Sei sulla pagina 1di 34

FARMACOLOGIA FELETTI

Analisi antidoping, i primi test nel 1972


DOPINGBisogna inizialmente fare una distinzione tra atleti di alto livello e amatori, il doping è
diffuso soprattutto negli atleti amatori come ciclisti, maratoneti e bodybuilding.
Il brevetto dei farmaci dura 20 anni, una categoria delle sostanze dopanti viene definita S0.
Se una persona si droga si fanno dei test immuno chimici, anche più semplicemente chiamati test
anti-droga.
A partire dagli anni 80 Europa, America e Asia, si sono date delle regole comuni per garantire la
sicurezza, la qualità e l’efficacia, in modo che se un farmaco viene creato per esempio in Asia, gli
altri due continenti non devono fare dei test specializzati e costosi per vedere l’efficacia e la
sicurezza del farmaco.
FARMACO CINETICA 1° La farmacocinetico può essere definita come lo studio dell’assorbimento
sistemico, della distribuzione, del metabolismo e dell’escrezione di un farmaco nell’organismo.
Farmacocinetica= Ciò che l’organismo fa al farmaco
I farmacocinetisti usano parole, simboli ed equazioni matematiche per descrivere e predire il
comportamento del farmaco.
Con le parole si possono descrivere concetti. I simboli sono usati con un preciso
significato, ma non c’è uniformità nel loro uso in differenti pubblicazioni, per cui si genera
confusione.
Le equazioni matematiche sono funzioni che mostrano le relazioni tra una variabile e l’altra.
EMATOCROMORapporto tra il volume della parte corpuscolare e il volume del sangue intero
La farmacocinetica clinica si occupa dell’applicazione dei principi di farmacocinetica per l’utilizzo
efficacie e sicuro dei farmaci nel singolo paziente. Scopi primari della farmacocinetica clinica sono
l’aumento dell’efficacia della terapia e la diminuzione della tossicità per il paziente.
Poichè esistono forti correlazioni tra concentrazioni plasmatiche e risposte farmacologiche è
possibile per i clinici applicare i principi della farmacocinetica clinica al singolo paziente in
situazioni reali.
L’effetto del farmaco è spesso correlato alla sua concentrazione al sito d’azione, per cui sarebbe
utile monitorare questa concentrazione. I siti recettoriali sono inaccessibili alle nostre osservazioni
ed ampiamente distribuiti nel corpo, per cui la misura diretta della concentrazione al sito d’azione
non è realizzabile.
Possiamo misurare le concentrazioni del farmaco nel plasma (o nel sangue intero o nelle urine od
altre matrici) prelevando campioni a vari tempi.
Esiste una relazione prevedibile tra concentrazioni plasmatiche e concentrazioni al sito
recettoriale: se aumenta la concentrazione plasmatica, la concentrazione tissutale nella maggior
parte dei tessuti crescerà proporzionalmente, se diminuirà la concentrazione plasmatica, diminuirà
anche la concentrazione tissutale.
Studiando le concentrazioni del farmaco nel plasma, ipotizziamo che le concentrazioni plasmatiche
correlino direttamente alle concentrazioni nei tessuti dove il processo patologico deve essere
modificato dal farmaco. Questa ipotesi non è però valida per tutti i farmaci.
FARMACODINAMICAIl termine farmacodinamica si riferisce alla relazione tra la concentrazione
del farmaco al sito d’azione e l’effetto risultante, incluso il decorso temporale e l’intensità
dell’effetto terapeutico o degli effetti diversi.
Farmacodinamica= ciò che il farmaco fa all’organismo. Per la maggior parte dei farmaci la
concentrazione al sito d’azione determina l’intensità dell’effetto.
I modelli sono usati per descrivere ed interpretare matematicamente una serie di dati ottenuti
sperimentalmente. La farmacocinetica è basata su modelli applicati ai processi di assorbimento,
distribuzione ed eliminazione. Poiché assorbimento, distribuzione ed eliminazione avvengono
contemporaneamente, il farmaco è in uno stato dinamico nell’organismo e la sua concentrazione
cambia continuamente nel tempo.

LOGARITMI

CALCOLO DIFFERENZIALE Permette di calcolare la velocità di variazione di una variabile


(variabile dipendente) in funzione di un’altra variabile (variabile indipendente)
La concentrazione di un farmaco nell’organismo (variabile dipendente) si modifica nel tempo
(variabile indipendente), C = f(t) , in base ai dati riportati di seguito Ct = C0 – k 0 x t

Tempo Concentrazione plasmatica del farmaco C


(ore) (µg/mL)
0 12
1 10
2 8
3 6
4 4
5 2

La concentrazione (C) decresce di 2 µg/Ml/hr dC/dt= -k0 equazione differenziale


una volta integrata si ottiene Ct=C0 –k0 x t
C= f(t) funzione matematica che descrive come varia la concentrazione: C t = 12-2 x t
CALCOLO INTEGRALE Considerando la funzione y= f(x), al contrario del calcolo differenziale, il
calcolo integrale corrisponde ad una sommatoria di f(x).dx, il segno ſ significa sommatoria.
Data la funzione y =ax, l’integrale è ſ ax · dx
e può essere inteso come somma di tutte le aree singole comprese sotto il grafico della funzione
y= f(x) (AUC, Area Under Curve).
Se x è specificato ed è dato un intervallo tra a e b, l’integrale è definito, da x = a ad x = b, cioè è
calcolata l’area sotto la curva da a a b.
Il calcolo integrale permette di definire la quantità di principio attivo che raggiunge la circolazione
sistemica in un certo intervallo di tempo

Tempo Concentrazione plasmatica


(ore) (µg/Ml)
0,5 38,9
1,0 30,3
2,0 18,4
3,0 11,2
4,0 6,8
5,0 4,1

INTEGRAZIONE NUMERICA
1)Trapezoide lineare
Vantaggi: facilmente calcolabile
Svantaggi: Assume una linea retta tra i punti sperimentali (nella parte della curva tra C1 e C2 nella
figura precedente). Grandi errori con curva ripida
Sottostima o sovrastima dipendono dal fatto che la curva sia ascendente o discendente
I modelli farmacocinetici sono descritti da equazioni che a loro volta descrivono i livelli di farmaco
in funzione del tempo. Lo sviluppo di un’equazione appropriata dipende dallecaratteristiche del
modello considerato. La seguente equazione è conseguente al modello della slide precedente:
Rate of change of drug in systemic circulation = Rate of absorption – Rate of elimination
Prima di riscrivere l’ultima equazione sotto forma di equazione differenziale, sono necessarie le
seguenti informazioni:
1) l’ordine della velocità dei processi
2) il tipo di modello di distribuzione per il farmaco considerato
Entrambi sono essenziali per la costruzione del modello.
Per esprimere la velocità di cambiamento della concentrazione o della quantità di farmaco, come
risultato del movimento delle molecole attraverso le barriere del corpo, sono usati i principi di
cinetica chimica per le velocità di reazione. In relazione all’ordine del processo, i fenomeni
farmacocinetici possono seguire cinetiche di primo ordine o di ordine zero.
Equazioni generali: dC/dt = k x Cn o dAb/dt = k x Abn
dove k è la costante di velocità ed n è l’ordine della cinetica.
CINETICHE DI PRIMO ORDINE
Equazioni generali: dC/dt = k.Cn o dAb/dt = k.Abn
In un processo di primo ordine, n =1, C1 = C (o Ab1 = Ab), la velocità del processo è proporzionale
alla concentrazione C o alla quantità, Ab (Amount in the body), del farmaco.
Si ottengono dC/dt = k x C o dC/dt = - k x C dAb/dt = k x Ab o dAb/dt = - k x Ab 4
dove k è la costante di velocità di primo ordine con le dimensioni di un reciproco del tempo
(h-1 o min-1), caratterizzante l’aumento o la diminuzione di concentrazione o quantità del farmaco.
La maggior parte dei processi farmacocinetici, cioè l’assorbimento, la distribuzione ai tessuti e
l’eliminazione, segue cinetiche di primo ordine.
CINETICHE DI ZERO ORDINE
Equazioni generali: dC/dt = k x Cn o dAb/dt = k x Abn
In un processo di ordine zero, n =0, C0 = 1(o Ab0 = 1), la velocità è costante ed indipendente dalla
concentrazione C o dalla quantità, Ab, del farmaco.
Si ottengono dC/dt = k0 o dC/dt = - k0 dAb/dt = k0 o dAb/dt = - k0
dove ko è la costante di velocità di ordine zero, con dimensioni di concentrazione o quantità diviso
unità di tempo, cioè, (mg/L).h-1 o mg/h, ( o (mg/L).min-1 o mg/min), caratterizzante l’aumento o la
diminuzione di concentrazione o quantità del farmaco.
Cinetiche di ordine zero sono incontrate in casi particolari in farmacocinetica, come l’infusione
venosa continua a velocità costante (ingresso del farmaco nella circolazione) e la velocità costante
di assorbimento nelle formulazioni a rilascio controllato.
In farmacocinetica si incontra un terzo tipo di cinetica, la cinetica di Michaelis-Menten, di ordine
zero ad elevate concentrazioni e di primo ordine alle basse, descritto dall’equazione di
MichaelisMenten: dC/dt = Vmax * C/(Km + C)
dove Vmax è la velocità massima del processo e Km è la costante di velocità di Michaelis-Menten.
Questo tipo di cinetica si applica a processi enzimatici o a trasportatori saturabili.

