Sei sulla pagina 1di 8

Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n.

649004

Copia 1,00 Copia arretrata 2,00

LOSSERVATORE ROMANO
POLITICO RELIGIOSO

GIORNALE QUOTIDIANO

Non praevalebunt

Unicuique suum
Anno CLIV n. 136 (46.678)

Citt del Vaticano

luned-marted 16-17 giugno 2014

Allarcivescovo di Canterbury Papa Francesco indica il traguardo della piena unit

Lutto in Ucraina per la strage di soldati

Fronte comune contro le schiavit

Nessun accordo sul gas


tra Mosca e Kiev

E a un convegno di Iustitia et Pax denuncia lo scandalo della speculazione sui prezzi alimentari
Lorrore di fronte alla piaga del traffico umano; lurgenza di un rinnovato impegno per contrastare il gravissimo fenomeno della schiavit nelle
sue diverse forme; limpossibilit di
continuare a tollerare che la finanza
governi le sorti dei popoli; lo scandalo della speculazione sui prezzi
alimentari che provoca gravi conse-

guenze per laccesso al cibo dei pi


poveri: sono alcuni dei temi che
hanno caratterizzato le udienze di
Papa Francesco nella mattina di luned 16 giugno.
Ricevendo larcivescovo di Canterbury Justin Welby, il vescovo di Roma ha riproposto lobiettivo del raggiungimento della piena unit dei

cristiani e ha sottolineato come proprio la lotta contro le nuove forme


di schiavit sia uno degli elementi
che accomunano cattolici e anglicani. Fra le tante iniziative caritative
nate dalla collaborazione ecumenica
il Pontefice si riferito in particolare
alla rete di azione contro la tratta
delle donne creata da numerosi isti-

tuti religiosi femminili. Ci impegniamo a perseverare nella lotta alle


nuove forme di schiavit, confidando di poter contribuire a dare sollievo alle vittime e a contrastare questo
tragico commercio.
Successivamente, incontrando i
partecipanti a un convegno su etica
ed economia organizzato dal Pontificio Consiglio della pace e della giustizia, Papa Francesco ha chiaramente ripetuto che impossibile continuare a consentire al mercato finanziario di governare i popoli anzich
servirli. Cos come inaccettabile,
ha aggiunto, lo scandalo della
speculazione sui prezzi alimentari
che ha ricadute tragiche sullaccesso
al cibo da parte dei poveri.
Domenica mattina, allAngelus, il
Pontefice ha manifestato le sue
preoccupazioni per il popolo iracheno sconvolto dalla violenza e ha annunciato che il 21 settembre si recher in Albania. E nel pomeriggio, durante la visita alla comunit di
santEgidio, ha indicato un triplice
orizzonte di impegno preghiera,
poveri e pace nel quale racchiuso il cammino per far crescere la
compassione nel cuore della societ: questa, ha assicurato, la vera
rivoluzione, quella della compassione e della tenerezza, che mette in
fuga i fantasmi dellinimicizia e
dellindifferenza.
PAGINE 6-8

I miliziani sunniti dellIsis rivendicano lesecuzione di massa di millesettecento soldati

Ferocia jihadista in Iraq


BAGHDAD, 16. Orrore senza fine in
Iraq, dove i guerriglieri jihadisti sunniti dello Stato islamico dellIraq e
del Levante (Isis) hanno rivendicato
ieri lesecuzione di massa a Tikrit di
millesettecento soldati di Baghdad.
Su twitter, i miliziani dellIsis or-

ganizzazione terroristica legata ad Al


Qaeda e responsabile dei pi efferati
attacchi contro i cristiani in Siria
hanno pubblicato una serie di fotografie, inequivocabili e raccapriccianti, riprese dai media di tutto il mondo. Se confermato, si tratterebbe di

Il Mediterraneo
inghiotte altre vite

y(7HA3J1*QSSKKM( +[!z!.!#!/!

Un migrante sbarcato a Palermo dai volontari della Croce rossa (LaPresse/Ap)

ROMA, 16. La nave Etna della Marina militare italiana ha sbarcato ieri a Palermo le salme dei dieci naufraghi annegati nella nuova tragedia delle migrazioni avvenuta sabato davanti alle coste libiche. Le
conseguenze del naufragio appaiono per certamente pi gravi. A
bordo del gommone affondato, secondo i superstiti, cerano infatti
una novantina di persone e solo
quaranta sono state tratte in salvo.

Nelle ultime ventiquatrore quasi


mille tra migranti e profughi hanno
raggiunto i porti italiani a bordo
delle navi impegnate nelloperazione di soccorso Mare nostrum.
Sempre oggi, un migliaio di migranti subsahariani hanno cercato
invano di saltare la triplice recinzione che separa lenclave spagnola
di Melilla dal territorio del Marocco. Il tentativo stato respinto dalle polizie spagnola e marocchina.

uno dei peggiori crimini perpetrati


nellarea negli ultimi anni.
E per far fronte al deterioramento
della situazione, gli Stati Uniti stanno valutando la possibilit di intavolare negoziati diretti con lIran. Lo
hanno reso noto diversi organi di informazione statunitensi. Non ancora chiaro quali canali diplomatici gli
Stati Uniti sceglieranno, ma probabile che i contatti avverranno a
Vienna, dove americani e iraniani si
incontrano a partire da oggi per cercare di trovare un accordo sulla delicata questione del programma nucleare di Teheran. Washington ha
fatto sapere che a Vienna sar presente Bill Burns, il vice del segretario di Stato, John Kerry.
Funzionari statunitensi hanno
confermato alla Cnn le iniziative
dellAmministrazione di Washington
per dialogare con Teheran, con cui
non ha relazioni diplomatiche dal
1979. Secondo quanto anticipato dal
Wall Street Journal, i contatti potrebbero avvenire gi questa settimana, con lobiettivo di arginare lavanzata delle milizie sunnite, che hanno
gi conquistato Mossul, la seconda
citt del Paese, unampia zona del
settore occidentale dellIraq e si
stanno dirigendo ora verso Baghdad.
Proprio per questo, il dipartimento
di Stato ha deciso di rafforzare la sicurezza attorno allambasciata degli
Stati Uniti nella capitale irachena,
mentre il Governo australiano ha deciso di sgomberare gran parte del
personale della sede diplomatica.
Sabato scorso, il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha dichiarato
che il Governo di Teheran sta valutando una collaborazione con gli
Stati Uniti su questa drammatica
emergenza. E nel timore di una
espansione dei qaedisti, che in Iraq
ha costretto alla fuga oltre mezzo
milione di civili, le autorit giordane
hanno messo lesercito in stato dallerta, schierando alcuni reparti lungo
il confine iracheno.
Nelle ultime ore, migliaia di volontari, in particolare sciiti, si sono
uniti alle forze armate per respingere
loffensiva dei ribelli fondamentalisti
sunniti. Rinforzi continuano ad affluire verso Samarra, centodieci chi-

lometri a nord di Baghdad, dove almeno dieci soldati sono morti nei
combattimenti. Secondo la televisione panaraba Al Jazeera, forze speciali dellesercito stanno marciando verso Mossul, mentre a Tal Afar, una
cittadina a maggioranza sciita sessanta chilometri a ovest, sono tuttora
in corso aspri combattimenti tra gli
insorti e unit dellesercito, sostenute
da volontari sciiti. Violenti scontri
sono stati segnalati anche nella provincia di Diyala. A nord del capoluogo provinciale Baquba, un centro
per il reclutamento dei volontari
stato bombardato a colpi di mortaio,
con un bilancio di sei morti.
Per discutere della grave situazione, la Lega araba ha convocato per
mercoled e gioved prossimi una
riunione straordinaria a Gedda, in
Arabia Saudita.

Un impianto per lo stoccaggio del gas in territorio ucraino (Reuters)

KIEV, 16. Bandiere a mezzasta in


Ucraina.
Il
presidente
Petro
Poroshenko ha indetto ieri una
giornata di lutto nazionale, dopo
che nella notte tra venerd e sabato
i separatisti hanno fatto una strage
abbattendo nei cieli di Lugansk un
aereo cargo con a bordo 49 militari. Nessuno si salvato, e dopo
questa carneficina il presidente
ucraino ha chiesto allOccidente di
inasprire le sanzioni contro Mosca,
accusata da Kiev di armare i miliziani filo-russi. Ad aggravare la
tensione c stato il fallimento della
nuova tornata di negoziati tra Russia e Ucraina, avvenuti nel corso
del fine settimana sotto legida
dellUnione europea, per trovare
un compromesso sul pagamento da
parte di Kiev del gas russo.
Sabato sera, dopo la notizia
dellabbattimento dellaereo militare, centinaia di persone si sono radunate davanti allambasciata russa
a Kiev per protestare contro la politica del Cremlino. La manifestazione degenerata con scontri e
lancio di molotov. Gli Stati Uniti
hanno chiesto a Kiev di rispettare
la Convenzione di Vienna che obbliga gli Stati a difendere la sicurezza degli edifici diplomatici.
Intanto, il colosso energetico
russo Gazprom ha assicurato lUe
del suo impegno per forniture regolari di gas, anche dopo lintroduzione del regime di pagamenti anticipati imposto allUcraina oggi
alla scadenza dellultimatum e dopo il fallimento dei negoziati ma
allo stesso tempo ha avvertito di
possibili interruzioni, qualora
Kiev spilli del metano dal flusso
in transito verso Paesi terzi.

Le credenziali dellambasciatore
del Cile

Il portavoce di Gazprom, Serghiei Kupriyanov, ha dichiarato


che la compagnia russa continuer
a fornire a pieno volume i consumatori europei. Kiev obbligata
ad assicurarne il transito, come da
contratto. Circa il 15 per cento del
gas verso lEuropa, arriva dalla
Russia attraverso lUcraina.
In un comunicato stampa, il colosso energetico di Mosca ha reso
noto di aver avvertito in modo
tempestivo la Commissione europea sulleventualit di interruzioni
del metano e ha ribadito che continuer a fare ogni sforzo possibile
volto a prevenire ogni potenziale
interruzione del transito per i consumatori europei. Gazprom ha
inoltre annunciato che da oggi la
societ statale ucraina Naftogaz ricever solo i volumi di gas gi pagati in seguito al mancato rispetto
della scadenza per il rimborso di
parte del debito accumulato (circa
2 miliardi di dollari) nei confronti
di Mosca. Allo stesso tempo la
compagnia russa ha fatto sapere
che ricorrer allarbitrato della Corte di Stoccolma per ottenere i pagamenti arretrati. Ma anche la societ energetica Ucraina ha deciso
di ricorrere allarbitrato della Corte
di Stoccolma contro Gazprom, affinch sia stabilito un prezzo
equo per le forniture di gas. Kiev
punta inoltre a recuperare quello
che considera il pagamento eccessivo dal 2010, per un totale di 4,5
miliardi di euro.

A cinquantanni
dalla morte dellartista

Giorgio Morandi
e Roberto Longhi
SANDRA ISETTA

ANTONIO PAOLUCCI
A PAGINA 4

NOSTRE
INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto
questa mattina in udienza
Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Luigi Bianco,
Arcivescovo titolare di Falerone, Nunzio Apostolico in
Honduras.

Nella mattina di luned 16 giugno, Papa Francesco ha ricevuto


Sua Eccellenza la signora Mnica Jimnez de la Jara, Ambasciatore del Cile, per la presentazione
delle lettere con cui viene accreditata presso la Santa Sede

Il Santo Padre ha ricevuto


questa mattina in udienza
Sua Eccellenza la Signora
Mnica Jimnez de la Jara,
Ambasciatore del Cile, per la
presentazione delle Lettere
Credenziali.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 2

luned-marted 16-17 giugno 2014

Vittoria nel ballottaggio contro il candidato del Centro democratico scar Ivn Zuluaga

Intervento dellosservatore permanente della Santa Sede presso lufficio delle Nazioni Unite a Ginevra

Santos rieletto
presidente della Colombia

Imprese transnazionali
e promozione dei diritti umani

BO GOT, 16. Il ballottaggio per la


presidenza della Colombia tenuto
ieri ha confermato alla guida del
Paese per il prossimo quadriennio il
presidente uscente Juan Manuel
Santos, leader della coalizione centrista Unit nazionale. A scrutinio
ormai pressoch terminato, Santos
accreditato del 50,9 per cento dei
voti, contro il 45,1 attribuito al suo
sfidante, scar Ivn Zuluaga, candidato dal Centro democratico, il
partito di destra fondato dallex presidente lvaro Uribe. Il resto delle
schede scrutinate sono bianche o
nulle, in molti casi, secondo diverse
fonti, perch gli elettori hanno scritto nomi di candidati non ammessi
al ballottaggio. Non si hanno dati
definitivi sullaffluenza alle urne, ma
le fonti locali segnalano unastensione molto inferiore a quella del primo turno delle presidenziali, lo
scorso 25 maggio, quando avevano
votato appena il 40 per cento dei
32.975.158 elettori registrati.
Anche questo aspetto, a giudizio
di molti osservatori, avrebbe contribuito, insieme con lappoggio delle
forze politiche, dalla sinistra alla destra liberale, escluse dal ballottaggio, al successo di Santos, che ha ribaltato il risultato del primo turno,
quando Zuluaga ha avuto oltre il 29
per cento dei consensi, superando
di pi di tre punti percentuali il
presidente uscente. Determinante
nella scelta degli elettori sembra comunque essere stata la questione

Il nuovo
ambasciatore
del Cile

Pubblichiamo la nostra traduzione italiana dellintervento svolto l11 giugno


dallarcivescovo Silvano M. Tomasi,
osservatore permanente della Santa
Sede presso lufficio delle Nazioni Unite e istituzioni specializzate a Ginevra,
durante la ventiseiesima sessione ordinaria del Consiglio dei diritti delluomo.

Santos festeggiato dai suoi sostenitori (Epa)

delle trattative con la guerriglia di


sinistra, le forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), con le
quali in atto da un anno e mezzo
un negoziato a Cuba, e lEsercito di
liberazione nazionale (Eln), con il
quale Santos ha avviato un dialogo
esplorativo.
Zuluaga in caso di vittoria avrebbe interrotto i negoziati con la guerriglia, seguendo la linea di Uribe,

Vertice del

che a trattare con Farc ed Eln


sempre stato contrario. A questo
aspetto ha fatto riferimento Santos
nelle prime dichiarazioni dopo lannuncio della vittoria. stata
unelezione diversa. Non era in gioco il nome di un candidato, ma una
rotta per il Paese. linizio di una
nuova Colombia con pi libert,
pi giustizia sociale. Una Colombia
in pace con se stessa, ha detto.

G77

in Bolivia

Un appello per sradicare


la povert

Sua Eccellenza la Signora Mnica Jimnez de la Jara, nuovo ambasciatore del Cile presso la Santa Sede, nata a Santiago del
Cile il 25 dicembre 1940. vedova e ha cinque figli. Ha ricoperto, nel corso degli anni, i seguenti incarichi: assistente sociale della Pontificia universit del Cile;
professoressa titolare della Escuela de trabajo social della facolt
di scienze sociali della Pontificia
universit cattolica del Cile; magister in educazione per il lavoro
sociale presso la Catholic university of America (Washington
D.C.); coach ontologico, certificata
dal The Newfield Group; direttrice della Escuela de trabajo social delluniversit cattolica del
Cile; rettore delluniversit cattolica di Temuco; membro della
commissione presidenziale Verdad y Reconciliacin; ministro
dellEducazione. Inoltre, stata
presidente della Commissione
giustizia e pace del Cile e membro del Pontificio consiglio della
giustizia e della pace, nonch
membro del consiglio consultivo
della Revista Mensaje della
Compagnia di Ges e del consiglio direttivo della Universidad
Alberto Hurtado.
A Sua Eccellenza la Signora
Mnica Jimnez de la Jara, nuovo ambasciatore del Cile presso
la Santa Sede, giungano, nel momento in cui si accinge a ricoprire il suo alto incarico, le felicitazioni del nostro giornale.

