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Giuseppe Bissanti

Libro secondo: 9 Piccolo Dizionario Enciclopedico Armi, Arti e Discipline Marziali 9 Storia, Cultura, Personaggi

GIAPPONE antico e feudale

Chiara come il cristallo, affilata e luminosa, la mia mente non offre aperture perch il male possa attaccarsi.
Ueshiba Morihei - Aiki Kaiso

Nel Libro Primo: Notizie utili sulla pratica dellAikido

Stampato in proprio

Prima edizione, giugno 2002

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INDICE
LIBRO PRIMO Notizie utili sullAikido PIANO DELLOPERA INDICE PREFAZIONE AIKIDO PRIMA DI COMINCIARE Cuore, Amore, Aikido L Nota Bene L Pronuncia GLOSSARIO L Nota L Etichetta e comportamento: il Dojo In palestra L Etichetta e comportamento: labbigliamento Equipaggiamento L Etichetta e comportamento: sedersi, alzarsi L Etichetta e comportamento: il saluto (senzarmi) L Etichetta e comportamento: la lezione Esercizi di preparazione L Gli esercizi di preparazione Parti del corpo Posizioni Aggettivi Numeri Colori Concetti primari Unione Altri termini tecnici L La pratica, la tecnica I Maestri e gli Aiutanti. I principi del Bujutsu Concetti interiori dellAikido TERMINOLOGIA Elenco delle principali NEUTRALIZZAZIONI Elenco delle principali APPLICAZIONI delle neutralizzazioni Elenco delle principali AZIONI AGGRESSIVE L Le cadute, le tecniche ; Essere Aikido: la pratica serena e i tre mondi IL METODO DALLENAMENTO Considerazioni sul KI ; Il cammino, il viaggio, il Maestro L I quattro metodi di allenamento ESAMI L I requisiti per gli esami L Etichetta e comportamento: durante gli esami Cerca il Costruttore LIBRO SECONDO Piccolo Dizionario Enciclopedico sul Giappone Antico e Feudale INDICE PICCOLO DIZIONARIO ENCICLOPEDICO 1^ parte L Cronologia, periodi storici del Giappone, fatti importanti L Antiche arti da guerra L Tabelle comparative per misure e monete (dal secolo XII al XVI) L Note per la consultazione LEMMI dalla lettera A LEMMI dalla lettera M PICCOLO DIZIONARIO ENCICLOPEDICO 2^ PARTE (per approfondire un poco di pi) La Vita LArtista LAikido L Bibliografia 2 2 3 4 4 5 6 6 7 7 7 7 8 8 9 9 10 10 11 12 12 12 13 13 14 15 16 17 17 18 19 21 21 22 23 24 24 27 28 2 3 3 8 9 10 10 102 193 225 226

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PICCOLO DIZIONARIO ENCICLOPEDICO


L Cronologia, periodi storici del Giappone, fatti importanti a) Preistoria e Protostoria Periodo JOMON ~ 7500-300 a.C. Cultura nomade, basata su caccia (paleolitico e mesolitico). Ceramiche con impressioni a corda; figurine in terracotta (neolitico).

660 a.C. Il giorno 11 febbraio, per la mitologia, fondato lImpero giapponese nello Yamato, per opera di Jimmu Tenno, discendente della dea del sole, Ama-terasu-oho-mi-kami. Periodo YAYOI ~ 300 a.C.300 d.C. Et degli antichi Clan (uji); titoli ereditari. Economia agricola, riso. Lavorazioni di bronzo e ferro: grandi campane. Lavorazione della ceramica usando la tecnica della ruota.

57 d.c. Prima ambasceria alla Corte cinese (Dinastia Han orientale) degli isolani di Nu. Le trib Yamato invadono il Giappone occidentale. Il Clan Mikoto evolve in regno. Periodo KOFUN IV-VII secolo Tombe megalitiche. Statuine (Haniwa) di varie forme. Armi di ferro (tra cui spade tsurugi) e statuine di guerrieri vengono sepolte nelle tombe. ~ 360 Limperatrice Jingo, secondo la tradizione, guida uninvasione della Corea. ~ 450 Introduzione della scrittura cinese dalla Corea. b) Storia Periodo ASUKA 525-645 Influenza cino-coreana e introduzione del Buddismo. Riforma Taika. 538 Prima introduzione del Buddismo, favorito dal Clan Soga. Il re coreano Syongmyong invia allImperatore Senka Tenno i Tre Tesori, simboli del Buddismo: monaci, una selezione di scritti dottrinali (sutra), una statua di Sakyamuni. In Corea nasce e si espande il regno di Silla: il potere giapponese si attenua. 585 Scoppiano disordini allinaugurazione della pagoda di Toyoura; provvedimenti contro il Buddismo, che pu essere praticato solo privatamente. 587 Gli antibuddisti dei Clan Mononobe e Nakatomi sono sconfitti; inizia, con laiuto coreano, la costruzione del tempio Hokoji (terminato nel 596). 594 Il Buddismo proclamato religione di stato. 604 adottato il calendario cinese. 607 Prima ambasceria in Cina. 645 Riforma Taika: per consolidare il potere centrale (sul modello cinese), tutte le terre diventano di propriet dellImperatore, che le distribuisce alle famiglie in base al numero dei loro membri. Periodo NARA 645-794 Prima capitale. Influenza cinese, Dinastia Tang. 663 In Corea Silla, con lappoggio della Dinastia cinese Tang, sconfigge i guerrieri giapponesi ed annienta lalleato Paekche. I Coreani usano magistralmente la lancia. 672 Temmu usurpa il trono imperiale. 702 promulgato il Codice Tahito. 710 costruita, sul modello della capitale cinese Changan (Xian) la prima capitale imperiale, Nara. La burocrazia sispira al modello cinese. 712/720 Compilazione di cronache (Nihongi), gazzette (Fudoki) ed annali ufficiali (Kojiki). 740 Fujiwara Hirotsugu si ribella contro linfluenza esercitata a Corte del monaco Gembo. 764 Fujiwara Nakamaro sconfitto ed il potere torna allimperatrice Koken (Shotoku). Labate Dokyo nominato primo ministro. 784 La capitale trasferita a Nagaoka. 794 La capitale trasferita a Heian-kyo (Kyoto), appena fondata. 3

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Periodo HEIAN

794-1156 Et dei Nobili di Corte (Kuge, 794-1156). Seconda capitale. Sette esoteriche Tendai e Shingon. Cultura Fujiwara. Imperatori in ritiro.

801 Tamuramaro Sakanoue sottomette le trib indigene del nord (Ainu). Il potere imperiale decade. I capi del Clan Fujiwara si affermano come reggenti (sessho) e dittatori civili (kampaku). 833/967 Disordini, intrighi, lotte e rivolte: coinvolti imperatori, reggenti e dittatori. 858 Instaurata la Reggenza a Fujiwara (Reggenti Fujiwara: 890-1185). 935 Insurrezione di Taira Masakado (giustiziato nel 940) nelle Province orientali. XI sec. Guerre nelle Province del Nord e dellEst; Taira e Minamoto hanno la supremazia sulle casate guerriere. Nascono i governi claustrali: i sovrani abdicatari (joko) od entrati negli ordini monastici (ho), dai loro ritiri influenzano gli affari pubblici. 1051/62 Prima Guerra dei 9 Anni. I Minamoto eliminano il Clan Abe dal settentrione dellisola Honshu. 1083/87 Guerra dei Tre Anni: Minamoto Yoshiie elimina il Clan Kiyowara dal settentrione dellisola Honshu. 1086 La Dinastia imperiale, di fatto, esautorata (et degli Imperatori in ritiro). 1095 I monaci guerrieri (Yamabushi) del Monte Hiei discendono una prima volta a Kyoto. Periodo ROKUHARA 1156-1185 Dominio del Clan Taira. Et dei Baroni feudali e della Nobilt militare (Buke): si protrae fino al 1868. 1156 Taira Kiyomori, aristocratico provinciale, assume il controllo del governo civile. Insurrezione Hogen a Kyoto. 1156/58 Guerra di Hogen. Taira Kiyomori annienta molti capi del Clan Minamoto. 1159/60 Insurrezione di Heiji a Kyoto e guerra. Supremazia assoluta dei Taira. 1170 Primo seppuku documentato. 1180/85 Guerra Gempei tra Minamoto e Taira. Il Clan Taira, alla fine, annientato. 1181 Muore Taira Kiyomori. 1184 Distruzione dei Taira a Dannoura. Periodo KAMAKURA (prefeudale) 1185-1333 Primo shogunato. I reggenti Hojo. Introduzione del Buddismo Zen e influenza Dinastia cinese Song. Invasioni mongole.

1192 Minamoto-no Yoritomo si proclama Shogun; inizia lo shogunato (Bakufu) di Kamakura: il Governo militare convive con quello civile, formato dai cortigiani di Kyoto. 1205 Si afferma il Clan Hojo. 1210-1333 Supremazia dei reggenti (shikken) Hojo a Kamakura. 1215 Dalla Cina arrivano il t ed il Buddismo Zen. 1232 pubblicato il Joei Shikimoku, legge fondamentale del Paese. 1274 Prima tentata invasione mongola. Si distinguono gli arcieri di Kamakura. 1281 Seconda tentata invasione mongola, fallita grazie al vento divino (kamikaze), che scompagina la flotta, ed al micidiale uso della naginata da parte dei Bushi contro la superstite cavalleria mongola. 1331/36 Guerra di Genko. LImperatore Go-Daigo tenta di governare direttamente. Periodo ASHIKAGA (include, in parte, quello Muromachi) 1336-1568 Inizia lera feudale: i capi dei Clan si liberano dalla tutela del potere centrale, cui devono un vassallaggio nominale. Secondo shogunato: gli Shogun Ashikaga. Le Due Corti.

1333 Declino degli Hojo; cade Kamakura. 1336/92 Fine della reggenza Hojo. Go-Daigo fugge a Yoshino ed un rivale occupa il trono a Kyoto, protetto da Ashikaga Takauji, ribellatosi al legittimo sovrano. Tra la Corte del Sud (Yoshino) e 4

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NIHON la Corte del Nord (Kyoto) c guerra civile (guerra Nambokucho). Ashikaga Takauji (1308-1358) diventa Shogun, a Muromachi, Kyoto. Sono pubblicati gli Jinno Shoto-ki, Documenti della successione legittima dei sovrani divini. I Clan guerrieri si combattono nellisola di Kyushu. Le due corti sono riunificate a Kyoto. 1392-1573 Splendore culturale. Le armi da fuoco. Il Cristianesimo. Guerre di Onin; lotte continue in tutto il Paese (continuano fino al 1568). Insurrezione contadina nella provincia di Yamashino. Contatti con navigatori Portoghesi. Introduzione delle armi da fuoco. Arrivano i primi missionari cristiani (gesuiti portoghesi) e si diffonde il Cristianesimo. Apostolato di san Francesco Saverio. Oda Nobunaga occupa Kyoto, elimina i Clan avversari, distrugge i templi buddisti. Oda Nobunaga depone Yoshiaki, ultimo Shogun Ashikaga, annientando il Clan, e lotta per ripristinare lautorit dellImperatore. Fino al 1603 non ci sono altri Shogun. 1573-1603 Periodo del Paese in Guerra (sengoku jidai). I grandi condottieri e i dittatori. Unificazione nazionale. Repressione dei cristiani. I castelli.

1338 1339 1365/72 1392 1467/77 1485 1543 1545 1549/51 1568 1573

Periodo MUROMACHI

Periodo MOMOYAMA

1582/98 Supremazia di Toyotomi Hideyoshi, che centralizza il potere. Nasce il catasto delle terre. 1583 Muore Oda Nobunaga 1585 Tre Daimyo convertiti al Cristianesimo (nel 1580, in Giappone, ci sono circa 150.000 credenti, saliti al doppio nel 1600) inviano loro emissari a rendere omaggio a Papa Gregorio XIII; i primi giapponesi in Italia destano grande impressione e poca simpatia. 1587 Contrasti fra missionari gesuiti (portoghesi) e francescani (spagnoli) forniscono il pretesto per linterdizione alla loro opera (del Cristianesimo si dice che come lamore ostinato di una donna brutta). 1588 Toyotomi Hideyoshi disarma i Giapponesi ad eccezione dei Bushi ed unifica il Paese. 1592 Toyotomi Hideyoshi invade la Corea per la prima volta. 1596 36 missionari francescani sono crocefissi; repressione del Cristianesimo. 1597 Seconda invasione della Corea. 1598 Muore Toyotomi Hideyoshi; cessa la repressione contro i cristiani. 1600 Tokugawa Ieyasu, aiutato dai Fudai-Daimyo, i Signori dellinterno, sconfigge a Sekigahara una coalizione daltri Clan. I Toyotomi sono annientati. 1603 Ieyasu nominato Shogun ed inizia lo shogunato Tokugawa a Edo, odierna Tokyo. Periodo EDO 1603-1868 Terzo shogunato: gli Shogun Tokugawa. La nuova capitale. La lunga pace. Il Paese si chiude su se stesso e agli stranieri.

1614 Espulsi tutti i missionari, messo al bando il Cristianesimo, dottrina risultata incompatibile con lo spirito Shinto. 1615 Battaglia del Castello di Osaka, roccaforte del Clan Toyotomi; il Castello distrutto. Tokugawa Ieyasu promulga i Buke-sho hatto (Leggi delle Case Militari). 1622 Sono messi a morte oltre cento cristiani, fra cui molti preti stranieri. 1624 Gli Spagnoli sono espulsi dal Paese. 1633/36 Regolamenti per il controllo delle classi sociali ed instaurare una severa politica disolamento. Il Paese chiuso al resto del mondo, tranne limitati commerci a Nagasaki con mercanti olandesi e cinesi. Il Governatore di Nagasaki deve applicare i tre articoli di un decreto shogunale: 1) nessun vascello senza regolare licenza pu lasciare il Giappone; 2) nessun suddito giapponese pu lasciare il territorio nazionale per recarsi in un paese straniero; 3) i giapponesi che ri5

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NIHON torneranno in patria saranno giustiziati. Ribellione di Shimabara. Migliaia di contadini e ronin che si oppongono alla tirannia, unitamente a molti cristiani, si ritirano nel Castello di Hara, penisola di Shimabara, dove resistono parecchie settimane ai samurai Tokugawa, nonostante questi usino navi olandesi per bombardamenti dal mare. 37.000 cattolici sono uccisi a Nagasaki. I Portoghesi sono espulsi dal Paese. Tutti i porti sono chiusi agli stranieri, tranne Nagasaki per cinesi e olandesi. Tutti gli stranieri sono espulsi dal Paese, tranne una piccola Compagnia olandese. Lintero Paese, in pratica, isolato e congelato: nelle classi alte domina lo spirito repressivo, in quelle basse la paura, su tutti pesa il potere shogunale, che monopolizza il commercio estero e ricopre con lo sfarzo la grettezza interiore. Compilazione delle Cronache Nazionali (Dainihon-shi). Compilazione della Storia Generale del nostro Stato (Honcho Tsugan). Saga dei Quarantasette Ronin. Lo Shogun Tokugawa Yoshimune tenta riforme sociali e fiscali. Periodo di grandi carestie, difficolt economiche, catastrofi naturali e disordini sociali. Lo Shinto rinasce e si favorisce il ritorno al culto del Tenno. Fallisce la politica riformista del ministro Tanuma Okitsugo. Tentativi di riforme fiscali e sociali. soppressa ogni traccia di cultura eterodossa. Compaiono, al largo delle coste, vascelli da guerra americani e russi. Russia e America avanzano richieste per la riapertura dei porti. Carestia, gravi disordini interni, rivolte per il riso. Il Commodoro Perry (marina da guerra degli Stati Uniti dAmerica) entra per la prima volta nella baia di Tokyo, dopo averla forzata. Il governo shogunale stipula i cosiddetti Trattati Commerciali Ineguali, che favoriscono le pretese degli Occidentali. Si dimette lultimo Shogun Tokugawa, Yoshinobu: il potere amministrativo torna allImperatore. Restaurazione del potere imperiale; lImperatore Mutsuhito (nato nel 1852 e salito al trono il 31/1/1867), porta la capitale da Kyoto a Edo, ribattezzata Tokyo e installa un governo di nuovo tipo, chiamato Meiji (Governo Illuminato). 1868-1912 Le riforme e la modernizzazione. Le oligarchie e lespansionismo.

1637/38

1638 1639 1640 1649 1657 1670 1701/2 1716/51 1732/86 1772/76 1787 1790 1791 1804 1837 1853 1858 1867 1867/68

Periodo CONTEMPORANEO 1868-oggi. Era Meiji 1868/70 La carica di Shogun e le istituzioni feudali sono abolite. formato un esercito di leva e si introducono le tecnologie occidentali. 1869 di nuovo legalizzato il Cristianesimo e sono scoperti piccoli gruppi di cristiani nascosti. 1871 Sono aboliti gli han (i domini individuali dei Daimyo), rimpiazzati dalle Prefetture, dipendenti dal Governo centrale. Per i samurai reso facoltativo il porto della spada. 1872 Il Buddismo ufficialmente riconosciuto di pari importanza rispetto allo Scintoismo. Entra in funzione la prima linea ferroviaria, da Tokyo a Yokohama. 1873 varata la coscrizione obbligatoria: iscritti i maschi di ventanni (esclusi eredi, funzionari e alcuni professionisti), che devono prestare servizio militare attivo per tre anni, pi sei nella riserva. 1874 Lex vice Ministro allEducazione, Eto Shimpei, per protesta contro la politica governativa in Corea organizza una sommossa nellisola di Kyushu, alla testa di 2.000 samurai. Sconfitto, fugge nella provincia di Kagoshima e si unisce a Saigo Takamori, gi Maresciallo di campo dellImperatore e sostenitore dellideale di un esercito formato da soli samurai. 6

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1876 proibito a tutti, militari esclusi, di portare armi, di qualsiasi tipo. I samurai sono ufficialmente privati del simbolo della propria esistenza: la spada. A Kamamoto 200 di loro, organizzati nella Lega Kami-Kaze, assaltano la guarnigione imperiale armati proprio solo di spade: quelli che non restano uccisi dal fuoco dei difensori si suicidano. 1877 Insurrezione di Satsuma. Saigo Takamori (1827-1877) si ribella al Governo e guida 9.000 uomini 7.000 dei quali samurai, allievi delle scuole private dArti Marziali da lui organizzate nella penisola di Satsuma, nel sud di Kyushu contro le truppe dellarmata imperiale, formata da contadini-coscritti. I ribelli utilizzano anche armi da fuoco e artiglieria, ma sono sconfitti. Saigo, ultimo samurai, compie seppuku. 1889 promulgata una Costituzione simile a quella tedesca. Le Famiglie aristocratiche si organizzano in Corporazioni ed il Giappone cerca di acquisire nuovi mercati, anche attraverso lespansionismo militare. 1894/1905 Guerre despansione contro: Cina (1894-95, occupata Taiwan), Russia (1904-5, occupata la Manciuria meridionale) e Corea (occupata nel 1905; dal 1910 colonia). 1912 Muore lImperatore Mutsuhito, che ha riformato e modernizzato il Giappone, amico delle arti e poeta. Suo erede Yoshihito, malato, sotto la reggenza del principe ereditario Hirohito. Era Taisho 1913-1926 Occidentalizzazione accelerata; limperialismo. 1914/18 Il 15 agosto 1914 il Tenno, alleato della Gran Bretagna, dichiara guerra alla Germania: la 1^ Guerra Mondiale (1 agosto 1914-11 novembre 1918, Triplice Intesa contro Imperi Centrali) coinvolge lEstremo Oriente. Il Giappone conquista il protettorato tedesco in Cina, dalla quale ottiene concessioni politiche e commerciali notevoli. Era Showa 1926 1929 1931 1932 1926-1989 Le riforme. La Grande Asia, limperialismo e i conflitti. Sale al trono lImperatore Hirohito, reggente gi dal 1912. Governer per 63 anni. La Grande Crisi economica mondiale provoca una nuova ondata espansionista. Prende avvio un impressionante programma di riarmo, terrestre e, soprattutto, navale. In Manciuria costituito uno stato satellite (Manciukuo) e non vengono resi i territori ex germanici ricevuti in mandato. Il Giappone esce dalla Societ delle Nazioni e adotta ufficialmente il nome di Nihon (o Nippon), lettura giapponese del termine cinese Jihpn, abbreviazione di Jihpnkuo: paese (kuo) del sole (jin) levante (pn). firmato il Patto anti-Comintern con la Germania, in funzione antisovietica. invasa e largamente conquistata la Cina. A Pearl Harbor, il 7 dicembre 41, la flotta USA quasi completamente distrutta da un attacco aereo di sorpresa: il Giappone entra nella 2^ Guerra Mondiale e, con la parola dordine "lAsia agli asiatici", riesce rapidamente a occupare gran parte dellAsia sud-orientale e del Pacifico. Le forze armate giapponesi ripiegano su tutti i fronti di guerra. Il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945) pone fine alla guerra: il Giappone sarrende senza condizioni ed sottoposto al regime doccupazione militare statunitense fino al 1952. ratificata una nuova Costituzione, che impone: un radicale taglio alle spese militari; la creazione di forze armate unicamente con compiti di autodifesa; la sovranit al popolo; la umanizzazione dellImperatore, cui viene attribuito solo un ruolo simbolico. Muore lImperatore Hirohito, nato nel 1901 e sul trono dal 1926. 1989-oggi Dinamismo industriale, finanziario, commerciale. Interventismo statale. Prima riduzione della produzione industriale: esportazioni penalizzate dal rafforzamento dello yen, mentre sul mercato si affacciano nuove potenze regionali (p.es. la Cina). Crisi finanziaria degli anni 1997-98, comune a tutta lAsia orientale, ancora non superata.

1936 1937 1941/42 1942/45 1946 1989

Era Heisei

[si veda anche la voce Cronologia, Imperatori e imperatrici giapponesi shogun, nella seconda parte del Dizionario] 7

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L Antiche arti da guerra

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Con il termine Bugei sindica linsieme delle Arti da Guerra giapponesi, che possono prevedere o no luso delle armi. Le Arti con armi possono essere maggiori (con arco, lancia, spada; equitazione; nuoto), minori (uso di ventaglio, bastone, jitte) o collaterali (utilizzo di catene od altri arnesi; arti occulte). Il numero delle principali, denominate Kakuto Bugei, Arti Marziali, varia secondo gli esperti: da diciotto a pi di cinquanta. Di seguito sono elencate le principali, in ordine alfabetico. La solita avvertenza legata alla lingua giapponese: secondo le diverse fonti, possiamo trovare il nome della medesima Arte anche trascritto con i caratteri separati (Kusari Gama Jutsu o Kusarigama Jutsu, Iai Jutsu) o uniti da trattino (Kusari-gama-jutsu o Kusarigama-jutsu, Iai-jutsu) piuttosto che insieme (Kusarigamajutsu, Iaijutsu). 1 Ba-jutsu 2 Bo-jutsu 3 Chikiriki-jutsu 4 Chikujo-jutsu 5 Fukihari 6 Gekikan-jutsu 7 Genkotsu 8 Hayagake-jutsu 9 Hojo-jutsu 10 Ho-jutsu 11 Iai-jutsu 12 Jitte-jutsu (o Jitte) 13 Jo-jutsu 14 Ju-jutsu 15 Karumi-jutsu 16 Ken-jutsu 17 Kumi-uchi 18 Kusarigama-jutsu 19 Kyu-jutsu 20 Naginata-jutsu (o Naginata) 21 Noroshi-jutsu 22 Sasumata-jutsu 23 Senjo-jutsu 24 Shinobi-jutsu 25 Shuriken-jutsu 26 Sodegarami-jutsu 27 So-jutsu 28 Suiei-jutsu 29 Suijohoko-jutsu 30 Sumo (o Sumai) 31 Tam-bo Jutsu 32 Tessen-jutsu 33 Tanto-jutsu 34 Tetsubo-jutsu 35 Uchine 36 Yari-jutsu Equitazione militare Scherma (tecniche) con il bastone lungo Uso di palla di ferro, collegata con catena ad un corto manico Tecniche di fortificazione Tecniche di lancio con la bocca di piccoli aghi Uso di catena con palla di ferro Tecniche di attacco ai punti vitali Tecniche per aumentare la velocit in marcia e corsa Arte di legare il nemico Uso delle armi da fuoco Arte di estrarre la spada e colpire Uso della mazza di ferro Scherma (tecniche) con il bastone medio Lotta con il minimo uso darmi Tecniche per rendersi leggeri (salto, arrampicata, schivare colpi) Scherma (combattimento) con la spada (o le spade) Lotta senzarmi ma con armatura Uso di falcetto e palla di ferro, collegati con catena Tiro con larco da guerra Scherma (combattimento) con lalabarda (lancia a lama curva) Tecniche di segnalazione con il fuoco Uso del bastone forcuto per bloccare il nemico Arte di disporre le truppe in battaglia Arte dellinganno, del travestimento Tecniche di lancio di affilate, piccole armi Uso di unasta appuntita per disarcionare Scherma (combattimento) con lalabarda Tecniche per combattere in acqua con armatura addosso Tecniche per attraversare i corsi dacqua Lotta senzarmi n armatura Scherma (tecniche) con il bastone corto Uso del ventaglio di ferro Scherma (combattimento) con il pugnale Uso di una sbarra di ferro lunga Lancio di frecce con le mani Scherma (combattimento) la lancia a lama dritta

A queste potrebbero aggiungersene altre, quali Joba-jutsu o Yabusame (tiro con larco da cavallo); Tachi oyogi (nuoto con armi e armatura); Ninjutsu (tecniche, normalmente segrete e tramandate oralmente, patrimonio dei Ninja) eccetera. Shige Taka Minatsu, nel suo Storia delle Arti Marziali (1714), elenca oltre alle danze rituali, che ogni samurai deve conoscere le otto Arti Marziali nelle quali egli doveva eccellere. Esse sono: 8

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1. Il maneggio di tre specie darmi: 1.1. armi da impugnare Ken-jutsu (scherma con la sciabola impugnata a due mani) e Tanto-jutsu (uso del pugnale); 1.2. armi maneggiate a distanza So-jutsu, Yari-jutsu e Naginata-jutsu (scherma con alabarda, lancia a lama dritta e curva); 1.3. armi da getto Kyu-jutsu (tiro con larco). 2. Lallenamento in due discipline fondamentali: 2.1. Ba-jutsu (equitazione militare); 2.2. Suiei-jutsu, Suijohoko-jutsu e Tachi oyogi (nuoto). 3. La pratica del combattimento a corpo a corpo senzarmi, nelle sue tre grandi specialit: 3.1. Kempo, Karate e Atemi waza (tecniche di percossa); 3.2. Sumo (tecniche di forza contro forza) e Ju-jutsu (tecniche di non-resistenza contro forza); 3.3. Kappo (metodo di trattamento dei traumi). NOTA. Nel linguaggio colloquiale, il complesso delle Arti Marziali giapponesi chiamato Arti Marziali samurai mentre, in effetti, sarebbe forse pi giusto definirle, con particolare riferimento al Periodo Edo, antiSamurai! Il predominio dei Buke nella societ ha leffetto, tra gli altri, di impedire a chiunque di portare armi, tranne che ai samurai, ovviamente. Un uomo comune, forse, pu non temere molto laltezzoso ex guerriero trasformato in burocrate, spesso bloccato ad una scrivania, che magari si pavoneggia con antiche spade (se gi non le ha vendute o impegnate!). Altra faccenda trovarsi ad affrontare un Ronin affamato, disperato (e allenato) oppure un brigante. Da questo pericolo reale nascono (o, meglio, si sviluppano maggiormente) quelle Arti Marziali che utilizzano sia le tecniche a mani nude (p. es. Karate, Sumo, Ju-jutsu) sia luso di comuni oggetti e/o attrezzi (p. es. Kusarigama-jutsu, Jo-jutsu, Sasumata-jutsu). L Tabelle comparative per misure e monete (dal secolo XII al XVI) Misure di lunghezza 1 Rin 1 Bu (10 Rin) 1 Sun (10 Bu) 1 Shaku (10 Sun) 1 Ken (6 Shaku): = 0,303 mm. = 3,0303 mm. = 3,0303 cm. = 30,303 cm. - a Edo. = 1,757 m. - a Nagoya = 1,818 m. - a Kyoto = 1,908 m. 1 Jo (10 Shaku) = 3,0303 m. 1 Cho (60 Ken): - a Edo. - a Nagoya - a Kyoto 1 Ri (36 Cho): - a Edo. - a Nagoya - a Kyoto = 105,42 m. = 109,08 m. = 114,48 m. = 3,7951 km. = 3,9268 km. = 4,1212 km.

Per i tessuti: 1 Tan - da 25 a 30 Shaku 1 Kujira-shaku = 1 Shaku pi 1 Kiki = 2 Tan Misure di superficie 1 Tsubo (o Bu) 1 Se 1 Tan 1 Cho (60x50 ken) 1 Ri quadrato Per i terreni (varia secondo le Regioni): 1 Cho (60 Ken) - da 105,42 a 109,08 m. 1 Ri (36 Cho) - da 3,9 a 4,3 km. = 1 Ken quadrato = 30 Tsubo = 10 Se = 10 Tan = 36 Cho quadrati = circa 3,35 m2 = circa 1 ara = circa 10 are = circa 1 ettaro = circa 16 km2

Misure di capacit 1 Shaku = 1,8 centilitri 1 Go (10 Shaku) = 1,8 decilitri Misure di peso 1 Sho (10 Go) = 1,8 litri 1 To (10 Sho) = 18 litri 1 Koku (10 To) = 180 litri 1 Hyo (4 Koku) = 720 litri

1 Momme 1 Kin 1 Kan (1000 Momme)

= 3,75 grammi da 100 a 180 Momme, secondo le Regioni = 3,75 chilogrammi 9

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Grandezze monetarie

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Wado-kaiho dal 708 al 958 Moneta coniata in Giappone, di rame (talvolta dargento o doro) Mon (Sen, in cinese) dal 958 Importate dalla Cina; Kan al 1587/91 moneta da 1.000 Mon Monete giapponesi 1587 Tensho Tsuho: argento e oro 1592 Bunroku Tsuho: argento 1606 Keicho Tsuho: argento

L Note per la consultazione. Le voci, riportate in ordine strettamente alfabetico, si riferiscono non solo allAikido, ma anche (seppure in sedicesimo, per cos dire) alla storia ed alla cultura, alle Arti e Discipline Marziali del Giappone antico, nonch ai suoi personaggi pi illustri, ai miti ed alle armi caratteristiche. Questo non , per ovvi motivi, un completo dizionario nippo-italiano e, per altrettanto evidenti ragioni di opportunit, sono riportati unicamente i nomi di tecniche o posizioni del solo Aikido o con questa Disciplina connessi o comuni. Nei casi relativi ad altre Arti e Discipline Marziali, il fatto specificato. Le parole virgolettate che seguono una voce giapponese ne sono la traduzione, letterale (soprattutto) od informale. Talvolta, invece, pongono laccento su concetti o rimarcano un particolare valore del termine illustrato. Ogni lemma, quando ricorre nella descrizione daltre voci, riportato in rimando.
CARATTERE MAIUSCOLETTO,

come

In carattere corsivo sono indicati termini specifici o nomi propri (o di localit non universalmente note), che non sono ulteriormente approfonditi, anche se ricorrenti. Il
CARATTERE MAIUSCOLETTO CORSIVO evidenzia, QUANDO RICORRONO PER LA PRIMA VOLTA, quei vocaboli, AL SINGOLARE O AL PLURALE CHE SIANO, specificatamente tecnici piuttosto che di cultura generale, la cui spiegazio-

ne proposta nella seconda parte del presente Dizionario. Per i misteri della lingua GIAPPONESE [si veda anche la parte finale del Dizionario], pu accadere di trovare grafie non identiche per i medesimi termini: le sillabe che compongono questidioma, infatti, possono essere separate, tutte unite, alcune unite ed altre no, unite da trattini. Ad esempio la Cerimonia del T si pu trascrivere Cha-no-yu oppure Chanoyu ed anche Cha no Yu. Lo stesso vale in molti altri casi, ad esempio: O Sensei O-Sensei, Tan-to Tanto, Kara-te Karate. Lo stesso dicasi per Shiho Nage Shi-honage Shi Ho Nage Shihonage, Kata Te Tori Katate Tori Katate-tori e cos via. Pure lo stesso Aikido si pu trovare anche nelle forme Aiki-do Aiki Do. Abbiamo cercato, nei limiti del possibile, di mantenere unidentica grafia per gli stessi termini.

-AABASHIRI. Citt nativa di TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI, nel nord dellisola di Hokkaido. sede della Palestra Centrale(HONBU DOJO) del DAITO RYU AIKI-JUTSU, il DAITOKAN. ABE RYU o ABE TATE RYU. la scuola di KENDO tradizionale pi antica. Le sue tecniche discendono direttamente dal KEN-JUTSU praticato, ancora nel secolo XVII, dal Clan Abe, antichissima Famiglia SAMURAI. ABE TADASHI. (1920-1984) UCHI DESHI di O-SENSEI. Nella seconda met degli anni 50 abita in Francia ed introduce lAIKIDO in Europa. ABUMI. Staffa. di forma caratteristica, normalmente realizzata in legno con struttura metallica o totalmente in ferro, laccata e intarsiata dargento. Prima del IV secolo chiusa, a forma di scarpa; in seguito, fino alla fine del Periodo EDO (o TOKUGAWA, 1603-1868), costituita da un largo predellino, su cui poggia tutto il piede, con forma simile al profilo di un cigno. Talvolta un foro svolge le funzioni di YARI-ATE. AGE. Sollevare. Significa anche dal basso in alto. 10

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AGURA. Sedere (con le gambe distese davanti). E la maniera non protocollare di sedere, opposta alla SEIZA. AGURA-SO-KATSU. Procedimento seduto. Tecnica integrale di rianimazione (SO-KUATSU), che si applica al soggetto in posizione seduta. AI. Il carattere significa unione, armonia ed anche incontrare, essere in armonia. parola che compare, da sola o composta, in molti termini tecnici dellAIKIDO, oltre che nel nome stesso della Disciplina, ed esprime un concetto che fa parte della cultura e della filosofia giapponese. la forza vitale che governa luniverso e che lo mantiene in armonia, secondo movimenti sempre circolari, mai attraverso linee rette. Negli ultimi anni, UESHIBA MORIHEI usa questo termine sia per armonia sia per amore. Simmetrico, uguale. AI HANMI. Posizione simmetrica. Posizione reciproca iniziale. TORI e AITE sono in posizione simmetrica, entrambi con il medesimo piede avanzato (destro o sinistro per ambedue). La posizione speculare detta GYAKU HANMI. AIIRE. Finestra. AIIRE-SO-KUATSU. un KUATSU ad azione globale, praticato su paziente sdraiato, supino, che richiede lintervento di due operatori. [si veda SO-KUATSU] AI KAMAE o AI-GAMAE. Guardia uguale. Posizione di combattimento. Posizione naturale di guardia. Prima di eseguire una tecnica, TORI e per AITE hanno la medesima posizione: uno di fronte allaltro, un piede avanti (destro, MIGI; sinistro, HIDARI), il medesimo, per entrambi. AIKI. Armonia del KI. Unione degli spiriti. uno dei pi importanti fattori interni dellAIKIDO, unitamente a KI-NO-NAGARE, KI-MUSUBI (che gli assomiglia) e KOKYU HO. AIKI lespressione statica del KIAI: tutta la forza, lenergia, concentrata nellHARA, lo spirito quindi libero e in guardia. lattitudine, morale e spirituale, acquisita con lallenamento, che consente di vincere prima di (e senza) combattere. TAKEDA SOKAKU MINAMOTONO MASAYOSHI, uno dei Maestri di UESHIBA MORIHEI, gli dice: Se c una qualsiasi riserva, una piccola esitazione, anche un abile praticante pu essere sconfitto. Ascolta il suono senza suono, guarda la forma senza forma. Con unocchiata controlla lavversario e ottieni la vittoria senza combattimento. Questo il significato interno dellAiki. Per realizzare lAIKI, vale a dire lunione (AI) di tutto quanto costituisce lenergia vitale (KI) in un individuo, occorre praticare le tecniche per armonizzare CORPO, mente e spirito. anche il contegno fisico e morale che rispecchia lunit di corpo, mente, spirito. [N.B.: per CORPO si veda la seconda parte del Dizionario] AIKI BUDO. Denominazione usata da UESHIBA MORIHEI, dal 1932 al 1942, per la sua Arte. il periodo dellAIKIDO duro, aggressivo, caratterizzato da forza muscolare, tecniche penetranti, ATEMI sui punti vitali. Le proiezioni sono secche e violente, leve e trazioni lussano e disarticolano. Lo studio concentrato, per quanto riguarda le armi, su SPADA, lancia e baionetta. Le sfide da parte di praticanti di altre Arti Marziali sono continue, seppure non rivolte mai per timore della sua reputazione ad O-Sensei, ma ai suoi assistenti. Prima del 1942, tuttavia, il metodo di UESHIBA MORIHEI conosciuto anche con altri nomi: Kobukan Aiki-budo, Ueshiba Ryu Ju-jutsu, Tenshin Aiki-budo. AIKIDO. La Via dellArmonia. il cammino (DO) per giungere ad armonizzare (AI) la propria energia vitale (KI) con quella cosmica. Via dellarmonia con luniverso. la Via per lAIKI. unARTE MARZIALE appartenente al BUDO moderno, sviluppata dal MAESTRO UESHIBA MORIHEI (1881-1969) allinizio degli anni Venti del XX secolo. Il primo DOJO a Tokyo (di 80 TATAMI), aperto nellaprile 1931, il KOBUKAN, dove O-SENSEI insegna la sua Arte Marziale (ancora AIKI BUDO) e la propria filosofia di vita. Nasce nel 1945 lAssociazione AIKIKAI, che prende questo nome nel febbraio del 1948, dopo il periodo di bando delle ARTI MARZIALI imposto dalle forze doccupazione militari. LAIKIDO una Disciplina Marziale a pieno titolo, ispirata com non solo a JU-JUTSU (flessibilit), KEN-JUTSU (spostamenti, TAI SABAKI, e tecniche di scherma), SO-JUTSU (arte dellIRIMI), ed AIKIJUTSU e JU-JUTSU (numerose tecniche di base, leve e proiezioni), ma anche allo JO-JUTSU. In pi, la dimensione spirituale del tutto evidente (lAIKIDO si propone come una visione della vita basata sullAIKI e sullarmonia 11

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con il creato), derivando dalla ricerca personale, religiosa e filosofica, del Fondatore, seguace o studioso di SHINTO, Buddismo ZEN e SHINGON, OMOTO-KYO. Due, comunque, sono gli elementi distintivi dellAIKIDO, rispetto a tutte le altre Arti e Discipline Marziali ed agli sport: 1- le tecniche non sono legate a forme o regole rigide, ma sono mutevoli perch vive, nel senso che vivono con il praticante e cambiano con la sua maturazione spirituale e fisica [dice UESHIBA MORIHEI: LAikido non ha tecniche, perch i movimenti sono radicati nei principi naturali, non in forme rigide o astratte]; 2- non esistono competizioni. LAIKIDO diventato (anche) un metodo dautodifesa, soprattutto a mani nude, contro uno o pi avversari, armati o meno, metodo che utilizza il KIME dantica memoria, un TAI SABAKI perfezionato, la conoscenza dellanatomia umana e la rapidit nellesecuzione delle tecniche. La profonda religiosit del Maestro UESHIBA MORIHEI si esprime anche nella sua Disciplina: egli, infatti, vuole che il praticante si armonizzi non solo nel DOJO, con il compagno dallenamento, ma anche con lintero universo, nella sua vita quotidiana. Per far questo, e necessario ricondurre luomo alla Via della Spada (KUATSU-JIN-KEN), purificando lessenza profonda degli esseri umani da tutto quello che contrasta con il principio ed il concetto di AI: legoismo, lodio, il volere. Larmonia dellAIKIDO, inoltre, anche quella tra KI, il soffio vitale e TAI, il corpo, con la natura, oltre a quella simbolizzata nel DO tra SHIN, lanima, lo spirito e RI, la morale. In altre parole, lAikido la Via da percorrere per giungere alla perfezione, al SATORI: uno spirito purificato unito ad un corpo tonico e morbido. Per UESHIBA MORIHEI, solo chi percepisce e realizza con amore larmonia universale pu giungere allilluminazione, alla perfezione, alla libert. solo il continuo allenamento (TANREN) attraverso la conoscenza ed il progresso fisico, spirituale, psichico e morale che riesce ad educare al mutuo rispetto e consente di raggiungere la totale coordinazione fra mente e corpo, senza che intervenga il pensiero cosciente (HISHIRYO). Solo cos, con lo spirito svuotato dalle preoccupazioni materiali, possibile trovare un perfetto equilibrio e giungere ad uno stato di vigilanza permanente ed intuizione immediata (SEN-NO-SEN). Coordinamento totale, equilibrio, SEN-NO-SEN, HISHIRYO: la fusione di questi elementi dar luogo, sul TATAMI, alla perfetta esecuzione delle tecniche e, nella vita di tutti i giorni, al pieno controllo di noi stessi, delle nostre azioni, dellambiente che ci circonda. Le tecniche, in AIKIDO, consistono nella corretta e armonica applicazione di tutto ci che concorre a rendere inoffensivo un attacco, ma la loro esecuzione non lo scopo della pratica dellAIKIDO, perch esse sono soltanto uno strumento, un mezzo. Sono il mezzo che consente allAIKIDOKA di sciogliersi della rigidit psicofisica e di respirare in sintonia con il movimento, correttamente e naturalmente; sono lo strumento per rilassare lanima e focalizzare nel SEIKA TANDEN il proprio equilibrio. Equilibrato, centralizzato, rilassato, TORI controlla lo spazio che lo circonda, come fosse il centro di una sfera. Senza sforzo alcuno, pu parare, schivare, anticipare gli attacchi di AITE, proiettandolo rapidamente (in circuiti circolari verticali, orizzontali, obliqui dopo averlo sbilanciato ed attirato nel proprio centro), oppure bloccarlo a terra con efficaci leve articolari. I movimenti dellAIKIDO sono sciolti, continui, normalmente ampi; non esistono vere parate di contrapposizione, ma solo spostamenti avvolgenti (se ti spingono, ruota, TENKAN) uniti a entrate risolute (se ti tirano, entra, IRIMI). Due sono le principali categorie di tecniche dellAIKIDO, quelle di proiezioni (NAGE WAZA) e quelle di controllo o immobilizzazioni (KATAME WAZA, OSAE WAZA) dellavversario, che si applicano sia contro prese di MANO (TE-HODOKI) sia contro colpi (ATEMI, TSUKI, GERI), tanto con ARMI quanto senza. I pi importanti fattori esterni dellAIKIDO, i movimenti e le tecniche principali, rimaste invariate, sono: IRIMI, TENKAN, SHI HO NAGE e SUWARI IKKYO. I pi importanti fattori interni sono: KOKYU HO, KI-NO-NAGARE, KI-MUSUBI e AIKI. Pare che, in origine, molti WAZA dellAIKIDO siano stati dei KATA, delle forme di base del DAITO AIKIJUTSU, lo stile di AIKI-JUTSU codificato dal celebre MINAMOTO-NO YOSHIMITSU verso la fine del Periodo HEIAN, (794-1156). La prima versione dellAIKIDO, lAIKI-JUTSU, risale al Periodo KAMAKURA (1185-1392) ed insegnata ad AIZU, ai SAMURAI del Clan TAKEDA, i quali perfezionano il metodo di combattimento individuando i KYUSHO (punti vitali) da colpire. Un buon AIKIDOKA dovrebbe conoscere, oltre alle tecniche di proiezione e controllo, anche quelle per colpire i punti vitali (ATEMI WAZA) e per disarticolare (KANSETSU WAZA), quelle per strangolare (SHIME WAZA) e per lussare (ROFUSE). Inoltre, affinch la sua preparazione sia completa, dovrebbe studiare AIKI-JO (tecniche praticate maneggiando il bastone medio), AIKI-KEN e AIKI-TANTO (tecniche dAIKIDO praticate con la spada e con il pugnale). Il termine AIKIDO usato da UESHIBA MORIHEI, per la prima volta, nellanno 1942, quando afferma: Ho deciso di chiamare il nuovo Budo Aiki-do, da ai, armonia, che uguale ad ai, amore, anche se la parola aiki rappresenta un concetto antico. In Italia lAIKIDO si diffonde dal 1963. AIKIDOGI. Abito per lallenamento (KEIKO) nella pratica dellAIKIDO. Di norma consiste in un KEIKOGI per i primi sei gradi inferiori (KYU), cui saggiunge unHAKAMA nera per le cinture nere, i DAN, i livelli superiori (in al12

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cune scuole, lHAKAMA sindossa dal 3 KYU). Gli istruttori possono avere nera tanto lHAKAMA che il GI, mentre i Maestri, di solito, hanno tutto bianco. AIKIDOJO. Luogo dallenamento allAIKIDO. abbreviato in DOJO. AIKIDOKA. Chi pratica lAIKIDO. AIKI-HO. una dottrina che enfatizza lapplicazione della non-resistenza. Adottata in alcune scuole, tra cui lo YAGYU SHIN-KAGE RYU. AIKI-IN-YO. un metodo basato sullarmonizzazione ed il controllo della tecnica di respirazione. AIKI-IN-YO-HO. la dottrina dellarmonia dello spirito, basata sui concetti di YIN e YANG [si veda la voce ommyodo, nella seconda parte del Dizionario] e applicata allINSEGNAMENTO delle Arti Marziali. Il primo ad elaborare questa dottrina TAKEDA TAKUMI NO KAMI SOEMON (1758-1853), di AIZU. AIKI-JO. Tecniche dAIKIDO praticate con il bastone (JO). AIKI-JUTSU. Si pu dire sia lantenato da combattimento dellAIKIDO. Risale al Periodo KAMAKURA (11851392), quando patrimonio della Famiglia TAKEDA, ad AIZU. Le tecniche utilizzate sono, in larga parte, praticate ancora oggi, seppure in modo molto diverso (non pi necessario uccidere lavversario!). Ai NAGE WAZA e KATAME WAZA, si sommano perci le tecniche per colpire i punti vitali (ATEMI WAZA), quelle per disarticolare (KANSETSU WAZA), per strangolare (SHIME WAZA) e per lussare (ROFUSE). AIKIKAI. La prima Scuola ufficiale dellAIKIDO. fondata il 22.11.1945 a Tokiwa ed assume il nome nel 1948, stabilendo la sede a Wakamatsu-cho, Tokyo, dove ancora si trova la Palestra Centrale (HONBU DOJO). AIKI KAISO. Il Fondatore dellAIKIDO, UESHIBA MORIHEI. AIKI-KEN. Tecniche dAIKIDO praticate con la spada (KEN). Normalmente si utilizza il BOKKEN. AIKI-KUATSU. Tecnica di assistenza respiratoria (a bocca a bocca), che fa parte della serie di KUATSU respiratori (HAI-KUATSU) con percussioni riflessogene. AIKI NAGE. Proiezione AIKI. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA). TORI proietta UKE dopo aver unito lenergia di entrambi. AIKI-NO-SEN. Opportunit. AIKI OTOSHI. Caduta AIKI. La caduta di UKE laterale. AIKI RYU dITALIA. Moderna scuola dAIKIDO, fondata dal Maestro Riccardo Rampado. AIKI TAISO o AIKI UNDO. linsieme degli esercizi fisici specializzati, preparatori, dellAIKIDO. Consiste in movimenti compiuti da soli (TANDOKU DOSA) o in coppia (SOTAI DOSA), basati sulla concentrazione e, soprattutto, sulla respirazione controllata (KOKYU). I movimenti servono ad armonizzare corpo e spirito. AIKI-TANTO. Tecniche dAIKIDO praticate con il coltello (TAN-TO). AIKUCHI. Coltello-pugnale. Ha LAMA quasi diritta, di 20-28 cm, a TAGLIO singolo. Il nome significa simpatico compagno, ma si pu tradurre anche a bocca a bocca o incontra limboccatura. Non ha ELSO (TSUBA), e non rientra nella classe TAN-TO. Il nome deriva proprio dalla mancanza di elso: la fascia inferiore dellIMPUGNATURA a diretto contatto con limboccatura del fodero. Inizialmente usato da chi uomo anziano o eremita non porta pi la spada, ma non vuole trovarsi disarmato. Durante lo SHOGUNATO TOKUGAWA (1603-1868) lAIKUCHI simboleggia uno stato sociale elevato, con impugnatura di lacca, fodero munito di KOZUKA e KOGAI, FORNIMENTI doro, argento, rame o leghe e lama non pi lunga di 18-20 cm. Quando utilizzato per il suicidio rituale (SEPPUKU) soprattutto dalle Dame della Corte imperiale lAIKUCHI ha impugnatura in legno bianco e fodero di legno. In precedenza era noto come kusungobu, termine indicante lo 0,95 del piede giapponese (pari a circa 27 cm, approssimativa misura iniziale della lama). 13

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AINU. Popolazione paleoasiatica, di tipo paleoeuropide, primitiva abitatrice del GIAPPONE. Oggi stanziata nelle isole settentrionali dellArcipelago Giapponese (Hokkaido) e nellIsola di Sakhalin. Gli AINU, ridotti a circa 15.000 individui, sono dediti allagricoltura, alla caccia e alla pesca, praticano la scultura in legno e la tessitura. Le strutture di parentela sono matrilineari; la religione si fonda sulladorazione delle divinit naturali (Sole e Luna) e sul totemismo (culto dellinao e dellorso). AI-NUKE. Situazione di stallo. Si riscontra quando due combattenti, avendo armonizzato i propri KI, non possono pi affrontarsi. Lunione dei KI pu essere raggiunta sia prima sia durante lo scontro, ma da quel momento in poi non pu esserci n vincitore n vinto: combattere diventa inutile. AIO RYU. Antica (1600) scuola dArti Marziali. Fonde tecniche di JU-JUTSU e YARI-JUTSU (scherma con la lancia). AITE. Che spezza larmonia. NELLAIKIDO lUKE, il compagno dallenamento. In altre Discipline o Arti Marziali pu indicare una posizione o un atteggiamento. AI UCHI. Indica unazione simultanea. Due combattenti, nel medesimo tempo, eseguono simultaneamente la stessa tecnica. AIZU. Clan guerriero dellisola Honshu. anche il nome del relativo feudo e della provincia coincidente. Oggi la zona nella Prefettura di Fukushima. AIZU KAGE RYU. Con questo nome anche conosciuta la scuola KAGE RYU di KEN-JUTSU, fondata da AIZU IKO. AIZU IKO. (1452-1538) Celebre spadaccino. il fondatore della scuola AIZU KAGE RYU di KEN-JUTSU (scherma con la spada). AIZU-TODOME. Tecniche segrete della Famiglia TAKEDA. Sviluppate nellambito del DAITO AIKIJUTSU, prendono questo nome quando TAKEDA Kunitsugu si trasferisce ad AIZU, nel 1574. sono conosciute anche come OSHIKI-UCHI ed anche ODOME. AKA. Rosso. sconsigliato, per ragioni deducazione (si legge male) e scaramantiche (porta male), scrivere ad un Giapponese utilizzando inchiostro rosso. AKINDO. Mercante. Anche SHO. AKIRESUKEN. Tendine dAchille. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. AKIYAMA SHINOBU. Medico di Nagasaki. Dopo un viaggio in Cina durante il quale apprende lHAKUDA (cio il KEMPO) ed il KAPPO fonda nel 1732 lo YOSHIN RYU, Scuola del Cuore di Salice, di JU-JUTSU e KENJUTSU. Si dice abbia inventato oltre 300 tecniche di JU-JUTSU che, poi, ispirano KANO JIGORO quando d origine al moderno JUDO (dopo aver frequentato lo YOSHIN RYU). AKO-GISHI. Storia dei Valorosi di Ako. Cos, in Giappone, ricordata lepopea dei QUARANTASETTE RONIN, che nel teatro KABUKI viene rappresentata col titolo CHUSHINGURA. AMAKUNI. il primo armaiolo il cui nome sia certamente registrato. Attivo nella provincia di YAMATO nel 701 d.C. circa. AMA-TERASU-OHO-MI-KAMI. Grande Augusta Dea che Illumina il Cielo. la dea del sole, figlia dIZANAGI-NO-MIKOTO e progenitrice della Dinastia imperiale giapponese. AME-NO-MINAKA-NUSHI. il Creatore dellUniverso, la Parola Suprema al centro della pulsazione cosmica. una divinit (o Dio stesso?) che UESHIBA MORIHEI venera ed onora: concepita come esistente qui dentro di noi e non l fuori (Paradiso o NIRVANA che sia), la sacra fiamma che arde nel nostro corpo. AMON. Cranio. 14

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AMON-KUATSU. Massaggio ANTALGICO cranico. Tecnica di rianimazione che fa parte della serie di KUATSU particolari: percussioni riflessogene adatte per traumi cranico-cervicali e per le cefalee. Si attuano per regolare turbe neuro-vegetative, sollevare da stati sincopali e migliorare la funzionalit dopo la rianimazione. ANAZAWA RYU. Scuola tradizionale di scherma con NAGINATA (NAGINATA-JUTSU). La sua fondazione risale al secolo XVII e, inizialmente, destinata ad allenare le donne delle Famiglie militari: in caso dattacco, saper usare la NAGINATA essenziale per proteggere lonore e la vita. ANSHA. Generosit. quella che, secondo INAZO NITOBE, il vero BUSHI deve possedere. [si veda BUSHIDO] ANZAWA HEIJIRO. (1887-1970) Maestro di KYUDO. tra gli ultimi grandi Maestri di questa Disciplina: ne ravviva la pratica in Patria e contribuisce a farla conoscere fuori del Giappone, viaggiando e soggiornando allestero. Scrive il Dai-sha-do, La Grande Dottrina del Tiro con lArco, riportando linsegnamento del Maestro AWA KENZO, di cui allievo. AOIRO. Blu. ARAKI MATAEMON MINAMOTO-NO HIDETSUNA. (1584-1638) Maestro di KEN-JUTSU. Appartiene alla Famiglia Matsudaira, di Echizen, ed soprannominato Mujinsai. Prima di fondare la sua scuola, lARAKI RYU, ARAKI MATAEMON MINAMOTO-NO HIDETSUNA studia le tecniche e gli stili della YAGYU SHIN-KAGE RYU e del MUSO JIKIDEN RYU. ARAKI RYU. Scuola dArti Marziali fondata da ARAKI MATAEMON MINAMOTO-NO HIDETSUNA ed ancora attiva. Inizialmente chiamata TORITE-KOGUSOKU (come lo stile insegnato nel TAKENOUCHI RYU), poi Moro Budo Arakiryu-kempo, nellARAKI RYU sinsegnano numerose Arti Marziali, tra cui KEN-JUTSU, KENDO, KOGUSOKU-JUTSU, KUSARIGAMA-JUTSU, JU-JUTSU. Nellallenamento di KEN-JUTSU, inizialmente, si usano spade di legno, speso ricoperte di stoffa bianca (SHIROBO, bastone bianco). ARASHI. Tempesta. ARASHIKO. Si veda KOMONO. ARIMA SHINTO RYU. Scuola di KEN-JUTSU, fondata da Arima Motonobu. La tradizione vuole che questo RYU derivi dal TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. ASA-GEIKO. Allenamento del Mattino. Allenamento (KEIKO) del BUDOKA, fatto di mattino presto, destate. Questo tipo dallenamento completa il KAN-GEIKO (linvernale) e lHATSU-GEIKO (fatto allinizio dellanno). ASHI. Piede, piedi. Gamba. Passo; avanzamento. ASHIGARU. Piede leggero o dalle agili gambe. Truppe contadine, allinizio normalmente reclutate da capi guerrieri di non molta importanza per costituire contingenti di fanteria armata alla leggera. L ASHIGARU lantesignano del SAMURAI di basso livello. La seconda parte del Periodo MUROMACHI (e liniziale del Periodo MOMOYAMA) conosciuta come SENGOKU JIDAI (Era del Paese in guerra o Era della Guerra, dal 1467 al 1568), perch caratterizzata da incessanti lotte per il potere fra i Signori locali. I DAIMYO hanno bisogno del maggior numero possibile di combattenti, quindi ricorrono spesso allimpiego di truppe contadine, con il rischio tanto di diserzioni di massa (prima, durante o dopo la battaglia), quanto, al minimo, di lasciare le terre prive dellindispensabile forza-lavoro. Il primo DAIMYO in grado di disciplinare i propri ASHIGARU, trasformandoli in una forza combattente disciplinata e fedele, TAKEDA SHINGEN (1521-1573). Costui famoso anche perch il suo nome associato ad un tipo di TSUBA [si veda SHINGEN TSUBA] riesce ad inculcare nei suoi CONTADINI armati il principio di fedelt proprio dei SAMURAI, che sono soggetti, in ogni caso, ad un diverso vincolo in quanto, spesso, vassalli feudali. Gli ASHIGARU sono tra i primi, unitamente agli ZUSA, ad utilizzare le armi da fuoco (TEPPO) sul campo di battaglia. ASHI-GATANA. Taglio del piede. Piede usato come spada. Bordo esterno del piede. Pure SOKUTO. 15

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ASHIKAGA. Casata feudale: governa il Paese (con quindici SHOGUN) dal 1338 al 1573. Sono gli ASHIKAGA, per primi, a considerare lo SHOGUNATO come una carica ereditaria familiare e sotto il loro dominio inizia a formarsi la casta di latifondisti feudali (i DAIMYO), mentre i SAMURAI diventano guerrieri professionisti. Il problema essenziale del Clan lo scarso potere personale, quello basato sul possesso della terra: i pochi SHOEN (non pi di trentacinque, nel secolo XV) rappresentano frazioni di provincia, e nemmeno delle pi ricche. A questo si aggiunge lo scarso peso militare [si veda HOKOSHU], bilanciato per da unaccorta politica dalleanze. Indica il momento storico dal 1336 al 1568 (che si sovrappone parzialmente al Periodo MUROMACHI, 1392-1573), caratterizzato da instabilit politica e perdita di potere della Corte imperiale. Avvenimenti importanti sono: la fine della reggenza HOJO; la fuga a Yoshino dellImperatore GO-DAIGO, mentre un rivale occupa il trono a KYOTO, protetto da ASHIKAGA TAKAUJI; le guerre continue tra la Corte Meridionale (Yoshino) e la Corte Settentrionale (KYOTO). Questo comunque uno dei periodi pi splendidi della cultura e dellarte di ispirazione ZEN del Giappone. da questo Periodo che, per convenzione, inizia la vera epoca feudale del Giappone: i capi dei vari Clan si liberano quasi totalmente dalla tutela del potere centrale, cui devono, in pratica, un vassallaggio poco pi che nominale. ASHIKAGA TAKAUJI. il primo degli SHOGUN ASHIKAGA. Dopo aver guidato le truppe fedeli allImperatore GO-DAIGO nella riconquista del potere, contro i reggenti HOJO, si ribella sia per le riforme dellImperatore (SHUGO rimpiazzati da cortigiani civili, titolo di SHOGUN attribuito al di lui figlio) sia per le scarse ricompense ottenute. Nel 1335 scaccia GO-DAIGO da KYOTO e mette al suo posto un altro membro della Famiglia imperiale, ottenendone la nomina a SHOGUN (solo un Imperatore pu attribuire questo titolo). La guerra civile nota come guerra Nambokucho tra i due Imperatori, luno che ha sede a Yoshino (la Corte Meridionale), laltro che governa a KYOTO (la Corte Settentrionale), dura sessantanni. ASHIKO. Ramponi utilizzati soprattutto dai NINJA. Suole di metallo con quattro ganci: fissate alle calzature, facilitano i NINJA nelle loro arrampicate. ASHI-KUBI. Caviglia. ASHINAKA. Sandali di paglia per uso quotidiano. ASHI SABAKI. Studio degli spostamenti di piedi e gambe. Fa parte dei TAI SABAKI. ASHI-URA. Pianta del piede. Pure TEISOKU. ASHI-ZOKU. Dorso del piede. Pure HAISOKU. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. ASUKA. Indica lepoca storica dal 525 al 645. caratterizzato, tra laltro, dallintroduzione del BUDDISMO, sotto linfluenza cinese e, soprattutto, coreana e dalla sua affermazione come Religione di Stato. Al 645 risale la Riforma Taika: per consolidare il potere centrale (sul modello cinese), tutte le terre diventano di propriet dellImperatore, che le distribuisce alle famiglie in base al numero dei loro componenti. ATAMA. Testa. Anche MEN, TSU, KASHIRA, TO. Durante il medioevo giapponese, spesso, la guerra si trasforma in una sorta di caccia alla testa. prassi comune mozzare il capo degli sconfitti, uccisi in battaglia, suicidi dopo la cattura o soppressi se feriti: maggiore il numero delle teste raccolte, maggiore lonore e quasi sempre la ricompensa che va al guerriero. Le teste mozzate dei nemici dalto rango, della cui identit il generale vincitore vuole personalmente assicurarsi, sono tenute in recipienti pieni di SAK. ATE. Percossa. Deriva da ATERU, colpire. ATEMI. Colpo al corpo, da ATERU, colpire e MI, corpo. la percossa inflitta con una qualsiasi parte del corpo umano: dita e mani (aperte o chiuse a pugno); polsi, avambracci, gomiti e braccia; gambe, ginocchia, tibie e piedi; testa [si veda la voce corpo nella seconda parte del Dizionario]. Obiettivo dellATEMI soprattutto nellantico BUDO un KYUSHO, un punto debole (o vitale) del corpo dellavversario, possibilmente scoperto, allo scopo di metterlo fuori combattimento (paralisi da dolore e disorientamento; TRAUMA pi o meno grave, con perdita di conoscenza o morte). NellAIKIDO di base, normalmente, gli ATEMI sono appena accennati o soppressi del tutto, per evitare sia ogni rischio e pericolo nei principianti, sia lillusione negli studenti avanzati che un colpo ben portato possa sostituire la corrette esecuzione di una tecnica. Ci non significa escluderne 16

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lo studio: tutte le tecniche di AIKIDO prevedono lATEMI [O-SENSEI, definendo la sua Disciplina, dice: LAikido irimi e atemi], da quello leggero, che attraverso un improvviso dolore in un KYUSHO interrompe la concentrazione dellavversario e blocca la sua intenzione aggressiva, a quello che provoca uno svenimento. In ogni caso gli ATEMI che normalmente si sferrano con il TE-GATANA (taglio della mano) andrebbero studiati unitamente alla traumatologia (SEI-FUKU-JUTSU), ai metodi di rianimazione (KUATSU, KAPPO) e male certo non farebbe una buona conoscenza di anatomia (sistema nervoso centrale e periferico, soprattutto) e delementi di Medicina Tradizionale Cinese, AGOPUNTURA o SHIATSU. ATEMI WAZA. Tecniche di percussione. Fanno parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere; si veda L Antiche arti da guerra). Queste tecniche, che sono antichissime, hanno come obiettivo, soprattutto, i KYUSHO, i punti vitali (o deboli) che, se colpiti, mettono lavversario fuori combattimento. Ogni praticante dArte Marziale (BUDOKA) che abbia raggiunto la qualifica di DANSHA (cintura nera), quindi, indispensabile che conosca la dislocazione dei KYUSHO e possieda a nozioni danatomia e fisiologia (e, magari, rudimenti di Medicina Tradizionale). Ci, soprattutto, ad evitare incidenti nellallenamento. ATERU. Colpire. Etimologicamente, il verbo esprime lidea di stimare con precisione la superficie di un campo, valutandola con esattezza. Per estensione, ATERU significa anche collocarsi esattamente nel punto voluto (al centro del bersaglio, per esempio). Allidea di stima, valutazione, saggiunge la notazione di successo. ATO-NO-SEN o ATO-NO-SAKI. Iniziativa difensiva. Indica il concetto di movimento difensivo attuato non appena sintuisce la volont dellavversario di attaccare: bloccato lattacco avversario, possibile un immediato contrattacco. questo il principio che UESHIBA MORIHEI mette alla base dellAikido, in luogo del KOBO-ICHI (unit in attacco e difesa). Si dice anche GO-NO-SEN. ATSU. Premere. AYUMI ASHI. Passo alternato. Spostamento base (TAI SABAKI). Si esegue, mantenendo la guardia, spostando per primo il piede arretrato, girato verso lesterno del corpo, che supera laltro e si punta. I piedi scivolano al suolo, senza mai sollevarsi. Pu essere in avanti o indietro (ROPPO). Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). AYUMU. Camminare. AWA KENZO. (1880-1939) Grande Maestro di KYUDO. AWASERU. Incontrare. AZUMA KAGAMI. Lo Specchio della Terra Orientale. una cronaca, completata nel 1270 circa, composta soprattutto da rapporti sia ufficiali, del BAKUFU di KAMAKURA, sia di nobili. Dalla sua lettura si evince il contegno dei SAMURAI del tempo, con la descrizione del loro comportamento ed il racconto di atti deroismo.

-BBA. Cavallo; equitazione in senso lato. I cavalli giapponesi, inizialmente, non sono ferrati ed abbisognano, quindi, di frequenti periodi di riposo. Nelle lunghe marce di trasferimento gli zoccoli sono avvolti in paglia, ad evitare inutili ferite. BAI. Susino. Rappresenta il simbolo dellamore. Medico dei cavalli. una figura importante nel Giappone feudale, dove i cavalli sono oggetto di cure ed attenzioni da parte dei guerrieri di professione, i BUSHI. BA-JUTSU. Tecniche equestri, equitazione. Fanno parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere; si veda L Antiche arti da guerra). Il guerriero professioni17

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sta di un tempo , essenzialmente, un cavaliere; quindi evidente limportanza di saper governare il cavallo e combattere contemporaneamente. Il BA-JUTSU praticato da tutte le Famiglie Militari (BUKE) ognuna con le proprie tecniche, il suo stile e comprende corsi completi di equitazione: il BUSHI impara sia a condurre il cavallo guidandolo solo con la pressione delle gambe (le redini si fissano ad un anello dellARMATURA), sia ad impiegare tutte le armi del suo arsenale: arco lungo (YUMI), grandi spade (NO-DACHI, TACHI, NAGAMAKI), lance (YARI, nelle diverse varianti). Stabilmente e comodamente seduto in sella (di legno, ricoperta di cuoio o tessuto), i piedi ben piantati nelle larghe staffe (ABUMI), il SAMURAI impara a cavalcare perfettamente, con e senza armatura e addestra il cavallo anche al salto di ostacoli e ad attraversare profondi corsi dacqua. Al secolo XV risale una tra le pi antiche scuole di BA-JUTSU, lOTSUBO RYU, che utilizza lo YUMI e la NO-DACHI. BAKUFU. Governo della Tenda. il nome con cui sindica lo SHOGUNATO, il governo militare dello SHOGUN, composto quasi per intero da guerrieri professionisti. Il primo BAKUFU risale al 1192, quando MINAMOTONO YORITOMO si proclama SHOGUN e governa, formalmente, in nome dellImperatore. Sono tre i BAKUFU nella storia del Giappone: lo SHOGUNATO di KAMAKURA (1185-1333), quello degli ASHIKAGA (1336-1573), lo SHOGUNATO dei TOKUGAWA (o di EDO, 1603-1868). BAKU-HAN. Sistema di governo locale. Introdotto allinizio dello SHOGUNATO TOKUGAWA (1603-1868), trasforma listituto dellHAN, fondamentalmente di tipo militare, in una sorta di piccolo regno, sulla falsariga del BAKUFU. Ogni DAIMYO spinto a rendere prospero il proprio feudo, ricorrendo possibilmente allautarchia. BANKOKU-CHOKI. Antica ARMA, utilizzata per infliggere ATEMI mortali, di cui si ha notizia nei primi anni del 1600. un anello piatto, talvolta munito di aculei e rientra nel gruppo delle KAKUSHI, le armi nascoste, facilmente occultabili tra gli abiti. Difficilmente un BUSHI utilizza armi di questo genere, considerate poco onorevoli e quindi adatte solo al popolo, ai NINJA, ai briganti. Una scuola, la NAGAO RYU, risalente al secolo XVII, insegna luso del BANKOKU-CHOKI (KAKUSHI-JUTSU). BANSENSHUKAI. Cento, mille Fiumi. un trattato del 1676 sul NINJUTSU, di cui descrive gli aspetti psicofisici. Dellautore si conosce il nome, Fujibayashi, e si sa che appartiene al TOGAKURE RYU, nella provincia di Iga. BANSHO SHIRABESHO. Istituto per lo Studio dei Libri dei barbari. il maggior centro di formazione per insegnanti giapponesi, aperto nel 1857. Compito peculiare degli studiosi quello di conoscere e far conoscere la tecnologia soprattutto militare degli Occidentali. BARAI. Suffisso per spazzata (HARAI). BASAMI. Suffisso per forbici (HASAMI). BATTO-JUTSU. Con questo nome, anticamente, anche indicato lo IAI-JUTSU. uno stile di combattimento con la spada che si fa risalire a HAYASHIZAKI SHIGENOBU, guerriero del secolo XVII. Lo stile cura molto la velocit dellazione e la precisione del colpo. BE. Uomini di unarte. Gruppi di lavoratori o di ARTIGIANI. Al disotto degli aristocratici UJI, sono raggruppati non per ereditariet, ma occupazione e per luogo di residenza. La maggior parte di loro contadina. BENKEI. Leggendario monaco del secolo XII. La tradizione vuole che questo religioso, esperto di BO-JUTSU e abile combattente, affronti con un BO rivestito di ferro MINAMOTO-NO YOSHITSUNE fratello minore di MINAMOTO-NO YORITOMO, ancora non investito della carica di SHOGUN e ne sia sconfitto, diventandone quindi fidato consigliere. Pare che MINAMOTO-NO YOSHITSUNE utilizzi un semplice VENTAGLIO di ferro, per parare i suoi colpi. BISEN-TO. Arma in asta. simile alla NAGINATA, ma la lama pi somigliante ad una falce, corta e spessa. Duso comune fra contadini, anche arma dei NINJA. BITEI. Coccige. Punto del coccige e dei bordi laterali dellosso sacro. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. BO. Bastone. Indica, di solito, il bastone lungo fino a 280 cm, di legno di quercia. anche termine omnicomprensivo per tutti i bastoni, lunghi (KYUSHAKU-BO, ROKUSHAKU-BO), medi (JO, HAN-BO) e corti (TAM-BO, KE18

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BO).

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Nel Periodo EDO (1603-1868) il BO di legno diventa strumento per ordine pubblico: se ben manovrato, pu sconfiggere anche un abile spadaccino. Oggi la polizia giapponese utilizza manganelli e sfollagente detti KEI-BO e KEI-JO. BO-JUTSU. Arte della scherma di bastone. Arte di maneggiare il bastone. Si pu studiare in maniera complementare ad AIKIDO, KENDO e KARATE, oppure separatamente. Lo studio di questArte Marziale si basa sullAPPRENDIMENTO di numerosi KATA, spesso eseguiti, senza protezioni, allaperto. Temibili praticanti di BOJUTSU sono i monaci-guerrieri (YAMABUSHI, SOHEI), che spesso usano rivestire di ferro i loro bastoni, quando non utilizzano aste totalmente di metallo (KANA-BO). Anche questArte giunge dalla Cina e dalla Corea, dove studiata nei monasteri buddisti: i monaci giapponesi adattano e migliorano le tecniche di bastone, adattandole allo stile locale. BOKKEN o BOKEN. Spada di legno duro. detta anche bokuto e replica la foggia della KATANA, anche se la scuola dorigine pu determinarne una forma diversa. fabbricata con quercia rossa (akagi) o bianca (shiragashi), nespolo (biwa), legno di rosa (sunuke) o ebano (koutan). Solitamente lungo 105 cm, il BOKKEN si usa negli allenamenti di KEN-JUTSU e AIKI-KEN. Le prime notizie sulluso di un bastone di legno duro, in forma di spada, risalgono al 400 a.C. BOKU. Albero. BOKUSEKI. Arte della Calligrafia. Si veda SHODO. BONGE. Linsieme degli abitanti delle campagne, contadini in generale. Sono detti anche gente comune (KOOTSUNIN) oppure persone dai cento nomi (HYAKUSHONIN) poich, non avendo diritto ad un cognome, sono designati con nomignoli di fantasia. Si dividono in CLASSI (a salire): ZOMIN (senza specializzazione), GENIN o NUHI (gente inferiore), GESAKUNIN (piccoli coltivatori), RYOKE (proprietari terrieri). Molti guerrieri (Bushi), soprattutto durante il Periodo KAMAKURA (1185-1333), vengono dalle fila dei BONGE. BONJI. Caratteri stilizzati in sanscrito. Sono utilizzati per decorare LAME darmi bianche, sia manesche sia in asta. BONNO. Tempo morto. Pensiero che disturba lo spirito. quel particolare istante nel quale un combattente si distrae o, con altre parole, il suo spirito, soffermandosi su un qualche particolare, perde la serenit. Un avversario dotato di YOMI (lettura, intesa dello spirito altrui), pu cogliere lattimo e prendere il sopravvento. questo il motivo per il quale un combattente esperto sempre in uno stato di allerta permanente (HONTAI), con la mente vuota (MUSHIN) e lo spirito libero, sereno, non turbato (MUSO). BONNO sinonimo di SUKI. BOSHI. Punta di una lama. BO-SHURIKEN. Arma da lancio (SHURIKEN), a forma di coltello o pugnale. Il BO-SHURIKEN rientra nel gruppo delle KAKUSHI, le armi nascoste, dACCIAIO polito o brunito, di lunghezza modesta, ma sovente intriso di veleno. Sono i NINJA, soprattutto, ad utilizzare, al pari di tutte le altre SHURIKEN, il BO-SHURIKEN, che spesso lanciato in gruppo (3 o 5 alla volta). BU. Miliare, marziale, combattimento. la versione fonetica di un ideogramma cinese, che indica la connotazione militare [ma non solo: si veda BUDO]. In Giappone utilizzato per identificare la dimensione militare della cultura nazionale, distinta da quella pubblica (KO) e dalla civile (BUN), entrambe riferite alle funzioni della Corte imperiale. BU compare sia nei termini composti BUKE e BUMON che identificano le famiglie militari, cosa diversa da KUGE e KUGYO [KU variante fonetica di KO], che si riferiscono ai nobili pubblici, di Corte sia in BUSHI, nobile militare e BUKE-SEIJI o BUMON-SEIJI governo militare, entrambi nettamente distinti da BUNJI (nobile) e BUNJI-SEIJI (governo civile). Entra anche nei termini BUDO, Via delle Arti Marziali, BUGEI, Arti da Combattimento, BUJUTSU, Arti Marziali. Ha assunto anche il significato di armonia e riconciliazione delluomo con luniverso: la vera Arte Marziale! Misura di lunghezza (vale dieci RIN, cio 3,03 mm) ed unit di misura di superficie (anche TSUBO): vale ad un KEN quadrato, cio circa 3,35 m2.

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BUDO. La Via (DO) del combattimento (BU). La Via delle Arti Marziali. Il Cammino del Guerriero (che, pi esattamente, si traduce BUSHIDO). La Via Marziale. termine generico: racchiude alcune decine di specialit tradizionali, praticate da centinaia di Scuole (RYU) e dal secolo XX designa quelle Arti Marziali connotate da profondi intendimenti di natura filosofica, morale, etica. Da notare che lideogramma cinese (KANJI) la cui versione fonetica GIAPPONESE BU, esprime il concetto di arrestare la spada, cessare di battersi, fermare la lotta. NellEra MEIJI, dopo il 1868, nello sforzo di distinguerlo da BUJUTSU (tecniche di combattimento) e BUGEI (Arti da guerra) che hanno un orientamento assolutamente strumentale, dutilit il BUDO chiamato Shin Budo (Nuova Via Marziale), abbreviato ancora! in BUDO. Il BUDO non ha alcun rapporto con lo sport, poich non solo approfondisce le relazioni con etica, filosofia e religione, riguarda la cultura mentale e riflette sullego, ma, dello sport, non ha il tempo: vita o non-vita, vittoria o non-vittoria si decidono in un istante. Intuizione e azione, nel BUDO, si devono esprimere nel medesimo tempo: nella pratica non ci possono essere pensieri n esitazioni, perch non c tempo per pensare. Esitando, il cervello entra in funzione, invece coscienza ed azione devono essere istantaneamente identici: questa la coscienza HISHIRYO, il muoversi automaticamente ed inconsciamente. Un altro importante aspetto del BUDO, concettualmente simile allo ZEN, il muoversi senza muoversi: stare fermi, in perfetta stabilit, significa in realt non fermarsi [si veda, anche, FUDO-NO-SEISHIN]. come con una trottola che gira: possiamo considerarla immobile e invece gira, ma quando parte e quando, alla fine, rallenta, il suo movimento visibile. La tranquillit nel movimento il segreto del BUDO. Tre sono i periodi che distinguono il percorso di un praticante dArti Marziali, di un seguace del BUDO: nel primo periodo, di lunghezza assai variabile, talvolta anche pi di dieci anni, necessario praticare con volont e coscienza. Il secondo il tempo della concentrazione senza coscienza: lallievo, in pace con se stesso, pu essere lassistente del Maestro. Nel terzo periodo lo spirito raggiunge la vera libert, muore il Maestro e si diventa Maestri. Nel BUDO, per imparare, occorre allenarsi fino alla morte (cio sempre, senza smettere mai). illuminante una breve storia, scritta (si dice), da Mishotsu, allievo di Lao Tzu [il Maestro Lao, autore del Tao Te Ching, Il Libro del TAO]. Eccola: Un re voleva un gallo da combattimento imbattibile, perci chiese ad un Maestro di educarne uno; costui inizi ad insegnare al gallo la tecnica del combattimento. Dopo dieci giorni il re domand: possibile organizzare un combattimento con questo gallo?. Il Maestro rispose: No! Il gallo forte, ma la sua forza vuota, effimera; eccitato e vuole combattere sempre. Dopo altri dieci giorni il re chiese: Ora si pu organizzare un combattimento con questo gallo?. Il Maestro rispose: No! Il gallo ancora eccitato, va spesso in collera e vuole sempre combattere, anche quando sente la voce di un altro gallo nel paese vicino. Dopo dieci giorni ancora, il re nuovamente chiese: Adesso possibile un combattimento?. Il Maestro rispose: Ora il gallo non pi eccitato e se vede un altro gallo resta calmo; la sua posizione corretta, la tensione forte e non va pi in collera. La sua forza e lenergia non si manifestano in superficie. Il re allora disse: Quindi il combattimento si pu fare!. Forse, rispose il Maestro. Si organizz un torneo e si portarono molti galli da combattimento. Nessun altro gallo, per, non poteva avvicinarsi a quello del re e tutti fuggivano impauriti. Il gallo del re, cos, non ebbe bisogno di combattere: aveva superato la fase delle tecniche, aveva una forza interiore che non si manifestava in superficie. Era diventato un gallo di legno. La morale della storia? Il BUDO, la Via delle Arti Marziali, non competizione o battaglia perch di l della vittoria e della sconfitta. Il segreto della spada sta nel non sguainarla: non bisogna estrarla perch, se desideriamo uccidere qualcuno, noi dobbiamo morire. Dobbiamo uccidere noi stessi, uccidere il nostro spirito, il nostro ego. questo il momento in cui noi siamo fortissimi, i pi forti: gli altri hanno paura, non si avvicinano o fuggono, e combattere non indispensabile, e non necessario vincere! Nella Via del Budo come in quella dello Zen, daltra parte bisogna non avere n scopo n spirito di profitto. BUDOKA. Chi Pratica la Via Marziale. Il suffisso KA indica un praticante. Si attribuisce ad ogni praticante del BUDO, a prescindere da grado o abilit tecnica; per esempio: AIKIDOKA, JUDOKA, KARATEKA. BUDO-KAI. Associazione delle Arti Marziali. il primo DOJO di JUDO di Londra, apertovi nel 1918 da Koizumi Gingyo, allievo di KANO JIGORO. BUDOKAN. Nuova sede (1962) del KODOKAN, a Tokyo. Qui sinsegnano diverse Discipline del BUDO: JUDO e affini. BUDO KENDO RON. Trattato di Kendo. Opera di YAMADA JIROKICHI, Maestro di KENDO, sulla sua Arte.

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BUDO-KUKAI. Scuola paramilitare di Arti Marziali. Vive dal 1895 al 1945, in funzione preparatoria dei futuri soldati. BUDO-SEISHIN. Spirito del BUDO. BUDO SOSHIN-SHU. Lettura elementare sul BUDO. Opera sul BUSHIDO e sulle Arti Marziali. In quarantaquattro capitoli, impregnati di filosofia neoconfuciana, Daidoji Yuzan (1639-1730) tratta gli aspetti educativi e morali in uso alla Corte shogunale dei TOKUGAWA. BUGEI. LArte del combattimento. Linsieme di tutte le Arti da Guerra giapponesi. termine composto da due caratteri: BU (militare, marziale) e GEI (metodo, realizzazione) ed linsieme delle tecniche praticate dai guerrieri per giungere alla migliore utilizzazione delle armi. Rientrano nel BUGEI (che comprende anche il codice donore dei SAMURAI, il BUSHIDO) tutte le Arti Marziali derivanti dallo JUTSU: gli studiosi ne contano da trentaquattro a cinquanta. Dalla fine del secolo XIX, da quando, cio, si dilatata la dimensione spirituale delle Arti Marziali, si preferisce il termine BUDO a BUGEI. BUJIN. Uomo di guerra. Come BUSHI, indica da un certo momento della storia giapponese il guerriero (SHI) di rango non molto elevato, mentre il solo cui spetta il titolo di SAMURAI il guerriero di un certo rango, che nasce in una Famiglia o Casa Militare (BUKE, BUMON). BUJUTSU. Arte (JUTSU) marziale (BU). Tecnica di combattimento. Sono tutte le numerose tecniche che il BUSHI utilizza dopo averle a lungo studiate nella sua ricerca dellassoluta efficacia ed efficienza in guerra. [si confronti con BUDO e BUGEI] BUJUTSU-RYU SOROKU. Trattato sulle Arti Marziali. Scritto nel 1843, riporta i dati del censimento sui RYU marziali ordinato dallo SHOGUN. BUKE. Nobile militare, Famiglia Militare, Casa Militare. Militari della CLASSE SAMURAI. La professione militare (come accade nelle altre CLASSI SOCIALI del Giappone feudale) si trasmette da padre in figlio, ma anche da Maestro a discepolo. I BUKE si contrappongono alle Famiglie Nobili, KUGE o HONKE, e si sviluppano inizialmente nelle Province settentrionali, dove i proprietari terrieri nipponici si scontrano con gli autoctoni AINU. Lunione di pi Famiglie o Famiglie allargate d origine ai Clan che, dal secolo XII, iniziano la lotta per la supremazia, sia tra loro sia contro i KUGE, gravitanti attorno alla Corte imperiale di KYOTO. Nel lungo scontro Guerra GEMPEI, 1180-1185 tra i TAIRA (o HEIKE) ed i MINAMOTO (o GENJI), sono questi ultimi ad imporsi, nel 1185: i TAIRA sono annientati, i MINAMOTO istituiscono il primo SHOGUNATO della storia giapponese (1192) a KAMAKURA. BUKE-SHO HATTO. Leggi delle Case Militari, Codice delle Famiglie Guerriere. Insieme di norme, promulgate da TOKUGAWA IEYASU nel 1615, destinate a controllare i DAIMYO. TOKUGAWA Iemitsu, nel 1635, a rivedere e correggere il testo, pur senza formalmente alterarlo. Si rif ai codici familiari tipici del SENGOKU JIDAI, Era del Paese in guerra o Era della Guerra, periodo tra il 1467 ed il 1568, caratterizzato da continue lotte tra i Signori locali. Sono tredici regole che devono governare il comportamento della classe SAMURAI durante lo SHOGUNATO: 1) devono essere sempre praticate lo studio della letteratura e le arti umanistiche (BUN), quelle delle armi (BUKI), larcieria (KYU-JUTSU) e lequitazione (BA-JUTSU); 2) devono essere evitati lubriachezza ed il comportamento licenzioso; 3) coloro che non rispettano la legge non devono essere nascosti in alcuna propriet; 4) il DAIMYO deve scacciare qualsiasi SAMURAI accusato di tradimento o assassinio; 5) la residenza in un feudo deve essere limitata ai nativi di quel feudo; 6) le autorit dello SHOGUNATO devono essere informate di ogni progettato restauro dei CASTELLI; le nuove costruzioni sono vietate; 7) qualsiasi complotto, o fazione, scoperti in un feudo vicino devono essere immediatamente riferiti; 8) i matrimoni non devono essere contratti privatamente; 9) le visite del DAIMYO nella Capitale devono essere in accordo con le norme; 10) tutti i costumi e tutte le decorazioni devono essere appropriati al rango di colui che le indossa; 11) le persone comuni non devono circolare in portantina; 12) i SAMURAI devono condurre una vita semplice e frugale; 13) i DAIMYO devono scegliere in qualit di consiglieri uomini di provata capacit. Appare strano che nel BUKE-SHO HATTO non si faccia cenno ad alcun tipo di tassazione da sempre il modo migliore per controllare i sottoposti, sudditi o cittadini che siano ma lo SHOGUNATO ricorre a sistemi pi raffinati: se la norma n 6 proibisce la costruzione di nuovi castelli, pure i DAIMYO sono invitati ad offrire denaro, materiali e manodopera per edificare i castelli del21

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lo SHOGUN. Ed erigere tali fabbricati operazione costosissima: basti pensare che, per la costruzione del Castello di EDO (1604), per ogni 100.000 KOKU del loro reddito, i DAIMYO sono tenuti ad inviare 1.120 blocchi di pietra estratti dalle cave dellisola Izu (blocchi enormi: ognuno deve essere maneggiato da oltre 100 uomini e possono essere trasportati sulle navi solo due per volta); non solo: per ogni 1.000 KOKU di reddito, i DAIMYO devono fornire un operaio. Altro sistema di controllo adottato, assai efficace, il SANKIN-KOTAI (Presenza Alternata). Pure la norma n 8 destinata a mantenere uno stretto controllo sulla classe militare, impedendo sia i matrimoni tra i KUGE sia le unioni tra DAIMYO e cortigiane. BUKE-ZUKURI. lo stile discreto, sobrio, austero delle prime case dei SAMURAI, soprattutto dei samuraicontadini (JI-SAMURAI), anche se ritroviamo la stessa impronta nelle case si SAMURAI ricchi e potenti. A questo stile si contrappone quello aristocratico, opulento, detto shinden-zukuri. Dal 1400 circa in poi, si afferma una sorta di sintesi tra i due modelli: semplice ma raffinato, generoso nelle dimensioni, che presto adottato dai SAMURAI ricchi e dai DAIMYO: lo SHOIN-ZUKURI. Labitazione di un guerriero, a prescindere dallo stile architettonico, innanzitutto deve essere facilmente difendibile e deve quindi avere dimensioni contenute e accessi ben custoditi. Una palizzata (HATAITO) o, in caso di capi di Clan, un muro di legno e terra (TSUIJI) in cui sapre un solo ingresso, sormontato da una torretta a balcone (YAGURA) circonda la dimora, spesso protetta anche con fossati, trincee, ostacoli vari. Comune FORNIMENTO per spada. Si compone di un fodero (SAYA) in legno laccato, unimpugnatura (TSUKA), un robusto elso ovale e di tutti gli altri accessori (FUCHI, MENUKI, KASHIRA, SEPPA) previsti. BUKI. Termine generico per arma da guerra. BUKINOBU. Attacco a mano armata. Lattacco a mani nude TOSHUNOBU. BUKI WAZA. Pratica darmi. BUKKYO. Buddismo. BUKYO. Si veda BUSHIDO. BUKYO RYU. Antico stile di scherma con la lancia a lama curva (NAGINATA). BUMON. Termine che identifica, come BUKE, una Famiglia Militare. BUMON-SEIJI. Governo militare. BUN. - la versione fonetica di un ideogramma cinese, che indica la connotazione civile. In Giappone identifica la dimensione civile della cultura nazionale, che distinta da quella militare (BU) e da quella pubblica (KO); insieme a questultima, riferita propriamente alle funzioni della Corte imperiale. BUN compare nei termini composti BUNJI, nobile e BUNJI-SEIJI, governo civile entrambi nettamente distinti da BUSHI, nobile militare e BUKE-SEIJI, governo militare.
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BUN BU RYODO. La doppia Via. il metodo proposto da Yamada Soko (1622-1685), per fornire ai SAuna cultura non solo marziale, ma anche intellettuale. Egli scrive: Se un samurai vuole avere delle responsabilit in politica, dirigere dei laici e diventarne il capo, deve realizzare la Via della saggezza. Il SAMURAI, cos, non deve essere solo un guerriero ma, oltre il Budo, deve ricevere una cultura sulla letteratura, il Buddismo, la filosofia cinese e lo Shinto. BUNJI. Nobile. BUNJI-SEIJI. Governo civile. distinto dal BUKE-SEIJI (dominio militare), che identifica il potere esercitato dalla classe SAMURAI. Identifica anche lidea del governo attraverso la persuasione morale, applicazione dei principi CONFUCIANI al governo della cosa pubblica, seguendo gli ideali di governo benevolo tipici del pensiero neo-CONFUCIANO. BUNRAKU. Marionette. Le marionette, che hanno due terzi della grandezza naturale, sono mosse da tre persone, la cui abilit infonde ai personaggi rappresentati nello JORURI un realismo eccezionale. 22

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BUSHI. Nobile militare, uomo della guerra. Guerriero (SHI), anche se non tutti i combattenti possono definirsi BUSHI: pi precisamente, BUSHI il guerriero aristocratico dellepoca prefeudale e feudale (dal secolo IX al XIX), appartenente ad una Famiglia Militare (BUKE, BUMON). In questo lungo periodo, in ogni caso, molti sono guerrieri senza essere BUSHI (come gli ASHIGARU arruolati da TAKEDA SHINGEN, od i coscritti di ODA NOBUNAGA, per esempio, o TOYOTOMI HIDEYOSHI), mentre altri non sono guerrieri non essendo specializzati nelle Arti Marziali pur essendo BUSHI per diritto di nascita. Normalmente indica il cavaliere giapponese per antonomasia, il SAMURAI, anche se, in verit, costui altri non che un livello, un grado (nemmeno troppo elevato) allinterno della casta dei BUSHI e, addirittura, fino al Periodo KAMAKURA (1185-1333), solo un armato al servizio dei nobili (SABURAI). Pure BUJIN. BUSHIDO. La Via del Guerriero. Si conosce lesistenza, risalente al secolo XIII, di un codice orale, detto KYUBA-NO-MICHI (Via dellarco e del cavallo), che attiene al comportamento sociale dei guerrieri. del secolo XVII lelaborazione del BUSHIDO (da BUSHI, uomo della guerra e DO, Via; da intendersi come Via morale del guerriero), che diventa il codice di comportamento e donore del BUSHI. Levoluzione di un codice scritto si pu far risalire ai regolamenti familiari dei DAIMYO (secolo XVI) o, ancor prima, alle Istruzioni per la Casa del Clan HOJO. YAMAGA SOKO che, per primo, esamina in dettaglio la condizione del SAMURAI e, preoccupandosi dellinattivit nel tempo di pace, determina che il SAMURAI deve riflettere sulla propria posizione nella vita, offrendo un leale servizio al suo padrone se ne ha uno, approfondendo la sua fedelt nei confronti degli amici e dedicandosi soprattutto al dovere. In sintesi, lessenza del BUSHIDO il dovere. Il dovere, in effetti, concerne tutti i gruppi sociali della societ giapponese e gli appartenenti alle altre classi hanno modi diversi di compiere il proprio dovere, pur avendo identiche responsabilit nellesprimerli. Soltanto il SAMURAI che, contrariamente ai membri delle altre caste, i quali non sono liberi dalle loro occupazioni, non ha la necessit di lavorare pu e deve isolarsi nella Via del Guerriero, mantenendo viva questa regola di vita e punendo quelli che la offendono. Lopera di YAMAGA SOKO non una guida pratica del BUSHIDO (e questo termine non compare nei suoi scritti), ma solo un approccio etico. lHAGAKURE (Nascosto tra le foglie), scritto da YAMAMOTO TSUNETOMO e completato nel 1716, il testo classico su cui si formano i SAMURAI: non per nulla inizia con laffermazione la Via del SAMURAI si trova nella morte. Il libro intero che una raccolta di saggi, aneddoti, scritti mistici un inno al primo impegno di ogni uomo donore, del BUSHI in particolare: il dovere (GIRI), la fedelt. la fedelt che il SAMURAI deve mostrare al suo Signore, anche a costo della vita che, tanto, non gli appartiene pi dal momento stesso in cui, dando la parola, impegna il proprio onore. Il BUSHI deve compiere il proprio dovere di guerriero, per lonore (suo, della sua famiglia, della sua classe, del suo Signore) e per non essere disprezzato dagli altri BUJIN. Il BUSHI deve allenarsi costantemente nelle Arti Marziali (qualcuno afferma che il BUSHIDO una pratica senza essere una filosofia) e coltivare quello spirito senza paura che gli consente di affrontare ogni situazione, dando il meglio di s, per servire il suo Signore nel modo migliore. Il concetto esasperato di onore, unito allaltissima considerazione e rispetto di s, porta inevitabilmente soprattutto in una societ pacificata e bloccata, come quella del Periodo TOKUGAWA a lotte, sfide e duelli, cruenti e mortali, per inezie quali, ad esempio, la mancata precedenza o lurto involontario di due spade allangolo di una strada. I pi saggi esponenti del BUSHIDO, preoccupati dalle conseguenze estreme depisodi di tale poco conto, esortano i SAMURAI ormai divenuti annoiati, ma armati, burocrati TOKUGAWA a considerare innanzi tutto il dovere nei confronti dei propri Signori, padroni delle loro vite, da non arrischiare in sciocche liti. Il BUSHIDO nato, non si dimentichi, sotto linflusso di Buddismo e SCINTOISMO pu essere riassunto in sette punti: 1- GI (la decisione giusta nellequanimit, la giusta attitudine, la verit; quando dobbiamo morire, noi dobbiamo morire). 2- YU (la bravura tinta deroismo). 3- JIN (lamore universale, la benevolenza verso lumanit). 4- REI (il giusto comportamento). 5- MAKOTO (la sincerit totale). 6- MEIYO (lamore e la gloria). 7- CHUGI (la lealt, la devozione). Evolutosi lo SHINTO in forme mistiche e patriottiche, linfluenza BUDDISTA si avverte molto forte in altri cinque punti: 1- lacquietamento dei sentimenti. 2- la tranquilla obbedienza di fronte allinevitabile. 3- la padronanza di s alla presenza di qualsiasi avvenimento. 4- la tranquilla intimit con le idee della morte e della vita (SEISHI-O CHOETSU). 5- la pura povert. Non un caso che il periodo in cui il termine BUSHIDO acquisti risonanza mondiale corrisponde ai primi del 1900, con il Giappone impegnato a consolidare la propria supremazia economicopolitica in Asia, attraverso lespansionismo militare. INAZO NITOBE, nel 1905, con la sua opera BUSHIDO, che diffonde lideale del SAMURAI retto, coraggioso, sincero, controllato, dalla vita integerrima; e inoltre parco, incurante di ricchezze e onori, ma dedito al dovere, al servizio del suo Signore, custode dellonore proprio e del Clan, intemerato nellaffrontare la morte. E, naturalmente, abile in tutte le Arti Marziali. Secondo INAZO NI23

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TOBE, il vero BUSHI deve possedere: senso del dovere (GIRI), generosit (ANSHA), magnanimit (DORYO), umanit (NINYO), risolutezza (SHIKI), fermezza danimo (FUDO). La realt ben diversa, soprattutto nel Periodo EDO, con la classe dominante investita di un potere quasi senza limiti ed esercitato senza scrupolo, nonostante il BUSHIDO abbia, in teoria, lo scopo di umanizzare i guerrieri. Pure BUKYO. [si veda L Antiche arti da guerra ed anche BUKE-SHO HATTO]

BUSHI-NO-NASAKE. Tenerezza del guerriero. un po lideale cavalleresco, comune anche ai cavalieri medioevali europei. Significa che il guerriero deve mostrare generosit e compassione e deve essere giusto verso chiunque, poich in tempo di pace il forte deve proteggere il debole. BUTOKUDEN. Luogo delle Virt Marziali. Identifica un edificio, vicino ad un tempio di KYOTO, che l Associazione per lo Sviluppo delle Virt Marziali del grande Giappone (DAI NIHON BUTOKUKAI) nel 1899 destina a luogo dinsegnamento delle principali Arti Marziali del BUDO. BUTSUDO. La Via del BUDDHA. Cos detto, in giapponese, il Buddismo. BUTSUKARI. Allenamento allattacco. Esercizio di studio delle tecniche in movimento, in coppia. utilizzato in molte Arti e Discipline Marziali, dal KENDO allo JUDO, prevede che UKE accetti la conclusione della tecnica solo quando TORI riesca ad eseguirla correttamente. detto anche UCHI-KOMI.

-CCHA. T. La pianta del t originaria della Cina meridionale e le sue prime applicazioni conosciute (VIII secolo) sono medicinali. Molteplici sono le virt terapeutiche attribuite a questa pianta, utilizzata sia contro la fatica e per rafforzare lo spirito e la volont (come infuso), sia contro i reumatismi (sotto forma dimpacco). I monaci TAOISTI lo considerano indispensabile ingrediente dei loro elisir di lunga vita, un tempo preparati bollendo un panetto di foglie di t (cotte a vapore e pestate in mortaio) unitamente a riso, latte, buccia darancia, sale, zenzero e altre spezie. I monaci buddisti, pi semplicemente, usano il t per favorire la concentrazione. La tradizione vuole che sia il monaco buddista EISAI a portare in Giappone, nel secolo X, tanto il t quanto la filosofia buddista Zen. La bevanda conosce poi la sua estrema popolarit solo 300 anni dopo, grazie sia alla diffusione del Buddismo contemplativo ZEN sia allintroduzione di forme dintrattenimento sociale basate sulla Cerimonia del T (CHA-NO-YU). Abbandonare, deporre. CHADO. La Via del T. larte di preparare e gustare il t, che trova la sua massima espressione nella CHA-NO-YU. CHANKO. un particolare tipo dALIMENTAZIONE (miscuglio di carne, pesce, verdure), destinata ai SUMOTORI. CHA-NO-YA. Casa per il t. il sito, possibilmente appartato e immerso nella natura, destinato alla celebrazione della CHA-NO-YU. CHA-NO-YU. Acqua per il t. La Cerimonia del T. Inizialmente, nei monasteri, il t utilizzato come bevanda medicinale dei monaci; presto, per, offerto anche agli ospiti, come segno dospitalit, in quella che segna linizio di una forma dintrattenimento sociale anche fuori dellambiente monastico giunta fino ai nostri giorni. La bevanda in s perde importanza e la cerimonia rappresenta un punto di contatto fra sacro e profano, quasi un momento di adorazione del bello, del perfetto: una forma artistica, insegnata nelle scuole, destinata a promuovere le buone abitudini e la moderazione in tutte le cose. Chi si dedica alla CHA-NO-YU imita, quasi, i filosofi ZEN nelle loro meditazioni. Tanto vero che sono proprio due monaci ZEN, Juko (1422-1502) e Sen-no Rikyu (1520-1591) a stabilire le prime regole della cerimonia, allo scopo di promuovere buone abitudini e moderazione in tutte le cose fra chi vi si dedica. Il t che si usa particolare: amarognolo, denso, di un verde brillante, spumoso, una polvere da sciogliere in acqua calda utilizzando un frullino di bamb. Un codice detichetta assai elaborato regola lintera cerimonia e pare che losservanza, rigida, della prassi serva a garantire lassenza dimprevisti che possano turbare serenit e armonia dello spirito. Diversi sono i modi rituali di gustare il t, secondo il tipo di cerimonia cui si partecipa, ma, sempre, necessario complimentarsi per il sapore ed ammirare e commentare la bellezza della tazza. Limportanza che la CHA-NO-YU ha nella societ feu24

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dale giapponese, si nota tra laltro dalla raffigurazione degli strumenti tipici di questarte sui fornimenti darmi classiche. Non si dimentichi che uno degli scopi iniziali perseguiti dalla cerimonia, quello di far recuperare calma e concentrazione ai guerrieri, facendo loro controllare al meglio spirito e contegno. La CHA-NOYU non unArte Marziale, ma ne considerata valida integrazione e non raro il caso di Maestri di cerimonia che lo sono anche di Arti Marziali. Ancora oggi questa cerimonia studiata: in una tazza di t si pu trovare la serenit, larmonia con luniverso e lautorealizzazione. CHATAN YARA. Maestro di Arti Marziali del XVIII secolo. Da OKINAWA si reca in Cina per apprendere le Discipline di quel Paese e, al ritorno, fonda una scuola per il combattimento a mani nude e con armi, basata sullo studio dei KATA. Tra i pi conosciuti, ci sono i KATA con i SAI (Chatan Yara no Sai) e quelli con il BO (Chatan Yara no Bo), ancora oggi insegnati nello SHORIN RYU KARATE-DO. CHELANG. Schiena. Zona della 7^ vertebra dorsale. CHI. Terra. CHIBA EIJIRO. (1832-1862) SAMURAI. figlio di CHIBA SHUSAKU, il fondatore dello HOKUSHIN ITTO RYU di KEN-JUTSU. CHIBA SHUSAKU. (1794-1855) SAMURAI. Allievo di OTANI SHIMOSA KAMI SEIICHIRO, il fondatore dellHOKUSHIN ITTO RYU di KEN-JUTSU. Ancora oggi ricordata la sua tecnica di frusta con lo SHINAI. Gli allenamenti dei suoi allievi, talvolta armati gli uni con il BOKKEN dritto, gli altri con KATANA o NAGINATA (soprattutto se donne), spesso diventano gare spettacolari, con contorno di pubblico. CHIBANA CHOSHIN. (1885-1969) Maestro di KARATE, nativo di Shuri (OKINAWA). Nel 1920 cambia in SHORIN RYU KARATE-DO il nome della scuola SHURI-TE e, nel 1956, fonda lOkinawa Karate-do Renmai, associazione che raggruppa tutti gli stili di KARATE insegnati nellisola. CHIBURI. Pulire la lama. E un brusco movimento del polso, per rimuovere il sangue dalla lama della KATANA, dopo un combattimento, prima di rinfoderarla (NOTO) Il CHIBURI segue le fasi NUKI-TSUKE (sguainare) e KIRI-TSUKE (tagliare). E una delle tecniche di base (SHODEN) dello IAIDO. CHIGIRIKI. Variante del KUSARI-GAMA, destinata pi allattacco che alla difesa. Una catena unisce allimpugnatura (un lungo bastone) una palla di ferro. La catena lunga quanto limpugnatura stessa. Larma usata per colpire o bloccare lavversario e pararne i colpi. Appartiene alla famiglia delle mazze articolate, dove la forza del colpo moltiplicata dalla flessibilit della catena. CHIGO. Paggio di un monastero. Molti infanti di famiglie nobili, sono affidati a monaci e religiosi, per ricevere educazione ed istruzione, servendo come paggi. Abbigliati lussuosamente, dipinti e con le sopracciglia rasate come le ragazze, molto spesso anche si comportano come tali. Nel Giappone feudale lomosessualit frequente e ammessa nella societ sia civile, sia monastica, sia guerriera. I giovani, molto presto iniziati alle pratiche sessuali, godono tutti di grande libert e crescono senza falsi pudori: la sessualit fa parte delle cose della vita. CHIKAKAGE. Spadaio di Osafune, nella provincia di Bizen, considerato tra i migliori del suo tempo. Si conservano sue lame datate 1317. CHIKA-MA. la distanza di un passo tra due avversari, generalmente troppo corta. CHIKARA-GAMI. Salvietta di carta speciale. La usano i SUMOTORI, prima e dopo il combattimento, per asciugare il sudore. CHIKARA NO DASHI KATA. Estensione della potenza. CHIKIRI ODOSHI. Tipo di allacciatura di armatura (ODOSHI). CHIKU. Bamb. Nellimmaginario collettivo delle Arti Marziali orientali rappresenta il simbolo di flessibilit: forza unita a cedevolezza. Anche TAKE. 25

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CHIKUTO. Si veda SHINAI. CHI-MEI. ATEMI mortale. Nelle gare, soprattutto di KARATE, non ovviamente! portato a fondo. CHIN. Calma.

