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LE CATACOMBE

ROMANE

Digitized by the Internet Archive


in

2009

witii

funding from

University of

Ottawa

http://www.arcliive.org/details/lecatacomberomanOOmaru

,aizjxiixxiijixi

:|:

ORAZIO MARUCCHI

LE_ATACOMBE
ROMANE
^E

Compendio

dlia

ROMA SOTTERRANEA

f;

COX MOLTE FIANTE PARZIALI DHI CIMITERI E RIPRODUZIONI DI MONUMENTI

SECONDA EDIZIONE
MESSA AL CORRENTE BELLE PI RECENTI SCOPERTE

ROMA
DESCLE, LEEEB\'RE, E C-

EDITORI

Piazza Grazioli (Palazzo Doria)


1905

PREFAZIONE

ILtacoinbe
dlia

prsente libro

iina

tradn::jone

deW

itinerario

dlie

Ca-

romane, puhhlicato

in francese

corne seconde

volume

mia opra lments d'archologie chrtienne (Descle,


et

Lefebvre
titolo

C."'

i^ooj,

il

quale

si

die

anche separataniente col


niiova edi-

di

Guide des Catacombes romaines. Onesa


ora accresciuta di
oltre

:^ione esce

a 200 pagine con niiove osserle

va:^ioni, e

con la riproduxione di moite altre epigrafi; contiene


scoperte di quesii ultimi anni ed stata arricchita

noti^^ie siille

pure

di

altre riprodn:(ioni di

monumenti

di nuove plante cimiteriali.

Erapoi
luce

conveniente che questo mio lavoro sulle Catacombe vedesse la


se

anche nella mia lingua patria, tanto pi che in brve


edi:{ioue francese.

ne

pnbblicher una nuova


Il

mio

libro perd,

anche con queste nuove

aggiunte,

resta

scnipre quello che io volli che fosse, cio


dlie

una

descrixione sonimaria

catacombe remanie
7iel

un piccolo compendio dlia


tutte le

Roma

sot-

terranea,

quale perci non

questioni storiche e topo-

grafiche possorio essere pienamente svolte (').

Le

fonti aile quali ho attinto per questo mio lavoro sono


e

le

opre originali
de Rossi;
e

fondamental i del Bosio, del Marchi

e del

grande

specialmente di quesfultimo che miglorio avre avuto a


si

maestro. Su queste opre infatti


di

sono compilati

tutti gli altri libri

questo gnre, del Northcote,

dell'Allard, del

Kraus, ed anche
:

quello pi rcente ed assai pregevole delV Armellini

Gli antichi

(l)
a quel

Sopra alcuni

ciniiteri

coUeghi che

se ne

ho voluto dir poco per un giusto riguarJo dovranno prossimamente occupare nella Roma
che dosi

soUcrranea.

cosi pure la descrizione del cimitero di Domitilla,


fatta di

vrebbe essere molto ampia,

proposito assai compendiosa per

non preoccupare
nel

il

ho nuove osservazioni o studi originali, mi sono maggiormente esteso. Vi ho poi aggiunto cimiteri giudaici seguendo l'esempio del Bosio.

tomo IV

dlia

campo Roma
i

alla illustrazione

complta che
altri

io stesso

ne dar

sotterranea.

Per

invece, nei quali io

fatto

PREFAZIONE
cimiteri
cristiani, ecc.

(Roma, 1893),

nel

qiialc

sono

esposH

anche

alciini studi personali delJ'aiitore.

E
Ma in

desidero far notare a talc proposito cbc


taJi studi, l'ho
il

quando

io nii

sono

giovato ai

sempre indicato, conte era doveroso difare.

tutto

resta

il

mio lavoro

indipendente dal siw ed io V ho


originali fBosio,

ricavato dallo spoglio dlie dette opre

Marchi,

de Rossi),
il

V ho dedotto e^iandio dai miei appunti presi seguendo


mie esplora:^oni fino a

de Rossi per venticinque anni nelle catacomhe, dove poi ho sempre


le

continuato a fare

qiiesti iiltinii giorni.


e

Ho
ch.

poi anche ricordato in modo spciale in vari luoghi

col
il

dovuto onore, alcnni studi ed alcnue scoperte dcU'altro collega

Monsignore Giiiseppe

JVilpert,

il

qiiale si dedicato

con grande

successo all studio dlie antiche pitture cimiteriali, e su qiieste

ha

gi pubblicato lavori pregevolissimi

pubhlicher in brve un vo-

lume di illustrazione gnrale


parte dlia

siii

dipinfi dclle

catacombe che far

Roma

sotterranea.
che,

Devo anche agginngere

per affrettarc la pubblicaxione di

qucsto libro, esscndo io occupato e^iandio in altri lavori,


servito dell' opra diligente del sig.

mi sono
quale mi
il testo,

Angusto Bevignani,

il

ha coadiuvato
darc

nella tradu:^ione e trascri:^ione di quasi tutto


le

cui ho poi fatto io stesso


il

nuove aggiunte;

e cosi

pure devo ricoriscri-

Rev. Dufresne di S. Sulpi^io che ha verificato alcune


c

zioni e plante,

moite

cita:^ioni,

ed

il

Rev. D. Augusto Bacci,


Agnesc.
si

che

ha riveduto per me

tutte le iscri:::ioni di S.

Ne posso
e

ometcon

tere che

l'ultima revisione dclle

bo:^e di stampa

ciirata

molta intelligenza dal sig.Romolo Dncci.


rendo pertanto
Io
i

A tutti questi egregi signori


libro,
cosi

dovuti rinora~iamenli.

spero

che la prsente

nuova

edi^ione del mio

riveduta ed ampliata, potr essere vantaggiosa ai cultori dell'archeologia cristiana,


utile
c la
i

quali troveranno nel mio modesto lavoro

un

compendio ed un quadro gnrale di quella vasta opra che

Roma

sotterranea, intrapresa dal de Rossi

che la

Commis-

sione di Archeologia sacra incaricata di continuare.

Roma,

dcembre, festa

di S.

Damaso,

1902.

Orazio Marucchi.
<^

yA JS5^iA^>>^:;A^

JSS~;i(V^r^^;iV JSi?^iV

JSi-^iO^

JS^^iV JSb-^A^

yff:^-^

INTRODUZIONE
STORIA GENERALE

DELLE CATACOMBE ROMANE


^-^i^

v-^y

\^~>y^ V/-~^y:

\^sy: v^-str

^^-sy'

^^

GLI marsi
del
latri
;

anticli cimiteri

cristiani di

Roma

(che sogliono chindai

col

nome
il

di

catacombe) ebbero origine fino


i

tempi apostoli ci per

naturale desiderio che aveano

seguaci

Vangelo
e

di separare le loro

tombe da

quelle degli ido -

furono generalmente scavati sotterra, approfittando


i

dlia natura del nostro suolo, per imitare


lestina e qnello stesso del
dati
al

sepolcri dlia Pa-

Redentore
dlie

Essi vennero tutti fon-

di

fuori dlia cerchia

mura, griacch
;

la

legs;e
si

romana vietava
varono cosi

di seppellire nell' interno dell' abitato

tro-

in vicinanza dlie

tombe pagane,
le

le

quali fian-

clleggiavano, corne noto, tutte

vie suburbane.

esistenza fu protetta ordinariamente dalla legge

La loro romana che

dichiarava luogo religioso ogni sepolcro a chiunque ed a qualsivoglia religione appartenesse; e soltanto per eccezione essi

furono talvolta confiscati,

ma

poi

nuovamente

restituiti (').

orranulare che abLe catacombe furono cavate nel tufo O

bonda

nel sottosuolo dlia

campagna romana

e la loro esca-

vazione fu opra esclusiva degli antichi


terranei presentano
1'

cristiani.

