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Album
David Bowie
Indice
Voci
Aladdin Sane 1
All Saints (David Bowie) 3
Baal (EP) 6
Best of Bowie 8
The Best of Bowie 9
Black Tie White Noise 11
Bowie at the Beeb 14
Bowie Rare 17
The Buddha of Suburbia (colonna sonora) 19
Changesbowie 22
ChangesOneBowie 25
ChangesTwoBowie 27
Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (colonna sonora) 28
David Bowie (album) 30
David Live 36
Diamond Dogs 40
Earthling 43
Glass Spider Live 46
Heathen (album) 47
"Heroes" 50
'hours...' 53
Hunky Dory 56
Images 1966-1967 71
ISelect 74
Labyrinth (album David Bowie) 75
Let's Dance (album David Bowie) 76
Live Santa Monica '72 79
LiveAndWell.com 80
Lodger (album) 82
Low (David Bowie) 85
The Man Who Sold the World 96
Never Let Me Down 107
The Next Day 108
1.Outside 113
Pin Ups 119
Reality (David Bowie) 121
A Reality Tour (album) 123
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars 125
Santa Monica '72 146
Scary Monsters (and Super Creeps) 147
The Singles Collection (David Bowie) 151
Space Oddity 154
Stage (David Bowie) 163
Station to Station 166
Tonight (album David Bowie) 174
VH1 Storytellers (David Bowie) 176
The World of David Bowie 177
Young Americans (album) 179
Ziggy Stardust - The Motion Picture 183
Note
Fonti e autori delle voci 186
Fonti, licenze e autori delle immagini 188
Licenze della voce
Licenza 189
Aladdin Sane
1
Aladdin Sane
Aladdin Sane
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 13 aprile 1973
Durata 41 min : 12 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Glam rock
Hard rock
Proto-punk
Art rock
Album-oriented rock
Etichetta RCA
Produttore Ken Scott, David Bowie
Registrazione studi Trident, Londra, Inghilterra
David Bowie - cronologia
Album precedente
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
(1972)
Album successivo
Pin-Ups
(1973)
Aladdin Sane un album del cantante britannico David Bowie accompagnato dal gruppo musicale The Spiders from
Mars. Pubblicato nel 1973 per l'etichetta RCA, ristampato su compact disc nel 1984 (sempre per la RCA), poi nel
1990 in edizione rimasterizzata e nel 2003 in doppio cd edizione limitata (per la EMI). Il titolo un gioco di parole:
Aladdin sane (Aladino sano di mente) diventa A lad insane (un ragazzo pazzo).
Il disco
Era la mia idea dell'America rock 'n' roll; un po' Ziggy in America
Cos commenta Bowie quello che pu essere considerato una sorta di Ziggy Stardust parte II. Il filo conduttore
rappresentato da un ideale diario di viaggio di un straniero europeo sbarcato nel nuovo continente, dal quale Bowie
sempre stato profondamente affascinato; i testi sono colmi di riferimenti all'America - in quasi ogni canzone citata
una citt americana: New York, Seattle, Detroit, Los Angeles ecc.- e la musica, se non ancora marcatamente soul
come sar nei lavori successivi, risente di certe influenze extra-europee - una dimensione multietnica propria
sicuramente del Nuovo Continente. Con questo lavoro Bowie percorre quindi la via della continuit, cavalcando
l'onda del tormentone Ziggy, ma non rinuncia alla sperimentazione stilistica che porter qui a risultati, se non
migliori, per alcuni versi pi soddisfacenti.
Musicalmente l'album risente di una certa frettolosit (l'album stato praticamente scritto durante lo Ziggy Stardust
Tour del 1972) e sicuramente appare nel complesso meno organico del suo predecessore, d'altro canto dotato di una
spontanea energia (Watch that man, Let's Spend The Night Together) grazie anche a una sezione ritmica pi libera e
Aladdin Sane
2
convincente, e a chitarre dal suono pi compatto e aggressivo.
Anche la dimensione teatrale esplorata ulteriormente (in Cracked Actor e soprattutto nella cabarettistica Time), ma
la novit peculiare risiede forse nella contaminazione di sonorit etniche ora afro (Panic in Detroit), ora
spagnoleggianti (Lady Grinning Soul), ora orientali (Aladdin Sane), che unite a un certo sapore retr-anni cinquanta
conferito ad alcuni brani (The Jean Genie, The Prettiest Star e soprattutto Drive in Saturday) restituiscono
all'ascoltatore la suggestione del mondo d'oltreoceano.
Altro elemento di distinzione, peraltro assente nel precedente lavoro, sono le evoluzioni pianistiche di Mike Garson
che (specie in alcuni brani, come nelle gi citate Lady Grinning Soul e Aladdin Sane) infondono al disco un carattere
talvolta patinato talvolta estremamente moderno, che fa s che questo album rappresenti un deciso passo in avanti
verso la svolta stilistica che si concretizzer nei successivi lavori. Tutti i brani sono scritti e composti da David
Bowie, eccetto 'Let's Spend the Night Together' (Jagger/Richards).
Tracce
1. Watch That Man 4:25 (David Bowie)
2. Aladdin Sane 5:07 (David Bowie)
3. Drive-In Saturday 4:31 (David Bowie)
4. Panic in Detroit 4:26 (David Bowie)
5. Cracked Actor 2:59 (David Bowie)
6. Time 5:13 (David Bowie)
7. The Prettiest Star 3:27 (David Bowie)
8. Let's Spend the Night Together 3:06 (Mick Jagger/Keith Richards)
9. The Jean Genie 4:06 (David Bowie)
10. Lady Grinning Soul 3:52 (David Bowie)
Secondo CD della riedizione del 2003
1. John, I'm Only Dancing - 2:45
2. The Jean Genie - 4:07
3. Time - 3:43
4. All the Young Dudes - 4:11
5. Changes - 3:20
6. The Supermen - 2:42
7. Life on Mars? - 3:25
8. John, I'm Only Dancing - 2:40
9. The Jean Genie - 4:10
10. Drive-In Saturday - 4:53
Curiosit
La casa discografica RCA, che ai tempi dell'uscita del disco ha curato la distribuzione in Italia, al fine di anticipare al
massimo l'uscita dell'album sul mercato ha deciso di distribuire la prima tiratura con una copertina provvisoria
interamente bianca dove erano riportati esclusivamente il nome dell'artista e dell'album. Sul retro della copertina era
presente una dicitura che diceva: "Per anticipare al massimo l'uscita, il nuovo Long-Playing di David Bowie viene
momentaneamente fornito in busta provvisoria. In aprile sar disponibile la busta definitiva che potrete richiedere
gratuitamente ai vostri fornitori". L'album con questa busta un oggetto ricercato dai collezionisti del "Duca Bianco"
ed il suo valore si aggira tra i 400 e 640 USD
[1]
.
Aladdin Sane
3
Formazione
David Bowie - voce, chitarra
Mick Ronson - chitarra
Trevor Bolder - basso
Mick Woodmansey - batteria
Mike Garson - pianoforte
Ken Fordham - sassofono, flauto
Juanita "Honey" Franklin, Linda Lewis e G.A. McCormack - cori
Note
[1] GMV Records - Product detail (http:/ / www.gmvrecords. com/ profile. asp?pid=5648& lang=it)
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All Saints (David Bowie)
All Saints (Edizione limitata)
Artista David Bowie
Tipo album Raccolta
Pubblicazione 1993
Durata 91 min : 16 s
Dischi 2
Tracce 18 (9 + 9)
Genere Rock
Strumentale
Produttore David Bowie, Tony Visconti, Nile Rodgers, David Richards
David Bowie - cronologia
Album precedente
The Singles Collection
(1993)
Album successivo
The Buddha of Suburbia
(1993)
All Saints (David Bowie)
4
All Saints (Versione 2001)
Artista David Bowie
Tipo album Raccolta
Pubblicazione 2001
Durata 75 min : 46 s
Dischi 1
Tracce 16
Genere Rock
Strumentale
Etichetta EMI
Produttore David Bowie, Tony Visconti, David Richards, Reeves Gabrels
David Bowie - cronologia
Album precedente
Bowie at the Beeb
(2000)
Album successivo
Heathen
(2002)
All Saints il nome di due diverse compilation di David Bowie, la prima pubblicata nel 1993 e la seconda nel 2001
dalla EMI, entrambe relative a musica strumentale.
La prima delle due compilation era un disco doppio, prodotto come regalo di Natale per gli amici e i familiari di
Bowie nel 1993. Ne furono prodotte solo 150 copie. Considerata la sua rarit, lalbum, nel corso degli anni,
diventato un pezzo da collezione assai ricercato.
Nel 2001 un secondo album intitolato All Saints stato messo in commercio da Bowie. Per questa release, tutte le
tracce appartenenti allalbum Black Tie White Noise e la traccia South Horizon dellalbum The Buddha of Suburbia
sono state eliminate e sostituite da Brilliant Adventure dall'album 'hours...' e da Crystal Japan, pezzo strumentale
singolo.
Nessuna delle due release rappresenta una compilation completa della produzione strumentale di Bowie.
Tracce (versione 1993)
Disc 1
1. Warszawa 6:17 (Bowie, Brian Eno)
2. Some Are 11:17 (Bowie, Eno, Philip Glass) (Low Symphony version)
3. Subterraneans 5:37 (Bowie)
4. Moss Garden 5:03 (Bowie, Eno)
5. Sense of Doubt 3:57 (Bowie)
6. Neukln 4:34 (Bowie, Eno)
7. Art Decade 3:43 (Bowie)
8. The Mysteries 7:08 (Bowie)
9. Ian Fish U.K. Heir 6:20 (Bowie)
All Saints (David Bowie)
5
Disc 2
1. Abdulmajid 3:40 (Bowie, Eno)
2. South Horizon 5:20 (Bowie)
3. Weeping Wall 3:25 (Bowie)
4. Pallas Athena 4:40 (Bowie)
5. A New Career in a New Town 2:50 (Bowie)
6. The Wedding 5:04 (Bowie)
7. V-2 Schneider 3:10 (Bowie)
8. Looking for Lester 5:36 (Bowie, Nile Rodgers)
9. All Saints 3:35 (Bowie, Eno)
Tracce (versione 2001)
1. A New Career in a New Town 2:50 (Bowie)
2. V-2 Schneider 3:10 (Bowie)
3. Abdulmajid 3:40 (Bowie, Eno)
4. Weeping Wall 3:25 (Bowie)
5. All Saints 3:35 (Bowie, Eno)
6. Art Decade 3:43 (Bowie)
7. Crystal Japan 3:08 (Bowie)
8. Brilliant Adventure 1:51 (Bowie)
9. Sense of Doubt 3:57 (Bowie)
10. Moss Garden 5:03 (Bowie, Eno)
11. Neukln 4:34 (Bowie, Eno)
12. The Mysteries 7:12 (Bowie)
13. Ian Fish U.K. Heir 6:27 (Bowie)
14. Subterraneans 5:37 (Bowie)
15. Warszawa 6:17 (Bowie, Eno)
16. Some Are 11:17 (Bowie, Eno, Glass) (Low Symphony version)
Portale Musica Portale Rock
Baal (EP)
6
Baal (EP)
Baal
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 13 febbraio 1982
Durata 11 min : 14 s
Dischi 1
Tracce 5
Genere musiche di scena
Etichetta RCA Victor
Produttore David Bowie, Tony Visconti
Registrazione Hansa By The Wall, Berlino
Baal (noto anche come David Bowie in Bertolt Brecht's Baal, come scritto in copertina) un EP del 1982 di David
Bowie.
Il disco ripropone, con nuovi arrangiamenti di Dominic Muldowney, le canzoni che Bowie aveva interpretato in
Baal, adattamento televisivo dell'omonima pice teatrale di Bertolt Brecht del 1919, trasmesso dalla BBC il 2
febbraio 1982 con Bowie nel ruolo del protagonista.
Le musiche (su testo originale di Brecht tradotto in inglese da John Willett e Ralph Mannheim) furono scritte per
l'occasione da Muldowney, eccetto The Drowned Girl (Von ertrunkenen Mdehen) che un brano di Kurt Weill
dalla cantata Das Berliner Requiem (1928), sempre su testo di Brecht.
Nell'incisione Bowie affiancato unicamente da orchestrali, non accreditati. Si tratta di versioni del tutto diverse da
quelle del teledramma, in cui Bowie/Baal esegue tutte le canzoni da solo, suonando il vecchio banjo che compare
anche nella foto di copertina del disco, o accompagnato da un'orchestrina scalcinata (The Dirty Song).
L'EP, pubblicato quasi in contemporanea con l'evento televisivo, usc - a seconda del Paese di distribuzione - in due
formati: 7" e 12", entrambi con confezione apribile e cospicue note con la trama dell'opera e cenni biografici su
Brecht. In Gran Bretagna raggiunse il 29 posto in classifica.
Dal brano The Drowned Girl fu tratto anche un videoclip diretto da David Mallet.
In Italia, Baal stato distribuito dalla RCA come Qdisc, caso raro per un disco ufficiale di artista non italiano.
Tracce
Lato A
1. Baals Hymn (Brecht/Muldowney) 4:02
2. Remembering Marie A (Tradizionale adatt. Brecht/Muldowney) 2:07
Lato B
1. Ballad of the Adventurers (Brecht/Muldowney) 2:01
2. The Drowned Girl (Brecht/Weill) 2:26
3. The Dirty Song (Brecht/Muldowney) 0:38
Baal (EP)
7
Edizioni
Paese di edizione Data Formato Etichetta N Catalogo
Regno Unito 1982 45 giri 7" RCA BOW11
Italia 1982 33 12" RCA Qdisc PG 45092
Germania 1982 33 12" RCA Victor PG 45092
Francia 1982 33 12" RCA PC 8902
U.S.A. / Canada 1982 33 12" RCA CPL1-4346
Giappone 1982 33 12" RCA RPL 2122
Nota: Le edizioni italiana e tedesca condividono, oltre al numero di catalogo, anche dettagli grafici l'una dell'altra: la copertina
italiana reca in calce la dicitura Made in Germany [...] accanto a Made in Italy e i titoli delle canzoni sono scritti anche in tedesco,
cos come le note interne, ma il vinile prodotto in Italia poich l'etichetta riporta: Manufactured by RCA SpA, Rome; l'edizione
tedesca, dal canto suo, reca sul fronte copertina il marchio Qdisc della versione italiana, mentre etichetta del vinile e pressaggio
sono effettivamente tedeschi.
Collegamenti esterni
Edizione originale inglese di Baal
[1]
Edizione italiana di Baal
[2]
Edizione tedesca di Baal
[3]
Videoclip di The Drowned Girl
[4]
Note
[1] http:/ / www. 45cat.com/ record/ bow11
[2] http:/ / www. illustrated-db-discography.nl/ forum/ viewtopic. php?p=11020#p11020
[3] http:/ / www. discogs.com/ viewimages?release=1821914
[4] http:/ / www. youtube.com/ watch?v=M-0HT15NNw8
Best of Bowie
8
Best of Bowie
Best of Bowie
Artista David Bowie
Tipo album Compilation
Pubblicazione 2002
Genere Pop rock
Rock
Glam rock
Art rock
Etichetta EMI Records
Best of Bowie una compilation del 2002 dei brani di maggior successo e pi conosciuti di David Bowie, registrati
dal 1969 al 2002.
Ne esistono ventuno versioni, una per ogni zona in cui stato pubblicato il disco.
Tracce
Le seguenti sono le tracce della versione pubblicata in Inghilterra, tutte composte da Bowie, tranne dove annotato:
CD 1
1. Space Oddity (da Space Oddity, 1969) 5:15
2. The Man Who Sold The World (da The Man Who Sold the World, 1970) 3:55
3. Oh! You Pretty Things (da Hunky Dory, 1971) 3:12
4. Changes (da Hunky Dory, 1971) 3:33
5. Life on Mars? (da Hunky Dory, 1971) 3:48
6. Starman (da The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, 1972) 4:16
7. Ziggy Stardust (da The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, 1972) 3:13
8. Suffragette City (da The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, 1972) 3:25
9. John I'm Only Dancing (1972) 2:43
10. The Jean Genie (da Aladdin Sane, 1973) 4:08
11. Drive-In Saturday (da Aladdin Sane, 1973) 4:36
12. Sorrow (Bob Feldman, Jerry Goldstein, Richard Gottehrer) (da Pin Ups, 1973) 2:53
13. Diamond Dogs (da Diamond Dogs, 1974) 6:05
14. Rebel Rebel (da Diamond Dogs, 1974) 4:30
15. Young Americans (da Young Americans, 1975) 3:16
16. Fame (David Bowie, Carlos Alomar, John Lennon) (da Young Americans, 1975) 4:17
17. Golden Years (single version, 1975) 3:22
18. TVC 15 (da Station to Station, 1976) 5:33
19. Wild Is the Wind (Dimitri Tiomkin, Ned Washington) (da Station to Station, 1976) 6:02
CD 2
1. Sound and Vision (da Low, 1977) 3:00
2. Heroes (Bowie, Brian Eno) (single version, 1977) 3:32
3. Boys Keep Swinging (Bowie, Eno) (da Lodger, 1979) 3:18
4. Under Pressure (Bowie, Freddie Mercury, Brian May, John Deacon, Roger Taylor) (con i Queen, 1981) 4:02
5. Ashes to Ashes (single version, 1980) 3:38
Best of Bowie
9
6. Fashion (single version, 1980) 3:23
7. Scary Monsters (and Super Creeps) (single version, 1981) 3:27
8. Let's Dance (single version, 1983) 4:07
9. China Girl (Bowie, Jim Osterberg) (single version, 1983) 4:18
10. Modern Love (single version, 1983) 3:56
11. Blue Jean (da Tonight, 1984) 3:12
12. This Is Not America (con Pat Metheny Group, 1985) 3:43
13. Loving the Alien (single version, 1985) 4:43
14. Dancing in the Street (Marvin Gaye, William "Mickey" Stevenson, Ivy Jo Hunter) (con Mick Jagger, 1985)
3:14
15. Absolute Beginners (single version, 1986) 5:39
16. Jump They Say (radio edit, 1993) 3:53
17. Hallo Spaceboy (Bowie, Eno) (Pet Shop Boys remix, 1996) 4:25
18. Little Wonder (Bowie, Reeves Gabrels, Mark Plati) (single version, 1997) 3:40
19. I'm Afraid of Americans (Bowie, Eno) (V1 radio edit, 1997) 4:26
20. Slow Burn (radio edit, 2002) 3:55
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The Best of Bowie
The Best of Bowie
Artista David Bowie
Tipo album Compilation
Pubblicazione 15 dicembre 1980
Durata 58 min : 17 s
Dischi 1
Tracce 16
Genere Rock
Etichetta K-tel
Produttore David Bowie, Gus Dudgeon, Ken Scott, Tony Visconti, Harry Maslin
David Bowie - cronologia
Album precedente
Scary Monsters
(1980)
Album successivo
Another Face
(1981)
The Best of Bowie una compilation del cantautore britannico David Bowie, pubblicata nel 1980. In aggiunta alle
rare edizioni in 7" di Fame e Golden Years, la compilation contiene edizioni uniche di Life on Mars? e di Diamond
Dogs, presumibilmente per riuscire a contenere tutti e sedici i brani in un unico LP.
La copertina era basata sul disegno originale riportato sulla custodia del singolo in 12 pollici Fashion
[1]
. L'album
raggiunse la terza posizione nella UK Albums Chart, la classifica musicale stilata a nome dell'industria di
The Best of Bowie
10
registrazione britannica.
Lista delle tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.
Lato A
1. Space Oddity 5:07
2. Life on Mars? 3:34 (edizione K-tel)
3. Starman 4:07
4. Rock 'n' Roll Suicide 2:56
5. John I'm Only Dancing 2:37 Sax Version
6. The Jean Genie 4:03
7. Breaking Glass 3:27 (Bowie, Dennis Davis, George Murray) live da Stage
8. Sorrow 2:51 (Bob Feldman, Jerry Goldstein, Richard Gottehrer)
Durata totale: 28:42
Lato B
1. Diamond Dogs 4:36 (edizione K-tel)
2. Young Americans 5:05
3. Fame
[2]
3:25 (Bowie, John Lennon, Carlos Alomar)
4. Golden Years 3:20
5. TVC 15 3:28 Sax Version
6. Sound and Vision 3:00
7. Heroes 3:26 (Bowie, Brian Eno)
8. Boys Keep Swinging 3:15 (Bowie, Eno)
Durata totale: 29:35
Classifiche
Anno Classifica Posizione
1981 Classifica norvegese 21
1981 UK Albums Chart 3
Note
[1] Carr & Murray, pp. 114-115.
[2] [2] Riedizione.
The Best of Bowie
11
Bibliografia
(EN) Roy Carr & Charles Shaar Murray, Bowie: An Illustrated Record, Avon Books, 1981, ISBN 0-380-77966-8.
Voci correlate
David Bowie
Discografia di David Bowie
Collegamenti esterni
(EN) The Best of Bowie (http:/ / www. allmusic. com/ album/ r31311) su Allmusic
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Black Tie White Noise
Black Tie White Noise
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1993
Durata 68 min : 16 s
Dischi 1
Tracce 14
Genere Soul bianco
Rock
Etichetta Savage records
Produttore David Bowie, Nile Rodgers
David Bowie - cronologia
Album precedente
Oy Vey, Baby
(1993)
Album successivo
The Singles Collection
(1993)
Black Tie White Noise un album del cantautore britannico David Bowie pubblicato nel 1993.
Black Tie White Noise
12
Il disco
Il disco fu la prima fatica solista di Bowie degli anni '90, venuta dopo un esperimento piuttosto deludente con il suo
gruppo di hard rock, i Tin Machine, e dopo essersi risposato nel 1992 con la supermodella Iman Abdulmajid. In
quest'album suonava il suo chitarrista dei tempi di Ziggy Stardust, Mick Ronson, che pochi mesi dopo moriva di
cancro al fegato.
Secondo le parole di Bowie, quest'album gli stato ispirato dal suo matrimonio, incluse tracce come The Wedding e
la sua "reprise" in fondo all'album, The Wedding Song, che ne celebrava l'evento.
La traccia del titolo, Black Tie White Noise, ispirata ai disordini di Los Angeles del '92, che sollevarono la
questione del razzismo nel sistema legale americano. La traccia oggetto di discussione tra i sostenitori di Bowie,
vista la sua confluenza nella corrente dell'hip-hop, e l'inclusione in essa di un duetto con il cantante Al B. Sure!.
La traccia Jump They Say un evidente tributo al fratellastro di Bowie, Terry, che si suicid dopo essere stato
ricoverato per schizofrenia nel 1980. La canzone tratta del conformismo di massa, in linea con i suoi precedenti
lavori, compresi All The Madmen, dall'album The Man Who Sold The World e Mass Production, dall'album The Idiot
di Iggy Pop. Sebbene l'album sia considerato da alcuni critici di gran lunga superiore a Let's Dance, il pubblico
accolse con freddezza il ritorno di Bowie sulle scene. Malgrado ci, lalbum raggiunse il vertice delle classifiche
inglesi con i singoli Jump They say e Miracle Goodnight.
Ciononostante, e fino ad una successiva edizione pubblicata verso il finire degli anni '90, dell'album vennero
prodotte pochissime copie, poich l'inesperta casa di produzione Savage records che ne aveva curato il lancio and
improvvisamente in bancarotta. Sebbene sia spesso considerata una delle meno singolari tra le svolte artistiche di
Bowie, Black Tie White Noise segna linizio del suo periodo moderno. Molti critici hanno ritenuto che il maggior
ostacolo al successo commerciale dell'album sia da attribuire pi al nome di Bowie che alla qualit della musica; a
riprova di ci alcuni remix anonimi della traccia Pallas Athena vennero messi in commercio nel 1993 nelle sale da
ballo americane ottenendo un grosso successo.
Per celebrare il decimo anniversario dell'album, una nuova riedizione contenente l'album originale, un secondo disco
di remix e rarit e un DVD bonus del video Black Tie White Noise venne messa in commercio nel 2003. Alcune
canzoni come Real cool world (canzone della colonna sonora del film Fuga dal mondo dei sogni, uscita come
singolo nel 1992) e Lucy Can't Dance (una bonus track sullalbum originale) vennero incluse accanto a dei remix
(dance mix) di svariate tracce dellalbum originale.
Tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.
1. The Wedding 5:04
2. You've Been Around 4:45 (Bowie, Reeves Gabrels)
3. I Feel Free 4:52 (Jack Bruce, Pete Brown)
4. Black Tie White Noise 4:52 (David Bowie & Al B. Sure!)
5. Jump They Say 4:22
6. Nite Flights 4:30 (Noel Scott Engel)
7. Pallas Athena 4:40
8. Miracle Goodnight 4:14
9. Don't Let Me Down & Down 4:55 (Tahra, Martine Valmont)
10. Looking for Lester 5:36 (Bowie, Nile Rodgers)
11. I Know It's Gonna Happen Someday 4:14 (Morrissey, Mark Nevin)
12. The Wedding Song 4:29
Nella versione indonesiana, Bowie canta Don't Let Me Down & Down in Indonesiano.
Black Tie White Noise
13
A Nile Rodgers non venne riconosciuto alcun credito come coautore di Looking for Lester nella versione originale
del 1993, ma tale credito fu riportato nella riedizione del 2003.
Bonus track sulla versione CD
Jump They Say (Alternate mix) 3:58
Questo mix non incluso nell'edizione del 10 anniversario.
2. Lucy Can't Dance 5:45
+La versione giapponese ha considerato il remix Don't Stop Praying di Pallas Athena come un'ulteriore bonus track.
Bonus track nella versione del 10 Anniversario
Real Cool World 5:27
2. Lucy Can't Dance 5:48
3. Jump They Say (Rock Mix) 4:30
4. Black Tie White Noise (3rd Floor US radio mix) 3:44
5. Miracle Goodnight (Make Believe mix) 4:30
6. Don't Let Me Down & Down (Indonesian vocal version) 4:56
7. You've Been Around (Dangers 12" mix) 7:40
8. Jump They Say (Brothers in Rhythm 12" remix) 8:26
9. Black Tie White Noise (Here Come Da Jazz) 5:33
10. Pallas Athena (Don't Stop Praying remix no. 2) 7:24
11. Nite Flights (Moodswings Back to Basics Remix) 10:01
12. Jump They Say (Dub Oddity) 6:18
Bonus DVD nella versione del 10 Anniversario
1. 1. Introduction
2. With - Lester Bowie
3. On - Reeves Gabrels
4. You've Been Around (Hollywood Center Studios, L.A., 5/8/93)
5. 5. Expanding and Experimenting
6. Nite Flights (Hollywood Center Studios, L.A., 5/8/93)
7. 7. Otherness
8. Miracle Goodnight (Hollywood Center Studios, L.A., 5/8/93)
9. 9. On Marriage
10. Black Tie White Noise (Hollywood Center Studios, L.A., 5/8/93)
11. With - Mick Ronson
12. I Feel Free (Hollywood Center Studios, L.A., 5/8/93)
13. With - Nile Rodgers
14. I Know It's Gonna Happen Someday (Hollywood Center Studios, L.A., 5/8/93)
15. Miracle Goodnight (video promozionale)
16. Jump They Say (video promozionale)
17. Black Tie White Noise (video promozionale)
18. 18. Credits
Black Tie White Noise
14
Formazione
David Bowie Voce, Chitarra, Sassofono, Dog alto, Produttore
Nile Rodgers Produttore
Pugi Bell, Sterling Campbell Batteria
Barry Campbell Basso
Nile Rodgers Chitarra
Richard Hilton Tastiere
John Regan Basso
Michael Reisman Arpa, Campane tubolari
Dave Richards, Philippe Saisse, Richard Tee Tastiere
Gerardo Velez Percussioni
Fonzi Thorton, Tawatha Agee, Curtis King, Jr., Dennis Collins, Brenda White-King, Maryl Epps, Frank Simms
Coro in on I Know It's Gonna Happen Someday
Al B. Sure! duetto in Black Tie White Noise
Lester Bowie - Tromba in You've Been Around, Jump They Say, Pallas Athena, Don't Let Me Down & Down,
Looking For Lester
Mick Ronson Chitarra in I Feel Free
Wild T. Springer - Chitarra
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Bowie at the Beeb
Bowie at the Beeb
Artista David Bowie
Tipo album Raccolta
Pubblicazione 2000Prima release
2002 Seconda release
Durata 215 min : 31 s (3 CD version)
141 min: 18 sec (2 CD version)
Dischi 2
Tracce 37
Genere Rock
Etichetta EMI/VIRGIN
Produttore Bernie Andrews, Paul Williams, Jeff Griffin, Pete Ritzema, John F. Muir, Roger Pusey
Registrazione Studi della BBC (Londra), 1968-1972
Formati LP, CD
David Bowie - cronologia
Album precedente
LiveAndWell.com
(1999)
Album successivo
All Saints
(2001)
Bowie at the Beeb
15
Bowie at the Beeb una compilation di David Bowie, pubblicata per la prima volta nel 2000.
La prima edizione consisteva di un triplo CD; all'interno del terzo, un Bonus disc, era contenuta una registrazione
fatta al BBC Radio Theatre, che si trova all'interno della sede londinese della BBC.
Le edizioni successive contengono invece solo i primi due CD, registrati in momenti diversi (dal 1968 al 1972) negli
studi della BBC di Londra (Beeb l'affettuoso nomignolo con cui gli inglesi indicano la BBC).
Tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.
Disco 1/CD 1
1. In the Heat of the Morning 3:02
2. London Bye Ta Ta 2:36
3. Karma Man 3:00
4. Silly Boy Blue 6:08
5. Let Me Sleep Beside You 3:17
6. Janine 3:24
7. Amsterdam 3:18
8. God Knows I'm Good 3:36
9. The Width of a Circle 5:21
10. Unwashed and Somewhat Slightly Dazed 5:07
11. Cygnet Committee 9:07
12. Memory of a Free Festival 3:18
13. Wild Eyed Boy from Freecloud 5:55
14. Bombers 3:19
15. Looking for a Friend 3:34
16. Almost Grown 2:44 (Chuck Berry)
17. Kooks 3:32
18. It Ain't Easy 2:51 (Ron Davies)
Disco 2/CD 2
1. The Supermen 2:51
2. Eight Line Poem 2:56
3. Hang on to Yourself 2:50
4. Ziggy Stardust 3:26
5. Queen Bitch 2:59
6. I'm Waiting for the Man 5:24 (Lou Reed)
7. Five Years 4:24
8. White Light/White Heat 3:48 (Lou Reed)
9. Moonage Daydream 4:58
10. Hang on to Yourself 2:50
11. Suffragette City 3:28
12. Ziggy Stardust 3:24
13. Starman 4:05
14. Space Oddity 4:16
15. Changes 3:29
16. Oh! You Pretty Things 2:57
17. Andy Warhol 3:14
Bowie at the Beeb
16
18. Lady Stardust 3:21
19. Rock 'n' Roll Suicide 3:08
Disco 3/CD 3
Distribuito come bonus disc con ledizione limitata del 2000.
1. Wild Is the Wind 6:23 (Ned Washington, Dimitri Tiomkin)
2. Ashes to Ashes 5:04
3. Seven 4:13 (Bowie, Reeves Gabrels)
4. This Is Not America 3:44 (Bowie, Pat Metheny, Lyle Mays)
5. Absolute Beginners 6:32
6. Always Crashing in the Same Car 4:07
7. Survive 4:55 (Bowie, Gabrels)
8. Little Wonder 3:49 (Bowie, Gabrels, Mark Plati)
9. The Man Who Sold the World 3:58
10. Fame 4:12 (Bowie, Carlos Alomar, John Lennon)
11. Stay 5:45
12. Hallo Spaceboy 5:22 (Bowie, Brian Eno)
13. Cracked Actor 4:10
14. I'm Afraid of Americans 5:30
15. Let's Dance 6:20
Formazione
David Bowie Voce, Chitarra, Tastiere
Orchestra di Tony Visconti:
Herbie Flowers Basso
Barry Morgan Batteria
John Mclaughlin Chitarra
Alan Hawkshaw Tastiere
Tony Visconti Coro
Steve "Peregrin Took" Coro
Junior's Eyes:
Mick Wayne Chitarra
Tim Renwick Chitarra ritmica
John "Hook" Lodge Basso
John Cambridge Batteria
The Tony Visconti Trio alias The Hype:
Tony Visconti Basso
Mick Ronson Chitarra
John Cambridge Batteria
David Bowie and friends:
David Bowie Voce, Chitarra, Tastiere
Mick Ronson Chitarra, Voce
Trevor Bolder Basso
Mick Woodmansey Batteria
Mark Carr-Pritchard Chitarra
George Underwood Voce
Dana Gillespie Voce
Bowie at the Beeb
17
Geoffrey Alexander Voce
David Bowie e The Spiders from Mars (nel disco 2, dalla traccia 3 alla 19):
David Bowie Voce, Chitarra
Mick Ronson Voce, Chitarra
Trevor Bolder Basso
Woody Woodmansey Batteria
Collaboratori
Nicky Graham - Pianoforte nel disco 2, dalla traccia 8 alla 19
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Bowie Rare
Bowie Rare
Artista David Bowie
Tipo album Raccolta
Pubblicazione dicembre 1982
Durata 42 min : 02 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere Art rock
Glam rock
Rock
Pop rock
Etichetta RCA Records
Registrazione 1969-1980
Formati LP, audiocassetta
David Bowie - cronologia
Album precedente
ChangesTwoBowie
(1981)
Album successivo
Let's Dance
(1983)
Bowie Rare (conosciuto anche solo come Rare) un album discografico compilation del musicista rock britannico
David Bowie pubblicato nel 1982 dalla RCA Records senza l'autorizzazione dell'artista. I rapporti fra Bowie e la
casa discografica erano ormai deteriorati da tempo, e il cantautore avrebbe di l a poco firmato un contratto di
esclusiva con la EMI, ponendo cos fine a un sodalizio durato anni.
Bowie Rare
18
Il disco
La compilation contiene un mix di rarit provenienti dal periodo 1969-1980, come la versione in italiano di Space
Oddity e la versione in tedesco di Heroes. Anche se all'epoca della prima pubblicazione, i brani presenti nella
raccolta erano effettivamente di difficile reperibilit, nel corso del tempo praticamente tutte le tracce sono state
incluse in successive uscite. La raccolta non stata mai ristampa in formato compact disc, ed da tempo fuori
catalogo.
L'album raggiunse la posizione numero 34 in classifica in Gran Bretagna. Negli Stati Uniti non venne distribuito.
Tracce
Tutti i brani sono opera di David Bowie eccetto dove indicato diversamente.
Lato 1
1. Ragazzo Solo, Ragazza Sola (Bowie, Mogol) 5:02
Versione in italiano di Space Oddity, pubblicata su singolo in Italia nel 1969.
2. Round and Round (Chuck Berry) 2:41
Una cover del brano di Chuck Berry Around and Around, registrata durante le sessioni dell'album Ziggy
Stardust, e pubblicata come B-side del singolo Drive-In Saturday.
3. Amsterdam (Jacques Brel, Mort Shuman) 3:25
Una cover di una canzone di Jacques Brel, registrata durante le sessioni dell'album Ziggy Stardust, e pubblicata
come B-side del singolo Sorrow.
4. Holy Holy 2:15
Una nuova versione del singolo del 1970 di Bowie, registrata durante le sessioni dell'album Ziggy Stardust, e
pubblicata come B-side del singolo Diamond Dogs.
5. Panic in Detroit 5:49
Versione dal vivo registrata durante gli stessi concerti del periodo David Live, e pubblicata come B-side del
singolo Knock on Wood
6. Young Americans 3:11
Versione singolo USA
Lato 2
Velvet Goldmine 3:08
Registrata nel corso delle sessioni di Ziggy Stardust, e pubblicata nel 1975 come B-side della ristampa di
Space Oddity.
2. Helden (Bowie, Brian Eno, Antonia Maass) 6:07
Una versione di Heroes con testo in inglese e tedesco, pubblicata su singolo in Germania Ovest nel 1977.
3. John, I'm Only Dancing (Again) 3:26
Versione singolo
4. Moon of Alabama (Bertold Brecht, Kurt Weill) 3:51
5. Crystal Japan 3:07
Bowie Rare
19
Classifica
Album
Anno Classifica Posizione
1983 UK Album Chart 34
1983 Norway's Album Charts 11
Note
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The Buddha of Suburbia (colonna sonora)
The Buddha of Suburbia
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1993
Durata 55 min : 26 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Rock
Etichetta BMG International
Produttore David Bowie, David Richards
David Bowie - cronologia
Album precedente
The Singles Collection
(1993)
Album successivo
Santa Monica '72
(1994)
The Buddha of Suburbia un album del 1993 del cantautore inglese David Bowie che costitu la colonna sonora
dell'omonima miniserie televisiva trasmessa in quattro parti dalla BBC2 (a sua volta un adattamento dall'omonimo
romanzo di Hanif Kureishi). L'album il 19 album registrato completamente in studio da David Bowie, e si colloca
tra Black Tie White Noise, anchesso pubblicato nel 1993, e 1.Outside, del 1995. Fu prodotto e missato a Mountain
Studios, a Montreux in Svizzera, e secondo Bowie ci vollero solamente sei giorni per scriverlo e registrarlo, ma
quindici giorni per missarlo a causa di "guasti tecnici".
L'album stato considerato una colonna sonora, sebbene sia la sola traccia del titolo ad essere stata eseguita nel
programma televisivo. Due delle tracce di musica d'ambiente sono strumentali e riprendono fedelmente il lavoro
svolto da Bowie con Brian Eno nei tardi anni settanta. Nelle altre tracce dell'album vengono impiegati a piene mani
il sassofono, la tastiera elettronica e il pianoforte.
The Buddha of Suburbia (colonna sonora)
20
Album cancellato
Nonostante Bowie lo abbia una volta proclamato il suo album preferito, le versioni americane ed europee furono
cancellate
[1]
per molti anni o, come Bowie ebbe a sottolineare: "L'album stesso ha subito una sola revisione, assai
buona come spesso accade, ma virtualmente inesistente nel mio catalogo - stato considerato una colonna sonora e
assolutamente inadatto a procurare guadagni. Un'autentica vergogna".
Ad ingarbugliare ancor pi la questione fu prodotto anche un singolo Buddha of Suburbia in vari formati, incluso un
CD con stampa olografica. Di conseguenza l'album stesso viene qualche volta sottovalutato, nonostante il fatto sia
una registrazione completa in studio ove l'artista interpreta dieci tracce precedentemente inedite.
L'album venne ripubblicato il 17 settembre 2007 nel Regno Unito e il 2 ottobre 2007 negli Stati Uniti. Il comunicato
stampa ufficiale mostr che la copertina della riedizione sarebbe stata simile a quella statunitense del 1995, ma a
colori e con Bowie che tiene una posa leggermente diversa, nondimeno la copertina attuale solo una versione
colorata dell'originale cover art. La riedizione contiene sia i primi commenti di Bowie dell'edizione originale nel
Regno Unito che l'opera interna dell'originale edizione statunitense.
Colonna sonora
Anche se classificato nella copertina dellalbum come colonna sonora, questo album non rappresenta la colonna
sonora che Bowie scrisse per la messa in scena, da parte della BBC, del libro omonimo, e che rimasto inedito, di
Hanif Kureishi. Piuttosto, dopo avere scritto la colonna sonora, Bowie decise di lavorare ulteriormente sugli stessi
motivi, creando i pezzi radicalmente diversi che si sentono nell'album. Della colonna sonora originale, solamente la
traccia del titolo rimasta inalterata.
Ispirazione
Nella versione europea dell'album Bowie fornisce ampie note di copertina su temi e tecniche di produzione
coinvolte, e svela un elenco di "fatti residuali dagli anni settanta" come sue fonti d'ispirazione per le canzoni.
L'elenco include le seguenti referenze: i Pink Floyd, Harry Partch, i Club del Blues, Unter den Linden, Brucke
Museum, Pet Sounds, gli amici dei Krays, i Roxy Music, i T. Rex, The Casserole, Neu!, i Kraftwerk, Bromley,
Croydon, ENO, Prostitute & Soho, il Ronnie Scott's Jazz Club, i viaggi in Russia, la solitudine, The O'Jays, Philip
Glass nei club di New York, il Muro, le droghe.
Curiosit
Bowie ha rielaborato il brano Strangers When We Meet dal suo album 1.Outside e lo ha pubblicato come singolo
nel 1995. Pertanto esistono due diverse versioni per album di questa canzone.
L'album fu dapprima messo in commercio nel Regno Unito comprensivo di numerose note di copertina scritte da
Bowie che non vennero incluse nella successiva edizione statunitense.
L'album fu imballato con una copertina alternativa negli Stati Uniti e non fu pubblicato fino al 1995
(probabilmente a causa di una disputa tra Bowie e l'industria musicale).
Il brano Ian Fish, U.K. Heir un anagramma di Hanif Kureishi.
L'etichetta Arista/BMG mise in commercio un'edizione speciale della colonna sonora in una scatola di plastica e
traslucida, imballata col libro di Hanif Kureishi.
La riedizione del 2007 elenca erroneamente "The Mysteries" in luogo di "The Mysterie."
The Buddha of Suburbia (colonna sonora)
21
Tracce
Tutte le tracce sono scritte da David Bowie.
1. Buddha of Suburbia 4:28
2. Sex and the Church 6:25
3. South Horizon 5:26
4. The Mysteries 7:12
5. Bleed Like a Craze, Dad 5:22
6. Strangers When We Meet 4:58
7. Dead Against It 5:48
8. Untitled No. 1 5:01
9. Ian Fish, U.K. Heir 6:27
10. Buddha of Suburbia (featuring Lenny Kravitz alla chitarra) 4:19
Formazione
Produzione
David Bowie Produttore
David Richards - Coproduttore
Musicisti
David Bowie Vocalist, tastiera, sintetizzatore, chitarra, sax alto, sax baritono, strumenti a percussione
Erdal Kizilcay tastiera, tromba, basso, chitarra, batteria, percussioni
3D Echo batteria, basso, chitarra in Bleed Like a Craze, Dad
Mike Garson piano in Bleed Like a Craze, Dad e South Horizon
Lenny Kravitz chitarra in Buddha of Suburbia
Note
[1] [1] S'intende l'eliminazione dal catalogo ufficiale di una casa discografica, per ragioni spesso legate all'insuccesso commerciale di un brano o di
un album
Voci correlate
David Bowie
Brian Eno
Mike Garson
David Richards (musica)
Collegamenti esterni
(EN) "The Buddha of Suburbia" Project (http:/ / www. gutenberg-gym. de/ redaktion/ buddha/ index.
php?rubric=Buddha+ Of+ Suburbia+ -+ Weblinks). URL consultato il 24-05-2009.
(EN) La recensione di Allmusic (http:/ / www. allmusic. com/ album/ r228641). URL consultato il 24-05-2009.
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Changesbowie
22
Changesbowie
Changesbowie
Artista David Bowie
Tipo album Compilation
Pubblicazione 1990
Durata 74 min : 30 s
Dischi 2
Tracce 18
Genere Rock
Glam rock
Etichetta Rykodisc
EMI
Produttore differisce da traccia a traccia
David Bowie - cronologia
Album precedente
Sound + Vision
(1989)
Album successivo
Early On (19641966)
(1991)
Changesbowie una compilation di David Bowie, pubblicata nel 1990 dall'etichetta discografica Rykodisc negli
Stati Uniti e dalla EMI nel Regno Unito come parte di un programma di rimasterizzazione delle canzoni di Bowie, in
sostituzione di ChangesOneBowie, l'originale raccolta di successi pubblicata dalla RCA. In una versione in vinile su
doppio LP, pubblicata in contemporanea, vennero inseriti anche altri brani: Starman (dopo Space Oddity), Life on
Mars? (dopo The Jean Genie) e Sound and Vision (dopo Golden Years). Mentre l'immagine di copertina,
rielaborazione di quella di ChangesOneBowie, era stata nel suo insieme bocciata come dilettantesca (giudicata,
secondo il critico David Buckley, un collage "taglia e cuci" di infima categoria), la raccolta raggiunse il primo posto
in Gran Bretagna, risultando il primo album di Bowie a raggiungere la vetta della classifica sin da Tonight del 1984.
Tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.
1. Space Oddity (dall'album Space Oddity) 5:16
2. John, I'm Only Dancing (dal singolo omonimo) 2:49
3. Changes (da Hunky Dory) 3:36
4. Ziggy Stardust (da The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars) 3:13
5. Suffragette City (da The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars) 3:28
6. The Jean Genie (da Aladdin Sane) 4:09
7. Diamond Dogs (da Diamond Dogs) 6:06
8. Rebel Rebel (da Diamond Dogs) 4:31
9. Young Americans (dall'album Young Americans) 5:13
10. Fame '90 (Bowie, Lennon, Alomar)(Gass mix) (dal remix di Fame) 3:40
11. Golden Years (da Station to Station) 4:01
Changesbowie
23
12. Heroes (Bowie, Brian Eno) (dal singolo omonimo) 3:38
13. Ashes to Ashes (da Scary Monsters (and Super Creeps)) 4:25
14. Fashion (da Scary Monsters (and Super Creeps)) 4:49
15. Let's Dance (dall'album Let's Dance) 4:10
16. China Girl (Bowie, Iggy Pop) (dall'album Let's Dance) 4:17
17. Modern Love (dall'album Let's Dance) 3:59
18. Blue Jean (dall'album Tonight) - 3:10
Formazione
Robert Aaron - Flauto, Sax tenore
Carlos Alomar - Chitarra, chitarra ritmica
Roy Bittan - Pianoforte, rullante
Trevor Bolder - Basso
David Bowie - Sintetizzatore, chitarra, compositore, tastiere, sassofono, voce, coro, produttore
Derek Bramble Sintetizzatore, basso, chitarra, coro, produttore
Ava Cherry Coro
Andrew Clark - Sintetizzatore
Robin Clark Coro
Terry Cox - Batteria, rullante
Dennis Davis Percussioni, batteria, rullante
Gus Dudgeon - Produttore
Brian Duffy - Design, fotografia
Aynsley Dunbar - Batteria
Ashley Dunbar - Rullante
Steven Elson - Flauto, sax baritono, Baritono, Soprano
Brian Eno Sintetizzatore, chitarra, tastiere
Sammy Figueroa - Percussioni
Herbie Flowers - Basso
Ken Fordham - Sassofono
Robert Fripp - Chitarra
Mike Garson - Pianoforte, tastiere
Jon Gass remixing
Mac Gollehon - Tromba
Omar Hakim - Batteria, rullante
Chuck Hammer - Chitarra
Stan Harrison - Contralto, flauto, sax tenore
Eric Stephen Jacobs Fotografia
Emir Kassan - Basso, batteria
Andy Kent - Fotografia
Curtis King - Coro
John Lennon - Chitarra, voce
Ralph MacDonald - Percussioni
Lynn Maitland - Coro
Arif Mardin - Sintetizzatore, archi, arrangiamento, conduttore, arrangiamenti col sintetizzatore
Harry Maslin - Produttore
George Murray - Basso
Tony Newman - Batteria, rullante
Changesbowie
24
Andy Newmark - Batteria, rullante
Hugh Padgham - Produttore
Mark Pender - Tromba, flicorno
Lenny Pickett - Clarinetto, sax tenore
Chris Porter - Coro
Nile Rodgers - Chitarra, produttore
Carmine Rojas - Basso
Mick Ronson - Chitarra
Pablo Rosario - Percussioni
Robert Sabino - Tastiere
Guy St. Onge - Marimba
David Sanborn - Sassofono
Ken Scott - Produttore
Frank Simms - Coro
Simms George - Coro
Earl Slick - Chitarra
David Spinner - Coro
Luther Vandross - Coro
Stevie Ray Vaughan - Chitarra
Tony Visconti - Coro, produttore
Rick Wakeman - Pianoforte
Brian Ward - Fotografia
Sukita Ward - Fotografia
Larry Washington - Conga
Willie Weeks - Basso
Mick "Woody" Woodmansey - Batteria, rullante
Note
Bibliografia
(EN) David Buckley, Strange Fascination - David Bowie: The Definitive Story, Virgin Publishing, 1999, ISBN
1-85227-784-X.
Voci correlate
ChangesOneBowie
David Bowie
Discografia di David Bowie
Collegamenti esterni
Changesbowie su Allmusic (http:/ / www. allmusic. com/ album/ r2518)
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ChangesOneBowie
25
ChangesOneBowie
ChangesOneBowie
Artista David Bowie
Tipo album Raccolta
Pubblicazione maggio 1976
Durata 44 min : 14 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere Art rock
Glam rock
Pop rock
Etichetta RCA Records
Registrazione 1969-1976
Formati LP, CD, audiocassetta
Certificazioni
Dischidiplatino 3
David Bowie - cronologia
Album precedente
Station to Station
(1976)
Album successivo
Low
(1977)
ChangesOneBowie un album discografico compilation greatest hits del musicista britannico David Bowie,
pubblicato dalla RCA Records nel 1976.
Il disco
Si tratta della prima raccolta di successi del cantante ad essere ampiamente distribuita in tutto il mondo. Il disco
contiene brani del periodo 19691976, inclusa la prima apparizione in assoluto su LP della canzone John, I'm Only
Dancing, in precedenza pubblicata solo su singolo. La "sax version" del brano, incisa durante le sessioni dell'album
Aladdin Sane del 1973, apparve sulle prime 1000 copie dell'edizione britannica della raccolta. Le successive
ristampe di ChangesOne contenevano invece la versione originale del singolo registrata e pubblicata nel 1972.
La copertina dell'album raffigura una foto in bianco e nero del volto di Bowie, ritratto in un'espressione pensosa,
opera del fotografo Tom Kelley.
Nel 2003, l'album, sebbene si tratti di una compilation, stato inserito alla posizione numero 425 della lista dei 500
migliori album di sempre redatta dalla rivista Rolling Stone.
La RCA ristamp ChangesOnebowie in formato CD nel 1985, ma le copie furono ritirate dal mercato dopo un solo
anno dall'uscita, a causa di dissidi fra Bowie e la casa discografica. Il catalogo discografico di Bowie venne quindi
ristampato dalla Rykodisc a partire dal 1990 e la compilation originale della RCA divent Changesbowie sulla quale
Fame venne sostituita dalla sua versione remix reintitolata Fame 90; e "Heroes", Ashes to Ashes, Fashion, Let's
Dance, China Girl, Modern Love, e Blue Jean furono tutte aggiunte per rimpolpare la scaletta dei brani. Inoltre, nelle
ChangesOneBowie
26
versioni formato doppio LP e doppia cassetta furono aggiunti anche i brani Starman (dopo Space Oddity), Life on
Mars? (dopo The Jean Genie), e Sound and Vision (dopo Golden Years).
Tracce
Tutti i brani sono opera di David Bowie, eccetto dove diversamente indicato.
Lato 1
1. Space Oddity (da Space Oddity, 1969) 5:14
2. John, Im Only Dancing 2:43 (Sax Version - 2:41)
3. Changes (da Hunky Dory, 1971) 3:33
4. Ziggy Stardust (da Ziggy Stardust, 1972) 3:13
5. Suffragette City (da Ziggy Stardust, 1972) 3:25
6. The Jean Genie (da Aladdin Sane, 1973) 4:03
Lato 2
1. Diamond Dogs (da Diamond Dogs, 1974) 5:56
2. Rebel Rebel (da Diamond Dogs, 1974) 4:30
3. Young Americans (da Young Americans, 1975) 5:10
4. Fame (Bowie, Carlos Alomar, John Lennon) (da Young Americans) 3:30
5. Golden Years (da Station to Station, 1976) 3:59
Classifica
Album
Anno Classifica Posizione
1976 UK Albums Chart 2
Billboard Pop Albums 10
Note
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ChangesTwoBowie
27
ChangesTwoBowie
ChangesTwoBowie
Artista David Bowie
Tipo album Raccolta
Pubblicazione novembre 1981
Durata 44 min : 14 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Art rock
Glam rock
Rock
Pop rock
Etichetta RCA Records
Registrazione 1971-1980
Formati LP, audiocassetta
Certificazioni
Dischid'oro 1
David Bowie - cronologia
Album precedente
Scary Monsters (and Super Creeps)
(1980)
Album successivo
Let's Dance
(1983)
ChangesTwoBowie un album discografico compilation del musicista britannico David Bowie, pubblicato nel 1981
dalla RCA Records. Il titolo del disco si riferisce alla precedente raccolta della RCA, ChangesOneBowie del 1976
della quale praticamente il volume secondo. Oltre a singoli post-1976, l'album contiene canzoni della prima parte
di carriera di Bowie che non erano gi apparsi su ChangesOne. Tuttavia, il disco non ripet l'exploit commerciale del
precedente greatest hits, raggiungendo soltanto la posizione numero 27 in Gran Bretagna, e la numero 68 negli Stati
Uniti.
Tracce
Tutti i brani sono opera di David Bowie, eccetto dove indicato diversamente.
1. Aladdin Sane (1913-1938-197?) (dall'album Aladdin Sane, 1973) 5:08
2. Oh! You Pretty Things (dall'album Hunky Dory, 1971) 3:13
3. Starman (dall'album Ziggy Stardust, 1972) 4:13
4. 1984 (dall'album Diamond Dogs, 1974) 3:25
5. Ashes to Ashes (dall'album Scary Monsters (and Super Creeps), 1980) 3:39
6. Sound and Vision (dall'album Low, 1977) 3:03
7. Fashion (dall'album Scary Monsters (and Super Creeps), 1980) 3:24
8. Wild Is the Wind (dall'album Station to Station, 1976) 5:59
ChangesTwoBowie
28
9. John, I'm Only Dancing (Again) (dall'omonimo singolo, 1979) 6:59
10. DJ (dall'album Lodger, 1979) 3:23
Classifica
Album
Anno Classifica Posizione
1982 UK Albums Chart 27
1982 Billboard Pop Albums 68
Note
Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock
Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
(colonna sonora)
Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
Artista David Bowie
Tipo album Colonna sonora
Pubblicazione aprile 1981
Durata 41:38 (LP)
41:50 (CD)
Dischi 1
Tracce 9
Genere Krautrock
Art rock
Rock sperimentale
Rock
Funk
Rock progressivo
Etichetta RCA Victor (1981)
EMI (2001)
Produttore David Bowie, Harry Maslin, Tony Visconti
Registrazione 1975-1978
Formati LP (1981), CD (2001)
David Bowie - cronologia
Album precedente
Changestwobowie
(1981)
Album successivo
Let's Dance
(1983)
Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (colonna sonora)
29
Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino la colonna sonora del film omonimo del 1981, composta
interamente da canzoni di David Bowie registrate tra il 1975 e il 1978, anni in cui ambientato il film, la colonna
sonora stata prodotta anche da David Bowie.
Tracce
Tutte le tracce sono scritte da David Bowie tranne dove scritto e le parti in tedesco sono scritte da Maas in
Heroes/Helden.
1. V-2 Schneider (strumentale) 3:09
2. TVC 15 3:29
3. Heroes/Helden (Bowie, Brian Eno) 6:01
4. Boys Keep Swinging (Bowie, Eno) 3:16
5. Sense of Doubt (strumentale) 3:56
6. Station to Station 8:42
7. Look Back in Anger (Bowie, Eno) 3:06
8. Stay 3:20
9. Warszawa (strumentale) (Bowie, Eno) 6:18
Le canzoni 1, 3 e 5 sono tratte dall'album del 1977 "Heroes".
Le canzoni 2 e 8 sono tratte dall'album del 1976 Station to Station.
Le canzoni 4 e 7 sono tratte dell'album del 1979 Lodger.
La canzone 6 tratta dall'album live del 1978 Stage.
La canzone 9 tratta dall'album del 1977 Low.
Posizioni in classifica
Anno Classifica Posizione
1982 Billboard Pop Albums 135
Voci correlate
David Bowie
Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
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David Bowie (album)
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David Bowie (album)
David Bowie
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1 giugno 1967
Durata 37 min : 07 s
Dischi 1
Tracce 14
Genere Rock
Pop
Vaudeville
Etichetta Deram Records
Produttore Mike Vernon
Arrangiamenti David Bowie, Dek Fearnley
Registrazione Decca Studios, Londra, novembre 1966-febbraio 1967
Formati LP, CD
David Bowie - cronologia
Album precedente

Album successivo
Space Oddity
(1969)
La visione di Bowie dritta e penetrante come un raggio laser. Scava attraverso ipocrisia, pregiudizio e convenzioni. Vede
lamarezza dellumanit ma raramente aspro. Coglie il lato umoristico nei nostri fallimenti, la commozione nelle nostre
virt.
(Nota sul retro di copertina)
David Bowie l'album di debutto eponimo dell'artista inglese David Bowie, pubblicato nel 1967 per la Deram
Records sia in versione mono che stereo e ristampato su compact disc per la prima volta nel 1983. Nella versione
uscita negli Stati Uniti nell'agosto del 1967 non sono presenti We Are Hungry Men e Maid of Bond Street, mentre
Little Bombardier e Silly Boy Blue sono scritte erroneamente Little Bombadier e Silly Boy Blues.
Seppure ancora lontano dallo stile che lo distinguer negli album successivi, il disco testimonia comunque la grande
energia creativa e la voglia di mettersi in gioco di Bowie ed caratterizzato da alcune buone composizioni narrative,
a met tra il folk inglese di quegli anni e il vaudeville da rivista. Inoltre, in alcune di quelle che vengono considerate
tra le migliori composizioni di Bowie del periodo Deram, si possono rilevare tematiche parallele a quelle delle sue
opere della maturit. We Are Hungry Men prefigura linteresse di Bowie per temi Orwelliani e messianici, Shes Got
Medals anticipa la commistione di generi disparati mentre Come and Buy My Toys rimanda al territorio folk acustico
che esplorer nel successivo Space Oddity. Gran parte dei testi fanno inoltre riferimento alla recitazione e al grande
schermo, cos come allinteresse per la sorte degli emarginati e dei derelitti, temi ricorrenti nei successivi dischi di
Bowie.
Molte delle tracce dellalbum (tra cui Come and Buy My Toys, Join the Gang, When I Live My Dream e Silly Boy
Blue) vennero in quello stesso anno proposte ad artisti come Peter, Paul and Mary, Judy Collins e i Jefferson
David Bowie (album)
31
Airplane ma in tutti i casi le offerte vennero rifiutate, ad eccezione di Silly Boy Blue che venne incisa da Billy Fury
lanno successivo.
Tracce
Tutte le tracce sono scritte da David Bowie.
1. Uncle Arthur - 2:07
2. Sell Me a Coat - 2:58
3. Rubber Band - 2:17
4. Love You Till Tuesday - 3:09
5. There Is a Happy Land - 3:11
6. We Are Hungry Men - 2:58
7. When I Live My Dream - 3:22
8. Little Bombardier - 3:24
9. Silly Boy Blue - 3:48
10. Come and Buy My Toys - 2:07
11. Join the Gang - 2:17
12. She's Got Medals - 2:23
13. Maid of Bond Street - 1:43
14. Please Mr. Gravedigger - 2:35
Formazione
David Bowie voce, chitarra, sassofono
Derek Boyes organo
Dek Fearnley basso
John Eager batteria
Altri turnisti sconosciuti
Registrazione
Le sessioni di registrazione dell'album iniziarono il 14 novembre 1966 con Uncle Arthur e Shes Got Medals nello
studio n 2 della Decca a West Hampstead, sotto l'attenta direzione del manager Kenneth Pitt. Questa sarebbe stata la
sede per tutte le sessioni, che si susseguivano velocemente mentre i Buzz esaurivano le esibizioni in calendario.
Dieci giorni dopo vennero registrate There is a Happy Land, We Are Hungry Men e Join the Gang. I Buzz tennero
lultimo concerto in programma il 2 dicembre ma continuarono a partecipare alle registrazioni che continuarono nei
15 giorni successivi. Little Bombardier, Sell Me a Coat, Silly Boy Blue e Maid of Bond Street furono realizzate l8
dicembre con a seguire, rispettivamente il 12 e 13 dicembre, Come and Buy My Toys e Please, Mr. Gravedigger.
Il produttore Mike Vernon defin Bowie la persona pi semplice con cui lavorare, aggiungendo che alcune
melodie erano ottime e il materiale, i testi, erano di una qualit straordinaria. Vernon era assistito dal tecnico del
suono Gus Dudgeon (futuro produttore del brano Space Oddity), che pure apprezz il lavoro dicendo al biografo
David Buckley che la musica era molto cinematografica, tutto molto suggestivo, molto onesto e spontaneo, e perci
unico. Dek Fearnley, che aiut David negli arrangiamenti, ricordava un metodo di collaborazione pi o meno simile
a quello che Bowie avrebbe usato trentanni dopo. Aveva una canzone nella sua forma base e la sviluppavamo
insieme. Diceva, "mi piacerebbe avere un violino" e io dicevo, "s, manteniamo un tocco sentimentale, mettiamoci
un trombone" e lui diceva che era una grande idea. Era cos maledettamente ispirato... mi ha stimolato su cose che
altrimenti non avrei mai potuto fare. Essendo in possesso di una preparazione musicale piuttosto rudimentale, i due
acquistarono un manuale, lObservers Book of Music, per cercare di comprendere i termini usati dai musicisti di
David Bowie (album)
32
Vernon, molti dei quali provenivano dalla London Philharmonic Orchestra.
Poco pi di due mesi dopo, il 25 febbraio 1967, le versioni di Rubber Band, Love You Till Tuesday e When I Live My
Dreams che sarebbero apparse sull'album completarono le registrazioni.
Influenze
David Bowie visto spesso come una "trovata da variet" derivata da un flirt stilistico con Anthony Newley, anche
se lo stesso Bowie, durante le registrazioni dellalbum, confess a Mike Vernon di essere un ammiratore del cantante
e attore inglese. Come ha dichiarato Gus Dudgeon a David Buckley, se la prendeva con Mike Vernon e me perch
avevamo detto "Bowie veramente bravo e le sue canzoni sono grandi, ma sembra Anthony Newley". Lalbum
considerato, secondo la definizione del biografo David Buckley, un'opera giovanile tendente al servilismo
affrontabile soltanto da chi possiede una soglia di imbarazzo sufficientemente alta. Il periodo Deram stato sin da
allora svalutato da Bowie stesso: quella roba tipo Tony Newley, che piaggeria, disse nel 1990. No, non ho molto
da dire a suo favore. Quanto ai testi, immagino che stessi cercando una mia dimensione, da narratore di storie brevi.
