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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO

Unicuique suum
Anno CLIV n. 145 (46.687)

POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt

Citt del Vaticano

sabato 28 giugno 2014

Invocata dal premier dopo le pressioni volte a formare un Governo che comprenda le principali componenti del Paese

Papa Francesco e la preghiera per il Medio oriente

Soluzione politica
per la crisi irachena

Chi costruisce il futuro

BAGHDAD, 27. Sembra stiano dando


i primi risultati le pressioni sul premier iracheno, Nouri Al Maliki, affinch formi un Governo di unit
nazionale. Dopo aver ribadito, anche ieri, di essere contrario a tale
progetto, il primo ministro in queste
ultime ore ha ipotizzato, per la prima volta, una soluzione politica
da adottare parallelamente alla soluzione militare, per uscire dalla
crisi scatenata dalloffensiva dei miliziani dello Stato islamico dellIraq e
del Levante. Dopo gli inviti, in tal
senso, formulati da Stati Uniti e
Gran Bretagna, anche il premier della regione autonoma del Kurdistan
iracheno, Nechirvan Barzani, tornato a sottolineare come lIraq abbia
bisogno di un nuovo Esecutivo inclusivo. Ieri era stata la volta del
leader sciita Moqtada Al Sadr a
chiedere un Esecutivo di emergenza
nazionale, che includa anche i sunniti moderati. Sempre ieri, si recato a Baghdad il ministro degli Esteri
britannico, William Hague, che ha
rinnovato l'appello per la creazione
di un Governo di unit nazionale
che comprenda tutte le principali
componenti del Paese. Intanto fonti
vicine ai negoziati tra le forze politiche sciite, citate dallAnsa, indicano
che Al Maliki potrebbe anche rinunciare a guidare per il terzo mandato
consecutivo il prossimo Governo, a
patto per di mettere a capo
dellEsecutivo un uomo a lui vicino.
Per il primo luglio convocata la seduta del neoeletto Parlamento dopo
le elezioni del 30 aprile, vinte con
una maggioranza relativa proprio da
Al Maliki. Ma i leader politici sciiti,
affermano le stesse fonti, intendono
concludere i negoziati per il nuovo
Governo prima di quella data: ai
colloqui non partecipano n i curdi
n i sunniti. In caso contrario, la seduta del Parlamento sar posticipata
e ogni decisione sul futuro Governo
sar rinviata a data da destinarsi.
Si registrano, intanto, nuove violenze. A Baghdad, dove i consiglieri
americani sono ora 130 su un totale
di 300 promessi dagli Stati Uniti, un
attentato dinamitardo in un quartiere a maggioranza sciita ha provocato, ieri, la morte di diciannove persone. Continuano a giungere poi notizie di nuove efferatezze perpetrate
dai qaedisti. Riferiscono fonti locali
che nel villaggio di Bashir i miliziani
hanno trucidato, a sangue freddo,
decine di civili. Vi poi il nuovo allarme dellUnicef, riguardo allo spostamento di massa di civili nel nord
dellIraq. Si stima che siano pi di
1.500 le persone, tra cui un gran numero di bambini e anziani, le persone arrivate ieri a Erbil da Hamdaniya. Gli operatori dellUnicef hanno cominciato ieri a distribuire nelle
zone dove si sono raccolti gli sfollati
kit idrici e igienico-sanitari.

di OMAR ABBOUD

Un campo profughi nel Kurdistan iracheno (Afp)

Il vertice dei capi di Stato e di Governo dellUnione europea

Passi avanti sulla flessibilit


BRUXELLES, 27. Dopo una lunga
notte di lavoro, il vertice dei capi di
Stato e di Governo dellUnione europea ha fatto oggi i primi passi
avanti verso luso migliore possibile della flessibilit e un riferimento
esplicito al nodo delle riforme strutturali.
Ma ora tutti gli occhi sono puntati sul cruciale dossier delle nomine. Un puzzle complicatissimo, fatto di veti incrociati oggi il premier britannico Cameron, nonostante lisolamento, tornato a dire
no al candidato pi accreditato, lex
presidente dellEcofin, Jean-Claude
Juncker e partite a carte coperte.
Ma non mancano indiscrezioni

Firmato laccordo
di associazione e libero scambio

Ucraina, Georgia
e Moldova pi vicine
allEuropa
PAGINA 2

seppure spesso in direzione contrastante su possibili altri nomi da


tirare fuori allultimo momento. La
partita e resta fino allultimo minuto molto complicata, cos come
ancora non chiaro se come vorrebbe lItalia i 28 arriveranno o
meno a unintesa almeno politica
sui nomi. E non solo a indicare
quello di Juncker, in vista di un
nuovo
vertice
straordinario
dellUnione europea, dato ormai
per certo tra un paio di settimane.
Riguardo alleconomia, per conciliare la disciplina dei conti pubblici nazionali con le esigenze della
crescita e della creazione di posti di
lavoro, occorre fare un migliore
uso della flessibilit, gi contenuta
nelle regole esistenti del patto di
stabilit e crescita. quanto si legge nellultima versione delle conclusioni del vertice. Nella bozza precedente dellagenda si parlava di
buon uso della flessibilit gi
prevista dal patto, mentre nella prima versione di pieno uso. Le riforme strutturali che rafforzano la
crescita e migliorano la sostenibilit
dei conti pubblici precisa il testo
meritano una particolare atten-

olte iniziative di Papa


Francesco sono state catalogate come storiche. Sicuramente quando i cronisti racconteranno lattivit di questi anni
daranno grande spazio al pellegrinaggio in Terra santa, come pure
allincontro di preghiera voluto dal
Papa tra i presidenti dIsraele e di
Palestina. Molte generazioni contemporanee sono cresciute seguendo le alterne vicende del conflitto
in Medio oriente, dove lunica cosa
che si potuta vedere stata la gestione di un problema, ma non una
soluzione di fondo capace di rendere giustizia alla dignit di quanti
subiscono quel conflitto. Durante il
viaggio, la convocazione della giornata di preghiera, la risposta immediata e latto stesso nei giardini vaticani sono stati di una grandezza
unica. Se un paio di anni fa si fosse prospettato qualcosa di simile,
anche la persona pi ottimista
avrebbe detto che sarebbe stato impossibile. A partire dalla sua autorit spirituale e richiamando lattenzione del potere temporale, Papa Francesco ha dato un grande
segnale di speranza per quei popoli. Come Pontefice nel senso etimologico del termine ha costruito un nuovo ponte con un sincero
appello a un dialogo che non parte
da questioni amministrative, ma
dalla preghiera. Questa oserei chiamarla diplomazia spirituale.
Come musulmano nato in Argentina, discendente di libanesi e
di siriani, non mi sorprende tutta
lattivit svolta da questo Papa, che
stato arcivescovo della mia citt.
Naturalmente il papato riveste
unimportanza a livello mondiale,
ma questa ricerca incessante di pace, a partire dalla preghiera e
dallinsegnamento, esisteva gi da
molto tempo nella citt di Buenos

zione, anche attraverso una valutazione appropriata delle misure fiscali e delle riforme facendo al tempo stesso un miglior uso della flessibilit.
Tutte le nostre economie prosegue il documento devono, dunque, continuare a perseguire le riforme strutturali. Molto chiaramente, la nostra forza comune dipende
dal successo di ognuno dei nostri
Paesi. Questa la ragione per cui
lUnione europea ha bisogno di
passi avanti coraggiosi per favorire
la crescita, aumentare gli investimenti, creare di pi e migliori posti
di lavoro e incoraggiare le riforme
per la competitivit.

Il 28 giugno 1914 lassassinio


dellarciduca Francesco Ferdinando

Quei dilettanti
che mandarono
il mondo
allo sbaraglio
ANDREA POSSIERI

A PAGINA

Compie cinquantanni il policlinico Gemelli

Il sogno di un medico francescano

NOSTRE
INFORMAZIONI

Dopo gli scontri al confine tra Repubblica Democratica del Congo e Rwanda

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Grandi Laghi di tensione

Soldati congolesi al confine con il Rwanda (Afp)

KINSHASA, 27. Non si allenta la tensione nei Grandi Laghi, in particolare


tra Repubblica Democratica del Congo e Rwanda, le cui truppe si sono
scontrate l11 e il 12 giugno scorsi. A
chiarire laccaduto non valso neppure il rapporto stilato da esperti del
Meccanismo congiunto di verifica dei
confini della Conferenza dei Paesi dei
Grandi Laghi. Secondo il rapporto, la
collina di Kanyesheja, teatro degli
scontri, si trova in territorio congolese,
il che avalla implicitamente le accuse
di aggressione rivolte da Kinshasa a
Kigali. Tuttavia il documento non
stato firmato da Rwanda e Uganda,
entrambe accusati da Kinshasa, con il
sostegno di rapporti dellOnu, di sostenere gruppi armati in territorio congolese. Per il rappresentante ugandese,
i dati degli esperti non costituiscono
un materiale di riferimento per risolvere questo tipo di contenzioso.

Aires. In un peregrinare costante ci


sono state molte occasioni durante
le quali la preghiera per la pace in
Medio oriente si levata dalla cattedrale di Buenos Aires, alla presenza di rappresentanti di tutte le
confessioni. Questa attivit che ha
coinvolto le religioni stata sempre
molto rispettosa dellidentit di ciascuna tradizione.
Quando Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires, si sono moltiplicate le iniziative tra le confessioni, non solo formali, ma anche
concrete, per formare le nuove generazioni al dialogo attivo e preventivo. In particolare nel Centro
islamico della Repubblica Argentina, sotto la presidenza di Adel
Mohamed Made, le relazioni tra
musulmani, cattolici ed ebrei hanno conosciuto una nuova fase di
lavoro congiunto. Un evento importante stata la firma di un documento a cui hanno aderito le comunit religiose nel 2005. I principali rappresentanti dellebraismo e
dellislam lo hanno sottoscritto
condannando ogni forma di fondamentalismo e terrorismo, di matrice
sia religiosa che politica. Quellanno nato anche formalmente lorganismo conosciuto come Istituto
per il dialogo interreligioso, che ho
fondato insieme a padre Guillermo
Marc e al rabbino Daniel Goldman, con lincoraggiamento di
Jorge Mario Bergoglio. Si pu senza dubbio affermare che lidea del
dialogo stata sempre presente,
come esercizio di volont basato
sulla cultura dellincontro. Nella
consapevolezza che se dalla dimensione religiosa, cos particolare in
ognuno, possibile individuare
cammini per migliorare le relazioni
umane, in altri ambiti, specialmente in quello politico, ci diviene indispensabile.
La coerenza ideologica e anche
concreta permette a tutti i credenti
di riporre molte speranze in questo
pontificato. Senza dubbio Francesco rappresenta un tipo di spiritualit che lascia tracce profonde negli
uomini, estendendo la sua influenza anche ai non cattolici. opinione generale che sia la persona con
limmagine pi positiva al mondo.
Il concetto dimmagine positiva
inevitabilmente legato alla politica.
Molti protagonisti in questo campo
investono grandi somme per costruire messaggi e foto che migliorino la loro immagine agli occhi
della societ. Guardando i risultati
degli uni e degli altri non ho dubbi che lo strumento migliore per
costruire unimmagine positiva la
coerenza. Il Papa lesempio migliore in questo senso. Certo, il lavoro continua. Sicuramente altri
suoi gesti verranno definiti storici e
commuoveranno. Ma la cosa certa
che attraverso questi gesti Francesco costruisce il futuro.

Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza le Loro


Eminenze Reverendissime i Signori Cardinali:
Peter Kodwo Appiah
Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e
della Pace;
Stanisaw Ryko, Presidente del Pontificio Consiglio per i
Laici;
Fernando Filoni, Prefetto
della Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli.

Provvista di Chiesa
Il rettore Francesco Vito, successore di padre Gemelli
allinaugurazione del policlinico (10 luglio 1964)

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Il Santo Padre ha nominato


Vescovo di Gaylord (Stati Uniti
dAmerica) Monsignor Steven
John Raica, del clero della Diocesi di Lansing, finora Cancelliere della medesima sede.

LOSSERVATORE ROMANO

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sabato 28 giugno 2014

Firma di accordo
tra Santa Sede
e Repubblica di Serbia

Firmata a Bruxelles lintesa di associazione e libero scambio

Ucraina, Georgia e Moldova


pi vicine allEuropa
BRUXELLES, 27. stato suggellato
oggi a margine del vertice europeo
laccordo di associazione e libero
scambio tra lUe e tre Repubbliche
ex sovietiche, Ucraina, Georgia e
Moldova. Nel corso della cerimonia
il documento stato sottoscritto
nellordine dal premier moldavo,
Iurie Leanca, dallomologo georgiano, Irakli Garibashvili, e dal presidente ucraino, Petro Poroshenko.
Per il leader di Kiev si tratta di
unoccasione di rilancio e di un nuovo inizio, oltre che una dimostrazione di solidariet da parte
dellUe. Laccordo rappresenta una
prospettiva assolutamente nuova per
il mio Paese, ha osservato il presidente ucraino aggiungendo che
non ci lasceremo sfuggire questa
opportunit di modernizzazione.
un giorno storico, ha ribadito Poroshenko, il pi importante per
lUcraina fin dallindipendenza,
quando nel 1991 si proclam sovrana
fuoriuscendo dallex Unione sovietica. Anche la Crimea oggi parte di
questo accordo, ha poi affermato.
Sono stati necessari sette lunghi
anni di percorso spinoso, con alti e
bassi e persone che hanno pagato
con il prezzo della vita questo momento.
Il presidente della Commissione
europea,
Jos
Manuel
Duro
Barroso, ha dichiarato che si tratta
di un giorno storico per lUe e per
i tre Paesi. Questa firma il punto di partenza per la nostra cooperazione, ha aggiunto. Questi accordi sono pietre miliari nella storia
delle nostre relazioni internazionali,
ha aggiunto il presidente del consiglio europeo, Herman Van Rompuy,
il quale ha ricordato coloro che a
Kiev hanno dato la vita.
Laccordo euro-ucraino sarebbe in
origine dovuto essere sottoscritto alla fine dello scorso novembre, ma
salt in extremis per decisione
dellallora
presidente
Viktor
Ianukovich, che opt invece per un
riavvicinamento nei confronti di Mosca: ne scaturirono proteste di piazza
protrattesi per mesi, fino alla caduta
del vecchio regime ma anche alla rivolta della Crimea e delle regioni
russofone nel sud-est del Paese.
Al riguardo Poroshenko ha sottolineato quanto lassociazione con
lUe sia di estrema importanza per
la pace e la sicurezza, non solo entro
i confini nazionali bens nellintera
area.

Il premio Feltrinelli
assegnato
alla popolazione
di Lampedusa
ROMA, 27. LAccademia dei Lincei
ha assegnato il premio Feltrinelli, di
250.000 euro, alla popolazione di
Lampedusa. La piccola popolazione dellisola si legge nella motivazione ha affiancato e integrato in
modo esemplare e con disinteressato
slancio le organizzazioni dello Stato. Basti pensare che nel solo 2013
sono passati per Lampedusa immigrati a volte, come tra marzo e aprile
2011, pi numerosi degli stessi residenti. Il centro di accoglienza e le
altre strutture pubbliche non sempre
hanno retto lurto, si ricorda nella
motivazione, ma la popolazione civile in piena intesa con corpi dello
Stato (marinai, guardia costiera, forze dellordine) ha spesso sopperito
alle mancanze dimostrando una generosit senza limiti. Nessuno si
chiesto quale fosse il colore della
pelle o la nazionalit o la religione
dei migranti, ai quali sono stati donati cibi e abiti, e che sono stati accolti nelle case della gente dellisola.
Si tratta di unimpresa collettiva
stupefacente perch spontanea e,
in quanto tale recita la dizione del
premio Feltrinelli si qualifica nello
stesso tempo come unimpresa di
alto valore morale e umanitario.

