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Manuel Pratizzoli

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Universit degli Studi di Bologna Facolt di Lettere e Filosofia Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione

TESINA D'ESAME COMUNICAZIONE GIORNALISTICA

L' INFOTAINMENT E LA TV DEL DOLORE


DALLA DIRETTA DI VERMICINO ALLO SHOW DI GARLASCO

Ci troviamo con la nostra postazione sulla collina del Golgota, nei pressi di Gerusalemme, dove sta per essere giustiziato Ges di Nazareth, condannato a morte per bestemmie contro la Legge e attivit sediziose. I colpi che potete udire sono quelli dei martelli che fissano i chiodi, attraverso le mani del condannato, al legno della croce. Il condannato, come udite, sta urlando... (Domenico Campana Il Giorno, 15 giugno 1981)

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INDICE
1 INTRODUZIONE
1.1 L'infotainment e il sistema dei generi 1.2 Due livelli d'ibridazione 1.3 La carta stampata 1.4 La TV del dolore

3 3 4 5

2 LA DIRETTA DI VERMICINO
1.1 Il bambino caduto nel pozzo 1.2 Un evento televisivo senza precedenti 1.3 Eroi 1.4 A telecamera spenta

6 7 9 11

3 IL DELITTO DI GARLASCO
1.1 La scena del crimine 1.2 Le gemelle K, Fabrizio Corona e la medium 1.3 Sotto i riflettori

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4 CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA

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1. INTRODUZIONE
1.1 L'infotainment e il sistema dei generi Punto di partenza fondamentale per una riflessione sull'argomento della informazionespettacolo il tema del genere. La stessa parola utilizzata per descrivere questa nuova frontiera dell'informazione e dello spettacolo una parola composta, derivata dalla crasi tra i termini inglesi information ed entertainment: infotainment. Anche ad una prima e superficiale analisi, di matrice strettamente linguistica, appare evidente che, parlando di informazione-spettacolo, ci si riferisce ad un genere totalmente nuovo, che racchiude in s elementi dell'informazione giornalistica ma anche dello spettacolo televisivo, della fiction. Una mescolanza di pi generi, questa, nata a causa di diversi fattori, tra i quali la necessit (a partire dalla riforma Rai del 1975) di adeguare i contenuti televisivi a nuove logiche di mercato, per venire incontro alle esigenze di un pubblico sempre pi vasto ed eterogeneo. L'infotainment supera quindi le distinzioni di genere e si classifica come un elemento del tutto nuovo, caratteristico di quella che Umberto Eco chiama neo-televisione, quella che vede la fine del monopolio di Stato ed il passaggio ad un sistema concorrenziale a causa dell'entrata in scena delle emittenti private, la televisione che deve attirare il pubblico e fare audience a tutti i costi. Quello dell'infotainment un giornalismo i cui contenuti informativi sono resi sempre pi popolari ed accattivanti, proprio a causa della nuova ottica commerciale che, nella seconda met degli anni settanta, inizia a prendere il posto di quella pedagogica che aveva dominato lo scenario della informazione televisiva fino a quel periodo. 1.2 Due livelli d'ibridazione L'infotainment classificato dagli studiosi dei media come una sorta di macro-genere, una tipologia ibrida nella quale possono confluire numerosi programmi e format televisivi di oggi. Non , per, soltanto il mondo dell'informazione ad essersi spettacolarizzato. Anche molte trasmissioni televisive di intrattenimento, infatti, puntano ora su scoop e reportage come mezzo per attirare milioni di spettatori. Basti pensare a programmi come Striscia la notizia o Le Iene, sempre in testa alle classifiche dei dati d'ascolto Auditel e a quelle di gradimento del pubblico. Al di l di questi due programmi, quelli che pi evidentemente si muovono al confine tra informazione di servizio pubblico e spettacolo di intrattenimento, i palinsesti di oggi presentano molte trasmissioni che, pur non essendo registrate come testate giornalistiche, fanno dell'informazione il loro punto di
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forza. Tra queste ci sono Report e Mi manda RaiTre, pi orientate verso il servizio al pubblico ed al consumatore; Porta a Porta, Ballar, Matrix, Anno Zero ed altri talk show a contenuto informativo; Uno Mattina, Insieme sul due, Mattino Cinque, Verissimo ed altri spazi classificabili pi come magazine informativi. I programmi del primo gruppo propendono in maniera decisa verso il polo dell'informazione, in quanto sono spesso condotti da giornalisti, hanno un forte aggancio alla realt e forniscono un servizio al pubblico, considerato pi cittadino che spettatore. I talk-show a contenuto informativo si trovano sempre in bilico tra informazione ed intrattenimento: non sempre il conduttore un giornalista e sia il tono che i contenuti del programma cambiano in base all'argomento di cui si parla. I magazine informativi, infine, sono trasmissioni che mettono insieme notizie, collegamenti, interviste, servizi di costume, cronaca, spettacolo e gossip. Spesso il conduttore non un giornalista e sia i contenuti che il tono del programma tendono verso l'intrattenimento. Lo stesso concetto di informazione televisiva cambiato e ne fornisce una definizione particolarmente efficace Aldo Grasso: Macrogenere televisivo, comprendente tutti i programmi a finalit informativa, quali i telegiornali, le rubriche di approfondimento, gli speciali, i rotocalchi, i documentari, le inchieste, i dibattiti, i talk show.1 1.3 La carta stampata Le parole di Umberto Eco, invece, forniscono una interessante quanto impietosa panoramica di quello che stato l'impatto dell'infotainment sui giornali e sulla carta stampata in generale: [...] parla della trasformazione del quotidiano in settimanale che avviene nel momento in cui la televisione diventa la prima fonte di diffusione delle notizie. I quotidiani sono costretti a dedicare uno spazio enorme al variet, alla discussione dei fatti di costume, di pettegolezzi sulla vita politica, di attenzione al mondo dello spettacolo. Devono anche aumentare le pagine, anche per avere pi pubblicit aumentano e poi inventano i supplementi. Per occupare tutte queste cose devono andare oltre la notizia secca, <<fino al punto di dover inventare la notizia e trasformare in notizia quel che notizia non >>2 (Froio, 2000). Eco continua, dicendo che ormai i giornali sono appendici del mezzo televisivo, il quale ha ora il potere di scrivere la loro agenda. I cambiamenti apportati dalla nuova ottica dell'infotainment al mondo giornalistico, per quanto riguarda la carta stampata, hanno un punto chiave in quella che possibile definire settimanalizzazione dei giornali (e, in seguito, della notizia): si ha un adeguamento del giornale quotidiano alla formula dei settimanali, attraverso
1 A. Grasso, Enciclopedia della televisione, Milano 1996. 2 A. Grasso, Stampa e mondo politico oggi, Gli incontri di studio a Palazzo Giustiniani, Senato della Repubblica, Roma, 31 gennaio 1995 Pagina 4 di 15

