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PREFAZIONE

Questo libro si basa sui miei volumi in lingua danese Det Athenske Demokrati i. 4 arh. f. Kr., I-VI (Copenhagen 1977-81), ma ho totalmente riscritto, rielaborato e aggiornato il lavoro, e lho trasformato da un manuale (con discussioni di problemi e dozzine di riferimenti alle fonti in note estremamente ampie) in quella che spero sia una trattazione generale e pi accessibile. Il presente libro si rivolge pertanto non a specialisti, ma principalmente a studenti di antichistica, storia e scienze politiche, cos come a chiunque altro abbia interesse per la storia dellantica Grecia e della democrazia. A beneficio del non specialista ho dedicato molto spazio e molta attenzione alla descrizione delle istituzioni democratiche e a una ricostruzione del funzionamento della democrazia. Ho anche cercato di analizzare i principi e gli ideali che stavano alla base delle istituzioni, ma ho eliminato la discussione delle controversie erudite. La conclusione, nel bene e nel male, presenta la mia visione della democrazia ateniese. Poich probabile che molti lettori non conoscano il greco, le citazioni sono presentate in traduzione e i termini greci sono traslitterati in corsivo; inoltre, tutti i termini tecnici sono spiegati nel Glossario (pp. 348-370). Le note sono state abbreviate il pi possibile e consistono esclusivamente in riferimenti alle fonti e alla dottrina moderna: non solo, ma in ciascun caso mi sono limitato a scegliere una, due, al massimo tre fonti di riferimento, seguite da opportuni richiami a trattazioni moderne in cui si possono trovare una pi completa presentazione delle testimonianze e una pi dettagliata discussione dei problemi. I riferimenti agli studiosi di cui non condivido i punti di vista sono introdotti da pace o contra, a meno che non sia chiaro

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dal contesto che le loro opinioni differiscono dalle mie. Nel complesso, tuttavia, ho preferito, nelle note, fare riferimento direttamente alle fonti piuttosto che a trattazioni moderne e, nel testo, discutere le testimonianze piuttosto che le contrastanti interpretazioni moderne che ne sono state date. Il secondo capitolo presenta le testimonianze su cui il libro si basa, ma questa una sede opportuna per dire qualcosa sullo scopo del libro e sul metodo che ho usato. Il libro una trattazione sistematica della democrazia ateniese nel periodo che va dal 403/2 al 322/1. Non condivido lopinione secondo cui la democrazia del quarto secolo fu pressoch identica alla cosiddetta democrazia radicale del 462-411 e 410-404. Al contrario, ritengo (1) che la democrazia restaurata nel 403 fosse differente dalla democrazia del quinto secolo sotto molti importanti aspetti e (2) che, negli anni fra il 403 e il 322, la democrazia sia passata attraverso cambiamenti e riforme molto pi numerosi di quanto solitamente si ritenga. Mi sono pi specificamente concentrato sul periodo 355-322, che si distingue sia per gli sviluppi costituzionali sia per la relativa abbondanza di fonti. Sembra che le sconfitte nella guerra sociale, nel 355, e nella seconda guerra contro Filippo di Macedonia, nel 338, abbiano dato luogo a molte importanti riforme delle istituzioni democratiche, oltre che a una rinascita degli ideali inerenti alla democrazia avita di Solone, anche se la democrazia fu sostituita dalloligarchia dopo la conquista macedone di Atene nel 322. Per quanto riguarda le fonti, il periodo pi importante della retorica attica comincia nel 355 e per i successivi 34 anni disponiamo di una impareggiabile quantit di eccellenti fonti relative alla vita pubblica ateniese, soprattutto le orazioni di Demostene, Eschine, Iperide, Licurgo, Dinarco, nonch le ultime orazioni di Isocrate. La parte sistematica della Costituzione di Atene di Aristotele descrive le istituzioni democratiche negli anni 30 del quarto secolo, e la seconda met del quarto secolo segna lapice delle testimonianze epigrafiche. Nessuna orazione successiva allabolizione della democrazia da parte di Antipatro nel 322/1. Il periodo 355-322 coincide anche con la carriera politica di Demostene, incominciata nel 355 con i processi contro Androzione e Leptine e terminata con il suo suicidio nel 322. Questa la ragione per cui ho scelto di intitolare il libro La democrazia ateniese nellet di Demostene. La trattazione si basa su fonti di quel periodo e, a meno che non sia specificamente dichiarato, esse sono considerate tutte contemporanee. In alcuni casi, tuttavia, sono state utilizzate fonti di altri perio-

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di per far luce sulla democrazia del quarto secolo: per esempio, nella mia descrizione delle istituzioni del quarto secolo vengono usate fonti che descrivono le istituzioni democratiche nellet di Pericle, sempre che vi siano testimonianze del fatto che listituzione in questione non sia stata riformata sotto quel particolare aspetto. Basandosi poi sul presupposto che gli ideali cambiano pi lentamente delle istituzioni, nei capitoli sullideologia e sul carattere della democrazia ateniese si fa abbastanza spesso riferimento alle numerose fonti del quinto secolo riguardanti gli ideali democratici. Inoltre, in alcuni casi, fonti ellenistiche (sempre iscrizioni) sono state usate con riferimento al quarto secolo per far luce in particolare sul funzionamento dellAssemblea e del Consiglio. Talvolta sono state utilizzate anche fonti che si occupano della polis democratica in generale, se c ragione di ritenere che le generalizzazioni fossero ispirate da istituzioni ateniesi e ne fossero il riflesso. In questa categoria le tre fonti pi importanti sono le Leggi e la Repubblica di Platone e la Politica di Aristotele. Come altri storici, devo talvolta basarmi su analogie o ipotesi aprioristiche, ma evito analogie con i governi delle democrazie moderne basate sul principio di rappresentanza, e preferisco analogie con la Landsgemeinde svizzera, che un eccezionale ma notevole esempio di democrazia diretta attuata in una piccola societ. Ho volutamente impiegato termini moderni quali costituzione, stato, decisione, separazione dei poteri, democrazia, libert e uguaglianza in parte perch inevitabile e in parte perch desiderabile. inevitabile perch la sola alternativa sarebbe quella di scrivere sulla storia romana in latino, sulla storia ateniese in greco e sulla storia babilonese in cuneiforme, il che semplicemente impossibile. Ma anche desiderabile, perch la prospettiva storica emerge dal contrasto fra i nostri concetti e il linguaggio delle fonti che interpretiamo. Solo un pessimo storico potrebbe pretendere di evitare i concetti contemporanei: in ogni pagina egli inevitabilmente porterebbe i suoi lettori fuori strada. Uno storico deve essere una sorta di Giano bifronte e la sua analisi deve muoversi in due opposte direzioni: deve leggere e capire le sue fonti in lingua originale, ma nella sua interpretazione di esse deve anche analizzare i concetti moderni da usare. Larte di scrivere la storia sta nello scegliere, fra tutti i concetti che abbiamo a nostra disposizione, quelli che consentono una significativa descrizione delle societ antiche, e nellevitare invece quelli che possono fuorviare. Credo, per esempio, che citt-

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stato, costituzione e democrazia siano utilizzabili come equivalenti di polis, politeia e demokratia, mentre concetti quali sovranit, uomo politico e partito politico siano piuttosto da evitare. Non mi resta che esprimere i miei ringraziamenti. In primo luogo, vorrei ringraziare il Dr. Oswin Murray che, per conto di Blackwell, mi ha chiesto di scrivere questo libro. In secondo luogo, sono grato ai miei colleghi del Dipartimento di Studi Classici dellUniversit di Copenhagen Johnny Christensen, Minna Skafte Jensen, Jorgen Mejer, Helle Salskov Roberts e a Christian Marinus Taisbak, che nellanno accademico 1989-90 mi ha sostituito nelle mie funzioni di insegnante e amministratore, cos che ho potuto avere un anno sabbatico per finire il libro. Sono grato poi alla Fondazione Carlsberg per avermi assegnato la borsa di studio Carlsberg al Churchill College di Cambridge per il secondo trimestre del 1990. E con ci vengo ai ringraziamenti di gran lunga pi importanti: al mio amico John Crook che tanto generosamente si impegnato a tradurre il mio dattiloscritto in inglese (fatta eccezione per questa prefazione, della quale sono responsabile in prima persona), e che durante la mia permanenza a Cambridge ha dedicato quasi tutto il suo tempo a questo compito. Il mio lavoro ha tratto giovamento dalla sua eccellente comprensione del danese e dal suo vivace inglese idiomatico; cosa ancora pi importante, oltre ad aver tradotto il libro, egli ne ha sottoposto il contenuto a un esame critico e mi ha aiutato nel determinarne la struttura. Gli argomenti di scarsa efficacia sono stati messi a punto, le ripetizioni eliminate, le imprecisioni scoperte e messe in evidenza, e le mie interpretazioni di passi difficili delle fonti sono state accettate solo dopo lunghe discussioni con lavvocato del diavolo, e dunque spesso con alcune modifiche. Questo libro mio nessun dubbio al riguardo ma Crook vi ha sicuramente lasciato la sua impronta e per questo gli sono particolarmente grato. La versione tradotta stata letta dal Dr. Paul Cartledge e dal Dr. Paul Millett, che hanno fatto molti utili commenti. Sono molto grato anche al redattore capo del mio testo, Graham Eyre, che ha fatto un cos eccellente lavoro sul dattiloscritto. Doverosi ringraziamenti infine a Ollie, senza la cui assistenza questo libro non sarebbe mai stato terminato.