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CHINKON. Calmare lo spirito. Significa acquietare la mente ed il corpo, mediante MUDRA ed invocazioni; normalmente si pratica in un luogo sacro. Si veda CHINKON-KISHIN. CHINKON-KISHIN. Calmare lo spirito e tornare al divino (da CHINKON e KISHIN). unantica tecnica di meditazione, della tradizione SHINTO, usualmente praticata dal Maestro UESHIBA MORIHEI. Questa pratica somiglia molto a MISOGI. CHIOKEN. il contrattacco, dalle conseguenze letali se portato a fondo, contro tecnica di calcio. tipico della scuola SHORIN RYU KARATE-DO. CHISA KATANA. Spada di dimensioni intermedie tra KATANA e WAKIZASHI. Portata normalmente con labbigliamento di Corte, specie al servizio dello SHOGUN, misura circa 45 cm. Lama, TSUBA e fodero somigliano a quelli di KATANA e WAKIZASHI. CHO. Misura agraria di lunghezza. Vale 60 KEN ed equivale, secondo le Regioni, da 105,42 a 109,08 metri. Misura di superficie (60x50 KEN). Vale 10 TAN ed equivale a circa 1 ettaro. CHO-ICHI-RYU. Grande spadaccino. Titolo attribuito ad OTANI SHIMOSA KAMI SEIICHIRO. CHOKU TSUKI. Colpo con il bastone, allaltezza del plesso solare. CHONIN. Termine generico per designare il popolo. Nel Periodo TOKUGAWA indica, soprattutto, la borghesia cittadina. CHON-MAGE. Acconciatura dei SUMOTORI [si veda]. CHOYAKU UNDO. Esercizio durante il quale si esegue il movimento saltando. CHU. Medio; centro. CHUDAN. Livello medio. Nelle Arti Marziali indica laltezza di un attacco o di una parata. il livello compreso fra laddome e lo sterno. Medio. Posizione media della mano. la zona che va dalladdome alla parte superiore dello sterno. CHUDAN MAE-GERI. Calcio frontale al livello medio. CHUDAN KAMAE o CHUDAN-GAMAE. Guardia media. Allorquando si riferisce a posizione di guardia con armi (la cui punta tenuta parallela al terreno), pi corretto chudan no kamae. CHUDAN TSUKI. Pugno diretto alladdome, allo stomaco. Colpo diretto medio (addome, stomaco). UKE attacca sferrando un pugno al torace. CHUDEN. la trasmissione mediana nellantico sistema di classificazione del BUGEI: la met del cammino compiuta. Insegnamento medio. Identifica una serie di KATA, chiamati HASEGAWA EISHIN RYU, tipici del MUSO SHINDEN RYU: dieci tecniche eseguite in posizione eretta. CHUGI. La lealt, la devozione. Uno dei sette punti del BUSHIDO. [si veda] CHUJO RYU. Stile di combattimento con la spada. creato, intorno al 1400, da Chujo Nagahide ed alla base di molte scuole di KEN-JUTSU. Tra le pi importanti ci sono: GAN RYU; HASEGAWA RYU; ITTO RYU; KANEMAKI RYU; MUTO RYU; NIKAIDO RYU; Toda-ha Ryu; Tomita Ryu. 26

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CHUKEI. Ventaglio di Corte. del tipo pieghevole (OGI), con le stecche esterne molto angolate. Sostituisce il bastone SHAKU. CHUKITSU. Articolazione interna del gomito. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. CHUNIN. Sono gli organizzatori, i pianificatori delle operazioni, delle missioni commissionate ai capi (JONIN) \dei Clan o Famiglie NINJA. Ai loro ordini sono i GENIN, gli esecutori. CHUN NO KON. KATA di base eseguito con il BO. Il bastone utilizzato per colpi di punta e tecniche di percossa diagonale. CHUSEN. Estrazione a sorte. CHUSHINGURA. il titolo della rappresentazione teatrale dellAKO-GISHI. CHUSOKU. Palla del piede: parte carnosa sotto le dita. Pure KOSHI. CHUTO. Radice del naso. Punto naso-frontale. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Pure UTO.

-DDACHI. Suffisso per stare in piedi (TACHI). Suffisso per spada (TACHI). DAI. Grande. Anche TAI. la discendenza, non per parentela, del Maestro di un RYU. DAI NIHON BUTOKUKAI. Associazione per lo Sviluppo delle Virt Marziali del grande Giappone. unorganizzazione statale, fondata nel 1895 ed attiva fino al termine della Seconda Guerra Mondiale, destinata allinsegnamento delle principali Arti Marziali del BUDO. DAI NIHON BUDO SENYO-KAI. Associazione per la Promozione delle Arti Marziali Giapponesi. Fondata nel 1932 con lauspicio della chiesa OMOTO-KYO, questa organizzazione il cui Istruttore capo UESHIBA MORIHEI si prefigge lo scopo di istruire ed allenare una Milizia popolare. DAIDAIIRO. Arancione. DAIDO RYU. Scuola dArti Marziali ad AIZU. Vi sinsegna KEN-JUTSU (arte della spada), KYUBA (tiro con larco da cavallo), KA-JUTSU (uso del moschetto), SO-JUTSU (maneggio della lancia). Il fondatore GOTO TAMAUEMON TADAYOSHI. DAIGO TETTEI. Realizzazione dello stato di Buddha in s. uno dei punti dottrinali della filosofia ZEN. [si veda] DAIMYO. Nome grandioso o grande nome. Di classe SAMURAI, il DAIMYO sia un signore della guerra sia un proprietario terriero; spesso il Signore della provincia, un tempo assegnatagli con lincarico di Governatore [si veda SHUGO]; sempre a capo di un Clan. In alcuni periodi storici il DAIMYO lassoluto padrone delle terre, che amministra e governa come fossero il suo regno privato, senza riferimento ad alcuna autorit esterna, imperiale o shogunale che sia. Nel Periodo EDO (1603-1868) un DAIMYO possiede una rendita di almeno 10.000 KOKU (1.800.000 litri di riso) lanno, con cui deve provvedere al mantenimento della Famiglia SAMURAI e servitori compresi alla manutenzione del castello di residenza ed al SANKIN-KOTAI. Tra di loro lImperatore sceglie (formalmente) lo SHOGUN. Allepoca della Restaurazione MEIJI molti DAIMYO restituiscono le donazioni di terre ricevute dallo SHOGUN restando, spesso, nellormai abolito HAN come governatore, agli ordini dellamministrazione centrale. DAI-SENSEI. Grande Maestro. Solo pochi, eccezionali personaggi hanno diritto a questo titolo (o di OSENSEI): UESHIBA MORIHEI, FUNAKOSHI GICHIN, KANO JIGORO, ad esempio.

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DAI-SHO. Grande-piccola. Termine formato dallunione delle due parole DAI-TO (spada lunga) e SHO-TO (spada corta): indica la coppia di spade portate da nobili e SAMURAI, indipendentemente dal rango. Pu essere la classica coppia darmi, KATANA e WAKIZASHI, infilata nella cintura degli abiti civili, oppure quella TACHI e TANTO, portata con larmatura o labbigliamento di Corte. LEtichetta (REIGI) non ammette confusione: impensabile abbinare KATANA e TAN-TO piuttosto che WAKIZASHI e TACHI. Sempre il REIGI prevede che lospite deponga la KATANA allingresso, portando con s la WAKIZASHI (che colloca sulla stuoia, alla destra); per dimostrare un pi profondo rispetto al padrone di casa ma questo comportamento obbligatorio alla presenza dellImperatore o dello SHOGUN depone entrambe le armi allingresso. Se la KATANA, per richiesta del padrone di casa, portata allinterno, viene posata su una rastrelliera alla destra dellospite, in modo da non poter essere afferrata ed usata (mai alcunarma posata a sinistra, tranne che in imminente pericolo dattacco). considerato un insulto, una provocazione, esibire una lama nuda, a meno di non volerla mostrare come oggetto prezioso; in questo caso la spada tesa, per limpugnatura, allospite, che lentamente, un po alla volta, estrae la lama dal fodero, mai completamente per. Solo dietro insistenza del proprietario la lama pu essere snudata del tutto, con molte scuse e, soprattutto, laccortezza di tenerla verso lalto e lontano dai presenti. La coppia darmi fabbricata e decorata in modo corrispondente. Sono detti DAI-SHO anche le coppie di TSUBA ed i vari accessori, ornamenti e fornimenti, gli uni leggermente pi grandi degli altri. Il diritto di portare il DAI-SHO soppresso nel 1876: da quel momento in poi i SAMURAI sono ufficialmente privati del simbolo della propria esistenza. DAISUKE NISHINA. Pare abbia fondato, nel secolo XII, il TOGAKURE RYU, scuola di NINJUTSU che, sembra, ancora attiva nella provincia dIga. DAI-TO. Grande spada. Classe di spade con lama di lunghezza superiore a 60 cm e curvatura pi o meno accentuata. I SAMURAI sono soliti portarla con la WAKIZASHI, classe SHO-TO, a formare un DAI-SHO. [si veda KATANA, TACHI, TO] DAI-TO AIKIDO. Scuola tradizionale dAIKI-JUTSU (UESHIBA MORIHEI allievo di questa scuola). DAITO AIKIJUTSU. questo il nome dello stile di AIKI-JUTSU codificato, alla fine del secolo XI, da MINAMOTO-NO YOSHIMITSU. attraverso Yoshikiyo, secondo figlio di MINAMOTO-NO YOSHIMITSU, che si stabilisce nella provincia di Kai, a Takeda, prendendo questo come nome della sua Casata, che il DAITO AIKIJUTSU entra a far parte delle tecniche segretamente insegnate nella Famiglia TAKEDA, tramandate per generazioni solo ai suoi membri e famigli. Dal 1574, anno in cui TAKEDA Kunitsugu si trasferisce ad AIZU, le tecniche del DAITO AIKIJUTSU sono conosciute come AIZU-TODOME ed anche ODOME. DAITO RYU AIKI-JUTSU. Scuola dAIKI-JUTSU, JU-JUTSU e KEN-JUTSU. fondata in AIZU, alla fine del XIX secolo, da TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI, cui succede il figlio TAKEDA TOKIMUNE. Inizialmente il sistema di combattimento chiamato YAMATO RYU, ma verso il 1922-23 gli viene cambiato il nome in DAITO RYU AIKI-JUTSU, per la ricerca di un passato nobile: Daito il nome della casata di MINAMOTO-NO YOSHIMITSU, che codifica lo stile DAITO AIKIJUTSU, alla fine del secolo XI. TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI si autoproclama 35 Caposcuola della stile che inventa, grazie a documenti contraffatti. Alcune delle 108 tecniche fondamentali di questa scuola apprese da UESHIBA MORIHEI, nellisola di Hokkaido (1911-16) e successivamente (1922) ad Ayabe si ritrovano ancora oggi, spesso modificate, nellAIKIDO. DAN. Gradino, scalino. Livello o grado superiore, attribuito con lacquisizione della cintura nera [si veda KYUDAN]. In AIKIDO, formalmente, esistono dieci livelli (anche se il 10 DAN spetta unicamente al DOSHU), i primi tre (o quattro, secondo la scuola) acquisiti normalmente con esami, i successivi attribuiti per merito. DANSHA o YUDANSHA. Chi ha acquisito il grado di cintura nera, cio possiede almeno un DAN. DANSEN. Ventaglio duso personale. Si veda UCHIWA. DAN TSUKI. una rapida successione di pugni, inferti con lo stesso arto a livelli diversi. DARUMA. Nome giapponese di BODHIDHARMA. 28

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DE-AI. Contrattacco eseguito approfittando del BONNO dellavversario. possibile solo se il combattente nello stato HONTAI, di allerta permanente, con la mente vuota (MUSHIN) e lo spirito libero, sereno, non turbato (MUSO). termine composto, che deriva dal verbo deru, avanzare e da AI, unione, armonia. DEGUCHI NAO. (1836-1918) Profetessa dalla vita travagliata. analfabeta, ma pare che dopo la sua prima visone (1892) sia in grado di leggere e scrivere correttamente. Per ventisette anni, fino alla morte, scrive profezie sotto dettatura del dio Konjin: 100.000 pagine, nelle quali si trovano le predizioni sulle guerre future (la cino-giapponese, la russo-giapponese, la I e la II Mondiale) ed insegnamenti vari. DEGUCHI ONISABURO. (1871-1948, si legge anche WANISABURO) Predicatore religioso, il suo nome UEDA KISABURO fino al matrimonio (1900) con Deguchi Sumiko, figlia di DEGUCHI NAO, da lui avvicinata nel 1898. Dallincontro delle loro esperienze nasce, tra il 1906 ed il 1908, la religione OMOTO-KYO. La nuova chiesa si afferma nel 1913 e diventa assai potente nei successivi anni 20, sconfinando per nellattivismo politico e paramilitare, tanto che nel 1921 il movimento represso e DEGUCHI ONISABURO imprigionato per oltre quattro mesi (altre repressioni si hanno nel 1935 e negli anni 40). DEGUCHI ONISABURO ha incredibili capacit letterarie: nel corso della sua vita detta oltre 600.000 componimenti poetici e lascia libri in quantit, compresi gli ottantuno volumi del Reiki-monogatari (Racconti del Mondo Spirituale), che vanta una prefazione di ben 400 pagine! DENKO. Fianchi, costole flottanti. Punto dellipocondrio, destro e sinistro, e del fegato. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Pure INAZUMA. DENSHO. Documenti segreti. Sono gli archivi familiari degli antichi Clan, nei quali sono registrate e descritte le tecniche particolari della scuola o dello stile (RYU), ed il cui insegnamento precluso agli estranei. I DENSHO si trasmettono di padre in figlio o da Maestro a discepolo. Campana dei monasteri ZEN. suonata dal Doan ed annuncia le funzioni. DHARMA. (sanscrito) Legge. Questo termine pu indicare sia linsegnamento del Buddha sia la verit universale, tanto la natura di s quanto, semplicemente, la Via. DO. La Via; metodo, strada. Racchiude una vera e propria visione del mondo e della vita, oltre alla forma (diversamente dallo JUTSU, tecnica pura). il mezzo, la via, lo stato per ottenere il superamento della divisione tra lio ed il non-io. Lideogramma segnala il cammino spirituale intrapreso dai praticanti di una Disciplina marziale e dagli adepti di una dottrina religiosa o artistica. un termine cino-giapponese (in cinese Tao, o Dao) il cui corrispondente vocabolo in giapponese puro MICHI, che significa cammino. affascinante lidea di una via, di un cammino spirituale, che implica anche uno scopo finale: lintegrazione armoniosa delluomo con le leggi delluniverso, attraverso unampia variet di comportamenti morali e sociali. il Tao cinese, il cui simbolo un cerchio in cui una linea sinuosa separa due parti, bianca e nera, ciascuna contenente entro di s il germe del proprio opposto. Tale simbolo esprime un concetto: nulla esiste se non in virt dellincessante azione reciproca dei due principi fondamentali, Yang e Yin, positivo/negativo, luce/oscurit, maschile/femminile, sole/luna, caldo/freddo, e cos via. A differenza del Tao cinese, il concetto giapponese di DO, di via che conduce allilluminazione (SATORI), non ha generalmente implicazioni religiose e, poich cammino (MICHI), esprime la costante ricerca della perfezione, dellarmonia spirituale universale, dellunione (AI) del proprio spirito con quello di tutti gli esseri del creato. Corazza dellarmatura leggera (sviluppatasi soprattutto dal XIV secolo), dotata di parecchi pezzi supplementari. Da ricordare, tra le molte varianti, due gruppi dello stile classico: DO-MARU (che si apre sul fianco) e HARAMAKI-DO (che si apre sulla schiena). Normalmente costituita da piccole piastre (KOZANE) - che possono essere dosso di balena, metallo, cuoio - laccate e unite da cordoncini di seta variamente colorati, la DO elastica e leggera. La precisione dellallacciatura ed il rispetto della rigorosa gerarchia dei colori determina la qualit dellarmatura. La primitiva armatura (TANKO, KAWARA) si trasforma, nel medio e tardo Periodo HEIAN (circa 858-1156), nella YOROI, indossata dai ricchi guerrieri, BUSHI o SAMURAI e nella O-YOROI (la Grande Armatura) destinata ai generali ed ai guerrieri di rango elevato, mentre le truppe a piedi portano lHARAMAKI. Oggi, con DO (o MUNE-ATE), sindica la protezione metallica, o fatta con bamb laccato, per torace e stomaco dei KENDOKA. Risposta. Si veda MONDO. 29

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DOGEN ZENJI. (1200?-1253) Nel 1227 circa, di ritorno dalla Cina, fonda la SOTO-SHU, scuola ZEN ancora attiva. Nato in Giappone, lautore dello Shobogenzo, LOcchio (o Tesoro) della Vera Legge, importante collezione di saggi sul DHARMA e testo fondamentale dello ZEN. DOGU. Equipaggiamento protettivo dei KENDOKA. la versione moderna dellarmatura TAKE GUSOKU, indossata sopra un pesante KEIKOGI completo di HAKAMA. Il DOGU costituito da casco (MEN) con maschera a griglia (MEN-GANE) e falde per le spalle, corazza per il petto (MUNE-ATE o DO), protezione a grembiule (TARE e TAREOBI) per il ventre, bracciali e manopole (KOTE). Sotto il casco, per meglio assorbire colpi e sudore, sindossa una salvietta (HACHIMAKI), annodata intorno alla testa. DOHAI. Chi ha la stessa anzianit nella pratica dellAIKIDO. DOHYO. Cerchio sacro. la zona circolare in terra battuta, ricoperta di sabbia fine, con diametro di 4,55 metri al centro della piattaforma quadrata (5 o 7 m. di lato, sollevata di circa 60 cm dal suolo) sulla quale si svolgono i combattimenti di SUMO. Il cerchio sacro delimitato da una fune di paglia intrecciata, parzialmente interrata: chi spinto oltre la fune o mette a terra una qualsiasi parte del corpo, piedi esclusi sconfitto. Sopra il DOHYO sospeso un tetto a due falde, a ricordare quello di un santuario SHINTO; dagli angoli della copertura pendono grosse nappe colorate, che simboleggiano le stagioni. DOHYO-IRI. Presentazione rituale. quella dei partecipanti ad un torneo o combattimento di SUMO, fatta ancora oggi dallaraldo (YOBI-DASHI) seguendo regole e rituali antichi di secoli. I SUMOTORI indossano un grembiule da cerimonia (KENSHO-MAWASHI). DOHYO-MATSURI. Cerimonia propiziatoria. una funzione SCINTOISTA che precede linizio di un torneo o combattimento di SUMO. Il celebrante il giudice-arbitro (TATE-GYOJI), che invoca i KAMI, recita preghiere, offre sacrifici (SAK e sale) e pone sul DOHYO oggetti di buon auspicio, come castagne (KACHIGURI), riso purificato (SENMAI), alghe marine (KOMBU). DOJO. Il Luogo dellIlluminazione. Il Luogo dove si pratica la Via. Sala per la ricerca del DO. il luogo dove si pratica unArte o una Disciplina Marziale e nel quale si entra, soprattutto, per incontrare se stessi. Per la mentalit occidentale riesce difficile considerarlo un vero e proprio spazio sacro il termine Dojo, un tempo, indica il luogo del monastero riservato alla meditazione ma, in ogni caso, resta il luogo dove si cammina insieme verso la conoscenza. Solo se il Maestro gi presente nel DOJO, si sale sul TATAMI e se la lezione in corso, si pu salire o scendere solo con il suo permesso. Per salire, volte le spalle al TATAMI, ci si sfilano i sandali, che rimarranno ordinatamente con le punte allesterno; ogni volta che si sale o si scende si esegue un breve saluto in piedi (RITSU-REI). Il TATAMI ricopre il centro della sala, possibilmente in quadrati di 8 o 10 metri di lato e dovrebbe essere sollevato dal suolo di almeno quindici centimetri. Quando possibile, il KAMIZA, il muro alto, la cosiddetta sede superiore (donore) del SENSEI, orientato a Nord; al suo centro trova normalmente posto, in Occidente, un ritratto del fondatore della Disciplina o dellArte Marziale insegnata, a simboleggiare la continuit nella trasmissione dellinsegnamento e, spesso, linsegna del DOJO. In ogni caso, il KAMIZA normalmente si colloca sul lato opposto allentrata. Gli allievi si dispongono sulla sede inferiore (SHIMOZA), di fronte al SENSEI, partendo dalla sua destra con quelli di grado meno elevato. Eventuali ospiti o gli assistenti del SENSEI si collocano sul lato superiore (JOSEKI) del TATAMI (a sinistra, visto dal KAMIZA), che la parte pi onorifica. Il lato opposto (inferiore) chiamato SHIMOSEKI. Durante cerimonie o manifestazioni il KAMIZA il posto destinato alle autorit, alla bandiera, alla presidenza eccetera. Ogni luogo di pratica pu trasformarsi in Dojo, se crediamo in quello che facciamo. DOJO-ARASHI. Tempesta nel DOJO. Si veda YABURI-DOJO. DOJO-CHO. Direttore del DOJO [si intende lHONBU DOJO]. DOJO-YABURI. Si veda YABURI-DOJO. DOKA. Canto della Via. Breve poesia, poemetto scritto a scopo didattico, per insegnare lessenza dellArte ed ispirare gli allievi, ha una precisa sequenza di sillabe: 5-7-5-7-7.

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DOKKO. Mastoide. Punto dellapofisi mastoidea retro-auricolare. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. DOKEN-JUTSU. Arte di eseguire gli ATEMI. compresa nel TAI-JUTSU. DOKUKODO. Trattato scritto da MIYAMOTO MUSASHI. In ventuno capitoli lautore si sofferma sulle qualit che ogni guerriero deve possedere, dal senso dellonore allo sprezzo per la morte, dal disinteresse allausterit, e fornisce consigli etici ai lettori. DOKYU. Ingegnosa balestra a ripetizione, di probabile origine cinese. Gi Sun Tsu, nel trattato sullArte della guerra, del 500 circa a.C. accenna allutilizzo di balestre, il cui uso documentato durante la DINASTIA Han (206 a.C.-220 d.C.); nel 100 d.C. si ha notizia di balestre a ripetizione. La DOKYU formata da un arco, di corno, di 70-80 cm, fissato ad un fusto di legno che sormontato dallastuccio mobile contenente le frecce. Una leva, imperniata a fusto ed astuccio, con il suo movimento consente di tendere larco, mettere in posizione la freccia (che cade per gravit) e tirare. DO-MARU. Variante dellarmatura leggera, aperta sotto il braccio destro. In origine destinata ai fanti, adottata dai SAMURAI nel periodo della guerra civile (guerra Nambokucho) tra gli ASHIKAGA ed i KUSUNOKI (13361392), quando lingombrante YOROI si rivela inadatta al combattimento appiedato in terreno difficile (boschi in localit montagnose). Il tipo comune ha corsaletto fatto di piccole piastre metalliche, laccate e tenute insieme da cordoncini di seta colorata. Si conoscono diverse varianti di questo tipo darmatura: HATOMUNE-DO, HOTOKEDO, TATAMI-DO. DOMO ARIGAT GOZAIMASHITA. Grazie molte (si dice anche arigat gozaimashita). DORI o TORI. Presa. Prendere. DORYO. Magnanimit. quella che, secondo INAZO NITOBE, il vero BUSHI deve possedere. [si veda BUSHIDO] DOSA. Esercizio. DOSHA. Tiro cerimoniale (nel KYUDO, ma non solo), effettuato in particolari, solenni occasioni. un rito scintoista, con larciere, lofficiante, in costume tradizionale, assistito da vari assistenti: uno porta la spada, uno larco, un altro lattendente (similmente a quanto accade nella presentazione rituale, DOHYO-IRI, dei tornei di SUMO). Si celebra lo spirito della freccia, che tramite fra arciere e bersaglio, uniti nellarmonia del KI (AIKI). La prima freccia che viene scoccata una freccia fischiante (KABURA-YA), che scaccia gli spiriti maligni. Quando la cerimonia non particolarmente importante, il tiro cerimoniale si chiama REISHA. DOSHU. Guida. Titolo riconosciuto agli eredi di UESHIBA MORIHEI, nella guida dellAIKIKAI. Dal 18 gennaio 1999 tale ruolo ricoperto da UESHIBA MORITERU, 2 DOSHU, figlio di UESHIBA KISSHOMARU (1 DOSHU) e nipote di O-SENSEI. DOSO. Titolare di depositi di derrate alimentari. Allepoca della riunificazione delle Corti a KYOTO (Periodo ASHIKAGA, 1392), si afferma sempre pi llite mercantile formata dai DOSO. Allinizio del secolo XV i DOSO, soprattutto a KYOTO, svolgono anche la funzione di agenti di cambio e prestatori di denaro su pegno (e spesso sono usurai), ma rappresentano anche lunica fonte di finanziamento per artigiani e piccoli bottegai, tanto che i cittadini riuniti nelle associazioni MACHI si uniscono a loro nella difesa contro le scorrerie degli IKKI. DOSOKU KATA SODE DORI. Seconda presa alle maniche. DOSOKU TE DORI. Terza presa di polso (o di braccio). DZO. Prego!. Favorite!.

-EEBI. Aragosta. 31

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EBIRA. Tipo di faretra. spesso di bamb, pregevolmente laccata, decorata con il MON della Famiglia o del Clan; si porta appesa alla spalla sinistra. Di solito costituita da una cassetta aperta, con una serie di stecche che fermano le cuspidi (YANO-NE) delle frecce (YA) e da un telaio metallico (talvolta dosso di balena), anchesso aperto, munito di cordicelle per tenere le aste. Una corda di ricambio dellarco ed altri accessori possono trovare posto in un cassettino, nella parte inferiore. EBOSHI. Tipico copricapo per maschi adulti. Dal secolo XI segno distintivo dei SAMURAI, che lo ricevono solo dopo la cerimonia della Consegna del Cappello (GENPUKU). Di forma approssimativamente triangolare, simile al berretto frigio, lEBOSHI di feltro (o crine di cavallo), nero, alto ed portato con lestremit pendente sulle spalle; in battaglia indossato sotto lelmo. Il clero SHINTO ed i nobili indossano un EBOSHI che assomiglia ad una cuffia (nae-eboshi). La piccola nobilt, i funzionari e la gente comune che non pu accedere a Corte porta un EBOSHI a tubo, laccato, pi o meno rigido. I grandi nobili, nellintimit, sostituiscono il KAMMURI con un EBOSHI alto, di seta nera laccata. EBOSHI-KABUTO. Elmo a forma di EBOSHI. Il COPPO tutto in ferro, la visiera angolata sul davanti. Nel Periodo EDO (1603-1868) il coppo esageratamente alto. EBOSHI-NA. il nuovo nome attribuito al giovane SAMURAI, dopo la cerimonia della Consegna del Cappello (GENPUKU). Da quel momento il giovane un adulto a tutti gli effetti. EDA. Ramo. EDO. Antico nome di Tokyo. Indica il ciclo storico (detto anche TOKUGAWA) che va dal 1603 al 1868. Gli SHOGUN TOKUGAWA che stabiliscono la sede della nuova capitale del Governo a EDO, antico nome di Tokyo riescono a garantire un lungo periodo di pace, ma il Paese si chiude su se stesso ed agli stranieri. Sono tre le fasi che segnano il Periodo EDO: di cristallizzazione (fino al 1680), di equilibrio (fino agli inizi del secolo XVIII) e di disgregazione finale (dal 1710 al 1868). anche il momento in cui inizia quello che pu considerarsi, a tutti gli effetti, il vero e proprio culto della spada: TOKUGAWA IEYASU, nella sua Eredit (le istruzioni ai successori), ne assimila luso in combattimento al corretto uso della forza militare e del potere e lascia scritto: la spada lanima del samurai. Se qualcuno la dimentica o la perde, non sar scusato. EISAI. (1141-1215) Monaco buddista, della scuola filosofica cinese Linji o Huang-long. Per la tradizione, oltre ad aver fondato, nel 1191, la setta RINZAI, introduce in Giappone la filosofia ZEN ed il t. EISHIN. Famoso Maestro di KEN-JUTSU e IAI-JUTSU del XVIII secolo. Appartiene alla Famiglia HASEGAWA CHIKARA-NO-SUKE HIDENOBU e fonda il proprio stile di IAI-JUTSU, lHASEGAWA EISHIN RYU, dopo aver lungamente studiato le tecniche del MUSO JIKIDEN RYU, a EDO, divenendone anche il 7 Caposcuola. EKAGAMI. Specchio di metallo. EKI-KYO. Traduzione del cinese YI JING (Libro dei Mutamenti). EKKU. Remo di legno. anche questa unarma non convenzionale: fa parte del KO-BUDO utilizzata dai pescatori dOKINAWA contro i SAMURAI, con tanto successo che anche MIYAMOTO MUSASHI, pare, la usi nel combattimento contro SASAKI KOJIRO, assassino del padre e fondatore del GAN RYU (ma forse solo il suo amato BOKKEN). EMBUKAI. Dimostrazione fatta al pubblico. EMMEI RYU. Scuola di KEN-JUTSU. La fonda MIYAMOTO MUSASHI e vi insegna non solo luso delle due spade in combattimento, ma anche luso della spada con lapplicazione del principio FUDOSHIN (Spirito Imperturbabile), il concetto elaborato da TAKUAN SOHO, il monaco e Maestro ZEN. MIYAMOTO MUSASHI chiama questo principio IWA-NO-MI, il Corpo come una Roccia. LEMMEI RYU conosciuta anche come NITO ICHI RYU o NITEN (Scuola delle due Spade). Le due spade utilizzate sono una lunga (DAI-TO, KATANA) nella mano destra ed una corta (SHO-TO, WAKIZASHI) nella sinistra; nel combattimento la KATANA deve colpire per prima, mentre la WAKIZASHI porta laffondo successivo. 32

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EMPI. Gomito. Punto del gomito. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Pure HIJI. EMPI UCHI. Attacco di gomito.

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ENGAWA. Veranda. quello spazio, aperto ma coperto, che circonda la casa tradizionale o, quantomeno, ne segna lingresso. una sorta di terra di nessuno, nel senso che uno ancora in casa propria, ma gi sappresta ad uscirne: infatti nella ENGAWA che ci si mette le scarpe. La veranda come il preludio allintimit della casa, il luogo dove, togliendo le scarpe prima di entrare, ci si stacca dal mondo. EN.NO GYOJA. En il Praticante. Mago e asceta, la leggenda vuole che sia lui, verso lanno 700, a fondare lo SHUGENDO [si veda] EN-NO IRIMI. Entrata circolare. Tecnica avvolgente di proiezione in IRIMI. il sistema prediletto da OSENSEI, negli ultimi tempi, in luogo dellesplosivo IRIMI NAGE di giovent (energico passo fuori dalla linea dattacco dellavversario ed immediato contrattacco): TORI utilizza un TENKAN per far girare UKE attorno a s, quindi lo guida in basso, morbidamente, con un movimento IRIMI eseguito circolarmente. Lesecuzione particolarmente complessa. ENRYO. Sprezzo per la morte: una delle qualit ideali che ogni samurai deve coltivare. la filosofia buddista con la sua consapevolezza della caducit della vita umana, cos come di tutte le cose che contribuisce non poco allaffermazione di questo concetto. ENSHO. Tallone. Pure KAKATO, KAGATO. ERI. Bavero; collo. Parte alta del bavero della casacca GI. ERI-KUATSU. Pressione addominale, con percussione dorsale. Tecnica di rianimazione che fa parte della serie di KUATSU ad azione elettiva: KUATSU con percussioni riflessogene (TSUKI-KUATSU); rientra anche nella serie di KUATSU respiratori (HAI-KUATSU), sempre con percussioni riflessogene. Questa una variante del procedimento SEI-KUATSU (tecnica completa). ERI DORI. Presa al bavero. UKE afferra TORI al bavero (o al collo). Da questa presa, ai baveri dellAIKIDOGI, si elencano nove tecniche di difesa: 1 HIJI NOBASHI ERI DORI 2 HIJI NAGE MAE ERI DORI 3 RYO TE ERI DORI 4 MAE RYO TE ERI SHIME AGE 5 TSUKOMI JIME 6 ERI DORI YOKO MEN UCHI 8 USHIRO ERI OBI DORI 9 USHIRO KATA TE DORI ERI JIME 7 ERI DORI TSUKI AGE ERI DORI TSUKI AGE. Settima presa al bavero. Oltre alla presa, UKE colpisce con un montante (dal basso allalto) al volto. Lazione difensiva di TORI comprende il brusco sollevamento dellavambraccio di UKE quello della mano che ha afferrato ed un ATEMI al suo viso e si conclude con la proiezione allindietro. ERI DORI YOKO MEN UCHI. Sesta presa al bavero. Lazione difensiva di TORI comporta lo sbilanciamento di UKE, attraverso un primo ATEMI al suo braccio libero, un secondo ATEMI al viso, con laltra mano e la proiezione finale a terra. ETA. Classe funzionale del Giappone feudale. Sono i reietti, i non umani: svolgono una funzione, ma non appartengono ad una classe ben definita; considerati meno che animali, non hanno diritti, nemmeno quello di radersi le sopracciglia o annerirsi i denti (quando di moda), cos come gli HININ.

-FFERUZUE. Arma insidiosa. Unasta, spesso di bamb, lunga circa un metro e cava, contiene una palla di ferro, vincolata ad una catena. Brandendo vigorosamente lasta, la palla esce con forza tale da poter uccidere un uomo. La tradizione attribuisce linvenzione di tale arma al monaco buddista HOZO-IN EI. Oggi luso di questarma ancora insegnato nellHOZO-IN RYU e nello SHINDEN FUDO RYU. FU. Vento. 33

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FUCHI. Bordo o margine. la ghiera ornamentale, metallica, posta vicino alla TSUBA, intorno allimpugnatura (TSUKA). Solitamente nello stile della CAPPETTA dellimpugnatura (KASHIRA) e dello stesso materiale. Solo artigiani specializzati producono questi pezzi, firmati e datati, che sono venduti separatamente e poi montati sullarma. Fornimento della YARI. FUDAI-DAIMYO. Signori dellInterno. Sono i DAIMYO per lo pi vassalli ereditari dei TOKUGAWA o da questi elevati al rango di DAIMYO, con rendita annua minima di 10.000 KOKU che sostengono TOKUGAWA IEYASU nella battaglia di SEKIGAHARA (1600) e, quindi, lo seguono nella sua presa del potere. Sono ricompensati con terre estese e la concessione dei pi alti gradi nellamministrazione del BAKUFU. La loro fedelt al Clan assoluta. FUDO. Fermezza danimo. quella che, secondo INAZO NITOBE, il vero BUSHI deve possedere. [si veda BUSHIDO] FU-DO SHINMYO ROKU. Libro Divino sulla Saggezza Imperturbabile, tradotto anche Documento Misterioso della Saggezza Immobile e Segreto Misterioso del non-movimento. una lunga lettera, quasi un libro, scritta dal monaco e Maestro ZEN (ed anche di KENDO, CHADO, SHODO) TAKUAN SOHO per YAGYU MUNENORI, famoso Maestro di KEN-JUTSU e co-fondatore dello YAGYU RYU. In questopera TAKUAN SOHO descrive quale stato danimo deve avere un combattente, secondo la dottrina ZEN: spirito aperto, ma calmo, sereno, imperturbabile, impassibile. Solo chi nello stato mentale FUDO-NO-SEISHIN pu vincere. FUDO-NO-SEISHIN o FUDOSHIN. Cuore o Spirito Inamovibile. Spirito Imperturbabile (nel combattimento). una condizione di imperturbabilit totale di fronte a qualsiasi cosa possa accadere. Nulla, in questo stato mentale, pu turbare lo spirito del combattente: imprevisto, aggressione o pericolo che sia; egli calmo e resta impassibile. Il monaco e Maestro ZEN TAKUAN SOHO elabora il concetto FUDO-NO-SEISHIN, che MIYAMOTO MUSASHI sviluppa, chiamandolo IWA-NO-MI, il Corpo come una Roccia. Il famoso spadaccino TSUKAHARA BOKUDEN [si veda] mette in mostra un concreto esempio di FUDOSHIN. Naturalmente, il FUDOSHIN non uno stato mentale immobile e rigido, ma la condizione di stabilit che deriva dal rapido movimento. Valere a dire che lo stato di perfetta stabilit (fisica e spirituale) proviene dal movimento che continua allinfinito e che cos infinitamente rapido da essere impercettibile. Il movimento si condensa nel SEIKA TANDEN. FUDO NO SHISEI. Esercizio dellimmobilit. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). [si vedano anche Considerazioni sul KI] FUDOTACHI. Posizione ferma. la postura che ogni combattente deve avere, prima di un attacco: serena, ferma, immobile. FUGATAMI MISANORI HAN-NO-SUKE. SAMURAI. seguace del DAITO RYU AIKI-JUTSU (scuola tradizionale dAIKI-JUTSU, JU-JUTSU e KEN-JUTSU) ed allievo del TAKENOUCHI RYU. Nel 1650 fonda la scuola SOSUICHI RYU di JU-JUTSU. FUJIWARA. Potente Famiglia SAMURAI. Allinizio del Periodo HEIAN domina la scena politica giapponese. Lascesa del Clan, iniziata nellanno 858, si realizza con linstaurazione della Reggenza a FUJIWARA (dallanno 890 al 1185), la nomina a reggenti (sessho) e dittatori civili (kampaku), il controllo delle Famiglie TAIRA e MINAMOTO, fino allesautorazione di fatto della Dinastia imperiale ("Imperatori in ritiro", 1086). FUJIWARA HIROSADA. Celebre armaiolo operante allinizio del Periodo EDO (primi anni del 1600). FUJIWARA NO NOBUTSUNA. (1520-1577) Spadaccino. Fonda la scuola SHIN KAGE RYU (Nuovo KAGE RYU) di KEN-JUTSU ispirandosi allAIZU KAGE RYU di AIZU IKO. FUJIWARA UJISHIGE. Armaiolo attivo verso la fine del 1700. FUKIDAKE. Cerbottana tradizionale. Inizialmente di legno, (ed leggera, nonostante i 2,8 metri di lunghezza), poi di canna e lunga 150 cm, lancia frecce di bamb di 25 cm, con impennaggi di carta. 34

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FUKIGAYESHI. Risvolti laterali dellelmo (KABUTO). Sono una specie di coppia dalette, poste ai lati della visiera: servono ad impedire che qualche colpo recida i cordoncini che tengono unite le lamine della GRONDA (SHIKORO), posta a protezione della nuca. FUKKO KAMAE. Posizione difensiva, tipica dello SHORIN RYU KARATE-DO. Una gamba ha il ginocchio a terra, laltra gamba perpendicolare alla prima, quasi come un arciere che scocca. FUKOKU-KYOHEI. Uno Stato Prospero e un Esercito Forte. il motto che accompagna la Restaurazione MEIJI. Latteggiamento dei capi della Nazione, fautori della modernizzazione, non pu che riflettere il loro carattere, la loro formazione ed anche i loro timori. Il modello da imitare lOccidente e la prosperit pu arrivare, ma occorre anche vigilare per affrontare eventuali minacce dallestero (lo straniero fa sempre paura!). FUKU. Restituire, far tornare; ristabilire restaurare. FUKUI YOSHIHARA. Maestro di spada e fondatore, verso il 1750, della scuola di KEN-JUTSU, SHINDEN MUNEN RYU, che la tradizione vuole sispiri allo TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. FUKUMI-BARI. Arma da lancio (SHURIKEN), dacciaio, a forma di ago. Rientra nel gruppo delle KAKUSHI, le armi nascoste e, come tutti gli altri SHURIKEN, utilizzato soprattutto dai NINJA . Anche i FUKUMI-BARI sono molto spesso lanciati in gruppo, con la particolarit che, sovente, sono tenuti in bocca per poi essere scagliati negli occhi dellavversario. FUKUNO SHICHIROEMON. Fonda, ispirandosi al KITO RYU, la scuola dArti Marziali che porta il suo nome, il FUKUNO RYU. FUKURO SHINAI. Spada dallenamento. di legno duro, ricoperto di cuoio o tessuto. Si usa nel KENJUTSU. FUKUTO. Parte superiore esterna della coscia. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. FUMI-E. Pittura religiosa cristiana. Nel 1629, per scoprire i convertiti al Cristianesimo, i sospetti sono obbligati a calpestare un FUMI-E: chi si rifiuta ritenuto colpevole. FUNAKOGI UNDO o TORI FUNE. Esercizio del remare. Movimento della voga. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). FUNAKOSHI GICHIN. (1869-1957) Fondatore del moderno KARATE. Nato a Shuri (OKINAWA), studia OKINAgi a 10 anni, come allievo del Maestro ITOSU YASUTSUNE ANKO, secondo caposcuola dello SHURI-TE. Maestro allet di 33 anni, nel 1902, e soprannominato Shoto, si costruisce una solida reputazione con pubbliche esibizioni, tanto che, allinizio degli anni Venti del 1900, a Tokyo dove conosce e diviene amico di KANO JIGORO per dimostrazioni ufficiali. di questo periodo la sua opera di riordino e disciplina del metodo di combattimento, culminata nel 1936, quando sostituisce lideogramma KARA, Cina, cinese, con un altro carattere, dalla stessa pronuncia, ma che significa vuoto, nudo. Il moderno KARATE (meglio sarebbe, in ogni modo, indicarlo con KARATE-DO), quindi, significa Via della Mano Vuota e non pi Arte della Mano cinese. Negli anni 30 del 1900 lopera divulgativa e promozionale di FUNAKOSHI GICHIN (che comunque, come tutti i grandi Maestri, aborre la spettacolarizzazione ed ogni forma di competizione), assai intensa e accende lentusiasmo dei giovani, incoraggiati dalle idee ultra nazionaliste del Governo. Ci porta allapertura di numerosi DOJO, sia privati sia nelle grandi Societ e nelle Universit, compreso lHONBU DOJO: lo SHOTOKAN, nel 1938. SHOTOKAN anche il nome della scuola fondata da FUNAKOSHI GICHIN e dello stile da lui insegnato, che prevede rapidi spostamenti di base (TAI SABAKI), attacchi profondi, penetranti e bassi, tecniche leggere. La proibizione dinsegnamento delle Arti Marziali in Giappone, imposta dalle autorit militari doccupazione, stranamente non riguarda il KARATE, presumibilmente perch gli stessi americani vogliono imparare questi metodi di lotta, per inserirli nei loro programmi di addestramento militare.
WA-TE

FUNAKOSHI YOSHITAKA. ( - 1953) figlio di FUNAKOSHI GICHIN e gli succede nella direzione dello SHOTOKAN, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma gli premuore per malattia. FUNAKOSHI YOSHITAKA, chiamato anche Gigo, fonda a Tokyo, verso il 1946, lo stile di KARATE denominato SHOTOKAI, che ha un indirizzo pi spi35

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rituale rispetto allo stile del padre e, soprattutto, utilizza metodi dallenamento e di combattimento meno violenti. In effetti, se FUNAKOSHI GICHIN il codificatore dellOKINAWA-TE, suo figlio FUNAKOSHI YOSHITAKA il vero padre spirituale della moderna disciplina chiamata KARATE-DO. FUNDOSHI. Perizoma. di cotone, lungo e stretto. FURIBO. Mazza dritta, in legno rivestito, con punta di ferro. Appartiene alla categoria delle mazze composte, costruite cio con pi materiali, per accrescerne lefficacia. FURI-KABURI. Sollevare la KATANA sopra la testa. latteggiamento minaccioso (SEME), che si assume prima di eseguire la tecnica principale, il taglio (KIRI-TSUKE, nello IAIDO e nello IAI-JUTSU) o il fendente. FURI UCHI. Tecnica di percussione. un taglio diagonale, dal basso allalto, che si pu eseguire con la mano (SHUTO o TE-GATANA) o con unarma. FURITAMA o FURUTAMA. Stabilire il KI: metodo di meditazione e unificazione dello spirito. Esercizio di concentrazione, generalmente segue FUNAKOGI UNDO. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). Spalle rilassate e braccia distese; occhi chiusi; ano serrato; mano sinistra chiusa a coppa sulla destra; tutta lenergia concentrata nel SEIKA TANDEN. Le mani vibrano veloci davanti allHARA, trasmettendo la vibrazione al corpo intero. Si deve concentrare lo spirito nel terzo occhio, tra le sopracciglia. FURITAMA ha lo scopo di provocare una forte concentrazione. FUSENSHO. Abbandono. Si riferisce a competizioni e tornei: dichiarato FUSENSHO chi abbandona la gara, ferma o rifiuta il combattimento senza motivo o non si presenta. FUSUMA. Porta. un pannello scorrevole, di carta translucida su telaio di legno, presente nelle case giapponesi tradizionali; sempre per tradizione, si dovrebbe aprire con entrambe le mani, stando in SEIZA. adatto come divisorio per ambienti interni. FUTARI. Due, per contare le persone (NIN). In sino-giapponese NI, in giapponese puro si dice FUTATSU, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa NIHON. FUTARI DORI. Tecniche con attacco contemporaneo di due persone. Neutralizzazioni dattacchi multipli con presa alle mani. FUTATSU. Due in giapponese puro. In sino-giapponese NI, per contare le persone (NIN) si dice FUTARI, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa NIHON. FUTOMATA-YARI. Si veda SASUMATA.

-GGACHI. Suffisso per vittoria (KACHI). GAESHI. Torsione. Suffisso per contrattacco (KAESHI). GAI-WAN. Bordo esterno dellavambraccio. GAKE. Suffisso per attacco, attaccano. Suffisso per gancio, uncino; a gancio (KAKE, KAGI). GAKU. Diploma scritto. rilasciato al BUDOKA dopo lacquisizione di un grado. GAMAE. Suffisso per guardia (KAMAE). GAMI. Suffisso per divinit, spirito divino (KAMI). GAN. Suffisso per intuizione (KAN). 36

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GANCHU. Plesso cardiaco. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI.

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GANKA. Pettorali. Zona tra la 4^ e la 5^ costola. Punto del petto. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. GANKAKU. Gru su una roccia. uno dei KATA superiori del KARATE stile SHOTOKAN. GAN RYU. Scuola di KEN-JUTSU e TESSEN-JUTSU. Il fondatore, verso il 1600, SASAKI KOJIRO, che sispira allo stile CHUJO RYU di Chujo Nagahide. Si racconta che numerosi spadaccini di questa scuola preferiscano usare il ventaglio di ferro, in luogo della spada, anche contro pi avversari armati. GANSEI. Globo oculare. Zona degli occhi. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. GANSEKI. Roccia. GANTSUBUSHI. Lanciapepe. Si veda MESTUBUSHI. GARAMI. Avvolgere. Sintende mantenere una presa per immobilizzare lavversario (KATAME WAZA). Viene da KARAMU, imbrigliare. GARI. Suffisso per falciata (KARI). GASHIRA. Suffisso per testa, colonna (KASHIRA). GASSAN RYU. Scuola di NAGINATA-JUTSU. Risale al secolo XIX ed ha lo scopo, attraverso la padronanza delle tecniche di maneggio della lancia, di ricercare una saggezza superiore, universale. GASSHO. Posizione di concentrazione con le mani congiunte. GASSHO KAMAE. Posizione di saluto. utilizzata nello SHORIN RYU KARATE-DO, prima e dopo gli allenamenti: mani giunte davanti agli occhi, dita divaricate. GATAME. Suffisso per controllo (KATAME). GE o SHIMO. Basso, inferiore. GEDAN. Livello basso. Nelle Arti Marziali indica laltezza di un attacco o di una parata. il livello compreso fra la terra e laddome. Basso. Posizione bassa della mano. la fascia delladdome corrispondente al basso ventre. GEDAN MAE-GERI. Calcio frontale al livello basso. GEDAN KAMAE o GEDAN-GAMAE. Guardia bassa. Allorquando si riferisce a posizione di guardia con armi (la cui punta tenuta bassa), pi corretto gedan no kamae. GEDAN TSUKI. Pugno al basso ventre. GEI. Arte. Metodo, realizzazione. GEIDO. La Via delle Arti. Si intendono le belle arti. GEIKO. Suffisso per allenamento, esercizio (KEIKO). GEISHA. Ospite femminile professionale. Abile nella musica e nella conversazione, conoscitrice delletichetta, il suo ruolo di rendersi gradita agli uomini, divertendoli e tenendo loro compagnia. La GEISHA del Periodo EDO (1603-1868) discende dalle danzatrici e dalle cortigiane dellantica societ aristocratica, ora divenute economicamente accessibili alla CLASSE SOCIALE dei MERCANTI. 37

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GEKKEN. Antica denominazione del KENDO. in vigore nellEra MEIJI, fino al 1912, e gekkenka sono chiamati i praticanti. Oggi indica una tecnica dura di SHINAI. GEKON. Mento. Punto del mento. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. GEMBUKU. la cerimonia che, per un SAMURAI, segna il passaggio allet virile. GEMPEI. Cos chiamata la guerra tra i MINAMOTO (GENJI) ed i TAIRA (HEIKE), combattuta dal 1180 al 1185 per la supremazia politica e militare. Il nome viene dallunione delle prime due sillabe dei caratteri che costituiscono il nome di Clan coinvolti, letti alla maniera cinese. Al termine della guerra il Clan TAIRA distrutto e MINAMOTO-NO YORITOMO si ritrova SHOGUN. GEN. Occhi. GENIN. Gente inferiore. Suddivisione interna della classe sociale dei contadini, nel Giappone feudale. Sono abitanti delle campagne, generalmente stranieri o loro discendenti (AINU, Coreani, Cinesi), ma tra loro si trovano anche contadini agiati diventati insolventi ed anche agricoltori vendutisi per fame. Spesso abbandonano la terra e si mettono al servizio di signori e uomini darme, tanto che quasi tutti loro, dallinizio del secolo XIV, sono diventati guerrieri al seguito (SHOJU) di SAMURAI. Sono, nellambito dei Clan NINJA, gli esecutori materiali delle missioni. Operano agli ordini dei CHUNIN e su mandato dei capi (JONIN). GENJI o MINAMOTO. Si veda MINAMOTO. GENJI-NO-HEIHO. Arte guerriera dei GENJI. Cos si chiama una scuola di strategia militare e di perfezionamento nelle Arti Marziali classiche; il nome deriva dal Clan guerriero dei MINAMOTO, vincitori della lotta per la supremazia contro i TAIRA (1185). Per la tradizione familiare, la scuola fondata dal principe Teijun, sesto figlio dellImperatore Seiwa (859-877). Materie di studio sono la progettazione di ponti, strade e fortificazioni, larte di disporre le truppe in battaglia (SENJO-JUTSU) e le tecniche di segnalazione con il fuoco (NOROSHIJUTSU), oltre a KEN-JUTSU, YARI-JUTSU e JU-JUTSU. La GENJI-NO-HEIHO passa presto sotto il controllo della Famiglia TAKEDA sempre parte del Clan MINAMOTO ed TAKEDA NOBUMITSU, alla fine del secolo XI che amplia e rielabora le tecniche della scuola cui, nel secolo XV, attribuito il nome di TAKEDA HEIHO. GENKI. Vigore ( composto di KI). Non sintende il solo vigore fisico. GENPUKU. Consegna del Cappello. la cerimonia con cui, ad un giovane entrato nellet adulta, consegnato lEBOSHI segno distintivo della diversa condizione sociale ed attribuito un nuovo nome (EBOSHI-NA) GENSHIN. Sensazione che consente di prevedere lazione dellavversario, prima che questi la inizi. [si veda YOMI] GERI. Suffisso per calcio (KERI). GESA. Suffisso per fascia, trasversale (KESA). GESAKUNIN. Suddivisione interna della classe sociale dei contadini, nel Giappone feudale. I GESAKUNIN fanno parte degli abitanti delle campagne: sono piccoli coltivatori e affittuari (a termine) di contadini proprietari. Tra loro, spesso, si trovano guerrieri senza titoli n propriet, che per sopravvivere in tempo di pace, coltivano la terra. GETA. Tradizionali zoccoli di legno, si usano quando piove. Rialzati da terra per mezzo di due piastre trasversali, si fissano con al piede con un paio di strisce che passano tra gli alluci. GI. Casacca del KEIKOGI. Pure UWAGI. Terra. Indica la capacit tecnica del DANSHA. [si veda SHINGITAI] La giusta attitudine. Uno dei sette punti del BUSHIDO. [si veda] 38

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GIRI. Dovere, obbligo, debito di riconoscenza. inteso soprattutto verso un superiore (il padre, un Maestro o il proprio Signore). Il GIRI, per un SAMURAI, ha la precedenza su tutto, sentimenti di umanit compresi. il senso del dovere che, secondo INAZO NITOBE, il vero BUSHI deve possedere. [si veda BUSHIDO] Suffisso per taglio, tagliare. GIYO-YO-ITA. Piastra di protezione delle ascelle, nella tarda armatura. fatta di scaglie metalliche laccate o maglia di ferro; il termine deriva dalla parola cinese che indica la foglia dellalbero ginkgo biloba (icho), forma che questa piastra conserva. GO. Forza, forte; duro. Principio opposto a JU. Deriva dallideogramma cinese wu (principio di forza). Indica lapplicazione della forza contro la forza. Cinque in sino-giapponese. In giapponese puro ITSUTSU, per contare le persone (NIN) si dice GONIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa GOHON. Protezione. Gioco di abilit. Pare certa lorigine cinese, risalente ad oltre 4.000 anni fa; diffuso in tutto lEstremo Oriente, in particolare in Cina (dove chiamato Wei-qi), Corea e Giappone. Si gioca su una scacchiera quadrata (goban), da 9x9, 13x13 o 19x19 righe, su cui si collocano pedine, chiamate pietre, bianche o nere, prelevate da ciotole (goke). In un goban 19x19, con 361 incroci, il nero ( il colore che contraddistingue il giocatore pi debole, il quale inizia la partita) ha 181 pietre, il bianco 180. Vince il giocatore che conquista pi terreno, delimitando aree sulla scacchiera con le proprie pedine, e che cattura pi prigionieri, le pietre dellavversario che restano circondate. un gioco di strategia, in cui i giocatori principianti vanno dal 30 al 1 KYU e gli esperti dal 1 al 6 DAN (quelli professionisti dal 1 al 9). GO-DAIGO. Imperatore dal 1318 al 1339. autore di un anacronistico tentativo di restaurare lautorit imperiale il cui prestigio da tempo compromesso ed il potere del TENNO. Tenta il colpo di stato nel 1331, contro i Reggenti HOJO, me la ribellione fallisce e lui esiliato. Evaso nel 1332, si trova ad essere la forza unificatrice di numerosi scontenti: KENIN delusi nelle proprie aspettative di ricompensa, interi Clan SAMURAI, funzionari e amministratori militari (JITO) degli SHOEN, diversi SHUGO. Grazie al Clan ASHIKAGA, guidato da ASHIKAGA TAKAUJI, ed agli altri Clan alleati tra cui i KUSUNOKI prevale nella guerra di Genko e nel 1333 entra in KYOTO, conquistata da ASHIKAGA TAKAUJI, mantenendone il controllo fino al 1336. Rimpiazza gli SHUGO con cortigiani civili, nomina SHOGUN il proprio figlio e, soprattutto, tenta di restaurare in pieno il governo imperiale. Molti SAMURAI, per, non si sentono adeguatamente ricompensati e, nel 1335, ASHIKAGA TAKAUJI si ribella, scaccia GO-DAIGO (che si rifugia a Yoshino) mette al suo posto un altro membro della Famiglia imperiale e ne ottiene il titolo di SHOGUN. La nuova guerra civile (guerra Nambokucho) dura fino al 1392 e vede combattersi due Imperatori, uno con sede a Yoshino (Corte del Sud), laltro, protetto dagli ASHIKAGA, che formalmente governa da KYOTO (Corte del Nord). Risultato ultimo del fallito tentativo di restaurazione di GO-DAIGO che dal 1392, con la riunificazione delle Corti a KYOTO, tutti gli Imperatori sono tenuti sotto stretta sorveglianza e gli SHOGUN accentrano nelle proprie mani sia il potere militare sia quello civile, prima separati ed equilibrati: il BAKUFU, il Governo militare, pi militare che mai. Altra importante conseguenza limpoverimento della ricchezza imperiale: la fuga da KYOTO porta alla confisca di tutte quelle propriet personali trasferite al Tesoro pubblico, con lintento che siano amministrate in favore della Nazione. Persi per sempre quei beni, molti Imperatori, successori di GO-DAIGO, devono dipendere dalla generosit (spesso pelosa) delle Famiglie pi ricche e potenti, che possono interferire pesantemente nella pur limitata opera del Governo imperiale. GODAN. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 5 grado. [si veda KYUDAN] GOHO. Metodo attivo. Comprende le tecniche attive, previste nellallenamento del NIPPON SHORINJIKEMPO, consistenti soprattutto in attacchi e parate con contrattacchi di calcio o pugno. Il GOHO lopposto dello JUHO, il metodo passivo, le tecniche passive della difesa. GOHON. Cinque, per contare oggetti particolarmente lunghi (HON). In sino-giapponese GO, in giapponese puro si dice ITSUTSU, per le persone (NIN) susa GONIN.

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GOHON-KUMITE. Combattimento programmato. Nel KARATE identifica una serie di cinque attacchi in altrettanti passi; lavversario esegue a sua volta cinque parate, arretrando di altrettanti passi e chiude con un contrattacco. GOJU RYU. La Scuola dura, la Scuola morbida. Stile di KARATE. Ideato nel 1930 da MIYAGI CHOJUN, prevede lalternanza di tecniche dure (GO) e morbide (JU) e si basa sugli insegnamenti di HIGAONNA KANRYO, dOKINAWA. Tra le caratteristiche di questa scuola la respirazione enfatizzata, su movimenti corti, e posture particolari, come il sanchin-dachi (posizione a clessidra). Caposcuola dopo MIYAGI CHOJUN YAMAGUCHI GOGEN, detto il Gatto, che fonda lo stile KARATE-SHINTO. GOJUSHI-HO. Cinquantaquattro passi. KATA superiore della scuola SHOTOKAN di KARATE. Pu essere breve (gojushi-ho sho) o lungo (gojushi-ho dai). GOKADEN. termine che identifica il gruppo delle cinque scuole classiche di fabbricanti di spade. Corrispondono alle aree (Province), ricche di giacimenti di minerali ferrosi, in cui si sono raggruppate numerosi laboratori, fonderie, officine: Bizen, la pi famosa, Mino, Soshu o Sagami, Yamashiro e YAMATO. GOKAKU-GEIKO. Allenamento tra equivalenti. Si riferisce a sedute dallenamento tra praticanti che si equivalgono in forza e abilit, soprattutto nel KENDO. GO-KENIN. Onorabile uomo di casa. Inizialmente, allinizio del Periodo KAMAKURA (1185-1333), si tratta di vassalli diretti dello SHOGUN, proprietari terrieri che comandano di persona i guerrieri tratti dai contadini del loro territorio e, pertanto, sono SABURAI. il ceto pi basso della classe SAMURAI. GOKUHI. Tecniche riservate. Sono quelle tecniche insegnate solo ad allievi, di grado superiore, particolarmente dotati. GOKYO. Tecnica numero cinque. Quinto principio [si veda UDE NOBASHI]. IMMOBILIZZAZIONE con trazione del braccio di UKE. Si utilizza soprattutto contro fendenti verticali (SHO MEN UCHI) od obliqui (YOKO MEN UCHI). I cinque principi. Nello JUDO sono la base del programma dinsegnamento: cinque gruppi (KYO) di otto tecniche-base ciascuno, in posizione eretta (TACHI WAZA), con grado di difficolt crescente. Ad ogni KYO corrisponde una cintura di colore diverso, da giallo (1) a marrone (5). GOKYU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, lo Studente di quinta classe. [si veda KYUDAN] GOMAI-KABUTO. Tipo delmo. utilizzato, tra XI e XIII secolo, soprattutto con larmatura YOROI. Cinque file di lamine allacciate formano la gronda (SHIKORO), posta a protezione della nuca; da questa deriva, appunto, il nome dellelmo: GO, cinque e MAI, piastre. Il coppo emisferico (HACHI), formato da piastre unite con ribattini, fornito di visiera (MABEZASHI), ha il foro TEHEN ed dotato di anello (kasa-jiryshi no kwan) nella parte posteriore, cui si fissa un distintivo di stoffa. GONIN. Cinque, per contare le persone (NIN). In sino-giapponese GO, in giapponese puro si dice ITSUTSU, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa GOHON. GONIN-GAKE. Cinque UKE attaccano TORI. GONIN-GUMMI. il sistema della responsabilit collettiva. Un tempo limitato alle campagne presto esteso anche alle citt: in ogni strada, gli abitanti delle case sono riuniti in gruppi di cinque, con uno che responsabile di tutti gli altri, ma con tutti che spiano tutti. GONIN DORI. Cinque persone prendono. GO-NO-GEIKO. Tipo di allenamento. Rientra nello studio classico (IPPAN-GEIKO). Si veda, nel Libro Primo, il Capitolo Il metodo dallenamento.

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GO-NO-SEN. Dopo di prima: contrattacco. Tecnica di difesa, comune a tutte le Arti Marziali: consiste nel contrattaccare con forza dopo aver parato un attacco dellavversario, prendendo liniziativa del combattimento. questo il principio che UESHIBA MORIHEI mette alla base dellAikido, in luogo del KOBO-ICHI (unit in attacco e difesa). Si dice anche ATO-NO-SEN. GO NO SEN. Discepolo. Convenzionalmente, la qualifica che spetta alla cintura nera, 2 DAN, praticante dArti Marziali. [si veda KYUDAN] GOREI. Allenamento collettivo. una forma di allenamento fatto in gruppo, sotto la guida di un esperto. GORIN NO SHO. Il Libro dei Cinque Anelli. Saggio in cinque rotoli, considerato uno dei classici delle Arti Marziali. Lo scrive il celeberrimo MIYAMOTO MUSASHI, con laiuto del discepolo TERAO KATSUNOBU, verso il 1643, quando si ritira in una grotta per meditare e seguire una vita contemplativa. Lopera tratta, oltre che di strategia, di KEN-JUTSU le tecniche di spada, che MIYAMOTO MUSASHI predilige usare in coppia, una per mano. Ognuno dei rotoli in cui il GORIN NO SHO diviso, intitolato ad uno degli elementi della tradizione cosmologica orientale: terra, acqua, fuoco, vento, vuoto (o cielo). Laspetto pi interessante del trattato il cammino spirituale proposto dallautore, una sorta di Via della Spada globale, quasi ad anticipare lessenza del BUDO moderno, in contrasto con il carattere assolutamente pratico dello JUTSU. GOSHI. SAMURAI di campagna. una figura che prende piede nella prima met del 1600, a fronte del massiccio inurbamento dei BUSHI. il Clan Yamauchi, a Tosa, che concede il rango di GOSHI agli antichi gregari Chosokabe, sia per pacificarli sia per estendere le terre bonificate. Dal 1644, inoltre, chiunque possa dimostrare la discendenza da un gregario Chosokabe e provvede a bonificare campi che rendano almeno 30 KOKU lanno, diventa GOSHI. Nel 1763, abolito lobbligo di discendenza, anche i mercanti possono ottenere la nomina e, nel 1822, il rango di GOSHI messo in vendita, costituendo una valida (e meno dispendiosa) alternativa alladozione a pagamento. Anche i GOSHI come gli SHOYA, con i quali hanno affinit verso la met del 1800 contribuiscono, con le loro pretese di cambiamento, a ridimensionare il ruolo dei SAMURAI di citt. Suffisso per vita, busto, zona della cinta, anca (KOSHI). GOSHIN-DO. Insieme di tecniche, solo difensive, del KARATE-DO. GOSHIN-JUTSU. Forme di difesa dello JUDO. Il nome deriva da GO, protezione e SHIN, cuore, intuizione ed indica quelle tecniche di difesa insegnate al KODOKAN per opporsi ad aggressori, tanto a mani nude (TOSHUNOBU) quanto armati (BUKINOBU). Il suffisso JUTSU rivela laspetto utilitaristico di queste forme di combattimento. GOSHOZAMURAI. Sono guerrieri di nobile famiglia, al servizio della Casa imperiale, nel secolo XIV (Periodo MUROMACHI, 1392-1573). da questo vocabolo che, per unevoluzione fonetica della pronuncia, deriva in seguito il termine SAMURAI. GOTO TAMAUEMON TADAYOSHI. (1644-1736) Maestro dArti Marziali di AIZU. il fondatore della scuola DAIDO RYU. GOTO-YUJO. (1440-1513) Celebre Maestro, fabbricante di TSUBA. Lavora per lottavo SHOGUN ASHIKAGA, Yoshimasa; i suoi allievi fondano la scuola Goto, specializzata nelle decorazioni in oro e bronzo. GOYO-SHONIN. Mercante patentato. I GOYO-SHONIN, sono mercanti privilegiati: vivono ed hanno bottega vicino al castello e godono dalcune esenzioni fiscali. Alcuni sono di provenienza SAMURAI, specializzati nelle forniture militari. GUMBAI. Ventaglio da guerra. di del tipo rigido e arrotondato (UCHIWA) e dapprima (Periodo KAMAKURA, 1185-1333) affianca, poi (Periodo EDO, 1603-1868) soppianta il bastone di comando SAIHAI, raggiungendo il culmine della popolarit alla met del secolo XVI. Il GUMBAI, come il SAIHAI, segno distintivo di grado e di rango e serva anche a segnalare comandi e disposizioni durante la battaglia. Gli esemplari di maggiori dimensioni servono, alloccorrenza, come scudi occasionali. In origine ogni capo-gruppo di guerrieri porta in battaglia il proprio GUMBAI che, in seguito (Periodo EDO o TOKUGAWA) diventa prerogativa dei generali comandanti. Si trovano anche esemplari tutti di ferro. I motivi ornamentali, in origine, sono i simboli della COSMOGO41

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orientale: sole e luna a rappresentare il principio attivo e passivo (Yang e Yin); draghi e tempeste; lOrsa Maggiore (il centro delluniverso); in seguito predomina la rappresentazione del MON, lemblema di Famiglia. Ventaglio rituale. Lo utilizzano gli arbitri (GYOJI) nelle gare e tornei di SUMO per segnalare le decisioni ai lottatori. Il colore varia secondo il rango dellarbitro, dal nero dei principianti al blu, dal bianco al porpora del giudice-arbitro (TATE-GYOJI). Identico, per forma e materiale, al ventaglio da guerra, di solito decorato con un sole su una faccia ed una luna sullaltra. GUNKIMONO. Cronache Militari. Sono descrizioni delle grandi guerre civili del secolo XII, interessanti per limmagine che i SAMURAI, protagonisti indiscussi ed autori delle Cronache, hanno di s. Le opere pi conosciute sono lHeike Monogatari (Storia della Famiglia TAIRA) e il Konjaku Monogatari, del 1080. GUNSEN. Ventaglio da guerra. del tipo pieghevole ed portato dal BUSHI quando indossa larmatura. GURUMA. Suffisso per circolare, ruota (KURUMA). GUSARI. Suffisso per catena (KUSARI). GUSOKU o TOSEI-GUSOKU. Armatura. Nel 1568 risulta gi messa a punto, ma diventa tipica nel Periodo EDO (1603-1868). definita moderna ed costruita addirittura fino al XIX secolo. La fattura fortemente influenzata sia dalle ARMATURE europee sia dallesigenza di protezione contro le armi da fuoco, anche se il lungo intervallo di pace e lamore per la tradizione ne fanno un connubio tra un oggetto da parata ed una riedizione di vecchi modelli. Innumerevoli sono le varianti di GUSOKU, ognuna con un proprio nome: solo gli esperti riescono a distinguerle, e non sempre. Nel Periodo EDO, in ogni modo, sono prodotti tutti i tipi dantiche armature, con aggiunte e varianti: DO-MARU, HARAMAKI, HARA-ATE, O-YOROI. Accanto ad armature forgiate alla vecchia maniera, con lamelle di ferro laccate, troviamo corazze alleuropea, con piastre di ferro variamente collegate, o perfino piastre in pezzo unico, talvolta sagomate. La GUSOKU chiamata nanban-gusoku quando alla stessa sono adattati tipici elementi darmature europee. Le corazze di metallo sbalzato, tipiche dei secoli XVIII e XIX, sono chiamate uchidashi, mentre quelle formate da numerose piastre di dimensioni medie, unite e maglia di ferro, anchesse dei secoli XVIII e XIX, sono le TATAMI-GUSOKU. Tutte le parti dellarmatura sono collegate e fermate da cinghie o cordicelle. Nellultimo quarto del XIX secolo molte armature spesso di cuoio laccato sono prive delle protezioni posteriori. GUSOKU BITSU. Scatola per larmatura. Pu essere di legno, talvolta laccato, od anche di cartapesta. La GUSOKU BITSU per armatura leggera si trasporta sulla schiena, grazie a cappi nella parte anteriore dove sinfilano le BRACCIA. Quella per armatura pesante pi solida, con manici ed anelli di ferro, attraverso i quali si infila un palo retto, in viaggio, da due uomini. GYAKU. Contrario, opposto; inverso, rovesciato. GYAKU-ASHI. Posizione delle gambe opposta a quella delle braccia. GYAKU HANMI. Posizione speculare. Posizione reciproca iniziale. TORI e AITE sono in posizione speculare: al piede avanzato delluno (destro o sinistro), corrisponde quello opposto dellaltro (sinistro o destro). La posizione simmetrica detta AI HANMI. GYAKU JUJI JIME. una tecnica di strangolamento (JIME) praticata con gli avambracci incrociati (JUJI) ed i palmi girati (GYAKU) verso lalto. GYAKU KAMAE o GYAKU-GAMAE. Guardia opposta. Posizione di combattimento. Posizione naturale di guardia. Prima di eseguire una tecnica, TORI e per UKE hanno una posizione obliqua e inversa: posti di fronte, un piede avanti, ma luno assume la guardia destra (MIGI) e laltro la sinistra (HIDARI). GYAKU KATA TE DORI. Seconda presa di polso (o di braccio). [si veda KATA TE TORI GYAKU HANMI] GYAKU KESA. il movimento dattacco YOKO MEN UCHI eseguito al contrario, dallanca alla spalla, in un circuito obliquo ascendente.

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GYAKU TE DORI. Presa al polso con torsione. Il polso torto (verso linterno o lesterno) premendone il dorso con il pollice o le altre dita. GYAKU TSUKI. Pugno opposto. Il pugno sferrato con la mano opposta alla gamba avanzata, sfruttando la rotazione delle anche. Sintende ad un KYUSHO (punto vitale). Rientra nelle KERI-GOHO. GYOJI. Arbitro. il nome generico attribuito agli arbitri delle gare e tornei di SUMO. Labbigliamento dei GYOJI risale al Periodo ASHIKAGA (1336-1568) ed quello dei KANNUSHI, i sacerdoti SHINTO: dagli abiti sontuosi al tipico EBOSHI (in una variante alta). Il colore dellabito varia secondo il grado, cos com diversa la tinta del ventaglio rituale, il GUMBAI del tipo UCHIWA utilizzato come indicatore delle decisioni prese. Il grado pi elevato TATE-GYOJI, Capo degli Arbitri: il celebrante della DOHYO-MATSURI (cerimonia propiziatoria, la funzione scintoista che precede i combattimenti), d inizio ai tornei ed arbitra gli incontri pi importanti. Pare che il predecessore di tutti i GYOJI sia il SUMOTORI Kiyobayashi: vincitore del primo torneo di SUMO svoltosi a NARA, lImperatore lo premia con un ventaglio da guerra e lo nomina arbitro.

-HHA. Normale. FILO della lama di spada. E anche il bordo con cui si sferra il colpo della SHINAI. Branca. Ramo, specialit di un RYU dArti Marziali, od anche scuola derivata. HABACHI. Ghette della YOROI, di stoffa. HABAKI. Ghiera metallica, o anello di cuoio, che stringe la lama, vicino allelso (TSUBA). Protegge la lama dallumidit (chiudendo con precisione lapertura del fodero, SAYA) e ne salvaguarda il filo, tenendola ferma nel fodero. Pu essere in un solo pezzo (hitoye habaki) oppure in due parti (nijiu habaki: una attorno alla lama e laltra allimboccatura della SAYA). HABAKI-MOTO. la parte spessa e non affilata della lama di spada, usata nelle parate. HACHI. Otto. in sino-giapponese. In giapponese puro YATTSU, per contare le persone (NIN) si dice CHININ, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa HICHIHON. Coppo del KABUTO.
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HACHIDAN. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 8 grado. [si veda KYUDAN] HACHIJI-TACHI. Guardia neutra. Postura naturale prima del combattimento: i piedi rivolti allesterno sono distanziati quanto le spalle e le anche; le ginocchia sono leggermente flesse; le spalle rilassate, le braccia distese. LHACHIJI-TACHI, normalmente, la posizione iniziale dei KATA. HACHIMAKI. Salvietta, benda di cotone bianco. duso antico: quando gli elmi (KABUTO) ancora non hanno fodera, i combattenti utilizzano una pezza di tessuto a mo di copricapo, per assorbire i colpi. In seguito, luso dellHACHIMAKI annodata attorno alla fronte serve sia ad assorbire il sudore (impedendo che coli negli occhi), sia a dimostrare la saldezza di nervi e intenti. LHACHIMAKI utilizzata, nel KENDO, con lo scopo primitivo: per meglio assorbire colpi e sudore. Nel quotidiano, lHACHIMAKI utilizzata da contadini ed operai, come un fazzolettone. HACHIMAN. il nome della divinit protettrice il Clan MINAMOTO, Ojin, il 16 Imperatore, che regna dal 270 (pare) al 310 d.C. HACHI-MANZA. Elaborata cornice dottone, posta attorno alla TEHEN. Spesso a forma di crisantemo. HACHININ. Otto, per contare le persone (NIN). In sino-giapponese YATTSU, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa HICHIHON. HACINAM. KAMI protettore del BUDO, in vita grande BODHISATTVA. 43
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in giapponese puro si dice

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HACIWARA. Coltello-pugnale con lama a un solo filo di 30 cm. Alla base della lama, sul TALLONE, presente un incavo destinato ad intrappolare quella dellavversario. Il significato spacca elmo, ma la funzione, in effetti, quella delleuropea manosinistra: fermare la lama dellavversario (e se possibile spezzarla), colpire di punta, proteggere la parte sinistra del corpo. HADAKO. una variante, dorigine cinese, del KEMPO. HADOME. Sbarra applicata alla lama della YARI. HAGAKURE. Nascosto tra le foglie. una raccolta la cui lettura considerata fondamentale per capire il BUSHIDO di saggi, aneddoti e scritti mistici che YAMAMOTO TSUNETOMO, disordinatamente, mette insieme tra il 1700 ed il 1716, ma che parlano al cuore di ogni vero BUSHI. con la lettura e la meditazione di questopera, divenuta abituale, che i SAMURAI dellHAN di Nabeshima allenano lo spirito: si preparano a vivere nellattesa di morire per il proprio Signore. HAI. S. Petto; polmone; respirazione. HAIDATE. la parte dellarmatura, a forma di grembiule, che protegge le cosce. Nella parte alta, coperta dalle falde dellarmatura (KUSAZURI), lHAIDATE di pelle o broccato. La parte bassa fatta di maglia di ferro, piastre o lamelle (laccate e unite da cordoncini). Questa protezione aggiuntiva si resa necessaria quando le piastre del KUSAZURI sono aumentate fino ad otto o nove, da quattro che erano, diventando per pi strette e meno sicure. HAI-KUATSU. Serie di KUATSU con percussioni riflessogene (TSUKI-KUATSU), per rianimazione respiratoria. HAIKUCHI. Si veda AIKUCHI. HAI-REI. Saluto rituale in ginocchio. un saluto secondo le regole (RITSU-REI). Si esegue seduti (sulle ginocchia), a capo diritto, con il busto leggermente inclinato. Cos come per il saluto in piedi (TACHI-REI), anche in questa posizione linclinazione del busto varia secondo linterlocutore e le circostanze, fino a toccare il TATAMI con la testa. [si veda REI] HAIRU. Entrare. HAISHIN UNDO. Rilassamento della colonna vertebrale. Esercizio a coppie: flessione e stiramento della schiena. Rientra tra i SOTAI DOSA, gli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO) che si praticano in coppia, senza caduta. HAISHU. Dorso della mano. HAISHU UCHI. Colpo con il dorso della mano. La mano aperta ed il colpo un manrovescio. HAISHU UKE. Parata con il dorso della mano. HAISOKU. Dorso o collo del piede. Pure ASHI-ZOKU. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. HAITO. Bordo esterno, superiore, della mano, sopra il pollice. HAITO UCHI. Colpo con il bordo superiore della mano. HAI-WAN. Parte superiore dellavambraccio. HAJIM. Inizio. Iniziate, cominciate!. il comando per iniziare lallenamento, nella lezione. Espressione arbitrale (anche SHOBU-HAJIM), utilizzata per dare inizio ad un combattimento. HAJIMERU. Cominciare. HAKAMA. Pantaloni tradizionali. Ampi e lunghi, assomigliano quasi ad una gonna-pantalone e fanno parte del costume tradizionale e cerimoniale giapponese. Anticamente indossata da uomini e donne, dal secolo 44

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XVII lHAKAMA diventa esclusivamente maschile, con leccezione delle sacerdotesse scintoiste (MIKO) e, ovviamente, delle praticanti di alcune Arti Marziali. In Era MEIJI indossano lHAKAMA, comoda e pratica, anche alcune studentesse universitarie, in luogo del KIMONO usuale. Nella pratica dellAIKIDO sindossa dal 3 KYU o dalla cintura nera (secondo le scuole) in poi, sovrapposta allAIKIDOGI. LHAKAMA normalmente nera: questa tinta incute timore e, nel simbolismo TAOISTA, anche il colore dellacqua che, per la sua fluidit e flessibilit il simbolo dellAIKIDO. Il colore dellHAKAMA, in ogni caso, pu essere differente (nero, bianco, marrone scuro, blu) secondo Disciplina (AIKIDO, IAIDO, KYUDO, KENDO, AIKI-JUTSU), scuola e grado raggiunto. LHAKAMA presenta cinque pieghe anteriori (considerando unica la sovrapposta centrale) e due posteriori, in rappresentanza degli elementi della mistica filosofica orientale: terra, acqua, fuoco, aria, etere. Una cintura (KOSHI-ITA), annodata dietro, sostiene lHAKAMA, cui si pu sovrappone un HAORI. HAKKO. Antica denominazione dello stile SHITO RYU di KARATE. HAKKO RYU. Scuola di JU-JUTSU. La fonda, nel 1938, OKUYAMA YOSIJI. La scuola specializzata nello studio della Medicina Tradizionale applicata alle Arti Marziali, soprattutto quelle di combattimento a corpo a corpo. SO DOSHIN, monaco ZEN, trae spunto dallHAKKO RYU per elaborare e codificare lo SHORINJI KEMPO. HAKUDA. Seminario di allenamento. Altro nome del KEMPO. HAMA. Spiaggia. HAMBO. Tipo di maschera darme. Protegge mento e guance ed usata dalla seconda met del XVI a tutto il XIX secolo. HAMIDASHI. Coltello-pugnale classe TAN-TO: ha lama leggermente curva, ad un solo filo, lunga meno di 30 cm, di solito con SGUSCIO vicino al dorso. Lelso a disco (TSUBA), di piccole dimensioni, aperta in corrispondenza dei fori per lo stiletto KOGAI ed il coltellino KOZUKA. Limpugnatura (TSUKA) come quella della spada: rivestita di pelle di pesce e ricoperta da cordoncino intrecciato. Fodero laccato e fornimenti di metalli anche preziosi. HAN. il dominio, personale, individuale e privato, di un DAIMYO. costituito dal gruppo di famigli SAMURAI con un feudo (RYO) e dalla gente comune (TAMI). Mezzo, met. HANA-MICHI. Strada fiorita. Nel SUMO indica il passaggio che collega gli spogliatoi al DOHYO; nella tradizione teatrale il corridoio che dalle quinte porta al palcoscenico. HAN-BO. Bastone medio. Indica il bastone di lunghezza media, 90 cm (per la precisione 3 SHAKU: 90,91 cm), nel cui uso sono maestri i NINJA. HANBURI. Coppo di metallo o cuoio. In genere poco profondo e copre la sommit del capo. Esistono varianti pi grandi, per proteggere fronte e tempie. A volte si completa con maschera (MEMPO), cappuccio di maglia di ferro, berretto. HANDO NO KUZUSHI. Squilibrare per reazione. Identifica quel processo che avviene nel momento in cui TORI, tirato o spinto da UKE, cessa di opporre resistenza: UKE perde lequilibrio nella direzione dello sforzo precedente. Per ottenere uno squilibrio totale, sufficiente che TORI intensifichi la spontanea perdita dequilibrio. In AIKIDO, lHANDO NO KUZUSHI si applica attraverso il TAI SABAKI: ruotare (TENKAN) quando spinti, entrare (IRIMI) quando tirati. HANE. Ala. Saltare. HANGYO WAZA. il ripasso mentale, ad occhi chiusi, delle tecniche eseguite durante la lezione. HANIWA. Statuette funebri di terracotta, di varie forme. Risalgono ai Periodi YAYOI e KOFUN e rappresentano soprattutto guerrieri, gli antenati dei SAMURAI. Sono importanti per i dettagli ben rifiniti che mostrano laspetto dei guerrieri ed il loro equipaggiamento: armature, elmi, spade di ferro, archi lunghi eccetera. La leg45

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genda narra che linventore delle HANIWA sia un famoso campione di SUMO, Nomi-no-Sukune, di Izumo. Costui, al tempo dellundicesimo Imperatore, Suinin (29-70 d.C.), disputa un leggendario combattimento contro un altro campione, Taima-no-Kahaya, di NARA; entrambi usano solo i piedi, nella lotta. Nomi-no-Sukune vince, va ad abitare nello YAMATO e lImperatore lo nomina capo della corporazione dei vasai (hajibe). HANMI. Met (HAN) corpo (MI). la postura iniziale di difesa o di risposta ad un attacco nella pratica di molte Arti Marziali (AIKIDO, KARATE, KENDO): di profilo, con il piede della gamba anteriore leggermente piegata perpendicolare allaltro. Tale posizione dei piedi, a triangolo, a 90, detta SANKAKU TAI. Il peso del corpo distribuito su entrambi i piedi. [si vedano anche Considerazioni sul KI] HANMI HANTACHI. Situazione in cui una persona seduta (inginocchiata) e laltra in piedi. HANMI HANTACHI WAZA. Tecniche eseguite in HANMI HANTACHI: UKE in piedi e TORI in posizione seduta (inginocchiato). HANNYA. Conoscenza intuitiva. Concetto fondamentale del Buddismo ZEN, strettamente connesso alla dhyna (meditazione). HANSHI. Maestro. Nellantico sistema di classificazione del BUGEI, si ottiene la qualifica di HANSHI solo con il grado minimo di 9 DAN e si rimane tali anche nel 10. [si veda KYUDAN] Esperto. Convenzionalmente, la qualifica che spetta alla cintura nera, 5 e 6 DAN, praticante dArti Marziali. In alcune scuole, HANSHI la cintura nera di 7 e 8 DAN. [si veda KYUDAN] HANSOKU-MAKE. lannuncio di sconfitta (MAKE) per squalifica di uno dei contendenti, pronunciato dallarbitro durante gli incontri delle Arti Marziali da combattimento. HANTAI. Opposto. Identifica la postura speculare, opposta, rispetto allavversario. HANTEI. Decisione. la richiesta del verdetto ai giudici, pronunciato dallarbitro durante gli incontri delle Arti Marziali da combattimento. HAORI. Giacca. Indossata a completamento dellHAKAMA, ha larghe maniche (o-haori) e, sulla schiena, lemblema (MON) del Clan. Ora, spesso, linsegna quella del DOJO. E possibile indossare lHAORI sopra il KIMONO. HAPPO. Otto direzioni. Otto leggi. HAPPO-GIRI. Taglio su otto lati. Nel KEN-JUTSU ma non solo identifica la capacit di fendere il cielo con la spada, negli otto versi dello spazio: avanti, indietro, a destra, a sinistra, in diagonale avanti a destra e sinistra, in diagonale indietro a destra e sinistra. HAPPO NO KUZUSHI. Squilibrare nelle otto direzioni. HAPPO-MOKU. Fissare lo sguardo nel vuoto controllando le otto direzioni. HAPPO UNDO. Esercizio delle otto direzioni. IKKYO UNDO e rotazione in otto direzioni. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). Serve per imparare a proiettare lavversario nelle otto direzioni, dopo averlo squilibrato (HAPPO NO KUZUSHI). HAPPURI. Tipo di maschera darme. Copre fronte e guance ed ancora usata nel secolo XIV. HARA. Pianura, piano. HARA o TANDEN. Ventre, addome. Centro della regione addominale, il punto dunione e dorigine delle energie psicofisiche vitali: idealmente, circa due centimetri (tre o quattro dita) sotto lombelico, sulla linea mediana, tra questo e la spina dorsale. il centro vitale delluomo, nel quale si respira e dove si fissa lattenzione, dove ci si concentra e si accumula energia; questa parte del corpo che occorre controllare, quando si eseguono tecniche di dominio corporale e si vuole far agire il KI. ancora qui che si trattiene il respiro, prima di praticare il KIAI. anche il punto dequilibrio interno del corpo umano, il centro di gravit (bari46

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centro). Per gli Orientali il punto in cui originano e si concentrano le forze vitali profonde, la sorgente del KI. attraverso lHARA che luomo comunica con luniverso, armonizzando il proprio KI con quello universale. HARA-ATE. Armatura, indossata in genere sotto labito da cerimonia. Formata da lamelle, legate con lacci, destinata a proteggere la parte anteriore del corpo, dal collo alle ginocchia. HARA-ATE-GAWA. Corsaletto di pelle indossato dalle classi umili. HARAGEI. Arte del ventre. La Tecnica nascosta e invisibile. Arte di concentrare pensiero, spirito ed energie vitali nellHARA. solo attraverso la pratica costante dellHARAGEI che ognuno pu unificarsi con luniverso, sentendosi in perfetta armonia con il creato. grazie allHARAGEI che un combattente riesce a sviluppare la capacit di leggere (YOMI) le intenzioni di un avversario, percependone lintenzione aggressiva. Anche lHARAGEI si ricollega alla profonda consapevolezza della cultura nipponica che nei rapporti interpersonali le parole sono spesso insufficienti: occorre valersi dellishin-den shin, da uno spirito allaltro. HARAI. Spazzata. Falciata eseguita con la gamba contro il piede dellavversario. BARAI, come suffisso. (anche hare) Esorcismo. uno dei tre metodi di purificazione (gli altri sono labluzione, MISAGI e lastensione dalle cose impure, IMI) praticati dai fedeli SCINTOISTI e pu essere individuale o collettivo. eseguito secondo riti consolidati: il sacerdote, evocati i KAMI della purificazione, li fa entrare in un recinto con al centro un ramo dellalbero sacro sakaki, quindi recita una formula magica (norito). Quelli che devono purificarsi gli consegnano gli oggetti anche simbolici pezzi di carta nei quali si crede si sia trasferita la contaminazione: tali oggetti sono gettati nei fiumi o nel mare, perch siano annientati. Dal secolo VIII lHARAI collettivo celebrato regolarmente: il 30 giugno ed il 31 dicembre. HARA-KIRI. Dalla traduzione dei due ideogrammi ventre - taglio: suicidio rituale. Si veda SEPPUKU. HARA-KUATSU. Massaggio ipogastrico. Rientra nella gamma dei traumi e dolori pelvici , quindi sia di rianimazione sia antalgici.
KIN-KUATSU: KUATSU

particolari, adatti a

HARAMAKI. Armatura leggera messa a punto nel XIV secolo. Ideata in origine per i soldati di fanteria, larmatura protegge il solo busto e si apre in mezzo alla schiena; non contemplato almeno allinizio luso di un elmo. Presto lHARAMAKI si trasforma in armatura completa e complessa per i SAMURAI: lHARAMAKI-DO. [si veda, e si veda anche DO] HARAMAKI-DO. Armatura di tipo HARAMAKI, destinata ai SAMURAI. Il modello classico del XVI secolo formato da cinque parti: una grande per il petto, due per i fianchi e due per la schiena. Due spalline, attaccate alle piastre della schiena, si allacciano alla placca pettorale; la parte inferiore del corpo protetta da sette falde (KUSAZURI). Ogni pezzo dellarmatura fatta di lamelle unite da lacci, tranne che nella parte superiore del corpo, dove le piastre sono compatte. HARI-RYOJI. Agopuntura. Dorigine cinese, questo metodo di cura conosciuto e praticato in Giappone dai tempi pi antichi, unitamente alla moxa (induzione di calore negli TSUBA dagopuntura, per mezzo di piccoli coni derba essiccati), al massaggio (amma), ai bagni terapeutici, alluso di piante medicinali. A fianco dei veri medici assai rari e soprattutto al servizio dei nobili che studiano i testi della Medicina Tradizionale Cinese, applicandone i principi, ci sono stuoli di guaritori itineranti, taumaturghi, santoni, venditori ambulanti di impiastri, monaci erboristi, streghe e stregoni che offrono una pletora di rimedi; quando i rimedi proposti non funzionano, ci si rivolge agli incantesimi delle MIKO di qualche tempio scintoista od alle preghiere di qualche monaco itinerante. HARAU. Spazzare. Nel KENDO indica un movimento dello SHINAI, che ruota, avvolge e devia un attacco. HARIYA SEKI.UN. (1592-1662) Maestro di KENJUTSU. Si racconta che non abbia perso alcuno dei cinquantadue duelli disputati. HASAMI. Forbici. Indica, anche, un movimento a cesoia, fatto con braccia o gambe. BASAMI, come suffisso. HASAMIBAKO. Cassa da viaggio, trasportata appesa ad unasta; normalmente di legno. 47

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HASEGAWA CHIKARA-NO-SUKE HIDENOBU. Famiglia dorigine del Maestro EISHIN.

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HASEGAWA RYU. Scuola di KEN-JUTSU. La fonda Hasegawa Soki (1568-1595 circa), ispirandosi allo stile CHUJO RYU di Chujo Nagahide. HASEGAWA EISHIN RYU. Stile di IAI-JUTSU. la scuola fondata dal Maestro EISHIN, nel XVIII secolo. Oggi identifica una serie di KATA tipici del MUSO SHINDEN RYU: dieci tecniche eseguite in posizione eretta e conosciute come CHUDEN, insegnamento medio. HASHI. Bacchette per mangiare. Pare che lorigine di questi strumenti allepoca due pezzetti di legno incrociati ed incernierati al centro risalga al Periodo YAYOI (300 a.C. circa - 300 d.C. circa). A differenza delle bacchette cinesi (quasi cilindriche e di lunghezza standard, tranne che quelle usate in cucina), gli HASHI sono appuntiti, talvolta da entrambe le estremit (rikyu bashi) ed hanno misure diverse per sesso/et (uomini, donne e bambini) e per destinazione duso (cucina, tavola, cerimonie). Diversi sono anche i materiali con cui sono fatti: bamb, legno di sugi o di salice, avorio eccetera e innumerevoli sono le fatture, le decorazioni, i colori. A tavola sono usate sia per trasferire il cibo dai piatti di portata al proprio (utilizzate da un lato), sia per mangiare (utilizzate dal lato opposto). Letichetta vuole che non si succhino, che non siano infilzati nel cibo (sashi bashi), che non siano usati per passare il cibo a qualcuno (hashiwatashi: a questa maniera si offre il cibo ai defunti!), che non si utilizzino per allontanare o avvicinare piattini e ciotole e che non si esiti, nel prendere il cibo dalle varie ciotole e piattini, passandovi sopra gli HASHI. HASHI-OKI. Appoggia bacchette. Disposto accanto al piatto, a tavola, serve per reggere gli HASHI. Occorre appoggiarvi lestremit delle bacchette che portano il cibo alla bocca; se manca, gli HASHI si appoggiano sul bordo delle ciotole. HASSO. Attacco. HASSO KAMAE. Posizione di guardia, con unarma. Il JO od il BOKKEN verticale, impugnato sul lato destro o sinistro, allaltezza delle spalle. HATAITO. Palizzata di legno che, spesso, circonda la casa di un BUSHI e, sempre, le primitive fortificazioni non permanenti sorte a difesa di luoghi strategici. Per salvaguardia contro le frecce incendiarie, lHATAITO ricoperta con uno strato di terra, cos come ricoperti sono, in tempo di guerra, i tetti (di stoppie o di assi di legno). HATAMOTO. Sotto la bandiera. Appartengono alla classe dei DAIMYO di grado intermedio ed il nome deriva dalla posizione che occupano in battaglia. Devono essere sempre pronti alla guerra, come tutti gli uomini darmi, ma sono anche tenuti a fornire soldati ed armi allo SHOGUN, se richiesto, secondo il reddito. Norme fissate nel 1649, ad esempio, obbligano un HATAMOTO con reddito di 2.000 KOKU a fornire, oltre che il proprio servizio personale, trentotto uomini: diciannove SAMURAI, otto di grado GO-KENIN e undici ASHIGARU (due comandanti; cinque armati di lancia con una riserva; un arciere; due archibugieri); undici portatori (uno di NODACHI; due darmatura e una riserva; uno di sandali; due di HASAMIBAKO con una riserva; due di foraggio; uno di copricapi contro la pioggia) pi quattro palafrenieri e quattro facchini. Naturalmente, anche portatori e serventi devono essere armati e addirittura, se possibile, SAMURAI di grado ASHIGARU. HATOMUNE-DO. Armatura di tipo DO-MARU, con corazza alleuropea. Grandi piastre, in pezzo unico, proteggono petto e schiena. HATSU-GEIKO. Allenamento dinizio anno. Allenamento (KEIKO) del BUDOKA: si pratica per due o tre giorni consecutivi, allinizio dellanno solare. anche, questo, il momento di gare e tornei. Questo tipo dallenamento completa lASA-GEIKO (estivo, fatto di mattino presto) ed il KAN-GEIKO (invernale). HAYA GAESHI. Reazione (risposta) veloce. HAYAGO. Fiaschetta per polvere da sparo. Di legno (anche ricoperto di pelle) o cartapesta laccata, corno, avorio o metallo, in varie forme: barca, pera, zucca. Tappi dosso o avorio chiudono il tubo duscita della polvere. Spesso la fiaschetta decorata con il MON, lemblema di Famiglia. 48

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HAYASHI TERUO. Maestro di KARATE. Appartiene al KITO RYU ed il fondatore dello stile KENSHIN RYU. HAYASHIZAKI JINSUKE SHIGENOBU. Maestro di KEN-JUTSU del XVI secolo. Appartenente al Clan HOJO, nasce nella provincia di Sagami (che ancora oggi ospita la principale scuola di scherma con la spada) ed noto anche come JINNOSUKE. Fonda (1560) la scuola JINNOSUKE RYU (o MUSO JIKIDEN RYU) di IAI-JUTSU, dal secolo XVIII conosciuta come MUSO JIKIDEN EISHIN RYU, dopo lopera di perfezionamento condotta dal Maestro EISHIN. HAYASHIZAKI SHIGENOBU. Guerriero del XVII secolo. Pare sia linventore dello stile BATTO-JUTSU, nome con cui, anticamente, anche indicato lo IAI-JUTSU. HEIAN. Indica la fase storica dal 794 al 1156. lEt dei Nobili di Corte (KUGE) e della seconda capitale imperiale, KYOTO. Si sviluppano sette esoteriche (TENDAI e SHINGON) e fiorisce la cultura FUJIWARA. il nome della forma di cultura fiorita dalla fine del VIII a tutto il XII secolo attorno a KYOTO e trae origine da Heian-kyo, lantico nome della citt. HEIAN KATA. Forme della pace e della tranquillit. Con questo nome sono conosciuti, nello stile SHOTOKAN di KARATE, cinque KATA fondamentali, elaborati dal Maestro Itosu Kensei e selezionati tra molte delle antiche forme. HEIHO. Il Metodo Militare. Si riferisce allintero curriculum di studi marziali di una scuola tradizionale dArti Marziali. La lettura giapponese dei caratteri che compongono questo termine d Metodo Militare, la lettura alla cinese significa Via della Pace. Nella traslitterazione ufficiale cinese Pinyin, il carattere bing-fa (HEIHO, in giapponese) significa metodo militare, mentre il medesimo carattere, se letto ping-fa, significa metodo pacifico. HEIHO o SEIHO. il nome con cui ITO ITTOSAI KAGEHISA, nella sua scuola (ITTO RYU), chiama il KEN-JUTSU. Con questo vuole intendere che larte della spada deve essere, soprattutto, attitudine mentale, non solo pura tecnica (JUTSU). proprio lattitudine mentale che consente al combattente sia di mantenere lo spirito imperturbabile, puro e sincero (MAKOTO), sia di anticipare lazione dellavversario in modo tale da non essere costretto ad ucciderlo (la Spada che d la Vita, KATSUJIN-NO-KEN). HEIHO KADENSHO. Tradizione familiare sullArte dei Guerrieri. Opera di YAGYU MUNENORI, uno dei fondatori dello YAGYU RYU: parla della sia Arte, il KEN-JUTSU. HEIJO-SHIN. lo stato danimo calmo, senza alcuna passione, saldo e risoluto di chi soppone ad un attacco. A questo stato danimo si deve unire lassoluta padronanza dei gesti, la respirazione lenta e controllata, una muscolatura non contratta. Non deve mai trasparire ancorch improbabile il timore dello scontro. HEIKI. Equanimit ( composto di KI). HEIMIN. Gente comune, popolo. la nuova classe sociale che emerge dalla semplificazione del sistema, dopo la Restaurazione MEIJI: ne fanno parte tutti quelli che prima erano contadini, artigiani, mercanti o fuori casta. Ora sono loro garantite la libert di residenza e di occupazione ed il permesso di usare soprannomi. HEISOKU-DACHI. Posizione naturale. Posizione eretta di base, ma con i piedi paralleli e uniti. HENKA. Variazione. HENKA WAZA. Tecniche di variazione (o variazione delle tecniche). TORI applica una concatenazione di tecniche (od una serie di variazioni alla tecnica), reagendo a UKE. HENKO. Cambio. Cambiamento di lato, riferito ad una posizione di guardia o ad una postura. HEYA. Scuola (o scuderia) dove sono allenati ed allevati i lottatori di SUMO, i SUMOTORI. Ogni HEYA diretta da un Grande Campione in attivit (yokozuna) o ritiratosi (toshiyori). 49

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HI. Segreto, occulto.

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HICHIHON. Otto, per contare oggetti particolarmente lunghi (HON). In sino-giapponese HACHI, in giapponese puro si dice YATTSU, per le persone (NIN) susa HACHININ. HICHU. Pomo dAdamo. Punto della trachea. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. HIDARI. Sinistra. HIDARI-DO. Attacco al fianco sinistro. [si veda KENDO] HIDARI HANMI. Posizione naturale sinistra. Il piede sinistro avanzato. HIDARI KAMAE o HIDARI-GAMAE. Guardia sinistra. HIDARI-KOTE. Attacco allavambraccio sinistro. [si veda KENDO] HIDARI-MEN. Attacco al lato sinistro del capo. [si veda KENDO] HIDARI RENOJI-DACHI. Posizione naturale a L, a sinistra. HIDEN. Scienza occulta. linsieme delle tecniche segrete (HI-JUTSU) e riservate (GOKUHI), insegnate dal Maestro con il metodo segreto (HI-HO) solo a quegli allievi di grado superiore e particolarmente dotati che ritiene degni di fiducia. HIGAONNA KANRYO. (1853-1915) Maestro dArti Marziali, ad OKINAWA. Seguace dello stile Naha-te, (mano di Naha), Maestro di MIYAGI CHOJUN (creatore del GOJU RYU) e di MABUNI KENWA (fondatore della scuola SHITO RYU). HI-GI. lo studio, nel WA-JUTSU, dei rapporti fra la realt materiale ed il mondo spirituale, divino. linsegnamento esoterico, riservato ai pi alti gradi della Disciplina. HI-HO. Metodo segreto. il sistema che il Maestro adotta per insegnare solo agli allievi avanzati e particolarmente dotati, che ritiene degni di fiducia sia le tecniche segrete (HI-JUTSU) sia le riservate (GOKUHI). HIJI. Gomito. Punto del gomito. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Pure EMPI. HIJI ATE. Tecnica di percussione eseguita con il gomito. HIJI-DORI. Tecnica di pugno al viso di allaltezza del gomito). HIJI KIME OSAE. Variante di NIKYO. HIJI JIME. Leva al gomito. Leva applicata al gomito. HIJI NAGE MAE ERI DORI. Seconda presa al bavero. una variante di HIJI NOBASHI ERI DORI, nella quale TORI effettua il movimento di sbilanciamento di UKE passando con il suo braccio sopra la mano cha ha afferrato. Lo sbilanciamento di UKE allindietro, grazie ad un IRIMI effettuato da TORI. HIJI NOBASHI ERI DORI. Prima presa al bavero. Oltre alla presa, UKE cerca di colpire con un pugno al volto. Lazione difensiva di TORI comprende uno spostamento laterale (per evitare il colpo) ed uno sbilanciamento di UKE, per trazione della mano che ha afferrato, unita ad un movimento di braccio dal basso in alto). HIJI OSAE. Immobilizzazione del gomito. HIJI SHIME. Strangolamento con il gomito. Si veda UDE HISHIGI. HIJI DORI. Presa al gomito. UKE afferra lesterno del gomito di TORI. HIJI UCHI. Colpo con il gomito. 50
UKE.

