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Introduzione

La tesi che qui si presenta ha come oggetto lanalisi di alcuni aspetti specifici legati alla diffusione della televisione digitale nellattualit italiana. Come da pi parti sottolineato, la televisione ha conosciuto negli ultimi anni una profonda evoluzione, culminata nel passaggio dalla fase analogica a quella digitale. La digitalizzazione del segnale televisivo (terrestre, via satellite o via cavo) ha trasformato profondamente il settore dellaudiovisivo, portando in scena nuovi attori e imponendo la definizione di nuove regole. Ci ha significato, per la televisione, una vera e propria rivoluzione: sullonda del digitale, sono nati e continuano a nascere prodotti televisivi innovativi (come i canali tematici, oppure i servizi interattivi), mentre il pubblico ha a disposizione nuovi modi di fruizione e, talvolta, di partecipazione. Per di pi, lintera attivit di produzione televisiva ha subito una contemporanea e logica trasformazione: ad esempio, lesclusivit dei contenuti proposti dai broadcaster progressivamente divenuta lelemento centrale, mentre i costi di produzione o per lacquisto dei diritti di trasmissione sono diventati sempre pi elevati; soprattutto, mutata la stessa logica di programmazione.

Considerando la situazione attuale in Italia (ma non solo), innegabile che la tecnologia digitale stia offrendo importanti opportunit al settore televisivo, cambiando radicalmente il modo stesso di fare televisione. Al centro di ogni considerazione c lindividuazione di una importante cesura, dalla quale discende la situazione attuale; essa

rappresentata, nello specifico, dallo sviluppo dei canali a pagamento e dalla nascita delle piattaforme televisive multicanale. Si tratta di un 1

processo cominciato dalla met degli anni 90 del secolo scorso e che ha avuto una spinta decisiva dallintroduzione delle tecnologie digitali in ambito televisivo. Lavvento delle tecnologie digitali in ambito televisivo ha infatti determinato, in Italia, una modificazione sostanziale degli assetti: fino ad allora la televisione generalista italiana era stata caratterizzata da un sistema a due, ovvero con due soli broadcaster (ognuno dei quali con tre reti), i quali erano riusciti ad evitare la diffusione di modalit alternative di diffusione del segnale televisivo1, al fine di non vedere messo in discussione un equilibrio considerato dagli stessi (ovviamente) come il migliore possibile per lItalia. Il digitale televisivo, come accennato, ha cambiato radicalmente tale situazione, con la messa in campo di molteplici modalit alternative di offerta televisiva, portatrici peraltro di modelli di business diversi rispetto a quello proprio dei broadcaster, pubblici o privati, non solo italiani. Tali modalit alternative furono rappresentate, soprattutto, dalla televisione digitale diffusa con modalit broadcast via satellite direct to home (DTH)2, dalla televisione digitale diffusa con modalit broadcast sulle onde terrestri (DTT)3, nonch dalle possibilit multimediali offerte dai telefoni cellulari di terza generazione (UMTS) e dalla televisione digitale diffusa su protocollo IP attraverso la rete Internet. Pur tenendo presenti tutte queste modalit di trasmissione digitale del segnale televisivo, allinterno del presente lavoro ci si concentrer soprattutto sullanalisi di alcuni aspetti propri della televisione digitale terrestre. Ci sia perch il digitale terrestre rappresenta la principale modalit di trasmissione digitale per numerosit dellutenza, sia per le implicazioni che la sua diffusione (favorita dal passaggio definitivo alla tecnologia rispetto a quella analogica, previsto per decreto governativo per il 2012) ha avuto e continua ad avere rispetto allintero panorama televisivo italiano.

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Come, ad esempio, il cavo, diffuso altrove da decenni. Ricevibile in tutta Italia dal 1997. Dal 2004.

Nel primo capitolo si partir, quindi, tratteggiando lo scenario generale costituitosi in seguito allavvento, in Italia, della televisione digitale: saranno prese in considerazione le principali modalit di trasmissione digitale del segnale televisivo e, nello stesso tempo, si cercher di proporre delle riflessioni legate allo sviluppo di una tale tecnologia nonch alle conseguenze che sta avendo sullintero assetto televisivo italiano. Da questo punto di vista, ad esempio, si parler della trasformazione che ha interessato proprio sullonda delle modificazioni strutturali determinati dal digitale lo stesso pubblico televisivo, il quale sta a mio avviso sperimentando un cambiamento tale da permettere di definire lo stesso pi nei termini di utente-consumatore che di spettatore tout court. Sulla scorta di quanto detto nel primo capitolo, allinterno del secondo si proceder quindi allanalisi di aspetti pi specifici relativi alla organizzazione del sistema televisivo digitale terrestre. Si affronteranno quindi temi legati principalmente alla strutturazione delle piattaforme televisive digitali: lorganizzazione multicanale delle stesse (ovvero la presenza di un numero di canali senza dubbio maggiore rispetto a quelli presenti nella TV analogica, caratteristica che ha decretato buona parte del successo del digitale terrestre), ad esempio, sar discussa attraverso il riferimento a due differenti tipi di piattaforma multicanale, luna digitale satellitare (ossia Sky), laltra digitale terrestre (Mediaset Premium). Nello stesso modo, si forniranno alcuni cenni circa linterconnessione comunicativa tra TV e Web che sta prendendo sempre pi sostanza nellultimo periodo, assumendo nello specifico come elemento rappresentativo di tale modalit di trasmissione il canale Premium NetTV. Per concludere il discorso relativo allorganizzazione strutturale del digitale terrestre ed alle novit che esso ha introdotto nellintero panorama televisivo italiano, si far poi riferimento al tema del palinsesto. Questultimo, come si vedr, ha infatti conosciuto una profonda trasformazione rispetto alla sua funzione precedente, che era spesso di semplice scaletta oraria dei programmi trasmessi da una rete. Lintroduzione del digitale televisivo ha 3

comportato profonde modificazioni nel concetto stesso di palinsesto, il quale resta uno strumento dalle finalit ampie e complesse, che riveste per la televisione unimportanza assolutamente strategica: i contenuti, infatti, non possono essere infatti pi vincolati ad orari e scalette precise di fruizione, ma essere flessibili, accessibili nei momenti (e, spesso, nelle modalit) che lutente considera pi adatti. Di qui la necessit, per la TV odierna, di andare oltre il palinsesto, rimodulando la sua stessa concezione in base alle esigenze mutevoli e specifiche degli utenti. Il terzo capitolo del presente lavoro, infine, ha lo scopo di mostrare praticamente quanto detto nelle precedenti parti del lavoro. Ho quindi deciso di assumere come fulcro lanalisi di uno specifico canale televisivo, Rai 4, utilizzando lo stesso per mostrare, nel concreto, come pu strutturarsi la costruzione di un canale digitale terrestre. Saranno quindi presi in esame aspetti a mio avviso molto importanti del canale, come ad esempio la storia della sua costituzione, la filosofia editoriale che alla base della sua programmazione, lorganizzazione del suo palinsesto (analizzato attraverso le parole dello stesso direttore della rete). Per finire, assumer come oggetto di indagine un programma specifico trasmesso in esclusiva sulla rete (intitolato Sugo), per far emergere quelli che a mio parere sono degli importanti nodi problematici relativi allinterconnessione che esiste oggi tra differenti medium comunicativi (come la TV ed Internet). Lo scopo del presente lavoro non certo quello di offrire una analisi dettagliata e minuziosa delle molteplici problematiche conseguenti allavvento della TV digitale in Italia. Piuttosto, il mio fine quello di proporre degli argomenti di riflessione circa alcuni aspetti che attualmente caratterizzano il panorama televisivo italiano, cercando di fornire spunti argomentativi ed analitici suscettibili di essere approfonditi in futuro.

Capitolo I

1.1 La televisione nellera del digitale

Levoluzione digitale dei mass media rappresenta senza dubbio uno degli elementi che pi caratterizzano lo scenario comunicativo attuale. Lo sviluppo delle nuove tecnologie ha infatti mutato drasticamente lo stesso modo di intendere la comunicazione nella societ attuale; per questo, parlare di comunicazione oggi vuol dire confrontarsi con la nascita e lincessante sviluppo di tecnologie che, soprattutto negli ultimi anni, si sono evolute sempre pi nel segno del digitale. Se ci appare in modo chiaro soprattutto in relazione allespansione delle tecnologie informatiche, con Internet, va tenuto ben presente che anche i media cosiddetti tradizionali, come la radio e la televisione, stanno evolvendosi sempre pi in direzione delle nuove tecnologie digitali. Molti media preesistenti sono diventati digitali modificando i loro linguaggi e, di conseguenza, le pratiche sociali dei loro fruitori; le ricadute sociali di questo fenomeno di aggiornamento sono notevoli, e riguardano aspetti basilari come laccesso allinformazione, la circolazione e condivisione delle idee, lorganizzazione stessa della cultura. La televisione digitale forse lesempio del mutamento che sta interessando lo scenario comunicativo attuale: nellevoluzione del 5

sistema televisivo europeo (ma non solo), lavvento del digitale sta infatti segnando una tappa di fondamentale importanza, delineando un cambiamento radicale rispetto allo stesso modo di intendere (e fare) la televisione. La digitalizzazione ha trovato sviluppo in ambito televisivo sia perch essa rappresenta un mezzo per moltiplicare il numero di canali trasmissibili, sia per la possibilit di proporre un accesso a pagamento di molti dei canali visibili. E importante notare che labbandono progressivo del modello analogico in favore del digitale non si conclude nel semplice passaggio da una tecnologia ad unaltra; al contrario, le ricadute forse pi interessanti di tale mutamento sono quelle meno evidenti, legate ad un contemporaneo cambiamento culturale, ovvero di abitudini, approccio e fruizione del mezzo televisivo. Con la diffusione dei formati digitali accaduto quindi che una componente tecnologica ha posto i presupposti per una vera e propria rivoluzione dellassetto dei sistemi mediali, della progettazione dei contenuti, delle pratiche sociali di consumo, delle modalit di relazione tra gli individui. Con la televisione digitale ha luogo una sostanziale integrazione tra informatica, telecomunicazioni ed industria dei contenuti; la

trasmissione digitale, analogamente al linguaggio informatico, si basa infatti sulla conversione delle informazioni audio-video in valori numerici binari che riproducono in modo fedele linformazione originaria. Ci consente di superare molti dei limiti propri della tecnologia analogica, a partire ad esempio dal miglioramento della qualit delle immagini, per arrivare come accennato alla moltiplicazione dei canali televisivi disponibili a parit di risorse trasmissive impiegate4. Da quanto si sta dicendo, appare chiaro che la digitalizzazione del segnale televisivo (terrestre, via satellite o via cavo) ha trasformato

La TV digitale consente di comprimere fino a dieci canali video su di uno solo,

mentre in ambiente analogico ogni programma occupa una intera frequenza (si veda, al proposito, E. Menduni, I linguaggi della radio e della televisione, Laterza, RomaBari, 2008, p. 52 e segg.)

profondamente il settore dellaudiovisivo, portando in scena nuovi attori e imponendo la definizione di nuove regole. La tv digitale costituisce infatti un fenomeno tecnologico di grande portata, ma assume un ruolo rilevante soprattutto per gli aspetti dellofferta, per la funzione svolta dal mezzo televisivo, per le strutture produttive, nonch per il ruolo dello spettatore e per le sue abitudini di consumo. Pi che ogni altro dispositivo e mezzo di comunicazione, la TV intesa nella sua accezione digitale permette di sottolineare come la questione non possa esaurirsi nella semplice constatazione di un passaggio tra vecchi e nuovi media, anzi. Ci che va tenuto ben presente proprio il fatto che stiamo assistendo ad una trasformazione digitale di media gi esistenti, secondo una direttrice di sviluppo che non contempla una sostituzione, bens un aggiornamento e un rinnovamento di media storicamente presenti nelle abitudini quotidiane della maggior parte delle persone. Un tale processo non per uniforme n uguale per tutti i media: basti pensare, ad esempio, al tema della cosiddetta convergenza multimediale, ossia della fruizione congiunta di un numero elevato di servizi, anche diversificati tra loro. Come affermato da Enrico Menduni, infatti,

La tv non stata una protagonista della convergenza multimediale. Forte di un consolidato rapporto col pubblico, di altrettanto stretti legami con la classe politica, in possesso di una tecnologia affidabile e diffusa in tutte le case, ha guardato con cauta attenzione i processi di convergenza.5

Una tale constatazione illuminante per cominciare a comprendere la complessit di una questione che soltanto apparentemente semplice. Parlare di era della TV digitale vuol dire infatti segnalare s la presenza di una cesura tecnologica e contenutistica rispetto ad un

E. Menduni, I media digitali. Tecnologie, linguaggi, usi sociali, Laterza, Roma-Bari,

2007, p. 185

modello televisivo precedente, ma contemporaneamente non vuol dire che la TV digitale rappresenti un qualcosa di totalmente irriducibile rispetto a quella analogica. La continuit tra le due forme di TV infatti innegabile ed essenziale da tener presente per valutare correttamente la portata della TV digitale nel contesto comunicativo contemporaneo.