1 DEMOCRAZIA DIRETTA IN PROSPETTIVA STORICA

Quasi tutti coloro che scrivono sulla democrazia cominciano con la distinzione tra democrazia diretta e indiretta o rappresentativa 1. Quelli che si concentrano sulle istituzioni talvolta contrappongono la democrazia assembleare alla democrazia parlamentare, ma la distinzione la stessa: in una democrazia diretta il popolo effettivamente si autogoverna, cio tutti hanno diritto di partecipare alle decisioni, mentre nellaltro tipo di democrazia la sola decisione che tutti hanno il diritto di prendere quella di scegliere chi prende le decisioni. Anche le analisi strutturali della democrazia richiedono sempre una prospettiva storica (il che abbastanza naturale): essa si risolve nel sostenere che la democrazia diretta non esiste pi 2, almeno negli stati sovrani rispetto a unit pi piccole; e questa innegabile verit tende ad essere seguita dallaffermazione che una tale democrazia non pu pi esistere a causa della dimensione delle societ moderne 3 (il che significa ignorare il fatto che la tecnologia moderna ha reso perfettamente realizzabile un ritorno alla democrazia diretta se desiderabile o meno, unaltra questione) 4. La prospettiva storica nellaltra direzione, cio verso il passato, tende a variare a seconda della nazionalit dello scrittore. Il mondo
1 Holden (1774), pp. 5, 26-29; Lively (1975), pp. 29-32; Pennock (1979), p. 7; Lijphart (1984), p. 1; McLean (1989), p. 5. 2 Sartori (1962), p. 252; Holden (1974), p. 5. 3 Sartori (1962), pp. 255-256; Holden (1974), p. 27. 4 Arterton (1987); McLean (1989). Cfr. Hansen (1989b), p. 6.

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Democrazia diretta in prospettiva storica

di lingua inglese ha prestato attenzione alle citt-stato greche e alla democrazia ateniese classica 5 se si eccettua il fatto che gli americani sono irresistibilmente attratti anche dalla loro peculiare forma di democrazia diretta che si manifesta nellAssemblea delle citt del New England 6. I Francesi, a partire da Rousseau, hanno anche alzato lo sguardo verso le Alpi per trarne ispirazione 7, mentre alcuni studiosi tedeschi e scandinavi continuano felicemente a occuparsi dellantica democrazia diretta delle trib germaniche 8. Un altro esempio storico deve invece essere messo da parte senza ulteriore confusione: le citt italiane del Rinascimento. Venezia, Firenze, Milano e cos via, furono indiscutibilmente citt-stato e possono, sotto questo aspetto, essere utilmente paragonate alle poleis greche; ma esse furono governate da una monarchia o da una oligarchia 9: la democrazia emerse in esse solo come una parentesi di breve durata 10. Esse dunque non forniscono un parallelo storico quando la discussione riguarda la democrazia e lo stato democratico. Gli altri quattro esempi storici di democrazia diretta richiedono ulteriori considerazioni; innanzitutto la Urdemokratie tedesca. Essa risale a una affermazione di Tacito nella Germania, fatta circolare da Montesquieu 11; ma storici e archeologi in tempi pi recenti sono stati costretti ad abbandonare come un mito la nozione di un antico sistema egualitario di governo nelle trib tedesche. Per quanto riguarda lidea della Svizzera come culla della democrazia, questa affermazione ha due fondamenti, uno dei quali molto pi solido dellaltro. Il primo che a partire dal Medioevo quattro cantoni svizzeri e quattro mezzi cantoni sono stati governati da assemblee popolari (Landsgemeinden), cinque delle quali esistono ancora oggi 12: gi allinizio del sedicesimo secolo Bodin concentr la propria attenzione

The New Encyclopaedia Britannica (197515), s.v. Democracy. Encyclopaedia Americana (1980), s.v. Democracy. 7 Grand dictionnaire encyclopdique Larousse (1982), s.v. Dmocratie. 8 Amira (1913), pp. 126, 149 ss.; Ross (1946), pp. 22-24. 9 Plamenatz (1963), pp. 9-11. 10 Marks (1963). 11 Tacito, Germania, 11. Montesquieu, De lesprit des lois, 6.11 (p. 167 nelledizione Garnier, Parigi 1961). 12 Ryffel (1903); Stauffacher (1962); Kellenberger (1965); Carlen (1976).
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su di essi come esempi di democrazia 13. Essi costituiscono un effettivo in verit lunico effettivo parallelo con la democrazia ateniese. Nonostante oggi i cantoni siano soltanto unit subordinate, con limitati poteri locali, a suo tempo furono Stati sovrani governati mediante una democrazia diretta. Laltro fondamento riguardante la Svizzera poggia principalmente su Rousseau. Egli menzion la vera democrazia dei piccoli cantoni forestali solo di sfuggita 14, e si concentr soprattutto sulla sua citt natale, Ginevra, che egli riteneva erroneamente una democrazia 15, mentre nello stesso tempo, ugualmente sbagliando, affermava che lAtene di Pericle non lo era stata 16. In effetti c ben poco da dire a favore di Rousseau come storico, anche se le sue idee hanno esercitato un notevole influsso sul pensiero politico. Per quanto riguarda poi lAssemblea delle citt del New England 17, essa fu sicuramente una democrazia diretta, ma solo su scala municipale; cos, sebbene sia interessante paragonarla con lAssemblea popolare di Atene, essa non fornisce alcuna base per uno studio della democrazia come forma di governo statale. (Pi interessante , in effetti, la costituzione democratica del 1647 di Rhode Island, alla quale non stata dedicata lattenzione che meriterebbe 18.) Siamo cos ritornati ad Atene, il miglior esempio di uno stato importante governato da una democrazia diretta. Questa forma di governo fu introdotta da Clistene nel 508/7 a.C. e abolita dai Macedoni quando conquistarono Atene nel 322/1. Sappiamo che numerose altre citt-stato greche ebbero costituzioni democratiche; ma di fatto tutte le testimonianze di cui disponiamo riguardano Atene, che quindi la sola democrazia di cui possiamo fornire unadeguata descrizione, anche se possibile dimostrare che sotto alcuni importanti aspetti Atene era anomala e che il modello ateniese di governo popolare non era lunico noto ai Greci. Aristotele nella Politica fa ri-

Bodin, Les six livres de la rpublique, 2.7. Rousseau, Projet de constitution pour la Corse, in Oeuvres, ed. Pliade (Parigi 1967), III, p. 906. 15 Rousseau, Ddicace a Sur lorigine de linegalit, in Oeuvres, pp. III, 111121. Miller (1984). 16 Rousseau, Sur lconomie politique, in Oeuvres, III, p. 246. 17 Sly (1930). 18 Ball, Farr e Hanson (1989), pp. 72-73.
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ferimento a un tipo di democrazia in cui la sola funzione dellassemblea popolare quella di scegliere i magistrati e di chiamarli a rendere conto della loro condotta durante la carica, mentre tutte le decisioni politiche sono prese dai magistrati senza che il popolo abbia voce in capitolo 19. Questa, naturalmente, democrazia indiretta; dobbiamo perci respingere come erronea la nozione comune che la democrazia greca fu sempre diretta 20, mentre la democrazia moderna sempre indiretta. Atene, in ogni caso, fu una democrazia diretta, la meglio conosciuta nella storia fino a oggi, ed questa democrazia diretta che sar descritta e discussa nelle pagine che seguono.

19 Arist. Pol. 1318b, 21-22, 28 ss., 1274a, 15-18, 1281b, 32-34. Hansen (1989c), pp. 96-97. 20 Es. Meier (1990), pp. 85, 165, 218.

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Come in ogni ricerca storica, anche in questo libro ci si deve chiedere innanzitutto quanto sappiamo sul nostro argomento la famosa democrazia diretta che si suppone sia stata introdotta ad Atene dallaristocratico Clistene circa 2500 anni fa 1, come lo sappiamo e, cosa non meno importante, quanto non ne sappiamo. Invece di fornire uninsopportabile lista di fonti, in questa sede si tenter di fornire un resoconto pi critico ed illustrativo dello stato delle testimonianze sulla democrazia ateniese e di discutere alcuni dei pi importanti problemi relativi alla loro interpretazione, in particolar modo la loro collocazione nel tempo, che la principale ragione per la quale questo libro tratta della democrazia ateniese nellet di Demostene e non nellet di Pericle. Innanzitutto, per, la vastit e variet delle fonti a nostra disposizione, e allo stesso tempo i loro limiti, possono essere illustrati con una serie di esempi che consistono in 17 brevi squarci, tratti dalla storia ateniese e disposti in ordine cronologico, ognuno dei quali viene illustrato da una singola fonte.

ESEMPI
1) Dopo lintroduzione della democrazia da parte di Clistene nel 507, e forse non pi tardi del 460 circa, gli Ateniesi si costruirono
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507 a.C.: Ostwald (1988), pp. 306-307.

