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Primavera 2013

Seminario di linguistica

Yasmine Tonini

Indice
SULLA SEMANTICA DEI COSTRUTTI ECCETTUATIVI EMILIO MANZOTTI
I. Definizione
II. Segnali deccezione
III. Manifestazione prototipica
Implicazione opposta
Condizione di appartenenza
IV. Eccezioni legate e libere
V. Casi periferici (implicazione negativa, salita di negazione)
VI. La quasi totalit
VII. Le riserve
VIII. La dispensa predicativa
IX. Varie ed eventuali

APPROFONDIMENTI
Introduzione
1. Natura della generalit e definitezza
2. La delimitazione delle eccezioni frasali
3. Quasi totalit
4. La salita della negazione

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LECCEZIONE E LA SUA LOGICA CHE NON CONOSCE LOGICA


1. Implicazione opposta
2. Rapporto parte-tutto
3. La delimitazione previa
4. La strutturazione
5. Lesiguit relativa
6. Quantificazione universale

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ALCUNE REGOLE PER INTERPRETARE LE ECCEZIONI


1. I sintagmi eccettuativi
2. Contesti universali: linterferenza inclusiva
3. Termini di polarit negativa
4. Termini di selezione libera
5. Il restrittore del quantificatore nei costrutti eccettuativi
6. Plurali e numeri di materia
7. Predicato dindividui e di stati
8. Quantificatori espressi e impliciti
9. Eccezione, inclusione e addizione

LE CONGIUNZIONI ECCETTUATIVE
1. Eccettuative legate e eccettuative libere
2. unanalisi sintattica dei costrutti eccettuativi
3. Argomenti
I. Presenza di diversi costituenti
II. Combinazione con avverbi temporali
III. Preposizioni stranding

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I COSTRUTTI COSIDDETTI ECCETTUATIVI


I. Riserva
II. Statuto illocutivo
III. Definizione
IV. Connettivi di riserva positivi
V. Indipendenza sintattica e semantica
VI. Carattere di eccezionalit

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LE ECCEZIONI LIBERE E LEGATE

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Yasmine Tonini

Sulla semantica dei costrutti eccettuativi


Emilio Manzotti
STRUTTURA
I. DEFINIZIONE
Le eccezioni sono un ambito sintattico/semantico di tutte le lingue, che stato tradizionalmente studiato secoli e
secoli fa dalla logica medievale (Occam). Con forte ripresa di interesse, nellambito degli studi grammaticali veri e
propri, a partire dagli anni 70-80, nellambito della semantica formale (Oldman, ecc.).
II. Le eccezioni sono introdotte, in tutte le lingue, da un insieme relativamente numeroso di segnali. I quali,
lessicalmente, rappresentano la grammaticalizzazione pi o meno spinta di togliere/salvare/fare
eccezione/essere fuori, ecc. In poche parole, semanticamente ognuno di questi segnali dicono qualcosa.
III. La manifestazione prototipica delle eccezioni quella di una quantificazione universale negativa o positiva,
a cui leccezione fa riferimento, sopra un argomento della predicazione o sopra le circostanze della predicazione.
Implicazione opposta: se la principale positiva, laltra allora sar negativa.
Condizione di appartenenza: Questo principio di inclusione, di appartenenza, vale a dire quando gli elementi
Tutti hanno risposto, tranne Maria e Gianni.
Maria e Gianni fanno parte dellinsieme totale, ma ne sono esclusi.
Limitazione: Nel caso di quasi/la maggior parte in realt non c appartenenza. Essa non vale quindi per la
dispensa predicativa.
IV. Sintatticamente, le eccezioni si presentano come legate o libere, dove libere sta a significare che si
comportano come avverbiali di frase. Allinizio, in inciso, alla fine: sono libere di correre qui e l nella frase.
Effettiva esistenza di eccezioni legate: legate dentro al sintagma nominale, duplicandolo con una struttura del
tipo:
???
Qui entra in gioco il problema della preposizione ripetuta o non ripetuta. Noi saremmo dellidea che si tratta
semplicemente di una realizzazione (realizzata fonicamente, graficamente a contatto), ma lo statuto sempre
quello di uneccezione libera.
V. Questa situazione prototipica si pu estendere a casi meno centrali, a casi periferici, in molti modi (capitolo
in cui basta a volte una implicazione negativa, oppure il caso della salita della negazione, con articoli generici,
ecc.).
VI. Tra le estensioni possibili, particolarmente interessanti sono i casi di quasi totalit. Quindi con segnali del
tipo: quasi, nella maggior parte, ecc. Riconosciuti in inglese nella letteratura, sulla scorta di most, da tantissime
attestazioni.
Noi abbiamo quindi constato, che in particolari condizioni, si pu eccezione a delle quasi totalit. Allora le
eccezioni si presenterebbero come esemplificative dellinsieme differenza, di ci che non in quasi. In particolare,
con la maggior parte, la semantica di questo segnale ci dice che leccezione dovr essere pi di una.
Elementi interessanti: parafrasi con la possibilit di inserire cio ed ad esempio, che sono altrimenti radicalmente
esclusi.
VII. Nettamente distinte, in linea di principio, dalle eccezioni, sono le riserve. Tipicamente introdotte da a meno
che, le quali invalidano la predicazione, la proposizione che precede. Presentano una interessante area di confine
con le eccezioni. Di riserve ne esistono, semanticamente, 2 tipi:
Le riserve che introducono circostanze invalidanti, questa hanno una frontiera comune con le eccezioni
(segnale: a meno che)

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Possono essere presentate anche con tranne che non, questa la versione eccettuativa delle riserve (di
circostanza invalidante)
Le riserve che introducono situazioni/proposizioni, alternative (segnale: altrimenti)
Loro sono a loro volta confinanti con le alternative: doppia area di confine.
Distinzione tra le grandi categorie: eccezioni, riserve. Ma un sottoinsieme delle riserve entra in contatto con la
categoria delle eccezioni. Significativo vedere come eccetto non le ammette.
VIII. Unaltra area limitrofa quella cosiddetta della dispensa predicativa: a parte lui. In cui non si estrae, non si
fa una eccezione, ma si accantona qualche cosa.
IX. VARIA ED EVENTUALI
Ci sono delle riserve che si limitano semplicemente a dire che ci sono delle eccezioni: tranne eccezioni. Che sono
davvero una sorprendente realizzazione che parrebbe ridondante.
APPROFONDIMENTI
Le propriet semantiche di quei particolari costrutti (riguarda quindi tutta la combinazione) esclusivi o
limitativi o eccettuativi che sottraggono dalla validit di una proposizione di carattere generale un certo
numero di sottoproposizioni specifiche, eccezioni per cos dire al sussistere della prima.
Es. 1: Il ristorante sempre aperto, escluso il luned sera.
Si vede nellesempio la realizzazione sintagmatica, interna alla frase, il complemento eccettuativo.
Es. 2: Non si fa mai vivo, tranne quando ha bisogno di qualcosa. ( subordinata temporale retta da quando che si
riallaccia al mai, quantificatore negativo temporale)
Si vede nellesempio la realizzazione frasale di una sorta di subordinata eccettuativa, che riprende (allo stesso
modo delle eccezioni sintagmatiche) un argomento o un avverbiale della principale.
Segnalati in italiano da locuzioni preposizionali o congiutive quali tranne, eccetto, allinfuori di, a parte, escluso,
ecc., questi costrutti (in un certo senso simmetrici degli aggiuntivi del tipo di oltre p, q, ecc, i quali sommano
proposizioni a proposizioni), posseggono notevoli caratteristiche semantiche, su due delle quali qui ci
soffermer:
1. Natura della generalit e definitezza
indispensabile una quantificazione universale o pu bastare una quantificazione quasi universale o
tendenziale (come quella posta dagli enunciati generici)?
Caratteristiche richieste dallinsieme (entit, circostanze, ecc.) da cui vengono estratte le eccezioni:
Si osserva sempre la presenza di un quantificatore universale, positivo o negativo, esplicito o
ricostruito.
Un quantificatore che opera sopra argomenti o circostanti rappresentati da temporali, spaziali (es.
dappertutto, tranne).
Es. 3: Tutti hanno mandato il loro pezzo, tranne al solito il nostro amico. (sul soggetto tutti)
Es. 4: Hanno risistemato tutta la villa, eccetto lo scantinato. (sulloggetto)
La generalit viene leggermente relativizzata, corretta, ridotta dal costrutto eccettuativo che segue, in
unit separata.
Il costrutto eccettuativo identifica:
uno o pi referenti che fanno eccezione (costrutto eccettuativo referenziale)
Es. 3.
la cardinalit (numero degli elementi) dellinsieme delle eccezioni (costrutto eccettuativo
numerico)
Es. 5: Sono venuti tutti gli studenti, tranne uno.
il tipo del referente pi la cardinalit (costrutto eccettuativo numerico-attributivo o
numerico-classificatorio), attributivo perch non si sa esattamente Quale? Chi? Cosa?
Es. 6: Sono venuti tutti, salvo tre studenti.