Questi sot-

aspetto di una rete di strade (aiiibiilacri)


si

nelle pareti dlie quali

aprono

file

di

sepolcri
tratto

Qociil'i)

o
si

tombe arcuate con


{cripte) e

m ensa

(arcosoli).

Di

in

tratto

trovano poi dlie piccole stanze


talvolta dlie vere

{ciibiciili)

o stanze maggiori

chiese sotterranee con dcora-

(i) Q.uantunque
giosi,

sepolcri fossero chiamati legalmente luoghi relisi

pure

essi talvolta

dissero nelle iscrizioni anche luoghi sacri.


in

Xe

abbiamo un bell'esempio
cimitero
di

un antico cippo che stava all'ingresso del


ivi

Domitilla, e che

tuttora

si

conserva, ove

si

legge due volte


(sic).

ripetuta la frase:

LOCVS -SACER- SACRILEGE- CAVE -MALV

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


zioni architettoniche cavate nel tufo.

estende fra

il

primo ed

il

terzo miglio dalle

E questa escavazione si mura di Roma.


deporre
i
i

I cristiaai

aborrirono sempre dal sistema dlia cremazione


1'

adottarono^ostantemente
i

uso

di

cadaveri in-

volti nei lenzuoli entro

sepolcri; e perci

cimiteri cristiani

ebbero subito una forma essenzialmente diversa da uella dei

Colombario pagano.

colombari pagani ove


nerarie.

si

veggono

le

nicchie par

le

urne

ci-

chio

la

differenza fra la

Le qui unit riproduzioni mostreranno a colpo d'ocforma di un colombario pagano e


di sep oltura,

quella di una galleria cimiteriale cristiana.

Le catacombe erano principalmente iuoghi

ma

occasionalmente divennero anche Iuoghi

di

adunanze re-aAw/>-^
i

ligiose; per giaminai

furono abitazion e dei cristian

corne

volgarmente

si

crede.
di

Le catacombe insomma,
chiese, giacch
i

solo occasiosecoli

nalmente servirono

anche nei primi

vi erano nell' interne dlia citt degli orator

quali erano ado-

INTRODUZIONE
perati per le

adunanze ordinarie;
i

e questi

crano

titoi.i dai

quali dipendevanp

cimiteri stessi.
dividersi nei seguenti

La

storia dlie

catacombe romane pu

grandi periodi:
I.

Esse furono in origine propriet

di nobili

personaggi
fatte

e di illustri o facoltose famiglie cristiane che le

aveano

scavare nei

loro

fondi

rustici

(ville,

orti,

tenimenti

ecc);

Galleria cimiteriale cristiana.

e questo periodo
il II

va dai tempi apostolici fino forse


si

tutto

secolo.

questo periodo

riferiscono le denominazioni
:

di

molti fra questi cimiteri che ricordano privati possessori

coemctcrinm Priscillae, coemeteriiiin Lucinae, coemeteriutii Doni itiUac, coemetcrinm Praetcxtati ,

ecc;
dei cristiani alla fine del
ii

IL Cresciuto
dalla

il

numro

se-

colo o negli esordi del in, alcuni cimiteri furono posseduti

comunit dei

fedeli

ed amministrati direttamente dalla


il

Chiesa. Ci attestato chiaramente, almeno per


di
Callisto, dai libro dei Filosofmncni. In

cimitero

questo periodo che

lO
va fino
a

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


Costantino,
essi

furono due volte confiscati (nel 2^8


;

sotro Valriane e nel 303 per ordine di Diocleziano)

ma

poi

furono
periodo,

restituiti

aU'amministrazione ecclesiastica. In questo


i

come

nel prcdente,

cimiteri servirono

come

luo-

ghi di adunanza per celebrare

gli

anniversari dei defunti e le

commemorazioni
III.
(a.

dei martir i.

Con
i

r editto di pace dato a Milano da Costantino

313),

cimiteri divennero definitivamente propriet dlia


si

Chiesa; e vi

continuarono a seppellire
i

fedeli, tanto per abii

tudine quanto per devozione verso

martiri

quali in gran

numro
fra

ivi

erano

stati deposti.
si

Sulle

tombe

dei pi venerati

questi martiri
il

innalzarono allora orator e basiliche; e


(a.
3 ^6'-3

specialmente

papa Damaso
gli eroi

sua piet verso

dlia fede nell'

84) si distinse per la adornanie i sepoTcri.

Sul principio dei v secolo cess l'uso dlia escavazione e dlie


sepolture sotterranee e succedettero allora
praticati
al
i

cimiteri all'aperto

disopra,
iv secolo.

quali,

dei resto, erano gi cominciati

anche nel

IV. Dal V secolo

alla

fine dell' vni, le

catacombe
si

di-

vennero esclusivamente santuari


riodo specialmente appartengono
sitatori, e
la

dei martiri, e vi
.

accedev a

unicamente a pregare su quelle tombe venerate


i

questo pe-

devoti graffiti dei pii_J^i-

compilazione

di alcuni Itincra ri
i

che

ci

servono
i

mirabilmente come guide per riconoscere


quel sotterranei labirinti
.

luoghi storici

V. Alla
fanazione
di

fine

dell*

vin secolo,

papi

temendo

la

pro-

quei sacri luoghi,

gi in parte devastati prima

dai Goti e poi dai Longobardi,

cominciarono
;

a trasferire le

reliquie dei martiri nelKinterno dlia citt


alla

onde pian piano


di

meta
di

dei secolo ix,

essi

restarono privi

quei
si

sacri

tesori e perci

furono gradatamente abbandonati e

ricol-|J^'\

marono
stiano e

rovine, ad eccezione dei

cimitero di San Sebadi

di

qualche

altra

piccola parte

sotterranei

posti

sotto qualcuna dlie pi frequentate basiliche.

VI.

Dopo

r abbandono dei medio evo,


e

le

catacombe

tornarono ad essere esplorate

studiate nel

secolo xvi per

INTRODUZIONE
opra pr incipalmente
di

Antonio Bosio

e poi

de' suoi conti-

nuatori nel secolo xviii Bottari, Marangoni, Boldetti.