LA PAZ, 16. Il vertice del gruppo


G77 lorganizzazione intergovernativa delle Nazioni Unite nata nel
1967 e oggi formata da 133 Paesi tra
membri effettivi e associati ha rivolto ieri sera un appello alla comunit
internazionale per sradicare la povert nel mondo entro il 2030. Lappello contenuto nella dichiarazione finale dopo due giorni di dibattiti a Santa Cruz, in Bolivia.
Debellare la povert la grande
sfida che deve affrontare il mondo e
la condizione indispensabile per lo
sviluppo durevole, afferma il testo
di cui stata data lettura dallambasciatore boliviano presso le Nazioni
Unite, Sacha Llorenty.
La dichiarazione fa inoltre riferimento a nuovi impegni contro le disuguaglianze, la protezione dellambiente e la sovranit dei Paesi sulle
loro risorse naturali e ha evocato
anche lallargamento del Consiglio
di sicurezza dellOnu. Questi temi
sono stati discussi prima nel Palazzo
di Vetro a New York durante pi
di novanta ore di negoziati, trenta
sedute di lavoro ed esprimono la

Piccoli passi avanti


nella lotta al riscaldamento globale
BERLINO, 16. Passi in avanti negli
impegni per la lotta al riscaldamento globale. I Governi dei 195 Paesi
della Convenzione dellOnu sui
cambiamenti climatici, a conclusione, ieri, di un summit a Bonn, hanno preso limpegno di elaborare una
bozza di intesa gi entro luglio, cio
prima della prossima sessione di lavori che si terr sempre a Bonn, in
ottobre, e in vista della Conferenza
mondiale Cop 20 in programma a
Lima in dicembre.
Cauto ottimismo per questo risultato da parte della Climate Action
Network la rete mondiale di oltre

LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO
Unicuique suum

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

00120 Citt del Vaticano


ornet@ossrom.va
http://www.osservatoreromano.va

volont di 133 Paesi del gruppo ha


aggiunto il diplomatico boliviano.
Il G77, al quale ha recentemente
aderito anche la Cina, il gruppo
pi vasto di Paesi delle Nazioni
Unite e svolge un ruolo fondamentale per raggiungere gli obiettivi del
Millennio ha detto il segretario generale dellOnu, Ban Ki-moon, che
ha presieduto i lavori del summit a
Santa Cruz.
Dal canto suo, il presidente boliviano, Evo Morales, ha insistito sulla necessit di prendere misure immediate. Il destino di milioni di
poveri e lo stato del pianeta ha
detto dipende dal successo del
nostro lavoro. Morales ha ricordato che i Paesi dellAsia, dellAfrica e
dellAmerica latina che compongono il G77 rappresentano il 77 per
cento della popolazione mondiale,
ma anche il 43 per cento delleconomia mondiale. Grandi assenti al
vertice in Bolivia la presidente del
Brasile, Dilma Rousseff, quella del
Cile, Michelle Bachelet, e il presidente, appena rieletto, della Colombia, Juan Manuel Santos.

Signor Presidente,
La Delegazione della Santa Sede
accoglie con favore il documento redatto dal gruppo di lavoro durante
lelaborazione dei Principi guida sulle imprese e i diritti umani proteggere,
rispettare e rimediare. Mentre lapprovazione unanime dei Principi
guida da parte del Consiglio per i
Diritti dellUomo ha indicato un
forte impegno politico globale, sono
stati necessari sforzi mirati per diffonderli in maniera efficace tra tutte
le parti interessate nel mondo.
Dal 2011 il gruppo di lavoro sostiene gli sforzi per la loro diffusione e applicazione avvicinando nuovi
pubblichi, moltiplicatori e catalizzatori. Ha anche contribuito a fornire
uno spazio per un dialogo costruttivo sul progresso e le sfide dellattuazione dei Principi guida, a livello sia
internazionale sia regionale; alla costruzione di un regime imprenditoriale e di diritti umani pi forte, anche attraverso lo sviluppo di piani
dazione nazionali per le imprese e i
diritti umani; e al miglioramento
della comprensione della nozione di
rimedio efficace agli impatti negativi
sui diritti umani legati alle attivit
imprenditoriali.
Malgrado i grandi sforzi compiuti
per attuare i Principi guida, continuano a esservi alcune sfide fondamentali, tra cui una maggiore diffusione degli stessi, il raggiungimento
della loro applicazione su vasta scala, la costruzione di fiducia tra le
parti interessate e il superamento
delle barriere ai rimedi efficaci. Le
difficolt sono tante, a livello sia
dellapplicazione organizzativa e
delle implicazioni legali, sia della
comprensione del significato e dei
benefici dei principi stessi. Ma laffermazione centrale ora sembra aver
ottenuto un vasto consenso: le imprese devono riconoscere i diritti
umani come quadro vincolante delle
loro attivit. Pertanto, la Delegazione della Santa Sede lieta dellopportunit di compiere un ulteriore
passo, che va ad aggiungersi agli
sforzi del gruppo di lavoro per promuovere i Principi guida.
Labilit delle societ internazionali di sfuggire parzialmente alla
territorialit e di ricavarsi unesistenza in mezzo alla legislazione nazionale giustamente una delle
preoccupazioni della comunit internazionale. La loro mobilit in termini di paese di incorporazione, gestione, produzione e flussi finanziari
consente loro di manovrare le legislazioni
nazionali,
approfittare
dellarbitrato normativo e scegliere
le giurisdizioni che offrono il guadagno migliore in termini di profitto. Papa Francesco, nella sua Esortazione apostolica Evangelii gaudium, e altri leader religiosi della comunit internazionale hanno ripetutamente sottolineato che il profitto
non pu essere lunica logica dellattivit imprenditoriale. Le societ
transnazionali fanno parte della famiglia umana e, pertanto, la loro attivit deve rispettare lo standard dei

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

Carlo Di Cicco
vicedirettore

Piero Di Domenicantonio

novecento Organizzazioni non governative secondo cui i lavori a


Bonn sono stati costruttivi, anche se
c ancora molto da fare. Pi di sessanta Paesi hanno espresso sostegno
a una riduzione graduale dellinquinamento da carbonio. Stati Uniti e
Cina hanno annunciato lintenzione
di ridurre le emissioni e una serie di
nuovi piani per aumentare lenergia
rinnovabile. Laccordo che dovr
essere siglato a Parigi lanno prossimo ed entrare in vigore nel 2020
punta allimpegno a limitare entro
due gradi centigradi il riscaldamen-

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

caporedattore

Gaetano Vallini

segretario di redazione

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


photo@ossrom.va www.photo.va

to globale, dimezzando le emissioni


di gas a effetto serra entro il 2050.
Un ulteriore slancio per costruire
lintesa potr arrivare se i leader dei
Paesi pi ricchi manterranno la promessa di mettere pi soldi sul tavolo per aiutare i Paesi pi poveri
nellazione sul clima, presentando i
propri contributi allaccordo di Parigi entro il prossimo marzo.
Nel comunicato conclusivo si rileva che crescono le iniziative da parte delle citt e che c una migliore
gestione del territorio, elementi che
mostrano un percorso verso un futuro meno inquinato.

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442
fax 06 698 83675
segreteria@ossrom.va
Tipografia Vaticana
Editrice LOsservatore Romano

don Sergio Pellini S.D.B.


direttore generale

diritti umani (cfr. Papa Francesco,


Evangelii gaudium, n. 56 e 204; Arcivescovo Justin Welby, Good Banks:
Transcript of Archbishop Justin Welbys speech on 12th June 2013, (terza
della serie), The City and the Common Good: What kind of City do we
want?, St Pauls Institute. London).
Un altro aspetto che preoccupa la
comunit internazionale la complessit inerente delle societ transnazionali per quanto riguarda i loro modelli operativi (modus operandi), che rende difficile monitorarle e
supervisionarle. La conseguente assenza di una solida e puntuale trasparenza rende molto difficile valutare la conformit alle norme e alle
legislazioni. Le violazioni dei diritti
umani troppo spesso avvengono per
la totale disattenzione verso conseguenze che avrebbero potuto essere
prevedibili se qualcuno si fosse
preoccupato di rifletterci. Questa
sorta di negligenza non casuale,
ma sistematica. il risultato razionale dellesclusione sistemica di chi
vulnerabile nella logica delle attivit economiche. Papa Francesco
descrive cos questa realt: Non si
tratta pi semplicemente del fenomeno dello sfruttamento e delloppressione, ma di qualcosa di nuovo:
con lesclusione resta colpita, nella
sua stessa radice, lappartenenza alla
societ in cui si vive, dal momento
che in essa non si sta nei bassifondi,
nella periferia, o senza potere, bens
si sta fuori. Gli esclusi non sono
sfruttati ma rifiuti, avanzi
(Evangelii gaudium, n. 53).
La morte di oltre millecento operai innocenti nel crollo della fabbrica di abbigliamento di Rana Plaza
in Bangladesh lo scorso anno stata
vergognosa, ma purtroppo non era
che la punta di un iceberg. La violazione dei diritti umani nel posto di
lavoro unesperienza di vita quotidiana per decine di migliaia di persone nel mondo, specialmente in
giurisdizioni in cui vige unapplicazione lassista delle leggi e delle norme. In questo senso, la mia Delegazione condivide la conclusione della
Relazione circa la priorit di rivedere laccesso ai rimedi per le vittime di impatti negativi sui diritti
umani, derivanti da attivit imprenditoriali, comprese le barriere legali
e pratiche per accedere ai tribunali,
e la disponibilit e lefficacia di
meccanismi statali non giudiziari.
Unaltra importante sfida a un ordine internazionale guidato dagli
Stati e allapplicazione dei Principi
guida lemergere di societ transnazionali come attori globali con
molteplici centri operativi. Le dimensioni delle loro operazioni, il
numero dei lavoratori, i flussi finanziari permettono loro non solo di
essere semplicemente un altro attore nel mercato, ma anche di plasmare in modo significativo leggi e
norme, mercati e societ a proprio
vantaggio e per i propri fini. Il fatto
che le imprese svolgano un ruolo
sociale attraverso la licenza sociale
a operare che le societ concedono
loro per mezzo delle agenzie governative non una novit, ma una dimensione purtroppo dimenticata dei
programmi di studio delle scuole
deconomia moderne. Sia la Chiesa
sia la comunit internazionale affermano che, al di l del legittimo profitto, le imprese economiche devono
operare per il bene comune. Perch
la globalizzazione sia conforme
allumanit, queste societ devono
rispettare lo standard dei diritti
umani e assumersi la loro parte di
responsabilit verso il bene comune
(cfr. ibid. n. 203 e 205).
Signor Presidente,
La Delegazione della Santa Sede
consapevole che non esistono soluzioni facili per rispondere alle sfide multiformi e complesse degli affari e dei diritti umani, o per proporre un rimedio efficace e lobbligo
di responsabilit che le vittime stanno legittimamente chiedendo con
urgenza. Affrontare tali sfide e gestire in modo efficace i rischi per i diritti umani collegati agli affari esige
unattenzione costante e una mescolanza intelligente di approcci
normativi e politici e di incentivi.
Limpegno costruttivo e gradito di
tutte le parti interessate nelle questioni economiche e commerciali internazionali aiuter a raggiungere

Tariffe di abbonamento
Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198
Europa: 410; $ 605
Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665
America Nord, Oceania: 500; $ 740
Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30):
telefono 06 698 99480, 06 698 99483
fax 06 69885164, 06 698 82818,
info@ossrom.va diffusione@ossrom.va
Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

uno sviluppo integrale e una solidariet radicata in una visione del futuro che garantisca unequa distribuzione delle risorse e risponda
allinterdipendenza dei popoli (cfr.
Pontificio Consiglio della Giustizia
e della Pace, Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 373, Roma, 2004).
Il Commento al Principio Fondazionale 11 afferma luniversalit dei
diritti umani e quindi la responsabilit delle societ che operano a livello transnazionale: La responsabilit di rispettare i diritti umani uno
standard globale di condotta attesa
da tutte le imprese economiche,
ovunque esse operino. Esiste indipendentemente dalla capacit e/o
volont degli Stati di adempiere ai
propri obblighi relativi ai diritti
umani e non riduce tali obblighi.
Ed esiste al di sopra e al di l della
conformit alle leggi e le norme nazionali che tutelano i diritti umani
(cfr. UN Office Of The High Commissioner for Human Rights, Guiding Principles on Business and Human Rights Implementing the Human Nations Protect, Respect and
Remedy Framework, United Nations
Publishing Service, Ginevra, 2012,
p.13. HR/PUB/11/4). Sottolineando
che la responsabilit deriva direttamente dai diritti umani, i Principi
guida evidenziano che la natura obbligatoria di tale responsabilit in
fondo di tipo morale, e inoltre
esprimono una delle principali difficolt nellapplicazione delle linee
guida: come possiamo convincere le
societ internazionali a rispondere
volontariamente a tale responsabilit
se nessun vincolo legale nazionale
impone loro di farlo?
Uno strumento vincolante innalzerebbe gli standard morali e cambierebbe il modo in cui le societ
internazionali intendono il loro ruolo e le loro attivit. A tale riguardo
stato proposto che la sinergia tra
le societ del settore pubblico e
quello privato potrebbe costituire
unaltra forma emergente di impresa
economica che si preoccupa del bene comune senza rinunciare ai profitti (Considerando le tematiche relative al rapporto tra impresa ed etica, nonch levoluzione che il sistema produttivo sta compiendo, sembra che la distinzione finora invalsa
tra imprese finalizzate al profitto
(profit) e organizzazioni non finalizzate al profitto (non profit) non sia
pi in grado di dar conto completo
della realt, n di orientare efficacemente il futuro. In questi ultimi decenni andata emergendo unampia
area intermedia tra le due tipologie
di imprese [...]. Non si tratta solo di
un terzo settore, ma di una nuova
ampia realt composita, che coinvolge il privato e il pubblico e che non
esclude il profitto, ma lo considera
strumento per realizzare finalit
umane e sociali. Il fatto che queste
imprese distribuiscano o meno gli
utili oppure che assumano luna o
laltra delle configurazioni previste
dalle norme giuridiche diventa secondario rispetto alla loro disponibilit a concepire il profitto come
uno strumento per raggiungere finalit di umanizzazione del mercato e
della societ [...]. Esse, senza nulla
togliere allimportanza e allutilit
economica e sociale delle forme tradizionali di impresa, fanno evolvere
il sistema verso una pi chiara e
compiuta assunzione dei doveri da
parte dei soggetti economici (Caritas in veritate, n. 46)).
Signor Presidente,
I Principi guida sono uno strumento importante per creare un
quadro per lattivit delle societ
transnazionali. La responsabilit di
rispettare i diritti umani deriva dal
riconoscimento del fatto che le imprese hanno una funzione sociale
che non pu essere ridotta alla mera
produzione e distribuzione di beni e
servizi. Come attori importanti in
un mondo globalizzato, esse hanno
la responsabilit di osservare e di
promuovere i diritti umani negli
ambiti della loro attivit. Mentre i
Principi guida possono migliorare
lintegrazione della priorit della
persona umana e dellambiente nelle
attivit economiche internazionali,
solo uno strumento vincolante sar
pi efficace per portare avanti tale
obiettivo.

Concessionaria di pubblicit

Aziende promotrici della diffusione

Il Sole 24 Ore S.p.A.