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Questa cardinalit, scontatamente, piccola (in senso relativo allinsieme), molto pi piccola rispetto alla
cardinalit dellinsieme di generalizzazione.

Quando possibile fare eccezione usando ognuno? (distributiva)


Dipende dalla funzionalizzazione,
I fattori che entrano in gioco sono:
La forza quantificante,
La pertinenza, bisogna chiedersi la ragione per scendere a costatare ogni elemento dellinsieme.

Una definizione preliminare:


Il contesto semantico quello di una regolarit, di una tendenza, cio di una propriet (predicazione)
che viene presentata (linguisticamente) come sussistente per un numero sufficientemente alto di
entit o di circostanze (di tempi, di luoghi, di casi) o che perlomeno non incompatibile con una
interpretazione.
Tutto il costrutto eccettuativo si collega a questa regolarit, sottraendo da essa in maniera esplicita
(grazie alla semantica di un segnale di eccezione) un numero relativamente piccolo, rispetto alla
grandezza dellinsieme, di entit o circostanze (le eccezione alla regolarit).
Definizione secondo il Sabatini Coletti
Il termine eccettuativo esprime il valore di esclusione. La proposizione eccettuativa, in logica, esprime
una circostanza che costituisce deroga a una condizione generale affermata contestualmente; pu
essere resa con un proposizione di senso contrario allaffermazione di riferimento. In grammatica la
frase dipendente che limita il concetto espresso dalla reggente.
Le frasi eccettuative possono essere di tipo esplicito o implicito(sono quindi da ricostruire) e sono di solito posto
poste, pi raramente anteposte o interposte(come un avverbiale di frase esse sono mobili), alla reggente. Le une
e le altre sono introdotte dalle stesse congiunzioni o locuzioni congiuntive: fuorch, salvo che, tranne che, eccetto
che, a meno che; in dipendenza da una reggente negativa anche se non che e il semplice che.
Il complemento di esclusione sintatticamente indipendente da altri elementi della frase e pu essere
introdotto da numerose preposizioni o locuzioni preposizionali: fuorch, eccetto, tranne, meno, salvo, a eccezione
di, fatta eccezione per, allinfuori di.
2. La delimitazione delle eccezioni frasali
Rispetto alle cosiddette riserve, le subordinate che, come nellesempio, sono capaci di invalidare, se verificate, il
sussistere della principale cui sono apposte.
Es. 7: Arriva stasera alle 21h48, a meno che non perda la coincidenza.
eccezioni ipotetiche: eccezione alle circostanze che intervengono sulla realizzazione della principale.
Vengono quindi qui distinti due tipi differenti:
Eccezioni: che mettono in gioco la fattualit
Riserve: che mettono in gioco lipoteticit, si osserva la presenza della negazione espletiva 1.
Con le riserve cambia lo statuto assertivo:
Es. 8: Lui ci andato. ( un fatto)

Lui ci andato, a meno che abbia piovuto. (si inserisce un grado di ipoteticit)
Negazione espletiva (riempitiva):
a meno che non abbia piovuto
Ci andato? Senzaltro
espletivo agg. [dal lat. tardo expletivus, der. di explere riempire]. Riempitivo, pleonastico; in linguistica, particelle e., quelle che servono a
dar forza o ritmo alla frase; per es. la negazione nelle frasi pi che non occorra; pi che non sia necessario, o il ti di eccoti in frasi come
eccoti che arriva lui e sim.
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a meno che abbia piovuto


3. La quasi totalit
Es. 9 : Sebbene la maggior parte (tranne Maria e Sara) si siano offerte di collaborare, il lavoro non andato bene.
Si pu inserire allinterno del sintagma eccettuativo il termine cio, che rivela come si sita effettivamente
esemplificando il resto, la minor parte a cui il predicato non si applica.

Cio risulta incompatibile con leccezione standard, in particolare quando nella reggente si trova un
quantificatore universale come tutti. Cio si aggancia al quantificatore della reggente, che deve indicare una quasi
totalit. Con la maggior parte infatti vi la possibilit di presentare le eccezioni in modo particolare, valgono
come delle esemplificative dellinsieme di referenza. Per testare il valore esemplificativo si inserisce cio e si
verifica il senso della frase, importante ad ogni modo che le eccezioni siano plurime.
Indicatori di quasi totalit:
La maggior parte
Gli altri
Es. 10 : Ha letto gli altri articoli, tranne quello di Kleiber.
Es. 11: Tranne Maria e Giada, gli altri hanno gi risposto.
In genere (poich quantifica le circostanze)
Es. 12: Tranne certi casi, loro sono sempre puntuali in genere.
Il principio quello di partire dallinsieme deccezione per poi costruire linsieme restante.
4. La salita della negazione
Fenomeno: Quando alcuni verbi, prevalentemente di opinione, (credere, pensare, aspettarsi, parere, sembrare,
ecc.) e di intenzione o volont (intendere, volere, desiderare, ecc.), reggono una frase completiva negativa, la
negazione pu salire nella frase principale. Negli esempi seguenti le coppie a., con la negazione che modifica il
verbo della subordinata, e b., con la negazione sul verbo della principale, hanno lo stesso valore di verit2:
a. Credo/Penso/Sembra che Gianni non arriver tanto presto.
b. Non credo/penso/sembra che Gianni arriver tanto presto.
Es. 13: Non so cosa ci sia da poter fare, tranne ubriacarsi.

So che non c niente da fare, tranne ubriacarsi.


Si osserva con la salita della negazione un indebolimento della situazione prototipica.

Leccezione e la sua logica che non conosce logica


Georges Kleiber
I. VIE DI RICERCA
Kleiber ne pone inizialmente 5, ma dichiara di seguire la prima via, studiando cio la semantica della
configurazione eccettuativa: il costrutto stesso + la frase principale. Il suo obbiettivo unicamente quello di
mettere in rilievo le propriet semantiche che caratterizzano e assicurano le configurazioni eccettuative. Nel
corso del suo lavoro identifica 6 caratteristiche definitorie.

http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_12/interventi/4963.shtml

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1. Limplicazione opposta (condizione negativa secondo Moltmann)


Leccezione, non fa parte delle entit delle quali la frase, se essa positiva, dice che verificano il predicato, o, se
essa negativa, dice che non lo verificano. Introdotta dai segnali deccezione, il sintagma eccettuativo da luogo a
una predicazione di segno differente. Se la frase negativa, leccezione verifica il predicato, se la frase positiva,
leccezione non lo verifica.
Es. 1: Tutte le auto posteggiate male sono state multate, tranne una.
Lesempio implica che un auto non stata multata, di contro alla positivit della predicazione generale.