A
la

questi
via al

succedette nel secolo xix

il

P. Marchi che prepar


al

nuovo Bosio
Battista de

dei
i

giorni nostri,

grande maestro Giovanni

Ross (1822-1894) ('). Grande l' importanza storica e dommatica dlie catacombe romane giacch esse possono considerarsi come la
;

culla del

Cristianesimo e l'archivio dlia Chiesa


loro

primitiva.

E
ci

cosi

monument!
il

di pittura, di

scultura e di epigrafia

forniscono
i

materiale pi prezioso

onde

illustrare gli usi

costumi degli antichi

cristiani e la storia dlie persecuzioni


la

da loro sofFerte e per dimostrare

identit dlia loro fede


la

con quella che oggi noi professiam o;


assai

quale dimostrazione
sepolcrali dei sotter-

concludente perch

monumenti

ranei cimiteri
IV

non sono generalmente

posteriori, alla

Jine del \y Ca/^

secolo

Fra

monumenti

degli antichi cimiteri cristiani


le

occupano
percio di

un posto principalissimo

tombe

dei martiri

queste necessario dar prima qualche gnrale indicazione.


Il

culto dei martiri cominci fino dai primi secoli dlia


alla

<Ovv*<^
'

Chiesa, insieme

venerazione dlie loro

tombe

dlie

u^

loro reliquie. Ci dimostrato dagli Atti, dai CaJendari, dai

Martirologi ed in spcial

modo
a.

da

due documenti

assoiutasul

mente
Lione

autentici^ cio

la

Lettera dlia Chiesa di

Smirne

martirio di san
sulla

P o licarpo

grande

155) e l'altra dlia Chiesa di ( tragedia dell'anno 177. Ma gli antichi


i

cimiteri cristiani e specialmente


le

cimiteri di

Roma,

ci

offrono

pi belle prove

monumentali

dlia venerazione dei primitivi


;

cristiani
ivi

verso

le sacre
la

spoglie dei testimoni di Cristo

giacch
di

troviamo

dimostrazione pi irrefragabile del culto

cui

erano oggetto quelle tombe gloriose. Oggi


(i)
Il

per le catasotterranca

nel quali

catacombe ed ha poi descritto l' intiero cimitero di Callisto e quelle di Generosa. La Commissione di Archeologia sacra pubblicher in brve gli altri due
sulle
"irandi cimiteri di

DE Rossi ha pubblicato tre volumi ha esposto tutto il dottrinale teorico

dlia

Roma

Domitilla e

di Priscilla.

12

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


prive dlie loro reliquie, che fnrono quasi tutte

combe sono

riniosse nelle grandi traslazioni deU'viii e del ix secolo per

essere collocate pi
liche
riali
;

onorevolmente nelle nostre grandi basiquando noi percorriamo le solitarie regioni cimite-

non possiamo contemplare altro che sepolcri devastati nei quali riposarono un tempo le spoglie dei martiri, o marmi
i

s pezzati

che ricordano
le

loro nomi.
altri

Ma
di

catacombe nascondono ancora alcuni


alcuni
poliaiidri nei

sepolcri

martiri ignoti,

quali

furono
:

sepolte

quelle

innumerevoli vittime accennate da Prudenzio


nota est, abditis

vix
(').

fama

quam

plena

sanctis

Roma

sit

Queste tombe che non furono,


che per
assai

almeno
nella

pubblicamente,

venerate, potrebbero riconoscersi dal titolo augusto di martyr,

raramente

si

trova, o

mancanza

di

questa prova decisiva, da


questi
e

altri

indizi quasi quivalent!.

Ma

non devono essere accettati che dopo un serio esame noi ne dobbiamo escludere molti che un tempo furono giucorne
sufficienti.

dicati

Per esempio

la

palma

scolpita

nei

marmo

graffit a

sulla

cake non
si

prova

di martirio,

perch

questo simbolo di vittoria

vede pure in molteTscrzioni pacristiani di

gane ed anche
riore a quella

in

monuraenti

epoca assai poste

dlie

persecuzioni. La palma

uno

dei tanti

segni ideografici e simbolici adoperati dai cristiani per espri-

mere soraplicemente
vita e la meritata

la vittoria spirituale

ripo rtata durante la


la

ricompensa eterna. Per


le

medesima ragione

bisogna escludere
cora in
lettere

corone ugualmente scolpite o incise; e an-

modo

pi assoluto
iniziali dei

greche

monogramma composto dlie due nome di Ges Cristo y^ (X PIETOg),


il

che alcuni ancora interpretano erroneamente Fax Christi o


Passas pro Christo.

certo che questo

monogramma
;

era in

uso presso

cristiani

anche prima
tre

di

Costantino ed allora
al

per esso

molto

raro

nei

prirai

secoli

adoperato

come compendio munissimo dopo


(i) Pcristeph.

di scrittura,
il

mentre

contrario diviene cofu

trionfo del

Labaro sul quale

posto,

hymn. xi

(P. L.

t.

LX,

col.

535-544).

INTRODUZIONE
e la sua presenza isolata su di

I3
in

un monumento indica
di

re-

gola gnrale

l'et dlia pace.


il

Un

grave indizio

vaso tinto

sangue che

si

tro- Mo^m-

^-^

vato in alcuni sepolcri.


considerarsi corne

Quando

esso sia veramente taie deve

^^^'^^-''^

un segno

certo di martirio, imperocchc sapcristiani

piamo con sicurezza che i primi


morte. E

conservavano

il

sangue

versato dagli eroi dlia fede quale prova dlia loro gloriosa
basta

ricordare

la

frase

di

Gaudenzio

di

Brescia:

tenemus sanguinem qui


di
il

testis est passionis


ci

('): e la descri-

zione
gliere

Prudenzio,

il

quale

mostra
dalle

fedeli nvidi di racco-

sangue

che

sgorgava

ferite

dei martiri

per

conservarlo quale sacro pegno:

Hune omnem spongia pressa Tutamen ut sacrum suis,

rapit...

Domi

reservent posteris

(^).

Ma
anche

che

il

sangue

si

po nesse anche nei sepolcri certo;


Africa
dlia

ci

ed anzi una iscrizione


la

dell'

attesta che

si

celebrava

commemorazione

depositio cruoris .

DEPOSITIO CRVORIS SANCTORVM MARTYRVM QVI SVNT PASSI SVB PRESIDE FLORO IN CIVITATE MILEVITANA IN DIEBVS TVRIFICATIONIS (3).

Non
quali
si

vi

ha alcun dubbio pertanto riguardo


siffatta

ai

sepolcri nei

rinviene

prova. Per essa


;

che dopo uno scrupoloso esame


seguirsi
il

non pu accettarsi perocch non pu affatto

sistema troppo largo degli archeologi cristiani dei


i

passati secoli,
taluni, doversi

quali

ammettevano, corne suppongono ancora


d'

considerare quali avanzi

ampolle o

di fiale

cruente tutti

fondi dlie tazze di vetro che frequentemente

(0

Serm. xvii (P. L.

t.

