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TERZO RAPPORTO
SULLINNOVAZIONE NELLE
REGIONI DITALIA
2005

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Questa iniziativa editoriale stata realizzata nellambito del Progetto CRC


(Centri Regionali di Competenza per le-government e la societ dellinformazione),
promosso e nanziato dal Ministro per lInnovazione e le Tecnologie (MIT).
Il Comitato di Direzione del Progetto CRC, presieduto da Giulio De Petra del CNIPA,
composto come segue: Carlo Buttari, Marco Cinquegrani, Carlo Durante, Stefano
Kluzer, Sandra Lotti, Lucia Pasetti, Anna Picot, Luca Rigoni, Elena Tabet.
Il Formez, su incarico del MIT, il soggetto attuatore del Progetto CRC.
Responsabile dellattuazione Carlo Buttari.
Il Terzo Rapporto sullinnovazione nelle regioni dItalia si compone di 20 rapporti
regionali contenuti nel cd-rom allegato, realizzati a cura dei CRC, e del presente
rapporto nazionale di sintesi strutturato in tre parti.
Le Parti I e II del rapporto nazionale sono state prodotte in collaborazione tra lArea
innovazione per le Regioni e gli Enti locali, AIREL del CNIPA e lo staff centrale
Formez del Progetto CRC, con contributi e supporto alla revisione da parte del
Comitato Tecnico della Commissione permanente per linnovazione e le tecnologie.
La Parte III stata realizzata dal gruppo di lavoro sulle-learning del Progetto CRC.
Gli autori dei diversi capitoli sono citati allinizio di ciascuno di essi.
Il coordinamento della realizzazione dei rapporti regionali e del rapporto nazionale
stato curato da Giada Maio dellOsservatorio CRC e da Stefano Kluzer, coordinatore
scientico del Progetto CRC.
Coordinamento editoriale a cura di Maria Beatrice De Camillis e Mauro Savini
(staff centrale Progetto CRC)
Impaginazione e stampa a cura di Legoprint - Lavis (TN)
Finito di stampare nel mese di giugno 2005.

II

Indice
INTRODUZIONE

XIII

Premessa

XIII
XVI

La struttura del Rapporto 2005


PARTE I

QUADRO GENERALE E LETTURA TRASVERSALE


DEI RAPPORTI REGIONALI

1.

LINNOVAZIONE NELLE REGIONI:


NOVIT E SVILUPPI RECENTI

1.1

Politiche regionali e attori per le-government e la SI

1.2

I progetti di innovazione e i loro risultati

2.

GLI ACCORDI DI PROGRAMMA QUADRO


PER LA SOCIET DELLINFORMAZIONE

2.1

LIntesa Istituzionale di Programma e gli APQ

2.2

Gli APQ per la societ dellinformazione

2.3

Le risorse finanziarie per gli APQ SI

2.4

La stipula e attuazione degli APQ SI

2.5

Gli APQ SI stipulati ad aprile 2005

23
24
25
28
31

3.

LA REVISIONE DI MEDIO PERIODO DEL QCS OB. 1


E LA SOCIET DELLINFORMAZIONE

39

3.1

Il Quadro Comunitario di Sostegno Obiettivo 1

3.2

La SI nel QCS Ob. 1 pre-revisione

3.3

La revisione del QCS sui temi della SI

3.4

La revisione dei Programmi Operativi e la SI

39
41
50
60

4.

AVANZAMENTO DEI PROGETTI 1 AVVISO

69

4.1

I progetti 1 Avviso e il loro monitoraggio

4.2

Stato di attuazione dei progetti 1 Avviso

4.3

I risultati conseguiti

69
72
77

4.4

Alcune considerazioni a un anno dallavvio


del monitoraggio

82

3
9
23

III

5.

LAVVIO DELLA FASE 2 DELLE-GOVERNMENT

85

5.1

Lavviso sui servizi infrastrutturali SPC

5.2

Lavviso CNIPA sul T-government

5.3

Il riuso per diffondere le-government

5.4

Lavvio della linea promozione servizi

86
89
93
98

6.

I PROGETTI PER LA CITTADINANZA ELETTRONICA

99

6.1

Lavviso per i progetti di e-democracy

6.2

Analisi dei progetti

6.3

Conclusioni

99
103
115

7.

SVILUPPI DEL SISTEMA PUBBLICO DI CONNETTIVIT


E COOPERAZIONE

117

7.1

Il nuovo modello per linteroperabilit


e la cooperazione applicativa

7.2

Il Progetto ICAR

117
128

8.

LA DIFFUSIONE DELLE CARTE PER LACCESSO AI SERVIZI

141

8.1

La Carta Nazionale dei Servizi

8.2

La CNS nel mondo camerale: diffusione e servizi

8.3

La Carta Regionale dei Servizi in Lombardia

141
148
152

9.

I SERVIZI ON LINE PER CITTADINI E IMPRESE:


UNA ANALISI QUANTITATIVA SUI COMUNI

157

9.1

Introduzione e note metodologiche

157

9.2

I risultati: servizi on line dei Comuni sopra


i 10.000 abitanti

9.3

Conclusioni

162
185

10.

LEVOLUZIONE DELLA RETE DEI CENTRI REGIONALI


DI COMPETENZA PER LE-GOVERNMENT E LA SOCIET
DELLINFORMAZIONE

187

10.1

Introduzione

187

10.2

Governance e organizzazione della Rete:


livello di sistema e livello locale

188

10.3

Le Azioni di Sistema: linee di attivit


e risultati raggiunti

10.4

Il Piano delle Azioni di sistema per il 2005

191
197

10.5

Specializzazione della rete CRC su alcuni temi


delle-government

198

IV

PARTE II

SCHEDE REGIONALI DI SINTESI

205

PREMESSA ALLE SCHEDE DI SINTESI REGIONALI

207

REGIONE ABRUZZO

208

REGIONE BASILICATA

213

REGIONE CALABRIA

218

REGIONE CAMPANIA

223

REGIONE EMILIA-ROMAGNA

227

REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA

232

REGIONE LAZIO

237

REGIONE LIGURIA

242

REGIONE LOMBARDIA

246

REGIONE MARCHE

252

REGIONE PIEMONTE

257

REGIONE PUGLIA

263

REGIONE SARDEGNA

267

REGIONE SICILIA

272

REGIONE TOSCANA

277

REGIONE UMBRIA

283

REGIONE VALLE DAOSTA

287

REGIONE VENETO

291

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

295

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

300
307

PARTE III
INDAGINE SULLE POLICY DI E-LEARNING
NELLE REGIONI E PROVINCE AUTONOME

309

I RISULTATI DELL'INDAGINE: LE-LEARNING NELLE REGIONI

312

La produzione documentale negli anni

312
314

Il numero e la tipologia di documenti per regione


Gli ambiti di impatto e i beneficiari delle iniziative
di e-learning

321
324

Progettazione e gestione del processo di e-learning

Laccreditamento di strutture formative


e la certificazione di materiali didattici

VI

332

INDICE DELLE TABELLE


PARTE I
Tabella 1 Iniziative sulla banda larga segnalate
nei Report regionali CRC

Tabella 2 Finanziamenti per la societ dellinformazione,


FAS 2003-2005 e 2004-2007
Tabella 3 APQ societ dellinformazione stipulati al 30.04.2005

27
32

Tabella 4 Fonti di finanziamento degli APQ SI stipulati


al 30.04.2005

33

Tabella 5 Composizione per macro-finalit degli APQ SI


stipulati al 30.04.2005

34

Tabella 6 Quadro dei progetti MIT per il Mezzogiorno


finanziati dal CIPE sul FAS 2003-2005 e 2004-2007

37

Tabella 7 Le strategie per la SI nelle regioni Ob.1


(prime versioni)

44

Tabella 8 Misure e risorse dedicate alla SI nei POR Ob.1


pre-revisione fine 2003 (valori in )

47

Tabella 9 Contributo comunitario nei POR per la SI


(tutte le misure) e destinazione per obiettivi (gen. 2004)

48

Tabella 10 Contributo comunitario nei PON per azioni sulla SI


e destinazione per obiettivi (gen. 2004)

49

Tabella 11 Peso azioni SI su contributo CE totale


dei singoli PO, milioni di euro e percentuali (gen. 2004)

50

Tabella 12 Le tappe nella revisione di medio periodo dei POR


e CdP delle regioni Ob.1

61

Tabella 13 Variazioni nelle misure e risorse dedicate alla SI


nei POR delle regioni Ob.1 (valori in )

64

Tabella 14 Riferimenti dei CdP regioni Ob.1 ai programmi


nazionali per la SI nel Mezzogiorno e non solo

66

Tabella 15 Fascia di eccellenza: progetti con SAL


verificato superiore a 70%

Tabella 18 Stato di rilascio dei servizi infrastrutturali

75
79
80
81

Tabella 19 Quadro sinottico delle ricadute previste


da 106 progetti

81

Tabella 20 Progetti co-finanziati per i servizi


infrastrutturali e SPC

88

Tabella 16 Progetti che hanno rilasciato servizi ai cittadini


Tabella 17 Progetti che hanno rilasciato servizi alle imprese

VII

Tabella 21 Progetti co-finanziati dal MIT


per il T-government
Tabella 22 Progetti 1 Avviso e offerte di riuso

92
94

Tabella 23 Soluzioni delle offerte di riuso per ambito


tematico/settoriale

95

Tabella 24 Soluzioni delle offerte di riuso per tipologia


di servizi
Tabella 25 Criteri di valutazione

95
103

Tabella 26 Partecipazione degli Enti territoriali ai 129


progetti presentati

104

Tabella 27 Dimensioni economiche dei progetti


presentati (valori in migliaia di )

105

Tabella 28 Distribuzione territoriale e ruoli dei 129


progetti presentati

105

Tabella 29 Enti partecipanti suddivisi per regione


e tipologia di ente
Tabella 31 Adesione agli interventi ICAR

106
136
137

Tabella 32 Esperienze e progetti presenti


nei Rapporti Regionali

147

Tabella 30 Interventi progettuali di ICAR

Tabella 33 Prime 12 camere di commercio per numero


di smart card distribuite alle imprese
Tabella 35 Prestazioni analizzate

150
158
160

Tabella 36 I servizi pi diffusi tra i Comuni > 10.000 ab.


Offerti dai siti web istituzionali

164

Tabella 37 I servizi interattivi pi diffusi


tra i Comuni > 10.000 ab. Offerti dai siti web istituzionali

169

Tabella 38 Copertura del servizio pagamento ICI


nei siti web istituzionali dei Comuni > 10.000 ab.

171

Tabella 34 I Comuni > 10.000 ab. e relativa popolazione

Tabella 39 Supporto dei CRC ai tavoli di coordinamento


e concertazione con gli EELL
Tabella 40 La collana editoriale

192
197

PARTE II

VIII

Tabella 1 Quadro delle principali politiche regionali


per la SI in Abruzzo

208

Tabella 2 Gli interventi dellAPQ SI Regione Abruzzo


del 2002

209

Tabella 3 Gli interventi dellIntegrativo APQ SI Regione


Abruzzo del 2004

210

Tabella 4 Progetti cofinanziati alla Regione Abruzzo


sui bandi della II fase

210

Tabella 5 Le novit nel quadro delle politiche regionali


per la SI

213

Tabella 6 I progetti cofinanziati alla Regione Basilicata


sui bandi della II fase
Tabella 7 Gli interventi dellAPQ SI Regione Basilicata del 2004

215
215

Tabella 8 Gli interventi dellIntegrativo APQ SI Regione


Basilicata del 2005

215

Tabella 9 Le novit nel quadro delle politiche regionali


per la SI

219

Tabella 10 I progetti cofinanziati alla Regione Calabria


sui bandi della II fase
Tabella 11 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2005

219
220

Tabella 12 Le novit nel quadro delle politiche regionali


per la SI

224

Tabella 13 I progetti cofinanziati alla Regione Campania


sui bandi della II fase
Tabella 14 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004

224
225

Tabella 15 Le novit nel quadro delle politiche regionali


per la SI

228

Tabella 16 I progetti cofinanziati alla Regione


Emilia-Romagna sui bandi della II fase
Tabella 18 Il quadro delle politiche regionali per la SI

228
229
233

Tabella 19 I progetti cofinanziati alla Regione Autonoma


Friuli-Venezia Giulia sui bandi della II fase

233

Tabella 20 Interventi e costi dellAccordo di Programma


Quadro SI

234

Tabella 21 I progetti cofinanziati alla Regione Lazio


sui bandi della II fase

239

Tabella 22 I progetti cofinanziati alla Regione Liguria


sui bandi della II fase

242

Tabella 17 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004

Tabella 23 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI


Integrativo II 2005
Tabella 24 Il quadro delle politiche regionali per la SI

244
246

Tabella 25 I progetti cofinanziati alla Regione Lombardia


sui bandi della II fase

248

Tabella 26 Elenco degli interventi e costi degli APQ SI 2003


e APQ Integrativo 2005

249

IX

Tabella 27 Le novit nel quadro delle politiche regionali


per la SI
Tabella 28 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004

253
253

Tabella 29 I progetti cofinanziati alla Regione Marche


sui bandi della II fase

254

Tabella 30 Le novit nel quadro delle politiche regionali


per la SI

258

Tabella 31 I progetti cofinanziati alla Regione Piemonte


sui bandi della II fase
Tabella 32 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004

259
260

Tabella 33 Le novit nel quadro delle politiche regionali


per la SI

263

Tabella 34 I progetti cofinanziati alla Regione Puglia


sui bandi della II fase
Tabella 36 Il quadro delle politiche regionali per la SI

264
265
268

Tabella 37 I progetti cofinanziati alla regione Sardegna


sui bandi della II fase

268

Tabella 38 Elenco degli interventi e costi degli APQ SI


e Integrativo

269

Tabella 39 Le novit nel quadro delle politiche regionali


per la SI

273

Tabella 35 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004

Tabella 40 I progetti cofinanziati alla Regione Sicilia


sui bandi della II fase
Tabella 41 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2005

274
274

Tabella 42 Le novit nel quadro delle politiche regionali


per la SI

278

Tabella 43 I progetti cofinanziati alla Toscana sui bandi


della II fase
Tabella 44 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004

279
280

Tabella 45 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI


Integrativo I 2005

280

Tabella 46 Le novit nel quadro delle politiche regionali


per la SI
Tabella 47 Gli interventi dellAPQ SI Regione Umbria
Tabella 48 Progetti cofinanziati alla Regione Umbria
sui bandi della II fase
Tabella 49 Le novit di policy regionali per la SI
Tabella 50 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2005

284
284
285
288
288

Tabella 51 I progetti cofinanziati alla Regione Veneto


sui bandi della II fase
Tabella 52 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004

292
293

Tabella 53 Quadro delle principali politiche


nella Pv. Autonoma di Bolzano

295

Tabella 54 I progetti cofinanziati alla Pv. Aut. di Bolzano


sui bandi della II fase
Tabella 56 Le novit nel quadro delle politiche per la SI

296
298
301

Tabella 57 I progetti cofinanziati alla Provincia Autonoma


di Trento sui bandi della II fase

302

Tabella 55 Progetti finanziati dal POR Ob. 3 in ambito SI

PARTE III

324

Tabella 1 Variabili/caratteristiche del processo di e-learning


INDICE DELLE FIGURE
PARTE I
Figura 1 Dimensioni economiche dei progetti 1 Avviso

70

Figura 2 Distribuzione dei progetti per tipologia


di servizi previsti

71

Figura 3 Confronto tra avanzamento previsto e avanzamento


effettivo aggregato relativi ai 130 progetti attivi

73

Figura 4 Distribuzione dei progetti per ritardo, avanzamento,


dimensioni economiche

74

Figura 5 Diagramma a rete che descrive il grado di rilascio


dei servizi infrastrutturali, alla imprese e ai cittadini

78

Figura 6 I piccoli Comuni: le dimensioni


della partecipazione

108

Figura 7 I finanziamenti per Ente Coordinatore


suddivisi per Regione

Figura 11 Interventi progettuali di ICAR

109
111
114
133
136

Figura 12 Numero di smart card Infocamere distribuite


dalla rete camerale a imprese e intermediari

149

Figura 13 Andamento delle tipologie di pratiche ricevute


e gestite dalle CCIAA (2000-2004, in %)

152

Figura 8 La distribuzione dei progetti sulle politiche


Figura 9 Le tecnologie per la partecipazione
Figura 10 ICAR - Architettura logica

XI

Figura 14 Presenza di sito web istituzionale, di almeno


un servizio e di almeno un servizio interattivo nei siti web
istituzionali dei Comuni > 10.000 ab.

163

Figura 15 Servizi offerti dai siti istituzionali


dei Comuni > 10.000 ab, classificati per area tematica

165

Figura 16 Servizi offerti dai siti istituzionali


dei Comuni > 10.000 ab, classificati per tipologia di servizio

167

Figura 17 Diffusione del servizio pagamento ICI in almeno


un sito web istituzionale di un Comune della provincia
e livello massimo di interattivit

170

Figura 18 Numero medio di servizi on line per Comune


offerti dai siti web istituzionali

172

Figura 19 Numero di siti web istituzionali che offrono


un dato numero di servizi on line (in %)

174

Figura 20 Numero medio di servizi per Comune offerti


dai siti web istituzionali, divisi secondo il pi alto livello
di interattivit raggiunto (scala eEurope) e raggruppati
per classe dimensionale

175

Figura 21 Correlazione tra numero di servizi on line offerti


dai siti web istituzionali dei Comuni > 10.000 ab.
e dimensione dellente
Figura 23 Modulistica: destinatari e caratteristiche del modulo

176
178
179

Figura 24 Servizi interattivi: destinatari, autenticazione


e pagamento

180

Figura 25 Correlazione tra numero di servizi offerti


dai Comuni > 10.000 ab. Sui siti istituzionali e numero
di aree tematiche coperte

182

Figura 26 Numero di Comuni > 10.000 ab. In grado di coprire


un dato numero di aree tematiche e di tipologie di servizio

183

Figura 22 Distribuzione dei servizi per livello di interattivit

PARTE III
Figura 1 produzione documentale per anno
Figura 2. Tipologie di documenti e produzione annuale
Figura 3 Distribuzione geografica
Figura 4 Le tipologie di documenti
Figura 5 Gli ambiti di impatto
Figura 6 I beneficiari delle azioni di e-learning

XII

312
313
315
316
311
312

Introduzione
di Giulio De Petra
Responsabile Area Innovazione per le Regioni e gli Enti Locali del CNIPA

Premessa
Lo sviluppo dei processi innovativi prodotti dalluso delle tecnologie dellinformazione e
della comunicazione, e in particolare quelli relativi alle pubbliche amministrazioni, presenta
indicatori particolarmente positivi a livello locale. La pi recente indagine Assinform, a
fronte di una moderata crescita del mercato ICT nel 2004 (+1,5%, rispetto allo +0,1% del
2003) segnala infatti la performance particolarmente positiva del segmento della Pubblica
Amministrazione Locale (+2,7%), seconda soltanto al settore consumer (+3,6%). Il
mercato della PA centrale registra invece un calo di -1,2%.
Al dato quantitativo corrisponde la ricchezza e la variet delle iniziative e dei risultati che
abbiamo descritto in questo rapporto ma, soprattutto, dal punto di vista della interpretazione
dei fenomeni, il manifestarsi, a met del 2005, di una evidente discontinuit.
Questa discontinuit resa tanto pi significativa dallessere il prodotto dellintreccio
delle discontinuit relative a due diversi dimensioni dellinnovazione delle pubbliche
amministrazioni: quella della governance dei processi innovativi e quella della
realizzazione delle-government, entrambe descritte puntualmente nei capitoli di questo
rapporto.
Negli ultimi anni, a partire dalla definizione e dalla prima attuazione dei piani
nazionali di e-government, si posto il problema di come garantire che i processi
innovativi potessero coinvolgere le diverse amministrazioni e tipologie di enti locali che
caratterizzano lamministrazione pubblica italiana. Questa necessit non derivata da
pratiche concertative tipiche di altri e pi tradizionali settori, ma stata richiesta dalla
natura stessa delle tecnologie per le-government. Essa ha assunto inoltre particolare
rilievo nel momento in cui larchitettura istituzionale del paese si orientata fortemente
verso modelli di tipo federale ridisegnando, nei fatti prima e pi che nelle norme, la
mappa dei processi e delle competenze delle pubbliche amministrazioni.
Lobiettivo di una governance federata dei processi di e-government stato, fin
dallinizio, una sfida e una condizione di successo a tutti i livelli in cui stato posto.
Lo stato per i rapporti tra amministrazioni statali, spesso faticosamente costrette a
parziali cessioni di sovranit, per cercare di garantire economie di scala e integrazione dei
processi.

XIII

Lo stato per i rapporti tra amministrazioni statali e regioni, laddove emergeva la


necessit di un quadro di riferimento che evitasse il rischio di segmentare verticalmente
i diversi settori, riproducendo a livello locale la stessa frammentazione del livello statale,
e dove si sperimentato per la prima volta, in questo settore, lo strumento delle
programmazione negoziata (gli Accordi di Programma Quadro).
Lo stato per i rapporti tra le amministrazioni regionali e gli enti locali, che ha
rappresentato lambito di pi forte sviluppo di una consapevole capacit di governo
a livello territoriale, costruita a partire da una effettiva ed efficace capacit di
pianificazione, di servizio a livello infrastrutturale, di sostegno a livello locale (sono
questi i fenomeni ai quali il rapporto dedica le indagini pi complete).
Lo stato per una inedita e promettente cooperazione a livello interregionale sui temi
delle-government.
Questo complesso e articolato processo di governance si basato su un insieme di tavoli,
commissioni, gruppi di lavoro che, nonostante le difficolt prodotte dalla numerosit,
riuscito a imporre un metodo di lavoro coronato dalla definizione di piani e strumenti
di attuazione che sono stati periodicamente condivisi dalla Conferenza Unificata e che
hanno garantito la possibilit di uno sviluppo coerente ai diversi livelli istituzionali e
amministrativi. Fattore di coesione e di promozione della governance, come abbiamo
sottolineato nei precedenti rapporti, stata la comunit professionale che si formata
nel lavoro comune sui diversi tavoli di confronto e che lautore collettivo di questo
rapporto.
Ma questo metodo di lavoro reclama oggi un salto di qualit. Il ciclo della governance
avviato e sperimentato in questi anni giunge alla sua conclusione. La complessit e
la rilevanza dei fenomeni da governare non pu pi essere affrontata da una pluralit
di istituti di concertazione, che tendono oltretutto a moltiplicarsi. Occorre valorizzare
il metodo sin qui seguito e progettare una nuova architettura organizzativa e nuovi
strumenti, sia a livello nazionale che a livello territoriale, capaci di garantire il governo
dei futuri sviluppi delle-government.
La necessit di un salto qualitativo negli strumenti di governo dellinnovazione resa
ancora pi evidente, e viene riempita di contenuti, dalla parallela discontinuit che
si manifesta nel ciclo di sviluppo stesso delle-government, cio proprio del processo
innovativo che deve essere governato.
E utile richiamare brevemente i diversi passaggi di questo processo, cos come sono
avvenuti negli anni pi recenti, e in particolare a partire dai primi utilizzi delle risorse
destinate alle-government locale provenienti dalle vendita delle licenze UMTS.

XIV

Abbiamo assistito, durante una prima fase delle-government, allavvio di una molteplicit
di progetti a livello locale caratterizzati da un quadro comune di riferimento capace di
garantire coerenza di obiettivi e di strumenti tecnologici di riferimento, ma ancora troppo
generale per garantire leliminazione di ogni incoerenza e sovrapposizione.
Obiettivo di questa prima fase stato consentire alla capacit innovativa che si era
accumulata a livello locale di confrontarsi con impegni realizzativi su larga scala, e con
modelli avanzati di gestione e di monitoraggio dei progetti. Parallelamente, stata
promossa la realizzazione delle infrastrutture a livello territoriale, che in alcune regioni si
sviluppata con grande rapidit.
Ne derivato, come documenta il rapporto, un patrimonio di realizzazioni in corso di
sviluppo, un numero significativo delle quali destinato a concludersi positivamente
entro il 2005. Ne derivato, soprattutto, un insieme comune di riferimenti professionali,
una cultura delle-government capace di produrre innovazione nelle pubbliche
amministrazioni locali ben oltre i risultati attesi dai progetti in corso.
Ma anche questa dimensione del processo innovativo non pi sufficiente. Non utile
e non necessario promuovere nuovi progetti di innovazione con le stesse modalit
utilizzate nella fase di avvio, se non per ambiti tematici limitati e fortemente innovativi
(come stato ad esempio nel caso della e-democracy e del t-government).
Diversi sono le priorit e gli obiettivi da perseguire oggi.
Occorre coinvolgere e includere nelle iniziative di innovazione tutte le amministrazioni e
gli enti locali, superando il digital divide territoriale. Questo richiede politiche nazionali
che incentivino il riuso delle soluzioni e la diffusione della banda larga, ma, soprattutto,
una capacit di governo e di supporto a livello regionale.
Occorre completare linnovazione dei servizi mediante la riorganizzazione e lintegrazione
dei back office. Questo richiede che le infrastrutture regionali aggiungano ai servizi di
connettivit i servizi di cooperazione applicativa. In tal modo, il territorio si candida ad
essere un soggetto che promuove e sostiene la cooperazione tra le amministrazioni e non
unappendice di processi di cooperazione settoriali.
Occorre passare dalla realizzazione dei progetti allesercizio e alla gestione delle soluzioni,
promuovendo condizioni organizzative ed economiche che consentano di recuperare i
benefici degli investimenti fatti nellinnovazione dei servizi. Le iniziative che le regioni
stanno definendo per la costituzione di centri di servizio territoriali gestiti dai comuni e
con particolare attenzione ai piccoli comuni, vanno in questo senso.
Proprio queste priorit e questi obiettivi reclamano una diversa e pi solida capacit di
governo, sia a livello regionale che a livello nazionale.

XV

Allinizio del 2005, il ciclo di sviluppo delle-government e il ciclo della governance


raggiungono insieme un punto di discontinuit, insieme segnalano la necessit di un
salto di qualit negli strumenti di governo e di attuazione delle-government.
Il recente avvio di una nuova legislatura nel governo di quindici regioni italiane su 19,
e la promulgazione in alcune regioni di prime leggi relative alla societ dellinformazione
rappresentano un contesto favorevole a decisioni di lungo respiro su questo tema che
appare decisivo per consolidare e sviluppare il percorso avviato.

Struttura del Rapporto 2005


Come dabitudine, anche il Rapporto 2005 composto dal presente Report nazionale
diviso in tre parti- e dai Report regionali.
I Report regionali sono inclusi in versione completa nel CD allegato e sul sito www.
crcitalia.it, mentre sono riassunti nelle schede di sintesi della Parte II del rapporto. Le
Regioni Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Sardegna e Veneto hanno anche pubblicato
una versione cartacea dei rispettivi Report regionali 2005, ottenibile direttamente dai
singoli CRC.
La Parte III del Report nazionale contiene questanno la sintesi della ricerca realizzata
da un gruppo di lavoro della rete CRC sulle politiche per le-learning a livello regionale.
Nel CD allegato si trovano anche il rapporto completo della ricerca e larchivio di tutta
la documentazione analizzata e opportunamente codificata (attraverso un apposito
collegamento su Internet, si pu navigare la documentazione sfruttando tali codifiche).
Riguardo alla Parte I del Report nazionale, il capitolo 1 fornisce una lettura trasversale
dei Report regionali, evidenziando come le politiche e iniziative in atto nelle regioni
diano sempre pi importanza allobiettivo di portare laccesso a banda larga nei piccoli
Comuni e alla maggiore inclusione e partecipazione della cittadinanza nei processi di
innovazione.
Il capitolo 2 presenta limpostazione e lavanzamento degli Accordi di Programma Quadro
per la societ dellinformazione (APQ SI), emersi nellultimo anno come strumento
principale per lattuazione delle politiche di innovazione in vari ambiti, nel Mezzogiorno
e non solo. Al 30 aprile 2005 erano stati stipulati 17 APQ con altrettante Regioni e 7
integrativi per un valore di quasi 500 milioni di euro.
Il capitolo 3 illustra come la revisione di medio periodo del Quadro Comunitario di
Sostegno e dei programmi operativi regionali Obiettivo 1, che ha interessato nel 2004
tutte le Regioni del Mezzogiorno, abbia prodotto un sostanziale riallineamento della

XVI

programmazione 2000-2006 con gli orientamenti e le priorit recenti maturati a livello


europeo e nazionale.
Spostando lattenzione dalle politiche alla progettualit, il capitolo 4 propone una
fotografia sullavanzamento dei progetti del 1 Avviso di e-government, alla data di fine
febbraio 2005, mentre il capitolo 5 tratta lavvio operativo della fase 2 delle-government,
con gli avvisi per il Sistema pubblico di connettivit (SPC), il cosiddetto T-government,
le offerte di riuso e la promozione dei servizi. Il capitolo 6, a sua volta, interamente
dedicato allavviso per i progetti sulla cittadinanza elettronica.
Gli sviluppi negli strumenti e servizi abilitanti le-government sono trattati nel capitolo 7
che presenta il nuovo modello per linteroperabilit e la cooperazione applicativa del
SPC e il progetto interregionale ICAR che lo sperimenter in vari campi e nel capitolo
8, dedicato alle iniziative sempre pi numerose per la diffusione delle carte di accesso ai
servizi secondo lo standard della Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Il capitolo 9 presenta i risultati della prima rilevazione dellOsservatorio sui servizi on
line (SOL) attivato dalla rete CRC a fine 2004. Si segnala lampiezza della ricognizione
che ha coperto tutti i Comuni con pi di 10.000 abitanti - e la specifica metodologia
utilizzata, basata su una lista normalizzata di circa 450 servizi a cittadini e imprese.
Il capitolo 10, infine, propone come di consueto il quadro dellavanzamento del progetto
CRC, evidenziando in particolare le specializzazioni e iniziative maturate nellultimo
anno nella rete CRC su temi quali: laccessibilit ai servizi di e-government; le-democracy;
le soluzioni alternative per la banda larga in aree periferiche; linnovazione dei piccoli
Comuni; la misurazione della societ dellinformazione e il riuso delle soluzioni di egovernment.

XVII

XVIII

QUADRO GENERALE E LETTURA


TRASVERSALE DEI RAPPORTI
REGIONALI

Parte I.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

1. Linnovazione nelle regioni:


novit e sviluppi recenti1
In questo capitolo introduttivo, si presentano in sintesi gli elementi principali
che emergono dai Report regionali curati dai singoli CRC, rimandando agli stessi report o
ad altri capitoli del presente rapporto per gli approfondimenti del caso.

1.1 Politiche regionali e attori


per le-government e la SI
Lultimo anno - 2004, inizio del 2005 - stato caratterizzato rispetto alle attivit
di politica e programmazione regionale per linnovazione da due processi significativi che
hanno investito tutte le regioni italiane, in quanto di matrice nazionale e comunitaria:

la stipula generalizzata degli Accordi di programma quadro per la societ


dellinformazione (APQ SI) e dei primi integrativi, legata allimpiego delle risorse
stanziate dal CIPE nel 2003 e 2004, ma anche di una parte delle risorse UMTS della
fase 2 del piano di e-government e ovviamente di risorse regionali e comunitarie.
LAPQ, in pratica, diventato la modalit prevalente per lattuazione degli interventi
condivisi tra Governo nazionale e Regioni sulla societ dellinformazione;

il completamento del processo di revisione di medio periodo del Quadro Comunitario di


Sostegno e dei relativi POR e PON per le regioni Obiettivo 1 (ma anche ovviamente per
lObiettivo 2 e 3). Rispetto allavvio dellattuale ciclo di programmazione dei fondi di
coesione 2000-2006, le priorit e le strategie per la societ dellinformazione sono state
rivisitate in modo signicativo, alla luce degli sviluppi comunitari (piano di Lisbona,
programmi e-Europe ecc.) e nazionali (Linee guida per la SI, piano di e-government
ecc.), con ripercussioni sul quadro di riferimento e sui programmi operativi.
I due processi vengono illustrati in dettaglio nei successivi capitoli 2 e 3, ai

quali si rimanda di conseguenza il lettore. opportuno comunque segnalare che tali


sviluppi mostrano una significativa convergenza di finalit generali e unevidente complementariet negli interventi promossi e sostenuti. Ci conferma la maturazione di
una visione comune, presente ai diversi livelli di governo, che riguarda certamente la
costruzione delle-government, ma anche altre priorit come si dir pi avanti - delle
politiche per la societ dellinformazione. Prima fra tutte, vi la lotta al digital divide
3

Il presente capitolo
stato redatto da Stefano
Kluzer e Giada Maio dello
Staff Centrale progetto CRC.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

territoriale nellaccesso ai servizi di comunicazione a banda larga, riconosciuto come cruciale per lo sviluppo socio-economico nel presente e futuro prossimo da eEurope 2005,
fino al Piano per la banda larga promosso nel 2003 dal Ministro per lInnovazione e le
Tecnologie (MIT) e dal Ministro delle comunicazioni, e ai sempre pi numerosi piani e
iniziative regionali sul tema (si veda pi avanti).
Laltro aspetto da evidenziare, che accomuna e in parte salda i processi in
questione, il consolidarsi di un sistema di governance condivisa dei processi di innovaSi veda al riguardo il
Rapporto innovazione 2004,
pp. 8-10.
2

zione, forse fin troppo articolato almeno al livello nazionale2 (diversi tavoli, commissioni,
gruppi di lavoro), ma in grado di garantire una buona circolazione di informazioni tra gli
attori chiave coinvolti: MIT, Ministero per leconomia e le finanze, Regioni e organismi di
rappresentanza degli Enti locali.
A livello regionale, in particolare, si segnala come effetto diffuso della stipula
degli APQ SI, e dei meccanismi di concertazione preliminare e di gestione che li caratterizzano, il rafforzamento dei sistemi di coordinamento e concertazione sulle iniziative
per la SI tra le stesse strutture interne alle Amministrazioni regionali (ad es. tra area
programmazione, area sistemi informativi e altre aree specifiche, quali la sanit) e con il
mondo degli Enti locali (si veda anche la Tabella 1 nel cap. 10). Organismi e processi a ci
dedicati, avviati in molti casi per lattuazione della prima fase del piano di e-government,
hanno assunto oggi carattere pi continuativo e strutturato.

1.1.1 Il consolidamento della programmazione


per la SI a livello regionale
Il passaggio a una fase di maturit, di regime pi ordinario, nellaffrontare
la societ dellinformazione da parte delle politiche regionali in termini di attenzione
politico-programmatica, di risorse e strumenti attuativi - documentato in molti Report
regionali.
Lobiettivo di sviluppo della SI presente, con articolazione sempre maggiore,
in molti piani di sviluppo regionale (tra le novit, il Piano strategico regionale previsto
dal Regolamento di organizzazione dellAmministrazione della Regione Autonoma Friuli
Venezia-Giulia), viene quindi ripreso negli aggiornamenti annuali nei DPEFR (ad es. quello 2005-2007 del Piemonte), nei piani e strategie per la SI (tra le novit, il Programma
RUPAR2 del Piemonte; il Piano dAzione per lo sviluppo della SI eSudtirol 2004-08 della
Prov. Aut. di Bolzano; il progetto La Societ dellInformazione (e-society) della Prov. Aut.
di Trento) e nei programmi di attuazione degli stessi, aggiornati oramai anchessi su base
annuale da diverse Regioni, ad es. Lombardia, Emilia-Romagna, Prov. Aut. di Trento.

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

La trasversalit del tema SI nelle politiche settoriali delle Amministrazioni


regionali un altro segnale di tale maturit (che solleva peraltro problemi non sempre risolti di coordinamento interno). I Report regionali di Piemonte, Emilia-Romagna,
Toscana e Campania documentano in modo particolarmente ricco le iniziative per la SI dei
diversi settori regionali. Il Report regionale Marche, a sua volta, illustra nel dettaglio il
complesso modello di governance che stato predisposto per il Piano dazione regionale
per le-Health. La sanit certamente il settore trattato pi frequentemente nei Report
regionali, e per questo ci si torner sopra pi avanti.
Gi citate lo scorso anno, si segnalano infine le prime leggi regionali per la
SI. Dopo Toscana ed Emilia-Romagna, che hanno approvato la loro legge per la SI nel
corso del 2004, nella Prov. Aut. di Bolzano stata avviata la preparazione di una legge
quadro in materia di SI, con listituzione del Comitato Guida e-government offensiva
2004-2008 che dovrebbe predisporre il disegno di legge, a valle di un ampio processo di
consultazione con gli attori del territorio.

1.2.2 Le nuove politiche regionali per la banda larga


La moltiplicazione di strategie e piani regionali per garantire la massima copertura territoriale di infrastrutture e servizi di accesso a banda larga uno dei tratti salienti
che emergono dallanalisi delle politiche per la SI dellultimo anno. In particolare, oltre
al piano Lepida dellEmilia-Romagna, gi in corso di attuazione, si segnalano la recente
definizione e/o lavvio di piani regionali su larga scala in Piemonte, Lombardia, le due
Province Autonome di Bolzano e Trento, Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Puglia, Basilicata
e Sardegna.
La seguente tabella riporta, oltre a tali iniziative, interventi in genere di carattere pi localizzato segnalate dai CRC nei rispettivi Report regionali (la rassegna quindi
ampia, ma non esaustiva).
Molti di questi interventi sono legati ai finanziamenti della linea 1 della seconda fase del piano di e-government (cosiddetto avviso SPC, si veda il cap. 5) e a quelli
del programma MIT per il Mezzogiorno Sviluppo dei servizi a larga banda, che prevedono
entrambi il potenziamento degli accessi al Sistema Pubblico di Connettivit (SPC). Alcuni
interventi nel Mezzogiorno sono legati anche ai finanziamenti assegnati dalla delibera
Cipe n. 17/2003 al Ministero delle Comunicazioni3 e gestiti dalla societ Infratel, per la
creazione di MAN e reti di accesso sul territorio.

Si tratta di 150 milioni


di euro, complementari a
quelli assegnati al MIT per
lo sviluppo dei servizi a
banda larga.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 1 Iniziative sulla banda larga segnalate nei Report regionali CRC
Regione

Iniziativa

Abruzzo

Estensione della COMNET-RA per la copertura di siti svantaggiati, intervento APQ SI (Integrativo 2004).

Basilicata

Piano di sviluppo per la realizzazione della Infrastruttura a Banda Larga sul territorio della regione Basilicata Aprile 2005.

Calabria

Ampliamento dei servizi regionali a larga banda del Sistema pubblico di connettivit intervento del Programma MIT banda larga
per rete di accesso sia cablata che wireless.

Campania

Laggiornamento del Piano strategico per la societ dellinformazione della Regione Campania prevede interventi sulla banda larga
legati alla realizzazione del SPC.

Emilia
Romagna

Piano telematico regionale 2002-2005 - Piano operativo Lepida e rete radiomobile R3 (per la protezione civile) 2005 (luglio 2004).
Rete privata a banda larga per la PA e attivazione di relativi servizi infrastrutturali nel basso ferrarese intervento APQ SI.
Piani telematici provinciali.

Friuli Venezia
Giulia

Progetto BroadBand Regionale non ancora approvato.


Studio sulle infrastrutture di rete a larga banda nella regione Friuli Venezia-Giulia (Univ.di Udine) elaborato nel 2004.

Lazio

Progetti Megalab e Picolab presentati sullavviso SPC.


Linee guida del Piano dInnovazione Digitale della Provincia di Roma (aprile 2004).

Lombardia

Piano per la banda larga in Lombardia - Protocollo dintesa siglato il 29 marzo 2005 tra la Regione Lombardia e i principali
operatori di telecomunicazione (Albacom, Colt, Fastweb, Telecom Italia, Wind), aperto anche ad altri operatori.
Interventi APQ SI: Siscotel - attivazione dei sistemi informativi di comunicazione telematica degli enti locali e creazione di reti
locali a banda larga e Rete wireless Comunit Montane Arco Alpino.

Marche

Progetto Marche-Way - intervento APQ SI di infrastrutturazione a banda larga nelle aree Obiettivo 2. Due bandi in attuazione: Rete
a Ponti Radio MarcheWay e progetti nalizzati alla realizzazione di reti Wireless di Zona.
Progetto Tac-Line (Trans Adriatic Communication Line) sul programma PIC Interreg III A 2004-2007 - sperimentazione di un
sistema a banda larga per linterconnessione della rete telematica Marche con le infrastrutture telematiche territoriali delle zone
transfrontaliere (Croazia).

Piemonte

Programma pluriennale RUPAR2 con attivazione di sette progetti integrati, per dotare entro il 2007 il territorio di una nuova
infrastruttura di connettivit.
Decreto di rimodulazione Patti Territoriali: Piano di Intervento per lo sviluppo della Societ dellInformazione nelle aree dei Patti
territoriali della provincia di Torino.
Iniziative legate al Programma Azioni Innovative - PRAI Dai distretti industriali ai distretti digitali, per sviluppare infrastrutture a
banda larga da rendere disponibili a soggetti pubblici (e genericamente enti no-prot), e nanziare la creazione di hot spot Wi-Fi.

Puglia

Interventi sulla Misura 6.3 del POR Puglia 2000-2006.


Potenziamento delle infrastrutture telematiche regionali (RUPAR2/SPC) con progetti infrastrutturali in speciche aree svantaggiate
secondo due loni:
infrastrutture di comunicazione (wireless e satellitari) per la protezione civile e rete del 118
reti sse e mobili per servizi a banda larga per amministrazioni locali, cittadini e imprese.

Sardegna

Interventi inseriti nella Strategia e Piano dAzione per la realizzazione delle Rete Telematica Regionale (RUPAR) nellambito dello
sviluppo della SI secondo il modello del SPC approvato il 23.03.20054.

Regione

Iniziativa

Essendo successiva al completamento del


Report regionale Sardegna, questa iniziativa
non vi riportata. In breve prevista la messa
a disposizione dellAmministrazione regionale,
per un periodo di almeno 15 anni, di una dorsale in fibra ottica, connessa alle MAN nelle citt
capoluogo, complementare, al fine di dare connettivit diffusa al territorio, ai servizi del progetto Connettivit Regionale (inserito in APQ
SI) di estensione e completamento del progetto
MARTE (nato per il mondo scolastico).
4

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 1 Iniziative sulla banda larga segnalate nei Report regionali CRC (segue)
Sicilia

Infrastruttura a banda larga - intervento 9 dellAPQ SI Sicilia. La Strategia regionale per la SI prevede la copertura completa del
territorio con una infrastruttura di rete a banda larga che colleghi tutti i Comuni e gli enti regionali.

Toscana

Legge Regionale n. 1 del 2004, Promozione dellamministrazione elettronica e della societ dellinformazione e della conoscenza
disciplina organizzativa della RTRT nel sistema regionale. Disciplina della Rete telematica regionale toscana. Riprende gli obiettivi
sulla RTRT e la politica telematica toscana gi sanciti dal Piano per la societ dellinformazione e-Toscana, approvato nel 2002)
Accesso alla banda larga per gli enti attualmente non coperti da tale servizio c.d. Intervento S1003 dellAPQ SI

Valle DAosta

Nel Piano triennale settore informatica di Aosta previsto il cablaggio dellintero Comune Capoluogo.

Pv. Aut.
Bolzano

Piano dazione per lo sviluppo della societ dellinformazione - eSdtirol 2004 08 prevede:
- accesso a Internet su tutto il territorio provinciale, mediante la messa a disposizione delle necessarie infrastrutture di base (con
tecnologie a banda larga - punto 3.3) e contenimento e superamento del digital divide (punto 3.7);
- avanzamento iniziative di cablaggio di Brennercom SpA, previste dallAccordo quadro sulle TLC rmato con il Ministero delle
Comunicazioni nel 2002.

Pv. Aut.
Trento

Progetto La societ dellinformazione (esociety), approvato ottobre 2004, azione realizzazione su tutto il territorio provinciale
di uninfrastruttura di rete a banda larga che supporti laccesso a servizi altamente interattivi, attuata anche attraverso il Progetto
CABLA (avviso SPC).
Linee guida per la realizzazione della rete urbana per la banda larga approvate agosto 2003. Delinea la topologia della rete e di
tracciati di massima dei cavidotti. Nel 2004 si proceduto con la redazione di parte del progetto denitivo infrastrutturazione della
rete provinciale per la larga banda - dorsale, individuando i tracciati nali per i cavidotti e le aree per la realizzazione dei nodi di
rete.

Fonte: elaborazione Osservatorio CRC

1.1.3 Novit rispetto agli attori e alla governance


Il periodo di fine legislatura per molte Regioni ha comportato una situazione
di sostanziale continuit negli assetti politici e organizzativi relativi ai temi dellinnovazione, almeno a livello di Amministrazioni regionali. Lanno trascorso quindi segnato
per gran parte delle Regioni, come gi accennato, dal consolidamento delle strutture
esistenti, soprattutto per quanto riguarda i processi di concertazione con gli Enti locali,
stimolati dalla stipula degli APQ SI, dallesigenza di coordinare le proposte del territorio
in risposta ai primi avvisi della fase 2 delle-government (si veda il cap. 5) e di preparare
gli altri interventi - sul riuso e sui centri servizi territoriali - che richiedono unazione
ben calibrata a livello di sistema regionale.
In questo quadro generale, si segnalano comunque alcune novit, che hanno
interessato, salvo eccezioni, realt non coinvolte dalla fine di legislatura.
In Toscana (uneccezione), a seguito della L.R. 01/2004 sono stati rinnovati e/o
ampliati gli strumenti di governance: Comitati della Rete Telematica Regionale Toscana,
Intesa con ANCI, URPT e UNCEM e relativo Comitato dellAccordo di Programma Regionale
(maturato anche in funzione dellAPQ SI).

RAPPORTO NAZIONALE 2005

In Sardegna, stata istituita una cabina di regia regionale per la definizione


e attuazione della nuova strategia per la SI ed prevista lapertura del CRC alle rappresentanze economiche e sociali.
In Puglia, il rapporto della Regione con Tecnopolis Csata S.c.r.l., gi soggetto
gestore del Centro Tecnico della Rupar, si ulteriormente rafforzato nella preparazione
dellAPQ SI e in diversi processi a valle di esso (che hanno visto anche una partecipazione
significativa del CRC). anche stato istituito ad hoc un Tavolo di Consultazione delle
Autonomie Locali, con la partecipazione di ANCI, UPI, UNCEM regionali.
Nella Provincia Autonoma di Bolzano, stato istituito il gi citato Comitato
Guida e-government offensiva 2004-2008 per la preparazione del disegno di legge
sulla SI.
Nella Provincia Autonoma di Trento, il Comitato Tecnico di esperti per lE
society, gi operante dal maggio del 2003, passato dai 9 membri precedenti ai 19
attuali, comprendendo personalit politiche, del mondo della ricerca e delluniversit, del
mondo imprenditoriale e dirigenti provinciali. Per garantire unazione efficace, il Comitato
attiver appositi tavoli tecnici dedicati a (ipotesi attuali): formazione per la esociety;
interoperabilit e open source; concertazione fra Provincia ed enti locali per la gestione
delle reti di accesso locali; sostegno alla nuova imprenditorialit.
Sviluppi a livello provinciale nei Report regionali, in particolare di EmiliaRomagna e Toscana, si illustrano in modo esteso gli sviluppi dellinnovazione anche a
livello delle singole province, evidenziando in alcuni casi lesistenza di piani locali e
strumenti di coordinamento e attuazione con gli enti locali.
In Emilia-Romagna, ad esempio, si segnalano i tavoli di concertazione provinciali di Piacenza (Nucleo strategico per linnovazione e Forum degli innovatori) e
di Bologna, dove lAccordo territoriale per linnovazione dei servizi attraverso lICT e il
Tavolo di lavoro permanente con gli enti del territorio stanno portando allistituzione di
un Ufficio comune per le-government.
Nel Report ragionale Lazio si segnalano due sviluppi importanti a questo livello. Il primo la decisione della Provincia di Roma di lanciare un Piano dellInnovazione
Digitale che prevede lattivazione di un Comitato tecnico-scientifico, un Comitato degli
Assessori, un Tavolo Provincia-Comuni sullICT (per laggregazione della domanda e per il
supporto operativo) e un Tavolo delle forze sociali ed economiche.
Il secondo la stipula in ottobre 2004 del Protocollo di intesa tra la Regione
Lazio e le cinque Province del territorio (Roma, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone), che
prevede a sua volta due strumenti operativi:

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

un tavolo strategico, che cura tutti gli aspetti generali dellaccordo, elaborando
indirizzi, strategie di intervento, e realizzando una rappresentanza unitaria nei
confronti di tutti gli altri soggetti istituzionali nazionali e regionali;

un tavolo tecnico, che segue la realizzazione di ogni iniziativa individuata dal tavolo
strategico, tenendo presenti le necessit territoriali, ottimizzando quanto gi realizzato
individualmente, privilegiando il riuso delle buone pratiche, anche a livello nazionale,
favorendo la crescita dellimprenditorialit regionale.

1.2 I progetti di innovazione


e i loro risultati
Riassumere la gamma ampia di iniziative gi in atto e di quelle in partenza nelle
realt regionali un compito estremamente difficile, data la particolare ricchezza di esperienze e progetti documentati questanno nei Report regionali. Di seguito, si evidenziano
quindi soltanto i temi principali che risaltano dalla lettura dei Report, con riferimenti
e citazioni puntuali agli stessi, che vengono proposti a titolo esemplificativo, senza la
pretesa di richiamare tutti i casi che sarebbero di volta in volta pertinenti. Di ci ci si
scusa con il lettore e con gli autori dei Report regionali.

1.2.1 Reti regionali e nuovo SPC


I Report regionali evidenziano uno stato di avanzamento complessivamente
buono del processo di costruzione delle infrastrutture e dei servizi abilitanti delle-government, a partire dalle reti regionali che dovranno confluire nel nascente Sistema Pubblico
di Connettivit e Cooperazione (SPC).
In molte regioni, la creazione delle infrastrutture e dei servizi di base delle reti
regionali pu considerarsi completata o in avanzato stato di realizzazione, con tassi di
adesione degli enti locali molto elevati, ci vale per: Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli
Venezia-Giulia, Lazio, Liguria, , Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria,
Veneto e le due Province Autonome.
Gli sviluppi ulteriori, in questi casi, riguardano il potenziamento della capacit
trasmissiva di dorsale e di accesso (si veda la sezione precedente sulla banda larga); dei
servizi di gestione tecnica e della sicurezza; ladeguamento o la creazione dei servizi per
linteroperabilit e la cooperazione applicativa, secondo il nuovo modello definito per il

RAPPORTO NAZIONALE 2005

SPC (si veda il cap. 7); i servizi per la gestione delle carte di accesso ecc. Questi interventi ricadono in gran parte nella linea 1 della seconda fase del piano di e-government e
sono inseriti negli APQ SI, rispetto ai quali assorbono attualmente il 25% dei circa 500
milioni di euro impegnati (si veda il cap. 2).
Nellottica del nuovo SPC, ad esempio, si sono creati o si stanno creando vari
nodi di gestione-ottimizzazione del traffico dati detti NAP (Neutral Access Point) - Topix
in Piemonte, TIX in Toscana, VSIX in Veneto, BIX in Puglia - presentati nei rispettivi
Report regionali.
Sempre nellottica del SPC si muovono anche le iniziative, inserite negli APQ o
finanziate interamente con fondi POR, intraprese dalle Regioni che stanno avviando ora la
costruzione dei SPC regionali. Vanno in questa direzione, ad esempio, lintervento di iniziativa regionale e-government Regionale inserito nellAPQ SI Sardegna e la Strategia
e Piano dAzione per la realizzazione delle Rete Telematica Regionale (RUPAR) nellambito
dello sviluppo della SI secondo il modello del SPC, approvata il 23 marzo 2005 (di cui
alla precedente nota 4).
Le infrastrutture e i servizi per la gestione dei flussi documentali e aspetti
connessi (protocollo, carte e firma digitale) sono in fase avanzata di realizzazione in
molte regioni. La Regione Marche, in particolare, ha proposto sviluppi interessanti con
il progetto PADOC (linea 1 della seconda fase del piano di e-government), relativo alla
gestione e conservazione a lungo termine del patrimonio documentale (archivi di protocollo e archivi documentali). Questa iniziativa collegata anche allistituzione del Centro
interdisciplinare per la trasparenza amministrativa e i flussi documentali.

1.2.2 Linclusione dei piccoli Comuni


Lobiettivo di garantire un accesso alle reti regionali sufficientemente veloce
anche ai piccoli Comuni delle aree periferiche e di attrezzare tutti i Comuni con le strumentazioni e le competenze necessarie per sfruttarne i servizi laltra finalit prevalente
di molti progetti e, forse, costituisce la sfida pi grande in tutte le regioni - per la
costruzione del nuovo SPC.
Tra le esperienze volte a mettere i piccoli Comuni nelle condizioni, in primis
tecnologiche, per potersi connettere (sempre pi a banda larga) e fruire dei servizi a
loro rivolti si possono citare dai Report regionali le seguenti (lelenco esemplificativo
e non esaustivo; altri interventi specificamente dedicati alla banda larga si trovano nella
Tabella 1):

10

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

il progetto Entiloc@li in rete della Basilicata (5 M), che ha consentito ai Comuni


la realizzazione o adeguamento della rete LAN interna, integrata con la rete telematica
regionale (RUPAR), dei servizi di base per linteroperabilit dei servizi anagraci e
tributari, del sito web dellEnte e di un piano di formazione per lalfabetizzazione
informatica del personale;

il progetto PiCoLaB (APQ SI Lazio) che nellambito dellevoluzione della RUPAR intende
dotare le sedi di 210 Comuni (sotto ai 5.000 abitanti) sui 378 del Lazio con un
accesso a banda larga, sfruttando soluzioni tecnologiche alternative per le localit
non raggiunte da bra ottica o servizi x-DSL;

il bando rivolto in ottobre 2004 dalla Regione Marche ai piccoli Comuni per la
distribuzione di scanner, penne stampanti e altri accessori per poter fruire no in
fondo dei servizi per la gestione documentale sviluppate dal progetto di e-government
1 Avviso FDRM;

numerose iniziative della Regione Piemonte per contrastare con soluzioni wireless
lisolamento dei Comuni montani (si veda lo specico focus del Report regionale,
dedicato alle diverse dimensione del digital divide);

la Misura 6.3 POR Puglia Sostegno allinnovazione degli Enti Locali, che prevede
il sostegno agli EELL per garantirne lintegrazione in RUPAR2/SPC, relativamente
allaccesso a banda larga, allintegrazione delle anagra comunali nel sistema di
cooperazione applicativa, alla realizzazione di sistemi di workow documentale
e integrazione con i servizi RUPAR di posta elettronica certicata e di protocollo
informatico;

lintervento dellAPQ SI Sicilia Promozione della S.I. e dell'e-government negli EE.LL,


che prevede un capillare programma di informatizzazione degli EELL siciliani, che
saranno dotati di protocollo informatico e soluzioni Intranet, anche per avviare servizi
di e-government ai cittadini ed imprese;

diverse iniziative delle Regione Toscana rivolte ai piccoli Comuni e alle aree periferiche
(tramite le Comunit Montane), per il potenziamento degli accessi alla RTRT e delle
dotazioni tecnologiche necessarie per i servizi regionali, ad esempio quelli legati al
sistema di cooperazione applicativa CART;

11

RAPPORTO NAZIONALE 2005

il progetto INA/SAIA dellUmbria ha coinvolto la totalit dei Comuni nel popolamento

e aggiornamento dellIndice Nazionale delle Anagra (INA), creando le condizioni


per la prossima attivazione della Carta dIdentit Elettronica e altri servizi basati
sullINA;
gli interventi inseriti nellAPQ SI Veneto per sostenere linformatizzazione dei piccoli

comuni, soprattutto nelle zone obiettivo 2. Il monitoraggio delle applicazioni effettuato


dal CRC tramite losservatorio Reseau Veneto (si veda il Report Regionale, cap. 7)
ha mostrato infatti che, mentre linformatizzazione delle funzioni amministrative anagrafe, personale, tributi ecc. - alquanto avanzata, nellarea tecnica licenze
commerciali, pratiche edilizie, opere pubbliche, cartograa, sportello unico, polizia
municipale, biblioteche, gestione cimiteri - tuttora decisamente pi arretrata.
Un altro approccio rispetto allo stesso obiettivo quello che vede alcune
Regioni, Province e in prospettiva veri e propri centri servizi mettere a disposizione dei
piccoli Comuni piattaforme e servizi ad essi dedicati (lelenco seguente esemplificativo
e non esaustivo):
sul portale Basilicatanet i Comuni possono gestire i servizi della polizia locale, servizi

di pagamento e altri;
con il progetto E-GOV PLAT (APQ SI), la Regione Lazio si propone di realizzare una

piattaforma tecnologica infrastrutturale di interoperabilit e cooperazione applicativa


per realizzare un Centro Servizi Regionale, tra laltro anche per offrire servizi sussidiari
ai piccoli Comuni che non sono in grado di attivare autonomamente i servizi per gli
utenti nali;
in Emilia-Romagna ma casi analoghi sono segnalati anche in altre regioni - sono

numerose le esperienze di Sportello Unico per le attivit produttive (SUAP) con soluzioni
unicate gestite a livello provinciale con apposite piattaforme tecnologiche;
sempre in ambito servizi SUAP, il Friuli Venezia-Giulia conosce limportante esperienza

cresciuta inizialmente attorno alla Camera di Commercio di Pordenone del sistema


Enterprise, poi estesa a livello regionale con il progetto ImpresaFuturo;
in Lombardia, il progetto ITP (APQ SI) prevede lo sviluppo di una infrastruttura

tecnologica provinciale di Mantova che comprende anche lerogazione di servizi in


modalit ASP;

12

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

in Piemonte, stato messo a disposizione di tutti gli utenti della RUPAR uno specico
portale, Ruparpiemonte, per la fruizione dei servizi rivolti agli enti stessi, che
comprendono applicazioni cooperative (SUAP, Anagrafe delle Attivit Economiche e
Produttive, Servizio Riscontro Autocerticazioni e altri), nonch applicazioni gestionali
in rete (modalit ASP) per la gestione del personale, servizi di protocollo, gestione
delle diverse tipologie di atti, gestione pratiche ecc.;

in Provincia Aut. di Trento, il progetto PI-TRE (Protocollo informatico Trentino) prevede


lo sviluppo di una soluzione comune che coinvolger 200 Aree Organizzative Omogenee
(su 223 Comuni), circa 2000 persone e un carico di 2,5 milioni di documenti su base
annua. A sua volta, il Consorzio dei comuni trentini sta predisponendo un nuovo
portale per gli enti locali che metter a disposizione di tutti funzionalit semplici, ma
avanzate, per poter gestire anche autonomamente un proprio sito (il 50% dei Comuni
risulta non disporre ancora di un sito, ma si ricorda che i Comuni trentini sono quasi
tutti molto piccoli);

la Provincia di Ragusa con il progetto HYBLAE (avviso reti civiche del POR Sicilia)
sta predisponendo servizi anche applicativi per i Comuni del territorio;

in Umbria, il progetto PITS Portale regionale dei servizi conterr il Sito dei servizi
dellente, integrato con quello istituzionale di ciascun ente, eventualmente ospitato
sullo stesso sito. Il progetto InterPA punta invece ad offrire in modalit remota (ASP)
servizi applicativi a norma per il protocollo informatico, la gestione documentale e la
rma elettronica certicata;

il WP6 dellAPQ SI Veneto prevede di mettere a disposizione degli EELL in modalit


ASP soluzioni informatiche per: demograa e stato civile; contabilit nanziaria
ed economico patrimoniale; personale; tributi e ICI; attivit produttive e gestione
pratiche edilizie (soluzione sviluppata nellambito del progetto 1 Avviso SUAPED).
Il WP11 a sua volta metter a disposizione in modalit ASP il portale per gli EELL MY
Portal.
Infine, con una logica che spesso incrocia quelle precedenti, il sostegno ai pic-

coli Comuni passa e passer sempre di pi attraverso la promozione e il sostegno di forme


aggregate, associative, che garantiscano il raggiungimento di soglie minime di scala per
la gestione dei servizi. Al di l delle numerose esperienze di sviluppo di servizi di e-

13

RAPPORTO NAZIONALE 2005

government in forma aggregata nellambito del 1 Avviso di e-government, si riportano


dai Report regionali altri casi (lelenco seguente esemplificativo e non esaustivo):
in Basilicata, i multiprogetto di Entiloc@li in rete, proposti dai Comuni in forma

aggregata, hanno beneciato di un nanziamento aggiuntivo del 30%;


in Campania liniziativa del POR Cluster - Progetti idea Pubblica Amministrazione ha

nanziato iniziative che coinvolgono quasi tutti i Comuni e le loro forme associative,
raggruppate per temi afni: accessi per soggetti svantaggiati e disabili, anagrafe
integrata, gestione del territorio, riorganizzazione dei processi interni ecc.;
in Emilia-Romagna, le esperienze di gestione associata a Parma (polo catastale Terre

Verdiane), Reggio Emilia (sperimentazione di VPN per condividere risorse informative


e altre risorse), Modena, Bologna e Ferrara;
Di particolare interesse
sono i dati, riportati nel
cap. 10 del Report Regionale
Lombardia, sui costi annuali di gestione dei Siscotel
(totale e per abitante),
nonch i costi per i servizi pi comuni (demografici, territoriali e gestione
entrate/uscite comunali).
Importanti, anche se non
troppo incoraggianti, sono
le considerazioni sulle difficolt realizzative e gestionali dei Centri Servizi.
5

in Lombardia, forse liniziativa pi importante al momento a livello nazionale, vi il

programma Siscotel per la creazione di reti e la gestione associata di archivi informativi


e servizi tra piccoli Comuni e il collegamento in banda larga alla rete regionale. Sui
bandi dal 2001 al 2003 sono stati nanziati i progetti di 52 aggregazioni con ben 518
Comuni coinvolti, per un valore di quasi 40 M(5);
in Piemonte, i progetti afferenti alle Iniziative a Supporto dellAssociazionismo e della

Cooperazione tra Comuni progetto ISACCO, tendenzialmente centrate su soluzioni


wireless e il progetto SiFa (Sperimentazione dellInnovazione nelle Forme Associative),
volto a promuovere linnovazione tecnologica e la cultura del lavoro in rete nelle forme
associative di Comuni (nato nel 2003, coinvolte circa 50 Comuni);
in Puglia, molti dei 18 progetti nanziati sulla Mis. 6.2 del POR azione c) bando

Iniziative a sostegno del sistema delle Autonomie Locali prevedono iniziative


congiunte tra enti per lo sviluppo di portali territoriali, sportelli unici ecc.;
in Sicilia, sullavviso reti civiche sono stati nanziati 46 progetti che coinvolgono

360 Comuni (il 92% del totale regionale) per un valore di 33 M;


in Veneto, il Docup obiettivo 2 comprende due progetti di centri tecnici e di servizi

per il territorio che coinvolgono 60 Comuni nel bellunese e altrettanti nel basso
veronese.

14

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

1.2.3 La sfida dellerogazione dei nuovi servizi e del loro


utilizzo
La ricognizione svolta sinora ci permette di dire che, dallattenzione prevalente
sino a qualche anno fa allinnovazione interna dei sistemi informativi di ciascun ente,
in particolare delle Regioni e degli Enti locali di medio-grandi dimensioni, si passati
sicuramente questo lelemento caratterizzante della fase attuale - allinnovazione di
sistema, che punta a coinvolgere linsieme degli enti territoriali nella costruzione appunto
di un sistema a rete di servizi per i cittadini e le imprese.
La sfida attuale verso linterno della PA quindi, come abbiamo visto, la costruzione del nuovo sistema di connettivit e cooperazione, garantendo in questo linclusione dei piccoli Comuni e, a breve, sar quella della riorganizzazione e integrazione del
back-office della PA (sfruttando anche le potenzialit della banda larga) e delladozione
di modelli gestionali sostenibili, che diano evidenza di una maggiore efficienza, possibilmente generando risparmi da reinvestire nellinnovazione.
La sfida principale verso lesterno con ripercussioni in ultima istanza anche
sulle precedenti - chiaramente quella della rapida messa a disposizione dei nuovi servizi
sempre pi in ottica multicanale, compreso lutilizzo della televisione digitale terrestree della loro promozione, affinch gli utenti ne facciano quanto prima un utilizzo intensivo, con i benefici attesi che dovrebbero derivarne per gli utenti stessi e per la PA.
Una fotografia dello stato attuale dei servizi disponibili online, in particolare
sui siti dei Comuni con pi di 10.000 abitanti, fornita nel capitolo 9 del presente rapporto e, con maggiori dettagli per le singole realt territoriali, in unapposita sezione di
ciascun Report regionale. La situazione che emerge da unanalisi sistematica e cos su
larga scala quindi non dalla considerazione di singoli casi eccellenti - non particolarmente positiva, dato che solo il 25% dei siti analizzati presentava almeno un servizio
interattivo e su circa 15.000 servizi censiti, solo 620 (il 4%) erano di tipo interattivo
(possibilit di inoltro on line di dati/pratica ed eventualmente di completamento della
transazione, senza lo spostamento fisico dellutente).
Nel capitolo 4 del rapporto, lanalisi dello stato di avanzamento dei progetti 1
Avviso che comunque coprono solo una parte dei processi di innovazione in atto sul
territorio - fornisce una parziale spiegazione della situazione sopra evidenziata, mostrando come i progetti di tipo infrastrutturale siano mediamente in una fase pi avanzata

15

RAPPORTO NAZIONALE 2005

di realizzazione rispetto ai progetti che dovranno erogare i servizi agli utenti finali. Le
infrastrutture sono in genere appunto abilitanti per la gestione ed erogazione dei servizi,
quindi corretto e opportuno che siano pronte per prime. I progetti per i servizi finali,
daltro canto, sono spesso molto complessi e articolati da gestire e scontano quindi anche
ritardi sulla tabella di marcia prevista inizialmente. Molti di essi, inoltre, prevedono il
rilascio dei servizi tutti assieme alla fine del progetto.
Un aspetto che attiene sempre al tema delle soluzioni abilitanti la diffusione delle smart card per laccesso sicuro ai servizi on line (e per la firma digitale), oggi
standardizzate e normate come Carta Nazionale (o Regionale) dei Servizi (CNS/CRS)
- sta conoscendo unimportante accelerazione nellultimo periodo, descritta in sintesi nel
capitolo 8 del presente rapporto e documentata meglio in numerosi Report regionali.
Mentre i vari tasselli stanno componendo il quadro delle condizioni ottimali per
il pieno dispiegamento dei servizi di e-government, le esperienze sul territorio stanno
comunque moltiplicandosi, raggiungendo in alcuni casi una scala di utenza significativa.
Sanit
Il settore della sanit emerge certamente in gran parte delle regioni come
oggetto di importanti investimenti, culla di sviluppi innovativi e prime esperienze di
utenza su larga scala.
Nellambito degli APQ SI, la sanit appare come settore destinatario diretto del
12% degli investimenti previsti in gran parte, in questo caso, per gli interventi dei
programmi del MIT per il Mezzogiorno (e nel Lazio) - ma la numerosit delle iniziative in
tutte le regioni riflette chiaramente investimenti significativi con fondi propri regionali.
Rispetto ai finanziamenti CIPE-MIT, di particolare interesse risulta la strategia
definita dalla Regione Sardegna sulla sanit, che vede lintegrazione dei tre progetti dei
programmi MIT per il Mezzogiorno Rete dei Medici di Medicina Generale, telemedicina
specializzata e tele-formazione con servizi a banda larga - in ununica iniziativa per la
Sanit elettronica e azioni ad essa complementari nellintervento APQ SI e-Government
Regionale, in particolare, sottointervento sui servizi ai cittadini, centrato sulla creazione
dellanagrafe degli Assistiti (che sar aggiornata tramite i servizi INA-SAIA, portati a tutti
i Comuni anche a questo fine).
La sanit il settore nel quale stato definito lo stesso standard della CNS e, in
generale, per i cui servizi previsto lutilizzo su larga scala delle carte a microprocessore.
In attesa che vengano utilizzati tutti i 9 milioni di carte distribuite ai cittadini lombardi,
le transazioni sul SISS - Sistema di comunicazione e cooperazione per strutture e ope-

16

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

ratori socio-sanitari e cittadini, rappresentate soprattutto da prescrizioni farmaceutiche


o ambulatoriali, sono gi aumentate da 1,9 milioni nel 2003, a 5,4 milioni nel 2004 e,
proiettando i dati di inizio 2005, potrebbero raggiungere i 10 milioni entro fine anno.
Anche Friuli Venezia-Giulia (progetto SMART), Liguria, Toscana e Veneto prevedono la distribuzione di CRS per laccesso a servizi della sanit. LAbruzzo la regione che
ha sperimentato per prima su larga scala la Tessera Sanitaria (con sola banda magnetica)
e lesperienza dovrebbe essere estesa allUmbria.
Sempre in tema di innovazione, la migliore gestione della spesa sanitaria la
prima finalit per la quale sono stati attivati mercati digitali e sistemi di e-procurement
a livello regionale in Emilia-Romagna (progetto Intercent), Lombardia (progetto SInTel),
Marche (progetto e-Market) e Provincia Autonoma di Trento (progetto Centrale acquisti/eprocurement).
Nel campo della sanit si registrano gi esperienze interessanti di collaborazione e riuso delle soluzioni (ad es. il progetto ASSIST vede Umbria e Veneto collaborare sul
sistema di gestione delle prescrizioni) e le compensazioni sanitarie sono uno dei temi
prescelti per lo sviluppo di soluzioni di cooperazione applicativa interregionale nellambito del progetto ICAR (si veda il cap. 7.2).
Anche sotto il profilo dellinnovazione organizzativa e culturale, il Report
regionale Marche documenta lampio processo di cambiamento della sanit regionale,
fortemente basato sulle ICT, ma anche sulla riorganizzazione profonda del comparto
(con listituzione dellAzienda Sanitaria Unica Regionale, ASUR), avviato nelle Marche nel
2004 con il Piano Regionale di Azione per le-health. La migliore gestione delle risorse e
dellaccesso alle prestazioni dei cittadini sono i due obiettivi principali, ma si segnalano
anche la volont di dare massima trasparenza allazione amministrativa (tutti gli atti
sono pubblicati su web), di creare un magazzino della conoscenza del sistema sanitario
regionale e di migliorare la comunicazione istituzionale sia verso gli operatori sanitari,
sia verso il cittadino.
Altre esperienze di servizi diffusi
Al di fuori del settore sanitario, alcune esperienze di servizi gi utilizzati su
larga scala citate nei Report regionali sono:

in Lombardia, la gestione delle pratiche agricole sul sistema SIARL con 280.000
transazioni nel 2003 e circa il doppio nel 2004; diversi servizi gi attivi del progetto
PolisComuneamico.net (Bergamo);

17

RAPPORTO NAZIONALE 2005

in provincia di Bolzano, i servizi dedicati al mondo del lavoro. Borsa Lavoro attivo

dal 2000, ha attualmente circa 40.000 visitatori mensili e oramai il 50% delle offerte
di lavoro e il 30% delle domande passano online. Il servizio Notel/ProNotel, per la
notica di assunzione/cessazione online dei rapporti di lavoro riguarda oggi il 16%
delle notiche, con lobiettivo del 50% entro il 2008;
in provincia di Trento, il portale vivoscuola con servizi di informazione, community, ma

anche interattivi (es. prenotazione incontri con docenti) registra una media giornaliera
di oltre 10.000 accessi (3 milioni nel 2004). Il sito gestito dall'Ufcio del F.S.E. della
Provincia offre alle imprese e agli enti di formazione professionale diverse funzionalit:
registrazione utente; accreditamento (strutture formative); presentazione proposte
progettuali; gestione dei progetti e svariate funzioni amministrative connesse. In
totale, sono stati presentati on line 2.148 progetti formativi (437 aziendali e 1.711
attivit corsuali), dei quali nanziati e in gestiti on line 1.168;
in Toscana, il sistema di servizi IDOL per il lavoro e il sistema per la formazione a

distanza realizzato dal progetto TRIO, gi in uso per la formazione professionale e in


estensione al mondo scolastico.
In generale, i dati sui nuovi servizi di e-government sono in rapida evoluzione;
la curva di rilascio dei servizi ha infatti avuto nella prima met del 2005 una significativa
impennata.
Multicanalit e intermediari
Lo sviluppo di unofferta multicanale appare chiaramente sempre pi importante
nella prospettiva di ampliare lutenza dei nuovi servizi, raggiungendo in particolare le
fasce di popolazioni che non utilizzano il computer.
La televisione digitale interattiva (TDT) rappresenta unopportunit importante
in tale direzione e, oltre alla breve sintesi nel capitolo 5 sugli avvisi nazionali del 2004
per il cosiddetto T-government, i Report regionali documentano ampiamente le proposte
avanzate dalle Regioni ed Enti locali su tali avvisi.
Esperienze che riguardano invece lo sviluppo di centri servizi al cittadino con call
Entro i primi 6 mesi di funzionamento, il canale CUP
arrivato a coprire quasi il
16% delle 80.000 richieste
di prenotazione registrate
nel mese di dicembre 2004.
6

center, sistemi di messaggistica sms e simili sono descritte in particolare nei Report di:
Basilicata, dove il Centro Servizi della Regione svolge funzioni di Call Center Sanitario6,

di Contact Center, di Supporto allInnovazione Dipartimentale e Servizi Informativi e


di Animazione Multimediale per il portale Basilicanet.it,

18

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Lazio, che segnala tra gli altri il servizio Viterbo SMS, che consente, ad utenti iscritti,
di ricevere notizie (allinizio solo informative) su eventi e news pubblicati sul sito
comunale e, in prospettiva, scadenze o esiti di procedimenti che interessano il singolo
cittadino;

Umbria, con riferimento ai progetti SAC (Servizi al Cittadino) e Contact Center CCUmbria.
In unaccezione diversa, il problema dellarticolazione dei canali di erogazione

dei nuovi servizi funzionale alle diverse categorie di utenza richiama la questione fondamentale del coinvolgimento dei cosiddetti intermediari associazioni di categoria e
ordini professionali - in particolare per quanto riguarda i servizi alle imprese, ma anche
per i servizi al cittadino: si pensi al ruolo di commercialisti, geometri ecc. ma anche delle
associazioni di volontariato in campo socio-assistenziale. Le esperienze in questa direzione non sono ancora moltissime, ma iniziano ad essere significative:

in Basilicata, il progetto Internet Social Point ISP, prevede lattivazione presso


associazioni no-prot di punti di accesso assistito ai servizi della PA;

nel Lazio, il progetto eGov_Plat prevede servizi specicamente rivolti a professionisti


e associazioni di categoria, in quanto utilizzatori intensivi ed evoluti dei servizi egovernment per cittadini e imprese;

in Puglia, la Misura 6.2 area 1 del POR specicamente orientata al terzo settore
e alleconomia sociale, mentre nella stessa Misura, lazione c) bando Iniziative a
sostegno del sistema delle imprese e professioni ha nanziato 29 progetti proposti
dalle rispettive associazioni di rappresentanza, con oltre 30 M di contributi per
50 M di costo degli interventi. molto interessante lanalisi proposta nel Report
regionale sui servizi previsti dai progetti, che danno unidea della gamma ampia di
innovazioni (pi o meno innovative) che potrebbero intraprendere le associazioni e
gli ordini professionali a benecio dei propri associati;

in Toscana, nella direzione che pervade in modo molto marcato le nuove politiche
della Regione per la SI di sempre maggiore coinvolgimento della societ regionale nei
processi di innovazione, previsto lo sviluppo di un rapporto sistematico e capillare
con le associazioni di categoria, gli ordini professionali e altre realt associative
nei progetti co-nanziati dalla Regione, in particolare tramite i bandi linea 2 di
e.Toscana.

19

RAPPORTO NAZIONALE 2005

1.2.4 Azioni per diffondere le conoscenze e laccesso


alle nuove ICT
Per quanto si possa intervenire sulla progettazione dei servizi e sui loro canali
di erogazione per facilitarne lutilizzo da parte dei cittadini, evidente che esistono
numerosi ostacoli da superare anche dal lato degli utenti stessi, in termini soprattutto
di conoscenze e capacit di utilizzo dei nuovi dispositivi di erogazione/accesso, in particolare di tipo informatico, e di disponibilit degli stessi. Si ritiene inoltre giustamente
che, al di l dellaccesso ai servizi di e-government, lutilizzo delle nuove tecnologie sia
funzionale oramai a sfruttare innumerevoli altre opportunit che incidono sulla vita personale, famigliare e professionale.
Per queste ragioni, diverse amministrazioni hanno avviato iniziative rivolte ad
affrontare direttamente questi problemi, nei confronti della popolazione in generale o di
categorie specifiche (anziani, disabili, genitori ecc.):
la Regione Basilicata ha portato avanti negli anni scorsi il progetto Un computer

in ogni casa (40.000 PC distribuiti) e ne ha rinnovato le nalit con svariate nuove


iniziative del programma Cittadinanza elettronica (sostenuto anche dalliniziativa
SAX promossa dal MIT per il Mezzogiorno), tra cui lassegnazione di contributi
allacquisto di PC, allottenimento della patente ECDL e alla dotazione di CNS a circa
50.000 cittadini che hanno presentato domanda;
le altre Regioni del Mezzogiorno che hanno aderito ai progetti CAPSDA e SAX vedranno

anchesse interventi per agevolare le dotazioni tecnologiche, per la creazione di centri


di accesso pubblico a Internet pi o meno presidiati ecc.;
in Calabria, il Progetto CISD (APQ SI) prevede che i Comuni organizzino iniziative

informative sulle opportunit della SI rivolte a speciche categorie della societ


civile;
in Campania, liniziativa del POR Cluster - Progetti idea Pubblica Amministrazione

vede nel cluster Accessi semplicati tre progetti rivolti specicamente a soggetti
svantaggiati e disabili. Inoltre, la riprogettazione del portale della Regione Campania
stata tutta improntata a garantire la massima accessibilit e usabilit del sito;
in Emilia-Romagna, le esperienze di promozione e di monitoraggio dei Punti di accesso

pubblico a Internet nelle province di Parma e di Modena;

20

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

in Liguria, le due integrazioni dellAPQ Liguria in rete hanno riguardato la Terza


et e Welfare nella Societ dellInformazione e poi la Carta Regionale dei Servizi
per la Terza et. Il Report regionale illustra in dettaglio i risultati ottenuti, tra i
quali: 4090 anziani che hanno partecipati al progetto, 45.000 cittadini che si sono
rivolti agli sportelli Liguria informa e due Call Center aperti (uno con un numero verde
informativo e uno per assistenza alla formazione) che rispondono rispettivamente a
circa 700 e 100 chiamate al giorno;

nel Lazio, il progetto CADIT (APQ SI) render disponibili sul territorio 70 Centri di
accesso e diffusione dellinnovazione tecnologica, con connessioni a banda larga
e accesso ai servizi a costi molto contenuti, fornendo nel contempo opportunit
di acquisire le conoscenze di base e avanzate sia della tecnologia che dei servizi
disponibili;

in Piemonte, la Provincia di Torino e lAssociazione Torino-Internazionale, insieme a


20 Comuni e a 7 Comunit Montane, hanno realizzato una rete di centri sul modello
degli Internet-Caf destinati ai giovani e gestiti da giovani, per favorire la creativit
culturale e artistica, utilizzando le nuove ICT;

in Puglia, i 18 progetti nanziati sulla Mis. 6.2 azione c) bando Iniziative a sostegno
del sistema delle Autonomie Locali propongono diverse combinazioni di attivit per
i cittadini di formazione, semplicazione, stimolo alla partecipazione ecc. dotazioni
tecnologiche nelle famiglie e punti di accesso pubblici ai servizi in rete;

sempre in Puglia, si segnala la particolare attenzione della politica regionale per la SI


ai disabili (oggetto di specico focus nel Report regionale). Tra laltro, le prime 25.000
CNS previste per l'introduzione sperimentale presso un gruppo di utenti selezionati
riguarderanno proprio i disabili, nell'ambito di una strategia pi articolata mirata
proprio a sfruttare al massimo le opportunit delle ICT a loro benecio;

nella provincia di Bolzano, il progetto KidsNet (linea 1 della seconda fase di egovernment) svilupper infrastrutture e servizi per dare ai genitori e altre gure di
riferimento per i giovani (comprese scuole e centri giovanili) un aiuto pratico per
lutilizzo di Internet in modo regolamentato e sicuro;

21

RAPPORTO NAZIONALE 2005

in Toscana prevista la creazione della rete di Punti di accesso assistito ai servizi

(PAAS), con 250 punti gi proposti a marzo 2005 su un obiettivo di circa 380 in tutto
il territorio regionale.
Al di l delle iniziative segnalate, si possono certamente considerare parte di
unazione volta ad aumentare la conoscenza e il coinvolgimento dei cittadini nella SI
tutte le iniziative che ricadono nel programma di sviluppo delle-democracy lanciato dalla
linea 4 del piano di e-government fase 2. Dei progetti presentati e approvati sul relativo
avviso si parla in modo aggregato nel capitolo 6 del presente Rapporto, ma anche in modo
alquanto dettagliato in quasi tutti i Report regionali.
Nella Provincia di Trento, il progetto ProVotE ha realizzato un interessante processo di preparazione e analisi sociale sulle propensioni allutilizzo del sistema di voto
elettronico e altre problematiche inerenti il coinvolgimento della popolazione nell'uso
delle nuove tecnologie, sviluppate in collaborazione con lUniversit di Trento.

22

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

2. Gli accordi di programma quadro


per la Societ dellInformazione7
2.1 LIntesa Istituzionale di Programma
e gli APQ
Da qualche anno, la cornice dei rapporti tra Stato e Regioni finalizzati a favorire lo sviluppo socio-economico, nella prospettiva di trasformazione dello Stato in senso
federale, rappresentata dallIntesa Istituzionale di Programma (IIP)8, atto politico
siglato con il Governo da ciascuna Regione. Tutte le Regioni italiane e le due Province
autonome hanno sottoscritto lIntesa e buona parte di esse ha gi provveduto a integrare
il testo originario, individuando per lo pi nuovi settori di intervento. Con lIIP, infatti, si
concordano gli obiettivi, i settori e le aree dove effettuare gli interventi infrastrutturali
di interesse comune per lo sviluppo del territorio regionale.

Il presente capitolo
stato redatto da Anna
Picot, responsabile Ufficio
Rapporti e Accordi di programma con le Regioni e gli
Enti Locali, CNIPA Airel,
e da Milena Fasanella Staff
Centrale progetto CRC,
con contributi di Stefano
Kluzer, Giada Maio e Marco
Schiaffini.

LIIP istituita con la


legge n.662 del 23 dicembre
1996 che detta una nuova
disciplina per la programmazione negoziata. La delibera CIPE n.29 del 21 marzo
1997 e successive delibere
integrative o modificative
specificano le finalit, le
modalit attuative nonch
gli impegni dei soggetti
sottoscrittori dellIIP.
8

In questo quadro, si colloca lAccordo di Programma Quadro (APQ) che si configura come lo strumento di programmazione negoziata che pi si adatta alle azioni di
coordinamento dei diversi livelli istituzionali (locale, regionale, nazionale, europeo) coinvolti nellattuazione di processi di sviluppo economico territoriale. LAPQ sottoscritto dai
dirigenti di settore della Regione, del Ministero dellEconomia e delle Finanze (MEF) e dellAmministrazione centrale competente per la natura e il settore di intervento previsti.
Gli APQ consentono di integrare e rendere coerenti le strategie definite nei piani
e nei programmi strategici di settore europei, nazionali e regionali, raccordando le diverse
fonti di finanziamento e generando significativi incrementi delle risorse disponibili.
Tale strumento di programmazione, inoltre, per la natura dei soggetti coinvolti
nel processo, promuove la logica della condivisione e della partecipazione attiva degli
enti locali presenti sul territorio.
Gli APQ e le IIP, infine, sono stati dotati di adeguate strutture di governance per
laccompagnamento, lattuazione e il coordinamento delle azioni previste, costituite dal
Comitato Istituzionale di Gestione (CIG) - organo politico, composto dai rappresentanti del Governo e della Giunta della Regione o Provincia Autonoma - con il compito di
verificare periodicamente il raggiungimento degli obiettivi previsti nei programmi, che si
avvale, per gli aspetti tecnici, del Comitato Paritetico di Attuazione dellIntesa (CPA),
organo tecnico composto dai rappresentanti (direttori generali) delle amministrazioni
coinvolte. Nel caso degli APQ per la societ dellinformazione, stata introdotta, su proposta del CNIPA, una specifica struttura di accompagnamento: il Comitato tecnico dellAPQ.
23

RAPPORTO NAZIONALE 2005

La delibera CIPE n. 20 del 29 settembre 2004 introduce un percorso di semplificazione e modifica della disciplina sulle intese; in particolare si prevede lemanazione
di una delibera del CIPE, sentita la Conferenza Stato-Regioni nella quale ..verranno
disciplinate le modalit per rafforzare il governi delle Intese istituzionali di programma
ed in particolare il ruolo dei Comitati istituiti nel loro ambito, al fine di garantire che,
allulteriore rafforzamento delle Intese come strumento di programmazione economica
integrata, si accompagni lefficace attuazione degli interventi.
Nelle more delladozione di tale delibera si indica il percorso semplificato per
la riprogrammazione delle eventuali economie determinatesi, anche individuando nuovi
interventi mediante comunicazione al CIG da parte del Responsabile dellAPQ condivisa
con i soggetti sottoscrittori. Anche questultima condivisione riportata in sede di
Comitato tecnico dellAPQ.

2.2 Gli APQ per la societ


dellinformazione
Si fa riferimento ai documenti Le-government per
un federalismo efficiente:
una visione condivisa, una
realizzazione cooperativa,
approvato dalla Conferenza
Unificata nella seduta
del 24 luglio 2003 e Legovernment nelle regioni e
negli enti locali: II fase
di attuazione approvato
dalla Conferenza Unificata
nella seduta del 26 novembre 2003.
9

LAPQ stato individuato quale strumento principale per lattuazione delle politiche di sviluppo della societ dellinformazione e delle-government nei territori regionali, sia nel documento della cosiddetta Visione Condivisa, sia nel piano di attuazione
della fase 2 delle-government9.
In particolare, nella Visione Condivisa previsto il ricorso allAPQ quando lattuazione dellinnovazione preveda sul territorio:
un insieme di azioni relative allattuazione o al riuso dei principali sistemi federati

di settore, . Obiettivo di questo insieme di azioni sar il completamento di processi


innovativi avviati con i progetti di e-government, sia per ci che riguarda la copertura
dei servizi prioritari, sia per ci che riguarda le amministrazioni coinvolte;
la condivisione e la partecipazione attiva di tutte le tipologie di enti locali del

territorio: Comuni, Province, Comunit montane;


forme di co-nanziamento per garantire adeguate strutture di attuazione e gestione

delle azioni previste, anche mediante lutilizzo dei Centri Regionali di Competenza per
le-government e la societ dellinformazione.
Analogamente, il documento sulla seconda fase di attuazione prevede la realizzazione di parte degli interventi delle linee dazione con linserimento degli stessi in APQ.
Ladozione dellAPQ come strumento di attuazione sul territorio delle politiche
nazionali di settore stata una scelta derivante soprattutto dalle seguenti considerazioni:

24

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

la molteplicit dei nanziamenti nazionali e comunitari, destinati o destinabili allegovernment e in generale alla SI, convergenti sulle regioni, necessita di un quadro
programmatico unitario che garantisca la migliore efcacia degli interventi da
realizzare;

listituzione del Ministro per linnovazione e le tecnologie, e delle strutture di cui si


avvale, ha contribuito a sviluppare e consolidare un insieme di relazioni bilaterali e
multilaterali tra Governo, Regioni e Autonomie locali, che ha permesso di elaborare e
condividere strategie e programmi per linnovazione del settore pubblico locale.

2.3 Le risorse finanziarie per gli APQ SI


Data la natura dellAPQ, possono confluire in esso diverse tipologie di fondi,
destinati in modo certo alla copertura finanziaria degli interventi che lo costituiscono:

risorse ordinarie, nazionali e regionali

risorse aggiuntive nazionali per le aree sottoutilizzate (FAS)

risorse aggiuntive comunitarie

Risorse ordinarie
Le risorse ordinarie nazionali del MIT che finanziano interventi degli APQ SI
sono rappresentate, fino ad oggi, da una quota dei fondi nazionali derivanti dalla vendita
delle licenze UMTS (DPCM del 14 febbraio 2002) destinati allattuazione del piano di egovernment. Attualmente convergono negli APQ i cofinanziamenti della seconda fase di
e-governmet assegnati alla linea 1 per lo sviluppo di servizi infrastrutturali locali e SPC
(per un totale di 35 milioni di Euro).
Secondo le procedure previste dallapposito Avviso per la selezione dei progetti,
pubblicato in G.U.R.I. n.127 del 1 giugno 2004 (si veda il cap. 5), a fine aprile 2005,
sette Regioni avevano sottoscritto con il CNIPA APQ contenenti tali interventi: Friuli
Venezia-Giulia, Veneto, Sardegna, Valle dAosta, Basilicata, Lombardia e Toscana. Entro
lestate prevista lintegrazione di gran parte degli Accordi con le restanti Regioni, destinatarie dei cofinanziamenti.
Negli APQ convergono anche le risorse ordinarie regionali, assegnate al settore
societ dellinformazione con leggi regionali, per la realizzazione dei piani e programmi
strategici di cui ogni Regione si dotata in questi ultimi anni. La Tabella 3 pi avanti
mostra che il valore di questi fondi negli APQ stipulati al 30 aprile 2005 si avvicina ai
50 milioni di Euro.
25

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Risorse aggiuntive nazionali per le aree sottoutilizzate: "FAS"


Le risorse aggiuntive nazionali, espressamente destinate alle aree sottoutilizzate, sono quantificate ogni anno dalla legge finanziaria e assegnate dal CIPE con lobiettivo di perseguire il riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese, sancito
dal V comma dellarticolo 119 della Costituzione.
La legge n. 289 del 27 dicembre 2002 (Finanziaria 2003) ha introdotto, con gli
artt. 60 e 61, disposizioni che migliorano lefficacia e accelerano leffettivo utilizzo delle
risorse aggiuntive nazionali destinate alle aree sottoutilizzate, coincidenti con lambito
territoriale delle aree depresse di cui alla legge n. 208/98. In particolare, la finanziaria
2003 ha unificato tutte le risorse aggiuntive nazionali in due Fondi intercomunicanti per
le aree sottoutilizzate, attivi presso il Ministero dellEconomia e delle Finanze e presso il
Ministero delle Attivit Produttive. I due Fondi, caratterizzati dalla comune ispirazione e
dalla gestione unitaria (demandata al CIPE), possono considerarsi alla stregua di un unico
Fondo per le Aree Sottoutilizzate denominato FAS.
Le disponibilit del FAS sono suddivise annualmente dal CIPE tra programmi
nazionali e programmi regionali. Le risorse destinate ai programmi regionali sono ripartite, sempre mediante delibere CIPE, tra le regioni/province autonome sulla base di coefficienti concordati in sede di Conferenza Stato-Regioni, in coerenza con il criterio generale
di destinazione territoriale delle risorse.
Il CIPE stabilisce anche i criteri e le modalit di attuazione degli interventi,
degli investimenti pubblici, degli incentivi a valere sulle risorse del predetto Fondo per le
aree sottoutilizzate, da attuarsi nellambito e con le procedure previste per gli APQ.
In coerenza con i principi comunitari per lutilizzo dei fondi FESR, le delibere
CIPE prevedono nei confronti delle Amministrazione centrali e delle Regioni/Province
Autonome adempimenti perentori che:

in caso di mancato rispetto, comportano il taglio dei nanziamenti;

stabiliscono e mettono in relazione il monitoraggio degli interventi e il prolo di


spesa ad alcune performance di premialit;
attribuiscono, inne, risorse premiali ovvero determinano decurtazioni progressive

delle risorse assegnate qualora non siano raggiunti gli obiettivi pressati.
Il riparto del FAS per il periodo 2003-2005, adottato con delibera CIPE del 9
maggio 2003 n.17, Ripartizione delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate,
rifinanziamento della legge 208/1998 per il triennio 2003/2005, e successive integrazioni, ha assegnato diverse quote di finanziamento al MIT e alle Regioni per programmi
di sviluppo della societ dellinformazione.
26

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Similmente, con il riparto del FAS del 2004, adottato con la delibera CIPE del 29
sttembre 2004 n. 20, Ripartizione delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate,
rifinanziamento della legge 208/1998 periodo 2004/2007, sono stati assegnati finanziamenti per le iniziative per la societ dellinformazione indicate nei programmi nazionali
del MIT e per i programmi regionali.
Nello stesso anno, con delibera CIPE n.19 del 29 settembre 2004, su richiesta del
Ministro per lInnovazione e le Tecnologie, stata assegnata alle Regioni del Centro-Nord
una ulteriore quota destinata ad interventi nel settore della societ dellinformazione.
Alcune Regioni, inoltre, hanno destinato parte della quota FAS, ad esse assegnata dal CIPE per programmi a titolarit regionale, ad interventi nel settore societ dellinformazione, portando lammontare complessivo di finanziamenti CIPE disponibile ad oggi
per tale settore a 894 milioni di Euro, distribuiti come indicato nella tabella seguente.
Lelenco dei progetti che compongono i programmi del MIT per il Mezzogiorno.
riportato alla Tabella 6, in fondo al capitolo.

