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La rivoluzione haitiana

1791-1804
Storia e Istituzioni d'Americhe
Professore: Sergio Botta
Alunno: Joan Roger
Anno accademico: 2012/13
Introduzione
Haiti oggi il paese pi povero dell'emisfero settentrionale, ma non stato sempre cos. Nel XVIII secolo
sotto la bandiera francese era il maggior produttore di zucchero in tutto il mondo. Questa ricchezza si basava
sullo sfruttamento degli schiavi neri che morivano tra pochi anni sotto un regime di estrema crudelt.
Quando la Rivoluzione Francese scoppi nel 1789 nell'area metropolitana, gli schiavi pensarono che era
arrivato il momento di sbarazzarsi degli oppressori, e nel 1791 iniziarono la loro rivoluzione.
Haiti si trova nella parte occidentale dell'isola Hispaniola. L'arrivo di Colombo per l'isola e gli effetti
successivi della conquista portarono allo sterminio degli indigeni Arawaks che furono sostituiti dagli schiavi
africani per sfruttare la terra. Dal XVI secolo questa parte occidentale dell'isola fu praticamente abbandonata
dai spagnoli e la occuparono i pirati. Nel 1697 con il trattato di Ryswick Spagna riconobbe il possesso
francese de quella parte dell'isola, che divent la colonia di Saint-Domingue. L'ambizioso ministro Richelieu
riusc a espellere i filibustieri e bucanieri che si ospitavano e cre la Compagnie des les de l'Amrique che
inizi a colonizzare la zona e a piantare grande zone zuccaie che piano piano furono essendo occupati per
grandi proprietari bianchi che usavano schiavi per sfruttare i sui latifondi. Si calcola che nel momento
culminante della rivoluzione francese popolazione schiava era di circa 450.000 persone, mentre il popolo
libero non era pi di 70.000. L'importanza economica della colonia per Francia era immenso. Nel 1791
Saint-Domingue rappresentava un terzo del commercio francese con 705 piantagioni di cotone 705 e 792
ingenios, che era il nome dato alle piantagioni e a le fabbriche di lavorazione della canna da zucchero.
L'oppressione lavorale degli schiavo e gli interessi contrastanti dei proprietari desiderosi di una maggiore
autonomia, formavano un cocktail esplosivo, con diversi gruppi sociali contrapposti per motivi economici e
razziali. L'ambiente della rivoluzione della metropoli francese alla fine caus la rivolta degli schiavi contro li
stessi difensori della rivoluzione francese.
A Saint-Domingue quindi c' stata una rivoluzione in piena Rivoluzione francese contro i rivoluzionari
francesi, e che questo fu dovuto alla base ideologica della stessa rivoluzione, che era basata in una serie di
contraddizioni che colpirono direttamente la societ della colonia. La Rivoluzione francese fu una
rivoluzione che non accettava l'aspetto dell'uguaglianza razziale. I rivoluzionari non solo non abolirono il
conosciuto come Code Noir, bens che lo promuoveva ancora di pi al fine di mantenere lo status degli
proprietari delle fattorie di zucchero della colonia.
Situazione sociale ad Haiti prima dello scoppio della rivoluzione
La societ della colonia di Saint-Domingue prima della rivoluzione degli schiavi era molto complessa. Come
nella maggior parte delle societ dell'epoca coloniale, il suo sistema economico era sostenuto dal lavoro degli
schiavi, e le diseguaglianze economiche e sociali segnate dal fattore razziale erano frequenti. Tuttavia,
all'interno della parte della societ proprietaria e libera della la colonia c'erano anche varie gruppi sociali.
Saint-Domingue era divisa in 4 gruppi principali sociali: i bianchi, che potrebbero essere grandi o piccoli
proprietari, i meticci o gente di colore liberi, che avevano la possibilit di essere pure proprietari e, infine, la
maggior parte della popolazione, che erano schiavi neri.
I grandi proprietari bianchi - conosciuti come Grand-Blancs - erano i principali beneficiari della tratta degli
schiavi e il commercio dello zucchero con la metropoli. Formavano il vertice della piramide sociale
coloniale. Questo gruppo sociale era composto per circa 8.000 membri. La maggior parte di loro avevano
anche aziende nella Francia metropolitana, e anche c'erano qualcuni che vivevano in modo permanente a
Parigi, dove formarono la societ elitista Messiac Club per difendere loro interessi nel capitale dell'impero.