XX,
con
t.

col. 965).
le

(2) Essi lo raccoglievano

Uni. Cf. Peristeph.


(3) V.

hymn.

xi (P. L.

LX,

spugne ovvero ne bagnavano dei col. 245); hymn. v (ibid. col. 398).
crisi.

DE Rossi,

Bull,

d' archcol.

1876, pag. 59-62.

14
ti'ovansi

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


murati sulla
difficolt

cake

dei

loculi

nelle catacombe.
si

Ed

una grave
dlia pace.

per ammettere ci

che

tali

fiale si

trovano pi frequentemente nelle rgion! cimiteriali dei tempi

Onde pu
gli

credersi che

tali

frammenti

vitrei aves-

sero appartenuto a vasi adoperati nelle agapi o a recipienti


per contenere

aromi ed

profumi che

si

adoperavano nelle

cerimonie dlia sepoltura


aile

(').

questi venivano murati accanto

tombe per
la
il

disinfettare l'ambiente dai

miasmi ed anche per

esprimere
giacch
dlie

piet dei superstiti ed onorare

una cara memoria;


rappresentato sui

vaso nel simbolismo cristiano anche l'emblema


e corne
taie

buone opre,

fu spesso

monument! ('). E fuor di dubbio


il

tuttavia che fra tutti questi vasi se


il

ne

doveano trovare alcuni che contennero veramente


quale era conservato

sangue,

come

Ustis passionis.

Ma

questi ultimi

non possono
ed
questo
il

riconoscersi che mediante un' analisi chimica;

solo

modo
sono

sicuro

per accertare

1'

esistenza
di

dlia sostanza sanguigna (cinatina) nella crosta rossastra

cui ordinariamente
la

ricoperti questi fragili avanzi.

cosi

Congregazione

dei

Riti

ha da lungo tempo decretato, e


il

con molta saggezza, ch e non deve ammetter si

solo

vaso
si

come prova
mostri in

sufficiente di martirio, a

meno
abbia

che non

di-

modo

irrefragabile che esso

contenuto dei

sangue.

Ma

taie

prova dei vaso sanguigno non esclusiva; giacla

ch diverse cause potrebbero avre reso impossibile

conser-

(i)

Prudent. Cathemer. x
Nos

(P.

L.

t.

LIX,

col.

888:

tecta fobevimus ossa

Violis et fronde frequenti

Titulumque

et frigida

saxa

Liquide spargemus odore

(2) lo iaclinerei a riconoscere nelle fiale

odorose un altro concerto

simbolico, quelle cio dlie

preghiere dei santi a pro dei defunti, che


dell' Apocalisse

pot essere

ispirato dal

passo

ove

si

parla dei

seniori

habentes phialas aureas, plenas odoramentorum. quae sunt orationes

sanctorum

{Apocal. V, S).

INTRODUZIONE
vazione del sangue
;

per esempio un gnre di supplizio che


di sangue,
1'

non produceva spargiraento


quale
si

impossibilit nella

sarebbero trovati

fedeli di raccoglierlo ccc,

Invece

altri indizi

possono

farci

conoscere uno

di questi gloriosi se-

polcri in

mezzo a tutti quelli che riempiono le gallcrie sotterranee, anche quando si tratti di un martire affatto sconosciuto di cui non rimasta alcuna memoria. E noi possiamo avre
questi indizi nelle tracce ancora riconoscibiH del culto di cui

furono oggetto
Il

altre volte alcuni di tali sepolcri.

culto dei martiri, corne gi

dicemmo,

fu universale fin

dai primi secoli,


ai

ma

suoi santi quanto

la

nessuna Chiesa tribut forse pi onori Chiesa Romana. Le loro cripte erano
si

magnificamente ornate;

sospendevano innanzi

ai

loro se-

polcri lucerne, grandi vasi ripieni d'olio

balsamico entro cui

ardevano lucignoli

locuU pi prossimi divenivano sepolture


che leggiamo in alcune

pi privilegiate, ambite e spesse volte acquistate a gran prezzo.

cio

fanno allusione

le

frasi

iscri
;

zioni:

Depositus ad martyres
rtro

Ad

sancta martyra

Emptum locum

sanctos

quem

multi cupiunt

et rar i

accipiunt
casi

ecc.

Taie divozione divenne eccessiva e


a

in alcuni

anche riprovevole

motivo

dlie gare che


i

ne derivavano,
stessi.

e dei danni

che ne ricevevano

monumenti

La

bella

iscrizione del diacono Sabino, che voile per umilt essere se-

polto presso

1'

ingresso dlia basilica di S. Lorenzo

Eiegi

sancti ianitor esse loci , d

una
ai

grande lezione a

tutti

quei

che ambivano di avvicinarsi

martiri pi

con

il

corpo che

con
NIL

le

azioni;

onde

egli dice

bene a ragione:

IVVAT IMO GRAVAT TVMVLIS HAERERE PIORVM SAXCTORVM MERITIS ^ Ol'TIMA VITA PROPE EST CORPORE NON OPVS EST -ANIMA .TENDAMVS AD -ILLOS
.

QVAE-BENE-SALVA-POTEST
I

C<

CORPORIS-ESSE-SALVS
si

segni di questa indiscreta divozione


in

riconoscono anaile

c ora

moite cripte dlie catacombe, accanto


;

memori e

jd'una ragionevole piet

si

ravvisano nelle pitture troncate

l6
a

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


dai loculi o nei guasti prodotti nelle cripte stesse per
ai

meta

dar luogo

sepolcri dei devoti.


si

Agli angoli de' cubicoli e accanto agli arcosol

veggono

ancora

le

mense degli

oli.

Sono

esse colonnine rozze, tagliate

nel tufo, o costruite, sulle quali ponevansi le lucarne che arde-

vano innanzi
allorch

aile

tombe. Taie mensa

spesso indizio del se-

polcro di un martire, indizio che diviene molto pi probabile


si

rinviene in una cripta ornata di marmi,


graffiti di antichi visitatori,

se

accompagnata da
a

come pu

vedersi

cagion d'esempio in un cubicolo del cimitero


ai

di Domitilla,

ove una acclamazione


fossero sepolti
ivi

santi ( spirita sancta ) fa supporre


raartiri.
si

presso dei
di

Nel cimitero
una
pittura del

S. Callisto

vede sopra un
taie

arcosolio

m
il

secolo tagliata nel secolo successivo per

aprirvi

un

loculo.

Evidentemente
desiderio di

atto di

vandalismo fu

commesso

un sepolcro presso il cadavere che riposava neU'arcosolio. Xella medesima cripta


per porre
fu anche assai danneggiata un'altra pittura per ricavare nel tufo la nicchia

destinata

agli

oli.

Da

questi

fatti

pertanto
il

possiamo
assai

ragionevolmente conchiudere che


dalla

colui

quale

attirava l'attenzione e la venerazione dei fedeli in un'epoca

distante

sua

morte, non

poteva essere che

un

martire.

