano

apwn

mor

in

Cilicia, a

graveolcis, eraio formate

le

Selino;

corone per

dei
i

fiori

di

^'.iw^,

vincitori nei giuochi

Pind. Ol. XHI, 43; Nem. IV, 88; Juv. Sat. Vili, 226:
Griaeque apium meruisse coronae.
(8) Adriano, che ricorda nel nome l'Adriatico. Perci chiamai

istmici:

>

xuavo)(_atTrjC,

(9)

azzurro-crinito, epiteto di Poseidone,

Antonino Pio, L. Vero, M. Aurelio.


oracoli
alla

io,

71

la sorella d' Iside (i).

base del tuo tempio molto

Dapprima

(2) intorno

si

compianto

55

precipite-

Meiaadi e in mani malvagie sar quel giorno


allor quando il Nilo (4) percorrer tutta la terra d'Egitto,
fino a sedici cubiti, cos da bagnare coi flutti e inafifare

ranno (3)"

con

le

sue correnti tutta

le

la terra

gravi lamenti sopra l'Egitto

un

tu,

la

taceranno,

della terra e la bellezza del suo volto.

grazia

Memfi, tu alzerai

tempo quella che

eo

superbamente dominava la terra sarai diventata misera;


cos che anch' Egli lo stesso amatore del fulmine ti
chiamer

dall'alto

che

iVlemfi quella

mortali,
cos

che

[tu
ti

del
in

gran voce
vantavi sopra

cielo a

antico

ti

potente

gli infelici

piangerai moltissimo, superba e sfortunata,


oda l'Eterno Dio Immortale tra le nuvole] (5).

Dov' ora quella tua potente arroganza


miei servi
Perch tu infuriasti contro
i

(i) "IniQ-jz

-fvwaT)

Mss. Edd.

yviociTr,

/]

yvcuTr,

da VII, 66; XII, 314 Geffcken

Ma

tra gli

uomini

unti di

Herwerden
cfr.

-s yvcoTa'- Ts. fratelli e sorelle; v. Thesauvis gr.


Alexandre I, 2, 202. Cfr. anche il v. 484.

II.
/.,

15,
II,

Dio

(6)

~l3t,

350

65

55v

yvcoro'.

694, A. B.

(2) Lactant. Div. Instit. VII, 15, io et prima omnium Aegyptus


stultarum superstitionum luet poenas. (p. 632}.
(3) i?o'j(jt Alexandre con F, la maggior parte dei. Mss. ;<I>) ha

(4)

dorf

Artapano presso Eusebio, Praep. Evang. IX, 27, 28 (Din503): 7;poA5'vTa os [jii/.pv tv NstXov rr,' pajiij) (tv Mwii-

I,

aov) -aToi^ai tv 81 ;:o-aij.v -oXuy^ouv yv;j.;vov xaaxXTsiv OAr,v


A'''yj~rov a7: tte i
(5)

Il

motivo

di

tf,-/

xaTa^aoiv ct-ou yivE-j^-ai.


vv. 65-66 interpolati appare chiaritenere
y.a\

xrjv

rissimo.
(6)

^soy^p'.aiouc, l'appellativo

buito a tutti

Ps.

II, 2.

(LXX

membri
:

messianico (Meshiah

d'Israele

/.aTa toO' zupiou

cfr.

x.a\

una

YHWH)

attri-

delle interpretazioni dei

xar tou yptaTou aTOu).

12

comnon

cadesti dalle stelle,

non

e suscitasti la cattiveria in uomini buoni


70

penso come pena

avrai parte alcuna tra


al cielo

salirai

75

beati;

(i).

Queste cose Dio mi chiam per dire all'Egitto, nell'ultimo tempo, quando gli uomini saranno completamente malvagi ma malvagi si affliggeranno, aspettando
i

grave suono,
e animali e

cose

dell'immortale

l'ira

malanni,

80

avrai in

questo un trattamento uguale

di

in

(2),

essi

celeste

che venerano

che

invece

con

colpisce
di

Dio

pietre

hanno timore in altri modi di molte altre


cui non parola, n mente, n udito, tanto

che non neppure giusto che io nomini ciascuno degli


idoli, prodotti dalle mani degli uomini.
,,

Dalle proprie opere e dagli scellerati pensieri, le nazioni accettarono gli dei di legno e di pietra e di rame
e d'oro e d'argento
vani, privi di vita e di sensibilit,
;

85

fabbricarono fusi

li

fede in

siffatti

Tmui

al

Diopoli ed Ermepoli, e
di citt, la guerra non
il

90

fio)

scioccamente

ponendo

oggetti.

e Xoi, Atribis,

pagherai

fupco,

Coptos,

Abido,

Alessandria,

te,

lascer,

Eracleopoli

(non pestilenza

della tua superbia, in

misura

di

nutrice

illustre
;

tu

quello

che hai fatto prima. Tacerai per lungo tempo, e, giorno


del ritorno
non scorrer pi per te bevanda delicata.

(3).

(i)

Cfr. Isa.

14,

(2)

-olX

aXXa

io.is.

ipo^ou(j.voi

invece che tv ^ev.

Testo corrotto e lacunoso. Fin dove era possibile ho seguito


congetture che parevano pi probabili. I nomi di molte di queste
(3)

le

Ox. Pap. (XI) 1380 del pr. del 2 sec. 11. 17-18;
(Un'invocazione a Iside: cfr. Apul. Aletam. XI. 5) e
Leyden, U. II; Brit. Mus. 121; 492-504).

citt si ritrovano in

35> sq.
i

39.

papiri: di

Verr

infatti

Persiano sulla tua terra

il

dine e distrugger

d'infamie

tori

gloriosi

tua terra e

la

(i)

come gran-

uomini macchina-

gli

con sangue e con cadaveri davanti

altari

73

dall'animo barbaro

egli,

(2),

tuoi

san-

terribile

95

guigno, arrabbiato pazzamente con tutta la moltitudine (3)


in

numero

portandoti la distruzione (4)

infinito

sarai

citt ricchissima,

grandemente

cadendo a

l'Asia pianger,

e allora,

travagliata. Tutta

a causa dei

terra,

doni

dei

quali, provenienti da te, si rallegr incoronandosi il capo.


Egli stesso, quelli che ottenne la terra dei Persiani far

uomo

guerra, uccidendo ogni

che

cosi

Egli stesso verr

quando avr ottenuto

la

(6),

(=

SxTio?

(i)
IJ

oa-.eov)

nell'Exc

vs. solo

volando con

dall'occidente

assediando

geri

ogni

distrugger

infelici mortali rester solo la terza

agli

e alla fine reca

desolando

tutta

la

100

risorsa,

parte
salti

(5).

leg-

Ma los

terra.

potente altezza e audacia sver-

Alexandre, vi-oc Rzach,

un sommario

7:loov

Geffcken.

anche IV 179-190

paris. che reca qui

e salta

rivelano

la

spiegazione in prosa.
jwjjlou. Malgrado le incertezze dei Mss. che
mancanza di un verso - che il testo cor-

rotto,

di

accettare

V, 98,

7:ap'|y.-7.yoi;'. T

(2)

- anche
per
non mi sento

TcX^Qasi T i3fjj[xouc cfr.

e ci per

il

l'emendazione del Geffcken

Apollinar. Ps.

LXXXII, 32

raffronto con Ezech, 6,

(3)

Tcoi[XT:\ri3'-

(4)

Tial^tov

<I>

4.5.

Dio. Cass. 75, 9.


W. ix-a'^a>v Ex. Par.; Tr'^wv Geffcken

Le

23,

7:201-

-8pi7:Xr,(jciac :i;o3-?;

^f.;

c>o\

< -v >

oXe5pov.

Testo mollo corrotto ed oscuro

(5)

oc

lito

Exc.

[lEicrtSv

Par

il

v.

s'Xaysv

'(t'xv

102 dato

in

^>

7zxq\z\uu dal

da

soli

questi

W;

il

v. loi

ristabi-

Buresch sulla base


e

manca

nei

di

Aiss che

suo posto hanno un rimaneggiamento del vs. 108; col 103 cfr. Ili
Col rimane soltanto la terza parte degli uomini, qui del necessario alla vita (oXov ^lov l^aXaTi^ei vs. 102 cfr. Thesaurus, II,

al

544.

255 A)
(6)

cfr.

Zacc. 13, ; Apoc.


Par.

a^AaTi /cou'jw", Exc.

^5

i.

9^,

apjjia-'..


gognata

sar

tutti

Ahi, ahi a

mandato da Dio

grandi

re,

potenti mortali

citt dei

la

(2) contro di

misero cuore, perch mi

te,

cose

strare

lui

e allora

a mo-

ecciti

doloroso

governo di
queste
Egitto,
Vai verso l'oriente alla stolta razza dei Perall'

il

? (3)

siani,

e rivela a loro

La

115

re

giudizio dell'incorruttibile sopra gli uomini.

il

molti

un

allora

distrugger
110

verr volendo distruggere anche

(i),

Beati.

74

presente e ci che sar.

il

corrente del fiume Eufrate far un'inondazione e

distrugger

Persiani e

Arabi (4) e

gli

Babilonesi e

Massageti che amano la guerra e hanno fede negli


archi (5). Tutta l'Asia bruciata dal fuoco briller fino

(i)

vatc

geniale

congettura

Geffcken per

di

U'

<I>

arjoc:

Exc. Par.
(2)

3;^Ev ^/.atXs:

secondo v. io2

r.i\j.z^^e\i,

<&

Exc. Par Latt,

^l'hanno aSevapc per Sc^sv il Messia. Lactant. Divv. Instt. VII,


18, 6 (p. 642 ss): Sibyllae quoque non aliter fore ostendunt quam
tt

ut dei filius a

nibus

summo

ma-

mittatur, qui et iustos liberet de

patre

cum tyrannis

et iniustos

impiorum,

saevientibus deleat. E

quibus una

sic tradldit: (vv.


107-110); item alia {III 652,3.); et
rursus alia (Vili 326, s) . Tutto il tratto 93-110 una pittura della
guerra dei Parti, che in qualche opera prendono il posto generalmente assegnato a Gog e Magog: conducono cio la finale ribel-

lione dei poteri gentili e pagani, e degli interessi e passioni e vizi


del

mondo

Re

contro

una figura

Antimessia^

cfr.

di

Giusti. In questo senso si pu dire che


Anticristo

Enoch. 56,

principali fra le nazioni in


12, 0-3

{"^^i

xaTa-KTv

(4) "Ifirjpac

<5)

ma

il

^3;
cfr.

direi,

per evitare

loro

il

confusioni, di

dove appunto Parti e Medi sano le


contro Israele; (cfr. anche Zacc.
sp.Tcai^cov

Agg.

2,

i^Ttai^troL.

g, ecc.)

v. 249, e con

con XIII, 33

cfr.

-^oiot - T^icjTouc

ss

lega
ot-riv

Ezech. 38, o_; Zacc. 14,


Per
Beat del v. 107
(3) Cfr. V. 286.
i

(io

emendaz.

di

il

indi

108

cfr.

v.

97)

l'Apoc. g,
cfr.

414

i.

s.

m'induce a leggere 'Apa^sc.


il Tcvra? del Mss.

Meinecke per

Pergamo sacra

alle isole.

con rumore

tuono

di

[?

75

dall'antichit sar distrutta

fin

o: dalle fo7idamenta\ (i) e Pitane

uomini completamente deserta. Lesbo


tutta precipiter nell'abisso profondo, cosi da perire (2).
Smirne arrotolatasi sotto
suoi precipizi, un giorno piansi

mostrer fra

gli

i^o

ella

ger;
I

Bitini

un tempo veneranda e celebre sar


loro terra

la

piangeranno

incinerita e la

e la Fenicia dalle molte razze

Siria,

distrutta {3).

grande

1-25

(4),

Guai a te, Licia, quanti mali ti prepara il mare, -i-.lendo improvvisamente sopra la terra dolorosa, cos da
scuotere con un malo moto e con brusche correnti la
terra di

produce

Terribile

sar

ira

zione (6) per


quivi rimase.
Il

senza profumi e

quella

Licia,

che

quella

li

(5).

sopra

la

Frigia

quale Rea {madre)

la

mare roviner

la

razza e

il

a causa dell'afflidi

barbaro popolo dei Cen-

un fiume che scorre profondo roviner la terra


Tessala, il Peneo dalla profonda corrente (distrugger^ le

tauri

(i)

iso

Giove venne e

Mss.;

^o-puBv

[ia^prjov

Alexandre ma,

meglio,

13.3

^povTr,v

Mendeissohn.
(2)

Cfr. V. 316.

(3)

Cfr. la 7

VVien. Ztschr.

f.

Visione

d.

di

Daniele

(4)

TuoXutpuXov per -oXu^-jtov dei

(5)

Cfr.

sono forse

Dio Cass.
scelti

gi

cit.

63,

per fare

26.

228,

p.

19.

Mss.

Gii aggettivi

un giuoco

Kalemklar

(vers.

kunde des Morgenl. VI, (1892)

di

[jiupov

parole su

Myra

[j.up'.7;vojv

la capitale

della Licia.
(6)

Lanchester vorrebbe leggere Xuaarj? per Xu-? riconnettendo


il culto
orgiastico di Cibele Rhea (v. Cumont, Le

questi versi con

religioni orientali nel

paganesimo romano, trad. di L. Salvatorelli,


The Syrlan Goddes hi-

1913, e. Ili; Garstang and Strong,


troduz. n. 69 p. 26).
Bari,

forme

delle fiere

le

forme

il

cui,

inno

dolce

mortali e

affaticandosi

gener)
quit

gli

(3),

(4).

pecc contro

Andr verso

desider per primi, e

le

le

mani

grande
stesso

lo

in

teatro

(2),

Da

e svergognato

che

sua

hanno
sul

in

ventre

orrore

(che

lo

mogli e fu formato dall'ini-

Medi e

quali rec

ai

quando

madre.

infelice

la

uomini migliori

uccise molti e pose

della

dicono, gener

Babilonia fuggir questo re terribile


tutti

re

il

quale, con la voce tutta da

uccider molti insieme con

145 infatti

Lapiti

un tempo

tre volte infelice,

all'istmo

collo

suo

del

aver

di

delle fiere (i).

Roma, uomo simile a Dio,


Giove e la signora Era il

musa

l'Epidano uccider

lamenteranno l'Eliade

poeti

dall'Italia taglier
140

della terra

l'Epidano che dichiara

sulla terra,

generato

76

Re dei Persiani, cui


fama tendendo ag-

Testo molto corrotto, e solo con l'uso di varie congetture si


cavarne un senso: vs. i32KVTa'jpwv Rzach e Buresch per
Ta-jpwv; indi 134-135-133-136, "H-ioavc Mendelssohn per 'Hpioavi;
(I)

.riesce a

Mss. Edd.;

v. 133 < "ll-toavvc >

Evapi^SL (vaoTj'^EL
{2) -aajj.ci'jw

u[Avou:
(3)

Ms.s.

Aa-ta, o-eS^v ^ar

y?,? (y^'v

Mss.)

vVilamowitz).
s^yyfo

[jleXi/oIoc

j/j-vou

(Geffcken,

per

\i.{kvifOy.c.

Edd. Wilamowitz) ^sarpoy.o-wv.

V. App. B. Cfr. ASC.

Isaia IV, 2.

scender

gran principe, il re di questo mondo, che lo ha dominato


da quando ha cominciato ad essere; e scender dal suo firmaBeliar

il

mento sotto

la

forma d'un uomo,

R H.Charles,

re

d'iniquit,

uccisore di

sua

Ascenscion of Isaiah, London, [900;


traduz. del testo etiopico, versioni latine, trad. lat. delia vers. slava

madre,
(del

(v.

Bonwetsch)

e fr.

T/ie

greco (Grenfell e

Hunt, Asc.

serant, Asceusion d'/safe, Paris, 1909 (nei

of Isa.)

Documents ponr

l'

Tis-

Etude

de la Bible) il fr. greco lacunoso per la prima parte del versetto,


ha nella seconda v s"8'- ay^iw-ou paaiwc avp.ou [xsTpaXwou.
;

(4) h.

ij.'.ap(jjv

Castalio per jaixowv Mss.

77

guati con questi

che prese
e

dini
io

ed

il

malvagi contro il popolo verace


tempio costruito da Dio e bruci
i

popoli che salivano a quello

cantai. Al suo apparire


re perirono e quelli

sero la grande citt ed

egli

citta- 100

come giustamente

(i) fu scossa tutta la creazione


in

rimase

cui

potere distrus-

i!

Ma

quando duche da
solo distrugger tutta la terra per punizione (2), un grande
astro dal cieio cadr sul lampeggiante mare e brucier

rante

il

il

popolo giusto.

quarto anno splender

mare profondo

d'Italia,

il

e la

astro

grande

il

Babilonia (3)

stessa

a cagione della quale perirono di tra

la
gli

105

terra

Ebrei

160

popolo verace (4).


Fra malvagi uomini tu starai soffrendo molti mali (5),
ma resterai completamente desolata per tutti
tempi

molti santi fedeli e

il

(i)

ma

Mss.

cpavivTo?

dre, ecc.;

per n'eioni metriche npooocv toc AlexanGel'fcken.

ts aavlvro;,

oppure

(2) Cfr. per l'andarnento IV 130; per la cometa, HI


334,55;
una cometa apparve nel 73 J. Cr. - de qua quinto consuiatu suo
Titus Imperator Caesar praeclaro Carmine perscripsit (Plinio, H. N.
II,

25).

Segue qui un verso: aro'. "oStov 's'^rjxav t' s^vaio^ lloastotovi


che non si riesce in nessun modo ad accordare con il contesto; secondo il Geffcken, sarebbe entrato qui a cagione del v. successivo
dove si parla del mare; e quindi ai 156 da scriv^ere ;?vsxa -otv5^;
invece che E tvexa
(3)

Cfr. Apoc.

-ip.^;.

Lactant. Divv,

Inst.

aperte iiterituram esse

quod noinen

eiiis

8,

VII,

^^

15,

Ronimn

18

(p,

locuntur et

634) Sibyllae tamen


quidem iudicio dei

habuerit invisum et inwiica

iustiiiae

alumntmt

veritatis populuin trucidarit.


(4) ayiot TciaTOi
TwinToT? aSeXcpoTc*,

sXti^? cfr. V.
(5)

Cfr.

Ili

cfr.

Ign.

149

356

Coloss.

Smyrn.

l'^vo?

ss.