Avevano una grande influenza, sia sotto il belvedere economico come politico sull'isola e in Francia,
arrivando a controllare molte delle decisioni fondamentali su la colonia. La maggior parte di loro furono
coinvolti attivamente nella Guerra di Indipendenza degli Stati Uniti con i rivoluzionari, sia con aiuto diretto
finanziario o di armi, come con contratti di commercio giovevole. Contuttoci uscirono infortunati, perch
gli recenti liberati americani non rispettarono le controparti di quello aiuto, che consisteva nell'avere un
accordo commerciale preferenziale una volta che la guerra fuse finita, e questo port molti di questi grandi
proprietari bianchi a passare difficolt economiche per non avere potuto recuperare tutto quello che avevano
investito.
Dopo la Rivoluzione degli Stati Uniti l'ambiente di liberazione della metropoli anche arriv a Saint-
Domingue, e influenz il pensiero dei Grand-Blancs. Erano in favore di avere le proprie istituzioni per
amministrare la colonia secondo i propri interessi. In pochi casi erano a favore dell'indipendenza, in quanto il
fatto di preservare i legami con il continente gli permettevano di mantenere i privilegi commerciali e
economici. Si dove ricordare che la Francia era il principale e quasi l'unico acquirente di zucchero di Saint-
Domingue. Altronde ci furono stati qualche episodi, soprattutto dopo l'inizio della Rivoluzione francese, in
cui i Grand-Blancs usarono la minaccia di indipendenza, al fine di ottenere concessioni dalla metropoli.
Con lo scoppio della Rivoluzione francese, soprattutto al suo inizio, questi grandi proprietari sostentarono i
rivoluzionari, ma mentre andava avanti il processo rivoluzionario, come con la Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani, molti di loro furono allontanandosi per paura che questi principi rivoluzionari di uguaglianza
furono contro i loro privilegi (come ad esempio l'evoluzione della schiavit o di diritti uguali per i mulatti e i
neri liberi). Cos, da tutta la Rivoluzione Francese i Grand-Blancs furono divisi tra monarchici (in favore di
un ritorno al vecchio regime) e rivoluzionari, anche critici su qualche parte del processo.
Nella societ coloniale, d'altra parte c'erano i piccoli proprietari bianchi, chiamate anche Petit-Blancs. Si
trattava di piccoli proprietari terrieri, coloni nuovi arrivati, e funzionari del governo nell'isola. La loro
aspirazione era quella di far parte del gruppo dei grandi proprietari terrieri ed essere ammessi alla loro
societ d'lite. Erano un gruppo molto conflittivo perch vivevano in costante tensione con i mulatti e i
cittadini neri liberi. Consideravano che erano inferiori ma guardavano allo stesso tempo come la loro
posizione economica e sociale era ogni volta pi importante. Spregiavano i mulatti, ma dovevano guardare
senza potere fare niente, soprattutto negli ultimi anni della colonia, come loro diventavano di solito pi
potenti economicamente e loro educazione diveniva molto pi raffinata rispetto ai lavoratori e piccoli
proprietari bianchi.
I proprietari degli schiavi, specialmente i grandi proprietari, abusavano del loro potere sui neri e schiavi che
erano sistematicamente maltrattati. I piccoli proprietari invece, ogni volta si mescolavano con loro schiavi, e
di questa unione uscirono i mulatti conosciuti pure come gens couleur, che nascevano con la condizione di
liberi ma non di cittadini.
Cos, questo terzo gruppo della societ a Saint-Domingue erano discendenti di piantatori bianchi e schiave e
nere libere. Il governo coloniale basato nel Code Noir gli negava la possibilit di ascendere socialmente e
accedere alla vita politica della colonia con l'impedimento di diventare cittadini, ma questa legge non gli
impediva di possedere terre e schiavi.
Il suo stile di vita era fortemente influenzato dalla cultura e dei costumi francesi, ma a differenza di bianchi,
avevano le sue radici nell'isola, cos non avevano i vecchi modi di ricchezza coloniale da spendere tutta la
fortuna viaggiando in Europa. Quindi, questo alligno a Saint-Domingue spinse a i mulatti a lavorare
all'interno della colonia e a fare crescere le sue aziende. A differenza dei bianchi, consideravano Saint-
Domingue come la loro terra e non aspiravano a ritirarsi in Francia per godersi le loro fortune.
Fra il tempo in qui le persone di colore libere scalavano nella societ coloniale, si fu approfondendo
l'amarezza e l'invidia dei bianchi di basso reddito e in generale di tutti i Petit-Blancs.
Si stima che prima dello scoppio della rivoluzione, i mulatti controllavano pi d'un terzo delle piantagioni
della colonia e quindi controllavano gran parte degli schiavi. Per questo motivo, anche loro sostenevano sia
di raggiungere pari uguaglianza con i bianchi, sempre rifiutarono completamente a una comparazione con la
lotta per i diritti degli schiavi e la loro possibile lotta di liberazione, in quanto il loro sistema economico era
anche basato sul lavoro degli schiavi.
