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Universit degli studi di Roma Tre Dipartimento di Informatica e Automazione

Teoria della Gestalt

Lorena Di Salvo

1. INTRODUZIONE ..................................................................................3 2. CONFRONTO TRA GESTALT E ATOMISMO ...............................................5 3. PERCEPTUAL GROUPING ......................................................................8 4. GESTALT AND COMPUTER VISION ....................................................... 16 5. DECLINO DELLA TEORIA DELLA GESTALT ............................................. 19 Riferimenti bibliografici .......................................................................... 22

1. INTRODUZIONE
La teoria della Gestalt, oggetto di analisi in questo documento, si pone nellambito delle scienze cognitive[1]. Allo scopo di comprendere meglio questa teoria, riportata una breve introduzione alla definizione di scienza cognitiva che cerca di spiegare perch certi stimoli provochino determinate risposte. Pi dettagliatamente, la scienza cognitiva ha due differenti significati; ci sono, infatti, due scienze cognitive: una scienza computazionale e una scienza cognitiva neurale. La scienza computazionale nata per prima, e pone le sue radici sullanalogia tra la mente umana e il computer, affermando che la mente un sistema computazionale come il computer. Questo ha portato ad uno stretto collegamento tra la psicologia e linformatica. Da un lato, gli informatici hanno cercato di dotare il computer di capacit e comportamenti tipici della mente umana (il computer in grado di riconoscere e riprodurre il linguaggio parlato, di riconoscere gli oggetti, di pianificare ed eseguire azioni..), su cui si basa la nascita dellintelligenza artificiale. Dallaltro gli psicologi hanno cominciato ad usare i concetti dellinformatica per analizzare, modellare e spiegare la mente, concependola come un sistema computazionale, di elaborazione dellinformazione. La scienza computazionale studia il rapporto tra gli stimoli e le risposte a questi stimoli attraverso la costruzione di modelli che sono algoritmi di elaborazione dellinformazione che girano sul computer, e che ignorano la macchina fisica che fa loro da supporto materiale. Negli ultimi 15-20 anni, la scienza computazionale si indebolita, a favore della nuova scienza cognitiva neurale e sono varie le ragioni di questo decadimento. Si arrivati alla conclusione che non si pu studiare la mente ignorando il cervello e pi in generale il corpo e ci ha portato ad una perdita di credibilit dellanalogia tra il funzionamento della mente umana ed il computer. Diversamente da un computer, la mente umana non solo cognizione, intelletto e capacit ma anche motivazioni, influenze del corpo e sensazioni. 3

La scienza cognitiva neurale utilizza come modelli per i suoi studi sul comportamento, il concetto di reti neurali[2]. Le reti neurali sono modelli teorici ispirati alla struttura fisica del sistema nervoso e al suo modo di funzionare e sono modelli simulativi, espressi cio tramite programmi per il computer, e apprendono con lesperienza. Il computer non pi un modello della mente ma diventa solo uno strumento pratico per fare le simulazioni. Tra gli stimoli e le risposte ora ci sono semplicemente il cervello e il resto del corpo. Il comportamento e la mente vengono interpretate come propriet globali di quel sistema complesso che il sistema nervoso. Si tratta di un sistema le cui propriet globali sono determinate dalle molte interazioni locali tra i suoi elementi (neuroni) e non sono deducibili o predicabili anche conoscendo alla perfezione gli elementi e le loro interazioni locali. La scienza cognitiva neurale prende spunto da varie scuole psicologiche, a partire da quella della Gestalt che la scienza computazionale aveva ignorato. E per esempio vicina alla visione della mente come sistema dinamico che caratterizza, come vedremo nei capitoli successivi la psicologia della Gestalt in quanto i sistemi neurali sono dei sistemi dinamici. In ultima analisi, la scienza neurale si differenzia da quella computazionale anche per lo spirito che c dietro questa teoria. Quella computazionale risulta essere ancora legata alla razionalit, al primato dellintelletto sulle emozioni e della mente sul corpo e ad una realt come sistema semplice in cui una causa produce prevedibilmente un effetto. Contrariamnte, quella neurale, fa delle scelte diametralmente opposte: non riconosce il primato dellintelletto sulle emozioni e della mente sul corpo, concepisce la realt come sistema complesso in cui molte cause producono effetti in modo imprevedibile.