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una sede per lassemblea collocandola sul rilievo chiamato Pnice, appena oltre la collina dellAreopago; intorno al 400, tale sede fu ricostruita e ampliata. Successivamente fu sepolta sotto una terza enorme ricostruzione risalente ai tempi dellimperatore Adriano (quando forse non serviva pi come sede per lassemblea), ma nel corso degli scavi compiuti negli anni 30 furono riportate alla luce le fondamenta classiche e fu possibile ricostruire le due prime fasi della sede dellassemblea ateniese, Pnice I e Pnice II 2. 2) Lostracismo, cio i dieci anni di esilio imposti da una votazione in cui i voti erano scritti su ostraka, cocci di vaso, fu una delle pi significative e criticate istituzioni della democrazia ateniese. Il primo ostracismo ebbe luogo nel 487, lultimo intorno al 416 3. Circa 11.000 ostraka, sui quali i cittadini incisero (o avevano fatto incidere per loro) il nome del leader politico che desideravano vedere espulso, sono stati rinvenuti sulle pendici dellAcropoli, nellAgor e nel cimitero del Ceramico 4. Non meno di 4.647 degli ostraka del Ceramico recano inciso il medesimo nome, cio quello di Megacle nipote di Clistene, figlio di Ippocrate del demo di Alopece (Megakles Hippocratous Alopekethen). Effettivamente egli fu ostracizzato due volte 5, la prima delle quali nel 486 6, ma gli ostraka del Ceramico sembrano appartenere al suo secondo ostracismo, che probabilmente avvenne negli anni 70 7. 3) Nei primi anni della guerra del Peloponneso un anonimo ateniese scrisse un pamphlet in cui il governo ateniese del popolo fu descritto come il prodotto troppo coerentemente elaborato di una visione distorta dellumanit e di una erronea concezione della societ. Il demos inteso come la gente comune e non come linsieme di tutto il popolo e la democrazia conseguentemente vista come il governo dei poveri invece che come il governo del popolo 8.
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Thompson (1982). Vd. p. 193 e cartine 3-6. Thomsen (1972). Vd. p. 63. M&L 21. Lys. 14.39. Arist. Ath. Pol. 22.5. Lewis (1974b), pp. 1-4. Ps. Xen. Ath. Pol. Frisch (1942); Treu (1967).

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Il pamphlet fu falsamente attribuito a Senofonte e fu tramandato fra i suoi scritti; ora si suole comunemente 9 chiamarne lautore il Vecchio Oligarca perch tale egli sembra 10. 4) La commedia di Aristofane Gli Acarnesi fu rappresentata nel 425. Essa comincia con una scena in cui il contadino Diceopoli seduto da solo nella sede dellassemblea e si lamenta del fatto che il resto dei cittadini stia ancora chiacchierando gi nellAgor, sebbene la seduta debba iniziare poco dopo lalba. Egli vede i prytaneis (i presidenti dellassemblea) che arrivano affrettandosi perch in ritardo, spingendosi e urtandosi per sedere in prima fila, mentre gli altri cittadini gi nellAgor sono trascinati sulla Pnice da una fila di poliziotti che tendono fra loro una corda rossa 11. In alcuni dei manoscritti in cui la commedia ci stata tramandata c una nota a margine secondo la quale ogni cittadino che portava del rosso sul proprio mantello era passibile di una ammenda 12. 5) Alla celebrazione delle Dionisie nel 422 (probabilmente) fu rappresentata una tragedia di Euripide, in cui il re Teseo appare come il difensore della libert e del governo del popolo. Sostenuto dal suo popolo, egli si oppone alla richiesta del tiranno di Tebe tesa ad ottenere lestradizione di alcune donne provenienti da Argo che hanno cercato asilo politico in Attica. Il re Teseo e il messaggero mandato dal tiranno di Tebe continuano per pi di cento versi un acceso dibattito sulle costituzioni, in cui Teseo proclama che la libert, luguaglianza e il rispetto per le leggi si trovano in un governo del popolo, in contrapposizione al governo arbitrario di un tiranno 13. La tragedia, intitolata Le Supplici (Hiketides), non considerata tra le migliori di Euripide, ed per una curiosa coincidenza che ci stata conservata questa preziosa testimonianza dellideologia della democrazia ateniese nellet di Pericle: di unedizione delle opere complete di Euripide in ordine alfabetico sono sopravSeguendo Murray (1898). Gomme (1962a), pp. 38-69. 11 Ar. Ach. 1-42. Vd. p. 224. 12 Schol. Ar. Ach. 22. 13 Eur. Supp. 399-510.
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vissute per puro caso due serie di cinque tragedie i cui titoli cominciano con una delle lettere da epsilon a eta o da iota a kappa (Hiketides comincia con iota, perch il greco non indica lh con una lettera) 14. 6) Poco prima del 411 il sofista Trasimaco, che non era ateniese, scrisse un pamphlet sulla costituzione avita di Atene, unopera nostalgica sulla presunta et in cui i giovani tacevano e lasciavano fare i discorsi ai cittadini pi anziani e pi esperti 15. Linizio del pamphlet di Trasimaco citato in un manuale di retorica ellenistico come pregevole esempio di eloquenza degli oratori del passato 16. 7) Tucidide nelle sue Storie cita, sebbene con parole proprie, il discorso funebre tenuto da Pericle nel 430, in occasione dellannuale funerale di Stato dei soldati caduti combattendo per Atene. Il nucleo del discorso un encomio dei caduti, degli antenati, della polis di Atene e della sua costituzione: di nome essa una democrazia e di fatto un governo della maggioranza in cui tutti hanno uguali diritti davanti alla legge e gli individui sono rispettati e ricompensati in base al merito 17. 8) Alla fine del primo libro della sua Storia della Grecia (Hellenika), Senofonte descrive per dieci pagine il famoso Processo degli Strateghi svoltosi nel 406, quando otto dei dieci membri del Collegio dei Generali furono accusati, dopo la vittoria nella battaglia navale delle isole Arginuse, di non aver raccolto i sopravvissuti e i corpi dei caduti delle navi affondate dal nemico. Essi risposero allaccusa dicendo che unimprovvisa tempesta lo aveva reso impossibile, ma lAssemblea fu convinta dagli accusatori che gli strateghi erano colpevoli di tradimento. Essi furono condannati a morte collettivamente (il che era in realt illegale) e i sei di loro che si trovavano ad Atene furono giustiziati. Senofonte conclude dicendo che di l a poco gli Ateniesi si pen-

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Snell (1935), pp. 119-120. DK 85 B 1. 16 Dion. Hal. Dem. 3. 17 Thuc. 2.35-46. Loraux (1986). Vd. p. 116.

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tirono della loro sentenza di morte a carico dei generali e procedettero a condannare e a giustiziare gli accusatori 18. 9) Nel 367 gli Ateniesi conclusero unalleanza con Dionisio I, il tiranno di Siracusa. Il trattato fu approvato dallAssemblea e inciso su una stele di marmo di cui possediamo ancora alcuni frammenti 19. Linizio e la fine delle righe sono andati perduti, ma la parte centrale intatta e, poich liscrizione scritta stoichedon come di consueto (vale a dire come una scacchiera senza spazi bianchi in cui ogni lettera si trova sotto quella superiore), si pu stimare che ci fossero trentatr lettere per riga 20. Inoltre le iscrizioni ateniesi erano scritte in uno stile stereotipo con formule invariabili; di conseguenza la maggior parte delliscrizione di Dionisio pu essere ricostruita con un elevato grado di certezza. Essa dice, inter alia, che lalleanza si suppone durare per sempre: come ci si poteva aspettare, fu invece di breve durata. 10) Un centinaio di anni fa fu rinvenuta vicino a Spata, nellAttica centrale, in una tomba del 350 a.C. circa, una piccola lamina in bronzo di 11 cm per 2 e di 3 mm di spessore. Tre nomi sono stati incisi nel bronzo, ma due di essi sono stati erasi e possono essere solo indovinati al di sotto del terzo e ultimo: Eupolemos Timodo(.ou) Erchieus. La lamina presenta anche una lettera dellalfabeto e unincisione raffigurante una civetta vista di fronte 21. Oggi possediamo circa un centinaio di lamine del genere e sappiamo che erano le carte di identit dei giurati ateniesi: la civetta la stessa che si trova sulle monete da tre oboli 22, e tre oboli erano appunto il compenso per un giorno di servizio da giurato. 11) Le prime diciassette delle sessantuno orazioni che ci sono state tramandate sotto il nome di Demostene si presentano come i testi pubblicati di orazioni pronunciate in Assemblea. Oggi, quattor-

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Xen. Hell. 1.7.1-35. Hansen (1975), cat. nr. 66. IG II 2 105 = Harding (1985), nr. 52. 20 Woodhead (1981), pp. 29-34. 21 Kroll (1972), pp. 122-123, nr. 16. 22 Kroll (1972), pp. 51-53.