1.2 La TV digitale in Italia

Nella considerazione complessiva dellimpatto avuto dalla TV digitale nel nostro Paese, un primo dato da tenere in considerazione che lavvento della TV digitale (ed a pagamento) in Italia avvenuto in ritardo rispetto agli altri Paesi europei ed agli USA, ed databile alla seconda met degli anni 90 del secolo scorso. Le motivazioni di tale rallentamento sono da rintracciare innanzitutto nellassetto a due dei maggiori broadcaster italiani (RAI e Mediaset), alfieri della TV generalista, i quali sono riusciti ad evitare la diffusione di modalit alternative di trasmissione del segnale televisivo pur presenti da molti anni allestero (come, ad esempio, il cavo). Tale approccio aveva alla base un modello di business impostato su una forte capacit di autoproduzione di programmi prevalentemente da studio, caratterizzati in senso nazionale e linguistico, con sostanziosi intarsi di materiale di acquisto, prevalentemente di fiction e particolarmente americana6, il cui finanziamento avveniva attraverso il canone e i ricavi pubblicitari per il servizio pubblico, e la sola pubblicit per il segmento commerciale. Tale modello, e di conseguenza lassetto che ne aveva favorito laffermazione monopolistica, stato per messo in discussione dallavvento per lItalia, alla met degli anni 90 del secolo scorso
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Il futuro della TV in Italia, ricerca realizzata da ISIMM e Universit Roma Tre per

Tiscali Italia, Roma, maggio 2008, http://www.mediastudies.it/IMG/pdf/Il_futuro_della_Tv_in_Italia_def_.pdf (consultato il 18/04/2011)

delle tecnologie digitali applicate alla TV, le quali hanno radicalmente mutato lo scenario nel corso di un decennio. Ebbe cos inizio la diffusione di modelli alternativi di offerta televisiva basati su altrettanto differenti modelli di business rispetto a quelli legati alla consolidata industria televisiva tradizionale, fino a quel momento proposta dai broadcaster pubblici o privati.

1.2.1 Dalle prime forme di pay tv alla TV digitale satellitare

Nellambito della televisione a pagamento, uno dei primi tentativi, in Italia, si ebbe con Telepi, trasmessa via etere in forma criptata (ovvero visibile solo previo abbonamento). Essa stata la prima piattaforma televisiva commerciale a pagamento destinata al mercato televisivo italiano e, pi in generale, ha rappresentato la prima offerta di pay tv per il mercato televisivo italiano. Le novit apportate dalla piattaforma, le cui trasmissioni cominciarono il 20 ottobre del 19907, sono da ricercare anche nella programmazione proposta agli spettatori, in quanto essa stata la prima piattaforma televisiva commerciale ad offrire partite in diretta del campionato di calcio italiano di Serie A e Serie B a pagamento. Nel 1997, con la legge 249, si ebbe poi di fatto la liberalizzazione dei servizi di comunicazione, ivi compresa la TV via cavo e via satellite8. Da questo momento cominci quindi a diffondersi in maniera sempre pi massiccia la televisione digitale, soprattutto con modalit broadcast via satellite direct to home (DTH), il cui ruolo prevalente nonostante la presenza di molti canali ricevibili in chiaro fu quello di porsi come TV a pagamento, anche in modalit pay-per-view9.
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Con il lancio di tre canali televisivi, inizialmente tutti "in chiaro" (non criptati) Si veda, al proposito, E. Menduni, I linguaggi della radio e della televisione cit., pp. Questa veniva diffusa in modalit criptata con un Set top box (STB) proprietario che

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svolge tre funzioni: la decodifica del segnale, la sua conversione in analogico quando accoppiato ad un televisore di vecchio tipo, linterfaccia grafica Electronic Program

Il successo della piattaforma Telepi (alla quale, nel 1997, si affianc la rivale Stream) non fu per quello sperato, con la ricorrenza di un grave passivo finanziario che port, nel 2001, alla vendita della stessa proprio alla concorrente Stream. Limpossibilit di risollevare le sorti della piattaforma determin poi la creazione di una piattaforma unica, che nel 2003 assunse il nome di Sky. La creazione di Sky, ad opera del magnate dei media Rupert Murdoch, determin quindi una completa ristrutturazione dellofferta televisiva digitale a pagamento, anche grazie alla forte capacit economica dellazienda. Non a caso, il successo conseguito dalla piattaforma digitale satellitare Sky facilmente desumibile dal numero di abbonati, che, al marzo 2011, di 4 milioni 920 mila10. I principali punti di forza della piattaforma sono rappresentati senza dubbio dallelevato numero di canali a disposizione degli utenti, nonch dalla trasmissione in diretta delle partite del campionato di calcio italiano di serie A.

1.2.2 La TV digitale terrestre

La trasmissione via satellite non per lunica modalit attraverso la quale la TV digitale viene oggi diffusa; dal 2004, infatti, in Italia ha cominciato a diffondersi un tipo di televisione digitale trasmessa con modalit broadcast sulle onde terrestri, il cosiddetto digitale terrestre (DTT). Si tratta di una tecnologia di diffusione del segnale digitale che ha luogo moltiplicando (almeno) per sei, grazie alla compressione del segnale, i canali ricevibili (organizzati in multiplex11). In pratica, quindi,

Guide (EPG) con le varie funzioni supportate, fra cui la possibilit di accedere al Personal Video Recorder (PVR) (Il futuro della TV in Italia cit., pp. 1-2).
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http://www.sky.it/corporate/pagine/aziendasky/azienda_sky.shtml

(consultato

il

11/05/2011)
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Un Multiplex, o Mux, un sistema di diffusione digitale del segnale televisivo usato

nel digitale terrestre, ma anche nella tv satellitare e via cavo. Allinterno di un Mux possono essere trasmessi in ogni frequenza televisiva una determinata quantit di dati digitali, nello standard utilizzato in Italia fino a 24 Mb/s, che contengono pi canali

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la TV digitale terrestre (o via etere) un sistema di diffusione di segnali televisivi digitali che avviene attraverso trasmettitori terrestri (come la vecchia tv analogica), ricevibili con le antenne tradizionali esistenti. La differenza sostanziale tra questultima e la TV digitale satellitare (almeno per quanto riguarda lItalia) sta soprattutto nel fatto che la prima la prima pu trasmettere trasmissioni a livello nazionale e regionale, mentre la seconda pu trasmettere anche canali

internazionali in grandi aree europee, grazie alla capacit trasmissiva dei satelliti geostazionari. Per favorirne la diffusione, nel 2004 la legge 3 maggio, n. 112 (Legge Gasparri), ha stabilito il graduale passaggio dalla TV analogica al digitale terrestre attraverso lo spegnimento progressivo del segnale analogico nelle differenti regioni; attualmente ci troviamo in una fase intermedia del processo, definita di digital switch-over (DSO), in cui coesistono sia la televisione analogica che la televisione digitale, in quanto la fase terminale della transizione, quella in cui avverr lo spegnimento della televisione analogica definita analog switch-off (ASO) fissata, come per tutti i Paesi europei, al 12 dicembre 2012. Le caratteristiche principali della televisione digitale terrestre, rispetto alla analogica, risiedono soprattutto nella possibilit un offerta piu vasta e in un certo senso interattiva; non a caso, come ricordato da Enrico Menduni, il digitale terrestre stato presentato come una possibilit di accedere a servizi interattivi sia di tipo commerciale sia della pubblica amministrazione, e come opportunit per le televisioni locali12. In realt, il prodotto di maggior successo, anche sul digitale terrestre, stato quello relativo alla trasmissione delle dirette del campionato italiano di calcio e di altri eventi e trasmissioni televisive 13 da parte di

televisivi o radiofonici. Con le attuali tecniche di compressione, nel digitale terrestre in Italia per ogni vecchia frequenza analogica possibile trasmettere in un Mux fino a 6 canali televisivi a qualit standard.
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E. Menduni, I linguaggi della televisione e della radio cit., p. 55 Come il Campionato mondiale di motociclismo, oppure la trasmissione completa di

format (come Il Grande Fratello) su canali dedicati.

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piattaforme come Mediaset Premium oppure La 7 Cartapi e Dahlia TV (queste ultime ormai non pi presenti). La trasmissione digitale via etere presenta sia vantaggi che svantaggi, anche se va detto che i primi sono senza dubbio maggiore rispetto ai secondi. Per quanto riguarda i vantaggi, va segnalato in primo luogo che il digitale terrestre permette una copertura molto ampia della popolazione, sulla scia del vecchio segnale analogico: questo consente un raggiungimento capillare delle famiglie, superando in questo la trasmissione digitale satellitare, rispetto alla quale il digitale terrestre presenta senza dubbio minori problematiche tecniche ed una fruizione pi immediata. A tali vantaggi tecnici, vanno poi segnalati anche quelli di carattere pi propriamente economico. Il digitale terrestre rappresenta infatti vantaggi economici per tre categorie di soggetti interessati: lo Stato, i consumatori ed i fornitori di tecnologie e contenuti. Il primo attore citato, ossia lo Stato, ha infatti la possibilit di ottimizzare economicamente una risorsa limitata (rappresentata nello specifico dallo spettro di trasmissione elettromagnetico) attraverso la vendita o laffitto delle frequenze. Il consumatore, da parte sua, per usufruire del digitale non deve incorrere in una spesa molto elevata, in quanto basta di base un apparecchio televisivo predisposto ed una normale antenna. Infine, i fornitori di strumenti ed apparati, nonch i broadcaster, non possono che beneficiare del nuovo e sempre pi esteso mercato determinato dal passaggio alla nuova tecnologia. Per quanto riguarda poi gli svantaggi della tecnologia digitale terrestre, rispetto ad esempio alla satellitare, il maggiore sta forse nel limitato numero di canali ottenibili. Ci per non influisce sulla conclusione secondo la quale il mezzo di trasmissione digitale attualmente pi economico ed in grado di assicurare una penetrazione capillare sul territorio nazionale (considerata anche la grande spinta statale) proprio il digitale terrestre; di qui la scelta di passare integralmente al nuovo sistema da parte dei Paesi europei, Italia inclusa (come detto). Ovviamente tale passaggio non pu avvenire in maniera immediata n contemporanea, di qui la necessit di una fase in cui le trasmissioni 12

analogiche e digitali siano presenti in simulcast, cio in contemporanea. Si tratta di una situazione di transizione che va tenuta in debita considerazione, poich essa ha differenti ed importanti ricadute: ad esempio, ha causato ai broadcaster un incremento dei costi di trasmissione ed ha obbligato i produttori di apparecchi televisivi a rendere questi ultimi compatibili con entrambe le modalit di trasmissione. E innegabile che una tale situazione abbia comportato anche lapertura di scenari economici insospettati, favoriti dal lungo passaggio di consegne tra analogico e digitale terrestre come modalit standard di trasmissione televisiva nazionale. In questo contesto va preso quindi in esame anche il ruolo del pubblico, che come si vedr nel paragrafo successivo interessato da un mutamento di status altrettanto marcato.

1.3 Il pubblico: da spettatore ad utente-agente e consumatore

Con lavvento del digitale nella televisione, si compie senza dubbio un passaggio rivoluzionario: labbandono progressivo delle tecnologie sulle quali si basa il modello televisivo analogico presuppone infatti un contemporaneo cambiamento di approccio al mezzo televisivo stesso, sia in termini di programmazione da parte delle emittenti che in riferimento alle modalit di utilizzo della TV stessa da parte delle persone. Come sottolineato in una recente ricerca14, possibile affermare infatti che:
lalto profilo socio culturale raggiunto spinge lo spettatore a ricercare contenuti pi pregiati e

rispondenti ai propri desideri, alle proprie necessit e preferenze, una ricerca che porta ad un aumento

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Il futuro della TV in Italia cit.