2. CONFRONTO TRA GESTALT E ATOMISMO


La Gestalt era una scuola di psicologia tedesca e il termine Gestalt (intero,struttura) fu coniato dal filosofo Christian von Ehrenfels nel 1890. Nasce in opposizione alla teoria dellAtomismo [3,4,5,10,11]. LAtomismo analizzava le parti che componevano le varie entit, con lidea che queste potevano essere ricombinate insieme per riottenere lintero. Tale teoria era considerata analitica in quanto poggiava tutta sulla possibilit di poter risolvere il fenomeno psichico nei suoi elementi, affermando per questo motivo, che la realt del fenomeno psichico era una realt di elementi. Inoltre credeva nellindipendenza degli elementi dal contesto in cui si trovavano. LAtomismo, nonostante la chiarezza e la semplicit della sua formulazione, si rivel ben presto inadeguata a spiegare la complessit dellesperienza psicologica e tramite la teoria della Gestalt si dimostr limpossibilit di ridurre il fatto percettivo a pura associazione di fatti elementari. I teoristi della Gestalt, dallaltro lato, erano affascinati e interessati al modo in cui la mente percepiva gli oggetti, sostenendo che gli oggetti erano influenzati dal luogo in cui si trovavano e dallambiente che li circondava, ritenendo che il contesto era molto importante nella percezione. Credevano che la mente raramente combinava e organizzava le entit in modo indipendente dal contesto in cui apparivano. Inoltre davano una visione di intero diversa, riassumibile attraverso lo slogan della Gestalt: il tutto pi grande della somma delle sue parti. Quando si osserva una scena, non si ha una sensazione di luminosit o di contrasto ma si distinguono oggetti e sfondi. Mentre lAtomismo analizzava la percezione visiva in termini di features (caratteristiche elementari), la Gestalt enfatizzava il significato dellinterezza della sensazione. Questultimi osservavano che il riconoscimento di una configurazione basata sulla forma complessiva dello stimolo visivo piuttosto che sulle caratteristiche costituenti. Quando ci arrivano un certo numero di stimoli, noi non utilizziamo come regola lanalisi puntuale delle informazioni: siamo capaci di generare delle cognizioni in grado di interpretare nella sua 5

globalit la percezione e quindi anche il modo in cui questa viene suddivisa e definita. Gli psicologi della Gestalt sostenevano che lintero rappresentava qualcosa di pi coesivo e strutturato di un gruppo di particelle separate. Quando osserviamo un triangolo, lo vediamo non come tre linee e tre angoli ma come un oggetto unico, il triangolo. Sebbene la teoria della Gestalt, stata per pi delle volte, applicata alla percezione visuale, furono utilizzati anche esempi musicali per illustrarne il concetto base. Osserviamo che larrangiamento delle note musicali viene percepito nel suo intero come una melodia piuttosto che come una serie di note individuali. Infatti in una melodia, o nella visione di una figura fatta di linee e punti, secondo la teoria analitica, non si dovrebbero scorgere che un insieme di suoni o di punti diversamente associati. Variando tali suoni, e punti, dovrebbe variare anche il complesso. In realt come spiega la Gestalt, non cosi, perch si pu trasportare, ad esempio, la melodia ad un altro tono (variando cosi tutti i suoni) senza perdere traccia della melodia. Da questultimo esempio, si evince che lintero ha delle propriet che non risultano dalla semplice addizione dei singoli elementi, cio autonoma. La Gestalt ha cosi contribuito alla nascita della teoria cognitiva e allo studio della percezione visuale. La teoria della Gestalt, relativamente alla percezione, stata sviluppata nel 1910 da Max Wertheimer che viene considerato il suo fondatore ed elaborata in seguito da Wolfgang Kohler e Kurt Koffka. I seguenti esempi, uno dei quali fa uso anche di concetti matematici, mettono in evidenza le differenze tra le due teorie. La sommatoria un processo additivo e il contributo di un numero alla somma indipendente dalla posizione in cui si trova, vale infatti la propriet commutativa: 2 + 3 + 4 = 9 = 3 + 2 + 4. Qualsiasi posizione il 3 occupi, non comporta variazioni nella somma totale degli addendi. In contrasto con questo esempio, gli psicologi della Gestalt affermavano che era necessario considerare il contesto nel quale un elemento occorreva, per comprendere il suo contributo allintero.