P=

x
x

Indica lambito di
variabilit
Per ogni x se

((

(x Imds) (x x0)

p1

x appartiene
aI

p2

( ))

MULTATA x

p3

x diverso
allora vero che x
dalla singola
stata multata
auto
p1, p2, p3:
sono qui sullo stesso piano, ma non a livello linguistico nellenunciato dove p 3 ad essere
unicamente realizzata (messa in primo piano)
Qui leccezione veicolata da una congiunzione, vale per tutti e non vale per questo individuo.
Questa caratteristica, in apparenza scontata, si rivela pu complessa se si prendono in esame locuzioni del tipo di
a parte, che sembrerebbero anche loro a prima vista segnali deccezione.
Es. 2: A parte i gialli, legge molti libri di storia/legge anche libri di storia.
(A parte leggere i gialli, legge molti libri di storia entrambi positivi)
Segnali come a parte o messo a parte o frasi come se si prescinde da esprimono semmai una dispensa
predicativa, ben diversa dalla eccezione, e che non lascia concludere da una implicazione contraria (a volte s, a
volte no).
La dispensa predicativa esonera, esenta dalla predicazione una determinata classe di entit (che quindi non
far parte dellinsieme a cui si applica la predicazione.
Lesistenza di una implicazione opposta vale solo per i segnali di eccezione in senso stretto (salvo, eccetto, meno,
ecc.), perch non possono essere usati in altri sensi. Se ne deduce quindi che ci sono dei segnali di eccezione in
senso stretto e dei segnali di eccezione costruita, detti bivalenti. Nella loro semantica c lidea spaziale dessere a
margine dellinsieme su cui opera la predicazione; essi hanno due possibili impieghi:
- Eccettuare
- Prescindere/dispensare da
Un fattore disambiguante lapplicazione/presenza di anche (che segnale di additivit):
a. Legge tantissimi libri, a parte i gialli. (non legge i gialli eccettua)
b. Legge anche tantissimi libri, a parte i gialli. (legge i gialli e legge tanti libri dispensa)
2. Rapporto parte-tutto (condizione di inclusione Moltmann)
Es. 3: Tutti gli studenti sono stati informati. X e Y no.
Questa frase potrebbe dare luogo a due diverse interpretazioni:
a. Tutti gli studenti sono stati, tranne X e Y, sono stati informati.
b. ?Tutti gli studenti sono stati informati, tranne X e Y, i professori.
Questo ci mostra che il senso eccettuativo esige che Paul faccia parte degli studenti introdotti nella prima frase.
Estrapoliamo cos la seconda propriet semantica dei costrutti eccettuativi: essi necessitano che lelemento o gli
elementi che vengono eccettuati siano parte o siano inclusi nellinsieme di elementi ai quali si applica il predicato
della frase. Ne consegue quindi che linterpretazione b risulta essere mal formata.

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questo rapporto caratterizza la situazione referenziale dei costrutti eccettuativi rispetto ad esempio alle
semplici giustapposizioni correttive: mentre in a Paul appartiene necessariamente allinsieme degli studenti,
in (3) no.
Inoltre la costruzione non possibile se non nel senso inclusivo/incluso, e non linverso. Lelemento introdotto
dal segnale eccettuativo non pu essere che la parte, non il tutto.
Es. 4: *X, il miglior studente, non stato informato, tranne gli altri.
In conseguenza lSN antecedente inclusivo deve essere un SN plurale. Anche un SN singolare pu funzionare,
basta che esso sia presso come un tutto. Questo accade con i nomi detti collettivi (5), cos come con i casi di
anafora associativa.
Es. 5: Tutta la squadra di calcio stata informata, tranne il portiere.
Es. 6: Ho pulito tutta la macchina, tranne il cruscotto.
Esistono poi enunciati che apparentemente negano la condizione di inclusione, poich non presentano
esplicitamente dei SN che potrebbero servire come tutto. Tuttavia, questo facilmente accessibile e pu quindi
essere restituito.
Es. 7: Ha piovuto, tranne alle cinque del pomeriggio.

Ha piovuto tutto il tempo, tranne alle cinque del pomeriggio.


Conviene approfondire la nozione del tutto o dellinsieme sotto due aspetti:
Per ci che concerne i suoi limiti (delimitazione previa)
Per ci che concerne la sua strutturazione interna (strutturazione)
3. La delimitazione previa dellinsieme da cui estrarre le potenziali eccezioni
Si tratta essenzialmente del problema della determinatezza o meno del SN che designa linsieme.
Questo primo vincolo stipula che linsieme sul quale i segnali salvo, tranne, ecc. impegnano la loro partizione
eccettuativa deve essere gi limitata, cio costruita come un tutto o come un insieme prima dellenunciazione
della frase che esprime leccezione. Poich loperazione deccezione consiste nel sottrarre una parte dun insieme
alla predicazione, positiva o negativa, della frase deccezione, il tutto sul quale operata lestrazione non pu
dipendere per i suoi limiti dalla predicazione stessa, dato che la parte estratta lo precisamente per sfuggire a
questa predicazione.
Questo spiega perch i costrutti eccettuativi non possono funzionare su degli insiemi configurati o delimitati
dalla loro costruzione predicativa, come fa invece di cui partitivo:
Es. 8: Gli studenti, di cui alcuni del primo anno, sono stati informati.
Di cui opera unestrazione sullinsieme i cui limiti provengono dal predicato sono stati informati
Es. 9: *Degli studenti, salvo alcuni del primo anno, sono stati informati. (non si riconoscono i confini)
I segnali eccettuativi sono esclusi da una simili configurazione. Si rivelano incompatibili con gli SN detti
indefiniti (un, dei), perch questi SN si caratterizzano per unassenza di limiti intrinsechi. Ecco perch, oltre ai
numeri cardinali, essi rifiutano naturalmente il partitivo. Diversi sono naturalmente gli effetti della
indeterminatezza con i collettivi:
Es. 10: Una intera classe stata respinta, ad eccezione di tre allievi.
4. La strutturazione
Il secondo vincolo del tutto o dellinsieme riguarda la costituzione interna: il tutto deve essere gi strutturato in
parti o in membri per far si che loperazione destrazione partitiva eccettuativa possa avere luogo. Sembra che i
segnali deccezione possono sottrarre allinsieme o al tutto solo delle parti gi costituite anticipatamente.
Linsieme deve quindi essere strutturato in membri (pluralit) o in parti (per i massivi) perch se ne possa
estrarre eccezioni. Sarebbero i nomi di massa a porre problemi: la misura della massa non rinvierebbe per
Kleiber ad una sufficiente strutturazione in parti.
Ma la situazione risulta essere pi complicata di cos: non tanto la strutturazione a essere pertinente, quanto il
rapporto tra la semantica della predicazione e quella della testa del sintagma eccettuativo. Ci vuole una certa
concordanza, vaghezza o precisione devono essere allo stesso grado.
Es. 11: ?Paul ha bevuto tutto il vino, tranne cinque centilitri. (troppo preciso)

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Es. 12: ?Paul ha bevuto tutto il vino, tranne un sorso. (opposizione di semantica, il sorso deve essere ingerito)

Non ha voluto bere niente, tranne un sorso dacqua.


Es. 13: ?Ha mangiato tutta languria, tranne una parte. (troppo generico, povert dinformazione)
Lultimo insieme povero di informazione, o semplicemente magari non abbastanza marcato come piccolo.
Altri due vincoli, legati alla quantit, regolano la semantica dei costrutti eccettuativi:
Lesiguit
La quantificazione universale
5. Lesiguit relativa dellinsieme delle eccezioni
Questo vincolo sempre nel campo della quantit. Esso concerne questa volta la parte eccettuata. In effetti,
sembra che i segnali eccettuativi non possano salvare qualsiasi quantit delementi del tutto: necessario che
questa quantit sia esigua comparata al numero totale degli elementi o dei casi dellinsieme.
Es. 14: *Il ristorante sempre aperto, salvo il sabato, la domenica sera, luned e marted.
Per questa ragione i segnali eccettuativi non sono compatibili con determinanti che esprimono direttamente o
indirettamente una grande quantit come la maggior parte, quasi tutti, un gran numero, molti.
Es. 15: *Tutti gli studenti sono stati informati, tranne molti.
La quantit esigua, per la relazione quantitativa tra il tutto e la parte si trasforma in qualit. Gli elementi
eccettuati, essendo pochi in rapporto al tutto da cui sono estratti e differenziandosi dal resto largamente
maggioritario di questo tutto per limplicazione opposta vedono sottolineato il loro carattere non comune,
speciale, eccezionale per rapporto al tutto.
Vediamo quindi come la semantica dei costrutti eccettuati chiama in causa quella, pi generale, delle regole e
delle eccezioni.
6. Quantificazione universale
Questultimo vincolo , crucialmente, la dimensione quantificazionale. Diversi dati mostrano chiaramente che
necessaria una quantificazione universale, positiva o negativa per il SN che esprime il tutto o linsieme
destrazione delle eccezioni.
Ci sono diversi modi linguistici (e quindi semantici) per presentare, per descrivere una totalit:
Quantificatori universali di diverso tipo (tutti, ognuno, ciascuno, ecc.)
SN generici indefiniti singolari o plurali
SN generici definiti singolari o plurali
Ecc.
I costrutti eccettuativi sono sensibili a tutte queste manifestazioni linguistiche della generalit.
I quantificatori universali forti, logici come tutti ammettono correntemente impieghi approssimati, dove essi
sono indistinguibili da un diciamo tutti, per cos dire tutti, con margini incorporati. Non vi dunque
contraddizione con lesistenza di eccezioni(notevole il caso che i quantificatori forti ammettano rafforzamento:
Tutti, ma proprio tutti).
I quantificatori di quasi generalit, come quasi tutti, possono essere intesi come margini(attenuazione della
totalit, quindi ammette eccezione) per quantificatori universali forti; insomma di nuovo una generalit
approssimata, con le sue eccezioni non contraddittorie.
Es. 16: Quasi tutti (tranne uno) hanno consegnato il compito a lezione.
Vediamo qui limportanza di essere a contatto e tra parentesi, si avvicina quasi al significato di in genere.
Limpressione che si sia difronte a una esemplificazione piuttosto che a uneccezione, poich quasi tutti
suggerisce gi che qualcuno manca. Quindi tranne uno sarebbe ridondante, solo che esso specifica quanti
mancano. Il giudizio di accettabilit logica, di logicit, pu modificarsi in maniera notevole alla luce di una nuova
evidenza (come quella sopra).
Il sintagma eccettuativo in grado di intrattenere con linsieme quasi-globale un doppio rapporto:

