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RAPPORTI GIURIDICI Ciascuna situazione giuridicamente rilevante costituisce oggetto della combinazione fra una norma direttiva ed unaltra

sanzionatoria. Ci prevede un certo tipo di rapporto (r.g.), che intercorra fra 2 o pi soggetti (sogg.g.) in relazione ad un bene della vita sociale (ogg.g.). Per effetto di ci si determinano situazioni attive, che permettono di pretendere losservanza dellobbligo a carico del sogg. passivo, e passive (obblighi o doveri), che consistono nellimpegno ad obbedire alle norme direttive (obbligo), e in caso contrario di sottostare alle eventuali sanzioni. Rapp.giuridici assoluti; intercorrono tra 1 o pi sogg. attivi e tutti gli altri sogg.g., i quali sono tenuti a sottostare al sogg.attivo. Relativi: intercorrono tra 1 o pi sogg. (attivi o passivi) che devono avere un comportamento satisfattorio nei confronti dei sogg. attivi e passano, in caso dinosservanza ad essere sogg. passivi di un rapp. di responsabilit. Di debito (assoluti o relativi) consistono in un vincolo che si costituisce per effetto di un fatto giuridico involontario, cio non determinati dalla volont degli attuali o futuri titolari del rapp.giuridico che influenzano. Di responsabilit (relativi, mai assoluti), vincolo che si pone a carico di uno o pi soggetti passivi determinati, a titolo di responsabilit, per aver compiuto atti illeciti (prevede il risarcimento, cio un rapporto giuridico ad esecuzione coatta), questi ultimi due prevedono rapp.giuridici ad esecuzione libera, che prevede la pretesa del sogg.attivo del rispetto dellobbligo del sogg.passivo. Pubblici, relativi allesplicazione delle funzioni di governo e privati, per il soddisfacimento dinteressi estranei alla politica. IL DIRITTO ROMANO ARCAICO E ORDINAMENTO DELLA CIVITAS QUIRITARIA Le origini della civilt romana risalgono alla met del VIII sec.a.c., epoca in cui ebbe inizio la formazione della societ romana. Da allora, essa mantenne inalterate alcune caratteristiche inconfondibili, tant vero che i primi 4 sec.della storia romana si conoscono come civilt quiritaria. La ragione per cui lo stato fu considerato un unicum in differenziabile va ricercata nella struttura che fu essenzialmente quella di civitas, e la sua cittadinanza ristretta ai soli membri delle gentes patriciae, cio ai Quirites; questo stato, quindi, diverso da quello formatosi nei secoli successivi, cio della vera e propria repubblica. I Quirites, erano di stirpe latino-sabina, subirono in un primo momento le famiglie etrusche. Gletruschi appartenevano ad una stirpe non aria dellAsia Minore. Impadronitisi della Toscana (poi Etruria), assorbirono facilmente gli italici, grazie ad unorganizzazione politico-religiosa efficiente e di unesperienza di civilt arricchita dai contatti coi Greci. Essi si riversarono rapidamente nella pianura padana e nellentroterra campano. Vinti gli etruschi, essi dovettero combattere con i Latini, facendo largo ricorso, per integrare lesercito, alla massa di residenti non quiriti, denominata plebs, che si trovava in posizione di sudditanza e quindi esclusa dal governo cittadino. Convinta della propria indispensabilit, la plebs si riun internamente, mettendo in atto una vera rivoluzione contro i quiriti, riuscendo poi ad ottenere lequiparazione degli stessi nellambito di un nuovo stato patrizio-plebeo, la Respublica Romanorum. Altro elemento

essenziale che caratterizz il fenomeno della

civitas, oltre al riconoscimento della

cittadinanza ai soli patrizi, fu la concentrazione dei cives in un piccolo centro urbano (urbs) dominato dallacropoli (arx, parte + alta e fortificata di una citt, comprendente anche edifici religiosi) e circondato da un contado (villaggio); questi era il territorio dellantica civitas. Nella c.q. i cittadini erano esclusivamente i Quirites o patricii, raccolti in un certo numero di gentes, che avevano fondato Roma o erano discendenti. Essi si divisero in 3 categorie:

Cives di piena capacit, ammessi a partecipare a tutte le funzioni di governo della civitas ed in particolare a far parte del senatus Cives di capacit limitata, ammessi soltanto ai comitia curiata, ed esclusi dalle altre funzioni di governo (maschi delle familiare sottoposti alla potestas del pater familias)

Cittadini nominali (mulieres) assoggettate alla potestas di un pater familias senza prospettive di liberazione.

