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STORIA E LINGUAGGI DELLA RADIO E DELLA TV

QUESTIONI DI POST-TELEVISIONE
INTRODUZIONE
Nellera postmoderna, nella quale il rapporto con il televisore assuma una crescente autonomia, la
TV subisce grandi trasformazioni, specialmente nei principi e modelli che devono affrontare la
concorrenza. La generazione post-televisiva, invece, abita virtualmente la rete, anima i blog,
frequenta i social network, comunica attraverso la telefonia mobile e guarda meno TV: ci che
guarda solo frutto di una significativa sollecitazione proveniente dalla rete.
In Italia la TV un veicolo di gran lunga prevalente per linformazione: detiene il 90%
dellinformazione, il resto viene spartito tra quotidiani (61%) e internet (20%). Il sistema televisivo
in Italia si basa su una tripartizione: RAI (28,5% delle risorse complessive), Mediaset (30,9% delle
risorse complessive, con un 7,3% di share) e SKY (29,3% delle risorse complessive). Laudience
televisiva italiana raggiunge i 2 milioni di spettatori in 24 ore, questo perch gli italiani
preferiscono la scatola parlante (ovvero la TV).
Ogni nuovo mezzo di comunicazione non soppianta il precedente ma, dopo un certo tempo, lo
rafforza. Il mondo della comunicazione al centro di un profondo e radicale cambiamento: il
motore di questa evoluzione rappresentato dalla convergenza, ovvero linterazione/fusione di
pi strumenti del comunicare resa possibile dalla tecnologia digitale. Henry Jenkins ha coniato
lespressione di cultura convergente che incoraggia gli utenti ad interagire con i contenuti, a usare
le tecnologie come strumenti per esplorare nuovi territori (per esempio, I Cesaroni un
programma TV che vale come esperienza culturale, prendendo forme diverse su media diversi: CD,
libri, blog, oggettistica, ecc.).

CAPITOLO 1
IL TELECENTRISMO
Per 50 anni la TV stata:
- Generalista (tutti i generi sono buoni purch producano un indice di ascolto alto).
- Monomediale (programmi pensati e realizzati in funzione di un solo mezzo TV).
- Nazionale (ha prodotto programmi in una sola lingua).
- Analogica.
Oggi la TV cambiata: diventata multimediale, tematica, internazionale e digitale. La maggior
parte delle grandi aziende televisive vengono organizzate per media: reti radiofoniche, televisive,
canali satellitari e cos via. Al loro interno, questi comparti sono suddivisi per generi: strutture di
programmazione nelle reti, canali tematici, redazioni nei telegiornali. Questo modello viene
chiamato monomediale, in quanto i nuovi media (TV satellitare, internet, CD-ROM) sono
considerati semplici supplementi della TV.
La multimedialit una modalit di progettazione, realizzazione, distribuzione di prodotti in
diverse versioni per molti media (per esempio, una notizioa che viene trattata dalla TV, dalla radio
e da internet). I nuovi media non interagiscono tra di loro, perci si fa sentire lesigenza di una
multimedialit forte.
DALLANALOGICO AL DIGITALE
Ci che contraddistingue il passaggio dallanalogico al digitale, nella sfera dei prodotti culturali, il
loro distacco dai rispettivi supporti materiali e la confluenza in un unico supporto virtuale: il file
numerico.
CULTURA CONVERGENTE
La convergenza sta a significare lunione di media diversi (cellulare, PC, radio, ecc.).
La tecnologia non la sola forza in grado di rivoluzionare comportamenti e modi di vita e questo
viene dimostrato da 2 considerazioni:
1. Accanto ai nuovi modelli di utilizzo dei media permangono anche quelli tradizionali, che
affondano le loro radici nella storia dei mezzi di comunicazione: i giornali fatti di carta,
continuano ad essere comprati; per vedere un film su un grande schermo si continua ad
andare al cinema.
2. Nella societ capitalistica, anche la pi geniale delle invenzioni deve trovare un mercato
per diffondersi, deve generare bisogni.
Hulu, in cinese mandarino, significa scrigno di beni preziosi: una sorta di grande contenitore
web di testi mediali, film e prodotti TV, la televisione pi frequentata dai ragazzi americani e
venne lanciato nel 2008 come streaming legale.
Il telespettatore, oggi, virtualmente chiamato a dare forma ad abitudini di visione differenti. Il
passaggio universale al digitale terrestre il pi consistente cambiamento che la TV italiana ha
affrontato negli ultimi 20 o 30 anni.
Sul mercato si confrontano non tanto i singoli canali ma le piattaforme di offerta, entit
complesse in cui si incrociano tecnologia, modelli di business e modi di organizzare i contenuti TV.
Due colossi come Apple e Google, ad esempio, si stanno trasformando in media center.
I canali televisivi cercano sempre pi di costruire touchpoint, punti di contatto pensati per far
crescere il coinvolgimento. La TV un oggetto di condivisione sociale, smontabile e
commentabile soprattutto grazie alla rete, si pu guardare sul web tramite YouTube o si pu
commentare tramite Facebook, Twitter e i vari blog. Oggi il telespettatore non pi passivamente
sprofondato sul divano ma utilizza la TV per orientarsi, per interagire.