Durante lo scoppio della Rivoluzione francese tesserono legami con molti liberali francesi, perch
condividevano le aspirazioni della rimozione delle vecchie caste, e vedevano questo sostegno come l'unico
modo per raggiungere la piena cittadinanza. Formarono varie delegazioni che furono inviati a Parigi per
negoziare e collaborare con l'Assemblea Nazionale, al fine che gli dessero loro status di cittadini che tanto
anelavano. Anche lavorarono a stretto contatto con l'associazione parigina Societ di Amici dei Neri, anche
se il suo obiettivo finale era quello di abolire la schiavit, collaborarono con i mulatti haitiani nel loro
obiettivo di ottenere la parit di diritti con i bianchi di Saint-Domingue.
Il problema che si trovarono questi inviati a Parigi fu che la maggior parte dei rivoluzionari, prima di essere a
favore di una libert teorica di uomini erano uomini d'affari, molti dei quali avevano interessi nelle colonie.
Pertanto, essi non erano disposti a perdere i loro privilegi neanche il favore dei proprietari bianchi della
colonia. I capi della Rivoluzione francese furono influenzati anche dalla paura che se si dava i diritti per i
mulatti questo fosse il primo passo per l'abolizione della schiavit. A questo punto bisogna di sottolineare
che un terzo del commercio esterno della Francia rivoluzionaria era direttamente correlata allo sfrutto del
zucchero e quindi dipendeva dal lavoro degli schiavi, o che i borghesi di Nantes avevano tra la sua attivit
principale il trasporto e vendita di schiavi da la Gambia alle colonie francesi del Caraibi. Per queste
circostanze le aspirazioni mulatti inizialmente furono rifiutate. Questo li fu reagire, e iniziarono una rivolta
contro i grandi proprietari bianchi. Vincent Oge, leader mulatto, nel 1790 guid una rivolta dei mulatti per
ottenere la piena cittadinanza. Cos in un primo momento, i liberti del sud ha iniziarono una rivoluzione, con
l'obiettivo di raggiungere la libert e l'uguaglianza, ma mai l'abolizione della schiavit. Erano mulatti che
avevano schiavi, che dicevano si alla parit, ma no alla libert degli schiavi. La situazione a Saint-Domingue
all'inizio di questa rivolta era molto complesso. Da un lato c'erano i bianchi divisi tra monarchici,
assembleresti e giacobini, invece dalla altra parte, mulatti e piccoli proprietari che volevano l'uguaglianza e
quindi, la maggior parte delle proprietari di schiavi che guardavano i combattimenti come qualcosa di
estraneo a loro, fino al 1791, quando esplodono, perch la situazione divent molto cruente per loro e non
avevano gi niente da perdere.
Non fu fino al 15 maggio 1791, quasi due anni dopo lo scoppio della Rivoluzione Francese che l'Assemblea
Nazionale accett le richieste dei mulatti e dette a loro il diritto di diventare cittadini. Questa decisione fu
negata dai grandi proprietari bianchi, cosa che fu che questi diventarono ogni volta pi distanti dai principi
della Rivoluzione francese, trasformandoli in sostenitori del ritorno al Ancien Regime. D'altra parte c'erano i
mulatti, che, dopo questo decreto diventarono i garanti dei principi della Rivoluzione francese a Saint-
Domingue, dove crearono l'Assemblea Coloniale, per difendere gli interessi della metropoli rivoluzionare
nella colonia.
Finalmente nella colonia troviamo il gradino pi basso della piramide sociale haitiana pre-rivoluzionaria, gli
schiavi neri. Si stima che la cifra di schiavi era vicino al mezzo milione di persone, con un rapporto di 7
schiavi per ogni cittadino libero. L'alto tasso di mortalit di questi, faceva che si dovevano portare nuovi
schiavi dall'Africa costantemente perch era molto pi economico per i proprietari di portare nuovi che farli
riprodurre. Gli origini di questi erano variati. Appartenevano a diversi gruppi etnici e avevano abitudini e
linguaggi molto diversi. Ci contribu alla costruzione d'una cultura sincretica con vari contributi africani e
occidentali imposti dai loro padroni bianchi, creandosi una lingua nazionale chiamato crole, e una religione,
il vud, che era un misto di cristianesimo e riti ancestrali.
Le condizioni di vita di questi schiavi era terribile. Avevano stati strappati del suo paese natale e allontanati
dalla sua famiglia, avevano stati trasportati in un paese lontano in condizioni disumane e obbligati a lavorare
dall'alba al tramonto essendo nutriti al di sotto di loro bisogni vitali. Questo causava che molti di loro
morivano delle cattive condizioni in cui erano sottoposti, e altri cadevano in pesante depressione che gli
portava al suicidio o l'automutilazione.