Musicalmente piuttosto stravagante. Non so dire dove stessi rovistando. Sembrava avere le sue radici dappertutto,
nel rock, nel vaudeville, nella rivista o non so che altro. Non so se ero Max Miller o Elvis Presley.
In realt le somiglianze vocali con Anthony Newley affiorano solo in brani come Love You Till Tuesday, Little
Bombardier e Shes Got Medals. L'album presenta infatti una miscela di folk e brevi storie che trae molti spunti dal
versante pi commerciale della nascente psichedelia britannica. Il tema della nostalgia del tempo di guerra, le
evocazioni di innocenza infantile e il campionario di disadattati sociali, sono tutti coerenti con i lavori contemporanei
dei Pink Floyd di Syd Barrett, della Bonzo Dog Doo-Dah Band e persino dei Beatles (Revolver, apparso lanno
prima, proponeva le sue storie di persone solitarie e sottomarini gialli mentre Sgt. Pepper venne pubblicato lo stesso
giorno di David Bowie).
I singoli
Dall'album sono stati estratti due singoli: Rubber Band, pubblicato il 2 dicembre 1966 con The London Boys come
lato B, e Love You Till Tuesday, pubblicato il 14 luglio 1967 con Did You Ever Have a Dream. Love You Till
Tuesday stata pubblicata anche come lato B della versione di The London Boys del 1975, mentre la traccia There is
a Happy Land stata il lato B dell'edizione statunitense di Rubber Band, uscita nel dicembre del 1966.
Le altre tracce
Uncle Arthur
Il brano di apertura una tragicommedia incentrata sulla figura dello "zio Arthur", un trentenne disadattato che legge
ancora i fumetti e vive in simbiosi con la mamma. Un giorno, nel tranquillo quadretto familiare irrompe Sally e
Arthur lascia la madre per seguire la donna che ama. Si pentir presto di essersi sposato e torner a rifugiarsi in seno
alla madre. La descrizione delle tribolazioni domestiche del protagonista si pu ritrovare in Repetition del 1979,
anche se in quest'ultima le tematiche saranno completamente diverse.
(EN)
Round and round goes Arthur's head, hasn't eaten well for
days,
little Sally may be lovely, but cooking leaves her in a
maze.
(IT)
Gira la testa di Arthur, non ha mangiato bene per giorni,
la giovane Sally pu essere deliziosa, ma la cucina la
disorienta.
Sell Me a Coat
Malinconica ballata in cui si ricorre al simbolismo che vede l'estate come immagine di amore e felicit e linverno
come perdita dell'amore e di frigidit. In questo periodo Bowie esegu il brano nello spettacolo teatrale Pierrot in
David Bowie (album)
33
Turquoise di Lindsay Kemp e due anni pi tardi venne inserito nel video Love You Till Tuesday. In questa occasione,
alla registrazione originale vennero aggiunti una strumentazione supplementare e le voci di accompagnamento di
Hermione Farthingale (all'epoca fidanzata di Bowie) e del chitarrista John Hutchinson. La sequenza del video
contiene riprese effettuate presso la boutique londinese Mr. Fish, che avrebbe fornito a David i costumi usati nel
periodo di The Man Who Sold the World.
There Is a Happy Land
In questo brano sentimentale ispirato a William Blake, l'innocenza infantile vista come un paradiso
metaforicamente separato dall'incombente oscurit dell'et adulta. Il brano fu scelto dalla Deram come lato B della
versione americana di Rubber Band, sostituendo The London Boys che aveva suscitato polemiche per il testo.
We Are Hungry Men
Intitolato in origine We Are Not Your Friends, il brano racconta la nascita di una dittatura che si propone di adottare
misure drastiche come il cannibalismo per combattere la sovrappopolazione. Pur lasciando intravedere alcune
tematiche che diventeranno familiari nelle opere di Bowie, come l'adorazione del Messia e la paura del totalitarismo,
l'atmosfera ancora pi ironica che inquietante e le interiezioni di un nazista da fumetti risultano pi grossolane che
pungenti. Il brano fu escluso dalledizione americana di David Bowie.
When I Live My Dream
Questo brano divenne uno dei punti fermi del primo repertorio di Bowie e le molte versioni esistenti indicano che la
canzone era tenuta in considerazione sia da Bowie che dal suo manager Kenneth Pitt. Quello che pu sembrare una
semplice canzone damore rivela un certo senso di sofferenza mentre la tendenza di Bowie a drammatizzare le sue
emozioni in forma cinematografica prefigura le fantasie da grande schermo di numerosi testi successivi. Il 18
dicembre 1967 Bowie incluse una nuova incisione del brano nella sua prima sessione radiofonica alla BBC e, pi o
meno nello stesso periodo, la esegu nello spettacolo Pierrot in Turquoise. Una seconda versione, riarrangiata dal
musicista britannico Ivor Raymonde, fu proposta come singolo alla Deram in ottobre ma il progetto venne bocciato.
Questa seconda versione fu usata in seguito nel video Love You Till Tuesday. Bowie registr anche una parte vocale
in tedesco, tradotta da Lisa Busch, per la prevista edizione tedesca del video ma di fatto Mit Mir in Deinen Traum
non fu mai trasmessa. Nel 1969 When I Live My Dream venne eseguita al Festival della Canzone di Malta e ricevette
il riconoscimento per la miglior produzione discografica al Premio Internazionale del Disco di Monsummano Terme.
Altre due versioni inedite (la prima con una parte vocale differente, la seconda un demo accompagnato dallorgano)
sono apparse su bootleg.
Little Bombardier
Questo nostalgico valzer da luna park, uno dei pochissimi brani di Bowie scritti in 3/4, un altro esempio dell'abilit
di Bowie di tratteggiare le varie tipologie umane e le loro storie. Trombone, archi e pianoforte forniscono il
sottofondo ad un testo che racconta di Frankie Mear, un anziano veterano di guerra che allontana in un cinema la
solitudine e l'alcolismo fino al giorno in cui due bambini gli offrono di nuovo la gioia di vivere. Anche in questo
caso per la storia non ha un lieto fine e Frankie, sospettato di pedofilia, viene bandito dalla citt.
(EN)
The hand of authority said "no
more"
to the little bombardier.
Packed his bags, his heart in pain,
wiped a tear and caught a train,
not to be seen in town again.
(IT)
La mano dellautorit disse "basta"
al piccolo pilota di bombardiere.
Fece le valigie con langoscia nel
cuore,
si asciug una lacrima e prese il treno,
per non farsi rivedere mai pi in citt.
Anche Little Bombardier venne inclusa nella prima sessione BBC di Bowie ed comparsa in numerosi bootleg come
Archive Volume One del 1993, God Knows I'm Good del 1997 e The Rise and Rise of Ziggy Stardust del 2000.
Silly Boy Blue
David Bowie (album)
34
Il testo surreale di questo brano dedicato ad un "Bambino del Tibet" ed evoca le montagne di Lhasa e la
reincarnazione. Si tratta di uno dei primi segnali della fase buddhista di David Bowie, che nel febbraio del 1967
aveva dichiarato a Melody Maker: Voglio andare in Tibet. un posto affascinante, sapete... I monaci tibetani, i
Lama si seppelliscono per settimane tra le montagne e mangiano solo ogni tre giorni. Sono assurdi, e si dice che
vivano centinaia di anni. In questo brano si trovano accenni densi delle aspettative e delle illusioni che si
alimentavano fra i giovani degli anni sessanta, ma per Bowie non si trattava dell'euforia di un momento. Il bisogno di
riposte sempre stato un tema centrale per il cantante e in futuro lo stesso argomento sar sviluppato con maggior
partecipazione emotiva fino all'album Reality del 2003.
Nelle prime due sessioni radiofoniche per la BBC (18 dicembre 1967 e 13 maggio 1968) furono presentate due
nuove registrazioni del brano, e fino all'anno successivo la canzone avrebbe costituito l'accompagnamento per la
sequenza mimica tibetana Yet-San and the Eagle, che Bowie eseguiva in questo periodo. Silly Boy Blue venne in
seguito incisa da Billy Fury, la cui cover fu pubblicata senza successo dalla Parlophone nel marzo 1968 (ed
presente anche nell'album tributo di artisti vari Oh! You Pretty Things del 2006). Un demo apparso su bootleg fu
registrato con i Lower Third agli R.G. Jones Studios addirittura nellottobre 1965, anche se il testo di questa
versione, completamente differente, ha molto pi a che vedere con la Londra suburbana che con il Tibet. Nel 2000, il
brano stato nuovamente registrato per l'inserimento nell'album Toy, previsto inizialmente per il 2001 ma ad oggi
mai pubblicato. Il 26 febbraio 2001, accompagnato da Sterling Campbell alla batteria, Tony Visconti al basso, Philip
Glass al piano e Moby alla chitarra (e con una sezione di archi), Bowie ha cantato Silly Boy Blue alla Carnegie Hall
di New York all'interno del Tibet House Benefit Concert.
Come and Buy My Toys
Accompagnato solo da una chitarra folk a dodici corde, Bowie riprende le atmosfere di There Is a Happy Land
descrivendo un idillio di fanciulle sorridenti e rosei ragazzi i cui anni felici avranno presto fine. L'invito quello a
godere della gioia e della spensieratezza dell'infanzia prima che le responsabilit dell'et adulta prendano il
sopravvento:
(EN)
You shall work your fathers land,
but now you shall play in the market square till you be a
man.
(IT)
Lavorerete la terra di vostro padre,
ma ora giocate sulla piazza del mercato finch sarete
uomini.
Join the Gang
Cinico ritratto di una combriccola londinese che contiene espliciti riferimenti alluso di droghe e presenta una serie di
personaggi disgraziati, archetipi della Swinging London: la modella da manifesti pubblicitari Molly, il cantante rock
perennemente ubriaco Arthur e Johnny lesistenzialista. Introdotta da un suono di sitar che rende omaggio alle
influenze orientali rese popolari in quegli anni da George Harrison, il brano fu eseguito dal vivo dai The Buzz in quel
periodo.
She's Got Medals
In questo brano si trovano i primi accenni dellinteresse di Bowie per lambiguit sessuale e il travestimento.
Racconta di una ragazza che si arruola nellesercito sotto sembianze maschili per sfidare la morte in un
bombardamento aereo e farsi congedare come donna. Per inciso, a met degli anni sessanta "medals" era
unespressione gergale usata come sinonimo di "balls", che in origine derivava dalla diceria secondo la quale le
"medaglie del Bengala" erano tanto comuni da essere usate dai soldati come bottoni per i pantaloni.
Maid of Bond Street
La seconda traccia esclusa dalledizione americana dell'album caratterizzata da un pianoforte da vaudeville, una
linea vocale sincopata e un testo tipico del periodo Deram sulle vite frustrate del sottobosco di Londra, dove la
celebrit e l'ostentazione dellapparenza sono le uniche garanzie di successo. Come nel caso di Little Bombardier, il
testo contiene riferimenti alla fantasia che vede la finzione cinematografica come antidoto contro una grigia
David Bowie (album)
35
esistenza:
(EN)
This girl, her world is made of flashlights and
films,
her cares are scraps on the cutting-room floor.
(IT)
Questa ragazza, il suo mondo fatto di flash dei fotografi e film,
vive dei frammenti caduti sul pavimento della sala di montaggio.
Please Mr. Gravedigger
La prima registrazione di questo pezzo faceva parte del pacchetto di tre canzoni col quale il manager Kenneth Pitt
ottenne il contratto per Bowie con la Deram. Si tratta pi che altro di un poema in musica, anche se non ci sono
strumenti musicali ma effetti sonori atmosferici che fanno da sottofondo alla storia di un assassino di bambini che,
tra singhiozzi e starnuti, contempla la sua prossima vittima sotto la pioggia in un cimitero di Lambeth. Come
ricordava Gus Dudgeon, in quel periodo Bowie adottava metodi poco ortodossi per entrare nella parte: Me lo
ricordo ancora, piazzato in mezzo alla stanza con un paio di calosce e il bavero rialzato come se si trovasse sotto la
pioggia, ingobbito, che rimescola in una scatola piena di ghiaia. Dudgeon rivela inoltre la strana sensazione che ha
provato quando Bowie, in alcuni punti del brano, abbrevi "Mr. Gravedigger" in "Mr. G.D.": Sono le mie iniziali, e
la cosa mi dava un po fastidio!. Bowie esegu la canzone il 27 febbraio 1968 nella trasmissione della TV tedesca
4-3-2-1 Musik Fr Junge Leute.
Altre uscite
Cos come le tracce pubblicate su 45 giri, anche le altre canzoni sono state inserite in numerose raccolte comprese
The World of David Bowie (1970), Images 19661967 (1973), Rock Reflections (1990), The Deram Anthology
1966-1968 (1997) e Bowie at the Beeb (2000). Alcuni di questi brani sono inoltre presenti nel video Love You Till
Tuesday, girato nel 1969 ma tenuto nel cassetto fino al 1984.
Accoglienza
Le recensioni ottenute da David Bowie non furono molte ma lalbum ricevette critiche sostanzialmente positive.
Allen Evans di New Musical Express defin il disco molto innovativo e Bowie un talento molto promettente,
sottolineando una notevole freschezza di suono negli arrangiamenti leggeri di David e Dek Fearnley. La rivista
Disc & Music Echo presentava il disco come un album di debutto notevole e creativo di un diciannovenne
londinese e dichiarava: Ecco un nuovo talento che merita attenzione perch, sebbene David Bowie non abbia una
gran voce, sa porgere le parole con una certa impertinenza che risulta accattivante, anche se non precoce... piena di
astratto fascino. Kenneth Pitt aveva spedito copie di David Bowie a numerose persone con cui aveva contatti nel
modo dello spettacolo per sollevare interesse nei confronti del cantante, ricevendo anche lettere di congratulazioni.
Tuttavia, l'album non fu un successo commerciale, anche per lo scarso interesse della Deram nel promuoverlo. Tony
Hall, capo della promozione Decca e personaggio chiave nellassicurare il contratto a Bowie, era passato ad unaltra
societ ancora prima delluscita del disco, cos David aveva perduto il suo referente allinterno della compagnia.
Copertina
Le foto della copertina sono state scattate dal fratello di Dek Fearnley, Gerald. Il servizio fotografico si era svolto
nello studio-cantina di questultimo, sotto una chiesa in Bryanston Street vicino a Marble Arch, dove David e Dek
avevano anche fatto le prove durante la registrazione dellalbum. Quella giacca militare, ne andavo molto fiero... era
di sartoria, ricordava il cantante molti anni dopo circa labbigliamento che aveva scelto come complemento del suo
taglio di capelli da paggetto. La fotografia sul retro di copertina dell'album uscito nel Regno Unito un primo piano
frontale di Bowie mentre quella presente nell'edizione americana uno scatto di profilo.
David Bowie (album)
36
Note
Bibliografia
Roy Carr e Charles Shaar Murray - Bowie: An Illustrated Record. Eel Publishing, 1981.
David Buckley - Strange Fascination. Virgin Books, Londra, 1999.
Nicholas Pegg - David Bowie - L'Enciclopedia. Arcana, Roma, 2002.
Peter & Leni Gillman - David Robert Jones Alias David Bowie. Sperling & Kupfer, 1989.
Laura Gerevasi - Le canzoni di David Bowie. Editori Riuniti, 2005.
Voci correlate
The World of David Bowie
The Deram Anthology 1966-1968
Bowie at the Beeb
Love You Till Tuesday (video)
Collegamenti esterni
Testi e traduzioni (http:/ / www. velvetgoldmine. it/ testi/ David67. html)
(EN) Scheda dell'album su AllMusicGuide (http:/ / www. allmusic. com/ album/ r2476)
Cerca David Bowie (http:/ / www. lastfm. it/ music/ David+ Bowie/ David+ Bowie) su Last.fm
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David Live
David Live
Artista David Bowie
Tipo album Live
Pubblicazione 29 ottobre 1974
Durata 80 min : 37 s
Dischi 2
Tracce 20-22
Genere Glam rock
Etichetta RCA Records-Rykodisc/EMI-EMI/Virgin
Produttore Tony Visconti
Registrazione Tower Theater, Philadelphia, 8 luglio 1974 - 12 luglio 1974
David Bowie - cronologia
Album precedente
Diamond Dogs
Album successivo
Young Americans
David Live il primo album live ufficiale di David Bowie, pubblicato nel 1974.
David Live
37
L'album stato registrato nel corso del tour seguito al rilascio di Diamond Dogs, e contiene canzoni provenienti da i
suoi ultimi album pi i consueti classici tratti da The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars.
Tracce
David Live stato distribuito per la prima volta nel 1974, in versione LP, dalla RCA Records.
L'album stato successivamente distribuito in CD in due versioni differenti: la prima nel 1990 dalla Rykodisc/EMI
(contenente due bonus track ed un'introduzione di Bowie stesso) e la seconda, pi recente, nel 2005 dalla EMI/Virgin
(contenente due bonus track).
Tutte le canzoni sono state scritte da David Bowie, tranne quando indicato.
Versione 1974 - RCA Records
Lato uno
1. 1984 3:20
2. Rebel Rebel 2:40
3. Moonage Daydream 5:10
4. Sweet Thing (contiene Sweet Thing/Candidate/Sweet Thing (Reprise)) 8:48
Lato due
1. Changes 3:34
2. Suffragette City 3:45
3. Aladdin Sane 4:57
4. All the Young Dudes 4:18
5. Cracked Actor 3:29
Lato tre
1. Rock 'n' Roll with Me (Bowie, Warren Peace) 4:18
2. Watch That Man 4:55
3. Knock on Wood (Eddie Floyd, Steve Cropper) 3:08
4. Diamond Dogs 6:32
Lato quattro
1. Big Brother (contiene Big Brother/Chant of the Ever-Circling Skeletal Family) 4:08
2. The Width of a Circle 8:12
3. The Jean Genie 5:13
4. Rock 'n' Roll Suicide 4:30
David Live
38
Versione 1990 - Rykodisc/EMI
Disco uno
1. 1984 3:20
2. Rebel Rebel 2:40
3. Moonage Daydream 5:10
4. Sweet Thing (contiene Sweet Thing/Candidate/Sweet Thing (Reprise)) 8:48
5. Changes 3:34
6. Suffragette City 3:45
7. Aladdin Sane 4:57
8. All the Young Dudes 4:18
9. Cracked Actor 3:29
10. Rock 'n' Roll with Me (Bowie, Peace) 4:18
11. Watch That Man 4:55
Disco due
1. Knock on Wood 3:08
2. Diamond Dogs 6:32
3. Big Brother (contiene Big Brother/Chant of the Ever-Circling Skeletal Family) 4:08
4. The Width of a Circle 8:12
5. The Jean Genie 5:13
6. Rock 'n' Roll Suicide 4:30
7. Band Intro 0:09 (Bonus track)
8. Here Today, Gone Tomorrow (Leroy Bonner, Joe Harris, Marshall Jones, Ralph Middlebrooks, Dutch Robinson, Clarence Satchell,
Gary Webster) 3:32 (Bonus track)
9. Time 5:19 (Bonus track)
Versione 2005 - EMI/Virgin
Disco uno
1. 1984 3:20
2. Rebel Rebel 2:40
3. Moonage Daydream 5:10
4. Sweet Thing 8:48
5. Changes 3:34
6. Suffragette City 3:45
7. Aladdin Sane 4:57
8. All the Young Dudes 4:18
9. Cracked Actor 3:29
10. Rock 'n' Roll with Me 4:18
11. Watch That Man 4:55
David Live
39
Disco due
1. Knock on Wood 3:08
2. Here Today, Gone Tomorrow 3:32
3. Space Oddity 6:27 (Bonus track)
4. Diamond Dogs 6:32
5. Panic in Detroit 5:41 (Bonus track)
6. Big Brother 4:08
7. Time 5:19
8. The Width of a Circle 8:12
9. The Jean Genie 5:13
10. Rock 'n' Roll Suicide 4:30
11. Band Intro 0:09
Formazione
David Bowie: voce, chitarra, pianoforte, sassofono
Earl Slick chitarra
Herbie Flowers basso
Michael Kamen piano, moog, oboe, arrangiamenti
Tony Newman batteria
Pablo Rosario percussioni
David Sanborn sassofono, flauto
Richard Grando sassofono, flauto
Mike Garson piano, mellotron
Gui Andrisano voce
Warren Peace voce
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Diamond Dogs
40
Diamond Dogs
Diamond Dogs
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 24 aprile 1974
Durata 38 min : 25 s
Dischi 1 vinile
Tracce 11
Genere Glam rock
Hard rock
Etichetta RCA
Produttore David Bowie
Registrazione agli Olympic e Island Studios, Londra; Studio L Ludolf Machineweg 8-12, Hilversum, Olanda
Note ...
David Bowie - cronologia
Album precedente
Pin-Ups
(1973)
Album successivo
Young Americans
(1975)
Diamond Dogs un concept album di David Bowie, pubblicato dalla RCA nel 1974.
Il disco
Il tema del concept album era la fusione tra il racconto 1984 di George Orwell e la visione glam di un mondo post
apocalittico nel tipico stile del cantante. Bowie voleva organizzare una produzione teatrale basata sul libro di Orwell
e cominci a comporne le musiche dopo aver completato le sessioni di registrazione per il suo album Pin-Ups del
1973, ma i possessori dei diritti dell'opera letteraria gli negarono i diritti. Le canzoni finirono nella seconda met
dell'album Diamond Dogs nonostante siano stati mantenuti i riferimenti a 1984 come risulta evidente dai titoli.
Sebbene l'album fosse stato registrato e pubblicato ben dopo Ziggy Stardust a met del 1973, e sebbene il
personaggio principale fosse originale (Halloween Jack, "uno tipo strafigo (cool cat) che vive nella decadente
Hunger City", molti commentatori considerano lo spirito di Ziggy come ancora molto presente in Diamond Dogs,
notando in particolare il taglio di capelli di Bowie sulla copertina e il taglio glam-trash del primo singolo Rebel
Rebel. stata identificata in alcune canzoni, come successe per l'album Aladdin Sane, l'influenza dei Rolling Stones,
soprattutto nella canzone di testa Diamond Dogs. Tuttavia sembra che Bowie avesse evoluto il suo stile rispetto ai
suoi primi lavori con una vena epica nella ballata Sweet Thing / Candidate / Sweet Thing (reprise), mentre Rock 'n'
Roll With Me e il tema ispirato a Shaft in 1984 si dimostrarono una anticipazione del futuro periodo plastic soul del
cantante. L'album originale si concludeva con un verso, "Bruh-bruh!", una storpiatura di Big Brother, ripetuto
insistentemente.
Diamond Dogs fu il primo album dal 1969 a non comprendere nessuno degli Spiders from Mars, la band che
accompagnava Bowie resa famosa in The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Invece il ruolo
Diamond Dogs
41
di bassista fu affidato a Herbie Flowers, mentre le percussioni vennero divise tra Aynsley Dunbar e Tony Newman.
Con una mossa che sorprese molti critici, Bowie attribu a s stesso il ruolo di primo chitarrista che era di Mick
Ronson, tranne che in 1984. L'album fu una pietra miliare nella carriera di Bowie, perch lo spinse alla riunione con
Tony Visconti, che avrebbe coprodotto quasi tutti i suoi lavori per il resto della decade.
Bench Diamond Dogs abbia conquistato la prima posizione nel Regno Unito e la quinta negli Stati Uniti, stato
criticato per i suoni duri e il tema pretenzioso. Tuttavia allo stile brusco di Bowie con la chitarra e alle visioni di caos
urbano, bambini disperati e amori nichilistici (We'll buy some drugs and watch a band / And jump in the river
holding hands: "compreremo delle droghe e guarderemo una banda/ e salteremo nel fiume tenendoci le mani")
furono anche attribuite importanti influenze che condizionarono la rivoluzione punk dei seguenti anni.
L'immagine di copertina mostra un inquietante Bowie mezzo-cane dipinto da Guy Peellaert. stata molto contestata
perch nella versione completa mostrava chiaramente i genitali ibridi della creatura. Il dipinto fu corretto ad
aerografo per la copertina dell'album, mentre una seconda copertina mostrante il cantante in sombrero che regge un
cane rabbioso fu scartata: entrambe per furono incluse nelle riedizioni targate Rykodisc/EMI.
Bowie suon molte delle canzoni dell'album nel suo tour statunitense del 1974 US (David Live) e alcune nel
seguente tour Station to Station del 1976, ma solo Rebel Rebel stata mantenuta nei seguenti concerti.
Tracce
Tutte le canzoni e i testi sono opera di David Bowie, tranne la musica di Rock 'n' Roll with Me che di Bowie e
Peace.
1. Future Legend - 1:05
2. Diamond Dogs - 5:56
3. Sweet Thing - 3:39
4. Candidate - 2:40
5. Sweet Thing (reprise) - 2:31
6. Rebel Rebel - 4:30
7. Rock 'n' Roll with Me - 4:00
8. We are the Dead - 4:58
9. 1984 - 3:27
10. Big Brother - 3:21
11. Chant of the Ever Circling Skeletal Family - 2:00
Pubblicazioni
Questo album stato ripubblicato su CD quattro volte, la prima nel 1984 dalla RCA, la seconda nel 1990 da
Rykodisc (contenente due tracce bonus), la seconda nel 1999 da EMI (in versione rimasterizzata a 24-bit ma senza
tracce extra) e in una terza, pi recente, nel 2004 da EMI in versione 30th Anniversary Reissue, trentesimo
anniversario, contenente un secondo disco con materiale inedito. Una versione strumentale di Sweet Thing chiamata
Tragic Moments (conosciuta nei circoli bootleg come Zion o A Lad in Vain) venne programmata per l'inclusione ma
rimane tuttora inedita.
Diamond Dogs
42
Tracce bonus edizione 1990
1. 1. Dodo
2. 2. Candidate
Tracce bonus edizione 2004
1. 1984/Dodo (anche conosciuta come You Didn't Hear It From Me)
2. Rebel Rebel (versione singolo US)
3. 3. Dodo
4. 4. Growin' Up
5. Candidate (versione alternativa)
6. Diamond Dogs (K-Tel edit)
7. Candidate (Intimacy mix)
8. Rebel Rebel (2003 mix)
Crediti
Produttore:
David Bowie
Mixaggio:
David Bowie
Tony Visconti
Keith Harwood (in Rebel Rebel, Rock 'N' Roll With Me e We are the Dead)
Musicisti:
David Bowie - voce, chitarra, sassofono, sintetizzatore, mellotron
Mike Garson - pianoforte
Alan Parker - chitarra in 1984
Herbie Flowers - basso
Tony Newman - percussioni
Aynsley Dunbar - percussioni
Tony Visconti: strumenti a corda
Bibliografia
Roy Carr & Charles Shaar Murray (1981). Bowie: An Illustrated Record: 61-64
David Buckley (1999). Strange Fascination - David Bowie: The Definitive Story: 207-216
Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock
Earthling
43
Earthling
Earthling
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1997
Durata 48 min : 57 s
Dischi 1
Tracce 9
Genere Jungle
Drum and bass
Dance rock
Rock
Techno
Etichetta BMG
Produttore David Bowie, Reeves Gabrels, Mark Plati
Registrazione Right Track Recording, New York
David Bowie - cronologia
Album precedente
Outside
(1995)
Album successivo
The Deram Anthology
(1997)
Earthling un album del cantautore britannico David Bowie. Pubblicato nel 1997, l'album mette in mostra un suono
influenzato dallelettronica, in parte ispirato dalla cultura rave degli anni novanta.
Il disco
Sebbene non rappresenti uno dei suoi maggiori successi commerciali, l'album si guadagnato una serie di recensioni
positive e vanta un successo minore con il remix di Trent Reznor di I'm Afraid of Americans.
L'album si contraddistingue per inconsueti elementi di musica elettronica da ballo, come chitarra acustica, chitarra
elettrica e piano jazz, tutti dal vivo, e per le strutture delle canzoni pi affini al pop-rock che al genere techno.
L'album risult migliore dellalbum Outside, il suo predecessore fin troppo sperimentale, raggiungendo la sesta
posizione in classifica nel Regno Unito e la 39
a
negli Stati Uniti.
L'entusiasmo di Bowie per il remix raggiunse lapice quando questalbum venne pubblicato ed i numerosi singoli in
esso contenuti vennero inviati anche alle discoteche, e messi pure on-line: tre versioni di Telling Lies furono
rilasciate sul sito ufficiale di Bowie mesi prima della pubblicazione dell'album, dando luogo al primo singolo
liberamente scaricabile composto da un artista di grido.
Little Wonder ha costituito il pi grande successo dell'album, avendo raggiunto la 14
a
posizione in classifica nel
Regno Unito. Altri tre singoli, Dead Man Walking, Seven Years in Tibet e I'm Afraid of Americans non incontrarono
un analogo favore del pubblico, sebbene lultimo sia rimasto in classifica negli Stati Uniti per 16 settimane,
raggiungendo la posizione numero 66.
I video musicali di Earthling erano elaborati. Lartista e regista Floria Sigismondi li realizz per Little Wonder e
Earthling
44
Dead Man Walking, mentre Dom and Nic (i registi Nick Goffey e Dominic Hawley) diressero il video di I'm Afraid
of Americans; questultimo ha ricevuto una nomination agli MTV Video Music Award.
Un altro video, comprendente un ampio spezzone del concerto, fu girato anche per Seven Years in Tibet.
Copertina
La copertina dell'album mostra una fotografia di Bowie che indossa un cappotto interamente costituito dalla bandiera
britannica, opera dell'artista Alexander McQueen, che aveva precedentemente disegnato vari costumi di scena per
Bowie e la sua band.
Tracce
I testi di tutte le tracce sono scritti da David Bowie. La musica di Bowie, di Reeves Gabrels e di Mark Plati, ad
eccezione di Seven Years in Tibet, Dead Man Walking e Law (Earthlings on Fire) composta da Bowie e Gabrels, di
Telling Lies musicato da Bowie e di I'm Afraid of Americans di Bowie e Brian Eno.
1. Little Wonder 6:02
2. Looking for Satellites 5:21
3. Battle for Britain (The Letter) 4:48
4. Seven Years in Tibet 6:22
5. Dead Man Walking 6:50
6. Telling Lies 4:49
7. The Last Thing You Should Do 4:57
8. I'm Afraid of Americans 5:00
9. Law (Earthlings on Fire) 4:48
Bonus Track nella riedizione del 2004
Little Wonder (Danny Saber Dance Mix)
I'm Afraid of Americans (Nine Inch Nails V1 Mix)
Dead Man Walking (Moby Mix 2 US Promo 12)
Telling Lies (Adam F Mix) (Questa versione non presente nell'edizione ampliata Digibook del 2005)
Bonus Disc nelledizione ampliata Digibook del 2005
1. Little Wonder (Censored Video Edit)
2. Little Wonder (Junior Vasquez Club Mix)
3. Little Wonder (Danny Saber Dance Mix)
4. Seven Years in Tibet (Mandarin Version) (Il titolo dato da Mandarin a questa versione A Fleeting Moment.)
5. Dead Man Walking (Moby Mix 1)
6. Dead Man Walking (Moby Mix 2 US Promo 12")
7. Telling Lies (Feelgood Mix)
8. Telling Lies (Paradox Mix)
9. I'm Afraid of Americans (Showgirls Soundtrack Version)
10. I'm Afraid of Americans (Nine Inch Nails V1 Mix)
11. I'm Afraid of Americans (Nine Inch Nails V1 Clean Edit)
12. V-2 Schneider (Tao Jones Index)
13. Pallas Athena (Tao Jones Index)
Earthling
45
Curiosit
I'm Afraid of Americans apparve per la prima volta nel 1995 nella colonna sonora del film Showgirls, in una
versione estremamente grezza se paragonata al suo rifacimento su Earthling.
Bowie chiese a Gabrels di suonare un assolo di chitarra per Looking for Satellites, mentre Gabrels non pensava
che la traccia avrebbe dovuto averne. Comunque, Bowie insist dando istruzioni a Gabrels di dividere l'assolo in
quattro parti e di utilizzare in ogni parte una soltanto delle corde della chitarra; doveva inoltre suonare tutte note
da un sedicesimo di battuta. Dice Gabrels:
Trovandoti in un ambito tanto ristretto, sei stilisticamente definito dalle tue limitazioni. La limitazione arbitraria di
quellimpostazione mi fece fare cose che non avrei fatto normalmente. realmente, tra quelli che ho registrato, uno dei
miei assoli di chitarra preferiti
Al Festival di Phoenix nel 1997 Bowie ed la sua band suonarono nella tenda del Radio 1 Dance col nome di Tao
Jones Index. Si esibirono nelloscurit usando ghiaccio secco (per produrre fumi scenici) e luci stroboscopiche.
Tao Jones Index era un gioco di parole basato sul vero nome di Bowie, David Jones, e sul riferimento alle
Obbligazioni emesse da Bowie in quellanno (Tao si pronuncia "Dow", come nellindice Dow Jones della Borsa di
New York).
Secondo Soundscan
[1]
, le vendite dellalbum negli Stati Uniti raggiunsero le 254.000 copie.
Formazione
Produzione
David Bowie Produttore
Mark Plati - Coproduttore
Reeves Gabrels Coproduttore
Musicisti
David Bowie Voce, chitarra, sassofono alto, campionamento, tastiere
Reeves Gabrels Programmazione, sintetizzatore, chitarra reale e campionata, voce
Mark Plati Programmazione, loop, campionamento, tastiere
Gail Ann Dorsey Basso, voce
Zachary Alford Campionamenti per batteria, batteria acustica, percussioni elettroniche
Mike Garson Tastiere, piano
Collegamenti esterni
Earthling su AllMusic
[2]
, URL consultato il 15 dicembre 2008
Teenage Wildlife
[3]
ospita loriginario comunicato alla stampa per il lancio dellalbum (URL consultato il 15
dicembre 2008)
Note
[1] Soundscan il nome di un sistema informativo che traccia le vendite dei prodotti musicali negli Stati Uniti ed in Canada
[2] http:/ / www. allmusic. com/ album/ r246896
[3] http:/ / www. teenagewildlife.com/ Reviews/ Albums/ E/ PressRelease. html
Earthling
46
Bibliografia
Nicholas Pegg, The complete David Bowie, London, Reynolds & Hearn, 2004, ISBN 1-903111-73-0.
David Buckley, Strange Fascination - David Bowie: The Definitive Story, London, Virgin, 2000, ISBN
0-7535-0457-X.
Glass Spider Live
Glass Spider Live
Artista David Bowie
Tipo album Live
Pubblicazione 2008
Dischi 2
Tracce 20
Genere Rock
Etichetta Immortal Records
Registrazione Sydney Entertainment Centre, 7 e 9 novembre 1987
David Bowie - cronologia
Album precedente
Live Santa Monica '72
Album successivo
VH1 Storytellers
Glass Spider Live un album live di David Bowie, registrato durante i concerti del 7 e 9 novembre 1987 a Sydney,
nel corso del Glass Spider Tour. stato distribuito in formato doppio CD il 23 ottobre 2008. Queste esibizioni erano
state precedentemente distribuite in VHS e DVD con il titolo Glass Spider; l'edizione speciale di questo video
conteneva un doppio CD registrato in un altro concerto dello stesso tour, al Montral Olympic Stadium il 30 agosto
1987.
Tracce
Tutte le canzoni sono scritte da David Bowie, tranne quando indicato:
Disco uno
1. Intro*/Up The Hill Backwards*/Glass Spider [*non citate]
2. 2. Day-In, Day-Out
3. Bang Bang (Pop, Kral)
4. 4. Absolute Beginners
5. 5. Loving the Alien
6. China Girl (Bowie, Pop)
7. 7. Rebel Rebel
8. 8. Fashion
9. Never Let Me Down (Bowie, Alomar)
Glass Spider Live
47
Disco due
1. Heroes (Bowie, Eno)
2. 2. Sons of the Silent Age
3. 3. Young Americans
4. 4. The Jean Genie
5. 5. Let's Dance
6. 6. Time
7. Fame (Bowie, Lennon, Alomar)
8. 8. Blue Jean
9. I Want to Be Your Dog (Pop, S. Asheton, R. Asheton, Alexander)
10. White Light/White Heat (Lou Reed)
11. 11. Modern Love
Formazione
David Bowie - voce, chitarra
Peter Frampton - chitarra, voce
Carlos Alomar - chitarra
Carmine Rojas - basso
Alan Childs - batteria
Erdal Kizilcay - tastiera, tromba, conga, violino
Richard Cottle - tastiera, sassofono
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Heathen (album)
Heathen
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 2002
Durata 52 min : 08 s
Dischi 1
Tracce 12
Genere Rock
Etichetta Iso/Columbia
Produttore Tony Visconti, David Bowie
Registrazione Allaire Studios, Shokan New York, The looking Glass Studios New York City
David Bowie - cronologia
Heathen (album)
48
Album precedente
All Saints
(2001)
Album successivo
Best of Bowie
(2002)
Heathen un album pubblicato nel 2002 del cantautore britannico David Bowie.
il disco
Heathen in parte considerato il ritorno di Bowie nel mercato americano, ove ha raggiunto la pi alta posizione in
classifica (14-sima) fin dai tempi dell'album Tonight del 1984 e ha ricevuto alcune tra le pi apprezzate recensioni
fin dai tempi dellalbum Scary Monsters (and Super Creeps) del 1980. Ha venduto due milioni di copie in tutto il
mondo ed rimasto quattro mesi in classifica in Gran Bretagna.
Registrazione e Produzione
Lalbum ha segnato il ritorno del produttore discografico Tony Visconti, che ha coprodotto svariati tra gli album
classici di Bowie. Lultimo album coprodotto da Visconti era stato Scary Monsters (and super Creeps) del 1980.
Inizialmente Bowie aveva registrato lalbum Toy che voleva mettere in commercio nel 2000/2001. In questo album
intendeva presentare sia alcune canzoni nuove che il rifacimento di alcune delle sue canzoni meno conosciute degli
anni 60. Sebbene Toy sia rimasto inedito, alcune tracce come Afraid e Slip away (successivamente reintitolata Uncle
Floyd) sono apparse su Heathen. Alcune altre canzoni sono state ri-registrate ed incluse tra le B-Sides di Heathen.
Lalbum comprende apparizioni quali quella di Pete Townshend, chitarrista degli Who (che aveva suonato la chitarra
in un precedente pezzo di Bowie, Because Youre Young dellalbum Scary Monsters (and super Creeps), di Dave
Grohl, leader dei Foo Fighters, dellesperto tastierista dei Dream Theater, Jordan Rudess, del pianista Kristeen
Young e del prolifico bassista Tony Levin dei King Crimson.
Particolarit
Molte delle canzoni di Heathen si concentrano sul degrado dellumanit e del mondo intero, come testimoniato da
Slow burn, Afraid, A better Future e la title track Heathen stessa. Lalbum contiene tre rifacimenti: Cactus dei Pixies,
Ive Been Waiting for You di Neil Young e I took a Trip on a Gemini Spaceship di Norman Carl Odam alias
Legendary Stardust Cowboy, appellativo da cui Bowie trasse il soprannome "Stardust" nel 1972.
Versioni alternative
Un remix della canzone Everyone Says 'Hi' contenuto in Amplitude, gioco di ritmo per PS2.
La canzone Sunday fu suonata dal vivo nei concerti Heathen Tour e A Reality Tour, eseguiti a supporto degli album
omonimi, mentre la versione registrata dal vivo al The Point Theater di Dublino, in Irlanda nel Novembre 2003
inclusa nel DVD A Reality Tour.
Un remix di Moby disponibile nel disco bonus del CD doppio di Heathen, e un remix di Tony Visconti stato
rilasciato nella versione europea del singolo Everyone Says 'Hi' e del singolo I've Been Waiting for You.
Heathen stato anche pubblicato su supporto SACD in numero limitato di copie in cui le versioni di cinque delle
tracce sono leggermente pi lunghe.
Heathen (album)
49
Tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.
1. Sunday 4:45
2. Cactus (Black Francis) 2:54
3. Slip Away 6:05
4. Slow Burn 4:41
5. Afraid 3:28
6. I've Been Waiting for You (Neil Young) 3:00
7. I Would Be Your Slave 5:14
8. I Took a Trip on a Gemini Spaceship (Norman Carl Odam) 4:04
9. 5:15 The Angels Have Gone 5:00
10. Everyone Says 'Hi' 3:59
11. A Better Future 4:11
12. Heathen (The Rays) 4:16
+ Wood Jackson (bonus track della versione giapponese).
Limited edition bonus disc
1. Sunday (Moby remix) 5:09
2. A Better Future (remix degli Air) 4:56
3. Conversation Piece (Scritto nel 1969, registrato nel 1970, ri-registrato nel 2000) 3:51
4. Panic in Detroit (Scarto da una registrazione del 1979) 2:57
Formazione
David Bowie cantante, tastiere, chitarra, sassofono, cori, batteria;
Tony Visconti basso, chitarra, strumenti a corda, arrangiatore, cori;
Matt Chamberlain batteria e percussioni;
David Torn: chitarra;
The Scorchio Quartet:
Greg Kitzis Primo violino;
Meg Okura Secondo violino;
Martha Mooke viola;
Mary Wooten violoncello.
Altri musicisti
Carlos Alomar chitarra
Sterling Campbell batteria e percussioni
Lisa Germano violino
Gerry Leonard chitarra
Tony Levin basso
Mark Plati chitarra, basso
Jordan Rudess tastiere
The Borneo Horns:
Lenny Pickett
Stan Harrison
Steve Elson
Heathen (album)
50
Kristeen Young voce, pianoforte
Pete Townshend chitarra in "Slow Burn"
Dave Grohl chitarra in "I've Been Waiting for You".
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"Heroes"
"Heroes"
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1977
Durata 40 min : 36 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Art rock
Rock sperimentale
New wave
Etichetta RCA
Produttore David Bowie, Tony Visconti
Registrazione Hansa Studio by the Wall (Berlino Ovest)
Note n. 35
n. 3
n. 17
David Bowie - cronologia
Album precedente
Low
(1977)
Album successivo
Lodger
(1979)
Singoli
1. "Heroes"/V-2 Schneider
Pubblicato: 23 settembre 1977
2. Beauty and the Beast/Sense of Doubt
Pubblicato: 6 gennaio 1978
"Heroes"
51
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Ondarock Pietra miliare
Allmusic
Rolling Stone
"Heroes"
[1]
il titolo di un album di David Bowie del 1977. Fa parte della cosiddetta "trilogia berlinese" assieme a
Low e Lodger.
Il disco
"Heroes" sviluppa il sound di Low in una direzione maggiormente ottimista. Dei tre album della trilogia berlinese,
quello che pi si merita questo appellativo, essendo l'unico effettivamente registrato a Berlino. La title track
dell'album uno dei brani pi celebri di tutta la carriera di Bowie, una classica storia d'amore contrastato in cui due
amanti si incontrano sotto il muro di Berlino. L'album considerato una delle opere migliori dell'artista, notevole
anche per la partecipazione del chitarrista Robert Fripp che arriv dagli Stati Uniti per registrare le sue parti in un
giorno soltanto. Si dice che John Lennon abbia detto durante la lavorazione del suo album Double Fantasy nel 1980,
di avere l'ambizione di "riuscire a fare un disco buono tanto quanto Heroes." L'album venne nominato disco
dell'anno da NME.
Produzione e stile
Registrato agli Hansa Tonstudio in quella che ai tempi era ancora Berlino Ovest, "Heroes" riflette lo zeitgeist
dell'epoca della guerra fredda, simbolizzato dalla citt divisa in due. Il co-produttore Tony Visconti considera
l'album: una delle mie ultime grandi avventure nel fare album. Lo studio di registrazione era a circa 500 metri dal
muro. Le guardie rosse ci osservavano con un binocolo potente attraverso la finestra della nostra sala di controllo.
Bowie pag ancora tributo alle sue influenze Krautrock: il titolo dell'album un riferimento alla traccia Hero
presente sull'album Neu! '75 del gruppo tedesco Neu!, mentre V-2 Schneider ispirata al membro dei Kraftwerk
Florian Schneider. E si noti che all'inizio del 1977, anche i Kraftwerk avevano citato Bowie nella title track del loro
album Trans-Europe Express.
Sebbene "Heroes" includa un certo numero di brani strumentali dall'atmosfera tetra e dark come Sense of Doubt e
Neukln, dopo l'introspezione malinconica di Low, il disco venne visto dalla critica come una dichiarazione artistica
pi positiva ed appassionata. Ci evidente non solo in "Heroes" e nel rock d'apertura Beauty and the Beast
(pubblicato come secondo singolo estratto dall'album nel gennaio 1978), ma anche nella rancorosa Joe the Lion,
nella nevrotica Blackout, e nell'atmosferica The Secret Life of Arabia. Il testo di Joe the Lion, scritto e registrato "in
meno di un'ora" secondo Visconti, emblematico della natura spontanea delle registrazioni.
Copertina
L'iconica foto di copertina venne ispirata ai lavori dell'artista tedesco Erich Heckel, in particolare all'opera
Roquairol, che serv da modello anche per la copertina dell'album The Idiot di Iggy Pop, a cui Bowie collabor e che
fu pubblicato lo stesso anno di "Heroes".
Pubblicazione e accoglienza
"Heroes" venne pubblicizzato dalla RCA con la celebre frase: "There's Old Wave. There's New Wave. And there's
David Bowie..." ("C' la Old Wave. C' la New Wave. E c' David Bowie...") per sottolineare l'unicit della proposta
di Bowie nel panorama musicale dell'epoca. Il disco ricevette un'accoglienza positiva da parte della critica, Melody
Maker e NME lo dichiararono entrambi "album dell'anno". "Heroes" si posizion alla posizione numero 3 in
"Heroes"
52
classifica in Gran Bretagna rimanendo in classifica per 26 settimane, ma ebbe meno successo negli Stati Uniti dove
si ferm alla posizione numero 35.
Svariate tracce dell'album furono eseguite da Bowie in concerto nell'anno successivo alla pubblicazione dell'album, e
incluse nell'LP Stage (1978). Philip Glass scrisse in onore all'opera di Bowie una sinfonia classica intitolata
"Heroes" Symphony, basata sul disco, e seguito della precedente Low Symphony ispirata a Low. La title track stata
reinterpretata da numerosi artisti nel corso degli anni.
Tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da Bowie.
Lato 1
1. Beauty and the Beast 3:32
2. Joe the Lion 3:05
3. "Heroes" (Bowie, Eno) 6:07
4. Sons of the Silent Age 3:15
5. Blackout 3:50
Lato 2
1. V-2 Schneider 3:10
2. Sense of Doubt 3:57
3. Moss Garden (Bowie, Eno) 5:03
4. Neukln (Bowie, Eno) 4:34
5. The Secret Life of Arabia (Bowie, Eno, Alomar) 3:46
Formazione
David Bowie: Voce, tastiere, chitarre, sassofono, koto
Carlos Alomar: chitarra
Dennis Davis: batteria
George Murray: basso elettrico
Brian Eno: sintetizzatori, tastiere, trattamenti di chitarra
Robert Fripp: chitarra solista
David Bowie, Tony Visconti, Antonia Maass: cori
Voci correlate
Symphony No. 4 Heroes
Note
[1] Le virgolette sono parte del titolo, vedi un' intervista (http:/ / members. ol. com. au/ rgriffin/ GoldenYears/ Heroes. html) al New Musical
Express del 1977.
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'hours...'
53
'hours...'
hours...
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 4 ottobre 1999
Durata 57 min : 35 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere Rock
Etichetta Virgin
Produttore David Bowie e Reeves Gabrels
David Bowie - cronologia
Album precedente
Earthling
(1997)
Album successivo
Heathen
(2002)
Singoli
1. Thursday's Child
Pubblicato: 9 settembre 1999
2. The Pretty Things Are Going to Hell
Pubblicato: 14 ottobre 1999 (solo in Australia e Giappone)
3. Survive
Pubblicato: 24 gennaio 2000
4. Seven
Pubblicato: 17 luglio 2000
'hours...' il titolo di un album di David Bowie pubblicato nel 1999. Successivamente, nel 2004 stato ristampato
con l'aggiunta di svariate tracce bonus, e nel gennaio 2005 in versione doppio CD con ulteriori brani aggiuntivi.
stato il primo album di un artista di fama a essere reso disponibile per il download digitale da internet che precedette
l'uscita del CD di circa due settimane.
Il disco
Per aumentare l'interesse circa l'album in uscita, venne indetto un "Cyber Song Contest" sul sito ufficiale di Bowie,
www.BowieNet, per aggiungere il testo ad una versione strumentale del brano What's Really Happening. Il vincitore
avrebbe potuto comparire tra gli autori ufficiali in 'Hours...' . Risult vincente tale Alex Grant che si aggiudic anche
un viaggio ai Looking Glass Studios di Philip Glass il 24 maggio 1999, con la possibilit di osservare Bowie al
lavoro in studio di registrazione. L, Grant contribu alla canzone fornendo il coro di sottofondo, insieme ad un amico
che lo aveva accompagnato.
La copertina dell'album, disegnata da Rex Ray elaborando fotografie di Tim Bret Day e Frank Ockenfels, mostra una
sorta di "Piet michelangiolesca" dove la vecchia versione di Bowie alla Earthling, appare esanime tra le braccia di
un caritatevole nuovo Bowie dai capelli lunghi, come in una sorta di passaggio tra vecchia e nuova incarnazione
'hours...'
54
musicale dell'artista. Curiosamente, 'Hours...' per un disco molto pi convenzionale rispetto al suo predecessore,
recuperando atmosfere pop rock pi intimiste e riflessive, e con numerosi riferimenti alla prima parte di carriera del
musicista (in particolare i primi anni settanta). Nelle prime stampe dell'album, la copertina era stata sottoposta ad un
complicato processo di stampa che donava all'immagine un effetto tridimensionale.
Il disco fu il primo album di studio di Bowie a fallire l'entrata nella US Top 40 sin da Ziggy Stardust (1972),
raggiungendo la posizione numero 47.
Tracce
Pubblicazione originale
Tutti i brani sono opera di David Bowie/Reeves Gabrels tranne What's Really Happening? (David Bowie/Reeves
Gabrels/Alex Grant).
1. Thursday's Child 5:24
2. Something in the Air 5:46
3. Survive 4:11
4. If I'm Dreaming My Life 7:04
5. Seven 4:04
6. What's Really Happening? 4:10
7. The Pretty Things Are Going to Hell 4:40
8. New Angels of Promise 4:35
9. Brilliant Adventure 1:54
10. The Dreamers 5:14
11. We All Go Through (bonus track giapponese)
Ristampa del 2004
Disco uno
1. Thursday's Child 5:24
2. Something in the Air 5:46
3. Survive 4:11
4. If I'm Dreaming My Life 7:04
5. Seven 4:04
6. What's Really Happening? 4:10
7. The Pretty Things Are Going to Hell 4:40
8. New Angels of Promise 4:35
9. Brilliant Adventure 1:54
10. The Dreamers 5:14
'hours...'
55
Disco due
1. Thursday's Child (Rock Mix) 4:29
2. Thursday's Child (Omikron: The Nomad Soul Slower Version) 5:35
3. Something in the Air (American Psycho Remix) 6:03
4. Survive (Marius De Vries Mix) 4:18
5. Seven (Demo) 4:07
6. Seven (Marius De Vries Mix) 4:13
7. Seven (Beck Mix #1) 3:46
8. Seven (Beck Mix #2) 5:14
9. The Pretty Things Are Going to Hell (Edit) 4:00
10. The Pretty Things Are Going to Hell (Stigmata Film Version) 4:49
11. The Pretty Things Are Going to Hell (Stigmata Film Only Version) 4:00
12. New Angels of Promise (Omikron: The Nomad Soul Version) 4:38
13. The Dreamers (Omikron: The Nomad Soul Longer Version) 5:43
14. 1917 3:29
15. We Shall Go to Town 3:55
16. We All Go Through 4:11
17. No One Calls 3:50
Crediti
Produttori
David Bowie
Reeves Gabrels
Mixato da
Mark Plati
Registrazioni addizionali di:
Kevin Paul
Musicisti
David Bowie: voce, tastiera, chitarra acustica, Roland 707.
Reeves Gabrels: chitarra elettrica ed acustica a 6 e 12 corde, sintetizzatore, loop di batteria
Mark Plati: basso, chitarra 12 corde acustica ed elettrica, programmazione sintetizzatore e drum machine,
Mellotron in Survive
Mike Levesque: batteria
Sterling Campbell: batteria in Seven, New Angels of Promise e The Dreamers
Chris Haskett: chitarra ritmica in If I'm Dreaming My Life
Everett Bradley: percussioni in Seven
Holly Palmer: cori in Thursday's Child
Note
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Hunky Dory
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Hunky Dory
Hunky Dory
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 17 dicembre 1971
Durata 39 min : 04 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere Pop rock
Glam rock
Folk rock
Hard rock
Etichetta RCA
Produttore Ken Scott, David Bowie
Arrangiamenti Mick Ronson, David Bowie
Registrazione Trident Studios, Londra, primavera/estate 1971
Formati LP, CD, SHM CD
Certificazioni
Dischid'oro 1
Dischidiplatino 1
David Bowie - cronologia
Album precedente
The Man Who Sold the World
(1970)
Album successivo
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
(1972)
Logo
Hunky Dory
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Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Ondarock Pietra miliare
Allmusic
Rolling Stone
Hunky Dory il quarto album in studio dell'artista inglese David Bowie, pubblicato nel dicembre 1971 dalla RCA.
Il disco
La prima edizione su compact disc del 1984 (anno in cui uscito anche in versione picture disc), mentre nel 1990
uscita l'edizione rimasterizzata della Rykodisc contenente quattro tracce bonus. Le ristampe successive comprendono
quelle in vinile del 1997 e del 2001 e in CD del 1999, pubblicate dalla EMI, un mini LP del 2007 e un SHM CD del
2009, entrambi usciti in Giappone.
Inserito cronologicamente tra l'hard rock occultista di The Man Who Sold the World e la fantascienza glam di Ziggy
Stardust, Hunky Dory presenta tutti gli elementi chiave della musica di Bowie in una veste "pop" (in senso
warholiano) elegante ed efficace, ed considerato il suo primo autentico "classico". Definito da Stephen T. Erlewine
di AMG un assortimento caleidoscopico di stili pop uniti insieme dal senso visionario di Bowie, un vasto melange
cinematografico di arte alta e bassa, sessualit ambigua, kitsch e classe, l'album mette in luce soprattutto l'abilit
acquisita dall'artista inglese nel riscrivere il vocabolario del rock utilizzando forme gi note, ma inconfondibilmente
marchiate dalla sua impronta. Titoli di canzoni che nominano Andy Warhol e Bob Dylan sono un buon indizio della
piega musicale di Hunky Dory, molto pi vicino al pop onirico di Space Oddity che agli stilemi proto-metal esibiti
nell'album dell'anno prima. L'atmosfera tutto sommato giocosa almeno fino all'ultima traccia, The Bewlay
Brothers, definita da Roy Carr e Charles Shaar Murray la canzone pi densa e impenetrabile di Bowie.
Come riporta Nicholas Pegg in The Complete David Bowie, il titolo Hunky Dory (traducibile come "ottimo",
"eccellente") era stato rivelato nel corso della sessione BBC registrata il 3 giugno 1971 ed era stato suggerito da Bob
Grace. Il general manager della Chrysalis raccontava di un ex ufficiale della RAF, proprietario di un pub ad Esher, il
cui vocabolario era infarcito di espressioni gergali come "prang" e "whizzo". Un'altra era " tutto hunky-dory". Lo
dissi a David e gli piacque moltissimo.
Nel 1998, il libro The Guinness Top 10 of Everything ha indicato Hunky Dory come il secondo successo
commerciale di Bowie nel Regno Unito, dietro The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars ma
davanti a molti altri best seller come Let's Dance.
Tracce
Le tracce, tranne dove indicato, sono scritte da David Bowie.
1. Changes - 3:37
2. Oh! You Pretty Things - 3:12
3. Eight Line Poem - 2:55
4. Life on Mars? - 3:53
5. Kooks - 2:53
6. Quicksand - 5:08
7. Fill Your Heart (Rose/Williams) - 3:07
8. Andy Warhol - 3:56
9. Song for Bob Dylan - 4:12
10. Queen Bitch - 3:18
Hunky Dory
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11. The Bewlay Brothers - 5:22
Tracce bonus della riedizione 1990
1. Bombers - 2:38
2. The Supermen (versione alternativa registrata durante le sessioni di Hunky Dory) - 2:41
3. Quicksand (demo acustico registrato nel 1971) - 4:43
4. The Bewlay Brothers (versione mixata in maniera differente da quella dell'album) - 5:19
L'edizione rimasterizzata di Hunky Dory distribuita dalla Rykodisc nel 1990 contiene quattro tracce bonus tra cui
l'inedita Bombers. La prima versione di questo brano, che parla di un esperimento nucleare che accidentalmente
provoca una guerra di dimensioni planetarie, era un demo del 1971, poi apparso nel bootleg The Axeman Cometh, in
cui Bowie cantava accompagnandosi al pianoforte. Successivamente furono effettuate due incisioni. La prima,
prodotta da Ken Scott ed eseguita con gli stessi componenti che avrebbero partecipato alle sessioni di Hunky Dory,
venne pubblicata come singolo promozionale negli Stati Uniti con una versione remixata di Eight Line Poem come
lato B. La seconda (la bonus track) venne completata subito dopo con l'intenzione di inserirla come brano d'apertura
della seconda facciata al posto di Fill Your Heart. Anche se venne composta nello stesso periodo di alcuni dei suoi
capolavori riconosciuti, questa frenetica satira hippy (definita dallo stesso Bowie una specie di parodia di Neil
Young) non risult in linea con lo standard di altri brani a struttura pi complessa e venne scartata all'ultimo
momento. Questa versione, un mix piuttosto metallico privo di bassi, rintracciabile nel bootleg
ChangesThreeDavidRobertJones ed era presente nell'album promozionale BOWPROMO 1A-1/1B-1 stampato in 500
copie nell'agosto 1971, dove sfumava fino a sovrapporsi con l'inizio di una versione alternativa di Andy Warhol.
Seppure esclusa da Hunky Dory, Bombers fu tenuta in considerazione per un eventuale uso futuro ma non venne
inserita nel materiale per Ziggy Stardust. Venne eseguita dal vivo durante la sessione BBC trasmessa il 20 giugno
1971, performance rintracciabile in Bowie at the Beeb. Le altre tracce bonus sono il demo acustico di Quicksand del
1971, una registrazione mixata in maniera differente di The Bewlay Brothers e una versione alternativa di The
Supermen, incisa ai Trident nel 1971 durante le sessioni di Hunky Dory e riarrangiata con strofe acustiche alternate ai
ritornelli di Mick Ronson. Questa versione venne inclusa nel 1972 nella raccolta Revelations - A Musical Anthology
for Glastonbury Fayre.
Formazione
David Bowie - voce, chitarra, sax alto, sax tenore, pianoforte
Mick Ronson - chitarra, mellotron
Trevor Bolder - basso, tromba
Mick "Woody" Woodmansey - batteria
Rick Wakeman - pianoforte
Registrazione
Alla fine del 1970, dopo che The Man Who Sold the World era stato pubblicato negli USA, David Bowie stava gi
pensando all'album successivo. Bob Grace, general manager e co-fondatore della Chrysalis, affitt gli studi londinesi
di Radio Luxembourg dove il cantante inizi a registrare alcuni demo e a provare molto del materiale che avrebbe
convogliato su Hunky Dory, tra cui Oh! You Pretty Things. Lo stesso Bob Grace ha dichiarato: Improvvisamente
tutte queste grandi canzoni cominciarono ad apparire. Usavamo fare tutti i demo allo studio Radio Luxembourg
perch era molto economico. Ricordo che potevamo mettere non pi di pochi pollici di metallo sulle chitarre,
altrimenti funzionava da antenna e ricevevamo la stazione radio locale ed una vicina stazione di taxi....
Dopo una breve parentesi rappresentata dal tour promozionale in America del febbraio 1971, in primavera il cantante
torn in studio e riprese a sfornare nuovo materiale, tra cui Changes e Life on Mars?. Tra gli strumentisti che
vennero presi in considerazione per l'incisione dell'album ce n'erano alcuni con i quali aveva collaborato nei mesi
Hunky Dory
59
precedenti tra cui il batterista di Space Oddity Terry Cox e Tony Hill che aveva fatto parte dei Turquoise, ma in
breve tempo arriv alla conclusione che cera una persona di cui non poteva fare a meno. Bowie telefon a Mick
Ronson, il chitarrista con cui aveva collaborato ai tempi di Space Oddity e che aveva fatto parte degli Hype, che lo
accompagnavano allinizio del 1970. La band, che aveva poi continuato (senza Bowie) sotto il nome Ronno, si era
presto avviata verso lo scioglimento, Ronson era tornato a Hull e adesso Bowie gli chiedeva di partecipare alle
registrazioni di Hunky Dory, e di portare con s un batterista e un bassista. Le prime scelte di Ronson per la nuova
sezione ritmica furono i suoi precedenti colleghi Rick Kemp (che si unir invece agli Steeleye Span) e Ritchie
Dharma, ma il proposito non dur a lungo. La scelta finale cadde su Mick "Woody" Woodmansey, ex batterista degli
Hype, e sul bassista dei Ronno, Trevor Bolder. Cominciava a delinearsi la band che sarebbe stata conosciuta
dall'anno successivo come gli Spiders from Mars. I tre musicisti si trasferirono nella residenza edoardiana di Bowie
ad Haddon Hall per provare le nuove composizioni e il cantante decise di sfruttare limminente sessione BBC del 3
giugno come vetrina per la sua crescente cerchia di musicisti e per un pugno di nuove canzoni tra cui Kooks,
composta per commemorare la nascita del figlio Zowie avvenuta il 30 maggio. Pochi giorni dopo lapparizione al
Glastonbury Fayre del 23 giugno, il gruppo si trasfer ai Trident Studios e l'incisione di Hunky Dory continu per
tutta l'estate.