QUALE CONVERGENZA
Con la convergenza siamo passati da una cultura di tipo verticale (basata su una gerarchia) ad una
cultura orizzontale (ogni contenuto immediatamente disponibile). Esistono 5 forme di
convergenza:
1) Convergenza tecnologica: tra informatica e telecomunicazioni.
2) Convergenza delle infrastrutture: dei mezzi trasmissivi.
3) Convergenza dei business: aprono mercati di dimensione nuova.
4) Convergenza dei media: non pi vero che la radio sia completamente diversa dalla TV.
5) Convergenza delle forme espressive.
La convergenza un insieme di diverse forme di comunicazione, alla quale sono legati 4 settori
fondamentali: computer, consumer, comunicazione e contenuti (convergenza delle 4 C). la
convergenza televisiva un processo che si colloca allincrocio fra tutti questi fattori.
Nella tradizionale relazione che lega produzione (attori istituzionali) e consumo (pubblici) si
possono individuare tre elementi essenziali di trasformazione del circuito televisivo:
1. Estensione: riguarda le caratteristiche del testo esteso e affiancato da una miriade di
prodotti o del prodotto TV.
2. Accesso: riguarda la modalit con cui il consumo raggiunge il contenuto; si tratta di una TV
convergente caratterizzata dalla moltiplicazione delle forme di accesso.
3. Brand: riguarda le strategie messe in campo per ridare senso e ordine alle modalit di
consumo; pratica istituzionale derivata dal marketing.
Estensione, accesso e brand sono le principali innovazioni della TV convergente.

CAPITOLO 2
ALLE ORIGINI DEL CAMBIAMENTO
Con la TV digitale nasce la compressione della TV: il segnale digitalizzato viene trasformato in un
segnale in cui vengono eliminate tutte le ridondanze.
Tra il 1986 e il 1987 venne stabilito un accordo tra la RAI e la Societ Telettra per studiare delle
forme di processamento numerico che avrebbero potuto ridurre la bit rate. Questo studio inizi in
previsione dei Mondiali di calcio del 1990 e fu applicato inizialmente come spinta allalta
definizione. Si pens di applicare degli algoritmi numerici per eliminare la ridondanza spaziale e
temporale: lo sbocco della ricerca furono le trasmissioni tramite satellite sperimentale della RAI
Olympus (grazie al quale la visione delle partite di calcio del Mondiale 90 arrivarono fino a
Barcellona).
Nel 1997, la Direct To Home fu la prima televisione digitale diffusa in Italia. Molti canali si
potevano ricevere liberamente ma la vera base la modalit pay-per-view, con un canale di
ritorno garantito da una linea telefonica che cripta il segnale con un set top box. A partire dal 2001
nasce una piattaforma unica, Stream, che dal 2003 si chiamer SKY.
Nel 2004 in Italia si passati alla Digital Terrestrial Television moltiplicando i canali ricevibili,
richiedendo un STB (digitale che sui televisori moderni integrato). Ha avuto molto successo la
diffusione del pay-per-view di Mediaset Premium e La7 Carta+ per la visione di partite tramite una
scheda prepagata.
I Digital Video Broadcasting Handheld sono i primi telefonini di ultima generazione a supportare
la ricezione televisiva sul proprio display: la prima ad adottare questa funzione stata La3 con il
suo LGM 900.
DTH, DTT e DVBH sono 3 broadcaster che trasmettono tramite luso di antenna o del satellite. Si
aggiunge luso della TV tramite lindirizzo IP che possiamo distinguere in altre 4 forme:
1. IPTV, televisione sul protocollo IP ricevibile grazie ad un STB, fornita attraverso lo stesso
cavo di internet: il fornitore di solito un operatore telefonico, si tratta di un servizio
limitato agli abbonati; in Italia, Fastweb, Telecom e Wind trasmettono per via IP.
2. IPTV-E, televisione sul protocollo IP di 2 generazione che permette: la creazione di playlist
e linterazione nel web tramite widgets, voting, referral e il reccommendation engine;
laccesso in maniera pi diretta ai contenuti; la personalizzazione al massimo dei contenuti;
ordinare i contenuti per gusti; accedere in qualsiasi momento ai contenuti.
3. Web TV, ricevibile nel PC: gli editori sono operatori televisivi tradizionali, emittenti
televisive e radiofoniche, editori della carta stampata; le Web TV sono in parte no-profit,
mantenendosi tramite la pubblicit.
4. Aggregatori di contenuti (YouTube uno di questi), composto da video prodotti per la
maggior parte dagli stessi utenti.
Nel 2005 avviene il passaggio definitivo al DTT, iniziando dalla Sardegna e dalla Valle dAosta.
Questo sistema verr anche adottato dalla Gran Bretagna.
NUOVI CONTESTI, VECCHIE RESISTENZE
Lo switch-off laddove gi avvenuto il passaggio al digitale comporta una marcata redistribuzione
degli ascolti in favore dei nuovi canali e dei nuovi operatori. La concorrenza si fa sempre pi sulle
piattaforme. Oggi in Italia la concorrenza via etere (competizione intra-piattaforma).
Il DTT ha due caratteristiche: usa lo spettro frequenziale (risorsa scarsa e pubblica); rappresenta
lunica piattaforma che offre contenuti audiovisivi in chiaro e per questo motivo il DTT costituisce
una fonte di informazione e di intrattenimento nel nuovo panorama radiotelevisivo. LItalia viene
giudicato come il paese europeo con il mercato televisivo pi promettente per la diffusione del
digitale terrestre: la TV terrestre infatti interessa a 3 famiglie su 4.