Il valore riportato in
fase di definizione.
10

Tabella 2 Finanziamenti per la societ dellinformazione, FAS 2003-2005 e 2004-2007


Programma

Risorse assegnate
(mln )

Programma per il Sud e non solo

126

Obiettivi di rafforzamento della societ dellinformazione Programma ICT


per leccellenza dei territori

100

Programma per lo sviluppo dei servizi a banda larga nelle Regioni del
Mezzogiorno

150

Delibera CIPE 17/2003


Programmi di competenza regionale

Risorse gestite da Regioni del Centro Nord destinate ad iniziative per la SI

39

Risorse gestite dalle Regioni, da queste assegnate al settore SI

108

Delibera CIPE 20/2004


Programmi Nazionali del MIT per le
regioni del Mezzogiorno

Interventi di nanza innovativa per lo sviluppo dellHigh Tech nel Mezzogiorno 100

Delibera CIPE 17/2003


Programmi Nazionali del MIT per le
regioni del Mezzogiorno

Piano integrato per formare la societ del Sud allutilizzo della Rete

19

Integrazione delle-government regionale e centrale nelle regioni del Meridione 12


- IRE-SUD

Delibera CIPE 20/2004


Programmi di competenza regionale

Delibera CIPE 19/2004


Programmi di competenza regionale

Ponte digitale dellarea dello Stretto

Risorse gestite da Regioni del Centro Nord destinate ad iniziative per la SI

23,8

Risorse gestite dalle Regioni, da queste assegnate al settore SI

187,510

Risorse gestite da Regioni del Centro Nord destinate ad iniziative per la SI

21

Totale

894,3

Fonte: dati CNIPA-AIREL

27

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Risorse aggiuntive comunitarie


11
Affinch le risorse comunitarie trasferite allItalia per lObiettivo 1 siano
riconosciute addizionali
rispetto al complesso dellintervento nazionale, pena
la sospensione di tali contributi, lItalia deve rispettare
obiettivi di spesa interna.
Questi obiettivi finanziari
sono fissati nel c.d Quadro
Finanziario Unico dove vengono presentate, distintamente per il Mezzogiorno
e per il Centro- Nord, previsioni programmatiche di
spesa in conto capitale
della PA, distinti per risorse comunitarie, risorse per
aree sottoutilizzate e risorse ordinarie.

Negli APQ in materia di SI, sono confluite risorse comunitarie del QCS 20002006 - Programmi operativi regionali (POR) per le regioni Obiettivo 1, e dei Documenti
unici di programmazione (DOCUP) per le aree obiettivo 2 delle regioni del CentroNord.
Tali risorse assumono carattere di aggiuntivit rispetto ai fondi ordinari nazionali e regionali, in quanto finalizzate a ridurre il divario nei livelli di sviluppo tra le regioni europee
(come indicato nel Trattato dellUnione europea e negli obiettivi sanciti nel Consiglio
europeo di Lisbona nel 2000 e riconfermati nel Consiglio europeo di Goteborg nel 2001).
Forte attenzione rivolta alla verifica delleffettiva aggiuntivit11, soprattutto da parte
della Commissione europea.
Altre risorse
Negli APQ SI rientrano, infine, finanziamenti provenienti dai bilanci degli Enti
locali e fonti di finanziamento di privati, attraverso forme di cooperazione pubblicoprivato, in particolare nei settori dove gli interventi realizzati creano infrastrutture che
generano rientri tariffari o comunque entrate nette consistenti.

2.4 La stipula e attuazione degli APQ SI


Gli APQ in materia di societ dellinformazione vengono istruiti dallufficio
Rapporti e Accordi di programma con le Regioni e gli Enti locali dellArea Innovazione
per le regioni e gli enti locali del CNIPA, che opera per questo in stretto raccordo con gli
uffici del MEF e con il Dipartimento per linnovazione e le tecnologie. Con tali soggetti
e con le diverse Regioni e Province autonome, vengono definiti, secondo un processo
complesso, il programma e le modalit attuative degli interventi di interesse comune, per
lo sviluppo della SI da inserire in APQ.
Il processo di stipula di tali Accordi pu essere sintetizzato in 3 fasi principali:

concertazione e predisposizione dei documenti

istruttoria tecnica e stipula dellAPQ

monitoraggio e verica
In ciascuna fase, lAIREL, con il supporto delle altre Aree e centri di competenza

del CNIPA e del DIT, svolge attivit di supporto alle regioni,e province autonome.

28

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Concertazione e predisposizione dei documenti


La fase di concertazione propedeutica alla stipula e spesso strettamente
legata alla natura dei fondi di cui ciascuna amministrazione dispone per la realizzazione
del programma di interventi che si propone di attuare tramite APQ.
Nel caso di copertura finanziaria a carico di fondi ordinari UMTS destinati
alla II fase di e-government, le Regioni e il MIT hanno concordato la realizzazione dei
progetti tramite APQ, avviando la concertazione sui tavoli istituzionali istituiti presso il
Assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti: lobbligazione giuridicamente vincolante nasce
nel momento in cui la stazione appaltante assume un
obbligo giuridico nei confronti dei soggetti terzi, in
capo ai quali viene conseguentemente a determinarsi
il diritto alladempimento
dellobbligo.
12

CNIPA.
Nel caso di programmazione di risorse provenienti dal FAS, il percorso indicato
dalle delibere CIPE che dettano modalit, tempi di concertazione e di stipula degli accordi, nonch lscadenze da rispettare per limpegno e la spesa delle risorse stesse.
La tabella che segue illustra i principali vincoli temporali introdotti con le
ultime due delibere CIPE di riparto del FAS anche ai fini dellattribuzione delle quote
accantonate per la premialit, ed evidenzia leffetto di marcia forzata che il ricorso agli
APQ produce sugli investimenti pubblici.

Fasi

Delibera 17/03

Delibera 20/04

Programmazione

Entro il 31/12/03 Presentazione


alla Segreteria del Cipe di un cronoprogramma
con una stima
di impegno e di spesa e di un elenco di
progetti/programmi.

Entro il 31/11/04 Presentazione alla Segreteria del Cipe, da


parte delle Regioni, del riparto programmatico per settori
con una relazione che individui lo stato di avanzamento della
programmazione, modalit di individuazione degli interventi,
eventuale fabbisogno di risorse aggiuntive.
Entro 31/03/05 Presentazione alla Segreteria del Cipe di un
cronoprogramma con una stima di spesa e di un elenco di interventi.

Stipula

Entro 31/12/03 Comunicazione alla Segreteria


del Cipe delle date di stipula concertate

Entro 31/01/05 Comunicazione alla Segreteria del Cipe delle date di


stipula concertate.
Entro 31/12/05 Stipula APQ nanziati con Delibera 20/04

Impegno

Entro 31/12/05 Assunzione di impegni


giuridicamente vincolanti12

Entro 31/12/07 Assunzione di impegni giuridicamente vincolanti

Spesa

Entro 31/12/05 Rispetto della tempistica del


prolo di spesa prevista dal cronoprogramma
presentato al 31/12/03.
Raggiungimento di un target di spesa pari
al 25% di ciascun accordo stipulato entro il
31/12/02

Entro 31/12/07 Rispetto della


tempistica del prolo di spesa prevista dal cronoprogramma
presentato al 31/03/05.
Raggiungimento di un target di spesa pari al 25% di ciascun accordo
stipulato tra il 31/12/02 e il 31/12/06

Anche in relazione alle sopraindicate scadenze, previste dalle delibere CIPE,


parallelamente alle attivit di concertazione con le Regioni, il CNIPA mantiene un
costante coordinamento con gli uffici del MEF, in particolare il Servizio per le politiche di
sviluppo territoriale e le Intese e la Segreteria del CIPE.
29

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Istruttoria tecnica e stipula dellAPQ


Conclusa la fase di concertazione, si svolge la definizione della progettazione
degli interventi da realizzare - fase che riguarda tutte le Regioni e Province autonome
coinvolte nei tavoli di lavoro gi istituiti o appositamente istituiti (Comitati guida dei
singoli Programmi/interventi) per la quale si procede con incontri bilaterali tra il MIT
(CNIPA e DIT) e ciascuna Regione per la valutazione puntuale degli interventi da avviare
sui territori. E in questa fase che con le Regioni si definiscono gli atti che compongono
lAPQ: articolato, relazione tecnica e schede-intervento.
Monitoraggio e verifica
Per procedere alla stipula di un APQ e al successivo trasferimento delle risorse
finanziarie, i dati relativi agli interventi programmati devono essere inseriti nel sistema
di monitoraggio degli APQ, denominato Applicativo Intese. Tale sistema informativo,
sul quale si fonda la gestione degli APQ, accessibile a tutte le Amministrazioni sottoscrittrici.
Attraverso le procedure di monitoraggio, viene verificato semestralmente lo
stato di avanzamento degli interventi inseriti nell APQ. La verifica si compone di due
attivit:
l'aggiornamento dei dati di ogni scheda-intervento inserita nell'Applicativo Intese

rispetto a quanto riportato al monitoraggio precedente alla stipula;


la redazione del Rapporto di monitoraggio, nel quale si d una rappresentazione

sintetica dellandamento dellAPQ e si segnalano le principali criticit nanziarie e


attuative.
A partire dal primo semestre successivo alla stipula dell APQ, entro il 28 febbraio e il 30 settembre di ogni anno, il Responsabile dell Accordo invia al MEF e al MIT
il Rapporto di monitoraggio sullo stato di attuazione dellAPQ. Il trasferimento da parte
del CIPE delle risorse per le aree sottoutilizzate attualmente subordinato alla chiusura
dei due monitoraggi dell anno precedente.
Alla predisposizione dei Rapporti di monitoraggio, al rispetto del cronoprogramma di ciascun intervento e al raggiungimento della prefissata percentuale di spesa sono
ancorati inoltre alcuni degli obiettivi di premialit stabiliti dalle delibere CIPE di riparto
del FAS.

30

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Organi di accompagnamento alla gestione dellAccordo


Come si detto, la normativa vigente attribuisce i compiti di verifica degli
interventi ricadenti nelle IIP e negli APQ ai Comitati istituzionali di gestione (CIG), di
natura politica, e ai Comitati paritetici di attuazione (CPA), di natura gestionale.
Oltre a tali organismi, negli APQ in materia di societ dellinformazione il CNIPA
ha proposto la creazione di una particolare struttura di accompagnamento dellAccordo
denominata Comitato tecnico dellAPQ (CTA). Tale comitato si configura come tavolo
tecnico di lavoro, nato dalla comune esigenza del MIT e delle Regioni, a garanzia di unefficace cooperazione tra le parti e della verifica costante sullattuazione degli interventi
programmati. Il CTA chiamato a svolgere attivit di supporto tecnico sia nella fase di
pianificazione, sia in quella di realizzazione degli interventi, con poteri di proposta e
verifica tecnica sulle attivit svolte e sui risultati degli interventi che costituiscono lAPQ,
al fine di assicurarne leccellenza e la coerenza con gli standard tecnici e gli indirizzi
strategici.
I Centri Regionali di Competenza per le-government e la societ dellinformazione svolgono attivit di segreteria e supporto tecnico ai Comitati, come esplicitamente
previsto dagli stessi Accordi, per facilitare lo svolgimento delle attivit dei referenti tecnici delle Regioni e del MIT (CNIPA e DIT) circa lo stato di avanzamento degli interventi
compresi in APQ.

2.5 Gli APQ SI stipulati ad aprile 2005


A partire dal 2002 ad oggi, sono stati stipulati diciassette APQ e sette Accordi
Integrativi13 nel settore societ dellinformazione.
La Tabella 3 riporta il quadro completo degli APQ SI stipulati, ordinati per data
di stipula e con indicazione del valore complessivo di ciascuno. Una breve presentazione
di ciascun Accordo stipulato fornita invece nelle Schede regionali di sintesi nella Parte
2 del rapporto.

31

Si definiscono Accordi
integrativi gli atti successivi alla stipula del primo
Accordo nel settore di riferimento che integrano e completano il quadro programmatico degli interventi.

13

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 3 APQ societ dellinformazione stipulati al 30.04.2005


Valore totale
APQ (Euro)

Regione

Tipo atto

Data di stipula

Abruzzo

APQ

15-lug-02

27.553.635

Liguria

Integrativo I

08-apr-03

17.537.268

Lombardia

APQ

24-dic-03

8.057.824

Liguria

Integrativo II

27-feb-04

4.981.000

Basilicata

APQ

25-mar-04

12.500.000

Emilia-Romagna

APQ

31-mar-04

9.423.508

Toscana

APQ

02-apr-04

5.635.500

Piemonte

APQ

30-apr-04

7.604.415

Abruzzo

Integrativo I

30-apr-04

24.750.000

Marche

APQ

31-mag-04

8.954.576

Friuli Venezia Giulia

APQ

30-giu-04

6.191.400

Lazio

APQ

30-lug-04

15.554.000

Puglia

APQ

04-ago-04

67.420.000

Veneto

APQ

28-set-04

8.005.850

Umbria

APQ

25-ott-04

4.806.588

Campania

APQ

20-dic-04

38.540.000

Sardegna

APQ

28-dic-04

55.226.000

Sicilia

APQ

07-mar-05

52.575.995

Valle dAosta

APQ

10-mar-05

2.588.777

Basilicata

Integrativo I

31-mar-05

16.725.000

Lombardia

Integrativo I

04-apr-05

11.607.308

Sardegna

Integrativo I

13-apr-05

35.360.000

Calabria

APQ

21-apr-05

38.511.966

Toscana

Integrativo I

29-apr-05

9.580.359
489.690.969

TOTALE
Fonte: CNIPA-AIREL

32

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

La Tabella 4 evidenzia a sua volta il valore assoluto e la quota percentuale delle


fonti di finanziamento dei quasi 500 milioni di Euro degli APQ stipulati alla data.
Tabella 4 Fonti di nanziamento degli APQ SI stipulati al 30.04.2005
Fonte

Milioni Euro

Quota %

Risorse aggiuntive CIPE - Quota regionale

197,181

40,2%

Risorse aggiuntive CIPE - Quota nazionale MIT

126,724

25,9%

Risorse ordinarie nazionali UMTS

12,166

2,5%

Risorse ordinarie regionali

49,031

10,0%

Risorse comunitarie

94,518

19,3%

Altre

10,071

2,1%

489,691

100%

Totale
Fonte: dati CNIPA-AIREL

Si evidenziano due aspetti significativi che emergono dal quadro sopra esposto:

la quota prevalente (40% del totale) di nanziamento derivante dalle risorse CIPE
Quota regionale, che comprende sia le risorse assegnate dal CIPE con il vincolo di
destinazione a interventi nel settore SI nelle Regioni del Centro-Nord (39 M della
delibera 17/2003), sia le risorse attribuite ai programmi regionali, senza vincolo
settoriale dintervento, che le Regioni, soprattutto quelle del Mezzogiorno, hanno
destinato ad iniziative per la societ dellinformazione;

il consistente contributo dei fondi comunitari poco meno di 100 M relativi a risorse
FESR di pertinenza POR Obiettivo 1 e DOCUP Obiettivo 2- che conferma il sostanziale
allineamento degli interventi inseriti in APQ non solo con le strategie regionali e
nazionali, ma anche con gli obiettivi della programmazione comunitaria.
Operando una classificazione univoca, quindi forzata, dei 162 interventi inse-

riti negli APQ stipulati alla data, abbiamo evidenziato nella Tabella 5, seguente, la concentrazione su alcuni temi e settori di intervento. Le celle colorate mettono in evidenza
le finalizzazioni pi consistenti in termini di valore economico percentuale calcolato sul
valore totale dellAPQ.

33

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 5 Composizione per macro-nalit degli APQ SI stipulati al 30.04.2005

Regione

Reti e servizi
infrastr.

Innovaz.
interna PA

Accesso/
erogaz.
inclusione

Sanit

Imprese compet.
locale

Sistemi
informativi
territoriali e
ambientali

7,6%

6,1%

Totale

Abruzzo

49,9%

25,8%

10,6%

Basilicata

13,7%

13,7%

49,0%

7,9%

15,7%

100,0%

Calabria

14,0%

14,5%

15,4%

17,1%

38,9%

100,0%

21,8%

25,5%

23,8%

28,9%

100,0%

Campania
Emilia Romagna

100,0%

Friuli Venezia Giulia

100,0%

21,7%

Lazio

10,3%

Liguria

58,2%

20,1%

100,0%

38,4%

51,3%

100,0%

100,0%

Lombardia

14,6%

64,4%

Marche

50,5%

11,5%

38,0%

Piemonte

100,0%
21,0%

100,0%

100,0%

45,2%

17,5%

8,5%

24,1%

4,7%

Sardegna

17,6%

30,9%

5,3%

10,9%

15,0%

58,8%

26,4%

9,5%

5,2%

Toscana

50,6%

34,0%

15,5%

Umbria

32,7%

20,8%

16,0%

Valle DAosta

100,0%
100,0%

Puglia
Sicilia

100,0%

100,0%
20,3%

100,0%
100,0%
100,0%

0,0%

30,5%

100,0%

100,0%
100,0%

Veneto

44,1%

13,8%

31,8%

Media nazionale

25,1%

25,5%

20,7%

11,9%

5,7%

4,5%

100,0%

11,2%

5,6%

100,0%

Fonte: elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA-AIREL

Per chiarire la questione, al momento in cui si


scrive, gi programmatala da parte degli uffici
CNIPA-Airel la stipula, entro
lestate 2005, degli APQ con
la Regione Molise e con
la Provincia Autonoma di
Trento e di otto Accordi
Integrativi.

Prima di commentare la tabella, frutto di un primo esercizio di classificazione,

14

essenziale ricordare che i dati fissano una situazione in realt molto in movimento, in
quanto si considerano gli interventi inseriti negli APQ SI e relativi Accordi integrativi a
fine aprile 2005, lasciando fuori dallelaborazione, in particolare, la gran parte dei progetti della linea 1, seconda fase di e-government (cosiddetti progetti SPC), gi approvati
per il co-finanziamento ed in fase di inserimento negli Accordi integrativi, nonch altri
importanti interventi in fase istruttoria14.
Con queste cautele, alla luce delle tipologie di interventi oggi prevalenti negli
APQ SI, si proceduto a classificarli in funzione di tre macro-obiettivi di carattere trasversale e tre macro-obiettivi di carattere settoriale. I primi tre sono
1. reti e servizi infrastrutturali comprende interventi di cablaggio o tecnologie
alternative (wireless, satellite ecc.) per laccesso a banda larga e tutto ci che attiene
ai servizi di trasporto e sicurezza in ottica SPC;

34

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

2. innovazione interna PA comprende interventi di innovazione e riorganizzazione del


back-ofce della PA, incluso lo sviluppo di sistemi per linteroperabilit e la cooperazione
applicativa (si veda il cap. 7), sia a ni di efcienza interna (informatizzazione, eprocurement, centri servizi, formazione dipendenti ecc.), sia a supporto dei nuovi
servizi di e-government. Sono compresi qui anche alcuni interventi di rafforzamento
della capacit di governo e programmazione rispetto alla SI (osservatori ecc.);
3. accesso ed erogazione comprende interventi per laccesso sicuro ai servizi digitali
(carte, rma digitale, ecc.), per la creazione o estensione dei canali di erogazione/
accesso ai servizi (multicanalit, punti/centri di accesso pubblico alla rete) e per la
formazione, alfabetizzazione e inclusione dei cittadini, contro il digital divide;
I tre macro-obiettivi settoriali evidenziati sono invece:
4. sanit comprende differenti interventi nellambito delle strutture e dei servizi per la
salute;
5. imprese e competitivit comprende interventi per la competitivit e linnovazione
delle imprese (distretti produttivi, sportello unico per le attivit produttive, ecc) e
servizi per il lavoro;
6. sistemi informativi territoriali e ambientali comprende interventi per la gestione
territoriale, monitoraggio ambientale, gestione mobilit/trasporti e relativi strumenti
ecc..
In base a tale classificazione, guardando al valore medio nazionale, si conferma
limpronta originaria dello strumento APQ stesso, strutturalmente indirizzato a interventi
infrastrutturali e in senso lato a finalit di riequilibrio territoriale delle dinamiche di
innovazione e sviluppo locale. Queste ultime, nella societ dellinformazione, sono oggi
declinate in particolare in termini di contrasto del digital divide e inclusione di particolari
categorie di cittadini (es. anziani , disabili, ecc.).
In media, infatti, oltre il 70% delle risorse, con un sostanziale equilibrio tra i
tre obiettivi, impegnato nello sviluppo vero e proprio di infrastrutture e relativi servizi per dare laccesso a banda larga, in aree sottoutilizzate, agli enti locali, coinvolti in
processi di innovazione che sempre pi necessitano di tali servizi (si veda il cap. 1), e
ai cittadini, tramite postazioni pubbliche e soluzioni analoghe. Dei circa 100 milioni di
euro alla voce accesso-erogazione, quasi i due terzi sono destinati proprio ad interventi
sulle dotazioni tecnologiche e sui centri/punti di accesso a Internet.

35

RAPPORTO NAZIONALE 2005

I temi dellinclusione (Liguria e Basilicata) e quello dellaccesso sicuro dei


cittadini con le smart card, (Friuli-Venezia Giulia e Marche) sono oggetto di particolare
attenzione in alcune regioni.
Gli interventi sullinnovazione interna della PA riguardano principalmente i
piccoli Comuni (soprattutto nellottica di soluzioni condivise/associate) e sono presenti
un po ovunque, con una focalizzazione particolare di Lombardia (sostegno ai Siscotel),
Toscana e Sicilia.
Gli obiettivi di carattere settoriale in particolare sulla sanit e sulle impreseriflettono invece, come prevedibile, le priorit definite dai programmi MIT Per il Sud e
non solo e Sviluppo dei servizi a larga banda per le regioni del Mezzogiorno (si veda
la Tabella 5). Gli interventi sui sistemi informativi territoriali e servizi ambientali sono
invece pi trasversali.
La Tabella 6, che segue, elenca gli interventi che sono compresi nei suddetti
programmi nazionali, nonch quelli del programma ICT per leccellenza dei territori
focalizzato quasi interamente sui settori produttivi, con interventi integrati a livello
locale- e gli interventi che costituiscono il Programma nazionale del MIT per le regioni
del Mezzogiorno finanziato sul riparto FAS della delibera CIPE 20/2004.

36

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 6 Quadro dei progetti MIT per il Mezzogiorno nanziati dal CIPE sul FAS 2003-2005 e 2004-2007
Progetti

Valore

Programma per il Sud e non solo CIPE 2003-2005


Centri di Servizio Territoriali per le-government nei piccoli e medi comuni (CST)

26.590.000

Centri territoriali per laggregazione dei processi di acquisto degli Enti locali delle regioni del Mezzogiorno (CAT)
Centri di accesso pubblico a servizi digitali avanzati (CAPSDA)

8.405.000
22.384.000

Servizi di telemedicina specializzata

4.320.000

Rete dei medici di medicina generale

25.829.000

Sistema di Vigilanza Ambientale: Centro servizi regionale

3.000.000

Distretti digitali a supporto della liera produttiva del tessile abbigliamento nel Mezzogiorno

13.700.000

Scrutinio elettorale semiautomatico

12.072.000

Numero unico delle emergenze

9.700.000

TOTALE

126.000.000

Programma per lo sviluppo dei servizi a larga banda CIPE 2003-2005


Servizi di telemedicina specializzata e di teleformazione nel settore oncologico

22.700.000

Interventi per la digitalizzazione delle imprese della liera agroalimentare nel Mezzogiorno

19.400.000

Ampliamento dei servizi regionali a larga banda del Sistema Pubblico di Connettivit (SPC)

26.000.000

Estensione dei servizi informativi integrati per la gestione del territorio

26.000.000

SAX Sistemi avanzati per la connettivit sociale

30.000.000

Servizi avanzati nelle scuole del Sud

25.900.000

TOTALE

150.000.000

Programma ICT per leccellenza dei territori CIPE 2003-2005


Abruzzo - Il distretto del turismo termale: tra tradizione e tecnologia

3.872.000

Basilicata - Sviluppo competitivo delle aziende operanti nel distretto dellimbottito attraverso lutilizzo del ICT

3.997.000

Calabria - Agroalimentare biologico: potenziamento delle infrastrutture tecnologiche per la connettivit tra imprese
e mercato

10.980.000

Campania - Realizzazione di un metadistretto regionale relativo al settore dellICT

21.528.000

Molise - Processo di sviluppo e consolidamento di reti dimprese promuovendo la connettivit e linfrastrutturazione


digitale

2.500.000

Puglia - Innovazione di prodotto e di processo del distretto calzaturiero attraverso lICT

5.700.000

Puglia - ICT per rinnovare il vantaggio competitivo della componentistica auto barese

9.000.000

Sardegna - Sviluppare la liera della bioinformatica e del biomedicale nel distretto di Cagliari-Pula

10.778.000

Sicilia - Medicina rigenerativa: dalla ricerca allimpresa attraverso le tecnologie ICT

5.300.000

Sicilia - ICT per lEtna Valley: rafforzare la rete di PMI

9.328.000

Sicilia - Innovazione e sviluppo imprenditoriale a partire dalla ricerca in ambiente marino e ittico

7.017.000

Azioni di sistema

10.000.000

TOTALE

100.000.000

Programma nazionale per la SI nelle regioni del Mezzogiorno CIPE 2004-2007


Interventi di nanza innovativa per lo sviluppo per lHigh Tech nel Mezzogiorno

100.000.000

Piano integrato per formare la societ del Sud allutilizzo della Rete

19.000.000

Integrazione delle-government regionale e centrale nelle regioni del Meridione IRE-SUD

12.000.000

Ponte digitale dellarea dello Stretto

4.000.000

TOTALE

135.000.000

Fonte: CNIPA-AIREL

37

RAPPORTO NAZIONALE 2005

38

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

3. La revisione di medio periodo


del QCS Ob. 1 e la societ
dellinformazione15
3.1 Il Quadro Comunitario di Sostegno
Obiettivo 1
Il Quadro Comunitario di Sostegno per le regioni italiane dellObiettivo 116 (QCS
Ob. 1) definisce i principali elementi di riferimento - strategia generale e per assi prioritari, obiettivi e linee di intervento, criteri e indirizzi per lattuazione, risorse disponibili
e altri aspetti - per lutilizzo dei Fondi strutturali comunitari17 a sostegno dello sviluppo
del Mezzogiorno, in coerenza con il Piano di Sviluppo del Mezzogiorno e altre politiche
nazionali.
Nellattuale ciclo 2000-2006 di programmazione dei Fondi strutturali, le regioni
italiane Ob. 1 sono Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia. Il Molise
beneficia dei fondi in regime di sostegno transitorio, mentre lAbruzzo, presente nella
precedente programmazione 1994-1999, uscito dalle regioni in ritardo di sviluppo a
partire dal 1997 (e rientra oggi negli Ob. 2 e 3).
Nella programmazione 2000-2006, le risorse totali assegnate dalla Commissione
europea allItalia per lOb.1 ammontano a circa 23.760 milioni di euro (comprese le quote
di riserva), pi circa 200 milioni per il sostegno transitorio (Molise), per un valore complessivo di circa 24 miliardi di euro. Al contributo comunitario corrisponde un contributo
di risorse pubbliche nazionali quasi equivalente di 21,5 miliardi di euro (17 miliardi a
carico dello Stato e 4,5 delle Regioni), a cui si aggiungono circa 600 milioni di euro di
risorse private. Il volume complessivo di finanziamenti per il QCS Ob.1 ammonta quindi
a circa 46 miliardi di euro.
In termini di impostazione generale, il QCS Ob.1 articolato in sei grandi aree
di intervento gli assi prioritari - che mirano a valorizzare le risorse del contesto economico e territoriale del Mezzogiorno: risorse naturali, risorse culturali, risorse umane,
sistemi locali di sviluppo, citt, reti e nodi di servizio. Larticolazione della strategia nei
sei assi prioritari punta a concentrare gli interventi su quegli ambiti suscettibili di avere
un impatto pi rilevante sulla produttivit totale dei fattori e, di conseguenza, sulla crescita economica, che lobiettivo di fondo principale della strategia nel suo complesso.

39

Il presente capitolo
stato redatto da Elisa
Dardanello (esperta del
Servizio per le Politiche dei
Fondi strutturali Comunitari,
Dipartimento per le Politiche
di Sviluppo, Ministero dell'Economia e delle Finanze)
e Stefano Kluzer.

15

16 Nellambito dellattuale
programmazione dei Fondi
strutturali, lObiettivo 1
riguarda il sostegno alle
aree in ritardo di sviluppo
(Mezzogiorno), lObiettivo 2 il sostegno alle aree
in declino industriale e/o
rurali (nel Centro-Nord del
paese) e lObiettivo 3 lo sviluppo delle risorse umane,
delloccupazione ecc. nelle
regioni del Centro-Nord
(nelle regioni Ob. 1, questo obiettivo, sostenuto
ovunque con risorse FSE,
ripreso come uno degli
assi prioritari di intervento,
Asse III).

I Fondi strutturali sono


il Fondo Europeo per lo
Sviluppo Regionale (FESR),
il Fondo Sociale Europeo
(FSE), il Fondo Europeo di
Orientamento e Garanzia
per lAgricoltura (FEOGA)
e lo Strumento Finanziario
Operativo per la Pesca
(SFOP).
17

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Sotto il profilo realizzativo, il QCS prevede lindividuazione di Programmi


Operativi (PO) e la conseguente attribuzione di compiti e funzioni tra i diversi livelli dellamministrazione centrale, regionale e locale, partendo comunque dal ruolo centrale assegnato alle Regioni, anche con riferimento alle linee di intervento per la cui formulazione
e attuazione vengono mantenuti rilevanti poteri alle amministrazioni centrali. La scelta di
centralit del territorio e, conseguentemente, di modalit di intervento regionalizzate, da
un lato riflette levoluzione generale in direzione del decentramento, dallaltro valorizza
lesercizio del ruolo di indirizzo e di coordinamento attribuito alle amministrazioni centrali in tutte le fasi del ciclo di programmazione: programmazione, gestione e attuazione,
monitoraggio e valutazione.
18
I criteri che motivano la
definizione di un PON sono:
la valenza strategica del
Programma e la rilevanza
di un approccio unitario per
la sua efficacia; la presenza
di effetti macro in ambiti
pi ampi di quelli di localizzazione degli interventi;
la presenza di esternalit
significative in ambito pluriregionale; le economie
di scala ottenibili da una
gestione centralizzata di un
intervento; levoluzione nellattribuzione di competenze tra Stato e Regioni e dei
tempi e modalit di concreto trasferimento di compiti
e di funzioni amministrative
a queste ultime.

Il QCS comprende quindi, quale ambito di programmazione prioritario in cui


attuare gli interventi, i Programmi Operativi Regionali (POR), predisposti dalle sette
Regioni interessate, pi alcuni programmi a valenza nazionale (Programmi Operativi
Nazionali, PON), che rappresentano uneccezione motivata concordata in fase di programmazione del QCS stesso18.
I POR assumono la stessa articolazione di obiettivi globali e i sei assi prioritari
di intervento del QCS, costituendone di fatto una specificazione regionale: il modo in cui
nella singola regione si conseguono gli obiettivi generali, secondo una strategia costruita
sulla base delle scelte che la Regione ha fatto in relazione alle risorse di cui pi dotata
e che vuole valorizzare e al mix di obiettivi specifici che ne discendono.
Le linee di intervento a valenza nazionale attuate attraverso PON sono:

Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno;

Ricerca Scientica, Sviluppo Tecnologico, Alta formazione;

Trasporti;

Scuola per lo Sviluppo;

Pesca;

Sviluppo imprenditoriale locale;

Assistenza Tecnica e Azioni di sistema.


I PON sono formulati e successivamente attuati con la partecipazione delle

Regioni, anche attraverso eventuali accordi di programma, nellimpostazione delle linee


programmatiche e nella selezione delle priorit di intervento. Alle Amministrazioni centrali titolari di PON compete anche di assicurare un ruolo di indirizzo e coordinamento,
oltre che di assistenza tecnica e di monitoraggio.

40

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Nellambito del Programma Operativo Nazionale di Assistenza tecnica al QCS


2000-2006 sono previste specifiche misure di intervento, affidate alle Amministrazioni
Centrali trasversali (non titolari di PON) per rafforzare e sviluppare le funzioni di indirizzo
metodologico attinente agli standard, ai requisiti dei programmi, alla coerenza tra essi,
agli indicatori di verifica compiuti da parte delle Amministrazioni centrali interessate.

3.2 La SI nel QCS Ob. 1 pre-revisione


La versione originaria del QCS individuava gi la societ dellinformazione come
tematica rilevante e strategica nellambito pi generale dello sviluppo del Mezzogiorno.
Proponendo una strategia di rottura con il passato, basata sullazione concertata del QCS e di politiche coerenti complementari a livello, nazionale, volte a indurre
riforme strutturali con lobiettivo di generare una discontinuit nei comportamenti e negli
atteggiamenti degli operatori economici, il QCS riconosce che gli investimenti pubblici
in capitale umano e di conoscenza sono cruciali per potenziare la produttivit totale dei
fattori di una regione e, di conseguenza, per raggiungere un tasso di crescita pi elevato
nel lungo periodo. Gli investimenti sono quindi stati scelti per comprendere non solo la
formazione professionale e la promozione dellimprenditorialit locale, ma anche il sostegno dellinnovazione tecnologica e della societ dellinformazione, che possono svolgere
un ruolo chiave nellaumentare la competitivit (p. 34).
NellAsse VI Reti e Nodi di Servizio, dove vengono concentrati gli interventi principali per la SI, si afferma inoltre che Lo sviluppo della SI costituisce uno dei
principali fattori propulsivi delleconomia europea. Essa consente in primo luogo di
aumentare la produttivit del fattore lavoro, un obiettivo che di particolare importanza
per il Sud In secondo luogo, linformation technology aumenta significativamente la
possibilit di accrescere la qualit del capitale umano, gi cos fortemente penalizzato
nel Mezzogiorno In terzo luogo, linnovazione tecnologica nel campo dellinformatica e
delle telecomunicazioni riduce sensibilmente, in quasi tutti i settori di attivit economica, i costi di transazione, sia nei cicli interni di produzione che in quelli della commercializzazione dei prodotti. Infine, alla diffusione della societ dellinformazione associato
lo sviluppo di nuovi settori produttivi di beni e servizi e nuova imprenditorialit. (p.
128-129)
Questi riferimenti riflettono in modo evidente il periodo in cui veniva definito
il QCS 2000-2006 gli ultimi anni 90- che vedeva lesplosione su larga scala del fenomeno Internet e delle aspettative di avvento della cosiddetta new economy (risultate poi,

41

RAPPORTO NAZIONALE 2005

almeno nel breve termine, sovrastimate). A livello europeo, lobiettivo di una societ
dellinformazione per tutti era chiaramente identificato tra le priorit della politica
comunitaria e con il Piano di azione eEurope 2002, a fine 1999 e giugno 2000, venivano
anche proposti obiettivi comuni da perseguire con le singole politiche nazionali. In Italia,
il Forum per la Societ dellInformazione, promosso dal governo e da numerosi altri attori
istituzionali e non, stava ponendo nel corso dellanno 2000 le basi per il programma
nazionale di e-government e altri interventi coerenti con eEurope. Lesperienza maturata
nella seconda met degli anni 90 con le iniziative comunitarie pilota per la promozione
della SI a livello regionale (programmi RISI e IRISI, Regional e Interregional Information
Society Initiatives) aveva inoltre mostrato proprio limportanza dei sistemi regionali
come livello ottimale per la definizione e attuazione di politiche per la SI.
Tutti questi elementi, tuttavia, stavano maturando e acquistando una forma pi
compiuta e sistematica sotto il profilo delle politiche pubbliche proprio in contemporanea, o con un leggero ritardo, rispetto al processo di definizione del QCS Ob. 1, fornendo
ancora pochi indirizzi precisi a questultimo sui temi della SI. Lassenza di un preciso
referente politico-istituzionale e di un programma a livello nazionale in questo campo
(il Ministro per lInnovazione e le Tecnologie verr nominato solo con il nuovo governo
Berlusconi a met 2001) accentuava ulteriormente tale criticit. In effetti, si dovr attendere la primavera 2002 per conoscere nel merito i contenuti del Piano di e-government
(1 fase) e delle Linee guida per la SI, pubblicate dal governo nel giugno 2002.
Pur con queste incertezze, sotto il profilo economico, il riconoscimento dellimportanza strategica del tema nel QCS evidente, con la decisione di assegnare allo
sviluppo della SI un ammontare di risorse dei Fondi strutturali almeno pari a 570 milioni
di euro (quindi circa il doppio come investimento complessivo) ed eventuali ulteriori
risorse della riserva di premialit.
Sotto il profilo delle priorit e delle linee di intervento, il QCS indicava tre
aspetti meritevoli di unattenzione particolare:
la sensibilizzazione di imprese, cittadini, associazioni e operatori pubblici sulle

possibilit offerte dalle ICT e lalfabetizzazione e lo sviluppo di capacit per il loro


utilizzo. I docenti e i giovani, la scuola e luniversit venivano identicati come
ambiti prioritari di intervento;
lammodernamento della pubblica amministrazione, in particolare regionale e locale,

con enfasi sui servizi resi ai cittadini e alle imprese;

42

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

lutilizzo delle ICT da parte delle piccole e medie imprese (PMI), con lo sviluppo in
particolare di servizi che agevolassero il ricorso al commercio elettronico.
Era evidente sin dallinizio e, come si vedr pi avanti, cos stato - che le

azioni da realizzare su questi aspetti trovavano spazio non solo nellAsse VI, ma anche nel
III (risorse umane) e nel IV (sistemi locali di sviluppo), e non solo nei POR, ma anche nei
PON, in particolare Scuola per lo Sviluppo, Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico,
Alta formazione, Sviluppo imprenditoriale locale e Sicurezza per lo sviluppo.
Rispetto ai POR, proprio la trasversalit degli interventi attinenti alla SI e il
conseguente rischio di elevata dispersione e/o duplicazione degli stessi portavano a
richiedere ad ogni Regione di elaborare una propria Strategia regionale per la SI. La
strategia doveva basarsi sugli indirizzi in via definizione a livello nazionale ed europeo,
sullanalisi dei bisogni delle diverse componenti socioeconomiche regionali e su un
processo di consultazione e riflessione aperto ed inclusivo degli attori rappresentativi
del territorio: Tale approccio strategico una condizione preliminare per garantire che
le singole misure siano adeguate alla struttura socioeconomica regionale (p. 138). In
attesa della definizione e approvazione ufficiale delle rispettive strategie per la SI, le
Regioni erano vincolate a non spendere pi del 30% delle risorse allocate sulle misure
dedicate alla SI.

3.2.1 Le strategie regionali per la societ


dellinformazione
I risultati della richiesta del QCS sono presentati nella Tabella 7, che evidenzia
come due regioni avessero in effetti gi definito una strategia regionale per la SI al
momento di avvio della nuova programmazione e come le altre si siano adeguate entro
la scadenza prevista o successivamente. Entro il 31/12/2001, scadenza fissata dal QCS,
avevano presentato la propria strategia tutte le Regioni, eccetto il Molise. A seguito di
unapposita valutazione richiesta dal gruppo di lavoro Societ dellinformazione del QCS,
sono state in seguito apportate modifiche ed integrazioni a diversi di questi documenti; ci spiega le date posteriori di approvazione finale da parte delle rispettive Giunte
regionali. Per la Regione Calabria, la revisione definitiva a seguito della valutazione di
cui sopra, stata completata nel 2004. Diverse Regioni hanno poi aggiornato la loro strategia, anche a seguito della revisione di medio periodo qui in esame (si veda al riguardo
pi avanti la Tabella 12).

43

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 7 Le strategie per la SI nelle regioni Ob.1 (prime versioni)


Regione

Piano strategico e data di approvazione ufciale

Basilicata

Piano BasiTel - Lo Sviluppo della Societ dellInformazione e della Comunicazione e dei Servizi di Rete della Pubblica
Amministrazione in Basilicata (novembre 1998), aggiornato nel luglio 2003 con il Piano Basitel+ Strategie e Piano di
Azione per lo Sviluppo della SI in Basilicata

Calabria

Strategia e Piano di Azione per lo Sviluppo della Societ dellInformazione in Calabria (febbraio 1999)

Campania

Piano Strategico della Societ dellInformazione nella Regione Campania (dicembre 2001)

Molise

Piano Strategico di Attuazione del Sistema Telematico Molise STM (giugno 2003 e maggio 2004)

Puglia

Piano Regionale per la Societ dellInformazione (settembre 2001) aggiornato con 2 revisione (novembre 2002)

Sardegna

Strategia per lo sviluppo della SI in Sardegna (dicembre 2002)

Sicilia

Quadro di riferimento strategico regionale per lo sviluppo della SI (agosto 2002)

Fonte: documenti vari del Comitato di Sorveglianza QCS Ob. 1, Gruppo di lavoro per la Societ dellInformazione

La valutazione dei suddetti piani regionali, effettuata nel 2002 e nel 2003 da
un apposito Gruppo tecnico di valutazione attivato dal Gruppo di lavoro per la Societ
dellInformazione del Comitato di Sorveglianza QCS Ob. 1, ha prodotto alcune considerazioni trasversali che si riportano in sintesi qui di seguito:
punti di forza dei piani regionali
i piani sono stati elaborati tutti, come previsto, attraverso il coinvolgimento, a diversi

livelli e con differenti modalit, del partenariato istituzionale e socio-economico;


i piani prevedono azioni coerenti con le politiche e le priorit nazionali e comunitarie

in materia di SI, adottando correttamente un approccio intersettoriale centrato sulla


domanda di servizi dei cittadini, della PA e delle imprese;
i piani presentano molte azioni comuni che potrebbero portare alla costruzione di reti

di cooperazione tra le Regioni in fase di attuazione;


criticit dei piani regionali
la struttura, larticolazione e i contenuti dei diversi piani sono molto eterogenei. Ci

risultato in parte dalla diversa visione rispetto alle nalit della redazione dei piani
stessi. Alcune Regioni hanno considerato il piano prioritariamente come documento

44

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

di strategia e di comunicazione pubblica e non di azione; altre hanno inteso il piano


come strumento per individuare una tantum tutte le possibili azioni ammissibili e
rinviare le scelte operative a successivi piani di attuazione;

i piani si limitano a effettuare una programmazione limitata, almeno per le risorse


nanziarie, ai soli Fondi strutturali. I piani non presentano quadri nanziari adeguati
ad individuare le risorse previste per i settori e le azioni prioritarie e le fonti di
nanziamento da attivare (regionali, nazionali, comunitarie, private);

le analisi dei contesti regionali presentate nei piani sono quasi sempre nalizzate a
misurare i divari con le altre regioni e con il paese e sono di tipo desk, contribuendo
quindi poco alla costruzione dei quadri logici propedeutici alla denizione di obiettivi,
strategie e azioni;

quasi tutti i piani sono carenti nel passaggio metodologico e logico che dalla fase di
analisi porta alla selezione degli obiettivi generali e specici e quindi delle azioni.
Lo sviluppo e lattuazione delle strategie regionali per la SI, come ha conferma-

to un successivo rapporto di analisi prodotto dal Gruppo di lavoro per la SI in occasione


della revisione di medio-periodo19, continua ad essere un processo con aspetti positivi
la presenza della strategia stessa, che fornisce una visione complessiva e indirizza gli
interventi su alcune priorit - e con diverse criticit, soprattutto la difficolt a livello
operativo di coordinare e rendere complementari e funzionali fra loro le numerosissime
iniziative legate alla SI (riassunte nella prossima sezione).
Come ha messo inoltre in evidenza sempre il suddetto rapporto, solo in un caso
nel campo delle-government e dei temi legati alla pubblica amministrazione digitale
- sono maturati a livello nazionale un indirizzo strategico chiaro e condiviso, condensato
nel documento noto come Visione condivisa, approvato dalla Conferenza Unificata nel
luglio 2003, e un processo di attuazione e di governance fase 1 e fase 2 del piano di
e-government, comitati misti di concertazione e cos via - che hanno impresso unaccelerazione e un forte orientamento comune ai processi di innovazione. Ci ha chiaramente
consentito di precisare e rivedere come si dir meglio pi avanti - anche le strategie
regionali e i programmi operativi relativamente agli interventi su questo fronte.

45

19 Societ dellInformazione. Analisi e indicazioni


per la riprogrammazione
delle risorse del Quadro
Comunitario di Sostegno
2000-2006 a cura del
Gruppo tecnico di valutazione del Gruppo di lavoro per
la Societ dellInformazione
del QCS Ob. 1, pubblicato dal
Ministero dellEconomia e
delle Finanze, Dipartimento
per le Politiche di Sviluppo,
maggio 2004.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

20
La mancanza di una metodologia comune utilizzabile
dalle Autorit di Gestione
dei PO, sia per identificare
le misure e le azioni correlabili agli obiettivi SI, sia
per quantificare la quota di
spesa pertinente, ha prodotto come segnalato nello
stesso rapporto di cui alla
nota precedente - un risultato certamente eterogeneo
e approssimativo. Gli ordini
di grandezza delle risorse
in gioco sono comunque
rappresentativi. Sempre per
le incertezze relative alle
componenti di costo da
considerare (in particolare
per quanto riguarda le risorse dei privati, pi o meno
da rendicontare, presenti in
alcune misure), nelle tabelle del testo si scelto di
riportare i soli valori del
contributo comunitario,
ad eccezione delle misure
dedicate alla SI in Tabella
8, che presentano il quadro completo delle risorse

disponibili.
Il Complemento di
Programmazione, cos come
stabilito dallart 9 del regolamento CE 1260/99, il
documento di attuazione
del Programma Operativo,
contenente gli elementi dettagliati a livello di
misura, elaborato dallAutorit di gestione del PO,
approvato dal rispettivo
Comitato di Sorveglianza e
trasmesso alla Commissione
europea a titolo informativo. Il Complemento di
Programmazione non essendo un documento sottoposto a Decisione comunitaria un documento snello
che pu, pur rimanendo
coerente con il PO, essere
rivisto pi volte nel corso
della programmazione.

3.2.2 Gli interventi per la societ dellinformazione


nei POR e nei PON
In occasione della revisione di medio-periodo, stato ricostruito il quadro complessivo degli interventi e delle risorse per la SI allinterno del QCS, identificando per la
prima volta, con la collaborazione delle rispettive Autorit di Gestione (AdG), non solo
le misure e le risorse dedicate specificamente alla SI nei POR, ma anche quelle presenti
allinterno dei PON e di altri assi e misure dei POR, in questo caso, procedendo ad una
stima di massima delle risorse coinvolte20.
In sintesi, la rilevazione ha consentito di:
vericare il pieno conseguimento e superamento dellobiettivo iniziale di destinare

alla SI almeno 570 milioni di euro di risorse dei fondi strutturali. Infatti, il contributo
comunitario supera i 500 milioni nelle sole misure dedicate alla SI dei POR (Tabella 8)
e si avvicina a 1,9 miliardi di euro aggiungendo anche le azioni SI di altre misure dei
POR (Tabella 9) e quelle dei PON (Tabella 10). Considerato che mediamente il valore
complessivo delle risorse pubbliche investite nei PO circa il doppio del contributo
comunitario, si tratta di circa 3,8 miliardi di euro di risorse pubbliche, con unincidenza
vicina al 16% dellinvestimento complessivo attivato dai fondi strutturali;
constatare che il 60% delle risorse per la SI fa capo agli interventi dei POR e il 40% fa

invece capo ai PON. In particolare, il PON Sicurezza per lo sviluppo presenta unelevata

21

incidenza di risorse per la SI (quasi il 50%) e rappresenta quasi il 40% del costo SI
afferente ai PON;
confermare la notevole trasversalit degli interventi per la SI, che sono presenti in

misura variabile in tutti gli Assi del QCS, con una maggiore concentrazione prevedibile
nellAsse VI (40% del totale), ma anche nellAsse III risorse umane (25%) e Asse IV
sviluppo locale (18%);
constatare nel complesso la prevalenza degli interventi nalizzati alla modernizzazione

della PA (e-government), che assorbono il 54% delle risorse complessive, seguiti dagli
interventi per le imprese (28%) e quelli dedicati alla alfabetizzazione e sensibilizzazione
dei cittadini e di altri soggetti (18%).
Guardando pi da vicino ai POR, la Tabella 8 fornisce il quadro delle misure
specificamente dedicate alla SI e delle relative risorse nei singoli Programmi Operativi e
Complementi di programmazione21, prima della revisione di medio-periodo.
46

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Le misure dedicate alla SI sono sempre comprese nellAsse VI e ammontano


a oltre 900 milioni di euro di risorse pubbliche (di cui quasi 500 milioni di contributo
comunitario), pi circa 200 milioni di risorse previste dal co-finanziamento di privati
(soprattutto nelle azioni rivolte alle imprese).
Tabella 8 Misure e risorse dedicate alla SI nei POR Ob.1 pre-revisione ne 2003 (valori in )
Misura
Basilicata

6.2 Azione A Sviluppo SI

Calabria

di cui contributo
CE

Investimenti
privati da non
rendicontare

Totale risorse

54.130.000

26.380.000

54.130.000

6.3a Pianicazione strategica della SI

6.800.000

3.400.000

6.800.000

6.3b Promozione della SI

6.800.000

3.400.000

6.800.000

6.3c Diffusione della SI nel settore


pubblico

27.212.000

13.606.000

27.212.000

6.3d Diffusione della SI nei settori


produttivi

27.212.000

13.606.000

18.140.000

45.352.000

68.024.000

34.012.000

18.140.000

86.164.000

129.505.200

64.752.600

129.505.200

6.3 Sostegno allo sviluppo SI nel tessuto


produttivo

86.336.800

43.168.400

86.336.800

6.4 Promozione SI, rafforzamento


potenziale umano, imprenditorialit
e competitivit imprese. Promozione
internazionalizzazione.

70.915.000

55.156.000

70.915.000

286.757.000

163.077.000

286.757.000
21.605.135

sub-totale
Campania

Risorse pubbliche

6.2 Sviluppo della SI.

sub-totale
Molise

6.3 Societ dellInformazione

21.605.135

9.265.531

Puglia

6.2 Societ dellInformazione

161.600.000

80.800.000

161.570.000

323.170.000

6.3 Realizzazione RUPA regionale

96.000.000

48.000.000

22.500.000

118.500.000

6.4 Risorse umane e SI

53.846.000

35.000.000

311.446.000

163.800.000

6.3 Societ dellInformazione

94.660.000

47.330.000

94.660.000

6.4 Formazione per la SI

41.634.000

20.817.000

41.634.000

sub-totale

136.294.000

68.147.000

136.294.000

6.05 Reti e servizi per la SI

83.000.000

37.350.000

83.000.000

939.651.000

492.766.000

sub-totale
Sardegna

Sicilia

Totale complessivo

53.846.000
184.070.000

202.210.000

Fonte: Rielaborazione su dati documento MEF Gruppo di lavoro SI, maggio 2004. Vedi citazione in nota 20.

47

495.516.000

1.141.861.000

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Sotto il profilo delle finalit, i titoli delle misure e sottomisure evidenziano


interventi a largo spettro genericamente di sviluppo della SI - e/o la ricorrenza dei
temi/obiettivi proposti dal QCS, in particolare lo sviluppo delle risorse umane tramite la
formazione e il sostegno delle imprese e dei settori produttivi.
La rilevazione effettuata a fine 2003 dal MEF ha rivelato inoltre una presenza
molto significativa (almeno sotto il profilo delle risorse in gioco) di azioni per la SI anche
nelle altre misure dei POR. La prima colonna della Tabella 9 assomma il valore del contriPer poter misurare il contributo delle azioni per la SI
ai diversi obiettivi del QCS,
si dovuto necessariamente associare ciascuna azione ad un obiettivo, anche
quando lazione come
spesso accade - riguardava
pi obiettivi. Il risultato
rappresenta quindi una forzatura della realt.
22

buto comunitario delle misure dedicate SI (prima colonna della Tabella 8) con quello della
quota attribuita dalle AdG dei POR alla SI nelle altre misure dei POR. Il valore complessivo
del contributo comunitario, cos calcolato, supera 1,1 miliardi di , rivelando un investimento sostanzialmente equivalente sulla SI nelle misure dedicate e nelle altre misure.
Tale constatazione, come vedremo pi avanti, ha portato in fase di revisione del QCS ad
insistere per il rafforzamento del coordinamento delle numerose e spesso frammentate
iniziative distribuite nelle diverse misure dei POR.
Guardando alla destinazione delle risorse rispetto ai macro-obiettivi del QCS per
la SI, la Tabella 9 evidenzia la netta predominanza (eccetto per Calabria e Sicilia) degli
interventi per lammodernamento della pubblica amministrazione locale, che nel tempo
hanno assunto sempre pi chiaramente i connotati delle-government. Gli interventi sui
cittadini e le risorse umane in generale e quelli sulle imprese riflettono invece priorit
diverse nei diversi contesti regionali.

Tabella 9 Contributo comunitario nei POR per la SI (tutte le misure) e destinazione per obiettivi22 (gen. 2004)
POR

Contributo CE
(milioni di euro)

Basilicata

Destinazione contributo CE
Alfabet.

Imprese

e-Gov.

Totale

83,55

40,7%

0,0%

59,3%

100,0%

Calabria

99,99

29,6%

29,8%

40,6%

100,0%

Campania

274,89

22,8%

20,3%

57,0%

100,0%

Molise

16,70

36,6%

1,3%

62,1%

100,0%

Puglia

197,98

4,3%

0,0%

95,7%

100,0%

Sardegna

98,49

27,3%

0,0%

72,7%

100,0%

Sicilia

379,53

13,7%

30,4%

55,9%

100,0%

19,1%

17,5%

63,5%

100%

219,47

201,16

730,50

Valore medio
Totali 1151,13

Fonte: Rielaborazione su dati del documento MEF Gruppo di lavoro SI, maggio 2004. Vedi citazione in nota 20.

48

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Per quanto riguarda i PON, la Tabella 10 mostra una chiara e prevedibile specializzazione degli stessi rispetto ai tre macro obiettivi definiti per la SI dal QCS: la
destinazione delle risorse SI del PON Scuola quasi al 100% sullobiettivo alfabetizzazione e formazione; quella del PON Sviluppo imprenditoriale locale lo sulle imprese;
e quella del PON Sicurezza lo sul potenziamento delle strutture pubbliche impegnate
sul tema. Il PON Ricerca vede giustamente la destinazione delle risorse SI distribuita
sullobiettivo dellalta formazione e sulle iniziative di innovazione delle imprese, mentre
il PON Assistenza tecnica e azioni di sistema (Atas) distribuito trasversalmente sui tre
obiettivi.

Tabella 10 Contributo comunitario nei PON per azioni sulla SI e destinazione per obiettivi (gen. 2004)
Destinazione contributo CE

Contributo CE
(milioni di euro)

alfabet.

imprese

e-gov

Totale

Scuola

170,5

92,8%

0,00%

7,2%

100%

Sviluppo locale

103,0

0,0%

100%

0,0%

100%

Sicurezza

284,8

0,0%

0,0%

100%

100%

Ricerca

206,4

43,0%

57,0%

0,0%

100%

Atas23

20,1

63,1%

13,2%

23,7%

100%

Totali/medie

784,8

33,1%

28,5%

38,4%

PON

Fonte: tabelle 9, 10 e 11 del documento MEF Gruppo di lavoro SI, maggio 2004. Vedi citazione in nota 20.

La Tabella 11 evidenzia anche la particolare importanza della destinazione SI


rispetto allinsieme delle risorse nel caso gi accennato del PON Sicurezza (le ICT svolgono un ruolo chiaramente sempre pi importante negli interventi in questo campo) e del
PON Scuola, dove le azioni riconducibili a tecnologie e applicazioni della SI raggiungono
rispettivamente quasi il 50% e il 36% del contributo comunitario dei programmi operativi.

49

Per quanto riguarda il PON


ATAS, si evidenzia che i dati
sono sotto-stimati, in quanto il valore economico
stato fornito solo per met
circa delle linee di azione
segnalate come rilevanti ai
fini della SI.
23

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 11 Peso azioni SI su contributo CE totale dei singoli PO, milioni di euro e percentuali (gen. 2004)
Contributo
CE SI

Contributo
CE totale

Quota SI su
totale

POR

Contributo
CE SI

Contributo CE
totale

Costi SI su
costi totali

Scuola

170,5

472,6

36,1%

Basilicata

83,55

742,8

11,2%

Sviluppo locale

103,0

1978,9

5,2%

Calabria

99,99

1.994,2

5,0%

Sicurezza

284,8

573,1

49,7%

Campania

274,89

3.824,9

7,2%

Ricerca

206,4

1191,5

17,3%

Molise

16,70

180,7

9,2%

Atas

20,1

312,4

6,4%

Puglia

197,98

2.639,5

7,5%

Totale/media

784,8

4528,5

17,3%

Sardegna

98,49

1.946,2

5,1%

Sicilia

379,53

3.857,9

9,8%

Totale/media

1151,13

15.186,35

7,6%

PON

Fonte: Elaborazione su dati documento MEF Gruppo di lavoro SI, maggio 2004 (vedi citazione in nota 20) e QCS 2000-2006

Nel caso dei POR, le spese per la SI appaiono mediamente pi basse, come
prevedibile dato il carattere intersettoriale di questi programmi operativi. significativo
tuttavia notare che vi sono differenze notevoli tra le Regioni, con una intensit di spesa
per la SI nel POR Basilicata pi che doppia rispetto a quella registrata nei POR Calabria
e Sardegna.
Si segnala, infine, che la rilevazione effettuata dal MEF per la revisione di
medio periodo ha evidenziato un avanzamento delle azioni per la SI al 30 settembre 2003
(misurato in termini di percentuale di risorse impegnate sui costi totali) decisamente
maggiore nel caso dei PON (intorno all80%) rispetto alla situazione dei POR, le cui azioni
SI allepoca erano tutte con un avanzamento inferiore al 40%, ad eccezione della misura
VI.2 della Basilicata, gi interamente impegnata.

3.3 La revisione del QCS sui temi della SI


3.3.1 Il nuovo quadro di riferimento
Nel corso del 2004, tutte le Regioni e i Ministeri titolari di PO sono stati impegnati nel processo di revisione di met periodo, che ha visto il coinvolgimento delle
Autorit di Gestione, degli organismi politici regionali e del partenariato economico,
sociale ed istituzionale al fine di re-indirizzare le scelte strategiche effettuate nel 1999
alla luce dellattuazione del QCS e dei PO e dei nuovi contesti economici e sociali di
riferimento.
50

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Il processo si concluso con lapprovazione, da parte dei rispettivi Comitati di


Sorveglianza, della nuova versione del Quadro Comunitario di Sostegno e dei Programmi
Operativi che troveranno attuazione fino alla fine del 2006. Alla stessa stregua sono stati
revisionati i Complementi di Programmazione, quale strumento attuativo dei Programmi
Operativi e da cui si possono dedurre gli interventi relativi alla societ dellinformazione
che saranno ancora co-finanziati in questa restante parte della programmazione 20002006.
La revisione di medio-periodo del QCS, effettuata nel 2004 ha tenuto in conto
per quanto riguarda i temi della SI due insiemi di elementi:

le evoluzioni e novit di contesto politico e istituzionale emerse a livello europeo e


nazionale n dallinizio del ciclo di programmazione e giunte a maturazione in questo
periodo;

gli aspetti emersi dallesperienza di attuazione dei programmi nella prima fase del
ciclo.
In generale, rispetto al testo originario, la versione aggiornata del QCS tratta la

tematica SI in modo molto pi articolato e maturo, sia nelle parti di carattere generale,
sia nelle parti interne agli Assi III e VI, che sono quelli pi direttamente interessati.
Questa diversa attenzione riflette la significativa evoluzione delle cose intervenuta
nella materia comprese le battute darresto registrate su vari fronti nei primi anni
2000 rispetto alle aspettative iniziali della new economy - e la maggiore comprensione
dei fenomeni di innovazione, del ruolo che le politiche pubbliche possono giocare a vari
livelli (dalla regolazione, alla facilitazione di processi di mercato, allintervento diretto)
e del contributo che possono dare allo sviluppo locale e alla crescita economica.
Un esempio al riguardo rappresentato dallintroduzione nel testo dellAsse VI
del concetto di frattura digitale (digital divide) - come problema da contrastare e di cui
appare sempre pi evidente lesistenza e limportanza a vari livelli (geografico, socio-economico, culturale), anche allinterno del Mezzogiorno - al posto dellenfasi della versione
originaria del testo che sottolineava solo le opportunit portate dalle nuove tecnologie.
Un altro esempio di evoluzione delle cose, che sar ripreso anche pi avanti,
riguarda il sostegno allo sviluppo della banda larga. Su questo la posizione della stessa
Commissione europea passata da una visione iniziale molto ottimista rispetto alla capacit del mercato di garantire la diffusione generalizzata delle nuove infrastrutture e relativi servizi di accesso a fronte del boom degli investimenti nelle telecomunicazioni di fine
anni 90 - ad una visione pi possibilista rispetto allintervento pubblico (e al ricorso ai
Fondi strutturali per sostenerlo, ovviamente sotto determinate condizioni). Ci derivato

51

RAPPORTO NAZIONALE 2005

proprio dalla crisi intervenuta nel frattempo nel settore e dallevidente abbandono da
parte degli operatori delle aree territoriali meno redditizie (in quanto deboli, periferiche
ecc.). Questa evoluzione nellorientamento della Commissione ricaduta ovviamente
anche nella revisione del QCS.
Lesperienza e la consapevolezza maturate nella prima fase di attuazione portano anche ad affiancare, nel nuovo testo, le opportunit identificate originariamente per
poter affrontare le sfide della SI presenza nel Mezzogiorno di importanti centri di competenze e di ricerca, di iniziative imprenditoriali di eccellenza e di grande disponibilit di risorse professionali adeguatamente formate - con alcuni fattori che costituiscono
ancora oggettivamente un freno allo sviluppo della SI:
un basso livello di cooperazione e poca propensione allinnovazione da parte delle

imprese;
il mercato che tende a non investire sufcientemente nelle nuove infrastrutture di

telecomunicazioni al di fuori delle grandi aree metropolitane;


al di l della forte propensione delle famiglie al consumo delle nuove tecnologie, un

decit ancora generalizzato di consapevolezza, cultura e competenza, che attiene sia


alla dimensione tecnica, non solo in termini di alfabetizzazione di base, oramai in via
di diffusione, ma soprattutto in termini di disponibilit di competenze avanzate, sia
alla dimensione gestionale e strategica;
il fatto che le istituzioni non percepiscono, se non ritualmente, la SI come una

priorit senza svilupparne pienamente le potenzialit e coglierne le implicazioni


strategiche essenziali per lo sviluppo economico e sociale (p.200).
Per superare tali sfide, la nuova stesura del QCS propone un approccio strategico
e condiviso allo sviluppo della SI da parte delle Regioni del Mezzogiorno, collocato, come
si detto, nel nuovo quadro di riferimento nazionale ed europeo. Gli elementi principali
di novit di tale quadro citati nel QCS sono:
ladozione delliniziativa e del piano dazione eEurope 2005, i cui obiettivi sono cos

riassumibili:
o dotare tutto il territorio europeo di uninfrastruttura a banda larga, gi in gran
parte disponibile, per i cittadini come per le imprese, a prezzi accessibili risultando
la problematica legata alla sicurezza;
o sviluppare servizi e contenuti adeguati, per le amministrazioni pubbliche (egovernment), per le attivit imprenditoriali attraverso un ambiente elettronico
52

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

dinamico (e-business), per i cittadini attraverso servizi telematici per la sanit


(e-health) e lapprendimento elettronico (e-learning).

il perfezionamento e aggiornamento delle disposizioni comunitarie in materia di

gli indirizzi di politica nazionale formalizzati nelle Linee guida per la Societ
dellInformazione24 e nel Piano di e-government25;

nel campo specico delle-government, la Visione Condivisa26 come quadro di


riferimento comune, per unattuazione coerente e coordinata dei processi di egovernment in tutto il territorio nazionale, salvaguardando lautonomia decisionale e
gestionale degli Enti locali;

il Piano per linnovazione digitale nelle imprese27, che rappresenta un ulteriore tassello
nellattuazione delle Linee guida per la SI;

ladozione di specici indirizzi nazionali di intervento per le aree sottoutilizzate, con


lo stanziamento dal Cipe di risorse ingenti per il triennio 2003-2005 a favore di
interventi nei settori dei servizi e delle infrastrutture per la SI (si veda il capitolo
precedente).
Come si pu osservare, molte novit del quadro nazionale discendono dallisti-

tuzione e dalloperato del Ministro per lInnovazione e le Tecnologie e delle strutture DIT
e CNIPA che ad esso fanno riferimento.
Nel secondo periodo di programmazione del QCS, alla luce dellevoluzione intercorsa nelle politiche e priorit europee e nazionali in materia di SI e in coerenza con
in Piani regionali per la SI, i tre obiettivi prioritari originari vengono aggiornati come
segue:

da sensibilizzazione e alfabetizzazione ad attuazione di strategie per e-learning,


formazione ICT, life-long learning (LLL) e sviluppo di servizi a supporto di tali
processi;

da ammodernamento della PA alla realizzazione di servizi di e-government tenendo


conto di quanto stabilito nel Piano di e-government, nei Piani regionali per la SI e nel
documento Le-government nelle regioni e negli enti locali: II fase di attuazione28;

Il Piano di e-government,
impostato inizialmente nel
giugno 2000, stato via
via precisato nella concertazione con il sistema delle
Autonomie Locali e definitivamente formalizzato con
DPCM del 14 febbraio 2002.
25

comunicazioni elettroniche;

25
Linee Guida per la SI,
approvate dal Comitato dei
Ministri della societ dellInformazione nel maggio
2002.

da utilizzo delle ICT da parte delle PMI alla denizione di strategie di e-business,
ovvero iniziative integrate per la denizione e realizzazione di nuovi servizi per le

53

Approvata dalla Conferenza Unificata Stato


Regioni, Citt e Autonomie
Locali luglio 2003.

26

27
Approvato dal Comitato
dei Ministri della Societ
dellInformazione a luglio
2003 - www.innovazione.
gov.it/ita/.

Documento approvato
dalla Conferenza Unificata
il 26 novembre 2003.

28

RAPPORTO NAZIONALE 2005

imprese, viste in chiave di liera, distretto, catena di fornitura ecc. per la formazione
di competenze ICT e manageriali adeguate, per la creazione di un ambiente favorevole
allinnovazione (compresi i servizi pubblici alle imprese).
Oltre a tale aggiornamento degli obiettivi specifici dellAsse VI, la revisione del
QCS ha portato a sottolineare limportanza di maggiori sinergie e coordinamento con gli
interventi per la SI negli altri ambiti e in particolare di quelli sulla ricerca e linnovazione. A questo fine, il Gruppo di Lavoro SI stato esteso ed oggi denominato Ricerca,
Societ dellInformazione, Innovazione, anche per promuovere maggiore cooperazione
tra strutture di ricerca e sistema produttivo nelle iniziative per la SI. Inoltre, si prevede
che tale Gruppo mantenga un collegamento con le attivit dei Gruppi di Lavoro Sviluppo
Locale e Internazionalizzazione e Risorse Umane, effettuando approfondimenti periodici su tali tematiche, al fine di orientare concretamente lattuazione degli interventi di
SI nei singoli Programmi Operativi e contribuire ad un efficace raccordo con le iniziative
promosse a valere sulle risorse nazionali (p. 208).

3.3.2 Le linee di intervento rivisitate


Sotto il profilo delle azioni da intraprendere, la nuova stesura del QCS fornisce
indicazioni ben pi ricche e dettagliate rispetto al quadro iniziale sulle seguenti sei linee
di intervento, riportate qui in sintesi.
I. E-learning/ICT training/Life-long learning
Gli interventi in questo campo, alla luce del nuovo approccio al tema, riguardano cinque ambiti distinti di azione:
formazione specica sulle ICT, formazione permanente e formazione a distanza basate

sulle dellICT;
formazione di docenti (prima alfabetizzazione, gestione delle reti, utilizzazioni delle

ICT nella didattica, tecnologie didattiche);

alfabetizzazione dei giovani e degli adulti occupati e disoccupati;

cablaggio delle sedi scolastiche, creazione di reti e postazioni tecnologiche, laboratori


e sistemi multimediali per la didattica, sistemi informativi integrati per la gestione
delle attivit scolastiche, reti tra scuole per la condivisione delle risorse didattiche;
formazione a contenuto ICT per il mondo delle imprese (alfabetizzazione e conoscenza

di applicativi specici; problematiche e impatto dellinnovazione digitale nelle imprese

54

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

e per lo sviluppo economico e produttivo; beneci dei nuovi servizi di e-government


alle imprese).
II. E-government
Riconosciuto che il tema dell e-government sicuramente giunto in Italia ad
uno stadio avanzato di maturazione, anche grazie dallesperienza maturata negli ultimi anni, si ribadisce che le iniziative per lammodernamento della PA nel Mezzogiorno
dovranno procedere in modo coerente, funzionale e complementare agli obiettivi e alle
logiche architetturali definite nella cosiddetta Visione Condivisa e nel documento
sulla seconda fase di attuazione del piano di e-government, approvato dalla Conferenza
Unificata a novembre 2003.
Significativo anche il richiamo ai problemi di accessibilit dei servizi e, quindi
di inclusione, delle fasce pi deboli della popolazione (es. disabili, anziani), oggetto
peraltro dellapposita legge nazionale 9 gennaio 2004 n. 4, approvato a fine 2003 e il cui
regolamento attuativo atteso per marzo 2005.
III. E-business
Riconoscendo che il problema delladozione su larga scala delle ICT da parte
delle imprese e il loro efficace sfruttamento, non circoscrivibile solo a questioni di investimento si individuano tre sfide che le ICT possono contribuire a vincere nei sistemi
imprenditoriali del Mezzogiorno e riguardano i seguenti ambiti di intervento:

innovazione nei processi organizzativi e nei processi produttivi delle aziende;

sostegno alla creazione ed al funzionamento di reti e sistemi di imprese;

potenziamento e qualicazione del portafoglio prodotti/servizi delle imprese


tradizionali.
Inoltre, si ritiene che linnovazione delle imprese utilizzatrici di ICT, vada

affiancata da politiche rivolte in modo specifico alle imprese produttrici delle stesse ICT
e, soprattutto, dei servizi che su di esse si basano. Ci importante al fine di garantire
un rapporto virtuoso tra domanda e offerta e far s che si traduca in effetti benefici sullo
sviluppo locale (e non in squilibri eccessivi di bilancia tecnologica con altre regioni e
nazioni) (p. 210).
Garantendo il necessario coordinamento con quanto promosso dal Piano per
linnovazione digitale delle imprese del luglio 2003, gli interventi previsti riguardano
quindi:

azioni dedicate alle singole PMI, (innovazione dei sistemi organizzativi, dei processi
produttivi, dei prodotti/servizi e delle relazioni con i mercati);
55

RAPPORTO NAZIONALE 2005

iniziative di liera o per i raggruppamenti di imprese a livello settoriale e/o territoriale

(produzione di servizi per la logistica, per la gestione di sub-fornitura e rapporti con


il mercato, di infrastrutture e territorio, di salute, ambiente, sicurezza, formazione e
mobilit);
sostegno alle aziende del settore ICT e servizi collegati (compresa nuova imprenditorialit)

in coordinamento con il PON Ricerca ed il PON Sviluppo Imprenditoriale Locale.


IV. E-health
Nella stesura originaria del QCS, il tema delle applicazioni delle ICT ai servizi
sanitari e alle pratiche mediche era solo accennato. Nella revisione del QCS si riconosce
invece con forza che la cosiddetta e-health costituisce la frontiera attuale dellevoluzione
dei sistemi sanitari e un campo nel quale, ancora una volta, le nuove ICT possono dare
un contributo prezioso per ottenere al tempo stesso un miglioramento della qualit dei
servizi, il contenimento dei costi e una relativa omogeneit di prestazioni per i cittadini
in tutto il territorio nazionale (p. 211).
Le tipologie di interventi da realizzare in questo ambito riguardano:
la gestione ed erogazione dei servizi sanitari per il cittadino e il relativo back-ofce

(ricerca e prenotazione delle prestazioni, pagamento dei servizi, gestione della cartelle
cliniche, reti informative per i medici di base, ecc.);
servizi medici in senso stretto (diagnostica, consulto e sorveglianza a distanza,

trasmissione di immagini, operazione in remoto di strumentazione e cos via), per i


quali la disponibilit di servizi a banda larga risulta indispensabile.
Data la mancanza di un quadro di riferimento nazionale che metta a sistema e
indirizzi strategicamente gli interventi per le-health, si raccomanda unattenzione particolare a garantire lintegrazione, la coerenza e lefficacia alle azioni poste in essere in
questo settore.
V. Sviluppo della banda larga
Le condizioni sono elencate, oltre che nel documento di riferimento della
Commissione, anche nel
rapporto MEF di cui alla
nota 20., pp. 10-11.
29

Come gi accennato, la Commissione europea ha approvato nel luglio 2003 le


nuove Linee guida sui criteri e le modalit di implementazione dei Fondi strutturali in
materia di comunicazioni elettroniche (SEC(2003)895) che consentono, per la seconda
fase di attuazione, a particolari condizioni29, di investire in infrastrutture banda larga per
superare il digital divide. In ogni caso, tali interventi devono essere funzionali a innescare un meccanismo virtuoso di promozione di servizi pubblici on line e di sviluppo di

56

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

infrastrutture in grado di sostenere la domanda di servizi, al fine di creare una dinamica


in cui la crescita di un fattore induca la crescita dellaltro (p. 211)
A livello nazionale, inoltre, stato approvato dal Cipe il Programma per lo
sviluppo della banda larga nel Mezzogiorno, con il conseguente stanziamento di 300
milioni di euro (delibera n. 17 2003), finalizzati da un lato alla rimozione degli ostacoli
che impediscono laffermarsi di condizioni di mercato favorevoli, abbassando il costo
dellinvestimento richiesto ad operatori privati di servizi avanzati di telecomunicazione,
dallaltro, allo sviluppo e promozione di servizi on line ad alto consumo di banda (si veda
anche la Tabella 6 nel Capitolo 2).
In questo mutato contesto, il ruolo delle Regioni e la conoscenza delle politiche di sviluppo che esse attuano, incidendo in vario modo sulle diverse aree del territorio,
diventano fondamentali. Per questo, vanno garantiti e rafforzati opportuni meccanismi di
confronto e coordinamento tra di esse e gli altri attori che intervengono per lo sviluppo
della banda larga con risorse pubbliche (p. 221). In generale, inoltre, le analisi effettuate per la revisione di medio termine del QCS hanno evidenziato il moltiplicarsi di soggetti
con iniziative in questo ambito inserite nei PO e ci porta a chiedere per la seconda fase
di programmazione unattenzione particolare affinch:

non si verichino duplicazioni;

non restino escluse dal benecio parti signicative del territorio;

non vi siano incompatibilit o squilibri nelle scelte tecnologiche;

non vi siano incoerenze nelle scelte e nelle modalit attuative, che riducano lefcacia
potenziale degli interventi;

non si perdano opportunit di economie di scala o sinergie fra interventi (p. 211).
Fatte salve queste cautele, gli interventi previsti possono riguardare i seguenti

ambiti di azione:

realizzazione di infrastrutture e servizi di connettivit a banda larga, secondo i nuovi


criteri indicati dalla Commissione europea nel luglio 2003, nalizzati a contrastare il
digital divide e a sostenere progetti di sviluppo delle aree marginali e rurali;

realizzazione e potenziamento di servizi on line sia infrastrutturali (cio di supporto e


abilitanti allerogazione di servizi nali, in particolare nel campo delle-government),
sia indirizzati ad utenti nali, che facciano ricorso o benecino della banda larga,
nonch azioni di stimolo e aggregazione della domanda di servizi a banda larga;

57

RAPPORTO NAZIONALE 2005

iniziative di sensibilizzazione rivolte agli enti locali e agli altri attori del partenariato

e iniziative di collaborazione e scambio su base inter-regionale, anche con le regioni


Ob. 2, nellottica di programmare adeguatamente e ottimizzare le iniziative rivolte allo
sviluppo della banda larga sul territorio (p.222).
In relazione al secondo punto, nella sezione dellAsse VI sui Criteri e gli indirizzi per lattuazione degli interventi per la SI, si richiede in particolare una chiara
divisione dei compiti di gestione dei servizi infrastrutturali tra gli attori coinvolti (a
partire dalla Regione e dagli Enti Locali, anche in forma associata), al fine di garantire la
sostenibilit dei nuovi sistemi e nella prospettiva di aggregare tramite le reti regionali la
domanda di banda larga collegata a servizi pubblici avanzati (p. 226).
VI. Assistenza Tecnica
Nella prima fase di attuazione del QCS, lassenza di un referente istituzionale
nazionale dedicato ai temi della SI aveva portato a costituire, nellambito del Comitato di
Sorveglianza del QCS, il Gruppo di lavoro per la SI, con rappresentanti del MEF, della CE,
delle Regioni Ob. 1, dei Ministeri responsabili di PON settoriali o titolari di azioni di assistenza tecnica e di sistema (PON Atas), degli allora uffici del Dipartimento della Funzione
Pubblica responsabili per il piano di e-government, del Ministero delle Comunicazioni,
degli attori del partenariato e altri soggetti interessati. Il Gruppo, come si gi visto, si
dotato a sua volta di un Gruppo tecnico di valutazione che lo supportasse e sostenesse
le Regioni nella predisposizione e verifica dei Piani strategici regionali e successivamente
in altri compiti (ad es. la predisposizione del rapporto di analisi per la revisione di met
periodo di cui alla nota 20). Recentemente, come gi in precedenza accennato, stato
poi esteso e integrato divenendo il Gruppo di Lavoro Ricerca, Societ dellInformazione
e Innovazione.
Con la costituzione del MIT e levoluzione delle strutture ad esso associate (DIT
e CNIPA), il processo di accompagnamento delle Regioni per il periodo di programmazione restante sugli interventi relativi alla SI ha potuto arricchirsi e prendere una forma
pi solida e articolata con lattivazione di unapposita azione nellambito del PON ATAS,
affidata al CNIPA, denominata Progetto Operativo Societ dellInformazione, POSI.
In generale, sempre nella sezione sui Criteri e gli indirizzi per lattuazione
degli interventi per la SI, rispetto a tale processo daccompagnamento delle Regioni si
afferma che esso debba puntare a garantire:
la coerenza delle strategie regionali con le evoluzioni di policy sia a livello nazionale

che a livello comunitario, garantendo sinergie adeguate tra gli interventi (iniziative
nazionali, PON Ricerca e Scuola);
58

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

la promozione di un approccio comune a tutte le regioni per garantire l'interoperabilit


dei sistemi attraverso ladozione di standard comuni che possano facilitare laggregazione
della domanda di servizi a banda larga;

la realizzazione di azioni che consentano un reale ravvicinamento e standardizzazione


degli indicatori SI a livello regionale, che permetterebbe di operare un'azione reale di
monitoraggio sulle realizzazioni e sugli impatti;

la denizione di azioni comuni per la costituzione di reti di cooperazione tra Regioni


nella fase di denizione degli interventi e in quella successiva di realizzazione per
lidenticazione e lo scambio di buone pratiche e di esperienze innovative nei settori
prioritari d'intervento (e-government, e-learning, ecc.) (p. 226).

3.3.3 Le indicazioni per lattuazione e limportanza


del coordinamento
Al di l di quanto gi citato in precedenza, la sezione sui Criteri e indirizzi per
lattuazione del QCS relativa agli interventi per la SI pone lattenzione su altri aspetti e
proposte, scaturiti in parte proprio dallesperienza maturata nella prima fase di programmazione:

come gi previsto in precedenza gli interventi saranno nalizzati alla realizzazione dei
Piani strategici regionali, che sono oramai tutti presenti e approvati e che saranno
adeguati al progressivo evolversi di nuove opportunit e indirizzi;

levoluzione delle strategie sar accompagnata, anche a livello partenariale,


valorizzando e rafforzando le esperienze e le prassi esistenti e attraverso la
denizione e applicazione di un modello comune di valutazione strategica dellimpatto
delle strategie stesse sullo sviluppo socio-economico regionale (p. 225);

per ciascun POR, sar individuato un referente per il coordinamento dellattuazione


della Strategia Regionale della SI al ne di assicurare una gestione coerente e unitaria
di tali interventi;

vanno individuate modalit adeguate di integrazione e raccordo tra programmazione


comunitaria, nazionale e regionale sulla SI, tenuto conto della molteplicit di iniziative
previste dalle politiche nazionali (risorse Cipe, piano di e-government ecc.) e dalle
strategie regionali;

59

RAPPORTO NAZIONALE 2005

va incoraggiato l'utilizzo di indicatori regionali e di sistemi di valutazione (in particolare

per quanto riguarda levoluzione della domanda) che misurino l'azione compiuta in
materia di sviluppo regionale, ricorrendo, per quanto possibile, agli indicatori previsti
per e-Europe 2005 opportunamente adattati al contesto regionale;
il Comitato di Sorveglianza del QCS, con il supporto del Gruppo di Lavoro Ricerca,

Societ dellInformazione, Innovazione, dovr essere regolarmente informato, come


gi accade, dellevoluzione dei Piani e degli interventi in materia di SI.

3.4 La revisione dei Programmi Operativi


e la SI
La revisione di medio termine del QCS accompagnata da quella dei PO, e ancor
pi dei rispettivi Complementi di programmazione (CdP) che danno loro attuazione. In
effetti, la revisione del quadro generale ha visto il contributo degli attori coinvolti nei
PO, accogliendo quindi molti stimoli gi maturati nelle iniziative regionali o di settore.
Al tempo stesso, essa ha razionalizzato tali stimoli e incorporato gli elementi di novit
derivanti dal contesto generale europeo e nazionale, producendo cos indirizzi spesso
nuovi, che devono essere appunto recepiti nei PO e nei CdP.
Nei Report regionali curati dai CRC delle regioni obiettivo 1, che fanno parte
come gli altri del Rapporto 2005 complessivo, vengono fornite informazioni pi di dettaglio sulle variazioni introdotte nei singoli CdP alla luce della revisione di medio termine
e sulle motivazioni che le hanno prodotte. Qui di seguito si fornisce un quadro sintetico
delle novit relative ai programmi regionali. Per quanto riguarda i PON, non si segnalano
cambiamenti significativi dal punto di vista delle tematiche legate alla societ dellinformazione.

3.4.1 Principali elementi della revisione


dei POR rispetto alla SI
30 Trattandosi di informazioni reperite dai Report
regionali curati dai CRC e
non essendovi un Report
per il Molise, i dati per tale
regione non sono inclusi.

Le principali tappe del percorso di revisione dei POR e dei relativi Complementi
di programmazione sono riassunte nella Tabella 12, che richiama anche i documenti e gli
atti di riferimento30.

60

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 12 Le tappe nella revisione di medio periodo dei POR e CdP delle regioni Ob.1

Basilicata

16 dicembre 2004, Comitato di Sorveglianza approva proposta di adattamento del CdP e del relativo piano nanziario
20 dicembre 2004, Decisione n. 5450 della CE che approva la riprogrammazione del POR Basilicata.
14 marzo 2005, DGR n. 582 approva il nuovo CdP del POR Basilicata 2000-2006 con modiche e integrazioni

Calabria

7 dicembre 2004, Comitato di sorveglianza approva le integrazioni da apportare al CDP del POR Calabria 2000-2006, che
recepisce le strategie indicate nellaggiornamento del Piano strategico e dazione per lo sviluppo della SI (versione 1.4.1 luglio
2004).
I5 dicembre 2004, Decisione n. 5187 della CE approva la nuova versione del POR Calabria 2000-2006.
30 marzo 2005, DGR n. 480 approva il Piano strategico e dazione per lo sviluppo della societ dellinformazione in Calabria
(versione 1.4.2)

Campania

15 dicembre 2004, Decisione n. 1588 della CE approva riprogrammazione del POR Campania 2000/2006.
22 dicembre 2004, DGR n. 2376 approva laggiornamento del Piano Strategico per la Societ dellInformazione della Regione
Campania, a valle della riprogrammazione

Puglia

30 marzo 2004, DGR n. 383 approva il documento di Revisione di met periodo del QCS I Proposta di rimodulazione del Por
Puglia 2000-2006.
4 giugno 2004, Comitato di Sorveglianza approva la revisione del POR.
2 dicembre 2004, Comitato di Sorveglianza approva adeguamento del CdP e da mandato allAdG di apportare correzioni o
modiche a seguito di osservazioni prodotte da Autorit nazionali e Servizi CE
15 febbraio 2005, DGR n. 81 approva il POR Puglia 2000-2006
7 marzo 2005, DGR n. 253 approva del Complemento di Programmazione POR Puglia 2000-2006

Sardegna

1 giugno 2004, Comitato di Sorveglianza approva la revisione del POR.


15 dicembre 2004, Decisione n. 5191 della CE approva riprogrammazione del POR Sardegna 2000/2006.
21 dicembre 2004, Comitato di Sorveglianza approva nuovo CdP con modiche nella Mis. 6.3 e AdG dichiara volont di
procedere a modica del POR stesso, tra laltro, per consentire il pieno recepimento delle linee indicate dal QCS per la SI.

Sicilia

31 maggio 2004, DGR n. 206 approva il documento per la riprogrammazione di met periodo del POR Sicilia 2000/2006.
15 dicembre 2004, Decisione n. 5184 della CE approva riprogrammazione del POR Sicilia 2000/2006.
21 dicembre 2004, con deliberazione n. 404 adotta il CdP contenente le modiche della revisione di met periodo e con
deliberazione n. 405 modica il Quadro di Riferimento Strategico Regionale per lo sviluppo della societ dellinformazione
(QRS).
26 gennaio 2005, con DGR n. 23 Regione Siciliana adotta il nuovo POR.

Fonte: Report Regionali dei CRC delle Regioni Ob.1.

In Basilicata, la riprogrammazione ha portato ad una integrazione pi chiara


degli obiettivi strategici, compresi quelli nuovi indicati nella revisione del QCS (europei
e nazionali), nei processi di attuazione. Non vi sono per variazioni sostanziali del POR,
per quanto riguarda la SI, anche se le risorse ad essa destinate sono aumentate di circa
20 M (si veda la Tabella 13 pi avanti).
In Calabria, la revisione di medio-periodo coincisa con il processo di aggiornamento della Strategia e piano dAzione per lo sviluppo della societ dellinformazione in
Calabria, elaborati nel 1999 e ha portato alla revisione/creazione di alcune linee di intervento in coerenza con il nuovo quadro delle politiche nel settore della SI, tenendo conto
anche delle strategie di intervento delineate nel nuovo QCS per le regioni dellObiettivo
1 e nelle nuove politiche nazionali di settore.
In Campania, il processo di revisione di medio periodo ha confermato, alla luce
degli esiti della valutazione intermedia e, in linea con gli indirizzi di revisione del QCS
Ob. 1, la validit delle precedenti scelte strategiche fondamentali del POR Campania,
61

RAPPORTO NAZIONALE 2005

estendendone lorizzonte - per gli obiettivi di maggiore complessit - oltre la chiusura


dellattuale ciclo di programmazione, verso il 2007-2013. La revisione non ha comportato
modifiche sostanziali al POR, ma ha costituito loccasione per rilanciare alcune tematiche
prioritarie, in linea con levoluzione degli orientamenti strategici della CE e nazionali. Il
soddisfacente progresso nel conseguimento degli obiettivi di medio termine e dei traguardi di spesa fissati per la prima fase di programmazione ha consentito di assegnare
alle Misure 6.2 e 6.3 una quota di premialit, aumentando le risorse disponibili per le
due misure di 40 M.
A valle della riprogrammazione, la Regione ha anche predisposto, con un intenso processo partenariale, laggiornamento del Piano Strategico per la Societ dellInformazione della Regione Campania, che riprende i macro-target strategici gi fissati nella
versione 2001 PA, tessuto produttivo e capitale umano - aggiornando gli interventi in
una logica di stretta integrazione con le diverse tipologie di risorse disponibili (in particolare, quelle nuove derivanti dal FAS- CIPE) e con i nuovi obiettivi nazionali ed europei.
Alla luce di tale aggiornamento, lammontare di risorse oggi disponibili (451 M) per
lattuazione dei 36 interventi di attuazione della strategia cos suddiviso sui tre obiettivi strategici: 56% alla promozione della SI nella PA, 34% alla promozione della SI nel
tessuto produttivo e 10% al rafforzamento del potenziale umano.
Anche in Puglia, la riprogrammazione stata loccasione per una maggiore integrazione dei nuovi obiettivi del QCS obiettivo 1. Alla Misura 6.2 stato cambiato nome da
Societ dellinformazione a Promozione della SI Promozione dellinternazionalizzazione, sono stati raggruppati gli interventi in quattro aree (comunit dei cittadini, pubblica
amministrazione, imprese e osservatorio) e sono state aumentate le risorse disponibili
per quasi 35 M. La Misura 6.3 Sostegno allinnovazione degli enti locali concentrer i
suoi interventi nella fase 2004-2006 sul potenziamento delle infrastrutture telematiche
in ottica RUPAR2/SPC, sostegno agli EELL per lintegrazione nella nuova rete regionale e
sviluppo del Sistema informativo territoriale regionale.
In Sardegna, per ottenere il recepimento integrale delle linee del QCS sulla SI
nella misura 6.3 (ad essa interamente dedicata) prevista una ulteriore modifica del POR
stesso, con linserimento di azioni per favorire limpatto delle nuove tecnologie nella cultura e nei contenuti; per lo sviluppo delle-learning/ICT training/life-long learning; per
lo sviluppo delle-business; lo sviluppo delle-health. Questi temi sono stati anche assunti
anche nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2005-2007 (DPEFR),
allinterno del quale viene dato ampio risalto alla SI.

62

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Rispetto alle revisioni gi effettuate, la Misura 6.3 ha visto le seguenti modifiche:

lunicazione delle due azioni Regione Digitale e Isola Digitale in ununica azione
Interventi per la realizzazione delle-government, prevalentemente orientata agli
Enti Locali, dato che un grosso intervento di e-government per la Amministrazione
regionale previsto nellAPQ SI;

la trasformazione dellAzione RUPAR nellazione Interventi per la realizzazione del


Sistema Pubblico di Connettivit e Cooperazione Regionale;

due nuove azioni, gli Interventi per la diffusione della Banda Larga e la Rielaborazione
e aggiornamento della Strategia e del Piano dAzione per la SI.
La Misura 6.4 Formazione per la SI stata invece inserita, con la numerazione

3.18, nellAsse III, che vedr un maggiore coordinamento dei diversi interventi per la SI
a valere sul FSE.
In Sicilia, a seguito della riprogrammazione del POR, si proceduto alla modifica
del Quadro di Riferimento Strategico Regionale per lo sviluppo della SI (QRS) e pure il
CdP ha subito una profonda revisione per quanto concerne le misure che, direttamente ed
indirettamente, riguardano la SI. In particolare, nella Misura 6.05 - dedicata interamente
alla promozione e sviluppo della SI - le modifiche hanno portato a una semplificazione
del quadro complessivo con labrogazione dei seguenti interventi: carta di identit elettronica, portale per i servizi per limpiego, sportello ambiente, e il sistema informativo
per il commercio.
Come si pu osservare dalla seguente Tabella 13, Sardegna e Sicilia, cos come
la Calabria, hanno lasciato invariate le risorse delle misure SI.

63

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 13 Variazioni nelle misure e risorse dedicate alla SI nei POR delle regioni Ob.1 (valori in )
POR
Basilicata

Risorse pubbliche

Misura
6.2 Azione A Sviluppo SI

Pre-revisione

Post-revisione

54.130.000

73.144.000

Variazione

Calabria
Campania

+ 19.014.000

6.3 Societ dellInformazione

68.024.000

6.2 Sviluppo della SI.

129.505.200

154.505.200

6.3 Sostegno allo sviluppo SI nel tessuto produttivo

86.336.800

101.336.800

3.2 (ex 6.4) Potenziale umano, imprenditorialit, ecc.

70.915.000

Variazione

Molise
Puglia

+ 40.000.000

6.3 Societ dellInformazione

21.605.135

6.2 Promozione della SI Promozione della internazionalizzazione (ex


Societ dellInformazione) solo quota SI

145.000.000

179.500.000

6.3 Realizzazione RUPA regionale

96.000.000

101.000.000

6.4 Risorse umane e SI

53.846.000

Variazione
Sardegna

+ 39.500.000

6.3 Societ dellInformazione

94.660.000

3.18 (ex 6.4) Formazione per la SI

41.634.000

83.000.000

944.656.135

1.043.170.135

Variazione
Sicilia
6.05 Reti e servizi per la SI
Totale complessivo
Aumento complessivo

+ 98.514.000

Fonte: Report Regionali dei CRC delle Regioni Ob.1.