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Il presidente ucraino (al centro) tra Barroso e Van Rompuy (Reuters)

Il vice ministro degli Esteri russo,


Grigori Karasin, citato dallagenzia
Interfax, ha invece dichiarato che
laccordo con lUe avr gravi conseguenze. La Russia ha comunque dato ieri il suo consenso a svolgere un

Venerd 27 giugno stato firmato


nel Palazzo di Serbia, a Belgrado,
un Accordo tra la Santa Sede e la
Repubblica di Serbia sulla collaborazione nellinsegnamento superiore, con cui vengono confermati
principi e definite disposizioni circa la collaborazione fra le due Parti
nel settore dellinsegnamento superiore.
Per la Santa Sede ha firmato
lEcc.mo Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con
gli Stati, e per la Serbia S.E. il Sig.
Ivica Dai, Primo Vice-Presidente
del Governo e Ministro degli Affari Esteri.
Hanno partecipato al solenne atto, da parte ecclesiastica: lEcc.mo
Mons. Orlando Antonini, Nunzio
Apostolico in Serbia; lEcc.mo
Mons. Stanislav Hoevar, Arcivescovo di Belgrado e Vice Presidente della Conferenza Episcopale Internazionale dei Santi Cirillo e Metodio; lEcc.mo Mons. Ladislav
Nmet, Vescovo di Zrenjanin e Segretario Generale della medesima
Conferenza Episcopale; Mons. Janusz Bachowiak e Mons. Henryk
M. Jagodziski.
Da parte statale: il Sig. Veljko
Odalovi, Segretario Generale del
Ministero degli Affari Esteri; il Sig.
Zoran Vlatkovi, Ambasciatore,
Capo di Gabinetto del Primo Vice-

pea Jos Manuel Duro Barroso e


dovrebbe coinvolgere i responsabili
dei dicasteri dellEconomia.
Intanto, ufficialmente terminata
oggi la tregua annunciata venerd
scorso da Poroshenko e confermata
luned da uno dei leader separatisti.
Il presidente russo, Vladimir Putin,
ieri, nel corso di una telefonata con
il
cancelliere
tedesco,
Angela
Merkel, ha auspicato il prolungamento della tregua. Il cessate il fuoco, durato un po meno di una settimana, non ha in realt mai messo fine ai combattimenti. Il Governo
ucraino ha denunciato che 18 militari di Kiev sono stati uccisi dallinizio
della tregua. Almeno altri quattro
soldati ucraini sono inoltre morti in
un combattimento nella notte nella
citt di Kramatorsk, mentre i miliziani separatisti si sono impossessati
di una base militare della Guardia
nazionale ucraina a Donetsk dopo
sette ore di combattimento e hanno
preso prigioniero il comandante del
battaglione, mentre sulla carta era
ancora in corso il cessate il fuoco.
Nel frattempo, sono stati rilasciati
nella notte quattro degli otto osservatori dellOrganizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa
(Osce) che erano stati sequestrati il
26 maggio scorso da separatisti filorussi nella regione di Lugansk, la
pi orientale dellUcraina.

vertice trilaterale Mosca-Ue-Kiev a


livello ministeriale l11 luglio a Bruxelles. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri russo in una nota.
Lincontro stato annunciato dal
presidente della Commissione euro-

Incontro tra il premier pakistano e il consigliere per la sicurezza afghana

Islamabad e Kabul
rinnovano limpegno contro il terrorismo
ISLAMABAD, 27. Si tratta di un nuovo capitolo nellambito del comune
impegno di Afghanistan e Pakistan
contro il terrorismo: ieri il premier
pakistano, Nawaz Sharif, ha ricevuto a Islamabad il consigliere per la
sicurezza afghana, Rangin Dadfar.
Lincontro stato centrato sullesigenza di una sempre pi intensa
collaborazione per sradicare nella
regione le diverse cellule terroristiche che continuano perpetrare violenze. Tuttavia, come ricordano gli
analisti, questo impegno comune,
sebbene pi volte ribadito, non
mai stato esente da tensioni e polemiche. Infatti i due Paesi, uniti da
circa 2.500 chilometri di frontiera, si
sono spesso scambiati accuse su attacchi reciproci, come pure si sono
rinfacciati responsabilit circa presunte infiltrazioni di terroristi, poi
rivelatisi autori di sanguinose stragi.
Certamente questo clima di sfiducia
e di sospetti non ha aiutato il rafforzamento di unintesa solida, necessaria per sconfiggere la minaccia terroristica.
Si guarda dunque allincontro tra
Sharif e Dadfar con particolare interesse, con lauspicio, sottolineano gli
osservatori, che Islamabad e Kabul
riannodino le fila di un impegno di
collaborazione che a giudicare
dalle persistenti violenze scatenate
dai miliziani nella regione si impone con urgenza. Ma sia in Afghanistan che in Pakistan la situazione
non tranquilla. Sembra essere ripartito, in questi giorni, il processo
elettorale legato al ballottaggio presidenziale svoltosi il 14 giugno. Fra
qualche settimana, dunque, si dovrebbe conoscere il nome del successore di Hamid Karzai, al potere
per tredici anni: lex ministro degli
Esteri Abdullah Abdullah o lex ministro delle Finanze, Ashraf Ghani.
Ma il clima molto teso dopo le
denunce di brogli formulate da Abdullah che ha anche minacciato di
non riconoscere lesito del ballottaggio e definito illegittima la commissione elettorale indipendente.
Ora, dopo le dimissioni di un altro
funzionario della commissione, lex
ministro degli Esteri sembra essere
ritornato sui suoi passi: ma al momento linstabilit politica in Afghanistan costituisce una minaccia che
potrebbe minare la stessa tenuta
delle istituzioni.

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

Carlo Di Cicco
vicedirettore

Piero Di Domenicantonio

Anche in Pakistan lo scenario


critico. In particolare nel Nord
Waziristan che si segnala una situazione di emergenza. Cresce infatti il
numero degli sfollati in seguito ai
combattimenti tra lesercito di Islamabad e i talebani. Si stima che siano migliaia le persone in fuga dalle
violenze e alla ricerca di luoghi meno esposti ad attacchi e imboscate.
E ieri le truppe pakistane, con lausilio di carri armati e di mezzi corazzati, hanno preso posizione nel
centro di Miramshah, capoluogo del
Nord Waziristan. Questa offensiva,
si legge in una nota diffusa
dallesercito, era stata pianificata da
tempo ma era stata rimandata in attesa di completare lo sgombero dei
civili.
Ma sono anche i talebani a organizzare offensive nellambito della
loro azione destabilizzante. salito
a duecento il numero dei morti in
seguito agli attacchi compiuti negli
ultimi giorni dai miliziani nella provincia meridionale di Helmand. Tra
le vittime, miliziani e soldati afghani, nonch un gran numero di civili.
Nello stesso tempo pi di ventimila
persone stanno fuggendo dalla provincia per sfuggire alle violenze, che
si temono possano protrarsi a lungo,
visto che i talebani (come annunciato in un comunicato) intendono
conquistare il controllo di quattro
distretti della provincia.

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va


Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va
Servizio culturale: cultura@ossrom.va
Servizio religioso: religione@ossrom.va

caporedattore

Gaetano Vallini

segretario di redazione

Esplode gasdotto
nellest
dellIndia

Un soldato pakistano al confine afghano (Afp)

Testato dalla Corea del Nord


un missile tattico ad alta precisione
PYONGYANG, 27. La Corea del
Nord ha annunciato la messa a
punto di un missile tattico di nuova concezione e ventilato il suo
utilizzo in attacchi ad altissima
precisione in caso di minaccia alla
sua sovranit territoriale. Allindomani del lancio di tre missili a
corto raggio nel mar del Giappone, lagenzia ufficiale Kcna, pur
senza dare dettagli su luogo e
giorno, ha precisato che il leader
nordcoreano, Kim Jong Un, ha
guidato il test del vettore di nuova concezione e allavanguardia

Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998


photo@ossrom.va www.photo.va

Presidente del Governo e Ministro


degli Affari Esteri; S.E. il Sig. Mirko Jeli, Ambasciatore della Serbia
presso la Santa Sede; il Sig. Slobodan Vukevi, Ambasciatore, Capo
del Dipartimento per i Paesi Vicini
ed Europa Sud-Orientale; il Sig.
Dejan Zlatanovi, Vice-Capo di
Gabinetto del Primo Vice-Presidente del Governo e Ministro degli
Affari Esteri; e la Sig.ra Mirjana
Kotlaji, Consigliere, Dipartimento
per i Paesi Vicini ed Europa SudO rientale.
Tale Accordo prevede che le Parti si impegnino di favorire la collaborazione nel settore dellinsegnamento superiore e di promuovere i
contatti diretti tra le istituzioni di
tale tipo. Inoltre, esse si impegneranno ad uniformare le questioni
riguardanti il riconoscimento reciproco dei titoli accademici e degli
atti pubblici attestanti il conseguimento dellistruzione superiore. Per
applicare il presente Accordo, le
due Parti stipuleranno successivamente i relativi protocolli addizionali, con i quali saranno definite le
attivit concrete, nonch le condizioni organizzative e finanziarie
dellapplicazione. LAccordo riconosce anche il diritto della Chiesa
cattolica in Serbia di fondare e dirigere Istituzioni di studi superiori
sia per le discipline ecclesiastiche
sia per le altre materie di studi superiori.
Il presente Accordo entrer in vigore alla data in cui viene ricevuta
lultima informazione, giunta per
via diplomatica e relativa alladempimento di tutti i requisiti, che sono previsti dalle normative interne
delle due Parti per lentrata in vigore del presente Accordo.

come missile tattico per lultra


precisione.
Il lancio, effettuato con successo, ha rimarcato inoltre la performance scientifica e tecnologica di
cui pu ora disporre lesercito popolare nordcoreano potendo contare sulla variet di armi guidate
a breve, medio e lungo raggio.
La Corea del Nord non si riteneva
avesse negli arsenali missili guidati, ma lanalisi dei recenti filmati
diffusi dalla propaganda del regime comunista ha rivelato lacquisto di una variante del vettore russo, il KH-35. La Corea del Nord

Segreteria di redazione
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Tipografia Vaticana
Editrice LOsservatore Romano

don Sergio Pellini S.D.B.


direttore generale

ha recentemente moltiplicato i lanci di missili a medio raggio e sembra molto avanti nei preparativi
per il suo quarto esperimento nucleare. Intanto, la presidente sudcoreana, Park Geun Hye, ha confermato il premier dimissionario
Chung Hong Won, che due mesi
fa aveva annunciato il passo indietro accollandosi la bufera scatenata dalla pessima gestione dei soccorsi nel naufragio del traghetto
Sewol, colato a picco ad aprile
con il bilancio di oltre trecento tra
morti e dispersi, in gran parte studenti in gita.

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NEW DELHI, 27. di sedici morti il


bilancio di una violenta esplosione
avvenuta oggi in India, nello Stato
orientale dellAndhra Pradesh. La
potente deflagrazione, riferiscono
fonti locali, ha sventrato un gasdotto di propriet della compagnia statale Gai I. Lincidente ha
avuto luogo nei pressi di una raffineria a Nagaram, circa cinquecento
chilometri a sud-est della capitale
Hyderabad. Sono subito intervenuti i vigili del fuoco e le squadre di
soccorso che, riferiscono testimoni,
si sono trovati davanti a fiamme alte pi di venti metri, domate dopo
laboriose operazioni. Dieci le persone sopravvissute al rogo: sono
state subito ricoverate in ospedale
e, segnalano fonti mediche, versano
in gravi condizioni per le gravi
ustioni riportate.
Ancora ignote le cause dellincidente. Non si esclude il dolo, ma
gli inquirenti, al momento, hanno
preferito non sbilanciarsi con ipotesi che potrebbero poi rivelarsi infondate. Il ministero del Petrolio,
riferisce lagenzia Reuters, ha comunque assicurato che quanto prima si far completa luce su quanto
accaduto.
Infatti, come ricorda lagenzia
Reuteras, anche nel recente passato
esplosioni che hanno interessato
gasdotti in alcuni Stati indiani,
dapprima erano stati classificati come incidenti e, solo successivamante, ascritti alla responsabilit di
gruppi estremisti. Intanto, segnala
sempre la Reuters, che gli abitanti
della zona in cui passa loleodotto
hanno protestato, subito dopo la
deflagrazione, contro le autorit locali perch, a loro dire, la struttura
non era adeguatamente controllata
e monitorata, come invece richiesto
da tempo. Intanto molti residente
dellarea investita dallesplosione
sono stati fatti sgomberare per motivi di sicurezza.

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sabato 28 giugno 2014

pagina 3

Met della popolazione ha bisogno di assistenza

Nei campi istituiti dalle Nazioni Unite nel Sud Sudan

Siria
stremata

Centomila rifugiati

NEW YORK, 27. In Siria sono ormai quasi undici milioni le persone
che hanno bisogno di assistenza
umanitaria, in pratica met dei circa ventidue milioni di abitanti del
Paese. Il dato, che comprende anche i quasi tre milioni di rifugiati
allestero, stato fornito ieri a New
York da Valerie Amos, vice segretario generale dellOnu responsabile
degli affari umanitari, in uninformativa al Consiglio di sicurezza.
Amos ha sottolineato che il numero dei siriani in tale situazione
aumentato di un milione e mezzo
nei primi sei mesi di questanno e
che i belligeranti continuano a im-

Elezioni in Libia
passo verso
la democrazia
NEW YORK, 27. in corso lo
scrutinio per le legislative in Libia che, pur se contraddistinte
da una bassa affluenza e segnate
da violenti scontri, secondo il
segretario generale dellO nu,
Ban Ki-moon segnano un passo importante nellavanzamento
del processo di transizione e stabilizzazione politica. Anche il
presidente statunitense, Barack
Obama, ha definito la consultazione una tappa importante
per la transizione della Libia
verso la democrazia che premia
gli sforzi coraggiosi del popolo libico. Dal canto suo, lalto
rappresentante per la Politica
estera e di sicurezza comune
dellUe, Catherine Ashton, ha
elogiato il popolo libico, alle urne per eleggere il nuovo Parlamento, in una condizione di sicurezza precaria. Secondo il
capo della diplomazia europea
le elezioni in Libia rappresentano una opportunit affinch riprenda il processo di transizione
e si superi la recente polarizzazione politica nel Paese nordafricano.

pedire lazione delle agenzie


dellOnu e delle altre organizzazioni umanitarie.
Dopo oltre tre anni di guerra
non siamo ancora in grado di raggiungere quasi la met di quanti si
trovano nelle situazioni pi catastrofiche, ha detto Amos, precisando che le responsabilit ricadono sia sul Governo siriano, accusato di imporre restrizioni e ostacoli
arbitrari alla consegna degli aiuti,
sia sui gruppi ribelli che in pi occasioni hanno attaccato, minacciato
e rifiutato di cooperare con gli
operatori umanitari.
Sempre ieri, intanto, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha chiesto al Congresso di approvare uno stanziamento di cinquecento milioni di dollari per
laddestramento e lequipaggiamento di quella che ha definito lopposizione siriana moderata al Governo del presidente Bashar Al Assad,
cio in pratica alla Coalizione nazionale siriana (Cns), sostenuta dagli Stati Uniti e da altri Paesi fin
dallinizio dellinsurrezione. Secondo Obama, il finanziamento a
elementi controllati delle forze
di opposizione sarebbe necessario
per aiutare a difendere il popolo
siriano, stabilizzare le aree sotto il
controllo dellopposizione, facilitare la fornitura di servizi essenziali,
contrastare le minacce terroristiche
e promuovere le condizioni per
una soluzione della crisi nel
Paese.
La cifra chiesta da Obama al
Congresso quasi il doppio di
quella finora corrisposta dagli Stati
Uniti agli insorti siriani, che dal
marzo del 2011 hanno ricevuto 287
milioni di dollari in equipaggiamenti e aiuti definiti non letali.
Proprio sul tipo di aiuti ci sono
stati finora i maggiori contrasti tra
lAmministrazione di Washington e
la Cns, che chiede soprattutto forniture di armi. La questione sar
con ogni probabilit argomento anche dellincontro di oggi in Arabia
Saudita tra il segretario di Stato
americano, John Kerry, e il presidente della Cns, Ahmad Jarba, incontro del quale ha dato notizia ieri il dipartimento di Stato di Washington.