II.

I,

2-

^'^'^?

^''

KoXoacjai?

Y'-oi?

toc thitoc xai -oc y'-ouc.

xai

Aac

quind'innanzi
i&i

rendendo odioso

(i),

hai ricercato l'arte dei farmachi (2)

tuo

il

in

poich
mal-

suolo,

citt

te,

vagia, sciagurata fra tutte sono adulterii, e

l'illecita,

feminata, ingiusta unione dei fanciulli

Ahi,

tutta
pere,
ITO

78

della terra latina,

impura
vedova

siederai sulle

ti

Tevere pianger

la

te,

(3).

mnade che ama


ed

alture (4),

te e tutti

sar

quando

V.

Il

(1)

dersi,

il

tua consorte, che hai cuore omi-

Apoc. 18,

(2)

di

te

in

gran Dio invent

164

vi-

A'ia

Ed

tu

ora

distrugger Dio sempre esistente, e non

traccia

pii^i

come una

vrj^rjaav

tuoi

le

fiume

il

cida e animo impuro.


Non sai, che cosa pu Dio, che cosa prepara?
dici lo sono solo e nessuno mi distrugger (5)

175 vi

ef-

citt

quella terra,

tue

le

glorie.

ui\y. aevct si; aij.a;

CT(Jc~a'.

come prima,
Rimani

sola,.

da

esclu-

-aviprj^.oc

dittografia del precedente.


23

ott

nivToi t ^vq;

xr^

!papj/.ax[a

ffO'j

Tutto

Isa. 47,9,

11

(Charles:

passo

a-^c) l^-Xa-

come

si

vedr,

da questi luoghi biblici; cfr. v. 173.


III 764;
Clem. Al. Paed. II, io, 99: /.(
(3^ Cfr
-ap'[j.Tv
7:'-jirjTixri vsto'.royja t.'ic ypusi (vss. 166-167 con la variante in quest'ultimo ^vt'cz aSapTH per oucr^ioos naawv ; n. . nel v. 168).
ispirato

-r\

nello stesso

Segue
27,

4.

Il

Clem.

la citaz.

(Apoc. 18,

-,;

Anecdota graeco-byzant.

1,

xai TIC 'jvarai vTicfT^'vat

Tf,v s^tjv

valga

la

lonia -

di IV, 33, s.

(Stahlin p. 216).
14,13: Sofon 3, ^. Cfr. Ezech.
Geffcken cita un passo delle Visiones Danielis (Vassiliev,

(4) Isa. 47, i.g;

pena

Roma

di

46) xa\

ijor,cjci

jSaatXsiav*,

Ti? 530?

r^^

l[j.ou

Piuttosto mi sembra

rimarcare come questo vanto in bocca della Babi--

fosse autentico. Tutti

poeti latini dell'et imperiale

son pieni di farailiarissime esaltazioni della imperi Porrecta maiestas ad ortum Solis ab hesperio cubili duratura in eterno, ......

dum
scandet

cum

(Horat.
(5)

V.

n.

al V.

169.

Capitolium

tacita virgine pontifex.

IV od. 15;

III,

jo).


o iniqua;

immersa

nel fuoco

Ed

divampante

Ade

regione tartarea di

qua

79

abita la ini-

(i).

o
da capo, o Egitto, deploro il tuo destino
Memfi, sarai causa prima di sventure colpita nei tendini (2): in te le piramidi faranno sentire una voce senza
ora,

vergogna. Pithom

(3),

chiamata un tempo a ragione

citt doppia, tu tacerai per secoli, affinch tu

ponga

iso

la

fine

tua iniquit; o insolenza, tu ripostiglio di mali (4),


menade che si lamenta forte, afflitta molto lagrimante,

alla

rimarrai

vedova per sempre


Barca riveste

Ma quando

iso

(5).

sullo sporco

bianca, potessi io non essere,

Tebe, dov'
distrugger

la
il

Cfr. Isa. 14,

'i)

j^5.

vv.

Un uomo

Mss.

Tsvov-a; Gutschmid,

(6)

selvaggio

tu prendendo abiti scuri pian-

Pu essere un'allusione

(2) TcXrjaS'EtCTa tvovto?


/,&staa

ma

sua tunica

non essere nato

tua gran potenza?

popolo,

la

all'

T:Xi]G^stG<x ^avvrtov

Geffcken

190

incendio del 63.

Alexandre

TtXr,-

quest'espressione ricorre nei

138 e 518; col V. 184 cfr. inoltre il 60.


IIu^wv mss. (-u^wv); nji^o) Wilamovvitz in base a Eso.i, ^i.
non vedo che necessit ci sia di ritenere che il Sibilisla dovesse

(3)

Ma

LXX tanto pi che le due forme


come
dovevano suonare molto simili. E' pi difficile dare una spiegazione
del AiTwoli^ ; non molto soddisfacente quella che ricorre al nome
per forza traslitterare

Eropoli, perche ci si potrebbe anche chiedere


tempo del nostro sibillista fosse conosciuta con altro nome;
mentre riferire il Ai-oXt? a. Tebe non permette pi di spiegare

ellenistico della citt,

se al

IIu^cov.

il

(4)

Cfr. 231.

(5)

Queste

V.

186

tratto

non sembra" qui

adatto ad un contesto

al

proprio posto. Certamente


-

TtOuXuETr;; Iysvo'j ah

jjlvt)

come v.435

xc)[Ji.oto

-/.paTouCTa

dov' ripetuto

bilonia-Roma.
(6)

^rj-''tr,v

jjLr,T

(hoi^i^xM

cfr.

Od.

18,

79.

molto pi

e riferito a

Ba-


gerai, o sventurata,

80

e pagherai

sola,

per tutto ci

fio

il

che hai fatto prima, avendo un animo senza verG;ogna,


e guarderanno la piaga sul

inique

petto,

a causa delle

opere

(i).

Un grand'uomo
195 Indii

di fra gli Etiopi distrugger Siene. Gli


scuro
colore
abiteranno a forza Teuchira. Pen-

di

tu piangerai

tapoli,

batter.

E qual uomo
Cirene

Non

un uomo

chi esporr

pianger

di

ti

grande potenza

ab-

tuoi destini, o Libia miserabile?

modo compassionevole

in

cesserai dal doloroso lamento fino

te,

tempo

al

della distruzione.

Tra

200

Bryges

(2)

Galli dal molto oro l'oceano

risonante sar riempito di molto sangue

(i)

ha subito due spostamenti:

testo

Il

la fine

ed

del v.

portato a 192 e viceversa; questo da Rzach, secondo

dov' ripetuto

una lacuna,

il

in

v.
cui

essi infatti

193 stata

e XI,

63

Prima del v, 193 bisogna sottintendere


doveva stare il soggetto di oijyovTai.
192.

Wilamowitz (una

trib

Macedone); ^pu-eaa-. <I>iF;


Gutschmid. Rzach cita Procopio, B. Got. I, 24; questi dice che durante l'assedio posto da
Belisario a Roma, fu prodotto un oracolo il quale diceva
Quintili mense [sub novo Romanus) rege nihll Geticum iam [mehiet) e
aggiunge che nessuna delle interpretazioni che se ne diedero si avBpu-fsaai

(2)

Bpi-aaL Alexandre, BpiTscoi

BpiTsucT'.

ver. Indi continua (ed. Comparetti,

Ist. Stor. Ital. Fonti, voi T


tSv y^p StPuXX-/]; Xoyiojv Tr|v otavotav j^p tou spyou
E^supTv avSpwTuto oljAat aSuvata svai. ai-iov o ovt.zo ly) a-j-'rx.a Srj-

p.

178,

Y[i.aTa

Ti

ss.):

Xiya oo app.oviav riva

OT]

X[j.a"l

vS'sUr,

Te

7C0L0'j(Jvri

XV

tou you,

Tote At^r]? xaxot? a.KBrJ^'r\QZv s^? el?

Pofxa'.wv ?

[j.v7i[J.r)v

X3o6aa [iETapt^afet

e?

i;to;

Enouaa

r DEpat^v

rfir^.

touc Aaaupiouc

Tov Ayov. xat -Xtv a^^t Pojiaioic ^vTs-jo^vri Trpolyei -a BpsTTavoSv


TtaS^T].

per di

Come
piij

si

vede, Procopio parla in

anche l'ordine da

lui

modo

seguito

un

affatto
altro.

generale

81

commisero malvagit contro


Re di Fenicia condusse dalla
i

merosa schiera

mander

Siria

uccider

gallica; e

Dio

di

figli

ai
te,

(i),

Sidonii

quando il
una nu-

Ravenna, e co-

fino alla morte.

Indiani,

non

205

imbaldanzitevi, e voi,

superbi

Etiopi;

ruota fiammeggiante dell'enclitica (2)


e il Capricorno e il Toro nei Gemelli abbia circondato
il
mezzo del cielo, e la Vergine salendo, e i Sole le-

poich quando

la

intorno

gando

alla

cielo {3), vi sar


terra,

e dopo la

una

fronte

dominer sul

cintura,

-210

un grande incendio celeste sopra la


battaglia degli astri (4) una nuova crea-

zione. Cos che sar distrutta nel fuoco e tra

lamenti

tutta la terra degli Etiopi.

Piangi anche tu, Corinto,


in te.

Quando

infatti

avvolti condurranno

il

la triste

tre sorelle

le

distruzione che

IVloire

filando coi

fili

215

fuggente con inganno attraverso

dirupo dell'istmo, l'elevato in aria, finch tutti lo abbiano veduto, quello che una volta tagli la pietra col
bronzo molto duttile e distrugger la tua terra, e la tail

com' predisposto (5). A costui infatti Dio diede


fare ci che nessun altro prima di lui fra tutti

glier,

animo per

V,

(i)

Sao

(2)

Testo oscuro

206

-iy.voic', cfr. v.

62

le allusioni

-220

che seguono sono oscure.

leggo ^apaeT- (Alexandre) per -apPsTTs Mss.,


7iupi (Geffcken) per -outou; (xupTou, Lanchester).

(3) -pt7c[Ji7:oXov

Mss.;

izso'itzoiv

:rXpv, Boissonade", ~so'. tv

-Xov

Volkmann.
(4) ccTpwv 5'lv
(5)

di

ji.ay^ip.01;

Elementi del

Corinto, ecc.)
cfr. App. A.

mito

di

mescolati

a.

'

ex

\..

Geffcken.

Nerone --Anticristo
all'altro

di

(taglio

Simon Mago:

dell'istmo
({jLSTwpov)


quanti

con

dici

225

la falce,

che

cos

dar agli

tutti

carni

sovrastano morte e

uomini

gli

causa della grande

tre capi (i) le ra-

da nutrirsene grandemente,
dei genitori del re im-

altri

le

mangeranno

puro.

Dapprima strappando da

re.

82

citt e dol

popolo giusto

terrori,

(2),

salvato

per sempre, cui la Provvidenza ebbe per eletto.

perverso, sottoposto a malvagi

instabile e

uomini principio

destini,

sofferenza e gran termine (3)


della creazione turbata e nuovamente salvata dai Fati,

e per

230

gli

di

mali e grande

condottiero di

insolenza,

creazione, chi dei mortali


ti

Un

avverso?

re

che

flagello per la

chi dentro di s

am,

ti

Tu

dere) (4) in te perdette la sua santa vita.

235

non

era precipitato (0 lasciato ca-

si

messo

hai

ogni cosa sottosopra, e allagato tutto il mondo e per te


le belle ordinanze del mondo sono state mutate. Lancia

verso la nostra contesa queste ultime cose perch dici


Io ti persuader e se ti critico te lo dir Vi era
:

un tempo
diffuso
240

uomini

tra gli

deva miele

(6)

La

mostrava ed offriva
Buresch

(i) xE'jXojy (y.epaTujv

Alexandre per

(jp.vo5

chiara luce del sole, raggio

la

dei profeti. (5)

compagno

cfr.

Ili

lingua che

(7)

tutti gli

spanuomini

Dan. VllL anaa-

397): v.

a-7ia[i.svo$.

(2)

Cfr. 154; 149-

(3)

Vv. 229, 230 =:244; 245;

cfr.

230-231

vv. 182-1S4.

(4) plCp^EU.
(5) Sull'intero

Autol.
ttrjaiv

15,

II,

Twv

13

passo 228-246
:

01 Y'''?

-por)T(3v

(p.

(6) vXiSCTcja {AsXia-aYo-jffa

Youaa
(7)

II

Introd.

p.

Qui

cfr.

Theoph. ad

auTpse xai Xa[j.7rpoi slatv

Aristobulo

102);

13, 12, IO (Dindorf,

Evang.

v.

i:i>avEie

Euseb.

presso

eie

p-

Praep.

193).

Alexandre

cfr.

282

[j-Iv

aTayouca (otu-

^) Mss.
(paiv Te

Tcppatve

^.

xai -pou^aXXe

Wilamowitz

aiveto

stai

Ttpoupaivs

<|J


una buona bevanda, e
sua

pianta

stretti

gentile

faceva

Per

(i).

duce

primo

consigli,

83

crescere

verr in quel giorno la spada e

uomini

turbata e salvata

creazione

Tamara voce

ascolta

sofferenza

di

principio

dal

tu dai

per

gli

della 245

Destini

dai

ri-

grandi,

termine

gran

nuovo

di

pi

l'afflizione.

la

tutti

per

questo (2),
dei malanni

(3),

suono ingrato,

tu flagello agli

persiana cesser

dalla guerra e

uomini.

Ma quando

terra

la

dalla pestilenza e dal lamentarsi, allora sar in quel giorno


la

razza divina dei celesti beati Giudei

Dio

tutt' intorno alla citt di

che abitano

(4),

nel centro della terra (5), 200

cerchiando un gran muro fino a Joppa io eleveranno alto


fino alle nere nubi (6). La tromba non suoner piij ri-

chiami guerreschi, non pi periranno

(i) xol v^jAspa Ticaiv Its>.Xv

centis) per
(2)

Tou8' l'vExev

(4)

Wilamowitz con

',

3' ?vexEv

cjou

= 229,

non utique ludaeos

filli

che

ne presuppone

autem luda

ludaeorum

quod decJarat Sibylla, cum

xar apxa paolino

uno xat

7ivu[Aa

cio

l'

(1.

Cor,

lapazi

io. ^g)

-o"

s^soC

ie)-

jxEcoYaioi? cfr.

monte Sinai

Enoch

26,

centro del deserto e

il

il

belico della terra; ora gi in Ezech. 38,

T% ^%;

e si

anche all'oracolo
(6)

domum

quos abdicavit, sed nos,


illorum locum adoptione suc-

significat,

(v. 249). Cfr. l'Icpar)!

dicit

X?

(Mona-

Uni deineiwillen) Blass.

qui ab eo convocati ex gentibus in

cessimus et appellamus

(Gal. 6,

P.

cod.

il

230,

Lactant. Div. Inst. IV, 20, 11, (p; 366)

et Israhel

(5)

uomini], per le

Mss. Edd.

7i[j.pa

(3) 244, 245

[gli

Cfr. 424

cfr.

5,

5.

di Delfi.

s.

Giubilei, Vili, 19,

M. Sion
^o,

Si pensi che lo

il

la Palestina

stesso

dove

il

centro dell'om1'

jxea-

nome spettava

mani furibonde
255

nemici

dei

l'eternit trofei sopra

(i) Cfr.

(2) XX'

mani

ma

(i),

Egli (2) innalzer per

malvagi.

nuovo un uomo

allora vi sar di

quale stese le

84

legno molto

sul

eletto

dal cielo

fruttifero (3),

il

l'ot-

264, 382, Hi 751 ss.


iKla^:r^(Ju

te

aSvi

xaxffiv

Le emendazioni

Tp:iaia.

pro-

poste, alcune delle quali giungono a snaturare completamente il testo


XXa Tzipi^ airjaoua'. (Mendelssohn) xaxw a'.ivi rp. (Lanchester)
:

hanno per base

il

fatto che

ad

l^iiaxi^aat

soggetto. Cos

manca un

il

Geffcken, che pure ha capitoci! senso di questo verso, propone


xXk Sehc <3-T]uiis, Ma se il soggetto logico Do, appunto questo
spiega che il soggetto sia sottinteso, per la nota ripugnanza a
il
nome di Do. Ma bisogner scrivere non
(Geffcken col solo cod. A) bens XX con la maggioranza dei

ripetere troppo spesso


35XX'

Mss.

(3)

ammettere uno

Geffcken

Trall.

cfr.

11,

iato.

ad Stnyrn.

cita Ignazio,

2.

I,

Credo che bisogni per tenere

x-^'

o /.pTuou %"?;

distnta

l'immagine

del frutto e quello della pianta, che richiamano idee diverse, anche in Apoc. 22. 2 5'J^ov ^oj^c :roiouv xap:T:oi BwSexa, pure piij vi-

cino al nostro passo.

richiama Gioele
e

11

on

sua

nella

Lightfoot

2. gg S'apost-e

nota a Smyrn,

I,

^'Xoj l'vsyxsv -v 7.ap3T:v aiou,

mette sulla buona via. Bisogna ammettere che uno degli scopi

ci

questo passo sia quello di far notare alcune delle prefigurazioni


simboliche di Ges nel V. Test Ora lo stesso simbolo della Croce

come pianta
y\

ricorre pi volte nell'^^Wif. di

[^aaiXeia I/jacy

-v awva).

Ma

iizi

^uXw

y.ai

...

ol

Barn

IX-itovre?

pi signficatvo di tutti

il

e.

ir:''

(V. 13 Vili 5
aurou Ci^aovTat eie
-.

XI, dove

lo scrittore

propone per l'appunto di ricercare v. ljj.Xr,!jsv tS xuptw iz^o^wtpwaai TEoi Tou GSaroc xa\ -o\ tou ataupou... e dopo una serie di
si

citazioni bibliche viene

Xyei

xa\ l'arai TaTa

otE^ouc Tv

5axwv

a questa:
xv

(6)

xa\

-kXiv

Iv

aXXw

rrpoorjTTj

x ?uXov t -souteu^vov Ttap x?


ev xaipw ayxou. E
xap:i;v arou owasi

~.o\JSiv

x;

quindi conclude a'.j^avia^s -w; - uotop xai xv a-aupov irX xo auxo


cpiCTEV.

Allo stesso modo, e sempre in un'opera polemica contro

daismo,

si

esprime Giustino (Dial. 86,

Goodspeed,

il

Giu-

p. 199) \^-zt%

timo fra

gli

85

che un giorno fermer

Ebrei, e

il

sole, par-

lando con bella parola e con sante labbra.