Si esegue, normalmente, su

SODE DORI,

(presa alla manica,

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HIJI WAZA. Tecniche eseguite ai gomiti (di UKE). Rientrano nella gamma delle KANSETSU WAZA (tecniche sulle articolazioni), che sono delle pratiche di controllo (KATAME od OSAE WAZA). Possono essere: chiavi articolari alle braccia (UDE HISHIGI); chiavi articolari con lussazione dellarticolazione (UDE GARAMI); chiavi articolari con spinta (OSHI TAOSHI); chiavi articolari con trazione (HIKI TAOSHI); chiavi articolari con torsione (UDE HINERI); chiavi articolari con leva (UDE GAESHI). HIJIKIME OSAE. Immobilizzazione al gomito. HI-JUTSU. Tecniche segrete. Sono quelle tecniche insegnate solo ad allievi, di grado superiore, particolarmente dotati. HIKI. Tirare. Schivare. Deriva da HIKU, tirare. HIKI AGE. Movimento di richiamo dellarma (spada, bastone). Si esegue verso lalto, dopo un fendente: consente di tornare in con larma posizione dattacco. HIKI-GANE. Parte del KOTE, a protezione del gomito. HIKI MI. Tecnica di schivata. Si attua contro un attacco frontale, a livello medio (CHUDAN) e si esegue arretrando velocemente torace e addome. HIKI OTOSHI. Tecnica di schivata. Si attua contro un attacco frontale, a livello basso (GEDAN) e si esegue arretrando velocemente tutto il corpo, ma non solo: una simultanea pressione di braccia, al dorso dellavversario, lo fa cadere. HIKI TAOSHI. Chiave articolare di braccio (UDE HISHIGI), eseguita con trazione. Fa parte delle HIJI WAZA (tecniche eseguite ai gomiti), a loro volta della gamma KANSETSU WAZA (tecniche sulle articolazioni), che rientrano nelle pratiche di controllo (KATAME od OSAE WAZA). HIKI TATE. Tecnica per far accostare lavversario. In questo modo pi facile renderlo inoffensivo. HIKI WAZA. Tecnica per arretrare. In questo modo si ha pi spazio per portare a termine un attacco. HIKIDA BUNGORO. (1537-1606) Celebre spadaccino. Appartiene alla scuola SHIN KAGE RYU e fonda lHIKIDA RYU, conosciuta anche come HIKIDA KAGE RYU. HIKIDA RYU. Scuola fondata da HIKIDA BUNGORO. Materie di studio sono KEN-JUTSU e KENDO. La scuola nota anche come HIKIDA KAGE RYU adotta nellallenamento una spada analoga al BOKKEN, di legno duro, similmente a quanto poi accade nello SHIN KAGE RYU. HIKIME. Cuspide (YANO-NE) di freccia; fa parte delle frecce non letali. una biglia di legno che pu coprire o sostituire la punta di metallo utilizzata nello YABUSAME. HIKITA KAGE RYU. la scuola di KEN-JUTSU che Hikita Kagekane (1573-1592) fonda, ispirandosi allAIZU KAGE RYU di AIZU IKO. HIKU. Tirare. HIMO. Cinghie dellarmatura TAKE GUSOKU. In origine servono a collegare i piccoli pezzi di bamb che formano larmatura, oggi indicano i cordoni che legano il DO (piastra per il petto). HIMOGATANA. Piccolo pugnale, tutto dacciaio. Usato soprattutto dalle donne, si presenta con lama dritta a sezione romboidale, di 15 cm circa; limpugnatura, diritta, ha sezione circolare; il fodero, ricavato da una canna, guarnito alle estremit. Si porta appeso ad un cordoncino. HINERI. (anche NEJI) Arma in asta. utilizzata nel Periodo TOKUGAWA (o EDO, 1603-1868), soprattutto dalla polizia; per questo motivo tenuta a portata di mano, agli sbarramenti che chiudono le porte delle citt e bloccano i confini provinciali. Una lunga asta di legno sormontata da un FERRO munito di punte, denti, uncini: il sospetto agganciato alle larghe maniche (o-haori) dellabito ed immobilizzato. Varianti duso pi propriamen51

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te militare sono: SODE-GARAMI, tsukubo, mojiri, con modifiche che riguardano le serie di punte ed uncini della TESTA. Torsione. HINERI TE. Torsione della mano. HINERI YOKO EMPI. Torsione laterale del gomito. HINERI UCHI. Percossa con il gomito. Sintende ad un KYUSHO (punto vitale). Rientra nelle KERI-GOHO. HININ. Reprobo. Classe funzionale del Giappone feudale. Non appartengono ad una specifica classe sociale: sono i mendicanti, considerati meno che animali, al pari degli ETA. Spesso si tratta di appartenenti al popolo, colpevoli di reati gravi, che comportano la marchiatura con ferro rovente e lesilio dalla comunit. HI-OGI. Ventaglio di tipo pieghevole (OGI). duso personale ed appannaggio dei nobili, ma, sul finire del secolo XII, diviene anche da battaglia, utilizzato dai SAMURAI: lintelaiatura esterna da lignea diventa di ferro e le stecche sono laccate, per rafforzarle. HIRA. Piatto, con riferimento alle superfici piatte del corpo umano (p. es. pianta del piede, palmo della mano). HIRA-KEN. Pugno semichiuso. HIRIKI. Forza del gomito. HIRUMAKI. Fornimento dellasta della YARI. HISAMORI RYU. Altro nome della scuola TAKENOUCHI RYU. HISHIGI. Tecnica di rottura. la spettacolare prova che, normalmente, saccompagna ad una tecnica respiratoria particolare (IBUKI) con cui un BUDOKA (KARATEKA, in particolare) riesce a rompere oggetti tavole di legno, mattoni, tegole eccetera utilizzando il taglio della mano (SHUTO o TE-GATANA), il pugno (KEN), i piedi (tallone, KAKATO; bordo esterno, ASHI-GATANA o SOKUTO), la testa o altre parti del corpo. Per giungere a simili prestazioni, occorre un allenamento lungo ed impegnativo. Non detto che un HISIGI ben eseguito sottenda la completa padronanza tecnica del BUDOKA. HISHIRYO. Pensare senza pensare; oltre il pensiero. Pensiero senza coscienza. un concetto tipico del Buddismo ZEN e dei praticanti esperti dArti Marziali. [si vedano BUDO, ZAZEN] HITAI-EBOSHI. Acconciatura destinata ai figli dei SAMURAI. , in pratica, la prima acconciatura del futuro SAMURAI, che pu indossarla dal momento della sua presentazione al capo del Clan, alluscita dallinfanzia, verso i sette anni. Si tratta di un triangolo di stoffa rigida nera o carta, fissato con un nastro alla sommit della fronte. HITO. Il Posto, il Luogo in cui risiede la scintilla di vita, quindi persona, essere umano. HITO-E-MI. Posizione triangolare del corpo: la schiena rappresenta lipotenusa. HITORI. Uno, per contare le persone (NIN). In sino-giapponese ICHI, in giapponese puro si dice HITOTSU, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa IPPON. HITOTSU. Uno in giapponese puro. In sino-giapponese ICHI, per contare le persone (NIN) si dice HITORI, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa IPPON. HITSU. Foro centrale della TSUBA, attraverso il quale passa il CODOLO. HITSUI o HIZA. Ginocchio. HI UCHI BUKURO. Acciarino. Sopra una scatola rotonda, che contiene unesca, montata una piastra a focile, tipo SNAPHANCE. Lo HI UCHI BUKURO, normalmente, si porta appeso ad una miccia. usato anche pro52

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prio per dar fuoco alla miccia del fucile. In Giappone non mai stata montata la piastra a focile su armi da fuoco, passando direttamente dalla piastra a miccia in uso fino alla met del XIX secolo al sistema a percussione. HIZA o HITSUI. Ginocchio. HIZA-GASHIRA. Rotula. HIZA GERI. Percussione eseguita con il ginocchio. HIZA-KANSETSU. Rotula, tendine rotuleo. Zona situata tra la rotula e la tibia. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. HIZO. Reni. Punto dei reni. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. HO. Metodo, insieme; via. Passo. Casacca indossata a Corte dai nobili. Il colore dipende dal rango. HOATE. Tipo di maschera darme. Protegge mento e guance, ha nasale staccabile ed in uso dal XIV al XVI secolo. HOGU-JUTSU. Stile di combattimento dello JU-JUTSU. Le numerose tecniche del a corpo a corpo, utilizzate per bloccare lavversario, derivano, pare, dallantica scuola HOKUSAI RYU di JU-JUTSU. LHOGU-JUTSU appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). HOJO. Famiglia militare, strettamente legata al Clan MINAMOTO attraverso vincoli di parentela. Poco dopo la morte di MINAMOTO-NO YORITOMO, avvenuta nel 1199, con un colpo di stato (1203), assumono il controllo del BAKUFU di KAMAKURA (proclamato nel 1192) e consolidano il loro potere nel 1205. Per una strana sorte di pudore, gli HOJO mantengono solo la reggenza dello SHOGUNATO, fino al sorgere degli SHOGUN ASHIKAGA, che conquistano il potere, in nome dellImperatore GO-DAIGO, con laiuto di SAMURAI scontenti. HOJO-JUTSU. Tecnica per legare. Si tratta di metodi (un tempo utilizzati soprattutto dai NINJA) che consentono di legare con diversi livelli di BLOCCAGGIO lavversario. LHOJO-JUTSU (che serve sia per catturare un nemico sia per immobilizzare un prigioniero) praticato dalla polizia giapponese ancora oggi. HOJO TOKIMASA. uno dei pi celebri attori del teatro KABUKI, famoso soprattutto per le (tollerate) parodie di TOKUGAWA IEYASU. HO-JUTSU. Scuola di tiro con armi da fuoco. Pare abbia origine nei primi anni del secolo XVI, quando sono messe a punto tecniche per il tiro con larchibugio (Yo Ryu). LHO-JUTSU, conosciuto anche come KA-JUTSU, appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). HOKI RYU. Antichissima scuola di tiro con larco da guerra (KYU-JUTSU). Fondata da ZENSHO MASATSUGU, risale al secolo X. HOKO. Termine generico: indica qualsiasi tipo darma in asta fino al Periodo NARA (645-794) compreso. La testa, munita di codolo o GORBIA, pu essere di ferro o di bronzo ed avere o no punte e lama laterale. Anticamente lHOKO chiamato tencho ed anche rikken. Arma comparsa alla fine del XV secolo. Unasta di 120-140 cm, a sezione ovale, laccata, sormontata da una lama (fornita di codolo), cui se ne aggiunge una sporgente di lato. La lama laterale, normalmente corta, serve a sia a parare i colpi dellavversario sia per colpire. Nel Periodo EDO (1603-1868) lHOKO diventa arma da parata o cerimonia, talvolta con stravaganti lame laterali cortissime o smisurate, come alcuni esemplari del XVII sec., in cui la lama principale diventa quella orizzontale pesante sperone a quattro lati, simile ad un martello da guerra europeo mentre la verticale corta ed appuntita. Le lame sono protette da fodero, decorato e laccato (SAYA) o in legno, senza decorazioni, ma coperto di scritte (SHIRAZAYA). Lasta dellHOKO munita di CALZUOLO, chiamato HIRUMAKI. 53

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HOKO-IN RYU. Antica scuola dArti Marziali. Specialit della scuola la scherma di lancia (YARI-JUTSU), cui saggiunge lo JU-JUTSU. HOKOSHU. la guardia militare degli SHOGUN ASHIKAGA. Il Clan ASHIKAGA governa il Paese (con quindici SHOGUN) dal 1338 al 1573, ma per mantenere il potere deve contare sul sistema delle alleanze, potendo fare affidamento, normalmente solo su ridotte forze militari, tra le quali gli HOKOSHU (mai in numero superiore a 350 unit). HOKUSAI RYU. Antica (1700 circa) scuola di JU-JUTSU. In questa scuola si studia lo stile HOGU-JUTSU. HOKUSHIN ITTO RYU. Scuola di KEN-JUTSU. fondata, verso la fine del Periodo EDO (1603-1868), da CHIBA SHUSAKU, che alla ricerca di uno stile di KEN-JUTSU pi spirituale rispetto a quello praticato al suo tempo. Gli allenamenti a coppia (KUMI-TACHI) nei quali sono introdotte manopole e maniche di protezione (KOTE) riguardano combattimenti sia tra allievi forniti di un BOKKEN dritto (antesignano dello SHINAI), sia di allievi armati di BOKKEN contro altri muniti di KEIKO-NAGINATA. HON. Origine, radice. Fondamentale, essenziale, principale. Regolare. Oggetti lunghi. HONBU DOJO. Palestra Centrale. , per ogni Arte o Disciplina Marziale, la sede principale dellattivit. Quello dellAIKIKAI si trova a Tokyo. HONMA SHINTO RYU. Scuola di KEN-JUTSU, fondata da Honma Masayoshi. La tradizione vuole che questo RYU derivi dal TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. HONKE. Nobili di Corte. Si veda KUGE, BUKE. HON-MOKUROKU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 3 o 4 grado. Si chiama anche SANDAN se di 3 grado e JODAN se di 4. [si veda KYUDAN] HONTAI. Allerta permanente. Solo dopo lungo, duro allenamento, un combattente raggiunge quello stato di lucidit e profonda ricettivit che gli consente la percezione di s, del suo avversario e dellambiente circostante. Lo spirito, libero e permanentemente allerta, permette al combattente la perfetta padronanza delle proprie facolt e capacit. anche il titolo di un antico testo si dice conservato da TAKUAN SOHO, monaco ZEN e Maestro di varie Discipline che alla base dellinsegnamento del KITO RYU. HORIMONO. Incisioni decorative o simboliche soggetti floreali, draghi, BONJI, fiamme, brevi poesie spesso presenti sulle lame delle armi bianche (spade, lance ecc.). Talvolta servono ad eliminare piccoli difetti superficiali. HORO. Caratteristica protezione per i soldati a cavallo. Cinque strisce di tessuto, cucite fra di loro, formano un telo lungo circa 180 cm, a volte imbottito di cotone, a volte tenuto disteso da un telaio di vimini. Fissato allelmo (o alla piastra posteriore della corazza) ed alla vita del cavaliere, si gonfia con il vento provocato dalla corsa ed offre una protezione aggiuntiva contro le frecce scagliate da tergo. HOSAKAWA RYU. Altro nome della scuola TAKEDA RYU di YABUSAME. HOSHI-KABUTO. Elmo. Sispira a forme antiche (IV o VI secolo) e lo compongono piastre verticali, incurvate, circondate alla base da una singola striscia. Una piastra di rinforzo, decorata, a forma di visiera, sporge sul davanti; in cima presente il TEHEN. caratteristica la tecnica di fissaggio delle piastre verticali: file di rivetti, con grossa capocchia a bottone (hoshi significa stella). Dai primi, rozzi, esemplari dei secoli X e XI, a forma quasi conica, si passa ad esemplari a forma quasi emisferica (inizio del XV), composto da numerosissime piastre e piccolo bordo inferiore, chiamato O-BOSHI. Nella parte posteriore troviamo una gronda (SHIKORO) enorme, con imponenti FUKIGAYESHI (risvolti laterali della visiera). Nel tardo Periodo MUROMACHI (seconda met del XVI secolo) questo tipo delmo molto diffuso. Il numero delle piastre verticali va da 32 a 72 ed i rivetti (minimo 30 per ogni piastra) hanno capocchia conica, di dimensione decrescente dal basso allalto. LHOSHIKABUTO, in diverse varianti, prodotto a tutto il XIX secolo. 54

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HOSHINO KANZAEMON. Campione di tiro con larco. Resta il miglior tiratore fino allaprile 1686, quando WASA DAIICHIRO lo spodesta. HOSHIN RYU. Scuola di NAGINATA-JUTSU. recente (secolo XIX) ed ha lo scopo di far sviluppare negli allievi una intelligenza perfetta. HOSHI TETSUOMI. Discepolo di O-SENSEI. Idea un metodo di lotta, chiamato KOBU-JUTSU, che ingloba tecniche dAIKIDO. HOTE. Giudice del SUMO. Il primo HOTE che si ricordi SHIGA SEIRIN, nominato giudice nel 740. HOTOKE-DO. Armatura di tipo DO-MARU. Le piastre di protezione, modellate a sembianza di torso nudo, sono spesso incise con volti umani grotteschi. HOZAN RYU. Antica scuola di KEN-JUTSU. Pure in questa scuola aperta alla fine del secolo XIX si utilizza lo SHINAI per lallenamento. HOZO-IN EI. (1521-1607) Monaco buddista di NARA ed esperto darmi. il guardiano del tempio della sua citt e, per la tradizione, non solo ha fondato lHOZO-IN RYU, ma anche linventore di tutta una serie darmi cosiddette insidiose, tra cui il FERUZE ed il KUDA-YARI. HOZO-IN RYU. Antica scuola di KEN-JUTSU, SO-JUTSU e KENDO. Per la tradizione, il fondatore HOZO-IN EI e tutti i successivi capiscuola sono dei religiosi. La tradizione vuole che questo RYU derivi dal TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. Tra i migliori allievi dellHOZO-IN RYU si annovera TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI, la cui bravura non saccompagna ad altrettanta buona moralit. LHOZO-IN RYU, da sempre legata allo SHINDEN FUDO RYU e rinnovatasi alla fine del secolo XIX, insegna ancora oggi luso del FERUZE. UESHIBA MORIHEI, nel 1924-25, studia SO-JUTSU allo HOZO-IN RYU. HYAKU HACHI JU DO. 180 gradi. HYAKUSHONIN. Si veda BONGE. HYODO. il termine che TSUJI GETTEN SAKEMOCHI usa con riferimento al metodo di combattimento con la spada, insegnato nella scuola da lui fondata, la MUGAI RYU. LHYODO un metodo che cerca di conciliare e fondere arti umanistiche e guerresche, lattitudine spirituale militare con quella civile, la meditazione ZEN con letica confuciana. Il fine ultimo del principio HYODO la perfetta vacuit (SHUNYA), lunificazione dellessere umano con il nulla cosmico. Cos sono chiamate le Arti Marziali allinizio del secolo XVIII, in Periodo Edo (1603-1868). Esse sono altres indicate come Heido (Via Militare). HYOHO. Metodo della strategia. Con questo termine MIYAMOTO MUSASHI, il celeberrimo SAMURAI, definisce lo stato danimo adatto al combattimento: spirito integrato con la tecnica. la perfetta auto conoscenza che porta a controllare e dominare sia le proprie azioni sia lo spazio circostante. LHYOHO si applica a tutte quelle Arti Marziali note come Arte di vivere e di morire: le Discipline di combattimento proprie dei SAMURAI. LHYOHO, in qualche misura, equivale al principio espresso con il moderno DO. HYOHO ITTEN ICHI RYU. Antica scuola di spada, fondata verso il 1620. HYOHO-KYO. Lo specchio della vita. Lo scrive MIYAMOTO MUSASHI che, in ventotto capitoli, tratta la strategia del combattimento. A questo libro fa seguito lHYOHO SANJUGO KAJO. HYOHO MICHI SHIRUBE. Fondamenti della Via della Spada. Notevole opera sulle tecniche di spada, scritta da SHIRAI TORU, ai suoi tempi (inizio secolo XIX) famoso Maestro di KEN-JUTSU. HYOHO SANJUGO KAJO. Trentacinque Capitoli sullo Hyoho. una nuova stesura, ampliata, del precedente lHYOHO-KYO (Lo specchio della vita). Luno e laltro sono precedenti al celebre GORIN NO SHO. HYOSHI. Ritmo. quella particolare cadenza che caratterizza un combattimento, condizionando lo spazio-tempo tra i due avversari ed anche il rapporto corpo-spirito di ciascuno. 55

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-IIAI. Sguainare, estrarre, sfoderare la spada. IAIDO. La Via dello IAI; la Via di sguainare la Spada. la versione moderna dello IAI-JUTSU, spesso abbinata allo studio del KENDO, cos come lo IAI-JUTSU complemento del KEN-JUTSU. Della versione utilitaristica richiede la concentrazione e mantiene intatta rapidit, eleganza, precisione ed efficacia (supposta!) dellatto. Risale allo IAI-JUTSU, inoltre, tutta una serie di gesti simbolici ma in origine dettati dalla necessit di essere sempre pronti a combattimenti successivi che costituiscono le tecniche di base (SHODEN) dello IAIDO: NUKITSUKE, sguainare, KIRI-TSUKE, tagliare, CHIBURI, pulire la lama, NOTO, rinfoderare. A questi atti si aggiungono anche il saluto rituale, tutta una serie di KATA e, soprattutto, il controllo della mente e dello spirito e latteggiamento proprio dello spadaccino, che il praticante di IAIDO deve acquisire e mantenere: SEME, minaccia, FURI-KABURI, sollevare la spada eccetera. Oggi sono venti i movimenti di estrazione della spada e circa cinquanta quelli di taglio nelle varie direzioni. Tecniche e KATA sono eseguiti con partenza sia in posizione eretta sia seduta, in ginocchio o addirittura sdraiata, a simulare situazioni diverse: in piedi, contro uno o pi avversari; dopo una caduta; in luoghi dai soffitti bassi eccetera [non si dimentichi, a questo proposito, che molti KATA del moderno IAIDO sono sviluppati in tempo di pace e poco hanno a che fare con azioni realistiche di combattimento]. Lo IAIDO insegnato nelle maggiori scuole di KENDO (ed anche KEN-JUTSU), sia come complemento alla Disciplina principale, sia come Arte Marziale a s stante. Altre scuole KATORI SHINTO RYU per tutte abbinano allo IAIDO linsegnamento di ulteriori Discipline: KEN-JUTSU, SO-JUTSU, NAGINATA-JUTSU, BOJUTSU eccetera. IAI-JUTSU. LArte dello IAI, lArte di sguainare la Spada. la capacit di sguainare la spada e colpire immediatamente lavversario nel combattimento reale prima che questi, a sua volta, estragga o riesca a colpire. Un tempo chiamato anche BATTO-JUTSU, lo IAI-JUTSU il complemento naturale della scherma con la spada (KEN-JUTSU). Pare che la prima scuola a teorizzare questo tipo di disciplina sia la JINNOSUKE RYU (o MUSO JIKIDEN RYU), fondata nel 1560 da HAYASHIZAKI JINSUKE SHIGENOBU, detto JINNOSUKE. Essenziale, nello IAI-JUTSU, non solo la rapidit destrazione dal fodero (SAYA), ma anche labilit nel colpire immediatamente, ed efficacemente, lavversario: in teoria, deve bastare un solo colpo. IBARAGI SENSAI. SAMURAI di basso rango, fondatore pare del KITO RYU, scuola di JU-JUTSU. IBUKI. Tecnica di respirazione, praticata soprattutto dai KARATEKI. equiparabile al KIAI, con inspirazione dal naso ed espirazione che parte dal ventre (e se ne percepisce il suono). Serve, essenzialmente, a assorbire il dolore provocato dagli ATEMI inferti o dalle spettacolari tecniche di rottura (HISHIGI). ICHI. Uno, in sino-giapponese. In giapponese puro HITOTSU, per contare le persone (NIN) si dice HITORI, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa IPPON. ICHIBAN. Primo. Questo termine indica tutto ci che di prima qualit. ICHIDEN RYU. Recente scuola di KEN-JUTSU: risale al XIX secolo. ICHIKAWA MONDAIYU. lideatore dello stile KOWAMI di JU-JUTSU. ICHIMON. Parente stretto del capo Clan, membro della famiglia. I Clan SAMURAI funzionano come una grande famiglia, al cui centro esiste un reale nucleo parentale. I rapporti tra gli appartenenti al Clan si definiscono utilizzando termini di parentela, anche se non c consanguineit. Il gruppo di parenti veri del capo Clan che, normalmente (dal secolo IX), il proprietario dello SHOEN sono gli ICHIMON. I diversi rami della famiglia sono chiamati ie-no-ko, i piccoli di casa, mentre i SAMURAI che non sono parenti sono chiamati KENIN, uomini di casa. Il KENIN, in cambio della sua fedelt al capo del Clan, della Famiglia, riceve protezione ed il diritto ad una parte delle terre dello SHOEN. ICHIMONJI. Ideogramma di uno. ICHI-NO-ASHI. Occhiello del fodero della spada TACHI. 56

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ICHIRYO GUSOKU. Un feudo e unarmatura. Il termine composto da ICHI, uno, RYO, territorio o feudo e GUSOKU armatura indica i SAMURAI di campagna, quelli che, per lappunto, possiedono solamente della terra, spesso coltivata direttamente, ed unarmatura, certo non di pregio. La condizione di samuraicontadino (JI-SAMURAI) non rara, soprattutto fino alla fine del secolo XVI, quando i guerrieri di professione non si sono ancora affermati del tutto. Chosokabe Motochika (1539-1599) un DAIMYO di Shikoku autore di un Codice familiare in cento articoli autorizza quei suoi ICHIRYO GUSOKU, che per motivi economici non possono permettersi il trasferimento nel Castello di Kocki, a rinunciare alla condizione di SAMURAI per essere contadini a tutti gli effetti. La riduzione allo stato di contadino, per un ICHIRYO GUSOKU, molto spesso una punizione: non essere pi un samurai, per chi nato e cresciuto in questa classe sociale, un castigo talvolta peggiore dellesilio. IGA RYU. Altro nome del TOGAKURE RYU, scuola di NINJUTSU. I-GO. Il gioco del GO. IHAI. Tavoletta recante inciso il nome del guerriero caduto in battaglia. posta sullaltare di famiglia, nelle abitazioni dei BUSHI, e serve a mantenere vivo il ricordo del defunto. buona norma, inoltre, erigere una pietra tombale, nel giardino o nel cimitero, anche quando non siano stati recuperati il corpo o le ceneri: si seppellisce un oggetto di propriet del morto o una ciocca di suoi capelli. IIE. No. IIZASA IENAO. (1387-1488) SAMURAI, conosciuto anche come CHOISAI. Nasce a Iizasa, in una Famiglia militare del Clan Chiba, nellomonima provincia, e serve vari DAIMYO. Istruttore di spada di Yoshimasa, ottavo ShOGUN ASHIKAGA, pare non sia mai stato battuto sul campo di battaglia. Alla caduta del Clan Chiba decide di vendere le sue terre e diventa monaco buddista nel santuario SHINTO di Katori-jingu, nella sua provincia di nascita. Nel 1447, a 60 anni det, decide di affrontare una pratica di purificazione e duro allenamento (SHUGYO) lunga 1.000 giorni: preghiere quotidiane e allenamento con spada e lancia. Narra la leggenda che durante questo lungo spazio di tempo, mentre pratica vicino ad un pruno, ad IIZASA CHOISAI IENAO appare in forma di bimbo, seduto su un ramo Futsu Nushi-no-Mikoto, divinit cui il santuario dedicato. Il dio, nel predirgli un futuro di grande Maestro, gli dona un libro di strategia marziale, da lui stesso scritto: lHeiho Sinsho. IIZASA CHOISAI IENAO chiama la scuola, che ha sede nel santuario, TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU, La Divina Tradizione Marziale del Santuario Shinto di Katori. Questo RYU, conosciuto anche come KATORI SHINTO RYU, dove si insegnano KEN-JUTSU e SO-JUTSU, ma anche NAGINATA-JUTSU, bastone eccetera, la pi antica scuola dArti Marziali tuttora in attivit. IIZASA CHOISAI IENAO, che ha il titolo di Yamashiro-no-Kami ed utilizza di preferenza il KO-DACHI (o WAKIZASHI, la spada corta), ha lasciato scritto: larte del guerriero larte della Pace; se si comincia a lottare si deve vincere. Ma si deve vincere senza lottare. IIZASA RYU. Scuola di BO-JUTSU. Larma utilizzata di legno duro (tanto da poter contrastare un colpo di spada), lunga 180 cm. Per infondere autocontrollo e coraggio nei praticanti, lallenamento fatto senza indossare alcuna protezione. IKADA. Parte del KOTE: protegge lavambraccio. IKAKU RYU. Scuola dArti Marziali, che risale al XVII secolo. Materie principali dinsegnamento sono JITTEJUTSU e TAM-BO JUTSU. IKAN. Costume indossato dalla piccola nobilt. A partire dal XIII secolo adottato anche a Corte. Si compone di una grande tunica o casacca, che copre ampi calzoni, stretti da lacci alle caviglie. Le estremit dei calzoni toccano terra e ricoprono gli zoccoli di legno laccato, neri, imbottiti, a punta tonda. In luogo della casacca, talvolta, indossata una specie di larga blusa con cintura, una sorta di giacca da caccia (kariginu). In casa, tolte le calzature, si tengono i piedi nelle gambe dei calzoni: per camminare, si scivola sui pavimenti. IKEBANA. Composizione naturale di fiori o piante. Arte di disporre i fiori alla maniera giapponese. materia di studio gi in Cina, sotto la Dinastia Tang (618-907), ma in Giappone s evoluta in una Disciplina, il cui scopo la continua ricerca della perfezione nella ricostruzione della natura attraverso lequilibrio dinamico di forme, colori, dimensioni, con innegabili riferimenti alla visione buddista delluomo integrato nella natura e que57

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sta nella divinit. Fiori e foglie, corteccia o tronco dalbero, rami secchi e radici, acqua, sabbia e sassi: utilizzato tutto ci che origina dalla natura, per comporre costruzioni equilibrate e armoniche, perfette figure tridimensionali, nelle quali i pieni e i vuoti definiscono lo spazio, lelemento in cui la natura esiste. Si dice anche Kado. IKI. Forza di volont ( composto di KI). Respirare. Vivere. IKI TSUKI. Percossa con il palmo della mano. Sintende ad un KYUSHO (punto vitale). Rientra nelle KERIGOHO. IKKI. Leghe rurali. Contadini e piccoli proprietari terrieri SAMURAI, nel secolo XV, ritengono di avere un solo modo per far valere i propri diritti: la formazione di leghe rurali. Principali obiettivi delle loro rimostranze sono i DOSO, accusati di accaparrarsi il denaro delle campagne. Sommosse e disordini, a KYOTO, sfociano in vere e proprie incursioni, ripetute negli anni (1428, 1441, 1444, 1457, 1467), durante le quali gli IKKI si scontrano con le milizie delle associazioni MACHI. IKKYO. Tecnica numero uno. Primo principio [si veda UDE OSAE]. Immobilizzazione del braccio di UKE: il modo pi semplice per controllare il suo braccio. Normalmente utilizzata contro prese ai polsi, ai gomiti, al bavero ed al petto, fendenti e tecniche di pugno. anche possibile proiettare UKE (IKKYO NAGE), che effettua una caduta in avanti. LIKKYO, in fase di controllo a terra, simboleggiato da un triangolo. IKKYO, praticato in ginocchio, nella forma SUWARI, uno dei pi importanti fattori esterni dellAIKIDO, i movimenti e le tecniche principali, rimaste invariate, unitamente a IRIMI, TENKAN, SHI HO NAGE. 1 gruppo di esercizi: compressione del polso. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). IKKYO OSAE. Prima immobilizzazione. IKKYO UNDO. Parata alta. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). IKKYO UNDO IRIMI TENKAN. Passo, IKKYO UNDO e rotazione. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). IKKYU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, lo Studente di prima classe. [si veda KYUDAN] IKO-KOKORO. Esperto o Maestro. Convenzionalmente, la qualifica che spetta alla cintura nera, 7 e 8 DAN, praticante dArti Marziali, o allinsegnante di 9 e 10 DAN. [si veda KYUDAN] Nel WA-JUTSU indica lo studio dellaspetto spirituale, riservato ai praticanti di grado molto elevato. IKU. Formazione e sviluppo. un metodo educativo che unisce corpo e spirito. Trasforma lAIKIDO in una sorta di via ascetica, che indica il cammino verso la perfezione dellumanit per mezzo, appunto, della formazione e sviluppo dellessenza (KI-IKU), della saggezza e virt (TUKU-IKU) e del corpo (TAI-IKU). IMI. Astensione dalle cose impure. uno dei tre metodi di purificazione (gli altri sono lesorcismo, HARAI e labluzione, MISAGI) praticati dai fedeli scintoisti, soprattutto dai sacerdoti, che devono essere sempre pronti alle cerimonie di culto. IN. la traduzione del cinese Yin e identifica anche il principio URA. [si veda la voce ommyodo, nella seconda parte del Dizionario] la traduzione del sanscrito mudra [si veda]. INAZO NITOBE. (1862-1933) Scrittore. merito suo se il termine BUSHIDO acquista la popolarit, in Giappone e fuori, di cui ancora gode: nel 1905, infatti, pubblica lopera omonima, che ha straordinaria risonanza. questo scritto che fa conoscere in verit nobilitandolo parecchio il codice donore dei SAMURAI, lideale del 58

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nobile, coraggioso, integerrimo guerriero, abile in tutte le Arti Marziali, sincero, retto, dedito al dovere ed incurante di ricchezze e onori, custode dellonore del proprio Signore, del Clan e del suo, intemerato nellaffrontare la morte. [si veda anche BUSHIDO] INAZUMA. Fianchi, costole flottanti. Punto dellipocondrio, destro e sinistro, e del fegato. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Pure DENKO. INNO. Scroto. INNO-KUATSU. Percussione perineale (tra ano e pube). Rientra nella gamma dei KIN-KUATSU: KUATSU particolari, adatti a traumi e dolori pelvici quindi sia di rianimazione sia antalgici attuati con percussioni riflessogene. INOSHISHI-NO-YARI. Spiedo, usato nella caccia al cinghiale. La struttura simile a quella danaloghe armi europee del XV e XVI secolo: asta massiccia, lama larga e pesante, spesso con una traversa robusta, a difesa del cacciatore ed impedire che il ferro penetri troppo. INTOKU. Il bene fatto in segreto. Secondo il Maestro Tohei Koichi, chi ha appreso e realizzato i principi dellUniverso attraverso lAIKIDO ha lobbligo di agire senza nulla chiedere in cambio, operare senza sperare in una ricompensa, cos facendo del bene, appunto, in segreto. INU. Cane. INUGAMI NAGAKATSU. il fondatore del KUSHIN RYU, scuola di JU-JUTSU. INUGAMI NAGAYASU. Conosciuto anche come GUBEI, il figlio e continuatore dINUGAMI NAGAKATSU. INU OI-MONO. Tiro al Cane. un particolare tipo dallenamento al tiro con larco da cavallo (KYUBA), praticato soprattutto nel Periodo KAMAKURA (1185-1333). Il BUSHI, cavalcando, deve colpire dei cani, lasciati liberi in un recinto dal diametro di una ventina di metri. Inizialmente i cani (o scimmie o daini) sono uccisi, in quella che una vera e propria caccia (TAKA-INU). Siniziano poi ad utilizzare frecce non letali (HIKIME) e labilit dellarciere consiste nel far cadere gli animali senza ferirli (almeno, non gravemente), in quel tipo dallenamento che diventa complementare allo YABUSAME. IPPAN-GEIKO. Studio classico. Modalit di allenamento, contro un solo avversario: TORI ed UKE ripetono la tecnica 4 volte ciascuno IPPA RYU. Scuola di KEN-JUTSU, fondata da Moroka Kagehisa. La tradizione vuole che questo RYU derivi dal TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. IPPON. Uno, per contare oggetti particolarmente lunghi (HON). In sino-giapponese puro si dice HITOTSU, per le persone (NIN) susa HITORI. IPPON-KEN. Pugno chiuso, con nocca sporgente. Pure NAKA-YUBI. IPPON NUKITE. Punta del dito teso. IRIMI. Lineare, entrante, di fronte. Viene da HAIRU, entrare. Mettere il corpo. Entrata diretta in avanti. Entrare nella guardia del compagno. Allorquando eseguito con un compagno, che tiene o afferra il polso, rientra tra i SOTAI DOSA, gli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO) che si praticano in coppia, senza caduta. Entrare nellattacco dellavversario. Tecnica diretta, in avanti, in forma positiva (Yang, OMOTE): il movimento di contrattacco simultaneo allattacco. il metodo di non urto: TORI esegue la tecnica portando il suo corpo in contatto (o quasi) con il corpo di UKE e si posiziona dietro alla linea di attacco di UKE, guidando il suo KI. IRIMI (che uno dei pi importanti fattori esterni dellAIKIDO, i movimenti e le tecniche principali, rimaste invariate, unitamente a TENKAN, SHI HO NAGE e SUWARI IKKYO), insieme ad IRIMI ISSOKU, nasce dallo studio di spada e lancia fatto da UESHIBA MORIHEI, che dice: Quando siete di fronte ad un avversario armato di spada, vi trovate fra la vite e la morte. Restate calmi, senza farvi confondere dal nemico o dalla sua arma. Senza aprirvi a nulla, muovete decisamente in Irimi e can59
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cellate le cattive intenzioni dellavversario. Ci significa che, non appena inizia il combattimento, necessario evitare lattacco ed entrare immediatamente nellapertura che lattacco stesso provoca nella guardia e nello spirito dellavversario. Alcuni DOKA di O-SENSEI spiegano meglio di molte parole: Vedendomi di fronte/il nemico attacca,/ma in un lampo/io sono gi/dietro di lui. Senza la pi piccola apertura,/senza mente, ignora/la spada del nemico/che attacca:/entra e taglia!. Destra e sinistra,/ evita tutti/i tagli e le parate;/afferra la mente dellavversario/ed entra direttamente!. [si vedano anche Considerazioni sul KI] IRIMI ATE. Lancio in IRIMI. IRIMI ISSOKU. Entrata con un solo passo. Si pu anche trovare issoku-irimi. IRIMI NAGE. Proiezione frontale, in avanti. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA), con TORI che porta il suo corpo in contatto, o molto vicino, a quello di UKE. Si esegue, normalmente, su presa al polso (ai polsi), dal davanti o da dietro e su fendente o colpo alto. La caduta di UKE indietro. IRIMI OTOSHI. Entrata decisa, per annientare lavversario. IRIMI TENKAN. Spostamento base (TAI SABAKI) dellAIKIDO. Passo avanti e TENKAN. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). Allorquando eseguito con un compagno, che tiene o afferra il polso, rientra tra i SOTAI DOSA, gli esercizi fisici specializzati che si praticano in coppia, senza caduta. LIRIMI TENKAN simboleggiato da un cerchio. IRIMI TSUKI. Proiezione di difesa. Colpo frontale in entrata. Si esegue, normalmente, su presa al gomito e su fendente alto. IRORI. il focolare, quadrato ed interrato, presente in tutte le abitazioni dei contadini e dei cittadini comuni. Attorno allIRORI, per approfittare del suo tepore, nella stagione fredda si riunisce tutta la famiglia, mentre nobili e guerrieri, per scaldarsi, indossano pi vestiti, luno sullaltro e si rintanano sotto coperte imbottite. Nelle case del Giappone feudale quasi non esistono sistemi di riscaldamento, fatti salvi piccoli bracieri di legno, foderati di terra o metallo; con questi mezzi impossibile riscaldare le dimore dellepoca, dai muri sottili e dai tetti estesi, aperte a tutti i venti. Il combustibile, tanto dellIRORI quanto dei bracieri, costituito da pezzi di legno, dato che il carbone di legna, fino al secolo XIV, articolo di lusso, accessibile solo ai ricchi. ISHIZUKE. Parte del fodero della spada TACHI. ISHIZUKI. PUNTALE. Fornimento dellasta di lancia (YARI o NAGINATA). ISO MATAEMON. (-1862) il fondatore dello stile TENJIN SHIN.YO RYU di JU-JUTSU. Ha numerosissimi allievi (pi di 5.000, si dice), attratti dallefficacia degli ATEMI, degli strangolamenti (SHIME) e delle immobilizzazioni (OSAE) insegnate. ITE. Arciere. ITO ITTOSAI KAGEHISA. (1560-1653) Famoso spadaccino, il fondatore dellITTO RYU e lispiratore di numerosi altri Maestri, tra cui YAMAOKA TESSHU. Nel combattimento, ITO ITTOSAI KAGEHISA (che predilige luso di una sola spada impugnata a due mani) enfatizza lo SHIN-KI-RYOKU: agisce solo quando ha purificato lo spirito da ogni pensiero cattivo o impuro e dalla paura. ITOSU-KAI. Nome con cui conosciuta la Zen Nihon Karate-do Itosu-kai, fondata nel 1953 dal Maestro SAKAGAMI RYUSHO. ITOSU RYU. Stile di KARATE, ideato da ITOSU YASUTSUNE ANKO, che deriva direttamente dello SHURI-TE. ITOSU YASUTSUNE ANKO. (1830-1915) Maestro di KARATE, ad OKINAWA. Secondo caposcuola della scuola SHURI-TE, linventore dello stile che porta il suo nome, lITOSU RYU. ITOSU YASUTSUNE ANKO che innova e semplifica i KATA, aggiungendone anche altri di provenienza cinese il precursore del KARATE mo60

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derno, quello poi ideato da FUNAKOSHI GICHIN, ed uno dei Maestri di MABUNI KENWA, il fondatore dello SHITO RYU. ITSUSAI CHOZANSHI. (1659-1741) Maestro di KEN-JUTSU. Valente spadaccino (vero nome Niwa Jurozaemon) lautore di una nota opera sulle Arti Marziali, il TENGU GEI-JUTSU-RON, Trattato sulle Arti Marziali dei Tengu (i TENGU sono esseri mitologici dellantico Giappone, esperti dArti Marziali). ITSUTSU. Cinque in giapponese puro. In sino-giapponese GO, per contare le persone (NIN) si dice GONIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa GOHON. ITTO RYU. Scuola di una sola spada. fondata, nel secolo XVI, da ITO ITTOSAI KAGEHISA. LITTO RYU insegna a dominare il cuore, lo spirito (SHIN), il soffio vitale (KI) e lenergia, la forza (RYOKU), in modo da agire in combattimento solo quando lo spirito puro, senza paure o pensieri negativi. Non solo lITTO RYU influenza fortemente il KENDO, ma punto di riferimento per altri RYU, contemporanei o successivi. ITTO RYU SEIUNKAN. Scuola di tradizione culturale. In questo RYU ancora sono proposte le antiche danze rituali, come il KEN-BU, eseguito indossando abiti da cerimonia e brandendo una KATANA. ITTO SHODEN MUTO RYU. Il Sistema della Non-Spada secondo la Corretta Trasmissione di Ito Ittosai. il nome con cui YAMAOKA TESSHU chiama la propria scuola, la MUTO RYU, dopo essere stato designato 10 Caposcuola della ONO-HA ITTO RYU da Ono Nario. Nel DOJO di YAMAOKA TESSHU, lo Shumpukan, gli allievi entrano non per affrontare i combattimenti e sconfiggere gli avversari, ma per cercare lilluminazione e, in questa ricerca, devono essere disposti anche a rischiare la vita! IWAMA RYU AIKIDO. Scuola dAIKIDO. La fonda il SENSEI Morihiro Saito, 9 dan, ad Iwama. IWA-NO-MI. Il Corpo come una Roccia. Cos MIYAMOTO MUSASHI chiama nella sua scuola, lEMMEI RYU, il concetto FUDO-NO-SEISHIN (Spirito Imperturbabile), elaborato da TAKUAN SOHO, monaco e Maestro ZEN. IZANAGI-NO-MIKOTO. Divinit della mitologia scintoista. Incarna il principio maschile e, in coppia con IZANAMI-NO-MIKOTO, considerato lartefice dellArcipelago Giapponese, creato scagliando la Lancia Gioiello del Cielo (NU-BOKO) nelloceano. anche il creatore del Sole (AMA-TERASU-OHO-MI-KAMI), della Luna (Tsuki-yomino-kami) e delluragano (TAKE-HAYA-SUSA-NO-WO-MIKOTO). IZANAMI-NO-MIKOTO. Divinit della mitologia scintoista. Incarna il principio femminile e, in coppia con IZANAGI-NO-MIKOTO, considerata lartefice dellArcipelago Giapponese, creato scagliando la Lancia Gioiello del Cielo (NU-BOKO) nelloceano. IZUMO NO KANJA YOSHITERU. (1429-1441) il fondatore della scuola SHINDEN FUDO RYU di YARI-JUTSU. La tradizione vuole che apprenda i segreti della scherma con la lancia da alcuni TENGU (esseri mitologici dellantico Giappone, esperti dArti Marziali).

-JJIGANE. Corpo principale della lama. JIGEN RYU. Stile per tagliare con la spada. Ad OKINAWA questo stile origina la scuola JIGEN RYU nella quale MATSUMURA SOKON, di ritorno dalla Cina, elabora lo SHURI-TE, la forma di KARATE che poi insegna nel suo RYU, che ha lo stesso nome. Scuola di KEN-JUTSU fondata da TOGO SHIGEKURA BIZEN-NO KAMI. Risale alla fine del Periodo MOMOYAMA (1573-1603) e la tradizione vuole che derivi dal TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. Quasi tutti gli allievi di questa scuola si uniscono ai 9.000 ribelli (7.000 dei quali SAMURAI) che combattono contro le truppe imperiali, durante lInsurrezione di Satsuma. La ribellione scoppia (1877) nella penisola di SATSUMA, nel sud dellisola di Kyushu, contro la proibizione di portare le armi tradizionali e contro la coscrizione obbligatoria decretata dallImperatore. Alla loro testa degli insorti c SAIGO TAKAMORI, lex Maresciallo di Campo dellImperatore, che applica, senza successo, anche le tecniche dello JIGEN RYU. Ad OKINAWA lo JIGEN RYU ha dato origine alla scuola di KARATE omonima. 61

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JIGO HONTAI o JIGO-TAI. Posizione difensiva di base. Pu essere eretta (TACHI) o seduta (ZA), destra (MIGI) o sinistra (HIDARI). Fa parte delle SHISEI (posture).
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JIKISHIN KAGE RYU. Scuola di KEN-JUTSU e NAGINATA-JUTSU. La fonda, nel secolo XVI, YAMADA HEIZAEche introduce la spada di legno (BOKKEN) per lallenamento. attiva ancora oggi, insegnando le varianti morbide: KENDO e NAGINATA-DO.

JIKISHIN RYU. Scuola di JU-JUTSU. Il fondatore TERADA KAN.EMON, SAMURAI di basso rango che, nellambito del KITO RYU, sviluppa tecniche di JU-JUTSU che non hanno lo scopo di uccidere lavversario, chiamandole JUDO. questa la prima scuola di BUDO classico che non usa armi. JIME. Suffisso per strangolamento (SHIME). JIMMU TENNO. Divino Imperatore Guerriero. Per la mitologia SHINTO il discendente della dea del sole, AMA-TERASU-OHO-MI-KAMI, il creatore dellImpero giapponese, il fondatore della Dinastia imperiale e, quindi, lantenato di tutti gli Imperatori succedutisi sul trono. JIN. Lamore universale. Uno dei sette punti del BUSHIDO. [si veda] JINCHU. Base del naso; punto del filtro. Punto alla base del naso, al centro del solco naso-labiale. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. JINGASA o KASA. Caratteristico elmo aperto: assomiglia alleuropeo cappello di ferro. Di ferro, rame o legno, nella forma imita i tradizionali cappelli orientali, di paglia di riso. Indossato inizialmente dai fanti (ZUSA) e dai dipendenti dei nobili, in seguito lo adottano anche i SAMURAI. I primi esemplari documentati (XVI secolo), in un pezzo solo, hanno cono alto, con TEHEN alla sommit. Nel XVIII e XIX secolo sono, spesso, in ferro sbalzato, rotondi od ottagonali, piatti o con alto coppo cilindrico. La TESA larga, talvolta rialzata sul davanti. Lo JINGASA guarnito con un CIMIERO nella parte anteriore e con un fiocco (agemaki) in quella posteriore. Per fissare lelmo si usa una cordicella morbida che, infilata attraverso dei cappi imbottiti che scendono sotto le orecchie, si lega sotto il mento. JINNOSUKE RYU. Celebre scuola di IAI-JUTSU, conosciuta anche con il nome di MUSO JIKIDEN RYU.. La fonda, nel 1560, HAYASHIZAKI JINSUKE SHIGENOBU, del Clan HOJO. Dal secolo XVIII conosciuta come MUSO JIKIDEN EISHIN RYU, dopo lopera di perfezionamento condotta dal Maestro EISHIN, quindi diventa MUSO SHINDEN RYU allinizio del secolo XX, con il Maestro Nakayama Hakudo ed infine MUSO SHINDEN RYU BATTO-JUTSU nel 1933, per iniziativa del 17 Caposcuola, Morimoto Tokumi, della branca Tanimura-ha. JINZO. Lombi; zona dellincavo renale. JINZO-KUATSU. Percussioni lombari. Tecnica di rianimazione che fa parte della serie di KUATSU ad azione elettiva: KUATSU con percussioni riflessogene (TSUKI-KUATSU). JIPPON. Dieci, per contare oggetti particolarmente lunghi (HON). In sino-giapponese JU, in giapponese puro si dice TO, per le persone (NIN) susa JUNIN. JISAI MICHIIE. (1576-1615) il fondatore della scuola KANEMAKI RYU di KEN-JUTSU. JI-SAMURAI. il samurai-contadino, il coltivatore guerriero, il SAMURAI di campagna, solitamente di bassa estrazione sociale, che vive coltivando la terra e partecipa alle campagne militari del suo Signore quando convocato. Questi SAMURAI sono anche indicati con il termine ICHIRYO GUSOKU, un feudo e unarmatura. JITA-KYO-EI. Amicizia e mutua prosperit. un concetto che si rif alla Via suprema, il WA: il bene comune, la prosperit, si ottiene solo se gli esseri umani si uniscono in ununica volont dintenti. JITE. Si veda MAGARI-YARI. JITO. Amministratore di uno SHOEN. Sostituisce il funzionario di corte (taira), di nomina imperiale, nel Periodo KAMAKURA (1185-1333). incaricato dallo SHOGUN di assicurare lordine, controllare il corretto funziona62

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mento dellintero SHOEN e riscuotere le imposte, una parte delle quali costituiscono il suo compenso. Con lo JITO collabora il governatore militare (SHUGO). JITTE o JUTTE. Bastone (o mazza) di ferro o acciaio, usato per parare i colpi, a punta smussata (ma talvolta acuminata, laddove serve quale stocco), lunga da 25 a 30 cm, con impugnatura e rebbi laterali (quasi ad uncino) sporgenti in avanti, per bloccare larma avversaria. La verga, nella variante pi semplice, lunga quanto lavambraccio dellutilizzatore ed ha unimpugnatura allungata ed un caratteristico uncino squadrato, posto al tallone. E ignota la vera origine di questarma, anche se alcune cronache la dicono proveniente dalle isole Ryukyu, dov conosciuta con il nome di SAI. Gli abitanti dellarcipelago, sottoposti alle brutali forze giapponesi doccupazione, che li hanno completamente disarmati, sinventano metodi difensivi fantasiosi ed efficaci (come gli indigeni dOKINAWA, con il KARATE, il TONFA ed i NUNCHAKU) ed utilizzano come armi attrezzi agricoli, in uso o inventati. Lo JITTE, ad esempio, si dimostra eccellente strumento di difesa per neutralizzare larma principale degli invasori: la spada. Pare che i SAMURAI medesimi, ammirati dallefficacia dello JITTE, lo importino in patria, per utilizzarlo come accade con lHACIWARA contro le spade degli avversari: in mani esperte, questarma pu spezzare la lama preziosa di una KATANA. Si trovano JITTE di varie forme: un ventaglio di ferro, con impugnatura e gancio per appenderla alla cintura; tre lame pieghevoli, due pugnali e una sega; con forma e guarnizioni tipiche di una spada, ma con una sbarra lunga 45 cm, di ferro, curva, al posto della lama. Luso ufficiale dello JITTE classico, nellet feudale (Periodo EDO, 1603-1868), riservato agli ufficiali di polizia (dei quali diventa anche simbolo di posizione sociale), che sono dotati di una coppia di tali armi. Possiamo trovare anche jittei o jutta, in luogo di JITTE e JUTTE. JITTE-JUTSU. Arte di usare il JITTE. La tecnica principale consiste nello spezzare la lama nemica bloccata dai rebbi dellelso (guardia) con un singolo movimento (torsione) del polso. Appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). [si veda anche L Antiche arti da guerra] JIYU WAZA. Serie completa delle tecniche previste per un dato attacco. JO. Bastone medio. Indica il bastone di lunghezza media, da 126 a 128 cm (per la precisione 4 SHAKU e 2 SUN: 127,27 cm), di norma con un diametro di 2,6. Di solito in legno di quercia bianca o rossa. Superiore; alto. il documento rilasciato dal Signore (SHOGUN o DAIMYO) al suo vassallo per confermarlo nei diritti sui possedimenti ricevuti in dono. Il precedente proprietario non ha modo di ricorrere contro la nuova donazione, ma nemmeno il nuovo pu stare tranquillo: le elargizioni sono revocabili e la revoca senza appello. Superficie di combattimento. Principio, norma dottrinale. Anticamente, le cinque tecniche-base dimmobilizzazione (KIHON KATAME WAZA) dellAIKIDO (IKKYO, NIKYO, SANKYO, YONKYO e GOKYO) sono chiamate ikka-jo (primo principio), nika-jo (secondo p.), sanka-jo (terzo p.), yokka-jo (quarto p.), gaka-jo (quinto principio). Lento. JODAN. Livello alto. Nelle Arti Marziali indica laltezza di un attacco o di una parata. il livello compreso fra lo sterno e la sommit del capo. Alto. Posizione alta della mano. la parte superiore del corpo, corrispondente al capo. JODAN o HON-MOKUROKU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 4 grado. [si veda KYUDAN] JODAN KAMAE o JODAN-GAMAE. Guardia alta. Allorquando si riferisce a posizione di guardia con armi (la cui punta tenuta alta), pi corretto jodan no kamae. JODAN MAE-GERI. Calcio frontale al livello alto. JODAN TSUKI. Pugno diretto al capo. Colpo diretto alto (testa, viso, collo). UKE attacca sferrando un pugno al capo. JODO. La Terra di Purezza. il luogo, paradisiaco, dove rinascono i fedeli di Amida, il Buddha della salvezza. [si veda la voce amidismo, nella seconda parte del Dizionario] 63

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La Via del Bastone. Cos ribattezzato lo JO-JUTSU nel 1955, quando dodici tecniche-base di maneggio del bastone provenienti dalle oltre sessanta tipiche della tradizione della scuola SHINDO MUSO RYU sono codificate come KATA dalla KATORI SHINTO RYU. Normalmente, lesercizio dello JODO si esegue allaperto: i praticanti (detti SHIJO) indossano, sopra il KEIKOGI, HAKAMA ed HAORI, senza protezione alcuna. Sei delle tecniche-base rientrano nel livello superiore dapprendimento (JO-MOKUROKU). JO-HA-KYU. Lento, normale, veloce. la progressione nella pratica, durante lallenamento, uno dei concetti primari delle Arti Marziali. JO-JUTSU. Tecniche di bastone. Si racconta che MUSO GONNOSUKE codifichi questArte Marziale nel secolo XVI, quando, in luogo del bastone lungo (BO), inizia ad utilizzare quello di media lunghezza (JO), pi efficace contro un avversario armato di spada. Normalmente, le tecniche di JO-JUTSU hanno lo scopo di neutralizzare lavversario mettendolo fuori combattimento, ma senza ucciderlo, anche se alcuni colpi possono essere davvero micidiali. Lefficacia di uno JO ben manovrato diventa lampante quando MUSO GONNOSUKE vince in duello MIYAMOTO MUSASHI, nellunica sconfitta, si dice, da questi mai patita. La SHINDO MUSO RYU scuola di bastone fondata da MUSO GONNOSUKE insegna oltre una sessantina di tecniche-base di JO-JUTSU, sotto forma di KATA; dodici sono le tecniche di maneggio dello JO insegnate oggi dalla KATORI SHINTO RYU, sempre come KATA. JO-MOKUROKU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 2 grado. [si veda KYUDAN] JOMON. Era preistorica del Giappone; va dal 7500 circa al 300 a.C. circa. caratterizzata da una cultura nomade, basata sulla caccia e sulla raccolta (paleolitico e mesolitico). Si trovano ceramiche con impressioni a corda e figurine in terracotta (neolitico). JO MOCHI NAGE WAZA. Tecniche di proiezione con presa del JO. JONIN. Sono i capi dei Clan o Famiglie NINJA. Mantengono i contatti con il resto della societ giapponese. Ai loro ordini si trovano i preparatori delle missioni (CHUNIN) e gli esecutori (GENIN). JO NO AWASE. Movimenti di armonizzazione di UKE e TORi, entrambi muniti di JO. JO NO SUBURI. Colpi base di bastone. JORAN-ZUMO. la versione marziale del SUMO originale. Nasce con la progressiva assimilazione dei combattimenti di SUMO fino a quel momento di carattere squisitamente religioso allArte marziale, processo iniziato nella seconda met del secolo IX e conclusosi nel secolo XII. Nel secolo XVII lo JORAN-ZUMO si combina con la variante rimasta sacra, lo SHINJI-SUMO, per dar vita al moderno SUMO. JORURI. Teatro delle marionette. una tipica e duratura forma darte teatrale, risalente allinizio del Periodo Edo (1603-1868) ed ancora oggi molto popolare. Le marionette (BUNRAKU), mosse da tre abili artisti, hanno due terzi della grandezza naturale e conservano un incredibile realismo. Uno dei maggiori autori teatrali del tempo Chikamatsu Monzaemon (1653-1725), che scrive molte tra le migliori opere per questo tipo dintrattenimento. JOSEKI. Lato superiore. la parte pi onorifica del TATAMI (a sinistra, visto dal KAMIZA), il lato donore della sede allievi; nel DOJO, il posto destinato agli eventuali ospiti o agli assistenti del SENSEI. [si veda L Etichetta e comportamento: il Dojo] JOSHI JUDO GOSHINHO. Metodo di difesa personale. Destinato soprattutto alle donne, il sistema deriva dal JUDO, ed utilizza specialmente tecniche di liberazione da prese (RIDATSU-HO) e contrattacchi immediati (SEIGO-HO). JO TORI o JO DORI. Tecniche su attacco di bastone. Neutralizzazioni dattacchi eseguiti con il bastone. JU. Dieci in sino-giapponese. In giapponese puro TO, per contare le persone (NIN) si dice JUNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa JIPPON. 64

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Morbido, flessibile; equilibrato, adattabile; in scioltezza. Indica il principio di non-resistenza o di cedevolezza (elasticit). Spesso, e poco correttamente, tradotto con dolcezza quando riferito allo JUDO, mentre il suo senso pi profondo quello di flessibilit, di corpo e di spirito. Gli esempi figurati del bamb e del salice rendono bene il concetto di JU, che implica elasticit, cedevolezza, forza e rapidit. Il bamb, sotto linfuriare della tempesta, si flette per poi raddrizzarsi. I rami del salice si curvano, sotto il peso della neve, lasciandola cadere a terra, ma poi riprendono la propria posizione. Luno e gli altri si raddrizzano con tanto maggior vigore e grande energia quanto pi si piegano inizialmente. Il principio JU opposto al concetto GO, forza (inteso come bruta). JUBAN-NO-MA-AI. la corretta distanza tra due avversari disarmati: 2-3 passi; le mani, a braccia distese, si sfiorano. JUDAN. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 10 grado. [si veda KYUDAN] JUDO. La Via della cedevolezza o La Via della flessibilit. una forma di combattimento sportivo a contatto, basato sulla lotta a corpo a corpo in piedi (TACHI WAZA) o al suolo (NE WAZA), ed ha origine dallo JU-JUTSU praticato dai BUSHI. Lo JUDO, nella sua forma moderna, creato da KANO JIGORO, che sintetizza diverse delle tecniche di JU-JUTSU e codifica un certo numero di movimenti delle gambe, delle braccia e del corpo, aventi lo scopo di squilibrare (KUZUSHI) lavversario, per immobilizzarlo e renderlo inoffensivo. Il termine JUDO, in realt, gi utilizzato, nel 1600 circa, dallo JIKISHIN RYU, una scuola di JU-JUTSU, ad indicare una serie di tecniche di combattimento a mani nude, non mortali. Per questo motivo KANO definisce la sua Disciplina KODOKAN JUDO dove il termine KODOKAN significa il Luogo per Studiare la Via, da KO (lettura, studio, esercizio), DO (via, metodo, dottrina) e KAN (sala o luogo) quando, nel 1882, fonda il suo primo Dojo a Tokyo, allinterno del tempio buddista dEisho-ji: dodici TATAMI sui quali sallenano pochi allievi. Ben presto il numero degli allievi aumenta e la reputazione della Disciplina cresce: gi nel 1886 il KODOKAN JUDO ottiene una brillante vittoria in un torneo organizzato della polizia di Tokyo dove, contro una scuola di JU-JUTSU, su quindici incontri registra solo due sconfitte ed un abbandono. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo JUDO riprende il suo cammino di diffusione mondiale: dal 1951 si disputano i Campionati dEuropa maschili (femminili 1982), dal 1956 quelli del Mondo; dal 1964 lo JUDO Disciplina olimpica. Lo JUDO moderno comunemente inteso sia come arte di difesa a mani nude sia, soprattutto, come attivit sportiva agonistica e competitiva. Questultima definizione, per, si allontana dai dettami originali di KANO JIGORO che, pi propriamente, intendono lo JUDO come una filosofia, unarte di vivere il quotidiano, unesperienza assolutamente soggettiva con cui allenare la mente e il corpo (egli contrario alle competizioni pubbliche!). Le tecniche prevedono proiezioni, immobilizzazioni al suolo, strangolamenti, leve articolari. In palestra (JUDOJO), nella pratica, chi subisce (la tecnica) UKE, chi proietta al suolo ed immobilizza TORI. Nello JUDO sono attentamente studiati i KATA, le sequenze formali, le tecniche di base, eseguite con un partner e si pratica il combattimento libero non arbitrato (RAN DORI). Molto utilizzati sono gli spostamenti (TAI SABAKI, TSUGI e AYUMI ASHI) e le ripetizioni dei movimenti (UCHI-KOMI); le tecniche che partono comunemente dalla presa allo JUDOGI possono essere in piedi (TACHI WAZA) o al suolo (NE WAZA) e consistono in proiezioni (NAGE WAZA), forme di controllo (KATAME WAZA), immobilizzazioni a terra (osaekomi waza), strangolamenti (SHIME WAZA), lussazioni articolari (KANSETSU WAZA). Sono altres studiate alcune tecniche di difesa contro avversari armati (kime-no-kata). Nelle competizioni, arbitrate (shiai), ci sono divisioni per sesso, per categorie di peso e per livello dabilit. Il JUDOKA (come tutti i praticanti dArti Marziali) allenandosi impara ad essere rapido nei TAI SABAKI e si addestra a concentrare lenergia nellHARA, controllando la respirazione. Ogni allievo, nel combattimento, deve cercare di mantenere HONTAI (allerta permanente), MUSO (spirito libero) e MUSHIN (mente vuota), senza che occorrano tempi morti (BONNO). Il perfetto JUDOKA, pertanto, deve essere calmo e sereno, avere il controllo del corpo, dello spirito, delle emozioni: essere, in altre parole, un BUSHI ideale. In Italia lo JUDO si diffonde dal 1922. JUDOGI. Abito per lallenamento (KEIKO) nella pratica dello JUDO. Consiste in un KEIKOGI, composto di: ampi pantaloni (ZUBON), giacca a manica larga (UWAGI), cintura (OBI) di colore differente secondo il grado ricoperto (da bianca a nera, passando per gialla, arancione, verde, blu e marrone). Per gli spostamenti fuori del TATAMI si usano sandali (ZORI). JUDOJO. Luogo dallenamento allo JUDO. abbreviato in DOJO. 65

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JUDOKA. Chi pratica lo JUDO. JUGO AWASE. Tecniche nelle quali si fondono flessibilit (JU) e forza (GO).

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JUHO. Metodo passivo. Metodo della flessibilit. Sono le tecniche passive previste nellallenamento del NIPPON SHORINJI-KEMPO a scopo puramente difensivo. Lo JUHO lopposto del GOHO, il metodo attivo, le tecniche attive utilizzate in attacco o contrattacco. JUJI. Incrociato; a croce. JUJI GARAMI. Mantenere in croce. Proiezione con le braccia incrociate. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA) in avanti, con scarso intervento delle braccia. Sorta di controllo incrociato (JUJI) applicato normalmente contro prese alle spalle (RYO KATA DORI) od ai polsi (RYO TE DORI) pure da dietro (USHIRO RYO KATA DORI, USHIRO RYO TE DORI) ed anche se c un tentativo di strangolamento (USHIRO KATA TE DORI KUBI SHIME) JUJI UKEMI. Caduta incrociata. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). JU-JUTSU. Arte della cedevolezza. Fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere). Lorigine dello JU-JUTSU pare risalire al Periodo KAMAKURA (1185-1333) ed alla lotta a mani nude chiamata KUMI-UCHI, le cui tecniche devono consentire al BUSHI, rimasto disarmato, di affrontare un avversario ancora in possesso delle proprie armi. Ci significa che lesperto di JU-JUTSU deve essere in grado di valutare a colpo docchio lavversario e la sua forza (e deve essere capace di sfruttarla a proprio vantaggio), deve riuscire, se possibile, ad evitare il combattimento, piuttosto che squilibrare lattaccante, proiettarlo, immobilizzarlo al suolo (a mezzo di torsioni, leve, lussazioni, strangolamenti). Essenziale la conoscenza dei punti vitali (KYUSHO), bersaglio degli ATEMI, che hanno lo scopo di intontire, ferire o uccidere lavversario: il risultato finale di tutte le tecniche di JU-JUTSU sconfiggere o, meglio, eliminare il nemico utilizzando ogni mezzo ed impiegando la minor energia possibile. Innumerevoli scuole tra gli oltre 9.000 RYU esistenti in epoca prefeudale e feudale, appartenenti al KYUBA-NO-MICHI, la Via dellarco e del cavallo elaborano, sviluppano, insegnano metodi di lotta senzarmi, come il KOGUSOKU-JUTSU, ad esempio, insegnato al TAKENOUCHI RYU (e conosciuto anche come HISAMORI RYU) o il KEMPO (o HAKUDA); queste scuole inglobano anche mosse e movimenti, contromosse e tecniche che arrivano dalla Cina (come il Kung-fu) o da OKINAWA (come il KARATE e le sue varianti). Lo sviluppo dello JU-JUTSU come vera e propria Arte Marziale indipendente, per, avviene nel Periodo EDO (1603-1868): la relativa tranquillit assicurata dai TOKUGAWA e la proibizione del porto darmi! consente a numerosi SAMURAI, soprattutto RONIN, di fondare scuole aperte al pubblico, dove insegnano Arti Marziali a mani nude. La codificazione moderna di questArte Marziale, comunque, avviene dopo la Restaurazione MEIJI, nellomonima Era (1868-1912), quando moltissimi SAMURAI (rimasti vittime di un vero e proprio SEPPUKU ideologico e ritrovatisi senza propriet, lavoro, ruolo e funzione, ridotti al rango di RONIN), per sopravvivere, organizzano pubbliche dimostrazioni di Arti Marziali ed aprono scuole, insegnando anche alcune tecniche fino a quel momento custodite gelosamente e trasmesse nel pi assoluto segreto. Un alone negativo, seppur immeritato, circonda lo JU-JUTSU del Periodo EDO dapprima patrimonio dei soli BUSHI poi, molto spesso, di NINJA, popolani e briganti ed i suoi metodi, spesso pericolosi, talvolta dagli esiti mortali. anche per merito di KANO JIGORO, che adotta alcune tecniche e metodiche di JUJUTSU per il suo nuovo JUDO, differenziando la disciplina dallarte guerriera, se lo JU-JUTSU tradizionale per un certo tempo e soprattutto in ambienti militari e di polizia riconquista la considerazione che merita: un metodo di combattimento a corpo a corpo estremamente efficace, propedeutico allimpiego reale, sul campo. Ancora oggid lo JU-JUTSU che tuttora conserva il fascino di progenitore di moltissime tecniche, non solo di JUDO e dAIKIDO considerato, pi che uno sport, come un metodo di preparazione al combattimento reale. Lo JU-JUTSU degli stili YOSHIN RYU, TENJIN SHIN.YO RYU, Takeuchi Ryu appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). [si veda anche L Antiche arti da guerra] JUKAI. la cerimonia buddista durante la quale il discepolo ZEN simpegna ad osservare e mantenere i precetti. 66

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JUKEN. BAIONETTA.

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JUKENDO. Tecniche di scherma con la baionetta. Al solito, il suffisso DO caratterizza una versione addolcita dello JUKEN-JUTSU. Lo JUKENDO piuttosto povero di tecniche, ed il successo di un attacco dipende dal tempismo nellanticipare lavversario. Il segreto principale consiste nel riuscire a percepire immediatamente qual il punto vulnerabile dellaltro, per attaccare con decisione fulminea, piuttosto che schivare e contrattaccare. JUKEN-JUTSU. Tecniche sulluso della baionetta. QuestArte Marziale si sviluppa contemporaneamente allintroduzione delle baionette (secolo XVII), inastate sulle armi da fuoco lunghe per utilizzarle similmente a lance. nellEra MEIJI (1868-1912) che lo JUKEN-JUTSU conosce la sua massima diffusione, con la necessit di addestrare le migliaia di coscritti arruolati nellesercito imperiale, dove la capacit ci combattimento allarma bianca gode di alta considerazione. Lallenamento, quando non fatto con armi vere, opportunamente protette, si effettua utilizzando un facsimile di fucile sormontato da baionetta, il MOKUJU, e prevede, di massima, parate ed affondi (SHITOTSU). JUKEN DORI. Tecniche su attacco di baionetta. JUKI RYU. Antica (1600 circa) scuola dArti Marziali. JUKU-GASHIRA. Discepolo Principale. quello a cui il Maestro fondatore del RYU trasmette tutti i segreti della propria Arte Marziale. Lo JUKU-GASHIRA pu essere il figlio (naturale o adottato) del Maestro od il migliore e pi affidabile degli allievi. JU-KUMITE. Allenamento libero al combattimento (soprattutto nel KARATE). Deriva da mento, con prefisso JU, inteso come tecniche eseguite in scioltezza.
KUMITE,

combatti-

JUMBI DOSA. Esercizi di preparazione, sia fisica che mentale. Solitamente, ogni seduta di allenamento, nellAIKIDO come in altre Arti Marziali, sapre con questo insieme dattivit, che mirano a forgiare il corpo e lo spirito, sviluppando la stabilit mentale. JUMBI DOSA si compone di esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO) e movimenti di base del corpo (TAI SABAKI) e gli esercizi possono essere praticati tanto singolarmente (TANDOKU DOSA) quanto in coppia (SOTAI DOSA), con seriet ed intensit: tra questo lavoro e le tecniche, infatti, la relazione profonda e costante. Il metodo JUMBI DOSA che anche detto jumbi undo, junbi undo e junbi taiso si basa su esercizi respiratori (KOKYU) e di mobilit articolare (TEKUBI UNDO); cadute (UKEMI); torsioni e rotazioni corporali (TENKAN HO); stiramento dei muscoli dorsali e rilassamento della colonna vertebrale (HAISHIN UNDO); forza della respirazione (KOKYU RYOKU) ed irradiamento del KI (KI-NO-NAGARE); sviluppo della postura (SHISEI, che anche attitudine allesecuzione delle tecniche). [si veda anche, nel Libro Primo, il Capitolo Glossario, Esercizi di preparazione] JUMON-JI-YARI. Lancia a croce. Altro nome della MAGARI-YARI. JUNAN SHIN o NYUNAN SHIN. Leggerezza dello Spirito. Indica una tra le pi importanti qualit che un praticante dArti Marziali deve possedere (o maturare): laccettazione dellinsegnamento del Maestro, liberamente scelto, e la contemporanea astrazione dal proprio ego. Significa accettare, con letizia e spirito umile, sia le tecniche proposte sia la didattica prescelta dal Maestro, astenendosi da giudizi, critiche sterili o dubbi. JUN KATA SODE DORI. Prima presa alle maniche. JUN KATA TE DORI. Prima presa di polso (o di braccio). JUNIN. Dieci, per contare le persone (NIN). In sino-giapponese oggetti particolarmente lunghi (HON) susa JIPPON.
JU,

in giapponese puro si dice

TO,

per

JU-NO-GEIKO. Tipo di allenamento. Rientra nello studio classico (IPPAN-GEIKO). Si veda, nel Libro Primo, il Capitolo Il metodo dallenamento.

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JU NO RI. Morbidezza e flessibilit. il principio che coniuga la posizione adeguata con lazione senza furia, senza violenza: TORI, mantenendo il proprio equilibrio, sfrutta la forza di UKE, non vi si oppone, ma lutilizza per squilibrare lattaccante. JUNSHI. Suicidio per seguire il proprio Signore nella morte. pratica rituale, spesso collettiva, che viene da unepoca in cui molto stretto il rapporto tra il DAIMYO ed i propri SAMURAI (famigli, gregari, servitori): siccome questi non possono avere due padroni, quando muore il loro Signore anchessi devono morire. Questo sistema si traduce nella perdita di moltissimi personaggi (nel 1651, alla morte dello SHOGUN, tredici funzionari anziani si tolgono la vita), tanto che lo JUNSHI proibito dal 1663 e chi lo compie mette in pericolo i propri familiari, come Okudaira Tadamasa. Questi, nel 1688, segue il proprio Signore nella morte, ma i suoi figli vengono giustiziati e lHAN confiscato. Uno degli ultimi JUNSHI quello compiuto dal Generale NOGI KITEN MARESUKE nel 1912, alla morte dellImperatore Mutsuhito. JUTAI. Morbido, cedevole. JUTAI-JUTSU. Arte del combattimento a corpo a corpo. compresa nel TAI-JUTSU. JUTSU. Sincero. Tecnica, arte, metodo; abilit. Termine applicato alle Arti Marziali violente, da guerra; sta ad indicare unarte, una scienza o una tecnica, appresa dopo anni dallenamento e pratica, basata sulla tradizione di una scuola (RYU). un termine applicato a tutte le Arti Marziali violente o da combattimento, mentre il suffisso DO distingue quelle che non sono destinate alla guerra. Tutti gli JUTSU (tranne lo JU-JUTSU) prendono il nome dallarma o attrezzo utilizzato [si veda L Antiche arti da guerra]. Talvolta JUTSU si trova anche scritto jitsu JU YOKU GO O SEI SURU. La morbidezza contro la forza, o, anche, la flessibilit domina la rigidit. Questo concetto alla base di tutto il BUDO, tant vero che a questa massima si danno pure i significati di la forza nel cedere, il duttile devia il forte ed anche il duttile sconfigge il duro. JUYU. Libero JUYU WAZA. Tecniche applicate liberamente. TORI applica una tecnica qualsiasi (libera), reagendo a UKE.

-KKA. Inspirazione. Fuoco. Suffisso per chi, coloro che. KABUKI. Genere teatrale. Sorge nel secolo XVI (la prima rappresentazione pare risalga al 1603) e consiste, dapprima, in spettacoli di danze e canti eseguiti da donne. proprio la presenza di attrici che, se da un lato attira il pubblico, dallaltro provoca anche disordini sociali, con duelli sanguinosi e sperpero di ricchezze per la conquista dei favori di queste donne, dai costumi non certo irreprensibili. Al 1628 risale il primo divieto a recitare, per le donne; altri bandi si hanno nel 1629, 1639, 1640, 1645, 1646 e, quello definitivo, nel 1647. Gi dal 1612, comunque, in alcune compagnie teatrali attori maschi recitano in tutti i ruoli, compresi quelli femminili (ONNAGATA), dove riscuotono grande successo. La popolarit degli ONNAGATA, dopo il bando definitivo delle donne, sempre maggiore e suscita quasi gli stessi sconvolgimenti registrati, prima, dalla presenza delle attrici. Affermatosi come genere popolare, pi ardito ( addirittura tollerata un velato accenno di satira politica) e spettacolare del teatro NOH, il KABUKI s poi evoluto verso la rappresentazione di vicende storico-sociali ed eroiche dove, sia pure in modo stilizzato, sono messi in scena tutti gli aspetti delle Arti Marziali applicate ai combattimenti di SAMURAI. Celebri e popolari ancora oggi sono le opere Kokusenya e CHUSHINGURA. Nel sistema classista TOKUGAWA il teatro KABUKI mal considerato dalle classi dominanti, sia perch destinato alla gente di citt, sia perch recitato da attori e gli attori, in quel Periodo, sono considerati di livello bassissimo, appena poco pi in alto degli ETA. Il KABUKI, comunque, sempre tollerato dalle classi dominanti, anche perch un divertimento destinato ai mercanti (e CHONIN, in generale) e contribuisce a mantenerli tranquilli. Accade anche, addirittura, che sotto lo SHOGUNATO di TOKUGAWA Iemitsu (1623-1651) nel Castello di EDO siano 68

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chiamate a recitare alcune compagnie di attori KABUKI, nonostante la minaccia alla moralit dei SAMURAI rappresentata dagli ONNAGATA. KABURA-YA. Freccia fischiante; fa parte delle frecce non letali. Un involucro di legno, oblungo e perforato, costituisce la cuspide (YANO-NE) del dardo: laria, durante il volo, penetra nelle perforazioni e produce sibili acuti, fischi o altri suoni, dipendenti da numero e conformazione dei fori. Le KABURA-YA sono lanciate prima delle battaglie, per spaventare i nemici ed allontanare gli spiriti maligni. Servono anche come mezzo di segnalazione e sono utilizzate nei riti SHINTO (ad esempio DOSHA e REISHA). KABUTO. Termine generico: indica lelmo dellarmatura da guerra. Ogni elmo, in verit, ha una designazione supplementare, che identifica la forma, lepoca o addirittura la scuola dellarmaiolo che lo fabbrica. I primi elmi compaiono in epoca preistorica, e si trasformano poi, ininterrottamente, fino al XVI secolo, con la produzione di un numero incalcolabile di esemplari, moltissimi decorati con ottone, pelle, lacca, oro, argento: questo accessorio, infatti, anche un simbolo, ed ha la funzione di indicare rango e funzione di chi lo indossa. Lunico ordine che possiamo seguire tipologico. La parte basilare dellelmo il coppo (HACHI); per determinarne il valore occorre valutarne materia prima, forma e tecnica costruttiva. Abitualmente, gli elmi sono fatti di piastre unite con rivetti. Fino al X secolo prevalgono COPPI semisferici, con piastre orizzontali o con file intermedie di piastre verticali (SHOKAKUFU-HACHI). Talvolta adottato il modello mongolo, a cono acuto, costellato di rivetti (moko-hachigyo). LHOSHI-KABUTO compare alla fine del X secolo: rivetti dalla grossa testa fissano le piastre, decorandone la superficie; alla sommit del coppo presente un largo foro (TEHEN). La visiera (MABEZASHI) molto pendente diventa una caratteristica degli elmi giapponesi. Il SUJI-KABUTO una variante tipica del XIV secolo: alla forma ideale (segue la linea del cranio, un po pi alto dietro, avvallato in cima; molto moderno, insomma) unisce ingegnose soluzioni tecniche. Le piastre verticali che lo compongono sono di larghezza ridotta, sempre unite da rivetti ma a testa piccola e quasi si sovrappongono luna allaltra: tra le esterne, convesse, e le interne c dello spazio, che serve ad attutire i colpi (una corazzatura spaziata ante litteram, quasi!). Non solo: i bordi delle piastre (SUJI) sono rialzati, a formare una sorta di nervatura di rinforzo. Dal XVI secolo inizia la moda degli elmi fatti con grosse piastre (come il tipo hineno) e addirittura, sullinfluenza europea, in pezzo unico, talvolta talmente pesanti da essere a prova di proiettile. nel Periodo EDO (16031868) che lHACHI assume forme sia di fantasia, prendendo il nome dalloggetto che imita (il to-kamurai assomiglia al kamuri, cappello da cerimonia, il kimen raffigura una testa di demonio, il momonari imita una pesca) sia curiose (il tatami-kabuto pieghevole: fatto unendo anelli orizzontali, si pu chiudere appiattendolo, quasi come un classico cappello a cilindro della Belle Epoque). La gronda (SHIKORO), a protezione della nuca, generalmente di generose dimensioni e composta da piastre, parte essenziale di tutti gli elmi giapponesi. Quasi sempre dotata di alette o risvolti (FUKIGAYESHI), spesso d il nome allelmo, come il GOMAI-KABUTO (elmo a cinque piastre) o il sanmai-kabuto (elmo a tre piastre). Sul davanti di quasi tutti i KABUTO presente una gorbia (haridate), nella quale si inseriscono CIMIERI od altri ornamenti (MAIDATE), spesso a forma di corna; nella parte posteriore c un anello per un emblema (kasajirushi) o per il fiocco rituale (agemaki). I KABUTO pi antichi non hanno fodera: per assorbire i colpi si usa un copricapo (HACHIMAKI). Pi tardi compare una fodera aderente, di pelle o tessuto, fissata allorlo dellHACHI e rinforzata con cinghie. Il KABUTO si assicura alla testa con delle cordicelle, fissate ad anelli presenti sulla tesa dellelmo, lunghe da 180 a 270 cm e legate con diversi e particolari stili. A completare il KABUTO, normalmente, una maschera darme (MEN termine generico oppure HAMBO, HAPPURI, HOATE, MEMPO eccetera, secondo il tipo di protezione offerto), sempre nello stile dellarmatura. KACHI. Vittoria. GACHI, come suffisso. KACHIGUN. Castagne. Sono usate, tra laltro, come oggetti di buon auspicio nel monia propiziatoria) del SUMO.
DOHYO-MATSURI

(ceri-

KACHIKAKE. Punta del mento. Punto della punta del mento. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KACHU. Altro nome della YOROI. [si veda] KADO. Si veda IKEBANA. 69

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KAESHI. Scambio; trasformazione; contrattacco. GAESHI, come suffisso. Viene da KAESU, capovolgere. KAESHI WAZA. Controtecniche, tecniche di contrattacco. TORI approfitta di una qualsiasi apertura od errore nellesecuzione di UKE per applicare una tecnica adeguata alla situazione ed alle condizioni dinamiche. KAESU. Capovolgere; gettare. KAGATO. Tallone. Pure ENSHO, KAKATO. KAGE RYU. Famosa scuola di KEN-JUTSU. Il fondatore AIZU IKO, un celebre spadaccino nato nella provincia di AIZU e la scuola anche conosciuta come AIZU KAGE RYU. A questa scuola sispirano altre scuole o stili di combattimento, tra cui: SHIN KAGE RYU, YAGYU RYU, TAISHA RYU, SHINKAN RYU, HIKITA KAGE RYU, OKUYAMA RYU, KASHIMA SHINTO RYU. KAGI. Gancio, uncino; a gancio. Pure KAKE. GAKE, come suffisso. KAGURA. Dramma sacro, tipico delle funzioni SCINTOISTE. Si tratta di danze e musiche mistiche, che celebrano e glorificano i KAMI. I KAGURA, nel tempo antico, accompagnano le esibizioni dArti Marziali tradizionali, soprattutto i combattimenti di SUMO, ritenute cerimonie sacre. KAHO. Forma [si veda KATA]. KAIAKU. Punto sul palmo della mano, al 1 interosseo palmare. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KAI. Norma pratica fondamentale; precetto (anche morale).
KYO]

KAIDEN. Titolo attribuito al Maestro che insegna e che ha ottenuto il MENKYO KAIDEN. [si veda KYUDAN, MENKAIKEN. Corto pugnale. Si veda KWAIKEN. KAIKI. Recupero della vita (composto di KI).

KAISHAKU. Strumento a percussione: due parallelepipedi di legno duro, che vengono percossi luno contro laltro. KAISHAKUNIN. Assistente del suicida, durante il SEPPUKU. compito del KAISHAKUNIN por termine alle sofferenze provocate dal suicidio rituale: con un ben assestato colpo di KATANA decapita il suicida. KAISO. Fondatore. KAITEN. Lancio, caduta rotolata. Cambio del fronte dattacco, Pu essere di 90 o 180 e si ottiene ruotando il corpo sulla parte anteriore del piede. KAITEN NAGE. Proiezione in rotazione, circolare. Proiezione a ruota. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA). Il corpo di UKE fatto girare una volta prima della proiezione. Solitamente questa proiezione usata contro presa ai polsi (RYO TE DORI), fendente al capo (SHO MEN UCHI) o colpo frontale al viso (SHO MEN TSUKI). KAJI. Maestro forgiatore. il fabbricante della lama di unarma e, spesso, incide il proprio nome (MEI) sul codolo (NAKAGO). KA-JUTSU. Tecniche per luso del moschetto. Le tecniche per insegnare il tiro con armi da fuoco in generale mai molto popolare tra i BUSHI e luso degli esplosivi, sono particolarmente sviluppate nella scuola DAIDO RYU, ad AIZU. Il KA-JUTSU, conosciuto anche come HO-JUTSU, appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). 70

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KAKARI KEIKO o KAKARI-GEIKO. Neutralizzazioni dattacchi portati, in successione, da uno o pi UKE. KAKATO. Tallone. Pure KAGATO, ENSHO. KAKE. Gancio, uncino; a gancio. Pure KAGI. GAKE, come suffisso. KAKUDO. Angolo. KAKUN. Istruzioni per la Famiglia. una raccolta di istruzioni destinate a HOJO Nagatoki, diciottenne figlio di HOJO Shigetoki, nominato vice SHOGUN nel 1247. uno dei primi testi scritti assimilabile ad un codice di comportamento, anche se destinato com ad uno che deve comandare e rappresentare i SAMURAI innanzi ai cortigiani contiene soprattutto norme di etichetta, di buone maniere e di principi di buon governo. Pochi sono gli accenni al coraggio ed alla fedelt ritenuti connaturati al personaggio mentre richiamata lattenzione sul dovere (GIRI), sulleffetto del KARMA, sulla fede nei KAMI e nei Buddha. KAKUSHI. Armi nascoste. Sotto questa voce vanno tutte le armi di piccole dimensioni, facilmente occultabili, da usare a distanza ravvicinata o da lanciare: coltelli e pugnali (KWAIKEN); armi da lancio (SHURIKEN) a forma di stella, SHAKEN, o ago, FUKUMI-BARI; anelli aculeati (BANKOKU-CHOKI). raro, per un BUSHI, utilizzare armi di questo genere, considerate non nobili e quindi adatte al popolo, ai briganti, ai NINJA. KAKUSHI-JUTSU. Arte di utilizzare le armi nascoste. KAKUTO. Parte superiore del polso. KAKUTO BUGEI. Arti Marziali. Sono le Arti Marziali principali e se ne contano secondo il metodo di classificazione: per alcuni devono comprendere solo quelle che prevedono luso di armi da diciotto a pi di cinquanta. [si veda L Antiche arti da guerra] KAMA. Falcetto. quello utilizzato dai contadini per tagliare la paglia di riso e, in caso di bisogno, spesso in coppia, per difesa contro banditi (e SAMURAI!). Dal KAMA hanno origine la KAMA-YARI ed i suoi derivati, come, ad esempio, la KUSARI-GAMA. GAMA, come suffisso. KAMAE. Postura. Guardia. Posizione di guardia assunta allinizio di una tecnica: il busto di profilo, rispetto allavversario. La guardia pu essere destra (MIGI KAMAE) o sinistra (HIDARI KAMAE); alta (JODAN KAMAE), media (CHUDAN KAMAE) o bassa (GEDAN KAMAE). KAMAE indica anche lattitudine alla posizione. GAMAE, come suffisso. KAMAKURA. Citt a sud est della moderna Tokyo. Nel 1192 MINAMOTO-NO YORITOMO la sceglie come capitale del suo BAKUFU, dopo aver distrutto (Dannoura, 1184) il Clan rivale dei TAIRA (o HEIKE). Indica la fase storica prefeudale, dal 1185 al 1333, e segna linizio dellera degli SHOGUN. Il Periodo KAMAKURA caratterizzato, tra laltro, dallintroduzione del Buddismo ZEN, dallinfluenza cinese della Dinastia Song (960-1279) e dalle figure dei reggenti (shikken) del Clan HOJO registra un sostanziale equilibrio tra KYOTO, la citt dei KUGE e degli Imperatori, centro culturale del Paese, e KAMAKURA, la sede del BAKUFU, lapice della gerarchia feudale. I mongoli, conquistata la Cina, insieme ai coreani tentano di invadere il Paese nel 1274 e nel 1281, senza successo. Risalgono a questepoca storica opere letterarie che esaltano lideale del BUSHI, come lHogen Monogatari (Racconto della Guerra di Hogen), il Gempei Seisuiki ( il racconto dellascesa e della caduta delle Casate MINAMOTO e TAIRA), lHeike Monogatari (Storia della Famiglia TAIRA), lAZUMA KAGAMI (Lo Specchio della Terra Orientale), lHeiji Monogatari (Storia della Guerra degli Heiji). KAMA-YARI. Arma in asta. dotata di lama di falcetto (o ferro a piccone) infilata ad angolo retto su unasta diritta. Appartiene alla famiglia dei becchi e martelli darme e nasce, come spesso accade, dalla trasformazione e adattamento di un attrezzo agricolo, il falcetto (KAMA) usato dai contadini per tagliare la paglia di riso. Esistono due versioni di questarma, la piccola e la grande, chiamata O-KAMA-YARI. La lama munita di codolo anche se esistono esemplari in cui il ferro ripiegabile allinterno del manico: un manicotto scorrevole di metallo lo blocca in posizione aperta o chiusa ed il taglio misura da 15 a 25 cm di lunghezza. Unita ad una palla di ferro con una catena, diventa un KUSARI-GAMA, eccellente arma da difesa. 71

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KAMI. Sopra; al di sopra. Parte di sopra del corpo, epigastrio. Capelli. La zona del cuoio capelluto considerata un KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Ci che sopra gli uomini, spirito divino; santit; anima. GAMI, come suffisso. Sono le divinit della religione SHINTO, presenti e venerate in tutte le cose, luoghi, elementi o fenomeni naturali. la generica denominazione di qualunque aspetto o forza vitale (umana o animale o vegetale), cui attribuito un carattere divino. Alcuni luoghi, come le cime dei monti, possiedono il KAMI: ci li trasforma in ambienti dove gli dei possono essere adorati. Ogni KAMI, a somiglianza degli esseri umani, ha un proprio carattere ed un suo modo di vivere; esso il protettore non solo della cosa o del fenomeno (e con questo sidentifica), ma anche di un gruppo, di un Clan, di una famiglia o di un luogo particolare. Ad esempio: un KAMI protegge la vita coniugale, un altro la cultura; alcuni KAMI impersonano le forze della natura, altri rappresentano i pianeti mentre altri, ancora, sono concepiti come spiriti dei mari, di boschi, villaggi. Alcuni sono ritenuti antenati delle diverse Famiglie nobili, dei Clan UJI (uJIGAMI) ed altri sono invece personaggi reali, trapassati e divinizzati: da guerrieri a poeti, da letterati ad imperatori. LImperatore un caso specifico: questi, se regnante, possiede il KAMI. Ci non significa che venerato come un dio, ma che la sua stirpe in una posizione religiosa tale da essere considerata sacra. su questa base che lo SHOGUNATO controlla lImperatore regnante, rendendo sempre pi importante il suo ruolo religioso, a discapito di quello politico: la funzione quotidiana del TENNO, supremo sacerdote, un rituale perenne, una cerimonia continua che assolve ai doveri spirituali, mentre lo SHOGUN ha il dovere di dominare il Paese. Spesso i KAMI hanno un aspetto terrifico, ma si possono placare con appropriati riti. Un esempio illuminante di come i KAMI sono considerati nella spiritualit giapponese, si trova in una missiva del 1591 che TOYOTOMI HIDEYOSHI invia al vicer portoghese di Goa: Il nostro il Paese dei Kami, e Kami lo spirito. () Senza Kami non pu esservi spiritualit. Senza Kami non c Via. Kami regna in tempo di prosperit come in tempo di decadenza. Kami positivo e negativo e insondabile () la fonte di ogni esistenza. KAMI-DANA. Altare dei KAMI. [si veda la voce Shintoismo, Le funzioni scintoiste, nella seconda parte del Dizionario] KAMIKARI. Arte di intagliare la carta. Antico e affascinante metodo per ritagliare figure (umane, animali, mitologiche) e paesaggi da un (o in un) foglio di carta di riso. KAMIKAZE. Vento divino; Vento (KAZE) degli dei (KAMI). luragano, la tempesta che nel 1281 disperde e distrugge la flotta mongola dinvasione dinanzi alle coste dellisola di Kyushu. lappellativo con cui sono indicati i piloti che, nella II Guerra Mondiale, tentano di affondare le navi nemiche, colpendole con il proprio apparecchio imbottito desplosivo, in un attacco suicida. Il fenomeno dei KAMIKAZE nasce spontaneamente durante la campagna in difesa delle Filippine (battaglia nel golfo di Leyte, ottobre 1944), quando gli stormi di prima linea delle forze aeree della Marina costituiscono unit dattacco suicida. Il Giappone ha perso le ultime portaerei il 25/10/44 e non pu pi affrontare gli statunitensi in uno scontro aereonavale; i migliori piloti, quindi, tentano di affondare o danneggiare gravemente le navi nemiche soprattutto le portaerei colpendole con i propri apparecchi. Il rateo di perdite talmente elevato (nelle dieci Operazioni Kikusui, crisantemo galleggiante condotte durante gli sbarchi ad OKINAWA, ad esempio, dal 6/4 al 21/6/45, sono distrutti 1.500 velivoli della Marina e oltre 1.000 dellEsercito e circa 3.300 aviatori muoiono per colpire 146 navi americane 60 affondate o non riparabili e provocare la morte di oltre 4.000 americani), che gli Alti Comandi decidono di impiegare praticamente tutti gli aerei rimasti e tutti i piloti, compresi gli allievi in addestramento, per difendere il territorio metropolitano con gli attacchi suicidi. Il 15/8/1945, giorno dellarmistizio, la Marina ha pronti 5.900 aerei e lEsercito 4.800, 2.500 velivoli sono in via di consegna e circa 5.000 giovani, tutti assegnati alle squadre suicide, sono in addestramento intensivo. Alle missioni suicide attribuito il nome Kikusui in ricordo del pennacchio di crisantemi che costituisce il KUWAGATA (cimiero) di KUSUNOKI Masashige, citato esempio di fedelt allImperatore, dedizione assoluta al dovere e di coraggio estremo. Con questo termine oggi si definiscono quelle persone che compiono azioni spettacolari e temerarie, mettendo a rischio la propria vita. Sono cos chiamati, assai impropriamente, quei folli che per un qualsiasi loro ideale cercano di provocare il maggior numero di vittime (civili) facendo brillare cariche esplosive occultate sulla propria persona. KAMI-KUATSU. Percussioni epigastriche. Tecnica di rianimazione che fa parte della serie di azione elettiva: KUATSU con percussioni riflessogene (TSUKI-KUATSU). 72
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KAMISOGI. Cerimonia del taglio dei capelli. I bambini subiscono laccorciatura dei capelli tranne che tra i contadini, dove il taglio sommario o non fatto del tutto quando iniziano a parlare abbastanza bene (cinque anni i maschi, quattro le femmine). Le ciocche tagliate sono conservate; le ragazze, di solito, conservano lintera capigliatura, salvo che non rinunciano al mondo entrando in un ordine religioso o, vedove, non vogliono risposarsi. KAMI DORI. Presa per i capelli. Pu essere frontale (MAE KAMI DORI) o da dietro (USHIRO KAMI DORI); in entrambi i casi, normalmente, la tecnica difensiva prevede un KOTE GAESHI. KAMIZA. II Seggio degli dei; il Muro Alto; il Lato dOnore. Nel DOJO la cosiddetta sede superiore (donore) dove trova posto il SENSEI. Possibilmente orientato a Nord ed al suo centro trova normalmente posto, in Occidente, un ritratto del fondatore dellArte o Disciplina Marziale insegnata, a simboleggiare la trasmissione dellinsegnamento ed anche, spesso, linsegna del DOJO (in Oriente c sempre un KAMI-DANA). Il KAMIZA, normalmente, si colloca sul lato opposto allentrata. [si veda L Etichetta e comportamento: il Dojo] Nelle case giapponesi il KAMIZA il luogo in cui sono posti gli altari dedicati agli antenati ed al KAMI di famiglia. KAMMURI. il copricapo dei nobili di rango elevato, in servizio alla Corte imperiale. costituito da una calotta bassa, con dietro un tubo rigido (alto 15 cm circa) che racchiude il ciuffo di capelli alla sommit del cranio. Due code piatte, di garza di seta laccata o crine di cavallo, pendono sulla schiena; talvolta le code si arrotolano e si fissano al tubo con un cordone; il colore dellacconciatura indica il rango del nobile. Il nobile, durante il servizio a palazzo, spesso lungo giorni e notti consecutive, mai si toglie il KAMMURI (neppure per dormire) e, per riposare senza rovinare lacconciatura, utilizza un MAKURA. KAMURAITA. Piastra del KOTE. Protegge la spalla e serve anche per assicurare i cordoni che fissano il KOTE al corpo. KAN. Intuizione. la capacit (che diventa istintiva dopo anni di pratica e di studio delle forme) di liberarsi da schemi e forme. GAN, come suffisso. [si veda YOMI] Sala o luogo, con riferimento al luogo dove studiare la Via. Si veda JUDO. Misura di peso: equivale a 3,75 kg (= 1.000 momme). Moneta importata dalla Cina, dal 958 alla fine del 1500. Vale 1.000 MON. Inverno. KANA-BO. Mazza (o bastone) di ferro. Anticamente usata soprattutto dagli YAMABUSHI, i monaci-guerrieri. KANEIYE. Celebre Maestro fabbricante di TSUBA. Vive, probabilmente, nel secolo XV e la scuola che porta il suo nome, attiva a Fushimi (KYOTO), famosa per i bassorilievi e le scene in miniatura di chiara influenza cinese (Dinastia Song). KANESADA IDZUMI. Valente armaiolo, operante nel Periodo EDO, a met dellOttocento. KANEMAKI RYU. Scuola di KEN-JUTSU. Il fondatore JISAI MICHIIE, che sispira allo stile CHUJO RYU di Chujo Nagahide. KANGAKUSHA. Movimento, corrente di strenui ammiratori della cultura cinese; attivo dal secolo X in poi. I suoi appartenenti giungono a vergognarsi del loro essere giapponesi, abbandonano lo SHINTO per il Buddismo, adottano comportamenti ed atteggiamenti tipicamente cinesi. Violento il contrasto con il movimento nazionalista ed estremista dei WAGAKUSHA. KAN-GEIKO. Allenamento dInverno. lallenamento (KEIKO) del BUDOKA, fatto in inverno (KAN), nel mese pi freddo, per saggiare la resistenza psicofisica: serve ad acquisire la totale padronanza dei movimenti attraverso il controllo delle reazioni corporali, vincendo il freddo. Questo tipo dallenamento completa lASA-GEIKO (estivo, fatto di mattino presto) e lHATSU-GEIKO (fatto allinizio dellanno). KANI. Granchio. KANJI. Ideogramma. Ora sinonimo di calligrafia. 73

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KANJIN-SUMO. Con questo termine si indica un torneo di SUMO organizzato per raccogliere fondi a favore di un santuario o di un tempio (scintoista o buddista). I primi KANJIN-SUMO di cui si ha notizia risalgono alla fine del 1500: finanziano la ricostruzione di un tempio di KYOTO. KANNUSHI. Sacerdote scintoista. KANO JIGORO. (1860-1938) Fondatore del JUDO moderno. KANO JIGORO nasce in una famiglia di produttori di SAK e funzionari imperiali onorari nel villaggio di Mikatse, presso Kobe. Notevole figura di sportivo, studioso e poi Maestro di Arti Marziali ed educatore ( Decano della Scuola Normale Superiore di Tokyo nel 1893), pratica fin da giovane lo JU-JUTSU con vari Maestri i cui RYU TENJIN SHIN.YO RYU e KITO RYU, tra questi insegnano tecniche di percussione, di controllo e immobilizzazione, strangolamenti, tecniche basate sulle proiezioni e atterramenti e forme di studio definite (KATA). Linfanzia di KANO JIGORO corrisponde allinizio della Restaurazione MEIJI (1867/68), anni di una confusa fase dapertura allOccidente, modernizzazione accelerata e rifiuto di tutto ci che sentito come vecchio: consuetudini, istituzioni e tradizioni, Arti Marziali comprese. KANO deplora loblio in cui caduto lo JU-JUTSU classico e vuole non solo restituirgli dignit, ma anche farne sia una moderna (e poco pericolosa) disciplina sportiva marziale per la giovent, sia unattivit culturale nazionale. Fonda perci nel 1882 il KODOKAN JUDO, nel tempio buddista dEisho-ji a Tokyo: su nemmeno 20 metri quadrati (12 TATAMI) si allenano nove allievi. Vero e proprio missionario dello JUDO nel mondo, KANO, con i suoi viaggi, contribuisce alla diffusione internazionale della nuova Disciplina. Risale al 1899 quando, nel KODOKAN di Tokyo, gi praticano oltre 600 allievi il primo dei suoi viaggi in Europa, con dimostrazioni a Marsiglia; nel 1928 a Roma per una manifestazione/gara, mentre lultima missione, al Cairo, nellanno della morte. KANSETSU. Leva. Articolazione; giuntura. KANSETSU WAZA. Tecniche sulle articolazioni. Si applicano torsioni e lussazioni delle articolazioni delle braccia di UKE (soprattutto il polso). Comprendono tecniche di gomito (HIJI WAZA), chiavi articolari al braccio (UDE HISHIGI e UDE GARAMI) e chiavi articolari al polso (TEKUBI WAZA, distinte in KOTE HINERI e KOTE GAESHI.) KANTO. Zona del Giappone orientale, terra di coraggiosi SAMURAI. KANZASHI. Spillone di legno, osso o metallo, a due punte. Lungo da 12 a 20 cm, serve a fissare, dallinterno, lacconciatura delle donne e, oltre che elemento decorativo, pu servire come arma. Lo spillone ad una sola punta, il KOGAI, anchesso talvolta usato per mantenere lacconciatura, ma infilato orizzontalmente nella crocchia, sporgendone. KAO. Viso. Sul viso ci sono parecchi KYUSHO, punti sensibili per gli ATEMI. KAPPO o KWAPPO. Metodo di rianimazione. KAPPO contrazione degli ideogrammi KUATSU (Tecnica di vita) e HO metodo, insieme. Il KAPPO il filone maggiore del SEI-FUKU-JUTSU, tecnica di restaurare i traumi, traumatologia. Le tecniche di rianimazione KAPPO si applicano a stati dincoscienza (o SINCOPE, addirittura) provocati da CHOC respiratori, nervosi o traumatici. opportuno che tali attivit siano esercitate solo da esperti, con conoscenza delementi di Medicina Tradizionale Cinese e dagopuntura o shiatsu. indispensabile che lazione di chi pratica (TORI) sidentifichi con lo stato di chi riceve (UKE), soprattutto attraverso il respiro (KIAI), rendendo i procedimenti del KUATSU (massaggi, pressioni, percussioni sui punti vitali KYUSHO o sui TSUBA di shiatsu e agopuntura) un tuttuno armonico. Il KAPPO fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere) [si veda L Antiche arti da guerra]. Lapprendimento del KAPPO nelle Arti Marziali, nei tempi antichi, avviene in segreto e liniziazione ai KUATSU traumatica: ladepto, di notte, condotto al DOJO (che spesso si trova in un tempio) e, immediatamente, portato alla sincope, con strangolamento per compressione dei seni carotidei (cordoni nervo-vascolari). Il cervello subisce la momentanea interruzione del flusso sanguigno e, soprattutto, il brusco stimolo della zona genera un riflesso inibitorio che blocca la respirazione e arresta il battito cardiaco. La sincope rapida e indolore e, se la compressione sufficientemente lunga, si ottiene una sorta di amnesia retrograda, che cancella il ricordo 74

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angosciante degli ultimi respiri; il neofito, resuscitato poi con opportuna tecnica, deve giurare di mantenere il segreto. Solo gli allievi migliori, che danno garanzia di riservatezza e sono moralmente degni, possono ricevere questistruzione segreta, che concede potere di morte (strangolamento) e di vita (KUATSU). Studi svolti in varie parti del mondo, condotti soprattutto con JUDOKA (le tecniche di strangolamento, nella pratica di JUDO, sono molto praticate, in allenamento ed in gara), hanno dimostrato la facilit con cui possibile indurre la sincope, per compressione sia della carotide sia della trachea (ostruzione delle vie respiratorie), piuttosto che per forte inibizione riflessa provocata dalla brusca stimolazione del seno carotideo. Altrettanto facilmente, si sperimentato, da tali stati di sincope si pu uscire con lapplicazione dellappropriato KUATSU. KARA. Cina. Nudo; vuoto. Da. KARADA. Corpo umano. KARAMU. Intrecciare, imbrigliare. KARA-SHINO-SUNEATE. Variante di gambali SUNEATE, senza fodera. Sono composti di numerose strette piastre metalliche, unite da maglia di ferro. KARASU-TENGU. Popolari esseri mitologici dellantico Giappone, a forma di corvo. [si veda TENGU] KARATE, KARATE-DO. Via della Mano Vuota. Antica forma di lotta, originaria dellisola dOKINAWA, ma di derivazione cinese (KEMPO). Per difendersi durante i lunghi periodi doccupazione straniera, quando loro proibito di portare armi, gli isolani sviluppano una forma di combattimento basato su un perfezionato metodo per colpire i punti vitali del corpo umano, usandone le armi naturali, secondo una dottrina molto semplice: Ci proibiscono le lance, e noi facciamo diventare ogni dito una lancia; ci proibiscono i bastoni, e noi facciamo dogni pugno un bastone; ci proibiscono le spade, e noi facciamo dogni mano una spada!. Alla base del KARATE di questi primi tempi c, evidentemente, solo la ricerca della massima efficacia, senza indulgenze alletica n, tanto meno, allestetica: , in pratica, una tecnica guerriera (JUTSU), i cui numerosi stili prendono il nome delle localit in cui sono praticati [si veda OKINAWA]. Il KARATE fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere; si veda L ANTICHE ARTI DA GUERRA). Allinizio degli anni Venti del 1900, il Maestro FUNAKOSHI GICHIN disciplina questo modo di lottare a mani nude (conosciuto soprattutto come OKINAWA-TE), ne codifica le tecniche e lo battezza KARATE, unione di due ideogrammi: KARA, nudo e TE, mano. Lideogramma KARA, per, richiama anche il concetto di vuoto che, oltre a riferirsi alla mano, indica anche lo stato mentale del praticante, che deve essere in una particolare condizione di quiete, come una silenziosa valle, in cui anche i pi piccoli suoni possono essere percepiti, permettendo cos una reazione immediata a qualunque stimolo. da notare che, inizialmente, Karate-jutsu, leggendo gli ideogrammi cinesi originari, significa Arte della Mano Cinese: KARA, infatti, sta per Cina, cinese. solo nel 1936 che allideogramma Cina, cinese se ne sostituisce un altro, con la stessa pronuncia, ma che significa nudo, vuoto. Nel corso dei secoli, dalla forma originaria darte di combattimento per la vita, il KARATE, come tutte le Arti Marziali tradizionali, si trasformato ed oggi un esercizio sportivo dove la tremenda distruttivit delle tecniche originarie si mitigata nella forma controllata del combattimento agonistico. Il KARATE unArte Marziale prevalentemente esterna di stile duro: rientra nella categoria dei sistemi che si fondano sul colpire e non sul a corpo a corpo, come nel JUDO o nel JU-JUTSU. Comprende una quantit di tecniche per portare a segno pugni, colpi e calci; per bloccare, parare e deviare; per schivare, con movimenti in avanti, indietro, laterali e abbassamenti improvvisi. Lessenza del colpire consiste nel generare uno slancio nel proprio corpo e trasmetterlo, mediante un arto e unarea dimpatto, al fisico dellavversario. Lenergia cinetica trasmessa dipende tanto dalla massa delloggetto che colpisce quanto dalla sua velocit: raddoppiando la massa lenergia raddoppia, mentre quadruplica (secondo la nota formula: Ec = m.v) raddoppiando la velocit. Il metodo pi usato per produrre lo slancio consiste in una rotazione rapida dei fianchi, che si trasmette alle spalle o alle gambe: il risultato allora un pugno (lavambraccio in linea retta con la direzione dimpatto), un colpo (lavambraccio ad angolo retto) o un calcio (a spinta, a scatto; avanti, indietro, laterale; volante, rovesciato), portato con velocit, coordinazione e concentrazione ed utilizzando tutte le parti degli arti, dalla spal75

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la alle dita del piede. Nel KARATE moderno dei primi tempi, complice lo spirito bellicoso assai diffuso, tanto lallenamento quanto i combattimenti sono condotti con violenza estrema ed i colpi affondati, portati al bersaglio, con i praticanti che non indossano protezioni. merito di FUNAKOSHI YOSHITAKA, figlio e successore di FUNAKOSHI GICHIN, ma morto prima del padre, se il KARATE diventa a tutti gli effetti KARATE-DO, una Via Marziale educativa, di sviluppo fisico e spirituale: i colpi sono portati senza toccare e nelle gare la vittoria assegnata per la somma di punti ottenuti durante il combattimento. prevista una suddivisione in gradi (KYU) e livelli (DAN) dei praticanti (KARATEKA), che in allenamento e gara indossano il KARATEGI. Gare e tornei possono essere di combattimento (kumite) ed allora si adottano le categorie di peso o di forme (KATA). KARATEGI. Abito per lallenamento (KEIKO) nella pratica del KARATE. Consiste in un KEIKOGI, composto di: pantaloni (ZUBON), giacca a manica larga (UWAGI), cintura (OBI) di colore differente secondo il grado ricoperto (come per lo JUDO) e sandali (ZORI) per gli spostamenti fuori del TATAMI. Il tessuto (di cotone) del KARATEGI non robusto quanto quello dello JUDOGI, poich i KARATEKA non si misurano nel corpo a corpo. KARATEKA. Chi pratica il KARATE. KARATE-SHINTO. Scuola di KARATE. E fondata, nel 1955, da YAMAGUCHI GOGEN, gi caposcuola del GOJU RYU. Egli cerca di amalgamare, armonizzandoli, i principi di KARATE-DO, ZEN, YOGA e SHINTO, per fare del KARATE una specie di religione spiritualista. KARI. Falciata. GARI, come suffisso. Viene da KARU, falciare. KARO. Anziano. Decimo grado superiore allinterno della classe SAMURAI. KARU. Falciare. KARUMA. Circolare. KASA. Capelli. KASA-GAKE. Esercizio dallenamento al tiro con larco, da cavallo. Bersagli sono dei cappelli (KASA) posati su paletti che il guerriero, galoppando, deve colpire da distanza ravvicinata con frecce non letali (HIKIME) e far cadere. Quando i bersagli sono posti pi lontano, si parla di TOKASA-GAKE. KASHIMA SHINTO RYU. Scuola di KEN-JUTSU. analoga al pi famoso e quasi contemporaneo KATORI SHINTO RYU, che la tradizione vuole abbia ispirato anche questa scuola La fonda, nel santuario SHINTO di Kashima (Prefettura di Ibaraki), verso il 1647, TSUKAHARA BOKUDEN, famosissimo SAMURAI. Particolarit della scuola il Mutekatsu Ryu, lo stile di non-combattimento, secondo il quale uno scontro si pu vincere anche non combattendo: evitandolo o impedendo lattacco del nemico con la forza di carattere e la capacit di sapersi comportare convenientemente oppure con lo schivare con lo spirito (MUTEKATSU). KASHIRA. Testa; colonna. GASHIRA, come suffisso. Anche MEN, ATAMA, TSU, TO. Cappetta dellimpugnatura di spada o pugnale. Una cordicella, che passa attraverso due fessure, assicura alla TSUKA la KASHIRA, le cui decorazioni sono nello stesso stile di quelle del FUCHI. La KASHIRA, di solito, di bronzo decorato od altro metallo, spesso prezioso, talvolta in corno o cuoio. Pure questo dettaglio realizzato da artigiani specializzati ed spesso unopera darte, cos come FUCHI e MENUKI. KASUMI. Tempie. Punto della tempia. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KATA. Modello, forma. Combattimento immaginario. Sequenza tecnica. la forma", specifica ed originale, di ogni Arte Marziale. Nel BUDO, di solito, sintende una successione di movimenti e tecniche di base o una sequenza preordinata di attacchi/difese, da eseguirsi da soli (ma anche in coppia) oppure una serie codificata di esercizi, obbligatoriamente invariati nel tempo, che consentono di preservare la purezza delle tecniche. La pratica dei KATA non solo permette di perfezionare lo stile e di meglio comprenderlo, ma consente anche di ricostruire linsegnamento del Maestro. Se WAZA lapplicazione pratica delle tecniche e DO la Via spirituale, KATA la forma rituale. Pure KAHO. Spalla. Singolo, con uno. 76

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KATAGINU. Tunica. Rigida, senza maniche, indossata dai SAMURAI nelle cerimonie. KATAKI. Avversario.