Talvolta una pittura, un simbolo possono bastare;


citer

e cosl

un esempio

tratto

dal

cimitero

di

S.

Sebastiano e

dalla regione

prossima

alla cripta

ove era

solito venire a presi

gare san Filippo Neri. Molti anni or sono,


sta regione

scopri in que-

un cubicolo
la

nella cui
il

parete

trovasi

una

pit-

tura assai rara, Essa rappresenta

Bhoj Pastore situato nel

centro con Tagnello e


alla

mistica figura deWOrantey accanto

quale
:

brilla

la

Stell a,

simbolo

del

cielo

ove accolta

anima

dall' altro

lato mirasi la
la

figura,

che pu spiegarsi
sue vittorie. Pae

per un robusto atleta in riposo,

quale, nell'antico linguaggio


le

simbolico, significa

la

forza del cristiano e

ragonando questo gruppo con

le altre pitture
si

con

la

clbre

visione degli Atti di S. Perpdtia,

pu congetturare, non

INTRODUZIONE
senza fondamento, che un
altro martire dlia

7
\

persccuzione d

D
se

ocleziano sia stato sepolto in quel cubicolo

Di tombe

di

niartiri

ne sono trovate in grande

non venerati con culte solenne gi numro nelle catacombe e an-

cora dlie altre potranno scoprirsi;


pi insigni furono custodite nelle
zioni

ma

le reliquie dei

martiri

Lr->-^

catacombe

fino aile trasla - c^j^^occ^vJW


si

dcU'y iii e
le

ix

secolo.

Da

quest' epoca

non

visitarono fo^^**U/t>
;

pi che
altre

cripte annesse aile

grandi basiliche suburbane

le

poco

a poco, sepolte sotto le macerie,

caddero per molti

secoli nel pi
Il

complte

oblio.
la

primo che nei tempi moderni volgesse

sua attenzione

aile cripte

primitive dei martiri nelle catacombe fu san Filippo

Neri. Questi passava lunghe ore, aile volte notti intiere, nei
sotterranei dlia via Appia,
le virt

meditando
di

la

storia,

ammirando

di Sisto,

di

Cecilia,

Sebastiano, eroi dei pontifiil

cato, dei pntriziato e dlia milizia; di Tarsicio,


tire

giovine mar-

deir Eucarestia, e di tante altre vittime dei persecutori.


ai

Fu

ispirandosi
dei quali

ricordi degfi apostoli e dei martiri, per


erasi trasformata
il

il

sangue

Roma

da maestra
progetto

di errore in di-

scepola di verit, che concepi

di

riforma dlia
dal

Roma

cristiana, proflmata per

circa
(').

un secolo

redivivo

paganesimo

dei

Rinascimento

Filippo viveva ancora, e gi da diversi anni


i

conduceva
le

suoi discepoli aile catacombe di San Sebastiano,

sole che

tossero allora frequentate,

quando avvenne per


la

caso, nel

mag-

gio

1578, sulla via Salaria

scoperta

d'

una vasta regione


pi
il

cimiteriale contenente lunghe galleri, cubicoli ornati di affreschi,


illustri

tombe ancora
eruditi vi

intatte

numerose

iscrizioni.

discesero, e fra questi Cesare


il

Baronio,

discepolo prediletto di Filippo,

quale scriveva allora sotto

r ispirazione dei Santo, la grande opra degli Annali ecchsiaslici.

Si

pu ragionevolmente supporre che

egli vi

conducesse

(i) Isti sunt viri per


et

quos

tibi

Evangelium

Christi,

Roma, resplenduit,
S.

quae eras magistra

erroris,

facta es discipula

veritatis .

Lhone,

Serm. lxxxii (P. L. LIV.


Guida Catacombe

col. 422).

roniaiit:.

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


a sua volta l'amato

maestro

di

cui coiiosceva

bene

1'

ardente

culto aile

memorie
e

dei martiri.
fu
1'

Grande
citt

gnrale

ammirazione per

taie

inattesa

scoperta, che tutto ad an tratto manifestava l'esistenza di questa


dei

morti

di cui erasi

perduta ogni memoria da molto

tempo.
la

Da

quel giorno ,diceGiov. Batt.de Rossi,


il

nacquero

scienza e
L'

nome

dlia

Roma

sotterranea

(').

immaginazione ebbe naturalniente


prime descriz ioni
di queste regioni

una grande parte


misteriose che
le

nelle

fu-

rono prese per luoghi di rifugio nei quali, durante


secuzioni,

pere
si

sarebbero vissuti
i

nascosti

primi

cristiani,

credette che quasi tutti


martiri.

sepolcri ivi esistenti appartenessero

ai

Questi errori inevitabili in sugli

inizi degli studi di ar-

cheologia cristiana, furono subito corretti dalle successive esplorazioni di


altri

cimiteri,
di

e sopratutto

per opra di un altro


si

contemporaneo

san Filippo, Antonio Bosio, che

dedic

per circa quarant' anni all studio dlie catacombe.

La pubblicazione
le

dlia
storia e

Roma
1'

sotterranea

dei Bosio

fisso

prime teorie suUa

interpretazione dei
ail'

monumenti
entusiasmo
cri-

cimiteriali:

diminuirono l'esagerazioni dovute


l'

ed all'inesperienza dei primo momento, e


stiana avrebbe fatto in poco
i

archeologia

tempo meravigliosi progressi

se

seguaci d^l vero fondatore di questa scienza


il

avessero se-

guito

suo metodo e

suoi ammacstramenti. Disgraziatadi lui.

mente,
eruditi,

tutti quelli

che vennero dopo

quantunque molto

non dedicarono

a questo studio
il

una

sria

applica-

zione ed una
ai

severit d'analisi di cui


si
il

primo, avuto riguardo

tempi, aveva dato un


L' Aringhi,
il

nobile esempio.
Bottari ebbero assai gravi torti;

Boldetti e

non pu negarsi loro un merito per le notizie che ci monumenti e ricordi di monumenti hanno fornito e per che ci hanno conservato, non certo mcno vero che le loro opre, paragonate a quella dei Bosio, segnano un pee

se

riodo di decadenza. Durante questo

periodo,

le

catacombe

(i)

Rom.

sott.

t.

I.

pag.

12

INTRODUZIONE
furono esplorate
al

solo scopo di cavarne reliquie,

ma

senza

alcun criterio scientifico. Si formarono allora false opinion!


sLii

monumenti
le

degli eroi

dlia

fede

le

loro

pi

illustri
ri-

memorie;
niasero

cripte storiche nelle quali e

avevano riposato,
accumulate

obliate

nascoste sotto

le

rovine

dal

Tempo, dai
apri

barbari, e dai devastatori.