Non tormentarti pi l'animo in petto, o beata
di

Dio, ricchissima,

e santo rampollo

amato

solo fiore

Giudea piena

(3).

t ataupoS'Vjvai toutov ov I'So^ov ~Xiv

di

(2),

grazie, bella citt

;rapay'y-/j'3icf^ai

Ypa^ai, (3up.poXoy sys to ^uXou t% ^w^? (4) xa\


^uXov t -^uTeu[i.vov -ap r; oii^Sou; tc3v -joTtoVj
al

Possiamo dunque concludere che


gi citato di Gioele, e dal Ps.

(i), figlia seo

o luce buona

x;;oSa'xv'-jQU5iv

wc ~

ilaus'tS
z.

~.

),

base scritturale data dal passo


3. Il passo dunque certamente

la

i,

un' interpretazione cristiana e di carattere apologetico-polemico verso


Giudaismo. Al Blass che invece del Cristo vuol vedervi Alos,
il
e. 17 deV Esodo^ risponde implicitamente
un altro
passo, di Tertulliano-: Adv. lud. 13. (Oehler II p. 735) et lignum,

sulla base del

inquit, attulit fructum

suum,

non

illud

lignum

in

paradiso quod

mortem

dedit protoplastis, sed lignum passionis Christi, unde vita


-pendens a vobis eredita non est. Hoc enim lignum tunc in sacra-

mento

erat

quo Moyses aquam amaram

inculcavit,

unde popuius,

peribat in eremo, bibendo revixit; sicuti nos, qui de saeculi calamitatibus extract
Ugni passionis Christi aquam baptisiti

qui

smatis potantes,
(Eso. 4, 17;

fide...

14, dG-2i;

reviximus. Quindi anche

1523-25;

ma

bolo delia croce; non solo:


fatto
fitti,

17

s-)

la

interpretata

verga di Mos
come un sim-

anche l'alzare e abbassare

le

mani

da Mos stesso nella battaglia contro gli Amalechiti, (sconsi noti, da Giosu; Eso. 17, 8-i6)e il celebre miracolo di que-

st'ultimo (Gios. IO,

ig-is):

Ep. Barn.

quanto non

e.

Xll.

Ma

rispetto al

Legno,

identificato

con V albero della

vita, ci si potrebbe chiedere se questa ideologia

non abbia un sub-

strato di idee paoline, sulla base di Gal. 3, ^3:

Cristo

simbolo della croce, e

in

il

ci

affranc

maledizione della legge, fattosi egli maledizione per noi, secondo scritto: maledetto chiunque appeso al legno.(= la croce).
Per altre intepretrazioni, cfr. l'introd.

dalla

(i) Cfr. Ili 785.


2) :u;to^7);jivov

av5o;

(3) (jEpv T TsXoc

cfr.

(S'Xo;

tografia del vs. precedente;

v. 427.

Opsopaeus)

ma

-s;;.

hovo?,

T,~-o^T\\k^o')

Lanchester,

Y^^?>

dit-

Non

e inspirala di inni.
sulla tua terra

il

Greco: ma letteralm.
animo disposto a subire

figli gloriosi

riferito

Dio

quelli

ma

un

onoreranno

ti

in

benedizioni,

che hanno sopportato

una piccola aggressione

di
'270

piede) in petto

al

legge (i);

ogni genere e con

tutti

(3);

la

e fra tanti inni circonderanno la tavola (2) cort

di

sacrifici

camminer come baccante

pi

piede impuro dei Greci, avendo (Egli,

il

265

86

(4),

le

lode di

sofferenze

riceveranno un

giusti

bene maggiore e grazioso (5), ma i malvagi che alzarono verso il cielo una lingua invereconda cesseranno
di

parlare gli uni davanti agli

che

fino a

mondo

il

altri,

cambiato

sia

si

nasconderanno,

sar dalle nuvole

vi

una pioggia di fuoco ardente; ed


mortali non coglieranno pi un frutto buono sulla terra. Tutto sar non
i

375

seminato n arato
scano

(6),

finch

reggitore di tutte

il

le

gli

cose.

n avvoltoi,

bocca vana

(1)

(2)

cken

x.

fi.

"/wv vouv.

-tdTVJOVTat.

V;

il

(4) Cfr.

aYiatui rpa-s^av
'{^m^soi a. i. to i-si^av

La tavola

sem-

(7) e labbra stolte.

^ouaau

testo adotta

cose che l'Egitto insegn ad adorare con


La santa terra dei soli pii

le

fi^ca^ov
xai

Dio immortale

pi cose mortali, n cani

pre esistente; e non onorino

280

uomini mortali cono-

Blass

ma anche

quella del

il

VolkmSnn

Geff-

yXwaaai; a. i &. Questo


Buresch crede YXwasa'.? un glossema.

Tempio,

X.

ji..

l'altare delle offerte;

cfr.

v. 407-

Sap. 3,5.

yaoUvra -xK'jy ap^ouai ixaioi la congettura xXwv


per xaXv (Lanchester) non atfatto soddisfacente; ottima invece
(5)

TCXsiova xal

l'emendazione del Mendelssohn


(6) Cfr.

Ili,

539

-.

IvaXXa^oua-..

ss.; 647.

(7) (3ZQ\Lrea<ii xsvotc

Geffcken per

dre. Cfr. V. 77; 111, 30.

viotc,

vou

<),

W;

iotc

Alexan-

87

porter tutte queste -cose (i), una corrente di miele ciie


scorre dalla pietra e dalla sorgente, e latte ambrosio

per tutti i giusti (2), poich ebbero fede nell'unieo


Padre, Dio unico che superiore, avendo un gran piet

fluir

ed una gran

285

fiducia.

Ma

perch la mia mente saggia m* ispira queste cose ? (3)


Ora io lamenter amaramente te, infelice Asia, e popoli degli Ioni, dei Cari, dei Lidi dal molto oro. Guai a
i

incantevole Traili (4);

Sardi; guai,

te.

bella

dicea,

citt (5)

remoto e mutate

polvere

perirete

di

Diana

Efeso

in

oscura

(6)>

Lao-

guai,

distrutte

Nell'Asia

Lidi dal molto oro

stirpe dei

tempio

in

come

il

da ter<^

ben costrutto

per voragini e terremoti

(7)

cadr prono nel mare, come le tempeste empiono d'acqua


le navi.
Rovesciata si lamenter (8) Efeso piangendo

sue alture, e cercando per

le

presso

290

e alla

il

tempio non

293

pii!i

abitato.

Dio

allora irato

cielo

Div.

(i) Cit. in Lattant.

dem modo:
III,

immortale

mander l'uragano contro

(vss. 281-283).

Inst.

abitante
la

nell'etere dal

sommit impura.

In-

VII, 24, 14 et alia (Sibylla) eocfr. Ili, 573. Cfr. altres

Pii (sse^st'c)

261, 581.
(2)

Cfr.

(4)

Cf.^

(5)

Cfr.

(6)

Lacuna

[Au8c5v T

622.

Ili,

(3) Cfr. V.

III.

ili,

m,
:

-{zvs\

459-

471

IV, 107 s.
292 pu forse essere supplito 'Aati te Svoosp^
TuoXuy^pccDv] Volkmann, secondo III, 170. Ma queste
il

s.

v.

parole sono forse un' interpolazione anche al v. 288.


Wilamowitz. I vv. 293-297 salvo
(7) V. 393, Prosa
i

citati

da Clem. Aless. Protrept. IV, 50, 2

{8) ^r.xia. 8' o^Aw^ei

<I>

Clem. Edd

il

295 sono

38 Sthlin).
u-Tia Mendelssohn.
(p.


300

vece

inverno vi sar estate

d'

avranno un

mortali

88

tempo e allora
Il
Tonante dal-

in quel

gran panico

(i).

distrugger tutti gli svergognati, con tuoni e con


lampi e con fulmini ardenti sopra gli uomini a lui av-

l'alto

versi e
305

terra

li
distrugger come empi, cos che restino sulla
cadaveri pi numerosi della sabbia (2). Verr an-

che Smirne lamentando

il

suo cantore

Efeso ed essa sar distrutta

Cuma

morta

Cuma

le

aspettando
-

razza di

Eridano

Guai a

il

{3)

ingiusti

tanta

azzurre

porte di

pi.

sue correnti

atei,

alle

ispirate

caduta

senza

legge^

gioia (4),

(5).

malanno.

11

allora

popolo

ma

giacer

grideranno
crudele di

sapr il segno avendo


svergognati
Poi quando piangeranno la mala terra
-

ridotta in cenere,
l'

le

cielo

correnti

cui soffrire.

per
315

al

pi

tra

insieme

uomini

di

alzer

con

folle

mani,

310 nelle

non

la

di

Lesbo sar

distrutta per

sempre

dal-

(6).

te,

Cibyra

(7),

bella citt, cessa la tua festa.

tu lerapoli, sola terra sposata a Plutone, avrai quel che

Un

-^>j.a con
[j-zzkv.-ch d leggere
^-^ol
Sst^a con Geffcken; meno soddisfacente il txsTonw
di Lanchester. Non vedo necessit di mutare avSpejat PporoTaiv come
vorrebbe il G. in -vTsaTt, solo in base al cfr. con 331, e 111,

(i)

Rzach o

incomprensibile

^l-^a.

195, 210.
(2)

Cfr. Apoc. 203; ecc.

Mss. Auzoupyov Rzach, ecc.; SjAoovov Alexandre*,


Xupoupyv (Omero) Geffcken; cfr. v. 122.
(4) ap[j.a TcpoStiaei : aXjj.a Castal, ; -/tX^fj-a Lanchester
/.pi^-a J^po(3) Xuxo'pYov

*,

oi0i

Alexandre.

(5) xujA^oiaiv

Mss.

(6)

Cfr. v. 121.

(7)

Kpxjpx Mss.

varie emendazioni

Ki^upa Mendelssohn.

y.uaviotaiy

Geffcken.

desiderasti (i) di avere,

89

un luogo

(2)

di

molte lagrime, tu,

seppellita nella terra presso la corrente del

Te^modonte.

320

acque del Meanonde notturne sotto

Tripoli cresciuta sulla roccia presso le

assegnata

dro,

denza

dalla

sorte

alle

da cima a fondo

la spiaggia,

ti

la

distrugger

Provvi-

Dio.

di

Che io non voglia prendere la terra vicina di Febo (3);


un uragano dall'alto distrugger la effemminata Mileto,
il
perch essa prese il perfido canto di Febo (4)
saggio studio degli uomini e la sapiente volont

Padre

pizio,

dizi

tutte

tu conoscesti

le

delicata

alla

cose,

grande Giudea, affinch vediamo

la

terra,

di

Sii

325

pro-

fruttifera

tuoi

questa, o Dio, per prima

330

gi-

nelle tue

perch apparisse a tutti i mortali che era una


tua grazia speciale, ed essi considerassero, che dono
grazie,

Dio

faceva.

le

emend.

di

Castalio per

(i)

TitTZQ^r^Y.ct.i;

(2)

Lanchester propone xfuav per x*^?

adatti meglio all'idea

Ma

yeTua.
tutti

IlXouTaiv

commentatori, l'allusione

al

in

da

cui uscivano vapori mefitici;

Hasthigs Dici, of the Bib! ;

ferenze

di

scrittori

IV ed.,
Geffcken

Psychf!,
(3)
auT-/]

r\

xat le

I,

classici

IlXourw)

e qui riconosce egli stesso,

jii-

con

Charonion di Jeun uomo,


Ramsay, s. v. Hierapolis

Plutonion

rapoli, un'apertura della terra larga tanto


e

^'

IIXoutwvi (Mss.

espressa dal

non IIaouto?;

Mss. (Buresch).
ritenendo questo sj

::s;:o'i57.a?

cfr.

da

far passare

v. in Lightfoot, Coloss. p.

antico

oracolo

dei

12, le re-

morti, v.

Rohde

213, nota.

riferisce

a questo

proposito

Pausania,

X. 12, 5

SijSuXXa (-HpooiXrj) :-ixTO Zi vS\ le, KXpov Trjv KoXo(pwvia>y


Ai] v rs xat le AsXooue. Presso Mileto era l'oracolo d'Apollo
cfr. Farnell. Cults of the Greck States, IV, 169-173.
IV, 4 ss. Indi ragionevolmente Wilamovvitz riconosce

a Branchidai,
(4) Cfr.

ima lacuna: e (Mileto) rifiut, respinse. Quindi^ 328-332 sono


tenuto di questa volont degli uomini saggi. (Geffcken).

il

con-

90
Desidero
e

muro

il

335 nella

vedere

di

sabbia, al pescante

Povero Ellesponto,

opere tre volte

ti

mergo

Traci

infelici dei
di

fiume,

(i).

congiunger

il

figlio dell'Assiria (2);

grande potenza dei Traci distrugger Lisimache

la

(3)

d'Egitto conquister la Macedonia, e la regione bar-

re

il

340

le

due mari da Ares gettato a guisa

dei

barica atterrer

potere dei duci

il

con

Pisidii

una

cattiva contesa.

armati con tutto

(4)

Lidii e Calati, Panfili

loro

popolo arrecheranno

volte infelice rimarrai tutta desolata incom-

Italia tre

pianta

il

in

una

terra fiorente

una belva funesta

ti

distrugger (5). Vi sar un tempo, quando nel sereno (6)


il
vasto cielo dall'alto udir un grido risuonante come
345

tuono,

il

voce

la

di

Dio, ed

raggi del sole stesso

non

pi saranno incorruttibili, n vi sar pi la chiara luce


della luna,

(i)
ir.'

tempo

finale,

quando Dio regner

Testo incerto in qualche punto. Lanchester propone

(./,&uavTL

(2)

nel

Il

"a'

{7).

per

xoXu[jLi3to).

ponte gettato da Serse.


Mss.
[j.ax.'i (t'-ax^''' ^)

(3) Et? Oc

Wiiamowitz. Lisimache

sul

Auat[i.dc-/_i

Buresch,

Auiiij.ayjjV

Chersoneso Tracio fu completamente

distrutta dai Traci durante la guerra fra

Roma

e Filippo

(200-196

av. Cristo).
(4)
(5)

Cfr. 137 e 163 (jj.VEu 7:otv4py]ii.oc).


Lezione un pu' incerta: Blass., Lanchester,

l^ixr.oKi'j^a'. in

(6) sarai 3' al^lfo? oupav? sp? ujrep^sv


l^taxouaat
xeXSri[j.a, ^eou (fa)vr,v
.jpovTrjSv

(7)

tolo

i.

Pp.

Qui, e per

T/ie

quale

emenda

^. 9. l/iaxoucat
S'a'.^ptov opavou ep
Tzaxouaa-. Alexandre; latai 5'
v o'j'xybv spv
.
u. pp. x.

'ic-ai

pav? Epc

il

i^aizo-it. ae.

X.

ci

^.

f. raxoucTj

',

I'.

alS'pi/i?

S'at^piov
orav o-

Geffcken, Cfr. IV, 175-

Dio si veda il capiSome aspech &i pub-

che segue, sul reg-no di

Kingdom of God,

in Schechtr,


Ogni cosa
ciechi

si

sar

annerir, vi

oscurit

e belve

mortali

[saranno!

91

sulla

terra,

malvage e

[vi

sar] 330

sventura. Durer quel, giorno per lungo tempo, cos che


riconoscano lui stesso il Signore Iddio che tutto sorve-

gli

uomini a

non avr compassione per


che sacrificano ad Erme prive

Egli allora

glia (i) dall'alto.

lui ribelli (2),

vita ed agli dei

mandre

agnelli e di pe- 355


core e di muggenti buoi e di grandi vitelli dalle corna
d'oro. Sia di guida la legge della Sapienza e la gloria dei
di

giusti (3)

di

pietra

di

affinch irato {4) l'Eterno Dio non distrugga

umana

tutta insieme ogni vita

conviene amare

e la razza svergognata (5) aeo

padre Dio, saggio, che sempre

il

prima volta in Jevu. Quari. Rev. VII (1894) 195 ss.


Cfr. poi Ass. Mosis X, 5 (et) cornua solis confringentiir et in tenebras convertit se, et luna non dabit lumen et tota convertet se
blicato per la

in

sanguinem. (Charles e

cfr.

86

nota a pag.

Assamption of Moses, London,

sua ed. The

della

dove sono

1897)

dati

paralleli

dal V. e N. Testam. (Gioele 2, q scc, ecc.).


ava? equivalente di xupio;
(1) auTv avaxra ^sv -av7i'.(jXo:^ov.
o Pa^iXeu,;?
;

(2) Cfr.

(3)

cken.

S'f.vc

aooiri?

/.a\

Sapienza come attributo


hnc. art God (wisdom of)

Sulla

ecc.; Jew.
(4)

111 30 ss. Sulla ribellione, v. Schechter, cit.


$a otzatwv Mss. ; uocpirj Burtsch e Geff-

vv. 82; 495

Lactant

De

ira

dei

23,

di

Dio, v. Sap.

7,

22;9>9

voi. VI,

(ed.

4 a.
Brandt voi.

II

128)

p.

(Jopo aver citato IV 169):

rumque

genitoreni diligi

deinde alia Sibylla caelestium terrenooportere denuntiat, ne ad perdendos honii-

nes indignatio eius insurgat: (vv. 358-360).


ordine: 358; 360; 359.

Mss hanno un

altro

t.j.^
(5) JYY^^^' v^pw:rcov ^iotov xai tsulov avx'.?, Wilamowitz
ylvos vSp. pioTov Mss.; Pitou Lactant; [xiap/ Mendellssohn Geffv. 314 Lactant.
Tivrct; Xscken, ppoTev Lanchester; muX. v.
:

<I*

358)
tuiscono alvav
^ri

(^''

^' ad
TS.

^'-sv

"vca

Brandt

in Lactant. e

Rzach

sosti-

92

Vi sar nel tempo finale verso la cessazione della luna


una guerra furente sul mondo (i) e astuta nell'arte
degli inganni.