Laccordo di tregua non frena la fuga dei civili

Un centro raccolta dellOnu nei pressi di Tomping (Afp)

I ministri della Sanit di undici Paesi africani convocati dallO ms

Per arginare
la diffusione del virus ebola
GINEVRA, 27. LO rganizzazione
mondiale della sanit (Oms) ha
chiesto lapplicazione di misure drastiche per contrastare lepidemia di
ebola che ha colpito soprattutto
Guinea, Sierra Leone e Liberia,
provocando quattrocento morti.
Lepidemia in corso in Africa occidentale sta battendo tutti i record
di durata e gravit, al punto che
lOrganizzazione
delle
Nazioni

Unite ha convocato per il 2 e 3 luglio ad Accra i ministri della Salute


di undici Paesi della regione.
La riunione, ha detto Luis Sambo, direttore regionale per lAfrica
dellOms, stata indetta con il dichiarato obiettivo di arginare la trasmissione della malattia ed evitare
la diffusione internazionale del virus. Al momento, il pericolo circoscritto al continente africano, av-

Terrorismo e gruppi armati al centro del vertice continentale dedicato allagricoltura e alla sicurezza alimentare in Africa

Quando manca la pace


MALABO, 27. La questione dei
gruppi armati e della minaccia del
terrorismo si imposta come prioritaria al 23 vertice dei capi di Stato
e di Governo dei Paesi dellUnione
africana, che si conclude oggi a
Malabo, la capitale della Guinea
equatoriale. Il tema ufficiale del
vertice Agricoltura e sicurezza
alimentare in Africa, ma sin
dallinizio delle riunioni preparatorie le discussioni sono state dominate dalle crisi legate allattivit,
spesso di tipo terroristico, dei gruppi armati attivi in diversi Paesi, in
particolare in Nigeria, Mali, Repubblica Democratica del Congo,
Repubblica Centroafricana, Somalia e Sudan. Lo stesso presidente di
turno dellUnione africana, il capo
di Stato mauritano Mohamed
Ould Abdel Aziz, ha evidenziato
mercoled sera, aprendo i lavori del
vertice, la gravit delle minacce
costituite dal terrorismo, dalla
grande criminalit e dai traffici illeciti.
La questione del peacekeeping in
Africa complessa. Gli ultimi anni
hanno evidenziato forti difficolt
nel fornire le missioni di pace non
tanto di personale, quanto di strumenti adeguati, per esempio elicotteri e aerei da ricognizione, il cui
impiego comporta costi difficilmente sostenibili dai Paesi del continente. LUnione africana gestisce in
proprio, per esempio in Somalia, o
in collaborazione con lOnu, come
nella regione occidentale sudanese
del Darfur, diverse missioni continentali e, in ogni caso fornisce caschi blu a quelle sotto il diretto comando del Palazzo di Vetro. il
caso, per esempio, della Minusca,
la missione dispiegata in Mali della
quale proprio due giorni fa il Consiglio di sicurezza dellOnu ha prolungato di un anno e ampliato il

mandato. Nel testo di una risoluzione approvata mercoled pomeriggio a New York si chiede ai militari di estendere le loro attivit nel
nord del Paese attraverso operazioni di pattuglia a largo raggio, al
di fuori dei centri urbani, nelle aree
dove i civili sono a rischio.
Nel documento, daltra parte, si
afferma che la Minusca, oltre a
contare su un massimo di 11.200
soldati e 1440 poliziotti, impiegher
anche droni, gli aerei senza pilota,
con compiti di sorveglianza a largo
raggio, sullesempio di quanto gi

accade nella Repubblica Democratica del Congo. E questo comporta


appunto forniture e finanziamenti
al di l delle possibilit dei Paesi
africani.
A questo si aggiungono il mancato coordinamento e i rapporti
spesso difficili con i contingenti inviati autonomamente da alcuni Paesi. stato in Somalia il caso del
Kenya, prima che le truppe di Nairobi venissero incorporate nellAmisom, la missione dellUnione africana. Ed il caso dei contingenti
francesi presenti nello stesso Mali e

nella Repubblica Centroafricana,


dove opera la Misca, la missione
africana destinata a sua volta a passare dal prossimo settembre sotto la
responsabilit dellOnu. Sempre ieri ad Addis Abeba, che dellUnione
africana sede, stato annunciato
lavvio della costruzione del Centro etiopico di addestramento per il
peacekeeping internazionale, in
questo caso per iniziativa per del
Governo locale. Il centro preparer
mille operatori lanno, militari o civili, provenienti da Paesi africani,
ma anche da altri continenti.

vertono gli esperti, anche se la possibilit teorica che qualche caso importato si verifichi in Europa non
da scartare. Ormai non pi un
focolaio limitato ad alcuni Paesi,
ma una crisi subregionale che richiede un intervento di Governi e
partner ha spiegato Sambo.
dunque indispensabile rafforzare gli
sforzi di risposta, promuovere la
collaborazione si legge in una
nota da Ginevra e la condivisione
transfrontaliera sui casi sospetti secondo le linee guida dellO rganizzazione mondiale della sanit.
Scoperto nel 1976 nello Zaire (ora
Repubblica Democratica del Congo), il virus ebola altamente contagioso, con un tasso di mortalit
che pu arrivare fino al 90 per cento dei casi.
Nonostante gli sforzi messi in
campo dallOrganizzazione mondiale della sanit e da altri organismi internazionali, c stato un incremento significativo nel numero
di infettati nelle ultime tre settimane. Finora sono stati registrati 653
casi, con quattrocento morti, che la
rendono la pi grande epidemia di
sempre in termini di numero di
casi e morti, cos come di diffusione
geografica, ha sottolineato lagenzia delle Nazioni Unite, che ha
escluso il ricorso a restrizioni dei
viaggi e del movimento di merci.

Smantellato un traffico tra Nigeria, Benin e Niger

Bambini venduti
NIAMEY, 27. Una trentina di persone, comprese le mogli di alcuni
esponenti delle istituzioni del Niger, sono state arrestate al termine
di uninchiesta su un traffico di
bambini dalla Nigeria. Secondo
quanto riferito dalla polizia di Niamey, donne nigerine si recavano
nello Stato nigeriano di Ondo, nei
pressi di Lagos, per poi rientrare a
casa con uno o pi bambini. La
rete smantellata coinvolge donne
che non riescono ad avere figli e si
rivolgono ai trafficanti. I bambini
sono per lo pi gemelli nati in Nigeria. Il traffico riguarda anche il
Benin, Paese di transito, ha precisato un portavoce della polizia. Oltre a operatori sanitari e funzionari
dellanagrafe sono state incriminate
18 donne, tra le quali la moglie del
presidente del Parlamento e quella
del ministro dellAgricoltura.

JUBA, 27. Sono oltre centomila i civili che si sono rifugiati nelle basi delle Nazioni Unite in Sud Sudan dallo scorso 15 dicembre, quando scoppi la guerra civile tra i reparti
dellesercito fedeli al presidente Salva Kiir Mayardit e i ribelli che fanno riferimento allex vicepresidente
Rijek Machar. Il dato stato reso
noto ieri dallOnu in una nota nella
quale si specifica che, nonostante
laccordo di tregua raggiunto in
maggio e lavvio di negoziati, continua ad aumentare il numero di
quanti cercano riparo dalle violenze.
La situazione peggiore si registra
a Bentiu, capitale dello Stato di
Unity, dove 45.000 civili si trovano
in un campo profughi in condizioni
precarie e costretti a far fronte alla
insicurezza alimentare, come ha spiegato Hilde Johnson, la responsabile
dellOnu in Sud Sudan. La gente
ha fame, c un alto tasso di malnutrizione e i civili stanno venendo
nelle basi dellOnu anche per cercare cibo, ha aggiunto. Proprio Bentiu, fra laltro, uno dei fronti di
guerra dove nelle scorse settimane si
sono registrate violazioni della tregua che hanno messo a rischio il
processo negoziale in corso ad Addis
Abeba.
Quelli riparati nelle basi dellO nu
sono solo una piccola percentuale
dei profughi sudanesi. Il conflitto
oltre a provocare secondo fonti concordi migliaia di vittime dati ufficiali non sono mai stati diffusi ha
infatti costretto, sempre secondo
lOnu, un milione e mezzo di persone ad abbandonare le proprie case.
La condizione di queste persone si
aggrava ogni giorno. In particolare,
pi di cinquantamila bambini sono
in pericolo immediato di vita per la
fame o per le malattie, secondo i dati diffusi dallOnu due settimane fa
insieme a un appello per sollecitare
aiuti internazionali.
Agli sfollati interni si sommano i
rifugiati allestero. In particolare,
non si riduce neppure il flusso dei
profughi che varcano la frontiera
orientale con lEtiopia. Secondo Melissa Fleming, portavoce dellalto
commissariato dellOnu per i rifugiati (Unhcr), fino a mille persone
ogni giorno attraversano il confine.
In diversi incontri con la stampa a
Ginevra, Fleming ha precisato in
queste settimane che senza laiuto
dellUnhcr e delle altre agenzie
dellOnu non ci sarebbe possibilit
di sopravvivenza per tutte queste
persone. La portavoce dellUnhcr ha
specificato che la maggior parte dei
profughi arrivano a Pagak, nella regione di Gambela, dopo un viaggio
di quasi un mese a piedi e che almeno quattro su dieci di loro versano
in stato di grave malnutrizione.

Meriam ospitata
nellambasciata
statunitense
a Khartoum
KHARTOUM, 27. Meriam Yeya
Ibrahim Ishag, la cristiana a cui la
Corte suprema sudanese aveva cancellato luned scorso la condanna a
morte, si trova nellambasciata statunitense a Khartoum. Lo ha riferito il
suo avvocato a poche ore dal rilascio
della donna che era stata trattenuta
per due giorni nellaeroporto di
Khartoum.
La Corte suprema sudanese aveva
cancellato la condanna a morte per
apostasia decisa da un tribunale locale, in base a uninterpretazione
della sharia, la legge coranica in vigore in Sudan dal 1983, che contrasta comunque con la libert di fede
e di culto garantita dalla Costituzione. La donna era stata quindi scarcerata e si accingeva a lasciare il Paese
insieme con il marito, Daniel Wani,
e i due figli, Martin di venti mesi e
Maya, nata un mese fa mentre la
madre si trovava in carcere, ma i servizi di sicurezza avevano sollevato
dubbi sul suo documento, un passaporto del Sud Sudan (di cui cittadino il marito) con un visto degli
Stati Uniti. Ieri mattina era arrivata
la notizia del suo rilascio e, successivamente, si appunto appreso che
Meriam e i suoi familiari sono ora
ospitati nellambasciata statunitense.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 4

sabato 28 giugno 2014

Lidea iniziale fu quella di realizzare


un complesso ospedaliero di circa duemila posti letto
Sarebbe servito ad attivare
le specializzazioni della Facolt di Medicina
e a venire incontro alle necessit sanitarie della citt di Roma

Compie cinquantanni il policlinico Gemelli

Il sogno
di un medico francescano
l sogno della mia anima diceva padre
Agostino Gemelli; il
fondatore
dellUniversit Cattolica del
Sacro Cuore aveva incluso la Facolt
di Medicina e chirurgia gi nel progetto iniziale dellateneo. Ma il sogno
del francescano si comp solo negli

facolt e gli istituti della sede di Milano, limpegno per la Facolt di


Agraria di Piacenza, aperta nel 1953,
ritardarono limpresa.
Fu lautorevole intervento di Pio
XII a rimettere in moto la fase esecutiva. Padre Gemelli mor il 15 luglio
1959; la Facolt di Medicina di Roma
apr agli studenti erano 125, su 242
candidati due anni dopo, il 5 novembre del 1961
con una memorabile cerimonia inaugurale che vide
la partecipazione di Papa
Giovanni XXIII, del cardinale Montini, arcivescovo
di Milano cardinale patrono, come si firm
sullalbo donore di personalit del mondo scientifico, politico ed ecclesiastico, dei presidi delle Facolt milanesi della Cattolica.
Per loccasione sia Papa
Giovanni che Montini e
Francesco Vito, rettore
dellateneo dal 1959 al 1965
(a cui succeder, fino al
1968, Ezio Franceschini)
tennero dei discorsi in latino. Nel fare gli auguri e
invocare la protezione celeste sulla nuova universit, Papa Roncalli sottoline che il progetto era andato in porto soprattutto
grazie alla determinazione
Il rettore Francesco Vito rende omaggio a Papa Giovanni XXIII
del francescano, Augustinus
(che ha accanto larcivescovo Montini) il giorno dellinaugurazione
Gemelli tenaci voluntate.
della Facolt di Medicina (5 novembre 1961)
Sempre nel novembre
del 1961 iniziarono i lavori
per la costruzione del polianni Sessanta; le difficolt create alla clinico che, secondo il programma,
scuola cattolica nel ventennio fascista, avrebbe dovuto funzionare nel 1964
poi la guerra che devast gli edifici per permettere lattivazione dei corsi
milanesi delluniversit, la loro rico- del secondo triennio. I lavori andarostruzione, lurgenza di consolidare le no a rilento nei primi mesi a causa di

Criteri scientifici
e missione per luomo
Il 5 novembre 1961, nellauditorium della nuova Facolt di
Medicina e chirurgia dellUniversit Cattolica del Sacro
Cuore a Roma, larcivescovo di Milano Giovanni Battista
Montini, nella sua qualit di patrono delluniversit, pronunci un discorso di cui riportiamo brevi stralci.
uesta scuola non nasce da ambizione di pretesa
superiorit, ma essa vuol essere sorella a quante altre esistono e lavorano nel campo scientifico. La sua qualifica cattolica non la distingue,
non la separa spiritualmente dalle altre scuole similari.
Essa ambisce attestarsi, ultima venuta, in mezzo ad esse
rendendo fraterno omaggio alle loro tradizioni universitarie, ai loro meriti scientifici, ai loro sempre crescenti
sviluppi; accetter perci i loro metodi collaudati da
buoni risultati pedagogici e scientifici; applaudir alle loro riuscite esperienze; far proprio lesempio del loro impegno deontologico.
Vorr, in una parola, questa Facolt alimentare stima,
rispetto, collaborazione con le Universit italiane e straniere; vorr essere, come loro, guidata da criteri moderni
e rigorosamente scientifici; e tutto ci proprio anche in
virt di questa intrinseca radice, che fa cattolica questa
scuola, che non le impone cio altro programma, se non
la verit. La verit una sola, la scienza uguale per
ogni studioso, la medicina, in quanto disciplina sperimentale, la medesima per tutti. Sar perci lo studioso
di questa Scuola alunno, collega ed emulo di quanti a
questa dottrina ed a questarte della medicina si sono
con onore dedicati.
Ma la scienza delluomo non data solo dallosservazione di quel campo umano che forma loggetto specifico della medicina. Solidali con tutti quegli altri campi
del sapere che studiano la vita umana sotto i suoi molteplici e misteriosi aspetti, gli alunni di questa scuola saranno chiamati dalla loro fede religiosa alla scienza totale
delluomo, alla sintesi, alla summa, che appunto la sapienza cristiana promuove e pronuncia su la vita, e vedranno non alterata, ma pi e pi illuminata di superiori
e sublimi riflessi quella visione delluomo, a cui la medicina li impegna.
Non sar lamore di Cristo (ancora una volta la carit!) un coefficiente incomparabile per dare alla medicina
il valore non pi soltanto di una scienza, e non pi soltanto duna professione lucrativa, ma quello di una missione, che cerca e cura e ama nel dolore e nel bisogno
delluomo Cristo paziente?

