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Prefazione

Molto e stato scritto in giapponese sul grande maestro di karate Gichin


Funakoshi. ma questa la prima traduzione in inglese della sua autobiografia.
Scritta non moltotempo prima della sua morte. avvenuta all'et di novant'an!
ni" in essa egli descrive molto dettagliatamente la sua vita # la fanciullezza e
la giovinezza ad $kina%a. la battaglia per affinare e popolarizzare l'arte del
karate" la ricetta per la longevit e rivela la sua personalit unica e il suo
modo piuttosto all'antica di vedere se stesso. il suo mondo e la sua arte.
&ttraverso questo volume il seguace di 'arate!do penetrer pi( a fondo nel modo
di vivere e di pensare del maestro" e" di conseguenza. giunger ad una pi( acuta
comprensione dell'arte di auto!difesa che egli porto ad un )ivello di tale
perfezione. lo raccomando molto caldamente queste memorie di Funakoshi non solo
a coloro che gi praticano il 'arate!do o intendono farlo. ma anche a chiun!
que sia interessato alla cultura e al pensiero dell'$riente.
*'origine del karate rimane impenetrabilmente nascosta nella nebbia della
leggenda" ma cio che sappiamo e che si radic+ e fu molto praticato in tutta
l'&sia $rientale. ,ra popolazioni che aderivano a credi religiosi diversi come
il -uddismo. .siarnismo. il -ramanesimo e il ,aoismo. /urante il corso della
storia" le arti di auto!difesa si sono guadagnate un proprio seguito nelle varie
regioni dell'&sia
$rientale. ma esiste alla base una similitudine di fondo. Per questa ragione il
karate messo in relazione" in un modo o nell'altro" con le altre arti marziali
orientali" bench0 1penso sia opportuno dirlo2 il karate sia ora il piu
largamente praticato di tutti.
*a relazione diviene immediatamente evidente qualora paragoniamo l'impulso della
moderna filosofia con quello della filosofia tradizionale. *a prima ha le sue
radici nella matematica. la seconda nel movimento del corpo e nella tecnica. )
concetti e le idee orientali" i linguaggi e i modi di pensare sono stati in una
certa misura formati dalla loro intima relazione con la destrezza fisica.
Persino dove le parole avevano subito" cosi come le idee" inevitabili mutamenti
di significato nel corso della storia" troviamo che le loro radici rimangono
solidamente fissate nelle tecniche fisiche.
3siste un detto buddista che. come tanti detti buddisti" apparentemente
contraddittorio" ma d un significato particolare alla pratica tecnica del
karateka. ,radotto" il detto suona cosi4 a Movimento non!movimento" non!
movimento movimento 5uesta una tesi che" anche nel Giappone contemporaneo" e
accettata dagli educatori e deve la sua familiarit al fatto che il detto puo
persino essere abbreviato e usato come aggettivo nel nostro linguaggio.
6n giapponese che ricerca attivamente 7'auto#conoscenza dir che sta u allenando
lo stomaco. -ench0 l'espressione abbia vaste implicazioni" la sua origine sta
nella ovvia necessit di irrobustire i muscoli addominali" un requisito
indispensabile per la pratica del karate" che e" dopo tutto" una tecnica di
combattimento. Portando gli addominali ad uno stato di forma perfetta. 6n
karateka pub controllare non solo i movimenti delle mani e dei piedi" ma anche
la respirazione.
)l karate deve essere vecchio quasi quanto il genere umano" che presto si vide
costretto a combattere" senza armi" le ostili forze della natura" le bestie
feroci e i nemici fra i suoi stessi simili. *'uomo presto imparo. /ebole
creatura quale " che nei suoi rapporti con le forze della natura l'adattamento
pi( sensato della lotta. 8omunque"dove vi era equivalenza di forze" nelle
inevitabili ostilit con i suoi simili" egli avrebbe dovuto sviluppare tecniche
che lo avrebbero messo in grado di difendersi e. magari. /i vincere il nemico.
Per far cio" imparo che doveva avere un corpo forte e sano. 8osi le tecniche che
egli comincio a sviluppare # le tecniche che alla fine vennero incluse
nel 'arate!do !# sono si una feroce arte da combattimento.ma sono anche elementi
della necessaria arte di autodifesa.
)n Giappone" il vocabolo sumo appare nella pi( antica antologia di poesie del
paese" la 9Ma:;oshi )l sumo di quel tempo 1<))) secolo2 includeva non solo le
tecniche che troviamo oggigiorno nel sumo" ma anche quelle di =udo e karate" e
quest'ultimo vide ulteriori sviluppi sotto l'impulso del -uddismo" da quando i
monaci usarono il karate come mezzo verso l'auto!conoscenza. >el sedicesimo e
diciottesimo secolo" i -uddisti del Giappone si erano recati alla corte di Sui e
,'ang" dove avevano approfondito le conoscenze dell'arte e riportarono in
Giappone alcune delle sue finezze. Per molti anni" qui in Giappone" il karate
rimase rinchiuso dietro le spesse mura dei templi" in particoiare quelli del
-uddismo ?en@ non fu. evidentemente" praticato da altri finch0 i samurai non
cominciarono ad allearsi al7'interno delle mura dei templi venendo cosi a co!
noscenza dell'arte. )l karate come lo conosciamo oggi stato perfezionato entro
la seconda met del secolo da Gichin Funakoshi.
8i sono infiniti divertenti aneddoti su quest'uomo straor!
dinario. molti dei quali li racconta egli stesso nelle pagine
che seguono. &lcuni ormai sono stati trasportati probabil!
mente nel regno della leggenda. ed altri Funakoshi non si
cura di raccontarli perch0 erano una parte cosi intima del
suo modo di vivere che difficilmente ne fu consapevole.
3gli non si allontano mai dal suo stile di vita" la via del
samurai. Forse al giovane giapponese del dopoguerra. quan!
to al lettore di altri paesi. Funakoshi apparir come una
figura eccentrica" tuttavia egli seguiva semplicemente il
codice morale dei suoi antenati" un codice che esisteva
A
molto prima che ci fosse qualcosa come la storia scritta
ad $kinavva.
3gli osservava i vecchi tab(. Per esempio" per un uomo
del suo rango la cucina era zona proibita" e Funakoshi"
che io sappia" non la viol+ mai. 3 lo infastidiva pronun!
ciare nomi di oggetti quali calzini o carta igienica" poich0
# sempre nel codice morale che egli seguiva rigorosa!
mente # questi erano associati con cio che era considerato
sconveniente o indecente.
Per quelli di noi che furono suoi allievi egli e stato un
grande e venerato maestro" ma temo che agli occhi del
suo giovane nipote )chiro 1ora colonnello dell'aviazione mi!
litare2 egli apparisse semplicemente un vecchio molto osti!
nato. Bicordo bene un'occasione in cui Funakoshi vide un
paio di calzini buttati sul pavimento. 8on un gesto verso
)chiro. disse4 u Metti a posto quelliC u.
u Ma" non capisco n" disse )chiro con uno sguardo as!
solutamente innocente. u 8osa intendi con DquelliDE !.
u Si disse Funakoshi" a quelli" quelliC n.
r! /uelli. quelliC a replico )chiro. 9e >on conosci la parola
per indicare Dquelli DE u.
u .o detto metti a posto queFli immediatamenteCG ri!
pet0 Funakoshi" ed )chiro fu costretto ad accettare la scon!
fitta. )l suo piccolo tranelio era fallito4 suo nonno rifiuto
ancora testardamente" come aveva fatto per tutta la vita.
di pronunciare il termine 9calziniG.