Verr

dalle

365 glienti

consigli

ed

egli

l'uomo

estremit della terra

mente

matricida (2) fuggitivo macchinando nella sua

s'impadronir

di tutta la

ta-

terra,

e dominer su tutto, e penser cose pi sagge di tutti

uomini

gli

quella, per causa della quale peri egli stesso,

quella egli prender subito di colpo. Far

uomini e grandi

ma

altro fa (3),
370 egli

una grande guerra

sar

375

che

quelli

si

perire

rannicchiano

paura

per

all'argine

agli uomini, scorrer

sangue

il

della

Macedonia

dall'occidente aiuti

(8) e

rovina

soffio di

vi
(5)

fiumi dalla profonda corrente. L'ira

dei

goccioler (6) nelle pianure

un

molti

come non mai un

raddrizzer nella sua furia. Dall'occidente (4)

li

fino

brucier tutti

re

al

popolo

tempesta

soffer

(1)

xoa|Jioixavifje.

(2)

Nerone. V. App. A. Lactant.

sopra

De

al

re.

(7)

la terra e la

Mortib. Persecc.

allora

pianura

2,

7-8.

(Brandt II 175). Deiectus itaque fastigio imperii ac devoluti! s


a summo tyrannus impotens nusquam repente comparuit, ut ne
sepulturae quidem locus in terra tam malae bestiae apparet. Unde
illum quidam deliri credunt esse translatum ac vivum reservatum,
Sibylla dicente matricidam profugum a finibus terrae esse venturum, ut quia primus persecutus est, idem etiam novissimus persequatur, et antichristi praacedat adventum quod nefas est cre-

dere

- etc.

(3)

Cfr. V. 220.

(4) Cfr. V.
(5)

19,

Cfr.

104.

Enoch. 100. 3: Apoc.

et fluet

Cfr.

14. 2,;

Lactant. Div. Instt. VII,

sanguis more torrentis.


Cron. 12, ,; Ger. 49 (42)

(7)

II
i; 51 (44) eE' andato perduto probabilmente un verso: (ma Dio porter).

(8)

ow

(6)

0' <&

3w<jou3tv

/t3

Geffcken.

-gasi

riempir allora di guerra crudele. In verit dai campi


fuoco sugli uomini
fuoco e sangue,

celesti piover

acqua

in cielo, e distruzione

tempesta, oscurit, notte

(i),

in guerra, e

sopra

le stragi l'oscurit

distrugger insieme tutti

Dopo che

re

e- gli

(nube di fumo) (2)


uomini pi elevati,

aso

cos cesser la pietosa distruzione della guerra

mai pi alcuno combatter con la spada, n col ferro


n con gli stessi proiettili cose che allora non saranno
;

giustizia (giuste) (3).

popolo saggio

Il

abbandonato, avr pace

che era stato

(4)

provato nella malvagit, perch

rallegrasse alla fine.

si

Matricidi, cessate dalla vostra

imprudenza e

dall'au-

dacia perversa, voi che gi iniziaste relazioni impure con


fanciulli e in case infami (5) poneste meretrici, un
i

fligge

(6)

In te infatti

contro ogni legge, e

giunse come sposa

la

(7)

figlia

coi

anche

loro

mentabile

(9)

citt,

u)

Cfr. IH 691

{2

^i-iM-

(3)

IJ,

649

Ili

x-j-ic.

proprio padre

te

bestie.

gli

re

af-

figlio 390

si

con-

contaminarono

uomini

malvagi

Taci, .0 malvagia la-

Per

l'

insieme,

cfr.

in

253 ss;43iss.

s.

185

Babilonia

quale doveva essere

Roma.

(7) Cfr. Ps. Sol. VIII,

IO.

Ep. Barn. X. 6-io.


navSuoTo? cfr. IH Macc.

(8) Cfr.
(q)

al

149.

Lacuna, nella
la

uni

che hai festa (io): che non pi

ij-TiSpc j'acrs-ai

(5) Cfr.

modo

si

ss.

(4) Cfr. V.

(6)

in

vergogna che

madre

la

in te

bocca sciagurata (8),


trovarono commercio con le
la

danno

pure, con oltraggio e

tempo

(io) Cfr. V. 317.

4,

.3.

apostrofata

in

qualche


te le fanciulle

94

custodiranno

vergini

il

sacro fuoco con

tronchi (i) di legna ben nutrita. Si spento da


di

presso

vidi distrutto,

tempo
(2), quando io
fuoco per mezzo

amata

te l'incendio della casa

terra, squagliato (3) dal

una mano impura; un secondo tempio, tempio che era


stato sempre fiorente, tempio dell'osservanza di Dio (4),
costruito u santi e sperato indistruttibile ed eterno daldi

400

l'anima e dal corpo stesso

Che
405

di

presso

(:;).

un Dio senz'anima
pietra (6), e non vener

fuori

(7)

di

di

tutti

ma

abbandon

rovina

in

un

(9)

ora

re oscuro

con grande truppa e uomini

di

oscura,

un ornamento

quali diede

ecatombi

fece con

dalla terra

onorarono Dio

viventi (8), ai

santi sacrifici ed

non

abile artigiano

indifferenza

inganno delle anime

410

un

loro

ed

guerra;

il

lo

il

respiro,

distrusse

con
e

lo

salitovi

impuro,

ma egli

d'oro,

gran padre

stesso per

(1) V. 395. r:ap auto ttjv ttJ?


nap asto Tjfc Tcap croi izh xrlc
Alexandre; Tcap al f.rooXc, Geffcken ui>o3'p{j.;iQvo? CiXri? np^svixa xoupat ;iup I'v^eov wpr,aouoiv (Opsop, per Eup^qaouatv Mss,); Elap
Qto T Yt !pi)vo;tap3'vou aXTjc, emendazione che riconosce anch'egli
;

alquanto ardita, Lanchester. L' incendio del Tempio di Vesta, 64


d. Cr. nel fuoco di Roma.
oly.Qc,

(2) T:t7:Q7]^ivQ(i
(3)

TeYY[Avov;

(4)

^0u

V. 261.

cfr.

c3sif"ifii.vov ?

Geffcken.

T7]pr,[iova vav.

ay)5i~o; allv lvta Ix Au^^g IXirt^jxevov (re Jtrt^jJievow


x\
tSv Rzach ; ^vou Buresch.
(jojij.aTo? aToy
Geffcken)
(5)

xoi

*,

(6) Cfr.

^pudou

x(j[j.ov,

(8) Cfr.
(9)

13,

Ili,

(7) aspa^vj

ecc.

cfr.

Or. Sibyll. Vili, 46; Anth. Pai. VII,


x,puov xajjov Mss.

Wilamowitz per

278.
Cfr. V. 267 sgg.

122;

95

per mano dell'Immortale abbandonando quella terra (i),


e segno tale non era stato pi compiuto tra gli uomini,
cos

che appare che

Venne

infatti

un uomo beato
affid, e

distrusser la grande citt {2).

altri

dalle celesti

sfere (dalla

che aveva

mani

(3)

comand su
che

nelle

volta

celeste)

lo scettro

che Dio

bene, e a tutti

tutti

4ig

buoni diede

uomini precedenti avevano presa.


Prese dalle fondamenta tra molto fuoco tutta la citt,

la

ricchezza

(4),

che Dio am
astri,

gli

egli fece

questa

(5),

del sole e della luna, e

tempio

(6)

santo incarnato] nuovo

Testo

(i)

incertissimo;

x.paov

'^epaiv

(Mendelssohn, Rzach)

y^paw

tu' ^avtr,!;

{2) Tito

Itzi^xc,

^:'

pi

Vespasiano, e

si

il

bellissimo e lo fece

m^?

.?avaTr)v

yrfv

yrjc

$ W\

Geffcken

y%, Lanchester.

chiamato nelle fonti rahhnidiQ

citore dei barbari

degli 420

raggiante

ornamento

pose

irJ ^avaToi? nopc

vixrjTrii;

miscredente ; come

ii

Roma

sarebbe stato proclamato vinpapPpcov. E' detto nipote, anzich figlio

pure insistono sul fatto che a


di

vi

raccontano diversamente

gli

atti sacrileghi

com-

Tempio. La morte in una leggenda attribuita alla puntura


una zanzara, mentre egli usciva dal bagno, avendo chiesto da bere ;

piuti nel
di

nelle fonti arabe sarebbe addirittura corifuso

con

Nabuccodonosor,

che pure distrusse il Tempio ecc., il contrario sarebbe invece nella


Pesihta Rabbati, cfr. Rev. Et. Juiv. 33 (1896)) 41 s. V. anche
Jeiv. Enc. art. Titus ; t I. Levi, La tnort de Tittis, Rev. Et. luiv.
;

Per l'idea espressa

15 (1887), 62-69.

nel

v.

413,

Geffcken

cita

ammoniscono): Distruggete, dunmura


dalle
sue
le
nemici non
abbattete
e
fondamenta, che
que
possano gloriarsene e dire noi abbiamo abbattuto il muro di Sion
Apoc. Bar. VII,

(gli

angeli

si

6 bruciato

il luogo del potente Dio.


per jiSYaXTjv tcXiv cfr. v. 154.
il
del
l'uso
vs.
Per
108.
Cfr.
passato,
significato, ecc. dei
(3)
;

passo V. Introd.
(4) Cfr. Isa. 60.

Vs. 422

(6)

Rzach

5.

Cfr. vv. 261 e 427.

(5)

xai xdjxov -K^-^kr^ Ytov re


IrotTicev ; vs. 423

te vav Castalio

($

',

t.qxz

Ivaapxov

*,

t'

olxov

xaXv(xatvv

96

grande per parecchi stadi, ed una


toccava le nuvole (i), e visibile a

425

fedeli e

tutti

Geffcken usptxaXXsa
xai

xatj.o'j

f,3

xat^TiXiV

iTtXaaasv

oi.yoiX\LX,

vsv

che

cos

tutti,

vedessero

giusti (2)

immensa che

torre

la

tutti

Dio

di

gloria

(Mendelssohn per -Xas. Mss.);


t' stcoitictev

Iv arjxG xaXu) TcspixaX-

Xa, Lanchester.

Con

l'insieme del passo

Testam.

V.

concordanze e

alle

estraneo

LXX

ai

anteriori al

Cosi.

I,

fra essi,

e,
I

I,

5, I

ss.

22

ed

'vaapxoi;,

passi del
un'occhiata

basta a dimostrare, che esso


si trova in scrittori

negli scrittori cristiani

(ved.

Heikel, p.

41 (ed.

Ili,

Apoc. 21.
quanto ad

N. Test.; che anzi non

4,

cfr.

quella;

dizionario

al

e al

sec.

III

Eusebio, //. jE
V.

base

di

Mommsen,

95, 7);

come

p. es.

pp. 38, 7; 44, io);

Ippolito

EXsyx.?, VII,

4; X. 19, 3i ed. Wendland pp. 324, ; 28013); PS- Metodio


(P. G. X. 397 D) [incarnari, incarnatio in Rufino {trad. di Origene) de principiis I, 4; II, 6 titolo; 6, 7; 8, 2; IV, 4, 3 (30)
38,

ed Koetschau, pp. io. 8; 139. 5; 147. 16; 154, 4; 352, ^2 corrisponde, almeno nella II di queste citazioni al gr. svav^pw^^^iai?],
h sempre riferito all' Incarnazione del Verbo - Ges. Degli scrittori

non

l'usa

cristiani

De

Porfirio,

Abstin,

I,

TruSp-svoc

w?

tv;

aaapxou xaraYvo? -po^^s rX Trjv V(jap-/'.ov avaoeSpfxrjxac -aXiv '^opv, X, -. X. Del significato di reale, visibile, che gli vorrebbe dare
il

Bate, non ho trovato traccia. Si tratta dunque probabilmente dr

un'interpretazione cristiana, sotto l'influenza di Apoc. 21. 22 Yp


e di idee
xupio? ^0? TcavToxpdtTwp vac a~>^"c Igtiv xai xh apviov
;

paoline

cfr.

Ili,

776.

Cfr. V. 251

(i)

(2) Lactant.

s.

Divv.

Instt.

ventum congregabuntur
sancta

cum

constituetur

iustis

designat,

in

iusti

medio

dominantibus

cum

dicit

VII 24, 6:

ex omni

(vv.

terrae,

in

commoretur.
420-421

con

659): post cuius adperactoq u iudicio civitas


qua ipse conditor deus

(p,

terra-

Quam
la

var.

civitatem

Sibylla

XajjiTirpo-spav

per

oaiSporpav).
I
passi profetici sul ritorno del popolo dall'esiglio e dalla dispersione sono notissimi; qui tale aspettativa universalizzata.


Eterno,

dente

sua amata

la

la

cantarono,

presenza
gloria

n rumore

il

finale

cose Dio che tuona

Guai a

in tutti

dei

Santi,

dall'alto,

vi
(3),

non omicidio

43

un giusto gareggiare (4).


quando compie queste

fondatore del gran tempio.

te. Babilonia (5) dal trono d'oro, dai sandali d'oro,

grande e universale

citt

sulle tue

montagne

sarai gettata al
i

terribili

[cose]

annosa regina sola signoreggiante


lungo

(2).

l'occi-

non

Infatti

di fanciulli,

ma

l'oriente

miseri mortali

di guerra,

tempo

(i)

Dio

di

saranno pi per
n adulteri n illegale amore
i

97

terribili

Parti

sul

(7),

hanno

tu da

(6),

ti

435

stenderai

sulle correnti dell'Eufrate

d'oro (8)

suolo dalle scosse di


ti

mondo

non pi

un terremoto

ma

fatto regnare (9) su tutto. Tieni

una museruola (io), o impura razza dei Caldei,


non chiedere e non meditare come prevarrai sui Persiani

la bocca in

come

regnerai sopra

potere per

quale

il

(i)iw7:o5rj{jLvov

tieni,

s'.So?;

44

Medi, poich a cagione di quel


mandando a Roma come ostaggi

ersehnte

Gestalt,

Blass ; the vision of

delight, Laichester.

Ps. 112 (113) .;

(2)

(3) osiAoTai

Wilamowitz

Mal.

I, ii.

^poToTai (^poTotaiv) Sstv

ritiene che

Mss.

za osiv

Castalio.

qualche cosa dev'essere caduto tra

3.

p.

oliva.

(4) Cfr.

(6)

386 ss.
HI 303. -/^pua^pove, /pu-jOTOiXs,
Cfr. V. 186: basato su Isa. 47,5.

(7)

tiY<^^*l

(5) Cfr.

''"'^

-[j-zoXi?

quest'ultimo,

di

Era;

II.

aggettivo,

I,

in

611.

Sofocle,

Antig. 614.
(8)

Modo

di dire;

Geffcken

cita

Aristofane Acarnesi 82; Plauto,

Stick. 24; A-uluL 701.


(9)

Miss. HpaTstv.

Sembra

inutile

emendare:

7:a^sTv

Volkmann,

xpoTsTv Lanchester.
(io)

Qx^j.a. cpt{;.G

Geffcken per

oi^jlv

Mss.;

utjj.' a^rj'^ov

Alexandre.

che anche erano schiavi

anche tu credendoti445

tuoi nemici

veleggeranno

450

verrai al giudizio (2) dei

per

nnandasti

prezzo di

una parola

perverse

parole

nemici.

tuoi

ai

Nell'ultimo

darai

perch

appunto

all'Asia,

(i)

regina.....

a cagione dei quali

IWa

riscatto (3).

amara

98

tempo

il

mare sar

navi venso

le

asciutto

non

pi

Asia che

la

grande
produce di tutto (4) sar allora acqua e Creta pianura,
Cipro avr un gran flagello e Pafo lamenter (5) un
terribile infortunio cos che si capir che anche Salamina
la

l'Italia,

un gran

citt star soffrendo

grande

flagello

ora de-

serto sterile star allora sulla spiaggia.

Non poche

vallette rovineranno

(6).

la terra

di

Cipro

Su

ca-

Tiro,

piangete nel riguardarla. Fenicia, ti sovrasta una terribile via, finch tu cada una cattiva

455 infelici

mortali,

caduta, allorch

Sirene

le

lamenteranno davvero

si

quando cesser

nella quinta generazione,

stribuzione d'Egitto,

quando

si

congiungeranno

(7).

(8) la di-

re sver-

non 5rj-uou0a Alexandre, Rzach, cfr. Dio. Cass.


Nel 20 av. Cr. Phraate restitu
prigionieri e le insegne
la qual cosa fu celebrata da Augusto con un trionfo;

(i) SrjTcJov-ac

54, 8,

I.

romane;
e su monumenti (Mon. Ancyran.)
(2)
{3)

Ho segnato

(4) ::jiy)opoc

-a^oopov

.7) Cfr.

lacune che
;

da poeti.

/.X^civ Lanchester..

in

COSI intendono

Alexandre per

Cfr. IV

li^'-

questo passo scorge il Wilamowitz,


anche Blass e Lanchester;
a uBwp) Buresch e Geffcken.

le

Mss.

(riferito

(5) oct^ei
(6;^

ma

Mss. Edd.

tc xptatv

i?s:

Mss.

128.

Baruch

io, 8:

nelle versioni greche per

chiamer

sciacallo in

le

sirene del

Michea,

i,

mare;
;

Isa,

asip-v

13,

21

sta
(22

Geremia 27 (50) 39.


Aquila)
che per ote tvo^qzi^ sia forse da leggere
(8) Lanchester pensa
;

oT'Xs-JCfET'.

(oXe^po?).; r^-xr^ y^^zfi cfr. IV 20.

99 gognati

generazioni dei Panfili

le

Macedonia ed

Egitto, vi sar in

una guerra furente

mondo

sul

tenti

Asia ed

in

riempiente

un

nella polvere (2) cui porr fine

stabiliranno in 4eo

si

re

in Libia (i)
di

sangue

Roma, e

di

po-

dell'Occidente.

Quando cada nevoso

turbine

il

essendo

invernale,

il
gran fiume e le sterminate paludi, ecco un
popolo barbaro (3) s'incammina verso la terra d'Asia e
distrugge il popolo dei terribili Traci come cosa facile

gelato

a distruggere
cuore,

(4).

allora gli

sumeranno avidamente

fiere

mangeranno

tutti

la

(6) degli

stolti.

risorse sulla terra


gli

cibi

tavola

Da

(5).

gli

arrossato

Fino a

punto
da poter sapere il

divorano

il

con-

tutte le case le

gli

stessi

sar

carne

nella

tal

si

genitori

uomini, l'oceano

male dalla guerra

gue

tali

mangeranno

uomini che

divoreranno

dalla fame,

sfiniti

uccelli 470

riempito di
e

nel

san-

mancanza di
numero esatto de-

vi

465

sar

475

uomini e delle donne.


lamenter un'infelice (7) generazione verso
termine del tramonto del sole per non risorgere mai
Infinite cose

il

Alexandre per

(i) AtpusGiv

Mss.