Nella prima meta del secolo xix agli studi


si

archeologici
e

una nuova ra per opra


fatto altra cosa,

di

Giuseppe Marchi;

se

non avesse
pre
la

questo dotto gesuita avrebbe sem-

gloria d' essere stato la guida e

Bosio, Giov. Batt. de


dlia scienza di cui lu
il

il maestro del nuovo non solo dall' amore onore, ma anche da una grande piet

Rossi. Ispirato

verso

martiri,

de Rossi

si

consacr

fin

dalla giovinezza
gloriosi

all studio dlia loro

storia e alla

ricerca dei loro


fatti
i

sepolcri; e dai nuovi studi e dai nuovi scavi

per munifirisultati

cenza del papa Pio

IX

si

ottennero ben presto

pi

importanti e pi decisivi.

Se Bosio

suoi successori, malgrado tanti lavori,

non

fecero scoperte di cripte storiche, ci unicamente fu perch

non conobbero
in
circa

il

metodo da seguire
di

in queste ricerche. Bosio,


si

quarant'anni

csplorazioni,
e

imbatt per caso

nella cripta dei Santi

Abdon
il

Sennen

nel cimitero di
il

Pon-

ziano

ancora per caso

P. Marchi riconobbe

sepolcro del

martire san Giacinto, nel cimitero di Sant' Ermete.


servato
al

Era

ri-

de Rossi

di ritrovare

il

filo d'

Arianna che doveva

condurlo nelT oscuro labirinto deHa necropoli sotterranea fino


ai

santuari

un tempo
filo

cosi venerati.
fu

E questo

d'

Arianna

per

lui

lo studio

profonde

dlia storia dlie catacombe, e degli Itinerari, cio dlie guide

degli antichi pellegrini, composti


si

quando le tombe dei martiri mantenevano ancora nel primitivo stato di conservazione.
le

Per poter ritrovare


sicuro
il

cripte storiche, stabill egli


gli

come

criterio
le

riconoscere

avanzi degli oratori costruiti sopra

cripte; le scale

monumentah che
;

da questi oratori immette-

vano
aria

nei sotteranei
e

le

aperture dei lucernar destinate a dare

luce aile cappelle abbastanza grandi capaci di

mcco-

20
gliere

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


un gran numro
sulle
di

persone

graffiti

lasciatici

da* pii
;

visitatori

pareti e vicino aile porte dlie cripte stesse

infine le pitture bizantine eseguite

terranea era stata

quando la sepoltura sotgi da vario tempo abbandonata, e le quali


i

provano che
cessivi secoli

sepolcri cosi ornati erano stati durante

suc-

l'

oggetto di continua cura


i

e di spciale

venera-

zione.

Il

de Rossi concentr ancora

suoi studi sulle preziose


dallo

iscrizioni dette

Dmnasianc

quasi tutte dettate e poste


sulle

stesso pontefice san

Damaso

tombe
l

di

illustri

martiri.

Con

quel frammenti, trovati qua e

con

le

copie forni-

teci dalle antiche Sillo^i,

ricompose queste

iscrizioni,

compleii

tandole con ingegnose restituzioni e dimostrando che


piccolo

pi

frammento pu

essere di grande aiuto per la ricosti;

tuzione topografica dlie cripte

infine egli a tutte queste in-

vestigazioni aggiunse V infaticabile esplorazione dei pi reconditi

nascondigli dlie catacombe. Gli sforzi

si

concentrarono
stati evitati

principalmente nei luoghi pi devastati che erano


dagli antichi esploratori;

imperocch
le

il

dotto archeologo sopreci-

steneva con sicurezza che

venerabili

tombe dovevano

samente nascondersi sotto

le

macerie precipitate dalle grandi


Il

aperture dlie scale e dei lucernari.

successo corrispose pie-

namente
tavano

a'

suoi desideri ed a quelli degli eruditi che lo aiu-

e lo

incoraggiavano. Questi scavi, proseguiti per qua-

rant' anni, ci
ai

hanno dato
si

pi preziosi monuraenti
tre

mentre

tempi dei Alarchi

conoscevano appena

cripte sto-

riche, noi

ora ne possediamo pi di quindici.


a

Sarebbe superfluo dimostrare


perte abbiano fatto giungere
e quali progressi le
la

quale grado queste scodell'

scienza

archeologia sacra,
loro importanza

abbiano procurato.

Ma

la

La religione e la storia ne hanno approfittato ancora pi imperocch se le cripte, ornamento dlie catacombe romane, sono tanti centri restituiti alla piet, le loro antiche pareti, i loro marmi spezzati sono come un libro aperto, nel

non

si

ferm
;

li.

quale leggiamo a caratteri monumentali

la

narrazione autentica
il

e gloriosa dlia lotta tre volte secolare da cui

Cristianesimo
il

usci trionfante per estendersi

ovunque

dominare

raondo.

INTRODUZIONE
Aile persecLizioni del

primo secolo

dlia

Chiesa

si

riferi-

scono

le

insigni scoperte fatte nei

cimiteri di
l

Domitilla e
di

di

Friscilla.

Nel primo

si

sono ritrovate
Domiziano.
di

memorie
ci

Nereo
iii-

cd Ach ineo, e quelle dei primi Flavi cristiani


sospettosa crudelt di
Il

sacrificati dalla

secondo

ha dato,

sieme

aile
il

numerose memorie

un' epoca prossima all'apol'

stolica,
tire

sepolcro di Acilio Glabrione,

illustre

console mar-

dell'anno 95.

Ed

a questo priode appartiene pure l'ipogeo

di

San Nicomede

sulla via

Nomentana,
del

di cui test si

comla

piuta r esplorazione.

Aile violenze incerte ed illegali

secolo succde
la

regolare persecuzione inaugurata da


cessera che ai giorni di Costantino.
di

Traiano,

quale

non

Come

ricordi del

regno
tribuno

Adriano abbiamo

la

tomba
pi

di

Ermete

e quella del
dell*
si

Quirino. La persecuzione,

froce ancora,

imperatore
rispecchia
la

filosofo che ordino le stragi degli anni

164

177
e

nelle

venerande cripte
dei

dlie

due
,

eroine: Flicita,

nuova

madr
naro
il

Maccabei, e Cecilia
;

ornamento
ci

la

gloria del

patriziato cristiano

e di esse
di

pure

parla

il

sepolcro di

Genper-

primogenito
insign i

santa Flicita.
ci

Le

tombe

dei papi sull'Appia


e su quel
di

ricordano

le

secuzioni del
le iscrizioni

s ecolo;

marmi possiamo leggcre


di

contemporanee
Volusiano; e
le ai

Antero, vittima

Massimino;

di
ai

Fabiano, sacriticato sotto Decio; di Cornelio, condannato

tempi

di

giorni tremendi di Valeriano


II,

si

riferiscono
a'

invocazioni al papa Sisto

trucidato insieme

suoi diaconi presso Taltare.

Quest' ultima persecuzione

ci

ancora ricordata dalla cripta

d'Ippolito sulla via Tiburtina, dlia quale Prudenzio in una


dlie sue

pi belle posie

ci

ha tramandato una raagnifica


martire

dcscrizione.

cosi

poco

lungi

dalla

basilica

dlia

gloriosa

dlia via

Nomentana,

forse sacrificata ancor essa durante que-

sto periodo, tornata di


s orella di latte_

nuovo

alla luce

la cripta
il

dlia

sua

Emere^iziana, hattezzata con

proprio sangue

sulla

tomba

di

A^nese.