In una posizione di sudditanza vi erano i plebeii e i clientes. I clientes (da clire, obbedire) erano sudditi delle singole gentes quiritarie (o gruppi gentilizi), ed erano tenuti ad obbedire solo ad un pater familias, cui erano fiduciariamente affidati e dal quale ricevevano in cambio della protezione (patronatus). Qualora il cliente avesse tradito o abbandonato la gens o viceversa, sincorreva in un illecito gravissimo, perch si spezzava la fides, cio il rapporto fiduciario, dando luogo alla sanzione, la sacerta; il pater, qualora fosse stato tradito, poteva sacrificare il cliente Essi portavano il nomen gentilicium e partecipavano ai culti, e davano aiuto ai fini delleconomia della gens. I plebei erano tutti quelli che non avevano nobili origini; le famiglie residenti nel contado, le trib rustiche ecc. Al di fuori vi erano gli stranieri o nemici (hostes), potenziali avversari della civitas. Nella civilt quiritaria erano conosciute due forme aggregative: la familia e le gens. La familia romana regolava i rapporti interni in base al criterio delladgnatio (ad natus, nato dopo), cio il pater gentis, che dettava leggi, irrogava sanzioni, era padrone assoluto di vita e di morte dei suoi sottoposti. Queste regole erano dettate dai decreta gentilicia. Quindi, lord.g.era composto, oltre che dei decreta, anche dai mores, cio le consuetudini. La gens pu essere accostata alla nozione di stato perch comprendeva una sua popolazione perch era composta di pi famiglie. Inoltre, alle gens si univano anche i sudditi, cio i clienti. Il governo della civitas quiritaria fu di natura patriarcale, e fu un tipo di governo chiuso, cio al quale erano ammessi solo determinati cittadini. La partecipazione alla vita politica era consentita solo ai Quirites, e la capacit a pieno titolo riconosciuta solo ai patres familiarum, membri del senato. Organi del governo quiritario furono: il rex, il consiglio superiore direttivo (senato), lassemblea popolare (comitia curiata) e gli uffici esecutivi e direttivi. Nella fase latino-sabina il rex era il capo civile e religioso e rappresentava il fiduciario dei patres. Il senato nacque dalla stabile e costante riunione dei patres gentium. I Comitia curiata erano le assemblee dei membri delle