Xuxioir(aiv

(2) xocjxoiiavTjs TtXsfAO? -oXui[AaToc v

(3)

(4)

(bc

(5)

Geffcken

cfr.

v.

362.

ox Rzach.
Ili, 465 e coi Mss.
un frammento (434} di Empedocle.

a7:aovv, cfr.

(6) afia-sic
atij.aTos allora

xazou

zov'.rjaiv,

V. Introd.

con

cita

te za\

aapxa?

lo si

-oXfjLoio:

al^ara.

Ammettendo

da

-XT^aSr]zs-c<m,

far dipendere

da una mala guerra

sar riempito della carne e del

sua volta emendazione


(7) SetXzj

Herwerden

di
;

il

uapxs te

sangue degli stolti;


Buresch per rrorafjioTo Mss.

oeivr,

Mss.

xat

congiungendo
sanguinante oceano
-oX^ao-.o


pi

(i

l'oceano
480

100

aspettando di essere immerso nelle acque delpoich vide le cattive azioni impure di molti
.

uomini. Vi sar un'oscurit

senza luna

una tenebra non

cielo istesso,

conda volta

gran

il

piccola coprir per la se-

mondo

recssi del

per

(2)

ma

di

dopo

questo

la

luce di Dio sar guida agli uomini buoni, quanti avranno

cantato inni a Dio.


rimarrai sola
485

non

articola

presso
i

dea tre volte

Isi[de],
la

infelice

suoni presso

sabbiose

le

(3),

menade che

corrente del Nilo,

rive

dell'Ache-

non rimarr pi ricordo per tutta la terra.


Sarapide, coperto da tante rozze pietre giacerai

ronte, e di te

tu,

rovina

immensa

490

Quanti d'E-

sull'Egitto sventuratissimo.

gitto recavano a te

loro

desiderio (4)

tutti

quanti ti
piangeranno acerbamente ; ponendosi nell'animo Dio incorruttibile
sapranno che tu sei nulla, quanti avranno
il

cantato inni a Dio


stito di

(5).

bianco, dir (6)

allora

Ors

uno
(7),

ve-

dei sacerdoti,

alziamo

di

nuovo

tempio del Dio vero, ors mutiamo il malvagio


costume ricevuto dai genitori, a cagione del quale essi
bel

il

(i) Cfr.

IH, 94.

-(2) (TxoT[j.a'.va;

Clem. Alex.

(3)

xat Sapa;:t5o5 v

del resto cfr.

346-347.

Protrept. IV,

5o (Stahlin

Ayu-Tw xaTevcy5r,aa^ai

p. 39) tv (vav) e'ldtSo?


97)01 xai

sjxTzprja^ ricreai ai

Geffcken da aTax-uo?
(vv. 484-485
$ W) tUy. y:ro^aaa (vv. 487-488 dove pure d 11 testo Xi^'ou: pcon var. avauSjc accettata da

yo?

:rtXi[i.EV

tioXXoc contro Xi^oi?

(4) ooaoi o'AtY'J'~To-j tt^'Ov

d^ Egitto ;
(5}

ocro!

ma

^"^

odaou? VK\-^^t.xo\> tcSo?


^up-vr^-av cfr. v. 483.

^j

t'ykyev

$ W.

TioXX

^xo^iicbic,

^^^^ preziose

^^

Rzach.

^v

(6) xai Tt? pet

Twv

tipojv

Geffcken.
(7) Cfr.

l7i:ixi^ev

t^y^Y"^

Ili,

716-731.

Mss-

xa'.

~o~z

xtSv

tlpiwv

ti;

Ips

101

facendo processioni e riti a dei di pietra e di coccio non


furono sapienti (i). Voltiamo (mutiamo) le nostre anime,
innalzando inni a Dio immortale,
esistente [eterno]
il

il

santo
fatto

(3).

Tempio

allora
(4),

da Dio e ad

a lungo

Ma

in

padre,
le

Dio

gran

vi

Egitto

cose,

che

vero,

ii

esiste

per

500

un grande e

sar

di

popolo
vivere

tribi

senza

dar Dio incorruttibile

essi

sempre

il

e a quello porter sacrifici

Etiopi,

gli

Triballi (6),

compiano tutte

le

si

la

il

ad

arare la

malvagit,

affinch

precipiteranno

ultime cose

gran tempio

il

abbandonando

cominceranno

terra d'Egitto (7),

geranno

(2),

il

egli

tutte

(5).

quando

vergogna
si

reggitore

Re, padre vivificante

sempre

di

495

la
(8).

Poich

della terra d'Egitto

sos

essi distrug-

Dio piover
da distrug-

gi sulla terra un'ira terribile su di loro, cos

gere tutti

malvagi, e tutti gl'ingiusti

non

vi

sar

pi moderazione in quella terra, poich non custodirono


ci che Dio aveva dato !oro in dono.

(i) Cfr. V.

356 e

(2)

iIi-j)(^OTf.aov

(3)

Cfr. IH 717.

111,

30; Epist. a Diogn,

2,

7: to?

jjlIv

510

Xi^i-

ytvsTTjpa.

FI. Antt. Xlll, 64 (Niese HI,


162, ,.J
Eso. 20, 12; Deut 5, ^g.
Che gli Etiopi potessero venire dalla Tracia (Triballi) cosa
(3)
a dir poco, non probabile. Ma bisogna ammettere che fossero gi
stnti confusi con Gog e Magog, attraverso la contaminazione dei

(4)

Isa.

19,

i9

cfr.

Gius.

(5) --jjL^ioTsuEiv. Cfr.

passi in Ezechiele e Isaia, gi segnata a


(7) A'iY'JT^Tov
yiiTTTou
(8)

hy

TE <^ atY'J't-ov

voTav Alexandre.

Cfr.

Ili

92; 570.

Itiv

Ili

319

(pp.- 23-24).

t^ A'tyJTtTov

Rzach Al-


Io vidi
astri

e la terribile

soffrivano
5)5

mise

loro

Selene

di

ira

dar

nel
di

La battaglia

tra

una

ad

vita

combattere. Infatti

fiamme

lotta grandi

(i)

minaccia dei sole che bruciava fra

la

(i)

102

battaglia
il

gli

gli

astri

Dio

per-

sole fecero

bicorne

sibilo

il

Paralleli dallo

delie staile.

raggi

(2) contro

mut

si

della

stoicismo, segnaL:!!

da Geflcken, sono: Seneca, Consol. ad Marc. 26, 6;


et cum
tempusadvenerit, quo se mundus renovaturus extinguat, viribus ista
se suis caedent

et

sidera

sideribus

incurrent, et

omni

flagrante

materia uno igni quicquid .nunc ex disposito lucet ardebit, ed Herc,


fnr.

944 ss: Thyest.


Sic,

inoltre

844 ss;

cum compage

Lucano,

Phars,l, 72:

soluta

Saecula tot mundi suprema coegerit iiora


Antiquum repetens terum chaos, omnia mixtis
sidera sideribus concurrent, ignea

pontum

astra petent, tellus extendere littora nolet


fratri contrario

Excutietque fretum,

Phoebe

ibit

Ma, come notano anclie Bate e Lancliester, questa concezione


pu avere altre origini. In Isa. 13 ^u il profeta si compiace di dipingere l'oscurarsi dei corpi celesti che sono le divinit dei pagani
e cfr, Isa. 34,4; Gioele 2 ^^ ece. Se inall'avvicinarsi di Yahw
;

terpretiamo

le

costellazioni

appunto come divinit,

potenze ce-

ed appunto cos
spiega pi facilmente
che va interpretato; date le idee e credenze astrologiche - del resio
notissime - dell'epoca. Il Sibillista anche qui non ha fatto che rielesti,

allora

sporre
fusa
si

del

a!

ma

il

passo

interpretandola a suo

suo tempo; bens

tratta pi, infatti,

mondo,

nei suoi

periodo cosmico
Si

si

cfr.

pure

ma

come

nell'

quella che era opinione dif-

interpretarla

l'ha trasformata.

Non

nella credenza stiiica, della dissoluzione

elementi, da

cui

prende

principio

un nuovo

pronunciato da Dio.
Matt. 24.09 e
3. io',
^g; 12.7; 2 Pet.
1
Enoch 102,2 le luminarie saranno

dt ^gf disio, etico e finale,

Apoc.

passi bblici ivi citati;

6.

in

spaventate da grande spavento


- ed io
(2) Geffcken sposta
versi, cos:

modo

515-517-516-518.

.
lo

seguo -J'ordine

tradizionale dei

103

luna, Lucifero (Fosforo) ebbe battaglia salendo sul dorso


del Leone, Capricorno percosse i tendini [sul collo?
al

giovine (nuovo

a Capricorno

appena

giorno del

il

Toro

sorto)

ritorno;

il

Toro strapp

Orione

tolse

alla

potersi fermare mai piij. La Vergine in Montone (Ariete) mut il Fato dei Gemelli la Pleiade non

Libra

il

520

Pesci
Dragone respinse la Cintura
penetrarono nella corazza del Leone; Cancro non stette
lo Scorpione attacc
pi fermo, poich temeva Orione
splendette pi

la

coda

terribile

il

[si

sotto

rifugi

Leone ed

la

coda) (i) a

cane sdrucciol

il

dalla

causa del

fiamma

505

del

Sole; ma la forza del potente Risplendente (Brillante)


fece bruciare Acquario. Sorse io stesso Cielo per scuotere
i

combattenti, nella sua

Terra.

Ed

essi gettati

bruciarono tutta

la

(i) opv izr^^h

cken ha ragione
pione
(2)

o'jpS
s;j.;tv

ira

li

scagli a testa in gi sulla

rapidamente nell'acqua dell'Oceano,


il
cielo rest senza stelle (2).

terra

Mss.

di notare

531

pavv f.X^s Wilamowtz, ma il Geffche qui si tratta delia coda deilo scor-

u-^X^e Alexandre-Geffcken.
0' av(j-j>oc

a5T,p.

FRAMMENTI
I.

(i)

come

vi

uomini mortali e carnali, che non siete nulla

non tremate innanzi a

fine della vita? Voi

temete
5

{3),

tutore

vede

cose

il

suo dolce

spirito,

testimone
(6),

lo

fece

Xowoig

V '^BXXsatv

xat Iv toT?

Tv^c

-poeprjTE'.a:

ar^c ovstoi^st

tutte

di

lo

II

tutte

di

tutti

36: St^uXXa

^tpo-J^Tts,

tSv av5pw;cor^ Y-^5>

le

in

guida

s'Sveutv YEvo[xivrj

conoscitore

che pose

Presso Teofilo Antiocheno Liber ad Autolicum

(i)
o,

Dio

altissimo,

(4),
(5),

creatore che tutto nutre

cose,
le

nostro

il

futuro] che tutto

[del

(2)^

innalzate (cos) rapidamente, non scorgendo la

Iv

.^"^

X^y^'J'^*- ''Av-

SotoTioi ...

X^yei 3 -ai
(2) Clem. Al. Stroni. III. 3, 14 (p. 202 Sthlin)
Si^uXXa* av5p!0/:oi SvyjTOi xai apxivoi, o3lv lvie?. Cfr. fr. IH,
:

7)

21;

1.

1557

8-11. Gregor. Naz. Carmina,

Ili,

tv

1.

24

37,

1301

(lo)

HI 29 e 34.

ETniax.OTCOv

{;.cSv.

(5) ;:avT:zT7iv cfr.


2,

G.

(88).

(3) Cfr.
(4)

P.

l,

lettera di Aristea,

(6) 7;avTo-p6yov (cfr.

YVT7;pa

fr.

Ili,

8.

Macc.

9, 5; (;rdv:wv . Isa. 5, ;

111

Macc.

16.

Sap. 16.

25)

xtiottjv cfr.

V, 500

<|'7.oTp5pov


Uno

mortali ?(i).

(3),

mortale
il

immenso

Dio, che solo regna,

(2),

che vede ogni


ed Egli stesso non veduto da alcuna carne
qual carne infatti pu scorgere con gli occhi
invisibile

ingenerato, onnipotente,

cosa

105

Egli

Dio immortale che abita

celeste e vero

neppure davanti

cielo ?

il

raggi del sole sono capaci di

ai

10

Ma

stare

uomini, generati uomini mortali, essendo vene e carne


[tenute insieme dalle] ossa (4). Venerate lui che solo,
duce del mondo, che solo per l'eternit e dall'eternit (5),

gli

is

(i) Cfr. Sap. 12, 1 t yp aoS-aprv aou -vsu[A I^tiv Iv Tcaoiv.


Lactant. Divv. Instt. IV, 6, 5: (Brandt p. 280) Sibylla Erythraea
in carminls sui principio, quod a summo deo exorsa est, filium dei

ducem
con

et

imperatorem omnium his versibus praedicat:

la var.

tome

(vv. 5-0)
^sv (per pporiov) -vriov Tio'iyiasv ; cfr. Epi
713) Sibylla Erythraea quoque deum dicit ducem

(yrjYriTTjpa)

37, 6 (p.

omnium a deo

factum.

(2) TcepfiEy^'^'Ti'
(3)

16

vv. 7-9 sono

Tiva Se xai

ttjv

citati

apj(^aiav

dalla ps. Giustino, Cohort. ad Geni.


xi apSpa T^aXaiv S'.,SuXXav, fjc xa\

nXocTtov xai 'AptcjToyvT)? x\ stepot -Xsiou^ j? ^pna[j.to8ou [j.[J.vr|V-at,


Ol ^7jap.fiiv
jiS? 8t8aoxeiv Jwep\ ivo? xai [j.vou 5eou au[i[3a'ivt, va^-

xoiov /io[iV7jaai

"kiyei 8

ouito;

(Oehler, Corpis Apologg. Ili, 64).


Lactant. Divv. Instt. 1,6, 15 fp. 23) In his ergo versibus quos Romam legati adtulerunt de uno deo haec sunt testimonia sTc ^e?, etc.
:

(Vo 7).

(=
cfr.

Cfr.

1.

or Sibyll. fr.

anche per

ed. Stieren,
(4)
(5)

1,

II,

ll,

1,

10)

vv. ss.

p.

12 e 17; IV, io;


viti?

la

rfxoucsEV

nota 6 a

p.

Deut

otDvriv

5, gg:

^sou

tU yp uap?
xat

^rj^sTa'.

2; Minucio Pel. 32, 6; Ireneo,

657; qcc.

Testo incerto: av5pes, Iv 0Tot<iiv Nauck Geffcken.


Citato in Lattanzio Divv. Instt. I, 6, 16 (p. 24): qui quo-

niam solus

sit aedifcator

mundi

quae in eo sunt, solum


Cfr. anche III, 33.

stat vel

et artifex
coli

rerum vel quibus con-

oportere testatur (vv. i5-i6).

autogenerato,

ingenerato

ogni tempo, che a

avrete
20

tutti

comune.

luce

nella

106

(i),

che

per

regge

Della

vostra

volont

malvagia

degna ricompensa (3), poich trascurando di


render gloria al Dio vero ed eterno, e di sacrificargli
la

sacre ecatombi, avete fatto sacrifici

nell'Ade

ai

a quelli

demoni,

Voi camminate nell'inganno e nella demenza

(4).

abbandonando

e
25

tutto

mortali d discernimento (2)

maestra

retta via

la

(5) vi

tanati ed avete errato fra pruni e rovi

siete allon-

mortali, ces-

stolti, dal vagare nell'oscurit e nella notte nera


senza lume, e abbandonate l'oscurit della notte, anzi

sate

fatevi padroni della luce (6).

Ecco

Egli a tutti chiaro

Lattanzio, D. !.. I, 7, 13 (p. 28) verum


non potest quin id quod sit alquando esse coeperit, consequens est ut quoniam nihil ante illum fuit, ipse ante omnia ex
(r) a-oysvrj? ayivrjTos.

quia

fieri

se ipso sit procreatus, ideoque ab Apolline -jto^u^c (cfr.


a Sibylla ayTOYEvrji: et a -vr,Toc et ir^oirixoc noininatur.
(2)

vo..

p. 20, ^5, s; y.oTrj (atc^^asi) [j.vtoi

-otwv xa\ ^atoTou?

-jTion'.r.TovTa.

Cohn

{iXotc

/.ai

xpiTspiov 'tSiov,

stesso traduce (Die

Werke

--pai

/-oivw cfr.

(4)

Cfr. Matt. 6,
Cfr. Ili, 545

(5)

Cfr.

(6)

Clem.

(3)

Ili,

xa\ -nXaaTat
TctuTa 5

s.

al
il

nostro

Lanch-

:i-/ouc;tv
'

-v [xig^v arwv.

l.
;

721

Al. Protrept.,
Tcspl

Biy.ai

Hi. 494.
etc.

.,

io

Phlos v. Alex.

Breslau 1909; voi, i, p. 47-48) Urteilsvermgen. Cos


luogo Blass rende Urteilskraft. Testing Urne, invece, ha
ester;

12),

-/.ptri^ptov

Cohn-Wendland,

7:poavijj.V

Ili,

Maranus, par Ppo-otaiv v)V: cfr. n. 16 di


Geffcken cita Filone, de opif rnundi,

^poToTai v^wv
p. 166. Per

Oehier a
20. (ed.

1.

II,

5Sv Ofiiv t

27, 4 x
Ss [xai]

j^lv Sr)

izkv.ts-a ij.p.5'u-ai

oca yEYEV^a^a-.,

KtX-Tai.,

av^pojzwv ata'/^ptov xat aa^'k^St^ psPtoxrwv vaYYpa^CTai


(vv. 23-25 e 27 con var. v. 424 ~'. T^Xavaa^s, Ppotoi; Tiiaucac^E [J-aTaioi e V. 427 KaXXbT), cfr. Isa. 9^ (Mt. 4, ^e)
figli della luce,
7tp

Lu. 16,
1,

g;

Gov.

Fess. 5,5.

12, 3g;

Eph.

5, g

(il

pi vicino

al

nostro passo);


e non incerto
rit

Venite, non perseguite sempre l'oscu-

(i).

buio.

il

luce del sole cos dolce da con-

la

Ecco,

templare splende pi che


nei vostri

ponendo

manda

pioggie,

lutti

tristi

107

Imparate a

mai.
la

petti

saggezza

venti, terremoti,

conoscere,

uno Dio

che

lampi, fami, pestilenze

e tempeste di neve <e) ghiacci.

enumero ad uno ad uno

so

Signore

del

Ma

perch
la

35

rimangono immortali, gli dei


numerosi
pii!i
degli uomini, n ai mortali
dove
stare.
sarebbe rimasto luogo

terra. Egli

regge

cielo,

{2).