>el suo libro Funakoshi descrive alcune delle sue abi!
tudini quotidiane. Per esempio. la prima cosa che faceva
appena alzato al mattino era di spazzolarsi e pettinarsi i
capelli" un procedimento che talvolta occupava un'intera
ora. Soieva dire che un samurai deve essere sempre or!
dinato nell'aspetto. /opo essersi reso presentabile. egli si
volgeva verso il Palazzo )mperiale e si inchinava profon!
damente@ poi si volgeva in direzione di $kinavva ed ese!
guiva un altro inchino. Solo dopo aver completato questi
riti sorseggiava il suo t mattutino.
-ene. il mio proposito in questa sede non di rac!
contare la sua storia per lui" ma semplicemente di pre!
sentarlo. 8osa che sono molto felice e orgoglioso di fare.
HI
ll maestro Funakoshi era uno splendido esempio di uomo
di tale rango nato all'inizio del periodo rvlei=i" e ci sono
pochi uomini in Giappone oggi che si puo dire osservino
un simile codice. Sono moito onorato di essere stato uno
dei suoi allievi e posso solo rammaricarmi che egli non
sia ancora con noi.
Genshin .ironishi
Presidente della Japan 'arate!do
Shuto!'ai
KlH
)ntroduzione
Fu quasi quattro decenni fa che intrapresi ci+ che ora
mi rendo conto essere un programma molto ambizioso4 l'in!
troduzione al pubblico di massa giapponese di quella com!
plessa arte. o sport" originaria di $kina%a" che e chiama!
ta 'arate!do" 9 la via del karate n. 5uesti quarant'anni sono
stati turbolenti. e il sentiero che mi scelsi risult+ essere
tutt'altro che facile@ ora" guardando indietro" sono sbalor!
dito di aver raggiunto in questo sforzo anche il modesto
successo che mi ha arriso.
8he il 'arate!do abbia ora preso posto nel mondo co!
me uno sport riconosciuto internazionalmente e dovuto
completamente agli sforzi dei miei maestri" dei miei ami!
ci e compagni d'allenamento" dei miei allievi" i quali tutti
indistintamente hanno dedicato tempo e fatica nell'inseri!
co di affinare quest'arte marziale sino al suo stato attuale
di perfezione. Per quanto riguarda il mio ruolo" mi pare
che sia stato quello di un presentatore # un maestro di
cerimonie" per cosi dire # uno che fu destinato" dal tem!
po e dalla sorte" ad apparire al momento opportuno.
>on e esagerato dire che quasi tutti i novant'anni della
mia vita sono stati dedicati al 'arate!do. Sono stato un
bambino gracile e un ragazzo deboluccio4 di conseguenza.
si pu+ immaginare che quando ero ancora giovanissimo per
superare questi handicap dovevo cominciare lo studio del
karate. 8osi feci. ma con poco interesse all'inizio. 8omun!
que" durante la seconda met degli anni in cui frequenta!
vo la scuola elementare. dopo che la mia salute cominci+
a migliorare sensibilmente" l'interesse per il karate comin!
ci+ a crescere. Presto" ritengo" fui vittima di un incante!
simo. Mi buttai nell'intento di approfondire l'arte con men!
te e corpo" cuore e anima. lo ero stato un bambino fra!
gile" irresoluto" introverso@ quando divenni adulto. mi sen!
tii forte. vigoroso e socievole.
5uando guardo indietro" alle nove decadi della mia vi!
ta # dalla fanciullezza alla giovent( alla maturit alla 1fa!
cendo uso di una espressione che trovo antipatica2 vec!
chiaia # mi rendo conto che e grazie alla mia devozione
per il 'arate!do che io non sono mai andato a consulto
da un medico. lvlai in vita mia ho preso medicine" pillole o
elisir" e nemmeno ho fatto un'iniezione. >egli ultimi anni i
miei amici mi hanno accusato di essere immortale@ una
burla a cui non posso che rispondere. seriamente ma sem!
plicemente" che il mio corpo stato allenato cosi bene
da respingere tutte le malattie e gli acciacchi.
Secondo me" ci sono tre specie di disturbi che afflig!
gono un essere umano4 le malattie che causano febbre. le
disfunzioni del sistema gastro!intestinale e ie ferite fisiche.
$uasi sempre la causa di uninfermit e radicata in una
condotta di vita malsana" in abitudini irregolari" ed in una
8ircolazione povera. Se un uomo con la febbre pratica il
karate" fino a che comincia a sudare" egli presto trover
che la sua temperatura si abbassata e che la malattia
stata curata. Se un uomo con disturbi gastrici fa lo stes!
so. il suo sangue circoler pi( liberamente ed allevier la
sua sofferenza. *e ferite sono" naturalmente" un'altra cosa.
ma anche molte di queste possono essere evitate da un
uomo ben allenato che si esercita con attenzione e cau!
tela. )l 'arate!do non e semplicemente uno sport che in!
segna come colpire e calciare@ anche una difesa contro
le malattie e gli acciacchi.
Solo recentemente esso ha ottenuto popolarit in tutto
il mondo. ma e una popolarit che i maestri devono fa!
vorire e usare con molta attenzione. 3 stato molto piace!
vole per me vedere l'entusiasmo che giovani" uomini e
HL
donne" perfino bambini" hanno mostrato per questo sport"
non solo nel mio paese" ma in tutto il mondo.
5uesta. senza dubbio" una delle ragioni per cui il
9Sang;o 'eizai Shimbunn 1! .ivista di 8ommercio e )n!
dustria n2 mi ha chiesto di scrivere sul 'arate!do. /apprima
io ho risposto che sono un vecchio e solo un normale cit!
tadino" con molto poco da dire. 8omunque" e vero che ho
dedicato virtualmente tutta la mia vita al 'arate!do" cosi
ho accettato l'offerta del giornale. a condizione che gli edi!
tori mi permettessero di scrivere una specie di autobio!
grafia.
&llo stesso tempo" mettendomi all'opera" mi sento piut!
tosto imbarazzato" tanto da chiedere ai miei lettori di per!
donarmi se pario di questioni irrilevanti. 8hiedo ioro di
considerare il mio libro come poco pi( di vaneggiamenti
di un vecchio. )o" da parte mia. mover+ queste mie vec!
chie ossa e" con l'aiuto dei miei lettori" concentrer+ le
mie energie per rivelare la grande legge dei cielo e della
terra nell'interesse della nazione e delle generazioni fu!
ture. >el perseguire questo sforzo chiedo il sincero aiuto
e la cooperazione dei lettori.
<orrei qui esprimere la mia gratitudine a .iroshi )ri!
kata" del 9 Meeklv Sankei Magazine n. per l'assistenza edito!
riale" ed a ,ovohiko >ishimura delio stesso giornale. per
la grafica del libro Nnella versione giapponese2.
,ok;o" settembre" HAOP
Gichin Funakoshi
HO
H. 8omincia la via
Perdere un ciuffo sulla testa
*a restaurazione lvlei=i ed io siamo nati nello stesso
anno" il H!QPR. *a prima vide la luce nella prima capitale del!
lo shogun4 3do. che sarebbe stata conosciuta come ,okvo.
lo sono nato nel distretto di Samaka%a!cho nella capitale
reale di Tkina%a4 Shuri. Se qualcuno si prendesse la bri!
ga di consultare i documenti ufficiali" saprebbe che io so!
no nato il terzo anno di Mei=i 1HR,/2" ma la verit e che
la mia nascita avvenne nel primo anno del regno e che
dovetti falsificare i documenti ufficiali per essere ammesso
agli esami di idoneit ad una scuola media di ,ok;o.
& quel tempo. c'era un regolamento per cui scio coloro
che erano nati dal HQUI in poi avrebbero potuto conside!
rarsi qualificati a sostenere gli esami" cosi non potetti far
altro che alterare i documenti ufficiali" cosa che era pi(
facile da farsi allora perch0" potr sembrare strano" la
registrazione non era cosi rigorosa come lo oggi.
&vendo cosi alterato la data della mia nascita" sosten!
ni gli esami e )i superai" tuttavia non entrai alla scuola
medica di ,ok;o. *a causa" che allora sembr+ molto ragio!
nevole" potrebbe sembrarlo di meno ora. immagino.