gentes. Nella fase etrusco-latina il rex acquis maggiori poteri, soprattutto militari (imperium), il senato fu costituito anche dai pater familiarum, e i comitia curiata furono convocati anche solo per ricevere il formale impegno dobbedienza al rex nominato. Nella fase di crisi, il rex mantenne solo i poteri religiosi, poich lesercito, formato anche dai plebei, assunse le funzioni dassemblea popolare. I comitia curiata persero importanza e vitalit e al senato furono ammessi anche i filii familias. LA FASE LATINO-SABINA (VIII-VII sec.a.c.) Loriginaria organizzazione sociale del Lazio antico fu incentrata sui pagi o villaggi, uniti da vincoli di sangue, interessi economici, politici, religiosi e militari. Intorno ad essi nacquero gruppi sociali complessi, le gentes, che assunsero il controllo dei villaggi, organizzati in strutture gentilizie. Da essi, con lunione con la componente etrusca, nacquero i Quirites, parola di definizione Sabina che indica i cittadini raggruppati in curiae (trib). Questa civilt fu elementare, con leconomia basata sulla pastorizia, per cui la ricchezza privata era data da mandrie e greggi (pecunia, da pecus, bestiame) e agricoltura estensiva, mentre tutto il potere politico era nelle mani dei patres della gentes, e da un rex da loro stessi nominato. La vita sociale e politica si svolgeva attorno alla famiglia, sotto un pater e intorno alle gentes, costituite dallunione di queste. FASE ETRUSCO-LATINA (VI SEC.a.c.) Per effetto della dominazione etrusca, la comunit sorganizz in polis, e si difese con un nuovo tipo desercito, lexercitus centuriatus, al quale fu chiamato a partecipare anche la plebe, dedita alla coltura intensiva e allattivit agricola, attraverso le quali raccolse i capitali per affiancarsi ai patrizi. Fu collegata lautorit del rex al comando militare (imperium), che divent magister populi FASE DI CRISI DEL SISTEMA QUIRITARIO (V-IV SEC.a.c.) Le istituzioni originarie della c.q. (rex, patres, comitiva curiata) furono offuscate, sul piano politico, dallexercitus centuriatus patrizio-plebeo, sul quale esercitava notevole influenza il praetor. Il rovesciamento della monarchia a Roma, insieme con la dominazione etrusca, sarebbe avvenuto nel 509 a.c. Da ricordare la storia della violenza subita da Lucrezia, moglie di Collatino, ad opera del re Tarquinio, che fece infuriare il marito, il quale, insieme a Bruto, capeggi la rivolta che port al traumatico rovesciamento dellistituto monarchico. I Tarquini, separarono i plebei in 2 categorie: quella degli operosi e quella degli scioperanti, adottando diversi atteggiamenti. I plebei operosi furono mandati a dirigere i lavori pubblici o in reparti scelti dellesercito; quelli scioperanti in prima linea. Essi inoltre fecero molti lavori allinterno di Roma (le prime condutture, i ponti) e svilupparono lurbanistica e il settore militare. Ma, nonostante ci, il declino della monarchia avvenne cmq. Bruto e Collatino non comandarono per molto Roma per dissidi interni. Infatti, quando alcuni nobili filomonarchici, tra i quali il figlio di Bruto, tentarono di ripristinare la monarchia richiamando il re Tarquinio, Bruto represse la rivolta in maniera violenta (uccidendo, tra laltro, anche il figlio). Il collega non approv il modo in cui aveva

agito Bruto e dopo essersi allontanato, fu mandato in esilio. Con il rovesciamento della monarchia, il posto del re fu preso da una coppia di consoli, perch si voleva evitare di proporre una figura unica, perch la collegialit doveva dare limpressione di un cambiamento costituzionale. La derivazione della coppia consolare deriv dai due praetores consules, cio i due capi della legio dellesercito. Consules, cio colui che consulta, perch bisognava consultarsi con un collega per raggiungere un accordo. Cause della crisi furono sia nella politica estera sia interna. La politica estera risent delle battaglie con etruschi e latini, che vietarono a Roma di attuare una politica espansionistica nei confronti di Cartagine e dei Volsci. Fu necessario stringere alleanze con questi per riconquistare Veio, territorio etrusco, citt strategica che collegava Roma e il mare. I romani vi riuscirono nel 396, ma nel 400 a.c.dovettero affrontare i Celti, orde del Nord che riuscirono ad entrare in Roma, per la cui liberazione fu necessario il pagamento di un oneroso tributo. La politica estera s riflett anche su quellinterna, dato che la plebe, esclusa in blocco dalla civitas, priva di cittadinanza, e senza essere soggetti giuridici n per il diritto pubblico che per quello privato, si rese conto dellimportanza che aveva per lesercito e cominciarono le loro rivendicazioni.

Ottenere la distribuzione di terre pubbliche, perch la plebe reclam ed ottenne lassegnazione daltri terreni, poich vi fu una flessione nellatt.artigianali, per cui si rese necessario il ripiego su atti agro-pastorali.