System Comunicazione Pubblicitaria
Ivan Ranza, direttore generale
Sede legale
Via Monte Rosa 91, 20149 Milano
telefono 02 30221/3003, fax 02 30223214
segreteriadirezionesystem@ilsole24ore.com

Intesa San Paolo


Ospedale Pediatrico Bambino Ges
Banca Carige
Societ Cattolica di Assicurazione
Credito Valtellinese

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 16-17 giugno 2014

pagina 3

Decine di persone uccise dagli islamisti somali a Mpeketoni

Cinquantamila bambini in pericolo di vita per la fame e le malattie

Citt del Kenya


attaccata da al Shabaab

Infanzia tragica in Sud Sudan

NAIROBI, 16. Sono 48 i morti finora


accertati nellattacco sferrato ieri sera contro la citt costiera di Mpeketoni, nellest del Kenya, dalle milizie
radicali islamiche di al Shabaab. Lo
ha comunicato la Croce rossa locale,
ma secondo fonti della polizia le
conseguenze potrebbero rivelarsi ancora pi gravi, dato che continuano
le ricerche di altri corpi.
Lincursione a Mpeketoni, di
fronte allisola di Lamu, popolare
localit turistica e sito protetto
dallUnesco, stata compiuta da

Nigeria
ancora sconvolta
da una strage
di Boko Haram
ABUJA, 16. Il nord-est della Nigeria resta segnato dalle violenzr
pressoch quotidiane di Boko
Haram, il gruppo islamista responsabile di migliaia di uccisioni, in massima parte di civili, in
attacchi armati e atti di terrorismo che si susseguono da cinque
anni. Teatro dellultima strage
stato ieri il villaggio di Daku nello Stato del Borno, dove i miliziani di Boko Haram hanno fatto
irruzione nel mercato locale uccidendo quindici persone. Questo
ennesimo attacco giunge a due
mesi esatti dal rapimento, il 15
aprile, di 276 ragazze nel dormitorio di un liceo di Chibok, sempre nel Borno, lo Stato che di
Boko Haran considerato la roccaforte. Delle studentesse sequestrate da Boko Haram non si
hanno ancora notizie certe, nonostante la mobilitazione delle forze nigeriane nella loro ricerca e
laiuto fornito da numerosi Paesi
stranieri.
Sempre ieri, stato sventato
un attentato in una chiesa della
Nigeria, che avrebbe potuto provocare diverse vittime fra i fedeli
durante la messa domenicale. Alcuni sacchi contenenti degli ordigni, uno dei quali munito di timer, sono stati rinvenuti dalla
polizia attorno alla mezzanotte a
Owerri, la capitale dello Stato
sud orientale di Imo. Il portavoce della polizia locale, Andrew
Enewerem, citato dal quotidiano
online Premium Paper, nel
darne notizia, ha aggiunto che
sei persone sono state arrestate.
Non vengono ritenute direttamente responsabili del fallito attentato, ma potrebbero essere in
possesso di informazioni utili.
Al momento, la polizia non
privilegia alcuna pista. Come noto, Boko Haram ha compiuto
sanguinosi attacchi contro chiese
cristiane, ma il gruppo non ha
mai agito negli Stati meridionali,
pur compiendo attentati terroristici anche in zone compresa la
capitale federale Abuja diverse
dal suo abituale territorio dazione nel nord-est.

una cinquantina di uomini armati a


bordo di tre veicoli con la bandiera
di al Shabaab. Sono stati attaccati
due alberghi, una banca, un commissariato. Lattacco durato almeno due ore, durante le quali vi sarebbe stata anche una presa di
ostaggi. La popolazione si data alla fuga, mentre i poliziotti, molti dei
quali figurano tra i morti, cercavano
di fronteggiare lattacco. Le fonti locali riferiscono di una situazione
tornata calma allalba di oggi.
Il Kenya nel mirino di al Shabaab da quando il Governo di Nairobi invi contro di loro truppe in
Somalia, prima per una missione
autonoma al dichiarato scopo di
mettere in sicurezza il confine, poi
integrate nellAmisom, la missione
dellUnione africana. Proprio lintervento delle forze kenyane, soprattutto dellaviazione, fu determinante a
fine 2012 per costringere le milizie
di al ritiro da Chisimaio, seconda
citt e secondo porto della Somalia,
che per anni era stata la loro principale roccaforte.
Nonostante ci, al Shabaab ha dimostrato di aver mantenuto intatta
la sua capacit di colpire, sia con
azioni di guerriglia sia con attentati
terroristici, in Somalia, compresa la
capitale Mogadiscio, e allestero, in
particolare proprio in Kenya, ma
anche in Uganda, Paese che fornisce

Bambini sudsudanesi in un campo profughi (Reuters)

JUBA, 16. Pi di cinquantamila bambini sono in pericolo immediato di vita per la fame o per le malattie nel
Sud Sudan, devastato dalla guerra civile scoppiata sei
mesi fa. quanto si legge in una nota pubblicata nel fine settimana dalla missione locale delle Nazioni Unite e
nella quale si sollecitano aiuti internazionali per la popolazione locale. Gli obiettivi immediati delloperazione umanitaria sono salvare le vite umane e scongiurare
la carestia, si legge nella nota, firmata dal responsabile
delle operazioni umanitarie dellOnu nel Sud Sudan,
Toby Lanzer,

Il documento ricorda che numerose comunit non


possono pi coltivare o occuparsi del bestiame. In certe regioni del Paese non facilmente accessibili la gente
muore gi di fame, scrive Lanzer. Il conflitto, oltre a
provocare secondo fonti concordi migliaia di vittime
dati ufficiali non sono mai stati diffusi ha costretto
alla fuga un milione e mezzo di persone. Confermando
questo dato, il responsabile degli interventi umanitari
dellOnu in Sud Sudan sostiene che occorre un miliardo di dollari per avviare il necessario piano di aiuti per
le persone colpite da fame, violenza e malattie.

Popolazione civile in fuga dalla seconda citt della Libia

Cruenti combattimenti a Bengasi

Unauto in fiamme dopo essere stata colpita in uno scontro a fuoco (Epa)

Vasta offensiva in Pakistan


contro i talebani
ISLAMABAD, 16. Lesercito pakistano
ha lanciato oggi una vasta offensiva
aerea contro i talebani nella regione
del Waziristan del nord, territorio
tribale al confine con lAfghanistan.
La decisione stata presa in risposta al sanguinoso attacco dell8 giugno scorso allaeroporto internazionale di Karachi, con un bilancio di
46 morti. Le nostre forze armate
afferma lesercito in una nota da
Islamabad hanno il compito di
eliminare i terroristi e distruggere i
loro covi.
Fonti ufficiali citate dalle emittenti televisive nazionali hanno precisato che caccia bombardieri hanno compiuto ripetuti raid aerei nella zona di Data Kheled, roccaforte
dei talebani e dei terroristi di Al
Qaeda, colpendo almeno sei nascondigli e uccidendo circa 150 miliziani. Oltre allaviazione impegna
artiglieria, carri armati e truppe

gran parte delle truppe dellAmisom. In Kenya lattacco pi sanguinoso fu sferrato lo scorso settembre
al centro commerciale Westgate di
Nairobi, dove furono uccise una sessantina di persone dopo una presa
dostaggi durata quattro giorni. Poche settimane, fa Fuad Mohamed
Khalaf, uno dei massimi comandanti di al Shabaab, aveva avvertito che
la guerra sarebbe stata spostata in
Kenya, in risposta alla ripresa dei
bombardamenti aerei delle forze di
Nairobi su postazioni degli insorti a
sud-ovest di Mogadiscio, che hanno
provocato decine di morti.
Nonostante che siano entrambi
impegnati contro al Shabaab, negli
ultimi mesi andata sempre crescendo la tensione tra i Governi di
Mogadiscio e di Nairobi. I picchi di
tale tensione sono stati legati a
unoperazione condotta dallesercito
e dalla polizia kenyana che ha portato allespulsione di centinaia di
migliaia di somali. Sul piano pi
propriamente politico, inoltre, Mogadiscio ha fortemente contestato la
decisione di Nairobi di aprire una
missione diplomatica ad Hargeisa, il
capoluogo del Somaliland, la regione somala autoproclamatasi ventitr
anni fa autonoma da Mogadiscio,
che per non ne ha mai riconosciuto la scissione.

terrestri. La maggioranza delle vittime di cui si ha notizia sono militanti uzbeki. Il Movimento islamico
dellUzbekistan, insieme ai miliziani pakistani dei Tehrik-i-Taliban, ha
rivendicato lattacco allaeroporto di
Karachi. Il gruppo, fondato nel
1991 e legato ad Al Qaeda, si rifugiato nella zona tribale pakistana
del Waziristan dallintervento militare internazionale in Afghanistan
(ottobre del 2001). Ma la risposta
dei talebani non si fatta attendere.
Un portavoce ha intimato agli investitori stranieri, alle compagnie
multinazionali e a quelle aeree di
lasciare immediatamente il Pakistan,
perch ha detto siamo in stato di guerra. In una dichiarazione
ripresa dalla stampa locale, il portavoce dei Tehrik-i-Taliban ha dichiarato di considerare responsabile di
questa situazione il primo ministro,
Nawaz Sharif.

TRIPOLI, 16. salito a dodici morti


e sedici feriti il bilancio degli scontri
di ieri a Bengasi tra forze leali al generale Khalifa Haftar e gruppi fondamentalisti islamici. Lo hanno riferito fonti mediche di tre diversi
ospedali della zona. I violenti combattimenti sono andati avanti per
tutta la giornata soprattutto nei
quartieri di Sidi Faraj e Hawari, dove le forze di Haftar hanno bombardato delle basi islamiste spingendo
decine di famiglie a evacuare la zona. Gran parte della Libia orientale,
inoltre, priva di energia elettrica,
dopo che colpi di mortaio hanno
colpito una centrale elettrica.
Quelli di ieri sono stati gli scontri
pi violenti tra le due parti dopo il
16 maggio scorso, quando Haftar ha
lanciato unoffensiva contro le milizie islamiche a Bengasi. I combattimenti seguiti alloperazione militare
battezzata Dignit, hanno causato
almeno un centinaio di morti nella
seconda citt libica. Nonostante il
Governo di Tripoli abbia bollato
loperazione come un colpo di Stato,
il generale si detto determinato a
continuare e ha raccolto sempre pi
consensi tra altre formazioni militari.
Le milizie islamiche nel mirino di
Haftar, tra cui Ansar Al Sharia, sono
accusate di numerosi attentati costati
la vita a membri delle forze della sicurezza ma anche giudici, attivisti,
giornalisti e stranieri nellest della
Libia. Lorganizzazione internazionale Human Rights Watch ha di recente diffuso dei dati in base ai qua-

li, dallinizio del 2014, sono stati assassinati in media trentacinque ufficiali al mese.
E a conferma del caos che regna
in Libia ieri un cittadino libanese
stato rapito a Bengasi, mentre nella
citt di Marj, sempre in Cirenaica,
un imam stato trovato morto con
segni di tortura. Secondo quanto riportato dallagenzia di stampa libanese, Gorges Rashed Rashed sarebbe stato rapito quattro giorni fa da
un gruppo armato che ha fatto irruzione nella sua casa. I sequestratori
hanno contattato il datore di lavoro
delluomo e avrebbero chiesto un riscatto di un milione di dollari. Il cadavere di Tarek Al Drissi, imam e
membro del Dar Al Ifta (la pi alta
autorit religiosa del Paese) invece
stato ritrovato nella citt di Marj,
dopo essere stato rapito alcuni giorni prima.
Nonostante la Libia si trovi ormai
alla vigilia delle elezioni legislative,
previste per il prossimo 25 giugno, le
autorit faticano a ristabilire lordine
nel territorio. Lex premier, Ali Zeidan, ha nuovamente accusato ieri i
Fratelli musulmani di volere trasformare il Paese in una nuova Somalia. Intervistato dal quotidiano
saudita Okaz, dalla sua residenza
in Germania, Zeidan ha affermato
che i Fratelli musulmani vogliono
che il Paese diventi una base per i
gruppi estremisti islamici per poi tenere in ostaggio la Libia e il suo popolo.

Violenze e presunti brogli gettano unombra sullesito delle presidenziali afghane

Ballottaggio insanguinato
KABUL, 16. Le accuse e i sospetti di
brogli, oltre alle minacce e alle ripetute violenze dei talebani, rischiano
di gettare unombra inquietante
sullesito del secondo turno delle
presidenziali di ieri in Afghanistan,
dove gli ex ministri, Abdullah
Abdullah e Ashraf Ghani, si contendono la poltrona di Hamid Karzai.
Al voto hanno partecipato sette milioni di elettori, circa il 60 per cento
degli aventi diritto. Il risultato finale del ballottaggio tra lex ministro
degli Esteri Abdullah, che al primo
turno aveva ottenuto il 45 per cento
dei consensi, e lex ministro delle
Finanze Ghani, forte del 31 per cento dei consensi, previsto per la fine di luglio.
Riguardo ai presunti brogli, il capo della polizia di Kabul, generale
Zahir Zahir, ha accusato il segretario
generale della Commissione eletto-

rale indipendente (Iec) di avere tentato di portare a termine unoperazione fraudolenta, utilizzando automobili di sua propriet per trasportare urne zeppe di schede gi votate
a favore di uno dei due candidati. Il
segretario ha respinto le accuse,
chiedendo lintervento di Karzai,
ma ci non toglie che il tema dei
possibili atti illeciti e dei presunti
brogli tenga sulle spine le autorit
elettorali e politiche, gli analisti e la
stampa del Paese.
Il portavoce della commissione
per i reclami elettorali ha reso noto
che al momento sono state ricevute
275 denunce di possibili brogli.
D allesame e dalla risposta che si
dar a queste denunce, si sapr anche quando la Iec potr comunicare
il nome del vincitore.
A ci si aggiungono gli attacchi
dei talebani contro numerosi seggi

elettorali, e soprattutto, contro chi


andato a votare. Un blitz dei fondamentalisti a Samangan ha provocato
non meno di undici vittime, mentre
un assalto a un commissariato di
polizia a Kandahar City si concluso con la morte di sette attentatori
suicidi e di tre agenti di polizia.
Nella loro pagina internet, i militanti hanno rivendicato 868 attacchi
su vasta scala, colpendo seggi, posti
di sicurezza e le strade che conducevano ai seggi. Le province dove secondo gli insorti vi sono state la
maggior quantit di azioni terroristiche sono state Kandahar (107), Kunar (67), Kunduz (55) e e Logar
(55). Ad Herat, riferisce la Bbc, i talebani hanno tagliato le dita di undici persone che si erano recate a
votare. Il ministero dellInterno di
Kabul ha ammesso 150 attacchi dei
talebani.

Israele arresta
il presidente
del Parlamento
palestinese
TEL AVIV, 16. Le truppe israeliane
impegnate nella ricerca dei tre
giovani coloni scomparsi in
Cisgiordania gioved scorso, i sedicenni Gilad Shaer e Naftali
Frenkel e il diciannovenne Eyal
Yifrach, hanno arrestato nella notte il presidente del Parlamento palestinese, Aziz Dweik. Questi un
esponente di spicco del movimento islamista Hamas, al quale il primo ministro israeliano, Benjamin
Netanyahu, ha attribuito la responsabilit del rapimento dei tre
giovani. Nella massiccia operazione lanciata dallesercito israeliano,
una delle pi imponenti degli ultimi anni, sono stati effettuati oltre
centocinquanta arresti e una persona rimasta uccisa. Nel campo
profughi di Jalazone, vicino a Ramallah, lingresso dellesercito ha
infatti innescato tafferugli durante
i quali morto il diciannovenne
Ahmed Arafat, rimesso in libert
da Israele una settimana fa.