Gli scavi per la costruzione dellospedale (1962)

difficolt insorte per lapprovazione


del progetto. Solo dal 1962 si lavor a
pieno ritmo per vincere quella che ormai era divenuta una sfida contro il
tempo. Lo sforzo finanziario della
Cattolica fu enorme, in rapporto alle
risorse disponibili, e solo limpegno e
la determinazione dei suoi dirigenti,
sorretti da una volont e da una fede
ferrea, consent di portare a termine
lopera. Lidea iniziale fu quella di
realizzare un complesso ospedaliero
di circa duemila posti letto. E questo
sia per poter attivare tutte quelle specializzazioni indispensabili per un policlinico universitario sia per contribuire a migliorare la cronica carenza
di posti letto che allora assillava Roma. Nel maggio 1964 i primi degenti
presero posto nei reparti di medicina
e chirurgia appena aperti; il 10 luglio
dello stesso anno con un messaggio
di Paolo VI portato dal cardinale vicario Luigi Traglia, il policlinico, intitolato al padre Gemelli, veniva aperto
ufficialmente. Una struttura imponente e complessa che si venuta sviluppando negli anni, fino alle dimensioni
attuali.

Il policlinico appena terminato nel 1964

Il messaggio per lapertura


Il messaggio inviato da Paolo VI per lapertura ufficiale
del policlinico il 10 luglio 1964.
Inaugurandosi il moderno Policlinico intitolato alla
luminosa figura di fra Agostino Gemelli, laugusto
Pontefice, spiritualmente presente alla cerimonia,
esprime il suo paterno compiacimento per la nuova
significativa tappa della Facolt romana di medicina
e chirurgia dellUniversit cattolica del Sacro Cuore
ed augura a cotesto nuovo complesso ospedaliero,
che degnamente si affianca alle magnifiche e innumerevoli realizzazioni dellAteneo cattolico italiano,
fecondi e costanti incrementi per le provvide conquiste della scienza medica, sorretta nella sua alta missione da profonde convinzioni ispirate ad evangelica

Paolo VI visit il policlinico Gemelli il 17


giugno 1976 in occasione della solennit
del Corpus Domini. Pubblichiamo alcuni
stralci dellomelia pronunciata durante la
messa che celebr nel piazzale antistante
lospedale.
A voi degenti, a voi ammalati, ospiti di
questo Policlinico, il nostro augurale e
benedicente saluto, quasi a caratterizzare con questa speciale menzione un
aspetto non secondario del rito che ora
celebriamo: il rapporto cio fra la Passione di Cristo e lEucaristia.
Ci che oggi scegliamo per la nostra
riflessione sullEucaristia non solo pu
bastare allanimazione del nostro pensiero e della nostra devozione, ma sorpassa cos la misura della nostra capacit teologica e della nostra virt cultuale
da riempire i nostri animi di gioiosa
meraviglia e da accrescerne il desiderio
di capire di pi. Perch lEucaristia
sacrificio. Tutto qui; ma quale trascendente e straripante verit abbiamo noi
annunciato! LEucaristia il sacrificio
di Cristo sulla croce, riflesso, riprodotto, perpetuato in modo incruento, ma
nella sua originaria realt, nella Messa.
Mistero di fede, s, abbagliante, ma
illuminante i profondi, gli essenziali destini della nostra vita. E qui una nuova
rivelazione si apre. Si apre specialmente per quanti davanti o sotto la sofferenza fisica sono tormentati dalla sofferenza spirituale dun atroce pessimismo; la quale cos raddoppia il dolore
del pensatore, dellammalato, del ferito:
perch si soffre? a che serve il patire? Il
dolore assurdo, si tentati di gridare;
il dolore inutile, il dolore insopportabile. Si apre, ecco, fratelli, una nuova
rivelazione per lasciarci vedere in Cristo la trasfigurazione della sofferenza,
quando valorizzata come sacrificio;
questa intenzionalit sacrificale che Cristo ha conferito alla sua Passione ne ha
fatto una sorgente di salvezza, unapoteosi damore.

sollecitudine per le
membra sofferenti
del mistico corpo di
Cristo.
In auspicio della
continua protezione
celeste sui congiunti
studi di docenti ed
alunni ed in pegno
della sua benevolenza, il Santo Padre impartisce al
Magnifico Rettore, alla nobile corona di autorit ecclesiastiche, civili, mediche, di professori, studenti e
sostenitori dellUniversit cattolica la propiziatrice
benedizione apostolica.

Perch si soffre?
Non pu avvenire qualche cosa di simile per le nostre sofferenze? e non avviene cos di fatto, quando la fede e
lamore le sostengono e le sublimano?
Non potremo noi pure dare al dolore
un senso, uno scopo, unutilit, al fine
un amore, che ne mitiga lasprezza e gli
conferisce un valore imprevisto? un valore di espiazione, di redenzione, come
lo ebbe la Croce di Cristo? San Paolo
ci d la ben nota risposta: Io sono lieto egli scrive ai Colossesi (1, 24)

delle sofferenze chio sopporto per voi,


e completo nella mia carne quello che
manca ai patimenti di Cristo, a favore
del suo corpo che la Chiesa. E il sapere che lEucaristia il sacramento
della Passione di Cristo non fa forse di
essa il conforto soggettivo migliore e il
valore oggettivo maggiore dei nostri
dolori? Non stabilisce forse una comunione fra la nostra sofferenza umana e
quella umano-divina di Cristo? Non infonde forse al nostro dolore qualche

Giovanni Paolo

II

La benedizione
del nuovo ospedale
da parte
del cardinale vicario
Luigi Traglia

cosa di sublime, di divino? unutilit


trasmissibile alla comunione propria
degli uomini e dei santi? Essa acquista
cos un significato ed un merito che annulla per noi, scompaginati con Cristo
eucaristico, la sentenza di Agostino verso i pagani: perdidistis utilitatem calamitatis, et miserrimi facti estis (De civitate
Dei, 1, 33), avete disconosciuto lutilit
di soffrire, e siete diventati miserabili.
E qui il nostro discorso finisce per
lasciare a voi tutti, Fratelli, questo messaggio eucaristico: la possibile utilit
redentrice del dolore nella comunione
intenzionale e sacramentale con la Passione di Cristo, rispecchiata tuttora per
noi dal Cristo glorioso nel Cristo sacrificato dellEucaristia.

vi fu ricoverato nove volte

Il Vaticano

Papa Wojtya durante la sua prima visita allospedale (18 ottobre 1978)

III
Appena eletto Pontefice, il 18 ottobre
1978, Giovanni Paolo II and al
Gemelli per trovare lamico vescovo
Deskur. Fu il primo contatto di un
rapporto privilegiato con il policlinico:
nel 1996 Giovanni Paolo II scherzando
sulla sua salute disse: Il Vaticano
Uno sta in piazza san Pietro, il
Vaticano Due a Castel Gandolfo, il
Vaticano Tre diventato il policlinico
Gemelli. Come risulta dagli schedari
dellospedale, Papa Wojtya fu qui
ricoverato nove volte: la prima il 13
maggio 1981 in seguito allattentato,
lultima il 24 febbraio 2005, quando fu
sottoposto a un intervento di
tracheostomia elettiva per recuperare
la funzione respiratoria. Torn in
Vaticano, dopo 18 giorni di degenza,
domenica 13 marzo.

LOSSERVATORE ROMANO

sabato 28 giugno 2014

pagina 5

Larresto
di Gavrilo Princip

Il 28 giugno 1914 lassassinio dellarciduca Francesco Ferdinando

Quei dilettanti che mandarono


il mondo allo sbaraglio
di ANDREA POSSIERI
icch ci hanno
ammazzato Ferdinando, disse
la fantesca al signor Scvik, che
avendo lasciato da qualche anno il servizio nellesercito per essere stato dichiarato
idiota dalla commissione medica militare,
ora viveva vendendo degli orribili cani,
ibridi mostri pei quali compilava delle fittizie genealogie. Inizia cos uno dei pi

celebri romanzi sulla Grande guerra, Il buon soldato


Scvik, curato dallo scrittore e giornalista ceco Jaroslav Haek. Daltronde, un
volume che narrava, seppur in chiave satirica e antimilitarista, le vicende di alcuni
commilitoni dellimperialregio esercito
asburgico, non poteva che iniziare dal racconto in questo caso dissacrante del
fatto di sangue da cui tutto ha avuto origine.
Lattentato di Sarajevo del 28 giugno
1914, in cui persero la vita larciduca erede
al trono dellImpero asburgico Francesco
Ferdinando e sua moglie Sophie Chotek
per mano del terrorista bosniaco Gavrilo
Princip, rappresenta, infatti, al di l di

ogni narrazione polemica o leggendaria, il


casus belli che port alla scoppio della prima guerra mondiale. Ovvero di quel conflitto che unanimemente riconosciuto come la pi grande frattura della modernit
che delinea una caotizzazione del cosmo e un rimescolamento delle carte
del gioco ideologico che produssero, come evidenzi Musil, la fine della societ
classico-borghese e il compimento, come
denunci Benedetto XV, di uninutile
strage.
Da quel fatto terroristico non certo
inconsueto ma tristemente comune per
lepoca avvenuto in un territorio di
frontiera, notissimo per le sue turbolenze
e divisioni, prese avvio, dunque, un conflitto devastante per lEuropa con conseguenze profondissime per lintera storia

Mezzo secolo dopo la Dichiarazione di Helsinki

Una strada per la medicina


ti i requisiti fondamentali delletica della
ricerca, quali, ad esempio: il dovere dei
opo unelaborazione durata medici di promuovere la salute, il benesdieci anni, nel giugno 1964 sere e i diritti dei pazienti; il consenso inla World Medical Associa- formato; il bilanciamento tra rischi e betion (Wma) adott, durante nefici; la tutela dei soggetti vulnerabili; il
unassemblea nella capitale valore e la validit della ricerca. Allartifinlandese, la Dichiarazione di Helsinki. colo 8 si stabilisce un principio basilare
Essa contiene principi etici per la ricerca per letica della ricerca sulluomo: Sebmedica che coinvolge soggetti umani. bene lo scopo primario della ricerca meDa cinquantanni la Dichiarazione costi- dica sia quello di generare nuove conotuisce, nel mondo intero, uno dei pi im- scenze, queste non possono prevaricare
portanti documenti di riferimento per sui diritti e gli interessi dei singoli sogletica della ricerca medica. Anche per i getti coinvolti nella ricerca.
Nelle successive revisioni stato allarcittadini importante conoscerla: nelle
informazioni che sono fornite ai pazienti gato il campo cui la Dichiarazione si rifeche partecipano a sperimentazioni , sal- risce. Si cos passati dalla consideraziovo rare eccezioni, evidenziato che la ricer- ne del singolo paziente allallargamento
ca conforme alla Dichiarazione di Hel- alla dimensione collettiva, includendo
sinki. Merita quindi ripercorrerne breve- dunque la sanit pubblica. Nella revisiomente la storia, analizzarne sinteticamen- ne adottata nel 2008 a Seoul si inoltre
te i contenuti e discuterne alcune proble- inclusa la ricerca con materiale biologico
umano identificabile con dati sanitari.
maticit.
Con lultima revisione sono migliorati
Per quanto riguarda la storia, la Dichiarazione e altri analoghi documenti contenuti e struttura. stata inserita la
sono stati promulgati dopo la met del raccomandazione di includere nella ricersecolo scorso a seguito di gravi violazioni ca i gruppi che in genere sono sottorapdei diritti umani compiute negli anni pre- presentati, al fine di non escluderli dai
cedenti durante sperimentazioni mediche. potenziali benefici (articolo 13). stato
Non infatti casuale che la Wma sia sta- anche incluso il diritto a essere curati e
ta fondata nel 1947, pochi mesi dopo che ricompensati in caso di danni dovuti alla
il Tribunale di Norimberga aveva ricono- ricerca (15) e a ricevere cure adeguate ansciuto le atrocit
che dopo la fine
commesse dai medella
sperimentadici
nazisti.
La
zione (34). Ci
Wma rappresenta
particolarmente imoggi oltre 9 milioni
portante nei Paesi
di medici in 102 nadove il contesto sozioni. Lassemblea
cio-economico cagenerale della Wma
rente. Unulteriore
ha aggiornato il teinnovazione riguarsto della Dichiarada il diritto a essere
zione sette volte, e
informati sui risuldue volte ha agtati
degli
studi
giunto chiarimenti.
(26).
Lultimo aggiornaPer quanto rimento, adottato a
guarda le probleFortaleza, risale almaticit, non manlo scorso ottobre.
cano voci critiche
Dagli 11 articoli
verso la Dichiaradella versione inizione, anche da auziale si passati ai
torevoli
esperti:
37 attuali.
Ezekiel J. Emanuel,
Nel diritto interuno dei pi noti
Gustav Klimt
nazionale si attribioeticisti statuniMedicina (1900, particolare)
buisce alla Dichiatensi, la giudica
razione il valore di
incoerente.
soft law, cio di documento che pu inNella Dichiarazione vi sono non solo
durre, ma non obbligare, le autorit e i alcune carenze, ma anche contraddizioni.
legislatori nazionali a prendere provvedi- Per esempio essa, coerentemente con il
menti a esso ispirati. Pur con questo limi- mandato dellAssociazione che lha adotte, la Dichiarazione molto spesso citata, tata, rivolta ai medici (articolo 4), ma
nei documenti, come atto fondamentale contiene anche raccomandazioni per altre
al quale ci si deve conformare. Per esem- categorie, quali gli sponsor e gli editori
pio, lo scorso 16 aprile stato adottato il per quanto riguarda la pubblicazione dei
nuovo Regolamento 536/2014 dellUnio- risultati. E lapplicazione di alcuni articone Europea, vincolante in tutti gli Stati
li pu risultare problematica. Per esemmembri, nel quale si evidenzia la conformit tra i principi enunciati nello stesso pio, allarticolo 9 si stabilisce che doRegolamento e la Dichiarazione. E la Di- vere dei medici coinvolti nella ricerca mechiarazione molto spesso indicata come dica proteggere la vita, la salute, la digniriferimento essenziale anche nei regola- t, lintegrit, il diritto allautodeterminamenti dei Comitati etici, responsabili del- zione, la privacy e la riservatezza delle informazioni personali dei soggetti umani
la valutazione dei protocolli di ricerca.
Per quanto riguarda i contenuti, gli ar- coinvolti nella ricerca, ma non si dice
ticoli della Dichiarazione sono raggrup- come risolvere i conflitti che inevitabilpati in dodici sezioni, che riguardano tut- mente si creano tra alcuni doveri.
di CARLO PETRINI*