Questi

due

concetti

riappaiono

nellosservazione

delle

due

seguenti

immagini[6]:

Figura 1

In entrambe le immagini, c un rettangolo pi grande posizionato tra due rettangoli pi piccoli. Si noti che il rettangolo centrale nella figura in alto, ha esattamente la stessa dimensione dei due rettangoli pi piccoli posizionati in basso. La corrente opposta alla Gestalt, posizionava il rettangolo pi grande in alto nella stessa classe di equivalenza dei due rettangoli pi piccoli in basso, perch esse avevano esattamente la stessa dimensione e la stessa forma, sottolineando lindipendenza degli elementi dal contesto in cui si trovavano. La Gestalt invece sosteneva che erano i rettangoli centrali di ogni figura ad essere visti come equivalenti poich essi si presentavano al centro di due rettangoli minori, sottolineando limportanza del contesto.

3. PERCEPTUAL GROUPING
I gestaltisti enumerarono molti fenomeni, (univocamente spiegabili solo dal punto di vista della teoria della Gestalt), a favore dei propri principi. Tali ad esempio, sono: tutti i casi di illusioni ottiche[7]; il rendimento percettivo non proporzionale ai singoli elementi, ma in funzione della totalit della figura. Di seguito mostrato un esempio che evidenzia il processo dillusione ottica. I quadrati pi piccoli allinterno di quelli pi grandi sono dello stesso colore grigio. Ma come possibile notare, il diverso sfondo dei quadrati pi grandi crea unillusione ottica poich condiziona il modo di percepire la luminosit dei quadrati interni. Il quadrato interno pi a sinistra sembra pi scuro di quello a destra e cosi via.

Figura 2

tutti i casi di figure ambigue e reversibili; le figure restano immutate ma il rendimento percettivo cambia. Sono figure nelle quali si ha una inversione tra figura e sfondo. Sono figure instabili e ambigue nelle quali si registra unalternanza periodica e regolare tra sfondo e figura. Nellesempio seguente, noi possiamo vedere o le due facce o il vaso.

Figura 3

i casi di movimenti apparenti in situazioni in cui in realt il movimento assente. Se proiettiamo successivamente in due punti di uno schermo di una figura, un cerchio luminoso, qualora la durata e la distanza di presentazione delle due proiezioni luminose rispondano a date condizioni, non vedremo apparire e sparire il cerchio immobile in due punti dello schermo, ma un cerchio solo che si muove dalla prima alla seconda posizione. Non c differenza tra questo movimento apparente e il movimento reale di un punto luminoso che si sposti dalluna allaltra parte delle due posizioni. La descrizione di un tavolo con sopra degli oggetti diversi gli uni dagli altri, quali: gomme da cancellare, libri, un registratore, ecc, dimostra il fatto che ogni oggetto rappresenta una unit a s e non si confonde otticamente con nessuno degli oggetti vicini. Come mai non vengono visti come unit unica, ma come unit separate? Si potrebbe rispondere che il motivo di questa separazione di oggetti risieda nel fatto che ce ne siamo sempre serviti come di cose a s stanti, sempre una alla volta, per cui abbiamo tratto lesperienza della loro delimitazione individuale. Noto che tutto ci che familiare immediatamente si stacca dal fondo degli altri oggetti e si isola. Nella stessa situazione oggettiva, un tecnico pu vedere molti oggetti che ad un profano sfuggono: ci dipende dal riconoscimento di ci che noto. 9

I gestaltisti non accettano questa risposta. Non riconoscono in essa la causa primordiale della separazione degli oggetti nel nostro campo ottico quali unit distinte. Infatti, essi escludono linflusso dellesperienza passata[8] sottolineando la primitivit del fatto percettivo consistente nellimmediata organizzazione dei dati sensoriali. Essi sostenevano che cerano dei fattori che agivano indipendentemente dalla nostra esperienza passata e che determinavano lorganizzazione degli oggetti in unit separate. Questi fattori che determinano lorganizzazione del campo visivo in unit separate ed autonome il costituiscono punto i Principi della della Gestalt, teoria che della rappresentano focale