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generalizzato dei media fruiti per soddisfare tali bisogni intellettuali e di intrattenimento.15

Considerato ci, la stessa definizione di (tele)spettatore sembra diventare a mio avviso obsoleta, se applicata al nuovo modello televisivo. Il termine infatti si rif ad una concezione passiva ed immobile strettamente connessa al modello analogico di televisione; con la TV digitale, invece, il pubblico diviene sempre pi partecipe dei contenuti, non limitandosi ad osservarli ma, spesso, divenendo egli stesso il creatore di molti di questi (come si vedr meglio in seguito, per quanto riguarda i canali interattivi del digitale terrestre):
In particolare, il continuo relazionarsi con Internet e la sua vastit di contenuti ha favorito lo sviluppo e il miglioramento dei processi decisionali e di selezione dellutente, che oramai trova nel modello pull (scelta attiva) una modalit di fruizione televisiva molto pi vicina al proprio vissuto quotidiano. Lascolto televisivo tradizionale, basato su dinamiche push (ricezione passiva) non viene sostituito ma affiancato: se da un lato infatti ci sar sempre pi spazio per esperienze di visione individuali, attive e personalizzabili, queste non potranno sostituire la fruizione rilassata, leffetto piazza e lagenda setting quotidiana che contraddistinguono la televisione di sempre.16

Linformatizzazione della televisione comporta quindi una parallela evoluzione del concetto stesso di pubblico, e ci a sua volta costringe le case di produzione televisive ad attuare strategie differenti rispetto a quelle adottate nel passato per venire incontro a tale cambiamento. Il passaggio dalla TV analogica a quella digitale implica quindi il passaggio da un pubblico di spettatori a quello che, a mio avviso,
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Ivi, p. 24 Ibidem

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potrebbe essere definito di utenti-agenti. Ho scelto di utilizzare questa definizione perch quella che sembra permettere di cogliere meglio lazione che il nuovo modello televisivo concede al pubblico: con essa voglio quindi sottolineare la possibilit (che il pubblico attuale ha) di interagire con la TV attraverso interfacce apposite, in una maniera diversa rispetto al passato. Il telecomando, da questo punto di vista, viene a perdere la sua funzione esclusiva di strumento adoperato per cambiare canale, assumendo invece la funzione di strumento attraverso il quale, in ambito digitale, la televisione pu essere (seppur nellambito delle possibilit concesse dal broadcaster) creata scegliendo i contenuti in base alle proprie esigenze, partecipando da casa a ci che viene trasmesso sullo schermo e cos via. Altro particolare da tenere in debito conto riguarda anche le modalit di accesso alla fruizione della TV rispetto al passato. Il passaggio al digitale implica, infatti, oltre alla possibilit suddetta di poter interagire in maniera diretta con i contenuti trasmessi sullo schermo, la sostanziale non-gratuit di molti di tali contenuti. Si tratta di un passaggio estremamente importante nellambito della valutazione del nuovo ruolo assunto dalla TV con il passaggio al digitale: assimilare questultima alla sfera dei servizi vuol dire infatti segnare un cambiamento nella natura del rapporto tra individuo e TV che prima di tutto concettuale, costringendo quindi a ripensare dalle radici il modo stesso di intendere la televisione. In questo senso, la mutazione da segnalare non riguarda soltanto la trasformazione da telespettatore ad utente, ma anche quella che caratterizza lutente stesso come consumatore. La possibilit di modellare sulle proprie esigenze ed aspettative la fruizione della TV passa infatti attraverso il pagamento dei servizi offerti dalle emittenti; il vecchio telespettatore diventa per queste ragioni un utente-agente ma anche un consumatore, un fatto che ha ricadute importanti anche sulla valutazione della posizione giuridica che questultimo si trova a ricoprire, in quanto Spostando il fuoco giuridico dalla posizione di telespettatore a quella di consumatore, lutente di audiovisivi potr 15

invocare dei rimedi di cui prima non poteva godere17. Il destinatario della comunicazione televisiva diventa quindi parte attiva nelle strategie commerciali legate alla formulazione dellofferta da parte delle emittenti, un cliente da conquistare e soddisfare attraverso proposte tematiche che ne favoriscono la fidelizzazione18. Da quanto detto appare chiaro che il mutamento determinato dallingresso della TV digitale sullo scenario telecomunicativo , anche per quel che riguarda il conseguente cambiamento degli spettatori, senza dubbio epocale. Andando pi nello specifico, interessante notare che, in base allanalisi audiometrica in grado di delineare un quadro del pubblico televisivo italiano attraverso indicatori sociodemografici lItalia della televisione digitale a pagamento stanca della tv generalista ed disposta a pagare per contenuti di qualit19. Di qui una ricerca sempre pi incessante di contenuti pregiati e rispondenti ai propri desideri, elemento che determina una contemporanea ricerca, da parte dei broadcaster, di proposte tali da soddisfare le aspettative di una clientela sempre pi esigenze e consapevole.

1.4 Tra push e pull: un affiancamento dei modelli di fruizione della TV

I cambiamenti introdotti dalla sempre pi larga diffusione della TV digitale dalla tecnologia al pubblico, come visto sinora hanno a che fare fondamentalmente con la comparsa di un nuovo modello di fruizione del sistema televisivo. Alla base di questultimo sembra infatti esserci un vero e proprio mutamento di filosofia, che caratterizza la
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Ibidem Non a caso, stato notato che La figura del couch potato, concepito come un

soggetto passivo che si abbandona sul divano davanti alla tv, la cui attivit limitata allo zapping frenetico durante le pause pubblicitarie, lascia il posto ai juggler ed alle loyal communities (Il futuro della TV in Italia cit., pp. 28-29).
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Ivi, p. 24

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nuova televisione digitale rispetto alla vecchia (tecnologicamente e contenutisticamente) TV di stampo analogico. I nuovi contenuti introdotti dalla TV digitale sulla scorta delle nuove possibilit tecnologiche hanno infatti determinato un nuovo modo di intendere la televisione da parte degli utenti, i quali sono stati influenzati in questo dalle nuove esperienze determinate da una introduzione sempre pi massiccia del Web allinterno della quotidianit. Ci di cui si sta parlando riguarda essenzialmente un cambiamento di approccio, una transizione possibile da un modello definibile di tipo push verso uno di tipo pull:

La televisione generalista sostanzialmente una tecnologia di flusso push, che spinge verso uno spettatore distratto o riluttante i suoi contenuti in aspra competizione con altre offerte. La televisione a pagamento piuttosto una tecnologia di tipo pull, che rende disponibili elenchi di contenuti, da cui lo spettatore preleva (letteralmente: tira verso di s) solo ci che di suo gradimento.20

Quanto notato da Enrico Menduni nel brano sopra riportato, a proposito della differenza tra TV generalista e TV a pagamento, sembra racchiudere lessenza del cambiamento di cui si sta discutendo in questo paragrafo. Notare la comparsa di una tecnologia di tipo pull, che va ad affiancare quella di tipo push, non vuol dire, infatti, prendere semplicemente atto di una semplice sostituzione di un sistema di trasmissione in favore di un altro. Al contrario, la differenza da rilevare ha a che fare fondamentalmente con un approccio diametralmente opposto rispetto a quello utilizzato fino a poco tempo fa: il concetto di prelevare (pull, appunto) implica una possibilit di scelta molto pi ampia rispetto a quella offerta dalla TV analogica, la quale si limitava ad offrire un palinsesto fisso e non modificabile dallo spettatore. Con la TV digitale la partita si gioca invece sul paino della scelta: non solo quella
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E. Menduni, I media digitali cit., p. 190

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tra i diversi canali, ma anche tra i contenuti offerti allinterno dei canali stessi, i quali spesso si pensi alla pay-per-view oppure anche alla net tv sono modificabili dallutente in base ai desideri del momento. Un tale mutamento ha importanti conseguenze, se vero che:

Poich lo spettatore sceglie un contenuto determinato, non c flusso, non c necessit di inglobare ogni spettacolo dentro un contenitore, n di dover raggiungere la maggioranza degli spettatori. E non c neanche il bisogno di essere graditi sempre. La televisione tematica non deve offrire unalluvione di contenuti, ma una scelta dotata di una sua coerenza.21

Sembra essere proprio questa lessenza della nuova televisione, ci che la caratterizza e distingue rispetto alla vecchia. Va notato, comunque, che entrambi i modelli non sono si escludono a vicenda, anzi; attualmente ci che si nota piuttosto la compresenza del modello push con quello pull, coabitazione necessaria in quanto lascolto televisivo tradizionale resta comunque una modalit di fruizione della TV diffusissima. Ci perch, come detto in precedenza, se da un lato infatti ci sar sempre pi spazio per esperienze di visione individuali, attive e personalizzabili, queste non potranno sostituire la fruizione rilassata, leffetto piazza e lagenda setting quotidiana che contraddistinguono la televisione di sempre22. Da una parte, quindi, la scelta e la personalizzazione (con relativo pericolo di frammentazione e incapacit di restituire un quadro complessivo degli eventi); dallaltra, invece, il regime di un palinsesto pi rigido ma in grado di restituire il senso di ci che accade nel mondo, e aiuta a comprendere come ci si deve comportare socialmente23. In entrambi i casi, ci di cui bisogna prendere atto la crescente richiesta di modelli alternativi in grado di restituire una nuova esperienza televisiva, da
21 22 23

Ibidem Il futuro della TV in Italia cit., p. 24 E. Menduni, I media digitali cit., p. 190

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affiancare ai vecchi allo scopo di rendere sempre pi completa la fruizione di un media che non sembra passare mai di moda.

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Capitolo II

2.1 La televisione digitale multicanale

Nel primo capitolo abbiamo potuto notare come la comparsa e la progressiva affermazione della TV digitale, soprattutto nella sua declinazione di digitale terrestre, abbia rappresentato un evento rivoluzionario in merito alle possibilit ed alle prospettive della televisione in generale. Dopo circa mezzo secolo di predominio della televisione analogica, infatti, laffermazione della TV digitale ha fatto si che, nel volgere di alcuni anni, la maggioranza delle famiglie italiane abbia transitato verso una piattaforma televisiva digitale, anche in relazione alla prossima cessazione del segnale analogico in Europa (che, ricordiamo, avverr nel 2012). Una delle caratteristiche decisive, tra quelle che hanno permesso un tale successo della TV digitale, senza dubbio la presenza di un numero di canali senza dubbio maggiore rispetto a quelli presenti nella TV analogica. Come accennato nel primo capitolo, infatti, il digitale permette la presenze, sulle medesime frequenze, di un numero di canali maggiore rispetto a quelli possibili con la tv analogica (1 contro almeno 6). Di conseguenza, i broadcaster digitali hanno avuto sin da subito la possibilit di allestire un bouquet di canali tale da soddisfare la maggior parte delle richieste del pubblico: canali dedicati ai documentari, agli sport in generale (ed al calcio in particolare), ai film ed ai telefilm 20

(spesso con una suddivisione interna in base al genere), ai bambini e cos via. Lofferta televisiva digitale comprende quindi una quantit di contenuti, sia gratuiti che a pagamento, molto pi alta che in passato. Questi ultimi rappresentano ovviamente il punto di forza dei differenti broadcaster digitali, i quali per superare la concorrenza si trovano quindi costretti ad ampliare di continuo i contenuti della loro offerta, stipulando accordi con i detentori dei diritti sia nazionali che internazionali. La possibilit di stipulare accordi con pi parti permette, di frequente, che gli stessi canali si trovino su pi piattaforme; ci comporta una importante conseguenza, notata da Enrico Menduni, per il quale:

Ci segna una differenza abissale dalla TV generalista; mentre per definizione un programma di Rai Uno non poteva andare contemporaneamente su Canale 5, sul digitale satellitare (Sky) troviamo buona parte dei canali che sono sul digitale
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terrestre,

oltre

naturalmente a Rai Uno e Canale 5.

SI nota bene che offrire interi canali cosa molto diversa dalloffrire contenuti (come film o serie TV) da collocare in palinsesto 25, e tale caratteristica contraddistingue nettamente la TV digitale rispetto alla precedente, divenendone senza dubbio un elemento caratterizzante di fondamentale rilevanza. La presenza dei medesimi canali su pi piattaforme, che sono tra laltro concorrenti, fa cadere un presupposto sul quale la TV analogica aveva fondato la lotta stessa alla concorrenza: quello della totale unicit della proposta, per la quale un canale (trovandosi allinterno di un altrettanto unico bouquet) poteva caratterizzare per buona parte lofferta stessa rispetto alle altre. Con il digitale il discorso cambia. La presenza degli stessi canali su piattaforme concorrenti costringe infatti i broadcaster ad elaborare una proposta tale da invogliare gli utenti ad aderirvi, scegliendola rispetto
24 25

E. Menduni, I linguaggi della radio e della televisione cit., p. 190-191 Ivi, p. 191

21

alle altre. Le variabili che entrano in gioco sono quindi molteplici, e non si basano pi soltanto sullofferta televisiva tout court: tra queste, vanno segnalate ad esempio il prezzo complessivo dellofferta (spesso proposta con formule di risparmio che prevedono consistenti sconti per i nuovi abbonati o la possibilit di usufruire di servizi aggiuntivi al medesimo prezzo, per un periodo di tempo pi o meno limitato), linterconnessione con altri servizi di comunicazione (come telefonia ed Internet, proposta ad esempio da Fastweb, gestore che ha sempre fatto dellinterconnessione tra video, telefono ed Internet un punto di forza della propria offerta26), la qualit complessiva dellofferta (dallaffidabilit del segnale di trasmissione alla possibilit di ricevere canali in alta definizione), e cos via.

2.2 Due esempi di piattaforme digitali multicanale: Sky e Mediaset Premium

Da quanto detto finora, appare chiaro che lofferta proposta da una piattaforma televisiva digitale, affinch risulti vincente rispetto alle concorrenti, non pu prescindere da una caratterizzazione della stessa tale da renderla immediatamente riconoscibile tra le altre: essa, in altre parole, deve rappresentarsi come un unicum dotato di un appeal in grado di attrarre quanti pi utenti possibile. In questo senso vanno lette ad esempio le strategie di marketing e brand promotion dispiegate dalle differenti aziende, tese a caratterizzare in maniera univoca le piattaforme attraverso levocazione di filosofie di cui le aziende stesse si fanno portavoce27. Accanto a ci si pone poi la strutturazione del
26 27

www.fastweb.it Si pensi ad esempio allo slogan Liberi di , coniato da Sky per identificare la

propria offerta partendo dalla filosofia che lazienda vuole comunicare ai potenziali utenti, lasciando questi ultimi liberi di interpretare soggettivamente le ampie possibilit che lazienda suggerisce essere proprie della propria offerta.