Lesercito siriano
riconquista
un sito strategico
DAMASCO, 16. Le forze governative siriane hanno confermato ieri
di avere ripreso il controllo di
Kassab, strategica localit vicino
allunico posto di confine con la
Turchia della quale si erano impadroniti tre mesi fa i miliziani islamisti del Fronte Al Nusra. Unit
dellesercito stanno riportando la
sicurezza e la stabilit a Kassab,
nel nord della provincia di
Latakia, dopo aver ucciso una
gran quantit di terroristi e aver
distrutto le loro armi, ha riferito
lagenzia di stampa governativa
Sana. Secondo il Governo, da
Kassab cera stato in questi mesi
un massiccio afflusso di miliziani
islamisti in territorio siriano.
Kassab, abitata in maggioranza
da cristiani armeni, si trova a una
sessantina di chilometri a nord
della citt di Latakia, capoluogo
dellomonima provincia costiera,
dal cui porto deve partire larsenale chimico siriano posto sotto il
controllo internazionale e destinato alla distruzione in mare. Proprio linsicurezza nellarea ha rallentato questa operazione che nei
piani originari avrebbe dovuto
concludersi entro il 30 giugno.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

Giorgio Morandi
Natura morta (1937)
sotto: lartista bolognese

Nelle lettere
si chiamavano per cognome
e non venivano meno
alluso ottocentesco del Lei
Ma il loro
fu un rapporto intenso
Degno del De amicitia
di Cicerone

Il primato della misericordia

Dio
e i nostri
no bizzosi

luned-marted 16-17 giugno 2014

A cinquantanni dalla morte di Giorgio Morandi una mostra sulla sua amicizia con lo storico dellarte

Caro Longhi
corda, e una concordia di storiche preferenze: Giotto, Masaccio, Piero, Bellini,
Nel cinquantesimo dalla morte di Moran- Tiziano, Chardin, Corot, Renoir, Czandi, fino al 22 giugno presso la Fondazio- ne. Simbolo di questa pittura di affinit
ne Longhi sulle colline che circondano e di affetti la straordinaria serie di sei
Firenze, allestita la mostra Giorgio Fiori, di cui uno della Collezione Merlini
Morandi Roberto Longhi. Opere Lettere e i restanti donati dal pittore al critico e
Scritti, realizzata grazie alla generosa alla moglie, la scrittrice Anna Banti.
Disposti uno accanto allaltro, in una
collaborazione della Collezione Merlini e
curata da Maria Cristina Bandera. Una sequenza insolitamente godibile, testimomostra intelligente, di poche ma eccellenti opere, aliena dal clamore dei grandi
circuiti, discreta come i due protagonisti
a cui dedicata.
Le diciassette opere esposte sono indicative delle diverse forme espressive di
Morandi, oli, acquerelli, incisioni. Ma,
come il titolo stesso suggerisce, liniziativa supera gli esiti di una mostra, poich
intorno al percorso espositivo costruita
la memoria di una pagina fondamentale
della storia dellarte contemporanea, narrata dalle voci in dialogo del critico e del
pittore, Longhi e Morandi. Una storia di
di ANTONIO PAOLUCCI
persone, legate da reciproca stima e da
amicizia.
o sono stato lultimo lauLa casa di Longhi, villa Il Tasso sede
reato (nel luglio del 1964)
della Fondazione, apre le porte al pubblidi Roberto Longhi, il
co per introdurlo tra le pareti dove Lonmaestro che mi ero scelto.
ghi studiava, che Morandi frequentava.
Venivo da Rimini, figlio
Limpressione di entrare in una dimensiodi un piccolo antiquario di prone umana oltre che culturale si avverte
vincia, avevo respirato fin da picfin da subito: ad accogliere il visitatore
colo, nella bottega di mio padre,
infatti la voce di Roberto Longhi nel viil sapore e il gusto delle cose andeo Exit Morandi (giugno 1964), il comtiche, le cose che le mani degli
miato commosso dal pittore del primo
uomini hanno consumato e reso
critico consapevole della sua statura artipreziose. Dovendo iscrivermi
stica, il primo a consacrarlo: Morandi
alluniversit decisi che di quelle
non sar secondo a nessuno.
cose, da grande, avrei voluto ocCon queste parole conclusive dellExit
cuparmi. In fondo io faccio queMorandi intitola uno dei suoi saggi in casto mestiere, di soprintendente e
talogo Milano, Silvana Editoriale, 2014,
di direttore di musei, perch vengo dal mestiere. Non avrei potupagine 208, euro 30 Maria Cristina
to fare una profesBandera che offre la
sione diversa.
rilettura di un nutrito scambio epistolaLonghi me lo
re da cui sembra afaveva fatto conoscefiorare un substrare al liceo Carla
to umanistico degno
Ravaioli, una bradel De amicitia di
vissima e giovanissiCicerone
per
ma supplente di
lamicizia intelletstoria dellarte, sua
tuale intessuta di afallieva, poi diventafinit elettive e le
ta, a Roma, scrittricomuni esperienze
ce femminista e leaculturali
nello
der politica. Fu cos
scorrere di due viche mi iscrissi a Fite parallele e anrenze alla Facolt di
che contemporanee
Lettere e cominciai
(entrambi nacquero
a seguire fin da sunel 1890). Nelle letbito le lezioni e i
tere, si chiamavano
seminari di Roberto
per
cognome

Longhi.
Caro Longhi e
Longhi era un
Caro Morandi e
uomo difficile, infiLo scritto di Longhi per la morte di Morandi
non venivano meno
nitamente egoista,
(1964)
dalluso ottocenteinfinitamente intelsco del Lei, nel religente e pericolosamente seduttivo, un
ciproco rispetto delvero incantatore di serpenti. Dole loro peculiarit caratteriali: la perenvessi stringere in sintesi lessenza
toriet autorevole, da opinion leader in
questo caso, del primo e lapparente ritrodel suo magistero accademico,
sia, corroborata tuttavia da consapevolezdirei che ci insegnava, insieme, la
za, del secondo. Una ritrosia che non
immedesimazione e la mimesi.
tradiva per uninnata umanit informaCio la capacit di entrare da
le e una cavalleria allantica come
scienziati nellopera darte e poi
emerge da un ricordo personale nel condi raccontarla con le parole.
tributo in catalogo di Mina Gregori (Il
Longhi nasce da una specie di
mio primo incontro con Morandi e altri
corto circuito tra il futurismo e
ricordi), attuale presidente della FondaDAnnunzio. Egli viene fuori da
zione, gi allieva di Longhi e poi a lui
questa mirabile congiuntura italiana del Novecento. Il futurismo
subentrata nellinsegnamento alluniversiha voluto dire trasgressione, evat di Firenze. Qualifica il catalogo anche
sione dagli stereotipi. Quanto a
lindagine tecnico-scientifica sulla specifiGabriele DAnnunzio, ha scritto
cit dei supporti pittorici utilizzati da
cose incantevoli sugli artisti e sui
Morandi, che realizzava ogni sua opera
monumenti dItalia, con la sua
su una tela appositamente scelta e talora,
straordinaria capacit di modelcon valenza pittorica, lasciata a vista, colare la lingua cos da far intendeme dimostra linnovativo saggio di Mare lopera darte attraverso il suoriella Gnani, restauratrice e conservatrice
no delle parole.
della Collezione Merlini (Lintreccio tesLonghi ci ha insegnato la cosile di Morandi).
noscenza tecnica dellopera darIl carteggio inedito, che fa parte
te, il suo essere documento condellesposizione, rimanda alla vivacit del
cretamente storico, storia che si
passato, ai molti momenti della creazione
fatta figura, il suo essere squisitadelle tele di Morandi e della loro
mente relativa perch rapportaaccoglienza nellentusiasmo letterario
ta a una rete virtualmente infinidellamico, nel corso di una frequentaziota di modelli, di memorie, di ocne intellettuale di trentanni, unintimit
casioni e di suggestioni. Contemtutta mentale come lo stesso Longhi ridi SANDRA ISETTA

niano lincontro tra natura e natura morta


che il pittore per tutta la vita ha perseguito e qui ricercato nelle rispondenze
formali e cromatiche tra larchitettura dei
piccoli vasi e le forme libere delle corolle
di fiori, talune toccate da un cromatismo
acceso che rimanda alla forte impressione
ricevuta dalla pittura di Renoir.
Ruolo non secondario gioca lalone di
sfondo al bouquet che poggia talora sulla

tela nuda, in un processo di delicata


astrazione che evoca laerea levit dellarte orientale.
Fronteggiano il filare dei fiori sette nature morte significative delle fasi pittoriche di Morandi. Lo sguardo subito catturato dal drappo giallo della Natura
morta del 1924, capolavoro di unestrema
poetica tonale, o dai pochi timbri violacei
della Natura morta del 1937, dallimpianto
monumentale e arieggiante quella luce
che fu di Piero della Francesca, la cui
grandezza fu riscoperta da Longhi.
In fondo alla sala dominano i luoghi
di Morandi, le malinconiche colline di
Grizzana e il familiare cortile del suo atelier bolognese in via Fondazza (dalla colporaneamente ci ha insegnato
lezione Merlini). unopera intensa, conlazzardo, il gusto della contradsumata nella facies oscura dei prodromi
dizione e della iperbole, il piacedel conflitto mondiale, uno sguardo di
re di esplorare opere e autori poMorandi dalla finestra aperta sul cortile e
co o per nulla frequentati.
su un mondo sfigurato che stravolge anI ragazzi e le ragazze che il
che la quotidianit della via, delle case,
nostro maestro radunava nei suoi
delle pietre.
seminari di attribuzione allIstiMorandi fece dono dei Fiori del 1943 a
tuto di Storia dellarte di piazza
Roberto Longhi, in segno di gratitudine
San Marco a Firenze ebbero sorper linteressamento alla sua liberazione
ti diverse, percorsero carriere
dal carcere bolognese di San Giovanni al
quasi sempre brillanti e in genere
Monte, dove era stato rinchiuso nel magricche di successi. Del resto non
gio di quellanno insieme ad alcuni memera consentito a nessuno di
bri bolognesi del Partito dazione, per i
riuscire prevedibile e meno che
rapporti intrattenuti con lo storico
mai banale, se veniva da quella
dellarte Carlo Ludovico Ragghianti apscuola.
partenente al movimento clandestino anQualcuno di noi scelse la stratifascista Giustizia e libert. Nello stesso
da delluniversit, altri, come me,
1943, nel suo cortile di via Fondazza,
quella delle Soprintendenze.
microcosmo di enorme valenza affettiva,
A me rimane memoria di quei
Morandi fece piantare un ulivo, come aupomeriggi di inverno quando, ai
spicio di pace. Racconta un vicino di caseminari di attribuzione, Roberto
sa Morandi che la Domenica della palLonghi, la sigaretta pendula al
me lartista portava in parrocchia i ramolabbro e la sciarpa bordeaux al
scelli del suo amato ulivo di Grizzana, afcollo, elegantissimo e scicchissifinch benedetti venissero distribuiti ai
mo come un croupier della Belle
fedeli. La parrocchia era Santa Cristina,
poque, dava a noi, suoi allievi,
spazio amatissimo dal pittore, nella cole carte di un gioco crudele e afs rinominata Piazzetta Morandi.
fascinante. Erano foto in bianco
Il sicuro riconoscimento accordato alla
e nero, dettagli di opere darte;
capacit e allintelligenza organizzative
la schiena di qualche martire madella mostra va esteso
alla sensibilit pedagogica che guida a una
conoscenza pi umana,
e meno nota, dellartista. La cornice idonea
poteva essere solo la
Fondazione
Longhi
che dalla morte del critico offre la possibilit
di una formazione elevata a giovani meritevoli, provenienti da
tutte le parti del mondo. Anche i borsisti,
presenti allinaugurazione, hanno collaborato alla stesura del catalogo, con personali
riflessioni, nella forma
dialogica che si afferma come filo conduttore di questa densa
rassegna
Morandi/
Longhi (Perch Morandi oggi? Conversazione tra i borsisti delLo storico dellarte Roberto Longhi
la Fondazione).
Si avverte che la cifra dellamicizia internierista, il profilo di una santa
corre anche nel rapporto tra borsisti e
gotica, un truce personaggio ad
docenti, scevro di quelle barriere accadeevidenza caravaggesco, forse Vamiche che ancora affliggono le nostre
lentin, forse Manfredi, chiss?
universit dove la bravura di un allievo
Noi dovevamo indovinare lopevissuta talora non come accrescimento ma
ra e lautore o almeno inquadrare
come sottrazione di prestigio al maestro.
lepoca e lo stile.
Contrariamente alla lezione di condivisioErano sconfitte brucianti e,
ne dettata da Morandi: Il compito eduqualche rara volta, successi che
cativo possibile alle arti figurative ritengo
scaldavano il cuore. Eppure tutti
sia, particolarmente nel tempo presente,
noi quando uscivamo esausti da
quello di comunicare le immagini e i senquel gioco al massacro, sapevatimenti che il mondo visibile suscita in
mo di aver capito qualcosa e di
noi (intervista a Giorgio Morandi per
essere diventati, almeno un poco,
The Voice of America, incisa il 25 aprile 1957).
pi bravi.

Lultimo
laureato

Charlie Mackesy
Il ritorno del figlio prodigo (2003)

di GIACOMO BIFFI
io sempre il primo; perci la
sua misericordia non consegue al peccato ma lo anticipa.
vero che la piet divina si
effonde sul mondo per rimediare alla colpa, ma ancora pi profondamente vero che la colpa accolta nel
progetto eterno perch il perdono possa
manifestarsi. Dio poteva scegliere tra infiniti mondi possibili. Nessuno di essi
avrebbe potuto manifestare tutte le perfezioni divine; ciascuno di essi ne avrebbe
manifestata qualcuna. Eleggendo un ordine tutto incentrato nel Figlio suo fatto uomo, crocifisso e risorto, redentore e capo
di una moltitudine di fratelli, il Padre ha
preferito a ogni altro un universo che
esprimesse soprattutto la sua gioia di
perdonare ed esaltasse nelluomo lumilt
dellamore penitente.
Ci si fa pi chiara allora nella sua
verit laffermazione di Ges che ci
sar pi gioia in
cielo per un peccatore convertito, che
per
novantanove
Anticipiamo un
giusti che non hanestratto del libro
no bisogno di condel cardinale Giacomo
versione (Lc 15, 7).
Biffi La multiforme
Il peccatore che si
sapienza di Dio. Esercizi
pente, esprime in
spirituali con Giovanni
modo diretto il senPaolo II (Siena,
so specifico e il vaCantagalli, 2014,
lore emergente di
pagine 231, euro 14) in
questo universo di
vendita dal 17 giugno.
fatto
voluto
da
Il volume raccoglie i
D io.
testi inediti degli
Cos arriviamo a
esercizi spirituali tenuti
capire che le nostre
dal porporato in
infedelt, le nostre
Vaticano tra il 12 e il
insipienze, i nostri
18 febbraio 1989 alla
no bizzosi (per i
presenza di Papa
quali siamo e dobWojtya.
biamo essere umi-

Esercizi
spirituali

liati e confusi) possono diventare loccasione per una vita spirituale pi intensa; e che la stessa nostra colpa vinta e
travolta sul nascere dalla pi grande forza
damore del Padre che salva.
una sofferenza vedersi nella propria
meschinit. Ma appunto quando mi riconosco meschino, mi vedo proprio per questo chiamato alla salvezza e avvicinato al
mio redentore: il mio peccato non fa in
tempo ad esprimersi, che gi superato e
dissolto dalla divina volont di riscatto.
Alla fine c come una letizia dolente,
che non dimentica le infedelt e non lascia
di piangerle, ma non riesce pi a vederle
se non gi oltrepassate dal pi grande impeto della misericordia del Padre.

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 16-17 giugno 2014

pagina 5

Con un nuovo piano di formazione degli imam il Marocco si oppone allestremismo

Un islam
del giusto mezzo

Appello dei leader delle Chiese riuniti su invito di Karekin

II

Pace e giustizia
per la Siria e per lIraq
GINEVRA, 16. Un appello affinch si
ponga fine al pi presto ai combattimenti in Siria e nel vicino Iraq
stato lanciato dai leader religiosi del
World Council of Churches e della
Mother See of Holy Etchmiadzin
and Holy See riuniti nei giorni scorsi a Etchmiadzin, in Armenia, su invito di Sua Santit Karekin II, Patriarca supremo e Catholicos di tutti
gli Armeni.
In un messaggio i leader religiosi
hanno sottolineato limportanza di
un immediato cessate il fuoco per la
stabilit in Medio oriente. Ci siamo riuniti, si legge nel testo, per
pregare per la giustizia e la pace.
Questo incontro coincide con la celebrazione della Pentecoste, quando
lo Spirito Santo discese per dare voce comune ai credenti di ogni lingua. Lo Spirito Santo ci guida a
credere che la pace e la giustizia per
tutti i popoli non possono essere
raggiunti da singole iniziative umanitarie. Attraverso la diakonia e lassistenza umanitaria prosegue il testo le Chiese continuano a testimoniare lamore incondizionato di
Cristo per tutte le persone in Siria.
di grande importanza che le
Chiese continuino ad accompagnare
coloro che hanno trovato rifugio nei
Paesi vicini. Pertanto, incoraggiamo
ulteriormente la cooperazione tra le
diverse Chiese e gli enti caritativi,
sia all'interno della Siria che in altri
Paesi. Invitiamo le Chiese che hanno intrapreso il cammino della riconciliazione a continuare ad essere
costruttori di ponti, approfondendo

il dialogo con le loro sorelle e fratelli musulmani.