l'aumento delle pagine, delle illustrazioni, la creazione di inserti, supplementi e l'inserimento di argomenti come la moda, la salute, i viaggi, la cucina, il bricolage e larredamento. La notizia in s, in quanto contenuto della mutata forma giornalistica, vede la sua dilatazione in un duplice senso: ogni evento di un certo rilievo si spezzetta e si rifrange in una serie di eventi, minori e specifici, ciascuno dei quali ne rispecchia unimmagine; levento di cui si parla poi considerato da una molteplicit e pluralit di punti di vista, ai quali corrisponde una gamma sempre pi ampia di specializzazioni professionali.(Papuzzi 2003). 1.4 La TV del dolore Tra gli aspetti pi controversi dell'infotainment e dei cambiamenti che questo ha portato nel mondo dell'informazione c' la nascita del giornalismo della cosiddetta TV del dolore. Proprio per fare audience si iniziano a prediligere i contenuti che possono suscitare forti emozioni nel pubblico e da questo nasce la tendenza a fare dei sentimenti delle persone comuni l'oggetto dello spettacolo televisivo. I primi programmi che operano la rottura dei generi, portata dall'infotainment, sono della seconda met degli anni '70. Odeon, trasmissione culturale ed informativa del 1976, di Brando Giordani ed Emilio Ravel, il primo a spettacolarizzare la notizia, svolgendo la sua funzione informativa facendo ricorso all'ironia e alla leggerezza. Non c' soltanto approfondimento giornalistico, ma anche attenzione al mondo del cinema, della musica e del costume. Nel corso di tutti gli anni '80, l'infotainment prosegue la sua corsa verso la conquista dei palinsesti televisivi, con la nascita di Samarcanda (RaiTre, 1987) di Michele Santoro e Mixer di Gianni Minoli ed Aldo Bruno (1980). Con il tempo, per, cambia anche il modo di fare informazione: cadono alcuni tab ed il giornalismo italiano arriva a trovare un suo punto di forza nelle persone stesse, quelle toccate dalle notizie che racconta. E' un nuovo giornalismo televisivo che indaga, sempre pi indiscreto, tra i volti dei protagonisti delle vicende, nelle loro vite private e nelle loro sensazioni. Mette in mostra tutto questo perch ha capito che il dolore attira milioni persone davanti alla televisione, che la sofferenza incisiva, colpisce il pubblico come poche altre cose. La rappresentazione del dolore una modalit di fare informazione che, dal punto di vista commerciale, funziona pi di qualunque altra. L'Italia ha scoperto questo giornalismo nel tempo ma, forse, c' stato un evento che stato alla base di questa scoperta. Nel corso dei capitoli che seguono, si tentato di descrivere questo avvenimento televisivo senza precedenti, per poi tornare ad oggi e vedere che cosa l'informazione-spettacolo, ventotto anni dopo.