Unequiparazione giuridica con i patrizi nel seno dellexercitus centuriatus e lutilizzazione di questultimo come assemblea cost, fatta di votanti patrizi e plebei, e leleggibilit di questultimi. Essi ottennero che 1 dei 2 consoli, da eleggersi dai c.centuriata, potesse essere plebeo, per difendere gli stessi da ingiustizie secondo la auxilii latio, cio facolt di portare7 aiuto. Ci, dopo la 1guerra di secessione, fu concesso dal Senato.

Il problema dei debiti. I plebei nerano oppressi, in quanto non riuscivano a pagare n il capitale, n gli interessi, ed erano costretti a riscattarli lavorando. Ci port ad una duplice rivendicazione: la mitigazione di queste sanzioni, in quanto questesecuzione personale dei debiti era pesante; ed una cancellazione degli stessi. Solo nel 326, la Lex Poetelia Papiria mitig il sistema, stabilendo per solo che il debitore non doveva essere incatenato. I metodi di lotta per ottenere queste rivendicazioni furono le secessioni o scioperi, cio lallontanamento in massa della plebs nei momenti di notevole bisogno.

Per far fronte a tutte le rivendicazioni della plebe e di garantire leliminazione dei soprusi, furono pubblicate le leges XII tabularum, cio formulate e pubblicate le linee generali dellordinamento, che il collegio decemvirale era riuscito a mettere insieme. IL REX E LE MAGISTRATURE DELLA CIVITAS QUIRITARIA Prima del 509, il governo romano era costituito da 3 elementi fondamentali: il rex, i comitia curiata e il senatus. I suoi poteri subirono delle variazioni nel passaggio dalla monarchia

latino-sabina allet etrusca. La carica regia era: religiosa, essendo compito del rex assicurare la pax deorum e raccogliere gli auspici degli dei; monocratica nel senso che poteva essere ricoperta da una sola persona; e vitalizia, cio durava fino alla morte del re salvo spontanea abdicatio. Essa durava ininterrottamente salvo il periodo, di 5 giorni, del regifugium, in cui il rex era sostituito dallinterrex. Quando il re moriva, dato che la monarchia non era ereditaria, bisognava eleggerne uno nuovo. Nel lasso di tempo in cui bisognava individuare il nuovo rex, i senatori provvedevano ogni 5 giorni allelezione dellinterrex, finche i patres non trovavano un accordo sul nuovo re. Una volta individuato, egli era presentato al popolo, e successivamente si procedeva allinauguratio, cerimonia religiosa con la quale sinvocavano il favore degli dei. Poi si procedeva ad una delibera molto importante, la lex curiata de imperio, venuta in uso nella fase etrusco-latina. Essa serviva a conferire al rex, limperium, cio il comando militare dellexercitus in battaglia, quindi divenne magister populi. Egli si avvalse dalcuni funzionari; i centuriones, capi delle centurie; i tribunus celerum, al di sopra dei centuriones, capi della cavalleria; i 3 (poi 6) tribunum militum, ufficiali di stato maggiore, che assumevano la direzione tattica. Funzioni civili furono: la direzione della vita nella civitas che confer al rex una limitata attivit normativa (leges regiae). La coercitio dei recalcitranti allimperium era un potere di polizia rientrante nella potestas, esplicava per mezzo dei lictores e consisterva nellinflizione di una multa, lincarcerazione preventiva ecc. La iurisdictio (funzione giurisdizionale), cio lintervento nelle liti private per affermare lautorit dello ius vigente nella comunit, si esplicava su richiesta del privato, affiancandola allo ius vigente. La repressione criminale si riferiva a quei crimini che avevano intaccato la pax deorum e fu usata per il parricidium, cio luccisione del pater familias, e la perduellio, cio nel tradimento della civitas e prevedeva la decapitazione. Con la crisi della civitas, il re divenne semplicemente rex sacrorum. Non fu pi magister populi ma magistratus, cio una carica laica. Si distinsero:

Magistratus maiores (cat.superiore) quelli forniti di potestas ed imperium (cum imperio) Magistratus minores (cat.inferiore) quelli cui si riconosceva solo 1 potestas (sine imperio)