Nel corso dellincontro, i leader
religiosi hanno riconosciuto e apprezzato la generosit della Chiesa
armena apostolica e delle autorit
per aver dato ospitalit a 12.000 rifugiati siriani. E hanno ricordato
che gi in occasione della consultazione ecumenica e internazionale
sulla Siria promossa dal World
Council of Churches, nel gennaio
del 2014 avevano espresso la
preoccupazione per tutte le persone colpite dalla violenza estrema e
dalla crisi umanitaria in Siria dichiarando la profonda convinzione
che non ci sar alcuna soluzione militare alla crisi nel Paese.
I leader religiosi, inoltre, ricordano che sono passati quasi quattro
mesi dal fallimento del processo di
pace di Ginevra II. Con grande tristezza continuiamo ad assistere a un
drammatico deterioramento della situazione. Noi deploriamo la distruzione di case, scuole, ospedali e luoghi di culto. Stiamo assistendo a
sviluppi allarmanti e pericolosi poich la guerra si estesa anche al vicino Iraq. Pertanto, ribadiamo il nostro appello urgente a tutte le parti
in conflitto a perseguire unimmediata cessazione del confronto
armato e delle ostilit allinterno di
Siria e Iraq. Auspichiamo la rimozione dei blocchi agli aiuti umanitari, la cessazione del flusso di armi e
i finanziamenti a tutte le parti in
conflitto e il ritiro di tutti i
combattenti stranieri. Chiediamo il
rilascio immediato dei due presuli

di Aleppo rapiti, il metropolita greco-ortodosso Boulos Yazigi e larcivescovo siro-ortodosso Yohanna


Ibrahim, di padre Paolo DallOglio,
e di tutti i prigionieri detenuti ingiustamente.

Per una equilibrata


informazione
sulle violenze
anticristiane in India
BARUIPUR, 16. Dire la verit,
senza esagerare sugli episodi di
violenza: questo lappello lanciato allagenzia Fides dal vescovo di Baruipur, Salvadore Lobo,
neopresidente della Commissione
per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale indiana.
Fare un buon servizio alla Chiesa
in India ha sottolineato il presule rimarcando la responsabilit
dei mass media significa non
strumentalizzare gli episodi di
violenza. La Chiesa, ha osservato,
opera in India con un grande
sforzo di servizio sociale rivolto
a persone di ogni religione e la
fede e il messaggio cristiano sono
apprezzati, anche se vi sono
sporadiche violenze sui fedeli, da
parte di gruppi estremisti.

RABAT, 16. Promuovere un islam


del giusto mezzo che sia baluardo contro lestremismo: lobiettivo
del piano approvato venerd scorso
dalle autorit di Rabat in materia di
formazione e pratica religiosa. Nella
societ marocchina ha dichiarato
il ministro degli Habous e degli Affari islamici, Ahmed Toufiq esiste
unelevata domanda di servizi religiosi. E questo progetto vuole essere
una risposta concreta a questo bisogno cos che la gente possa praticare la religione nelle condizioni migliori. Allo stesso tempo si tratta
di preservare lislam marocchino, di
rito malikita e di orientamento moderato, che gioca un ruolo importante allinterno del Paese.
In
un
comunicato,
ripreso
dallagenzia Efe, il Gabinetto reale
informa che il sovrano, Maometto
VI, ha presieduto la cerimonia di
presentazione del piano elaborato
dal Consiglio superiore degli ulema
e dal ministero degli Affari islamici.
Il progetto fornisce strumenti di
supporto agli imam per aiutarli a
svolgere la loro missione religiosa e
per ampliare e migliorare il programma di lotta contro lanalfabetismo che viene condotto nelle moschee. Un totale di milletrecento
imam diplomati, i quali hanno imparato a memoria il Corano e ricevuto una formazione supplementare
in teologia e in altre materie, verranno incaricati di garantire la forma-

Se manca la verit
una societ senza fondamenta
MANILA, 16. Una societ che non
getta le proprie fondamenta sulla
verit non pu esistere e resistere;
quanto si costruisce sulla menzogna
e linganno non pu fornire una
base stabile per le relazioni umane e
un ordine sociale duraturo. Ad affermarlo larcivescovo di Lingayen-Dagupan, Socrates B. Villegas,
presidente della Conferenza episcopale delle Filippine, nel messaggio
inviato nei giorni scorsi a Pasay Ci-

In Bangladesh armonia religiosa prima di tutto


la parola di Dio, evangelizzare la
mia gente e far conoscere Cristo alle
altre comunit. Ma levangelizzazione difficile, musulmani e ind
spesso rifiutano lincontro con la religione cattolica. La Chiesa cattolica, in Bangladesh, nota per i suoi
servizi rivolti a tutte le comunit.
Leducazione sar il mio primo
obiettivo. Poi, voglio concentrarmi
sul campo medico: dispensari, medici, infermieri. I tribali sono molto
poveri e spesso non hanno modo di
andare dai dottori dei villaggi. Devono formarsi una cultura della sanit. Per fare questo, cercher lappoggio della Caritas, presente in
questarea, che offre servizi fondamentali.
Il vescovo di Sylhet non ha dubbi
nellaffermare che tutti sono fratelli, in quanto figli dellO nnipotente. Pertanto, dobbiamo lavorare insieme per larmonia religiosa e aiutarci a vicenda, in modo da costruire una societ pacifica e dimenticare
il conflitto, la guerra e linvidia per
sempre.
In Bangladesh, la Commissione
episcopale per lunit dei cristiani e
il dialogo interreligioso lavora da
tempo per promuovere una migliore
comprensione tra i fedeli che appartengono alle diverse religioni. Essa
inoltre mira a studiare e a comprendere i valori spirituali di altre religioni e condividere i valori cristiani
con gli altri.

mazione di milletrecento imam


istruttori, con lobiettivo di preservare le scelte dottrinali e rituali
del Marocco, come prescritte dagli
ulema. La formazione iniziata nel
2006 e il programma ora in grado
di garantire una copertura su tutto
il territorio nazionale, con una media di un istruttore per quaranta
moschee. I tutor forniscono ai predicatori un inquadramento di prossimit dando loro assistenza, se necessario, anche attraverso visite
guidate.
Il principio che la religione non
venga strumentalizzata come elemento di disturbo o di discordia, essendo al contrario un fattore determinante anche per il mantenimento
dellordine pubblico. Un islam del
giusto mezzo appunto, baluardo
contro lestremismo.
Liniziativa comprende anche un
programma per la lotta contro
lanalfabetismo da attuarsi in quasi
5550 moschee. Di questa attivit
hanno beneficiato negli ultimi anni,
secondo dati ufficiali, circa due milioni di fedeli.
Il ruolo del Marocco come promotore di un islam moderato, distante dal salafismo e dalle versioni
rigoriste particolarmente diffuse
nellOriente arabo, stato messo in
evidenza da molti analisti ed elogiato dal segretario di Stato statunitense John Kerry nel corso della sua
ultima visita a Rabat.

Il presidente dellepiscopato filippino sulla nuova evangelizzazione

Secondo il vescovo DCruze il dialogo tra le fedi essenziale per raggiungere la pace nel mondo

DHAKA, 16. Larmonia religiosa


pu portare la pace nel mondo.
Ne fermamente convinto monsignor Bejoy Nicephorus DCruze, vescovo di Sylhet e presidente della
Commissione per lunit dei cristiani e il dialogo interreligioso della
Conferenza episcopale del Bangladesh, intervenuto in occasione della
Giornata per larmonia religiosa, celebrata nel Paese asiatico gioved
scorso.
I conflitti, la guerra e linfelicit
ha spiegato il presule allagenzia
AsiaNews sono le cause della
mancanza di armonia. Giorno dopo
giorno la Terra sta diventando un
posto infelice per legoismo degli
uomini; oggi la pace rappresenta
sempre pi una cosa rara per lessere umano. Ogni popolo ha sete di
felicit e pace. La gente vuole costruire larmonia nella propria societ. Anche se apparteniamo a religioni diverse ha sottolineato monsignor DCruze dobbiamo pregare
un solo Dio per ricevere il dono
dellunit. Egli ci chiama a questo.
Le persone non riescono pi a ottenere i beni materiali di prima necessit, ma nemmeno i diritti basilari,
come la libert religiosa. Il traffico
di bambini e di donne, i sequestri di
persona, le guerre, tutto questo influisce sulla nostra vita quotidiana.
Fin dal suo insediamento avvenuto nel 2001, il vescovo ha espresso la
propria volont di voler predicare

zione religiosa nelle varie moschee


del Paese. I servizi religiosi offerti
attualmente non riescono infatti a
soddisfare le crescenti esigenze delle
cinquantamila moschee sparse in
tutto il territorio.
Liniziativa, aggiunge la France
Presse, prevede anche larrivo in
Marocco per un periodo di formazione di un gruppo di imam maliani, il secondo da quando lo scorso
anno il re ha siglato un accordo con
le autorit di Bamako. Il primo
gruppo composto da centosei maliani ha spiegato il ministro Toufiq passer a frequentare il secondo anno e ora attendiamo larrivo di
unaltra classe. Sulla base di quanto previsto nellaccordo, saranno circa cinquecento gli imam del Mali
che potranno beneficiare di questa
opportunit di formazione erogata
in sei anni. Rabat sta trattando anche con altre Nazioni che vorrebbero stipulare accordi analoghi. Fra
esse la Tunisia, la Guinea, la Nigeria e la Costa dAvorio. Lavoriamo
con loro sulle modalit di accoglienza, ha detto ancora il rappresentante del Governo, precisando che
da poco iniziata la costruzione di
un istituto specializzato nella capitale e non pi a Fs, come era stato
previsto in un primo momento. Si
tratta di un edificio che sar pronto
entro sette mesi, ha detto Ahmed
Toufiq.
Il piano di sostegno allinquadramento religioso prevede la for-

ty, dove si tenuta ledizione annuale della Conferenza sulla nuova


evangelizzazione, alla quale hanno
partecipato pi di quattromila persone. Nel testo letto nel corso
dellincontro e del quale AsiaNews
offre unampia sintesi il presule
invita a ricercare ci che vero,
parlare della verit e fare sempre la
cosa giusta. Nel farlo bisogna al
contempo basarsi sul criterio
dellamore, che si coniuga e manifesta nella solidariet e nel servizio
agli altri. Il presidente dellepiscopato spiega che levangelizzazione
lannuncio, la testimonianza e il radicamento del Vangelo, che viene
donato allumanit mediante Ges
Cristo; essa implica al contempo
lapertura della vita, della societ,
della cultura e della storia alla persona di Cristo e alla sua comunit
viva, la Chiesa.
Il valore centrale, lelemento cardine della nuova evangelizzazione
dunque la verit: cercare la verit,
parlare della verit, agire secondo
verit. Monsignor Villegas rivolge
un pensiero particolare ai laici, invitandoli a tornare alla pienezza della
verit e alla valorizzazione del senso
del bene comune. Sottolinea che la
nuova evangelizzazione annunciare la bellezza nel mondo, celebrare ci che giusto e restituire
integrit al mondo stesso.
D allarcivescovo di Lingayen-Dagupan sono state tracciate le lineeguida da seguire per contribuire al
cammino di sviluppo della Chiesa e
delle Filippine, la sola nazione asiatica a larga maggioranza cattolica.
Ci che diversifica levangelizzazione dalla nuova evangelizzazione il
destinatario del messaggio: la seconda punta dritta verso quanti si sono allontanati dalla fede e dalla
Chiesa in nazioni per cultura e tradizione cattoliche, come le Filippine: Siamo chiamati a rafforzare la
presenza della Chiesa nella nostra
nazione e nei Paesi vicini dellAsia,
ha concluso il presidente della Conferenza episcopale, dando prova di
testimonianza autentica di Cristo
nella vita di tutti i giorni.
Un altro messaggio ai fedeli cattolici filippini, in particolare ai laici,
venuto nei giorni scorsi dallarcivescovo emerito di Manila, cardinale Gaudencio B. Morales, in occasione del decimo anniversario del

Pondo ng Pinoy (Fondo dei filippini), istituito proprio dal porporato, il quale riferisce AsiaNews
ha invitato la popolazione a continuare nel sostegno a questopera di
carit: Continuate a sostenere i poveri e i bisognosi. Il Fondo non riguarda me, riguarda la carit. Anche se mi sono ritirato scrive il
presule non vuol dire che le persone devono smettere di sostenere il
fondo. Dovremmo sempre aiutare
chi ha bisogno: Dio mi ha usato come strumento per questo scopo.
I festeggiamenti per il decimo anniversario si sono svolti gioved a
Manila. Nato nel 2004 per volont
del cardinale Rosales, il PnP incoraggia ad aiutare gli altri donando con coraggio, non importa
quanto povera o umile essa sia. A
oggi il fondo ha sostenuto pi di
trecento progetti che riguardano il
settore sanitario, abitativo, di sviluppo ed educativo. LHapag Asa, il
programma di sostegno alimentare,
arrivato a spendere pi di duecento milioni di peso.
In questi giorni nelle Filippine si
parlato anche del ruolo cruciale
che religioni e culture possono avere
per costruire la pace e la riconciliazione a Mindanao. Loccasione
stata la conferenza internazionale
svoltasi a Cotabato, presso la Notre
Dame University, ateneo fondato
dai Missionari Oblati di Maria Immacolata. La conferenza, intitolata
La pace vivere insieme, stata
organizzata in collaborazione con
larcidiocesi di Cotabato, la comunit di SantEgidio e lassociazione
musulmana indonesiana Muhammadiyah. Sono intervenuti autorevoli
esponenti cristiani e musulmani, leader della societ civile e rappresentanti politici, oltre a personalit provenienti dal mondo della scuola e
della cultura. Si trattato di un momento di riflessione dopo lo storico
accordo (il 27 marzo) per la pace
nel sud delle Filippine, sottolineando il criterio dellinclusione, definito
fondamentale a livello sociale e
politico, per maggioranze e minoranze, tutte con il diritto di essere
rappresentate, come riferisce una
nota giunta allagenzia Fides.
Lobiettivo era sostenere il processo
di pace e ampliare la partecipazione
di tutte le realt religiose, civili e
politiche di Mindanao.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

luned-marted 16-17 giugno 2014

Papa Francesco allAngelus ribadisce che una contraddizione pensare a cristiani che si odiano

Riconciliazione e giustizia
per il popolo iracheno
E annuncia che domenica 21 settembre si recher in visita a Tirana in Albania
Con viva preoccupazione Papa
Francesco segue i drammatici
avvenimenti che sconvolgono in questi
giorni lIraq. E cos domenica 15
giugno, durante il consueto incontro
con i fedeli in piazza san Pietro per la
recita dellAngelus, ha chiesto di
pregare per il popolo iracheno. Prima
della preghiera mariana ha proposto la
seguente riflessione sulla santissima
Trinit.
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Messa a Santa Marta

