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Il sogno di Leopardi
Analisi della poesia
 Il sogno
 Lavoro personale di Yasmine Tonini Corso
 La poesia di Leopardi dagli Idilli ai canti pisanorecanatesi
 del prof. Massimo Danzi UNIGE, Autunno 2012
 
 Il Sogno
 di Leopardi Yasmine Tonini
~ 1 ~
Introduzione
Prima d’entrare nel vivo dell’analisi della poesia
 accennerò ad alcuni aspetti che permettono di delineare una cornice, questo allo scopo di facilitare la comprensione del componimento.
La data di stesura dell’idillio
 Il sogno
 viene fatta risalire al periodo tra il 1820 e il 1821
1
, corrispondente agli ultimi anni della giovanile stagione recanatese. Per questa ragione
 Il sogno
 si
colloca ancora in un momento lontano dall’elaborazione più radicale del pensiero filosofico dell’autore
2
, aspetto che sarà importante tenere
 presente nel corso dell’analisi cos
ì da poter contestualizzare i concetti filosofici che ne emergeranno. Inoltre, per la comprensione di questo componimento è possibile trovare due testi,  precedenti alla sua stesura, che stanno
alla base dell’origine del
Sogno
: il primo è il breve appunto del 3 dicembre 1820, intitolato
 Del fingere poetando un sogno
3
, il quale può essere considerato una sorta di testo-
embrione dell’idillio
;
il secondo invece è un frammento ripreso dal
 Diario del primo amore
, in cui si trova
un passaggio che descrive l’occasione precisa in cui il
Sogno
si realizza:
[…] questa mattina svegliatomi per tempissimo, in quel proprio
 punto di svegliarmi, tra il sonno e la
veglia spontaneamente m’è passata innanzi alla fantasia la desiderata immagine vera e viva, onde io
immediatamente riscosso espalancati gli occhi, subito le son corso dietro colla mente, e se non sono in tutto riuscito a farla tornare indietro, pure in quella freschezza di mente mattutina, tanto ne ho
veduto e osservato e dell’aria del volto, e dei moti e dei gesti e del tratto e dei discorsi e della
 pronun
zia, che non che m’abbia fatto maraviglia l’esserne stato una volta preso, ho anzi considerato
che se io avessi quelle cose tuttora presenti alla fantasia, sarei ben piú smanioso e torbido che io non
sono. […]
4
 
Infine, un altro aspetto che può risultare i
nteressante è l’accoglienza dimostrata dalla critica
in seguito alla pubblicazione
dell’
idillio. In generale, a confronto con altre poesie divenute molto  più celebri e apprezzate,
 Il sogno
 ha avuto riscontri alquanto freddi e distaccati
5
. In particolare, il  paragone con componimenti del calibro di
 A Silvia
 lo ha segregato nel ruolo di semplice testo di transizione. Basti, a titolo esemplificativo, leggere il passaggio seguente preso dal saggio di Giuseppe De Robertis:
Il Leopardi non era ancor giunto a quell’altezza di dove poi doveva guardare la materia delle sue meditazioni, e la stessa sua vita dolorosa, con l’occhio di estraneo. Anche la scelta degli argomenti, e il
rigore impiegato a svilupparli, parevano fatti app
osta per legargli l’ispirazione e la fantasia. Pensate
1
 D
ell’Aquila
 M.,
 Il sogno
, p. 43.
2
 La prima stagione poetica leopardiana, corrispondente al pessimismo storico, viene datata a grandi linee tra il 1818 e il 1823, mentre la stagione più matura del pessimismo cosmico h
a inizio, in poesia, negli anni ’27
-
’28.
 
3
 Leopardi G.,
 Poesie e prose
, pp. 223-224.
4
 Leopardi G.,
 Diario del primo amore
, pp. 19.
5
 
Dell’Aquila M.
,
 Il sogno
, p. 44.
 
 Il Sogno
 di Leopardi Yasmine Tonini
~ 2 ~
invece a quell’aria di scherzo, indifferente e trasognata, che dava un tono particolarissimo ai dialoghi
,
[…] pensate
alla potenza evocatrice di
 A Silvia
 
[…].
6
 
Un idillio, in sintesi, che sembra, secondo queste premesse, essere di valore transitorio nella  produzione poetica di Leopardi.
Ma, grazie all’
analisi approfondita del testo, si scoprirà come questa poesia sia dotata comunque di una sua forza e bellezza.
Struttura dell’
idillio
Il canto
 Il sogno
, composto da endecasillabi sciolti, è strutturato in maniera tale da poter essere diviso in parti, a dipendenza delle svolte tematiche che si manifestano nel testo. In particolare
è possibile osservare un movimento regolare, costituito dall’alternanza tra
 descrizioni di scene specifiche e momenti nei quali a prendere spazio è la parola, il dialogo. La prima parte, che racchiude in sé la descrizione della scena iniziale, cioè delle circostanze
dell’incontro tra i due personaggi, comincia al primo verso p
er chiudersi al verso 11. La seconda sezione invece, parte dal verso 12 e si conclude al verso 80, costituendo la parte più ampia di tutte e cinque le sezioni, poiché racchiude in sé il dialogo tra i due protagonisti, fulcro di tutta la poesia. La terza parte, dai versi 80 a 88, contiene una nuova descrizione, quella del contatto fisico tra i due
 protagonisti e che rappresenta il culmine dell’incontro
 e della loro unione. La quarta sezione è nuovamente dominata dalla parola, si tratta della battuta di congedo della donna dal poeta. Essa comprende una parte del verso 88 e continua fino al verso 95.
Infine abbiamo l’ultima parte, che
descrive la scena finale della poesia, il risveglio del poeta, e che spazia dal verso 95 fino alla fine. A questo punto vale la pena spendere alcune parole sul valore della battuta della donna
,
 isolata dalle due descrizioni. Essa si contraddistingue da tutte le battute precedenti (sia del poeta sia della donna amata), poiché narrativamente corrisponde al capovolgersi della situazione. In  precedenza abbiamo infatti un incontro che sembra finalizzarsi al contatto, prima dialogico, poi spirituale ed infine anche fisico. La battuta isolata pone fine a questo contatto provocando la separazione e il ritorno a una situazione naturale, nella quale i due protagonisti appartengono a due dimensioni distinte: il mondo dei vivi e quello dei morti. Solo il sogno ha potuto permettere il loro contatto. Riallacciandoci al paragrafo precedente possiamo cogliere il tema del valore dato alla  parola, uni
ficatrice ma anche disgiuntiva, all’
interno
dell’
idillio. Infatti, quello de
 Il sogno
 è un dialogo di tipo eccezionale, poiché quando entrambi i protagonisti erano in vita, secondo norma
6
 De Robertis G.,
Saggio su Leopardi
, p. 177.
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