Alcuni di questi schiavi risecheranno a sfuggire delle piantagioni in cui era schiavizzati e si rifugiarono sulle
montagne, in solitari o formando piccole comunit. Questi schiavi fuggiaschi furono chiamati maroon e pur
essendo una minoranza in relazione al numero di schiavi, ebbero un ruolo importante nella rivolta degli
schiavi, perch giravano in molte occasioni per le piantagioni, al fine di procurarsi il cibo, dove avevano
relazioni diretta con gli schiavi facendo crescere il senso di rivolta tra di loro. Un esempio importante di
questa situazione si trova molto prima della rivolta finale di schiavi. Tra il 1751 e il 1758, quando il maroon
Mackandal e loro brigate si rifugiarono in montagna attaccando piantagioni, uccidendo i padroni bianchi e
incoraggiando li schiavi a cercare loro liberazione. Sebbene furono presi e non riuscirono il suo obiettivo di
estendere la rivolta, loro tattiche di guerriglia e il suo valore rimasero come esempio per la rivolta di 1791.
Durante i primi anni della Rivoluzione francese e della rivolta dei mulatti, i schiavi osservavano la situazione
senza la loro ultima posizione nella societ di Saint-Domingue consentisse loro di partecipare direttamente
situazione agitata. Eppure, tutti quelli movimenti di liberazione e chieste d'uguaglianza spostati dalla colonia
furono raggiungendo la coscienza degli schiavi, ammorbandoli con questi concetti e cominciando a chiedersi
se anche loro avevano il diritto di essere liberi e di essere considerati uguali ai loro proprietari.
Quando i meticci iniziarono la rivolta, i piccoli e grandi proprietari iniziarono atti brutali di repressione e di
crudelt contro li schiavi per due motivi. Da un lato, il suo colore di pelle si legava incoscientemente con
quello di meticci e da l'altro per paura che i neri iniziarono un movimento di massa per chiedere la loro
libert. Frustare uno schiavo fino ucciderlo o seppellirlo vivo come atto di pura rabbia erano fatte le tropo
comuni nelle piantagioni schiavisti. Questi eventi ottennero l'effetto opposto, perch il risentimento verso i
bianchi dei neri e l'anelito di libert ancora crebbero pi e si estesero in modo pi efficiente.
Alcuni rappresentanti della Francia continentale nella colonia come il governatore Blanchedande e come i
monarchici controrivoluzionari, pensarono che sarebbe una buona idea scuotere la volont degli schiavi per
paralizzare i movimenti di piccoli-bianchi e mulatti che erano sempre a favore dell'indipendenza . Presero
diversi schiavi che distaccassero per la sua capacit su la guida o per essere pi istruiti rispetto ai loro
coetanei, e gli fu promessa la libert, se rivoltavano contro i loro padroni, sempre piccoli proprietari o
mulatti. Fra questi ribelli schiavi si trovava Toussaint Louverture che poi diventerebbe uno dei futuri leader
della rivoluzione degli schiavi.
Tre rivolte fra la fine del Settecento e l'inizio del ottocento. Repubblicani, mulatti e schiavi
Nel 1789, il famoso 14 luglio con la presa della Bastiglia s'inizi la Rivoluzione francese, che suscit grande
simpatia a livello internazionale, ma non era un fenomeno nuovo in America. In quello continente c''era un
rivoluzione precedente che fu un precedente abbastanza chiaro, la rivoluzione negli Stati Uniti nel 1776.
Questa rivolta e la guerra di liberazione posteriore influenz a tutte le colonie del Caraibi, che
fondamentalmente erano spagnole, ma c'erano anche olandese, inglese, e francese, come nel caso di Saint-
Domingue. Questo precedente cre un corrente rivoluzionario illuminato, ma era stato chiaramente ispirata
nei coloni bianchi, in nessun caso includeva gli schiavi neanche gli indigeni. La rivoluzione degli Stati Uniti
in s non ha comportato variazioni dal punto di vista sociale, dal momento che la schiavit fu mantenuta e
neanche le donne neanche gli mulatti non diventarono cittadini. Fu una rivoluzione fatta da un gruppo di
proprietari e del settore medio della societ per se stessi (uomini, bianchi, borghesi e piccolo-borghesi). Tra
gli uomini bianchi pure c'era tensione. Mentre gli Petit-Blancs rifiutavano di riconoscere i diritti dei mulatti, i
grand-blancs vedevano la rivoluzione degli Stati Uniti come un'opportunit per ottenere l'indipendenza dalla
metropoli e la creazione di uno stato indipendente come la realizzazione del suo stato ideale dove la schiavit
diventasse la chiave per lo sfruttamento delle loro propriet.