Analogamente, Mediaset Premium ha elaborato una campagna pubblicitaria che si

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bouquet di canali, i quali (per identificare come unica lofferta proposta) non possono prescindere dalla presenza di canali proprietari, con un proprio logo, ai quali si pu accedere soltanto acquistando lofferta in questione. Sky, ad esempio, propone unofferta che si caratterizza principalmente in base al numero di canali con marchio proprietario, dedicati a differenti target di mercato: dallo sport (con i canali Sky Sport e Calcio, tra gli altri), al cinema (canali Sky Cinema, Classics, Hits, Max, etc.), allintrattenimento (ad esempio Sky Uno), alle notizie ed allinformazione (i canali Sky Tg24, oppure Sky Meteo24). Nello stesso modo, lofferta viene completata attraverso una proposta pay-per-view denominata Sky Primafila. Si tratta di un bouquet di programmi acquistabili singolarmente 24 ore su 24, che comprende sia anteprime cinematografiche (anche solo per adulti) che altri eventi sportivi e di intrattenimento, ai quali si pu accedere attraverso un tasto apposito del telecomando della piattaforma (identificato non a caso con il nome di Tasto Primafila)28. Si nota bene come lorganizzazione della piattaforma televisiva digitale di Sky sia elaborata in base a gruppi dotati di una coerenza interna (Cinema, Sport, Intrattenimento e cos via), la quale permette allutente di identificare immediatamente il bouquet di programmi che lo interessano e facilitando, per questo, la fruizione dei canali. In effetti, lorganizzazione in gruppi coerenti si pone come una necessit allinterno delle piattaforme digitali, non solo di Sky, e ci per diverse ragioni. In primo luogo, lofferta stessa si presenta in forma modulare e personalizzabile, in quanto non necessario acquistare lintera offerta
basata per un periodo sullo slogan Incredibile, ma Premium!, ideata allo scopo di caratterizzare la propria offerta in base alla novit della proposta commerciale che propone, identificandola quindi con un panorama di senso che pone alla base dello stesso la sorpresa, la freschezza e la meraviglia che i contenuti proposti dovrebbero suscitare.
28

Sky Primafila fornita esclusivamente a chi sottoscrive un abbonamento ai

pacchetti di canali televisivi Sky ed disponibile sia via satellite, attraverso la flotta di satelliti Hot Bird, che via cavo (in tecnologia IPTV) sulla rete ADSL di Telecom Italia e sulla rete ADSL o in fibra ottica di Fastweb.

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ma anche soltanto parte di essa: ad esempio, per Sky, si pu sottoscrivere un abbonamento scegliendo la propria personale configurazione. Si potr quindi avere una piattaforma che comprende soltanto canali News, Musica o Serie Tv, oppure integrare gli stessi con canali Cinema o Calcio, o ancora scegliere tutti quelli disponibili nel bouquet e cos via. Tale configurazione modulare un tratto caratterizzante di tutte le piattaforme digitali (satellitari o terrestri) presenti ad oggi in Italia. Essa riveste una funzione che identifica in modo assolutamente unico la TV digitale rispetto a quella analogica, in quanto la modularit stessa possibile esclusivamente perch la strutturazione delle frequenze digitali lo consente. Oltre a ci, importante sottolineare questa caratteristica perch da essa dipendono spesso le sorti (in termini di vendite) delle piattaforme: i prezzi delle differenti offerte, infatti, non sono univoci, ma variano ovviamente in base alle differenti configurazioni che gli utenti scelgono per la costruzione della propria piattaforma. Come si nota, questo un altro tratto caratterizzante lesperienza televisiva digitale, ovvero lazione dellutente, non pi fruitore passivo (se mai lo stato) ma elemento che agisce gi a monte della proposta, strutturando la stessa in base ai propri interessi ed alle proprie finalit. Non a caso, ancora Enrico Menduni ha notato che:
Larrivo della TV digitale, e in particolare del digitale terrestre, stato fortemente collegato ad una

previsione di interattivit, con un canale di ritorno assicurato dalla linea telefonica a cui collegato il STB (interattivit differita). A distanza di qualche anno, constatiamo che si sviluppata largamente labitudine di comprare programmi in pay-per-view con il

telecomando: premo un tasto del telecomando quando una scritta sullo schermo me lo chiede e il STB, via cavo telefonico, contatta lemittente che, a sua volta, comunica al STB il logaritmo necessario alla decodifica

24

di quel determinato contenuto, ma tutte le altre forme di interattivit.29

In effetti, quanto descritto da Menduni ci che accade con le piattaforme televisive digitali terrestri. Non diversamente da quelle satellitari (quale Sky), esse infatti permettono di interagire con i contenuti in maniera pi ampia che con la TV analogica. Tra le piattaforme digitali terrestri, quella che senza dubbio ricopre

attualmente il ruolo di leader del settore, in Italia, Mediaset Premium30. La struttura di Premium (come chiameremo da ora in avanti il broadcaster per comodit) ricalca in buona parte quella gi vista a proposito di Sky: struttura modulare dellofferta, condivisione di alcuni canali, trasmissione di canali proprietari con un proprio marchio. Ci che differenzia le due offerte, in primo luogo, la tecnologia di trasmissione, che , comunque, in entrambi i casi digitale: nel caso di Sky, infatti, essa satellitare, mentre per Premium terrestre. Di conseguenza, anche lofferta di differenzia in modo sostanziale a livello di proposta: Premium propone un bouquet di canali senza dubbio numericamente inferiore rispetto a quello trasmesso da Sky, ma nello stesso tempo pu contare su di un prezzo di vendita complessivo pi basso e su una richiesta di allestimento tecnico meno impegnativa 31. Per quel che riguarda lofferta nel dettaglio, Premium trasmette sia canali generalisti (buona parte dei quali condivisi con Sky) che proprietari; questi ultimi riguardano sostanzialmente il Cinema (con alcuni canali dedicati a marchio Premium), lo Sport (soprattutto il calcio, di cui condivide con Sky i diritti di trasmissione in diretta) e le serie televisive (con i canali Joy, Mya Steel). Analogamente a Sky, inoltre, anche Premium prevede un servizio di pay-per-view e funziona in
29 30

E. Menduni, I linguaggi della televisione e della radio cit., p. 192 Anche perch tentativi di creare piattaforme analoghe, come ad esempio Dahlia o Per accedere allofferta di Premium basta infatti un decoder compatibile (o, per i

La7 Cartapi, sono andati presto falliti (si veda, al proposito, il Capitolo I, pp. ).
31

televisori con decoder integrato, una CAM in cui alloggiare la scheda del gestore), mentre per accedere a Sky necessario impiantare (ovviamente) una parabola.

25

abbonamento, il cui costo legato alla scelta dei contenuti attivati ad esempio Gallery (che include film e serie TV) + Calcio, solo Gallery e cos via. Completano lofferta servizi aggiuntivi come, ad esempio, Premium on Demand (che consente, attraverso un decoder abilitato, di accedere ad una libreria di film sempre disponibili senza costi aggiuntivi32) o la recentissima Premium NetTv, ossia laccesso (sempre tramite decoder abilitato) ad una library di contenuti (film, eventi, serie tv etc.) sempre disponibili e a differenza del servizio On Demand trasmessi in streaming allutente attraverso una connessione ADSL (di questultimo si parler pi estesamente nel paragrafo successivo). Un sommario confronto tra i due principali broadcaster attualmente presenti sulla scena digitale televisiva in Italia permette, da quanto visto, di rintracciare alcuni tratti in comune, non solo tra le offerte ma anche nella strutturazione delle stesse. Abbiamo infatti notato che sia Sky, sia Premium, nonostante il diverso canale di trasmissione (satellitare e terrestre) propongono piattaforma a struttura modulare, ovvero componibile dal singolo utente a seconda delle personali preferenze. In secondo luogo, entrambi i gestori coniugano la presenza di canali condivisi con quella di canali proprietari, identificati da uno specifico marchio ed accessibili solo tramite ladesione alla singola offerta, in modo da caratterizzare specificamente la stessa. Infine, sia Sky che Premium si strutturano in base ad un principio comune: quello della personalizzazione. Ci significa che, ad esempio, accanto alla programmazione prevista dai rispettivi palinsesti, che comune e vincolata ad orari e giorni, essi prevedono la possibilit di accedere, quando (e, come nel caso di Premium NetTV, dove) si vuole, ad un catalogo di contenuti richiamabili a schermo. Che si chiami MySky o Premium on Demand, ci che non muta la filosofia alla base della proposta, che sembra indicare anche una strada che verosimilmente sar sempre pi battuta in futuro: quella della televisione flessibile, per

32

Un corrispondente di tale servizio presente anche su Sky, ed denominato

MySky.

26

cos dire, ossia non vincolata ad un palinsesto unico ma liberamente modulabile e fruibile in parole povere, sul modello del Web.

2.3 Verso linterconnessione comunicativa: lesempio di Premium NetTV

Nel paragrafo precedente stato fatto un rapido cenno al servizio Premium NetTV, ovvero un servizio on demand in streaming contenuto nellofferta Mediaset Premium. Premium NetTV , in effetti, molto interessante da analizzare ai fini della riflessione che qui si propone, in quanto sembra rappresentare bene la convergenza tra tecnologie di comunicazione alla quale si sta assistendo ed a cui si fatto pi volte cenno. Una caratteristica di Premium NetTV, infatti, quella di poter essere accessibile, per gli abbonati Premium, non soltanto dalla televisione, ma anche da un PC. Ci perch il servizio, come detto, trasmesso in streaming, ovvero attraverso un flusso di dati audio-video trasmesso attraverso la rete. In questo modo, la visione non pi collegata esclusivamente allapparecchio televisivo, ma consente di essere fruita su di un qualsiasi PC anche in mobilit (ad esempio attraverso un portatile). In questultimo caso, basta infatti accedere al sito dedicato di Premium NetTV e, inserendo username e password (che identificano lutente come in possesso di un regolare abbonamento Premium), scegliere il programma da vedere allinterno del catalogo interno. Questultimo contiene differenti categorie (a loro volta organizzate in sottocategorie), la maggior parte delle quali fruibili gratuitamente: si va dal Cinema alle Serie TV, dalle Fiction ai Programmi TV (che replicano quelle presenti nel palinsesto del gruppo Mediaset), dal Calcio ai Documentari. Accanto a questi, i quali come detto sono accessibili gratuitamente, vi sono poi alcuni programmi il cui accesso in pay-per-view: un esempio il canale Cinema Premire, i cui contenuti sono accessibili previo pagamento di una somma che verr poi addebitata nella fattura 27

dellabbonamento. Completano lofferta alcuni canali compresi nella categoria Canali Extra (tra gli altri, Cinema Star, Cinema Italia, Premium Serie o Mediaset Kids), ovvero canali proprietari trasmessi

esclusivamente su Premium NetTV. Nonostante le limitazioni attualmente presenti nel servizio (come il monte massimo di 60 ore fruibile mensilmente dal singolo abbonato, oppure la necessit di avere una connessione a banda larga piuttosto performante, considerate le esigenze dello streaming), fuori di dubbio che la direzione che esso indica sempre pi diretta verso linterconnessione tra televisione ed altri mezzi di comunicazione, soprattutto informatici. Ci appare chiaro soprattutto se si pensa al fatto che sempre pi spesso broadcaster televisivi e fornitori di servizi internet (ma anche di telefonia) creano alleanze commerciali che mirano a fornire un servizio integrato. Restando sullesempio Premium, ad esempio, recente lalleanza con il gestore di telefonia Vodafone, che assicura sconti per chi utente di entrambi i servizi, oppure anche la partnership tra Sky e Fastweb, un gestore di servizi telefonici e internet che prevede la possibilit che il segnale Sky sia trasmesso attraverso la propria rete (eliminando cos la necessit di installare una parabola). Le ricadute di un simile modo di intendere la televisione che si trasforma quindi da semplice schermo adibito alla visione di programmi ad apparecchio multifunzione, sempre pi simile ad un personal computer sono quindi facilmente intuibili, e vanno da una ridefinizione degli standard di programmazione e di contenuti ad un sempre pi marcato investimento nella tecnologia costruttiva dei televisori. Coniugare allinterno di un medesimo apparecchio (che, per inciso, ormai riduttivo definire semplicemente televisore) diverse tecnologie comunicative (TV, Internet, ma anche radio, ad esempio) vuol dire, per lutente, avere a disposizione praticamente tutte le possibilit di comunicazione attualmente disponibili. Sono sempre pi diffusi apparecchi televisivi che contemplano la presenza non solo dellalta definizione, ormai divenuta uno standard, ma anche dispositivi wi-fi e 28

schede di rete, sistemi di altoparlanti integrati sempre pi evoluti, webcam e dischi fissi, decoder digitali integrati, possibilit di usufruire della tecnologia 3D tramite apposite periferiche (come gli occhialini) per i sempre pi numerosi programmi che la supportano, e cos via. Nello stesso modo, una tale mole di risorse comunicative necessita dello sviluppo di contenuti tali da poter sfruttare le stesse in tutte le potenzialit che esse presentano. In caso contrario, si potrebbe andare incontro a fallimenti gi sperimentati in passato. Lintegrazione di Internet e televisione, di cui si sta parlando in questo paragrafo, non ad esempio una novit assoluta; gi il gestore Fastweb, per citare il caso forse pi conosciuto, diversi anni fa aveva proposto un modello di televisione che si basava sulla possibilit di usufruire di contenuti online, il quale per non ebbe allepoca il successo sperato 33. Le principali motivazioni per le quali lesperimento di Fastweb non riscontr unimmediata affermazione (si parla del 2001) sono legate

principalmente sia alla scomodit di interazione tra utente e televisione (bisognava utilizzare una tastiera semplificata ad infrarossi), sia al vincolo che legava la fruizioni al solo televisore (non si poteva accedere agli stessi tramite PC), che, soprattutto, alla scarsit dei contenuti accessibili. Oggi, a distanza di dieci anni, la situazione sembra per essere drasticamente mutata, grazie soprattutto allavanzamento delle

tecnologie ed alla maggior attenzione ai contenuti da parte dei broadcaster. Per restare sullesempio del paragrafo, infatti, Premium NetTV propone una modalit di interazione con lutente molto pi semplificata, in quanto possibile utilizzare il solo telecomando per accedere allofferta dei contenuti, i quali sono inoltre fruibili non solo attraverso il televisore, ma anche tramite dispositivi informatici. I contenuti, poi, sono sia qualitativamente che quantitativamente

33

La cosiddetta TV di Fastweb stata lanciata nel marzo 2001 per la clientela

collegata in fibra ottica e resa disponibile anche su linea ADSL all'inizio del 2003. Essa prevedeva il collegamento di un decoder proprietario (chiamato Videostation) che trasmetteva contenuti in streaming da Internet al televisore.