Quando pagano
i poveri
Sono sempre i poveri a pagare il
prezzo della corruzione. Di ogni
corruzione: quella dei politici e degli imprenditori, ma anche quella
degli ecclesiastici che trascurano il
loro dovere pastorale per coltivare il potere. Papa Francesco
tornato a denunciare con parole
forti il peccato della corruzione,
nel quale cadono tante persone
che hanno potere, potere materiale
o potere politico o potere spirituale. E durante la messa celebrata
luned mattina, 16 giugno, a Santa
Marta, ha invitato a pregare in particolare per quelli tanti, tanti
che pagano la corruzione, che pagano la vita dei corrotti, questi martiri della corruzione politica, della
corruzione economica e della corruzione ecclesiastica.
Prendendo spunto dal passo del
primo libro dei Re (21, 1-16) proclamato durante la liturgia, il Pontefice ha ricordato la storia di Nabot
di Izrel, il quale si rifiuta di cedere
al re Acab la sua vigna, ereditata
dal padre, e per questo, su istigazione della regina Gezable, viene
lapidato. Un brano molto triste
della Bibbia ha commentato il vescovo di Roma, notando che il racconto segue la stessa struttura di
quello del processo di Ges o del
martirio di Stefano, e richiamando
in proposito una frase del Vangelo
di Marco (10, 42): Voi sapete che
coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su
di esse e i loro capi le opprimono.
Questo Nabot ha sottolineato
il Papa sembra un martire, un
martire di quel re, che governa tiranneggiando e opprimendo. Per
impadronirsi della vigna, Acab al
principio fa a Nabot una proposta
onesta: Ma io te la compro, te la
cambio per unaltra. Poi per, di
fronte al rifiuto delluomo di privarsi delleredit dei suoi padri, se
ne va a casa amareggiato, sdegnato, comportandosi quasi come un
bambino capriccioso che fa le
bizze. a questo punto che sua
moglie Gezable la stessa che
aveva minacciato di morte il profeta
Elia, dopo che lui aveva ucciso i sacerdoti di Baal organizza un
processo farsa con falsi testimoni e
fa uccidere Nabot, consentendo al
marito di prendere possesso della
vigna. E Acab lo fa, ha fatto notare
il Pontefice, tranquillo, come se
niente fosse accaduto.
Si tratta di una storia, ha ammonito Francesco, che si ripete continuamente in tante persone che hanno potere, potere materiale o potere
politico o potere spirituale. Ma
questo un peccato: il peccato
della corruzione. E come si corrompe una persona? Si corrompe
ha detto il Papa sulla strada
della propria sicurezza. Primo, il
benessere, i soldi, poi il potere, la
vanit, lorgoglio, e di l tutto: anche uccidere.
Sui giornali ha osservato il
vescovo di Roma noi leggiamo
tante volte: stato portato in tribunale quel politico che si arricchito
magicamente. stato in tribunale,
stato portato in tribunale quel capo di azienda che magicamente si

arricchito, cio sfruttando i suoi


operai; si parla troppo di un prelato che si arricchito troppo e ha lasciato il suo dovere pastorale per
curare il suo potere. Dunque, ci
sono i corrotti politici, i corrotti
degli affari e i corrotti ecclesiastici.
E ce ne sono dappertutto. Perch
la corruzione, ha spiegato il Pontefice, proprio il peccato a portata
di mano, che ha quella persona che
ha autorit sugli altri, sia economica, sia politica, sia ecclesiastica.
Tutti siamo tentati di corruzione.
un peccato a portata di mano.
Del resto, ha aggiunto, quando
uno ha autorit si sente potente, si
sente quasi Dio. La corruzione
quindi una tentazione di ogni
giorno, nella quale pu cadere
un politico, un imprenditore, un
prelato.
Ma si chiesto Francesco
chi paga la corruzione?. Certamente non la paga chi porta la
tangente: egli infatti rappresenta
solo lintermediario. In realt, ha
constatato il Pontefice, la corruzione la paga il povero!. Non a
caso la corruzione del re Acab lha
pagata Nabot, il povero uomo fedele alla sua tradizione, fedele ai suoi
valori, fedele alleredit ricevuta da
suo padre.
Se parliamo dei corrotti politici
o dei corrotti economici, chi paga
questo? si domandato ancora il
Papa. Pagano ha detto gli
ospedali senza medicine, gli ammalati che non hanno cura, i bambini
senza educazione. Loro sono i moderni Nabot, che pagano la corruzione dei grandi. E, ha continuato, chi paga la corruzione di un
prelato? La pagano i bambini, che
non sanno farsi il segno della croce,
che non sanno la catechesi, che non
sono curati; la pagano gli ammalati
che non sono visitati; la pagano i
carcerati, che non hanno attenzioni
spirituali. In definitiva, a pagare la
corruzione sono sempre i poveri: i
poveri materiali e i poveri spirituali.
Tra voi per non cos dice in
proposito Ges ai discepoli, esortando chi ha potere a diventare
il servitore. E in effetti, ha ricordato Francesco, lunica strada per
uscire dalla corruzione, lunica strada per vincere la tentazione, il peccato della corruzione, il servizio.
Perch la corruzione viene dallorgoglio, dalla superbia, e il servizio
ti umilia: proprio la carit umile
per aiutare gli altri.
In conclusione il vescovo di Roma ha rimarcato il valore della testimonianza di Nabot, il quale
non ha voluto vendere leredit
dei suoi padri, dei suoi antenati, i
valori: una testimonianza tanto
pi significativa se si pensa che
spesso, quando c corruzione,
anche il povero rischia di perdere
i valori, perch vengono imposte
abitudini, leggi, che vanno contro i
valori ricevuti dai nostri antenati.
Da qui linvito a pregare per i tanti
martiri della corruzione, perch
il Signore ci avvicini a loro e dia
a questi poveri la forza per andare
avanti nella loro testimonianza.

Oggi celebriamo la solennit della


Santissima Trinit, che presenta alla
nostra contemplazione e adorazione
la vita divina del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo: una vita di comunione e di amore perfetto, origine e meta di tutto luniverso e di
ogni creatura, Dio. Nella Trinit riconosciamo anche il modello della
Chiesa, nella quale siamo chiamati
ad amarci come Ges ci ha amato.
lamore il segno concreto che manifesta la fede in Dio Padre, Figlio e
Spirito Santo. lamore il distintivo

del cristiano, come ci ha detto Ges:


Da questo tutti sapranno che siete
miei discepoli: se avete amore gli
uni per gli altri (Gv 13, 35). una
contraddizione pensare a cristiani
che si odiano. una contraddizione! E il diavolo cerca sempre questo: farci odiare, perch lui semina
sempre la zizzania dellodio; lui non
conosce lamore, lamore di Dio!
Tutti siamo chiamati a testimoniare ed annunciare il messaggio che
Dio amore, che Dio non lontano o insensibile alle nostre vicende
umane. Egli ci vicino, sempre al
nostro fianco, cammina con noi per
condividere le nostre gioie e i nostri
dolori, le nostre speranze e le nostre
fatiche. Ci ama tanto e a tal punto
che si fatto uomo, venuto nel
mondo non per giudicarlo ma perch il mondo si salvi per mezzo di
Ges (cfr Gv 3, 16-17). E questo
lamore di Dio in Ges, questamore
che tanto difficile da capire ma
che noi sentiamo quando ci avviciniamo a Ges. E Lui ci perdona
sempre, Lui ci aspetta sempre, Lui

ci ama tanto. E lamore di Ges che


noi sentiamo lamore di Dio.
Lo Spirito Santo, dono di Ges
Risorto, ci comunica la vita divina e
cos ci fa entrare nel dinamismo della Trinit, che un dinamismo di
amore, di comunione, di servizio reciproco, di condivisione. Una persona che ama gli altri per la gioia stessa di amare riflesso della Trinit.
Una famiglia in cui ci si ama e ci si
aiuta gli uni gli altri un riflesso
della Trinit. Una parrocchia in cui
ci si vuole bene e si condividono i
beni spirituali e materiali un riflesso della Trinit.
Lamore vero senza limiti, ma sa
limitarsi, per andare incontro allaltro, per rispettare la libert dellaltro. Tutte le domeniche andiamo alla Messa, celebriamo lEucaristia insieme e lEucaristia come il roveto
ardente in cui umilmente abita e si
comunica la Trinit; per questo la
Chiesa ha messo la festa del Corpus
Domini dopo quella della Trinit.
Gioved prossimo, secondo la tradi-

Conclusa la riunione a Roma della fondazione Populorum progressio

Approvati 125 progetti


per i contadini dellAmerica latina
Si conclusa la riunione annuale
del consiglio di amministrazione
della fondazione Populorum progressio, svoltasi dall11 al 13 giugno
presso la sede del Pontificio Consiglio Cor Unum.
Questanno il consiglio di amministrazione riferisce un comunicato diffuso al termine dei lavori
ha ritenuto importante radunarsi a
Roma soprattutto per chiedere a
Papa Francesco, alla luce della sua
esperienza pastorale in America latina, un indirizzo programmatico
sul futuro dopo ventidue anni al
servizio delle comunit indigene,
meticce e afroamericane contadine
del continente.
Dei 135 progetti presentati nel
2014 dalle diverse giurisdizioni ecclesiastiche di America latina e Caraibi, sono stati approvati 125, in linea con i criteri della fondazione,
per un totale di 1.800.000 dollari
statunitensi.
I progetti questanno sono stati
dedicati principalmente a iniziative
riguardanti la formazione di bambini e giovani. In tal modo, la fondazione potr sostenere piccole realt
e comunit cattoliche nei loro programmi di sviluppo e promozione
umana. Si tratta nel complesso di
microprogetti in diversi ambiti: non
vi soltanto la formazione, ma anche la creazione di pozzi per lacqua potabile, listituzione di fondi
rotatori e banche di sementi, la costruzione di saloni comunitari, il
sostegno a progetti sanitari e via dicendo.

Papa Francesco ha voluto ricevere in udienza privata i membri del


consiglio di amministrazione. Per
oltre quaranta minuti i presuli si
sono trattenuti in dialogo con il
Pontefice, affrontando diverse problematiche riguardanti il continente
latinoamericano, sempre alla luce
dellattivit svolta dalla fondazione.
Il Santo Padre per primo ha voluto ribadire che le istituzioni cattoliche non sono delle ong: esse devono infatti operare secondo unantropologia che non soltanto veda
nella persona una bocca da sfamare, ma tenga conto anche della sua
dimensione spirituale, dellanelito
di Dio e di eternit che ognuno
porta nel cuore.
In secondo luogo, si affrontata
la problematica dellindigenismo: si
poi discusso anche dellevangelizzazione e del suo rapporto con le
opere di carit, nello spirito delle
opere di misericordia corporali che
non vanno disgiunte da quelle spirituali.
Il Papa ha inoltre ricordato che
lideologia centrata sul dio denaro mira a scartare soprattutto due
categorie di persone: i bambini, futuro della societ, e i vecchi, memoria storica. Il vescovo di Roma
ha sottolineato anche il dramma
della disoccupazione giovanile, che
porta a generazioni di ragazzi senza avvenire, facili prede di dipendenze e criminalit. Ha poi chiesto
alla fondazione di adoperarsi a beneficio di questa fascia di popolazione, attraverso progetti di educa-

zione e formazione professionale. Il


dialogo stato franco, aperto, fruttuoso.
La riunione a Roma ha consentito al consiglio di amministrazione
anche di potersi confrontare con
organismi quali la Pontificia Commissione per lAmerica latina, il cui
segretario, Guzmn Carriquiry Lecour, intervenuto, su richiesta del
cardinale presidente Marc Ouellet,
durante la tavola rotonda della prima giornata di riunione. Con lui
c stato uno scambio molto fruttuoso sul tema dellindigenismo e
sulla questione della formazione. Al
riguardo, degno di nota anche il
fatto che la fondazione abbia avviato, gi a partire da questo consiglio
di amministrazione, una collaborazione con luniversit cattolica San
Antonio di Murcia per istituire corsi di formazione per gli agenti di
pastorale caritativa, spesso direttamente responsabili dei progetti della fondazione in loco.
La Populorum progressio deve
ora affrontare la grande sfida di allargare gli orizzonti geografici delle
donazioni, con lobiettivo di far s
che tutti i progetti presentati possano trovare accoglienza presso la carit del Papa. In questo senso, i
membri della fondazione si sono
dati lobiettivo di sensibilizzare
maggiormente le Chiese particolari
e le persone di buona volont, affinch con il loro contributo questopera, tanto apprezzata dal Pontefice, passa continuare e intensificare la propria attivit.

zione romana, celebreremo la Santa


Messa a San Giovanni in Laterano e
poi faremo la processione con il
Santissimo Sacramento. Invito i romani e i pellegrini a partecipare per
esprimere il nostro desiderio di essere un popolo adunato nellunit
del Padre e del figlio e dello Spirito
Santo (San Cipriano). Vi aspetto
tutti il prossimo gioved, alle 19.00,
per la Messa e la Processione del
Corpus Christi.
La Vergine Maria, creatura perfetta della Trinit, ci aiuti a fare di tutta la nostra vita, nei piccoli gesti e
nelle scelte pi importanti, un inno
di lode a Dio, che Amore.
Conclusa la preghiera il Pontefice,
dopo lappello alla riconciliazione e
alla giustizia per il popolo iracheno, ha
annunciato che il prossimo 21
settembre si recher in visita a Tirana,
in Albania.
Cari fratelli e sorelle,
sto seguendo con viva preoccupazione gli avvenimenti di questi ultimi giorni in Iraq. Invito tutti voi ad
unirvi alla mia preghiera per la cara
nazione irachena, soprattutto per le
vittime e per chi soffre maggiormente le conseguenze dellaccrescersi
della violenza, in particolare per le
molte persone, tra cui tanti cristiani,
che hanno dovuto lasciare la propria
casa. Auspico per tutta la popolazione la sicurezza e la pace ed un
futuro di riconciliazione e di giustizia dove tutti gli iracheni, qualunque sia la loro appartenenza religiosa, possano costruire insieme la loro
patria, facendone un modello di
convivenza. Preghiamo la Madonna,
tutti insieme per il popolo iracheno.
Ave Maria...
Voglio oggi annunciare che, accogliendo linvito dei Vescovi e delle
Autorit civili albanesi, intendo recarmi a Tirana nella giornata di domenica 21 settembre prossimo. Con
questo breve viaggio desidero confermare nella fede la Chiesa in Albania e testimoniare il mio incoraggiamento e amore ad un Paese che ha
sofferto a lungo in conseguenza delle ideologie del passato.
Ed ora saluto tutti voi, cari pellegrini presenti oggi: gruppi parrocchiali, tanti, famiglie e associazioni.
In particolare saluto i militari della
Colombia, i fedeli venuti da Taiwan
e Hong Kong, da vila e La Rioja,
in Spagna, da Venado Tuerto, in Argentina, da Cagliari, Albino, Vignola, Lucca e Battipaglia.
Saluto il Movimento Pro Sanctitate, nel centenario della nascita del
fondatore, il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta: cari amici, vi incoraggio a portare avanti con gioia
lapostolato della santit. Saluto i
ragazzi di Casaleone che hanno ricevuto la Cresima, e i dipendenti del
Gruppo IDI Sanit di Roma.
Un pensiero speciale va oggi alle
collaboratrici domestiche e badanti,
che provengono da tante parti del
mondo e svolgono un servizio prezioso nelle famiglie, specialmente a
sostegno degli anziani e delle persone non autosufficienti. Tante volte
noi non valorizziamo con giustizia il
grande e bel lavoro che loro fanno
nelle famiglie. Grazie tante a voi! E
a tutti auguro buona domenica e
buon pranzo. E non dimenticatevi
di pregare per me. Arrivederci!

Possesso
cardinalizio
Il cardinale canadese Grald Cyprien
Lacroix, I.S.P.X ., arcivescovo di
Qubec, prender possesso del titolo
di San Giuseppe allAurelio domenica mattina, 22 giugno. Ne d
comunicazione lUfficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, specificando che il rito si svolger alle 10.30, nella chiesa in via
Boccea 362.

LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 16-17 giugno 2014

pagina 7

Testimonianze
di dolore e di riscatto
Andate avanti su questa strada:
preghiera, poveri e pace
per far crescere la compassione
nel cuore della societ. Perch questa
la vera rivoluzione, quella della
tenerezza. la consegna
che Papa Francesco ha lasciato
alla comunit di SantEgidio durante
la visita compiuta domenica
pomeriggio, 15 giugno. Lincontro con i
poveri assistiti dalla comunit
avvenuto allinterno della basilica
romana di Santa Maria in Trastevere,
dove dopo aver ascoltato
alcune testimonianze il Pontefice
ha pronunciato il seguente discorso.
Cari amici,
vengo a visitare la Comunit di
SantEgidio qui a Trastevere, dove
nata. Grazie della vostra calorosa accoglienza!
Siamo raccolti qui attorno a Cristo che, dallalto del mosaico, ci
guarda con occhi teneri e profondi,
insieme con la Vergine Maria, che
cinge con il suo braccio. Questa antica basilica diventata luogo di
preghiera quotidiana per tanti romani e pellegrini. Pregare nel centro
della citt non vuol dire dimenticare
le periferie umane e urbane. Significa ascoltare e accogliere qui il Vangelo dellamore per andare incontro
ai fratelli e alle sorelle nelle periferie
della citt e del mondo!
Ogni chiesa, ogni comunit
chiamata a questo nella vita convulsa e a volte confusa della citt. Tutto comincia con la preghiera. La preghiera preserva luomo anonimo della citt da tentazioni che possono
essere anche le nostre: il protagonismo per cui tutto gira attorno a s,
lindifferenza, il vittimismo. La preghiera la prima opera della vostra
Comunit, e consiste nellascoltare
la Parola di Dio questo pane, il
pane che ci d forza, che ci fa andare avanti ma anche nel volgere gli
occhi a Lui, come in questa basilica:
Guardate a lui e sarete raggianti, i
vostri volti non dovranno arrossire,
dice il Salmo (34,6).
Chi guarda il Signore, vede gli altri. Anche voi avete imparato a vedere gli altri, in particolare i pi poveri; e vi auguro di vivere quello che
ha detto il Prof. Riccardi, che tra
voi si confonde chi aiuta e chi aiutato. Una tensione che lentamente
cessa di essere tensione per diventare incontro, abbraccio: si confonde
chi aiuta e chi aiutato. Chi il
protagonista? Tutti e due, o, per meglio dire, labbraccio.
Nei poveri presente Ges, il
quale si identifica con loro. San
Giovanni Crisostomo scrive: Il Signore si accosta a te in atteggiamento da indigente... (In Matthaeum
Homil. LXVI, 3: PG 58, 629). Siete e
rimanete una Comunit con i poveri. Vedo tra voi anche molti anziani.
Sono contento che siate loro amici e
vicini. Il trattamento degli anziani,
come quello dei bambini, un indicatore per vedere la qualit di una
societ. Quando gli anziani sono
scartati, quando gli anziani sono isolati e a volte si spengono senza affetto, brutto segno! Quant buona invece quellalleanza che qui vedo tra giovani e anziani in cui tutti
ricevono e donano! Gli anziani e la
loro preghiera sono una ricchezza
per SantEgidio. Un popolo che
non custodisce i suoi anziani, che
non si prende cura dei suoi giovani,
un popolo senza futuro, un popolo senza speranza. Perch i giovani
i bambini, i giovani e gli anziani portano avanti la storia. I bambini, i giovani con la loro forza biologica, giusto. Gli anziani, dando loro la memoria. Ma quando una societ perde la memoria, finita, finita. brutto vedere una societ, un
popolo, una cultura che ha perso la
memoria. La nonna novantenne che
ha parlato brava! ci ha detto
che cera questo ricorso allo scarto,
questa cultura dello scarto. Per mantenere un equilibrio cos, dove al
centro delleconomia mondiale non
ci sono luomo e la donna, ma c
lidolo denaro, necessario scartare
cose. Si scartano i bambini: niente
bambini. Pensiamo soltanto alla
quota di crescita dei bambini in Europa: in Italia, Spagna, Francia... E
si scartano gli anziani, con atteggiamenti dietro ai quali c uneutanasia nascosta, una forma di eutanasia.
Non servono, e quello che non serve
si scarta. Quello che non produce si
scarta. E oggi la crisi tanto grande
che si scartano i giovani: quando
pensiamo a questi 75 milioni di gio-

In visita alla comunit di SantEgidio Papa Francesco parla di preghiera, poveri e pace

La vera rivoluzione
E dice che bisogna aiutare lEuropa a ringiovanire
vani dai 25 anni in gi, che sono
n-n: n lavoro, n studio. Sono
senza. Succede oggi, in questa Europa stanca, come ha detto lei. In questa Europa che si stancata; non
invecchiata, no, stanca. Non sa cosa fare. Un mio amico mi faceva
una domanda, tempo fa: perch io
non parlo dellEuropa. Io gli ho fatto una trappola, gli ho detto: Lei
ha sentito quando ho parlato
dellAsia?, e si accorto che era
una trappola! Oggi parlo dellEuropa. LEuropa stanca. Dobbiamo
aiutarla a ringiovanire, a trovare le
sue radici. vero: ha rinnegato le
sue radici. vero. Ma dobbiamo
aiutarla a ritrovarle.
Dai poveri e dagli anziani si inizia
a cambiare la societ. Ges dice di
se stesso: La pietra che i costruttori
hanno scartato diventata la pietra
dangolo (Mt 21, 42). Anche i poveri sono in qualche modo pietra
dangolo per la costruzione della
societ. Oggi purtroppo uneconomia speculativa li rende sempre pi
poveri, privandoli dellessenziale, come la casa e il lavoro. inaccettabi-

le! Chi vive la solidariet non lo accetta e agisce. E questa parola solidariet tanti vogliono toglierla dal
dizionario, perch a una certa cultura sembra una parolaccia. No!
una parola cristiana, la solidariet! E
per questo siete famiglia dei senza
casa, amici delle persone con disabilit, che esprimono se amati
tanta umanit. Vedo qui inoltre molti nuovi europei, migranti giunti
dopo viaggi dolorosi e rischiosi. La
Comunit li accoglie con premura e
mostra che lo straniero un nostro
fratello da conoscere e da aiutare. E
questo ci ringiovanisce.
Da qui, da Santa Maria in Trastevere, rivolgo il mio saluto a quanti
partecipano alla vostra comunit in
altri Paesi del mondo. Incoraggio
anche loro ad essere amici di Dio,
dei poveri e della pace: chi vive cos
trover benedizione nella vita e sar
benedizione per gli altri.
In alcuni Paesi che soffrono per la
guerra, voi cercate di tenere viva la
speranza della pace. Lavorare per la
pace non d risultati rapidi, ma
unopera da artigiani pazienti, che

cercano quel che unisce e mettono


da parte quel che divide, come diceva san Giovanni XXIII.
Occorre pi preghiera e pi dialogo: questo necessario.
Il mondo soffoca senza
dialogo. Ma il dialogo
possibile soltanto a partire dalla propria identit.
Io non posso fare finta
di avere unaltra identit
per dialogare. No, non si
pu dialogare cos. Io sono con questa identit,
ma dialogo, perch sono
persona, perch sono uomo, sono donna e luomo e la donna hanno
questa possibilit di dialogare senza negoziare la
propria identit. Il mondo soffoca senza dialogo:
per questo anche voi date il vostro contributo
per promuovere lamicizia tra le religioni.
Andate avanti su questa strada:
preghiera, poveri e pace. E camminando cos aiutate a far crescere la compassione nel cuore della societ
che la vera rivoluzione, quella della compassione e della tenerezza ,
a far crescere lamicizia al posto dei
fantasmi dellinimicizia e dellindifferenza.
Il Signore Ges, che dallalto del
mosaico abbraccia la sua Santissima
Madre, vi sostenga ovunque e vi abbracci tutti assieme a lei nella sua
misericordia. Ne abbiamo bisogno,
ne abbiamo tanto bisogno. Questo
il tempo della misericordia. Prego
per voi, e voi pregate per me!
Grazie.

Il dramma del popolo siriano,


quello della solitudine degli
anziani, le sofferenze di
disoccupati, immigrati, disabili,
rom, profughi, poveri e senza fissa
dimora, ma anche limpegno dei
giovani e la gioia di chi ce lha
fatta a sottrarsi a un destino di
morte o di emarginazione: nelle
otto testimonianze presentate a
Papa Francesco a Santa Maria in
Trastevere cera tutto il variegato
mondo che ruota attorno alla
comunit di SantEgidio.
A ricordarlo stato lo stesso
fondatore Andrea Riccardi, che nel
saluto iniziale rivolto al Pontefice,
ha ripercorso i passi dellesperienza
nata quarantacinque anni fa. Mossa
dal sogno di essere Chiesa di
tutti, la comunit si orientata
verso le periferie ha detto
dando vita a una famiglia, in cui
chi aiuta si confonde con chi
aiutato. Trastevere, ha aggiunto,
il nostro centro: luogo di
preghiera ogni sera e accoglienza,
casa di ospitalit per stranieri e
senza fissa dimora, mensa per chi
ha fame poco lontano dallaltare
dellEucaristia, asilo e casa di
incontro per la pace. Unattivit
che richiama le sfide pi attuali

ha raccontato la propria esperienza


tra i giovani per la pace, studenti
che aiutano chi nel bisogno.
Daniel, giovane padre di tre
bambine, ha portato in basilica la
voce di chi disoccupato e rischia
di essere tentato dai guadagni
facili; mentre Adriana, disabile, ha
raccontato la propria vicenda di
donna malata, sfrattata, debole, che
non ha mai perso la fede e alla fine
anche riuscita a creare una
famiglia. Il dono pi grande ha
spiegato avere degli amici e
avere Ges per amico. Ho capito
che la mia pi grande malattia era
la solitudine. Branko, di etnia
rom, ha ricordato come fin da
piccolo abbia imparato che non
tutti i compagni si vogliono sedere
vicino a te. Ti dicono che sei uno
zingaro in maniera dispregiativa.
Senti lo sguardo degli altri su di te:
questo pesa e a volte si pu avere
una reazione aggressiva, ha
confidato. Oggi sono una persona
felice: ho una bella famiglia, lavoro
come cameriere in un ristorante,
vivo in un appartamento. Ma per
arrivare a questo punto c stato un
lungo cammino, ha concluso.
Particolarmente toccante la storia
del rifugiato afghano Dawood

poste da unEuropa invecchiata,


introversa, preoccupata di s, tutta
economia che diventa avarizia, e
anche da una Roma stanca, un
po malata e con poca speranza.
Significative le testimonianze che si
sono susseguite. Larcivescovo siroortodosso di Damasco, Dionisius
Jean Kawak, ha raccontato la storia
del suo popolo prigioniero del
male, affermando che si deve
fare di pi per la pace. Poi la
novantenne Irma, appoggiata a un
bastone, ha letto la propria storia
ogni settimana si reca a far visita ai
suoi coetanei ricoverati in istituto
come una possibilit di riscatto in
una societ dello scarto. Quindi
Francesca, dodicenne di Tor Bella
Monaca, ha ringraziato il Papa che
parla delle periferie dove lei vive e

Yousefi, musulmano. Il mio


viaggio verso lItalia iniziato a
piedi: ricordo il cammino sulle
montagne tra lIran e la Turchia
dove sono rimasto oltre due
settimane. Ho visto ai lati del
sentiero gli scheletri di altri
profughi. Ho avuto paura di
morire. Poi c stato
lattraversamento del Mediterraneo
in gommone verso la Grecia e
infine il viaggio nascosto per 35 ore
sotto le ruote di un camion, con il
rischio di finire schiacciato. Infine,
in spagnolo, la testimonianza di
Jaime dal Salvador, dove la
comunit ha perso un suo giovane
membro, William Qujiano, di 21
anni, ucciso in un quartiere della
periferia della capitale.

Per le strade del rione pomeriggio di festa nonostante la pioggia

Quellarma che tocca il cuore di Dio

Pregate tanto. Abbiamo bisogno di preghiera nel mondo: per la pace e per la gente
che non ha il necessario per vivere. Congedandosi da Trastevere, domenica pomeriggio,
Papa Francesco ha sintetizzato cos il senso
della visita compiuta ai poveri assistiti dalla
comunit di SantEgidio. Un incontro durato
pi di due ore, durante il quale il Pontefice
con le parole e con i gesti ha condiviso limpegno a favore dei popoli che sono in guerra, i popoli che soffrono per la guerra, e
quello per i nuovi poveri, come ha detto
accennando al fatto che ogni mese tante famiglie non possono pagare laffitto e devono
andarsene via. Ringraziando per laccoglienza ricevuta, il vescovo di Roma ha ribadito
che alla base di tutto deve esserci la preghiera, larma che noi abbiamo per toccare il
cuore di Dio. Se noi preghiamo, lui ci ascolter. Da qui la duplice consegna della preghiera per i poveri e per la pace, alla quale

ha voluto aggiungere
una terza intenzione:
Pregate per me ha
concluso con una
battuta perch voi
sapete che il mio lavoro un lavoro insalubre, e ho bisogno degli straordinari in preghiera.
Con le parole pronunciate dal portone della cappella di SantEgidio, storica sede della
comunit, il Pontefice ha concluso un lungo
incontro iniziato poco dopo le ore 16.30 in
piazza San Calisto, dov giunto in automobile. Ad accoglierlo il cardinale vicario di Roma, Vallini, il vescovo Zuppi, ausiliare per il
settore centro, il parroco di Santa Maria in
Trastevere, monsignor Gnavi, il reggente della
Prefettura della Casa pontificia, monsignor
Sapienza, il presidente e il fondatore della comunit di SantEgidio, Marco Impagliazzo e
Andrea Riccardi, la giovane responsabile della
comunit a Buenos Aires, Andrea Poretti.
Lungo il tragitto verso la basilica Papa Francesco ha salutato i numerosissimi fedeli assiepati dietro le transenne, inzuppati dai ripetuti
acquazzoni abbattutisi su Roma nel pomeriggio. Incuranti della pioggia, in un clima di festa, hanno intonato canti in lingua spagnola
sventolando le bandiere colorate della comu-

nit con la scritta Pace in tutte le lingue. E


il Papa ha risposto a questo calore stringendo
mani, abbracciando bambini, dispensando carezze ai malati, lasciandosi immortalare in selfie con i giovani, soffermandosi con piccoli
gruppi di profughi e di zingari. Al suo passaggio qualcuno ha pianto di commozione,
qualcun altro gli ha regalato fiori, qualche altro ancora gli ha offerto del mate da sorseggiare. E una bambina in abito tradizionale
delle Ande gli ha chiesto di benedire un cesto
pieno di rosari.
In piazza Santa Maria in Trastevere ha proseguito il percorso salutando soprattutto malati in carrozzella e anziani, come Iolanda che
ha da poco compiuto cento anni. Sulla soglia
della basilica ad attenderlo cera una delegazione della comunit ebraica romana guidata
dal presidente Riccardo Pacifici.
Quasi mezzora ha impiegato il Papa per
compiere il breve tragitto e quando alle 17 ha
fatto ingresso allinterno dellantica chiesa
esploso un fragoroso applauso, mentre la corale ha intonato in spagnolo Dichoso el hombre
(Beato luomo). Dopo un saluto ai presenti
tra loro i cardinali Etchegaray, vice decano
del Collegio, Poupard, Silvestrini, Lozano
Barragn, Vegli e Turkson, larcivescovo Paglia, il vescovo Spreafico Francesco si recato nella cappellina che custodisce licona
della Madonna della Clemenza per una pre-

ghiera silenziosa, al termine della quale ha deposto un mazzolino di fiori colorati.


Dopo le testimonianze e i discorsi, il successivo momento di preghiera stato introdotto da un canto dinvocazione allo Spirito
Santo. Alla proclamazione del vangelo di
Marco (10, 42-45) hanno fatto eco le intenzioni dei fedeli, scandite ciascuna dallaccensione
di una candela. Si pregato, tra laltro, per i
malati, soprattutto per le vittime dellaids in
Africa; per i migranti, perch lindifferenza
non continui a inghiottire quanti cercano una
nuova vita attraversando il Mediterraneo; per
i nuovi martiri a causa del Vangelo; per lunit di tutti i cristiani; per le popolazioni di
aree segnate da conflitti, come Siria, Terra
Santa, Iran, Nigeria, Repubblica Centroafricana, Colombia e Ucraina; e per la citt di Roma, affinch si apra alla speranza.
Conclusa la preghiera, dalluscita che d su
via della Paglia il Pontefice ha lasciato la basilica, mentre gli altoparlanti diffondevano il
canto Noi non abbiamo molte ricchezze, che un
po linno della comunit, e continuando a salutare i fedeli ha raggiunto a piedi la cappella
di SantEgidio, dove ha dapprima sostato silenziosamente davanti allaltare, quindi in una
sala interna ha salutato preti e seminaristi di
varie parti del mondo e il consiglio di presidenza. Alle 18.50 si congedato con un breve
saluto, prima di salire sulla Focus con cui
rientrato in Vaticano. (gianluca biccini)

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

luned-marted 16-17 giugno 2014

Allarcivescovo di Canterbury il Papa indica il traguardo della piena unit

Fronte comune contro le schiavit


La tratta di persone un intollerabile crimine contro la dignit umana
Papa Francesco ha incontrato
nella mattina di luned 16 giugno
Sua Grazia Justin Welby, arcivescovo
di Canterbury,
primate della Comunione anglicana,
con il quale ha vissuto
anche un momento di preghiera
in comune nella cappella Urbano VIII.
Durante lincontro
il Pontefice ha pronunciato il discorso
che pubblichiamo di seguito.
Vostra Grazia,
Signor Cardinale Nichols,
Signor Cardinale Koch,
Cari fratelli e sorelle,
Ecco quanto buono e quanto
soave che i fratelli vivano insieme!
(Sal 133, 1). Ancora una volta, Vostra
Grazia, ci incontriamo come compagni di viaggio che seguono il Signore, collaboratori nella sua vigna, pellegrini sulla strada verso il suo Regno. Nel dare il benvenuto di cuore
a Lei e ai distinti membri della Sua
delegazione, prego il Signore affinch lincontro odierno contribuisca a
rinsaldare i nostri legami di amicizia
e a rafforzare il nostro impegno per
la grande causa della riconciliazione
e della comunione tra i credenti in
Cristo.