MODALITA CINETICA
PRIMO ORDINE ZERO-ORDINE PSEUDO-ZERO ORDINE
Esponenziale lineare non- lineare Michaelin-Manten
(Maggioranza dei farmaci) (Eccezionale) (Alcuni farmaci)
Le tre modalità fondamentali di cinetica caratterizzanti il destino di un farmaco nell’organismo
In una cinetica di eliminazione di primo ordine:
-la frazione della dose eliminata nell’unità di tempo è costante ed indipendente dalla dose
somministrata.
-La quantità assoluta di farmaco eliminata nell’unità di tempo è direttamente proporzionale alla
quantità o concentrazione del farmaco nell’organismo.
-La quantità assoluta di farmaco eliminata nell’unità di tempo non è costante e diminuisce con il
diminuire della quantità di farmaco nell’organismo.
-Il tempo di emivita è costante ed indipendente dalla quantità o concentrazione del farmaco
t1/2 = 0,693/k
-La concentrazione di farmaco diminuisce in modo esponenziale.
-Riportando su un sistema di assi cartesiani la concentrazione plasmatica in funzione del tempo si
ottiene una retta se si utilizza una scala semilogaritmica
-L’AUC è proporzionale alla dose somministrata. I metaboliti non variano qualitativamente
aumentando la dose somministrata.
-La velocità di eliminazione è proporzionale alla concentrazione di farmaco nell’organismo.
In una cinetica di eliminazione di ordine zero:
-la frazione della dose eliminata nell’unità di tempo non è costante e dipende dalla dose
somministrata.
-La quantità assoluta di farmaco eliminata nell’unità di tempo è costante e indipendente dalla
quantità o concentrazione del farmaco nell’organismo.
-La quantità assoluta di farmaco eliminata nell’unità di tempo è costante e non diminuisce con il
diminuire della quantità o concentrazione del farmaco nell’organismo.
-Il tempo di emivita non è costante ed il t1/2 iniziale è proporzionale alla quantità o
concentrazione iniziale del farmaco ed è inversamente proporzionale alla costante di ordine zero
k0: t1/2 = 0,5 . C0/k0 Poichè il t1/2 diminuisce col diminuire della concentrazione, il t1/2 ha scarsa
utilità pratica.
-Riportando su un sistema di assi cartesiani la concentrazione plasmatica in funzione del tempo si
ottiene una curva con concavità verso il basso se si utilizza una scala semilogaritmica.
-Non esponenzialità della diminuzione dei livelli di farmaco nell’organismo.
-Non proporzionalità tra AUC e dose somministrata.
-Variazione qualitativa e quantitativa dei prodotti di eliminazione al variare della dose
somministrata.
-Inibizione competitiva del trasporto, metabolismo, legame alle proteine ecc. da parte di altri
farmaci.
-Esagerato aumento della risposta a dosi superiori a quelle che determinano saturazione.
MODELLI DI DISTRIBUZIONE Il modello dell’equilibrio istantaneo è basato sull’assunzione che
una volta raggiunta la circolazione sistemica, la concentrazione del farmaco nei tessuti si equilibri
istantaneamente con quella del plasma. Se questa assunzione è valida per il farmaco considerato,
il corpo si comporta come un unico compartimento.
Un compartimento è un’entità descritta da un preciso volume ed una concentrazione ottenuta
dopo la somministrazione di una certa dose.
Nell’uomo si possono campionare facilmente solo sangue (da cui si ottengono plasma o siero) ed
urine. I metodi compartimentali in farmacocinetica sono usati per descrivere con modelli i dati
sperimentali delle concentrazioni plasmatiche nel tempo o con le concentrazioni urinarie
l’escrezione cumulativa nel tempo.
Schematicamente, il modello aperto ad un compartimento si presenta come un recipiente in cui si
ha un istantaneo equilibrio dopo la somministrazione del farmaco.
Concettualmente, il modello ad un compartimento si basa sull’assunzione che il farmaco sia
completamente, omogeneamente ed istantaneamente distribuito nel corpo.
Sebbene questa assunzione sia valida per un gran numero di farmaci, non lo è per quei farmaci che
penetrano lentamente in alcuni tessuti in cui vanno incontro ad equilibrio.
In queste condizioni, il modello usato per descrivere la farmacocinetica del farmaco è quello a due
compartimenti. (aggiungi foto)
Nel modello a due compartimenti, il corpo è considerato costituito da un primo compartimento
(centrale) comprendente tessuti che si equilibrano istantaneamente ed un secondo
compartimento (periferico) con tessuti che si equilibrano lentamente.
Di solito il comportamento di un farmaco in un sistema biologico può essere descritto da modelli
ad uno o due compartimenti. A volte è necessario l’utilizzo di modelli a tre o più compartimenti.
Inizialmente si osserva se i dati sperimentali sono compatibili con un modello ad un
compartimento, se non lo sono, si considera un modello più complicato.
DISEGNO DEL MODELLO ED EQUAZIONE CORRISPONDENTE
Stabilito l’ordine delle velocità dei processi e postulato il modello, il modello matematico può
essere costruito.
Si scrivono le equazioni differenziali che descrivono il cambiamento della concentrazione
plasmatica o della quantità di farmaco nei compartimenti. La soluzione delle equazioni differenziali
porta all’equazione del modello. Alla fine l’equazione ottenuta è espressa in termini di
concentrazione nel compartimento in funzione del tempo.
Esempio: Disegnare il modello per lo schema.
assumendo somministrazione singola per os, assorbimento ed eliminazione di primo ordine,
modello ad un compartimento. Scrivere l’equazione differenziale che descrive il cambiamento
della quantità di farmaco nel compartimento
La seguente equazione è conseguente al modello precedente:
Rate of change of drug in systemic circulation = Rate of absorption – Rate of elimination
Il modello può essere rappresentato graficamente da:
Ka Kel

Dove ka e kel sono rispettivamente la costante di assorbimento e la costante di eliminazione


entrambe di primo ordine.
Il cambiamento della quantità di farmaco nel compartimento è descritto dalla seguente equazione
differenziale: dAb/dt = ka x Ag – kel x Ab
Rate of change of drug = Rate of absorption – Rate of elimination
Dove Ab è la quantità del farmaco nel compartimento ed Ag la quantità del farmaco nel tratto
gastrointestinale (che deve essere ancora assorbita).
Una soluzione dell’eq. precedente, tramite integrazione ed alcuni passaggi (tra i quali la
trasformazione della quantità di farmaco Ab nella concentrazione C), porterà all’equazione
bi-esponenziale che descrive la concentrazione del farmaco nel compartimento in funzione del
tempo. Dove: C(t)= B x eke x t – A x ek x t
- Ct è la concentrazione del farmaco al tempo t
- ka e kel sono rispettivamente le costanti di assorbimento e di eliminazione.
-B ed A sono le intercette, sull’asse delle concentrazioni in un grafico semilogaritmico, di rette che
definiscono la fase di eliminazione e di assorbimento.
Un’altra soluzione porterà all’equazione che descrive il cambiamento della concentrazione di
farmaco nel compartimento in funzione del tempo, l’equazione di Bateman:
F ⋅ D . Ka −kel x t −ka .t
Ct = (ⅇ −ⅇ )
v ⋅ (ka−kel)

-Ct è la concentrazione del farmaco al tempo t


-Ka e Kel sono rispettivamente la costante di assorbimento e la costante di eliminazione di primo
ordine
-D è la dose di somministrazione per os
-F la frazione della dose del farmaco immodificato che raggiunge la circolazione sistemica
(biodisponibilità)
-V il volume di distribuzione
F e ka sono parametri legati a qualsiasi tipo di somministrazione extravascolare
Modello aperto ad un compartimento. Somministrazione unica rapida per via endovenosa (bolo)
Poiché il corpo si comporta come un sistema ad un unico compartimento, la somministrazione per
bolo è seguita da un istantaneo equilibrio del farmaco nel volume totale del sangue e nei tessuti.

i.v kel

La velocità alla quale il farmaco è eliminato è proporzionale alla quantità Ab del farmaco nel corpo:
dAb/dt = – kel . Ab
La forma integrata di questa equazione differenziale è Abt = Ab0 x e-kel x t
Dove Ab0 è la quantità Ab del farmaco nel corpo al tempo t = 0, cioè la dose.
Se la quantità di farmaco nell’organismo diminuisce secondo una cinetica di primo ordine ed il
modello è ad un compartimento, dopo bolo e.v., la velocità di eliminazione del farmaco è:
ⅆAB
=−k ⋅ Ab
ⅆt
Che integrata diventa: Abt = Ab0 x e -k.t
-Abt = quantità totale di farmaco presente nell’organismo al tempo t
-Ab0 = quantità iniziale di farmaco (dose)
-k = costante della velocità di eliminazione del farmaco dall’organismo
Per ogni valore attribuito a t, Abt è una funzione esponenziale del valore iniziale Ab 0 (per t = 0)
La quantità totale di farmaco nell’organismo non si può misurare, si possono invece determinare le
concentrazioni plasmatiche o sanguigne di un farmaco.
d Ab
=−k x Ab
dt
Che integrata diventa: Ct = C0 x e – k x t
PRINCIPALI PROCESSI CHE CONTRIBUISCONO ALLA DIMINUZIONE DELLA CONCENTRAZIONE
PLASMATICA DEL FARMACO
1)metabolismo
2) escrezione nelle urine per filtrazione glomerulare
3) escrezione nelle urine per secrezione tubulare
4) uptake da parte del fegato ed eliminazione con la bile
L’uptake nei tessuti non è incluso tra le vie che determinano la diminuzione (modello ad un
compartimento) perché si applica il modello dell’equilibrio istantaneo e perché è un processo
reversibile.
push (bolus), singola dose, due compartimenti, primo ordine di eliminazione, da equazioni
differenziali alla soluzione
dC 1
=C 2 x K 21−C 1 x K 1 O−C 1 x K 12
dt
dC 2
=C 1 x K 12−C 2 x K 21
dt
Ct = A x e –α x t + B x e –β x t
PARAMETRI FARMACO CINETICI ASSOCIATI COL MODELLO E IL LORO CALCOLO
-VOLUME DI DISTRIBUZIONE E COSTANTE DI ELIMINAZIONE
-VOLUME APPARENTE DI DISTRIBUZIONE La quantità del farmaco nell’organismo ad ogni tempo
è uguale alla concentrazione moltiplicato il volume apparente di distribuzione, cioè Abt = Vd x Ct
dove Vd è il volume dell’organismo nel quale il farmaco si distribuisce.
Dopo somministrazione per bolo endovenoso può essere calcolato dall’equazione Vd = Ab0 /C0
(Vd = Dose/C0) dove C0 è la concentrazione plasmatica al tempo 0 e Ab 0 la dose somministrata.

E’ implicito che se Abt = Vd x Ct e Vd = Ab0 /C0


il volume di distribuzione, Vd, è una costante di proporzionalità tra la quantità Ab del farmaco e la
concentrazione plasmatica del farmaco C.
Quindi Abt = Ab0 x e-kel x t può essere scritta in termini di concentrazione.
Ct = C0 x e-kel x t. Il volume di distribuzione è espresso in unità di volume (L), riferito ad un
individuo di 70 Kg, o normalizzato sul peso corporeo, in L/Kg.
La velocità di rimozione del farmaco dal plasma diminuisce continuamente, in altre parole la curva
ha un declino esponenziale e la velocità di rimozione del farmaco dal plasma è proporzionale alla
quantità presente ad ogni tempo.
Un altro modo per descrivere questo fenomeno è dire che una frazione costante del farmaco
presente ad ogni tempo è eliminata nell’unità di tempo.
La kel, la costante della velocità di eliminazione, esprime questo concetto.
ln C 2 −lnC 2
k el= C1 e C2= concentrazione del farmaco al tempo t1 e t2.
t2 −t 1
Kel= tasso di eliminazione globale costante
kel, la costante della velocità di eliminazione, è una costante di proporzionalità e può essere
definita come la frazione di farmaco presente ad ogni tempo eliminata nell’unità di tempo.
Per esempio, se Kel è 0,1 h-1, il 10% del farmaco presente ad ogni istante viene eliminato in un’ora.
Ha dimensioni di un reciproco di un tempo.
Modello a due compartimenti o metodi non compartimentali, invece di K el si preferisce β o λz :
costante di eliminazione globale del farmaco dall’intero organismo, diversa da k 1-0.
−ln C ( 1 )−ln C ( 2 )
λ2
−t (2 )−t (1)