Come riportato in The Complete David Bowie, le registrazioni in realt erano iniziate con un intoppo dal momento
che alcuni membri del gruppo non avevano imparato le canzoni. Nel documentario radiofonico Golden Years del
marzo 2000, Rick Wakeman ricordava che David fu costretto a chiedere uno stop: "avete avuto buona sistemazione
per le prove, siete stati pagati, questa unottima opportunit, e non le avete imparate. Adesso prendete la vostra roba
e andate a provarle da unaltra parte, torneremo in studio quando avrete imparato le canzoni". Quando ripresero le
registrazioni, una o due settimane pi tardi, ricordava ancora Wakeman, il gruppo era caldissimo! Erano tutti
bravissimi e i pezzi fluivano a meraviglia. Ad agosto, il nuovo manager Tony Defries (subentrato a Kenneth Pitt
alcuni mesi prima) organizz la stampa di 500 copie promozionali di un vinile chiamato BOWPROMO 1A1/1B1 (con
canzoni di Dana Gillespie da un lato e qualche canzone di Bowie dall'altro) da usare come esca per le case
discografiche. Defries vol a New York con il promo che comprendeva alcune delle nuove registrazioni, tra cui Oh!
You Pretty Things, Bombers, Andy Warhol e Queen Bitch e le versioni iniziali di Kooks e Eight Line Poem. In pochi
giorni si assicur un contratto con la RCA, il cui capo della sezione A&R Dennis Katz rimane sbalordito dal
materiale. Era teatrale, musicale, le canzoni erano eccellenti, c'era poesia vera, sembrava avere tutto, riportano
Peter e Leni Gillman in David Robert Jones Alias David Bowie.
Rick Wakeman, il pianista di Hunky Dory
Un nuovo inserimento nella formazione in studio fu quella del pianista
Rick Wakeman, con cui aveva collaborato per Space Oddity e che
avrebbe in seguito contribuito al successo degli Strawbs e degli Yes.
Mi invit nella sua casa di Beckenham, raccont in seguito lo stesso
Wakeman, Mi disse di suonare tutte le note che volevo. Le canzoni
erano incredibili, Changes, Life on Mars?, una dopo laltra. Disse che
voleva arrivare allalbum partendo da una diversa angolazione, che le
voleva basate sul pianoforte. Cos mi disse di suonarle come avrei
eseguito un pezzo di pianoforte e che lui avrebbe adattato tutto il resto
attorno. Oltretutto il pianoforte suonato da Wakeman su Hunky Dory
(e pi tardi da Mick Ronson su Ziggy Stardust) era di per s una
celebrit: era infatti lo stesso strumento usato da Paul McCartney per Hey Jude e per molti dei primi dischi di Elton
John e Harry Nilsson. Sotto la tutela di Wakeman, Bowie e Ronson trasformarono la natura pianistica delle
composizioni in una serie di arrangiamenti acustici, con le uniche eccezioni del tributo a Lou Reed e ai Velvet
Underground di Queen Bitch e dell'assolo di chitarra in Song for Bob Dylan. Abbandonati i pesanti interventi di
chitarra di The Man Who Sold the World, il talento di Mick Ronson rivelava la sua educazione classica con sontuose
Hunky Dory
60
orchestrazioni darchi in brani come Fill Your Heart, Life on Mars? e Quicksand. In assenza di Tony Visconti,
andato a sostenere l'astro nascente Marc Bolan, David reclut Ken Scott, ingegnere del suono dei suoi dischi
Mercury, per mixare e co-produrre l'album. Le note di copertina riportano infatti "Prodotto da Ken Scott (assistito
dall'attore)", dove l'attore era probabilmente Bowie stesso che, secondo le parole dei critici del New Musical Express
Roy Carr e Charles Shaar Murray, amava pensare a se stesso come a un attore, oltre a suonare la chitarra, il sax e,
come ironicamente riportato sempre nelle note, "le parti meno complicate di pianoforte". Il ruolo di arrangiatore fu
rilevato da Bowie e da Mick Ronson che, insieme a Bob Grace, selezionarono i brani una notte proprio a casa di Ken
Scott. Fra quelli scartati c'erano How Lucky You Are e Right On Mother (questultima incisa da Peter Noone lo stesso
anno) mentre altri come Bombers e It Aint Easy sarebbero stati esclusi dalla track list definitiva dellalbum.
Molti elementi nella preparazione di Hunky Dory, compreso il fatto che la maggior parte delle canzoni venne scritta
e registrata in forma di demo prima che cominciassero le sessioni vere e proprie, risult in contrasto con la tendenza
all'improvvisazione in studio che aveva caratterizzato il precedente album di Bowie e che avrebbe dominato la sua
carriera. Hunky Dory si rivel l'accurato lavoro di un autore di canzoni e Bowie raggiunse un'impostazione di voce
del tutto personale, un baritono-alto che scivolava nel falsetto, nelle inflessioni cockney e negli americanismi. Gli
arrangiamenti di Mick Ronson e il pianoforte di Rick Wakeman dettero il tocco finale.
Temi e significati dell'album
Ho iniziato a sentirmi a mio agio come cantautore con Hunky Dory. Sentivo davvero che avevo capito come scrivere
canzoni a quel punto. C'erano un paio di cose per le quali ho tentato una specie di trapianto del cervello di una canzone da
cabaret su un pezzo rock. Una era Life on Mars? e l'altra era Changes.
(David Bowie)
Come evidenziava il New York Times alla sua uscita, David Bowie comincia con Hunky Dory a manifestare il gusto
della fusione tra musica e messa in scena, del prodotto sonoro come veicolo per elementi visivi teatrali, ci che
rappresenter il suo marchio di fabbrica almeno fino a Low del 1977.
Una voce che si trasforma con scintillanti metamorfosi da una canzone all'altra, una capacit compositiva che conquista e
una teatralit che far rosicchiare ai pi abili attori drammatici i loro eye liner per l'invidia.
(New York Times, 1971)
Hunky Dory forse l'ultimo disco in cui il cantante non reciti una parte, in modo pi o meno marcato, ma gi si
inizia a notare una particolare attenzione per l'eccentricit e l'ambiguit sessuale. Nel corso del 1971 Bowie inizia a
personalizzare il look e a capire l'importanza dei media, sfruttandoli per creare di s l'immagine di una star. Questo
album pieno dei miei cambiamenti e di quelli di alcuni dei miei amici, annunci a una conferenza stampa, un
album che mi ha aiutato a tirare fuori molti aspetti del mio modo di sentire, un sacco di schizofrenia. Una fonte
d'ispirazione era stato sicuramente il tour promozionale negli Stati Uniti di febbraio, grazie al quale aveva avuto
l'opportunit di conoscere il mondo newyorkese e di apprezzare realt musicali ed estetiche diverse. L'influenza del
recente tour evidente in particolare nella seconda facciata dell'album, che inizia con la cover di Fill Your Heart di
Paul "Biff" Rose e Paul Williams e prosegue con una serie di omaggi agli eroi americani di Bowie: Andy Warhol,
Bob Dylan, Lou Reed e i Velvet Underground. L'intero album Hunky Dory rifletteva il mio recente entusiasmo per
questo nuovo continente che mi si era spalancato davanti, ha detto nel 1999. Accadde perch ero stato negli USA...
fu la prima volta che una situazione esterna mi influenz al 100%, tanto che modific il mio modo di scrivere e
cambi totalmente il mio modo di guardare le cose.
In alcuni dei testi di Hunky Dory comincia anche ad emergere la nuova sensibilit gay dell'artista inglese, espressa
pi o meno direttamente in brani come Queen Bitch, The Bewlay Brothers e Oh! You Pretty Things, che ne fanno
forse il disco pi apertamente "omosessuale" di David Bowie. comunque probabile che questo atteggiamento sia
semplicemente parte di un pi ampio concetto di teatralit che Bowie stava rapidamente spingendo verso l'apoteosi
Hunky Dory
61
di Ziggy Stardust. Appena nell'agosto 1970 i Kinks avevano raggiunto il secondo posto in classifica con la loro hit
sul transessuale Lola, corteggiando una frangia della societ che aveva sempre affascinato Bowie fin dai giorni dei
Manish Boys. Come riportato in The Complete David Bowie, la primavera del 1971 (durante la quale scrisse molti
dei brani di Hunky Dory) fu un periodo che lo vide abbracciare la sottocultura gay di Londra con regolari visite al
Sombrero di Kensington High Street e assidue frequentazioni dell'entourage del dress designer Freddi Burretti.
Secondo la moglie di Bowie, Angela, la gente del Sombrero cominci quasi subito a fornirci il carburante. Il
materiale su Hunky Dory... veniva direttamente dalle loro vite e dai loro atteggiamenti. Il 24 aprile, spinto dalla
circolazione di The Man Who Sold the World con il travestimento in copertina, il Daily Mirror fotograf David sul
prato di Haddon Hall. Precorrendo di nove mesi la famosa intervista in cui avrebbe dichiarato la sua omosessualit,
raccont al Daily Mirror di essere ambiguo e tutto il resto, aggiungendo che non riesco a respirare in
un'atmosfera convenzionale... trovo la libert solo nell'ambito della mia stessa eccentricit.
Hunky Dory risulta, insieme all'album precedente, il pi intimo e rivelatore fra i suoi dischi. Gi dal titolo del brano
di apertura, Changes, si intuisce l'aria di mutamento che pervade l'album rispetto a The Man Who Sold the World. I
cambiamenti hanno investito ogni aspetto della genesi dell'album, a partire dal nuovo manager Tony Defries che,
subentrato a Kenneth Pitt, aveva procurato a Bowie un contratto con la RCA per la quale avrebbe pubblicato i
successivi album fino a Scary Monsters. Ma i cambiamenti si riflettono anche sul lungo e complesso processo di
elaborazione dei testi e della musica. Bowie ha dedicato all'album tutto il tempo necessario e la sua piena creativit,
probabilmente in risposta al fatto di aver trascurato gli sviluppi di The Man Who Sold the World, e per Hunky Dory
ha deciso di abbandonare l'hard rock e le improvvisazioni in studio.
Accanto a questa celebrazione del cambiamento, all'interno di Hunky Dory si pu comunque rintracciare una serie di
temi (ed ossessioni) ricorrenti che percorrono i testi delle varie tracce, stimolati in parte ancora dal recente viaggio in
America. Life on Mars? e Andy Warhol fanno entrambe riferimento all'arte, al rock e al grande schermo, con una
parata di icone da Greta Garbo a John Lennon, Dylan e Mickey Mouse. L'atteggiamento ambiguo dell'album
precedente nei confronti di guide e profeti prosegue qui con riferimenti a Himmler, Churchill e Aleister Crowley. Il
poeta occultista inglese, membro dell'Ordine Ermetico della Golden Dawn e flagello della morale edoardiana, aveva
gi esercitato un'influenza tangibile sull'opera di Bowie e continuer ad esercitarla in seguito. Bowie ha confermato
che l'impenetrabile The Bewlay Brothers riguarda la sua relazione col fratellastro schizofrenico Terry, che aveva gi
trovato posto in The Man Who Sold the World e che accompagner l'immaginario bowieano per molti anni. Anche le
idee nietzschiane continuano ad essere presenti e una nuova specie di "superuomo" viene introdotta in Oh! You
Pretty Things, insieme a oscuri riferimenti a The Coming Race di Edward Bulwer-Lytton.
Ma se Hunky Dory ha un tema principale quello della consapevolezza che la giovent e la passione verranno
consumate dall'inevitabilit del cambiamento e della decadenza, un timore Wildeano presente in tracce come
Changes (And my time was running wild in a million dead-end streets, E il mio tempo scorreva con irruenza in
un milione di vicoli ciechi), Quicksand (I'm sinking in the quicksand of my thought, and I ain't got the power
anymore, Sto affondando nelle sabbie mobili del mio pensiero, e non ho pi il potere) e The Bewlay Brothers
(Oh, and we were gone, kings of oblivion..., Oh, ce n'eravamo andati, re dell'oblio...). Una persistente minaccia
sembra venire dal timore che la sorgente creativa si prosciughi, che in assenza di ispirazione possa uccidere con
l'intelletto un talento che ha sempre considerato istintivo, quando dovrebbe seguire il consiglio di Fill Your Heart,
l'unica cover dell'album (Fear is in your head, so forget your head and you'll be free, La paura nella tua testa,
cos dimentica la tua testa e sarai libero). E su tutto incombe la minaccia, ancora una volta proveniente da Changes,
pretty soon you're gonna get a little older (Molto presto sarai un po' pi vecchio).
Per fortuna Hunky Dory non si limita a trattare l'angoscia creativa di Bowie ma introduce anche un elemento
ottimistico con Kooks, dedicata al nuovo nato Duncan Zowie, il cui soggetto attribuisce un senso pi positivo a Oh!
You Pretty Things e Changes. Nel luglio 1972 Ron Ross scriveva su Words & Music: Si tratta di canzoni di padri e
figli. Oh! You Pretty Things, ad esempio, si rivolge agli adolescenti ma la voce sembra essere quella di un vecchio
outsider che osserva i cambiamenti che lo stanno attraversando. D'altra parte Kooks una canzoncina intonata sullo
Hunky Dory
62
stile di Your Mother Should Know che tenta di sedurre un bambino a rimanere con i suoi irrimediabilmente eccentrici
genitori, vale a dire Bowie e sua moglie Angie. Ancora, Quicksand descrive lo stato d'animo di un giovane
catturato nei cambiamenti cosmici tra due modi di vita. La sua decadenza chiaramente insoddisfacente, anche se
astutamente romantica. Cos, anche Oh! You Pretty Things pu esser letta come espressione dei sentimenti di chi sta
per diventare padre anche se, a un livello pi profondo, riflette le convinzioni di Bowie riguardo a una razza di
superuomini ("homo superior") alla quale fa riferimento in modo diretto.
I singoli
Sono ben cinque le tracce di Hunky Dory uscite su 45 giri anche se solo Changes e Andy Warhol vennero pubblicate
(come lato A e B, rispettivamente) nel periodo in cui usc l'album, il 7 gennaio 1972. Life on Mars? venne
pubblicata il 22 giugno 1973 (con The Man Who Sold the World come lato B), mentre Queen Bitch e Quicksand
uscirono entrambe come lato B (rispettivamente di Rebel Rebel e Rock 'n' Roll Suicide), il 15 febbraio e l'11 aprile
del 1974. Sempre nell'aprile 1974 Queen Bitch venne ripubblicata negli Stati Uniti come lato B, stavolta di 1984,
mentre Changes usc nuovamente nel 1975 in un maxi singolo che conteneva Space Oddity e Velvet Goldmine.
Le altre tracce
Oh! You Pretty Things
Penso che in un certo senso abbiamo creato un nuovo genere di persone. Abbiamo creato un bambino che sar talmente
esposto al bombardamento dei media da estraniarsi dall'ambito familiare prima di aver compiuto dodici anni.
(David Bowie, prima intervista per Melody Maker, gennaio 1972)
(EN)
Look out at your children
see their faces in golden rays,
don't kid yourself they belong to
you
they're the start of a coming race.
(IT)
Date un'occhiata ai vostri figli
guardate i loro visi raggianti,
non illudetevi che appartengano a
voi
sono l'inizio di una nuova razza
Scritta con l'idea iniziale di farla registrare al cantautore statunitense Leon Russell, Oh! You Pretty Things fu
probabilmente la prima traccia di Hunky Dory ad essere composta, dal momento che ne fu realizzato un demo negli
studi di Radio Luxembourg verso la fine del 1970. Non riuscivo a dormire, disse in seguito Bowie, erano circa le
quattro del mattino. Mi ero svegliato con questa canzone che mi ronzava in testa. Ho dovuto alzarmi dal letto e
suonarla, per liberarmene e tornare a dormire. Bob Grace della Chrysalis ha aggiunto: Eravamo l per un'intervista
di Kid Jensen e mentre stavamo aspettando David stava giocherellando al piano. Quando gli chiesi cosa stava
facendo mi disse che non era riuscito a dormire la notte precedente a causa di questa canzone che gli girava nella
testa. Si era dovuto alzare per suonarla. Cos gli feci fare il demo...Si trattava di Oh! You Pretty Things".
Ancor prima che la canzone fosse registrata per l'album ne era stata realizzata una cover da Peter Noone, l'ex
cantante degli Herman's Hermits. Questa versione, nella quale Bowie suonava il piano e appariva come voce di
accompagnamento, venne pubblicata il 30 aprile del 1971 e raggiunse il dodicesimo posto in classifica ad ottobre,
diventando di fatto il brano di Bowie di maggior successo dopo Space Oddity (Bowie accompagn Noone al piano
anche durante una performance per Top of the Pops). Curiosamente, la versione di Noone risult anche la prima
canzone di David Bowie ad entrare nelle classifiche australiane, prima ancora di Bowie stesso. Noone si mise al
sicuro da eventuali censure radiofoniche cambiando il verso the Earth is a bitch (la Terra una puttana) in the
Earth is a beast (la Terra una bestia), tanto che lo stesso Bowie comment: Non so se Peter si rende conto del
vero significato della canzone. Riguarda il concetto di Homo Superior. In effetti, la versione originale del brano
smentisce il suo brioso arrangiamento di pianoforte scivolando sul sinistro versante nietzschiano frequentato da gran
parte dei brani di Hunky Dory. Il testo si pu interpretare come il seguito ideale di The Supermen, dell'album
Hunky Dory
63
precedente, nel quale Bowie immaginava l'avvento imminente di una razza di uomini superiori con spiccati
riferimento alla filosofia di Nietzsche. Da questo punto di vista la versione di Bowie di Oh! You Pretty Things
viaggia su toni pi cupi dell'accattivante incisione effettuata (con l'occhio rivolto alle classifiche) da Peter Noone.
(EN)
Oh you pretty things,
don't you know you're
driving
your mamas and papas
insane,
let me make it plain
you gotta make way
for the Homo Superior.
(IT)
Oh voi cose graziose,
non sapete che state facendo
impazzire
le vostre mamme e i vostri pap,
fatemi essere pi chiaro
dovete trovare la strada
per l'Homo Superior.
C' un elemento sinistro negli "Homo Superior", cos come alcuni riferimenti agli scritti occulti di Aleister Crowley
e a The Coming Race, uno dei primi racconti di fantascienza scritto nel 1871 da Edward Bulwer-Lytton, nel quale
viene descritta una specie molto progredita di quasi-umani che vivono nelle profondit della Terra e la cui civilt
superiore ha bandito le guerre, il crimine e le disuguaglianze. Durante la sua prima intervista per Melody Maker,
rilasciata a Michael Watts nel gennaio 1972, Bowie insisteva nel dire che l'imminente razza di superuomini doveva
essere guardata con ottimismo: Saranno in grado di realizzare tutte le cose che noi non riusciamo a fare. Tenendo
presente la sua passione per la fantascienza di serie B, curioso notare che "The Homo Superior" in seguito divenne
il nome della generazione di giovani telepatici protagonisti della serie televisiva The Tomorrow People, trasmessa
dal 1973 al 1979 dal network ITV.
Bowie e gli Spiders from Mars durante Oh! You
Pretty Things a The Old Grey Whistle Test della
BBC, l'8 febbraio 1972
Come suggerisce Nicholas Pegg in The Complete David Bowie, anche
il nuovo ruolo paterno di Bowie potrebbe aver giocato un ruolo nella
stesura della canzone. Il cantante rivel durante la campagna
promozionale di Hunky Dory: La mia reazione all'annuncio che mia
moglie era incinta rientrava negli archetipi del comportamento "da
pap". Oh, diventer un altro Elvis. La canzone contiene tutto questo
pi una spruzzata di fantascienza. Nel 1976, nel corso di un'altra
intervista accenn anche all'aspetto pi oscuro della canzone:
Moltissime canzoni in realt hanno a che fare con qualche forma di
schizofrenia, o con problemi di Id intermittente, e "Pretty" era una di
esse.
Oh! You Pretty Things non ha mai rappresentato un classico dal vivo
ed stata eseguita solo in alcune serate dello Ziggy Stardust Tour a partire dal maggio 1973, inserita in un medley
comprendente Wild Eyed Boy from Freecloud e All the Young Dudes. La canzone fu comunque eseguita in occasione
di tre sessioni alla BBC, il 3 giugno 1971 (anche se poi non venne trasmessa), il 21 settembre dello stesso anno e il
22 maggio 1972, oltre che durante l'apparizione televisiva a The Old Grey Whistle Test di BBC Two, l'8 febbraio
1972. La performance, durante la quale Bowie cantava in playback accompagnandosi al pianoforte, venne in realt
trasmessa solo nell'estate 1982 e si pu trovare nel DVD Best of David Bowie del 2002.
Eight Line Poem
Si tratta di uno dei brani forse meno conosciuti di Hunky Dory, in cui la performance vocale di Bowie
accompagnata dal pianoforte di Rick Wakeman e da una linea di chitarra suonata da Mick Ronson che ricorda un
lamento country & western. Il testo quanto mai criptico, un'istantanea scattata in una camera di citt nella quale un
gatto ha appena sbattuto contro un telaio rotante mentre un cactus siede enigmaticamente alla finestra. Inserito
nell'album tra brani certamente pi ambiziosi, Eight Line Poem una composizione tranquilla e misteriosa, dotata di
una strana magnificenza. William Burroughs, futuro amico di Bowie, riteneva che il testo ricordasse The Waste Land
Hunky Dory
64
di Thomas Stearns Eliot. Ne apparve una seconda versione sul lato B del raro promo americano Bombers e anche nel
sampler di Hunky Dory stampato lo stesso anno da Tony Defries. La canzone fu eseguita dal vivo una sola volta,
durante una sessione alla BBC registrata il 21 settembre 1971.
Kooks
Kooks trova Dave che incoraggia il fanciullo a restare con i suoi, per quanto deviati e spudorati possano essere, con versi
come: "Don't pick fights with the bullies or the cads/'Cause I'm not much cop at punching other people's dads" ("Non
attaccar briga con i prepotenti e i mascalzoni/Perch non sono molto portato per fare a pugni con i pap degli altri").
(John Mendelsohn, Rolling Stone, 6 gennaio 1972)
Duncan Zowie Haywood Jones nacque il 30 maggio 1971 e Bowie scrisse Kooks in quei giorni, abbastanza
velocemente da eseguirla per la prima volta nella sessione BBC del 3 giugno, appena quattro giorni dopo. Avevo
appena ascoltato un album di Neil Young quando mi telefonarono per dirmi che mia moglie aveva dato alla luce un
bambino la domenica mattina e allora decisi di dedicargli questo brano, annunci David al pubblico presente in
studio, precisando che il testo non era ancora definitivo. Questa e la successiva sessione del 21 settembre sarebbero
state le uniche occasioni per sentirla dal vivo. Un demo realizzato in studio, nel quale Bowie si accompagna con la
chitarra acustica e che contiene alcune piccole variazioni di testo, apparso su alcuni bootleg. La versione di Hunky
Dory, notevolmente rafforzata dall'arrangiamento per archi di Mick Ronson e dalla tromba di Trevor Bolder, fu
incisa ai Trident Studios verso luglio del 1971 mentre un mixaggio leggermente differente appariva sull'album
promozionale in edizione limitata stampato in agosto. Kooks, che nelle note di copertina dedicato al "Piccolo Z",
una sorta di affettuoso messaggio augurale di chi appena diventato padre, un motivetto orecchiabile guidato da un
piano vaudeville. Come suggerisce la stessa notazione di David, presenta alcune somiglianze con la produzione pi
leggera di Neil Young. Il bambino era nato, dichiar David all'epoca dell'uscita dell'album, e somigliava a me e a
Angie. La canzone nacque un po' come una cosa tipo "se rimani con noi diventerai uno svitato". Pur risultando
leggera in mezzo a tracce come Quicksand e Life on Mars?, Kooks reca comunque tracce dell'ossessione, diffusa in
Hunky Dory, di essere costretti a crearsi una vita immaginaria. Bowie invita infatti il figlio a far parte della nostra
storia di innamorati. Zowie fra l'altro veniva pronunciato come il nome femminile Zoe ed era inteso come una
versione maschile della parola greca che significa vita (oltre che fare rima con l'esatta pronuncia di Bowie).
Fill Your Heart
L'unica composizione che non porta la firma di Bowie opera dei cantautori americani Biff Rose e Paul Williams.
La versione originale del brano contenuta nell'album The Thorn in Mrs. Rose's Side, inciso da Rose nel 1968,
anche se Fill Your Heart era gi stata pubblicata dal musicista Tiny Tim come lato B del singolo Tiptoe Through the
Tulips. Il brano, che rimpiazz Bombers come brano di apertura della seconda facciata dell'album nelle ultime fasi di
lavorazione, si colloca abbastanza facilmente accanto alla stravaganza post-hippy della precedente Kooks. Con il suo
inno al pensiero positivo e con la suggestiva evocazione di draghi, richiama alla mente le prime composizioni di
Bowie. Pur mancando della profondit letteraria e musicale che contraddistingue i brani migliori dellalbum, fornisce
un contrappunto allangoscia di Quicksand e Changes coi suoi avvertimenti ammonitori: dont play the game of
time (non scherzare col tempo) e forget your mind and youll be free (dimentica la tua mente e sarai libero).
Il brano verr probabilmente ricordato, comunque, soprattutto per il gradevole stacco di sax suonato da Bowie e per
il virtuosismo di Rick Wakeman nel suo assolo di pianoforte. Il brano faceva parte del repertorio dal vivo di Bowie
fin dal 1970, comprese le sessioni BBC del 5 febbraio 1970 e del 21 settembre 1971, anche se l'arrangiamento col
pianoforte in evidenza che appare nell'album veniva sostituito da un accompagnamento di chitarra acustica.
Song for Bob Dylan
Ecco come alcuni vedono Bob Dylan, fu il commento di Bowie a questo brano folk non molto considerato
all'epoca dell'uscita di Hunky Dory. Il titolo una parodia di Song to Woody, un omaggio dedicato nel 1962 da Bob
Dylan al suo idolo Woody Guthrie, ma l'omaggio di Bowie diventa un'arringa piuttosto che un elogio. Il testo,
indirizzato direttamente a Robert Zimmerman (mettendo in luce la crescente preoccupazione di David per i livelli di
Hunky Dory
65
identit), lascia intendere che sia il folk rocker radicale di un tempo a implorare il suo "buon amico Dylan" a tornare
alle radici del suo modo di comporre canzoni e a venire in soccorso di coloro che hanno perso la fede:
(EN)
Ask your good friend Dylan
if he'd gaze a while down the old street
(IT)
Chiedi al tuo caro amico Dylan
se rimarrebbe a fissare un po' la vecchia strada
(EN)
Tell him we've lost his poems
so they're writing on the walls
(IT)
Digli che abbiamo perso le sue
poesie
cos ora le scrivono sui muri
In un certo senso sembra anche che Bowie rivendichi il proprio diritto sul territorio di Dylan: nel 1976 dichiar
infatti a Melody Maker che la canzone spiegava quello che volevo fare col rock. Era in quel periodo che dissi "Ok,
se non vuoi farlo tu, lo faccio io". Intravedevo un vuoto di leadership. Song for Bob Dylan sembra essere allo stesso
tempo un tributo e una reprimenda e richiama, due anni dopo, i brani di protesta contenuti in Space Oddity. Fu
eseguita per la prima volta durante la sessione BBC registrata il 3 giugno 1971 con la voce solista di George
Underwood, ex compagno di scuola di Bowie e un tempo membro dei King Bees (Bowie ha detto di averla scritta
proprio per Underwood, che era un patito di Bob Dylan). Come la sconnessa introduzione di David non contribuisce
certamente a chiarire, in quella fase la canzone era intitolata Song for Bob Dylan - Here She Comes. Il brano fu
eseguito spesso nei primi concerti dello Ziggy Stardust Tour, prima di scomparire del tutto a met del 1972.
The Bewlay Brothers
The Bewlay Brothers suona come qualcosa lasciato fuori da The Man Who Sold the World solo perch non era abbastanza
"rumorosa".
(John Mendelsohn, Rolling Stone, 6 gennaio 1972)
Sono molti i significati che nel corso del tempo i cronisti di Bowie hanno creduto di individuare in quella che
rappresenta una delle sue pi misteriose e inquietante incisioni. Una delle interpretazioni pi accreditate era quella
che vedeva il testo come un resoconto dei rapporti tra David e il fratellastro Terry Burns (malato di schizofrenia e gi
da allora soggetto a cure psichiatriche) che morir suicida nel 1985 e al quale sar dedicata anche Jump They Say del
1993. Proprio nell'estate del 1993, in un'intervista per la rivista Les Inrockuptibles, David Bowie ha confermato
questa interpretazione: Avevo scritto per lui una canzone su Hunky Dory, The Bewlay Brothers. Secondo questa
visione, la canzone affronterebbe la paura della pazzia congenita che, come Bowie aveva ammesso, era stata un
fattore determinante nelle sue prime opere. Nel 2000, nel corso del documentario di BBC Radio 2 Golden Years, il
cantante la descriveva come un altro pezzo vagamente aneddotico sulle mie sensazioni riguardo ai rapporti tra me e
mio fratello, o il mio altro doppelgnger. Non ho mai avuto una visione chiara di quale posizione abbia realmente
occupato Terry nella mia vita, se fosse una persona reale o se io facessi riferimento a un'altra parte di me. Penso che
The Bewlay Brothers riguardasse proprio questo.
Ci nonostante, i versi oscuri di The Bewlay Brothers hanno inevitabilmente generato altre interpretazioni nel corso
del tempo. La presenza dello slang del ghetto omosessuale del Greenwich Village, presente gi in Queen Bitch, ha
forse influenzato coloro che hanno visto il brano come una sorta di manifesto gay, in particolare il cantautore Tom
Robinson: In quel momento Bowie ha legittimato le nostre esistenze. Un'altra possibile spiegazione di The Bewlay
Brothers stata fornita in Living on the Brink da George Tremlett, secondo il quale la canzone sarebbe il resoconto
dell'esito di una seduta spiritica sostenuta da David e Terry ai tempi in cui l'incipiente malattia mentale di Terry
cominciava a manifestarsi chiaramente. Altri cronisti sono andati pi in l, tanto da sovrapporre la figura di Terry
alla chiave di lettura gay suggerendo che il brano possa essere il risultato di una fantasia riguardante un atto sessuale
tra David e il fratellastro. La strofa "I was stone and he was wax, so he could scream and still relax" ("io ero pietra e
lui cera, cos poteva urlare e allo stesso tempo rilassarsi") potrebbe essere, come hanno sostenuto Peter e Leni
Hunky Dory
66
Gillman nel loro David Robert Jones Alias David Bowie, il resoconto preciso di un soddisfacente rapporto
omosessuale.
Anche il titolo della canzone stato a lungo oggetto di dibattito. Charles Shaar Murray e Roy Carr suggeriscono in
An Illustrated Record che l'ermetico Bewlay Brothers possa essere un riferimento alle divinit della mitologia
classica, ma la realt pi prosaica come ha confermato lo stesso Bowie nei commenti all'interno della compilation
iSelect, Lunica pipa che ho mai fumato stata uneconomica Bewlay. Era un oggetto comune verso la fine degli
anni 60 e per questo brano ho voluto utilizzare il cognome Bewlay al posto del mio. In ogni caso si tratta di un
nome che Bowie ha conservato nella memoria dal momento che alla fine degli anni settanta ha chiamato la sua casa
di produzione "Bewlay Bros. Music" e i crediti di produzione riportati sulla copertina dell'album Lust for Life di Iggy
Pop sono attribuiti a "Bewlay Bros.", inteso in questo caso come un'aggregazione di Bowie, Iggy e il
produttore-ingegnere del suono Colin Thurston.
Sotto l'aspetto strumentale si tratta di una ballata folk psichedelica dalla struttura circolare e claustrofobica, trascinata
dalle chitarre acustiche, pochi accordi per un'interpretazione sentita e malinconica. A ci va aggiunta la costruzione
di effetti sonori e voci di demoni, come nella lenta e sinistra dissolvenza da cartoni animati che ridacchiano "please
come away..." ("per favore allontanatevi..."), paragonata dai critici Roy Carr e Charles Shaar Murray del New
Musical Express all'effetto di The Laughing Gnome, ma "in una forma molto pi sinistra". Dal punto di vista vocale,
l'intonazione alla Bob Dylan presente anche in altri brani di Hunky Dory spinta qui alle estreme conseguenze fino a
raggiungere un incrocio tra il riconoscibile "marchio di fabbrica" vocale di Bowie e il caratteristico tono rauco del
cantautore statunitense. Inoltre, come scrisse Michael Watts il 22 gennaio 1972 su Melody Maker, nel brano ricorre
un accento cockney molto spiccato (...dice di averlo preso da Tony Newley...).
Il brano non mai stato eseguito dal vivo se non per Live and Exclusive, programma di BBC Radio 2, il 18 settembre
2002.
Altre uscite
Molte delle tracce dell'album si trovano in Bowie at the Beeb, nelle versioni eseguite in occasione di alcune sessioni
BBC: Kooks (20 giugno 1971), Eight Line Poem (4 ottobre 1971), Queen Bitch (7 febbraio 1972), Oh! You Pretty
Things, Changes (entrambre dalla sessione registrata il 22 maggio 1972, in cui la seconda non venne mandata in
onda) e Andy Warhol (19 giugno 1972). Dal momento che la maggior parte delle sessioni BBC si tenne tra il 1970 e
il 1972, non sorprende che le tracce di Hunky Dory siano state eseguite molto spesso nelle varie occasioni. Oltre a
quelle citate, da ricordare le versioni di Andy Warhol e Song for Bob Dylan eseguite nella sessione trasmessa il 20
giugno 1971 nelle versioni cantate, rispettivamente, da Dana Gillespie e George Underwood. Andy Warhol e
Quicksand vennero proposte anche nello special ChangesNowBowie trasmesso l'8 gennaio 1997.
Oh! You Pretty Things si trova nella riedizione del 2005 di Ziggy Stardust - The Motion Picture (versione registrata
all'Hammersmith Odeon di Londra il 3 luglio 1973) e nelle raccolte ChangesTwoBowie (1981), The Singles
Collection (1993) e The Best of David Bowie 1969/1974 (1997). Nel novembre 1971, Eight Line Poem stata il lato
B di Bombers, singolo promozionale uscito negli Stati Uniti. The Bewlay Brothers si trova in Sound+Vision (1989) e
iSelect (2008).
Nel bootleg Under the Table ci sono il medley Oh! You Pretty Things/Eight Line Poem e Kooks, entrambe registrate
allo Smith's Old Bar di Atlanta l'8 aprile 1997 in occasione dello show per il terzo anniversario della stazione
americana 99X Radio. Versioni particolari di Oh! You Pretty Things si trovano anche in altri due bootleg: Ziggy TV
(dal programma The Old Grey Whistle Test, 8 febbraio 1972) e Aylesbury Friars Club 1971. Song for Bob Dylan,
che non stata mai inserita in alcuna raccolta ufficiale, si trova invece in versione live in Aylesbury Friars Club
1971 e A Crash Course for the Ravers (esibizione al Russell Harty Show del 17 gennaio 1973). stata inoltre
pubblicata come picture disc all'interno della serie della RCA Life Time.
Hunky Dory
67
Cover
Se si esclude Fill Your Heart, che di per s una cover, solo Eight Line Poem e Song for Bob Dylan non sono mai
state eseguite da altri artisti. Le canzoni pi "reinterpretate" sono quelle uscite anche come 45 giri vale a dire Life on
Mars? (Barbra Streisand, Frida, Anggun tra gli altri), Andy Warhol (Nick Cave, Stone Temple Pilots, Generation X),
Queen Bitch (Eater, Green River), Quicksand (Dinosaur Jr., Seal) e Changes (Lindsay Lohan).
Anche le tre rimanenti tracce sono state oggetto di cover nel corso degli anni:
Oh! You Pretty Things
Peter Noone, come singolo nell'ottobre 1971
- i Jun Jun Clinic, in Sound and Vision: The Electronic Tribute to David Bowie del 2002
- Seu Jorge, nella colonna sonora di Le avventure acquatiche di Steve Zissou del 2004
- Carl Bart (ex Libertines), in Under the Influence del 2005
- gli Harvey Danger, dal vivo nell'EP Little Round Mirrors del 2006
- Dylan Roth, in Hero: The Main Man Records Tribute to David Bowie del 2007
- le Au Revoir Simone, in Life Beyond Mars: Bowie Covered del 2008
- Kelley Dolan, in Molly Ozone del 2008
Kooks
i Tindersticks, come singolo nel 1993
- i Danny Wilson, in David Bowie Songbook del 1997
- Robbie Williams, come bonus track del CD singolo Old Before I Die del 1997
- i Jan, in Weight of Loneliness del 2002
- Andrea Perry, in Spiders From Venus del 2003
- i Motor Ace, in Garage Days del 2003
- Anna Faroe, in Because I Want To del 2010
The Bewlay Brothers
i Replicants, in Replicants del 1995
- Des de Moor e Russell Churney, in Darkness and Disgrace del 2003
- John Howard, come singolo nel 2007
Uscita e accoglienza
Hunky Dory fu pubblicato il 17 dicembre 1971, quando Bowie era gi a met strada nella registrazione dell'album
successivo e stava gi programmando un ulteriore cambio sia d'immagine che di stile. Come riportato in The
Complete David Bowie, ci mise in difficolt l'ufficio marketing della RCA che non sapeva come promuovere
l'album, oltre ad avere dei dubbi riguardo al denaro gi speso per un artista ritenuto un fenomeno da un brano solo.
La campagna promozionale che ne risult fu un fiasco, ci nonostante Hunky Dory trov rapidamente estimatori sia
in patria che negli Stati Uniti.
Hunky Dory
68
La stampa su Hunky Dory
Rock Magazine: Hunky Dory meglio di una settimana dallo strizzacervelli.
Village Voice: Un cantante-compositore con cervello, immaginazione ed una buona idea di come usare una
consolle di registrazione.
Changes Magazine: Una percezione particolarmente sensibile, elevata, precisa e veramente scintillante.
Billboard: Un album di debutto notevole per la RCA, fornito del tipo di fascino da Top 40 ed FM che dovrebbe
portarlo nelle classifiche.
Milwaukee Journal: Uno dei pi grandi, e stranamente non riconosciuti, talenti in giro.
New York Times: Una band sorprendentemente affiatata, guidata dalla figura carismatica del chitarrista Mick
Ronson, che riesce a farti girare la testa con la sua intensit e a placarti il cuore con la sua delicatezza.
Rolling Stone: Hunky Dory la sua opera pi facilmente accessibile, quindi pi facilmente piacevole, dai tempi di
Man Of Words/Man of Music del 1969.
Il New Musical Express defin Bowie al meglio delle sue brillanti possibilit e Hunky Dory un capolavoro di una
grande mente, mentre Melody Maker parlava del cantante inglese come dell'erede di Mick Jagger. Critiche positive
arrivarono anche dalla stampa d'oltreoceano, come il New York Times che considerava Bowie come l'uomo
intellettualmente pi brillante ad aver scelto il disco a 33 giri come mezzo di espressione, riconoscendogli la
capacit di riuscire a fondere soffuse melodie pop, semplici ma efficaci, con parole e arrangiamenti pieni di mistero
e oscure allusioni. La rivista Rock lo defin l'artista pi singolarmente dotato che faccia musica oggi. Ha il genio
per essere negli anni settanta ci che Lennon, McCartney, Jagger e Dylan sono stati nei sessanta.
Nonostante recensioni tanto brillanti, e nonostante il supporto tentato con la pubblicazione del singolo Changes, le
vendite erano scarse. Hunky Dory venne ascoltato pi diffusamente solo dopo l'impatto del disco seguente, tanto che
nel settembre 1972 l'album giunse persino due posizioni pi in alto di Ziggy Stardust nelle classifiche britanniche.
Hunky Dory mise in movimento una fantastica onda lunga, ricordava Bowie nel 1999. Credo che mi abbia
assicurato, per la prima volta in vita mia, un vero pubblico. Voglio dire, la gente veniva da me e mi diceva "Buon
disco, belle canzoni". Una cosa del genere non mi era mai successa prima. Negli Stati Uniti Hunky Dory riusc a
fare il suo ingresso solo nella Billboard 200, raggiungendo appena la posizione n. 93 e rimanendo in classifica per 16
settimane.
Fu infatti verso la fine del 1972, con il boom di Ziggy Stardust, che Hunky Dory divenne una hit anche nel Regno
Unito balzando al 3
o
posto nelle classifiche inglesi. Nel frattempo, il 20 marzo dello stesso anno, l'album era entrato
nelle classifiche australiane nelle quali sarebbe rimasto per 5 settimane toccando il 39
o
posto. Questo episodio
rimane degno di nota per il fatto che si tratt del primo ingresso in assoluto di un album di Bowie in una classifica,
cosa che fino a quel momento non era successa in nessun altro Paese, Stati Uniti e Regno Unito compresi. Nel corso
degli anni l'album ha fatto nuovamente ingresso nelle classifiche inglesi diverse volte, soprattutto in occasione delle
varie riedizioni in CD, collezionando ben 127 settimane di permanenza complessive. Il 25 gennaio 1982 ha ottenuto
il disco d'oro e di platino dalla BPI.
Ingresso in classifica Uscita dalla classifica Massima posizione Numero di settimane Note
23 settembre 1972 1 marzo 1975
3
a 70
17 gennaio 1981 15 settembre 1984
32
a 51
14 aprile 1990 28 aprile 1990
39
a 2
11 ottobre 1997 18 ottobre 1997
74
a 1
24 agosto 2002 14 settembre 2002
39
a 3
Nel 2006, la nota rivista TIME ha incluso Hunky Dory tra i migliori 100 album di tutti i tempi. L'album ha trovato
posto anche in altre classifiche "alternative" a quelle ufficiali, ovvero quelle stilate da riviste specializzate, network
Hunky Dory
69
televisivi e/o radiofonici.
Rivista/Network Classifica Posizione Note
- Adresseavisen
100 Best Albums of All Time 59
- Channel 4 Britons' Top 100 Albums 43
- Classic Rock 100 Greatest British Rock Album Ever 32
- Courier-Mail 50 Defining Rock Albums 14
- Expressen 100 Best Records Ever 77
- The Guardian Top 100 Guardian 13
- Gear 100 Greatest Albums of the Century 11
- GQ
[A] The 100 Coolest Albums in the World Right Now 45
- Hot Press 100 Best Albums Ever 13
- Melody Maker All Time Top 100 Albums 7
- Mojo Top 100 25
Top 100 Mojo Readers 25
- New Musical Express 100 Best Albums 43
100 Greatest British Albums Ever 14
Writers All Time Top 100 18
Writers Top 100 Albums 38
- Nieuwe Revu Top 100 Albums of All Time 95
- Muziekkrant OOR The Best Albums of the 70s 29
- Panorama
The 30 Best Albums of the Year 1970-98 4
- Q Magazine Reader's 100 Greatest Albums Ever 46
The 100 Greatest British Albums Ever 16
The 50 Best Albums of the 70s 19
- Radio Caroline Listeners All Time Top 500 Albums 35
Caroline Staff All Time Top 500 Album Countdown 103
- Rolling Stone 500 migliori album di tutti i tempi 107
Top 100 Albums
[B] 25
The 500 Best Albums of All Time
[B] 53
- Radio WXPN The 100 Most Progressive Albums 82
- Spex The 100 Albums of the Century 45
- Time Out The 100 Best Albums of All Time 54
- VH1 All Time Album Top 100 47
- Virgin Records All-Time Top 100 Albums 81
All-Time Top 1000 Albums 23
- VPRO Top 100 Nieuwe Revu 95
Note
A ^ Edizione inglese
Hunky Dory
70
B ^ Edizione tedesca
Copertina
David Bowie si rivolse al fotografo Brian Ward per l'immagine da utilizzare per la copertina di Hunky Dory. Feci
molti esperimenti sulle immagini con Brian in quel periodo, ricord in seguito il cantante. Fra le soluzioni vagliate
ce n'era una in stile "faraone egizio", un'idea che Bowie aveva gi espresso ad aprile nella sua intervista a Rolling
Stone (Ha in mente di apparire sul palco agghindato un po' come Cleopatra, aveva scritto John Mendelsohn). Era
oltretutto un'idea d'attualit dato che alla fine del 1971, per alcune settimane la Gran Bretagna fu affetta da
"Egittomania" per l'imminente mostra su Tutankhamon al British Museum. Nessuna delle foto, nelle quali il cantante
aveva posato sia come sfinge sia nella posizione del loto, apparve in copertina. Non ci convinceva pi, comment
in seguito lo stesso Bowie, probabilmente fu una buona idea. Una di esse appare nella confezione della ristampa di
Space Oddity del 1990.
La scelta cadde infine su un'immagine pi semplice che rispecchiava i riferimenti al grande schermo contenuti in
abbondanza nell'album: un primo piano di Bowie con lo sguardo sognante e malinconico perso nel vuoto e i lunghi
capelli biondi raccolti tra le mani. La fotografia fu ricolorata dal suo vecchio amico George Underwood, per
suggerire l'idea di un manifesto dipinto a mano dei tempi del muto e, allo stesso tempo, il famoso Marilyn Diptych di
Andy Warhol. In un periodo in cui molte copertine di album collocavano gli artisti come figure minuscole su uno
sfondo post-psichedelico, David Bowie scelse apertamente (e con una certa ironia) di enfatizzare la sua icona di star.
Tra le edizioni dell'album uscite nei vari Paesi esistono differenze riguardanti il carattere e il colore del titolo, ad
esempio, giallo in Australia, nero in Canada e bianco in Germania. In Spagna, dove Hunky Dory venne pubblicato
con il sottotitolo A Pedir de Boca, la copertina riportava immagini diverse sul retro, di colore blu e con i titoli dei
brani stampati con caratteri tipografici anzich scritti a mano. In Nuova Zelanda, la RCA non riusc a inviare in
tempo il materiale per il "fronte" di copertina, cos la divisione neozelandese della casa discografica decise
semplicemente di usare il retro su entrambi i lati.
Note
Bibliografia
Nicholas Pegg - The Complete David Bowie. Arcana, Roma, 2002.
Thomas J. Seabrook - La trilogia berlinese. Arcana, Roma, 2009.
Laura Gerevasi - Le canzoni di David Bowie. Editori Riuniti, Roma, 2005.
Roy Carr e Charles Shaar Murray - Bowie: An Illustrated Record. Eel Publishing, 1981.
George Tremlett - David Bowie: Living on the Brink. Carroll & Graf, 1997.
Peter e Leni Gillman - David Robert Jones Alias David Bowie. Sperling & Kupfer, 1989.
Voci correlate
Rick Wakeman
Mick Ronson
Andy Warhol
Velvet Underground
Spiders from Mars
Lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone
Hunky Dory
71
Collegamenti esterni
Testi e traduzioni (http:/ / www. velvetgoldmine. it/ testi/ HunkyDory. html) su velvetgoldmine.it
(EN) Scheda dell'album (http:/ / www. allmusic. com/ cg/ amg. dll?p=amg& sql=10:3ifixqq5ld0e) su
AllMusicGuide
Cerca Hunky Dory (http:/ / www. lastfm. it/ music/ David+ Bowie/ Hunky+ Dory) su Last.fm
(EN) Informazioni (http:/ / www. teenagewildlife. com/ Albums/ HD/ Title. html) su teenagewildlife.com
Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock
Images 1966-1967
Images 1966-1967
Artista David Bowie
Tipo album Raccolta
Pubblicazione maggio 1973
Durata 58 min : 55 s
Dischi 2
Tracce 22
Genere Rock
Pop
Vaudeville
Etichetta Deram Records
Produttore Mike Vernon, Tony Visconti
Registrazione 1966-1967
Formati LP
David Bowie - cronologia
Album precedente
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
(1972)
Album successivo
Aladdin Sane
(1973)
Images 1966-1967 una raccolta di brani musicali del cantante inglese David Bowie, pubblicata nel maggio 1973
negli Stati Uniti dalla Deram Records (due anni dopo uscir anche nel Regno Unito). Album doppio, il disco forse
il pi esaustivo riguardo al materiale del periodo Deram e include tutte le tracce dell'album d'esordio (con un ordine
diverso) ed alcuni brani inediti o usciti su 45 giri. Raggiunse la 144
a
posizione nella Billboard 200, restando in
classifica per 9 settimane.
Images 1966-1967
72
Tracce
Tutte le tracce sono scritte da David Bowie.
Lato 1
1. Rubber Band 2:17 (da David Bowie)
2. Maid of Bond Street 1:43 (da David Bowie)
3. Sell Me a Coat 2:58 (da David Bowie)
4. Love You Till Tuesday 3:09 (da David Bowie)
5. There Is a Happy Land 3:11 (da David Bowie)
Lato 2
1. The Laughing Gnome 3:01 (45 giri)
2. The Gospel According to Tony Day 2:48 (Lato B di The Laughing Gnome)
3. Did You Ever Have a Dream 2:06 (Lato B di Love You Till Tuesday)
4. Uncle Arthur 2:07 (da David Bowie)
5. We Are Hungry Men 2:58 (da David Bowie)
6. When I Live My Dream 3:22 (da David Bowie)
Lato 3
1. Join the Gang 2:17 (da David Bowie)
2. Little Bombardier 3:24 (da David Bowie)
3. Come and Buy My Toys 2:07 (da David Bowie)
4. Silly Boy Blue 3:48 (da David Bowie)
5. She's Got Medals 2:23 (da David Bowie)
Lato 4
1. Please Mr. Gravedigger 2:35 (da David Bowie)
2. The London Boys 3:20 (Lato B di Rubber Band)
3. Karma Man 2:58 (Inedita, registrata il 1 settembre 1967)
4. Let Me Sleep Beside You 3:24 (Inedita, registrata il 1 settembre 1967)
5. In The Heat of the Morning 2:59 (Inedita, registrata il 12 marzo 1968)*
* Prodotta da Tony Visconti.
Formazione
David Bowie - voce, chitarra, sassofono
Derek Boyes - tastiere
Derek Dek Fearnley - basso
John Eager - batteria
John McLaughlin - chitarra in Karma Man e Let Me Sleep Beside You
Alan White - chitarra in Karma Man e Let Me Sleep Beside You
Images 1966-1967
73
Il disco
Allora era conosciuto come Davy Jones e la sua voce mostrava una stretta parentela con Anthony Newley ma le canzoni,
anche se al limite del melodrammatico, sono tutte maledettamente meravigliose!
(Billboard, 3 marzo 1973)
Nel 1972 la compilation The World of David Bowie, non era ancora fuori catalogo nel Regno Unito e quando il
cantante inglese sfond con l'album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars si trovava ancora
nei negozi di dischi. Negli Stati Uniti, dove n il primo album n la raccolta erano stati pubblicati, la London
Records offr la prima occasione per ascoltare tutti i brani pi alcuni inediti, oltre a lati B di 45 giri (The Gospel
According to Tony Day, Did You Ever Have a Dream e The London Boys) e a The Laughing Gnome. Proprio
quest'ultima, un insuccesso del 1967, fu rimessa in circolazione sulla scia del grande successo ottenuto con Ziggy
Stardust, e l'effetto Ziggymania si fece sentire dal momento che questa volta raggiunse la 6
a
posizione in classifica e
rimase nelle charts per ben dodici settimane.
Come scrive Richie Unterberger su AMG, i critici e gli appassionati di Ziggy Stardust sono rimasti scioccati nello
scoprire un intrattenitore a tutto tondo apparentemente intento a diventare il nuovo Anthony Newley. Il disco
testimonia l'energia creativa di Bowie, seppure lontano dallo stile che lo distinguer negli album successivi, ed
caratterizzato da composizioni narrative a met tra il folk inglese e il vaudeville da rivista. I testi fanno spesso
riferimento alla recitazione e al grande schermo, cos come all'interesse per gli emarginati, temi ricorrenti nei
successivi album.
Oltre che negli Stati Uniti il disco usc anche in Germania, Belgio, Sud Africa (come Superstar), Francia, Spagna
(come El Rey Del Gay Power, con ordine dei brani leggermente diverso) e Canada. Nel 1975 venne pubblicato nel
Regno Unito, in Italia, Olanda e Australia (come 20 Bowie Classics, ripubblicato nel 1990 su CD col titolo Rock
Reflections) e negli anni successivi anche in Argentina (1976) e Nuova Zelanda (1979) con i titoli David Bowie e
Twenty Bowie Classics, in entrambi i casi come album singolo anzich doppio. Nel 1982 uscito anche in Giappone.
Note
Bibliografia
Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia (http:/ / books. google. it/ books?id=LI8NPQAACAAJ&
dq=Nicholas+ Pegg+ David+ Bowie& hl=it& sa=X& ei=G1_RUp3VD8POhAfe-YFo& ved=0CEgQ6AEwAA),
Arcana, Roma, 2002, ISBN88-7966-270-8.
Voci correlate
David Bowie (album)
Biografia di David Bowie 1967-1969
Collegamenti esterni
Images 1966-1967 (http:/ / www. illustrated-db-discography. nl/ forum/ viewforum. php?f=100) su Illustrated DB
Discography
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ISelect
74
ISelect
iSelect
Artista David Bowie
Tipo album Raccolta
Pubblicazione 2008
Dischi 1
Tracce 12
Genere Pop rock
Rock
Musica
elettronica
Glam rock
Etichetta EMI Records
Registrazione 1971-1987
Formati CD
David Bowie - cronologia
Album precedente
Live Santa Monica '72
(2008)
Album successivo
Glass Spider Live
(2008)
iSelect (o iSelectBowie)
[1]
un album discografico compilation del musicista rock britannico David Bowie,
pubblicato il 29 giugno 2008 in Gran Bretagna ed Irlanda soltanto (successivamente distribuito anche in altri
Paesi).
[2]
Il disco
Il CD una collezione dei brani preferiti dallo stesso Bowie, scelti personalmente dal musicista.
Nel concepire l'idea del disco, Bowie si discost dall'abituale struttura del greatest hits per presentare invece una
selezione di pezzi a lui particolarmente graditi, includendo solamente tre singoli (Life on Mars?, Loving the Alien e
Time Will Crawl). In aggiunta, la versione di Time Will Crawl inclusa sull'album un remix ad opera dell'ingegnere
del suono Mario J. McNulty,
[3]
con svariate parti registrate ex novo per modificare il sound della traccia, ritenuta da
Bowie troppo datata nella versione originale inclusa all'epoca sull'album Never Let Me Down, disco del 1987
particolarmente detestato da Bowie.
La compilation l'unica raccolta ufficiale a contenere la traccia Some Are, bonus track inclusa solamente nella
ristampa dell'album Low da parte della Rykodisc nel 1991. Inoltre sono presenti anche un medley dei brani Sweet
Thing e Candidate, e la "reprise" di Sweet Thing, presentati come un'unica traccia ininterrotta, invece che come pezzi
separati inclusi nelle precedenti versioni in CD dell'album Diamond Dogs.
ISelect
75
Tracce
1. Life on Mars? (da Hunky Dory) 3:49
2. Sweet Thing/Candidate/Sweet Thing (Reprise) (da Diamond Dogs) 8:47
3. The Bewlay Brothers (da Hunky Dory) 5:23
4. Lady Grinning Soul (da Aladdin Sane) 3:51
5. Win (da Young Americans) 4:44
6. Some Are (bonus track presente solo nella ristampa del 1991 di Low
[4]
) 3:13
7. Teenage Wildlife (da Scary Monsters (and Super Creeps)) 6:51
8. Repetition (from Lodger) 3:01
9. Fantastic Voyage (da Lodger) 2:54
10. Loving the Alien (da Tonight) 7:08
11. Time Will Crawl (MM Remix) (la versione originale in Never Let Me Down) 4:54
Contiene 30 secondi di silenzio alla fine della traccia.
12. Hang on to Yourself (Live) (da Live Santa Monica '72) 3:06
Note
[1] David Bowie Digs Into His Catalog for New Compilation (http:/ / www. pitchforkmedia. com/ article/ news/
145212-david-bowie-digs-into-his-catalog-for-new-compilation)
[2] bowieNet July 15, 2008 News (http:/ / www.davidbowie. com/ news/ ); URL accessed July 15, 2008
[3] Joe D'Ambrosio Management | Mario J. McNulty (http:/ / www. jdmanagement. com/ mariojmcnulty/ )
[4] David Bowie (http:/ / www. nndb. com/ music/ 559/ 000039442/ )
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Labyrinth (album David Bowie)
Labyrinth
Artista David Bowie, Trevor Jones
Tipo album Studio
Pubblicazione 1986
Durata 43:43
Dischi 1
Tracce 12
Genere Colonna sonora
David Bowie - cronologia
Album precedente
Tonight
(1984)
Album successivo
Never Let Me Down
(1987)
Labyrinth un album di David Bowie e Trevor Jones pubblicato nel 1986, colonna sonora dell'omonimo film diretto
da Jim Henson.
Labyrinth (album David Bowie)
76
Tracce
Tutti i brani sono ad opera di David Bowie, eccetto dove diversamente indicato.
1. Opening Titles Including Underground - 3:22
2. Into The Labyrinth (Trevor Jones) - 2:13
3. Magic Dance - 5:14
4. Sarah (Trevor Jones) - 3:13
5. Chilly Down - 3:47
6. Hallucination (Trevor Jones) - 3:03
7. As The World Falls Down - 4:52
8. The Goblin Battle (Trevor Jones) - 3:32
9. Within You - 3:32
10. Thirteen O'Clock (Trevor Jones) - 3:09
11. Home At Last (Trevor Jones) - 1:49
12. Underground - 5:57
Portale Cinema Portale Musica
Let's Dance (album David Bowie)
Let's Dance
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1983
Durata 39 min : 41 s
Dischi 1
Tracce 8
Genere Soul bianco
Dance rock
Art rock
Rock sperimentale
New wave
Pop rock
Etichetta EMI America Records
(1983)
Virgin Records (1995)
EMI (1999)
Produttore David Bowie, Nile Rodgers
Registrazione Power Station, New York
David Bowie - cronologia
Let's Dance (album David Bowie)
77
Album precedente
Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
(1981)
Album successivo
Tonight
(1984)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic
Let's Dance un album del cantautore britannico David Bowie pubblicato nel 1983.
Il disco
Si tratta di un album coprodotto, con Nile Rodgers degli Chic, negli anni successivi alla disco music, anni
caratterizzati da sonorit pi elettroniche.
La canzone Let's Dance, la traccia del titolo, divenuta un motivo di successo, e nell'album spiccano tra le altre le
tracce Modern Love e China Girl, che dest sensazione per i suoi video promozionali piuttosto spinti.
China Girl era in realt la nuova versione di una canzone che Bowie aveva scritto insieme ad Iggy Pop per il suo
album The Idiot.
Let's Dance va anche ricordata come un significativo punto di partenza della carriera di Stevie Ray Vaughan,
virtuoso chitarrista blues texano, che ha collaborato alla realizzazione dell'album.
Un'edizione a diffusione limitata venne anche pubblicata in versione Picture Disc, che riportava da un lato dell'album
la foto di copertina con l'elenco delle tracce, e dall'altro ricordava il Serious Moonlight Tour '83, accompagnato da
una foto del concerto.
Accoglienza
Il grande successo dell'album sorprese Bowie. Nel 1997, egli disse: All'epoca, Let's Dance non era mainstream. Era
virtualmente una nuova specie di ibrido, usando chitarre blues-rock in contrasto al formato dance. Non c'era niente
che suonasse veramente simile ai tempi. Quindi sembr commerciale solo in apparenza perch vendette cos tante
copie. Fu grande in questo senso, ma mi mise nella condizione di mandare a farsi "fottere" la mia integrit artistica.
Bowie aggiunse: Si tratt di un buon disco, ma venne concepito come un progetto a parte. Avevo tutte le intenzioni
di proseguire nel mio stile consueto poi. Ma il successo di quel disco mi costrinse veramente, in qualche modo, a
continuare a flirtare con "la bestia". Fu una mia decisione, certo, ma sentii, dopo qualche anno, che mi ero bloccato
artisticamente.
Bowie avrebbe successivamente affermato che il successo riscosso dall'album si tramut in un periodo che gli fece
toccare il punto pi basso della sua carriera dal punto di vista creativo negli anni immediatamente seguenti.
[1]
Mi
ricordo che osservavo la marea di persone [che venivano ai concerti per ascoltare i brani dell'album suonati dal vivo]
e pensavo: "mi chiedo quanti dischi dei Velvet Underground hanno queste persone a casa... ". Mi sentii presto
estraniato dal mio pubblico. E fu deprimente, perch non sapevo cosa volessero in realt.
Dopo i successivi Tonight (1984) e Never Let Me Down (1987), entrambi stroncati dalla critica, Bowie form la band
proto-grunge dei Tin Machine per risollevare il suo status artistico.
Let's Dance (album David Bowie)
78
Tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.
Lato 1
1. Modern Love 4:46
2. China Girl 5:32 (Bowie, Iggy Pop)
3. Let's Dance 7:38
4. Without You 3:08
Lato 2
1. Ricochet 5:14
2. Criminal World 4:25 (Peter Godwin, Duncan Browne, Sean Lyons)
3. Cat People (Putting Out Fire) 5:09 (Bowie, Giorgio Moroder)
4. Shake it 3:49
Riedizioni
Nel 1995 la Virgin Records ripubblic l'album su supporto CD, aggiungendo Under Pressure come bonus track.
Nel 1999 la EMI ne fece un'ulteriore pubblicazione, priva di bonus track, in cui il suono venne rimasterizzato in
digitale a 24 bit audio.
Nel 2003 c' stata un'ultima riedizione della casa EMI, che ha prodotto l'album nel formato CD ibrido.