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2 LA DIRETTA DI VERMICINO
2.1 Il bambino caduto nel pozzo Corre l'anno 1971 e l'Italia che fa da sfondo a questa tragica vicenda un Paese nella tempesta. E' il 10 giugno. Sette mesi prima, il terremoto dell'Irpinia ha fatto tremila vittime e distrutto interi paesi, mettendo in luce una macchina dei soccorsi lenta ed inefficiente. Il 13 maggio, appena un mese prima, Papa Giovanni Paolo II sopravvissuto all'attentato del turco Ali Agca. Lo scandalo della P2 sta facendo tremare l'Italia, il cui governo Forlani ha perso ogni credibilit ed stato costretto alle dimissioni. Proprio nei giorni del dramma di cui si parler, il presidente della Repubblica Sandro Pertini affider l'incarico di formare un nuovo esecutivo al repubblicano Giovanni Spadolini, il primo Presidente del Consiglio non democristiano in 35 anni di Repubblica. Sono gli anni del terrorismo e le Brigate Rosse, proprio il 10 giugno, sequestrano Roberto Peci, fratello di Patrizio, il primo pentito delle BR. Si teme per la sua sorte e per quella di altri ostaggi. Per tre giorni, per, l'Italia riuscir a dimenticare tutto questo e la tragedia di un bambino cambier qualcosa nell'intero Paese e, di certo, nel modo di fare informazione. Alfredo Rampi, un bambino di sei anni, cade in un pozzo artesiano intorno alle 19 del 10 giugno 1981. Accade a Vermicino, una minuscola e sconosciuta localit della provincia romana. Per tre giorni saranno compiuti sforzi incredibili per salvarlo, ma questo non sar possibile. La morte di Alfredino, cos il bambino sar chiamato da tutti, avverr in diretta televisiva, dopo giorni di attenzione da parte dei giornalisti e dell'Italia intera. Dopo una diretta lunga diciotto ore, un
Illustrazione 1: Il pozzo

evento televisivo senza precedenti nella storia

della Rai. L'unica telecamera presente sul posto porter per giorni, nelle case degli italiani, ogni momento dell'agonia di Alfredino, insieme alle sue grida, ai suoi pianti e all'angoscia dei genitori. I telegiornali Rai seguiranno tutto questo, portando al pubblico una informazione-spettacolo fatta di eroi, colpi di scena e sensazioni forti. Questo sar fatto nella speranza di poter raccontare una favola, quella di un bambino salvato in diretta dalle forze dello Stato. Si riveler invece la cronaca di una morte lenta e terribile, ma la macchina dell'informazione sar allora inarrestabile.