CL Dose CL Dose
Varea= = Varea= =
k AUC ⋅k k el AUC ⋅k el
CL Dose CL Dose
Varea= = Varea= =
β AUC ⋅ β λz AUC ⋅ λz

.
(GRAFICI)
CLEARANCE La clearance è un parametro che descrive l’eliminazione irreversibile di un farmaco
dalla circolazione sistemica. Può essere riferita al sangue intero od al plasma, a seconda della
concentrazione del farmaco che si determina.
La clearance totale (o sistemica) può essere intesa come la somma di tutte le clearance degli
organi deputati all’eliminazione: Cl tot = Cl epatica + Cl renale + Cl altri organi
Nell’ambito di ciascuno di questi organi, l’efficienza del processo viene definita dalla formula:
Cl organo = Q x E
Dove Q è il flusso ematico attraverso l’organo ed E (Estrazione o Extraction Ratio (ER)) un
parametro adimensionale che rappresenta la frazione di estrazione del farmaco.
E è una misura dell’efficienza dell’organo nell’eliminare il farmaco in un singolo passaggio e può
assumere valori da 0 ad 1.
La clearance d’organo può essere quindi considerata una funzione del flusso di sangue e di E.
- E è dipende dalle caratteristiche del farmaco e dalla condizione dell’organo.
- Il flusso Q è un parametro che può essere alterato in condizioni patologiche.
- La velocità di eliminazione del farmaco è la differenza tra velocità di ingresso e velocità di uscita.
CA CV
Fegato
Q Q
Dose Orale Dose intravenosa
CL epatica

Resto del corpo

Cl renale Cl altri
Tasso di presentazione: Q x CA Tasso di uscita: Q x CV Tasso di eliminazione: Q x (CA-CV)
Il rapporto di estrazione (ER) di un organo che può essere definito come il rapporto tra il tasso di
eliminazione e il tasso di presentazione:
Q(C A−Cv ) ( C A −C v )
ER= =
Q ⋅C A CA

-Eh = 0,8 significa che l’80% del farmaco che entra nel fegato è eliminato grazie al metabolismo
durante il suo primo passaggio.
-Fh = frazione del farmaco che entra nel fegato che sopravvive al metabolismo epatico di primo
passaggio.  Fh = 1 - Eh = 1 – 0,8 = 0,2
Il 20% del farmaco entrato nel fegato sopravvive al metabolismo epatico e raggiunge la
circolazione sistemica.
Il fegato è il principale organo di metabolizzazione. L’estrazione dipende dal flusso di sangue al
fegato, dalla frazione di farmaco libero, dall’attività intrinseca degli enzimi farmaco-metabolizzanti.
-Per farmaci a bassa estrazione epatica (E < 0,3) (clearance capacità dipendente), la clearance
epatica è determinata esclusivamente dal legame con le proteine del sangue e dall’attività degli
enzimi.
-Per farmaci ad alta estrazione epatica (E > 0,7) (clearance flusso dipendente), la clearance epatica
è determinata dal flusso di sangue al fegato.
La clearance di farmaci metabolizzati con estrazione intermedia è determinata in parte da
ciascuno dei tre elementi.
Q
MODELLO BEN MESCOLATO DI CLEARANCE EPATICA Fh=1− Eh Fh=
Q+CLint∗fu
C Lh=Q fu∗CL intr Vmax
h⋅
f u ⋅CL intr Eh= CLint =
Qh+f u⋅ C L intr Qh+ fu∗CLintr Km
FARMACI A BASSA ESTRAZIONE EPATICA Quando la clearance intrinseca (attività enzimatica) é
molto minore del flusso di sangue al fegato, l’equazione si semplifica così: CLH= fu* CLintr
Se QH » fu*CLint allora QH + fu*CLint è praticamente uguale a Q, quindi:
clearance epatica = frazione libera * clearance intrinseca
In questo caso la clearance epatica di uno specifico farmaco è direttamente proporzionale
all’attività degli enzimi farmaco metabolizzanti quel farmaco ed alla sua frazione libera nel sangue;
è inoltre indipendente dal flusso del sangue al fegato.
A causa della bassa clearance intrinseca in pratica la clearance epatica diventa insensibile alle
variazioni di flusso.
Questo tipo di farmaci (es. il diazepam) sono chiamati a clearance capacità dipendente o a bassa
estrazione epatica o con bassa clearance.
FARMACI AD ALTA ESTRAZIONE EPATICA Quando la clearance intrinseca (attività enzimatica) è
molto maggiore del flusso di sangue al fegato, l’equazione si semplifica così: CL H =QH
Questo perché se fu * Clint » QH allora QH + fu * CLint è circa uguale a fu * CLint. Quindi:
Clearance epatica = flusso di sangue al fegato
In questo caso l’attività enzimatica è elevatissima ed il fegato ri muove tutto il farmaco in un
singolo passaggio, compreso quello legato alle proteine plasmatiche, per cui il legame alle proteine
plasmatiche non è importante. Inoltre un cambiamento dell’attività enzimatica diventa
trascurabile o ininfluente.
La clearance epatica dipende dal solo flusso ematico al fegato.
Farmaci come i nitrati ed il verapamil sono chiamati a clearance flusso dipendente o ad alta
estrazione epatica o ad elevata clearance epatica.

CLEARANCE TOTALE PLASMATICA


Clearance totale plasmatica: è volume di plasma depurato dal farmaco nell’unità di tempo.
Esprime meglio del t½ e della k la capacità dell’organismo di eliminare un farmaco.
Velocitàdi eliminazione −dAb −dAb ∕ dt
CL= Velocità dieliminazione = CL=
Concentrazione plasmatica db C
CL
quindi: CL= K* Vd k =
Vd

ESCREZIONE URINARIA E CALCOLO DELLA CLERANCE RENALE La velocità di escrezione e la


quantità totale di farmaco escreto possono essere calcolate conoscendo:
-Tempo di raccolta delle urine
-Volume delle urine
-Concentrazione del farmaco nelle urine
Ad ogni istante la velocità di escrezione renale di un farmaco è data dal prodotto della ClR per la
concentrazione plasmatica: V escrez. = ClR * C
Se la ClR di un farmaco è costante, la velocità di escrezione urinaria è proporzionale alla
concentrazione plasmatica e quindi rispecchia le variazioni del farmaco nell’organismo.
La frazione della dose escreta immodificata con le urine (fe) fornisce una misura quantitativa del
contributo dell’escrezione urinaria all’eliminazione del farmaco dall’organismo.
È un utile parametro per stabilire la posologia in caso di disfunzioni renali.
quantità totale escretaimmodificata con≤urine
- fe=
Dose
velocità di escrezione urinaria
ad ogni tempo: fe=
velocità di eliminazione
-Per farmaci escreti esclusivamente per via renale fe = 1
-Per farmaci poco escreti per via renale fe è molto bassa
Frazione della dose escreta per altre vie = 1 – fe Cl extrarenale = (1 – fe) * Cl
Costante della velocità di eliminazione extrarenale = (1 – fe).k
FATTORI CHE ALTERANO LA CLEARANCE (Cl)
-Peso corporeo -Area superficie corporea
-Gittata cardiaca -Interazioni tra farmaci
-Quoziente di estrazione -Genetica
-Funzionalità epatica -Legame alle proteine plasmatiche
-Funzionalità renale

FORMULE
COSTANTE DI VELOCITÀ DI ELIMINAZIONELa costante di velocità di eliminazione rappresenta la
frazione di farmaco presente nell’organismo che può essere eliminata nell’unità di tempo t.
Quantità eliminata nel l ' unitàdi tempo t
K= '
Quantitàtotale nel l organismo
È data dalla somma della costante di escrezione e della costante di metabolizzazione k = k ex + km
Se ad esempio k = 0,1 h-1, il 10% del farmaco presente nell’organismo sarà eliminato (escreto e/o
metabolizzato) in un’ora.
Cl
K= La costante di velocità di eliminazione dipende dai due parametri fondamentali, volume
Vd
di distribuzione e clearance.
0,693
Cl = k x Vd Cl = t 1 x Vd
2
t1 Vd
Pertanto, la relazione tra tempo di emivita, clearance e volume di distribuzione è: =0,639 x
2 Cl
GRAFICI 2B
Considerando l’esempio che abbiamo visto in precedenza (eliminazione di primo ordine, modello
ad un compartimento) ma assumendo la velocità di infusione del farmaco di ordine zero, il
modello può essere rappresentato da:
ko kel
dove k0 (o R0 ) è la velocita’ di infusione di ordine
zero e kel è la costante di eliminazione.
Il cambiamento della quantità di farmaco nel compartimento è descritto dalla seguente equazione
differenziale: dAb/dt = k0 – kel x Ab
Come si può vedere dalla formula, il processo di eliminazione segue una cinetica di primo ordine.
Soluzione della precedente equazione differenziale: Ct= Css (1-e-k x t).
SOMMINISTRAZIONE EXTRAVASCOLARE Esempio: somministrazione unica per via orale,
sublinguale, rettale, intramuscolare, sottocutanea, intracutanea.
La velocità di variazione della quantità di farmaco nell’organismo dipende dalla velocità di
assorbimento e dalla velocità di eliminazione del farmaco.
Velocità di assorbimento = ka x Aa (primo ordine)
-ka = costante della velocità di assorbimento
-Aa = quantità di farmaco che deve essere ancora assorbita.
Velocità di eliminazione = k x Ab (primo ordine)
-k = costante della velocità di eliminazione
-Ab = quantità totale di farmaco presente nell’organismo
AB
Velocità di cambiamento di un farmaco nell’organismo ad ogni tempo: d =ka x Aa−k x Ab
dt
F x Dose x ka
Soluzioni= Ct= B x e-k x t – A x e-ka x t e Ct= x ( e−k x t−e−ka x t ) Il
Vd x ( ka−k )
cambiamento della quantità di farmaco nel compartimento è descritto dalla seguente equazione
dAb
differenziale: = ka x Aa – kel x Ab
dt
Dove Ab è la quantità del farmaco nel compartimento ed Aa la quantità del farmaco che deve
essere ancora assorbita
BIODISPONIBILITÀ E’ la frazione della dose somministrata che raggiunge immodificata la
circolazione sistemica e la velocità con cui avviene il processo.
-Calcolo della biodisponibilità assoluta se la dose è la stessa per le due vie di somministrazione
AUCex ( po , ℑ , sc )
considerate: F=
AUC ev
AUC formulazione test
-Calcolo della biodisponibilità se la dose è la stessa: F=
AUC formulazione reference
Fattori di biodisponibilità individuali (assorbimento sistemico), legati ai processi fisiologici ed
indipendenti dalla forma farmaceutica somministrata
-Se somministrazione orale: Frazione assorbita (Fa): frazione della dose del farmaco che supera la
membrana apicale luminale dell’enterocita ed entra in esso
-Biodisponibilità intestinale (Fg): frazione del farmaco entrata negli enterociti che sfugge al loro
metabolismo.
-Biodisponibilità epatica (Fh): frazione della dose che entra nel fegato e sfugge al metabolismo
epatico di primo passaggio.
La biodisponibilità complessiva F può essere espressa come F = F a * Fg * Fh
FATTORI DI BIODISPONIBILITÀ INDIVIDUALICalcolare quanti mg di farmaco raggiungono la
circolazione sistemica se si somministrano per via orale 100 mg considerando che il 10% della dose
viene distrutta dalle secrezioni acide dello stomaco, il farmaco rimanente entra nelle cellule
dell’epitelio intestinale (ed una frazione non ritorna nel lume intestinale), il 20% viene ivi
metabolizzato ed il 30% del farmaco entrato nel fegato viene metabolizzato.
F= Fa x Fg x Fh F= 0,9 x 0,8 x 0,7 = 0,504 F x Dose= 0,504 x 100mg = 50,4 mg