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KATAME. Controllo, immobilizzazione. GATAME, come suffisso. Viene da KATAMERU, stringere. Sinonimo, per immobilizzazione, OSAE. KATAMERU. Stringere. KATAME WAZA od OSAE WAZA. Tecniche di controllo (con immobilizzazione). Le forme di controllo si eseguono: sui gomiti (IKKYO o UDE OSAE); con torsione esterna del polso (NIKYO o KOTE MAWASHI); con torsione del polso (SANKYO o KOTE HINERI); con pressione sulla parte alta del polso (YONKYO o TEKUBI OSAE); con trazione del braccio (GOKYO o UDE NOBASHI); con chiave articolare del braccio sotto lascella (UDE HISHIGI o HIJI SHIME). KATAHA. la sbarra dalla quale sono forgiate le lame. Si ottiene saldando fra di loro due strisce dacciaio, uno duro ed uno tenero. KATANA. Una delle pi importanti armi giapponesi, se non la pi importante in assoluto. il simbolo del SAMURAI, del suo onore, del suo ruolo nella societ feudale e, unitamente allarco (YUMI), costituisce larmamento tipico del guerriero, il BUSHI. Appartiene alla classe DAI-TO (spade con lama di lunghezza superiore a 60 cm e curvatura pi o meno accentuata) ed i SAMURAI gli unici autorizzati a farlo sono soliti portarla con la WAKIZASHI, classe SHO-TO (spade con la lama di lunghezza compresa fra 40 e 60 cm, leggermente incurvata), a formare un DAI-SHO. In tempi PREISTORICI (Periodo KOFUN, secolo IV-VII) le spade giapponesi (TSURUGI, KEN) sono diritte, ad uno o due TAGLI. In seguito (secolo VIII circa, tempi storici, dunque) appare la TACHI, con lama curva, ad un filo [SCIABOLA, nella classificazione Occidentale], che si porta appesa alla cintura, con taglio rivolto a terra. Nel corso dei secoli la TACHI diventa spada rituale, sostituita in battaglia allinizio del Periodo ASHIKAGA, verso il 1340 circa da unaltra arma da combattimento, simile nella forma, meno incurvata, leggermente pi corta (poco pi di 60 cm), dotata di numerosi fornimenti, da portarsi infilata nella cintura (OBI), con il taglio verso lalto: la KATANA, che rientra sempre nella classe di spade DAI-TO. Le lame delluna e dellaltra arma sono molto simili, ma recano la firma del Maestro sulle facce opposte del codolo (NAKAGO), ognuna sempre sul lato esterno quando larma portata. La lama (MI) che per la tradizione scintoista sede di un KAMI e, molto spesso, riceve un nome proprio lelemento principale di questa come di quasi tutte le altre armi bianche giapponesi. Trasmessa per generazioni, quando di buona qualit, la lama pu essere dotata pi volte di nuovi fornimenti ed accessori (sia per ragioni pratiche dovendo sostituire, ad esempio, parti ormai usurate sia per seguire la moda del momento): si cambia impugnatura (TSUKA), fodero (SAYA) e SAGEO, elso (TSUBA) eccetera. Quando la spada non portata, normalmente si smontata ed un modello in legno sostituisce la lama, che pulita, fissata ad un supporto di legno di magnolia e posta sul KATANA KAKE. La KATANA, unitamente alla TACHI e ad altri tipi di spade, oggetto di un elaborato galateo. nel Periodo TOKUGAWA (o EDO, 1603-1868) che sinstaura un vero e proprio culto della spada tanto che TOKUGAWA IEYASU scrive la spada lanima del samurai; se qualcuno la dimentica o la perde, non sar scusato e si crea una nuova Etichetta (REIGI). LEtichetta prevede rigidi rituali concernenti sia il modo di maneggiare, presentare, ammirare una KATANA [si veda anche DAI-SHO], sia per provocare con questa un avversario al combattimento (e basta davvero poco: toccare larma di un altro o urtarne il fodero considerata offesa grave, meritevole di morte). La lama di una KATANA formata da strati compensati dacciaio (dolce, medio e duro) o dacciaio e ferro, in proporzioni varie secondo il tipo di lama da eseguire. La sezione di una lama presenta un nucleo centrale, una COSTA contrapposta al taglio, due sottili lamine parallele, definite pelle, a formare il PIATTO e chiudere il tutto. In rapporto alla composizione della lama, si hanno quattro tipi di sezione: maru-kitae, tutto duro; warihatetsu kitae, duro solo il filo; kobuse san mai kitae, nucleo e dorso teneri; shihozume kitae, nucleo tenero, con pelle e dorso di media durezza. I masselli di metallo che compongono la lama sono ripiegati e saldati a caldo da quindici a pi volte: gli strati risultanti, quindi, sono da 32.000 a quattro milioni, ma il lavoro di stratificazione deve essere regolare in ogni parte della lama. La lama poi temperata in modo differente, per dare al taglien77

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te il massimo della tempra, mantenendo al resto con una tempera media e minima una robustezza eccezionale. La foggia della KATANA, in pratica, invariata dal IX secolo, ed a quellepoca risale la fittissima codificazione che riguarda sezione, forma della punta, attaccatura della TSUBA, fornimenti e fodero. Basti pensare, ad esempio, che il solo KISSAKI (la punta vera e propria, distinta dal BOSHI e spesso separata dal resto della lama MI da una nervatura trasversale, YOKOTE) suddiviso, a sua volta, in ben quindici distinti e particolari componenti, ognuno con il suo nome proprio, mentre il codolo (NAKAGO) ne conta appena otto. La medesima, ossessionante, codificazione si ha nella prova che ogni lama deve superare: quella del taglio (TAMESHIGIRI), spesso fatta su corpo umano (gi cadavere o condannato da giustiziare che sia). I tipi di taglio considerati, dal meno impegnativo (polso) al pi difficile (colpo trasversale, allaltezza della regione pelvica), sono sedici. Un solo fendente, in tutti i casi, deve troncare o scindere di netto la parte [si veda anche TAMESHI-GIRI]. La lunghezza della lama di una KATANA deve essere in proporzione alla statura del committente, quando forgiata su ordinazione. Ancora oggi, nella pratica del DOJO, si calcola la lunghezza della lama sottraendo 90 cm (98, per un uso pi facile) allaltezza del praticante. [si veda anche la voce lama, nella seconda parte del Dizionario] NOTA Talvolta, nei testi, KATANA, TACHI e WAKIZASHI sono considerati di genere maschile. KATANA KAKE. Tipica rastrelliera, normalmente in legno di magnolia, per riporre spade, daghe e pugnali. Nella KATANA KAKE di tipo verticale, destinata soprattutto alla TACHI, la spada posta con la punta in alto. Nella rastrelliera orizzontale, lelso va a destra e larma deve avere il filo rivolto in basso (TACHI) o in alto (tutte le altre). Normalmente queste rastrelliere sono in legno laccato, di varie forme e talvolta hanno cassetti per i fornimenti supplementari delle armi. Esistono anche KATANA KAKE da viaggio, pieghevoli. KATANA ZUTSU. Cassetta, che serve a trasportare la KATANA. di legno laccato e decorato con le insegne del proprietario. KATA TE. Una mano; con una mano. KATA TE JIME. Strangolamento con una mano. KATA TE KATA. Presa a spalla e polso. UKE afferra contemporaneamente polso e spalla di TORI. KATA TE MUNE DORI. Presa ad un polso ed al petto. UKE afferra un polso di mente, anche il suo petto.
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e, contemporanea-

KATA TE RYO TE DORI o RYO TE MOCHI. Presa con entrambe le mani ad un polso. Presa a una mano con due mani. UKE afferra con le due mani un polso di TORI. KATA TE DORI. Presa alla mano generica. UKE attacca afferrando il polso o lavambraccio di TORI. Da ricordare che fondamentale lunit di mano, piede e bacino, ricercata attraverso lo studio di tutte le tecniche di presa al polso. UKE guidato con una mano ed abbattuto con laltra. KATA TE DORI AI HANMI. Presa al polso con guardia uguale. Presa a una mano con una mano, simmetrica, in diagonale. UKE attacca afferrando con la mano destra (o sinistra) il polso o lavambraccio destro (o sinistro) di TORI. KATA TE DORI GYAKU HANMI. Presa al polso, con guardia opposta. Presa a una mano con una mano, sullo stesso lato. UKE attacca afferrando con la mano destra (o sinistra) il polso o lavambraccio sinistro (o destro) di TORI. KATA TE DORI HANTAI o KOSA DORI. Presa al polso corrispondente. come KATA TE DORI AI HANMI. KATA TE DORI KUBI SHIME. Presa al polso con strangolamento. UKE, afferra sia il polso di suo collo, per strangolarlo.
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sia il

KATA TE WAZA. Presa della spada con una mano sola. Questo termine indica il maneggio della spada soprattutto dello SHINAI, nel KENDO fatto usando solo una mano. Ci richiede lungo allenamento e grande forza del polso e della mano. 78

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KATA DORI. Presa alla spalla. Presa ad una spalla con una mano. UKE afferra TORI ad una spalla (normalmente in GYAKU HANMI); questi, di solito, effettua subito un TAI SABAKI di squilibrio ed un ATEMI per fissare lattenzione dellattaccante, la cui intenzione colpire. Con le armi, la spalla deve servire come bersaglio di lusinga, offerto allavversario: mentre UKE mira alla spalla, TORI colpisce. KATA DORI MEN UCHI. Presa alla spalla con colpo. UKE afferra TORI ad una spalla e lo colpisce al volto o al capo con un MEN TSUKI. KATORI SHINTO RYU. la pi antica (inizio del secolo XV) scuola di KEN-JUTSU tuttora operante. Il fondatore IIZASA CHOISAI IENAO e la prima sede nel tempio SHINTO di Katori-jjingu, nella provincia di Chiba. Linsegnamento delle tecniche di scherma con la spada (ma anche di IAI-JUTSU, IAIDO, SO-JUTSU, NAGINATAJUTSU, bastone, lotta a corpo a corpo eccetera), sono integrate con i principi del Buddismo ZEN. Nei KATA della scuola il cui nome originario completo TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU sono utilizzati gli IN (mudra, in sanscrito: gesti mistici delle mani) e gli allievi, spesso, eseguono il KUJI-NO-IN, (Iscrizione delle Nove Lettere). Due, tra le molte caratteristiche, sono peculiari di questa scuola: la tradizione del KEPPAN il giuramento di sangue tuttora praticato, ed i ruoli nemico/vincitore, TEKI/SHI, nel lavoro di coppia. Nei KATA della scuola, sempre, il progresso tecnico di un allievo affidato ad un compagno pi esperto, che impersona il ruolo del nemico, TEKI. Lallievo meno esperto, il vincitore, SHI, ha il ruolo di chi conclude il KATA sconfiggendo lavversario; in questo modo, oltre che migliorare la destrezza ed affinare labilit, SHI non abbatte il proprio spirito subendo sconfitte. KATSU. Si veda KIAI. KATSUJIN-NO-KEN. La Spada che d la Vita. Anticipo dellazione dellavversario. grazie allattitudine mentale (HEIHO) che il combattente pu sentire, leggere (YOMI) il pensiero dellavversario, anticipandone i movimenti in modo tale da non essere costretto ad ucciderlo. In caso contrario, la Via della Spada solo la Spada che Uccide, SATSUJIN-NO-KEN. KATSUSATSU. Zona della 5^ vertebra dorsale. Punto tra le scapole. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KAWA. Fiume. KAWAGASA. Elmo dei soldati di rango pi basso e dei servi. di cuoio speciale molto resistente (nerigasa), laccato nero. Imita il SUJI-KABUTO: coppo basso, tondeggiante, con nervature ed una visiera imponente. KAWAISHI MIKONOSUKE. Maestro di JUDO, vissuto in Francia prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale. ricordato per il metodo dinsegnamento francesizzato che da lui prende nome dove anche loriginale terminologia giapponese sostituita da una in francese. KAWARA. Termine generico per armatura. Indica larcaica armatura del primo Periodo HEIAN (794-1156), normalmente fatta di spesso cuoio. KAWASHI. Schivata, effettuata con una rotazione del corpo, un movimento di base (TAI SABAKI), contro un colpo od una tecnica dattacco. KAZE. Vento. KAZOKU. Nobile. la nuova classe sociale che emerge dalla semplificazione del sistema, dopo la Restaurazione MEIJI: ne fanno parte DAIMYO e cortigiani. KEBIISHI. Funzionario imperiale. Ha il compito di catturare e punire i criminali. Le sue notifiche hanno il valore di ordinanze imperiali. KEBIKI. Tipo di allacciatura dellarmatura ODOSHI. KE-BO. Bastone corto. Si veda TAM-BO. KEGA. Ferita. 79

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KE-GUTSU e KO-GAKE. Calzature dellarmatura. Sono, spesso, in pelle dorso. KEI-BO. Bastone corto. Oggi indica un tipo di manganello in dotazione alla polizia giapponese.

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KEIBO-SOHO. Tecniche di difesa. Il termine si riferisce, soprattutto, ai metodi dimpiego dei bastoni corti (manganelli, sfollagente) utilizzati dalla polizia giapponese (TAIHO-JUTSU). KEICHU. Nuca. 3^ e 4^ vertebra cervicale. Punto della nuca. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KEI-JO. Bastone corto. Oggi indica un tipo di sfollagente in dotazione alla polizia giapponese. KEIJO-JUTSU. Arte di maneggiare il bastone corto. KEIKO. Esercizio; allenamento; pratica nel DOJO. quello fatto per migliorare, perfezionare unarte o una tecnica, al fine di superare (kei) gli antichi (KO). In AIKIDO, il KEIKO prevede tre fasi: TAI SABAKI, KOKYU e RAN DORI. GEIKO, come suffisso. Tibia. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Dita a becco daquila. Armatura protostorica, utilizzata tra il V e lVIII secolo, fino ai primi tempi del Periodo HEIAN (890 circa). Costituita da lamelle legate fra di loro, a formare una sorta di giubba senza maniche, aperta sul davanti (sullesempio cinese) adattata al TANKO. La giubba, retta da spalline di cotone, presenta lamelle concave in vita e sul bordo della falda, che copre la parte alta delle cosce; gli arti superiori sono protetti da aderenti bracciali, in scaglie metalliche o tubolari. Alla KEIKO si accompagna un elmo di forma nuova: coppo tondeggiante, piatta e larga visiera, gronda formata da strisce di ferro curve. Sulla cima dellelmo, che fatto con cerchi orizzontali alternati a segmenti triangolari, il tutto fissato con rivetti, un terminale a tazza ha fori per il fissaggio di un cimiero. Dalla KEIKO si sviluppa larmatura YOROI. KEIKOBA. Luogo dallenamento. KEIKOGI. Abito dallenamento. termine generico che indica la divisa, il costume da indossare per la pratica di numerose Discipline (per lAIKIDO, pi propriamente, si parla dAIKIDOGI, per lo JUDO di JUDOGI, per il KARATE di KARATEGI eccetera). Il KEIKOGI formato da pantaloni (ZUBON) e casacca (GI), normalmente bianchi, con cintura (KEIKO OBI) alla vita. In AIKIDO e, spesso, in altre Discipline, sopra il KEIKOGI sindossa lHAKAMA (keikoba kama) KEIKO HO. Forma di allenamento. KEIKO OBI. Cintura del KEIKOGI. In AIKIDO bianca per i gradi bassi (dal 1 al 6 KYU) e nera per i DAN. Torna ad essere bianca per i Maestri. In molte ARTI e Discipline MARZIALI il colore della cintura indica il grado del praticante. KEIKO-NAGINATA. Variante da addestramento della NAGINATA. KEIKO-YARI. Variante da addestramento, in legno, della YARI. KEKOMI. Colpo penetrante. Indica lazione diretta verso un punto, situato oltre il bersaglio, nel quale si focalizzano le forze psicofisiche di chi attacca. [si veda KIME] KEMPO. Pugilato; la Via del Pugno. Tecniche di percossa (calci e pugni) dorigine cinese, giunte in Giappone attraverso lisola di OKINAWA dove, introdotte verso il 1600, influenzano profondamente loriginale OKINAWA-TE. Gli esperti di KEMPO (conosciuto anche con i termini HAKUDA e Shuhaku) sono usi colpire con forza ed estrema velocit, movendosi con incessante agilit durante il combattimento. Da questArte Marziale, nel tempo, emerge il KARATE. Il KEMPO fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere). [si veda L Antiche arti da guerra] 80

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KEN. Spada. Tipo di spada comparso in tempi PROTOSTORICI (Periodo KOFUN, secolo IV-VII). Ha forma dorigine cinese, con lama in ferro forgiato (e normalmente di scarsa qualit), diritta, a due tagli, che a volte sallarga leggermente alla punta. I fornimenti sono anchessi di ferro, con lunga impugnatura di solito a nervature POMO spesso ad anello ed elso con bracci terminali arricciati. La forma ripresa nelle spade votive ed in quelle per le cerimonie nei templi. sinonimo di TSURUGI. [si veda anche la voce lama, nella seconda parte del Dizionario] Tagliare. Attaccare. Prefettura. Suddivisione territoriale e amministrativa. Pugno. Misura di lunghezza. Equivale a 6 SHAKU e corrisponde a 1.757 cm a EDO, 1.818 cm a Nagoya, 1.908 cm a KYOTO. KEN-BU. Danza rituale. Fa parte con le altre danze rituali del patrimonio di conoscenza proprio dogni SAMURAI, cos come le otto Arti Marziali del BUGEI [si veda L Antiche arti da guerra]. Il KEN-BU, eseguito prima (come forma propiziatoria) e dopo ogni battaglia (per celebrare le gesta guerresche), accompagnato dal canto di un poema in onore dei KAMI. probabile che questa danza abbia influenzato lo YUMITORI-SHIKI dei SUMOTORI, oltre che le rappresentazioni scenografiche nel teatro sia KABUKI sia NOH. KENDO. La Via della Spada, la Via che taglia. [si veda KEN]. la Disciplina Marziale, un tempo conosciuta anche come GEKKEN e, ancor prima, come KEN-JUTSU, relativa al maneggio della spada. Il termine KENDO utilizzato dal 1900 in poi per opera di Abe Tate, dellomonima Famiglia SAMURAI e della scuola ABE RYU in luogo del pi guerresco KEN-JUTSU, ancora usato per indicare quello che, dal 1876, divenuto in pratica uno sport. merito di SAKAKIBARA KENKICHI, dello JIKISHIN KAGE RYU, se lantichissima forma di combattimento con la spada riesce a sopravvivere nei tempi nuovi che seguono alla Restaurazione MEIJI. Dapprima reso facoltativo (1871) quindi proibito (1876) il porto della spada, ai SAMURAI non resta che allenarsi con lo SHINAI ed il KEN-JUTSU pian piano si trasforma in una forma di combattimento codificato, una sorta di attivit sportiva, che comunque contribuisce alladdestramento psicofisico e spirituale dei giovani. Al 1909 risale la prima Accademia di KENDO, fondata a Tokyo, destinata allinsegnamento di quella Disciplina che, da allora, mai ha cessato di incarnare la pi profonda spiritualit marziale legata al maneggio della spada, da sempre simbolo del BUSHI. Il KENDO, come tutte le Arti e Discipline Marziali del BUDO, si propone di plasmare gli allievi, di far loro sviluppare uno spirito pronto e determinato, un fisico armonico e vigoroso attraverso un allenamento rigoroso, ma legato alla tradizione, alla cortesia, alla sincerit. In ogni modo, sono ancora le tecniche del KEN-JUTSU, opportunamente adattate da SAKAKIBARA KENKICHI e dai suoi successori, alla base delle regole del KENDO: colpi rapidi, netti e decisi, portati su bersagli predeterminati, considerati validi. In allenamento ed in gara i KENDOKA indossano un equipaggiamento protettivo, che una versione moderna dellantica armatura TAKE GUSOKU: casco (MEN), con maschera dacciaio a griglia (MEN-GANE), imbottitura per la gola (TSUKI-DARE) e protezioni per le spalle; corsaletto metallico o di bamb laccato per il petto (DO); protezione a grembiule per il ventre (TARE e TARE-OBI); bracciali e manopole imbottite (KOTE). Al di sotto, un pesante KEIKOGI (KENDOGI), normalmente bianco o blu, completo di HAKAMA, ampia abbastanza da nascondere il movimento dei piedi nudi (il DOJO, normalmente, ha pavimento a parquet). Il KENDOKA deve entrare in uno stato psicofisico ideale (KIKENTAI NO ICHI) per realizzare un attacco efficace, lo deve eseguire con totale partecipazione, e deve esprimere con il KIAI lenergia interna, focalizzata nella tecnica. Sono ammessi solo fendenti (UCHI) e stoccate (TSUKI) ed il colpo valido soltanto se eseguito con la punta (KENSEN) o con lultimo terzo (NAKAYUWAI) dello SHINAI [la terza parte della lama, verso la punta] e se lattaccante indica il bersaglio mirato urlandone il nome mentre colpisce. Nel combattimento i bersagli validi sono: la testa (MEN, di fronte; MIGI-MEN, il lato destro; HIDARI-MEN, quello sinistro) e la gola (TSUKI); lavambraccio destro (MIGI-KOTE) e, in alcuni casi, quello sinistro (HIDARI-KOTE); il corpo (do, frontale; MIGI-DO, il fianco destro; HIDARI-DO, quello sinistro). Per colpire si utilizza lo SHINAI, la classica spada da scherma che ha peso e lunghezza diversi, in funzione dellet del praticante ed munita di TSUBA. possibile impugnare lo SHINAI a due mani (ryote) o con una mano sola (katate), cos come consentito luso di due SHINAI, uno per mano, di lunghezza differente. I KATA di KENDO sono eseguiti utilizzando una KATANA, non lo SHINAI n il BOKKEN: per questo molti considerano lo IAIDO il complemento naturale del KENDO.

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KENDOGI. Abito per lallenamento (KEIKO) nella pratica del KENDO. Al normale KEIKOGI, di pesante cotone bianco o blu, completo di HAKAMA, si sovrappone lequipaggiamento protettivo (DOGU). KENDOKA. Chi pratica il KENDO. KEN DORI. Tecniche su attacco con spada. KENDO SHUGYO NO SHIORI. Allenamento al Kendo. Importante opera sul KENDO, scritta nel 1930 circa da MAKINO TORU, Maestro della scuola HOKUSHIN ITTO RYU. KENGI. Tecnica di spada. KENGO. Esperto di tecniche di spada. Pure kenkaku e kenshi. KENIN. Uomo di casa. il SAMURAI, non legato da vincoli parentali con il Signore, che vive allinterno del Clan, come se questo sia una grande famiglia, la sua. Il KENIN, in cambio della sua fedelt, riceve protezione ed il diritto ad una parte delle terre dello SHOEN. Nel Periodo KAMAKURA (1185-1333) il rango di KENIN considerato eccellente, una condizione dalla quale, per, si pu decadere per punizione. Accade anche, pi spesso di quanto si creda, che in un Clan siano accettati come KENIN dei SAMURAI provenienti da Clan in precedenza nemici; in questi casi si cerca di accentuare il legame contrattuale per mezzo di matrimoni combinati. prerogativa dei KENIN proporre allo SHOGUN la nomina di propri seguaci guerrieri, validi e meritevoli, al rango ufficiale di SAMURAI, il livello superiore di combattente. KEN-JUTSU. Arte di usare la Spada; scherma; tecnica di spada. il termine che indica lArte di combattere utilizzando la spada ed anche le antiche scuole che ne insegnano luso, come quella creata da Nodo nel 1346, anche se gi dal secolo X i BUSHI considerano quella della spada simbolo e anima del guerriero lArte Marziale per eccellenza, da tutti loro studiata e praticata. nella forma KEN-JUTSU, conosciuta anche come KEN NO MICHI, la Via della Spada, che il maneggio della spada e la scherma con questarma entrano nel patrimonio di conoscenze dei BUSHI: saper usare il KEN, la KATANA, e usarla al meglio, risulta essenziale e risolutivo tanto nei duelli quanto nelle battaglie, dove lo scontro tra guerrieri di rango, spesso, si trasforma in tenzone individuale. evidente che nel novero delle tecniche di KEN-JUTSU rientra anche lo IAI-JUTSU o BATTOJUTSU, cio larte di sfoderare e colpire immediatamente lavversario. Gi allinizio del Periodo EDO (1600 circa), sono centinaia le scuole (RYU) dove si impara a combattere con la spada: in pratica ogni BUKE [Famiglia Militare] sviluppa un proprio metodo, uno stile particolare di KEN-JUTSU, insegnato da istruttori qualificati ai membri del Clan. Secondo un censimento ordinato dallo SHOGUN nel 1843, rispetto agli oltre 9.000 RYU catalogati in epoca prefeudale esistono ancora oltre 1.000 scuole, ma solo 159 sono ufficiali: 61 di spada (prima erano oltre 2.000 e ben 400 erano dedicate allo studio del IAI-JUTSU), 29 di combattimento a mani nude, 14 di tiro con larco, 9 di equitazione e 5 in cui si praticano Discipline diverse. Dal 1876, in pratica, quando proibito a tutti di portare armi, il KEN-JUTSU si evolve in KENDO, e lantica Arte di combattimento si trasforma in unattivit di tipo sportivo. Ancora oggi, tuttavia, alcune scuole di KEN-JUTSU e KENDO, di IAI-JUTSU e IAIDO sopravvivono, a testimonianza di una tradizione culturale (ed anche religiosa) in Giappone sempre meno sentita, ma non per questo da obliare. Tra queste si possono ricordare, ad esempio: ITTO RYU, ITTO SHODEN MUTO RYU, JIGEN RYU, KAGE RYU, MANIWA-NEN RYU, TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU. Il KEN-JUTSU sia lArte sia il metodo noto come (o chiamato anche) GEKKEN, HEIHO, HYODO, KEN NO MICHI, TO-JUTSU, e fa parte, secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714), delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere). [si veda L Antiche arti da guerra] KEN NO AWASE. Movimenti di armonizzazione di TORI e di UKE, entrambi muniti di KEN. KEN NO MICHI. La Via della Spada. Altra denominazione del KEN-JUTSU. KEN-NO-SEN. Prendere liniziativa. Indica il concetto di assumere liniziativa in un attacco. KEN-NO-SHINZUI o NUKAZU NI SUMU. Arte di risolvere i problemi senza usare la Spada. Ben applicata da TSUKAHARA BOKUDEN, questarte tipica della dottrina senza spada, MUTO. 82

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KEN NO SUBURI. Colpi base di spada. KENSAKI. Si veda KISSAKI.

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KENSEI. Tecnica di espressione dellenergia (KIAI), ma realizzata in modo silenzioso, in alcuni esercizi di meditazione. Il santo della Spada. Altro appellativo di MIYAMOTO MUSASHI. KENSEN. Punta dello SHINAI. ricoperta dalla SAKIGAWA, di cuoio. KENSHIKAN. Moderno stile di KARATE, praticato soprattutto nella zona di KYOTO. analogo allo stile SHITO RYU e, come quello, si basa principalmente sullo studio, lapplicazione e linterpretazione (bunkai) dei KATA. Il riferimento dottrinale agli antichi stili dellOKINAWA-TE. KENSHIN RYU. Moderno stile di KARATE. Lo elabora il Maestro HAYASHI TERUO, del KITO RYU. KENSHO. Vedere dentro la propria natura. lesperienza ZEN del SATORI, la realizzazione del Buddha in s (DAIGO TETTEI). [si veda ZEN] KENSHO-MAWASHI. Grembiule da cerimonia dei SUMOTORI. Spesso di notevole valore, lungo, di seta, ricamato doro e argento, frangiato ai bordi. I SUMOTORI lo indossano prima del combattimento, durante la presentazione rituale (DOHYO-IRI). KEN TAI JO NO AWASE. Movimenti di armonizzazione in cui TORI impugna il KEN e UKE il JO. KEN-TO. Parte anteriore del pugno. Pure SEI-KEN. KEN TORI o KEN DORI. Tecniche su attacco di spada. Neutralizzazioni dattacchi eseguiti con la spada. KEN-TSUI. Pugno chiuso a martello. Pure TE-TSUI. KEPPAN. Giuramento di sangue. Antica tradizione dei RYU marziali: il nuovo allievo, alla sua ammissione nella scuola, sigilla col proprio sangue il giuramento di custodire gli insegnamenti ricevuti per tutta la vita, senza rivelarli agli estranei. KERI. Calcio. GERI, come suffisso. KERI-GOHO. Percossa sui KYUSHO (punti vitali). Lattacco pu essere di pugno o di piede. Comprende le seguenti tecniche attive (GOHO): colpo con il palmo della mano (IKI-TSUKI), il pugno (TSUKI) od il pugno opposto (GYAKU TSUKI); colpo con il gomito (HINERI UCHI); calcio frontale (MAE-GERI), allindietro (URA-GERI o USHIRO-GERI), laterale (YOKO-GERI) o circolare (MAWASHI-GERI). KESA. Fascia. Trasversale. GESA, come suffisso. KESA la stola, la fascia del monaco buddista, che, portata di traverso, dalla spalla allanca opposta, simboleggia la povert dabbigliamento del Buddha. KESA-GIRI. Altro nome dello YOKO MEN UCHI. KI. Energia. Energia interna del corpo; soffio vitale, respirazione; vita. Fiato originale in unaccezione metafisica. la contrazione della parola KAMI (anima) ed indica un concetto importante e diffuso in Asia (Cina: qi; India: prana). Sidentifica in tre livelli: universale, della specie e individuale. Il KI universale allinizio di ogni cosa e d origine alla vita, mentre dal KI della specie, che funzione del precedente, dipendono il mantenimento delle caratteristiche della razza e la sua propagazione. Il KI individuale la manifestazione, in ciascun essere vivente, del KI universale e di specie; dal suo stato dipendono vita e salute dellessere, ad ogni livello. Secondo il convincimento e lesperienza di molti, la concentrazione e la forza mentale, unite a questa energia creatrice, possono essere proiettate allesterno, attraverso il KIAI. Altro importante aspetto che riguarda il concetto di KI la cosiddetta arte del respiro vitale (KOKYU): la concentrazione con cui si esegue il normale atto respiratorio, durante gli esercizi dedicati (KOKYU HO), carica di qualit vitale laria respirata, attivando il KI. Anche il potere del KI, come tutti quelli dati alluomo espresso com attraverso le sue azioni pu essere positivo o negativo. Per questo motivo, in Giappone, non si domanda, a 83

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chi sincontra, come stai, bens come sta il tuo KI e di un uomo si afferma che ha un KI forte (TSUYOKI) o debole (YOWAKI) a seconda che la sua personalit sia determinata e vivace oppure scialba, umile. Il KI, cos come il KOKYU, una forza neutra, che chiunque pu padroneggiare, a prescindere da moralit individuale e qualit spirituale. Si dice che UESHIBA MORIHEI sia uno dei pochi uomini in grado di unire ed armonizzare i tre livelli di KI, luniversale, quello della specie e lindividuale. Tra i molti che riguardano la sua padronanza del KI, si raccontano anche questi episodi. Sfidato da un giovane KARATEKA (oltre 80 kg di peso), O-SENSEI (che ne pesa meno di 57) accetta di essere colpito al petto con un pugno. Al primo colpo, sferrato con slancio, UESHIBA MORIHEI nemmeno vacilla ed invita lavversario a riprovarci. Il secondo colpo, sferrato con slancio ancor maggiore, non solo lascia immobile il Fondatore, ma causa la frattura del polso del KARATEKA. Nel primo caso il Maestro, con la non-resistenza, ha assorbito il pugno; al secondo colpo, invece, riflette lenergia usata per colpirlo contro lavversario, come unonda di ritorno. Un giorno, verso il termine della sua vita, gravemente ammalato, un discepolo cerca di sollevarlo per metterlo a letto. Non riuscendoci, chiama un altro ad aiutarlo, poi un altro in aiuto ed un altro ed ancora uno. In cinque non riescono a smuovere UESHIBA MORIHEI, che sembrava incollato a terra. Destatosi finalmente dal suo profondo torpore, O-SENSEI si scusa: inconsciamente, ha unito in s il cielo e la terra. Rilassatosi, diviene leggero ed facilmente sollevato. Il Maestro Tohei Koichi riassume in questo modo lessenza del KI: Nel contare, tute le cose cominciano col numero uno; impossibile quindi che uno possa venire ridotto a zero. Come qualsiasi cosa non pu essere fatta dal nulla, cos uno non pu essere fatto dallo zero. KI come il numero uno; KI formato da particelle piccolissime, pi piccole di un atomo. Il KI universale diventa un individuo, che, condensandosi, a sua volta diventa il punto nel basso addome [SEIKA TANDEN], che, ancora infinitamente condensato, non diventa mai zero, ma uno con lUniverso. Questa lessenza del KI. KIAI. Unione delle energie, realizzata nellHARA. Unione delle anime. lespressione dellenergia: realizza in s il principio attivo delluniverso, lAIKI; pu essere in forma silenziosa quanto vocalizzata. principalmente di tre tipi ed ha altrettante accezioni: un grido di vittoria (alto, acuto), al termine dellazione; un urlo paralizzante (basso e grave), emesso dal combattente, mentre lenergia si esprime nello scontro; la tecnica (respiro normale, ma intenzionale) per risvegliare il KI e ridare la vita. Non scientificamente dimostrata lefficacia del KIAI nel combattimento, a parte leventuale disorientamento provocato nellavversario, ma chi emette il KIAI durante lazione, sicuramente riesce ad eliminare ogni altro pensiero dal suo spirito, concentrando tutta lenergia (KI) nellatto. Le vibrazioni emesse nel grido, si dice, riescono a paralizzare per alcuni istanti lavversario, sopraffacendone le analoghe vibrazioni attraverso la forza mentale e fisica liberata in un solo, esplosivo istante. Di certo, soltanto chi esegue appropriati esercizi (KOKYU) riesce ad emettere KIAI efficaci, che nascono dal TANDEN, dal cuore dellindividuo, non certo dalle corde vocali. Proprio la possibilit di influenzare e modificare le vibrazioni altrui, alla base di quelle tecniche di rianimazione (KAPPO, KUATSU) attivate da esperti in caso di stati dincoscienza provocati da strangolamenti o traumi. Loperatore (TORI) pratica i KUATSU con un tempo sottolineato dal respiro intenso, acuto o grave, secondo le tecniche e il TORI. Il KIAI si realizza in modo silenzioso (KENSEI) nel caso di alcuni esercizi di meditazione. KIAI-JUTSU. larte di sconfiggere un avversario con il KI ed il potere del KOKYU. KI AWASE. Incontro del ki. larmonizzazione di TORi con UKE, mentre entrambi esprimono il proprio KI. KIBA-SEN. Arte del combattimento a cavallo (a piedi: TOHO-SEN). KI-GA-NUKERO. Perdere il KI. [si vedano Considerazioni sul KI] KIHON. Base; basico. lo studio e la ripetizione continua di un movimento di base o di una tecnica fondamentale di unArte Marziale, con lo scopo di poterli eseguire istintivamente, senza lintervento del pensiero cosciente. KIHON DOSA. Movimento di base (o fondamentale). KIHON KATAME WAZA. Tecniche-base dimmobilizzazione. Sono cinque: IKKYO, NIKYO, SANKYO, YONKYO e GOKYO.

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KIHON KUMITE. Studio fatto individualmente dei movimenti di base di unArte Marziale, simulanti un combattimento (KUMITE). KIHON NAGE WAZA o KOKYU WAZA. Tecniche-base di proiezione. Le principali sono tredici: IRIMI NAGE, KOTE GAESHI, SHIHO NAGE, UDE KIME NAGE, KAITEN NAGE, TEN CHI NAGE, KOSHI NAGE, KOKYU NAGE, AIKI NAGE, SUMI OTOSHI, JUJI GARAMI, UDE GARAMI, USHIRO KIRI OTOSHI. KIHON WAZA. Tecnica di base. KI-IKU. Formazione e sviluppo (IKU) dellessenza (KI). Si veda IKU. KIKAI. Coscienza; riprendere coscienza. Oceano del KI. Indica quellistante che separa due movimenti, di difesa o attacco, durante un combattimento. Uno dei combattenti percependolo e concentrando il proprio KI nellHARA pu approfittare del momento di relativa debolezza dellavversario. [si veda HARA, TANDEN] KIKAI-SO-KUATSU. Procedimento integrale addomo-toracico. un KUATSU ad azione globale. [si veda SOKUATSU] KIKENTAI NO ICHI. quella condizione ottimale nel combattimento, ora soprattutto nel KENDO, in cui energia (KI), spada (KEN) e corpo (TAI) sono uniti, fusi, armonizzati. I tre elementi costituiscono, in pratica, una cosa sola, volta allattacco. KIKI. Misura di lunghezza per i tessuti. Vale 2 TAN. KIKKO. Armatura leggera. utilizzata soprattutto nei viaggi o in occasioni particolari. In pratica si tratta di una corta giacca, di tessuto trapuntato; allinterno della trapunta ci sono piccole piastre esagonali, forate al centro. Le piastre, di cuoio duro o acciaio, sono tenute con legacci che passano dal foro centrale. KIMARITE o SHIJUHATTE. Termine che indica le 48 prese autorizzate, utilizzate nel SUMO per far cadere lavversario o spingerlo fuori del cerchio sacro. Pare che la codificazione di queste prese risalga a SHIGA SEIRIN, il primo arbitro (GYOJI) nominato prima NUKIDE-NO TSUKASA, quindi giudice (HOTE) dallImperatore, nel 740. KIME. Determinazione. Estensione dellenergia. la focalizzazione delle energie psicofisiche e pu essere fatta sia nel proprio HARA sia in un punto oltre il bersaglio (KEKOMI). lo spirito di decisione, tipico delle tecniche delle antiche Arti Marziali e fatto proprio dal Fondatore nellAIKIDO. Il KIME, unitamente agli spostamenti rapidi e coordinati del corpo (TAI SABAKI), alle schivate, alle leve articolari, il solo adatto alla difesa contro uno o pi avversari, contro i quali usata la loro stessa forza. Piegare una giuntura secondo il movimento naturale. KIMOCHI. Intenzione aggressiva. KIMONO. Abito tradizionale giapponese, maschile e femminile, normalmente ampio, lungo, con maniche a tre quarti. Status, temperatura e occasione determinano quantit, qualit, spessore e colore dei numerosi KIMONO indossati, essendo spesso labito anche un tangibile segno del rango e della carica rivestita. Il KIMONO pu essere pi o meno lungo, anche con strascico, ed avere le maniche ampie o strette. Le nobili, a Corte, usano indossarne molti, luno sopra laltro (il numero fissato ad un massimo di cinque nel secolo XII), di tinte diverse, disposti in modo tale che tutti i colori sovrapposti sono visibili. Le popolane usano un KIMONO semplice, protetto da una gonna-grembiule (yumaki) e spesso, destate, nei campi, sfilano le maniche e lavorano a torso nudo, senza peraltro destare curiosit alcuna. KI-MUSUBI. Unire se stesso allaltro. Indica il fondersi del KI dei praticanti, in ununit senza soluzione di continuit. uno dei pi importanti fattori interni dellAIKIDO, unitamente ad AIKI (che gli somiglia), KI-NONAGARE e KOKYU HO. KIN o KOGAN. Testicoli. 85

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KIN GERI. Calcio ai testicoli.

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KIN-KUATSU. Massaggio antalgico pelvico. Tecnica di rianimazione che fa parte della serie di KUATSU particolari: percussioni riflessogene adatte per traumi pelvico-addominali. Si attuano per regolare turbe neurovegetative, sollevare da stati sincopali e migliorare la funzionalit dopo la rianimazione. KI-NO-MICHI. La Via del Ki. Moderno (1979) stile di AIKIDO, ideato da un allievo di O-SENSEI, Noro Masamichi, come forma idealizzata e perfezionata di tecnica difensiva. KI-NO-NAGARE. Corrente dello spirito. Flusso del KI. uno dei pi importanti fattori interni dellAIKIDO, unitamente ad AIKI, KI-MUSUBI e KOKYU HO. Normalmente KI-NO-NAGARE saffronta dopo un allenamento di tecniche fondamentali: serve a sensibilizzare i praticanti sul fluire del KI tra di loro. KI-NO-NAGARE uno dei concetti primari delle Arti Marziali. [si vedano anche Considerazioni sul KI] KI-NO-NAGARE WAZA. Tecnica fluida. KINTEKI. Testicoli. Punto dei testicoli. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Pure TSURIGANE. KIRI. Tagliare. Esprime lazione del tagliare (con arma bianca) o il rapido movimento di braccio, mano, pugno, o piede. GIRI, come suffisso. KIRIKAMI. Primo certificato. Diploma di primo grado, nellantico sistema di classificazione del BUGEI. KIRISUTE-GOMEN. il diritto del SAMURAI ad abbattere un appartenente a classe inferiore che lo offende. Cos recita: La gente comune che si comporta male nei confronti dei membri appartenenti alla classe militare, o che dimostra poco rispetto per i vassalli diretti o indiretti, pu essere uccisa sul posto. Pare che questo diritto non sia frequentemente applicato, ma, in ogni caso, il simbolo di unautorit che non pu, e non deve, essere messa in discussione. KIRITSU. Alzarsi in piedi. KIRI-TSUKE. Tagliare. lazione di tagliare con la spada, dopo averla sguainata (NUKI-TSUKE). E una delle tecniche di base (SHODEN) dello IAIDO. KIRU. Tagliare. KISAKI. Si veda KISSAKI. KISERU. Pipa. la tipica pipa dal lungo cannello (rao), con bocchino (suikochi) e piccolo fornello metallico (gankubi). Alla pipa generalmente trasportata in un portapipa (KISERU-ZUTSU) saccompagna una scatola (TONKOTSU) o una borsa (TABAKO-IRE) di pelle o stoffa, per il tabacco. Il cannello di una pipa da uomo lungo da 15 a 20 cm; le donne usano pipe con cannello che arriva a 60 cm. Nei secoli XVI e XVII, per, si diffondono pipe tutte di metallo, con cannello lungo fino a 120 cm spesso munite di una vera e propria TSUBA che talvolta sono addirittura trasportate da un servitore apposito. Nel 1609 il BAKUFU di EDO proibisce tanto il fumo in s ( unattivit antieconomica e troppi sono gli incendi provocati da fumatori distratti) quanto, nello specifico, il porto delle lunghissime pipe, vere e proprie armi da botta che tanta parte hanno nei disordini cittadini. Dal 1610, per aggirare leditto che ne vieta produzione e vendita, il tabacco da fumo chiamato t di lunga vita. KISERU-ZUTSU. Portapipa. Spesso laccato e decorato, serve a proteggere la pipa. KISHA HASAMI MONO. Scuola di YABUSAME, fondata dallottavo SHOGUN TOKUGAWA, Yoshimune (17161745). KISHIN. Patrocinio, raccomandazione. la pratica adottata, durante la Reggenza FUJIWARA (890-1185), per non pagare tasse, da molti possidenti terrieri. Alcuni proprietari di SHOEN hanno il privilegio di non pagare tasse per le loro propriet private, ad esempio perch non soggetti al controllo dei funzionari incaricati della riscossione o perch si tratta di templi. Altri proprietari, soggetti alle imposte, ricorrono allora al KISHIN: fanno 86

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nominalmente dono delle proprie terre ad un possidente esente (che pu cos ingrandire il proprio SHOEN), ad un monastero o ad un centro religioso. Ritorno alla Testa del dio. Stato di unione mistica con il divino. Si veda CHINKON-KISHIN. KISOKU. Respirazione prolungata ( composto di KI). KISSAKI o KISAKI o KENSAKI. Punta della lama di spada. Quando si tratta di SHINAI si chiama, pi propriamente, KENSEN e la copertura di cuoio la SAKIGAWA. Per la sola KATANA il KISSAKI composto da quindici distinti elementi, ognuno con il suo nome proprio. KISURIYUBI. Dito anulare. KITAI. Con il KI. KITANOMARU-KOEN. il parco, al centro di Tokyo, consacrato ai caduti nella Seconda Guerra Mondiale. Circonda il tempio scintoista di YASUKUNI-JINJA. KITO. Cadere e rialzarsi. Pi poeticamente: sorgere e tramontare. Nome di unantica scuola di JUJUTSU. KITO RYU. Antica e celebre scuola di JU-JUTSU. Pare che labbia fondata, alla fine del secolo XVI, IBARAGI SENSAI, discepolo dello YAGYU SHIN-KAGE RYU. Materie dinsegnamento, allinizio, sono soprattutto KEN-JUTSU, BO-JUTSU, JU-JUTSU, IAI-JUTSU e KUSARIGAMA-JUTSU. La base filosofica dellinsegnamento si trova in due testi antichi, HONTAI e SEIKO, conservati dal monaco e Maestro TAKUAN SOHO, propugnatore della teoria MUTEKATSU (schivare con lo spirito), che tenta di trasformare lo JU-JUTSU in unArte meno violenta e pi estetica. TERADA KAN.EMON, SAMURAI di basso rango, nellambito del KITO RYU sviluppa una forma di combattimento senzarmi e non mortale, chiamata JUDO e impianta quindi una propria scuola, denominata JIKISHIN RYU. Il KITO RYU d origine anche ad altre scuole dArti Marziali, tra cui il Teishin Ryu di TERAMA HEIZAEMON ed il Fukuno Ryu di Fukuno Shichiroemon, il KENSHIN RYU di HAYASHI TERUO. UESHIBA MORIHEI, nel 1901, studia JU-JUTSU al KITO RYU con il Maestro Tozawa Tokusaburo. KI-WO-DASU. Realizzare il KI. [si vedano Considerazioni sul KI] KI-WO-KIRU. Interrompere il KI. [si vedano Considerazioni sul KI] KI-WO-NERU. Esercitare il KI. [si vedano Considerazioni sul KI] KI-WO-TOTONOERU. Preparare il KI. [si vedano Considerazioni sul KI] KO. Piccolo; anziano, antico. Nel significato di piccolo, un sinonimo SHO. Lettura, studio; con riferimento al luogo dove studiare la Via. Si veda JUDO. Artigiano. Anche SHOKUNIN. la versione fonetica di un ideogramma cinese, che indica la connotazione pubblica. In Giappone utilizzato e identifica la dimensione pubblica della cultura nazionale, che distinta da quella militare (BU) e da quella civile (BUN). KO, nella variante fonetica KU, compare nei termini composti KUGE e KUGYO, che si riferiscono ai nobili pubblici, distinti da BUKE e BUMON, che identificano le famiglie militari. KOAN. Il significato originale : caso giuridico che stabilisce un precedente legale; principio di governo. Nello ZEN indica un principio di verit eterna trasmesso da un Maestro, ma soprattutto designa una massima enigmatica, una storia apparentemente irragionevole o paradossale, un problema contraddittorio dellesistenza, che il ROSHI assegna ad un discepolo come argomento di meditazione. Lallievo dovrebbe risolvere il KOAN, per aiutare il proprio risveglio piuttosto che per esaminarne la profonda attuazione, mettendoci ore o giorni interi per analizzarlo. Quasi sempre, per, linterpretazione del discepolo non accettata dal Maestro, che lo manda nuovamente a meditare, per trovare la risposta. Poco alla volta il discepolo capisce che il KOAN non pu essere analizzato o interpretato analiticamente, ma la mancanza di una risposta essa stessa una soluzione, una soluzione che si conosce solo vivendola. La vera meditazione KOAN mette lallievo in una situazione per cui sidentifica talmente con il rompicapo propostogli, che sente se stesso, il suo io, come un indovinello senza risposta, fino al giorno in cui non si rende conto che la sua incapacit (o 87

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limpossibilit) di comunicare agli altri una risposta oggettiva al KOAN non un problema, ma fonte di gioia: ha raggiunto lilluminazione, si accetta per quello che . Il KOAN ZEN un mezzo educativo, che porta lo studioso sotto la guida del suo ROSHI ed attraverso una pratica interiore severa e intensa ad uno stato di coscienza pura, che non pi coscienza di. I KOAN documentati sono circa 1700; un esempio il seguente. Allievo: Se tutti i fenomeni ritornano allUNO, dove ritorna lUNO?. Maestro Joshu: Quando vivevo a Seiju feci un mantello di canapa che pesava dieci libbre. Le parole di Bassui, ROSHI vissuto nel secolo XIV, aiutano forse a capire meglio: Quando i tuoi interrogativi diverranno sempre pi profondi, non otterrai risposta, finch giungerai in un vicolo cieco, con il pensiero del tutto arrestato. Non troverai nulla che si possa chiamare mente o io. () Continua a provare, e svanir la mente che saccorge che non c nulla: non avrai pi coscienza dei tuoi interrogativi, ma solo del vuoto. Quando anche la consapevolezza del vuoto scomparir, scoprirai che non c nessun Buddha al di fuori della mente e nessuna mente al di fuori del Buddha () scoprirai che quando non odi con le tue orecchie odi veramente e quando non vedi con i tuoi occhi vedi veramente i Buddha del passato, del presente e del futuro, ma non attaccarti a qualcuno di questi, solo sperimentalo per te stesso. KOBAYASHI KOEMON TOSHINARI. (seconda met del secolo XVI) Maestro di IAI-JUTSU. Fonda la scuola MIZUNO SHINTO RYU. KOBO-ICHI. Unit in attacco e difesa. il concetto alla base dello JU-JUTSU classico: attacco e difesa, nel combattimento, sono la medesima cosa, assumendo priorit diversa in base alle circostanze. KOBORE. Tibia. KO-BUDO. Antiche Arti Marziali. Prendono il nome di KO-BUDO le Arti Marziali insegnate in alcune determinate scuole, come lo JU-JUTSU degli stili YOSHIN RYU, TENJIN SHIN.YO RYU, Takeuchi Ryu, ed anche certe particolari Discipline, come TAI-JUTSU, HOGU-JUTSU, HO-JUTSU, SO-JUTSU, YOROI-KUMIUCHI, KYU-JUTSU della OGASAWARA Ryu. Il termine di KO-BUDO va anche a quelle Arti Marziali in cui si utilizzano armi non convenzionali (o di origine non convenzionale), tanto indigene (per esempio KUE, KUSARI-GAMA, NAGINATA) quanto importate da zone esterne al gruppo principale dellArcipelago giapponese, come le isole Ryukyu (NUNCHAKU, TONFA e JITTE). KOBU-JUTSU. Metodo di difesa personale. Lo inventa HOSHI TETSUOMI, allievo di UESHIBA MORIHEI; per questo motivo alcuni considerano il KOBU-JUTSU come una scuola (stile) di AIKIDO. KOBUKAN. Palestra del Valore Marziale Imperiale. il primo, vero Dojo dAIKIDO del Maestro UESHIBA MORIHEI, inaugurato nellaprile del 1931 a Tokyo, grande 80 TATAMI. La pratica intensa: al mattino dalle 6 alle 7 e dalle 9 alle 10, il pomeriggio dalle 14 alle 16 e dalle 19 alle 20, ma accade che gli UCHI DESHI, gli allievi residenti veri e propri attendenti del Maestro, che si occupano di tutti i servizi: non pagano retta, ma portano in dote denaro o cibo, materiali o lavoro siano svegliati in piena notte per provare le nuove tecniche che O-SENSEI s sognato. KOBUSHO. la scuola dArti Marziali degli SHOGUN TOKUGAWA. KOCHO. Farfalla. KOCHU. Base del cranio. 1^ vertebra cervicale. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KO-DACHI. Piccola sciabola. Altro nome del WAKIZASHI. KODANSHA. il praticante dArti Marziali, cintura nera. In alcune scuole e Discipline dal 5 DAN in su, in altre dal 3 in poi. KODENKO. Zona della 4^ vertebra lombare; estremit inferiore della colonna vertebrale. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KODO. La Via dei Profumi. la Via del legno profumato che si consuma bruciando. KODO-BORI. lo sfruttamento delle miniere per mezzo di pozzi e gallerie orizzontali. 88

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KODOKAN. Il Luogo per Studiare la Via. Il termine deriva da KO (lettura, studio, esercizio), DO (via, metodo, dottrina) e KAN (sala o luogo) ed il nome che il fondatore dello JUDO, il Maestro KANO JIGORO, d nel 1922 al Centro da lui fondato, a Tokyo. qui che si forma il maggior numero di istruttori, anche stranieri, ed al KODOKAN che i KODANSHA arrivano per perfezionarsi. Dal 1962 la sede del KODOKAN un fabbricato, chiamato BUDOKAN, che ospita Maestri non solo di JUDO, ma anche di Arti e Discipline Marziali affini, come AIKIDO ed alcune scuole di JU-JUTSU. Il KODOKAN ha per emblema il SAKURA, il fiore di ciliegio; la sua regola quella dello JUDO, che ogni JUDOKA deve sottoscrivere: una volta entrato nel Kodokan, non interromper i miei studi senza valido motivo; non disonorer mai il Dojo; senza autorizzazione non insegner lo Judo, non sveler e non mostrer i segreti appresi; da allievo o da insegnante, seguir sempre le regole del Dojo. KOFUN. Enorme tumulo funerario. Sono tombe megalitiche, dove viene sepolta llite del tempo, i primi Imperatori, i capi dei Clan dominanti (UJI) del Periodo YAYOI (dal 300 a.C. al 300 d.C.). Contengono statuine di varie forme (HANIWA), prime rappresentazioni artistiche dei guerrieri dellepoca e, talvolta, primitivi esemplari darmature di ferro (TANKO) ed armi, come spade TSURUGI e KEN. il nome al Periodo protostorico del Giappone, dal IV al VII secolo d.C. KOGAI. Sorta di spillone o stiletto; coltello ad ago. fatto in un pezzo solo, di rame, ferro o lega metallica, intarsiato e decorato (MON, animali, piante, figure umane o fantastiche); la lama, smussata, ha impugnatura piatta. Generalmente abbinato alle spade SHO-TO, unitamente al KOZUKA e spesso inserito, con questi, nel fodero (SAYA) delle spade DAI-TO. Il KOGAI, vero e proprio attrezzo mille usi, utilizzato sia per impieghi quotidiani mangiare (esistono modelli con la lama divisa in due nel senso della lunghezza, a formare una sorta di forcina o un paio di bacchette) o acconciarsi i capelli; come una specie di lesina, per riparare oggetti di cuoio o come arma sia per trasportare la testa mozzata del nemico, infilato nella crocchia dei capelli o negli occhi. Si racconta anche che, spesso, il KOGAI serva ad uccidere compagni d'armi, feriti senza speranza, incidendo loro le vene. Con il passare del tempo questoggetto si trasforma in una presenza simbolica, tradizionale. KOGAN o KIN. Testicoli. KOGAN-KUATSU. Percussioni del piede. Rientra nella gamma dei KIN-KUATSU: KUATSU particolari, adatti a traumi e dolori pelvici quindi sia di rianimazione sia antalgici attuati con percussioni riflessogene. KOGUSOKU. Armatura leggera. la tipica protezione dei soldati a piedi (ZUSA), completata da un elmo aperto (JINGASA o KASA), di cuoio laccato, rame, legno o ferro. KOGUSOKU-JUTSU. Forma di combattimento ideata da TAKENOUCHI HISAMORI nel 1532. In questo tipo di lotta si utilizza un bastone o altra arma corta contro guerrieri protetti da armatura leggera. Lo stile anche detto TORITE-KOGUSOKU. KOHAI. Chi ha meno anzianit nella pratica di unArte Marziale. Sovente affidato ad un SEMPAI. KOHO. Rotolare indietro. KOHO TENTO UNDO. Cadere indietro e rialzarsi proiettando il KI avanti. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). KOHO UKEMI UNDO o KOHO KAITEN UNDO. Rotolamento continuato e controllato indietro. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). KO-INAZUMA. Zona sotto i glutei. Punto dellinserzione del nervo sciatico. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KOJIKI. Memorie degli Avvenimenti dellAntichit (o Storia Antica, o Memoria degli Antichi Fatti; anche Registro delle Questioni Antiche). Annali ufficiali del Periodo NARA, in tre volumi, compilati dal 712. Tra le prime opere della letteratura giapponese, unitamente a cronache e gazzette (gli Annali del Giappone, Nihongi, 720; i Libri dei luoghi e dei costumi, Fudoki, inizio secolo VIII), sono la trascrizione, in ideogrammi cinesi, di tradizioni prima tramandate oralmente. Il KOJIKI, in particolare e tra laltro, nota per il racconto che fa del 89

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leggendario combattimento (KUNI-YUZURI SUMO) tra i due KAMI (o, molto pi probabilmente, due capi Clan) Takemikazuchi e Takemi-no-kata, per assicurarsi il dominio dello YAMATO. da questo combattimento, per la tradizione, che nasce il SUMO. [si vedano anche SHINTO e la voce Giappone, Lingua e letteratura, nella seconda parte del Dizionario] KOJIRI. Puntale della SAYA. KOKONOTSU. Nove in giapponese puro. In sino-giapponese KU o KYU, per contare le persone (NIN) si dice KYUNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa KYUHON. KOKORO. Cuore; spirito, anima. Sinonimo di SHIN, si riferisce sia a persone sia a cose. Nella tradizione orientale medica, filosofica, religiosa sede dello spirito il cuore, non la testa [il cervello da solo non nemmeno considerato, nella Medicina Tradizionale Cinese, che parla di sistema cuore-cervello]. KOKORO, pertanto, lessenza di un uomo (o di una cosa); nessuno pu riuscire a compiere qualcosa se non permeato, condizionato da KOKORO, che rappresenta la realt assoluta dogni cosa ed incarna linteresse disinteressato, fine a se stesso (addirittura lAI, inteso come essenza dellamore). KOKORO, in AIKIDO, richiama un invito: ame tsuhi no hajim ni oite kudasai (Poni la tua mente allinizio del cielo e della terra). [si veda MUSHIN, MIRUNO-KOKORO, MIZU-NO-KOKORO, TSUKI-NO-KOKORO] Esperto. Convenzionalmente, la qualifica che spetta alla cintura nera, 5 e 6 DAN, praticante dArti Marziali. [si veda KYUDAN] KOKORO-E. Vero Spirito della Comprensione. KOKORO-NO JUMBI DOSA. Esercizi di concentrazione. KOKOTSU. Parte mediana, interna, della tibia. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KOKU. Unit di misura di capacit (equivale a circa 180 litri). usata anche come un indicatore di ricchezza del feudo (HAN) di un DAIMYO: corrisponde alla quantit di riso necessaria a nutrire un uomo per un anno intero. Spazio vuoto. KOKUGIKAN. Palestra Centrale (HONBU DOJO) del SUMO. a Tokyo ed , quasi, un tempio. KOKYU. Respirazione. Anche respiro vitale e respiro cosmico. Kokyu e KI sono uniti indissolubilmente: il KI irradia dal KOKYU ed il KOKYU la forza vivificante che attiva il KI. Il principio ideale dellAIKIDO unire il proprio respiro al flusso cosmico di KOKYU affinch, respirando con lUniverso, ci possa permeare la potenza (o forza) del respiro, KOKYU RYOKU. Il KOKYU, cos come il KI, una forza neutra, che chiunque pu padroneggiare, a prescindere da moralit individuale e qualit spirituale. Nella respirazione (del BUDO, in generale), lespirazione circolare, una funzione dellelemento acqua, mentre linspirazione quadrata, una funzione dellelemento fuoco. KOKYU o FUKUSHIRI KOKYU. Respirazione profonda o respirazione addominale profonda. Centralizzazione dellenergia. Il respiro nasce nellHARA ed attiva il KI. Respirazione e movimenti sono sincronizzati. anche il momento in cui il singolo, concentrandosi, si armonizza con luniverso. [si vedano anche Considerazioni sul KI] KOKYU DOSA. Esercizio eseguito in posizione seduta (SEIZA). UKE afferra i polsi di TORI; questi, concentrando lenergia nellHARA ed esprimendola con la respirazione attraverso le braccia lo proietta a terra. Il KOKYU DOSA analogo al principio hakko-dori, applicato nelle tecniche da seduti (SUWARI WAZA) del WA-JUTSU, dove TORI deve liberare i polsi, afferrati da UKE. Nel caso lazione difensiva di TORI si concluda con un paio di ATEMI, portati a costato e collo di UKE, si tratta di un KATA di base, chiamato hiza-gatame. KOKYU HO. Esercizio o metodo (HO) di respirazione (KOKYU). Gruppo di esercizi respiratori. Allorquando eseguiti come un esercizio, con un compagno che tiene o afferra il polso, rientrano tra i SOTAI DOSA, gli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO) che si praticano in coppia, senza caduta. 90

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Arte di coordinare il respiro tra noi, il Cielo, la Terra ed il partner. uno dei pi importanti fattori interni dellAIKIDO, unitamente a KI-NO-NAGARE, KI-MUSUBI e AIKI la forza che viene dal KI e consente, a chi pratica larte del KOKYU, di influire sugli altri. KOKYU HO HENDA. Cambio con respirazione. KOKYU HO UNDO. Guida dellenergia nei polsi, con rotazione. Allorquando eseguito come un esercizio, con un compagno che tiene o afferra il polso, rientra tra i SOTAI DOSA, gli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO) che si praticano in coppia, senza caduta. KOKYU RYOKU. Potenza (o forza) del respiro. la potenza dellUniverso, accumulata nel SEIKA TANDEN. la forza che emana da una mente serena e calma e da un corpo rilassato, entrambi pronti a rispondere, in ogni necessit, in ogni momento, nella direzione voluta. KOKYU RYOKU un dono del cielo, che non pu esprimersi se teniamo spalle, nuca e braccia contratte, o se ci simmagina molto forti (o molto deboli), o se non crediamo che questa forza esista. Queste sono tutte impurit, del corpo o dello spirito, sono sbarramenti al fluire del KI. Non basta, per, capire KOKYU RYOKU con lintelletto, occorre impararlo ogni giorno, attraverso il corpo, perch, come dice O-SENSEI: Un lavoro di tre giorni non che un lavoro di tre giorni; il lavoro di un anno non che il lavoro di un anno; un lavoro di dieci anni accumula la forza di dieci anni. Senza passare dalle tecniche non possibile imparare KOKYU RYOKU, ma senza KOKYU RYOKU pu esistere solo la forma della tecnica, una forma vuota. KOKYU NAGE. Proiezione fluida del respiro. Proiezione con la potenza del respiro. Proiezione dellenergia centralizzata. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA); la caduta di UKE pu avvenire in tutte le direzioni (avanti, indietro, laterale, dallalto). Allorquando eseguito come un esercizio, con un compagno che tiene o afferra il polso, rientra tra i SOTAI DOSA, gli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO) che si praticano in coppia, senza caduta. la proiezione di UKE fatta sincronizzando mente e corpo (respiro) ed utilizzando il suo slancio, senza leve alle articolazioni. Normalmente si applica a presa a polsi e spalle, colpi e fendenti al volto. la forza che viene dal KI e consente, a chi la domina, di proiettare morbidamente un avversario. KOMBU. Alghe marine. Sono usate, tra laltro, come oggetti di buon auspicio nel monia propiziatoria) del SUMO. KOMI. Interno. Contro. KOMONO. Gente modesta. Sono gli individui, di bassissima condizione sociale e di provenienza contadina, che accompagnano i contingenti militari, occupandosi degli approvvigionamenti e di piccoli lavori. Sono chiamati anche ARASHIKO. KOMUSO. Monaco errante, soprattutto del Periodo EDO (1603-1868). riconoscibile per il copricapo, a forma di cesto, che copre lintera faccia e per limmancabile flauto (SHAKUHACHI) che laccompagna; normalmente appartiene alla setta fuke. KONBANWA. Buona sera. KONGO-ZEN. ZEN del Diamante. Particolare forma di pratica ZEN, che annovera oltre 600 tecniche marziali e movimenti difensivi e schivate: spostamenti, parate, posizioni, ATEMI. Il KONGO-ZEN influenza fortemente il NIPPON SHORINJI-KEMPO. KONNICHIWA. Buon giorno; si usa dalla tarda mattinata fino al tramonto. KOOTSUNIN. Si veda BONGE. KONSHA-TENGU. Popolari esseri mitologici dellantico Giappone, dal lungo naso. [si veda TENGU] KOPPO Tecniche di difesa mediante un bastone pi corto del TAM-BO. Si pu utilizzare sia un bastoncino (di legno, di metallo) talvolta munito di un anello al centro, in cui sinfila il dito medio sia un qualsiasi altro og91
DOHYO-MATSURI

(ceri-

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getto, anche duso comune, maneggevole e facile da impugnare. Il bastoncino serve tanto a moltiplicare la forza degli ATEMI inferti quanto a rendere pi dolorose le tecniche di leva. KORI. Collo del piede. Parte sporgente del dorso del piede. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KORINDO. Stile dAIKIDO e scuola di difesa personale. Il fondatore Hirai Minoru, UCHI DESHI di O-SENSEI. KOSHI. Vita, busto, zona della cinta; anche, fianchi. la parte inferiore del tronco, che va dallombelico in gi. GOSHI, come suffisso. Palla del piede: parte carnosa sotto le dita, serve per colpire in alcune tecniche di calcio, soprattutto in KARATE. Pure CHUSOKU. KOSHIATE. Portaspada. un originale ed esclusivo congegno, formato da grandi pezzi di cuoio e cinghie incrociate che li attraversano: introdotta la spada, questa rimane bloccata nella cintura e fissata nella giusta posizione. Esistono anche contenitori tubolari, addirittura doppi, per il DAI-SHO. Protezione dei fianchi, utilizzata dagli arcieri: ripara dalle cuspidi (YANO-NE) delle frecce (YA). KOSHI-ITA. Cintura, annodata posteriormente, che regge lHAKAMA. KOSHI-KUATSU. Percussioni sacro-iliache. Rientra nella gamma dei KIN-KUATSU: KUATSU particolari, adatti a traumi e dolori pelvici quindi sia di rianimazione sia antalgici attuati con percussioni riflessogene. KOSHI NAGE. Proiezione circolare dellanca. Proiezione con movimento di torsione del busto o delle anche. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA); la caduta di UKE dallalto. Normalmente si applica contro prese a polsi e spalle. KOSHI-NO-MAWARI. Pare sia il pi antico termine che identifica la lotta a mani nude. In seguito diventa TAI-JUTSU e quindi JU-JUTSU. KOSHIRAE. Fornimento da guerra per spada. KOSHI SABAKI. Studio degli spostamenti di anche e bacino. Fa parte dei TAI SABAKI. KOTAI. Duro. KOTE. Polso. Pure TEKUBI. Avambraccio. Pure UDE. Manica corazzata dellarmatura. Se ne parla gi nel Periodo Kofun (IV VII secolo), quando sono costituite da bracciali tubolari, ma gli esemplari arrivati a noi sono soprattutto darmature moderne. Il KOTE formato da una manica aderente, di tessuto imbottito o pelle o seta, assicurata al braccio con lacci. Cordicelle, che girano attorno al petto, lassicurano al corpo. La manica, in alcune parti, ricoperta da maglie di ferro, scaglie e piastre e termina con una mezza manopola, a protezione della mano (tetsu-gai: arrotondata e laccata, segue la forma del dorso della mano), munita di cappi attraverso i quali passano le dita. Ogni elemento o variante del modello di base ha un nome particolare e specifico, cos come ogni particolare combinazione di maglia di ferro, piastre e scaglie ed ogni tipo di legaccio. Questo rende il KOTE uno dei mezzi di protezione pi elaborati, complicati e complessi mai messi a punto. Spesso gli elementi costitutivi del KOTE sono decorati o guarniti. Manopole dellarmatura per scherma TAKE GUSOKU, usata nel KENDO. Si definiscono anche UCHIKOTE e ONI-KOTE. KOTE GAESHI. Proiezione su torsione del polso; pu essere verso linterno o verso lesterno. Tecnicabase di proiezione (KIHON NAGE WAZA) che fa parte, insieme alla KOTE HINERI, delle tecniche di polso (TEKUBI WAZA). La caduta di UKE laterale. Si pu applicare a tutte le prese TE-HODOKI, ai fendenti ed agli attacchi di pugno. KOTE HINERI. Torsione del polso; pu essere verso linterno o verso lesterno. Terza tecnica di controllo con immobilizzazione (KATAME WAZA), effettuata sul polso. Insieme al KOTE GAESHI fa parte delle tecniche di 92

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polso (TEKUBI WAZA) e normalmente si applica contro prese ai polsi e gomiti e contro fendenti. [si veda SANKYO] KOTE MAWASHI. Torsione interna del polso. Seconda tecnica di controllo con immobilizzazione (KATAME WAZA), effettuata sul polso. [si veda NIKYO] KO-TENGU. Piccoli TENGU. Popolari esseri mitologici dellantico Giappone, muniti di ali. [si veda TENGU] KO-TO. Spada antica; vecchia lama. Il termine indica le spade forgiate anteriormente al 1530 (oppure al 1603, secondo fonti diverse), a partire dal 900 circa. KOTODAMA. Verbo sincero. la scienza sacra dei suoni cinese, ma di provenienza indiana, che il monaco buddista Kukai il fondatore della setta esoterica SHINGON importa in Giappone allinizio del secolo IX. Alla base di questa scienza, che non poco influenza le tecniche di KIAI, c la teoria che la vibrazione acustica sia allorigine della vita. DEGUCHI ONISABURO, il co-fondatore della religione OMOTO-KYO, un esperto di questa scienza, grazie allistruzione ricevuta dalla nonna, iniziata dal padre, il maggior esperto del tempo. Anche UESHIBA MORIHEI diviene esperto di KOTODAMA, tanto che elabora il suo sistema nei termini propri di questa Disciplina. KOTSU. Osso. KO-UGI. Pugnale di piccole dimensioni, normalmente celato nel fodero della NINJA-TO, la spada dei guerrieri NINJA, gli SHINOBI. KOWAMI. uno stile di JU-JUTSU particolarmente duro. Il suo ideatore, ICHIKAWA MONDAIYU, ha definito un metodo di combattimento basato sullapplicazione della forza fisica, con esercizi intensi e faticosi. KOYO GUNKAN. Opera del secolo XVII essenziale per conoscere quale deve essere lo spirito di un BUSHI, in pace e in guerra che, in 59 capitoli, descrive tutto quanto si riferisce alla vita dei SAMURAI. Lattribuzione e dubbia: autore pu essere Obata Kagenori (1572-1662), erudito confuciano al servizio dello Shogun, oppure Kosaka Danjo Nobumasa, samurai al servizio del famoso DAIMYO TAKEDA SHINGEN. KOYUBI. Dito mignolo. KOZANE. Piastre che formano lODOSHI. KOZUKA o KOGATANA. un piccolo coltello, utilizzato principalmente, ma non solo, come coltello da lancio. Si porta normalmente inserito nel fodero di una spada o pugnale. Ha lama dritta, lunga da 12 a 25 cm e taglio singolo, senza TSUBA, ricavata da una KATAHA. Il lato dacciaio duro piatto e levigatissimo; quello dacciaio morbido (o ferro) lasciato ruvido, quasi grezzo e assottigliato verso il filo. Limpugnatura del KOZUKA che di solito di metallo o lega metallica, ma pu anche essere di corno, legno, osso, avorio come accessorio della spada, seconda solo alla TSUBA, come importanza. Ornamenti, intarsi, incisioni, smalti, scritte possono arricchire la faccia anteriore dellimpugnatura, estendendosi talvolta a quella posteriore. Il KOZUKA spesso inserito nella SAYA della KATANA, assieme al KOGAI oppure portato in una tasca laterale del fodero dellAIKUCHI. Quando il coltello chiamato KOGATANA, il vocabolo KOZUKA indica solo limpugnatura. KRO. Nero. KU o KYU. Nove in sino-giapponese. In giapponese puro KOKONOTSU, per contare le persone (NIN) si dice KYUNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa KYUHON. KU. Vuoto (in riferimento, soprattutto, alla filosofia ZEN). Variante fonetica di KO. [si veda] KUA. Vita. KUATSU. Tecnica di vita. Tecnica di ritorno alla vita. Metodo di rianimazione. KUATSU contrazione fonetica (secondo una trascrizione anglosassone) di due caratteri: KUA, vita e tsu, a sua volta riduzione di JUTSU, tecnica. parte compreso nella metodologia KAPPO, secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige 93

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Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere; si veda L Antiche arti da guerra). Il KUATSU (per correttezza e precisione, per, dovremmo sempre parlare di KAPPO) consiste di un insieme di procedimenti manuali o, pi in generale, non strumentali messi in atto per rianimare soggetti in stato dincoscienza, causata, normalmente, da traumatismo o strangolamento. Percussioni, pressioni e massaggi sono eseguiti in zone che corrispondono ai TSUBA dello shiatsu o dellagopuntura. Si massaggia con la punta delle dita; si preme con il palmo della mano; si percuote con pugno, gomito, ginocchio, tallone. Le zone sollecitate dipendono dal tipo di trauma; quelle maggiormente stimolate sono: i dischi intervertebrali, i punti paravertebrali della colonna, la zona epigastrica, lapofisi spinosa, la pianta del piede. Leffetto ottenuto pu essere sedativo, stimolante o inibitorio. Uno stesso principio dazione pu essere applicato al soggetto sdraiato (supino o bocconi) o seduto e si caratterizza secondo lintensit ed il tipo di azione. La corretta applicazione dei KUATSU (che dovrebbe essere nota ad ogni Maestro dArti Marziali, se vero e completo) non pu prescindere da una buona conoscenza di anatomia sistema nervoso centrale e periferico, soprattutto e delementi di Medicina Tradizionale Cinese, agopuntura o shiatsu. Le tecniche di rianimazione KUATSU che si possono apprendere unicamente con un allenamento continuo si dividono in: KUATSU ad azione elettiva: KUATSU con percussioni riflessogene (TSUKI-KUATSU); KUATSU respiratori (HAI-KUATSU); KUATSU cardiaci (SHINZO-KUATSU). KUATSU ad azione globale o KUATSU maggiori (SO-KUATSU). KUATSU particolari, per: traumi cranico-cervicali (AMON-KUATSU); traumi pelvico-addominali (KIN-KUATSU); annegamenti. Non possiamo dimenticare, infine, che i KUATSU sono applicabili non solo nei trattamenti di rianimazione, ma anche per il trattamento rapido del dolore (KUATSU antalgici). KUATSU-JIN-KEN. Ricondurre luomo alla Via della Spada. un antico adagio giapponese e si riferisce allidea di ritornare alla vera essenza delluomo, eliminando tutto ci che inutile, sbagliato o cattivo. Per il Maestro UESHIBA MORIHEI, che adotta questa massima per la sua Arte Marziale, da eliminare tutto quello che contrasta con il principio ed il concetto di AI: legoismo, lodio, il volere; la spada richiamata non la KATANA, ma quella spada dello spirito che deve armare la mano di chi persegue il bene. KUBI. Collo. Nel collo ci sono alcuni KYUSHO, punti sensibili per gli ATEMI. KUBI SHIME. Strangolamento. UKE afferra per strangolare. KUBOTAN. Piccolo cilindro di metallo, utilizzato soprattutto dai NINJA, sia come tirapugni sia per tecniche di KOPPO. Portato appeso alla cintura, pu essere cavo e contenere diverse FUKUMI-BARI (armi da lancio ad ago). KUCHI. Bocca. KUDAKU. Rompere, spaccare, frantumare. KUDAN. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 9 grado. [si veda KYUDAN] KUDA-YARI. Guida-lancia. un corto cilindro di ferro che, posto sopra lasta di una lancia ed impugnato con la mano sinistra, consente di guidare larma con precisione, equilibrandola. Per assicurare il KUDA-YARI alla mano, si utilizza la cordicella kuda-no-utomo. Arma insidiosa. Una lancia contenuta in una corta asta cava: la punta fuoriesce grazie ad un brusco movimento in avanti, come nelloccidentale BRANDISTOCCO. Per la tradizione, linventore di tale arma ancora il monaco HOZO-IN EI, di NARA, alla met del XVI secolo. KUDEN. Trasmissione orale. Insegnamento tipico delle antiche scuole. KUE. Zappa. Anche questo attrezzo agricolo si pu trasformare in arma, come dimostrato dai soliti contadini di Okinawa. Lo studio delluso di questarma non convenzionale rientra, naturalmente, nel KO-BUDO. 94

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KUGE o HONKE. Nobili di Corte. Il termine indica le Famiglie aristocratiche affermatesi a partire dal Periodo HEIAN (794-1156). Al tempo dello SHOGUNATO TOKUGAWA (1603-1868), le Famiglie Nobili rimaste circa trecento, mantenute con modeste donazioni in pratica sono prigioniere nel palazzo imperiale di KYOTO, come lImperatore e la loro attivit limitata al cerimoniale ed ai rituali. [Si veda anche BUKE] KUGYO. Nobile pubblico, di Corte. KUJI-KIRI. Nove Simboli. Sono mudra utilizzati dai monaci-guerrieri (YAMABUSHI), nel Buddismo esoterico (sette TENDAI e SHINGON) e nella pratica dalcune scuole dArti Marziali, soprattutto di NINJUTSU. Secondo la tradizione, la corretta esecuzione di questi particolari mudra, unita alla recitazione di specifici MANTRA, assicura una forza fisica magica, se non linvisibilit, addirittura. I KUJI-KIRI sono pi efficaci se praticati durante la meditazione sotto una cascata (TAKI-SHUGYO). KUJIKU. Torcere, slogare. KUJI-NO-IN. Iscrizione delle Nove Lettere (o dei Nove Segni). Formula magica e pratica ascetica del Buddismo MIKKYO (setta esoterica SHINGON) nellambito dellHEIHO (il Metodo del Soldato) che anche molti praticanti dArti Marziali come, ad esempio, i seguaci del KATORI SHINTO RYU eseguono. Consiste nel ripetere la serie dei nove movimenti caratteristici delle mani (IN) ciascuno dei quali ha un nome proprio (rin, pyo, to, sho, kai, jin, retsu, zai, zen) concludendo il rito con un decimo movimento, segreto. Il tutto accompagnato dal canto di un appropriato MANTRA. KUJIRA-SHAKU. Misura di lunghezza per i tessuti. Vale 1 SHAKU pi . KUJU DO. 90 gradi. KUKI-NAGE. Particolare tecnica di proiezione, inventata da MIFUNE KYUZO, adatta a JUDOKA di piccola statura. KUKI-SHIN RYU. Scuola segreta degli YAMABUSHI delle montagne di Kumano. unArte Marziale di combattimento che usa molto il bastone ed praticata anche dai NINJA. Pare che anche UESHIBA MORIHEI sia stato iniziato a questArte, allet di 42 anni. KUMADE. Palmo della mano, con le dita ripiegate attorno. Grappino dabbordaggio. usato nelle battaglie navali, sia per labbordaggio vero e proprio sia per demolire barriere. Il ferro munito di forte codolo e montato su asta lunga fino a 250 cm si compone di una lama curva, ben rifinita, ed uno o due ganci. KUMAZASA-NO-OSHIE. Linsegnamento del piccolo bamb. Serie di brevi storie, patrimonio della scuola KATORI SHINTO RYU, che si riferiscono ad un tipo di insegnamento implicito, impartito dal fondatore IIZASA CHOISAI IENAO, ai SAMURAI che si recano a trovarlo, con lintento di sfidarlo per provarne labilit. A tutti gli sfidanti giunti nel suo DOJO, il Maestro propone di prendere un t insieme, prima del confronto, e fa preparare due piccole sedie di fragile bamb, su una delle quali si accomoda tranquillo, nonostante il precario equilibrio. il momento, questo, in cui lo sfidante si rende conto di trovarsi di fronte ad un essere superiore e rinuncia al confronto, diventando, magari, allievo di cotanto Maestro. KUMI. Afferrare. KUMI-JO. Sequenze preordinate di attacco/difesa, da eseguirsi in coppia, armati di JO. KUMI-TACHI o KUMI-KEN. Tecniche di coppia. Sequenze preordinate di attacco/difesa, da eseguirsi in coppia, normalmente armati di spada (KEN, TACHI). In alcuni KUMI-TACHI elaborati da IIZASA CHOISAI IENAO per la sua scuola, la TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU, solo uno dei praticanti armato di spada, mentre laltro fornito di arma diversa (lancia, bastone o altro) e lintento colpire uno dei punti deboli dellarmatura piuttosto che i KYUSHO. KUMI-TACHI anche il nome dello stile di combattimento con la spada elaborato da CHIBA SHUSAKU per la sua scuola, lHOKUSHIN ITTO RYU. 95

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KUMITE. Combattimento.

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KUMI TSUKI. Serie di quattro prese alla cintura (MAE UTATE KUMI TSUKI, MAE SHITATE KUMI TSUKI, USHIRO UTATE KUMI TSUKI e USHIRO SHITATE KUMI TSUKI), cui corrispondono altrettanti tipi di difesa, che prevedono normalmente tecniche di ROFUSE. Fanno parte dei TE-HODOKI (liberare le mani). KUMI-UCHI o YAWARA. Lotta senzarmi (da KUMI, afferrare e UCHI, chi colpisce). praticata con indosso larmatura, e serve per allenare i guerrieri a continuare il combattimento pur avendo perduto, o non potendo utilizzare, le proprie armi. Questo metodo di combattimento pare derivi attraverso il SUMO dallantichissimo SUMAI. Si ritiene che dalle tecniche KUMI-UCHI ben descritte in unopera letteraria del secolo XIII, il Konjaku-monogatari si sia poi sviluppato lo JU-JUTSU. Oggi, pi semplicemente, il termine KUMI-UCHI indica una tecnica di presa alla giacca dellavversario, allinizio del combattimento. KUNI-YUZURI SUMO. Leggendario combattimento per assicurarsi il dominio dello YAMATO, narrato nel KOJIKI (Memoria degli Antichi Fatti), tra due KAMI (o, molto pi probabilmente, due capi Clan): Takemikazuchi e Takemi-no-kata. Per la tradizione, da questa lotta che nasce il SUMO. KURAI. Termine che definisce chi, pur nello stato di allerta permanente (HONTAI), ha spirito libero (MUSO) e mente vuota (MUSHIN), s che pu dare limpressione di cedere liniziativa allavversario ed alla sua forza, per poi ritorcergliela contro. Si intende anche la forza della non-resistenza: ad un avversario che spinge o tira, non si oppone una forza uguale e contraria, bens lo si asseconda, tanto da indebolirne la spinta o la trazione. KURAMA RYU. Antica scuola di Kendo, fondata verso il 1547. KURIGATA. Aletta forata, sporgente dal lato interno del fodero (SAYA). A questa si fissa il cordoncino piatto di seta (SAGEO), che vincola il fodero della spada (escluso la TACHI) o pugnale alla cintura. KURIIRO. Marrone. KURIMATA. Freccia biforcuta. Cuspide (YANO-NE) di freccia a doppia punta. KURO. Giallo. KURUMA. Circolare; ruota. Indica una rotazione secondo il piano verticale. GURUMA, come suffisso. KUSANAGI. Base del polpaccio. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KUSARI. Catena. GUSARI, come suffisso. KUSARI-GAMA o NAGE-GAMA. In pratica una KAMA-YARI collegata ad una palla di ferro per mezzo di una lunga catena, agganciata al tallone della lama. E unarma caratteristica nata dallunione di una KAMA-YARI e di una catena appartenente alla categoria delle mazze articolate, che si pu usare sia nel combattimento sia nella difesa durante gli assedi. Negli scontri, ad esempio, la catena serve tanto a bloccare i fendenti quanto ad avvolgere la spada (per disarmare) o le gambe dellavversario (per farlo cadere) mentre la palla di ferro pu assestare micidiali botte e la lama usata per colpire di punta o taglio. Negli assedi la KUSARI-GAMA pu essere lanciata dallalto e recuperata per mezzo della catena. I maggiori utilizzatori della KUSARI-GAMA, nel corso dei secoli, sono i NINJA e la polizia. Pare che il pi abile utilizzatore di KUSARI-GAMA, in Periodo EDO (16031868), sia Yamada Shinryukan, ucciso dal Maestro ARAKI MATAEMON MINAMOTO-NO HIDETSUNA che, per sconfiggerlo, lo blocca in un boschetto di bamb: mancando lo spazio per far roteare la catena o per aggredire alle spalle, con la lama, lavversario, Yamada Shinryukan non ha scampo. KUSARIGAMA-JUTSU. Arte delluso di falcetto e palla di ferro, collegati con catena. una delle antiche Discipline del KAKUTO BUGEI. Oggi solo pochi RYU, come ad esempio lARAKI RYU, praticano questa Disciplina. Negli allenamenti si usa un falcetto con lama di legno, la catena sostituita da una corda e la palla di ferro sostituita da una in gomma pesante.

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KUSAZURI. Falda dellarmatura. Lamelle di cuoio laccato o metallo, collegate fra di loro e raggruppate a formare sezioni pi ampie, allargate verso il basso sono appese alla corazza con cordoncini. Nella O-YOROI i KUSAZURI coprono la parte anteriore, quella posteriore ed i fianchi, due sezioni per ogni parte. Nelle armature posteriori le sezioni aumentano di numero (fino a nove), ma si restringono, costringendo alluso dello HAIDATE. KUSEN. Insegnamento orale. quello impartito agli allievi dal Maestro Zen (ROSHI) durante la pratica della meditazione (ZAZEN). KUSHIN RYU. Scuola di JU-JUTSU. fondata a EDO da INUGAMI NAGAKATSU mentre suo figlio, INUGAMI GUBEI NAGAYASU, ne perfeziona le tecniche, simili a quelle del KITO RYU, nel 1720. KUSUNOKI. Clan militare, che appoggia lImperatore GO-DAIGO e la sua discendenza nella sessantennale guerra civile guerra Nambokucho, 1336-1392 contro la Corte di KYOTO (Corte settentrionale) e gli SHOGUN ASHIKAGA. Il pi famoso dei KUSUNOKI Masashige, considerato la perfetta incarnazione dellideale SAMURAI. Egli, nel 1333, quando ancora il suo Clan alleato degli ASHIKAGA e tutti combattono per GO-DAIGO contro i Reggenti HOJO, pur consapevole di non poter vincere una battaglia (quella di Minatogawa), vi simpegna ugualmente, sia per obbedire agli ordini ricevuti sia per fedelt allImperatore. Sconfitto, mostrando un coraggio estremo ed unesemplare spirito di dedizione, compie SEPPUKU. KUWAGATA. Ornamento anteriore (cimiero) dellelmo. In genere fatto con sottile piastra metallica dorata o stecca di balena. Prevale la forma ad imitazione di corna, anche enormi, piuttosto che quella di foglie chiuse di piante acquatiche. KUZURE. Squilibrio. Deriva da kuzureru, cadere. KUZUSHI. Squilibrare; rompere (lequilibrio dellavversario). Viene da KUZUSU, spezzare. importante, nel combattimento a corpo a corpo, riuscire a squilibrate lavversario, per proiettarlo al suolo. Un buon BUDOKA, dotato di quellattitudine mentale definita come SEN o SEN-NO-SAKI [si veda], riesce a muoversi in modo tale da costringere lavversario a rompere il proprio equilibrio, spostando lHARA [qui inteso come baricentro del corpo], mettendosi nella posizione migliore per essere proiettato. Il movimento di TORI che opportuno sia nella condizione di KURAI frutto di un accorto TAI SABAKI. KUZUSU. Spezzare. KWAIKEN o KAIKEN. Corto, affilatissimo pugnale. Lo usano soprattutto le donne delle Famiglie Militari (BUKE e BUMON), che lo portano nascosto tra le pieghe del KIMONO. Lungo in genere 20-25 cm, senza TSUBA, ha lama leggermente curva, ad uno o due FILI, con TSUKA e SAYA di legno laccato, semplici, e fornimenti di corno o argento. utilizzato per difesa personale o, in particolari circostanze, per il suicidio rituale, mediante taglio della carotide (arteria del collo). KWAPPO. Si veda KAPPO. KYO. Principio; gruppo di movimenti. Ci sono cinque KYO principali (dal primo al quinto): IKKYO (o OSAE), NIKYO (o KOTE MAWASHI), SANKYO (o KOTE HINERI), YONKYO (o TEKUBI OSAE), GOKYO (o UDE HISHIGI). Mascella.
UDE

KYOEI. Zona tra la 5^ e la 6^ costola. Punto sulla linea ascellare anteriore. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KYO-JUTSU. Menzogna e verit. Indica un inganno, una finta, un movimento di schivata e contrattacco immediato. concetto utilizzato, soprattutto, in KENDO, KEN-JUTSU e KARATE. KYOKAKU. Uomo virile, uomo coraggioso. Si veda OTOKODATE. KYOKUSHINKAI-KAN. Stile di KARATE (abbreviato in K.K.K.), ideato da MASUTATSU OYAMA nel 1955. Variante dello stile GOJU RYU, molto duro ed altrettanto efficace, basato com su forza fisica, tecniche velocissime e pericolose! e posizioni naturali, il tutto amalgamato dallo spirito ZEN. Caratteristiche del KYOKU97

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SHINKAI-KAN, come gi spiratori (YOI-IBUKI).

NIHON dello stile GOJU RYU, sono la respirazione enfatizzata (IBUKI, NOGARE) e gli esercizi re-

KYOSEN. Apofisi xifoide sternale. Plesso solare. Punto sporgente dello sterno. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. KYOSHI. Istruttore. Nellantico sistema di classificazione del BUGEI, si ottiene la qualifica di KYOSHI solo con il grado minimo di 7 DAN e si rimane tale anche nell8. La qualifica corrisponde, altres, al raggiungimento di un livello di perfezione interiore. In alcune scuole, KYOSHI la cintura nera 6 DAN. [si veda KYUDAN] KYOSHI-NO-KAMAE. Posizione inginocchiata. KYOSHIN MEICHI RYU. Scuola di Arti Marziali cui appartiene MOMONO-I SHUNZO. KYOTETSU-KOGE o KYOGETSU-KOGE o KYOTETSU-SHOGE. Tipica arma da NINJA. un pugnale a due lame, una dritta ed una curva; allimpugnatura fissata una lunga corda, con un disco di ferro allaltra estremit. Il KYOTETSU-KOGE serve come arma bianca o da lancio e pu fungere da rampino, per scalare muri. La corda, inoltre, lanciata col disco che funziona da contrappeso, pu servire per far cadere un avversario ed utilizzata per legarlo. KYOTO. Capitale del Giappone dal 794 al 1868.
TEMI.

