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La percezione

La percezione un fenomeno pischico per il quale il cervello prende coscienza


della realt esterna rielaborando i dati sensoriali che arrivano dallesterno e
integrandoli con i dati mnemonici a sua disposizione. Per fare un esempio
possiamo pensare alla percezione come alla risoluzione di un puzzle nel quale
un insieme di elementi senza un apparente significato viene codificato e dotato
si significato.
Nel corso della storia della psicologia sono stati innumerevoli gli studiosi che
tentarono di dare una spiegazione unificante e completa a questo affascinante
fenomeno, si cercarono di stabilire in maniera obiettivamente scientifica i
meccanismi legati alla percezione stabilendo una idea base mediante il quale
sviluppare la propria teoria. Ogni scuola fu dunque diversa poich sub
influenze estranee rispetto alle altre, insieme allaver stabilito criteri base
differenti.
Noi possiamo elencare sinteticamente le principali teorie sulla percezione per
farci una idea su come questi criteri si siano evoluti nel corso degli anni.
-Una delle prime teorie fu la cosiddetta teoria empiristica; fondata da Hermann
von Helmholtz , un importantissimo scienziato tedesco di met-fine ottocento noto
per i suoi meriti nel campo della medicina e della fisica. Helmholtz si basava
sullassunto fondamentale che noi percepiamo il mondo esterno mediante delle
sensazioni elementari, la percezione nasce dunque dalla fusione di queste
sensazioni pi linferenza, cio la comprensione del mondo esterno mediante
lesperienza e lapprendimento.
-successivamente si svilupparono in quegli anni di fine ottocento diverse scuole
di pensiero sulla percezione, tra le quali opportuno annoverare la gestalt, di
Max Wertheimer e Wolfgang Khler, e lo strutturalismo, dove spiccano figure come
Wundt e Titchner
La gestalt, che in tedesco vuol dire forma, alla base di questa teoria sta
lassunto secondo il quel il cervello ordina i dati secondo degli schemi (forme)
dotate di significato. Dunque secondo la Gestalt lunificazione percettiva
avviene secondo il principio di pregnanza, cio secondo criteri di ordine,
simmetria e regolarit. Tanto pi le forme sono omogenee e simmetriche, tanto
pi risulter facile percepirle, inoltre coesistono altri principi gestaltici come
quello di vicinanza ( raggruppiamo elementi vicini), somiglianza, chiusura
( tendiamo a completare elementi mancanti di una figura) e continuit (diamo
la priorit ad elementi continui).

Diverso invece lo strutturalismo, in quanto, diversamente dalla gestalt


negava lunificazione percettiva e credeva che essa si potesse scindere in
elementi fondamentali, studiabili singolarmente in laboratorio, va detto che gli
strutturalisti arrivarono prima dei gestaltisti e che furono i primi a cercare di
dare un approccio scientifico alla psicologia, basandosi sulla fisica e sulla
chimica, studiando rigorosamente la psiche attraverso precisi sistemi e tabelle.

Uno dei primi problemi della psicologia ,anche odierna cercare di distinguere
ci che percepiamo da ci che la realt in effetti, un modo vistoso in cui si
manifesta tale differenza sono ad esempio le illusioni ottiche: la vista, per
quanto elemento fondamentale nella nostra percezione (si calcola che il 70%
delle informazioni sul mondo esterno arrivi dagli occhi) in non pu trasmettere
al cervello una riproduzione fedele della realt per un fatto molto semplice: pu
inquadrare la realt solo da una particolare angolazione (e quindi molti
oggetti e dettagli possono risultare nascosti) e ne d una rappresentazione
piatta. Con questo aggettivo si intende qualificare una rappresentazione
bidimensionale, cio una riproduzione su un piano di qualche cosa che si trova
in uno spazio tridimensionale. Sulla parete interna dellocchio (retina) una
realt tridimensionale viene schiacciata e deformata. Oggetto di interesse degli
psicologi la constatazione, della capacit della mente di andare oltre i limiti
imposti dallanatomia e che le distorsioni dellocchio vengono corrette dal
cervello. Noi vediamo una realt tridimensionale e non piatta, e non vediamo
certe deformazioni prospettiche che caratterizzano ad esempio fotografie e
disegni, cio riproduzioni bidimensionali simili a quelle che giacciono sulla
retina.