Come successe in molti altri movimenti rivoluzionari fatto solo al piacere d'alcuni, molte pi persone
accederono al desiderio di libert, perch come guardavano che altri rompevano con il loro oppressore,
questo potrebbe far pensare che c'era la possibilit di rompere con tutti gli altri oppressioni. Nel caso di Haiti,
uno deve immaginarsi una societ con questa quantit di schiavi, che cominciarono a parlare di libert, bens
che la concezione della libert che potevano avere loro era molto diversa da quella che veniva della
metropoli borghese , dove, nel nome della libert sbarazzarono del vecchio regime. A livello teorico, la
Rivoluzione francese proclamava che la schiavit, in termini di sfruttamento disumano per altri esseri umani,
era inconcepibile in una societ libera, come quella che i rivoluzionari volevano creare. Il problema non era
morale, era di natura economica. Un terzo del commercio della Francia proveniva da Santo Domingo e, se
s'eliminava la schiavit, si cadeva l'intero sistema, quindi, si diveniva necessario continuare con quello
sistema nelle colonie, l'interesse economico era pi importante che quello morale.
Come abbiamo gi visto, la prima rivolta contro il nuovo sistema proposto dalla Rivoluzione francese fu
fatta per i mulatti, uomini di colore che godevano di libert, ma il Code Noir gli impediva godere di pieni
diritti di cittadinanza a cui aspiravano nel nuovo regime, che almeno nella teoria, segnalava il principio di
uguaglianza tra gli uomini. Guidati da Vincent Og iniziarono una rivolta contro i proprietari bianchi e anche
perderono principalmente a causa della mancanza di effettivi (Og rifiut di usare il neri come miliziani),
crearono un precedente che permise, al maggio 1791, che l'Assemblea Nazionale li riconoscesse una parte
dei diritti che rivendicavano, concedendo la cittadinanza ai mulatti figli da entrambi genitori liberi.
Nonostante le pi ampie parte dei bianchi decederono di fronteggiarsi ai comandamenti di Parigi e
rifiutarono di accettare l'abolizione del Code Noir, diventando molti di loro realiste e controrivoluzionari
come risposta a questo cambio dalla metropoli. Questo caus che molti dei mulatti si organizzarono intorno
alla difesa della Rivoluzione Francese e crearono il Consiglio dei Rappresentanti della Comune con Pierre
Pinchinat come presidente. Si organizzarono militarmente, questa volta si con 300 maroon neri per
fronteggiassi ai bianchi. Mulatti furono guadagnando battaglie fino che nel novembre 1791 arrivarono alla
capitale Port-au-Prince. Bianchi infine accettarono i patti dei mulatti e firmarono un documento dove
accettava i diritti di tutti i cittadini allo stesso modo, indipendentemente di loro colore, sempre con la
condizione di essere liberi (rimanevano fuori da questa dichiarazione tutti li schiavi).
Finalmente, in tutto quello contesto si trovavano gli schiavi. Non si sentivano rappresentati da tutti quelli
movimenti insurrezionali che agitavano la colonia. Erano ogni volta pi inzuppati da tutti i movimenti di
liberazione e di uguaglianza che circondava la Rivoluzione Francese e la rivolta dei mulatti, e ogni volta pi
oppressi dai loro proprietari, che li guardavano come facili bersagli dove scaricare i loro litigi. Si
organizzarono intorno alla figura di Toussaint Louverture e iniziarono una rivolta contro i loro padroni,
fossero bianchi o mulatti, che avevano stato fino quel momento privando de loro libert per tanti anni.
La rivolta s'inizi nell'agosto del 1791 nel nord della colonia, e nel primo momento fu conosciuta come la
Gran Insurrezione del Nord. In quella regione, formata essenzialmente da grandi latifondi controllati da
grandi proprietari bianchi, la situazione di servit e le condizioni di vita degli schiavi erano molto pi
difficile che nel resto di Saint-Domingue. Il sacerdote vud Boukman convoc una riunione di delegati delle
piantagioni di schiavi e coordinarono l'insurrezione. Scoppi una rivolta che coinvolte la maggior parte degli
schiavi in quella regione. Si stermin la maggior parte dei bianchi e si distrussero tutte le infrastrutture
relazionate con il sistema schiavista. La rivolta si estese al resto della colonia, dove questi battaglie di ribelli
si aggiunse a quella gi esistente prima tra monarchici e repubblicani e tra mulatti e bianchi, creando una
situazione di guerra molto difficile da controllare da parte dei rappresentanti della metropoli.