KYOTOTSU. Sterno. Punto della parte inferiore dello sterno. KYUSHO, punto vitale o debole per gli APure CHUDAN. KYU. Classe. Grado o livello inferiore delle Arti Marziali. Ne esistono da 6 a 10, secondo Arte Marziale e scuola. Il KYU, fino al raggiungimento della cintura nera, pu essere attribuito per esame, come accade normalmente, od a giudizio del Maestro. Di solito, il colore della cintura che indica il livello di pratica dellallievo; in Giappone, a differenza di quanto accade fuori del Paese, i colori sono solo due: bianco dal 6 al 4 KYU e marrone dal 3al 1 [si veda KYUDAN]. NellAIKIDO, la cintura di color bianco per i KYU dal 6 al 2 e marrone per il 1 in Giappone, mentre altrove si segue la regola giapponese piuttosto che quella dello JUDO (un colore diverso per ogni grado), oppure tutti indossano la cintura bianca. I praticanti con solo i gradi KYU sono detti MUDANSHA (senza DAN). Arco. Veloce, rapido.

KYU o KU. Nove in sino-giapponese. In giapponese puro KOKONOTSU, per contare le persone (NIN) si dice KYUNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa KYUHON. KYUBA. Arte Marziale. Comprende sia il tiro con larco (KYU) sia lequitazione (BA). Il metodo dallenamento tipico di questArte lo YABUSAME, ancora oggi popolare e praticato a KAMAKURA. KYUBA-NO-MICHI. Via dellarco e del cavallo. Deriva da KYU, arco, BA, cavallo e MICHI, cammino. un codice di comportamento, non scritto, che risale al secolo XIII, antesignano del BUSHIDO. KYUDAN. linsieme dei gradi, inferiori e superiori (KYU e DAN), attribuiti nelle Arti Marziali. un sistema di graduazione adottato da tutte le Discipline del BUDO moderno e derivato dal BUJUTSU e dal BUDO classico per indicare il livello tecnico raggiunto; un diploma (GAKU), spesso, ufficializza lattribuzione del grado. La progressione della conoscenza, unita allevoluzione dellabilit, il fattore decisivo per il riconoscimento del grado. Nei tempi antichi ed ancora oggi, nel BUJUTSU e nel BUDO classici il sistema dinsegnamento, con la trasmissione della conoscenza di tecniche segrete (o dei segreti dellArte Marziale, che dir si voglia) condiziona lattribuzione dei gradi, fatta ad insindacabile giudizio del Maestro. Questa lantica classificazione BUJUTSU: SHODEN: la trasmissione iniziale; quello che serve per cominciare. CHUDEN: la trasmissione mediana; la met del cammino compiuta. OKUDEN: la trasmissione profonda; gli insegnamenti esoterici (HI-GI). 98

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MENKYO KAIDEN: certificato e titolo; chi lo riceve ha appreso tutti i segreti; pu succedere al Maestro o fondare un HA del RYU. MOKUROKU, INKA. Certificato di trasmissione. Normalmente, nel BUDO, si considerano i gradi inferiori (KYU, da 6 a 10, secondo Arte Marziale e scuola) come fasi dellapprendimento e quelli superiori (DAN, da 5 a 12, secondo Arte Marziale e scuola) come livelli di pratica e perfezionamento. Le tabelle che seguono sintetizzano il sistema KYUDAN in ordine crescente di livello ed anche il valore convenzionale espresso dal grado, con lovvia notazione che, come anche per altri casi, le diverse Discipline e le differenti scuole possono attribuire nomi, livelli e qualifiche in modo difforme. categoria KYU grado 6 5 4 3 2 1 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 cintura bianca gialla arancione verde blu marrone titolo
ROKKYU GOKYU SHIKYU o YONKYU SANKYU NIKYU IKKYU SHODAN; SHO-MOKUROKU NIDAN; JO-MOKUROKU SANDAN; HON-MOKUROKU JODAN; HON-MOKUROKU; SHIHAN

DAN

nera

GODAN o MENKYO o tasshi ROKUDAN o MENKYO SHICHIDAN HACHIDAN KUDAN JUDAN

Qualifica Studente di 6^ classe Studente di 5^ classe Studente di 4^ classe Studente di 3^ classe Studente di 2^ classe Studente di 1^ classe C. n. 1 grado Discepolo C. n. 2 grado C. n. 3 grado C. n. 4 grado Assistente Istruttore C. n. 5 grado (RENSHI) C. n. 6 grado C. n. 7 grado Istruttore (KYOSHI) C. n. 8 grado Maestro C. n. 9 grado (HANSHI) C. n. 10 grado qualifica Esperto dalto grado Esperto specializzato Maestro Titolo
KOKORO; HANSHI KOKORO; HANSHI IKO-KOKORO IKO-KOKORO IKO-KOKORO

grado 1 dan 2 dan 3 dan 4 dan

qualifica titolo Studente SEN Discepolo GO NO SEN Discepolo confermato o Allievo esperto Esperto SEN-NO-SEN

grado 5 DAN 6 DAN 7 DAN 8 DAN 9 e 10 DAN

Il titolo onorifico di HANSHI dato agli esperti IKO-KOKORO, che hanno raggiunto il perfetto controllo dello spirito; quello di KYOSHI agli Istruttori esperti (6 e 7 DAN), con un alto livello di perfezione interiore. chiamato RENSHI (5 DAN) chi ha raggiunto lautocontrollo, unito alla perfetta conoscenza delle tecniche. Un altro metro di classificazione, che inserisce fattori, simboli ed elementi legati alla mistica filosofica orientale, questo: grado
SHOMOKUROKU JOMOKUROKU HONMOKUROKU

MENKYO KAIDEN

la Pratica blocca gli attacchi e crea opposizione prima di rea1 lizzare una tecnica; azioni scomposte, angolari; lavoro muscolare realizza spostamenti circolari: pu assorbire, indiriz2 zare, guidare le energie sul cerchio del suo mondo e neutralizzare lattacco amplifica lazione nello spazio-tempo, senza stagna3 4 zione; non si lascia agganciare da violenza e aggressivit dellattacco inizia a muoversi in coordinazione con gli attacchi, 5 6 per rapidi e improvvisi che siano; lintuizione guida a neutralizzare il pensiero aggressivo dellavversario 7 8 non esiste dualit fra attacco e difesa, non hanno si99

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il Sentire e URA come tecterra nica; volont di fare quadrato (ego) tecnica, pi negativo e acqua positivo in forma circocerchio lare; c ancora lego tecnica, cerchio, mente fuoco libera: lascia lego, pertriangolo cepisce il fluire del KI unione come amore; aria controllo dei propri senvento si; ritmo e armonia etere non c dualit, realizza
OMOTE

i Simboli

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NIHON 9 gnificato; agisce e vive spontaneamente nel presen- spazio lunit con luniverso te; realizza il non-attaccamento vuoto

KYUDO. La Via dellArco. lArte del tiro con larco tradizionale e deriva dal KYU-JUTSU. Si sviluppa (dal secolo XVI) quando la precisione nel tiro assume unimportanza relativa, poich larco dapprima affiancato e quindi, in pratica, soppiantato, dalle armi da fuoco nonostante il venerato YUMI rimanga in dotazione alle truppe imperiali fino al 1868. Nellallenamento di questa via, in luogo della precisione, assumono grande importanza larmonica gestualit, la ritualit, la padronanza di una mente serena sul corpo, lequilibrio psicofisico, il valore spirituale di un pensiero elevato. Numerosissimi sono i DOJO, in Giappone ed in altri Paesi, dove si perpetua linsegnamento dei Maestri, antichi (come MORIKAWA KOZAN) e moderni (tra tanti: AWA KENZO ed il suo discepolo ANZAWA HEIJIRO). Il praticante di KYUDO (KYUDOKA) indossa, come KEIKOGI, un KIMONO di tipo particolare durante alcune cerimonie, nelle quali porta anche un EBOSHI ed unHAKAMA; prevista la solita suddivisione in KYU e DAN (10) dei gradi. Negli allenamenti quello fisico ha lo stesso nome della Disciplina, KYUDO, mentre quello di tipo spirituale si chiama SHADO si usano bersagli particolari (MAKIWARA), posti a 2-3 metri; nelle gare la distanza dai bersagli arriva a 60 metri. Sono sette le posizioni-azioni di base (yugamae) che formano la sequenza di tiro: ashibumi, dozukuri, uchi-okoshi (o kikitori), hikiwake, kai (o jiman), hanare e zanshin (o daisan). Si deve allopera di MORIKAWA KOZAN, della YAMATO RYU, la codificazione (1644) dello studio di questa Disciplina, che da allora comprende sei parti: kyu-ri (logica dellarco), kyu-rei (etichetta), kyu-ho (tecnica), kyu-ko (impugnatura), kyu-ki (analisi meccanica) e, per finire, she-mei (le quattro virt dello sviluppo dello spirito dellarco). KYUDOKA. Chi pratica il KYUDO. KYUHON. Nove, per contare oggetti particolarmente lunghi (HON). In sino-giapponese KU o KYU, in giapponese puro si dice KOKONOTSU, per le persone (NIN) susa KYUNIN. KYU-JUTSU. Arte del tiro con lArco da guerra; tecnica dellarco da guerra. una delle Arti Marziali pi antiche, come antichissimo luso, in caccia e in guerra, di questo strumento ed anche lo status sociale di chi larco lo usa. Larciere, ITE, chiamato anche YUMI-TORI, colui che impugna larco, da sempre un guerriero di rango, tanto vero che, per il BUSHI, guerra (BU) e arco e frecce (yumi-ya), sono sinonimi; anche il primo codice di comportamento dei guerrieri, il KYUBA-NO-MICHI, Via dellarco e del cavallo, fa riferimento a questarma. Il KYU-JUTSU fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere) e, per importanza, la prima di quelle comprese dal KAKUTO BUGEI. Lallenamento quotidiano in questarte deve far acquisire allarciere non solo la precisione nel tiro (e 1.000 tiri al giorno sono il minimo previsto), ma anche la corretta postura in battaglia. Anche se non mancano esemplari di foggia cinese, larco tradizionale, YUMI [si veda], a struttura mista, ha la caratteristica foggia asimmetrica, molto utile per tirare con un ginocchio poggiato a terra ( solo dal secolo XII che gli arcieri scoccano cavalcando) ed lungo da 180 a 240 cm, per uno spessore di circa 5 cm. Enorme lassortimento di cuspidi, YANO-NE [si veda] che possono essere montate sulle frecce (YA): dalle pi semplici a vere e proprie opere darte, ce ne sono per tutti gli usi, per tutti i gusti e per tutte le tasche. soprattutto dal secolo XIV che nascono numerose scuole dove luso dellarco tradizionale codificato ed insegnato, anche se gi dal secolo X il tiro con larco da cavallo praticato come divertimento o allenamento sportivo, in manifestazioni (INU OI-MONO, YABUSAME, KASA-GAKE, TOKASAGAKE, ad esempio) di carattere anche sacro o religioso, talvolta giunte sino ai nostri giorni. Dopo lintroduzione delle armi da fuoco (1543) e la loro diffusione, soprattutto nei contingenti di contadini-soldati e SAMURAI di basso rango, la precisione nel tiro con larco perde relativamente dimportanza ed il KYU-JUTSU si trasforma in KYUDO. Il KYU-JUTSU insegnato nellOGASAWARA RYU appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). [si veda anche L Antiche arti da guerra] KYUNIN. Nove, per contare le persone (NIN). In sino-giapponese KU o KYU, in giapponese puro si dice KOKONOTSU, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa KYUHON. KYUSHAKU-BO. Bastone lungo. Indica il bastone lungo 280 cm (per la precisione 9 SHAKU: 272,72 cm). KYU SHIN KYU. Dirigere lo spirito. Questa pratica, comune ad Arti Marziali e ZEN, insegna a penetrare i fenomeni, gli elementi, senza risparmio denergia e con creativit, per raggiungere lobiettivo. necessario 100

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concentrarsi unicamente sul qui e sullora, tanto quando si pratica unArte Marziale quanto vivendo la vita quotidiana: donandosi completamente [gi lImperatore romano Marco Aurelio Antonino (121-180), studioso di retorica e filosofia, ammiratore e conoscitore della cultura greca, sostiene: Compi ogni azione della tua vita come se fosse lultima]. Nel combattimento non si pu vincere se si risparmia energia e non si creativi: per sopravvivere, non si pu dipendere dalle tecniche. KYUSHO. Punti vitali, punti deboli. Sono i numerosi punti vulnerabili, distribuiti su tutta la superficie del corpo umano, che ogni praticante esperto dArti o Discipline Marziali deve (dovrebbe?) ben conoscere. Sono appunto i KYUSHO il bersaglio (MATO) delle ATEMI WAZA che, con la loro percussione, possono causare molteplici effetti, dalla paralisi da dolore al trauma pi o meno grave, dalla perdita di conoscenza alla morte. Non ogni KYUSHO, se colpito, provocano effetti devastanti quali paralisi o morte, cos come non tutti gli ATEMI sono mortali, naturalmente: dipende dallenergia impiegata. Scopo degli ATEMI, in ogni caso, mettere lavversario fuori combattimento. La tabella che segue riepiloga, in ordine di posizione, solo alcuni dei KYUSHO principali ed i loro possibili effetti. [si veda anche la voce corpo, nella seconda parte del Dizionario] Punti che, se colpiti, possono provocare perdita di conoscenza, lesioni permanenti o morte. KYUSHO della testa e loro possibile effetto - fontanella anteriore, bregma - fontanella posteriore - radice del naso - globo oculare - zigomi, orbite oculari - base del naso - mento - punta del mento - tempie - orecchie 11 DOKKO - apofisi mastoidea - morte 12 MIKAZUKI - mascella - svenimento - svenimento 13 MURASAME, - carotidi
TENDO TENTO CHUTO, UTO GANSEI SEIDON JINCHU GEKON KACHIKAKE KASUMI MIMI MATSUKAZE

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

- frattura cranica; svenimento; morte - frattura cranica; svenimento; morte - lesione cerebrale; morte - forte dolore; svenimento - perdita dequilibrio; cecit (transitoria o meno) - frattura; svenimento - forte dolore; svenimento - svenimento - lesione cerebrale; morte - forte dolore; lesione timpano; svenimento 14 HICHU - trachea, pomo Adamo - svenimento 15 KOCHU - base del cranio - morte 16 KEICHU - nuca - frattura; svenimento

1 2 3 4 5 6 7 8 9 11 12 13 14 15 16 17 18
SONU TANCHU KYOTOTSU KYOSEN GANKA KYOEI GANCHU DENKO, INAZUMA SUIGETSU MYOJO YAKO KINTEKI, TSURIGANE HIZA-KANSETSU KOKOTSU UCHI-KUROBUSHI KORI SO-IN

KYUSHO della parte anteriore e loro possibile effetto

- base del collo, tra clavicole - parte sup. dello sterno - parte inf. dello sterno - apofisi xifoide sternale - pettorali, tra 4^ e 5^ costola - tra 5^ e 6^ costola - plesso cardiaco - fianchi, costole fluttuanti - bocca dello stomaco - ombelico - spina pubica - testicoli - rotula - parte interna della tibia - caviglia, malleolo interno - collo del piede - tubercolo del 5 metatarso

- morte - lesione cardiaca; svenimento; morte - lesione cardiaca; svenimento; morte - paralisi sistema nervoso; svenimento; morte - arresto respiratorio; svenimento; morte - arresto respiratorio; svenimento (a dx.); morte (a sx.) - svenimento - arresto respiratorio; svenimento; morte - blocco respiratorio; svenimento - svenimento - svenimento - svenimento; morte - svenimento - svenimento - svenimento - svenimento - svenimento

KYUSHO della parte posteriore e loro possibile effetto

SODA

- base delle scapole - arresto respiratorio; svenimento; morte 101

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2 3 4 5 6 7 8 9
KATSUSATSU HIZO KODENKO BITEI KO-INAZUMA SHITSU-KANSETSU SOBI AKIRESUKEN

NIHON - tra le scapole - reni - base della colonna - coccige - sotto i glutei - cavit poplitea - base del tricipite - tendine dAchille - svenimento - choc nervoso; svenimento; morte - svenimento - lesione midollo spinale; paralisi; morte - paralisi transitoria della gamba; svenimento - paralisi transitoria della gamba; svenimento - svenimento - svenimento

Punti che, se colpiti, provocano dolore, anche paralizzante, ma non danni permanenti. da ricordare che ogni muscolo di braccia e gambe, se percosso con sufficiente energia, si contrae spasmodicamente, provocando forte dolore e temporanea paralisi dellarto. In particolare, si considerano i seguenti 1 2 3 4
WANJU CHUKITSU SANTCHI SHAKUTAKU KYUSHO del braccio

- interno del braccio, verso lascella - articolazione interna del gomito - parte sup. esterna dellavambraccio - parte sup. esterna del polso

5 6 7 4 5

USHIROSHAKUTAKU - parte sup. interna del polso SHUKO - palmo mano, a sx tendine del 2 KAIAKU

radiale - palmo mano, sul 1 interosseo palmare - base del polpaccio - caviglia

KYUSHO della gamba KUSANAGI NAIKE

1 2 3

FUKUTO YAKO KEIKO

- parte superiore esterna della coscia - parte superiore interna della coscia - tibia

-L-MMA. Spazio (lideogramma significa, concettualmente, attraverso qualcosa); distanza. Ritmo. Tutte le Arti Marziali, non solo quelle orientali, abbinano al concetto di distanza che separa dallavversario anche la nozione di tempo necessario ad esprimere una tecnica. Tipica della mentalit orientale, invece, la concezione del principio di interazione ed integrazione di tutte le cose con la natura e con lUniverso, che porta ad un concetto di spazio-tempo (caratteristico, inimitabile e non delimitato) fra due momenti, due oggetti, due spazi. Consideriamo, inoltre, che tipico dogni essere umano concepire come vitale lo spazio attorno a s e qualunque intrusione in questo spazio vitale percepita come azione aggressiva. immutabile il concetto di una sorta di sfera privata e virtuale e impenetrabile della quale noi siamo il centro; quello che cambia, naturalmente, il raggio di questarea. Sono i tempi, i luoghi e le circostanze che modificano la distanza alla quale percepiamo come ostile la presenza degli altri. Pensiamo, ad esempio, alla ressa sui mezzi di trasporto, nellora di punta o alla calca durante spettacoli e manifestazioni: nessuno accetterebbe, in condizioni diverse, una vicinanza cos pressante di persone estranee, potenzialmente pericolose. In rapporto al centro di questa sfera il nostro TANDEN si possono valutare e classificare i punti dello spazio come segue (in ordine logico). destra: sinistra: davanti: dietro: laterale: lato superiore: lato inferiore: grande: piccolo: livello:
MIGI HIDARI MAE USHIRO YOKO, hen JOSEKI SHIMOSEKI O, oki KO, SHO DAN

alto: medio: basso: interno: esterno: diritto, diretto: circolare: di fronte: opposto, contrario: angolo: 102

JO CHU GE, shimo UCHI SOTO IRIMI TENKAN OMOTE URA SUMI

fluttuante: sopra: sotto: piatto: obliquo: uncino, interno: a gancio: circolare: semicircolare: lontano:

UKI OMOTE, KAMI SHITA, URA HIRA NANAME KOMI KAGI, KAKE KURUMA MAWASHI TO

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MA-AI. La distanza (MA) che unisce (AI). La giusta distanza dallavversario. La distanza corretta tra due avversari disarmati 2-3 passi: le mani, a braccia distese, si sfiorano detta JUBAN-NO-MA-AI. TO-MA una distanza troppo ampia. CHIKA-MA (distanza di un passo) quella troppo corta. NISSOKU-ITTO-NO-MA-AI la distanza ideale tra due avversari armati di spada: 4-5 passi circa, le punte delle spade distano una decina di centimetri. [si vedano anche Considerazioni sul KI] MABEZASHI. un termine generico che indica la visiera dellelmo in genere (KABUTO). MABUNI KENWA. (1889-1952) Maestro dArti Marziali. Vissuto ad OKINAWA al tempo di FUNAKOSHI GICHIN, a 13 anni inizia a studiare OKINAWA-TE sotto il Maestro ITOSU YASUTSUNE ANKO, della scuola SHURI-TE, passando a 20 anni con HIGAONNA KANRYO, della scuola Naha-te. MABUNI KENWA, nel 1928, concepisce lo stile SHITO RYU e nel 1929 si trasferisce ad Osaka, dove apre un DOJO per insegnare il suo metodo. Nel 1937, quando secondo caposcuola dello stile ITOSU RYU, cerca di unificare il suo stile con il Tomari-te, razionalizzando e sistematizzando i rispettivi metodi dallenamento. MACHI. Associazioni urbane. Si tratta dellunione volontaria di centri abitati vicini o quartieri della stessa citt o, addirittura, pi abitazioni del medesimo rione. lo spirito di comunit, che caratterizza la zona di KYOTO allinizio del XV secolo, a favorire la formazione delle associazioni MACHI. Quelli che vivono in un MACHI, si comportano come se facessero parte di ununica comunit ai fini della prevenzione dei crimini, del soccorso reciproco, della difesa contro gli incendi (frequentissimi, in citt fatte di legno). Dalla met del secolo XV, inoltre, ai compiti precedenti si aggiunge la formazione di milizie per la difesa delle citt contro scorrerie e saccheggi operati dagli IKKI. MACHI-DOJO. DOJO privato, dove si pratica il BUDO. MADE. Fino a. MAE. Davanti; in avanti; frontale. MAE-GERI. Calcio diritto, frontale. Sintende ad un KYUSHO (punto vitale). Rientra nelle KERI-GOHO. MAE KAMI DORI. Presa per i capelli, frontale. MAE RYO TE ERI SHIME AGE. Quarta presa al bavero. UkE afferra, con entrambe le mani, il bavero di TORI, per strangolarlo. Lazione difensiva di TORI normalmente comprende lo sbilanciamento di UKE attraverso un abbassamento del busto, con rotazione. MAE RYO TE KATA SODE DORI. Terza presa alle maniche. UkE afferra, con entrambe le mani, le maniche di TORI. Lazione difensiva di TORI normalmente porta allo sbilanciamento di UKE attraverso un ampio movimento rotatorio delle braccia, unito ad un TENKAN. MAE RYO TE DORI. Quinta presa di polso (o di braccio). Presa ad entrambi i polsi, frontale. [si veda RYO TE DORI] MAE SHITATE KUMI TSUKI. Seconda presa alla cintura. Lazione difensiva di mente, una tecnica di lussazione o chiave articolare (ROFUSE).
TORI

prevede, normal-

MAE TATE MITSU. Perizoma (FUNDOSHI) di seta, aderente, annodato sotto la cintura (MAWASHI) dei SUMOTORI. MAE UKEMI. Caduta in avanti. MAE UTATE KUMI TSUKI. Prima presa alla cintura. Lazione difensiva di TORI prevede, normalmente, una tecnica di lussazione o chiave articolare (ROFUSE). MAE WAZA. Tecniche su attacchi frontali. MAGARI-YARI o JITE. Arma in asta. Forma di spiedo, tridente. Il ferro ha i due rebbi, due lame laterali che sporgono a croce e larma, pertanto, chiamata anche JUMON-JI-YARI, assomigliando al carattere che, in 103

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giapponese, esprime il numero 10, una croce appunto. Le prime citazioni di questarma risalgono al secolo VIII e, sicuramente, la utilizzano i combattenti a cavallo del Periodo MOMOYAMA (1573-1603), mentre in seguito si trasforma in oggetto da parata, da cerimonia: con il fodero decorato dal MON del Clan, precede in corteo il DAIMYO. Numerosissime sono le varianti dellarma, ottenute cambiando le dimensioni del ferro (lungo anche meno di 10 cm, ma sempre dotato di lungo codolo inserito nel manico) e/o dellasta (varia da 210 a 270 centimetri). Varia anche posizione e forma delle lame, con quella centrale che pu essere molto allungata o con triplice sguscio ed i rebbi laterali diritti, arcuati o asimmetrici. La MAGARI-YARI tra le armi in dotazione ai guerrieri a piedi (ASHIGARU, ZUSA), i quali imparano tecniche (Jite-jutsu) e maneggio di questa lancia utilizzando un JITE di legno. Lallenamento simile a quello con il bastone lungo (BO) ed oggi rientra nel NAGINATA-JUTSU, poich lo Jite-jutsu non quasi pi praticato. MAI. Piastra, piastre, metalliche [si veda GOMAI-KABUTO]. MAIDATE. termine generico, che indica qualsiasi ornamento (cimiero) portato sul davanti dellelmo. Fatto di legno laccato o dorato, di stecche di balena o metallo, normalmente il MAIDATE ha forma di creatura mitica, insetto o animale e dovrebbe anche rappresentare il carattere di chi lo indossa. Il nome particolare indica dove il MAIDATE trova posto, sullelmo: kashira-date (sulla sommit), ushiro-date (dietro), waki-date (due, uno per lato). MA-ITTA. Mi arrendo. Dichiarazione di resa durante gli incontri delle Arti Marziali da combattimento. MAKE o MAKETA. Sconfitta, relativamente agli incontri delle Arti Marziali da combattimento. MAKE-KATA. Chi ha subito una sconfitta (MAKE) durante un incontro delle Arti Marziali da combattimento. MAKI. Avviluppato, avvolto. MAKIKOMU. Avvolgere. MAKI-KOTE. Cambiamento. MAKIMONO. il registro delle tecniche di un RYU classico. Rappresenta non solo la tradizione della scuola (documentando sia i metodi di combattimento tipici, sia le credenze e la storia del RYU), ma anche il suo tesoro, perch riflette lispirazione (spesso affermata divina) che ne allorigine. In principio, nessun MAKIMONO pu uscire dal RYU (il loro studio riservato ai soli adepti) ed anche in tempi recenti molto difficile consultare tali registri, quelli rimasti, almeno. Infatti, oltre a tutti i testi andati perduti perch dispersi o bruciati allestinzione della famiglia dellultimo Maestro i MAKIMONO rimasti, se disponibili, sono difficilmente decifrabili: i simboli incomprensibili, i diagrammi, il linguaggio criptico consentono linterpretazione solo a chi discepolo del RYU e possiede la conoscenza e lesperienza necessarie. il diploma o certificato rilasciato dal Maestro di un RYU agli allievi, secondo lantico metodo di graduazione del BUGEI. [si veda MENKYO] MAKINO TORU. Maestro di spada, appartenente allo HOKUSHIN ITTO RYU, scuola di KEN-JUTSU. ricordato per unopera scritta verso il 1930, il KENDO SHUGYO NO SHIORI (Allenamento al Kendo), in cui si sofferma sullo stato di SEISHI-O CHOETSU, sottolinea limportanza di adempiere ai doveri di lealt e predica il rispetto delle virt filiali. MAKI-OTOSU. Controllo del braccio di UKE, quando questi finito a terra. MAKIWARA. Bersaglio. Nel KARATE consiste di una tavola di legno, elastica, rivestita di paglia o gomma, infissa nel terreno o fissata al muro. Nel KYUDO un cilindro di paglia di riso compressa, profondo circa 100 cm e con un diametro di 60. Il MAKIWARA montato su di un supporto, a 150 cm dal suolo, e serve unicamente ad affinare la tecnica di tiro, poich larciere si posiziona a 2-3 metri di distanza. MAKKI. Parata. MAKOTO. La sincerit totale. Uno dei sette punti del BUSHIDO [si veda]. Questo sentimento di assoluta franchezza non pu prescindere da uno spirito puro, magnanimo e, riguardando tanto la purezza fisica 104

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quanto quella morale, tipico delletica giapponese e di ogni praticante di Arti Marziali. Il MAKOTO ha il suo simbolo nel fiore di ciliegio (SAKURA: caducit di tutte le cose) e nella neve (assoluta purezza) ed rappresentato dal pino (SHO). MAKURA. Cuscinetto di legno, talvolta imbottito leggermente. usato per riposare, appoggiandovi la nuca, senza rovinare lacconciatura dei capelli. MAMORI-GATANA. Spada da difesa, spada di protezione. la spada che portano i figli dei BUSHI, modello in scala della KATANA paterna, pi segno dappartenenza ad una casta che arma vera e propria. MANABU. Imparare copiando. il tipico apprendistato di tipo pragmatico: lallievo apprende imitando le tecniche del Maestro, praticando, applicando. Quello che davvero importa lefficacia delle tecniche, senza eccessiva preoccupazione per i concetti che, sottaciuti, diventano palesi solo in un secondo tempo. MANDKORO. lufficio di amministrazione generale del BAKUFU. Unitamente al SAMURAI DOKORO (quartiere generale militare e di polizia) ed al MONCHUJO (lufficio legale), costituisce la snella e semplice struttura organizzativa iniziale dello SHOGUNATO. MANIWA-NEN RYU. Scuola di Arti Marziali risalente al secolo XVI. ancora oggi operante, dopo la radicale trasformazione etica del secolo XVII: le discipline insegnate (JU-JUTSU, KEN-JUTSU, KUSARIGAMA-JUTSU, tra le altre, ed ogni forma di BUDO con le armi) sono Arti di combattimento pacifico, perch preservano la Via anzich imboccarla. Una tipica forma di allenamento con la spada, tuttora praticata, consiste nel deviare con la KATANA le frecce scagliate contro lo spadaccino. MANRIKI-GUSARI. Catena dei 10.000 poteri. una catena di ferro, con due pesi alle estremit e con una lunghezza variabile dai 70 cm ai 4 metri. Questarma, che pu facilmente essere nascosta negli abiti, ha molteplici usi: pu bloccare eventuali assalitori, legando loro le braccia; impedisce luso delle armi (tenuta tra le mani, pu fermare le lame); immobilizza un uomo in fuga, usata come le bolas. Pare che sia MASAKI TOSHIMITSU DANNOSHIN, nel secolo XVII, a servirsi per primo di questarma, per fermare briganti o RONIN senza ucciderli. , anche, attrezzo usato dai NINJA. MANYOSHU. Raccolta delle Innumerevoli Foglie. Antologia di poesie che risale al secolo VIII. In questa, come in tutte le opere letterarie dellepoca, abbondano i riferimenti allantica cultura militare. Nel MANYOSHU, in particolare, si menziona il combattente di valore, il MASURAO. MAPPO. il periodo di catastrofi, agitazioni sociali ed orrori che i monaci buddisti profetizzano debba realizzarsi dal 1052. In effetti, lultimo terzo del Periodo HEIAN (794-1156) caratterizzato da continue guerre, che vedono affermarsi i primi guerrieri di professione, i SABURAI. MARU. Cerchio. MARUI. Movimento circolare. quello che caratterizza lAIKIDO: un attacco portato in linea retta, pu essere affrontato con relativa facilit incanalandone la forza in un movimento circolare, fino al completo controllo dellattaccante. MARUME KURANDO. (1540-1629) Spadaccino, fonda la scuola TAISHA RYU di KEN-JUTSU ispirandosi allAIZU KAGE RYU di AIZU IKO. MASA-KARI. Ascia da battaglia. Di ferro, pi piccola e maneggevole dellONO. MASAKI RYU. Scuola di NAGINATA-JUTSU, fondata agli inizi del secolo XX. I suoi insegnamenti assomigliano a quelli della Toda-ha Ryu. Scuola che insegna i principi duso della MANRIKI-GUSARI, la catena dei 10.000 poteri. La fonda MASAKI TOSHIMITSU DANNOSHIN, nel secolo XVII e pare che sia famosa per labilit mostrata dai suoi allievi nel fronteggiare numerosi avversari armati.

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MASAKI TOSHIMITSU DANNOSHIN. SAMURAI, custode di una delle porte di EDO nel secolo XVII. Pare sia il primo ad utilizzare la MANRIKI-GUSARI, la catena dei 10.000 poteri, per fermare briganti o RONIN senza ucciderli. MASAMUNE GORO. (1264-1343) Considerato il miglior fabbricante di lame di tutti i tempi, attivo nella provincia di Sagami. MASURAO. Combattente di valore. Il primo riferimento al prode guerriero dallonore senza macchia, che reputa il dovere al di sopra del diritto, si ha nella raccolta di poesie MANYOSHU, del secolo VIII. MASUTATSU OYAMA. lideatore (1955) dello stile KYOKUSHINKAI-KAN di KARATE (abbreviato in K.K.K.), duro, veloce, efficace, pericoloso. MATA. Interno della coscia. Di nuovo. MATO. Bersaglio. MATSU. Aspettare. MATSUKAZE. Carotide sinistra. Punto della carotide. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. MATSUMURA SOKON. (1808-1899). Maestro di Arti Marziali, nativo dellisola di Kyushu. allievo dello JIGEN RYU di KEN-JUTSU ed apprende in Cina le Arti Marziali di quel Paese. Tornato in Giappone, a Shuri (OKINAWA), MATSUMURA SOKON fonda una scuola di KARATE, dove insegna un suo stile, lo SHURI-TE, lo stesso nome che da al RYU. Alla sua morte diventa caposcuola il discepolo ITOSU YASUTSUNE ANKO, che ottiene dinserire questa Disciplina tra le materie di studio scolastiche a Shuri. MATSUURA SEIZAN. (1760-) DAIMYO dellomonima Famiglia, nella provincia di Hizen (Nagasaki), nellisola di Kyushu. Esperto di diverse Arti Marziali, fonda una scuola di KEN-JUTSU, la SHINKEITO RYU (Scuola della Tecnica e dello Spirito della Spada), rimasta attiva fino al 1908. MATTE. Aspettate!. Espressione usata dallarbitro, durante gli incontri delle Arti Marziali da combattimento, in attesa di una decisione. MAWARU. Girare. MAWASHI. Semicircolare; in cerchio. Viene da MAWASHU, ruotare. Cintura dei SUMOTORI. Si tratta di una lunga (11 metri) e pesante (13 - 15 kg) striscia di seta, generalmente nera, alta sessantun centimetri che, piegata sei volte, i SUMOTORI si avvolgono attorno ai fianchi, sopra un perizoma di seta (MAE TATE MITSU). Numerosi cordoncini rigidi di seta (sagari) pendono dalla MAWASHI, a scopo ornamentale. MAWASHI-GERI. Calcio circolare. Sintende ad un KYUSHO (punto vitale). Rientra nelle KERI-GOHO. MAWASHU. Ruotare. MAWATTE. Girate!. ME. Occhio; sguardo; visione. MEI. il nome, la firma, che il forgiatore (KAJI) spesso appone sul codolo (NAKAGO) della lama, di KATANA soprattutto. MEIJI. Governo Illuminato. Il nome del TENNO dal 1867 al 1912. Sotto lImperatore Mutsuhito, dal 1868, restaurata lautorit imperiale ed il Giappone si modernizza. MEIYO. Lamore e la gloria. Uno dei sette punti del BUSHIDO. [si veda] MEKUGI. il piolo che, trapassandolo, fissa al codolo (NAKAGO) della lama limpugnatura (TSUKA). 106

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MEKUGIANA. il foro sempre presente nel codolo (NAKAGO) delle lame che, attraversato dal piolo MEKUGI, consente di fissare limpugnatura (TSUKA). MEMPO. Tipo di maschera darme. Ha il nasale staccabile. MEN. Faccia, volto. Testa in senso generale. Anche TSU, ATAMA, KASHIRA, TO. Sul volto ci sono parecchi KYUSHO, punti sensibili per gli ATEMI. Casco imbottito, a protezione di testa e viso, dellarmatura per scherma (DOGU) usata nel KENDO. Termine generico per indicare la maschera darme. Tecnica di percossa eseguita sopra la fronte. MENDARE. Linsieme delle protezioni per testa (MEN, MEN-GANE) e spalle (falde pesanti) dellarmatura per scherma (DOGU), usata nel KENDO. MEN-GANE. Maschera a griglia, posta a protezione del viso, che completa il casco, MEN, dellarmatura per scherma (DOGU) usata nel KENDO. MEN-HIMO. Cordoni che legano la maschera MEN-GANE al casco MEN e fissano questo alla testa del KENDOKA. MENKYO. lantico metodo di graduazione del BUGEI. Il Maestro del Ryu, ritenendo abile e degno un suo discepolo, gli rilascia un diploma (MAKIMONO) che, certificandone le qualit e le attitudini, lo abilita allinsegnamento. MENKYO KAIDEN. Io ho dato tutto a. la trasmissione finale, nellantico sistema di classificazione del BUGEI, il Diploma di terzo grado. Chi lo riceve ha appreso tutti i segreti e ottiene i diplomi o certificati (MAKIMONO, da 3 a 5, secondo attitudine e capacit) dal Maestro, cui pu succedere, o pu fondare un HA (specialit, branca) del RYU. MENUKI. Guarnizioni metalliche dellimpugnatura di spada o pugnale. La funzione iniziale di copertura del piolo MEKUGI, ma presto si trasformano in manufatti raffinati che riproducono oggetti, insetti, animali, demoni, figure umane, draghi, piante prodotti da artigiani specializzati, spesso in metalli preziosi. MEN TSUKI. Colpo al viso. METSUBUSHI. Colpire gli (o agli) occhi. Normalmente, un ATEMI del genere portato contro un punto al centro degli occhi con la nocca del dito medio. Lanciapepe. una scatola, di lacca o bronzo, munita di un grosso boccaglio da un lato ed un tubo dallaltro: contiene pepe in polvere, che i poliziotti del Periodo EDO (1603-1868) soffiano negli occhi di chi vogliono catturare, per bloccarlo. Anche GANTSUBUSHI. METSUKE. Penetrare con lo sguardo, occhi che vedono tutto. Il termine identifica le spie, la polizia segreta, la cui funzione sancita dalla norma 7 del BUKE-SHO HATTO, ma la cui opera interessa lintera societ giapponese: tutti si occupano degli affari di tutti gli altri. MI. Corpo. Pure TAI. Espirazione. Lama. Acqua. MI-ATERU. Combattere a corpo a corpo. MICHI. Cammino. Via. Si veda DO. MIDORI. Verde.

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MIFUNE KYUZO. (1883-1965) Maestro di JUDO, allievo di KANO JIGORO. ricordato soprattutto quale inventore di una particolare tecnica di proiezione, adatta a JUDOKA di piccola statura (come lui stesso): KUKINAGE. MIGI o U. Destra. MIGI-DO. Attacco al fianco destro. [si veda KENDO] MIGI HANMI. Posizione naturale destra. Il piede destro avanzato. MIGI-KOTE. Attacco allavambraccio destro. [si veda KENDO] MIGI-MEN. Attacco al lato destro del capo. [si veda KENDO] MIGI KAMAE o MIGI-GAMAE. Guardia destra. MIJIKAI-MONO. Cose corte. Cos sono dette le armi quali pugnali, coltelli, falcetti, bastoni corti. Sono invece chiamate NAGAI-MONO, cose lunghe, le armi come lance, alabarde, spade, bastoni lunghi eccetera. MIJIN RYU. Scuola di KEN-JUTSU, fondata da Negishi Tokaku. La tradizione vuole che questo RYU derivi dal TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. MIKAZUKI. Massetere (angolo della mascella). Punto della mascella, leggermente di lato rispetto al mento. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. MIKKYO. Setta del Buddismo mistico SHINGON, una delle cui pratiche ascetiche il KUJI-NO-IN, lIscrizione delle Nove Lettere. MIKO. Specie di sacerdotessa SHINTO. Ha talvolta nozioni mediche (pi spesso di stregoneria) ed chiamata a scacciare, per mezzo dincantesimi, i demoni (ONI) responsabili di una malattia, quando altri rimedi non hanno avuto effetto. MIMI. Orecchie. Punto dellorecchio. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Bordo della TSUBA. MINAMOTO o GENJI. Celebre Clan militare. Gi nel secolo XI, unitamente ai TAIRA, conquista la supremazia sulle casate guerriere, estesa con leliminazione dei Clan Abe (Prima Guerra dei Nove Anni, 1051-62) e Kiyowara (Guerra dei Tre Anni, 1083-87) dallisola di Honshu. Durante la Guerra GEMPEI (1180-85), nel 1184 sconfigge ed annienta il Clan rivale dei TAIRA (o HEIKE), dopo che questi hanno dominato il Periodo ROKUHARA (1156-1185). Nel 1192 MINAMOTO-NO YORITOMO si proclama SHOGUN e fissa la sede del Governo a KAMAKURA, dando inizio allomonimo Periodo, protrattosi fino al 1333. Dei MINAMOTO sono molti personaggi illustri guerrieri, politici, amministratori, fondatori di RYU della storia giapponese e da questo Clan discendono, in linea retta, sia i TOKUGAWA sia i TAKEDA. MINAMOTO KIYOMARO. Rinomato armaiolo della prima met del 1800 (Periodo EDO). MINAMOTO-NO HIDETSUNA. Si veda ARAKI MATAEMON MINAMOTO-NO HIDETSUNA. MINAMOTO-NO SONECHIKA. Si veda SEKIGUCHI JUSHIN HACHIROEMON MINAMOTO-NO SONECHIKA. MINAMOTO-NO MASAYOSHI. Si veda TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI. MINAMOTO-NO YORITOMO. (1147-1199) Primo SHOGUN (1192) del Giappone prefeudale. Con laiuto insostituibile del fratello minore, MINAMOTO-NO YOSHITSUNE il pi famoso condottiero dellepoca, poi caduto in disgrazia annienta il Clan TAIRA (Dannoura, 1184) e si insedia a KAMAKURA, da dove ha provveduto a tessere strategiche alleanze, mentre il fratello conduce vittoriosamente la Guerra GEMPEI. Il merito maggiore di MINAMOTO-NO YORITOMO laver esteso allintera nazione il sistema feudale proprio dei MINAMOTO. Egli ricordato anche come ideatore dello stile classico di YABUSAME: da 7 a 36 cavalieri che, indossando un abito da caccia, cavalcano lungo 220 metri di pista, scoccando frecce contro bersagli posti ogni 3 metri. A cau108

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sa dellinettitudine dei suoi due figli, lo SHOGUNATO cade sotto il controllo degli HOJO, che per si proclamano solo Reggenti. MINAMOTO-NO YOSHIMITSU. (1045-1127) SAMURAI di eccezionale abilit, fratello minore di quel Yoshiie che elimina il Clan Kiyowara dal settentrione dellisola Honshu. un attento studioso di tecniche marziali e danatomia umana (si racconta che la sua esperienza derivi anche dalla dissezione dei corpi di morti in guerra o giustiziati) e sembra che elabori una forma di AIKI-JUTSU, il DAITO AIKIJUTSU poi divenuta patrimonio della sua Famiglia, anche se la tradizione domestica ne fa risalire lorigine al principe Teijun, sesto figlio dellImperatore Seiwa (859-877) ed alla sua scuola, la GENJI-NO-HEIHO osservando con quale abilit un comune ragno sia in grado di intrappolare gli insetti, anche grossi, nella sottile trama della propria ragnatela. Il nome, DAITO AIKIJUTSU, di questa forma di AIKI-JUTSU, si riferisce a quello della residenza di MINAMOTO-NO YOSHIMITSU, Villa Daito. Pare che molti WAZA dellAIKIDO derivino da una serie di KATA da lui codificati. MINAMOTO-NO YOSHITSUNE. (1159-1189) Celeberrimo guerriero e condottiero dellepoca prefeudale. fratello di MINAMOTO-NO YORITOMO e con lui sopravvive al quasi completo sterminio del proprio Clan, che poi guida alla vittoria contro il rivale Clan TAIRA. Narra la tradizione che MINAMOTO-NO YOSHITSUNE apprenda sia larte della spada (KEN-JUTSU) sia quella del ventaglio (TESSEN-JUTSU) da alcuni TENGU, le divinit silvane. E si racconta che, ancora adolescente, proprio con un ventaglio di ferro, sul ponte Gojo di KYOTO, sconfigge BENKEI, il leggendario monaco che poi diventa suo fedele compagno. Suscitata la gelosia del potente fratello, che anche grazie a lui ha potuto affermare il proprio dominio a KAMAKURA, fugge con alcuni seguaci. Raggiunto, per non cadere vivo nelle mani degli inseguitori, come narrano le cronache dellepoca si pugnal da solo sotto il seno sinistro () poi, dopo aver esteso lincisione in tre direzioni, trasse le sue interiora dalla ferita e asciug la daga sulla manica della giacca. Non ha ancora compiuto i trentanni. La moglie si fa uccidere da un vassallo, il quale uccide poi i figli del suo Signore, d fuoco alla casa e si getta tra le fiamme. MINAMOTO-NO YOSHITSUNE, che incarna il prototipo del SAMURAI, considerato uno dei personaggi pi famosi del Giappone. MINAMOTO-NO YANAGI. Maestro della scuola YOSHIN RYU. Nel secolo XVIII razionalizza insegnamento e tecniche di combattimento della scuola, riducendo queste ultime a 124, dalle oltre 500 che lo YOSHIN RYU conta alla fine del secolo XVII. MINO. Giubba fatta con le foglie lunghe e larghe di unerba. usata da contadini e barcaioli per protezione contro la pioggia. MINO-ODORI. La danza del MINO: macabra forma di tortura messa in atto durante una rivolta ad Harima, nel secolo XVII. I contadini e tra loro molti gregari del precedente feudatario, dal suo successore privati di rendite e terreni che non riescono a produrre la quantit di riso arbitrariamente stabilita dal DAIMYO, sono legati e rivestiti da un MINO, che viene incendiato. Chi non succide battendo il capo a terra, muore carbonizzato. MIRU-NO-KOKORO. Spirito della visione. la visione globale: dellavversario e di quel che lo circonda, unita alla corretta valutazione del suo spazio/tempo. [si veda KOKORO, MA-AI] MISAGI o MISOGI. Abluzione, lavacro del corpo. uno dei tre metodi di purificazione (gli altri sono lesorcismo, HARAI e lastensione dalle cose impure, IMI) praticati dai fedeli scintoisti. La convinzione che, sporcata la natura originale di ognuno dal contatto con le impurit del mondo, MISOGI riesce a purificare e ripristinare il contatto con il divino . Questo metodo diventato unabitudine quotidiana, ripetuta spesso durante la giornata, per eliminare ogni forma di contaminazione. Talvolta, si aggiunge del sale allacqua usata per la purificazione, ed usanza comune mettere mucchietti di sale sulla soglia delle case. Nei templi ci sono sempre bacili dacqua: servono per sciacquarsi la bocca e lavarsi le mani prima della preghiera. Oltre al lavaggio con acqua fredda, che purifica lesterno, esiste un MISOGI interno, rigenerante, che pulisce lo spirito attraverso il respiro. MITSU. Tre in giapponese puro. In sino-giapponese SAN, per contare le persone (NIN) si dice SANNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa SAMBON. 109

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MIURA RYU. Scuola di JU-JUTSU e KEN-JUTSU. Secondo alcuni fondata, nel secolo XVIII, da un allievo di MIURA YOSHIN. MIURA YOSHIN. Medico di Nagasaki del XVIII secolo. Una tradizione gli attribuisce la figura dispiratore dello YOSHIN RYU, fondato da un suo allievo. Pu darsi che MIURA YOSHIN e AKIYAMA SHINOBU (cui unaltra tradizione attribuisce la paternit dello YOSHIN RYU) siano la stessa persona. MIYABI. Cortesia; raffinatezza. un termine che indica il tranquillo stile di vita dei nobili, predominante a KYOTO, nel Periodo HEIAN (794-1156), alla Corte imperiale. Durante il successivo Periodo KAMAKURA (1185-1333) lespressione MIYABI utilizzata in rapporto al comportamento ideale che deve avere un BUSHI: pensieri elevati, tratto elegante, abilit nel maneggio delle armi nobili, arco e spada. MIYAGI CHOJUN. (1888-1953) Maestro di KARATE. allievo di HIGAONNA KANRYO, della scuola Naha-te; nel 1930 fonda lo stile GOJU RYU. MIYAI GANZAEMON. il SUMOTORI che, vincitore di un torneo organizzato da ODA NOBUNAGA nel 1575 e premiato con riso (500 KOKU) ed un arco, improvvisa una danza di ringraziamento e gioia, in onore del Signore. Ancora oggi tale fatto commemorato, nei tornei di SUMO, con la Danza con larco (YUMITORI-SHIKI). MIYAMOTO MUSASHI. (1584-1645) Celeberrimo SAMURAI, definito KENSEI, il santo della Spada, anche per lausterit con cui vive: pare non dorma mai sul morbido, non si lava mai n mai si pettina, non si sposa, non ha figli. Impara lArte della Spada (KEN-JUTSU) dal padre, Munisai Shimmen che, in seguito, sconfitto in duello da SASAKI KOJIRO (il fondatore del GAN RYU) ed ucciso. MIYAMOTO MUSASHI diventa tanto esperto nel maneggio della spada anche grazie agli insegnamenti, pare di TAKUAN SOHO che per duellare con SASAKI KOJIRO ed ucciderlo, vendicando il padre, dicono si limiti ad usare un EKKU, un remo da pescatore (ma forse solo il suo BOKKEN). Di legno anche una delle armi preferite, il BOKKEN, da lui usato con totale maestria. Si racconta che MIYAMOTO MUSASHI abbia patito una sola sconfitta in duello, per opera di MUSO GONNOSUKE, linventore dello JO-JUTSU, armato proprio di un JO. Lerrabonda, avventurosa, quasi leggendaria vita di MIYAMOTO MUSASHI, spadaccino insuperabile (oltre sessanta avversari uccisi in duello), stratega imbattibile, perfetto esempio della spada che uccide e, da giovane, ossessionato dallidea di vincere ogni scontro ispira lavori teatrali e romanzi. Uno dei pi riusciti, intitolato Musashi, opera di Yoshikawa Eiji ed esce a puntate sullautorevole quotidiano Asahi Shimbun, negli anni dal 1936 al 1939. MIYAMOTO MUSASHI soprannominato NITEN, con riferimento al tipo di combattimento da lui prediletto, quello con una spada per ogni mano, una lunga (DAI-TO, KATANA) nella destra ed una corta (SHO-TO, WAKIZASHI) nella sinistra. questa sua caratteristica che assegna il nome popolare NITO ICHI RYU o, ancora, NITEN (la Scuola delle due Spade) allo stile da lui ideato ed alla scuola di KEN-JUTSU dove insegna a combattere usando due spade, lEMMEI RYU. In questo stile non solo sono teorizzati alcuni principi basilari originali, ma sono anche sviluppati ed applicati concetti propri daltri Maestri e pensatori. Ad esempio il TANREN (lallenamento continuo, che porta alla perfezione dei movimenti ed al completo autocontrollo), lHISHIRYO (la coordinazione mentecorpo senza intervento del pensiero cosciente), il FUDO-NO-SEISHIN (lo Spirito Imperturbabile, al NITO RYU chiamato IWA-NO-MI, il Corpo come una Roccia), lHYOHO (metodo della strategia). I metodi di allenamento dellEMMEI RYU sono duri quanto austero lo stile di vita di MIYAMOTO MUSASHI, tanto che, pare, i suoi discepoli diretti sono soltanto tre. Come tutti i SAMURAI di un certo livello, MIYAMOTO MUSASHI ha dimestichezza anche con lettere e belle arti: egli autore dalcuni testi, come il DOKUKODO, che tratta dello spirito del BUSHIDO, il GORIN NO SHO, il diffusissimo Libro dei Cinque Anelli e lHYOHO-KYO (Lo specchio della vita). Anche MIYAMOTO MUSASHI, come molti altri guerrieri, prima e dopo di lui, verso il termine della propria esistenza realizza che c molto pi che sconfiggere un nemico: la Via della Spada non solo la Spada che Uccide (SATSUJIN-NO-KEN), ma anche la Spada che d la Vita (KATSUJIN-NO-KEN) e si ritira in meditazione in una grotta, a Reigando, alla ricerca di ci che trascende la vittoria e la sconfitta, MIZU. Acqua. MIZU-NO-KOKORO. Il cuore come lacqua: indica la calma perfetta di uno spirito non aggressivo, la sua resistenza passiva. Chi possiede il MIZU-NO-KOKORO ha un KI che vibra in armonia con luniverso e, per questa ragione, sensibile a tutte le percezioni esterne. [si veda AIKI, KOKORO, MIRU-NO-KOKORO] 110

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MIZUNO SHINTO RYU. Scuola di IAI-JUTSU, fondata da KOBAYASHI KOEMON TOSHINARI. Oltre alle tecniche di spada, insegnato lo JU-JUTSU, nello stile tipico della provincia di AIZU. MOCHI. Presa; prendere con le mani; afferrare. MOCHIZUKI HIRO. Figlio di MOCHIZUKI MINORU, fonda lo YOSEIKAN BUDO, moderno sistema di combattimento. MOCHIZUKI MINORU. (1907-) Discepolo di UESHIBA MORIHEI, il fondatore dello YOSEIKAN, scuola indipendente di AIKIDO. MOKKO. Tipo di TSUBA, con quattro lobi. MOKSO o MOKUSO. Concentrazione e rilassamento. Corrisponde a quegli istanti allinizio (ed alla fine) dogni lezione quando liberiamo la mente dai pensieri del mondo esterno (o ci prepariamo a rientrarvi) e concentriamo attenzione ed energia (KI) nel TANDEN, realizzando, attraverso noi stessi, un ideale ponte fra cielo e terra. Seduti in SEIZA o nella posizione del loto, ad occhi chiusi, con la colonna vertebrale diritta e le spalle rilassate, le mani poggiano sulla parte alta delle cosce, con dita e gomiti non allargati (oppure sono posate luna sullaltra, pollici a contatto e palmi volti in alto). Tra le ginocchia lo spazio di due pugni (uno per le donne); il respiro, ventrale, calmo, lungo, profondo. La lingua poggia al palato, la mascella non serrata e la fronte distesa: lespressione del viso serena. La mente si svuota, lo spirito si calma, la tensione sparisce. MOKUJU. Facsimile, in legno, di fucile con baionetta, per gli allenamenti di JUKEN-JUTSU e JUKENDO. MOKUROKU. Catalogo delle tecniche. Diploma di secondo grado, nellantico sistema di classificazione del BUGEI. MOMONO-I SHUNZO. (1826-1886) SAMURAI, appartenente alla scuola KYOSHIN MEICHI RYU, partecipe alla vita politica del suo tempo e coinvolto negli avvenimenti che portano alla Restaurazione MEIJI. Maestro in numerose Arti Marziali, organizza a EDO lo Shigaku-kan Dojo, dove allena SAMURAI ostili, come lui, allo SHOGUNATO. MOMOYAMA. Localit nei pressi di KYOTO. TOYOTOMI HIDEYOSHI vi fa costruire un castello (famoso per le decorazioni), distrutto alla sua morte. Indica il momento storico, dal 1573 al 1603. Si mettono in luce grandi condottieri, che edificano imponenti castelli e fortezze. Emergono i dittatori, come TOYOTOMI HIDEYOSHI (che riesce ad unificare il Paese e disarmare la popolazione) e TOKUGAWA IEYASU (che inizia lo SHOGUNATO del suo Clan a EDO). La repressione dei cristiani prelude alla totale chiusura del Giappone al mondo esterno. La parte iniziale di questo periodo (fino al 1568) definita Era del Paese in guerra o Era della Guerra, SENGOKU JIDAI. Indica una corrente artistica in auge dalla fine del XVI secolo allinizio del XVII. MON. Emblema della Famiglia o del Clan. Domanda. Porta. Moneta importata dalla Cina dal 958 alla fine del 1500. MONCHUJO. lufficio di inchieste, legate agli affari legali, del BAKUFU. Unitamente al SAMURAI DOKORO (quartiere generale militare e di polizia) ed al MANDKORO (lamministrazione generale), costituisce la snella e semplice struttura organizzativa iniziale dello SHOGUNATO. MONDO. Riunione formale. quella tra un Maestro ed i suoi discepoli (MONJIN) ed allievi (MONTEI), fatta nel DOJO, nella quale si discute dello spirito del BUDO. Domande e risposte, da MON (domanda) e DO (risposta). Metodo di insegnamento nel Buddismo ZEN, basato sul dialogo, con domande e risposte, tra discepoli e Maestro, che spesso propone KOAN [si veda] su cui meditare. MONJIN. Discepolo di un Maestro o di un Ryu marziale. Anche MONTEI, come sinonimo. 111

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MONTEI. Allievo di una scuola dArti Marziali (RYU) o discepolo di un Maestro. Anche MONJIN, come sinonimo. MONTO. Setta di monaci, feroci oppositori di TOKUGAWA IEYASU ed abili combattenti. Il loro spirito in battaglia si riassume nel motto dipinto sulle bandiere: Colui che avanza certo del Paradiso, colui che indietreggia certo delleterna dannazione. MORIKAWA KOZAN. Celebre Maestro di KYU-JUTSU. opera sua il riadattamento (1644) delle tecniche insegnate nella YAMATO RYU, che portano, in pratica, alla nascita del moderno KYUDO. MORO TE. Due mani, con due mani. Pure KATA TE. MOROTE DORI. Presa al polso con entrambe le mani. MO-SUKOSHI. Ancora un po, un po di pi. la richiesta, fatta dallarbitro durante gli incontri delle Arti Marziali da combattimento, di prolungare lincontro. MU. Senza. Esprime un concetto di negazione totale, con un richiamo alla filosofia buddista della vacuit (SHUNYA): ci che sembra essere unito, in modo imperscrutabile, a ci che non . Vuoto, vacuo. MUDANSHA. Allievo di unArte Marziale che ancora non qualificato ad indossare la cintura nera (DAN), possedendo soltanto un KYU. MUFUDA-KAKE. Tavoletta di legno, con inciso il nome di un defunto. usanza, in alcuni DOJO, onorare la memoria del fondatore di un RYU o dei Maestri trapassati, ponendo MUFUDA-KAKE a loro dedicati sul lato KAMIZA. MUGA. Condizione di estrema concentrazione. In questo stato della mente e dello spirito nulla e nessuno riesce a disturbare il BUDOKA, che riesce ad eseguire la tecnica o compiere lazione soggiogando, in pratica, lavversario. MUGAI RYU. Scuola di KEN-JUTSU. La fonda, nel 1695, TSUJI GETTEN SAKEMOCHI. Egli si richiama alla filosofia cinese, alla reciproca interazione di Yin e Yang [si veda la voce ommyodo, nella seconda parte del Dizionario] per indicare il principio alla base del suo insegnamento, lHYODO, un metodo di combattimento che cerca di conciliare e fondere arti umanistiche e guerresche, lattitudine spirituale militare con quella civile, la meditazione ZEN con letica confuciana. MUHEN INOUE. Monaco buddista e guaritore. Il suo nome significa senza limiti o infinito (da uno dei quattro voti del BODHISATTVA: shu-jo mu-hen seigan-do, vale a dire infinite sono le forme di vita, faccio voto di curarle tutte) e, infatti, MUHEN INOUE vive in Giappone, India, America, Europa, sempre curando chi ha bisogno. Nasce agli inizi del 1900 e, rimasto presto orfano, accolto in un tempio buddista, dove pronuncia i voti; la sua ultima residenza la Francia. Apprende larte di soffiare sul dolore, fino a farlo scomparire, da uno yogi (Maestro di Yoga) vissuto in Nepal, capace dimprese incredibili (accendere una candela distante alcuni metri concentrandovi il KI, fermare il cuore per un paio dore). Il metodo di cura si basa, in pratica, sullapplicazione del KI su TSUBA o altri punti dolorosi corrispondenti alla malattia da guarire. MUKADE TSUBA. Tipo di TSUBA. [si veda SHINGEN TSUBA] MUKA MAE. Posizione naturale. Posizione eretta normale, di base. Anche Fa parte delle SHISEI (posture). MUKEN. Posizione (tipicamente del KENDO) con la spada: le lame (o gli posizione opposta a YUKEN, con le lame che, toccandosi, sincrociano.
SHIZEN HONTAI

o SHIZEN-TAI.

SHINAI)

non si toccano. Questa

MUKYU. lallievo di unArte Marziale, di cui non possiede ancora alcun KYU. 112

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MUNE. Petto, torace. Anche muna. Dorso della lama di una spada. Pi propriamente, con riferimento alle lame in genere, si dovrebbe parlare di costa. MUNE-ATE o DO. Corazza per il petto, fatta con bamb laccato o metallo, indossata dai KENDOKA. Fa parte del DOGU (equipaggiamento protettivo, versione modernizzata della leggera armatura TAKE GUSOKU). MUNE MOTO. Presa in pieno petto. la presa al petto di solito a due mani che equivale, in pratica, ad essere colpiti da una stoccata di spada o lancia. Normalmente TORI agisce prima che UKE concluda MUNE MOTO. MUNEN-MUSHIN. Viene dallunione di MU (senza, vuoto), NEN (coscienza) perci, senza coscienza, senza pensiero ed ancora MU con SHIN (cuore, spirito, pensiero) quindi non-pensiero ; tutto insieme richiama lo stato mentale di vacuit (SHUNYA). Si veda anche MUSO. MUNE DORI. Presa al petto. Presa al petto con una mano. UKE afferra TORI al petto (in GYAKU HANMI). Questa presa, di solito, prelude ad una spinta o ad una trazione, soprattutto se fatta a due mani (MUNE MOTO). TORI asseconda UKE: se tirato, entra in IRIMI, se spinto, ruota, assorbe e controlla. MUNE DORI MEN UCHI. Presa al petto con colpo. Presa al petto con una mano, pi fendente al capo. UKE afferra TORI ad una spalla e lo colpisce al volto o al capo con un MEN TSUKI. MUNE TSUKI. Colpo al petto. Colpo diretto al petto. UKE attacca sferrando un pugno al torace. MURAKAMI TETSUJI. (-1987) Maestro di Karate, dello stile SHOTOKAN. tra gli artefici della diffusione, in Europa, prima della stile SHOTOKAN e poi di quello SHOTOKAI. MURAMASA ISE. (1340 circa) considerato tra i migliori fabbricanti di lame giapponesi. La sua scuola, attiva nella provincia di Ise, famosa per il bellissimo disegno ondulato (notare-ha) e laccuratezza della YAKIBA, identica sulle due facce della lama delle YARI prodotte. Narrano le leggende che le lame prodotte da Muramasa siano tanto assetate di sangue da spingere i loro proprietari ad uccidere indiscriminatamente, fino a impazzire e suicidarsi. MURASAME. Carotide destra. Punto della carotide. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. MUROMACHI. il quartiere di Tokyo dove lo SHOGUNATO ASHIKAGA stabilisce la propria sede, che d nome al relativo Periodo storico. Indica la fase storica parzialmente inclusa in quella ASHIKAGA dal 1392 al 1573, caratterizzata, tra laltro, dai primi contatti con i Portoghesi, lintroduzione della armi da fuoco, la predicazione di San Francesco Saverio, lEra del Paese in guerra (SENGOKU JIDAI). Alla fine di questa fase storica le battaglie sono combattute da truppe, anche armate alla leggera (ASHIGARU, ZUSA), che lottano schierate: le scaramucce tra guerrieri dalto rango, i duelli tra SAMURAI o Signori comuni sono sempre pi rari. MUSHA-E. Incisione su legno: raffigura scene di guerrieri, spesso in combattimento. MUSHA-SHUGYO. Diffuso e antico metodo, utilizzato dai BUSHI per apprendere e padroneggiare il maggior numero possibile di tecniche marziali: seguire, nel tempo e successivamente, diversi Maestri in molti RYU. Questa pratica criticata e censurata dai tradizionalisti, secondo cui un allievo (meglio, un adepto) deve seguire, per tutta la vita, uno solo Maestro, il suo primo, ed una sola scuola, quella che lo ha accolto. In massima parte, quindi, sono RONIN o SAMURAI indipendenti e fortemente decisi ad allargare la propria conoscenza a seguire questa pratica. Solo RYU a forte impronta Zen con il loro rifiuto del formalismo nella trasmissione del sapere accolgono volentieri questi allievi atipici. MUSHIN. Non-pensiero; mente vuota. Stato mentale originale. Lo spirito non si fissa su nulla, aperto, disponibile a tutte le cose, che riflette come fosse uno specchio e, pertanto, lopposto di USHIN. MUSHOTOKU. Non-coscienza. Indifferenza (al raggiungimento di qualcosa). lo stadio finale secondo la filosofia ZEN di chi vive in perfetta armonia con s, con la natura e con lUniverso: indifferente a 113

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ricompense, profitti, scopi, obiettivi. Premessa indispensabile al MUSHOTOKU laver raggiunto uno stato mentale HISHIRYO (oltre il pensiero, pensiero senza pensiero), con la mente pura ed il vuoto totale nello spirito, che cos totalmente ricettivo e disponibile. MUSO o MUNEN-MUSHIN. Stato mentale di vacuit (SHUNYA). La mente vuota e non si fissa su alcun pensiero (MUSHIN), lo spirito, non turbato dallapparenza delle cose, totalmente disponibile. Nel BUDO, la posizione senza movimento, la non-posizione. MUSO GONNOSUKE. La leggenda vuole che sia linventore del bastone medio (JO) adottato, in luogo del pi lungo, pesante, ingombrante BO, su ispirazione divina e lideatore dellArte Marziale nota come JOJUTSU (tecniche di bastone, secolo XVI); anche il fondatore della scuola SHINDO MUSO RYU. La tradizione vuole che MUSO GONNOSUKE sia lunico ad aver sconfitto in duello il celeberrimo MIYAMOTO MUSASHI, utilizzando, appunto, un JO. MUSO JIKIDEN EISHIN RYU. il nome assunto dalla scuola MUSO JIKIDEN RYU nel secolo XVIII, quando il Maestro EISHIN vinsegna il suo stile, lHASEGAWA EISHIN RYU. MUSO JIKIDEN RYU. Celebre scuola di IAI-JUTSU. La fonda, nel 1560, HAYASHIZAKI JINSUKE SHIGENOBU, del Clan HOJO, con il nome JINNOSUKE RYU. In questa scuola, ancora oggi attiva, non si pratica il TAMESHIGIRI (prova di taglio). Unevoluzione tecnica si ha nel secolo XVIII, con larrivo del famoso Maestro EISHIN (che diviene suo 7 Caposcuola): da allora la scuola prende il nome di MUSO JIKIDEN EISHIN RYU. Allinizio del secolo XX, con il Maestro NAKAYAMA HAKUDO, si ha una nuova modifica di stile e la scuola assume il nome di MUSO SHINDEN RYU. MUSO SHINDEN RYU. il nome assunto dalla scuola MUSO JIKIDEN RYU nel secolo XX, dopo lopera di modifica del Maestro Nakayama Hakudo. Nella scuola si fonde lo stile OMORI RYU del Maestro Omori Soemon Masamitsu. I KATA praticati sono molti: 11 in SEIZA, 10 in tatehiza [seduti su un tallone, laltra gamba sollevata: piede a terra, ginocchio piegato a 90] e 21 rientrano tra gli OKU-IAI [8 da posizione SUWARI, 13 in TACHI]. Dal MUSO SHINDEN RYU nascono molte specialit o scuole derivate (HA), che spesso rielaborano i KATA, la pi nota delle quali la Tanimura-ha, un cui Maestro, Morimoto Tokumi, il 17 Caposcuola e rinomina la scuola MUSO SHINDEN RYU BATTO-JUTSU nel 1933. MUSO SHINDEN RYU BATTO-JUTSU. il nome assunto nel 1933 dalla scuola MUSO SHINDEN RYU, ad opera del suo 17 Caposcuola, Morimoto Tokumi, della branca Tanimura-ha. MUSOKEN. Tipico movimento, di difesa o dattacco, eseguito nel combattimento con la spada (soprattutto nel KENDO): automatico, senza intervento del pensiero cosciente (HISHIRYO) ed anticipa un attacco avversario. MUTEKATSU. Schivare con lo spirito. un principio ZEN attribuito al monaco TAKUAN SOHO, ma gi prima applicato (si veda TSUKAHARA BOKUDEN), secondo cui possibile sconfiggere il nemico senza usare mani o armi: Colpire non colpire, uccidere non uccidere. Nei limiti del possibile, infatti, occorre evitare ogni forma di combattimento, facendo in modo che il nemico sia impossibilitato ad attaccare. Sono numerose le scuole che seguono espressamente questo principio filosofico, diventato un vero e proprio stile (Mutekatsu Ryu, lo stile di non-combattimento); tra queste: MUTO RYU, KATORI SHINTO RYU, SHIN KAGE RYU e KASHIMA SHINTO RYU. MUTEKI RYU. Scuola di JU-JUTSU, fondata nel secolo XVII. Tra i principi adottati c luso simultaneo di forza (GO) e iniziativa (SEN o SEN-NO-SAKI). MUTO. Senza (MU) spada (TO). la dottrina spirituale di combattimento sostenuta da YAGYU MUNEYOSHI TAJIMA NO KAMI, secondo cui non necessaria la spada per vincere un duello, basta che lo spirito sia puro e desideroso di evitare il combattimento (piuttosto che a morire senza paura). MUTO RYU. Sistema della Non-Spada. la scuola di scherma fondata, allinizio dellEra MEIJI, da YAMAOKA TESSHU. Quando questi diventa 10 Caposcuola della ONO-HA ITTO RYU, chiama la propria scuola ITTO SHODEN MUTO RYU. 114

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MUTTSU. Sei in giapponese puro. In sino-giapponese ROKU, per contare le persone (NIN) si dice ROKUNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa ROPPON. MYOCHIN NOBUIYE. (1486-1564) Maestro fabbricante di TSUBA. Membro di una famiglia di famosi fabbricanti di spade, il primo ad aver firmato i suoi prodotti, TSUBA decorate a traforo. MYOJO. Ombelico, ipogastrio. Zona delladdome posta sotto lombelico. Punto della parte inferiore del ventre. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI.

-NNAE-EBOSHI. Cappello floscio, nero. I popolani lo indossano quando sono in servizio. NAGAI-MONO. Cose lunghe. Cos sono dette le armi quali lance, alabarde, spade, bastoni lunghi eccetera. Le armi come pugnali, coltelli, falcetti, bastoni corti sono chiamate MIJIKAI-MONO, cose corte. NAGAMAKI o NAGATSUKA-NO-KATANA. Arma bianca in asta. La sua lama ha forma a met tra spada e NAGINATA. anche detta NAGINATA dritta. La lama sempre fabbricata come quella di una spada, leggermente curva, con costa e YOKOTE (corta nervatura al tallone, trasversale) ed il codolo lungo da 50 a 60 centimetri. Sono previsti TSUBA e SAYA, di legno laccato, mentre la TSUKA costituita da unasta. Non chiara lorigine di questarma: alcuni la fanno derivare dalle lunghissime (possono oltrepassare i 2 metri!) spade TACHI e NO-DACHI dei periodi Yoshino (1337-1392) e tardo KAMAKURA (inizi del XIV secolo). Altri ritengono che essa abbia origine dalla NAGINATA lunga (lama anche di 120 cm) sempre del Periodo KAMAKURA (1185-1333). Nel Giappone dellepoca si trovano spesso sia lame di spada, inastate per essere utilizzate come lance sia, viceversa, lame da lancia usate come spade. Le NAGAMAKI, invece, anche se di forma atipica, sono vere e proprie spade, da non confondere con lame a codolo lungo forgiate per le lance. NAGAO KENMOTSU. SAMURAI, allievo dellITTO RYU e dello YAGYU SHIN-KAGE RYU. Nel secolo XVII fonda la scuola che porta il suo nome. NAGAO RYU. Scuola di TAI-JUTSU. Il fondatore, nel secolo XVII, NAGAO KENMOTSU. La scuola insegna anche KAKUSHI-JUTSU (luso, nei combattimenti reali, dei KAKUSHI, le armi nascoste). I KAKUSHI non sono considerati onorevoli, degni duso da parte dei SAMURAI: pertanto gli allievi sono, soprattutto, TAMI e KOOTSUNIN, la gente comune. NAGARE. Flusso; corrente. NAGAYE. Asta della YARI. NAGE. Chi guida. chi, attaccato, esegue la tecnica. Si usano anche i termini SHITE, TORI e UCHI. Proiezione. Viene da NAGERU, gettare. NellAIKIDO sono previste dieci tecniche di proiezione (NAGE WAZA), chiamate anche forme di proiezione (NAGE-NO-KATA). NAGE-GAMA. Si veda KUSARI-GAMA NAGE-NO-KATA. Forme di proiezione di TORI nei confronti di UKE. Comprendono 10 movimenti (o tecniche, NAGE WAZA) di proiezione:
IRIMI NAGE IRIMI TSUKI JUJI GARAMI KAITEN NAGE KOKYU NAGE

- frontale, in avanti - di difesa, in entrata - con le braccia incrociate - in rotazione, circolare - dellenergia centralizzata

KOSHI NAGE KOTE GAESHI SHIHO NAGE TEMBIN NAGE TEN CHI NAGE

- circolare dellanca - su torsione del polso - nelle quattro direzioni - con braccio ad angolo - cielo terra

NAGE-YARI o NAGARI. Giavellotto o lancia corta. Un corto e pesante ferro posto su una breve asta. utilizzato per la difesa durante i viaggi. NAGERU. Proiettare, gettare. 115

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NAGE WAZA. Tecniche di proiezione.

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NAGINATA. Tipica arma in asta. La lama molto curva e allargata verso la punta, ha nervatura, ma priva di quella al tallone (YOKOTE). Il lungo codolo (NAKAGO) si inserisce in unaltrettanto lunga asta a sezione ovale. In origine, come per moltissime altre armi, si tratta delladattamento di attrezzi agricoli, tanto vero che i primi esemplari di NAGINATA (fine IX secolo) sono del tipo a gorbia (e per questo motivo lo studio sulluso della NAGINATA rientra nel KO-BUDO). larma preferita dalle truppe arruolate dai monasteri (nel 1100 circa) e trova il suo utilizzo migliore in campo aperto, contro nemici a cavallo, mentre in terreni boscosi o spazi angusti ha uso limitato. In seguito il suo impiego si diffonde fra tutti i soldati, a piedi e a cavallo, quasi a scapito della spada ed anche le donne delle Famiglie militari ne apprendono luso. Le NAGINATA del tardo Periodo KAMAKURA (inizi del XIV secolo), chiamate shobuzukuri-naginata, hanno una lama lunga fino a 120 cm ed un codolo altrettanto lungo. Dopo una breve fase di declino, la NAGINATA torna popolare nel XVI secolo: le continue guerre civili rendono necessario lapprovvigionamento darmi di tutti i tipi. questa let in cui appare la NAGINATA ad asta corta (da 150 a 270 cm), con lama ben curva e di lunghezza normale (da 30 a 60 cm), talvolta munita di TSUBA: lampio movimento circolare che la sua forma permette, efficace e funzionale. Con lavvento del Periodo EDO (1603-1868) e limposizione della pace, pure la NAGINATA diventa pi arma da parata che da guerra: lama accorciata e ornata; asta sempre a sezione ovale laccata, guarnita, incrostata di madreperla. presente un fodero di legno, in genere magnolia, laccato, decorato con insegne e ricoperto con fodera di seta. Sotto i TOKUGAWA la lama della NAGINATA lunga 40-50 cm e lasta 180. Le donne, nei loro allenamenti, utilizzano una versione alleggerita e con lama ridotta. NAGINATA-JUTSU e NAGINATA-DO. Scherma con la NAGINATA. Nelle competizioni e per addestramento si impiegano modelli speciali, chiamati KEIKO-NAGINATA e shiai-naginata, talvolta con la lama costituita a somiglianza degli SHINAI da lamelle di bamb legate insieme. ovvio che, come accaduto per quasi tutte le altre Arti Marziali tradizionali, al NAGINATA-JUTSU si prima affiancato per poi sostituirlo quasi del tutto il NAGINATA-DO, oggi molto diffuso, soprattutto fra le donne, e che non prevede la graduazione in DAN. Nella pratica del NAGINATA-DO sono utilizzate protezioni analoghe a quelle del KENDO, cos come da questa Disciplina (e dal BO-JUTSU) derivano molte tecniche. Ancora oggi, come gi ai tempi (fine del Periodo EDO) di CHIBA SHUSAKU, fondatore dellHOKUSHIN ITTO RYU di KEN-JUTSU, in Giappone sono apprezzate le competizioni tra praticanti muniti di SHINAI o BOKKEN (chiamati UCHI-DACHI) contro altri armati di NAGINATA (e detti SHIDACHI). JIKISHIN KAGE RYU, KATORI SHINTO RYU, TENTO RYU e TODA-HA RYU, tra le maggiori scuole ancora attive di NAGINATA-DO. NAHA-TE. Mano di Naha. Si veda OKINAWA. NAIKE. Caviglia. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. NAKAGO. Codolo della lama. Per la sola KATANA sono previsti otto diversi particolari, ognuno con la propria nomenclatura. Spesso reca il nome (MEI) del forgiatore (KAJI). NAKAMURA RYU. Stile di IAI-JUTSU. Lo costituisce il Maestro NAKAMURA TAISABURO, allinterno della scuola TOYAMA RYU di IAI, da lui fondata. Caratteristica di questo stile come, del resto, della scuola la pratica eseguita solo dalla stazione eretta. Otto sono le posizioni di base (KAMAE) ed altrettante le tecniche di taglio eseguite (tra cui HAPPO-GIRI, TAMESHI-GIRI, KIRI-TSUKE), con velocit desecuzione ed efficacia come scopo principale. NAKAMURA TAISABURO. (1911-) Maestro di spada. Fonda la scuola TOYAMA RYU di IAI, allinterno della quale sviluppa lo stile NAKAMURA RYU di IAI-JUTSU. NAKANISHI CHUTA. SAMURAI, Maestro di KEN-JUTSU. Allievo di ONO TADAAKI, fonda una scuola di KENJUTSU, la NAKANISHI-HA ITTO RYU, antesignana del pi moderno KENDO. NAKANISHI-HA ITTO RYU. Scuola di KEN-JUTSU fondata da NAKANISHI CHUTA. Durante lallenamento gli allievi sono protetti da una variante dellarmatura leggera TAKE GUSOKU, con corazza di bamb (MUNE-ATE o DO), protezione a grembiule (TARE), bracciali e manopole (KOTE) ed utilizzano una spada particolare, la FUKURO SHINAI. 116

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NAKANO MICHIOMI. (1911-1980) Nome laico del monaco SO DOSHIN che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, prendendo spunto dalla scuola HAKKO RYU, elabora e codifica lo SHORINJI KEMPO. NAKAYAMA HAKUDO. Maestro di spada. Allinizio del secolo XX modifica lo stile della scuola MUSO JIKIDEN EISHIN RYU, gi MUSO JIKIDEN RYU, che da allora si chiama MUSO SHINDEN RYU. NAKAYAMA MASATOSHI. (1913-1987) Maestro di KARATE. anche grazie a lui che il KARATE conosce popolarit e successo. Allievo di FUNAKOSHI GICHIN, dopo la Seconda Guerra Mondiale partecipa alla fondazione dellAssociazione Giapponese di Karate, che contribuisce allopera di promozione di questa Disciplina inviando esperti nelle palestre dEuropa ed America. Non solo: lui che organizza i primi campionati di KARATE ma solo dopo la morte (1957) di FUNAKOSHI GICHIN che, come tutti i grandi Maestri, aborre la spettacolarizzazione ed ogni forma di competizione trasformando definitivamente questa Disciplina in attivit sportiva. NAKA-YUBI. Dito medio. Vale inoltre per pugno chiuso, con nocca sporgente (anche IPPON-KEN). NAKAYUWAI. lultimo terzo, la terza parte della lama, verso la punta, dello SHINAI. NAMBAN TSUBA. Tipo di TSUBA. NAMBU-DO o NAMBU BUDO. Moderno stile di KARATE, fondato da NAMBU YOSHINAO nel 1984. Pi che Arte Marziale o sport competitivo, si tratta di esercizi darmonizzazione con la natura, basati su tecniche di respirazione addominale. NAMBU YOSHINAO. Maestro di KARATE. Nel 1984 fonda lomonima scuola di KARATE, mentre in precedenza ha ideato lo stile SANKUKAI, sempre di KARATE. Anche grazie alla sua opera, nella seconda met del secolo XX in Europa si conosce lo stile SHUKOKAI, una sorta di KARATE danzante. NANAHON. Sette, per contare oggetti particolarmente lunghi (HON). In sino-giapponese SHICHI o NANA, in giapponese puro si dice NANATSU, per le persone (NIN) susa SISHININ. NANAME. Obliquo, obliquamente. Direzione diagonale. NANAME TSUGI ASHI. Movimento TSUGI ASHI in diagonale. NANATSU. Sette in giapponese puro. In sino-giapponese SHICHI o NANA, per contare le persone (NIN) si dice SISHININ, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa NANAHON. NARA. Capitale del Giappone nel secolo VIII. famosa per larchitettura buddista. Indica il momento storico dal 645 al 794, caratterizzato dellinfluenza cinese della Dinastia Tang. NARABI. A fianco a fianco. NAYASHI. Movimento difensivo effettuato con la spada, soprattutto nel Kendo. una risposta ad un affondo (TSUKI) dellavversario: con la propria arma si abbassa verso terra la sua. NE. Suolo. NEI-WAN. Bordo interno dellavambraccio. NEJI. Altro nome dellHINERI. NEKO. Gatto. NEN. Coscienza. Concentrazione. Indica anche un atteggiamento mentale destrema attenzione verso qualche cosa. Anno. NERI TSUBA. Antico tipo di TSUBA, laccata su entrambe le facce. 117

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NETSUKE. Maschera teatrale di legno. Si usa nelle rappresentazioni NOH.

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NE WAZA. Tecniche al suolo. Sono tecniche eseguite con TORI e UKE entrambi a terra (soprattutto nello JUDO). NI. Due in sino-giapponese. In giapponese puro FUTATSU, per contare le persone (NIN) si dice FUTARI, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa NIHON. NIDAN o JO-MOKUROKU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 2 grado. [si veda KYUDAN] NIHON. Due, per contare oggetti particolarmente lunghi (HON). In sino-giapponese NI, in giapponese puro si dice FUTATSU, per le persone (NIN) susa FUTARI. NIHON o NIPPON Paese del Sol Levante. la lettura giapponese del termine cinese Jihpn, abbreviazione di Jihpnkuo: paese (kuo) del sole (jin) che sorge (pn). adottato ufficialmente nel 1932, quando il Giappone esce dalla Societ delle Nazioni. NIHON KATANA. Tecnica con due spade. il metodo di combattimento codificato da MIYAMOTO MUSASHI con una spada per ogni mano, solitamente una lunga (DAI-TO, KATANA) ed una corta (SHO-TO, WAKIZASHI). NIHON NUKITE. Dita a forcella. NIJUSHI-HO. Ventiquattro passi [da niju, 20, SHI, 4 e HO, passo]. Originale KATA di KARATE, dincerta provenienza, caratterizzato dal particolare ritmo di tempi rapidi alternati a tempi lenti. NIKAIDO RYU. Scuola di KEN-JUTSU. fondata da Matsuyama Mondo nel 1600 circa e sispira allo stile CHUJO RYU di Chujo Nagahide. NIKYO. Tecnica numero due. Secondo principio [si veda KOTE MAWASHI]. Immobilizzazione del braccio di UKE con torsione del polso. Normalmente utilizzata contro prese ai polsi ed al petto, fendenti e tecniche di pugno. 2 gruppo di esercizi: torsione del polso. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). NIKYO OSAE. Seconda immobilizzazione. NIKYU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, lo Studente di seconda classe. [si veda KYUDAN] NIN. Persone. NININ. Due persone. NININ-GAKE. Due UKE attaccano TORI. NININ DORI. Due persone prendono. NINJA. Guerriero delle tenebre. Caratteristico insieme di leggendari combattenti, di volta in volta straordinari guerrieri, abilissime spie, spietati assassini prezzolati, briganti da strada Normalmente di bassa estrazione sociale, sono considerati lantitesi dei SAMURAI, per quanto riguarda il BUSHIDO, anche se pare assai probabile abbiano un loro proprio codice donore. Gi tra la fine del Periodo HEIAN (794-1156) e linizio di quello ROKUHARA (1156-1185) formano uno scelto corpo di specialisti [oggi diremmo corpi speciali per operazioni non convenzionali], addestrandosi sulle montagne intorno a KYOTO, dove spesso vivono a contatto con gli YAMABUSHI, i temibili monaci-guerrieri. Nonostante i BUSHI li disprezzino apertamente, non mancano le occasioni in cui si rivelano indispensabili ai DAIMYO, in guerra contro Clan nemici o impegnati in lotte intestine. Sono allora assoldati per condurre operazioni di sorveglianza o colpi di mano o penetrare nelle fortezze avversarie per spiare e magari uccidere, in silenzio, i nemici del loro temporaneo padrone. Alcune (po118

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che) famiglie, in maggioranza delle Province dIga e Koga sono specializzate in questArte solitamente tramandata di padre in figlio e formano gli SHINOBI (questo il vero nome dei guerrieri NINJA) attraverso un addestramento duro e particolare, che consente loro di compiere imprese ai limiti del possibile. La tradizione popolare vuole i NINJA capaci di camminare sullacqua e sul fuoco, scalare pareti verticali, rendersi invisibili, uccidere con un soffio o un tocco. Naturalmente una spiegazione razionale c: i NINJA sono tutti abili nel nuoto, anche subacqueo (e, quando serve, usano delle specie di canotti gonfiabili), nel travestimento, nelluso di veleni e prodotti chimici vari, polvere pirica inclusa (sono degli alchimisti veri e propri, molto progrediti per lepoca). Inoltre, sono in grado di impiegare una impressionante panoplia di attrezzi ed armi, convenzionali ed occulte: SHUKO ed ASHIKO, KAKUSHI, KYOTETSU-KOGE, KO-UGI, SHURIKEN, cerbottane, piccoli archi I NINJA usano indossare, soprattutto di notte, un particolare costume nero con cappuccio (SHINOBISHOZUKU), ideale per confondersi nelle tenebre, ma sono in grado di rendersi praticamente invisibili fino al momento di entrare in azione, mimetizzandosi tra la gente di tutte le classi sociali, grazie allo SHINOBI-JUTSU (Arte del travestimento e dellinganno), nel quale sono maestri. Disprezzati ma ricercati, temuti e detestati dagli appartenenti alla classe alta (BUKE o KUGE, BUMON o BUSHI che siano), i NINJA suscitano terrore nella gente comune e, se catturati vivi, sono torturati brutalmente, con lintento di carpire i segreti della loro Arte, il NINJUTSU. Allinterno dei Clan esistono tre classi di SHINOBI: i capi, quelli che comandano, mantengono i contatti formali con il mondo esterno (e, quindi, i potenziali committenti), chiamati JONIN. Ci sono poi i manager, gli organizzatori e pianificatori delle missioni (CHUNIN) ed infine gli esecutori materiali, i GENIN. Nel 1581, dopo aver deposto (1573) Yoshiaki, ultimo SHOGUN ASHIKAGA, eliminando quel Clan, ODA NOBUNAGA che lotta per ripristinare lautorit imperiale ed unificare la Nazione decide di annientare anche i Clan NINJA della provincia dIga. Gli necessaria unarmata di oltre 45.000 guerrieri per aver ragione di circa 4.000 SHINOBI, quasi tutti uccisi in battaglia o crocifissi dopo la tortura. Lepoca doro dei NINJA si chiude con lavvento del Periodo EDO. La situazione socio-politica del Giappone, forzatamente pacificato, offre loro scarso spazio di manovra e gli SHINOBI, quelli rimasti, diventano fuorilegge, banditi, assassini a pagamento, briganti da strada, contribuendo ancor di pi ad alimentare lavversione del popolo nei loro confronti. NINJA-TO. Spada NINJA. la spada tradizionale degli SHINOBI, portata normalmente sulla schiena. Ha lama diritta, ad un solo filo e pi corta di quella duna KATANA; spesso la TSUKA (impugnatura) nasconde un puntale, avvelenato. Il fodero (SAYA) particolare: oltre a celare un pugnale (KO-UGI) di piccole dimensioni, pu essere usato come cerbottana. NINJUTSU o NINPO. Arte del NINJA. La preparazione completa di uno SHINOBI particolarmente dura e molto particolare. Il NINJA un esperto sia nel maneggio di tutte le armi, convenzionali e no, della sua epoca bianche, da lancio e da fuoco, comprese alcune di sua invenzione sia di attrezzi ed utensili particolari. Deve conoscere i prodotti chimici dai veleni alla polvere esplosiva, alle sostanze fumogene e piriche dalluso dei quali, spesso, dipende il successo della missione. Atleta, acrobata, equilibrista, si serve di codici per comunicare con i membri del gruppo ed impara ad utilizzare i Nove Simboli (KUJI-KIRI), per assicurarsi una magica forza fisica, se non, addirittura, linvisibilit. maestro nellarte dellinganno (SHINOBI-JUTSU) nonch di scienze occulte come lipnosi (SAIMIN-JUTSU) e segrete (HIDEN) come la KUKI-SHIN RYU. Sviluppa, con laddestramento, sensi acutissimi ed un sentimento dappartenenza al Clan cos forte che, in caso (o pericolo) di cattura si uccide immediatamente, per non rivelare n i segreti del NINJUTSU n il Clan di provenienza (e, tanto meno, il mandante). solo nel secondo dopoguerra che questArte idealizzata dai suoi adepti (NINJUTSUKA), con una aggregazione di mistica buddista ZEN e pratiche Yoga: in realt, del vero NINJUTSU si conosce ben poco, nonostante le scuole tradizionali dove tuttora praticato come la TOGAKURE RYU, fondata nel secolo XII da Daisuke Nishina ed i testi che ne parlano, come lantico (1676) BANSENSHUKAI (Cento, mille Fiumi) di Fujibayashi, del TOGAKURE RYU, che del NINJUTSU descrive gli aspetti psicofisici. Il NINJUTSU, basato su furtivit, trucchi e inganni, lantitesi dellAIKIDO, anche se pare che UESHIBA MORIHEI abbia studiato anche questArte. NINJUTSUKA. Chi pratica il NINJUTSU. termine moderno. NINYO. Umanit. quella che, secondo INAZO NITOBE, il vero BUSHI deve possedere. [si veda BUSHIDO] NIPPON. Paese del Sol Levante. Si veda NIHON. 119

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NIPPON SHORINJI-KEMPO. il nome assunto nel 1972 dallo SHORINJI KEMPO, quando questo si giapponesizza completamente, nella terminologia (con piccole varianti) e nellabbigliamento: KEIKOGI bianco adorno di un emblema del Buddismo esoterico, la SVASTICA, ricamata sulla falda sinistra del GI con sovrapposta una tunica nera, senza maniche, legata in vita da un grosso cordone a mo di cintura. Gli adepti (non soltanto monaci ZEN!), attraverso laddestramento nel KEMPO e la meditazione ZAZEN, allenano corpo e spirito, secondo linsegnamento del KONGO-ZEN. Il tempio principale (pi che Arte Marziale, questa una forma di pratica filosofico-religiosa) del NIPPON SHORINJI-KEMPO nellisola Shikoku, a Tadatsu, Prefettura di Kagawa. NISHIKI. Broccato. NISSOKU-ITTO-NO-MA-AI. Distanza ideale tra due avversari armati di spada. Corrisponde a circa 4-5 passi. [si veda MA-AI] NITEN. Soprannome attribuito a MIYAMOTO MUSASHI, per labitudine che ha di combattere con una spada per ogni mano, una lunga (DAI-TO, KATANA) ed una corta (SHO-TO, WAKIZASHI). anche il soprannome del suo stile di KEN-JUTSU e della scuola da lui fondata, lEMMEI RYU, conosciuta anche come NITO ICHI RYU. NITO. Due spade. NITO ICHI RYU. Scuola delle due Spade. laltro nome il soprannome NITEN con cui conosciuta lEMMEI RYU, scuola di KEN-JUTSU fondata da MIYAMOTO MUSASHI. NIWA JUROZAEMON. Vero nome di ITSUSAI CHOZANSHI, autore del TENGU GEI-JUTSU-RON, Trattato sulle Arti Marziali dei Tengu. NO. Di. Preposizione con significato di appartenenza; particella possessiva. NOBORI. Pendio. NOBUKUNI. Celebre fabbro attivo nella prima met del 1700. NOBUSHI. Coloro che dormono in pianura. Guerrieri delle Pianure. Sono monaci-guerrieri, appartenenti principalmente ai grandi monasteri buddisti delle pianure, contrapposti almeno nelle opere letterarie di contenuto epico del secolo X ai Guerrieri dei Monti, gli YAMABUSHI. NODA HANKEI. Armaiolo attivo alla met del 1600. NO-DACHI. Spada da battaglia. molto lunga (fino a 180 cm) e pesantissima. Pare che luso della NODACHI risalga alla guerra Nambokucho, la guerra civile tra i sostenitori dellImperatore GO-DAIGO e quelli degli SHOGUN ASHIKAGA (1336-1392). questo un periodo di innovazioni belliche, tra cui la sostituzione della classica YOROI con la pi maneggevole DO-MARU e lintroduzione di cosciali e ginocchiere; luso di sandali di paglia in luogo di stivali pesanti; il sollevamento della gronda (SHIKORO) dellelmo, per rendere pi agevole il maneggio delle armi. In battaglia la NO-DACHI si porta sulla schiena, appesa ad una tracolla, con TSUKA (elso) sporgente sopra la testa, a sinistra e taglio in basso. Come tutte le armi da combattimento, ha fornimenti semplici, TSUBA di ferro e SAYA di legno. Prima della battaglia e durante i trasferimenti, normalmente, trasportata da un apposito incaricato. Anche O-DACHI. NODACHI-JUTSU. unantica forma di combattimento, praticata a cavallo. Il BUSHI armato della spada da battaglia NO-DACHI, lunga almeno un metro e mezzo, che normalmente rotea in ampi fendenti. Non si ha notizia di scuole dove il NODACHI-JUTSU sia insegnato. Anche O-DACHI-JUTSU. NODO. Gola. NODOWA. GORGIERA dellarmatura. I primi modelli, di cuoio ricoperto con pelle di RAZZA (SAM), sono foderati di broccato. In seguito sono utilizzate placche laccate e allacciate, piastre di metallo trapunte e legate o anche maglia di ferro. La NODOWA si chiude dietro il collo con cordoncini, mentre alcune varianti utilizzano ganci (meguriva) o fibbie (eriva). 120

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NOGARE. Tecnica di respirazione rapida, praticata soprattutto dai KARATEKI (stile KYOKUSHINKAI-KAN) nelle parate. Si inspira dal naso e si espira, attraverso la bocca socchiusa, con percepibile suono gutturale, ventrale, come nellIBUKI e, come per lIBUKI, la respirazione violenta d luogo al KIAI. NOGI KITEN MARESUKE. (1849-1912) Generale. Oltre che per la carriera miliare (guerre contro Cina, 1894/95 diventa governatore di Taiwan e Russia, 1904/05 vittorie di Port Arthur e Mukden) ricordato per lultimo atto della sua vita, lo JUNSHI (suicidio rituale) compiuto, insieme con la moglie, alla morte dellImperatore Mutsuhito. NOH. Genere teatrale. creato da Zeami Motokiyo (1363-1444), il quale d forma definitiva a rappresentazioni precedenti, che si rifanno a manifestazioni artistiche cinesi. Dal carattere notevolmente simbolico, si compone di danza, recitazione, canto e musica; gli argomenti sono tratti dalla storia e da leggende nazionali, con finalit deducazione spirituale. Pi stilizzato del KABUKI, il teatro NOH ha subito pochi cambiamenti nel tempo, ed rappresentato ancor oggi da soli attori maschi, spesso mascherati, per un pubblico selezionato di intenditori. Nel Periodo EDO (1603-1868) questa lunica forma teatrale, classica e discreta, ritenuta seria, adatta ai SAMURAI e degna dellaristocrazia. NOJO-JUTSU. Metodo di lotta. Consente di legare un avversario utilizzando due corde. ancora insegnato in alcune scuole, come il TAKENOUCHI RYU. NOROSHI-JUTSU. Tecniche di segnalazione con il fuoco. Appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). [si veda anche L Antiche arti da guerra] NOTO. lazione di rinfoderare la spada, dopo averla pulita (CHIBURI), scolando il sangue dalla lama. Il noto lultima fase, quella che segue NUKI-TSUKE (sguainare), KIRI-TSUKE (tagliare) e CHIBURI. E una delle tecniche di base (SHODEN) dello IAIDO. NU-BOKO. Lancia Gioiello del Cielo. Appartiene alla mitologia dellantico Giappone, secondo la quale la coppia di dei IZANAMI-NO-MIKOTO e IZANAGI-NO-MIKOTO creano le isole giapponesi scagliando questa lancia nelloceano. Per la leggenda, la NU-BOKO a forma di wa-bashira (colonna di maschio: sottintende un qualche tipo di culto fallico nel Giappone preistorico), termine che, di solito, indica i pilastri terminali e pali di una ringhiera o del parapetto di un ponte. NUHI. Si veda GENIN. NUKAZU NI SUMU o KEN-NO-SHINZUI. Arte di risolvere i problemi senza usare la Spada. Ben applicata da TSUKAHARA BOKUDEN, questarte tipica della dottrina senza spada, MUTO. NUKIDE-NO TSUKASA. Carica ufficiale istituita, nel 719, dallImperatrice Gensho (715-724) per la ricerca dei migliori SUMOTORI del Paese, in vista del torneo SECHI-E-ZUMO. NUKI-TSUKE. Sguainare. lazione di estrarre la spada dal fodero, per colpire (tagliare: KIRI-TSUKE) immediatamente lavversario. Il movimento deve avvenire prima che questo possa estrarre a sua volta. Al NUKI-TSUKE seguono CHIBURI (pulire la lama) e NOTO (rinfoderare). E una delle tecniche di base (SHODEN) dello IAIDO. NUKI UCHI. Tecnica di taglio diagonale. NUKI WAZA. Tecniche di finta. NUNCHAKU. Arma da botta, flagello. Deriva dallattrezzo agricolo destinato a battere la paglia di riso (SOSETSU-KON) ed originaria dellisola dOKINAWA. Il NUNCHAKU, formato da due bastoncini (in legno o metallo) uniti fra di loro da una catena o una corda, molto efficace anche contro un avversario armato di spada. Il Nunchaku-jutsu, larte di usare il NUNCHAKU, appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). Il nunchaku a tre sezioni si chiama SAN-SETSU-KON. NYUNAN SHIN. Leggerezza dello Spirito. Si veda JUNAN SHIN. 121

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-OO. Grande; grosso, OBI. Cintura. Nelle Arti Marziali, normalmente, sindossano cinture di tessuto spesso, lunghe tanto da girare intorno alla vita un paio di volte ed alte circa 5 cm di un colore corrispondente al livello di apprendimento [si veda KYUDAN]. OBI-KUATSU. Massaggio lombare, alla cintura. Rientra nella gamma dei KIN-KUATSU: KUATSU particolari, adatti a traumi e dolori pelvici quindi sia di rianimazione sia antalgici attuati con percussioni riflessogene. OBITORI. Anello dellocchiello di SAYA per TACHI. OBOERU. Ricordare; memorizzare. O-BOSHI. Elmo di tipo HOSHI-KABUTO. O-DACHI. Grande spada da battaglia. usata per combattere da cavallo. [si veda TACHI] O-DACHI-JUTSU. Si veda NODACHI-JUTSU. ODA NOBUNAGA. (1534-1583) Esponente di spicco della Famiglia feudale Oda. Avversario del Buddismo, occupata KYOTO (1568) tenta non solo di unificare il Paese, ma anche di ripristinare lautorit imperiale tanto che, pur avendo il titolo di generalissimo, non si fa nominare SHOGUN, dopo aver sconfitto e deposto (1573) lultimo SHOGUN del Clan ASHIKAGA, Yoshiaki; fino al 1603 non ne sono nominati altri. Morto suicida (per cause ignote), alla guida dellesercito imperiale gli succede TOYOTOMI HIDEYOSHI. Memorabile, tra le altre sue imprese, la campagna di sterminio condotta nel 1581 contro i Clan Ninja della provincia dIga: 45.000 guerrieri faticano ad aver ragione di circa 4.000 SHINOBI, quasi tutti uccisi in battaglia o crocifissi dopo la tortura. ODOME. Pratica di combattimento a mani nude. Si veda OSHIKI-UCHI. ODORI. Danze tradizionali. ODOSHI. Termine che indica il sistema di unione delle piccole piastre (KOZANE) che costituiscono la corazza dellarmatura giapponese. Larmatura giapponese caratterizzata da numerosissime peculiarit: il materiale dei cordoncini (o stringhe o trecce) che uniscono le piastre (ed il loro colore e le varie combinazioni di colori), il numero e la posizione delle piastre e addirittura dei fori nelle piastre. Soprattutto, per, il tipo dallacciatura che contrassegna i diversi periodi (antico, medio, moderno) in cui si divide larmatura giapponese; in tali epoche abbiamo solo tre tipi dallacciatura: KEBIKI, SUGAKE (o arame) e SHIKIME (o chikiri odoshi). Variano dimensione e posizione delle KOZANE, numero e collocazione dei fori di fissaggio e, conseguentemente, numero dei passaggi di cordoncino nei fori. OGASAWARA RYU. Antichissima scuola, ancora attiva, di YABUSAME (tiro con larco da cavallo), fondata durante il Periodo KAMAKURA (1185-1333). Labbigliamento dei praticanti il caratteristico costume da caccia feudale. Antico (secolo XIV) RYU di KYU-JUTSU (tiro con larco da guerra), ancora attivo, il cui caposcuola anche ora un discendente della Famiglia OGASAWARA, nellomonima isola. Nel RYU tuttora osservata loriginaria etichetta (REI-SHIKI), che influenza il comportamento degli allievi non solo nella scuola, ma anche nella vita privata. OGI o SENSU. Ventaglio di tipo pieghevole. simile ad un settore di disco; pu avere sia un utilizzo funzionale sia una valenza rituale e pu essere duso personale o da guerra. Pare che lorigine dei VENTAGLI pieghevoli sia giapponese: durante la Dinastia cinese Song, le cronache narrano le continue importazioni di tali accessori, chiamati appunto ventagli giapponesi. OGURI NIEMON. SAMURAI. Nel 1616 fonda lomonima scuola di JU-JUTSU, adattando tecniche di KUMIUCHI (lotta senzarmi, ma con indosso larmatura) a praticanti in abiti normali. 122