29

superiori rispetto a quelli offerti in passato, favoriti in ci anche da migliori infrastrutture di rete che ne permettono la diffusione, nonch da una maggiore possibilit di adeguare gli stessi ai gusti del singolo utente. Ed proprio sul versante dei contenuti (e sulla loro accessibilit) che si giocher, a mio avviso, buona parte del successo della nuova televisione, che sembra muoversi verso una connessione sempre pi decisa con le nuove tecnologie informatiche.

2.4 I contenuti della televisione digitale multicanale: oltre il palinsesto

I canali televisivi proposti sulle piattaforme digitali, come detto, sono sia gratuiti che a pagamento. Ovviamente i contenuti cambiano a seconda della gratuit o meno della proposta, elemento che, in linea generale, sembra permettere di operare una distinzione tra le proposte presenti sulle piattaforme digitali attuali e quelle proprie della TV analogica tradizionale. Alla base sembra esserci, ancora, il differente approccio che lutente ha nei confronti del mezzo televisivo, soprattutto se notiamo che:
il continuo relazionarsi con Internet e la sua vastit di contenuti ha favorito lo sviluppo e il miglioramento dei processi decisionali e di selezione dellutente, che oramai trova nel modello pull (scelta attiva) una modalit di fruizione televisiva molto pi vicina al proprio vissuto quotidiano. Lascolto televisivo

tradizionale, basato su dinamiche push (ricezione passiva) non viene sostituito ma affiancato: se da un lato infatti ci sar sempre pi spazio per esperienze di visione individuali, attive e personalizzabili, queste non potranno sostituire la fruizione rilassata, leffetto piazza

30

e lagenda setting quotidiana che contraddistinguono la televisione di sempre.34

Lelaborazione

dei

contenuti

proposte

dalle

piattaforme

digitali

multicanale sembra muoversi proprio tra il modello push e pull sopra citato. Da una parte, infatti, vi quella che Enrico Menduni, a proposito della televisione generalista, ha definito come tecnologia di flusso push, che spinge verso uno spettatore distratto o riluttante i suoi contenuti in aspra competizione con altre offerte35. Dallaltra, vi invece la tecnologia pull, che rende disponibili elenchi di contenuti, da cui lo spettatore preleva (letteralmente: tira verso di s) solo ci che di suo gradimento36. I contenuti televisivi vengono quindi elaborati tenendo conto di entrambe queste dimensioni, compresenti allinterno della medesima esperienza di fruizione televisiva. Sarebbe infatti sbagliato definire la TV generalista e quella digitale come mondi differenti, allinterno dei quali vengono comunicati contenuti altrettanto diversi, cos come sarebbe ugualmente errato considerare la TV generalista come il vecchio, destinato a scomparire in favore del nuovo rappresentato dal digitale. In realt, come affermato ancora da Menduni, Il ruolo sociale e pubblico della TV per tutti permane. Quello che sta per scomparire la trasmissione in analogico, non la TV generalista37. Lanalisi dei contenuti proposti dalla TV digitale multicanale non pu quindi prescindere da questo presupposto, anche se innegabile una modificazione dei contenuti offerti oggi rispetto a quelli proposti nel passato non solo per quanto riguarda la loro strutturazione, ma anche le modalit in cui essi vengono diffusi.
34 35

Il futuro della TV in Italia cit., p. 24 E. Menduni, I media digitali. Tecnologie, linguaggi, usi sociali, Laterza, Bari-Roma,

2007, p. 190
36 37

Ibidem E. Menduni, Servizio pubblico, web e nuovi media, Intervento, Roma, 10 marzo

2009, http://www.mediastudies.it/IMG/pdf/Servizio_pubblico_e_nuovi_media.pdf (consultato il 30/05/2011)

31

Andando pi nello specifico, si deve sottolineare limportanza dello studio del palinsesto per la comprensione delle strategie di

programmazione e delle logiche di evoluzione dei generi, dei programmi ma anche del mezzo televisivo stesso. Il palinsesto senza dubbio uno strumento dalle finalit ampie e complesse, che riveste per la televisione unimportanza assolutamente strategica. Il palinsesto non una semplice lista o un indice che si limita a elencare linsieme dei programmi del giorno; si tratta, invece, di un vero e proprio schema regolatore e organizzatore della programmazione a pi livelli, che va dallofferta giornaliera a quella annuale. Il palinsesto concepito a partire da quelle che lemittente immagina siano le aspettative e le abitudini del pubblico coerentemente con la linea editoriale della rete. In una certa misura, la costruzione del palinsesto si basa quindi su un modello di giornata-tipo del pubblico di riferimento. Per ogni fascia oraria si cerca di capire quali sono le abitudini di vita del pubblico, e ci costituisce un punto di riferimento importante per il programmatore. Lattivit di costruzione del palinsesto consiste, in generale, nel disporre in una determinata successione un insieme di programmi, organizzati in una griglia temporale e secondo un determinato schema. Il palinsesto e la sua costruzione, che nata insieme alla televisione, diventata davvero strategica e cruciale nei sistemi a pi canali dei quali si sta qui parlando. Storicamente, si possono individuare con buona approssimazione tre tipologie principali di palinsesto, che si rifanno ad altrettanti modelli televisivi: il modello generalista, quello specializzato , infine, quello personalizzato. Per quanto riguarda il primo, del quale abbiamo pi volte parlato nel corso del presente lavoro, va detto che esso rappresenta il primo modello storico di palinsesto, ed caratterizzato da un insieme molto vario e ampio di generi e di tipologie di programmi, creati e diffusi allo scopo di soddisfare il pubblico nella sua totalit ed eterogeneit.

32

Il palinsesto specializzato invece un modello che si sviluppato successivamente a quello generalista ed ha a che fare con la focalizzazione su di una determinata tipologia di programmi (modello tematico). Gli elementi pi innovativi del modello di palinsesto specializzato sono rappresentati dal ruolo di forza assunto dallo spettatore nel rapporto con lemittente alla quale impone i propri gusti nella stesura del palinsesto - e la possibilit per questultimo di organizzare, in una certa misura, la visione dei contenuti, sulla base di unofferta ampia e ripetuta durante larco della giornata di generi tradizionali o alternativi. Il modello personalizzato rappresenta infine lultimo stadio, in termini di programmazione, dellevoluzione televisiva. Caratteristica principale di questo modello lofferta, in forma codificata, di un catalogo di programmi al quale il telespettatore pu accedere nei tempi e nei modi che preferisce, senza vincoli di orario e tempi. Si tratta, come si vede, di un modello che attualmente si ritrova in varie forme in gran parte dei bouquet offerti dai differenti broadcaster, e la sua caratteristica principale quella di rappresentare un modello di programmazione che va oltre il palinsesto cos come comunemente conosciuto. Con il modello personalizzato, infatti, lattivit di assemblaggio di programmi diversi, organizzati in una programmazione, viene a mancare, e cos la funzione del palinsesto stesso, in un certo senso, si esaurisce, superata da una modalit alternativa di fruizione della programmazione. I contenuti della TV digitale terrestre (ma non solo) devono quindi, a mio avviso, essere analizzati e compresi a partire da queste considerazioni. Discorso analogo per quel che riguarda i canali televisivi proposti a pagamento sulle piattaforme digitali, in quanto esse hanno modalit produttive e formato profondamente diversi dalla televisione in chiaro38. I contenuti, in questo caso, sono organizzati in canali che spesso sono dedicati ad un solo tema (e per questo chiamati tematici): il boom dei canali tematici attualmente un fenomeno molto vistoso, che indica una precisa direzione che le piattaforme stanno
38

E. Menduni, I media digitali cit., p. 189

33

seguendo nellorganizzazione e nella proposta dei loro contenuti. Il senso racchiuso nellorganizzazione di un canale tematico pu essere compreso se si fa riferimento alle procedure che portano alla costruzione del suo palinsesto:

Costruire il palinsesto di un canale tematico un lavoro molto diverso dallanaloga attivit della

televisione in chiaro e assomiglia piuttosto alla programmazione di una sala cinematografica, in cui lo stesso film sta in cartellone per un periodo determinato e viene programmato pi volte al giorno.39

Uno spettacolo, quindi, viene riproposto sui canali tematici per giorni consecutivi ad orari differenti, al fine di intercettare le diverse abitudini degli utenti che costituiscono il loro pubblico. Costruire il palinsesto significa quindi, in questo caso, soprattutto dare unimmagine di rete, dove unidea cuce tra loro i vari prodotti offerti facendone una collezione40. Per comprendere sul campo quanto detto finora, basti prendere, ad esempio, la piattaforma digitale terrestre Premium di Mediaset, della quale si gi parlato nel corso del lavoro: essa infatti organizzata in modo tale che, accanto ad una programmazione in chiaro e generalista, possibile trovare canali tematici a pagamento che vanno dal cinema allo sport, dalle serie televisive ai documentari. Questi canali offrono cicli di programmi che vengono riproposti per un determinato periodo di tempo ad orari differenti, consentendo quindi la loro fruizione secondo le possibilit dellutente. Lidentit di rete, in questo caso, assicurata dai contenuti, organizzati secondo temi specifici e spesso esclusivi del canale rispetto agli altri presenti nel bouquet. Ricapitolando, quindi, si pu affermare che, nellanalizzare i contenuti proposti dalle piattaforme digitali in special modo il digitale terrestre,

39 40

Ivi, p. 191 Ivi, p. 192

34

del quale si sta qui parlando bisogna tener conto di una organizzazione che fondamentalmente diversa rispetto a quella alla quale ci aveva abituato la televisione analogica. Il palinsesto, come visto, sembra perdere in molti casi la propria ragion dessere soprattutto se si parla di pay-per-view, tv-on-demand o, nellultimo periodo, di net-tv. I contenuti non possono essere infatti pi vincolati ad orari e scalette precise di fruizione, ma essere flessibili, accessibili nei momenti (e, spesso, nelle modalit) che lutente considera pi adatti. Nello stesso senso, i contenuti della TV digitale non riflettono pi quelli della televisione generalista: ci perch ad essere mutata anche lorganizzazione dei canali che propongono i contenuti stessi, i quali sono spesso canali tematici, ossia dedicati a tematiche precise e rivolti, per questo, a target di utenti altrettanto specifici. Lidentit di una rete, per queste motivazioni, non pi assicurata da un palinsesto rigido e immutabile, ma piuttosto dallidea che viene comunicata agli utenti in base ai contenuti offerti, contestualizzati con lobiettivo, ad esempio, di trasformare in evento cult, in occasione rara, un abile assemblaggio41.