Vi furono magistrature ordinarie e straordinarie. Magistrature ordinarie, considerate proprie dellordinaria vita della civitas e perci rinnovate annualmente, con a capo il praetor. La sua figura divent progressivamente autonoma, fino a diventare capo di tutto il populus romanum quiritium anche al di fuori dellambito militare, nel periodo di crisi; pi tardi, con la duplicazione della legio, essi divennero 2, ma sempre con decisioni autonome. Magistrature straordinarie, facendovi ricorso in momenti di speciale bisogno nominando, per mezzo del praetor, il dictator, che aveva specifiche funzioni militari (guerre estere) e dordine pubblico. Vi erano poi i decemviri legibus scribundis, svolgenti funzioni consultive; i tribuni militum; i censores, che avevano il compito di

verificare il censo individuale I sacerdotes, pur essendo estranei allorganizzazione del governo quiritario, svolsero notevoli compiti ausiliari nelle funzioni di governo, subordinate alla pax deorum, svolgendo funzioni religiose dinteresse pubblico. I 3 massimi collegi sacerdotali furono:

I pontifices, dapprima in 3 poi 5 pi il rex sacrorum, che si assicuravano che la vita cittadina si svolgesse in conformit alle esigenze poste dalle divinit protettrici della civitas.

Gli ugures, arbitri della delicata scienza deglauspici, che condizionava linauguratio. I duviri sacris faciundis, custodi dei sacri libri sibillini I COMITIA CURIATA

Erano lunica assemblea cost.dei cittadini romani, collegate alle curie, composte da 30 persone. Esse erano composte dai patres gentium e dai patres familiarum, dai clienti e dai plebei. Le attribuzioni deliberative furono 3: una funzione elettorale, un 1voto per lapprovazione del rex, e un 2voto per il riconoscimento dellimperium allo stesso (lex curiata de imperio); una funzione legislativa, consistente nella votazione delle leges normative proposte dal re (leges regiae); giurisdizionale, cio commutare la pena di morte del condannato. I motivi delle adunanze furono: per le funzioni religiose della civitas, per linauguratio del rex, per la lex curiata de imperio ecc. la fase di crisi della civitas quiritaria fece emergere unassemblea extracostituzionale molto influente e rivoluzionaria, di cui si avvalse la plebe per ottenere concessioni allinterno della civitas; i concilia plebis tributa. Nacquero allo scopo di riunire le trib di plebei per concordare insieme le richieste da far presenti ai quirites. Oltre ad eleggere i rappresentanti, i concilia esprimevano, mediante i plebiscita (scita-plebe, delibere della plebe), le istanze plebee di rinnovamento della civitas. Le decisioni erano prese tributim, cio manifestazione di volont della maggioranza della singola trib. Attraverso queste furono determinate le riforme delle Leges Liciniae Sextiae e formulate le XII tavole, conosciute come Ius legitimum vetus. LEXERCITUS CENTURIATUS nacque come corpo armato che, attorno al 367, assunse la veste di comitio centuriato. Con la riforma di Servio Tullio vi furono ammessi anche i plebei. Esso si trasform in assemblea cost. IL SENATUS DELLA CIVITAS QUIRITARIA Il s. era composto inizialmente dai patres gentium, poi fu allargato anche ai patres familiarum, quindi non solo i capostipiti ma tutti quelli che avevano una famiglia. Spettava al S. una triplice mansione: lidentificazione della nuova figura del rex quando moriva il monarca e la nomina dellinterrex; una funzione consultiva, cio dare pareri al rex su argomenti di vita pubblica; di convalida (auctoritas patrum), cio deliberazioni dellassemblea popolare. convalidare le