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OGURI RYU. Scuola di JU-JUTSU. La fonda nel 1616 OGURI NIEMON. I praticanti di WA-JUTSU (Arte della Pace) fanno risalire a questo RYU lorigine (ideale) della propria scuola. OHAY GOZAIMASU. Buon giorno; si usa la mattina presto, quasi come ben alzato. O-ICHO-MAGE. Acconciatura dei SUMOTORI [si veda]. OISHI SHINKAGE RYU. Scuola di KENDO, fondata da OISHI SUSUMU. Le tecniche della scuola si basano pi sulluso della forza, che su agilit e flessibilit. Gli allievi dello OISHI SHINKAGE RYU, negli incontri, indossano caschi (MEN) dalla forma particolare ed impugnano, con una sola mano (katate) uno SHINAI molto lungo. OISHI SUSUMU. (1798-1865) Maestro di KEN-JUTSU, appartenente allo SHIN KAGE RYU. OISHI YOSHIO. il capo dei celeberrimi Quarantasette Ronin [si veda la relativa voce, nella seconda parte del Dizionario]. OJIGI. Grande saluto (cerimoniale) nel KENDO. OJI-KAESHI. Contrattacco immediato: risposta che segue una parata (soprattutto in KARATE e KENDO). OJI WAZA. Tecniche di difesa ed immediato contrattacco (soprattutto in KENDO). OJO. Buona morte. quella che per la religione buddista dimpronta AMIDISTA garantisce la rinascita nel paradiso di Amida, il Buddha della salvezza, colui che accoglie le anime nel Paradiso dellOvest. Ai Giapponesi del tempo feudale importa soprattutto fare, dopo una vita spesa bene, una buona morte. I BUSHI, come tutti i loro contemporanei, del resto, sono tradizionalmente tolleranti, dal punto di vista religioso, non formulano dottrine esclusive, accettano culti stranieri e traggono da ogni credenza idee, concetti, elementi che possano soddisfarli moralmente e spiritualmente. Cos, possono dirsi allo stesso tempo scintoisti, buddisti e confuciani (anche cristiani, pi tardi): sono fedeli ai KAMI del Clan (perci scintoisti); alloccorrenza, sono grandi uccisori di nemici e mangiatori di carne (e cio, secondo la morale religiosa, nocivi al prossimo); osservano i principi morali di sottomissione, fedelt ed amore filiale (quindi confuciani); venerano le divinit buddiste e credono nella transitoriet delle cose, nella retribuzione del bene e del male in una vita futura e nella rinascita ultima in paradiso (perci sono anche buddisti). piuttosto comune che, dopo una vita passata al servizio di qualche Signore, i BUSHI prendano i voti e si facciano monaci, ritirandosi in qualche tempio. OKADA MORIHIRO. (1893-1984) Maestro di KENDO, IAIDO, JUDO, KARATE e SHODO. O-KAMA-YARI. Tipo di KAMA-YARI. OKINAWA. Isola dellarcipelago delle Ryukyu, il cui nome significa, letteralmente, una corda gettata nellacqua, a descriverne il profilo stretto e contorto. Le Ryukyu sono il secondo gruppo di isole, per grandezza, a sud di quello principale che costituito dalle isole Hokkaido, Honshu, Kyushu e Shikoku ed a met strada tra Kyushu e Taiwan. Invasa prima dai cinesi (secolo XVI) e poi dai giapponesi (Clan SATSUMA di Kyushu, secolo XVII), sottoposta ad una ferrea occupazione militare, tanto dura quanto contrastata. La resistenza degli abitanti larcipelago cos tenace che gli occupanti decidono di proibire agli indigeni la detenzione di qualsiasi tipo darma, tanto che si racconta gli abitanti dogni villaggio possono servirsi di un unico coltello, incatenato ad un palo e sorvegliato da un guerriero. Contadini e pescatori alcuni di questi ultimi hanno anche imparato, in Cina, tecniche di KEMPO trasformano con successo i propri attrezzi in armi (EKKU, TONFA, NUNCHAKU, JITTE), elaborandone anche i criteri duso, ma, soprattutto, sinventano fantasiosi ed efficaci metodi di combattimento a mani nude. Lo studio delle tecniche di combattimento a corpo a corpo, soprattutto di derivazione cinese, cos sviluppato che ogni zona ha un proprio stile ed i metodi prendono nome dalle citt dove sono praticati: NAHA-TE (mano di Naha), SHURI-TE (mano di Shuri), TOMARI-TE (mano di Tomari) eccetera. Linsieme dei diversi stili va sotto il generico nome dOKINAWA-TE (Mano dOKINAWA) o TO-DE (Mano Cinese). I SAMURAI verificano in fretta, sulla loro pelle, lefficacia di questi sistemi di lotta e presto se ne impadroniscono, dando origine in patria a tutta una serie di stili dArti Marziali, tra cui spicca il KARATE. 123

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OKINAWA KARATE-DO. il termine che identifica il gruppo di tutte le tecniche di KARATE originarie dOKINAWA. Gli stili insegnati nellisola sono raggruppati nellassociazione Okinawa Karate-do Renmai. OKINAWA-TE o TO-DE. Mano dOKINAWA o Mano Cinese. il termine che indica linsieme delle tecniche di combattimento a mani nude originarie dOKINAWA. In sostanza, si tratta della versione originale del KARATE, poi codificato da FUNAKOSHI GICHIN e modernizzato dal di lui figlio, FUNAKOSHI YOSHITAKA. OKI RYU. Scuola di IAI-JUTSU fondata, nella seconda met del secolo XV, da Katayama Isayasu nel santuario di Katayama, sulla montagna di Atago. OKUDEN. Insegnamento segreto. la trasmissione profonda, prevista nellantico sistema di classificazione del BUGEI. Il Maestro impartisce gli insegnamenti esoterici (HI-GI) solo a quegli allievi da lui scelti ritenuti meritevoli ed affidabili, il cui comportamento si conf alle regole del gruppo e che giurano di custodire gli insegnamenti ricevuti per tutta la vita, senza rivelarli agli estranei. OKU-IAI. KATA di Iaido, eseguito in posizione eretta (TACHI: 13 movimenti) o seduta (SUWARI: 8 movimenti). LOKU-IAI rientra tra gli insegnamenti segreti (OKUDEN). OKURI. Coppia; entrambi. OKURI ASHI. Spostamento base (TAI SABAKI) dellAIKIDO. Si esegue, mantenendo la guardia, facendo scivolare in avanti il piede anteriore, mentre il posteriore, prima che laltro completi il passo, scivola avanti. I talloni quasi si toccano, i piedi non si sollevano dal suolo. Pu essere in avanti o indietro. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). OKUYAMA RYU. la scuola di KEN-JUTSU che Okuyama Magojiro (1525-1602) fonda, ispirandosi allAIZU KAGE RYU di AIZU IKO. OKUYAMA TADENOBU. il fondatore dello SHINKAN RYU, scuola di KEN-JUTSU ispirata allAIZU KAGE RYU di AIZU IKO. OKUYAMA YOSIJI. Adepto del DAITO RYU AIKI-JUTSU, il fondatore (1938) dellHAKKO RYU, scuola di JUJUTSU. OMICHI. Armaiolo attivo alla fine del 1700. OMORI RYU. Stile e KATA di IAIDO. una scuola, fondata dal Maestro OMORI SOEMON MASAMITSU e poi confluita nel MUSO SHINDEN RYU, che predilige tecniche da posizione seduta (SEIZA o SUWARI). Questo KATA, composto di dodici movimenti di base, con partenza dalla posizione assisa, permette di assimilare i principi (JO) dello IAI. Ogni movimento comprende le quattro fasi tipiche dello IAIDO NUKI-TSUKE (sguainare), KIRITSUKE (tagliare), CHIBURI (pulire la lama), NOTO (rinfoderare) che costituiscono lo SHODEN, linsegnamento base dello IAIDO. OMORI SOEMON MASAMITSU. il fondatore dello stile, e della scuola, OMORI RYU di IAIDO. OMOTE. Fronte; di fronte (rispetto allavversario). Esterno. Positivo. Sopra. Tecnica eseguita in entrata. un metodo desecuzione delle tecniche che, in AIKIDO, quasi sempre, si possono eseguire sia in OMOTE WAZA [di fronte, entrando davanti allavversario; diretta] sia in URA WAZA [da dietro, entrando dietro lavversario; circolare]. OMOTE rappresenta principalmente laspetto apparente delle cose, lesterno, la loro facciata. linsegnamento impartito a quegli allievi che ancora non sono in grado di ricevere la trasmissione profonda (OKUDEN) del loro Maestro. OMOTO-KYO. Religione fondata da DEGUCHI ONISABURO (o WANISABURO) e Deguchi Nao. Si afferma nel 1913 ed potentissima tra il 1919 ed il 1921, sconfinando nellattivismo politico e paramilitare. Le autorit intervengono contro la chiesa ed i suoi fedeli gi nel 1921, poi, assai pesantemente, nel 1935 (quando i seguaci sono oltre due milioni) ed ancora nella prima met degli anni 40. I capi ed i semplici adepti sono arrestati, perseguitati, oppressi, imprigionati per lungo tempo. UESHIBA MORIHEI, che si avvicina a questa dottrina 124

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nel 1918, partecipa alle attivit, esplicite o meno, della chiesa compresi il viaggio in Mongolia nel 1924 e la funzione di Istruttore capo nel DAI NIHON BUDO SENYO-KAI e vi ricopre ruoli di tutto rilievo, rimane sempre fedele alla filosofia dellOMOTO-KYO. In Giappone, dalla la morte di DEGUCHI ONISABURO, avvenuta nel 1948, lOMOTO-KYO non ha pi significativa rappresentanza n particolare influenza, divisa com in fazioni. ONAJI. Stesso. ONAJI KAKUDO. Stesso angolo. ONAKA. Addome. ONEGAISHIMASU. Per favore. ONI. Demone, diavolo. ONI-KOTE o KOTE. Manopole dellarmatura per scherma TAKE GUSOKU, usata nel KENDO. Si definiscono anche UCHI-KOTE. ONNA. Donna. ONNAGATA. Attore del teatro KABUKI che interpreta un ruolo femminile. Il successo di questi attori, dopo il bando definitivo (1647) delle donne, assoluto ed i teatri sono affollati da un pubblico pronto a compiere follie per i bei giovani sul palcoscenico, come altri, prima, hanno fatto per le attrici. Per ovviare allimposto taglio del ciuffo sulla fronte cosa che fa somigliare gli ONNAGATA ai SAMURAI, rendendoli meno attraenti gli attori iniziano ad usare parrucche, abuso che nessun decreto shogunale riesce a reprimere. ONO. Scure da guerra. Il grande ferro, a taglio convesso da 25 cm e grossa penna spiraliforme, montato su unasta lunga fino a 210 cm, mentre la SAYA copre unicamente il taglio. Si trovano anche ONO dalla forma dascia darme alleuropea. A volte lONO unita ad una SU-YARI, per formare una sorta dalabarda. Tra le non molte scuole ad insegnare luso di questarma la SHINDEN FUDO RYU, antica scuola tradizionale di YARI-JUTSU. ONO-HA ITTO RYU. Branca (HA) della scuola ITTO RYU. Fondatore ONO TADAAKI, allievo di ITO ITTOSAI KAGEHISA. una scuola destremo prestigio ed anche gli SHOGUN la frequentano. Caratteristica principale dello stile la ricercata capacit di eliminare lavversario con un unico colpo di spada. ONO TADAAKI. (1565-1628) Maestro di spada. Appartiene alla scuola ITTO RYU di ITO ITTOSAI KAGEHISA, di cui discepolo. ONO TADAAKI il Maestro di NAKANISHI CHUTA. ONSHITSU. Bagni caldi (di vapore). ONSEN. Bagni; stabilimenti balneari. ORENAI TE. Braccio inflessibile. [si vedano Considerazioni sul KI] ORIGAMI. Tecnica artistica, diffusa soprattutto dal secolo XVII, consistente nel piegare pi volte un foglio di carta, di regola senza luso di forbici e colla, in modo da ottenere figure bi- o tridimensionali di persone, fiori, animali, oggetti diversi. ORU. Spezzare. OSAE. Pressione; immobilizzazione; controllo. Viene da OSAERU, tenere. Sinonimo, per controllo, KATAME. OSAERU. Tenere; premere in basso. OSAE WAZA o KATAME WAZA. Tecniche di controllo (con immobilizzazione). O-SEI-KUATSU. Grande procedimento autentico. un KUATSU ad azione globale, praticato su paziente in posizione seduta, che richiede lintervento di due operatori. [si veda SO-KUATSU] 125

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O-SENSEI. Grande Maestro. titolo attribuito a pochi, eccezionali personaggi, tipicamente il fondatore di una scuola come, ad esempio, UESHIBA MORIHEI, Kano Jigoro, FUNAKOSHI GICHIN. OSHI. Spingere, premere. OSHIERU. Insegnare. OSHIKI-UCHI. Tecniche segrete. Tecniche di combattimento senzarmi che la Famiglia TAKEDA sviluppa seguendo la dottrina AIKI-IN-YO-HO. Linsegnamento di questo sistema noto anche come ODOME o AIZUTODOME inizialmente riservato ai SAMURAI di rango superiore. Uno dei pi famosi Maestri di OSHIKI-UCHI TANOMO SAIGO HOSHINA CHIKAMASA, insegnante anche di TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI. OSHI TAOSHI. Chiave articolare di braccio (UDE HISHIGI), con spinta. Si esegue applicando una pressione sul gomito di UKE. Fa parte delle HIJI WAZA (tecniche eseguite ai gomiti), a loro volta della gamma KANSETSU WAZA (tecniche sulle articolazioni), che rientrano nelle pratiche di controllo (KATAME od OSAE WAZA). O-SOTO. Grande esterno. OTAKEBI. Movimento per concentrare immediatamente tutte le energie. Segue normalmente ad un esercizio o ad una serie di esercizi respiratori. Le mani sono allaltezza della fronte, le dita intrecciate, i palmi verso il basso: esprimendo un KIAI (ei!) potente, si spingono con forza le mani in basso, fino all HARA. OTAKEBI pu paragonarsi ad una forma di autosuggestione, che provoca limmediata concentrazione di tutte le energie. OTANI SHIMOSA KAMI SEIICHIRO. (1789-1844) Celebre spadaccino. Appartiene allo JIKISHIN KAGE RYU, dirige il KOBUSHO (scuola shogunale dArti Marziali) ed il Maestro di CHIBA SHUSAKU. Gli attribuito il titolo di Grande spadaccino (CHO-ICHI-RYU). OTEN. Rotolare di lato. OTOKO. Uomo. OTOKODATE o KYOKAKU. Uomo virile, uomo coraggioso. luomo che ha raggiunto il perfetto autocontrollo, grazie anche alla pratica delle Arti Marziali. Nellimmaginario collettivo della sua epoca luomo di forte carattere ed animato da spirito cavalleresco, difensore di deboli e perseguitati. OTONASHI NO KEN. La spada silenziosa. OTOSHI. Far cadere. Viene da OTOSU, cadere. OTOSU. Cadere, lasciar cadere; gettare; abbattere. OTSUBO RYU. Antica (secolo XV) scuola di BA-JUTSU. LOTSUBO RYU, che utilizza lo YUMI e la NO-DACHI, la pi famosa scuola di equitazione militare destinata ai BUSHI. O-TSUCHI. Mazza ferrata. Tra le non molte scuole ad insegnare luso di questarma la SHINDEN FUDO RYU, antica scuola tradizionale di YARI-JUTSU. OTSUKA HIDENORI. (1892-1982) Studioso di JU-JUTSU allo SHINDO YOSHIN RYU e quindi allievo di FUNAKOSHI GICHIN, il fondatore (1939) dello stile WADO RYU di KARATE. Questo stile predilige agilit, morbidezza e flessibilit piuttosto cha la forza, nellesecuzione delle tecniche. OTSUKA HIDENORI vuole rendere il KARATE una disciplina essenzialmente spirituale. O-UCHI. Grande interno. OWARI. Fine. OYASUMINASAI. Buona notte. 126

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OYAYUBI. Dito pollice. OYAYUBI NUKITE. Tecnica di affondo, con il pollice, agli occhi dellavversario. O-YOROI. La Grande Armatura. Tipo di armatura YOROI. [si veda] OYO WAZA. Tecniche applicate.

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-PPAO. Schermo rigido, imbottito, solitamente rettangolare (cm 30x60). utilizzato come bersaglio per tecniche di pugno o calcio, retto da un altro praticante o fissato al muro.

-Q-RRAIFU. Ascia di pietra. RAN DORI. Neutralizzazioni dattacchi in dinamica di pi UKE. Combattimento libero, inteso contro pi avversari. Pu essere in TACHI WAZA, SUWARI WAZA, HANMI HANTACHI WAZA, USHIRO WAZA o combinazioni varie. la lettura giapponese di due caratteri cinesi: louan (confuso) e tsiu (presa). REI. Rispetto, venerazione. Saluto. LEtichetta del DOJO (REI-SHIKI) prevede che i BUDOKA salutino lIstruttore e si salutino tra loro prima e dopo ogni allenamento; inoltre, devono salutarsi tra loro allinizio ed alla fine di un incontro. Questo saluto secondo le regole (RITSU-REI) pu avere denominazione diversa, secondo lArte o Disciplina Marziale praticata, e si pu eseguire in piedi (TACHI-REI) o seduti (in ginocchio), con il capo diritto e leggera inclinazione del corpo (HAI-REI) piuttosto che con mani e fronte a terra (ZA-REI). Reigisa-ho un sinonimo di REI. Il giusto comportamento. Uno dei sette punti del BUSHIDO. [si veda] REIGI. Etichetta. Espressione del mutuo rispetto allinterno della societ. Modo per prendere coscienza della propria posizione nel contesto sociale; non sovvertibile. [si veda anche DAI-SHO; KATANA] REISHA. Tiro cerimoniale (nel KYUDO, ma non solo). un rito scintoista, con lofficiante, larciere, in costume tradizionale (ma si scopre la spalla sinistra, per evitare impaccio nel tiro), EBOSHI compreso. Si celebra lo spirito della freccia, che tramite fra arciere e bersaglio, uniti nellarmonia del KI (AIKI). La prima freccia che viene scoccata una freccia fischiante (KABURA-YA), a scacciare gli spiriti maligni. Quando la cerimonia particolarmente importante, il tiro cerimoniale si chiama DOSHA. REI-SHIKI. Regole del Cuore. Cerimoniale. lEtichetta del DOJO, che alcune scuole tradizionali osservano con rigore assoluto. Numerose sono le regole di comportamento che un praticante deve seguire allinterno del DOJO. Tra le pi importanti e comuni a tutte le Discipline ci sono leducazione, la correttezza ed il rispetto, verso il Maestro o Istruttore, verso gli altri allievi, verso il DOJO in s. Non si tratta di compiere solamente gesti rituali, ma di riscoprire (attraverso un atteggiamento modesto, generoso, compassionevole) proprio quelle Regole del Cuore che consentono di vivere lesperienza del DOJO come un arricchimento costante. REN RAKU. Successione di attacchi. RENSA-SANKAKU. Tecnica dei tre bastoni. un metodo particolare, ideato nella scuola TAKAGI RYU, per la difesa contro un attacco di spada. RENSHI. Chi ha il controllo di s. Maestro Esterno; assistente Istruttore; aiutante esperto. Nellantico sistema di classificazione del BUGEI, si ottiene la qualifica di RENSHI solo con il grado minimo di 4 DAN e tale si rimane fino al 6. [si veda KYUDAN] 127

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RENSHU. Pratica dallenamento. Normalmente indica, in unArte Marziale, un periodo di addestramento. REN-TSUKI o RENZUKI. Tecniche alternate di pugno (soprattutto nel KARATE). RENZOKU-GERI. Serie di successivi e continui attacchi con tecniche di calcio (soprattutto nel KARATE). RENZOKU-TSUKI. Serie di successivi e continui attacchi con tecniche di pugno (soprattutto nel KARATE). RI. Morale. Teoria. Misura agraria di lunghezza. Vale 36 CHO ed equivale, secondo le Regioni, da 3.900 a 4.300 metri. Un RI quadrato vale 36 CHO quadrati, cio 16 km2 circa. RIDATSU-HO. Tecniche di liberazione da prese, cui normalmente seguono contrattacchi immediati. Sono utilizzate, soprattutto, nello JOSHI JUDO GOSHINHO. RI-GI-ITTAI. il principio dellunit fra teoria (RI) e tecnica (GI). RIN. Unit base di lunghezza. Corrisponde a 0,303 millimetri. RINZAI o RINZAI-SHU. Scuola ZEN, una delle due principali rimaste, laltra la SOTO (SOTO-SHU). La tradizione vuole che sia fondata, nel 1191, dal monaco EISAI, da cui prende il nome. In questa scuola (o setta, che dir si voglia) sono molto utilizzati sia i KOAN sia lo ZAZEN (che si pratica rivolti al Maestro del DOJO) per raggiungere il SATORI. RITSU-REI. Saluto secondo le regole. Saluto rituale in piedi nellAIKIDO. Si esegue a talloni uniti, mani lungo le cosce, busto leggermente flesso in avanti verso la persona cui destinato. [si veda REI] RITSU ZEN. Pratiche ZEN eseguite in piedi. RO. Vecchio. Si veda ROSHI. ROFUSE. Tecniche di lussazione o chiave articolare. Si eseguono, sia con le mani sia con le braccia, agli arti superiori, allaltezza del gomito. ROJU. Presidente del Consiglio dello SHOGUN. ROKKYU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, lo Studente di sesta classe. [si veda KYUDAN] ROKU. Sei in sino-giapponese. In giapponese puro MUTTSU, per contare le persone (NIN) si dice ROKUNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa ROPPON. ROKUHARA. Indica lintervallo storico dal 1156 al 1185. caratterizzato dal dominio del Clan TAIRA (o HEIKE). Inizia Et dei Baroni feudali e della nobilt militare (BUKE), che si protrae fino al 1868. ROKUDAN. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 6 grado. [si veda KYUDAN] ROKUNIN. Sei, per contare le persone (NIN). In sino-giapponese MUTTSU, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa ROPPON.
ROKU,

in giapponese puro si dice


SHAKU:

ROKUSHAKU-BO. Bastone lungo. Indica il bastone lungo 190 cm (per la precisione 6 cm).

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RONIN. Uomo onda. Cos chiamato (prima del secolo X) il contadino che abbandona il villaggio e si sottrae allautorit del proprietario (nobile o religioso che sia) della terra. Il termine, soprattutto in epoca EDO (1603-1868) indica il SAMURAI senza Signore, il soldato senza mestiere, come anche un guerriero il cui Signore ha perduto le propriet (perch morto o caduto in disgrazia). Molti RONIN diventano insegnanti dArti Marziali, fondando diverse scuole (anche perch sono obbligati a mantenersi in esercizio); numerosi altri in128

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traprendono attivit compatibili con il proprio rango guardie del corpo, protettori di villaggi eccetera mentre parecchi si danno al brigantaggio. I RONIN diventano un problema nel 1651 quando, guidati da Yui Shosetsu, un RONIN che campa insegnano Arti Marziali, tentano un colpo di stato, che deve iniziare con lincendio di EDO e loccupazione del castello; scoperto il loro piano, Yui Shosetsu compie SEPPUKU. Se le rivolte dei RONIN sono comunque rare, pi frequenti sono incidenti e duelli fra RONIN ubriachi o aggressioni ai danni di CHONIN indifesi; questi sono spesso uccisi con la scusa di unoffesa patita: il SAMURAI, infatti, proclama il diritto (KIRISUTE-GOMEN) di abbattere sul posto qualsiasi appartenente alle classi inferiori che lo insulti! Altrettanto frequenti sono gli episodi di brigantaggio. Si racconta anche di SAMURAI gregari diretti (katamoto) dei TOKUGAWA che, stanchi degli ozi della guarnigione, si uniscono a bande di malfattori, dandosi al furto ad allassassinio: sono soprannominati kabukimono (eccentrici), per labitudine di indossare abiti stravaganti e farsi crescere lunghe basette. I nomi che questi gruppi di malviventi si danno sono fantasiosi (Daisho-jingigumi, ad esempio, la Banda di tutti gli Dei) ed notevole linteresse che suscitano, nella loro qualit di SAMURAI che combattono per se stessi, fra gli autori di KABUKI e JORURI (sono soprannominati, piuttosto ingenuamente, OTOKODATE, uomini coraggiosi che si fanno giustizia da soli). I pi famosi, popolari e onorati RONIN dellepopea feudale giapponese oltre al pi celebre di tutti, MIYAMOTO MUSASHI sono i cosiddetti Quarantasette Ronin, la cui tragica storia ricordata ancora oggi come la pi autentica interpretazione del BUSHIDO. [si veda AKO-GISHI ed anche la voce Quarantasette Ronin, nella seconda parte del Dizionario] ROPPO. Movimento opposto ad AYUMI ASHI. ROPPON. Sei, per contare oggetti particolarmente lunghi (HON). In sino-giapponese ROKU, in giapponese puro si dice MUTTSU, per le persone (NIN) susa ROKUNIN. ROSHI. Titolo onorifico ZEN. conferito ai grandi Maestri, responsabili di un tempio, soprattutto ZEN. Deriva da RO, vecchio e SHI, maestro. Significa anche Insegnante principale ed , normalmente, il Maestro che segue levoluzione di discepolo, assegnandogli, di volta in volta, un KOAN da meditare. RYO. Entrambi. Doppio, con due. Moneta doro, in uso nel Periodo EDO (1603-1868). Territorio, feudo di un SAMURAI. RYO ERI JIME. Presa al petto con le due mani incrociate. UKE afferra i baveri di braccia. RYO HIJI DORI. Presa ad entrambi i gomiti. UKE afferra i gomiti i TORI. RYO KATA DORI. Presa ad entrambe le spalle. Presa alle due spalle con due mani. UKE afferra le spalle di TORI. RYOKE. Suddivisione interna della classe sociale dei contadini, nel Giappone feudale. Fanno parte degli abitanti delle campagne e sono proprietari di terre, che affittano ai GESAKUNIN. RYOKU. Forza; energia. RYO MUNE DORI. Doppia presa al petto. Presa al petto con due mani. UKE afferra con le due mani il petto di TORI. RYO-SHINOGI-YARI. Tipo di YARI, con lama a sezione romboidale. RYO TE. Due mani, con due mani. Pure MORO TE. RYO TE ERI DORI. Terza presa al bavero. UkE afferra, con entrambe le mani, il bavero di TORI; questi inserisce un braccio tra quelle di UKE e lo sbilancia, sia mediante un passo indietro sia abbassando il proprio braccio, con movimento circolare, sopra un braccio di UKE. Lazione difensiva prosegue con labbassamento del gomito di UKE ed il bloccaggi a terra. RYO TE JIME. Strangolamento (JIME) a due (RYO) mani (TE), non incrociate. 129
TORI

incrociando le

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RYO TE KATA DORI. Quarta presa di polso (o di braccio).

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RYO TE MOCHI o KATA TE RYO TE DORI. Presa con entrambe le mani ad un polso. UKE afferra con le due mani un polso di TORI. RYO TE DORI. Presa ad entrambi i polsi. Presa alle due mani con due mani. UKE afferra con le mani entrambi i polsi di TORI (come avere due GYAKU HANMI contemporaneamente). RYU. Drago. Tradizione marziale. Scuola, stile, sistema. Cos si chiamano le antiche (talvolta antichissime) scuole dove i SAMURAI imparano le Arti Marziali, spesso retaggio di insegnamenti segreti, trasmessi di padre in figlio e rivelati solo ai membri del Clan o della Famiglia. Il RYU, a tutti gli effetti, una corporazione di Maestri, che si perpetua per consanguineit (SEI, in linea diretta o collaterale) oppure no (DAI). Ma anche una sorta dentit autonoma, dotata di una personalit (che condensa quelle degli appartenenti) e che, pertanto, quasi vive di vita propria. Nella tradizione classica, un RYU nasce per un volere divino (tenshin sho) trasmesso al fondatore (SHOSEI o SHODAI) e perpetuato negli insegnamenti che, pertanto, mantengono elementi di misticismo sovrannaturale. Nella pratica, invece, a far sorgere una scuola dArti Marziali pu essere tanto il nobile SAMURAI allinterno delle grandi Famiglie Militari (quindi riservata gli appartenenti al Clan), piuttosto che aperta a tutti i BUSHI quanto il RONIN, stanco di girovagare. Accade che anche appartenenti alla gente comune (BONGE, HEIMIN, KOOTSUNIN, TAMI) aprano scuole marziali, riservate ai membri delle medesima classe sociale. Una stessa Arte Marziale pu essere insegnata in numerosi, diversi RYU, in ognuno dei quali, magari, simpara uno stile (RYUGI) differente: in epoca prefeudale e feudale, infatti, ogni Maestro alla ricerca dellefficacia assoluta nella propria Disciplina elabora un metodo personale, studia nuove tecniche, sinventa variazioni stilistiche. Questo porta non solo al proliferare di specialit o branche o perfino scuole derivate (HA), ma anche alla nascita di un numero sempre maggiore di RYU dArti Marziali. Normalmente il RYU ha sede nel luogo dove vive il fondatore, meglio se in provincia, lontano dagli occhi che vedono tutto (METSUKE: le spie, la polizia segreta dello SHOGUN) e pu avere un numero di allievi (RYUSHA, MONJIN o MONTEI) che varia da poche unit non caso esiste la tradizione dello SHISODEN, la trasmissione ad un solo allievo a centinaia se non migliaia. Ogni Maestro insegna il proprio RYUGI (stile) sia con una trasmissione profonda (OKUDEN, destinata agli allievi che sono in grado di riceverla) sia con una trasmissione pi elementare, superficiale (OMOTE), per tutti gli altri. Ai SAMURAI, in queste scuole, spesso non sinsegna solo a difendersi, ad uccidere e la nozione di tecnica marziale (JUTSU, WAZA) integrata con riflessioni etiche e religiose e studi filosofici, dando quindi spazio al concetto di Via (DO). Molti sono i Maestri che lasciano scritti e registri (MAKIMONO), con lessenza delle loro tecniche anche le pi segrete, spesso codificate in maniera ermetica, incomprensibili quindi agli estranei destinati, sovente, ad essere gelosamente conservati negli archivi dalle rispettive scuole. Nel 1843, secondo un censimento ordinato dallo SHOGUN (e riportato nel Trattato sulle Arti Marziali, BUJUTSU-RYU SOROKU), in Giappone esistono ancora oltre un migliaio di RYU, rispetto agli oltre 9.000 catalogati in epoca prefeudale. Di questi RYU, appena 159 sono ufficiali e, i pi importanti, cos ripartiti: 61 (o 66, secondo altre fonti) di spada (KEN-JUTSU, IAI-JUTSU), 20 di scherma con la lancia (SO-JUTSU, NAGINATA-JUTSU), 29 (o 20) di combattimento a mani nude (KARATE-JUTSU, JU-JUTSU), 19 di tiro con armi da fuoco (HO-JUTSU, KA-JUTSU), 14 di tiro con larco da guerra (KYU-JUTSU), 9 di equitazione (BAJUTSU) e 5 in cui si praticano Discipline diverse. Tutte le altre scuole sono piccole o sperdute, clandestine ed esoteriche oppure erranti (BUSHI che insegnano occasionalmente, vagando nel Paese) ed oggi praticamente nulla resta del loro patrimonio di tecniche (spesso occulte), esperienze, capacit: estinte le famiglie dei Maestri, i libri, i MAKIMONO ed i testi segreti sono stati distrutti. La pi antica scuola giapponese, tra quelle tuttora attive, insegna KEN-JUTSU: il KATORI SHINTO RYU, fondata da IIZASA CHOISAI IENAO. soprattutto dopo la Restaurazione MEIJI che moltissimi SAMURAI vittime di un vero e proprio SEPPUKU ideologico e rimasti senza propriet, lavoro, ruolo e funzione iniziano ad organizzare pubbliche dimostrazioni di Arti Marziali e delle tecniche fino a quel momento gelosamente custodite e sovente trasmesse nel pi assoluto segreto. Il successo ottenuto spinge molti Maestri al gran passo: non solo aprirono i propri RYU, ma riversano una maggiore spiritualit nelle Arti insegnate. KANO JIGORO nel 1882 apre la sua prima scuola di JUDO, elaborando nel tempo un metodo (KODOKAN JUDO) che evoluzione e adattamento dello JU-JUTSU. Al 1922 risale la prima esibizione pubblica di FUNAKOSHI GICHIN e nel 1924 lUniversit di Keio istituisce il primo DOJO di KARATE del 130

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Giappone. nel 1927 che UESHIBA MORIHEI fonda la sua prima scuola dAIKIDO. Un recente censimento ha accertato che il numero di scuole dArti Marziali, in territorio giapponese, sfiora (ancora!) il numero di 1.000. Ogni anno le autorit di governo scelgono, fra tutte le scuole considerate appartenenti alla tradizione originale giapponese, 46 RYU, che partecipano al Grande Incontro (TAIKAI) delle scuole tradizionali, al BUDOKAN di Tokyo. RYUGI. Lo stile insegnato in un RYU. RYUKO-NO MAKI. Libro del Drago e della Tigre. un trattato dincerta datazione, ma pare il pi antico in assoluto sulle Arti Marziali tradizionali. RYU-NO-GEIKO. Tipo di allenamento. Rientra nello studio classico (IPPAN-GEIKO). Si veda, nel Libro Primo, il Capitolo Il metodo dallenamento. RYUSHA. Praticante, discepolo di un Maestro, allinterno di una scuola. Il Maestro gli insegna direttamente la Disciplina. RYUTAI. Fluido.

-SSA. Sinistra. [si veda HIDARI] SABAKI. Movimento, spostamento. Lideogramma SABAKI composta da due elementi: la mano ed il verbo SABAKU, separare. Significa eludere un attacco, compiendo una schivata con un movimento del corpo, circolare o diretto. Omofono di sabaki, scritto per con altro carattere, si traduce con giudicare, tagliare un vestito. [si veda TAI SABAKI] SABAKU. Separare (idea di separare con un coltello). Per estensione: vendere, distribuire, sbrigare un affare; anche riordinare, fare ci che si deve, decidere ci che giusto o falso. SABURAI. Quelli che stanno a lato (del Signore). Proprietari terrieri e capi dei Clan delle Province settentrionali e del KANTO, generalmente vassalli diretti (GO-KENIN) del primo SHOGUN, MINAMOTO-NO YORITOMO, che nel 1192 proclama il BAKUFU di KAMAKURA. Si tratta anche di militari di professione, con incarichi importanti nel BAKUFU, che possiedono truppe quasi tutte dorigine contadina e servitori ed in guerra ci vanno a cavallo. Dal secolo XIV in poi il titolo di SABURAI spetta unicamente ai capi di guerra, alle dirette dipendenze dello SHOGUN ASHIKAGA di MUROMACHI, ed ai nobili guerrieri in servizio alla Corte imperiale (GOSHOZAMURAI). SABURARU. Tenersi, stare a lato, servire. da questo termine che nasce il nome originale dei SAMURAI, cio SABURAI. SADO. La Via della Meditazione. la Disciplina che insegna a meditare, soprattutto in posizione seduta. SAGEO. un cordoncino piatto, normalmente di seta, che vincola il fodero (SAYA) alla cintura (OBI). Fissato allaletta forata KURIGATA, impedisce che il fodero della KATANA esca del tutto dalla cintura quando si sfodera la lama, anche rapidamente. presente in tutte le spade delle classi TO (DAI-TO, SHO-TO, TAN-TO), ad eccezione della spada TACHI e di alcuni piccoli pugnali. SAI. Corto tridente. Si veda JITTE. SAIGO SHIRO. (1868-) Allievo della scuola TENJIN SHIN.YO RYU di JU-JUTSU, diventa discepolo di KANO JIGORO. grazie al talento ed allabilit di questo allievo che, tra laltro, modifica il suo nome originario, SHIDA SHIRO, in SAIGO SHIRO che il KODOKAN riesce a vincere numerosi tornei, tra cui quello, celebre, organizzato dalla polizia di Tokyo nel 1886. Nel 1888 SAIGO SHIRO nominato direttore del KODOKAN, ma presto abbandona la pratica del JUDO per dedicarsi al KYU-JUTSU, dove diventa HANSHI (Maestro di 9 DAN).

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SAIGO TAKAMORI. (1827-1877) SAMURAI del Clan SATSUMA della provincia di Kagoshima, nellisola Kyusho, a servizio del DAIMYO della Famiglia Shimazu. Fautore dellautorit imperiale, nel biennio 1867/68 collabora alla restaurazione del potere dellImperatore Mutsuhito, del quale diventa Maresciallo di Campo e comandante la Guardia. Sostenitore di un esercito ideale, formato da soli SAMURAI, contrario alla coscrizione obbligatoria e si ritira nelle terre del Clan, nella penisola di SATSUMA, provincia di Kagoshima, quando questa approvata (1873), seguito da migliaia di giovani SAMURAI. Pretesto il lavoro in una comunit agricola, ma in realt tutti si addestrano nella pratica darmi. Nel 1874 SAIGO TAKAMORI raggiunto dallex vice Ministro allEducazione, Eto Shimpei, sconfitto dopo che, per protesta contro la politica governativa in Corea, ha organizzato una sommossa nellisola, alla testa di 2.000 SAMURAI. Nel 1877 scoppia lInsurrezione di Satsuma, nellisola di Kyushu, per protesta sia contro la coscrizione obbligatoria sia e soprattutto contro la proibizione governativa al porto darmi di qualsiasi tipo per i civili, compresi i SAMURAI e le loro KATANE. SAIGO TAKAMORI si ribella al Governo e guida 9.000 uomini (7.000 dei quali SAMURAI, allievi delle scuole private dArti Marziali da lui organizzate) contro le truppe dellarmata imperiale, formata da contadini-coscritti. I ribelli utilizzano anche armi da fuoco e artiglieria, ma sono sconfitti entro pochi mesi e SAIGO TAKAMORI compie SEPPUKU. La sua persona, per il popolo, incarna la figura ideale del nobile SAMURAI, virtuoso, coraggioso, leale, eroico. SAIGO TAKAMORI riabilitato nel 1891. SAIHAI. Scacciamosche. Bastone di Comando. Lo portano, sul campo di battaglia, i comandanti militari feudali, come segno distintivo e per impartire ordini. Ad un corto manico di legno, con puntale di metallo, unito un corposo fiocco di robuste striscioline colorate di carta oleata oppure una nappa di cuoio. Dallinstaurazione del dominio MINAMOTO (1192) e, poi, dei reggenti HOJO (1210) nel Periodo KAMAKURA, 1185-1333 lo SAIHAI diventa intercambiabile con il GUMBAI che, in seguito (Periodo EDO, 1603-1868), lo soppianta. SAIMIN-JUTSU. Ipnosi. uno dei campi in cui si specializzano i Ninja, le cui conoscenze nel campo della psicologia pratica sono evolute, complesse e segrete. SAKAGAMI RYUSHO. (1915-1993) Maestro di KARATE. allievo, tra altri, dei Maestri Tamagusuku (scuola Tomari-te), Yabiku Moden (allievo diretto di ITOSU YASUTSUNE ANKO) e MABUNI KENWA, cui subentra nel 1952 come caposcuola, il terzo, dellITOSU RYU. Nel 1953, a Yokohama, con la dichiarata intenzione di preservare il vero insegnamento del Maestro ITOSU YASUTSUNE ANKO, fonda la scuola Zen Nihon Karate-do Itosu-kai, comunemente conosciuta come ITOSU-KAI. SAKAKIBARA KENKICHI. (1830-1894) Maestro di KEN-JUTSU e di KENDO. E discepolo di OTANI SHIMOSA KAMI SEIICHIRO ed famoso per aver inventato una tecnica di SHINAI analoga al fendente diagonale (TEMESHIGIRI) eseguito con la KATANA. Appartiene allo JIKISHIN KAGE RYU e contribuisce, con una lunga serie di dimostrazioni in tutto il Giappone, dal 1873 in poi, a rendere popolare il KENDO, trasformato in attivit sportiva dopo che la proibizione di portare armi impedisce, in pratica, lallenamento nel KEN-JUTSU. Pare che SAKAKIBARA KENKICHI abbia avuto come allievo TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI. SAK. Vino di riso. Detta anche acquavite di riso, una bevanda moderatamente alcolica, ottenuta dalla fermentazione del riso (tre mesi). Di solito si beve caldo. SAKIGAWA. Rivestimento della punta (KENSEN) della SHINAI. di cuoio duro. SAKKI. Intuizione istantanea. quella sorta di campanello dallarme che laltrui intenzione aggressiva fa scattare nel subconscio di un BUDOKA ben allenato. questo che gli permette di reagire ancor prima che lavversario trasformi lintenzione in azione. SAKOTSU. Clavicola. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SAKURA. Ciliegio. Albero del ciliegio. Il fiore di ciliegio uno degli emblemi del SAMURAI, simboleggiandone la vita transitoria e precaria con la sua fragilit e caducit. SAMA o SAN. Suffisso per signora, signore, signorina.

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SAMBON. Tre, per contare oggetti particolarmente lunghi (HON). In sino-giapponese SAN, in giapponese puro si dice MITTSU, per le persone (NIN) susa SANNIN. SAM. Pelle di razza o di squalo. usata per ricoprire sia limpugnatura (TSUKA) sia spesso anche laccata il fodero (SAYA) di armi bianche. La pelle di questi pesci, ricoperta da fitti tubercoli calcarei levigati, non solo resistente, ma aderisce bene al contatto ed di bellaspetto, tanto che la qualit del SAM dipende sia dal colore sia dalle dimensioni delle protuberanze e dalla loro distribuzione. Cronache cinesi antichissime gi riferiscono sulluso di pelle di pesce, per ornare limpugnatura delle spade. SAMPAI. Posizione che si assume davanti al Buddha o al Maestro. Lallievo o il discepolo ZEN si prosterna, fronte a terra e mani ai lati della testa, palmo in alto. il modo simbolico di ricevere i piedi del Buddha. SAMURAI. Uomo di servizio. Il termine deriva da SABURAI, quelli, cio, che stanno a lato del Signore, per servirlo (e proteggerlo). Pi propriamente, SAMURAI la pronuncia del termine GOSHOZAMURAI, dopo unevoluzione fonetica. Il titolo di SAMURAI, in seguito, spetta ai guerrieri (SHI) di rango piuttosto elevato, che nascono nelle Famiglie o Case Militari (BUKE, BUMON). il guerriero feudale giapponese per antonomasia [si veda anche BUSHIDO], legato da un rapporto di vassallaggio e dedizione assoluta al DAIMYO, il Signore. Scelti tra la piccola nobilt rurale, dal secolo IX i SAMURAI costituirono una casta militare esclusiva e privilegiata, caratterizzata dallelaborazione e dallosservanza non sempre rigorosa di principi ideali e morali particolarmente ed anche utopisticamente austeri. Di qualsiasi grado egli sia, comunque, tra tutti i sudditi dellImperatore, il SAMURAI lunico autorizzato a portare la coppia di spade DAI-SHO. Allinizio dellepoca prefeudale (Periodo KAMAKURA, 1185-1333), gli uomini dediti unicamente alle attivit guerresche, nelle Province centrali, sono unesigua minoranza. Nelle province settentrionali e nel KANTO, invece, dove quasi tutti i guerrieri vengono dalla gente comune (BONGE, KOOTSUNIN) ed il pungente freddo dei mesi invernali spinge ad una pratica fisica (guerra compresa) continua pi consistente la presenza di uomini dediti alle attivit marziali, guidati dai loro capi, i SABURAI. Ai tempi della splendida Corte di Heian-kyo (Periodo HEIAN, 794-1156) i guerrieri dellEst semplici, rudi, frugali, esperti dArti Marziali e, poi, seguaci del KYUBA-NOMICHI, chiamati barbari hanno in comune con quelli del Nord la frammentazione in Clan, che solo occasionali alleanze riuniscono. La devozione incondizionata del SAMURAI al suo Signore, cos come la mistica del coraggio e del valore in battaglia, il rispetto per la parola data e il disprezzo per la morte, certamente in relazione con il suo modo di vedere il futuro e tanto si accorda con la concezione buddista del karma quanto si accompagna alla piet filiale raccomandata dalla filosofia e dalletica confuciana e neo-confuciana; la morte, in ogni caso, non ricercata inutilmente. Formalmente, il BUSHI disprezza agi, comodit, denaro, propriet e la vita stessa gli indifferente, avendo a cuore unicamente la reputazione e lonore, il proprio e del suo Signore. In realt, dai tempi delle continue lotte per la supremazia locale (dal Periodo KAMAKURA, 11851333, in poi), prima del dominio TOKUGAWA, non si contano i casi di tradimenti, bassezze, fellonie, sotterfugi, inutili crudelt, avidit, scorrettezze... Sono fatti documentati anche nella letteratura cavalleresca dellepoca che, pure, tende a dare un giudizio lusinghiero della classe militare e delle buone qualit dei BUSHI e ben illustrano le reali condizioni di vita dei guerrieri (il guerriero ideale, anche in Giappone, esiste solo nei romanzi). Scomparsa lausterit dei costumi e la frugalit del vivere quotidiano, sono sempre pi apprezzati agi, lussi, comodit. La guerra, in questo, aiuta: non pi ragione di vita per il BUSHI, essa diventa lopportunit per acquisire meriti, accampare pretese, pretendere ricompense, ricchezze e titoli. I Clan guerrieri non simmischiano formalmente con gli affari della Corte fino a quando, dopo le tentate (e respinte) invasioni mongole, delusi dalle mancate ricompense attese, trovano nellImperatore GO-DAIGO (che regna dal 1318 al 1339) la forza unificatrice, il catalizzatore di tutti gli scontenti. La nuova lotta per la supremazia porta allaccentramento nelle mani dei nuovi SHOGUN ASHIKAGA di tutto il potere, sia militare che civile: i SAMURAI, esigua minoranza nel Paese, di fatto controllano lintero Giappone. Nel Periodo TOKUGAWA il SAMURAI si trasforma da guerriero in burocrate seppur armato e la sua condizione di abitante della citt (linurbamento dei SAMURAI risale agli anni dal 1580 al 1610, epoca di costruzione intensa dei castelli e, conseguentemente, delle citt-castello) si fa irreversibile, pur se in apparente contrasto con lideale rurale del sistema TOKUGAWA. Tale sistema che basato sul modello filosofico confuciano esalta la nobilt dellagricoltura, afferma il diritto del SAMURAI a governare ed assegna alla posizione sociale pi bassa il prototipo del cittadino: il mercante. Invero, la nuova realt economica imposta dai tempi, costringe spesso SAMURAI e mercanti ad essere soci, sia pure riottosi. il mercante, infatti, che non solo assume il ruolo di trasformare il riso che 133

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lusuale remunerazione del SAMURAI, soprattutto se di basso rango, come i piccoli funzionari nel pi stabile denaro, ma funge anche da mediatore tra il SAMURAI del Periodo TOKUGAWA ed il BAKUFU, ritirando dai magazzini della Capitale il riso e poi distribuendolo ai SAMURAI, piuttosto che pagando loro lequivalente in moneta o anticipandolo a titolo di prestito. Allinizio dellEra MEIJI (1867), i SAMURAI rappresentano, ancora, quasi il 5% della popolazione e mantengono un ruolo di prestigio, seppure ormai divisi in SAMURAI dalto e basso rango (semplicemente BUSHI o BUJIN, quindi) e distaccati dal possesso della terra. Il processo di modernizzazione accelerata (unito a misure specifiche, come la coscrizione obbligatoria, ad esempio) emargina istituzionalmente gli uomini della guerra: quelli di livello inferiore vanno a formare la piccola burocrazia statale, mentre quelli dalto rango, appartenenti alle Famiglie di pi antica nobilt, costituiscono llite amministrativa, economica e militare del Paese. Il BUSHI, in ogni modo, rappresenta uno dei motivi dominanti dellideologia nazionalista e militarista del Giappone moderno. [si veda anche la voce classi sociali, nella seconda parte del Dizionario] SAMURAI DOKORO. La Carica dei Samurai. istituito come quartiere generale militare e di polizia da MINAMOTO-NO YORITOMO, allinizio della Guerra GEMPEI, ma dopo la disfatta dei TAIRA acquisisce anche un ruolo politico. Il SAMURAI DOKORO pianifica il reclutamento e lordinamento delle truppe, controlla le necessit strategiche del governo militare e, in generale, dirige gli affari dei KENIN. Unitamente al MANDKORO (lamministrazione generale) ed al MONCHUJO (lufficio legale), costituisce la snella e semplice struttura organizzativa iniziale dello SHOGUNATO. SAN Tre in sino-giapponese. In giapponese puro MITTSU, per contare le persone (NIN) si dice SANNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa SAMBON. SAN o SAMA. Suffisso per signore, signora o signorina. Anche SAMA. Per i SUMOTORI di rango elevato si usa, al posto di SAN, il suffisso seki (o zeki). SANDAN o HON-MOKUROKU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 3 grado. [si veda KYUDAN] SANGO-KEN. Nella pratica dello SHORINJI KEMPO indica varie forme di parate e contrattacchi. SANJAMATSURI. Festa religiosa scintoista. Si tiene, alla met di maggio (anticamente il 15 gennaio), nel santuario di Asakusa di Tokyo (EDO, un tempo) ed accompagnata da gare di tiro con larco da cavallo (KASA-GAKE, YABUSAME) e spettacoli di antiche musiche mistiche e danze sacre (KAGURA). SANKAKU. Triangolo. SANKAKU KAMAE. Posizione di guardia con i piedi a T. SANKAKU TAI. Posizione triangolare dei piedi, tipica dellHANMI: la pancia lipotenusa. SANKAKU-YARI. Tipo di YARI. La lama ha sezione triangolare. SANKIN-KOTAI. Presenza Alternata. un metodo di controllo adottato dallo SHOGUNATO TOKUGAWA: i DAIMYO sono costretti a trascorrere con regolarit un certo lasso di tempo nella Capitale, in visita alla Corte dello SHOGUN, per rendergli omaggio, affrontando viaggi talvolta lunghi, ma sempre costosi (per non parlare poi della dispendiosa vita a EDO). I FUDAI-DAIMYO nella zona del KANTO (quella pi vicina) devono risiedere alternativamente sei mesi a EDO e sei mesi nel loro HAN, per gli altri Signori la permanenza si alterna ogni anno, mentre per i DAIMYO che vivono pi lontano e che hanno quindi responsabilit e pericolosit! inferiore il periodo ridotto: i So di Tsushima, ad esempio, devono risiedere nella Capitale quattro mesi ogni tre anni. Nel 1663, sotto Ietsuna, il SANKIN-KOTAI si evolve: diventa norma obbligatoria una prassi antica e abbastanza comune tra i SAMURAI, quella di inviare loro familiari al castello del lontano Signore, a pegno della propria fedelt. Lo SHOGUN obbliga quindi tutti i DAIMYO a lasciare permanentemente a EDO mogli e figli, in ostaggio. SANKUKAI. Moderno stile di KARATE. E fondato, nella seconda met del secolo XX, da NAMBU YOSHINAO e, oltre che in Giappone, si diffonde soprattutto negli Stati Uniti. NAMBU YOSHINAO, in seguito, fonda lo stile 134

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NAMBU-DO di KARATE (pi esercizi darmonizzazione con la natura, basati su tecniche di respirazione addominale che Arte Marziale o sport competitivo) e pubblicizza in Europa la scuola SHUKOKAI, sempre di KARATE. SANKYO. Tecnica numero tre. Terzo principio [si veda KOTE HINERI]. Immobilizzazione del braccio di UKE con torsione del polso. anche possibile proiettare UKE (SANKYO NAGE), che effettua una caduta indietro. Normalmente utilizzata contro prese (anche da dietro) ai polsi, ai gomiti, al bavero ed al petto e fendenti. 3 gruppo di esercizi: torsione del polso. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). SANKYO OSAE. Terza immobilizzazione. SANKYU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, lo Studente di terza classe. [si veda KYUDAN] SAN-NEN GOROSHI. Tecniche segrete a tempo (SAN-NEN: tre anni). Questo termine designa quelle tecniche di ATEMI che provocano una morte ritardata. La tradizione vuole che sia sufficiente, talvolta, sfiorare lavversario o colpirlo col leggerezza, ma in punti ben determinati dellanatomia, per causargli danni i cui effetti pu avvertire a distanza di tempo. Solo alcune antiche Discipline del BUJUTSU studiano questo tipo di tecniche, ma forse pi fantasia che realt, anche se ben vero che certi colpi subiti possono provocare traumi ritardati. SANNIN. Tre, per contare le persone (NIN). In sino-giapponese SAN, in giapponese puro si dice MITTSU, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa SAMBON. SANNIN-GAKE. Tre UKE attaccano TORI. SANNIN DORI. Tre persone prendono. SAN-SETSU-KON. Particolare variante di NUNCHAKU, a tre sezioni. SAN-SO-KUATSU. Tre procedimenti integrali. Serie di KUATSU ad azione globale. [si veda SO-KUATSU] SANTCHI. Parte superiore esterna dellavambraccio. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SASAKI KOJIRO. SAMURAI del Clan Mori. un esperto di spada da battaglia (NO-DACHI) e di TESSENJUTSU (lArte del Ventaglio di ferro); fonda, verso il 1600, la scuola GAN RYU. soprattutto noto per aver assassinato Munisai Shimmen, padre di MIYAMOTO MUSASHI, che poi lo affronta in duello, uccidendolo con un EKKU. SASHIBA. Ventaglio da cerimonia. Si tratta di un grande, imponente oggetto simbolico, usato in cerimonie o come ornamento; le prime tracce documentate sulluso del SASHIBA cerimoniale (a forma di foglia, color vermiglio, issato su unasta lunga), si trovano negli annali del regno di Yuryaku, Imperatore dal 457 al 479. In effetti, pi che di ventagli, si tratta di scudi, grandi e tondeggianti, fatti di vimini intrecciati e portati su di un lungo manico. SASHI-MEN. Attacco alla gola, con una stoccata. [si veda KENDO] SASHIMONO. Insegna araldica. una bandiera rettangolare, montata su unasta di bamb e mantenuta tesa da una bacchetta perpendicolare allasta. Il SASHIMONO il cui uso risale al 1573 (Periodo MOMOYAMA) fissato al dorso del guerriero mediante attacchi di metallo, allaltezza dei reni, ed un occhiello tra le spalle. La bandiera riproduce, di solito, il MON del Clan o quello personale del Signore. SASHIYUBI. Dito indice. SASOI. Far tornare in s. SASOI-KUATSU. Schiacciamento addominale. Tecnica respiratoria che fa parte della serie di respiratori (HAI-KUATSU), con associate percussioni riflessogene. 135
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SA SOKU. Piede sinistro; lato sinistro.

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SASUMATA o FUTOMATA-YARI. Arma in asta. Ha ferro simile a forcone, ma con due lame anzich punte. montata su asta lunga 2,5 m, laccata, con fasce fermamano. Diffusa nel XVI secolo, alla fine del Periodo EDO (o TOKUGAWA, 1603-1868) adottata dai vigili del fuoco. SATORI. Risveglio alla verit cosmica. Illuminazione. Lucidit. uno stato particolare dello spirito e della mente, unesperienza diretta: la realizzazione della propria vera natura. Il SATORI pu essere tanto unesperienza improvvisa, quasi esplosiva, quanto il culmine di un graduale processo daccumulo di conoscenze ed esperienze, che porta in un caso e nellaltro a comprendere la realt delle cose e le loro interazioni con le leggi dellUniverso. Nel corso della vita possibile sperimentare diversi SATORI che nulla hanno a che fare con le estasi dei mistici cristiani dato che ogni illuminazione, normalmente, riguarda uno spazio-tempo definito e delimitato. La pratica costante, sincera, accurata di una qualsiasi Disciplina del BUDO cos come lincessante meditazione ZAZEN per alcuni o la riflessione KOAN per altri pu operare quella trasformazione dellessenza del pensiero del praticante che il SATORI. Cos il O-SENSEI UESHIBA MORIHEI racconta il suo SATORI, la sua esperienza mistica: Ho iniziato a praticare attorno ai quindici anni, visitando molti Maestri di spada e di Ju-jutsu. Ho padroneggiato in pochi mesi le tecniche segrete di queste scuole, ma nessuna mi soddisfaceva. Cos mi avvicinai a diverse religioni, senza peraltro ottenere una risposta concreta. Nella primavera del 1925, nel giardino [dopo un intenso allenamento N.d.A.], sentii tremare lUniverso; uno spirito mi apparve e copr di un velo dorato il mio corpo. Mente e corpo divennero luce e compresi il cinguettio degli uccelli, essendo consapevole della mente del Creatore. Fui illuminato: lorigine del Budo lamore di Dio, lo spirito paterno verso tutti gli esseri. Lacrime di gioia mi scorrevano le guance. Da allora sono consapevole che la Terra la mia casa e sole, luna e stelle sono ci che io possiedo; mi sono liberato da ogni desiderio di posizione sociale, di nome, di ricchezza e anche di essere forte [N.B.: pare che esistano diverse versioni di questo racconto; questa tratta da Pace Doviziosa, di J. Stevens ] SATSUJIN-NO-KEN. La Spada che Uccide. uno dei modi di interpretare la Via della Spada, quando ancora non si abbastanza maturi per capire che c molto pi che sconfiggere un nemico: esiste anche la Spada che d la Vita (KATSUJIN-NO-KEN). SATSUMA. Penisola nel sud dellisola di Kyushu. Clan della penisola omonima, nella provincia di Kagoshima. I guerrieri del Clan, celebri per abilit e coraggio, prendono parte attiva, alleati con i Choshu (di quella che ora la provincia di Yamaguchi) alla lotta per restaurare lautorit imperiale, dal 1866 al 1868, sotto la guida, anche, di SAIGO TAKAMORI, allepoca uno dei capi del Clan. I membri della Famiglia Shimazu, DAIMYO della provincia (al cui servizio sono i SATSUMA), dopo la Restaurazione MEIJI occupano posizioni prestigiose nel nuovo governo, ma SAIGO TAKAMORI [si veda] organizza una rivolta, non riuscita, contro la proibizione governativa al porto darmi di qualsiasi tipo per i civili e contro la coscrizione obbligatoria. Sconfitto, commette SEPPUKU. SAYA. Fodero. per arma bianca, sia manesca (lunga o corta) sia in asta. Di solito in legno (possibilmente di magnolia, honoki), in due parti; talvolta di metallo foderato di legno. La SAYA per arma manesca, normalmente laccata, ha guarnizioni che corrispondono a quelle della TSUBA; ad unaletta forata (KURIGATA), sporgente dal lato interno, si fissa il cordoncino SAGEO, che vincola il fodero alla cintura. La spada TACHI ed alcuni pugnali di piccole dimensioni non hanno KURIGATA. Sulla cima presente un anello o puntale (koiguchi kanagu), mentre una striscia di metallo o corno protegge la custodia per KOZUKA e KOGAI (uragawara). Un puntale (KOJIRI) e, sovente, altre guarnizioni (MENUKI) sono fissate al SAYA. Per una sola spada, spesso, esistono parecchi foderi: dal pi semplice, di legno naturale, per quando non usata, a quello quotidiano, modesto nei fornimenti; da quello ricoperto di ferro, per la guerra, a quello, lussuoso, da cerimonia. Ad ogni fodero, naturalmente, corrisponde una TSUBA appropriata. Accorgimento particolare: sono previsti foderi doppi, lesterno ornato e costoso linterno, che entra perfettamente nel primo, rinnovabile, in caso di successive molature della lama. Nel rigido Periodo EDO (1603-1868), quando sinstaura un vero e proprio culto della spada, la nuova Etichetta (REIGI) formalizzata che contempla rigidi rituali concernenti il modo di maneggiare, presentare, ammirare una KATANA prevede anche che lurtare un altro SAMURAI con la SAYA 136

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della propria spada o sfiorare il fodero dellaltrui arma offesa grave, un atto di sfida che immancabilmente conduce al duello mortale. SAYA-ATE. Urto con il fodero. un gesto che lEtichetta (REIGI) considera grave affronto, passibile di morte o, almeno, di duello. Diventa cos, talvolta, il pretesto o loccasione per sfidare o farsi sfidare, al fine di lavare con il sangue loffesa patita. Evidentemente, anche loccasione giusta per mettere in pratica larte dello IAI-JUTSU! SAYONARA. Arrivederci. SAYO. Sinistro/destro. SAYO UNDO. Oscillazione laterale, con o senza passo: il corpo si bilancia di lato, da sinistra a destra e viceversa. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). SE. Misura di superficie. Vale 30 TSUBO ed equivale a circa 1 ara. SECHI-E-ZUMO. Grandioso torneo annuale di SUMO, che si tiene dal Periodo NARA (645-794), cui partecipano SUMOTORI di tutte le province giapponesi. I combattimenti hanno luogo nei santuari SHINTO della Corte imperiale e, sotto lImperatore Mommu (697-707), alla sua presenza (da cui Sechi-e, visto dallImperatore), dal 7 luglio. Gli incontri che hanno un carattere prettamente religioso, apotropaico: servono ad ingraziarsi i KAMI ed avere raccolti abbondanti sono accompagnati da musiche mistiche e danze sacre (KAGURA). Dal 719 il compito di reclutare i migliori SUMOTORI del Paese spetta allufficio del NUKIDE-NO TSUKASA, carica istituita dallImperatrice Gensho (715-724). con lassimilazione del SECHI-E-ZUMO ad Arte soprattutto militare (dallanno 868, con un processo concretizzatosi poi nel secolo XII) che il SUMO si divide in due stili, luno che acquisisce una connotazione prettamente marziale da un lato (JORAN-ZUMO) e laltro che mantiene un carattere sacrale (SHINJI-SUMO). I due stili si fondono nel secolo XVII, per dar vita al SUMO attuale. SEI. Vero, autentico; come prima (come una volta). la discendenza per consanguineit diretta o collaterale del Maestro di un RYU. SEIDON. Zigomi. Orbite oculari. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SEIGAN. Posizione di guardia (media, CHUDAN) con la spada, utilizzata soprattutto nel KENDO. I combattenti si studiano reciprocamente, in preparazione (o attesa) di un attacco. SEI-FUKU. Rimettere (come prima) a posto. Ristabilimento dai traumi. SEI-FUKU-JUTSU. Tecnica di restaurare i traumi, traumatologia. Deriva da SEI, vera, autentica, FUKU restituire, ristabilire e JUTSU, tecnica. Comprende tutte le tecniche di rianimazione che si utilizzano in caso di collasso o svenimento. [si veda KUATSU] SEIGO-HO. Contrattacchi immediati, che seguono a tecniche di liberazione da prese (RIDATSU-HO). Sono utilizzate, soprattutto, nello JOSHI JUDO GOSHINHO. SEIHO. la scienza medica tradizionale giapponese, che si basa sulla Medicina Tradizionale Cinese. il nome con cui ITO ITTOSAI KAGEHISA chiama il KEN-JUTSU nella sua scuola lITTO RYU. Si veda HEIHO. SEI-I-TAISHOGUN. Generalissimo per aver vinto i barbari. il titolo completo dello SHOGUN, da MINAMOTO-NO YORITOMO (1192) in poi. SEIKA-NO-ITTEN. Punto unico, centro delluomo. [si veda HARA, TANDEN] SEIKA TANDEN. il punto centrale del TANDEN. qui che si accumula la potenza del respiro (KOKYU RYOKU) [si veda anche HARA] SEI-KEN. Parte anteriore del pugno. Pure KEN-TO. 137

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SEIKI. Spirito Energia ( composto di KI).

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SEIKO. il titolo di un antico testo che alla base dellinsegnamento del KITO RYU. Si dice sia conservato da TAKUAN SOHO, monaco ZEN e Maestro di varie Discipline. SEI-KUATSU. Tecnica completa. Tecnica di rianimazione respiratoria, che fa parte della serie di KUATSU respiratori (HAI-KUATSU), con associate percussioni riflessogene. SEIRYOKU-ZEN.YO. Efficace utilizzazione dellenergia. Principio (applicabile tanto alle Arti Marziali quanto a tutte le umane attivit) che consiste nellavvalersi, in modo totale e compiuto, del KI e del WA, partendo dallHARA. SEIRYOKU ZEN.YO KOKUMIN TAI-IKU NO KATA. Forme di cultura nazionale basate sui principi di massima efficacia. un metodo di allenamento fisico alle Arti Marziali [si veda IKU], che comprende due gruppi desercizi, TANDOKU RENSHU e SOTAI RENSHU, gli uni da eseguirsi da soli, gli altri in coppia. SEISHIN TANREN. Formazione Spirituale. Lo spirito di un uomo, cos come la lama di una spada, deve essere forgiato e purificato, per giungere alla perfezione. SEISHI-O CHOETSU. Stato di trascendenza [al di fuori del mondo oggettivo] della vita e della morte. una delle virt predicate dal BUSHIDO, essenziale per un SAMURAI. SEIZA. Sedere (sopra i talloni). la tipica maniera formale, protocollare, di sedere, usata anche nelle lezioni dArti Marziali, sia durante le spiegazioni sia per praticare esercizi di respirazione: inginocchiati, la schiena eretta, i glutei appoggiati sui talloni. Corrisponde anche alla pratica spirituale (meditazione, concentrazione) effettuata in questa postura. Il modo di sedere non protocollare, con le gambe distese o incrociate davanti, detto AGURA. SEIZA-HO. Muoversi in posizione seduta formale. SEKIGAHARA. Localit teatro, nel 1600, di una celebre battaglia. TOKUGAWA IEYASU, appoggiato DAI-DAIMYO, sconfigge Ishida Mitsunari che, con i Signori Occidentali, difende la casata TOYOTOMI. dai FU-

SEKIGUCHI HACHIROZAEMON. Figlio di SEKIGUCHI JUSHIN HACHIROEMON MINAMOTO-NO SONECHIKA, nel secolo XVII fonda ad Hiroshima una scuola di JU-JUTSU e BO-JUTSU, lo SHIBUKAWA RYU. SEKIGUCHI JUSHIN HACHIROEMON MINAMOTO-NO SONECHIKA. (1647-1711) Nativo di Suruga, il fondatore della scuola SEKIGUCHI RYU di JU-JUTSU, allora da lui chiamato YAWARA. SEKIGUCHI RYU. Scuola di JU-JUTSU. Il suo fondatore, SEKIGUCHI JUSHIN HACHIROEMON MINAMOTO-NO SONECHIKA, utilizza il termine YAWARA per indicare lArte Marziale insegnata. Nella scuola si sviluppano e sinsegnano anche tecniche di BATTO-JUTSU. SEME. Minaccia. latteggiamento minaccioso assunto dal combattente armato di spada, subito dopo aver sguainato. Normalmente segue il movimento di FURI-KABURI, con la spada sollevata sopra la testa, prima di colpire (nel KENDO), o di eseguire la tecnica principale (il taglio, KIRI-TSUKE, nello IAIDO e nello IAIJUTSU). SEMEITE. Cos chiamato il praticante di KARATE e KENDO che, nellesecuzione di un KATA a coppie, sferra lattacco a SHI-TACHI o ne subisce il contrattacco. SEMPAI. Chi ha pi anzianit nella pratica di unArte Marziale. Sovente gli viene affidato un KOHAI. Anticamente cos chiamato il Maestro darmi di un DOJO, i cui allievi, spesso, sono chiamati KOHAI. SEN Studente. Convenzionalmente, la qualifica che spetta alla cintura nera, 1 DAN, praticante dArti Marziali. [si veda KYUDAN]

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SEN o SEN-NO-SAKI. Iniziativa. lattitudine mentale che un buon BUDOKA deve possedere e che gli consente di dominare la situazione nel combattimento. grazie a questa attitudine che il BUDOKA, tanto se decide di anticipare lavversario (SENKEN, si muove ancor prima che lavversario possa esprimere la sua tecnica; KEN-NO-SEN, prendere liniziativa e SEN-NO-SEN, prima di prima attacca immediatamente, non appena percepisce laltrui volont di attaccare) quanto se attua tecniche di contrattacco (GO-NO-SEN, dopo di prima para un attacco e contrattacca immediatamente e ATO-NO-SEN, iniziativa difensiva si muove non appena intuisce la volont di attaccare dellavversario) pu vincere un combattimento. SENGOKU JIDAI. Era del Paese in guerra o Era della Guerra. lepoca che va dal 1467 al 1568 (coprendo la seconda parte del Periodo MUROMACHI e liniziale di quello MOMOYAMA), caratterizzata da incessanti lotte per il potere fra i Signori locali. in questo periodo storico che, privati dei propri mezzi di sussistenza dalle continue lotte tra i Signori feudali, molti contadini sono spinti ad arruolarsi come truppe mercenarie o in contingenti di ASHIGARU o ZUSA. SENI RYU. Antica scuola di NAGINATA-JUTSU. SENJO-JUTSU. Arte di disporre le truppe in battaglia. Appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). [si veda anche L Antiche arti da guerra] SENKEN. un movimento che anticipa lattacco avversario. SENMAI. Riso purificato. usato, tra laltro, come oggetto di buon auspicio nel monia propiziatoria) del SUMO. SEN-NO-SAKI. Sinonimo di SEN. [si veda] SEN-NO-SEN o SAKI. Prima di prima: preparazione allattacco. lo stato di vigilanza permanente ed intuizione immediata. Consente di percepire la volont aggressiva di un avversario, prima che questi riesca a metterla in pratica. Per estensione, indica anche il concetto di un attacco eseguito in anticipo rispetto al movimento dellavversario (cio, pi propriamente, ATO-NO-SEN), una sorta di contrattacco preventivo. Esperto. Convenzionalmente, la qualifica che spetta alla cintura nera, 4 DAN, praticante dArti Marziali. [si veda KYUDAN] SENAKA. Schiena. SENSEI. Nato prima. Maestro. Professore. Anticamente il titolo di SENSEI attribuito, con deferenza, solo a chi ha la reputazione daver completato unopera importante. Nelle Arti Marziali riservato al caposcuola, normalmente un 10 DAN, o al fondatore di un RYU. Nella pratica il titolo identifica chi dirige un DOJO o un insegnante affermato. Solo pochi, eccezionali, personaggi hanno diritto al titolo di O-SENSEI (o DAISENSEI), Grande Maestro: UESHIBA MORIHEI, FUNAKOSHI GICHIN, KANO JIGORO, ad esempio. SENSU. Ventaglio duso personale. Si veda OGI. SEOI. Sulla schiena, prendere sul dorso. Viene da SEOU, caricare sulla schiena. SEOIE. Dorso, il dorso. SEOIE-KUATSU. Percussioni dorsali. Tecnica di rianimazione che fa parte della serie di zione elettiva: KUATSU con percussioni riflessogene (TSUKI-KUATSU). SEOU. Caricare sulla schiena. SEPPA. Spessori, che bloccano la TSUKA.
TSUBA. KUATSU DOHYO-MATSURI

(ceri-

ad a-

Sono interposti fra

TSUBA

e, da un lato, la lama, dallaltro la

SEPPA DAI. Fascetta che circonda lHITSU della TSUBA. SEPPUKU. Suicidio rituale. Il SEPPUKU che comunemente detto HARA-KIRI, taglio del ventre, quando eseguito mediante taglio cruciforme delladdome tipico, ma non esclusivo, degli appartenenti alle classi 139

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elevate, uomini e donne (che, per, preferiscono tagliarsi la gola o affogarsi). Il suicidio dei SAMURAI, nei primi tempi, avviene soprattutto per evitare lonta della cattura, se il guerriero non riuscito a farsi uccidere in combattimento. Il BUSHI pu aprirsi il ventre con un pugnale, gettarsi sulla propria spada o scegliere di morire nellincendio della propria casa, spesso insieme ai familiari, ai servitori, ai vassalli pi fedeli (JUNSHI, suicidio collettivo). Il SEPPUKU, nella forma rituale HARA-KIRI, provoca unagonia molto lunga e dolorosa; per questo motivo, in seguito, un aiutante autorizzato a decapitare il suicida appena dopo il primo taglio. Il SEPPUKU di un BUSHI normalmente eseguito con la WAKIZASHI, alla presenza di un amico o di un assistente (KAISHAKUNIN) e di testimoni. Il BUSHI vestito di bianco e seduto il SEIZA su un telo bianco si fende il ventre da sinistra a destra, poi risalendo dal basso in alto, a dimostrare la volont di morire (questo in teoria: difficile che la pur straordinaria forza danimo del guerriero gli consenta un gesto cos plateale, la totale perforazione del ventre ed il successivo taglio), mentre il KAISHAKUNIN termina il rito decapitando il SAMURAI, anche per evitargli, come detto, il protrarsi di sofferenze atroci. Il BUSHI, per tradizione, si accomiata dalla vita componendo un breve poemetto (haiku) in 17 sillabe ed il suo corpo viene poi sepolto o bruciato. Ricordiamo come, per la cultura del tempo, il suicidio pu essere tanto imposto dal Signore quanto scelto come espressione di estrema protesta o rivendicazione per un torto subito oppure per salvare lonore. Le donne delle Famiglie Militari e Nobili si suicidano, quando il caso lo richiede, mediante taglio della carotide (arteria del collo), utilizzando di preferenza laffilato KWAIKEN piuttosto che il simpatico compagno, lAIKUCHI. Il primo SEPPUKU documentato risale al 1170 e molti sono i suicidi plateali, fedelmente riportati dalle cronache: devono servire sia ad onorare la memoria del protagonista sia alledificazione dei discendenti [si veda, ad esempio, MINAMOTO-NO YOSHITSUNE]. Una delle descrizioni pi raccapriccianti riguarda il suicidio di Son-un, secondogenito dellImperatore GO-DAIGO, allepoca della fuga di questi da KYOTO (1336). Dopo aver indossato gli abiti del padre, per ingannare il nemico, Son-un si rifugia sulla torre di una porta cittadina e, dal parapetto di una finestra, si mostra agli inseguitori, grida il proprio nome e la posizione sociale ed annuncia lintento suicida. Toltosi larmatura e la casacca, si squarcia laddome da sinistra a destra, getta le sue interiora sul parapetto, si infila la spada in bocca e si lancia dalla torre, a testa in gi. SESSHIN. Periodo di pratica ZAZEN, molto intensa. Si tratta di uno o pi giorni di vita collettiva nel DOJO: concentrazione, silenzio, ore di ZAZEN (4 o 5) intervallate da conferenze, MONDO, lavori manuali. SETE-IAI. KATA di IAIDO che nascono nella scuola OKI RYU di IAI-JUTSU. In numero di sette, sono considerati fondamentali per la pratica della Disciplina e quindi studiati dai praticanti di IAIDO, a qualunque tipo scuola o stile appartengano. SETSU. Aiutare; assistere. SETSUDO. Insegnare la Via dellUniverso. Secondo il Maestro Tohei Koichi, dopo aver appreso e realizzato i principi dellUniverso attraverso lAIKIDO ciascuno ha lobbligo di spiegarli al mondo, per aiutare gli altri esseri umani, troppo spesso preda dellegoismo. SETSUMEI. Spiegazione. SETSUMEI SURU. Spiegare. SHADO. Allenamento spirituale nel KYUDO. SHAGAKUSEIDO. la denominazione giapponese di unopera cinese sulle tecniche di tiro con larco, che risale alla Dinastia Ming (1368-1644). SHAKEN. Arma da lancio (SHURIKEN), normalmente a forma di stella. Rientra nel gruppo delle KAKUSHI, le armi nascoste, dacciaio polito o brunito, ha un diametro variabile (5-10 cm), cos come vario il numero di punte. Lo SHAKEN, al pari di tutti gli altri SHURIKEN, utilizzato soprattutto dai NINJA: lanciato spesso in gruppo (3 o 5 alla volta), pu causare ferite gravi, talvolta mortali se le punte sono avvelenate, come sovente accade. Lo SHAKEN piatto e stellato, con foro centrale, chiamato semban-shaken. SHAKU. Piede. Misura di lunghezza. Equivale a 10 SUN e corrisponde a 30,303 centimetri. Unit di misura di capacit. Equivale a 1,8 centilitri. 140

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Piccolo bastone piatto, davorio o legno. Il suo uso risale ai tempi in cui, alla Corte imperiale, forte linfluenza cinese e coreana (dal Periodo ASUKA, 525-645 in poi). I cortigiani del tempo (e del successivo Periodo NARA, 645-794) lo portano per avere un comportamento dignitoso: infilato nellOBI, contro la parte inferiore del petto, in posizione leggermente obliqua. poi sostituito dal CHUKEI, un ventaglio di corte ideato apposta e duso obbligatorio. SHAKUDO. Lega di bronzo. composta di rame, oro e antimonio ed utilizzata per fornimenti di spade e lavori decorativi. SHAKUHACHI. Flauto di bamb. Il suo suono accompagna spesso il girovagare dei KOMUSO, i monaci erranti del Periodo EDO (1603-1868). SHAKUJO-YARI. Arma in asta, con lama nascosta. simile al bastone usato da monaci questuanti, che in cima fornito di una sorta di puntale con anelli pendenti ed usato sia dai monaci stessi sia da SAMURAI in incognito. Questaccessorio, nello SHAKUJO-YARI, altro non che un fodero, tolto il quale lo SHAKUJO-YARI diventa quasi uno SU-YARI. SHAKUTAKU. Parte superiore esterna del polso. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SHASHIN. Finta. lerrore simulato durante un combattimento, per trarre lavversario in inganno. SHI o YON. Quattro in sino-giapponese. In giapponese puro YOTSU, per contare le persone (NIN) si dice YONNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa YONHON. SHI. Guerriero. Dito (anche YUBI). Indicare. Maestro. Si veda ROSHI. Vincitore. Ruolo assunto negli allenamenti a coppie della scuola KATORI SHINTO RYU dal meno esperto dei praticanti. SHIAI. Contesa, competizione. Combattimento arbitrato. un combattimento dallenamento o una competizione. SHIAI-JO. Sinonimo di DOJO, nel KARATE. SHIBARU. Legare. SHIBORI. Strangolamento. SHIBUICHI. Quattro parti. Lega di bronzo. composta di argento unito a stagno, rame, piombo o zinco ed utilizzata per fornimenti di spade e lavori ornamentali. SHIBUKAWA RYU. Scuola di JU-JUTSU e BO-JUTSU. La fonda nel secolo XVII, ad Hiroshima, SEKIGUCHI HACHIROZAEMON, figlio di SEKIGUCHI JUSHIN HACHIROEMON MINAMOTO-NO SONECHIKA, fondatore, a sua volta, del SEKIGUCHI RYU di JU-JUTSU, allora da lui chiamato YAWARA. SHICHI o NANA. Sette in sino-giapponese. In giapponese puro NANATSU, per contare le persone (NIN) si dice SISHININ, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa NANAHON. SHICHIDAN. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 7 grado. [si veda KYUDAN] SHI-DACHI. Sono i praticanti muniti di NAGINATA, contrapposti a quelli armati di SHINAI o BOKKEN (detti UCHIDACHI), nelle competizioni tuttora apprezzate in Giappone. SHIDA SHIRO. (1868-) Allievo (1881 circa) della scuola TENJIN SHIN.YO RYU di JU-JUTSU, diventa discepolo di KANO JIGORO e modifica il suo nome in quello di SAIGO SHIRO.

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SHIGA SEIRIN. Antico SUMOTORI. ricordato per essere stato il primo arbitro (GYOJI) nominato prima NUKIDE-NO TSUKASA, quindi giudice (HOTE) dallImperatore, nel 740. SHIHAN. Grande Esperto. Titolo attribuito nelle Arti Marziali, normalmente a chi 9 scuole, SHIHAN la cintura nera 4 DAN. [si veda KYUDAN] SHIHO. Quadrato. Quattro lati, quattro membra, quattro direzioni. SHIHO-GIRI. Taglio su quattro lati. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). Un padre nobile il Servizio ai Punti Cardinali (shiho-hai) di unantica cerimonia di Corte. LImperatore, il primo giorno del nuovo anno, si rivolge alle Quattro Direzioni e ringrazia i Poteri del Cielo e della Terra per i doni ricevuti e prega perch non cessino SHIHO NAGE. Proiezione nelle quattro direzioni. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA); la caduta di UKE indietro o ma molto pericoloso laterale. Normalmente si applica a presa a polsi e spalle, colpi e fendenti al volto. Allorquando eseguito come un esercizio, con un compagno che tiene o afferra il polso, rientra tra i SOTAI DOSA, gli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO) che si praticano in coppia, senza caduta. SHIHO NAGE uno dei pi importanti fattori esterni dellAIKIDO, i movimenti e le tecniche principali, rimaste invariate, unitamente a IRIMI, TENKAN e SUWARI IKKYO. Per O-SENSEI, il questa tecnica, il quattro simboleggia le Quattro Gratitudini: per il Divino, che d lo Spirito; per i genitori, che danno il corpo; per la natura, che ci sostenta; per i nostri simili, da cui riceviamo la vita quotidiana. Lo SHIHO NAGE simboleggiato da un quadrato. SHIJO. Il praticante di JODO. SHIKAKU. Punto, angolo morto. SHIKANTAZA. Il sedersi, concentrati nella pratica ZAZEN. SHIKARE WAZA. Rapido ed improvviso attacco che, soprattutto nel KENDO, riempie il vuoto che si determina quando lavversario abbassa la guardia. SHIKI. Risolutezza (termine composto di KI). quella che, secondo INAZO NITOBE, il vero BUSHI deve possedere. [si veda BUSHIDO] SHIKIME. Tipo dallacciatura dellarmatura ODOSHI. SHIKIRI. Cerimonia iniziale, che precede i combattimenti di SUMO. Caratteristica e immutata da secoli, dura da tre a quattro minuti ed ripetuta quattro volte. I SUMOTORI, accosciati (chiri) allinterno del cerchio sacro (DOHYO), si fronteggiano con i pugni a terra e si concentrano, fissando lavversario. Si risollevano per spargere manciate di sale per poi riaccosciarsi, battendo ripetutamente i piedi a terra (shiko). SHIKKO. Camminare (muoversi) sulle ginocchia. Passo del SAMURAI. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). In AIKIDO si pratica spesso: cos sacquista stabilit e scioltezza di movimento, utile anche nella posizione eretta. SHIKORO. Gronda dellelmo, formata da lamelle (da tre a cinque, anticamente anche sette) di metallo o cuoio, allacciate fra loro. La lamella superiore, in et antica, unita al coppo con borchie, mentre poi si utilizzano lacci intrecciati o di pelle. La forma dello SHIKORO varia con lepoca, in ogni caso la lamina superiore (tra il 1532 ed il 1570) o le quattro lamine superiori si ripiegano a formare i risvolti di protezione (FUKIGAYESHI). SHIKYU o YONKYU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, lo Studente di quarta classe. [si veda KYUDAN] SHIME. Strangolamento. JIME, come suffisso. Viene da SHIMERU, stringere. 142
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In alcune

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SHIMENAWA. Cordone di paglia di riso, posto allingresso dei santuari SHINTO. Identifica il luogo come sacro. SHIMERU. Chiudere. Stringere, premere, torcere. Esercizio per tonificare ed irrobustire gli avambracci, usato soprattutto nel KENDO: mentre si eseguono fendenti (SHO MEN UCHI), si serrano fortemente le mani, contraendo i muscoli degli avambracci, solo nel momento di colpire. SHIME WAZA. Tecniche di strangolamento. SHIMIZU JASHITARO. Tecnico. Tra le due Guerre Mondiali ha inventato la mitragliatrice a forza centrifuga. La carica di lancio non esplosiva, ma costituita dalla forza centrifuga impressa ad un disco rotante da un motore a benzina, ad alto numero di giri. I proiettili contenuti nel un disco sono liberati e lanciati ad una cadenza che pu superare i 9.000 colpi al minuto. SHIMO o GE. Basso, inferiore. SHIMOSEKI. Lato inferiore della sede allievi. Nel DOJO di fronte allo JOSEKI. [si veda L Etichetta e comportamento: il Dojo] SHIMOZA. La sede inferiore. Nel DOJO il posto gli allievi, che si dispongono di fronte al SENSEI, partendo dalla sua destra con quelli di grado meno elevato. [si veda L Etichetta e comportamento: il Dojo] SHIN. Ago metallico per agopuntura. Cuore; anche anima, spirito; intuizione. analogo al termine KOKORO. Indica il valore morale del DANSHA. [si veda SHINGITAI] Cielo. Anche TEN. Nuovo. SHINAI. Spada da scherma. Quattro stecche di bamb, legate insieme, formano una lama dritta, munita di lunga impugnatura (TSUKA) ed elso (TSUBA) rotondo, in plastica o cuoio. Si usa soprattutto nel KENDO e le sue misure (dimensione, peso) variano in funzione dellet del praticante. SHIN BUDO. Nuova Via Marziale. cos chiamato il BUDO dopo la Restaurazione MEIJI, per distinguerlo da BUJUTSU (tecniche di combattimento) e BUGEI (Arti da guerra), che hanno un orientamento assolutamente strumentale, dutilit. Per brevit, comunque, resta il nome BUDO.
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SHINDEN FUDO RYU. Antica scuola tradizionale di YARI-JUTSU. Fondatori sono IZUMO NO KANJA YOSHITEed il suo successore Izumo no Kanja Yoshikane. Gli insegnamenti di questa scuola a lungo rimasti segreti ed i cui Maestri sono, soprattutto YAMABUSHI comprendono lo studio della scherma con diversi tipi di lance, NAGINATA compresa, e luso dONO (scure da guerra), O-TSUCHI (mazza ferrata) e FERUZUE. SHINDEN MUNEN RYU. Scuola di KEN-JUTSU, fondata da FUKUI YOSHIHARA nel 1750 circa. La tradizione vuole che questo RYU derivi dal TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. SHINDO ITEN RYU. Scuola dAIKIDO fondata da discepoli di UESHIBA MORIHEI. SHINDO MUNEN RYU. Scuola di KENDO. Risale alla fine del secolo XIX.

SHINDO MUSO RYU. Scuola di JO-JUTSU. La fonda, nel secolo XVI, MUSO GONNOSUKE, dopo aver vinto in duello MIYAMOTO MUSASHI nellunica sconfitta da questi mai patita. La tradizione vuole che anche questo RYU sia stato ispirato dal TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. Sono sessantaquattro le tecniche-base di maneggio del bastone, formalizzate da MUSO GONNOSUKE ed insegnate nella sua scuola come KATA. Da queste derivano le dodici tecniche che codificate dalla scuola KATORI SHINTO RYU nel 1955 danno origine allo JODO.

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SHINDO ROKUGO RYU. Stile di AIKIDO, idealo da un allievo di O-SENSEI, Noguchi Senryuken. Questo stile adotta solo tecniche totalmente difensive.
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SHINDO SHIZEN RYU. Scuola e stile di KARATE. Artefice un allievo dei Grandi Maestri FUNAKOSHI GIe UESHIBA MORIHEI, Konishi Yasuhiro. Lo stile punta al maggior sviluppo spirituale degli allievi, che studiano numerosi KATA. SHINDO YOSHIN RYU. Scuola di JU-JUTSU. Risale al secolo XIX e tra i suoi allievi celebri figura OTSUKA HIDENORI, poi discepolo di FUNAKOSHI GICHIN e fondatore (1939) dello stile WADO RYU di KARATE. SHINGEN TSUBA. Tipo di TSUBA. Hanno decorazioni che ricordano il millepiedi e sono diffuse nel XVI secolo. Sono cos chiamate oltre che con il nome MUKADE TSUBA (il termine mukade indica appunto un tipo di millepiedi) perch apprezzate e ricercate da TAKEDA SHINGEN, famoso DAIMYO morto nel 1573.

SHINGITAI. il triplo valore di chi ha acquisito la cintura nera. SHIN il valore morale, il carattere; GI indica la capacit tecnica; TAI la forza ed il vigore fisico; le qualit costituenti lo SHINGITAI sono complementari ed inseparabili. Il DANSHA che arriva a possiede lo SHINGITAI attraverso il principio SEIRYOKU-ZEN.YO (efficace utilizzazione dellenergia) ed il concetto JITA-KYO-EI (amicizia e mutua prosperit) riunisce in s il cielo (SHIN), la terra (GI) e luomo (TAI): egli un essere umano completo. SHINGON. Vero Suono. Setta esoterica buddista, introdotta in Giappone dal monaco Kukai allinizio del secolo IX. La setta basa i propri fondamenti sullo studio del KOTODAMA, la sacra scienza dei suoni cinese, ma di provenienza indiana. Una fazione ancor pi magica del mistico Buddismo SHINGON, il MIKKYO, pratica il KUJI-NO-IN, lIscrizione delle Nove Lettere. SHINJI-SUMO. la versione sacra del SUMO originale. Si sviluppa parallelamente alla progressiva assimilazione dei combattimenti di SUMO in origine di carattere squisitamente religioso allArte marziale, processo iniziato nella seconda met del secolo IX e conclusosi nel secolo XII. Nel secolo XVII lo SHINJISUMO, che mai si mischiato alle cose di guerra, si combina con la variante marziale, lo JORAN-ZUMO, per dar vita al moderno SUMO. SHIN KAGE RYU. Nuovo KAGE RYU. la scuola fondata da FUJIWARA NO NOBUTSUNA, gi allievo del KAGE RYU e del KATORI SHINTO RYU. nota, tra laltro, per luso in allenamento di una spada, analoga al BOKKEN, di legno duro. Oltre che KEN-JUTSU, sinsegnano anche tecniche di combattimento a corpo a corpo, senzarmi (JU-JUTSU), al fine di integrare e migliorare lo stile KAGE RYU. YAGYU MUNEYOSHI TAJIMA NO KAMI che aggiunge alcuni precetti e principi ZEN allinsegnamento dello SHIN KAGE RYU, come il non-pensiero (MUSHIN) e la vacuit totale (MUSO o MUNEN-MUSHIN). UESHIBA MORIHEI, nel 1922-24, studia KEN-JUTSU allo SHIN KAGE RYU. SHINKAI INOUYE. Celebre fabbro attivo nella seconda met del 1600. SHINKAN RYU. Scuola di KEN-JUTSU. La fonda OKUYAMA TADENOBU, che sispira allAIZU KAGE RYU di AIZU IKO. SHINKEITO RYU. Scuola della Tecnica e dello Spirito della Spada. Scuola di KEN-JUTSU fondata alla fine del secolo XVII da MATSUURA SEIZAN, DAIMYO della provincia di Hizen rimasta attiva fino al 1908. SHIN KEN. Combattimento reale. SHINKEN-SHOBU. Combattimento allultimo sangue. SHIN-KI-RYOKU. Concetto espresso, tra gli altri, da ITO ITTOSAI KAGEHISA. Indica la volont di agire solo dopo aver purificato i propri sentimenti da ogni cattivo pensiero e dal timore, padroneggiando SHIN (il cuore), KI (il soffio vitale) e RYOKU (lenergia). SHINOBI. il termine che indica un NINJA.

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SHINOBI-JUTSU. Arte dellinganno, del travestimento. Ne sono maestri, ovviamente i NINJA, famosi per labilit con cui riescono a mimetizzarsi (con travestimenti, camuffamenti), rendendosi anonimi tra la gente, per portare a compimento le proprie missioni. SHINOBI-SHOZUKU. il particolare costume dei NINJA: tutto nero, compreso il cappuccio che serve a nascondere il viso, lideale per missioni notturne. SHINOGI. Dorso di una lama. E lo spigolo longitudinale che corre lungo il dorso della lama (MUNE) della KATANA. Con questo si parano i colpi. A mani nude, cos come il TE-GATANA utilizzato similmente al filo della lama, si usa il dorso della mano in modo paragonabile allo SHINOGI. SHIN-NO-DACHI. Si veda SHOZOKU-DACHI. SHIN-NO SHINDO RYU. Scuola di JU-JUTSU, che insegna numerosissime tecniche (pare 166). Per la tradizione risale al secolo XVI. SHINO-SUNEATE. Variante di gambali SUNEATE. Sono composti di una dozzina di piastre metalliche verticali, unite da maglia di ferro, foderati di tessuto. Alla gamba, come tutti i SUNEATE, sono fissati con cordoncini. SHIN-SHIN-TO. Spada nuovissima; nuovissima lama. Il termine indica le spade forgiate dopo il 1867. SHINTAI. Passo; avanzamento. Tecniche di spostamento del corpo: i piedi scivolano al suolo, in modi diversi (TSUGI ASHI, AYUMI ASHI eccetera), ma con appoggio prevalente sul bordo esterno (tsuri ashi). SHINTAI-DO. Movimento culturale, con impronta religiosa. Nasce negli U.S.A., nella seconda met del secolo XX, per opera di Aoki Hiroyuki, Maestro di KARATE. Questi, riadattando i concetti della Rakutentai (unassociazione per lo studio della Bibbia, costituita a Tokyo nel 1966), fonda un proprio sistema di educazione, che ha lo scopo di plasmare e sviluppare armonicamente corpo, spirito e volont degli allievi, in modo che essi possano esprimere la propria originalit. Tecniche e movimenti sono mutuati da KENDO, BO-JUTSU e JO-JUTSU, ma, pur fondato sullo studio di KATA seppur interpretati quali sorta di danza gestuale difficile considerare lo SHINTAI-DO come una Disciplina del BUDO, anche se il fondatore si richiama ad antichi RYU marziali. Per i loro esercizi, i seguaci di questa Disciplina indossano un KEIKOGI bianco e praticano calzando dei TABI o a piedi nudi. SHINTO. Trauma; impatto. La Via dei KAMI (o degli Dei). la religione autoctona giapponese, anteriore alla diffusione, nel VI secolo, del Buddismo e, poi, del CONFUCIANESIMO. Inizialmente, in epoca preistorica, questa forma di credenza secondo la quale gli spiriti animano ogni cosa (ANIMISMO) non ha neppure un nome: semplicemente, la religione del popolo, sintesi di numerosi culti SCIAMANICI locali che si fondono tra loro. Il nome SHINTO, la Via dei KAMI, comincia a diffondersi in opposizione a BUTSUDO (BUKKYO), la Via del Buddha (Buddismo); infatti, quando il Buddismo, nel secolo VI, penetra in Giappone, con il suo carattere pi spirituale ed una dottrina evoluta, mette in crisi lo Scintoismo, che perde seguaci, e potere. Nel tentativo di assorbire il culto dei KAMI in quello del Buddha, questi dapprima considerato un nuovo KAMI; poi si afferma che i KAMI sono manifestazioni del Buddha e dei Bodhisattva, ma nel X secolo, ormai, lo SHINTO sopravvive solo in pochi templi e piccole comunit. solo tra il XVI ed il XVIII secolo che lo Scintoismo si riprende dalla profonda crisi, seppure al prezzo della distruzione di meravigliosi templi buddisti ed opere darte non scintoiste, a causa del movimento nazionalista ed estremista dei WAGAKUSHA. Questi, opponendosi violentemente ai KANGAKUSHA (ammiratori assoluti della cultura cinese), esaltano lo SHINTO come religione su cui fondata lunit nazionale e si battono per un ritorno alle origini nellestetica letteraria e nella lingua. La presenza del Buddismo, comunque, sempre molto forte tanto che nel 1872 riconosciuto ufficialmente pari allo SHINTO, come importanza perch solo questo culto, con le sue esperienze mistiche, soddisfa lanelito religioso popolare. per ovviare a ci che decisa la secolarizzazione dello SHINTOISMO: il culto dei KAMI dichiarato Istituzione di Stato (allo scopo di accrescere il sentimento nazionale e stimolare la devozione per lImperatore); i riti scintoisti si trasformano in cerimonie ufficiali dello Stato e le dottrine SHINTO sono insegnate nelle scuole; i sacerdoti diventano funzionari statali e cerimonieri. LImperatore stesso considerato un 145

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KAMI. la disfatta militare del 1945 che fa crollare lo Scintoismo: lanno successivo, con la nuova Costituzione, lImperatore perde la sua connotazione divina ed allo Scintoismo negato il riconoscimento statale. Oggi, in Giappone, rimane uno Scintoismo popolare, simile a quello sviluppatosi dal secolo XVI: definito Religione delle Sette ed diffuso tra le masse grazie, soprattutto, allefficiente organizzazione missionaria, che assiste i fedeli nei loro bisogni, non solamente religiosi. I fedeli sono circa quattro milioni. Lo SHINTO, pi che una religione vera e propria, un insieme di credenze e di riti strettamente collegati a storia e cultura nipponica (e quindi difficilmente esportabile). Non c un fondatore e non esiste una scrittura sacra, tanto vero che libri religiosi sono anche i testi storici o di natura mitologica! I testi cultuali pi importanti non tutti conservatisi dello SHINTO, sono redatti tra allinizio del secolo VIII: del 712 il KOJIKI, in tre volumi (Memorie degli Avvenimenti dellAntichit); il Nihonji (o Nihon shoki, Annali o Cronache del Giappone), in trenta tomi, compilato a partire dal 720. Qui si ricostruisce la storia della coppia divina, IZANAGI-NOMIKOTO e IZANAMI-NO-MIKOTO, creatori delle isole giapponesi e progenitori, attraverso AMA-TERASU-OHO-MIKAMI, la dea del Sole, della Dinastia imperiale (TENNO), ancora oggi sul trono. Tra il XII e il XVI secolo sono compilati i cosiddetti Cinque Libri dello Scintoismo (Shinto Gobusho), tentativo di fissare organicamente e sistematicamente la dottrina, dandole anche solide basi storiche. Notizie sui culti antichi e sui miti scintoisti si possono trovare in altre importanti opere, tra cui: Sendai kuji hongi (detto Kujiki, Annali degli Antichi Avvenimenti in dieci volumi, il cui originale risale al 620); Fudoki (Libri dei luoghi e dei costumi, del 713); Kagoshui (Raccolta di ci che resta di Vecchie Storie, 807); Engi-shiki (Cerimoniale dellEra Engi, del 927, in ottanta volumi). Lo SHINTO non ha una concezione organica del mondo o una propria filosofia e poco si preoccupa dellaldil e della sfera morale personale [nel Giappone, soprattutto antico, non c un senso della moralit vero e proprio, solo un grande rispetto reciproco ed una costante preoccupazione per la purezza, fisica e spirituale], mentre essenziale il concetto di KAMI. proprio la sua elasticit ideologica che ha permesso allo SHINTO di convivere accanto al Buddismo, nonostante i fortissimi contrasti in et feudale. Oggi non infrequente che un individuo si dichiari seguace al contempo delle due religioni, che, fondamentalmente, non presentano aspetti incompatibili tra loro. [si veda anche KAMI e le voci animismo, sciamanesimo e shintoismo, nella seconda parte del Dizionario] SHIN-TO. Spada nuova; nuova lama. Il termine indica le spade forgiate dopo il 1530 (o, secondo altri, il 1603), fino al 1867. SHINTO RYU. Si veda TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU. SHINWA TAIDO. Metodo di autodifesa basato sullAIKIDO, messo a punto da Inoue Kyoichi, allievo di UESHIBA MORIHEI. SHINZO. Cuore. SHINZO-KUATSU. Tecniche di rianimazione (KUATSU). Serie di KUATSU ad azione elettiva, per rianimazione cardiaca. Il procedimento pu avvalersi di pressione diretta, pressione indiretta (massaggio transdiaframmatico) oppure percussione. SHIO. Marea. SHIODA GOZO. (1915-) Discepolo di UESHIBA MORIHEI e suo UCHI DESHI per otto anni. il fondatore dellAIKIDO YOSHINKAN, scuola che si rif allo stile duro dellAIKIDO dei primi tempi. SHIRAI TORU. (1783-1850) Maestro di spada, appartenente alla scuola Kijin Ryu di KEN-JUTSU e seguace della ITTO RYU. ricordato, oltre che per unopera sulle tecniche della sua arte, lo HYOHO MICHI SHIRUBE (Fondamenti della Via della Spada), anche per la pesantezza del suo BOKKEN dallenamento. SHIRASAYA. Fodero bianco. Tipo di SAYA per spada. Semplice, generalmente in legno di magnolia (honoki), utilizzato per custodire le spade di qualit appena forgiate prima che il proprietario decida come e da chi far preparare i fornimenti e quando queste non sono usate. Talvolta sul fodero compaiono informazioni concernenti la lama, compreso il nome del fabbricante.

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SHIRAZAYA. Tipo di SAYA per TACHI. rivestito di pelle (cinghiale, daino, tigre o leopardo) e, anticamente, portato solo in viaggio o in guerra. Talvolta con questo termine si indica tutta la spada con fodero ricoperto di pelle. Fodero di semplice legno, talvolta coperto di scritte, destinato a proteggere il ferro della YARI o dellHOKO. SHIRIZAYA-DACHI. Fodero per TACHI, ricoperto di pelle dorso. segno distintivo per i BUSHI dalto rango quando si recano a Corte, indossando labito cerimoniale (dapprima il SOKUTAI, il grande costume ufficiale, quindi lIKAN) e portando la spada cerimoniale SHOZOKU-DACHI. SHIRO. Bianco. SHIROBO. Bastone bianco. Cos chiamata la spada di legno, ricoperta di stoffa bianca, usata nellallenamento di KEN-JUTSU alla scuola ARAKI RYU. SHISEI. Postura assunta da un combattente. Pu essere una posizione naturale, di base, normalmente eretta (SHIZEN HONTAI o SHIZEN-TAI o MUKA MAE), piuttosto che difensiva (JIGO HONTAI o JIGO-TAI). Indica anche lattitudine allesecuzione delle tecniche. SHISHI. Uomini di grandi intenti, patrioti. Cos sono chiamati i SAMURAI che si battono per la restaurazione imperiale, dopo lapertura del Giappone al mondo (1853, sbarco del Commodoro Perry) e la fine del feudalesimo. SHISODEN. Trasmissione ad un solo allievo. Tipico metodo di insegnamento delle antiche scuole. SHITA o URA. Sotto. SHI-TACHI. Cos chiamato il praticante di KARATE e KENDO che, nellesecuzione di un KATA a coppie, subisce lattacco di SEMEITE o lo contrattacca. SHITE. chi, attaccato, esegue la tecnica. Si usano anche i termini TORI, UCHI e NAGE. SHITO RYU. Scuola di KARATE. La fonda nel 1928 il Maestro MABUNI KENWA, allievo dei Maestri ITOSU YASUTSUNE ANKO (della scuola SHURI-TE, ideatore dellITOSU RYU) e HIGAONNA KANRYO (della Naha-te), in onore dei quali d il nome al suo stile [shi la prima lettera di ITOSU, to la prima di HIGAONNA], debitore di entrambe le scuole. Lintensa preparazione fisica prevista nello SHITO RYU propedeutica alla necessaria potenza corporea, basilare in questo stile e che consente lesecuzione degli oltre cinquanta KATA studiati. Questo stile, un tempo, conosciuto come HAKKO. SHITOTSU. Affondo, stoccata. SHITSU-KANSETSU. Poplite, cavit poplitea. Regione posteriore del ginocchio, punto al centro della parte interna del ginocchio. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SHITSUMON. Domanda. SHITSUMON KEIKO. Parte dellallenamento riservato alle domande. SHITSUMON SURU. Fare domande. SHIWARI. la pratica delle tecnica di rottura (HISIGI). Questa spettacolare pratica diffusa in parecchie Arti Marziali tradizionali, compreso il KARATE (anche se non tutte le scuole lo accettano), ed enfatizzato in alcune moderne.
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SHIZEN HONTAI o SHIZEN-TAI. Posizione naturale. Posizione eretta normale, di base. Anche MUKA MAFa parte delle SHISEI (posture). SHIZOKU. Gentiluomo di campagna. la nuova classe sociale che emerge dalla semplificazione del sistema, dopo la Restaurazione MEIJI: ne fanno parte quei SAMURAI che non sono SOSTUZOKU. 147

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SHO. Piccolo. sinonimo di KO. Pino. Rappresenta la sincerit totale (MAKOTO). Mercante. Anche AKINDO. SHOBU. Combattimento normalmente di gara tra due praticanti dArti Marziali. Duello. Pu anche essere allultimo sangue (SHINKEN-SHOBU).