Un tema controverso riguarda poi la


possibilit di utilizzo del placebo. Come
noto, il placebo un farmaco inattivo
che, negli studi clinici, viene utilizzato
come confronto con le terapie sperimentali. Largomento stato oggetto di un
ampio confronto in occasione dellultima
revisione della Dichiarazione. Il confronto stato accompagnato anche da un vivace dibattito nelle pi prestigiose riviste
scientifiche del settore, quali, ad esempio,
The Lancet e il Journal of the American Medical Association. Sotto il profilo della metodologia scientifica, il placebo importante per verificare lefficacia
del trattamento sperimentale. Sotto il

Un testo pi essenziale potrebbe


superare alcune ambiguit
Ma il documento rimane
un caposaldo per letica medica

profilo etico, luso del placebo ammissibile soltanto se vi una reale incertezza
sullesistenza e/o lefficacia di un trattamento alternativo: se un tale trattamento
disponibile, non ammissibile che un
gruppo di persone ne sia privato.
Con i progressivi ampliamenti della
Dichiarazione sono stati inclusi argomenti che hanno anche valenza politica, come, ad esempio, la ricerca internazionale.
Le valutazioni a questo proposito non sono unanimi ed emblematico che la Fda
abbia abolito nel 2008 il riferimento alla
Dichiarazione nella sua normativa riguardante la ricerca condotta fuori dagli Stati
Uniti.
La Dichiarazione contiene numerosi
dettagli ed ambiziosa: non facile includere in un breve documento sia i principi generali delletica della ricerca medica, sia dettagli operativi su dilemmi
emergenti. Si potrebbe preferire una formulazione pi essenziale, limitata a principi basilari e irrinunciabili. Significativa
in tal senso la frequenza degli aggiornamenti (uno ogni circa sei anni). Essa
viene in genere motivata dal tumultuoso
sviluppo delle conoscenze e delle tecniche. Tale continua evoluzione innegabile, ma si deve anche riconoscere che i valori fondamentali sono duraturi, e quindi
non necessitano di frequenti revisioni. Si
potrebbe quindi preferire un documento
pi essenziale, con meno dettagli e che
non rincorra lavanzamento della scienza.
Ci probabilmente toglierebbe anche una
certa ambiguit stilistica, per la quale il
lettore pu aver difficolt a capire se le
affermazioni siano obbligazioni o aspirazioni.
Malgrado tali limiti, il documento resta tuttora un caposaldo di grande valore
per letica medica, ed doveroso che il
suo primo mezzo secolo non passi inosservato.
*Responsabile dellUnit di bioetica
dellIstituto superiore di sanit

mondiale. Quellevento segn, infatti,


linizio di una guerra totale che invest,
seppur in modo diverso, cittadini e fanti,
donne e uomini e che, soprattutto, sin dai
primi mesi, si caratterizz come una vera e
propria catastrofe per il vecchio continente. Max Hastings utilizza proprio questo termine Catastrofe 1914. LEuropa in
guerra (Venezia, Neri Pozza, 2014, pagine
800, euro 22) per descrivere il carattere
epocale e disastroso di un conflitto, che
gi nei primi mesi di guerra, dallagosto al
Natale del 1914, present delle statistiche
di morte imparagonabili con i conflitti ottocenteschi. Solamente nei primi cinque
mesi di guerra, i caduti francesi furono
circa 329.000, mentre il numero dei soldati
morti britannici fu quattro volte superiore a quello dei caduti durante i tre anni
della guerra boera.
Tuttavia, anche se
limmaginario collettivo
della grande guerra
dominato, come ci ha
insegnato Paul Fussel,
da immagini di trincee e
di fango, dal filo spinato e da poeti soldati,
dalla dimensione psicologica del sacrificio e
dallimbarbarimento dei
militi che port persino
alla formazione di nuove superstizioni e mitologie, indubbio che il
piccolo, bizzarro melodramma che si svolse in
Bosnia il 28 giugno
1914, come lo definisce
Hastings, rappresenta il
momento iniziale di
questo
paradigmatico
conflitto novecentesco.
Eppure, inizialmente,
questo atto terroristico
organizzato in maniera
dilettantesca che si svolse in un clima
surreale in cui gli attentatori disposti
lungo la strada percorsa dal corteo reale
tentarono per ben due volte di uccidere
maldestramente larciduca senza che le
forze di polizia riuscissero a organizzare
una sicurezza degna di nota non sembr destare particolarmente lopinione
pubblica europea. Daltra parte in Europa
occidentale, la violenza balcanica era cos
nota che ogni sua manifestazione provocava solo uno stanco sdegno di circostanza. In Russia lattentato venne liquidato
come un tipico esempio della barbarie
balcanica. In Francia le Figaro scrisse
che i pi pensavano che lattuale crisi
balcanica era destinata a ricadere nella categoria dei battibecchi balcanici che si susseguivano ogni quindici o venti anni e ve-

Gli attentatori tentarono per due volte


di colpire maldestramente
senza che la polizia intervenisse
Lomicidio segn
linizio della Grande guerra
nivano risolti tra i popoli della regione,
senza bisogno di coinvolgere le grandi potenze.
Anche i commenti che si potevano leggere sulla stampa dopo il funerale non furono certo caratterizzati da una particolare
partecipazione emotiva. Il 29 giugno a
Vienna il professore e deputato del
Reichstag Josef Redlich annot che in
citt non cera alcun senso di lutto. Il
Times, il 1 luglio, scrisse che lopinione
comune che non ci si debba vendicare
sui sudditi serbi dellimpero per le malefatte di quella che si ritiene essere una esigua minoranza.
Nonostante ci, anche se non furono
molti coloro che piansero Francesco Ferdinando dopo il suo assassinio, il risentimento verso chi aveva commesso lattentato era innegabile. E a questa rabbia si aggiunsero, in un legame strettissimo, anche
una serie di equivoci, di provocazioni e di
ambizioni politiche. La decisione quasi
immediata di reagire allassassinio di
Francesco Ferdinando con linvasione della Serbia fu presa, infatti, non tanto per
vendicare larciduca ucciso ma perch gli
assassini rappresentavano la migliore giustificazione per risolvere una questione
aperta da decenni con un vicino considerato quantomeno problematico. E gi il

30 giugno, scrive Hastings, il ministro degli esteri austriaco, il conte Leopold


Berchtold, avrebbe parlato in privato di
una definitiva resa dei conti con la Serbia.
Lultimatum asburgico al Paese balcanico e il gioco delle alleanze fece il resto, in
unescalation di tensioni che, nel volgere
di poco pi di un mese, port allinizio
delle ostilit. Non casualmente, il barone
Alexander Von Musulin, lestensore materiale dellultimatum consegnato il 23 luglio a Belgrado, avrebbe detto in seguito
che quel documento era stato tagliato e
lucidato come una pietra preziosa per
stupire il mondo con leloquenza delle
sue accuse.
La miccia, dunque, era stata accesa e in
tutta lEuropa continentale le dichiarazio-

ni di guerra furono accompagnate concretamente, non solo in senso figurato, da


squilli di tromba. Non tutta la popolazione europea, per, partecip al conflitto
imminente con le stesse motivazioni.
Lidea di una guerra purificatrice che
trov largo spazio sulla stampa europea
si combin, infatti, con sentimenti del tutto opposti tra la gente comune.
Alle preoccupate annotazioni di Michel
Corday, un anziano impiegato pubblico
francese, per cui il solo pensiero dello
scoppio della guerra era un colpo aspro
e mortale alla grande convinzione che il
progresso avesse un continuo cammino
verso una felicit sempre pi grande, facevano da contraltare, riporta Hastings nel
suo libro, gli slanci appassionati dei nazionalisti. Come ad esempio, quello professato da Itha J., una donna austriaca che si
entusiasmava per lo spettacolo superbo
del mondo che va in fiamme e si commuoveva mentre salutava il marito che
partiva per il fronte per questa meravigliosa generazione che parte per affrontare la battaglia e la morte con allegria e
coraggio. Quella stessa generazione
come scrisse amaramente Erich Maria Remarque in uno dei libri pi celebri scritti
nel primo dopoguerra, Niente di nuovo sul
fronte occidentale che, anche se sfugg
alle granate venne ugualmente distrutta
dalla guerra.
Una guerra che, sin da subito, con
lesortazione apostolica Ubi primum dell8
settembre 1914 e con lenciclica Ad beatissimi apostolorum del 1 novembre dello stesso anno, aveva trovato in Benedetto XV un
fiero oppositore. Il quale, non solo manifest il suo orrore e la sua amarezza per
gli effetti del conflitto ma ne ravvis le
cause profonde in una furibonda guerra,
che rode le viscere dellodierna societ
ovvero la mancanza di mutuo amore fra
gli uomini, il disprezzo dellautorit, lingiustizia dei rapporti fra le varie classi sociali, il bene materiale fatto unico obiettivo dellattivit delluomo e, soprattutto, si present a tutto il mondo come un
moderno costruttore di pace e mediatore
tra i leader delle nazioni in guerra. Bastino le rovine che sono gi state prodotte
scrisse nel settembre del 1914 basti il
sangue umano che gi stato sparso; si
affrettino a prendere decisioni di pace e a
stendersi scambievolmente la mano.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 6

sabato 28 giugno 2014

Appello dellarcivescovo di Mosul sulla grave crisi umanitaria in Iraq

Il mondo
non pu chiudere gli occhi
di RICCARD O BURIGANA
Lamicizia con Cristo chiama i cristiani a un ruolo nuovo in Asia: devono aiutare a comprendere quanto
le religioni siano importanti per la
costruzione del dialogo, della cooperazione, della pace: con queste
parole stato definito lincontro Together towards Justice and Peace:
Walking the Talk in a Multi-Religious World che si svolto nei
giorni scorsi a Siam Reap, in Cambogia.
Lincontro, promosso dal World
Council of Churches (Wcc), ha dato
inizio al programma Youth in Asia
Training for Religious Amity (Yatra), con il quale si vuole favorire il
dialogo ecumenico e interreligioso
tra i giovani in una prospettiva che
si venuta definendo nellultima
Assemblea generale del Wcc, che si
tenuta a Busan, in Corea del Sud,
dal 30 ottobre all 8 novembre 2013.
Da Busan emersa con forza lidea
della necessit di moltiplicare gli incontri di formazione e di condivisione per costruire un pellegrinaggio
di giustizia e di pace che deve guidare i cristiani nella loro testimonianza di Cristo nel mondo, in modo che questo pellegrinaggio diventi occasione di incontro tra generazioni diverse e aperto alla dimensione interreligiosa. Per questo nel
primo incontro del programma Youth in Asia Training for Religious
Amity si voluto riprendere il tema
centrale di Busan, prestando particolare attenzione a come si possa
realizzare questo pellegrinaggio
in Asia, dove sembrano moltiplicarsi
le sfide per la costruzione della pace
e di un dialogo nel rispetto della dignit umana e della libert religiosa.
Da questo punto di vista stata gi
emblematica la scelta del luogo dove tenere questo primo incontro: infatti, come stato ricordato in vari
interventi, la Cambogia ancora in
cammino per raggiungere una pace,
fondata sulla giustizia e sulla riconciliazione, pagando ancora un prezzo molto alto ai decenni di guerra,
come mostrano gli uomini e le donne che continuano a morire o a subire mutilazioni a causa delle mine.
La preghiera, con la quale si
aperto lincontro, si tenuta presso
il Metta Karuna Reflection Centre,
fondato e diretto da suor Denise
Coghlan, che ha lavorato attivamente al progetto per la rimozione e per
il bando delle mine, progetto che ha
ottenuto il Nobel per la pace nel
1997 e che stato continuamente ricordato nel corso dellincontro, anche grazie a testimonianze di cristiani che hanno dedicato la loro vita
alla lotta contro le mine in ogni parte del mondo. Lincontro, al quale
hanno preso parte giovani cristiani
di diciannove Paesi asiatici, dallIndia dal Giappone, dal Nepal a Timor Est, si articolato in riflessioni
teologiche sulle istanze del dialogo
ecumenico e interreligioso, momenti
di lettura e di commento alle Sacre
Scritture, presentazioni dei pi recenti documenti ecumenici e della
situazione geopolitica in Asia, testimonianze di esperienze di dialogo
ecumenico, di cooperazione interreli-

Incontro di giovani asiatici

Per unamicizia
ecumenica
giosa, di costruzione della pace.
Grazie a questa struttura stato
possibile cogliere quanto siano diverse le esperienze delle comunit
cristiane da Paese a Paese, nella stessa Asia, anche solo nella realizzazione di un dialogo interreligioso o nel
proporre alcune istanze, come la costruzione della pace a partire dalla
riconciliazione delle memorie, mentre appare forte e radicato un cammino ecumenico nel quale la Chiesa
aattolica pienamente partecipe.
Nellincontro ampio spazio stato dedicato allidentificazione di forme concrete con le quali superare
leventuale distanza tra la riflessione
teorica e la testimonianza quotidiana, soprattutto nel dialogo tra le
Chiese e le comunit ecclesiali e le
religioni per la costruzione di percorsi realmente condivisi in grado di
superare pregiudizi e discriminazioni. Ancora una volta, il fatto di aver
scelto la Cambogia, come luogo di
questo primo incontro, ha aiutato a
definire dei possibili percorsi ecumenici in questa direzione, tenuto
conto dellesperienza del ruolo che i
cristiani hanno avuto e stanno giocando nella costruzione della pace

nel Paese asiatico, anche grazie alla


continua ricerca di un dialogo con i
buddisti.
Nel racconto di coloro che hanno
preso parte a questo incontro appare evidente che a Siam Reap si
realmente vissuto un momento nel
quale giovani di Paesi e di tradizioni cristiane diverse hanno avuto
lopportunit di riflettere come le
Chiese e le comunit cristiane possono contribuire alla costruzione di
una societ asiatica nella quale la
giustizia, la salvaguardia del creato,
la lotta alla violenza, la realizzazione della pace siano valori fondamentali e irrinunciabili, sui quali i
cristiani debbano ricercare la collaborazione con le altre religioni: tra
questi valori, anche a Siam Reap, la
pace stata evocata come istanza
centrale con la quale misurare, con
atti concreti, la volont di cambiare
il presente, cos come anche di recente il Wcc ha indicato, con le sue
iniziative a favore della fine dei
conflitti in Siria e in Corea, trovandosi in profonda sintonia con i continui appelli di Papa Francesco al
mondo.