Gestalt[9,10,12,13,14,15,16,17,17b]. Questi principi permettono di spiegare il fenomeno del grouping, legato al modo di percepire ed interpretare un campo visivo e inteso come struttura comprendente oggetti e spazio. Da questo punto di vista, un grouping pu essere un punto, una regione, un oggetto, ecc. La percezione, insieme allattenzione[18,19], il primo processo cognitivo che fa da interfaccia tra ambiente e individuo. La percezione ha un carattere di totalit, e non pu spiegarsi con i vecchi schemi della psicologia analitica, ma invece governata da leggi strutturate. Di seguito riportato il primo stadio dellelaborazione dellinformazione che si conclude con la Percezione [19b]: Input Ambientale (Stimolo) Registro Sensoriale (Stimolo, Organi di Senso) Selezione Tramite Attenzione Selettiva dellinput Interessante Percezione-Riconoscimento

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I principali fattori che determinano il raggruppamento percettivo, e la composizione di elementi in interi, che rappresentano i principi alla base della teoria della Gestalt sono: -IL RAPPORTO TRA FIGURA E SFONDO: ci permette di leggere limmagine, attraverso la separazione della figura dallo sfondo. Gli elementi simili (figura) sono contrastati da elementi dissimili (sfondo), dando insieme limpressione di intero.

Figura 4

In questa figura, il faro limmagine che spicca maggiormente e che quindi viene catalogata come figura mentre le linee orizzontalo celesti sono percepite come sfondo. Il tutto rappresenta lintero che viene percepito. -CHIUSURA: il nostro occhio tende a completare gli spazi vuoti e le forme non chiuse. Noi tendiamo a vedere le immagini complete persino quando una parte dellinformazione mancante.

Figura 5

Sebbene il cerchio in alto non sia unito, noi lo percepiamo come un cerchio e questo per il principio della chiusura. -CONTINUAZIONE: lorganizzazione della percezione porta lo sguardo a proseguire lungo e oltre una linea retta o una curva. 11

Figura 6

In questa figura, distinguiamo due linee: una da a a b e una da c a d. In realt questo grafico potrebbe rappresentare un altro insieme di linee: da a a d e da c a b. Tuttavia, pi probabile che si tenda ad identificare il primo gruppo di queste linee che hanno una migliore continuazione rispetto al secondo dove presente un ovvia torsione. -PROSSIMITA: il raggruppamento percettivo favorito dalla vicinanza tra loro delle parti. Tendiamo a identificare come gruppi elementi vicini tra loro. Questa legge da tenere in considerazione quando limmagine gioca un ruolo importante nellabilit di interpretare il messaggio che si nasconde dietro.

Figura 7

Questa figura, a dimostrazione di questa legge, non viene vista come un insieme di righe ma piuttosto come un insieme di colonne. -SOMIGLIANZA: elementi visivi simili verranno raggruppati sulla base della forma, della grandezza, del colore o della direzione.

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Figura 8

In questa figura, i cerchi pi grandi vengono raggruppati insieme perch sono accomunati dalla stessa dimensione e quindi sono pi portati ad essere percepiti come un gruppo. -COMUNE DESTINO: quando gli oggetti si muovono nella stessa direzione, tendono ad essere percepiti come una entit unica. -PARALLELISMO: linee parallele tendono ad essere raggruppate insieme

Figura 9

-REGIONE COMUNE: figure che si posizionano allinterno di una stessa regione chiusa tendono ad essere percepite insieme

Figura 10

-SIMMETRIA: questo principio descrive listanza nella quale si percepisce lintero di una figura rispetto alla percezione delle parti singole che la costituiscono.