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Un rapporto di eccezione (e allora seleziona la totalit), sarebbero quindi eccezioni proprie, correttive
della generalit
Un rapporto di esplicitazione o esemplificazione dellinsieme differenza (e allora seleziona la parte
residua del quasi), sarebbero eccezioni esplicitative di ci che manca alla generalit.

Di fatto alla eccezione basta semplicemente un insieme sufficientemente numeroso, di cardinalit alta, senza
che entri in gioco in alcun modo una quantificazione universale forte o debole.
Es. 17: Ho letto un sacco di libri (tranne quelli che avrei dovuto leggere professionalmente).
Es. 18: Sono un napoletano che per molto tempo ha provato insofferenza per il folclore partenopeo, ora superato
in gran parte tranne che per la figura di Pulcinella.

*Ne ha intervistati moltissimi, eccetto una decina [rispetto a quasi tutti, eccetto una decina]
Ragione della non accettabilit: probabilmente in fatto che il numero elevato sembra discendere tutti quelli
pertinenti per la predicazione, e leccezione che a questa implicazione si riferirebbe deve basarsi proprio
sulla pertinenza delle eccezioni, sul fatto che esse avrebbero dovuto a rigore far parte dei moltissimi.

Alcune regole per interpretare le eccezioni


Ignacio Bosque
1. I sintagmi eccettuativi
Ci sono diversi segnali che introducono quelli che noi definiamo i sintagmi eccettuativi(SE): salvo, eccetto, a
eccezione, con la possibile eccezione, meno, ecc. Ma non tutti questi segnali comportano lo stesso contesto
sintattico ne esprimono esattamente il medesimo significato. Esiste tuttavia una terna di segnali che esprime gli
SE in modo abbastanza omogeneo: eccetto, salvo, meno.
Estrapoliamo una caratteristica basilare dei costrutti eccettuativi:
Le eccezioni sono propriet delle generalizzazioni, in altre parole i sintagmi eccettuativi sono possibili
nei contesti nei quali si stabiliscono delle generalizzazioni.
Eccetto Maria
Salvo tuo fratello
Meno il gioved

In quanto il nucleo di queste espressioni una particella, il gruppo cos


costituito sar un sintagma eccettuativo.

I singami eccettuativi hanno la seguente struttura:

P SX

P: segnale eccettuativo che costituisce il nucleo del sintagma


SX: il complemento o il termine di P.

Investigheremo ora cosa significano i sintagmi eccettuativi e come si veicolano semanticamente con il resto
dellenunciazione nella quale si iscrivono. (quindi le questioni di natura semantica)
2. Contesti universali: linferenza inclusiva
Prima considerazione:
I sintagmi eccettuativi sono associati a un sintagma quantificativo Q(SY), dove Q un quantificatore
universale e SY linsieme di entit che Q quantifica.
Logicamente, se esistono varie espressioni quantificative appropriate, secondo questa considerazione, il
sintagma eccettuativo potr applicarsi ad esse.
Es. 1: Tutti gli studenti apprezzano tutte le materie, eccetto Paolo/la chimica.
Esistono comunque alcune differenze linguistiche: in inglese most (of) un quantificatore che sembra
ammettere dei SE; mentre in spagnolo mayor parte (de) un quantificatore che respinge gli SE.

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Indurre un quantificatore universale e


esprimere immediatamente una sottrazione
allinsieme che il primo abbraccia

Yasmine Tonini

porre manifesto che un determinato elemento


manca alla lista, anche quando questa
completa con esso.

Es. 2: *A, B e C ci saranno al compleanno, tranne D.


Es. 3: *I quattro amici ci saranno al compleanno, tranne D.
Si osserva in questi esempi come un determinato elemento manchi nella relazione, ma non viene inserito un
quantificatore universale affinch il segmento tranne D sia, sintatticamente e semanticamente, legittimato. Come
vedremo la prima considerazione che abbiamo formulato (sulla necessit di un contesto universale) utile ma
insufficiente.
Seconda considerazione:
SX deve essere interpretato come un sottoelemento/sottoinsieme della denotazione di SY. Inoltre, la
relazione predicazionale che interviene in Q(SY) non si applica a SX.
Es. 4: Tutte le sorelle di Maria hanno studiato a Losanna, tranne Claudia.
Q
SY
SX
Si deduce che Claudia sorella di Maria (fa parte dellinsieme SY), e che non ha studiato a Losanna (la
predicazione non si applica a SX).
Vediamo quindi che i sintagmi eccettuativi sottraggono una o pi entit da un insieme presentato come
universale.
3. Termini di polarit negativa
I contesti negativi si proporzionano a intorni appropriati per legittimare le espressioni eccettuative.
Es. 5: Nessuno apprezz la Trigonometria, eccetto Maria.
Es. 6: Non disse nulla, salvo che le doleva la testa
Es. 7: Non ci chiama mai, eccetto quando ha bisogno di soldi.
Si potrebbe pensare che i quantificatori, negli esempi, siano universali perch da un insieme vuoto non si pu
togliere nulla. I termini di polarit negativa si assimilano in buona parte agli indefiniti. Anche questi sintagmi
legittimano SE. Gli idiomi di polarit negativa si formano spesso con questi determinanti indefiniti, in quali
legittimano SE a loro volta.
Es. 8: Maria non voleva uscire con un ragazzo della sua classe, eccetto con Luis.
Si osserva come enunciazioni del tipo successivo hanno due accezioni:
Es. 9: impossibile che nessuno sappia decifrare questo geroglifico.
impossibile che qualcuno sappia decifrare questo
impossibile che non esista per lo meno una
geroglifico, come vediamo questo interpretazione
persona che sappia decifrare questo geroglifico.
contiene un quantificatore esistenziale.
Il quantificatore universale non sar presente materialmente, ma conseguente allinterpretazione della frase.
Daltra parte enunciazioni del tipo seguente invece non hanno due accezioni:
Es. 10: impossibile che nessuno sappia decifrare questo geroglifico egizio, salvo il professor Smith.
Abbiamo in conseguenza un problema con lesigenza di un quantificatore universale, vista la dimostrazione che
anche un quantificatore indefinito pu essere appropriato.
Prima di suggerire una soluzione bisogna far notare che molti degli intorni negativi che legittimano i termini di
polarit negativa legittimano anche gli SE.
Es. 11: troppo tardi per andare a cenare da qualche parte, eccetto al bar della stazione.
lindefinito qualche ci che proporziona lespressione con la quale deve associarsi il termine del SE. Di certo
non solo troppo il responsabile della sua presenza.

~ 10 ~

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Possiamo estrapolare in conseguenza, da questi ragionamenti, due caratteristiche:


I termini di polarit negativa e i quantificatori indefiniti legittimati negli intorni negativi proporzionano gli
ambiti adeguati per lapparizione di SE.
In alcuni casi linduttore negativo un quantificatore il cui restrittore proporziona direttamente lelemento con
quello che deve associarsi al SE, mentre che in altri, lespressione indefinita indotta da quello il quale
proporziona detto elemento.
Spieghiamo come mai quantificatori come troppo o poco sono induttori negativi senza essere essi stessi proprio
parole negative. Nellesempio precedente (11) si suggerito in vari lavori che questa informazione negativa non
appare espressa, bens implicata. Intuitivamente leccesso di una grandezza supera nel suo insieme una serie
completa, sia di entit, gradi o di propriet. Possiamo dire che lindefinito richiede linterpretazione negativa
universale per effetto del suo induttore, lavverbio troppo, e che questo significato universale quello
che SE deve riconoscere per far si che lenunciazione si possa interpretare.
Es. 20: *Haydn il miglior musicista della sua generazione, eccetto Mozart.