FATTORI CHE INFLUENZANO LA BIODISPONIBILITÀ


-Caratteristiche del farmaco -Caratteristiche della formulazione
-Caratteristiche del paziente -Interazioni con altre sostanze
FATTORI CHE MODIFICANO LA BIODISPONIBILITÀ
-Caratteristiche del farmaco: Caratteristiche chimiche, dimensioni polveri, forma cristallina,
solubilità in acqua, idratazione, solvatazione
-Caratteristiche della formulazione: Tipo e quantità degli eccipienti – Granulometria –
Compressione - Composizione e caratteristiche delle capsule e dei rivestimenti – Tensioattivi -
Tipo, forma e dimensioni delle compresse
-Caratteristiche del paziente: Età – Sesso - Stato fisico - Tempo di somministrazione - pH, motilità e
struttura gastroenterica - Metabolismo presistemico gastrointestinale ed epatico - Malattie
intercorrenti - Fenotipo genetico
ETÀ
Neonato: Ossidazione carente o inattiva, scarsa glucoronoconiugazione, solfoconiugazione ed
idrolisi normali.
Anziano: Capacità metaboliche simili all’adulto. Possono però intervenire altri fattori quali circolo
epatico e renale, riduzione first-pass gastroenterico
SESSO Differenze tra i sessi sono evidenti negli animali di laboratorio. Nell’uomo sono state
studiate poco.
Esempi di farmaci con first-pass saturabile (raddoppiando la dose ho un incremento più che
proporzionale di Cmax ed AUC): “Alprenololo - 5-fluorouracile - Isosorbide dinitrato – Propanololo)
INTERAZIONE TRA FARMACIEsempio: combinazione inibitori delle proteasi virali: ritonavir-
lopinavir.
SOMMINISTRAZIONI RIPETUTE PER VIA ORALEL’andamento delle concentrazioni plasmatiche di
un farmaco si può prevedere conoscendo la dose somministrata e l’intervallo di tempo tra le
somministrazioni (τ, Tau).
Si può calcolare un regime terapeutico a dosi ripetute purché le dosi iniziali di farmaco non
alterino la farmacocinetica delle dosi successive considerando che:
- I livelli plasmatici dopo la 2a, 3a o nma dose si sovrappongono a quelli ottenuti dopo la 1a, 2a , o (n
- 1)ma dose.
La quantità di farmaco assorbita dopo singola somministrazione deve essere uguale a quella
assorbita allo steady state tra due successive somministrazioni:
- AUC dopo singola somministrazione deve essere uguale all’AUC calcolata allo steady state
durante l’intervallo tra due dosi successive.
DOSE RATE La “dose rate” indica la quantità di farmaco somministrato per unità di tempo
indipendentemente dalla frequenza intermittente del dosaggio.
Può essere espressa in dose giornaliera (mg/die) o in altre unità di tempo.
La “dose rate” of 2000 mg/die può essere somministrata come infusione continua a velocità
costante (circa 1,39 mg/min o circa 83,3 mg/ora) o in modo intermittente (ovvero 500 mg ogni 6
ore o 1000 mg ogni 12 ore).

DOSING INTERVAL(τ) È il tempo tra due somministrazioni intermittenti. Una volta scelta la dose,
l'intervallo di dosaggio appropriato viene deciso in base all'emivita del farmaco.
Quando un farmaco viene somministrato cronicamente, è una buona regola somministrarlo a
intervalli di dosaggio non superiori al t1/2.
Un tau (τ) di circa un'emivita è scelto per farmaci con emivite di circa 24-12-8 ore permettendo di
somministrare il farmaco rispettivamente una, due e tre volte al giorno.
A volte è possibile somministrare farmaci con emivita breve a intervalli più lunghi dell'emivita
(gentamicina, un antibiotico aminoglicosidico, emivita 1-4 ore, somministrazione ogni 8 ore o una
volta al giorno, per infusione continua breve a velocità costante).
Con farmaci con un range terapeutico ristretto come la teofillina, sarà conveniente l'uso di
formulazioni a rilascio prolungato, specialmente nei bambini. Se il farmaco ha un'emivita molto
lunga, come il fenobarbital (4 giorni), si userà una somministrazione una volta al giorno.
La fluttuazione della concentrazione nell'intervallo di dosaggio sarà piccola.
DOSAGE REGIMEN La descrizione completa della somministrazione del farmaco caratterizzata
da una «dose rate» ed un «dosing interval».
Il regime posologico di 1000 mg ogni 12 ore prevede una «dose rate» di 2 g/die (circa 1,39 mg/min
o 83,3 mg/ora per infusione endovenosa continua a velocità costante), che viene suddivisa in 2
dosi somministrate ad un «dosing interval» di 12 ore.
IL DOPING Contravviene ai principi etici dello sport e della medicina. Viola il regolamento del
movimento olimpico, rappresenta una minaccia per la salute dei giovani e degli atleti.
Legge 376 del 14 dicembre 2000 «Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della
lotta contro il doping», (10 art.) e successive modifiche
ARTICOLO 1: L’attività sportiva è diretta alla promozione della salute individuale e collettiva e deve
essere informata al rispetto dei principi e i valori educativi richiamati dalla Convenzione contro il
doping.
ARTICOLO 2: Costituiscono doping la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze
biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione a pratiche mediche
non giustificate da condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le
prestazioni agonistiche degli atleti
ARTICOLO 3: Ai fini della presente legge sono equiparate al doping la somministrazione di farmaci
o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione di pratiche mediche non
giustificate da condizioni patologiche, finalizzate e comunque idonee a modificare i risultati dei
controlli sull’uso dei farmaci, delle sostanze e delle pratiche indicati nel comma 2.
ARICOLO 4: In presenza di condizioni patologiche dell’atleta documentate e certificate dal medico,
all’atleta stesso può essere prescritto specifico trattamento purché sia attuato secondo le modalità
indicate nel relativo e specifico decreto di registrazione europea o nazionale ed i dosaggi previsti
dalle specifiche esigenze terapeutiche.
In tale caso, l’atleta ha l’obbligo di tenere a disposizione delle autorità componenti la relativa
comunicazione e può partecipare a competizioni sportive, nel rispetto di regolamenti sportivi,
purché ciò non metta in pericolo la sua integrità psicofisica.
Decreto del 30 aprile 2004 la scatola del farmaco deve avere un pittogramma tondo (il farmaco
può essere utilizzato come doping). Il foglio illustrativo nelle "Avvertenze speciali“ "Per chi svolge
attività sportiva: l'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può
determinare comunque positività ai test anti-doping"
Codice sportivo antidoping
AZIONE FARMACOLOGICA Attività fisica/Sport

FARMACOCINETICA  Assorbimento, Svuotamento gastrico. Transito intestinale, Flusso ematico


Ph ed escrezione
EFFETTO FARMACOLOGICO
ASSORBIMENTO
-Fase farmaceutica: capacità della forma farmaceutica (capsule, compresse, supposte, soluzioni,
aerosol...) di cedere il principio attivo affinché venga assorbito ed assoggettato ai processi
farmacocinetici
-Fase farmacocinetica: dipende dalle caratteristiche chimiche e chimico-fisiche del farmaco e
comprende una serie di processi che determinano la quota di farmaco disponibile al sito di azione
Vie di somministrazione: Sublinguale, Gastrica, Intramuscolo, Sottocutanea, Transdermica
Esercizio fisico Ridistribuzione gittata cardiaca - Regione splancnica, muscoli
ASSORBIMENTO GASTRICO
Esercizio intensità/durata Svuotamento Gastrico, transito intestinale, Ph, flusso ematico
splancnico.
- Regola l’arrivo di qualsiasi materiale nell’intestino tenue (farmaci)
ASSORBIMENTO SUBCUTANEO ED INTRAMUSCOLO Muscoli a riposo ricevono il 15-20% della
gittata cardiaca. Muscoli in attività ricevono l’ 80-90% della gittata cardiaca
Il sottocute è fortemente vascolarizzato per dispersione calore durante l’attività fisica
L’assorbimento incrementa nelle zone vascolarizzate (attive) e si riduce nelle zone meno
vascolarizzate (inattive).
Insulina s.c. incrementa la sua concentrazione plasmatica del 12-25% durante l’esercizio fisico
ASSORBIMENTO TRASDERMICO (PERCUTANEO) Fattori che regolano l’assorbimento
-Temperatura
-Flusso ematico
-Idratazione (sudorazione)
Patch alla Nitroglicerina (anginosi) può essere 2-3 volte più biodisponibile durante attività fisica
Attenzione alla riduzione della pressione diastolica in ambienti caldi con accentuata sudorazione
(collassi).
ASSORBIMENTO POLMONARE Terbutalina (b2 Agonista) Antiasmatico
Esercizio Fisico:
-Incrementa la velocità di comparsa nel plasma (tmax 26 min vs 53 min)
-Incrementa la concentrazione plasmatica (biodisponibilità ed AUC) (Cmax 17.3 mmol/L vs 11.4
mmol/L)
Il flusso ematico polmonare incrementa sensibilmente. Possibilità di tossicità per incremento della
concl. pl.
La somministrazione per gli atleti asmatici deve aumentare la frequenza ma non la dose.
METABOLISMO ED ELIMINAZIONE EPATICA L’esercizio fisico riduce la clearance
(metabolizzazione) dei farmaci.
Farmaci: Grande estrazione epatica, Intermedia estrazione epatica, Bassa estrazione epatica.
Il testosterone circolante durante esercizio fisico incrementa del 30% per riduzione della sua
clearance epatica(no per variazione sintesi).
ESCREZIONE RENALEMeccanismi fisiologici funzionalità renale:
-Filtrazione Glomerulare
-Riassorbimento Tubulare
-Secrezione Tubulare
L’attivazione del sistema simpatico (catecolamine) riduce il flusso ematico renale
Il sistema Angiotensina/aldosterone riduce il volume delle urine
Esercizio Fisico intenso: il flusso ematico renale si riduce sino al 54% (pre-ex)
Dopo 1 hr recupera solo l’80% (pre-ex)
-Caffeina: Eliminata per escrezione renale (99% metaboliti, 1% invariata)
Cicloergometro 50% VO2max 75 min
Eliminazione caffeina si riduce 5 volte (femmine) 2 volte (maschi)
Il volume urinario si riduce molto nelle femmine meno nei maschi
Attività fisica molto intensa può creare disfunzioni renali transitorie.
Attività al 130% di VO2max Incrementa la permeabilità glomerulare
Nei 400-800 m viene inibito il riassorbimento tubulare e le proteine a basso PM possono perdersi
nelle urine finali(+ 100%)
La presenza di proteine nelle urine è correlata al lattato ematico (intensità esercizio)
A riposo il 95-99% delle proteine viene riassorbito (cellule tubulari)
Esercizio molto intenso: aumenta la permeabilità glomerulare. Riduce riassorbimento tubulare e
Perdita di proteine attraverso le urine
ORMONI E PERFORMANCE ATLETICA: Sistema simpatico adrenergico Omeostasi Funzioni vitali,
risposta rapida (rispetto endocrino).
-Catecolamine Terminazioni nervose Noradrenergiche
-Catecolamine Tirosina (Dopamina, Noradrenalina, Adrenalina Recettori Adrenergici)
-Catecolamine Midollare Surrene Adrenalina)
Risposta simpatica, Fight and/or flight, Aumento metabolismo, gittata e frequenza cardiaca
-CatecolamineDistribuzione gittata cardiaca (muscolare, ipossia, acidosi, Pco2)
-CatecolamineFrequenza respiratoria, Broncodilatazione, Stimolazione, Centro respiro
-Catecolamine Metabolismo (disponibilità energetica immediata, Glicogenesi, Lipolisi)
ESERCIZIO FISICO:
-Utilizzo facilitato substrati energetici muscolari e circolatori
-Mantenere omeostasi energetica
-Adeguamento cardiovascolare e respiratorio
L’esercizio fisico incrementa il rilascio di catecolamine. I terminali nervosi Noradrenalina
(frequenza cardiaca) correlata all’intensità non influenzata dalla glicemia.
Midollare del surrene Adrenalina influenzata dalla glicemia
Nelle gare di durata la riduzione di glicemia stimola un maggior rilascio di adrenalina.
Temperatura Elevata per preservare la vasodilatazione periferica e mantenere la perfusione
muscolare forte riduzione flusso splancnico.
-Esercizio Fisico “Farmaco” Ipertensivo, il 20% popolazione è ipertesa.
Allenamento aerobico riduce la pressione sistolica e diastolica mediamente del 10%
Allenamento contro resistenza da evitare per eccessivo incremento della pressione sistolica e
diastolica.
Stimolanti del Sistema Nervoso Centrale - Effetto principale sul SNC - Funzioni cardiovascolari
Passaggio BEE e azione farmacologica grazie a:
- Aumento rilascio neurotrasmettitori (az. indiretta) (amfetamina ed efedrina)
- Stimolazione diretta recettori post-sinaptici (efedrina e caffeina)
- Inibizione della ricaptazione dei neurotrasmettitori (cocaina e amfetamina) (az. indiretta)