Volendo sintetizzare quanto emerge dai nuovi POR/CdP e in alcuni casi dalle
strategie aggiornate, si possono evidenziare quindi tre aspetti:
un aggiornamento complessivo delle misure e azioni, in modo coerente con le nuove

indicazioni del QCS e quindi col quadro europeo e nazionale di riferimento;


alcuni interventi di razionalizzazione e semplicazione delle misure, con leliminazione

di azioni divenute obsolete o affrontate in altri ambiti programmatici;

64

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

soprattutto, lintegrazione di iniziative connesse al piano nazionale di e-government


(fase 1 e 2) e, per alcune Regioni in modo molto netto, ai nuovi programmi promossi
dal MIT Per il Sud e non solo, ICT per leccellenza dei territori, Sviluppo di
servizi a banda larga- in gran parte nanziati con le risorse stanziate negli ultimi
anni dalle delibere CIPE sul fondo per le aree sotto-utilizzate, FAS.
La Tabella 14 stata predisposta proprio per evidenziare tale convergenza tra

programmazione dei fondi di coesione e programmazione nazionale di settore. La X segnala infatti la presenza nel testo dei CdP di riferimenti diretti o indiretti ai temi/interventi
della politica nazionale MIT-CNIPA per le-government e la SI (riferimenti necessari per
poter co-finanziare gli stessi con fondi POR), ovvero il gi avvenuto impegno di fondi
POR su tali interventi, in genere in fase di stipula degli APQ31. La Tabella 4 nel capitolo
2 quantifica il contributo di risorse comunitarie (in gran parte POR obiettivo 1) agli APQ
SI in circa 95 M (al 30 aprile 2005), il 20% del finanziamento totale.
Lassenza di X nella tabella non significa ovviamente che la Regione non aderisca al programma-intervento in questione, ma semplicemente che non prevede di ricorrere
ai fondi POR per co-finanziare tali iniziative.
La maggiore chiarezza dintenti e il chiaro riferimento al modello del nuovo
Sistema Pubblico di Connettivit (SPC) sono elementi di novit evidenti in quasi tutti
i CdP, laddove le azioni originarie riferite alle cosiddette RUPAR erano spesso alquanto
vaghe. Oggi sono previsti gli obiettivi del SPC (gestione, qualit e sicurezza dei servizi
di trasporto, servizi per linteroperabilit e la cooperazione applicativa ecc.) e in diverse
regioni si prevede il concorso di risorse POR per diffondere la banda larga nella rete di
accesso periferico da parte degli enti locali collegati.

65

31
Ad esempio, il fatto che
nella misura 6.3 del CdP
Puglia sia previsto lo sviluppo di nuove infrastrutture di comunicazione, come
quelle wireless e satellitari,
che rappresentino il potenziamento della Rupar per il
supporto di specifici servizi
avanzati per lutenza mobile
qualificata come quelli concernenti la Protezione Civile
ed il Servizio di emergenza
sanitaria (118), ha portato ha segnare una crocetta
nelle righe attinenti al SPC
e in quella del Numero
unico delle emergenze del
Programma per il Sud e non
solo.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 14 Riferimenti dei CdP regioni Ob.1 ai programmi nazionali per la SI nel Mezzogiorno e non solo

I Fase e-government (Sviluppo servizi a cittadini e imprese)

Bas

Cal

Cam

Pug

Sar32

Sic

II Fase e-government
Sviluppo servizi infrastrutturali e SPC
Diffusione territoriale servizi cittadini e imprese (riuso)

X
X

Inclusione dei piccoli Comuni (CST)

Sviluppo cittadinanza digitale (e-democracy)

X
X

Promozione dei nuovi servizi e-gov


Servizi e-gov. su piattaforma digitale terrestre (T-gov)

Programma Per il Sud e non solo


CAPSDA - Centri di accesso pubblico a servizi digitali avanzati

Servizi di telemedicina specializzata

Rete medici di medicina generale

Sistema vigilanza ambientale

PMI - Distretti digitali tessile- abbigl. nel Mezzogiorno


Seggio Elettorale Elettronico

Numero unico delle emergenze


CST - Centri Servizi Territoriali per le-gov nei piccoli comuni

CAT - Centri Territoriali dAcquisto degli EELL nel Mezzogiorno

Programma Banda Larga - servizi


Formazione nel settore sanitario (MMG e pediatri, telemed oncologica,
formazione continua in e-learning operatori socio-sanitari, aule MM x
e-learning)

X
X

PMI liera agroalimentare


Formazione (docenti) e sviluppo di contenuti digitali nel sistema
scolastico
Ampliamento SPC (videoconferenza, relativi centri tecnici, wireless)

Sistemi informativi integrati per la gestione del territorio


Sistemi avanzati per la connettivit sociale SAX-B

Sistemi avanzati per la connettivit sociale SAX-P

Sistemi avanzati per la connettivit sociale SAX-I


Programma ICT per leccellenza dei territori

Programma Banda Larga - infrastrutture

33

Fonte: Elaborazione sui CdP delle regioni Ob.1, post revisione di medio-periodo e Report regionali 2005

Si ricorda che la Regione Sardegna intende aggiornare il


POR proprio per comprendere temi attualmente non considerati, come evidenziato anche dalla presente tabella.
32

33 Questo programma fa capo non al MIT, bens al Ministero


delle Comunicazioni e viene attuato dalla societ Infratel.
comunque complementare al programma banda larga servizi, che agisce in modo sinergico sul lato della domanda.

66

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Interventi per la banda larga, in genere a complemento delle risorse FAS inserite negli Accordi di Programma Quadro SI, riguardano anche altri soggetti coinvolti nei
programmi del MIT per il Mezzogiorno - in particolare i diversi attori del sistema sanitario (medici di base, pediatri, ASL e strutture ospedaliere), le scuole (in particolare in
Sardegna e Sicilia) e i centri di accesso pubblico ai servizi avanzati, ospitati da strutture
associative e altri organismi.
Rispetto ad altri temi del programma nazionale di e-government, sono stati
inseriti nei CdP, prevedendone quindi il co-finanziamento con risorse POR: interventi per
il digitale terrestre in Puglia (servizi a cittadini e imprese) e Sicilia (servizi del portale
regionale della scuola); interventi a sostegno della partecipazione dei cittadini tramite
le-democracy (in Calabria e Puglia); interventi per la promozione dei servizi telematici al
pubblico e alle imprese, presenti in alcuni casi gi da prima, ma ripresi e rafforzati nella
prospettiva della linea 5 del programma di e-government per la promozione dei servizi a
cittadini e imprese (Basilicata e Calabria).
Altri temi che hanno registrato una maturazione a livello nazionale, anche sul
piano normativo, e che vengono richiamati in appositi interventi nei CdP sono:

tecnologie assistitive, accessibilit e in generale utilizzo delle ICT per i disabili, che
trovano riferimenti molto forti nella misura 6.2 in Puglia (con unazione specicamente
dedicata a questo) e in relazione ai progetti delle reti civiche per lo sviluppo di
servizi ai cittadini e imprese in Sicilia;

tecnologie evolute per la gestione del documento elettronico (protocollo informatico,


posta elettronica certicata ecc.), il cui utilizzo oggi chiaramente richiamato negli
interventi di ammodernamento dei sistemi informativi della Regione e degli Enti locali,
in particolare in Calabria e Sicilia.
Gli interventi sui servizi per il lavoro e lorientamento professionale, gi previsti

in tutti i POR nelle azioni dellAsse III, vedono un aggiornamento per garantire la conformit ai nuovi standard richiesti dalla Borsa Nazionale del Lavoro, in particolare nel caso
di Basilicata, Sardegna e Sicilia.
Infine, il tema della formazione a distanza e e-learning, spesso citato solo genericamente nelle versioni precedenti dei CdP, ha oggi una presenza pi forte e sistematica.
Ad esempio, nel CdP Basilicata viene richiamato molto spesso come metodologia da utilizzare nelle azioni relative alla formazione. La Campania prevede il ricorso alle-learning
in tutte le numerose iniziative volte al potenziamento del capitale umano sulle ICT. La
Puglia prevede di sviluppare uninfrastruttura regionale di e-learning, basata sulla Rupar

67

RAPPORTO NAZIONALE 2005

e principalmente orientata alla formazione continua della pubblica amministrazione. In


Sardegna, prevista lattuazione dello studio di fattibilit sulle-learning realizzato dal
progetto Diesis sviluppato nellambito del programma azioni innovative finanziato dalla
CE. In Sicilia, le-learning previsto trasversalmente nel rafforzamento del sistema regionale della formazione professionale. Su questo tema, ulteriori informazioni sono disponibili nella Parte III del presente Rapporto.

68

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

4. Avanzamento dei progetti


1 Avviso34
4.1 I progetti 1 Avviso e il loro
monitoraggio
Come oramai noto, sono 134 i progetti cofinanziati nella 1 fase del piano di
e-government. Essi vedono la partecipazione di tutte le Regioni, 93 Province, pi di 170
Comunit Montane e pi di 4.000 Comuni.
La variabilit di enti aggregati estremamente ampia; si va infatti da progetti
mono-ente (direttamente gestiti dalle Regioni), fino a progetti con oltre 600 enti aggregati. Il 50% dei progetti aggrega 18 soggetti o meno, un altro 25% ne aggrega tra 19 e
68, lultimo quarto ne aggrega tra 69 e 605.
Altrettanto ampia la distribuzione dei progetti per dimensione di costo complessivo illustrata dalla seguente Figura 1 dove le classi di costo sono espresse in milioni
di euro. Il costo dei progetti varia da un minimo di 0,12 ad un massimo di 30,2 M. Il
25% dei progetti ha un costo allincirca inferiore al milione, un secondo 25% compreso
tra 1 e 2 milioni circa, il terzo 25% compreso tra 2 e 4, mentre lultimo quarto contempla
progetti tra i 4 ed i 30 M.

69

Il presente capitolo
tratto dalla Terza relazione
sulla prima fase del piano di
e-government derivante dal
monitoraggio dei progetti
- Situazione risultante al 28
febbraio 2004, curata da
Marco Gentili responsabile dellUfficio Monitoraggio
e gestione progetti delle
Regioni e degli Enti locali
del CNIPA AIREL.
34

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 1 Dimensioni economiche dei progetti 1 Avviso

40
35

N Progetti

30
25
20
15
10
5
0
<1

1-2

2-3

3-4

4-5

5-6

6-7

7-8

9 - 10

> 10

Costo Totale Progetti

Fonte: CNIPA-AIREL

La seguente Figura 2 mostra la distribuzione dei 134 progetti per tipologia di


servizi previsti (molti progetti ripartiscono i loro obiettivi su pi fronti): 97 progetti
hanno come oggetto la realizzazione di servizi on line per cittadini e altri 79 progetti
quelli per le imprese, coprendo linsieme degli 80 servizi indicati come prioritari nellavviso. Anche i 75 progetti sui servizi infrastrutturali nelle Regioni e nelle Province
coprono tutte le tipologie previste: dai servizi di trasporto, a quelli di interoperabilit,
di cooperazione applicativa, di sicurezza e autenticazione e di accesso ai servizi tramite
carte digitali.
Come illustrato gi nel Rapporto 2004 (cap. 3), tutti i progetti cofinanziati sono
posti sotto monitoraggio da parte dellUfficio Monitoraggio e gestione progetti delle
Regioni e degli Enti locali del CNIPA.
Il monitoraggio configura un modello di cooperazione tra DIT e CNIPA, Regioni e
CRC, Enti coordinatori e aggregati con un approccio innovativo e il meno invasivo possibile
nei confronti dei progetti ai quali richiesto di documentare quanto dichiarato con evidenze oggettive gi in loro possesso. Il monitoraggio permette di evidenziare le best practice,
dando visibilit al progetto; per questo non un monitoraggio finanziario, concentrandosi
sul raggiungimento dei risultati piuttosto che sulla rendicontazione delle spese.
70

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Figura 2 Distribuzione dei progetti per tipologia di servizi previsti

Imprese

Cittadini

15

31
13

29

24
18
Servizi
Infrastrutturali

Ovviamente il monitoraggio garantisce lerogazione dei cofinanziamenti coerentemente ai risultati raggiunti dai progetti, ma in aggiunta:

sensibilizza i progetti sui temi della pianicazione e della governance;

stimola il raggiungimento degli obiettivi pressati;

consente il confronto e lautodiagnosi producendo indicatori di benchmark;

supporta la comunicazione dei risultati raggiunti da parte del MIT, del CNIPA, delle
Regioni e CRC, Enti coordinatori e progetti.
Ogni progetto visitato dal monitoraggio (assessment) almeno due volte in

corso dopera e una terza, tre mesi dopo il completamento del progetto, per la verifica
finale sui servizi rilasciati in esercizio. Ad ognuna di queste visite si lega lerogazione di
una tranche di cofinanziamento. Se un assessment non trova soddisfatte le condizioni
per lerogazione della concomitante tranche di cofinanziamento, viene successivamente
ripetuto a valle del completamento delle attivit previste35.
Ad ogni assessment o verifica condotta su un progetto, si associa lemissione di
uno specifico rapporto. A questi rapporti di dettaglio, si aggiungono 6 rapporti di sintesi
prodotti a cadenza semestrale, che sintetizzano i risultati del monitoraggio del periodo
di riferimento. In particolare, il rapporto di sintesi presenta lavanzamento delle attivit

71

35 Nel primo anno dellattivit di monitoraggio - da


fine marzo 2004 ad aprile
2005 - risultano completati 170 assessment, dove
si intende completato un
assessment il cui rapporto stato approvato dal
CNIPA e reso pubblico sulla
base informativa di monitoraggio. Altri 38 risultano
attualmente in corso, distribuiti nelle varie fasi in cui
si compone lassessment. Su
170 assessment, 132 hanno
portato ad erogare tranche di cofinanziamento per
un totale di 62.960.000,
comprensivi della quota
iniziale erogata alla firma
della convenzione.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

di progetto (stato avanzamento lavori o SAL), gli eventuali ritardi e le stime a finire,
riportando una valutazione sulla situazione complessiva dei progetti.
Il quadro dinsieme dellavanzamento lavori presentato di seguito quello che
emerge dal secondo rapporto di sintesi riferibile alla data del 28 febbraio 2005.
Alla data del 16 maggio 2005, l'Ufficio Monitoraggio e Gestione progetti delle
Regioni e degli Enti Locali del CNIPA ha pubblicato un nuovo stato di avanzamento
lavori, dal quale risulta che i 134 progetti hanno portato a termine il 62% del lavoro,
rilasciando il 30% dei servizi previsti, ovvero pi del doppio rispetto a quelli del precedente rilevamento.

4.2 Stato di attuazione dei progetti


1 Avviso
4.2.1 Stato di avanzamento lavori
Dallanalisi dei dati relativi ai 134 progetti presenti nel sistema informativo di
monitoraggio, emerge che lavanzamento medio, in termini di costo delle attivit maturato alla data del 28 febbraio 2005, pari al 54%, considerando solo i 130 progetti attivi
(escludendo cio 4 progetti che non erano ancora partiti alla data). A novembre 2004,
considerando i 129 progetti allora attivi, lavanzamento era uguale al 47%.
Lavanzamento previsto, e cio il costo pianificato al 28 febbraio 2005 (come
risultante dai piani esecutivi di progetto originari approvati allatto della stipula della
convenzione con il CNIPA) avrebbe dovuto essere pari all92%.
Mettendo a confronto le due curve dellavanzamento previsto ed effettivo rappresentate in Figura 3, il ritardo nellavanzamento medio dei progetti stimabile in 9 mesi:
i progetti nel loro complesso avrebbero infatti dovuto raggiungere il 54% a inizio giugno
2004. Lo stesso metodo di misura aveva permesso di valutare un ritardo pari a 7 mesi al
30 novembre 2004 e a 5,5 mesi al 15 settembre 2004, quindi in progressivo aumento.
Rispetto alle caratteristiche dei progetti, dai dati risulta che presentano un
avanzamento maggiore:

i progetti coordinati da enti locali del Nord rispetto a quelli del Centro e del Sud;

i progetti di dimensione economica minore (< 1 M), anche se non sembra esserci
correlazione diretta tra SAL e costo;
i progetti a cui partecipa un solo ente, il cui avanzamento del 40% superiore alla

media;
72

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Figura 3 Confronto tra avanzamento previsto e avanzamento effettivo aggregato relativi ai 130 progetti attivi
Costo aggregato
450.000.000
Avanzamento previsto
400.000.000

Avanzamento effettivo

350.000.000

Avanzamento previsto al
28/02/2005: 92%

300.000.000
250.000.000
200.000.000
150.000.000

Ritardo alla data di


sintesi: 9 mesi
Avanzamento effettivo al
28/02/2005: 54%

100.000.000
50.000.000

28/02/2005

m
ar
-0
m 3
ag
-0
3
lu
g03
se
t-0
3
no
v03
ge
n0
m 4
ar
-0
4
m
ag
-0
4
lu
g04
se
t-0
4
no
v04
ge
n0
m 5
ar
-0
m 5
ag
-0
5
lu
g05
se
t-0
5
no
v05
ge
n06

i progetti coordinati dalle Regioni (che sono infatti spesso mono-ente) rispetto a
quelli coordinati da Province, Comuni e Comunit Montane.
Per quanto riguarda il ritardo, la met circa dei progetti (68) ha un ritardo com-

preso tra i 6 e i 12 mesi. I progetti in linea o con ritardi contenuti (inferiori ai 4 mesi)
sono 27, pari al 20% del totale, mentre per converso 27 progetti (sempre il 20%) hanno
superato i 12 mesi di ritardo rispetto alla pianificazione originaria (erano 12 progetti a
fine novembre 2004, confermando quindi lallungamento dei tempi almeno per una parte
dei progetti).

4.2.2 Posizionamento dei progetti


in base allavanzamento e al ritardo
Considerando contemporaneamente le dimensioni di avanzamento e ritardo, e
introducendo anche la dimensione economica, possibile posizionare i progetti in tre fasce
a seconda del SAL (Figura 4). Per tutti i progetti stato calcolato il SAL % al 28 febbraio
2005, estrapolandolo dal SAL verificato dal Monitore nellultimo assessment. Le fasce rappresentate nella seguente figura sono pertanto fasce di SAL estrapolati, mentre nelle liste di
progetti contenute nei paragrafi successivi, si fa riferimento alle fasce di SAL verificati.

73

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 4 Distribuzione dei progetti per ritardo, avanzamento, dimensioni economiche

Avanzamento
Ritardo 6 Mesi

Fascia di eccellenza
51 Progetti

100%

80%

SAL 70%
Fascia di normalit
67 Progetti

60%

40%

SAL 15%

20%

Fascia critica
16 Progetti

0%
0

9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23

Ritardo (mesi)

Fascia di eccellenza: SAL superiore al 70%


Si tratta di 51 progetti con avanzamento calcolato al 28 febbraio 2005 superiore al 70%, con dimensione economica prevalentemente piccola o medio-piccola, ma
anche con alcuni progetti di elevata dimensione. La maggior parte dei progetti ha ritardi
contenuti (inferiori ai 6 mesi), ma vi sono anche alcuni progetti con ritardi significativi.
Di questi 51 progetti, 36 hanno un SAL verificato dal monitore superiore al 70% (tali
progetti sono riportati in Tabella 1).
Fascia di normalit: SAL compreso tra 15% e 70%
Si tratta di 67 progetti che hanno uno sviluppo lento o che sono partiti in
ritardo. Vi sono infatti progetti di grande dimensione economica con ritardi contenuti e
numerosi progetti con ritardi nella media.

74

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Fascia critica: SAL inferiore al 15%


Si tratta di 16 progetti con un avanzamento calcolato al 28 febbraio 2005
inferiore al 15% e ovviamente un ritardo elevato, pari o superiore alla media a cui si
aggiungono 5 progetti che dichiarano di non essere partiti (SAL = 0%). Sono progetti
complessi, che presentano criticit di gestione, in qualche caso appena partiti dopo aver
incontrato varie difficolt nella fase di avvio. Vi sono in questa fascia numerosi progetti
di piccole o medio-piccole dimensioni.
Per quanto riguarda i progetti con SAL verificato dal monitore, tutti i 21 che
rientrano nella fascia critica hanno un avanzamento verificato in sede di assessment
inferiore al 15% o non sono partiti.
I progetti nella fascia di eccellenza
Alla data del 28 febbraio 2005 il monitoraggio ha permesso di verificare 36
progetti con SAL superiore al 70% (9 in pi rispetto a fine novembre 2004), riportati qui
di seguito con le principali caratteristiche e la data di riferimento del SAL verificato.
Tabella 15 Fascia di eccellenza: progetti con SAL vericato superiore a 70%
Costo totale

Conanziamento

Avanzamento
vericato
(%)

Data
verica

Avanzamento
estrapolato al
23/02/05 (%)

Provincia di
Bolzano

250.000

80.000

100%

07/10/04

100%

ENTERPRISE

Comune di
Pordenone

223.500

550.000

100%

07/04/04

100%

189

Sviluppo SIARL

Regione Lombardia

273.363

1.000.000

100%

16/07/04

100%

227

IPNet Veneto

Provincia di
Belluno

5.306.000

2.260.000

98%

23/11/04

99%

024

SUAPED

Regione Veneto

373.338

110.000

96%

10/11/04

99%

143

SSB

Provincia di Brescia

197.599

170.000

94%

21/04/04

100%

163

@LI

Regione Lombardia

240.000

920.000

93%

02/04/04

100%

080

MI.Porti

Comune di Milano

600.000

180.000

93%

04/08/04

100%

425

IRIDE

Regione Piemonte

481.000

610.000

92%

06/10/04

100%

200

SISTERLAZIO

Regione Lazio

676.800

180.000

92%

22/09/04

100%

168

Portale RL

Regione Lombardia

1.291.513

790.000

92%

23/07/04

98%

153

INTRAEELL

Regione Friuli
Venezia Giulia

225.000

40.000

92%

22/11/04

100%

234

Comunica

Comune di
Ventotene

159.000

50.000

92%

20/05/04

98%

033

CRS-SISS

Regione Lombardia

15.065.480

5.650.000

90%

24/01/05

91%

Codice

Acronimo

Ente Coordinatore

052

BORSTUDIO

121

75

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 15 Fascia di eccellenza: progetti con SAL vericato superiore a 70% (segue)

730.000

Avanzamento
vericato
(%)
90%

26/11/04

Avanzamento
estrapolato al
23/02/05 (%)
97%

4.435.164

1.000.000

90%

28/04/04

98%

Regione Lazio

731.458

240.000

90%

30/06/04

100%

IDO

Regione Friuli
Venezia Giulia

370.000

120.000

88%

04/08/04

95%

086

PROTINT

Regione Friuli
Venezia Giulia

200.000

70.000

86%

05/07/04

100%

037

Si.Pro.Ci.

Provincia di
Macerata

324.200

110.000

86%

11/01/05

98%

368

Ci-Tel

Comune di Pisa

3.353.592

630.000

86%

06/12/04

94%

051

SPOT

Provincia di Trento

1.078.375

360.000

83%

15/09/04

94%

201

SUSILAZIO

Regione Lazio

930.480

240.000

83%

15/06/04

98%

202

TURISLAZIO

Regione Lazio

791.890

210.000

80%

21/10/04

98%

402

Minosse

Comune di Prato

432.433

240.000

80%

26/11/04

94%

048

SERV_VR

Comune di Verona

2.801.647

900.000

80%

20/07/04

100%

084

A-1

Regione Toscana

4.693.997

1.100.000

80%

22/06/04

100%

018

CT-RVE

Regione Veneto

236.990

220.000

79%

01/06/04

100%

031

SISRCR

Regione Friuli
Venezia Giulia

2.752.782

670.000

77%

23/04/04

100%

118

CAT@HOSPITAL

Provincia di
Catanzaro

894.600

300.000

77%

21/04/04

97%

157

I.A.E.W.

Provincia di Parma

1.404.190

830.000

76%

07/05/04

98%

267

LC-Card

Provincia di Lecco

1.103.000

400.000

76%

08/02/05

77%

117

EGOVSICILIA

Comune di
Barrafranca

6.379.163

2.150.000

76%

05/11/04

87%

338

GP&D

Comune di Roma

1.350.446

450.000

76%

09/12/04

89%

134

Siter@

Provincia di
Bergamo

75.600

40.000

74%

27/07/04

94%

055

WEGE 2002

Provincia di
Bolzano

1.066.407

370.000

72%

05/08/04

96%

Codice

Acronimo

Ente Coordinatore

Costo totale

Conanziamento

175

RA-RCT

Regione Piemonte

1.320.942

431

COMNET Umbria

Provincia di
Perugia

197

PROPOCERT

152

76

Data
verica

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

4.3 I risultati conseguiti


4.3.1 Stato di rilascio dei servizi
Nel diagramma di Figura 5 riportato in maniera sintetica il grado di rilascio di
servizi ai cittadini, servizi alle imprese e servizi infrastrutturali. Per questi ultimi, si sono
considerate separatamente le cinque categorie di servizi infrastrutturali.
Va sottolineato che il dato complessivamente riferito ai 127 progetti che
hanno effettuato almeno una seduta di assessment, e in particolare che il dato sul rilascio effettivo dei servizi e delle infrastrutture relativo, per ciascun progetto, alla data
di riferimento dellassessment. In qualche caso, tra tale data e la data a cui si riferisce il
presente rapporto (28 febbraio 2005) i progetti possono avere nel frattempo rilasciato dei
servizi o delle infrastrutture, ma tale informazione, non potendo essere verificata, non
stata presa in considerazione. La situazione quindi approssimata per difetto.
In misura inferiore al 10% sono stati rilasciati i servizi ai cittadini e i servizi
GIS. I servizi di cooperazione applicativa si attestano al 12,9% mentre i servizi alle imprese ed il protocollo informatico risultano rilasciati in percentuali di poco sotto il 20%. Ad
avanzato stato di rilascio vi sono le carte servizi (oltre il 90%) e i servizi di trasporto ed
interoperabilit (oltre il 73% delle amministrazioni gi connesse). Questultimo dato in
particolare spiegabile con il fatto che la connessione in rete in molti casi propedeutica
allimplementazione e rilascio dei servizi applicativi.

77

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 5 Diagramma a rete che descrive il grado di rilascio dei servizi infrastrutturali, alla imprese e ai
cittadini
Servizi ai cittadini
(% Servizi rilasciati)

7,8%

%Rilascio

100%
90%
80%

GIS
(% Kmq di territorio urbano acquisito)

70%

Servizi alle imprese


(% Servizi rilasciati)

60%
50%

4,2%

18,8%

40%
30%
20%
10%
0%

Trasporto ed interoperabilit
(% Amministrazioni connesse)

Carte Servizi
(% Numero carte distribuite)

73,4%

90,3%

Protocollo informatico
(% Aree organizzative omogenee)

Cooperazione applicativa
(% Numero servizi condivisi)

19,8%

12,9%

Servizi ai cittadini
I progetti che prevedono di erogare servizi ai cittadini sono 97, per un totale
di 2.125 servizi ai cittadini. Hanno incominciato ad erogare servizi 27 progetti. Risultano
gi rilasciati 166 servizi, pari all8% del totale (erano il 6,9% a novembre 2004).
La popolazione gi raggiunta dai servizi, stimata sulla base dei Comuni partecipanti, 10,9 milioni di cittadini, pari al 29% dei 37,4 milioni di cittadini residenti nei
Comuni coinvolti da tutti i progetti 1 Avviso, in leggera crescita rispetto ai 10,7 milioni
di novembre 2004.
I progetti che hanno rilasciato servizi ai cittadini sono riportati nella Tabella
16.

78

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 16 Progetti che hanno rilasciato servizi ai cittadini


Cod_Prog

Acronimo

Rilasciati

Previsti

%Rilasciati

019

IESS

50,0%

033

CRS-SISS

12

15

80,0%

037

Si.Pro.Ci

100,0%

039

POLESINE-gov

13

13

100,0%

042

SAC

10

37

27,0%

045

STUdiARE

33

27,3%

048

SERV_VR

18

27,8%

052

BORSTUDIO

100,0%

070

EtWEB

11

18,2%

076

AtoC Piemonte

11

9,1%

080

MI.Porti

100,0%

118

CAT@HOSPITAL

100,0%

121

ENTERPRISE

100,0%

127

SPORVIC

62,5%

141

VICINO

39

15,3%

143

SSB

100,0%

153

INTRAEELL

100,0%

157

I.A.E.W.

33,3%

168

Portale RL

13

30,8%

169

SIL

50,0%

178

PORTICI

34

43

79,1%

200

SISTERLAZIO

12

12

100,0%

215

eVai!

55,6%

243

Sanit@inrete

20

25,0%

306

eDOC

33,3%

368

Ci-Tel

14

18

77,7%

392

Polis

57

7,0%

79

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Servizi alle imprese


I progetti che prevedono di erogare servizi alle imprese sono 79, per un totale
di 2.072 servizi alle imprese previsti. Hanno incominciato ad erogare servizi 14 progetti. Risultano gi rilasciati 389 servizi, pari al 19% del totale (erano 17,9% a novembre
2004).
Le imprese gi raggiunte dai servizi, stimate sulla base dei Comuni partecipanti,
sono circa 400.000, pari al 17% dei 2,3 milioni di imprese localizzate nei Comuni coinvolti da tutti i progetti 1 Avviso, in crescita rispetto alle 300.000 raggiunte a novembre
2004.
I progetti che hanno rilasciato servizi ai cittadini sono riportati nella Tabella
17.
Tabella 17 Progetti che hanno rilasciato servizi alle imprese
Cod_Prog

Acronimo

Rilasciati

Previsti

%Rilasciati

024

SUAPED

100,0%

048

SERV_VR

100,0%

080

MI.Porti

100,0%

121

ENTERPRISE

333

333

100,0%

134

Siter@

100,0%

168

Portale RL

33,3%

169

SIL

100,0%

178

PORTICI

42,9%

187

AGRISERVIZI

10

50,0%

189

Sviluppo SIARL

100,0%

200

SISTERLAZIO

11

11

100,0%

245

PO.LI.S.

16

37,5%

292

Intercent-ER

13

30

43,3

368

Ci-Tel

85,7

Servizi infrastrutturali
Il grado di rilascio dei servizi infrastrutturali pi avanzato, soprattutto per
quanto riguarda le reti di trasporto e le carte servizi, come indicato nella Tabella 18, dove
i servizi sono raggruppati per le cinque tipologie individuate dal CNIPA.

80

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 18 Stato di rilascio dei servizi infrastrutturali


N. progetti
totali

N. progetti che
hanno rilasciato
servizi

Trasporto e interoperabilit

42

19

Amministrazioni connesse

74%

Cooperazione applicativa

41

Servizi condivisi

13%

Carte servizi

Carte distribuite

90%

Protocollo informatico

Aree Org. Omog. attivate

20%

Sistemi di digitalizzazione del territorio

Kmq territorio digitalizzato

4%

Tipologia servizi

% risultato

Indicatore di risultato

4.3.2 I benefici dei servizi


Le ricadute raccolte dal Monitore presso gli enti coordinatori dei progetti corrispondono a 3 differenti risparmi:

risparmio nel tempo dellutenza;

risparmio nel tempo di lavoro del personale della PA;

risparmio nellacquisto di beni e servizi.


Mentre le prime due ricadute sono state espresse in valori temporali (anni-uomo/

anno), la terza stata raccolta in valore economico. Convertendo in valore economico


anche le prime due, tramite una stima del valore del tempo del cittadino o dellimpresa,
i risparmi annuali indotti da met dei progetti di e-Government (complessivamente 106
progetti hanno dichiarato il dato sulle ricadute previste) sono illustrati nella Tabella 19.
Tabella 19 Quadro sinottico delle ricadute previste da 106 progetti
(k/anno)

Serv. cittadini

Serv. imprese

Serv. infrastr.

Totale

Risparmio tempo utenza

587.107.164

681.891.075

n.a.

1.268.998.239

73%

Risparmio tempo lavoro P.A.

212.947.750

141.913.500

50.886.000

405.747.250

23%

Risparmio beni e servizi P.A.

16.691.000

25.677.000

32.536.000

74.904.000

4%

Totale

816.745.914

849.481.575

83.422.000

1.749.649.489

100%

47%

49%

5%

100%

81

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Il risparmio totale previsto derivante dai 106 progetti considerati ammonta ad


oltre 1.749 milioni di euro.
I progetti appaiono fortemente spostati, come obiettivi di risultato, verso
lutenza e la razionalizzazione dellinterfaccia con essa, pi che verso i risparmi interni e
il rapporto con gli altri enti della PA.

4.4 Alcune considerazioni a un anno


dallavvio del monitoraggio
4.4.1 Limpatto del monitoraggio sul piano
di e-government fase 1
Limpatto del monitoraggio sui progetti della fase 1 del piano di e-government
continua ad essere positivo. Si conferma la spinta allorientamento al project management
che lazione di monitoraggio ha impresso a tutti i progetti ed da considerarsi molto
positivo il fatto che tutti i progetti abbiano la pianificazione esecutiva.
Il monitoraggio mantiene peraltro alta la tensione sullavanzamento dei progetti, i quali utilizzano il monitoraggio stesso da un lato per tenere a loro volta sotto pressione i fornitori e gli enti aggregati nel rispetto delle attivit assegnate e delle scadenze,
dallaltro per mantenere una visibilit del progetto verso il CNIPA. Infatti, i progetti che
avevano incontrato particolari difficolt o avevano registrato consistenti ritardi in avvio
hanno effettuato il primo assessment anche se non avevano completato tutte le attivit,
al fine di certificare lavvio effettivo dei lavori.
Ci si tradotto in una accelerazione degli assessment a fine anno 2004, che
ha ridotto a solamente due i progetti senza assessment (oltre ai 4 progetti non ancora
partiti).

82

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

4.4.2 Lo stato di avanzamento dei progetti


di e-government fase 1
I dati mostrano chiaramente lesistenza di due ondate distinte di progetti:
1. una trentina di progetti con percentuali di avanzamento elevate e ritardi contenuti,
che in generale risultavano gi partiti alla rma della convenzione, e che si avviano
pertanto verso la conclusione;
2. il restante centinaio circa di progetti, generalmente partiti da zero alla rma della
convenzione, che mostrano avanzamenti nettamente minori.
Le due ondate di progetti peraltro tendono a saldarsi, per il duplice effetto dei
ritardi di qualche progetto dellondata pi avanzata e del buon andamento (e la minor
durata) di alcuni progetti della seconda ondata che sono gi vicini alla conclusione.
Un discorso particolare meritano quei progetti che manifestano forti ritardi e
difficolt di varia natura che ne bloccano le attivit. Sono i progetti nella cosiddetta
fascia critica (identificata con la soglia del 15% del SAL verificato), che sono molto
indietro e gi superano abbondantemente i 12 mesi di ritardo.
Nel complesso va registrato un ritardo dei progetti e un impatto sullintero
piano che tende a farsi evidente.
Limpatto comincia ad apparire importante anche perch i progetti inizialmente
tendevano a sottostimare le conseguenze sulla durata progettuale dei ritardi accumulati
nel primo periodo, non ripianificando la data di fine progetto. Ora, man mano che i progetti avanzano, sembrano rendersi conto di non poter recuperare integralmente il ritardo,
e conseguentemente allungano la durata del progetto.
Ne testimonianza anche il manifestarsi di esigenze di apportare varianti ai
piani esecutivi di progetto, fenomeno che era stato molto limitato nei primi mesi, ed ora
comincia ad evidenziarsi.
La situazione, tuttavia, in forte evoluzione. Come gi segnalato, infatti, si
osserva che nei mesi di aprile e maggio 2005 vi stata una forte impennata nel rilascio
dei servizi, che prelude allo scalino atteso per la fine del 2006. Si ricorda, al riguardo,
che la gran parte dei progetti prevede di rilasciare i servizi verso la fine delle attivit.

83

RAPPORTO NAZIONALE 2005

84

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

5. Lavvio della fase 2


delle-government
Lanno 2004 ha visto lavvio sul piano operativo della seconda fase del programma di e-government, la cui impostazione era stata definita nel documento Le-government nelle regioni e negli enti locali: II fase di attuazione approvato dalla Conferenza
Unificata nella seduta del 26 novembre 2003.
Le linee previste per la seconda fase erano originariamente cinque, ma viene
considerata parte del programma anche liniziativa per il cosiddetto T-government, maturata nel frattempo:
1. sviluppo dei servizi infrastrutturali locali nella prospettiva del Sistema Pubblico di
Connettivit (SPC)
2. diffusione territoriale dei servizi per cittadini ed imprese tramite il riuso
3. inclusione dei comuni piccoli nellattuazione dell e-government tramite i Centri Servizi
Territoriale (CST)
4. sviluppo della cittadinanza digitale (e-democracy)
5. promozione dellutilizzo dei nuovi servizi presso cittadini e imprese
6. sviluppo dei servizi e-government sulla piattaforma digitale terrestre (T-government)
Le linee attivate con la pubblicazione di avvisi nel corso del 2004 sono state,
in ordine temporale:

e-democracy, avviso pubblicato il 13 aprile e chiuso il 12 luglio 2004;

T-government, avviso pubblicato il 21 giugno e chiuso il 20 settembre 2004;

servizi infrastrutturali locali e SPC, avviso pubblicato il 1 giugno e chiuso il 15


settembre 2004;

riuso, avviso per le offerte di riuso pubblicato il 27 ottobre 2004 e chiuso il 25


gennaio 2005;

promozione dei servizi, bando di gara per lappalto di servizi pubblicitari, emanato in
novembre 2004 e chiuso ad aprile 2005.
In pratica, le linee 1, 4 e 6 della fase 2 sono state attivate in modo gi defini-

tivo, mentre le linee riuso e promozione servizi hanno avviato i primi passi attuativi.

85

RAPPORTO NAZIONALE 2005

La linea sui CST stata attivata nel 2004 solo nelle regioni del Mezzogiorno,
con linserimento negli APQ SI degli interventi sui CST previsti nel programma Per il Sud
e non solo, con finanziamento CIPE. Laltra fonte di finanziamento per i Centri Servizi
Territoriali nella fase 2 del piano di e-government i 15 M destinati per questa finalit ai
piccoli Comuni dalla Legge finanziaria 2003 - verr attivata nel corso del 2005 attraverso
la selezione e il co-finanziamento di progetti proposti da Regioni ed Enti locali, nel quadro
di unadeguata concertazione con tutto il sistema delle Autonomie locali di ciascuna realt
regionale (al momento in cui si scrive, il processo ancora in via di definizione).
Nel seguito di questo capitolo si illustrano brevemente limpostazione e i risultati principali degli avvisi su: i servizi infrastrutturali e SPC (il tema della cooperazione
applicativa ripreso anche nel capitolo 7); il T-government; le offerte di riuso; la promozione dei servizi. Ai risultati dellavviso e-democracy seguito in modo particolare dal
progetto CRC- dedicato invece lapposito capitolo 6.

5.1 Lavviso sui servizi infrastrutturali SPC


A fronte di risorse complessive pari a 35 milioni di (fondi UMTS), la prima
linea della fase 2 di e-government punta a conseguire in tutti i territori regionali la
disponibilit di servizi infrastrutturali adeguati. I servizi infrastrutturali comprendono,
in unaccezione estesa, tutti quei servizi che unamministrazione regionale o provinciale
mette a disposizione degli Enti locali del proprio territorio e che sono necessari per realizzare i servizi di e-government finali. In questa categoria rientrano le seguenti quattro
tipologie di servizi:

Si fa riferimento alle
specifiche per i servizi di
trasporto e di sicurezza illustrate gi nel capitolo 4 del
Rapporto sullinnovazione
nelle regioni dItalia 2004
e a quelle nuove definite
dal modello di cooperazione applicativa illustrato nel
capitolo 7.1 del presente
rapporto.

di connettivit delle reti regionali e territoriali e le strutture per la loro gestione;

di gestione delle carte dei servizi per laccesso ai servizi a livello regionale;

per linteroperabilit dei protocolli e della gestione documentale;

per linteroperabilit e la cooperazione applicativa in senso pi generale.


Lavviso di giugno 2004 ha previsto il co-finanziamento di progetti selezionati

36

per garantire la copertura territoriale di tutto il paese e per promuovere ladeguamento


dei servizi infrastrutturali in corso di attuazione presso le regioni e le province alle specifiche del SPC36. Per i territori coperti dagli interventi del Programma per lo sviluppo dei
servizi a banda larga del MIT, oppure per iniziative gi parzialmente realizzate alla data
di stipula degli APQ SI (si veda il capitolo 2), si data anche lopportunit di potenziare
la banda delle reti regionali e provinciali, a beneficio in particolare dei piccoli Comuni in
aree periferiche.
86

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

I progetti potevano essere presentati esclusivamente da amministrazioni regionali e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, che hanno risposto tutte (eccetto il
Molise) presentando al CNIPA 58 progetti per un valore di 100 milioni di .
I progetti ammessi al co-finanziamento dalla Commissione di valutazione istituita presso il CNIPA, che ha concluso i suoi lavori allinizio del 2005, sono stati 56. Il
loro valore complessivo pari ad oltre 96 milioni di euro, con una componente di oltre
64 milioni investiti direttamente dalle Regioni e dalle Province Autonome e di oltre 32
milioni di co-finanziamento. Il completamento dei progetti dovr avvenire entro 36 mesi
dallerogazione della prima tranche di finanziamento.
In diverse regioni stato ammesso al co-finanziamento pi di un progetto e
uno dei progetti presentati ICAR - in realt un progetto interregionale composto da
10 sotto-progetti al quale hanno aderito 16 Regioni e una Provincia autonoma (a questo
progetto dedicato il capitolo 7.2 del rapporto).
Rispetto agli obiettivi, dei 56 progetti co-finanziati 31 puntano al miglioramento della cooperazione applicativa tra le varie amministrazioni, per ottenere i benefici di
efficienza interna e di semplificazione per gli utenti descritti pi avanti nel cap. 8.1. Altri
18 progetti riguardano la costruzione o il potenziamento di reti e il miglioramento della
sicurezza; 4 gli adeguamenti necessari per lutilizzo della Carta Nazionale dei Servizi (si
veda il cap. 9) e 3 i sistemi di protocollo informatico e gestione documentale.
La Tabella 20 a pagina seguente elenca tutti i progetti co-finanziati, il loro
costo e il contributo dei fondi nazionali. Come si pu notare, la Regione con il maggior
numero di progetti approvati la Lombardia (8), che ottiene anche il co-finanziamento
totale pi alto (3.625.000 ). A seguire il Piemonte (6 progetti e 2.505.000 ) e il Lazio
(6 progetti e 2.348.000 ). La Sicilia si aggiudica in totale 2.700.00 per un solo progetto, mentre al Veneto vanno 2.264.000 per 5 progetti.

87

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 20 Progetti co-nanziati per i servizi infrastrutturali e SPC


Ente proponente

Acronimo

Costo totale

Co-nanziamento

Abruzzo

ICAR-ABRUZZO

2.208.000

1.104.000

Basilicata

eBAS.SPC

808.780

404.390

ICAR-BAS

995.220

497.610

SPC CAMPANIA

1.500.000

651.000

ICAR CAMPANIA

283.200

130.000

CAI CAMPANIA

3.600.000

1.540.000

DOCAREA+

3.500.000

985.000

LEPIDASERVIZI

1.995.800

490.000

CENTER

700.000

350.000

ICAR-Emilia_Romagna

989.342

421.700

SMART

702.000

351.000

INTERPRANA

1.345.000

299.000

ICAR-FVG

1.617.542

298.000

MEGALAB

2.744.000

259.600

SIRCCLA

3.860.000

527.500

EGOV_PLAT

2.250.000

259.600

CSRC

1.850.000

259.600

ICAR

1.200.000

291.700

PICOLAB

4.309.200

750.000

ICAR-LIGURIA

2.266.442

812.821

SPC-LIGURIA

385.058

114.179

RELIT

1.200.000

400.000

ITP

802.220

400.000

ACROSS

965.000

150.000

ICARO

1.100.000

500.000

SICA

670.000

200.000

SINTEL

4.600.000

1.375.000

LI

925.846

200.000

ICAR-REGLOMB

1.344.242

400.000

ICAR-MARCHE

265.500

132.750

CGS-RTRM

644.500

322.250

FDRM -PADOC

700.000

350.000

JOBCARD

600.000

300.000

Campania

Emilia-Romagna

Friuli-Venezia Giulia

Lazio

Liguria

Lombardia

Marche

88

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 20 Progetti co-nanziati per i servizi infrastrutturali e SPC (segue)


Ente proponente

Acronimo

Costo totale

Co-nanziamento

Piemonte

CSSP

1.015.000

280.230

SPIN

2.995.720

827.083

PBG

738.000

203.753

EPROC

861.000

237.712

ICAR-PIEMONTE

1.609.464

444.354

LDS

1.854.000

511.868

Puglia

ICAR-PUGLIA

5.084.042

2.174.000

Sardegna

ICAR-SAR

1.492.920

746.460

SQCN

2.129.080

1.064.540

Sicilia

SICARS

5.400.000

2.700.000

Toscana

ICAR-TOSCANA

1.755.300

650.000

TICAT

5.289.239

1.569.000

Umbria

CA-UMBRIA

1.778.802

888.000

Valle dAosta

ICAR-RAVDA

1.038.777

473.000

Veneto

WP2-RVE

1.208.000

604.000

WP3-RVE

1.400.500

700.000

WP4-RVE

575.000

287.500

WP13-RVE

763.500

381.750

ICAR-RVE

581.500

290.750

SIS-ACCESS

1.690.018

250.000

KIDSNET

1.576.770

500.000

ICAR-PAT

1.033.800

291.700

CABLA

2.000.000

406.000

Bolzano

Trento

Fonte: CNIPA-Airel

5.2 Lavviso CNIPA sul T-government


5.2.1 La novit del digitale terrestre
La televisione digitale terrestre (TDT) costituisce uno sviluppo importante dei
sistemi televisivi. Considerando la grande diffusione delle apparecchiature televisive nelle
famiglie (il 96% della popolazione italiana possiede la televisione), si ritiene che in breve
tempo la TDT sar in grado di veicolare servizi e applicazioni di carattere innovativo in
molti campi, compresa larea dei servizi pubblici e dellinterazione tra cittadini e ammi89

RAPPORTO NAZIONALE 2005

nistrazioni pubbliche. Anche se al momento sono poco pi di 2 milioni i possessori di un


decoder digitale terrestre, in previsione dello switch off (ovvero il passaggio definitivo
dalla TV attuale al digitale terrestre), si avviato il processo per far trovare le PA pronte
allappuntamento
In questa prospettiva, il Ministro per lInnovazione e le Tecnologie ha istituito
presso il CNIPA un Gruppo di Lavoro interno incaricato di delineare le iniziative propedeutiche e le possibili applicazioni della TDT nellambito delle politiche di e-government.
Sulla base delle conoscenze acquisite, il gruppo ha identificato le modalit di attivazione
di progetti per il cosiddetto T-government, nellambito dei finanziamenti previsti dal
Comitato dei Ministri per la Societ dellInformazione: 10 milioni di euro di cui 3 a carico
del Ministero delle Comunicazioni e 7 a carico del MIT.
Il 21 giugno 2004 stato quindi pubblicato il bando CNIPA per la selezione e
il co-finanziamento, con i 7 M, di progetti per lo sviluppo dei servizi di e-government
sulla piattaforma digitale terrestre, con scadenza 20 settembre 2004.
Al bando hanno risposto
18 progetti e 6 sono quelli
co-finanziati: Servizi al cittadino via DTT; Servizi del
comune di Parma; Servizi
socio-sanitari al cittadino informativi e con carta
regionale dei servizi; Cinque
applicazioni
interattive
DTT; T-islessia; Canale DTT
Lavoro. Maggiore informazione sui progetti disponibile alla URL: http://www.
fub.it/dvb/dvbt/index.html.

Il bando aveva lobiettivo di creare una piattaforma sperimentale per la realizza-

37

zione di servizi informativi che abbiano modalit di fruizione semplici, con considerevole
accessibilit e intuitivit di utilizzo. Lo scopo quello di erogare servizi di e-government,
attraverso il mezzo televisivo, con particolare attenzione verso quei cittadini in genere
esclusi da altri canali informativi. La sperimentazione sostenuta dal MIT riguarda quindi
applicazioni semplici, informative, ad elevata multimedialit e bassa interattivit remota
(ovvero con uso limitato del canale di ritorno).
Il bando della Fondazione Ugo Bordoni, pubblicato l1 luglio 2004, ha stanziato
viceversa gli altri 3 milioni di euro per servizi di T-government ad elevata interattivit
remota, ossia con lutilizzazione di un canale di ritorno a banda larga anche wireless,
oppure lutilizzazione di procedure basate su smart card37.

5.2.2 La risposta al bando CNIPA


In risposta al bando CNIPA sono stati presentati 56 progetti, che coinvolgevano
250 enti e 150 imprese, tra emittenti e aziende del settore informatico.
Tra i 250 enti che hanno risposto allAvviso, da soli o consorziati tra loro, vi
sono quasi tutte le Regioni, 30 Province, 182 Comuni (molti dei quali di grandi dimensioni) e 16 Comunit Montane. Numeroso anche il coinvolgimento delle imprese: circa 40
societ televisive, tra cui Rai, Mediaset e numerose televisioni locali, che metteranno a
disposizione le proprie infrastrutture per la messa in onda dei servizi, e imprese operanti
nel campo informatico e della comunicazione.

90

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

I servizi proposti dai progetti sono per lo pi servizi informativi per il cittadino
(si veda oltre) per quasi il 90% gi fruibili attraverso il web.
Il valore complessivo dei progetti presentati stato pari a 44 milioni di euro,
con una richiesta di co-finanziamento di 20 milioni di euro circa.

5.2.3 I progetti co-finanziati


I progetti ammessi al co-finanziamento sono stati 29 elencati nella Tabella 21
- e dovranno essere portati a termine entro 10 mesi dallapertura dei cantieri.
I progetti co-finanziati coinvolgono 13 Regioni capofila di progetto, 25
Province, 164 Comuni, 15 Comunit Montane e 40 emittenti tv tra locali e nazionali. Dal
punto di vista territoriale, i progetti interessano lintera penisola: con 16 regioni interessate, la Lombardia quella che ha avuto il maggior numero di progetti (5), seguita da
Toscana (4) e Puglia (3).
Il target primario dei progetti sono anziani, utenti di prestazioni sanitarie, studenti, genitori con figli piccoli e turisti. Le tipologie di servizi co-finanziati rispecchiano
questo target: i pi numerosi sono quelli relativi a lavoro e occupazione, quindi salute e
benessere, assistenza sociale, turismo e attivit istituzionali, scuola e universit, viabilit, manifestazioni ed eventi, cittadinanza ed elezioni, terza et, asili nido, scuole materne e ambiente. Ulteriori informazioni sui progetti di t-government presentati e approvati
sono fornite nei singoli Report regionali a cura dei CRC.

5.2.4 Centri di competenza sul t-government


Per assistere le amministrazioni pubbliche interessate a sperimentare la nuova
tecnologia, il MIT ha disposto la costituzione presso il CNIPA del Centro di Competenza
sul Digitale Terrestre. Il Centro di competenza svolger le seguenti ulteriori attivit:

raccoglie i risultati delle sperimentazioni in una base di conoscenza sistematica che


sar resa disponibile pubblicamente;

controlla lo stato di avanzamento dei progetti locali attraverso unopera congiunta


con i responsabili delle Regioni e Enti Locali;

valuta i risultati dei progetti e la rispondenza rispetto al piano di attivit


predisposto;

denisce, a partire dalle esperienze realizzate, i principi base per lo sviluppo, la


manutenzione, la semplicazione della fruizione dei servizi di T-government;
91

RAPPORTO NAZIONALE 2005

pubblicizza i risultati della sperimentazione, anche mediante la partecipazione ad

iniziative esterne, organizzazione di convegni sul tema, redazione di contributi al sito


web del CNIPA, alla newsletter ed alle pubblicazioni CNIPA.
Uniniziativa analoga stata avviata anche a livello regionale (si veda il Report
Toscana 2005). A fine 2004 stata infatti deliberata dalla Regione Toscana la creazione
del Centro di Competenza sul digitale terrestre denominato DTLAb finalizzato a: assistere i
soggetti del territorio nelle sperimentazioni; promuovere la collaborazione con universit,
enti di ricerca, aziende ed enti locali; sviluppare le competenze professionali innovative
richieste in questo campo ecc. Alliniziativa partecipano, oltre alla Regione, il Centro
di Eccellenza per la Comunicazione e lIntegrazione dei Media dellUniversit di Firenze
(MICC), il CSP di Torino e lUniversit degli Studi di Siena.

Tabella 21 Progetti co-nanziati dal MIT per il T-government


N.

Acronimo

Ente Coordinatore

Territorio regionale

1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29

CASPER
PRODIGIT
DTToscana
TI-RECS
DTTSiena
PARTECIP@RE
BLL
e-govDT-RA
TV-DICO
SenzaBarriere.TV
T-E_J
T-Sei
GPC
META FVG
Territorio in Onda
T-Liguria
AMICA-TV
DiLucca
T.CiTel
Digimarche.DIT
viviCITTA
DTT-Umbria
QMIC
TVarese
ComOnAir
ChiariTeVi
DITEMI
Puglia-Tgov
T-Basilicatanet

Regione Emilia Romagna


Comune di Roma
Regione Toscana
Comune di Bari
Comune di Siena
Provincia di Lecce
Regione Lombardia
Regione Abruzzo
Comune di Palermo
Comune Venezia
Provincia di Genova
Comune di Reggio Calabria
Regione Lombardia
Regione Friuli Venezia Giulia
Comune di Pesaro
Regione Liguria
Provincia autonoma di Trento
Comune di Lucca
Comune di Pisa
Regione Marche
Comune di Bassano del Grappa
Regione Umbria
Comune Torino
Comune di Varese
Comune di Como
Provincia di Cosenza
Comune di Milano
Regione Puglia
Regione Basilicata

Emilia Romagna
Lazio
Toscana
Puglia
Toscana
Puglia
Lombardia
Abruzzo
Sicilia
Veneto
Liguria
Calabria
Lombardia
Friuli Venezia Giulia
Marche
Liguria
Provincia di Trento
Toscana
Toscana
Marche
Veneto
Umbria
Piemonte
Lombardia
Lombardia
Calabria
Lombardia
Puglia
Basilicata

Fonte: CNIPA-Airel

92

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

5.3 Il riuso per diffondere le-government


5.3.1 Il riuso dalla prima alla seconda fase
del piano di e-government
Il riuso uno dei principi cardine su cui si basa, fin dai primi passi, la strategia di sviluppo delle-government in Italia. Gi il 1 Avviso per la selezione dei progetti
presentati da Regioni ed Enti Locali, pubblicato nella primavera del 2002, prevedeva
un punteggio rispetto al riuso (10% dellintera valutazione) e ad ogni progetto veniva
richiesto di definire, seppur a grandi linee, quali oggetti potevano essere realisticamente
riutilizzabili e il relativo piano di riuso.
Coerentemente con tale indicazione, la Convenzione stipulata fra il Dipartimento
per lInnovazione e le Tecnologie e il coordinatore di progetto, stabiliva allarticolo 8 il
diritto di riuso delle soluzioni realizzate nellambito del progetto stesso.
Nel definire la fase 2 del piano di e-government, dal confronto fra il CNIPA, le
Regioni e gli Enti Locali, emersa fra le cinque linee di azione prioritarie una dedicata
esclusivamente alla diffusione territoriale dei servizi ai cittadini ed alle imprese, sostanzialmente tramite il riuso di quanto in via di realizzazione nellambito dei progetti cofinanziati con il 1 Avviso.
A questa linea di intervento sono dedicati 60 milioni di euro derivanti dai fondi
UMTS. Altri 26 milioni di euro da fondi CIPE - Programma per lo sviluppo dei servizi a larga
banda sono dedicati allo sviluppo di servizi informativi integrati per il territorio, anchesso
basato sul riuso delle soluzioni in via di implementazione nei progetti 1 Avviso.
Lattuazione della linea per la quota fondi UMTS stata definita nel corso del
2004 e prevede un processo in due fasi:
1. la realizzazione di un catalogo delle soluzioni di e-government;
2. la successiva presentazione di progetti di riuso basati su tali soluzioni.
Grazie a questo processo, le amministrazioni che non hanno partecipato alla
prima fase di e-government potranno avvalersi di strumenti di innovazione gi collaudati,
non solo potendo riutilizzare il software, bens acquisendo anche linsieme di competenze
progettuali e di esperienze pratiche ad esso connesse. Riusare una soluzione, nellaccezione che stata qui data, non significa replicare in blocco un intero progetto o un singolo
servizio in realt territoriali diverse, ma rispondere allesigenza di un ente in termini di
servizi finali con soluzioni gi sperimentate.

93

RAPPORTO NAZIONALE 2005

5.3.2 La costruzione del catalogo delle soluzioni


per il riuso
Per costruire il catalogo, stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 253 del 27
ottobre 2004 un avviso da parte del CNIPA, con il quale si richiedeva ai progetti co-finanziati dal 1 Avviso di presentare e descrivere (attraverso una modulistica appositamente
predisposta) le soluzioni candidabili al riuso da parte di altri enti. Non era previsto alcun
finanziamento per la presentazione delle soluzioni da inserire nel catalogo.
Potevano presentare offerte di riuso gli enti coordinatori dei progetti co-finanziati nel primo avviso che avessero sviluppato (o avessero ad un determinato stato di
avanzamento) servizi a cittadini e imprese. Erano dunque potenzialmente interessati 96
progetti su 134, gli altri essendo di tipo infrastrutturale. stato possibile presentare le
offerte fino al 25 gennaio 2005. Per verificare i dati disaggregati per le due Provincie
Autonome, si rimanda ai singoli Report Regionali.
Tabella 22 Progetti 1 Avviso e offerte di riuso
Regione

Progetti I avviso

di cui proponenti offerte riuso

N soluzioni offerte

Abruzzo

11

Basilicata

Campania

Calabria

21

Emilia-Romagna

15

Friuli-Venezia Giulia

10

Lazio

19

14

43

Liguria

10

Lombardia

18

36

Marche

13

Molise

Piemonte

10

Puglia

Sardegna

Sicilia

17

Toscana

17

12

37

Trentino Alto Adige

Umbria

Val dAosta

Veneto

10

24

Totale

134

84

270

Fonte: CNIPA AIREL

94

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 23 Soluzioni delle offerte di riuso per ambito tematico/settoriale


SOLUZIONI PER AMBITO TEMATICO
Agricoltura, allevamento e foreste

Lavoro, disoccupazione e formazione professionale

11

Ambiente, ecologia e inquinamento

Mobilit,trasporto pubblico e privato

Anagrafe, Stato civile, leva e servizio statistico

20

Ricettivit turistica ed eventi tradizionali e


folkloristici

Arte, cultura, beni ed eventi culturali

Salute e benessere

14

Assistenza sociale

Scuola, Universit e diritto allo studio

16

Cittadinanza (diritti e doveri del cittadino)

14

Sepoltura, cremazione, cimiteri

Commercio, turismo e artigianato

14

Suolo, strade pubbliche, viabilit

Disabilit e invalidit

Tempo libero, spettacolo e sport

Igiene e sanit

Territorio (urbanistica, protezione civile e igiene


urbana)

17

Immobili e fabbricati

21

Trasporti, dogane e navigazione

Impresa, industria e attivit produttive

22

Utenze

Infanzia, maternit, paternit, famiglia

2
Totale

208

Tabella 24 Soluzioni delle offerte di riuso per tipologia di servizi


SOLUZIONI PER TIPOLOGIA DI SERVIZI
Autocerticazioni/dichiarazioni, attestazioni, atti notori, dichiarazioni sostitutive

Autorizzazioni, nulla osta, concessioni, licenze, permessi e proroghe

34

Banche dati e servizi informativi

31

Cartograa

Certicazioni, estratti degli atti, copie integrali e autenticazioni

Contributi, nanziamenti, agevolazioni e indennizzi

Erogazione modui e contenuti formativi

Erogazione moduli e contenuti formativi

Iscrizioni, attivazioni, richieste, prenotazioni

30

Istanze di accesso, visure, consultazione stato avanzamento pratiche, verbali o referti

16

Pagamenti e versamenti

28

Partecipazione a gare e concorsi

Registrazioni, comunicazioni e denunce (dichiarazioni), depositi

15

Segnalazioni, reclami, ricorsi, istanze di autotutela e denunce (per reati o abusi)

Servizi push (notiche scadenze, avvisi trafco ecc.)

Servizi nali senza prenotazione o iscrizione

Totale

192

95

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Ogni offerta di riuso doveva descrivere le soluzioni candidate, e in particolare:

il dettaglio dei servizi e delle modalit con cui vengono erogati;

la componente tecnologica necessaria per lerogazione dei servizi;

la componente organizzativa coinvolta nellerogazione dei servizi;

lamministrazione che assume il ruolo di referente per la soluzione.


Come in altre occasioni (si veda anche il cap. 7 sulle-democracy), per dare

chiarimenti sul testo dellavviso e sugli allegati stato istituito un servizio di help desk
sul sito www.crcitalia.it e allindirizzo riuso@crcitalia.it.
A fronte dellavviso, come mostra la Tabella 22, ben 84 progetti di e-government
(sui 96 potenziali), praticamente da tutte le regioni, hanno presentato 270 soluzioni per
il catalogo.
La validazione delle offerte di riuso, al fine della loro inclusione nel catalogo,
stata avviata da unapposita Commissione di valutazione con il supporto del CNIPA per
listruttoria tecnica. Una volta completata, il catalogo verr reso disponibile e consultabile sul sito del CNIPA (presumibilmente nellestate 2005).
Il catalogo sar ordinato per aree tematiche e ogni soluzione proposta sar
corredata di informazioni anagrafiche (progetto di origine, amministrazione di appartenenza, tipologia, servizi erogati) e di un documento analitico. La Tabella 23 e la Tabella
24 illustrano le aree tematiche/settori e le tipologie delle soluzioni proposte nelle offerte
di riuso.
Contestualmente alluscita del catalogo sar pubblicato lavviso che consentir
agli enti di scegliere tra le soluzioni presenti disponibili e di presentare un vero e proprio
progetto di riuso, valutato da una commissione ad hoc che decider su un eventuale
co-finanziamento.
Il catalogo del riuso, al di l dellavviso, da considerarsi uno strumento flessibile sul quale auspicabile convergano altre iniziative al fine di implementarlo costantemente.

5.3.3 I progetti di riuso


Successivamente alla pubblicazione del catalogo contenente le offerte di riuso,
verr pubblicato un Avviso volto a favorire la presentazione e selezione di progetti di
riuso che dovranno individuare chiaramente obiettivi, risorse, vincoli e sostenibilit delloperazione di riuso.

96

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Il progetto di riuso sar presentato congiuntamente fra le amministrazioni che


cedono soluzioni (ovvero che le hanno proposte per il catalogo) e quelle che intendono
acquisirle.
Fino ad un massimo del 30% del budget del progetto di riuso potr essere destinato allestensione dellofferta del progetto riusato (sviluppo di nuovi servizi; nuovi
canali di erogazione; nuove piattaforme tecnologiche; miglioramento dellaccessibilit).
Il processo per arrivare alla presentazione di progetti di riuso pu essere sintetizzato in:

realizzazione e popolamento del catalogo

pubblicazione dellAvviso per la selezione dei progetti di riuso

presentazione e valutazione delle proposte di progetti di riuso

co-nanziamento ed avvio dei progetti di riuso

5.3.4 Il ruolo della rete CRC


Al di l dei servizi di help-desk curati nel periodo di risposta allavviso, il progetto CRC ha dato altri due contributi importanti (si veda anche, al riguardo, il cap. 10).
Nella fase propedeutica alla preparazione dellavviso per le offerte di riuso, tra la fine del
2003 e la primavera del 2004, il CRC Veneto ha promosso e coordinato uniniziativa che ha
portato al progetto denominato Agor del riuso (inserito nellAPQ SI Veneto) e che ha
offerto numerosi spunti anche per limpostazione a livello tecnico dellavviso nazionale.
Grazie a un percorso di incontri con i referenti di progetti 1 Avviso veneti, con i loro
fornitori e altri soggetti, stato infatti possibile realizzare un confronto approfondito e
unanalisi delle principali problematiche tecniche, organizzative, contrattuali-amministrative e anche culturali emergenti dagli stessi progetti e quindi arrivare a configurare un
modello di riuso compatibile con i vincoli (e le opportunit) identificati38.
Su un altro fronte, le attivit di normalizzazione della denominazione dei servizi
on line e la loro riclassificazione, funzionali alle attivit dellOsservatorio CRC dei Servizi
On Line (si veda il cap. 10 del presente Rapporto), hanno consentito di proporre le nuove
etichette e tassonomie ai progetti chiamati a definire le offerte di riuso, ottenendo una
risposta omogenea, evidenziata nelle Tabella 23 e Tabella 24 illustrate in precedenza.

97

La presentazione completa di questa esperienza e dei suoi risultati si


trova nella pubblicazione
Per una strategia locale
del riuso per le-government
Lesperienza della regione
Veneto della Collana CRC.
Informazioni sintetiche sul
tema sono presenti anche
nel capitolo 10 e nel Report
regionale Veneto, che fa
parte di questo Rapporto
(disponibile nel CD allega-

38

to).

RAPPORTO NAZIONALE 2005

5.4 Lavvio della linea promozione


servizi
Come descritto nel documento di attuazione della II fase di e-government, per
dare completa efficacia ai nuovi servizi messi a disposizione dai progetti di e-government
necessario promuoverne luso presso cittadini e imprese, con lobiettivo di spostare
fasce consistenti di utenza dalla fruizione tradizionale alla fruizione mediante le nuove
modalit di erogazione.
A questo fine, stata individuata una specifica linea di azione, la 5, denominata La promozione dellutilizzo dei nuovi servizi presso cittadini e imprese, per la cui
realizzazione sono stati stanziati 9 milioni di euro.
Di questi fondi:
la met stata messa a gara per lindividuazione di un fornitore che realizzi una

campagna di comunicazione a livello nazionale e denisca le linee guida per la


realizzazione delle campagne locali;
laltra met servir per nanziare, tramite inserimento di progetti in APQ, la realizzazione

di campagne di comunicazione da parte di Regioni e Enti Locali.


Il bando di gara per lappalto dei Servizi pubblicitari per divulgazione e conoscenza del piano nazionale di e-government, rivolto ad imprese e RTI, stato emanato
dal CNIPA a novembre 2004; a fine aprile si conclusa la fase di presentazione delle
offerte tecniche ed economiche e mentre si scrive in corso la valutazione delle stesse
da parte di unapposita commissione.
Una volta individuato il fornitore, questo dovr:
ideare i messaggi e sviluppare una campagna di comunicazione ombrello, focalizzata

i sui beneci dei servizi di e-government e rivolta allintero territorio nazionale;


predisporre delle Linee guida rivolte alle Regioni e agli Enti Locali, nalizzate ad

avviare delle attivit di comunicazione integrata a livello locale con un approccio


coerente e sinergico con la campagna nazionale.

98

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

6. I progetti per la cittadinanza


elettronica39
Questo capitolo descrive il percorso seguito dal CNIPA per lattuazione della
quarta linea di azione prevista dalla seconda fase del piano di e-government40, ovvero
quella riguardante lavviamento di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale (edemocracy). Dopo una breve introduzione sullAvviso e-democracy emanato dal Ministro
per lInnovazione e le Tecnologie, viene fornita unanalisi dei progetti presentati e dei
progetti ammessi al co-finanziamento, sia dal punto di vista quantitativo (il numero dei
progetti presentati, il loro valore, la loro distribuzione territoriale ecc.), sia dal punto di
vista qualitativo (suddivisione dei progetti per soggetto proponente, per politiche, per
tecnologie utilizzate ecc.).
Ulteriori informazioni ed approfondimenti sui progetti sono riportati nei singoli
rapporti regionali.

6.1 Lavviso per i progetti di e-democracy


La quarta linea di azione stata attuata mediante lemanazione, da parte del
Ministro per lInnovazione e le Tecnologie, di un Avviso pubblico, su scala nazionale,
e destinato agli Enti locali (Regioni, Province, Comuni, Unioni di Comuni, Comunit
Montane e Isolane). LAvviso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile, con
scadenza il 12 giugno, e successivamente prorogato fino al 12 luglio 2004 (data entro la
quale dovevano essere presentate tutte le proposte di progetto), aveva lo scopo specifico
di individuare e co-finanziare progetti che, attraverso lutilizzo delle ICT, avessero come
fine la promozione della partecipazione dei cittadini alle attivit delle pubbliche amministrazioni locali e ai loro processi decisionali, con lobiettivo di migliorarne lefficacia,
lefficienza e la condivisione da parte degli attori coinvolti.
I processi decisionali possono essere descritti in termini di ciclo di vita delle
politiche locali. Dal punto di vista della partecipazione dei cittadini, il ciclo di vita di
una politica locale, inteso come processo di definizione ed implementazione di una politica, comprende varie fasi che schematicamente possono essere cos distinte:

emersione e denizione dei problemi e dell'arena degli attori;

individuazione delle soluzioni alternative;

selezione delle soluzioni praticabili;


99

Questo capitolo stato


curato da Luca De Pietro
e Miriam Tedeschi, esperti
di e-democracy del progetto CRC, con la supervisione
di Elena Tabet di CNIPA
AIREL.
39

Cfr. il documento Legovernment nelle Regioni e


negli Enti locali: II fase di
attuazione, approvato nella
seduta della Conferenza
Unificata del 26 novembre
40

2003.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

scelta della soluzione;

attuazione, implementazione, gestione, monitoraggio-valutazione.


In ciascuna di queste fasi del ciclo di vita decisionale, il dialogo, il confronto,

la cooperazione fra cittadini e amministratori possono essere promossi e arricchiti anche


attraverso l'uso delle ICT.
I progetti dovevano essere presentati da Enti locali individuali o in partenariato
tra loro, con il coinvolgimento di attori locali quali:

associazioni di rappresentanza degli interessi produttivi e sociali;

cittadini, nei loro ruoli di soggetti socio-culturali e produttivi;

gruppi informali di cittadini.


I progetti dovevano inoltre fornire lanalisi del contesto organizzativo, sociale

e culturale nel quale si colloca lintervento, lutilizzo di tecnologie adeguate in termini


di affidabilit e accessibilit, la promozione della partecipazione attiva dei cittadini, la
garanzia del coinvolgimento effettivo dei decisori pubblici, la valutazione dei risultati
del processo di partecipazione. Le tecnologie utilizzate potevano prevedere anche forme
di consultazione certificata tra i soggetti coinvolti.
LAvviso prevedeva il co-finanziamento (al massimo al 50 per cento), per un
ammontare complessivo di 9.500.000 , di progetti della durata massima di 24 mesi,
dando particolare rilevanza al pi ampio coinvolgimento possibile dei destinatari delle
politiche e al rafforzamento della partecipazione dei soggetti tendenzialmente esclusi.
F. De Cindio, L. De Pietro,
A.C. Freschi, (a cura di),
Linee guida per la promozione della cittadinanza digitale: e-democracy,
FORMEZ-Progetto CRC,
2004.
41

F. De Cindio, L. De Pietro,
A.C. Freschi, (a cura di),
E-democracy: modelli e
strumenti delle forme di
partecipazione emergenti nel panorama italiano,
FORMEZ-Progetto CRC,
2004.
42

Come allegato tecnico di riferimento per la presentazione dei progetti sono


state predisposte delle Linee guida per la promozione della cittadinanza digitale: edemocracy41, realizzate nellambito del progetto CRC dal Formez, in collaborazione
con il Dipartimento di Scienza della Politica e Sociologia dellUniversit degli Studi di
Firenze e con il Dipartimento di Informatica e Comunicazione dellUniversit degli Studi
di Milano.
Sempre nellambito del progetto CRC, e in collaborazione con le due Universit,
stato anche predisposto, come approfondimento e completamento delle Linee guida,
il rapporto di ricerca E-democracy: modelli e strumenti delle forme di partecipazione
emergenti nel panorama italiano42.

100

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

6.1.1 Le attivit a supporto dellAvviso


Per quanto riguarda la promozione dellAvviso, stato realizzato un piano che
ha previsto due azioni specifiche, una di promozione sul territorio attraverso eventi ad
hoc, laltra di comunicazione in rete.
La promozione dellAvviso sul territorio
La promozione sul territorio ha visto la realizzazione di 3 eventi di 1 giornata
ciascuno, uno di lancio al Centro a Roma il 27 aprile 2004 , un secondo al Nord a
Genova il 19 maggio e un terzo al Sud a Palermo il 24 maggio.
La comunicazione in rete ha visto la realizzazione, sul sito www.crcitalia.it, del
canale e-democracy, che comprende le seguenti sezioni: una prima sezione introduttiva/
informativa; una seconda dedicata allAvviso, alla documentazione tecnica a supporto dellAvviso e alle Linee guida per la promozione della cittadinanza digitale: e-democracy;
una terza dedicata allHelp Desk e alle FAQ, rivolte agli Enti che richiedevano supporto
per la presentazione di progetti; una quarta dedicata agli approfondimenti e alle news
sul tema.
Il servizio di Help Desk
Dal primo aprile al 12 luglio 2004, stato attivato sul sito www.crcitalia.it un
servizio di Help Desk accessibile sia tramite posta elettronica, sia con un form da compilare on line, per dare supporto agli Enti locali nella presentazione dei progetti. I tempi
di risposta previsti erano da uno a cinque giorni lavorativi. Sono pervenute alla casella
di Help Desk circa 400 domande sulla cui base sono anche state predisposte delle FAQ
cos articolate (la somma delle risposte supera il numero totale delle richieste, perch
spesso in una stessa mail venivano poste pi questioni, relative a diversi temi):

139 domande relative agli aspetti economico-amministrativi (Enti abilitati a presentare


il progetto o a parteciparvi, o in aggregazione, o in partnership con lEnte capola,
informazioni su delibera di giunta attestante limpegno di spesa, protocollo dintesa,
convenzione con il CNIPA, lettere di partenariato con le associazioni o, pi in generale,
rappresentanti della societ civile, eventuale rendicontazione, modalit di erogazione
del co-nanziamento e suoi destinatari ecc.);

71 domande relative alle modalit di invio del progetto di e-democracy al CNIPA (quali
e quanti le inviare, problemi relativi alla rma digitale ecc.);

101

RAPPORTO NAZIONALE 2005

66 domande generali sullAvviso, sulle date di uscita dellAvviso e della relativa


scadenza/proroga della scadenza , sulla modulistica e sua compilazione, sulle date di
pubblicazione delle Linee guida, del rapporto di ricerca associato e della modulistica
(nonch informazioni sul loro reperimento URL preciso ecc.);

59 domande relative ai costi del progetto di e-democracy (costi generali, interni,


software e hardware, consulenza e risorse umane ecc.);

22 domande relative a scopi e caratteristiche richiesti ai progetti di e-democracy;

11 domande relative all'organizzazione dei progetti di e-democracy (piano delle


attivit, struttura organizzativa, tempistica);

9 domande relative al contesto di riferimento territoriale e amministrativo interessato


dal progetto (esperienze pregresse dei soggetti proponenti, congruit con il progetto
di e-democracy di eventuali precedenti interventi formativi o di e-government ecc.);

6 domande relative alle modalit e ai tempi di valutazione dei progetti presentati;

4 domande relative alle soluzioni tecnologiche da adottare per la realizzazione del


progetto di e-democracy.
Le domande sono pervenute da circa 185 soggetti diversi.
Dopo la chiusura del servizio di Help Desk, sono pervenute altre richieste (circa

20), in cui, in genere, si richiedeva entro che tempi sarebbe stata pubblicata la graduatoria dei progetti finanziati.

6.1.2 I criteri di valutazione


I 129 progetti pervenuti sono stati valutati, tra luglio 2004 e marzo 2005,
da una Commissione appositamente istituita dal CNIPA (ai sensi del DPCM 14 febbraio
2002), che ha formulato una graduatoria sulla base di criteri di valutazione predefiniti:
qualit del soggetto proponente, qualit del partenariato, qualit del progetto, qualit
della soluzione tecnologica, qualit del processo partecipativo al ciclo di vita, quota di
co-finanziamento richiesta, modalit di riuso dellesperienza progettuale e realizzativa.
Nella Tabella 25 sono esplicitati, per ogni criterio, i sottocriteri utilizzati per la valutazione, e il relativo punteggio assegnato. Come si vede, un alto punteggio stato attribuito
alla qualit del processo partecipativo, in quanto lobiettivo principale dellAvviso, come
ricordato sopra, era proprio la promozione della partecipazione dei cittadini alle attivit
delle pubbliche amministrazioni locali e ai loro processi decisionali. Il criterio qualit

102

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

del partenariato, a cui sono stati attribuiti 15 punti, indica la rilevanza che, allinterno
dei progetti, doveva avere il coinvolgimento degli attori locali.

Tabella 25 Criteri di valutazione


Criteri

Punteggio

Qualit del soggetto proponente in termini di:


esperienze pregresse ed in corso in progetti analoghi comprese attivit di promozione della partecipazione dei
cittadini ai processi decisionali anche senza luso di tecnologie ICT

Qualit del partenariato in termini di:


ruolo e pertinenza degli attori coinvolti nel partenariato attestato da specici accordi

15

Qualit del progetto in termini di:


chiarezza degli obiettivi che si intendono raggiungere
coerenza con gli allegati tecnici
adeguatezza del piano di attivit agli obiettivi di progetto
pianicazione del progetto
completezza della documentazione di progetto
congruit dei costi

20

Qualit della soluzione tecnologica in termini di:


caratteristiche tecnologiche del progetto
adeguatezza rispetto agli obiettivi del progetto
usabilit e accessibilit

20

Qualit del processo partecipativo al ciclo di vita in termini di:


chiarezza delle regole di partecipazione
coerenza dei processi attivati sul territorio con i processi interni alle amministrazioni
modalit di autovalutazione
adeguatezza del piano di promozione e analisi della soddisfazione dellutenza

30

Quota di co-nanziamento richiesta

Modalit di riuso dellesperienza progettuale e realizzativa in termini di:


esistenza di un piano di trasferimento del progetto
scalabilit della soluzione ed economicit del trasferimento
supporto nellattuazione di interventi analoghi in altri cicli di vita interni allamministrazione proponente

Totale Punteggio

100

Fonte: Avviso per la selezione di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale

6.2 Analisi dei progetti


Tutti i progetti sono stati
inviati in formato elettronico e firmati digitalmente; non vi stato nessun
invio di documenti cartacei.
Anche gli atti di delibera
che in genere accompagnano le proposte sono stati
scannerizzati e allegati.
43

6.2.1 Dati generali


I progetti presentati
In risposta allAvviso sono stati presentati, da Regioni ed Enti locali, 129 progetti43.

103

RAPPORTO NAZIONALE 2005

La tabella seguente mostra il numero di amministrazioni partecipanti in tutte


e 129 le proposte progettuali. Il dato che emerge interessante, in quanto mostra come
lAvviso sia riuscito a mobilitare tutte le Regioni, 48 Province su 100, 639 Comuni (sugli
oltre 8000 Comuni italiani) e 83 Comunit Montane su 350. Questi numeri esprimono
sicuramente linteresse con il quale le Regioni e gli Enti Locali hanno guardato, e partecipato, allAvviso nazionale di e-democracy: interesse che trova le sue origini, pi che nel
valore assoluto del finanziamento circa 10 milioni di euro , nella possibilit per queste
Amministrazioni di sperimentare, allinterno di un quadro nazionale condiviso, iniziative
originali per il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini, attraverso lutilizzo delle
tecnologie ICT, alla vita dellamministrazione pubblica.
I progetti presentati si caratterizzano per unampia variet aggregativa
(numero di enti aggregati): ovvero vi sono progetti mono-ente fino a progetti con oltre
150 Enti aggregati. importante ricordare che in questo Avviso non era contemplato
un incentivo allaggregazione, ovvero non erano state poste soglie minime dimensionali
(come avvenne per esempio con il primo bando di e-government, che richiedeva ai progetti di rappresentare almeno 100.000 abitanti), quindi la costituzione di unaggregazione doveva essere strettamente funzionale agli obiettivi e alle finalit del progetto. In
questo contesto comunque alcuni sistemi territoriali sono riusciti a costituire aggregazioni estese, riuscendo in alcuni casi (come lUmbria e le Marche cfr. Tab. 5) a fare rete sul
territorio. Per il dettaglio sul numero di amministrazioni partecipanti per ogni progetto,
si rimanda ai report regionali.
Tabella 26 Partecipazione degli Enti territoriali ai 129 progetti presentati
Totale Amministrazioni partecipanti

Amministrazioni capola

Regioni

21

15

Province

48

17

Comuni

639

79

Comunit Montane

83

68

Unioni di Comuni

Fonte: CNIPA AIREL

Come si vede dalla seguente tabella, altrettanto ampia la distribuzione dei


progetti presentati per dimensione di costo complessivo. Il costo dei progetti compreso
tra un minimo di 20.000 e un massimo di 7.500.000 . Il costo medio di progetto di
600.000 . I co-finanziamenti complessivamente richiesti sono di 35.500.000 , pari a
circa 4 volte il finanziamento messo a disposizione dal CNIPA (9.500.000 ).
104

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 27 Dimensioni economiche dei progetti presentati (valori in migliaia di )


Valore complessivo dei progetti

73.000.000

Costo medio di progetto

600.000

Costo minimo

20.000

Costo massimo

7.500.000

Conanziamento medio

260.000

Co-nanziamenti complessivamente richiesti

35.500.000

Fonte: CNIPA AIREL

Significativi anche i ruoli assunti dalle amministrazioni, in termini di sviluppo


e riuso dei progetti, come illustrato nella seguente tabella: nei 129 progetti presentati,
si segnala che, a fronte di 145 Comuni che hanno un ruolo di sviluppo, ben 296 si sono
assegnati un ruolo di riuso dei progetti. Questo indice dellattenzione sempre pi forte
delle amministrazioni al tema del riuso dei progetti, oggetto anche della seconda linea
di azione della seconda fase del piano di e-government.

Tabella 28 Distribuzione territoriale e ruoli dei 129 progetti presentati


Il ruolo delle Amministrazioni
Tipo

Sviluppo

Riuso

Sviluppo e riuso

Totale

Regioni

13

21

Province

17

19

43

Comuni

145

296

159

600

Comunit Montane

10

62

80

Totale complessivo44

185

311

248

744

Fonte: CNIPA AIREL

Nei 129 progetti, un totale complessivo di 744 amministrazioni dunque coinvolto nello sviluppo e nel riuso delle soluzioni. Di queste 744 amministrazioni, la maggior
parte si trova nellItalia centrale, che vede la partecipazione di 413 Enti, contro i 151 del
Nord e i 157 del Sud. Il Lazio e la Toscana, con oltre 60 Enti coinvolti, e ancor di pi le
Marche con 157 amministrazioni e lUmbria (che con solo due progetti ne ha aggregate
108), sono sicuramente i territori pi dinamici dal punto di vista del coinvolgimento e
dellaggregazione degli Enti.

105

44 I totali non sempre coincidono, a causa di incompletezza della modulistica o


di inesattezze nella compilazione della stessa da parte
degli EELL.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Sugli oltre 700 Enti partecipanti solo 40 partecipano a pi di un progetto; gli


Enti che partecipano a pi progetti sono Enti di grandi dimensioni: Regioni, Province,
grandi Comuni, che vengono quindi ad assumere un ruolo aggregante. Qui sotto una
tabella con il prospetto, per regione e tipologia di Ente, degli Enti partecipanti. La tabella
indica inoltre, per ciascuna regione, quanti progetti sono stati presentati. Si rimanda ai
report regionali la suddivisione per regione/provincia e ruolo previsto nel progetto.

Tabella 29 Enti partecipanti suddivisi per regione e tipologia di ente

Regione

Comune

Comunit
Montana

Abruzzo
Basilicata

14
18

7
5

2
-

1
1

N. di progetti
presentati da Ente
coordinatore della
Regione
6
5

Calabria
Campania
Emilia-Romagna

1
16
16

5
9
3

5
2
3

1
1
1

3
16
5

Friuli-Venezia Giulia

21

Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
Piemonte
Provincia Autonoma di Trento
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana

63
11
35
155
36
29
8
13
35
49

5
3
4
2
5
2
5
1
13

2
3
1
2
4
1
3
5

1
1
1
1
1
1
1
1

16
4
11
6
1
8
3
3
3
13
12

97
11

9
3

2
2

1
1
1

2
5

Provincia Autonoma di Bolzano


Umbria
Valle dAosta
Veneto

Provincia

Regione

Fonte: CNIPA AIREL

Per i progetti con pi


Enti si fa riferimento alla
Regione dellEnte coordinatore.

Le regioni pi attive dal punto di vista del numero dei progetti presentati45 sono

45

sicuramente Lazio e Campania con 16 progetti, Sicilia 13, Toscana 12 e Lombardia 11,
mentre lUmbria ha presentati 2 progetti; la Valle DAosta e il Molise un solo progetto a
testa.

106

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

I progetti ammessi al co-nanziamento


Dei 129 progetti presentati, la Commissione di valutazione (istituita dal CNIPA
ai sensi del DPCM 14 febbraio 2002), che ha svolto i suoi lavori tra luglio 2004 e marzo
2005, ne ha positivamente valutati 57, per un co-finanziamento totale di 9,5 M. Ogni
progetto stato presentato da un Ente locale che assume il ruolo coordinatore; a questo
Ente capofila si potevano poi aggregare altri Enti locali, oppure, in qualit di partner,
soggetti portatori di interessi collettivi interessati alle diverse fasi del ciclo di vita delle
politiche.
Circa la met dei progetti ha un costo complessivo inferiore a 0,5 M. Limporto
complessivo dei progetti finanziati 41,5 M, mentre il co-finanziamento medio ammonta a 165.000 M. La percentuale media di co-finanziamento del 22% (escludendo il
progetto di maggiore entit, in termini di dimensioni e di costo, la percentuale media
aumenta al 33%).
Informazioni e approfondimenti sui progetti presentati e su quelli approvati
sono riportati nelle schede di sintesi della Parte II del presente rapporto, nei singoli
rapporti regionali e nel canale e-democracy sul sito www.crcitalia.it.
La distribuzione dei 57 progetti ammessi per tipologia di Ente coordinatore
la seguente: la maggior parte dei progetti ammessi dei Comuni (52%), seguiti dalle
Regioni (23%), dalle Province (15%) e dalle Comunit montane (9%).
Il grafico successivo prende in esame solo i Comuni, e mostra la suddivisione
dei 57 progetti ammessi per numero di abitanti: i Comuni sotto i 5.000 abitanti rappresentano pi della met degli Enti ammessi al co-finanziamento (questa situazione vale
analogamente per linsieme dei progetti presentati). Un maggior coinvolgimento e protagonismo dei Comuni, anche di dimensioni minori, rispetto al primo avviso per la selezione di progetti di e-government (in cui la scelta pi frequente stata di aggregazioni
di tipo verticale tra i diversi livelli dellamministrazione, cio i Comuni si sono sistemati
sotto il cappello di Province e Regioni), era sicuramente tra le finalit dellAvviso ed era
strettamente connesso con la natura delliniziativa. Infatti, il livello locale risulta essere
particolarmente significativo per il sostegno dei processi di partecipazione, data la prossimit tra istituzioni locali e cittadini, e la possibilit di verificare direttamente i processi
decisionali e i loro effetti.

107

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 6 I piccoli Comuni: le dimensioni della partecipazione

11%

13%
9%

oltre i 10.000
da 5001 a 10.000

51%

30%

oltre i 100.000

da 3001 a 5000
30%

da 2001 a 3000
meno di 2000

7%

Fonte: CNIPA-AIREL

Il grafico seguente indica, per ogni Regione, sia il finanziamento richiesto che
il finanziamento reale assegnato al Coordinatore. Come si vede, al Lazio andato il cofinanziamento totale pi alto (1.440.000 ), seguito dalla Lombardia che ha ottenuto
1.275.000 . Lazio e Lombardia sono anche le regioni che hanno ottenuto il maggior
numero di progetti approvati (7). Seguono il Piemonte (5 progetti e 960.000 ) e la
Sicilia (5 progetti e 645.000 ). Alla Toscana sono andati 960.000 per 4 progetti, mentre il Veneto si aggiudicato in totale, sempre per 4 progetti, 555.000 .

108

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Figura 7 I nanziamenti per Ente Coordinatore suddivisi per Regione


4. 000. 000, 00

F inanzia m ento richie sto


F inanzia m ento al C oordinatore

3. 500. 000, 00

3. 000. 000, 00

2. 500. 000, 00

2. 000. 000, 00

1. 500. 000, 00

1. 000. 000, 00

ia

Fr

iu
l

i-

i li

C
Em

en

pa
n

br

am

at
a

al
a

li c

br

as
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o
Li
gu
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m ia
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M
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Pr
M
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Si
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To l ia
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a
U
m
V
al
b
le
ri
d' a
A
os
ta
V
en
et
o

500. 000, 00

Fonte: CNIPA-AIREL

La partecipazione delle associazioni nei 57


progetti co-nanziati
Ben l85% dei progetti finanziati coinvolgono associazioni rappresentative della
societ civile. Sono coinvolte pi di 450 fra: associazioni di categoria, associazioni di cittadini e consumatori, ONLUS, ONG, CRI, sindacati, circoli, ACLI, ARCI, Unione Industriali,
UIC, ordini professionali, Pro loco, parrocchie, ecc. Inoltre, le associazioni partecipano
attivamente ai progetti, con i seguenti contributi:

risorse umane: pi di 45.000 gg/p di lavoro;

strumenti e infrastrutture: 11.000 ;

altri costi: 200.000 .

109

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Un fenomeno probabilmente abbastanza scontato, ma sicuramente da sottolineare, come i Comuni pi piccoli abbiano coinvolto, per la maggior parte, associazioni
del territorio non strutturate (piccole associazioni giovanili, sportive, parrocchiali, proloco, ambientali ecc.), mentre i Comuni di maggiori dimensioni, le Province e le Regioni,
in linea generale, abbiano coinvolto associazioni e realt pi strutturate e istituzionali,
in molti casi sedi locali di associazioni che operano su scala nazionale oppure organi gi
costituiti. Molti progetti hanno inoltre utilizzato lAvviso di e-democracy come occasione per valorizzare e consolidare rapporti di partenariato con attori locali e contesti di
confronto gi esistenti ed funzionanti: il caso delle Agende 21, che prevedono gi al
loro interno forum con associazioni, o delle consulte locali, oppure ancora dei comitati
di quartiere. In questi casi, le-democracy viene vista come opportunit per dare qualit
tecnologica a dinamiche di partecipazione che gi esistevano, probabilmente nella speranza di valorizzarle e diffonderle.
La partecipazione degli sponsor
30 progetti finanziati ricorrono a risorse economiche messe a disposizione da
pi di 70 sponsor privati. Tali risorse consistono in:

risorse umane: pi di 3.500 gg/p di lavoro;

strumenti e infrastrutture: 380.000 ;

altri costi (software, sviluppo ecc.): 230.000 .Da notare come la prevalenza di questi
sponsor sia o di natura strettamente tecnologica (fornitori di servizi ICT), o siano
societ di consulenza, che hanno collaborato con le Pubbliche amministrazioni durante
la fase di stesura dei progetti.
A differenza di quanto si poteva ipotizzare a priori, non solo i grandi progetti

di importanti citt o di primarie Amministrazioni regionali e/o provinciali hanno attirato


attenzione degli sponsor, ma anche alcune iniziative presentate da realt dimensionalmente medio-piccole hanno beneficiato dei contributi dei privati.
La distribuzione dei progetti per politiche
Negli ultimi anni sono cresciute le occasioni di confronto diretto fra cittadini e
istituzioni in molti ambiti delle politiche pubbliche locali, come i patti territoriali, lurbanistica partecipata, la programmazione strategica dello sviluppo, le Agende 21 e i bilanci
partecipativi. Soprattutto nelle realt pi piccole, le relazioni fra cittadini e istituzioni
sono in genere diffuse in ambiti decisionali direttamente legati ai problemi della qualit

110

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

della vita e dellambiente, alle prospettive di sviluppo del territorio, alla gestione dei
servizi locali e agli interventi sociali.
Per molte amministrazioni, lAvviso di e-democracy ha rappresentato loccasione
per valorizzare queste esperienze gi in atto. Questo sicuramente uno dei motivi principale per cui, come si evince dal grafico seguente, ambiente e territorio, interventi sociali
e urbanistica sono tra le politiche preferite dalle amministrazioni nella definizione dei 57
progetti ammessi. Da notare tuttavia come molti progetti si siano candidati ad attivare
dinamiche di partecipazione su ambiti nuovi come tributi, tasse locali e sanit che
precedentemente non erano ancora stati oggetto di sperimentazione della partecipazione dei cittadini, ma che rappresentano sicuramente nuove frontiere del confronto e del
dibattito tra cittadini e Amministrazioni.