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SHOBU-ARI. Terminate il combattimento. Espressione arbitrale, utilizzata in gara per porre fine ad un combattimento. SHOBU-HAJIM. Iniziate il combattimento. Espressione arbitrale, utilizzata in gara per dare inizio ad un combattimento. SHOCHIKUBAI. il termine che vuole descrivere un combattimento con la spada, che mescola, armonizzandoli, movimenti dAIKIDO e di KENDO. insegnato solamente in alcune scuole dAIKIDO ed il vocabolo parola composta da SHO (pino, rappresenta il MAKOTO), CHIKU (bamb, simbolo di flessibilit) e BAI (susino, simbolo dellamore). la pratica di questa forma dArte Marziale che, si dice, consente di sviluppare al meglio il SAKKI (intuizione istantanea) e lo YOMI (intuizione, preveggenza, legato ai concetti di MA-AI, distanza e HYOSHI, ritmo), per giungere alla capacit di sferrare un contrattacco immediato e fulmineo, non appena lavversario matura la propria intenzione aggressiva (KIMOCHI). SHODAI o SHOSEI. Il fondatore di un RYU dArti Marziali. Anche Soke e Sokei. SHODAN o SHO-MOKUROKU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, la Cintura Nera di 1 grado. [si veda KYUDAN] SHODEN. la trasmissione iniziale nellantico sistema di classificazione del BUGEI: quello che serve per cominciare. Insegnamento base dello IAIDO. Comprende quattro tecniche, che costituiscono altrettante fasi: NUKI-TSUKE (sguainare), KIRI-TSUKE (tagliare), CHIBURI (pulire la lama), NOTO (rinfoderare). SHODO. La Via della Scrittura. Pratica e scienza della calligrafia. Nel Giappone antico ed anche in tutto lOriente, dove la scrittura disegnata con ideogrammi un guerriero abile e capace non pu che essere anche un provetto calligrafo e, spesso, pure valente pittore. Il tratto del pennello, come il maneggio di una spada, richiede attenzione, concentrazione, rapidit desecuzione e padronanza perfetta del gesto. Non un caso che gli adepti del BUJUTSU (e poi del BUDO), da sempre, si allenano anche a scrivere poemi o trascrivere massime: serve per migliorare la coordinazione neuromuscolare e disciplinare lo spirito. Eccellente combattente, esperto calligrafo, buon pittore: cos deve essere il SAMURAI. Non per nulla il BUKE-SHO HATTO prescrive, alla norma n 1: Devono essere sempre praticate lo studio della letteratura e le arti umanistiche (BUN), quelle delle armi (BUKI), larcieria (KYU-JUTSU) e lequitazione (BA-JUTSU). Vale la pena di notare che, in Estremo Oriente, la distinzione tra calligrafia e pittura non netta. SHODO anche detta BOKUSEKI. SHOEN. Vasta propriet terriera destinata alla coltivazione del riso. Nasce dal fallimento del progetto TAHITO di riforma della propriet terriera, nella prima met del IX secolo. Lingrandirsi delle propriet, formalmente assegnate dallImperatore, con lacquisizione di nuove terre (bonificate o acquistate, assorbite illegalmente quelle pubbliche o arrivate con il KISHIN), unitamente alla perdita dautorit e potere del governo centrale, costringe i proprietari degli SHOEN a proteggersi da soli, anche unendo le forze. I proprietari pi piccoli, cedendo terre ai pi grossi, in cambio di protezione, promettono di essere fedeli sostenitori e si autodefiniscono coloro che servono, i SAMURAI. Il Giappone torna ad avere una lite militare. SHOGUN. Generalissimo. Il titolo completo SEI-I-TAISHOGUN, ovverosia Generalissimo per aver vinto i barbari. usato per la prima volta nel 200 d.C. circa, a indicare i quattro generali inviati dal 10 Imperatore, Sujin, a sedare le ribellioni, durante la fase di consolidamento del potere. Spetta allImperatore la nomina formale dello SHOGUN, scelto tra i DAIMYO pi ricchi e pi forti militarmente, da MINAMOTO-NO YORITOMO (che si autoproclama tale nel 1192) in poi. Tre sono i BAKUFU (Governo della Tenda, questo il termine con cui sindica lo SHOGUNATO, il governo militare dello SHOGUN) nella storia del Giappone: lo SHOGUNATO di KAMAKURA (1185-1333), quello di KYOTO, con gli ASHIKAGA (1336-1573) ed i Reggenti HOJO, ed infine lo SHOGUNA148

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dei TOKUGAWA, a EDO (1603-1868). Inizialmente, listituto dello SHOGUNATO giustifica la propria esistenza con la delega formale e legale del potere da parte dellImperatore: pressoch perfetto lequilibrio politico e culturale tra KAMAKURA, sede del BAKUFU, e KYOTO, il centro culturale nazionale, la citt degli Imperatori e dei KUGE. La carica di SHOGUN abolita nel 1868 ed entro il 1870 tutte le istituzioni feudali fanno la stessa fine. [si veda anche la voce Cronologia, Shogun, nella seconda parte del Dizionario] SHOGUNATO. Governo militare (BAKUFU) dello SHOGUN. Liniziale organizzazione del BAKUFU semplice e snella, contando appena su tre strutture: il SAMURAI DOKORO (la Carica dei Samurai, il quartiere generale militare, di polizia e amministrativo), il MANDKORO (lamministrazione generale) ed il MONCHUJO (lufficio legale). Questa forma di dittatura ha termine con le dimissioni (1867) dellultimo SHOGUN TOKUGAWA, Yoshinobu che rimette il potere amministrativo nelle mani dellImperatore Mutsuhito ed formalmente abilita nel 1868, al termine della cosiddetta Restaurazione MEIJI.
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SHOIN-ZUKURI. lo stile abitativo che si afferma dal 1400 in poi, adottato dai SAMURAI ricchi e dai DAIMLa dimora di un capo Clan o di un DAIMYO spesso vero e proprio palazzo fortificato comprende cortili, giardini, sale di ricevimento ed alloggi per gli ospiti; non pu mancare una scuderia (UMAYA) cui, spesso, saggiunge una piccola cappella buddista (jibutsudo) allinterno del recinto. Questo, ampio, circondato dal TSUIJI, e racchiude spazi liberi, destinati alladdestramento dei guerrieri: equitazione, maneggio delle armi, tiro con larco. Distinti edifici (toozamurai), allinterno del recinto, sono destinati ad alloggiare i fanti, mentre i SAMURAI di basso rango abitano nei sajiki, capanne di modeste dimensioni, con pavimento in terra battuta, muri di bamb intrecciato o paglia (solo paraventi, destate), tetto dassi e divisori interni costituiti da tende. Man mano che cresce limportanza, il rango del padrone di casa, la sua abitazione si trasforma in un vero e proprio castello [si veda la voce castello, nella seconda parte del Dizionario]

SHOJI. Porta. Pannello scorrevole a riquadri, di carta translucida, su telaio di legno. presente nelle case giapponesi tradizionali; la tradizione vuole che sia essere aperto con entrambe le mani, stando in SEIZA. adatto come porta finestra per esterni. SHOJU. Guerrieri al seguito (di un SAMURAI). Sono antichi contadini di classe NUHI, ormai svincolati dalla terra (dallinizio del Periodo ASHIKAGA); prestano servizio armato alle dipendenze di un BUSHI. SHOKAKUFU-HACHI. Piastre tipiche dellelmo KABUTO. SHOKAKUFU-NO-HACHI. Coppo ad ariete. termine che indica lo spigolo frontale, accentuato dal becco, del coppo della TANKO. SHOKUNIN. Artigiano. Anche KO. SHO MEN. Parte frontale, davanti, di fronte. Colpo diretto alla testa. SHO MEN TSUKI. Colpo frontale al viso, con il pugno. SHO MEN UCHI. Fendente verticale al capo. Colpo frontale al viso, con taglio dallalto al basso. Eseguendo SHO MEN UCHI, UKE deve considerare il TE-GATANA (bordo inferiore della mano, quello che colpisce) come fosse il filo tagliente di una spada ed unirsi al KI del cielo e della terra per concentrare lenergia sulla mano, come se volesse separare lUniverso. TORI, da parte sua, assumendo la giusta distanza (MA-AI), deve sentirsi animato dallintenzione di unirsi al suo avversario, per condurlo nella direzione prescelta. TORI si armonizza con la respirazione di UKE e con il cuore stabile come una montagna, il corpo morbido come lacqua lo guida in IRIMI o sapre in TENKAN. SHO MEN UCHI IKKYO TSUGI ASHI. Passo seguito, parata alta e rotazione. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). SHO-MOKUROKU o SHODAN. Cintura Nera di 1 grado [si veda KYUDAN], secondo il moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU. Nel WA-JUTSU indica lo studente esperto. SHORINJI KEMPO. Particolare stile di KARATE. un misto di JUDO, JU-JUTSU e KARATE pi pratica religioso-filosofica che Arte Marziale che SO DOSHIN, monaco buddista ZEN (al secolo NAKANO MICHIOMI), ela149

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bora e codifica, dopo la Seconda Guerra Mondiale, prendendo spunto dalla scuola HAKKO RYU. I religiosi ZEN vi ricorrono come complemento fisico alla loro meditazione in posizione seduta (ZAZEN), giacch linsegnamento di SO DOSHIN, che lega indissolubilmente corpo e spirito, prescrive che sia luno sia laltro devono essere allenati, proprio attraverso KEMPO e ZAZEN. Nel 1972 lo SHORINJI KEMPO che segue linsegnamento dello Zen del Diamante (KONGO-ZEN) assume il nome di NIPPON SHORINJI-KEMPO, e si giapponesizza completamente. Il nome di questa Disciplina deriva dalla lettura giapponese dei caratteri SHAO LIN-SI e Quanfa, che identificano un tipo di lotta, simile alla boxe, praticata nellomonimo, famoso monastero buddista cinese. SHORIN RYU KARATE-DO. il nome che assume nel 1920, per opera del Maestro CHIBANA CHOSHIN, lantica scuola SHURI-TE di KARATE, ad OKINAWA. Oggi la SHORIN RYU KARATE-DO fa parte dellassociazione Okinawa Karate-do Renmai, che rappresenta tutti gli stili insegnati sullisola. [si veda, anche, OKINAWA] SHOSEI o SHODAI. Il fondatore di un RYU dArti Marziali. Anche Soke e Sokei. SHOSHITSU RYU. Antica scuola di scherma con la spada, usata indossando larmatura. Risale al 1646 circa. SHOTEI. Palmo della mano. Pure SHU-WAN. SHO-TO. Piccola spada. Classe di spade con la lama di lunghezza compresa fra 40 e 60 cm, leggermente incurvata. I SAMURAI sono soliti portarla con la KATANA, classe DAI-TO, a formare un DAI-SHO. [si veda TO] SHOTOKAI. Nome dello stile di KARATE ideato da FUNAKOSHI YOSHITAKA, figlio di FUNAKOSHI GICHIN, e della scuola da lui fondata a Tokyo verso il 1946. Intenzione del fondatore aiutare i praticanti a raggiungere lo stato di MUSHIN, il non pensiero, sviluppandone maggiormente lo spirito e trasformare il KARATE in un modo di vita, piuttosto che in unattivit sportiva. LAssociazione Giapponese di Karate (Nihon Karate Kyokai) ha origine dallo SHOTOKAI, nel 1937. SHOTOKAN. Il Luogo di Shoto (dal soprannome del fondatore). la scuola di KARATE-DO fondata da FUNAKOSHI GICHIN ed anche il nome dellHONBU DOJO (la Palestra Centrale), impiantato a Tokyo nel 1938. Lo stile messo a punto da FUNAKOSHI GICHIN preferisce i rapidi spostamenti di base (TAI SABAKI), attacchi profondi, penetranti e bassi, tecniche leggere. Questo stile poi elaborato e modificato dal figlio del fondatore, FUNAKOSHI YOSHITAKA, che subentra al padre nella direzione del DOJO alla fine della guerra. Lo SHOTOKAN (distrutto nel 1945 e ricostruito subito dopo la Seconda Guerra Mondiale) ha lo scopo di promuovere la diffusione del KARATE-DO ed equivale al BUDOKAN. SHOYA. Capo villaggio. Con linurbamento dei SAMURAI, endemico durante la dominazione TOKUGAWA, lamministrazione rurale tutta nelle mani degli SHOYA, che al pi basso gradino tra i funzionari dellHAN, ma al pi alto della gerarchia che, da sempre, esiste anche nei pi sperduti villaggi. Lo SHOYA deve stimare la terra, riscuotere le tasse, badare alla moralit pubblica, mantenere lordine. Verso la met del 1800 gli SHOYA contribuiscono non poco a ridimensionare il ruolo e la figura dei SAMURAI che, addirittura, sentono inferiori. Dimostrano, con petizioni allImperatore, che il loro ruolo di capo del popolo comune, pi antico dellistituto dei SAMURAI, i piedi dei nobili e che levoluzione del loro gruppo [oggi diremmo figura professionale] precedente agli SHOGUN. Inoltre, nella pratica, gli SHOYA provano di essere in grado di amministrare il 95% della popolazione quella delle campagne senza alcun intervento della cosiddetta classe governante, i SAMURAI, appunto. In sintesi, oltre a pretendere cambiamenti, reclamano anche alcuni privilegi, il pi comune dei quali la nomina al rango di SAMURAI (!?). SHOZOKU-DACHI o SHIN-NO-DACHI. Spada cerimoniale, parte dellabito indossato a Corte dai nobili (dapprima il SOKUTAI, il grande costume ufficiale, quindi lIKAN). Quando il fodero (SAYA) della TACHI ricoperto di pelle dorso, segno distintivo per BUSHI dalto rango, la spada prende il nome di SHIRIZAYA-DACHI. [si veda TACHI] SHU. Mano. Pure TE. 150

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SHUCHU. Concentrazione. SHUCHU RYOKU. Concentrazione dellenergia o della forza.

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SHUGENDO. Complesso di pratiche magiche che caratterizzano soprattutto le scuole (sette) esoteriche buddiste SHINGON e TENDAI e superstizioni personali proprie degli YAMABUSHI, i Guerrieri dei Monti. Questa setta, per la tradizione, ha un fondatore (leremita EN.NO GYOJA, En il Praticante), una data di nascita (il 700, circa) ed una lunga serie di patriarchi fino al 1872, anno in cui soppressa dautorit, ma, nella realt, linsieme di credenze e di pratiche esoteriche si sono amalgamate nel tempo e, sedimentando, hanno dato credito a leggende, superstizioni, opinioni e fedi diverse. Numerose sono le divinit buddiste e scintoiste (KAMI) venerate dai rudi (e spesso incolti) YAMABUSHI, i quali sono convinti riprendendo, in parte, un concetto del Buddismo ZEN che, se restano fedeli allidea di unassoluta uguaglianza tra gli uomini, tutto ci che fanno in vita opera di Buddha. Dalla soppressione ufficiale del 1872, nonostante un tentativo di resurrezione nel secondo dopoguerra, tutti i seguaci dello SHUGENDO sono rientrati nelle sette TENDAI o SHINGON. SHUGI. Conservare lenergia ( composto di KI). SHUGO. Governatore militare. il governatore di una delle Province o gruppo di Province piccole istituite dal BAKUFU di KAMAKURA, dopo il 1192. Di classe SAMURAI, ha il compito di provvedere, a livello locale, alle funzioni militare e di polizia e di proteggere le attribuzioni civili e amministrative dello JITO, compresa la riscossione delle tasse. La designazione degli SHUGO compete allo SHOGUN, che dovrebbe nominarli per la loro abilit nel governare, non per ricompensa o alleanza, com chiaramente specificato nel Kemmushiki-moku (il Codice ASHIKAGA) del 1336. Nel 1370 esistono, in tutto, venti famiglie SHUGO met delle quali imparentate con gli ASHIKAGA che governano il Giappone in nome dello SHOGUN. Lo SHUGO ha il diritto-dovere di reclutare truppe nel suo dominio, per formare, quando richiesto, un contingente militare al servizio dello SHOGUN. Questo, unitamente alle funzioni gi concentrate nelle sue mani (militari, di polizia e civili, con lo JITO praticamente esautorato), lo rende sempre meno burocrate e sempre pi simile ad un vero e proprio Signore, che governa la provincia come fosse un possedimento privato, quasi un regno indipendente, senza riferimento allautorit shogunale o imperiale. la fine del secolo XIV: nasce lo SHUGO-DAIMYO. SHUGO-DAIMYO. Si veda SHUGO. SHUGYO. Purificazione. Addestramento solenne. Chi pratica questa forma di addestramento austero chiamato shugyosha. SHUIN TACHI. Spada di legno con iscrizioni. Una delle pi famose SHUIN TACHI conosciute quella fabbricata da ITO ITTOSAI KAGEHISA e trasmessa, attraverso oltre quattordici generazioni di discendenti Capiscuola dellONO-HA ITTO RYU, fino a YAMAOKA TESSHU ed ai suoi eredi. Sulla spada sono scritte, con inchiostro rosso, cinque frasi o parole relative alla scherma, tra cui il tempismo del non tempo. SHUKO. Punto sul palmo della mano, a sinistra del tendine del 2 radiale. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Particolari manopole o guanti, usate dai NINJA. Di cuoio, hanno rinforzi in metallo muniti di ganci. Utilizzati per scalare e arrampicare (muri, pareti scoscese, cinte murarie, alberi eccetera), in caso di necessit servono a parare fendenti o sono adoperati come artigli. Anche TEGAKE. SHUKOKAI. Stile (e scuola) di KARATE, molto coreografico, quasi danzante, ideato da TANI CHOJIRO nel 1948 e conosciuto in Europa grazie allopera divulgativa di NAMBU YOSHINAO. Alla base di tutti i movimenti dello SHUKOKAI che puntano comunque alla massima efficacia c un accurato studio scientifico, ma gli incontri, assai scenografici, assomigliano pi a rappresentazioni che a combattimenti, tant vero che i praticanti indossano accessori tipici delle forme teatrali classiche giapponesi, KABUKI e NOH. SHUMATSU DOSA. Movimento per fissare. SHUNYA. Vacuit. La perfetta vacuit lunificazione dellessere umano con il nulla cosmico. un principio buddista: ci che sembra essere unito, in modo imperscrutabile, a ci che non . SHUNYA il fine 151

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ultimo del metodo HYODO, si trova richiamato nel concetto MU di negazione totale e, quindi, nello stato mentale di vacuit MUSO (e MUNEN-MUSHIN). SHURIKEN. Armi da lancio. Rientrano nel gruppo delle KAKUSHI, le armi nascoste. Piccole (5-10 cm di diametro), appuntite ed affilate, sono utilizzate soprattutto dai NINJA ed hanno forma diversa: a stella (SHAKEN), ad ago (FUKUMI-BARI), a coltello (BO-SHURIKEN) eccetera. Gli SHURIKEN spesso sono lanciati in gruppo (3 o 5 alla volta) e possono causare ferite gravi, talvolta mortali, se, come sovente accade, sono avvelenati. Larte di lanciare gli SHURIKEN detta, ovviamente, Shuriken-jutsu. SHURI-TE. Mano di Shuri. Scuola di KARATE. Creata nel 1830 ad OKINAWA da MATSUMURA SOKON, sviluppata in seguito da alcuni suoi discepoli, tra cui ITOSU YASUTSUNE ANKO e CHIBANA CHOSHIN che, nel 1920, la rinomina SHORIN RYU KARATE-DO; oggetto particolare di studio lapplicazione dei KATA. Oggi fa parte dellassociazione Okinawa Karate-do Renmai, che rappresenta tutti gli stili insegnati sullisola. [si veda, anche, OKINAWA] SHUTO o TE-GATANA. Taglio della mano. Bordo esterno della mano. SHUTO UCHI. Attacco diretto, fendente, con il TE-GATANA o con la spada (soprattutto nel KENDO). SHUTO UKE. Parata, eseguita con il TE-GATANA o con il dorso della spada (soprattutto nel KENDO). SHUYO SHOSEI-RON. Trattato sullinsegnamento dello Spirito e della Vita. Opera di YAMADA JIROKICHI, Maestro di KENDO, sulla sua Arte. SHU-WAN. Parte inferiore dellavambraccio; palmo della mano. Pure SHOTEI. SINGETSU. Epigastrio. Zona delladdome situata sopra lombelico. Punto dell epigastrio. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SISHININ. Sette, per contare le persone (NIN). In sino-giapponese SHICHI o NANA, in giapponese puro si dice NANATSU, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa NANAHON. SO. Primo, maggiore Integrale o unico; completo. Violenza. SOBI. Tricipite surale. Base del muscolo tricipite o tibiale posteriore. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SODA. Zona della 7^ vertebra cervicale. Punto alla base delle scapole. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SODE. Manica della casacca GI. SPALLACCI dellarmatura. Introdotti nei tempi antichi ma considerati dimpaccio e quindi, in seguito, aboliti tornano con larmatura moderna. Forma e dimensioni variano molto, ma in genere sono quasi quadrati, larghi da 15 a 35 cm e fatti in ununica piastra di metallo oppure di piastre metalliche, scaglie o lamelle unite da cordoncini di seta. Allarmatura si allacciano mediante cordoncini o fettucce. SODE-GARAMI. Aggroviglia maniche. Tipica arma in asta, utilizzata per catturare, disarcionare o disarmare un avversario, facendo presa sulle larghe maniche dei vestiti. [si veda HINERI] SODE GUCHI. Imboccatura della manica. SODE GUCHI DORI. Presa allimboccatura della manica. SODE DORI. Presa alla manica. UKE afferra la manica o linterno del gomito di TORI (in GYAKU HANMI). In alcuni stili dAIKIDO, si contano cinque serie di prese, cui corrispondono altrettanti tipi di difesa: JUN KATA SODE TORI (prima presa di maniche), DOSOKU KATA SODE DORI (seconda presa), MAE RYO TE KATA SODE DORI (ter152

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za presa di maniche), USHIRO ERI KATA SODE DORI (quarta presa), USHIRO RYO KATA SODE DORI (quinta presa di maniche). SODO. Sala della meditazione (anche ZENDO). [si veda] SO DOSHIN. Monaco ZEN. Si veda NAKANO MICHIOMI. SOHEI. Monaci-samurai. Sono ordinati con una cerimonia piuttosto superficiale, dato che, in fondo, si tratta di guerrieri arruolati per incrementare le truppe monastiche. La necessit di disporre di un buon numero darmati deriva dalla volont di difendere le propriet inizialmente dichiarate esenti da imposte dei centri religiosi, sempre pi vaste man mano che il sistema KISHIN (la donazione di terre, per evitare le tasse ed ottenere protezione) si diffonde. La rivalit tra i maggiori centri religiosi aumenta con laumentare dei loro possedimenti ed grande lallarme sociale che desta il loro continuo guerreggiare, durante la Reggenza FUJIWARA (890-1185, ma anche dopo: il ruolo militare dei templi cessa solo nel 1571, quando ODA NOBUNAGA espugna il monte Hiei). Non si tratta solo di lotte fra monasteri che, generalmente, si concludono con lincendio del tempio sconfitto , ma di vere e proprie interferenze nellattivit della Corte imperiale. SO-IN. Base delle dita dei piedi. Zona corrispondente al tubercolo del 5 metatarso, sul bordo esterno del piede. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SOJOBO. Sovrano dei TENGU [si veda], popolari esseri mitologici dellantico Giappone. SO-JUTSU o YARI-JUTSU. Scherma con la lancia. Fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere). Il SO-JUTSU, che si pratica indossando larmatura, appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). [si veda anche L Antiche arti da guerra] SO-KUATSU. Tecniche di rianimazione (KUATSU) molto complesse. una serie di KUATSU ad azione globale (o KUATSU maggiori), che unisce gli effetti delle percussioni riflessogene (TSUKI-KUATSU) a quelli delle pressioni addomo-toraciche (manovre respiratorie, HAI-KUATSU) alle stimolazioni cardiache (SHINZO-KUATSU). Tradizionalmente, i SO-KUATSU si praticano con lutilizzo del KIAI. Della serie fanno parte tre gruppi: SAN-SO-KUATSU (tre procedimenti integrali): applicano lo stesso principio, ma il paziente supino (USHIRO-SO-KUATSU), bocconi (TANDEN-SO-KUATSU) o seduto (AGURA-SO-KUATSU). KIKAI-SO-KUATSU: procedimento integrale addomo-toracico; procedimenti che necessitano di un aiutante: AIIRE-SO-KUATSU, O-SEI-KUATSU. SOKUMEN. Lato. SOKUMEN DORI. Presa di lato. SOKUTAI. Grande costume ufficiale. una specie di uniforme, che tutti gli alti funzionari di Corte devono indossare. composto, essenzialmente, da HAKAMA molto larghi, con biancheria a manica corta (kosode), e casacca (HO). Colore delle vesti (leggere o pesanti secondo stagione) e lunghezza dello strascico, obbligatorio, sono regolati da norme stabilite nel 1212. Nel secolo XIII il costume si semplifica e diventa simile a quello chiamato IKAN. SOKUTO. Bordo esterno del piede. Pure ASHI-GATANA. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SOMABITO. Boscaiolo. Il legno la materia prima pi importante, nel Giappone storico, ma chi procura il legno, i SOMABITO appunto che vivono nelle foreste, abbattono gli alberi necessari alledificazione di palazzi, templi e case, raccolgono legna da ardere e preparano il carbone di legna sono normalmente molto poveri. Ricco diventa chi il legno lo commercia, mentre chi lo lavora carpentiere, maestro dascia, falegname, scultore talvolta conosciuto e ricercato artigiano, quando non artista addirittura. SOMEN. Tipo di maschera darme. Usata dallinizio del XVI e conservata fino al XIX secolo; copre tutto il volto, plasmata con lineamenti terrificanti ed alcuni esemplari hanno addirittura lunghi baffi di canapa.

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SONSHI. Nome giapponese di Shun Tzu (il Maestro Shun) o Shunzi, celeberrimo stratega cinese del secolo IV a.C. lautore tra laltro del pi antico trattato darte militare conosciuto, il Shunzi Bingfa. SONU. Base del collo. Punto della base del collo, tra le creste clavicolari. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SORASHI. Finta, falso attacco. SORI. Curvatura della lama. SOROBAN. ABACO. Strumento per eseguire operazioni aritmetiche. SO-SETSU-KON. Attrezzo agricolo per battere la paglia di riso. questo strumento, utilizzato come arma da botta, che i contadini di Okinawa traggono il NUNCHAKU. SOSTUZOKU. Soldato. la nuova classe sociale che emerge dalla semplificazione del sistema, dopo la Restaurazione MEIJI: ne fanno parte quei SAMURAI che non sono SHIZOKU. SOSUICHI RYU. Scuola delle Acque Pure. Antica scuola di JU-JUTSU, fondata da FUGATAMI MISANORI HAN-NO-SUKE nel 1650. SOTAI DOSA. Esercizi preparatori, eseguiti a coppie. SOTAI RENSHU. Pratica dallenamento alle Arti Marziali (principalmente JUDO), a coppie, che rientra nel SEIRYOKU ZEN.YO KOKUMIN TAI-IKU NO KATA. Consta in 20 esercizi, in apparenza dolci, che richiedono rapidit desecuzione e decisione fulminea. SOTO. Fuori, esterno. SOTO o SOTO-SHU. Scuola ZEN, una delle due principali rimaste, laltra la RINZAI (RINZAI-SHU). Questa scuola (o setta, che dir si voglia), fondata da DOGEN ZENJI, ritiene la pratica ZAZEN la pi utile per raggiungere il SATORI e poca importanza assegna ai KOAN. SOTO KAITEN. TORI esegue la tecnica restando esterno ad UKE. SOTO KAITEN NAGE. Proiezione rotatoria esterna. La caduta di UKE in avanti. SOTTO. Svenimento, sincope. SUBURI. Movimenti individuali con le armi. SUGAKE. Tipo di allacciatura dellarmatura ODOSHI. SUIEI-JUTSU. Tecniche per combattere in acqua con armatura addosso. Fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere). [si veda L Antiche arti da guerra] SUIGETSU. Bocca dello stomaco. Punto sotto il plesso solare. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. SUIJOHOKO-JUTSU. Tecniche per attraversare i corsi dacqua. Fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere). [si veda L Antiche arti da guerra] SUISEI-MUSHIN. Concezione della vita: un sogno ad occhi aperti. Questo concetto filosofico in contrasto con lidea di SATORI e di MUSHIN. SUJI. Bordo della piastra metallica [si veda SUJI-KABUTO]. 154

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SUJI-KABUTO. Elmo. Ideato nella prima met del XIV secolo, utilizza rivetti a testa piccola e dalla superficie dellHACI sporgono solo i bordi rialzati delle piastre (SUJI), che formano una sorta di nervatura di rinforzo. Nella gronda (SHIKORO) con risvolti (FUKIGAYESHI), il SUJI-KABUTO assomiglia allantico HOSHI-KABUTO, ma reso robustissimo dalle piastre verticali che compongono il coppo, di larghezza ridotta, sempre unite da rivetti (a testa piccola, per, o addirittura senza) e quasi sovrapposte luna allaltra. SUKI. Apertura ( composto di KI). Indicando anche lopportunit, loccasione da cogliere al volo complementare del momento di assenza dello spirito, di mancata concentrazione sinonimo di BONNO. Indica quella sensibilit, tipicamente giapponese, relativa allo spazio vuoto (suki-ku) ed alla libert di spirito di occuparlo o meno. Il BUDO larte di vedere i SUKI. SUKI-O MITSUKERU. Attendere e vederlo arrivare. la capacit di osservare ed attendere lattacco dellavversario, per poterlo anticipare o per contrattaccare. SUKIYA. Sala da t. Pu far parte della casa del Giappone feudale o esserne separata. La classica SUKIYA misura quattro TATAMI e mezzo, con il mezzo TATAMI al centro, dove posta la teiera; gli ospiti (non pi di cinque, normalmente) si dispongono sui lati. Unico arredo, di solito, un TOKONOMA. SUKUI. Cucchiaio. SUMAI. Con questo nome viene chiamato il SUMO nella mitologia. Il racconto di come, da uno scontro sulla spiaggia di Izumo, nel 23 a.C., il SUMAI inizi ad essere uno stile di lotta, si ha nel Nihonji (o Nihon shoki, Annali o Cronache del Giappone). Il combattimento vede opposti Tajima-no-kohaya e Nomi-nosukune, di Izumo, con il secondo che, vincitore, considerato il fondatore del SUMAI; Tajima-no-kohaya muore, a seguito di un calcio che gli frattura le costole. Il SUMAI, infatti, pur sostanzialmente identico al SUMO nelle prese e nelle proiezioni, contempla anche pugni, calci e colpi dogni genere, al fine dindurre alla resa senza condizioni lavversario, anche al prezzo della sua vita. A combattersi sono dei campioni scelti dai vari Clan, atleti che gareggiano in tornei organizzati dai Governatori, o dallImperatore stesso, in onore dei KAMI scintoisti, ma senza alcuna finalit marziale. con laffermarsi della classe dei BUSHI che il SUMAI diventato meno cruento e ribattezzato SUMO studiato per finalit belliche (lotta sul campo di battaglia, quando, per un motivo qualsiasi, non possibile usare le armi) anzich religiose, ludiche o sportive. Da questa forma di SUMAI, divenuta SUMO, si sviluppano le tecniche di lotta senzarmi note come KUMI-UCHI o YAWARA (praticate con indosso larmatura) e, in seguito, lo JU-JUTSU. SUMI. Angolo. SUMI OTOSHI. Proiezione angolare. Proiezione nellincavo del braccio. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA). SUMIKIRI. Chiarezza di mente e di corpo. un concetto scintoista, che prevede la purezza per la mente ed una sorta di stato di grazia per il corpo. Si raggiunge dopo aver praticato MISOGI, sia esterno che interno, che riallinea con la fonte della vita. anche lobiettivo che i BUDOKA dovrebbero prefiggersi di raggiungere. SUMO. la pi antica delle Arti Marziali giapponesi e pare certo che da questa derivi lo JU-JUTSU. Per la tradizione, a lottare a mani nude per il dominio del Paese sono, inizialmente, due KAMI, anche se molto probabile che si tratti della trasposizione mitologica della lotta per la supremazia fra due capi guerrieri, uno coreano e laltro gi giapponese, in periodo protostorico [Periodo KOFUN? Di certo gi nel Periodo ASUKA, 525-645, sono documentati tornei di SUMO o, meglio, di SUMAI si veda]. I combattimenti di SUMO, almeno fino allinizio della Reggenza FUJIWARA (seconda met del secolo IX), hanno carattere prettamente religioso e apotropaico, per avere raccolti abbondanti: fanno parte dei riti scintoisti, servono ad ingraziarsi i KAMI e si svolgono durante tornei. I tornei, ogni anno, richiamano SUMOTORI da tutte le province del Giappone e lImperatore vi assiste [si veda SECHI-E-ZUMO]. Con la progressiva assimilazione di questa forma originale allArte militare (iniziata nell868 e concretizzatasi nel secolo XII, con la creazione dello JORAN-ZUMO, antenato dello JU-JUTSU), in parallelo si sviluppa uno stile unicamente religioso, lo SHINJI-SUMO. La versione attuale del SUMO risale al secolo XVII, dalla fusione dello stile marziale (JORAN-ZUMO) con quello sacro (SHINJI155

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SUMO).

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Il SUMO fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere). [si veda L Antiche arti da guerra]. Il SUMO incontra una prima, grande, diffusione nel Periodo EDO (1603-1868): con il Paese pacificato, incontri e tornei di lotta acquisiscono quegli aspetti cerimoniali e marziali che ancora oggi conservano, cos come anche oggi il SUMO un popolarissimo sport nazionale. Lincontro, il combattimento (TORI-KUMI) preceduto dalla presentazione (DOHYO-IRI), dalle cerimonie propiziatoria (DOHYO-MATSURI) e iniziale (SHIKIRI) e seguito dalla danza con larco (YUMITORI-SHIKI). Il TORI-KUMI si svolge nel DOHYO e, in teoria, ha regole molto semplici: vince accumulando punti il lottatore che spinge lavversario fuori del cerchio sacro o gli fa toccare terra con una qualsiasi parte del corpo, piedi esclusi, ovviamente. consentito luso delle sole 48 prese autorizzate (KIMARITE) anche alla cintura (MAWASHI), ma non al perizoma (MAE TATE MITSU) e sono vietati pugni, calci, strangolamenti. Non esistono categorie di peso, per cui capita che un lottatore affronti un avversario pesante il doppio. Nei tornei vige un rigido rituale, che si richiama alle cerimonie feudali ed ai riti SHINTO. SUMOTORI. Il praticante di SUMO. Il peso dei lottatori, alimentati in modo particolare, pu superare i 230 chilogrammi. Nel SUMO non esistono suddivisioni per categorie di peso, ma di esperienza e la gerarchia allinterno delle scuole (HEYA) rigida e con unetichetta assai complessa. I lottatori combattono indossando unicamente un perizoma di seta (MAE TATE MITSU) ed una lunga e pesante cintura (MAWASHI), da cui pendono numerosi cordoncini rigidi di seta (sagari). I capelli sono acconciati allantica, in modo diverso per le diverse categorie dappartenenza dei SUMOTORI. Lacconciatura dei lottatori dalto rango la O-ICHO-MAGE: i capelli sono raccolti in una crocchia a forma di ventaglio, che ricorda la foglia dellalbero ginkgo biloba (icho). Tutti gli altri portano i capelli, intrecciati con striscioline di carta, annodati nella CHON-MAGE. SUN. Misura di lunghezza. Equivale a 10 BU e corrisponde a 303 millimetri.
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SUNEATE. Gambali, schinieri, parastinchi dellarmatura. Prima del 1573, inizio del Periodo MOMOYAle tre piastre verticali di cuoio o ferro laccato che costituiscono il SUNEATE sono allacciate fra loro, senza le cerniere poi introdotte. Adatti al combattimento a cavallo, presentano spesso unaltra piastra, a protezione del ginocchio e della coscia, che sporge in alto. I SUNEATE si modificano, alleggerendosi, quando il combattimento a piedi inizia ad avere maggior rilievo. [si veda KARA-SHINO-SUNEATE e SHINO-SUNEATE] SURI ASHI. Scivolare sui piedi. SUSA-NO-WO. Cos anche chiamato TAKE-HAYA-SUSA-NO-WO-MIKOTO, Sua Altezza il Maschio Violento, luragano. SUTE. Abbandono, abbandonare. SUTEMI. Deriva da SUTE, abbandono e MI, corpo e significa Lasciare, abbandonare il corpo, tanto nel senso di rischiare la vita o sacrificarsi (per vincere), quanto abbandonare, dimenticare lego. dal secolo VI, attraverso laccettazione della concezione (religiosa e filosofica) buddista della caducit di tutte le cose, che il BUSHI affronta con animo lieto (KOKORO) il sacrificio estremo della vita, al servizio del proprio Signore. La morte quando non inutile, involontaria e inattesa giustifica lintera vita del guerriero, trascorsa al servizio del Signore o di una causa, e d origine ad una nuova esistenza, nelleterno ciclo della rinascita. Oggi SUTEMI inteso, soprattutto, come sacrificio. SUTEMI WAZA. Tecnica di sacrificio, utilizzata quale espediente per vincere. Oggi si chiamano tecniche di sacrificio quelle in cui un combattente, per sviluppare o potenziare la propria tecnica di proiezione dellavversario, si getta a terra. SUTRA. Linsegnamento del Buddha, trascritto dai suoi discepoli. I fedeli li recitano cantilenando.
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SUWARI. Seduto (in ginocchio). Da seduto (inginocchiato). SUWARI IKKYO. Primo principio di controllo, praticato in ginocchio. Per il Maestro UESHIBA MORIHEI questa tecnica importantissima, dato che come tutte quelle eseguite in SUWARI non consente alcun ri156

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lassamento. SUWARI IKKYO uno dei pi importanti fattori esterni dellAIKIDO, i movimenti e le tecniche principali, rimaste invariate, unitamente a IRIMI, TENKAN e SHI HO NAGE. SUWARI WAZA. Tecniche da seduti. Tecniche eseguite con TORI e UKE entrambi seduti (inginocchiati). SUWARU. Sedersi. SU-YARI. Tipo di YARI. La lama lunga, a facce diritte e parallele.

-TTABAKO-IRE. Borsa per il tabacco, di stoffa o pelle, che ogni fumatore di pipa (KISERU) porta con s. TABI. Parte dellarmatura a protezione del piede. Si portano con i sandali (ZORI, ASHINAKA) e sono fatti di maglia di ferro o piccole piastre (di ferro o cuoio laccato) unite a maglia di ferro. Alcuni esemplari hanno anche una suola. Caratteristiche calzature (quasi una sorta di calzettoni), normalmente di cotone: alte fin sopra la caviglia, hanno lalluce separato dalle altre dita del piede. Indossati in casa, i TABI sostituiscono le pantofole e consentono comunque di infilare i sandali (ZORI). Ne esistono anche in tessuto pesante e muniti di suola di gomma, utilizzati sul lavoro. TACHI. In piedi; stare in piedi. DACHI, come suffisso. Tagliare. Spada. DACHI, come suffisso. Con questo termine sindica unarma di tradizione antichissima (secolo VIII circa), appartenente alla classe DAI-TO: sia lantica spada, sempre ad un solo filo [sciabola, nella classificazione Occidentale], dalla lama molto curva (usata dai guerrieri che combattono a cavallo ed in genere portata con larmatura), sia la pi recente spada da cerimonia. In tempi successivi la curvatura della lama (lunga 60-70 cm) si riduce, ma larma sempre portata appesa alla cintura, con il taglio verso il basso. Elemento distintivo rispetto alla KATANA che le subentra come arma da guerra la firma del fabbricante, apposta sulla faccia rivolta allesterno del codolo della lama, quindi sul lato opposto rispetta alla KATANA. Con il passare dei secoli, la lama si riduce ulteriormente, a circa 50-60 cm e la TACHI conserva esclusivamente le funzioni di splendida spada per cerimonia, portata a Corte (SHOZOKU-DACHI o SHIN-NO-DACHI, shirizaya-dachi) ed in occasioni particolari. I fornimenti della TACHI, per lo pi, sono di forma particolare ed hanno nomi loro propri, diversi da quelli usati per i corrispondenti fornimenti daltre spade: la cappetta dellimpugnatura, ad esempio, non KASHIRA, ma kabuto-gane; invece dei MENUKI ci sono i tsuka-ai, i compagni dellimpugnatura e cos via. Pure la TSUBA, spesso, di tipo particolare (shitogi o aoi-tsuba). Il fodero (SAYA) normalmente di legno laccato e decorato (con MON, figure, motivi floreali ecc.), talvolta rivestito di metallo e, naturalmente, non ha laletta KURIGATA: sulla sua lunga cappetta (ishi-zuke) ci sono due occhielli (ichi-no-ashi), ognuno dei quali ha un anello (OBITORI) cui si fissano i due sostegni (kawasaki: cinghie in tessuto o pelle, catenelle) che reggono la spada alla cintura. La TSUKA, in genere, rivestita con pelle di pesce (SAM), ma il cordoncino intrecciato raramente presente. Con la TACHI non si portano n KOZUKA n KOGAI n WAKIZASHI: larma ausiliare il TAN-TO, portato infilato nella cintura (OBI) e con il filo verso lalto. [si veda anche la voce lama, nella seconda parte del Dizionario] TACHI DORI o TACHI TORI. Presa della spada. Tecniche su attacco di spada. Tecniche per neutralizzare (disarmare) un avversario che attacchi con la spada. TACHI OYOGI. Nuoto verticale. Tecnica di nuoto con armi e armatura: il guerriero, in acqua, si mantiene in verticale, movendo le gambe a rana e le braccia a cane. Fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere). [si veda L Antiche arti da guerra] TACHI-REI. Saluto rituale in piedi. un saluto secondo le regole (RITSU-REI). Si esegue dalla posizione eretta normale (SHIZEN HONTAI), con i piedi ravvicinati e le mani aderenti al corpo, piegando testa e busto verso loggetto del nostro rispetto. Linclinazione del busto varia secondo il tipo di saluto: da 5 a 15 se normale, ad esempio quando scambiato tra compagni, prima e dopo un allenamento o quando si sale e si 157

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scende dal TATAMI e quando si saluta un SEMPAI o lIstruttore. Il movimento pi accentuato (30 circa) se di gentilezza o esprime gratitudine ad esempio quando si saluta un Maestro e diventa profondo (fino a 45), con le mani che scivolano fino alle ginocchia, per esprimere delle scuse od un profondo rispetto verso un grande Maestro od un personaggio importante, per esempio. [si veda REI] TACHI WAZA. Tecniche in piedi. Tecniche eseguite con TORI e UKE entrambi in piedi. TADAKUNI. Noto armaiolo, attivo tra la fine del 1600 e linizio del 1700. TAE. Piede. TAHITO. (codici) Insieme di leggi, entrato in vigore nel 702. I codici cercano di riformare il sistema della propriet terriera, sul modello cinese: tutte le terre appartengono allImperatore, che le distribuisce ai sudditi. La distribuzione avviene per nucleo familiare e lampiezza in proporzione al numero dei membri, secondo il sesso e per la terra si pagano tasse in natura: riso, tessuti, corve, servizio militare a turno (un anno in servizio a NARA, tre anni ai confini). Tutti i maschi, inoltre, dai venti ai cinquantanove anni sono soggetti alla coscrizione obbligatoria in caso di necessit, con spese darmamento e mantenimento a carico della famiglia. Il fallimento totale (sia perch incontra lostilit dei guerrieri di professione, sia perch chi gi possiede la terra certo non la restituisce affinch sia ridistribuita e la Corte non ha forze sufficienti ad imporsi). Il progetto abbandonato nellanno 840. TAI. Corpo. Indica lattitudine alla corretta postura, unita ad un perfetto stato di lucidit e coscienza. Anche MI. Uomo, essere umano. Indica la meccanica del corpo umano: sistemi osseo, sanguigno, nervoso, muscolare. Grande. Anche DAI. Indica la forza, il vigore fisico del DANSHA. [si veda SHINGITAI] TAIBOKU. Grande albero. TAIHEN-JUTSU. Arte di muoversi in silenzio, cadere ed utilizzare le SUTEMI WAZA. compresa nel TAIJUTSU. TAIHO-JUTSU. Metodo di difesa e attacco, studiato per le forze di polizia giapponesi, che amalgama numerose tecniche di AIKIDO, JU-JUTSU, JUDO, BO-JUTSU, KARATE e KENDO, ritenute particolarmente efficaci per il controllo dellordine pubblico ed il fermo di individui sospetti. Risale al secondo dopoguerra ed soggetto a continue revisioni. Nel TAIHO-JUTSU si ricorre molto al bastone corto (KEI-BO), oggetto di unappropriata metodologia dimpiego (KEIBO-SOHO), ed al bastone telescopico (TOKUSHU-KEIBO). TAI-IKU. Formazione e sviluppo (IKU) del corpo (TAI). Si veda IKU. TAIJU. Peso. la manifestazione della forza di gravit: se ben controllato, il eretto il combattente, ma gli permette di centralizzare lequilibrio nellHARA.
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non solo mantiene

TAI-JUTSU. una forma di combattimento molto antica, della quale, praticamente, non si conosce quasi nulla. Pare che, ancor prima, si chiamasse KOSHI-NO-MAWARI e molti sostengono che, da questa, siano derivate tutte le Arti Marziali a mani nude, in particolare lo JU-JUTSU. certo, invece, che nel secolo XVI un certo Nagao riscopra il TAI-JUTSU, codificandone le tecniche che, ancora oggi, sono utilizzate. Il TAI-JUTSU odierno che fa parte del KO-BUDO comprende: il DOKEN-JUTSU (Arte di eseguire gli ATEMI), il JUTAI-JUTSU (Arte del combattimento a corpo a corpo), il TAIHEN-JUTSU (Arte di muoversi in silenzio). TAIKAI. Grande Incontro (o Torneo o Campionato). Il Governo giapponese, ogni anno, invita 46 RYU tra il migliaio in attivit al TAIKAI del Budokan (il vecchio KODOKAN) di Tokyo. Le scuole invitate sono quelle che le autorit giudicano appartenere alla vera tradizione nipponica in materia di Arti Marziali. TAIKEI. Stimato armaiolo della prima met del 1800. TAIKO. la posizione nella quale due combattenti si fronteggiano. 158

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TAI-NO-HENKO. Cambio di posizione. Ne esistono quattro tipi, il pi comune un movimento di rotazione del corpo (tenkan), al termine del quale TORI si trova di fianco ad UKE e guarda nella sua stessa direzione. Serve, innanzitutto, ad assorbire e neutralizzare lenergia dinamica di un attacco. TAI-NO-SEN. Prendere liniziativa sullattacco dellavversario. TAIRA o HEIKE. Clan guerriero. Nel secolo XII, ha il controllo della Corte, ma poi annientato dai rivali MINAMOTO. TAI SABAKI. Tecniche di spostamento del corpo, comuni a tutte le Arti Marziali, che permettono di avanzare, indietreggiare, ruotare, schivare, preparare una tecnica di difesa o dattacco. Nel momento in cui un avversario attacca, possiamo ristabilire una situazione di vantaggio compiendo il giusto TAI SABAKI, sia con uno spostamento sia con il semplice movimento di una parte del corpo. Ristabilire la situazione non significa solo mantenere lequilibrio e difendersi, ma anche mettersi in una opportuna posizione dattacco [si veda anche SABAKI]. In AIKIDO il corretto TAI SABAKI richiede che lequilibrio di AITE sia sconvolto nel momento stesso dellazione, per non essere pi ripreso. Concettualmente, taI SABAKI sono i movimenti, diretti e circolari, che fanno parte sia degli AIKI TAISO (esercizi fisici specializzati di base), che si praticano da soli (TANDOKU DOSA), sia dei metodi basilari della Disciplina, insieme ai TE-HODOKI (liberare le mani). Lapprendimento dei TAI SABAKI passa attraverso lo studio di: KOSHI SABAKI (spostamento di anche e bacino), ASHI SABAKI (spostamento di piedi e gambe), TE SABAKI (posizione di mani e braccia). TAISHA RYU. Scuola di KEN-JUTSU fondata da MARUME KURANDO. TAISHI. Grande Maestro. TAISHO. Capitano, di una squadra impegnata in gara o torneo. TAISO. Ginnastica, preparazione. TAKAGI RYU. Scuola di Arti Marziali (soprattutto BO-JUTSU), rimasta famosa per una particolare tecnica di difesa contro un avversario armato di spada, la RENSA-SANKAKU, tecnica dei tre bastoni. Risale al 1656. TAKA-INU. Caccia al cane. [si veda INU OI-MONO] TAKE. Bamb. il simbolo di flessibilit: forza unita a cedevolezza. Anche CHIKU. TAKECHI ZUIZAN. (1829-1865) Maestro di KEN-JUTSU. Dopo aver studiato a EDO, fonda una sua scuola nella provincia di Tosa, dov nato, ma nel 1861 torna a EDO, per organizzare alcuni sostenitori dellImperatore Komei. Rientrato a Tosa, si mette alla guida di un gruppo di SAMURAI fedeli allImperatore, formando un piccolo esercito. Arrestato dalla polizia dello SHOGUN, TAKECHI ZUIZAN compie SEPPUKU. TAKEDA. Celebre Famiglia SAMURAI, discendente in linea retta dal Clan MINAMOTO. Yoshikiyo, secondo figlio di MINAMOTO-NO YOSHIMITSU, che agli inizi del secolo XII, vivendo a Takeda, nella provincia di Kai, prende questo nome come quello della sua Casata. Moderna scuola di AIKIDO. TAKEDA HEIHO. Nome attribuito alla scuola GENJI-NO-HEIHO nel XV secolo. Da questa scuola, a far tempo dal secolo XVII, originano altri RYU, tra cui il DAITO RYU AIKI-JUTSU. TAKEDA NOBUMITSU. (1162-1248) SAMURAI. noto per aver rielaborato le tecniche della GENJI-NOHEIHO, la tradizione marziale della Famiglia (che origina dal Clan MINAMOTO). TAKEDA RYU. Scuola di YABUSAME. Conosciuta anche come HOSAKAWA RYU, tuttora attiva. Lo YABUSAME un metodo dallenamento al tiro con larco da cavallo, di tipo sportivo. TAKEDA SHINGEN. (1521-1573) il primo DAIMYO in grado di disciplinare i propri ASHIGARU, inculcando nei suoi contadini armati un principio di fedelt assai simile a quello dei SAMURAI e trasformandoli in una for159

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za combattente disciplinata e fedele. anche famoso sia perch il suo nome associato ad un tipo di TSUBA [si veda SHINGEN TSUBA], sia perch autore di un codice di leggi provinciali, lo Shingen Hatto. TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI. (1859-1943) Famoso spadaccino. Considerato lultimo guerriero dei vecchi tempi, ha fama di schermitore invincibile e pessima moralit. Nasce in AIZU (oggi Prefettura di Fukushima) celebre per i suoi temuti guerrieri e chiamata scrigno del BUGEI e preferisce una vita errante, quasi da RONIN, piuttosto che subentrare al padre Sokichi, sacerdote scintoista, nella custodia del tempio affidato alla famiglia. TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI, nipote di SOEMON, ha naturalmente piena conoscenza delle tecniche segrete (OSHIKI-UCHI) di famiglia lAIZU-TODOME, erede diretto del DAITO AIKIJUTSU ed allievo di TANOMO SAIGO HOSHINA CHIKAMASA, ma frequenta anche le scuole ONOHA ITTO RYU, HOZO-IN RYU e JIKISHIN KAGE RYU. anche allievo di Shibuya Toma e, forse, di SAKAKIBARA KENKICHI. Dopo il matrimonio, contratto nel 1912, fonda una scuola dArti Marziali, il DAITO RYU AIKI-JUTSU, dove insegna anche JU-JUTSU e KEN-JUTSU. TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI uno dei Maestri di UESHIBA MORIHEI, incontrato nel 1915 nellisola Hokkaido; O-SENSEI lo frequenta e lo mantiene per lungo tempo, ottenendone il diploma di Maestro di AIKIJUTSU nel 1916. TAKEDA TAKUMI NO KAMI SOEMON. (1758-1853) Erudito neo-confuciano. Elabora una dottrina dellarmonia dello spirito, basata sui concetti di Yin e Yang, per meglio insegnare le Arti Marziali. TAKEDA TOKIMUNE. Figlio ed erede di TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI, cui subentra nella conduzione del DAITO RYU AIKI-JUTSU. Fonda la Palestra Centrale (HONBU DOJO) della scuola, il DAITOKAN, ad ABASHIRI, citt natale del padre, nellisola Hokkaido. TAKE GUSOKU. Armatura per scherma. messa a punto nel XVIII secolo ed composta, in origine, da piccoli pezzi di bamb collegati da cinghie (HIMO). Comprende piastra per il petto (DO), protezione a grembiule (TARE), bracciali e manopole (KOTE) e casco (MEN). Oggi, chiamata DOGU, usata nel KENDO. TAKE-HAYA-SUSA-NO-WO-MIKOTO. Sua Altezza il Maschio Violento. luragano, figlio di IZANAGINO-MIKOTO. anche chiamato, pi semplicemente, SUSA-NO-WO. TAKEMUSU. Marziale creativo: una delle definizioni date da UESHIBA MORIHEI, negli ultimi anni della sua vita, ad uno dei tanti aspetti dellAIKIDO. TAKEMUSU AIKI. la spontanea esecuzione delle tecniche, nel modo appropriato a ciascuna specifica situazione. Per O-SENSEI, il TAKEMUSU AIKI la vera Arte Marziale, il cuore del BUDO giapponese: libero e capace di illimitate trasformazioni. Nel vero Budo egli sostiene non ci sono nemici. Il vero Budo una funzione dellamore. Non per uccidere o combattere, ma per nutrire tutte le cose e portarle al loro scopo. Lamore protegge e nutre la vita. Senza lamore niente pu essere compiuto. LAikido la manifestazione dellamore. Take si pronuncia anche BU [si veda] e indica i valori marziali, che per UESHIBA MORIHEI sono: il coraggio, la saggezza, la compassione e lamore, che nutrono e proteggono tutte le cose. Musu deriva da musubu, che indica la forza procreatrice dellesistenza. Uniti, questi due termini esprimono lillimitata creativit dellAIKIDO. TAKENOUCHI HISAMORI. il fondatore del TAKENOUCHI RYU, databile al 1532. E anche conosciuto come Toichiro. TAKENOUCHI RYU. Scuola che insegna a combattere contro i guerrieri in armatura. La forma di lotta chiamata KOGUSOKU-JUTSU ed anche TORITE-KOGUSOKU: si usano armi corte (MIJIKAI-MONO) contro armati che indossano larmatura leggera (KOGUSOKU). In seguito la scuola adotta anche tecniche e metodi di combattimento a mani nude (JU-JUTSU), di legamento dellavversario con due corde (NOJO-JUTSU), duso della spada corta (WAKIZASHI) e di NAGINATA-JUTSU, arrivando ad insegnare oltre 650 tecniche. Il TAKENOUCHI RYU (conosciuto anche come HISAMORI RYU) ancora attivo, sebbene la maggior parte degli insegnamenti siano andati perduti; oggi si conoscono appena 150 tecniche. TAKE YARI o TAKE HOKO. larma in asta di tipo pi primitivo: un cappio su di un bastone di bamb lungo 2-2,5 metri. In genere usata dalla gente comune (KOOTSUNIN). 160

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TAKI-SHUGYO. Meditazione sotto una cascata. una pratica ascetica, assai diffusa un tempo ed ora attuata soprattutto in alcune sette religiose ed esoteriche. Ladepto rimane immobile sotto il getto di una cascata (taki), meditando ed eseguendo, spesso, particolari mudra. Il fine ultimo dellesercizio acquisire virt particolari, magiche. NINJA e YAMABUSHI unitamente ai seguaci dArti Marziali esoteriche sono, da sempre, convinti sostenitori di questa pratica. O-SENSEI UESHIBA MORIHEI ha sempre praticato questo tipo di meditazione. TAKUAN SOHO. (1573-1645) Monaco e ROSHI (Maestro ZEN) della scuola RINZAI. anche pittore, poeta, Maestro di KENDO e KEN-JUTSU, CHADO e SHODO, fondatore del tempio Toka-ji, a Shinagawa e abate del Daitoku-ji di KYOTO. TAKUAN SOHO che dicono abbia anche istruito MIYAMOTO MUSASHI lautore del FU-DO SHINMYO ROKU (Libro Divino sulla Saggezza Imperturbabile o Documento Misterioso della Saggezza Immobile, Segreto Misterioso del non-movimento), dedicato a YAGYU MUNENORI ed il propugnatore del principio MUTEKATSU, schivare con lo spirito [si veda]. Si racconta che questo incredibile ROSHI, oltre che sviluppare il concetto di MUSHIN, abbia anche diffuso due trattati di Arti Marziali che trattano di scienze occulte (HIDEN), intitolati HONTAI e SEIKO. TAMA NO IREBURI. Rilassamento di collo e spalle (respirazione). Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). TAM-BO (o TANBO) e KE-BO. Bastone corto. Indica i bastoni con lunghezza variabile da 69 a 36 cm circa (per la precisione: da 2 SHAKU e 3 SUN 69,69 cm ad 1 SHAKU e 1 SUN 33,33 cm). TAM-BO JUTSU. Arte di usare il Bastone corto. Tecniche di scherma con il bastone corto. TAMESHI-GIRI. Prova di taglio, allenamento di spada. Il TAMESHI-GIRI, nel Periodo TOKUGAWA, consente di saggiare il filo e la tempra di una KATANA, oltre che di mettere alla prova labilit tecnica dello spadaccino. Si utilizzano corpi umani gi cadaveri o giustiziando condannati a morte che devono essere tagliati in modo perfetto, secondo la tipologia prevista da appositi trattati. Tramontata lepoca feudale, e venuta anche meno la disponibilit di corpi, il TAMESHI-GIRI si pratica tagliando canne di bamb verde o fascine di paglia di riso pressata, sorrette da sostegni infissi nel terreno, sistema pi facile e sicuro. Lo scopo dellallenamento, oltre che certificare labilit dello spadaccino (il taglio deve avvenire con un solo colpo), consiste nel verificare lefficacia di tecniche di KEN-JUTSU o IAI-JUTSU. Attualmente il TAMESHI-GIRI non molto praticato, se non in occasione di esibizioni pubbliche. TAMI. Gente comune, popolo. TAN. Misura di lunghezza per i tessuti. Vale da 25 a 30 SHAKU. Misura di superficie. Vale 10 SE ed equivale a circa 10 are. TANAKA GOSHIN-JUTSU. Recente (1952) forma di JU-JUTSU, concepita da Tanaka Tatsu a Tokyo. I movimenti-base, che non prevedono tecniche di calcio, sono 150 circa. TANCHU. Sterno. Punto della parte superiore dello sterno. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Pure CHUDAN. TANDEN. Ventre, addome. la traduzione dellespressione cinese tantien (o tan tien, secondo la trasposizione fonetica utilizzata) campo di cinabro [il cinabro un minerale di colore rosso, come il sangue, e simboleggia la forza vitale]. Per il Buddismo il centro delle attivit psichiche posto sulla linea mediana delladdome, della larghezza di un dito, sotto lombelico e sidentifica con lHARA [si veda]. Il TANDEN (che anche detto KIKAI, oceano del KI, o SEIKA-NO-ITTEN, punto unico, ed il cui punto centrale il SEIKA TANDEN), corrisponde anche al baricentro del corpo umano. dimostrato che uno sforzo iniziato a questo livello si propaga verso le estremit delle membra, da una parte e dallaltra: da qui, pertanto, che possiamo coordinare ogni azione del nostro corpo. Inoltre, considerando che il TANDEN il centro motore di tutte le nostre attivit psicofisiche, convogliando e riunendo tutte le nostre energie nellHARA siamo in grado di far agire e gestire il nostro KI, per esprimerci al meglio non solo nelle Discipline del BUDO, ma anche nel GEIDO (la Via delle Arti) e nel SADO (la Via della Meditazione). 161

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TANDEN-SO-KUATSU. Procedimento ventrale. Tecnica integrale di rianimazione (SO-KUATSU), che si applica al ventre del soggetto, sdraiato supino (sulla schiena). TANDOKU DOSA. Esercizi preparatori di base, individuali. Cos come infinite sono le tecniche dellAIKIDO, moltissimi possono essere i movimenti preparatori. Un corpo equilibrato si costruisce con il metodo della respirazione (KOKYU HO) e con gli esercizi del corpo. Una volta costruito il corpo, necessario concentrarsi sui movimenti in avanti, allindietro, in rotazione, finch tali movimenti che sono alla base di tutte le tecniche dellAIKIDO non hanno impregnato il corpo. TANDOKU RENSHU. Pratica dallenamento individuale alle Arti Marziali (principalmente JUDO), che rientra nel SEIRYOKU ZEN.YO KOKUMIN TAI-IKU NO KATA. Consta in 28 movimenti, che servono per allenarsi ad attaccare i punti vitali (KYUSHO) dellavversario.
KOKAI.

TANI CHOJIRO. Ideatore, nel 1948, di uno stile di KARATE molto coreografico, quasi danzante, lo SHUI movimenti di questo stile, che puntano comunque alla massima efficacia, hanno alla base un accurato studio scientifico, ma gli incontri, assai scenografici, assomigliano pi a rappresentazioni del teatro giapponese (KABUKI e NOH.) che a combattimenti veri e propri. TANINZU. Pi persone. TANINZU-GAKE. Pi UKE attaccano TORI. TANINZU DORI. Pi persone prendono. Neutralizzazioni dattacchi simultanei di pi UKE. TANINZU WAZA. Tecniche contro pi persone. TANJOBI. Primo compleanno di un nuovo nato. occasione di festa per tutti ed ai bimbi sono donati i loro primi giocattoli. Alla nascita, per i Giapponesi, il bambino ha gi vissuto un anno (la gestazione) e, allinizio dellanno successivo a quello di nascita, al bambino viene attribuito un altro anno. Per assurdo, chi nasce lultimo giorno dellanno, dal giorno dopo ha let di due anni! TANKEN. Pugnale. TANKEN DORI. Presa del pugnale.

TANKO. Armatura protostorica, usata nel Periodo KOFUN (IV - VII secolo). Lelmo della TANKO arrotondato ed formato da lamine orizzontali di ferro unite con stringhe di cuoio o ribattini; la gronda laminata, con piastre legate; il cimiero un pennacchio di piume. Una sorta di visiera a forma di becco munisce lelmo e lo spigolo frontale di cui fornito, accentuato dal becco, detto SHOKAKUFU-NO-HACHI (coppo ad ariete). La corazza sagomata da unintelaiatura alla quale, con stringhe o rivetti, sono unite piastre orizzontali, a formare una specie di tunica aderente al corpo. Unapertura centrale, davanti, consente di divaricare la corazza, per indossarla; i lembi, che possono anche essere incernierati, si chiudono con lacci di cuoio; altri lacci, di cotone, la fissano sulle spalle. Parte alta del petto e gola sono protette da una goletta (uwamanchira) in due pezzi, con spallacci di lamina di ferro incurvata. Bracciali tubolari (KOTE) coprono gli avambracci e il dorso della mano protetto piccole lamelle unite da stringhe. Non sono previste protezioni per le gambe e la TANKO si completa con una gonna di strette lamine incurvate allacciate allinterno, come la gronda e gli spallacci riunite in due parti, anteriore e posteriore. TANOMO SAIGO HOSHINA CHIKAMASA. (1829-1905) Funzionario del Clan AIZU e sacerdote SHINTO, il pi celebre tra i Maestri di OSHIKI-UCHI. Tra i sui allievi figura TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI. TANREN. Allenamento continuo; allenamento dellenergia contro la forza. la pratica continua nella Disciplina. Solo cos, attraverso la conoscenza ed il progresso fisico, spirituale, psichico e morale, ci si riesce ad educare al mutuo rispetto e si pu raggiungere la totale coordinazione fra mente e corpo, senza che intervenga il pensiero cosciente (HISHIRYO). Tra i primi a teorizzare la necessit di un allenamento continuo, per giungere alla perfezione dei movimenti ed al completo autocontrollo, MIYAMOTO MUSASHI. 162

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TAN-TO; comunemente TANTO. Classe di spade con lama leggermente ricurva, di lunghezza inferiore ad 1 piede (1 SHAKU, 303 mm), dotate di piccolo elso a disco (TSUBA) [si veda TO]. Il TAN-TO larma ausiliare della TACHI, indossando larmatura. Lama e fornimenti sono simili, nello stile e nella fattura, a quelli di KATANA e WAKIZASHI; la TSUKA, rivestita di SAM, ha KASHIRA e MENUKI; la SAYA di legno laccato ed munita di tutti gli accessori. Il TAN-TO, spesso dotato di KOZUKA e KOGAI, si porta infilato nellOBI, cui assicurato mediante un cordoncino attaccato alla TSUBA o infilato nel KURIGATA. Ora, con TANTO, genericamente sintende pugnale [anche se, avendo lama leggermente curva a taglio singolo, lunga da 25 a 30 cm, pi correttamente si dovrebbe parlare di coltello, nella classificazione Occidentale]. Con unimpugnatura di 10 cm ed una lama di venti, questa unarma tra le pi maneggevoli esistenti. [si veda anche la voce lama, nella seconda parte del Dizionario] TANTO TORI o TANTO DORI. Tecniche su attacco con pugnale. Neutralizzazioni dattacchi eseguiti con il pugnale. TANTO-JUTSU. Arte di combattimento con il TANTO. Il TANTO-JUTSU, che non praticato come sport, fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere). [si veda L Antiche arti da guerra] TAOSU. Atterrare. TARE. Protezioni a grembiule per il ventre. Si utilizzano con lequipaggiamento protettivo dei (DOGU), che deriva dallarmatura TAKE GUSOKU.
KENDOKA

TARE-OBI. Protezioni aggiuntive per il basso ventre. Si utilizzano con lequipaggiamento protettivo dei KENDOKA (DOGU), che deriva dallarmatura TAKE GUSOKU. TATAMI. Stuoia. Tradizionalmente di paglia pressata, ricoperta con una stuoia sempre di paglia di riso intrecciata e con i bordi di tessuto cucito. Alta da 6 ad 8 cm, la stuoia misura circa 90 x 180 cm (94 x 188, per la precisione) e dal secolo XVII usata per coprire i pavimenti di palazzi e case nobiliari, mentre, prima di tale epoca, gli assiti sono nudi e per sedere susano cuscini di paglia intrecciata (ZABUTON). Alla fine del secolo XIX risale luso generalizzato di queste stuoie comunque gi ampiamente utilizzate per ammortizzare, negli allenamenti, le cadute dei praticanti di Arti Marziali per coprire il pavimento delle stanze in tutte le case giapponesi. In Giappone il TATAMI ancora unit di misura per la superficie di un vano abitativo: due stuoie affiancate danno origine ad un quadrato con lato di 188 cm, la cui superficie che valida a definire le dimensioni di case e giardini equivale a pi di uno TSUBO (vale a dire 1 KEN quadrato, circa 3,35 metri quadri). Sui TATAMI, normalmente, si cammina a piedi nudi oppure indossando calze o TABI; questo sia per non rovinarli o sporcarli, sia in ossequio alletica giapponese, al suo grande rispetto reciproco ed alla costante preoccupazione per la purezza fisica (e spirituale). Oggi il termine TATAMI indica anche la materassina di materiale sintetico, spesso rivestita di tela, utilizzata per ricoprire il pavimento delle palestre dove si praticano Arti Marziali. TATAMI-DO. Armatura di tipo DO-MARU. formata da numerose grandi piastre, con petto e schiena in due parti. Le placche che coprono i fianchi sono sovrapposte e incernierate. TATAMI-GUSOKU. Armatura di tipo GUSOKU [vedere]. TATE. PALVESE. utilizzato, nei secoli dal XI al XIX, per formare barriere difensive, non solo a terra, ma anche sulle mura dei castelli e sulle murate delle navi. Il TATE, che trasportato a spalla dai soldati, normalmente in un pezzo solo (ma esistono anche esemplari piegabili al centro), di legno dipinto a strisce nere e, talvolta, con il MON del Clan; per il sostegno ha un puntello, incernierato posteriormente. Tenersi diritto, stare in verticale (in piedi). Anche TATSU. TATE-GYOJI. Giudice-arbitro nelle gare e tornei di SUMO. il Capo degli Arbitri ed anche il celebrante della DOHYO-MATSURI (cerimonia propiziatoria), la funzione scintoista che precede i combattimenti. Inoltre, d inizio ai combattimenti ed arbitra gli incontri pi importanti. 163

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TATE-HIZA. Posizione assunta durante la lezione, se lIstruttore interrompe lallenamento per ulteriori spiegazioni. Si mette a terra un ginocchio e, seduti sul tallone, laltra gamba in avanti, piede al suolo, ginocchio sollevato e piegato; gamba e coscia formano un angolo di 90 (oppure ci si siede in SEIZA). In questa postura deve attendere lallievo che lIstruttore invita ad eseguire un esercizio o una tecnica con lui: accorre, saluta, attende (anche con solo un ginocchio a terra). Posizione difensiva assunta nel KENDO. TATSU-JIN. Uomo che non cade, uomo verticale. il titolo che merita un esperto di spada (KENDO o KEN-JUTSU che sia). TAYU-JIAI. Cos chiamata una gara tra praticanti di stili o RYU differenti. TAWARA. Balla di paglia di riso. TE. Mano. Pure SHU. TEGAKE. Manopole artigliate, usate dai NINJA per scalare, arrampicare e come armi, in caso demergenza. Da TE, mano e GAKE, uncino. Anche SHUKO [si veda]. TE-GATANA o SHUTO. Taglio della mano. Mano a spada. il bordo inferiore della mano, dal lato del mignolo al gomito (solitamente fino al polso): con questo si assesta lATEMI o si immobilizza o si effettua la proiezione (NAGE). Quando il KI fluisce attraverso le braccia, le dita, le mani diventano unarma senzarma TEHEN. Apertura posta alla sommit dellelmo. Lelmo pu essere un HOSHI-KABUTO, un SUJI-KABUTO, un GOMAI-KABUTO. Circondata da una cornice dottone (HACHI-MANZA), vi passa attraverso il codino del SAMURAI, quando di moda. Pare non serva allaerazione, ma una mistica interpretazione lo vuole come una porta verso luniverso. Negli elmi moderni, in ogni caso, il TEHEN chiuso dalla fodera interna e resta solo quale elemento estetico tradizionale, non pratico. TE-HODOKI. Liberare le mani. Metodi basilari dellAIKIDO, unitamente agli spostamenti del corpo, TAI Sono movimenti difensivi che hanno lo scopo di liberarsi dalla presa di un avversario. Serie di prese a diverse parti del corpo. Comprendono 7 prese alle mani (o polsi o braccia: TE DORI), 5 alle maniche (SODE DORI), 9 al collo (ERI DORI), 2 ai capelli (KAMI DORI), 4 alla cintura (KUMI TSUKI). Ad ognuna di queste prese si contrappongono numerose tecniche, sia di controllo sia di proiezione.
SABAKI.

TEISHO. Base del palmo della mano. TEISHO UCHI. ATEMI sferrato, generalmente al viso dellavversario, con la base del palmo della mano. TEISOKU. Pianta del piede. Pure ASHI-URA. TEKI. Nemico. Ruolo assunto negli allenamenti a coppie della scuola KATORI SHINTO RYU dal pi esperto dei praticanti. TE-KUATSU. Pressione dorsale manuale; semplice manovra di decontrazione. Tecnica di rianimazione che fa parte della serie di KUATSU ad azione elettiva: KUATSU con percussioni riflessogene (TSUKI-KUATSU). TEKUBI. Polso. Pure KOTE. TEKUBI JOHO KOSA UNDO. Guida in alto dellenergia nei polsi. Le mani sono unite davanti agli occhi. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). TEKUBI KOSA. Polsi incrociati. TEKUBI KOSA UNDO. Guida dellenergia nei polsi, da fermo (mani unite davanti al TANDEN). Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA).

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TEKUBI OSAE. Immobilizzazioni al polso. Quarta tecnica di controllo con immobilizzazione (KATAME WAZA), effettuata sulla parte alta del polso. Normalmente si utilizzano contro attacchi SHO MEN UCHI e prese MUNE DORI. [si veda YONKYO] TEKUBI SHINDO UNDO. Scuotimento dei polsi. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). TEKUBI UNDO. Esercizi di mobilizzazione e flessibilit dei polsi. Fanno parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). TEKUBI WAZA. Tecniche di polso. Chiavi articolari applicate al polso: KOTE HINERI e KOTE GAESHI. Rientrano nelle KANSETSU WAZA (tecniche sulle articolazioni). TEMBIN NAGE. Proiezione con braccio ad angolo. Tecniche di difesa utilizzate soprattutto contro fendenti o prese ali polsi (o mani o braccia). TEMOTO. Parte rigida di uno SHINAI (nel KENDO) o della lama di una spada. TEMOTO indica anche latto di impugnare con energia, stringere in mano limpugnatura (TSUKA) di una spada. TEN. Cielo. Anche SHIN. TEN CHI. Cielo e terra; su e gi. TEN CHI NAGE. Proiezione cielo terra. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA); la caduta di UKE indietro. Fa parte delle tecniche di proiezione (NAGE WAZA), ed applicata, solitamente, contro prese a polsi, gomiti o braccia e contro fendenti al capo. TENDAI. Setta esoterica buddista, fondata da Dengyo Daishi. La base della sua dottrina lidentit dellanima individuale con quella del Buddha. TENDO. Bregma, fontanella anteriore. Sutura ossea tra i parietali e il frontale. Punto del bregma. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. TENDO RYU. Scuola di KEN-JUTSU, fondata da Saito Denkibo. La tradizione vuole che questo RYU derivi dal TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. TENGU. Popolari esseri mitologici dellantico Giappone: abitano e proteggono le montagne ed i luoghi inaccessibili e sono grandi Maestri dArti Marziali. Alcuni di loro sono dotati dali (KO-TENGU, piccoli Tengu) ed altri hanno forma di corvo (KARASU-TENGU); spesso hanno un lungo naso (KONSHA-TENGU). SOJOBO, il loro sovrano, come emblema ha un ventaglio con sette piume. Per la leggenda sono stati loro i maestri di personaggi famosi, come Izumo no Kanja Yoshiteru e MINAMOTO-NO YOSHITSUNE. Nella realt, probabile che alla base delle leggende sui TENGU ci siano gli YAMABUSHI, eremiti delle montagne. TENGU GEI-JUTSU-RON. Trattato sulle Arti Marziali dei Tengu. Celebre opera sulle Arti Marziali, scritta da ITSUSAI CHOZANSHI, che denuncia chiare influenze dello ZEN e della filosofia neoconfuciana. TENJIN SHIN.YO RYU. Stile di JU-JUTSU. Lo codifica, ad Osaka, ISO MATAEMON, fondendo tecniche dello YOSHIN RYU e dello SHIN-NO SHINDO RYU. Lo stile annovera oltre 120 tecniche di soli ATEMI, ma celebre anche per lefficacia degli strangolamenti (SHIME) e delle immobilizzazioni (OSAE) insegnate. TENKAN. Circolare. Opposto; di schiena. Girare. Spostamento base (TAI SABAKI) dellAikido. la rotazione sul piede avanzato, di guardia, o su quello arretrato (USHIRO TENKAN). Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). il cambio di posizione con movimento circolare della gamba posteriore (o anteriore). il metodo per ruotare esternamente alla linea dattacco di UKE, guidando il suo KI in una nuova direzione. Tecnica applicata su perno di rotazione, in forma negativa (Yin, URA). Allorquando eseguito con un compagno, che tiene o afferra il polso, rientra tra i SOTAI DOSA, gli esercizi fisici specializzati che si praticano in coppia, senza caduta. TENKAN uno dei pi importanti fattori esterni dellAIKIDO, i mo165

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vimenti e le tecniche principali, rimaste invariate, unitamente a IRIMI, SHI HO NAGE e SUWARI IKKYO. [si vedano anche Considerazioni sul KI] TENKAN HO. Gruppo di movimenti circolari. Fanno parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano in coppia, senza caduta (SOTAI DOSA). TENNO. Re del Cielo. il titolo che spetta allImperatore. Con lo stesso termine, per estensione, si indica la Nazione e/o lo Stato giapponese, il Trono imperiale, la Casa regnante. TENRI-KYO. Religione fondata il 26 ottobre 1832. In quella data, a Tenri, Nakayama Miki rivela la volont del dio genitore, creatore del mondo: lunica via di salvezza limpegno nel Servizio. Unica religione fondata da una donna, il TENRI-KYO conta attualmente quasi 2,4 milioni di fedeli, sparsi tra Giappone, Corea del Sud, Hawaii, Brasile. TEN SHIN NAGE. Proiezione netta. [si veda TEN CHI NAGE] TENSHIN-SHO RYU. Scuola di KEN-JUTSU, fondata da Icchu Kagehisa. La tradizione vuole che questo RYU derivi dal TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU di IIZASA CHOISAI IENAO. TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU. La Divina Tradizione Marziale del Santuario Shinto di Katori od anche La Scuola di Katori Shinto ispirata dal Cielo. il nome originario e completo della scuola di KENJUTSU fondata, agli inizi del secolo XV, da IIZASA CHOISAI IENAO, oggi conosciuta come KATORI SHINTO RYU [si veda]. Originano da questa scuola numerosi altri RYU, tra cui: ARIMA SHINTO RYU; HONMA SHINTO RYU; HOZO-IN RYU; IPPA RYU; JIGEN RYU; KASHIMA SHINTO RYU; MIJIN RYU; SHINDEN MUNEN RYU; SHINDO MUSO RYU; TENDO RYU; TENSHIN-SHO RYU. TENTO. Fontanella posteriore. Punto della sommit del cranio. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. TENTO RYU. Antica scuola di NAGINATA-JUTSU, frequentata soprattutto dalle donne delle Famiglie militari. attiva ancora oggi e vi si pratica il NAGINATA-DO. TENUGUI. Salvietta di cotone. bianca, leggera, stretta, lunga e duso comune. spesso presente sul KEIKOGI dei BUDOKA, infilata nella cintura: serve per detergere il sudore e, nel caso, come fasciatura demergenza. Quando la TENUGUI ha dimensioni maggiori e sindossa sulla testa, annodata attorno alla fronte, prende il nome di HACHIMAKI. TEPPO. Termine indicante le armi da fuoco in genere. Lutilizzo darmi da fuoco portatili introdotte in Giappone dai Portoghesi nel 1543 appare in contrasto con il BUSHIDO, pertanto esse non hanno mai avuto vasta popolarit nellesercizio della guerra; il loro uso, fino ai tempi moderni, limitato allo sport ed alla caccia. Fino alla met del XIX secolo utilizzata la piastra a miccia (seppure meccanicamente perfezionata), passando poi a sistemi a percussione. I fucili hanno cassa molto corta e calcio abbassato, ideali per far fuoco dal fianco, o sono del tipo pesante (fino a 25 kg, con calibro di circa 30 mm), usati in postazione. Le pistole sono, in pratica, fucili di ridotte dimensioni. Le canne, generalmente di tipo pesante, a sezione tonda od ottagonale, sono capolavori di metallurgia. Cannoni e mortai, di bronzo, pur dottima qualit, sono piccoli normalmente 1 metro di lunghezza hanno calibro ridotto e sono utilizzati soprattutto contro fortificazioni. TEPPO YUMI. Leggera balestra destinata a sport e gioco. Larco in corno o stecca di balena lungo circa 70 cm, il fusto di legno, a forma di fucile, poco pi lungo di 60 cm. TERADA KAN.EMON. SAMURAI di basso rango. Seguace della scuola KITO RYU di JU-JUTSU, sviluppa una forma di combattimento non mortale e senzarmi, chiamandola JUDO. In seguito fonda lo JIKISHIN RYU, scuola di JU-JUTSU dove non vengono usate armi. TERAMA HEIZAEMON. Fonda, ispirandosi al KITO RYU, la scuola dArti Marziali Teishin Ryu.

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TERAO KATSUNOBU. uno dei pochissimi (si dice siano solo tre) discepoli di MIYAMOTO MUSASHI e lo aiuta a scrivere il GORIN NO SHO (Il Libro dei Cinque Anelli) quando questi, verso il 1643, si ritira in una grotta per meditare e seguire una vita contemplativa. TE SABAKI. Studio della posizione di mani e braccia. Fa parte dei TAI SABAKI. TESSEI-NO-YARI. Lancia da battaglia, tutta di metallo. [si veda YARI] TESSEN-JUTSU. Arte del ventaglio da guerra. Sono molte le scuole dove soprattutto con lo stimolo dei diversi Clan sideano, collaudano e migliorano i modi duso del TESSEN o del GUNSEN, i cui vari stili di combattimento sono simili a quelli di scherma con la spada, ma non solo. Il ventaglio, infatti, pu assolvere una molteplicit di scopi: il BUSHI lo usa per tirare di scherma, per deviare le KAKUSHI o le frecce, per colpire un bersaglio volante e, in ogni caso, per sviluppare la capacit di coordinazione psicofisica. Un episodio, forse inventato, che risale allepoca di ODA NOBUNAGA, rende bene lidea delluso che un guerriero ben addestrato pu fare del proprio ventaglio. ODA NOBUNAGA convoca Araki Murashige (o ARAKI MATAEMON MINAMOTO-NO HIDETSUNA? di preciso non si sa), ritenuto responsabile di un complotto. Deposte, come dobbligo, le armi allingresso, al convocato resta unicamente il TESSEN che egli, al momento dellinchino rituale sulla soglia, pone distinto (preveggenza? prudenza?) nella scanalatura dove scorrono i FUSUMA, i pesanti pannelli della porta che divide lanticamera dalla sala delle udienze. fragoroso lo schianto dei pannelli, che sinfrangono contro il ventaglio di ferro, come grande la sorpresa dei gregari di ODA NOBUNAGA: loro intenzione, infatti, spezzare il collo di Araki! Questi, ad ogni modo, si comporta come nulla sia accaduto e la sua determinazione, il suo autocontrollo gli valgono la rappacificazione con il potente NOBUNAGA e nuovi favori. TE DORI. Presa di mani (o di braccia o di polsi). TETSUBISHI. Sorta di chiodi a pi punte, da 3 a 6, usati soprattutto dai NINJA per interdire passaggi obbligati o proteggersi da inseguitori. Sparsi al suolo, almeno una delle punte resta sempre verticale e pu ferire il piede, non protetto, di un nemico. TE-TSUI. Pugno chiuso a martello. Pure KEN-TSUI. TETSU-SEN o TESSEN. Ventaglio di ferro. del tipo piatto e pieghevole, di forma normale, con le bacchette esterne (ma a volte tutte e otto o dieci che lo compongono) dacciaio pesante. La copertura di pergamena, decorata con il simbolo del sole su campo di colore diverso (nero, oro, rosso). Lo portano i funzionari (SAMURAI) di livello inferiore con labbigliamento quotidiano, ma anche i civili, per difesa personale. TE WAZA. Tecniche di mano. Tecniche eseguite con le mani. TO. Termine generico per spada. Ha lama leggermente ricurva, ad un solo filo [quindi sciabola, nella classificazione Occidentale] anche se esistono versioni a doppio taglio impugnatura (TSUKA) di sezione ovale ed elso (TSUBA) a disco, di diametro variabile e normalmente inciso, decorato e ornato di simboli. Le spade giapponesi si possono dividere in tre classi, secondo la lunghezza della lama misurata al filo: DAI-TO, con lama lunga oltre 606 mm (KATANA, per esempio); SHO-TO, con lama lunga da 303 a 606 mm (per esempio WAKIZASHI); TAN-TO, con lama inferiore a 303 mm (vari tipi di daghe corte, pugnali, coltelli). Nel fodero (SAYA) delle spade DAI-TO spesso sono inseriti KOZUKA e KOGAI. SHO-TO e TAN-TO, spesso, sono portate insieme al KOZUKA; il KOGAI sabbina anche alle SHO-TO. Dieci in giapponese puro. In sino-giapponese JU, per contare le persone (NIN) si dice JUNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa JIPPON. Testa. Anche MEN, ATAMA, KASHIRA, TSU. Cina, dalla lettura giapponesedi Tang, Dinastia regnante dal 618 al 907. Lontano. TOBI. Salto. TOBIAGERU. Saltare. 167

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TOBI-GERI. Calcio eseguito saltando. Sintende ad un KYUSHO (punto vitale). Rientra nelle KERI-GOHO. TO-DE o OKINAWA-TE. Mano Cinese o Mano dOKINAWA. il termine che indica linsieme delle tecniche di combattimento a mani nude originarie dOKINAWA. [si vedano OKINAWA e OKINAWA-TE] TOGAKURE RYU. Scuola di NINJUTSU. Pare che la sua fondazione, per opera di DAISUKE NISHINA, risalga al secolo XII. Sembra che la scuola sia tuttora attiva, nella provincia dIga; ed pertanto conosciuta, anche, come IGA RYU. TOGO SHIGEKURA BIZEN-NO KAMI. (1563-1643) SAMURAI dellisola di Kyushu. Nasce nella provincia di SATSUMA e fonda la scuola JIGEN RYU di KEN-JUTSU. TOHO-SEN. Arte del combattimento a piedi (a cavallo: KIBA-SEN). TOI. Lontano. Con questo termine si definisce un avversario fuori portata. TO-JUTSU. Altro termine per indicare il KEN-JUTSU. TOKASA-GAKE. Esercizio dallenamento al tiro con larco, da cavallo. Bersagli sono dei cappelli (KASA) posati su picche che il guerriero, galoppando, deve colpire da lontano (TO, 80-100 metri) con frecce non letali (HIKIME) e far cadere. Quando i bersagli sono posti pi vicino, si parla di KASA-GAKE. TOKKO. Cos chiamato il vajra, larma dorigine indiana a forma di saetta simbolica buddista, che molti monaci e sacerdoti portano con s. Le punte, ad entrambe le estremit, variano in numero da una (TOKKO, dakkosho) a tre (sankosho, sanko) a cinque (gokosho, goko). Questarma di bronzo o ferro e che talvolta funge da elso, in spade cerimoniali usata per bloccare la lama dellavversario e per spezzarla, ma serve anche per colpire i KYUSHO, secondo le regole della scherma con il ventaglio (TESSEN-JUTSU). TOKONOMA. Panello decorativo verticale. Pu ospitare una composizione floreale oppure un dipinto; solitamente lunico arredo della Sala da T (SUKIYA). Spazio, ritenuto sacro, allinterno della casa giapponese (normalmente semplice, quasi spoglia), dove posto qualcosa unopera darte, ma anche, semplicemente, dei fiori che per la famiglia importante. termine composto di MA (spazio-tempo) [si veda]. TOKUGAWA. Famosa Famiglia di guerrieri, discendente dai MINAMOTO e protagonista della storia giapponese. Il capostipite della Clan TOKUGAWA IEYASU gi comandante militare sotto TOYOTOMI HIDEYOSHI che lImperatore Go-Yozei nomina SHOGUN nel 1603; ed Yoshinobu (il 15 SHOGUN della dinastia, del ramo collaterale Keiki del Clan) che, dimettendosi nel 1867, restituisce il potere amministrativo al TENNO. Il dominio dei TOKUGAWA distinti in tre rami: Kii, Mito e Owari, tra i quali scegliere lo Shogun, in caso destinzione del ramo principale di carattere ereditario e dura due secoli e mezzo, nel corso dei quali essi riescono a centralizzare e consolidare il potere, dando al Giappone la pace interna, seppure al prezzo dellisolamento internazionale e di un rigido conservatorismo socio-culturale. TOKUGAWA IEYASU. (1542-1616) Nel 1600, appoggiato dai FUDAI-DAIMYO, sconfigge a SEKIGAHARA Ishida Mitsunari che, con i Signori Occidentali, difende la casata TOYOTOMI, che egli stesso, in precedenza, ha servito come generale. Nel 1603 riceve la nomina a SHOGUN e gli riesce di renderla ereditaria, in favore dei propri discendenti. Fissata la capitale del BAKUFU a EDO, la moderna Tokyo, inaugura la fase dello SHOGUNATO autoritario. Negli ultimi anni di vita, e di potere, favorisce la setta buddista esoterica TENDAI che, dopo una fusione con lo SHINTO, adora il misterioso dio Sanno (Signore della Montagna), protettore e custode della Porta dei Demoni. Nel 1615 stesso anno in cui promulga i BUKE-SHO HATTO (Leggi delle Case Militari) riesce infine a distruggere lultima roccaforte del Clan TOYOTOMI, il Castello di Osaka, rimediando per una ferita che si rivelata fatale. Dopo la morte gli viene attribuito il nome di Tosho Dai-Gongen (Grande Divina Manifestazione Splendore dOriente) ed considerato un KAMI, cos come ritenuto il vero iniziatore di quel culto della spada instauratosi nellintero Paese. TOKUGAWA TSUNAYOSHI. (1680-1709) ricordato come lo SHOGUN dei cani. Non ha un erede maschio ed un monaco gli dice che, essendo questo dovuto ad uccisioni commesse in una vita precedente, de168

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ve dedicarsi a proteggere tutte le cose viventi, soprattutto i cani, poich egli nato nellanno del Cane. Nel 1687 sono emanate severissime norme volte alla protezione dei cani, compresa la morte per chi ne ferisce uno. Gli abitanti di EDO devono chiamare i cani con il titolo di O-inu Sama (Onorevole Signor Cane) e, nel 1695, sono costruiti enormi canili alla periferia della citt, dove sono mantenuti ben 50.000 di tali animali. TOKUI. Particolare, favorito. TOKUI WAZA. la tecnica preferita di un BUDOKA. TOKUSHU-KEIBO. Bastone telescopico. utilizzato, nellambito del TAIHO-JUTSU, dalla polizia, anche in abiti civili. Pu essere rigido o avere la parte centrale, sempre telescopica, formata da una sorta di mollone. Normalmente si estende con un brusco movimento del polso. TO-MA. la distanza di 4-5 passi tra due avversari. Va bene con le KATANE, le cui punte si sfiorano, ma troppo ampia se sono disarmati. TOMARI-TE. Mano di Tomari. Si veda OKINAWA. TOMERU. Bloccare, fermare. TOMIKI. Stile di lotta che sispira allAIKIDO. Il combattimento (libero, RAN DORI) si svolge tra avversari che alternativamente rivestono il ruolo di attaccante dei quali uno armato di un simulacro di coltello. TOMOE. Cerchio; tondo. Linea curva. Virgola grande. Tegola a forma di virgola. unimmagine simbolica, a forma di virgola, utilizzata per decorare armi e strumenti vari. Pu rappresentare il segno del Tao (con due virgole, futatsu-tomoe), con la combinazione delle energie Yin e Yang [si vedano le voci ommyodo e Tao, nella seconda parte del Dizionario] ed anche (con tre virgole, mitsu-tomoe) un segno analogo a quello che caratterizza il TRISMEGISTO greco. In questultimo caso, la disposizione delle tre virgole in un cerchio pare rappresenti il simbolo delle Tre Energie, la metafora della Creazione nel perenne ciclo di distruzione e rinnovamento subitaneo. TONFA o TUIFA. Arma da botta, mazza. originaria dellisola dOKINAWA e deriva dallattrezzo agricolo destinato a mondare il riso, schiacciare i semi di soia, praticare piccoli buchi nel terreno, per piantare o seminare. formato da un bastone di legno duro, lungo 45-60 cm e pesante circa 1 kg, con un piolo fissato perpendicolarmente a 3/4 della lunghezza: il piolo consente una presa sicura ed il bastone serve a proteggere lavambraccio. Il TONFA, che si utilizza sempre in coppia, uno per mano, usato anche per colpire: il piolo diventa perno per rotazioni veloci e colpi micidiali. Dal secolo XVII, con loccupazione militare nipponica ad OKINAWA sempre pi rigida, lo studio delle tecniche di maneggio del TONFA (spesso usato dai KARATEKI) sintensifica. Il TONFA classico appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). TONKOTSU. Scatola per il tabacco, che ogni fumatore di pipa (KISERU) porta con s. TORI. chi, attaccato, esegue la tecnica. Si usano anche i termini UCHI, SHITE e NAGE. Lattaccante, che poi subisce la tecnica, UKE. Presa (anche DORI), da TORU, prendere. TORI FUNE o FUNAKOGI UNDO. Esercizio del remare. Movimento della voga. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). Il movimento simile al remare su una barca con il remo fissato verso poppa: in piedi, fronte alla prua, una gamba avanzata rispetto allaltra. La propulsione data da un movimento dei polsi, a forma di otto. Lesercizio va ripetuto tre volte, con ritmi differenti (lento, veloce, pi veloce) e vocalizzando eiho, eisa, eiei. Normalmente a questo esercizio segue FURITAMA, per stabilire il KI. TORII. Portale dentrata dei santuari scintoisti. TORI-KUMI. Incontro, combattimento di SUMO. 169

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TORI-TE. Forma antica di JU-JUTSU. TORITE-KOGUSOKU. Altro nome del KOGUSOKU-JUTSU. TORU. Prendere, afferrare. TOSEI-GUSOKU. Si veda GUSOKU. TOSHIHIDE. Noto armaiolo attivo nel 1800.

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TOSHU-KAKUTO. Metodo militare di allenamento al combattimento ravvicinato. Prende spunto dal TAIHO-JUTSU e risale al 1955.

TOSHUNOBU. Attacco a mani nude. Lattacco a mano armata BUKINOBU. TOYAMA RYU. Scuola di IAIDO e IAI-JUTSU. La fonda il Maestro NAKAMURA TAISABURO, gi ideatore dello stile NAKAMURA RYU di IAI-JUTSU. Caratteristica di questa scuola e dello stile di IAI-JUTSU la pratica eseguita solo dalla stazione eretta. Otto sono le posizioni di base (KAMAE) ed altrettante le tecniche di taglio eseguite (tra cui HAPPO-GIRI, TAMESHI-GIRI, KIRI-TSUKE), con velocit desecuzione ed efficacia come scopo principale. TOYOTOMI HIDEYOSHI. (1536-1598) Successore di ODA NOBUNAGA e Dittatore. La leggenda lo vuole di oscure origini (figlio di un modesto ASHIGARU?), tanto che prima che lImperatore lo doti di un cognome porta il soprannome di Kinoshita, che significa (trovato) sotto un albero. Tra il 1582 ed il 1598 riesce a dare una certa coerenza politica al Paese, che unifica e disarma (tranne i BUSHI) nel 1588. Affronta il problema della distribuzione delle terre (nasce il catasto) e cerca di conquistare la Cina partendo dalla Corea (invasa nel 1592). Diffida dei Cristiani e li perseguita, poich sono portatori di un sistema filosofico potenzialmente sovversivo; gli olandesi, inoltre, gli fanno inoltre credere che i missionari preparano il terreno alla conquista da parte dellImpero spagnolo. A MOMOYAMA, presso KYOTO, TOYOTOMI HIDEYOSHI fa costruire un castello, famoso per le decorazioni, distrutto alla sua morte al pari, nel 1615, della roccaforte del Clan, il Castello di Osaka. Un suo generale, TOKUGAWA IEYASU, nel 1603 riesce a farsi nominare SHOGUN dallImperatore GoYozei ed inaugura la fase dello SHOGUNATO autoritario destinato a durare fino al 1867. TOZAMA-DAIMYO. Signori dellEsterno. Sono i DAIMYO che, fedeli a TOYOTOMI HIDEYOSHI, soppongono ai TOKUGAWA IEYASU, sono da questi sconfitti a SEKIGAHARA nel 1600 e gli sottomettono. Rientrano nei TOZAMA-DAIMYO anche tutti quei feudatari rimasti neutrali nella lotta per il potere fra i Clan TOYOTOMI e TOKUGAWA (alcuni di questi dominano i propri territori da lungo tempo, come gli Shimazu di SATSUMA, che risultano investiti nel 1196 da MINAMOTO-NO YORITOMO). La politica di controllo dei TOKUGAWA consiste in un continuo avvicendamento e scambio fra Daimyo, in modo tale che i TOZAMA sempre potenzialmente ostili si ritrovino divisi e lontani, impossibilitati a formare alleanze e durature coalizioni. TSU. Contrazione fonetica di JUTSU, tecnica. [si veda KUATSU] Testa. Anche MEN, ATAMA, KASHIRA, TO. TSU ATE. Colpo dato con la testa. Deriva da ATERU, colpire e TSU, testa; si pu infliggere in avanti, verso dietro o di lato. TSUBA. Elso a piastra. Di solito piatta e di forma circolare, ovale o quadrata. Oltre che accessorio essenziale sia per difesa della mano sia, soprattutto, per bilanciare la lama straordinaria guarnizione delle armi bianche da fianco giapponesi. Dalla sua comparsa, nel tardo Periodo YAYOI (II secolo d.C., ritrovamenti in tombe e dolmen), la TSUBA ha subito una costante evoluzione, nella forma e nella decorazione, secondo unincalcolabile variet di stili. Dalliniziale piastra in un solo pezzo, di ferro (piuttosto che in cuoio laccato, con scheletro di ferro) a foggia daquilone, nel corso dei secoli la TSUBA si trasformata in un accessorio con forme, profili, tecniche di lavorazione e decorazioni molto varie. Ci sono TSUBA rotonde, ottagonali, o quadrate, tri e quadrilobate, romboidali, rettangolari; sono lavorate in alto, mezzo e bassorilievo, piuttosto che a traforo o incise o scolpite a tutto tondo, laccate, intarsiate... I soggetti variano da sagome fantastiche a soggetti geometrici o astratti, da motivi floreali a profili danimali, simboli eccetera. Nella TSUBA, 170

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oltre al foro centrale (HITSU, circondato dalla fascetta SEPPA DAI), oblungo, per il passaggio del codolo (NAKAGO), possono esserci una o due altre aperture (RIOBITSU), ai lati della SEPPA DAI, per ulteriori inserimenti (normalmente i manici dei coltellini KOZUKA e KOGAI), secondo il tipo darma. Il bordo (MIMI) alzato e rovesciato e pu essere liscio o lavorato. Nei modelli pi antichi compaiono, talvolta, altri due piccoli fori: servono per farvi passare un cordoncino (udenukiana) destinato a bloccare larma. La TSUBA che prodotta da artigiani specializzati e, spesso, acquistata separatamente dallarma cui destinata pu essere adattata a piacimento, secondo il gusto del proprietario o la moda del momento. Maestri celebri sono MYOCHIN NOBUIYE, GOTO-YUJO, KANEIYE. Scuole famose sono: NARA, Hamano, Soten, Yokoya. Punti dellagopuntura, situati lungo i meridiani [Canali Energetici], utilizzati per lo shiatsu. TSUBAZERI-AI. lespressione che indica due duellanti, impegnati nel combattimento (soprattutto nel KENDO) ed a cos stretto contatto che le rispettive TSUBA si toccano. TSUBO o BU. Unit di misura di superficie. Vale 1 KEN quadrato ed equivale a circa 3,35 metri quadri. TSUCHI. La terra. TSUGI. A seguire. TSUGI ASHI. Passo seguito. Spostamento base (TAI SABAKI). Si esegue, mantenendo la guardia, facendo scivolare in avanti il piede anteriore, mentre il posteriore segue, sino quasi a toccare lanteriore, ma senza mai toccare lanteriore e senza mai superarlo. I piedi non si sollevano dal suolo. Pu essere in avanti o indietro (USHIRO TSUGI ASHI). Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). TSUGIKANE. Armaiolo attivo nella seconda met del 1600. TSUGU. Unire. TSUIJI. Muro di legno e terra che, spesso, circonda la casa di un BUSHI, soprattutto quando si tratta di SAMURAI di rango, capi di Famiglie Militari o Clan. TSUJI GETTEN SAKEMOCHI. (1650-1729) il fondatore (1695) della scuola MUGAI RYU di KEN-JUTSU. Egli, che non appartiene alle classi alte, propugna una perfetta sintesi tra arti guerriere ed umanistiche, tra meditazione ZEN ed etica civile. Il fine ultimo del principio HYODO la perfetta vacuit (SHUNYA), lunificazione dellessere umano con il nulla cosmico. TSUKA. Impugnatura delle spade classe TO. A sezione ovale, la sua lunghezza proporzionale alla lama; nelle spade classe DAI-TO e SHO-TO la sua lunghezza consente limpugnatura a due mani: ci consente di sferrare poderosi fendenti. normalmente di legno in due parti, collegate da pioli (MEKUGI) che attraversano il codolo (NAKAGO) e ricoperta con pelle di razza (SAM); di rado si trovano TSUKA dosso o avorio. fasciata, quando ricoperta, con cordone (tsukaito), secondo diversi modelli, ma sempre in modo tale da lasciare visibili la coppia di guarnizioni o piastre ornamentali laterali (MENUKI: in principio servono a coprire i MEKUGI) e zone di SAM a forma di losanga. La TSUKA chiusa da cappetta (KASHIRA) e ghiera (FUCHI). TSUKAHARA BOKUDEN. (1489-1571) Leggendario SAMURAI, figlio di un sacerdote SHINTO. Il suo vero nome URABE TOMOTAKA e fonda la celebre scuola KASHIMA SHINTO RYU. famoso per lapplicazione dellArte di risolvere i problemi senza usare la Spada (KEN-NO-SHINZUI), dello schivare con lo spirito (MUTEKATSU) e ladozione di un animo imperturbabile nel combattimento (FUDO-NO-SEISHIN). Notissima una sua avventura, che qui ripresentiamo. Una volta, viaggiando su un traghetto, TSUKAHARA BOKUDEN si addormenta mentre un altro SAMURAI, un gradasso, si vanta della propria bravura. Costui, infuriato, lo scuote e pretende di sapere a quale scuola appartenga. BOKUDEN risponde La scuola che vince senza usare la spada (MUTEKATSU). Laltro, allora, lo sfida a duello, affinch possa mostrare la sua bravura e BOKUDEN acconsente, suggerendo di sbarcare a terra, in modo da non ferire gli altri passeggeri. Il traghetto dirige quindi su unisola vicina e, appena giunti vicino a riva, il gradasso balza a terra, ansioso di battersi e, sguainata la spada, si mette in guardia. TSUKAHARA pare volerlo seguire, invece afferra dimprovviso un remo e sospinge il battello nella corrente del fiume, gridando allaltro: questo il modo di vincere senza usare la spada!. 171

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TSUKERU. Fissare, aderire.