II.

Se

(3)

sarebbero

dei nascono e

gli

stati

Clem.

[i)

SiromatiV

Aless.

aver citato Deut. 6,

e ^3;

Trpo'-fl^-'.j

f)jMV

14, 115,

acr-w

at'.x.a

youv

Trjpiov

(vv. 28-35 con lievi varianti).

(2)

r\

oupavov)

YXirjc /.parsi,

7)YiTa'.,

j^ptTr)

auro;

Atooc Schwartz; av Kap/si Badt.


(3) Pure presso Teofilo Antiociieno
p.

Et Y^?

50).

xa^rccp

^Y'^^'^^'^'^

^EO'-,

^'/p^v

''''-

'^^pwTtoi

(Stahlin p. 404,

^s.^i^Svz'jli

2. (St. p.

Stp-jXXa r

j-.ct.Ofj.i.

Ad

y.'x:

y*?

Protrept. Vili, 77,

Auto!.

dopo

^g)

59

a(j[J.a

jg ^>-)

-'

crw-

/.pa-o; ArceriuS

II,

3,

2 (Oehler,

swc ~ou

supo y-vvaudai,
paXXov S xa\ -Isiovec ^eoi

("siXov slvat twv av^pcTiwv t; cotci'.v


Si,iyXXa. Cfr. Eusebio, Costantini oratio ad sanctor. coetum. 4 (Heikel p. 157) -av t ^'/jy
i y.y.-.
ri S'/.
r;
E/^ov za\ -sXo; 'e'/^si
y^pvov ^-px^j ylvEaic AOLkv.-a'.

si 'aSvatoi ol YEvvwaavoi, YEVvtovTat os a'.,


yEviaewc cp^ap- jivra.
t
-XrjjAfj.upE'tv zvyxr)
y^^o?- npos^rjxr,; ' sniyEvofxivTjc, tic av opotv'/?,
.

Y^ Toaou-ov

"O'.a Oc

Divv.
dern

Insti.

dii

novi

ajj.^/o? 1-'. -'.yvjisvov

5=t3v

iy^tprjrisv

Lattanzio,

Nascuntur ergo et cotidie quinec enim vincuntur ab hominibus fecunditate. Igitur


16,

s.

(p.

62):

deorum nnunierabilium piena sunt omnia, nullo scilicet morlente.


Nam cum hominuvn vis incredibils, numerus sit inaestimabilis, quos

i08

III.

(i)

Se d che generato

anche

del tutto

perisce,

non poteva Dio essere stato formato dai lombi di un


uomo o dal ventre ma Dio (2) '<> solo, uno, altissimo
;

sopra ogni cosa (3) il quale fece il cielo il sole e gli


astri e la luna {4), la terra fruttifera e gli abissi d'acqua
del

tamen

mare,

sicuti

monti

elevati e le

nascuntur mori

fonti

perenni

d'acqua

deorum esse tan-

necesse est, quid

dem putemus,

qui tot saeculis nati sunt, immortalesque manserunt ?


Lattanzio considera i due sessi degli dei, e il fatto che quindi ne

devono continuamente nascere


e istantiniana)
(i)

il

dei nuovi; cfr.

principio de!

Anche questo presso

I,

7,

13 (e

V oratio

111.

fr.

Ad

Teofilo,

Autol.

11,

36, 29 (Oehler

Lattanzio, Divv. Instt, I ,


8, 3 (p. 29): unde mihi de tanta maiestate saepius cogitanti, qui
deos colunt interdum videri solent tam caecl, tam incongitabiles,
p. 168) xai 7:p? Toc YHvvjToy? XYo;j.vou(;

l'^r).;

tam excordes, tam non raultum

a mutis animalibus differentes, qui


credant eos qui geniti sint maris ac feminae coitu aliquid maiestatis divinaeque virtutis habere potuisse, cum Sibylla Erythraea dicat
:

(vv. 1-2)
16,

cfr.

I,

7,
v.

(Perati):

3;

16,

I,

ti,

yi.p

6; Ippolito,

oi]q[,

yevvtjtv,

Philosophoumena^, V,
oXa>$ xa\

^^s'-pctai

r.a-

Yvlaswc i^viMKOzec y.%'. tz? Souc, 5i' wv s'-oeXt^Xu^ev av^pw^oc s;


tv xa[Jiov, axpipj; oOi5aY[J.voi O'.sX^stv xa\ -spaaat Tr)v ^.^opv [ivoi
ouv{j.^a. (ed.

Wendland,

cfr.

Supplic.

Atenag.

coetum, 4
(2)

cit.

Cfr. IH

al fr.

in);

p.

19

ps.

20;

Giust

Costantini

Cohort, ad Gent. 23
oratio ad sanctor,

e quest'ultimo.

11;

11-32.

(3) :i:avu;i:=pTaToe, cfr.

(4) Lattanzio,

deum, qui coelum

Divv.
fecit

Od.
Instt.

9,

25.

1,6, 16: hunc esse solum

luminibusque distinxerit: (vv.

sumnium

3-5).


corrente

109

la

Ancora, egli genera

(i).

grande

merevole degli animali acquatici, inspira vita

che

muovono

si

uccelli,

le

ali

(2) ai rettili

sulla terra, e le molteplici razze

dalla chiara voce,

con

tanti

innu-

folla

rumoreggianti, bruni,

che battono

(3),

con

l'aria

le

degli
strepi-

Ma

ali.

10

nei dirupi dei monti pose la selvaggia razza delle fiere,

e sottopose a noi mortali

tutti

animali domestici

gli

(4).

generato da Dio duce di tutto, e


all'uomo ha sottoposto cose d'ogni genere e non com-

ha

Egli

costituito

il

Qual carne

prensibili.

tutte queste cose

tra

infatti

Ma

mortali

le sa solo Egli

pu

sapere

15

loro fattore fin

il

dal principio, immortale creatore eterno, abitante nell'e-

tere

che

(5),

ai

strabocchevole
e

l'ira

lutti

buoni d una buona ricompensa molto


(6) e che ai malvagi ed ingiusti suscita

la collera

(7),

(9).

(l)

Non

forse

oupsa ^'uA^^Evra avvaa

(2} ^^/OTpoft~ai cfr.


i

vv. 8-14 con

III,

(3) XiYunTspfficova,

Gen.

i,

(5) Lattanzio,

de

(4) Cfr.

de

di

Vergognatevi

(coccodrilli) (io).

cfr.

pestilenza

tristi

20

(8).

Uomini, perch vanamente


cati

guerra

summo

20

Or. Sibyll.
P^ 8,

ira dei, 22, 7

et conditore

(6)

TZoXh ivXsiova

(7)

Cfr. Ecclus. 39,

20 ==

1.

;ji<jSv.

Ili,

ha

tolto

-s-^Ssv,

<^uyoTp(oov

Y^vsTrJpa

fr,

I,

5.;

fr.
,.g.

Ili,

e.

28.

io.

-Filone, de

apud hanc

opif.

mundi,

(Sibyllani Erythraeam'

rerum deo huiusmodi versus reperiuntyr

25-

603.

(9) Cfr. fr.

I,

(io) Cfr.

HI, 30-32.

1.

ys.\)\>.aixa,

follia vi

ss.

(vv. 17-19).

(8) V.

una rabbiosa

V, 500

1.

26-30;

innalzandovi siete sradi-

deificare gatti e animali feroci

2.


dall'animo
25

gli

portano via

dei

Adorando

ragnatele.

venerate e
statue di

uccelli

gli

pietra

cani,

serpenti,

e le fiere

serpenti

della

lungo
queste
molte vanit che anche vergogna

stolti,

terra e

mucchi

di

venerate e altre

cose

gatti,

manufatte, e

immagini

vie (2)

le

pietre

(i) e dorato,

cose mangiate dai vermi, ed coperto da

le

guarda

egli

rubano

piatti e

immenso

vasi; e invece di abitare nel cielo

ftte

30

se

sensi,

no

nominare

il

(3)

sono dei che guidano con inganno (4) gli uomini stolti,
e dalla bocca dei quali si spande un veleno mortifero.
Ma Colui (5 che vita e luce eterna immortale e che
85

spande

uomini una

agli

a costui solo piega


nei

tempi

chiere

40

(r)

ad

che tu

inclini

cose

queste

vendetta, puro

lasciando,

(6),...

la

(7)

via
bic-

il

ben

schietto, forte,

premuto, comjSletamente non allungato, avete trangugiato


con stoltezza ed animo folle. E non volete riscuotervi

nXov

xxr -\ova
filo

di

pi dolce del miele

letizia

collo,

Tutte

beati.

pieno

il

y.g-'

aTiEipova

vatstv,

Antioch.

'/.ara

tzov

(2) Cfr.

1.

Ili,

(3) Cfr.

1.

V, 79.

587

(4)

oXtp 7]Yrj~^p?

(5)

0? '

Rzach

Atitol.; altri,
(6) xa\ ;j.Xi-oc

jt'.ova

xcc!

^Utv emendazione di

p.5tvattv

ss.

Mss.

ecc.

Wilamowitz, per

Geffcken; ou
o3 ssnv
oS'

indi

SoXorjTope;

Mss. Edd.

Castal. ecc.; Oehler in Theoph,.


atty os Mss,

8*

una lacuna

di

due brevi

Opsopaeus.. Anclie nel v. seguente, dopo


lacuna che non si sa come colmare.
xspo"

Wilamowitz per
Teo-

nelle edd. di

testi correnti

-^oiXaw

una lunga y^"'


una breve
;

v.Ti^ofkv.^

Rzach, Geffcken; vaxXTvai (ma Set perori e xaji.per x^Tw-s al v. 36) Alexandre; vaxatvou Lanchester; vaxXivot Mss. Questo raccomanda fortemente la lezione di Rzach e
;7) vax.Xivoi?,

TTTsiv

Geffcken, quantunque l'ottativo dopo l'imperativo certamente non


corra.


dall'ubriachezza
lett

Ili

e venire alla saggezza dello

(i),

spirito

{allo sph-ito saggici] e riconoscere per re Dio, Colui

che tutto vede. Per ci verr su voi lo splendore del


fuoco ardente, sarete bruciati dalle fiamme per un giorno
senza fine attraverso il tempo, vergognandovi dei vostri
inutili

e falsi

Ma

idoli.

quelli

vero ed eterno erediteranno


del

tempo

la vita (3), essi

abitando insieme

{4)

tagione del Paradiso

(5),

che venerano

(2)

(i) Kv^'ixi. cfr.

27:

Tov

vr,t{*aTs

T7)s

Plutarco,

a-^-^dQ^.'xz

tempo

lussureggiante pianmangiando il dolce pane [pro-

~^fy-

3,o;a^,

ajtparov [Xvov] sx-t'jVTSi;

49

(6).

Demostene, 20

VII (Vili,) I

il

la

veniente, Oj-^fornitol dal cielo stellato

per

45

Dio

il

xvTjij^a;

Poimandres

av3pw7:oi,

:-

e^-jovt^c,

jt^t vrjAavTcc.cfr.

Rei-

tzenstein, Poimatidres,
II,
12, 19: tum deus sententia in
(2j Lattanzio, Divv. Instt.
peccatores data, eiecit hominem de paradiso, ut victum sibi labore

ipsumque paradisum igni circumvallavit, ne homo


posset accedere, donec summum iudicium faciat in terra et iustos
viros cultores suos in eundem locum revocet morte sublata, sicut
conqulreret,

sacrae voces docent, et Sibylla Erythraea,


(3) ^toTjv xX7jpovotx.ou(jt

Dalman, Die Worte

Mtt. 19,

29;

Me.

cum
IO,

dlcit:
1^,;

Le.

(vv. 46-48).

io

35;

18, js

lesu, pp. 127-128 e 102-104.

(4) tv a'iwvoc y^^vov.


(5) otxouvTEC TiapaEtaov
oEtcTov.

Gen.

Cfr.
2, 15

Neemia
3, 33;

2, ;

txwc,

Ipi^rfkioi,

Cant. 4,

[Ezech. 36,

^3;

33 x^tto?

xrjTrov.

Eccles. 2,

Lattanzio ha 7:apPer Eden in

5.

rpu^^], Gioele

2, 3 j^apSsiao?

51,3 r.oLpa^tiaoq. Sulle origini persiane della parola e


raffronti con la mitologia babilonese, cfr. Cheyne in Enc. Biblica
Touco^s; Is.

e per altri punti d vista critici, e per la letteratura rabbinica, Bar-

ton, e Eisenstein, in Jew. Enc. {yoct paradise). Cfr. Ps. Sai. 14,
TcaoBsiCTOs tou xupiou, r ^uXa t^? ^wT;"? oaiot arou.
(6) Cfr.
cfr.

1.

Ili

2 Baruch, 29,

744
g.

ss.

Se questo

pane -paradisiaco

manna,

APPENDICI
A)

NERO REDIVIVUS

Svetonio (Nero, 57) nel raccontare

la gioia della

plebe

romana all'annuncio della morte di Nerone, soggiunge che,


nondimeno, non mancarono quelli che continuarono a venerarne la memoria e gli editti, quasi viventis et brevi
magno inimiconini malo reversuri; e che anzi, in un'ammandata

basceria

al

Senato,

il

re dei

Parti,

Vologeso, koc

etiam magno opere oravit, ut Neronis memoria coleretur.


Tacito poi, (Histor. II, 8) descrive il terrore che provarono
Provincie d'Asia e d'Acaia alla falsa notizia del ritorno
di Nerone, vario super exitu eus rumor e j eoque pltiribus
le

vivere

una

eum

fingentibus ere dentibusgue.

diceria abbastanza diffusa negli

creduli della popolazione,

Doveva essere dunque


strati meno colti e pi

che l'imperatore non fosse morto,

ma, sfuggito miracolosamente

ai

suoi

persecutori,

ingan-

bene integrare la leggenda) col mocadavere di un altro, avesse trovato asilo presso

nandoli (possiamo noi


strar loro

il

quei Parti che di Roma erano i nemici pi potenti, ed il


cui re mostrava d'interessarsi cos vivamente alla memoria

dell'Augusto detronizzato.

aggiungano gli oracoli, che gi durante la


Nerone, avevano predetto ch'egli sarebbe stato un

questo

vita di

si

ma per contro gli


s, dal trono imperiale
Orientis
nonnulli
nominatimdominationem,
promettevano
tempo, cacciato,


regnum Hierosolymoruntf

114

plui'es oni7iis prstinae

queste voci

restitutioiem. Approfittando di

mancarono dunque

imbarazzi non

La cosa non pu

lievi.

fortunae
non

correnti,

Neroni, e procurarono all'autorit


stupirci in alcun modo,

fasi

se di leggende consimili, dal Barbarossa a Mario Kraglievic',

per rimanere nei paesi d'Europa ed in tempi a noi pi


piena la storia di ogni popolo; e se nella illumi-

vicini,

natissima Francia del -secolo scorso


dettero

ascolto

si

'trovarono tanti che

numerosi Luigi XVll che

ai

breve comparsa.
Tacito stesso narra

vi

fecero la

loro

le

Neroni, servus e Ponto,

un

raccolto

uno

di

liberthiiis

di

questi

falsi

ex

Italia

che,

esercito e spinto dalla

piccolo

tempesta nel-

poi finalmente preso, ed


suo capo, probabilmente per calmare le ansie del popolino,

l'isola
il

avventure
sive,..

di

Citno, vi sbarc, e fu

Roma, Nello

portato

accenna ad

2) dove,

I,

stesso

8-9)

egli

nel

(Hist,

II,

certo a costui egli allude nel proemio

riassumendo

breve

in

le

vicende del tempo

menziona anche moia etiam

cui sta per tessere la storia,

di

luogo

cui promette di narrare le vicende

Non

corso dell'opera.
(Hist.

di

altri,

prope Parthormn arma falsi Neroiis ludibrio. E'


bile

invece

Svetonio

me

(1.

si

tratti

e); Denique

exttisset

stesso

dello

cum post

condicioiis

La somiglianza
babile,

ma

et

vix redditus

del racconto,

la differenza delle

probanarra

viginti annos adulescente

ncertae

iaciaret, tam. favorabile nonien eius

vehementer adiutus

cui

di

individuo,

qui

Neronem

se

sii.

da una parte,

rende

date (l'88 e l'8o)

Hist. Byzant.,

t.

qualche dettaglio

di
II,

la

Zonara (XI, 18
Bonn. 1844, p. 496)

cui

ci

pro-

dall'altra

ostacola, l'identificazione di questo pretendente, con

Terenzio Massimo

esse

apud Parthos fuit, ut

quel

Corp. Script.
racconta con

curiosa avventura. Valendosi della sua

115

straordinaria somiglianza con

numero

Artabano

Parti

dei

Nerone, costui raccolse largo


aderenti in Asia, e fu accolto con onore dal re

di

che recava

quale, per l'avversione

il

Tito, prepar anche una spedizione per rimetterlo


Ad |ogni modo, che questi impostori operassero

una

sariga di
in

tutti

tradizione popolare lo dimostra

ogni altra doveva aver colpito

di

suonare

nel

che

quella caratteristica di Nerone che pi

ritrova

si

sulla fal-

fatto

il

sul trono.

la cetra e

le

fantasie,

l'

abilit, cio,

nel canto.

comunit giudaiche in cui era vivissima


r aspettazione escatologica, questo mito dette luogo presso
di queste ad un'abbastanza ricca fioritura leggendaria, che

Ma, accolto

dalle

pass poi anche

Chiese

alle

non tutte a

patristiche,

gliono citare quella di

120,5,

p.

tum

ss.):

nttere

Neronem

Ch'isti;

libello

De

di

Dei. XX. 19 C.
il

e.

testimonianze

Lattanzio,

EccL

mito,

so-

si

.commento

Lat.

voi.

49,

hunc ergo deus suscita-

dignis,
lo

nel

hidaeis et persecuto-

chiunque sia l'autore del


che ho citato nella
<,)]

niortibus persecutorum, (2.

nota 2 a pag. 92

tare

Script.

dicit...

regem dignu7n

ribus

le

Vittorino di Pettau,

Corp.

(13, ,;

all'Apocalisse

Tra

cristiane.

dir vero, favorevoli al

2 della

(l.