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dici di esse sono considerate orazioni autentiche del grande oratore 23. Esse furono pronunziate negli anni 354-341, e la maggior parte furono dirette contro il nemico per eccellenza di Atene in quegli anni, Filippo II di Macedonia 24. Demostene stesso pubblic le sue orazioni politiche, forse per ripicca, perch quasi mai gli Ateniesi seguirono i consigli che egli diede loro. significativo il fatto che Demostene smise di pubblicare i discorsi da lui tenuti in Assemblea nel 341, proprio quando lAssemblea cominci finalmente ad approvare i decreti da lui proposti e lo riconobbe come lo statista-guida nella lotta contro la Macedonia 25. I decreti che egli riusc a far approvare dagli Ateniesi scomparvero molto tempo fa e sono noti solo attraverso sporadici riferimenti contenuti in altre fonti, ma noi possiamo ancora leggere le sue orazioni politiche. Fu grazie allo splendore della sua retorica che loratore Demostene riusc a creare il mito del Demostene uomo di stato, che ha esercitato il suo influsso fino al nostro secolo 26, in cui un altro statista, Georges Clemenceau, ha usato il suo otium per scrivere una brillante biografia su Demostene visto come il difensore della democrazia in contrapposizione allautocrate Filippo 27. 12) Le Leggi sono il magnum opus della maturit di Platone e forse non erano terminate quando egli mor nel 347. Sono un dialogo nel quale un ateniese, uno spartano e un cretese discutono non della migliore costituzione, ma della migliore costituzione realizzabile. Questa utopia chiamata Magnesia 28. Si tratta di una citt-stato con 5.040 (7 fattoriale) cittadini maschi adulti 29. La sua costituzione e la sua amministrazione sono descritte con la meticolosit di un anziano e molti dei dettagli sono mutuati dallAtene contemporanea 30.

23 McCabe (1981) (Lautenticit delle orazioni 5, 8, 10 e della 13 non al di sopra di ogni dubbio). 24 Montgomery (1983), pp. 39-65. 25 Hansen (1989a), pp. 296 nt. 30. 26 Drerup (1923). 27 Clemenceau (1924). 28 Pl. Lg. 848D. 29 Pl. Lg. 737E. 30 Chase (1933).

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13) Negli scavi dellAgor fu ritrovato il basamento in marmo della statua eretta dagli Ateniesi negli anni 330 in onore della dea Demokratia 31, e pi tardi fu trovato quello che probabilmente era il busto della statua stessa 32. Nei frammenti di marmo dei rendiconti dei Tesorieri di Atena, si trovano, risalenti allo stesso periodo, alcuni riferimenti ai pagamenti da parte dei generali in relazione ad offerte fatte a quella dea 33. 14) Nel 336 Ctesifonte, un seguace di Demostene, avanz la famosa proposta di onorare il suo capo con una corona doro per i risultati conseguiti nel rafforzare le difese della citt dopo la sconfitta subita da Filippo nel 338. Immediatamente Eschine accus Ctesifonte di aver proposto un decreto anticostituzionale, in quanto Demostene era magistrato quando fu fatta la proposta e gli onori a un magistrato in carica erano vietati dalla legge. Pass molto tempo prima che il caso fosse discusso e la giuria lo giudic soltanto nel 330 34. Demostene in persona assunse la difesa del suo seguace e, una volta tanto, possediamo entrambe le orazioni, sia quella dellaccusa che quella della difesa 35. Da un punto di vista legale Eschine aveva ragione 36, ma il processo si trasform in una battaglia sulla storia passata, fra il filomacedone Eschine e lantimacedone Demostene; e, sebbene questultimo avesse in realt fatto perdere la guerra ad Atene, ciononostante vinse il processo e ottenne pi dei quattro quinti dei voti 37. (segue)

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Raubitschek (1962). Palagia (1982). 33 IG II 2 1496, 131-132, 140-141. 34 Hansen (1974), cat. nr. 30; (1989a), pp. 273 nt. 11. 35 Aeschin. 3; Dem. 18. 36 Gwatkin (1957). 37 Plut. Mor. 840 C-D; P. Oxy. 1800 (Vite degli Oratori).

13 I CARATTERI DELLA DEMOCRAZIA ATENIESE

DEMOCRAZIA DELLET DELLORO


Come molti Greci, gli Ateniesi avevano un debole per let delloro, la convinzione che tutto nei tempi antichi fosse migliore e che conseguentemente la strada verso il miglioramento fosse orientata verso il passato e non verso il futuro 1. Questo atteggiamento acquist importanza pratica per i dibattiti costituzionali e, in particolare per i cambiamenti costituzionali del quarto secolo ad Atene: se si voleva difendere il sistema esistente, il modo per farlo era di ancorarlo al passato e di dichiarare che si stava facendo soltanto quello che avevano fatto gli avi 2. Se poi si era riformisti, si potevano far meglio accettare i propri propositi sostenendo che la riforma proposta non era altro che un ritorno alle equilibrate istituzioni democratiche che i leader contemporanei avevano trascurato 3. Che la democrazia stessa fosse sacra va da s. Gente come Platone e Aristotele preferiva il governo dei pochi 4 al governo dei molti, e molte altre citt-stato greche erano governate da oligarchi 5, che consideravano la democrazia come il governo della plebaglia 6. Invece, per i cittadi-

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Dodds (1973); Dover (1974), pp. 106-108; Hansen (1989c), pp. 71-73. Dem. 20.153, 24.142. 3 Aeschin. 1.33-34; Din. 1.62. 4 Jones (1957), pp. 41-72. 5 Whibley (1896). 6 Hdt. 3.81; Xen. Ath. Pol.; Arist. Pol. 1310a8-12.

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ni politicamente attivi la democrazia ad Atene era un valore esclusivamente positivo: loligarchia doveva indossare i panni della democrazia se voleva rendersi accettabile 7, e oligarca era un termine offensivo ad Atene 8 quanto lo era democratico in altri luoghi 9. I Greci discutevano in generale se la democrazia fosse buona o cattiva e, poich guardavano indietro, lo slogan universale non era, come per noi, democrazia 10, ma patrios politeia, la costituzione avita 11. Questa espressione pu comprendere qualsiasi tipo di costituzione il governo di uno solo 12, dei pochi 13 o dei molti 14; ma, qualunque esso fosse, era sempre una Buona Cosa. Lespressione patrios politeia metteva a tacere i critici ed essi potevano ribattere solo sostenendo che il loro ideale era la vera costituzione avita 15. Tuttavia, gli Ateniesi nel quarto secolo evitarono di impiegarla come uno slogan, senza dubbio perch era stata usata dalle persone sbagliate nelle lotte costituzionali del 411 e del 404 16; anchessi continuavano ad ancorare il loro ideale costituzionale al passato, ma gli davano altri nomi, come patrios demokratia 17, la democrazia avita, o la costituzione dei progenitori, he ton progonon politeia 18. Insistendo sul fatto che la loro costituzione avita, la loro patrios politeia, era stata un democrazia, gli Ateniesi nello stesso tempo ridussero la portata della patrios politeia a un unico significato; per la lasciarono ancora nel vago cronologicamente. Avita, patrios, poteva riferirsi a qualunque periodo del passato: gli avi potevano essere chiunque, a partire dai nonni degli Ateniesi viventi fino a Deucalione, lunico uomo sopravvissuto al Diluvio 19. Al tempo di

Isoc. 7.57. Dem. 24.75-76; Din. 1-62. 9 Thuc. 6.89.6. 10 Holden (1974), p. 2. 11 Fucks (1953); Ruschenbusch (1958); Finley (1971); Walters (1976); Lvy (1976), pp. 173-208; Harding (1977); (1978); Moss (1979a); Hansen (1989c). 12 Hdt. 3.82.5; Arist. Pol. 1285a24. 13 Xen. Hell. 6.5.6; Arist. Ath. Pol. 35.2 14 Andoc. 1.83; Lys. 34. 15 Arist. Ath. Pol. 29.3 versus Thuc. 8.76.6; Arist. Ath. Pol. 34.4 versus Lys.34. 16 Wallace (1989a), p. 193. 17 Arist. Pol. 1273b38. 18 Isoc. 12.114; Dem. 15.33; Din. 3.21. 19 Hansen (1989c), p. 76.
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Demostene, quando gli Ateniesi volevano legittimare il presente con il passato, quanto indietro collocavano realmente let delloro? Dipende da ci di cui stavano parlando. Quando discutevano di politica estera in Assemblea, si volgevano naturalmente alle guerre persiane e ai bei tempi della lega delio-attica 20, a eroi come Milziade, Temistocle, Aristide e Pericle 21; ma quando discutevano della loro costituzione ritornavano sempre molto pi indietro, e i grandi esempi non erano Efialte o Pericle, e neppure Clistene, ma Solone 22 o il mitico re Teseo 23. NellAgor si trovava una statua di bronzo del legislatore Solone 24, e nella Stoa di Zeus cera un dipinto di Eufranore che raffigurava Teseo fra Demos e Demokratia 25; ma n Clistene n Efialte furono mai commemorati ufficialmente con sculture o dipinti. La ragione non pu essere stata un divieto di commemorare i contemporanei perch il generale Conone ebbe una statua di bronzo nellAgora allinizio del quarto secolo, forse addirittura prima che morisse 26. La democrazia radicale abbracci gli anni 462-404, e se si vuole trovarne un elogio, bisogna leggere lorazione funebre di Pericle in Tucidide 27 o qualche altra notizia tratta dalla letteratura storica moderna che, a partire dalla met del diciannovesimo secolo, ha scelto la democrazia periclea per legittimare i propri ideali liberaldemocratici 28. Nel quinto secolo gli Ateniesi credevano che fosse stato Clistene ad aver inaugurato la loro democrazia 29, ma nel quarto affermavano che Clistene aveva solo restaurato la democrazia iniziata da Solone, dopo che questa era stata rovesciata da Pisistrato 30 (e cera una variante, che la democrazia era stata in realt inventata dal re Teseo e si era sviluppata gradualmente fino a Solone 31).