QARAQ OSH, 27. Davanti al dramma vissuto dal nostro popolo mi rivolgo alle coscienze dei leader politici di tutto il mondo, agli organismi internazionali e a tutti gli uomini di buona volont: occorre intervenire subito per porre un argine al
precipitare della situazione, operando non solo sul piano del soccorso
umanitario, ma anche su quello politico e diplomatico. lappello
lanciato dallarcivescovo di Mosul
dei Siri, monsignor Yohanna Petros
Moshe, in merito agli scontri in corso in Iraq e alla grave situazione
umanitaria. Pi del novanta per
cento degli oltre quarantamila abitanti di Qaraqosh, quasi tutti cristiani, appartenenti alla Chiesa siro-cattolica riferisce Fides sono fuggiti negli ultimi due giorni davanti
alloffensiva degli insorti sunniti
guidati dai jihadisti dello Stato islamico dellIraq e del Levante (Isil),
che sottopongono larea urbana al
lancio di missili e granate.
Ogni ora, ogni giorno perduto
aggiunge larcivescovo rischia
di rendere tutto irrecuperabile. Non
si possono lasciar passare giorni e
settimane intere nella passivit.
Limmobilismo diventa complicit
con il crimine e la sopraffazione. Il
mondo non pu chiudere gli occhi
davanti al dramma di un popolo intero fuggito dalle proprie case in
poche ore, portando con s solo i
vestiti che aveva addosso. Tra i pochi rimasti in citt ci sono larcivescovo di Mosul dei Siri, alcuni sacerdoti e i giovani della sua Chiesa,
che hanno deciso di non fuggire.
Nel centro abitato, nelle ultime due
giornate, sono arrivate armi e nuovi
contingenti a rafforzare le milizie

curde dei peshmerga che oppongono resistenza allavanzata degli insorti sunniti. Limpressione che si
stia preparando il terreno per lo
scontro frontale. Larcivescovo Moshe ha tentato una mediazione tra le
forze contrapposte con lintento di
preservare la citt di Qaraqosh dalla
distruzione. Per il momento, il tentativo non ha avuto esito. Gli insorti
sunniti chiedono alle milizie curde
di ritirarsi. I peshmerga curdi non
hanno alcuna intenzione di consentire agli insorti di avvicinarsi ai confini del Kurdistan iracheno.
L'arcivescovo di Mosul delinea
con poche vibranti parole la condizione particolare vissuta dai cristiani
al riesplodere dei conflitti settari che
stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell'Iraq. Qaraqosh
e le altre citt della Piana di Ninive
sono state per lungo tempo luoghi
di pace e di convivenza. Noi cristiani siamo disarmati, e in quanto cristiani non abbiamo alimentato nessun conflitto e nessun problema con
i sunniti, gli sciiti, i curdi e con le
altre realt che formano la nazione
irachena. Vogliamo solo vivere in
pace, collaborando con tutti e rispettando tutti.
Forte preoccupazione stata
espressa anche dalle suore domenicane di santa Caterina da Siena. In
un messaggio la priora suor Maria
Hanna sottolinea la grave situazione
nella quale versa il Paese e in particolare Qaraqosh. Per fortuna siamo in un luogo sicuro, nei nostri
conventi, ma chiediamo a tutti di
pregare. difficile farlo quando si
costretti a vivere in una situazione
instabile, ma noi crediamo alle nostre preghiere.

Il Governo vieta le manifestazioni pubbliche di intolleranza

Sri Lanka in campo contro lodio religioso


COLOMBO, 27. Il Governo dello Sri Lanka ha annunciato il divieto di riunioni pubbliche e di manifestazioni che promuovono lodio tra le religioni. Il divieto ha detto ai giornalisti locali Ajith Rohana, portavoce della polizia si applica
anche a ogni incontro pubblico che tenta di creare una spaccatura tra qualsiasi gruppo etnico del
Paese.
Sabato scorso riferisce lagenzia Misna il
presidente Mahinda Rajapaksa ha incaricato la
polizia di perseguire qualsiasi individuo o organizzazione che tenti di diffondere lodio fra le religioni o gruppi etnici diversi. Il divieto segue i
violenti scontri avvenuti tra un gruppo buddista
e alcuni residenti musulmani della citt di Aluthgama, nel distretto di Kaluatara, lungo la costa
sud-occidentale del Paese, dove la scorsa settimana quattro persone sono state uccise, ottanta ferite e alcune migliaia di abitanti hanno dovuto cercare rifugio altrove.
I media dello Sri Lanka hanno accusato nuovamente la polizia per non aver impedito la violenza derivata da commenti fatti da un gruppo
estremista buddista, conosciuto come il Bodu Bala Sena (Bbs). I mezzi di informazione hanno
mostrato in questi giorni uninedita unit nel

condannare la polizia per la sua incapacit di


controllare gli estremisti buddisti durante le tensioni religiose sempre pi frequenti nel Paese
asiatico. Respingendo le accuse, il presidente
Rohana ha annunciato che altre quindici squadre
di polizia sono state nominate per indagare
sullincidente, accelerare le indagini e portare al
pi presto i colpevoli davanti alla legge.

Luned scorso, lex presidente Chandrika Kumarathunga ha chiesto che venga condotta al pi
presto unindagine imparziale sugli avvenimenti.
Sono inorridita ha affermato Kumarathunga
dalle violenze orchestrate a seguito di un incontro pubblico e da una marcia provocatoria da
parte di persone violente che perseguono solo i
propri obiettivi personali in nome del buddhismo. di grande preoccupazione il fatto che le
autorit incaricate dellapplicazione della legge
non siano intervenute non solo in occasione di
questi ultimi incidenti, ma anche in molti casi simili accaduti negli ultimi diciotto mesi.
Intanto, il ministro degli Affari esteri ha incontrato gli ambasciatori delle nazioni islamiche di
Asia, Medio oriente e Africa, preoccupate dopo
le violenze perpetrate dai radicali buddisti sui
musulmani. Il Governo dello Sri Lanka ha rassicurato il ministro ha agito in modo immediato per far rientrare le tensioni avvenute nel sud
del Paese. Lincontro stato organizzato dopo
che le nazioni islamiche hanno espresso le proprie preoccupazioni circa lescalation di violenza
cui la comunit islamica stata fatta oggetto negli ultimi tempi.

Tradotta dai missionari salesiani

Lutto nellepiscopato
Monsignor Moacyr Jos Vitti, religioso stimmatino, arcivescovo di
Curitiba in Brasile, morto nel
pomeriggio di gioved 26 giugno
nella sua residenza, in seguito a
un infarto. Nato il 30 novembre
1940 a Piracicaba, aveva emesso i
voti nella sua congregazione il 9
dicembre 1960 ed era stato ordinato sacerdote il 16 dicembre 1967.
Eletto vescovo titolare di Sita, era
stato nominato al contempo vescovo ausiliare di Curitiba il 12
novembre 1987. E il 3 gennaio
1988 aveva ricevuto lordinazione
episcopale. Quindi il 15 maggio
2002 era stato nominato vescovo
di Piracicaba e il 19 maggio 2004
arcivescovo di Curitiba. Le esequie di monsignor Vitti saranno
celebrate sabato 28 giugno, alle
ore 9, nella cattedrale di Curitiba,
dove sar poi sepolto.

La prima Bibbia cattolica in lingua thai


BANGKOK, 27. La prima tiratura si
aggira sulle ventimila copie. Si tratta
della Bibbia, finalmente tradotta interamente in lingua Thai, che proprio in questi giorni va in stampa,
dopo oltre venti anni di minuzioso
lavoro, coordinato da don Francesco
Cais, missionario salesiano in Thailandia fin dal 1960. Questiniziativa
ha spiegato il sacerdote partita
dai laici, che sentivano il bisogno di
una Bibbia cattolica thai e hanno
sponsorizzato questo lavoro, anche
in termini economici.
La presenza della Chiesa cattolica
in Thailandia ancora relativamente
giovane. I missionari portoghesi vi
arrivarono nel XVI secolo, ma i primi
insediamenti risalgono a circa 300
anni fa e oggi i cattolici sono appena 300.000 su 66 milioni di abitanti.
I missionari hanno finora potuto tra-

durre solo i testi dei vangeli, anche


in ragione della particolare complessit della lingua usata dal principale
gruppo etnico del Paese. Cos, anche
dopo la riforma liturgica seguita al
concilio, nella comunit cattolica si
sempre utilizzata la Bibbia protestante, con solo qualche modifica.
Da oggi per si cambia pagina, con
un testo corredato da introduzioni,
note, spiegazioni, glossario e cartine
geografiche. Il lavoro di traduzione,
spiega don Cais, stato tuttaltro
che agevole. Siamo partiti, in modo molto solenne, con una messa
apposita, il 6 gennaio 1992. Credevamo ha detto il missionario
allagenzia Info salesiana di fare
molto velocemente, distribuendo il
materiale tra molti sacerdoti che conoscevano linglese, mentre io e don
Giovanni Maria Vianney Thatsanai,

un ex allievo salesiano, ci occupavamo solo di coordinare il lavoro. Ma


ci siamo accorti che il lavoro non
andava per niente bene. Per questo, don Thatsanai e io, uno di
fronte allaltro ci siamo messi a tradurre personalmente, versetto per
versetto, dai testi originali, cercando
ogni volta di rendere la migliore traduzione possibile. Un lavoro aperto alla collaborazione e al confronto
con altre mentalit. Quando finivamo un libro lo facevamo rivedere a
tre professoresse universitarie, due
buddiste e una cattolica, e il loro
contributo stato importante perch, adottando punti di vista diversi
hanno potuto offrire visioni diverse.
Abbiamo collaborato molto bene,
cercando sempre lunanimit su ogni
parola dubbia. E ultimamente abbiamo anche rivisto i primi libri che

avevamo iniziato ventidue anni fa,


dato che la lingua si evoluta nel
frattempo. Tutto ci a beneficio
della scorrevolezza del testo e, parallelamente, della fedelt alloriginale.
I vescovi sono stati molto soddisfatti, ne sono state gi richieste
10.000 copie, ma ne stiamo stampando il doppio, dice don Cais, che
spiega anche come questo lavoro
s'inserisca nella pi ampia opera pastorale della congregazione salesiana,
che con circa novanta religiosi gestisce sette grandi scuole nel settentrione del Paese e varie parrocchie nel
meridione. Mentre, aggiunge, lo
slancio missionario adesso si vive
verso lestero, in Cambogia, dove la
missione iniziata venti anni fa e
ora ci sono tre grandi scuole professionali, pi unaltra in costruzione, e
gi ci sono delle vocazioni locali.

Barbarin su Le Figaro

Pi urgente
dei mondiali
di calcio
PARIGI, 27. Incoraggiare le
organizzazioni che operano nella
piana di Ninive; spingere i
cristiani che lavorano nella
sanit, nelleducazione,
nellalimentazione ad andare in
soccorso dei superstiti; creare
gemellaggi con le diocesi
francesi; dedicare parte delle
elemosine raccolte durante lanno
nelle parrocchie ai bisogni pi
urgenti della popolazione
cristiana in Iraq. lappello che
il cardinale arcivescovo di Lione,
Philippe Barbarin, ha lanciato
dalle pagine del quotidiano Le
Figaro, nelledizione di gioved
26 giugno. Nel testo, intitolato
Chrtiens dIrak: plus urgent que le
foot!, il porporato preoccupato
dallultimo colloquio avuto
marted sera con il patriarca di
Babilonia dei Caldei, Louis
Raphal I Sako sottolinea che
la situazione si fa di ora in ora
sempre pi drammatica. La citt
di Qaraqosh, nella piana di
Ninive, con il massiccio afflusso
di rifugiati diventata la pi
grande citt cristiana dIraq.
Barbarin chiede che essa divenga
un santuario per tutti i
belligeranti e unoasi di pace per
le popolazioni civili, poich sta
accadendo che si uccidono
degli uomini, nel silenzio, fra
due ola di uno stadio di calcio
brasiliano. Il cardinale auspica
che la comunit internazionale
trovi al pi presto una soluzione
ma, dice, non il caso di
attendere gli Stati e le loro
diplomazie: Muoviamoci qui e
adesso, come il Papa ci ha
chiesto. Siamo di fronte a un
ecumenismo del sangue.

LOSSERVATORE ROMANO

sabato 28 giugno 2014

pagina 7

Incontro dal 15 al 20 luglio ad Angers

Cristiani allascolto
dei fratelli ebrei
ANGERS, 27. Scoprire la ricchezza
spirituale dellebraismo e la vita dei
nostri fratelli maggiori nella fede,
far crescere reciprocamente la conoscenza e la stima, trasmettendole alle nuove generazioni: questi i principali obiettivi della sessione organizzata dal 15 al 20 luglio ad Angers,

in Francia,
dal Servizio
diocesano per
le relazioni con
lebraismo (Sdrj), in
collaborazione con le altre diocesi della provincia ecclesiastica e con il Servizio nazionale per
le relazioni con lebraismo. Ci
che i nostri padri ci hanno raccontato non lo terremo nascosto ai nostri
figli ma lo racconteremo alla generazione futura: una citazione del
Salmo 78 (3-4) al centro del-

Sar garantita
lassistenza
religiosa
nei Cie spagnoli
MADRID, 27. Garantire lassistenza religiosa cattolica nei Centros
de internamiento de extranjeros
(Cie) situati nel territorio nazionale: questo lobiettivo dellaccordo di collaborazione firmato
nei giorni scorsi tra larcivescovo
di Valladolid, Ricardo Blzquez
Prez, presidente della Conferenza episcopale spagnola, e il ministro dellInterno, Jorge Fernndez Daz. Con tale intesa, lo Stato garantisce lesercizio del diritto
alla libert religiosa delle persone
ospitate nei Cie, strutture pubbliche, non a carattere detentivo,
dove vengono tenuti, per misura
cautelare e preventiva, soprattutto stranieri sottoposti a provvedimento di espulsione.
Lassistenza comprender la
celebrazione della messa le domeniche e nelle festivit religiose
e in qualsiasi altro giorno stabilito dallautorit, la visita agli ospiti, laccoglienza negli spazi dei
centri da parte del responsabile
incaricato della cura pastorale,
lattenzione verso coloro che
desiderano fare eventuali domande o prospettare dubbi o problemi religiosi, listruzione e la
formazione religiosa e, se fosse
necessario, la consulenza in questioni religiose e morali, la celebrazione di atti di culto e lamministrazione dei sacramenti. La
cura pastorale sar offerta da sacerdoti e da altre persone idonee,
con esperienze pastorali con immigrati.
Oggi in Spagna ci sono otto
Centros de internamiento de
extranjeros , dei quali cinque nella penisola iberica (a Madrid,
Barcellona, Valencia, Saragozza e
Algeciras) e tre nelle isole Canarie, per un totale di 2.700 posti.
Giorni fa organizzazioni, collettivi e associazioni, ma anche singole persone, hanno manifestato
contro lo Stato spagnolo per fare
del 15 giugno la Giornata contro i Cie e, nel futuro, per ottenere la loro abolizione.