Questa rivoluzione, la rivolta degli schiavi era diversa a seconda del posto della colonia. Il campo di Saint-
Domingue era nero, c'erano molto pochi i bianchi che vivono in campagna, la maggior parte di loro che
vivono in citt. Pertanto, durante la rivolta, soprattutto ai suoi inizi, la citt rimase controllata dai bianchi, e
dominata da proprietari, e la campagna fu rapidamente controllata dai schiavi ribelli. La rivolta divent
molto dura, in quanto c'era una vendetta da parte degli schiavi, che non potevano dimenticare tanti anni di
repressioni e maltrattamenti. C'era molto odio accumulato. Le forze schiaviste furono rafforzati anche da
molti mulatti che avevano perso loro propriet e avevano stato espulsi da loro paese nelle prime rivolte.
Le forze della rivoluzione erano molto asimmetriche, e principalmente dipendevano del territorio. Gli schiavi
erano di solito armati solo di machete, che era lo strumento che usavano per tagliare la canna da zucchero e
solamente potevano avere i fucili quando riuscivano a riprenderli a l'avversario vinto. In fronte avevano
l'esercito francese che era ben addestrato e armato. Comunque gioc dalla sua parte la sua conoscenza della
zona e il mal condizionamento dell'esercito regolare in terra strana. Le tattiche dei rivoluzionari fu la
guerriglia con imboscate e staffilamento, e mai fronteggiarsi in una battaglia in campo aperto. Per i soldati
francesi divent un incubo.
La maggior parte dei paesi del vecchio continente si allearono contro la Francia, tra cui la Spagna, che
governava la colonia di Santo Domingo, nella parte orientale della isola di la Hispaniola, con frontiera con
Saint-Domingue. Ci port ai coloni spagnoli a aiutare molte volte la rivolta degli schiavi, come parte di
trattare con il nemico comune. Molti schiavi haitiani si rifugiarono a Santo Domingo, formando quello che
conosciuto come truppe ausiliarie, schiavi divenuti liberi all'attraversare la frontiera, e che sostenevano e
rafforzavano gli ribelli. La colonia spagnola veniva, quindi, ad essere un rifugio per i ribelli, ma anche una
fornitura. Santo Domingo dava armi e munizioni ai ribelli e in cambio dil bottino ottenuto del saccheggio dei
campi di bianchi. Toussaint Louverture ha approfitt questa situazione favorevole nella colonia spagnola per
utilizzarla come base di operazioni, arrivando anche a reclutare neri dalla colonia vicina per formare il suo
esercito.
Al fine di controllare la rivolta, l'Assemblea Nazionale di Parigi decise di ampliare i diritti dei cittadini
mulatti, per riuscire a che si unissero nella lotta per fermare la rivolta. All'inizio del 1792 concesse la
cittadinanza francese a tutti i mulatti, indipendentemente de si uno di loro genitore era stato schiavo. Questa
misura conseguirono che tutti i mulatti s'unissero alla causa, e insieme con l'esercito che la metropoli,
riuscirono a fermare la rivolta e anche il malcontento che questa nuova legge aveva provocato tra i bianchi.
Nel mese di febbraio 1793, la Francia dette un passo in avanti nella sua rivoluzione e dichiar la Repubblica
Francese e condann a morte il Re Luigi XVI. Pertanto coincidendo con questa misura, i realisti haitiani
salirono in armi per chiedere il ritorno della monarchia e per avere successo cercarono aiuto in Gran
Bretagna. Questo paese piccato con l'aiuto della Francia alla Rivoluzione americana inizi l'invasione
dell'isola per aiutare i realisti, con l'intenzione di cogliere una parte dell'isola, che in quel tempo era uno dei
gioielli del Caraibi. Nel frattempo, la rivolta degli schiavi sempre avanzava di pi nei confronti di un esercito
francese inefficace.
Per contrastare questo fenomeno sfavorevole il governatore francese Sonthonax firm il 29 agosto 1793, un
decreto di emancipazione generale degli schiavi nel nord di Santo Domingo, una mossa che in seguito
sarebbe stesse a tutta la colonia, fino cui al 4 febbraio 1794, la Convenzione Nazionale Francese dichiar
abolita la schiavit in tutte le sue colonie. Con questo provvedimento, la Francia, pressato dai militari
britannici alla costa, dagli spagnoli alla frontiera con Santo Domingo e all'interno dai monarchici e gli
schiavi che diventavano ogni volta pi forte, voleva, almeno, arrestare la rivolta degli schiavi che erano allo
stesso tempo alleati degli spagnoli. Infine, il 5 maggio 1794, Toussaint Louverture deciso di dichiararsi fedeli
alla Repubblica Francese e port un esercito che, a parte degli schiavi c'erano mulatti e bianchi. Ben presto
furono riusciti a respingere gli spagnoli che accettarono di abbandonare l'isola, cedendo anche la colonia di
Santo Domingo alla Francia con il trattato di Basilea. Inoltre vinsero i monarchici francesi e confutarono i
tentativi britanniche di conquistare Saint-Domingue dalla sua colonia nella Giamaica nel 1798 e 1799.