22

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


La
via Flaminia
ci

ha

restituito

il

suo unico santuario,


II,

la

cripta di

Valentino, decapitato sotto Claudio


il

monumenta
coUina sotto

tanto clbre che di perfino


la

suo

nome
1'

alla

quale

si

estende

il

cimitero e ad una porta


di

dlia citt.

La persecuzione

Diocleziano fu

ultimo atto di questa

lunga tragedia; e ad essa appartengono oltre a moite tombe


di martiri sconosciuti,

quelle di Pietro e Marcellino sulla via

Labicana, del papa


e d'Eusebio nelle

saPx

Marcellino sulla via Salaria,


di

di

Caio
di

catacombe

Callisto e

anche

l'altra

Marco

Marcelliano

sull'Ardeatina.
di

Magnifica raccolta

monumenti

questa senza dubbio,


le

ma

che dovr sempre aumentare per

moite

altre cripte

che
ci-

restano ancora da esplorarsi; giacch ogni antica via, ogni

mitero ne nasconde ancora

fra le

sue rovine. Presto,

come

da

sperare, questi gloriosi trofei dei nostri predecessori nella fede

saranno

resi alla

scienza ed alla piet;

ma

intanto la

Commisil

sione di archeologia sacra prosegue sempre con zelo

suo

cmpito e gli scavi annuali da essa eseguiti

producono spesso

nuove ed importanti scoperte. E di questa nobile srie di tombe io dar una compendiosa descrizione nel prsente volume che sar una guida pratica dlie catacombe romane; ed in esso far conoscere
la

topografia di ogni cimitero,

suoi martiri ed

suoi

monutrat-

menti principali.
Dei documenti da consultare per questo studio ho
tato

nelTintroduzione

gnrale

d'archologie chrtienne, alla

mia opra: Elments quale rimando il lettore che desidlia


(').
I

derasse pi ampie
antichi
Cale?idari,
e gli e
i

informazioni

principali

sono:
il

gli

Martirologi, gli Atti dei martiri,

Liber
in

Po)itificalis

antichi Itinerari.

Questi

Itincrari,

scritti

parte sul posto

da testimoni oculari, hanno per noi


;

una
di

spciale importanza

giacch furono composti per essere

guida

ai

pellegrini, e ci forniscono

particolareggiate indfta-

(i) V.

Marlcchi,

Elinicnts

d'

Arcbiol. chrL:

Notions gnrales,

pag.

XV segg.

INTRODUZIONE
zioni
a
siilla

23
a destra o

situazione dei cimiteri, designandoceli


dlia
via, nella

sinistra

direzione di nord o di sud; sulle


si

tombe

dei niartiri

luoghi ove esse


in

trovano, se in una

cripra, in

un oratorio,
indicarci
il

una

basilica; e talvolta

ancora ven-

gono ad

numro

dei

gradini che bisogna discen-

dere per giungere a quelle tombe. Contuttoci talvolta queste


indicazioni sono vaghe e poco esatte; e
le

confusioni stesse
talvolta

provano che
li

gli

anticlii

videro

monumenti ma
e

non

compresero bene('). Dal confronto poi


Essi

dalla collazione

di questi diversi Itincrar si

verit.

puo ricavare una prova dlia loro seguono un ordine topografico diverse: gli uni
Flaminia percorrendo
altri
si

vanno
in

dalla via Aurlia alla porta


1'

la

via Portuense,

Ostiense, l'Appia ecc; gli

dirigono
alla

senso opposto andando cio dalla via Flaminia


ecc, fino a tornare
al

Sa-

laria
di

Vaticano.

lo pubblicher a pi
il

pagina, innanzi alla descrizione di ogni cimitero,

rela-

tive testo di questi liinerari (').

Gli

archeologi

che

studiarono

le

catacombe romane,

cominciare dal secolo xvi, ebbero appena conoscenza

di questi

documenti. Bosio studio


Aili e

le

catacombe

dietro la scorta des[li

dei Martirolo^i; soltanto verso la fine dlia


di Giii^liclmo di

sua vita

conobbe Y Itinerario
grado
il

Mahncsbury. Boldetti, mal-

suo metodo sbagliato, fece pure qualche scoperta nei

cimiteri suburbani,

ma non
che
il

us dei documenti topografici.


il

Il

P.

Marchi nel secolo xix


Itincrari

fu

primo che comprese


la

il

valore

di questi
dlie

de Rossi chiam
niartiri e

cbiave topografica
egli
si
il

tombe siiburbanc dei

dei papi (-):

servi
testo

molto deir Itimrario

di Sal^bourg,

ma non

ne conobbe
di

migliore scoperto poi dal de Rossi nella biblioteca

Vienna.

Spetta a quest' ultimo l'onore di aver stabilito definitivamente


per

mezzo
(1)

degli Itinerari la topografia dlie

catacombe ropa-

Noi ne abbiamo dato degli esempi


Uiiierari tu data

iielle

Xotioits gnrales,

gina xxviii dell'opera citata.


(2) Di questi primo volume (5)

una edizione accurata

dal de Rossi

nel

dlia Roihu sottcrrauca, pag. 17^ sgg.


I.

Roina

50//. t.

pag. 148 segg.

24

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


il

maiie, principahnente dlia via Appia, ove anche

confuse

cimiteri di Pretestato, di Domitilla e di


di

P. Marchi San Seba-

stiano con quelle

San

Callisto.

Da
le

questi Itinerar possiamo eziandio ricavare che tutte


si

catacombe romane
il

estendevano

in

una zona

fra le

mura
subur-

dlia citt e

terzo miglio dalle porte.


essi

V erano

dei cimiteri

pi distanti,
bicari.

ma

appartenevano piuttosto

a villaggi

La

cinta poi da cui segnavasi la distanza


di

non

era quella

di

Servie Tullio, bensi quella

Aureliano (270-275) comla cinta attuale (').

piuta da Probo, di cui parla Vopisco, cio

Ed

ora siccome noi visiteremo


le

cimiteri

nell'

ordine to-

pografico dlie vie lungo


sar inutile
il

quali essi erano situati, cosi

non

dire qualche

parola

su

queste vie suburbane

deir antica

Roma.
romane,
seconde
Dionigi
dlia
d'

Le
i

vie

Alicarnasso,
di

erano
unita-

pi meravigliesi

menumenti

civilt

Roma

mente agli acquedotti ed aile cloache. Prima esse furono sotte immediata sorveglianza dei censori, quindi di magistrati speciali, curators viarum, dei quali abbiamo il pi antice ril'

cordo neir iscrizione dei ponte Fabricio

(a.

di

Roma

(392).