AMFETAMINE: Tolleranza, dipendente e tossicità La tolleranza si instaura rapidamente


Tossicodipendente amfetaminico:
necessita di 1g/die per effetti ottenuti inizialmente con dosi di 10- 30 mg/die
Sintomi psicotici
Aggressività
- Assorbimento facilitato dalla presenza di cibo tmax 1-2 ore
Escrezione urinaria, Urine acide accelerano l’eliminazione, Urine basiche ne bloccano
l’eliminazione
EFFETTI COLLATERALI: Confusione, sudorazione, palpitazioni, dilatazione della pupilla,
ipertensione, tachicardia, tremori e Alterazione della personalità.
Potente effetto anoressizzante con liberazione di acidi grassi.
Aumento consistente della temperatura corporea
ORMONI E PERFORMANCE ATLETICA: Asse ipotalamo-Ipofisi-Soma
Secrezione pulsatile di GH con picchi notturni che compaiono un’ora dopo inizio del sonno.
Picchi con ampiezza e frequenza diversa nelle diverse età
-Stimola la secrezione di IGF-1 (Fegato)
Stimolato dal GHRH (Releasing Hormone), Inibito dalla Somatostatina
Secrezione età-dipendente (Farmaco Anti-aging ?)
AUMENTO:
- Aminoacidi (Arginina) - Ipoglicemia
- a2-Agonisti Adrenergici-Clonidina - Glucagone
- Estrogeni - Oppioidi
- Glucocorticoidi a basse dosi - Esercizio Fisico
DIMINUIZIONE:
- Somatostatina - Iperglicemia
- Acidi Grassi - b2-Agonisti
- Glucocorticoidi ad alte dosi
L'esercizio fisico rappresenta un forte stimolo per la secrezione di GH.
Il picco di GH conseguente all'esercizio fisico è osservato:
Tra il 25° ed il 60° minuto nel corso di esercizi di lunga durata, Tra la fine del 5° ed il 15° minuto del
periodo di recupero per esercizi di durata inferiore ai 20 minuti.
La secrezione di GH risulta maggiore:
- nelle donne rispetto agli uomini
- nei giovani rispetto ai soggetti anziani
- nei sedentari rispetto a soggetti allenati
La secrezione di GH nel corso di esercizio fisico è influenzata da diversi fattori:
- intensità
-allenamento

INTENSITÀ Una risposta significativa del GH all'esercizio fisico è osservata già per esercizi di
bassa intensità (50% del VO2 max) e diventa massima intorno alla soglia anaerobica (70% del
VO2max). Un ulteriore aumento di intensità non provoca aumenti del picco di secrezione.
La maggiore risposta del GH all'esercizio fisico è osservata nel corso di esercizi anaerobica e con
grande produzione di lattato.
 LA SECREZIONE DI GH DIPENDE DALL'ACCUMULO DI ACIDO LATTICO IN CIRCOLO, MAGGIORE IL
LATTATO PRODOTTO MAGGIORE SARA’ LA PRODUZIONE DI GH.
La secrezione GH è direttamente proporzionale alla durata dell'esercizio e inversamente
proporzionale al periodo di recupero
ALLENAMENTO La risposta del GH all'esercizio fisico è inversamente correlata al grado di
allenamento. A parità di intensità di esercizio un soggetto allenato produce meno lattato di un
soggetto non allenato.
Un sedentario produce più GH di un allenato.
Nei soggetti allenati può giocare un ruolo inibitorio l’attivazione dell’asse surrenalico (cortisolo)
che può stimolare un maggior tono somatostatinico.
AMINOACIDI Un elevato livello circolante di AA può essere uno stimolo fisiologico alla
liberazione di GH.
L’arginina determina uno stimolo diretto (prova della funzionalità fisiologica di rilascio di GH) di
liberazione di GH attivando il rilascio di GHRH ipotalamico.
-180 mg/Kg Arginina i.v.  20 volte maggiore  GH (ormone somatotropo) nelle femmine
-400 mg/Kg Arginina i.v.  8 volte maggiore  GH nei maschi
-Metionina, Fenilalanina, Lisina e Istidina i.v.  Dalle 8-22 maggiore  GH
Azione mediata dalla riduzione del tono somastatinico
IGF-1 Peptide prodotto ubiquitariamente ma in modo maggiore dal fegato sotto stimolazione
del GH
- Livelli costanti – Emivita 8-10 ore
- Circola legato a IGF – BP
IGF-1 FATTORE DI PROGRESSIONE
- Replicazione e differenziazione cellulare
- Performance e resistenza psico-fisica
- Accrescimento muscolare e osseo
- Regolazione del segnale neuromuscolare
- Riduzione dei dolori osteo-muscolotendinei
ORMONI PEPTIDICI E GLIOCOPROTEICI: Ormone della crescita
-OSSO: Stimolo diretto di GH e di IGF, allungamento ossa pre-adolescenza, stimolazione cartilagini
ricche di recettori GH e IGF-1
-MODIFICAZIONE DELLO SCHELETRO: Aumento mani e piedi, orbite e mascella (acromegalia)
Aumento organi interni, cardiomegalia (morte)
-TESSUTO ADIPOSO: Aumento massa magra, riduzione grasso viscerale
-INSPESSIMENTO DELLA CUTE: Epidermide a elefante (ruvida)
-MODIFICAZIONI BIOCHIMICHE: Iperglicemia, iperlipidemia. Nei bambini nani la dose terapeutica
non induce sintomi diabetici
Impossibile la valutazione antidoping utilizzando urine. In clinica si usano immunoassays.
Interferenze per GHBP. Elevata variabilità. Per doping 2 test ematici: GH biomarker test e GH
isoform test
- Il GH isoform test non può valutare il GH estratto da cadavere ed il rilascio di GH stimolato da
farmaci
PRINCIPALI ANDROGENI
-Testosterone: è il principale ormone maschile. Viene prodotto nei testicoli dalle cellule di Leydig.
Da esso vengono prodotti gli estrogeni attraverso l'enzima aromatasi.
Il testosterone regola produzione e maturazione degli spermatozoi, libido, erezione e lo sviluppo
delle caratteristiche maschili secondarie.
-Diidrotestosterone (DHT): è il metabolita del testosterone maggiormente attivo. Viene prodotto
per azione dell'enzima 5alfa-reduttasi principalmente nei testicoli e nella prostata.
La maggiore attività è data dalla maggiore affinità con il recettore degli androgeni. I derivati del
DHT non possono essere aromatizzati.
-Deidroepiandrosterone (DHEA): prodotto dalle ghiandole surrenali e dall’ovaio, è il principale
ormone androgeno nelle donne, nonché precursore degli estrogeni. Sembra che il DHEA aumenti il
fattore di crescita insulino-simile (IGF-l) e riduca gli effetti catabolici del cortisolo.
-Androstenedione: prodotto da testicoli, ghiandole surrenali ed ovaie. Viene convertito
metabolicamente in testosterone.
-Androsterone: prodotto dal fegato metabolizzando il testosterone, debole attività androgena.
-Androstenediolo: prodotto dal DHEA viene convertito in testosterone dall'organismo. In eccesso
in pazienti con carcinoma surrenale.
TESTOSTERONE
-Substrato biologico: Colesterolo
-Emivita 55 minuti
-Frazione libera 2-3 %
-Frazione biodisponibile
-T Libero + T non SHBG
IN ETA' PREPUBERALE: influenza sul comportamento
IN ETA' PUBERALE:
- sviluppo e maturazione dei genitali esterni
-acquisizione dei caratteri sessuali secondari (comparsa di barba, baffi, peli, recessione temporale,
abbassamento del tono della voce)
- crescita lineare scatto di crescita puberale (interazione con GH e IGF-1)
- psiche: attitudini più aggressive e sviluppo della libido
- Aumento della massa muscolare
-Metabolismo lipidico (aumento delle LDL)
IN ETA' ADULTA:
-crescita dei peli, mantenimento delle caratteristiche sessuali secondarie, eventuale comparsa di
calvizie
-psiche: mantenimento delle attitudini comportamentali e della libido stimolo della
spermatogenesi
-ematopoiesi: stimolo produzione dell’eritropoietina
GLI STEROIDI ANABOLIZZANTI ANDROGENI Testosterone inefficace se somministrato per o.s.
o i.m. perché rapidamente assorbito e metabolizzato dal fegato.
Modifiche nella molecola cambiano le sue caratteristiche PK/PD.
La modificazione sull’-OH legato al carbonio 17 rende la molecola depot quindi con efficacia per
via parenterale.
Un radicale alchilico sul carbonio 17 ritarda il catabolismo epatico della molecola, che diventa
efficace anche oralmente. Maggior tossicità epatica, modificazioni nella struttura dei primi tre
anelli. Possiedono attività androgenica tutti gli steroidi con:
- 19 atomi di carbonio con un gruppo beta-idrossilico in C-17 ed un gruppo chetonico in C-3.
I composti 17 alfa-alchilati sono dotati di forte epatotossicità, per la presenza del gruppo alchilico,
nel sito di inattivazione epatica, efficaci oralmente ma più epatotossici.
La presenza del recettore citosolico per DHT è dimostrata solo negli organi sessuali, prostata, aree
cerebrali, cute;
La presenza dell’enzima 5alfa-reduttasi sembra indispensabile solo per le azioni virilizzanti.
Non necessario per azione anabolizzante, dove tale azione viene espletata, dipende dal
testosterone: a livello muscolare non c’è l’enzima 5alfa-reduttasi, effetto ipertrofizzante quindi
dovuto al testosterone.
- A livello cerebrale testosterone e derivati inducono effetto amfetamino-simile per riduzione
dell’attività MAO, con aumento dell’aggressività.
- A livello del midollo osseo stimolo dell’eritropoiesi. Aumento massa magra.
L’ipertrofia muscolare indotta dall’allenamento fa aumentare il numero dei recettori per il
testosterone.
INFLUENZA ESERCIZIO FISICO: Asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi maschi
Difficili segni clinici riconducibili a variazioni della secrezione di GT (rispetto alle femmine).
 Nei maratoneti si può registrare una riduzione dell’ampiezza e della frequenza dei pulses di
rilascio di LH.
- Esercizi di durata inferiore ai 90 min: e di buona intensità incrementano il testosterone
circolante (dati molto variabili)
- Esercizi di durata superiore ai 90 min: e di buona intensità decrementano il testosterone
circolante
L’allenamento con carichi quantitativi e di intensità elevati porta ad un significativo aumento del
tono surrenalico (sport di squadra e sport di endurance).
TESTOSTERONE E SPORT Il livello di testosterone aumenta significativamente (35%) durante lo
sforzo (corto/medio) e spesso permane alto ancora mezz’ora o un ora dopo la conclusione.
Si può verificare che in concomitanza del massimo della “forma” dell'atleta l'aumento possa essere
minore, segno di un adattamento allo stress indotto dall'allenamento.
 UN ESERCIZIO PROLUNGATO SI ACCOMPAGNA AD UNA RIDUZIONE SIGNIFICATIVA DI
TESTOSTERONE
Tuttavia atleti di sport di resistenza come i maratoneti possono avere livelli basali di testosterone
simili a soggetti normali; per cui questo calo è tanto minore tanto più il soggetto è ben allenato.