Il 27 gennaio 1801, con il pieno controllo dell'isola e con il consenso della Francia, Toussaint Louverture fu
proclamato governatore vitalizio di Saint-Domingue. I creoli e mulatti, sia di origine spagnolo o francese si
sentirono abbandonati per la metropoli a causa di un nuovo governo coloniale dominato da neri che non gli
considerava, e iniziarono un esodo massivo verso altre colonie dei Caraibi. La prima delle misure attuate dal
nuovo governo fu la totale abolizione della schiavit, ma non si successe una modificazione troppo grande al
sistema di produzione, in cui sono stati costretti i lavoratori neri a compiere un lavoro difficile, perch i
governi aveva l'ossessione per far crescere l'economia basata sullo sfruttamento della canna da zucchero per
recuperare la base dell'economia coloniale. Ci caus un paio di rivolte che furono brutalmente represse.
Nel frattempo, nella metropoli Napoleone accumulava ogni volta pi potere, sia politico e militare, inizi a
prospettare un piano per riprendere il controllo della colonia, chiave nell'economia francese, e di ripristinare
la schiavit come sistema di produzione. Per farlo mand il generale Leclerc al fronte di 25.000 uomini nel
mese di dicembre 1801. In pochi mesi, vinse il generale Louverture che fu estradato in Francia dove mor in
prigione.
Nonostante questa sconfitta e l'ottenzione dil controllo della maggior parte delle citt di Saint-Domingue, i
francesi non erano in grado di controllare l'intera colonia e ripristinare la schiavit, perch le radici della
ribellione e la lotta per la libert dei neri che aveva iniziato Louverture erano troppo profonde. Il campo era
ancora ribelle e progressivamente furono guadagnando terreno guidati dal recentemente nominato generale
Jean-Jacques Dessalines. Questa nuova rivolta non aveva gi l'unico scopo di abolire la schiavit, aveva pure
l'obiettivo della totale emancipazione degli schiavi neri e l'indipendenza della colonia. Con questa
radicalizzazione del discorso e i mezzi di lotta, Dessalines acquist la confidenza delle masse nere e anche
dei mulatti che si unirono alla lotta incondizionatamente. Queste prime battaglie e scontri si svoltarono al
1802 nel nord dell'isola, mentre il sud rimestava alieno a questi, fino che dal 1803 la rivolta si stesse a tutta la
colonia. Dopo avere successo numerose vittorie il generale Dessalines arriv alla capitale nel mese di ottobre
1803, e nel mese di novembre la ottenne la vittoria della Battaglia di Vertierres costringendo l'esercito
francese di arrendersi, e pi tardi, nel dicembre, i francesi capitolarono e lasciarono l'isola, portando a Jean-
Jacques Dessalines a proclamare l'indipendenza nel mese di gennaio 1804. In nuovo paese fu ribattezzato
come Haiti, onorando cos il vecchio nome pre-coloniale nome di Ayiti, o terra montuosa. Era creato il primo
stato indipendente in America Latina e il primo stato nero nel mondo. Diventava anche una delle poche
rivoluzione schiaviste che aveva avuto successo nel corso della storia.
I problemi del nuovo stato latino-americano
Dessalines s'auto-proclam imperatore con il nome di Jacques I, cercando di creare uno stato autocratico e
autoritario all'immagine della Francia napoleonica, cosa che caus gravi tensioni interne nel nuovo paese.
Questo nuovo paese era anche devastato da una guerra che era stata caratterizzata per la utilizzazione delle
tattiche della terra bruciata, i saccheggi e combustione in piantagioni, e per questo, dopo tanti anni di
conflitto dovevano ricostruire il paese dalle proprie ceneri, letteralmente. Senza il sistema di produzione per
lo sfruttamento degli schiavi la resilienza economica del paese diventava molto limitata. Il nuovo governo
sostitu l'antico sistema di produzione per uno basato su un'economia di sussistenza che aiutava alla gente a
mangiare ma non dava la possibilit al paese di recuperarsi al livello pre-rivoluzionario. A questa questione si
deve aggiungere il boicottaggio e il blocco commerciale che inizi la Francia contra la sua vecchia colonia,
che ha imped a Haiti di continuare ad esportare zucchero, base dell'economia del paese. Oltre, fra tanti anni
di oppressione dei neri port a questi, soprattutto nel nord dell'isola, dove la maggior parte della popolazione
era ex-schiava, a uccidere la maggioranza dei pochi bianchi che ancora si trovavano sull'isola. Questo
indebolimento del nuovo paese port a Spagna a recuperare l'est della isola con la ristrutturazione della
colonia di Santo Domingo. D'altra parte le tensioni interne del paese a causa della cattiva abitudine
dell'imperatore Dessalines che ha guid ai generale Petion e Christophe a preparare un complotto che fin
con l'assassinio dell'imperatore e la divisione del paese in due. A nord, l'ex schiavo nero Henri Christophe era
autoproclamato re del Regno di Haiti, mentre a sud il mulatto Alexandre Petion fond la Repubblica di Haiti.