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Isoc. 4.85 ss.; Dem. 18.208-210; Lycurg. 1.108-109. Isoc. 15.234; Dem. 13.21-22; Din. 1.37. 22 Dem. 22.30-32; Aeschin. 3.257; Hyp. 5.22. 23 Dem. 59.75; Isoc. 12.128-148; Theophr. Char. 26.6. 24 Dem. 26.23. 25 Paus. 1.3.3-4. 26 Dem. 20.70. 27 Thuc. 2.35-46. Loraux (1986). 28 Grote (1846-56), pp. 6.180. 29 Hdt. 8.131; Arist. Ath. Pol. 29.3 30 Isoc. 7.16; Arist. Ath. Pol. 41.2. 31 Isoc. 12.131, 148.

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Se raggruppiamo tutte le misure costituzionali che gli Ateniesi del quarto secolo attribuivano a Solone, ne ricaviamo una lista impressionante 32: egli cre un Consiglio di Quattrocento, 100 da ciascuna delle quattro trib 33; istitu il Tribunale popolare, formato da giurati sorteggiati 34; invent la differenza fra leggi come norme generali e decreti come norme specifiche 35 e attribu il diritto di fare le prime ai nomothetai, scelti anchessi fra coloro che avevano prestato il giuramento 36; fece s che i magistrati non fossero pi semplicemente eletti, ma sorteggiati da una lista ristretta di eletti 37, che prestassero servizio senza paga 38, che i loro poteri giudiziari fossero limitati dal diritto dei cittadini di appellarsi al Tribunale popolare 39; estese il diritto di accusa attraverso nuove procedure grazie a cui ogni cittadino, non solo la parte lesa, poteva muovere unaccusa 40; protesse le leggi con una speciale accusa per aver proposto una legge inopportuna 41, e la costituzione con una nuova eisangelia allAreopago per aver cercato di rovesciare la democrazia 42; rese obbligatorio per ogni cittadino prendere posizione in caso di stasis 43; e infine impose speciali requisiti di comportamento a coloro che volevano partecipare attivamente alla politica stabil norme per coloro che parlavano nellAssemblea 44, e fu lodato in maniera particolare per la norma secondo cui il pi vecchio doveva parlare per primo 45. Dato che naturalmente non c fumo senza fuoco, alcune di quelle riforme possono certo appartenere allinizio del sesto secolo ed essere autenticamente soloniane, ma in altri casi vi sono anacro-

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Hansen (1989c), pp. 79, 91-93. Arist. Ath. Pol. 8.4; Dem. 20.90, 24.148. 34 Arist. Ath. Pol. 9.1; Arist. Pol. 1274a3-5, Dem. 24.148. 35 Hyp. 5.22 36 Dem. 20.93; Aeschin. 3.38, cfr. 3.257. 37 Arist. Ath. Pol. 8.1; Dem. 20.90. 38 Isoc. 7.24-25. 39 Arist. Ath. Pol. 9.1. 40 Arist. Ath. Pol. 9.1; Dem. 22.25-30. 41 Dem. 24.212. 42 Arist. Ath. Pol. 8.4. 43 Arist. Ath. Pol. 8.5. Rhodes (1981a), p. 157; David (1984). 44 Aeschin. 1.22-32; Dem. 22.30-32. 45 Aeschin. 1.23, 3.2.

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nismi dimostrabili. del tutto inverosimile che Solone abbia emanato leggi che regolavano organi democratici di governo 46. Gli Ateniesi combinavano un grande rispetto per i tempi antichi con un senso storico molto limitato 47: Demostene nellorazione contro Leptine pu affermare senza battere ciglio che Solone aveva inventato i nomothetai, mentre del tutto sicuro che, quando Demostene parlava, essi non potevano esistere da pi di mezzo secolo 48. Che cosa conoscevano dunque gli Ateniesi della storia della propria costituzione? 49 Un centinaio di anni dopo Clistene, nessuno ormai conosceva pi lesatto tenore delle sue leggi 50, sebbene esse costituissero in realt il fondamento della democrazia. Al tempo di Demostene, la maggior parte degli Ateniesi era convinta, senza dubbio in buona fede, che la loro democrazia risalisse a Solone (o anche a Teseo), perch non facevano distinzione fra storia e mito, al contrario di noi che ci vantiamo di farla. Oggi noi mettiamo Solone nei libri di storia e Teseo in quelli di mitologia, ma per lateniese comune essi appartenevano alla medesima storia; il che rendeva Teseo pi storico e Solone pi mitico di quanto noi possiamo accettare. Attribuire gli inizi della democrazia ateniese a Teseo e a Solone naturalmente una cosa senza senso, e noi oggi sappiamo quanto, ma era unassurdit alla quale gli Ateniesi credevano. Tuttavia, prima di rilevare la pagliuzza nei loro occhi faremmo meglio a non dimenticare la trave nei nostri: le idee diffuse nel diciannovesimo secolo e nella prima parte del ventesimo riguardo alla germanische Urdemokatie o allantica gens germanica erano mitiche e antistoriche tanto quanto lo erano le credenze degli Ateniesi sulla democrazia soloniana 51. Vale per la pena di dare uno sguardo al mito pi da vicino, perch, cos facendo, emerge qualcosa di sorprendente: le presunte riforme costituzionali di Solone riguardano soprattutto il Tribunale popolare, i nomothetai, lAreopago e i magistrati: nessuna fonte collega Solone con lAssemblea o con il diritto del popolo di votare in

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Vd. p. 52. Pearson (1941); Perlman (1961); Nouhaud (1982). 48 Vd. p. 167. 49 Thomas (1989), pp. 83-94. 50 Arist. Ath. Pol. 29.3. Hansen (1989c), pp. 85-86. Vd. p. 42. 51 Vd. p. 16.

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essa su tutte le questioni importanti. La norme a noi note che riguardano pi da vicino lAssemblea sono le presunte regole di condotta prescritte agli oratori 52. Ora, quellidea di democrazia completamente diversa dalla costituzione sotto la quale gli Ateniesi vivevano realmente nel quinto secolo: al tempo di Pericle non cerano nomothetai e non cera alcuna distinzione tra leggi e decreti, ma tutte le decisioni importanti (comprese alcune sentenze relative a processi politici) erano prese in Assemblea. La democrazia periclea era una democrazia assembleare, nella quale il potere era esercitato direttamente dal demos nellekklesia, mentre la democrazia mitica, che gli Ateniesi amavano attribuire a Solone, era una democrazia del tribunale popolare, in cui i poteri del demos nellekklesia erano controbilanciati dai giurati, dallAreopago e dai magistrati. Nelle orazioni di Isocrate e nella Politica di Aristotele essa tratteggiata anche come una costituzione mista, con lAreopago come elemento aristocratico 53. Ma lammirazione per le costituzioni miste si trova solo nei teorici come Platone, Aristotele e Isocrate: gli oratori in generale descrivono la democrazia avita come democrazia moderata, non certo come costituzione mista.

DEMOCRAZIA DEL QUARTO SECOLO


Dove collocheremo allora la democrazia del quarto secolo? Essa fu una democrazia radicale, come nel quinto, o una democrazia pi moderata come quella attribuita a Solone? Non vi pu essere alcun dubbio che la costituzione avita fosse lideale che gli Ateniesi sognavano di ristabilire: il sogno ricorreva con accresciuta intensit ogni volta che Atene perdeva una guerra il che avvenne spesso nel quarto secolo. Il dibattito costituzionale sembra quasi dipendere dal fallimento della politica estera: nel 404 gli Ateniesi subirono la pi grave disfatta della loro storia; negli anni che seguirono furono

Hansen (1989c), pp. 97-99. Arist. Pol. 1273b35-41; Isoc. 12.130-132; Pl. Menex. 238C-D. Aalders (1968), pp. 52-53; Nippel (1980), p. 99 ss.
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prima i Trenta (pretestuosamente) e poi i democratici stessi, ritornati in patria, a tentare di restaurare la costituzione avita 54. Nel 355 Atene perse la guerra contro gli alleati che si erano ribellati, e di nuovo si presenta nelle fonti il sogno della costituzione avita 55; nel 338 Atene fu definitivamente sconfitta da Filippo, e ancora una volta incontriamo riforme volte a restaurare la costituzione avita 56; nel 322 Atene fu di fatto occupata dai Macedoni, che si misero a ricreare la costituzione avita solo che questa volta, dato che dipendeva dal potere militare macedone, apparve sotto sembianze oligarchiche 57, mentre fino ad allora i cambiamenti non erano stati altro che modificazioni della democrazia. Rammentiamo sommariamente questi mutamenti. In occasione della restaurazione della democrazia nel 403/2 le leggi furono ricodificate e incise su pietra 58, e da allora in poi fu fatta una distinzione fra nomoi e psephismata 59. I nomoi dovevano essere creati o modificati mediante una nuova, speciale procedura incentrata sui nomothetai 60, ed erano protetti da una nuova graphe 61; nello stesso tempo, allAreopago fu dato il ruolo di sovrintendere alla loro applicazione da parte dei magistrati 62. Dokimasia 63 ed euthynai 64 furono riformate cos da accrescere il ruolo dei tribunali in relazione ad esse; ma i tribunali furono alleggeriti di molta giurisdizione relativa ai processi privati di prima istanza, che furono affidati a diaitetai 65. Intorno al 400, la presidenza del Consiglio e dellAssemblea fu affidata ai proedroi (un titolo che era stato usato in precedenza solo nel 411 e che perci difficilmente poteva suonare radical-democratico) 66,

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Vd. pp. 72, 226. Vd. p. 237. 56 Vd. p. 424. 57 Plut. Phocion, 27.5; Diod. 18.18.4-5. 58 Vd. pp. 244-245. 59 Vd. p. 254. 60 Vd. p. 249. 61 Vd. p. 312. 62 Vd. p. 424. 63 Vd. p. 348. 64 Pirart (1971). 65 Vd. p. 137. 66 Vd. p. 211.