Figura 8 La distribuzione dei progetti sulle politiche


35
30
25
20
15
10
5

fa
mi
gli
a,
int
erv
en
ti s
oc
ial
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ce

ep
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or
ip
ub
bli
ci

Fonte: CNIPA AIREL

111

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Molti progetti finanziati hanno deciso di implementare pi politiche, e solo 11


progetti si sono concentrati su di ununica politica locale. 12 progetti affrontano pi di
dieci politiche locali. Questi numeri esprimono un chiaro convincimento dei proponenti:
le-democracy, intesa come metodologia organizzativa-tecnologica di coinvolgimento e
partecipazione dei cittadini alla vita dellAmministrazione, rappresenta unopportunit
che va sperimentata su pi politiche locali al fine di testarne efficacemente la sua portata.
Inoltre, 30 progetti ammessi implementeranno tutte le fasi del ciclo di vita di
un politica locale, con una preferenza per la prima fase di emersione e definizione dei
problemi e dellarena degli attori (18%). Le altre fasi seguono pi o meno a pari merito:
individuazione delle soluzioni alternative 15%, selezione delle soluzioni praticabili 14%,
scelta della soluzione 14%, attuazione, suddivisa in implementazione 8%, gestione 7%,
monitoraggio 11% e valutazione 13%.
Le tecnologie
Come lAllegato tecnico allAvviso suggeriva, gli Enti proponenti potevano scegliere tra un insieme di tecnologie standard proposte, suddivise per:

tecnologie per linformazione, tra cui le newsletter e gli strumenti di content


management attraverso i quali i cittadini hanno la possibilit di fornire informazioni
alle pubbliche amministrazioni, invece che limitarsi a fruirne;

46 Con il termine thread


(flusso) si indica un insieme
di articoli pubblicati luno
in risposta allaltro, e aventi
quindi lo stesso Subject.
Dato che tutti i programmi
di lettura lo permettono,
solitamente utile raggruppare i messaggi per thread,
in modo da seguire il filo
logico della discussione.

tecnologie per il dialogo, tra cui i forum, le mailing list, i weblog e le chat, che
sostengono sia il ruolo attivo-propositivo dei cittadini che la rilevazione qualitativa
di opinioni ed esperienze. Linterazione tra cittadini e istituzioni avviene attraverso
le applicazioni di rete basate sullo scambio di messaggi di testo, sia che questo
scambio avvenga in modo asincrono (via e-mail o compilazione di forum via Web) che
sincrono (ad esempio via chat) o attraverso applicazioni che combinano vari messaggi
in thread46 di discussione;

tecnologie per la consultazione, tra cui si comprendono tutte quelle soluzioni ed


esperienze secondo cui, su un insieme di opzioni pre-identicate (in diverso modo:
via rete attraverso la discussione in un forum o in un ambito istituzionale quale
unassemblea con i cittadini o una commissione consiliare), si pesa il consenso che
tali opzioni hanno presso i cittadini.

112

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Il grafico seguente illustra le scelte effettuate dai 57 progetti co-finanziati, che


restano, come si vede, in linea con la tradizione: la maggior parte dei progetti, infatti,
non implementa soluzioni tecnologiche innovative, ma utilizza strumenti gi in uso da
tempo, come i forum e le mailing list. Questo risulta essere coerente con gli obiettivi
dellAvviso, il cui focus non voleva essere tanto sulle ICT in quanto tali, ma sui processi
partecipativi che esse abilitano.
La preferenza che i progetti accordano alle tecnologie per linformazione, e in
particolare alle newsletter e agli strumenti di content management che supportano lo
scambio di informazioni bi-direzionale cittadini-istituzioni47, specchio della gi ampia
diffusione che tali soluzioni avevano nei diversi siti web delle pubbliche amministrazioni:
si tratta dunque, nella maggior parte dei casi, di riuso di soluzioni tecnologiche di base
gi esistenti.
Diverso il caso della preferenza accordata, tra le tecnologie per il dialogo proposte, ai forum: da tempo i forum di discussione erano divenuti una delle sezioni standard
di molti siti web istituzionali (al pari di Chi siamo, Contatti ecc.), senza tuttavia
che ci fosse unattenzione specifica alla promozione di questo strumento. I progetti di
e-democracy costituiscono in questo caso loccasione per valorizzare soluzioni tecnologiche gi esistenti ma, a differenza delle newsletter, utilizzate non sempre con successo
ed efficacia.
Gi poco presenti nei siti delle pubbliche amministrazioni, weblog e chat risultano essere le tecnologie meno implementate dai progetti, in quanto richiedono una
gestione pi complessa, rispetto ai forum di discussione, e un maggior impegno in termini di risorse umane impiegate. I primi infatti risultano essere pi impegnativi dal punto
di vista della produzione di contenuti (chi li gestisce deve essere pro-attivo, cio fornire
costantemente contenuti interessanti e in grado di suscitare linteresse dei cittadini); le
seconde non consentono di ponderare le risposte date ai cittadini, ma richiedono che
la risposta venga fornita in un brevissimo lasso di tempo.
Anche le tecnologie per la consultazione risultano essere poco implementate:
si tratta infatti di un campo relativamente nuovo di sperimentazione, e le soluzioni che
garantiscono lunicit e la segretezza del voto sono ancora le pi costose.

113

47
Si ricorda che le tecnologie per linformazione sono
da considerarsi un prerequisito per lavvio di primi
spazi di interazione con il
cittadino, e non tecnologie
per la partecipazione strictu
sensu.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 9 Le tecnologie per la partecipazione

10%

Newsletter

18%

Cittadini come info/content provider

7%

Domande in mail private con


risposta pubblica
Forum

11%
14%

Mailing list
WebLog

11%

Chat
11%

Consultazioni on line

18%

Fonte: CNIPA AIREL

Oltre alle tecnologie standard sopra citate, alcuni progetti hanno proposto
soluzioni innovative e sperimentali, a sottolineare che molte sono le applicazioni che
possono essere utilizzate a supporto della partecipazione. Di seguito alcune delle soluzioni proposte:

Easy Vocal System (EVS), ovvero strumenti di navigazione vocale dei siti, per rendere
maggiormente accessibili e usabili i portali delle pubbliche amministrazioni;

PPGIS (Public Participation GIS), ovvero strumenti che utilizzano metodi iconici
come la tecnologia GIS (Geograc Information Systems) per il partecipative decision
making;

KMS (Knowledge Management Systems), ovvero strumenti che raccolgono, organizzano


e distribuiscono le conoscenze a chi ne ha bisogno, nel momento e nel contesto in cui
servono. I KMS sono particolarmente utili laddove la raccolta di conoscenza avviene in
forma di dialogo tra persone che condividono interessi ed esperienze;

TV Digitale Terrestre, ovvero luso di sistemi televisivi per supportare processi di edemocracy;

114

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

J2EE (Java 2 Platform, Enterprise Edition), ovvero una soluzione open source, usata,
nel caso specico, per supportare processi di partecipazione;

tecnologie per il DSS (Decision Support System), ovvero soluzioni che, basandosi su
strutture di rete (Intranet, Extranet, Internet), incrociando dati di varia provenienza
e prospettandoli con interfacce sintetiche, sono in grado di offrire un valido supporto
ai processi decisionali.

6.3 Conclusioni
Le-democracy ovvero lutilizzo delle ICT per favorire la partecipazione dei
cittadini alla vita delle Amministrazioni rappresenta, allinterno della seconda fase
del piano di e-government, una linea di azione con una forte propensione sperimentale. Unazione caratterizzata da una forte innovativit e originalit sia in termini di
contenuti che di approccio alle tecnologie , destinataria di un quota ridotta di risorse
economiche, con lobiettivo palese di favorire e incentivare dinamiche di adozione e sperimentazione da parte delle Regioni e delle Amministrazioni locali. Lanalisi fornita nelle
pagine precedenti dei 129 progetti presentati e dei 57 progetti ammessi al co-finanziamento conferma sicuramente questa specificit. In particolare, la ricca eterogeneit e
variet delle proposte progettuali sia dal punto di vista delle dimensioni economiche
che dellaggregazione proponente, delle politiche prescelte e delle fasi del ciclo di vita su
cui intervenire confermano come non vi siano modelli e processi definiti e riconosciuti
come di successo per le iniziative di cittadinanza digitale.
Forse paradossalmente, lanalisi evidenzia come sia la tecnologia uno dei fattori pi omogenei tra i 129 progetti presentati e anche tra i progetti co-finanziati. Il
ricorso, nella maggior parte delle proposte, a soluzioni tecnologiche definite tradizionali
(forum, newsletter ecc.) conferma come la dimensione sperimentale debba riguardare la
parte soft delle-democracy: le regole della partecipazione, la dimensione organizzativa,
il rapporto con la societ civile, i processi di promozione e autovalutazione ecc.
Lestrema variet ed eterogeneit delle iniziative appaiono motivate e giustificate in primo luogo dal fatto che necessariamente le progettualit di e-democracy risentono, pi di altre iniziative di e-government, delle caratteristiche e specificit organizzative, politiche e tecniche del contesto di riferimento (le Amministrazioni proponenti).
In secondo luogo possono essere ricondotte al fatto che, tranne rare eccezioni, in Italia
non vi sono mai state esperienze compiute di coinvolgimento e partecipazione dei citta-

115

RAPPORTO NAZIONALE 2005

dini alla vita delle Amministrazioni locali attraverso le tecnologie in grado di avviare un
meccanismo virtuoso di imitazione e propagazione.
LAvviso pubblico di e-democracy, rispondendo alla filosofia della sperimentazione che lo contraddistingue, quindi pienamente riuscito a far emergere in forma
condivisa e palese le potenzialit progettuali delle Amministrazioni regionali e degli Enti
Locali sul tema della cittadinanza digitale. Questo stato comunque il primo passo, forse
il pi semplice: necessario adesso individuare e avviare i cantieri progettuali dove le
Amministrazioni potranno praticare le-democracy e, nel contempo, valorizzare le dinamiche di apprendimento locali a favore di tutto il sistema nazionale.

116

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

7. Sviluppi del Sistema Pubblico


di Connettivit e Cooperazione
7.1 Il nuovo modello per linteroperabilit
e la cooperazione applicativa48
Con lemanazione del D.lvo n. 42 del 28 febbraio 2005 che istituisce il sistema
pubblico di connettivit49 (SPC), iniziato il percorso di realizzazione tecnico-organizzativa di quanto delineato nel documento Le-government per un federalismo efficiente:
una visione condivisa, approvato dalla Conferenza Unificata nella seduta del 24 luglio
2003.
Il primo contributo a tale risultato stato dato, in effetti, dal gruppo di lavoro
presieduto dal Prof. Decina che ha definito larchitettura e le regole di qualit e sicurezza
del sistema di interconnessione del SPC, quindi in sostanza dei servizi di trasporto di
quella che stata definita come la grande autostrada telematica che collegher tutta
la Pubblica Amministrazione italiana (e le sue propaggini internazionali). Di questo si
gi dato conto nel capitolo 4 del Rapporto sullinnovazione 2004.
La Visione Condivisa prevedeva per anche la costituzione di un specifico gruppo di lavoro avente come tema gli strumenti di accesso ai servizi erogati sul canale
telematico, le modalit di erogazione dei servizi su tale canale, le architetture di cooperazione che garantiscono linteroperabilit dei servizi sul territorio nazionale e lerogazione di servizi tra amministrazioni. A ci si dedicato il gruppo, denominato Gruppo di
lavoro SPC sullinteroperabilit e la cooperazione applicativa, coordinato dal Prof. Benzi,
che ha svolto le sue attivit per circa un anno a partire dal mese di novembre del 2003
e al quale hanno partecipato oltre 120 rappresentanti di tutte le tipologie di pubbliche
amministrazioni e delle associazioni di categoria dei fornitori del settore ICT.
Il lavoro svolto si concentrato soprattutto sulle architetture di cooperazione
e di interoperabilit, assumendo come acquisiti e condivisi sia i risultati conseguiti dal
gruppo di lavoro sul sistema di interconnessione di cui sopra, sia linsieme delle norme e
delle regole tecniche sullemissione e lutilizzo della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) e
della Carta di Identit Elettronica (CIE) quali strumenti di accesso ai servizi erogati.
I principali documenti prodotti dal Gruppo di lavoro interoperabilit e cooperazione applicativa sono i seguenti, reperibili sul sito www.cnipa.gov.it:

117

Questa sezione stata


realizzata grazie a materiali e informazioni forniti
dal Prof. Roberto Benzi,
Consigliere Ministro e dal
Dott. Francesco Tortorelli,
Responsabile Servizi di
interoperabilit evoluta e
cooperazione applicativa
del CNIPA.
48

Il decreto per esteso


riguarda lIstituzione del
sistema pubblico di connettivit e della rete internazionale della Pubblica
Amministrazione, a norma
dellarticolo 10, della legge
29 luglio 2003, n. 229
ed stato pubblicato sulla
G.U.R.I. 30 marzo 2005,
n. 73. Alcuni elementi del
decreto vengono ripresi pi
avanti nella sezione 7.1.3.
49

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Requisiti del modello di interoperabilit ed accesso del SPC, ver. 1.1, 26/03/2004;

Speciche della Busta di e-Government, ver. 1.0, 21/04/2004;

Sistema Pubblico di Cooperazione: Architettura, 25/11/2004.

Sistema Pubblico di Cooperazione: Organizzazione, 25/11/2004.

Sistema Pubblico di Cooperazione: Standard e Tecnologie, 25/11/2004.

7.1.1 I problemi di interoperabilit e cooperazione


applicativa
Il tema dellinteroperabilit e della cooperazione applicativa riguarda un insieme
di problemi molto noti e diffusi, senza la soluzione dei quali non possibile sviluppare
pienamente lerogazione dei servizi online e ottenere lauspicata efficienza di funzionamento della pubblica amministrazione.
Un cittadino che cambia residenza oggi deve comunicare la variazione a una
lunga serie di enti della PA; nella costituzione di una nuova impresa bisogna comunicare
gli stessi dati pi volte a un gran numero di enti (dalla Camera di commercio, allInps,
allInail ecc.). In questi e in innumerevoli altri casi, la stessa informazione viene replicata
ripetutamente a cura del singolo cittadino, con conseguente dispendio di tempo e denaro
per questultimo e rischi di errore nella iscrizione e trascrizione dei dati da parte della PA.
Dal lato della PA, poi, un procedimento amministrativo spesso comporta uninterazione
tra pi uffici ad es. lo scambio o il controllo di dati- e la conseguente necessit di
fare interagire sistemi informativi e applicazioni informatiche anche di amministrazioni
diverse. Nella sezione 2 pi avanti, questi problemi vengono esemplificati nel caso delle
prestazioni sanitarie.
Garantire linteroperabilit e la cooperazione applicativa tra i sistemi informativi
delle Pubbliche Amministrazioni operanti a livello centrale, regionale e locale diventato
un requisito di primaria importanza per realizzare il pieno ed efficace sviluppo dellegovernment, rispondendo a due esigenze principali:

integrare i processi automatizzati di back-ofce per lerogazione di servizi interni (da


una PA allaltra) ed esterni (dalle PA verso i cittadini);

erogare al cittadino servizi integrati in rete in modo trasparente e unitario. In altre


parole, lobiettivo garantire al cittadino la possibilit di rivolgersi ad un unico
sportello (on line) per la fruizione di un servizio, senza avere la percezione del

118

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

coinvolgimento di pi amministrazioni nellerogazione del servizio richiesto, ove ci


sia necessario (secondo il modello di servizi di e-government one-stop).
Entrando pi nel merito, linteroperabilit e la cooperazione applicativa riguardano linsieme di regole tecniche, organizzative e operative con le quali due sistemi
informativi, afferenti a soggetti diversi connessi in rete, possano cooperare tra loro in
modo sostanzialmente automatico nello svolgimento di uno o pi processi amministrativi
e, in generale, per le proprie finalit applicative.
In particolare, linteroperabilit attiene alla capacit di due o pi sistemi informativi di scambiarsi informazioni e di attivare, a tale scopo, processi elaborativi nelle
rispettive applicazioni. Ciascun sistema informativo pu differenziarsi dallaltro per le
scelte implementative (ad es. linguaggio di programmazione e formato dei dati). In tal
caso, un approccio che pu garantire interoperabilit ladozione di uno stesso formato
di interscambio dei dati e di un protocollo di comunicazione condiviso.
La cooperazione applicativa attiene alla capacit di uno o pi sistemi informativi di avvalersi, ciascuno nella propria logica applicativa, dellinterscambio automatico
di informazioni con gli altri sistemi, per le proprie finalit applicative. In altre parole,
unapplicazione nel corso del suo processo elaborativo pu far uso di uninformazione
elaborata da unaltra applicazione. La cooperazione applicativa in rete ha luogo quando
ci avviene in modo automatico. Linteroperabilit quindi un prerequisito essenziale per
la cooperazione applicativa.
Gli approcci al problema in passato
Il tema della cooperazione applicativa e dellinteroperabilit stato a lungo
dibattuto in passato, senza che sia stato possibile trovare una condivisione completa fra
le possibili soluzioni tecnologiche e le scelte organizzative che tali soluzioni implicano.
Allinterno delle singole amministrazioni il problema stato affrontato finora
in una logica di integrazione tra procedure applicative, cio creando una sorta di ponte
informatico fatto su misura per i programmi software interessati. In linea generale e
nel caso di interazione tra amministrazioni diverse, lintegrazione non pu per procedere cos, in quanto tale metodo porterebbe a una crescita esponenziale nel numero di
soluzioni da gestire, ciascuna per ogni problema e talvolta per ogni coppia di soggetti
partecipanti, con evidenti duplicazioni e inefficienze e laumento generale dei costi. Un
approccio del genere, inoltre, porta limpresa informatica che opera come fornitore di servizi alla PA a fare un lavoro che si esaurisce ogni volta nella soluzione specifica, invece
di sviluppare un know-how utile alla competitivit e alla crescita dellimpresa stessa.

119

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Unaltra strada seguita con le tecnologie disponibili fino a poco tempo fa basata sempre sullintegrazione di sistemi informatici, trascurando laspetto di integrazione
dei servizi- quella che ha portato alladozione di reti private e di strumenti chiusi
per lo scambio di dati. Uno dei maggiori esempi di tale approccio stata la rete interbancaria.
Il middleware, letteralmente software di mezzo,
costituito da programmi software che consentono di far parlare tra loro
ambiente informatici basati
su standard tecnologici differenti.

Laddove stato possibile per accordi, la cooperazione applicativa avvenuta

50

Web Service unapplicazione software, identificata da un URI (sistema per


indicare in modo univoco
una risorsa in Internet),
la cui specifica pu essere
definita, descritta e pubblicata mediante meccanismi
basati su XML e che supporta linterazione diretta con
altre applicazioni mediante
messaggi XML su protocolli
Internet. XML (eXtensible
Markup Language) un
linguaggio che struttura le
informazioni in modo che
possano essere estratte/
utilizzate da altri formati/applicazioni. Come lHTML, anche lXML utilizza
dei marcatori che vengono
adottati per strutturare e
definire le informazioni e
non per visualizzarle. Un
Web service descritto da
un documento XML che
comprende informazioni
che specificano linterfaccia
e come quel Web service
debba operare.
51

quindi adottando uno sviluppo applicativo ad hoc per lintegrazione, impiegando o meno
ambienti di middleware50 proprietari.
Grazie anche a nuovi sviluppi tecnologici (in particolare i web services51), le
soluzioni oggi mirano invece allintegrazione di nuove funzionalit, che mantengono
comunque quelle autonomamente operanti nelle applicazioni gi esistenti, con il pieno
riuso dei relativi sistemi informativi. Lintegrazione comporta lattivazione di infrastrutture principalmente di tipo logico (software) per linteroperabilit, nonch lestensione
delle funzioni dellapplicazione esistente per il trattamento dei dati oggetto di scambio
con le applicazioni operanti negli altri sistemi informativi, secondo le specifiche finalit della cooperazione applicativa. Le soluzioni per tale integrazione ammettono altres
leterogeneit delle caratteristiche tecniche e funzionali delle applicazioni gi esistenti e
dei relativi sistemi informativi.

7.1.2 Approccio e caratteristiche del


Sistema Pubblico di Cooperazione
Nella prospettiva che maturata per il Sistema Pubblico di Connettivit, lintegrazione viene affrontata secondo il nuovo approccio sopra citato con una logica multilaterale, costruendo una soluzione unitaria basata sulla condivisione di regole generali
da applicare indipendentemente dai procedimenti amministrativi e dalle amministrazioni
coinvolte. Inoltre, queste regole si basano sulluso di strumenti e standard tecnologici
maturi, che il mercato ritiene condivisi e interoperabili.
Sotto il profilo organizzativo, due sono gli elementi cruciali considerati dal
Gruppo di lavoro. Anzitutto doveva valere il principio di pariteticit, cos come ribadito
dal documento sulla Visione Condivisa. In base a tale principio, le amministrazioni sono
e devono essere sullo stesso piano nel momento in cui cooperano fra loro, evitando
quindi che una imponga allaltra la propria soluzione.
Inoltre, deve essere sempre possibile individuare le responsabilit a cui afferiscono le diverse componenti della cooperazione nello svolgimento di un procedimento
amministrativo. Tale principio, da ritenersi uno dei vincoli da soddisfare, fondamentale

120

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

per conseguire quei vantaggi di efficacia e di qualit del servizio che sono alla base stessa
dellutilizzo dellICT per la costruzione delle-government.
Partendo da queste premesse, il gruppo di lavoro ha esaminato quanto gi realizzato dalle pubbliche amministrazioni su questo tema, quali siano le esigenze delle pubbliche amministrazioni e quale sia larchitettura proponibile per soddisfare tali esigenze.
Fra i punti pi rilevanti identificati nellanalisi di quanto alcune amministrazioni
hanno sperimentato in passato, emerso un elemento importante. Per i sistemi che gi
oggi consentono forme pi o meno complete di cooperazione applicativa (sistema CatastoComuni, Sistema Mandato Informatico, Sistema delle Anagrafi, Sistema Informativo della
Montagna e Sistema delle Imprese), stato necessario in passato emanare ogni volta
una specifica norma di legge per consentire di dare validit giuridica alle procedure
telematiche. evidente che le-government non pu svilupparsi in modo coerente se, per
ogni processo di cooperazione fra amministrazioni, necessario proporre una normativa
particolare. A questo problema stata quindi data soluzione inserendo nel D.Lvo sul SPC
una norma generale che da validit giuridica alla cooperazione applicativa. Larticolo 5
recita infatti:
Gli scambi di documenti informatici tra le pubbliche amministrazioni nellambito del SPC avvengono nel rispetto delle procedure di cooperazione applicativa finalizzate
allo svolgimento di procedimenti amministrativi e costituiscono invio documentale valido
ad ogni effetto di legge se realizzate nel rispetto delle regole tecniche e di sicurezza di
cui articolo 16.
Nellindividuare il modello di cooperazione applicativa per il SPC, si tenuto
conto dei seguenti principi organizzativi:
1. il modello di cooperazione deve essere indipendente dagli assetti organizzativi e dei
sistemi informatici interni dei soggetti cooperanti;
2. ciascuna amministrazione cooperante mantiene la responsabilit dei propri servizi e
dei propri dati;
3. la cooperazione applicativa si attua sulla base degli accordi tra le parti e risponde
ad esigenze di condivisione/scambio di dati derivanti da obblighi di legge o ni
istituzionali.
Per soddisfare tali principi, larchitettura tecnica e organizzativa del modello
proposto si basa sui seguenti elementi fondamentali:
A. la cooperazione applicativa avviene tramite messaggi applicativi;

121

RAPPORTO NAZIONALE 2005

B. ogni amministrazione gestisce i ussi di cooperazione applicativa con le altre


amministrazioni per il tramite di un unico punto (logico) del proprio sistema informativo
denominato Porta di Dominio dei Servizi Applicativi (PDSA);
C. le amministrazioni che cooperano fra loro realizzano un Dominio di Cooperazione in
cui siano stabiliti i servizi erogati, i relativi livelli di servizio e le responsabilit nel
mantenimento di tali livelli;
D. denita una infrastruttura unitaria di Servizi di Interoperabilit e Cooperazione e
Accesso (SICA) che garantisce lerogazione di servizi tecnologici di base, comuni a
tutti i Domini di Cooperazione.
Ognuno di questi quattro elementi necessario per poter soddisfare i tre principi organizzativi esposti in precedenza e viene ora precisato meglio.
Messaggi applicativi
Lutilizzo di messaggi applicativi consente la non intrusivit degli strumenti
di cooperazione applicativa: una amministrazione non pu in nessun caso cambiare lo
stato delle informazioni presenti in unaltra amministrazione allinsaputa della stessa. Il
messaggio applicativo, concretizzatosi con gli standard redatti nello schema busta di
e-government, consente in modo automatico di gestire la cooperazione mantenendo le
responsabilit e le autonomie previste per legge. Tale meccanismo in perfetta analogia
logica, se non tecnologica, con quanto gi attualmente utilizzato nel sistema bancario
sulla stessa tematica.
Porta di dominio
52 Presidenza del Consiglio
dei Ministri Dipartimento
per lInnovazione e le
Tecnologie. Allegato n.2
Rete nazionale: caratteristiche e principi di cooperazione applicativa. 20
dicembre 2002.

Con il termine dominio si intende linsieme delle risorse -in particolare le


procedure, i dati e i servizi- e delle politiche di una determinata organizzazione52 (ad
es. azienda sanitaria); in pratica, il dominio definisce il confine di responsabilit di una
organizzazione per ci che riguarda le politiche afferenti al proprio sistema informativo
La Porta di Dominio dei Servizi Applicativi lelemento cruciale che consente,
ad ogni amministrazione, lerogazione dei servizi di cooperazione. La Porta di Dominio,
ad esempio, imbusta e sbusta i dati che vengono trasmessi, appunto, nel formato definito
per la busta di e-government; controlla la provenienza e la correttezza dei messaggi e
cos via. Ogni amministrazione responsabile della propria Porta di Dominio e dei servizi
di cooperazione che la Porta gestisce.

122

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Dominio di cooperazione
Il concetto di Dominio di Cooperazione consente di dare molta flessibilit al
modello di cooperazione individuato. In sintesi, il Dominio di Cooperazione un accordo
fra amministrazioni in cui si definisce chi responsabile di cosa e chi, eventualmente,
svolge le funzioni di supervisione e monitoraggio degli accordi presi. In alcuni casi, si
pensi al Sistema delle Imprese o al Mandato Informatico, il Dominio di Cooperazione
deve soddisfare specifiche esigenze di qualit e sicurezza. Il modello definito per il
Sistema Pubblico di Cooperazione indica gli standard di riferimento da utilizzare, compatibili (punto cruciale) con le funzionalit standard della Porta di Dominio. I Domini di
Cooperazione, quali ad esempio quelli attivati da una Amministrazione Centrale, da una
Regione o da un qualunque gruppo di amministrazioni, hanno il compito di qualificare i
servizi afferenti al Dominio stesso, nonch coordinare e monitorare i servizi applicativi e
infrastrutturali riferiti al Dominio.
Linfrastruttura di Servizi di Interoperabilit,
Cooperazione e Accesso (SICA)
Per quanto concerne il SICA, la tecnologia su cui si basa la cooperazione applicativa fa esplicito riferimento alle funzioni e ai servizi erogati dai Web-Services. Tale
tecnologica prevede lesistenza di registri, cataloghi e schemi di servizio in cui sia trasparente e automaticamente gestibile, per ogni applicazione e per ogni Porta di Dominio,
linsieme dei servizi erogati da ogni amministrazione e le relative modalit di richiesta di
servizio. Sulla base di queste tecnologie sono implementabili le applicazioni di cooperazione in modo automatico. Il compito del SICA quello di garantire per tutte le pubbliche
amministrazioni e per i Domini di Cooperazione le funzionalit necessarie alla cooperazione applicativa e, inoltre, di assicurare funzioni di sicurezza di base (se richieste) e di
tracciatura di rete, avvalendosi dei servizi di interconnessione del SPC.
Linfrastruttura unitaria di servizi di interoperabilit e di cooperazione e accesso
(SICA) che garantisce lerogazione di servizi tecnologici di base, comuni a tutti i Domini
di Cooperazione, prevista essere tecnicamente articolata su due livelli operativi: il livello generale e il livello secondario.
I servizi dellinfrastruttura di livello generale sono parte integrante dellinsieme
delle strutture tecnologiche condivise previste dallarchitettura generale del SPC. In tal
senso, i servizi di livello generale sono soggetti alle funzioni di indirizzo e controllo della
Commissione di Coordinamento del SPC (si veda pi avanti). I SICA di livello secondario
sono qualificati su decisione sempre di tale Commissione e possono essere realizzati da

123

RAPPORTO NAZIONALE 2005

una qualunque Amministrazione ovvero da un soggetto privato, in ogni caso, secondo


quanto previsto dalle regole tecniche predisposte nei documenti SPC.
Ogni Dominio di cooperazione pu scegliere in completa autonomia se utilizzare
i servizi infrastrutturali di livello generale o di un qualunque SICA di livello secondario,
gi esistente o di realizzarne uno specifico. La realizzazione dei SICA di livello secondario
deve in ogni caso basarsi sui criteri di efficienza ed economicit in relazione alle reali
esigenze da soddisfare.
Questo viene realizzato
dal CNIPA con un approccio
innovativo: in parte scritto in linguaggio naturale,
ma per tutto quello che
riguarda gli aspetti tecnici scritto in linguaggio
formale, il che render
estremamente semplice lo
sviluppo di tool per scrivere
le interfacce dei servizi o
elementi di controllo. I linguaggi utilizzati per descrivere i servizi sono il Wsdl,
riconosciuto allinterno dei
Web service, un linguaggio
per la definizione degli Sla
e un terzo, Web Services
Behavior Language, inventato dallo stesso CNIPA per
descrivere i comportamenti.

Linfrastruttura di livello generale, oltre ai servizi di interoperabilit, coopera-

53

zione e accesso, gestisce anche le informazioni necessarie a costruire il quadro completo


ed esaustivo dei servizi applicativi realizzati e dei relativi accordi di servizio, in modo
da assicurare a tutti i soggetti che partecipano al SPC la conoscenza di tutti i servizi
disponibili e di tutti i Domini di Cooperazione esistenti. A tal fine, tenuto un registro
generale53 su cui sono pubblicati tutti gli accordi di servizio e di cooperazione e tutti i
servizi applicativi dei singoli soggetti che partecipano al SPC, siano essi amministrazioni
centrali, regioni o enti locali, nonch soggetti privati che interagiscono sistematicamente con la PA. In funzione delle esigenze delle singole Amministrazioni o dei Domini di
Cooperazione, ciascuno pu autonomamente decidere di pubblicare i servizi di interesse
anche su uno o pi registri SICA di livello secondario, sempre nel rispetto delle regole
tecniche.
Da quanto detto, si pu notare come linfrastruttura unitaria, costituita dallinsieme dei servizi SICA di livello generale e di livello secondario, consenta una completa
pariteticit fra tutti gli attori partecipanti al sistema di cooperazione, senza imporre alcuno schema organizzativo precostituito fra amministrazioni centrali, regionali o locali.
chiaro, tuttavia, che se la soluzione individuata consente una elevata flessibilit organizzativa e tutte le possibili forme di collaborazione e di sussidiariet fra
amministrazioni, per ottenere questa flessibilit necessaria una totale aderenza agli
standard tecnologici individuati e alle funzionalit di base che devono essere garantite.
In tal senso, sono previsti test di funzionamento per ogni componente del sistema (SICA
e porta di dominio), che devono essere superati prima di poter annunciarne lingresso
nel sistema di cooperazione.
Come in altri campi, si prevede ovviamente un continuo lavoro di adeguamento
delle regole e degli standard individuati coerente con lo sviluppo della tecnologia e lo sviluppo stesso del modello di cooperazione applicativa che dovr avvenire in modo graduale
in coerenza con gli stati di realizzazione del modello di interconnessione dellSPC.

124

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

7.1.3 Lattuazione del Sistema Pubblico di Cooperazione


Indicazioni del decreto istitutivo del SPC
Il D.lvo n. 42 del 28 febbraio 2005 definisce alcuni punti fondamentali per la
sua realizzazione.
Sono chiaramente indicate allart.2 le finalit del SPC tra le quali la realizzazione
di servizi integrati e leconomicit nellutilizzo dei servizi di supporto alla cooperazione
applicativa tra PA.
Lart. 5, come gi si detto, stabilisce che gli scambi informatici tra PA, effettuati secondo le regole e le procedure della cooperazione applicativa, sono giuridicamente
validi, consentendo cos di superare una causa importante di resistenze alladozione di
queste soluzioni.
Altrettanto importante, lobbligo per le PA (art. 7) di adottare soluzioni tecniche e organizzative compatibili con la cooperazione applicativa nella progettazione e
gestione di servizi e dei relativi sistemi informativi54. In questo modo il decreto definisce
un modello di sviluppo dei sistemi informativi aperto, standardizzato e adatto alle politiche delle-government. Come diremo fra breve, molti progetti di servizi infrastrutturali
gi avviati con il 1 Avviso di e-government e di quelli in avvio con la fase 2 riguardano
proprio lintroduzione dei servizi di supporto alla cooperazione applicativa e ladattamento, a tale fine, di sistemi esistenti presso gli enti.
Lart. 12 prevede la sussidiariet nei rapporti tra PA centrali e PA locali, in base
alla quale il CNIPA a livello nazionale e le Regioni nel loro ambito stipulano contratti
quadro per la fornitura di servizi di cooperazione applicativa.
Inoltre, lart. 18 stabilisce che nella fase di avvio del sistema di cooperazione
applicativa, per un periodo almeno pari a due anni, il CNIPA sostenga per intero i costi
delle strutture condivise di cooperazione applicativa. Successivamente, probabile che i
costi vengano ripartiti tra tutti i soggetti che fanno uso di questi servizi
Infine, di notevole rilevanza per il tema generale della cooperazione Stato
Regioni Enti locali nel campo delle-government, negli art. 8 e 9 viene prevista
listituzione della Commissione di Coordinamento del Sistema Pubblico di Connettivit.
La Commissione presieduta dal presidente del CNIPA ed composta da 13 componenti,
6 dei quali nominati in rappresentanza delle Regioni (3 membri) e di Province, Comuni
e Comunit Montane (1 membro ciascuno). Gli altri componenti sono in rappresentanza
delle amministrazioni centrali.

125

54 Questa indicazione pervade anche, come criterio


generale, il Codice dellAmministrazione Digitale (D.
Lgs. del 7 marzo 2005, n.
82, pubblicato in G.U.R.I.
del 16 maggio 2005, n.
112).

RAPPORTO NAZIONALE 2005

La Commissione di natura paritetica, come limpianto stesso del SPC ha funzioni di direzione strategica e decisionali sostanziali, in quanto, secondo lart.8 comma 2:
a) assicura il raccordo tra le amministrazioni pubbliche, nel rispetto delle funzioni e dei
compiti spettanti a ciascuna di esse;
b) approva le linee guida, le modalit operative e di funzionamento dei servizi e delle
procedure per realizzare la cooperazione applicativa fra i servizi erogati dalle
amministrazioni;
c) promuove levoluzione del modello organizzativo e dellarchitettura tecnologica del
SPC in funzione del mutamento delle esigenze delle pubbliche amministrazioni e delle
opportunit derivanti dalla evoluzione delle tecnologie;
d) promuove la cooperazione applicativa fra le pubbliche amministrazioni, nel rispetto
delle regole tecniche di cui allarticolo 16;
e) denisce i criteri e ne verica lapplicazione in merito alla iscrizione, sospensione e
cancellazione dagli elenchi dei fornitori qualicati SPC di cui allarticolo 11;
f) dispone la sospensione e cancellazione dagli elenchi dei fornitori qualicati di cui
allarticolo 11;
g) verica la qualit e la sicurezza dei servizi erogati dai fornitori qualicati del SPC;
h) promuove il recepimento degli standard necessari a garantire la connettivit,
linteroperabilit di base e avanzata, la cooperazione applicativa e la sicurezza del
Sistema.
Come si vede i compiti di indirizzo della Commissione sono principalmente
orientati allo sviluppo della cooperazione applicativa.
Al momento della redazione del presente rapporto, la nomina dei rappresentanti
di Regioni ed Enti locali presso la Commissione di Coordinamento del SPC era in corso.
Alla luce di quanto previsto dal decreto e dello stato di avanzamento delle cose,
il percorso e i tempi di attuazione dellSPC sono quelli illustrati in sintesi nello schema
seguente.

126

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Definizione
specifiche di
implementazione

Gara
Servizi
livello
generale e
sussidiari

Giugno 2005

Convergenza progetti

Erogazione
servizi generali
Qualificazione
servizi livello
secondario

Realizzazione
servizi
livello generale

Dicembre 2005

Marzo 2006

Progetti SPC nativi

Entro met 2005 si prevede il completamento da parte di CNIPA della definizione delle specifiche di implementazione del SPC e lavvio della gara per i servizi di livello
generale e sussidiari per le PAC, previa verifica di corrispondenza e completezza delle
specifiche di implementazione con il quadro generale di riferimento concordato con le
Regioni e gli enti locali e descritto nei documenti gi pubblicati. Tali servizi dovrebbero
diventare operativi nel 2006, anche perch entro fine del prossimo anno, si prevede che
venga completata la migrazione al nuovo SPC degli attuali utenti della RUPA (la quasi
totalit delle PA centrali e altri soggetti, per un totale di 81 enti connessi).
In parallelo, in atto la convergenza dei progetti gi avviati e a breve partiranno i primi progetti SPC nativi, cio basati dal principio sulle regole definite dal nuovo
modello di cooperazione.
Rispetto ai progetti gi avviati, come si visto nel capitolo 4, sono circa 40 i
progetti 1 Avviso che contengono sviluppo applicativo secondo il paradigma della cooperazione applicativa ovvero sviluppo di servizi infrastrutturali per la cooperazione applicativa e altri, ovviamente, sono in corso per iniziativa propria di alcune Amministrazioni
regionali.
Nellavviso SPC della fase 2 di e-government, come si visto nel capitolo 5, i
progetti sullinteroperabilit e la cooperazione applicativa sono circa una trentina, compresi i 18 progetti ICAR dei quali si parla pi diffusamente nella prossima sezione.

127

RAPPORTO NAZIONALE 2005

7.2
55
Questa sezione stata
realizzata grazie al contributo fornito da Giovanni
De Costanzo (Regione
Basilicata),
Federica
Paganelli e Dino Giuli
(Universit di Firenze).

Tale ruolo esplicitato,


ad esempio, nei documenti
MIT Le-government per un
federalismo efficiente Una
visione condivisa, una realizzazione cooperativa, 24
luglio 2003 e Le-government nelle Regioni e negli
Enti locali: II fase di attuazione Obiettivi, azioni e
modalit di attuazione, 4
novembre 2003.
56

Sulle attivit CISIS e


della tecnostruttura Q3i si
vedano anche il cap. 1.4
del Secondo Rapporto sullInnovazione nelle Regioni
dItalia 2004 e il sito
www.cisis.it.
57

Il Progetto ICAR55

Nellottica di una visione condivisa tra Stato, Regioni ed Enti Locali, per lo
sviluppo federato e cooperativo delle-government, stato assegnato alle Regioni uno
specifico ruolo di proposta e di implementazione delle infrastrutture per la societ dellinformazione56.
Al di l della partecipazione attiva dei rappresentanti delle Regioni ai gruppi
di lavoro per la definizione di standard comuni di connettivit, interoperabilit e cooperazione applicativa, alle Regioni stato rivolto dal CNIPA lavviso per la selezione di
progetti per lo sviluppo dei servizi infrastrutturali e SPC (si veda il cap. 5), nellambito
della seconda fase di attuazione delle-government.
Oltre a specifici progetti di estensione e/o potenziamento delle iniziative infrastrutturali avviate nella fase 1, 16 Regioni e 1 Provincia Autonoma (si veda la Tabella 31)
hanno singolarmente presentato, in risposta allavviso, un progetto regionale che formalizza limpegno nella realizzazione coordinata e cooperativa del progetto interregionale
ICAR (Interoperabilit e Cooperazione Applicativa in rete tra le Regioni).
Il progetto ICAR stato elaborato attraverso il coordinamento del Centro
Interregionale per il Sistema Informatico ed il Sistema Statistico (CISIS), avvalendosi
anche del supporto dello staff tecnico della tecnostruttura Q3I del medesimo centro57.
Lobiettivo del progetto di abilitare linteroperabilit e la cooperazione applicativa in rete tra i sistemi informativi di diverse amministrazioni pubbliche, nei domini
applicativi che richiedono cooperazione tra le amministrazioni regionali. Nel suo complesso, il progetto prevede una durata di 36 mesi e un costo complessivo per le attivit
del progetto, sia a livello interregionale che delle singole Regioni, di circa 25,0 M, cofinanziato dal CNIPA per 9,5 M.
Lambito della sanit consente di esemplificare le problematiche tipiche dellinteroperabilit e della cooperazione applicativa tra le Amministrazioni regionali che si
vogliono affrontare nel progetto ICAR.

128

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Si considera qui la cooperazione tra le Regioni per lassistenza sanitaria, con le modalit
previste nel caso in cui la Regione erogatrice del servizio sanitario sia diversa dalla
Regione di origine della persona assistita, in uno scenario in cui sono resi disponibili
infrastrutture e servizi di interoperabilit e cooperazione applicativa. In questo caso
lapplicazione di cui dispone la Regione erogatrice, mediante il proprio sistema informativo sanitario, pu richiedere il trasferimento di dati dalla corrispondente applicazione
operante nel sistema informativo sanitario della Regione di origine. Tali dati possono
consistere nei dati anagrafici sanitari dellassistito, necessari per il suo accesso ai servizi
sanitari della Regione erogatrice ed includere i dati della cartella clinica. A tal punto la
prestazione sanitaria necessaria fornita dalla Regione erogatrice, gestendola autonomamente nellambito del proprio sistema informativo. Completata lerogazione del servizio
sanitario da parte della Regione erogatrice, il relativo sistema informativo automaticamente ne d notifica al corrispondente sistema informativo della Regione dorigine,
trasferendo i dati per laggiornamento della cartella clinica dellassistito, nonch i dati
per laddebitamento alla Regione di origine dei costi ad essa da imputare da parte della
Regione erogatrice per la prestazione sanitaria che essa ha fornito al medesimo assistito (compensazione sanitaria).
Risulta evidente come la cooperazione applicativa possa contribuire a migliorare in modo
sensibile la qualit dei servizi erogati al cittadino. Attualmente, quando il cittadino/assistito richiede una prestazione sanitaria in una regione diversa da quella di residenza, non
possibile utilizzare tale procedura automatica, costringendo loperatore sanitario ad
immettere tutti i dati manualmente o ricavandoli da documenti che lutente porta con s
(impegnative, referti, libretto sanitario, ecc) o richiedendoli direttamente allinteressato.
Inoltre, per alcune procedure, come la compensazione sanitaria interregionale, lo scambio
di informazioni tra le Regioni coinvolte in merito alla prestazione erogata allassistito
viene in genere espletato dopo alcuni mesi, tramite linvio di file da un sistema regionale
allaltro. Evidentemente ci comporta una complesso lavoro di controllo a posteriori e
limpossibilit di effettuare la programmazione della spesa sanitaria sulla base della conoscenza in tempo reale della mobilit interregionale.

129

RAPPORTO NAZIONALE 2005

7.2.1 Gli obiettivi


Per risolvere le problematiche sopra accennate, le Regioni mirano tramite il
progetto ICAR a:

realizzare linterconnessione sicura delle reti regionali, nella logica del SPC;

garantire lo scambio di ussi informativi e la cooperazione applicativa tra tutte le


amministrazioni e gli enti dei diversi contesti regionali;

implementare e sperimentare in campi applicativi di prioritario interesse delle Regioni


i protocolli e formati di interscambio standard, al ne di fornire servizi efcienti agli
utenti nali;

promuovere la convenienza economica e lestensione ad ambiti applicativi, non previsti


inizialmente dal progetto, basandosi sui principi di economia di scala e di riuso delle
soluzioni tecnologiche e organizzative e, dal punto di vista tecnico, sulla denizione di
servizi infrastrutturali, estensibili con costi relativamente minimi rispetto a soluzioni
ad hoc;

promuovere la cooperazione con altre PA centrali e locali, aderendo ai processi di


standardizzazione in contesti extra-regionali (ad es. linee guida nazionali).

7.2.2 Riferimenti architetturali


Come si visto in precedenza, nel modello concordato per il SPC, la cooperazione applicativa si basa sullo scambio di messaggi tra applicazioni disponibili in differenti
domini, seppur in genere dello stesso ambito applicativo. Per abilitare effettivamente
la cooperazione applicativa e linteroperabilit in rete, linterscambio dei messaggi deve
basarsi su regole condivise. In particolare, i messaggi scambiati devono avere un formato
standard e condiviso a livello interregionale sia per la busta (che indica informazioni
quali mittente e destinatario), sia per il contenuto, ad esempio i dati anagrafici dellassistito che richiede una prestazione sanitaria.
Da questa considerazione risulta chiaro che il progetto deve affrontare due
livelli di complessit:

un livello di carattere infrastrutturale, che coinvolge i meccanismi generali a supporto


dellinterscambio di messaggi, in modo trasversale rispetto agli ambiti applicativi,
e realizzato attraverso i Servizi Infrastrutturali di Interoperabilit e Cooperazione

130

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Applicativa (si veda la Figura 10). A tale scopo, il progetto prevede lattivazione
di tre interventi infrastrutturali (INF-13), illustrati nel prossimo paragrafo, per la
realizzazione di tali servizi;

un livello strettamente dipendente dallambito applicativo, che riguarda il contenuto


del messaggio scambiato, realizzato attraverso i Servizi di Integrazione Applicativa (si
veda la Figura 10). In questo ambito, saranno attivati sette interventi, che riguardano
altrettanti casi applicativi (interventi AP-17), illustrati pi avanti.
Servizi Infrastrutturali di Interoperabilit
e Cooperazione Applicativa
I Servizi Infrastrutturali di Interoperabilit e Cooperazione Applicativa, come

gi accennato, realizzano funzioni generali che garantiscono il colloquio tra i servizi


applicativi di domini appartenenti a Regioni differenti, secondo i paradigmi di interazione
(richiesta di servizio/comunicazione di evento) e i profili di collaborazione (sincrono/
asincrono) individuati per la cooperazione a livello nazionale58.
Si tratta di funzioni trasversali, ovvero indipendenti dai servizi applicativi,
distinte in:

servizi di pubblicazione e di ricerca dei servizi: I servizi applicativi abilitati alla


cooperazione devono essere pubblicati dall'Ente erogatore, cio devono essere
formalizzate e rese accessibili a potenziali fruitori, secondo modalit standard, le
informazioni necessarie per laccesso al servizio, come la descrizione del servizio, il suo
indirizzo logico e/o sico, i metodi di invocazione e il formato dei messaggi applicativi,
codicati secondo opportuni schemi. I servizi di pubblicazione e indicizzazione e
ricerca dei servizi potranno essere gestiti mediante uno o pi Registri di servizi
(una sorta di annuario dei servizi disponibili). Il registro dei servizi, detto Registry
una risorsa condivisa, che, mediante opportuni protocolli, permette la pubblicazione
e la ricerca dei servizi disponibili. Lo standard di riferimento per limplementazione e
laccesso ai Registry UDDI (Universal Decription, Discovery and Integration);

scambio di messaggi tra servizi applicativi: La comunicazione si basa sull'invio


e ricezione di un messaggio. La cooperazione resa possibile dalladozione di un
formato standard per la busta del messaggio (e.g. busta di e-government o una sua
estensione). SOAP (Simple Object Access Protocol) indicato come lo standard di
riferimento.

131

Autorit per lInformatica nella Pubblica


Amministrazione (AIPA).
Servizio di Cooperazione
Applicativa basato su
eventi. I Quaderni, n. 3,
Dicembre 1999.

58

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tali servizi usufruiscono dei servizi di connettivit di Internet Qualificata,


previsti con lo sviluppo del Sistema Pubblico di Connettivit. Coerentemente con le specifiche SPC, il progetto garantir servizi di gestione delle risorse di rete e monitoraggio
dei livelli di servizio erogati, e servizi di autenticazione interregionale.
Servizi di Integrazione Applicativa
I Servizi di Integrazione Applicativa hanno il compito di convertire i dati e
i documenti dai formati specifici di ciascun sistema informativo regionale o locale nei
formati standard condivisi a livello interregionale. Gli standard di riferimento sono XML
(eXtensible Markup Language), per la codifica del contenuto dei messaggi, e gli schemi
XML, ad esempio DTD (Document Type Definition) e XML Schema, che permettono di
definire la struttura del contenuto dei messaggi scambiati e il vocabolario condiviso. Le
caratteristiche dei servizi erogati dallo strato di integrazione dipendono quindi strettamente dagli standard applicativi e dai sistemi informativi chiamati a cooperare. Lo strato
di integrazione quindi da realizzarsi mediante moduli specifici per ciascuna applicazione, che vanno ad integrare i servizi di carattere infrastrutturale.
Lintervento progettuale comprende anche linterfacciamento con i sistemi che
erogano servizi di base per linteroperabilit e la cooperazione applicativa nei singoli
contesti regionali, laddove esistenti o in corso di sviluppo. La definizione e implementazione di uno specifico ambiente strumentale ed operativo per la Community Network
interregionale comporta quindi anche lintegrazione degli analoghi contesti regionali,
valorizzandone le esperienze e mantenendo i relativi spazi di autonomia.

132

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Figura 10 ICAR - Architettura logica

Servizio Applicativo X
(e.g. sistema informativo
sanitario Regione X)

Servizio Applicativo Y
(e.g. sistema informativo
sanitario Regione Y)

Servizi di Integrazione Applicativa

ICARInterventi AP-17

Servizi Infrastrutturali di Interoperabilit e Cooperazione Applicativa


Pubblicazione/Ricerca dei Servizi
Interscambio di Messaggi

ICARInterventi INF-13

Sistema Pubblico di Connettivit

Per garantire il requisito fondamentale di autonomia di ciascuna Regione nelle


scelte di tipo organizzativo e tecnologico, le attivit e realizzazioni previste si distinguono in:

attivit e prodotti a valenza interregionale: si tratta di attivit e prodotti che possono


essere messi a fattor comune tra le Regioni per la specicazione dei formati standard
condivisi a livello interregionale, con vantaggi evidenti per la convenienza economica
del progetto;

attivit e prodotti a valenza regionale: ovvero attivit e prodotti specici di ciascuna


Regione (ad esempio la realizzazione dellinterfaccia tra i servizi di cooperazione
applicativa di ICAR e il sistema di cooperazione applicativa regionale gi esistente).

7.2.3 Gli interventi previsti


Il progetto interregionale ICAR articolato in dieci interventi progettuali, suddivisi in tre interventi infrastrutturali, sui quali si appoggiano 7 interventi di carattere
applicativo, come mostrato in Figura 10.
Gli interventi infrastrutturali, ai quali partecipano tutte le Regioni aderenti al
progetto ICAR, sono i seguenti:

133

RAPPORTO NAZIONALE 2005

INF-1 Realizzazione dellInfrastruttura di base per lInteroperabilit e la Cooperazione


Applicativa a livello interregionale ha come obiettivo la realizzazione dellinfrastruttura
sica e logica indispensabile per linteroperabilit e la cooperazione applicativa
interregionale;

INF-2 Gestione di Strumenti di Service Level Agreement a livello interregionale ha


lobiettivo di denire servizi comuni per la gestione di strumenti interregionali di
service level agreement (sla), per un monitoraggio efciente e costante dei livelli di
servizio offerti;

INF-3 Realizzazione di un Sistema Federato interregionale di Autenticazione si


propone di specicare e implementare un sistema federato di autenticazione a livello
interregionale.
Gli altri sette interventi (distinti con le sigle AP-1 7) riguardano ciascuno un

caso di studio applicativo di interesse interregionale. Essi hanno lobiettivo di sperimentare e dimostrare lefficacia dei servizi infrastrutturali di interoperabilit e cooperazione applicativa in specifici scenari applicativi, considerati significativi e di prioritario
interesse per lo sviluppo operativo della Community Network interregionale. I risultati
attesi sono la specificazione e lo sviluppo dei Servizi di Integrazione Applicativa per
linterfacciamento tra le corrispondenti applicazioni esistenti a livello intraregionale e i
Servizi Infrastrutturali di Cooperazione Applicativa interregionale (interventi INF-13).
A ciascuno dei sette interventi partecipano in numero variabile le Regioni aderenti al
progetto ICAR, come evidenziato in Tabella 31.
La scelta degli scenari applicativi in ambito interregionale ha risposto ai
seguenti requisiti:

rilevanza delle esigenze di cooperazione applicativa interregionale nello specico


campo applicativo;

signicativit della relativa realizzazione e sperimentazione per la validazione nel suo


complesso del sistema di interoperabilit e cooperazione applicativa interregionale;

effettivo interesse di una pluralit di Regioni a partecipare e fruire dei risultati degli
interventi progettuali nello stesso ambito applicativo.
Gli interventi sono di seguito elencati:

AP-1 Cooperazioni e Compensazioni Sanitarie Interregionali, per lattivazione


di servizi telematici per la cooperazione tra Regioni per lerogazione di prestazioni

134

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

sanitarie e lautomazione dei connessi processi di compensazione nanziaria a livello


interregionale, come richiesto per lerogazione di prestazioni sanitarie in Regioni
diverse da quella di provenienza dellassistito;

AP-2 Cooperazione tra sistemi di Anagrafe, per raggiungere lobiettivo dellirrilevanza


geograca del front-ofce presso il quale il cittadino si pu recare per usufruire dei
servizi anagraci;

AP-3 Area Organizzativa Omogenea, per la costituzione di una struttura di indici


regionali delle Aree Organizzative Omogenee (AOO), federata con lIPA (Indice PA
http://www.indicepa.gov.it). Le AOO rappresentano i punti di accesso telematico
delle amministrazioni pubbliche per lavvio di pratiche amministrative e la relativa
gestione dei ussi documentali in entrata ed uscita, attraverso il servizio di protocollo
informatico. Questo intervento rappresenta quindi il primo passo verso lautomazione
dei processi interorganizzativi a livello interregionale;

AP-4 Lavoro e Servizi per lImpiego, per la proiezione su scala interregionale di


servizi fondamentali per il sostegno delle politiche attive del lavoro, quali lincontro
domanda-offerta e la mobilit territoriale dei lavoratori;

AP-5 Tassa automobilistica regionale, per il supporto alle funzioni di esazione della
tassa automobilistica e gestione degli aspetti accessori, quali sono ad esempio le
procedure di ratica e di compensazione contabile tra Regioni per le vendite di veicoli
o per pagamenti effettuati dal cittadino al di fuori dalla propria Regione;

AP-6 Osservatorio Interregionale sulla rete distributiva dei carburanti, per il


monitoraggio e la raccolta organica di dati geostatistici e tecnici della rete distributiva
dei carburanti. Tali dati sono necessari per la denizione di politiche di valenza
interregionale per la razionalizzazione del sistema distributivo dei carburanti;

AP-7: Sistema Informativo Interregionale di Raccordo con Cinsedo59, per la


realizzazione di un sistema di federazione dei sistemi informativi statistici regionali.
Lobiettivo la realizzazione di uno strumento di condivisione dei dati a supporto
dei processi decisionali delle singole Amministrazioni regionali e della Conferenza
dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome per la denizione di politiche
interregionali.

135

59 Il Centro interregionale
di studi e documentazione, denominato CINSEDO,
ha come soci le Regioni
e le Province autonome di
Trento e di Bolzano e funge
tra le altre cose da struttura
di supporto della Conferenza
dei Presidenti delle Regioni
e delle Province autonome.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 11 Interventi progettuali di ICAR

AP-1

AP-2

AP-3

AP-4

AP-5

AP-6

AP-7

Casi di studio
applicativi

INF-3: Sistema Federato di Autenticazione


INF-2: Gestione di Strumenti Interregionali di Service Level Agreement

Interventi
infrastrutturali

INF-1: Infrastruttura di base per la Cooperazione Applicativa Interregionale

Gli interventi progettuali che compongono il progetto interregionale ICAR sono


elencati in Tabella 30. La Tabella 31 individua la Regione capofila e le Regioni aderenti
a ciascun intervento.
Tabella 30 Interventi progettuali di ICAR
Sigla

Intervento progettuale

INF-1

Realizzazione dellInfrastruttura di base per lInteroperabilit e la Cooperazione Applicativa

INF-2

Gestione di Strumenti di Service Level Agreement

INF-3

Realizzazione di un Sistema Federato interregionale di Autenticazione

AP-1

Cooperazioni e Compensazioni Sanitarie Interregionali

AP-2

Cooperazione tra sistemi di Anagrafe

AP-3

Area Organizzativa Omogenea

AP-4

Lavoro e Servizi per lImpiego

AP-5

Tassa automobilistica regionale

AP-6

Osservatorio Interregionale sulla rete distributiva dei carburanti

AP-7

Sistema Informativo Interregionale di Raccordo con Cinsedo

136

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 31 Adesione agli interventi ICAR


Regioni aderenti

INF-1

INF-2

INF-3

AP-1

AP-2

AP-3

AP-4

Abruzzo

Basilicata

CF

Campania

Emilia-Romagna

Friuli Venezia Giulia

Lazio

Liguria

CF

Lombardia

Marche

Piemonte

CF

Puglia

Sardegna

Toscana

CF

CF

Umbria

Valle dAosta

Veneto

Prov. Aut. Di Trento

AP-5

AP-6

AP-7

P
P
CF

CF

P
P

P
P

CF

CF

CF

P
P

P
P

P
P

P = Regione o Provincia Autonoma Partecipante allintervento progettuale; F = Regione o Provincia Autonoma


Capola dellintervento progettuale

7.2.4 Gestione del Progetto


Date la complessit, le criticit e la valenza nazionale del progetto, ICAR pone
requisiti di project management inediti per le esperienze italiane di e-government. La
complessit per la gestione del progetto deriva da vari fattori. Per quanto riguarda la

137

RAPPORTO NAZIONALE 2005

parte operativa, gli aspetti critici riguardano principalmente: larticolazione del progetto in diversi interventi, a cui le Regioni partecipano in modo variabile; la necessit di
coordinare e verificare la compatibilit delle specifiche e prodotti dei vari interventi, per
garantire lintegrazione funzionale delle soluzioni realizzate; lobiettivo di realizzare la
visione interregionale, integrando le esperienze e soluzioni di cooperazione applicativa
regionale esistenti e rispettando lautonomia decisionale a livello locale.
Laspetto gestionale quindi di primaria importanza per il successo di ICAR.
Per rispondere a queste criticit, garantendo la flessibilit richiesta, sono stati definiti
opportuni ruoli e modalit di cooperazione tra le Regioni e strutture di supporto centrale.
Lorganizzazione del progetto per le attivit a carattere interregionale si sviluppa su pi
dimensioni:

il coordinamento e la direzione generale del progetto nel suo complesso sono afdati
ad un comitato formato da rappresentanti di tutte le Regioni aderenti, di norma
coincidenti con i membri del CPSI (Comitato permanente dei sistemi informatici) del
CISIS;

il CISIS chiamato a fornire un supporto tecnico-amministrativo ed operativo centrale


per la gestione di attivit interregionali di interesse generale del progetto;

per ciascun intervento progettuale una Regione capola incaricata del coordinamento
e svolgimento di speciche attivit interregionali, a benecio comune delle Regioni
partecipanti al medesimo intervento progettuale;

in termini ancora in via di denizione (alla data di redazione del Rapporto), prevista
anche la possibilit di avvalersi delle risorse dei Centri Regionali di Competenza per
le-government (CRC) per lerogazione di servizi a supporto delle singole Regioni, delle
Regioni Capola e del CISIS.
Ogni Regione ha invece autonomamente in carico le attivit progettuali di

carattere integrativo che riguardano esclusivamente il proprio contesto regionale.

7.2.5 Benefici attesi


Il progetto ICAR ha un notevole rilievo nel panorama nazionale di iniziative
progettuali di e-government per le seguenti ricadute attese:

realizzazione del primo nucleo sperimentale del SPC in ambito nazionale;

creazione di una palestra operativa per la sperimentazione e perfezionamento degli

138

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

standard condivisi a livello nazionale in merito allinteroperabilit e cooperazione


applicativa delle PPAA. prevista una stretta collaborazione con il CNIPA per la
sincronizzazione di obiettivi e fasi del progetto con lelaborazione di linee guida a
livello nazionale in questo campo;

denizione di soluzioni concrete di interoperabilit, che vedono il coinvolgimento


delle PPAA. La sperimentazione prevista per i vari casi di studio (interventi AP-17)
prevede il coinvolgimento anche di diverse PAL e PAC per le esigenze di signicativit
delle sperimentazioni applicative;

coinvolgimento nel progetto di quasi la totalit delle Regioni, che faciliter un rapido
trasferimento dei risultati a livello nazionale.
Si osserva che, a fronte della notevole complessit del progetto, al quale sono

chiamate a collaborare le Regioni insieme con altre PPAA ed enti pubblici, il successo di
ICAR pu risultare strategico per linnovazione del sistema di e-government nazionale e
la sua qualificazione anche a livello europeo.

139

RAPPORTO NAZIONALE 2005

140

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

8. La diffusione delle carte per


laccesso ai servizi60
8.1 La Carta Nazionale dei Servizi
La Carta Nazionale dei Servizi (CNS) nasce per permettere ai cittadini di accedere a quei servizi erogati in rete dalla Pubblica Amministrazione che richiedono una precisa
identificazione dellutente.
A differenza della Carta dIdentit Elettronica (CIE), la CNS non pu essere utilizzata come documento di identificazione a vista, in quanto non dotata di fotografia, e
non richiede particolari requisiti di sicurezza per il supporto plastico; pu pertanto essere
pi agevolmente distribuita, non essendo vincolata dalle norme specifiche concernenti i
documenti di riconoscimento.
La Carta Nazionale dei servizi una smart card dotata di un microprocessore in
cui sono contenuti i dati identificativi del titolare (nome, cognome, sesso, data e luogo
di nascita, luogo di residenza, codice fiscale), il codice numerico di identificazione della
carta e le date di rilascio e scadenza61 della stessa, nonch eventualmente altri dati che
consentano lutilizzo della carta come strumento di pagamento. La carta contiene inoltre un certificato di autenticazione standardizzato, rilasciato da certificatori accreditati
iscritti allalbo CNIPA62, che assicura lautenticit delle informazioni contenute.
La CNS pu essere rilasciata - su richiesta dellinteressato - da tutte le Pubbliche
Amministrazioni, che devono assumersi gli oneri economici per la produzione e la distribuzione delle carte; la CNS deve inoltre poter essere utilizzata per accedere ai servizi di
tutte le pubbliche amministrazioni, indipendentemente dallente che lha emessa, responsabile della distribuzione della stessa.
La realizzazione della CNS prevista dal decreto legislativo 23 gennaio 2002
n.10, art. 8, che ha rimesso la definizione delle specifiche tecniche di realizzazione
e diffusione a un successivo decreto interministeriale del Ministero dellInterno, del
Ministro per lInnovazione e le Tecnologie e del Ministro dellEconomia e delle finanze.
Successivamente la legge n. 3 del 3 gennaio 2003, allart. 27 comma 8, ha autorizzato
il governo ad adottare regolamenti per la diffusione e luso della CNS. Il regolamento in
questione (D.P.R. n. 117 del 2 marzo 2004) stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.
105 del 6 maggio 2004, ed entrato in vigore a partire dal 21 maggio 2004.

141

Questo capitolo
stato redatto da Federica
Antonacci e Luigi Reggi
dello Staff Centrale progetto CRC.
60

61
La CNS ha una durata stabilita dallente pubblico che
la emette, e comunque non
superiore a sei anni.

Sul sito di CNIPA http://


www.cnipa.gov.it possibile consultare lelenco dei
certificatori.
62

RAPPORTO NAZIONALE 2005

63
Lindice nazionale delle
anagrafi (INA) il sistema del Ministero dellinterno Centro nazionale per
i servizi demografici (art.
2-quater del decreto legge
27 dicembre 2000, n. 392,
convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio
2001, n. 26). LINA inoltre
incaricato, in caso di variazioni dei dati identificativi
del titolare, di comunicarle
allamministrazione che ha
emesso la carta.

La CNS non ha vincoli per quanto concerne il layout, ma deve riportare obbligatoriamente la dicitura Carta Nazionale dei Servizi e il nome dellamministrazione emittente. Al momento del rilascio della carta, la PA incaricata deve verificare presso lindice
nazionale delle anagrafi63 la corrispondenza dei dati identificativi del titolare e accerta
che il richiedente non sia gi in possesso di Carta di identit elettronica, poich non
previsto che un utente possa utilizzare contemporaneamente sia la CIE che la CNS.
Una prima definizione degli standard realizzativi della CNS avvenuta con la
sperimentazione avviata dalla Regione Lombardia nella Provincia di Lecco con il progetto
CRS-SISS Carta Regionale dei Servizi Sistema Informativo Socio Sanitario (si veda anche
la sezione 9.3 pi avanti). A seguito del Protocollo dIntesa per lo sviluppo della societ
dellinformazione, siglato il 12 novembre 2002 dal Ministro Stanca e dal Presidente della
Regione Lombardia, la carta regionale stata presa come standard di riferimento per la
realizzazione della CNS a livello nazionale.
Il 9 dicembre 2004 stato siglato il decreto legislativo interministeriale che
definisce le regole tecniche e di sicurezza per lemissione e lutilizzo della CNS.
Tale decreto, tra laltro, stabilisce che la CNS possa essere usata anche per i
pagamenti on line del cittadino alla Pubblica Amministrazione (si veda pi avanti).
Gli enti che emettono CNS dovranno attenersi alle specifiche tecniche definite
dal CNIPA, che delineano le caratteristiche dei diversi servizi (di base e qualificati) erogabili tramite le carte. Il CNIPA, infatti, come stabilito nel DPR n. 117, definisce le iniziative per migliorare lerogazione di servizi tramite CNS ed effettua controlli di qualit sulle
procedure di emissione delle carte, suggerendo alle PA eventuali modifiche e correzioni.
Infine, le Amministrazioni che emetteranno le carte potranno integrare in esse
le funzionalit di carta sanitaria e tessera sanitaria, rendendo possibile ai cittadini di
accedere ai servizi offerti in rete dalle aziende sanitarie, consentendo inoltre il monitoraggio della spesa sanitaria.

8.1.1 La CNS nel circuito Bankpass Web


La diffusione dellutilizzo dei servizi on line non pu prescindere da unerogazione degli stessi in modalit semplice e sicura, in modo particolare quando si prevede una
transazione conclusa con il pagamento. Una delle maggiori remore degli utenti nellutilizzare il web per le proprie pratiche amministrative sta nella scarsa percezione di privacy
sui dati sensibili e nella sensazione di rischio quando si tratta di utilizzare strumenti di
pagamento (carte di credito, pago-bancomat, ecc.).

142

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

La Carta Nazionale dei Servizi, che gi contiene i dati personali del cittadino
identificandolo univocamente allatto dellerogazione del servizio, risponde allesigenza
di semplicit e maggior sicurezza integrando i servizi di pagamento previsti dal circuito
Bankpass Web . possibile, cio, concludere il procedimento effettuando - ove richiesti
- anche i pagamenti connessi al servizio, sempre via internet e in modalit totalmente
sicura.
Il CNIPA ha infatti siglato il 19 maggio 2004 un accordo con le-Commitee
(Comitato di coordinamento per le Infrastrutture per le-banking, costituito dallAssociazione Bancaria Italiana ABI) con lo scopo di integrare le funzionalit di autenticazione
della Carta Nazionale dei Servizi con le modalit di pagamento di Bankpass Web.
Bankpass Web il sistema dellABI che permette di utilizzare carte di credito
e Pagobancomat in modalit sicura: tutti i codici necessari per il pagamento (numero di
carta di credito, PIN del bancomat) vengono inseriti, allatto delladesione al servizio, in
un portafoglio elettronico (wallet) accessibile tramite user ID e password. Al momento di
effettuare il pagamento on line sufficiente accedere al wallet e selezionare la modalit
di pagamento desiderata (carta di credito, Pagobancomat). In questo modo i dati degli
strumenti di pagamento non viaggiano in rete e la transazione si conclude in perfetta
sicurezza.
Lintegrazione di user id e password del sistema Bankpass Web nella CNS permette allutente di concludere la transazione per intero semplicemente inserendo nel lettore
la carta: in questo modo si accede direttamente al wallet ed possibile effettuare il
pagamento e concludere la transazione.
Il servizio partito in via sperimentale nei comuni di Bologna e Verona, e verr
esteso progressivamente a tutto il territorio nazionale.
Con il Comune di Bologna stato attivato il servizio di pagamenti on line, sul
portale Iperbole, collegato alla prenotazione degli appuntamenti per la consegna delle
denuncie di inizio attivit (DIA). Il servizio permette ai professionisti di pagare on line
i diritti di segreteria ed eventuali altri oneri associati alle denunce di inizio attivit. La
funzione di pagamento su Internet disponibile per coloro che utilizzano, per identificarsi al sistema, la Carta Nazionale dei Servizi rilasciata dal Comune di Bologna e che
hanno fatto richiesta dellattivazione di un wallet Bankpass Web. Quando lutente conferma la volont a procedere con il pagamento viene rediretto automaticamente al sito
Bankpass, presso cui conferma il pagamento ottenendo il codice di conferma. Al termine
delloperazione, il professionista riceve un promemoria del pagamento via e-mail che pu
eventualmente stampare.

143

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Con il Comune di Verona stato attivato, sul portale Teseo, il servizio di visualizzazione delle pratiche edilizie ed il pagamento online degli oneri di urbanizzazione.
Anche in questo caso lautenticazione del cittadino, effettuata con la CNS, riconosciuta
dal sistema Bankpass Web come valida e sostitutiva della normale autenticazione basata
su user id e password.

8.1.2 Contratto quadro per la fornitura di CNS


a favore della PA
64
Il bando di gara stato
pubblicato nella G.U. n. 121
del 26 maggio 2005.

Si tratta di carte a microprocessore con standard


CNS, tecnicamente conformi con quanto prescritto
dal DPR n. 117/2004 e dal
decreto 9/12/2004 che sancisce le regole tecniche per
le CNS.
65

Per incentivare la diffusione di carte sul territorio, il CNIPA ha bandito una


gara64 per la predisposizione di un contratto quadro per la fornitura di CNS alle pubbliche
amministrazioni. Il contratto quadro (secondo quanto indicato dal MIT nella direttiva del
4 gennaio 2005) riguarda al massimo 3 milioni di carte65 e permetter, da un lato, al DIT
di ottenere fornitura di carte per il progetto Sistemi Avanzati per la Connettivit Sociale
(SAX), dallaltro lato a qualunque amministrazione di richiedere CNS.
In questo secondo caso, le amministrazioni richiedenti sono responsabili dellemissione della carte e potranno stipulare contratti fino a 24 mesi dalla firma del contratto quadro, che ha durata complessiva di 6 anni.
Al momento della sottoscrizione dellatto esecutivo, lamministrazione dovr
definire la durata dellaccordo, il numero di carte richieste (con un minimo di 4.000
unit) uno o pi layout grafici delle CNS e limporto totale presunto per loperazione.
A sua volta, il fornitore provvede alla registrazione e personalizzazione delle
carte dal punto di vista del layout, e inserisce tutti i certificati di autenticazione ed
eventualmente di firma digitale, attribuendo anche i relativi codici PIN e PUK.
La carta sar recapitata ai titolari provvista di certificati di autenticazione,
manuale utente, lettore (ove richiesto), il software relativo alle funzionalit della CNS ed
eventualmente i driver software di installazione del lettore.
Il fornitore dovr poi mettere a disposizione un sistema di gestione delle richieste (che permetter di trattare eventuali modifiche alle funzionalit della carta volute
dal titolare), un sistema di gestione del blocco/sblocco delle carte (necessario in caso di
furto, smarrimento o malfunzionamento delle CNS), un call center per gestire le richieste dellutenza e per fornire indicazioni sulle modalit di attivazione e duso delle CNS,
un sistema di validazione on line per verificare in tempo reale lo stato dei certificati di
autenticazione e firma.

144

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

8.1.3 Il progetto SAX (sottoprogetto SAX I)


Il progetto SAX nasce dallintesa tra le Regioni del Mezzogiorno e il Ministro per
lInnovazione e le Tecnologie per ridurre il digital divide e promuovere lutilizzo di servizi
digitali avanzati da parte di fasce di popolazioni ancora emarginate da questo punto di
vista. Il progetto articolato in tre interventi: SAX B, incentivazione allacquisto di PC
da parte dei cittadini e allottenimento di certificazioni di abilitazioni alluso del PC; SAX
P, realizzazione di Centri Pubblici per laccesso assistito a Internet e ai servizi erogati
dalla PA; SAX I, fornitura gratuita di 250.000 Carte Nazionali dei Servizi che consentano
ai cittadini di accedere ai servizi della PA fruibili in rete autenticandosi e riuscendo a
concludere transazioni in modalit sicura, potendo apporre anche firma digitale.
Il progetto finanziato dal CIPE con delibera 83/2003 su proposta del MIT e in
accordo con le Regioni interessate. Le linee SAX B e SAX P sono attuate dalle Regioni
stesse; la terza linea, SAX I, attuata dal Dipartimento Innovazione e Tecnologie con il
supporto della societ Innovazione Italia, e verr realizzata da un fornitore che concorder con ciascuna Regione le modalit tecnico amministrative per lattivazione del progetto.
Le Regioni cureranno inoltre il lancio operativo del progetto sul territorio.
Le Regioni individueranno e comunicheranno al DIT il numero di comuni coinvolti nella sperimentazione e il numero di carte richieste da ciascun comune, rispettando
un minimo per regione definito dallente gestore.
Le Regioni dovranno poi individuare i cittadini a cui destinare le CNS, i loro dati
anagrafici verificati e certificati e ne trasmetter un elenco completo allente gestore,
che successivamente provveder alla personalizzazione delle CNS, registrandovi i dati
anagrafici del titolare e apponendovi i loghi della Regione ed eventualmente del Comune,
e predisponendo le carte con lapplicazione di firma digitale.
Lente gestore si occuper quindi dellinvio delle CNS ai titolari, e provveder
alla realizzazione di strutture temporanee capillarmente diffuse sul territorio che si occuperanno dellattivazione delle carte. In tali uffici inoltre i cittadini dovranno presentarsi
per sottoscrivere laccettazione al trattamento dei dati personali e per ricevere il PIN
indispensabile per lattivazione della carta, e verr loro fornita assistenza in caso di malfunzionamento della CNS, o di furto o smarrimento della stessa.
Infine, verr reso operativo un servizio di Help Desk telefonico con numero
verde gratuito per fornire ai cittadini assistenza nellistallazione del lettore, dei driver
software e del software applicativo, e dellattivazione della carta.
Dopo i primi 12 mesi di esercizio la Regione subentrer nella Gestione del sistema di CNS.

145

RAPPORTO NAZIONALE 2005

8.1.4 I nuovi progetti e-government fase 2 per la


distribuzione CNS
Altre iniziative che contribuiranno alla diffusione della CNS, spesso in versione
di Carta Regionale, si trovano tra i progetti co-finanziati in risposta allavviso per lo sviluppo del Sistema pubblico di connettivit (si veda il cap. 5): quattro di essi sono infatti
specificamente finalizzati alla distribuzione di carte con standard CNS e allorganizzazione
di strutture e servizi regionali di supporto a tale operazione.
SMART - Avvio nuova carta regionale
dei servizi. Regione Friuli-Venezia Giulia
Realizza il sistema che consente la gestione di tutto il ciclo delle carte emesse
e ne garantisce il collegamento ai servizi cui lutente abilitato. Prevede la distribuzione
nel 2005 di 250.000 Carte di servizi regionali a standard CNS, inizialmente con finalit
legate ai servizi sanitari.
CSRC - Centro Servizi Regionale CartaLazio.
Regione Lazio
Realizzazione di un centro di gestione per 1.500.000 smart card, che verranno
distribuite a livello regionale in dotazione sia agli operatori della PA sia ai cittadini per
laccesso ai servizi.
JOBCARD. Regione Marche
Distribuzione della Carta Regionale dei Servizi Carta Raffaello, conforme allo
standard CNS, a cittadini e imprese, per un totale di 40.000 carte, attraverso gli sportelli
situati presso un gruppo selezionato di Centri per lImpiego.
WP13-RVE. Regione Veneto
Progetto della Regione del Veneto per la realizzazione di un centro regionale per
laggiornamento e la gestione di carte servizi, di autenticazione e di servizi di comunicazione multi-canale (posta elettronica, sms ecc.).
Si ricorda inoltre che vi sono tre progetti particolarmente dedicati alla distribuzione di CNS anche nellambito di quelli co-finanziati sul 1 Avviso. Tutti i progetti 1
Avviso, in ogni caso, dovevano prevedere il possibile utilizzo della CNS come strumento
di autenticazione e accesso ai servizi implementati.

146

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

8.1.5 Esperienze di diffusione delle carte segnalate


nei Rapporti regionali
Nei Report regionali 2005 vengono descritte o semplicemente menzionate numerose iniziative di distribuzione di carte per laccesso ai servizi, realizzate o in fase di avvio,
a livello territoriale. La seguente tabella le ripropone in sintesi, offrendo quindi una rassegna di quanto si trova nei Report regionali e non della totalit delle esperienze locali (in
particolare per quanto riguarda le sperimentazioni della CIE, ben pi numerose).
Tabella 32 Esperienze e progetti presenti nei Rapporti Regionali
Regione

Progetti ed esperienze

Abruzzo

CNS prevista dal progetto I avviso Cittadino+


In APQ, intervento prevede la distribuzione di carte (in stand by)
CIE a Pescara e a LAquila

Basilicata

Oltre 65.000 richieste per le CNS nell ambito del progetto SAX
Carta multiservizi della Regione: evoluzione del badge regionale, contiene informazioni sul titolare ed dotata di
dispositivo di rma. Attualmente distribuita a circa 1000 dipendenti regionali e 1000 di altri di enti connessi a RUPAR e
personale esterno autorizzato.

Campania

Diffusione di CNS nellambito del progetto SAX


Carta di credito formativo-CARTA IN della Regione Campania destinata ai giovani di 16 anni per laccesso a
informazioni e servizi del SIL - Centri per limpiego.
Sperimentazione della CIE ad Avellino
Distribuzione di CNS a San Giorgio a Cremano

Calabria

Prevista la distribuzione di 24.500 CNS (SAX-I)

Emilia Romagna

Prim@TV: progetto di t-government che sperimenta servizi interattivi con autenticazione tramite CNS
Carta multiservizi per dipendenti regionali con rma digitale Postecert di Postecom. Altri servizi attivabili su richiesta
(ad es. carta prepagata sostitutiva dei buoni pasto)

Friuli Venezia
Giulia

Progetto SMART (APQ SI) prevede avvio nuova CRS e garantisce lintegrazione con il Sistema Informativo Sanitario
Regionale (SISR). Saranno distribuite circa 250.000 carte ai cittadini non in possesso della carta benzina e della CIE

Liguria

Progetto Sanit@inrete: circa 1700 carte di rma digitale da distribuire alle aziende sanitarie ed ospedaliera ad uso
sperimentale in alcuni settori.
Carta Regionale dei Servizi per la terza et: permette allanziano di fruire di diversi servizi: per il benessere sico, la vita
attiva dellanziano, il tempo libero, i viaggi; servizi per la qualit della vita dellAnziano ligure; servizi sperimentali per
laccesso alla PA. La sperimentazione con i cittadini anziani verr estesa allintera popolazione ligure.

Lazio

CartaLazio la Carta Regionale dei Servizi della Regione Lazio. Stanno per essere distribuite le prime 10.000 carte
destinate agli operatori della PA locale, per accedere in modo univoco e sicuro alle informazioni e ai servizi disponibili in
rete.
CSRC -Centro Servizi Regionale CartaLazio della Regione Lazio:
Realizzazione di centro gestione per 1.500.000 smart card, che verranno distribuite a livello regionale sia agli operatori
della PA sia ai cittadini per laccesso ai servizi.
Sperimentazione della Carta dIdentit Elettronica nel comune di Viterbo

147

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 32 Esperienze e progetti presenti nei Rapporti Regionali (segue)


Regione

Progetti ed esperienze

Marche

Due interventi nellAPQ SI (maggio 2004) per la distribuzione della Carta Raffaello:
Ai dipendenti della PA (2.500 unit)
Ai cittadini (150.000 unit)
Progetto JOBCARD (SPC): distribuzione di 40.000 Carte Raffaello per usufruire dei servizi dei centri per limpiego.

Piemonte

Sistema Torino Facile: smart card per professionisti e kit di autenticazione per i cittadini, per accedere ai servizi del
portale di e-government .

Puglia

Previste 25000 CNS per utenti disabili (SAX I)

Sardegna

Distribuzione di 30.000 kit smart card e lettore nellambito del progetto SAX I
Sperimentazione CIE a Sassari, Macomer e Lula

Sicilia

Portale progetto ET-Web: autenticazione anche tramite user-id e password o tramite CIE o CNS (Infocamere)
Prevista la distribuzione di CNS nellambito del progetto SAX

Toscana

Progetto Minosse: sistema predisposto per riconoscere CIE/CNS


Progetto Ci-Tel: possibile accedere ai servizi del portale di e-government con vari metodi di autenticazione, tra cui
anche CIE e certicato Infocamere.
CNS prevista dal Patto per uno sviluppo qualicato in Toscana
Carta prevista dal progetto per il turismo Toscana Amica
Piano e-health, previsto utilizzo di carte CIE e CNS
Provincia di Firenze nel progetto rma digitale ha distribuito smart card con rma forte a tutti i Comuni per poter
utilizzare i servizi di interoperabilit del protocollo

Val dAosta

Sperimentazione Carta dIdentit Elettronica


Carte Valle: carta a microprocessore (circa 90.000 esemplari distribuiti) per accesso ai servizi di e-government. Lutilizzo
stato esteso a gestione buoni mensa dipendenti regionali e gestione informatizzata raccolta differenziata dei riuti
solidi urbani.

Veneto

WP13-RVE Progetto della Regione del Veneto per centro regionale per laggiornamento e la gestione di carte servizi, di
autenticazione e di servizi di comunicazione multi-canale (posta elettronica, sms ecc.).

8.2 La CNS nel mondo camerale:


diffusione e servizi66
66 Questa sezione riprende
e aggiorna lanalogo quadro conoscitivo fornito nel
2 Rapporto sullinnovazione nelle regioni dItalia,
parte III Contributi esterni. Si ringraziano Carlo De
Vincentiis e Paolo Bulleri di
Unioncamere per la fornitura dei dati qui presentati.

Lindirizzo del sito web


https//telemaco.infocamere.it.
67

Laccordo tra Unioncamere e CNIPA, siglato negli ultimi mesi del 2004, ha reso la
smart card di Infocamere - ente certificatore del sistema camerale dal 2000 - pienamente
compatibile con gli standard CNS.
La smart card emessa da Infocamere consente laccesso telematico a tutti i servizi resi disponibili dalla rete camerale ed utilizzata in alcuni casi come si visto nel
rapporto dello scorso anno - anche per laccesso ai servizi dei progetti di e-government
di altre amministrazioni centrali e locali.
Per quanto riguarda i servizi forniti dalle CCIAA, la carta permette a tutte le
imprese, attraverso il portale Telemaco67, laccesso a:

148

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

visura ordinaria, visura storica, visura artigiana e scheda societ;

modello di dichiarazione sostitutiva del certicato Registro Imprese;

statuti, atti e bilanci depositati;

situazione dei pagamenti del diritto annuale;

stato pratiche Registro Imprese (trasparenza amministrativa).


Il grafico in Figura 12 mostra (in blu) il numero di smart card Infocamere distri-

buite a imprese e intermediari al 5 marzo 2005, evidenziando (in rosso) quelle dotate
della cosiddetta firma forte68.
Come si pu osservare, il numero delle carte distribuite varia sensibilmente da
regione a regione ed , salvo eccezioni, sostanzialmente proporzionale alla numerosit di
imprese e intermediari presenti sul territorio.

Figura 12 Numero di smart card Infocamere distribuite dalla rete camerale a imprese e intermediari

Fonte: elaborazioni Osservatorio CRC su dati Infocamere marzo 2005

149

68
In base alla normativa
vigente, la firma elettronica qualificata lunica
firma che attribuisce al
documento informatico una
valenza probatoria. La firma
elettronica qualificata
regolamentata dal Decreto
Legislativo 10/2002. Una
firma debole una firma
che non possiede i requisiti
precedenti. In pratica, una
firma che consente lidentificazione e lautenticazione
in rete, ma non di colui che
fisicamente sottoscrive il
documento. In questultimo
caso, la valenza probatoria
del documento firmato
soggetta alla discrezionalit
del giudice.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

La Lombardia si conferma caso di eccellenza nella distribuzione di carte camerali con ben 384.870 smart card; seguono lEmilia Romagna con 183.965, il Veneto con
174.175, la Toscana con 138.555 e il Piemonte con 130.003. Circa la met delle regioni
italiane, con un tessuto produttivo pi circoscritto, presenta valori assoluti molto pi
bassi: in particolare in Abruzzo, Sardegna, Calabria, Umbria, Provincia Autonoma di Trento
e di Bolzano, Basilicata, Molise e Valle dAosta, il numero di carte distribuite non supera
le 30.000 unit.
La distribuzione delle carte a firma forte, di pi recente introduzione, segue
landamento di quelle a firma debole, con leccezione della Toscana, nella quale le carte
elettroniche sembrano essere state introdotte in ritardo (sono solo 13.295 su 138.555
distribuite).
La Tabella 33 fornisce il dato sulla distribuzione di carte Infocamere a livello
provinciale (nelle realt a maggior diffusione rispetto al valore 2004), consentendo un
confronto anno su anno e la stima del grado di penetrazione delle carte tra le imprese
del territorio.
Tabella 33 Prime 12 camere di commercio per numero di smart card distribuite alle imprese
Numero di smart card distribuite alle imprese

Camera di Commercio

Imprese dotate di smart card sul totale


imprese della provincia

2003

2004

2003

2004

Milano

84.016

89.786

43,8%

46,0%

Roma

36.787

49.385

21,7%

28,1%

Torino

29.665

33.281

33,8%

37,4%

Brescia

29.439

30.214

62,8%

61,3%

Napoli

18.028

29.291

19,8%

31,4%

Firenze

20.293

25.072

47,6%

58,7%

Bologna

23.106

24.517

58,7%

61,3%

Bergamo

21.042

22.556

58,1%

60,7%

Treviso

20.630

21.831

61,0%

62,9%

Vicenza

20.507

21.746

61,0%

63,3%

Verona

20.571

21.410

61,8%

62,4%

Modena

18.809

20.085

61,0%

64,2%

Fonte: elaborazioni Unioncamere su dati Infocamere

150

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Rispetto ai dati del 2003, si riscontra una crescita generalizzata del numero
di smart card distribuite, con lavvicinamento al livello di saturazione nelle realt pi
avanzate. Le province di Milano e Roma si confermano ai primi posti in valore assoluto, anche se sono caratterizzate da percentuali di copertura differenti tra loro (46% e
28,1%) e, come per le altre grandi aree metropolitane, inferiori a quelle dei centri di
media dimensione. Sono comunque da segnalare i casi di Napoli e Firenze, che nellultimo
anno hanno realizzato un forte balzo in avanti nella percentuale di imprese dotate di
carte passando, rispettivamente, dal 20% a oltre il 30% a Napoli e dal 47,6% al 58,7%
a Firenze.
La crescente penetrazione delle carte camerali tra imprese e intermediari si
riflette ovviamente nellincremento dellutilizzo dei servizi di e-government da parte degli
utenti delle camere di commercio. In particolare, i dati di Figura 13 sullandamento delle
pratiche concluse in modalit telematica oramai obbligatoria per legge per gran parte
delle tipologie di impresa69 dimostrano come le CCIAA abbiano raggiunto oggi un livello
molto avanzato nellinterazione digitale con i loro utenti. Le pratiche telematiche sono
infatti ormai nettamente prevalenti sulle altre modalit di fruizione del servizio.
Nel 2004 i documenti che vengono trasmessi in modalit telematica rappresentano il 65,3% del totale delle pratiche, con una crescita esponenziale negli ultimi 2 anni.
Linoltro telematico avviene utilizzando un floppy disk contenente un certificato di firma
digitale o attraverso il gi citato portale Telemaco. Quasi nullo, invece, nel 2004, il numero di pratiche consegnate su floppy non firmato, e ormai inferiore al 25% anche il dato
relativo alla consegna manuale della pratica allo sportello da parte di un rappresentante
dellimpresa o dal commercialista (nel 2000 la percentuale era del 76%). Rimane infine
marginale il numero di pratiche inviate per posta, o inserite dufficio. Questultima modalit riguarda i documenti incompleti, lacunosi o che presentano errori di compilazione da
parte dellimpresa, e che vengono quindi trattati manualmente dalla Camera di Commercio
indipendentemente dalle modalit di trasmissione.

151

La normativa fa riferimento a: le societ semplici, le


societ in nome collettivo,
le societ in accomandita semplice, le societ per
azioni, le societ a responsabilit limitata, le societ
in accomandita per azioni,
le societ cooperative e di
mutuo soccorso, le societ consortili, i consorzi, i
GEIE, le societ estere aventi sedi secondarie in Italia,
gli enti pubblici economici,
le societ fra avvocati.
69

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 13 Andamento delle tipologie di pratiche ricevute e gestite dalle CCIAA (2000-2004, in %)

Fonte: elaborazioni Unioncamere su dati Infocamere

Tra le pratiche telematiche in forte crescita si segnala liscrizione al Registro


delle imprese, che ha visto un boom di iscrizioni telematiche con lentrata in vigore della
legge nel 2003 dalle 8.000-11.000 registrazioni on line del 2001-2002 alle 82.453 del
2003 - e un ulteriore salto in avanti nel 2004, con quasi 170 mila registrazioni on line.

8.3 La Carta Regionale dei Servizi


in Lombardia
Lesperienza della Carta Regionale dei Servizi (CRS) della Lombardia particolarmente significativa per la scala molto ampia delliniziativa (9 milioni di cittadini interessati), la variet di servizi che gi vengono supportati dalla carta e, come si visto, per
laver di fatto generato gli standard tecnologici adottati a livello nazionale.
La CRS lo strumento pensato dalla Regione Lombardia per consentire ai cittadini di accedere in modo sicuro ai servizi resi disponibili dalla PA in rete. La carta nasce
come tessera sanitaria elettronica sperimentata a partire dal 2001 in provincia di Lecco.
La sperimentazione ha riguardato 305.000 cittadini, 3500 operatori, 275 medici di medi-

152

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

cina generale, 88 farmacie, 3 ospedali e 35 strutture private, e ha permesso di distribuire


circa 310.000 carte.
La sperimentazione ha dimostrato la validit dello strumento e limportanza
di sfruttare come primo ambito dintervento quello sanitario, che coinvolge e interessa la totalit della popolazione e che trae notevoli benefici dallerogazione su rete di
determinati servizi. Si verificato, comunque, anche il possibile utilizzo per accedere a
servizi erogati da altri soggetti sia pubblici che privati (autocertificazioni e altri servizi
di e-government, sistemi di accesso controllato a mense e parcheggi, servizi finanziari,
eccetera).
La CRS consente ai cittadini lombardi di accedere ai servizi on line in modo
semplice ma conforme alle esigenze di garanzia e sicurezza: il cittadino entra in rete
utilizzando la propria smart card e digitando il PIN; lente che eroga il servizio autentica
il cittadino attraverso il certificato elettronico cos inviato, e la sessione pu svolgersi
in modalit sicura.
Sulla Carta del cittadino sono memorizzati i dati anagrafici e amministrativi
sanitari, i dati necessari per firmare elettronicamente, dati relativi alla capacit di cifratura, nonch eventuali dati sanitari di emergenza.

8.3.1 Applicazioni della CRS nel sistema informativo


socio sanitario
Utilizzando la carta, lutente trae vantaggio dalla informatizzazione complessiva
del Sistema Informativo Socio Sanitario lombardo (SISS), che coinvolge ASL, medici di
medicina generale, ospedali e farmacie. Il sistema di prenotazione di prestazioni mediche,
di prescrizione di farmaci e servizi viene semplificato notevolmente, e questo riduce le
attese e le code agli sportelli per la fruizione di servizi sanitari di base.
La carta stata distribuita a tutti i cittadini iscritti al Sistema Sanitario
Nazionale e residenti o domiciliati in Lombardia; sono quindi coinvolti oltre 9 milioni di
utenti, e potenzialmente 15 ASL, circa 145.000 operatori sanitari, 8.150 medici di medicina generale e pediatri, 150 ospedali, 2.500 farmacie e 2.500 strutture private.
I medici di base dotati come tutti gli operatori sanitari coinvolti di una speciale smart card - possono gestire in maniera informatizzata gli studi, possono consultare
referti, prescrizioni e lettere di dimissioni, possono supportare i pazienti nella prenotazione di visite specialistiche e comunicare con altri operatori; possono inoltre firmare
digitalmente i documenti, il tutto garantendo la privacy dei cittadini.

153

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Le farmacie, tramite la carta, possono gestire in maniera controllata il ciclo


di prescrizioni a carico del paziente, permettendo il tracciamento e il monitoraggio dei
medicinali ordinati e un maggior controllo della spesa sanitaria.
Presidi ospedalieri, ASL e laboratori di analisi, grazie ad una comunicazione pi
semplice con gli assistiti e tramite la condivisione di contenuti con i medici di base, sono
in grado di offrire un servizio pi rapido ed efficiente.
La Regione, infine, grazie a dati pi accurati e completi, pu gestire e organizzare nel modo migliore il Sistema Sanitario regionale.
A seguito della sperimentazione conclusasi positivamente nella ASL di Lecco,
a partire dal 2002 iniziata la diffusione del SISS nelle altre ASL; si prevede la copertura totale del territorio entro il 2006 e a oggi il SISS attivo con i suoi servizi di base
anche nelle ASL di Cremona, Pavia, Milano-1 (area di Legnano della provincia di Milano),
Lodi, Mantova e Bergamo. In queste aree, ladesione dei diversi soggetti coinvolti, oltre
alle ASL, ovviamente progressiva, mediamente hanno aderito pi del 50% dei medici e
pediatri, la quasi totalit delle Aziende Ospedaliere e si stanno cominciando a coinvolgere
anche le farmacie e le altre strutture.