lincontro, intitolato Dcouvrir le judasme. Les chrtiens lcoute. Una


cerimonia comune, domenica 20 luglio, ricorder gli ottocentoventiquattro ebrei rinchiusi nellex seminario di Angers prima di essere deportati, il 20 luglio 1942, verso il
campo di concentramento di Au-

schwitz. Solo uno dei tanti


momenti di condivisione che
scandiranno levento.
Padre Louis-Michel Renier, responsabile dellSdrj, e Pierre Lazarus, membro della comunit ebraica
locale, spiegano sul sito on line della Conferenza episcopale francese
come programma e contenuti siano
stati decisi insieme: Noi ebrei afferma Lazarus lavoriamo in perfetta collaborazione con i nostri fratelli cristiani. Siamo pochi nella regione ma accompagnamo con coerenza il cammino interreligioso intrapreso da anni. In continuit con
le sessioni svoltesi nel 2010 allabbazia cistercense di Melleray e nel
2012 a La Hublais, si alterneranno
dibattiti ai quali parteciperanno delegati cristiani (questanno fra laltro
prevista una maggiore apertura
ecumenica) ed ebrei, seminari (per
esempio sui legami tra liturgia
ebraica e liturgia cristiana e fra tradizione rabbinica e Antico Testamento) e incontri in piccoli gruppi,
per facilitare il dialogo. Si manger
kosher (i cibi preparati in conformit
alle regole alimentari ebraiche), si
assister insieme alla benedizione
del pane e del vino e si condivider,

Iniziativa del vescovo di El Paso

Bambini migranti
in fuga
dal ricatto
della criminalit
EL PASO, 27. A nome della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, il
vescovo di El Paso, monsignor
Mark Joseph Seitz, ha portato alla
Commissione giustizia della Camera
dei Rappresentanti a Washington la
testimonianza della Chiesa cattolica
sui bambini e i giovani immigrati
che fuggono dalla violenza nei loro
Paesi di origine. Durante lo spazio
concesso dallassemblea al presule,
sono state proiettate immagini e video per illustrare lodissea vissuta
da migliaia di ragazzi.
Obiettivo delliniziativa quello
di sensibilizzare i parlamentari affinch riescano a sentire che si tratta
di volti umani, di vite umane e
non solo di statistiche. Lo scorso
novembre, monsignor Seitz ha visitato lostello per i bambini migranti
di Tapachula (Messico) dove ha
parlato con i rifugiati sulla situazione nei loro Paesi di origine. In
Messico ho parlato con due ragazzi
ha raccontato il vescovo che mi
hanno detto di essere fuggiti dalla
propria casa perch minacciati di
morte se non si fossero uniti alla
banda del loro quartiere. Questi ragazzi non lasciano le loro comunit
per nuove avventure, ma fuggono
dalle guerre. Una guerra che i loro
Governi stanno perdendo quando
non riescono a proteggere il loro
popolo.

sabato 19, lo shabbat, la festa del riposo, grazie allaiuto dei membri
delle associazioni cultuali e culturali
israelitiche, di rabbini, insegnanti e
delegati delle varie Amicizie ebraiche-cristiane. Per i giovani sono
previste attivit specifiche, come
una serie di ateliers animati da un
ebreo e da un
cristiano.
Una delle caratteristiche dellincontro la
preoccupazione
di fare riferimento a un ebraismo
vivente, attento
allattualit. Nel
2012 a La Hublais, vicino a
Rennes, era intervenuta Magda
Hollander
Lafon,
deportata
ad Auschwitz a
17 anni. Questanno, oltre a
una conferenza
tenuta da padre
Patrick Desbois,
direttore del Servizio nazionale
per le relazioni
con lebraismo,
su Come trasmettere la storia
della Shoah, si terr appunto la cerimonia in memoria dellanniversario della deportazione degli ebrei da
Angers verso la Polonia. Il Servizio
nazionale (organismo in seno alla
Conferenza episcopale) venne creato
dopo il concilio Vaticano II dal padre domenicano Bernard Dupuy per
contribuire a risolvere i conflitti tra
la Chiesa cattolica e il mondo ebraico, e in seguito a rafforzarne lamicizia.

Da Tommaso dAquino a Papa Francesco

Il programma
delle beatitudini
Serge Thomas Bonino ne ha rilevato la centralit nel complesso della
teologia di san Tommaso, mentre il
suo ricorso nelle diverse opere stato oggetto della relazione di Terence
Kennedy. Enrique Alarcn ha preso
in esame le beatitudini nelle due reportationes di san Tommaso Super
Matthaeum. Chi scrive, invece, ha
messo in luce le beatitudini nel disegno della Summa Theologiae, con
la sottolineatura dellimportanza di
collocare qualsiasi argomento tomistico allinterno della trama letteraria e logica della sua opera.
Costante Marabelli ha suggestivamente evidenziato la beatitudine come trasfigurazione della felicit in
Jacques Maritain, mentre il confronto tra le beatitudini e le virt aristoteliche veniva svolto dal gesuita Kevin Flannery. Dalle successive rela-

di INOS BIFFI
Le beatitudini, programma di Cristo in ogni tempo e cultura stato
il tema posto nei giorni scorsi al
centro dei lavori dellultima sessione
plenaria della Pontificia Accademia
di San Tommaso dAquino. In questo contesto numerosi esperti hanno
affrontato largomento prendendone
in considerazione i suoi vari aspetti.
A cominciare, come avvenuto
nellintervento svolto dal segretario
dellistituzione accademica, il vescovo Marcelo Snchez Sorondo, dal
concetto di beatitudini nel magistero di Papa Francesco, dove esse
spiccano con speciale lucidit.
Grande attenzione, ovviamente,
stata poi posta alla visione delle
beatitudini nellinsegnamento del
Dottore Angelico. Il domenicano

Documento della diocesi di Roraima

Contro lo sfruttamento
dellAmazzonia
BRASILIA, 27. La Chiesa in Brasile
lancia un nuovo allarme per
lAmazzonia. Il grido parte da Roraima, la provincia settentrionale
del grande bacino fluviale al confine con la Guyana e il Venezuela,
contro la politica dello sfruttamento di risorse naturali. In un messaggio di denuncia, viene sottolineato che lattuale modello economico ha lasciato cicatrici profonde: disuguaglianza sociale e ingiustizia ambientale; un modello che
beneficia pochi mentre limpatto,
in molti casi irreversibile, pesa sulle
spalle delle comunit indigene e
contadine. Il documento, dal titolo: Minerao e Hidreltricas em
Terras Indgenas, redatto da una
commissione istituita dal vescovo
di Roraima, monsignor Roque Paloschi, che lo ha anche sottoscritto,
stato pubblicato sul sito della
Conferenza episcopale brasiliana.
Non si tratta di un testo generico sullambiente, ma di un intervento che chiama in causa decine
di progetti di dighe idroelettriche
di medie e grandi dimensioni che

ostruiscono il corso dei fiumi che


formano il bacino amazzonico.
Secondo il presule, limpatto ambientale di alcuni grandi progetti
incalcolabile e irreversibile, gi
comprovato da studi scientifici e
dallesperienza risultante da progetti realizzati in precedenza. Un
impatto dalle conseguenze molto
gravi sulla vita di comunit indigene stanziate da secoli lungo i
corsi dei fiumi, soprattutto quelle
pi isolate.
Limpegno della Chiesa cattolica
a difesa dellAmazzonia sempre
stato forte e incisivo. I grandi
progetti idroelettrici lamenta
monsignor Paloschi non sono
pensati per le comunit locali. Rispondono agli interessi delle grandi imprese nazionali e multinazionali e a un modello nefasto di crescita macroeconomica che ci si ostina a perseguire con miopia politica.
Il documento denuncia che il
Governo federale si propone di
moltiplicare per quattro le prospezioni minerarie nel Paese entro il

2030. Nei prossimi anni aumenteranno i grandi progetti estrattivi,


ragione per la quale si impegnato, insieme al Congresso nazionale,
nellapprovazione del nuovo codice
minerario. Il riferimento al disegno di legge 1610/99 sulle attivit
minerarie nelle terre indigene che,
a detta degli estensori del documento, non garantisce la tutela dei
luoghi sacri e non prevede misure
idonee a proteggere la vita delle
comunit.
Il testo cita esperienze negative
gi note. I trenta anni di attivit
nella localit amazzonica di Carajs provano che lestrazione su larga scala ha sequele disastrose: provoca larrivo di migliaia di lavoratori con la germinazione spontanea
di insediamenti umani precari, il
deterioramento del suolo, laccumulo di tonnellate di rifiuti.
Quando lestrazione si esaurisce
conclude il presule gli effetti
provocati diventano irreversibili e il
recupero sociale, economico e ambientale compromesso per sempre.

zioni hanno, poi, avuto ampia e


analitica trattazione tutte le varie
beatitudini, fino alla conclusione,
svolta dal cardinale Fernando Sebastin Aguilar, sulla pratica delle beatitudini nella bimillenaria storia della Chiesa e nella odierna fase della
nuova evangelizzazione.
A una vista superficiale largomento potrebbe sembrare trascurabile e secondario. vero lopposto.
Basti osservare che le beatitudini si
trovano nella seconda parte della
Summa Theologiae, cio nella sezione
dedicata al moto della creatura razionale verso Dio (motus rationalis
creaturae in Deum). Ora, in questa
parte, esse rappresentano come uno
spazio di anticipo della beatitudine
definitiva e di conseguenza il fondamento e il sostegno della speranza.
Esse, proprio per il loro carattere
di pegno reale della beatitudine
escatologica, sono in grado di infondere serenit e quasi respiro e sollievo a colui che sta compiendo il
cammino e che perci gi gode in
certa misura dei beni eterni. Le beatitudini sanno donare unautentica
gioia, pur nelle traversie dei giorni.
Certo, questo vale per quelli che
credono, per quelli la cui vita si trova gi nascosta con Cristo in Dio
(Colossesi, 3, 3).
Potremmo aggiungere un rilievo e
una indicazione di metodo: per la
comprensione anche di un breve articolo della Summa Theologiae e
quindi di un piccolo argomento non
basta esaminarlo in se stesso, ma occorre, di l dal suo isolamento, connetterlo con tutto linsieme letterario
e concettuale che regge e dispiega
lordo disciplinae di tale Summa, inteso questo ordo sia in se stesso, dal
profilo del contenuto dottrinale, sia
come disposizione e modalit dinsegnamento. Solo cogliendo tutte le
molteplici convergenze e tutti i vari
irraggiamenti che esso presenta,
possibile quindi discernere compiutamente il contenuto e il senso di
un argomento. Daltronde va osservato che, se il rilievo di tali connessioni nella maglia della Somma di
Teologia non affatto agevole e, almeno inizialmente, si pu essere
presi da una specie di smarrimento,
gi questa elaboratissima architettura rivela la genialit e il vigore sistematico di san Tommaso.

Gli atti di Guadalupe 2013

Comunione
e missione
nel continente
americano
Un contributo allo sviluppo della
missione continentale, la comunione
e la collaborazione tra le Chiese di
tutto il continente americano, alla
luce del pontificato di Papa Francesco. Cos, il cardinale Marc Ouellet,
prefetto della Congregazione per i
Vescovi nonch presidente della
Pontificia Commissione per lAmerica Latina, definisce la recente pubblicazione di Peregrinacin y encuentro (Citt del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2014, pagine 349, euro 14). Si tratta della raccolta, in lingua originale, degli atti dello speciale pellegrinaggio-incontro, organizzato appunto dalla Pontificia Commissione per lAmerica Latina dal 16
al 19 novembre 2013, presso il santuario messicano di Guadalupe.
Evento conclusivo dellAnno della
fede, sul tema Nostra Signora di
Guadalupe, Stella della nuova evangelizzazione nelle Americhe, allappuntamento parteciparono centinaia
di rappresentanti delle Chiese
dellintero continente. Il volume,
realizzato, oltre che dalla Pontificia
Commissione, con il contributo dei
Cavalieri di Colombo, della Basilica
di Nostra Signora di Guadalupe e
dallIstituto superiore di studi guadalupani, contiene anche il testo del
video-messaggio inviato da Papa
Francesco ai partecipanti.

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 8

sabato 28 giugno 2014

Conclusa la plenaria della Roaco

Avanti oltre gli ostacoli

Messa del Papa a Santa Marta

La ninnananna
di Dio
Abbiamo un Dio innamorato di
noi, che ci accarezza teneramente
e ci canta la ninnananna proprio
come fa un pap con il suo bambino. Non solo: lui ci cerca per primo, ci aspetta e ci insegna a essere
piccoli, perch lamore pi nel
dare che nel ricevere ed pi
nelle opere che nelle parole.
quanto ha ricordato Papa Francesco
durante la messa celebrata nella
mattina di venerd 27 giugno
giorno in cui ricorre la festa del Sacro Cuore di Ges nella cappella
della Casa Santa Marta.
La meditazione del Papa ha preso spunto dalla preghiera colletta
recitata durante la liturgia, nella
quale, ha detto, abbiamo ringraziato il Signore perch ci d la grazia, la gioia di celebrare nel cuore
del suo Figlio le grandi opere del
suo amore.
E amore, appunto, la parola
chiave scelta dal vescovo di Roma
per esprimere il significato profondo della ricorrenza del Sacro Cuore. Perch, ha fatto notare, oggi
la festa dellamore di Dio, di Ges
Cristo: lamore di Dio per noi e
amore di Dio in noi. Una festa,
ha aggiunto, che noi celebriamo
con gioia.
Due, in particolare, sono i tratti
dellamore secondo il Pontefice. Il
primo racchiuso nellaffermazione
che lamore pi nel dare che nel
ricevere; il secondo in quella che
lamore pi nelle opere che nelle
parole.
Quando diciamo che pi nel
dare che nel ricevere ha spiegato
Papa Francesco perch lamore
sempre si comunica, sempre comunica, e viene ricevuto dallamato.
E quando diciamo che pi nelle
opere che nelle parole, ha aggiunto, perch lamore sempre d vita, fa crescere.
Il Pontefice ha quindi tratteggiato le caratteristiche fondamentali
dellamore di Dio verso gli uomini.
E ha riproposto cos alcuni passi
delle letture della liturgia del giorno, che, ha fatto notare, due volte
ci parla dei piccoli. Infatti, nella
prima lettura, tratta dal libro del
Deuteronomio (7, 6-11), Mos
spiega perch il popolo stato eletto e dice: perch siete il pi piccolo
di tutti i popoli. Poi, nel Vangelo
di Matteo (11, 25-30), Ges loda il
Padre perch ha nascosto le cose
divine ai dotti e le ha rivelate ai
piccoli.
Dunque, ha affermato il Papa,
per capire lamore di Dio necessaria questa piccolezza di cuore.
Del resto Ges lo dice chiaramente:
se non diventerete come bambini
non entrerete nel regno dei cieli.
Ecco allora la strada giusta: Farsi
bambini, farsi piccoli, perch soltanto in quella piccolezza, in
quellabbassarsi si pu ricevere
lamore di Dio.
Non a caso, ha osservato il vescovo di Roma, lo stesso Signore che, quando spiega il suo rapporto di amore, cerca di parlare come se parlasse a un bambino. E
difatti Dio lo ricorda al popolo:
Ricordati, io ti ho insegnato a
camminare come un pap fa con il
suo bambino. Si tratta proprio di
quel rapporto da pap a bambino. Ma, ha avvertito il Pontefice,
se tu non sei piccolo quel rapporto non riesce a stabilirsi.
Ed un rapporto tale che porta
il Signore, innamorato di noi, a

usare pure parole che sembrano


una ninnananna. Nella Scrittura il
Signore dice infatti: Non temere,
vermiciattolo di Israele, non temere!. E ci accarezza, appunto, dicendoci: Io sono con te, io ti
prendo la mano.
Questa la tenerezza del Signore nel suo amore, questo quello
che lui ci comunica. E d la forza
alla nostra tenerezza. Invece, ha
messo in guardia il Papa, se noi ci
sentiamo forti, mai avremo lesperienza delle carezze tanto belle del
Signore.
Le parole del Signore, ha affermato il Pontefice, ci fanno capire quel misterioso amore che lui ha
per noi. Ges stesso che ci indica come fare: quando parla di s,
dice di essere mite e umile di cuore. Perci anche lui, il Figlio di
Dio, si abbassa per ricevere lamore
del Padre.
Unaltra verit che la festa del
Sacro Cuore ci ricorda, ha detto ancora il Papa, si pu ricavare dal
brano della seconda lettura tratto
dalla prima lettera di san Giovanni
(4, 7-16): Dio ci ha amato per primo, lui sempre prima di noi, lui
ci aspetta. Il profeta Isaia dice di
lui che come il fiore del mandorlo, perch fiorisce per primo nella
primavera. Dunque, ha ribadito il
Pontefice, quando noi arriviamo
lui c, quando noi lo cerchiamo lui
ci ha cercati per primo: lui sempre avanti a noi, ci aspetta per riceverci nel suo cuore, nel suo amore.
Riepilogando la sua meditazione,
Papa Francesco ha riaffermato che i
due tratti indicati possono aiutarci
a capire questo mistero dellamore
di Dio con noi: per esprimersi ha
bisogno della nostra piccolezza, del
nostro abbassarsi. E ha bisogno anche del nostro stupore quando lo
cerchiamo e lo troviamo l ad aspettarci. Ed tanto bello ha constatato capire e sentire cos lamore di Dio in Ges, nel cuore di Ges.
Il Pontefice ha concluso invitando i presenti a pregare il Signore
perch dia a ogni cristiano la grazia
di capire, di sentire, di entrare in
questo mondo cos misterioso, di
stupirci e di avere pace con questo
amore che si comunica, ci d la
gioia e ci porta nella strada della
vita come un bambino tenuto
per mano.