Fra le molte riforme istituite dal giovane governo Mei=i
durante i primi vent'anni di vita ci fu l'abolizione del ciuf!
fo sulla testa" un'acconciatura di capelli riservata ai ma!
schi" che era stata parte della vita giapponese per molto
pi( di quanto qualcuno potrebbe probabilmente ricordare.
&d /kina%a" in particolare" questo ciuffo era considerato
un simbolo non semplicemente di maturit e virilit. ma
dello stesso genere umano. 5uando 7'editto che proibiva
il venerato ciuffo sulla testa fu emanato" vi fu opposizio!
ne nel paese" ma in nessun luogo. penso. ci furono con!
fini di battaglia cosi ferocemente tracciati come ad 5kV!
navva.
5ui" quelli che credevano che il futuro destino del Giap!
pone richiedeva di adottare le idee occidentali e quelli che
credevano il contrario erano in continuo disaccordo su qua!
si ogni riforma istituita dal governo. >iente" comunque.
sembr+ eccitare gli abitanti di 5kina%a a tali colmi di fre!
nesia quanto la questione dell'abolizione del ciuffo di ca!
pelli. )n generale" gli uomini nati nella classe nshizoku!
No privilegiata2 si opponevano ostinatamente" mentre quelli
della classe a heimin a! 1o comune2 cosi come pochi della
u shizoku a sostenevano quello che potrebbe essere chiama!
to il progetto di legge per l'abolizione. )l secondo gruppo
era conosciuto come !! 'aika!to a 1il a Partito )lluminista n2"
il primo come u Ganko!to a 1letteralmente il n Partito $sti!
nato WI2.
*a mia famiglia. per generazioni. era stata ammessa ad
un rango ufficiale inferiore" e l'intero clan era unanime!
mente e fermamente contrario al taglio del ciuffo. ,ale at!
to era completamente incompatibile con ogni membro del!
la mia famiglia" bench0 io stesso non appoggiassi ferma!
mente 7'una o l'altra corrente. )l risultato fu che mi sot!
tomisi alle pressioni della famiglia. giacch0 la scuola ri!
fiutava di accettare studenti che si ostinassero nello stile
tradizionale. e cosi l'intero corso della mia vita futura fu
influenzato da un fatto futile come un folto ciuffo.
&lla fine" naturalmente" come chiunque altro" dovetti uni!
formarmi" ma prima di dire come avvenne" devo tornare
indietro nel tempo di alcuni anni. Mio padre Gisu era sot!
tufficiale" ed io ero il suo unico figlio. >ato prematuro.
ero un bambino piuttosto deboluccio" e poich0 sia i miei
genitori che i nonni convenivano che io non ero destinato
a lunga vita" ebbero tutti particolare cura di me. 3ro vez!
zeggiato e coccolato" in special modo. da entrambe le cop!
H-
pie di nonni. )nfatti. non molto tempo dopo la mia nascita
fui mandato ad abitare con i genitori di mia madre" e li
mio nonno mi insegn+ i $uattro 8lassici 8inesi e i 8inque
8iassici 8inesi della tradizione 8onfuciana" essenziali per
i figli degli shizoku.
Fu durante il soggiorno a casa dei miei nonni che co!
minciai a frequentare la scuola elementare. e dopo un
poK divenni intimo amico di un mio compagno di ciasse.
&nche questo era destino che cambiasse il corso della
mia vita 1ed in maniera molto pi( radicale del ciuffoX. poi!
che il mio compagno di classe era il figlio di Sasutsune
&zato. un uomo sorprendente che era fra i pi( grandi esper!
ti nell'arte del karate di $kina%a.
)l Maestro &zato apparteneva ad una delle due classi
pi( elevate delle famiglie shizoku di $kina%a4 gli 6don
erano della classe pi( elevata ed equivalevano ai daim;o
nei clan fuori da $kinavva@ i ,onochi erano capi ereditari
di citt e villaggi. 3ra al secondo gruppo che &zato appar!
teneva" occupando la sua famiglia questa posizione eleva!
ta nel villaggio di &zato" situato fra Shuri e >aha. il loro
prestigio era cosi grande che gli &zato erano trattati non
come vassaili del primo governatore di 5kina%a" ma piut!
tosto come intimi amici su una stessa posizione.
ll Maestro &zato non solo era insuperato in tutta $ki!
navva nell'arte del karate" ma eccelleva anche nell'equita!
zione. nella scherma giapponese lkendol. e nel tiro con
l'arco. 3gli era" inoltre" un brillante studioso. Fu una for!
tuna per me essere sottoposto alla sua attenzione ed in!
fine ricevere la mia prima lezione di karate dalle sue ec!
cezionali mani. & quel tempo la pratica del karate era proi!
bita dal governo. cosi le lezioni dovevano tenersi in se!
greto. ed agli allievi era severamente proibito dai maestri
di parlare con chicchessia del fatto che stavano imparan!
do 7'arte. /ir+ di pi( su questo argomento pi( avanti@ per
il momento e sufficiente notare che la pratica del karate
allora poteva essere effettuata solo di notte ed in segreto.
*a casa di &zato era situata distante da quella dei miei
nonni. dove ancora vivevo. ma una volta che il mio en!
tusiasmo per l'arte cominci+ a far presa. la notte non mi
HA
sembrava mai troppo lunga. Fu dopo un paio d'anni di
pratica che capii che la mia salute era migliorata consi!
derevolmente" e che non ero pi( il fragile bambino che
ero stato. )l karate mi piaceva" ma # pi( di ci+ # mi
sentivo indebitato con l'arte per il mio incrementato benes!
sere" e fu intorno a questo periodo che cominciai a con!
siderare seriamente di fare del 'arate!do un modo di vivere.
8omunque" il pensiero che potesse diventare anche una
professione non mi venne in mente" allora. e poich0 la
spinosa controversia del ciuffo sulla testa. aveva messo
la carriera di medico oltre la mia portata" io ora comin!
ciavo a considerare delle alternative. Poich0 mi erano sta!
ti insegnati i classici cinesi nella prima infanzia da mio
nonno e da &zato. decisi di fare uso di queile conoscenze
per diventare un insegnante. /i conseguenza. sostenni gli
esami di qualificazione ed ottennV il posto di assistente
istruttore in una scuola elementare. *a mia prima espe!
rienza ne77'assumere la responsabilit di una classe" capit+
nel HRRR" quando avevo ventuno anni.
)vla il ciuffo sulla testa ancora s'impose" poich0 prima
che potessi avere il permesso di intraprendere i miei com!
piti di insegnante" mi fu richiesto di liberarmene. 8i+ mi
sembrava assolutamente ragionevole. )l Giappone era allo!
ra in grande fermento@ spaventosi cambiamenti erano av!
venuti ovunque" in ogni aspetto della vita. Sentivo che io"
come insegnante. avevo l'obbligo di aiutare la nostra ge!
nerazione pi( giovane" che avrebbe un giorno dovuto co!
struire il destino della nostra nazione. a colmare le am!
pie lacune che si spalancavano fra il Giappone antico ed
il nuovo. /ifficilmente si sarebbe potuto obiettare all'edit!
to ufficiale che il nostro tradizionale ciuffo sulla testa fos!
se ora divenuto una reliquia del passato. ,uttavia" tremai
al pensiero di ci+ che i membri pi( anziani della mia fa!
miglia avrebbero detto.
& quel tempo. gli insegnanti indossavano uniformi uf!
ficiali 1non dissimili da quelle indossate dagli studenti del!
la Poor's School prima dell'ultima guerraY. una giacca scu!
ra abbottonata fino al coiio" i bottoni di ottone sbalzato
col disegno di un fiore di ciliegio. Fu con questa unifor!
Z/
me indosso. essendo stato privato dei ciuffo" che feci vi!
sita ai miei genitori per riferire che ero stato impiegato
come assistente istruttore in una scuola elementare.