Ili v.

363

S. E. L.
II

472

ss.); di

^^

epistola di

accenna a coloro che

S.

473

S.

Agostino (De Civit.


che nel commen.3)

Paolo

ai

Tessalonicesi,

mysterium iniqtiitaiis intendono


Nerone redivivo,
anzi, neppure ucciso, ma lo
tU
credono subtractum potius,
putaretur occisus, et vivum
il

riferito al

occultari in vigore ipsi2is aeiaiiSy in

qua

fuity

arni

cre-

deretur exsti7ictus, donec suo tempore reveletur et restituatur


in regnum. Sed
miltum mihi mira
aggiunge subito

^st

haec opinaniium tanta praesumptio.


Cosi contrario alla leggenda non si dimostra invece S. Ge-

rolamo, che,

oltre all'

avere appena abbreviato, senza

al-


terarlo,

passo

il

a Daniele

(ii.

Vittorino su riferito

di
.^g

116

P. L. XXV. 568. C)

si

nel suo

commento

limita ad asserire,

senza commentare, come -multi nostrorum, putant ob saevitiae


et turpitudinis magntn dinevi Domitium Neronem Ant:-

chrishim /ore.

Le

invece

fa

Cronaca

C. S. E. L. I, pp. 82, ss): l'iden29


Nerone con l'Anticristo fondata sul fatto

tificazione di

primo e ferocissimo tra


persecutori,
reguni sed omnium hominum et vel hn-

d'essere egli stato


e,

sua

nella

Sulpicio Severo,

spazio

largo

28, e

(Il

non dicam

il

ma7tiu?)t bestiarum

sordidissitnus,.. Inoltre,

accenna

al

fatto

che per suo ordine Vespasiano pose l'assedio a Gerusalemme, e che infine si sarebbe ucciso; ma il cadavere non
fu trovato.

Unde

crediiur, etiam si se gladio ipse t^asfixerii,

secundum

curato vulnere eius servaius,


scriptiim est

et

illud,

tnoriis eius curata est

plaga

quod de eo
(Ap'oc. 13 J

sub saecidi fine mitteidus, ut -mysteriuvi iiiquitatis (II Tess.


exerceat. Cos pure nel Dialoghi (II, 14)
ibid.
2, ^/

197) riferisce la credenza che alla fine dei tempi Neronem


Antickristum prius esse venturos ; quello in Occidente,
ut idola gentium coli cogat, e questo in Oriente, a regnare
p.

et

sopra Gerusalemme.

Tra

padri greci, invece,

il

che abbia un accenno

solo

ed anche questo volutamente vago ed impreciso, a Nerone

come

il

tipo dell'Anticristo

sostomo, nella sua

Non

Omilia

mia intenzione

mito dell'Anticristo, e
dal

le

di

mistero
3.

II

dell' iniquit)

Tess. (P.

miti,

di

Belial,

Cri-

discutere qui la formazione del

piij

volte; e

trattato

dal Bousset,

nemmeno

dell'Anticristo e di

dedicato (dopo averne

il

G. 62; 485-486).

ingegnose azzardate ipotesi emesse

Gunkel (Sckdpfung und Chaos) e

opere gi menzionate
vari

(il

IV

nell'

la

nelle

fusione dei

Nerone, a cui

Introduzione

alla

ha
sua

117

Ascension

of Isaiah) una lunga nota

volte citato

commento

all'Apocalissi

il

nel pi

Charles,

giovannea

(II,

pp. 76-87).

sono negli Orac. Sibyll. parecchi passi che


leggenda di Nerone, credo che possa valere la pena di esaminarli con qualche attenzione.
Lasciando da parte il 1. ili, vv. 63 ss. che sono stati di-

Ma, poich

si

vi

riferiscono alla

scussi nell' Introduzione,

ci si

presentano per primi due luoghi

19-123, dove la leggenda riferita nella sua


forma "pi semplice un re, caratterizzato dal fatto di essere
r uccisore della madre, fuggir oltre l' Eufrate, e durante
la sua fuga alla terra dei Parti, molti si contenderanno il
del

IV

libro:

trono di

Roma;

137-139,

l'eruzione del Vesuvio,

di

Roma, che deve

testa di

un

si

nei

quali,

prevede

attraversare

il

di

dopo l'accenno

ritorno

nuovo

l'

Eufrate

come punizione per

forte esercito,

al-

del Jitggitvo

la

alla

strage

Tempio. Nerone dunque


concepito qui come ancora vivente, ma il suo ritorno ha
gi il carattere di una calamit inflitta da Dio su Roma
dei pil e per la distruzione del

come pena, ed

anche, forse,

Nel

libro

V, 27

uno

dei dei

segni

precor-

mondo.

della fine del

ritori

ss.

egli

ricordato per

il

matricidio e le

sue crudelt in genere, ma anche un terrbile serpente,


che dar origine ad una guerra gravosissima, ed caratterizzato

non solo dalla molteplice attivit artistica ed istrioanche dal tentativo di tagliare l' istmo di Corinto i

nica, bens

e sparisce, e ritorna ugziagliando se stesso a Dio. il taglio


dell'istmo viene rammentato nei versi 137 ss, ed a Nerone

una nascita demoniaca, cio da Zeus e da Hera,


ed impura (v. 146); egli anche qui un mortale che si
uguaglia a Dio (lo^o; i^o>; cfr. Wa^wv Osco aTOv, v. 34),

attribuita

una

volta di pi

p.TjTjJoXsToci

sono

si

parla del matricidio. (Cfr. v.

tutti

Romani). Egli

si

386 dove

rifugier presso

Re

dei

Medi e

spasiano

e del

il

essi

preparer

attribuita

il

ss.

si

la

grande

ed

citt

il

Mago

poicli sono

le

popolo

forse alla leggenda gi

aggiunge

tanto complessa, un altro elemento, tolto da quella di

di

Ve-

Nerone che dette a

(fu

ro-

la

rovina

la

per la spedizione); al suo


creato e perirono re, e quelli a cui

potere distrussero

Nei vv. 214

giusto.

lui

Tempio

apparire trem tutto

rimase

poteri militari

pieni

con

Persiani, e

dei

vina del popolo verace;

Gerusalemme

118

Simon

Moire (Parche) che spingono

lui

itsTscopov (suscettibile per di un'interpretazione metaforica,

senso morale) a devastare il paese, poich Dio gli ha


concesso forza per fare ci che nessuno fra tutti quanti
E'
re ha mai fatto. Indi sono narrate le sue operazioni.
in

interessante confrontare questo luogo, con uno della Lettera


di Barnaba, (IV, 4) ugualmente fondato su Dan. 7 .^. e ,-g.

Dice cos anche

il

profeta

ierra^ e sorger in seguito

uno

tre dei re;

Dieci regni regneranno sulla

un

piccolo re, che icmilier in

Daniele dice pure a questo proposito:

vidi la quarta bestia, malvagia e forte e pi critdele di


tutte le bestie del mare, e come da lei spuntarono dieci

da questi tm piccolo corno, rampollo, [7J:y:poL'~ouoihiov


TiapaoudiiiVov /.spa; Or. Sib. Ili 400) e come umili

corni, e
cfr.

in uno tre dei corni

Secondo

Cesari nel loro ordine naturale,

ma

tre Imperatori

bens insieme,
i

due suoi

pretando

che

decimo

il

Vespasiano;

vanno considerati non separatamente^


Flavi, ossia

Vespasiano

Tito e Domiziano, a

figli,

allora

l'intero

tre

Lightfoot,- contando

il

il

piccolo

uomo come

passaggio significa che

lui

regnante con

associati.

Inter-

l'Anticristo,

ne segue

questi

Lightfoot

stesso identificato con Nerone) era atteso

(da

come

tore della dinastia Flavia (v. Aposl. Fathers,

I,

il

2, p.

distrut-

509); e

-- 119
di

questa aspettativa

che abbiamo

si

troverebbe un' eco anche nel passo

sott' occhio.

Finalmente

versi

361-372

alle

precedenti pitture nulla

Nerone superer in audacia ed abilit tutti gli


uomini, e compir una distruzione e una strage, quali nesaggiungono

sun'altro.

Non

possibile qui accennare che di sfuggita

ai

passi

dell'Apocalisse che presentano

somiglianze o affinit con


questi; mi limiter a segnalare 12 e -; 1336^ che, come
ha dimostrato il Charles, sono un doppione di 1 7, g, con

questo

notevole, che

di

una

lieve alterazione, la

soppres-

sione cio di una clausola, ha permesso di fare della Bestia


il

simbolo non

Non meno

dell'Impero, bens

pii

interessante

il

Nerone; e 17,^7.

di

un

con

raffronto

luogo

uel-

Isaiae (IV, 2), a cui ho gi richiamato l'attenzione


in nota a V, 145. (p. 76 n. 3).

VAsc.

Ma

quello che importa di notare qui,


di

scopo

costituisce

questa rapida rassegna, come nelle

lo

successive

rappresentazioni Nerone venga acquistando sempre pi un


carattere decisamente satanico. Mentre nel IV libro egli

ancora un essere umano, e vivente, nel

V ha

gi assunto

quello di Anticristo demoniaco; V ttgtiagUarsi a Do, e la


nascita demoniaca, specialmente, ne

menti

costituiscono

gli

ele-

caratteristici.

passo su questa via, per ci che riguarda gli


Oracoli Sibillini, segnato dal 1. Vili. Se in V 29 Nerone
L' ultimo

gi

il

fiiv;

'cpfc:,

in Vili

viene allorch syy;


yfjxap,

(v.

91)

e,

ixv

a;Yav,v.

157).

egli

jtcrjiou

particolare

rappresentato in forma

(Q'/ipa,

88

pii

non

un

tg

7c&pa<'jpo;

ts'^o;,

xal

r^pxwv;
Icrj^a.TOv

interessante d'ogni
pi

umana,

ma

di

altro,

belva

120

B) XEIPOnOIHTOS.
A
TT 017)

p.

40-I.

TOC le

618 -

ma

nessuna importanza, in
ma non disprez-

in realt

poich involge un pccolo,

problema

zabile,

I^'^ol x.s'-po-

dell' idolatra,

Esso non avrebbe

parola.

se stesso;

ho tradotto

(cfr. n. 4)

aggiungendo che questo era


un mio studio sul)' uso ed il significato della

opere

risultato di

il

Ili,

neotestamentaria, ho pensato di

di esegesi

trascriverne qui brevemente le conclusioni.

Tra

difficolt

le

che presenta

racconto

il

sinottico

del

base a cui
processo di Ges,
pot essere condannato dal Sinedrio, non certo la minore
n la meno interressante. Nella forma in cui tale racconto
quella dell'accusa specifica in

ci

la

pervenuto riuscito impossibile agli interpreti di trovare

bestemmia

nel senso tecnico della parola,

dalla legislazione rabbinica.

Ma

se

e della sagacia finissima con le

si

quali

Ges,

cedenti, aveva saputo trarsi d' impaccio,


diose

domande

dei

Farisei,

com'

tenga conto

definita

dell' abilit

nei giorni pre-

di fronte alle insi,-

che tentavano evidentemente

di

strappargli qualche dichiarazione tale da comprometterlo

di

fronte

tutto

il

al

popolo od all'autorit romana; se

consideri

si

carattere del processo e la sua rapidit, e

zione degli animi e

l'

ambiente

in

genere nel quale

apparir allora non inverisimile che

il

Sinedrio

tentasse di accusarlo di qualche cosa di

bestemmia, purch

fosse

tale

meno

da sollevare

l'

si
si

eccita-

svolse

accon-

della

vera

Ges

contro

r indignazione della folla, che in quei giorni doveva essere


la vera padrona di Gerusalemme. Quindi non sorprender
pi che
si

le

tratter

accuse abbiano potuto essere anche pi


di

vedere,

quale

di

esse

d'

possa essere

una

stata


maggiormente

suscettibile

121
di

operare

voluto

l'effetto

dal

Sinedrio.

Ora

vi

Marco un punto che pu forse


che Matteo
55 ss.)

nel racconto di

nel

aiutarci

nostro esame. Tanto egli (14,

dei tentativi fatti dai sacerdoti per tro-g ss.) parlano


vare dei testimoni a carico di Ges. Finalmente riuscirono

(26,

a procurarsene,

metterli

d'accordo,

ed

a fare

ch'essi

Ges la predizione ch'egli avrebbe distrutto


e dopo tre giorni riedificato il tempio.
attribuissero a

Ed ecco una prima


queste parole un'eco,
profezie

come non

difficolt:

sia

pure

che possiamo leggere ancora

tiche? Ma, se d'altra parte

si

alterata

ravvisare

in

delle

corrotta,

Apocalissi sinottrattasse di parole ve7'amente


nelle

pronunciate da Ges, come mai potrebbero gli evangelisti


testimoni di falsi f Ed infatti alcuni moderni intacciare
i

terpreti
di

seguono nella

un' alterazione,

loro esegesi

della

sia

questa

profezia,

linea,

compiuta

parlano
cio

dai

testimoni o da Giuda, sia del testo evangelico. Ma la grande


maggioranza ricorre invece ad un altro sistema. S. Gero-

lamo (comm. in Mt; P. L. 26 col 209 D) dopo aver richiamato un passo di S. Giovanni, (2. ^9.^0) ^^ P*^"^ anch' egli
problema: quomodo falsi testes sunt, si ea dicunt, quae
Dominus supra dixisse legimus? sed falsus testis est, qui
non in eodem sensu dieta intelligit, quae dicuntur, Dominus

il

autem

dixerat de tempio corporis sui, etc. .

rebbe dunque in sostanza

interessante notare

sottile

un annuncio

come questa

Si tratte-

della risurrezione.

interpretazione, senza la

distinzione fatta da S. Gerolamo, sia a lui anteriore,

e nata in
i3, ^;

di

C.

modo
S. E. L.

assai semplice. Lattanzio, (Div.

19

p.

p.

Inst.

349,^0 sqq.) racconta

IV,
fatti

a questo modo ; at illi [Judaei) comprehensum {lesum) ac


Pontio Pilato
oblatum cruci adfigi postulaverunt, obi-

122

cientes

ei nihil aliud, nisi


quod diceret se flium dei esse,
si
solveritis hoc
regem ludaeorum; item quia dixerat
est
annis
XLVI
aedificahtm
templum, qui
ego illud
(i),
in triduo sine manbus resuscitabo
significans futuram

suam

brevi passionem

die resurrecturum .

Me.

14,

avvia
per

et se a

Qui

la

interfectum

ludaeis

conflazione di Giov. 2,

evidente e tanto pi interessante, in

-g

anche a

fors'

con

quanto

cj

rintracciare l'origine della var. varrTyftrto

nel testo di S. Marco.

i)tof^op-7]'7to

^^

tertio
s.

surdit,

da un punto

proprio

al

di vista

V Vangelo

per

Ma

puramente

di

critico,

l'interpretazione

parte

as-

1'

ricorrere

un passo

di

la spiegazione fondata sul testo giovanneo imche


n
Matteo n Marco avessero compreso il senso
plica
vero della profezia di Ges se, avendola messa in bocca di

sinottico

falsi

non

testimoni,

si

sono

sentiti in

dovere

di riferire

la

essi

anche nel suo testo autentico, di dare precisamente


quella spiegazione, che S. Giovanni fornisce invece

non

richiesto,

profezia

ed

Eracleone,

(i)

il

un contesto completamente diverso

in

seguace

italico della

(2),

gnosi valentlniana, riferen-

dosi a Giov. 2, 20 aveva gi scorto nel tempio ui'allusione mistica al corpo del Cristo, interpretando i 46 anni come un simbolo
in lui (il 4o\
(11 6) e degli elementi divini
The fragments of Heracleon, Cambridge, 1891 (Texfs

dell'organismo sensibile
V. Brooke,
and Siudies

I,

4)

XitW hitern. Crii.

16

Buonaiuti,

Frammenti gnostici

gli altri: Alien, St.

Comm.', Wright,

cit., p.

Mattheiv, e Gould,

120.

St.Marh

synopsis of the gospels in

Loisy L'vangile selon Marc Les vangiles synopfiqucs


Ooi Swete, The Gospel acc. to Mark, p. 336 s.
Lagrange,

greek
II,

fr.

vedano, fra

(2) Si

Vvangile sei. Marc, p. 874; Montefiore, The syn. goss. I, 348;


Wohlenberg, Das Evang. des Mark, p, 362 Zahn, Das Evang.
des Matth?, p. 703; B. Weiss, Mark-Eva?ig., p. 225 Matth,- Evang.,
F. Millosevichj Na; ^r^EipoT^oirj-oc in Riv. Trimestrale di
p. 467
;

Studi Filosofici e Religiosi, giugno 1921.


Ma

racconto

"il

123

Lattanzio

di

fornisce qualche cosa an-

ci

che

pili importante, e cio quelle parole sine manibus, che


ho sottolineato, e che dovrebbero essere l'equivalente latino

-/ipo7voiv)Tov. Notiamo che in Marco questo epiteto riferito al fiuovo tempio, in contrasto con un altro,
del gr.

vecchio, che /clpo7vo^/5To;. Se dunque il primo aggettivo si riferisce al corpo del Cristo risorto, evidente
il

che bisogner

Ges, prima della risurmolto


secondo.
rezione,
probabile che Lattanzio abbia
intravisto questa diificolt, se si contentato di rendere
attribuire ai corpo di

il

retore

il

egli,

con

incolore sine

l'

dal significato tanto chiaro: e

il

manibus un aggettivo

cui corrispondente

aveva una lunga tradizione


suo amato Cicerone (i).

ma7ii factus

anche

dei

nell'

latino,

uso classico,

aveva gi nell'epoca
In realt, l'aggettivo
j^sipoiroirjTo;
neotestamentaria, una lunga Storia. Ed in primo luogo occorre notare com' esso si trovi numerose volte nei LXX e

sempre messo in rapporto con l'idolatria, ricorrendo


almeno cinque volte come un equivalente di 'elyl, ed in

sia

di

passi

(i)

cod.
p.
al

grande importanza

In

m.

Giov.

(lo

2, i9

Spectdum

(2).

templum hoc aggiunge inanufaclum


cod. Sessorianus, v. C.S.E.L. t.

il

del

suio
Xil,

erroneamente attribuito a S. Agostino). Uno sguardo pei


Sabatier, Bibl. Sacrar. Lai. Versiones antiquae, dimostra subito
656,

ii)

come Lattanzio
(2)

Lev.