Con ampie panoramiche sulla situazione attuale delle Chiese greco-cattoliche in Romania e in Ucraina si
sono conclusi ieri, gioved 26 giugno, i lavori dellottantasettesima assemblea plenaria della Riunione delle opere di aiuto alle Chiese orientali (Roaco), iniziati luned 23.
Della situazione in Romania hanno parlato monsignor Florentin
Crihlmeanu, vescovo delleparchia
di Cluji-Gherla, e monsignor Claudiu Lucian Pop, vescovo della curia
arcivescovile maggiore di Fgra e
Alba Iulia. Nellesame della situazione offerto dai due presuli si sono
intrecciati diversi elementi e sono
stati tratteggiati panorami politici,
sociali ed economici oltrech religiosi, tutti legati alla quotidianit vissuta dalla popolazione.
Monsignor Florentin ha ripercorso il cammino compiuto dalla comunit romena a partire dallintegrazione europea sino ai nostri giorni, soffermandosi in particolare sugli effetti della crisi economica e sulle prospettive future. La sua stata
unanalisi dettagliata, suddivisa in
sette grandi periodi contrassegnati
dalle date che hanno portato alla rinascita e alla riorganizzazione del
Paese dopo la caduta del regime comunista (1989).
Dopo aver illustrato levolversi
della situazione geopolitica generale,
il vescovo ha parlato dei rapporti
con la Chiesa greco ortodossa e con
la Chiesa cattolica latina di Romania, sottolineando il progresso fatto
registrare dal cammino ecumenico e
il continuo arricchirsi del sostegno
tra i cattolici di diversi riti.
Per ci che riguarda i rapporti
con la societ monsignor Florentin
ha sottolineato il perdurare di un
secolarismo aggressivo fondato sulla ricerca dellavere, del potere, del
consumo e del piacere. Ha anche
denunciato la tendenza a relativizzare il rapporto uomo-donna, il sacramento del matrimonio, i principi
morali della famiglia e quelli della
salvaguardia della vita umana dalla
concezione naturale alla morte naturale. Ha infine sottolineato la nascita di una nuova generazione digitale spesso soggetta a una vera e
propria influenza negativa. Ci si
traduce, ha denunciato, in una nuova emergenza educativa in riferimento al buon uso di questi mezzi in
famiglia e a scuola.
Il vescovo Claudiu Lucian Pop si
invece soffermato su quelle che la
Chiesa greco-cattolica romena avverte come priorit pastorali. Dopo
aver illustrato il percorso compiuto
negli anni passati, dalla purificazione della memoria alla situazione attuale della diaspora, in costante aumento a causa del crescente fenomeno delle migrazioni, il presule ha
sottolineato lo stato di minoranza in
cui costretta a vivere la comunit
greco-cattolica romena. Tuttavia si
tratta di una presenza preziosa,
ha detto, in quanto esprime quella
felice e provvidenziale sintesi del
suo essere in piena comunione con
la Sede di Pietro e, allo stesso tempo con la ricchezza dei tesori della
tradizione spirituale, liturgica e disciplinare bizantina.
Monsignor Pop ha concluso lamentando la mancanza, in Romania,
di una voce forte e credibile che sostenga i valori della democrazia e
che lotti contro la corruzione a tutti
i livelli: Quella corruzione ha
sottolineato contro la quale la vo-

Nel primo grado del processo canonico

Ridotto allo stato laicale


monsignor Jzef Wesoowski
Il primo grado di giudizio del processo canonico a carico dellex nunzio apostolico nella Repubblica Dominicana, Jzef Wesoowski, si
concluso in questi giorni presso la
Congregazione per la dottrina della
fede con una sentenza di condanna
alla dimissione dallo stato clericale.
Ne d notizia un comunicato della
Sala stampa della Santa Sede, precisando che laccusato ha ora due mesi di tempo per proporre eventuale
appello. Il procedimento penale
presso gli organi giudiziari vaticani
proseguir non appena sar definiti-

va la sentenza canonica. Infine, con


riferimento ad alcune notizie apparse recentemente sui mass media, il
comunicato precisa che finora monsignor Wesoowski ha usufruito di
una relativa libert di movimento in
attesa che la Congregazione per la
dottrina della fede procedesse a verificare il fondamento delle accuse
mosse a suo carico. Tenuto conto
della sentenza ora pronunciata dal
dicastero, saranno adottati nei
confronti dellex nunzio tutti i provvedimenti adeguati alla gravit del
caso.

ce di Papa Francesco si alza con forza: peccatori s, corrotti no.


La nostra Chiesa credibile
ha detto quando parla cos, in
quanto ha dimostrato la sua coerenza durante il periodo della persecuzione. Sostenere dunque una ripresa
della Chiesa greco-cattolica in Romania vuol dire garantire non solo
un progresso spirituale ma anche
stabilit, equilibrio e il necessario legame con loccidente.
Pi difficile la situazione della
Chiesa greco-cattolica in Ucraina.
Ne ha parlato sua beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica
ucraina. Dopo aver ricordato che
questanno ricorre il venticinquesimo
anniversario della legalizzazione formale della Chiesa greco-cattolica in
Ucraina, il presule ha manifestato le
sue preoccupazioni per quello che
non ha esitato a definire un passo
indietro lungo venticinque anni, riferendosi alla minaccia di revoca
dello stesso riconoscimento legale
con conseguenze disastrose sul piano pastorale. Minaccia per il momento scongiurata ma sempre incombente in questo periodo difficile
che sta attraversando il Paese. Tuttavia, ha notato il presule, questo periodo comunque servito a farci
prendere coscienza di quanti, in tutto il mondo, siano pronti a stendere
una mano per aiutarci; ma soprat-

servizio ai fedeli, mettendo a disposizione progetti sociali e pastorali,


programmi di educazione e di sviluppo, di formazione religiosa degli
adulti; un incoraggiante aumento
delle vocazioni al sacerdozio; il rinnovamento della Chiesa a partire
dalla guarigione delle vecchie ferite
e finisce per approdare a un progetto di nuova evangelizzazione.
Naturalmente ci sono da affrontare
numerose sfide, tra le quali non ultima la condizione di comunit minoritaria nel Paese, per di pi indebolita dal costante aumento delle migrazioni. quindi intervenuto larcivescovo Thomas Gullickson, nunzio
apostolico, il quale si invece soffermato sulla attuale situazione socio-politica del Paese.
Tra gli altri interventi, quello del
custode di Terra santa, padre Pierbattista Pizzaballa, il quale ha riferito sugli incoraggianti i risultati della
colletta, da attribuire ha sottolineato il religioso allimpegno della Congregazione per le Chiese
orientali, dei commissari e di tutti i
frati della custodia. Il custode ha
poi riferito dettagliatamente dellutilizzo delle offerte ricevute.
Da segnalare infine lintervento
dellarcivescovo Giuseppe Lazzarotto, nunzio apostolico in Israele e Cipro e delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina, il quale ha illustrato la complessa realt in cui vi-

Cristiani iracheni rifugiati ad Arbil (Afp)

tutto valso a farci comprendere


meglio e a rafforzare la nostra vocazione, quella stessa che hanno
sentito e vissuto i nostri predecessori
negli anni che hanno portato al riconoscimento e alla legalizzazione
della nostra Chiesa: essi hanno ricevuto la grazia di riconoscere la chiamata del Signore e di seguirlo senza
riserve. Anche noi siamo chiamati a
seguire il Signore lungo il percorso
che egli ci indica in questo nostro
tempo. E siamo pronti a farlo con
coraggio e senza riserve. Un percorso che si articola, ha spiegato, attraverso alcuni passaggi importanti
listituzione di parrocchie nelle
quali far presente il Dio vivente; il

vono i cristiani nella Terra santa.


difficile ha precisato con realismo
il presule offrire un quadro dinsieme, con prospettive reali e affidabili anche per limmediato futuro
Ci che pu essere vero oggi, questa
settimana, non lo pi domani, la
prossima settimana, o il prossimo
mese. E mi pare che quanto sta accadendo in questi giorni in Iraq
conferma in maniera drammatica la
verit di questa affermazione.
La vita dei cristiani in quella regione pesantemente segnata ha
notato da una persistente condizione di precariet che con il passare
del tempo non accenna a diminuire
ma; anzi, si aggrava e diviene de-

vastante, condizionando di fatto pesantemente qualsiasi proposito o iniziativa e il modo stesso in cui i cristiani guardano alla loro vita e al loro futuro. Ed chiaro che in questo
quadro, ha sottolineato, ha un posto
centrale il conflitto israelo-palestinese. Sul quale peraltro si allunga ora
la luce della speranza, ha ricordato
larcivescovo, dopo lincontro propiziato da Papa Francesco tra i presidenti palestinese e israeliano.

Nomina episcopale
negli Stati Uniti
dAmerica
La nomina di oggi riguarda la
Chiesa negli Stati Uniti dAmerica.

Steven John Raica


vescovo di Gaylord
nato l8 novembre 1952 a
Munising, nella diocesi di Marquette (Michigan). Dopo aver
frequentato la Sacred Heart Elementary School e la William G.
Mather High School, ha ottenuto
il baccalaureato in matematica
presso la Michigan State University a East Lansing (1973). Ha
svolto gli studi teologici presso il
Saint John Provincial Seminary a
Plymouth (1973-1977). Successivamente ha ottenuto il master of
arts in religious studies presso
lUniversity of Detroit (1978) e
poi la licenza (1990) e il dottorato (1996) in diritto canonico presso la Pontificia Universit Gregoriana a Roma. stato ordinato
sacerdote per la diocesi di Lansing il 14 ottobre 1978. Dopo lordinazione sacerdotale, ha svolto i
seguenti incarichi: vicario parrocchiale della Holy Redeemer
Parish a Burton (1978-1979) e della Saint Pius X Parish a Flint
(1979-1984); direttore diocesano
della pastorale ai sordomuti
(1978-1985); parroco della Holy
Family Parish a Ovid (1984-1985);
co-rettore della Saint Mary Cathedral a Lansing (1985-1988);
parroco della Saint Mary Parish a
Charlotte (1991-1993); giudice del
tribunale diocesano (1991-1993,
1997-1999); consultore diocesano
(1992-1993 e dal 2006); membro
del consiglio presbiterale (19921993, 1995-1997 e dal 2005); parroco della Saint Ann Parish a Bellevue e cappellano dellOlivet College a Olivet (1995-1997); membro
del consiglio presbiterale (19961999 e dal 2005); vicario generale
(1997-1998); cancelliere (19971999); superiore della casa Santa
Maria a Roma (1999-2005). Dal
2005 cancelliere diocesano.

Messa del cardinale Sandri per la Bethlehem University

Senza muri
Nessun muro di divisione ostacoli limpegno a fare
della terra dove nato Ges una casa della pace.
Pi che un auspicio un vero e proprio appello quello che il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della
Congregazione per le Chiese orientali, ha affidato ai
rappresentanti della Bethlehem University durante la
messa celebrata gioved pomeriggio, 26 giugno, presso
la casa generalizia dei Fratelli delle scuole cristiane
(Lasalliani).
Richiamando limportanza dellopera di alta carit
cristiana svolta dallistituzione accademica, che celebra questanno il quarantesimo anniversario della fondazione, il porporato lha definita come uno segni
certi in una zona del mondo dove le divisioni, i
conflitti e le violenze sembrano avere il sopravvento
che aiuta i giovani a non farsi rubare la speranza,
come spesso ripete Papa Francesco. Una missione testimoniata dalla capacit di vivere riconciliati tra noi,
aggiungendo ogni giorno, a partire dalle proprie scelte
personali nel lavoro, nella vita famigliare e sociale, un
piccolo mattone per ledificazione della casa della pace, ove senza alcun muro di divisione si possa vivere
tra fratelli.
Alla celebrazione erano presenti, in particolare, i
membri del consiglio di amministrazione della
Bethlehem University, alcuni dei quali hanno preso

parte alludienza generale di mercoled scorso, durante


la quale Papa Francesco ha manifestato particolare riconoscenza per la lodevole attivit accademica svolta a
favore del popolo palestinese. Unattivit nella quale
ha rilevato da parte sua il porporato non sono
mancate le difficolt e ogni giorno si sono presentate sempre nuove sfide, affrontate senza mai venir
meno allintuizione originaria e senza lasciar spegnere la fiamma della passione educativa. La quale,
ha precisato il cardinale, pu essere alimentata soltanto nella misura in cui, come adulti, consacrati e laici, non smetteremo di lasciarci condurre dal Signore,
cercando di riconoscere ogni giorno e insieme di compiere la volont del Padre.
Il porporato ha quindi affidato ai rappresentanti
delluniversit licona dei re magi, indicandoli come
patroni dei responsabili accademici: Anche ciascuno di voi infatti ha spiegato provenendo dai pi
lontani Paesi del mondo, si impegna a raccogliere progetti e risorse materiali e si muove per recarsi al luogo
ove nato il Salvatore, dove depone il tesoro della
propria competenza e solidariet concreta. In tal modo, servendo e amando i giovani che l studiano, cristiani e musulmani ha concluso voi amate lumanit che il Figlio di Dio ha preso su di s, e per la
quale ha dato la sua stessa vita.