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I LIMITI DELLA DEMOCRAZIA COMUNALE

La definitiva conquista del potere da parte della borghesia comunale si


concluse con la completa disfatta dei nobili, con la distruzione dei loro
possedimenti e delle loro case e con norme rigidissime che escludevano la
partecipazione dei feudatari dalla vita dei comuni.
La nuova struttura politica, come sappiamo, si consolid in molte citt italiane
del centro-nord intorno alla met del '200. Essa definita democratica e
popolare perch coinvolse una buona parte dei cittadini che si dedicavano alle
attivit professionali, commerciali, artigianali e manifatturiere (le arti), ai quali
spettava di eleggere i propri rappresentanti e di ricoprire ogni carica
amministrativa.
Ma questa forma democratica del piccolo stato comunale comportava
grandi limitazioni nei confronti della maggioranza della popolazione, costituita
fondamentalmente dalla plebe urbana e della massa contadina, spesso prive
non solo dei diritti politici (come i nobili), ma anche di quelli civili.
La democrazia comunale, ha scritto Roberto Sabatino Lopez, non poteva
essere egualitaria perch ci avrebbe sconvolto tutto l'ordine dato da Dio che,
secondo l'opinione religiosa del tempo, aveva creato gli uomini disuguali e
subordinati in senso gerarchico in base al loro valore, che non derivava pi
dalla nascita, come nell'et feudale, ma dalle possibilit economiche, dalla
ricchezza, dal denaro. Su una popolazione media di 20.000 abitanti stato
calcolato che al massimo fossero circa 4.000 gli aventi diritto al voto. I
lavoratori dipendenti dalle societ artigiane e manifatturiere (laboratores o
laborantes o operarii) erano sottoposti a regolamenti molto limitativi. Non
potevano associarsi neppure per interessi religiosi; non potevano lavorare per
altri imprenditori, n cambiare mestiere; dovevano dare garanzie sul lavoro e
rispondevano di ogni danno arrecato alla produzione. La loro assunzione era
limitata nel tempo e potevano essere licenziati in qualsiasi momento.
Per quanto riguarda i contadini, le loro condizioni di vita non erano migliori di
quelle operai; era costume della gente di citt tenere loro le distanze perch
erano considerati rissosi e ignoranti. Se una buona parte dei contadini
rimaneva soggiogata attraverso la servit ai signori feudali, l'altra parte, che si
era affrancata fuggendo verso le citt, si era ben presto ritrovata sottomessa ai
nuovi padroni. Era andata a lavorare nei terreni o nei borghi agricoli che i
comuni avevano confiscato o la borghesia aveva acquistato dai nobili del
contado. Inoltre il comune utilizzava i contadini per formare quelle truppe che
gli servivano a combattere e sconfiggere le resistenze degli stessi signori
feudali. In breve, i contadini non avevano acquistato n libert n indipendenza
nelle citt, ma erano passati da una servit all'altra.