41

Ibidem

35

Capitolo III

3.1 Rai 4: nascita di un canale semigeneralista

Dopo aver visto, nei capitoli precedenti, come la TV digitale abbia influito sulla concezione stessa del medium televisivo nella

contemporaneit, sembra utile adesso soffermarci in maniera pi approfondita su di un canale specifico. Ci allo scopo di mostrare quanto ed in che modo la nuova televisione si stia orientando verso unofferta sempre pi multicanale, coinvolgendo in tale direzione anche il servizio pubblico, nella fattispecie la Rai. La scelta quindi caduta sul canale Rai4, e ci per pi di una ragione. In primo luogo, esso rappresenta un esempio di come il servizio televisivo pubblico stia cercando di affrontare la sfida lanciata dagli altri broadcaster digitali non solo attraverso un rinnovamento della programmazione, ma anche tramite la creazione di nuovi canali, in grado soprattutto di raggiungere un pubblico pi giovane e variegato. In secondo luogo, Rai4 fa parte dellofferta proposta dalla Rai in esclusiva per il digitale terrestre; ci permette quindi di approfondire il discorso fatto finora sul digitale terrestre e sulla strutturazione dellofferta multicanale partendo da un esempio concreto, rappresentato appunto da Rai4. Questultimo stato presentato non a caso come il canale della ricerca e della sperimentazione, in cui accanto a film cult riproposti in cicli e filoni ed a contenuti inediti dei programmi di intrattenimento propone produzioni originali e serie di tendenza, in 36

grado di incontrare il gusto di un pubblico sensibile ai nuovi linguaggi televisivi. Queste ragioni consentono quindi di considerare Rai4 come un esempio particolarmente rappresentativo in relazione al discorso sulla TV digitale (in particolare quella terrestre) che qui si sta proponendo, allo scopo di rendere pi chiare dinamiche ed innovazioni. Rai442 ha cominciato la sua programmazione nel luglio del 2008 e, nella fase di partenza, ebbe in palinsesto soprattutto telefilm statunitensi cult, film, programmi musicali, oltre ai "fuoricampo" di format di successo come L'isola dei famosi e di X Factor (entrambi programmi di Rai 2). La gestione del canale fu originariamente a carico di RaiSat (che, tra laltro, si occupava anche di confezionare canali in esclusiva per Sky), che avrebbe dovuto gestire il canale per un triennio; a causa della decisione di chiudere la societ, per, nellaprile del 2010 la gestione di Rai 4 pass direttamente alla Rai, che controlla ora Rai 4 attraverso la struttura denominata Rai Premium. Alcune notizie desumibili dal sito internet del canale43 possono aiutarci a comprendere meglio la filosofia di fondo che ha ispirato la creazione di Rai4. Per quanto riguarda la descrizione del canale cos come fornita sul sito, ad esempio, si legge che Rai4 un canale digitale semigeneralista gratuito, che trasmette film, serie televisive e danimazione44. Linformazione forse pi importante contenuta in questa descrizione riguarda la definizione di Rai 4 come canale semigeneralista. Tale definizione riguarda specificamente la

programmazione trasmessa dal canale: secondo la definizione stabilita dallAutorit Garante per le Telecomunicazioni, i canali semigeneralisti sono infatti quelli in cui la programmazione dedicata a generi differenziati, inclusa linformazione, dei quali nessuno raggiunge il 70%

42

Trasmesso liberamente nell'etere radiotelevisivo, il canale disponibile sul digitale

terrestre italiano nei Mux A e Mux 3 (LCN 21), in streaming su internet e, dal 31 luglio 2009, via satellite con la piattaforma televisiva Tiv Sat (LCN 10).
43 44

http://www.rai4.rai.it http://www.rai4.rai.it/dl/Rai4/faq.html#

37

della programmazione stessa45. Si tratta di una caratteristica importante ai fini della considerazione dellimpianto stesso di Rai4, in quanto ricondurre il canale ad un modello semigeneralista vuol dire rendere chiare le finalit che esso si propone, il target al quale si rivolge, lorganizzazione della programmazione trasmessa. Rai4, insieme al recente canale Rai5, inoltre uno dei pochi canali contenuti nellofferta RAI a poter essere definito semigeneralista: le prime tre reti (Rai1, Rai2, Rai3) sono infatti generaliste, mentre gli altri canali che compongono lofferta sono perlopi tematici (ad esempio RaiSport, RaiNews, RaiStoria, RaiMovie etc.). La nascita di Rai4 va quindi intesa nel senso di un completamento di un bouquet di canali allinterno del quale era avvertita la mancanza di un canale pi versatile e snello rispetto a quelli gi presenti. Ci allo scopo di contrastare lascesa degli altri canali semigeneralisti presenti in ambito televisivo digitale terrestre, soprattutto quelli targati Mediaset, che vista lassenza di Sky si propone come lunico antagonista allinterno del panorama digitale terrestre.

3.2 Televisione e postmodernit: la filosofia editoriale di Rai4

Proseguendo nellanalisi complessiva del canale Rai4, sembra interessante riportare qualche cenno relativo alla filosofia editoriale che lo ispira, allo scopo di rendere pi chiare le motivazioni che sono alla base delle scelte di programmazione ed organizzazione del canale stesso, nonch per collocarlo meglio allinterno del panorama televisivo digitale terrestre. Per far ci, sembra essere utile ricorrere ancora a quanto riportato nel sito internet del canale, in quanto presente in

45

Delibera AGCOM n.366/10/CONS (http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=4719,

consultato il 10/06/2011)

38

esso una sezione dedicata proprio alla filosofia editoriale del canale, in cui si legge quanto segue:

Il passaggio al digitale terrestre la pi importante innovazione tecnica e di mercato vissuta dalla televisione italiana nellultimo trentennio. La missione editoriale di Rai4 accompagnare questa rivoluzione tecnologica esplorando limmaginario televisivo e cinematografico del nuovo millennio. Lestetica e le forme narrative del canale sono, dunque, quelle della postmodernit. Al centro dellofferta ci sono le nuove serie televisive statunitensi, sempre pi affascinanti e complesse (tanto negli intrecci narrativi, quanto nella fusione di generi tradizionalmente diversi), sempre pi seguite da un pubblico appassionato e selettivo. Anche lofferta cinematografica guarda a miti e fenomeni di culto, visita i generi contemporanei di maggiore successo (dallaction al fantasy, dal crime al thriller) e le loro contaminazioni, racconta linterazione tra estetica classica e modelli di produzione digitali. A completare lidentit del canale c la programmazione inedita di serie animate giapponesi contemporanee.46

Quanto si legge senza dubbio molto interessante ai fini della discussione che qui si sta proponendo in relazione ai nuovi scenari comunicativi delineati dalla TV digitale. La descrizione della filosofia di fondo del canale comincia infatti legando in maniera chiara lavvento del digitale terrestre (definito come la pi importante innovazione tecnica e di mercato vissuta dalla televisione italiana nellultimo trentennio) alla nascita di Rai4. Questultima, quindi, si proporrebbe di esplorare limmaginario televisivo e cinematografico del nuovo millennio che proprio grazie al digitale ha potuto nascere e svilupparsi: Rai4 si pone,

46

http://www.rai4.rai.it/dl/Rai4/faq.html

39

nelle intenzioni del broadcaster, come canale strettamente legato alle innovazioni apportate dal digitale (in questo caso terrestre),

proseguendo nel solco estetico e narrativo inaugurato dalle pi recenti forme di comunicazione televisiva. Non a caso, nella dichiarazione sopra riportata si fa riferimento ad un termine che, a mio avviso, appare essere centrale per la comprensione non solo della filosofia editoriale di Rai4, ma di quella che ispira (seppur in maniera differenti) gran parte dei canali presenti oggi nel mercato televisivo: postmodernit. Il termine postmodernit ha in verit una storia filosofica molto complessa e dibattuta, nella quale non sembra il caso di addentrarci in questa sede; ci che sembra interessare di pi per il discorso che qui si sta proponendo invece lapplicazione del termine al sistema di comunicazione televisiva, in quanto esso potrebbe permetterci di comprendere meglio alcune delle connessioni instaurate tra la nuova televisione e la societ nella quale la stessa viene prodotta e fruita. In questo senso, Rai4 pu essere considerata una televisione postmoderna (almeno a livello di struttura e programmazione) in quanto prevede la messa in onda di programmi non riconducibili ad un unico genere, ma piuttosto fa del suo punto di forza una ibridazione dei generi. Una caratteristica che il linguaggio digitale sembra condividere con il postmoderno infatti labbandono di strutture comunicative lineari e riconoscibili (si pensi, ad esempio, ai vecchi palinsesti televisivi) in favore di modalit di comunicazione pi variegate, fluide, convergenti. Una delle caratteristiche delle societ postmoderne proprio il consumo incessante che milioni di persone fanno di testi, suoni e immagini in movimento, attraverso l'utilizzo di mezzi tecnologici sempre pi avanzati e diffusi. In questo scenario, come notato anche da Enrico Menduni nel suo Fine delle trasmissioni. Da Pippo Baudo a YouTube47, la TV ha perso quella centralit comunicativa che laveva

contraddistinta sin dalla sua nascita, svolgendo un ruolo di riferimento nella produzione di immaginario e nella sua fruizione da parte di grandi
47

Il Mulino, Bologna, 2007.

40

masse di persone, in Italia come in quasi tutti i paesi del mondo 48. Il modello che venuto a cadere, nellera del digitale e del postmoderno, quello discendente, paternalistico e pedagogico di proporre contenuti da parte delle istituzioni del broadcasting, depositarie di un ruolo sociale consegnato dalla politica e, poi, dalla pubblicit49. Tale scenario ha spinto quindi la TV a procedere giocoforza verso una strada di rinnovamento tale da permetterne la sopravvivenza in contesti sociali profondamente mutati, in cui linformazione e la comunicazione avvengono attraverso canali differenti, compresenti, ibridi. Ci si riflette ovviamente anche nella costruzione stessa dei nuovi canali televisivi, di cui anche Rai4, qui presa come esempio, vuole essere

rappresentante: non appare infatti casuale il riferimento al postmoderno richiamato nella sua linea editoriale, che si riflette anche nella strutturazione della sua programmazione, che spazia tra le nuove serie televisive statunitensi, i generi cinematografici contemporanei di maggior successo e le loro contaminazioni, con una costante attenzione a raccontare linterazione tra estetica classica e modelli di produzione digitali. Questultima notazione ci permette inoltre di sottolineare una tensione molto diffusa nellambito della neotelevisione: quella tra il classico ed il moderno, ovvero il digitale, che pi volte si richiamo allinterno del presente lavoro. Rai4 ne pu rappresentare un chiaro esempio, motivo in pi per il quale si deciso di assumere questo canale come emblematico. Il canale si propone, fondamentalmente, di raggiungere quella sempre maggiore fetta di pubblico che non rivolge (per svariati motivi) il proprio interesse alle altre reti Rai: la novit che propone sta quindi soprattutto nella programmazione pi che nella realizzazione tecnica o nellinnovazione del rapporto tra spettatore e tv. Il piano sul quale Rai4 gioca la propria partita allinterno del sempre pi vasto scenario rappresentato dallofferta televisiva trasmessa attraverso il digitale terrestre quindi quello dellofferta, nella fattispecie di programmi (principalmente serial
48 49

Ivi, p. 159 Ibidem

41

statunitensi, film, anime) caratterizzati (almeno nelle intenzioni del broadcaster) da una chiara impronta innovativa o, se vogliamo, anche postmoderna la cui trasmissione non sarebbe per questo congruente sulle altre reti che compongono il gruppo.

3.3 Il pubblico e la programmazione: il palinsesto come racconto

Dopo aver visto, seppur sommariamente, quali sono i presupposti alla base della creazione di Rai4, si proceder adesso ad analizzare pi nel dettaglio lorganizzazione del canale, in particolar modo per quel che riguarda il pubblico al quale lo stesso rivolto e la sua

programmazione. Il modo migliore per affrontare tali tematiche sembra essere, a mio avviso, quello di riportare quanto affermato in merito alla strutturazione di Rai4 da parte dellattuale direttore del canale, ovvero Carlo Freccero. In unintervista rilasciata al sito internet Kataweb50, Freccero ha infatti fatto il punto sulla situazione del canale a circa due anni dalla sua messa in onda. Dalla descrizione che egli d di Rai4 possibile evincere alcune importanti notazioni circa la direzione intrapresa dalla Rai con la creazione del canale, che vuole porsi come una rete in grado di coinvolgere e costruire nuovi pubblici rispetto alla platea delle tv generaliste51. Da questo punto di vista, per Freccero anche gli spettatori del canale costituiscono una platea ben definita e differente da quella rivolta alle TV generaliste:

Sono spettatori che conoscono bene il piccolo schermo, un pubblico di nicchia raggiungibile solo con la tv di culto. E per farla occorrono prodotti che
50

L. Gusatto, Rai 4, la formula del successo secondo Carlo Freccero,

http://canali.kataweb.it/kataweb-guardaconme/2010/10/22/rai-4-la-formula-delsuccesso-secondo-carlo-freccero/, consultato il 20/06/2011.