Mio padre non poteva credere ai suoi occhi[. n 8he cosa
ti sei fattoE n" url+ sdegnosamente. 9,u" il figlio di un
samuraiC n. Mia madre" ancora pi( adirata di lui" rifiut+ di
parlarmi. 3lla si volto" usci di casa dal retro" e scappo a
casa dei suoi genitori. )mmagino che tutto questo baccano
colpir il giovane d'oggi perch0 inconcepibilmente ridicolo.
)n ogni caso. il dado era tratto. Malgrado tutte le stre!
nue obiezioni dei parenti" iniziai la professione che avrei
seguito per i successivi trent'anni. Ma non abbandonai af!
fatto il mio primo vero amore. )nsegnavo a scuola duran!
te il giorno e poi" quando il bando contro il karate era
ancora fatto valere. camminavo furtivamente nel cuore del!
la notte. verso la casa del maestro &zato" portando una
piccola lanterna dalla luce fioca" quando non c'era la luna.
Bitornando furtivamente a casa poco prima dell'alba" i vi!
cini presero a domandarsi dove andassi e cosa stessi fa!
cendo. &lcuni conclusero che la sola risposta possibile a
questo curioso enigma fosse4 un bordello.
*a verit invece era molto diversa. >otte dopo notte.
spesso nel cortile posteriore della casa di &zato. mentre
il maestro assisteva" io praticavo un kata Nn forma nY ri!
petutamente. settimana dopo settimana. qualche volta mese
dopo mese" finch0 lo avessi conosciuto alla perfezione per
la soddisfazione del mio maestro. 5uesta costante ripeti!
zione di un solo kata era estenuante" spesso esasperante
ed a volte umiliante. Pi( di una volta ho dovuto mordere
la polvere del pavimento del do=o o del cortile di &zato.
Ma la pratica era severa. e non mi fu mai permesso di
apprendere un altro kata finch0 &zato non fosse stato con!
vinto che io avevo capito soddisfacentemente quello su cui
avevo lavorato.
-ench0 abbastanza avanti negli anni. egli sedeva sem!
pre dritto come un fuso sul balcone. quando lavorava fuo!
ri. indossando un hakama" con una debole lampada accanto
a lui. Piuttosto spesso" io completamente esausto" non ero
neppure capace di scorgere la lampada.
ZH
timi anni. Pi( avanti" quando ci sar l'occasione. cercher+
di chiarire cosa il karate n sia n di fatto. Ma prima di pro!
seguire credo di dover eliminare alcuni dei concetti erro!
nei che continuano ad oscurare la natura essenziale del!
l'arte.
6na volta. per esempio. udii qualcuno che pretendeva
di essere un'autorit" dire ai suoi attoniti ascoitatori che
nnel karate c' un kata chiamato Dnukite 6sando solo
le cinque dita di una mano" un uomo pu+ penetrare nella
gabbia toracica del suo avversario" afferrare le ossa" e
strapparie via. 5uesto e. naturalmente n" la cosiddetta au!
torit continuava" n un kata molto difficile da padroneggia!
re. Si comincia ad allenarlo ficcando le dita in un barile
pieno di fagioli ogni giorno per ore ed ore. migliaia e mi!
gliaia di volte. &ll'inizio le dita diverranno lacere e la ma!
no sanguiner. Poi" quando il sangue si coaguler" la for!
ma delle dita si alterer grottescamente n.
9&lla fine la sensazione di dolore scomparir. &llora i
fagioli nel barile dovranno essere sostituiti dalla sabbia.
poich0 la sabbia naturalmente pi( dura" e le dita incon!
trano maggiore resistenza. >ondimeno. col procedere del!
l'allenamento. le dita penetreranno finalmente la sabbia e
raggiungeranno il fondo del barile. /opo l'allenamento con
la sabbia viene quello con i sassolini" finch0 anche qui
dopo molta pratica si otterr il successo. &lla fine viene
l'allenamento con i pallini di piombo. 8osi" con lunghe e
strenue sedute d'allenamento" le dita saranno diventate ab!
bastanza forti non solo per fracassare una spessa tavola
di legno" ma anche per rompere con poca difficolt una
grossa pietra o perforare la pelle di un cavallo n.
Senza dubbio molti di coloro che udirono questa stra!
na esposizione se ne andarono credendoci. Molti studenti
di karate ritengono" ancora. per una ragione o per l'altra.
di incoraggiare tali miti. Per esempio" un uomo che re!
lativamente poco pratico dell'arte pu+ dire ad un esperto4
n So che tu pratichi il karate. /immi. sai veramente spac!
care una grossa roccia con le ditaKE Puoi veramente fare.
con le dita" un buco nel ventre di un uomoE n. Se l'esper!
to replicasse che entrambi questi due fatti sono impossi!
ZQ
to della vita giapponese. non potevo considerare la cosa
di poca importanza.
)l Ministro dell'3ducazione. comunque. non vedeva le co!
se sotto la stessa luce. Sgomentato dalla resistenza degli
okina%ensi alla sua volont. ordin+ che ad ogni alunno sul!
l'isola dovesse essere tagliato il ciuffo immediatamente.
>on era una faccenda cosi semplice come potrebbe sem!
brare. poich0 molti bambini" insistendo nel mantenere il
ciuffo sulla testa. avevano rinviato l'iscrizione alla scuola
elementare il pi( a lungo possibile. )l risultato fu che essi
erano non pi( tanto bambini ed erano chiaramente supe!
riori ai maestri che usavano le forbici. )noltre. molti di
essi si allenavano nel karate" che era allora praticato pi(
apertamente ad $kina%a. Gli insegnanti della scuola ele!
mentare. tentando di imporre il loro volere su questi n bam!
bini n" talvolta trovavano le forbici del tutto inutili.
3ra per questo motivo che a insegnanti che conosces!
sero il karate era dato il compito di tener testa agli al!
lievi ostinati con il ciuffo che fossero anche esperti di
karate. Flicordo ancora il loro sguardo" catturati dopo una
vivace zuffa" sottomessi alle forbici odiose con le lacrime
agli occhi e i pugni serrati forte come non volessero nien!
t'altro se non annientare gli spogliatori di quei simboli di
virilit. 8omunque" non ci volle molto prima che tutti i no!
stri ragazzi avessero le teste completamente rasate. )l fu!
rore del ciuffo era finito per sempre.
)ntanto. io continuavo assiduamente col mio karate. al!
lenandomi sotto diversi maestri4 il maestro 'ivuna. che
con le mani nude sapeva strappare la corteccia da un al!
bero in un momento@ il maestro ,oonno di >aha. uno dei
pi( conosciuti studiosi di 8onfucio dell'isola@ il maestro
>iigaki" il cui grande buon senso mi impression+ profon!
damente@ e il maestro Matsumura. uno dei pi( grandi ka!
rateka" sul quale avr+ ancora da dire pi( avanti. 8i+ non
per dire che io voglia trascurare entrambi i miei primi
due maestri. &l contrario" ho trascorso il maggior tempo
possibile con loro. e da loro ho imparato non solo il ka!
rate. ma molto altro ancora.
)l maestro &zato. per esempio. era un osservatore de!
Z,
disse4 9>on so quale potrebbe essere la causa del tuo
rancore verso di me" ma beviamo comunque qualcosa in!
siemeC n. *o stupore del giovane a questo comportamento
si pu+ facilmente immaginare.
)tosu ebbe un altro famoso incontro con un giovane im!
petuoso" quest'ultimo istruttore di karate di una certa scuo!
la di 5kina%a. -elligerante per natura e molto orgoglioso
della sua forza" il giovane aveva l'abitudine piuttosto spia!
cevole di nascondersi in vicoli bui" e quando succedeva
che qualche passante solitario vi venisse a gironzolare egli
colpiva il poveretto alla cieca. /ivent+ alla fine cosi sicu!
ro di se che decise di sfidare lo stesso )tosu. credendo
che" non importa quanto il maestro fosse potente" egli
avrebbe potuto batterio se lo avesse attaccato di sorpresa.