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2.2 Un evento televisivo senza precedenti La tragedia di Alfredo Rampi inizia il percorso che la porter a divenire un evento mediatico unico e, probabilmente, irripetibile intorno alle ore 2.02 dell'11 giugno 1981. L'Ansa, infatti, diffonde per la prima volta una nota che parla di un bambino caduto nel pozzo a Vermicino: il bimbo cardiopatico, precipitato a venti metri di profondit (in realt sono inizialmente trenta e diventeranno pi di sessanta) ed ferito. Il diametro del pozzo strettissimo, di circa 30 centimetri, e per questo i vigili del fuoco gi accorsi sul posto dichiarano che il salvataggio del piccolo sar un intervento lungo e difficile. Autori delle prime immagini da Vermicino saranno per lallora inviato del Tg2 Pierluigi Pini e loperatore Vitaliano Natalucci. Il giornalista ricorda, ai microfoni della trasmissione Rai del 2006 LItalia di Alfredino, di essere stato il primo a recarsi sul posto con una cinepresa ed un Nagra (registratore audio). Grazie ad un microfono calato direttamente nel pozzo, per permettere ai soccorritori di comunicare con il bambino, gli italiani avranno la possibilit di udire le sue urla, i suoi pianti, il suoi lamenti, il suo Mamma! Mamma! che rimarr cos impresso nelle menti degli spettatori. Nella mattinata di gioved 11 giugno, la notizia comincia ad essere diffusa dai giornali radio della Rai, dalle reti private locali, dai quotidiani della capitale e dalle persone stesse. In queste ore inizia il pellegrinaggio che porter a Vermicino migliaia di persone, trasformando la scena del pozzo nel palcoscenico di un anfiteatro, sul quale si avvicenderanno personaggi di ogni genere. La folla che accorrer sul posto sar cos grande da richiamare i furgoncini dei venditori di panini e bevande, i quali faranno affari d'oro proprio grazie a quel tragico evento. Oretredici, edizione del Tg2 in onda alle 13.00 ancora il primo appuntamento televisivo con l'informazione: ancora non esistono le edizioni del mattino. Il nastro inciso da Pini e Natalucci nel corso della notte arriva in redazione tramite un fattorino. La pellicola deve passare dal laboratorio di sviluppo e stampa, prima di poter essere sistemata sulla moviola e messa in sincrono con il nastro magnetico contenente la registrazione audio. Giancarlo Santalmassi, allora conduttore del Tg2, ricorda oggi la decisione di montare le immagini e mandarle in onda senza alcun commento: la madre del bambino che si aggira intorno al pozzo e chiama il suo nome, le grida del bimbo che dalla profondit di trenta metri invoca Mamma... Mamma, i soccorritori che vagano alla luce delle fotoelettriche. Immagini che avranno un impatto fortissimo sugli spettatori, ben pi forte di quanto si potesse pensare. Di Ugo Zatterin, allora direttore del Tg2, invece la decisione di mandare sul posto un pulmino con i mezzi tecnici per allestire un collegamento in diretta con Pierluigi Pini. Tra questi mezzi c' l'unica telecamera che arriver in prossimit del pozzo durante i tre giorni successivi. Un evento televisivo di quella portata, all'epoca fu ripreso da un solo punto di vista, con
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un solo mezzo di ripresa.