8.3.2 Altre applicazioni della CRS


Per le sue caratteristiche, la CRS consente la gestione di tutti quei servizi a
carattere dispositivo, che prevedono lerogazione di prestazioni/contributi/erogazioni da
parte di enti pubblici o privati al cittadino che ne abbia fatto richiesta, accertando la sua
identit e il suo diritto (in rete, tramite la CRS).
La Regione Lombardia, dallinizio del 2005, ha attivato servizi on line riguardanti la presentazione delle domande dei buoni scuola e di patrocinio in ambito culturale, la
gestione di pratiche del Sistema Informativo Agricolo della Regione Lombardia (SIARL),
i servizi erogati sul portale dei tributi (richieste della carta sconto metano). Altri servizi
saranno attivati progressivamente.
La CRS pu fungere inoltre da carta pre-pagata. A seguito dellaccordo siglato
da Regione Lombardia con Banca Intesa, il titolare della CRS, a partire da giugno 2005,
potr richiedere lattivazione della funzione di pagamento (carta pre-pagata) allistituto
di credito. Il cittadino potr ricaricare la carta attraverso il sistema Bancomat, un apposito sito web, le filiali della banca e punti di pagamento POS CRS. Una volta caricata la
carta, il titolare della CRS potr acquistare anche on line un bene o servizio da un Ente o
da un operatore commerciale, pagando tramite carta e digitando il PIN che gli sar fornito
al momento dellattivazione del servizio. Quando la disponibilit di denaro si esaurisce

154

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

pu effettuare una nuova ricarica: va precisato che non necessario essere titolari di un
conto corrente bancario o essere clienti di Banca Intesa.
Sempre nella seconda met del 2005, a seguito di un altro accordo siglato tra
Regione Lombardia e UnionCamere, le Camere di Commercio lombarde potranno caricare
il loro certificato di firma digitale sulle CRS dei titolari delle aziende, che potranno cos
utilizzarle per gli adempimenti di legge al posto della smart card di firma gi oggi emessa, come si visto in precedenza, dalle Camere di Commercio (con evidenti risparmi sui
costi di gestione).
Gli sviluppi futuri riguardano soprattutto gli Enti Locali, con i quali la Regione
Lombardia sta prendendo contatti per una serie di servizi di e-government mirati sugli
interessi del territorio.

155

RAPPORTO NAZIONALE 2005

156

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

9. I servizi on line per cittadini


e imprese: una analisi
quantitativa sui Comuni70
9.1 Introduzione e note metodologiche
LOsservatorio Servizi On Line nasce nel giugno 2004 nellambito dellOsservatorio CRC allo scopo di misurare lofferta di servizi di e-government da parte della PA locale
sul canale web.
Nel presente capitolo viene presentata la Metodologia di Indagine sui Servizi
On Line delle Regioni e degli Enti locali (MI SOL RE) e i principali risultati ottenuti
fino ad oggi, per quanto riguarda i servizi presenti sui siti dei Comuni con pi di 10.000
abitanti.
La rilevazione, in effetti, ha riguardato i siti istituzionali di tutte le Regioni,
tutte le Province e dei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, per un totale
di 1234 enti. La scelta di limitare lanalisi ai soli dati comunali riflette il ruolo assegnato
dal Piano di e-government al Comune come sportello daccesso fisico o virtuale tendenzialmente ai servizi di tutta la Pubblica Amministrazione e la numerosit delle osservazioni raccolte che ne consente unadeguata elaborazione quantitativa.
Nella Tabella 34 vengono presentati il numero di Comuni con pi di 10.000
abitanti e relativa percentuale di popolazione, sul totale di quella residente in ciascuna
regione. I Comuni analizzati sono 1112, cio solo il 13,7% degli oltre 8100 Comuni, ma
in essi risiede il 67,3% della popolazione italiana. La struttura territoriale delle regioni
italiane vede comunque forti differenze come numerosit di Comuni e popolazione interessata. In 8 regioni, i Comuni considerati rappresentano pi del 70% della popolazione
complessiva della regione; in Basilicata, Molise, nelle due Province Autonome e in Valle
dAosta, invece, fino al 70% della popolazione residente distribuita in centri piccoli71.

157

Il presente capitolo
stato redatto da Marco
Ippolito, Stefano Kluzer
e Luigi Reggi dello Staff
Centrale progetto CRC.
70

71
Nelle successive elaborazioni, i risultati verranno
rappresentanti aggregando le regioni per comparto territoriale. In questo
caso le differenze tendono
ovviamente a livellarsi ed
sempre garantito un livello
minimo di numerosit di
Comuni e rappresentativit a livello di popolazione
residente.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 34 I Comuni > 10.000 ab. e relativa popolazione


n. Comuni >10.000 ab.

% su totale Comuni

% Popolazione residente in Comuni >


10.000 ab. sul totale

Puglia

110

42,6%

83,5%

Lazio

65

17,2%

83,4%

Sicilia

108

27,7%

78,2%

Toscana

82

28,6%

76,8%

Campania

121

22,0%

76,1%

Umbria

19

20,7%

75,5%

Liguria

24

10,2%

72,8%

Emilia-Romagna

80

23,5%

71,7%

Marche

31

12,6%

60,4%

Veneto

106

18,2%

59,0%

Piemonte

63

5,2%

58,7%

Lombardia

164

10,6%

57,6%

Abruzzo

25

8,2%

55,8%

Friuli-Venezia Giulia

22

10,0%

53,6%

Sardegna

28

7,4%

52,1%

Calabria

36

8,8%

50,0%

Basilicata

12

9,2%

43,9%

Prov. Aut. di Bolzano

5,2%

40,7%

Prov. Aut. di Trento

2,2%

38,7%

Molise

2,9%

35,4%

Valle dAosta

1,4%

28,5%

1.112

13,7%

67,3%

Regione

Totale
Fonte: ISTAT, 2001

Loggetto di rilevazione sono stati tutti i servizi di e-government locale. Tramite


navigazione diretta, nei mesi di ottobre e novembre 2004, si proceduto a individuare
e analizzare le informazioni, la documentazione e le interfacce interattive delle pagine
web dei siti istituzionali riconducibili a un servizio, a partire da una lista di riferimento.
Tale lista scaturita da un lavoro preventivo di ricognizione, normalizzazione e classificazione, ed stata ulteriormente emendata e arricchita in corso dopera sulla base delle
evidenze emergenti dalla rilevazione stessa.
Il lavoro di denominazione e classificazione ha avuto inizio sulla base dei criteri
esistenti. stato considerato innanzitutto il criterio di classificazione dettato dalle linee

158

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

guide del MIT, basato sugli eventi della vita, metafora intuitiva ma critica dal punto di
vista delloggettivit. Sono stati considerati, inoltre, lelenco dei servizi on line della
guida Dalle code al click III edizione, lelenco dei servizi dichiarati in fase progettuale
dai progetti selezionati dal 1 Avviso sulle-government e materiali di lavoro derivanti
da progetti ISTAT di catalogazione delle attivit degli EELL (in primo luogo i Comuni).
Le denominazioni considerate inizialmente, circa 3000, si sono man mano ridotte a circa
450. In questo senso il lavoro di catalogazione e normalizzazione dei nomi dei servizi ha
consentito un grado di dettaglio di osservazione molto approfondito, riducendo al mimino
larbitrariet della rilevazione.
I servizi sono stati classificati secondo una doppia chiave di lettura:

per aree tematiche (es. impresa, commercio e turismo, immobili e fabbricati, ecc.)

per tipologia di servizio (es. autorizzazioni, certicazioni, attestazioni, registrazioni


ecc.)
La rilevazione stata effettuata direttamente via web, attraverso una piat-

taforma interattiva, da parte di una rete di 18 rilevatori localizzati presso i CRC con il
coordinamento dello staff centrale dellOsservatorio CRC.
La prospettiva di osservazione utilizzata dalla metodologia MI-SOL-RE quella
degli utenti del servizio. In primo luogo, infatti, a partire dalla home page del sito istituzionale o dalla pagina o portale tematico contenente i servizi, sono stati recensiti tutti
i servizi disponibili fino al 3 livello di profondit (due click a partire dalla home page
o da una eventuale pagina specificatamente dedicata ai servizi on line offerti dal sito).
Non si andato oltre come peraltro farebbe un utente qualunque rinunciando quindi
a cercare eventuali altri servizi sepolti nel sito.
In secondo luogo, per ogni servizio individuato, stata valutata la presenza di
10 possibili variabili relative allinterattivit, che sono state definite prestazioni. Ad ogni
servizio stato possibile, quindi, attribuire pi prestazioni a seconda delle caratteristiche
osservabili.
La Tabella 35 riporta le prestazioni accompagnate dal corrispondente livello di
interattivit della scala del benchmarking e-Europe72 e da una breve descrizione.

159

Nei rapporti di benchmarking europei sui servizi on line, finalizzati a


misurare il progresso verso
gli obiettivi del piano eEurope, la compresenza di
diverse prestazioni si traduce nellattribuzione dei
cosiddetti livelli di interattivit del servizio per cui
ogni servizio classificato
secondo la massima interattivit raggiunta in una
scala da 1 (informativo) a 4
(pienamente transattivo).
72

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 35 Prestazioni analizzate


Livello
e-Europe

Prestazione

Breve descrizione

1. servizio informativo o
informazione sul servizio73

Presenza di informazioni di servizio (es. condizioni del trafco, dati ambientali, ecc.)
oppure informazioni sulle modalit e possibilit di fruizione del servizio

2. informazione interattiva pubblica

Accesso e interrogazione di banche dati pubbliche tramite navigazione interattiva

3. informazione interattiva riservata

Accesso a banche dati interattive con possibilit di personalizzare linformazione (es.


possibilit di seguire liter di una pratica)

4. moduli o documenti stampabili

Modulistica o documentazione scaricabile, da stampare e consegnare allo sportello

5. moduli compilabili off-line

Modulistica compilabile in via elettronica (es. in formato PDF o Word), ma comunque da


stampare e consegnare allo sportello

6. invio informazioni/dati attivazione procedimenti

Invio di dati e informazioni (es. form) allo scopo di avviare procedimenti che per non si
concludono on line

7. conclusione della transazione

Invio di informazioni che portano alla conclusione on line della transazione

8. ricevuta attestante la transazione

Ulteriore specicazione della prestazione n.7, previsto il ricevimento della ricevuta che
provi lavvenuta transazione

9. eventuale pagamento costi, diritti


o oneri accessori

Ulteriore specicazione della prestazione n.7, previsto il pagamento di costi, diritti e


oneri accessori al servizio direttamente on line

10. pagamento esterno

Link a un sito esterno che consente il pagamento (es. di imposte locali) fornendo
allutente una contestualizzazione del servizio personalizzata in base allente del sito di
provenienza.

Fonte: metodologia MI-SOL-RE

73
Le informazioni sui servizi
(es. Come fare per) sono
state registrate puntualmente solo se il servizio presentava altre prestazioni di
livello superiore sulla scala
e-Europe. Unica eccezione
a questa regola rappresentata dai servizi definibili
come informativi in cui la
prestazione Informazioni
rappresenta la massima prestazione raggiungibile.

Per semplicit di rappresentazione e per consentire confronti con altre rilevazioni sulla diffusione dei servizi on line, le 10 variabili descrittive dellinterattivit sono
state raggruppate in tre segmenti:

informazioni: informazioni interattive o non interattive (prestazioni 1, 2 e 3);

modulistica: moduli scaricabili o compilabili ma comunque da consegnare sicamente


allufcio competente (prestazioni 4 e 5);

servizi interattivi o transattivi: soluzioni che non richiedono lo spostamento sico


dellutente per lattivazione e/o la conclusione della pratica (prestazioni 6, 7, 8, 9 e
10).
Per quanto riguarda i servizi puramente informativi, vista la loro numerosit che

ne rende strutturalmente impossibile una ricognizione completa, sono stati creati dei servizi contenitore corrispondenti, di norma, alle singole aree tematiche (es. informazioni
turismo o informazioni commercio). Al contrario, sono stati analizzati in dettaglio i
servizi che hanno presentato almeno un modulo o altra documentazione.

160

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Per consentire una corretta interpretazione dei risultati, opportuno ricordare


che, in generale, i servizi on line rappresentano la trasposizione sul canale web dei servizi gi offerti allo sportello, con alcune rare eccezioni, favorite da iniziative di legge
(es. lautorizzazione unica per le attivit produttive), di servizi riorganizzati, integrati,
semplificati o genuinamente nuovi. La presenza on line di numerosi servizi qui, come
altrove, valutata positivamente se da un lato s un miglioramento per il cittadino (ad
esempio, in quanto elimina la necessit di recarsi in Comune per prendere o consegnare un
modulo cartaceo), dallaltro anche sovente la riproposizione, pi agevole, di complessit
burocratiche che sarebbe pi opportuno eliminare del tutto piuttosto che informatizzarle.
certo pi comodo scaricare e compilare da casa 5 moduli distinti da consegnare ad uffici
diversi, ma sarebbe ancora meglio doverne compilare uno solo (modulistica semplificata),
lasciando agli uffici pubblici il compito di passarsi i dati relativi.
Unulteriore variabile considerata la presenza di accesso riservato ai servizi
e le conseguenti modalit di autenticazione. La rilevazione ha confermato che, laddove
stanno nascendo servizi evoluti, risulta sempre pi problematico effettuare la misurazione
e lanalisi degli stessi con la semplice visita diretta al sito, essendo sempre pi frequente
la necessit di autenticarsi tramite smart card, certificato digitale o semplicemente attraverso nome utente e password74. Di conseguenza, una rilevazione basata solo su questa
attivit rischia di offrire un dato incompleto e in alcuni casi non aderente alla realt.
Per rispondere a questo problema, nei mesi di febbraio e marzo 2005, i singoli
CRC, avvalendosi della loro conoscenza del territorio hanno preso contatto con gli enti
erogatori e, in particolare, con gli attori che, negli enti locali, stanno realizzando i nuovi
servizi di e-government. Una serie di interviste mirate ha consentito per il momento il
superamento dei limiti strutturali sopra esposti e, in prospettiva, lutilizzo di questa rete
di relazioni potr portare ad una pi facile alimentazione del sistema di ricognizione e
analisi dei servizi75.
Questa seconda parte dellindagine ha portato inoltre allapprofondimento qualiquantitativo dei dati raccolti, garantendo una maggiore pulizia dei dati e, nella stragrande maggioranza dei casi, lidentificazione corretta delle prestazioni offerte dai servizi
sotto autenticazione. I dati riportati in seguito fanno riferimento ai risultati consolidati
nel mese di marzo 2005.

161

74
Il 51,8% dei servizi interattivi, come vedremo, ad
accesso riservato. Si pu
dire che pi il servizio evolve verso una maggiore interattivit e personalizzazione
nei confronti del cittadino,
pi esso diventa difficile
da osservare da parte di un
rilevatore esterno.

Gli enti oggetto di indagine, attraverso il sito www.


osservatoriocrc.it, hanno la
possibilit di visualizzare la
loro offerta complessiva di
servizi on line e di confrontarla con la situazione
regionale e nazionale, anche
attraverso grafici e indicatori di posizionamento.
Inoltre, possono segnalare
direttamente ulteriori servizi rilasciati da poco, non
compresi nella rilevazione
o non accessibili tramite
navigazione diretta.
75

RAPPORTO NAZIONALE 2005

9.2 I risultati: servizi on line dei Comuni


sopra i 10.000 abitanti
9.2.1 I siti web
Il primo risultato dellindagine una scoperta rassicurante: ormai la quasi totalit delle amministrazioni comunali con pi di 10.000 abitanti ha un sito web e, molto
spesso, offre almeno un vero e proprio servizio di e-government.
76
Quasi tutti i siti istituzionali censiti sono dotati di
nome di dominio e indirizzo standard, precisamente
1010 su 1025. La standardizzazione degli indirizzi rappresenta un primo
evidente vantaggio per il
cittadino, che non ha bisogno, per accedere al sito,
di ricordare nomi di dominio eccessivamente lunghi
e complicati o di ricorrere a
un motore di ricerca.

La base dati dellOsservatorio Servizi On Line stata


utilizzata per la redazione delledizione 2005 della
guida, nonch come fonte
di dati e contenuti per i
portali www.italia.gov.it e
www.impresa.gov.it.

Oggi, infatti, 1025 Comuni su 1112 (il 92%) sono dotati di un sito istituzionale,
riconoscibile dalla URL con indirizzo standard (www.nomecomune.siglaprovincia.it) o, in
alternativa, dalla presenza di altri elementi istituzionali come lo stemma del Comune76.
Molti di questi (960) offrono almeno un servizio, mentre solo 274 offrono anche almeno
un servizio interattivo, evitando quindi lo spostamento fisico dellutente per lattivazione
o la conclusione della pratica. Possiamo ormai dire che, almeno per quanto riguarda i
Comuni appartenenti a questa classe di popolazione, la diffusione di servizi di e-government ha superato la fase a macchia di leopardo, con aree sporadiche di presenza e aree
di totale assenza, caratterizzandosi per una presenza ormai generalizzata.
Laltra faccia della medaglia la progressiva estinzione del cosiddetto sito

77

vetrina informativa; sono sempre meno, come si evince dai dati in Figura 14, i siti
senza servizi e poveri di contenuto informativo. Questo dato confermato dal confronto
con i dati della guida ai servizi di e-government Dalle code al click di marzo 200477:
in meno di un anno, i Comuni con pi di 10.000 abitanti senza sito o con sito vetrina
informativa sono passati dal 17,9% al 13,7% sul totale, mentre quelli con almeno un
servizio interattivo sono aumentati dall11,5% al 24.6%.
Si sta assistendo invece, come vedremo meglio nelle prossime pagine, ad una
diffusione sempre maggiore di moduli stampabili e altra documentazione, che per richiedono ancora il passaggio allo sportello. Si pu quindi dire che dalla vetrina informativa
si sia passati alla vetrina della modulistica, che rappresenta comunque un passo in
avanti per il cittadino, anche se spesso i moduli sono messi a disposizione dellutente
attraverso pagine web anonime e senza un adeguato corredo informativo.
La Figura 14 mette in risalto anche la forte differenza tra Nord e Sud per il
livello di servizi interattivi.

162

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Figura 14 Presenza di sito web istituzionale, di almeno un servizio e di almeno un servizio interattivo
nei siti web istituzionali dei Comuni > 10.000 ab.
100%
90%

98,2%

96,4%

92,2%

97,0%
84,7%

80%
70%
60%
50%
40%

94,4%

86,3%

96,8%

93,4%
73,4%

30%

44,4%

20%

28,8%

24,6%

10%

20,8%

13,1%

0%

Italia

Nord Ovest

Comuni con sito

Nord Est

Comuni con servizi

Centro

Sud e isole

Comuni con servizi interattivi

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

Il Nord-Ovest risulta il comparto territoriale con pi Comuni con almeno un


servizio ad alta interattivit, trainato dalle prestazioni di eccellenza di Piemonte (50,7%
dei Comuni sopra i 10.000 abitanti) e Lombardia (46,3%). Nel Nord-Est, la regione pi
interattiva risulta essere lEmilia-Romagna (38,8%).
Le regioni del Centro si distribuiscono attorno alla media del 20,8% in modo
omogeneo, mentre per quanto riguarda il Mezzogiorno, caratterizzato da una media piuttosto bassa del 13,1%, lunica regione in linea con dati medi del Nord Italia la Sardegna
(32,1%).
I servizi in questione sono
stati indicati come prioritari
dallex allegato 1 al primo
avviso di e-government del
Ministro per lInnovazione
e le Tecnologie. Essi sono
evidenziati in tabella con
un asterisco (*).
78

9.2.2 I servizi on line pi diffusi


La classifica dei servizi pi diffusi tra i Comuni vede, innanzitutto, 6 dei
cosiddetti servizi prioritari78 tra i primi 10 servizi riportati in Tabella 36. Questo fatto
dimostra come si sia data precedenza a servizi considerati tra i pi utili a cittadini e
imprese.
163

RAPPORTO NAZIONALE 2005

In secondo luogo, considerato che i Comuni con pi di 10.000 abitanti sono


1112, la tabella mostra che in realt solo pochi servizi sono diffusi capillarmente (bandi
e avvisi pubblici e i moduli per lautocertificazione in testa).
Nonostante, quindi, si sia appena notato che una diffusione minima di servizi
di e-government quasi sempre garantita, possiamo dire che questo nucleo minimo
non quasi mai lo stesso, anche se i primi 3 servizi in tabella occupano i primi posti in
quasi tutte le regioni italiane.
Tabella 36 I servizi pi diffusi tra i Comuni > 10.000 ab. Offerti dai siti web istituzionali
Comuni

% su Comuni
> 10mila ab.

Bandi e avvisi pubblici *

729

65,6%

Autocerticazione (moduli per)

500

45,0%

Pagamento Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) *

381

34,3%

Concorsi pubblici *

349

31,4%

Denunce inizio attivit edilizia (DIA edilizia)

308

27,7%

Dichiarazioni sostitutive di atti notori

307

27,6%

Permesso a costruire (ex conc. Edilizia) *

285

25,6%

Autorizzazioni attivit

252

22,7%

Pagamento Tassa Smaltimento Riuti Solidi Urbani (TARSU) *

249

22,4%

Registrazione/variazioni/cessazione Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) *

248

22,3%

Certicato agibilit

247

22,2%

Certicato destinazione urbanistica

221

19,9%

Concessione occupazione suolo pubblico *

218

19,6%

Iscrizione asilo nido

214

19,2%

Informazioni turismo

213

19,2%

Registrazione/variazioni/cessazioni TARSU *

212

19,1%

Servizio

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005 (* servizi prioritari)

164

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Figura 15 Servizi offerti dai siti istituzionali dei Comuni > 10.000 ab, classicati per area tematica

3333

Immobili e fabbricati
Diritti e doveri di cittadinanza

2306
1631

Impresa

1452

Tempo libero, cultura e sport


Assistenza e sostegno sociale

1206

Commercio e turismo

1177

Mobilit, suolo e urbanistica

1139

Ambiente, ecologia e inquinamento

861

Lavoro, disoccupazione e formazione professionale

530

Scuola, Universit e diritto allo studio

447

Salute, benessere e igiene

409

Anagrafe e Stato civile

309
0

500

1000

1500

2000

2500

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

Il grafico in Figura 15 riporta la numerosit dei servizi censiti nei siti istituzionali dei Comuni suddivisi per aree tematiche.
Immobili e fabbricati larea che conta pi servizi rilevati (3333): tra essi
il pagamento dellICI (381 casi), leffettuazione on line della denuncia di inizio attivit
edilizia (308 casi), lottenimento del permesso a costruire (285 casi) e del certificato
per lagibilit (247 casi) e altri servizi legati alla costruzione, alla ristrutturazione o alla
gestione ordinaria di un immobile.
La seconda area per numero di servizi (2306) Diritti e doveri di cittadinanza, che comprende le prestazioni offerte dalla PA ai cittadini nel quadro normativo che
ne regola i rapporti. Sono compresi in questarea leffettuazione di istanze di accesso ad
atti amministrativi, lottenimento di modulistica per autocertificazioni, leffettuazione di
dichiarazioni sostitutive di atti notori.

165

3000

3500

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Larea tematica impresa, come suggerisce il nome, riguarda i rapporti tra


amministrazione e mondo produttivo e conta 1631 casi. Il servizio di gran lunga pi diffuso di questarea e a livello assoluto bandi e avvisi pubblici, che vede ben 729 casi
( offerto, cio, dal 65,6% dei siti istituzionali dei Comuni con pi di 10.000 abitanti),
seguito dallautorizzazione unica offerta dallo Sportello Unico per le Attivit Produttive
(182 servizi di cui 20 interattivi). Altri servizi diffusi sono lottenimento di autorizzazioni
installazione insegne e pubblicit, il pagamento Imposta Comunale insegne e Pubblicit
(ICP) e leffettuazione della dichiarazione inizio attivit produttive (DIA).
Il quadro illustrato riflette chiaramente, oltre a possibili differenze settoriali
nella propensione alla messa on line dei servizi, anche e soprattutto la competenza
prioritaria delle amministrazioni comunali. I servizi per la salute o sanit competono, ad
esempio, alle ASL, cos come quelli per il lavoro e la formazione professionale fanno capo
alle Province, ed quindi plausibile che siano meno presenti sui siti dei Comuni.
Il grafico in Figura 16, invece, riporta la numerosit dei servizi censiti nei siti
istituzionali dei Comuni suddivisi questa volta per tipologie di servizio.
European Commission,
Online availability of public
services: Web based survey
on electronic public services
- report of the fifth measurement, October 2004, pag.
7. http://europa.eu.int/
information_society/eeurope/2005/doc/all_about/
online_availability_public_
services_5th_measurement_
fv4.PDF.

La tipologia formata da iscrizioni, attivazioni, richieste e prenotazioni risulta

79

essere la pi diffusa (2796 casi): essa rappresenta linsieme dei servizi che nel benchmarking di e-Europe79 sono inclusi nel cluster returns, cio casi di servizi che danno un
valore diretto ai cittadini come ritorno per il pagamento di tasse e contributi. Il peso
di questa tipologia un fenomeno certamente molto positivo, poich dimostra la concretezza offerta da buona parte dei servizi di e-government. Tra i servizi pi diffusi di questa
tipologia vi sono liscrizione agli asilo nido, liscrizione ai servizi scolastici, la richiesta
di rimborso dellImposta Comunale sugli Immobili, la richiesta del condono edilizio e le
varie richieste legate alla toponomastica e ai numeri civici.
Segue a breve distanza la tipologia che comprende autorizzazioni, nulla osta,
concessioni, licenze e permessi (2703 servizi). Il permesso a costruire (285 casi), le
autorizzazioni legate ad una attivit (252 casi) e la concessione occupazione suolo pubblico (218 casi) rappresentano i servizi pi diffusi. Questa tipologia comprende un gran
numero di servizi dedicati alle attivit produttive e al commercio, nonch agli interventi
su immobili e fabbricati.
Altre tipologie molto diffuse sono quelle che comprendono comunicazioni,
registrazioni e denunce e le banche dati interrogabili da web. Da notare, infine, lalto
numero di servizi di pagamento (1121), dedicati a fornire informazioni, documentazione
o leffettiva conclusione della transazione per quanto riguarda i tributi locali (ICI, TARSU,
TOSAP, ICP, COSAP, ecc.).

166

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Figura 16 Servizi offerti dai siti istituzionali dei Comuni > 10.000 ab, classicati per tipologia di servizio

Iscrizioni, attivazioni,
richieste, prenotazioni

2796

Autorizzazioni, nulla osta,


concessioni, licenze, permessi
e proroghe
Registrazioni, comunicazioni e
denunce (dichiarazioni),
depositi

2703
2402

Banche dati e servizi


informativi

1981

Certificazioni, estratti degli


atti, copie integrali e
autenticazioni

1683
1121

Pagamenti e versamenti
Contributi, finanziamenti,
agevolazioni e indennizzi

980

Autocertificazioni/dichiarazioni,
attestazioni, atti notori,
dichiarazioni sostitutive
Segnalazioni, reclami, ricorsi,
istanze di autotutela e
denuncie (per reati o abusi)

942
294
0

500

1000

1500

2000

2500

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

Nella Tabella 37, sono contati soltanto i casi di servizio nei quali il cittadino
possa attivare on line il procedimento o possa concluderlo direttamente sul web.
Cos il Pagamento dellICI, che in Tabella 36 contava 381 casi di diffusione,
prendendo in esame i soli casi in cui esso viene erogato in maniera interattiva il numero
si riduce a 83, che rimane comunque il servizio largamente pi diffuso.
In generale, come sar ripreso in seguito, la diffusione di servizi realmente
interattivi ancora decisamente bassa.
Con riferimento ai servizi presenti in tabella, opportuno fare alcune considerazioni, derivanti dallapplicazione della metodologia di indagine. essenziale, infatti,
per una corretta lettura dei risultati, tener conto del fatto che sono stati censiti solo i
servizi presenti sui siti istituzionali o da essi linkati. Questa scelta, che privilegia la pro-

167

3000

RAPPORTO NAZIONALE 2005

spettiva dellutente che accede al sito dellamministrazione alla ricerca dei servizi, implica
la mancata considerazione di quei servizi comunque presenti sul web, ma non puntati
dal sito istituzionale.
Un esempio rappresentato dal pagamento dellICI, che si stima essere fruibile on line in molti pi comuni di quanti riportati in tabella. In alcuni casi, infatti, il
servizio non stato censito in quanto sul sito istituzionale del Comune presente solo
un generico link allhome page di un sito esterno, senza alcuna contestualizzazione (es.
collegamento allhome page del sito www.poste.it). In altri casi, il pagamento offerto
da siti terzi, per esempio aziende di credito, ma senza che il portale comunale ne faccia
menzione.
Vedi Benchmarking della
societ dellinformazione
in Emilia-Romagna, collana
Emilia-Romagna digitale,
2004. Mentre lOsservatorio
Servizi On Line simula la
navigazione dei siti istituzionali da parte di un utente verosimile, interessato
a usufruire dei servizi, ma
privo di interesse e di specifiche competenze riguardo
i processi di produzione ed
erogazione di tali servizi,
la raccolta dati dellindagine qui citata si avvale
invece delle specifiche competenze del rilevatore in
merito allarticolazione di
ruoli e compiti della diverse amministrazioni. Come
conseguenza del differente
approccio metodologico,
essa offre una descrizione
completa dello stato dellarte mentre lOsservatorio
Servizi On Line produce una
rappresentazione pi realistica per lutente finale.

Un fenomeno equivalente, per citare il secondo servizio pi diffuso, avviene in

80

provincia di Ravenna, dove il sistema bibliotecario dellEnte Provincia permette la prenotazione on line dei testi in tutto il territorio80. Anche in questo caso, la presenza del
servizio stata attribuita secondo la metodologia MI-SOL-RE soltanto ai pochissimi
comuni ravennati provvisti sul proprio sito del collegamento al sistema centralizzato.
Altri servizi presenti in tabella, in genere organizzati su scala provinciale e/o
per i quali probabile la presenza di altri punti di accesso sono lautorizzazione unica
offerta dallo Sportello Unico per le Attivit Produttive (spesso dotato di sito web indipendente), linserimento del curriculum nella banca dati per lincontro di domanda e offerta
di lavoro (accessibile da siti provinciali, centri per limpiego o portali dedicati al lavoro)
e la prenotazione di prestazioni sanitarie (di competenza delle ASL).
Anche nel caso dei servizi interattivi, ad oggi ben 9 servizi sui primi 17 sono
classificabili nel cluster returns a cui accennavamo precedentemente. Si tratta, per
esempio, della prenotazione di un libro in biblioteca o di una prestazione sanitaria,
oppure delle segnalazioni riguardanti servizi pubblici; 3 servizi tra i pi diffusi sono
pagamenti, 4 infine danno la possibilit di ottenere certificati a seguito di un obbligo
amministrativo. Un unico servizio riguarda il mondo dei permessi e delle licenze: si tratta
dellautorizzazione unica rilasciata dallo Sportello Unico per le Attivit Produttive.

168

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 37 I servizi interattivi pi diffusi tra i Comuni > 10.000 ab. Offerti dai siti web istituzionali
Servizio

n. Comuni

Cluster e-Europe

Pagamento Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) *

83

Income-generating

Prenotazione testi biblioteche *

58

Returns

Iscrizione servizi scolastici *

21

Returns

Autorizzazione Unica SUAP

20

Permits & Licenses

Pagamento contravvenzioni *

20

Income-generating

Notica eventi pubblica utilit

19

Returns

Pagamento Tassa smaltimento Riuti Solidi Urbani (TARSU) *

19

Income-generating

Certicati anagraci

17

Registration

Segnalazioni guasti

15

Returns

Autocerticazione (moduli per)

14

Registration

Prenotazione cultura *

13

Returns

Abbonamenti trasporto urbano

13

Returns

Iscrizione a biblioteche

12

Returns

Prenotazione certicati anagrafe

12

Registration

Inserimento curriculum banca dati domanda/offerta di lavoro

12

Returns

Prenotazione prestazioni sanitarie

10

Returns

Dichiarazione cambio di residenza/domicilio *

10

Registration

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005 (* servizi prioritari)

Solo il pagamento dellICI presente in modo piuttosto omogeneo sul territorio


italiano, e raggiunge una reale diffusione tra la popolazione, in particolare al Nord.
La cartina in Figura 17 segnala, attraverso il colore di un pallino per provincia, il
livello di interattivit massimo raggiunto da almeno un Comune del territorio. Lalta interattivit diffusa soprattutto al Centro-Nord, a partire da Toscana e Marche, dove i pallini
blu (servizio interattivo corredato di informazione sul servizio) e quelli viola (pagamento
esterno, ovvero un link a un sito terzo che esegue semplicemente il pagamento) sono
pi numerosi. Al Sud prevalgono invece i colori verde (dove la massima interattivit
rappresentata dalla modulistica) e giallo (servizio assente o sola informazione), anche se
non mancano alcune importanti eccezioni.

169

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 17 Diffusione del servizio pagamento ICI in almeno un sito web istituzionale di un Comune
della provincia e livello massimo di interattivit

Servizio assente o sola info


Modulistica e documentazione
Pagamento esterno
Servizio completo

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

Nella Tabella 38 vediamo, infine, la diffusione a livello di Comuni e popolazione,


dettagliata per comparto territoriale.
Innanzitutto, si trova conferma del divario Nord-Sud accennato in precedenza:
mentre al Nord il servizio raggiunge oltre il 70% della popolazione dei Comuni con pi
di 10.000 abitanti, al Sud si scende a 15,8%. Come vedremo, questa situazione tende a
riguardare tutti i servizi considerati.

170

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Tabella 38 Copertura del servizio pagamento ICI nei siti web istituzionali dei Comuni > 10.000 ab.
% Comuni che erogano il servizio
(>10mila ab.)

Popolazione coperta su totale


>10mila ab.

Popolazione coperta su totale

Nord-Est

49,8%

71,2%

43,7%

Nord-Ovest

59,5%

78,3%

46,4%

Centro

28,9%

59,7%

46,3%

Sud e isole

14,6%

15,8%

11,2%

ITALIA

34,3%

49,3%

33,2%

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

9.2.3 Il numero di servizi on line offerti


Proseguendo nellanalisi dei servizi on line disponibili, ci soffermiamo ora sulla
quantit di servizi innovati il bouquet di servizi offerti e sul loro livello di interattivit.
La Figura 18 mostra la quantit di servizi erogati, in media, da ciascun sito web,
distinguendo fra i 3 livelli di interattivit (informazioni, modulistica, servizi interattivi e
transattivi), attribuiti secondo il massimo livello raggiunto dal servizio81.
Lindicatore stato costruito sulla base delluniverso dei Comuni con pi di
10.000 abitanti, comprendendo quindi anche quelli sprovvisti di sito web istituzionale.
In Italia, in media, ogni Comune offre 13,4 servizi82.
La prevalenza della modulistica evidente: a livello nazionale, essa rappresenta
la massima prestazione in circa l80% dei casi, con punte al Centro (84,4% dei servizi medi
per comune, 13,2 su 15,7) e nel Nord-Est (82,9%, 18,9 servizi per comune su 22,8).
Una prima spiegazione risiede nella concreta utilit del modulo per il cittadino
che pu presentarsi allo sportello con la pratica gi pronta combinata con la relativa
semplicit, da parte dellamministrazione, di rendere immediatamente fruibile, in formato
elettronico, documentazione gi in uso in formato cartaceo. Lo sforzo da parte della PA,
in ogni caso, significativo, in quanto indica un cambiamento di mentalit verso unofferta sempre meno informativa e sempre pi di servizio.
In secondo luogo, va considerato che, per alcuni dei servizi oggetto di indagine,
ad esempio la consultazione di atti amministrativi, la disponibilit di moduli o documentazione stampabile rappresenta tuttora la migliore prestazione possibile dal punto di vista
dellinterattivit.
Infine sono da tenere ben presenti gli interventi legislativi in materia di modulistica elettronica. In particolare vanno considerati:

171

In questa rappresentazione, i servizi sono stati


classificati secondo la prestazione massima raggiunta: per esempio, un servizio
che presenta informazioni
sulle modalit di erogazione
e una serie di moduli compilabili stato classificato
secondo la sua prestazione
pi avanzata, cio la modulistica.
81

82 La scelta su come calcolare lindicatore stata


dettata dalla volont di non
penalizzare le regioni o i
comparti territoriali con un
pi alto numero di Comuni
on line. Infatti, considerando solo i Comuni con sito
web, negli ambiti territoriali in cui molti comuni ne
sono sprovvisti, il risultato
risulterebbe sovrastimato
paragonandolo a quello di
altri ambiti dove la presenza dei siti invece pi
diffusa. Calcolando la media
sul totale dei siti web istituzionali, il dato italiano
salirebbe a 14,6.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

il decreto del Presidente della Repubblica 445/2004 che dichiara, allart. 9: Le

pubbliche amministrazioni provvedono a denire e a rendere disponibili per via


telematica moduli e formulari elettronici validi ad ogni effetto di legge;
il pi recente Codice dellamministrazione digitale (Decreto legislativo del 7 marzo

2005, n. 82) che allart. 58, prevede che: i documenti rilevanti per il procedimento,
i moduli o i formulari che non siano stati pubblicati sul sito e che non siano stati resi
noti non possono essere richiesti ed i relativi procedimenti possono essere conclusi
anche in assenza dei suddetti documenti.

Figura 18 Numero medio di servizi on line per Comune offerti dai siti web istituzionali

Nord-Ovest

2,8

Nord-Est

3,2

18,9

2,1

Centro

1,5

Sud e isole

0,8

13,2

10,7
5

Inform azioni

0,4

0,3

4,4

2,2

ITALIA

12,5

0,6
10

15

Modulistica e docum entazione

20

25

Servizi interattivi

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

La Figura 18 divide i servizi secondo il pi alto livello di interattivit raggiunto


(scala eEurope) e li raggruppa per comparto territoriale. Come era facile attendersi, anche
da questo grafico emerge chiaramente che i servizi interattivi sono ancora in numero limitato, precisamente 0,6 per Comune a livello nazionale. Il dato medio si avvicina, al Nord,
a un servizio per Comune, mentre decisamente pi basso al Centro (4 servizi interattivi
in media per 10 Comuni) e al Sud (3 servizi per 10 Comuni).

172

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Il divario territoriale, in ogni caso, rimane evidente anche considerando i servizi


indipendentemente dal loro livello di interattivit: i servizi offerti nel Sud e nelle Isole,
mediamente, sono circa un terzo dei servizi offerti al Centro-Nord.
Per quanto riguarda il Nord Italia, rispetto al grafico in Figura 14, notiamo una
interessante inversione delle posizioni di Est e Ovest. Mentre lOvest conta il maggior
numero di Comuni con almeno un servizio interattivo, nel Nord-Est le amministrazioni
interattive vantano un numero di servizi decisamente superiore, soprattutto modulistica
(in media 18,9 moduli per comune contro 12,5).
Le differenze territoriali si riducono considerando i soli casi di eccellenza,
segnalati dai valori massimi indicati in parentesi. Le alte prestazioni offerte da alcuni
Comuni emiliano-romagnoli e veneti (fino a 85 servizi per comune) sono paragonabili a
quelle dei casi pi dinamici del Lazio (fino a 68) e alle migliori pratiche di Lombardia e
Piemonte (fino a 56). Anche il divario Nord-Sud, in questo caso, si riduce: i Comuni che
offrono il maggior numero di servizi in Puglia e Campania (40), sono ancora lontani dai
migliori casi del Centro-Nord, ma superano di gran lunga il dato medio delle regioni pi
avanzate.
Considerando il numero di siti web istituzionali che offrono servizi interattivi,
emerge che il dato medio di 6 servizi evoluti per 10 comuni (0,6 servizi per comune),
appena analizzato, nasconde una realt molto variegata. Sul totale dei 1112 Comuni con
pi di 10.000 abitanti, a fronte di 838 enti che non offrono servizi interattivi (il 74%),
162 Comuni (il 15%) erogano un solo servizio mentre 52 (cio solo il 5%) ne hanno rilasciati 2. Ad alzare notevolmente la media di servizi interattivi per Comune contribuiscono
i pochi enti, complessivamente il 5% sul totale, che hanno attivato da 3 a 30 servizi: tra
questi, i migliori 14 erogano da soli ben 190 servizi (il 30% di tutti i servizi interattivi
analizzati).

173

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 19 Numero di siti web istituzionali che offrono un dato numero di servizi on line (in %)

3%
1%
2%
5%

74%

15%

Nessun servizio

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

Le differenze tra Comuni sono quindi molto marcate. Esse sono certamente
acuite dalla metodologia di indagine applicata, che mira alla ricerca del vero servizio
di e-government, attribuendo scarso peso alle semplici informazioni, che caratterizzano
ancora lofferta di un alto numero di realt, a tutto vantaggio dei primi portali pi avanzati di molte citt della Lombardia, dellEmilia-Romagna o della Toscana. Come accennato
nel paragrafo introduttivo, infatti, i servizi informativi non sono stati censiti e analizzati
uno ad uno, a differenza di quelli a pi alta interattivit. Ci ha comportato una maggiore
valorizzazione di quelle realt in grado di offrire una risposta concreta alle esigenze di
cittadini e imprese, ma, allo stesso tempo, ha sottolineato maggiormente le differenze
presenti nellofferta complessiva.
Il grafico in Figura 20 mostra lo stesso dato della Figura 18, ma con riferimento,
in questo caso, alle classi dimensionali dei Comuni. Emerge chiaramente leffetto soglia
al passaggio dalla classe 20.000-60.000 abitanti a quella con pi di 60.000 abitanti, dove
vi un raddoppio dei servizi (gli interattivi addirittura aumentano di 3 volte e mezzo).
Indubbiamente, laumento medio delle risorse a disposizione influisce positivamente sulla
capacit di digitalizzare lofferta.

174

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Figura 20 Numero medio di servizi per Comune offerti dai siti web istituzionali, divisi secondo il pi
alto livello di interattivit raggiunto (scala eEurope) e raggruppati per classe dimensionale
30

2,1

25

20

19,7

0,6

15

0,3

0,6

10

10,8

9,2
1,7
10.000 - 20.000 ab.
Informazioni

10,7
5,3

2,2
20.000 - 60.000 ab.

Media ITALIA

Modulistica e documentazione

2,2

Servizi interattivi

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

Oltre a questo aspetto va considerato il fatto che lo sviluppo di servizi di egovernment (in particolare quelli ad alta interattivit) comporta costi elevati, sia di
investimento che di gestione, che presuppongono una massa critica di utenze, che i dati
sembrano individuare in corrispondenza della soglia dei 60.000 abitanti.
Da un altro punto di vista, per, guardando cio ai valori massimi delle singole classi, si nota che anche tra i Comuni medio-piccoli vi sono casi di eccellenza, che
superano di molto la media dei comuni grandi e che si avvicinano addirittura ai valori
massimi di questi ultimi. Alcuni casi di eccellenza tra i Comuni piccoli (classe 10-20.000
ab.) raggiungono, infatti, i 65 servizi offerti, paragonabili agli 85 disponibili sui migliori
siti web delle realt maggiori (classe > 60.000 ab.).
In questo caso la distanza tra il valore massimo dei piccoli e quello dei grandi
molto ravvicinata: sembra cio, in base alle osservazioni fatte precedentemente, che il
vincolo dimensionale sia meno rigido di quello territoriale.
Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, questo dato dimostra che, almeno per ora, i piccoli e medi Comuni non solo hanno le stesse potenzialit delle grandi
citt, ma, in molti casi riescono a fornire sul web prestazioni pi ricche ed efficaci.
Osserviamo, infatti, che non esiste un forte e definito legame tra numerosit di servi-

175

RAPPORTO NAZIONALE 2005

zi offerti e dimensioni dellente: i grandi centri, infatti, faticano a tenere il passo dei
Comuni medi in termini di servizi offerti e livello di interattivit.
Il grafico in Figura 21 mostra chiaramente la correlazione tra popolazione, sullasse delle ordinate e in scala olgaritmica per favorire la lettura dei dati, e numero di
servizi on line offerti, rappresentati sullasse delle ascisse. Sono distinti i Comuni capoluogo di provincia, i Comuni con pi di 200.000 abitanti (un sottoinsieme dei capoluogo)
e Comuni non capoluogo, sempre inferiori a 200.000 abitanti.
possibile vedere chiaramente che i casi di best practice a livello nazionale
sono rappresentati da enti di media o piccola dimensione, evidenziati dal rettangolo blu
in basso a destra.

Figura 21 Correlazione tra numero di servizi on line offerti dai siti web istituzionali dei Comuni >
10.000 ab. e dimensione dellente

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

176

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

La zona evidenziata dal rettangolo rosso al centro, invece, comprende gli enti
di grandi dimensioni ancora in ritardo rispetto ai casi di eccellenza. Infine, la zona rossa
tratteggiata, a sinistra, sottolinea i 4 casi di Comuni con pi di 200.000 abitanti che si
trovano decisamente indietro rispetto alla media nazionale in fatto di offerta di servizi.
Una spiegazione di questo ritardo risiede nel fatto che molte grandi citt sono
inserite in vasti progetti di e-government che rimandano la pubblicazione di singoli servizi fino al completamento di un intero portale interattivo. Inoltre, non sono da dimenticare i problemi tecnici, ma soprattutto organizzativi, a cui sono andati incontro gli enti
maggiori nella riorganizzazione del back-office particolarmente complesso delle loro
amministrazioni.
Un caso leggermente differente rappresentato dal Comune di Roma, che,
nella nostra analisi, risulta erogare un alto numero di servizi, ma a bassa interattivit.
Il Comune, infatti, ha presentato la sezione interattiva del portale soltanto il 25 marzo
scorso, a rilevazione gi avvenuta, offrendo per, in ununica soluzione, tutta la gamma
dei servizi on line, dai pagamenti dei tributi e delle contravvenzioni al cambio di residenza. Quindi se oggi il Comune indietro rispetto ad altre citt pi piccole, probabilmente
nella prossima rilevazione si trover in una posizione molto diversa.
In conclusione, se per ora lofferta complessiva tende addirittura a diminuire
con laumentare della popolazione oltre una certa soglia critica (200.000 abitanti circa),
il completamento dei progetti di e-government, previsto nel corso del 2005, e la risoluzione anche parziale delle problematiche interne, potrebbero realmente ribaltare la
situazione.

9.2.4 Linterattivit dei servizi on line


Con laiuto del diagramma di Venn della Figura 22, possibile osservare in
dettaglio linterattivit reale offerta dai servizi censiti. Il diagramma visualizza in modo
efficace la distribuzione dei servizi a seconda dellinterattivit delle prestazioni che lo
compongono: ogni servizio, cio, viene inserito in un insieme, o allintersezione tra due
insiemi, a seconda del tipo di prestazioni offerte: informazioni, modulistica o servizi
interattivi. Per esempio, un servizio che offre la possibilit di prenotare un certificato
anagrafico, dando luogo alla conclusione del procedimento, e che fornisce anche informazioni dettagliate sulliter da seguire contato allintersezione tra linsieme informazioni
e linsieme servizi interattivi o transattivi83.

177

Da notare il fatto che, nei


grafici precedenti, il servizio
dellesempio sarebbe stato
classificato semplicemente
come interattivo secondo
il criterio della prestazione
massima offerta perdendo
per il dettaglio, che viene
invece colto dal diagramma,
sulle eventuali prestazioni
con livello di interattivit
pi basso.
83

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 22 Distribuzione dei servizi per livello di interattivit

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

Il servizio ideale quello in grado di fornire il maggior numero possibile di


prestazioni: offre cio la possibilit di concludere la transazione, ma fornisce al cittadino
anche ladeguata informazione sul procedimento. Eventualmente, per completezza dellofferta, mette a disposizione utile documentazione o addirittura il modulo nella sua forma
tradizionale.
Come si nota chiaramente, i servizi ideali o completi, allintersezione dei 3
insiemi, sono solo 272 su quasi 15.000.
Per contro, la maggior parte dei servizi censiti sono solo informativi (2444) o
modulistica. Il fenomeno vetrina della modulistica in questo caso ancor pi evidente:
la maggior parte dei moduli, ben 6237 (pi della met), sono posti sul web senza unadeguata informazione sul loro utilizzo, mentre 5612 ne sono corredati.

178

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Figura 23 Modulistica: destinatari e caratteristiche del modulo


SI

10 0%
90 %
80 %

70 %
60 %
50 %

C/I
NO

40 %
30 %
20 %

10 %
0%

Cittadini / Im pr ese

Moduli Compi labil i

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

Lindagine ha anche messo in luce altri due aspetti della modulistica, rappresentati nella Figura 23: le caratteristiche del modulo e i destinatari dei servizi stessi. Solo
871 moduli su 12140 sono compilabili elettronicamente, anche se necessitano comunque
di essere stampati e consegnati allo sportello84. I destinatari, invece, sono cittadini nel
40% circa dei casi, imprese in poco meno del 30% ed entrambi nei casi rimanenti.
I servizi interattivi censiti dallindagine sono 623, di cui 19 accompagnati da
un modulo o altra documentazione. Lassenza di informazione un fenomeno diffuso (168
servizi su 623), anche se in misura minore rispetto alla modulistica. Si tratta spesso di
form tramite cui avviare procedimenti, ma che non consentono di concluderli direttamente sul web. Il problema, in questo caso, forse ancora pi grave: uninterattivit sofisticata senza adeguata informazione ha scarso valore, anzi pu essere controproducente e
vanificare lo sforzo dellamministrazione.
Un dato significativo riguarda la diffusione di forme di autenticazione. La
maggior parte dei servizi evoluti, infatti, richiede una chiara identificazione dellutente
al momento dellerogazione, per consentire una reale personalizzazione del servizio e, in
molti casi, per ragioni di tipo legale. Dal grafico in Figura 24 si pu vedere che, in circa la
met dei casi, necessario autenticarsi al servizio prima di poterne fruire. Lautenticazione
avviene di solito tramite linserimento di username e password il sistema di gran lunga
pi diffuso oppure attraverso CIE o CNS85 o altra smart card.

179

84
I moduli compilabili
elettronicamente sono, per
esempio, documenti in formato PDF interattivo, DOC o
XLS con campi compilabili,
che necessitano comunque
di essere stampati e portati
a mano allo sportello. I
moduli compilabili e inviabili direttamente allamministrazione, invece, sono
stati inseriti tra i servizi interattivi con livello 3
della scala di e-Europe.

Per un approfondimento
sulla Carta Nazionale dei
Servizi, si veda il capitolo 8.
85

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 24 Servizi interattivi: destinatari, autenticazione e pagamento


10 0%
90 %

80 %
70 %

C/I

SI
SI

60 %
50 %
40 %
30 %
20 %

NO

NO

10 %
0%

Cittadini /
Impr ese

Con
autentic azi one

Pagamento

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

Infine, tra i servizi interattivi, 187 prevedono un pagamento (il 30%). Una parte
di questi sono veri e propri servizi di pagamento (es. il pagamento della TARSU), mentre
una pi piccola parte rappresentata da oneri accessori alla fruizione del servizio (es. il
pagamento necessario alla concessione del passo carrabile).
La maggior parte di questi (circa il 54%) offre il pagamento come tappa finale
di un processo, svolto interamente sul web, in cui il cittadino accompagnato passo dopo
passo verso la conclusione del procedimento. Unampia parte (86 servizi), per, sono
pagamenti esterni, cio frutto di semplici accordi tra lamministrazione e unazienda
terza. In questi casi, un link sul portale del Comune garantisce il reindirizzamento al
sito dellazienda dove la transazione ha luogo, costringendo per il cittadino, in alcuni
casi, a calcolare lammontare della spesa in una diversa sezione del sito o addirittura per
proprio conto.

9.2.5 La completezza dellofferta


Nel paragrafo introduttivo sono state fatte considerazioni sulla bont dellindicatore rappresentato dalla numerosit media di servizi on line per ente, che rischia di
generare interpretazioni paradossali e fuorvianti. Specialmente per alcuni temi, infatti, la
complessit, il numero di varianti e la polverizzazione dei servizi in forma tradizionale si
riflettono quasi interamente nellofferta di servizi on line.

180

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Inoltre, come vedremo, non sono rari i casi in cui lamministrazione concentra i
propri sforzi solo su alcuni servizi specifici tralasciandone altri, ad esempio quelli per le
imprese, tralasciando del tutto quelli in campo sociale. In altri casi ancora, le differenti
prestazioni non riguardano i settori, ma le tipologie di servizio. Ad esempio, alcuni enti
offrono un gran numero di servizi di pagamento, ma nessuna autorizzazione.
Queste differenze riflettono fattori eterogenei e ancora poco esplorati (anche,
per il momento, dallOsservatorio Servizi On Line), tra i quali:

scelte consapevoli che portano a priorit diverse in risposta a chiare esigenze interne
allamministrazione e/o degli utenti;

spinte da parte dei fornitori di tecnologia, che riettono la maturit commerciale


dei loro prodotti;

diversa propensione allinnovazione tra settori o ufci delle singole amministrazioni;

gradualit e naturale diversit dei percorsi di innovazione allinterno degli enti.


Si pu comunque ritenere che la capacit di tradurre on line un vasto spettro

di informazioni, documentazione e interazioni rappresenti un fattore importante per il


successo delle-government, offrendo la possibilit al canale web di diventare un punto
di riferimento costante per la risoluzione delle esigenze di cittadini e imprese.
Una possibile soluzione al problema della misurazione di questi aspetti fare
ricorso alle classificazioni dei singoli servizi in aree tematiche e tipologie adottate dalla
metodologia MI-SOL-RE, quali dimensioni della completezza dellofferta complessiva.
Per prima cosa, quindi, prendiamo in considerazione il rapporto tra servizi offerti e numero di aree tematiche coperte, dove un alto numero di temi presidiati sinonimo
di unofferta di e-government ricca e variegata.

181

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 25 Correlazione tra numero di servizi offerti dai Comuni > 10.000 ab. Sui siti istituzionali e
numero di aree tematiche coperte

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005


Ogni pallino blu nel grafico rappresenta un Comune
analizzato. Sullasse X
riportato il numero di aree
tematiche coperte dai servizi, mentre sullasse Y il
numero di servizi offerti.
86

In Figura 25, lo scatterplot visualizza la correlazione tra queste due variabili86.


Ci si pu aspettare, ex-ante, che, aumentando il numero assoluto di servizi offerti, cresca
progressivamente anche la probabilit che questi appartengano pi aree tematiche.
Il grafico mostra, infatti, attraverso la retta di regressione (in rosso), una cor-

Il valore dellR2 della


retta di regressione lineare
0,742, piuttosto elevato.
Il coefficiente di correlazione tra le due variabili
0,861.

relazione abbastanza delineata87, ma in realt si notano chiaramente anche margini di

Daltra parte non esistono


casi di enti che si concentrano su meno di 5 temi
offrendo un alto numero di
servizi (al massimo 20).

offrono meno di 15 servizi mentre altri pi di 4088. Questo rafforza lipotesi dellimpor-

87

88

variabilit piuttosto estesi intorno alla retta. Larea azzurra (a destra) e quella gialla (a
sinistra) sottolineano che, a parit di aree tematiche, i servizi on line erogati variano
sensibilmente. Per esempio, alcuni Comuni, capaci di offrire servizi su 9 temi differenti,
tanza di non limitarsi a considerare il numero di servizi come proxy della ricchezza dellofferta posta sul web.

182

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

A questo punto interessante analizzare il numero di amministrazioni comunali


in grado di offrire una vasta scelta non solo tra temi differenti (es. limpresa, il commercio, la viabilit, ecc.), ma anche tra diverse tipologie di servizio (es. prenotazioni,
autorizzazioni, richieste, pagamenti, ecc.).

Figura 26 Numero di Comuni > 10.000 ab. In grado di coprire un dato numero di aree tematiche e di
tipologie di servizio

Fonte: Osservatorio SOL-CRC, marzo 2005

183

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Nel grafico in Figura 26, che mostra il numero di aree tematiche sullasse delle
ascisse e il numero di tipologie coperte sullasse delle ordinate, il numero di Comuni corrispondenti a ciascuna combinazione rappresentato tramite cerchi di dimensioni variabili. La dimensione del cerchio proporzionale al numero di amministrazioni che offrono
un dato numero di temi e di diverse tipologie di servizio. Cos, per esempio, un piccolo
cerchio in corrispondenza della combinazione 7 aree tematiche / 4 tipologie significa
che solo pochi Comuni coprono quel dato numero di temi e contemporaneamente quel
dato numero di tipi di servizio.
Per facilitare la visualizzazione, sono rappresentati nel grafico soltanto i Comuni
che offrono almeno un servizio. Infatti, lalto numero di amministrazioni che non erogano
servizi o non sono dotate di sito web avrebbero affollato la combinazione [0,0].
I due cerchi pi grandi, in corrispondenza alle
combinazioni [1,1] e [2,2]
contano rispettivamente 45
e 44 Comuni, mentre, nella
zona centrale, le due bolle
pi estese si trovano in
[6,6] e [7,7], entrambe con
40 enti. Un cerchio di medie
dimensioni, come quello
della combinazione [11,8]
composto da 25 enti.

Come si pu vedere chiaramente, la maggior parte degli enti si concentra nella

89

zona in basso a sinistra, caratterizzata da unofferta minima (da 1 a 3 aree e tipologie),


ma soprattutto nella zona centrale, in rosa, compresa tra le 6 e le 9 aree tematiche offerte
e le 6 e le 8 tipologie89.
Considerando che il numero massimo di aree tematiche erogabili 12 e di
tipologie 9, si pu calcolare che, in media, le amministrazioni, ad oggi, sono capaci
di erogare unofferta complessiva che copre circa il 57% del potenziale a disposizione.
Pi precisamente, i Comuni italiani riescono mediamente a coprire 6,2 aree tematiche e
5,5 tipologie, che rappresentano, rispettivamente, il 52,2% e il 61,7% di strada gi fatta
nellipotetico percorso che conduce alla completezza dellofferta erogata.
Nella lettura di questi dati va tenuto conto del fatto che alcuni temi, ad esempio la salute, non sono di competenza comunale e forse per questo sono tra i meno diffusi, anche se presenti in un buon numero di siti istituzionali. Daltra parte va sottolineato
che la tendenza attuale di numerosi portali di strutturarsi nellottica dellintegrazione
tra servizi offerti anche da enti differenti (nel nostro esempio, le ASL). Lamministrazione
comunale, cio, spesso cerca di configurarsi come punto di riferimento per il cittadino e
limpresa, facendo da tramite anche per tutta una serie di servizi erogati da altri enti, ma
ugualmente importanti per i propri utenti.

184

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

9.3 Conclusioni
Quasi tutti i Comuni maggiori di 10.000 abitanti sono ormai su Internet e presentano almeno un servizio di e-government; questi servizi risultano per essere, salvo
poche eccezioni, pagine informative, moduli on line, o nella migliore delle ipotesi una
combinazione di queste due prestazioni. Rimane quindi prioritario innalzare la qualit
dellofferta.
Tale risultato direttamente ottenibile dallampliamento delle prestazioni
disponibili per i singoli servizi, dalla diffusione di interfacce transattive a fianco delle
attuali pagine informative e della modulistica, e dal completamento della copertura
tematica dei servizi.
Dal punto di vista della distribuzione geografica dei casi osservati, si rilevata
unItalia a due velocit, ma allo stesso tempo la capacit dei centri medi, sparsi per la
penisola e spesso capoluoghi di provincia, di impostare unofferta ricca e interattiva di
servizi on line, innestata su portali tecnologicamente evoluti. Appare invece prossimo il
salto di qualit nellerogazione complessiva di servizi sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo da parte delle grandi citt, sino ad oggi frenate spesso da problemi
organizzativi interni e inserite in vasti progetti di gestione complessa.
Con unofferta instradata sui binari sopra descritti, la sfida pi importante,
e purtroppo dallesito non scontato, certamente rappresentata dalla maturazione di
unampia domanda e quindi dallauspicabile rapida crescita delluso effettivo dei servizi.
Sar fondamentale, a questo scopo, puntare sui nuovi ulteriori canali di erogazione dei
servizi basati su mezzi tecnologici di maggiore diffusione (principalmente la televisione
e secondariamente i cellulari) e, per tutti i canali, offrire al cittadino e allimpresa una
chiara comunicazione sui reali vantaggi della smaterializzazione del servizio. Anche su
questo fronte, lOsservatorio servizi on line e in generale lintero Progetto CRC stanno gi
operando per essere metodologicamente pronti alle rilevazioni e per supportare investimenti e sforzi centrali e locali90.
La semplificazione dei procedimenti, la limitazione degli spostamenti fisici,
lunificazione e lottimizzazione degli adempimenti in interfacce unificate, utili e usabili
sono le chiavi di volta per far sperimentare a cittadini e imprese i vantaggi delle-government.

185

90
Le attivit dellOsservatorio Servizi On Line sono
riprese a partire dal mese di
maggio 2005 allo scopo di
aggiornare periodicamente
la base dati e consolidare il meccanismo di autosegnalazione dei servizi da
parte degli Enti locali e dei
progetti di e-government,
formando una vera e propria
comunit di lavoro e scambio di informazioni. in
programma, inoltre, lestensione del numero di Comuni
considerati, fino a coprire
un campione significativo di amministrazioni con
meno di 10.000 abitanti.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

186

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

10. Levoluzione della Rete


dei Centri Regionali
di Competenza per
le-government e la societ
dellinformazione91
10.1 Introduzione
I Centri Regionali di Competenza costituiscono una rete di cooperazione a livello nazionale che ha il compito di affiancare le Amministrazioni regionali e gli Enti locali
nellattuazione dei processi di innovazione e nella diffusione delle-government a livello
territoriale. Essi sono istituiti in ogni regione in base ad una convenzione tra il Ministero
per lInnovazione e le Tecnologie (MIT) e le Rgioni. In un contesto amministrativo di
profonda riorganizzazione in senso federale, la rete dei CRC rappresenta una struttura condivisa di riferimento per la collaborazione e cooperazione tra i diversi livelli di governo
nello sviluppo della societ dellinformazione nella Pubblica Amministrazione.
Lelemento distintivo che caratterizza la Rete la forte interrelazione fra i nodi
- i Centri Regionali che la compongono; essi, infatti, valorizzano i processi di cooperazione e di integrazione propri delle-government e in particolare:

sviluppano, in maniera concertata, azioni e obiettivi comuni, che si articolano in


una logica di sistema a favore degli enti locali, intorno a quattro linee di attivit,
assistenza progettuale, osservatorio, formazione e comunicazione sulle-government;

condividono iniziative gestite in collaborazione, mettendo a fattor comune le diverse


competenze secondo una specializzazione territoriale a servizio della cooperazione
tra i diversi sistemi regionali.
La prima fase del progetto CRC terminata a luglio 2003 stata rivolta, secon-

do le attivit previste dalla Convenzione in avvio, allattivazione della maggior parte


dei Centri. I concreti risultati raggiunti e il riconoscimento92, da parte della Conferenza
Unificata Stato-Regioni, Citt e Autonomie Locali, del ruolo svolto dalla Rete quale supporto alla cooperazione nei processi di innovazione tra pi livelli dellamministrazione
pubblica, hanno garantito la continuit del progetto.
Nel 2004, disponendo di una Rete costituita da 20 Centri attivi93, si avviata la
seconda fase del progetto, finalizzata allulteriore consolidamento e sviluppo dei risultati
187

Il presente capitolo
stato curato dalla funzione
Animazione e coordinamento rete dello Staff Centrale
progetto CRC, in particolare Luca Rigoni e Nicola
Recchia, e da Annamaria
Cosattini (CRC Friuli Venezia
Giulia).
91

92 Dal documento Una visione condivisa, una realizzazione cooperativa, approvato dalla Conferenza Unificata
Stato-Regioni, Citt e autonomie Locali, 2003.
93 I CRC sono attivi in
18 Regioni e 2 Province
Autonome. Nella Regione
Molise, con DGR n. 339 del
04.04.2005, stato approvato lo schema di convenzione per la costituzione
del CRC.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

gi raggiunti. Lampio piano di attivit, predisposto per coprire tutto il 2005, finanziato
dal MIT con 10 milioni di euro e dai contributi delle Amministrazioni regionali, che forniscono proprio personale, supporto logistico e, in alcuni casi, anche un budget integrativo
a quello nazionale. Per la piena realizzazione del programma di lavoro e la gestione dei
servizi alla rete CRC garantita da uno Staff Centrale, stato rinnovato al Formez fino al
2005 lincarico per lattuazione delle diverse linee progettuali. La definizione degli obiettivi da raggiungere e degli indirizzi del progetto continua ad essere esercitata, invece,
dal Responsabile di Area Innovazione nelle Regioni e negli Enti Locali-CNIPA, in accordo
con le Amministrazioni regionali secondo un modello di governance condiviso da tutti i
soggetti coinvolti.
94
Il Ministro per lInnovazione e le Tecnologie e
la Conferenza dei Presidenti
delle Regioni istituiscono
la Commissione permanente per linnovazione e le
tecnologie avente lo scopo
primario di promuovere, nei
governi regionali, la massima attenzione e conoscenza sui temi della SI
e la definizione e attuazione di politiche efficaci
e strategie coerenti per il
suo sviluppo in Italia e, in
specifico, per linnovazione e lefficienza dei servizi
pubblici ai cittadini, alle
imprese e alla collettivit.
La Commissione costituita
da un Comitato Strategico
che determina gli indirizzi
e ne verifica lattuazione e
da un Comitato Tecnico che
agisce a livello operativo. Il
Comitato Tecnico composto dai Direttori Generali e
Responsabili dei servizi di
riferimento delle Regioni e
delle Province Autonome di
Trento e di Bolzano e da
un Dirigente designato dal
Ministro per lInnovazione
e le Tecnologie che presiede
anche il Comitato e ne convoca le riunioni.

Lorientamento per il futuro per il 2006 sono gi stati stanziati dal MIT e
assegnati al CNIPA 5 milioni di euro - quello di un consolidamento istituzionale dei CRC
volto a potenziarne la configurazione a rete, sviluppando iniziative e progetti che esaltino
tali caratteristiche, nonch a potenziare il ruolo stabile e la relazione di servizio dei Centri
con il sistema delle autonomie locali nei territori di riferimento.

10.2 Governance e organizzazione


della Rete: livello di sistema
e livello locale
Il modello di gestione condivisa della Rete rappresenta uno degli aspetti maggiormente caratterizzanti la rete CRC. Il governo del progetto CRC, concordato a fine
2003 allinterno del Comitato Tecnico della Commissione permanente per linnovazione e
le tecnologie94 MIT-Regioni, vede coinvolti a vario titolo i seguenti attori:

i singoli CRC a livello regionale;

lo Staff Centrale (SC) di progetto con il compito di gestire le attivit e di garantire i


servizi necessari alla crescita della Rete;

lAssemblea dei CRC, composta dai coordinatori dei CRC e dai referenti per la formazione,
per la comunicazione e per losservatorio presenti in ciascun CRC;

il Comitato di Direzione, presieduto dal Responsabile di Area Innovazione nelle


Regioni e negli Enti locali Airel-CNIPA, composto da tre rappresentanti dellAssemblea
dei CRC e da altri due referenti dellAirel-CNIPA. Partecipano ai lavori del Comitato i
responsabili del progetto CRC, con funzioni di coordinamento operativo e di segreteria
organizzativa. Il Comitato di Direzione, assume su base consensuale tutte le decisioni

188

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

sullimpostazione e lo sviluppo delle attivit del progetto, sovrintende lattuazione e


denisce indirizzi, modalit realizzative e risorse;

il Comitato Tecnico della Commissione permanente per linnovazione e le tecnologie,


in quanto struttura rappresentativa dei soggetti promotori delliniziativa CRC, cio
il Ministro per lInnovazione e le Tecnologie e i Presidenti delle Regioni e Province
Autonome.
Lo strumento di governance del progetto il Piano di attivit, composto da

un Piano delle Azioni di sistema e dai Piani di attivit dei singoli CRC. Il Piano di attivit,
documento ufficiale e condiviso di programmazione, costituisce il patto con il territorio
e con il livello centrale e, nello stesso tempo, uno strumento di verifica dei risultati.
Le attivit del progetto CRC sono organizzate dunque su due livelli complementari:

le azioni di sistema, cos denite in quanto coinvolgono lintera rete CRC. Frutto
di ampia concertazione, sono sottoposte allapprovazione del Comitato di Direzione
e nascono in risposta a tre tipi di impulsi: esigenze e attivit trasversali dal basso,
comuni a tutti o molti CRC; indicazioni ed esigenze relative allattuazione delle politiche
nazionali di innovazione, che investono tutto il territorio o sue parti signicative (es.
interventi per il Mezzogiorno); opportunit identicate dal soggetto attuatore del
progetto per rafforzare e sviluppare la rete CRC e le sue attivit;

le azioni locali, identicate dai CRC in risposta a condizioni, richieste e iniziative


speciche del proprio territorio, sono concordate e approvate con gli interlocutori
a livello locale. Costituisce un obiettivo del progetto lapertura dei CRC rispetto alle
esigenze dellintera gamma degli Enti locali e di settori dellAmministrazione regionale,
al di l del nucleo fondatore originario, rappresentato ovunque dal settore della
Regione con competenza sui sistemi informativi. Pur essendo a carico prevalente dei
singoli CRC, le azioni locali beneciano spesso di servizi e supporto specici messi a
disposizione dallo Staff Centrale.

I CRC
I CRC sono strutture snelle e operative, attivate da gruppi locali di funzionari
e dirigenti di diversi livelli di governo, affiancati da personale messo a disposizione dal
MIT e da eventuali societ convenzionate su incarico delle Regioni.

189

RAPPORTO NAZIONALE 2005

I consulenti MIT presso i CRC sono generalmente una figura senior e due junior,
con background professionale eterogeneo, il cui apporto formalizzato contrattualmente
dallo Staff Centrale in accordo con lAmministrazione regionale.
Il CRC diretto da un coordinatore o coordinatrice indicati di norma dallAmministrazione regionale in accordo con il MIT. Sono presenti, inoltre, un referente per la
formazione, uno per la comunicazione e uno per losservatorio, al fine di valorizzare e
ottimizzare la gestione di attivit da coordinare con lo Staff Centrale e con la rete nazionale dei CRC. Al di l di questa struttura organizzativa base, comune a tutti i CRC, vi sono
poi articolazioni diverse in funzione di condizioni specifiche locali, collocazione del CRC
nella struttura regionale, coinvolgimento di altri soggetti e rapporti attivi con i tavoli di
concertazione con gli Enti locali . I coordinatori dei CRC, i referenti formazione, comunicazione e osservatorio di ciascun Centro, compongono lAssemblea dei CRC, che nomina
tre suoi rappresentanti al Comitato di Direzione, in carica per un anno e con il limite di
due mandati consecutivi. LAssemblea ha il compito di fornire contributi e indicazioni al
Comitato di Direzione per lo sviluppo della rete CRC e di verificarne periodicamente lo
stato di avanzamento proponendo modifiche o integrazioni alle azioni di sistema.
Oggi, la Rete coinvolge circa 200 persone, tra risorse MIT e Amministratori
locali, che costituiscono ormai una vera e propria comunit professionale.
Funzioni e organizzazione dello Staff Centrale
Lo Staff Centrale si configura come il nodo nazionale di servizi per lo sviluppo
della rete CRC ed organizzato in linee operative, corrispondenti alle aree di attivit del
progetto. Ha il compito di garantire lattuazione del progetto secondo le indicazioni del
Comitato di Direzione, coordinando le azioni di sistema, curando il consolidamento e la
crescita della Rete e il project management.
Lo Staff Centrale, insieme al CNIPA, impegnato in unattivit costante di
relazioni a livello regionale per verificare le convenzioni istitutive dei CRC, promuoverne
lampliamento, garantire un confronto sui piani di attivit. Tra le varie funzioni, anche
quella di valutare e gestire opportunit di collaborazione proposte da soggetti esterni,
sia istituzionali che di mercato, come aziende e associazioni del settore ICT. Lo sforzo
sul project management si traduce nella collaborazione partecipativa con le strutture di
governo del progetto e nella comunicazione verso lesterno attraverso la produzione e
distribuzione di documentazione sullo stato di avanzamento del progetto.

190

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

10.3 Le Azioni di Sistema: linee di attivit


e risultati raggiunti
Gli indirizzi condivisi e raccolti nella fase di programmazione sono sviluppati in
una logica di collaborazione tra il nodo centrale di servizi, i singoli CRC e lintera Rete
e sono tradotti in attivit specifiche allinterno di macro aree di intervento: assistenza
alle politiche e ai progetti di innovazione, formazione, comunicazione e osservatorio. Di
seguito vengono descritte le caratteristiche di ogni area di attivit, mettendo in evidenza
alcuni risultati raggiunti e limpostazione generale delle azioni avviate.
Assistenza alle politiche e ai progetti di innovazione
La vocazione principale della rete CRC quella di accompagnare i processi di
innovazione connessi al piano nazionale di e-government e le iniziative per la societ dellinformazione sostenute dal MIT, dando ampio spazio ai programmi e interventi
in questo campo, propri di Regioni ed Enti locali. In particolare, il progetto svolge le
seguenti azioni:

supporto al processo di denizione delle politiche attraverso attivit di assistenza alla


redazione di Piani telematici, supporto ai progetti, Misure dei POR e DocUP Ob. 2 sulla
SI, Accordi di Programma Quadro;95

animazione del territorio e accompagnamento delle iniziative a livello locale;

concertazione territoriale con Enti coinvolti nelle strategie di e-government e SI (Anci,


Upi, Uncem, categorie professionali e intermediatori di servizi);

promozione e diffusione di informazioni sulle azioni previste nel piano nazionale di


e-government.
In questultimo ambito, in particolare, i CRC svolgono azioni di supporto a tavoli

tecnici di lavoro e ad altri organismi stabili di coordinamento tra gli EELL, istituiti per
accompagnare i processi di innovazione. Il supporto si concretizza in attivit di segretariato, istruttoria di incontri, comunicazione dei risultati e, in alcune realt, promozione e
rafforzamento di tali strutture. Oltre a garantire la segreteria tecnica dei diversi Comitati
tecnici degli Accordi di Programma Quadro in materia di societ dellinformazione, i CRC
intervengono a livello locale secondo il seguente quadro sintetico:

191

Per maggiori informazioni


si rimanda al capitolo 2.
95

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 39 Supporto dei CRC ai tavoli di coordinamento e concertazione con gli EELL
CRC
Abruzzo

5.2 Tavoli di concertazione


CRIT Comitato Regionale per linformatica e la telematica, istituito con L.R. 25/2000
Tavolo Regionale di eGovernment

Basilicata

Conferenza delle Autonomie Locali

Calabria

Comitato di pilotaggio (Steering Commettee) POR Calabria 2000-2006 Misura 6.396

Emilia-Romagna

Tavolo tecnico regionale su e-gov e societ dellinformazione

Friuli-Venezia Giulia

Tavolo di confronto ICT ed e-government tra Regione ed EELL del FVG


Tavolo di lavoro su e-procurement Regione/EELL/CCIAA/Consip

Lazio

Tavoli informali tematici progetti 1 Avviso

Liguria

Tavolo Tecnico eLiguria


Conferenza Regione Autonomie Locali

Lombardia

Tavolo regionale societ dellinformazione della provincia di Pavia


Tavolo regionale societ dellinformazione della provincia di Mantova

Piemonte

Tavolo tecnico per le-gov nella Conferenza permanente Regione-Enti locali

Puglia

Tavolo Tecnico CRC Puglia/ UPI Puglia


Tavoli di concertazione attivati per la attuazione dei progetti Capsda e Cst (APQ SI)

Sardegna

Nucleo Allargato CRC

Sicilia

Coordinamento dei Sistemi Informativi Regionali


Nucleo Allargato CRC

Toscana

Comitato strategico della Rete Telematica Regione Toscana


Direzione Operativa della Rete Telematica Regione Toscana
Comitato di programma dell Accordo di Programma Regionale sulla SI
Tavolo tecnico dellAccordo di Programma Regionale sulla SI

Prov. Aut. Bolzano

Nucleo Allargato CRC

Prov. Aut. Trento

Comitato Tecnico di esperti per le-society (a supporto della Giunta provinciale)


Comitato misto di progettazione dellinfrastruttura di rete per la banda larga

Umbria

Tavolo tecnico Territorio


Tavolo tecnico Sanit
Tavolo tecnico e-government /APQ

Valle dAosta

Tavolo tecnico di concertazione Regione-EE.LL.


Gruppo di Lavoro per il coordinamento del progetto Valle DAoste All Digital

Veneto

CRC strategico, allargato alla partecipazione di ANCI, UPI, UNCEM

Come evoluzione dello


Steering Commettee il
nuovo Complemento di Programmazione POR Calabria
2006 prevede la costituzione della Consulta Regionale
per la SI.

Lattuazione della seconda fase delle-goverment ha richiesto un significativo

96

impegno della rete CRC, sforzo che ha visto il progetto impegnato in diverse funzioni, a
livello locale e centrale, comportando unassistenza mirata allintero programma di azione
(vedi capitoli 5 e 6):

Sistema Pubblico di Connettivit (SPC), supporto alla redazione dellAvviso e gestione


di un servizio di help desk di accompagnamento;

192

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Riuso, redazione delle linee guida destinate alle Pubbliche amministrazioni locali
per la costruzione dei progetti, sensibilizzazione e orientamento su opportunit e
denizione strategie regionali;

e-Democracy, studio per la redazione del bando, elaborazione linee guida per la
presentazione dei progetti e diffusione di materiali a supporto della progettazione
esecutiva;

T-Government, assistenza e intermediazione con i progetti e le Regioni per la


partecipazione allavviso;

Promozione dei servizi, supporto alla denizione del bando per lindividuazione del
fornitore che realizzer la campagna di comunicazione nazionale e sensibilizzazione
delle amministrazioni locali al tema delle problematiche legate alluso dei servizi on
line;

Centri servizi territoriali, analisi territoriale preliminare per la progettazione dei


centri.

Formazione
La rete CRC, vista la sua forte connotazione territoriale, ha contribuito a far
emergere i bisogni formativi che gli enti maturano nel processo di realizzazione dellegovernment a livello locale. Lo sforzo compiuto per condividere e diffondere linguaggi,
progettando e gestendo interventi formativi sul territorio rivolti a supportare le richieste
degli enti, si concretizzato nellorganizzazione delle attivit formative verso il territorio
e attivit verso la rete CRC.
Le attivit verso il territorio prevedono:

lidenticazione dei fabbisogni formativi espressi dal territorio rispetto alle competenze
da sviluppare nei processi di innovazione e nella gestione dei servizi;

la progettazione e organizzazione degli interventi formativi;

lassistenza post formazione attraverso azioni di community volte a coinvolgere i


partecipanti in un percorso che integri la semplice giornata daula.
Ad oggi, nel periodo che va da giugno 2002 ad aprile 2005, sono state erogate

410 giornate di formazione, che hanno coinvolto 12.300 dirigenti e funzionari di Regioni
ed Enti locali, ripartite tra le seguenti tematiche:

193

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Formazione e informazione per gli EELL

Tecnologie a
supporto
35%

Comunicazione
1%

Supporto politiche
locali di e-gov
25%

e-procurement
2%
Riuso e
e-democracy
1%

Qualit nei servizi


on line
18%

Management dei
progetti
7%

Formazione
informatica
11%

Da tale quadro emerge la notevole incidenza delle tematiche relative alle tecnologie a supporto (protocollo informatico, firma digitale, banda larga e reti) e il bisogno generale di sensibilizzare il territorio rispetto alle problematiche delle-government,
attraverso la realizzazione di veri e propri momenti informativi e occasioni di confronto
tra i diversi attori locali. Nella categoria formazione informatica si ritrovano temi relativi alla sicurezza nei sistemi informativi, e-learning e multicanalit. Lincidenza, ancora
bassa, di alcuni temi legati alla seconda fase delle-government, come riuso e promozione
dei servizi, legata al fatto che, solo a partire dai primi mesi del 2005, stato definito
concretamente il percorso di attuazione a livello locale e le attivit formative, orientate
in tal senso, sono programmate nella seconda met dellanno. A conferma di ci, gli
interventi formativi relativi al management dei progetti e alla qualit nei servizi on line
nascono ancora nellambito delle esigenze maturate nellattuazione dei progetti relativi
alla fase 1 del Piano Nazionale di e-government.
Infine, le attivit rivolte alla Rete, sono orientate da un lato a rispondere alle
esigenze di formazione specifica su tematiche nazionali CRC ritenute prioritarie, dallaltro
a fornire strumenti per una migliore gestione dei contenuti delle-government e della SI
a livello locale. Da giugno 2002 ad aprile 2005, sono state erogate 77 giornate tutte
finalizzate a rafforzare, secondo i diversi profili delle risorse professionali coinvolte, la
capacit della rete CRC a consolidarsi sul territorio quale supporto di riferimento per gli
EELL.

194

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Osservatorio
L Osservatorio CRC ha per finalit quella di raccogliere e gestire dati e varie
informazioni utili per conoscere e seguire i processi di innovazione nei sistemi regionali,
promuovendo strumenti tecnologici e metodologie che facilitino la comparabilit e condivisione di tali informazioni su base interregionale, con attenzione alla dimensione europea. I risultati di questi sforzi, hanno due sbocchi principali: la produzione di rapporti
e documenti di analisi; la realizzazione di basi dati informatizzate, condivise allinterno
della rete CRC e fruibili da unutenza pi ampia.
Queste le principali aree di attivit dellOsservatorio:

indagine sui servizi on line in Regioni, Province e Comuni: lOsservatorio servizi on


line (SOL). Basato su di una specica metodologia sviluppata dal progetto CRC, stato
avviato nellautunno 2004, con lattivazione di unapposita Task Force di rilevatori,
collocati presso i CRC. Lattivit sta procedendo con il perfezionamento e lo sviluppo
della classicazione dei servizi e con il rafforzamento della comunicazione con i
referenti dei servizi di e-government negli Enti. A supporto di queste attivit e per
dare visibilit ai risultati che si raggiungono stato attivato, nel maggio 2005, un
sito web dedicato (www.osservatoriocrc.it). I risultati della prima fase di rilevazione
sono presentati nel capitolo 9 del presente rapporto;

supporto alla denizione dellimpianto organizzativo, del questionario e dei materiali


di accompagnamento allindagine pilota ISTAT sulle ICT nella PAL. Lindagine ISTAT
su dotazioni ICT e loro utilizzo nelle Pubbliche Amministrazioni locali97 si inserisce
nellambito delle attivit di produzione di statistiche ufciali curate dallISTAT sulle
dotazioni tecnologiche e della comunicazione, con lobiettivo generale di fornire
un informazione di quadro sulle amministrazioni pubbliche in relazione agli aspetti
principali delle dotazioni tecnologiche e del loro utilizzo.
Il progetto CRC, oltre ad essere impegnato nel gruppo di lavoro98 coordinato

dallISTAT, fornendo utili feedback e suggerimenti, parteciper con i propri referenti


Osservatorio alle le attivit locali di animazione e formazione previste;

realizzazione di un sistema informatico di supporto per la gestione degli archivi


informativi dellosservatorio della rete CRC, razionalizzando lattivit di raccolta e
produzione di informazioni su politiche, attori e progetti di innovazione. Il sistema
punta a garantire una copertura informativa leggera di tali ambiti di osservazione
pochi dati essenziali, ma tendenzialmente molto estesa a partire dai programmi
195

Il dominio di riferimento
dellindagine costituito
nella prima fase del progetto dalle tipologie pi rilevanti di enti territoriali, cio
Regioni, Province, Comuni
e Comunit Montane (CM).
In particolare, nel caso di
Comuni e CM, lobiettivo
minimo posto da ISTAT
di coprire un campione
di circa 850 Comuni (in
effetti, luniverso di quelli
con popolazione uguale o
superiore a 60.000 abitanti
e un campione stratificato
di quelli di medio-piccole dimensioni) e circa 40
Comunit Montane.
97

98
Fanno parte del gruppo di lavoro CNIPA, Anci,
Upi, Uncem e Cisis (Centro
Interregionale per il Sistema
Informatico ed il sistema
statistico). Il Referente
Osservatorio del CRC Marche
rappresenta Airel-CNIPA nel
gruppo e ha messo a disposizione lesperienza metodologica maturata con lindagine sulla diffusione dellICT
nella pubblica amministrazione delle Marche effettuata nel 2003.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

sostenuti dal MIT e quelli per le-government e la SI coordinati e/o co-nanziati


dalle Regioni, no a, idealmente, le iniziative autonome facenti capo agli Enti locali.
Laggiornamento e lo sviluppo di tale sistema garantito dalla continua attivit di
alimentazione informativa da parte dei CRC, a contatto a livello locale con i soggetti
che operano per il cambiamento.
Comunicazione
Con il procedere del progetto e in generale dei processi di e-government, le
attivit di comunicazione assumono sempre maggiore rilievo nelleconomia della rete CRC,
cresce infatti lesigenza di visibilit dei risultati raggiunti e dei prodotti realizzati.
Nella prima fase del progetto CRC, le azioni rivolte verso lesterno sono state
orientate principalmente verso attivit di informazione, con azioni puntuali sul territorio
attivate per accompagnare gli snodi decisivi delle politiche di e-government.
A partire dalla fine del 2003, con lavvio della seconda fase di progetto, si
reso necessario operare in modo pi strategico, predisponendo attivit, strumenti e azioni
finalizzate da un lato a migliorare la conoscenza degli sviluppi e dei risultati dei piani
e progetti di e-government, dallaltro a rafforzare lidentit della rete CRC, valorizzando
la progettualit delle realt locali, le metodologie utilizzate e i risultati ottenuti, che
rappresentano oggi lautentico patrimonio della Rete. Le azioni di comunicazione sono
state quindi orientate verso:

organizzazione e presidio di eventi locali e nazionali (ForumPA, EuroPA, COMPA, SMAU,


convegni a tema, tour provinciali di presentazione ecc.), con la realizzazione di 44
convegni, di cui 8 nazionali, 3 multiregionali, 17 regionali e 16 provinciali per un
totale di circa 4.000 partecipanti;

sviluppo delle relazioni esterne e di partnership istituzionali con associazioni di


imprese ed enti;

alimentazione degli spazi web e redazione portale www.crcitalia.it, quale fonte


qualicata di informazioni per le PA locali rispetto ai temi delle-government e della
SI in ambito europeo, nazionale e locale. Attualmente sono 10.000 gli utenti e iscritti
alla newsletter quindicinale;

attivit di Ufcio stampa con lo sviluppo di contatti e relazioni con i media attraverso la
veicolazione di dati, news e informazioni legati alle attivit proprie del progetto e alle
pi signicative esperienze realizzate sul territorio. Nellambito delle collaborazioni

196

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

editoriali e pubblicazioni si ricordano le pi recenti: Il Sole 24 Ore, TG R Nea Polis,


ZeroUno, lAltra P.A..
Le attivit descritte sono state accompagnate anche dalla nascita di una Collana
Editoriale di progetto, con lobiettivo di diffondere i temi legati allinnovazione tecnologica e alle-government e di portare a fattor comune i contenuti prodotti allinterno
della rete CRC. La collana articolata in quattro linee tematiche, per ognuna delle quali
si elencano nella tabella i volumi pubblicati:
Tabella 40 La collana editoriale
Ricerche e studi

Strumenti e materiali

Una visione condivisa, una realizzazione cooperativa

Documenti

La banda larga. Politiche, utilizzi e modelli di sviluppo


La banda larga. Architetture e scenari tecnologici
Linee guida per la promozione della cittadinanza digitale (e-democracy)
Quaderni Larga Banda Emilia-Romagna: opportunit e strategie
Il diritto allaccesso: strumenti per la gestione dei siti web della PA
Enti locali: Fare qualit
Rapporto ICT nella PA delle Marche
Rapporto ICT Umbria
Formare alle-government. LOsservatorio della formazione per i dipendenti pubblici nellarea e-government e
Societ dellInformazione in Emilia-Romagna
Per una strategia locale del riuso per le-government - lesperienza della Regione Veneto

Rapporti regionali

Primo e Secondo Rapporto sullinnovazione nelle regioni dItalia


e-Democracy: modelli e strumenti delle forme di partecipazione emergenti nel panorama italiano

10.4 Il Piano delle Azioni di sistema


per il 2005
Lesperienza maturata nella programmazione e nella realizzazione delle attivit
e le priorit strategiche indicate dal Comitato di Direzione hanno determinato lintroduzione nel piano delle azioni di sistema della rete CRC per il 2005 di alcuni elementi
di novit, centrati prevalentemente su di una struttura suddivisa in tre aree: interventi
integrati, gruppi di lavoro tematici e linee di attivit. Questa strutturazione, finalizzata a
garantire la migliore ripartizione delle risorse e valorizzazione di tutti gli interventi, vuole
rappresentare la naturale evoluzione del modo cooperativo di lavorare tra i diversi centri,
attribuendo e distribuendo responsabilit di sistema anche ai diversi nodi della Rete.
Interventi Integrati
Azioni prioritarie di sistema che coinvolgono tutta la Rete, rappresentano la
principale novit rispetto al passato e sono levoluzione, nel senso di maggiore strutturazione, coordinamento e focalizzazione, delle pre-esistenti attivit di assistenza alle poli-

197

RAPPORTO NAZIONALE 2005

tiche e progetti nazionali di innovazione. Gli interventi integrati, in pratica, concentrano


gran parte degli sforzi di sistema della Rete assistenza, formazione, comunicazione,
osservatorio - su alcuni obiettivi prioritari di progetto, richiedendo un forte coordinamento delle diverse linee dello Staff Centrale tra loro e con i singoli CRC. Gli interventi
integrati riguardano lattuazione del piano di e-government fase 2 e in particolare il riuso,
la promozione dei servizi, i centri servizio territoriali (CST) e le-democracy.
Gruppi di Lavoro tematici
Si tratta di gruppi di lavoro gi attivati sperimentalmente nel 2004 in risposta
a esigenze segnalate dai CRC finalizzati alla diffusione della conoscenza sui temi principali delle-government, nelle aree tematiche riguardanti: accessibilit, APQ per la societ
dellinformazione, banda larga in aree periferiche, benchmarking della societ dellinformazione, opportunit legate allEuropa, protocollo informatico e gestione documentale.
Linee di attivit/servizi trasversali alla Rete
Lassistenza alle politiche e progetti di innovazione, la formazione, la comunicazione e losservatorio, assieme alla funzione di animazione e coordinamento Rete,
curata dallo Staff Centrale per sostenere il funzionamento e la crescita della Rete stessa,
mantengono le principali finalit gi descritte precedentemente, caratterizzandosi maggiormente per la componente di servizio verso gli Interventi Integrati e i Gruppi di
Lavoro tematici.

10.5 Specializzazione della rete CRC


su alcuni temi delle-government
Si vogliono qui mettere in luce alcune tematiche nelle quali singoli CRC, si sono
rivelati portatori di una capacit propositiva specifica, diventando punti di riferimento
su quella materia per tutta la Rete e stabilendo sinergie e collaborazioni strutturate con
altri nodi.
Il quadro di seguito delineato non esaustivo rispetto alle innumerevoli tematiche sulle quali i CRC ad oggi efficacemente intervengono, n copre la totalit dei contributi che essi danno (per questo cfr. i singoli Report regionali).