Formazione
David Bowie Produttore, arrangiamento dei corni
Nile Rodgers Produttore, Chitarra, arrangiamento dei corni
Carmine Rojas Basso elettrico
Omar Hakim, Tony Thompson batteria
Stevie Ray Vaughan Chitarra solista
Rob Sabino - Tastiere
Mac Gollehon - Tromba
Robert Arron, Stan Harrison - Tenore, Flauto
Steve Elson Baritono, Flauto
Sammy Figueroa Percussioni
Frank Simms, George Simms, David Spinner Tastiere
Bernard Edwards Basso in Without You
Note
[1] [1] Mary Campbell for the Associated Press, 6 agosto 1993
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Live Santa Monica '72
79
Live Santa Monica '72
Live Santa Monica '72
Artista David Bowie
Tipo album Live
Pubblicazione 30 giugno 2008
Durata 74 min : 21 s
Dischi 1
Tracce 18
Genere Rock
Glam rock
Etichetta EMI
Registrazione Santa Monica, 20 ottobre 1972
David Bowie - cronologia
Album precedente
iSelect
Album successivo
Glass Spider Live
Live Santa Monica '72 un album live di David Bowie. stato pubblicato il 30 giugno 2008 nel Regno Unito ed il
22 luglio 2008 negli Stati Uniti. Rappresenta la versione ufficiale dell'album bootleg Santa Monica '72, pubblicato
circa quindici anni prima dalla Golden Years - Griffin Music.
Tracce
Tutte le canzoni sono scritte da David Bowie, tranne quando indicato.
1. Introduction 0:13
2. Hang on to Yourself 2:46
3. Ziggy Stardust 3:23
4. Changes 3:27
5. The Supermen 2:55
6. Life on Mars? 3:28
7. Five Years 4:32
8. Space Oddity 5:05
9. Andy Warhol 3:50
10. My Death (Eric Blau, Mort Shuman, Jacques Brel) 5:51
11. The Width of a Circle 10:44
12. Queen Bitch 3:00
13. Moonage Daydream 4:53
14. John I'm Only Dancing 3:16
15. I'm Waiting for the Man (Lou Reed) 5:45
16. The Jean Genie 4:00
17. Suffragette City 4:12
18. Rock 'n' Roll Suicide 3:01
Live Santa Monica '72
80
Formazione
David Bowie voce, chitarra
Mick Ronson voce secondaria, chitarra, basso
Trevor Bolder basso
Mick "Woody" Woodmansey batteria
Mike Garson piano
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LiveAndWell.com
LiveAndWell.com
Artista David Bowie
Tipo album Live
Pubblicazione Novembre 1999
Durata 57 min : 17 s
Dischi 1
Tracce 14
Genere Rock
Etichetta Risky Folio
Produttore George Marino
Registrazione Amsterdam, 10 giugno 1997
Stratford-upon-Avon, 19 giugno
1997
New York, 15 ottobre 1997
Rio de Janeiro, 2 novembre 1997
David Bowie - cronologia
Album precedente
'hours...'
Album successivo
Heathen
LiveAndWell.com un album live di David Bowie del 1999, rilasciato in edizione limitata. stato distribuito via
Internet tramite iscrizione al sito ufficiale del cantante; l'album composto da tracce registrate durante L'Earthling
Tour, nel quale Bowie esegu canzoni dai precedenti album Earthling e 1.Outside. Una versione successiva del 2002
stata distribuita con quattro nuovi remix.
LiveAndWell.com
81
Tracce
1. I'm Afraid of Americans 5:14
2. The Hearts Filthy Lesson 5:37
3. I'm Deranged 7:12
4. Hallo Spaceboy 5:12
5. Telling Lies 5:14
6. The Motel 5:49
7. The Voyeur of Utter Destruction (as Beauty) 5:48
8. Battle for Britain (The Letter) 4:35
9. Seven Years in Tibet 6:19
10. Little Wonder 6:19
Aggiunte versione 2002
1. Fun (Dillinja mix)" 5:52
2. Little Wonder (Danny Saber Dance mix)" 5:32
3. Dead Man Walking (Moby mix 1)" 7:32
4. Telling Lies (Paradox mix)" 5:11
Formazione
David Bowie: Voce, Chitarra, Sassofono
Reeves Gabrels Chitarra, Voce
Gail Ann Dorsey Basso, Voce, Tastiere
Zachary Alford Batteria
Mike Garson Tastiere, Piano, Sintetizzatore
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Lodger (album)
82
Lodger (album)
Lodger
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1979
Durata 35 min : 07 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Rock sperimentale
Pop rock
Art rock
Dance rock
Album-oriented rock
Proto-punk
Etichetta RCA
Produttore David Bowie, Tony Visconti
Registrazione Mountain Studios, Montreux, settembre 1978, Record Plant Studios, New York, marzo 1979
Formati LP, CD
Certificazioni
Dischid'oro 1
David Bowie - cronologia
Album precedente
"Heroes"
(1977)
Album successivo
Scary Monsters (and Super Creeps)
(1980)
Lodger un album del cantante inglese David Bowie pubblicato nel 1979 dalla RCA Records e ristampato su
Compact Disc nel 1994 dalla EMI. L'album rappresenta l'ultimo capitolo della cosiddetta "trilogia berlinese" che
comprende i precedenti Low e "Heroes", tutti registrati in collaborazione con Brian Eno (anche se in realt solo
"Heroes" stato registrato effettivamente a Berlino). Accolto inizialmente con una certa indifferenza dalla critica,
Lodger oggi riconosciuto come uno dei lavori pi sottovalutati di Bowie.
Il disco
Il disco (per il quale vennero inizialmente presi in considerazione altri due titoli, Planned Accidents e Despite
Straight Lines) venne registrato da Bowie durante il tour mondiale del 1978 praticamente con gli stessi musicisti
degli album precedenti ad eccezione di Robert Fripp. Il chitarrista e fondatore dei King Crimson venne infatti
sostituito da Adrian Belew, che due anni dopo entrer a far parte proprio dei King Crimson e che venne "soffiato" da
Bowie a Frank Zappa durante una tourne.
Lodger ha avuto diverse riedizioni in formato CD, comprese quelle della Rykodisc (negli Stati Uniti) e della EMI
(nel resto del mondo), uscite nel 1991, che presentano due tracce bonus, I Pray, Ol (canzone inedita del 1979) e una
nuova versione del 1988 di Look Back in Anger.
Lodger (album)
83
Temi e stile
Per i temi affrontati, in Lodger si pu notare una separazione abbastanza netta tra i primi cinque brani (la side one)
che affrontano principalmente il tema del viaggio e i secondi cinque (la side two) in cui Bowie fa una critica alla
civilt occidentale. La traccia finale di "Heroes", The Secret Life of Arabia, aveva anticipato lo stile finto-esotico
delle canzoni presenti nella prima parte di Lodger. African Night Flight, ad esempio, un tributo alla musica e alla
cultura dei veldt, ispirata da un viaggio in Kenya. La sua trama musicale stata vista come un premonizione della
popolarit che avrebbe raggiunto pi avanti la world music e David Bowie stato considerato un precursore dei
suoni che saranno sviluppati da Brian Eno e David Byrne con My Life in the Bush of Ghosts del 1981. Move On
un'ode dedicata da Bowie al suo spirito vagabondo che richiama il classico All the Young Dudes, scritta per i Mott
the Hoople nel 1972. Yassassin un improbabile reggae con velature di musica turca. Red Sails ispirata alla musica
ambient e al beat motorik tipico di gruppi tedeschi come i Neu! e i Kraftwerk.
Il primo singolo estratto dall'album, Boys Keep Swinging, stato visto dalla critica come un'arguta risposta di Bowie
ai Village People ma anche, considerando anche il videoclip, un suo commento all'idea di mascolinit. Musicalmente
apprezzabile soprattutto per le performance del chitarrista Carlos Alomar e del batterista Dennis Davis,
rispettivamente alla batteria e al basso. Secondo il produttore Tony Visconti, la canzone caratterizzata dalla stessa
struttura e dalla stessa chiave di Fantastic Voyage, in cui Bowie affronta il tema della guerra atomica. Il secondo
singolo, DJ, guarda sardonicamente al mondo dei Disc jockey mentre Repetition rappresenta il viaggio di Bowie
nella mentalit di un marito che picchia la moglie ed cantato volutamente in una tonalit fredda e distaccata tale da
sottolineare il testo ed il basso. Red Money aggiunge nuove parole ad una melodia gi affrontata da Bowie e Alomar
in Sister Midnight, canzone che compare nell'album The Idiot di Iggy Pop, scritta da Bowie e Alomar durante lo
Station To Station Tour, doveva esser una canzone di Low ma per le sue sonorit fin in The Idiot dove Bowie
compare da corista, in tale album doveva comparire anche What In the World, creata con Iggy nello stesso periodo,
ma che venne registrata per Low con i cori di Iggy.
Accoglienza e riconoscimenti
Lodger ha ricevuto relativamente pochi apprezzamenti alla sua uscita. La rivista Rolling Stone lo ha definito uno dei
suoi lavori pi deboli ... confusi, una nota a pi di pagina di "Heroes", mentre il Melody Maker lo ha trovato
"esilmente anonimo". Lodger raggiunse comunque la 4 posizione nelle classifiche inglesi e la ventesima in quelle
statunitensi.
Subito dopo l'uscita dell'album, gli editori del New Musical Express, Roy Carr e Charles Shaar Murray sentivano che
Lodger avrebbe acquistato maggiori apprezzamenti nel giro di pochi anni e alla fine sarebbe stato accettato come
uno dei progetti pi complessi e gratificanti di Bowie. Mentre il biografo di Bowie, Christopher Sandford lo
definisce un disco scorrevole, calcolatamente usa e getta, l'autore David Buckley sostiene che la sua statura
cresce ogni anno che passa, e Nicholas Pegg, attore e scrittore britannico, conclude che sottovalutato e oscuro sin
quasi dalla sua uscita, la rua rivalutazione arriva troppo tardi. L'8 giugno del 1979, la British Phonographic Industry
ha assegnato il disco d'oro a Lodger.
Copertina
David Bowie ha collaborato con l'artista pop inglese Derek Boshier per la copertina di Lodger. Nel pieghevole
originale presente nell'album si vede una foto a bassa risoluzione di Bowie nei panni di una vittima di un incidente,
compreso un apparente naso rotto, fatta con una Polaroid SX-70. Il pieghevole comprende anche foto del cadavere di
Che Guevara, del Cristo morto del Mantegna, e un'altra di Bowie. Le immagini non sono presenti nella riedizione
della Rykodisc in CD del 1991.
Lodger (album)
84
Tracce
Tutti i brani sono ad opera di David Bowie, eccetto dove diversamente indicato.
Lato 1
1. Fantastic Voyage 2:55
2. African Night Flight 2:54
3. Move On 3:16
4. Yassassin (Turkish for Long Live) 4:10
5. Red Sails 3:43
Lato 2
DJ (Bowie, Eno, C. Alomar) 3:59
2. Look Back in Anger 3:08
3. Boys Keep Swinging 3:17
4. Repetition 2:59
5. Red Money (Bowie, C. Alomar) 4:17
Formazione
David Bowie voce, cori, pianoforte, chitarra, sintetizzatore, chamberlin, sassofono
Carlos Alomar chitarra, batteria
Dennis Davis batteria, percussioni, basso
George Murray basso
Sean Mayes pianoforte
Simon House violino, mandolino
Adrian Belew chitarra, mandolino
Tony Visconti cori, chitarra, mandolino, basso
Brian Eno sintetizzatori, ambient drone, tromba, corno, pianoforte
Roger Powell sintetizzatore
Note
Bibliografia
David Buckley - Strange Fascination - David Bowie: The Definitive Story, 1999. Pagg 335-356
Nicholas Pegg - The Complete David Bowie, 2000. Pagg 310-312
Ian Gittens - "Art Decade", Mojo - 60 Years of Bowie, 2007. Pagg 70-73
Roy Carr & Charles Shaar Murray - Bowie: An Illustrated Record, 1981. Pagg 102-107
Christopher Sandford - Loving the Alien, 1996-1997. Pagg 177-191
Collegamenti esterni
Testi e traduzioni su velvetgoldmine.it (http:/ / www. velvetgoldmine. it/ testi/ Lodger. html)
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Low (David Bowie)
85
Low (David Bowie)
Low
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 14 gennaio 1977
Durata 38 min : 48 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere Musica elettronica
New wave
Etichetta RCA
PL12030
Produttore David Bowie,
Tony Visconti
Registrazione Chatau d'Herouville, Pontosie, Francia,
Hansa Tonstudio 2, Berlino Ovest, Germania Ovest
Note n. 11
n. 2
David Bowie - cronologia
Album precedente
Station to Station
(1976)
Album successivo
"Heroes"
(1977)
Singoli
1. Sound and Vision/A New Career in a New Town
Pubblicato: 11 febbraio 1977
2. Be My Wife/Speed of Life
Pubblicato: giugno 1977
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Ondarock Pietra miliare
Allmusic
Rolling Stone
Low il titolo di un album discografico dellartista inglese David Bowie pubblicato nel 1977 dalla RCA.
Low il primo album della cosiddetta "trilogia berlinese" composta da, per l'appunto, Low, "Heroes" e Lodger. Dei
tre album, per, solo "Heroes" venne registrato interamente a Berlino. La definizione data a questa trilogia non
infatti di natura geografica, ma pi probabilmente la citt europea il luogo dove Bowie, lasciatosi alle spalle le
trasgressioni del glam rock, ritrov nell'arte lo sfogo che i suoi tormenti gli rendevano necessario, e si reinventa
dando vita (insieme a Brian Eno) a tre album seminali per la musica degli anni ottanta. Low fonde le fredde e
Low (David Bowie)
86
sofisticate atmosfere europee ai ritmi caldi e febbrili del rhythm 'n' blues e del funk che risuonano da molto pi a
Sud, creando cos un lavoro altamente ispirato.
Il disco
Origine e storia
Bowie nel 1976 durante un concerto.
La genesi dell'album, uno dei pi alti picchi artistici della carriera di
Bowie secondo gran parte della critica odierna, da ricercarsi nelle
composizioni originariamente scritte per la colonna sonora del film
L'uomo che cadde sulla Terra interpretato da Bowie stesso nella parte
del protagonista nel 1976. A causa degli incalzanti tempi di
lavorazione della pellicola e alle pressanti scadenze imposte dalla casa
produttrice, Bowie non ebbe il tempo di terminare i brani e la colonna
sonora del film venne affidata a John Phillips dal regista Nicolas Roeg.
Affascinato ed influenzato dalla musica elettronica d'avanguardia di
gruppi tedeschi come Kraftwerk, Neu!, e Tangerine Dream, Bowie
decise di conservare i pezzi per il suo prossimo album discografico.
Nell'estate del '76, alla conclusione del tour mondiale di Station to
Station, l'artista decise di abbandonare Los Angeles, citt dove la sua
tossicodipendenza da cocaina aveva raggiunto proporzioni inquietanti,
partendo per l'Europa insieme all'amico Iggy Pop, anch'egli reduce da
disavventure varie.
The Idiot
Bowie si stabil allo Chatau d'Hrouville, a Pontoise, nei pressi di Parigi, un antico castello che era stato convertito
in studio di registrazione nel 1969 dal musicista francese Michel Magne, dove inizi la lavorazione del nuovo disco
di Iggy, intitolato The Idiot. L'album, nelle intenzioni di Bowie, avrebbe dovuto rilanciare la carriera dell'iguana di
Detroit, che negli ultimi tempi era molto in ribasso (poco tempo prima Pop era anche stato ricoverato in un ospedale
psichiatrico). Da l Bowie si spost in una grande casa a Clos-des-Msanges, in Svizzera, e poi di nuovo al castello
di Hrouville per terminare l'album di Iggy. In agosto, dato che lo Chatau era gi prenotato da un altro gruppo, le
sessioni si spostarono prima agli studi Munich Musicland di Giorgio Moroder, e infine agli studi Hansa-by-the-Wall
di Berlino Ovest. Per Bowie, The Idiot non fu solo il tentativo (riuscito) di far risorgere Iggy Pop come artista, ma
anche una sorta di prova generale per Low. Ci furono persino brani registrati per l'album di Iggy che finirono invece
su Low, come ad esempio What in the World che in origine si intitolava Isolation. David Bowie produsse e scrisse
tutte le canzoni presenti su The Idiot insieme a Iggy, e le atmosfere dell'album sono a tratti alquanto affini a quelle di
Low. Finito l'album dell'amico, che comunque anche se registrato prima fin per uscire dopo Low, Bowie si
concentr sul suo nuovo lavoro da solista. Per occuparsi della produzione del disco contatt Tony Visconti, con il
quale aveva gi proficuamente lavorato in passato.
New Music: Night and Day
Originariamente per l'album era stato considerato come titolo New Music: Night and Day. Questa scelta avrebbe
voluto evidenziare la palese divisione in due parti dell'album: una pi "pop", con brani ancora riconciliabili alla
struttura della "canzone", ove la depressione ancora trattata con apatia, rassegnazione, ironia, e l'altra
prevalentemente strumentale, pi sperimentale, con musiche e strutture straripanti al di fuori di qualsiasi schema,
dove troviamo finalmente rivelate le atmosfere cupe, straziate, deserte, che fanno da sfondo all'intero album.
Successivamente per, si decise di optare per il pi succinto titolo Low.
Low (David Bowie)
87
La scelta della parola "low" ("depresso") come titolo dell'opera dice molto sul conto della stessa: la musica
dell'album palesemente triste, sebbene tanta depressione raccontata in molti brani con la peculiare ironia di
Bowie, e inoltre "low" va anche a identificarsi con il low profile ("basso profilo") voluto dall'artista, attraverso il
quale il duca bianco voleva adesso mostrarsi al pubblico dopo tanti "eccessi mediatici".
La copertina dell'album, come quella del precedente Station to Station, ancora un fotogramma ricavato dal film
L'uomo che cadde sulla Terra.
Registrazione
Brian Eno
Brian Eno nel 1974.
Le sedute di registrazione ebbero luogo allo Chatau d'Hrouville a
partire dal 1 settembre 1976, nello stesso luogo dove tre anni prima
era stato inciso Pin Ups e dove era stato appena terminato l'album The
Idiot di Iggy Pop. Incontro fondamentale per le sorti dell'opera, fu
quello tra Bowie e Brian Eno, avvenuto nel maggio precedente. A Eno
era piaciuto molto Station to Station, l'ultimo album di Bowie, mentre
David ammirava sinceramente le nuove sonorit esplorate dall'ex
membro dei Roxy Music con Discreet Music, e la propensione di
quest'ultimo verso compositori minimalisti come John Cage e Philip
Glass. Cos, David contatt Eno invitandolo a prendere parte alle
sessioni per il suo prossimo album, che, a suo dire, sarebbe stato un
"disco puramente sperimentale".
Le "Strategie Oblique"
Un sintetizzatore EMS VCS 3, il modello
utilizzato da Brian Eno in Low.
Quando Eno si un agli altri musicisti, la band aveva gi provato e
registrato le basi dei brani. Uno dei contributi pi innovativi e
significativi apportati da Eno alla lavorazione in studio, fu
l'implementazione della "tecnica delle 124 carte delle strategie oblique"
da lui ideata nel 1975 insieme al pittore Peter Schmidt. Le carte
venivano girate a caso dai musicisti in studio, che ne ricavavano di
volta in volta nuove ed enigmatiche indicazioni su come portare a
termine il lavoro. Alcuni esempi delle surreali istruzioni che potevano
capitare ai perplessi musicisti erano: "enfatizza gli errori", "riempi ogni
battuta con qualcosa", o "usa un colore inaccettabile". Ne risult per
Bowie un approccio compositivo del tutto inedito. La tecnica di Eno
era per troppo aleatoria per non essere oggetto di critica da parte di un
musicista di formazione classica come Carlos Alomar, il quale
inizialmente si oppose decisamente al metodo improvvisativo delle
carte di Eno. Anche per i testi, David decise di adottare una concezione
impressionista, non lineare, utilizzando una nuova idea di elaborazione
del concetto astratto di comunicazione. In confronto agli album precedenti, infatti i testi dei brani di Low sono molto
scarni, minimali, e frammentari, se non del tutto assenti come nei numerosi pezzi solo strumentali del disco (ben 6 su
11). Alla fine i testi acquisirono un'ampiezza tonale quanto lo era l'intonazione della voce o il sottofondo musicale, al
punto che il breve testo presente in Warszawa, una delle canzoni dell'album, letteralmente costituito da un
linguaggio immaginario, onomatopeico, dal contenuto semantico nullo.
Low (David Bowie)
88
La metodologia di lavoro utilizzata da Bowie e soci durante le sessioni di Low si deline con il procedere dell'opera.
Il gruppo incideva prevalentemente di notte, Bowie arrivava in studio con dei vari frammenti musicali appena
abbozzati, senza testi o melodie definite. Poi la sezione ritmica era lasciata libera di improvvisare in una sequenza
libera di accordi fino a quando non emergeva qualcosa di interessante che, con una minima regia da parte di Bowie o
Visconti, evolveva in qualche arrangiamento. Quindi iniziava il lavoro di sovraincisione delle parti soliste di chitarra
e degli assoli degli altri strumenti, tutti elettronicamente trattati da Visconti, Eno, o Bowie. In particolare Eno
utilizz principalmente un sintetizzatore portatile EMS di sua propriet che si era portato dietro.
[1]
Questa era anche
la fase dove il lavoro svolto da Eno aveva pi ampia possibilit di manovra e sperimentazione.
La maggior parte dei musicisti fu presente in studio solo per i primi cinque giorni, dopo di che rimasero solamente
Bowie, Eno, Alomar e Gardiner per effettuare le varie sovraincisioni. Quando poi Bowie incise le tracce vocali,
erano rimasti solo Visconti e i tecnici del suono. Furono proprio le sessioni di Low a stabilire il modus operandi
tipico dei futuri album di David Bowie. Esso consisteva nel registrare prima le tracce base dei brani, poi gli
interventi degli ospiti e gli assoli, infine la stesura dei testi e l'incisione delle parti vocali, che a volte poteva avvenire
anche molto tempo dopo la conclusione delle sedute. Tale procedimento era stato gi impiegato dall'artista ai tempi
di The Man Who Sold the World, ma da Low in poi avrebbe costituito la norma.
A fine settembre, dopo i postumi di un'intossicazione alimentare e con la certezza che il castello fosse infestato dai
fantasmi, Bowie e Visconti lasciarono lo Chatau per trasferirsi agli Hansa Studios a Berlino Ovest per rifinire il
materiale inciso.
Berlino: 155 Hauptstrasse, Schneberg
Berlino venne presto eletta da Bowie come sua nuova residenza ufficiale per i seguenti due anni. Dopo un breve
soggiorno all'Hotel Gerhus, David prese in affitto un appartamento di sette stanze al 155 di Hauptstrasse nel distretto
popolare di Schneberg. Dopo anni passati incessantemente sotto la luce dei riflettori, David Bowie pot godersi
l'anonimato che gli offriva la citt. Smise di tingersi i capelli di rosso, si lasci crescere i baffi, rilassandosi a
dipingere, bighellonare in bicicletta in giro per la citt con Iggy Pop, visitare gallerie d'arte, e la notte, frequentando
diversi locali notturni. Anni dopo, ricordando questo periodo della sua vita, Bowie dichiarer: Non riesco ad
esprimere il senso di libert che provavo!. Persino le quantit di cocaina da lui abitualmente consumate iniziarono a
diminuire, anche se in compenso Bowie inizi a bere smodatamente.
Agli studi Hansa, Bowie incise le tracce finali del disco, Weeping Wall e Art Decade, ed aggiunse le parti cantate ad
alcuni brani registrati in Francia ma rimasti ancora incompleti. A quel punto, nel novembre '76, l'album pot dirsi
completato.
Tematiche
Il Muro di Berlino nel 1986, dipinto sul lato
occidentale.
La prima facciata di Low contiene i brani pi personali dell'autore circa
la sua situazione esistenziale dell'epoca. In essi le tematiche principali
che risaltano sono le nevrosi, l'agorafobia, l'isolamento, la violenza, il
nichilismo, e l'apatia. Viceversa, il lato due dell'album
un'osservazione in termini musicali delle sensazioni provate dall'artista
nell'osservare il blocco dell'Est e come Berlino Ovest riuscisse a
sopravvivere all'interno della cortina di ferro.
Dei cinque brani dell'album ai quali collabor Brian Eno, celebre
"inventore" della ambient music, il brano migliore partorito dalla
collaborazione Eno/Bowie probabilmente Warszawa, lungo e lugubre
strumentale dedicato all'omonima citt polacca sede durante la seconda
Low (David Bowie)
89
guerra mondiale del ghetto ebraico annientato dai nazisti durante il tentativo di rivolta dei suoi occupanti, che
contiene in nuce accenni di world music in anticipo sui tempi. Importante anche la collaborazione di Ricky
Gardiner, la febbrile chitarra in Always Crashing in the Same Car (la richiesta era stata inizialmente fatta a Klaus
Dinger dei Neu!, che per aveva rifiutato).
Anche se la musica presente in Low e la svolta artistica di Bowie vennero ampiamente influenzate da gruppi
krautrock tedeschi come i Kraftwerk e i Neu!, il lavoro stato lodato per la sua originalit e considerato in anticipo
sui tempi, non ultimo per il cavernoso suono della batteria trattata creato per l'album dal produttore Tony Visconti
usando un Eventide Harmonizer. Per parecchio tempo dopo la pubblicazione di Low, Visconti continu a ricevere
numerose telefonate da parte di altri produttori discografici che gli chiedevano, incuriositi, come avesse fatto a creare
quel tipo di sonorit, ma egli prefer sempre non rispondere alle domande, divertendosi invece chiedendo a sua volta
ad ogni produttore come loro pensassero che egli avesse fatto.
Descrizione dei brani
Speed of Life
Low si apre con un vigoroso brano strumentale che inizia per mezzo di una assolvenza creando all'ascoltatore
occasionale la bizzarra sensazione di essere arrivato a portata d'orecchio di qualcosa di gi iniziato. Il brano
caratterizzato dal suono dei sintetizzatori e del rullante distorto della batteria che disegnano una pregevole ed
incalzante linea melodica rock. Cos come era iniziato, il pezzo sfuma in dissolvenza nel finale.
Breaking Glass
Per approfondire, vedi Breaking Glass.
Il brano pi breve dell'album, e uno dei brani pi corti in assoluto mai incisi da Bowie, contiene un testo
particolarmente assurdo e sottilmente inquietante che tratteggia la figura di un amante schizofrenico mentre
distrugge la camera della sua donna.
(EN)
You are such a wonderful person,
but you've got problems... I'll never touch you
(IT)
Sei una persona cos meravigliosa,
ma hai dei problemi... Non ti toccher mai
(EN)
Don't look at the carpet,
I drew something awful on it
(IT)
Non guardare il tappeto,
ci ho disegnato sopra qualcosa di orribile
Frasi come queste contribuirono ad alimentare la leggenda che voleva Bowie essere un forte appassionato di simboli
cabalistici e di magia nera (pochi mesi prima si era fatto fotografare mentre disegnava "L'albero della vita" su un
pavimento).
[2]
Musicalmente la traccia un rock dominato dai sintetizzatori e dalle percussioni di Davis.
What in the World
Provato gi durante le sessioni per l'album The Idiot, uno dei brani pi melodici del disco nel quale il tentativo di
unire art-rock e pop music maggiormente marcato. Il testo intriso di un senso di insicurezza ed isolamento:
(EN)
Deep in your room,
you never leave your room.
(IT)
Rintanato nella tua stanza,
non lasci mai la tua stanza.
Chitarre, percussioni distorte e sintetizzatore costituiscono l'ossatura della canzone, che include anche la voce di Iggy
Pop ai cori di accompagnamento in sottofondo.
Low (David Bowie)
90
Sound and Vision
Per approfondire, vedi Sound and Vision.
Probabilmente il brano pi conosciuto sull'album, venne pubblicato come primo singolo estratto dal disco
raggiungendo la terza posizione in classifica in Gran Bretagna, mentre in America non and oltre il
sessantanovesimo posto. Il suono del rullante distorto di Dennis Davis, il "plish" dei piatti, il coro in sottofondo della
moglie di Visconti e gli strati di archi sintetici creano un ritmo contagioso e una melodia accattivante corredati per,
da un testo sull'alienazione e il fallimento personale che gioca sul doppio significato in lingua inglese del termine
"blue" che pu indicare sia il semplice colore blu, sia uno stato d'animo di tristezza e malinconia. Inizialmente il
testo del brano era pi lungo, ma in fase di mixaggio venne accorciato.
(EN)
Blue, blue, electric blue,
That's the colour of my
room,
Where I will live, Blue, blue.
Pale blinds drawn all day,
Nothing to do,
nothing to say.
(IT)
Blu, blu, blu elettrico,
quello sar il colore della mia stanza,
dove vivr, triste, triste.
Tende alle finestre tirate tutto il
giorno,
niente da fare,
niente da dire.
Always Crashing in the Same Car
Ultima traccia registrata per l'album, venne completata nel novembre '76 dopo molti ripensamenti da parte di Bowie
che cambi diverse volte l'arrangiamento. Il testo fa riferimento ad un reale incidente accaduto all'artista,
trasformandolo in una metafora esistenziale, quando Bowie, un po' alticcio alla guida, non riusc a parcheggiare
l'auto in un parcheggio sotterraneo di Berlino continuando a girare in tondo e rigando vistosamente le fiancate
dell'auto sbattendo contre le altre macchine in sosta:
(EN)
I was just going round and round the hotel
garage,
must have been touching close to 94.
(IT)
Continuavo a fare il giro del garage
dell'hotel,
doveva essere la novantaquattresima volta.
Be My Wife
Per approfondire, vedi Be My Wife.
Secondo singolo estratto da Low che per non riusc a replicare il successo della precedente Sound and Vision. Il
brano, l'ultimo del primo lato dell'LP ad essere un pop-rock distorto, contiene nel testo un'accorata richiesta d'aiuto
con la quale viene chiesto alla donna del protagonista di "essere sua moglie". Curiosamente, proprio durante le
sedute per Low, il matrimonio di Bowie con Angie stava entrando in una crisi irreversibile che avrebbe portato la
coppia al divorzio nel 1980. Per la versione su singolo di Be My Wife, Bowie gir anche un minimale video
promozionale diretto dal regista Stanley Dorfman.
Low (David Bowie)
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A New Career in a New Town
Brano strumentale dal titolo emblematico ("una nuova carriera in una nuova citt") posto a chiusura di facciata
dell'album. Simboleggia il cambiamento di vita e professionale messo in atto da Bowie all'epoca. Musicalmente un
originale commistione tra ritmi R&B e glaciali sintetizzatori alla Kraftwerk. La traccia venne iniziata in Francia e
completata in un secondo momento a Berlino.
Warszawa
Prima traccia del secondo lato di Low, uno strumentale frutto della collaborazione Bowie/Eno nel quale i due
compositori si lasciano definitivamente alle spalle la musica pop per esplorare nuovi orizzonti sonori. Il pezzo
principalmente opera di Brian Eno che lo scrisse e registr da solo, mentre Bowie era andato via a Parigi per
questioni legali. Warszawa nacque al pianoforte, e poi venne rielaborata elettronicamente al sintetizzatore. Eno la
compose seguendo l'indicazione datagli da Bowie di scrivere "un pezzo molto lento" che possedesse "un sentimento
quasi religioso". Al suo ritorno, Bowie aggiunse una curiosa parte vocale senza parole vere e proprie, costituita da
sillabe scelte per il suono piuttosto che per il loro significato. Una delle tracce vocali cantata da Bowie in un
registro acuto che il produttore Visconti ottenne rallentando il nastro, e poi accelerandolo nuovamente. La
composizione un tentativo di catturare l'atmosfera del paesaggio polacco che Bowie aveva avuto modo di osservare
durante un viaggio in treno nel 1976:
Warszawa descrive Varsavia e il senso di desolazione che avevo provato visitando la citt.
(David Bowie)
I funerei sintetizzatori si contrappongono al canto lamentoso, salmoidiante, creando una suggestiva e tetra atmosfera
simile alla musica ambient pi sperimentale incrociata per ad una sorta di canto corale luterano.
Art Decade
Se il brano precedente era ispirato a Varsavia, Art Decade rappresenta in musica la reazione di Bowie a Berlino
Ovest, una citt culturalmente tagliata fuori dal mondo, imprigionata all'interno del blocco sovietico, un mondo a
parte, agonizzante, e senza redenzione. Bowie percepiva la citt come "arte decaduta", da qui il titolo della traccia.
Lo strumentale, anch'esso frutto della collaborazione tra Bowie e Brian Eno, contiene una parte di violoncello scritta
da Tony Visconti ed eseguita da Eduard Meyer, un ingegnere del suono dello studio Hansa.
Weeping Wall
Strumentale questa volta ad opera del solo David Bowie, la messa in musica del senso di oppressione ed angoscia
che la vista del muro di Berlino provocava all'autore. Anche qui compare una breve parte cantata, costruita, come
nella precedente Warszawa, con l'ausilio di suoni onomatopeici senza un particolare significato, quasi a formare un
linguaggio sconosciuto.
Subterraneans
L'ultimo brano di Low, un altro strumentale elettronico, l'unico pezzo sull'album che sia stato confermato
dall'autore risalisse all'abortita colonna sonora del film L'uomo che cadde sulla Terra. Possiede una struttura simile a
quella del brano d'inizio, Speed of Life, iniziando a met e sfumando dopo pochi minuti dando l'impressione di un
frammento sonoro incompleto. Bowie ed Eno rielaborarono quanto scritto da Bowie in precedenza, aggiungendovi
un malinconico assolo di sassofono, per rendere l'atmosfera ancora pi lugubre e dipingere un quadro sonoro sui
residenti dimenticati di Berlino Est, al di l del muro.
Low (David Bowie)
92
Tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono opera di David Bowie.
Lato 1
1. Speed of Life - 02:47
2. Breaking Glass (Bowie, Murray, Davis) - 01:52
3. What in the World - 02:23
4. Sound and Vision - 03:03
5. Always Crashing in the Same Car - 03:33
6. Be My Wife - 02:56
7. A New Career in a New Town - 02:53
Lato 2
Warszawa (Bowie, Eno) - 06:23
2. Art Decade - 03:47
3. Weeping Wall - 03:28
4. Subterraneans - 05:39
Bonus tracks ristampa CD 1991
Some Are (Bowie, Eno) - 03:24
2. All Saints (Bowie, Eno) - 03:35
3. Sound and Vision (1991 Remix) - 04:43
Singoli
Sound and Vision 03:03 / A New Career in a New Town 02:51 (David Bowie) (RCA 1977)
Be My Wife - 02:56 / Speed of Life - 02:47 (David Bowie) (RCA 1977)
Formazione
David Bowie - voce, basso sintetizzato, sax, violoncello, xilofono, chitarra, armonica, pianoforte, vibrafono,
percussioni, sintetizzatori, suoni ambientali, produzione
Brian Eno - sintetizzatori, chitarre trattate, voce in Sound and Vision
Carlos Alomar - chitarra
Dennis Davis - batteria, percussioni
Ricky Gardiner - chitarra
Eduard Meyer - violoncello in Art Decade, ingegnere del suono
George Murray - basso
Roy Young - piano, organo Farfisa
Iggy Pop - cori in What in the World
Mary Visconti - cori in Sound and Vision
Peter & Paul - piano e ARP in Subterraneans
[3]
Tony Visconti - produzione
Lauren Thibault - ingegnere del suono
Low (David Bowie)
93
Outtakes
Nel 1991, nelle ristampe in CD/LP della discografia di David Bowie, la Rykodisc/EMI pubblic Low con l'aggiunta
di tre tracce bonus: Some Are, All Saints, e un remix di Sound and Vision. Le prime due sono le tracce pi
interessanti essendo due canzoni provate durante le sessioni per l'album ma lasciate fuori dalla versione finale.
Mixate e completate da Bowie e dall'ingegnere del suono David Richards quindici anni dopo la loro composizione, i
brani, due strumentali elettronici affini a quelli presenti sulla seconda facciata di Low, sono le uniche outtakes del
disco di cui si conosca l'esistenza certa. In particolare, Some Are, per la sua affascinante apertura melodica e
l'atmosfera evocata dal brano, ricevette una buona accoglienza critica, arrivando ad essere oggetto di rilettura
orchestrale da parte di Philip Glass ed inserita come parte integrante della sua sinfonia ispirata a Low, la Symphony
No. 1 Low, in qualit di secondo movimento tra Subterraneans e Warszawa.
Accoglienza
All'epoca della pubblicazione, le recensioni di Low furono alquanto discordanti. Robert Christgau di The Village
Voice, diede al disco una B+,
[4]
giudicandolo "un buon disco, con una facciata interessante e l'altra con almeno un
brano valido". Christgau giudic positivamente i pezzi sul primo lato dell'album, ma annot che "la musica da film
sul secondo lato era abbastanza noiosa e banale". John Milward su Rolling Stone not che "Bowie mancava
dell'autoironia necessaria nell'esporre le sue ambizioni sperimentali" e trov la seconda facciata dell'album molto
peggiore della prima, affermando: "Il lato 1, dove Bowie esegue rock pi convenzionali, superiore agli esperimenti
del lato 2 semplicemente perch la disciplina e professionalit della band argina la scrittura e l'esecuzione di Bowie".
Il giornalista del Los Angeles Times Robert Hilburn espresse una posizione simile circa il disco asserendo: "Per 12
minuti, questo il miglior album di Bowie sin dai tempi di Ziggy. Ma nei rimanenti 26 minuti, inclusa tutta la
seconda facciata dell'LP, stanca con uno stile "rock spaziale" artistico che semplicemente troppo lontano dal
pubblico di massa per suscitare entusiasmo nell'ascoltatore".
[5]
In contrasto, Billboard defin il secondo lato dell'album "pi avventuroso e migliore dei brani di rock grezzo e
distorto del lato 1" aggiungendo che Low "enfatizza il serio tentativo di scrittura colta da parte di Bowie nello
sfuggire ai clich del rock, familiare alle persone che lo hanno visto passare attraverso tutte le sue varie fasi
musicali".
[6]
John Rockwell del The New York Times scrisse che nell'album "ci sono pochissimi testi, e quelli
presenti sono per lo pi filastrocche senza senso. E gli strumentali sono strani e misteriosi. Tuttavia, tutto ci
colpisce notevolmente l'ascoltatore, in maniera seducente e bellissima". Rockwell descrisse il sound di Low come
"uno strano incrocio tra i Roxy Music, i lavori solistici di Eno, i Talking Heads, e la musica indonesiana. Ma ancora
pienamente riconoscibile come un album di David Bowie", e concluse definendo Low "uno dei migliori dischi della
carriera dell'artista". Michael Watts su Melody Maker lo defin "un disco notevole e certamente il pi interessante
che Bowie avesse mai fatto".
Nel 1977 in Italia, Bowie non godeva della massima considerazione da parte della critica musicale, e quando l'album
usc nel gennaio di quell'anno, si era in piena epoca contestatrice ed impegnata degli "anni di piombo", impregnati
dall'impegno politico del nostro cantautorato. Di conseguenza, Low venne quasi ignorato o generalmente recensito
negativamente da quasi tutta la stampa di settore, che mal accolse le gelide e decadenti atmosfere mitteleuropee
presenti nell'album e gli astrusi, schizofrenici, testi contenuti in esso.
[7]
Le cose sarebbero cambiate con la
pubblicazione del successivo "Heroes", che ricevette molta pi attenzione e successo di pubblico, forse un segno che
i tempi stavano lentamente cambiando anche in Italia.
Nonostante le critiche discordanti, l'album fu un notevole successo commerciale, raggiungendo la posizione numero
2 in classifica nel Regno Unito e la posizione numero 11 della classifica Billboard Pop Albums negli Stati Uniti.
Sound and Vision e Be My Wife furono i brani pubblicati come singoli promozionali. Sound and Vision raggiunse la
terza posizione in classifica in Gran Bretagna e la numero 69 negli Stati Uniti.
Low (David Bowie)
94
Riconoscimenti
In anni recenti, Low stato enormemente rivalutato dalla critica, che ha inserito l'album in diverse classifiche di
merito come opera di notevole influenza per gli sviluppi musicali futuri. Il disco stato posizionato al primo posto
nella classifica dei migliori album degli anni settanta da Pitchfork Media. Nel 2000, la rivista Q mise l'album alla
posizione numero 14 della lista dei 100 migliori album britannici di sempre da loro redatta. Nel 2003, l'album stato
inserito alla posizione numero 249 dalla rivista Rolling Stone nella loro "lista dei 500 migliori album di tutti i tempi".
Adattamento sinfonico
Per approfondire, vedi Symphony No. 1 Low.
Philip Glass bas la sua composizione di musica classica del 1992 intitolata Low Symphony proprio sull'album di
Bowie, con citazioni letterali di temi provenienti dall'opera, e dichiarando espressamente l'ispirazione ricevuta dalla
musica di Bowie ed Eno.
Curiosit
Nick Lowe ironizz sul titolo dell'album ("Low") e sull'assonanza con il suo cognome ("Lowe"), intitolando Bowi
un proprio EP del 1977.
Prima di adottare definitivamente il nome Joy Division, la band di Manchester si chiamava "Warsaw" in onore
alla canzone Warszawa presente su Low.
[8]
Nel brano intitolato In tua assenza presente nell'album Poco zucchero del 1979 di Fausto Rossi (Faust'O), le
prime parole del testo della canzone sono la citazione/traduzione letterale del primo verso di Breaking Glass:
Ancora / sono stato / nella tua stanza / a rompere specchi.
Classifica
Album
Anno Stato Posizione
1977 UK Albums Chart 2
US Billboard 200 11
Norvegia 10
Singoli
Anno Titolo Classifica Posizione
1977 Sound and Vision UK Singles Chart 3
Billboard Pop Singles 69
1977 Be My Wife UK Singles Chart -
Billboard Pop Singles -
Low (David Bowie)
95
Note
[1] [1] Anni dopo, proprio questo stesso sintetizzatore, venduto nel corso di un'asta, venne regalato a Bowie da un amico per il suo cinquantesimo
compleanno.
[2] La foto apparve in seguito nella copertina posteriore della ristampa di Station to Station pubblicata dalla Rykodisc nel 1991.
[3] L'identit dei "misteriosi" Peter & Paul accreditati per avere suonato ARP e piano in Subterraneans non stata mai definitivamente chiarita.
Presumibilmente "Paul" potrebbe essere Paul Buckmaster che aveva collaborato con Bowie nel '75 per l'abortito progetto della colonna sonora
del film L'uomo che cadde sulla Terra, mentre l'identit di "Peter" rimane a tutt'oggi sconosciuta.
[4] Christgau, Robert. Consumer Guide: Grades 196989 (http:/ / www. robertchristgau. com/ xg/ bk-cg70/ grades. php). Robert Christgau.
[5] Hilburn, Robert (16 gennaio 1977). Review: Low (http:/ / pqasb. pqarchiver. com/ latimes/ access/ 702653312.
html?dids=702653312:702653312& FMT=ABS& FMTS=ABS:AI& type=historic& date=Jan+ 16,+ 1977& author=& pub=Los+ Angeles+
Times& desc=Platinum+ From+ Queen,+ Icy+ Steel+ From+ Bowie& pqatl=google). Los Angeles Times.
[6] Columnist (15 January 1977). " Review: Low (http:/ / books. google. com/ books?id=YEUEAAAAMBAJ& pg=PT45& lpg=#v=onepage&
q& f=false)". Billboard: 80.
[7] [7] ; Postfazione di Stefano Nardini alla versione italiana del libro.
[8] [8] .}
Bibliografia
Nicholas Pegg, David Bowie - L'enciclopedia, traduttore C. Mapelli, Arcana, 2002, p.850,
ISBN978-88-7966-270-3.
Hugo Wilcken, Low (http:/ / books. google. it/ books?id=uusIOkRZ_S0C), Continuum International Publishing
Group, 2005, p.144, ISBN978-0-8264-1684-1.
Hugo Wilcken, Low. David Bowie, Collana Tracks n 11, No Reply, 2009, p.176, ISBN978-88-89155-39-4.
(EN) David Buckley, Strange Fascination David Bowie: The Definitive Story, 1999.
(EN) Roy Carr, Charles Shaar Murray, David Bowie: An Illustrated Record, Avon, 1981, ISBN978-0906008256.
(EN) Deborah Curtis, Touching from a Distance, Faber and Faber, 2007, ISBN978-0-571-23956-6.
(EN) Thomas Jerome Seabrook, Bowie - la trilogia berlinese, Arcana, 2009, ISBN978-88-6231-060-4.
Collegamenti esterni
(EN) Low (http:/ / www. allmusic. com/ album/ low-r2493) in Allmusic, All Media Network.
(EN) Low (http:/ / www. discogs. com/ David-Bowie-Low/ master/ 22382) Discogs
(EN) Low (http:/ / musicbrainz. org/ release-group/ f6a51281-56c4-3538-b915-65a9d4eb29b5) MusicBrainz
Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rock
The Man Who Sold the World
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The Man Who Sold the World
The Man Who Sold the World
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 4 novembre 1970
Durata 40 min : 37 s
Dischi 1
Tracce 9
Genere Hard rock
Etichetta Mercury Records
Produttore Tony Visconti
Arrangiamenti David Bowie, Mick Ronson
Registrazione Trident Studios, Londra (aprile 1970), Advision Studios, Londra (maggio 1970)
Formati LP, CD
Note
David Bowie - cronologia
Album precedente
The World of David Bowie
(1970)
Album successivo
Hunky Dory
(1971)
The Man Who Sold the World un album dell'artista inglese David Bowie pubblicato dalla Mercury Records negli
Stati Uniti nel novembre 1970. Nel Regno Unito, e nel resto d'Europa, uscito nell'aprile 1971 mentre l'anno
successivo, sulla scia del fenomeno Ziggy Stardust, stato ripubblicato dalla RCA. La prima edizione su compact
disc del 1985 e nel 1990 uscito in versione rimasterizzata con quattro tracce bonus.
Il disco
Introduzione
The Man Who Sold the World un viaggio musicale sospeso tra un vigoroso hard rock ed ambigui riferimenti pi
sfuggenti. Con The Man Who Sold the World volevo lavorare in una specie di strano microcosmo da cui l'elemento
umano era stato escluso ha dichiarato Bowie, dove si aveva a che fare con una societ tecnologica. Quel mondo
era un territorio sperimentale in cui poter fare cose pericolose senza che nessuno corresse troppi rischi, a parte i
rischi delle idee. In un'altra occasione il cantante descrisse i contenuti dell'album come molto significativi per me,
tutti problemi familiari ed analogie espresse in forma di fantascienza. In effetti, i testi sono pi complessi e meno
lineari rispetto al passato e Bowie comincia a sperimentare tecniche di scrittura meno narrative, che continuer ad
utilizzare negli anni successivi. I temi affrontati sono i pi profondi e ricorrenti dell'opera di Bowie: l'ambiguit
sessuale e lo sdoppiamento di personalit (The Width of a Circle e The Man Who Sold the World), l'isolamento e la
pazzia (All the Madmen), i falsi guru e i totalitarismi (The Supermen e Saviour Machine).
The Man Who Sold the World
97
Anche se alternati ad atmosfere pi dolci e malinconiche, gli arrangiamenti hard rock e le frenetiche chitarre che
caratterizzano gran parte delle tracce fanno di The Man Who Sold the World l'album pi duro di Bowie fino a Tin
Machine del 1989 e, stilisticamente, rappresentano una deviazione dalle atmosfere prevalentemente folk e acustiche
del precedente Space Oddity e del successivo Hunky Dory. La chitarra elettrica tagliente di Mick Ronson, al primo
album con Bowie, da questo punto di vista uno dei capisaldi dell'album. Gli idoli di Mick erano i Cream, disse il
bassista e produttore Tony Visconti, faceva suonare Woody come Ginger Baker e me come Jack Bruce. A David
piaceva il suono del suo nuovo gruppo. Oltre a Ronson, il disco vede la partecipazione anche di un altro membro
dei futuri Spiders from Mars, il batterista Mick "Woody" Woodmansey.
The Man Who Sold the World uno dei migliori album degli anni settanta secondo la rivista americana Trouser e si
trova al 57 posto nella classifica dei 100 migliori album di tutti i tempi di New Musical Express, mentre in quella del
magazine norvegese Panorama si trova al quarto posto nel periodo 1970-1998. Curiosamente, l'album si trova anche
alla decima posizione nella classifica dei 50 dischi a orientamento omosessuale della rivista Attitude.
Registrazione
Nei primi mesi del 1970, Tony Visconti e Mick Ronson (che con John Cambridge formavano gli Hype, il gruppo che
accompagnava David Bowie) avevano costruito uno studio di registrazione sotto la tromba delle scale di Haddon
Hall, a Beckenham, dove Bowie si era trasferito l'anno precedente. Il gruppo realizz in questa sede buona parte del
materiale di quel periodo: scrivemmo il materiale originale per The Man Who Sold the World in quella piccola
stanza sotto le scale, confermava Bowie molti anni dopo. Le sessioni vere e proprie iniziarono agli studi Trident il
18 aprile 1970 e proseguirono ad intermittenza fino al 1 maggio. In seguito continuarono agli studi Advision dal 12
al 22 maggio.
Secondo Tony Visconti, che oltre a produrre il disco suonava il basso, The Man Who Sold the World sarebbe dovuto
essere il nostro Sgt. Pepper, tutto pu servire, non importa se appare inverosimile. In realt, stando alle sue
dichiarazioni il produttore avrebbe trascorso la maggior parte delle sessioni cercando di scuotere il novello sposo
Bowie (da poco convolato a nozze con Angela Barnett) dalla sua apparente apatia per il progetto. Il cantante a quanto
pare non aveva proprio nessuna voglia di uscire dal letto e scrivere una canzone, raccont in seguito Visconti,
noi buttavamo gi gli accordi, gli arrangiamenti, gli assolo di chitarra, i sintetizzatori e David se ne stava nel
corridoio degli Advision, mano nella mano con Angela a tubare.
Il coinvolgimento del batterista degli Hype, che non viene citato nei crediti del disco, fu di breve durata. John
Cambridge fu infatti licenziato dopo aver avuto difficolt con le percussioni in The Supermen e rimpiazzato da Mick
"Woody" Woodmansey, un altro membro dei Rats, il precedente gruppo di Ronson. Mick era un batterista
fondamentale, ricordava Bowie molti anni dopo, piuttosto aperto alle indicazioni, si pu dire che realizz ci che
avevo in mente, pi di quanto abbiano fatto la maggior parte dei batteristi con cui ho suonato. Il suo forte era il rock
britannico e il rhythm & blues britannico.
Gli elementi del gruppo diventarono cinque con l'arrivo del tastierista Ralph Mace, un dirigente della Philips che era
diventato il riferimento di Bowie all'interno dell'etichetta al tempo della registrazione di The Prettiest Star. Ralph
era un virtuoso, oltre che un caro amico che ci appoggiava, disse Visconti. Mace definiva le sessioni una
costruzione creativa, una sintesi e dissentiva con Visconti riguardo all'approccio di Bowie alle prove. David tirava
fuori le idee alle persone disse ai biografi Peter e Leni Gillman, avevo l'impressione che David sapesse
esattamente ci che voleva o non voleva.
Riguardo alle voci sul fatto che Mick Ronson avrebbe scritto alcuni dei brani dell'album e che She Shook Me Cold
sarebbe una composizione di Ronson in cui Bowie avrebbe aggiunto il testo pi tardi, Tony Visconti ha dichiarato
sulla Bowie Zone Fanzine nel febbraio 2007: C' una linea sottile tra l'arrangiamento e la scrittura. Ronson ha
scritto la maggior parte delle proprie parti di chitarra e anche David ne ha scritte alcune, che Mick ha suonato. Io ho
scritto le parti per il basso (Black Country Rock, The Man Who Sold the World) e David ha suggerito alcune
modifiche. Ma questo l'arrangiamento. Ci che costituisce davvero una canzone la melodia, gli accordi e le
The Man Who Sold the World
98
parole. Mick non ha scritto niente di tutto ci.
Influenze
Considerati gli standard di Bowie il disco esplora un territorio piuttosto intimo e, sebbene i testi siano meno
autobiografici di quelli di Space Oddity, il materiale sembra risentire dei turbamenti che affliggevano il suo mondo
personale durante il 1969. La morte di suo padre, il fallimento del Becknham Arts Lab, il logoramento di alcune
amicizie e soprattutto il peggioramento della salute mentale del fratellastro Terry Burns, affetto da schizofrenia,
vengono rappresentate in The Man Who Sold the World attraverso un immaginario fatto di paranoia, depressione e
allucinazioni schizoidi. Trent'anni dopo lo stesso Bowie spiegava: Vedevo piuttosto sovente il mio fratellastro in
quel periodo e credo che ci, ovviamente, abbia avuto un certo effetto su di me Credo che in un certo senso il suo
spirito aleggi in gran parte di quel materiale Conoscendo la fragile stabilit mentale della mia famiglia in generale,
e nel ramo materno in particolare, penso che fossi terribilmente preoccupato di stabilire esattamente quale fosse la
mia condizione mentale e dove potesse condurmi.
Un aspetto che contribisce a rendere canzoni come All the Madmen, After All o la stessa title track cos angoscianti
che sono prive dell'intensa lucentezza fantascientifica che caratterizzer album come Ziggy Stardust. Piuttosto, in
queste tracce cos come in Saviour Machine e The Supermen, l'ascoltatore viene guidato nelle profondit di un
inconscio oscuramente nietzschiano. Il consueto scenario fiabesco viene invaso dalle dolorose introspezioni del
filosofo tedesco, che Bowie aveva letto all'inizio del 1970 e del quale conosceva le teorie riguardanti il superuomo e
la dottrina del potere, dando origine a incontri con quelli che il cantante avrebbe poi chiamato i suoi "diavoli e
angeli". Ci introduce un altro tema ricorrente e connesso al titolo dell'album. La maggior parte delle canzoni
includono infatti l'immagine centrale del narratore che si pone in una posizione di vantaggio e passa attraverso
esperienze inattese e spiacevoli. probabile che nel 1970 i "demoni" interiori di Bowie combattessero su un piano
quasi apocalittico e, in effetti, il trait d'union che lega le varie tracce dell'album potrebbe essere individuato nel
passaggio del Vangelo in cui Cristo tentato dal Demonio che lo induce a diventare, in effetti, "l'uomo che ha
venduto il mondo":
Poi il Diavolo lo port sulla cima di una montagna altissima e gli mostr tutti le nazioni del mondo e la loro gloria. "Le
dar tutte a te", disse, "se t'inginocchierai per adorarmi". "Vattene, Satana!" disse Ges
(Matteo 4: 8-10)
Dal punto di vista strettamente musicale, l'album presenta un carattere piuttosto sinistro e inquietante, e rispecchia le
tematiche di paranoia, cinismo e depressione tipiche del nichilismo imperante nella societ. Tra i riferimenti che
hanno ispirato Bowie, un ruolo importante spetta a Syd Barrett (lui e l'attore Tony Newley erano gli unici due a
tentare di cantare con un forte accento londinese disse lo stesso Bowie) e i Velvet Underground anche se, come
rivel in un'intervista, non era (ancora) Lou Reed ad attrarre la sua attenzione: Per me, il suono del gruppo, era John
Cale John era l'elemento sovversivo del gruppo, uno dei musicisti pi sottostimati della storia del rock.
The Man Who Sold the World
99
I singoli
Due delle tracce dell'album sono state pubblicate come 45 giri nel Regno Unito, anche se entrambe come B side:
Black Country Rock usc il 17 gennaio del 1971 sul singolo che aveva Holy Holy come lato A, mentre la title track
venne pubblicata ben due anni dopo l'uscita inglese dell'album, il 22 giugno 1973, come lato B di Life on Mars? (a
gennaio, negli Stati Uniti era gi stata il lato B del 45 giri di Space Oddity).
Le altre tracce
The Width of a Circle
La forma originaria di questo brano, pi breve rispetto alla versione dell'album in quanto mancante dei passaggi
strumentali e dell'impetuosa seconda sezione, fu eseguita nella sessione BBC del 5 febbraio 1970. In una
registrazione effettuata il mese successivo, sempre alla BBC, cominciava ad emergere il nuovo stadio di sviluppo
della canzone, ancora priva della portata epica che la caratterizzer in seguito ma con impresso chiaramente il
marchio della chitarra di Mick Ronson. Durante le registrazioni dell'album, alla canzone fu infine aggiunta quella
che Tony Visconti ha definito "la parte col ritmo boogie". Lo stesso Visconti aveva modificato significativamente la
composizione insieme a Mick Ronson, inserendo una gran quantit di feedback e facendo avvicinare la musica a
quella dei Deep Purple o dei Black Sabbath. Ci nonostante, la presenza della chitarra folk, l'ambientazione melodica
e la narrazione enigmatica portano il marchio inconfondibile di Bowie.
Il brano si apre con lo stesso rifiuto delle dottrine e dei guru che aveva caratterizzato l'album precedente, soprattutto
in Cygnet Committee, dopodich Bowie affronta il primo di una serie di incontri allegorici che confermano Friedrich
Nietzsche come uno dei suoi filosofi di riferimento all'inizio del 1970 e rimandano ad un passaggio di Al di l del
bene e del male (Chi lotta con i mostri deve stare attento a non diventare lui stesso un mostro
[1]
):
(EN)
Then I ran across a monster who was sleeping by a
tree,
and I looked and frowned and the monster was me.
(IT)
Poi m'imbattei in un mostro che dormiva presso un
albero,
lo guardai e mi accigliai ed il mostro ero io.
Il viaggio nella profondit personale ed emotiva di Bowie, che caratterizza l'intero album, stato collegato dai
biografi Peter e Leni Gillman alle visioni schizofreniche del fratellastro e a quella che hanno definito "la danza con
gli spettri della malattia mentale di David". A tale proposito, nel 1993 il cantante rievocava uno degli attacchi
epilettici di Terry ( caduto a terra, diceva che la terra si apriva sotto di lui e che dal pavimento uscivano fiamme e
materia) in termini che rimandano proprio a The Width of a Circle:
(EN)
He struck the ground, a cavern
appeared,
and I smelled the burning pit of fear.
(IT)
Si abbattuto sul terreno, si aperta una
caverna,
e ho sentito l'odore dell'ardente fossa della paura.
Il brano ebbe un ruolo chiave nello Ziggy Stardust Tour, nel corso del quale il break strumentale situato a met della
canzone veniva dilatato, dando la possibilit a Bowie di lasciare il palco per cambiarsi il costume e agli Spiders from
Mars di lanciarsi in feedback sfrenati, luci stroboscopiche e fragorosi assoli di batteria. Il lungo assolo di chitarra di
Mick Ronson era stato adattato da quello che aveva gi usato precedentemente per le performance live di I Feel
Free, una reinterpretazione dei Cream. Nel 1973, The Width of a Circle usc per ben due volte come 45 giri
nell'Europa dell'est, con Soul Love e Cygnet Committee come lato B, diventando nel secondo caso la prima hit di
Bowie nella ex Unione Sovietica. Il brano stato eseguito anche durante il Diamond Dogs Tour del 1974, mentre la
lenta introduzione tornata brevemente alla ribalta nel 1997 in alcuni concerti dell'Earthling Tour, nei quali stata
utilizzata come preludio a The Jean Genie.
All the Madmen
The Man Who Sold the World
100
Con una successione di bizzarre parole bisbigliate ed esplosioni di chitarra rock, All the Madmen rivela il suo tema
centrale sia attraverso la schizofrenia musicale dell'arrangiamento di Mick Ronson (che suona chitarra e
sintetizzatore), sia con il testo che dipinge un'atmosfera da film horror attraverso librium, lobotomia e elettroshock.
Come dichiarato dallo stesso Bowie nel 1972, il personaggio del narratore si ispira a al fratellastro Terry, che due
anni prima era stato confinato nel Cane Hill Hospital di Londra (un austero edificio come il "palazzo freddo e grigio"
evocato nel verso di apertura del brano). Durante un'intervista con Jean-Daniel Beauvallet, nell'estate 1993 il
cantante ha confermato: ero molto preoccupato dallo stato di sanit mentale del mio fratellastro Terry, che era a
quel tempo in ospedale in un istituto psichiatrico Era spaventoso perch riconoscevo in lui alcuni tratti della mia
personalit. Avevo paura di sprofondare a mia volta nella malattia, nella follia.Il mio modo di scrivere ne ha
fortemente risentito. Come gi accaduto in precedenza, Bowie si dichiara contrario all'establishment in favore della
libert individuale e della virt di essere differente, schierandosi ancora una volta con coloro che non si conformano
alle regole della societ, con gli esclusi e i disadattati:
(EN)
'Cause I'd rather stay here with all the
madmen
than perish with the sadmen roaming free
(IT)
Perch preferirei stare qui con tutti i pazzi
piuttosto che morire con gli uomini tristi che vagano liberi
Un'altra influenza citata spesso da Bowie proviene dal classico della letteratura beat Sulla strada, scritto nel 1957 da
Jack Kerouac (fu proprio Terry a farglielo conoscere) che dichiarava: le uniche persone che esistono per me
sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano
mai e non dicono mai banalit, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli. Cos All the
Madmen non ha per argomento solo la pazzia e l'esclusione sociale, ma anche una potenziale dichiarazione d'intenti
che si tradurr nella frenesia creativa e spirituale di Bowie all'inizio degli anni settanta.
Il canto finale "Zane, zane, zane, ouvrez le chien" fa riferimento al film surrealista Un chien andalou di Luis Buuel
e Salvador Dal, famoso anche per la scena d'apertura in cui lo stesso Buuel taglia con un rasoio l'occhio di una
donna ("Zane" invece una storpiature di "sane", sano di mente). Tra l'altro, lo stesso film venne usato da Bowie
come "intro" a tutti i concerti dello Station to Station Tour del 1976. Il delirante verso fu ripreso 23 anni dopo in The
Buddha of Suburbia, mentre una gigantesca scritta mobile "Ouvrez le chien" incombeva sul palco dell'Outside Tour
del 1995, anche se All the Madmen non era in scaletta. L'unica importante esecuzione dal vivo del brano stata
effettuata durante il Glass Spider Tour del 1987.
Nel dicembre 1970, un singolo promozionale fu stampato dalla Mercury e fatto circolare in America in occasione
della prima visita promozionale di Bowie, durante la quale l'artista tenne alcune performance improvvisate della
canzone accompagnandosi con la chitarra folk. Venne stampato anche un singolo con Janine sul lato B, ma venne
subito ritirato e ora estremamente raro.
