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Le peggiori dittature nel 2014:

dall'Africa all'ex Urss ecco dove i regimi


soffocano la libert.
L'organizzazione non governativa Freedom House aggiorna annualmente la lista dei regimi
pi severi e brutali: una top ten dei luoghi dove la popolazione soffre di pi la negazione
dei diritti umani.

Repubblica Centrafricana Tra i Paesi pi poveri del mondo, afflitto da malaria e lebbra, con
tasso di analfabetismo che supera la met della popolazione, lo Stato africano ha visto andare in
scena un colpo di stato nel 2003 per mano del generale Francois Boziz, che poi formalizz la sua
elezione con le consultazioni del 2005. Ma gli oppositori accusarono il generale di brogli e
irregolarit e cominci una serie di sanguinosi scontri nelle zone periferiche del Paese. Dietro
unapparente stabilit, per dieci anni Boziz ha schiacciato le opposizioni con un regime
caratterizzato da corruzione, nepotismo e autoritarismo. Dopo una serie di tentativi di
normalizzazione, a gennaio stata eletta presidente di transizione dal parlamento centrafricano
Catherine Samba-Panza, sulle cui spalle pesa il compito di portare fuori il Paese dalla situazione
di drammatica indigenza.

Guinea Equatoriale Piccolo Stato dellAfrica centrale, dominato dal 1979 da Teodoro Obiang
Nguema, comandante delle Forze armate arrivato al potere con un golpe. Fino a met degli anni
90, fare opposizione al suo unico partito era illegale. Ma anche se formalmente stato poi
introdotto il multipartitismo, gli altri movimenti non si sono presentati alle elezioni per protesta e
Nguema stato sempre rieletto essendo lunico partecipante alle consultazioni. Falliti i tentativi
di destituirlo, il presidente ora uno degli uomini pi ricchi del mondo, grazie alla scoperta delle
risorse petrolifere la cui ricchezza finora appannaggio del solo presidente.

Eritrea Diventata indipendente nel 1993, lassemblea nazionale ha eletto presidente Iasaias
Afewerki, che avrebbe dovuto guidare un governo di transizione. In realt, da allora, il partito-
esercito di Afewerki, Il Fronte popolare per la democrazia e la giustizia, lunico soggetto politico
ammesso dalle leggi straordinarie del Paese. Motivando con lo stato di emergenza delleconomia
il momento di "transitoriet" della situazione politica, il presidente ha prolungato la durata del
suo mandato fino a data da destinarsi. Nel 2001 le elezioni sono state rinviate e tuttora si aspetta
la fissazione di una consultazione. LEritrea figura nel 2013 allultimo posto della libert di
espressione nel mondo: non esiste stampa privata e gli oppositori e i critici al regime vengono
perseguiti e imprigionati.

Corea del nord Retta da una dittatura totalitaria che si ispira ai principi dello stalinismo, da
generazioni dominata dalla stessa famiglia. Il titolo presidenziale, infatti, viene tramandato di
padre in figlio. Alla morte di Kim Il-sung, nel 1994, Kim Jong-il ne ha preso il posto nominando il
leader defunto Presidente eterno. Dal dicembre 2011 la guida del paese Kim Jong-un, il pi
giovane capo di stato al mondo con i suoi 31 anni. Ma la durezza del regime non ha visto
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cedimenti. Stretto controllo sui media e sulla libert di opinione, il governo ha sancito che il
servizio militare permanente: tutti i cittadini sono "reclutabili" in qualsiasi momento per ogni
tipo di attivit militare. Impenetrabile per lopinione pubblica internazionale, le associazioni non
governative accusano la Corea del nord di praticare la schiavit nei campi di prigionia: chi viene
arrestato e condannato sconta in condizioni bestiali la pena in questi lager.

Arabia Saudita Monarchia assoluta basata su due certezze: la religione islamica che fonda i
principi dello Stato e il petrolio, di cui il Paese il pi importante estrattore ed esportatore al
mondo. Paese caratterizzato dalle contraddizioni estreme: con delle potenzialit economiche
eccezionali e con sacche di povert estese. Una piccola classe borghese che gode di privilegi e
leggi severissime sulle libert civili che schiacciano la maggioranza della collettivit: lArabia
Saudita lunico luogo al mondo dove le donne non possono nemmeno guidare. Anche se il re
Abdullah ha annunciato che dal 2015 la parit di sessi comincer gradualmente ad essere
introdotta anche nella politica, con il riconoscimento universale del diritto di voto, attualmente
negato.