2-"^

sia solo.
i',

Isa. 2, ^g;

Lev. 26, go; Isa. 16,

LXX,
La

5,

4; 23;

6,2,

^g

(gg);

(=

io, ^^

ig,

31,-;

santuario); 46,

(due volte). Inoltre

6; Giud.

8,

.^^\

Dan.

Dan. Theod. Bel. 5; Sap. 14,8.


ha tnanufacius, manibus fabricata,

Vettis latina (Sabatier)

opera manuum (Vulgata; idola, deos alienos, simlacra, scutptitia ;


Isa. 46, e) tranne in Isa. 31 7 dove legge idola argenti

denm ad

et idoxi auri sui quae fecerunt vobis


catum), d'accordo con Q,s (v. oltre).

sui

manus vestrae

(in

pec-


nto

come

del resto

124

pi volte

com-

siano

si

profeti

opera delle mani


dell'uomo, creati da una materia corruttibile, con il vero

piaciuti di porre in contrasto

ed unico Dio, ingenerato e

della creazione.

facile

idoli,

gli

al

quale invece

dunque

capire

possa a poco a poco essere passato dal


nario ed etimologico ad uno pi specifico,

Ma

tecnico.
fatto.
il

In

testo

possiamo cogliere

Isa.

31,

comune

linea;

con

ed

altri,

deve V opera

/^st.poxoi'o'^oc

significato
starei

e,

origi-

per dire,

trasformazione quasi

sul

cinque luoghi accennati pi su)


reca: Tot yipo~oi'/]Tx otTwv rd

(uno dei

LXX

dei

yeips; otTiv: un passo che


ginare scritto, se non quando
gettivo, se

la

si

come

difficilmente
il

si

pu

imma-

valore etimologico dell'ag-

non interamente perduto, fosse passato in seconda


il
Codex Marchalianus (Q) che omette,

infatti

ri

la

-/sipo-roC'/iTx

esaplarico in margine)

ha

poi,

seconda volta (con


in

margine

stesso,

l'

asterisco

si^^Xa, e

naturalmente due volte. Senza allungare inutilmente la lista


delle citazioni, mi contenter tuttavia di far rilevare che

un caso analogo

si

ha

in

Sap.

14,

(t

ysipOTroiviTOv

iTrixarapa-ov t jcocI -oivj'ax; ocuto...) dove la


vari luoghi degli
Vulgata ha Idolum. inutile riferire qui

f^,

come

111 605-606 e 618.


assolutamente
che
Ora, quello
impossibile, ,
pare quasi
che una parola la quale aveva gi acquistato un valore

Orac.

Sibili,

dove

la

parola s'incontra,

quasi tecnico, in rapporto con la falsa religiosit del paga-

nesimo, abbia potuto d'un tratto ritornare


originario.

N,

d' altronde,

cui essa ricorre, infirmano la

passi del

al

proprio significato

Nuovo Testamento

mia interpretazione

bra che la sostengano.


Si trova -/^sipoTcoi'/iTo; due volte in Atti:
scorso di Stefano

aXX'

ojr'

"r4"'To;

anzi

7, ^g

in

sem-

il

di-

sv jj^stpoTvoiTOi^


xaToixst dove

125

contesto, con la citazione di Isaia (66,

il

Paolo, che per la

gitica di S.

.^^^^

degli intenti

del

Dio vero ed

pu ben paragonare a vari passi


sibillini (p. es. IV 6 ss.).

dei nostri ora-

la conversione cio dei Gentili al culto

uno
coli

^g.)

l'orazione areopa
comunanza

suggeriscono: santuari; e in 17,

si

Pi interessante

si

presenta

l'

uso della parola

nell' epi-

dove due volte appare con riferimento alla


cosa S. Paolo pensasse di questa, come

stolario Paolino,

Che

circoncisione.

delle altre pratiche strettamente giudaiche, imposte dalla


vecchia legge mosaica, risulta sufficientemente chiaro dalle
lettere ai Calati ed ai Romani. Ma leggiamo anzitutto

Col. 2,

Si

^^.

parla

del Cristo, nel quale 'Ks.^\z.-z^rih-/)7s.

ivi

ycipoTCOtrira) sv

TCspiTtopL^

TTiaTcco^ T'o? Ivipyia;

vsvcpitv.

Ho

riferito

T'f;

7rX,S'j<yi

toO ^so tou

toj

(To)'u.aTOi;

'-^v.Ci'X^x^:,

passo per intero, affinch

il

auTOV
il

con-

trasto tra la circoncisione del Cristo^ (la cui risurrezione di


tra

morti arra di quella di coloro che

sono

bat-

stati

tezzati, cio sepolti con lui nel battesimo) circoncisione spi-

rituale,

con

innominata circoncisione della legge, risultasse


E che la nuova connotazione assunta

la

in tutta la sua forza.

dal nostro aggettivo sia quella di religiosamente falso,

lo

prova, a mio parere, esaurientemente Efes, 2, ^^_^y.. ^^rr


[xovtusTS OTe ttot 0|/.ct(; x I9v/^ Iv aap/ti, 01 XcYO.asvoi
aTT

xpo^u<7Tia
^ipO7i:0!.l'T0U

TTOu
I

due

t^? Xyop.v/jc
ET!.

DvTirC^flt

passi

si

[X

TQTrS

TW

syovTE?

integrano a vicenda.

cristianesimo un

tempo

solo in rapporto a

costituivano

quella

X(v(i)

X.(XVp<3

>tal

wptTO[/--/^

Osoi
I

Iv

ffapxt

Xoi-

^.^^pli;

Tco

co'aixw.

Gentili convertiti
l'

circoncisione

incirconcisione,

secondo

la

al

ma

carne.


di

cui

della

gendosi

Non

posto stato ora preso

il

quella nel Cristo.


privi

126

speranza;

ai

Calati

si

applica

pretazione

(5, ^^)

tei*zo

la

storia delle idee escatologiche di S.

5,

passo

jj.

di poter

preoccupazione

nostra

la

inter-

luogo dell'epistolario paolino, cio


straordinariamente importante per

Cor.

rivol-

ttict^w; IatvHx

s/-

contesto

al

Il

Il

spirituale,

dice l'apostolo

-vsu'ijmiti

meno bene

un

in

-^dp

'/5[jlc->

vera e

dalla

erano allora fuori del Cristo,

Essi infatti

Paolo Di fronte

essere trovato nudo,

alla

avendo

di

gi abbandonato le concezioni del passaggio nella [ia^iXsia

pi materialistiche
"fAtov

ol/.a

'-/o;x5v,

egli

immagina ori kdv

kziy eio^
i/, ^sou

r,

Tou* (xxTjvou; /.otTOcXuOrj, oIk.oSo[/-v


icviov Iv Tot;

OVACX.V

ycipo:OtrjTOV
spirituale
dimora, cio un corpo

una
forse non immateriale

nel senso

parola,) invisbile (cfr. 4, ^g)

Ultimo tra

viene Bbr. 9,

passi

dove

^^

quanto
che noi diamo oggi a questa

ed eterna nei

neotestamentari
all'

opavoi;

che

(per

Cieli.
ci

riguardano,

alto sacerdozio del Z,(?z;///t^

con-

trapposto quello esercitato dal Cristo, dei beni venturi, ^ix


/.al
T7}(;
TXstoTspa; rArr\-^y\% o y^ct-poTTOiviTOo,
[xeC-^ovo;

TOUT

s^TTiv

Tpaywv
il

(e

x.ocl

TauTTo;

.aij^^wv,

contrasto tra

le

jctCtsw;

tou

pratiche false

Ifiou

oS

oiw.XTOq,

r)i."

ai[y,aTO?

dove

incompiutamente vere
vecchia

legge,

caratteristicamente delineato in

poche

simbolo, preannuncio delle nuove) della

e quelle cristiane

Che

questa sia l'interpretazione esatta lo conferma


dello
stesso capo, cu ydp dq ^eipoTTolrjTot sldrjXOv
24

linee.
il

T'/j?

Hidi cs

v.

Yi

Xpi'JTo;,

vTCTuwa twv

XefJivJv,

dXK

15

Tov opavcv... Qui l'intendere materiale,


falso
tende, religiosamente) presenta anche il vantaggio
servare ad vrCTu-reov

il

suo pieno significato

di

arv
{e s'indi

con-

immagine

attenuata

127

ombra,

pallida

diremmo

noi

va

cui

di

qualcosa nelle versioni correnti {exemplaria,

sempre perduto
Vulg; which are the figures, Engl. Auth. Vers.

like in

Pattern, Rev. Vers; image, Crampon, etc).


Quanto all' uso patristico, le due sole referenze che trovo

Indices del Goodspeed, sono, entrambe di Giustino,


Apol. 58. gj e Dial. e. Trifone 35,6. Nel primo luogo,

negli
I

come

dopo avere spiegato

demoni ingannino l'umanit

suscitando e le religioni idolatriche, e

gli

segue

infatti

chiamati demoni, che di


si sforzano
uomini dal Dio fattore e dal Cristo suo pri-

a nessun' altra cosa


respingere

le eresie,

mogenito /.al Toc p.sv Tvj^ yr,^ \s.r, TratpscrOai uvxalvou; Tot^ Y'/jCvo!.? x.a.1 yipoTvot'OTOt,; xpoTr'XioTav xal
Tcpo^ryXousi, To; \'7z\ ttv Ocojptav Oetwv p[/.<JavTa?
.

uTrex/.po'Jov-re?.

se

si

sic

Anche

rra'^siav Ij^vocHougiv.

qui,

tenga conto poi del significato che terrestre assume

presso tutti

scrittori

gli

e in genere,

cristiani,

mi

di

sembra

ne

del

mistici,

risulti

tempo, quello
pienamente
x^tp.
illuminato. Nel secondo passo, ad una difficolt mossagli da
Trifone, cio che vi sono dei Cristiani
quali non si pei

ritano di

mangiare

delle

carni

animaii

di

sacrificati

agli

Giustino risponde che vi sono in realt di tali Cristiani, ma che sono tratti in inganno dagli spiriti dell errore

idoli,

(1

Tim,

4,

sui falsi

^ che

profeti,

a loro proposito
lupi

si

rapaci (Mt. 24,.;

nendo in nome di Ges, insegnano


il

7,^5)

in verit

Signore.
E noi Cristiani non abbiamo nulla in
quali

wov
TOta

01

le

compiono
i

profezie

quali,, ve-

a bestemmiare

comune con

loro,

nondimeno XciTTiavo'j; auTOui; ^ycuffiv, ov rpcsv TC3?? s9vcrt r


ovo[x,a tou ^0u iTriYpacpo'jffi

jf^eipo-TwOirjToi;,

xal

ceninole,

xoivwvouci. Si traduca pure

le

xal

Qloii;

TsXe-Tat?

opere delle l&ro mani,

128

come questa versione

apparir chiaro

discosti dal

si

del test; mentre diviene molto migliore

scrivono

nome

il

del dio sxdle

senso
dice:

immagini.

significato della frase attribuita dai falsi, testimoni

II

Ges

viene dunque specificato e chiarito

accusa

di

salemme,

proprio

nei

rato per sollevare contro di

dall' attribuitagli

Tempio di Gerugiorni della Pasqua e dopo


mercanti. Lo strumento adope-

idolatria, o falsit,

e ci

episodio della cacciata dei

1'

quando

si

mossa

lui

al

l'indignazione popolare era

che non pu lasciar dubbio. Ma nello stesso

evidente
che nessuno dei primi seguaci di Ges,
tempo
nessuno di coloro che rammentavano detti come Matt. 5,^.,
d'

un'efficacia

nessuno dei membri


poteva fermarsi
nunciare parole

della primitiva comunit giudazzante,


pensiero che Ges avesse potuto prosimili. Ma
e qui la modesta indagine
sul

filologica
amplia un pochino
quando s' incominci ad
dna
corrente
affermare
comunque vogliamo chiamarla
si

nel Cristo vide non solo l' Annunciatore del regno, ma


Salvatore del genere umano, e che pertanto dalla propria
ogica interna era condotta ad allargare l' attivit missionaria,

che
il

a condurla fuori del giudaismo, anche della Diaspora, ed


a stabilire quasi un'antitesi, profonda se non irriducibile,
tra V economia antica e la nuova, allora ecco

fano

allo scrittore

dell'epistola agli

traverso S. Paolo e la sua

Ebrei

scuola

viene usata in riferimento


j(^tpoTCoCy)To;
senza
la minima esitazione.
giudaismo

Non

che da

S. Ste-

passando

la

qualifica

agli

istituti

possibile dire invece se la parola sia

stata

atdi

del

pro-

nunciata veramente da Ges, certo ad ogni modo, che


dei discepoli immediati dovette ritenere una
l' ambiente
simile attribuzione assurda; che

fermazione

di

in altri

termini

un'af-

questo genere doveva produrre su

di

essi

129

un'impressione non diversa da quella ch'era stata designata


la smentita

a fare sulla folla di Gerusalemme; tanto che


completa
sto

non
di

vag

la

il

va ancora pi
troppo grave
in

bestemmia

l.

L'offesa

anche

nella

testimoni sobillati e probabilmente subornati;

j^ipo7coi7)T05 diventa nel suo racconto

6 ou: frase questa che,


sinottici

e que-

testimoni sono falsi. Matteo, poi

mi sembra notevole
se

bocca
il

non sar male

appare soltanto qui.

xa7raXu(7o) subisce

Ed

un'altra

allo

ed

va; tou

notarlo, nei vangeli

stesso

attenuazione,

modo anche
in

^uva^at.

130

INDICE DEGLI APPELLATIVI DIVINI.

C)

fr.

'Ayv/t:o(;,

Yio?,

Ili,

svj.oi;

fr.

javaToc

7; 17,

I,

709.

46;

III,

([J-eV-^

lOi

III,

(Sacr-.Xsu'q) III,

III,

(.^ec)

48; 717;

tcv'vtcjjv

V, 76; (sl

^Jfl>

69^-

328; 582; 601; 617; 631; 679; 709;

711; 721: 759;

(Yv/]Tri<;

^'^')

56; 276; 600; 631I; 742;

(xxtaT/i;) III,

v5po>7ra)v) III,

iJieSeoov) III,

594;

604;

10;

('JcoT/ip) III,

35;

('^apu'xxuTro; opaviujv)

"/.eip?

17;

(ttev

cili:^

^ava-roio, III,

672; 676.

tS'.o:;,

V, 427

tuivio?,

X/i^r,;,

(Yeraoi?) V, 498,
(xTiOTTi?) fr.

Ili,

(Sv)V,

2771360;

itv Trap/oJV, V, 174fr.

V, 499;

iX7)5^ivo'c,

fr.

i|j.SpoToq,

111,

av:c^,

15;

Ili,

500;

II,

III,

3^<j;pxT0i;,

I,

20;

I,

IO.

fr.

Ili,

46.

283; 628; 693; V, 66; 277;

fr.

I,

11.

V, 352-

fr.

oloTOYevTJ?,
aToa>uvj!;,

III,

acfSapxo;,

fr.

a^iToc, V,

fr.

12;

iopato!;, III,

I,

8.

17.

12.
Ili,

17.

298; 358; 490: 497; 503.

BafftXeu? Ili,

48; 56; V, 499;

499; 616; 808.


^apufruTiOc;,

I,

V, 76.

fr. Ili,

42; (J0?

f/.e>? ^)

IH.

V, 284; 360; 406; 498;

rsve-cvp,

xai v^poJTCo>v) III,

{5(I)V

fr.

YVo>(jT7](;,

xoupavio?, IV, 51;

ZJv

ysveT/i? -rcavTwv

V, 284.

iv),

(av^pOJTTOJv) fr. I,

STIt(7X0U0?

278; (jocvaTO?

V, 500;

4.

I,

p-voi;.

(c5

(iuyoxpp'io? y.)

604.

vJpoJ'rewv) III,

"E^0)(_0(;

131

I,

IO

I,

15.

fr.

(Cfr.

TiaVSTriSKOTTOc;)

(cfr. opav'.oq).

() III, 763.

fr.

Hy^iTcp (t. xoff^awu)

fr.

KpaTcdv (aTtavTa)

fr.

Maxap,
jjLttptu;

I,

(cfr.

TiavToxp-iTwp).

(alwvioi; x.) fr. III,

io; 704;

III,

XTCffT'^*;,

17

I,

(vaoto fxsYtsTou)

I7

(-n:o(.yTOTp:j.O!;

x.)

V, 433.

1.

III,

fr.

(TiavTwv)

I,

4-

p-eV?, III, 735; (^20?) Ili, 19; 71; 91; 97; 162; 194; 246;

274; 490; 556; 557; 575; 584; 657; 665; 671; 687;

698
818

702; 717; 740; 773; 776; 781; 784;

(s'vao? Ts);
;

IV, 6

Xeu?) Ili,

163 V, 176
808.
616;
499;
;

25

406

500

(.&.

{a.

pa-ri-

fAovapxo?, Ili, li; 704.


livoa^

III,

571

Opavto?, Ili,
il

l,

[Jt..

19;

<^v)

fr.

(5so'<;) III,

I,

15

([/..

l\oypc

174; 247.

(cfr-

(ISv)

V, 284.

sitoupavio?

ed

seg.)-

opaviwv, V, 76; (ooj.vv oxSv) III,

li; V, 298;

fr.

807;

(al5ept vaiwv) III,

HI, 17; (o? TcAov olxst)

fr.

I,

11.


V, 352

riaveTcEffKOTtoi;,

fr.

TcaveTtoTcrr,!;,

fr.

7sav-oxpaTu)p,
TtavuTtepTaTOi;,
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fr.

Ili,

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V, 360.

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III,

I,

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4. (cfr.

I,

132

il

Seg.).

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V, 277

499

(cfr.

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35.

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I,

7.

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433

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574; 580; (^eo?)

(cfr.

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il

preccd,).

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(Yever/jp) V, 5^0.

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Ili,

719;

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INDICE
Introduzione

il

libro 111

...

Fag.

VII

IV

XXVIl

XXXIII

XXXIX

libro III

54

6S

104

II

107

III

108

il

il

libro
libro

Appunti

bibliografici

Gli Oracoli Sibillini tradotti:

il

il

libro

IV

il

libro

......

frammenti;
.

Appendici

A) Nero
E)

redivivus

Xsipo.-oirj-os

113
.

C) Indice degli appellativi divini

120

130

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Pastore di Erma.

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6. S. Ireneo.

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