After All
Piuttosto distante dai suoni hard rock del resto dell'album, After All un malinconico valzer che evoca un'atmosfera
da luna park, con un testo che esplora i consueti territori della prima produzione di Bowie, paranoia, isolamento e
repressione suburbana. In quella che stata definita dal biografo David Buckley "la gemma nascosta dell'album" e da
Nicholas Pegg "una delle pi sottovalutate registrazioni di Bowie", ci sono gli echi dell'innocenza presente in una
delle prime canzoni di Bowie, There Is a Happy Land. Stavolta per il "paradiso" dipinto con toni pi cupi e, come
suggerito da Buckley, il verso Live till your rebirth and do what you will (vivi fino alla tua rinascita e fai quello
che vuoi) richiama alla mente il mistico inglese Aleister Crowley e il suo credo l'unica legge : fai quello che
vuoi.
La registrazione inizia con la voce di Bowie che si accompagna con la chitarra folk, mentre la traccia ritmica e la
linea di basso entrano solo in un secondo momento. Tony Visconti ha rivelato che lui e Mick Ronson sono
intervenuti pesantemente su After All in fase di mixaggio: La struttura base della canzone e il verso "oh, by jingo"
sono idee di David. Il resto il risultato di una gara tra me e Ronno a chi face pi sovrapposizioni. Il coro su pi
The Man Who Sold the World
101
ottave da cartone animato del controcanto oh, by jingo (traducibile con oh, perbacco) un'altra ripresa dei brani
sperimentali del periodo Deram (vedi The Laughing Gnome) e ricorda i sinistri effetti vocali presenti anche nella
precedente All the Madmen nonch, pi avanti, in The Bewlay Brothers.
Cos come quella della traccia precedente, l'atmosfera gotica di After All stata citata come un'importante influenza
per band come Siouxsie & the Banshees, i Cure e i Bauhaus.
Running Gun Blues
Con la sua struttura da tipica canzone di protesta alla Bob Dylan, compreso un assolo di armonica, il brano che
mostra le pi evidenti analogie con lo stile del precedente album di Bowie. Il cantante usa un testo insolitamente
diretto e assume le sembianze di un alienato veterano del Vietnam che, una volta tornato a casa, si trasforma in un
sanguinario assassino. Oltre che lo spirito antimilitarista, probabile che una fonte d'ispirazione di questo brano sia
stato il processo che nel 1969 port davanti alla corte marziale il tenente William Calley, accusato del massacro di
My Lai durante il quale vennero uccisi gli oltre 300 abitanti del villaggio vietnamita. Anche se il testo sembra
richiamare l'album Space Oddity, Running Gun Blues anticipa anche cose che verranno. Dal punto di vista vocale
Bowie fornisce un esempio del falsetto ricorrente in Hunky Dory e Ziggy Stardust , mentre la stretta relazione tra
chitarra, basso e voce prefigura il sound dei futuri Spiders from Mars.
Saviour Machine
Col suo ricco arrangiamento quasi orchestrale e l'inizio sfumato in stile cinematografico, Saviour Machine si pone in
una zona intermedia tra l'impostazione da canzone di protesta che aveva caratterizzato l'album (e la traccia)
precedente e la fantascienza assolutistica che emerger successivamente in Diamond Dogs. Gi in un'intervista
rilasciata alla fine del 1969 a Music Now!, il cantante aveva espresso la sua condanna verso coloro che sono
contenti della loro predisposizione a lasciarsi guidare da altri. In questa canzone Bowie ribadisce il concetto con un
racconto allegorico in cui il protagonista compie la scalata al potere ma rimette ogni responsabilit a un immaginario
super computer che si ribella agli stessi uomini che l'hanno creato:
(EN)
A plague seems quite feasible...
...or maybe a war, or I may kill you all!
(IT)
Una calamit sembra abbastanza probabile
o forse una guerra, o forse potrei uccidervi tutti!
Come ha suggerito Nicholas Pegg nella sua "enciclopedia", la fonte d'ispirazione era probabilmente il thriller
Colossus: The Forbin Project, diretto da Joseph Sargent nel 1969, in cui gli Stati Uniti costruiscono un super
computer per controllare le armi nucleari dell'Unione Sovietica, finendo per lottare contro la "creatura" per
impedirgli di impadronirsi del mondo. Ancora una volta Bowie propone il pericoloso fascino della leadership e
l'ingerenza profana nella dimensione spirituale, temi che verranno ulteriormente sviluppati nelle sue opere degli anni
settanta. Il break di chitarra di Saviour Machine ripreso dal ritornello dell'inedito brano folk Ching-A-Ling, scartato
solamente un anno prima ( presente comunque in Love You Till Tuesday) ma gi molto lontano sotto il profilo
strettamente musicale. Nell'edizione originale tedesca di The Man Who Sold the World, alla fine dell'album c' una
ripresa dell'introduzione di Saviour Machine in dissolvenza incrociata col finale di The Supermen.
She Shook Me Cold
Tony Visconti ha definito questa traccia uno dei "momenti classici" di The Man Who Sold the World e in effetti si
tratta di un brano in linea col rock dei primi anni settanta, un blues alla Cream, paragonabile per l'atteggiamento
solo a Dolly Dagger di Hendrix come venne definito da Ron Ross sulla rivista Words & Music nel 1972. Proprio
per questo, She Shook Me Cold risulta difficilmente identificabile come canzone di Bowie. L'arrangiamento prog
rock in stile Cream in effetti opera di Mick Ronson anche se, senza la mediazione pi delicata di Bowie, il tentativo
del chitarrista di allinearsi a modelli come Jeff Beck e Jimmy Page genera un risultato meno efficace rispetto ai suoi
arrangiamenti contenuti negli album successivi. In un periodo in cui i Led Zeppelin e i Black Sabbath anticipavano
quello che di l a breve sarebbe stato, rispettivamente, l'hard rock e l'heavy metal, l'assolo di chitarra di Mick Ronson
risulta comunque molto incisivo.
The Man Who Sold the World
102
The Supermen
La prima versione in studio di The Supermen, caratterizzata da alcune parti del testo leggermente differenti, fu
registrata il 25 marzo 1970 durante una sessione BBC precedente alle registrazioni dell'album. Quella versione
rappresenta l'ultimo episodio della collaborazione con il batterista John Cambridge, che venne "allontanato" perch
incapace di cavarsela con un breve passaggio della complessa partitura ritmica. L'incisione contenuta nell'album,
caratterizzata da un'imponente parte di batteria opera del successore di Cambridge, Mick "Woody" Woodmansey e
da frenetiche rullate di timpani che richiamano Also sprach Zarathustra, intrisa ancora una volta delle influenze
Nietzschiane che pervadono tutto l'album. Nella prima parte del 1970, Bowie si era dedicato alla lettura di Al di l
del bene e del male e Cos parl Zarathustra, e alcune osservazioni derivate da entrambi i testi si possono trovare sia
in questo album sia nel successivo Hunky Dory. In The Supermen, Bowie sovrappone la drammatica allegoria delle
"tragiche vite senza fine" di esseri immortali "incatenati alla vita" al rifiuto della morale terrena da parte del
superuomo. Avevo immaginato The Supermen come brano caratteristico di una certa epoca, disse Bowie nel 1973,
ma penso che riguardi il futuro piuttosto che il passato. Tre anni dopo dichiar ad un altro intervistatore che
all'epoca si trovava ancora nella fase in cui pretendevo di avere capito Nietzsche e per capirlo avevo cercato di
tradurlo secondo la mia sensibilit, quindi The Supermen era il risultato di questo atteggiamento.
In Strange Fascination di David Buckley, Tony Visconti descrive la canzone come uno dei paesaggi sonori pi
oltraggiosi di The Man Who Sold the World, qualcosa che prefigura il suono al quale i Queen arriveranno molto
pi tardi, non solo per quanto riguarda lo stile vocale, ma anche per le voci d'accompagnamento trasportate a una
tonalit molto acuta e per l'assolo di chitarra.
Nel 1971, una versione riarrangiata con strofe acustiche alternate ai dirompenti ritornelli di Ronson, fu registrata agli
studi Trident durante le sessioni di Hunky Dory. Fu inclusa nella compilation del 1972 Glastonbury Fayre (in seguito
anche nella riedizione del 1990 dello stesso Hunky Dory, come bonus track) e venne eseguita durante lo Ziggy
Stardust Tour. Una ripresa acustica, pi fedele alla versione originale, fu inclusa nel 1997 nello speciale della BBC
ChangesNowBowie. Il riff che ho usato in quella occasione, effettivamente l'ho riesumato sull'album Earthling,
confess David in quell'occasione (in seguito The Supermen apparve nell'Earthling Tour). Il riff in questione,
riciclato per Dead Man Walking, a quanto pare fu "regalato" a Bowie da Jimmy Page nel 1965, durante la
registrazione di I Pity the Fool.
Altre uscite
The Width of a Circle venne eseguita nelle sessioni BBC del 5 febbraio 1970 (versione presente in Bowie at the
Beeb) e del successivo 25 marzo, data nella quale venne proposta anche The Supermen. Quest'ultima apparve poi in
altre sessioni BBC, in particolare quelle del 3 giugno e 21 settembre 1971 (la seconda performance si trova in Bowie
at the Beeb) e del 7 gennaio 1997, durante la quale venne eseguita anche la title track.
Presente in David Live e Live Santa Monica '72, The Width of a Circle stata eseguita dal vivo soprattutto tra il 1972
e il 1974 e alcune performance sono reperibili in bootleg come Ziggy's Invasion of America, The Ziggy Stardust
Japan Tour e Subway, mentre la versione di Santa Monica del 1972 stata inserita in I Miti del Rock Live, uscito in
Italia nel 1992. Una versione live di 14 minuti contenuta nel video Ziggy Stardust and the Spiders from Mars,
mentre per la colonna sonora la stessa performance stata mixata in modo da essere ridotta a nove minuti e mezzo.
Versioni live di All the Madmen si trovano in molti bootleg, tra cui A Night With the Duke e Goodbye Europe in cui
sono presenti, rispettivamente, le performance di San Siro e dello stadio Comunale di Torino durante il Glass Spider
Tour 1987. L'unica versione "ufficiale" dal vivo di All the Madmen, relativa alla performance all'Stade Olympique di
Montreal del 30 agosto 1987, apparsa nel CD dell'edizione speciale del 2007 di Glass Spider, comprendente anche
un DVD. Il brano incluso anche nella colonna sonora del film Mayor of the Sunset Strip del 2004, documentario
dedicato al DJ di Los Angeles Rodney Bingenheimer, in cui compare anche Bowie. Il primo minuto del brano
tratto da una esibizione live acustica registrata durante il viaggio promozionale negli Stati Uniti del 1971.
The Man Who Sold the World
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The Supermen stato un classico in tutto lo Ziggy Stardust Tour fino al 1973 (la versione del Civic Auditorium di
Santa Monica si trova anche in I Miti del Rock Live e Il Dizionario del Rock), ed stata ripresa dal vivo 24 anni dopo
nelle date americane dell'Earthling Tour e, successivamente, in quelle del Reality Tour del 2004. La performance
unplugged del Bridge Benefit Show di San Francisco (19 ottobre 1996), presente nel bootleg Divine Symmetry,
mentre quella del concerto di Port Chester durante l'Earthling Tour 1997 (trasmessa da MTV all'interno del
programma "Live at 10 spot"), si trova in The Capitol '97, nel quale c' anche una versione suonata prima della
messa in onda dello show. La versione dell'album si trova invece in Live Santa Monica '72 e Sound+Vision, mentre
una versione registrata durante una pausa nelle sessioni dell'album Ziggy Stardust presente in Revelations,
compilation degli artisti che si esibirono al Festival di Glastonbury del 1971, e nella riedizione della Rykodisc di
Hunky Dory come bonus track.
Cover
Cos come Black Country Rock e, soprattutto, The Man Who Sold the World, anche le altre tracce dell'album sono
state oggetto di cover, in particolare:
The Width of a Circle, eseguita da The Spurge nell'album di artisti vari Crash Course for the Ravers del 1996 e
The Cybernauts in Cybernauts Live del 2000.
All the Madmen, eseguita da Jeannie Lewis in Till Time Brings Change del 1980, dagli Alien Sex Fiend
nell'album di artisti vari Goth Oddity del 1999 e dai Brainstorm Troopers in United We Divide, Fallen We Stand
del 2006.
After All, nelle versioni degli Human Drama (in Pinups del 1993, da non confondersi con il "quasi" omonimo Pin
Ups dello stesso Bowie), dei Ventilator e dei The Mission UK (rispettivamente negli album di artisti vari Crash
Course for the Ravers del 1996 e Goth Oddity del 1999) e di Tori Amos, che ha pubblicato il brano come singolo
nel 2001.
Saviour Machine, eseguita dai Redd Kross in Teen Babes from Monsanto del 1984, dai Vice Squad in The BBC
Sessions del 1998 e dagli Sheriff Scabs in .2 Contamination del 2006.
She Shook Me Cold, nella versione dei Pain Teens del 1990.
The Supermen, eseguita dai Cybernauts in Cybernauts Live del 2000.
Accoglienza
Ci che accade a un figlio dei fiori, quando tutto il mondo intorno a lui diventa leggermente folle e lotte di potere si
impadroniscono di tutto, inclusa la sua musica, che sfrutta il suo genio, si adegua alla pazzia, sconfigge il gruppo pi forte
sulla piazza e fa tutto ci un po' meglio di chiunque altro.
(Chris Van Ness, recensione di The Man Who Sold the World sul Los Angeles Free Press, 1971
[2]
)
La versione americana di The Man Who Sold the World usc il 4 novembre 1970 mentre in Gran Bretagna l'album
vide la luce solo nell'aprile 1971, quasi un anno dopo la fine delle registrazioni. Pur non riscuotendo inizialmente un
gran successo, le vendite andarono meglio in America che nel Regno Unito, grazie anche al lancio pubblicitario della
Mercury. A proposito di questo, Bowie spiegava in un'intervista per Disc & Music Echo: Innanzitutto ho goduto di
una massiccia programmazione radiofonica, inoltre immagino che risultasse in un certo senso pi gradito di cose che
avevo fatto in passato, grazie al suo accompagnamento piuttosto "pesante". Il disco ricevette una buona accoglienza
anche da parte della critica statunitense, il che diede origine, nel febbraio 1971, al primo tour promozionale di Bowie
in America. Sul Los Angeles Free Press, Chris Van Ness dichiarava che C' una sottile vena di follia che corre
lungo l'album I concetti espressi dal brano che gli d il titolo, da The Supermen o da Saviour Machine non sono
normali temi di canzoni ma David Bowie non un autore normale. La rivista Rolling Stone consider l'album
uniformemente eccellente e un'esperienza stuzzicante quanto emozionante, ma solo per un ascoltatore
sufficientemente integro da fronteggiare la sua schizofrenia L'uso di eco, riverbero e altri effetti applicati da Tony
The Man Who Sold the World
104
Visconti sulla voce di Bowie per ottenere un timbro strano e sovrannaturale serve ad accentuare il carattere
scabroso delle parole e della musica, suonata con stile minaccioso da un quartetto, a tratti magnifico, guidato dai
maniacali glissati del basso di Visconti.
Nonostante le critiche favorevoli ricevute, alla fine del giugno 1971 negli Stati Uniti erano state vendute meno di
1400 copie, nonostante alcuni riferimenti a vendite massicce all'approssimarsi dell'uscita del disco in Gran Bretagna
che si rivelarono una montatura pubblicitaria. Michael Watts dichiarava ad esempio sul numero di Melody Maker del
22 gennaio 1972 che The Man Who Sold the World aveva venduto 50.000 copie in America e non pi di 5 in Gran
Bretagna (aggiungendo anche che era stato lo stesso Bowie a comprarle). Le vendite della prima edizione
britannica furono in effetti disastrose, ci nonostante anche in patria l'album ottenne recensioni discrete. Melody
Maker lo defin un disco sorprendentemente ottimo, con alcuni formidabili lampi di splendore nella scrittura
insolita e inventiva. Il New Musical Express rilevava un pizzico d'orrore in All the Madmen, un tranquillo
andamento folk in After All e una notevole spinta in The Width of a Circle, ma considerava il tono generale
piuttosto isterico.
Nel novembre 1972, la Mercury Records ripubblic The Man Who Sold the World e in questa occasione l'album
riusc ad entrare nelle classifiche sia in patria che oltreoceano. Nel Regno Unito rimase nelle classifiche per 22
settimane raggiungendo la posizione n. 26, mentre negli Stati Uniti rimase in classifica una settimana in pi ma non
and oltre la posizione n. 105. Pubblicato di nuovo nel 1983 e nel 1990, l'album rientrato nelle classifiche inglesi
non andando oltre il 64
o
e 66
o
posto, rispettivamente.
Con gli anni The Man Who Sold the World ha smentito l'accoglienza iniziale sostanzialmente indifferente per
diventare uno degli album meglio considerate fra tutti quelli di Bowie. Solamente dopo alcuni anni il disco ebbe il
meritato riconoscimento per il suono e la concezione compositiva d'avanguardia, ha detto Tony Visconti, che lo ha
definito quasi un manuale su come fare un disco alternativo, citandolo spesso come la sua collaborazione con
Bowie preferita insieme a Scary Monsters. Artisti di orientamenti musicali assai diversi come Boy George e Kurt
Cobain lo hanno spesso citato come fonte d'ispirazione e Gaz Coombes, cantante dei Supergrass, ha dichiarato nel
2003: Potrei dire che il mio album preferito di tutti i tempi Bowie dimostra come sia possibile suonare con una
band di hard rock ed avere comunque idee sofisticate.
Tracce
Edizione Originale
Tutte le tracce sono scritte da David Bowie.
1. The Width of a Circle - 8:05
2. All the Madmen - 5:38
3. Black Country Rock - 3:32
4. After All - 3:51
5. Running Gun Blues - 3:11
6. Saviour Machine - 4:25
7. She Shook Me Cold - 4:13
8. The Man Who Sold the World - 3:55
9. The Supermen - 3:38
The Man Who Sold the World
105
Tracce bonus della riedizione 1990
1. Lightning Frightening - 3:38 (inedito del 1970)
2. Holy Holy - 2:20 (versione registrata nel 1973 con gli Spiders from Mars)
3. Moonage Daydream - 3:52 (singolo pubblicato sotto il nome di "Arnold Corns" nel 1971)
4. Hang Onto Yourself - 2:51 (singolo pubblicato sotto il nome di "Arnold Corns" nel 1971)
Formazione
David Bowie - voce, chitarra, stilofono
Mick Ronson - chitarra
Tony Visconti - basso, pianoforte, chitarra
Mick "Woody" Woodmansey - batteria
Ralph Mace - sintetizzatore
Copertina
Negli ultimi giorni del suo rapporto professionale con David Bowie, il manager Kenneth Pitt aveva pianificato di
contattare un grande artista per disegnare la copertina dell'album (la sua lista includeva Andy Warhol, David
Hockney e Patrick Procktor). Il progetto svan e Bowie chiese a Michael Weller, un frequentatore abituale del
Beckenham Arts Lab il cui lavoro riecheggiava lo stile pop art di Warhol e Roy Lichtenstein, di disegnare una
copertina che rispecchiasse l'atmosfera sinistra dell'album. Weller propose un dipinto del Cane Hill Hospital, dove
oltre a Terry Burns era ricoverato un suo amico, e Bowie accolse l'idea con entusiasmo. Il disegno a fumetti di
Weller, intitolato "Metrobolist" (dal classico Metropolis di Fritz Lang) consisteva in una tetra veduta dell'ingresso
principale del Cane Hill, con la torre dell'orologio diroccata. In primo piano c'era una figura di cowboy copiata da
una fotografia di John Wayne con in mano un fucile, un riferimento a Running Gun Blues. Anche se, come riportato
in David Robert Jones Alias David Bowie di Peter e Leni Gillman, Bowie era molto soddisfatto del disegno ultimato,
pare che non molto tempo dopo abbia cambiato idea. In ogni caso il fumetto fu cancellato dalla Mercury e Bowie
chiese al dipartimento artistico della Philips di commissionare a Keith Macmillan un servizio fotografico nel
soggiorno di Haddon Hall. Il cantante si sistem su una sedia a sdraio con un vestito di satin crema e blu (un vestito
da uomo, precis in seguito) comprato alla boutique londinese "Mr. Fish", con una mano che lasciava cadere l'ultima
carta di un mazzo sparso per terra e l'altra che giocava con i suoi nuovi fluenti riccioli "post-hippy". In seguito spieg
che la foto, la pi audace rappresentazione dell'ambiguit sessuale che Bowie gi perseguiva, intendeva riprodurre lo
stile del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti.
Quando la RCA ripubblic The Man Who Sold the World nel 1972, sia nel Regno Unito che in America, in copertina
apparve una foto in bianco e nero di Brian Ward raffigurante David nella sua prima acconciatura alla Ziggy Stardust
nell'atto di dare un calcio. Cos come la riedizione di Space Oddity dello stesso anno, la versione RCA usc con una
serie di note di copertina che informavano l'ascoltatore che la musica di Bowie non era n metafora n analogia... la
fantasmagoria la sua realt; lo straordinario la sua straniante verit. La foto del calcio rimase la copertina ufficiale
del disco fino alla riedizione del 1990, che ripropose quella con l'abito e incluse nella confezione le copertine
alternative, compreso il disegno della pubblicazione originale tedesca che era totalmente diversa: una curiosa
vignetta di un Bowie alato sul frontespizio ed un androgino ritratto con berretto sul retro. Pi di recente, il libretto
della riedizione EMI 1999 includeva scatti del servizio fotografico con l'abito.
The Man Who Sold the World
106
Note
[1] Friedrich Nietzsche - Al di l del bene e del male. Fabbri, Milano, 1996.
[2] Nicholas Pegg - David Bowie - L'Enciclopedia. Arcana, Roma, 2002.
Bibliografia
Roy Carr e Charles Shaar Murray - Bowie: An Illustrated Record. Eel Publishing, 1981.
David Buckley - Strange Fascination. Virgin Books, Londra, 1999.
Nicholas Pegg - David Bowie - L'Enciclopedia. Arcana, Roma, 2002.
George Tremlett - David Bowie: Living on the Brink. Carroll & Graf, 1997.
Friedrich Nietzsche - Al di l del bene e del male. Fabbri, Milano, 1996.
Peter e Leni Gillman - David Robert Jones Alias David Bowie. Sperling & Kupfer, 1989.
Voci correlate
Friedrich Nietzsche
Schizofrenia
Spiders from Mars
Tony Visconti
Collegamenti esterni
Testi e traduzioni (http:/ / www. velvetgoldmine. it/ testi/ TheManWhoSoldTheWorld. html) su velvetgoldmine.it
(EN) Scheda dell'album (http:/ / www. allmusic. com/ album/ r2479) su AllMusicGuide
Cerca The Man Who Sold the World (http:/ / www. lastfm. it/ music/ David+ Bowie/ The+ Man+ Who+ Sold+
the+ World) su Last.fm
(EN) Informazioni (http:/ / www. teenagewildlife. com/ Albums/ TMWSTW/ Title. html) su teenagewildlife.com
Informazioni e curiosit (http:/ / xoomer. virgilio. it/ life_on_mars/ tmwstw. html)
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Never Let Me Down
107
Never Let Me Down
Never Let Me Down
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 27 aprile 1987
Durata 40 min
Genere Pop rock
Etichetta EMI America Records
David Bowie - cronologia
Album precedente
Tonight
(1984)
Album successivo
Black Tie White Noise
(1993)
Never Let Me Down un album di David Bowie pubblicato nel 1987. L'album, cui fece seguito il "Glass Spider
Tour" considerato uno degli elementi meno importanti della discografia del Duca Bianco che, finito il tour, aspett
ben 6 anni prima di pubblicare un nuovo album solista (Black Tie White Noise nel 1993) dedicandosi al progetto dei
Tin Machine. Bowie stesso ha ammesso in pi di un'occasione che il periodo relativo a questo album (nonostante
fosse uno dei pi fortunati a livello commerciale) stato tra i pi deludenti della sua carriera artistica: "Non sapevo
pi cosa stessi facendo; inebriato dal successo avevo perso il mio naturale entusiasmo per le cose. Credevo di non
avere pi niente da dire e pensavo solo a guadagnare il pi possibile; temevo di essere vicino alla fine".
Wikipedia:Uso delle fonti
Tracce
Lato A
1. Day-In Day Out 4:38 (David Bowie)
2. Time Will Crawl 4:18 (David Bowie)
3. Beat Of Your Drum 4:32 (David Bowie)
4. Never Let Me Down 4:03 (David Bowie Carlos Alomar)
5. Zeroes 5:46 (David Bowie)
Lato B
1. Glass Spider 4:56 (David Bowie)
2. Shining Star (Makin' My Love) 4:05 (David Bowie)
3. New York's In Love 3:55 (David Bowie)
4. 87 And Cry 3:53 (David Bowie)
5. Too Dizzy 3:58 (David Bowie Erdal Kzlay)
6. Bang Bang 4:02 (Iggy Pop Ivan Kral)
Never Let Me Down
108
Crediti
David Bowie - voce, chitarra, tastiere, mellotron, moog, armonica, tamburino
Carlos Alomar - chitarra, cori
Erdal Kizilcay - tastiere, batteria, basso, tromba, cori
Peter Frampton - chitarra
Sig McGinnis - chitarra
Carmine Rojas - basso
Philippe Saisse - piano, tastiere
Crusher Bennett - percussioni
Earl Gardner - tromba
Stan Harrison - sax alto
Steve Elson - sax baritono
Lenny Pickett - sax tenore
Diva Gray, Gordon Grodie - cori
Portale Musica Portale Rock
The Next Day
The Next Day
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 8 marzo 2013
Durata 53 min : 03 s
Tracce 14
Genere Art rock
Rock sperimentale
Pop rock
Etichetta Sony Music
RCA
ISO Records
Produttore David Bowie
Tony Visconti
Certificazioni
The Next Day
109
Dischid'oro
Austria
[1]
(vendite: 7500+)
Canada
[2]
(vendite: 40000+)
Regno
Unito
[3]
(vendite: 100000+)
Svezia
[4]
(vendite: 20000+)
Svizzera
[5]
(vendite: 15000+)
Polonia
[6]
(vendite: 10000+)
Italia
[7]
(vendite: 30000+)
Irlanda
[8]
(vendite: 7500+)
Germania
[9]
(vendite: 100000+)
Dischidiplatino Francia
(Vendite: 100.000+)
David Bowie - cronologia
Album precedente
A Reality Tour
(2010)
Album successivo
Singoli
1. Where Are We Now?
Pubblicato: 8 gennaio 2013
2. The Stars (Are Out Tonight)
Pubblicato: 28 febbraio 2013
3. The Next Day
Pubblicato: 17 giugno 2013
4. Valentine's Day
Pubblicato: 19 agosto 2013
5. Love is Lost
Pubblicato: 28 ottobre 2013
The Next Day il ventisettesimo album in studio del musicista inglese David Bowie, pubblicato l'8 marzo 2013 in
Australia e l'11 marzo nel resto del mondo, fatta eccezione per gli Stati Uniti d'America, dove invece fu pubblicato il
giorno seguente. L'album prodotto dall'etichetta di Bowie, la Iso Records, sotto la licenza esclusiva della Columbia
Records. L'album raggiunge la prima posizione in numerosi Paesi, tra cui Regno Unito e Giappone.
The Next Day
110
Il disco
L'annuncio dell'uscita dell'album stato pubblicato il giorno del sessantaseiesimo compleanno di Bowie sul suo sito
[10][11]
, aggiornato per l'occasione con il video del primo singolo Where Are We Now? Si tratta del primo album del
musicista contenente materiali nuovi da dieci anni a questa parte. L'ultimo lavoro, Reality, risale infatti al 2003.
Registrazione
Bowie e il produttore Tony Visconti hanno lavorato all'album in segreto per due anni
[12]
. "Durante le pause della
lavorazione ascoltavo i brani dell'album in cuffia, camminando per New York", ha affermato Visconti. "Vedevo tutta
questa gente con le magliette di David Bowie -sono davvero dappertutto qui- e mi dicevo, 'Amico, se solo sapessi
cosa sto ascoltando in questo istante!'"
Tuttavia, il tempo effettivamente trascorso a scrivere e a registrare l'album pare sia stato di tre mesi. Per la
registrazione non sono state invitate guest star
[13]
, e Bowie ha scelto alcuni musicisti con cui ha lavorato in passato,
fra cui Earl Slick
[14]
, che ha registrato le sue parti per The Next Day nel luglio 2012, Gail Ann Dorsey (basso) e
Sterling Campbell (batteria), che collaborano con Bowie dagli anni novanta.
Tony Visconti ha spiegato a NME che The Next Day: " un album piuttosto rock"
[15]
. Il primo singolo, una ballata,
" l'unica traccia dell'album che cos intimista". Visconti ha inoltre suggerito che Bowie abbia scelto Where Are We
Now? come singolo d'apertura perch "la gente doveva affrontare lo shock del suo ritorno (dopo un'assenza di 10
anni)" e che la natura introspettiva della canzone la rendeva una scelta particolarmente appropriata. Visconti ha
definito i materiali dell'album "estremamente forti e belli", aggiungendo che "chi cerca il classico David Bowie lo
trover in questo album; chi cerca un Bowie innovativo, nuove direzioni, trover anche questo".
[16]
Visconti ha
spiegato che per l'album sono stati registrati 29 brani, alcuni dei quali potrebbero uscire in un prossimo lavoro di
Bowie che sar forse messo in cantiere gi nei prossimi mesi.
[17]
Copertina
L'immagine di copertina dell'album una versione riadattata della cover di Heroes, del 1977. Creata da Jonathan
Barnbrook (graphic designer che ha firmato anche le copertine per gli album Heathen e Reality). L'oscuramento della
fotografia vuole indicare una "dimenticanza o cancellazione del passato".
[18]
La fotografia originale attribuita a
Masayoshi Sukita. Le parole con cui Barnbrook ha spiegato la cover sono state: "Se l'intenzione quella di
sovvertire un album di David Bowie, allora gli album fra cui scegliere sono davvero molti, ma Heroes il pi
venerato. E se si trattava di sovvertire qualcosa, doveva essere un'immagine che scuotesse veramente, ed l che
abbiamo pensato che Heroes fosse la scelta migliore sotto tutti i punti di vista"
[19]
.
Concerti
Bowie ha insistito sul fatto che non ci saranno performance live a supporto dell'album. Pare che Tony Visconti abbia
affermato che "David abbastanza deciso sul fatto che non si esibir pi dal vivo... A proposito della complessit
degli arrangiamenti dei brani presenti sul disco, uno dei musicisti avrebbe detto: Come faremo a fare tutto questo
dal vivo? e David avrebbe risposto: Non lo faremo. E ha continuato a ribadire il concetto.
[20]
Tuttavia, Visconti
pi tardi ha chiarito di non avere mai detto che Bowie non si sarebbe mai pi esibito ancora dal vivo, solo che "non
ha intenzione di fare un tour per quest'album"
[21]
. Visconti ha poi recentemente affermato in un'intervista per il
Telegraph che Bowie non ha escluso completamente la possibilit di un paio di esibizioni dal vivo, ma che ha deciso
di concentrarsi sulla realizzazione degli album. stato poi rivelato che quattro brani esclusi da The Next Day
potrebbero essere il primo materiale di un nuovo album a cui Bowie spera di poter lavorare in studio entro la fine
dell'anno.
[22]
The Next Day
111
Tracce
1. The Next Day 3:51
2. Dirty Boys 2:58
3. The Stars (Are Out Tonight) 3:56
4. Love Is Lost 3:57
5. Where Are We Now? 4:08
6. Valentine's Day 3:01
7. If You Can See Me 3:15
8. I'd Rather Be High 3:53
9. Boss of Me 4:09
10. Dancing Out in Space 3:24
11. How Does the Grass Grow? 4:33
12. (You Will) Set the World On Fire 3:30
13. You Feel So Lonely You Could Die 4:41
14. Heat 4:25
Bonus tracks
So She - 2:31
2. Plan - 2:02
3. I'll Take You There (Bowie, Leonard) - 2:41
4. God Bless the Girl - 4:11 (presente solo nella versione Deluxe giapponese)
Classifiche
Classifica (2013) Posizione
massima
Australia 2
Austria 2
Belgio (Fiandre) 1
Belgio (Vallonia) 1
Canada 2
Danimarca 1
Finlandia 1
Francia 2
Germania 1
Giappone 1
Irlanda 1
Italia 2
Norvegia 1
Nuova Zelanda 1
Paesi Bassi 1
Regno Unito 1
Repubblica Ceca 1
Stati Uniti 2
The Next Day
112
Spagna 2
Svezia 1
Svizzera 1
Ungheria 6
Special Edition - The Next Day Extra
Il 5 novembre 2013 viene pubblicata un'edizione speciale dell'album intitolata The Next Day Extra, composta da tre
CD.
[23]
Il primo CD contiene i quattordici brani gi presenti nella versione standard del disco, il secondo altre dieci
canzoni con quattro inediti
[24]
e due versioni remix (I'd Rather Be High (Venetian Mix) e Love Is Lost (Hello Steve
Reich Mix)), il tutto completato da un DVD con i quattro video ufficiali finora prodotti per i singoli gi estratti
dall'album: Where Are We Now?, The Stars (Are Out Tonight), The Next Day, e Valentines Day.
Le tracce inedite presenti sul secondo disco sono: Atomica, The Informer, Like A Rocket Man, Born In A Ufo e God
Bless the Girl (uscita come bonus track solo nella versione di The Next Day per il mercato giapponese).
Tracce CD 2
1. 1. Atomica
2. 2. Love Is Lost (Hello Steve Reich Mix by James Murphy for The DFA)
3. Plan (bonus track della Deluxe Edition)
4. 4. The Informer
5. 5. Like A Rocket Man
6. 6. Born In A UFO
7. 7. I'd Rather Be High (Venetian Mix)
8. I'll Take You There (bonus track della Deluxe Edition)
9. God Bless the Girl (bonus track della Deluxe Edition giapponese)
10. So She (bonus track della Deluxe Edition)
Note
[1] (DE) IFPI Austria - Gold & Platin (http:/ / www.ifpi. at/ ?section=goldplatin), IFPI Austria, 13 novembre 2013. URL consultato il 30
novembre 2013.
[2] (EN) Canadian album certifications Lady Gaga Artpop (http:/ / www. musiccanada. com/ GPSearchResult. aspx?st=ARTPOP&
ica=False& sa=Lady Gaga& sl=& smt=0& sat=-1& ssb=Artist), Music Canada, 14 novembre 2013. URL consultato il 16 novembre 2013.
[3] (EN) Certifield Awards - BPI (http:/ / www.bpi. co. uk/ certified-awards. aspx), British Phonographic Industry, 6 dicembre 2013. URL
consultato il 7 dicembre 2013.
[4] (SV) Lady Gaga - Artpop - Guld (http:/ / www.sverigetopplistan. se/ index. html), Sverigetopplistan, 31 dicembre 2013. URL consultato il 3
gennaio 2014.
[5] (EN) The Official Swiss Charts and Music Community: Awards (http:/ / www. swisscharts. com/ search_certifications. asp?search=Lady
Gaga+ ARTPOP), Schweizer Hitparade, 15 gennaio 2014. URL consultato il 17 gennaio 2014.
[6] (PL) Listy Bestsellerw (http:/ / www.zpav.pl/ rankingi/ wyroznienia/ zlote/ index. php), ZPAV, 11 dicembre 2013. URL consultato l'11
dicembre 2013.
[7] Certificazione (week 52 / 2013) - Album (http:/ / www.fimi. it/ up/ files/ pdfddm/ GfK_Certificazione album (phy+ dig)_wk 52-2013_REV.
pdf), Federazione Industria Musicale Italiana, 13 gennaio 2014. URL consultato il 14 gennaio 2014.
[8] (EN) Certifield Awards - BPI (http:/ / www.bpi. co. uk/ certified-awards. aspx), British Phonographic Industry, 6 dicembre 2013. URL
consultato il 7 dicembre 2013.
[9] (EN) Certifield Awards - BPI (http:/ / www.bpi. co. uk/ certified-awards. aspx), British Phonographic Industry, 6 dicembre 2013. URL
consultato il 7 dicembre 2013.
[10] http:/ / www.davidbowie. com
[11] " David Bowie to release new album, with surprise single out now (http:/ / www. guardian. co. uk/ music/ 2013/ jan/ 08/
david-bowie-new-album-single)". The Guardian. 8 gennaio 2013. Recuperato l'8 gennaio 2013.
The Next Day
113
[12] " David Bowie Worked in Secret on Comeback LP For Two Years (http:/ / www. rollingstone. com/ music/ news/
david-bowie-worked-in-secret-on-comeback-lp-for-two-years-20130109?link=mostpopular5)". Recuperato il 10 gennaio 2013
[13] David Bowie Producer Talks New Music, Health Scare: 'Album is Physical Evidence That He's Fine' (Q&A) (http:/ / www.
hollywoodreporter.com/ news/ david-bowie-producer-new-album-411233), recuperato l'11 gennaio 2013
[14] "EXCLUSIVE: GUITARIST EARL SLICK REVEALS NEW DAVID BOWIE ALBUM DETAILS" (http:/ / ultimateclassicrock. com/
earl-slick-david-bowie-new-album-interview/ ). Recuperato il 10 gennaio 2013
[15] Bowie producer Tony Visconti promises 'rock' sound on new album NME (http:/ / www. nme. com/ news/ david-bowie/ 68076). 9 gennaio
2013. Recuperato il 9 gennaio 2013
[16] " Bowie producer Tony Visconti promises 'rock' sound on new album (http:/ / www. nme. com/ news/ david-bowie/ 68076)" NME. 9
January 2013. Recuperato il 9 gennaio 2013
[17] " Bowie producer hints at more albums (http:/ / www. 3news. co. nz/ Bowie-producer-hints-at-more-albums/ tabid/ 418/ articleID/ 282918/
Default.aspx)". 3 News NZ. January 14, 2013.
[18] " David Bowie: The Next Day. That album cover design (http:/ / virusfonts. com/ news/ 2013/ 01/
david-bowie-the-next-day-that-album-cover-design/ ) (Barnbrook Design | VirusFonts | Blog)". VirusFonts. Retrieved 9 January 2013.
[19] " David Bowie artist defends album cover (http:/ / www. 3news. co. nz/ David-Bowie-artist-defends-album-cover/ tabid/ 418/ articleID/
282545/ Default.aspx)". 3 News NZ. 10 gennaio 2012.
[20] David Bowie producer rules out Bowie live shows (http:/ / www. nme. com/ news/ david-bowie/ 68126). Recuperato l'11 gennaio 2013
[21] Twitter / Tonuspomus: I never said Bowie would never (https:/ / twitter. com/ Tonuspomus/ status/ 289810690338856960)
[22] Moreton, Cole (13 January 2013). " David Bowie is healthy and may even sing in public again, says Tony Visconti (http:/ / www. telegraph.
co. uk/ culture/ music/ rockandpopmusic/ 9797475/ David-Bowie-is-healthy-and-may-even-sing-in-public-again-says-Tony-Visconti. html)".
The Daily Telegraph. Recuperato il 13 gennaio 2013.
[23] David Bowie il 2013 l'anno della rinascita The Next Day Extra rilancia con inediti (http:/ / www. repubblica. it/ spettacoli/ musica/ 2013/
09/ 30/ news/ bowie-67590762/ )
[24] http:/ / cultura. panorama. it/ musica/ david-bowie-the-next-day-extra-4-canzoni-inedite
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1.Outside
1.Outside
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1995
Durata 74 min : 36 s
Dischi 1
Tracce 19
Genere Musica sperimentale
Industrial
Rock sperimentale
Etichetta BMG (UK)
Virgin America (US)
Columbia Records (ristampa)
Produttore David Bowie,
Brian Eno,
David Richards
Registrazione Mountain Studios, Montreux, Svizzera
Note n. 21
n. 8
David Bowie - cronologia
1.Outside
114
Album precedente
The Buddha of Suburbia
(1994)
Album successivo
Earthling
(1997)
1.Outside il titolo di un album discografico del musicista britannico David Bowie pubblicato nel 1995 dalla Sony
BMG in Gran Bretagna e dalla Virgin America negli Stati Uniti. Si tratta del diciannovesimo album in studio del
cantante, definito dalla critica una "rischiosa" ma sostanzialmente riuscita incursione nell'industrial art-rock e nel
trip-hop/techno. Il disco contiene la lungamente anticipata riunione artistica tra Bowie e Brian Eno, dopo i fasti degli
anni settanta relativi alla celebre "trilogia di Berlino". Sottotitolato The Ritual Art-Murder of Baby Grace Blue: A
non-linear Gothic Drama Hyper-Cycle, Outside tratta il tema dell'omicidio rituale come forma d'arte in un futuro
distopico collocato all'alba del 21 secolo. L'album riport Bowie sulla ribalta artistica grazie al successo di singoli
quali The Hearts Filthy Lesson, Strangers When We Meet, e Hallo Spaceboy (nota anche nella versione remixata dai
Pet Shop Boys).
Il disco
Origine e storia
Bowie aveva riallacciato i rapporti con Brian Eno in occasione dell'invito di quest'ultimo al suo matrimonio con la
modella Iman Abdulmajid celebratosi nel 1992. Nel corso della cerimonia, Bowie ed Eno suonarono ciascuno brani
della propria musica. A quel punto, entrambi si resero conto di quanto sarebbe stato interessante collaborare
nuovamente insieme, decidendo di ritrovarsi in studio di registrazione per elaborare qualche progetto congiunto.
A differenza dei recenti album di Bowie, nessuna canzone venne portata in studio gi pronta, ma tutto venne
improvvisato in sala d'incisione. David Bowie scrisse svariati brani insieme alla band nel corso di sessioni
improvvisate. Bowie ed Eno continuarono inoltre a sperimentare con le tecniche compositive gi da loro utilizzate
per gli album di Berlino. Nel 1995, presentando l'album alla stampa, Bowie disse:
Ci che Brian fece, e che risult molto utile, fu dare a tutti della copie delle sue carte delle "Strategie Oblique" all'inizio di
ogni giornata di lavoro in studio. Su ogni carta, era segnato un personaggio diverso, con indicazioni da seguire del tipo "sei
uno scontento ex-membro di un gruppo rock sudafricano. Suona le note che non ti erano permesse"... Questo avrebbe
stabilito il tono generale delle incisioni del giorno, e la musica avrebbe esplorato tutte queste "zone oscure". Escludendo
quindi di scadere nella banalit.
(David Bowie, 1995.)
La storia di Nathan Adler scritta con la tecnica del "cut-up" inclusa nei testi dei brani e nelle note dell'album, opera
di Bowie, il quale scrisse il testo al computer e poi rielabor il tutto con un programma chiamato "Verbasiser," che
avrebbe riassemblato casualmente le frasi elettronicamente.
Nel corso di altre interviste dell'epoca, Bowie rimarc il fatto di come l'album fosse stato concepito per riflettere
l'ansia generale che si percepiva negli ultimi cinque anni del millennio.
Nel 1999, Bowie raccont le motivazioni e l'ispirazione che lo portarono all'idea generale dell'album:
Forse il concetto di base del materiale presente in Outside e dell'imminente nuovo millennio questo nuovo
"paganesimo", questa ricerca di una nuova spiritualit che assilla molti di noi. Perch avendo ormai da tempo demolito
l'idea di "Dio" grazie al "triumvirato" di inizio secolo costituito da Nietzsche, Einstein, e Freud, abbiamo demolito tutto
quello in cui credevamo. La teoria della relativit, l'affermazione "Dio morto", il nostro "Io" che fatto di diverse
personalit... Wow, ma dove cazzo siamo finiti? [...] Mi chiedo se abbiamo realizzato che l'unica cosa che siamo stati in
1.Outside
115
grado di creare di simile a "Dio" stata la bomba all'idrogeno, questa nostra unica capacit di creare disastri, ha portato
alcune persone a ricercare una nuova vita spirituale in comunione con la natura. Ma oggi esiste anche questo positivismo
che era del tutto assente alla fine dello scorso secolo. L'album ha una sorta di percezione di questo nuovo paganesimo che
sembra scatenarsi con l'avvento di atti di autolesionismo come scarnificazioni, piercing, tatuaggi tribali e quant'altro.
[1]

Dal punto di vista tematico, Bowie era inoltre ansioso di infondere nell'opera il suo interesse personale per l'arte
contemporanea. Era particolarmente affascinato all'epoca dalle frange pi estreme della performance art come
l'"Azionismo viennese" e il "Neo-brutalismo" di Damien Hirst. Ispirato da bizzarri artisti come Rudolf
Schwarzkogler, che per estremo atto artistico si era tagliato il pene, Bowie inizi a sviluppare l'idea della morte come
arte.
[2]
Registrazione
La data indicata da David Bowie stesso come fatidica per l'intera genesi dell'opera fu il 12 marzo 1994, giorno in cui
nel corso di una seduta in studio di tre ore e mezza, furono gettate le basi dei personaggi, tutti i dialoghi e la
descrizione narrativa degli eventi. Dal punto di vista musicale, la lavorazione vera e propria dell'album ebbe luogo in
dieci giorni ai Mountain Studios di Montreux in Svizzera, ma le varie rifiniture continuarono in modo intermittente
fino al novembre 1994.
[3]
Bowie ed Eno riunirono in studio un folto gruppo di musicisti quali: Reeves Gabrels, Erdal
Kizilcay, Mike Garson, Sterling Campbell, Yossi Fine, e Tom Frish. Circa queste sessioni iniziali di registrazione, il
pianista Mike Garson ricord in seguito: Sentivamo in cuffia musica della Motown, qualcosa di Marvin Gaye e
altri, e ci suonavamo sopra, ma questo non sarebbe finito su nastro. Brian Eno rivel inoltre che Bowie "rimase
quasi sempre seduto nei primi giorni di quel disco". Aggiungendo: Mise un cavalletto in studio e dipingeva
solamente. Noi creavamo situazioni musicali e lui ci raggiungeva solo se diventavamo interessanti. A questo stadio
di lavorazione, il disco era un album doppio intitolato Leon
[4]
, che per venne rifiutato dalla casa discografica a
causa dello scarso potenziale commerciale. Questa prima versione del disco conteneva anche i brani Get Real e
Nothing to Be Desired, poi recuperati in edizioni successive. Eno e Bowie decidono quindi di rimettere mano
all'opera e le sessioni aggiuntive hanno luogo a New York nel gennaio-febbraio '95. In questo periodo si unirono alla
band in studio anche Carlos Alomar, vecchia conoscenza di Bowie con il quale aveva collaborato in svariati altri
album in passato, Joey Baron, e Kevin Armstrong. Vengono quindi incise tutte le tracce dell'album che poi sarebbero
apparse nella versione definitiva del disco.
Concept
Le note esplicative interne del disco, che costituisce una sorta di concept album, contengono una breve storia scritta
da Bowie, il diario di Nathan Adler, che illustra una qualche versione distopica dell'anno 1999 nella quale il
governo, attraverso la Commissione per le Arti, ha creato una nuova divisione di polizia per investigare sul
fenomeno crescente dell'"arte criminale". In questo futuro, l'omicidio e la mutilazione di corpi umani sono diventati
l'ultima tendenza underground di una nuova forma d'arte degenerata. Il personaggio principale, il detective Nathan
Adler, si trova nella posizione di dover investigare sulla morte di una ragazzina quattordicenne, Baby Grace Blue,
ritrovata orribilmente seviziata e smembrata ed esposta come una macabra opera d'arte. Coinvolti nelle indagini del
Professor Adler, ci sono tre principali sospettati: Il ventiduenne Leon Blank, un meticcio con precedenti penali per
plagio senza autorizzazione; Algeria Touchshriek, 78enne trafficante in droghe d'arte e tracce di DNA; e la
quarantenne Ramona A. Stone, creatrice di gioielli realizzati con parti umane e spacciatrice occasionale. Su tutti
incombe poi la minacciosa ed indefinita presenza dell'Artista/Minotauro, vero autore dell'omicidio artistico rituale.
1.Outside
116
Copertina
La copertina dell'album costituita da un dipinto ad acrilico opera dello stesso Bowie, intitolato Head of DB.
Pubblicazione ed accoglienza
1.Outside venne pubblicato esclusivamente su formato compact disc nel settembre 1995. In Gran Bretagna raggiunse
un dignitoso ottavo posto in classifica, mentre negli Stati Uniti, dove la popolarit di Bowie era stata notevolmente
rinverdita dalle recenti citazioni di gruppi come Nirvana e Nine Inch Nails, arriv fino alla posizione numero 21 in
classifica (miglior risultato per Bowie fin dai tempi dell'album Tonight del 1984).
L'album venne fondamentalmente ben accolto dalla stampa musicale britannica, con Melody Maker e NME, molto
critici nei confronti degli ultimi lavori di Bowie, intenti a tessere le lodi dell'album. Il The Guardian elogi Outside
definendolo "una cosa molto raffinata che contiene la miglior musica di Bowie negli ultimi 15 anni". Non mancarono
per anche i detrattori come Taylor Parkes di Ikon che boll il disco come "pretenzioso, cartoonesco, un penoso
sacco di merda... facile, confuso e immaturo".
[5]
In America Billboard recens il disco parlandone in questi termini:
"un oscuro album a tema che alternativamente noioso e ispirato ma sempre musicalmente stimolante". La rivista
Rolling Stone diede all'album un giudizio di tre stellette su 5, criticando i frammenti narrativi parlati tra brano e
brano, definendoli "superflui, intrusivi e fastidiosi". Tuttavia, la musica contenuta nell'album venne generalmente
apprezzata, e il recensore si spinse fino a scrivere che Outside era "il miglior lavoro di Bowie sin dagli anni settanta".
A posteriori, Nicholas Pegg nel suo fondamentale saggio su Bowie intitolato David Bowie - L'enciclopedia, definisce
1.Outside come "uno dei primi grandi album dell'era internet"
[6]
e "l'album pi fantasioso e ben costruito di Bowie in
molti anni, forse il suo moderno capolavoro".
[7]
Progettati seguiti mai realizzati
La storia, piuttosto frammentaria e sconnessa, lasciata tronca, senza un finale e promette un enigmatico
"continua..." nel booklet accluso al disco. Inizialmente, Bowie sentiva di aver registrato cos tanto materiale durante
le sessioni per Outside, da dichiarare la sua intenzione di continuare la storia narrata nel disco in altri album creando
cos una trilogia o addirittura una pentalogia, per questo il titolo ufficiale dell'opera fu 1.Outside, con il prefisso "1"
che stava a lasciar intendere ci sarebbero stati dei seguiti all'opera. L'artista avrebbe voluto intitolare il secondo
capitolo 2.Contamination, aveva gi iniziato a buttar gi le bozze dei nuovi personaggi della storia (incluse alcune
"persone provenienti dal diciassettesimo secolo") e aveva progettato di far uscire l'album nella primavera del 1997.
Circa il proseguimento della storia iniziata in Outside, egli disse (in una intervista del 1995):
Penso proprio che, il prossimo anno, andremo a sviluppare una nuova schiera di personaggi o forse ripresenteremo alcuni
di quelli vecchi, oppure negheremo addirittura alcuni di loro. Forse non troveremo mai Baby Grace. Forse Adler sar la
prossima vittima. Non lo so. Ed per questo che tutto cos intrigante. Forse ci annoieremo all'idea dell'omicidio come
forma d'arte e ci sposteremo ad esplorare altre aree della nostra societ. Quindi sono abbastanza interessato nel futuro
dell'intera faccenda.
Contrariamente a tutte queste premesse, nessun seguito dell'album venne mai prodotto, e il prossimo lavoro di Bowie
sarebbe stato l'album Earthling, fortemente influenzato dalla musica jungle e drum and bass.
1.Outside
117
Tracce
Di seguito al titolo dei brani sono indicati i personaggi che interpretano ogni singola traccia.
1. Leon Takes Us Outside Leon Blank 1:25
2. Outside Prologo 4:04
3. The Hearts Filthy Lesson Detective Nathan Adler 4:57
4. A Small Plot of Land 6:34
5. (Segue) Baby Grace (A Horrid Cassette) Baby Grace Blue 1:39
6. Hallo Spaceboy Paddy 5:14
7. The Motel Leon Blank 6:49
8. I Have Not Been to Oxford Town Leon Blank 3:47
9. No Control Detective Nathan Adler 4:33
10. (Segue) Algeria Touchschriek Algeria Touchshriek 2:03
11. The Voyeur of Utter Destruction (as Beauty) L'Artista/Minotauro 4:21
12. (Segue) Ramona A. Stone / I Am With Name Ramona A. Stone e i suoi accoliti 4:01
13. Wishful Beginnings L'Artista/Minotauro 5:08
14. We Prick You Membri della Corte di Giustizia 4:33
15. (Segue) Nathan Adler Detective Nathan Adler 1:00
16. I'm Deranged L'Artista/Minotauro 4:31
17. Thru' These Architect's Eyes Leon Blank 4:22
18. (Segue) Nathan Adler Detective Nathan Adler 0:28
19. Strangers When We Meet Leon Blank 5:07
Formazione
David Bowie: Voce, Sassofono, Chitarra, Tastiere
Brian Eno: Sintetizzatori, Trattamenti vari, "Strategie Oblique"
Reeves Gabrels: Chitarra
Erdal Kizilcay: Basso, Tastiere
Mike Garson: Pianoforte
Sterling Campbell: Batteria
Carlos Alomar: Chitarra ritmica
Joey Baron: Batteria
Yossi Fine: Basso
Tom Frish: Chitarra in Strangers When We Meet
Kevin Armstrong: Chitarra in Thru' These Architect's Eyes
Bryony, Lola, Josey & Ruby Edwards: Cori in The Hearts Filthy Lesson e I Am With Name
Tour promozionale
Da fine 1995 all'inizio del 1996, Bowie intraprese una tourne in supporto all'album con i Nine Inch Nails come
gruppo spalla, intitolata "Outside Tour". Morrissey apr i concerti di Bowie in Gran Bretagna in settembre, culminati
in tre show alla Wembley Arena di Londra. Morrissey avrebbe dovuto seguire Bowie in tour nel resto d'Europa
nell'ottobre seguente ma cancell la sua presenza proprio prima dell'inizio del tour, venendo rimpiazzato di volta in
volta da svariati gruppi come The Gyres, Echobelly, e gli allora ancora misconosciuti Placebo.
1.Outside
118
Versioni alternative
La versione giapponese dell'album ha una traccia aggiuntiva, il brano Get Real, come anche l'edizione speciale del
2004 della Sony.
Una versione accorciata del disco, intitolata Excerpts from Outside fu pubblicata in formato LP nel 1995. Nel 1996
l'album venne ristampato come version 2, ma con differenti versioni dello stesso disco pubblicate in Australia,
Giappone ed Europa. In Europa, la ristampa venne distribuita dalla BMG senza la traccia Wishful Beginnings, ma
con il remix dei Pet Shop Boys del brano Hallo Spaceboy come ultima traccia. In Australia e Giappone, version 2 fu
pubblicato in versione doppio disco, con sul primo disco la versione originale di 1.Outside, e sul secondo vari remix
e versioni dal vivo uscite su singolo nel periodo 19951996. Nel 2004 l'album venne infine ripubblicato in versione
speciale a due CD in edizione limitata.
Note
[1] Bowie Wonder World (http:/ / www. bowiewonderworld. com/ press/ 00/ 00soma. htm). Consultato in data 14 maggio 2012.
[2] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 324. ISBN 9788879662703
[3] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 325. ISBN 9788879662703
[4] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 326. ISBN 9788879662703
[5] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 327. ISBN 9788879662703
[6] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 328. ISBN 9788879662703
[7] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 323. ISBN 9788879662703
Collegamenti esterni
Recensione David Bowie - 1.Outside ('95) www.storiadellamusica.it (http:/ / www. storiadellamusica. it/ 1.
Outside. p0-r134)
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Pin Ups
119
Pin Ups
Pin Ups
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione ottobre 1973
Durata 33 min : 41 s
Dischi 1
Tracce 12
Genere Glam rock
Etichetta RCA
Produttore Ken Scott, David Bowie
Registrazione studi Le Chateau, Parigi, Francia, 1973
David Bowie - cronologia
Album precedente
Aladdin Sane
(1973)
Album successivo
Diamond Dogs
(1974)
Pin Ups un album del cantante David Bowie, pubblicato nel 1973 per l'etichetta RCA e ristampato su compact disc
nel 1984 (per la RCA), poi nel 1990 in edizione rimasterizzata (per la EMI). Prodotto da Ken Scott e David Bowie e
registrato agli studi Le Chateau di Parigi.
La copertina ritrae Bowie con la modella Twiggy in una fotografia scattata dal suo manager dell'epoca Justin de
Villeneuve, scattata a Parigi per Vogue, ma che fu utilizzata per l'album su espressa richiesta del cantante.
Il disco
Primo e unico disco di cover per il musicista inglese, Pin Ups un po' un punto di arrivo, lo spartiacque tra la prima
fase glam di Bowie e la seconda fase di stampo soul, una sorta di addio ad un genere ormai totalmente eviscerato che
si concretizza nell'incontro musicalmente fecondo tra due "reduci" degli Spiders from Mars (il bassista Trevor
Bolder e il chitarrista Mick Ronson), e i nuovi acquisti, il pianista newyorkese Mike Garson gi presente nel
precedente Aladdin Sane e il poliedrico batterista Aynsley Dunbar, che in quel periodo collabor anche con Frank
Zappa, John Lennon e Lou Reed.
In realt il disco una raccolta di canzoni uscite alla fine degli anni sessanta, che in qualche modo diventano qui
l'emblema del percorso artistico che port all'avvento del fenomeno glam. Non glam-rock quindi, ma pi una
rivisitazione, un ironico sguardo sul passato che chiude un lungo capitolo artistico e decreta definitivamente la morte
di Ziggy Stardust.
Il sound dell'album organico e compatto, segnale evidente dell'affiatamento raggiunto dagli Spiders in questi anni,
mentre la voce di Bowie lascia gi intravedere la svolta soul dell'album successivo. Tra i brani da ricordare ci sono
Sorrow - un successo dei The Merseys - Anyway, Anyhow, Anywhere degli Who, ma soprattutto See Emily Play,
personalissima rilettura di un brano di Syd Barrett - primo leader dei Pink Floyd - artista verso il quale Bowie ha
sempre nutrito profonda ammirazione.
Pin Ups
120
Tracce
1. Rosalyn - 2:27 (Jimmy Duncan/Bill Farley)
2. Here Comes the Night - 3:09 (Bert Berns)
3. I Wish You Would - 2:40 (Billy Arnold)
4. See Emily Play - 4:03 (Syd Barrett)
5. Everything's Alright - 2:26 (Crouch/Konrad/Stavely/James/Karlson)
6. I Can't Explain - 2:07 (Pete Townshend)
7. Friday on My Mind - 3:18 (Young/Vanda)
8. Sorrow - 2:48 (Feldman/Goldstein/Gottehrer)
9. Don't Bring Me Down - 2:01 (Johnnie Dee)
10. Shapes of Things - 2:47 (Samwell-Smith/McCarty/Relf)
11. Anyway, Anyhow, Anywhere - 3:04 (Pete Townshend/Roger Daltrey)
12. Where Have All the Good Times Gone - 2:35 (Ray Davies)
Formazione
David Bowie - voce, chitarra, sax
Mick Ronson - chitarra, pianoforte e cori
Trevor Bolder - basso
Aynsley Dunbar - batteria
Mike Garson - pianoforte
Ken Fordham - sax
G.A. MacCormack - cori
Note
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Reality (David Bowie)
121
Reality (David Bowie)
Reality
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 2003
Durata 49 min : 25 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere Rock
Etichetta Iso/Columbia
Produttore Tony Visconti David Bowie
Registrazione The looking Glass Studios New York City
David Bowie - cronologia
Album precedente
Best of Bowie
(2002)
Album successivo
The Next Day
(2013)
Singoli
1. New Killer Star
Pubblicato: 29 settembre 2003
2. Never Get Old
Pubblicato: Febbraio 2004
Reality un album discografico di David Bowie pubblicato nel 2003 dalla Iso Records in collaborazione con la
Columbia Records.
Il disco
Il disco stato pubblicato in diversi formati, tra i quali anche in versione "Limited DVD tour edition" contenente un
DVD del concerto promozionale tenutosi al Riverside Studios, Hammersmith, Londra, l'8 settembre 2003, nel quale
tutte le tracce dell'album vengono eseguite dal vivo. Sul CD audio, oltre all'album completo presente anche una
bonus track: una cover di Waterloo Sunset dei Kinks.
Tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.
1. New Killer Star - 4:40
2. Pablo Picasso (Jonathan Richman) - 4:06
3. Never Get Old - 4:25
4. The Loneliest Guy - 4:11
5. Looking for Water - 3:28
6. She'll Drive the Big Car - 4:35
Reality (David Bowie)
122
7. Days - 3:19
8. Fall Dog Bombs the Moon - 4:04
9. Try Some, Buy Some (George Harrison) - 4:24
10. Reality - 4:23
11. Bring Me the Disco King - 7:45
Formazione
Musicisti
David Bowie voce, chitarra, tastiera, percussioni, sassofono, stylophone, sintetizzatore
Sterling Campbell batteria
Gerry Leonard chitarra
Earl Slick chitarra
Mark Plati basso, chitarra
Mike Garson piano
David Torn chitarra
Gail Ann Dorsey cori
Catherine Russell cori
Personale aggiuntivo
Matt Chamberlain batteria in Bring Me the Disco King e Fly
Tony Visconti basso, chitarra, tastiere, voce
Mario J. McNulty percussioni in Fall Dog Bombs the Moon
Carlos Alomar chitarra in Fly
Greg Tobler assistente ingegnere
Progetto Grafico
Illustrazioni: Rex Ray
Fotografie: Frank W. Ockenfels
Progetto grafico: Barnbrook Design
Note
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A Reality Tour (album)
123
A Reality Tour (album)
A Reality Tour
Artista David Bowie
Tipo album Live
Pubblicazione 25 gennaio 2010
Durata 153 min : 59 sec
Dischi 2
Tracce 35
Genere Rock
Glam rock
Etichetta ISO, Columbia, Legacy
Produttore Jerry Rappaport
Registrazione Dublino, 22-23 novembre 2003
David Bowie - cronologia
Album precedente
VH1 Storytellers
(2009)
Album successivo
The Next Day
(2013)
A Reality Tour un album live del cantautore rock britannico David Bowie, pubblicato il 25 gennaio 2010 dalle
etichette discografiche Iso, Columbia e Legacy.