198

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Accessibilit
Con la pubblicazione nel 2003 del Libro bianco: Tecnologie per la disabilit
per iniziativa del Ministro per lInnovazione e le Tecnologie, e con la legge n. 4 del
9/01/2004, Disposizioni per favorire laccesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, il cui regolamento attuativo stato di recente approvato, il tema dellaccessibilit ha raggiunto la ribalta dellattenzione pubblica a livello nazionale. Attualmente il
processo di informatizzazione della Pubblica Amministrazione non pu prescindere dallabbattimento di ogni barriera che contribuisca ad aumentare il digital divide.
Lidea del presidio di questa tematica nellambito del Progetto dei CRC ha avuto
impulso, gi verso la fine del 2003, dal CRC Piemonte, visto il grado di maturit raggiunto
rispetto allargomento in quella Amministrazione regionale.
Con la pubblicazione dellinstant book Il diritto allaccesso: strumenti per la
progettazione dei siti web della P.A., nellambito della collana editoriale CRC, presentato
in occasione di ForumPA nel maggio 2004, il CRC Piemonte ha condiviso con la Rete e con
tutti gli attori coinvolti, la competenza sviluppata collaborando alle iniziative avviate nel
territorio (ad esempio il portale dei servizi a cittadini e imprese, SistemaPiemonte, che
consente agli enti di personalizzare graficamente i servizi erogati dal Portale, permettendo il riutilizzo da parte di altri enti) .
La pubblicazione del libro, oltre a rivelarsi un utile strumento di lavoro per tutti
coloro che si trovano ad affrontare questa tematica, ha fornito loccasione per allargare
la riflessione sulle definizioni di base della materia, sui vantaggi e gli aspetti di criticit,
sulle regole, sugli aspetti normativi, su alcuni esempi e i passi da seguire per rendere un
sito web accessibile. Parallelamente al lancio dellinstant book, stato istituito uno specifico Gruppo di Lavoro Tematico sullaccessibilit, costituito, oltre che dal CRC Piemonte,
capofila delliniziativa, dallo Staff Centrale di progetto, dai CRC Emilia-Romagna, Puglia
e Marche.
Il Gruppo di Lavoro tematico, nel corso del secondo semestre del 2004, ha
avviato una stabile collaborazione con gli uffici del CNIPA con lobiettivo primario di
avviare specifiche azioni formative e di valorizzare un canale tematico dedicato sul sito
www.crcitalia.it. Fa parte di queste attivit anche lavvio di contatti con la Segreteria
Tecnicoscientifica della Commissione interministeriale permanente per limpiego delle
tecnologie dellinformazione a favore delle categorie deboli o svantaggiate. Gli eventi
formativi, sviluppati a pi tappe nelle Province piemontesi con il titolo Usabilit e
accessibilit nei servizi web per la P.A., hanno spinto anche altri CRC a programmare
azioni di sensibilizzazione rivolte agli Enti locali: il CRC Emilia-Romagna con convegni,

199

RAPPORTO NAZIONALE 2005

seminari e un Laboratorio strategico sulla multicanalit; il CRC Umbria con levento


Superare le barriere: nuove tecnologie accessibili e usabili per rendere i diversamente
abili parte attiva della Societ dellInformazione; e il CRC Veneto con due seminari
informativi a carattere interregionale, con la collaborazione attiva del CRC della Regione
autonoma Friuli Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Bolzano.
Banda Larga
Per valorizzare i risultati di un gruppo di lavoro CNIPA sulla copertura delle aree
territoriali non cablate e far fronte alla crescente necessit di indicazioni da parte delle
Amministrazioni locali italiane su questo tema ogni giorno pi critico, su impulso del
CRC Piemonte e del CRC Toscana stato creato nellaprile 2004 un apposito Gruppo di
Lavoro. Il gruppo vede la partecipazione, insieme a un rappresentante dello SC e dei CRC
Toscana e Piemonte, dellOsservatorio Between Banda Larga e di un esperto dellUniversit
degli studi di Firenze e aveva lobiettivo di produrre delle linee guida di riferimento per
le amministrazioni locali. Il risultato del lavoro il Vademecum sulle nuove tecnologie
per laccesso a banda larga nelle aree periferiche, pubblicato nel mese di maggio 2005
nellambito della collana dei Quaderni CNIPA.
Laspetto normativo viene rimandato ad un allegato tecnico e presenta molti
aspetti dinteresse alla luce della recente introduzione del cosiddetto Codice delle
Comunicazioni e per la delicatezza dellaspetto normativo nel campo delle tecnologie
wireless.
Il Vademecum costituisce una guida per gli amministratori locali, fornendo una
serie di informazioni utili per valutare correttamente le attuali opportunit e vincoli nellutilizzo delle alternative wireless nello sviluppo dei sistemi di accesso a larga banda. Il
gruppo di lavoro si trovato quindi ad affrontare le problematiche della larga banda e
le motivazioni per un intervento pubblico, arrivando poi ad unanalisi puntuale dei rischi
connessi al digital divide. Si sono anche comparate le diverse soluzioni tecnologiche
wired e wireless utilizzabili nelle aree periferiche, evidenziando le potenzialit applicative, i servizi abilitati, la stabilit dal punto di vista dei processi di standardizzazione e
produttivi.
Inoltre, grazie alla rete CRC stato possibile identificare ed analizzare casi concreti del territorio, mettendo in evidenza contesti istituzionali ed economici in cui nata
lesigenza di sfruttare le nuove infrastrutture broadband, evidenziando anche problematiche organizzative e gestionali relative al coinvolgimento di soggetti privati, in contesti
territoriali dove la domanda di mercato particolarmente debole.

200

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

stato possibile, infine, ricostruire il quadro della programmazione e delle politiche sulla banda larga locali riassunto in questo rapporto nel capitolo 1.
Oltre ai citati CRC Toscana e Piemonte, i CRC Abruzzo, Basilicata, EmiliaRomagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Umbria e Valle dAosta99 stanno affrontando con diversi livelli di profondit il tema della banda larga nel proprio territorio.
e-Democracy
Rispetto allAvviso per la selezione di progetti per lo sviluppo della cittadinanza
digitale (e-democracy), pubblicato nellaprile 2004 (si veda il capitolo 6), il progetto CRC
ha offerto un supporto operativo, contribuendo sia allo studio per la redazione del bando
sia allelaborazione delle linee guida per la presentazione dei progetti e la diffusione di
materiali a supporto degli EELL. I CRC, a livello locale, hanno contribuito alla promozione
dellAvviso nei territori di riferimento con azioni di comunicazione e formazione e, in
taluni casi, con attivit di assistenza tecnica.
In particolare, il CRC Liguria e il CRC Sicilia hanno realizzato, nel mese di maggio
2004, rispettivamente a Genova e Palermo, due eventi informativi di rilievo interregionale, coinvolgendo sul tema delle-democracy anche i CRC contigui per area territoriale.
Tali momenti sono stati loccasione per presentare pubblicamente lAvviso, approfondire il
tema e confrontarsi con tutti i soggetti interessati a presentare progetti. Oltre agli eventi
citati, il CRC Sicilia si era gi precedentemente attivato con un convegno a Trapani dal
titolo e-democracy: per una partecipazione pi attiva dei cittadini alla vita pubblica,
mentre il CRC Umbria aveva collaborato alla realizzazione dellevento regionale Dalla
comunicazione istituzionale alle-democracy tenutosi a Perugia gi nel febbraio 2004,
nel quale si tracciata la strada per la creazione di un network di comunicazione istituzionale stabile tra gli Enti locali umbri.
Rientra in questo percorso anche lorganizzazione del seminario del CRC EmiliaRomagna Verso le-democracy: la multicanalit per realizzare processi di partecipazione
organizzato il 13 aprile 2005 nellambito del percorso formativo per la Qualit dei Servizi
On Line rivolto agli EELL.
Il CRC della Provincia Autonoma di Trento stato a sua volta impegnato nel
supporto al progetto promosso dalla Provincia denominato ProVotE, volto a creare un
sistema elettronico di voto, spoglio e ripartizione dei seggi, sperimentato in occasione
delle ultime elezioni comunali, prima nella preparazione della proposta di progetto, poi
nellassistenza alla direzione di progetto, alla formazione e al servizio elettorale.
Vista la significativit del percorso realizzato in Italia, i CRC che pi hanno
maturato una competenza sulle-democracy, in stretto raccordo con il CNIPA, hanno ini-

201

99
Per quanto riguarda gli
aspetti infrastrutturali la
Valle dAosta caratterizzata da criticit derivanti
dalla morfologia del territorio e dalla distribuzione
degli insediamenti abitativi
che rendono difficoltoso un
omogeneo accesso ai servizi
e rendono la tecnologia DTT
(televisione digitale terrestre) utile per superare il
digital divide, come si vede
nellapporto del CRC VdA
al progetto Valle dAoste
all digital avviato con la
Fondazione Ugo Bordoni.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

ziato a partecipare ad eventi europei dedicati a questi temi, con lobiettivo di definire
terreni di lavoro comune con altre Regioni europee e di attivare partnership transregionali
per lavvio di nuove iniziative. In questo quadro di appuntamenti internazionali, si inserisce la partecipazione del CRC della Provincia Autonoma di Bolzano al workshop multidisciplinare su Sistemi di supporto decisionale, economia sperimentale e e-Participation
previsto a Graz nel giugno 2005, organizzato dalla European Science Foundation (ESF),
nellambito del programma TED Towards Electronic Democracy.
Innovazione dei medio-piccoli Comuni
Il Consorzio S.I.R.
Umbria il consorzio degli
Enti locali umbri per lo sviluppo dei sistemi informativi regionali; istituito con
legge regionale promuove e
sostiene la cooperazione tra
gli enti pubblici territoriali
della regione Umbria, con
particolare riferimento ai
territori montani.

Come si visto nel capitolo 1, linnovazione nei piccoli Comuni una delle sfide

100

principali per legovernment in Italia. Per questo, la rete CRC ha orientato sin da subito
verso questo obiettivo, risorse ed azioni specifiche locali. Tra questi, il CRC Umbria che
opera, in stretta connessione con il Consorzio SIR100 per lelaborazione e sviluppo dei
progetti e dei programmi di e-goverment, e il CRC Basilicata, che segue il territorio nella
realizzazione del progetto regionale Entiloc@alinrete, volto alla diffusione di infrastrutture informatiche in ogni ente e, in generale, al consolidamento della cooperazione allinterno del territorio regionale. Il CRC Lazio, invece, dando seguito ad una iniziativa simile
sviluppata dal CRC Sardegna, ha attivato una newsmail settimanale, inviata ai Comuni del
Lazio, sviluppata intorno ai temi della sostenibilit delle-government.
Per quanto riguarda la leva formativa, il CRC Abruzzo e il CRC Calabria,
soprattutto nella fase di avvio, hanno accompagnato parte rilevante della loro attivit
con azioni di formazione, volte principalmente a stimolare il coinvolgimento delle realt
amministrative di piccole dimensioni, portando lattenzione di tecnici e decisori verso
le problematiche organizzative delle-goverment. Inoltre, il processo di adozione del
protocollo informatico negli Enti Locali, ha visto coinvolto in giornate di formazione sul
territorio il CRC Lombardia, che ha potuto valorizzare il percorso gi strutturato e realizzato dal CRC Friuli Venezia, basato sulla gestione di una vera e propria comunit on line
di confronto e scambio su questo tema.
In questo quadro, lesperienza maturata dai CRC ha portato ad un coinvolgimento della Rete nella fase preparatoria dellAvviso nazionale per i progetti di Centri Servizi
Territoriali (CST) delle regioni italiane previsto dalla seconda fase delle-goverment.
Lo Staff Centrale di progetto, in raccordo con il CNIPA e con la collaborazione
attiva dei CRC, ha sviluppato una prima ricognizione nelle regioni del Centro-Nord sulle
principali caratteristiche di gestione associata dei servizi del territorio e sulle esperienze
territoriali esistenti.

202

Quadro generale e lettura trasversale dei rapporti regionali

Misurazione dei risultati delle-government e la societ dellinformazione


Gran parte delle regioni europee hanno oggi strategie e piani in materia di
societ dellinformazione, che prevedono investimenti molto significativi rispetto ai quali
vi la necessit di rafforzare la capacit di monitoraggio dellevoluzione della societ dellinformazione. Per questo, la Regione Emilia Romagna, dal 2003 ha adottato e adattato al
proprio contesto regionale, lapproccio benchmarking eEurope, elaborando metodologie
e raccogliendo dati comparabili con Stati e Regioni europee.
Nel corso del 2004, liniziativa ha dato vita al progetto europeo Understand,
volto a produrre una metodologia comune e dati comparabili su infrastrutture a banda
larga, e-government, uso dellICT da parte di cittadini e imprese, coinvolgendo 10 Regioni
in rappresentanza di 7 Paesi europei. Understand, gi appoggiato dalla rete europea delle
regioni sulla societ dellinformazione Erisa, riceve oggi unattenzione importante dalla
Commissione Europea e dal Comitato delle Regioni, ed in stretto collegamento con i
principali progetti europei in materia (Benchmarking eEurope, SIBIS, BISER, ebusinesswatch, Regional-IST, iniziative di istituti di statistica scandinavi).
Al fine di mettere a fattor comune le pratiche sviluppate nel progetto
Understand, il CRC Emilia Romagna, a partire dal marzo 2005, ha assunto il ruolo di capofila di un gruppo di lavoro 101 tematico sul benchmarking della societ dellinformazione,
volto a supportare le Regioni italiane interessate. Lobiettivo specifico di stimolare la
creazione di competenze locali che siano in grado nel tempo di fornire servizi di consulenza, comunicazione istituzionale, supporto ed assistenza alla realizzazione di attivit di
benchmarking della SI. In generale, si punta ad aggiornare ed allargare temi e indicatori
sviluppati dal progetto Understand, ampliando il numero di Regioni con cui avere dati
comparabili.
In questa ottica, si sostenuta limportanza del massimo allineamento con
Understand da parte dellindagine ISTAT sulle ICT nelle PA locali citata in precedenza.
Riuso delle soluzioni di e-government
Come accennato nel capitolo 5, il CRC Veneto, gi a partire dal novembre 2003,
ha coordinato un gruppo di lavoro, volto a promuovere, a livello locale, un percorso sperimentale di analisi e studio delle problematiche inerenti il tema del riuso, finalizzando tale
percorso alla ricerca di una definizione ed implementazione di un vero e proprio modello
di riuso. Lobiettivo del gruppo di lavoro stato quello di cercare di dare un significato
pratico al concetto di riuso, ancora di difficile interpretazione, soprattutto dal punto di
vista delle modalit applicative con cui introdurlo nella pratica amministrativa.

203

Al gruppo di lavoro hanno aderito, in fase


di avvio, il CRC Toscana,
Piemonte, Puglia e hanno
dimostrato interesse a partecipare allo sviluppo delle
attivit anche CRC Sicilia,
Lombardia, Friuli Venezia
Giulia e Sardegna.

101

RAPPORTO NAZIONALE 2005

I risultati raggiunti dal gruppo di lavoro sono poi stati adottati dalla Regione
del Veneto con un apposito progetto per la realizzazione di una Agor del riuso inserito
nellAccordo di Programma Quadro (APQ) per la SI. Si tratta di una piazza telematica per
lo scambio aperto di soluzioni, dove possono accedere tutte le pubbliche amministrazioni
che, una volta accreditatesi, possono visionare le soluzioni di riuso realizzate dai progetti
di e-government a livello locale, prendere contatto con le amministrazioni coinvolte,
avviare rapporti con altre organizzazioni pubbliche per definire o realizzare nuovi progetti
basati sul riutilizzo delle soluzioni.
Lesperienza maturata dal CRC Veneto, il coinvolgimento, gi in alcuni momenti
iniziali, di altri CRC interessati al tema, la proiezione degli elementi di maggiore interesse
nei processi di attuazione del piano di e-government su scala nazionale, sono tutti aspetti
di quella valorizzazione delle esperienze locali di innovazione che costituisce una delle
finalit pi importanti del progetto e della rete CRC.
In tale contesto, ad aprile 2005, si attivata unazione specifica che coinvolge
tutta la rete CRC ed accompagna la relativa linea riuso della seconda fase di e-goverment per tutto il 2005. Le attivit riguardano la realizzazione di un manuale sul riuso e
lidentificazione dei contenuti per un piano di informazione e formazione, con il fine di
favorire la nascita di dinamiche locali di riuso, stimolare interazioni interregionali, sviluppare competenze specifiche allinterno della Rete. I CRC, una volta formati sui temi del
riuso, delle dinamiche tecniche e amministrative e della relativa progettazione, saranno
coinvolti in attivit di comunicazione come seminari rivolti alle amministrazioni locali e
aperti ai privati, gestiranno attivit di supporto e animazione.

204

SCHEDE REGIONALI
DI SINTESI

Parte II.

205

RAPPORTO NAZIONALE 2005

206

Schede regionali di sintesi

Premessa alle schede di sintesi


regionali102
Le schede di sintesi regionali propongono uno strumento di agevole consultazione per avere una visione complessiva, seppur parziale, dei Report regionali, ai quali
si rifanno come unica fonte di informazioni103 e ai quali rimandano per una lettura pi
completa e approfondita.
Gli autori dei Report regionali sono oramai alquanto numerosi e vengono citati
puntualmente nellintroduzione di ciascun report.
La scelta operata nellestrazione di materiali dai Report regionali riflette il
criterio principale che ha ispirato la redazione degli stessi, cio evidenziare gli elementi
di cambiamento e di novit nel campo egovernment e SI a livello regionale nel periodo
coperto da questo rapporto: marzo 2004 febbraio 2005.
Le schede di sintesi, inoltre, presentano in breve i cosiddetti focus tematici

Regione

Focus

Abruzzo
Basilicata
Calabria

Il portale della sanit e la tessera sanitaria


Il Piano di sviluppo per la larga banda sul territorio lucano
Il progetto Cat@hospital per i servizi sanitari
Il progetto SPICCA - Sistema Pubblico per lInteroperabilit e la Cooperazione
applicativa in Campania
Un sistema federato per le-learning regionale
Lattenzione a impresa e cittadino nelle-government: i casi di Impresafuturo e dei
servizi sanitari
La collaborazione tra i progetti 1 Avviso del Lazio
APQ Terza et e Welfare nella societ dellinformazione
La carta regionale dei servizi. Infrastrutture e centri servizi per i piccoli Comuni
Nuove opportunit dalle ICT per il miglioramento organizzativo dellamministrazione
sanitaria regionale
La banda larga contro il digital divide
Le politiche della Regione Puglia sulle ICT per i disabili
Dalle infrastrutture ai servizi di e-government
I progetti delle Reti Civiche nei comuni siciliani
Lo scenario della SI in alcune province toscane
La concertazione locale per la SI
Casi di servizi innovati e sperimentazione della Carta servizi
Lagor del riuso
I servizi per il lavoro
Il progetto di voto elettronico ProVotE

Emilia-Romagna104
Friuli Venezia-Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Umbria
Valle DAosta
Veneto
Prov. Aut. di Bolzano
Prov. Aut. di Trento

In realt, essendo stati


i RR chiusi quasi tutti nei
mesi di febbraio e marzo
2005, nelle schede di sintesi
compaiono talvolta dati puntuali aggiornati a una data
pi recente, in particolare
per quanto riguarda i risultati
degli avvisi della fase 2 dellegovernment e la stipula degli
APQ SI e loro integrativi.

103

che ciascun CRC ha identificato e approfondito nel proprio report:

Campania

Le schede di sintesi
regionali sono curate dallo
Staff centrale (eccetto per
Piemonte, Prov. Aut. di
Trento e Umbria) e vengono
poi validate dai CRC stessi. In particolare, sotto il
coordinamento di Giada Maio,
hanno contribuito presso lo
Staff centrale: Manuela de
Antonis, Fabrizio Donzella,
Milena Fasanella, Antonella
Lombardi, Alessandra Mariani,
Sandro Nardella, Chiara Panci,
Ercole Pomarico, Nicola
Recchia, Marco Schiaffini.
102

207

Il Report Emilia-Romagna
presenta anche un quadro
sugli sviluppi delle iniziative
per la SI in ciascuna realt
provinciale (a cura di referenti territoriali del CRC), nonch
uninteressante storia dinnovazione relativa al progetto Agriservizi.

104

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Regione Abruzzo
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Nel corso del 2004 lAbruzzo ha visto estendere in maniera significativa la sua
disponibilit finanziaria e progettuale in ambito e-government, grazie alla stipula, il 30
aprile 2004, dellAtto Integrativo dellAccordo di Programma Quadro n. 13 Sviluppo della
societ dellinformazione nella Regione Abruzzo, sottoscritto nel luglio 2002 e in fase
di realizzazione.
LAccordo Integrativo nasce come naturale appendice dellAPQ 13 e della progettualit e-government della Regione Abruzzo, con la finalit di implementare una serie di
servizi infrastrutturali applicativi, fruibili sullintero territorio regionale, a supporto dei
servizi finali da fornire nel modo pi aderente possibile ai bisogni reali degli utenti. I
progetti riguardanti sia lAPQ 13 che lAtto Integrativo, accanto alla realizzazione della
infrastruttura, della connettivit e dei servizi di base di gestione della rete, includono
anche servizi e funzionalit specifiche legate allanagrafe unitaria, al protocollo informatico, al groupware ed ai servizi catastali e territoriali.
Le proposte di intervento dellAtto Integrativo sono tredici, per un valore complessivo di 24.750.000,00 che trovano copertura finanziaria nei fondi CIPE delibera
17/2003 (16,25 M) e nei fondi Docup 2000-2006 (8,5 M). LIntegrativo quindi coerente con le politiche regionali vigenti, riassunte in Tabella 1.

Tabella 1 Quadro delle principali politiche regionali per la SI in Abruzzo


Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

Accordo di Programma Quadro per lo sviluppo della SI - Integrativo

30 aprile 2004

Accordo di Programma Quadro n. 13 Sviluppo della societ dellinformazione nella


Regione Abruzzo

15 luglio 2002

Piano dazione per lo sviluppo della societ dellinformazione e-government

DGR n. 1319 del 27 dicembre 2001

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

208

Schede regionali di sintesi

I progetti di innovazione
Le Tabelle che seguono illustrano linsieme degli interventi inseriti rispettivamente nellAPQ SI Regione Abruzzo stipulato il 15 luglio 2002 tra la Regione, il MIT e il MEF (14
interventi) e nel primo Atto integrativo allAPQ SI, siglato il 30 aprile 2004 (13 interventi),
entrambi focalizzati sulla realizzazione di servizi infrastrutturali e applicativi:

Tabella 2 Gli interventi dellAPQ SI Regione Abruzzo del 2002


DENOMINAZIONE INTERVENTO

COSTO ()

Ristrutturazione della sede del centro tecnico della ComNet-RA

650.000,00

Infrastruttura Centro Tecnico ComNet-RA e poli di erogazione servizi provinciali sulla ComNet-RA

2.200.000,00

Intranet della Regione Abruzzo

2.150.000,00

Infrastruttura di comunicazione Enti Locali della Regione Abruzzo

5.250.000,00

Sistema di gestione dei servizi centro tecnico e poli di erogazione servizi provinciali sulla ComNet-RA

2.350.000,00

Servizi applicativi avanzati erogati sulla ComNet-RA

1.550.000,00

Servizi di interoperabilit amministrativa erogati sulla ComNet-RA

1.650.000,00

Servizi di cooperazione applicativa ed integrazione anagra erogati sulla ComNet-RA

1.000.000,00

Carta Servizi per i cittadini della Regione Abruzzo

650.000,00

Servizi Integrati catastale e geograci per il monitoraggio amministrativo del territorio

2.175.000,00

Centri Servizi Territoriali

2.200.000,00

Portale Integrato Multicanale

1.328.635,00

Centro Servizi sul Turismo Culturale

2.200.000,00

Sportello Unico delle Attivit Produttive

2.200.000,00

TOTALE

27.553.635,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

209

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 3 Gli interventi dellIntegrativo APQ SI Regione Abruzzo del 2004


DENOMINAZIONE INTERVENTO

COSTO

Centro servizi per larchiviazione documentale

5.000.000,00

Completamento del progetto APQ 13-3 Intranet Regionale

2.700.000,00

Sistema statistico ed osservatorio per la societ dellinformazione

1.000.000,00

Rete di supporto GPS ai sistemi informativi territoriali

1.000.000,00

Centro servizi per la sicurezza della ComNet-RA

4.000.000,00

Sistemi di accesso a servizi digitali avanzati per la connettivit sociale

1.100.000,00

Estensione della ComNet-RA per la copertura di siti svantaggiati

1.450.000,00

Procedure automatiche per il caricamento di banche dati

2.200.000,00

Infrastruttura di gestione e monitoraggio delle attivit generate dai nanziamenti regionali

1.800.000,00

Sistema di cooperazione applicativa per la gestione del monitoraggio dei processi legati alla fornitura di servizi a cittadini
e imprese

2.000.000,00

Potenziamento dei servizi e delle infrastrutture realizzate dai progetti nanziati, in corso di nanziamento e in programma 2.000.000,00
Sistema di project management

250.000,00

Sistema di posta elettronica su supporto di massa USB

250.000,00

TOTALE

24.750.000,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Rispetto ai progetti in corso, il 2005 il termine di completamento previsto per


la quasi totalit dei progetti dellAPQ 13, stipulato nel 2002 (si veda lelenco completo
degli interventi APQ nelle Tabelle 2 e 3 precedenti).

Tabella 4 Progetti conanziati alla Regione Abruzzo sui bandi della II fase
Bando

Acronimo

Ente Coordinatore

Valore totale

Conanz. MIT

SPC

ICAR-ABRUZZO

Regione Abruzzo

2.208.000

1.104.000

MEDITA

Comune Pescara

520.000

100.000

TED

Provincia di Teramo

400.000

150.000

e-govDT-RA

Regione Abruzzo

1.200.000

360.000

E-Democracy
T-Government

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA-AIREL

In merito alle proposte progettuali presentate in risposta ai bandi della seconda


fase di e-government, illustrate nel Report regionale, si rileva una buona adesione degli
EELL sul tema delle-democracy unita a una pi esigua, nonch prevedibile, presenza di
proposte progettuali degli enti del territorio nellambito del t-government. Il progetto
MEDITA si propone di aprire alla cittadinanza, anche a livello decisionale, lorganizzazio-

210

Schede regionali di sintesi

ne di un significativo evento internazionale: i Giochi del Mediterraneo, che si terranno


a Pescara nel 2009. Il progetto TED ha a sua volta lobiettivo di garantire laccesso al
cittadino ai processi decisionali della PAL, di favorire la trasparenza amministrativa e
sostenere la cooperazione fra le singole Amministrazioni della provincia di Teramo.
Come si vede anche nel Capitolo IV del presente Report Nazionale, tra i 4 progetti abruzzesi della prima fase di e-government (Comnet-RA, Cittadino +, Intema 2000
e Provinciaunica) si registrano invece alcuni casi di rallentamenti che hanno inciso sulla
tempistica pianificata. Per le descrizioni e gli approfondimenti sui progetti citati si rimanda al relativo Report regionale.

Focus: il portale della sanit


e la tessera sanitaria
La Regione Abruzzo stata individuata come prima regione in Italia per la
strutturazione del processo di controllo e monitoraggio della spesa sanitaria e per la
distribuzione della Tessera Sanitaria a tutti i cittadini che ne hanno diritto, avviando nel
2004 la sperimentazione del Portale della sanit e della Tessera Sanitaria. Tutti i cittadini
della Regione hanno ricevuto la nuova Tessera Sanitaria attribuita, cos come previsto nel
progetto di diffusione nazionale, a soggetti gi titolari di codice fiscale e aventi diritto
allassistenza sanitaria; soggetti che fanno richiesta di attribuzione del codice fiscale;
e coloro ai quali lo stesso attribuito dufficio. Allatto della registrazione al servizio
sanitario nazionale, le unit sanitarie locali rilasciano un certificato provvisorio di tessera
sanitaria. Ai soggetti non assistiti dal SSN che facciano richiesta di attribuzione del CF
inviato il tesserino fiscale gi in uso che, oltre a sostituire la vecchia tessera del CF,
consente al cittadino laccesso a tutte le prestazioni della sanit pubblica.
Nel Report regionale si mette in evidenza come il Portale della sanit rappresenti unimportante tappa per migliorare lerogazione dellassistenza sanitaria con diversi
servizi ad alto valore aggiunto. Questa struttura tecnologica si presenta attualmente ai
cittadini come un front office informativo di settore, ma laspetto principale consiste
nello scambio di informazioni e dati tra Regione ed Enti vari.
Linfrastruttura tecnologica del Portale della sanit ha attivato o attiver entro
il 2005 una tipologia di servizi telematici differenziata, quali: la Prenotazione Unica
Regionale, i servizi informativi, il monitoraggio della spesa, i flussi informativi, la compensazione della mobilit sanitaria attiva e passiva, la refertazione certificata presso il medico
di base, la ricetta elettronica di prescrizione farmaci, la riscossione ticket on line.

211

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tra i servizi si evidenzia la Prenotazione Unificata Regionale, che consente la


prenotazione di prestazioni specialistiche presso qualsiasi struttura sanitaria pubblica
del territorio regionale. Questo servizio permetter una riduzione dei tempi di attesa per
la fruizione dei servizi medico-sanitari in virt di una nuova organizzazione dellintero
processo. Altro servizio sanitario implementato tramite il Portale il monitoraggio della
spesa. Questa attivit basata sulle comunicazioni dei movimenti di spesa che pervengono dalle ASL e appare di estrema importanza, sia per i riflessi di carattere economicofinanziario, sia per le implicazioni dirette nella programmazione e pianificazione delle
attivit sanitarie.

212

Schede regionali di sintesi

Regione Basilicata
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Il 2004 ha visto la Regione Basilicata impegnata sia nellaggiornamento delle
policy regionali per le-government e la Societ dellinformazione (vedi Tabella 5) sia
nellattivazione ed esecuzione degli interventi progettuali in essi previsti.
In particolare la revisione di medio-termine per la riprogrammazione QCS-POR ha
offerto unoccasione importante per dare enfasi alle priorit individuate in eEurope2005 e
nelle policy nazionali in coerenza con il nuovo Piano Basitel+ e con i bisogni del territorio
regionale ed sfociata nellaggiornamento del POR Basilicata e del relativo CdP avvenuta
a fine 2004. In particolare il Rapporto Regionale Basilicata mette in evidenza le leve programmatiche che attengono strettamente alla SI e che concorrono al perseguimento degli
obiettivi della Strategia regionale Basitel+, concentrate nelle due azioni della misura VI.2
asse Reti e Nodi di Servizio: lAzione A Sviluppo della Societ dellInformazione e
lAzione B Internazionalizzazione.

Tabella 5 Le novit nel quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

Complemento di programmazione del POR 2000-2006

Revisione VIII dicembre 2004

DAPEF

Deliberazione n. 773 del 28.01.04

Accordo di Programma Quadro per lo sviluppo della SI

25 marzo 2004

Accordo di Programma Quadro (Integrativo I)

30 marzo 2005

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

La Regione Basilicata ha stipulato il 25 marzo 2004 lAPQ SI che ha come


oggetto la realizzazione del Progetto SAX, inserito nel Programma per lo sviluppo
della larga banda nelle regioni del Mezzogiorno del MIT, approvato con delibera CIPE
del 13/11/2003 n. 83, le cui finalit sono la diffusione e il consolidamento, su tutto
il territorio regionale, delle opportunit offerte dalluso dellICT soprattutto mediante il
potenziamento delle dotazioni tecnologiche direttamente a favore del cittadino. A que-

213

RAPPORTO NAZIONALE 2005

sto si aggiunge il 30 marzo 2005 la stipula dellAPQ Integrativo con il quale si d piena
attuazione ai Programmi nazionali e alle politiche regionali di settore (per lelenco degli
interventi vedi Tabella 8).
Per quanto riguarda infine lattuazione di altre iniziative avviate, o in via di
completamento nel corso del 2004, si segnalano:

il progetto E.C. Cittadinanza Elettronica, che consentir a circa 50.000 famiglie di


avere un contributo per lacquisto di una stazione informatica, oltre ad nanziamento
degli esami per lottenimento della ECDL ed alla possibilit di disporre della CNS (carta
nazionale dei servizi) con la quale accedere ai servizi on line della PA locale e della
rma elettronica certicata;

il progetto Internet Social Point (ISP) nalizzato alla realizzazione, presso organizzazioni
no-prot presenti sul territorio, di postazioni per laccesso assistito dei cittadini ai
servizi della Pubblica Amministrazione;

il completamento del progetto Entiloc@linrete, con cui la Regione ha nanziato


progetti proposti dagli enti locali per realizzare le condizioni minimali per il concreto
sviluppo delle-government nel territorio lucano.
La Regione Basilicata nel corso del 2004/2005 conferma quindi, attraverso i

propri interventi strategici e progettuali, e come si evince dalle iniziative sviluppate in


seno al Piano Basitel+, particolare attenzione a due temi/obiettivi: cittadini e piccoli
comuni.

I progetti di innovazione
La Regione Basilicata ha presentato due progetti in risposta allAvviso SPC ambedue ammessi a cofinanziamento che prevedono levoluzione della RUPAR Basilicata verso
lSPC . Per quanto riguarda gli altri due bandi, lAvviso e-democracy e il T-Government,
sono stati cofinanziati 2 progetti: Stars e T-Basilicatanet. Per ogni altro dettaglio e
approfondimento si rimanda al relativo Report Regionale.

214

Schede regionali di sintesi

Tabella 6 I progetti conanziati alla Regione Basilicata sui bandi della II fase
Bando

Acronimo

Ente Coordinatore

eBAS.SPC

SPC

ICAR-BAS

E-Democracy

STARS

T-Government

T-Basilicatanet

Regione Basilicata

Valore totale

Conanz. MIT

808.780

404.390

995.220

497.610

1.000.000

150.000

623.146

110.000

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

Le Tabelle 8 e 9 che seguono illustrano linsieme degli interventi inseriti rispettivamente nellAPQ SI
Regione Basilicata stipulato il 25 marzo 2004 tra la Regione, il MIT e il MEF (2 interventi) e nel primo Atto
integrativo allAPQ SI, siglato il 31 marzo 2005 (10 interventi), entrambi focalizzati sulla realizzazione di servizi
infrastrutturali e applicativi:
Tabella 7 Gli interventi dellAPQ SI Regione Basilicata del 2004
DENOMINAZIONE INTERVENTO

COSTO

SAX B

10.000.000

SAX P

2.500.000

TOTALE

12.500.000

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Tabella 8 Gli interventi dellIntegrativo APQ SI Regione Basilicata del 2005


DENOMINAZIONE INTERVENTO

COSTO

Completamento del progetto SAX

1.000.000,00

CAPSDA - Centri di Accesso Pubblico ai Servizi Digitali Avanzati

833.000,00

CST Centri Servizio Territoriali

2.500.000,00

CAT - Centri Territoriali per lAggregazione dei processi di acquisto degli Enti Locali delle Regioni del Mezzogiorno

1.500.000,00

Rete dei medici di medicina generale

1.500.000,00

Territori di Eccellenza

4.597.000,00

Servizi di Telemedicina avanzata

800.000,00

Ampliamento dei servizi regionali a larga banda della RUPAR Basilicata in ottica SPC

2.191.000,00

Adeguamento infrastrutturale dei servizi di connettivit e di sicurezza di rete della RUPAR Basilicata in ottica SPC
(eBAS.SPC).

808.780,00

Realizzazione del sistema per la interoperabilit e la cooperazione applicativa tra le regioni ICAR-BAS.

995.220,00

TOTALE

16.725.000,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

215

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Per quanto riguarda i progetti della prima fase di e-government ammessi al cofinanziamento al 1Avviso, come si visto nel Capitolo 4 del presente Rapporto, INTEROP,
BAS-REFER, POL-BAS, PROTOCOLLO-BAS e TRI-BAS sono in fase di realizzazione e per
ciascuno stato istituito un Comitato guida. Tra questi particolare rilevanza assume il
progetto INTEROP, inerente limplementazione dei servizi infrastrutturali per linteroperabilit e la cooperazione applicativa, in quanto costituisce il necessario presupposto per la
realizzazione dei restanti progetti. Nel Report regionale possibile rinvenire informazioni
dettagliate su ciascuno dei progetti citati.
Si segnalano infine alcune delle iniziative progettuali a carattere regionale attinenti il piano Basitel2, finanziate da risorse POR Basilicata 2000-2006 sulla Misura VI.2,
particolarmente interessanti:

il progetto Entiloc@linrete (anche nella sua versione Multiprogetto), che ha


lobiettivo di contribuire al superamento del digital divide esistente tra gli enti locali
del territorio regionale, creando prima infrastrutture necessarie al loro collegamento,
azioni formative di alfabetizzazione informatica e poi vere e proprie soluzioni di frontofce e servizi on line, integrati con il portale territoriale della Regione Basilicata,
www.basilicatanet.it;

il progetto Pandora, portato avanti insieme ad altre amministrazioni locali italiane


ed europee, che ha come obiettivo la promozione dello sviluppo economico e sociale
per aree rurali attraverso lutilizzo delle tecnologie dellinformazione, in particolare
per mezzo di reti mobili (telefonia cellulare) e reti locali senza li (wireless). Di tipo
sperimentale, il progetto ha completato lultima fase di attuazione nel dicembre 2004,
e in Basilicata si svolto nel Parco Archeologico di Metaponto nella provincia di
Matera, in cui, lungo un percorso che attraversa aree di interesse turistico, sono stati
installati punti di accesso wireless che, in base alla posizione del turista, forniscono
informazioni multimediali sul reperto archeologico pi vicino. previsto laccesso da
parte dellutente anche ad informazioni relative ai punti di interesse quali alberghi,
ristoranti, farmacie etc. Tutti i servizi sono stati testati e le prove ed i test n qui
condotti hanno evidenziato le notevoli potenzialit del sistema inteso in termini di
riduzione del digital divide.

216

Schede regionali di sintesi

Focus: Il Piano di sviluppo per la larga


banda sul territorio lucano
In linea con quanto detto prima, il Report regionale Basilicata mette in evidenza, allinterno del focus di approfondimento, la strategia sviluppata dalla Regione per
quanto riguarda le azioni di contenimento del digital divide e lestensione della banda
larga, soprattutto in territori non appetibili del mercato e non coperti dagli altri operatori
di telecomunicazioni. Il Piano di sviluppo per la realizzazione dellinfrastrutturazione a
larga banda si inquadra nellambito sia del Programma per lo sviluppo della Larga banda
nelle Regioni del Mezzogiorno- Programma Operativo sviluppo della domanda (Progetto
5 denominato Progetto di ampliamento dei servizi regionali a larga banda del Sistema
Pubblico di Connettivit) sia del Piano Basitel+.
Il programma, che prevede una realizzazione da Aprile 2005 a Dicembre 2007,
strutturato in sette linee di intervento:

L1 Osservatorio

L2 Backbone primario RUPAR

L2 Backbone secondario RUPAR

L3 Favorire laccesso al sistema

L4 Territorio senza li

L5 Integrazione del Sistema Nazionale (SPC) e della rete della ricerca (GARR)

L6 Sviluppo economico del territorio

L7 Sviluppare servizi su larga banda.


I primi interventi chiaramente sono di tipo infrastrutturale, anche a livello di

dorsale, tesi a promuovere e sostenere lestensione a livello regionale di pi nodi di raccolta


federati ( Matera, Melfi, Lagonegro, Policoro) che abbiano il nodo di Potenza quale punto di
smistamento verso la rete internet, la rete della ricerca ( GARR ) e la rete nazionale ( SPC ).
In generale, le azioni che si intendono realizzare hanno lobiettivo di dotare la
regione di una infrastruttura di rete a larga banda, che sia in grado di soddisfare i servizi
informatici evoluti regionali e che colleghi tutti i comuni e gli enti locali del territorio. La
rete dovr inoltre collegare i centri servizi regionali per lo sviluppo di servizi/contenuti a
larga banda (es: Telemedicina, Scuole, Universit), e permetter di offrire quella tipologia
di servizi sia alle aree industriali (ASI) che alle comunit rurali e montane. Gli obiettivi
programmati sono descritti dettagliatamente allinterno del Rapporto regionale.

217

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Regione Calabria
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Lanno 2004 ha visto laggiornamento del documento Strategia e piano dAzione
per lo sviluppo della societ dellinformazione in Calabria, elaborato nel 1999 nellambito
dellAzione Innovativa RISI (Regional Information Iniziative) del FESR, e pi precisamente, nellambito del progetto RISI Arianna. La revisione del piano stata resa necessaria
non tanto dalle variazioni del locale contesto economico, sociale, e normativo, ma quanto
dagli elementi di novit introdotti dai nuovi orientamenti nazionali e comunitari il cui
impatto non riguarda comunque limpostazione strategica del piano, che rimane pertanto
valida, ma quanto alcune modalit di attuazione (es. il modello di cooperazione applicativa del Piano Nazionale di e-government, il ricorso alla Larga Banda), le priorit di realizzazione di alcuni interventi (si pensi alla definizione, da parte del DIT, degli 80 servizi
prioritari da fornire nei progetti di e-government). Il nuovo piano (Luglio 2004) mantiene
invariati, dunque, gli obiettivi strategici del piano RISI, ma introduce opportune linee di
intervento che tengano conto delle suddette novit.
La revisione del CdP - POR Calabria 2000-2006 - recepisce quanto previsto dal
Piano Strategico nella Misura 6.3, societ dellinformazione, che continua ad essere articolata in quattro linee dazione: Pianificazione Strategica Regionale per lo Sviluppo della
societ dellinformazione, Promozione della societ dellinformazione, Diffusione della
societ dellinformazione nel settore pubblico e Diffusione della societ dellinformazione
nei sistemi produttivi. Gli interventi della Misura sono essenzialmente centrati sul fronte della domanda, favorendo ladozione dellICT a supporto delle attivit sia del settore
pubblico sia di quello privato.
Occorre segnalare anche il nuovo Piano Regionale della Salute 2004-2006,
approvato con Legge Regionale del 19 marzo 2004 n. 668, che nasce dalla necessit
di recepire le importanti novit introdotte dalla riforma del Titolo V della Costituzione.
Obiettivo generale del Piano la Promozione della Salute, da attuare attraverso il miglioramento dello stato di salute della popolazione, la soddisfazione dei bisogni sanitari e
sociosanitari dei cittadini e lefficienza e la sostenibilit economica del sistema sanitario.
Obiettivi acquisibili anche attraverso politiche diverse da quella sanitaria, in una logica
di sistema della salute che integra la politica dellambiente, leducazione, adeguate
218

Schede regionali di sintesi

condizioni lavorative, la sicurezza dei trasporti, il miglioramento dellorganizzazione dei


tempi della vita.
Novit nel quadro della programmazione per la SI la stipula dellAPQ SI, avvenuta il 21 aprile 2005 e composto da 10 interventi, tutti in linea con gli obiettivi di
policy nazionali e regionali e di cui riportiamo una visione dinsieme in Tabella 9.
Tabella 9 Le novit nel quadro delle politiche regionali per la SI
Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

Piano strategico e dAzione per lo sviluppo della Societ


dellInformazione in Calabria
Piano di attuazione della Societ dellInformazione

Parere favorevole con prescrizioni da parte del DPS del Ministero dellEconomia
e delle Finanze con nota n 31282 del 07/10/2004. Approvato, nella versione
1.4.2 con delibera num. 480 del 30 marzo 2005. Approvato con delibera n. 38
del 26 gennaio 2005 e nella versione 1.0.3 approvato con delibera n.480 del
30 marzo 2005

POR Calabria 2000-2006 Revisione del Complemento di


Programmazione

Integrato dalla risultanza del Comitato di sorveglianza del 7/12/2004


La versione 2005 pubblicata sul sito della Regione Calabria

Piano Regionale per la Salute 2004-2006

L.R. 19 marzo 2004 n. 11

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

I progetti di innovazione
Tabella 10 I progetti conanziati alla Regione Calabria sui bandi della II fase
Bando
E-Democracy
T-Government

Acronimo

Coordinatore

Valore totale

Conanz. MIT

In chiaro

Provincia di Cosenza

2.500.000

400.000

Scuolainchiaro

Regione Calabria

1.100.000

200.000

T-Sei

Comune di Reggio Calabria

1.100.000

300.000

ChiariTeVi

Provincia di Cosenza

2.000.000

240.000

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

Tra i progetti cofinanziati alla regione Calabria in risposta allAvviso nazionale


per la selezione di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale (e-democracy) figurano: In chiaro, coordinato dalla Provincia di Cosenza, e Scuolainchiaro dalla Regione;
il primo ha lobiettivo di porre solide basi per promuovere la partecipazione dei cittadini,
imprese, amministrazioni, associazioni e minoranze esistenti sul territorio delle cinque
province calabresi sulle tematiche afferenti alle politiche del lavoro. Scuolainchiaro mira
invece a favorire un processo formativo sperimentale e coinvolge, sotto il coordinamento
219

RAPPORTO NAZIONALE 2005

dellAmministrazione regionale, 189 enti, 55 scuole superiori e 120 imprese. Per quanto
riguarda lo sviluppo dei servizi di e-government sulla piattaforma Digitale Terrestre hanno
risposto allavviso del MIT la Provincia di Cosenza ed il Comune di Reggio Calabria, rispettivamente con i progetti ChiariTeVi e T-Sei, il primo prevede di spostare su DTT i servizi
informativi attualmente erogati attraverso i portali delle province, in particolare il portale
Mercato del Lavoro che costituisce uno strumento di supporto per i Centri per lImpiego,
T-Sei intende introdurre una piattaforma interattiva basata sulle tecnologie del sistema
Televisivo Digitale Terrestre e finalizzata alla diffusione di informazioni utili ai cittadini
(TG del Comune, lUnit Mobile di Assistenza al Cittadino (U.M.A.C.), Informazione e
Comunicazione Istituzionale. Inoltre, in accordo con la struttura consortile del Co.An.An.)
previsto infine anche un servizio di Sicurezza Alimentare e Tracciabilit delle Carni.
Gli interventi previsti nellAPQ SI, parte sulle infrastrutture abilitanti e parte sui
servizi, per tre gruppi di beneficiari (pubblica amministrazione, cittadini e imprese) fanno
parte del programma Per il Sud e non solo e del programma Sviluppo di servizi a larga
banda del MIT. Di seguito lelenco degli interventi ed il relativo costo.

Tabella 11 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2005


Costo

Denominazione intervento
Progetto SAX P - CISP Calabria Internet Social Point

3.000.000,00

Progetto SAX I - Distribuzione CNS

1.178.966,00

Progetto CISD diffusione sdi nei piccoli comuni

300.000,00

Progetto centri di accesso pubblico ai servizi digitali (CAPSDA)

1.768.000,00

Progetto Centro Servizi Territoriali (CST)

3.780.000,00

Centro territoriale per laggregazione dei processi di acquisto degli enti locali calabresi (CAT )

1.500.000,00

Progetto diffusione societa informazione nelle piccole e medie imprese e-Enterprise

15.000.000,00

Telemedicina specializzata

3.000.000,00

Rete dei medici di medicina generale (RMMG)

3.600.000,00

Ampliamento dei servizi regionali a larga banda del Sistema pubblico di connettivit (SPC)

5.385.000,00
38.511.966,00

TOTALE
Fonti di copertura nanziaria
Delibera CIPE 17/2003 Quota E 1.1.2

11.409.000,00

Delibera CIPE 83/2003

6.303.966,00

Fondi Servizio Sanitario (D.G.R. 879 23/11/04)

2.239.000,00

POR Regione Calabria 2000-2006 Mis. 6.3

18.560.000,00

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA-AIREL

220

Schede regionali di sintesi

Per quanto riguarda il 1 avviso per la selezione dei progetti di e-government


delle Regioni e degli Enti locali ha visto il co-finaziamento di tre progetti a coordinamento regionale, Cat@hospital, St@rt e Golem, ed unampia partecipazione di enti del territorio a progetti a coordinamento extraregionale. Il progetto Cat@hospital, coordinato
dallAmministrazione Provinciale di Catanzaro, sostanzialmente alle ultime fasi di lavoro
(SAL 97%, il pi avanzato del Sud). Il progetto fornisce quattro tipologie di servizi on
line: prenotazione visite mediche, prenotazione ricoveri ospedalieri, prenotazione e risultati analisi cliniche, richiesta assistenza residenziale e semiresidenziale. Il progetto St@rt
coordinato dal Comune di Reggio Calabria e prevede la realizzazione di un pacchetto di
servizi ai cittadini erogati attraverso una soluzione di front office multicanale. Nel settembre 2004 stata aggiudicata la gara relativa alla acquisizione di risorse informatiche
e telematiche previste nellambito del progetto, finalizzate alla realizzazione di un Data
Center. Il Progetto GOLEM, coordinato dal Comune di Catanzaro, intende rendere fruibili
alcuni servizi da erogare ai cittadini e alle imprese di vario livello: informativo, dispositivo, di pagamento, di interazione completa. Nellottobre 2004 stata aggiudicata la gara
per laffidamento dei servizi relativi alla progettazione e realizzazione del progetto ed il
10 gennaio 2005 stato costituito un Comitato di Progetto che vede la partecipazione
dei referenti delle dieci amministrazioni partecipanti.
Tra le altre rilevanti iniziative progettuali della Regione Calabria si segnalano
le seguenti:

Progetto e-Enterprise che si pregge di supportare alcune iniziative di investimento


capaci di migliorare il posizionamento competitivo del sistema delle PMI regionali,
anche tramite lo sviluppo di prodotti/sistemi abilitanti, cio capaci di rendere fruibili
- da cittadini, imprese, istituzioni - applicazioni/servizi innovativi (applicazioni di
sicurezza, di informazione, di infomobilit, etc).

Infrastruttura dei dati geograci della Calabria -INDAGEO il cui obiettivo primario
la realizzazione di un sistema cartograco regionale unitario quale componente
fondamentale del sistema informativo territoriale e della infrastruttura dei dati
geograci della Calabria.

Sistema Informativo delle Boniche ed Irrigazioni della Calabria -SIBICAL che, nel
quadro dellattuale situazione dellagricoltura calabrese e del suo comparto irriguo,
costituisce un utile strumento per conseguire il miglioramento della qualit dei servizi
erogati e lincremento del grado di efcienza.

221

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Focus: Cat@hospital
interessante mettere in risalto lesperienza di Cat@hospital, progetto nato
dalla forte emergenza legata alla questione sanitaria in Calabria e al disagio derivante
sia dalla inadeguata risposta clinica alle necessit dellutenza, sia da una gestione poco
trasparente sul piano delle procedure amministrative. A tutto ci si aggiunge il fatto che
il raggiungimento delle strutture sanitarie risulta peraltro estremamente disagevole, per
la conformazione geomorfologia del territorio e per il grande numero di piccoli centri
collegati ad esse da strade impervie e da un esiguo numero di mezzi pubblici.
In questo contesto, il progetto elaborato dallamministrazione provinciale di
Catanzaro, con la successiva adesione della Regione, delle ASL n. 6 di Lamezia Terme, n.
7 di Catanzaro, del Policlinico Universitario e dellospedale Pugliese-Ciaccio (che costituiscono la totalit delle strutture sanitarie territoriali) pensato per ridurre i disagi
arrecati agli utenti mediante la struttura di rete gi operativa con i Comuni del suo territorio. Lobiettivo fondamentale quello di consentire a tutti i cittadini della Provincia di
poter procedere alle prenotazioni di visite, analisi o ricoveri senza muoversi dal proprio
Comune di residenza, ma semplicemente recandosi presso il punto di front office presente
nel proprio municipio o in altra struttura abilitata - Medico di Medicina Generale (MMG),
farmacia, Pediatra di Libera Scelta (PLS).
Il progetto Cat@hospital non un semplice CUP, ma una rete informatica ed
informativa di tutti i CUP della provincia, dando una visione dinsieme del servizio sanitario pubblico provinciale che permette di ampliare linformazione relativa alle prestazioni
sanitarie sul territorio. In tal modo si crea la possibilit di customizzare il servizio sullesigenza del singolo utente, permettendo una razionalizzazione del sistema di prenotazione ed una riduzione significativa della dispersione delle risorse.

222

Schede regionali di sintesi

Regione Campania
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Nel Terzo Rapporto regionale si mettono in risalto le novit intervenute nel
corso del 2004, nella programmazione delle politiche e delle strategie inerenti la Societ
dellInformazione in Regione Campania. Tra queste occorre sottolineare:

il lungo lavoro di riprogrammazione del Programma Operativo Regionale 2000-2006 in


seguito, come le altre regioni Obiettivo 1, alla revisione di met periodo;

la stipula dellAccordo di Programma Quadro tra Regione, MEF e MIT (CNIPA e


Dipartimento per lInnovazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) avvenuta
il 20/12/2004 che ha permesso lattivazione delle risorse nazionali e regionali derivanti
dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS).

Inoltre, le modiche del POR e del relativo Complemento di Programmazione hanno


reso necessario un aggiornamento del Piano Strategico per la Societ dellInformazione
della Regione Campania approvato con delibera di Giunta Regionale n 2376 del 22
dicembre 2004.
In particolare, il documento rinnovato si articola in varie sezioni:

ripresa degli obiettivi strategici formalizzati nel Piano Strategico sulla Societ
dellInformazione nella Regione Campania
-

promozione della Societ dellInformazione nella P.A

promozione della Societ dellInformazione nel tessuto produttivo

rafforzare il potenziale umano per lo sviluppo della Societ dellInformazione

traduzione degli obiettivi sopra menzionati in obiettivi operativi;

individuazione degli interventi realizzati.

223

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 12 Le novit nel quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

Piano Strategico per la Societ dellInformazione della Regione Delibera di Giunta Regionale n 2376 del 22 dicembre 2004
Campania - aggiornamento
POR Campania 2000-2006 - Revisione del Complemento di
Programmazione

Decisione C(2004) n 1588 del 15 Dicembre 2004 della Commissione Europea

APQ Societ dellInformazione in Campania

Stipulato il 20/12/2004

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

Per quanto riguarda i riferimenti programmatici che accompagnano e informano


il Piano Strategico regionale, questi sono contenuti nella Misura 6.2 - Sviluppo della
Societ dellInformazione, nella Misura 6.3 - Sostegno allo sviluppo della Societ dellInformazione nel tessuto Produttivo - Sistema regionale di monitoraggio ambientale, nella
Misura 3.22 - Promozione dello sviluppo della Societ dellInformazione attraverso il
rafforzamento del potenziale umano, lo sviluppo dellimprenditorialit e il miglioramento
della competitivit delle imprese. Promozione dellinternazionalizzazione (Nuova Misura
6.4). Rispetto alle altre regioni Obiettivo 1, la Campania appare caratterizzata da una
particolare attenzione verso il mondo produttivo, imprenditoriale e della competitivit,
come si evince sia dagli strumenti programmatici, sia dalle iniziative sviluppate e portate
avanti, i cui aspetti progettuali vengono accennati in seguito e approfonditi dettagliatamente allinterno del Report regionale.

I progetti di innovazione
Per quanto riguarda i progetti cofinanziati sui bandi della seconda fase di egovernment, ne forniamo in seguito una sintesi tabellare con le principali informazioni:
Tabella 13 I progetti conanziati alla Regione Campania sui bandi della II fase
Bando

Acronimo

Coordinatore

SPC- CAMPANIA
SPC

E-Democracy

ICAR- CAMPANIA
CAI- CAMPANIA

Regione Campania

Valore totale

Conanz. MIT ()

1.500.000

651.000

283.200

130.000

3.600.00

1.540.000

PISES.VALDIANO

Comunit Montana Vallo Diano

930.770

250.000

P.E.S.L.

Comunit Montana Terminio Cervialto

439.200

120.000

Avedemo

Comune Avellino

250.000

80.000

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

224

Schede regionali di sintesi

Per quanto attiene invece lAPQ SI siglato nel dicembre 2004, questo comprende
quattro interventi per la concretizzazione ed il potenziamento di alcune delle linee strategiche previste dal Piano regionale, mediante la diffusione dellICT nei settori della PA,
delleducazione pubblica e dei sistemi produttivi. In particolare:

Tabella 14 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004


Denominazione intervento

Costo ()

Centri di accesso pubblico a servizi digitali avanzati

9.830.000,00

Rete dei medici di medicina generale

9.190.000,00

Distretti digitali a supporto della liera produttiva del tessile abbigliamento nel Mezzogiorno

11.120.000,00

Centri Servizio Territoriali per le-government nei piccoli e medi comuni (CST)

8.400.000,00

TOTALE

38.540.000,00

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA-AIREL

Per quanto riguarda i 5 progetti cofinanziati agli enti della regione Campania al
1 Avviso di e-government, come si visto dal Capitolo IV del presente rapporto, quello
che ha lo stato di avanzamento lavori pi alto il progetto ASME.NET (coordinato dalla
Comunit Montana Zona del Tanagro), che consiste in un sistema front-office multicanale
di accesso ai servizi per cittadini e imprese, con un SAL verificato in data 30/08/04 del
34% ma con una proiezione in data 28/02/05 del 64% e 24 servizi rilasciati. Segue in
ordine di monitoraggio il progetto CIVITAS.NET, (coordinato dal Comune di Avellino) e
attinente anchesso la realizzazione di un sistema unificato e integrato di Front-Office
multicanale, con un SAL verificato in data 28/04/04 del 19% ma con una proiezione del
33% il 28/02/05 e 16 servizi rilasciati.
Per le descrizioni dettagliate di tutti i progetti del 1 avviso si rimanda al report
regionale Campania, che ne fornisce accurato approfondimento.
da segnalare che allinterno del medesimo report regionale vengono illustrati, in Allegato 1, gli interventi del Piano Strategico della Societ dellInformazione
della Regione Campania, riportando per ciascuno: una breve descrizione degli obiettivi,
i beneficiari e i destinatari dellintervento, le fonti di finanziamento e le modalit di
attuazione.

225

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Focus: il progetto SPICCA - Sistema


Pubblico per lInteroperabilit e la
Cooperazione applicativa in Campania
Il focus del report regionale 2005 Campania incentrato sul progetto regionale SPICCA, ovvero sul Sistema Pubblico di interoperabilit e cooperazione applicativa,
tema prettamente tecnico e dettagliatamente descritto nellapprofondimento, sviluppato
dal progetto campano non solo in linea con il proprio Piano strategico, bens seguendo
come modello le regole impartite nei documenti IDA Interchange of Data between
Administrations ed SPC Sistema Pubblico di Connettivit, oltre al riferimento alle
direttive tecniche e agli standard impartiti dal consorzio internazionale W3C.
Vengono descritte le caratteristiche del modello cooperativo regionale, con la
consapevolezza che sia necessario individuare le opportune caratteristiche infrastrutturali
affrontando e rispettando vincoli di interoperabilit tra i sistemi, eterogeneit delle piattaforme tecnologiche, modularit dei componenti, integrabilit con le preesistenze.
Il focus sintetizza inoltre il lavoro svolto dalla Regione Campania attraverso una
breve descrizione dei requisiti soddisfatti in fase di definizione del modello logico, della
logica insita nel modello definito e degli aspetti architetturali del modello che ne sono
derivati. Viene quindi riportato un elenco dei requisiti di base che hanno influenzato
la definizione del modello logico e del relativo modello architetturale nei lavori della
Regione Campania, relativi alle problematiche di interoperabilit e cooperazione applicativa tra sistemi informatici.
Si illustra il modello di riferimento in grado di soddisfare i requisiti della piattaforma e la strutturazione a livelli che permette di sistematizzare tutti i servizi che
linfrastruttura offre. Si propone quindi il modello architetturale a cui si fatto riferimento per leffettiva realizzazione del modello fisico. Lapproccio seguito per descrivere
il modello architetturale prevede la descrizione dei blocchi funzionali e dei protocolli di
comunicazione tra essi, dando spazio agli aspetti di sicurezza, sia parlando della strategia
per la sicurezza, sia approfondendo la strategia per la gestione dellinfrastruttura e della
modalit di implementazione.

226

Schede regionali di sintesi

Regione Emilia-Romagna
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Nelloffrire una panoramica generale dellevoluzione della politica telematica
regionale, il Terzo Rapporto sullInnovazione della regione Emilia-Romagna mette in evidenza i caratteri e le novit dellultimo anno sulle principali politiche sulle-government
e la societ dellinformazione. In particolare, si pone attenzione su quegli strumenti di
cui il sistema regione si dotato nel corso del 2004.
A livello normativo la Regione ha emanato la Legge Regionale n. 11/2004
- Sviluppo regionale della societ dellinformazione, che d un assetto forte e istituzionalizzato a tutta la politica telematica regionale. Lo strumento riguarda infatti tre temi di
rilevanza strategica regionale, passibili di importanti sviluppi operativi per lintera realt
territoriale: il sistema informativo regionale (il back-office della PAL); le infrastrutture
di rete fissa a banda larga Lepida e radiomobile R3 (per la protezione civile); il sistema
regionale di e-procurement.
A livello programmatico si segnala oltre alla stipula dellAccordo di Programma
Quadro in materia di societ dellinformazione relativo ad un intervento di infrastrutture a banda larga nellarea del basso ferrarese - lapprovazione del Programma Operativo
2004 del Piano Telematico Regionale, che, in unottica di continuit e sviluppo rispetto
ai documenti programmatici precedenti, si focalizza su un intervento integrato di infrastrutture e servizi delle tecnologie dellinformazione, accompagnato da azioni di supporto
che ne rafforzano limpatto e la sostenibilit nel lungo termine. Diversi sono inoltre i
programmi regionali settoriali relativi a temi attinenti linnovazione: tra questi, in ambito welfare, i molteplici riferimenti a strumenti di e-government per il miglioramento del
livello di prestazione della sanit regionale, sia sul versante interno (back office), che su
quello esterno (front office).

227

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 15 Le novit nel quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

Piano telematico regionale 2002-2005

luglio 2004

Programma Operativo 2004


Legge Regionale 2004 Sviluppo della
societ dellinformazione regionale
(LR n. 11/2004)

25 maggio 2004

APQ SI Rete privata a banda larga per la PA e attivazione di relativi servizi infrastrutturali
nel basso ferrarese

31 marzo 2004

Patto per la qualit dello sviluppo e la coesione sociale

18 febbraio 2004

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

I progetti di innovazione
Il rapporto evidenzia lo stato di avanzamento della rete a banda larga Lepida,
il cui completamento rende possibile la realizzazione di quei servizi infrastrutturali che
consentono la reale integrazione delle pubbliche amministrazioni regionali e il pi facile
accesso ai servizi pubblici on line anche attraverso ladozione di soluzioni multicanale.
Nellambito delle nuove iniziative progettuali, la seguente tabella fa un quadro sui progetti co-finanziati sui bandi della II fase, ai quali il rapporto dedica ampio spazio, segnalando anche le altre iniziative previste dal Programma Operativo 2004 su servizi di back
office, servizi alle Pubbliche Amministrazioni, servizi al cittadino e alle imprese.

Tabella 16 I progetti conanziati alla Regione Emilia-Romagna sui bandi della II fase
Bando

Acronimo

Ente coordinatore

DOCAREA+
SPC

LEPIDASERVIZI
CENTER

Regione Emilia-Romagna

ICAR-EMILIA_ROMAGNA
E-Democracy
T-Government

Valore totale

Conanz. MIT

3.500.000,00

985.000,00

1.995.800,00

490.000,00

700.000,00

350.000,00

989.342,00

421.700,00

Partecipa il sociale

Provincia di Parma

163.709,00

80.000,00

PARTECIPA.NET

Regione Emilia-Romagna

900.000,00

300.000,00

e-Mobility

Comune di Parma

420.900,00

185.000,00

CASPER

Regione Emilia-Romagna

2.270.000,00

530.000,0

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

228

Schede regionali di sintesi

LAPQ SI della Regione Emilia-Romagna, sottoscritto il 31 marzo 2004, prevede


la realizzazione di uniniziativa riferita ai territori di Area Obiettivo 2, che, sotto il
profilo della presenza di infrastrutture a banda larga e relativi servizi infrastrutturali,
sono da ritenersi particolarmente critici in quanto vasti e caratterizzati da scarsa densit
di insediamenti abitativi, industriali e commerciali. Unarea, quindi, non particolarmente
appetibile agli occhi di potenziali investitori privati. In questo caso larea interessata
quella del basso ferrarese. LAPQ SI composto da un unico intervento che si inserisce
nella macro area Rete privata a banda larga e servizi infrastrutturali per la Pubblica
Amministrazione in Emilia-Romagna del documento strategico regionale.

Tabella 17 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004


Denominazione intervento

Costo

Rete privata a banda larga per la PA e attivazione di relativi servizi infrastrutturali nel basso ferrarese

9.423.508,30

Fonti di copertura nanziaria


Delibera CIPE n. 17/2003 quota F 1.3 regioni Centro-Nord per la SI

1.263.600,00

Legge regionale 28/2003

3.219.446,50

Risorse del patto territoriale per la provincia di Ferrara

2.000.000,00

Risorse private

2.940.461,80

TOTALE

9.423.508,30

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Come si visto nel relativo Capitolo IV del presente Rapporto, i progetti di egovernment I Avviso dellEmilia-Romagna sono tutti in fase avanzata di completamento
dei lavori, con in particolare: I.A.E.W. (Informazione, Assistenza ed Educazione sanitaria
via Web) il cui s.a.l. al 28/02/05 98%, s.a.l. verificato al 7/05/04 76 %, con 6
servizi rilasciati; E-VAI! il cui s.a.l. al 28/02/05 86%, s.a.l. verificato al 17/06/04
62%; SIL (Sistema informativo Lavoro) il cui s.a.l. al 28/02/05 74%, s.a.l. verificato
al 27/0/04 52%.
Nella sezione del Rapporto regionale relativa allavanzamento dei progetti di
e-government I Avviso, si evidenzia un partenariato diffuso su tutto il territorio (sono
infatti ben 219 gli enti pubblici partecipanti) sia in termini di Comuni singoli, che in forme
associate (Comunit Montane, Associazioni Intercomunali e Unioni di Comuni). Tra gli altri,
si segnalano ladesione di tutte le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere del territorio
regionale al progetto INTERCENT-ER, che gi eroga servizi on line (informazioni sui progetti
delle Pubbliche amministrazioni, servizi di comunit, help desk e call center).

229

RAPPORTO NAZIONALE 2005

E, ancora, il progetto AGRISERVIZI, finalizzato alla fornitura di servizi e procedure telematiche per le imprese agricole del territorio emilian-romagnolo, oggetto di un
approfondimento qualitativo allintero della sezione Le-government dal vivo del rapporto. Questultima ospita infatti una storia di innovazione, consistente in tre interviste al
responsabile regionale di progetto, a due operatori provinciali e a due rappresentanti dei
centri di assistenza agricola territoriali (gli utenti finali), attraverso le quali si cercano
di evidenziare i principali impatti e cambiamenti derivanti dallimplementazione del progetto e dallavvio dellerogazione dei nuovi servizi digitali.
Si segnala che la suddetta sezione del Rapporto regionale contiene approfondimenti su altre iniziative progettuali (quali LEPIDA, SOLE, Rete regionale radiomobile
R3, Benchmarking sulla SI), ma anche una mappatura dellintera progettualit degli Enti
locali in materia di societ dellinformazione, al di fuori del Piano Telematico Regionale
2002-2005. Ci grazie ai dati raccolti nellOsservatorio del CRC Emilia-Romagna, che permette inoltre unanalisi dettagliata delle attivit formative in materia di e-government,
intraprese dalla Pubblica amministrazione in regione.

Focus tematico: e-learning e


Le-learning entrato a pieno titolo nellarea e-government come strumento di
supporto al cambiamento in atto, per la riqualificazione della Pubblica amministrazione
attraverso luso delle nuove tecnologie e lerogazione dei servizi con modalit nuove e
tecnologicamente avanzate. In particolare, il progetto della rete regionale Lepida a larga
banda per la Pubblica Amministrazione diventa lelemento infrastrutturale necessario e
sufficiente per promuovere luso delle-learning e sperimentare nuovi percorsi. Il Piano
Telematico Regionale ha previsto la predisposizione di due progetti di fattibilit per la
realizzazione di un Sistema di e-learning federato: uno per la Pubblica amministrazione,
coordinato dal CRC Emilia-Romagna che ha coinvolto rappresentanti degli Enti locali
ed operatori delle agenzie formative che operano nel settore della PA, e che da tempo
hanno maturato esperienze formative erogate in modalit e-learning, e laltro per le zone
a rischio di digital divide secondo le Universit della regione, coordinato ed assegnato al
Consorzio Symposium. Entrambi gli studi di fattibilit si sono conclusi nello scorso luglio
e il Programma Operativo 2004 del Piano Telematico Regionale prevede nel corso del 2005
la sperimentazione dei due progetti finanziata dalla Regione.

230

Schede regionali di sintesi

iniziative provinciali
Il Rapporto regionale offre infine un ricco quadro conoscitivo sui principali progetti e sulle politiche che caratterizzano lo sviluppo delle-government nei diversi territori
provinciali. Si evidenzia, a riguardo, leffetto positivo dei piani telematici provinciali (lanciati nel 2001) in termini di attivazione dei Comuni (ampia partecipazione sul 1 avviso)
e attenzione alle aree periferiche (vedi i progetti sui PIAP - punti di accesso pubblico ad
Internet- a Parma e Modena).
Ampio spazio dedicato altres alle esperienze e risultati emersi dai tavoli di
concertazione provinciali: Piacenza (Nucleo strategico per linnovazione e Forum degli
innovatori); Bologna (Accordo territoriale per linnovazione dei servizi attraverso lICT
ed il consolidamento del Tavolo tecnico permanente verso lUfficio comune per le-government).
Diverse ed interessanti sono inoltre le esperienze di gestione associata: Parma
(in particolare il polo catastale Terre Verdiane); Reggio Emilia (in particolare per la creazione di una Virtual Private Network, per condividere risorse informative ed altri servizi
forniti attraverso la Rete Telematica Provinciale); Modena; Bologna; Ferrara.
Da segnalare anche lo Sportello Unico delle attivit economiche, unificato in un
solo sportello virtuale rappresentato dalla rete provinciale degli SUAP (Sportelli Unici per
le Attivit Produttive) di tutte le transazioni riguardanti imprese e PA, e le molte iniziative sulle scuole, maturate nellambito e con il sostegno dei piani telematici provinciali.
Ci in particolare a Parma (per le aree di montagna); Reggio Emilia (scuole del Comune
di Reggio Emilia cablate su MAN); e Forl-Cesena (tutte le scuole cablate internamente e
servizi avanzati di portale).

231

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Regione Friuli-Venezia Giulia


Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Il Terzo Rapporto regionale Friuli-Venezia Giulia presenta, accanto al quadro
invariato delle politiche sulla societ dellinformazione, i nuovi indirizzi strategici promossi, in seguito al lungo processo di riorganizzazione, dal Piano strategico regionale
previsto dal Regolamento di organizzazione dellAmministrazione, approvato con Delibera
di Giunta Regionale n. 471 dell11.03.05. In particolare, il Piano contiene una chiara
strategia volta al sostegno dello sviluppo digitale e della societ dellinformazione a livello regionale, attraverso la semplificazione dellaccesso e la condivisione del patrimonio
informativo della Regione, allo scopo di favorire la comunicazione istituzionale dei dati,
la loro interoperabilit e fruizione da parte delle amministrazioni pubbliche, del sistema
delle imprese e dei cittadini.
Lattenzione allo sviluppo delle-government ricorre anche in altre azioni del
Piano, a cui ciascuna Direzione/Assessorato ha dato un contributo. Si segnala, inoltre,
la firma dellAccordo di Programma Quadro in materia di e-government e societ dellinformazione siglato in data 30 giugno 2004, con il quale, come pi avanti specificato,
stato accordato un finanziamento di circa 6 Milioni e 200 mila euro per lo sviluppo dei
servizi infrastrutturali di cooperazione ed interoperabilit necessari allaccesso del cittadino ai servizi on line della PA, con particolare attenzione a due specifici portali (sanit
e scuola).
Il Rapporto infine mette in luce lattenzione dichiarata verso la tematica dello
sviluppo della banda larga, riconosciuta come condizione necessaria alla diffusione dei
servizi innovati e dellaccesso al patrimonio informativo regionale. Obiettivo la riduzione di un digital divide ancora ampio in FVG, attraverso limpiego di diverse tecnologie
(wireless, satellitari o fibra ottica), per la cui valutazione sono state effettuate specifiche ricerche, fra cui quella condotta nella prima met del 2004 in collaborazione con
il Dipartimento di Energia Elettrica, Gestionale e Meccanica dellUniversit degli Studi
di Udine (Studio sulle infrastrutture di rete a larga banda nella regione Friuli Venezia
Giulia) che ha contribuito a definire con precisione il quadro normativo di riferimento,
gli ambiti tecnologici, i problemi e le opportunit territoriali.

232

Schede regionali di sintesi

Tabella 18 Il quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

Piano strategico regionale previsto


dal Regolamento di organizzazione
dellAmministrazione e degli Enti regionali
Programma regionale di Azioni Innovative
FESR FreNeSys 2002-2003 - Durata: 20022004

Estremi di approvazione

Linee di indirizzo

DGR 11.03.05 n. 471

- Innovazione per la societ regionale: comunicazione intelligente;


innovare per crescere; amministrazioni in rete; cittadini in rete
- Unit nellautonomia: efcienza della Regione
- Formazione miniera dellintelligenza: studiare, conoscere,
comunicare, diritto allo studio e formazione

DGR 1976/2001

Integrazione SI - migliore grado di competitivit; piano di alleanze


sinergiche, attraverso la costituzione di reti digitali settoriali
e trasversali - (proroga di un anno concessa dalla Commissione
europea in data 30.01.04)

Fonte: Osservatorio CRC su dati Re. Aut. FVG

da segnalare per le ricadute che il processo ha sul piano normativo, liniziativa


di integrazione di due progetti 1 Avviso, Enterprise e ProtoInt, nel progetto Impresa
Futuro per lattuazione dei due progetti su base regionale, per la quale stato costituito
uno specifico gruppo di lavoro finalizzato allesame delle problematiche connesse alleffettivo avvio degli sportelli unici per le attivit produttive (SUAP).

I progetti di innovazione
Tabella 19 I progetti conanziati alla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia sui bandi della II fase
Bando

SPC

E-Democracy
T-Government

Acronimo

Ente coordinatore

Valore totale

Conanz. MIT richiesto

SMART

Regione Autonoma FVG

705.000,00

351.000,00

INTERPRANA

Regione Autonoma FVG e comuni


Mandamento di Monfalcone

732.000,00

299.000,00

ICAR FVG

Regione Autonoma FVG

1.617.542,00

298.000,00

Bilancio Partecip@ttivo Comune di San Canzian dIsonzo (GO)

110.000,00

50.000,00

SL

Regione Autonoma FVG

490.000,00

75.000,00

CORO

Comune di Cervignano del friuli

150.000,00

75.000,00

META FVG

Regione Autonoma FVG

945.000,00

180.000,00

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA-AIREL

Nellambito della seconda fase di e-government, la Regione Autonoma Friuli


Venezia Giulia ha visto la partecipazione di numerosi progetti in risposta ai differenti
avvisi emessi dal MIT in materia di Sistema Pubblico di Connettivit (SPC) e sviluppo
dei servizi infrastrutturali, e-democracy e t-gov, per la diffusione dei servizi della PA
233

RAPPORTO NAZIONALE 2005

tramite digitale terrestre. Sono stati in tutto 8 i progetti ammessi al co-finanziamento,


come riportato in Tabella 20, di cui possibile consultare una descrizione dettagliata nel
Rapporto Regionale.
Sempre sul fronte della progettualit, LAPQ SI della Regione FriuliVenezia
Giulia, stipulato il 30 giugno 2004, ha lobiettivo di introdurre gli strumenti di accesso
on line ai servizi di e-government della Regione ed composto da quattro interventi
sviluppati secondo gli indirizzi strategici del Piano Regionale Territoriale dAzione per
le-government (PRTAEG) condiviso con le amministrazioni locali regionali in sede di
Assemblea delle Autonomie Locali, oltre che secondo le strategie nazionali.

Tabella 20 Interventi e costi dellAccordo di Programma Quadro SI


Intervento

Costo (migliaia di )

Avvio della nuova carta regionale dei servizi

3.202,00

Servizi infrastrutturali e interoperabilit

1.345,00

Portale della Scuola

400,00

Servizi per il portale della Sanit

1.244,40

Totale APQ

6.191,40

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA AIREL

Da evidenziare, sul fronte delle altre iniziative, la partecipazione attiva


della Regione ad attivit di carattere europeo, come il Programma regionale di Azioni
Innovative FESR FReNeSys (Friuli Venezia Giulia Network Systems), che ha rappresentato un tentativo di avviare un processo di cambiamento in diversi settori di intervento,
rispondendo alla sfida lanciata a livello comunitario dalla Commissione Europea di
sperimentare azioni dal contenuto innovativo capaci di migliorare le condizioni sociali
ed economiche dei rispettivi territori. Le attivit nella Regione si sono concentrate su
quattro linee di azione diverse e complementari: Azione e-Services; Azione e-Cooperative
Business; Azione e-Welfare; Azione e-Health, alle quali si affiancata unazione trasversale denominata Misure di accompagnamento, per la costituzione di partenariati con altre
regioni italiane ed europee per lo scambio di esperienze e buone prassi al fine di favorire
la creazione e la partecipazione a reti interregionali tematiche. Ricordiamo che la Regione
FVG membro dellAssociazione europea delle Regioni per la Societ dellInformazione,
@risa, e della Rete CoorInnA (Coordinamento Nazionale Italiano dei Programmi Regionali
Azioni Innovative).

234

Schede regionali di sintesi

Focus: Lattenzione a impresa


e cittadino il caso di Impresafuturo
e i servizi sanitari
Nella terza parte del Report Regionale, dedicata alla descrizione dei servizi
on line disponibili e analizzati nellottica dellutente, sia cittadino che impresa, e dello
sviluppo di possibili modelli di rapporto con la PA, vengono ampiamente trattati come
approfondimento: il caso di Impresa Futuro, volto a fornire servizi di sportello unico
per le attivit produttive e marketing territoriale, e il caso dei Servizi Sanitari Regionali
Integrati per la Continuit della Cura intesa. Nel primo caso si tratta di una soluzione
integrata che permette il dialogo e lo scambio di dati per via telematica fra diversi enti
locali, finalizzato a favorire limpresa nelladempimento di pratiche e procedure amministrative; nel secondo di architetture dei servizi di e-government sanitario e relative
iniziative, tarate sulla centralit del cittadino, al fine di offrirgli un servizio innovativo
accessibile, multicanale e di effettiva qualit.
In particolare, Impresa Futuro nasce in seguito allimplementazione del progetto Enterprise e la sua integrazione con ProtoInt, altro progetto di e-government della
Regione, che realizza linteroperabilit del protocollo informatico tra le Amministrazioni
partecipanti, e prevede una prima fase di riuso del progetto per la progressiva estensione dei servizi a tutto il territorio della regione nel triennio 2004-2006, con lobiettivo di
costituire una rete integrata di SUAP e di offrire servizi avanzati alle imprese. Esperienze
gi realizzate sono riscontrabili ad esempio nel caso dello Sportello Unico per le Attivit
Produttive per laggregazione dei sei Comuni dellarea del Distretto industriale alimentare
di San Daniele del Friuli, attivo da novembre 2004, e nato dalla volont dellaggregazione del distretto di realizzare un proprio progetto di servizi alle imprese Sportello On
line. In generale la vera novit nel processo che riguarda questa tipologia di servizi
proprio lintegrazione tra: front-end e back-office SUAP, e la parte di modellazione e
regolamentazione del processo stesso in termini di reingegnerizzazione del procedimento
amministrativo.
Per quanto riguarda la seconda parte del focus, la scelta dellambito sanitario
deriva dal fatto che il Friuli Venezia Giulia una delle regioni italiane in cui il sistema
dei servizi socio-sanitari permane pi saldamente in mani pubbliche, contesto in cui
la PA locale ha sviluppato un rapporto privilegiato con la propria utenza, attraverso la
modellizzazione delle-government secondo sei elementi chiave: infrastrutture di comunicazione, interoperabilit e cooperazione, enti eroganti, canali di accesso, riconoscimento
digitale ed erogazione del servizio. Gi con il progetto cofinanziato al 1 Avviso di e235

RAPPORTO NAZIONALE 2005

government - Servizi Sanitari Integrati per la Continuit della Cura (SISRCR)- si avuta
una particolare attenzione nel definire due diversi ambiti nel percorso della cura, al fine
di definire nuovi standard di comunicazione e dialogo tra Servizio Sanitario Regionale,
Medici di Medicina Generale ed Aziende: il primo strettamente sanitario, e riguarda la
parte dellimpegnativa medica, mentre il secondo, pi amministrativo, comprende unicamente la fase di prenotazione. un modello flessibile che d lopportunit al medico
di scegliere se completare liter nel modo tradizionale o seguire lintero percorso dellimpegnativa elettronica, a seconda delle esigenze del territorio in cui opera. I vantaggi di
questi nuovi standard permettono al paziente di eliminare i disagi delle solite code agli
sportelli tradizionali, oltre ad eliminare i possibili problemi di interpretazione dellimpegnativa da parte delloperatore di sportello. Inoltre si riducono sensibilmente anche i
costi dellassistenza sanitaria.
Anche in FVG si sperimentata nella sanit la carta servizi, in questo caso
la Tessera Sanitaria Elettronica; gi a partire dal 2002 si dato lavvio al progetto che
prevedeva di estendere lutilizzo della tessera elettronica per la benzina agevolata trasformandola nella Carta del Cittadino. La fornitura di servizi complessi richiede comunque
lintegrazione tra il sistema informativo integrato di ospedale ed il sistema informativo
territoriale. Infatti le varie anagrafi di tutti i sistemi implicati per la fornitura dei servizi
devono essere allineate, come lanagrafe degli assistibili, delle Aziende territoriali, ed
attraverso linteroperabilit di questa con le anagrafi comunali. Intorno alla riorganizzazione del servizio stesso e a favore del miglioramento del rapporto tra cittadino e PA
stata messa in piedi una vera rete dei portali che oltre a fornire una gamma di servizi
costituisce una complessa architettura di dialogo tra le amministrazioni stesse.

236

Schede regionali di sintesi

Regione Lazio
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Le principali novit nelle politiche inerenti le-government e la SI nella regione
Lazio riguardano la stipula dellAccordo di Programma Quadro sulla SI, il rilascio del Piano
strategico della societ regionale Laziomatica e liniziativa per linnovazione digitale della
Provincia di Roma e lo sviluppo della collaborazione tra Regione e Province.
LAPQ SI stato firmato il 30 luglio 2004 e ha come oggetto la realizzazione di
cinque interventi (si veda la prossima sezione) atti a favorire, avviare e supportare, su
tutto il territorio regionale, la diffusione e il consolidamento delle opportunit offerte
dalle ICT, in sintonia con quanto definito nei documenti di programmazione regionale e
nazionale. Il valore complessivo degli interventi di 15.554.000 euro.
Laziomatica S.p.A., societ regionale che riunisce tutte le competenze infotelematiche della Regione Lazio e soggetto attuatore degli interventi dellAPQ SI, si
dotata di un Piano Strategico, approvato dallassemblea dei soci in data 30 giugno 2004
e recepito dal Documento di Programmazione Economica e Finanziaria della Regione Lazio
2005-2007. Il Piano, riferito anchesso al triennio 2005-07, punta a far leva sulle potenzialit del territorio per costituire una regione digitale, dove lattuazione e la gestione
del Sistema Informativo Regionale promuova lo sviluppo di una connettivit diffusa non
solo sul piano infrastrutturale, ma anche organizzativo.
Con lapprovazione nellaprile 2004 delle Linee guida per il Piano di Innovazione
Digitale della Provincia di Roma, la Provincia ha rivendicato per la prima volta un ruolo
strategico, proprio e delle altre Province del territorio regionale, nella riduzione del digital divide e nellottimizzazione delle risorse disponibili, in particolare infrastrutturali. I
progetti ed i relativi investimenti copriranno il periodo 2005-2008.
Un ulteriore segnale di attivazione delle Amministrazioni provinciali deriva dal
Protocollo dintesa Regione Lazio Province, stipulato nellottobre 2004 dalla Regione
con le cinque Province del territorio (Roma, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone). Laccordo
ha come obiettivi prioritari di fornire una rappresentanza unitaria degli enti nei confronti
del Governo nazionale e dei Ministeri sui temi dellinnovazione; di coordinare e uniformare le iniziative verso i Comuni, garantendo unicit dazione e utili sinergie operative; di
gestire congiuntamente i progetti nazionali e regionali.
237

RAPPORTO NAZIONALE 2005

I progetti di innovazione
1.1.1 Gli interventi dellAPQ Societ dellinformazione
I cinque interventi inseriti nellAPQ SI Lazio puntano principalmente, da un lato,
alla diffusione delle conoscenze tecnologiche e dellaccesso ai nuovi servizi sul territorio
(centri di accesso) e presso i dipendenti degli Enti locali e sanitari (progetto SUPER),
dallaltro, allo sviluppo di nuovi servizi e funzionalit avanzate in campo socio-assistenziale e sanitario. Di seguito una breve descrizione degli interventi.
CADIT Centri di Accesso e Diffusione dellInnovazione Tecnologica
Il progetto ha come obiettivo la realizzazione sul territorio di 70 Centri di
accesso e diffusione dellinnovazione tecnologica (CADIT), con connessioni a banda larga
e accesso ai servizi a costi molto contenuti, fornendo nel contempo, nei medesimi luoghi,
opportunit di acquisire le conoscenze di base e avanzate sia della tecnologia che dei
servizi disponibili. Costo: 3.056.340 euro.
SUPER - Servizi di sostegno e formazione continua per gli Enti della PA
Regionale
Il progetto prevede la realizzazione di un sistema organizzativo, tecnologico
e applicativo dedicato allerogazione dei contenuti formativi e alla gestione dei corsi di
formazione per il personale delle pubbliche amministrazioni locali e delle ASL sulle tematiche innovative nellerogazione dei servizi. Costo: 1.600.940 euro.
SOCIAL Servizi informatici per lArea Sociale e lassistenza a categorie
svantaggiate
Il progetto intende realizzare un sistema informativo inter-istituzionale che
supporti i diversi enti ed operatori nel campo dellassistenza sociale e faciliti il superamento del digital divide, in particolare negli ambiti dello svantaggio sociale e della
marginalit. Tali obiettivi verranno raggiunti tramite la realizzazione di un sistema informatico per la programmazione e gestione degli interventi, di un portale dellarea sociale,
di un sistema di gestione del progetto e di un sistema applicativo per la formazione degli
utenti. Costo: 2.910.800 euro.
MESIR - Rete dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera
Scelta
Il progetto si propone di realizzare, attraverso limplementazione delle necessarie
infrastrutture tecnologiche, un sistema integrato di funzioni per i medici di medicina generale e per gli specialisti pediatri che operano nella regione Lazio. Costo: 6.093.900 euro.
238

Schede regionali di sintesi

TELEMED Servizi di Telemedicina Specialistica


Il progetto finalizzato allintegrazione efficiente e continua dei dati clinicosanitari del paziente basata su un processo unitario di raccolta e gestione dei dati stessi
disponibili presso i singoli reparti delle strutture sanitarie sul territorio. In particolare,
saranno realizzati:

Cartella Clinica Sanitaria informatizzata Regionale, che permette laccesso ai dati del
percorso clinico sanitario del paziente da qualunque punto della rete sanitaria del Lazio;

Reti di telemedicina: modello di integrazione tra Centri di Eccellenza Regionali e medici


di medicina generale sul territorio con applicazioni di tele-consulto e tele-diagnosi.
Costo: 1.892.020 euro.

1.1.2 I nuovi progetti della fase 2 delle-government


I progetti presentati e approvati per il co-finanziamento MIT in risposta agli
Avvisi della fase 2 del piano di e-government per il Sistema Pubblico di Connettivit, lo
sviluppo delle-Democracy e il t-Government (erogazione di servizi tramite televisione
digitale terrestre) sono elencati nella seguente tabella.
Tabella 21 I progetti conanziati alla Regione Lazio sui bandi della II fase
Avviso

SPC

E-Democracy

Acronimo

Valore totale

Conanz. MIT

Regione Lazio

ICAR

1.200.000

291.700

Regione Lazio

PICOLAB

4.309.200

750.000

Regione Lazio

MEGALAB

2.744.000

259.600

Regione Lazio

SIRCCLA

3.860.000

527.500

Regione Lazio

EGOV_PLAT

2.250.000

259.600

Regione Lazio

CSRC

1.850.000

259.600

Comune di Roma

CIRCOLO

1.180.920

320.000

Comune di Roma

edem 1.0

889.000

200.000

Comunit Montana

Bilancio Aniene

348.000

120.000

Comune di Alatri

Aladdin

315.000

100.000

Provincia di Roma

Prodeas

1.359.576

300.000

Regione Lazio

PartecipaLAZIO

2.558.440

350.000

Comune di Viterbo

DEMETRA

100.000

50.000

PRODIGIT

2.570.000

525.000

t-Government
Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

239

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Relativamente al bando per il t-government, si sottolinea che il progetto


Prodigit ha visto la piena collaborazione tra la Regione, la Provincia e il Comune di
Roma, segnando una positiva innovazione per quanto concerne lelaborazione di progetti
per il territorio. Obiettivo del progetto trasferire i servizi al cittadino, gi erogati con
successo in modalit Internet, sulla televisione digitale e interattiva, per raggiungere le
fasce di popolazione escluse dal processo di rinnovamento delle PA. I servizi scelti secondo i criteri del bando sono: notizie e informazioni dalle Istituzioni; turismo e territorio;
formazione e sanit.

1.1.3 Lavanzamento dei progetti 1 Avviso


di e-government
Per quanto riguarda lattuazione dei progetti co-finanziati sul 1 Avviso di egovernment, si segnala complessivamente, in base ai dati forniti dal Monitore, uno stato
davanzamento complessivamente buono (sempre superiore all80%) per tutti i progetti
coordinati dalla Regione Lazio, con un numero significativo di servizi rilasciati. Si ricordano di seguito brevemente gli obiettivi di questi progetti.
Progetto SISTERLazio
Costituzione di un Sistema Informativo Territoriale di livello regionale che
coordini le iniziative di SIT gi avviate dai singoli enti locali e favorisca lo sviluppo di
SIT per le amministrazioni di piccola e media dimensione, per lerogazione di servizi a
cittadini e imprese.
Progetto PROPOCERT
Sistema di Protocollo e Gestione di Flussi Documentali e Sistemi di gestione di
Posta Certificata che si pone lobiettivo di gestire un registro di protocollo unico per ciascun Ente o, nel caso di organizzazioni grandi e complesse che necessitano di pi centri
di protocollazione, per ogni Area Organizzativa Omogenea (AOO) dellEnte.
Progetto SUSILAZIO
Il progetto ha come obiettivo un sistema unico di accesso multi-ente per
lespletamento di pratiche amministrative, di accesso ai servizi che la PA nel suo complesso pu mettere a disposizione delle imprese.

240

Schede regionali di sintesi

Progetto COMUNICA
Realizzazione di collegamento multimediale bidirezionale con le isole di Ponza
e Ventotene per la comunicazione audio e video. Il servizio si estender dalle necessit
di realt istituzionali (PA e scuole), agli altri enti pubblici (servizi sanitari, protezione
civile, forze dellordine), a gruppi di interesse locale (associazioni culturali e piccole
imprese) e ai semplici cittadini, in modo da rompere lisolamento.
Progetto TURISLAZIO
Sistema Informativo per il Turismo della Regione Lazio basato su un Portale
verticale del turismo, integrato e interoperante con la rete di iniziative esistenti e con
gli attori del settore.
Per quanto riguarda le altre iniziative messe in campo a favore dellinnovazione,
il Terzo Rapporto del Lazio fornisce comunque una panoramica pi ampia (a cui si rimanda
per un approfondimento) del quadro della progettualit e pi in generale delle strategie
sul territorio regionale, che testimoniano una maggiore sensibilit degli enti locali (ad
esempio il Comune di Viterbo o il Comune di Roma), oltre proattivit, per la societ dellinformazione e linnovazione maturata nellultimo periodo.
Infine, a sostegno della collaborazione tra i progetti 1 Avviso attivi nel Lazio,
nel corso del 2004 sono state avviate da parte del CRC Lazio alcune iniziative descritte pi
in dettaglio nel Report regionale. Tali iniziative hanno riguardato, in una prima fase, la
costruzione e condivisione di un patrimonio conoscitivo comune, con la predisposizione
di schede informative su ciascun progetto e di strumenti di analisi ulteriore, per favorire
lo scambio di conoscenze tra progetti e pratiche collaborative tra i team di lavoro. In
questo contesto, stato anche dato un supporto ai referenti dei progetti, in relazione
allavviso per la formazione del catalogo del riuso.
Nellambito di queste iniziative, su impulso del Comitato per le-Government
Regione-Enti Locali, sono stati attivati quattro tavoli plenari e quattro diversi tavoli
tematici che hanno visto la partecipazione dei rappresentanti dei progetti del 1 Avviso:
sulla gestione documentale e protocollo; sui sistemi territoriali; sullo sportello unico;
sulle reti infrastrutturali.

241

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Regione Liguria
Le novit e lavanzamento delle
iniziative per linnovazione
Nel Rapporto regionale si evidenziano gli sviluppi che la societ dellinformazione ha avuto nel territorio ligure durante il 2004 sulla base di quanto avviato nel
2002 con i progetti di e-government in risposta al primo avviso e ancor prima dalle
esperienze regionali nellambito del progetto Liguria in rete, primo esempio di accordo
di programma quadro in ambito Societ dellInformazione. Dallesperienza maturata con
Liguria in Rete si proseguito nel 2003 con due integrazioni al suddetto APQ; la prima
stata Terza et e Welfare nella Societ dellInformazione, mentre la seconda stata la
Carta Regionale dei Servizi per la Terza et. Gli avanzamenti progettuali, sia dei progetti
del 1 Avviso sia di entrambe le integrazioni, saranno descritti con maggior dettaglio
allinterno del documento. Il 2004 ha visto da un lato la prosecuzione delle iniziative
intraprese negli anni precedenti in attuazione dellazione strategica regionale, dallaltro la
preparazione di nuovi APQ e progetti per la partecipazione del territorio ligure al secondo
avviso di e-government. In particolare sono stati studiati progetti per il Sistema Pubblico
di Connettivit, le-democracy e il T-government. A tal proposito, la regione Liguria ha
partecipato a tutte le linee attivate nella seconda fase delle-government e nel rapporto si
offre una panoramica di tutta la progettualit espressa dal territorio sulle suddette linee,
dando evidenza particolare ai progetti cofinanziati.
Tabella 22 I progetti conanziati alla Regione Liguria sui bandi della II fase
Bando
SPC

E-Democracy

T-Government

Acronimo
ICAR Liguria
SPC Liguria

Ente coordinatore
Regione Liguria

Valore totale

Conanz. MIT

2.266.442

812.821

385.058

114.179

UC5

Comune di Genova

521.720

150.000

DE.CI.DI.