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e negli anni fra il 380 e il 370 (probabilmente) fu introdotto il sorteggio dei giurati allinizio di ogni giornata di attivit 67. Alla prima met del quarto secolo appartiene anche il merismos, la determinazione per mezzo di un nomos, dellattribuzione dei fondi pubblici 68, e la creazione di nuovi incarichi finanziari (a cui si aggiunge, dopo il 338, ho epi tei dioikesei) 69; durante questo periodo, inoltre, furono create sfere di responsabilit individuale allinterno del Collegio dei Generali 70. Intorno al 355 (probabilmente) furono eliminati gli ultimi poteri giurisdizionali dellAssemblea 71 e il numero delle sedute dellAssemblea fu ridotto a trenta (pi tardi a quaranta) 72. Alla seconda met del secolo appartiene la nuova procedura della apophasis 73 (forse dopo la pace di Filocrate del 346), che accrebbe ulteriormente i poteri dellAreopago, e il decreto di Demostene del 338 che gli conferiva una giurisdizione generale 74. Dopo Cheronea fu inoltre rivista anche lorganizzazione del servizio efebico, con lintroduzione di nuovi funzionari: un kosmetes (prefetto) e un collegio di sophronistai (moderatori) 75, che venivano scelti con una doppia procedura, cio mediante elezione da una lista ristretta di pre-eletti 76. I loro nomi, di tono moralizzatore e spartano, sono eloquenti. Riuscirono forse gli Ateniesi, per mezzo di questi cambiamenti, a realizzare il loro sogno di restaurare la democrazia avita che attribuivano a Solone? No, se diamo retta ai filosofi e ai critici della della democrazia, che classificavano ancora la costituzione di Atene come democrazia radicale (il tipo IV di Aristotele). Essi ragionavano in questi termini. (segue)

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Vd. p. 227. Vd. p. 395. 70 Vd. p. 350. 71 Vd. p. 237. 72 Vd. p. 202. 73 Vd. pp. 424-427. 74 Vd. p. 424. 75 Vd. p. 137. 76 Arist. Ath. Pol. 42.2. Hansen (1986b), p. 225.

GLOSSARIO

accusa pubblica graphe (1). agones timetoi Processi sia privati che pubblici in cui la pena non era fissata dalla legge, ma doveva essere determinata dai giurati in base alle proposte delle parti. agora (1) Ampio spazio aperto ad Atene, centro politico ed economico della citt, situato a nord dellAcropoli. (2) Assemblea politica in cui i membri di un demo [ demo (5)] o di una trittia o di una phyle si incontravano per discutere e approvare decisioni relative ad affari locali. Le phylai tenevano le loro agorai ad Atene; i demi tenevano le loro o localmente o ad Atene. anagrapheis ton nomon Collegio di magistrati istituito nel 410 per codificare le leggi di Draconte e Solone. La loro opera cess alla fine della guerra del Peloponneso, fu ripresa con la restaurazione della democrazia nel 403 e conclusa nel 399 con la pubblicazione di un calendario di sacrifici. anakrisis Lindagine preliminare svolta in una causa dal magistrato che pi tardi avrebbe presieduto la sezione del Tribunale popolare che giudicava il caso.

anapsephisis Revisione e, in particolare, seconda votazione (per alzata di mano) nellAssemblea su una questione che il popolo aveva gi dibattuto e deciso in una precedente sessione. antidosis Scambio di patrimoni. Se un cittadino ricco riteneva di essere stato designato in maniera ingiustificata per una liturgia, poteva sfidare un altro cittadino ricco chiedendogli di farsi carico della liturgia o di scambiare tutto il suo patrimonio con lui. Se laltro cittadino rifiutava la sfida, il Tribunale popolare decideva chi dei due doveva farsi carico della liturgia. Non si sa se unantidosis abbia mai portato a un effettivo scambio di propriet. antigraphe La risposta scritta dellaccusato alla graphe [ graphe (2)] dellaccusatore. antomosia Giuramento deferito dal magistrato in occasione dellanakrisis e prestato da entrambe le parti (in causa). apagoge Accusa pubblica a cui un privato cittadino dava inizio arrestando (apagoge) una persona catturata mentre commetteva un grave crimine. Lapagoge era impiegata (1) con-

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Glossario

tro i kakourgoi colti sul fatto (epautophoro); (2) contro gli atimoi che esercitavano diritti dei quali erano stati privati; (3) contro gli esiliati che ritornavano ad Atene senza che la pena fosse stata sospesa. In (1) e (3) gli Undici (hoi hendeka) erano autorizzati a giustiziare larrestato, se confessava. In (2) egli era tenuto in carcere fino a che il caso non era stato esaminato da una sezione del Tribunale popolare. Apaturie Festa celebrata nelle fratrie nel mese Boedromion. Nel terzo giorno della festa i cittadini registravano i figli nelle loro fratrie. apocheirotonia Voto dellAssemblea per alzata di mano con il quale un magistrato veniva sospeso dal suo incarico fino a che il Tribunale popolare aveva esaminato laccusa mossa contro di lui per aver commesso abusi nellesercizio della sua carica. Apodektai Collegio di magistrati finanziari composto da un membro per ciascuna delle trib (phylai) e scelto per sorteggio. In collaborazione con il Consiglio dei Cinquecento il collegio sovrintendeva a tutte le entrate dello stato e le distribuiva ai vari collegi di magistrati competenti a spendere il denaro pubblico. apodokimasia Bocciatura di un candidato alla sua dokimasia. apographe Lista di beni e, in particolare, di beni da confiscare. La lista doveva essere letta per intero alla ekklesia kyria e se qualcuno sollevava unobiezione o avanzava pretese su qualcosa in lista, tra lo stato e e colui che avanzava la pretesa aveva luogo una diadikasia. Chi aveva compilato la lista agiva come accusatore davanti al Tribunale popolare e, se vinceva la causa, riceveva un terzo del valore della propriet contesa. apophasis Accusa pubblica usata nei

casi di tradimento, attentato alla democrazia e corruzione. La procedura era avviata nellAssemblea, talvolta nel Consiglio dellAreopago. Esaminata la denuncia, il popolo decretava che il Consiglio dellAreopago dovesse effettuare unindagine preliminare sul caso ed emanare un verdetto preliminare (katagnosis). Il Consiglio dellAreopago presentava poi una relazione sulla sua indagine allAssemblea, che a sua volta rinviava la questione a una sezione del Tribunale popolare. Il tribunale emanava la sentenza definitiva e fissava la pena se laccusato era giudicato colpevole. aporoi I poveri; non i bisognosi, bens tutti coloro che avevano abbastanza per vivere, ma nulla di pi; opposto a euporoi, i ricchi. araldo keryx archairesia Elezione di magistrati, specificamente la riunione dellAssemblea in cui lelezione dei magistrati (militari) era la voce pi importante allordine del giorno. arche (pl. archai) (1) Magistratura. (2) Specialmente al plurale: magistrati (termine generico per tutti i magistrati cio i 500 consiglieri e circa 700 altri). archon (pl. -ntes) Arconte/i. (1) Un magistrato (= arche). (2) il plurale hoi archontes comunemente designa i nove pi alti magistrati dello stato: archon, basileus (arconte re), polemarchos (polemarco) e i sei tesmothetai (tesmoteti). (3) Il singolare archon designa comunemente il pi alto magistrato dello stato da cui prendeva nome lanno (sotto larcontato di N.). Egli era responsabile dellorganizzazione delle feste statali e presiedeva il Tribunale popolare nei processi riguardanti il diritto di famiglia e le eredit. arcieri sciti Corpo di 300 schiavi

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pubblici tra i cui doveri rientrava mantenere lordine e far rispettare la legge nellAssemblea. Essi erano armati di archi ed erano perci chiamati gli arcieri (toxotai) o anche gli Sciti (hoi Skythoi). Sembra che il corpo sia stato sciolto prima della met del quarto secolo. arcontato Durata della carica (un anno) di un archon [ archon (3)]. arconte re basileus (2). areopagites (pl. -tai) Membro del Consiglio dellAreopago. Areopagos (1) La collina di Ares (dio della guerra), situata a sud dellagora, tra lAcropoli e la pnyx. (2) Abbreviazione per il Consiglio dellAreopago. aristokratia Aristocrazia, cio governo dei migliori membri della comunit. Arpalo (laffare di) Scandalo provocato da un caso di corruzione nel 325/4, che ebbe luogo quando Arpalo, il tesoriere di Alessandro Magno, scapp ad Atene e cerc di corrompere i leader politici per ottenere asilo. Laffare provoc una serie di processi pubblici (apophaseis), compreso quello intentato contro Demostene. assemblea ekklesia (1). asty (1) Citt in contrappozione a chora, campagna. (2) Quella delle tre parti dellAttica che comprendeva Atene, il Pireo e la pianura circostante, delimitata dai monti Egaleo a ovest e Imetto a est. Una delle tre regioni (asty, paralia e mesogeios) nelle quali lAttica era stata divisa dalle riforme di Clistene. astynomoi Collegio di magistrati cittadini composto da un membro per ciascuna trib (phyle) designato per sorteggio. I loro compiti erano inter alia di assicurare che le strade fossero tenute pulite e i regolamenti edilizi rispettati.