Il dramma di Vermicino cambia in modo dirompente il rapporti di forza tra informazione televisiva e informazione della carta stampata. Per molti, quello dei quotidiani ancora l'unico vero giornalismo. I veri cronisti sono quelli che girano con il taccuino e la penna, non quelli col microfono. Anche se alcuni quotidiani, come Paese Sera hanno tre edizioni al giorno, non possono riuscire ad essere aggiornati quanto i telegiornali. Proprio da Paese Sera, per, arriva nella giornata di venerd 12 giugno, la prima ed unica foto di Alfredino che si riuscir a pubblicare: un fotoreporter ed un cronista hanno trovato la casa dei nonni del bambino e ne sono usciti con la foto che fornisce un volto alle grida che gli spettatori sentono da ore provenire dal pozzo. La diretta televisiva di diciotto ore inizia proprio venerd 12 giugno, con il Tg2 delle 13.00 e durer fino alle 7.00 del giorno dopo. Ad aprire il collegamento da Vermicino Luigi Bartoccioni. Per il Tg1, condotto da Piero Badaloni, tutto inizia alle 13.30, con l'inviato Maurizio Beretta. Il collegamento dal pozzo viene, ogni tanto, interrotto per dare spazio alle altre notizie, ma gli inviati richiedono spesso la linea: in ogni momento sembra imminente il salvataggio di Alfredo ed un avvenimento che non possibile perdere. Tg1 e Tg2 decidono per questo motivo di andare avanti oltre il loro consueto orario. Intorno alle 14.00 si collega con Vermicino anche RaiTre: le uniche tre
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reti nazionali esistenti, quelle del servizio pubblico, sono tutte concentrate sul dramma di Alfredino. In televisione non possibile vedere altro. Sono gli spettatori stessi a telefonare in Rai chiedendo collegamenti pi lunghi, pi frequenti. Giancarlo Santalmassi ricorda che, nella serata di venerd si tent di interrompere la diretta per mandare in onda una tribuna politica: In quell'ora nell'azienda successe di tutto. I telefoni erano bollenti, vibravano. La gente diceva: Non ce ne importa niente. Che cosa ci importa? Ridateci Vermicino. Fateci vedere che cosa sta accadendo l. Emilio Fede, allora direttore del Tg1, commenta: In quel momento poteva succedere qualunque cosa. Un colpo di Stato, ammesso che ce ne fosse l'atmosfera, l'aria o l'intenzione da parte di qualcuno. Ma forse la gente avrebbe detto: S, va bene. Per fammi sentire prima cosa sta succedendo a Vermicino. I numeri che, marted 16 giugno, il Servizio opinioni della Rai (l'Auditel inizier i suoi rilevamenti solo cinque anni dopo) fornisce sono impressionanti: nel pomeriggio di venerd 12 giugno gli spettatori che seguono il dramma di Vermicino sono 12,5 milioni. Alle 19.15 passano a 21,7 milioni e toccheranno punte di 28,6 milioni alle 20.45 e 30 milioni alle 23.00. Da quell'ora in poi, l'ascolto si mantiene su valori altissimi (Ansa, 16 giugno 1981). Al termine della diretta, alle 7 del mattino di sabato 13 giugno, i giornalisti della Rai che hanno lavorato alla diretta sono sotto choc non meno dei telespettatori che l'hanno vista da casa. Per molti redattori del Tg1 e del Tg2 c' anche l'amara sensazione di aver contribuito ad evocare una creatura mostruosa (Gamba, 2007). Con la diretta di Vermicino, forse non nasce la TV del dolore, ma ci si rende conto della sua esistenza, del fatto che quel tipo di informazione pu coinvolgere un numero di spettatori che sar per sempre il sogno proibito di tutti i direttori di tutte le reti televisive. 2.3 Eroi A calcare la scena dell'anfiteatro di Vermicino non sono soltanto migliaia di curiosi e cronisti. Le lunghe riprese dei telegiornali presentano e fanno conoscere anche personaggi riconoscibili e difficilmente dimenticabili da chi ha seguito la lunghissima diretta e la vicenda in generale. Quello raccontato dall'informazione Rai un vero e proprio dramma, con una sua trama, i suoi protagonisti ed i suoi colpi di scena. C' Elveno Pastorelli, il capo dei Vigili del Fuoco. Maurizio
Illustrazione 2: La folla intorno al pozzo