Oggi, a differenza di prima, i canali a disposizione del cittadino sono pi di 200. 4 fattori
condizionano il futuro della TV italiana, in positivo o in negativo:
1) Il grado di occupazione dello spettro radioelettrico e la mancanza di frequenze libere, che
ha costretto Mediaset, RAI e Telecom ad acquisire nuove frequenze dalle TV locali
aumentando il duopolio.
2) In Italia si sono sviluppate perlopi offerte a pagamento.
3) In Italia c un certo numero di emittenti televisive analogiche ricevibili con le antenne
terrestri, a differenza di Germania, Regno Unito e Francia che hanno al massimo 6 canali.
4) La politica incide sul servizio pubblico, facendo fallire i tentativi di aumento della
pubblicit.
VERSO UNA TV A PAGAMENTO?
Con la televisione digitale giunge il passaggio ad un regime misto fra contenuti free e contenuti a
pagamento. Il sistema televisivo italiano (ed europeo) si avvicina, dopo 50 anni di differenza, a
quello americano, caratterizzato da networks e cable operators:
Film in pay-per-view.
Calcio, come le news, che si conferma prodotto a utilit istantanea ma che perde gran
parte del suo valore se non viene trasmesso in diretta.
Servizi di video on demand (VOD) che implicano una scelta da una library di contenuti
distinti per genere: le funzioni VOD sono possibili solo in streaming.
Con la TV digitale il broadcasting ha pi potere di decidere cosa trasmettere e quando
trasmettere. Questo potere ora nelle mani dellutente.
LA SCELTA DELLA BBC E LAVANGUARDIA OLANDESE
La scelta della BBC riguarda 1 player (mega contenitore): la grande mentalit inglese che non
teme di condividere laudience con il web (TV sul web). Nel 1994, attraverso la formazione della
Community BBC Networking Club, ci fu lavvio del suo primo servizio di e-commerce: il 30% del
traffico nazionale inglese infatti fin sulla rete. A partire dal 2009, internet ha superato la TV sul
campo degli investimenti pubblicitari. BBC inoltre ha puntato tutto sulla TV dei ragazzi, con
programmi specifici per quel target.
Nel 2008 la NOS, il quarto broadcaster olandese, ha lanciato Spangas, una fiction per adolescenti.
Ma la novit assoluta riguarda il sito internet del programma, nel quale viene creata una
community intorno alle vite dei personaggi. La strada segnata: un buon prodotto televisivo deve
avere la sua anticipazione sul web e una community che lo sostenga.