Provincia di Genova

606.550

200.000

CON-Net

Comune di Sarzana

140.000

65.000

T-Liguria

Regione Liguria

1.200.000

340.000

T-E_J

Provincia Genova

1.130.000

180.000

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

242

Schede regionali di sintesi

Come visto in tabella, per quanto riguarda la linea I della II Fase, la Regione
Liguria ha presentato il progetto SPC Liguria e partecipa al progetto interregionale ICAR,
con compiti di coordinamento per i task:

INF-2 Gestione di Strumenti di Service Level Agreement a livello interregionale,

AP-5 Tassa Automobilistica Interregionale

AP-6 Osservatorio Interregionale sulla Rete Distributiva Carburanti.


Mentre sulla linea riguardante le-democracy, oltre ai progetti citati si segnala

il progetto Sesamo: la Porta Aperta a cui partecipano le Regioni Piemonte (capofila), Liguria e Valle dAosta ed una serie di enti locali e soggetti territoriali delle regioni
coinvolte. Obiettivo del progetto Sesamo adottare e sperimentare sulla base di requisiti
comuni e standard condivisi, in diverse realt territoriali ed amministrative, un nuovo
canale di accesso al Palazzo virtuale delle Pubbliche Amministrazioni composto da diverse stanze di lavoro di tutti gli enti partecipanti alle quali si pu accedere con percorsi
definiti.
La Regione Liguria ha siglato l8 aprile 2003 con il MEF ed il MIT un primo atto
integrativo allAPQ Liguria in Rete stipulato nel 2000, estendendone il raggio dazione.
LAccordo Integrativo Terza et e welfare nella societ dellinformazione in
Liguria (valore complessivo 17,5 M) nasce con lobiettivo di rafforzare la Societ dellinformazione nella regione ponendo attenzione ai processi formativi e di erogazione
di servizi ai cittadini liguri attraverso le infrastrutture tecnologiche di rete e il portale
regionale.
Il secondo Atto integrativo, siglato il 27 febbraio 2004, e denominato Carta
regionale dei servizi per la terza et , completa il raggio di azione del programma previsto nellambito dellAccordo Liguria in Rete e del precedente Accordo Integrativo,
mediante la promozione di un progetto volto a rafforzare la Societ dellInformazione
in Liguria per la popolazione anziana. composto infatti da un solo intervento che ha
carattere primariamente infrastrutturale ed ha per oggetto limpostazione del sistema
complessivo della Carta regionale dei servizi e lemissione della carta stessa per la terza
et, nonch la distribuzione di questa ultima agli anziani liguri e la sperimentazione di
servizi fruibili attraverso la carta.

243

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 23 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI Integrativo II 2005


Denominazione intervento

Costo

Carta regionale dei servizi per la terza et

4.981.000,00

Fonti di copertura nanziaria


Delibera CIPE n. 17/2003 - quota F 1.3 regioni Centro-Nord per la SI

3.494.400,00

Regione Liguria

1.486.600,00

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA-AIREL

In merito allo stato di avanzamento lavori dei progetti I Avviso, come si visto
nel relativo Capitolo IV del presente Rapporto, i progetti della Liguria seguono i tempi del
piano di lavoro e tutti i servizi implementati sono presenti su siti tematici regionali come
illustrato nel rapporto regionale; in particolare: NO-RISK , il portale per la gestione del
rischio naturale ed antropico on line dalla fine di Giugno 2005, il cui s.a.l. al 28/02/05
81%, s.a.l. verificato al 29/10/04 67% con 3 servizi rilasciati; SANIT@INRETE, espone
i suoi servizi allinterno del portale Liguria Informa Salute (http://www.liguriainformasalute.it), il cui s.a.l. al 28/02/05 77%, s.a.l. verificato al 21/10/04 64% con 20 servizi
rilasciati; POLIS, il portale liguria sviluppo per i cittadini e le imprese liguri presente
al sito: http://www.polisliguria.it/, il cui s.a.l. al 28/02/05 39%, s.a.l. verificato al
13/05/04 23%.

Focus tematico: APQ III et e Welfare


nella Societ dellInformazione
Allinterno del rapporto regionale stato sviluppato un Focus tematico riguardante laccordo integrativo Terza et e Welfare nella Societ dellInformazione.
Laccordo integrativo Terza et e Welfare nella Societ dellInformazione completa il processo gi avviato dalla Regione Liguria per rafforzare le infrastrutture tecnologiche a servizio dei cittadini, con particolare attenzione ai cittadini appartenenti alla
fascia di et avanzata, e prevede la realizzazione di tre particolari interventi mirati: la
formazione per la terza et, la facilitazione dellaccesso ai servizi on line per gli anziani
e le loro famiglie e la creazione di un Portale regionale dedicato esclusivamente allinformazione dei servizi disponibili per questa fascia di utenza e per le persone diversamente
abili.

244

Schede regionali di sintesi

Il Focus tematico evidenzia tutte le fasi del progetto: dalla firma dellaccordo
alla sua attuazione. Vengono, inoltre, descritti in dettaglio i risultati ottenuti attraverso
tabelle sinottiche e interviste ai partecipanti e responsabili degli interventi. Tra questi, si
evidenziano: 4090 anziani hanno partecipati al progetto, 45000 cittadini si sono rivolti
agli sportelli Liguria informa, infine i due Call Center aperti (uno con un numero verde
informativo e uno per assistenza alla formazione) risponde a circa 700 chiamate al giorno
il primo, mentre riceve circa 100 chiamate, con valenza didattica, il secondo.

245

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Regione Lombardia
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
La produzione strategica regionale in tema di societ dellinformazione (SI), ad
oggi basata principalmente sul documento strategico e-lomb@rdia - dalle-government
alle-governance con il relativo Piano dazione SI, gi rilevati nelle precedenti edizioni
del Rapporto, non presenta sostanziali novit. Il Piano dAzione stato tuttavia aggiornato in funzione dei traguardi raggiunti nel novembre del 2004 (Burl n.48 del 26 novembre
2004).
Attraverso i due strumenti di programmazione, il Programma Regionale di
Sviluppo (PRS) e il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria Regionale
(DPEFR) gli obiettivi prefissati sulla SI vengono annualmente rinnovati, come infatti succede con lattuazione del Programma Lombardia Integrata e del Progetto Carta Regionale
dei Servizi previsti nel PRS. Anche lultimo aggiornamento di DPEFR 2004-06 richiama
in particolare la realizzazione dei progetti contenuti nel Piano dazione regionale SI e
nellAccordo di Programma Quadro in tema di societ dellinformazione, di cui nel 2005
stato firmato un Integrativo allAPQ del 2003.
Tabella 24 Il quadro delle politiche regionali per la SI
Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

Primo Integrativo APQ SI

Firmato il 4 aprile 2005

Aggiornamento del Piano dAzione SI - Il Piano dAzione costituisce uno


strumento operativo che guida lattuazione di e-Lomb@ardia

Direzione generale Artigianato, Nuova economia, Ricerca


e Innovazione tecnologica -Decreto del Direttore generale
n.19765 del 15novembre 2004 (Burl 3supplemento
straordinario al n.48 del 26 novembre 2004)

Accordo di Programma Quadro SI

Firmato il 24 dicembre 2003 da Regione Lombardia, MIT e MEF

Complemento di programmazione e DocUP 2000-2006


- Misura 2.3 - Realizzazione di Sistemi informativi sovracomunali di
comunicazione telematica e di monitoraggio ambientale
- Misura 2.4 - Sviluppo della Societ dellinformazione

DGR 28 febbraio 2003 n.7/12242 (Burl n.14 3 supplemento


straordinario del 04/04/2003)

Documento di Programmazione Economica e Finanziaria Regionale 2004-06


Sviluppo delle-government come leva strategica di governo

D.G.R. 13 giugno 2003, n. 7/13277, retticato con D.G.R.


n.15381 del 28 novembre 2003 (2 Suppl. Straord. al Burl n.
50 del 11/12/2003)

e-lomb@rdia - dallegovernment allegovernance 2002-2005

D.g.r. n. VII/8683 della Giunta regionale del 09/04/2002

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

246

Schede regionali di sintesi

I progetti di innovazione
Nel Rapporto regionale Lombardia viene messa in evidenza la notevole dimensione progettuale (in generale nellambito ICT) presente sul territorio della regione,
riconducibile agli obiettivi del piano strategico e-lomb@rdia ed equamente ripartita
tra le seguenti aree:

Sistema della Pubblica Amministrazione (inteso come linsieme di tutti gli Enti che
compongono il sistema amministrativo regionale);

Rapporto tra Pubblica Amministrazione e utenti (include i servizi della PA verso i propri
utenti, e si pu denire come il terreno del Government-to-Citizen e del Governmentto-Business);

Servizi propri del mercato (comprende il pi vasto mondo della comunicazione, con i
servizi agli utenti propri del mondo delle telecomunicazioni quali Internet, telefonia,
TV ecc.).
La Regione Lombardia ha mostrato un forte dinamismo anche a fronte dei bandi

nazionali per la seconda fase di attuazione delle-government, offrendo un quadro progettuale ricco e variegato in risposta agli avvisi che si sono susseguiti nel corso degli ultimi
mesi. In particolare, come si pu vedere dalla Tab. 2: per quanto riguarda la Linea 1 SPC,
8 dei 58 progetti nazionali (poco pi del 13%) presentati e approvati sono frutto della
progettualit regionale; sullavviso e-democracy 12 progetti presentati di cui 7 approvati,
infine sul bando digitale terrestre 9 sui 56 totali presentati, di cui 5 cofinanziati. I progetti approvati sono quindi in totale 18, per una dettaglio maggiore dei quali rimandiamo
al Report Regionale.

247

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 25 I progetti conanziati alla Regione Lombardia sui bandi della II fase
Bando

SPC

e-democracy

T-government

Acronimo

Ente coordinatore

Valore totale

Conanz. MIT

RELIT

1.200.000,00

400.000,00

ITP

802.220,00

400.000,00

ACROSS

965.000,00

150.000,00

1.100.000,00

500.000,00

ICARO

Regione Lombardia

200.000,00

200.000,00

SINTEL

1.375.000,00

1.375.000,00

ICAR-REGLOMB

1.344.242,00

400.000,00

LI

925.846,00

200.000,00

SICA

e21

Comune di Mantova

508.800,00

450.000,00

PALCO

Regione Lombardia (Consiglio)

1.638.104,00

250.000,00

PRGPartecipato

Comune di Trezzo sullAdda

508.800,00

170.000,00

E-GOCS

Comune di Monza

508.800,00

140.000,00

Document@Rudiano

Comune di Rudiano

335.800,00

15.000,00

PAM

Comune di Casalmaggiore

500.000,00

100.000,00

START

Provincia di Brescia

1.638.104,00

150.000,00

Borsalavorolombardia BLL

Regione Lombardia

789.600,00

260.000,00

Guida pratica cittadino GPC

Regione Lombardia

158.400,00

60.000,00

TVarese

Comune di Varese

620.000,00

170.000,00

ComOnAir

Comune di Como

442.900,00

135.000,00

DITeMI

Comune di Milano

983.032,00

280.000,00

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Come accennato in precedenza, allAPQ SI della Regione Lombardia, stipulato


il 24 dicembre 2003, composto da tre interventi con oggetto programmi di diffusione e
consolidamento, su tutto il territorio regionale, delle opportunit offerte dalluso delle
tecnologie ICT, ha fatto seguito la sottoscrizione di un primo Integrativo APQ SI (firmato
il 4 aprile 2005), composto da otto interventi. Come si pu vedere dalla Tabella 26 e
nel dettaglio allinterno del report regionale, gli otto nuovi progetti inseriti nellAccordo
rientrano nella linea 1 Sistema pubblico di connettivit e puntano a realizzare reti
infrastrutturali e integrazioni applicative per lerogazione di servizi avanzati.

248

Schede regionali di sintesi

Tabella 26 Elenco degli interventi e costi degli APQ SI 2003 e APQ Integrativo 2005
Denominazione intervento

Costo

APQ SI 2003
Attivazione dei Sistemi informativi di comunicazione telematica degli Enti locali e creazione di reti locali a banda
larga (SISCoTEL e Centri di Servizi Territoriale)

4.519.400,00

Sistema Informativo Territoriale Integrato per la gestione dei servizi

2.938.424,00

Rete wireless Comunit Montane Arco Alpino

600.000,00

TOTALE PARZIALE

8.057.824,00
Integrativo APQ 2005

Lombardia Integrata - Rete Regionale Lombarda della PA Cooperazione infrastrutturale del territorio per soggetti
a rilevante bacino dutenza

925.846,00

Sistema Interscambio Anagraco - SICA

670.000,00

SinTel (Sistema di Intermediazione Telematica)

4.600.000,00

Linfrastruttura dellInformazione Territoriale (IIT) della Regione Lombardia

1.200.000,00

Infrastruttura Interoperabile e Cooperazione Applicativa nei Servizi di Registrazione delle Nascite in Ospedale ICARO

1.100.000,00

ITP - Infrastruttura Tecnologica Provinciale della Provincia di Mantova

802.220,00

Architettura Comunale di Rete Orientata ai Servizi Sociali - ACROSS

965.000,00

Progetto Interregionale ICAR Interoperabilit e Cooperazione Applicativa tra le Regioni

1.344.242,00

TOTALE PARZIALE

11.607.308,00

TOTALE

19.665.132,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

I progetti inseriti nellAccordo beneficiano di un concorso di finanziamenti: da


Delibera CIPE n. 17/2003 quota F 1.3 regioni Centro-Nord per la SI, CNIPA a valere
su Fondi UMTS (DPCM 14/02/2002), con fondi regionali, e da parte di enti pubblici e
soggetti privati.
Per quanto riguarda i progetti del 1 Avviso, dei 18 progetti cofinanziati ben
otto si trovano in uno stadio di attuazione molto avanzato, tra il 94% e il 100% e rilasciano ormai servizi che aiutano i cittadini e le imprese nellinterazione con la PA. In particolare, SIARL risulta completato (SAL 100% verificato il 16 luglio 2004), SSB ha un SAL del
94% verificato il 21 aprile 2004, infine @LI e MI.Porti hanno un SAL del 93% verificato
rispettivamente il 2 aprile 2004 e il 4 agosto 2004. Il Report Regionale 2005 presenta
comunque un dettaglio qualitativo e quantitativo di tutti i progetti del 1 Avviso.

249

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Focus: la carta regionale


dei servizi e...
Il Terzo Rapporto Innovazione Lombardia mette in risalto, non solo mediante il focus, il tema della carta regionale dei servizi, che costituisce il vero elemento
caratterizzante e filo conduttore del quadro sulla societ dellinformazione illustrato in
Lombardia. Viene in primo luogo fornita una descrizione tecnica molto dettagliata della
CRS, smart card che permette il riconoscimento e lautorizzazione del soggetto in rete, e
di cui la Regione ha completato la distribuzione a tutti i cittadini lombardi ad aprile di
questanno. Vengono quindi presentati i primi servizi fruibili mediante questo supporto,
che permette al cittadino di avere sempre con s la chiave di accesso a tutte le informazioni amministrative e socio-sanitarie che lo riguardano e pu autorizzare con essa
gli operatori abilitati ad accedervi in ogni momento. La Carta permette inoltre di firmare
elettronicamente con firma debole, ma ugualmente utilizzabile con validit legale per
tutti i rapporti con la Pubblica Amministrazione lombarda. Impiegata da principio in fase
sperimentale, in un territorio limitato (la ASL di Lecco), la carta stata distribuita a tutti
i nove milioni di cittadini lombardi.
Un paragrafo ad hoc dedicato alla relazione tra la CRS e il progetto SISS, nato
appunto per migliorare il Servizio Socio-Sanitario Regionale attraverso un sistema informatico di comunicazione e cooperazione tra gli operatori socio-sanitari, le organizzazioni
socio-sanitarie e i cittadini. Ecco che la Carta ha trovato la prima applicazione proprio nel
settore sanitario, garantendo un accesso ai servizi non solo semplice ma anche conforme
alle esigenze di garanzia e sicurezza.
Infine lultimo paragrafo approfondisce gli altri servizi regionali al pubblico
basati sulla CRS, fuori dellambito sanitario. Si approfondiscono quindi quei servizi a
carattere dispositivo, che prevedono lerogazione di prestazioni/contributi/erogazioni da
parte dellente al cittadino che ne abbia fatto richiesta autenticandosi in rete tramite la
CRS. Nel Report regionale sono descritti nel dettaglio i servizi attivi in fase sperimentale
dallinizio del 2005: la gestione delle domande dei buoni scuola e di patrocinio, la gestione di pratiche del Sistema informativo dellagricoltura della Regione Lombardia, i servizi
erogati sul portale dei tributi.

...infrastrutture e centri servizi


Il Rapporto regionale dedica infine un approfondimento alla forte spinta che
Regione Lombardia ha dato allo sviluppo delle infrastrutture telematiche e di teleco250

Schede regionali di sintesi

municazioni, rappresentata in primo luogo dalla rete regionale lombarda attuata sul
Programma @LI - Lombardia Integrata e, in seconda battuta, sul pi recente piano di
infrastrutturazione a banda larga che la Regione ha avviato in accordo con gli operatori
di mercato.
Sempre sul piano delle infrastrutture a rete, si mette in risalto come la Regione
abbia scelto di incentivare la realizzazione di reti locali tra i Comuni, specie quelli pi
piccoli, molto numerosi (si contano ben 1.546 comuni, il 75% dei quali inferiori ai 5000
abitanti). Quindi un capitolo dedicato ai Siscotel, strutture che vogliono favorire tali
aggregazioni e ai bandi promossi dalla Regione, con lintenzione di creare un modello
cooperativo di gestione dei sistemi informativi comunali, il cui collegamento sia assicurato dalla rete regionale, cos come definita nel programma Lombardia Integrata. Questo
modello vuole non solo creare una migliore comunicazione, ma soprattutto favorire la
messa in rete e la gestione associata dei servizi tra comuni di piccole e medie dimensioni,
nella preoccupazione di rafforzare ladeguatezza delle comunit locali a ricevere il trasferimento di sempre maggiori competenze, nellambito del processo federalista in atto.

251

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Regione Marche
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Il Terzo Rapporto regionale Marche oltre a dare un aggiornamento sulle novit
e sullavanzamento delle politiche e delle iniziative sulla SI, fortemente caratterizzato
lungo il percorso della sua narrazione da un filo rosso tematico, ovvero linnovazione nel
settore sanitario, rappresentata principalmente dal Piano Regionale di Azione per lehealth, approvato con DGR n. 187/2004. Viene fornita inoltre una originale presentazione
degli attori coinvolti nellelaborazione di tale piano, laddove il restante quadro degli
attori della SI viene rimandata in appendice. Il Piano pu considerarsi la naturale continuazione di attivit di settore iniziate precedentemente che possono essere sintetizzate
nel documento Linee dindirizzo del Piano Regionale di Azione per le- health, approvato con DGR 2169/2002. Lintento di programmare alcune azioni prioritarie da portare a compimento per linformatizzazione del sistema informativo del Sistema Sanitario
Regionale (SSR), attribuendo massima priorit alle azioni che consentono:

migliore gestione delle risorse per il funzionamento del sistema sanitario regionale
(coerenza tra il quadro organizzativo e le risorse disponibili);

appropriato accesso alle prestazioni da parte dei cittadini e la diminuzione dei tempi
di attesa (garanzia di fruibilit dei livelli essenziali di assistenza).
Si segnala liniziativa comunitaria INTERREG III A Transfrontaliero Adriatico

nata con il proposito di rafforzare le forme di coesione economica sociale e individuare le


modalit di cooperazione transfrontaliera, transnazionale ed interregionale. In particolare il
progetto Tac-Line (Trans Adriatic Communication Line) che intende progettare, realizzare ed
utilizzare uninfrastruttura intelligente di servizi telematici per il trasporto di informazioni
di diverse caratteristiche e contenuti (fonia, dati, immagini) e per la gestione efficiente e
sicura di flussi informativi tra le due sponde dellAdriatico, attraverso la sperimentazione
di un sistema di telecomunicazioni a larga banda per linterconnessione del network regionale italiano, con le infrastrutture telematiche territoriali croate. Inoltre anche la Regione
Marche ha stipulato nel maggio 2004 lAccordo di Programma Quadro sulla SI, i cui interventi vengono elencati nella Tabella 28 e descritti nel dettaglio nel report regionale, a cui
si rimanda per ogni approfondimento sul quadro programmatico e delle iniziative.
252

Schede regionali di sintesi

Tabella 27 Le novit nel quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

Piano Regionale di Azione per le-health (risorse nanziarie pari a 7.702,87 euro)

DGR n. 187/2004

PIC INTERREG III A Transfrontaliero Adriatico - TAC Line (Trans Adriatic Communication
Line) 2004-2007 (risorse nanziarie pari a 320.000,00)

DGR 979/2004

APQ societ dellinformazione

stipula il 31 maggio 2004

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

I progetti di innovazione
Per quanto riguarda gli interventi progettuali inseriti nellAPQ stipulato nel 2004,
questi sono tutti finalizzati allinnovazione del sistema della Pubblica Amministrazione
locale, cogliendo tutte le opportunit che sono messe a disposizione dall Information
and Comunication Technology (ICT), il cui progetto Marche Way diventa trainante per le
politiche di infrastrutturazione a banda larga sul territorio delle Marche.
Tabella 28 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004
Denominazione intervento

Costo ()

Marche-way

3.122.822,00

Distribuzione della Carta PA (2.500 dipendenti)

150.000,00

Distribuzione della Carta servizi per i cittadini integrata con CIE e CNS (150.000)

1.527.254,00

Contributo ai piccoli comuni per lacquisto di sistemi per lacquisizione dei documenti in formato digitale e per
la loro memorizzazione

260.000,00

Realizzazione del sistema di posta certicata

70.500,00

Realizzazione del sistema per la gestione della modulistica on line, in modo integrato con il progetto di
eGovernment FDRM

150.000,00

Istituzione del Centro regionale per la trasparenza amministrativa e i ussi documentali

435.000,00

Completamento del Sistema di accesso multicanale

900.000,00

Completamento Market place regionale (e-Market)

620.000,00

Servizi in rete per le Aree interne

474.000,00

Ammodernamento e adozione della tecnologie di cooperazione applicativa nellinfrastruttura di pubblicazione


dati della redazione provinciale

320.000,00

Progetto per lo sviluppo del Telelavoro

250.000,00

Potenziamento informatico dei centri servizio locali presso i circondari provinciali e realizzazione di un URP
telematico

100.000,00

Banda larga e servizi ad alto valore aggiunto

575.000,00

Totale

8.954.576,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

253

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Per quanto riguarda i progetti approvati alla regione Marche sulla seconda fase
di e-government, si riportano in tabella le informazioni sintetiche, rimandando per ciascuno di essi ad una trattazione approfondita allinterno del Report regionale 2005:
Tabella 29 I progetti conanziati alla Regione Marche sui bandi della II fase
Bando

Acronimo

Ente coordinatore

Valore totale

Conanz. MIT

ICAR-MARCHE

265.500

132.750

CGS-RTRM

644.500

322.250

FDRM-PADOC

700.000

350.000

SPC

Regione Marche

JOBCARD

600.000

300.000

E-Democracy

Comune di Pesaro

e_demps

851.000

300.000

Comune di Pesaro

Territorio in Onda

400.000

70.000

Regione Marche

Didimarche.DIT

900.832

170.000

T-Government

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Rispetto ai progetti del 1 Avviso, come si visto nel Capitolo IV del presente
Rapporto, dei sette progetti cofinanziati nella prima fase di e-government a coordinamento degli enti della regione Marche, si segnala in particolare lavanzato stato dei lavori
del progetto Si.Pro.Ci. della Provincia di Macerata, finalizzato alla creazione di un portale
territoriale SIT nella Provincia di Macerata per la gestione dei dati geografici e con finalit di supporto decisionale alla sala operativa di Protezione Civile per la gestione delle
emergenze. Il progetto ha raggiunto in data 11/01/05 un SAL verificato dell86%, con
un SAL proiettato al 28/02/05 del 98%. Allinterno del Terzo Rapporto sullInnovazione
della Regione Marche sono riportate maggiori informazioni su tutti i progetti coordinati
da enti marchigiani.
Per quanto riguarda le altre iniziative portate avanti nellultimo anno, si segnalano attivit a titolarit regionale, nellambito della sub-misura 3.4.2 del Docup, gestite
direttamente dal Servizio Informatica, tra cui la realizzazione di un framework regionale
per lo sviluppo di servizi telematici ai cittadini e alle imprese, denominato Cohesion,
per un valore pari a 714.204 euro. Il progetto ha lo scopo di realizzare servizi infrastrutturali di base (sicurezza degli accessi, cooperazione applicativa tra soggetti diversi, catalogazione dei servizi e degli attori eroganti, omogeneizzazione dei front-end e dei backend) a supporto delle amministrazioni che erogano servizi on line a cittadini e imprese.
La Regione Marche inoltre impegnata nella conduzione di molti altri progetti
rilevanti, alcuni derivanti dal Programma Regionale Azioni Innovative FESR 2000-20006,
tra cui RECAST (Regional Enterprises Clusters Advanced Services and Technologies) di
254

Schede regionali di sintesi

valore pari a 549.600 euro circa, che rientra nellambito delle attivit di realizzazione del
Digital Framework for Supply Chain Management previsto dallAzione 7.2. Il progetto
prevede la realizzazione di un sistema prototipale di interazione tra le attivit di e-logistics processes e di e-business processes, in un ottica di Supply Chain Management (SCM)
a livello di distretto, con riferimento alla velocizzazione dei processi inter-aziendali tra
aziende che appartengono alla stessa catena del valore (gestione on line degli ordini,
e-sourcing, e-procurement), laccesso rapido ai servizi offerti dagli operatori della logistica, la facilitazione dei sistemi di trasmissione, scambio, ed archiviazione dei documenti
legati alla normale attivit di impresa (bolle, fatture, ecc.), la conoscenza continua del
posizionamento delle merci.

Focus: Nuove opportunit dellICT


per il miglioramento organizzativo
dellamministrazione sanitaria
regionale
In linea con il percorso narrativo che lo caratterizza, il report regionale 2005
delle Marche approfondisce nel focus tematico linnovazione e le nuove opportunit applicate allorganizzazione sanitaria regionale, attraverso importanti tappe che vanno dal
Piano Sanitario Regionale 2003-2006 Unalleanza per la salute e il riordino del Servizio
Sanitario Regionale, avvenuto con la legge 13/2003 Riorganizzazione del Servizio
Sanitario Regionale (che prevede lunificazione delle 13 ASL - ora Zone Territoriali - preesistenti in ununica struttura gestionale: lAzienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR) e la
riduzione del numero delle Aziende Ospedaliere da 4 a 2) fino allapprovazione del Piano
Regionale di Azione per le-health. Tutti questi passi sono stati necessari per superare le
criticit determinate da frammentazioni, duplicazioni, ridondanze, diversit di atti programmatori, debolezze strutturali dovute a dimensioni geografiche e demografiche limitate. In sintonia con quanto appena detto e per un miglior governo del sistema sanitario e
delle sue interrelazioni con gli altri settori di competenza, la Regione Marche ha avviato
un processo di potenziamento del sistema informativo regionale integrato, secondo le
linee dettate dal Piano per le-health, che incide inevitabilmente anche sul modello di
sviluppo informatico della Regione, poich richiede un ricorso intensivo delle ICT.
In riferimento alla necessit di ricomporre i sistemi informativi frammentati
delle preesistenti Aziende Sanitarie ed Ospedaliere in un Sistema Informativo Unico
Integrato, gli elementi di unificazione ritenuti pi importanti sono:

255

RAPPORTO NAZIONALE 2005

lAnagrafe Sanitaria (punto di integrazione di tutte le informazioni anagrache e sociosanitarie sul cittadino);

il Sottosistema Contabile (insieme delle applicazioni dellArea Amministrativo Contabile


e delle applicazioni per la gestione delle Risorse Umane);

il Sottosistema di Controllo (insieme delle applicazioni per il controllo di gestione).


Per quanto concerne il miglioramento dei servizi agli utenti, il Piano prevede

una serie di interventi volti a raggiungere un miglioramento dellefficienza ed una qualit


superiore nellerogazione dellassistenza socio-sanitaria che permettano di:

semplicare i processi amministrativi;

ridurre la distanza tra cittadini ed enti/strutture eroganti.


La riorganizzazione comprende anche un sistema che garantisca una migliore

gestione dellemergenza sanitaria (118, rete croce rossa, ecc.), oltre che un accesso
pi facile da parte del cittadino (il portale della Sanit Regionale www.marcheinsalute.
it, punto di accesso unificato alle informazioni e ai servizi sanitari, strumento volto a
facilitare la comunicazione tra operatori e cittadini, favorire la logica e i processi tipici
di un sistema a rete).
Si mette in risalto come, le Marche, prima tra le Regioni italiane, ha avviato, nel corso del 2003, un progetto finalizzato alla definizione ed allo sviluppo della
modalit ottimale di realizzazione delle-Procurement in ambito regionale (ovvero del
market place). Il progetto, denominato e-Market, mira cio allomogeneizzazione ed
unificazione del processo di approvvigionamento di beni e servizi (acquisti sotto-soglia)
della Pubblica Amministrazione e si configura quale strumento di razionalizzazione dei
processi di acquisto.

256

Schede regionali di sintesi

Regione Piemonte
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Nellottica, portata avanti da Regione Piemonte, che la PA sia chiamata a rivestire un ruolo attivo nellinfrastrutturazione digitale del territorio, definendo politiche
di intervento per stimolare la domanda e lofferta di servizi, il 2004 ha nel Programma
RUPAR2 il fulcro delle iniziative di policy. RUPAR 2 il programma pluriennale elaborato
dalla Regione Piemonte per dotare entro il 2007 il territorio di una nuova infrastruttura di
connettivit, che ne aumenti la competitivit e ne favorisca lo sviluppo socio-economico
e su cui operatori e PA possano testare e diffondere servizi di nuova generazione. Accanto
al Piano sulla banda larga, il 2004 ha visto iniziative di policy di pi ampio respiro, quali
il nuovo DPEFR, afferente al periodo 2005-2007, che presenta tra le linee di intervento
prioritarie il sostegno allinnovazione ed individua le ICT come nuova prospettiva di specializzazione in seguito alla crisi del settore manifatturiero. I programmi settoriali proposti nella nota di accompagnamento al DPEFR sottolineano come le ICT siano riconosciute
quali strumenti di sostegno allo sviluppo locale in tutte le sue componenti.
LAPQ Societ dellInformazione stato sottoscritto dalle diverse parti il
30/04/2004.
Nuovo impulso viene dato alla ricerca di settore con il disegno di legge e il bando
sulla ricerca scientifica, che amplia i settori finanziabili e le risorse messe a disposizione
dalla Regione e dal CIPE per finanziare la ricerca scientifica pubblica piemontese.
Un nuovo Accordo di Programma stato firmato tra Regione, facolt di Scienze
della Formazione dellUniversit degli Studi di Torino, Direzione Regionale del MIUR del
Piemonte e Fondazione C.R.T. per la realizzazione di un canale digitale terrestre dedicato
al mondo della scuola (denominato Progetto Extracampus).
Nellambito del DOCUP 2000-2006, infine, il 2004 ha visto lavvio delliniziativa
quadro di promozione della societ della conoscenza denominata IRISI 2006, e il proseguimento di DIADI 2000 e del PRAI Dai distretti industriali ai distretti digitali, rivolti a
supportare leconomia regionale tramite ladozione delle ICT da parte di PMI e distretti.

257

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 30 Le novit nel quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

APQ su e-government e SI

Stipula del 30 aprile 2004

RUPAR 2

Executive summary approvato con DGR 76-14077 del 22-11-2004

DPEFR 2005-2007

Deliberazione della Giunta Regionale n. 40- 13823 del 2 novembre 2004

Bando sulla ricerca scientica applicata

Deliberazione della Giunta Regionale n. 59 del 29 novembre 2004

Accordo di Programmazione Negoziata per la


realizzazione di un canale digitale terrestre dedicato
al mondo della scuola

Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 128 del 6 dicembre 2004

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC Piemonte

I progetti di innovazione
La progettualit piemontese si dimostra ricca e variegata, anche nella risposta
alle due linee di finanziamento finora attivate per la seconda fase delle-government.
Nellambito della prima linea di cofinanziamento, la Regione Piemonte partecipa, in collaborazione con 16 regioni, al progetto interregionale ICAR (Interoperabilit e
Cooperazione Applicativa tra le Regioni), oltre allo sviluppo autonomo di alcuni progetti a
carattere locale. In Piemonte, saranno realizzati, fra gli altri, un servizio di pubblicazione
dei bandi di gara degli enti pubblici e una piattaforma per lerogazione di formazione a
distanza per le pubbliche amministrazioni.
La seconda linea di finanziamento riguarda la partecipazione dei cittadini al
disegno delle politiche locali (e-democracy): sono stati cofinanziati, a questo riguardo,
otto progetti presentati da enti regionali diversi (Regione Piemonte, comuni di Torino,
Asti, Cossato, Novara, Comunit Montana Valli Chisone e Germanasca), oltre ad essersi
manifestata, nuovamente, una generosa partecipazione a progetti di altre regioni.

258

Schede regionali di sintesi

Tabella 31 I progetti conanziati alla Regione Piemonte sui bandi della II fase
Bando

Acronimo

SPC

Ente coordinatore

Valore totale

Conanz. MIT

CSSP

1.015.000

280.230

SPIN

2.995.720

827.083

PBG

738.000

203.753

EPROC

861.000

237.712

ICAR-PIEMONTE

1.609.464

444.354

LDS

1.854.000

511.868

Comunit Montana Valli Chisone e


Germanasca

M@P

310.000

150.000

Comune Cossato

e_dem.cossato

134.400

50.000

Comune Asti

C&Tdoc

698.000

250.000

Regione Piemonte

SESAMO

7.547.000

350.000

Comune Novara

GEO.CIVIT@S

800.000

160.000

Comune Torino

QMIC

1.870.000

280.000

Regione Piemonte

E-Democracy

t-Government

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

LAPQ SI della Regione Piemonte, sottoscritto il 30 aprile 2004, nasce nellambito


delle azioni individuate dal Piano di e-government piemontese Linee guida significative e strategiche per lo sviluppo della Societ dellinformazione sul territorio piemontese.
I due interventi oggetto dellAccordo sono coerenti con i documenti di programmazione
nazionale di settore. Al momento, vi sono compresi solo i progetti finanziati con delibera
CIPE 17/2003, ma laccordo sar integrato con i progetti relativi alla seconda fase di egovernment e con i progetti da proporre al finanziamento CIPE 2004.
In particolare, per lutilizzo di questi ultimi fondi sono stati individuati 4 progetti:

Sviluppo di attivit di assistenza tecnica per la gestione del processo inerente la


ricerca scientica applicata nellambito della societ dellinformazione;

WEBCONFERENCE Strumenti multimediali di comunicazione per le scuole;

Monitoraggio Evoluzione Servizi ICT;

Interventi per la diffusione della larga banda nelle aree marginali nell'ambito del
programma RUPAR2.

259

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 32 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004


Denominazione intervento

Costo

Interventi per la diffusione della Larga Banda nelle aree marginali

4.657.489,20

Progettazione e realizzazione infrastruttura tecnologica di interscambio

2.946.925,80

Fonti di copertura nanziaria


Delibera CIPE n. 17/2003 - Quota F 1.3 regioni Centro-Nord per la SI

7.242.300,00

Risorse regionali

362.115,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Rispetto all avanzamento del I Avviso, come si visto nel Capitolo IV del
presente Rapporto, tutti i progetti di e-government I Avviso del Piemonte, ad eccezione di IRIDE, che si posiziona in fascia c.d. di eccellenza (ovvero si colloca, a livello
nazionale, tra i 41 progetti con avanzamento calcolato al 30/11/2004 superiore al 70%),
sono posizionati in fascia di normalit, e presentano uno stato di avanzamento tra il 34
% e il 59%.
Allinterno del Terzo Rapporto si riporta il dettaglio dei servizi resi disponibili a
cittadini, imprese e PA con relative statistiche di utilizzo.
I progetti di innovazione regionali presentati nel Terzo Rapporto sullinnovazione nella regione Piemonte fanno riferimento alla Direzione 7 Organizzazione;
Pianificazione, Sviluppo e Gestione delle Risorse Umane competenza gestionale interna
allAssessorato allIndustria. Gli obiettivi vanno dalla costituzione di sistemi informativi,
alla creazione di portali di servizio e informazione rivolti alla PA, allinteroperabilit tra
enti della PA, scuole, sportelli unici, ai servizi web al cittadino, allinfrastrutturazione
WI-Fi per le Comunit Montane.

Focus: la banda larga contro


il digital divide
Il Terzo Rapporto sullinnovazione nella regione Piemonte evidenzia tramite
focus di approfondimento esperienze di rilievo esemplificative dellimpegno regionale
per lo sviluppo della societ dellinformazione nei diversi ambiti: policy, progetti, servizi.
Per quanto attiene le policy, viene data rilevanza alle iniziative che meglio
rappresentano lindirizzo prioritario della Regione Piemonte, orientata verso la diffusione
della banda per:

260

Schede regionali di sintesi

aumentare la competitivit del sistema economico locale;

superare il digital divide;

sperimentare lutilizzo di tecnologie innovative.


Si approfondiscono pertanto il programma RUPAR2, linnovativa proposta di

rimodulazione dei Patti Territoriali della Provincia di Torino a favore dello sviluppo di
infrastrutture ICT, lattivit di analisi territoriale propedeutica agli interventi di infrastrutturazione.
La sezione progetti approfondisce i servizi I avviso gi rilasciati e le esperienze
regionali pi interessanti per innovazione e portata del cambiamento, tra cui:

il Laboratorio per la promozione e lo sviluppo delle tecnologie ICT, volto a rafforzare le


competenze territoriali in tema di nuove tecnologie nella prospettiva di specializzazione
regionale sul settore;

I progetti contro il digital divide: Wi-Fi per le aree montane; il progetto SIFA per i
piccoli comuni; il Laboratorio di accessibilit e le piattaforme multicanale sviluppate
da HOPS (Comune di Torino), o il recupero di macchine obsolete di RIUSA;

Il Centro di formazione per le-government per la formazione specica sullegovernment;

la costituzione di cybercaf per avvicinare i giovani alle nuove tecnologie (Provincia


di Torino).
La sezione servizi d evidenza alla principale esperienza regionale di erogazione

integrata di servizi on line (il portale Sistemapiemonte per i servizi rivolti a cittadini e
imprese e il portale Ruparpiemonte per i servizi rivolti alla PA) insieme ad un caso di
servizio sviluppato a livello provinciale e comunale, che si contraddistingue per innovativit e rappresenta una novit nel panorama italiano (il servizio SMS per il rinnovamento del permesso di soggiorno) ed alle novit recenti tra i servizi offerti dallo sportello
TorinoFacile del Comune di Torino.
Infine, una sezione a parte dedicata ai risultati del sistema di osservatori
regionali sulla societ dellinformazione (confluiti nellOsservatorio Regionale sulle ICT, da
cui ricavano dati sullo stato dellarte della diffusione delle ICT presso i principali attori
del sistema territoriale regionale: famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni
In sintesi, a coronamento del percorso innovativo finora seguito, la Regione ha
identificato nellespansione uniforme e distribuita della banda larga il prossimo obiettivo strategico: gli interventi regionali per lo sviluppo della Societ dellInformazione

261

RAPPORTO NAZIONALE 2005

in Piemonte saranno, dora innanzi, focalizzati sullestensione della banda larga e delle
opportunit di sviluppo da essa offerte, oltre che nelle aree metropolitane anche nelle
zone decentrate, assicurando efficienza e produttivit degli enti pubblici e delle aziende
grazie ad una diffusione omogenea dei servizi. In questo ambito di interventi si inserisce
il nuovo modello di Rete Regionale, che prevede uninfrastruttura condivisa da PA, mondo
accademico, ricerca e imprese: il programma RUPAR2 costituisce pertanto la nuova declinazione piemontese della Societ dellInformazione e come tale costituisce la chiave di
lettura del Rapporto.

262

Schede regionali di sintesi

Regione Puglia
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Nel corso del 2004 e nei primi mesi del 2005 la Regione Puglia ha portato a
compimento il processo di revisione di met periodo del POR Puglia 2000-2006 e del relativo Complemento di Programmazione che pu essere considerato la novit pi rilevante
dellultimo anno (cfr. deliberazioni Tab. 1).
Le strategie regionali sulla societ dellinformazione, infatti, hanno ricevuto
nuovo impulso programmatico con ladozione delle modifiche riportate nelle misure 6.2
Promozione della societ dellinformazione Promozione dellinternazionalizzazione e
6.3 Sostegno allinnovazione degli enti locali, allinterno delle quali sono stati aggiornati obiettivi e risorse finanziarie.
La stipula dellAPQ della regione Puglia fissa, inoltre, le prospettive comuni tra
gli enti del territorio pugliese e le Amministrazioni centrali di competenza (MIT e MEF)
per lo sviluppo della societ dellinformazione (cfr. paragrafo successivo).
Per approfondire la sezione sullo sviluppo delle policy nella regione Puglia si
rimanda al relativo Terzo Rapporto sullInnovazione.

Tabella 33 Le novit nel quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

Accordo di Programma Quadro in materia di e-government e societ dellinformazione


nella regione Puglia

Stipula del 4 agosto 2004

POR Puglia 2000-2006 - Approvazione del POR Puglia 2000-2006 adeguato a seguito della Deliberazione della Giunta Regionale 15 febbraio
revisione di met periodo
2005, n. 81
POR Puglia 2000-2006 - Approvazione del Complemento di programmazione del Por Puglia Deliberazione della Giunta Regionale 7 marzo 2005,
2000-2006 adeguato a seguito della revisione di met periodo
n. 253
Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

263

RAPPORTO NAZIONALE 2005

I progetti di innovazione
Le numerose iniziative progettuali degli enti pugliesi in risposta ai molteplici
avvisi e bandi finanziati da amministrazioni centrali e locali (Regione Puglia) attestano
la vivace dinamicit del territorio a supportare lo sviluppo innovativo delle PA locali.
Di sicura rilevanza sono i 18 progetti ritenuti idonei al finanziamento dalla
Regione in relazione al bando Iniziative a sostegno del sistema delle autonomie locali,
rivolto agli Enti locali e i 25 in risposta al bando Iniziative a sostegno del sistema delle
imprese e professioni, destinato agli ordini professionali, alle associazioni di categoria
e ai consorzi di imprese: entrambi i bandi fanno riferimento ai fondi della misura 6.2
azione c) del POR Puglia 2000-2006 (per maggiori dettagli sui progetti cfr. Terzo Rapporto
sullInnovazione).
Nella Tabella 34 sono elencati i progetti cofinanziati nellambito della II fase
del Piano Nazionale di e-government coordinati da enti pugliesi.
Tabella 34 I progetti conanziati alla Regione Puglia sui bandi della II fase
Bando

Acronimo

Ente coordinatore

Valore totale

Conanz. MIT

SPC

ICAR-PUGLIA

Regione Puglia

5.084.042,00

2.174.000,00

partecipaPUG

Comune di Monopoli

295.500,00

140.000,00

AGOR@LB

Comune di Alberobello

92.817,00

45.000,00

E-CON-FOGGIA

Comune di Foggia

351.000,00

150.000,00

PARTECIP@RE

Provincia di Lecce

550.000,00

80.000,00

Puglia-Tgov

Regione Puglia

2.000.000,00

340.000,00

Ti - RECS

Comune di Bari

960.000,00

180.000,00

e-democracy

T-government

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

LAPQ in materia di e-government e societ dellinformazione nella regione


Puglia stato stipulato il 4 agosto 2004 e prevede la realizzazione di 10 interventi. Si
articola in tre assi programmatici:
1. infrastrutture di comunicazione a larga banda;
2. sistema federato di e-government;
3. innovazione digitale nelle imprese.
Nella Tabella 35 sono riportati gli interventi dellAPQ, i relativi costi e le fonti
finanziarie.

264

Schede regionali di sintesi

Tabella 35 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004


Denominazione intervento

Costo

Infrastrutture di comunicazione a larga banda

18.000.000,00

Sistema Pubblico di Connettivit (RUPAR 2)

12.500.000,00

Centri di accesso pubblico ai servizi digitali avanzati (CAPSDA)

5.701.000,00

Progetto pilota Procura della Repubblica di Lecce

2.880.000,00

Centri servizio territoriali per le-gov nei piccoli e medi comuni (CST)

4.780.000,00

Centro territoriale per laggregazione dei processi di acquisto degli enti locali pugliesi (CAT)

3.500.000,00

Rete di accesso al sistema sanitario regionale

11.500.000,00

Rete dei medici di medicina generale

4.779.000,00

Osservatorio societ dellinformazione

620.000,00

Distretto digitale a supporto della liera produttiva del tessile-Abb. in Puglia

3.160.000,00

TOTALE

67.420.000,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Rispetto allavanzamento dei progetti coordinati da enti pugliesi e cofinanziati


in risposta al 1 Avviso di e-government, come gi riportato nel Capitolo IV del presente
Rapporto, si rileva che il Progetto infrastrutturale Scatel, coordinato dalla Regione Puglia,
giunto all80,46% di avanzamento rilevato al 21/02/2005.
Si ricorda che la Regione Puglia sviluppa, come le altre Regioni del Mezzogiorno,
alcuni interventi per lo sviluppo dei servizi a banda larga (delibera Cipe 83/2003).
Allinterno del Terzo Rapporto sullInnovazione della Regione Puglia sono riportate le descrizioni sintetiche di tutti i progetti coordinati da enti pugliesi.

Focus tematico: le politiche


della Regione Puglia in ambito SI
per laccessibilit
Nel Terzo Rapporto sullInnovazione nella Regione Puglia presente una descrizione delle iniziative a favore dellaccesso dei disabili allutilizzo delle nuove tecnologie
finalizzato alla fruizione dei servizi di e-government.
La Regione ha intenzione di promuovere, infatti, una politica di incentivazione
finanziaria verso gli enti che sviluppano i progetti cofinanziati con fondi POR Puglia
2000-2006 (cfr. paragrafi precedenti) perch integrino gli interventi gi approvati in fase
di valutazione dei progetti con iniziative volte alladeguamento dei sistemi informatici
alle nuove normative e leggi italiane e alle relative linee guida in materia di ICT e disabili.

265

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Questo al fine di garantire la rimozione delle barriere informatiche, grazie al superamento


delle difficolt che i disabili incontrano nellusare un sistema informatico.
In particolare, la Regione Puglia intende erogare finanziamenti finalizzati:

alladeguamento dei software e dei contenuti dei siti web ai principi della progettazione
universale e dellusabilit;

alla diffusione di dispositivi specicamente realizzati per favorire luso dei computer
da parte dei disabili.
Oltre ad intervenire sulla progettualit gi espressa, la Regione Puglia si pro-

pone di emettere un nuovo bando indirizzato al finanziamento di progetti presentati da


cooperative sociali e onlus che operano nel mondo della disabilit e che vogliano sviluppare servizi innovativi per i propri associati: questo per favorire lerogazione dei servizi
destinati in modo specifico ai disabili.
Unulteriore iniziativa regionale realizzata nellambito del progetto SAX
(Sistemi avanzati di connettivit sociale) nel quale si prevede, tra laltro, lintroduzione
sperimentale di 25.000 Carte Nazionali dei Servizi (CNS) presso un primo gruppo di utenti
selezionati che stato individuato nella categoria dei disabili.
Le CNS permetteranno ai disabili pugliesi laccesso a servizi on line che richiedono lautenticazione dei cittadini o la firma elettronica, sia a servizi anche a pagamento
erogati dalla PA locale e/o centrale o da enti quali Poste Italiane S.p.A.

266

Schede regionali di sintesi

Regione Sardegna
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI105
A fine 2004 la Regione Sardegna ha portato a compimento il processo di revisione di met periodo del POR Sardegna 2000-2006106 e del relativo Complemento di
Programmazione. Il nuovo CdP ha previsto per la Misura 6.3 diverse modifiche ed integrazioni, tra cui: lunificazione delle due azioni Regione Digitale e Isola Digitale in una
unica azione Interventi per la realizzazione delle-government, prevalentemente orientata agli Enti Locali; la trasformazione dellazione RUPAR nellazione Interventi per la
realizzazione del Sistema Pubblico di Connettivit e Cooperazione Regionale; interventi
per la diffusione della Banda Larga e laggiornamento della Strategia e del Piano dAzione per la Societ dellInformazione. Queste linee di intervento vengono confermate nel
Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2005-2007 (DPEFR) nel quale
viene dato ampio risalto alla SI ed alla necessit di definire una governance che consenta di ricondurre ad un disegno unitario ed ad una strategia integrata i vari processi. Il
quadro delle politiche per linnovazione si arricchito a fine 2004 con la stipula dellAccordo di Programma Quadro (APQ) in materia di SI e, nellaprile 2005, con il I Accordo
Integrativo ad ampliamento del programma di interventi previsto nel precedente APQ.
Elemento di novit rappresentato dalla presentazione da parte della Giunta
Regionale, con Deliberazione 12/23 del 23.03.2005, della Strategia e Piano dAzione
per la realizzazione della Rete Telematica Regionale (RUPAR) nellambito dello sviluppo
della SI secondo il modello del Sistema Pubblico di Connettivit, secondo cui le diverse
iniziative di sviluppo ed utilizzo delle reti telematiche promosse dallAmministrazione
regionale, comprese quelle gi inserite in APQ SI, devono convergere ed essere attuate
secondo un approccio integrato.

267

Alcune integrazioni
relative al quadro generale (Integrativo APQ e Rete
Telematica
Regionale),
intervenute dopo la chiusura del Rapporto Regionale,
sono state pubblicate in un
documento di aggiornamento disponibile allindirizzo:
http://www.crcitalia.it/
riservato/elenco_sezione.
aspx?Categoria=529.

105

La Revisione di medio
periodo del POR Sardegna
2000-2006 stata formalizzata con Decisione della
Commissione C(2004) 5191
del 15.12.2004.

106

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 36 Il quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

Estremi di approvazione

Strategia e Piano dAzione per la realizzazione della Rete Telematica Regionale (RUPAR)

DGR 12/23 del 23.03.2005

Atto Integrativo dellAPQ SI

13.04.2005

APQ SI

28.12.2004

Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2005-2007 (DPEFR)

Delibera Consiglio Regionale 22.12.2004

POR Sardegna 2000-2006. Revisione del CdP

Comitato di Sorveglianza del 21.12.04

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

I progetti di innovazione
La seconda parte del Rapporto Regionale descrive dettagliatamente i progetti
attraverso i quali le politiche per le-government e la SI prendono corpo, partendo da
quelli inseriti nellAPQ SI per poi proseguire con i progetti presentati dagli Enti Locali della
Sardegna in risposta allAvviso sulle-democracy, oltre a riferire sullo stato di avanzamento
di altri progetti regionali quali la rete delle biblioteche PARIS, il Sistema Informativo del
Lavoro (SIL), i progetti di e-government del 1 Avviso e il Programma Regionale di Azioni
Innovative (PRAI) DIESIS. La Regione Sardegna ha presentato due progetti in risposta
allAvviso sul SPC: Sardinian Qualified Community Network (SQCN), per ladeguamento
della rete regionale ai requisiti tecnici specificati dal SPC, ed ICAR-SAR, a complemento
del primo progetto per realizzare linteroperabilit e la cooperazione applicativa a livello
interregionale. Di seguito i progetti approvati sul Bando II Fase:

Tabella 37 I progetti conanziati alla regione Sardegna sui bandi della II fase
Bando
SPC
E-Democracy

Acronimo
ICAR-SAR
SQCN
BENERTUTTI

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

268

Coordinatore
Regione Sardegna
Comune Benetutti

Valore totale

Conanz. MIT

1.492.920,00

746.460,00

2.129.080,00

1.064.540,00

50.000,00

25.000,00

Schede regionali di sintesi

LAPQ SI della Regione Sardegna, stipulato a fine 2004, composto da dieci


interventi caratterizzati sia dal programma a titolarit regionale sia da quelli a titolarit
nazionale Sud e non Solo e Servizi a Larga Banda. Sono compresi interventi relativi
alla prima ed alla seconda fase delle-govenment nazionale: progetti 1 avviso e Sistema
Pubblico di Connettivit (SPC). Il I Accordo Integrativo dellaprile 2005 composto da
cinque interventi, dei quali uno articolato in due sottoprogetti.

Tabella 38 Elenco degli interventi e costi degli APQ SI e Integrativo


Denominazione intervento

Costo

APQ SI 2004
e-Government (backofce e frontofce) per la Regione Sardegna

24.000.000,00

Connettivit regionale

6.000.000,00

Sistema Informativo Territoriale Regionale (SITR)

9.000.000,00

Centro Servizio Territoriali per le-Government nei piccoli e medi comuni (CST)

2.520.000,00

Centri di Accesso Pubblico ai Servizi Digitali Avanzati (CAPSDA)

1.727.000,00

Servizi di telemedicina specializzata

2.000.000,00

Rete dei medici di medicina generale (RMMG)

4.857.000,00

Centri di Acquisto Territoriale (CAT)

1.500.000,00

Sardinian Qualied Community Network (SQCN)

2.129.080,00

Interoperabilit e Cooperazione Applicativa tra le Regioni (ICAR-SAR)

1.492.920,00

TOT. PARZIALE

55.226.000,00

Integrativo APQ 2005


Polo di eccellenza per la ricerca post-genomica e per la sperimentazione della medicina personalizzata

13.612.000,00

Servizi di Telemedicina Specializzata

3.000.000,00

Estensione dei servizi informativi integrati per la gestione del territorio (progetto SIT2COM)

9.360.000,00

Ampliamento dei servizi regionali a larga banda del SistemaPubblico di Connettivit (progetto SICS)

6.292.000,00

Progetto per i Sistemi Avanzati per la Connettivit Sociale (SAX)


Sottoprogetto SAX P Centri Pubblici di Accesso
Sottoprogetto SAX I Carte Nazionali dei Servizi

3.096.000,00
2.028.414,00
1.067.586,00

TOT. PARZIALE

35.360.000,00

TOTALE

90.586.000,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Come anticipato nel Capitolo IV del presente Rapporto, dove viene fornito un
approfondimento sullo stato di avanzamento sui progetti co-finanziati sul 1 Avviso, per
quanto riguarda la Sardegna, il progetto eGOS, a regia regionale ormai prossimo al collaudo finale (S.A.L. 91% al 28/02/04). Maggiori approfondimenti sui progetti 1 Avviso
sono contenuti nel 3 Rapporto Regionale Sardegna.

269

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Focus tematico: dalle infrastrutture


ai servizi
La terza parte del Rapporto Regionale approfondisce i temi delle infrastrutture
e degli strumenti di accesso, dellorganizzazione, della formazione e dei servizi innovativi
on line, questultimo in base ai dati emersi dallattivit di osservatorio del CRC Sardegna
svolta nel 2004.
Infrastrutture e strumenti di accesso
Nonostante i progetti di e-government stiano realizzando una serie di servizi al
cittadino, dallanalisi del digital divide nella regione Sardegna emerge una situazione di
ritardo nelle aree pi svantaggiate situate in territori di montagna o comunque a bassa
densit abitativa. Seppure, come visto nella parte relativa allAPQ SI, la Regione Sardegna
si sia recentemente impegnata con dei progetti relativi allo sviluppo del SPC con lo scopo
di realizzare uninfrastruttura capace di fornire la connettivit a tutti gli Enti Locali della
Sardegna, il ritardo accumulato ha spinto alcuni Comuni a sperimentare soluzioni per
fornire connettivit al proprio territorio. Per quanto riguarda invece le iniziative in via
di realizzazione in alcune aree urbane ad alta densit, si illustra lo stato davanzamento
della Metropolitan Area Network (MAN) di Sassari. Per gli strumenti di accesso, viene
presentata la sperimentazione avanzata in tre Comuni della Sardegna: Macomer, Lula e
Sassari. Allesperienza del Comune di Sassari, e i servizi del proprio portale, il Rapporto
pone unattenzione particolare.
Organizzazione
A met del 2003 nata lesigenza di conoscere quale fosse lo stato di penetrazione delle tecnologie ICT e dellinnovazione organizzativa nelle PAL della Sardegna al
fine di valutare, sulla base di informazioni caratterizzate da una qualit e una quantit
superiori rispetto al passato, gli effetti dei programmi di e-government nazionale e della
Strategia Regionale sulla SI in Sardegna. Nel Rapporto si illustrano la metodologia ed i
risultati dellindagine riguardo alla presenza on line della PAL, lo stato di informatizzazione dei processi interni, e dellinnovazione a livello organizzativo, le principali criticit
riscontrate dagli enti nellaffrontare i processi di innovazione.
Formazione per la SI
Vengono illustrate le principali criticit nella fruizione di corsi di questo tipo
allinterno della PA emerse nellambito di un corso erogato in modalit blended ai refe270

Schede regionali di sintesi

renti della formazione di diversi Assessorati della Regione Sardegna sulla tematica e-learning. Vengono inoltre presentati i risultati di unindagine finanziata dal POR Sardegna
2000-2006, FSE Misura 3.1, svolta per conto dellAssessorato al Lavoro della Regione
Sardegna, dal titolo: Ricerca sui fabbisogni formativi del territorio. Infine, riguardo alla
disponibilt di piattaforme open source per la formazione a distanza, viene presentata
lesperienza della Regione spagnola dell Extremadura come esempio di buona prassi
approfondita nellambito del programma DIESIS

271

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Regione Sicilia
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Durante il 2004 la Regione Siciliana stata impegnata nel completamento delle
policy per le-government e la societ dellinformazione nonch nellaggiornamento di
quelle gi in vigore. Le modifiche avvenute nel corso del 2004 hanno interessato principalmente, come altre regioni Ob. 1, il processo di revisione di met periodo del POR
Sicilia 2000-2006 e del relativo Complemento di Programmazione, prima novit rilevante
dellultimo anno (Tab. 1). La profonda revisione ha riguardato le misure che, direttamente
(Misura 6.05) ed indirettamente (Misure settoriali), concernono la SI, semplificando il
quadro complessivo attraverso labrogazione di alcuni interventi. In seguito quindi alle
modifiche di POR e CdP stato modificato, con deliberazione n. 405 del 21 dicembre
2004, il Quadro di Riferimento Strategico Regionale per lo sviluppo della SI (QRS), principale piano strategico per la SI in Sicilia.
La seconda novit rappresentata dalla stipula dellAPQ societ dellinformazione avvenuta il 7 marzo 2005, composto da sette interventi per una valore totale
di oltre 52 Mil. di euro, ognuno dei quali brevemente decritto allinterno del Report
regionale 2005, e di cui verr fornita una panoramica generale nel paragrafo successivo
(Tab. 3). Le strategie regionali sulla SI hanno, inoltre, ricevuto conferma e nuovo impulso
programmatico anche dallultimo Documento di Programmazione economico-finanziaria
2005-2005, che nel Capitolo II Le politiche di sviluppo e le finanze della regione dedica il paragrafo 2.9 alla societ dellinformazione e i paragrafi 2.2, 2.3 e 2.4 al POR
2000/2006, sottolineando le azioni sinergiche tra programmi e piani di intervento, finalizzati alla valorizzazione ed allutilizzo delle ICT come strumento di produttivit economica, di miglioramento della qualit della vita dei cittadini e dellaccessibilit ai servizi.
Per approfondire la sezione sullo sviluppo delle policy nella regione Sicilia si rimanda al
relativo Terzo Rapporto sullInnovazione.

272

Schede regionali di sintesi

Tabella 39 Le novit nel quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

Accordo di Programma Quadro SI nella regione Sicilia

Stipula del 7 marzo 2005

POR Sicilia 2000-2006 - Approvazione del POR Sicilia 2000-2006 adeguato a


seguito della revisione di met periodo

Deliberazione della Giunta Regionale n. 23 del 26 gennaio 2005

Documento di programmazione economico-nanziaria (DPEF) 2005-2007,


Capitolo II Le politiche di sviluppo e le nanze della regione - dedica paragrafo 2.9 Societ Informazione

Deliberazione della Giunta Regionale del 29 settembre 2004,


odg n. 441

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

I progetti di innovazione
Le iniziative progettuali degli enti siciliani in risposta ai diversi avvisi e bandi
finanziati da amministrazioni centrali e locali (Regione Sicilia) attestano una crescente
vivace dinamicit del territorio a supportare lo sviluppo innovativo delle PA locali.
Di sicura rilevanza sono i 46 progetti finanziati dalla Regione nellambito del
POR Sicilia 2000-2006 Misura 6.05, approfonditi nel Focus dedicato allinterno del
Terzo Rapporto regionale e di seguito accennati. Con riferimento ai progetti a titolarit
regionale, nel periodo compreso tra fine 2003 e 2004, sono stati espletati i bandi (finanziati dalla Misura 6.05 Reti e Servizi per lo Sviluppo della societ dellinformazione)
riguardanti lautomazione dei flussi documentali dellAssessorato Regionale Agricoltura e
Foreste, il protocollo ed il mandato informatico. Inoltre stato stipulato un contratto
per la fornitura del servizio di consultazione della banca dati Legislazione Regionale
Siciliana. In particolare ha avviato i seguenti interventi a titolarit regionale:

Informatizzazione dei ussi documentali delle singole PA (Cfr. QRS, Ob. 4 Innovare
gli strumenti tecnologici, Az. 5);

Front ofce e servizi di e-gov per cittadini e imprese (Cfr. QRS, Ob. 4 Innovare gli
strumenti tecnologici, Az. 6);

Sviluppo infrastruttura (Cfr. QRS, Ob. 4 Innovare gli strumenti tecnologici, Az. 7).
Ha inoltre proseguito i seguenti interventi a regia regionale:

Front ofce e sevizi di e-gov per cittadini e imprese (Cfr. QRS, Ob. 4 Innovare
gli strumenti tecnologici, Azione 6): Sportelli Unici Telematici e Creazione di reti
civiche.

273

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Nella Tabella 40 sono elencati i progetti cofinanziati nellambito della II fase


del Piano Nazionale di e-government coordinati da enti siciliani.
Tabella 40 I progetti conanziati alla Regione Sicilia sui bandi della II fase
Bando

Acronimo

Ente coordinatore

Valore totale

Conanz. MIT

SPC

SICARS

Regione Sicilia

5.400.000,00

2.700.000,00

Agor@Favara

Comune Favara

480.000,00

190.000,00

demos.ct

Comune Catania

770.000,00

240.000,00

P.A.B.O.L.

Comune Ragusa

30.000,00

15.000,00

METROPOLIS

Provincia Messina

390.000,00

100.000,00

EDARS

Regione Sicilia

500.000,00

100.000,00

TV-DICO

Comune di Palermo

1.060.000,00

320.000,00

e-democracy

T-government

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA

Come anticipato nel paragrafo precedente, lAPQ societ dellinformazione nella


Regione Sicilia stato stipulato il 7 marzo 2005 e prevede la realizzazione di 7 interventi, articolati (come riportato in Tabella 41) soprattutto sulladeguamento della pubblica
amministrazione regionale ai nuovi servizi offerti/da offrire a cittadini e imprese, su
azioni tese a garantire un accesso alle reti pi economico, rapido e sicuro, a sostenere
un forte investimento nelle risorse umane e nella loro formazione.
Nella Tabella 41 sono riportati gli interventi dellAPQ, i relativi costi e le fonti
finanziarie. I primi sei interventi fanno parte dei programmi nazionali proposti dal MIT:
Per il Sud e non solo (dal 1 al 5) e Sviluppo di servizi a larga banda (6).

Tabella 41 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2005


Denominazione intervento

Costo

Centri di accesso pubblico ai servizi digitali avanzati (CAPSDA)

8.308.000,00

Rete dei medici di medicina generale (RMMG)

5.000.000,00

Centri servizi territoriali per le-government nei piccoli e medi Comuni (CST)

5.040.000,00

Distretti digitali a supporto della liera del tessile abbigliamento (DDTA)

2.760.000,00

Centro di acquisto territoriali (CAT)

1.500.000,00

Sistemi avanzati per la connettivit sociale (SAX)

5.573.995,00

Promozione S.I. e e-Government negli EE.LL.

24.394.000,00

TOTALE

52.575.995,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

274

Schede regionali di sintesi

Rispetto allavanzamento dei progetti coordinati da enti della regione Sicilia e


cofinanziati in risposta al 1 Avviso di e-government, come gi riportato nel Capitolo IV
del presente Rapporto, si rileva che il Progetto EGOVSICILIA giunto al 76% di avanzamento rilevato al 5/11/2004, con SAL proiettato al 28/02/2005 dell87%. Gli altri due
progetti pi avanzati sono MAIA e EtWeb rispettivamente con SAL verificato del 31% (il
31/8/2004) e del 40% (il 21/04/2004) e SAL proiettato al 28/02/2005 del 75% e del
72%. Allinterno del Terzo Rapporto sullInnovazione della Regione Sicilia sono riportate
le descrizioni sintetiche di tutti i progetti a cui si accennato.
da sottolineare lo spazio dedicato in Sicilia alle iniziative di formazione, messe
i risalto nel Report regionale con un intero capitolo dedicato. In particolare, vengono
trattate le iniziative formative in tema di e-government e nuove tecnologie destinate ai
dipendenti pubblici delle Amministrazioni centrali e locali della Regione Siciliana, e che
durante il 2004 si sono suddivise in tre principali linee di intervento:

Iniziative formative del Dipartimento della Funzione Pubblica

Iniziative formative della Regione Siciliana

Iniziative formative del CRC Sicilia.

Focus: le Reti Civiche


Nel Terzo Rapporto sullInnovazione nella Regione Sicilia presente un focus di
approfondimento dettagliato (Capitolo 10 del Rapporto) in cui viene descritta lesperienza
delle Reti Civiche, connessa al bando analogo emesso sulla misura 6.05 del POR Sicilia
2000/2006.
Il primo paragrafo illustra infatti nelle linee generali cosa si intende per rete
civica, ovvero un ambiente telematico che si propone di promuovere e favorire la comunicazione, lo scambio e lerogazione di servizi fra i cittadini e tutti i soggetti pubblici e
privati che costituiscono una comunit locale e, al tempo stesso di aprire la comunit
locale alla comunicazione via rete con il resto del mondo. Dal punto di vista hardware una
rete civica costituita da un insieme di nodi connessi tra loro in rete (una Metropolitan
Area Network, c.d. MAN ), connessa a sua volta ad altre reti (tipicamente Internet).
Il secondo paragrafo spiega il processo di partecipazione degli enti locali allavviso pubblico regionale, pubblicato in data 04.09.2003, in attuazione dellAzione 3 Front
Office e servizi di e-government per cittadini e imprese (interventi: 8sportelli unici
telematici e 9creazione di reti civiche), a cui hanno partecipato 360 Comuni siciliani
(circa il 92% ) e 6 Province. La numerosa partecipazione connessa alla forte necessit

275

RAPPORTO NAZIONALE 2005

avvertita dalle pubbliche amministrazioni di migliorare i servizi da fornire ai propri utenti, strutturando unorganizzazione che consenta un dialogo bidirezionale, tra le P.A. e la
comunit dei territori di competenza. Il D.D.G. n. 961 del 29 ottobre 2004 di ammissione
a finanziamento dei progetti Reti Civiche ha approvato 46 progetti per un valore complessivo pari a 33 Milioni di euro.
Il terzo paragrafo descrive quindi i servizi da realizzare sui progetti presentati,
sia di back office che di front office, dove il paragrafo successivo illustra lo stato di avanzamento dei progetti. In particolare il Rapporto strutturato in modo da dettagliare in
tre sottoparagrafi tre fra i principali progetti che hanno ottenuto un punteggio superiore
a settanta punti in fase di valutazione: HYBLAE, SIKANIA e RCCS. Nel paragrafo successivo si riporta infine lo stato di avanzamento di tutti gli altri progetti regionali in fase
di attuazione.

276

Schede regionali di sintesi

Regione Toscana
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Il Rapporto regionale offre un quadro dettagliato sullimpianto molto articolato
e coerente di sostegno politico e normativo alla SI della Regione Toscana che vede convergere su questo obiettivo: la Legge Regionale 01/2004, proprio sulla Rete regionale e
la SI; diverse azioni del Programma Regionale di Sviluppo; il quarto progetto Efficienza e
innovazione nella PA, processi di semplificazione e di burocratizzazione del nuovo Patto
per uno sviluppo qualificato e maggiori e migliori lavori in Toscana (previsto nel DPEF
2005); i nuovi Patti per lo sviluppo locale (PASL), strumenti di programmazione negoziata regionalizzata voluti dalla L.R. 61/2004, nel cui impianto previsto sistematicamente
un capitolo sulla societ dellinformazione e della conoscenza; nonch ovviamente il
programma e.Toscana, che ha definito e condotto la realizzazione di numerosi interventi
nellambito del Piano straordinario di finanziamento 2003-2005. Evidente risulta leffetto
positivo di tale impianto e degli strumenti di governance gi presenti da tempo e recentemente rinnovati e ampliati i Comitati della Rete Telematica Regionale Toscana, lintesa
con ANCI, URPT e UNCEM e il relativo Comitato dellAccordo di Programma Regionale nellattivare e captare risorse locali (anche private), nazionali ed europee, canalizzandole
e coordinandole in modo efficace sugli obiettivi prefissati. Questo il caso, ad esempio,
dei fondi Docup, rivolti al potenziamento dei servizi della RTRT, e dei fondi CIPE (delibera
17/2003), finalizzati ad estendere verso i piccoli Comuni lutilizzo dei servizi regionali
di e-government e i collegamenti a banda larga (pre-condizione abilitante), sfruttando
tecnologie alternative (satellite, wireless e PDH), oltre al potenziamento dei servizi di
sicurezza della RTRT.

277

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 42 Le novit nel quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

DPEF 2005

Estremi di approvazione/pubblicazione

Sezione 2.5 Innovazione istituzionale e organizzativa, proiezione


internazionale, e-government
Parte 3 il nuovo Patto per uno sviluppo qualicato e maggiori e
migliori lavori in Toscana, per rafforzare i processi di innovazione e
modernizzazione

Risoluzione del Consiglio regionale del 7 luglio


2004, n. 45

APQ SI Regione Toscana

2 aprile 2004

APQ SI Integrativo I Regione Toscana

29 aprile 2005

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

I progetti di innovazione
Il Rapporto regionale offre un ampia vista su tutte le iniziative progettuali
espresse sul territorio toscano; oltre ai progetti di e-government fase 2 presentati e cofinanziati (questi ultimi riportati nella tabella seguente), presente un approfondimento
sui progetti per la SI legati ai vari ambiti di intervento: dal lavoro (col sistema di servizi
IDOL ed il rilascio del progetto della Borsa Lavoro Toscana) alla formazione a distanza
regionale (condotta con la seconda fase del progetto TRIO), dalle nuove tecnologie
applicate allambiente (progetto SIRA - Sistema informativo regionale dellambiente)
allinnovazione tecnologica nella sanit (col sistema informativo sanitario che si avvale
della RTRT e con limplementazione del sistema di cooperazione applicativa integrata
e parte fondante del sistema regionale CART). Il quadro sulla progettualit regionale
completato dagli interventi sul DOCUP 2000-2006 e sulle Azioni Innovative, nonch dallo
stato di avanzamento dei progetti di e-Toscana.

278

Schede regionali di sintesi

Tabella 43 I progetti conanziati alla Toscana sui bandi della II fase


Bando

Acronimo
ICAR-TOSCANA

SPC

TICAT

Regione Toscana

Valore totale

Conanz. MIT
richiesto

1.755.300

650.000

5.289.239

1.569.000

IDEM

Comune Di Siena

980.000

250.000

TELE_P@B

Comunita Montana Del


Pratomagno

1.050.000

200.000

eMove

Comune Di Firenze

1.587.900

330.000

CONCERTO

Comune Di Lucca

570.000

180.000

DTToscana

Regione Toscana

3.296.300

400.000

DTTSiena

Comune di Siena

1.361.800

200.000

DiLucca

Comune di Lucca

890.000

250.000

T.Citel

Comune di Pisa

400.080

70.000

E-Democracy

T-Government

Ente Coordinatore

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Risale al 2 aprile 2004 la firma dellAccordo di Programma Quadro (APQ) in


materia di societ dellinformazione, tra Ministero dellEconomia e Finanze, Dipartimento
Innovazione Tecnologica e Regione Toscana. Sono state destinate al territorio regionale
risorse per circa 5,6 M da rivolgere ad interventi finalizzati ad accelerare alcuni percorsi
gi avviati dalla RTRT collegati al tema del potenziamento delle infrastrutture telematiche e dellofferta di servizi, ambiti dintervento, tra gli altri, riconosciuti come centrali
dalla L.R. 01/2004. La diffusione dei servizi di e-government nei piccoli Comuni e nelle
Comunit Montane situate nelle aree sottoutlizzate della regione stata perseguita dando
seguito alla firma dellAPQ con un processo di governance avviato dalla RTRT per condurre e coordinare la progettazione e la realizzazione degli interventi. Con il forte impulso
dato dalla Regione Toscana (soggetto attuatore dellAPQ) e dagli altri soggetti della RTRT,
sono stati cos siglati, a stretto giro, lIntesa tra Regione Toscana, ANCI, UNCEM ed URPT
per il sostegno dei piccoli comuni (giugno 2004) e lAccordo di Programma Regionale
(APR, luglio 2004, approvato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale, n. 343,
dell11/10/2004). Con il primo documento sono state poste le basi per sviluppare la
societ dellinformazione, promuovere coesione, produrre uno sviluppo armonico del territorio regionale, mediante un impegno deciso delle rappresentanze degli enti toscani.
Con il secondo, stato attivato un percorso di costruzione e realizzazione condivisa degli
interventi. LAP (strumento previsto dalla legislazione regionale) ha dato, infatti, modo
alle amministrazioni di attivare una comune base programmatoria, per mettere in atto le
azioni previste nellAccordo di Programma Quadro.

279

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 44 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004


Denominazione intervento

Costo

S1001: Sviluppo dei servizi di e-government nei piccoli comuni, singoli o associati, e nelle comunit montane:
completamento e diffusione di e.Toscana e adeguamento tecnologico delle infrastrutture interne

1.866.000,00

S1002: Attivazione di infrastrutture per laccesso autenticato e sicuro ai servizi

1.552.000,00

S1003: Servizi telematici in larga banda per i piccoli comuni e le comunit montane

2.217.500,00

TOTALE

5.635.500,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Il 29 aprile 2005, inoltre, stato stipulato con la Regione Toscana lAccordo


Sviluppo della Societ dellinformazione nei piccoli comuni e nelle comunit montane,
che costituisce lAtto Integrativo I dellAPQ siglato il 2 Aprile 2004. LIntegrativo contempla: la realizzazione di interventi aventi ad oggetto ladeguamento tecnologico, il riuso
dei progetti di e.Toscana, la sicurezza e la connettivit in banda larga al fine di estendere
il raggio dazione dellAPQ gi stipulato, linserimento di TICAT e ICARToscana, progetti
per Lo sviluppo dei servizi infrastrutturali locali e SPC cofinanziati dal CNIPA.

Tabella 45 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI Integrativo I 2005


Costo

Denominazione intervento
S1004: Potenziamento dei servizi di e-government nei piccoli comuni e nelle Comunit montane

1.866.000,00

S1005: Centri montani per la diffusione della societ dellinformazione e per il telelavoro

1.552.000,00

S1006- Sviluppo delle infrastrutture della rete telematica regionale a supporto degli interventi rivolti alle aree
svantaggiate

2.217.500,00

S1007- TICAT

1.976.239,00

S1008 - ICAR Toscana

1.136.300,00

TOTALE

9.580.359,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Per quanto riguarda, infine, lo stato di avanzamento dei progetti I Avviso,


come si visto nel relativo Capitolo IV del presente Rapporto, i progetti della Toscana
sono tutti in fase avanzata di completamento dei lavori, con in particolare: il progetto
A -1 (finalizzato a realizzare una infrastruttura di trasporto a banda larga e servizi, base

280

Schede regionali di sintesi

per lo sviluppo di tutti i progetti del piano E-Toscana) il cui s.a.l. al 28/02/05 100%,
s.a.l. verificato al 22/06/04 79%; Ci-Tel (relativo alla creazione di un front office per
lerogazione di servizi ai cittadini e alle imprese su pi canali daccesso) il cui s.a.l. al
28/02/05 94%, s.a.l. verificato al 06/12/04 86% con 25 servizi rilasciati; Minosse (sul
potenziamento della Rete Civica Pratese, prevedendo servizio comune di autenticazione
on line) il cui s.a.l. al 28/02/05 94%, s.a.l. verificato al 26/11/04 80%.

Focus: lo scenario della SI in alcune


province toscane
Per tracciare un quadro sullo stato di diffusione e di sviluppo della societ dellinformazione nella regione Toscana il rapporto regionale analizza la situazione interna a
quattro province toscane (Arezzo, Firenze, Massa e Pistoia) vista la priorit data al tema
nella programmazione delle politiche di sviluppo locale, contando, comunque, di ampliare
a breve tale analisi alle altre 6 province della regione.
Tra i principali tratti distintivi degli interventi e dei progetti messi in atto dalle
suddette Province, si evidenziano le iniziative della Provincia di Arezzo, che ha individuato nellambito del Patto per lo Sviluppo Locale (PASL) come priorit di intervento per il
sistema delle infrastrutture la diffusione delle infrastrutture di rete telematica e la valorizzazione del raccordo tra gli interventi sulle reti primarie e sulle reti locali. Per quanto
riguarda, invece, la Provincia di Firenze una delle caratteristiche principali identificabile
nel supporto ai Comuni (in particolare di piccole dimensioni) nel coordinamento delle loro
azioni per la diffusione sul territorio delle macro politiche regionali; inoltre, sul piano
progettuale, si evidenzia liniziativa del Portale Provinciale del SUAP, avente una elevata
adesione da parte del territorio. Per la Provincia di Massa si sottolinea come la volont
di coinvolgere diversi attori pubblici e privati in una comunit provinciale allargata per
dialogare insieme sui temi della SI stata, infatti, determinante per la costituzione nel
dicembre 2004 del Tavolo Provinciale Istituzionale di confronto e concertazione orientato
allo sviluppo della societ telematica, dellinformazione e della conoscenza. Si tratta di
unesperienza del tutto nuova nel panorama regionale che ha suscitato linteresse delle
altre province.
Anche la Provincia di Pistoia ha definito nellambito della Relazione Previsionale
e Programmatica (RPP) 2002-2004 i progetti e gli interventi in tema di SI come priorit
di intervento dellAmministrazione. Essa ha dimostrato unattiva partecipazione ai progetti del I avviso sulle-government del 2002; stata la prima tra le Province toscane a
sperimentare il sistema IDOL e ha da sempre considerato lo sviluppo delle tecnologie tele-

281

RAPPORTO NAZIONALE 2005

matiche e informatiche (ICT) come fattore essenziale e determinante per il progredire del
territorio nel suo complesso. A questo proposito, per limplementazione delle ICT presso
le imprese e le categorie professionali, si ricorda la realizzazione, in collaborazione con
la Provincia di Firenze e di alcuni partner locali, del Progetto Taskform: azioni integrate
a sostegno delle professioni fragili, nato nellambito dellIniziativa Comunitaria Equal
(Misura 3.1) e finalizzato proprio a combattere le discriminazioni e le ineguaglianze nel
mondo del lavoro.

282

Schede regionali di sintesi

Regione Umbria
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Il Terzo Rapporto regionale dellUmbria mette in evidenza, non essendo state
rilevate sostanziali novit rispetto al rapporto precedente, come lo sviluppo fino ad oggi
raggiunto nellambito della Societ dellInformazione sia frutto di unopera congiunta tra
lo strumento tecnico di programmazione quale il Piano della Societ dellInformazione da
un lato e lo strumento di concertazione istituzionale, il Consorzio SIR Umbria, dallaltra.
Il primo stato sviluppato in ottica condivisa utilizzando strumenti di programmazione
negoziata, aperti alla partecipazione di tutte le forze sociali, individuando gli interventi
necessari per un uso equilibrato e consapevole delle tecnologie ICT per lo sviluppo socioeconomico del territorio. Il secondo stato istituito con Legge Regionale nel 1998,
per favorire lo sviluppo della SI, la cui composizione frutto di adesione volontaria
della Regione e degli Enti Locali, che attualmente sono 90 comuni su 92, tutte le nove
Comunit Montane le due Province, Perugia e Terni, le ASL, le Aziende Ospedaliere, gli
Enti Parco, lagenzia Regionale ARUSIA, per un totale di 110 enti. Il livello di partecipazione degli enti consente la ragionevole certezza che siano rappresentate tutte le realt e
soprattutto che tutti i cittadini dellUmbria abbiano la stessa opportunit di fruizione dei
servizi disponibili e lo stesso livello di coinvolgimento istituzionale indipendentemente
dalla dimensione e dalla capacit tecnica ed organizzativa del singolo ente.
Altro riferimento programmatico la misura 1.4. Sviluppo della societ dellinformazione, del Docup Ob.2, che contiene azioni rivolte a: favorire limpiego delle ICT
presso la PA per migliorare lofferta di servizi a cittadini e imprese, aiutare le PMI ad
utilizzare gli strumenti ICT e infine potenziare attivit di sensibilizzazione, animazione
e alfabetizzazione.
Importante per garantire il continuum della SI in Umbria stata la sottoscrizione di un documento frutto anchesso della concertazione in campo di programmazione
negoziata, quale lAccordo di programma quadro sulla SI (APQ SI) sottoscritto il 25 ottobre 2004 dalla Regione, dal Ministero dellEconomia e della Presidenza del Consiglio dei
Ministri (Ministro per lInnovazione e le Tecnologie, Centro Nazionale per lInformatica
nella Pubblica Amministrazione).

283

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 46 Le novit nel quadro delle politiche regionali per la SI


Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

DAP 2004-2006

Approvato con D.C.R. 2/03/04 n. 368


Pub. sul Sup.Str. n. 1 BUR del 17/3/04 n. 11

Accordo di Programma Quadro SI

25 ottobre 2004

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

I progetti di innovazione
Per quanto riguarda lAPQ SI, i sei interventi che lo compongono hanno come
obiettivo particolare programmi di diffusione e consolidamento, su tutto il territorio
regionale, delle opportunit offerte dalluso delle tecnologie ICT, per un valore complessivo di Euro 4.806.588. I progetti mirano al potenziamento degli strumenti adottati per
la gestione del territorio, per la pianificazione e la programmazione (vedi Tabella 47).
Tabella 47 Gli interventi dellAPQ SI Regione Umbria
DENOMINAZIONE INTERVENTO

COSTO ()

Digitalizzazione mappe ecograco catastali

1.195.700,00

Centro Servizi Regionale per la Cooperazione Applicativa

1.000.000,00

Realizzazione rete di stazioni permanenti GPS/GNSS

270.000,00

INTERPA Interoperabilit dei sistemi di protocollo e sistemi di posta elettronica certicata

1.570.888,00

Contact Center dellUmbria

470.000,00

PITS Portali integrati territoriali per i servizi delle P.A. dellUmbria

300.000,00

TOTALE

4.806.588,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Cos come per i progetti del 1Avviso, anche per le proposte progettuali presentate in risposta ai bandi della seconda fase di e-government, illustrate nel dettaglio nel
Report regionale, si rileva unottima adesione degli EELL Umbri. Ai bandi presentati nel
corso del 2004, E.democracy, SPC, e T-government la Regione Umbria ha visto il cofinanziamento dei progetti indicati nella tabella sottostante e brevemente illustrati nel testo
sottostante, rinviando al report regionale per una descrizione pi dettagliata:

284

Schede regionali di sintesi

Tabella 48 Progetti conanziati alla Regione Umbria sui bandi della II fase
Bando

Acronimo

Ente Coordinatore

Valore totale

Conanz. MIT

SPC

CA-UMBRIA

Regione Umbria

1.778.802

888.000

PARTECIPATTIVO

Regione Umbria

512.500

125.000

S.C.

Comune di Gubbio

305.550

100.000

DTT-Umbria

Regione Umbria

911.600

180.000

E-Democracy
T-Government

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Il progetto C.S.R.Ca, presentato in risposta al bando sullSPC e co-finanziato dal


MIT, si integra con il progetto ICAR interregionale attraverso una serie di componenti
infrastrutturali e di servizio, come estensione e ampliamento del sistema e dellambito
territoriale, mirando alla costruzione di un unico polo regionale per il flusso di comunicazione e servizi nella regione. Sul bando e.democracy, il progetto Partecipativo punta
a realizzare una piattaforma per la governance on line dei processi di partecipazione e
trasparenza dellinsieme degli Enti Locali della Regione, il Progetto Sistema citt, del
Comune di Gubbio, intende integrare i processi partecipativi precedentemente attivati
sul territorio off line con nuovi strumenti di partecipazione e decision making on line.
Sul T-government infine, il Progetto Umbria digitale promuove lutilizzo del Digitale
Terrestre come nuovo canale di comunicazione verso il cittadino, in completa integrazione e complementariet multicanale con quelli gi esistenti (web, telefono, fax, sms,
mms, ecc..).
Come si visto nel Capitolo IV del presente Rapporto, i progetti del 1 Avviso,
descritti ampiamente nel Rapporto regionale, e tutti rientranti nel Multiprogetto E-Gov
Umbria, hanno raggiunto un buon stato di avanzamento. In particolare sottolineato
che, nonostante il cofinanziamento abbia interessato solo 4 progetti su 7, in Umbria si
sta realizzando lintero multiprogetto. Finanziati con risorse del Docup, oggi i progetti
INTERPA, PITS e CC-Umbria rientrano tra gli interventi che costituiscono lAPQ SI sottoscritto il 25 ottobre scorso.
Nel Report regionale si da molto spazio alle altre iniziative regionali, non
rientranti n nel piano di e-government n allinterno dell APQ, la maggior parte con
caratteristiche di innovazione del back-office della PA nei diversi settori di destinazione.
In particolare:

il progetto INA-SAIA (legato allIndice Nazionale delle Anagra) che prevede il


collegamento al Backbone INA dei comuni umbri, estensione della sperimentazione gi
completata presso i comuni di Perugia, Gualdo Tadino, Citt di Castello, Sigillo, Assisi;

285

RAPPORTO NAZIONALE 2005

il progetto Sistema informativo integrato sulla sanit, che si prevede eroghi servizi
innovativi basati su una infrastruttura avanzata di comunicazione e cooperazione a
disposizione degli Enti ed Operatori sanitari;

il Sistema informativo e turismo Umbria 2000, che ha una struttura centralizzata che
collega una periferia di utenti istituzionali che aggiornano le basi dati dei sottosistemi
Turismo e Cultura, con immissione in tempo reale dei dati riguardanti i ussi turistici,
al quale sono ad oggi connesse oltre 800 strutture ricettive. Anche i progetti del
Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e del Catalogo regionale dei beni artistici fanno
parte del sistema, che ha la componente web nel sito ufciale della Regione per i
settori Turismo, Cultura e Ambiente, portale www.umbria2000.it;

il Servizio Informativo Territoriale che, per le competenze regionali, cura lacquisizione,


la gestione e la diffusione di tutte le informazioni di carattere territoriale;

il Sistema Informativo del Lavoro (SIL) che prevede la realizzazione di una rete unitaria
costituita da una pluralit di banche dati, coordinate e interoperanti, che condividono
le informazioni relative allo stato anagraco e professionale dei lavoratori;

il Sistema Informativo della Montagna (SIM) che ha lobiettivo di salvaguardare e


valorizzare il territorio e le comunit montane, offrendo servizi amministrativi, servizi
di consultazione, servizi territoriali, servizi innovativi e specialistici (SIT, SUAP, elearning);

il Sistema Informativo Ambiente, che si pone lobiettivo di realizzare un nodo


informativo regionale in materia ambientale, per mettere a disposizione delle varie
amministrazioni locali, ma anche dei cittadini, la maggior parte delle informazioni
territoriali e ambientali;

il Sistema Informativo agricolo e forestale, per recuperare e razionalizzare lintero


patrimonio di conoscenze costituito negli anni riferito ai pi importanti fenomeni
del settore agricolo (dati gestionali, statistici, ecc..), per sviluppare un sistema
informativo unico per tutti gli enti coinvolti negli aiuti in agricoltura;

il Sistema Informativo per la Formazione professionale della Regione Umbria, sulle


attivit di formazione conanziate dal FSE P.O.R. ob. 3 2000-2006.

286

Schede regionali di sintesi

Regione Valle DAosta


Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
La stipula dellAccordo di Programma Quadro sulla societ dellinformazione, sottoscritto il 7 marzo 2005, rappresenta la novit nel quadro delle politiche sullinnovazione
nella Regione Valle DAosta, che riprende lAccordo di programma (stipulato nel 2004)
tra la Regione, il Consiglio regionale, il Consiglio permanente degli enti locali, lAzienda
Unit sanitaria locale, lUniversit della Valle dAosta, il Comune di Aosta e la Camera di
commercio della Valle dAosta al fine di dare concreta attuazione ai contenuti del Piano
pluriennale 2004-2006 per linnovazione e lo sviluppo delle tecnologie informatiche, dei
sistemi informativi e delle telecomunicazioni.
Il piano triennale 2004-2006 tuttora in fase di attuazione attraverso i piani
operativi approvati annualmente, come il Piano Operativo Annuale 2005. Analogamente,
per quanto riguarda le strategie comunali, il Comune di Aosta negli ultimi anni ha maturato la volont di procedere con unampia azione di riesame del proprio assetto informatico
ed organizzativo, attraverso il proprio piano triennale 2003-2005.
Altra novit del 2004, per quanto riguarda interventi di tipo settoriale, importante per la valenza che il tema del monitoraggio del territorio assume in Valle DAosta,
la deliberazione della Giunta regionale n. 4995 del 30.12.2004 con cui stato adottato lo schema di Piano regionale di tutela delle acque ai sensi del Decreto Legislativo
n. 152/1999, in cui inserita la costituzione e gestione del Sistema Informativo delle
Risorse Idriche, come parte integrante del pi ampio Sistema informativo territoriale.

287

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 49 Le novit di policy regionali per la SI


Documento

Estremi di approvazione

APQ SI

10.03.2005

Accordo Regionale in materia di innovazione e sviluppo delle tecnologie


informatiche e telematiche

Delibera di Giunta n. 4565 del 10.12.2004

Piano Operativo Annuale 2005 (settore informatica) - Piano pluriennale per il


triennio 2004-2006 (settore informatica)

Delibera di Giunta n. 4882 del 30.12.2004

Costituzione e gestione Sistema Informativo delle Risorse Idriche - Schema di


Piano regionale di tutela delle acque (capitolo 6.5 Linee di azione)

Adottato con DGR n. 4995 del 30.12.2004 (ai sensi del


Decreto Legislativo n. 152/1999)

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

I progetti di innovazione
Per quanto riguarda il Bando II Fase, la Regione Autonoma della Valle dAosta
vede cofinanziato il progetto ICAR, inserito anche in APQ SI, sul bando SPC SI. Il progetto ICAR-RAVDA ha un valore totale di 1.038.777,00 e un importo di cofinanziamento
ricevuto di 473.000,00.
Come accennato in precedenza, LAPQ SI della Regione Valle dAosta stato
sottoscritto il 10 marzo 2005 e si compone di due interventi per un valore complessivo
pari a 2.588.777. In particolare:
Tabella 50 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2005
Denominazione intervento

Costo

Rete Unitaria per la PA Regionale (RUPAR) Infrastrutture e Centro servizi

1.550.000,00

ICAR Interoperabilit e Cooperazione Applicativa tra le Regioni

1.038.777,00

TOTALE

2.588.777,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

La Valle dAosta non coordinatrice di progetti cofinanziati dal 1 avviso


ma partecipa comunque ai progetti SIGMA TER e INPA coordinati rispettivamente dalla
Regione Emilia Romagna e dalla Regione Piemonte. Per maggiori informazioni sui progetti
si pu far riferimento al Capitolo IV del presente Rapporto.
Altre iniziative per la SI, alcune delle quali ricondotte in APQ, sono state sviluppate in seno ai programmi regionali o comunitari, ai quali la regione partecipa, come
il programma Vinces per le Azioni Innovative. In particolare, il programma di azioni

288

Schede regionali di sintesi

innovative VINCES si concluso il 31 dicembre 2004, a seguito della proroga di un anno


concessa dalla Commissione europea. Nellambito del programma sono stati realizzati due
e-center scolastici, centri deccellenza tecnologica a servizio della didattica; due e-center
business, poli innovativi per lo start-up di nuove imprese nonch punti di accesso alla
dorsale di trasporto telematico a larga banda, anchessa oggetto di VINCES; le isole polifunzionali di Courmayeur e Valtournenche, strutture a servizio del cittadino, distribuite
sul territorio.
Dal punto di vista delle azioni a carattere settoriale, la Regione ha portato
avanti limplementazione delle seguenti iniziative:

SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE REGIONALE (SITR)- nato nel 1993 con lo scopo
di creare un circuito dove condividere informazioni di carattere ambientale basando il
meccanismo di consultazione su di un motore cartograco;

SPORTELLO UNICO ATTIVIT PRODUTTIVE regolamentato con la legge 11 del 3


aprile 2003 (creazione e gestione dello sportello unico per le attivit produttive SUAP) istituiti nei comuni in forma singola o associata. Lobiettivo generale della
struttura di sportello consiste nellattuare quelle forme di interazione tra PA e impresa,
privilegiando principi di servizio ed efcienza;

PORTALE TELEMATICO INTERREGIONALE DI PROMOZIONE TURISTICA - avviato insieme


alle Regioni Liguria, Basilicata, Calabria Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia,
Piemonte, Puglia, Emilia-Romagna, Sicilia, Toscana e Veneto, come progetto
interregionale per lo sviluppo di un portale telematico di promozione turistica;

SANIT E TELEMEDICINA - tra i progetti di maggiore impatto sul sistema informativo


sanitario e sociale regionale, con conclusione positiva della sperimentazione del sistema
informativo per il collegamento dei medici di medicina generale e i pediatri di libera
scelta e levoluzione del sistema informativo a supporto delle strutture vaccinali.