Monteleone e Tullio Bernabei, speleologi del Corpo Nazionale Soccorso Alpino. Nando Broglio, il pompiere che rimarr per ore sul bordo del pozzo a parlare con Alfredino. Alle 16.30 di venerd 12
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giugno arriver a Vermicino anche il Presidente della Repubblica in persona, Sandro Pertini. Il suo arrivo render ancora pi impossibile fermare la diretta. Sulla scena, accanto al pozzo, appaiono anche personaggi che trasformano il tutto in una sorta di corte dei miracoli. Sin dall'inizio, infatti, (anche se questa sar soltanto la soluzione estrema, l'ultimo disperato tentativo) si penser di calare una persona molto esile nel pozzo, per poter salvare Alfredo. Questo, grazie agli appelli mediatici, porta a Vermicino nani, contorsionisti e personaggi dai circhi accampati nella zona di Roma. Soltanto Angelo Licheri e Donato Caruso, due persone molto magre ed agili, riusciranno a calarsi nel pozzo, ma non riusciranno a salvare il bambino. Il secondo, infatti, torner in superficie con la notizia della morte del piccolo. Quella di Vermicino diventa una tragedia raccontata dalla TV come una fiction. Al momento dei fatti, per, questo sembra ancora qualcosa di involontario. Quella della TV del dolore una scoperta che viene fatta sul momento da giornalisti che si trovano coinvolti in quella vicenda quasi senza volerlo, travolti anch'essi dalla forza dell'evento mediatico che affrontano. Non sanno come gestire una diretta cos lunga e spesso gli inviati rimangono in silenzio, lasciando che a parlare siano le immagini ed i suoni che provengono direttamente dalla scena. I giornalisti, per molto tempo, non fungono da mediatori per ci che accade: sono anche loro spettatori, la telecamera rimane ferma ad inquadrare il pozzo e chi si avvicenda attorno ad esso. Per il telespettatore questo ha un effetto terribile: si ritrova ipnotizzato davanti a quelle immagini e catapultato l, tra la polvere di Vermicino. A differenza dei presenti, per, si ritrova prigioniero di una trappola fissa e senza possibilit di divagare con lo sguardo. Nel caos di Vermicino, le riprese documentano il caos e la disorganizzazione dei soccorsi, cosa che sar probabilmente alla base del fallimento. Oltre a questo, per, i giornalisti presenti sul posto notano anche che l'area intorno al pozzo sempre pi piena di presunti addetti ai lavori il cui ruolo non chiaro. Molti sono in borghese e nessuno sa chi siano. Ci sono schiere di poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili urbani. Alcuni sono in alta uniforme. In seguito si ipotizzer che molti si trovassero l per una questione di presenzialismo, a causa della diretta televisiva. Il pozzo di Vermicino diventa quindi, a causa dei media, una passerella per ottenere pubblicit a buon mercato. Un anonimo cronista del quotidiano Il Giornale (14 giugno) nota tra la folla l'onorevole Agostino Greggi, ex deputato democristiano che non aveva motivo di trovarsi sul posto. Lo stesso cronista nota anche la presenza, a bordo del pozzo, di Gianfranco Piacentini, un noto ed invidiato playboy romano che aveva calcato la scena del jet set capitolino negli anni Sessanta e Settanta. Oltre alle vicende degli eroi di Vermicino, che contribuiscono a trasformare il tutto in una fiction drammaticamente reale, il pubblico assiste anche alla nascita di una informazione che, oltre a presentarsi come show, diviene anche occasione di sciacallaggio da parte di personaggi in cerca di
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visibilit. Mentre all'epoca la cosa ancora cos lontana dall'essere d'uso comune da sollevare soltanto dubbi, come vedremo oggi la presenza di individui estranei alla vicenda e spettacolarizzanti considerata quasi normale, se non facente parte dello stesso show, della stessa notizia. 2.4 A telecamera spenta La sola telecamera Rai presente a Vermicino documenta la scoperta della TV del dolore, forse l'inizio della sua intrusione nei palinsesti delle televisioni. Si discuter a lungo, dopo la morte in diretta di Alfredo Rampi, sul perch di quello spettacolo terrificante. Gli stessi giornalisti erano rimasti travolti dagli eventi, da una diretta incontrollabile, impossibile da fermare ma che forse doveva essere fermata lo stesso. Anche se allora la telecamera non ha indagato con compiacenza e golosit tra i volti, le situazioni, le attese ed i dettagli pi crudeli della vicenda, sar a lungo sensazione comune a molti quella di aver creato un modo diverso di fare informazione.
Illustrazione 3: Alfredo Rampi nella foto di "Paese Sera"

La

vicenda di Vermicino avr anche un seguito giudiziario e privato seguito dai media: proprio a causa della spettacolare diretta, i

genitori del bambino saranno al centro di un drammatico reality show che vedr le loro vite passate al setaccio dallopinione pubblica, giudicate e fatte oggetto di speculazioni crudeli. Si accuser Franca Rampi di non aver pianto, di nascondere qualcosa in quanto troppo fredda sulla scena. Il marito, invece, sar addirittura accusato di aver assassinato il figlio calandolo nel pozzo. Tutto il successivo dramma giudiziario sar seguito da tutti come la diretta, con linteresse e la rabbia che la morte del bambino aveva lasciato in tutti gli spettatori. Si sentiva il bisogno di trovare un colpevole per ci che era successo. Anche sotto questo aspetto, il dramma di Vermicino stato evento precursore dellattuale spettacolarizzazione di omicidi e vicende giudiziarie.