6na notte" egli segui )tosu lungo la strada e. dopo un
furtivo avvicinamento" sferr+ il pugno pi( potente che po!
teva alla schiena del maestro. sconcertato dal fatto che
evidentemente non aveva fatto nessuna impressione. il gio!
vane bullo perse l'equilibrio e in quello stesso istante sen!
ti il polso destro afferrato come in una morsa. )l giovane
tent+ di liberarsi con l'altra mano" ma naturalmente non vi
riuscV. *a potenza della stretta di )tosu era proverbiale ad
$kina%a@ egli poteva" come ho raccontato prima" rompe!
re una spessa canna di bamb( con una sola mano.
)tosu ora camminava trascinandosi dietro l'altro" senza
nemmeno prendersi la briga di guardare indietro. Fienden!
dosi conto che aveva fatto fiasco completamente. il giova!
ne supplic+ il perdono dal maestro. n lvla tu chi seiE gli
sussurr+ )tosu.
n Mi chiamo Goro n" rispose il giovane. $ra )tosu lo
guardava per la prima volta.
n &hC n" mormor+ lui. n non dovresti proprio cercare di
giocare questi tiri ad un vecchio come men. 8on ci+. lo
lasci+ andare e pass+ oltre.
<ivide immagini si affollano nella mia mente quando ri!
penso ai miei due insegnanti e alla loro diversa filosofia
sul 'arate!do. n 8onsidera braccia e gambe come spade n.
&zato soleva dirmi" mentre )tosu mi raccomandava di al!
)enare il mio corpo in modo da poter sopportare qualsiasi
QH
,uttavia" quando si fece strada nel piccolo laboratorio del!
l'incisore" era pallido e sembrava abbattuto.
*a sua voce era sommessa mentre diceva all'incisore
che voleva un disegno scolpito sul fornello di ottone del!
la sua pipa dal lungo cannello.
Mentre prendeva la pipa in mano" l'incisore disse in ter!
mini molto garbati" poich0 era chiaramente di una classe
sociale inferiore rispetto al suo visitatore4 n 8hiedo scusa"
signore. ma non siete voi Matsumura" il maestro di ka!
rateKE n.
n Si n" fu la )aconica risposta. n Perch0E n.
n &h" sapevo che non avrei potuto sbagliarmiC /a lun!
go tempo speravo di poter studiare karate con voi n.
Ma la risposta del pi( giovane fu brusca. n Scusate n.
disse. n lo non insegno pi( n.
*'incisore" comunque" persistette. n <oi insegnate al ca!
po del cian" non veroE n. chiese. n ,utti dicono che siete
il miglior istruttore di karate del luogo n.
n .o effettivamente insegnato a lui n" il giovane visi!
tatore replic+ rigidamente" n ma non e mia abitudine in!
segnare ad altri. 3 in realt io non insegno pi( nemmeno
al capo del clan. & dire la verit n. esclam+. n sono stufo
del karateC n.
n8he cosa straordinaria da raccontareC n" esclam+ l'in!
cisore. n 8ome pu+ un uomo del vostro calibro averne ab!
bastanza del karateE vorreste essere cosi gentile da dir!
mi perch0E n.
9>on potrebbe importarmi di meno n" brontol+ il gio!
vane" ninsegnare o meno il karate al capo del clan. )n
verit. e stato cercando di insegnargli il karate che ho
perso il lavoro n.
n >on capisco n. disse l'incisore. n ,utti sanno che siete
il miglior maestro vivente. e se non gli insegnate pi(
voi" chi lo farE 8ertamente nessuno pu+ prendere il vo!
stro posto n.
n /ifatti rispose lvlatsumura. 9fu a causa della mia
reputazione che mi e stato concesso il posto di istruttore
del capo del clan. Ma egli era uno studente mediocre.
,rascurava di migliorare le sue tecniche" che nonostante
QO
ferm+. incapace di procedere oltre. immobilizzato dalla for!
za intangibile che si diffondeva dagli occhi di Matsumura.
Gli occhi dellincisore invece persero la lucentezza" ed
egli stette )i mandato in trance dallo splendore degli oc!
chi di Matsumura. &llo stesso tempo. egli era incapace
di staccare lo sguardo da quello del suo avversario@ egli
sentiva che se lo avesse fatto. qualcosa di terribile sareb!
be accaduto. 8ome si sarebbe liberato di questa difficile
situazioneE )mprovvisamente egli lanci+ un grande urlo. un
n kiai che suon+ come nSachC n" e tuon+ attraverso il
cimitero risonando dalle colline circostanti. Ma Matsumura
era ancora immobile. & questa vista" l'incisore ancora una
volta ritorn+ a spaventarsi e a costernarsi.
)l maestro Matsumura sorrise. n 8he succedeE n" chie!
se. n Perch0 non attacchiE >on puoi combattere solo ur!
)andoC n.
n >on capisco n" replic+ l'incisore. n >on ho mai perso
un incontro prima. 3 ora...n. /opo un momento di silen!
zio" alz+ il viso e disse quietamente a Matsumura4 nSi.
continuiamoC )l risultato gi stato deciso" io lo so" ma
finiamo. Se non lo facessimo" perderei la faccia" e piut!
tosto vorrei essere morto. ,i avverto" sto per attaccare
in DsutemiD n 1volendo dire che intendeva combattere fi!
no alla fine2.
n -eneC n" rispose Matsumura. n &ndiamoC
9&llora perdonami se puoi n" disse l'incisore mentre
lanciava il suo attacco. ma proprio allora usci dalla gola
di Matsumura un forte grido che suon+ come un tuono per
l'incisore. 8ome il lampo degli occhi di Matsumura prima
lo aveva immobilizzato" cosi ora aveva fatto il tuono della
voce di Matsumura. *'incisore si accorse che non poteva
muoversi@ fece un ultimo" ma debole tentativo di attacca!
re prima di cadere sconfitto al suolo. Poco pi( in l. la
testa di Matsumura era indorata dal sole sorgente4 all'in!
cisore prostrato sembrava uno degli antichi devoti re che
uccidevano demoni e dragoni.
n lo abbandonoC n" url+ il povero incisore. n &bbandonoC n.
n 8osaC n" disse Matsumura. n >on e il modo di parlare
di un espertoC
L/
probabilmente da questa fonte che il n kempo n Nn bo\e n2
cinese fu introdotto nelle isole.
3 stato dal n kempo n che l'odierno karate si e svilup!
pato. 3sso fu conosciuto dapprima come n $kina%ate ed
io ricordo" quando ero ragazzo. di aver udito i pi( anziani
parlare sia di n$kina%ate n che di n karate n ]il n kara n
in questo caso si riferiva a n 8ina n2. lo allora cominciai
a pensare che 7'$kina%ate fosse un'arte di combattimento
indegna di /kinavva ed il karate una forma cinese di bo\e.
&d ogni modo. percepivo una chiara distinzione tra i due.
/urante gli anni della proibizione delle armi" erano man!
dati dagli ispettori alle isole da Satsuma per assicurarsi che
il divieto fosse strettamente osservato. cosi non sorprende
che il karate 1il quale" nel suo sviluppo" permetteva ad
un uomo di uccidere senza armiY poteva essere praticato
e fatto proprio solo nella clandestinit. 8ome notavo pi(
sopra" questo aspetto clandestino del karate persistette du!
rante i primi anni di lvlei=i" anche perch0 il vecchio decreto
indugi+ a lungo nelle menti della popolazione.