GLI STEROIDI ANABOLIZZANTI ANDROGENI: Usi terapeutici


- Terapia sostitutiva nell’uomo (stimolo sviluppo sessuale)
- Terapia sostitutiva nella donna (libido ritardata e perdita della libido in menopausa)
- Anabolismo proteico (interventi chirurgici, grandi traumi, ustioni, AIDS)
- In alcuni casi di anemie resistenti ad altre terapie
- Osteoporosi ( mix di estrogeni e testosterone)
- Terapia contro i tumori al seno (pre-menopausa)
GLI STEROIDI ANABOLIZZANTI ANDROGENI: Uso nello sport
Uso di più steroidi anabolizzanti contemporaneamente con diversi profili farmacologici.
Mix di somministrazioni orali e per iniezione (Riduzione della tolleranza per un determinato
steroide)
- Atleti di potenza (lanciatori, sollevatori e culturisti) uso di dosi a multipli della posologia
- Atleti di resistenza e nei recuperi post-infortunio dosi sovrapponibili a quelle raccomandate
- Atleti di velocità uso di dosi superiori di poco alle posologie
HCG gonadotropina corionica umana, usata per aumentare i livelli di testosterone nei maschi e
mantenere o riavviare la funzionalità gonadica compromessa dall'azione degli steroidi.
L'HCG è prodotta solo dalla donna gravida nella placenta nelle fasi successive alla fecondazione;
permette di prolungare l'azione dell' LH.
Le gonadotropine (LH e HCG) e i loro releasing factors sono vietati dal regolamento anti-doping
solo nei maschi.
Effetti collaterali degli steroidi androgeni in entrambi i sessi:
- Arresto crescita per accelerazione maturazione scheletrica
- Acne,seborrea
- Alopecia
- Sterilità
- Alterazioni libido
- Ittero, aumento degli enzimi di funzionalità epatica, epatomegalia, carcinoma epatico
- Rottura tendini sotto sforzo
- Ritenzione idrica
- Ipertensione arteriosa
- Modificazione profilo lipidico in senso aterogeno, con aumento LDL e diminuzione HDL
- Aumentato rischio di ictus cerebrale ed infarto del miocardio
- Cardiomiopatia
- Alterazioni della psiche
- Aumento dell’aggressività
- Psicosi (crisi di astinenza)
- Policitemia, aumento ematocrito
- Danni neurodegenerativi
Effetti collaterali degli steroidi androgeni nel maschio
- Atrofia testicolare e impotenza
- Azoospermia
- Ipertrofia della prostata (carcinoma della prostata)
- Ginecomastia
Effetti collaterali degli steroidi androgeni nella femmina
-Amenorrea
- Oligomenorrea
- Virilizzazione
- Ipertrofia del clitoride
- Abbassamento del tono della voce (irreversibile)
- Irsutismo
- Atrofia mammaria (carcinoma mammario)
GLI STEROIDI ANABOLIZZANTI ANDROGENI: Uso nello sport e Polifarmacologia
L’abuso di steroidi anabolizzanti porta ad un consumo perverso di farmaci che contrastano gli
effetti collaterali.
- Tamoxifene e antiaromatasici contrastano effetti femminilizzanti della conversione del
testosterone in estradiolo
- Antibiotici sistemici contro l’acne
-Stimolanti amfetamine e cocaina (perdita di peso (immagine) effetti psicologici negativi)
-Diuretici contro la ritenzione idrica
ANTIESTROGENI Aumentano i livelli di testosterone ematico e minimizzano la ginecomastia nel
maschio. I farmaci che si legano al recettore degli estrogeni (tamoxifene, antagonista) e inibitori
dell’aromatasi che bloccano la sintesi di estradiolo.
Inizialmente sviluppati i farmaci non steroidei che si legano al recettore degli estrogeni sono:
clomifene e tamoxifene.
Tamoxifene e raloxifene causano un’aumentata produzione ipofisaria di LH e FSH, con aumento
del testosterone per blocco del feedback negativo a livello ipotalamico, processo che implica
aromatizzazione locale del testosterone.
Poi sviluppati altri SERMs, (Selective Estrogen Receptor Modulators).
I SERMs hanno attività recettoriale agonista/antagonista, che differisce a secondo del
tessuto/organo e del tipo di farmaco. Includono farmaci non steroidei (raloxifene, toremifene,
droloxifene, lasoxifene, idoxifene, arzoxifene, bazedoxifene) e steroidei come il fulvestrant.
Gli Inibitori dell’aromatasi: includono agenti steroidei (testolactone, formestane, exemestane,
atamestane) e non steroidei (fadrozole, letrozole, anastrazole, vorozole, finrazole).
- Negli uomini l’unica indicazione terapeutica all’uso degli antiestrogeni è il carcinoma della
mammella.
 Uso doping: causano un aumento consistente del testosterone ematico.
SARMS SARMs (Selective Androgen Receptor Modulators).
-6 gruppi di molecole, non steroidee. Aggiunti dalla WADA nella lista delle sostanze vietate a
partire dal 2008. I più usati per doping sono ostarine ed andarine.
-Agiscono in modo selettivo sui recettori androgeni di muscoli ed ossa, riducendo le proprietà
androgene e gli effetti collaterali.
Hanno effetti ridotti sulla prostata. Meno tossici per fegato, non danno ritenzione idrica, alopecia,
acne, non modificano voce, non atrofizzano i testicoli e non danno soppressione dell’asse HPTA.
-Rapporto Anabolizzante: Androgeno (A/A) sbilanciato verso azione anabolizzante. Nati con lo
scopo di trattare l’osteoporosi e gli stati catabolici gravi. Potrebbero essere sicuri nelle donne, non
si ha irsutismo e virilizzazione.
-Anche uso anti-aging. Messi fraudolentemente negli integratori.
INFLUENZA ESERCIZIO FISICO: Asse ipotalamo-ipofisi-gonadi Femmine
LH – FSH: Gonadotropine ipofisarie
-OVAIO Estrogeni, progesterone e androgeni
Gli estrogeni e il progesterone:
-Controllo secrezione LH-FSH -Caratteristiche Sessuali Femminili
-Fecondazione e Gravidanza -Protezione osso (osteoporosi)
-Protezione vascolare (arteriosclerosi)
ATTIVITÀ FISICA Menarca tardivo, amenorrea secondaria e allungamento fase luteale
-Triade della donna atleta: Disordini alimentari – Amenorrea – Osteoporosi
-17 β Estradiolo Lipolisi muscolare e del tessuto adiposo
-17 β Estradiolo Sintesi colesterolo HDL
-17 β Estradiolo Minore gluconeogenesi e glicogenolisi
Atlete eumenorroiche trattate con estroprogestinici migliorano la durata esercizio aerobico.
Uso preferenziale lipidi con risparmio di glicogeno, Incremento di cortisolo e GH
PRESTAZIONE:
Eumenorroiche vs Amenorroiche: simile
Eumenorroiche: capacità aerobica non sembra differire nelle diverse fasi del ciclo mestruale
TRIADE DELLA ATLETA La triade dell'atleta femmina è una sindrome dove è compresente una
scarsa disponibilità di energia (con o senza disturbi del comportamento alimentare),
amenorrea/oligomenorrea e ridotta densità minerale ossea (osteoporosi e osteopenia).
CARATTERISTICHE COMUNI TA I SOGGETTI COLPITI:
-Adolescenti o giovani adulte
-Altamente competitive (eccessivamente)
-Poca autostima
-Perfezioniste
-Estremamente autocritiche
-Spesso depresse
-Storia di amenorrea secondaria
La prevalenza nelle atlete di basso peso si aggira tra il 25 – 65% (contro il 5% della popolazione)
COSA PROVOCA:
- Fratture da stress multiple o ricorrenti
-L’interruzione delle mestruazioni annulla l’effetto protettivo che gli estrogeni e l’esercizio fisico
hanno sulla massa ossea, aumentando le perdite di calcio.
-La densità ossea è in stretta relazione con la regolarità del ciclo mestruale e con il numero totale
dei cicli.
-Una perdita di massa ossea del 5% aumenta di circa il 40% il rischio di fratture da stress.
-Ridotta massa corporea (FFM;FM)
TERAPIA COMPORTAMENTALE (ACSM)
È importante che sia tempestiva, ovvero entro 3 mesi dall’inizio dell’amenorrea:
-Ridurre l’intensità dell’allenamento del 10-20%
-Aumentare gradualmente l’assunzione calorica
-Aumentare del 2-3% il peso corporeo
-Assumere 1500 mg di calcio al giorno
EMATOLOGIA E SPORT
- ANEMIA DA SPORT: Espansione del volume plasmatico – Perdite gastrointestinali – Perdite
mestruali – Sudorazione - Ridotto apporto – alimentare – Footstrike haemolysis
-TRIADE DELL’ATLETA: Disordini alimentari – Amenorrea – Osteoporosi
-SINDROME DELLE 3A: Atlete – Amenorrea – Anemia Sideropenica
ALLENAMNETO IN QUOTA
PRESSIONE BAROMETRICA:
-Livello del Mare: 760 mmHg - 1000 m: 680 mmHg
-3000 m: 540 mmg -8848 m (Everest): 250 mmHg
Percentuale di O2 sempre 20,93%
Questo porta ad un aumento di Globuli Rossi su stimolazione di eritropoietina con aumento
significativo emoglobina totale in 2-3 settimane.
Necessari supplementi di Fe prima e durante la permanenza. Dopo 48 ore di permanenza in quota
aumento della richiesta di Fe.
Il ritorno a livello del mare i fattori indotti dall’altitudine si perdono in circa 6 settimane (in
relazione alla permanenza).
- Per effetto apprezzabile della quota si devono superare i 2000 m
- A 1900 m Erp ematica aumenta del 30 % dopo 3 gg
- A 4500 m Erp ematica aumenta del 300 %
L’emoglobina aumenta dell’1% alla settimana per altitudini comprese fra 1800 e 3000 m
EMODOPING
- Autoemotrasfusione (Autologa) -Eritropoietina (rhuEpo)
- Camera/tenda ipobarica (??) - Emodiluizione (sol. fisiologica, Espansori plasmatici)
- Emoglobine sintetiche, Eritrociti concentrati animali
ERITROPOIETINA:
Glicoproteina di 165 amminoacidi e porzione glucidica, P.M. = 30,4 kDa.
Emivita 6-9 ore. Eliminata ubiquitariamente. Sintesi per l’90% al rene, 10% al fegato, in risposta
all’ipossia tissutale con effetto specifico, mediato da recettore (sensibile ox-red) aumenta:
Eritroblasti – Reticolociti –Eritrociti
Usi farmacologici epo: anemia, chemioterapia, emopatie
EFFETTI DELL’EPO:
Incremento della VO2max,(5-8%) aumento del trasporto dell’ossigeno ai tessuti ed in particolare ai
muscoli scheletrici
- Hb aumenta 0,28 g/dL/settimana
- Hb aumenta del 6-11% dopo 6 settimane
UNIONE CICLISTICA INTERNAZIONALE, 1997 «NO-START RULE»:
Limite del 50% dell’Ht: il superamento comporta la sospensione di 15 giorni a tutela della salute
Reticolociti <0,2% o >2,4% esame anomalo con ripetizione entro 10 giorni con l’aggiunta di sTFR
(Recettore solubile Transferrina)
Il valore soglia fisso di Ht era un problema
-Variabilità individuale (fino al 4% fisiologicamente fuori limite, fino al 20% per nativi di elevate
altitudini)
-Variazioni posturali (fino all’8%)
EMATOCRITO:
-Variazioni dell’Ht
-Ritmo circadiano variazioni del 10% con nadir notturno
-Riduzione dell’8% a testa più bassa del corpo
-Riduzione dell’8% per infusione di un litro di soluzione fisiologica
-Riduzione del 10% dopo una competizione di 10 giorni
Uso di sangue, GR, emoderivati preceduto da un prelievo autologo (autoemotrasfusione)
Conservazione di 900-1000 ml di sangue con reinfusioni fino a 1,5 L.
Efficaci anche 400-500 ml con aumento della VO2max e della resistenza.
La somministrazione di GR ricostituiti con fisiologica avveniva da 1 a 7 gg prima della gara
Miglioramenti su 10.000 m e mezzofondo (1500 m) con riduzione della frequenza cardiaca
submassimale
TOSSICOLOGIA:
- Sovraccarico di Fe per la produzione di GR Ferritina di circa 1000 ng/ml come nell’emocromatosi
con depositi di ferro nei tessuti (fegato e rene)
-Perfluorocarburi: composti sintetici fluorurati organici ed inerti che facilitano la solubilizzazione di
grandi quantità di O2 nel plasma
-Perfluorocarburi di prima generazione determinavano: attivazione del complemento. Necessità di