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3. LO SHOW DI GARLASCO 3.1 La scena del crimine


Linfotainment e la TV del dolore, ventotto anni dopo la diretta di Vermicino, sono modalit di informazione ormai integrate nel sistema italiano. Il pubblico sembra aver sviluppato gli anticorpi necessari a poter sopportare e gradire lo spettacolo dellinformazione. Cos, allora di pranzo, i telegiornali mostrano il sangue sulla scena di un delitto, le urla ed i pianti di ha perso una persona cara. Ci che di Vermicino sconvolse il pubblico, oggi allordine del giorno. Tra i tanti omicidi raccontati nei particolari dallinformazione di oggi, c quello di Chiara Poggi, una studentessa di Garlasco
Illustrazione 4: Alberto Stasi e la madre di Chiara Poggi ancora,

(Pavia), avvenuto il 13 agosto del 2007. Di questo delitto si parla si segue la vicenda giudiziaria, si indaga nella vita del

principale sospettato: il fidanzato della vittima, Alberto Stasi. Tutti i telegiornali trasmettono, nel corso delle edizioni normali e degli speciali di approfondimento, la voce delluomo nel corso della sua telefonata al 118 quando rinviene il corpo della fidanzata riverso in un lago di sangue. Vengono mostrate le fotografie della casa, delle macchie di sangue. Si invitano, in qualche modo, i telespettatori a diventare detective e a dire la loro su chi sia il colpevole. Linformazione spettacolo. C un pellegrinaggio verso la casa degli orrori, ogni volta che ce n una, come accade anche per lomicidio di Cogne e quello di Perugia. Le telecamere sono tante, una per ogni telegiornale. I cronisti sono in diretta competizione tra loro e si fa a chi riesce a strappare la testimonianza pi toccante. Le domande dei giornalisti stessi incalzano i conoscenti delle vittime del dramma a mostrare ci che hanno dentro. Domande sempre pi stupide, come Le mancher sua figlia?. Le case dei parenti sono cinte dassedio. La TV del dolore ha prodotto questo: una informazione giornalistica che vuole mostrare la sofferenza a tutti i costi, indagando con le telecamere i volti delle persone alla ricerca delle loro lacrime.

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3.2 Le gemelle K, Fabrizio Corona e la medium

Mentre la scena di Vermicino stata calcata da molti eroi, quella dellinformazione-spettacolo di oggi calcata da quei personaggi che, nella vicenda del 1981 erano soltanto comparse motivate dal desiderio di presenzialismo. Lomicidio di Garlasco si distingue tra gli altri proprio per lattenzione che i media hanno riservato a questi personaggi. La scena del crimine diventa luogo di pellegrinaggio non solo per i curiosi ma anche per chi vuole pubblicit e questo ormai chiaro a tutti. Accade
Illustrazione 5: Uno dei fotomontaggi sulla rete

cos che le cugine della vittima, le gemelle Paola e

Stefania Cappa, creino un fotomontaggio che le ritrae insieme a Chiara Poggi ed inventino la storia toccante di una ultima vacanza passata insieme a lei. Riescono cos a farsi notare dai telegiornali, ad essere intervistate, proprio mettendo in mostra un dolore artificialmente creato per la scomparsa di una cugina che, si scoprir in seguito, non sentivano o vedevano nemmeno molto spesso. Scoperta la truffa, sul web si scatener persino una inquietante corsa allimitazione, che, soltanto allagosto del 2007, far registrare 249 fotomontaggi sul web, creati dagli utenti e raffiguranti le gemelle K (soprannominate cos dal pubblico) insieme a personaggi di ogni tipo: da Mussolini ad Anna Maria Franzoni, da Paris Hilton agli assassini di Erba. Quel fotomontaggio - ha detto soddisfatto il fotografo - una mossa alla Corona. E lo stesso fotografo Fabrizio Corona a dirlo, intervistato dai giornalisti al suo arrivo a Garlasco. Anche lui, infatti, a caccia di scoop arriva sulla scena del crimine per trarne una esclusiva. Il suo personaggio una sorta di rappresentazione di ci che linfotainment. Non ha paura di ammetterlo: il delitto di Garlasco, con i suoi risvolti, pu diventare una grande storia in questo anno. Alla villetta di Chiara Poggi arrivano anche medium e sensitivi. Il loro un sottobosco che si anima in presenza di un dramma al quale i media danno molta rilevanza: arrivano telefonate da ogni parte del mondo. Sensitivi e chiaroveggenti che sostengono di conoscere il nome ed il volto dellassassino. Trova un suo spazio sui giornali una sensitiva che dice di aver avuto una visione dellassassino e della sua automobile. Viene ascoltata dai carabinieri e poi tutto torna a tacere.