*Haydn il miglior musicista di tutti, eccetto (di) Mozart.


Il gerundio eccettuando appropriato in enunciazioni del tipo precedente perch ammette contesti pi ampi che
eccetto, salvo e meno. Con esso si applica unestrazione preliminare alla generalizzazione, mentre in eccetto
successiva.
I superlativi non legittimano termini di polarit negativa, di fronte a comparativi, auspicabile che nessuno dei
due legittimi SE, come lo dimostra lesempio successivo:
Es. 21: Haydn il miglior musicista di tutti/*chiunque.

Haydn il miglior musicista che chiunque altro della sua generazione, eccetto Mozart.
Si deduce che esiste una stretta relazione tra gli induttori negativi e gli elementi quantificatori associati con le
espressioni eccettuativa.
4. Termini di selezione libera
Per i termini di selezione libera, il segnale pi caratteristico qualsiasi, quantificatore che legittima SE.
Es. 22: Qualsiasi dizionario ti pu servire, salvo questo.
Dibattito: I termini di selezione libera sono quantificatori universali o indefiniti?
I termini di selezione libera non sono propriamente quantificatori
universali, ma indefiniti che ricevono indirettamente linterpretazione
universale per il fatto dessere bassi gli intorni intensionali creati dagli
operatori modali. Da questo punto di vista qualsiasi non significato
la stessa cosa di tutti, ma ammesso in intorni sintattici che
sembrano richiedere quantificatori universali, poich lintorno modale
produce un apparente effetto di moltiplicazione.
Esistono dunque differenze importanti tra i termini di selezione libera e quelli di polarit negativa, ci che
interessa evidenziare il fatto che sia gli uni che gli altri legittimano in egual misura gli SE senza che i suoi
induttori siano strettamente quantificatori universali.
Riassumendo:
a. I termini di polarit negativa e quelli di selezione libera sono indefiniti legittimati in contesti negativi,
modali o intensionali, e proporzionano contesti adeguati per gli SE.
b. Gli induttori modali dei termini di selezione libera introducono un ventaglio di opzioni o di alternative
sufficientemente aperto perch si possano interpretare come contesti generalizzatori o come operatori
di forza universale.

11

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c.

d.

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Lindefinito (indotto da una parola negativa o da un intorno modale) proporziona lelemento con quello a
cui deve associarsi il termine del SE. La forza quantificativa universale che lSE esige in tutte le
enunciazioni nella quale appare lottiene lindefinito per effetto del suo induttore.
Possiamo quindi distinguere tra:
quantificatore universale in senso stretto;
quantificatore di polarit negativa implicata;
termini di selezione libera.

5. Il restrittore del quantificatore nei costrutti eccettuativi


Il termine di SX deve essere compatibile con il rango della variabile che corrisponde alla espressione
quantificativa Q(SY). Questa generalizzazione ci permette di comprendere che le espressioni che si sottolineano
nel seguente esempio sono compatibili.
Es. 23: Eccetto alcuni studenti, nessuno sembrava opporsi a una misura tanto drastica.
I costrutti dette di legame non selettivo sono particolarmente interessanti, poich in essi unespressione
quantificativa altera o modifica il restrittore che in principio gli corrisponde e prende variabili pertinenti ad altre
categorie, molte spesso introdotte da indefiniti.
Problema: a volte uneccezione pu riferirsi a diverse parti della reggente, ma non pu scegliere a quale
antecedente riferirsi. Alcuni antecedenti sono pi evidenti e deve riferirsi forzatamente a quelli.
Es. 24: Un vaso da fiori decora sempre unabitazione.

*Un vaso da fiori decora sempre unabitazione. [salvo un cactus, eccetto un solaio]
Un vaso da fiori decora sempre unabitazione. [salvo forse un cactus, eccetto forse un solaio]
I costrutti di legame non selettivo ci permettono di comprendere che in enunciazioni come la precedente non si
parla del numero di volte che un certo vaso da fiori decora una certa abitazione, ma si sostiene che qualsiasi vaso
da fiori decora qualsiasi abitazione. Otteniamo quindi uninterpretazione universale che corrisponde a degli
indefiniti a partire dal quantificatore sempre. Gli SE accettano questo tipo di quantificazione con avverbi
come forse, talvolta, sicuramente, probabilmente e simili, per tende a rifiutarla senza di essi.
Le espressioni eccettuative confermano lanalisi degli indefiniti come variabili piuttosto che come quantificatori.
Il quantificatore sempre prende come variabile nellenunciazioni, nellesempio 24, le espressioni che gli indefiniti
introducono, quindi non perde internamente la sua capacit di quantificare sopra situazioni.
Problemi:
Per via di certe discordanze nelle quali il quantificatore universale esprime il tempo e il SE introduce un
luogo, esempio:
Es. 25: un intruso necessario () del quale in realt si pu fare a meno sempre eccetto di fronte
allaltare.
Si nota per che di fronte allaltare non significa la posizione che corrisponde a presso laltare, ma
quando si sta di fronte allaltare. Queste alternanze si hanno anche in contesti non relazionati con gli SE.
Le enunciazioni come la seguente, formate con relative senza antecedente espresso:
Es. 26: Puoi scrivere il tuo lavoro come preferisci, eccetto con troppe note.
Non appare chiaro come si ottiene il quantificatore universale richiesto; non del tutto evidente
come si produce la compatibilit che vi si esige. Tuttavia, esiste una soluzione per entrami i problemi.
Le relative indefinite non sempre richiedono una marca morfologica che le identifichi (Chiunque che lo
sappia/ Chi lo sappia).
Possiamo suppore che come, nellesempio, un relativo indefinito, quindi assimibilabile ai termini di selezione
libera. Infine, il rango della variabile corrispondente al quantificatore universale che si ottiene nellesempio il
modo.

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6. Plurali e numeri di materia


I gruppi nominali definiti (SSDD) plurali costituiscono intorni adeguati per gli SE, tanto i sintagmi che denotano
classi di entit:
Es. 27: Gli animali non conoscono la tristezza, salvo forse il cane o il cavallo.
quanto quelli che si riferiscono a gruppi di esseri:
Es. 28: Ho lasciato a casa tua i libri che mi hai prestato, meno il dizionario di latino.
anche possibile che il plurale che introduce lespressione quantificativa denoti una classe di entit, e che il
termine del SE che lo limita denoti in cambio un individuo concreto. Come si vede, tanto gli SSDD plurali che
designano dei gruppi, quanto quelli che designano degli esseri, ammettono SE.
7. Predicati dindividui e di stati
Esistono altre espressioni generiche che legittimano anche la presenza di SE. Ci sono tra queste i predicati di
individui:
Es. 29: Maria adorabile, salvo quando la si contraddice.
Si parla di aspetti/propriet che caratterizzano un soggetto in quanto tale, indipendentemente dalle circostanze.
Bisogna comunque fare attenzione con queste implicazioni. Se la propriet permanente, la grammatica ci
permetterebbe desprimerne la permanenza.
Essere giovane
Essere sincero

Propriet transitorie

Essere calvo
Essere un mammifero

Propriet intrinseche ma non permanenti

Contraddizione: * calvo, tranne alcune volte.