inalare grandi quantità di O2, Rischi di trombosi cerebrali e coronariche
-Trasportatori dell’ossigeno a base emoglobinica (HBOCs, Haemoglobin-Based Oxygen
Carriers)causano: necrosi tubolare, insufficienza renale
MODIFICATORI ALLOSTERICI – ESPANSORI PLASMATICI:
- Modificatori allosterici dell’emoglobina: riducono l’affinità del legame emoglobina – ossigeno
spostando la curva di dissociazione verso destra.
Questo effetto si ottiene con aumento di H+, pCO2, t°C, 2,3 difosfoglicerato
- Efaproxiral (RSR13) si lega all’emoglobina amplificando l’ effetto naturale del 2,3 difosfoglicerato
Somministrato per infusione lenta ha effetto sino a 3-6 ore.
Ci sono metodi per valutarlo sia ematici che urinari
-Idrossietil amido o etamido (Voluven) polimero sintetico derivato dall’amilopectina.
Peso molecolare elevato produce un’espansione del volume plasmatico per 24 ore per effetto
osmotico. Effetti negativi sulla coagulazione
ATTIVATORI DEL FATTORE 1 IPOSSIA-INDUCIBILE:Hypoxic Induced Factor Activators(HIFA):
Sono una classe di sostanze in grado di aumentare i livelli di EPO nel sangue.
L’HIF-1 è una proteina che viene mantenuta inattiva dalla normale tensione d'ossigeno.
Quando questa si riduce l’HIF-1 entra nel nucleo della cellula e promuove l'espressione di
determinati geni tra i quali quello dell'eritropoietina.
Agisce da fattore di trascrizione che risponde ai cambiamenti dell'ossigeno.
In condizioni normali HIF viene prodotta e degradata da specifiche proteasi. Gli attivatori di HIF
sono diverse sostanze in grado di attivare questo fattore di trascrizione incrementando così la
produzione di EPO.
Tra questi composti vi è il cloruro di cobalto, Daprodustat (GSK1278863);Molidustat (BAY 85-
3934);Roxadustat (FG-4592);Vadadustat (AKB-6548, lo Xenon. Cobalto: tossico per tiroide ed altri
organi.
ALTRE MOLECOLE IN GRADDO DI PROMUOVERE L’ERITROPOIESI:
-GATA INIBITORI: l'espressione genica dell'eritropoietina è controllata dal HIF-l che è regolato
negativamente, cioè bloccato, da GATA. Farmaci in grado di inibire GATA potrebbero aumentare la
produzione di EPO. K-11706 è un farmaco sperimentale in grado di svolgere questa funzione e di
migliorare il legame di HIF-l con il gene dell'EPO, aumentandone l'espressione.
AGENTI EPO-MIMETICI
-PEPTIDE-1 ERITROPOIETINA-MIMETICO (EMP1): EMP1 è un peptide che non ha alcuna omologia
di sequenza con l'EPO ma con la stessa attività. Scoperto casualmente da uno screening di librerie
di peptidi. Il legame di EMP1 con il recettore è relativamente debole ed inoltre il peptide ha una
breve emivita in vivo, pertanto sembra inadatto per l'uso clinico, però future ricerchee possibili
modificazioni strutturali possono trasformare questo composto in un agente con maggiore
efficacia nel promuovere l'eritropoiesi.
- HEMATIDE, (PEGINESATIDE): è un altro peptide che mima l'azione dell'eritropoietina.
Non ha omologia di sequenza con l'EPO. Accoppiato al polietileneglicole (PEG) per migliorarne la
stabilità e l'emivita. Incrementa i livelli di emoglobina.
Approvata nel 2012 da FDA per anemia da malattia renale, ritirato nel 2013 per reazioni allergiche
ed anafilassi con casi di morte. Utilizzato da atleti ciclisti per incrementare la produzione di globuli
rossi. L’hematide ha un emivita di oltre 70 ore quindi è possibile somministrarla ogni 3/6 giorni.
ERITROPOIETINA ED ERITROPOIESI
- Sito di produzione dei globuli rossi: midollo osseo tramite eritropoiesi.
-Eritropoiesi: stimolata dall’eritropoietina, glicoproteina prodotta principalmente nel rene.
-1985: tecniche del DNA ricombinante, clonazione del gene dell’eritropoietina, commercializzata
negli anni successivi la prima eritropoietina ricombinante umana (rHuEPO) usata a scopo
terapeutico al posto di trasfusioni e steroidi in pazienti anemici.
ESA (Erythropoiesis Stimulating Agents) Con il termine ESA si intendono l’EPO o altre molecole
di origine proteica con una struttura simile (NESP, CERA o EPO-Fc) oppure altre molecole di origine
proteica non correlate all’EPO (peptidi EPO- mimetici (EMP)).
rHuEPO ED ALTRI AGENTI STIMOLANTI L’ERITROPOIESI (ESA)
Tre generazioni di eritropoietina ricombinante umana (rHuEPO):
-Prima generazione: epoetine, vengono indicate con le lettere greche α, β, δ, ε, ζ (epoetina-α,
epoetina-β, epoetina-δ, epoetina-ε, epoetina-ζ);
-Seconda generazione: proteina stimolante l’eritropoiesi NESP (Novel Erythropoiesis Stimulating
Protein);
-Terza generazione: CERA (Continuous Erythropoietin Receptor Activator).
EFFETTI AVVERSI Utilizzati in individui sani gli ESA possono provocare shock, incrementare
l’ematocrito fino al 60%, aumentando di conseguenza la viscosità del sangue e la probabilità di
eventi tromboembolici.
Il trattamento prolungato con ESA può portare a complicanze più gravi come aplasia dei globuli
rossi, infarto cardiaco e fenomeni di angiogenesi e di neocitolisi.
 Nel 2002 ben 200 persone si ammalarono di aplasia dei globuli rossi, patologia che rende
dipendenti da trasfusioni di sangue per tutta la vita, a causa dell’utilizzo di Eprex, una specialità
medicinale contenente epoetina-α, somministrata per via sottocutanea, di cui si era cambiato il
processo produttivo.
DOPING EMATICO Oltre all’uso di rHuEPO ed ESA il doping ematico comprende l’utilizzo di:
-Trasfusione omologa: trasfusione con sangue proveniente da un soggetto diverso dal ricevente
avente però lo stesso gruppo sanguineo.
-Autoemotrasfusione: all’atleta si preleva sangue che viene conservato e infuso mesi dopo,
quando i parametri ematologici sono tornati alla normalità, prima della competizione.
CRONOLOGIA EMODOPING
-1972: venne documentato come l’emoglobina e la capacità di trasporto dell’ossigeno possono
essere incrementati tramite la pratica delle trasfusione di sangue: utilizzata nell’Olimpiade di
Monaco nello stesso anno.
-1986: il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) proibì l’autoemotrasfusione.
-1989: l’rHuEPO venne commercializzata. La FDA (Food and Drug Administration) statunitense
approvò la rHuEPO come trattamento per pazienti anemici con insufficienza renale cronica.
-1990: il CIO vietò l’uso dell’eritropoietina. Il sospetto di abuso di EPO si ebbe infatti subito dopo la
sua commercializzazione con la morte di 18 ciclisti europei.
-1997: l’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) ed altre federazioni sportive decisero la “No-Start
Rule”.
-1998: prima prova concreta di impiego di eritropoietina nel ciclismo al Tour de France con il caso
Festina.
-1999: istituzione della WADA.
TECNICHE DI RILEVAMENTO
Tecniche analitiche dirette: si misura la concentrazione o presenza della sostanza o dei suoi
metaboliti in urine o sangue.
-Negli anni ‘90 difficoltà tecniche per determinare le glicoproteine in matrici biologiche a bassa
concentrazione con sufficiente specificità e sensibilità a causa delle loro caratteristiche chimiche e
farmacocinetiche.
-Dal 2000: due tecniche dirette per rilevamento di rHuEPO basate sulle differenze fra EPO
endogena e rHuEPO:
-IEF: isoelettrofocalizzazione, tecnica di separazione che sfrutta la differente composizione di
carboidrati di eritropoietina endogena e ricombinante umana;
-SDS-PAGE: si può distinguere l’EPO endogena dall’rHuEPO grazie ai differenti pesi molecolari delle
due sostanze.
Limiti delle tecniche dirette:
-IEF: utilizzabile solo con campioni biologici di urine, capacità di rilevare rHuEPO fino a 4 giorni
dall’ultima somministrazione.
-SDS-PAGE: utilizzabile in campioni biologici sia di urine che di sangue; la capacità di rilevare
rHuEPO arriva rispettivamente fino a 4 e 7 giorni dall’ultima somministrazione.
Tecniche analitiche indirette: utilizzano indicatori indiretti (ad esempio concentrazione di Hb e %
di reticolociti) che risultano modificati se ad es. viene utilizzata rHuEPO.
Alla fine degli anni ‘90, mentre continuava la ricerca per la messa a punto di metodiche di
rilevamento diretto, per quanto riguarda il rilevamento indiretto si pensò al passaggio da intervalli
di riferimento di popolazione a intervalli di riferimento individuali per alcuni parametri
ematologici.
2000: venne introdotto un test per la determinazione dell’EPO nelle urine alle Olimpiadi di Sydney
e si cominciò a parlare in letteratura di “passaporto”. Alcuni studi evidenziarono quali fossero i
parametri ematologici utili a comporre il profilo ematologico individuale di ogni atleta.
IL MODULO EMATOLOGIVO DEL PASSAPORTO BIOLOGICO DELL’ATLETA
-2006: venne istituita una commissione di scienziati e rappresentanti delle varie federazioni
sportive che suggerì la misurazione longitudinale dei seguenti parametri:
concentrazione di emoglobina (Hb), percentuale di reticolociti (Ret%) e OFF-hr score in e fuori
competizione.
-2009: fu definito il modulo ematologico del Passaporto Biologico dell’Atleta (Athlete Biological
Passport, ABP). I valori di Hb, Ret% e OFF-hr score sono misurati in ogni campione di sangue ed
analizzati tramite un software basato sul modello statistico adattivo bayesiano.
Sono necessari almeno 5 controlli in e fuori competizione nell’arco di un anno per ottenere il
profilo individuale di base dell’atleta.
Il parametro OFF-hr score permette di amplificare i cambiamenti della concentrazione di
emoglobina (Hb in g/L) e della percentuale di reticolociti tramite la formula:
OFF-hr = Hb – 60 *√(Ret) OFF-hr score,rivela l’uso di rHuEPO o ESA (agenti stimolanti
l’eritropoiesi) molte settimane dalla fine delle somministrazioni.
PASSAPORTO BIOLOGICO DELL’ATLETA –MODULO BIOLOGICO
RET%, reference range di popolazione: 0,4 < RET% < 2,0
- Doping fase ON: Somm. ESA, aumento RET%, >2,0
- Doping fase OFF: periodo di wash-out, dimin. RET%, <0,4:
Punto fondamentale per il corretto funzionamento del Passaporto Biologico dell’Atleta fu quello di
avere accesso alla posizione degli atleti per poter programmare i test fuori competizione.
Per questo la WADA lanciò una piattaforma online chiamata ADAMS (Anti Doping Administration
and Management System) con cui gli atleti potessero segnalare ogni loro spostamento.
Grazie alla piattaforma ADAMS i funzionari incaricati dello svolgimento dei test li programmano
decidendo l’atleta da controllare, dove e quando svolgere il prelievo del campione biologico, chi è
incaricato della raccolta, il tipo di matrice da raccogliere, a quale laboratorio inviarlo e come
analizzarlo.
Una volta analizzati tutti i dati dal software di analisi del Passaporto Biologico dell’Atleta viene
sviluppato il profilo individuale di base dell’atleta.
I valori in rosso rappresentano l’intervallo di riferimento individuale dell’atleta sviluppato grazie al
metodo statistico adattivo bayesiano, mentre i valori in blu sono quelli rilevati dei parametri
analizzati.
- Modulo Ematologico (2009)
- Modulo Steroideo (2014)
- Modulo Endocrinologico (GH)