51

Ibidem

42

generino una vera e propria dipendenza. Lo spettatore un fan che non vuole essere intrattenuto, ma coinvolto.52

Laccento posto da Freccero, come si vede, su concetti quali quelli di nicchia, culto, coinvolgimento, addirittura dipendenza. La formula sulla quale si basa il canale quindi quella di far leva sulle passioni degli spettatori, i quali ponendosi come fan dei programmi previsti dal palinsesto del canale devono essere coinvolti, pi che intrattenuti. La differenza concettuale che separa lintrattenimento dal

coinvolgimento di cui parla Freccero senza dubbio notevole, e caratterizza buona parte della TV nellera del digitale. Di qui la scelta, da parte del direttore di Rai4, di indirizzare la strutturazione della programmazione del canale in base non a programmi mainstream, quanto piuttosto di orientarsi verso la creazione di una tv di culto capace di attrarre e fra gravitare intorno a s uno zoccolo duro di appassionati, costruendo su questi ultimi lidentit del canale. Il concetto di dipendenza, evocato da Freccero, sembra far riferimento proprio a questo: proporre una programmazione basata sulla fidelizzazione di appassionati e conoscitori di eventi televisivi seriali, spesso caratterizzati da una complessit (ad esempio nella trama, o nelle tematiche) tale da rendere poco praticabile la visione saltuaria da parte di spettatori distratti. Gli esempi principali di un tale approccio sono indicati dallo stesso Freccero: I prodotti cult per eccellenza sono i nuovi telefilm americani costruiti su sceneggiature sofisticate e con la qualit visiva dei migliori film53. Partendo da una tale base di programmi, ne consegue che anche lorganizzazione della programmazione strutturata in maniera tale da rendere omogenea e coerente lofferta proposta. Non a caso, Freccero descrive lorganizzazione del palinsesto nel modo seguente:

52 53

Ibidem Ibidem

43

Il palinsesto si articola su quattro quadranti, ognuno con una sua specificit, ognuno con un suo peso e possibili sviluppi o recessioni. C il quadrante sci-fi, quello teen, la serialit dautore e la produzione. Ho scelto nel panorama televisivo le serie migliori e infine ho associato alle varie aree una programmazione di film serializzata.54

Il palinsesto della rete poggia quindi sulla strutturazione dello stesso in quattro quadranti, ognuno dei quali in possesso di una logica interna che contribuisce a fornire al canale stesso una specificit palese e marcata. I quadranti, infatti, fanno riferimento ad altrettanti settori di programmazione coerente e logica, individuati dallo stesso Freccero in sci-fi, teen, serialit dautore e produzione. La scelta del canale punta quindi, secondo le parole del direttore, sulla qualit dei film e delle serie proposte; si tratta in definitiva di una vera e propria dichiarazione di intenti che riflette, come visto, la costruzione stessa dellidentit del canale. Per comprendere meglio la strutturazione del canale, sembra essere utile scendere pi nello specifico, analizzando pi nel dettaglio tali quadranti ancora attraverso le parole di Freccero:
Nel fantasy ho inserito Streghe, Roswell, 4400, Supernatural, Angel, Eureka e Primeval, Alias e Dead like me, alcuni programmati in modo orizzontale, altri in senso verticale. A questi ho associato dei film specifici con il ciclo action, fantasy o crime. E per amalgamare bene il tutto, ho ripreso anche gli anime giapponesi prodotti della fantascienza in cui affonda le radici la cultura cyber-punk e che ha lambizione di interpretare il nostro mondo.55

54 55

Ibidem Ibidem

44

Il primo quadrante, che ha come filo conduttore la sci-fi ed il fantasy, sembra rappresentare bene la filosofia editoriale che alla base della strutturazione del canale. Freccero ha infatti illustrato bene lorganizzazione del quadrante, che prevede la programmazione di serial televisivi affermati e con un grande seguito (come Streghe, Roswell o Alias) accanto ai quali viene prevista la presenza di serie televisive meno conosciute, di pi recente produzione o rivolta ad un pubblico ancor pi di nicchia (come, nellesempio citato, Angel, Primeval o Dead like me). La programmazione di tali prodotti, che costituiscono lossatura del canale, avviene sia in modo orizzontale che verticale, ossia anche attraverso una programmazione tematica a blocchi a seconda del genere televisivo, suddivisa per fasce orarie per fidelizzare il pubblico. Accanto a tali serie TV, il canale prevede poi la trasmissione di film specifici, che richiamano le medesime tematiche del quadrante, nonch quella di anime giapponesi. In questultimo caso, la scelta ha a che fare non solo con la congruenza delle tematiche e dellapproccio proprio del quadrante fantascientifico, ma richiama una filosofia di fondo che, come affermato dallo stesso Freccero, vede negli anime un canovaccio interpretativo utile per decodificare specifici aspetti del nostro mondo. Per quanto riguarda poi il quadrante dedicato alla serialit dautore, ancora Freccero a parlarne, prendendo spunto dalla messa in onda di due serial di nicchia ma che hanno saputo guadagnarsi rapidamente un folto seguito, intitolati Breaking Bad e Weeds:

Sono due serie tv molto simili per argomento, trattano entrambe di un insospettabile che comincia a

spacciare. Breaking Bad, Weeds, Mad Men, Desperate Housewives e Brothers and Sisters rientrano nella serialit dautore che va in onda in seconda serata. Vengono definiti life drama e costituiscono il prodotto culturale della rete, come i magazine di

approfondimento lo sono per la tv generalistatradizionalista. A questi aggiungo il film del mercoled

45

che unisce la parte sci-fi con la serialit dautore come 'Lombra del sospetto'.
56

Il

secondo

quadrante

previsto

nellorganizzazione

della

programmazione di Rai4, come visto, si differenzia notevolmente dal primo soprattutto per quel che riguarda la filosofia di fondo dei programmi che lo compongono. Lo stesso Freccero, infatti, non ha avuto esitazioni nel definire questi ultimi come il prodotto culturale della rete, come i magazine di approfondimento lo sono per la tv generalista-tradizionalista. La sostituzione dei magazine di approfondimento con i suddetti life drama sembra marcare in modo netto lo scarto esistente tra un approccio contenutistico tradizionale rispetto a quanto proposto dai nuovi canali televisivi digitali, di cui Rai4 esempio: ci che cambia non solo lapproccio alla trattazione delle tematiche, ma il modo stesso in cui queste ultime vengono affrontate, demandando alla serialit dautore ci che, in altri canali, storicamente appannaggio di programmi di approfondimento e talk show. Il problema della droga e del traffico di stupefacenti, ad esempio, in questo caso affrontato a partire dalla rappresentazione filmica (nel caso di Breaking Bad e Weeds), considerata quindi in grado di fornire i necessari presupposti di discussione e riflessione senza lintervento di moderatori, opinionisti, esperti del settore, lasciando cos allo spettatore-utente la possibilit di crearsi una propria opinione in merito attraverso la messa in scena delle problematiche collegate. Per quel che riguarda gli ultimi due quadranti di programmazione, ancora Freccero a fornire le coordinate per la loro comprensione in seno alla filosofia editoriale di Rai4:
uno composto dai telefilm teen per ragazzi, che vanno in onda in pieno pomeriggio. I prodotti in questo caso vanno dai classici come Melrose Place a Beverly Hills 90210 a serie nuove come High School Team,

56

Ibidem

46

90210 e Fisica o Chimica, un telefilm spagnolo molto trasgressivo. E infine c il quadrante della produzione. Produzione italiana e fiction, ma per il momento ancora vuoto perch lazienda non ha dato la sua disponibilit. Finch rimarr cos, il mio schema sar incompleto.57

Si tratta, in questo caso, di una programmazione che si discosta ulteriormente da quella precedentemente citata, o perch ha a che fare con un nucleo tematico di tuttaltra natura e rivolto ad un pubblico ben definito (i telefilm teen, ossia per ragazzi, che occupano la fase pomeridiana di programmazione), o perch non ancora avviata (come nel caso della produzione italiana e fiction). In ogni caso, appare chiaro che la strutturazione del canale si discosta di parecchio rispetto a quella individuabile nei canali tradizionalisti. Lo stesso Freccero palesa il lavoro esistente dietro una siffatta scelta di programmazione quando afferma citando un altro protagonista delle nuove serie televisive che: Ho lavorato con la freddezza degna del dottor House a questa programmazione. Per me il palinsesto un racconto che deve articolarsi secondo offerte precise che si devono ibridare: questa la matematica che ogni tv deve avere58. La frase sopra riportata emblematica e sembra racchiudere lessenza stessa della nuova televisione: questultima viene infatti a perdere il suo carattere di fissit e immobilismo (soprattutto in riferimento alla programmazione) in favore di una concezione del palinsesto come racconto, ossia come vera e propria narrazione che si sviluppa tematicamente e non in maniera impermeabile, ma piuttosto attraverso libridazione dei generi, delle proposte, dei linguaggi. La parola chiave sembra essere, da questo punto di vista, adattabilit: proporre un modello televisivo in perenne divenire, attento ai gusti degli utenti ma anche alle proposte che giungono da ambiti televisivi differenti,

57 58

Ibidem Ibidem

47

mutevole e multiforme come lo la stessa societ alla quale la TV si rivolge. Caratteristiche, queste, che emergono chiaramente da quanto detto dallo stesso Freccero a proposito delle strategie future di Rai4:

Dipende tutto dalle strategie editoriali che la Rai decider di adottare. Se Rai4 dovr mettersi in concorrenza con i canali digitali Mediaset, Iris e La5 per esempio, le serie teen spariranno. Se il suo ruolo sar quello di completare lofferta Rai si dovranno fare altre scelte. A seconda della strada ogni quadrante potr essere sviluppato o ridotto.

Comunque la programmazione resta America-centrica. La cultura mainstream, nel senso di produzione dellimmaginario, americana e la qualit dei telefilm pari a quella del cinema . Gi gli anime sono un prodotto diverso che abbiamo introdotto. Anche lEuropa si sta aggiornando. Oggi c bisogno di prodotti fortemente caratterizzati e anche quelli europei devono muoversi in questa direzione. Un esempio Romanzo Criminale.59

3.4 La televisione 2.0: il Sugo di Rai4

Dopo aver fornito alcuni cenni sulla programmazione generale del canale e sulla strutturazione del palinsesto di Rai4, sembra adesso utile soffermarci su un programma specifico della rete: Sugo.

59

Ibidem

48

Sugo, definito come un magazine sui consumi mediatici60, un programma ideato da Gregorio Paolini ed andato in onda per la prima volta il 23 dicembre 2008 alle 23.15. Accompagnato dal sottotitolo Sessanta minuti di gusto e disgusto, il programma ha come oggetto lanalisi dei consumi mediatici, dei culti e delle manie della cosiddetta generazione web 2.0 (grazie al lavoro di una redazione di giovani autori, inviati e film-maker), ponendosi quindi come un format che si muove nello spazio-limite tra la nuova TV e Internet. Attualmente ne sono state prodotte e mandate in programmazione due stagioni. Il fulcro del programma rappresentato dallanalisi spesso impietosa delle molteplici modalit attraverso le quali si pu consumare lincontro tra web e televisione; infatti:
Sugo esplora le mode e soprattutto i modi di tutto quanto fa media nel territorio di mezzo che passa dal vetro televisivo a quello del monitor del pc, navigando fra i fenomeni cult che possono essere per esempio i tormentoni e i personaggi che invadono la rete e i suoi navigatori. Il tutto usando un linguaggio applicato al web con la pretesa, forse, anche, di volerlo creare questo linguaggio ambendo quindi ad un effetto boomerang che possa in futuro permettere anche la cannibalizzazione degli stessi temi. Il mezzo offerto dal nuovo canale digitale Rai4 risulta quindi essere perfetto per questo tipo di operazione.61

Quanto sopra riportato sembra rendere bene il senso che alla base della creazione di un programma come Sugo. Egli si distingue, nella programmazione di Rai4, in quanto rappresenta uno dei pochi programmi non appartenenti alla categoria film serie TV presenti sul
60

http://candidonews.wordpress.com/2008/12/24/rai-4-cresce-nasce-sugo/ (consultato

il 25/06/2011)
61

http://www.tvblog.it/post/17175/analisi-auditel-20-sugo-rai4-alla-conquista-del-

territorio-di-mezzo-fra-web-e-tv (consultato il 26/06/2011)

49

canale. Nondimeno, Sugo stato da pi parti considerato come un riuscitissimo esempio del fare televisione nellera del web 2.0. Attraverso il programma (interamente autoprodotto), infatti, possibile rintracciare i vari trait dunion che legano la TV al web nella societ attuale: tormentoni, personaggi, manie che fuoriescono dalla Rete per entrare nella quotidianit attraverso il mezzo televisivo, che si pone sempre pi come amplificatore di processi che nascono, crescono e proliferano anche al di fuori dei suoi confini. Sugo interessante, da questo punto di vista, perch consente di unire due ambiti che, spesso, vengono a torto intesi come separati: web e TV, appunto. Questa connessione si esplicita non solo nelle tematiche trattate nel programma, ma anche nelle diverse connessioni poste in essere tra il programma stesso, la Tv ed Internet. Sugo, infatti, pu essere definito come una sorta di meta-programma, che nasce e si colloca nel panorama televisivo ma va oltre lo stesso, sconfinando spesso e volentieri nel Web. Basti pensare ai molti siti internet dedicati allo stesso, alle pagine di molti ed importanti social network create per il programma da fans ed estimatori62, i svariati video caricati sul portale di condivisione video YouTube (in cui possibile reperire, tra laltro, molti dei servizi trasmessi del programma). Si tratta, come si vede, di un vero e proprio crossing multimediale, del quale il programma si pone come fulcro principale; per di pi, molti dei servizi trasmessi dal programma si occupano spesso in modo molto critico degli stessi strumenti di trasmissione attraverso i quali Sugo stesso viene diffuso: la TV in primo luogo, ma anche altri canali presenti sul Web, come ad esempio Facebook oppure YouTube. E questo un chiaro esempio di come la TV, nellera del digitale, possa andare oltre quelli che sono stati considerati a lungo come i propri limiti storici (rappresentati dalla
62

Tra

le

altre,

si

segnalano SUGO,

quella 60'

intitolata di

Fans gusto

di e

Sugo

(Rai4) il

(http://www.facebook.com/group.php?gid=51556491973&v=wall, 30/06/2011), oppure

consultata

disgusto! il

(http://www.facebook.com/group.php?gid=40751148471&v=wall, 30/06/2011).