Bisogna riuscire a poter esprimere leccezione, questo avviene quando si pu esprimere la permanenza: *
sempre calvo.
Linformazione quantificativa contenuta negli operatori generici 3 legittima gli SSEE.
Una struttura di questo tipo solo a una parte dei predicati di individui: quelli che esprimono qualit non
intrinseche, generalmente comportamenti.
Nei predicati di stato, alcuni esprimono stati che possono considerarsi permanenti o perdurevoli, pi
esattamente, attribuibili per difetto agli individui nel corso di un periodo. Questa la condizione che
necessitano gli SE per restare legittimati, come si mostra di seguito:
Es. 30: La bambina contenta, salvo quando arriva la fine del corso.
I predicati di stato che esprimono stati circostanziali(eventi relativi al momento in cui si parla o al punto di
referenza introdotto dal tempo verbale con il quale si costruisce) tendono a rifiutare gli SSEE:
Es. 31: a. Mi piace andare al cinema, salvo la domenica.
b. *Gradirei andare al cinema, salvo la domenica
c. Gradirei sempre andare al cinema, eccetto la domenica.
a) esprime una propriet di chi la emette,
b) esprime una reazione momentanea o istantanea di chi parla. Piacere pertanto un predicato di livello
individuale, gradire invece un predicato di stato.
c) lavverbio sempre aggiunge nella sintassi il contenuto che loperatore generico indotto dal predicato piacere
legittima in accordo con le propriet lessicali di questo verbo.
Tra i predicati di stato, alcuni legittimano per se soli la presenza degli operatori generici, i quali si
ricategorizzano come predicati permanenti (Maria arriva tardi al lavoro, eccetto venerd), mentre altri possono
solo esprimere la permanenza di uno stato di cose se questo si manifesta esplicitamente nella sintassi, cio se il
contenuto delloperatore generico si presenta in modificatore avverbiale: in generale, abitualmente, sempre,
normalmente, ecc.
3

P. 155, normalmente, in generale, abitualmente, incluso anche sempre.

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8. Quantificatori espressi e impliciti


Uno degli aspetti pi caratteristici delle enunciazioni generiche il fatto che loperatore che legittima la sua
interpretazione spesso implicito. Lesempio mostra che i legami dinterpretazione universale legittimano
lapparizione degli SE:
Es. 32: a. La campagna pubblicitaria ha avuto esito (tra tutti), eccetto tra i bambini.
b. Ha smesso dessere utile (come cosa), salvo come ornamento.
c. Tutta la famiglia viaggiava in treno (ovunque), meno a Mallorca, logicamente.
d. Mi puoi chiamare di domenica (in qualunque momento), salvo allora pomeridiana.
e. Le pareti erano coperte da scaffali di mogano pulito (in ogni parte), eccetto in nei lati della ciminiera.
A sua volta, questi complementi impliciti sono legittimati attraverso una qualche unit, molto frequentemente un
operatore generico. Cosi, i verbi modali stanno tra gli induttori dei termini di selezione libera, in d in qualunque
momento relazionato con la presenza dellausiliare potere.
Gli SE legittimati in contesti nei quali si ha la relazione parte-tutti non ottengono le condizioni richieste
attraverso un operatore implicito che converta la referenza a serie specifiche in espressioni che quantificano
sulla totalit dei suoi componenti, se non attraverso una implicazione che proporziona certi avverbi di natura
aspettuale che informano sulla completezza degli eventi che modificano.
9. Eccezione, inclusione e addizione
Ci che caratterizza le espressioni fuor che e a parte il fatto che risultano adeguate in molti contesti nei quali
non si esprime sottrazione, ma addizione. In principio, sembrerebbe che a parte introduca un SE, per in realt
non sottrae un insieme di individui da un insieme maggiore, ma aggiunge un secondo insieme che pu essere
rilevante.
Es. 33: Tutti i bambini di questa classe, a parte Paolo
Queste particelle non necessitano di quantificatori universali, rispetto agli SE esaminati:
Es. 34: a. Aveva tre progetti eccezionali, al di fuori dalcuni altri di minore entit.
b. Un libro che, a parte non avere alcun interesse, si tenuti obbligatoriamente a leggere.
c. Al di fuori delle sue maniere, richiamava lattenzione la sua scarsa disposizione a imparare.
d. Ho preso un gran raffreddore, che a parte vari disagi, mi verr a costare 4CHF di lavanderia.
A questo punto possiamo interrogarci sul perch sono equivalenti e non antitetiche le enunciazioni seguenti:
Es. 35: a. Nessuno eccetto te sapeva dove stavano le chiavi.
b. Nessuno, a parte te, sapeva dove stavano le chiavi.
dovuto alla doppia interpretazione dei quantificatori negativi come espressioni indefinite e universali. Se b
significa non esiste un individuo x, tale per cui x sappia dove sono le chiavi, abbiamo almeno un individuo nella
nostra lista.
Il risultato equivalente perch con eccetto si ottiene lunico elemento sottratto da un insieme universale di
elementi caratterizzati da una propriet negativa, e con a parte si ha lunico elemento con il quale cominciare
una lista che non sar ampliata.
Le particelle escludendo, a eccezione di o con la eccezione di somigliano alle anteriori in cui non sempre esigono
contesti universali:
Es. 36; Aveva tre torte, [*eccetto/eccettuando] quella che avevo tenuto io.
Secondo la mia opinione esiste qualche relazione tre queste particelle e quelle chiamate termini di polarit debole
in quanto questi ultimi possono restare legittimati in contesti non negativi.
Cos, i superlativi non costituiscono contesti appropriati per i pronomi negativi (*lunico che disse nulla), per lo
sono per gli idiomi di polarit negativa (lunico che mosse un dito per lui).
Es. 37: Haydn il miglior musicista della sua generazione, [*eccetto Mozart/eccettuando Mozart]

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Come abbiamo gi constato, i superlativi non legittimano SE costruiti con eccetto, salvo e meno. Tuttavia, i
complementi partitivi dei superlativi relativi sono ammessi con eccettuando, a eccezione di e con eccezione di,
come dimostrato in precedentemente.

Le congiunzioni eccettuative
Isabel Prez-Jimnez
I costrutti eccettuativi esprimo la sottrazione di uno o pi elementi di un insieme presentato come universale, che
si ottiene con molteplici ricorsi grammaticali. Tuttavia, non tutti i costrutti eccettuativi hanno le medesime
propriet sintattiche, ne sono introdotte dagli stessi segnali deccezione.
Es. 1: Ho ballato con tutti, eccetto/salvo/meno che con Giovanni.

Eccetto/salvo/meno che con Giovanni, ho ballato con tutti.


Es. 2: Questo suppone un grande cambiamento per tutti, eccetto/salvo/meno che lui.

*Eccetto/salvo/meno che lui, questo suppone un grande cambiamento per tutti.


La scissione non possibile, ci vorrebbe una coordinazione

* per tutti tranne lui che questo suppone un grande cambiamento.


per tutti tranne che per lui che questo suppone un grande cambiamento.
Qual la ragione del contrasto che si crea quando nellesempio 2 non si pu iniziare lenunciazione con il
sintagma eccettuativo?
1. Eccettuative legate e eccettuative libere
I segnali deccezione eccetto, salvo e meno danno luogo a due
tipi di costrutti: eccezioni legate(legate in un elemento
sintattico della frase) e eccezioni libere. (Hocksema 1995).
Di seguito cercheremo di estrapolare le propriet di questi
due tipi di costrutti eccettuativi.
Eccezioni legate:
Es. 3: Questo suppone un grande cambiamento per
loro eccetto lui.
Es. 4: Dice che parler con tutti eccetto lui.

Eccezioni libere:
Es. 5: Questo suppone un grande cambiamento per
tutti, eccetto per lui.
Es. 6: Dice che parler con tutti, eccetto che con lui.