LORDINAMENTO DELLA CIVITAS QUIRITARIA Non fu un sistema unitario, ma risult il concorso di diversi sistemi normativi, dei quali solo alcuni ebbero carattere giuridico, assumendo il nome di ius. Nellord.della c.q., sono identificabili alcune caratteristiche generali: il fondamento religioso e lesclusivismo patrizio della sua applicazione. Durante la fase latino-sabina lord.della civitas fu costituito da tre sistemi normativi: il sistema del fatum, concretatesi in una serie di norme religiose proibitive (nefas est); dello ius quiritium, cio norme risultanti dai mores maiorum comuni alle gentes; dei foedera, cio norme poste da accordi tra i patres gentium allo scopo di regolare questioni di convivenza o le leges proclamate dal rex. Durante la fase etruscolatina, lord. si differenzi da quella precedente in 2 punti: acquist maggiore importanza la lex emanata dal rex, e la sanzione si bas sullimperium regio. LA GENESI DELLO IUS ROMANO Relativa importanza fu data al fatum, inteso come un insieme ampio, ma non illimitato di nefas (divieti). Non fu quindi il fatum una serie di comandi e divieti indiscutibili. I primi organismi politici precittadini (famiglia e gentes) si costituirono e vissero allinsegna di tre regimi fondamentali. Affidarono al pater ed eventualmente ai sacerdotes la funzione di individuare e proclamare il nefas; si comportarono nellambito del fas (permesso dai numi) sulla base di quei criteri che ritenevano giusti per una pacifica convivenza, derivante dagli antenati e consacrato dalla consuetudine (mores maiorum), che rappresentava il nucleo originario dello I.q. La sanzione corrispondeva allira divina salvo che il peccatore non si offrisse allespiazione o immolandosi, o immolando un suo dipendente. Si ammise la reazione della persona offesa (talio) purch proporzionata al danno subito. Al di fuori dello ius rimasero pertanto i foedera e le leges regiae. IL IUS QUIRITIUM La pi antica qualificazione romana dello ius lo ius quiritium (diritto dei quiriti) mediante il quale i romani designavano alcuni istituti dello ius civile vetus. I suoi lineamenti caratteristici furono:

Esclusivismo patrizio, cio fu applicabile solo alle gentes e familiare quiritarie. Limitazione della materia regolata ai rapporti intergentilizi. Si limit ai rapporti tra i soli pater familiarum, senza curare per la parte riguardante le sanzioni. Pertanto, chi avesse sofferto di una trasgressione, era autorizzato, a titolo di fas, a reagire contro linosservante, proporzionando la reazione (actio) alla lesione. Per le controversie, entrambe le parti, offeso (o attore) e offensore (convenuto) avevano lintenzione di incontrarsi davanti al re, per sentir interpretare lo ius in relazione alla loro lite. Nel caso fosse contestata la decisione regia era convocato un arbitro, o iudex privatus, che dopo le accertazioni, pronunciava la sententia in base alle prove prodotte.

La religiosit delle norme Limmutabilit delle norme, derivante dalla limitazione delle mores maiorum.

