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Guida in stato di ebbrezza: alterazione del tasso alcolometrico accertato mediante etilometro nel paziente diabetico

Gli etilometri utilizzati dalle Forze dellOrdine su strada misurano il valore dell'alcool, ovvero dell'etanolo contenuto nel sangue, tramite l'analisi dell'aria alveolare espirata. Il rapporto tra concentrazione di etanolo nel sangue e nellaria alveolare relativamente costante (ad es 80 mg di etanolo /100 ml di sangue producono 35 g/100ml di etanolo nell'aria espirata) Lacetone che si produce in alcune condizioni nella malattia diabetica, smaltito anche attraverso i polmoni, pu alterare i valori indicati dalletilometro. Lerrore da sovrastima minimizzato, ma non annullato, dalla corretta taratura dello strumento e dal suo corretto utilizzo. Premesso tutto questo, le domande che ci poniamo sono: 1. dimostrato che la cinetica delletanolo (prodotto dopo assunzione di alcol) e la cinetica dellacetone (prodotto nella malattia diabetica) siano uguali, e quindi sia corretto correlare direttamente i valori dellacetone (rilevati nel sangue) con i valori dellacetone rilevato nellaria espirata secondo i normali criteri della legge di Henry? 2. la tolleranza del 1,5% sul valore di 0,5 g/l e del 3% da 1.5 a 3,0 g/l, programmata dai test di taratura e controllo periodico delletilometro, adeguata a tener conto delleventuale errore minimizzandolo? 3. valori di acetone nel sangue tali da determinare la falsa positivit delletilometro sono compatibili con la sicurezza della guida nel diabetico a prescindere dalluso di alcool? 4. situazioni di scompenso (temporaneo o stabile) tali da produrre acetone nella quantit sufficiente per positivizzare il test delletilometro possono essere agevolmente determinati (o stimati) dal diabetico prima di mettersi alla guida? 5. esistono formule per calcolare i tempi di rientro dalla condizione di acidosi dopo correzione, e di abbattimento della concentrazione di acetone nel sangue e nellaria espirata, a prescindere dai parametri clinici soggettivi?