CRONOLOGIA STEROIDI ANABOLIZZANTI ANDROGENI


-1935: viene prodotto testosterone sintetico
-1952: comparsa steroidi anabolizzanti alle olimpiadi invernali di Helsinki.
-1954: un medico sportivo sovietico riferì al Dott. John Ziegler (USA) che i sollevatori di pesi russi
facevano uso di testosterone.
-1958: il dianabol, uno steroide sintetico, venne sviluppato dalla CIBA Pharmaceutical (USA).
-1960 - ’80: la Germania Est sviluppò un programma di doping di stato
-1967: il CIO vietò l’uso di sostanze aumentantile prestazioni nelle olimpiadi.
-1970-1975: Arnold Schwarzenegger, 6 volte Mr. Olympia, vinse gare di body building grazie agli
steroidi.
-1976: il CIO introdusse le analisi anti-doping per gli steroidi durante le olimpiadi di Montreal
(Canada).
-1976: le nuotatrici della Germania Est vinsero 11 medaglie d’oro su 13 possibili.
-1977: prima squalifica per doping di una nuotatrice della Germania Est.
-1988: Ben Johnson risultò positivo per steroidi anabolizzanti.
-1988: vietata la distribuzione di steroidi per uso non medico negli USA.
-1989: inseriti controlli fuori competizione.
-1993: Ben Johnson bandito a vita dalle competizioni per positività allo stanazol.
-1994: 11 atleti cinesi di cui 7 nuotatrici positivi al DHT qualche giorno prima dei giochi asiatici.
-1999-2005: Lance Armstrong usò testosterone per vincere 7 Tour de France, fu radiato nel 2012.
-2016: caso McLaren, la Russia coprì le positività dei suoi atleti alle olimpiadi invernali di Sochi del
2014.
-2016: in maggio la IAAF riscontrò un’anomalia nel modulo steroideo del passaporto biologico di
Alex Schwarzer, che riguardava un campione di urine prelevato dai suoi funzionari il 1 gennaio
dello stesso anno.
STEROIDI ANABOLIZZANTI ANDROGENI (SAA) E DOPING
Le metodiche analitiche per misurare queste sostanze sono interamente basate su gas
cromatografia accoppiata a detector di massa dopo opportuna preparazione del campione
secondo alcuni protocolli standardizzati.
Il rilevamento di steroidi anabolizzanti esogeni è generalmente basato sui loro metaboliti presenti
nelle urine.
Nel caso di steroidi anabolizzanti endogeni, il rilevamento si basa principalmente sulla
determinazione del profilo urinario steroideo (cioè la misura di metaboliti del testosterone nelle
urine come androsterone (A), etiocholanolone (Etio),5α-androstano-3α,17β-diol (5αAdiol), 5β-
androstano-3α,17β-diol (5βAdiol), epitestosterone (E) ed il precursore DHEA) e sulla misura del
rapporto tra testosterone ed epitestosterone (T/E), che deve essere < 4 per escludere positività,
ed altri rapporti. Gli atleti posso assumere sia T che epitestosterone (E) per mantenere il rapporto
uguale a 1 per cui è stato stabilito un limite di 200 ng/ml per l’epitestosterone e la misura di
molecole indice di assunzione di E, 5αAdiol e 5βAdiol.
Quando il rapporto T/E è >4 vanno effettuate analisi di conferma tramite GC-C-IRMS (Gas
Chromatography-Combustion-Isotope Ratio Mass Spectrometry). Sono inoltre misurati altri
steroidi urinari con concentrazioni assolute corrette per densità delle urine 1,020 ed altri rapporti.
I seguenti rapporti sono stabili nello stesso individuo e valori di riferimento (range) sono stati
determinati mediante studi di popolazione: A/Etio, A/T, 5αAdiol/5βAdiol, 5αAdiol/E oltre a T/E.
L’assunzione orale di testosterone ad esempio eleva il rapporto T/E e diminuisce il rapporto A/T
(androsterone/testosterone). L’assunzione di SAA esogeni sintetici modifica questi equilibri.
Per promuovere in modo efficace il rilevamento di chi fa uso di steroidi anabolizzanti endogeni o
altre sostanze anaboliche, la WADA ha introdotto nel 2014 il modulo steroideo nel passaporto
biologico che consiste nel tracciamento nel tempo dei precedenti parametri nell’atleta attraverso
minimo 3 o 4 controlli mediante analisi delle urine distribuite nel tempo, fuori ed entro
competizione.
Si è passati dai range di T, E, A, Etio, DHT, 5αAdiol, 5βAdiol ecc. basati su popolazione, a quelli
basati sul singolo soggetto, grazie alla bassa variabilità intraindividuale nella biosintesi degli
steroidi.
I dati vengono inseriti in un database su internet (Anti-Doping Administration & Management
System, ADAMS) ed in caso di parametri anomali si fa una nuova analisi, sul campione di urina
opportunamente conservato, tramite GC-C-IRMS (Gas Chromatography-Combustion-Isotope Ratio
Mass Spectrometry), tecnica che permette di distinguere se uno steroide anabolizzante androgeno
endogeno è di origine naturale o sintetica.

Potrebbero piacerti anche