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TSUKI. Pugno, colpo diretto. Viene da OTOSU, abbattere. Spinta. Colpo di punta, affondo, anche con le armi. Viene da TSUKU, affondare, spingere. ZUKI, come suffisso. Percussione localizzata. Pu essere benefica (KUATSU) o malefica (ATEMI), nel qual caso sintende indirizzata ad un KYUSHO (punto vitale) e rientra nelle KERI-GOHO. Gola. Luna. TSUKI-DARE. Imbottitura, a protezione della gola, del casco (MEN) usato nel KENDO. TSUKI-KUATSU. Tecniche di rianimazione (KUATSU). Serie di KUATSU ad azione elettiva, con percussioni riflessogene. TSUKI-NO-KOKORO. Lo spirito come la luna. Indica uno stato danimo rilassato e distaccato caratteristico della conoscenza (e visione) globale dellambiente circostante in grado di percepire tutto. la concentrazione dello spirito, in un combattente esperto, prima di un attacco od anche di un singolo movimento. TSUKI-NO-KOKORO si richiama alla luce riflessa dalla luna, che rischiara quello che ha intorno pur restando immobile e distaccata, senza coinvolgimento emotivo. [si veda KOKORO, MIRU-NO-KOKORO, MIZU-NO-KOKORO] TSUKI-YOMI-NO-KAMI. Padrone delle Notti di Luna. il dio della Luna, figlio di IZANAGI-NO-MIKOTO. TSUKOMI JIME. Quinta presa al bavero. UKE afferra il bavero di TORI per farlo girare; questi arretra, passa con il proprio braccio sopra le braccia di UKE e, con una pressione al suo gomito, lo costringe a terra. TSUKU. Affondare, spingere. TSUKUBO. Arma in asta. simile allHINERI. TSUKURI. Rottura di posizione. TSUMA. Dita dei piedi. TSUMASAKI. Punta delle dita dei piedi. TSUMI. Peccato, nella religiosit SHINTO. Il peccato pu essere di tre tipi: la cattiva azione, loffesa; la contaminazione, loltraggio alla purezza; la disgrazia, la sventura, che spesso colpisce luomo quale divina punizione. da ricordare che nel Giappone, soprattutto antico, non esiste un vero e proprio senso della moralit, ma solo un elevato rispetto reciproco ed una costante preoccupazione per la purezza. Tutto ci che impuro, dal punto di vista fisico, offende gli dei e quindi per accostarsi ai luoghi sacri, per entrare nei templi, per pregare le divinit essenziale purificarsi, sia per far cosa gradita ai KAMI sia per non offenderli ed incorrere nelle loro punizioni. La purificazione si pu attuare in tre modi: con lesorcismo (HARAI o hare), con labluzione (MISAGI), con lastensione (IMI). TSUNA. Corda di canapa bianca ritorta, molto spessa al centro. La indossano solo i grandi campioni di SUMO prima dei tornei. molto pesante (13-15 kg), ornata con strisce di carta piegate (gohei: simbolizzano le offerte fatte un tempo ai KAMI) e vuole richiamare il cordone SHIMENAWA. TSURERU. Affiancare. TSURI. Pescare, sollevare. TSURIGANE. Testicoli. Punto dei testicoli. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Pure KINTEKI. TSURUGI. Spada. un termine antichissimo, che indica una spada a lama diritta, di ferro forgiato, ma di scarsa qualit. Cenni a questarma si trovano nelle cronache pi antiche, mentre esemplari sono stati rinvenuti in tombe megalitiche protostoriche (KOFUN). Pu avere uno o due fili e impugnatura con pomo ad anel172

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lo, nella classica fattura delle spade coreane (e, probabilmente, sono proprio cavalieri coreani che, dal secolo III, le introducono in Giappone). Questa larma degli dei che scendono dal cielo (kotsuchi-no-tsurugi) ed Ama-no-Murakumo-no-Tsurugi, uscita dalla coda di un drago, la Spada Sacra, uno dei Tesori Sacri del Giappone, unitamente allo Specchio Sacro ed alla Collina Sacra. sinonimo di KEN. [si veda anche la voce lama, nella seconda parte del Dizionario] TSUTSUI IOMYO MEISHU. YAMABUSHI (monaco-guerriero) protagonista di un celebre episodio della Guerra GEMPEI. Allinizio delle ostilit, nel 1180, quando le sorti del conflitto paiono volgere al peggio per i MINAMOTO, questi sono sulla difensiva sul fiume Uji e, insieme a contingenti di YAMABUSHI loro alleati, presidiano un ponte, ben presto assalito dalle truppe TAIRA. TSUTSUI IOMYO MEISHU, dopo aver scoccato venti delle sue ventuno frecce (con le quali ha ucciso dodici SAMURAI, ferendone undici), getta via larco, la freccia rimasta, le calzature e corre sul ponte conteso. Uccide sei nemici con la NAGINATA, che si spezza. Otto sono i caduti sotto i suoi colpi di spada, prima che anche la lama di questa sinfranga sullelmo del nono, caduto comunque morto. Afferrata a questo punto lultima arma rimastagli, il pugnale, se ne serve per riguadagnare le linee amiche, al riparo delle quali conta sessantatre frecce conficcate nella sua armatura, trapassata solo da cinque di queste. TSUYOKI. Indica una persona con un potente KI e, quindi, dal forte carattere. Chi, invece, ha un KI debole, chiamato YOWAKI. [si veda KI] TUKU-IKU. Formazione e sviluppo (IKU) della saggezza e virt (TUKU). Si veda IKU. TUIFA. Si veda TONFA.

-UU o MIGI. Destra. UBUYU. Primo bagno di un neonato. Per le classi elevate quasi un rito, che avviene qualche giorno dopo la nascita. Dopo il bagno, il neonato riceve i suoi primi vestiti. UCHI. Chi colpisce. chi, attaccato, esegue la tecnica. Si usano anche i termini TORI, SHITE e NAGE. Colpo, fendente. Viene da UTSU, colpire. Dentro, interno. UCHI-DACHI. Sono i praticanti muniti di SHINAI o BOKKEN, contrapposti a quelli armati di SHI-DACHI), nelle competizioni tuttora apprezzate in Giappone.
NAGINATA

(detti

UCHI DESHI. Discepolo interno, discepolo diretto. Per essere accettato nel KOBUKAN come studente, ai tempi di UESHIBA MORIHEI, occorre che il candidato sia presentato da due responsabili conosciuti e superi un colloquio con O-SENSEI condizione essenziale per essere accettato la sincerit totale. Le lezioni non si pagano, ma lallievo accettato come UCHI DESHI porta una dote (cibo o materiali, denaro o lavoro), serve come attendente del Maestro e si occupa di servizi e pulizie. Lallenamento si svolge dalle 6 alle 7, dalle 9 alle 10 e poi dalle 14 alle 16 e dalle 19 alle 20. Gli allievi lavorano sulle tecniche che O-SENSEI sperimenta e sviluppa ed accade anche che siano svegliati di notte, per provare qualche nuova tecnica sognata dal Maestro. UCHIJO. Chi attacca e colpisce con il JO. UCHI KAITEN. TORI esegue la tecnica passando allinterno dello spazio dinamico di UKE. UCHI KAITEN NAGE. Proiezione rotatoria interna. La caduta di UKE in avanti. UCHI-KOMI. Allenamento allattacco. un esercizio di studio delle tecniche in movimento, utilizzato in molte Arti e Discipline Marziali, dal KENDO allo JUDO. Nel KENDO, in particolare, consiste in colpi ripetuti diretti al MEN dellavversario, portati senza sosta e senza esitazione. detto anche BUTSUKARI [si veda]. UCHI-KOTE o KOTE Manopole dellarmatura per scherma TAKE GUSOKU, usata nel KENDO. Si definiscono anche ONI-KOTE. 173

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UCHI-KUROBUSHI. Caviglia, malleolo interno. Parte interna della caviglia. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. UCHI-MAJIRI. Rissa. in rischio che si corre praticando il combattimento libero (RAN DORI): che finisca in una zuffa. UCHI-NE. Dardo da combattimento. Pu avere anche un impennaggio di piume. UCHI-TACHI. Colui il quale attacca e colpisce con la spada (TACHI, KEN). UCHIWA o DANSEN. Ventaglio di tipo rigido, non piegabile. Ha forma aperta e tondeggiante ed fatto di legno e pelle, laccati, o di ferro sbalzato. Pu avere sia un utilizzo funzionale sia una valenza rituale e pu essere duso personale o da guerra (GUMBAI, GUNSEN). Il fusto dellUCHIWA normalmente a forma di violino o farfalla o foglia, con guarnizioni di metallo, scritte, insegne montato su di un manico; la lunghezza complessiva varia da 35 a 50 centimetri. Le prime tracce documentate sulluso di questo tipo di ventaglio risalgono al 763, quando lImperatrice Koken ammette alla sua presenza Jozo, un saggio vecchio ed infermo, munito sia di bastone sia del proprio UCHIWA. Lo usano i funzionari di grado alto o medio. UDE. Avambraccio. Pure KOTE. UDE FURI. Rotazione a perno del braccio. UDE FURI CHOYAKU UNDO. Esercizio della giravolta (come una trottola), con laggiunta di un movimento avanti e indietro. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). UDE FURI UNDO. Esercizio della giravolta (come una trottola): movimento a spirale del corpo, con le braccia distese, a bilanciere. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). UDE GAESHI. Chiave articolare di braccio (UDE HISHIGI), eseguita con leva. unUDE GARAMI (chiave articolare alle braccia con lussazione dellarticolazione) e fa parte delle HIJI WAZA (tecniche eseguite ai gomiti), a loro volta della gamma KANSETSU WAZA (tecniche sulle articolazioni), che rientrano nelle pratiche di controllo (KATAME od OSAE WAZA). UDE GARAMI. Chiave articolare alle braccia con lussazione dellarticolazione. del gruppo delle UDE HISHIGI (chiavi articolari alle braccia) e fa parte delle HIJI WAZA (tecniche eseguite ai gomiti), a loro volta della gamma KANSETSU WAZA (tecniche sulle articolazioni), che rientrano nelle pratiche di controllo (KATAME od OSAE WAZA). Comprende sia torsioni (UDE HINERI) sia leve articolari (UDE GAESHI). Proiezione circolare del gomito. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA). UDE HINERI. Chiave articolare di braccio (UDE HISHIGI), eseguita con torsione. unUDE GARAMI (chiave articolare alle braccia con lussazione dellarticolazione) e fa parte delle HIJI WAZA (tecniche eseguite ai gomiti), a loro volta della gamma KANSETSU WAZA (tecniche sulle articolazioni), che rientrano nelle pratiche di controllo (KATAME od OSAE WAZA). UDE HISHIGI. Chiave articolare alle braccia. Fa parte delle HIJI WAZA (tecniche eseguite ai gomiti), a loro volta della gamma KANSETSU WAZA (tecniche sulle articolazioni), che rientrano nelle KATAME od OSAE WAZA (tecniche di controllo), di cui UDE HISHIGI rappresenta la sesta tecnica. Normalmente si utilizza contro attacchi SHO MEN TSUKI (colpo frontale al viso, con pugno) ed USHIRO ERI DORI (presa al bavero/collo, da dietro). LUDE HISHIGI anche chiamata HIJI SHIME, strangolamento con il gomito. UDE KIME NAGE. Proiezione su leva sotto il braccio. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA). La caduta di UKE in avanti. UDE NOBASHI. Immobilizzazione con leva sul braccio. Quinta tecnica di controllo con immobilizzazione (KATAME WAZA), effettuata con trazione del braccio. [si veda GOKYO] 174

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UDE OSAE. Immobilizzazione del braccio a terra. Prima tecnica di controllo con immobilizzazione (KATAME WAZA), effettuata sul gomito. [si veda IKKYO] UE. Alto. UECHI RYU. Scuola di KARATE, ad OKINAWA. La fonda, nel 1897, Uechi Kambun, un contadino che in Cina ha imparato il Wu-shu. I KATA, da combattimento, insegnati dalla scuola sono otto. UEDA KISABURO. il vero nome del predicatore DEGUCHI ONISABURO. UESHIBA KISSHOMARU. (27.6.1921-4.1.1999) Quarto figlio del Fondatore. Dalla fine degli anni 30 del secolo XX accompagna il padre ed appare come suo UKE in manifestazioni e pubblicazioni tecniche. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale ha la responsabilit dellHONBU DOJO, a Tokyo. incessante la sua opera di diffusione dellAIKIDO: nellimmediato dopoguerra in Giappone, negli anni 60 in tutto il mondo, con linvio dei migliori allievi dellAIKIKAI quali rappresentanti ufficiali dellHONBU DOJO. Grazie a loro sono fondati i vari AIKIKAI nazionali. Alla morte di O-SENSEI, nellaprile del 1969, UESHIBA KISSHOMARU diviene la prima Guida (DOSHU) del movimento aikidoistico mondiale, ereditando il compito di diffondere sempre pi la conoscenza e la pratica dellAIKIDO, anche attraverso la pubblicazione di numerose opere tecniche, filosofiche, morali. UESHIBA MORIHEI. (1883-1969) lAIKI KAISO, il Fondatore. Nasce, prematuro, a Tanabe, vicino Kii (oggi nella Prefettura di Wakayama) il 14 dicembre 1883, da Yoroku e Yuki (lui prospero agricoltore dorigine SAMURAI ed impegnato nella politica locale, lei donna colta e religiosa, imparentata al Clan TAKEDA), unico maschio di quattro figli. Dapprima impiegato e poi piccolo commerciante a Tokyo, presta servizio militare dal 1904 (inizio della guerra contro la Russia) al 1907, partecipando alla spedizione in Manciuria. La moglie Hatsu Itokawa (1881-1969), sua lontana parente, sposata nel 1903, gli d quattro figli: Matsuko (1911), Takemori (1917-1921), Kuniharu (1920-1921) e KISSHOMARU (1921-1999). Dal 1911 al 1919 a capo dun gruppo di famiglie del suo villaggio natale che tentano, con successo, di colonizzare lestremo nord dellisola di Hokkaido, stabilendosi a Shirataki. in questo periodo che conosce, frequenta e contribuisce a mantenere studiando con lui lAIKI-JUTSU TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI, leggenda vivente del BUSHIDO. Stabilitosi ad Ayabe nel 1920, apre il suo primo DOJO, di 20 TATAMI, chiamato Ueshiba-juku, nel recinto del tempio OMOTO-KYO (religione di cui ormai fervente seguace) dove insegna un suo metodo di combattimento conosciuto allepoca come con il nome di Daito Ryu Ju-jutsu solo ai membri della setta. Dal 1922 al 1924-25 la Disciplina chiamata Ueshiba Ryu Ju-jutsu ed anche Ueshiba Ryu Aiki-jujutsu, con labbandono del riferimento al DAITO RYU. Nel 1924 UESHIBA MORIHEI partecipa, con il predicatore DEGUCHI ONISABURO ed altri, ad una spedizione in Mongolia, sembra per trovare un luogo dove instaurare un nuovo Stato, di tipo teocratico (altri dicono per spiare la Manciuria, obiettivo dellespansionismo giapponese). Rientrato il Giappone, si occupa di agricoltura ed insegnamento della sua Arte Marziale, divenuta molto nota, che chiama dapprima Ueshiba Ryu Aiki Bu-jutsu e quindi AIKI BUDO. in questi anni, mentre chiamato pi volte a dimostrazioni nella Corte imperiale ed insegna in alcune Accademie militari, che UESHIBA MORIHEI perfeziona il suo metodo, anche grazie allapplicazione delle tecniche KOTODAMA ed allesperienza mistica vissuta nel 1925. Nel 1927 UESHIBA MORIHEI si trasferisce definitivamente nella capitale, per insegnare sia in alcuni DOJO di Tokyo (comprese due stanze di casa sua) ed Osaka, sia, ancora, in Accademie militari. Nel 1931, a Wakamatsu-cho, completato il nuovo DOJO, la Palestra del Valore Marziale Imperiale, il KOBUKAN. Gli Anni 30 sono quelli della fama e del successo, per UESHIBA MORIHEI: innumerevoli sono gli allievi, spesso altolocati, spessissimo gi esperti daltre Discipline, che si sottopongono ad un durissimo lavoro per imparare questa nuova forma di BUDO, che vuole unificare corpo, mente e spirito. Gli anni della Seconda Guerra Mondiale vedono UESHIBA MORIHEI trarsi in disparte, a Iwama, dove coltiva la terra e perfeziona la sua Disciplina, che continua ad insegnare anche dopo la capitolazione, ma in segreto, dato il bando imposto dai vincitori. Riaperti i RYU marziali nel 1948, nasce in questanno anche la prima Scuola ufficiale dellAIKIDO (che ha questo nome dal 1942), lAIKIKAI, a Wakamatsu-cho, Tokyo, dove ancora oggi si trova la Palestra Centrale (HONBU DOJO). Fino al 1969, anno della morte, lAIKI KAISO continua ad insegnare ed imparare dai suoi allievi. Nel corso della sua vita, il Fondatore, come accade spesso in Giappone, cambia nome pi volte. Dopo la spedizione in Mongolia, da Morihei (Pace Doviziosa o Abbondante) diventa Moritaka, dalla pronuncia giapponese di un appellativo cinese che significa Guardiano dellAlto. Allapertura del KOBUKAN il suo so175

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prannome Seigan (Vera Visione), poi Tsunemori (Eterna Abbondanza), sotto linfluenza del KOTODAMA, per tornare, infine, al natio Morihei [si veda anche la voce nomi, nella seconda parte del Dizionario]. Nato in un distretto (Kumano) conosciuto come la porta verso il divino, ricco di santuari e importante centro della religiosit SHINTO, UESHIBA MORIHEI immerso da subito in unatmosfera esoterica e misteriosa, mistica e divina. Alla devozione ai KAMI unisce presto ladesione alla setta buddista esoterica SHINGON per poi avvicinarsi, trentacinquenne, alla religione OMOTO-KYO, ed al suo fondatore, il predicatore DEGUCHI ONISABURO. A questa religione ed anche setta politica, in cui ricopre anche ruoli di tutto rilievo UESHIBA MORIHEI rimane sempre fedele. dallet di quindici anni che O-SENSEI anche per sopperire alla debole ed inferma costituzione fisica studia e pratica lo JU-JUTSU con il Maestro Tozawa Tokusaburo del KITO RYU. I successivi venticinque anni li trascorre a studiare, in diverse scuole [DAI-TO AIKIDO, KITO RYU (1901), YAGYU SHIN-KAGE RYU, YAGYU SHINGAN RYU (1903), DAITO RYU AIKI-JUTSU (1911), SHIN KAGE RYU (1922), HOZO-IN RYU (1924)], numerose Arti Marziali giapponesi tradizionali, oltre allo JU-JUTSU. Tra queste: TAI-JUTSU, AIKI-JUTSU, JOJUTSU, KEN-JUTSU, JU-JUTSU, SO-JUTSU e JUDO. Presto, per, ben sviluppato il fisico, egli saccorge che lo spirito guerriero delle varie discipline praticate e dei molti Maestri incontrati troppo (e inutilmente) forte. Concepisce quindi, nel corso dei primi quarantanni della sua vita, un metodo assolutamente difensivo, seppur ispirato soprattutto alle tecniche di combattimento con la spada. attraverso unesperienza mistica [si veda SATORI], nel 1925, che O-SENSEI percepisce la propria unit con lUniverso e comprende appieno che lorigine del BUDO e nellamore di Dio. In concreto, egli unisce allo spirito di decisione (KIME) la capacit di sfruttare i movimenti del corpo (TAI SABAKI) per schivare gli assalti ed alla rapidit desecuzione delle tecniche fonde la conoscenza dellanatomia umana, che anche gli consente la puntuale applicazione defficaci leve articolare. Contro uno o pi avversari, armati o meno, egli ritorce la forza che questi usano nellattacco, potenziata dal proprio KI. Muore la mattina del 26 aprile 1969, per un tumore al fegato. UESHIBA MORIHIRO. (1910) Questo il nome assunto da Nakakura Kiyoshi per il tempo in cui rimane dal 1932 al 1938 nella famiglia UESHIBA. Nakakura Kiyoshi adottato da O-SENSEI, che pensa di farne il suo erede, dopo il matrimonio con la figlia Matsuko. Il nuovo nome, assunto con ladozione, abbandonato con il divorzio da Matsuko e Nakakura Kiyoshi torna a praticare KENDO e IAIDO, di cui affermato Maestro. UESHIBA MORITERU. (2.4.1951) Secondo figlio di UESHIBA KISSHOMARU. Dal 18.1.1999 il nuovo DOSHU, al posto del defunto genitore. UESHIBA SAKUKO. (1926) Moglie di UESHIBA KISSHOMARU. UESHIBA YOSHITERU. (1948) Primo figlio di UESHIBA KISSHOMARU. Non attivo nellAIKIDO. UJI. Trib, Clan, Famiglia. Sono grandi gruppi di famiglie imparentate fra loro, che si considerano tutte discendenti da un unico, antico, talvolta mitologico Capo Famiglia, spesso venerato come una divinit (KAMI). Rappresentano la dominante lite aristocratica del tempo, il Periodo preistorico YAYOI (dal 300 a.C. circa al 300 d.C. circa), appunto let mitica dei primi Clan ereditari. Il capo dello UJI , al tempo stesso, re e sacerdote, rappresentando lautorit civile e militare ereditaria e quella religiosa. Sotto laristocratico UJI si collocano i BE, i lavoratori e gli artigiani, raggruppati non per ereditariet, ma occupazione e per luogo di residenza. Gli UJI si alleano con i confinanti (come, dopo di loro, accade ai SAMURAI), formano coalizioni che assorbono i vicini pi deboli e sconfiggono i gruppi rivali, estendendo le propriet terriere. Da questo processo daggregazione ed espansione emerge un UJI dominante, che si proclama discendente della dea del sole, AMA-TERASU-OHO-MI-KAMI, attraverso JIMMU TENNO. il modo per legittimare, religiosamente ed eticamente, il predominio militare e politico gi raggiunto: lo UJI dominante, il Clan Mikoto, della Stirpe del Sole, si trova in una posizione inattaccabile e, nel 200 d.C. circa, la discendenza della Famiglia imperiale da AMATERASU un dogma della religione SHINTO. UJIGAMI. Sono le divinit protettrici del Clan. UKE. Chi attacca e, nellesecuzione di una tecnica, guidato o lanciato o immobilizzato. Chi riceve. Nello studio dellAIKIDO, di volta in volta, si UKE (lattaccante) e TORI (chi esegue la tecnica). Pure AITE. Parata. UKEJO. Colui che riceve lattacco sferrato con il JO e si difende. 176

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UKEMI. Rottura di caduta. Caduta controllata. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). un metodo per proteggere il corpo (cadendo al suolo e rotolando, si attutisce il colpo ricevuto), ma non solo: una UKEMI al momento giusto consente di ripristinare la distanza di sicurezza. Le cadute si distinguono in MAE UKEMI (avanti), USHIRO UKEMI (indietro, anche MA-UKEMI), YOKO UKEMI (laterale), JUJI UKEMI (incrociata). Tutte o quasi le Arti e Discipline Marziali prevedono lapprendimento delle UKEMI. Non facile vincere la paura di cadere, perci occorre imparare progressivamente, un poco alla volta; la capacit di padroneggiare UKEMI, normalmente, si acquisisce non prima di tre anni di pratica. UKERU. Ricevere. UKETACHI. Chi riceve lattacco sferrato con la spada (TACHI, KEN) e si difende. UKE-WAZA. Tecniche di difesa: ad un attacco si risponde con un (KYUSHO), piuttosto che con uno squilibrio e susseguente proiezione. UKI. Fluttuante. UKIYO. Il Mondo Galleggiante. Rappresenta una forma di cultura cittadina, basata sul teatro KABUKI e su quello delle marionette (JORURI), sulle GEISHE e sulle prostitute, sui cantastorie ed i funamboli, sugli incontri di SUMO e sulle rivendite di SAK e pasta. Il tutto ben rappresentato dai dipinti di genere popolare UKIYO-E ("pittura del mondo mutevole" o del mondo galleggiante), di soggetto mondano, volti ad esaltare la vita terrena. Il punto pi alto della cultura UKIYO si ha tra il 1688 ed il 1705, con KYOTO (400.000 abitanti), Osaka (350.000 abitanti) ed EDO (500.000 residenti fissi, cui saggiungono gli ostaggi permanenti mogli e figli dei DAIMYO e gli stessi Signori con relative scorte, quando obbligati a risiedervi) come centri principali. Un altro periodo fortunato della cultura UKIYO quello compreso tra il 1804 ed il 1829, con EDO quale citt letteraria per eccellenza. UKIYO-E. Forma darte associata alla cultura UKIYO. Si tratta di incisioni su legno, facilmente duplicabili, al tempo considerate di scarso valore artistico. UMABARI. Ago di cavallo. Pugnale lungo da 15 a 25 cm, con lama forgiata in un solo pezzo con limpugnatura, spesso intarsiata, talvolta a forma di saetta simbolica buddista (vajra) a sezione triangolare o quadrangolare appiattita, a due fili. Si porta con la KATANA, al posto del KOGAI, ed usato anche come sprone per il cavallo. UMA-SHIRUSHI. Insegna del cavallo. Ventaglio da cerimonia, stendardo di rappresentanza; deriva dal ventaglio SASHIBA. Gli SHOGUN TOKUGAWA si fanno precedere da un UMA-SHIRUSHI da processione a forma di ventaglio fatto in modo da girare con il vento di carta (18 fogli incollati), ricoperto di seta e da una lamina doro, montato su unasta di 4,5 metri. Gli UMA-SHIRUSHI degli altri principi e dei capi Clan sono di seta, non cos grandi come il vessillo dello SHOGUN, ma raggiungono dimensioni comunque ragguardevoli e sono montati su aste lunghe 150 centimetri; decorati con ciuffi di fibra o crine di cavallo (in omaggio alla tradizione marziale dei Bushi, nobili cavalieri), sono portati in battaglia al di sopra degli stendardi personali. UMAYA. Scuderia. quella che non manca mai nellabitazione di un BUSHI, sia che si tratti di un samurai-contadino (JI-SAMURAI) che di un DAIMYO. UMETADA MIOJU. Armaiolo del 1600. UMI. Mare. UNDO. Esercizio. UNDO KOTE GAESHI. Torsione interna e compressione del polso. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA).
ATEMI,

diretto ad un punto vitale

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UNDO NIKYO. 2 gruppo di esercizi: torsione esterna e compressione del polso. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). UNDO SANKYO. 3 gruppo di esercizi: torsione e stiramento del polso. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). URA. Retro; di dietro (rispetto allavversario). Opposto, contrario, negativo. Tecnica eseguita in assorbimento. un metodo desecuzione delle tecniche che, in AIKIDO, quasi sempre, si possono eseguire sia in URA WAZA [da dietro, entrando dietro lavversario; circolare] sia in OMOTE WAZA [di fronte, entrando davanti allavversario; diretta]. URA rappresenta principalmente laspetto nascosto delle cose, il retro, il loro rovescio. Esterno; rovescio, rovesciato, rovesciato sul dorso. Sotto. Anche SHITA. URABE TOMOTAKA. Vero nome di TSUKAHARA BOKUDEN, il leggendario SAMURAI. URA-GERI o USHIRO-GERI. Calcio eseguito allindietro. Sintende ad un KYUSHO (punto vitale). Rientra nelle KERI-GOHO. URAKEN. Rovesciato. URAKEN UCHI. Pugno rovesciato, di dorso. URA-KUATSU. Tecniche di rianimazione (KUATSU) praticate a livello dorsale. URUSHI. Laccatore. Dal Periodo JOMON (circa 7500-300 a.C.) in poi, la lacca usata sia per decorare gli oggetti sia per impermeabilizzarli (quelli di vimini, soprattutto). La corporazione dei laccatori (urushi-be) una delle pi antiche ed importanti tanto che, nel Periodo NARA (645-794), il governo incoraggia la coltivazione dellalbero urushi-no-ki (Rhus vernicifera), la cui linfa serva a produrre la base della lacca. Lo stile dei decori, dimpronta cinese e coreana fino al Periodo HEIAN (794-1156), acquisisce uno spiccato carattere giapponese ed i prodotti degli artigiani laccatori diventano vere e proprie opere darte. USHIN. Pensiero fisso. Indica un atteggiamento mentale superficiale, di fissit. MUSHIN il suo opposto. USHIRO. Indietro. Dietro, retro; dorsale. USHIRO DORI ZENGO o USHIRO UWATE DORI. Cinturamento, da dietro, allaltezza del plesso solare. USHIRO ERI KATA SODE DORI. Quarta presa alle maniche, da dietro. USHIRO ERI OBI DORI. Ottava presa al bavero, da dietro. UKE, da dietro, blocca TORI afferrandogli il collo. Lazione difensiva di TORI comprende un passo in avanti, un abbassamento del busto, con rotazione, in modo da ritrovarsi con laggressore di fronte; un ATEMI al costato di UKE contribuisce a distrarlo, prima della definitiva proiezione a terra. USHIRO ERI DORI o USHIRO ERI KUBI DORI. Presa al bavero/collo, da dietro. Presa al bavero/collo con una mano, da dietro. UKE afferra TORI al bavero (o al collo), standogli alle spalle. USHIRO ERI DORI MEN UCHI. Presa al bavero, con colpo, da dietro. Presa al bavero con una mano, pi fendente al capo, da dietro. UKE afferra TORI al bavero e lo colpisce al capo con un MEN TSUKI, standogli alle spalle. USHIRO GERI o URA-GERI. Calcio allindietro. Sintende ad un KYUSHO (punto vitale). Rientra nelle KERI-GOHO. USHIRO HIJI-ATE. Percossa di gomito, allindietro. USHIRO HIJI DORI. Presa al gomito, da dietro. Presa ad un gomito con una mano, da dietro. UKE afferra lesterno del gomito di TORI, standogli alle spalle. 178

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USHIRO KAMI DORI. Presa per i capelli, da dietro.

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USHIRO KATA TE KATA. Presa a spalla e polso, da dietro. UKE afferra contemporaneamente polso e spalla di TORI, standogli dietro. USHIRO KATA TE MUNE DORI. Presa ad un polso ed al petto, da dietro. UKE afferra un polso di TORI e, contemporaneamente, anche il suo petto, standogli alle spalle. USHIRO KATA TE RYO TE DORI. Presa con entrambe le mani ad un polso, da dietro. UKE afferra con le due mani un polso di TORI, standogli alle spalle. USHIRO KATA TE DORI. Presa al polso, da dietro generica. Presa ad una mano con una mano, da dietro. UKE afferra il polso o lavambraccio di TORI, standogli alle spalle. USHIRO KATA TE DORI ERI JIME. Nona presa al bavero, da dietro. UKE, oltre alla presa al polso, da dietro, blocca TORI afferrandogli il collo. Lazione difensiva di TORI comprende un colpo al piede di UKE, con il tallone, un abbassamento del busto, con rotazione, in modo da ritrovarsi con laggressore di fronte; un ATEMI al suo viso contribuisce a distrarlo, prima della definitiva proiezione a terra. USHIRO KATA TE DORI KUBI SHIME. Presa al polso con strangolamento, da dietro. Presa ad una mano con una mano, da dietro, pi strangolamento. UKE, afferra il polso di TORI e stringe il suo collo, per strangolarlo, standogli alle spalle. USHIRO KATA DORI. Presa alla spalla, da dietro. Presa ad una spalla con una mano, da dietro. UKE afferra TORI ad una spalla, standogli dietro. USHIRO KATA DORI MEN UCHI. Presa alla spalla con colpo, da dietro. UKE afferra TORI ad una spalla e lo colpisce al capo con un MEN TSUKI, standogli dietro. USHIRO KIRI OTOSHI. Proiezione che rovescia UKE sul dorso. Caduta in diagonale da dietro. Tecnica-base di proiezione (KIHON NAGE WAZA). USHIRO KUBI SHIME. Strangolamento stando alle spalle. UKE stringe il collo di spalle, per strangolarlo.
TORI,

standogli alle

USHIRO MUNE DORI. Presa al petto, da dietro. UKE afferra TORI al petto, standogli alle spalle. USHIRO OSHI-AGE TE DORI. Settima presa di polso (o di braccio), da dietro. USHIRO RYO ERI JIME. Presa al petto con le due mani incrociate, da dietro. UKE afferra i baveri di TORI incrociando le braccia, standogli alle spalle. USHIRO RYO ERI DORI. Presa al bavero/collo, da dietro, con entrambe le mani. Presa al bavero/collo con due mani, da dietro. UKE afferra con due mani TORI al bavero (o al collo), standogli alle spalle. USHIRO RYO HIJI DORI. Presa ad entrambi i gomiti, da dietro. Presa ai due gomiti con due mani, da dietro. UKE afferra i gomiti i TORI, standogli alle spalle. USHIRO RYO KATA SODE DORI. Quinta presa alle maniche, da dietro. USHIRO RYO KATA DORI. Presa ad entrambe le spalle, da dietro. Presa alle due spalle con due mani, da dietro. UKE afferra le spalle di TORI, standogli dietro. USHIRO RYO TE DORI. Sesta presa di polso (o di braccio), da dietro. Presa ad entrambi i polsi, da dietro. Presa alle due mani con due mani, da dietro. UKE afferra con le mani entrambi i polsi di TORI, standogli alle spalle. USHIRO RYO UDE DORI. Cinturamento, da dietro, che blocca le braccia. 179

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USHIRO-SHAKUTAKU. Parte superiore interna del polso. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. USHIRO SHITATE DORI. Cinturamento, da dietro, al disotto delle braccia. USHIRO SHITATE KUMI TSUKI. Quarta presa alla cintura, da dietro. Lazione difensiva di TORI prevede, normalmente, una tecnica di lussazione o chiave articolare (ROFUSE). USHIRO UTATE KUMI TSUKI. Terza presa alla cintura, da dietro. Lazione difensiva di normalmente, una tecnica di lussazione o chiave articolare (ROFUSE).
TORI

prevede,

USHIRO SODE DORI. Presa alla manica, da dietro. UKE afferra la manica o linterno del gomito di TORI, standogli alle spalle. USHIRO-SO-KUATSU. Procedimento dorsale. Tecnica integrale di rianimazione (SO-KUATSU), che si applica al dorso del soggetto, sdraiato bocconi (sulla pancia). USHIRO TEKUBI DORI KOTAI UNDO. Estensione rovesciata dei polsi in basso. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). USHIRO TENKAN. Spostamento base (TAI SABAKI) dellAIKIDO. Rotazione sul piede arretrato. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). Allorquando eseguito con un compagno, che tiene o afferra il polso, rientra tra i SOTAI DOSA, gli esercizi fisici specializzati che si praticano in coppia, senza caduta. USHIRO DORI. Prendere da dietro, immobilizzando. UKE attacca circondando, da dietro, le spalle. USHIRO DORI UNDO. Estensione frontale (semicaduta). Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). USHIRO TSUGI ASHI. Movimento TSUGI ASHI fatto allindietro. USHIRO UKEMI o MA-UKEMI. Caduta allindietro. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). USHIRO WAZA. Tecniche in cui UKE attacca TORI alle spalle. Uke convinto di credersi fuori pericolo, ma da dietro pericoloso tanto essere presi quanto afferrare. necessario che TORI tenga costantemente aperte le finestre dello spirito, come avesse occhi dietro la testa: solo cos pu allenarsi ad acuire la sensazione che, poi, gli consente di prevedere ci che accade dietro di lui. UTE. Colpite! UTO. Radice del naso. Punto naso-frontale. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. Pure CHUTO. UTSU. Colpire. UTSUBO. Tipo di faretra. di legno laccato o vimini, rivestita di pelle, di forma particolare e con coperchio. Si porta appesa al fianco. UTSUI. Spostamento. UTSURU. Spostare. UWAGI. Casacca del KEIKOGI (anche GI). UWATE. La mano migliore.

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-WWA. Pace, accordo, armonia. considerato, cos come il Tao, il principio essenziale delluniverso: leterno equilibrio di Yin e Yang, attivo e passivo, positivo e negativo, che crea e che distrugge. WA anche il DO, la Via suprema che gli esseri umani debbono seguire per giungere alla perfetta unione con luniverso ed quindi espressione di Dio, dellEssere Supremo, dellEnergia cosmica. il Principio divino, larmonica serenit dello spirito unito con luniverso. WADO RYU. Scuola della Via dellArmonia. E una scuola di KARATE fondata, nel 1939, da OTSUKA HIDENORI, discepolo di FUNAKOSHI GICHIN. Lo stile insegnato meno violento di quello SHOTOKAN, usa poche tecniche di calcio, ha movimenti naturali e prende i movimenti di base dal JU-JUTSU. Il KARATE di questa scuola predilige la Via dellArmonia (WA-NO-MICHI) e le schivate. WAGAKUSHA. Movimento politico, classicista e nazionalista. Attivo dal secolo XVIII, si oppone violentemente ai KANGAKUSHA, mirando ad esaltare integralmente lanima, la cultura, la storia giapponese; grazie a questo movimento pu rinascere lo SHINTO. WA-JUTSU. Arte della Concordia; Arte della Pace. una recente (1983) Disciplina, sintesi operata dal francese Jaques Quero daltre Arti Marziali del BUDO moderno, tra cui AIKIDO, JUDO, KARATE, alle cui terminologie fa riferimento. Alle tecniche proprie di queste Discipline, si aggiungono caratteristiche esperienziali, filosofiche, mistico-esoteriche proprie di Yoga, ZEN e Tao. Non esistono gare, spettacoli o competizioni: fine dellallenamento larmonico sviluppo fisico-spirituale dei praticanti, che cercano di realizzare il WA (larmonia universale) in s e nella propria vita, privata e pubblica. Gli allenamenti sono concentrati soprattutto nello studio dei KATA e nel RAN DORI e si svolgono normalmente, sul TATAMI del DOJO. Al tipico KEIKOGI si pu sostituire una giacca (UWAGI) con HAKAMA; titoli e gradi (rilasciati dalla Federazione Francese di WA-JUTSU) differiscono dai corrispondenti riconosciuti dagli altri BUDO, cos come i colori delle cinture sono diversi. WAKARU. Tagliare in due, separare, comprendere. in riferimento al fatto che ci sentiamo separati dal Tutto finch non comprendiamo che il Tutto siamo noi stessi. WAKA SENSEI. Giovane Maestro. Di norma titolo che compete al giovane successore quasi sempre il figlio del fondatore di un DOJO o di unArte Marziale. WAKATO. Ufficiale istruttore. WAKI. Difesa di lato. WAKI KAMAE. Guardia laterale, con la spada. Larma tenuta orizzontalmente, di lato. WAKI GATAME. Chiave articolare di braccio, eseguita lateralmente (al suolo). WAKIZASHI. Compagno di cintura: spada corta classe SHO-TO. Per legge, unicamente i SAMURAI possono portare le due spade, questa e la KATANA, a formare il DAI-SHO. La lama, di circa 45 cm, ha tutte le caratteristiche tecniche della spada pi lunga che accompagna, cos come gli accessori della WAKIZASHI spesso accompagnato da KOZUKA e KOGAI sono elaborati quanto quelli della KATANA. Questa spada, che non mai abbandonata, essendo motivo dorgoglio per il proprietario, anche chiamata guardiana del suo onore: serve, infatti, per il suicidio rituale, il SEPPUKU. E consentito, in determinate circostanze, che non appartenenti alla classe SAMURAI portino la sola WAKIZASHI. WAKO. Ladri nani: cos i cinesi chiamano i pirati giapponesi. Le scorrerie dei pirati contro le coste coreane e cinesi tra la fine del 1300 e linizio del 1400 si trasformano, spesso, in vere e proprie spedizioni, talvolta condotte da SAMURAI, con WAKO a cavallo che razziano anche linterno di quei Paesi. WAN. Braccio. GAI-WAN il bordo esterno dellavambraccio, NEI-WAN quello interno. La parte superiore dellavambraccio HAI-WAN, quella inferiore, il palmo della mano SHU-WAN o SHOTEI. WANJU. Parte interna del braccio, verso lascella. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. 181

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WA-NO-MICHI. La Via dellArmonia.

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WASA DAIICHIRO. (1663-1713) Celeberrimo e tuttora imbattuto arciere, nativo della provincia di Kii. La tradizione vuole che dallalba al tramonto di un giorno dellaprile 1686, nel santuario Sanjusangendo (KYOTO), WASA DAIICHIRO riesca a scoccare 13.053 frecce, delle quali 8.133 colpiscono il bersaglio, lontano 63 metri. Ancora oggi, ogni anno, nella stessa localit e nelle medesime condizioni di gara si svolge un torneo tra i migliori arcieri: nessuno, ancora, riuscito a far meglio di WASA DAIICHIRO. WASURERU. Dimenticare. WASHIDE. Dita a becco daquila. WAZA. Tecnica. Pu anche intendersi come la pratica applicazione dei KATA, sia in attacco sia in difesa. Indica, anche, una tecnica superiore, trasmessa direttamente dal Maestro al discepolo, per elevarlo sopra gli altri uomini e dargli una forza al di l della sua forza.

-X-YYA. Freccia. Lasta di legno leggero o, pi spesso, bamb, di norma lunga da 90 a100 cm, ma anche pi lunga. Ha triplice impennaggio di penne daquila, falco o avvoltoio ed molto adatta al tiro teso, che la rende micidiale sulle brevi distanze. La freccia pu avere cuspidi (YANO-NE) di numerosissime fogge e dimensioni; normalmente, per la guerra, sono dacciaio e con lungo codolo. In combattimento, in caso di necessit, le frecce possono anche essere scagliate a mano od utilizzate, nel combattimento a corpo a corpo, come piccole lance. YABURI-DOJO o DOJO-YABURI. unantica usanza, in vigore dal secolo XV in poi: la sfida tra RYU che praticano la medesima Arte, magari con stili differenti. Il Maestro di un RYU, accompagnato o meno dai suoi allievi, talvolta sfida pubblicamente quello di unaltra scuola, sia per metterne alla prova il valore e la competenza tecnica, sia per ragioni di concorrenza (non si dimentichi limponente diffusione di scuole marziali, sparse in tutto il Paese). Lo sconfitto, oltre a perdere la faccia (il prestigio), se non addirittura la vita, spesso abbandonato dai propri allievi che, non raro, seguono il vincitore. Al giorno doggi lo YABURI-DOJO chiamato anche DOJO-ARASHI, tempesta nel Dojo esiste ancora, ma solo come amichevole competizione fra palestre. YABUSAME. Metodo dallenamento al tiro con larco, da cavallo. Lo YABUSAME, inizialmente, pensato, alla Corte di Heian-kyo (KYOTO), come forma di intrattenimento spettacolare, basato sullabilit degli arcieri a cavallo (Periodi HEIAN e ROKUHARA, dal 794 al 1185). Del metodo, durante il successivo Periodo KAMAKURA (1185-1333), si servono poi i BUSHI che seguono lo KYUBA-NO-MICHI (la Via dellarco e del cavallo), per laddestramento. Questo stile classico di YABUSAME ideato dal primo SHOGUN del Giappone prefeudale, MINAMOTO-NO YORITOMO, e prevede che numerosi cavalieri (da 7 a 36), indossando un abito da caccia, mentre cavalcano al galoppo entro una corsia lunga 220 metri, delimitata da due staccionate, colpiscano piccoli bersagli, posti ogni 3 metri lungo il percorso. I bersagli sono dei quadrati di legno, collocati su paletti alti 150 cm infissi nel terreno, oppure posati sulla testa di coraggiosi assistenti. TOKUGAWA Yoshimune SHOGUN dal 1716 al 1745 ed ottimo arciere egli stesso fonda lo stile e la scuola KISHA HASAMI MONO e lo YABUSAME diventa rito ufficiale della Corte shogunale. Ancora oggi lo YABUSAME popolare ed praticato nella forma classica: pi che attivit sportiva una cerimonia religiosa tradizionale, con la presenza di sacerdoti Scintoisti da due scuole, lOGASAWARA RYU e quella di EDO. Naturalmente sono utilizzate frecce non letali (HIKIME). Varianti di questa Disciplina sono il KASA-GAKE ed il TOKASA-GAKE. YADZUTSU. Tipo di faretra. adatta per proteggere le frecce da pioggia e umidit: infatti, una lunga cassetta, di legno laccato, con piccolo coperchio laterale. Per trasportare la YADZUTSU si usa unintelaiatura. 182

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YAGURA. Torretta di difesa. posta a fianco o sopra il portone dingresso al recinto in cui sorge la casa del BUSHI. Serve a riparare gli arcieri. YAGYU. Villaggio natale dellomonima Famiglia di SAMURAI, nei pressi di NARA. YAGYU MITSUYOSHI. (1607-1650) Celebre spadaccino monocolo, conosciuto come JUBEI. figlio di YAGYU MUNENORI e nipote di YAGYU MUNEYOSHI TAJIMA NO KAMI. seguace, naturalmente, dello YAGYU SHINGAN RYU e dello YAGYU SHIN-KAGE RYU. YAGYU MUNENORI. (1571-1646) SAMURAI, ROSHI (Maestro ZEN) e di KEN-JUTSU. figlio di YAGYU MUNEYOSHI TAJIMA NO KAMI e padre di YAGYU JUBEI. Istruttore di spada nella Famiglia TOKUGAWA, acquisisce il rango nobiliare nel 1636, grazie allo SHOGUN TOKUGAWA Iemitsu, di cui consigliere. YAGYU MUNENORI tra i fondatori dello YAGYU RYU cui nel 1603 attribuisce il nome di YAGYU SHINGAN RYU ed anche autore di alcune opere sul KEN-JUTSU, tra cui lHeiho Kadensho (Tradizione familiare sullArte dei Guerrieri) ed il Gyokusei-shu. Ecco un paio delle sue riflessioni. Con la mente fissa da nessuna parte, non c posto dove il male possa attaccarsi. Diventare ci che si ha imparato ad essere, andare oltre alla memorizzazione e alla conoscenza, il segreto di padroneggiare ogni arte. Larte della guerra consiste nel riconoscere la gravit di determinati eventi prima che questi accadano. Larte della guerra nel tempo di pace consiste nel non chiudere gli occhi nel prevedere certe situazioni prima che si manifestino. YAGYU MUNEYOSHI TAJIMA NO KAMI. (1527-1606) SAMURAI e Maestro di KEN-JUTSU, nasce a Yagyu, villaggio presso NARA. il propugnatore della dottrina spirituale di combattimento MUTO (senza spada), in accordo con il principio MUTEKATSU (schivare con lo spirito) del monaco ZEN e Maestro dArti Marziali TAKUAN SOHO, e con il KEN-NO-SHINZUI, lArte di risolvere i problemi senza usare la spada. Padre di YAGYU MUNENORI, anche uno dei fondatori dello YAGYU RYU di KEN-JUTSU che sispira allAIZU KAGE RYU di AIZU IKO e innova la scuola SHIN KAGE RYU, conosciuta poi anche come YAGYU SHIN-KAGE RYU. YAGYU RYU. Scuola di JU-JUTSU, TESSEN-JUTSU e KEN-JUTSU. I fondatori sono YAGYU MUNEYOSHI TAJIMA NO KAMI e suo figlio YAGYU MUNENORI, che nel 1603 le attribuisce il nome di YAGYU SHINGAN RYU. YAGYU SHINGAN RYU. il nome assunto nel 1603 dalla scuola YAGYU RYU. In questa scuola le Discipline (JU-JUTSU e KEN-JUTSU, tra le altre) si praticano con indosso larmatura classica da SAMURAI, la YOROI. UESHIBA MORIHEI, nel 1903, studia KEN-JUTSU e JU-JUTSU allo YAGYU SHINGAN RYU con il Maestro Nakai Masakatsu. YAGYU SHIN-KAGE RYU. laltro nome della scuola SHIN KAGE RYU, cos conosciuta dopo lopera dinnovamento condotta da YAGYU MUNEYOSHI TAJIMA NO KAMI. YA-HAKI. Fabbricante di frecce. Spesso un vero artista, talvolta geniale nelle sue creazioni ed offre un assortimento vastissimo di frecce (YA) e, soprattutto, di punte (YANO-NE, cuspidi) al BUSHI. YAKIBA. Taglio indurito, temprato, di una lama. Laspetto quello di una striscia screziata, perlacea, larga da 8 a 13 mm, che corre lungo il taglio della lama. La perfetta preparazione della YAKIBA (considerata una delle pi importanti operazioni nella fabbricazione di una spada, se quella fondamentale) dipende da numerosi fattori: dalla composizione della miscela dargilla, sabbia e polvere di carbone con cui si ricopre la lama alla temperatura del fuoco che serve a riscaldarla, dalla temperatura dellacqua di raffreddamento alla sua qualit. Lunione di un taglio temprato abbinato ad un corpo di lama relativamente tenero, dolce, quella che rende le lame giapponesi giustamente famose e tecnicamente insuperabili. il profilo della YAKIBA, che pu seguire linee differenti, a distinguere scuole e maestri diversi: si contano oltre trenta tipi principali riconosciuti, alcuni con suddivisioni aggiuntive; tale forma sufficiente, agli esperti, per dedurre scuola e data di fabbricazione. La YAKIBA della parte terminale della lama (BOSHI) particolarmente importante e l i contorni hanno nomi particolari. Sul codolo della lama, talvolta, oltre che firma del Maestro ed anno di fabbricazione, impresso il numero corrispondente al mese il cui stata temprata la lama: garantisce che lacqua ha la temperatura ottimale (il migliore, pare, lottavo). YAKO. Cordoni testicolari. Parte superiore interna della coscia, in corrispondenza della spina pubica. KYUSHO, punto vitale o debole per gli ATEMI. 183

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YAKU. Rovesciato; inverso. YAK. Bruciare. YKU. Traduzione. YAKU YOKO MEN UCHI. Fendente rovesciato diagonale al capo. YAMA. Montagna.

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YAMABUSHI. Coloro che dormono sulla Montagna. Guerrieri dei Monti (a volte sottintende Eremiti delle Montagne). Sono i monaci-guerrieri, appartenenti principalmente ai grandi monasteri buddisti delle montagne soprattutto a Kumano, Omine, Kimbusan legati specialmente alle scuole esoteriche SHINGON e TENDAI o seguaci dello SHUGENDO. Chiamati a volte Yamabushi-no-gyoja oppure shugenja, spesso vivono in romitaggio, praticando ascesi ed Arti Marziali, per fortificarsi nello spirito e nel corpo. Gli YAMABUSHI che di norma hanno i capelli totalmente rasati, oppure incolti in pratica non montano mai a cavallo, tranne quando sono capi di guerra. Come tutti i guerrieri usano larco e la spada, ma la loro arma preferita la NAGINATA, cui talvolta saccompagna la mazza di ferro. Il popolo li reputa dotati di poteri magici e, probabilmente, a loro si deve la nascita della figura mitologica dei TENGU. Al secolo X risalgono le menzioni, in opere di letteratura epica, delle prime confraternite YAMABUSHI, contrapposte ai NOBUSHI, Coloro che dormono in pianura. I monaci-guerrieri sono bellicosi al pari se non di pi (e quindi ben lontani dagli ideali buddisti!) degli altri combattenti e non esitano a difendersi contro chiunque accampi pretese sui loro territori. Come qualsiasi altro guerriero, gli YAMABUSHI indossano armature (con sopra, a volte, lunghe tuniche dai caratteristici colori) e seguono un codice di comportamento che prevede il SEPPUKU. La ricerca di poteri magici, soprannaturali, li spinge alla pratica assidua nelle Arti Marziali, con luso di IN e MANTRA [si veda KUJI-KIRI]. Nel secolo XV, ormai invasi i templi da impostori e imbroglioni, falsi monaci e fattucchieri, i veri YAMABUSHI si raggruppano in speciali congregazioni e cercano di mettere ordine nelle varie comunit del Paese. La fine delle confraternite YAMABUSHI si ha, in pratica, con la Restaurazione MEIJI e, soprattutto, labolizione ufficiale dello SHUGENDO, nel 1872. Gli YAMABUSHI, comunque, restano tra i maggiori protagonisti della storia giapponese dal secolo X al XVI, unitamente ai monaci-samurai SOHEI ed agli uomini dei templi (shinjin). Il loro ruolo militare ha termine solo nel 1571, quando ODA NOBUNAGA, per porre fine alle rivolte nelle campagne che caratterizzano lintero secolo XVI, distrugge i monasteri del monte Hiei ed uccide tutti quelli che si trovano sulla montagna. YAMADA HEIZAEMON. (...-1578) Famoso spadaccino. Fonda lo JIKISHIN KAGE RYU, scuola di KEN-JUTSU. Gli allievi, per lallenamento, usano la spada di legno (BOKKEN). YAMADA JIROKICHI. (1863-1931) SAMURAI, e 15 Caposcuola dello JIKISHIN KAGE RYU, scuola di KENDO e NAGINATA-DO. conosciuto soprattutto per le sue opere divulgative sul KENDO, inteso pi come disciplina fisico-spirituale che attivit sportiva o Arte Marziale: lo SHUYO SHOSEI-RON (Trattato sullinsegnamento dello Spirito e della Vita) e BUDO: KENDO RON (Trattato di Kendo). In questi libri YAMADA JIROKICHI che tiene in gran conto la moralit individuale e sociale ribadisce un concetto caro a molti altri Maestri: la spada, come lo ZEN, ha lo scopo di uccidere lego. YAMAGA RYU. Scuola dArti Marziali fondata da YAMAGA SOKO. YAMAGA SOKO. (1622-1685) Erudito confuciano, filosofo e SAMURAI. Appartiene al Clan AIZU ed discepolo del filosofo confuciano Hayashi Razan. autore di numerose opere tra cui Seikyo Yoroku, Bukejiri, Chucho Ju-jutsu che gli valgono notoriet e prigionia (dieci anni circa, per aver criticato il comportamento dei funzionari dello SHOGUN). Negli scritti di YAMAGA SOKO che non sono una guida pratica per i BUSHI il termine BUSHIDO non compare mai, pur essendo le sue opere alla base di questa filosofia nel tempo di pace. Egli considera i SAMURAI responsabili morali della societ e, nelle sue opere, li sollecita a propugnare e realizzare i principi confuciani nella societ del tempo. Allo scopo di meglio insegnare le sue teorie filosofiche, applicate praticamente, YAMAGA SOKO fonda una scuola di Arti Marziali, la YAMAGA RYU. Ancora oggi la sua tomba, nel tempio di Sosan-ji a Shinjuku (Tokyo), visitata e venerata. [si veda BUSHIDO] 184

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YAMAGUCHI GOGEN. (1909-1989) Maestro di KARATE, detto il Gatto. Gi caposcuola del GOJU RYU fonda, nel 1955, lo stile KARATE-SHINTO. Al pari di altri, prima e dopo di lui, YAMAGUCHI GOGEN tenta di infondere alla pratica del KARATE una carica spirituale, mistica, per farne una specie di religione, amalgamando i principi di KARATE-DO, ZEN, Yoga e SHINTO. YAMAMOTO TSUNETOMO. Autore dellHAGAKURE. Anziano gregario del DAIMYO Nabeshima Mitsushige, della provincia di Hizen (Nagasaki), nellisola di Kyushu, alla morte del suo Signore, vorrebbe seguirlo, ma, poich i TOKUGAWA hanno proibito lo JUNSHI, costretto a ritirarsi in un eremo, dove, tra il 1700 ed il 1716, compila lHAGAKURE. YAMAOKA TESSHU. (1836-1888) Leggendaria figura dellultimo Giappone feudale. Maestro ZEN e di KEN-JUTSU, fondatore del MUTO RYU (il Sistema della non-spada) e Consigliere dellImperatore, anche tra i pi grandi e prolifici (si dice abbia composto oltre un milione di opere!) calligrafi giapponesi mai esistiti. ritenuto tra i migliori seguaci di tre DO: KENDO, la Via della Spada, SHODO, la Via della Calligrafia e ZEN. Da Asari Gimei riceve (1881) il certificato formale che lo designa 13 Caposcuola della NAKANISHI-HA ITTO RYU. Designato (1885) 10 Caposcuola dellONO-HA ITTO RYU da Ono Nario, YAMAOKA TESSHU chiama la propria scuola ITTO SHODEN MUTO RYU, il Sistema della Non-Spada secondo la Corretta Trasmissione di ITO ITTOSAI, continuando ad insegnare nel DOJO denominato Shumpukan, la Sala (KAN) del Vento di Primavera (Shumpu, con riferimento alla poesia di un monaco buddista cinese del secolo XIII). Il concetto della nonspada non nuovo [si veda MUTO e YAGYU MUNEYOSHI TAJIMA NO KAMI], e YAMAOKA TESSHU, fedele al principio confuciano Non creare un tuo insegnamento, ma mantieni le strade degli antichi, si considera pi restauratore che innovatore. YAMAOKA TESSHU enfatizza, come UESHIBA MORIHEI, lo spirito piuttosto che la tecnica, consapevoli entrambi che se la mente corretta, la tecnica sar corretta. YAMATO. Antica regione del Giappone, a sud di Nara. qui che, per la tradizione, JIMMU TENNO fonda lImpero giapponese, lundici febbraio 660 avanti Cristo, dando origine alla Dinastia ancora oggi sul trono giapponese. Nome delle trib che, invadendo e conquistando sempre maggiori porzioni di territorio metropolitano, nel secolo I d.C. si evolvono in regno. YAMATO-DAMASHII. Lo Spirito Giapponese, che impregna lintera cultura del Giappone feudale. YAMATO RYU. Scuola di Arti Marziali tradizionali, risalente al secolo XVII. Nel 1644 il Maestro MORIKAWA KOZAN riadatta e rimaneggia le tecniche di KYU-JUTSU insegnate, dando vita al moderno KYUDO. Nome inizialmente attribuito al sistema di combattimento formalizzato da TAKEDA SOKAKU MINAMOTO-NO MASAYOSHI. Egli, in seguito, chiama tale stile DAITO RYU AIKI-JUTSU, alla ricerca di una patente di nobilt (Daito il nome della casata di MINAMOTO-NO YOSHIMITSU, che codifica uno stile AIKI-JUTSU, il DAITO AIKIJUTSU,alla fine del secolo XI). YAM. Interrompete; basta. Stop!, fermi. il comando per fermare lallenamento e procedere nella lezione. Espressione arbitrale, utilizzata per interrompere un combattimento e far tornare i contendenti nelle loro posizioni iniziali. YANAGI RYU. Altro nome dello YOSHIN RYU. YANO-NE. Cuspide (di freccia). Il fabbricante di frecce (YA-HAKI) offre al BUSHI un enorme assortimento di dardi, con aste di varia lunghezza e, soprattutto, cuspidi dogni materiale, di tutte le forme immaginabili, adatte a qualsivoglia scopo. Ci sono punte per la guerra e per lallenamento, per tiro al bersaglio fisso ed al cane, per gli assedi o cerimoniali. Fischianti, a due o tre punte, ad arpione; a foglia di salice, normale o stretta, od a lingua di drago; incendiarie o strazia carne, a scalpello o trapassa tende, a punta segata o a punta di spada... Naturalmente, ogni tipo di cuspide ha un suo nome particolare (KURIMATA, HIKIME, watakushi, ryokai, yanagi-ha, sankaku, togari-ya, kira-ha-hirane, tsubeki-ne, KABURA-YA, maku-nuki, kompaku-gata, eccetera) ed ancora non esiste una classificazione organica di tutti i tipi di YANO-NE. Spesso le punte di freccia giapponesi sono delle vere e proprie opere darte.

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YARI. Termine generico per lancia. Identifica, soprattutto, la lancia con ferro a lama diritta, dotato di lungo codolo, raramente di gorbia. La YARI i cui primi esemplari, con ferro di bronzo, risalgono alla preistoria molto usata sia dai monaci-samurai SOHEI, abilissimi nel suo uso, sia dai guerrieri a piedi e a cavallo nel Periodo KAMAKURA (1185-1333). Durante la Guerre di Onin (1467-1477) va di moda la YARI normale, mentre il modello a lama lunga molto richiesto alla fine del secolo XVI, nel tardo Periodo MUROMACHI (1392-1573). Dei modelli prodotti prima del 1573, cio prima del Periodo MOMOYAMA (1573-1603), due sono i tipi fondamentali: con lama a sezione triangolare (SANKAKU-YARI) e con lama a sezione romboidale (RYO-SHINOGI-YARI), ma, naturalmente, esistono numerose varianti. Il triangolo pu avere un lato pi lungo degli altri e sgusciato, o i lati scanalati; la sezione romboidale pu essere con facce lisce o romboide con due lati sgusciati e due lisci; gli SGUSCI possono essere larghi o stretti, profondi o superficiali, singoli o doppi, con estremit squadrate o tonde e cos via. Alcune incisioni (HORIMONO) presenti sulla YARI hanno valore decorativo o simbolico: soggetti floreali, draghi, BONJI, fiamme, brevi poesie; spesso il fabbricante della lama appone la sua firma. Lasta di legno di questarma (NAGAYE), che pu raggiungere i 4 metri, di sezione normalmente rotonda, talvolta poligonale o a pera, preferibilmente di quercia sempreverde (kashi bianca: compatta, forte, resistente, elastica), ma si usa anche il bamb e la kashi rossa. La lama (la cui lunghezza varia dai 10-12 cm della YARI per i cavalieri ai 50 cm della SU-YARI) montata sullasta con estrema precisione; il lungo codolo inserito legato con corda e rinforzato con una fascetta di metallo (HABAKI). Quando la lama dotata di gorbia, questa sistemata sullestremit aguzza dellasta e inchiodata di lato. Un manicotto di metallo (FUCHI) infilato sulla cima dellasta; il FUCHI pu essere di materiale diverso rispetto allHABAKI ed entrambi sono spesso decorati con il MON del Clan o con incisioni a motivi floreali. Talvolta presente, sullasta, un fermamano di corda, mentre allestremit inferiore posto una sorta di calzuolo, una ghiera (HIRUMAKI o ISHIZUKI) che funge sia da contrappeso sia (in certi modelli) da sostegno per una lanterna notturna ed anche da corpo contundente. Una sbarra dacciaio o dottone (HADOME), con bracci irregolari, spesso applicata sotto il ferro: serve a parare i colpi dellavversario ed anche a spezzarne la lama. Il fodero della YARI, nelle sue varie forme, pu essere di semplice legno (SHIRAZAYA) o lacca decorata (SAYA). La scherma con la lancia (SOJUTSU o YARI-JUTSU) ha sempre avuto larga diffusione ed insegnata gi dalla fine del secolo VIII allAccademia di Scienza Militare di Kyoto, unitamente alluso della spada; gli allenamenti sono condotti utilizzando lance con cuspidi a palla di cuoio (KEIKO-YARI). YARI-ATE. Portalancia. in cuoio, ferro o rame e si assicura alla staffa (ABUMI), alla sella o alla gamba, sempre a destra. Talvolta la funzione di YARI-ATE svolta da un foro nellABUMI. YARIDO. Addestramento nella pratica dello YARI. YARI-KAKE. Rastrelliera per lance. in legno ed verticale quando usata nei posti di guardia o altre installazioni militari, mentre se utilizzata nelle case data anche la limitata altezza dei locali orizzontale: le aste sono sorrette da file di pioli, il che consente anche un rapido uso delle lance in caso di necessit. YARI-JUTSU o SO-JUTSU. Scherma con la lancia. Fa parte secondo la Storia delle Arti Marziali di Shige Taka Minatsu (1714) delle otto Arti Marziali del BUGEI, nelle quali ogni SAMURAI deve eccellere (oltre alle danze rituali che ognuno di loro deve conoscere). [si veda L Antiche arti da guerra] YASUKUNI-JINJA. Il Santuario del Paese Pacifico. il tempio scintoista, in legno nero, che sorge accanto al KITANOMARU-KOEN, il parco di Tokyo consacrato ai caduti nella Seconda Guerra Mondiale. Si racconta che, allinterno del tempio, siano conservati scritti su foglietti di carta di riso i nomi di tutti i due milioni e mezzo di morti, militari e civili, giapponesi del conflitto. I foglietti, a rotazione, vengono esposti in un cortile interno, appesi ad un pannello: il vento muove i leggeri fogli ed i nomi continuano a vivere. YASUMI. Riposo. Normalmente indica lintervallo tra due combattimenti dallenamento o gara. YASURI. la serie di caratteristiche linee sgraffiate, con varie direzioni, ma sempre parallele, presenti sul codolo (NAKAGO) delle lame con lo scopo, rendendo scabrosa la superficie, di migliorare laderenza della TSUKA. Queste linee sono praticate utilizzando una lima apposita (yasuri-me), con tecnica particolare, nelle fasi iniziali di fabbricazione della lama, quando il fabbro modella il codolo. Un esperto, esaminando le YASURI, pu identificare sia lepoca di fabbricazione della lama sia il fabbro. 186

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YASUTSUNA. Mitico spadaio della provincia di Hoki, morto, pare, nellanno 806. La tradizione vuole che abbia dato alla KATANA la forma che ancora conserva. YATTSU. Otto in giapponese puro. In sino-giapponese HACHI, CHININ, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa HICHIHON. per contare le persone (NIN) si dice HA-

YAWARA. Altro nome della lotta senzarmi KUMI-UCHI. da questa forma di combattimento, risalente al Periodo KAMAKURA (1185-1333) e praticata con indosso larmatura, che si sviluppa lo JU-JUTSU, tanto che, nel Periodo EDO (1603-1868), i due vocaboli sono sinonimi. Pare che sia SEKIGUCHI JUSHIN HACHIROEMON MINAMOTO-NO SONECHIKA ad utilizzare per primo il termine YAWARA nella sua scuola, il SEKIGUCHI RYU. YAYOI. Epoca protostorica del Giappone. Va dal 300 circa a.C. al 300 d.C. circa. let mitica degli antichi Clan (UJI), dove si trasmettono i primi titoli ereditari. Leconomia sempre a base agricola e predomina la coltivazione del riso. Si hanno lavorazioni di bronzo e ferro, con la fusione di grandi campane. La lavorazione della ceramica vede lintroduzione della tecnica della ruota. YEFU-NO-DACHI. Spada riservata unicamente a nobili di rango elevato, i Nobili di Corte o Famiglie Nobili (Honke, KUGE) ed alle guardie del Palazzo imperiale. [si veda TACHI] YEN. Unit monetaria giapponese. YO. la traduzione del cinese Yang e identifica anche il principio nella seconda parte del Dizionario]
OMOTE.

[si veda la voce ommyodo,

YOBI-DASHI. Araldo. il presentatore nei tornei e combattimenti di SUMO. compito dello YOBI-DASHI fare lappello dei SUMOTORI, controllarne la corretta disposizione sul DOHYO (mantenendovi lordine), distribuire loro acqua e sale, dare il segnale dinizio del combattimento e, infine, annunciare le gare del giorno successivo. Il sale, in particolare, viene sparso in abbondanza dai combattenti sul DOHYO, poich la tradizione gli attribuisce la facolt di scacciare spiriti maligni, combattere le cattive influenze, proteggere i SUMOTORI dai traumi e guarirli rapidamente. YOFUKU. Con questo termine sono indicati gli abiti di foggia europea. YOI. Pronti!. Tanto in BO-JUTSU quanto in altre Arti e Discipline Marziali, il comando che fa assumere agli allievi la posizione iniziale con larma sotto il braccio destro, la punta volta al suolo e che precede il saluto rituale (REI) nei KATA. YOI-IBUKI. Respirazione ventrale profonda. simile al KOKYU (o FUKUSHIRI KOKYU), ma senza movimento. Come il KOKYU, serve a concentrare nellHARA lenergia, il KI. YOKI. Coltivare lenergia (termine composto di KI). YOKO. Lato, laterale. YOKO-ARUKI. Marcia di lato. un modo di spostarsi, rasentando i muri, tipico dei NINJA. YOKO-GERI. Calcio laterale. Sintende ad un KYUSHO (punto vitale). Rientra nelle KERI-GOHO. YOKO MEN. Parte laterale; lato. YOKO MEN UCHI. Fendente diagonale al capo. Colpo laterale a viso/collo/tempia, con taglio dallalto al basso. Si dice anche KESA-GIRI, da KESA, stola del monaco e GIRI, taglio: tagliare lungo la linea tracciata dalla fascia: da una spalla allanca opposta. Normalmente lattacco YOKO MEN UCHI va dalla spalla sinistra allanca destra e se eseguito con la spada a questo primo colpo, dovrebbe seguirne un secondo, al contrario (GYAKU KESA, dallanca alla spalla), dopo aver girato larma, ed ancora un terzo, per tagliare lavversario da dietro. Di solito a YOKO MEN UCHI si oppone SHO MEN UCHI. YOKOTE. Parte di una lama. 187

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YOKO UKEMI. Caduta laterale. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). YOKO WAZA. Tecniche eseguite di lato. YOKOZUNA. Grande Campione. Cintura del campione di SUMO. il massimo titolo conseguibile da un SUMOTORI. YOMI. Lettura. Divinazione. larte di prevedere il futuro attraverso la divinazione, ma anche la facolt di leggere il pensiero di un avversario, ancor prima che questi lo completi. Nelle Arti Marziali intimamente legato ai concetti di MA-AI (distanza) e HYOSHI (ritmo), ma non solo. Dato che YOMI consente di intuire (prevedere?) lembrione di un attacco, si ricollega ad una profonda consapevolezza della cultura nipponica: nei rapporti interpersonali le parole sono spesso insufficienti, occorre valersi dellishin-den shin, da uno spirito allaltro. YON. Quattro. Anche SHI che per, avendo la medesima espressione fonetica di morte, meno usato. YONHON. Quattro, per contare oggetti particolarmente lunghi (HON). In sino-giapponese SHI o YON, in giapponese puro si dice YOTSU, per le persone (NIN) susa YONNIN. YONHON NUKITE. Quattro dita tese, a ferro di lancia. YONNIN. Quattro, per contare le persone (NIN). In sino-giapponese SHI o YON, in giapponese puro si dice YOTSU, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa YONHON. YONNIN-GAKE. Quattro UKE attaccano TORI. YONNIN DORI. Quattro persone prendono. YONKYO. Tecnica numero quattro. Quarto principio [si veda TEKUBI OSAE]. Immobilizzazione del braccio di UKE, con pressione della parte alta del polso (il tendine contro losso) del polso. Il punto di pressione uno TSUBA di agopuntura e shiatsu, sul meridiano detto mastro del cuore. YONKYO OSAE. Quarta immobilizzazione. YONKYU o SHIKYU. Nel moderno sistema di graduazione, derivato del BUJUTSU, lo Studente di quarta classe. [si veda KYUDAN] YOROI. larmatura giapponese classica, che si formata dopo lanno 858 (medio e tardo Periodo HEIAN, 794-1156). usata dai BUSHI e dai SAMURAI (che, fino al secolo XV, sono soprattutto arcieri a cavallo) ed evidenzia caratteristiche determinate dalle tattiche di cavalleria, tanto vero che questo tipo darmatura cade in disuso quando i SAMURAI adottano, per lo pi, tattiche da fanteria. La O-YOROI (il termine significa la Grande Armatura e, in effetti, tutti i suoi elementi sono di notevoli dimensioni) indossata dai guerrieri di rango elevato e dai comandanti. Larmatura comprende: elmo (KABUTO, termine generico), spesso con cimiero di foggia, materiale e dimensioni diverse; maschera darme (il nome varia secondo il tipo di protezione fornito: HAPPURI, HOATE, HAMBO, MEMPO, SOMEN), per meglio assicurare lelmo alla testa e rendere pi sinistro laspetto del guerriero; corazza (DO); spallacci (SODE); falde (KUSAZURI) e protezione a grembiule aggiuntiva (HAIDATE); maniche corazzate (KOTE); gambali (SUNEATE). La YOROI anche detta KACHU. YOROI DOSHI. Corto e robusto coltello-pugnale. utilizzato per perforare le armature (YOROI) nei combattimenti a corpo a corpo e talvolta, pare, per infliggere il colpo di grazia. YOROI-KUMIUCHI o KUMIUCHI. linsieme delle tecniche sviluppate dallo YAGYU SHINGAN RYU. Lo YOROI-KUMIUCHI appartiene al KO-BUDO (Antiche Arti Marziali). YO RYU. Scuola che insegna luso delle armi da fuoco (HO-JUTSU, KA-JUTSU). Risale al secolo XVII. YOSEIKAN. Scuola dAIKIDO, fondata da MOCHIZUKI MINORU, uno degli allievi di O-SENSEI. 188

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YOSEIKAN BUDO. Moderno sistema di combattimento, ideato da MOCHIZUKI HIRO, figlio di MOCHIZUKI MINORU. Raggruppa le tecniche ritenute pi efficaci di moltissime Arti Marziali. YOSHI. Buono. YOSHIN AIKIDO. Stile dAIKIDO, messo a punto da SHIODA Gozo, UCHI DESHI di O-SENSEI, ed insegnato nella scuola da lui fondata, la Yoshinkan Aikido. Lo YOSHIN AIKIDO si rif allantico stile duro dellAIKIDO, quello dei primi tempi. Questo stile indipendente, orientato verso la tecnica pura. YOSHIN RYU o YANAGI RYU. Scuola del Cuore di Salice. Scuola di JU-JUTSU e KEN-JUTSU; fondata, secondo alcuni, dal medico di Nagasaki AKIYAMA SHINOBU, nel 1732, di ritorno da un viaggio in Cina. Per altri, invece, il fondatore un discepolo di un altro medico, sempre di Nagasaki, MIURA YOSHIN, un cui secondo allievo fonda il MIURA RYU. Lo stile di questa scuola si basa sul principio della non-resistenza, raffigurato dai rami dal salice: sotto il peso della neve si curvano, lasciandola cadere a terra, ma poi riprendono la propria posizione, con tanto maggior vigore quanto pi sono piegati inizialmente. La stessa immagine deve aver avuto in mente KANO JIGORO, il fondatore del moderno JUDO, quando sintetizza diverse tecniche di JU-JUTSU, dopo aver frequentato lo YOSHIN RYU, prima del 1882. Nel secolo XVIII il Maestro MINAMOTO-NO YANAGI razionalizza insegnamento e tecniche di combattimento, riducendo queste ultime a 124, dalle oltre 500 che la scuola conta alla fine del secolo XVII. Oggi la scuola anche conosciuta anche come Ten.yo Kai. YOTSU. Quattro in giapponese puro. In sino-giapponese SHI o YON, per contare le persone (NIN) si dice YONNIN, per oggetti particolarmente lunghi (HON) susa YONHON. YOWAKI. Indica una persona con un KI debole e, quindi, con poca personalit, carattere umile. Chi, invece, ha un KI forte, chiamato TSUYOKI. [si veda KI] YOYO-SHONIN. Mercanti muniti di patente. Sono mercanti molti dorigine SAMURAI che godono di alcuni privilegi, come una certa esenzione dalle tasse e la possibilit di vivere molto vicino al castello del Signore. La loro attivit maggiore la fornitura di equipaggiamenti militari. YU. Esistere; essere. La bravura tinta deroismo. Uno dei sette punti del BUSHIDO. [si veda] YUBI. Dito (anche SHI). YUBI-JUTSU. Particolare metodo, utilizzato dai NINJA del Gyokku Ryu, per sferrare colpi mortali utilizzando le dita delle mani. YUBISAKI. Punta delle dita. YUDANSHA o DANSHA. il praticante dArti Marziali che ha ottenuto uno o pi DAN ed quindi cintura nera. In alcune scuole e Discipline dal 3 DAN in su, in altre dal 1 in poi. YU-GAKE. Guanti da arciere. Sono di tessuto e cuoio, assicurati al polso da lunghe cinghie. Il guanto per la mano sinistra, che regge lo YUMI, di pelle o tessuto, ricoperto con maglia di ferro. Quello per la mano destra, di cuoio, ha pelle pi morbida per indice e medio e doppio spessore per il pollice, al fine di compensare lusura (si tira alla mongola). Alcuni modelli di YU-GAKE coprono solo pollice, indice e medio, con una larga fascia attorno al polso; altri hanno un foro, a forma di cuore, sul palmo, per la traspirazione. YUKEN. Posizione (tipicamente del KENDO) con la spada: le lame (o gli SHINAI) sono a contatto, sincrociano. Questa posizione opposta a MUKEN, con le lame che non si toccano. YUKI. Coraggio (termine composto di KI). YUMI. Arco. Larco giapponese, di antichissima concezione rinvenimenti archeologici di archi laccati fanno risalire la comparsa di questarma almeno al secolo V a.C. appartiene allampia famiglia degli archi asiatici a struttura mista, ma diverso dagli altri in dimensioni ( lungo da 180 a 240 cm, per uno spessore di circa 5 cm) e fabbricazione. Poich gli antichi arcieri tirano con un ginocchio a terra (solo in un secondo 189

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tempo, dal secolo XII circa, lo fanno cavalcando e nasce, appunto, il KYUBA-NO-MICHI, la Via dellarco e del cavallo), la parte superiore dellarco quasi doppia rispetto allinferiore, con limpugnatura molto sotto il centro. Se una forma siffatta consente luso di frecce lunghe, il tendere larco alla mongola [la corda si prende nella piega del pollice e la cocca si trova molto dietro lorecchio; si usano guanti speciali, gli YU-GAKE] va a scapito della precisione, nonostante quello che raccontano le leggende [si veda WASA DAIICHIRO]. Lo YUMI piegato alle estremit in due curve costanti, che si rovesciano quando, molto sopra lorecchio, si tende larco. Dapprima in legno di bosso, lo YUMI in seguito fabbricato in bamb con aggiunta di legno Rhus succedanea, malacca, colla di pesce, lacca, cuoio. Il tipo shige-to-yumi (legno laminato, legato con malacca e laccato) considerato arma da nobili, mentre il tipo maru-ki di tipo semplice. Le tipiche frecce (YA), di canna colorata con tre impennaggi, lunghe da 90 a 100 cm, pesanti, distruttive, sono adatte alle brevi distanze [la gittata dellarco tipico si aggira sui 100 metri] e lanciate normalmente, quindi, con traiettoria tesa. Le cuspidi da guerra sono di innumerevoli forme, con dimensioni variabili (da 1 a 15 cm) e con lungo codolo. Esistono anche archi pi piccoli, come quello alto circa 90 cm, utile per tirare dalla lettiga, o quello ancora pi corto (circa 75 cm), di tipo mongolo simmetrico, a doppia curvatura, usato soprattutto dai NINJA nel Periodo EDO. Larco giapponese per eccellenza, comunque, rimane quello lungo e asimmetrico, ancora presente come arma dordinanza delle truppe imperiali fino al 1868, anche se dal secolo XVI numerosi contingenti sono dotati di armi da fuoco. Larco e la spada sono sempre stati le venerate armi del nobile militare, il BUSHI, rappresentandone ed incarnandone qualit e prerogative, fin dai tempi eroici dei KUGE (Periodo HEIAN, 794-1156). Larciere (ITE), anche chiamato YUMI-TORI, colui che impugna larco, da sempre un guerriero di rango, tanto vero che guerra e arco e frecce (yumi-ya), per il BUSHI, sono sinonimi. Per qualche esperto, lo YUMI larma da getto pi bella dellEstremo Oriente. Ci sono anche gli YUMI sacri e cerimoniali, anchessi di legno, in due pezzi, normalmente uniti allimpugnatura da un manicotto metallico ed arricchiti con decorazioni in lacca. Da sempre guaritori e preti scintoisti usano gli archi quali strumenti magici: il suono, caratteristico, della corda vibrante, considerato in sintonia con le vibrazioni divine dellUniverso. Anche i tornei di SUMO vedono almeno dal secolo XVI la presenza di un arco cerimoniale, brandito da un SUMOTORI di rango basso che esegue, appunto, la danza con larco, la YUMITORI-SHIKI. YUMI-TORI. Chi impugna larco. sinonimo di arciere (ITE) e, quindi, del guerriero di rango elevato. YUMITORI-SHIKI. Danza con larco. la cerimonia conclusiva dogni torneo di SUMO e serve a commemorare un fatto del 1575: la danza di ringraziamento eseguita da MIYAI GANZAEMON, il SUMOTORI vincitore di un torneo organizzato da ODA NOBUNAGA. Come ricompensa per il valore e la bravura dimostrati, MIYAI GANZAEMON riceve 500 KOKU di riso ed un arco, impugnando il quale improvvisa una danza in onore di ODA NOBUNAGA. Oggi un SUMOTORI di rango basso ad eseguire la YUMITORI-SHIKI sul DOHYO. probabile che questa danza richiami il KEN-BU, lantico ballo rituale dei SAMURAI, eseguito prima (come forma propiziatoria) e dopo (per celebrare le gesta guerresche) ogni battaglia.

-ZZA. Sedile, seggio. Posizione seduta. Rione di una citt, normalmente circondato da canali, mura o recinzioni, con porte che si chiudono di notte ed in caso di disordini. Di solito, nel Periodo EDO (1603-1868), uno ZA unarea ampia pi di due strade ed sorvegliato da numerosi funzionari locali: laddetto ai registri familiari, delle tasse e della residenza; il capo dei vigili del fuoco; i custodi alle porte. Ogni strada o tratto di strada, inoltre, sorvegliata da un pubblico ufficiale, che abita nella via da lui controllata; un ufficiale della comunit, con lausilio di vari assistenti, controlla i sorveglianti. Gilda, associazione di mercanti. ZABUTON. Cuscino di paglia intrecciata. utilizzato, prima della diffusione dei TATAMI (secolo XVII), per sedere sui nudi assiti di legno levigato che costituiscono i pavimenti delle case nobiliari e dei palazzi. ZAFU. Cuscino rotondo e rigido. utilizzato per la pratica di ZAZEN (la meditazione ZEN).

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ZA-HO. Modo di sedere sui talloni. Corrisponde anche alla pratica spirituale (meditazione, concentrazione) effettuata in questa postura. ZANSHIN. Lo spirito che permane. Estensione dellenergia. la giusta attenzione, che non si affievolisce durante e dopo lazione. Stato di allerta del combattente. Prima e dopo aver eseguito la tecnica, si resta sul chi vive, mantenendo la consapevolezza dellavversario (per evitarne la reazione eventuale), dellambiente e della situazione circostante. ZAN-TOTSU. Avvicinarsi e colpire. ZA-REI. Saluto rituale in ginocchio. un saluto secondo le regole (RITSU-REI). Si esegue seduti (sulle ginocchia), con le mani posate al suolo e la fronte che le sfiora. Cos come per il saluto in piedi (TACHI-REI), anche in questa posizione linclinazione del busto varia secondo linterlocutore e le circostanze: da leggero movimento del busto, a capo diritto (HAI-REI), fino, appunto, a toccare il TATAMI con la testa. [si veda REI] ZAZEN. Postura di risveglio. La posizione quella formale (SEIZA): in ginocchio, la schiena eretta, i glutei appoggiati sui talloni, sul TATAMI o su di un particolare cuscino (ZAFU), le mani posate una sullaltra (dorso della sinistra sul palmo della destra), i pollici a contatto, luno contro laltro. Nella pratica ZEN sedere alla ricerca dellilluminazione: occorre raggiungere lo stato mentale HISHIRYO (oltre il pensiero, pensiero senza pensiero), con il vuoto totale nello spirito, che cos totalmente ricettivo. Solo allora si giunge al pensiero MUSHOTOKU, lo stadio finale di chi vive in perfetta armonia con s, con la natura e con lUniverso, indifferente a ricompense, profitti, scopi, obiettivi. Non tutte le scuole ZEN danno la medesima importanza alla pratica ZAZEN, come questa nota, e antica storiella, dimostra. Un Maestro si rivolge ad un suo discepolo, molto zelante nella meditazione, e gli dice: O virtuoso, che scopo hai nel praticare zazen?. Il discepolo risponde: Il mio scopo diventare un Buddha. Il Maestro allora prende una tegola e comincia a strofinarla con una pietra. Il discepolo chiede: O Maestro, cosa stai facendo?. Lui risponde: Strofino questa tegola per farla diventare uno specchio. Il discepolo dice: Come puoi fare uno specchio strofinando una tegola?. Il Maestro ribatte: Come puoi fare un Buddha praticando zazen?. Il BUSHI, con la pratica costante dello ZAZEN la cui corretta applicazione equivale al SATORI, la libert dello spirito riesce a raggiungere la perfezione nella propria Arte Marziale. ZAZEN FUSETSU. Malattie causate da disordini respiratori. Si possono produrre durante lesercizio per raggiungere lestasi. ZEMPO. Cadere in avanti, rialzarsi e proiettare il KI (avanti o indietro). ZEMPO KAITEN. Caduta in avanti. ZEMPO UKEMI UNDO o ZEMPO KAITEN UNDO. Rotolamento continuato e controllato in avanti. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). ZEN. Totalit, tutto. Vero e profondo silenzio. Tradotto spesso anche con concentrazione e meditazione senza oggetto. una filosofia buddista (i primi contatti dei Giapponesi con il Buddismo risalgono al 538 d.C.) che indica il ritorno allo spirito originario, puro, dellessere umano; per la tradizione introdotta in Giappone dal monaco EISAI nel secolo X. Gli insegnamenti ZEN derivano dal Buddismo meditativo indiano mahyna e dal TAOISMO cinese e, contaminati dallinfluenza SHINTO, influenzano profondamente cultura e politica giapponese, trovando vasto seguito in tutte le classi sociali, soprattutto le pi elevate (e BUSHI in modo particolare: qualcuno sostiene che senza lo ZEN non sarebbe sorto il BUSHIDO). Sono cinque le scuole principali ai tempi del monaco Eno (638-713, 6 Patriarca dopo Bodhidharma; Houei Neng in cinese) e tutte praticano ZAZEN. Ora ne restano solo due: RINZAI-SHU, fondata proprio da EISAI da cui prende in nome verso il 1191, e SOTOSHU, fondata da DOGEN ZENJI nel 1227 circa. Lo ZEN pi filosofia di vita che religione: non si preoccupa di avere molti contenuti metafisici, ma ha come aspirazione la conoscenza completa della realt raggiungibile attraverso il SATORI (KENSHO) ed afferma che la trasmissione della saggezza tra Maestro e discepolo pu avvenire solo mediante un rapporto intimo e diretto (come lo SHISODEN degli antichi RYU marziali), senza il ricorso alle scritture buddiste. Lo ZEN poco si presta allanalisi logica occidentale: celebri sono i suoi KOAN 191

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[paradossi e proposizioni apparentemente assurde, che non possiamo inquadrare, se non riguardo alla consapevolezza indefinita e indefinibile propria di questa filosofia] ed i suoi MONDO [dialoghi, con domande e risposte, tra discepoli e Maestro]. Lo ZEN persegue la liberazione da quella che o pu essere la soggezione ai sistemi di pensiero, alla tecnica, allesercizio, a programmi sociali dogmatici e ristretti, a forme specifiche daffermazione della spiritualit individuale; tale obiettivo perseguito con metodi diversi, secondo le differenti scuole esistenti. La pratica ZEN mira soprattutto ad approfondire, a purificare, a trasformare la coscienza e, come affermato dal celebre studioso giapponese D.T. Suzuki, lo ZEN aspira sempre a far s che noi vediamo direttamente dentro la realt, cio siamo la realt stessa. La parola cinese Chan o Chan, secondo la trasposizione fonetica utilizzata, da cui deriva il termine giapponese ZEN, il riflesso fonetico del sanscrito dhyna (pura meditazione o illuminazione interiore) ed il nome della scuola fondata in Cina dal primo Patriarca ZEN, il monaco indiano Bodhidharma. Egli rifiuta sia ogni formalismo nella trasmissione della conoscenza, sia lesperienza dilluminazione di un Buddha; la sua scuola, in pratica, nasce dal sincretismo [fusione di teorie filosofiche o dottrine religiose diverse] tra il Buddismo mistico indiano ed il pragmatico Taoismo cinese. Per gli adepti, lo ZEN shoden-no-buppo, il DHARMA ininterrottamente, correttamente tramandato, attraverso una successione, senza soluzione di continuit, che dal Buddha giunge ai Maestri (ROSHI) attraverso i Patriarchi. In sintesi: quattro sono i punti dottrinali ZEN: 1- trasmissione diretta della dottrina, da Maestro a discepolo; 2- indipendenza dello spirito verso le scritture buddiste; 3- realizzazione della natura di Buddha in ciascun essere umano (DAIGO TETTEI); 4- comunicazione diretta fra essere umano ed Entit suprema. Un breve aneddoto, forse, riesce a (non)spiegare meglio lo spirito ZEN. Un professore universitario si reca a trovare Nan-in (1868-1912), Maestro ZEN, per interrogarlo sulla sua disciplina. Prima di cominciare a discorrere, Nan-in serve il t e, versando la bevanda nella tazza del suo ospite, la colma e continua a versare. Il professore, vedendo che il t trabocca, avverte Nan-in: La tazza piena, non ce ne sta pi!. Nan-in ribatte: Tu sei come questa tazza, colmo delle tue opinioni e delle tue supposizioni. Se prima non vuoti la tua tazza, come posso spiegarti lo Zen?. ZENDO. Sala della meditazione (anche SODO). Luogo di pratica dei monaci buddisti, quindi DOJO. ZENGO. Indica movimenti in avanti e indietro. ZENGO UNDO. IKKYO UNDO e rotazione in due o quattro direzioni. Fa parte degli esercizi fisici specializzati (AIKI TAISO), quelli di base, che si praticano da soli (TANDOKU DOSA). ZENSHO MASATSUGU. Maestro di KYU-JUTSU. Fonda la scuola HOKI RYU di tiro con larco; a lui si devono le prime codificazioni (secolo X) di tecniche e posizioni di tiro. ZOMIN. Suddivisione interna della classe sociale dei contadini, nel Giappone feudale. Fanno parte, al livello pi basso, degli abitanti delle campagne e sono equiparabili a servi della gleba, quasi schiavi. Non sono specializzati e svolgono mansioni di poco conto o lavori agricoli, come braccianti. ZORI. Sandali. Fissati al piede con una striscia di cuoio infradito, tradizionalmente sono fatti di paglia intrecciata, mentre oggi sono, normalmente, di plastica o gomma. ZUBON. Pantaloni del KEIKOGI. ZUKI. Suffisso per gola (TSUKI). ZUSA. Fante. Guerriero a piedi, di basso livello. Proviene dalla classe contadina ed utilizza una gran variet darmi, talvolta di fortuna; tra quelle in asta le preferite sono JITE e NAGINATA. A protezione del capo pone un elmo aperto (JINGASA o KASA) dalla caratteristica forma a cappello di paglia ed indossa unarmatura leggera (KOGUSOKU), quando pu permetterselo. In realt, almeno nei primi tempi, pi che veri e propri combattenti gli ZUSA sono aiutanti o serventi. Gli ZUSA sono tra i primi, unitamente agli ASHIGARU, ad utilizzare le armi da fuoco (TEPPO) sul campo di battaglia.

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PER APPROFONDIRE UN POCO DI PI


ABACO. Strumento per lesecuzione di calcoli, dantichissima origine. Un tempo costituito da una tavoletta suddivisa in colonne intagliate corrispondenti ai vari ordini delle grandezze, in cui sono poste delle pietruzze, diventa poi un telaio, corredato da bacchette in cui sono infilate palline o dischetti. La forma pi perfezionata, ancor oggi diffusa in Cina e Giappone, suddivisa in due sezioni: la maggiore per le unit, la minore per un suo multiplo, in genere cinque. La rapidit con cui un buon contabile giapponese usa il suo SOROBAN stupefacente. ACCIAIO. Composto del ferro, contenente carbonio per circo lo 0,005%. Lacciaio, arroventato e raffreddato pi o meno bruscamente (procedimento detto tempra o tempera), acquista durezza ed elasticit, mentre il ferro, che fonde solo a temperature molto alte, tenace, duro, duttile, malleabile e, con il calore rammollisce e pu essere piegato, lavorato, saldato. Anticamente il ferro contiene carbonio in percentuali assai pi alte (fino al 3%), ma anche altri elementi chimici (zolfo, manganese, fosforo ecc.) e impurit; chiamato ferraccio (oggi ghisa) e, pur difficilissimo da lavorare a martello o saldare, molto usato per costruire pezzi in stampi, grazie alla sua fusibilit. il colore assunto nel processo di riscaldamento dallacciaio che consente allocchio allenato dellesperto fabbro/armaiolo di riconoscere il momento giusto per raffreddare il pezzo in lavorazione, per ottenere una tempera, e quindi una durezza, adatta alluso. Segreto ed accurato il bagno adatto ai vari tipi dacciaio ed ai pezzi destinati ai diversi usi: acqua pura, acqua con aggiunta di sale, acqua con acidi, grasso animale, petrolio, olio ecc.; diffusa anche la tempera ad aria: il pezzo si raffredda agitandolo in aria pi o meno fredda e umida. Per ottenere una durezza maggiore, poich lacciaio temprato pu essere fragile, si pu ricorrere alla ricottura: il riscaldamento ad una temperatura adeguata alla durezza desiderata. Lacciaio pu essere lavorato solo se non temprato; in questo caso il raffreddamento deve avvenire lentamente e senza contatto con laria, magari sotto sabbia calda o cenere. AGOPUNTURA. (HARI-RYOJI, in giapponese) Metodo di trattamento (curativo e preventivo) dorigine cinese. Utilizza stimoli puntuali con aghi o ventose o passaggi, sempre puntuali. ALIMENTAZIONE. Nutrimento ogni cosa, non solo cibo. Ma come dobbiamo nutrirci? Nella nostra societ occidentale, spesso, si evidenziano due aspetti antitetici: obesit e magrezza eccessiva. Lobesit, molte volte, deriva da impossibili compensazioni alimentari: insoddisfatti della nostra realt quotidiana, cerchiamo un bilanciamento riempiendoci senza tregua, e senza misericordia, bocca e stomaco. Per contro, accade che si rifiuti la realt, rifiutando la nostra immagine, avendone in mente una che irreale, ma che prendiamo per vera: non accettiamo pi il cibo, scegliendo il deperimento piuttosto che provare a vivere; ed ecco la magrezza eccessiva. Ancora oggi, in societ per noi arretrate, essere grassi significa esibire la propria influenza sociale: avere pi di ci che serve, ostentare potere, ricchezza ed anche buona salute. Lobesit come ostentazione, da noi, non funziona pi: quanto mai dovrebbero ingrassare, ricchi e potenti, per dimostrare di esserlo? Per assurdo, lespressione sociale di potere, ricchezza, possesso, pu trasformarsi nella magrezza eccessiva: superato lirrazionale timore della mancanza di cibo, si supera anche la necessit di cibo quale compensazione, surrogato daltre carenze. Quando non si soffre pi la fame, quando il rischio di avere troppo e non troppo poco, ci si diletta in diete pi o meno detestate, di tutti i tipi. Ipocaloriche o dissociate, elastiche o strette, monofasiche o bilanciate; e poi i cibi complementari e gli incompatibili, il calcolo calorico e quantaltro. In pratica, non esiste pi equilibrio e noi facciamo i conti solo con gli eccessi. La tradizione orientale, cinese in particolare, considera anche il nutrimento come il compimento delleterno equilibrio fra Xing, la Forma, la massa corporea (lo Yin) ed il Qi (KI), il Soffio Vitale, lenergia che sostiene lorganismo (lo Yang). Una forma corporea essenziale, non gravata da peso eccessivo (e quindi, nella logica orientale, non appesantita da ristagni denergia) non solo salutare, ma garantisce un metabolismo efficiente. Per questo motivo lo Yin, il peso del corpo, non deve eccedere lo Yang, lenergia vitale. Allestremo opposto, anche lo Yin insufficiente, che non riesce a sostenere lo Yang (da cui leccessiva magrezza), uno squilibrio cui occorre rimediare. Da queste considerazioni nasce sia la scelta di unalimentazione sobria, talvolta frugale, mai eccessiva, ma sempre varia, nutriente ed attenta al contributo ed al contenuto energetico di ogni singolo alimento, sia lesercizio del digiuno, periodico e abituale (gi pratica alimentare tipica della tradizione antica dogni popolo, compreso il nostro). In Oriente, ad ogni modo, il nutrimento non solo il cibo, ma anche il respiro. Noi respiriamo in automatico, senza pensarci, per necessit; loro lo fanno consapevolmente, adeguando ritmo e profondit del respiro allattivit compiuta. Un esempio? Chuang Tzu, antico 193

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Maestro taoista, ha lasciato scritto: Chi, soffiando ora con forza, ora con dolcezza, espira ed inspira, espelle laria viziata ed assorbe laria pura, e si appende come lorso, e si stira come luccello, ricerca la longevit. Lo stesso ideogramma cinese che rappresenta il Qi (KI), il Soffio Vitale, ritrae, stilizzato, un pugno di riso in cottura, col vapore che sale: cibo, il riso, e respiro, il vapore. Non tutto. Per la tradizione orientale, tutto ci che entra in contatto con un individuo, entra in lui, attraverso gli organi di senso; ed entrando in lui, ogni cosa nutrimento. Tutti gli organi sensoriali (vere e Organo/senso Elemento Organo/Viscere proprie porte del nostro organiOrecchio/udito Acqua Rene/Vescica smo verso lesterno) sono collegaOcchio/vista Legno Fegato/Vescica biliare ti, attraverso i Canali Energetici, Polpastrelli/tatto Fuoco Pericardio/Triplice Riscaldatore ad Organi e Visceri profondi ed in Bocca/gusto Terra Milza/Stomaco rapporto ai CINQUE ELEMENTI [si Naso/olfatto Metallo Polmone/Grosso Intestino veda]. AMIDISMO. una forma semplificata di Buddismo, diffusasi fin dal secolo X. Consiste nella pietistica credenza in Amida, il Buddha della salvezza, che, nellultimo istante di vita, accoglie lanima pia del fedele nel suo Paradiso dellOvest, la Terra di Purezza (JODO). una credenza che rende pi accettabile il Buddismo al popolo, slegando la religione da difficili studi e basando la teoria della salvezza sulla pura fede. Tra i primi a diffondere questa fede Kuya, un principe imperiale fattosi monaco itinerante, che canta il nome di Amida nelle campagne e nelle citt. Dopo di lui altri monaci tentano di sfrondare le sette esoteriche TENDAI e SHINGON dagli eccessi di mistico ritualismo, da sostituire con limmediata fede salvifica in Amida. ANIMISMO. una concezione filosofica in base alla quale lanima rappresenta il fondamento sia delle funzioni vegetative sia di quelle intellettuali. Lanimismo, per gli evoluzionisti, la prima forma religiosa umana, caratterizzata dal considerare ogni cosa come sede di un principio vitale (anima, spirito, divinit), da onorare, venerare, adorare e, spesso, temere. ANTALGICO. Opposto al dolore, che lo distrugge. APPRENDIMENTO. Si veda INSEGNAMENTO. ARMA. Termine generico che indica: a) qualsiasi arnese pi o meno complicato e/o ingegnoso, costruito con lo scopo di offendere o di difendere (dalla fionda al missile, dallo scudo alla fortezza); b) qualunque sostanza, oggetto o strumento, impiegabile alloccorrenza quale mezzo di offesa o difesa (dal coltello al sasso, dallolio bollente al bastone); c) qualsiasi sostanza chimica o mistura di sostanze, quando usata per scopi bellici (dagli esplosivi agli aggressivi chimici); d) tutte le parti del corpo umano utilizzate, soprattutto nelle Arti Marziali, per percuotere (ATEMI WAZA) nel combattimento a mani nude. Normalmente, i bersagli sono i cosiddetti punti vitali o deboli (KYUSHO) e le armi utilizzate sono: dita, mani (aperte o chiuse a pugno), polsi, avambracci, gomiti, ginocchia, piedi e testa. Gli ATEMI, se portati da un esperto, possono scalfire, paralizzare dal dolore, ferire seriamente od uccidere. Ogni Arte Marziale individua con precisione la parte del corpo utilizzata per colpire lavversario, assegnandole uno specifico nome. Numerose e diverse sono le classificazioni adottate per ordinare la materia. Nelluso militare si suddividono in offensive o doffesa, e difensive o di difesa e sono normalmente ripartite in terrestri, marittime e aerospaziali. Armi difensive sono quelle da riparo o protettive: qualunque oggetto usato a difesa del proprio corpo o della cavalcatura, quindi tutti i tipi di scudo e le varie parti darmature, corazze, BARDE. Per estensione, ma in modo improprio, cos chiamata qualunque arma o attrezzatura difensiva mobile o fissa. Pure le armi offensive, alloccorrenza, possono essere usate a scopo difensivo. Armi offensive sono quegli oggetti o strumenti, di qu