L'album contiene le performance registrate il 22 ed il 23 novembre del 2003 a Dublino, nell'ambito dell'A Reality
Tour. Si tratta dell'esatta versione audio del concerto, se si escludono tre tracce bonus; su iTunes sono state rese
disponibili due ulteriori bonus track.
Tracce
CD (Epic 88697588272 (Sony) / EAN 0886975882724)
CD1
Testi e musiche di David Bowie.
1. Rebel Rebel 3:30
2. New Killer Star 4:59
3. Reality 5:08
4. Fame 4:12 (David Bowie, John Lennon, Carlos Alomar)
5. Cactus 3:01 (Black Francis)
6. Sister Midnight 4:37 (David Bowie, Carlos Alomar, Iggy Pop)
7. Afraid 3:28
8. All the Young Dudes 3:48
9. Be My Wife 3:15
10. The Loneliest Guy 3:58
11. The Man Who Sold the World 4:18
A Reality Tour (album)
124
12. Fantastic Voyage 3:13 (David Bowie, Brian Eno)
13. Hallo Spaceboy 5:27 (David Bowie, Brian Eno)
14. Sunday 7:56
15. Under Pressure 4:18 (David Bowie, Freddie Mercury, John Deacon, Brian May, Roger Taylor)
16. Life on Mars? 4:40
17. Battle for Britain (The Letter) 4:55 (David Bowie, Reeves Gabrels, Mark Plati)
Durata totale: 74:43
CD2
Testi e musiche di David Bowie.
1. Ashes to Ashes 5:46
2. The Motel 5:44
3. Loving the Alien 5:17
4. Never Get Old 4:18
5. Changes 3:51
6. I'm Afraid of Americans 5:17 (David Bowie, Brian Eno)
7. "Heroes" 6:58 (David Bowie, Brian Eno)
8. Bring Me the Disco King 7:56
9. Slip Away 5:56
10. Heathen (The Rays) 6:24
11. Five Years 4:19
12. Hang on to Yourself 2:50
13. Ziggy Stardust 3:44
14. Fall Dog Bombs the Moon 4:11 (Bonus track)
15. Breaking Glass 2:27 (David Bowie, Dennis Davis, George Murray) (Bonus track)
16. China Girl 4:18 (David Bowie, Iggy Pop) (Bonus track)
Durata totale: 79:16
Classifiche
Classifica (2010) Posizione
raggiunta
Belgio (Vallonia) 18
Portogallo 24
Belgio (Fiandre) 27
Irlanda 33
Grecia 34
Svezia 56
Paesi Bassi 57
Francia 66
Austria 69
Svizzera 71
A Reality Tour (album)
125
Formazione
David Bowie - voce, chitarra, stilofono, armonica
Earl Slick - chitarra
Gerry Leonard - chitarra
Gail Ann Dorsey - Basso, voce
Sterling Campbell - percussioni
Mike Garson - tastiera, pianoforte
Catherine Russell - tastiera, percussioni, chitarra acustica, voce
Note
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The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the
Spiders from Mars
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 6 giugno 1972
Durata 38 min : 37 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere Rock
Glam rock
Etichetta RCA
Produttore Ken Scott, David Bowie
Arrangiamenti Mick Ronson, David Bowie
Registrazione Trident Studios, Londra, settembre-novembre 1971, gennaio 1972
Formati LP, Picture disc, CD, SHM CD
Certificazioni
Dischid'oro Stati Uniti
(Vendite: 500.000+)
Dischidiplatino Regno Unito
(Vendite: 1.500.000+)
David Bowie - cronologia
Album precedente
Hunky Dory
(1971)
Album successivo
Aladdin Sane
(1973)
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
126
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, spesso indicato semplicemente come Ziggy
Stardust, il quinto album in studio dell'artista inglese David Bowie, pubblicato nel Regno Unito il 6 giugno 1972
dalla RCA.
Il disco
La prima edizione su compact disc del 1984, anno in cui anche gli album precedenti di Bowie sono stati
ripubblicati (il che lo ha reso la prima rockstar ad avere l'intera produzione musicale disponibile in formato digitale).
In seguito sono state numerose le ristampe, tra cui quella rimasterizzata EMI/Rykodisc con cinque tracce bonus
(1990) e quella distribuita in occasione del 30
o
anniversario, l'8 giugno 2002, con un cd bonus contenente 12 tracce.
Le riedizioni pi recenti sono un mini LP del 2007 e un SHM CD del 2009, entrambi usciti in Giappone. Uno dei pi
grandi successi di David Bowie, non solo in fatto di vendite (oltre 7,5 milioni di copie vendute in tutto il mondo) ma
anche per il potere mediatico che ha esercitato e per il segno indelebile che ha lasciato sulla cultura musicale, Ziggy
Stardust una sorta di concept album che narra di un mondo sull'orlo dell'apocalisse in cui l'ultimo eroe un ragazzo
divenuto rockstar grazie ad un aiuto extraterrestre. Ziggy esso stesso l'emblema della rockstar, un "cantante rock di
plastica" come lo definiva Bowie, che con la sua ascesa e la sua caduta ripercorre idealmente la parabola della
celebrit, dietro la quale si nascondono l'insicurezza e la fragilit dell'artista. L'album fu realizzato con l'idea di
confezionare un personaggio che avesse un forte impatto sul pubblico: il trucco pesante, i fumettistici costumi
colorati e i capelli rossi proto-punk diventarono elementi necessari per creare una cornice mistica attorno alla figura
di Ziggy, quindi attorno a Bowie stesso dato che in quel periodo le due entit erano pressoch indistinguibili.
Pur contenendo canzoni che rimangono tra le pi famose di Bowie e tra le pi amate dai fan, da Starman a Ziggy
Stardust fino alla teatrale Rock 'n' Roll Suicide, per certi versi l'album stato forse sopravvalutato nel corso della
storia, grazie anche all'aura che si creata attorno al personaggio di Bowie-Ziggy e che ha tenuto per anni
prigioniero il suo creatore, tanto da indurlo ad "uccidere" la sua creatura annunciandone il definitivo ritiro nello
storico concerto del 3 luglio 1973 all'Hammersmith Odeon di Londra. Come scrive Nicholas Pegg in The Complete
David Bowie, i brani mancano forse dell'equilibrio presente in Hunky Dory o dell'energia e del sound compatto del
successivo Aladdin Sane, a confronto del quale questo lavoro appare pi esile sia nella resa vocale che negli
arrangiamenti. Tuttavia, Ziggy Stardust rimane uno degli album che pi hanno influenzato le generazioni future di
artisti che nella pantomima del suo protagonista hanno trovato il primo esempio di teatro-rock.
L'album ha conquistato il disco doro negli Stati Uniti il 12 giugno 1974 ed stato certificato disco di platino nel
Regno Unito il 25 gennaio 1982.
Tracce
Le tracce, tranne dove indicato, sono scritte da David Bowie.
1. Five Years - 4:44
2. Soul Love - 3:33
3. Moonage Daydream - 4:35
4. Starman - 4:13
5. It Ain't Easy (R. Davies) - 3:00
6. Lady Stardust - 3:20
7. Star - 2:50
8. Hang On to Yourself - 2:40
9. Ziggy Stardust - 3:13
10. Suffragette City - 3:25
11. Rock 'n' Roll Suicide - 3:00
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
127
Formazione
David Bowie - voce, chitarra acustica, sax, pianoforte, clavicembalo
Mick Ronson - chitarra, pianoforte, cori
Trevor Bolder - basso
Mick "Woody" Woodmansey - batteria
Rick Wakeman - clavicembalo, tastiere
Dana Gillespie - cori in It Ain't Easy
Registrazione
...Mick ha scritto arrangiamenti mozzafiato. Un perfetto collaboratore, lo stile crudo e appassionato della chitarra di Mick,
in stile Jeff Beck, era perfetto per Ziggy e gli Spiders. Aveva una tale integrit. Sembrava che ogni nota venisse strappata
dalla sua anima...
(David Bowie, 2002)
Le sessioni di registrazione di Ziggy Stardust iniziarono ai Trident Studios di Londra il 9 settembre 1971, pochi mesi
prima dell'uscita di Hunky Dory, con la cover di It Ain't Easy del cantautore statunitense Ron Davies. In un primo
tempo si era pensato di includere il brano proprio in Hunky Dory e questo fu uno degli esempi della notevole
sovrapposizione fra i due album che furono registrati consecutivamente. L'8 novembre ebbe inizio la prima vera
sessione, che produsse Five Years, Soul Love, Moonage Daydream, Hang On to Yourself, Star (che avrebbe dovuto
intitolarsi Rock 'n' Roll Star), Ziggy Stardust e Lady Stardust, il cui titolo originario era He Was Alright (The Band
Was Altogether). Registravamo velocemente, come abbiamo sempre fatto, ricordava il produttore Ken Scott,
lavoravamo generalmente dal luned al sabato, dalle due del pomeriggio finch non finivamo, generalmente verso
mezzanotte. In realt un demo acustico di Lady Stardust e Ziggy Stardust (con Bowie alla voce, pianoforte e
chitarra) venne probabilmente gi registrato agli studi Luxemburg nella prima met del 1971.
La prima scaletta di Ziggy Stardust
Una matrice datata 15 dicembre 1971 consente di osservare la scaletta originale dell'album.
Lato A
1. 1. Five Years
2. 2. Soul Love
3. 3. Moonage Daydream
4. 4. Round and Round
5. 5. Port of Amsterdam
Lato B
1. 1. Hang On To Yourself
2. 2. Ziggy Stardust
3. 3. Velvet Goldmine
4. 4. Holy Holy
5. 5. Star
6. 6. Lady Stardust
Il master del successivo 2 febbraio 1972 rivela la track listing definitiva, tranne per la presenza di Round and Round
che sar rimpiazzata da Starman.
Nel giro di pochi giorni vennero registrate altre tracce destinate a comparire nell'album ma che sarebbero poi state
scartate. Oltre a una nuova versione di Holy Holy, gi registrata nel 1970 e pubblicata come singolo il 17 gennaio
1971, le sessioni produssero brani come Sweet Head, Velvet Goldmine e altre due cover, Around and Around di
Chuck Berry (re-intitolata Round and Round) e Port of Amsterdam di Jacques Brel. Altri brani meno conosciuti
comprendono Shadow Man, Only One Paper Left, It's Gonna Rain Again e una nuova incisione, poi tralasciata, di un
pezzo degli Arnold Corns, Looking For a Friend. Le registrazioni si conclusero il 4 febbraio 1972, con l'incisione dei
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
128
master di Suffragette City (che soppiant all'ultimo momento Velvet Goldmine), Rock 'n' Roll Suicide (che sostitu
Holy Holy) e Starman, composta specificamente per il mercato dei singoli. Ultima traccia ad essere registrata,
Starman port all'esclusione di Round and Round nonostante lo stesso Bowie avesse detto in una intervista
radiofonica all'inizio del 1972 che sarebbe stata concettualmente il tipo perfetto di canzone per Ziggy da eseguire sul
palco. Tra l'altro, sembra che addirittura lalbum dovesse inizialmente intitolarsi Round and Round.
A differenza di quanto era avvenuto circa un anno prima per The Man Who Sold the World, in questo caso lapporto
di Bowie durante le sessioni agli studi Trident fu decisivo. Sapeva perfettamente quello che voleva dal punto di
vista musicale, ricordava Ken Scott, e non voleva saperne di accorgimenti tecnici. Ma c'era un aspetto in
particolare che pi impression il produttore: La cosa sorprendente di questo album che molte delle tracce sono
suonate dal vivo e la maggior parte delle parti vocali di Bowie sono "first takes"... Ci sono pochissimi artisti con cui
ho lavorato in grado di fare parti vocali al primo take quasi ogni volta. Inoltre, al confronto con la lunghezza dei
periodi compositivi che avevano preceduto le sessioni di Space Oddity e Hunky Dory, ci sono indicazioni che fanno
pensare che la costruzione di Ziggy Stardust sia avvenuta un po' per volta. Infatti, la prima scaletta riportata sulle
matrici di dicembre indica che il concetto che completava la linea narrativa dellascesa e caduta di Ziggy stata
unidea dellultimo momento, inserita dopo larrivo di Starman e Rock 'n' Roll Suicide. Nella sua prima intervista
importante a proposito dellalbum, rilasciata ad una radio americana nel gennaio 1972, David appariva ansioso di
dissipare l'idea che Ziggy Stardust perseguisse una linea narrativa coerente. Non era partito davvero come un album
a tema. Si interruppe perch avevo trovato altre canzoni che volevo mettere nel disco e non centravano con la storia
di Ziggy... Ci che troverete sull'album, quando finalmente uscir, una storia che non si svolge realmente. Sono
solo alcune piccole scene tratte dalla vita di una band chiamata Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, che
potrebbe essere lultimo gruppo sulla Terra perch stiamo vivendo gli ultimi cinque anni del pianeta... Dipende dallo
stato in cui vi troverete durante lascolto. Dopo che ho scritto un album, la mia interpretazione dei suoi brani
totalmente diversa da quella di quando li scrivevo. Penso che i miei stessi dischi mi abbiano permesso di imparare
molto su di me.
Le canzoni scartate
Rimasta sconosciuta per anni anche ai collezionisti (tanto che lo stesso produttore Ken Scott dichiar di non
ricordare niente della sua incisione), Sweet Head ha un ritmo trascinante e una sfrenata linea vocale che contiene
diretti riferimenti testuali a Ziggy, elemento che nell'intero album presente solo nella title track. Questo particolare,
unito alla somiglianza del riff con quello di Hang On to Yourself, ha portato a formulare l'ipotesi che Sweet Head
fosse stata messa da parte perch Bowie era riluttante a sovraccaricare l'album con un altro brano "concettuale".
Altrettanto degno di nota il fatto che il testo era particolarmente forte per quei tempi, con riferimenti a gang di
rapinatori, latinos e neri, giovani checche nei furgoni bruciati (By the faggy parks and the burnt out vans), e
avrebbe sicuramente suscitato polemiche. Come se non bastasse c' una serie di allusioni alla pratica sessuale
suggerita dal titolo della canzone, culminanti nello scherzoso mentre sei in quella posizione (while ya down
there), che anticipava la famosa "fellatio simulata" con la chitarra del tour 1972. uno Ziggy visto come divinit
sessuale, un fallico "pavone di gomma" al culmine dell'autocompiacimento che dispensa gratificazione rock
(Ziggy's gonna play, and I'm just about the best you can hear!, Ziggy sta per suonare, e io sono semplicemente il
migliore che possiate ascoltare) in cambio di adorazione e favori sessuali. Nel 1990, Sweet Head colse
completamente alla sprovvista i fan di Bowie che ne ignoravano l'esistenza, e ci manc poco che non fosse
ascoltabile nemmeno in quell'occasione. Come rivel Jeff Rougvie della Rykodisc, infatti, inizialmente Bowie si era
opposto alla sua uscita, cambiando idea dopo due mesi e dando il suo consenso.
Registrata alla fine del 1971, Velvet Goldmine rimase inedita fino alla ristampa del singolo di Space Oddity del
1975, quando fu mixata dalla RCA senza consultazione. Tutta la faccenda stata condotta senza che io avessi
neppure l'opportunit di ascoltare il mixaggio..., fece notare Bowie in seguito, ...l'aveva mixata qualcun altro, una
procedura davvero straordinaria. Successivamente la traccia fin su Bowie Rare, prima di apparire nella riedizione
EMI/Rykodisc del 1990 di Ziggy Stardust, e avrebbe ispirato nel 1998 il titolo del film omonimo diretto da Todd
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
129
Haynes. Il compatto sound elettrico degli Spiders from Mars e il testo cantato a raffica si collocano negli stessi
territori pruriginosi di Sweet Head e il titolo offre un'ulteriore testimonianza della venerazione di Bowie per il gruppo
guidato da Lou Reed. Fino al 15 dicembre 1971 era previsto che il brano, intitolato in origine He's a Goldmine, fosse
inserito nel lato B di Ziggy Stardust. Il mese seguente Bowie parl della sua esclusione in una intervista radiofonica,
definendolo un bel pezzo, molto "David Bowie", ma probabilmente un po' troppo provocatorio.
Cover del classico di Chuck Berry pubblicato nel 1958 come lato B di Johnny B. Goode, Round and Round fu
presente nella scaletta di Ziggy Stardust (col titolo originale Around and Around) fino al 2 febbraio 1972, quando
sulla bobina del master venne annotato che un brano registrato in extremis, Starman, l'avrebbe sostituita come quarta
traccia. Avrebbe dovuto essere il tipo di canzone che Ziggy eseguiva sul palco, spiegava Bowie nel gennaio 1972
in occasione della sua prima intervista a proposito dell'album e del personaggio che le d il titolo. Lo eseguiva in
studio in ricordo dei tempi passati, ma il nostro entusiasmo per il pezzo cominci probabilmente a scemare dopo che
lo riascoltammo un po' di volte. Decidemmo di rimpiazzarlo con un brano intitolato Starman. Sinceramente non
credo si sia trattato di una grande perdita. Round and Round fu eseguita dal vivo in alcuni concerti dello Ziggy
Stardust Tour e pubblicata come lato B di Drive-In Saturday nel 1973, per ricomparire poi in Bowie Rare (1983) e
Sound + Vision (1989), dal quale la Rykodisc l'ha estrapolata per pubblicarla come CD singolo promozionale. Nel
1983 stata pubblicata dalla RCA su uno dei picture disc della serie Life Time (come lato B di Drive-In Saturday).
Altra cover registrata durante le sessioni di Ziggy Stardust, Port of Amsterdam (in alcuni documenti vi si fa
riferimento come Amsterdam) una favola dolceamara di marinai che bevono forte, prostitute e sogni infranti scritta
da Jacques Brel ma mai pubblicata su un album in studio. Fu aggiunta al repertorio dal vivo di Bowie gi nel 1969 e
avrebbe trovato ampio spazio anche durante lo Ziggy Stardust Tour, oltre che nelle sessioni BBC del 5 febbraio 1970
e del 21 settembre 1971. Bowie continu ad eseguire Amsterdam con gli Spiders per tutta l'estate del 1972 prima che
fosse esclusa dal repertorio in favore di My Death, cover di un'altra composizione di Brel (La mort). La versione
ufficiale del brano incisa in studio da Bowie fu registrata ai Trident nell'estate 1971, preceduta da un demo nel quale
Bowie canta un'ottava sotto per la maggior parte del pezzo, apparso in seguito in alcuni bootleg tra cui Naked and
Wired. Fino al 15 dicembre 1971 Amsterdam era ancora candidata ad occupare l'ultima traccia del lato A di Ziggy
Stardust ma alla fine fu rimpiazzata da It Aint't Easy. Rimase inutilizzata finch divent il lato B di Sorrow, nel
1973. In seguito apparve in Bowie Rare e, nel 1990, nella ristampa EMI/Rykodisc di Pin Ups. Il 21 aprile dello
stesso anno Bowie ne cant le strofe iniziali in un concerto a Bruxelles che faceva parte del Sound + Vision Tour.
Nel 1983 stata pubblicata dalla RCA su uno dei picture disc della serie Life Time (come lato B di Sorrow).
Looking For a Friend ricevette la sua unica trasmissione via etere in occasione della sessione BBC registrata il 3
giugno 1971, durante la quale Bowie condivise la parte vocale con Mark Carr Pritchard. Il 17 giugno, agli studi
Trident ne fu registrata una versione di 3:15 nell'ambito del progetto Arnold Corns, con la voce solista di Freddi
Burretti che aggiunge un'"atmosfera" omosessuale alle inequivocabili implicazioni di uno dei testi pi
dichiaratamente gay di Bowie: Been trolling too long, been losing out strong for the strenght of another man
(Sono in cerca da troppo tempo, troppo forte la mancanza della forza di un altro uomo). Fu ripresa in
considerazione durante le sessioni di Ziggy Stardust, quando ne era prevista la pubblicazione come 45 giri ma, a
differenza delle altre canzoni registrate a nome Arnold Corns, non era destinata alla gloria ( rintracciabile in bootleg
quali The Complete Arnold Corns Session). Nel 1984 l'etichetta scandinava Krazy Kat ha messo in circolazione un
12" non ufficiale che conteneva tutti e quattro i pezzi registrati sotto la sigla Arnold Corns.
Dell'incompiuta Shadow Man (documentata a volte come The Man) esiste solo un demo di 3:45 con chitarra,
batteria e voce registrato il 14 settembre 1971, anche se alcuni elementi inducono a pensare che ne fosse stata incisa
un'altra versione precedente il 23 aprile. Il testo una meditazione sull'impatto futuro delle nostre vite presenti,
annunciata dal misterioso "uomo ombra": He'll show you tomorrow, he'll show you the sorrows of what you did
today (Vi mostrer il domani, vi mostrer i dispiaceri di quello che avete fatto oggi).
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
130
Ispirazioni e influenze: la costruzione di un alter ego
Come suggerisce Nicholas Pegg in The Complete David Bowie, tra le molte influenze individuali sul personaggio di
Ziggy forse la pi evidente quella esercitata da Iggy Pop, che fu presentato a Bowie nel settembre 1971 durante il
suo viaggio a New York. Iggy Pop era praticamente sconosciuto in Gran Bretagna, sebbene David lo avesse gi
definito il suo cantante preferito in un'intervista per Melody Maker lanno prima. Di ritorno in Inghilterra, Bowie
disse a Ken Scott che il suo nuovo disco sarebbe stato "molto pi simile a Iggy Pop". Lesibizione disinibita e spesso
violenta, che liberava la parte animalesca del rock secondo le parole del cantante inglese, fu un ingrediente
fondamentale per lalter ego che Bowie stava forgiando. Leee Black Childers, gi fotografo, futuro manager di Sid
Vicious e degli Heartbreakers di Johnny Thunders e in questo periodo personaggio chiave di MainMan, la
compagnia di management fondata dal manager di Bowie, Tony DeFries, sostenne in seguito che linfatuazione di
Bowie per Iggy aveva a che fare con il desiderio di inserirsi nella realt rock che apparteneva a Iggy e che Bowie non
avrebbe mai potuto vivere perch era solo uno studentello darte del sud di Londra, mentre Iggy proveniva dalla
feccia di Detroit. David Bowie sapeva che non avrebbe mai potuto raggiungere la realt nella quale Iggy era nato.
Cos pens di comprarsela.
Ziggy Stardust: dal musical al disco
Gi nel 1973, nel corso di unintervista per Rolling Stone, David Bowie aveva parlato con William Burroughs del
vecchio progetto di mettere in scena lalbum come musical nel West End e farne uno spettacolo televisivo. Nel 2004 il
cantante tornato sull'argomento spiegando che Ziggy Stardust era stato inizialmente concepito per il teatro: Volevo
scrivere un musical. Non avevo idea di come andasse fatto o di come i musical sono costruiti, ma l'idea di scrivere
qualcosa basato sul rock per Broadway mi incuriosiva davvero ed ho pensato che sarebbe stata una cosa meravigliosa
da fare... Davvero non sapevo le modalit di approccio e cos ho seguito un corso molto pi semplice, ho abbreviato
un po' l'idea di musical fino a concepire un concept album e ho creato i personaggi. Di recente emerso tra i
collezionisti un video in 16mm girato da Mick Rock, parte del quale contiene quello che sembra essere un promo
televisivo sperimentale per Ziggy Stardust o materiale che doveva essere proiettato nei concerti. In realt il promo non
mai stato n completato n trasmesso, tuttavia la breve sequenza interessante e mostra il regista che mette a fuoco a
velocit diverse la copertina dell'album, soffermandosi sul titolo e concentrandosi sull'immagine stessa di Ziggy.
Lo stesso discorso vale per Lou Reed, che nel recente passato aveva gi influenzato il modo di comporre di Bowie.
Nel 2000 Bowie tornato a parlare dellinfluenza esercitata da Lou Reed sulla genesi del personaggio Ziggy
Stardust, raccontando un curioso incontro che fece nei primi anni settanta: Ci sono stati forse due incidenti che
hanno contribuito alla creazione di Ziggy Stardust, o almeno mi hanno convinto saldamente che si trattava di un
modo interessante per farlo. Uno era il fatto che andai a vedere i Velvet Underground la prima volta che sono stato
negli Stati Uniti, nel 1970. Alla fine dello show sono tornato a sedere e abbiamo parlato per circa mezz'ora. Pochi
giorni dopo ho detto ad un mio amico che avevo avuto la possibilit di parlare con Lou e che era stato meraviglioso...
E lui mi disse "No... no... Lou ha lasciato la band l'anno scorso. Stavi parlando con Doug Yule, il suo sostituto, che
quasi la sua immagine sputata". Ho detto "Stai scherzando!" Si era seduto l e ho parlato come se fosse Lou e lui mi
raccontava di come aveva scritto I'm Waiting for the Man!.
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
131
Ritratto di Vince Taylor, una delle principali
influenze che hanno contribuito alla creazione del
personaggio Ziggy Stardust.
Lasse Pop/Reed venne completato da un altro influsso fondamentale,
quello di Marc Bolan. All'epoca delle sessioni di Ziggy Stardust, il
vecchio amico di Bowie aveva raggiunto la celebrit, reinventando il
suo modo di scrivere con un nuovo vocabolario di fantascienza urbana
e trasformando la sua band in una formazione elettrica. Come scrive
Nicholas Pegg in The Complete David Bowie, la personalit schiva e
diffidente del cantante dei T. Rex, cos come lo stile sospirato del suo
modo di cantare vicino al microfono, vennero assimilati negli
atteggiamenti di Ziggy. Lo stesso vale per gli elementi anni cinquanta
presenti nelle performance di Bolan e, naturalmente, per il suo modo di
truccarsi.
Ma se c un personaggio in particolare che pu essere individuato
come modello principale di Ziggy si tratta del rocker anglo-americano
Vince Taylor. Nato nel Middlesex e trasferitosi negli Stati Uniti con la
famiglia durante gli anni quaranta, Taylor aveva pubblicato per la
Parlophone un paio di singoli fallimentari incluso Brand New Cadillac,
di cui i Clash faranno una cover nel 1979 in London Calling. Dopo
essersi ricavato una nicchia di fans ed aver firmato un contratto per
letichetta francese Barclay nel 1961, la sua tendenza eccentrica e caratteriale fu potenziata da un consumo crescente
di alcol e droghe. Lo stile di vita esagerato ebbe un impatto immediato su David Bowie che lo incontr a Londra nel
1966. Andai ad alcune feste con lui, ricorder parecchi anni dopo, ed era fuori di testa, completamente flippato. Si
portava appresso cartine dellEuropa e ricordo distintamente che una volta apr una mappa a Charing Cross Road,
fuori dalla stazione della metropolitana, la mise per terra e si inginocchi con in mano una lente. Mi chinai con lui e
disse che stava evidenziando tutti i luoghi dove gli UFO avrebbero dovuto atterrare nei mesi successivi. Era
fermamente convinto che ci fosse un fortissimo legame tra lui, gli alieni e Ges Cristo. Taylor and
progressivamente perdendo il contatto con la realt e le sue esibizioni furono costellate da una serie di incidenti sul
palco finch una notte, stando alle parole di Bowie, si present in scena vestito di bianco, dicendo che tutta la sua
faccenda con il rock era stata una bugia, che in realt lui era Ges Cristo. Questa fu la fine di Vince, della sua
carriera e di tutto il resto. Fu la sua storia che divenne uno degli elementi essenziali di Ziggy e della sua visione del
mondo.
L'origine del nome Ziggy Stardust
Nel 1990 Bowie ha raccontato alla rivista Q che il nome Ziggy derivava da una sartoria di Londra chiamata
"Ziggy's", davanti alla quale pass una volta in treno. Aveva un'aria da Iggy ma era una sartoria, allora pensai "Beh,
l'intera faccenda riguarder i vestiti". Cos, quasi per scherzo decisi di chiamarlo Ziggy. Per ci che riguarda invece
il termine "Stardust", lorigine richiama un eccentrico cantante statunitense country degli anni settanta chiamato
Norman Carl Odom, pi noto come Legendary Stardust Cowboy, il cui unico successo era stata una canzone del
1968 intitolata Paralysed e la cui celebrit era basata su una disastrosa apparizione nel programma televisivo
americano Rowan & Martin's Laugh-In. Tutti risero di lui e se ne and piangendo, ricordava Bowie nel 1996.
Suonava la chitarra e aveva un trombettista con una gamba sola... Assemblavano la loro musica senza la
consapevolezza che ci dovrebbero essere regole da seguire. E cos andavano in direzioni che non verrebbero in
mente neanche ad un musicista semi-qualificato ... da lui che ho preso il nome Stardust. Lo stesso Odom ha poi
dichiarato: Di certo sarebbe bello se David Bowie mi avesse pagato qualche cosa per l'utilizzo di una parte del mio
nome in Ziggie [sic] Stardust. Nel 2002 Bowie ha provato a sdebitarsi scegliendo Legendary Stardust Cowboy per
suonare al Meltdown Festival e nello stesso anno ha inserito una cover di un suo brano del 1968, I Took a Trip (On a
Gemini Spaceship) nel suo album Heathen. Quando ho letto sul suo sito che pensava che, dato che avevo preso in
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
132
prestito il suo nome, almeno avrei dovuto cantare una delle sue canzoni, mi sono sentito in colpa e ho voluto fare
ammenda immediatamente. Cos ho rifatto una delle sue migliori canzoni.
Ascesa e caduta dell'ultima rockstar
Ziggy Stardust uno sfarzoso assortimento di riff, insidie, melodramma e stile e il culmine logico del glam.
(Stephen Thomas Erlewine, AMG)
Nell'intervista comparsa su Rolling Stone nel 1973, Bowie raccontava a William Burroughs che, contrariamente
all'opinione comune, Ziggy Stardust non un extraterrestre ma un umano che casualmente entra in contatto con
forze da un'altra dimensione attraverso la sua radio e che, scambiando i loro messaggi per rivelazioni spirituali,
adotta sulla Terra un ruolo messianico, mentre gli "infinti", creature aliene prive di passioni, lo utilizzano come
tramite per una invasione che distrugger il mondo. La fine arriva quando arrivano gli "infiniti". Ziggy consigliato
in un sogno dagli "infiniti" di scrivere la venuta di un uomo delle stelle, cos scrive Starman, che la prima notizia di
speranza che le persone ricevono.. Nello spettacolo teatrale, uno di loro assomiglia a Brando, un altro un
newyorkese di colore. Ancora, quando gli infiniti arrivano, prendono pezzi di Ziggy per renderli reali, perch nel
loro stato originale sono anti-materia e non possono esistere nel nostro mondo. E lo fanno a pezzi sul palco durante
Rock 'n' Roll Suicide. Appena Ziggy muore sul palco, gli infiniti prendono i suoi elementi e diventano visibili. Se
poco di questa storia risulta chiaro sull'album, c da considerare che, lungo la sua carriera, Bowie ha spesso
reinterpretato il proprio lavoro per adattarlo alla tendenza del momento, come suggeriva nella stessa intervista:
...quando un artista ha completato la sua opera essa non gli appartiene pi... guardo semplicemente ci che ne fa la
gente.
Descrizione dei brani
Five Years
La batteria di Mick Woodmansey d inizio all'album con un brano apocalittico che annuncia la notizia della fine del
mondo prevista tra cinque anni. Come scrisse Michael Watts il 1 luglio 1972 su Melody Maker, il cupo messaggio
apocalittico di Five Years deve qualcosa liricamente a Lou Reed, anche se le immagini di una societ che va in
rovina sembrano trarre ispirazione da film come La guerra dei mondi e Il giorno dei trifidi, segnalando l'essenza del
nuovo tema trattato da Bowie, umane aspirazioni e rapporti deteriorati espressi nell'idioma dei racconti di
fantascienza britannici. Ancora una volta, come sostenuto da Nicolas Pegg in The Complete David Bowie, cos come
nell'album precedente il senso di alienazione dell'artista inglese rappresentato attraverso un procedimento di
dissimulazione teatrale. Se in Quicksand stava "vivendo in un film muto" ("I'm living in a silent film"), adesso si
sente "come un attore" ("I felt like an actor") nel momento in cui, come il barone von Frankenstein, trasmette il
soffio vitale alla sua nuova creatura:
La fine del mondo secondo David Bowie
In un'intervista pubblicata su Rolling Stone nel novembre 1973, il cantante descrisse lo scenario che intendeva evocare
in Five Years: stato annunciato che il mondo finir per esaurimento di risorse naturali. Ziggy si trova nella
condizione di avere accesso a quello che tutti i ragazzi hanno sognato di ottenere... Ziggy faceva parte di un gruppo
rock e i ragazzi non vogliono pi il rock 'n' roll. Non c' pi corrente elettrica per suonarlo. Il consigliere di Ziggy gli
dice di raccogliere notizie e di cantarle, perch non esiste pi l'informazione. Cos Ziggy comunica la notizia, ed una
notizia terribile. Durante il Dinah Shore Show trasmesso dalla CBS il 3 gennaio 1976, rispondendo a una domanda a
proposito della sua tanto pubblicizzata paura di volare, David dichiar che in origine la canzone era stata ispirata da un
sogno nel quale lo spettro di suo padre lo aveva ammonito di non volare mai pi, aggiungendo che gli rimanevano
solo cinque anni di vita. Negli stessi giorni, in un'intervista su Rolling Stone dichiar : Ho pensato a mio fratello e ho
scritto Five Years.
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
133
(EN)
Your face, your race, the way that you talk,
I kiss you, you're beautiful, I want you to walk...
(IT)
Il tuo viso, la tua razza, il tuo modo di
parlare,
Ti bacio, sei bello, voglio che tu cammini...
Oltre alle varie spiegazioni fornite da David Bowie sulla genesi di Five Years, altre fonti di ispirazione sono
rappresentate da due poesie, London di William Blake e il poema At Launchtime - A Story of Love del poeta inglese
Roger McGough, che Bowie aveva inserito nel suo spettacolo di cabaret nel 1968. Il racconto tragicomico
dell'abbandono sessuale che si diffonde su un autobus quando giunge la notizia che all'ora di pranzo ci sar la fine
del mondo, contiene diverse immagini che Bowie avrebbe adattato per Five Years. Bowie registr la traccia vocale in
due riprese separate, evidenziando cos il "cambio di marcia" che porta al climax del ritornello finale. David
cominci molto piano, spieg Ken Scott, cos per ottenere il miglior suono possibile dovetti alzare il livello di
registrazione ma, come sapete, lui alla fine diventa una specie di generatore di potenza e quindi mi toccava cambiare
tutte le regolazioni. Nella seconda met della canzone l'estensione della voce abbastanza diversa e quindi fu
necessario aggiustare i livelli per compensare la differenza. Un procedimento simile sar usato da Tony Visconti
durante le registrazioni di "Heroes", cinque anni pi tardi.
Five Years venne eseguita dal vivo per la prima volta nella sessione BBC trasmessa il 7 febbraio 1972 (pubblicata in
Bowie at the Beeb) e venne riproposta il giorno dopo nel programma The Old Grey Whistle Test (versione inclusa nel
DVD Best of Bowie. Si trova anche in Live Santa Monica '72, Stage e A Reality Tour, oltre che in numerosi bootleg.
Ha fatto parte delle scalette dello Ziggy Stardust Tour e dello Station to Station Tour ed riapparsa nel corso dello
Stage Tour. Nel 1985 avrebbe dovuto chiudere il set di brani preparati per il Live Aid ma David decise di sacrificarla
per consentire la proiezione di un filmato che invitava ad una sottoscrizione per l'Etiopia. Il 12 dicembre 1978 fu
proposta durante il concerto al Budokan di Tokyo e trasmessa nello Young Music Show dalla giapponese NHK e il 9
settembre 2005 stata eseguita con gli Arcade Fire al Fashion Rocks Concert tenutosi alla Radio City Music Hall di
New York, trasmesso da VH1 (versione pubblicata nel Live EP digitale uscito lo stesso anno).
Soul Love
Il collegamento tra il presagio di Five Years e l'esplosione di glam della successiva Moonage Daydream questo
melodico brano nel quale Bowie descrive una serie di malinconiche manifestazioni d'amore: una madre che piange
sulla tomba del figlio, l'amore del figlio per l'ideale in nome del quale si sacrificato, una coppia di giovani amanti.
Considerata spesso fuori luogo nel contesto dell'album, Soul Love in realt contribuisce a fornire immagini e
sensazioni di tipo pi religioso. L'"amore spirituale" a cui il cantante fa riferimento un tipo di adorazione religiosa
e, naturalmente, l'anima il principio spirituale che i cristiani credono si incarni in tutti gli esseri umani. Il verso
iniziale potrebbe anche riferirsi al lutto di Maria dopo la crocifissione di Ges (il "figlio coraggioso") e, in questa
luce, lo "slogan" potrebbe rappresentare l'umanit.
(EN)
Stone Love, she kneels before the
grave,
a brave son - who gave his life
to save the slogan
(IT)
Amore di pietra, lei si inginocchia davanti alla
lapide,
un figlio coraggioso - che diede la sua vita
per salvare lo slogan
La canzone fece un paio di apparizioni durante il tour americano del 1973 e di nuovo dieci anni dopo, nelle prime
due serate del Serious Moonlight Tour, mentre conobbe un periodo di impiego continuato come brano fisso dal vivo
solamente in occasione dello Stage Tour del 1978. Parte del concerto tenuto il 12 dicembre al Budokan di Tokyo
venne trasmesso dalla televisione giapponese NHK allinterno dello Young Music Show. Versioni live di Soul Love si
trovano solo in alcuni bootleg, tra cui Into the Labyrinth, Another Stage e Complete Dallas Rehearsals. Mick
Ronson ne incise una versione country & western nel 1975, col nuovo titolo Stone Love (Soul Love), che rimase a
lungo nei cassetti prima di riapparire negli anni novanta come bonus track in varie riedizioni di brani interpretati dal
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
134
chitarrista di Hull.
Moonage Daydream
Per approfondire, vedi Moonage Daydream.
Considerata la chiave di volta dell'album, Moonage Daydream si inserisce sulla dissolvenza finale di Soul Love e
Ziggy Stardust fa finalmente la sua comparsa. L'ascoltatore viene cos immerso nell'intreccio di sesso e fantascienza
surreale che occupa la parte centrale dell'album dal messia androgino venuto dallo spazio, sospeso tra le radici del
rock e il destino dell'umanit. Il brano venne inciso inizialmente per il progetto Arnold Corns e pubblicato come 45
giri circa un anno prima dell'uscita di Ziggy Stardust, in una forma ancora lontana dalla versione dell'album
caratterizzata da un poderoso arrangiamento e dal tentativo di Bowie di dare alla sua interpretazione vocale un tono
da rock 'n' roll americano.
Starman
Per approfondire, vedi Starman (brano musicale).
Uno dei brani pi celebri di David Bowie, Starman rivela il messaggio proveniente dallo spazio che interrompe una
trasmissione radiofonica per raccontare la storia di un "uomo delle stelle" che, attraverso la radio, entra in contatto
con i giovani di una Terra ormai condannata promettendo la salvezza del pianeta. Come riveler Bowie nel 1974,
Ziggy Stardust non l'uomo delle stelle ma solo il suo messaggero terreno, contrariamente all'opinione secondo cui
spesso si dipinge Ziggy come un extraterrestre. Nonostante le molte interpretazioni che il brano ha generato, stando
alle parole di Bowie l'idea di base era che le creature dello spazio sono abbastanza reali e umane, e che la
prospettiva di incontrare altri esseri dovrebbe renderci felici.
It Ain't Easy
Bowie sarebbe venuto a conoscenza di questo "blues bianco" scritto dall'americano Ron Davies per il suo LP del
1970 Silent Song Through the Land attraverso Mick Ronson, anche se all'epoca delle sessioni di registrazione di
Ziggy Stardust la canzone era tutt'altro che sconosciuta. Ne erano gi state incise due cover dai Three Dog Night nel
1970 e da Long John Baldry nel 1971 e Dave Edmunds ne registr una versione per l'album Rockpile proprio lo
stesso mese in cui usc Ziggy Stardust. Caratterizzata dalla slide guitar di Mick Ronson e dalle evoluzioni vocali di
Bowie, che dispiega il suo forzato accento americano con l'accompagnamento di Dana Gillespie, la canzone che
chiude il lato A dell'album mantiene l'atmosfera religiosa con uno stile gospel dei cori e dei contenuti e suona molto
come uno spiritual, sebbene l'aspetto devozionale acquisti, come suggerito da Nicholas Pegg in The Complete David
Bowie, un senso pi oscuro nel contesto delle implicazioni messianiche di Ziggy Stardust e delle sue reiterate
professioni di sfiducia nell'establishment religioso.
(EN)
Well all the people have got their problems,
that ain't nothing new,
with the help of the good Lord we can all pull on through.
(IT)
Beh, ognuno ha i suoi problemi,
non una novit,
con laiuto di nostro Signore possiamo farcela tutti quanti.
Bowie aveva interpretato It Ain't Easy per la prima volta nel periodo Arnold Corns come brano di chiusura della
sessione BBC del 3 giugno 1971 (versione poi inclusa in Bowie at the Beeb). La versione dell'album si distingue per
il fatto di essere stata la prima traccia incisa per Ziggy Stardust, anche se in origine era stata destinata a far parte di
Hunky Dory. Negli Stati Uniti fu pubblicata anche come lato B dellEP promozionale di Space Oddity, sempre nel
1972 ma non fu mai inserita nelle scalette dal vivo e lunica versione live rimane quella gi citata eseguita alla BBC.
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Lady Stardust
Una canzone in cui le correnti di frustrazione e trionfo si fondono in una desolazione assoluta.
(Richard Cromelin, Rolling Stone, 20 luglio 1972)
L'introduzione al pianoforte di Mick Ronson apre il lato B di Ziggy Stardust con questa malinconica melodia che
rievoca la carismatica esibizione dal vivo della rockstar. Sebbene intriso di alcuni americanismi ("awful nice", "outta
sight"), il contenuto di Lady Stardust ha in realt un'impronta decisamente britannica. Bowie allude infatti ad una
caduta in disgrazia in stile Oscar Wilde ma si suppone che il brano fosse sostanzialmente dedicato a Marc Bolan, uno
dei padri del glam rock che aveva gi tracciato il percorso per la reincarnazione di David nei panni di Ziggy.
(EN)
People stared at the makeup on his face,
Laughed at his long black hair, his animal grace
(IT)
La gente fiss il trucco sul suo volto,
Rise ai suoi lunghi capelli corvini, la sua grazia animale
Nonostante, secondo alcune fonti, Bowie abbia aggiunto le parole "Get some pussy now" proprio alla fine della
canzone, ancora una volta nella narrazione di Bowie non mancano i riferimenti religiosi, testimoniati dalla versione
demo in cui si fa riferimento al rifiuto di Cristo da parte di Pietro: "Oh! how I lied when they asked if I knew his
name" ("Oh, come ho mentito quando hanno chiesto se conoscevo il suo nome"). Nella versione dell'album
diventato "Oh! how I sighed when they asked if I knew his name" ("Oh, come ho sospirato quando hanno chiesto se
conoscevo il suo nome"). La versione dell'album fu incisa agli studi Trident i primi di novembre del 1971 anche se il
demo acustico era gi stato registrato nella residenza di Bowie ad Haddon Hall nel mese di aprile, con addirittura due
titoli, He Was Alright (The Band Was Altogether) e A Song for Marc. Il demo completo (3:56) si trova in bootleg
quali Little Toy Soldier e The '69 Tapes mentre una versione ridotta (3:35) stata inclusa come traccia bonus nella
riedizione EMI/Rykodisc di Ziggy Stardust del 1990.
Bowie registr Lady Stardust per due sessioni BBC, l'11 gennaio e il 23 maggio 1972, rintracciabili nel bootleg The
Rise and Rise of Ziggy Stardust Vol 3/4 (la seconda anche in Bowie at the Beeb). Successivamente stata eseguita di
rado dal vivo, a partire dalle date del 19 e il 20 agosto 1972 per gli show al Rainbow Theatre (che si trovano,
rispettivamente, nei bootleg Starman Over The Rainbow e Rainbow Theatre). In questi concerti Bowie intonava
Lady Stardust come numero di apertura mentre sul maxischermo veniva proiettata, tra le altre, proprio limmagine di
Marc Bolan. Unaltra occasione fu il concerto alla Music Hall di Boston del 1 ottobre (immortalato nel bootleg
Ziggy In Boston), mentre la versione eseguita durante il concerto al Budokan di Tokyo il 12 dicembre 1978 stata
trasmessa dalla tv giapponese allinterno del programma Young Music Show. Una nuova versione semi-acustica, con
l'accompagnamento vocale di Gail Ann Dorsey, fu registrata l8 gennaio 1997 in occasione dello special BBC
ChangesNowBowie, rintracciabile nel bootleg Divine Symmetry.
Star
Secondo linterpretazione che ne d Nicolas Pegg in The Complete David Bowie, Star coglie un momento
determinante di Ziggy che riflette su come "varrebbe la pena di fare qualsiasi cosa pur di diventare una rockstar". Il
raggiungimento dello status di stella del rock viene visto quasi come un tipo di salvezza e da questo punto di vista la
canzone (per la quale Bowie ha ammesso di aver "preso in prestito" il coro daccompagnamento da Lovely Rita dei
Beatles) garantisce un nesso narrativo tra il malinconico ritratto di Lady Stardust e la megalomania autoreferenziale
della successiva Hang On to Yourself. Sempre secondo Nicolas Pegg, al di l dei percorsi narrativi dell'album il
brano ricalca le fantasie di molti adolescenti e d voce alla frustrazione dello stesso Bowie per non aver sfruttato a
pieno le sue potenzialit:
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
136
(EN)
I could fall asleep at night as a rock & roll star...
I could fall in love all right as a rock & roll star...
(IT)
Potrei addormentarmi la notte come una star del rock 'n'
roll...
Potrei innamorarmi davvero come una star del rock 'n' roll...
David Stopps, manager del Friars Club di Aylesbury dove Bowie tenne alcune delle prime serate dello Ziggy
Stardust Tour, ha raccontato che all'inizio del 1971, prima di essere inclusa nell'album la canzone venne offerta ad
una band britannica chiamata Chameleon (il cui cantante era Les Payne). Un demo registrato presso i Radio
Luxemburg Studios di Londra (battuto allasta da Christie's nel 2000) venne perci inviato a Payne, il quale voleva
che a produrre Star fosse proprio David Bowie. Per contro, la Chrysalis impose un "vero" produttore, col risultato
che l'incisione dei Chameleon non fu mai effettuata. Cos come per altri brani dell'album, il demo era molto diverso
dalla versione definitiva nello stile e nei contenuti. Tra le differenze nel testo c' il verso iniziale Tony went to fight
in Belfast, Rudi stayed at home to starve (Tony andato a combattere a Belfast, Rudi rimasto a casa a intristire),
che in origine recitava If someone had the sense to hear me, if someone had the time to see (Se qualcuno avesse il
buon senso di ascoltarmi, se qualcuno avesse il tempo per vedere).
La canzone non fu eseguita dal vivo fino allo Stage Tour del 1978. La versione contenuta in Stage fu pubblicata
negli USA anche nel maxi singolo promozionale che includeva versioni live di What In the World e Breaking Glass.
Venne "riesumata" per il Serious Moonlight Tour del 1984, inizialmente come numero d'apertura che seguiva ad una
breve introduzione tratta da The Jean Genie (rintracciabile in bootleg come Bad Segebeerg '83).
Hang On to Yourself
Per approfondire, vedi Moonage Daydream#Il lato B.
Cos come Moonage Daydream, anche Hang On To Yourself fu concepita inizialmente per il progetto Arnold Corns,
anche se il testo della versione originale (dal titolo leggermente diverso, Hang Onto Yourself) non conteneva ancora
nessun accenno alle performance sul palco, alle groupie o agli stessi Spiders from Mars. Il testo della versione
definitiva d vita a una metafora nella quale il rock assume la forma di sesso, ambizione e appagamento, fino al
raggiungimento dello status di rockstar che prefigura la caduta di Ziggy Stardust.
Ziggy Stardust
Per approfondire, vedi Ziggy Stardust (brano musicale).
Caratterizzato da un testo ricco di allusioni (da Marc Bolan a Jimi Hendrix e Lou Reed, tra gli altri), Ziggy Stardust
rappresenta l'ascesa e la caduta della superstar fantascientifica protagonista della storia, cavalcando una delle pi
famose melodie rock eseguite da Mick Ronson. I citati Weird e Gilly sarebbero in realt Trevor Bolder e Mick
Woodmansey.
Suffragette City
Per approfondire, vedi Starman (brano musicale)#Il lato B.
Con il pianoforte sincopato in stile Little Richard e la chitarra martellante di Mick Ronson, Suffragette City pu
essere letta come la richiesta di un ragazzo che vuole essere lasciato solo con la sua partner oppure, sulla stessa linea
di John, I'm Only Dancing, un mutamento di sesso da partner maschile a femminile: ("Hey man, Henry don't be
unkind, go away... I can't take you this time, no way... there's only room for one and here she comes..." - "Hey
amico, Henry non essere scortese, sparisci... non ti posso portare stavolta, proprio no... c posto per una persona sola
ed eccola che arriva").
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
137
Rock 'n' Roll Suicide
Per approfondire, vedi Rock 'n' Roll Suicide.
L'album si chiude con questo brano dalle spiccate caratteristiche teatrali che racconta le ultime ore di Ziggy e che
rappresenta una sorta di riflessione sullo status di rockstar, con implicazioni pi profonde rispetto al carattere
fantascientifico dell'album: Quando sei tanto giovane non riesci a credere che ti possa venire meno la capacit di
essere cos entusiasta e spavaldo nei confronti del mondo, della vita, dellesperienza, dichiara Bowie in quel
periodo, sei convinto di avere praticamente scoperto tutti i segreti della vita. Rock 'n' Roll Suicide era un modo per
dichiarare la fine delleffetto-giovinezza.
I singoli
Nove delle undici tracce di Ziggy Stardust sono state pubblicate come 45 giri nel corso degli anni. Le uniche
eccezioni sono rappresentate da Five Years e Lady Stardust.
Paese Data Lato A Lato B Dettagli Note
Regno
Unito
7 maggio
1971
Moonage
Daydream
Hang Onto
Yourself
Versioni alternative registrate nel periodo Arnold Corns.
28 aprile
1972
Starman Suffragette City Uscito anche in Germania, Francia, Olanda, Sud Africa e Grecia.
Negli Stati Uniti uscir il mese successivo, cos come in Angola,
Argentina, Brasile, Canada e Jugoslavia, a settembre in Giappone e a
novembre in Australia e Nuova Zelanda.
Stati Uniti giugno
1972
Space Oddity /
Moonage
Daydream
Life on Mars? / It
Ain't Easy
EP promozionale allegato all'edizione americana di Ziggy Stardust,
raggiunse la quindicesima posizione in classifica.
Regno
Unito
7 settembre
1972
John, I'm Only
Dancing
Hang On to
Yourself
Ripubblicato il 13 aprile 1973, a settembre anche in Francia, Olanda e
Germania.
Spagna ottobre
1972
Starman John, I'm Only
Dancing
Uscito a novembre anche in Italia.
Stati Uniti 24
novembre
1972
The Jean Genie Hang On to
Yourself
Uscito anche in Argentina, Olanda, Portogallo, Israele (nel gennaio
1973), Germania, Australia e Nuova Zelanda (nel febbraio 1973).
Regno
Unito
The Jean Genie Ziggy Stardust Uscito anche in Canada, Francia, Spagna (il 24 dicembre 1972) e
Italia (nel gennaio 1973).
dicembre
1972
Space Oddity It' Ain't Easy Uscito anche in Giappone nel marzo 1973.
Portogallo Starman / Hang
On to Yourself
John, I'm Only
Dancing /
Suffragette City
EP pubblicato in Portogallo dalla RCA.
Messico gennaio
1973
Space Oddity Starman Sul disco sono riportati anche i titoli tradotti: Un viaje al espacio e El
hombre de las estrellas.
Regno
Unito
11 aprile
1974
Rock 'n' Roll
Suicide
Quicksand Uscito anche negli Stati Uniti, in Francia, Germania, Olanda, Canada,
Nuova Zelanda, Turchia e Jugoslavia.
21 febbraio
1975
Young
Americans
Suffragette City Versione tratta da David Live, uscito anche in Brasile, Germania,
Portogallo, Francia, Jugoslavia e, ad aprile, in Italia, Giappone,
Australia e Nuova Zelanda.
9 luglio
1976
Suffragette City Stay Uscito anche in Australia, Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti.
Giappone settembre
1978
Soul Love Black Out Versione live dall'"Heroes" Tour.
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
138
Regno
Unito
17
novembre
1978
Breaking Glass Art Decade /
Ziggy Stardust
Versione live dall'"Heroes" Tour, uscito anche in Spagna, Belgio,
Olanda e Francia.
Stati Uniti novembre
1978
Star Suffragette City Versione live dall'"Heroes" Tour.
Cover
Se si esclude It Ain't Easy, che gi una cover, tutte le altre tracce dell'album sono state eseguite da altri artisti. Tra
le canzoni pi "reinterpretate" ci sono quelle uscite come 45 giri, soprattutto Suffragette City (Alice in Chains, Big
Audio Dynamite, Boy George, Frankie Goes to Hollywood e Red Hot Chili Peppers tra gli altri) ma anche Starman
(10,000 Maniacs, Culture Club, Leningrad Cowboys), Moonage Daydream (Racer X, L.A. Guns, White Stripes),
Hang On to Yourself (Contraband, The Germs, Gilby Clarke) e Rock 'n' Roll Suicide (Tony Hadley).
Anche le rimanenti tracce sono state oggetto di cover nel corso degli anni:
Five Years
- Fish, in Songs from the Mirror del 1993
- Marian Gold (ex leader degli Alphaville), in United del 1996
- Gli Endless in The Dark Side of David Bowie del 1997
- i Cyclefly, in A 70's Glitter Glam Rock Experience del 2000
- i Cybernauts, in Cybernauts Live del 2000
- The Polyphonic Spree, nel CD singolo Hanging Around 1 del 2002
- Seu Jorge, nella colonna sonora The Life Aquatic with Steve Zissou del 2004
- gli Arcade Fire, in .2 Contamination - A Tribute to David Bowie del 2006
- Christian Beach, in Hero - The MainMan Records Tribute to David Bowie del 2007
- Camille O'Sullivan, in Live At The Olympia del 2008
- Techno Cowboy, in The Ziggy Stardust Omnichord Album del 2009
- The Postmarks, in By The Numbers del 2009
- gli Old 97's, nell'EP Mimeograph del 2010
Soul Love
- Roger McGuinn, come bonus track (versione demo) in Cardiff Rose del 1976
- Marti Jones, in Match Game del 1986
- Cerys Matthews, come singolo nel 2006
- i Genuflex, in We Were So Turned On del 2010
Lady Stardust
- The Conscience Pilate, in Movie Scene Street del 1998
- i Des de Moor, in Darkness and Disgrace del 2003
- Seu Jorge, nella colonna sonora The Life Aquatic with Steve Zissou del 2004
- Danny Michel, in Loving the Alien: Danny Michel Sings the Songs of David Bowie del 2007
- i Techno Cowboy, in The Ziggy Stardust Omnichord Album del 2009
Star
- i Suran Song in Stag, in Pure Agitator del 1999
- i Frankenstein 3000, in Hero: The Main Man Records Tribute to David Bowie del 2007
- Billy Bragg, in Billy Bragg, Vol. 1 del 2006
- i Techno Cowboy, in The Ziggy Stardust Omnichord Album del 2009
Ziggy Stardust
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
139
- i Bauhaus, come singolo nel 1982
- gli Exploding Boy, in New Generation del 1992
- i Def Leppard, in versione acustica come lato B del singolo Slang del 1996
- i White Buffalo, in Come Again del 1997
- The Moog Cookbook, in Plays the Classic Rock Hits del 1997
- i Nuit d'Octobre, in The Dark Side of David Bowie del 1997
- The Gourds, in Gogitchyershinebox del 1998
- Jeff Dahl, in I Was a Teenage Glam-Fag - Volume 1 del 1998
- i Grade, in And Such Is Progress del 1998
- gli Stun Gun, in Goth Oddity 2000 - A Tribute to David Bowie del 2000
- i Cybernauts, in Cybernauts Live del 2000
- i Dogooder, in Sound + Vision - The Electronic Tribute to David Bowie del 2002
- The String Quartet, in Tribute to David Bowie del 2002
- Seu Jorge, in The Life Aquatic Studio Sessions del 2005
- i Thursday Night Collective, in Hero - The Main Man Records Tribute to David Bowie del 2007
- i Balzac, in Hatred: Destruction = Construction del 2007
- Ariana Delawari, in We Were So Turned On del 2010
- gli Andrew Jackson Jihad, nella raccolta Rompilation del 2012
Pubblicazione e accoglienza
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars fu pubblicato nel Regno Unito il 6 giugno 1972,
mentre Bowie era in pieno Ziggy Stardust Tour e aveva gi iniziato a promuovere le canzoni dell'album in patria. Su
Melody Maker, Michael Watts giudic il disco un po' meno istantaneamente accattivante di Hunky Dory,
prevedendo allo stesso tempo che avrebbe avuto un successo commerciale molto maggiore.... James Johnson di
New Musical Express scrisse: Non c' niente che Bowie vorrebbe di pi che essere una scintillante superstar, e
potrebbe ancora accadere. Ormai tutti dovrebbero sapere quanto straordinario e questo ultimo pezzo di fantasia pu
solo migliorare ulteriormente la sua reputazione. La rivista Beat Instrumental defin Ziggy Stardust un album per
ogni serio appassionato di rock e un assaggio delle cose che verranno.
La stampa su Ziggy Stardust
Cash Box (1972): Un altro esempio del genio brillante di David Bowie. Un album da portare con se negli anni
ottanta.
Melody Maker (1972): L'avvicinamento di Bowie alla celebrit sta accelerando alla velocit della luce.
Phonograph Record (1972): Ziggy Stardust l'Aftermath degli anni settanta, dove ogni brano un successo e non
ci sono riempitivi.
New Musical Express (1990): Musicalmente Ziggy Stardust stato ed uno dei dischi pop pi freschi e vivaci di
sempre.
Muze (1995): Con Ziggy, Bowie ha creato un valido alter ego con cui scendere sul pianeta e devastare il terreno
fertile del rock. Cos facendo, ha prodotto la creazione rock pi originale della musica degli ultimi 20 anni.
Q Magazine (1997): Il vero capolavoro di Bowie.... forse ha cambiato la vita di persone in un colpo solo pi di
tutti gli altri, prima e dopo.
Ma le critiche pi entusiaste arrivarono dagli Stati Uniti, dove l'album usc il 1 settembre. Richard Cromelin di
Rolling Stone accolse Ziggy Stardust come lalbum pi ambizioso nei temi e musicalmente pi coerente realizzato
finora da David Bowie, il disco in cui confluiscono le energie migliori dei suoi lavori precedenti, concludendo che
Bowie ha portato a compimento questa opera complessa con stile consumato, offrendoci un esempio di grande rock
and roll... con tutta l'intelligenza e la passione necessarie per dargli dimensioni adeguate e con un profondo senso di
umanit che emerge immancabilmente dietro la facciata della star. La rivista Cashbox giudic le canzoni
uniformemente brillanti e la produzione di Bowie e Ken Scott praticamente impeccabile, mentre Jim Bickhart
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
140
del Phonograph Recorder apprezz Ziggy Stardust in quanto album di rock and roll che parla di rock and roll, che
metteva in mostra una delle personalit pi speciali del rock... Se dovesse diventare una stella della grandezza di
Ziggy Stardust lo avrebbe ampiamente meritato....
Ci nonostante, cos come era accaduto per l'album precedente anche in questo caso l'entusiasmo mostrato dalla
stampa statunitense non corrispose alle vendite. Mentre in patria sal rapidamente fino al 5
o
posto, rimanendo in
classifica per pi di due anni, nelle classifiche americane Ziggy Stardust raggiunse solo la 75
a
posizione. Leee Black
Childers, braccio destro del manager di Bowie, ha dichiarato nel 1986: Ziggy Stardust era stato appena pubblicato
in Inghilterra e David se la stava cavando bene ma nessuno aveva sentito parlare di lui in America, cos Tony
DeFries ci diede una scatola con 25 copie per darle a chi pensavamo le avrebbe apprezzate, e in realt si rivelata
una buona idea. Li abbiamo portati fino al Max's Kansas City e ne abbiamo data una al proprietario Micky Ruskin,
una al DJ e una alla giornalista Lisa Robinson. Le abbiamo semplicemente distribuite ai pazzi, agli artisti e alle
persone che erano sempre sulla scena a New York. Del resto, Bowie stesso ha rivalutato lalbum parecchi anni dopo
la sua uscita, ammettendo nel 1990 di trovare il disco "molto esile". Sembrava molto potente allora. Forse sono
migliorati gli impianti, adesso ha un suono "magrolino". Certo, gli arrangiamenti darchi che ammiccano alle
classifiche, lelegante pianoforte e i controllati assolo di chitarra del disco sono in sorprendente contrasto con
lassalto proto-punk degli Spiders dal vivo, ma questo fa parte della sua formula vincente. A met strada fra le
sofisticate ballate acustiche di Hunky Dory e lesplosione glam di Aladdin Sane, le sue visioni di alienazione e
declino sono convogliate in un linguaggio commerciale, quasi da easy listening. un colpo ben piazzato, in modo da
attrarre una gamma di ascoltatori pi ampia possibile.