Somalia Lo hanno definito uno Stato fallito, ovvero unentit nazionale solo sulla carta che, nel
corso dei decenni, non mai riuscita ad affermarsi come un vero Paese sovrano. Nessun
governo, pi o meno legittimato, riuscito mai a imporre la sua autorit su tutto il territorio. A
parte i confini geografici, la Somalia uno Stato in mano a gruppi tribali o di criminali locali,
suddivisa in regioni e dilaniata da scontri etnici. La popolazione tenuta sotto il giogo del potere
violento dei "signori della guerra" che negano persino i beni di prima necessit alla popolazione.
Al termine di ventanni di violenti scontri, viene istituita una repubblica federale che, nel 2012,
porta alla guida dello Stato il moderato Hassan Sheik Mohamud che, dopo essere sfuggito a un
attentato dopo pochi giorni dal suo insediamento, sta tentando un faticoso percorso di
pacificazione.

Sudan Il Paese islamico pi grande del continente africano ha affrontato due guerre civili negli
ultimi cinquantanni. Dal 1989 comandato da Omar Hasan Ahmad al-Bashir, il primo capo di
Stato ad essere raggiunto da un mandato di cattura della Corte penale internazionale. Su di lui
pende infatti laccusa di aver favorito il genocidio del Darfur, appoggiando le milizie islamiche che
hanno sterminato le minoranze nellovest del Paese. Nel 2010 ha vinto le prime elezioni aperte
ad altri partiti, prima non ammessi alle competizioni elettorali.

Siria E il Paese pi discusso degli ultimi mesi. Dal 2011 la guerra civile che contrappone i ribelli
alle forze rimaste fedeli al presidente Assad ha finora provocato 5.800 morti. La Siria un Paese
senza petrolio e con uneconomia fondamentalmente povera, che fa della sua posizione
strategica in chiave anti-israeliana il suo punto di forza nel Medio Oriente. La forma di Stato una
repubblica semipresidenziale che, di fatto, si riduce a una dittatura assoluta. Il partito Bath, al
potere dagli anni '60, guidato in modo ereditario dai discendenti della famiglia Assad. Bashar, al
potere dal 2000, un dittatore "moderno": parla fluentemente inglese, ama viaggiare e ha
tentato di concedere un po di libert in campo civile e politico alle minoranze. Situazione per

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cambiata radicalmente con larrivo delle proteste di piazza sullonda lunga della Primavera araba:
la repressione voluta da Assad e praticata dallesercito stata finora spietata.

Turkmenistan Repubblica asiatica nata dallex Urss, una dittatura monopartitica fondata su un
rigido culto della personalit. Il capo di Stato accentra in s il potere legislativo, esecutivo e
giudiziario e a lui devono essere dedicate statue e monumenti doro nelle principali citt. Persino
il calendario viene rivisto modificando alcuni giorni con i nomi della famiglia presidenziale. Alla
morte del suo predecessore, lattuale presidente Gurbanguly Berdimuhammedow ha cercato di
moderare, di fronte al malcontento crescente, gli estremismi del regime. Il suo predecessore
Nyyazov aveva tagliato arbitrariamente le pensioni a circa centomila persone perch la crisi
economica aveva lasciato a secco le casse dello Stato. E mentre lui restava rinchiuso nel suo
lussuosissimo palazzo, era sulle fasce pi deboli della popolazione che cadeva la tagliola dei
sacrifici.

Uzbekistan La storia dellUzbekistan strettamente legata alla figura del suo leader carismatico,
Islom Karimov, al potere fin dal 1990. La sua iniziale spinta per il recupero delle tradizioni uzbeke
dopo la caduta dellUnione Sovietica si ben presto trasformata in un estremismo nella gestione
assolutista del potere. Con ben due referendum "pilotati" ha prorogato la durata del suo
mandato presidenziale, fino a sfidare apertamente la Costituzione presentandosi una terza volta
alle elezioni. Alle urne, nel 2000, usc vincitore con percentuale superiore al 90% e il suo sfidante,
a votazioni chiuse, ammise di essersi candidato solo per dare unapparenza di regolarit alla
competizione, ma lui stesso, in realt, aveva votato per Karimov. Protetto dalla Russia di Putin e
anche dagli Usa di Bush ai tempi della caccia ai talebani in Afghanistan per il suo strenuo rigore
contro il terrorismo islamico, accusato di praticare la tortura abitualmente nei confronti degli
oppositori e, per alcuni condannati colpevoli di reati particolarmente gravi, si dice che sia in
vigore la pena della "bollitura a morte".

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