atimia Perdita dellonore. Pena imposta ai cittadini maschi ateniesi soprattutto se erano debitori dello stato o avevano trascurato i loro doveri civili. Tali cittadini (atimoi) erano privati di tutti i diritti politici, il diritto alla tutela legale e il diritto di entrare nella piazza del mercato e nei santuari. atimos (pl. -oi) Persona punita con latimia. Atthis (pl. -ides) Cronache di Atene e dellAttica. attidografo Lautore di una Atthis. autarkeia Autosufficienza rispetto alle risorse economiche e umane indispensabili per formare una autentica polis. axon (pl. -nes) Tavola rotante. Grande blocco di legno quadrato iscritto su tutti e quattro i lati (con le leggi di Draconte o Solone). Era posto in una cornice e incastrato su un perno, cos che il lettore potesse girare tutte e quattro le parti verso di s. azione privata dike. banausos (pl. -oi) Un artigiano o (talvolta) un commerciante. Parola sempre spregiativa, essa era usata, in un contesto politico, soprattutto dai filosofi che criticavano la democrazia. basanos Interrogatorio di uno schiavo sotto tortura: la procedura aveva inizio con linvito di una delle parti in causa alla controparte (mediante una proklesis) e linterrogatorio doveva conformarsi a un contratto concluso a questo scopo tra le parti. Una basanos era obbligatoria se la testimonianza di uno schiavo doveva essere prodotta come prova davanti a un tribunale. basileia Monarchia. basileus (1) Re. (2) Larconte re, uno dei nove arconti. Era responsabile delle feste statali e presiedeva il Consiglio dellAreopago nei processi per omicidio.

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bema La tribuna delloratore (1) nellAssemblea, (2) nel Consiglio dei Cinquecento, (3) nel Tribunale popolare. Boedromion Il terzo mese dellanno attico, Settembre-Ottobre. boule Consiglio. Boule di solito di riferisce al Consiglio dei Cinquecento, ma pu anche indicare il Consiglio dellAreopago. bouleuterion Edificio pubblico dove il Consiglio dei Cinquecento teneva la maggior parte delle sue sessioni. Costruzione piana rettangolare sul lato ovest dellagora vicino alla tholos, al metroon e al Monumento agli eroi eponimi. Fu eretta alla fine del quinto secolo e aveva una sala del consiglio che misurava 19x20 metri. bouleutes (pl. -tai) Consigliere, membro della boule. cheirotonia Voto per alzata di mano usato nellAssemblea, nel Consiglio dei Cinquecento, e dai nomothetai. chora (1) Territorio. (2) La campagna in contrapposizione alla citt (asty o polis) choregia La liturgia in cui il ricco liturgista doveva allestire e addestrare a proprie spese un coro drammatico o lirico per una rappresentazione alle Dionysia o alle Thargelia. Egli era perci chiamato choregos. Consiglio dei Cinquecento (he boule hoi pentakosioi) Il Consiglio comprendeva cinquanta cittadini per ciascuna delle dieci phylai, sorteggiati per un anno fra i candidati nominati nei 139 demi. Il Consiglio si riuniva ogni giorno lavorativo (circa 250 volte in un anno) nel bouleuterion nellagora. Esso predisponeva tutto il lavoro per lAssemblea e per i nomothetai ed era a capo dellamministrazione dello stato. Consiglio dellAreopago (he boule he ex Areiou pagou) Consiglio for-

mato da tutti gli ex-arconti, che ne diventavano membri a vita dopo il loro anno di carica. Il Consiglio aveva circa 150 membri. Di solito si riuniva sullAreopagos per giudicare i processi di omicidio in cui la vittima era un cittadino ateniese. Nel sesto secolo il Consiglio fu lorgano pi importante delle stato ateniese, ma perse la maggior parte dei suoi poteri con le riforme di Efialte nel 462. Dopo il 403 il consiglio riacquist alcuni dei suoi precedenti poteri. decreto psephisma. Lega delio-Attica Alleanza di stati sotto la guida di Atene, creata nel 478/7 e inizialmente rivolta contro il re Persiano. Si trasform in un impero marittimo ateniese e fu sciolta nel 404 dopo la sconfitta di Atene nella guerra del Peloponneso. [ anche Seconda Confederazione Ateniese]. demagogos (pl. -oi) Leader del popolo, cio un oratore e proponente di mozioni nellAssemblea. Il termine fu spesso usato in senso spregiativo (demagogo) da coloro che criticavano la democrazia e solo raramente (in un senso neutro) dai sostenitori della democrazia o dai leaders politici stessi. demarchos Sindaco. Magistrato a capo di un demo [ demos (5)] nominato per un anno fra i membri del demo per elezione o per sorteggio. demegoria Orazione pronunciata da un demegoros. demegoros (pl. -oi) Oratore che si rivolge al popolo (nellAssemblea). demos Popolo. La parola indica (1) la totalit del popolo ateniese (= lo stato ateniese), (2) la gente comune (= i poveri), (3) lAssemblea del popolo (= ekklesia), (4) il governo del popolo (= demokratia), (5) un distretto/comune, cio uno dei 139 demi creati da Clistene nel 507 e riuniti

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in trenta trittyes, a loro volta raccolte in dieci phylai. demosios (pl. -ioi) Aggettivo che significa pubblico in contrapposizione a privato (idios), usato al maschile come sostantivo per indicare gli schiavi pubblici e al neutro singolare (to demosion) per indicare il tesoro o larchivio. demotes (pl. -tai) Membro di un demo, cio un cittadino maschio adulto iscritto in uno dei 139 demi [ demos (5)]. demotikon Terzo elemento del nome completo di un cittadino ateniese, indicante il suo demo, per esempio Sokrates Sophroniskou Alopekethen (del demo di Alopece). diacheirotonia Voto per alzata di mano in due fasi. Il voto era o pro o contro una singola proposta oppure era una scelta fra due proposte. diadikasia Processo tra due o pi parti che rivendicavano la propriet dello stesso bene. La diadikasia era impiegata da coloro che si contendevano una eredit, o anche in caso di controversie fra un cittadino e la polis. diaitetes (pl. -tai) Arbitro. La maggior parte delle cause private era affidata ad un arbitro dai Quaranta (hoi tettarakonta) e sottoposta al Tribunale popolare soltanto se una delle parti non era disposta ad accettare il verdetto dellarbitro. Era nominato un arbitro per ogni processo e gli arbitri erano selezionati fra i riservisti entrati nel sessantesimo anno di et. diapsephismos Revisione generale dei registri locali dei cittadini (i lexiarchika grammmateia) eseguita in tutti i 139 demi, in seguito alla quale gli intrusi potevano essere espulsi e cancellati dalla lista, qualche volta dopo un processo davanti al Tribunale popolare.

dikasterion (1) Tribunale, specialmente il Tribunale popolare in cui la maggior parte dei processi privati (dikai) e dei processi pubblici (graphai) erano esaminati da sezioni di parecchie centinaia di giurati (dikastai): 201 o 401 giurati nei processi privati, 501 nella maggior parte dei processi pubblici. Oltre ad occuparsi delle cause civili e penali il Tribunale popolare esaminava i magistrati, pronunziava sentenze nei processi pubblici e qualche volta riesaminava i decreti (psephismata) approvati nellAssemblea e le leggi (nomoi) approvate dai nomothetai. Il Tribunale del popolo si riuniva circa 200 volte allanno, sotto la presidenza dei magistrati, nella maggior parte dei casi i nove arconti. (2) Una sezione (di 500 giurati). Alcuni importanti processi pubblici, specialmente processi a leader politici, erano esaminati non da 501 giurati (un dikasterion), ma da 1.501 giurati (tre dikasteria) o anche pi. dikastes (pl. -tai) Giurato della Lista dei 6.000, sorteggiato per prestare servizio per un giorno come membro di un dikasterion. dikastikon Pagamento di 3 oboli che un giurato riceveva ogni giorno che prestava servizio in un dikasterion. dike (pl. -kai) Azione privata che poteva essere intentata solo dalla parte lesa e poteva sempre essere sospesa prima del verdetto in seguito a un accordo fra le parti. La maggior parte delle dikai era portata innanzitutto davanti a un arbitro (diaitetes), ma era possibile ricorrere contro questo verdetto a una sezione del Tribunale popolare composta da 201 o 401 giurati. Colui che vinceva il processo aveva il diritto di riavere la sua propriet, o di ottenere un risarcimento monetario, a seconda del caso; ma non riceveva nessun aiuto dallautori-