3 mia personale osservazione che le danze folkloristi!
che di $kina%a facciano uso di un insieme di movimenti
che sono simili a quelli usati nel karate" ed il motivo" so!
no convinto" e che gli esperti che praticavano l'arte mar!
ziale in segreto incorporavano questi movimenti nelle dan!
ze per confondere ulteriormente le autorit. 8ertamente
chiunque osservi attentamente le danze folkloristiche 1ed
esse oggi sono divenute abbastanza popolari nelle grandi
citt2 noter che esse differiscono segnatamente dalle dan!
ze pi( graziose delle altre isole giapponesi. ) danzatori di
5kina%a" maschi e femmine" usano le mani e le gambe
molto pi( energicamente. ed anche il loro ingresso nel!
l'area di danza" cosi come l'uscita" richiamano alla mente
l'inizio e la fine di qualche kata di karate.
&nzi" l'essenza dell'arte e stata riassunta nelle parole4
n )l karate comincia e finisce con la cortesiaG. 8ome per
la stessa /kinavva" dove la sua gente per molti" molti se!
coli consider+ il proprio paese come un luogo dove tutte
le forme di etichetta dovevano essere osservate molto ri!
gidamente.
LL
esso in verit molto lontano dal karate che ho imparato
quando ero ragazzo ad /kina%a.
<isto che ora non ci sono" e mai ci sono state. re!
gole rigide e ferme riguardanti i vari kata. sorprende dif!
ficilmente scoprire che esse cambiano non solo con i tem!
pi" ma anche da istruttore a istruttore. 8i+ che pi( im!
portante e che il karate" come forma di sport usata nel!
l'educazione fisica" dovrebbe essere abbastanza semplice
da essere praticato senza indebita difficolt da chiunque"
giovani e vecchi" ragazzi e ragazze. uomini e donne.
6n'altra riforma a cui prestai la mia attenzione fu quel!
la sulla nomenclatura. KPoco dopo che arrivai a ,ok;o nel
HAZZ. la societa di -uk;oma pubblico un libro che avevo
scritto dal titolo4 u Flvukvu 'empo4 'arate n. ^ quell'epoca"
la parola era ancora scritta u mani cinesi a. e quasi tutti
i nomi dei kata che descrissi in quel libro erano originari
di $kina%a4 Pinan" >aihanchi" 8hinto" -assai" Seishan. Jitte.
Jion. Sanchin" e simili. $uesti erano" infatti" i nomi che
avevo imparato molto tempo prima dai miei maestri.
>essuno. allora. aveva idea di come essi fossero nati.
e la gente trovava difficile imparar7i[ /i conseguenza. do!
po aver trasformato u mani cinesi n in a manV vuote n. cI!
minciai ad attribuire ai kata nomi che fossero pi( facili
da usare per il popolo giapponese e che ora sono divenuti
familiari in tutto il mondo4 ,en no 'ata. 8hi no kata" .ito
no 'ata. 3mpi. Gankaku. .angetsu" Meik;o" .akko" 'iun"
Shoto. Shoin. .otaku" Shokvo e cosi via. Mi affretto ad
assicurare il lettore che io lavoro senza l'errata convin!
zione che i nomi che ho scelto siano immutabili ed eterni.
>on ho nessun dubbio che nel futuro" quando muteranno i
tempi. di nuovo e poi di nuovo" ai karata saranno attribuiti
nuovi nomi. 3 ci+" in verit" e come dovrebbe essere.
)l 'arate!do uno
6n serio problema che" secondo me" investe l'odierno
'arate!do e la prevalenza di scuole diverse. lo credo che
ci+ avr un effetto deleterio sul futuro sviluppo dell'arte.
L-
cando il karate in ogni minuto libero che avessi. &l con!
trario" ella mi incoraggiava a continuare" e lei stessa ne
fu interessata. osservando frequentemente le mie sedute di
pratica. 3 quando si sentiva particolarmente stanca. non si
stendeva come la maggior parte delle donne avrebbe fat!
to. chiedendo ad uno dei figli di massaggiarle le spalle e
le braccia. $h no" non mia moglieC 8io che faceva per
alleviare il suo corpo esausto era di andar fuori e di pra!
ticare dei kata di karate" e a tempo debito divenne cosi
brava che i suoi movimenti erano abili come quelli di
un esperto.
>el periodo in cui non mi allenavo sotto gli occhi at!
tenti di &zato o di )tosu" lo facevo da solo nel nostro cor!
tile. &lcuni giovani del vicinato" che mi avevano osservato"
vennero da me un giorno e mi chiesero di insegnar loro il
karate" cosa che io fui naturalmente molto contento di fa!
re. ,alvolta" tuttavia" ero trattenuto a scuola" ed in quelle
occasioni ritornavo a casa per trovare i giovani a pratica!
re da soli" con rnia moglie che li incoraggiava e li cor!
reggeva quando sbagliavano qualcosa. Semplicemente os!
servandomV mentre mi allenava" ed allenandosi lei stessa
occasionalmente" ella aveva raggiunto una piena compren!
sione deiiarte.
Per la casa pagavamo un affitto mensile di venticinque
sen" che era proprio una gran somma a quei tempi. l no!
stri vicini erano per lo pi( piccoli commercianti o con!
duttori di =inriksha. &lcuni vendevano pantofole da camera.
altri 1articoli come2 pettini" altri ancora la giuncata di fa!
gioli che noi chiamiamo 9tofu u. &d ogni modo" i nostri
vicini frequentemente divenivano irascihili dopo che aveva!
no bevuto.
& quei tempi di solito era mia moglie che intercedeva
e metteva pace. 8i+ le riusciva quasi sempre persino do!
po che il litigio era degenerato in una rissa #! non un
compito facile anche per un uomo vigoroso. >aturalmente
ella non usava la violenza nei suo ruolo di mediatrice@ si
affidava completamente ai suoi poteri di persuasione. 8osi"
mia moglie" ammirata in casa per la sua diligenza e la
OZ
Q. &ddestramento per la vita
8ontro un tifone
Forse sarebbe pi( modesto lasciar descrivere ad un'al!
tra persona le proprie imprese giovanili che non farlo da
s0. Ma sopportando risolutamente il mio senso di vergo!
gna. citero qui le parole di Sukio ,oga%a" l'autore" non as!
sumendo per esse altra responsabilit che l'assicurazione
ai miei lettori che l'episodio e vero. )l lettore potra tro!
varci un pizzico di follia" ma io non ho alcun rimpianto.
a )l cielo lass( n. scrive il signor ,oga%a. u era nero e
da esso proveniva l'ululato del vento che portava distru!
zione per qualsiasi cosa si trovasse sul suo cammino. 3nor!
mi rami erano strappati come fuscelli dal tronco di grandi
alberi" e polvere e pietrisco volavano nell'aria" sferzando
il viso.
u $kina%a e conosciuta come l'isola dei tifoni" e la fe!
rocia delle sue tempeste tropicali supera ogni descrizione.
Per resistere all'attacco dei venti che devastano l'isola re!
golarmente ogni anno durante la stagione delle piogge" le
case di /kina%a sono basse e costruite il pi( stabilmen!
te possibile4 esse sono circondate da alte mura di pietra.
e le tegole di ardesia sono assicurate sui tetti con della
malta. Ma il vento e cosi tremendo 1talvolta raggiunge la
velocita di cento miglia all'ora2 che" nonostante tutte le
precauzioni" le case tremolano ed oscillano.
u /urante un tifone che ricordo particolarmente" tutta
la gente di Shuri si rintan+ nelle proprie case. pregando
strada era pavimentata di pietra e fiancheggiata da entram!
bi i lati da alti e maestosi alberi di pino. /opo che ia
villa. non pi( propriet privata del governatore" fu aperta
al pubblico. vi andai una sera con il Maestro )tosu ed una
mezza dozzina di altri karateka per una riunione al chiaro
di luna. 3ssendo il nostro gruppo affiatato" perdemmo il
senso del tempo e restammo in piedi fino a tardi. par!
)ando di karate e recitando poesie.