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3.3

Sotto i riflettori

Le telecamere sulla scena del crimine di oggi non si spengono mai. Per molti anni le trasmissioni di infotainment, telegiornali e talk-show che siano, parlano di un omicidio spettacolarizzandolo. Si va dalle intercettazioni audio dei sospettati al controverso modellino di Bruno Vespa, quello presentato a Porta a Porta e raffigurante la macabra scena del delitto di Cogne. Linformazione della TV del dolore prevede questo ed altro. Tra gli ospiti in studio dei programmi di intrattenimento ci sono veline, soubrettes, calciatori e drag queen. Anche loro fanno parte degli opinionisti di oggi, chiamati a dare un'opinione sullultimo fatto di cronaca e a commentare lultimo video di una ragazza violentata che vuole giustizia o la testimonianza della madre di una vittima domicidio. Le speculazioni continuano poi al bar e, come gi detto, al tavolo del pranzo o della cena. Si imparano a conoscere i personaggi per nome, se ne riconosce il volto e, talvolta, ci si affeziona a loro. Esiste anche il fascino dellassassino di bellaspetto, come accade per Amanda Knox, al centro delle attenzioni di molti spettatori anche se indagata per lomicidio di Perugia. La ragazza riceve lettere dagli ammiratori in carcere ed ha pi di un Fan Club su Facebook e su altri siti internet. Anche di Alberto Stasi si segue la vita privata dentro e fuori dal carcere: dai video pedo-pornografici ritrovati sul suo computer alla sua laurea ottenuta in carcere. CONCLUSIONI Dal pozzo di Vermicino, probabilmente, non uscito linfotainment. Nemmeno il mostro della TV del dolore nato in quellestate del 1981. Probabilmente lattrazione verso ci che drammatico qualcosa che fa parte delle persone. La concorrenza tra gli organi dellinformazione fa il resto: rende appetibile lo spettacolo del dolore. Con la morte in diretta di Alfredo Rampi ci si soltanto resi conto del potere di questa attrazione delluomo verso la sofferenza: qualcosa di cos terribile che non si riesce a distogliere lo sguardo. Come scrive Massimo Gamba nel suo libro Vermicino LItalia nel pozzo, come se la diretta di Vermicino rappresentasse lobiettivo emotivo a cui tutti gli autori televisivi idealmente tendono, sapendo per che non possono, non devono mai raggiungerlo. Guai se accadesse. Ci che vediamo e viviamo oggi una spettacolarizzazione dellinformazione mediata dalla mano sapiente dei giornalisti, ma proprio perch tutto questo incanalato in una sorta di show televisivo non ha limpatto duro e terribile delle immagini di Vermicino: il giornalista funge anche da terapeuta, dando una direzione per interpretare tutto. In questo, forse, la TV del dolore ed il suo giornalismo aiutano, pur eccedendo nel farlo, il pubblico

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a gestire drammi che comunque esistono. Pur disgustandolo spesso, linfotainment ha forse reso lo spettatore pi forte, pi capace di tenere gli occhi aperti di fronte alla realt. Un giudizio sul fatto che questo sia giusto o meno, sta alla personale coscienza di ognuno.

BIBLIOGRAFIA
Gamba M., Vermicino L'Italia nel pozzo, Sperling & Kupfer, 2007 Froio F., L'informazione spettacolo, Editori Riuniti, 2000 Papuzzi A., Professione Giornalista, Donzelli, 2003 Grasso A., Enciclopedia della televisione, Garzanti, 1996

TV
La Storia siamo noi L'Italia di Alfredino (Rai, 2006)

WEB-GRAFIA
VERMICINO http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=638 http://format.blogosfere.it/2007/01/il-13-giugno-del-1981.html http://dogville-cinema.forumfree.net/?t=28858426 http://www.theamericanmag.com/article.php?feature=features&column=35&article=671 http://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Rampi GARLASCO http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/25/rizzo%20.shtml http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/23/corona_garlasco.shtml http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/30/camasso_garlasco_sensitivi.shtm l
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