Paese Data ingresso in classifica Massima posizione Settimane di permanenza Note
Regno Unito 1 luglio 1972
5
a 106
31 gennaio 1981
33
a 62
23 giugno 1990
25
a 4
20 luglio 2002
36
a 2
9 ottobre 2004
17
a 5
Australia 18 settembre 1972
11
a -
Italia 1973
21
a -
Stati Uniti 1972
75
a 72
23 giugno 1990
93
a 9
8 luglio 2002
17
a -
Ziggy Stardust si trova al 35
o
posto nella lista dei 500 migliori album della rivista Rolling Stone e nel 2006 TIME lo
ha incluso tra i migliori 100 album di tutti i tempi. Il disco ha trovato posto anche in classifiche "alternative" a quelle
ufficiali, ovvero quelle stilate da riviste specializzate, network televisivi e/o radiofonici.
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
141
Rivista/Network Classifica Posizione Note
New Musical Express The 100 Greatest British Albums Ever 63
All Times Top 100 Albums 40
Greatest Albums Of The '70s 7
Channel 4 Best Albums Of The Millennium 20
Classic Rock The 100 Greatest British Rock Albums Ever 5
The Guardian The 100 Best Albums Ever 7
Melody Maker All Time Top 100 Albums 34
Mojo The 100 Greatest Albums Ever Made 29
The 100 Records That Changed the World 31
Q Magazine The 100 Greatest British Albums Ever 25
The 50 Best Albums of the 70s 11
Sounds The 100 Best Albums of All Time 4
The Observer 50 Albums That Changed Music 1956-2006 11
The 100 Greatest British Albums 11
The Times The 100 Best Albums of All Time 25
Trouser Press Best Albums (1972) 2
Out The 100 Greatest, Gayest Albums 1
Pitchfork Top 100 Albums of the 1970s 81
Radio WXPN The 100 Most Progressive Albums 20
Rolling Stone The 500 Greatest Albums of All Time 35
Top 100 Albums of the Last 20 Years 6
VH1 The 100 Greatest Albums of Rock 'n' Roll 48
Hot Press The 100 Best Albums Ever 50
Epoca The 100 Best Albums of All Time 7
Adresseavisen
The 100 Best Albums of All Time 6
Slitz The 50 Best Albums of All Time 8
Soundi The 50 Best Albums of All Time 12
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
142
Muziekkrant OOR The Best Albums of the 70s 2
The 100 Best Albums of All Time 45
Sounds The 50 Best Albums of the 1970s 11
Wiener Zeitung The 100 Best Albums of the 20th Century 54
Libration Best Albums 1968-88 12
Rock de Lux The 100 Best Albums of the 1970s 7
The 200 Best Albums of All Time 6
Juice The 50 Best Albums of All Time 30
CDNow 100 Essential Albums 10
Yedioth Ahronoth
Top 99 Albums of All Time 1
Tylko Rock 100 Albums that Shook Polish Rock 63
Pure Pop The 10 Most Important Albums of All Time 2
Edizioni successive
Sono sorpreso che 30 anni dopo l'evento ne stiamo ancora parlando... Il rock 'n' roll non era ancora vecchio in quel
momento, come potevamo saperlo? Nel bene e nel male, Ziggy Stardust e il suo creatore, David Bowie, sono stati
responsabili di pi di una carriera nella musica pop di quanto si possa immaginare.
(Ken Scott, 2002)
Nel 1988, i CD di David Bowie pubblicati dalla RCA vennero cancellati dalla produzione in risposta alla scelta del
cantante di non rinnovare il contratto con la casa discografica. I diritti non vennero subito riassegnati e Ziggy
Stardust divenne uno dei dischi pi richiesti ma non disponibili fino al 1990, quando tutti gli album originali, da
Space Oddity a Scary Monsters, vennero ripubblicati in sequenza dalla Rykodisc come parte del catalogo "The
Sound+Vision Series", mentre la EMI si occup della pubblicazione al di fuori degli Stati Uniti.
Oltre alla versione classica, che includeva 5 tracce bonus, usc anche un'edizione limitata "Deluxe" in un cofanetto
personalizzato con il cd e un libretto di 72 pagine con la storia di Ziggy, dal concepimento del personaggio attraverso
la registrazione e i concerti, nonch oltre 40 fotografie di Mick Rock e del fotografo giapponese Masayoshi Sukita.
Tracce bonus della riedizione EMI/Rykodisc 1990
1. John, I'm Only Dancing (versione remixata) - 2:43
2. Velvet Goldmine (uscita nel 1975 come lato B, con Changes, del maxi singolo di Space Oddity) - 3:09
3. Sweet Head (inedita) - 4:14
4. Ziggy Stardust (demo acustico registrato nel 1971) - 3:35
5. Lady Stardust (demo registrato nel 1971) - 3:35
Per promuovere ulteriormente la riedizione di Ziggy Stardust, la Rykodisc pubblic anche un "Press Kit" costituito,
tra l'altro, da un vinile dynaflex rimasterizzato e un picture disc, la copia di un articolo di Rolling Stone e una foto
promozionale su carta patinata con immagini di "Bowie-Ziggy" scattata da Masayoshi Sukita nell'agosto 1972. Nel
1994 la Rykodisc ha ripubblicato l'album in formato Au20 Gold CD, mentre nel luglio 2002, per il 30
o
anniversario
la EMI ha distribuito una versione rimasterizzata con un cd bonus contenente 12 tracce, tra cui un differente mix di
Moonage Daydream utilizzato nel 1998 per uno spot televisivo della Dunlop.
Tracce bonus della riedizione EMI 2002
Le tracce, tranne dove indicato, sono scritte da David Bowie.
1. Moonage Daydream (versione Arnold Corns) - 3:53
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
143
2. Hang Onto Yourself (versione Arnold Corns) - 2:55
3. Lady Stardust (demo) - 3:34
4. Ziggy Stardust (demo) - 3:38
5. John, I'm Only Dancing - 2:49
6. Velvet Goldmine - 3:14
7. Holy Holy (nuova registrazione del 1972) - 2:26
8. Amsterdam (Jacques Brel, Mort Shuman) - 3:25
9. The Supermen (versione registrata durante le sessioni di Hunky Dory) - 2:41
10. Round and Round (Chuck Berry) - 2:44
11. Sweet Head - 4:53
12. Moonage Daydream (remix) - 4:47
Copertina
Al piano superiore dello studio abbiamo fatto l'inserto stile Arancia Meccanica. L'idea era quella di ottenere un look a
met tra l'immagine di Malcolm McDowell con un occhio mascarato e un insetto. Era l'epoca di Wild Boys di William S.
Burroughs... ed era un incrocio tra questo e Arancia Meccanica che cominci a mettere insieme la forma e l'aspetto di ci
che Ziggy e gli Spiders stavano per diventare.
(David Bowie, 1993)
David Bowie e gli Spiders from Mars a The Old
Grey Whistle Test nel febbraio 1972. L'abito
indossato da Bowie lo stesso che compare sulla
copertina di Ziggy Stardust
Le foto destinate a comparire su Ziggy Stardust vennero scattate da
Brian Ward nel gennaio del 1972 a Londra, davanti ad un edificio in
Heddon Street in cui il fotografo aveva lo studio. Sia la foto di
copertina che quella del retro vennero realizzate in bianco e nero e
colorate successivamente dal grafico Terry Pastor, per raggiungere
l'ultra-realistico stile fiabesco della copertina dell'album, come scrisse
la rivista Q nel 1998. La tuta da paracadutista che indossa Bowie, che
appare blu sulla copertina, in realt la stessa tuta verde che verr
indossata nel febbraio 1972 per l'esibizione nel programma televisivo
The Old Grey Whistle Test. Complessivamente vennero scattate 17
foto, alcune con Bowie in posa davanti al 23 di Heddon Street (da
diverse angolazioni), altre dentro e intorno alla cabina telefonica rossa
serie K2 che compare sul retro, pi alcuni primi piani. L'insegna
K.West che si vede sopra la figura di Bowie/Ziggy era quella di una
societ di distribuzione di pellicce che nel 1972 occupava il primo piano. Secondo lo scrittore Mark Paytress,
l'atmosfera "temporalesca", l'aspetto solitario di Bowie sotto l'insegna sporgente e la colorazione da cartone
animato/sci-fi) della copertina possono aver avuto le sue radici nel film L'occhio che uccide, diretto nel 1960 da
Michael Powell, in cui un serial killer filma le sue vittime mentre le uccide: I titoli scorrono. Un occhio lampeggia
sullo schermo e la prima scena svelata. ... la copertina di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders
from Mars. Il protagonista del film avvicina una prostituta, in piedi accanto ad un muro in una strada scarsamente
illuminata. Rifiuti di carta in primo piano, sul lato destro. Pi avanti, sopra e tra gli edifici oscurati, c' il cielo
notturno.... Il nome del cantante e il titolo dellalbum, scritti con caratteri identici, della stessa grandezza e del
medesimo colore giallo acido, aumentavano invece lidentificazione di Bowie con Ziggy Stardust.
Nonostante l'insegna K.West e la cabina telefonica originale siano ormai scomparse da Heddon Street, i fan non
hanno mai smesso di fare visita a quello che stato citato come sito storico nell'ambito musicale dalla London's
Handbook Guide to Rock and Pop, uscita nel 1997. Lo stesso Bowie vi torn nel marzo 1993 e rilasci le sue
impressioni in un articolo uscito su Rolling Stone il 10 giugno successivo: Avrei dovuto immaginarlo... tutto
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
144
sparito ovviamente. C'era anche lo studio di un fotografo chiamato Brian Ward, e al di fuori dell'edificio c'era una
cabina telefonica... un peccato che l'insegna sia sparita, la gente vi leggeva cos tanto in essa. Pensavano che
K.West dovessere essere una sorta di codice per "quest" (ricerca, inchiesta, ndr). Tutto assumeva questo genere di
sfumature mistiche.
Curiosamente, nell'inserto originale dell'album non era riportato il testo di It Ain't Easy e la durata di Starman era
sbagliata (2:39 invece di 4:16).
Nel gennaio del 2010 la copertina di Ziggy Stardust stata scelta dalla Royal Mail (insieme a quelle di altri 9 album
di artisti britannici) per il set di francobolli "Classic Album Cover".
Omaggi e citazioni: Ziggy Stardust nella cultura di massa
La band pop punk irlandese Rudi ha preso il nome dal verso Rudi stayed at home to starve della canzone Star,
mentre Joe Elliott, cantante dei Def Leppard, ha rivelato di aver avuto un gatto di nome Ziggy Stardust e due pesci
rossi chiamati Weird e Gilly (citati nella title track). In molte altre occasioni l'immaginario di Ziggy Stardust ha
trovato posto nella musica e, in generale, nella cultura popolare:
L'eredit di Ziggy Stardust
Ian McCulloch (Echo and the Bunnymen): uno dei pi grandi album di tutti i tempi. Era completo, innovativo,
magico... Ha cambiato la mia vita.
Gary Kemp (Spandau Ballet): Nel 1969 ho visto un uomo camminare sulla Luna ed ho pensato che il mio futuro
sarebbe stato nello spazio. E poi ecco che arriva Ziggy e mi suona la colonna sonora.
Dougie Payne (Travis): Dopo averlo ascoltato la prima volta quando avevo sette anni rimasto con me, cos ho
avuto come un ventennale rapporto con il disco che ancora non svanito del tutto.
Nell'ottobre 1972, gli Strawbs pubblicarono il singolo Lay Down il cui lato B, intitolato Backside, era accreditato
a "Ciggy Barlust and the Whales from Venus".
Ziggy Stardust menzionato nella canzone del 1973 Herra Mirandos dell'artista finlandese Hector, che aveva i
capelli alla Ziggy (anche se non rossi) nella prima parte degli anni settanta.
Nell'opera rock del 1976 Starmania di Luc Plamondon e Michel Berger, uno dei personaggi si chiama Ziggy in
omaggio a David Bowie, di cui si era innamorato quando era pi giovane.
Nel CD eponimo del gruppo svedese Gyllene Tider del 1990 c una traccia intitolata h Ziggy Stardust (Var Blev
Du Av?), traducibile con "Oh Ziggy Stardust (che ne stato di te?)".
Nellalbum di Dave Stewart intitolato Greetings From the Gutter, uscito nel 1994, c' la traccia Chelsea Lovers
che riporta il verso Stardust lovers in a Ziggy cartoon ("gli amanti di Stardust in un cartone animato di Ziggy").
Le note di copertina riportano tra l'altro "Thanks to Mr. B.", che potrebbe spiegare il (non accreditato) contributo
vocale di Bowie nell'album.
In una scena del film L'ultimo dei grandi re, diretto nel 1996 da David Keating, il protagonista Frankie Griffin
dice: Mi dispiace, ma Elvis ha fatto il suo tempo, Bowie molto meglio. Quando la madre di Frankie getta i
suoi dischi fuori dalla finestra si nota anche Ziggy Stardust.
Il cantautore brasiliano Alvin L. menziona "il lato B di Ziggy Stardust" nella canzone Aprender del suo primo
album solista del 1997, citandolo come "una delle cose che hanno cercato di dirgli qualcosa".
Nel 1998 a Helsinki, i Depeche Mode hanno reso omaggio a Ziggy Stardust in una delle prime date del loro The
Singles Tour: durante l'esecuzione di Walking in My Shoes, sullo schermo sono passate le immagini di Martin Lee
Gore vestito come Ziggy.
Nel brano di Boy George Who Killed Rock n Roll, incluso in The Unrecoupable One Man Bandit del 1999,
presente il verso Ziggy played guitar for me ....
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
145
Il ritornello di una canzone di Bon Jovi dell'album del 2000 Crush, intitolata Captain Crash and the Beauty
Queen from Mars, inizia con Dressed up just like Ziggy, but he couldn't play guitar ("Vestito proprio come
Ziggy, ma non riusciva a suonare la chitarra").
Nel 2007, il musicista Saul Williams ha intitolato il suo album The Inevitable Rise and Liberation of
NiggyTardust!.
Nel 2009, Techno Cowboy ha eseguito lintero album, intitolato in questo caso The Ziggy Stardust Omnichord
Album, usando solo l'Omnichord.
"Ziggy Stardust" il soprannome di uno dei personaggi del romanzo di Giorgio Faletti Io sono Dio, pubblicato
nel 2009.
[1]
Note
[1] [1] (Ed. Baldini Castoldi Dalai, 2009).
Bibliografia
Nicholas Pegg, The Complete David Bowie, Roma, Arcana, 2002.
David Buckley, Strange Fascination, Londra, Virgin Books, 2001.
Laura Gerevasi, Le canzoni di David Bowie, Roma, Editori Riuniti, 2005.
Roy Carr e Charles Shaar Murray, Bowie: An Illustrated Record, New York, Eel Publishing, 1981.
George Tremlett, David Bowie: Living on the Brink, New York, Carroll & Graf, 1997.
Peter e Leni Gillman, David Robert Jones Alias David Bowie, Milano, Sperling & Kupfer, 1989.
Voci correlate
Lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone
Lista di concept album
Ziggy Stardust Tour
Iggy Pop
Lou Reed
Marc Bolan
Collegamenti esterni
Testi e traduzioni (http:/ / www. velvetgoldmine. it/ testi/ ZiggyStardust. html) su velvetgoldmine.it
(EN) Sito dedicato (http:/ / www. 5years. com/ ) al periodo Ziggy Stardust
(EN) Scheda dell'album (http:/ / www. allmusic. com/ album/
the-rise-and-fall-of-ziggy-stardust-and-the-spiders-from-mars-mw0000626129) su AllMusicGuide
Cerca Ziggy Stardust (http:/ / www. lastfm. it/ music/ David+ Bowie/ The+ Rise+ and+ Fall+ of+ Ziggy+
Stardust+ and+ the+ Spiders+ From+ Mars) su Last.fm
(EN) Informazioni (http:/ / www. teenagewildlife. com/ Albums/ ZS/ Title. html) su teenagewildlife.com
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Santa Monica '72
146
Santa Monica '72
Santa Monica '72
Artista David Bowie
Tipo album Live
Pubblicazione 25 aprile 1994
Durata 76 min : 29 s
Dischi 1
Tracce 18
Genere Rock
Glam rock
Etichetta Golden Years - Griffin Music
Registrazione Santa Monica, 20 ottobre 1972
David Bowie - cronologia
Album precedente
Black Tie White Noise
Album successivo
Rarest One Bowie
Santa Monica '72 un album live di David Bowie, registrato a Santa Monica il 20 ottobre 1972, durante lo Ziggy
Stardust Tour.
Il disco
Nato come bootleg e mai pubblicato per 20 anni, raccoglie una track list di 18 canzoni registrate ben 9 mesi prima
del pi celebre album live Ziggy Stardust - The Motion Picture, del 1983. Considerato dalla critica superiore al
sopracitato album per qualit sonora e tracce proposte, ad oggi ritirato dal commercio, non essendo mai stato
approvato dal cantante britannico. La versione ufficiale del concerto proposto in questo album si pu trovare in Live
Santa Monica '72, rilasciato il 30 giugno 2008.
Tracce
Tutte le canzoni sono opera di David Bowie, eccetto dove indicato diversamente.
1. Intro 0:15
2. Hang on to Yourself 2:47
3. Ziggy Stardust 3:24
4. Changes 3:32
5. The Supermen 2:57
6. Life on Mars? 3:28
7. Five Years 5:21
8. Space Oddity 5:22
9. Andy Warhol 3:58
10. My Death (Jacques Brel, Mort Shuman) 5:56
11. The Width of a Circle 10:39
12. Queen Bitch 3:01
Santa Monica '72
147
13. Moonage Daydream 4:38
14. John, I'm Only Dancing 3:36
15. I'm Waiting for the Man (Lou Reed) 6:01
16. The Jean Genie 4:02
17. Suffragette City 4:25
18. Rock 'n' Roll Suicide 3:17
Formazione
David Bowie voce, Chitarra
Mick Ronson voce, Chitarra
Trevor Bolder Basso
Mick "Woody" Woodmansey batteria
Mike Garson Piano
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Scary Monsters (and Super Creeps)
Scary Monsters (and Super Creeps)
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1980
Durata 45 min : 08 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Post-punk
Art rock
Etichetta RCA
Produttore David Bowie, Tony Visconti
Registrazione The Power Station (New York), Good Earth Studios (Londra), febbraio-aprile 1980
Formati LP, CD
Certificazioni
Dischid'oro 1
David Bowie - cronologia
Album precedente
Lodger
(1979)
Album successivo
Let's Dance
(1983)
Singoli
Scary Monsters (and Super Creeps)
148
1. Ashes to Ashes
Pubblicato: 8 ottobre 1980
2. Fashion
Pubblicato: 24 ottobre 1980
3. Scary Monsters (and Super Creeps)
Pubblicato: 2 gennaio 1981
4. Up the Hill Backwards
Pubblicato: marzo 1981
Scary Monsters (and Super Creeps) un album discografico del cantante inglese David Bowie, pubblicato nel 1980
dalla RCA Records e ristampato su Compact Disc per la prima volta nel 1984.
Il disco
L'album, l'ultimo con la RCA, il primo lavoro di Bowie dopo la cosiddetta trilogia berlinese del periodo '77-'79,
composta dai tre album Low, "Heroes" e Lodger. Sebbene considerata rilevante dal punto di vista artistico, la trilogia
non aveva ottenuto altrettanto successo commerciale, mentre con Scary Monsters Bowie raggiunge quello che il
biografo David Buckley ha definito "l'equilibrio perfetto". Alla sua uscita la stampa specializzata recens molto
positivamente il nuovo album che raggiunse la vetta delle classifiche inglesi.
Ad eccezione della cover di Kingdom Come, brano di Tom Verlaine del 1979, tutte le tracce sono accreditate al solo
Bowie, al contrario dei brani della trilogia berlinese, molti dei quali sono firmati a due mani con Brian Eno, che non
presente in Scary Monsters nemmeno tra i musicisti.
Da notare il ritorno alla collaborazione con il chitarrista Robert Fripp, assente nel precedente Lodger, e con Roy
Bittan, pianista della E Street Band di Bruce Springsteen, che aveva gi collaborato con Bowie in Station to Station
del 1976.
Scary Monsters ha avuto diverse riedizioni in formato CD, comprese quelle del 1992 e del 1996 che contenevano
quattro tracce bonus: una versione acustica di Space Oddity registrata nel 1979, una versione inedita (sempre del
1979) di Panic in Detroit, Crystal Japan e Alabama Song, le ultime due uscite come singoli nel 1980 rispettivamente
in Giappone e nel Regno Unito. Tali riedizioni uscirono nel 1992 in Europa per la EMI ed in America per la
Rykodisc, e nel 1996 in Giappone per la Toshiba Emi. Tutte le edizioni precedenti e successive comprendevano
esclusivamente i brani originali.
Temi e stile
Stando alle affermazioni del co-produttore Tony Visconti, con Scary Monsters Bowie voleva abbandonare le
sperimentazioni musicali e puntare sullo sviluppo di testi e melodie prima della registrazione, piuttosto che
improvvisare le melodie in studio e aggiungere le parole in un secondo tempo.
L'uscita dell'album venne anticipata dal singolo Ashes to Ashes, che un mese prima dell'LP riscosse un notevole
successo raggiungendo la vetta delle classifiche inglesi. Costruito sul tema orecchiabile della guitar synth di Chuck
Hammer, il brano, diventato un classico di Bowie, riprende il personaggio di Major Tom, l'astronauta protagonista di
Space Oddity. Nonostante la struttura sontuosa del brano, il sound dell'intero album venne descritto dalla critica
come pi stridente e la visione di David Bowie del mondo pi disperata di quanto aveva pubblicato dai tempi di
Diamond Dogs (1974). Ne sono esempio It's No Game (No. 1), brano hard-rock che apre il disco e vede la presenza
di alcune voci femminili giapponesi, la veloce title track, con delle notevoli percussioni e con l'accento finto-cockney
di Bowie, il secondo singolo Fashion, anch'esso come Ashes to Ashes accompagnato da un videoclip, e Scream Like
a Baby, una storia di prigionia politica.
A parte Ashes to Ashes, Teenage Wildlife forse la canzone con il testo pi personale. Accompagnato da un tema
musicale che deve molto alla classica "Heroes", Bowie in questo caso sembra rivolgersi coraggiosamente ai suoi
"figliocci" post-punk (ad esempio Gary Numan):
Scary Monsters (and Super Creeps)
149
(EN)
A broken-nosed mogul are you
One of the new wave boys
Same old thing in brand new drag
Comes sweeping into view
As ugly as a teenage millionaire
Pretending its a whiz-kid world
(IT)
Sei un magnate dal naso rotto
Uno dei ragazzi della new wave
La stessa vecchia storia travestita di nuovo
Che viene avanti facendosi strada
Brutta quanto un ragazzino milionario
Che fa finta che sia un mondo di bambini prodigio
La RCA lanci Scary Monsters nel settembre del 1980 con la scritta promozionale "Often Copied, Never Equalled"
("Spesso Imitato, Mai Uguagliato"), un riferimento diretto agli artisti New wave che Bowie ha ispirato nel corso
degli anni.
Accoglienza e riconoscimenti
Uscito il 12 settembre 1980 nel Regno Unito, Scary Monsters (and Super Creeps) raggiunse la vetta delle classifiche
inglesi appena due settimane dopo e rimase nelle charts per 32 settimane. L'album ricevette anche un'ottima
accoglienza da parte della stampa specializzata. Il Melody Maker lo defin "un ingresso paurosamente emozionante
negli anni ottanta" e Billboard Magazine "l'LP di Bowie pi accessibile e commercialmente riuscito finora". La
posizione numero 12 nelle charts americane rappresent il risultato migliore dai tempi di Low, quattro anni prima,
mentre l'ultima volta che Bowie aveva raggiunto la prima posizione nelle classifiche inglesi era stato con Diamond
Dogs, nel 1974.
Nonostante la celebrit ed il successo commerciale che Bowie raggiunger negli anni a venire, in particolare con il
successivo album in studio Let's Dance del 1983, alcuni cronisti considerano Scary Monsters "il suo ultimo grande
album", il "punto di riferimento" per ogni suo lavoro successivo.
Nel 2000, Q magazine ha piazzato Scary Monsters alla posizione numero 30 nella lista dei 100 migliori album
britannici di sempre.
Copertina
La copertina di Scary Monsters vede David Bowie vestito in stile Pierrot, come appare nel video di Ashes to Ashes;
questo look frutto della combinazione tra la fotografia di Brian Duffy ed il disegno di Edward Bell. Il retro della
copertina del vinile originale presenta immagini che rimandano agli album della trilogia berlinese e a Aladdin Sane
del 1973.
Tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.
1. It's No Game (No. 1) 4:15
2. Up the Hill Backwards 3:13
3. Scary Monsters (and Super Creeps) 5:10
4. Ashes to Ashes 4:23
5. Fashion 4:46
6. Teenage Wildlife 6:51
7. Scream Like a Baby 3:35
8. Kingdom Come (Tom Verlaine) 3:42
9. Because You're Young 4:51
10. It's No Game (No. 2) 4:22
Scary Monsters (and Super Creeps)
150
Tracce bonus sulle edizioni del 1992 e del 1996
Space Oddity (singolo B-side, versione acustica registrata nel 1979) 4:47
2. Panic in Detroit (versione inedita registrata nel 1979) 3:00
3. Crystal Japan (singolo A-side nell'edizione giapponese del 1979) 3:08
4. Alabama Song (Bertolt Brecht, Kurt Weill) (singolo A-side in UK, registrato nel 1978) 3:51
Formazione
David Bowie voce, cori, tastiere
Dennis Davis percussioni
George Murray basso
Carlos Alomar chitarra
Chuck Hammer guitar/synth (in Ashes to Ashes e Teenage Wildlife)
Robert Fripp chitarra (in Fashion, It's No Game, Scary Monsters (and Super Creeps), Kingdom Come, Up the
Hill Backwards e Teenage Wildlife)
Roy Bittan pianoforte (in Teenage Wildlife, Ashes to Ashes e Up the Hill Backwards)
Andy Clark sintetizzatore (in Fashion, Scream Like a Baby, Ashes to Ashes e Because You're Young)
Pete Townshend chitarra (in Because You're Young)
Tony Visconti chitarra acustica (in Scary Monsters (and Super Creeps) e Up the Hill Backwards), cori
Lynn Maitland cori
Chris Porter cori
Michi Hirota voce su It's No Game (No. 1)
Note
Bibliografia
David Buckley - Strange Fascination - David Bowie: The Definitive Story, 1999.
Nicholas Pegg - The Complete David Bowie, 2000.
Patrick Humphrey - "You've Been Around", Mojo - 60 Years of Bowie, 2007.
Roy Carr & Charles Shaar Murray - Bowie: An Illustrated Record, 1981.
Collegamenti esterni
Testi e traduzioni su velvetgoldmine.it (http:/ / www. velvetgoldmine. it/ testi/ ScaryMonsters. html)
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The Singles Collection (David Bowie)
151
The Singles Collection (David Bowie)
The Singles Collection
Artista David Bowie
Tipo album Raccolta
Pubblicazione 16 novembre 1993
Durata 154 min : 14 s
Dischi 2
Tracce 37 (UK), 39 (US)
Genere Rock
Glam rock
Art rock
Etichetta EMI
Rykodisc
David Bowie - cronologia
Album precedente
Black Tie White Noise
(1993)
Album successivo
The Buddha of Suburbia
(1993)
The Singles Collection una raccolta del cantautore inglese David Bowie, pubblicata nel 1993 nel Regno Unito e,
con alcune modifiche, come The Singles 1969-1993 negli Stati Uniti. La versione australiana contiene la stessa lista
di brani della versione inglese, ma i due dischi sono stati pubblicati come album distinti, The Singles Collection 1,
con una copertina identica a quella del Regno Unito e The Singles Collection 2, la cui copertina simile a quella del
Regno Unito ma ricolorata in verde.
Malgrado il nome dell'album, alcuni brani (come Ziggy Stardust e Oh, You Pretty Things) non sono mai stati
pubblicati come singoli da Bowie. Sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti le versioni delle tracce riportate negli
album sono quelle estese anzich quelle originali presenti nei singoli.
Tracce
Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.
Versione inglese
Disco 1
1. Space Oddity 5:15
2. Changes 3:35
3. Starman 4:18
4. Ziggy Stardust 3:14
5. Suffragette City 3:26
6. John I'm Only Dancing 2:47
7. The Jean Genie 4:07
The Singles Collection (David Bowie)
152
8. Drive-In Saturday 4:30
9. Life on Mars? 3:51
10. Sorrow 2:54 (Bob Feldman, Jerry Goldstein, Richard Gottehrer)
11. Rebel Rebel 4:30
12. Rock 'n' Roll Suicide 2:58
13. Diamond Dogs 6:04
14. Knock on Wood 3:03
15. Young Americans 5:11
16. Fame 4:14 (Bowie, Carlos Alomar, John Lennon)
17. Golden Years 4:00
18. TVC 15 5:31
19. Sound and Vision 3:02
Disco 2
1. Heroes 3:37 (Bowie, Brian Eno)
2. Beauty and the Beast 3:33 (Bowie, Eno)
3. Boys Keep Swinging 3:17 (Bowie, Eno)
4. DJ 4:00 (Bowie, Eno, Alomar)
5. Alabama Song 3:51 (Bertolt Brecht, Kurt Weill)
6. Ashes to Ashes 4:24
7. Fashion 4:47
8. Scary Monsters (and Super Creeps) 5:11
9. Under Pressure 3:57 con Queen (Bowie, Freddie Mercury, Brian May, John Deacon, Roger Taylor)
10. Wild Is the Wind 6:01 (Dimitri Tiomkin, Ned Washington)
11. Let's Dance 4:07
12. China Girl 4:16 (Bowie, Iggy Pop)
13. Modern Love 3:56
14. Blue Jean 3:11
15. This Is Not America 3:47 con Pat Metheny (Bowie, Pat Metheny, Lyle Mays)
16. Dancing in the Street 3:10 con Mick Jagger (Marvin Gaye, William "Mickey" Stevenson, Ivy Jo Hunter)
17. Absolute Beginners 5:37
18. Day-In Day-Out 4:11
Versione americana
Le prime 40.000 copie includevano un singolo su CD bonus contenente un duetto di Bowie con Bing Crosby, Peace
on Earth/Little Drummer Boy. Una versione speciale di quest'album stata pubblicata per i membri del club
musicale americano Time-Life. In essa mancano Sorrow, Drive-In Saturday, Be My Wife, Beauty and the Beast, Look
Back in Anger, Under Pressure, Cat People e Jump They Say, mentre sono state aggiunte Rock 'n' Roll Suicide e All
the Young Dudes nella versione presente nell'album David Live.
The Singles Collection (David Bowie)
153
Disco 1
1. Space Oddity
[1]
3:31
2. Changes 3:33
3. Oh, You Pretty Things 3:11
4. Life on Mars? 3:48
5. Ziggy Stardust 3:13
6. Starman 4:13
7. John I'm Only Dancing 2:46
8. Suffragette City 3:25
9. The Jean Genie 4:06
10. Sorrow 2:52
11. Drive-In Saturday 4:27
12. Diamond Dogs 6:03
13. Rebel Rebel 4:28
14. Young Americans 5:10
15. Fame 4:16
16. Golden Years 3:58
17. TVC 15 3:43
18. Be My Wife 2:55
19. Sound and Vision 3:00
20. Beauty and the Beast 3:33
Disco 2
1. Heroes (versione singolo) 3:35
2. Boys Keep Swinging 3:16
3. DJ (versione singolo) 3:20
4. Look Back in Anger 3:05
5. Ashes to Ashes (versione singolo 7") 3:34
6. Fashion (versione singolo 7") 3:23
7. Scary Monsters (and Super Creeps) 5:09
8. Under Pressure 4:01 con Queen
9. Cat People (Putting Out Fire) 6:43 versione colonna sonora, con Giorgio Moroder (Bowie, Moroder)
10. Let's Dance
[2]
4:07
11. China Girl 4:14
12. Modern Love 3:56
13. Blue Jean 3:09
14. Loving the Alien 4:39
15. Dancing in the Street 3:14
16. Absolute Beginners (versione singolo) 5:36
17. Day-In Day-Out 4:14
18. Never Let Me Down - 4:03
19. Jump They Say (versione radio) - 3:54
The Singles Collection (David Bowie)
154
Note
[1] Space Oddity e TVC 15 sono versioni specifiche per questa compilazione e non le originali versioni presenti nei singoli.
[2] Let's Dance, China Girl, Modern Love, Loving the Alien and Day-In Day-Out sono versioni specifiche per questa compilazione e non le
originali versioni presenti nei singoli.
Voci correlate
David Bowie
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Space Oddity
Space Oddity
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 14 novembre 1969
Durata 45 min : 13 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Rock psichedelico
Folk rock
Space rock
Etichetta Philips Records
Produttore Tony Visconti
Arrangiamenti David Bowie, Tony Visconti, Paul Buckmaster
Registrazione Trident Studios, Londra, giugno-ottobre 1969
Formati LP, CD
Note il brano Space Oddity stato prodotto da Gus Dudgeon
David Bowie - cronologia
Album precedente
David Bowie
(1968)
Album successivo
The World of David Bowie
(1970)
pi che un disco. unesperienza. Unespressione della vita come gli altri la vedono. I testi sono pieni della grandeur di
ieri, dell'immediatezza di oggi e della frivolezza di domani. Merita la vostra attenzione.
(Music Now!, novembre 1969)
Space Oddity il secondo album dellartista inglese David Bowie, pubblicato nel 1969 per la Philips Records e
ristampato su compact disc per la prima volta dalla RCA nel 1984. Nel Regno Unito l'album usc col titolo David
Bowie mentre negli Stati Uniti venne pubblicato dalla Mercury Records col titolo Man of Words/Man of Music. Nel
1972 venne nuovamente distribuito dalla RCA come Space Oddity, il titolo col quale maggiormente conosciuto
Space Oddity
155
(anche per evitare confusione con l'album di debutto, anch'esso intitolato David Bowie). Nella versione originale,
cos come nella prima edizione in CD, non compare la traccia Don't Sit Down.
Pur essendo considerato da molti il primo album effettivo di David Bowie (comunque il primo ad essere oggetto di
ristampa), rispetto ai suoi standard Space Oddity risulta stranamente non bene a fuoco. L'album si colloca a met
strada fra la psichedelia da vaudeville dei suoi inizi e le suggestioni glam del successivo The Man Who Sold the
World, anche se testimonia la maturazione musicale del cantante mostrando una sensibilit folk rock dominata dalla
preoccupazione per l'andamento altalenante del suo idillio con il movimento hippy e dal fallimento della sua
relazione con la fidanzata Hermione Farthingale. I riferimenti autobiografici dei testi sono pi evidenti rispetto al
disco precedente e, mentre gli album successivi si rivolgeranno ad aree pi profonde e oscure della psiche di Bowie,
le canzoni contenute in Space Oddity suscitano un'impressione di sincera confessione. Nonostante la sua identit
musicale ancora embrionale, molti brani dell'album, in particolare Unwashed and Somewhat Slightly Dazed, Wild
Eyed Boy from Freecloud e Cygnet Committee, cominciano ad offrire la dimostrazione del suo talento di paroliere.
Dopo la prima del 1984, Space Oddity ha avuto altre due riedizioni in formato CD, una nel 1990 e una nel 1999. In
quella del 1990 della Rykodisc ci sono 3 tracce bonus registrate nel 1970 (oltre a Don't Sit Down): Conversation
Piece, pubblicata come lato B del singolo The Prettiest Star, e le due parti di Memory of a Free Festival presenti
come lato A e B nell'omonimo 45 giri. Nell'edizione rimasterizzata della EMI uscita nel 1999 non ci sono le bonus
tracks ma presente la versione originale di Don't Sit Down.
Tracce
Tutte le tracce sono scritte da David Bowie.
1. Space Oddity 5:14
2. Unwashed and Somewhat Slightly Dazed 6:10
3. (Don't Sit Down)* 0:39
4. Letter to Hermione 2:30
5. Cygnet Committee 9:30
6. Janine 3:19
7. An Occasional Dream 2:56
8. Wild Eyed Boy From Freecloud 4:47
9. God Knows I'm Good 3:16
10. Memory of a Free Festival 7:07
* Don't Sit Down non presente nelle versioni del 1972 e del 1984.
Tracce bonus della riedizione 1990
1. Conversation Piece - 3:05 (lato B del singolo The Prettiest Star del 1970)
2. Memory of a Free Festival Part 1 - 3:59 (lato A del 45 giri del 1970)
3. Memory of a Free Festival Part 2 - 3:31 (lato B del 45 giri del 1970)
Formazione
David Bowie voce, chitarra a 12 corde, stilofono, organo elettrico, kalimba
Rick Wakeman mellotron, clavicembalo elettrico
Mick Wayne chitarra
Tim Renwick chitarra elettrica, flauto
John "Honk" Lodge - basso
John Cambridge - batteria
Terry Cox batteria
Space Oddity
156
Keith Christmas chitarra folk
Tony Visconti basso, flauto
Herbie Flowers basso
Paul Buckmaster - violoncello
Benny Marshall and friends armonica, cori
Registrazione
La genesi di Space Oddity da far risalire a un demo contenente dieci pezzi acustici registrato nellaprile del 1969 da
Bowie e John Hutchinson, gi chitarrista dei Buzz e suo partner nei Feathers in quel periodo. Oltre a quella della title
track, successivamente inclusa in Sound+Vision, il nastro conteneva le prime versioni di altre tracce dellalbum, in
particolare Janine, An Occasional Dream, Letter to Hermione (qui intitolata Im Not Quite) e Cygnet Committe (col
titolo Lover to the Dawn).
Le registrazioni iniziarono ufficialmente il 20 giugno 1969 agli studi Trident di Soho, dove l'ex ingegnere del suono
di Bowie Gus Dudgeon supervision le due tracce che costituivano il primo singolo estratto dall'album, Space Oddity
e Wild Eyed Boy from Freecloud. Tra l'altro, Space Oddity fu l'unica canzone dell'album non prodotta da Tony
Visconti che la reput una trovata pubblicitaria per sfruttare l'attualit dell'allunaggio di Neil Armstrong e
dell'Apollo 11. Visconti pass la produzione del brano a Dudgeon, e divenne cos produttore di tutti i brani
dell'album tranne quello che sarebbe diventato, dall'edizione del 1972 in poi, la title track nonch una delle canzoni
simbolo di David Bowie. Lo stesso Visconti ammise molti anni dopo che il suo contributo all'album fu piuttosto
"naif" e approssimativo: In realt non sapevo molto di qualit timbrica e ignoravo come pompare la sonorit degli
strumenti impiegati nel rock... Comunque sono orgoglioso di diversi brani nei quali mi sono sentito pi a mio agio,
grazie al fatto che sapevo suonare il basso e il flauto, come Letter to Hermione e An Occasional Dream. Uno dei
contributi pi significativi di Visconti sicuramente rappresentato dalla "sfarzosa" versione orchestrale da cinquanta
elementi di Wild Eyed Boy from Freecloud.
Le registrazioni furono anche l'occasione per la collaborazione con alcuni musicisti che avrebbero lavorato ancora
con lui, molti alla prima esperienza o quasi. Tra questi vanno ricordati il bassista Herbie Flowers, che avrebbe in
seguito suonato in Diamond Dogs e in Transformer di Lou Reed, Rick Wakeman, che negli anni successivi avrebbe
fatto parte di gruppi quali Strawbs e Yes, il batterista Terry Cox, proveniente dal gruppo folk dei Pentangle e Mick
Wayne, chitarrista del gruppo underground Junior's Eyes (e autore dell'effetto del decollo del missile nella title
track). A met luglio, mentre la Mercury e la Philips si preparavano a promuovere il singolo Space Oddity,
pubblicato precipitosamente sulle due sponde dellAtlantico in tempo per la spedizione lunare dellApollo 11, le
registrazioni degli altri brani proseguirono ai Trident Studios. Tony Visconti reclut per l'occasione altri membri dei
Junior's Eyes: il chitarrista Tim Renwick (che avrebbe collaborato con i Pink Floyd nel periodo post-Roger Waters),
il bassista John Lodge (da non confondere con l'omonimo bassista dei Moody Blues) e il batterista dei Rats, John
Cambridge. Il cantante della stessa band, Benny Marshall, si sarebbe aggiunto pi avanti contribuendo con un assolo
di armonica a bocca. Durante le registrazioni vennero utilizzati complessivamente 8 violini, 2 viole, 2 violoncelli, 2
contrabbassi e 2 flauti per gli arrangiamenti orchestrali di Paul Buckmaster (noto per la sua collaborazione con Elton
John).
Le sessioni proseguirono a intermittenza fino a met ottobre, punteggiate da alcune interruzioni causate dalla morte
del padre di David, Haywood, avvenuta il 5 agosto, e da alcune esibizioni come quelle ai festival di Malta e
Monsummano Terme. Il 16 agosto, inoltre, si tenne levento allaperto al Beckenham Recreation Ground che David
commemor in Memory of a Free Festival e che avrebbe generato anche Cygnet Committee.
Space Oddity
157
Influenze
Nelle melodie sinuose e nella strumentazione classica vi sono indizi del movimento progressive che cominciava a
fiorire in quel periodo, pur senza l'enfasi e la tracotanza spesso associata al genere. L'influenza dominante
comunque quella di Bob Dylan, del quale risuonano nel disco echi dei primi lavori, il suono "spigoloso" delle
chitarre folk, gli assoli di armonica e i versi di protesta. Lo stesso David Bowie dichiar sulla rivista Disc & Music
Echo di aver cantato come avrebbe fatto Dylan se fosse nato in Inghilterra.
Dal punto di vista musicale, Bowie era ancora alla ricerca di una propria identit vocale. Oltre al pastiche in stile Bee
Gees della stessa Space Oddity, vi si trovano tracce di Simon and Garfunkel e persino di Jos Feliciano (in brani
come Letter to Hermione e An Occasional Dream), alcuni accenni a Marc Bolan e una cantilena in stile beatlesiano
tipo Hey Jude al termine di Memory of a Free Festival. A proposito del suo mix di folk, ballate e rock progressivo,
gli editori del New Musical Express Roy Carr e Charles Shaar Murray, hanno detto che alcune cose appartenevano
al David Bowie del '67 e altre a quello del '72, ma nel 1969 sembrava tutto cos incoerente. In pratica, Space Oddity
pu essere visto retrospettivamente come tutto ci che Bowie stato e un po' di quello che sarebbe diventato....
I singoli
Dall'album sono stati estratti due singoli: Space Oddity, pubblicata l11 luglio del 1969 con Wild Eyed Boy from
Freecloud come lato B, e Memory of a Free Festival, pubblicato il 12 giugno del 1970 (brano diviso in due parti tra
lato A e B). Il brano Space Oddity stato pubblicato anche nel 1973, negli Stati Uniti, con The Man Who Sold the
World come lato B e nel 1975, in un maxi singolo che conteneva Changes e Velvet Goldmine. Sempre nel 1975,
Space Oddity stata pubblicata in Italia come lato B del 45 giri che aveva Fame come lato A e nel 1979 il singolo
stato ripubblicato a lati "invertiti".
Le altre tracce
Unwashed and Somewhat Slightly Dazed
Questo lungo e rabbioso brano ispirato a Bob Dylan e ad un mondo fatto di pacifismo, hippy e canzoni di protesta,
presenta alcuni tra i versi pi incisivi della prima produzione di Bowie, oltre a un assolo di armonica di Benny
Marshall, voce solista dei Rats. Lo stile e il contenuto presentano il pi violento immaginario riscontrato finora nelle
sue composizioni e anticipano temi riguardanti lalienazione e la pazzia che si troveranno nei due album successivi.
(EN)
My tissue is rotting
where the rats chew my
bones
and my eye sockets empty
see nothing but pain
(IT)
La mia carne marcisce
dove i topi mangiano le mie
ossa
e l'orbita vuota dei miei occhi
non vede altro che dolore
(EN)
My heads full of
murders
where only killers scream
(IT)
La mia testa piena di delitti
dove urlano solo gli assassini
I bersagli delle sue invettive sono i simboli del capitalismo e del privilegio (banchieri, carte di credito, costosi quadri
di Braque), disseminati lungo il testo della canzone. A suo tempo, fu lo stesso Bowie a fornire alcuni indizi sul
significato del brano. Suo padre Haywood era morto durante le sessioni dellalbum e nel novembre 1969 il cantante
disse al biografo George Tremlett: descrive il mio stato danimo nelle settimane che seguirono la morte di mio
padre. Gran parte del testo, tuttavia, sembra riguardare un ragazzo tormentato dallinsicurezza per lopinione che ha
di lui la sua ragazza, che appartiene ad una classe sociale pi elevata. Ad ottobre, Bowie aveva infatti dichiarato in
Space Oddity
158
un'intervista su Disc & Music Echo: una canzoncina piuttosto bizzarra che ho scritto perch un giorno in cui ero
molto trasandato mi sono accorto che la gente per la strada mi guardava in modo buffo. Parla di un ragazzo la cui
fidanzata lo considera socialmente inferiore. Anche se questa spiegazione non esclude linfluenza della morte di suo
padre, appare alquanto divergente da quello che avrebbe detto a Tremlett un mese dopo.
Don't Sit Down
Questo pezzo "usa e getta" (della durata di circa 40 secondi) comincia con Bowie che canticchia yeah yeah baby
yeah... prima di scoppiare in una risata. Escluso dalla riedizione del 1972, ricomparso nella ristampa della
Rykodisc del 1990.
Letter to Hermione
La canzone forse pi (dolorosamente) intima dellalbum indirizzata a Hermione Farthingale, compagna, musa
ispiratrice e collaboratrice di Bowie che abbandon il cantante nel febbraio 1969 dopo aver completato la sua parte
nel video Love You Till Tuesday.
(EN)
They say your life is going very well,
they say you sparkle like a different
girl.
But something tells me that you hide,
when all the world is warm and tired,
you cry a little in the dark,
well, so do I.
(IT)
Dicono che te la passi bene,
dicono che risplendi come se fossi una ragazza
diversa.
Ma qualcosa mi dice che ti nascondi,
e quando il mondo caldo e stanco,
tu piangi un po al buio,
beh, anche io.
A novembre dello stesso anno, Bowie disse al biografo George Tremlett che le due canzoni per Hermione contenute
nellalbum (questa e An Occasional Dream) lo rispecchiavano in uno stato danimo lacrimoso e romantico. Le ho
scritto una lettera, ma poi ho deciso di non spedirla. La canzone quello che avrei voluto dirle. La versione del
demo registrato con John Hutchinson era del tutto simile al brano finito tranne per il titolo: in quella fase Bowie era
pi enigmatico riguardo alla destinataria e aveva chiamato la canzone Im Not Quite. Nel 2000, nel corso del
documentario Golden Years di BBC Radio 2, il cantante rivelava di aver fatto una stupefacente scoperta a proposito
di Hermione: aveva ripreso a scrivermi circa due o tre mesi dopo, questa la cosa straordinaria. Lo avevo
completamente rimosso dalla mia mente.
Cygnet Committee
Questa lunga e complessa composizione venne sviluppata partendo dal demo acustico registrato con John
Hutchinson e intitolato Lover to the Dawn, anche se in quella versione mancavano lintensit ritmica, la complessit
musicale e lo sfogo anti-hippy presenti nel brano dellalbum. La parte iniziale del testo si sviluppava al contrario in
unarringa diretta contro Hermione, che lo aveva appena lasciato: Dont be so crazy, bitter girl, were not just sitting
here digging you (Non fare la matta, ostinata ragazza, non abbiamo intenzione di stare seduti ad ammirarti). Il
tema della versione dellalbum, di nuovo rabbiosamente ispirato a Dylan (con riferimenti a Desolation Row), la
delusione provata da Bowie di fronte alla svendita dei valori del movimento hippy e, forse, anche al fallimento del
laboratorio artistico con base a Beckenham che aveva contribuito a fondare nel 1969.
(EN)
So much has gone, and little is
new.
And when the sparrow sings,
dawn chorus for someone else to
hear.
The Thinker sits alone growing older,
and so bitter.
(IT)
passato tanto tempo, e c' cos poco di
nuovo.
E quando il passero canta,
spunta un coro che qualcun altro ascolter.
Il Pensatore siede da solo, diventa vecchio,
e cos triste.
Space Oddity
159
Quattro anni prima, Bob Dylan aveva lanciato il suo famoso avvertimento a "non seguire i leader" e qui Bowie
ribadisce il concetto, diffidando dal seguire anche i cosiddetti leader "alternativi". Il rifiuto delle figure dei guru
(posizione abbastanza dattualit nel periodo successivo alle esperienze indiane di George Harrison e dei Beatles)
sar presente nei testi di Bowie nei primi anni settanta. Nel testo non mancano riferimenti a 1984 di George Orwell,
che aveva colpito molto Bowie e che lo avrebbe continuato a influenzare negli anni successivi, anche oltre il concept
album Diamond Dogs del 1974. Il richiamo forse pi esplicito quello alla triste vicenda dei protagonisti del
romanzo, Winston e Julia:
(EN)
And I close my eyes and tighten up my brain,
for I once read a book in which the lovers were slain,
for they knew not the words of the Free States'
refrain.
(IT)
Ed io ho chiuso gli occhi e sprangato il cervello,
perch una volta ho letto un libro in cui gli amanti erano uccisi,
perch non conoscevano le parole del ritornello degli Stati
Liberi.
La collera cresce dintensit prima di implodere nellottimistico I want to live su un serrato ritmo in 5/4. Nel
novembre 1969, Bowie disse a George Tremlett che Cygnet Committee era la canzone migliore dellalbum e che
sarebbe stata pubblicata come 45 giri se la casa discografica non si fosse opposta. Volevo farne un singolo ma
nessun altro pensava che fosse una buona idea. Beh, forse un po lunga. Sono io che faccio delle considerazioni sul
movimento hippy, raccontando come partito bene ma anche come si rovinato quando gli hippy sono diventati
come tutti gli altri, materialisti ed egoisti. Su Music Now! spiegava che la canzone era un esempio di come si pu
usare una canzone per attaccare quelli che non sanno che fare di se stessi. Cercare di mostrare alla gente la via da
percorrere. Si mettono addosso tutto quello che gli viene detto dindossare e ascoltano la musica che gli dicono di
ascoltare. Nella stessa intervista Bowie avvertiva, evocando per la prima volta idee che lo avrebbero ripetutamente
ossessionato negli anni seguenti, che questa nazione reclama un capo. Dio solo sa cosa sta cercando, ma non si
rende conto che pu andare sotto un Hitler. Questo Paese pronto per essere sottomesso da chiunque abbia una
personalit abbastanza forte da comandare. Alla luce di queste considerazioni, Cygnet Committee pu essere vista
come l'esplorazione delle pericolose relazioni tra moda, carisma, celebrit, pratiche messianiche e estremismo
politico, temi che pi tardi avrebbero caratterizzato alcune delle pi famose opere di Bowie e che suonano come un
avvertimento riguardo al fatto che lalternativa alla presa di coscienza individuale non pu essere che il totalitarismo.
Dal punto di vista vocale, Cygnet Committee un'occasione per apprezzare il nuovo stile interpretativo di Bowie. Se
nellalbum precedente c'erano pochi momenti lirici a voce piena, che ricalcavano tra l'altro ancora i suoi modelli
musicali (soprattutto Elvis e Anthony Newley), qui il cantante mantiene un tono baritonale ma inizia gradualmente a
personalizzare la voce e a sfruttarne le particolarit e le potenzialit. La canzone divenne una pietra angolare delle
sue performance dal vivo nei mesi immediatamente successivi alla pubblicazione dellalbum.
Janine
La traccia preferita da Tony Visconti tra quelle registrate durante le sessioni di Space Oddity potrebbe apparire come
uno scherzoso ammonimento ad una ragazza un po petulante. In realt la canzone contiene versi che suggeriscono
pi complesse implicazioni.
(EN)
If you take an axe to me
you'll kill another man not me at all
(IT)
Se vieni da me con un'ascia
ucciderai un altro uomo certo non me
(EN)
I've got to keep my veil on my face
(IT)
Devo tenere il velo sulla mia faccia
(EN)
I've got things inside my
head
that even I can't face
(IT)
Ho delle cose nella testa
che non posso guardare neppure io
Space Oddity
160
Versi come questi fanno vedere Janine come un primo esempio del fittizio distanziamento da s che assumer
benaltre proporzioni nel decennio successivo. La versione del demo registrato con John Hutchinson presenta minime
differenze nel testo e una inaspettata evoluzione nel refrain finale di Hey Jude dei Beatles. In quel nastro, Bowie
rivelava che Janine la ragazza di un tizio chiamato George che disegna bellissime copertine di album. In realt si
tratta di George Underwood, suo amico dinfanzia e collaboratore, come lasci intendere in unintervista concessa
nellottobre di quellanno a Disc & Music Echo: un po difficile spiegarla senza apparire sgradevole. Riguarda il
mio vecchio amico George e una ragazza con cui usciva in quel periodo. come io pensavo che lui avrebbe potuto
vederla.
An Occasional Dream
Si tratta di unaltra riflessione su Hermione, dal cui ricordo sono stato a lungo ossessionato dichiar Bowie nel
1969. In effetti, il brano segue lo stesso percorso di Letter to Hermione, lamentando limplacabile marcia del tempo:
(EN)
In our madness
we burnt one hundred days
time takes time to pass
and I still hold some ashes to me
(IT)
Nella nostra follia
abbiamo bruciato un centinaio di
giorni
Ci vuol tempo per far passare il tempo
e ne conservo ancora le ceneri
I "cento giorni" rimpianti da Bowie si riferiscono al periodo in cui abit con Hermione in una stanza arredata in
Clareville Grove, South Kensington, alla fine del 1968. Il fascino esercitato su Bowie dal potere della nostalgia e
dallincessante incedere del tempo avrebbe costituito la chiave di volta della sua produzione negli anni settanta, forse
in modo pi evidente in alcune canzoni di Aladdin Sane. La versione del demo era molto simile a quella definitiva
tranne per un verso supplementare cantato da John Hutchinson in sottofondo alla voce solista di Bowie.
God Knows I'm Good
Potrebbe ricordare le storie brevi contenute nel precedente David Bowie questa canzone di protesta "alla Bob Dylan"
rivolta contro alcuni dei bersagli consueti del movimento hippy tra cui il capitalismo, le preoccupazioni
nazionalistiche e soprattutto la "meccanizzazione sociale". La comunicazione di massa ha sottratto alla nostra vita
una tale quantit di cose che ora quasi completamente indirizzata alle macchine piuttosto che ai normali esseri
umani, disse Bowie nel 1969 a Disc & Music Echo. Al giorno doggi non si trova pi nessuno con cui parlare dei
propri problemi, cos questa canzone parla di una donna che ruba una confezione di carne in scatola, di cui ha
disperatamente bisogno ma che non pu comprare, in un supermercato e viene presa.
Altre uscite
Cos come Wild Eyed Boy from Freecloud e Memory of a Free Festival, anche God Knows I'm Good, An Occasional
Dream, Cygnet Committee, Unwashed and Somewhat Slightly Dazed e Janine vennero eseguite nella sessione BBC
del 5 febbraio 1970 (le ultime due gi presenti in quella precedente del 20 ottobre 1969). Le performance del 1970 di
Cygnet Committee, God Knows I'm Good e Unwashed and Somewhat Slightly Dazed si trovano in Bowie at the Beeb.
Sia le esibizioni alla BBC che le versioni del demo registrato con John Hutchinson sono rintracciabili in numerosi
bootleg, tra cui The Beckenham Oddity del 1987, The Day and the Moon del 1990 e Radio Hype del 1997.
Cygnet Committee stato il lato B del singolo The Width of a Circle, uscito nell'Europa dell'est nel giugno 1973.
Janine venne inizialmente scelta come 45 giri da far uscire dopo Space Oddity (era stato annunciato anche su New
Musical Express nel novembre 1969) ma poi il progetto fu abbandonato. In seguito la canzone scomparve dal
repertorio di Bowie, anche se la versione dellalbum fu inclusa nel raro singolo promozionale di All the Madmen
uscito negli USA. La canzone era presente anche nella colonna sonora del film Ragazze contro del 1998.
Space Oddity
161
Oltre a Memory of a Free Festival e, soprattutto, Space Oddity, sono state oggetto di cover: Letter to Hermione,
eseguita dagli Human Drama in Pin-Ups del 1993 (da non confondersi con il "quasi" omonimo Pin Ups dello stesso
Bowie), An Occasional dream eseguita da Ian Shaw nellalbum A World Still Turning del 2003 e God Knows I'm
Good eseguita dagli islandesi Bellatrix nellalbum tributo Diamond Gods: Interpretations of Bowie del 2004.
Accoglienza
L'album usc nel Regno Unito il 14 novembre del 1969 e si rivel subito un fiasco dal punto di vista delle vendite, a
dispetto di alcune critiche favorevoli. Penny Valentine della rivista Disc & Music Echo defin il disco piuttosto
drammatico e snervante, ma la visione di Bowie appare simile a quella del pi recente Dylan. un disco dal quale in
molti si attendono parecchio. Non credo che rimarranno delusi. Music Now! accolse l'album definendolo profondo,
meditativo, esplorativo, rivelatore. Altri giudizi furono comunque meno entusiastici. Su Music Business Weekly il
titolo della recensione fu piuttosto esplicativo: "Il troppo ambizioso Bowie una delusione". Ancora, Bowie appare
un po' incerto sulla direzione da scegliere ed ha scritto una collezione di pezzi che vanno dal folk al canto indiano
passando per il R&B. Sembra molto pi a suo agio con temi folk, sia nella scrittura che nel canto, e dovrebbe
concentrarsi per sviluppare questo talento.
Anche se il 45 giri Space Oddity aveva raggiunto la 5
a
posizione nelle classifiche inglesi, il grande successo della
title track ebbe sull'album effetti pi negativi che positivi soprattutto perch si trattava del pezzo meno
rappresentativo del disco. Questa non fu comunque la sola ragione della mancata entrata in classifica dell'album. Nel
novembre del 1969, proprio in coincidenza col miglior piazzamento del singolo e con l'uscita dell'album, la direzione
della Philips dovette affrontare una notevole riorganizzazione dell'organico. Bowie vide cos sparire alcuni dei suoi
maggiori sostenitori all'interno della compagnia e la promozione dell'album ne risult danneggiata proprio nel
momento in cui avrebbe dovuto ricevere una significativa spinta verso l'alto. A marzo del 1970, l'album aveva
venduto nel Regno Unito poco pi di 5000 copie.
La situazione era ancor pi scoraggiante negli Stati Uniti. Space Oddity usc nel febbraio del 1970 ma le vendite
furono insignificanti e l'album non ricevette molte recensioni. Il magazine Zygote lod la title track e Memory of a
Free Festival ma nel resto dell'album venne riscontrata una mancanza di fluidit e orecchiabilit. La recensione
concludeva affermando che Bowie discontinuo. Quando riesce eccellente, quando fallisce quasi
insopportabile. Nancy Erlich del New York Times avrebbe scoperto il disco un anno dopo lodandolo come una
buona collezione di materiale rock in tutta la sua variet, melodicamente accattivante, arrangiato in modo
interessante ed accurato e apprezzando i testi per i loro quasi infiniti di lettura.
La riedizione del 1972 ebbe maggiore successo dal punto di vista commerciale, sia in patria che oltreoceano.
Pubblicata sulla scia della svolta avvenuta con Ziggy Stardust, la nuova versione scal le classifiche inglesi fino alla
posizione numero 17 e rimase in classifica per 37 settimane. Negli Stati Uniti, la riedizione raggiunse la 16
a
posizione nel 1973 e rimase nella classifica di Billboard per 36 settimane. Con la nuova pubblicazione del 1990
Space Oddity si limit ad una fugace apparizione al 64
o
posto nelle classifiche inglesi, il 14 aprile.
Copertina
La copertina originale dell'album pubblicato nel Regno Unito, raffigurante David Bowie su uno sfondo blu, venne
ispirata da un disegno di Victor Vasarely, il fondatore della Op Art, mentre il retro un disegno stile flower power
del vecchio amico George Underwood. Il disegno trae spunto da alcuni aspetti dei testi dellalbum ed molto simile
a quello che era apparso sulla copertina del primo disco dei T. Rex, My People Were Fair and Had Sky in Their
Hair... But Now They're Content to Wear Stars on Their Brows, pubblicato lanno prima. Vi si possono osservare un
ritratto di Hermione Farthingale, un astronauta, uno spinello acceso e una donna che piange (confortata da un Pierrot
notevolmente simile al personaggio del video di Ashes to Ashes).
Space Oddity
162
Sulla copertina della riedizione RCA del 1972 ci sono nuove fotografie, sia sul lato anteriore che sul retro, scattate
alla residenza di Bowie di Haddon Hall dal fotografo Mick Rock (tra l'altro il cantante mostra sembianze che
richiamano chiaramente quelle di Ziggy Stardust). Nelle note di copertina viene erroneamente indicato il 1968 come
data di registrazione del brano Space Oddity.
Note
Bibliografia
Roy Carr e Charles Shaar Murray - Bowie: An Illustrated Record. Eel Publishing, 1981.
David Buckley - Strange Fascination. Virgin Books, Londra, 1999.
Nicholas Pegg - David Bowie - L'Enciclopedia. Arcana, Roma, 2002.
George Tremlett - David Bowie: Living on the Brink. Carroll & Graf, 1997.
Laura Gerevasi - Le canzoni di David Bowie. Editori Riuniti, 2005.
Voci correlate
Movimento hippy
Space Oddity (singolo)
Bob Dylan
Bowie at the Beeb
Tony Visconti
Collegamenti esterni
Testi e traduzioni (http:/ / www. velvetgoldmine. it/ testi/ SpaceOddity. html) su velvetgoldmine.it
(EN) Scheda dell'album (http:/ / www. allmusic. com/ album/ r2478) su AllMusicGuide
Cerca Space Oddity (http:/ / www. lastfm. it/ music/ David+ Bowie/ Space+ Oddity) su Last.fm
(EN) Informazioni (http:/ / www. teenagewildlife. com/ Albums/ SO/ Title. html) su teenagewildlife.com
Informazioni e curiosit (http:/ / xoomer. alice. it/ life_on_mars/ spaceoddity. html)
Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock
Stage (David Bowie)
163
Stage (David Bowie)
Stage
Artista David Bowie
Tipo album Live
Pubblicazione 8 settembre 1978
Durata 71 min : 57 s
Dischi 1-2
Tracce 17-18-20
Genere Rock
Glam rock
Etichetta RCA Records-Rykodisc/EMI-EMI/Virgin
Produttore David Bowie, Tony Visconti
Registrazione Philadelphia, 28-29 aprile 1978
Providence, 5 maggio 1978
Boston, 6 maggio 1978
David Bowie - cronologia
Album precedente
"Heroes"
Album successivo
Lodger
Stage il secondo album live di David Bowie, pubblicato nel 1978 dalla RCA Records.