Finalmente decidemmo che era proprio ora di tornare a
casa e partimmo lungo la strada fiancheggiata da alberi per
Shuri. *a luna era velata da una spessa foschia" ed i pi(
giovani portavano lanterne per aiutare ad illuminare il cam!
mino del maestro. )mprovvisamente colui che guidava il
gruppo grido che dovevamo tutti spegnere le lanterne. 8osi
facemmo" solo per sapere che stavamo per essere attacca!
ti. )l numero dei nostri assalitori sembrava essere circa lo
stesso di quello del nostro gruppo" cosi da quel punto di
vista eravamo equamente accoppiati. ma se i nostri assa!
litori non fossero stati esperti di karate sarebbero stati
condannati ad una ignominiosa sconfitta. 3ra cosi buio che
non potevamo distinguere le facce.
Mi voltai verso )tosu per ricevere istruzioni. ma tutto
cio che disse fu4 u Bimani con le spalle alla lunai *e spai!
le alla lunaC n. Fui piuttosto sorpreso. poich0 avevo pensa!
to che sicuramente il nostro maestro ci avrebbe dato ora
l'occasione di mettere in pratica il karate e naturalmente
tutti noi eravamo pi( che pronti ad accettare come avver!
saria questa banda di energumeni. Ma )tosu ci disse sem!
plicemente di voltare le spalle alla lunaC Sembrava non ave!
re senso.
/opo pochi minuti. egli mi sussurro in un orecchio4
a Funakoshi" perch0 non vai a parlare con loroE )n fondo
non devono essere cattivi. 3 se tu dici che io faccio par!
te del gruppo" potrebbe fare differenzaG.
&ccettai l'istruzione e cominciai a camminare verso la
banda che aspettava. 9<iene uno di loroKC u. sentii grida!
re da qualcuno. 9 <iene uno di loroC State prontiE n. *'atmo!
sfera ora sembrava poco lontana dall'avvio di una mischia.
Mentre mi avvicinava a loro potei vedere che i nostri
PH
n >on ne ho n. risposi mostrandogli le mie tasche vuote.
n /el tabacco. alloraC n.
n >on fumo n.
,utto ci+ che avevo" infatti. erano alcuni n man=u n" fo!
cacce che volevo offrire all'altare nella casa di mio suo!
cero. n 3cco n. dissi loro. n prendete questi n.
9Solo Dman=uDC n. )l loro tono era spregiativo. n -eK"
meglio di niente n. Prendendo le focacce. uno dei due dis!
se4 n Meglio muoversi" omuncolo. 3 sta' attento" questo
sentiero e piuttosto pericoloso n. 8on ci+. essi scompar!
vero tra gli alberi.
Pochi giorni dopo mi capit+ di essere con &zato e )tosu"
e nel corso della nostra conversazione parlai loro dell'in!
cidente. )l primo a lodarmi fu )tosu. che disse che mi
ero comportato con estrema correttezza e che ora conside!
rava ben spese le ore impiegate insegnandomi il karate.
n Ma n. chiese &zato sorridendo. n dato che non avevi
pi( Dman=uD. che cosa hai offerto all'altare di tuo suo!
ceroE n.
9Poich0 non avevo nient'altro risposi. 9ho offerto
una preghiera sincera n.
n&h. bravo. bravoC n disse &zato. n Proprio ben fattoC
3cco il vero spirito del karate. $ra stai incominciando a
capire cosa significa n.
,entai di soffocare il mio orgoglio. -ench0 i due mae!
stri non avessero mai lodato un solo kata che avessi ese!
guito durante le nostre sedute di pratica. essi mi lodava!
no ora. e facendomi mescolare all'orgoglio un durevole
senso di gioia.
)l pericolo della superbia
6na sera" quando avevo da poco compiuti i trent'anni"
stavo ritornando a Shuri da >aha. *a via era solitaria e lo
diventava ancor di pi( dopo il tempio di Sogen=i. *ungo
la sinistra si estendeva un cimitero" e li vicino si trovava
un grande stagno dove nel passato i guerrieri solevano
abbeverare i cavalli. &ccanto allo stagno c'era un terreno
OO
non riusci a materializzarsi. Finalmente" dopo due giorni
di attento ascolto. proposi una soluzione di compromesso
che si mostrasse accettabile da entrambe le parti. 8on!
clusa la pace. si tenne una cerimonia formale per celebrare
il felice evento nella scuola elementare di Shaka. Poi i
giudici risalirono sui caiessi e tornarono a >aha.
6n mese dopo" fui convocato dalla Sezione degli &ffa!
ri dell'3ducazione del governo della prefettura di $kina%a"
dove fui informato che ero stato promosso ad una scuola
nel centro di >aha. 8i+ che avevo cosi ardentemente de!
siderato era finalmente arrivato" e potei attribuirlo solo al
mio allenamento al karate" che si era dimostrato cosi uti!
le nella mia opera di mediazione.
6n uomo umile
$uando ero ancora assistente insegnante alla scuola di
>aha. dovevo camminare per due miglia e mezzo al gior!
no. poich0 mia moglie ed io vivevamo a quell'epoca nella
casa dei suoi genitori a Shuri. 6n giorno ci fu una riu!
nione di insegnanti che si protrasse a lungo. cosi era
tardi quando partii verso casa" e subito cominci+ a pio!
vere. /ecisi di fare lo stravagante per una volta e no!
leggiare un =inriksha.
Per ammazzare il tempo. cominciai a conversare con
l'uomo del iinriksha e mi accorsi" con sorpresa. che egli
dava risposte estremamente brevi alle mie domande. )n
genere i conduttori dei =inriksha sono loquaci come i bar!
bieri. )noltre. il suo tono di voce era estremamente gentile
ed il suo linguaggio era quello di una persona bene educata.
& quel tempo ad $kina%a vi erano due specie di =inriksha4
gli nhiruguruman 1=inriksha diurni2 e gli n;oruguruman
1=inriksha notturni2" ed io sapevo bene che alcuni condut!
tori di =inriksha notturni erano piccoli nobili decaduti.
&vrebbe potuto. mi chiedevo. quest'uomo che sta ti!
randomi sulla strada verso Shuri" essere qualcuno che co!
noscevoE Se fosse stato cosi" le regole di buona creanza
sarebbero state infrante. 8omunque" rimaneva la questione
,Z
udire l'equipaggio della nave che mi urlava istruzioni" ma
semplicemente non le afferravo. Senza pensare. trasferii la
borsa che tenevo con la sinistra nella mano destra e si!
multaneamente gettai il pacco pi( pesante che era nella
mia mano destra sulla passerella. *o slancio port+ pure
me in salvo sulla passerella. Se avessi esitato anche solo
un momento. sarei certamente caduto in mare ed avrei po!
tuto annegare. 3 se mi fossi salvato" avrei almeno fatto
una scorpacciata d'acqua salata. &ppena salito sulla passe!
rella" mormorai un grazie al 'arate!do per essermi salvato.
&lcuni anni pi( tardi" ritornando in visita ad /kina%a.
andai naturalmente a porgere i miei rispetti al Maestro
&zato. n -entornatoC n" disse. n Ma davveroC 8ome ci spa!
ventammo quel giornoC n. 3gli. con la sua famiglia. era
venuto alla banchina per accompagnarmi alla partenza" e
adesso mi diceva quanto sarebbe stato terrificante ci+ che
avrebbe potuto accadermi. 9Guanto abbiamo ammirato la
tua rapidit e la tua abilita n" aggiunse. n 3 come fummo
sollevati" poiC n.
>on e. certamente" il karate da solo che porta un uomo
al punto in cui egli pu+ compiere imprese straordinarie di
questo genere4 sono utili allo stesso modo anche le altre
arti marziali. Gli esperti di =udo" per esempio. imparano a
cadere in modo da potersi rialzare incolumi@ questa abili!
ta essi la attribuiscono al loro allenamento nel =udo. *a
cosa importante che la pratica quotidiana in qualunque
arte marziale pu+ rivelarsi preziosa per un uomo in cir!
costanza di emergenza.