Nel Nord come nel sud furono espropriati le terre dei pochi proprietari bianchi rimasti e infine furono espulsi
perch la costituzione haitiana proibiva ai bianchi avere immobili nella vecchia colonia. Nel nord del paese,
di maggioranza nera queste terre furono distribuiti tra gli antichi generali e altri gruppi che avevano preso le
armi e portato la rivoluzione e che avevano diventati capi in quella regione. Nel sud invece, dove i mulatti
avevano continuato a mantenere la sua quota di potere, si distribu la terra ai contadini, con l'idea di costruire
un paese di proprietari di piccole imprese che furono auto-sufficienti, cercando di organizzare un modello
economico del paese diverso a quello d'un grande esportatore come era l'ex colonia. Nel Nord rimase
piantagioni di zucchero e agricoltori che erano disoccupati dovrebbero lavorare in queste piantagioni della
nuova lite nera, con l'emulazione di un modello che seguiva ricordando l'epoca schiavit, perch le
condizioni di questi lavoratori non erano molto meglio rispetto al tempo coloniale. Ci caus grandi tensioni
sociali che finirono con un colpo di stato 1820 contro la monarchia, nel nord, e la proclamazione di una
repubblica di ricongiungersi con il sud.
Nessun paese del mondo riconobbe la sovranit e l'indipendenza di Haiti, neanche gli Stati Uniti, che aveva
raggiunto la sua indipendenza a pochi decenni fa, perch avevano paura che questa esperienza potrebbe
significare un esempio per il resto del mondo schiavo, perch rompeva con lo status sociale e l'immaginario
del mondo occidentale, dove la maggior parte dei paesi europei vivevano ancora dello sfruttamento degli
schiavi. L'indipendenza di questo paese, a differenza degli Stati Uniti, dove i coloni bianchi erano cristiani
che avevano raggiunto l'indipendenza, Haiti significava il fallimento delle politiche coloniali europee e il
trionfo di una rivoluzione degli schiavi, gli ultimi nella scala sociale dal momento.
Questo mancato riconoscimento del paese come indipendente e questa rabbia occidentale contro Haiti,
provoc che gli altri paesi s'unissero al boicottaggio che i francesi avevano cominciato. Questo fu che
s'iniziasse un grave declino economico, che immerse il paese in condizioni di estrema povert. Infine, nel
1823 la vecchia metropoli fin per riconoscere l'indipendenza di Haiti, ma in cambio del riconoscimento e il
sollevamento del blocco economico esig a pagare un indennizzo di 90 milioni di franchi d'or che no fu
corrisposto fino al 1934 e uno sconto del 50% per tutti i prodotti che si acquistassero a Haiti. Queste misure e
la continuazione del boicottaggio internazionale (gli Stati Uniti non ripresero i contatti diplomatici con Haiti
fino a 60 anni dopo la dichiarazione di Indipendenza), approfondirono il declino economico del nuovo paese.
Anni dopo, il paese soffr prima la invasione della Germania e dopo degli Stati Uniti per potere controllare
economicamente il paese, cosa che fu ancora pi profonda la crisi finanziaria di quella non mai stato in
grado di uscire.
Haiti non si ha mai recuperato da questi fatti negativi, che portarono a quello che era Saint-Domingue, una
delle pi prospere colonie caraibiche, a diventare quello che ancora oggi, uno dei paesi pi poveri del
mondo.
Bibliografia
Les profundes arrels del conflicte haiti - Javier Lavia. Barcelona, Universitat de Barcelona 2012
Las venas abiertas de Amrica Latina Eduardo Galeano, Siglo XXI Editores. Mxico 1971.
Histria de la Revolucin de Hait Jos L. Franco, Acadmia de las ciencias de Cuba. La Habana, 1966
La larga y desconocia lucha del pueblo de Hait Arnold Antonin,Editorial Ateneo de Caracas. Caracas 1979
Hait 500 aos de historia Jean-Marie Drot, Unin Latina Diagonale 1997

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