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Figura 11

Osservando la figura, si vedono due rombi sovrapposti o tre oggetti: un piccolo rombo e due irregolari oggetti sopra e sotto di esso? Secondo il principio di simmetria, si percepiranno probabilmente due rombi sovrapposti Le propriet descritte, non sono indipendenti tra di loro, ma sono fortemente correlate, cosicch la percezione finale una combinazione di tutte queste propriet che agiscono insieme. In conclusione, secondo i gestaltisti: gli oggetti si presentano quali forme o totalit a s stanti la cui organizzazione in unit dovuta a diverse condizioni che ne regolano dinamicamente la formazione; questo processo un allesperienza passata; le parti hanno senso unicamente se viste in funzione del tutto. Una parte in un tutto unaltra cosa, rispetto ad una possibile sua appartenza ad unaltra entit. tanto pi i principi sono marcati nelle varie unit, tanto maggiore la probabilit che hanno dimporsi alla nostra percezione. Queste leggi hanno la funzione di aiutarci a percepire il mondo e inoltre entrano anche a far parte della nostra comunicazione quotidiana. Infatti ci processo originale, che non fa riferimento

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riferiamo a collezioni di oggetti abitualmente gi solo quando li indichiamo e diciamo quelli o quelle cose.

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4. GESTALT AND COMPUTER VISION


I campi dellintelligenza artificiale e della computer vision, hanno lavorato per anni, cercando di simulare il sistema di percezione umano allo scopo di dare ai computer le stesse capacit percettive umane[20]. Ad un computer, unimmagine non niente pi che una matrice di numeri, indicante le diverse gradazioni di grigio (per le immagini bianche e nere) o valori RGB (per le immagini a colori) che portano alla visualizzazione dellimmagine. La Computer Vision[21] richiede di esaminare unimmagine dinput, determinando quali componenti dellimmagine sono rilevanti e quali no, classificando le parti rilevanti dellimmagine come un oggetto conosciuto. Ci sono una variet di strategie della computer vision, molte delle quali si basano sui principi della Gestalt. Nella seguente tabella sono riportate alcune di queste strategie[22,23,23b,23t,23f]:

Segmentation Strategy
Thresholding Region Growing Morphological Methods Statistical Methods Edge-Detection / Edge-Linking

Gestalt Principles
Figure/Ground Proximity, Similarity Continuity and Closure Similarity Continuity and Closure

In generale, la segmentazione una tecnica che riguarda lanalisi automatica dimmagini e consiste nellestrazione di features (colore, intensit, dimensione..) da unimmagine. Questa strategia pu comprendere tecniche di tipo contestuale che utilizzano relazioni tra le varie features quali ad esempio, la prossimit e tecniche di tipo non contestuale che ignorano le relazioni che possono esistere tra features di unimmagine. Di seguito riportata una breve descrizione di alcune strategie di segmentazione riportate nella tabella.

THRESHOLDINGS
E una tecnica non contestuale e la forma pi semplice e comune quella basata su un certo numero di valori di grigio. I livelli di grigio sono mappati su 16

altri due valori, di solito il nero e il bianco. Una semplice funzione utilizzata quella che mappa i valori di grigio sotto un certo livello, sul nero e sopra un certo livello, sul bianco. Questa tecnica pu essere usata per dividere limmagine in sfondo e figura. Pi sono i livelli utilizzati nella tecnica e pi regioni sono delineate. Limmagine seguente pu utilizzare un thresholding in due livelli di grigio: bianco e nero.

Figura 12

EDGE-BASED
Questa tecnica di tipo contestuale e per derivare le regioni pi significative si usa una tra le due seguenti tecniche: trasformata di Hough e relazione di Edge. Le trasformate di Hough[24] sono usate per rilevare forme regolari allinterno delle immagini come linee rette e cerchi, infatti permettono la ricerca nelle immagini di pattern di forma parametricamente nota. Questa trasformata serve per descrivere non tanto un oggetto, quanto forme che possono variare per traslazione, dimensione e rotazione. Il tipo di forma deve essere quindi conosciuta.

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La classe di algoritmi basati sulla trasformata di Hough, ha lo scopo di cercare forme descrivibili con parametri, trasformando lo spazio immagine in uno spazio di parametri che permette lindividuazione di pattern conosciuti. Si basa sulla trasformazione di tutti i punti costituenti una immagine, in punti di un nuovo spazio, detto spazio di parametri. La trasformata di Hough generalizzata permette invece di riconoscere qualsiasi forma parametrica. La relazione di Edge una tecnica usata per riconoscere forme irregolari come quelle che occorrono nelle immagini naturali. Questa tecnica tiene conto del contesto locale per decidere se un bordo a o vicino ad un particolare pixel.