Focus: casi di servizio innovato


e sperimentazione della Carta
Il Report regionale mette in luce le azioni in corso in Valle DAosta lato servizi
innovati per cittadini e imprese, approfondendone alcuni casi e soffermandosi in particolare sulle iniziative in corso di sperimentazione con la carta servizi.

289

RAPPORTO NAZIONALE 2005

In particolare viene approfondita lesperienza della Carte Valle e dei suoi


nuovi utilizzi nella gestione dei buoni mensa, realizzata dalla Direzione servizi generali,
con la collaborazione del Dipartimento sistema informativo, del Servizio contingentamento e dellAssocredito Valdostana. I dipendenti dellAmministrazione regionale (circa 6000
potenziali utenti) possono, dal 2005, usufruire di buoni pasto elettronici registrati
tramite la Carte Valle presso i 165 esercizi convenzionati, sparsi su tutto il territorio
regionale. Oltre a monitoraggio, pressoch in tempo reale, dellerogazione del servizio al
personale avente diritto, automatizzazione e conseguente semplificazione delle procedure
di rendicontazione e ripartizione delle spese, il dipendente potr, pagare direttamente
allesercente la propria quota utilizzando il servizio minipay previsto dalla carta. Si
tratta di un ulteriore sviluppo dellutilizzo della carta che era stata predisposta in seno
ad un progetto comune tra la Regione, lUsl, il Celva e lAssocredito Valdostana, con la
finalit di fornire al cittadino uno strumento multifunzionale e integrato per lo sviluppo
di servizi innovativi.
La seconda esperienza trattata quella dellIsola Ecologica Informatizzata, di
cui si dotato il comune di Charvensod per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi
urbani. Il progetto, denominato Kanguro, stato attivato recentemente e la fase di sperimentazione durer 10 mesi, dopo di ch lamministrazione, in base ai risultati, decider
se adottarlo a titolo definitivo.
Infine allinterno del Report segnalata la sperimentazione della carta di identit elettronica avviata dal Comune di Aosta. La distribuzione delle carte ha avuto inizio
nel mese di maggio 2004 e, allo stato attuale, il periodo di sperimentazione prevede una
durata residua delle attivit di distribuzione di circa diciotto mesi (periodo nel quale,
attraverso opportuno piano di distribuzione, verranno emesse e consegnate alla cittadinanza tutte le carte); a supporto delliniziativa il Comune ha avviato la realizzazione di
un portale con cui il cittadino pu accedere ai servizi informativi e a quelli dispositivi,
da una qualsiasi postazione in rete fornita di lettore di smart card.
La Regione stessa ha favorito la collaborazione tra gli altri enti pubblici coinvolti, sottoscrivendo la Convenzione tra la Regione Autonoma Valle dAosta, lANCI, lUSL
e lAssocredito Valdostano, per lo sviluppo sul territorio valdostano di servizi integrati da
erogare ai cittadini attraverso lutilizzo di carte a microprocessore multifunzionali.

290

Schede regionali di sintesi

Regione Veneto
Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
La Regione del Veneto ha concentrato la propria azione strategica nel corso del
2004 e nei primi mesi del 2005 nellattuazione delle policy approvate durante gli anni
precedenti e nel conseguente sviluppo progettuale.
Risale, infatti, a partire dal 2002 levoluzione del piano di sviluppo regionale
delle-government correlato al Piano di Sviluppo Informatico e Telematico del Veneto
(DGR n. 56 del 18 gennaio 2002) e al Piano di Sviluppo della Societ dellinformazione
(DGR n. 2386 del 9 agosto 2002) con lo sviluppo delle linee guida per levoluzione del
SIRV (Sistema Informativo Regionale del Veneto) a Net-SIRV.
Le tematiche dello sviluppo della Societ dellInformazione risultano inoltre
recepite e declinate nellambito delle diverse programmazioni regionali.
Il 28 settembre 2004 stato stipulato lAccordo di Programma Quadro in materia di e-government e societ dellinformazione (cfr. Tab. 1) che stabilisce, nellambito
dellIntesa tra Regione del Veneto e Amministrazioni centrali (MEF e MIT), le iniziative
condivise per lo sviluppo innovativo delle PA venete (vedi paragrafo successivo).

I progetti di innovazione
Gli enti del territorio veneto hanno presentato una serie di progetti ai diversi
bandi relativi alla II fase del Piano Nazionale di e-government (leggi elenco progetti
cofinanziati nella Tabella 51).
Di questi vanno menzionati quelli in risposta al bando di SPC che integrano
quanto previsto per la realizzazione del Centro Sviluppo Servizi Territoriali, gi programmata nellambito dellAPQ (cfr. Terzo Rapporto sullInnovazione nella Regione del
Veneto).

291

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 51 I progetti conanziati alla Regione Veneto sui bandi della II fase
Bando

SPC

e-democracy

T-government

Acronimo

Ente coordinatore

Valore totale

Conanz. MIT

WP2 - RVE

Regione del Veneto

1.208.000,00

604.000,00

WP3 - RVE

Regione del Veneto

1.400.500,00

700.000,00

WP4 - RVE

Regione del Veneto

575.000,00

287.500,00

WP13 - RVE

Regione del Veneto

763.500,00

381.750,00

ICAR - RVE

Regione del Veneto

581.500,00

290.750,00

Ven.e-d

Regione del Veneto

902.016.00

300.000,00

Giopolis

Comune di Vicenza

113.600.00

55.000,00

DemOracolo

Comune di Verona

212.900.00

100.000,00

PIE-GOT

Provincia di Padova

473.000.00

100.000,00

SenzaBarriere.TV

Comune di Venezia

850.000,00

200.000,00

viviCITTA

Comune di Bassano del Grappa

460.000,00

130.000,00

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

LAPQ SI nella Regione Veneto ha come oggetto il potenziamento del percorso di


informatizzazione e sviluppo della realt veneta mediante il conseguimento dei seguenti
obiettivi, sia immediati che futuri:

sviluppo ed accrescimento dello scambio informativo tra il Veneto e gli enti locali
regionali e il Veneto e le altre istituzioni nazionali ed internazionali;

promozione della costruzione di network telematici, tramite i quali realizzare servizi


ai cittadini ed alle imprese, che consentano sia la semplicazione dei procedimenti
amministrativi (avvicinare il cittadino allAmministrazione) che un monitoraggio
costante e proattivo delle dinamiche territoriali;

introduzione dellinnovazione digitale e dellutilizzo della rete sia nellambito delle


Piccole e Medie Imprese (net-economy, delocalizzazione dellimpresa), che nellambito
dei singoli cittadini/famiglie (net-welfare), al ne di ridurre progressivamente il
digital divide veneto.
LAPQ si compone di due interventi (cfr. Tab. 2): il primo Progetto per la rea-

lizzazione del Centro Sviluppo Servizi Territoriali del Veneto composto a sua volta da
13 sottoprogetti (work packages) e da 3 progetti di carattere interregionale; il secondo
Intervento per lestensione del progetto My Portal alle Comunit Montane del Bellunese
mira ad ampliare i servizi gi erogati dal portale alle 8 Comunit Montane della provincia
di Belluno.

292

Schede regionali di sintesi

Tabella 52 Elenco degli interventi e costi dellAPQ SI 2004


Denominazione intervento

Costo ()

Progetto per la realizzazione del Centro Sviluppo Servizi Territoriali del Veneto

6.540.850,00

Intervento per lestensione del progetto My Portal alle Comunit Montane del Bellunese

1.465.000,00

TOTALE

8.005.850,00

Fonte: Elaborazione Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Come si visto nel relativo Capitolo IV del presente Rapporto Nazionale, i progetti di e-government cofinanziati in risposta al 1 Avviso e coordinati da enti veneti
sono in una inoltrata fase di sviluppo.
In particolare si elencano i seguenti progetti nello stato pi avanzato (secondi
i dati dellUfficio Monitoraggio del CNIPA):

CT_RVE s.a.l. al 28/02/05 al 100%, s.a.l. vericato al 01/06/04 al 79 %

SERV_VR s.a.l. al 28/02/05 al 100%, s.a.l. vericato al 20/07/04 al 79 %

IPNet Veneto s.a.l. al 28/02/05 al 99%, s.a.l. vericato al 23/11/04 al 98 %

SUAPED s.a.l. al 28/02/05 al 99%, s.a.l. vericato al 10/11/04 al 96 %

Focus tematico: lagor del riuso107


Allinterno del Terzo Rapporto sullInnovazione nella Regione del Veneto, al
quale si rimanda per una lettura pi dettagliata, viene dedicato ampio spazio al tema del
riuso, in quanto oggetto di una specifica attivit veneta, che ha portato allo sviluppo
del progetto agor del riuso, inserito come sottointervento nellAPQ SI.
Lesperienza di analisi e confronto sul significato del concetto di riuso coordinata dal CRC Veneto si sviluppata a partire dalla fine del 2003 e, nel corso della sua
evoluzione che ha portato alla definizione di un modello di riuso, stata condivisa
con gli enti veneti coordinatori dei progetti di e-government e con il CNIPA, competente
per lo sviluppo della linea 2 della II fase di e-government dedicata (in sintesi) al riuso
delle soluzioni.
Il percorso di analisi stato sviluppato secondo 3 direttrici principali:
1. lo studio preliminare dei progetti del 1 Avviso di e-government nalizzato soprattutto
allindividuazione di possibili soluzioni di riuso;
2. lapprofondimento dei concetti tecnici di progettazione del software e quelli legati ai
temi del diritto in materia di copyright e licenze duso;
293

Per poter approfondire


lanalisi effettuata si rimanda alla lettura del volume
Per una strategia locale
del riuso per le-government
lesperienza della Regione
Veneto, Collana editoriale
del Progetto CRC.
107

RAPPORTO NAZIONALE 2005

3. la denizione di concetti e contenuti di base per la costruzione di un modello di


riuso.
I risultati ad oggi di questa esperienza, che continua il suo percorso di sviluppo, sono individuabili principalmente nella redazione di alcuni materiali standard con
cui raccogliere ed organizzare le informazioni utili ad accompagnare lintero processo di
riuso delle soluzioni di e-government: dallidentificazione delle soluzioni alle modalit di
riutilizzo, dallindividuazione dei costi alla redazione di un progetto di riuso.
Va detto, infine, che alcuni progetti stanno gi conducendo, sulla base dellesperienza coordinata dal CRC Veneto, alcune dinamiche di riuso di servizi progettuali:
tra queste si ricordano le iniziative del progetto Polesine-gov coordinato dalla Provincia
di Rovigo e del progetto My Portal coordinato dalla Regione del Veneto.

294

Schede regionali di sintesi

Provincia Autonoma di Bolzano


1.1 Levoluzione delle politiche regionali
per le-government e la SI
Il Rapporto sullinnovazione 2005 della Provincia Autonoma di Bolzano presenta
un quadro delle policy in materia di societ dellinformazione sostanzialmente invariato
rispetto allanno precedente, con lunica novit rappresentata dal Piano dazione per lo
sviluppo della societ dellinformazione eSdtirol 2004 08, approvato con delibera n.
646 del 07.03.2005. Questo rappresenta il piano strategico specifico per la societ dellinformazione e ha subito sostanziali modifiche grazie ad un processo di dibattito pubblico
che ha coinvolto il personale della Pubblica amministrazione (sia a livello provinciale che
a livello comunale), le associazioni di categoria e i cittadini.

Tabella 53 Quadro delle principali politiche nella Pv. Autonoma di Bolzano


Documento
Piano dazione per lo sviluppo della SI - eSdtirol 2004 08

Estremi di approvazione
Delibera n. 646 del 07.03.2005
15 luglio 2002

Accordo Quadro in materia di Telecomunicazioni


Misura 2.2 Diffusione della tecnologia dellinformazione in ambito ruralee 3.2 Aiuti per attivit di
ricerca e sviluppo a favore delle PMI DocUP Ob.2 (20006)

DGR n. 1319 del 27 dicembre 2001

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC

Il piano si occupa in modo particolare dei temi della formazione, sia negli ambiti classici delle-learning che in quello della formazione continua, sia nella definizione
del problema delle competenze informatiche necessarie allingresso nel mondo del lavoro.
Particolare attenzione data allaccesso alle nuove tecnologie per le fasce di popolazione
svantaggiate.
La maturazione testimoniata dal dibattito e dal confronto sul tema della SI
intorno al Piano dAzione e la tendenza alla forte innovazione in ambito ICT in Alto Adige
fanno s che la Provincia Autonoma di Bolzano abbia avviato un processo teso allelaborazione e approvazione di una legge quadro in materia di SI. Per raggiungere questo
ambizioso obiettivo, la Provincia ha insediato un comitato guida e-government offen-

295

RAPPORTO NAZIONALE 2005

siva 2004-2008, che proprio a partire dalle basi gettate dal piano dazione presenter al
consiglio provinciale un disegno di legge quadro sulla SI.
Per quanto riguarda il Docup della Prov. Autonoma di Bolzano, sono di interesse la misura 2.2 - Diffusione della tecnologia dellinformazione in ambito rurale e la
misura 3.2 Aiuti per attivit di ricerca e sviluppo a favore delle PMI. La prima perch
chiaramente a sostegno delle politiche di innovazione nelle aree svantaggiate rurali
(Obiettivo 2); la seconda perch contiene interventi sulla SI per il settore delle piccole
medie imprese e la dimensione privata del tessuto produttivo, artigianale e industriale, a
cui tutta la programmazione di Bolzano fortemente orientata.
Rispetto alle politiche sulla larga banda, ricordiamo che la Provincia si era
dotata gi nel 2002 di un Accordo di Programma Quadro sulle telecomunicazioni a sostegno proprio dellinfrastrutturazione a banda larga, obiettivo che ormai quasi arrivato a
completamento con i recenti progressi fatti nella posa delle dorsali.

1.2 I progetti di innovazione


Tabella 54 I progetti conanziati alla Pv. Aut. di Bolzano sui bandi della II fase
Bando

SPC

Acronimo

Valore totale

Conanziamento MIT

SIS-ACCESS

1.690.018

250.000,00

KIDSNET

1.576.770

500.000,00

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Il progetto SIS-Access parte di un progetto gi in corso che prevede la


reingegnerizzazione del Sistema Informativo Sanitario Locale della Provincia Autonoma
di Bolzano. Una parte dellinfrastruttura di rete (denominata SIS-INET) necessaria alla
realizzazione del progetto gi stata realizzata ed andata a regime durante il mese di
agosto del 2004.
Obiettivo del progetto la realizzazione di una infrastruttura di accesso, ove
possibile a banda larga, per permettere ai distretti sanitari, consultori, medici di base,
pediatri, farmacie la connettivit alla rete SIS-INET. Sulla rete saranno implementati servizi sanitari come la prenotazione di visite mediche ed esami e laccesso alle informazioni
cliniche complete del cittadino.

296

Schede regionali di sintesi

Il progetto KidsNet persegue lobiettivo di provvedere la pianificazione, lattivazione e la gestione di infrastrutture a carattere informativo, tecnologico e di servizi
attraverso i quali genitori o altre figure di riferimento per i giovani (insegnanti ed educatori) possano ricevere un aiuto pratico per lutilizzo del mezzo in modo regolamentato
e sicuro.
Avanzamento dei progetti 1 Avviso
Come si visto nel Capitolo IV del presente Rapporto, la Provincia Autonoma di
Bolzano ha portato avanti, con il co-finanziamento del 1 avviso di e-government, due
Progetti: BORSTUDIO e WEGE 2002, il primo terminato e il secondo in avanzato stato di
realizzazione.
In particolare:

il Progetto BORSTUDIO ha lobiettivo di consentire agli studenti universitari e alle


segreterie delle scuole superiori della Provincia di Bolzano di presentare on line la
domanda per ottenere una borsa di studio;

il Progetto WEGE 2002 (che alla data 28/02/05 ha proiettato un SAL al 96% e vericato
un SAL al 72% in data 07/10/04) ha come obiettivo la realizzazione di un sistema
informativo territoriale dedicato alla gestione del problema del catasto strade nel suo
senso pi ampio, non limitato alle sole problematiche di manutenzione, ma esteso a
servizi interni allamministrazione pubblica, quali ad esempio il rilascio di permessi e
autorizzazioni, loccupazione di spazi, la riscossione di tributi.

Le altre iniziative sul territorio


Altre iniziative progettuali sul fronte SI, presentate nel Report regionale,
sono state sviluppate dallamministrazione provinciale in seno al Programma Operativo
Obiettivo 3, che ha in questo caso come punto focale la formazione continua nel settore
delle nuove tecnologie e come destinatari degli interventi PMI, fasce specifiche di cittadini (le donne) e lAmministrazione pubblica. Questi interventi evidenziano in particolare
la sensibilit dellamministrazione per il tema della formazione professionale e del lavoro,
sia lato domanda che lato offerta. In tabella alcuni degli interventi previsti.

297

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Tabella 55 Progetti nanziati dal POR Ob. 3 in ambito SI


Linea dintervento

Azione specica

Data inizio

Asse C misura 1

Analisi di contesto, benchmarking e marketing: dati e strumenti per lo sviluppo della qualit
del sistema formativo in Alto Adige

15.09.2004

Sperimentazione di procedure informatizzate di accreditamento

01.07.2004

Asse C misura 4

Centro Comune di Risorse & Competenze (CCR&C) per la formazione essibile e a distanza
- Sistema Copernicus

01.09.2004

Asse D misura 2

E-government e marketing digitale territoriale in ambito rurale: sviluppo di una partnership


europea nellambito dellEFRE (Fondo europeo per lo sviluppo regionale)

01.09.2004

It e organizzazione di reti per il rinforzo della competitivit delle PMI

08.07.2004

Banca dati digitale con immagini e conoscenze dellAlto Adige

01.10.2004

Rete Donne Lavoro

15.12.2004

Asse D misura 4
Asse E Misura 1

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati Provincia Autonoma di Bolzano

Focus: I servizi per il lavoro


Nella sezione del Report Regionale 2005 dedicata allanalisi dei servizi innovati,
si trova un approfondimento sulla categoria di servizi per il mondo del lavoro, derivati dal
progetto Borsa lavoro. Attualmente i servizi di e-government implementati dalla Provincia
Autonoma di Bolzano dedicati al mondo del Lavoro sono 4:

Borsa Lavoro

Notel ProNotel

InvalWeb

Neubag
La piattaforma Borsa Lavoro, attiva dal 1998, un vero e proprio ufficio di

collocamento on line che favorisce lincontro tra domanda e offerta di lavoro, mettendo
in comunicazione tra loro i cittadini in cerca di occupazione, le imprese dellAlto Adige e
lufficio provinciale del lavoro. Il servizio tra i pi frequentati sulla Rete civica dellAlto
Adige, potendo contare su un pubblico di oltre 40.000 visitatori mensili. Il portale
suddiviso in due grandi aree di ricerca/tipologie di servizi:

Cercare/Suchen il servizio rivolto a chi in cerca di lavoro e permette di effettuare


una ricognizione di tutte le offerte di impiego inserite, selezionando diverse chiavi
di ricerca. Il servizio permette inoltre di inserire richieste di lavoro e di consultare i
database Mercato apprendistato e Concorsi pubblici;

298

Schede regionali di sintesi

Trovare/Finden invece il servizio diretto alle imprese Alto Atesine e consente


sia linserimento di offerte di impiego, sia laccesso alla banca dati per la ricerca di
collaboratori. Grazie ad un sistema automatico di notica, le offerte inserite sono rese
immediatamente disponibili in tutti gli ufci di collocamento dellAlto Adige e sono
inoltre inviate al servizio di collocamento europeo (EURES) in costante collegamento
con il portale.
Notel e ProNotel sono due servizi messi a disposizione dalla Provincia Autonoma

per permettere alle aziende di comunicare le notifiche di assunzione e cessazione dei


rapporti di lavoro utilizzando la firma digitale. In sostanza con Pronotel si permette alle
aziende di dimensioni maggiori di inoltrare i tracciati record dei propri applicativi per le
notifiche, mentre con il servizio Notel si mette a disposizione un applicativo ad hoc sul
web per permettere la stessa operazione ad aziende di piccole dimensioni che non avrebbero altrimenti i soldi per sviluppare il proprio sistema informativo. importante notare
che i servizi Notel e ProNotel comprendono una completa integrazione con il back office,
permettendo cos un notevole risparmio di ore uomo allAmministrazione provinciale.
Invalweb un servizio attivo dal 2004 che consente la compilazione elettronica del modello per la denuncia della situazione del personale. Il modello compilato pu
essere trasmesso allufficio servizio lavoro tramite posta elettronica sottoscritta con firma
digitale o altrimenti per vie tradizionali.
Infine Neubag un servizio che permette alle imprese che effettuano richieste
di autorizzazione al lavoro per cittadini stranieri di controllare lo stato di avanzamento
delle proprie pratiche. Il servizio particolarmente importante per la Provincia dato lalto
numero di cittadini stranieri che ogni anno vengono a lavorare in Alto Adige.

299

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Provincia Autonoma di Trento


Levoluzione delle politiche
per le-government e la SI
Nel Terzo Report regionale della Provincia di Trento si mette in evidenza come
la nomina di uno specifico Assessorato alla Programmazione, ricerca e innovazione, sul
finire del 2003, sancisca il riconoscimento dellimportanza dellinnovazione e della ricerca
per lo sviluppo di un sistema territoriale allavanguardia in provincia di Trento.
Tra le competenze affidate al nuovo Assessorato vi anche lavvio operativo
del progetto Esociety, obiettivo prioritario nel Programma di Legislatura provinciale,
con il quale si intende migliorare lefficienza delle istituzioni, favorendo lo sviluppo di
interazioni telematiche fra Pubblica Amministrazione e cittadini/imprese, e promuovere
linterazione telematica fra imprese (stimolando il rinnovamento e lapertura del sistema
economico trentino).
Al fine di elaborare i contenuti del progetto stato istituito un apposito
Comitato Tecnico di esperti per lEsociety, operante dal maggio del 2003, attualmente
composto da 19 membri, che lavoreranno suddivisi in appositi tavoli tecnici.
Lattivit del Comitato Tecnico ha portato allapprovazione del documento di
progetto La Societ dellinformazione, deliberato nellottobre del 2004 dalla Giunta provinciale. Il progetto analizza punti di forza e di debolezza dellattuale stato di diffusione
delle ICT e relative applicazioni in Trentino, al fine di individuare le aree di miglioramento; indica le azioni da intraprendere per realizzare la democrazia dellaccesso; richiama le
politiche di sviluppo per la ricerca e limprenditorialit.

300

Schede regionali di sintesi

Tabella 56 Le novit nel quadro delle politiche per la SI


Documento

Estremi di approvazione/pubblicazione

Progetto La societ dellinformazione (e-society)


Vigenza: XIII Legislatura - Denizione di azioni dirette, politiche e raccomandazioni
per coniugare il Trentino di oggi con le opportunit offerte dalle tecnologie
dellinformazione

Delibera G.P. 15 ottobre 2004, n. 2390

Documento di attuazione 2005-2007 del Programma di Sviluppo Provinciale


Vigenza: 2005-2007- Raccordo tra scelte programmatiche e allocazione delle
risorse; colloca gli interventi in otto assi strategici, unarea trasversale e due
progetti intersettoriali (Strumenti a supporto delle scelte programmatiche e Societ
dellInformazione)

Delibera G.P. 3 dicembre 2004, n. 2883

Piano degli investimenti per il Sistema Informativo Elettronico Provinciale


Vigenza: 2003-2008 - Strumento di programmazione settoriale che pianica gli
interventi concernenti lutilizzo delle nuove tecnologie e le problematiche di rete e
sistemi collegati

Ultimo aggiornamento: delibera G.P. 23 dicembre


2004, n. 3065

Linee guida per la denizione delle modalit di gestione e sviluppo del Sistema
Informativo Agricolo Provinciale - Vigenza: XIII legislatura - Integrazione e
protezione delle informazioni disponibili, fornendo strumenti e servizi adeguati agli
utenti del settore agricolo provinciale

Delibera G.P. 16 febbraio 2004, n. 300

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC Trentino su Servizio Organizzazione e Informatica della P.a.T.

Presupposto fondamentale per favorire la diffusione dellinnovazione e delle


nuove tecnologie, e garantire la modernizzazione di un territorio, rappresentato dalla
presenza di uninfrastruttura allaltezza delle richieste espresse dallo stesso territorio. In
questo ambito la Provincia Autonoma di Trento ha approvato, sempre sul finire del 2004,
una legge provinciale nella quale riconosce la larga banda quale fattore primario dello
sviluppo economico e sociale del territorio provinciale e sta sostenendo attivamente, in
collaborazione con altre 17 regioni italiane, ICAR, un progetto finalizzato a facilitare la
comunicazione e linteroperabilit tra enti.
Tra gli obiettivi della Giunta provinciale vi anche quello di coinvolgere gli enti
locali, che rappresentano, allinterno della provincia, un punto di contatto molto importante con il tessuto del territorio. attualmente allo studio un documento finalizzato
a mettere anche i piccoli comuni nelle condizioni di avere ognuno un proprio portale
inteso come punto di riferimento ed incontro per la comunit locale, contribuendo cos
a minimizzare il digital divide che attualmente li penalizza anche nello sviluppo verso
legovernment.
Contestualmente, la Provincia Autonoma di Trento da tempo impegnata nella
trasformazione del proprio sito in Portale, per garantire una presenza istituzionale sempre
pi completa ed efficiente anche in rete. Inoltre, esistono rilevanti iniziative innovative
che rendono pi efficace lazione provinciale nei rapporti con i cittadini: ad esempio, il
portale vivoscuola, che nel 2004 ha registrato oltre 3 milioni di accessi; OPEN KAT, che
301

RAPPORTO NAZIONALE 2005

consente la consultazione via web delle visure catastali; laggiornamento in tempo reale
della carta dei rischi provinciale realizzato dal Dipartimento Protezione Civile ma anche
il Sistema Informativo Ambiente e Territorio, che cura la cartografia digitale su web, al
fine di assicurare un database aggiornato in tempo reale a supporto in particolare della
pianificazione urbanistica. Da segnalare, infine, limpegno della Provincia nel campo della
demotica al servizio delle persone diversamente abili, con un progetto portato avanti
dallAssessorato alle Politiche Sociali che ha vinto il Premio Pubblica Amministrazione
Aperta 2005: lobiettivo quello di consentire ad una persona con problemi mentali di
vivere quanto pi autonomamente possibile in unabitazione attraverso limpiego delle
nuove tecnologie.

I progetti di innovazione
I tre progetti co-finanziati sulla fase 2 di e-government nella Provincia
Autonoma di Trento rispondono alla logica di fare del Trentino un laboratorio innovativo,
adattando le nuove tecnologie alle specificit locali per dare nuova spinta allo sviluppo
economico e sociale del territorio.
Per creare un sistema territoriale di alto livello in Trentino due sono le tipologie
di interventi previsti: a livello di base, creando le infrastrutture necessarie per rendere
efficiente ed operativa una vera societ dellinformazione e per affermare una piena
democrazia dellaccesso, e a livello applicativo, offrendo un insieme di servizi innovativi
in specifiche aree.
Tabella 57 I progetti conanziati alla Provincia Autonoma di Trento sui bandi della II fase
Bando
SPC
T-Government

Acronimo

Valore totale

Conanz. MIT

CA.B.LA.

2.000.000

406.000

ICAR-PAT

1.033.800

291.700

AMICA-TV

669.140

110.000

Fonte: Elaborazioni Osservatorio CRC su dati CNIPA - AIREL

Linfrastruttura di base raccoglie le iniziative mirate alla costruzione della struttura fisica essenziale per lo sviluppo della societ dellinformazione e consente linterazione tra diversi livelli. Rientrano in questa definizione AMICA-TV, per laspetto di diffusione
del digitale terrestre, ICAR-PAT, per la parte che riguarda gli aspetti di progetto legati
allinfrastrutturazione, e CA.B.LA., per la rete a banda larga. Linfrastruttura applicativa,

302

Schede regionali di sintesi

invece, raccoglie le iniziative per creare applicazioni che favoriscano linteroperabilit (il
riferimento ICAR-PAT, che mira alla creazione di un sistema integrato per la gestione dei
dati anagrafici) e producano servizi essenziali e innovativi (in questo caso il riferimento
AMICA-TV, che consente ai cittadini di accedere alle informazioni tramite il televisore
offrendo uno strumento multimediale interattivo nuovo).
Per quanto riguarda i progetti del 1 avviso di e-government, come si visto
nel Capitolo IV del presente Rapporto, in Provincia di Trento stato ammesso a co-finanziamento SPO.T. SPOrtello unico Trentino per le attivit produttive. Nel corso del 2004
tale progetto ha subito parziali rettifiche, la data di conclusione del progetto stata
rinviata al 1 giugno 2005.
Ai progetti co-finanziati appena descritti vanno affiancate alcune iniziative
adottate dalla Giunta provinciale nellottica di stimolare ladozione di tecnologie di rete
e lattiva partecipazione alla societ dellinformazione da parte di tutte le componenti del
tessuto socio-economico del Trentino.
Ad esempio, il progetto PI-TRE (Protocollo Informatico TREntino) mira alla
condivisione dei patrimoni informativi delle pubbliche amministrazioni locali e degli altri
enti del territorio attraverso lintegrazione dei rispettivi servizi di protocollo e archivio;
in questo ambito, in attesa della soluzione informatica definitiva, stata attivata una
soluzione transitoria per favorire ladozione di un nuovo sistema di protocollo e gestione
documentale da parte degli enti coinvolti, contestualmente impegnati nella predisposizione di un titolario e di un manuale di gestione.
C poi il progetto Centrale acquisti, che si pone lobiettivo di informatizzare e
centralizzare la gestione degli acquisti a livello provinciale. Sono state dunque avviate
iniziative sperimentali riguardanti lindizione di gare-on line e trattative private previo
confronto concorrenziale per lapprovvigionamento di alcuni beni. Inoltre, stata attivata la fase di raccolta di informazioni sui fabbisogni di acquisto delle strutture coinvolte
per gli anni 2005 e 2006, in modo tale da programmare le attivit e rendere operativo il
sistema centralizzato razionalizzando le spese.
Infine, la Giunta ha dato ampio rilievo allevoluzione delle reti provinciali,
finalizzate a garantire la connettivit alle pubbliche amministrazioni del territorio, approvando un progetto per linfrastrutturazione dellintera rete provinciale con la larga banda.
Grazie ad unattivit di monitoraggio continuo, nel corso del 2004 sono stati posati circa
25 km di cavidotti, mentre prevista per il 2005 la posa di altri 80 km.
Altri casi di servizi innovativi per il territorio evidenziati dal presente Rapporto
riguardano liniziativa del Consorzio dei Comuni Trentini, per la realizzazione di un portale
per gli enti locali, e le molteplici attivit sviluppate dal Comune di Trento, per offrire ai

303

RAPPORTO NAZIONALE 2005

propri cittadini servizi in modo veloce ed efficace (ad esempio, comunicando via SMS,
oltre che via e-mail, la scadenza della carta didentit o lo stato delle pratiche a coloro
che hanno autorizzato lutilizzo di questi nuovi canali di comunicazione) ottimizzando le
risorse disponibili e puntando sullo sviluppo interno delle applicazioni da realizzare.

Focus: ProVotE Progetto


di Voto Elettronico
Lintroduzione di un sistema di voto elettronico in Trentino nasce dalla necessit
di dare attuazione allart. 84 della legge provinciale n. 2/03, che recita: al fine di accelerare e semplificare le operazioni di voto e di scrutiniola Giunta provinciale approva uno
specifico progetto di automazione delle procedure connesse con lelezione del Consiglio
provinciale e del Presidente della Provincia nonch con i referendum disciplinati dalle
leggi provinciali.
cos nato il progetto ProVotE, che si propone di realizzare in Trentino un
sistema di votazione elettronica condiviso dai cittadini-elettori, facendo precedere lintroduzione di tale sistema di voto, spoglio e ripartizione dei seggi da uno studio sulle
possibili conseguenze dellinformatizzazione in questo ambito e da una sperimentazione
per testare le nuove procedure.
In questo progetto, la partecipazione e la condivisione assumono centralit: la
definizione del sistema di voto elettronico stata preceduta da una fase di ricerca sociale
per valutarne effetti, condivisioni, possibili ricadute anche negative, e da simulazioni
guidate e libere in cui gli elettori hanno potuto sperimentare i prototipi della macchina
di voto e fornire importanti indicazioni per la realizzazione del sistema di voto poi sperimentato durante le elezioni comunali dell8 maggio 2005.
Diversi gli attori coinvolti nel progetto: oltre alla Provincia autonoma di Trento,
capofila, troviamo la Regione Trentino-Alto Adige, titolare della competenza elettorale
con riferimento alle elezioni comunali, interessata a sua volta a snellire il sistema di
espressione del voto per le consultazioni di competenza; il comune di Trento, coinvolto in
particolare nella fase di sperimentazione, e il Consorzio dei Comuni Trentini, con il compito di fare da raccordo con i Comuni e progettare la formazione dei soggetti coinvolti nel
progetto; lUniversit degli Studi di Trento, per la conduzione della ricerca sociale; lIRST,
responsabile degli aspetti tecnologici/organizzativi e di realizzazione del prototipo,
affiancata per la definizione di particolari aspetti da Informatica Trentina S.p.A. e dalla
Fondazione GraphiTech; infine, lIprase, al quale compete la definizione di un programma
di sensibilizzazione alla partecipazione elettorale.

304

Schede regionali di sintesi

Con la realizzazione delle attivit operative si conclusa la prima fase del progetto, il cui obiettivo era sperimentare il sistema di voto elettronico durante le elezioni
comunali dell8 maggio 2005. La sperimentazione ha coinvolto gli elettori di 16 sezioni
di cinque comuni del Trentino (Baselga di Pin, Coredo, Fondo, Lomaso e Trento). Sono
stati gestiti elettronicamente diversi aspetti del processo: lespressione di voto da parte
degli elettori, lo spoglio elettronico, la trasmissione dei dati per via telematica, laggregazione dei dati e la ripartizione dei seggi, la diffusione delle informazioni via internet
(http://www.provincia.tn.it/elezioni).
La seconda fase di ProVotE prevede quindi lanalisi del test di maggio: i risultati
della sperimentazione saranno presentati alla Giunta provinciale e quindi alla Commissione
legislativa del Consiglio provinciale e serviranno a valutare se e come adottare il nuovo
sistema di voto elettronico in ulteriori consultazioni elettorali.

305

RAPPORTO NAZIONALE 2005

306

INDAGINE SULLE POLICY


DI E-LEARNING NELLE
REGIONI E PROVINCIE
AUTONOME

Parte

III.

307

RAPPORTO NAZIONALE 2005

308

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

Indagine sulle policy


di e-learning nelle Regioni
e Province Autonome
Le-learning, inteso come sistema per lapprendimento a distanza che comprende
linsieme delle tecnologie, dei contenuti e dei servizi, un settore in forte espansione.
Le-learning una modalit per lerogazione della formazione che consente
elevata capillarit e rapidit di erogazione, supporta processi di condivisione delle conoscenze, e come tale sempre pi viene vista come modalit in grado di affiancare processi
di formazione continua nella PA.
Non a caso, a livello europeo e a livello nazionale si possono rintracciare chiari segnali di indirizzi e policy a supporto dellimpiego di tale modalit di formazione.
Citiamo, relativamente al contesto italiano, alcune tappe fondamentali:

le strategie del Dipartimento della Funzione Pubblica per la formazione del personale
delle PA (2001): la Direttiva Frattini invita a ripensare i luoghi e le tecniche della
formazione;

le Linee guida del Governo per lo sviluppo della Societ dellinformazione (2002): la
diffusione delle-learning rientra nei 10 obiettivi principali della legislatura, un terzo
della formazione dovr essere erogata mediante le nuove metodologie e tecnologie
dellinformazione e della comunicazione entro il 2005;

il decreto sulle universit telematiche (2003), a rma del Ministro per lInnovazione
e le Tecnologie e del Ministro dellIstruzione, ssa i criteri e le procedure per
laccreditamento dei corsi universitari a distanza;

la direttiva in materia di progetti formativi in modalit e-learning (2004), a rma


MIT/DFP, che - in linea con la direttiva Frattini - intende diffondere nelle Pubbliche
Amministrazioni luso delle nuove tecnologie e metodologie per formare e aggiornare
il proprio personale, promuovendo un corretto utilizzo delle-learning. La direttiva,
assieme alle Linee Guida per i progetti formativi in modalit e-learning e al relativo
vademecum per la realizzazione dei progetti, forniscono le necessarie indicazioni
metodologiche e tecniche.

309

RAPPORTO NAZIONALE 2005

In tale contesto, il progetto Centri Regionali di Competenza per le-government

108

Questo capitolo stato


redatto da Allegra Triulzi,
Agostina Betta e Giuseppe
Giliberto. Lindagine stata
progettata e portata avanti
dal gruppo tematico e-learning composto da Allegra
Triulzi (Staff Centrale Formez), Agostina Betta e
Maril DAloia (CRC Emilia
Romagna),
Giuseppe
Giliberto (CRC Piemonte).
Hanno inoltre collaborato alle attivit: Marco
Schiaffini e Giada Maio
(Staff Centrale), Graziella
Testacei, Claudio Bovo e
Andrea Fava (consulenti
Formez). Lintera rete CRC
ha curato i contatti/interviste con gli interlocutori
privilegiati delle amministrazioni pubbliche coinvolte nellindagine.

109

I documenti sono stati


reperiti via web e attraverso contatti diretti con
gli uffici di interesse delle
amministrazioni, in particolare: formazione professionale, formazione dipendenti
interni, sistemi informativi.
Sono circa 70 i dirigenti/
responsabili contattati dalla
rete CRC.

110

I macro-ambiti trattati
dalle Linee guida sulle-learning sono: impatto organizzativo; ruoli; Progettazione/
realizzazione/erogazione;
monitoraggio e valutazione;
costi.

e la societ dellinformazione ha realizzato unindagine conoscitiva108, di tipo documentale, per rilevare policy e azioni per lo sviluppo delle-learning maturate nelle singole realt
regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano.
I documenti raccolti109 e analizzati dallindagine sono 252, prodotti fino al luglio
2004 e riconducibili: allattivit normativa degli enti (leggi, delibere, circolari), alla programmazione regionale ed ai relativi strumenti di attuazione (POR, Piani S.I., Complementi
di Programmazione, Piani Strategici, progetti integrati, ecc), alla regolamentazione per lo
svolgimento delle attivit (sistemi di accreditamento o di certificazione, manuali F.S.E,
linee guida), allacquisto di beni e servizi (avvisi e bandi), alla costruzione di intese tra
enti (accordi, protocolli di intesa, APQ), corredati da numerosi allegati tecnici. Gli uffici
proponenti sono di norma i settori regionali competenti di Formazione Professionale e
Lavoro, Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane, Sistemi Informativi e Telematica,
Programmazione.
Tenendo conto del contesto di riferimento nazionale e in particolare degli aspetti affrontati dalle linee guida per i progetti formativi in modalit e-learning del CNIPA110,
lindagine, al fine di catalogare i documenti e valutarne i contenuti trattati, ha preso in
esame i seguenti tre macro-ambiti:
1. Sviluppo e promozione delle-learning nellambito della Formazione Professionale,
della formazione continua dei pubblici dipendenti e delle-government/societ
dellinformazione

Policy ed azioni a supporto dello sviluppo delle-learning


2. Progettazione e gestione attivit di e-learning

Indirizzi ed elementi delle Regioni e Province Autonome


3. Certicazione e accreditamento relativamente a:

corsi/percorsi/materiali
strutture formative con particolare riferimento ai servizi di e-learning.
L indagine, svolta nel corso del 2004, ha prodotto due tipologie di risultati,
fortemente correlati tra di loro:

uno strumento per la consultazione via Web della documentazione rilevata, dotato
di un proprio motore di ricerca per consentire la navigazione guidata dei documenti
attraverso i criteri stabiliti dalla metodologia di indagine;

310

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

un report nale che illustra la metodologia di indagine, gli strumenti di rilevazione e


di analisi e propone una lettura critica dei risultati emersi dallanalisi dei documenti.
Il report presenta i risultati dellindagine su due livelli:

nazionale: attraverso un primo quadro generale, chiamato Le-learning nelle Regioni,


su tutta la documentazione trattata, al ne di fornire alcuni risultati di insieme sulla
documentazione regionale, reperita e analizzata, di cui riportiamo di seguito le linee
generali;

regionale: con schede di descrizione dei risultati emersi dallanalisi dei documenti per
ogni Regione e Provincia Autonoma. Ogni scheda regionale ha la seguente struttura:
un primo quadro generale sulle policy e azioni delle-learning e due approfondimenti,
riguardanti luno gli elementi caratterizzanti la progettazione e gestione del processo
di e-learning, laltro gli elementi di e-learning nellambito dellaccreditamento di
strutture formative e della certicazione dei materiali didattici.
Nel cd-Rom allegato al presente Rapporto sono contenuti tutti i documenti

reperiti, codificati e analizzati dallindagine, consultabili off line; il report finale dellindagine e-learning, la descrizione della metodologia e degli strumenti adottati e infine
il collegamento allo strumento disponibile via Web per la navigazione guidata dei documenti.

311

RAPPORTO NAZIONALE 2005

I risultati dell'indagine:
le-learning nelle regioni
Presentiamo di seguito i risultati, in forma aggregata, emersi dallindagine,
focalizzandoci sugli aspetti relativi alla produzione documentale regionale (1994-2004),
alle tipologie di documenti, agli ambiti di impatto e ai beneficiari a cui sono rivolte le
iniziative di e-learning.
Viene poi descritto il quadro di insieme che emerge dallanalisi dei documenti
relativamente agli aspetti di progettazione e gestione del processo di e-learning e gli
elementi di e-learning nellambito dellaccreditamento di strutture formative e della certificazione di materiali didattici e corsi.

La produzione documentale negli anni


Lanno pi significativo per quantit di documenti prodotti, in cui si definiscono
le policy, gli orientamenti e gli obiettivi strategici sulle-learning, il 2003.

Figura 1 produzione documentale per anno

312

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

Analizzando la produzione documentale del 2003, per tipologia di documenti,


vediamo che, come risulta dal grafico 2, i documenti pi ricorrenti sono quelli tecnici e i
programmatici. Ci pu essere legato fondamentalmente a due fattori:

le scadenze connesse allattuazione di programmi F.S.E;

la promozione alluso delle nuove tecnologie nellambito della formazione e lo sviluppo dei
servizi per i cittadini a livello europeo (e-Europe) e nazionale (piano SI, Linee guida).

Figura 2. Tipologie di documenti e produzione annuale

111

Nel primo semestre dellanno si rileva una presenza significativa di procedure e


regolamenti per laccreditamento delle sedi operative degli Organismi, pubblici e privati,
di orientamento e/o di formazione professionale derivante dalla scadenza del 30 Giugno
2003, quale termine ultimo per adottare le procedure connesse allaccreditamento111 a
livello nazionale (si vedano gli approfondimenti nella relativa sezione).
Si rileva inoltre la presenza di molti bandi, con i relativi allegati tecnici, che
promuovono interventi e progetti di formazione integrata: i cosiddetti IFTS (Istruzione e

313

Come stabilito dal


Decreto del Ministero del
Lavoro e P.S., n. 166 del
25.05.01, dallaccordo sancito in sede di conferenza Stato - Regioni del 1
agosto 2002 e dal Quadro
Comunitario di Sostegno del
F.S.E. per il periodo di programmazione 2000-2006.
Gli ambiti e i requisiti per
tali procedure sono spesso
definiti in documenti tecnici e modulistica allegata.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

112

Gli interventi IFTS non


sono soggetti alla disciplina sullaccreditamento
ai sensi del punto 1.5 del
Regolamento per lAccreditamento di cui alla DGR
2587/2002.
113

Di cui fanno parte


Governo, Regioni, Comuni e
Comunit Montane.

Formazione Tecnico Superiore) destinati ad adulti occupati nel contesto di una politica
orientata allapprendimento lungo tutto larco della vita. Tali interventi,112 che prevedono la compartecipazione del sistema Scuola (Istituti tecnici superiori e Universit)
e del sistema di Formazione Professionale (Agenzie formative), sono stati promossi e
disciplinati, nellambito della Conferenza Unificata,113 dallAccordo sulla programmazione
IFTS 2002/2003 e relative misure di sistema e dallAccordo sugli standard minimi delle
competenze di base e trasversali (novembre 2002).

114

Linee guida del Governo


per lo sviluppo della Societ
dellInformazione
nella
legislatura, giugno 2002,
pag.78.

Importante, infine, risulta la presenza dei Piani per la Societ dellInformazione, dei programmi attuativi-operativi degli stessi, dei piani per il consolidamento e la
realizzazione di nuove azioni a interventi gi avviati nel 2002 ed infine dei Complementi
di Programmazione in attuazione dei POR F.S.E. 2000-2006 (riprogrammazione di met
periodo).
A livello europeo lanno 2003, come stabilisce il piano e-Europe 2002, il termine entro il quale i Paesi candidati avrebbero dovuto raggiungere gli obiettivi proposti,
ovvero:
1. Accesso pi economico, pi rapido e pi sicuro ad Internet
2. Investire nelle risorse umane e nella formazione
3. Promuovere lutilizzo di Internet
A livello nazionale i Piani per la Societ dellInformazione delle Regioni discendono in buona parte dal Piano di Azione nazionale per le-government (giugno 2000)
con il quale si prevede lalfabetizzazione certificata dei dipendenti pubblici attraverso
percorsi formativi erogati anche in modalit e-learning. Nel 2002 con le Linee Guida del
Governo per lo sviluppo della Societ dellInformazione nella legislatura si precisa che
fondamentale definire, di concerto con il Dipartimento della Funzione Pubblica, standard
di e-learning per la Pubblica Amministrazione che ne assicurino adeguati livelli di servizio
e il riutilizzo dei contenuti secondo gli standard europei114.

1.2. Il numero e la tipologia di documenti


per regione
In generale si pu affermare che la maggiore produzione di documenti a supporto dello sviluppo delle-learning si ha a partire dallanno 2000 (grafico 2); in questo
stesso periodo si assiste ad una maturazione generale delle tecnologie, alla progressiva diffusione su larga scala di internet e allinteresse crescente per la sua utilit, ma
soprattutto, nellanno 2000, si avvia il nuovo ciclo di programmazione F.S.E. che stimola

314

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

soluzioni e modalit innovative. La maggiore produzione documentale si riscontra, infatti,


in quelle Regioni in cui il Complemento di Programmazione, in attuazione dei POR F.S.E.
2000-2006 prevede, allinterno di specifiche misure, linee di intervento dedicate allelearning con azioni specifiche e/o azioni di sistema.

Figura 3 Distribuzione geograca

La produzione documentale, come si pu vedere dal grafico 3, risulta variabile


da Regione a Regione e sicuramente esprime un dato puramente quantitativo non sostanziale, in quanto non indicativo del livello di promozione, di sostegno e di attuazione
delle-learning raggiunto nelle singole Regioni. Analizziamo, pertanto, la produzione
documentale entrando nel merito dei contenuti per tipologia di documento.

315

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 4 Le tipologie di documenti

I documenti pi ricorrenti, sullintero arco temporale preso in esame (1994 luglio 2004) sono di tipo tecnico e di tipo programmatico, cos come si evince dal grafico 4; il grafico 2 conferma la medesima composizione dei documenti, sostanzialmente
ripetitiva negli anni, dal 2000 in poi.
I documenti tecnici sono spesso allegati alla normativa (in particolare direttive,
delibere e determine), agli avvisi e ai bandi e dettagliano in modo pi approfondito gli
elementi del processo di progettazione e gestione delle-learning o di accreditamento delle
sedi operative per la formazione. Verranno, pertanto, trattati nei paragrafi successivi.
Tra i documenti programmatici nellambito della Formazione Professionale,
sono significativi i Complementi di Programmazione (CdP) in attuazione dei POR regionali, in coerenza con le priorit indicate dal Quadro Comunitario di Sostegno (QCS 200O2006), e i Piani per la Societ dellInformazione.
Per quanto riguarda le Regioni Obiettivo 3, le azioni e iniziative di e-learning
rientrano sopratutto nellambito dei seguenti assi dei relativi POR e CdP:
1. lasse C-Promozione e miglioramento della formazione professionale, dellistruzione
e dellorientamento, nellambito di una politica di apprendimento lungo lintero arco
della vita. Le misure di attuazione previste sono soprattutto la C.1 Adeguamento
del sistema della formazione professionale e del sistema dellistruzione e la C.4
Formazione permanente.

316

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

2. lasse D - Promozione di una forza lavoro competente, qualicata e adattabile; sostegno


allimprenditorialit; sviluppo del potenziale umano nei settori della ricerca e dello
sviluppo tecnologico. In questo caso le misure di attuazione che pi ricorrono allelearning sono la D.1 Sviluppo della formazione continua, della essibilit del mercato
del lavoro (MdL) e della competitivit delle imprese pubbliche e private con priorit
alle PMI, e la D.2 Adeguamento delle competenze della Pubblica Amministrazione.
3. Anche lasse B - Integrazione nel mercato del lavoro delle persone pi esposte a
rischio di esclusione sociale - e lasse E - Sostegno alla pari opportunit per le donne
sul mercato del lavoro, seppur siano numericamente inferiori, prevedono linee di
intervento e azioni di e-learning. In particolare, le misure pi interessate sono la B.1.
Inserimento lavorativo e reinserimento di gruppi svantaggiati e la E.1 Promozione
della partecipazione femminile al mercato del lavoro.
In Regione Piemonte, ad esempio, il Complemento di Programmazione assegna
alla FaD un ruolo prioritario in quanto azione di sistema di una o pi linee di intervento
nellottica di:

offrire azioni di sostegno alloccupabilit dei giovani e dei disoccupati adulti (misura
A2)115;

contribuire alla lotta allesclusione sociale per tutte le categorie per le quali lattivit

116

realizzare percorsi integrati con il sistema universitario nalizzati ad offrire strumenti

117

formativi professionalizzanti e crediti per lauree di primo livello e in master post

118

offrire ai cittadini di ogni et e condizione professionale opportunit di istruzione e


formazione per tutto larco della vita prevenendo fenomeni di esclusione sociale e dal
mercato del lavoro legati al deterioramento delle competenze culturali (misura C4);117

A.2. - Inserimento e
reinserimento nel mercato
del lavoro di giovani e adulti nella logica dellapproccio
preventivo.

formativa tradizionale risulta particolarmente difcoltosa e/o onerosa (misura B1);

laurea e formazione specialistica (misura C3);116

115

facilitare i processi di adeguamento e di riconversione professionale degli individui e


delle imprese (misura D1).118
La Regione Toscana promuove le-learning gi a partire dal 1998 mediante il

Progetto TRIO - oggi conosciuto come il sistema regionale di e-learning - avviato grazie
al contributo del P.O. F.S.E. 94-99 e consolidato attraverso il POR 2000-2006.

317

C.3. Formazione superiore.


C.4 Formazione permanente.

D.1 Sviluppo della


formazione continua, della
flessibilit del MdL e della
competitivit delle imprese pubbliche e private con
priorit alle PMI.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Analogamente al Piemonte anche la Toscana sostiene lo sviluppo delle-learning


allinterno di diverse misure del Complemento di Programmazione al fine di: sostenere
linserimento lavorativo di gruppi svantaggiati (misura B1); migliorare lofferta formativa
post-secondaria (misura C3); supportare processi di formazione permanente degli adulti
(misura C4); sostenere la competitivit delle imprese pubbliche e private e la formazione
continua delle imprese (misura D.1); supportare ladeguamento delle competenze della
P.A., in particolare per larea informatica e linguistica (misura D2). Proprio in attuazione delle linee programmatiche del POR 2000-2006 e del CdP viene consolidato, come si
accennato, il Progetto TRIO - Tecnologie, Ricerca, Innovazione, Orientamento per la
formazione professionale il sistema regionale di e-learning in grado di offrire servizi a
copertura dellintero processo formativo dellutente: dallaccesso al catalogo corsi ai servizi di orientamento e bilancio delle competenze, di tutoring on line, di certificazione dei
percorsi, e di accesso ad un elevato numero di informazioni sul lavoro e sulla formazione
(al riguardo si veda anche il Rapporto regionale sullinnovazione della Toscana, sezione
II cap. 2.2).
In Regione Emilia-Romagna il riferimento alla FaD esplicito e parte integrante
della formazione fin dal 1995: si considera necessario investire sullo sviluppo del sistema
di certificazione della qualit dei materiali didattici e dei servizi di formazione a distanza
attraverso lattivazione di un Centro regionale per la certificazione dei materiali FaD ed
un Centro risorse per la diffusione degli stessi, raccolti in un catalogo. Con la programmazione FSE obiettivo 3 attraverso la misura C.1 Adeguamento del sistema della formazione
professionale e del sistema dellistruzione la Regione intende rafforzare lidentit socioregionale delle scelte educative e formative e lo sviluppo di un sistema aperto e integrato
(scuola-lavoro-universit).
La Regione Umbria sostiene, invece, sempre mediante azioni finanziate nellambito del POR Obiettivo 3 2000-2006, il finanziamento di percorsi formativi volti alla creazione di profili professionali indispensabili per la realizzazione di interventi di e-learning
- quello del Tutor on line e quello del Learning Content Manager, attraverso luso delle
nuove metodologie didattiche (vedi documenti UMB04 e UMB05).
Per quanto riguarda le Regioni Obiettivo 1, il QCS 2000-2006 affronta il tema
delloccupazione in coerenza con la strategia europea per loccupazione (SEE), il Piano
dAzione Nazionale (NAP) e il Quadro di riferimento per lObiettivo 3.
In particolare, laccento viene posto sulla questione delloccupabilit in termini
di rafforzamento delloccupazione e del miglioramento delle competenze dei lavoratori.
Tra gli assi prioritari definiti dal QCS Obiettivo 1 quelli su cui sono state promosse e avviate iniziative di e-learning, allinterno dei POR, sono lAsse III - Valorizzazione

318

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

delle risorse umane e, in misura minore, lAsse IV - Potenziamento e valorizzazione dei


sistemi locali di sviluppo.
La Regione Campania, ad esempio, nellambito del Complemento di
Programmazione, promuove luso della FaD, mediante linee di intervento dedicate nella
misura 3.8 Istruzione e formazione permanente al fine di diffondere la conoscenza
e lutilizzo delle opportunit offerte dalla Societ dellInformazione, e nella misura 4.4
Rafforzamento del potenziale umano finalizzato allo sviluppo locale- per riqualificare
lavoratori occupati e sostenere nuove specializzazioni professionali.
In questo contesto di innovazione del sistema formativo, di diffusione della
SI, di promozione della formazione continua anche al fine di creare nuove figure professionali, nasce il programma Carta di credito formativo - CARTA IN avviato alla fine del
2003, che coinvolge soggetti pubblici e privati nella sperimentazione di un dispositivo
che consenta ai giovani diciottenni, residenti in Campania, di accedere ad un prestito per
lacquisto di strumentazioni hardware, software e in formazione a distanza (si vedano i
documenti CAM02 e CAM09; anche nel Rapporto regionale sullinnovazione della Campania
sono forniti dettagli su questa iniziativa).
In Regione Sardegna, infine, la coniugazione tra lAPQ3119 del 1999, il
Complemento di Programmazione del POR Sardegna (asse VI - misura 6.3) e il Piano
Informatico Telematico Regionale consente lavvio e il successivo sviluppo del progetto
M.A.R.T.E. (Moduli di Apprendimento su Rete Tecno-Educativa) per la realizzazione di
un sistema di apprendimento in rete che persegue lintento di ri-qualificare listruzione
ripensando i contenuti e le metodologie didattiche avvalendosi delle nuove tecnologie
dellinformazione e della comunicazione.
In generale, nei Piani per la Societ dellInformazione, le-learning definito
come unarea strategica su cui investire al fine di aumentare lofferta formativa in
aree decentrate e periferiche, per mantenere un adeguato livello di aggiornamento e
per ridurre il digital divide (Linee guida per lo sviluppo della societ dellInformazione
in Trentino, 2003; Piano dazione per lo sviluppo della societ dellinformazione in Alto
Adige - e-Sdtirol 2004-2008).
I piani prevedono poi azioni specifiche per la realizzazione di infrastrutture
tecnologiche e piattaforme per le-learning, per la produzione di software, di contenuti e
servizi didattici di qualit on line, per la creazione di poli (centri) regionali di servizi, ad
uso dei dipendenti pubblici, delle PMI e, pi in generale, dei cittadini (Piano regionale
per la Societ dellinformazione della Regione Puglia, 2002; Strategia per lo Sviluppo della
Societ dellinformazione in Sardegna, 2002; Piano Strategico per il Sistema Telematico
del Molise, 2004; Piano Telematico Regionale 2002-2005 della Regione Emilia-Romagna,

319

119

Accordo di Programma
Quadro tra la Regione
Sardegna e il Ministero della
Pubblica Istruzione per la
realizzazione di un sistema
di apprendimento su rete
tecno-educativa.

RAPPORTO NAZIONALE 2005

2004; Piano operativo triennale 2003-2005 di informatizzazione della Regione Liguria, del
2003, che include anche iniziative specifiche volte alle categorie deboli).
In ambito di accordi istituzionali e convenzioni, oltre allAPQ 3 della Sardegna
gi citato, si segnala lAccordo di Programma Quadro stipulato (2004, LAZ08) tra la
Regione Lazio e il Governo della Repubblica italiana - in materia di societ dellinformazione, e-government e servizi ai cittadini - da cui prende attuazione il progetto Servizi
di sostegno e formazione continua per gli Enti della PA regionale (S.U.P.E.R. - Sistema
Ubiquo Per lE-learning Regionale).
In Regione Piemonte, allinterno dellazione di sistema prevista dal Complemento
di Programmazione Obiettivo 3, il Ministero della Pubblica Istruzione, Universit e
Politecnico di Torino in concertazione con altri enti e istituzioni locali promuovono,
nel 2002, nellambito dellAccordo di Programmazione Negoziata la creazione di una rete
regionale unitaria di scuole e con il successivo Protocollo dIntesa, la diffusione dellICT
nel sistema scolastico e la sperimentazione della rete (2002 PIEM15, PIEM19).
Citiamo infine la Convenzione del 2003 tra la Regione Campania e la Rai
Radiotelevisione Italiana (Rai Edulab), per la produzione del materiale didattico per i
percorsi formativi a distanza, nellambito del programma Carta IN (CAM 11).
Gli avvisi e i bandi sono emanati sopratutto in attuazione di specifiche misure
dei POR e in alcuni casi dei Piani per la Societ dellinformazione. In altri casi derivano
dellattuazione dei piani di formazione interna dei dipendenti pubblici.
In particolare, sono state individuate alcune Direttive per la presentazione di
progetti tramite il contributo del F.S.E. (Direttive del Mercato del Lavoro, IFTS, Formazione
continua, Apprendistato) e alcuni Bandi in attuazione delle misure stesse previste dal
Complemento di Programmazione, tra cui citiamo quella relativa all Adeguamento delle
competenze della Pubblica Amministrazione.
Si segnala che, nelle Regioni in cui si verificata la delega alle Province in
ambito di Formazione Professionale (2002), buona parte dellattuazione dei Complementi
di Programmazione demandata alle Province che emanano i propri bandi specifici.
Si sono individuati anche alcuni bandi di gara per lacquisizione dei beni e
servizi per la realizzazione di una piattaforma di e-learning e la fornitura di contenuti
formativi (Regione Liguria, 2003, LIG07), per la fornitura di beni e servizi in hosting e
outsourcing (Regione Campania, 2003, CAM12) e il Capitolato speciale dappalto per la
gestione di processi formativi a distanza 2003-2006 del personale della Regione Piemonte
(2002, PIEM16).
I documenti normativi, infine, sono prevalentemente composti da Delibere di
Giunta o Consiglio per lapprovazione di bandi e Direttive in attuazione di misure dei POR

320

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

(di cui sopra), di Regolamenti e Procedure per laccreditamento di enti formativi e degli
organismi che erogano formazione a distanza e per la certificazione dei materiali didattici, da Circolari per lauto-formazione e formazione a distanza in cui vengono specificate
le linee di indirizzo per la formazione del personale regionale.

Gli ambiti di impatto e i beneficiari


delle iniziative di e-learning
Gli ambiti settoriali maggiormente interessati dai documenti esaminati sono
il sistema della PAL e quello della Formazione Professionale, seguiti dal sistema delle
Imprese e della Scuola. I principali beneficiari sono proprio i dipendenti pubblici, gli altri
lavoratori (PMI e Imprese) e i giovani.
Come si evince dai due grafici, i dati confermano la stretta correlazione tra gli
ambiti di impatto e i beneficiari e soprattutto confermano la trasversalit delle-learning
quale modalit formativa sia a livello di utente che di sistema di riferimento.

Figura 5 Gli ambiti di impatto

321

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Figura 6 I beneciari delle azioni di e-learning

I beneficiari delle azioni di e-learning

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, le iniziative di e-learning riguardanti il personale delle amministrazioni locali sono finalizzate a rafforzare le competenze
in ambito informatico-linguistico mentre, nel caso di operatori del mondo scolastico e
della formazione professionale, a formare profili professionali atti a progettare e gestire
processi di e-learning.
Tra le iniziative di e-learning rivolte ai dipendenti pubblici citiamo le attivit
formative previste dal Piano di Azione 2000-2006 del Friuli-Venezia Giulia per lo sviluppo della SI, il cosiddetto PARSIFAL (2002) e quelle rientranti nellambito della Misura D.2
Adeguamento delle competenze della Pubblica Amministrazione delle regioni Marche,
che prevede formazione continua mediante e-learning (2004, MAR13) e Toscana, che prevede corsi di formazione a distanza allinterno del catalogo delle attivit formative per il
personale regionale (2004, TOS12).
Anche nella Provincia Autonoma di Trento, in Regione Piemonte e in Regione
Emilia-Romagna la formazione a distanza una delle metodologie previste dai piani di
formazione del personale regionale nellottica della formazione continua.
In particolare, in Emilia Romagna si sta sperimentando la realizzazione di un
sistema di e-learning federato per i dipendenti pubblici con lobiettivo di condividere
contenuti, risorse tecnologiche e servizi per una maggiore efficacia degli investimenti
in e-learning e una maggiore diffusione delluso di questa modalit formativa negli Enti
locali.

322

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

Tra le iniziative rivolte ai giovani si segnala il gi citato Progetto Carta di


credito formativo-CARTA IN della Regione Campania indirizzato proprio ai giovani diciottenni. Nel progetto si sottolinea che la conclusione del ciclo scolastico e formativo avvia
una fase nella quale il giovane libero di scegliere il proprio percorso formativo ma deve
poter disporre di adeguate risorse intellettuali e materiali per definire le proprie scelte e
per investire nella valorizzazione del proprio capitale umano. Il programma intende intervenire proprio su questo momento di possibile criticit o di caduta dellimpegno formativo
per dare sostegno a questa delicata fase di transizione (2003, CAM09).
Sono state previste azioni di e-learning rivolte ai cittadini soprattutto nellambito dei Piani per la Societ dellInformazione. Si tratta della realizzazione di punti
di accesso pubblici per garantire lalfabetizzazione ai nuovi media, per diffondere luso
delle tecnologie, per usufruire di nuovi servizi di e-government, e-commerce e e-learning
sviluppati attraverso le ICT e, pi in generale, delle risorse informative. Iniziative in
questo senso sono previste dai Piani di Sicilia (centri di servizi), Umbria (rete di spazi
pubblici mediatecali), Abruzzo (azioni di alfabetizzazione informatica), Basilicata (portale Basilicatanet.it dotato di un servizio per lerogazione di corsi on line).
Per quanto riguarda le fasce deboli, le-learning stato spesso concepito come
strumento per facilitare laccesso alla formazione per i cittadini a mobilit limitata, portatori di handicap o residenti in localit periferiche rispetto alle sedi di formazione di
tipo tradizionale (in presenza).
Ad esempio, in Sardegna il progetto Marte delinea, tra le sue quattro linee principali di intervento, un programma specifico per la riabilitazione/integrazione di studenti
portatori di handicap (2001, RAS06) mentre in Liguria si presta maggior attenzione ai
cittadini della terza et con lintervento di alfabetizzazione per lutilizzo delle tecnologie
previsto nellambito dellAPQ Liguria in Rete (2003, LIG04-LIG05).
Le iniziative di e-learning rivolte alle donne, in linea con le priorit poste dal
Piano di Azione Nazionale per lOccupazione (NAP), rientrano tendenzialmente nellambito
dell asse E - Pari opportunit, Misura E.1- Promozione della partecipazione femminile al
mercato del lavoro. In generale si incentiva le-learning quale modalit in grado di favorire la conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro. il caso, ad esempio, della
Regione Abruzzo attraverso le azioni previste nel Piano di interventi di politiche attive
del lavoro, della formazione e dellistruzione (2003, ABR03) e del Piano di formazione
per il personale dirigente e dipendente della Regione Campania per il biennio 2003-2004
allinterno del quale si sottolinea la necessit di dare il massimo impulso alla formazione
a distanza, in quanto permette una formazione continua in orari e secondo modalit
compatibili con le priorit delle donne (2003, CAM04).

323

RAPPORTO NAZIONALE 2005

Il sistema della Sanit non quasi impattato da iniziative regionali di e-lear-

120

Il programma -che
riguarda tutto il personale
sanitario, medico e paramedico, dipendente o libero
professionista, operante in
strutture Sanitarie, private
e pubbliche - prevedeva in
una prima fase solo eventi formativi residenziali; a
partire dal secondo semestre 2002 sono state avviate le attivit formative a
distanza; l 80% dei crediti
formativi (150 nel quinquennio 2002-2006) pu
essere conseguito tramite
la frequenza di corsi erogati
in modalit FaD.

ning in quanto la formazione in ambito sanitario disciplinata a livello nazionale dal


programma E.C.M.- Educazione continua in medicina (decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502 integrato dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229).120

Progettazione e gestione del processo


di e-learning
La documentazione stata analizzata considerando le-learning come processo
che include attivit di progettazione, di gestione e di valutazione. Per ciascuna delle
macro-attivit sono state individuate le caratteristiche principali e valutato il livello di
approfondimento trattato allinterno di ciascun documento.121 Le caratteristiche prese in
esame sono descritte in tabella:

Tabella 1 Variabili/caratteristiche del processo di e-learning


FASI DEL PROCESSO

CARATTERISTICHE
Contenuti

Progettazione ed erogazione

Servizi / gure professionali


Tecnologie
Apprendimento

Valutazione

Gradimento
Frequenze

Certicazione

Competenze

Rendicontazione

Adempimenti amministrativi

Impatto Organizzativo

Interno allente/Territoriale

Progettazione/erogazione

121

E-learning: standard
minimi per lerogazione,
Allegato al protocollo dintesa tra Regione Siciliana,
Universit Scuole Nazionali
e siciliane di formazione,
SIC04.

Nellambito della progettazione e erogazione delle attivit di e-learning, si


riscontra che, tra le variabili/caratteristiche oggetto dellindagine, i contenuti, i servizi/
figure professionali e le tecnologie sono quelli trattati con maggiore dettaglio e approfondimento.
Contenuti
Si rilevano frequenti richiami alle modalit con cui sono veicolati i contenuti in
termini di multimedialit, multicanalit e interattivit e di dominio affrontato. Un elemento trasversale costituito dalla modularit e cio lopportunit di progettare moduli
324

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

didattici in alcuni casi anche nellottica del riuso, per essere utilizzati in contesti multipli, per creare percorsi di e-learning personalizzati, per essere ricombinati in successivi
percorsi formativi, secondo la logica dei Learning Object. Occorre precisare per che tale
logica in rari casi stata esplicitata o decritta in modo articolato, per lo pi, quando
presente, stata descritta in termini generali o solo accennata.
In generale si possono individuare diverse tipologie di approccio: una prima
rivolta a definire standard in termini di qualit dei materiali didattici, una seconda che
ne lega le caratteristiche alle metodologie didattiche adottate ed, infine, una terza volta
a definirne gli aspetti tecnologici e di packaging.
Rispetto al primo aspetto citiamo la Regione Emilia-Romagna che, gi a partire
dal 1995, promuove la certificazione dei materiali e dei servizi di formazione a distanza
(ER02). Per quanto riguarda le proposte di erogazione dei contenuti tramite soluzioni organizzative e didattiche che tengano conto dei diversi contesti di utilizzo delle
risorse del sistema e dellutilizzo della cosiddetta blended learning, sono interessanti
i casi della Regione Basilicata (2003, BAS04) e del Progetto Copernicus nella Provincia
Autonoma di Bolzano (2002, PAB04)
Nellambito della documentazione attinente la presentazione di progetti per i
percorsi IFTS in Regione Basilicata, compare infatti la distinzione tra lapprendimento
basato su materiali reperibili in rete (viene specificato che in questa tipologia rientrano: la navigazione libera della rete, luso di materiali didattici strutturati coadiuvati
da una eventuale assistenza, luso di materiali didattici supportati dal tutor FAD) e
lApprendimento in rete. In questa seconda tipologia di apprendimento rientrano invece:
la cosiddetta blended learning, la formazione in rete (senza incontri in presenza), le
comunit di pratiche.
In Provincia Autonoma di Bolzano lo studio di fattibilit, per la realizzazione di
una infrastruttura provinciale per la formazione flessibile, aperta e a distanza (il Progetto
Copernicus), approfondisce il problema approcciando gli aspetti pedagogici a supporto
della progettazione del materiale didattico on line. La proposta prefigura soluzioni differenziate che vanno da forme di integrazione con le attivit daula, a forme di uso puro
dellon line, a forme legate a modelli di istruzione formale (come un corso), fino a forme
pi simili al knowledge managment e ispirate al paradigma delle comunit di pratiche.
Per quanto concerne gli aspetti tecnologici, infine, una delle modalit pi diffuse riguarda la trasmissione dei contenuti in forma di video. In merito a questa tecnologia
si evidenziano differenti approcci: la Regione Puglia promuove lutilizzo del broadcasting
in tempo reale tramite la tecnologia satellitare (PUG07); il Progetto Marte della Regione
Sardegna (RAS06), invece, il ricorso a tecnologie web che prevedano percorsi effettuabili

325

RAPPORTO NAZIONALE 2005

con tecnologia streaming (fruibili in modi sincrono e asincrono) e trasmissione dei dati
in generale (audio e video o delle videoconferenze) sempre attraverso il web ad alta
velocit.
Servizi/Figure professionali
Tra le figure professionali necessarie per la gestione di attivit e-learning emerge in modo prioritario il tutor on line. Sono citati in alcuni casi i docenti on line, i progettisti, i tecnici, lequipe editoriale per la produzione di materiali didattici ipermediali.
In generale il tutor on line definito, cos come si esplicita nelle Linee guida
per la formazione a distanza della Lombardia (2003, LOM05), come uninterfaccia fondamentale di supporto allintero processo di insegnamento-apprendimento, in particolare
verso gli allievi non solo a livello didattico ma anche motivazionale.
Il tutor svolge funzioni didattiche, sociali, ma anche organizzative occupandosi

122

Vademecum per la realizzazione di progetti formativi in modalit e-learning


nelle pubbliche amministrazioni CNIPA, 2004 pag.
19.

in prima persona di pianificare le attivit e gestire lapprendimento individuale o del


gruppo virtuale.122 Il tutor definito anche come lunico garante dei processi di apprendimento.
Indicazioni in merito al ruolo del tutor sono state rilevate in numerosi documenti di differenti regioni come Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Umbria, Puglia,
Campania, Toscana e nella Provincia Autonoma di Bolzano.
Le Direttive 97/99 in Emilia Romagna (ER03) attribuiscono alla figura del
tutor una doppia funzione di garante della certificazione della frequenza da un lato (in
assenza o alternativa allutilizzo di un sistema di tracciamento automatico) e, dallaltro,
di facilitatore del corso ovvero di colui che detiene il filo conduttore del percorso tra i
diversi moduli previsti.
Tra le iniziative pi rilevanti legate alla figura del tutor, in Regione Umbria,
citiamo il bando di formazione per la figura professionale tutor on line (2004, UMB05)
che delinea la strategicit del ruolo come si evince dalla descrizione degli elementi
che compongono la professionalit che si intende realizzare. Sempre in Regione Umbria
viene indetto un bando per lammissione al corso di specializzazione per learning content
manager (2004,UMB04). Questo profilo viene definito come lesperto in progettazione e
gestione di corsi e-learning, un professionista che opera nel mondo della formazione con
la capacit di progettare, sviluppare e gestire un corso di formazione a distanza.
Si sono individuate poi diverse iniziative volte a formare i profili professionali
per la progettazione e gestione di attivit di e-learning. Citiamo, ad esempio, la Regione
Puglia che, nellambito della linea di intervento finalizzata alla diffusione della quarta
conoscenza contenuta nel piano per lo sviluppo della Societ dellInformazione (2002,

326

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

PUG07), prevede formazione e informazione dei futuri gestori delle tecnologie FaD: liniziativa si rivolge a progettisti e operatori specializzati in processi di informatizzazione,
formatori, tecnici della FaD satellitare, personale di call center e centri di assistenza. Si
prevede, inoltre, la sensibilizzazione degli imprenditori sulle tematiche della formazione
a distanza.
Tecnologie
Per quanto riguarda le tecnologie, lattenzione posta sulle funzionalit e i servizi delle piattaforme tecnologiche (Learning Mangement System) e sui sistemi integrati
che includono tecnologie avanzate.
Le funzionalit delle piattaforme tecnologiche sono in alcuni casi distinte per
tipologia: funzioni di gestione dellerogazione del corso e lorganizzazione ed eventuale
distribuzione (download) del materiale didattico, con la definizione di regole e tempi di
fruizione; quindi funzioni di supporto alla comunicazione e interazione on-line (sincrona
e asincrona), le quali si basano su strumenti ad hoc, quali la posta elettronica, la mailing list, la bacheca elettronica e la chat. Per quanto riguarda le funzioni di supporto al
lavoro e allapprendimento cooperativo e collaborativo, in alcuni casi si citano le FAQ che
consentano al tutor di rispondere alle domande degli studenti, ma soprattutto i forum o
gruppi di discussione (newsgroup); sono presenti inoltre le funzioni di gestione e il monitoraggio delle attivit svolte dagli allievi (Regione Lombardia, 2003, LOM09).
Nei casi in cui si prevede un approccio sistemico delle-learning a livello territoriale, la tecnologia risulta strettamente connessa con la necessit di investire una o pi
strutture (spesso realizzate ad hoc) della sua gestione.
Ad esempio nel Piano di Sviluppo Telematico della Regione Molise si propone la
creazione di un Centro Regionale per lerogazione di Servizi di Net Learning, che gestisca
la piattaforma tecnologica e che possa essere in grado di sviluppare attivit di sperimentazione e pilota su nuove tecnologie didattiche (2004, MOL07).
Analogamente, il Progetto M.A.R.T.E in Regione Sardegna prevede che linfrastruttura telematica e lintero progetto siano gestiti da un Centro Servizi costituito dalle
attrezzature necessarie per lerogazione dei servizi, da una cabina di regia per il personale
del progetto stesso, da addetti allhelpdesk, tutor e coordinatori operativi (2001, RAS06).
Rispetto ai sistemi integrati con tecnologie avanzate, interessante il
Programma Carta di Credito Formativo (2003, CAM09): la piattaforma, in questo caso,
oltre alle pi comuni funzionalit per la gestione del processo di e-learning, deve integrare esigenze connesse agli aspetti organizzativi di corsi fruiti da una molteplicit di
soggetti, coordinando lofferta di differenti soggetti erogatori. Tale sistema deve essere

327

RAPPORTO NAZIONALE 2005

aperto, al fine di non escludere soluzioni che integrino le tecnologie consolidate con
sistemi pi avanzati in via di espansione, come ad esempio le trasmissioni satellitari.
Per il Programma carta di credito formativo, il modello adottato quello del
sistema di apprendimento a distanza di RAI LAB le cui componenti essenziali sono:

un canale televisivo tematico in chiaro per la formazione a distanza, indirizzato


principalmente ai Centri Pubblici dAscolto (le scuole) attrezzati con antenna parabolica
e decoder digitale, presidiati da tutor;

un portale Internet integrato con il canale televisivo, per favorire la componente


interattiva della formazione a distanza, per la certicazione e lincontro tra domanda
e offerta di lavoro (2003, CAM11).

Valutazione
In merito ai criteri di valutazione del gradimento e dellapprendimento, si
distinguono in generale, seppur con diversi livelli di approfondimento e rilevanza, gli
aspetti quantitativi da quelli qualitativi.
Tra le trattazioni pi approfondite, interessante il documento sulle Linee guida
per la FaD, in Regione Lombardia (2003, LOM05).
La valutazione, punto chiave dellintero processo formativo, si descrive nel
documento come finalizzata al rilevamento di due parametri: efficienza e processo. Il
criterio di valutazione della prima dato dallassociazione dei dati oggettivi (partecipazione, apprendimento, reportistica) con quelli soggettivi (valutazione del gradimento da
parte degli utenti).
La valutazione del processo avviene attraverso la valutazione dellapprendimento condotto in fasi temporali differenti: ex-ante (test di ingresso), in itinere (verifica del
raggiungimento degli obiettivi intermedi) e finale (in aula per lattribuzione di crediti
formativi).
Dellimportanza di un adeguato sistema di valutazione, si trova conferma anche
nella Direttiva per la formazione degli apprendisti della Regione Veneto (2003, VEN04).
Tale documento, in merito allattivit formativa per lapprendistato, definisce, per lutilizzo della FaD, un vademecum di requisiti minimi da rispettare tra cui la presenza di
un sistema di valutazione che preveda almeno una valutazione dei prerequisiti e una
valutazione finale.
La formalizzazione dellintero processo formativo e dei livelli di servizio, avviene, in alcuni casi, secondo quanto indicato da Manuali o direttive per la gestione di

328

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

attivit co-finanziate dal F.S.E., attraverso il contratto di apprendimento anche per le


attivit di formazione a distanza (si veda per la Sicilia SIC01, 2001 e per la Campania
CAM08, 2003).
Tale contratto, firmato da ogni allievo e dal proprio tutor, contiene il piano
delle attivit formative e gli elementi identificativi del progetto, la descrizione delle
modalit in cui si realizzer linterazione didattica (e dunque i servizi offerti), i luoghi di
svolgimento dellattivit stessa, i media utilizzati, la determinazione dei tempi di inizio
e termine del programma e le modalit di valutazione dellapprendimento.
Per quanto riguarda lauto-valutazione, in Regione Toscana il Progetto Teleformare
(2000, TOS06) prevede la produzione di moduli realizzati ad hoc a forte caratterizzazione
interattiva, utilizzabili dal singolo utente in modalit di auto-valutazione al fine di conoscere le proprie condizioni formative di base, le competenze acquisite, le competenze da
rafforzare, quelle totalmente mancanti in relazione agli sviluppi personali e professionali.

Certificazione
Il tema della certificazione delle competenze e delle frequenze trattato, nei
documenti analizzati, con un livello di minore dettaglio rispetto a quanto evidenziato per
la progettazione e gestione di attivit e-learning. Relativamente alla certificazione delle
frequenze, tale aspetto pu essere spiegato con la presenza di documentazione specifica,
dellUE e nazionale (come ad esempio il vademecum FSE del Ministero del Lavoro e delle
Previdenza Sociale), che regolamenta e fornisce sufficienti dettagli circa la rilevazione
e certificazione delle frequenze ai fini della rendicontazione delle attivit formative in
modalit e-learning.
Per quanto riguarda invece la certificazione delle competenze, in pi di un contesto regionale viene segnalata proprio come una questione complessa, come nel caso
del Manuale di gestione FSE della Campania (2003, CAM8). Tale aspetto, infatti, stato
affrontato per lo pi in contesti maturi, come ad esempio lEmilia Romagna e il Piemonte,
e negli ambiti regionali in cui sono stati avviati progetti complessi e integrati.
Dallanalisi dei documenti emerge, relativamente alle frequenze, il rilevamento
delle ore secondo una modalit soggettiva, quando la responsabilit viene attribuita al
soggetto gestore del processo didattico e secondo una modalit oggettiva, quando si fa
ricorso a sistemi automatici di tracciamento che devono avere particolari caratteristiche.
I due aspetti emergono chiaramente in Emilia Romagna gi a partire dalle
Direttive 94/97, prima, e 97/99, poi, che forniscono unindicazione precisa circa limpiego di registri atti a rilevare la partecipazione al percorso formativo indicando nel tutor

329

RAPPORTO NAZIONALE 2005

e nel soggetto gestore della didattica i responsabili di questa attivit (Direttive 94/97).
Nel documento del 97/99 si fa riferimento anche alla possibilit di utilizzare in tal senso
un sistema di tracciamento automatico del monte ore minimo di frequenza indispensabile
per ottenere la certificazione.
In merito, invece, alla certificazione delle competenze raggiunte, interessante la rilevanza della prova finale che viene svolta sempre in presenza. In Regione
Piemonte, ad esempio, la Circolare sullauto-formazione e formazione a distanza (2000,
PIEM09) attribuisce un ruolo fondamentale alla verifica del processo di apprendimento.
La partecipazione ai progetti di formazione a distanza deve concludersi con una prova di
accertamento dellapprendimento.
Peraltro, lesito della prova finale pu essere mediato anche dallandamento
durante il corso, come indicato nelle Linee Guida per la formazione a distanza della
Regione Lombardia (2003, LOM05) che descrive le caratteristiche della valutazione finale,
in base alla quale attribuita una certificazione ufficiale allallievo. Essa non necessariamente rappresenta un momento a s stante rispetto ai precedenti momenti di verifica: si
basa, infatti, sui crediti formativi accumulati dallo studente durante le verifiche in itinere,
oltre che sui risultati della prova finale.

Rendicontazione
La rendicontazione delle attivit didattiche funzionale al controllo di gestione
e al regolare svolgimento delle attivit nel rispetto della normativa F.S.E.. In generale, si
nota una particolare attenzione agli elementi di controllo della frequenza e alla certificazione delle attivit a cura del soggetto erogatore e lauto-certificazione da parte degli
utenti finali.
La reportistica automatica, generata dalle piattaforme tecnologiche rispetto ai
tempi di collegamento, deve infatti essere supportata da autocertificazioni dellallievo,
vidimate dallente erogatore del servizio e dai registri didattici.
Le Linee Guida per la FaD della Regione Lombardia (2003, LOM05), ad esempio, individuano come parametro, cui si deve riferire la rendicontazione, il tempo effettivamente impiegato per lo studio e la fruizione dei materiali didattici. Le modalit
previste sono lautocertificazione da parte degli allievi, vidimata dal gestore del corso.
Contestualmente le piattaforme software utilizzate per lerogazione di FaD devono prevedere la registrazione automatica dei tempi di collegamento al sistema, ripartiti per
utente e per modulo o unit didattica. Analoghe modalit (manuali ed automatiche) sono
previste per le attivit del tutor.

330

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

Impatto organizzativo
Per quanto riguarda limpatto organizzativo, nellaccezione di impatto infrastrutturale e organizzativo sia sul sistema territoriale che sul sistema di gestione della
formazione e in pi in generale della conoscenza, sono stati individuati tre progetti significativi: il programma Carta di Credito formativo della Regione Campania, le iniziative
previste dal Piano Societ dellInformazione della Regione Puglia ed il progetto Sistema
di e-learning federato per la PA in Emilia-Romagna.
Il programma Carta di credito formativo (CAM09) ha un impatto oganizzativo
di rilievo, data la complessit del programma, sul sistema di governo e gestione. Esso,
infatti, sia per la variet dei processi che mette in moto (alla concessione del prestito il
giovane riceve una carta con la quale vengono gestiti i flussi di informazioni e di operazioni: dalla gestione del finanziamento ai flussi di pagamento alla fruizione di formazione
a distanza alla certificazione del percorso) sia per la molteplicit dei soggetti coinvolti
(Regione, Agenzia Regionale del Lavoro, RAI LAB, istituti bancari) ha richiesto una
struttura organizzativa in grado di governare e indirizzare tutte le fasi di attuazione del
progetto con differenti livelli di governo e gestione: il livello di indirizzo e di verifica
stato affidato ad una cabina di regia, il livello gestionale negli aspetti definitori e amministrativi allAssessorato coadiuvato dallAgenzia per il lavoro della Regione e le attivit
di realizzazione sono state affidate allesterno attraverso procedura di evidenza pubblica.
Limpatto di tale programma si ripercuote inoltre sul sistema informazione regionale per
il lavoro e sui centri per limpiego (CAM02).
In Puglia il Piano regionale per la Societ dellInformazione prevede diverse
tipologie diniziative, partendo dal presupposto che la formazione a distanza assume
sempre pi un ruolo strategico nella formazione universitaria, professionale e nella formazione continua degli occupati. Tra le varie iniziative di interesse citiamo la costituzione dei Centri Consortili per le-learning, strutture strategiche con le seguenti finalit:
progettazione, sperimentazione e valutazione di tecniche e metodologie per lerogazione
ottimale dei servizi di formazione; formazione di tecnici della FAD satellitare; allestimento di call center e Centri di Assistenza per il supporto alla FaD satellitare; supporto agli
altri Servizio Satellitari esistenti.
Il piano prevede, al fine di rafforzare il sistema formativo nellambito dellICT, il
finanziamento di progetti di Consorzi di strutture formative e di imprese che, dislocate su
unarea geografica compatibile con lesigenza di dover condividere la stessa infrastruttura
di comunicazione, abbiano anche in comune la necessit di fruire degli stessi contenuti

331

RAPPORTO NAZIONALE 2005

formativi ed il proposito di realizzare un Centro Consortile di Formazione a distanza. I


Consorzi, terminata la fase di avvio, potranno erogare attivit formative rivolte al personale della PA locale ed ai cittadini (2002, PUG07).
Il sistema di e-learning federato della Regione Emilia-Romagna ha come principali caratteristiche lindipendenza e lintegrazione. Indipendenza in quanto ogni realt
(amministrazione pubblica, ente locale, ecc.) pu, in autonomia, erogare e gestire percorsi di apprendimento in e-learning; integrazione al fine di utilizzare nel modo pi efficiente ci che disponibile sul territorio in termini di risorse umane, risorse tecnologiche
e materiali didattici.
Il learning network sar costituito da Learning Point (LP), ovvero da strutture
distribuite sul territorio facenti parte del sistema regionale di e-learning destinate alla
produzione di eContent, alla progettazione gestione ed erogazione di percorsi formativi
e-learning, alla sperimentazione di nuovi strumenti e metodiche; il tutto finalizzato allintegrazione e valorizzazione di risorse. Ciascun LP pu essere espressione di realt operanti
o di soggetti diversi (Enti locali, Istituzioni, Societ, Enti di Formazione pubblici e/o
privati, ecc.) che, anche associandosi tra loro, intendono far parte del sistema regionale
e ne accettano obiettivi e condizioni (2004,ER30).
La Regione Piemonte, invece, ha colto sin dal 2000 il significato organizzativo

123

Lanalisi dei documenti ha utilizzato i seguenti valori per ognuna delle


caratteristiche del processo: 0: nessun indicatore; 1:
cenni sul tema ma nessun
indicatore; 2: indicatore e
parametri generici; 3: indicatori e parametri specifici.
Per maggiori approfondimenti sulla metodologia di
indagine si veda il Report
finale di presentazione dei
risultati.

sempre pi ampio delle-learning, che fuoriesce dal perimetro circoscritto della formazione per integrarsi con i sistemi di gestione delle conoscenze e con quelli di gestione delle
risorse umane (2000 PIEM08-09). Si tratta di un tipo di approccio alle-learning indicato
e promosso successivamente anche dal CNIPA nellambito del Vademecum per la realizzazione di progetti formativi in modalit e-learning nelle pubbliche amministrazioni,
secondo cui Avviare e realizzare un progetto di e-learning implica processi di cambiamento che incidono profondamente sul capitale umano e consentono di impiegare al meglio i
processi organizzativi e la gestione delle risorse umane al fine di raggiungere gli obiettivi
desiderati di efficienza ed efficacia (qualit) dei servizi erogati dallente.123

Laccreditamento di strutture
formative e la certificazione
di materiali didattici
Nellambito della documentazione relativa alla procedura di accreditamento di
strutture formative e alla certificazione dei materiali didattici, lindagine ha rilevato la
presenza, nei vari contesti territoriali, di requisiti aggiuntivi specifici per lerogazione di

332

Indagine sulle policy di e-learning nelle regioni e provincie autonome

attivit di e-learning. Anche per lanalisi di questo tipo di documentazione si considerato le-learning come processo.
In generale, dallanalisi della documentazione sono stati riscontrati, solo in rari
casi, indicatori specifici per singola caratteristica del processo di e-learning. I requisiti
aggiuntivi per laccreditamento, laddove definiti, sono tendenzialmente di tipo generico
e riguardano quasi esclusivamente le tecnologie, i servizi e le figure professionali, i contenuti o sussidi didattici.
In alcuni casi si sottolinea che le strutture formative che intendano realizzare
attivit di formazione a distanza debbano possedere requisiti minimi nellambito delle
dotazioni tecnologiche e delle competenze professionali e capacit gestionali specifiche
per le-learning. In altri casi si danno indicazioni in merito alle tipologie di intervento
formativo in cui preferibile utilizzare la modalit FaD e, in caso di blended learning,
si definiscono i valori massimi (in percentuale) di ore FaD rispetto allintera durata del
percorso formativo.
interessante il caso della Regione Campania che coniuga lesigenza di stabilire le procedure per laccreditamento delle strutture per le-learning con la necessit di
avere unofferta formativa in e-learning per la formazione dei giovani disoccupati o che
hanno abbandonato la scuola. In questo caso il Regolamento per laccreditamento degli
organismi che erogano formazione a distanza legato alla certificazione dei prodotti e
servizi FaD (2003, CAM05).
In Regione Molise, invece, rispetto al sistema di pianificazione e programmazione dei processi formativi si richiede allente da accreditare lesplicitazione della metodologia adottata e dei sistemi utilizzati per la formazione a distanza, la formalizzazione
delle procedure di base relative allo sviluppo delle attivit progettuali per la formazione
a distanza e la tele-didattica, se prevista (2003, MOL03).
Per quanto concerne la certificazione dei materiali didattici e laccreditamento
di percorsi e-learning si segnalano due casi, quello dellEmilia Romagna e quello della
Provincia Autonoma di Trento.
In Regione Emilia-Romagna, gi a partire dal 1995, viene costituita la
Commissione Regionale per la Certificazione dei Materiali Didattici (CERFAD) e dei Servizi
per la Formazione a Distanza. In particolare la Commissione CERFAD valuta la qualit
tecnico-scientifica e metodologica di tali materiali, al fine di rilasciare una certificazione a quelli ritenuti idonei per una diffusione e libera circolazione nel sistema regionale
mediante il Centro risorse FAD (ER02).

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RAPPORTO NAZIONALE 2005

La Provincia Autonoma di Trento ha avviato, nel 2002, unattivit sperimentale per laccreditamento di attivit formative a distanza nellambito del Programma ECM
(Educazione Continua in Medicina). A tal fine stata predisposta una dettagliata scheda
per laccreditamento di corsi o singoli moduli FaD, con parametri specifici per ogni elemento del processo e-learning, il cui vaglio spetta alla Commissione provinciale per la
formazione continua, servizio Innovazione e Formazione per la Salute.
Per quanto riguarda gli elementi del processo di progettazione/erogazione
laspetto pi indagato risulta essere quello delle tecnologie, con particolare riferimento
agli ambienti e servizi on line: particolare attenzione viene posta allutilizzo di forum di
discussione e chat per discenti, tutor e docenti; alla presenza di supporto tecnico (via email, chat, centralino telefonico); alla possibilit di realizzare testing on line. Per quanto
riguarda le figure professionali e i relativi servizi viene richiesto il rapporto numerico
allievo/tutor, elemento utile per comprendere la tipologia di assistenza proposta. (es. 1
a 20-25 o 1 a 50 oppure 1 a 100). Particolarmente approfondito risulta essere, infine,
il processo di valutazione (del gradimento, che comprende anche loperato del tutor e
dellapprendimento) e di certificazione, delle frequenze e delle competenza acquisite: in
assenza di sistemi di questo tipo levento formativo non accreditabile (2003, PAT05).

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