UU
6n'altra volta fui chiamato dal segretario ]letta nuno
dei servitori superiori della casa n4 >.d.,.X del -arone
Sasuo Matsudaira. che abitava accanto al nostro ostello.
l Matsudaira erano" naturalmente" una famiglia importante.
ed il barone e sua moglie erano genitori adottivi della Prin!
cipessa 8hichibu
n Sono venuto n. disse il segretario. n per ringraziare l'an!
ziano signore de77'oste7lo che spazza il terreno di fronte
ai nostro cancello ogni mattina. )l mio padrone gli manda
questo piccolo segno di gratitudine n. 8on ci+. mi porse
una scatola di dolci.
*'epilogo della storia si verific+ pochi anni pi( tardi.
quando la stessa persona mi fece visita di nuovo per scu!
sarsi per avermi chiamato n l'anziano signore che spazza
il terreno n. 3gli continu+4 n &llora. naturalmente. non avevo
idea che voi foste l'illustre esperto di karate. Gichin Fu!
nakoshi n.
3 vero che i giardini della casa dello studente richiede!
vano parecchia attenzione" poich0 spesso i ragazzi veniva!
no )i a giocare. /opo un'ora di pulizia spaccaschiena a
causa loro. talvolta li sgridavo. dicendo che era giusto
giocare in giardino" ma che non era assolutamente giusto
mettere in disordine i giardini.
6n giorno. uno di essi. un piccolo demonio dalla lin!
gua tagliente. mi chiam+ n karasu!uri n 1n zucca di serpen!
te n2 1n snake gourd4 zucca vuota di serpente n@ >.d.,.Y. e
poi gli altri ragazzi iniziarono il coro. ,utto mi sembrava
piuttosto misterioso" e non capivo perch0 ero stato para!
gonato ad una zucca vuota fino alla sera in cui mi guardai
in uno specchio e scoppiaK4 a ridere quando vidi la rassomi!
glianza. Sebbene io non beva alcolici" il mio coiorito e piut!
tosto roseo. e poich0 la mia pelle anche estremamente
liscia. potei capire come. nella mente di quei ragazzino" ap!
parivo come un melone che diventa arancio chiaro quando
matura.
8osi. per i miei allievi ero l'esperto di karate" ma per
la famiglia Matsudaira io ero solo un anziano spazzatore.
mentre per la banda di bambini che giocava nel giardino
ero una zucca di serpente. ,rovavo tutto ci+ estremamente
-Z
'arate!do. $uesto. lo sapevo" non sarebbe stato un compi!
to facile. poich0. come ho notato prima. non c'era mate!
riale scritto disponibile a ,ok;o e virtualmente nemmeno
ve n'era ad $kina%a. 8osi cominciai con lo scrivere ai mae!
stri &zato e )tosu" come ad altri amici e colleghi ad $ki!
navva" chiedendo loro di inviarmi qualsiasi informazione ed
idea potessero. sull'arte del 'arate!do. Ma naturalmente"
quando bisogno cominciare a scrivere il libro" dovetti fare
affidamento quasi esclusivamente sulla mia personale espe!
rienza durante i giorni in cui mi allenavo e praticavo l'arte
ad $kina%a.
Pubblicato da -uk;osha nel HAZZ. il libro fu intitolato
n Fi;ukvu kempo4 karate n. e per presentarlo ebbi l'onore
di includere una breve prefazione di alcuni eminenti perso!
naggi. ,ra essi posso menzionare i nomi di Marquis .i!
samasa" governatore capo di $kina%a. lV_immiraglio Flokuro
Sashiro. il vice &mmiragiio 8hosei $gasa%ara" il 8onte
Shimpei Goto. il ,enente Generale 8hivomatsu Tka" il 8on!
trammiraglio >orikazu 'anna. il Professor >orihiro ,oonno
e -akumonto Suevoshi de77'n $kina%a ,imes n.
5uando rileggo il libro oggi. mi vergogno abbastanza
della qualit dilettantesca della scrittura. 8omunque. alla
sua composizione dedicai ogni oncia di energia avessi" e
cosi essa resta la favorita fra le mie varie pubblicazioni.
)l libro fu magnificamente illustrato dallo stesso .oan
'osugi.
l cinque capitoli erano intitolati4 n 8he cos' il karate n.
n )l valore del karate n. n )nsegnamento ed allenamento di
karate n. n *'organizzazione del karate n e n Fondamentali e
kata n. )n un'appendice al libro. trattai delle precauzioni che
un karateka dovrebbe prendere quando pratica l'arte. Per
dare al lettore qualche idea sul mio pensiero sul karate
all'epoca" riprodurre qui la breve introduzione che scrissi
per questo mio primo libro4
n )mmersi nelle ombre dell'umana cultura si celano se!
mi di distruzione. proprio come la pioggia e il lampo si
susseguono al bel tempo. *a storia e il racconto dell'asce!
sa e della caduta delle nazioni. )l mutamento l'ordine del
cielo e della terra4 la spada e la penna sono inseparabili
3l:
F6> IQPOIPI
/esign4 S,6/)$ /3F
G)8.)> F6>&'$S.) e famoso nel mondo come uno dei pi( grandi maestri
di karate. >ato a Shuri. nella prefettura di $kina%a" nel HRPR" egli studi+ e
pratic+ il karate iin da bambino e organizz+ le prime dimostrazioni pubbliche.
8ome presidente della D$kina%a &ssociation tor the Spirit of Martial &rtaD" egli
venne prescelto per fare dimostrazioni di karate alla prima >ational &thletics
3\hibition di ,ok;o" nel iAZZ. 8i+ condusse all'introduzione di quesfantica
arte marziale in tutto il Giappone. e successivamente in tutto il mondo. /ietro
sollecitazioni degli amici e delle autorit. egli si stabilV a ,ok;o. *o
sviluppo
delle arti marziali deve molto ai suoi insegnamenti" ai suoi scritti e
all'introdu!
zione di nuovi kata. >ei suoi ultimi anni. Funakoshi fu Presidente dello Sho!
tokai" da lui stesso fondato. 3gli sottolineo sempre gli aspetti spirituali del
karate!d+" e a ragione venne definito e universalmente riconosciuto come nil
padre del karateG. /ellq stesso &utore le 3dizioni Mediterranee hanno pubbli!
cato anche '&B&,3!/$ >S6M$>.
Gichin Funakoshi
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)l mio stile di vita
Molto stato scritto sul grande Maestro di karate Gichin
Funakoshi" ma questa la sua autentica autobiografia.
Scritta non molto tempo prima della morte. avvenuta all'et di
novant'anni" in essa egli descrive molto dettagliatamente la sua
vita4 la fanciullezza e la giovinezza ad $kina%a. la battaglia per
affinare e rendere popolare l'arte del karate. la ricetta per la
longevit. Bivola inoltre la sua personalit unica ed il suo modo
di vedere se stesso" il suo mondo e la sua arte. &ttraverso
questo volume il seguace di karate!do penetrera pi( a fondo
nello stile di vita e di pensiero del Maestro. e. di conseguenza.
giunger ad una pi( acuta comprensione dell'arte di auto!
difesa che egli port+ ad un livello di vera perfezione. *a sua
lettura interesser non solo coloro che gi praticano il karate o
intendono farlo. ma anche chiunque sia interessato alla cultura
e al pensiero delroriente. 8i sono inliniti aneddoti su
quest'uomo straordinario" molti dei quali narrati da lui stesso
nelle pagina di questo libro. &lcuni appartengono alla leggenda"
altri. invece" Funakoshi non )i raccont+ mai perch0. essendo
parte intima del suo modo di vivere. difficilmente ne fu
consapevole. &ttraverso quesfautobVografia" comunque" ii
lettore apprendere che questo straordinario Maestro non si
allontan+ mai dal suo stile di vita4 ia via dei samurai.
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il mio stile di vita
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