Il I.q., che si limit a determinare chi fosse qualificato a rappresentare il gruppo nei rapporti con gli altri gruppi. Privi di capacit furono tempo considerati i maschi impuberi e le donne: in caso di scomparsa del pater essi passavano a far parte della famiglia del suo o suoi successori. La famiglia quiritaria era quindi un complesso di oggetti giuridici di cui era responsabile il pater familias, titolare del relativo mancipium, diviso in 4 categorie; patria potestas, cio potere assoluto sui filii e soggetti assimilati; manus maritalis, potere del pater sulla moglie; potestas sui municipia, poteri sui liberi acquistati da altre familiae; dominum ex iure quiritium, potere su tutte le ricchezze della famiglia. In vita, il pater familia non poteva alienare i suoi poteri sui cespiti di famiglia, ma poteva cedere quelli esuberanti per un miglior funzionamento dellapparato familiare. Lacquirente dichiarava che la cosa era sua e lalienante confermava con la sua presenza. (procedura in iure) IL IUS LEGITUM VETUS Dal VI al V sec, il I.Q. cominci a perdere la capacit di produrre altre norme che facessero fronte alle nuove esigenze emergenti della vita sociale. Nel corso del VI sec.ai plebei fu concesso il commercium con i patrizi, vale a dire la capacit di acquistare diritti ex iure quiritium di contenuto economico (su terre, animali, schiavi). I plebei simpegnarono in un triplice sforzo: estendere lo I.Q.patrizio, alla cui produzione non prendevano parte; contenere linterpretazione del patriziato in quella sfera; veder riconosciute, come diritto, alcune nuove usanze patrizio-plebee (obligationes). Queste aspirazioni furono parzialmente accolte dalla lgsl decemvirale (XII tab.del 451), che acquistarono efficacia di una legge impegnativa per tutti i romani, in virt dellauctoritas patrum. Il loro valore politico non fu molto forte, in quanto i plebei non ottennero alcune importanti concessioni, come il connubium con i patrizi e lestinzione dei debiti; essi puntarono a scopi pi modesti; ottennero che lo I.Q. fu aperto a tutti, e sottratto alle parziali interpretazioni del patriziato. Le XII tavole ebbero quindi il carattere di una lgsl ottriata, cio concessa uniteralmente dal patriziato alla plebe. La sua importanza non fu tanto nel contenuto delle norme, bens sulla stabilit normativa, ottenuta attraverso la redazione in forma scritta, che garantiva certezza. I patrizi riuscirono a conservare i loro privilegi, ma la plebe ottenne una raccolta di leggi che assicurava una loro maggiore protezione legale. Un 1gruppo di norme fu dedicato al perfezionamento di alcuni istituti dellI.Q:

Amministrazione della famiglia a soggetti impuberi o di sesso femminile: le XII tavole ammisero che essi fossero soggetti di rapporti giuridici. I 1fino al raggiungimento della pubert, le altre sino alla morte, e sottoposti alla potestas, meno intensa del pater.

Eliminazione e surrogazione del pater familias: nellipotesi in cui il pater diventasse pazzo (furiosus), cio risultasse dannoso per la famiglia, poteva essere considerato decaduto dalla patria potestas o sottomesso, insieme alla sua pecunia.

La propriet fondiaria: fu stabilito che i domini fondiari potessero agire contro i propri vicini con lactio qualora questi deviasse il flusso delle acque piovane, o furono strette convenzioni fra i domini limitrofi, per i passaggi sui terreni altrui

Per quanto riguarda i rapporti relativi, con le XII tavole fecero il loro ingresso nello ius romano le obligationes, mediante la concessione ai creditori di un actio sacramenti in personam contro i debitori inadempienti. Il fenomeno si evolse nel tempo; nella civitas romana, per esempio, il credito non era riconosciuto, e ladempimento di una prestazione si basava sulla fides. La situazione cambi nei sec.successivi, in quanto si sent lesigenza di rafforzare e garantire i vincoli sociali di credito attraverso la costituzione di una rapporto giuridico assoluto, mediante lespediente del nexum, in base al quale un soggetto, a garanzia del proprio debito, poneva se stesso nelle mani del creditore, fino al riscatto. Pi tardi venne meno lobligatio intesa come vincolo materiale, preferendo optare per un vincolo (ideale) attraverso appunto la legio actis sacramenti in personam, che aveva la funzione di stabilire tra i due litiganti chi avesse ragione e consisteva nella sacra promessa (sacramentum) di versare allaerarium una somma in caso di soccombenza; lo iudex privatus doveva poi decidere quale sacramentum fosse giusto.da ci derivarono due tipi actio sacramenti. Lactio sacramenti in rem, a tutela dei diritti assoluti, e actio in personam, a tutela dei diritti relativi. Ci consisteva nel fatto che il creditore affermava il proprio credito nei confronti del debitore e, solo nel caso in cui non avesse rispettato la condanna del magistrato, ad ottenere, previa istanza, la sua addictio, cio lassegnazione di un bene del debitore al creditore. La massima importanza, nel quadro delle obligationes, fu assunta dallobligationes verbis contractae, cio quelle scaturenti da frasi sacre (certa verba) da parti di 1 o 2 contraenti. In materia criminale le XII tavole introdussero delle riforme, al fine di arginare il sistema di vendetta personale e favorire le pene pecuniarie.