Esistono certe differenze sintattiche basilari tra i due tipi di costrutti:


Le legate sono legittimate da sintagmi nominali quantificati con lettura universale, come per esempio
tutti. Altri tipi di sintagmi nominali non possono essere accompagnati da una eccezione legata:
Es. 7: *Questo suppone un grande cambiamento per i bambini tranne lui.
le libere, al contrario, possono occupare posizioni parentetiche(tra parentesi, in inciso, ecc.) dentro
allenunciazione e la loro presenza non legata ad un sintagma nominale quantificato con lettura
universale.
inoltre, nel caso delle legate il segnale deccezione introduce sempre un sintagma nominale,
le libere invece possono apparire come costituenti di distinte categorie dopo il segnale deccezione:
sintagma preposizionali, sintagma nominali, avverbi, ecc.
Es. 8: Le finestre di quella casa non sono mai aperte, salvo molto raramente, quando estate. (avverbio)

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Queste propriet ci portano alla seguente definizione: le eccezioni legate sono strutture che si relazionano con un
sintagma nominale (quantificato), mentre le eccezioni libere sono costituenti di livello frasale, legato a
unenunciazione.
2. Unanalisi sintattica dei costrutti eccettuativi
Di seguito si tenter di dimostra che eccetto, salvo e meno sono congiunzioni coordinanti nelle eccezioni legate
cos come nelle libere, anche se coordinano distinti tipi di costituenti in ogni caso.
Nelle legate la congiunzione eccettuativa coordina due costituenti nominali, vale a dire che introduce un
costituente nominale, SD.
Nelle libere la congiunzione eccettuativa coordina due enunciazioni complete, SComp.
Il primo membro della coordinazione lenunciazione che ospita il costrutto eccettuativo, SComp1.
Il secondo lenunciazione (ellittica) che introduce la congiunzione eccettuativa, SComp2.
Riguardo alla struttura della coordinazione, assumiamo che la congiunzione coordinante e il secondo coordinato
formano un costituente, SConj, che si lega al primo coordinato.
Nel caso delle libere lenunciazione introdotta dalla congiunzione eccettuativa subisce un processo obbligatorio
di ellissi, le cui propriet sono simili a quelle dellelisione con segnali di polarit che operano nelle enunciazioni
coordinate con e/per. Merchant (2001) ritiene che i casi di ellissi si concepiscono come un processo in cui un
costituente, XP, si sposta alla periferia sinistra, SComp, dellenunciazione e poi si produce la cancellazione o non
pronuncia del resto del materiale sintattico che integra lenunciazione.
Si andrebbe quindi verso lidea che le eccezioni sono di per s sempre libere, ma possono essere realizzate
sintatticamente accanto al costituente a cui si riferiscono.
Interviene a complicare il fatto che i diversi segnali deccezione si comportano diversamente riguardo alla
ripresa o meno delle preposizione e riguardo linserzione del complementatore che. Si trovano attestati esempi
del tipo:
Es. 9: Ti scrive tutto il mondo tranne che lui.
Es.10: Non vedere nessunaltro tranne che lui?
Ma essi sembra di registro molto informale. Viceversa leccezione senza ripresa della preposizione e senza
complementatore con meno, salvo, tranne ed eccetto, molto problematica.
Es. 11: Ne ha parlato con tutti, salvo lei
meno lei
tranne lei
eccetto lei
Infine, il segnale di dispensa predicativa a parte non funziona:
Es. 12: *A parte con lei, ne ha parlato con tutti.
Non ha nulla a che vedere con lorganizzazione sintattica interna della frase.
3. Argomenti
I. Impossibilit o meno di presenza di diversi costituenti
Nel caso delle eccezioni libere la congiunzione eccettuativa pu essere seguita da una serie di sintagmi massimi
che non formano un costituente sintattico.
Es. 13: Tutti i miei amici hanno discusso con tutte le mie amiche, eccetto Adamo con Eva.
Riduzione: Eccetto Adamo che non ha discusso con Eva. Si tratta di un legame con tutta la proposizione.
Mentre nel caso delle eccezioni legate non possibile.
Es. 14: Andrei ovunque con tutte le mie amiche eccetto Eva.
Il legame con il sintagma precedente, non c ellissi.
II.
Combinazione con avverbi temporali
Nelle libere possibile lapparizione di un avverbio temporale nel costrutto eccettuativo, che sarebbe legittimato
dal sintagma temporale, ST, ellittico presente nella struttura
Es. 15: Ho sempre seguito tutti i corsi, salvo il tuo oggi.

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Al contrario gli avverbi temporali non sono possibili nelle legate, a meo che si costruiscano come legami nominali
introdotti da di.
Es. 16: Ho sempre seguito tutti i corsi salvo il tuo.

*Ho sempre seguito tutti i corsi salvo il tuo oggi.


III.
Impossibilit della presenza di preposizioni stranding
Non possibile spostare allinizio dellenunciazione un costituente interno a un sintagma preposizionale
lasciando la preposizione sul posto.
Es. 17: *Chi ha discusso con te?

Con chi hai discusso tu?


Se leccezione deve rifare una coppia completa del sintagma preposizionale oppure accontentarsi solo di una
parte, cosa meglio? Meglio se ricostruisce. Il problema si
lega alla presenza o assenza del completatore che.
Es. 18: Ne ha parlato con tutti (,) tranne (che) (con) Maria.
salvo
meno
eccetto
SP: Sintagma preposizionale, che contiene un sintagma nominale SD che coordinato con un sintagma nominale
SD attraverso la congiunzione eccettuativa tranne.
La preposizione opera una sola volta su tutto il campo.

I costrutti cosiddetti eccettuativi


Emilio Manzotti
Introduciamo il termine di riserve per le subordinate che posseggono le propriet semantiche e pragmatiche
dell'enunciato seguente:
Es.1: E' arrivato ieri sera alle 11h, a meno che non abbia perso il treno.
Schematizziamo la struttura semantica di un enunciato contenente una riserva mediante la notazione:

p, Rq

p: asserzione condizionata dello stato di cose

q: proposizione che asserisce uno stato di cose


R: connettivo di riserva (qualcosa che fa funzionare una proposizione q come riserva
nei confronti di un'altra proposizione p), cercheremo di individuare l'apporto
semantico e pragmatico della riserva (= di Rq, dunque, o di q in quanto subordinata da
R a p) all'enunciato complessivo.
L'apporto di una riserva, cio a rigore di un connettivo di riserva, all'enunciato complessivo descrivibile nei
punti seguenti:
I.
il connettivo di riserva presenta la proposizione q come qualcosa che, relativamente alla informazione
disponibile al locutore al momento to della enunciazione, ad un tempo:
(a) non fattuale
(b) possibile
(c) capace, se realizzato, di invalidare la realizzazione di p (o almeno di porla fortemente in
dubbio).
Pi precisamente da Rq (ad es. da a meno che q) discende che:
(a) q non noto in to come un dato di fatto; il locutore, cio, assume che la proposizione q
non si sia ancora realizzata ( tipicamente il caso delle proposizioni q future rispetto a
to); o non sa se a q abbia corrisposto nel passato, o corrisponda nel presente, uno stato di
cose.

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(b) q contemplato, sempre sulla base delle conoscenze del locutore, come qualcosa che
potrebbe effettivamente realizzarsi.
(c) nell'ipotesi che q si realizzi, viene messa in questione la rea-lizzazione di p, esattamente
come in un normale periodo ipotetico il non sussistere della protasi suggerisce non p
senza implicarlo logicamente. La non necessit di non p evidente in un questo esempio:
Es. 2: La vendita all'incanto dovrebbe aver luogo sabato, a meno che ci siano nuove
opposizioni, nel qual caso non so se la data potr essere rispettata.
II.

il connettivo di riserva modalizza la proposizione principale in maniera analoga a q,


vale a dire presenta p come una proposizione non fattuale (nel senso precisato sopra).
L'aggiunta di una riserva ha spesso come effetto di modificare lo statuto illocutivo preminente di
enunciati che erano in primo luogo asserzioni della verit di p. Altrettanto spesso, tuttavia, il carattere
di ipotesi, di illazione, che la riserva conferisce a p gi marcato autonomamente in p stesso; come
nellesempio 1.

In realt, (I) permette pi tipi di legami tra la principale e la subordinata, come stabilisce il punto (III):
III.

IV.

V.