CAPITOLO 3
SEGMENTAZIONE E FRAMMENTAZIONE
Il nano share un insieme di micro gruppi di spettatori fortemente fidelizzati. Gli spettatori sono
diventati consumatori, devono essere soddisfatti e conquistati: la TV cerca di creare dei brand
cross mediali (Dott House, Lost, ecc.). I nuovi linguaggi ibridi sono pi vicini al vissuto dello
spettatore inteso come navigatore.
IL BROADCASTER INTRAPRENDENTE
Il broadcaster intraprendente il centro del sistema televisivo. Non pi un editore televisivo ma
un editore multimediale: campi dazione pi ampi, sfrutta innumerevoli touchpoint per consentire
laccesso ai propri prodotti, deve valorizzare i propri brand e deve costruire una galassia
dofferta.
Ci sono 3 aree dove lazione del broadcaster pu rivelarsi strategica per una gestione ottimale e
coordinata:
1. Caratteristiche dei testi: i testi sono estesi, le narrazioni complesse consentono al
broadcaster di ottimizzare un programma, non pi chiuso ma in grado di interagire con lo
spettatore.
2. Relazione fra testi multipli e spettatori, un legame che va oltre il semplice consumo: il
telespettatore diventato intraprendente.
3. Compiti dei broadcaster: capacit dellindustria TV di rinnovarsi e di adattarsi alle esigenze
del tempo.
PROFILI E STATUS DELLUTENTE-SPETTATORE
LItalia della TV digitale a pagamento stanca della TV generalista ed disposta a pagare per
contenuti di qualit. Gli uomini danno maggior attenzione alla TV poich sono grandi appassionati
e consumatori del prodotto premium per eccellenza (tipo calcio e sport).
Gli ascolti pi significativi provengono dai nuclei familiari (tra i 2 ai 5 componenti). Lutente trova
nel modello pull (scelta attiva) una modalit di fruizione televisiva molto pi vicina al proprio
vissuto quotidiano.
Esistono tre target televisivi:
- 25/40 anni: consumo limitato alle ore serali e poco tempo libero che procura un ampio uso
di film e serie TV in DVD e videoregistratore; si apprezzano programmi di informazione e
giornalistici; per le offerte a pagamento si preferisce il calcio e i film in prima visione,
apprezzando anche il cinema di registi emergenti e grandi cult del passato.
- 18/25 anni: sono i ragazzi nati e cresciuti con il sistema mediale, cos come lo conosciamo
noi oggi, sono per la maggior parte studenti che preferiscono le fasce orarie pomeridiane e
sono abituati alle nuove tecnologie.
- Kids: gli ascolti maggiori si hanno dalle famiglie con reddito medio-alto, composte da
giovani coppie con 1 o 2 figli; si utilizza lADSL per programmi dedicati ai bambini.
LA FEDELTA DEL PUBBLICO GENERALISTA
La televisione invecchia insieme a noi. Il pubblico di RAI, Mediaset e La7 negli ultimi anni
diminuito molto (precisamente 700mila unit). Vi un passaggio nella RAI dai 51 ai 59 anni, in
Mediaset dai 44 ai 51. Questo vuol dire che il pubblico rimasto quasi lo stesso e che sta
invecchiando insieme alla TV, come detto allinizio. Lunico a rimanere fuori il canale di Mediaset
Italia 1, che attira per la maggior parte i giovani.

CAPITOLO 4
CONVERGENZA E MEMORIA COLLETTIVA
I documenti scritti, depositati perlopi negli archivi, sono oggetto di un crescente interesse da
parte degli storici e degli archivisti, favorendo la nascita di una tendenza alla creazione di archivi
digitali e portando a dei complessi mutamenti delle pratiche e dei linguaggi della ricerca che
vertono ormai sulla creazione di quelle che si cominciano a chiamare metafonti.
LA CONSERVAZIONE DEI METADOCUMENTI
Siamo giunti ormai alla fine dellera della carta stampata, si sta pensando alla creazione di archivi
digitali e anche se vi una forte differenza verso queste nuove tecnologie, il web si pone degli
interrogativi riguardanti:
Aspetti connessi alla raccolta: siti statici o dinamici, streaming.
- Aspetti connessi al dispositivo: per evitare la ridondanza dellinformazione.
- Aspetti connessi alla durata dei formati.
- Aspetti dellindicizzazione manuale o automatica.
- Aspetti connessi alla consultazione.
LA RAI OLTRE LE TECHE
Larchiviazione digitale presenta due facce della stessa medaglia: da una parte, un vantaggio
perch si possono avere tante informazioni diverse in un unico supporto; dallaltra parte uno
svantaggio perch dobbiamo cercare le informazioni da soli e ci implica conoscenze, saperi e
competenze. I vantaggi dellarchiviazione digitale, rispetto a quella tradizionale, sono tre: rapidit
di accesso, documentazione disponibile in uno spazio ristretto ed uso multimediale.
Le teche RAI rappresentano un esempio di archiviazione digitale, conservando, catalogando e
documentando i programmi realizzati. Sul sito www.teche.rai.it, possibile trovare (in tempo
reale) documenti, foto, immagini e registrazioni che hanno fatto la nostra storia televisiva.