Il disco
L'album stato registrato nel corso di differenti concerti a Philadelphia, Providence e Boston; contiene tracce estratte
dagli ultimi album di studio dell'epoca, quali Station to Station, Low e "Heroes", nonch cinque tracce da The Rise
and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars.
Tracce
Stage stato distribuito per la prima volta nel 1978, in versione LP, dalla RCA Records. L'album stato
successivamente redistribuito in versione CD in tre varianti differenti: la prima nel 1984 sempre dalla RCA Records,
la seconda nel 1991 dalla Rykodisc/EMI (contenente una bonus track) e l'ultima nel 2005 dalla EMI/Virgin
(contenente tre bonus track). Tutte le canzoni sono state scritte da David Bowie, tranne quando indicato.
Stage (David Bowie)
164
Versione 1978 - RCA Records
Lato uno
1. Hang on to Yourself 3:26
2. Ziggy Stardust 3:32
3. Five Years 3:58
4. Soul Love 2:55
5. Star 2:31
Lato due
1. Station to Station 8:55
2. Fame (Bowie, Carlos Alomar, John Lennon) 4:06
3. TVC 15 4:37
Lato tre
1. Warszawa (Bowie, Brian Eno) 6:50
2. Speed of Life 2:44
3. Art Decade 3:10
4. Sense of Doubt 3:13
5. Breaking Glass (Bowie, Dennis Davis, George Murray) 3:28
Lato quattro
1. "Heroes" (Bowie, Brian Eno) 6:19
2. What in the World 4:24
3. Blackout 4:01
4. Beauty and the Beast 5:08
Versione 1984 - RCA Records
1. Hang on to Yourself 3:26
2. Ziggy Stardust 3:32
3. Five Years 3:58
4. Soul Love 2:55
5. Star 2:31
6. Station to Station 8:55
7. Fame (Bowie, Carlos Alomar, John Lennon) 4:06
8. TVC 15 4:37
9. Warszawa (Bowie, Brian Eno) 6:50
10. Speed of Life 2:44
11. Art Decade 3:10
12. Sense of Doubt 3:13
13. Breaking Glass (Bowie, Dennis Davis, George Murray) 3:28
14. "Heroes" (Bowie, Brian Eno) 6:19
15. What in the World 4:24
16. Blackout 4:01
17. Beauty and the Beast 5:08
Stage (David Bowie)
165
Versione 1991 - Rykodisc/EMI
1. Hang on to Yourself 3:26
2. Ziggy Stardust 3:32
3. Five Years 3:58
4. Soul Love 2:55
5. Star 2:31
6. Station to Station 8:55
7. Fame (Bowie, Carlos Alomar, John Lennon) 4:06
8. TVC 15 4:37
9. Warszawa (Bowie, Brian Eno) 6:50
10. Speed of Life 2:44
11. Art Decade 3:10
12. Sense of Doubt 3:13
13. Breaking Glass (Bowie, Dennis Davis, George Murray) 3:28
14. "Heroes" (Bowie, Eno) 6:19
15. What in the World 4:24
16. Blackout 4:01
17. Beauty and the Beast 5:08
18. Alabama Song (Bertolt Brecht, Kurt Weill) 4:00 bonus track
Versione 2005 - EMI/Virgin
Disco uno
1. Warszawa (Bowie, Eno) 6:50
2. "Heroes" (Bowie, Eno) 6:19
3. What in the World 4:24
4. Be My Wife 2:35 bonus track
5. Blackout 4:01
6. Sense of Doubt 3:13
7. Speed of Life 3:44
8. Breaking Glass (Bowie, Davis, Murray) 3:28
9. Beauty and the Beast 5:08
10. Fame (Bowie, Lennon, Alomar) 4:06
Disco due
1. Five Years 3:58
2. Soul Love 2:55
3. Star 2:31
4. Hang on to Yourself 3:26
5. Ziggy Stardust 3:32
6. Art Decade (Bowie, Eno) 3:10
7. Alabama Song (Brecht, Weill) 4:00 bonus track
8. Station to Station 8:55
9. Stay 7:17 bonus track
10. TVC 15 4:37
Stage (David Bowie)
166
Formazione
David Bowie Voce, Tastiere
Carlos Alomar Chitarra ritmica, Voce
George Murray Basso, Voce
Dennis Davis batteria, Percussioni
Adrian Belew Chitarra, Voce
Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock
Station to Station
Station to Station
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 23 gennaio 1976
Durata 38 min : 08 s
Dischi 1
Tracce 6
Genere Rock sperimentale
Funk
Soul bianco
Etichetta RCA
(RCA Victor Apli 1327)
Produttore Harry Maslin, David Bowie
Registrazione settembre - dicembre 1975, Los Angeles, Stati Uniti
Note n. 3
n. 5
David Bowie - cronologia
Album precedente
Young Americans
(1975)
Album successivo
Low
(1977)
Singoli
1. Golden Years/Can You Hear Me
Pubblicato: novembre 1975
2. TVC 15/We Are the Dead
Pubblicato: maggio 1976
3. Stay/Word on a Wing
Pubblicato: luglio 1976 (USA)
4. Wild Is the Wind/Word on a Wing
Pubblicato: novembre 1981
Station to Station
167
Ascolto Station to Station come se fosse un'opera di una persona completamente diversa... un album estremamente
tenebroso.
(David Bowie
[1]
)
Station to Station un album del cantante britannico David Bowie, pubblicato nel 1976 per l'etichetta RCA.
Con il suo mischiare funk e krautrock, ballate romantiche ed occultismo, Station to Station stato descritto
contemporaneamente come "uno degli album pi accessibili di Bowie e uno dei suoi pi impenetrabili". Preceduto
dal singolo Golden Years, il disco raggiunse la Top 5 sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. Nel 2003, l'album
stato classificato alla posizione numero 323 dalla rivista Rolling Stone nella lista dei migliori 500 album di sempre
da loro redatta.
Il disco
Musicalmente, Station to Station fu un album di transizione per Bowie, sviluppando la musica funk e soul del suo
precedente lavoro, Young Americans, e presentando una nuova direzione artistico-musicale influenzata dai
sintetizzatori e dalla musica elettronica di gruppi come Kraftwerk e Neu!, che culminer nella successiva "trilogia di
Berlino", registrata con Brian Eno nel 197779, comprendente i celebri album Low, Heroes, e Lodger.
Alcune tracce dell'album, insieme a brani tratti da Low e Heroes furono usate per la colonna sonora del film
Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino del 1981, film cult sul dramma dell'eroina tra i giovani berlinesi.
L'album, partorito in un momento di crisi esistenziale del cantante britannico, risulta molto attento alle novit
musicali elettroniche dei Kraftwerk e dei Tangerine Dream (entrambi tedeschi), nonch uno dei suoi album pi
evocativi. Un disco glaciale e caloroso allo stesso tempo che aggiunse una nuova faccia al gi poliedrico talento di
Bowie. stato definito da lui stesso il suo disco pi magico, numerosissimi sono infatti i riferimenti alla magia nera,
alla cabala, all'albero della vita, alle due sefirot Kether e Malkuth.
Origine
Bowie nei panni del "sottile duca bianco" durante
un concerto nel 1976.
Secondo il biografo David Buckley, il Bowie del periodo di Los
Angeles, assumeva quantit smodate di cocaina e si sosteneva con una
dieta a base esclusivamente di sigarette, peperoni, e latte, trascorrendo
la maggior parte del periodo 197576 "in uno stato di costante terrore
psichico".
[2]
Alcuni resoconti dell'epoca, principalmente derivanti da
un'intervista al cantante opera di Cameron Crowe, trovarono spazio
sulle riviste Playboy e Rolling Stone e raccontavano di un Bowie che
viveva in un appartamento pieno di antichi manufatti egizi, candele
nere sempre accese, circondato da varia iconografia nazista ed intento a
studiare trattati di magia nera e a conservare in frigo la propria urina
imbottigliata,
[3]
terrorizzato dal fatto che un gruppo di streghe volesse
rubare il suo sperma per qualche rito oscuro, ricevendo infine messaggi segreti da parte dei Rolling Stones e minacce
da Jimmy Page dei Led Zeppelin (notoriamente adepto di Aleister Crowley).
[4]
In seguito Bowie avrebbe detto di
Los Angeles: "Quel fottuto posto dovrebbe sparire dalla faccia della Terra".
Fu sul set del film L'uomo che cadde sulla terra, che Bowie inizi la stesura di una serie di racconti scritti sotto
forma di pseudo-biografia intitolata The Return of the Thin White Duke ("Il ritorno del sottile duca bianco"). Nel
frattempo, il musicista, oltre ad interpretare la parte del protagonista del film, stava anche componendo la musica per
la colonna sonora della pellicola stessa che per non sarebbe poi stata effettivamente usata, sostituita da quella opera
di John Phillips dei Mamas and the Papas.
[5]
L'idea dell'album inizi quindi a germogliare nella sua testa.
Station to Station
168
Il Duca Bianco
Il personaggio del "sottile Duca bianco" ispirato al protagonista del film L'uomo che cadde sulla terra, Thomas
Jerome Newton, divenne una costante del progetto Station to Station e, anche per Bowie stesso come sua nuova
"incarnazione artistica". Impeccabilmente vestito in eleganti e costosi completi, camicie bianche, pantaloni e
panciotto neri; il "duca bianco" era un cantante raffinato che si esibiva in performance struggenti di intensit
romantica, pur rimanendo "freddo come il ghiaccio".
[]
Un personaggio descritto di volta in volta come "un
aristocratico pazzo e decadente", "uno zombi immorale",
[6]
e "un superuomo ariano fascista senza emozioni". Per
ammissione dello stesso Bowie, il "Duca" era un personaggio piuttosto odioso.
[7]
Il nuovo personaggio del Duca debutt nel corso di un tour di 33 tappe in svariate citt del Nord America. Lo show,
radicalmente diverso da quelli precedenti del musicista, vedeva in scena Bowie con rossi capelli corti pettinati
all'indietro, elegantemente abbigliato, con la sola illuminazione di un faro bianco, e un'inesistente scenografia.
Commentando questa scelta artistica Bowie afferm: uno spettacolo che si richiama a un concetto di teatralit da
XX secolo, una sorta di sintesi tra Brecht e i Doors...
[8]
Superato lo sconcerto dei vecchi fan abituati al David Bowie
glam del periodo "Ziggy", il successo del tour fu enorme, e ben presto il pubblico inizi ad inneggiare al "nuovo
Bowie Duca Bianco", elegante, algido, ieratico, caratterizzato fisicamente da una spettrale magrezza e da un pallore
diafano. Fu in questo periodo che iniziarono a circolare le prime voci di un Bowie "vicino" ai movimenti di estrema
destra filo-nazisti.
[9]
Anche se lo stesso Bowie smentir pi volte queste insinuazioni dicendo: Le affermazioni
filo-naziste che mi sono state attribuite sono una pura invenzione della stampa,
[10]
il 3 maggio 1976 ebbe luogo il
cosiddetto "incidente ideologico della Victoria Station". David Bowie faceva ritorno in Inghilterra dopo tre anni di
assenza per esibirsi al Wembley Empire Pool di Londra, e arrivato in stazione venne fotografato con indosso una
camicia nera a bordo di una Mercedes-Benz mentre faceva il "saluto romano" a braccio teso rivolgendosi ai fan
accorsi sul posto per accoglierlo.
[11]
La foto cre scalpore sulla stampa britannica, e Bowie fu costretto a diramare un
comunicato di smentita dove indicava di aver semplicemente salutato i fan, di non aver assolutamente voluto fare il
saluto fascista e che la fotografia lo aveva ritratto casualmente in quella posa nell'atto di salutare.
Produzione
I titoli di lavorazione provvisori del disco furono The Return of the Thin White Duke,
[12]
e Golden Years,
[13]
ma alla
fine si decise per Station to Station. L'album venne co-prodotto da Harry Maslin, gi collaboratore di Bowie per
Fame e Across the Universe su Young Americans. Tony Visconti, che aveva recentemente ricominciato a lavorare
con Bowie dopo una pausa di tre anni producendo David Live e Young Americans, singolarmente non prese parte al
progetto.
[14]
La lavorazione e produzione dell'album si svolse tra fiumi di cocaina assunti dai musicisti in studio.
[15]
Bowie stesso
ammise in seguito di non ricordarsi nulla delle sessioni per l'album: "Non ricordo neppure lo studio. So che era a Los
Angeles solo perch l'ho letto".
[16]
Registrazione
Nell'ottobre 1975, per le sessioni di registrazione Bowie radun in studio un folto gruppo di musicisti: Carlos
Alomar, Earl Slick, Dennis Davis, Warren Peace, Weldon Irvine, George Murray, e Roy Bittan (pianista proveniente
dal giro della band di Bruce Springsteen) gettando cos le basi della sezione ritmica formata da
Murray/Davis/Alomar che avrebbe suonato in tutti i suoi successivi album fino a Scary Monsters (and Super Creeps)
del 1980.
Station to Station venne registrato nel 1975 ai Cherokee Studios e ai L.A. Record Plant Studios di Los Angeles. Nel
1981, i giornalisti del NME Roy Carr e Charles Shaar Murray affermarono che l'album era stato inciso "in 10 giorni
di fervente attivit in studio", quando Bowie si convinse che non c'erano pi speranze di produrre la colonna sonora
de L'uomo che cadde sulla terra. Ricerche pi recenti lascerebbero intendere che il disco fu registrato nel corso di
due o tre mesi, nell'ottobre-novembre 1975, e che fosse gi in lavorazione prima delle sessioni abortite per la colonna
Station to Station
169
sonora del film di Roeg.
[17][18]
Copertina
La foto in bianco e nero utilizzata per la copertina del disco un fermo immagine proveniente dal film L'uomo che
cadde sulla terra, nel quale Bowie, nelle vesti dell'alieno Thomas Jerome Newton, entra in una camera anecoica. La
scelta di convertire l'immagine (originariamente a colori) in bianco e nero fu di Bowie poich egli pensava che
colorata l'immagine sembrasse artificiale. Quando all'inizio degli anni novanta la Rykodisc ristamp il catalogo
discografico di Bowie in CD, per la copertina venne invece utilizzata l'immagine originale a colori. Il retro copertina
mostra David Bowie mentre disegna sul pavimento l'albero della vita della Kabbalah.
Descrizione dei brani
Lo stile musicale del brano Golden Years, la prima traccia registrata e completata per l'album, si regge sull'impianto
funky e soul del precedente Young Americans ma con maggior durezza d'intenti. Il testo del brano stato descritto
come pervaso da "un'aria di rimpianto per occasioni mancate e ricordi malinconici di piaceri passati". Bowie disse
che la traccia era stata scritta con in mente di proporla a Elvis Presley, ma che venne da lui rifiutata, mentre invece la
moglie dell'epoca di Bowie, Angie, afferm che la canzone era stata scritta per lei.
[19]
Anche se si rivel un singolo
da Top 10 in classifica sia in Gran Bretagna che in America, il pezzo venne raramente eseguito dal vivo nel corso del
seguente "White Light Tour".
[20]
Stay era un altro di quei riff funky, "incisi sotto l'effetto della frenesia da cocaina",
secondo quanto riportato da Carlos Alomar. Il testo della canzone stato interpretato come un "riflesso delle
incertezze sulle conquiste sessuali", e anche come un esempio del tipico "romanticismo decadente" del duca bianco.
La connotazione religiosa presente in alcuni punti dell'album particolarmente evidente nel brano Word on a Wing,
una sorta di inno gospel, anche se per taluni commentatori, si tratterebbe semplicemente di un'altra delle "maschere"
indossate dal duca. Bowie stesso, per, afferm che in questo brano "la passione era genuina". Quando esegu la
canzone dal vivo nel 1999, il cantante la descrisse come proveniente "dal periodo pi nero della sua vita...
sicuramente una sorta di richiesta d'aiuto".
[21]
La ballata in conclusione dell'album, Wild Is the Wind, l'unica cover
presente sul disco, spesso indicata come una delle migliori performance vocali di Bowie nella sua intera carriera.
[22]
Per l'incisione della canzone, Bowie si ispir all'incontro avuto con la cantautrice Nina Simone, che aveva
interpretato il brano sull'album Wild Is the Wind del 1966.
La scena presente nel film L'uomo che cadde sulla Terra dove Thomas Jerome Newton collassa seduto in poltrona
davanti a una parete costellata di svariati monitor televisivi si dice che sia stata alla base dell'ispirazione di Bowie per
la composizione della canzone pi movimentata sull'album, TVC 15.
[23]
Il testo del brano racconta la storia surreale e
lievemente inquietante di un tizio che trascura la sua ragazza per dedicarsi anima e corpo al suo nuovo impianto TV,
fino a quando la ragazza non viene "inglobata" dal televisore stesso. Ma la traccia potrebbe anche ispirarsi ad un
episodio realmente avvenuto nel quale Iggy Pop, durante un periodo di forte consumo di droga mentre si trovava
nella casa di Bowie a Los Angeles, completamente allucinato, credette di vedere la televisione ingoiarsi la sua
ragazza dell'epoca. Quindi Bowie svilupp una storia sull'accaduto, inventandosi una televisione olografica modello
"TVC 15".
La lunga title track della durata di dieci minuti, stata descritta come l'inizio di "una nuova era di sperimentazione"
nella carriera di Bowie.
[24]
Station to Station divisa in due parti: una prima sezione lenta, sorretta da un riff di
pianoforte, introdotto dal suono di un treno in marcia contrapposto all'agitato sound della chitarra di Earl Slick
infarcito di feedback, seguita poi da una sezione veloce in stile rock/blues. Il testo del brano contiene riferimenti
all'occulto, vedasi la citazione del White Stains (The return of the Thin White Duke, making sure white stains), il
titolo del libro di poesie di Aleister Crowley,
[25]
ma anche alla dipendenza dalle droghe di Bowie all'epoca: It's not
the side effects of the cocaine / I'm thinking that it must be love.
[26]
Con le sue influenze krautrock, la canzone il
pi chiaro indizio del nuovo stile musicale dell'artista che sfocier pienamente negli album della successiva "trilogia
di Berlino". Il titolo del brano, come confermato in seguito dallo stesso Bowie, allude maggiormente alle stazioni
Station to Station
170
della Via Crucis (la sequenza di quattordici tappe sul cammino di Cristo verso la crocifissione) piuttosto che alla
metafora di un viaggio in treno di stazione in stazione, concetto che Bowie fonde col Sephiroth, le dieci sfere della
creazione nel sistema mistico ebraico della Cabala, nel clima di confusione ideologica dell'epoca. Quello della
metaforica "crocifissione" , secondo Bowie, un destino che, prima o poi, accomuna tutti gli esseri umani, costretti a
vivere una vita priva di certezze, ma anche il ritratto dello stato di profonda depressione vissuta dall'artista all'epoca
della registrazione del pezzo.
Pubblicazione ed accoglienza
Station to Station fu pubblicato nel gennaio 1976. NME defin il disco "uno degli album pi importanti pubblicati
negli ultimi cinque anni". Il The Village Voice, nella recensione dell'album ad opera di Robert Christgau diede
all'opera una "A", indicando che si trattava di "un grande disco su entrambi i lati, da avere assolutamente".
[27]
Christgau scrisse di come Bowie avesse "miscelato insieme Lou Reed, la musica disco, e Huey Smith" ottenendo un
risultato superiore rispetto ai suoi dischi precedenti, affermando inoltre che "miracolosamente, l'infatuazione di
Bowie per la black music era finalmente maturata".
[]
Teri Moris recens favorevolmente Station to Sation su Rolling Stone, lodando i momenti pi rock dell'album ma
segnalando anche un interessante discostamento artistico da tale genere "heavy" in favore di sonorit pi raffinate e
mature". A tal proposito Bowie aveva da poco dichiarato all'epoca di ritenere che "la musica rock fosse stata evirata
dall'assorbimento nei mass-media, che l'avevano lasciata morta, simile ad una vecchia sdentata, davvero
imbarazzante".
[28]
Anche il celebre critico rock Lester Bangs, solitamente molto critico nei confronti di Bowie, super la sua avversione
per l'artista britannico definendo Station to Station: "un album davvero notevole. Un disco rock talmente bello e con
una tale potenzialit di durare nel tempo, da farmi pensare che Bowie abbia finalmente prodotto il suo (primo)
capolavoro".
[29]
Controcorrente si rivel la recensione del disco pubblicata sulla rivista Billboard, che defin Station to Station un
album di disco dance, con brani dai testi senza significato, sottolineando inoltre come risultasse a loro noiosa la
lunga title track.
[30]
Parimenti negativa la recensione dell'album da parte del critico rock italiano Piero Scaruffi che
definisce Station to Station: "al tempo stesso il lavoro pi ambizioso di Bowie e il suo lavoro pi dispersivo".
[31]
Nonostante lo stesso artista definisse il suo nuovo album "privo di spirito, molto metallico", Station to Station si
rivel essere l'album di David Bowie di maggior successo in classifica negli Stati Uniti fino all'uscita di The Next
Day nel 2013, raggiungendo la posizione numero 3 e restando in classifica per 32 settimane.
[32]
Il disco venne
certificato disco d'oro dalla RIAA il 26 febbraio 1976. In Gran Bretagna, l'album rest in classifica per 17 settimane,
raggiungendo la quinta posizione.
Tracce
Tutti i brani sono opera di David Bowie, eccetto dove indicato diversamente.
Lato A
1. Station to Station - 10:08
2. Golden Years - 4:03
3. Word on a Wing - 6:00
Lato B
TVC 15 - 5:29
2. Stay - 6:08
3. Wild Is the Wind (Ned Washington, Dimitri Tiomkin) - 5:58
Station to Station
171
Bonus tracks ristampa CD (1991)
Tracce registrate il 23 marzo 1976 al Nassau Coliseum, Uniondale, New York.
Word on a Wing (live) 6:10
2. Stay (live) 7:24
Edizioni CD
L'album stato ristampato in formato compact disc in cinque occasioni diverse. La prima volta nel 1985 dalla RCA
con l'originale copertina in bianco e nero, la seconda nel 1991 ad opera della Rykodisc (con la copertina a colori e
l'aggiunta di due tracce bonus), la terza nel 1999 dalla EMI (senza le bonus tracks, copertina a colori), la quarta nel
2007 dalla EMI Japan con l'artwork originale del vinile, ed infine in edizione deluxe nel 2010 con l'aggiunta di un
secondo e terzo disco contenenti la registrazione di un concerto dell'epoca.
Special Deluxe Edition 2010
L'edizione speciale costituita da tre CD racchiusi in un cofanetto speciale che replica la grafica originale dell'LP
con la copertina in bianco e nero bordata di bianco, inoltre sono inclusi un booklet di 16 pagine e tre cartoline da
collezione. La versione disponibile per il download digitale include gli stessi contenuti audio pi una traccia bonus.
CD 1 - Station to Station
1. Station to Station 10:11
2. Golden Years 4:02
3. Word on a Wing 6:01
4. TVC 15 5:31
5. Stay 6:12
6. Wild Is the Wind 6:02
CD 2 & 3 - Live Nassau Coliseum '76
Tracce registrate dal vivo al Nassau Coliseum, Uniondale, NY, USA. 23 marzo 1976.
1. Station to Station 11:53
2. Suffragette City 3:31
3. Fame 4:02
4. Word on a Wing 6:06
5. Stay 7:25
6. I'm Waiting for the Man 6:20
7. Queen Bitch 3:12
8. Life on Mars? 2:13
9. Five Years 5:03
10. Panic in Detroit 6:03
11. Changes 4:11
12. TVC 15 4:58
13. Diamond Dogs 6:38
14. Rebel Rebel 4:07
15. The Jean Genie 7:28
Digital download bonus track
Panic in Detroit (Unedited alternative mix) 13:09
Station to Station
172
Singoli e tracce inedite
Praticamente tutte le canzoni presenti su Station to Station, con l'eccezione della title track, sono state pubblicate su
singolo. Golden Years fu pubblicata nel novembre 1975, due mesi prima dell'uscita dell'album stesso. Bowie esegu,
visibilmente ubriaco, la canzone in TV nel corso dello show americano Soul Train.
[33]
Il singolo raggiunse l'ottava
posizione in Gran Bretagna e la numero 10 in USA (dove rimase in classifica per 16 settimane) ma, come Rebel
Rebel per Diamond Dogs (1974), non era un brano particolarmente rappresentativo dell'album in uscita.
TVC 15 venne pubblicata in versione editata come secondo singolo estratto dall'album nel maggio 1976,
raggiungendo la posizione numero 33 in Gran Bretagna e la numero 64 negli Stati Uniti. Lo stesso anno, Stay,
anch'essa in versione accorciata, fu pubblicata come singolo 45 giri solo in America, abbinato alla compilation
ChangesOneBowie della RCA Records, anche se la canzone non era comunque inclusa nel greatest hits.
[34]
Nel
novembre 1981 Wild Is the Wind venne pubblicata su singolo per promuovere l'uscita della raccolta
ChangesTwoBowie. Con sul lato B Word on a Wing e accompagnata da un video girato appositamente, il brano
raggiunse la posizione numero 24 in Inghilterra restando in classifica per 10 settimane.
[35]
Un'altra canzone registrata nel corso delle sessioni di registrazione per il disco ai Cherokee Studios, fu la cover di
Bruce Springsteen It's Hard to Be a Saint in the City, ma rimase inedita all'epoca e venne pubblicata solo nel 1990
all'interno del box set Sound + Vision. Harry Maslin e Carlos Alomar hanno riferito di non aver mai partecipato
all'incisione della canzone durante le sessioni ai Cherokee, mentre invece Tony Visconti pensa che la traccia sia
costituita principalmente da sovraincisioni effettuate agli Olympic Studios e Island Studios all'epoca delle sessioni di
Diamond Dogs, con Aynsley Dunbar alla batteria, Herbie Flowers al basso e Mike Garson alle tastiere.
Formazione
Musicisti
David Bowie - voce, chitarra e sassofono
Carlos Alomar - chitarra
Earl Slick - chitarra
George Murray - basso
Dennis Davis - batteria
Roy Bittan - pianoforte
Warren Peace - voce
Produzione
David Bowie produzione
Harry Maslin produzione
Steve Shapiro fotografia
Note
[1] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 284. ISBN 9788879662703
[2] [2] Buckley 259,264
[3] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 285. ISBN 9788879662703
[4] Pegg (2004): pp. 297300.
[5] [5] Phillips (1986): pag. 290.
[6] [6] Buckley (2000): p. 258.
[7] [7] Wilcken (2005): p. 24.
[8] Robbie, Peter. David Bowie Story, Blues Brothers Edizioni, Milano, 1989, pag. 69
[9] Robbie, Peter. David Bowie Story, Blues Brothers Edizioni, Milano, 1989, pag. 70-71
[10] Robbie, Peter. David Bowie Story, Blues Brothers Edizioni, Milano, 1989, pag. 70
[11] www.nme.com (http:/ / www. nme. com/ blogs/ the-big-picture/ 20-photos-to-make-you-love-david-bowie-even-more)
[12] [12] Buckley (2000): p. 263.
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173
[13] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 284, ISBN 9788879662703
[14] Buckley (2000): pp. 269270.
[15] [15] Buckley (2000): pp. 259, 264.
[16] Buckley (2000): pp. 271272.
[17] Buckley (2000): pp. 277279.
[18] [18] Wilcken (2005): p. 16.
[19] Buckley (2000): pp. 272273.
[20] Pegg (2004): pp. 8283.
[21] Pegg (2004): pp. 240243.
[22] Buckley (2000): pp. 274275.
[23] [23] Buckley (2000): pag. 274.
[24] Buckley (2000): pp. 275277.
[25] [25] Wilcken (2005): p. 7.
[26] [26] Wilcken (2005): p. 9.
[27] Christgau, Robert. Consumer Guide: Grades 196989 (http:/ / www. robertchristgau. com/ xg/ bk-cg70/ grades. php). Robert Christgau.
Consultato il 27 settembre 2010.
[28] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 283. ISBN 9788879662703
[29] Bangs, Lester. Guida ragionevole al frastuono pi atroce, Minimum fax, 2005, pag. 240. ISBN 88-7521-038-1
[30] Pegg, Nicholas. David Bowie - L'enciclopedia, Arcana, 2002, pag. 286. ISBN 9788879662703
[31] The History of Rock Music (http:/ / www. scaruffi. com/ vol3/ bowie. html)
[32] Buckley (2000): pp. 623624.
[33] Carr & Murray (1981): p. 75.
[34] Carr & Murray (1981): p. 84.
[35] [35] Buckley (2000): p. 625.
Bibliografia
David Buckley, Strange Fascination David Bowie: The Definitive Story, Virgin, Londra, 1999, ISBN
0-7535-0457-X
Roy Carr, Charles Shaar Murray, Bowie: An Illustrated Record, Avon, New York, 1981, ISBN 0-380-77966-8
Nicholas Pegg, The Complete David Bowie, Reynolds & Hearn, 2002, ISBN 1-903111-73-0
John Phillips, Papa John, Londra, Dolphin Books, ISBN 0-385-23120-2
Hugo Wilcken, Low, New York, Londra, Continuum, ISBN 0-8264-1684-5
Peter Robbie. David Bowie Story, Blues Brothers Edizioni, Milano, 1989
Collegamenti esterni
Station to Station (http:/ / www. amazon. it/ gp/ product/ B00001OH7U?ie=UTF8& tag=paidonlinesit-21&
linkCode=xm2& camp=3370& creativeASIN=B00001OH7U)
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Tonight (album David Bowie)
174
Tonight (album David Bowie)
Tonight
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1 settembre 1984
Durata 35 min : 20 s
Genere Musica elettronica
Soul bianco
Pop rock
Etichetta EMI America Records
Produttore David Bowie,
Hugh Padgham
Registrazione Le Studio (Morin-Heights)
David Bowie - cronologia
Album precedente
Let's Dance
(1983)
Album successivo
Labyrinth
(1986)
Tonight un album discografico del musicista britannico David Bowie del 1984, che include una collaborazione con
Tina Turner ed una cover di God Only Knows dei Beach Boys.
Il disco
La critica l'ha stroncato come uno "sforzo pigro", buttato gi da Bowie sull'onda del successo di classifica dell'album
Let's Dance. Eppure, l'album conteneva Blue Jean, un brano Top 10, il cui video, un cortometraggio di 22 minuti
diretto da Julien Temple, rifletteva il prolungato interesse di Bowie a coniugare la musica con il dramma.
Esso si caratterizza inoltre per una hit minore, Loving the Alien, un brano profondo sui conflitti religiosi ed una delle
poche canzoni dell'album che anticipava il successivo ritorno di Bowie al suo repertorio di scena. L'album contiene
anche un paio di riscritture in versione dance di Neighbourhood Threat e di Tonight, vecchi brani che Bowie aveva
scritto con Iggy Pop, apparsi ambedue su Lust for Life del 1977.
Come in Let's Dance ma a differenza dei suoi precedenti album, David non suon nessuno strumento musicale sul
disco, delegando la maggior parte della responsabilit della musica ai suoi musicisti di studio, offrendo solo
occasionalmente qualche spunto critico in sala d'incisione.
Per la produzione del disco, Bowie chiam Derek Bramble e Hugh Padgham. Come gi fatto per Let's Dance, Bowie
prepar per l'album una serie di nastri demo preliminari. Questa modalit di lavorazione stup molto Carlos Alomar,
collaboratore di lunga data dell'artista, che disse: Fu la prima volta in 11 anni che lavoravo con lui che si port
dietro tutto da casa.
Iggy Pop pass qualche tempo in studio con la band e Bowie durante le sessioni di registrazione dell'album,
contribuendo attivamente ad esso.
[1]
Tonight (album David Bowie)
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Tracce
Lato A
1. Loving the Alien (Bowie) - 7:07
2. Don't Look Down (Iggy Pop/James Williamson) - 4:08
3. God Only Knows (Brian Wilson/Tony Asher) - 3:04
4. Tonight (feat. Tina Turner) (Bowie/Pop) - 3:42
Lato B
1. Neighborhood Threat (Bowie/Pop) - 3:10
2. Blue Jean - (Bowie) - 3:09
3. Tumble and Twirl (Bowie/Pop) - 4:56
4. I Keep Forgetting' (Jerry Leiber/Mike Stoller) - 2:32
5. Dancing with the Big Boys (feat. Iggy Pop) (Bowie/Pop/Carlos Alomar) - 3:32
Riedizioni
Nel 1995 l'etichetta Virgin Records ha ripubblicato l'album su CD con tre tracce bonus. L'etichetta EMI l'ha
pubblicata una seconda volta nel 1999, rimasterizzando il suono in digitale a 24-bit e senza tracce bonus. Le tracce
aggiunte sono:
1. This Is Not America (Bowie/Pat Metheny/Lyle Mays) 3:51
2. As the World Falls Down (Bowie) 4:46
3. Absolute Beginners (Bowie) 8:00
Formazione
Carlos Alomar - chitarra
Derek Bramble - basso, chitarra, sintetizzatore, coro
Carmine Rojas - basso
Sammy Figueroa - percussioni
Omar Hakim - batteria
Guy St.Onge - marimba
Robin Clark, George Simms, Curtis King - voce
David Bowie, Tina Turner - voce in Tonight
David Bowie, Iggy Pop - voce in Dancing With The Big Boys
The Borneo Horns
Stanley Harrison - sax alto, sax tenore
Steve Elson - sax baritono
Lenny Pickett - sax tenore, clarinetto
Arif Mardin - arrangiamento di chitarre, sintetizzatore
Tonight (album David Bowie)
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Note
[1] [1] Amsterdam Glass Spider Press Conference, 30 marzo 1987
Collegamenti esterni
(EN) Tonight su Allmusic (http:/ / www. allmusic. com/ album/ r714078)
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VH1 Storytellers (David Bowie)
VH1 Storytellers
Artista David Bowie
Tipo album Live
Pubblicazione 6 luglio 2009
Dischi 2
Tracce 8
Genere Rock
Glam rock
Etichetta EMI
Registrazione New York, 23 agosto 1999
David Bowie - cronologia
Album precedente
Glass Spider Live
Album successivo
A Reality Tour
VH1 Storytellers un album live di David Bowie, registrato per l'omonimo programma di VH1 il 23 agosto 1999.
La pubblicazione contiene anche un DVD con l'esibizione live e con materiali aggiuntivi. Le tracce proposte
percorrono tutta la carriera di Bowie, dagli anni sessanta fino all'album 'hours...'.
Tracce
Tutte le tracce sono scritte da David Bowie, tranne quando diversamente specificato.
1. Life on Mars? 4:22
2. Rebel Rebel 3:15
3. Thursday's Child (Bowie, Reeves Gabrels) 6:43
4. Can't Help Thinking About Me 6:31
5. China Girl 6:48
6. Seven (Bowie, Gabrels) 5:01
7. Drive-In Saturday 5:22
8. Word on a Wing 6:35
VH1 Storytellers (David Bowie)
177
Note
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The World of David Bowie
The World of David Bowie
Artista David Bowie
Tipo album Raccolta
Pubblicazione marzo 1970
Durata 41 min : 23 s
Dischi 1
Tracce 14
Genere Art rock
Rock sperimentale
New wave
Vaudeville
Etichetta Decca Records
Produttore Mike Vernon, Tony Visconti
Registrazione 1966-1967
Formati LP, CD
David Bowie - cronologia
Album precedente
Space Oddity
(1969)
Album successivo
The Man Who Sold the World
(1970)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic
The World of David Bowie la prima raccolta ufficiale del cantante inglese David Bowie, pubblicata nel marzo
1970 dalla Decca e riedita in formato CD nel 1994. Lanciato sull'onda del successo di Space Oddity, il disco
comprende alcune tracce dellalbum desordio, il brano The London Boys, pubblicato su 45 giri nel 1966, e le prime
versioni ufficiali di Karma Man, Let Me Sleep Beside You e In the Heat of the Morning. Nonostante il periodo a cui
risalgono le tracce, la seconda edizione della raccolta uscita su vinile nell'aprile 1973 vedeva in copertina un Bowie
gi in piena fase Ziggy Stardust, mentre quella della prima versione in CD riportava addirittura una foto del 1990.
The World of David Bowie
178
Tracce
Tutte le tracce sono scritte da David Bowie.
1. Uncle Arthur - 2:07
2. Love You Till Tuesday - 3:09
3. There Is a Happy Land - 3:11
4. Little Bombardier - 3:24
5. Sell Me a Coat - 2:58
6. Silly Boy Blue* - 3:48
7. The London Boys - 3:20
8. Karma Man - 2:58
9. Rubber Band - 2:17
10. Let Me Sleep Beside You - 3:24
11. Come and Buy My Toys - 2:07
12. She's Got Medals - 2:23
13. In the Heat of the Morning - 2:55
14. When I Live My Dream - 3:22
* Presente solo nell'edizione americana.
Il disco
Oltre ad includere alcune delle tracce presenti nell'album di debutto di David Bowie del 1967, la raccolta degna di
nota soprattutto per la presenza di tre brani rimasti fino ad allora inediti. La prima di queste tracce, Karma Man, fu
registrata agli Advision Studios il 1 settembre 1967, inizialmente con l'intenzione di pubblicarla come singolo (cosa
che non avvenne). un primo esempio del crescente interesse di Bowie per il Buddhismo e il Tibet che si era
affacciato qualche tempo prima nel brano Silly Boy Blue. Le meditazioni sulla Ruota della Vita e sulla
reincarnazione, presenti nel testo, coincidono col momento in cui sia Bowie che Tony Visconti (produttore del
brano) si unirono alla "Tibet Society". Il brano venne trasmesso in occasione di due sessioni BBC registrate il 13
maggio 1968 e il 5 febbraio 1970. Il secondo inedito Let Me Sleep Beside You, registrato durante la stessa sessione
di Karma Man a cui parteciparono anche il chitarrista John McLaughlin e il batterista Alan White. Anche Let Me
Sleep Beside You doveva uscire come 45 giri ma venne rifiutato dalla Decca, probabilmente a causa del titolo troppo
esplicito dato che i responsabili della casa discografica avevano gi chiesto di cambiarlo in Let Me Be Beside You
(Bowie ha dichiarato nel documentario radiofonico ChangesNowBowie:Sembra influenzata da Simon and
Garfunkel ma un po' pi "pesante"). Il testo della prima canzone di Bowie prodotta da Tony Visconti, nel quale una
giovane amante viene invitata ad abbandonare l'atteggiamento da adolescente per ricevere "sul campo" un'adeguata
educazione sessuale, pu aver contribuito a questa scelta. La canzone venne inserita nel video Love You Till Tuesday
ed eseguita nella sessione BBC del 20 ottobre 1969. Una nuova versione venne infine registrata nel 2000 per essere
inserita nellalbum Toy, ad oggi mai pubblicato. L'ultimo inedito, In the Heat of the Morning, fece il suo debutto in
occasione della sessione BBC del 18 dicembre 1967, in una forma embrionale piuttosto differente da quella
definitiva della sessione del 13 maggio 1968. Anche questo brano venne prodotto da Visconti e la registrazione
avvenne il 12 marzo 1968 ai Decca Studios. Quanto alla possibilit della sua pubblicazione come 45 giri, sub lo
stesso destino delle altre due tracce (contribuendo alla separazione di Bowie dalla Deram). Si tratta di una
composizione caratterizzata da una fusione in stile Doors di chitarra e "pixiephone", strumento suonato anche dai T.
Rex, e da una sezione d'archi. Come Let Me Sleep Beside You, del quale riprende l'argomento, pu essere vista come
un significativo passo verso il sound di Space Oddity.
I tre inediti si possono trovare in altre raccolte successive a questa, tra cui The Deram Anthology 1966-1968 del
1997, in Bowie at the Beeb (nelle versioni registrate durante le sessioni BBC) e in numerosi bootleg.
The World of David Bowie
179
Note
Bibliografia
Nicholas Pegg - David Bowie - L'Enciclopedia. Arcana, Roma, 2002.
Voci correlate
David Bowie
The Deram Anthology 1966-1968
Bowie at the Beeb
Love You Till Tuesday (video)
Collegamenti esterni
Testo di Karma Man (http:/ / www. teenagewildlife. com/ Albums/ TWODB/ KM. html)
Testo e traduzione di Let Me Sleep Beside You (http:/ / www. velvetgoldmine. it/ testi/ letmesleepbesideyou. html)
Testo e traduzione di In the Heat of the Morning (http:/ / www. velvetgoldmine. it/ testi/ intheheatofthemorning.
html)
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Young Americans (album)
Young Americans
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 7 marzo 1975
RCA Ristampa 1984
Rykodisc Ristampa 14 maggio 1991
EMI Ristampa settembre 1999
EMI Ristampa 19 marzo 2007
Durata 40 min : 32 s
Dischi 1
Tracce 8
Genere Rock
Soul bianco
Funk
Etichetta RCA Records
Produttore Tony Visconti, David Bowie, Harry Maslin
Registrazione Philadelphia, agosto-novembre 1975, New York, gennaio 1975
Note n. 9
n. 2
David Bowie - cronologia
Young Americans (album)
180
Album precedente
David Live
(1974)
Album successivo
Station to Station
(1976)
Singoli
1. Young Americans/Suffragette City
Pubblicato: febbraio 1975
2. Fame/Right
Pubblicato: luglio 1975
Young Americans il nono album in studio del musicista britannico David Bowie pubblicato nel 1975 dalla RCA
Records.
Il disco segn una fase importante nell'evoluzione musicale dell'artista. Fu il primo dei suoi album ad abbandonare
quasi del tutto il rock in favore di sonorit pi funky e soul dando vita ad una sorta di "R&B bianco".
Il disco
Per il disco, che evidenzia l'ossessione del Bowie di met anni settanta per la black music americana, l'artista si
lasci alle spalle le influenze musicali dalle quali aveva attinto nel passato, per rimpiazzarle con sonorit soul e R&B
maggiormente "ballabili", svolta stilistica che, all'epoca, venne accolta con perplessit dai fan di vecchia data del
cantante. Proprio per descrivere le forti influenze "black" della musica contenuta nell'album, Bowie, per illustrare il
sound generale di Young Americans, us il termine "plastic soul" ("anima di plastica"), originariamente coniato da un
ignoto musicista nero negli anni sessanta per descrivere i bianchi che suonavano il blues. Nonostante Bowie fosse un
musicista inglese che si rifaceva a sonorit prettamente americane, il disco riscosse molto successo proprio negli
Stati Uniti; dove l'album raggiunse la top ten in classifica, e la canzone Fame (scritta da Bowie in collaborazione con
John Lennon e Carlos Alomar) raggiunse il primo posto nella classifica dei singoli.
Produzione
Iniziata l'11 agosto 1974, durante una pausa del Diamond Dogs Tour, la registrazione di Young Americans venne
effettuata sotto la supervisione di Tony Visconti, principalmente ai Sigma Sound Studios di Philadelphia, in
Pennsylvania. Per l'incisione dell'album si cerc di rendere l'atmosfera dei brani il pi possibile dal vivo, come se
fossero stati registrati live, con l'intera band che suonava insieme, incluso Bowie al canto, come un unico concerto.
Secondo quanto riportato dal produttore Visconti, l'album contiene "circa l'85% di David Bowie dal vivo".
Per creare delle sonorit autenticamente soul, Bowie volle radunare in studio musicisti della scena funk e soul locale,
inclusi Luther Vandross, all'epoca agli esordi, e Andy Newmark, batterista degli Sly and the Family Stone. Vandross
compose insieme a Bowie il brano Fascination, la terza traccia sull'album. Si tratt inoltre della prima volta nella
quale Bowie si trov a lavorare con Carlos Alomar, dando cos inizio ad un lungo e fruttuoso rapporto lavorativo che
si sarebbe protratto per circa trent'anni. La canzone Young Americans, pubblicata come primo singolo estratto dal
disco, occorse due giorni di lavorazione in studio per essere registrata.
Young Americans (album)
181
Registrazione
La maggior parte delle sessioni agli studi Sigma Sound si svolsero nel novembre 1974. La lavorazione dell'album
attrasse l'attenzione dei fan locali di Bowie che iniziarono a stazionare perennemente fuori dallo studio per tutto il
tempo delle sessioni. L'ultimo giorno di lavoro in studio, i fan furono invitati dentro per ascoltare in anteprima le
nuove canzoni incise.
Across the Universe, una cover di un tardo brano dei Beatles, e Fame, una nuova composizione, furono incise agli
Electric Lady Studios alla presenza di John Lennon. Per inserire questi due brani, furono tolti dal disco i brani Who
Can I Be Now e It's Gonna Be Me, anche se poi queste canzoni furono successivamente recuperate come bonus
tracks per la ristampa dell'album ad inizio anni novanta. Il riff chitarristico di Fame, opera di Alomar, era basato
sulla canzone Foot Stompin' del gruppo doo-wop The Flairs.
Bowie aveva preso in considerazione svariati titoli differenti per il disco, inclusi Somebody Up There Likes Me, One
Damned Song, The Gouster e Fascination.
Alle sessioni di Young Americans prese parte anche il sassofonista David Sanborn, in una delle sue prime apparizioni
in uno studio di registrazione.
Young Americans mise definitivamente fine al periodo "glam rock" di David Bowie, incarnato dai personaggi di
"Ziggy Stardust" e "Aladdin Sane", e dalle esibizioni fortemente teatrali del Diamond Dogs Tour.
Pubblicazione, singoli ed accoglienza
David Bowie e Cher nel 1975.
L'album venne pubblicato nel marzo 1975, raggiungendo la seconda
posizione in classifica nel Regno Unito e la numero 9 negli Stati Uniti,
facendo scoprire David Bowie ad una nuova schiera di fan statunitensi.
In Europa la svolta "black" della musica di Bowie venne accolta con
qualche perplessit, mentre invece in America l'album accrebbe la
fama dell'artista.
[1]
La stampa americana parl di Bowie come di un
misto tra Frank Sinatra, Elvis Presley, e Mick Jagger, definendolo un
artista dotato di enorme carisma capace di soggiogare qualsiasi tipo di
pubblico.
In Gran Bretagna, la traccia Young Americans venne pubblicata su
singolo nel 1975 e raggiunse la posizione numero 18 in classifica mentre lo stesso singolo arriv solo al numero 28
negli Stati Uniti. La versione britannica del singolo conteneva sul lato B una versione live di Suffragette City. Bowie
esegu Young Americans in Tv nel corso del Dick Cavett Show per promuovere il singolo negli Stati Uniti, che
riscosse un successo moderato.
Fame fu il secondo singolo estratto dall'album, con Right come B-side, raggiungendo la posizione numero 17 nel
Regno Unito ed una inaspettata prima posizione in America. E fu proprio questo brano a decretare il successo del
disco negli Stati Uniti, facendo acquisire un'enorme popolarit a Bowie presso pubblico e mass media. Come autori
di Fame sono accreditati Bowie, Carlos Alomar e John Lennon. Lennon, ancora nel pieno del suo periodo "lost
weekend" (la momentanea separazione da Yoko Ono), stava celebrando l'uscita del suo nuovo album Walls and
Bridges, e capit in studio cogliendo l'opportunit di fare una jam session con Bowie e la sua band. Si dice che
Bowie abbia particolarmente gradito la partecipazione di Lennon alle sedute di registrazione, da decidere cos su due
piedi di incidere una reinterpretazione del brano dei Beatles scritto da Lennon Across the Universe. Successivamente
Lennon stesso afferm di ritenere la versione incisa da Bowie addirittura migliore dell'originale.
Un terzo singolo era in programma per sfruttare il successo dell'album in America, ma non si concretizz fino al
novembre 1979 quando una versione editata di John I'm Only Dancing, reintitolata John I'm Only Dancing (Again)
(num. cat. RCA Bow 4) venne pubblicata in Gran Bretagna. Il brano era stato registrato effettivamente durante le
sessioni per Young Americans, ma non era stato inserito nella versione definitiva dell'LP.
Young Americans (album)
182
Tracce
Lato A
1. Young Americans 5:10
2. Win 4:44
3. Fascination (Bowie, Luther Vandross) 5:43
4. Right 4:13
Lato B
Somebody Up There Likes Me 6:30
2. Across the Universe (John Lennon, Paul McCartney) 4:30
3. Can You Hear Me? 5:04
4. Fame (Bowie, Lennon, Carlos Alomar) 4:12
Edizioni CD
L'album stato ristampato in formato compact disc in quattro occasioni diverse. La prima volta dalla RCA nel 1984,
la seconda nel 1991 dalla Rykodisc (con l'aggiunta di tre bonus tracks), la terza nel 1999 dalla EMI (rimasterizzato in
digitale a 24-bit ma senza tracce bonus), e la quarta volta insieme a un DVD il 19 marzo 2007, in qualit audio
superiore con missaggio in 5.1 dolby surround, con le tracce bonus Who Can I Be Now? e John, I'm Only Dancing
(Again) dell'edizione 1991 Rykodisc, una versione alternativa di It's Gonna Be Me pi materiale video proveniente
dal Dick Cavett TV Show.
Bonus tracks ristampa 1991
Who Can I Be Now? 4:35
2. It's Gonna Be Me 6:29
3. John, I'm Only Dancing (Again) 6:58
Bonus tracks Collector's Edition (2007)
John, I'm Only Dancing (Again)
2. 2. Who Can I Be Now?
3. It's Gonna Be Me (versione alternativa, con l'aggiunta degli archi)
4. 1984 (live al The Dick Cavett Show, solo DVD)
5. Young Americans (live al The Dick Cavett Show, solo DVD)
6. 6. "Dick Cavett Interviews David Bowie" (solo DVD)
Formazione
Musicisti
David Bowie voce, chitarra, pianoforte
Carlos Alomar chitarra
Mike Garson pianoforte
David Sanborn sassofono
Willie Weeks basso eccetto su Across the Universe e Fame
Andy Newmark batteria eccetto su Across the Universe e Fame
Young Americans (album)
183
Musicisti aggiuntivi
Larry Washington conga
Pablo Rosario percussioni in Across the Universe e Fame
Ava Cherry, Robin Clark, Luther Vandross cori di sottofondo
John Lennon voce, chitarra, cori in Across the Universe e Fame
Earl Slick chitarra in Across the Universe e Fame
Emir Ksasan basso in Across the Universe e Fame
Dennis Davis batteria in Across the Universe e Fame
Ralph MacDonald percussioni in Across the Universe e Fame
Jean Fineberg cori di sottofondo in Across the Universe e Fame
Jean Millington cori di sottofondo in Across the Universe e Fame
Note
[1] Robbie, Peter. David Bowie Story, Blues Brothers Edizioni, Milano, 1989, pag. 63
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Ziggy Stardust - The Motion Picture
Ziggy Stardust - The Motion Picture
Artista David Bowie
Tipo album Live
Pubblicazione Ottobre 1983
Durata 69 min : 31 s
Dischi 1-2
Tracce 16-20
Genere Rock
Glam rock
Art rock
Etichetta RCA Records-Rykodisc-EMI/Virgin
Produttore David Bowie, Mike Moran, Tony Visconti
Registrazione Londra, 3 luglio 1978
David Bowie - cronologia
Album precedente
Let's Dance
Album successivo
Tonight
Ziggy Stardust - The Motion Picture un album live di David Bowie distribuito nel 1983, colonna sonora del
film-documentario Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Il concerto da cui tratto stato registrato il 3 luglio
1973; l'album verr pubblicato ben dieci anni dopo, ma nel frattempo verranno distribuiti numerosi bootleg. L'album
documenta l'ultimo show in cui Bowie impersoner la figura di Ziggy Stardust; poco prima dell'ultima traccia infatti
affermer:
Ziggy Stardust - The Motion Picture
184
(EN)
Not only is it the last show of the tour, but it's the last
show that we'll ever do. Thank you.
(IT)
Questo non soltanto l'ultimo show del tour, ma sar il
nostro ultimo show in assoluto. Grazie.
Tracce
Ziggy Stardust - The Motion Picture stato distribuito per la prima volta nel 1983 come doppio LP dalla RCA
Records, accompagnato dall'uscita del singolo White Light/White Heat. L'album stato successivamente
redistribuito in versione CD in due versioni: la prima nel 1992 dalla Rykodisc, la seconda nel 2003 dalla EMI/Virgin
(contenente le versioni complete di alcune tracce precedentemente tagliate, interviste ed introduzioni dei musicisti).
L'album rappresenta la colonna sonora del film Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, il concerto registrato nel
1973 da D. A. Pennebaker.
Tutte le canzoni sono state scritte da David Bowie, tranne quando indicato.
Versione 1991 - Rykodisc
1. Hang on to Yourself 2:55
2. Ziggy Stardust 3:09
3. Watch That Man 4:10
4. Wild Eyed Boy From Freecloud 3:17
5. All the Young Dudes/Oh! You Pretty Things 3:18
6. Moonage Daydream 6:17
7. Space Oddity 4:49
8. My Death (Jacques Brel, Mort Shuman) 5:45
9. Cracked Actor 2:52
10. Time 5:12
11. Width of a Circle 9:35
12. Changes 3:35
13. Let's Spend the Night Together (Mick Jagger, Keith Richards) 3:09
14. Suffragette City 3:02
15. White Light/White Heat (Lou Reed) 4:06
16. Rock 'n' Roll Suicide 4:20
Versione 2005 - EMI/Virgin
Disco uno
1. Intro (contiene la nona Sinfonia di Beethoven, arrangiata ed eseguita da Wendy Carlos) (Ludwig van Beethoven)
1:05
2. Hang on to Yourself 2:55
3. Ziggy Stardust 3:19
4. Watch That Man 4:14
5. Wild Eyed Boy From Freecloud 3:15
6. All the Young Dudes 1:38
7. Oh! You Pretty Things 1:46
8. Moonage Daydream 6:25
9. Changes 3:36
10. Space Oddity 5:05
11. My Death (Brel, Shuman) 7:20
Ziggy Stardust - The Motion Picture
185
Disco due
1. Intro (contiene L'overture del Guglielmo Tell) di Gioacchino Rossini 1:01
2. Cracked Actor 3:03
3. Time 5:31
4. The Width of a Circle 15:45
5. Let's Spend the Night Together (Jagger, Richards) 3:02
6. Suffragette City 4:32
7. White Light/White Heat (Reed) 4:01
8. Farewell Speec 0:39
9. Rock 'n' Roll Suicide 5:17
Formazione
David Bowie Chitarra, voce, sassofono, Armonica a bocca
Mick Ronson Chitarra ritmica, Basso, voce
Trevor Bolder Basso
Mick Woodmansey batteria
Mike Garson Pianoforte, Mellotron, Organo
Ken Fordham Sassofono baritono, alto e tenore
John Hutchinson Chitarra ritmica, voce
Brian Wilshaw Sassofono tenore, Flauto
Geoffrey MacCormack voce, Percussioni
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Fonti e autori delle voci
186
Fonti e autori delle voci
Aladdin Sane Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65323922 Autori: CavalloRazzo, Dark, Giannib, Giulyfree, Horcrux92, LilTrilly, Lovecraft1983, No2, Pil56, Qualc1, Rael,
Senpai, Square87, Tartarox, Tizianol, Topolgnussy, Twice25, WeEnterWinter, Zizzu, 5 Modifiche anonime
All Saints (David Bowie) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65324330 Autori: Alfio66, Ary29, CABAR, Codicorumus, Er Cicero, Topolgnussy
Baal (EP) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64746063 Autori: Sanremofilo, Starless74, 7 Modifiche anonime
Best of Bowie Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65254517 Autori: AMDM12, Sanremofilo, Simon, Topolgnussy, Torque, ValterVB, , 2 Modifiche anonime
The Best of Bowie Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=66048580 Autori: Er Cicero, Nnvu, No2, Topolgnussy
Black Tie White Noise Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65876451 Autori: Ary29, Er Cicero, Formica rufa, No2, Topolgnussy, 4 Modifiche anonime
Bowie at the Beeb Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65332059 Autori: AndreA, Er Cicero, Formica rufa, Michele859, Sanremofilo, Topolgnussy, 1 Modifiche anonime
Bowie Rare Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=62795732 Autori: Michele859, Topolgnussy, 1 Modifiche anonime
The Buddha of Suburbia (colonna sonora) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=66778880 Autori: 87.and.cry, AndreA, Ary29, Er Cicero, Formica rufa, Marcol-it, No2,
Phantomas, SuperVirtual, ValterVB
Changesbowie Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65091197 Autori: AndreA, Ary29, Er Cicero, Formica rufa, Mercury, Topolgnussy, 1 Modifiche anonime
ChangesOneBowie Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=66744000 Autori: Topolgnussy, Zack Tartufo
ChangesTwoBowie Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65362586 Autori: Bultro, Topolgnussy
Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (colonna sonora) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65362658 Autori: Andre86, Superchilum, Topolgnussy, 4 Modifiche
anonime
David Bowie (album) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=66019995 Autori: Archiegoodwinit, Ary29, Avemundi, B3t, Carnby, Dark, Giannib, Kruoit76g, Mats 90, Mau db,
Michele859, Piddu, Pierluca91, Piero, Qualc1, Sanremofilo, Senpai, Snowdog, Tenebroso, TierrayLibertad, Zizzu, 6 Modifiche anonime
David Live Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65383152 Autori: Ary29, Horcrux92, Mau db, Mercury, Michele859, No2, Sanremofilo, SunOfErat, Topolgnussy, 1 Modifiche
anonime
Diamond Dogs Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65605280 Autori: Alextrade2404, AndreA, Ary29, Caemlyn, Er Cicero, Giannib, Jollyroger, Kal-El, Kelvin, LilTrilly,
Massic80, Michele859, Number 21, Rdocb, Romero, Senpai, Ticket 2010081310004741, Topolgnussy, 10 Modifiche anonime
Earthling Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=66047641 Autori: AnjaManix, Er Cicero, Formica rufa, Marcol-it, No2, Pakdooik, Phantomas, Ticket 2010081310004741,
Topolgnussy, ValterVB, 3 Modifiche anonime
Glass Spider Live Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64229668 Autori: 87.and.cry, Mercury, Michele859, Moloch981, Topolgnussy, 1 Modifiche anonime
Heathen (album) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65078816 Autori: Ary29, Diddlino, Er Cicero, Sanremofilo, Topolgnussy, ZioNicco, 2 Modifiche anonime
"Heroes" Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65622529 Autori: 87.and.cry, AMDM12, Albypol, Ary29, Bonza, Dark, Giannib, Giorgio Leone, Jalo, LilTrilly, Mess,
Moongateclimber, Moroboshi, Piddu, Ritmo*, Sannita, Sky without clouds, SuperVirtual, Thrall87, Tia solzago, Topolgnussy, Wikif, 19 Modifiche anonime
'hours...' Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65326012 Autori: Alextrade2404, Ary29, Bultro, Dark, KS, Mats 90, Peppo, Piddu, Topolgnussy, Trikke, 4 Modifiche anonime
Hunky Dory Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=66432775 Autori: 2811Butterfly, Albypol, Aquatech, Archiegoodwinit, Cotton, Dark, Eumolpo, Fire90, Giannib, Lucarinaldoni,
MaEr, Michele859, MisterMicro, Nemo bis, No2, Pil56, Pracchia-78, Qualc1, Senpai, SunOfErat, SuperVirtual, Superchilum, ThisAmbiguo, Topolgnussy, Un chien andalou, Zizzu, 8 Modifiche
anonime
Images 1966-1967 Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64941688 Autori: Michele859, Sanremofilo, Topolgnussy
ISelect Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=67121683 Autori: Topolgnussy
Labyrinth (album David Bowie) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64237934 Autori: AttoRenato, Shivanarayana, Superchilum, Topolgnussy, 13 Modifiche anonime
Let's Dance (album David Bowie) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65876460 Autori: Andre86, Ary29, Er Cicero, Formica rufa, Frdric Gilliot, Horcrux92, LilTrilly,
Luca88w, No2, Phantomas, Sd, Topolgnussy, 5 Modifiche anonime
Live Santa Monica '72 Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64240128 Autori: Er Cicero, Mercury, Michele859, Orric, SpaceHeathen, Zack Tartufo, 1 Modifiche anonime
LiveAndWell.com Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64240234 Autori: GBG, Mercury, No2, 2 Modifiche anonime
Lodger (album) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64878238 Autori: Ary29, CavalloRazzo, Feus, Horcrux92, Michele859, Phantomas, Topolgnussy, 9 Modifiche anonime
Low (David Bowie) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64768108 Autori: 87.and.cry, Albypol, Aplasia, Ary29, Dark, Diana Artemide, Elitre, Eumolpo, Generale Lee, Giannib,
Guido,n,c,s, Kelvin, LilTrilly, MaEr, Michele859, Pequod76, Piddu, Rollopack, Sbisolo, Senpai, SunOfErat, SuperVirtual, Tenebroso, Thrall87, Topolgnussy, 13 Modifiche anonime
The Man Who Sold the World Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=66432785 Autori: Alpina, Alv21, Archiegoodwinit, Ary29, Dark, Fire90, Formica rufa, Giannib, Giba 73,
MaEr, Marcok, Mercury, Michele859, MisterMicro, Moloch981, No2, Pequod76, Phantomas, Piddu, Pil56, Qualc1, Sbisolo, Senpai, TierrayLibertad, Topolgnussy, Zizzu,
, 10 Modifiche anonime
Never Let Me Down Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=65493343 Autori: 2811Butterfly, Ary29, No2, Topolgnussy, 3 Modifiche anonime
The Next Day Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=67119929 Autori: Alienautic, DucaBianco80, Eumolpo, GiovanniBt2, Horcrux92, Jalo, LilTrilly, MichelePresutto, Nnvu,
Sanremofilo, Teodote, Topolgnussy, Wikiarcobaleno, Zack Tartufo, 13 Modifiche anonime
1.Outside Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=64922963 Autori: AMDM12, Ary29, Cotton, Dark, EdoGrinningSoul, Kelvin, Michele859, Napy65, Phantomas, Pracchia-78,
Topolgnussy, 4 Modifiche anonime
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