VI.

le riserve, a seconda del loro contenuto proposizionale, e del loro rapporto con p e con la enunciazione
di p, sono suddividibili nei tipi seguenti:
(a) riserve che individuano (come appariva ad es. da (6")) una causa, una ragione, ecc. di
non p
(b) riserve che individuano uno stato di cose alternativo - ed esclusivo - rispetto a p; si
veda un esempio come nel seguente esempio:
Es. 3: Star dormendo, a meno che non stia ancora leggendo.
In particolare, lo stato di cose alternativo pu consistere in una diversa predicazione per
un sottoinsieme di un soggetto plurale, come mostra (4):
Es. 4: I clienti erano immersi in chiacchiere o nella lettura dei giornali, a meno che non
contemplassero pigramente la fiumana di carrozze e di passanti che rasentavano le loro
sedie (E. Jnger, Un incontro pericoloso, Milano, Adelphi, 1986, p. 16)
(c) riserve che esprimono una indicazione di dubbio da parte del locutore sopra la propria
affermazione od ipotesi, come in (5):
Es. 5: Dovrebbe essere gi partito, a meno che mi sbagli.
Esistono dei connettivi di riserva positivi: (con un frase cio che sintatticamente positiva),
malgrado la (parziale) equivalenza tra p, Rq e se non q, p che potrebbe far pensare ad una proiezione
degli effetti semantici di una negazione in qualche modo incorporata al connettivo di riserva (ad es. in a
meno che):
In altri termini, il connettivo di riserva a meno che una congiunzione positiva, e non negativa come
n o come, in certa misura, senza. In s la proposizione q che funziona come riserva pu ovviamente
essere positiva o negativa:
Non ci saranno problemi, a meno che le abbiano detto qualcosa.
Non ci saranno problemi, a meno che non le abbiano detto niente.
Lindipendenza sintattica e semantica di una riserva nei confronti della principale molto pi
elevata che per una protasi di periodo ipotetico. In altri termini, un connettivo del tipo di a meno che
un solo connettivo pragmatico mentre se pu essere sia operatore semantico sia connettivo
pragmatico. Vale a dire, a meno che collega tra di loro esclusivamente degli atti linguistici, e non dei
contenuti proposizionali veicolati da un unico atto linguistico (la prova sarebbe affidata al
comportamento rispetto a test quali la cliticizzazione, la negazione, la interrogazione, ecc.).
Una ultima componente del contributo di una riserva alla semantica dell'enunciato in cui essa occorre
potrebbe essere individuata nel carattere di eccezionalit che assume l'instaurarsi di q, rispetto alla
norma rappresentata da p e dalla assenza di q. La riserva veicolerebbe dunque l'unica eccezione alla
validit genera-lizzata della principale, alla quale essa aggiungerebbe pertanto una quantificazione su
tutte le circostanze possibili.

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Distinzione tra eccezione e riserve:


Le subordinate che valgono da riserva, sono subordinate che intervengono sul valore illocutivo
dell'enunciato sottoponendone la realizzazione ad una particolare condizione.
Le subordinate che non modificano in alcun modo il valore illocutivo della principale, ma che, piuttosto,
attenuano, all'interno del significato grammaticale veicolato dall'enunciato con un determinato valore
illocutivo, la portata di una quantificazione universale: e ci introducendo un insieme di eccezioni.
Daremo appunto il nome di eccezioni alle subordinate dotate di questa funzione.
Si noter tuttavia che una riserva pu implicare una eccezione, o fondarsi su di essa. Infatti, se vero che una
riserva si rapporta in primo luogo al valore illocutivo della principale, ignorando una eventuale quanti-ficazione
universale che nella principale sia contenuta, altrettanto vero che in un secondo momento il contenuto
proposizionale della riserva tende ad essere applicato - ogni volta che ci possibile - ad un particolare
segmento della principale; ed il luogo privilegiato di tale applicazione fornito appunto dalle occorrenze di
quantificazione universale.
una riserva sulla asseribilit della principale, ma una riserva che tale perch il suo contenuto proposizionale
stabilisce una ipotetica eccezione alla quantificazione universale esibita dal sintagma nominale oggetto della
principale.
I diversi segnali:
I connettivi come a meno che, se, a condizione che, a patto che, nella eventualit che, ammesso che, eccetto che,
salvo che, ecc. sono tutti in grado, per quanto semanticamente dissimili, di introdurre delle riserve. Il loro
apporto alla interpretazione della subordinata q tuttavia di volta in volta diverso.
Vi sono infatti connettivi che impongono linterpretazione della subordinata come riserva;
altri invece che devono, per stabilire tale interpretazione, interagire con altre caratteristiche
dell'enunciato e del contesto, vale a dire, in primis, con la semantica di p e di q e con il profilo
intonazionale.
Chiameremo i primi 'connettivi di riserva'. I connettivi di riserva sono per definizione incompatibili con
interpretazioni della subordinata diverse dalla riserva, e pertanto sono empiricamente riconoscibili grazie ad
uno dei comportamenti caratteristici delle riserve: ad es. il fatto di non poter costituire con la rispettiva
subordinata il fuoco dell'enunciato complessivo (una propriet a cui si allude nel punto (V)).
Invece, i connettivi di condizione sono riconoscibili empiricamente per il fatto di poter costituire con la loro
subordinata il fuoco dell'enunciato. Ai connettivi di condizione appartengono in primo luogo il connettivo
polivalente se, che quello meno marcato, e quindi connettivi che sono semanticamente pi ricchi: essi indicano
anche lessicalmente che si tratta di una condizione (e di una condizione di tipo particolare); e non possono
quindi essere utilizzati per gli impieghi periferici di se.
Ci sono infine i connettivi di riserva singolare:
L'alternanza dei complementatori che e se si accompagna di regola con una alternanza di modi verbali rispettivamente congiuntivo ed indicativo - nella subordinata. La situazione infatti complicata dal fatto che
eccetto che e analoghi possono liberamente ammettere, quando la semantica di p e di q non vi si opponga, e
l'indicativo e il congiuntivo.
Es. 6: L'appartamento bello a mio avviso, eccetto che un po' piccolo
Es. 7: L'appartamento bello a mio avviso, eccetto che sia un po' piccolo.
Chiaramente si ha a che fare in un caso con una eccezione (6), in (7) con una riserva. Ne risulta che i connettivi in
questione, quelli cio seguiti dal complementatore che, sono neutri tra eccezione e riserva, e lasciano ad altri
fattori, nei casi dubbi, il cmpito di individuare l'interpretazione della subordinata. Se sono seguiti dal
complementatore se, eccetto, tranne, ecc. non possono in alcun modo introdurre eccezioni.
D'altra parte essi non soddisfano ai criteri empirici per la determinazione dei connettivi di condizione e vanno
dunque considerati come un caso particolare di connettivi di riserva: connettivi di riserva singolare. Hanno una
tendenza singolarizzante.
Complessivamente, dunque, abbiamo distinto nei paragrafi che precedono fra tre classi di connettivi per
l'italiano:
1. connettivi di condizione, che possono presentare comunicativamente in primo piano un le-game
condizionale. Possono essere distinti in:
(1a) connettivi di condizione generale: se
(1b) connettivi di condizione specifica: a condizione che, a patto che, ecc.

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Primavera 2013

2.

3.

Seminario di linguistica

Yasmine Tonini

I connettivi di condizione possono esprimere una riserva (positiva) quando interviene un


particolare profilo intonazionale.
connettivi di riserva: sono tutti positivi, e possono essere distinti in:
(2a) connettivi di riserva positiva: sempre che. Inoltre, tra i connettivi di riserva positiva va
isolata la sot-toclasse dei connettivi di riserva singolare: eccetto se, tranne se, salvo
se, fuori se.
(2b) connettivi di riserva negativa: a meno che.
connettivi di eccezione-riserva, che attribuiscono alla frase che introducono una interpreta-zione
come eccezione o come riserva in funzione del suo modo verbale (rispettivamente l'indicativo o il
congiuntivo): eccetto che, fuori che, salvo che, tranne che. La riserva determinata da essi e dal
modo una riserva negativa (analoga cio a quella di a meno che) e singolare.

Le eccezioni libere e legate


Hoeksema distingue 5 tipi di eccezioni differenti allinterno di uno schema gerarchizzato. La prima grande
distinzione viene fatta tra quelle che sono:
le eccezioni libere, possono riferirsi a diversi costituenti della reggente e posizionarsi in modo libera in
posizione iniziale, incisa, parentetica, finale.
le eccezioni legate, si riferiscono sempre al sintagma determinato delle reggente, in posizione finale di
frase. Un segno distintivo lassenza della virgola, che determina una coordinazione diretta con il
sintagma precedente. Le legate inoltre sembrano evidenzia il fatto che nella frase venga dato maggiore
peso alleccezione piuttosto che allasserzione della reggente.
Queste sono le prime due grandi categorie, ma la prima, delle eccezioni libere, al suo interno spartita in quattro
sottogruppi, definibili in base alla posizione assunta dal sintagma eccettuativo nella frase.
1. Eccezioni in posizione iniziale
2. Eccezioni in posizione dinciso
3. Eccezioni in posizione finale
4. Eccezioni in frase indipendente, immediatamente successiva alla frase generale. Questultima
categoria assimilabile alla III, poich tra le due non sorge alcune differenza.
Latto linguistico delleccezione corrisponde a una sorta di autocorrezione dellenunciazione rappresentata dalla
reggente, in inglese il termine tecnico afterthought (pensiero successivo).

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