Lincontro
nella biblioteca
privata
Santit mi benedica; Volentieri; poi vostra Grazia benedir
me. Si sono lasciati cos Papa
Francesco e larcivescovo di Canterbury Justin Welby, al termine
dellincontro che ha avuto luogo
questa mattina, luned 16 giugno,
in Vaticano.
Il vescovo di Roma ha accolto
il primate della Comunione anglicana nel Palazzo apostolico alle 10, e, dopo averlo fatto accomodare nella sua biblioteca privata, si intrattenuto con lui in colloquio privato per circa trenta
minuti.
Al termine, sono state fatte entrare le personalit del seguito
dellarcivescovo di Canterbury,
fra le quali era il vescovo anglicano di Lambeth, Nigel Stock.
Allincontro hanno partecipato,
tra gli altri, i cardinali Vincent
Nichols, arcivescovo di Westminster, e Kurt Koch, presidente del
Pontificio Consiglio per lunit
dei cristiani, con il quale era anche il segretario del dicastero, il
vescovo Brian Farrell.
Dopo i discorsi pronunciati
dallarcivescovo di Canterbury
prima e dal Pontefice successivamente, avvenuto lo scambio dei
doni.
Il Papa ha donato al primate
anglicano il libro di Giancarlo
Alteri Tu es Petrus, unopera pubblicata in coedizione dalla Biblioteca apostolica vaticana (2006,
pagine XXXI-430) nel cinquecentesimo anniversario delledificazione della basilica di San Pietro e
stampata in tiratura limitata. Il
volume ripercorre, attraverso le
medaglie celebrative coniate in
diverse occasioni, le fasi della costruzione della basilica.
Larcivescovo Welby ha donato
al Pontefice una piantina di Ficus
carica marseilles white coltivata nel
giardino del Lambeth palace, la
sua residenza londinese; un volume nel quale sono raffigurati preziosi manoscritti e miniature conservate nella biblioteca della medesima residenza, e la riproduzione di unantica bolla di nomina
dellultimo legato pontificio in
Inghilterra, il cardinale Reginald
Pole.
Conclusa questa fase dellincontro il Papa e larcivescovo di
Canterbury si sono recati nella vicina cappella Urbano VIII, dove
hanno sostato alcuni momenti in
silenziosa preghiera. Quindi, prima del congedo, larcivescovo
Welby ha presentato al Pontefice
le personalit che lo avevano accompagnato.

Anche a noi il Signore sembra domandare: Di che cosa stavate discutendo lungo la via? (Mc 9, 33).
Quando Ges pose questa domanda
ai suoi discepoli, essi rimasero in silenzio perch provavano vergogna,
avendo discusso tra di loro chi fosse
il pi grande. Anche noi ci sentiamo
confusi per la distanza che esiste tra
la chiamata del Signore e la nostra
povera risposta. Davanti al suo
sguardo misericordioso non possiamo fingere che la nostra divisione
non sia uno scandalo, un ostacolo
allannuncio del Vangelo della salvezza al mondo. La nostra vista non
di rado offuscata dal peso causato
dalla storia delle nostre divisioni e la
nostra volont non sempre libera
da quellambizione umana che a volte accompagna persino il nostro desiderio di annunciare il Vangelo secondo il comandamento del Signore
(cfr. Mt 28, 19).
Il traguardo della piena unit pu
sembrare un obiettivo lontano, ma
rimane sempre la meta verso cui
dobbiamo orientare ogni passo del
cammino ecumenico che stiamo percorrendo insieme. Trovo incoraggiamento nella saggia esortazione del
Decreto sullEcumenismo del Concilio Vaticano II, che ci chiama a portare avanti le nostre relazioni e la
nostra collaborazione senza ostacolare le vie della Provvidenza e senza
recare pregiudizio ai futuri impulsi
dello Spirito Santo (cfr. Unitatis redintegratio, 24). Il nostro progresso
verso la piena comunione non sar
semplicemente il risultato delle nostre azioni umane, ma libero dono
di Dio. Lo Spirito Santo ci d la

forza di non scoraggiarci e ci invita


ad affidarci con piena fiducia alla
sua azione potente.
Come discepoli che si sforzano di
seguire il Signore, sappiamo che la
fede venuta a noi attraverso molti
testimoni. Siamo in debito verso
grandi santi, verso maestri e comunit che ci hanno trasmesso la fede
nel corso dei secoli e che ci attestano le nostre comuni radici. Ieri, Solennit della Santissima Trinit, Vostra Grazia ha celebrato i vespri nella chiesa di San Gregorio al Celio,
da dove Papa Gregorio Magno invi
il monaco Agostino e i suoi compagni ad evangelizzare i popoli
dellInghilterra, dando origine ad
una storia di fede e santit della
quale avrebbero poi beneficiato molte altre genti europee. Un cammino
glorioso, del quale rimane profonda
traccia in istituzioni e tradizioni ecclesiali che condividiamo e che costituiscono un fondamento solido
per la nostra fraternit.
Su queste basi guardiamo con fiducia al futuro. La Commissione internazionale anglicano-cattolica e la
Commissione internazionale anglicanocattolica per lunit e la missione costituiscono ambiti particolarmente
significativi per esaminare, in spirito
costruttivo, le vecchie e le nuove sfide dellimpegno ecumenico.
Quando ci siamo incontrati per la
prima volta, Vostra Grazia, abbiamo
parlato delle comuni preoccupazioni
e del nostro dolore di fronte ai mali
che affliggono la famiglia umana. In
particolare, abbiamo espresso lo
stesso orrore di fronte alla piaga del
traffico di esseri umani e alle diverse

forme
di
schiavit
moderna.
Ringrazio Vostra Grazia per limpegno che Ella dimostra nellopporsi a
tale intollerabile crimine contro la
dignit umana. In questo vasto
campo dazione, che si presenta in
tutta la sua urgenza, sono state avviate significative attivit di cooperazione sia in campo ecumenico, sia
con autorit civili e organizzazioni
internazionali. Molte sono le iniziative caritative nate dalle nostre
comunit e condotte con generosit
e coraggio in varie parti del mondo.
Penso in particolare alla rete di
azione contro la tratta delle donne
creata da numerosi istituti religiosi
femminili. Ci impegniamo a perseverare nella lotta alle nuove forme
di schiavit, confidando di poter
contribuire a dare sollievo alle vittime e a contrastare questo tragico
commercio. Come discepoli inviati a
guarire il mondo ferito, ringrazio
Dio che ci ha reso capaci di fare
fronte comune contro questa gravissima piaga, con perseveranza e determinazione.
D ont forget the three p. [Welby: Three p?...] Prayer, peace and
poverty. We must walk together.
[Welby: We must walk together].

Il discorso del primate della Comunione anglicana

Con libert e coraggio


Che la Chiesa abbia la libert e il
coraggio di dare testimonianza e di
servire la causa della pace, insieme: con una preghiera per il Global freedom network (Gfn) che
dal 17 marzo scorso unisce cattolici,
musulmani e anglicani nella lotta
contro la schiavit moderna e il
traffico umano larcivescovo di
Canterbury ha concluso il discorso
rivolto a Papa Francesco.
Dopo aver ricordato il precedente incontro del 14 giugno 2013, il
primate della Comunione anglicana
si detto meravigliato del modo
in cui Dio guida fragili barche

[Non dimentichi le tre p. Preghiera , pace e povert. Noi dobbiamo camminare insieme].
Vostra Grazia, La ringrazio ancora per la Sua visita. Prego il Signore
affinch benedica abbondantemente
il Suo ministero, sostenendo Lei e i
suoi cari nella gioia e nella pace.
Amen.

Il Pontefice denuncia lo scandalo della speculazione sui prezzi alimentari

Intollerabile il dominio della finanza sui popoli


Non si pu continuare a tollerare che i
mercati finanziari governino le sorti
dei popoli anzich servirli. E uno degli
effetti pi nefasti lo scandalo della
speculazione sui prezzi alimentari, che
si ripercuote pesantemente sullaccesso
al cibo da parte dei poveri. Lo ha
denunciato il Papa durante lincontro
con i partecipanti a un convegno
organizzato dal Pontificio Consiglio
della giustizia e della pace, ricevuti
luned mattina 16 giugno, nella Sala
Clementina.
Cari fratelli e sorelle,
vi do il benvenuto e vi ringrazio
perch, con questo Convegno, offrite un contributo importante alla ricerca di vie attuali e praticabili verso una maggiore equit sociale. Ringrazio il Cardinale Turkson per la
sua cortese introduzione.
La solidariet con i poveri e gli
esclusi vi ha spinto a riflettere su
una forma emergente di investimento responsabile, nota come Impact
Investing. Partecipano allincontro
anche rappresentanti della Curia
Romana per studiare forme innovative di investimento, che possano arrecare benefici alle comunit locali e
allambiente circostante, oltre che
un equo rendimento.
Limpact investor si configura come un investitore consapevole
dellesistenza di gravi situazioni di
inequit, di profonde diseguaglianze
sociali e delle penose condizioni di
svantaggio in cui versano intere popolazioni. Egli si rivolge a istituti finanziari che utilizzano le risorse per
promuovere lo sviluppo economico
e sociale delle popolazioni povere,
con fondi di investimento destinati
a soddisfare le loro necessit basilari
legate allagricoltura, allaccesso
allacqua, alla possibilit di disporre
di alloggi dignitosi a prezzi accessibili, cos come a servizi primari per
la salute e leducazione.
Tali investimenti intendono produrre un impatto sociale positivo
per le popolazioni locali, come la
creazione di posti di lavoro, laccesso allenergia, listruzione e la crescita della produttivit agricola. I ritorni finanziari per gli investitori sono

pi contenuti rispetto ad altre tipologie dinvestimento.


La logica che anima queste forme
innovative dintervento quella che
riconosce il legame originale tra
profitto e solidariet, lesistenza di
una circolarit feconda fra guadagno e dono... Compito dei cristiani
riscoprire, vivere e annunciare a
tutti questa preziosa e originaria
unit fra profitto e solidariet.
Quanto il mondo contemporaneo
ha bisogno di riscoprire questa bella
verit! (Prefazione al libro del Cardinale G. Mller Povera per i poveri.
La missione della Chiesa). Ne abbiamo bisogno davvero!
importante che letica ritrovi il
suo spazio nella finanza e che i mer-

cati si pongano al servizio degli interessi dei popoli e del bene comune dellumanit. Non possiamo tollerare pi a lungo che i mercati finanziari governino le sorti dei popoli piuttosto che servirne i bisogni,
o che pochi prosperino ricorrendo
alla speculazione finanziaria mentre
molti ne subiscono pesantemente le
conseguenze.
Linnovazione tecnologica ha aumentato la velocit delle transazioni
finanziarie, ma tale aumento trova
senso nella misura in cui si dimostra
in grado di migliorare la capacit di
servire il bene comune. In particolare, la speculazione sui prezzi alimentari uno scandalo che ha gravi
conseguenze per laccesso al cibo

dei pi poveri. urgente che i Governi di tutto il mondo si impegnino a sviluppare un quadro internazionale in grado di promuovere il
mercato dellinvestimento ad alto
impatto sociale, in modo da contrastare leconomia dellesclusione e
dello scarto.
Nel giorno in cui la Chiesa festeggia i santi Quirico e Giulitta, figlio e
madre che, sotto Diocleziano, lasciarono i loro beni andando incontro al
martirio, vorrei chiedere con voi al
Signore di aiutarci a non dimenticare mai la fugacit dei beni terreni e
ad impegnarci per il bene comune,
con amore di preferenza per i pi
poveri e deboli. Benedico di cuore
voi e il vostro lavoro. Grazie.

Il convegno di Iustitia et Pax


Il convegno sul tema Investimento a impatto per i
poveri, promosso a Roma dal Pontificio Consiglio
della giustizia e della pace, in collaborazione con il
Catholic relief services della Conferenza episcopale
statunitense e il Mendoza college of business dellUniversity of Notre Dame, stato presentato al Papa dal
cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson. Il presidente
di Iustitia et pax ha sottolineato che la conferenza di
due giorni, apertasi luned 16, costituisce loccasione
per approfondire il concetto di impact investing, ovvero
investiment0 a impatto, quello cio che ha un ritorno sociale e ambientale positivo e misurabile.

Obiettivo dei lavori discutere come tale proposta si


allinei con la missione della Chiesa al servizio dei poveri, affinch possano migliorare il livello della loro
esistenza. Inoltre il porporato ha informato il vescovo
di Roma dellarrivo nei prossimi giorni in Segreteria di
Stato di un gruppo di amministratori di catene di fast
food olandesi che, con il consenso dei vescovi del Paese, intendono offrire aiuto per nutrire gli affamati nel
mondo. Questo vuol dire, ha concluso il cardinale,
che il suo appello al mondo a trovare delle vie per
utilizzare il denaro al servizio della gente non stato
ignorato.

umane a essere portatrici del messaggio di salvezza, lasciandoci un


legato che ha attraversato centinaia
di anni e al quale siamo chiamati a
essere fedeli. Sin dallinizio, cos
come per tanti oggi, si trattato
di una testimonianza fino alla morte ha aggiunto, confidando di essersi commosso nella basilica romana di San Bartolomeo dove, tra
molti martiri recenti, vengono commemorati anche sette religiosi anglicani della fraternit melanesiana.
Parlando dei mali della schiavit moderna e del traffico umano,
larcivescovo ha affermato che il
Gfn pu fare molto per smantellare quello che un crimine che tutti
dobbiamo vincere con urgenza, in
quanto riguarda la dignit umana,
la libert e lintegrit di vita. Che
Dio ci conceda ha auspicato la
determinazione e la cooperazione
di cui abbiamo bisogno.
Quindi ha ringraziato il Pontefice per la sua importante testimonianza di sollecitudine verso i poveri e i sofferenti, per la sua passione
per la riconciliazione, della quale
ha dato testimonianza di recente
nella visita in Terra santa. Queste
preghiere sono urgenti e vitali in
tanti Paesi. Spero e prego che la
nostra collaborazione possa portare
a sfidare in modo efficace lindicibile catastrofe delle guerre e dei conflitti civili. In proposito ha rivelato di essersi recato personalmente
nelle zone di guerra, portando nel
cuore il ricordo dei morti insepolti
e della sofferenza dei sopravvissuti. Da qui la domanda: Che
cosaltro possono fare, insieme, le
nostre Chiese per proporre il sogno
della pace?. Una risposta stata
indicata nella Evangelii gaudium di
Papa Francesco, che stata dispirazione per tutti i cristiani.
Dopo aver ringraziato il Pontefice per il sostegno ad alcuni progetti
comuni in America latina, ha assicurato la preghiera per il lavoro
dei membri dei gruppi ufficiali che
portano avanti le conversazioni ecumeniche. Continuiamo ha auspicato a impegnarci profondamente
in questo compito. E pur rendendosi conto che ci sono questioni
molto importanti che ci separano,
il primate ha invitato a guardare a
quanto di positivo unisce cattolici e
anglicani: infatti a novembre ricorreranno i cinquantanni della promulgazione, da parte di Paolo VI,
del decreto sullecumenismo Unitatis redintegratio e nel 2016 sar il
cinquantesimo della storica visita
dellarcivescovo Ramsey, ricordata
dallanello donatogli proprio da
Papa Montini.
Infine larcivescovo ha accennato
agli incontri per pregare, agire e
parlare insieme promossi con il
cardinale Vincent Nichols, presidente dellepiscopato cattolico britannico, e allistituzione della comunit Chemin neuf a Lambeth
Palace, un ordine religioso dal carisma ecumenico, fondato dal padre
Laurent Fabre, che per noi
ha commentat0 un segno quotidiano di speranza nella nostra vita
spirituale di ci che possiamo condividere spiritualmente. Lo scorso
mercoled ho incontrato di nuovo
Jean Vanier e abbiamo pregato insieme. Che grande dono per tutti
i poveri della terra.