consultata

50

semplice visione da parte di un pubblico): connettendosi con altre forme di comunicazione digitale nello specifico, Internet ed il Web essa, infatti, pu riflettere criticamente sugli stessi mezzi attraverso i quali avviene la sua trasmissione; inoltre, ed questo un dato a mio avviso fondamentale, sono gli stessi utenti a costruire e partecipare a tale riflessione (con i commenti al programma, le proposte, le critiche mosse attraverso i network digitali). Per comprendere meglio quanto finora detto e per chiarire ancor di pi quali sono le finalit del programma e la sua collocazione nel palinsesto di Rai4, sembra essere utile fornire alcuni cenni riguardo lorganizzazione dello stesso, con particolare attenzione ai servizi che propone. Allo scopo, si utilizzer la prima puntata del programma, a mio parere abbastanza rappresentativa in merito a ci di cui si sta discutendo. La prima puntata di Sugo, andata in onda il 23 dicembre 2008, si infatti occupata di temi e personaggi particolarmente popolari e, nello stesso, rappresentativi di ci che il programma stesso aveva intenzione di proporre. Presentata da un volto noto del pubblico pi giovane (Carolina di Domenico, gi vee-jay del canale musicale MTV), il filo conduttore della puntata stato rappresentato proprio dal Web, affrontato in molte delle sue molteplici declinazioni e soprattutto in relazione alle connessioni che lo stesso ha nei confronti della TV. La puntata (presentata, tra laltro, in una location inusuale, ovvero il bagno di una stazione di servizio) si infatti sviluppata partendo con servizi dedicati a personaggi che proprio attraverso il Web e la Tv hanno conosciuto grande popolarit (come la modella Belen Rodriguez, scoperta dallo stesso ideatore del programma, oppure Pino Scotto, opinionista in YouTube). Analogamente, il nesso tra TV, Web e societ stato affrontato attraverso la proposizione di un servizio dedicato ai militanti di destra di Casa Pound, protagonisti in quel periodo di scontri a Piazza Navona, nella capitale: nello specifico, il servizio ha mostrato come la guerra di costoro sia continuata su YouTube, mettendo in luce, in questo modo, la portata epocale assunta 51

oggi dal Web anche per quel che riguarda linformazione e lespressione di forme (anche violente) di protesta. Non sono mancati poi servizi particolari, come ad esempio i cartoon di Mondo Cayman (ovvero il cinegiornale delle Isole Cayman animato da Joshua Held), oppure quello riguardante un altro personaggio costruito dalla TV e dal Web, ossia Andrea Lehotska, (modella, ex concorrente del reality show intitolato Uno due tre stalla!), che stata salvata da un hacker; non mancata poi una ironica rubrica (per cos dire, di servizio), intitolata Vox Populi: nellinformazione, di chi non bisogna fidarsi. Questi rapidi cenni circa la programmazione trasmessa nella prima puntata di Sugo permettono, a mio avviso, di inquadrare le tematiche e lapproccio complessivo che il programma conserver anche per le successive. Una costante saranno, infatti, la presenza di personaggi che devono la loro fama, in egual misura, alla TV ed al Web, ritratti spesso in vesti poco consuete (come lex fotografo Fabrizio Corona che fa da testimonial ad un grande magazzino romano, oppure il noto attore Riccardo Scamarcio, messo alla gogna in una cosiddetta Intervista stronza), il riferimento a tematiche che hanno al centro la TV ed il Web (come il servizio dedicato al famoso programma Strisciala notizia, oppure quello che riporta il fenomeno dei film e telefilm visti in streaming sul Web), ma anche servizi di denuncia ed approfondimento (uno fra tutti, quello dedicato al fenomeno del poker online). Da quanto detto, appare chiaro che Sugo rappresenta un programma che fa della multimedialit non solo il tema portante della sua programmazione, ma anche della sua diffusione. E questo il motivo principale per il quale si scelto di analizzarlo in questa sede: esso rappresenta infatti un esempio di come le tecnologie digitali influenzano non soltanto le modalit di trasmissione dei contenuti, ma influiscono pesantemente sui contenuti stessi. I linguaggi, gli usi sociali, la stessa concezione di televisione hanno subito un mutamento concettuale tale da rendere gli stessi profondamente differenti rispetto a quelli proposti solo un paio di lustri fa. E in questo senso che si pu parlare di TV 52

2.0: cos come la Rete ha subito un cambiamento profondo in relazione ai nuovi strumenti comunicativi che si sono sviluppati in essa, i quali prevedono un intervento sempre pi massiccio degli utenti nella costruzione ed espressione dei contenuti (con lespansione dei social network, dei blog, e cos via), nello stesso modo la televisione ha conosciuto e sta conoscendo un analogo sviluppo verso una partecipazione sempre pi attiva di quello che, una volta, era conosciuto semplicemente come il pubblico.

53

Conclusioni

Nel corso del presente lavoro sono stati affrontati alcuni temi ed argomenti riguardanti la televisione digitale (con particolare riferimento al digitale terrestre) e le problematiche conseguenti alla sua diffusione nel panorama televisivo italiano. Si potuto vedere, seppur per sommi capi, come il digitale abbia influito in modo decisivo nella strutturazione della TV italiana contemporanea, avendo apportato una vera e propria rivoluzione che non si esaurita in seno ad un semplice mutamento di tecnologia, ma ha riguardato lorganizzazione, i contenuti elaborati e proposti, i modelli di business, la stessa concezione di cosa sia, oggi, la televisione. In conclusione della mia tesi, mi sembra interessante fornire alcune riflessioni circa le direzioni future che potranno essere prese da un tale modello televisivo, in quanto la situazione senza dubbio in veloce e costante evoluzione. Una previsione abbastanza condivisibile riguarda il fatto che la televisione digitale continuer, almeno nel medio periodo, a conquistare fette di mercato sempre pi consistenti, e ci per una serie di ragioni. In primo luogo, come sottolineato anche in ricerche specifiche63, sembra esserci una sensazione diffusa che la televisione generalista, pur essendo ancora centrale nel sistema dei media, non esprima pi lo spirito del tempo, n interpreti significativamente istanze

63

Il futuro della TV in Italia cit.

54

sociali innovative e giovanili64. In questo senso, le novit apportate dalla TV digitale consentiranno alla stessa, verosimilmente, di continuare il suo processo di avanzata tra gli utenti italiani, aiutata in ci proprio dalla stagnazione in cui versa e si trover giocoforza sempre pi a versare il modello televisivo generalista, incapace di aggiornare il proprio schema e, di conseguenza, ad attirare un pubblico che senza dubbio differente rispetto a quello di solo un paio di lustri fa. In secondo luogo, lavanzata della TV digitale e del modello che essa ha introdotto favorita anche dalla sua intrinseca capacit di assicurare una copertura abbastanza capillare dei bisogni degli utenti. Ci emerge da una sua caratteristica peculiare, la quale nello stesso tempo uno dei tratti distintivi del suo successo: la profonda segmentazione dellofferta. Questa caratteristica fa s che il digitale possa introdursi negli interstizi delle richieste avanzate dagli utenti, coprendo buona parte dei loro bisogni e, nel contempo, venendo incontro alla richiesta sempre pi pressante di personalizzazione dei contenuti e della programmazione. Un gran ruolo in questo processo, bisogna ricordarlo, giocato dal pubblico stesso, il quale si configura ormai in una veste di utente-consumatore che non si accontenta pi (se mai labbia fatto) di recepire dei contenuti presenti in un palinsesto fisso e immutabile, ma esercita una funzione attiva e critica tale da determinare la direzione stessa della televisione. Internet ed il Web, in questo caso, sono stati dei fattori determinanti, avendo permesso agli utenti soprattutto nella loro declinazione 2.0 di creare loro stessi contenuti e di porsi come soggetto attivo nellattuale panorama multimediale; di qui alla trasposizione di un tale approccio anche nel settore televisivo, il passo stato senza dubbio breve, anche alla luce delle molteplici connessioni esistenti tra i due media. Da quanto detto, emerge con chiarezza che il futuro sembra riservare una connessione sempre pi totale tra la TV e la Rete. Ci in realt sta gi accadendo, se si pensa al fatto che i televisori di ultima generazione contemplano al loro interno strumenti in grado di connettere gli stessi
64

Ivi, p. 35

55

ad Internet: per adesso si tratta, nella maggior parte dei casi, della possibilit di accedere a contenuti definiti (come, ad esempio, archivi di prodotti messi a disposizione dal broadcaster, come nel caso di Premium NetTV) o a navigare in portali specifici. La direzione futura, comunque, sembra essere segnata. Non a caso, gi da un po di tempo si assiste ad una connessione intermediale per la quale i canali televisivi di molte reti (tra le quali quelle nazionali) possono essere fruiti non solo attraverso lapparecchio televisivo, ma anche dallo schermo di un PC o dal display di un telefono cellulare. In base a quanto finora detto, si pu affermare che, se attualmente il modello di trasmissione televisiva affermatosi come predominante senza dubbio quello del digitale terrestre, in futuro niente vieta che tale modalit possa essere soppiantata da altre tra le quali, appunto, va segnalata la TV via Internet. Non a caso, stato gi notato che: Rispetto alle altre piattaforme di Tv digitale disponibili, le

caratteristiche della IPTV emergono come superiori, sia in riferimento al numero di programmi disponibili, sia alla qualit e ai livelli di interattivit65. La possibilit di accedere in maniera continua e sempre pi economica alla Rete un altro fattore che gioca a favore della previsione del predominio che, in futuro, la IPTV potr avere nei confronti delle altre modalit di diffusione dei programmi televisivi. Pi che di una completa sostituzione, per, anche in questo caso potrebbe trattarsi, a mio parere, di un affiancamento come peraltro oggi, tra i vecchi e nuovi modelli di televisione. Lesperienza del passato sembra infatti insegnare che una sostituzione totale di modelli, in ambito televisivo, difficilissimo che avvenga, in quanto ogni modalit di trasmissione presuppone altrettante differenti modalit di accesso da parte degli utenti. Da questo punto di vista, le abitudini e le tradizioni di consumo e fruizione del mezzo televisivo sembrano essere tra le pi radicate, anche per una questione di consumo sociale che strettamente connessa alla TV. Tener conto del fattore culturale a mio avviso cruciale per la considerazione delle future strade che la TV potr
65

Ivi, p. 37

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intraprendere nel breve (o anche brevissimo) periodo: la TV stessa, infatti, non soltanto un apparato tecnologico che sta assumendo una complessit e versatilit inimmaginabile fino a qualche anno fa, ma anche anzi, soprattutto un oggetto culturale. Parlare di televisione vuol dire infatti parlare della storia di una societ, della

rappresentazione che la societ stessa fornisce di s, di mode, abitudini, tic e manie che caratterizzano limmagine di una popolazione e la sua percezione allesterno. Non forse azzardato affermare che la televisione, oggi, presenta un popolo: analizzarla vuol dire tratteggiare i capisaldi su si regge un sistema sociale, dal sistema dellinformazione alla trattazione delle problematiche, dalla creazione di un gusto per taluni argomenti allindividuazione dei tab, dellinenarrabile, di ci che deve restare nascosto. E ci che non appare in televisione e le strategie politiche dispiegate da molti governi ne sono un chiaro esempio come se non esistesse. La televisione, in ultima istanza, non solo uno specchio sociale, ma forse lunico modo che oggi si ha per produrre significati ed identit in seno ad un mondo che , ormai, totalmente globalizzato.

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Bibliografia

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Materiali consultati on line:

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http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=4719

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http://canali.kataweb.it/kataweb-guardaconme/2010/10/22/rai-4-la-formuladel-successo-secondo-carlo-freccero/

http://candidonews.wordpress.com/2008/12/24/rai-4-cresce-nasce-sugo/

http://www.tvblog.it/post/17175/analisi-auditel-20-sugo-rai4-alla-conquistadel-territorio-di-mezzo-fra-web-e-tv

http://www.facebook.com/group.php?gid=51556491973&v=wall

http://www.facebook.com/group.php?gid=40751148471&v=wall

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Sommario
Introduzione................................................................................................................. 1

Capitolo I 1.1 La televisione nellera del digitale ....................................................................... 5 1.2 La TV digitale in Italia ......................................................................................... 8 1.2.1 Dalle prime forme di pay tv alla TV digitale satellitare ..................................... 9 1.2.2 La TV digitale terrestre .................................................................................. 10 1.3 Il pubblico: da spettatore ad utente-agente e consumatore .............................. 13 1.4 Tra push e pull: un affiancamento dei modelli di fruizione della TV .................. 16

Capitolo II 2.1 La televisione digitale multicanale .................................................................... 20 2.2 Due esempi di piattaforme digitali multicanale: Sky e Mediaset Premium .................................................................................................................... 22 2.3 Verso linterconnessione comunicativa: lesempio di Premium NetTV ............. 27 2.4 I contenuti della televisione digitale multicanale: oltre il palinsesto .................. 30

Capitolo III 3.1 Rai 4: nascita di un canale semigeneralista ..................................................... 36 3.2 Televisione e postmodernit: la filosofia editoriale di Rai4 ............................... 38 3.3 Il pubblico e la programmazione: il palinsesto come racconto ....................... 42 3.4 La televisione 2.0: il Sugo di Rai4 .................................................................. 48

Conclusioni ................................................................................................................ 54 Bibliografia................................................................................................................. 58 61

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