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t pubblica nellesecuzione della sentenza. dike aprostasiou Azione privata contro un meteco per non essersi procurato un prostates. dike blabes Azione privata per danni dike demosia Azione pubblica (graphe) in contrapposizione allazione privata (dike o dike idia). dike idia Azione privata in contrapposizione allazione pubblica (graphe o dike demosia). dike kakegorias Azione privata per diffamazione. dike phonou Azione privata per omicidio, intentata dalla famiglia della vittima, di competenza del Consiglio dellAreopago se laccusa era lomicidio (o il ferimento) premeditati di un cittadino Ateniese. Dionysia Feste di Dioniso. Le pi spettacolari erano le Grandi Dionisie, tenute nel mese Elaphebolion in onore di Dionysos Eleutheros, il cui tempio era situato sulle pendici meridionali dellAcropoli. Oltre alla processione con il fallo e ad altre processioni, le Grandi Dionisie comprendevano rappresentazioni di tragedie, commedie e ditirambi. dokimasia ton adynaton Esame nel Consiglio dei Cinquecento degli invalidi (adynatoi) che possedevano un patrimonio di valore inferiore a 300 dracme e che facevano domanda per una pensione giornaliera di 1 obolo (pi tardi di 2 oboli). dokimasia ton archon Esame di un candidato per una magistratura (arche) prima che entrasse in carica. La maggior parte dei candidati era esaminata solamente davanti a una sezione del Tribunale popolare, ma gli esami per il Consiglio dei Cinquecento e dei nove arconti erano tenuti innanzitutto davanti al Consiglio dei Cinquecento e solo successivamente

davanti a una sezione del Tribunale popolare. dokimasia degli efebi Esame dei nuovi cittadini (epheboi) iscritti durante lanno precedente nel lexiarchikon grammateion del loro demo. Lesame era condotto dal Consiglio dei Cinquecento, e il suo scopo era verificare che i nuovi cittadini avessero compiuto i diciotto anni. dokimasia ton hippon Esame dinanzi al Consiglio dei Cinquecento dei cavalli (hippoi) dei cavalieri. dokimasia ton rhetoron Accusa pubblica intentata contro un cittadino che svolgeva funzioni di rhetor pur essendo colpevole di reati militari, di maltrattamenti dei genitori, di dissipazione del proprio patrimonio e di prostituzione maschile. La procedura iniziava in Assemblea mediante una denuncia (epangelia) e continuava dinanzi al Tribunale popolare. drachma (pl. -ai) Unit di peso o moneta: 4.3 grammi (di argento). Era coniata in monete da 1, 2 e 4 dracme. edoxe (tei boulei kai) toi demoi Fu deciso (dal Consiglio e) dal popolo. Formula di approvazione usata nei probuleumata ratificati dallAssemblea. eisangelia eis ten boulen Denuncia (al Consiglio dei Cinquecento). Processo pubblico intentato contro un magistrato per abusi commessi nellesercizio della sua carica. Il caso era giudicato innanzitutto dal Consiglio dei Cinquecento, che era autorizzato a imporre una multa fino a 500 dracme. Per i reati pi gravi il caso era affidato a un dikasterion. LAssemblea non era coinvolta. eisangelia eis ton demon Denuncia al popolo (nellAssemblea). Processo pubblico intentato contro persone accusate di tradimento, attentato alla democrazia o corruzione. Iniziava di

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solito con una denuncia presentata in una ekklesia kyria, che portava a un decreto con il quale il processo era affidato a un dikasterion. Prima del 355 circa lAssemblea poteva essa stessa svolgere la funzione di tribunale in questi casi. Eisangeliai erano intentate in particolare contro gli strategoi. eisphora Tassa sul patrimonio. In origine era una tassa di guerra straordinaria votata dallAssemblea, in base alla necessit; dal 347/6 essa fu (anche) una tassa ordinaria di 10 talenti allanno. Era pagata sia dai cittadini che dai meteci sulla base di una valutazione della propriet (timema), ma solo dai cittadini pi ricchi, che a questo scopo furono divisi in 100 symmories. ekklesia (pl. -ai) (1) LAssemblea popolare, nella quale tutti i cittadini maschi adulti avevano il diritto di parlare e votare. Nellet di Demostene si teneva quaranta volte lanno, solitamente sulla Pnice, ed era generalmente frequentata da almeno 6.000 cittadini. LAssemblea votava per alzata di mano sullelezione dei magistrati, sui trattati con gli altri stati e, nella politica interna, su tutte le singole questioni importanti. LAssemblea era convocata dai prytaneis e presieduta dai proedroi e poteva discutere solo questioni che erano state prima esaminate dal Consiglio dei Cinquecento. (2) Ogni riunione dellAssemblea che non fosse una ekklesia kyria. ekklesia kyria Assemblea principale: la pi importante e lunga seduta dellAssemblea, che si teneva una volta ogni pritania. ekklesiasterion Luogo di riunione di unekklesia. ekklesiastes (pl. -tai) Cittadino che partecipa a unekklesia. ekklesiastikon Paga per la parteci-

pazione allAssemblea, introdotta nel 403-393: aument velocemente da 1 obolo a 2 e 3 oboli (prima del 393/2) e si stabilizz negli anni intorno al 330 a 1 dracma per unekklesia [ ekklesia (2)] e una dracma e mezza per unekklesia kyria. ekklesia synkletos Seduta dellAssemblea convocata in maniera straordinaria, cio con meno di quattro giorni di preavviso o con decreto. ekphyllophoria Voto con foglie dulivo espresso nel Consiglio dei Cinquecento per espellere o meno dal Consiglio un membro indegno. Elaphebolion Il nono mese dellanno attico, Marzo-Aprile. eleutheria (1) Autonomia. Un ideale politico tenuto in gran conto ugualmente da oligarchici e democratici. (2) Libert. Un ideale costituzionale strettamente connesso con la democrazia. Nella sfera pubblica eleutheria era il diritto di ogni cittadino di partecipare al governo delle istituzioni dello stato; nella sfera privata era il diritto di ogni cittadino di vivere come gli piaceva senza essere oppresso da altri (zen hos bouletai tis). eleutheros (pl. -oi) Aggettivo che significa libero e che indica (1) una persona libera in contrapposizione a uno schiavo (doulos); (2) un cittadino di nascita in contrapposizione a uno straniero libero (xenos) o a uno schiavo (doulos); (3) una comunit autonoma (opposta a una che dipende). endeixis Denuncia (agli hoi hendeka o ai thesmothetai). Processo pubblico intentato specialmente contro atimoi che esercitavano irregolarmente i diritti che avevano perso in forza dellatimia. La persona denunciata era di solito arrestata e tenuta in prigione fino al processo. enktesis ges kai oikias Acquisizione

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di terra e casa. Un privilegio che lAssemblea poteva concedere ai meteci, senza il quale non avevano il diritto di comprare ed essere proprietari di beni immobili in Attica. efebi (ephebos, pl. -oi) Cittadini di diciotto e diciannove anni che ricevevano il loro addestramento militare durante questi due anni e nel secondo anno prestavano servizio nei presidi situati nel territorio dellAttica. ephegesis Processo pubblico, uguale allapagoge, tranne nel fatto che larresto era eseguito dal magistrato competente e non da un privato cittadino. ephetai Cinquantuno uomini sorteggiati (?) forse dal Consiglio dellAreopago o forse dalla lista dei 6.000 giurati. Costituivano la giuria in tutti i casi di omicidio involontario o legittimo e nei casi di omicidio premeditato di xenoi o schiavi. epibatai Soldati di marina. Soldati (opliti) che prestavano servizio a bordo di una trieres. epibole Multa, di solito fino a 50 dracme, che un magistrato era autorizzato a imporre a chiunque non obbedisse ai suoi ordini. epicheirotonia ton archon Voto espresso in ogni ekklesia kyria su ogni magistrato che era sospettato di aver commesso abusi durante la sua carica. Un voto di censura (apocheirotonia) portava a un processo contro il magistrato davanti a un dikasterion. epicheirotonia ton nomon Un voto per alzata di mano espresso ogni anno dallAssemblea durante la sua prima seduta per confermare o meno il codice di leggi o per cambiare una o pi leggi. Se il voto era contrario a una singola legge, che doveva quindi essere sottoposta a revisione, la questione era affidata a un collegio di no-

mothetai, che sceglievano tra la legge in vigore e una o pi proposte alternative. epikleros Ereditiera. Se un uomo alla sua morte non lasciava alcun discendente maschio, ma solo una figlia femmina, questa subentrava nelleredit (cio diventava unepikleros) nel modo seguente: il parente maschio pi vicino aveva il diritto (e il dovere) di accasarla, a meno che non preferisse sposarla egli stesso e amministrare leredit fino a che il figlio (o i figli) nato dal matrimonio diventava maggiorenne e poteva subentrare nelleredit. epimeletai tes phyles Collegio di tre presidenti della trib (phyle), uno per ciascuna delle trittie della trib (trittyes). epimeletai ton neorion Sovrintendenti dellArsenale: un collegio di dieci membri che sovrintendeva alle navi da guerra e agli arsenali della flotta ateniese. Il collegio presiedeva il Tribunale popolare nei casi concernenti lamministrazione navale. epimeletes ton krenon Sovrintendente alle Fontane: un magistrato eletto per alzata di mano e incaricato dellapprovvigionamento idrico. epistates ton proedron Presidente dei proedroi, sorteggiato fra i nove proedroi per prestare servizio per quel giorno come presidente del Consiglio dei Cinquecento e (quaranta volte lanno) dellAssemblea. epistates ton prytaneon Presidente dei prytaneis, sorteggiato fra i cinquanta prytaneis per prestare servizio come presidente dello stato ateniese per ventiquattro ore. epitimos (pl. -oi) Cittadino in pieno possesso dei suoi diritti; contrario di atimos. (segue)

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