REGION GROWING
E una tecnica non contestuale[25], che si basa sulla divisione dellimmagine in regioni, in maniera che alcune condizioni siano soddisfatte. Tutti i pixels nellimmagine devono essere assegnate ad una regione e ognuno di essi pu appartenere ad una sola regione. Inoltre ogni regione deve essere connessa alle altre nellimmagine. Gli elementi di una regione sono simili se includono per esempio, una simile luminosit e struttura.

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5. DECLINO DELLA TEORIA DELLA GESTALT


Recenti ricerche[26] mostrano che in alcuni casi, lattenzione visiva seleziona distinti oggetti, e non solo, come si sempre sostenuto, riguarda la selezione di intere regioni dello spazio. Questi oggetti distinti vengono elaborati, culminando Queste nel loro riconoscimento. partono dalla Gli oggetti selezionati sono raggruppamenti percettivi determinati per mezzo dei principi della Gestalt. considerazioni, constatazione che lorganizzazione percettiva occorre allinterno dellattenzione. Successivi studi ed esperimenti hanno analizzato linterazione tra percezione e intuizione, giungendo a differenti conclusioni che hanno portato ad un declino della teoria della Gestalt. Il punto di forza delle nuove ricerche che lorganizzazione percettiva non occorre allinterno dellattenzione visiva ma che semplicemente lattenzione pu influenzare il raggruppamento percettivo. Inoltre, a partire da questo, sono stati individuati ulteriori problemi della teoria della Gestalt. In primo luogo, i principi della Gestalt non distinguono tra oggetti e gruppi di oggetti e ignorano il ruolo della conoscenza nellorganizzazione percettiva. Per esempio, questi principi non possono spiegare perch le persone che non conoscono la seguente figura[27] che rappresenta limmagine di un cane dalmata, di solito non riescono ad individuare la struttura significativa allinterno dellimmagine, mentre le persone che la conoscono, non solo individuavano il cane facilmente ma riescono a identificare i diversi punti neri indistinguibili come un cane, un marciapiede e lombra di un albero.

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Figura 13

Allo scopo di risolvere questi problemi, un modello dellorganizzazione percettiva deve mostrare come la percezione e lattenzione interagiscono tra loro per formare oggetti e deve mostrare come la conoscenza influenzi la formazione Recenti degli oggetti senza pretendere un pieno riconoscimento linfluenza delloggetto stesso. studi sullattenzione basata sulloggetto dimostrano dellattenzione nel raggruppamento percettivo. In uno di questi esperimenti, agli osservatori veniva mostrato un display raffigurante due gruppi di punti identici. Un insieme di punti era statico mentre gli altri punti del secondo gruppo si muovevano allunisono seguendo una traiettoria ellittica, sovrapponendosi alla locazione dei punti statici. Durante ogni prova, due dei punti nel display cambiavano colore dal grigio chiaro ad uno dei due colori (o rosso e verde o blu e giallo). I punti target erano localizzati o entrambi nel gruppo statico, o entrambi nel gruppo in movimento, o uno in ogni gruppo. Agli osservatori era richiesto di determinare se i punti target erano dello stesso colore. In alcune prove, gli osservatori dovevano focalizzare la loro attenzione su un solo gruppo di punti, mentre in altre prove, dovevano diffondere la loro attenzione allintero display, evitando di focalizzarsi su uno specifico gruppo. Quando gli osservatori guardavano

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lintero display, rispondevano pi velocemente se i punti target si trovavano nello stesso gruppo piuttosto che se si trovavano in entrambi i gruppi. Quando gli osservatori si focalizzavano su uno solo dei gruppi, le loro risposte erano pi veloci quando entrambi i target apparivano nel gruppo di interesse, e pi lento quando uno o entrambi i punti apparivano nellaltro gruppo. La conclusione di questesperimento stato che le strategie di allocazione dellattenzione influenzano il grado in cui i multipli gruppi percettivi sono percepiti.

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