Si dette che taie magistratura fu istituita da Silla, quan-

tunque da Svetonio sembrerebbe che essa


guste
:

fu

istituita

da Au-

A^va

officia

excof;itavit

curaiii
{').

opcniiii ptihlicoruni,

viarum, aquaruin, alvci Tiberis

forse queste parole

dei biegrale impriale devensi riferire ad

una semplice

rior-

ganizzaziene. In seguite

gli

imperatori,

come

censori, riten-

nere
si

1'

amministrazione gnrale dlie vie;

e fine al secolo iv
ctirator viae
i

ebbero soltanto dei curatorcs speciali come

Fiaci

niiniac, viac

Aurdiae

ecc.

Nel v

e vi secolo,

menumenti

parlano dlia carica di un praepositus, e cesl recentemente fu

rinvenuta

la

iscrizione di

un

praepositus de via FJainiuia.

Le

vie fueri dlia

citt,

quantunque

assai

strette

erano

(i) Cf.

Marucchi,
Aii^tist.
c.

Eh'niciits

d'Arcbcol.

chrt.:

Notions gnrales,

pag. 56.
(2) Oclav.
37.

INTRODUZIONE
sempre pi hirghe
vie
di quelle

25

interne di

Roma.

'In gnre le

consolari erano per lo pi a rettifilo e aile volte presenforti

tavano ancora

pendenze, corne nella via Appia presse


dlie sostruzioni nella
vallata.

Albano ove furono necessarie


Il

lastricato era di selci


(crcpidiiies)
i

nel
cui

mezzo

e di ghiaia glarca) sui

marciapiedi

bordi avevano pitre

pi aire

Qoniphi) che probabilmente servivano per montare a cavallo. Subito dopo


le

crepidini, a destra e a sinistra dlia via su:


si

limite dlie propriet,

ergevano

le
la

tombe;

e le rovine di

queste
vie
la

ci

permettono

di

riconoscere
in parte

direzione dlie antiche

anche quando sono

distrutte, corne

avviene per

via Latina. Eguale sistema fu tenuto per le vie secondarie

(divcrticiild)

che servivano ad unire

le

vie principali.

Spesso

a pochi passi dalle le tombe dei cristiani furono costruite tombe pagane; e da principio furono di piccola estensione

come

quelle,

ma

divenncro poi ipogei vastissimi specialmente

nel secolo

e nel iv,

quando principalmentt;
quali
il

si

svolse l'esca-

vazione sotterranea

(').
i

Tre sono
scere
la

documenti

ci

permettono
e
le

di

ricono-

topografia, la direzione,

nome

stazioni postali

dlie vie

romane: V

Itiiicrario di

Antonino, del quale abbiamo

una copia
Jierario

del iv secolo fatta sopra

di

Bordeaux, lavoro
si

di

Costantino
la

porto a Roraa e

un documente del 11; l'Itiun pellegrino che ai tempi di quindi a Gerusalemme; infine
di

Cartel di Pciitiiigcr,

oggi nella biblioteca


al

Vienna,

il

cui
ri-

odierno esemplare appartiene


sale al iv

medio evo, mentre


non servono
al

essa

secolo.

Per

le

indicazioni dlie stazioni


le

nostro

studio dlie catacombe


dlie

quali

si

trovano tutte

in vicinanza

mura;

e ci
f

bastano quelle generali notizie topografiche


dlie varie strade uscenti dalle porte deldi

che

ci

danno

nomi
di

Tantico recinto
corrispondenti

Servio Tullio e poi da quello


porte attuali.

Aureliano

aile

(^i)

Sopra

la

legalit dei primitivi

cimiteri cristiani

cf.

Marucchi,

Eh'nieiits iVArchcol. chrit.:

Notions gnrales, pag. 117 segg.

26
Le
vie

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


principali

che

uscivano dalle porte


le

di

Roma

suUe quali noi troviamo schierate

catacombe, sono

le se-

guenti cominciando dal settentrione, verso cui sono orientate


le

nostre carte, e andando verso levante

Flamiiiia, Salaria

(yecchia e nuovd),

Nomenta na,

Tibiirtma,

Lahicana,

Laiina,

Appia, Ardeatina, Osiiense, Portiieus e,

Aurcjiij^

Cornejia.

Ed

ora,

dopo avre esposte


scopo
di

tali

nozioni preliminari, per-

correremo successivamente queste


da Roma,
all

diffrent! vie che partivano

studiare le

catacombe nel loro ordine


al

topografico e

darne cosi un vero Itincrario

visitatore.

Co-

via Cornelia

minceremo per il nostro giro andando poi verso


le

dal Vaticano (e quindi dalla


il

mezzogiorno, Aurlia, PorPietro.

tuense ecc), onde prender


cimiteriale quale
il

raosse dal principale santuario


di

sepolcro

S.

^^^ASk^^^

LIBRO PRIMO
I

Cimiteri del Trastevere.

W^^^^WWWW-^

IL

Trastevere venne racchiuso successivamente da quattro

rccinti di

mura.

Il

pii

antico, del

tempo

dei Re, racchiu-

deva uno spazio


poH, suUa

assai ristretto, nel quale era

compresa VAcroMontorio) ed
Tra-

sommit
al

del Gianicolo (S. Pietro in


il

andava fino
stevere.
dlia

Tevere;
fu
al

ponte Sublicio, eretto nei dintorni


al

deir odierno ospizio di S. Michle, congiungeva la citt

Se questo
si

l'

antichissimo recinto, per


l

il

pomerio

citt

estese

di

di

questi limiti e

si

venne gra-

datamente allargando.
Il

recinto di Aureliano, costruito nel ni secolo dell'cra cri-

stiana,

ebbe per
al

limiti nel
la

Trastevere,

al

nord

la

odierna porta

Settimiana,

sud

porta Portese.

Comprese dunque una


si

parte del Trastevere

ma non

quella ove

trova

il

Vaticano; e

questa non
IX secolo,

fu

incorporata nel recinto dlia

citt

prima del
citt

allorch

Leone IV

edific

la

piccola

che

ebbe

il

suo nome, Civitas Leoniana. AUora per fu

lasciata

fuori tutta quella parte che

forma oggidi

la via

dlia

LunLeo-

gara, tra porta Settimiana e la porta di S. Spirito.

Infine

Urbano VIII,
la

nel secolo xvii, collge

la
il

citt

nina e l'antico Trastevere; ed allora fu costruito

muro che

racchiude

zona corrispondente
la

alla via dlia

Lungara.

Nell'epoca impriale,

regione del Vaticano era occupata


.edifizi.

da giardini,
e dei

ville
la

e pubblici

Lo

traversavano dlie vie,


Il

ponti

congiungevano
il

al

campo Marzio.
rovine presso
1'

pi

an-

tico
di

ponte era

Trionfale, chiamato
si

dopo pons Neronianus,


ospedale
di

cui fino al

1872

videro
il

le

S. Spirito;

aveva

di fianco

ponte Elio o d'Adriano, ancora

esistente.

del

Prima di Aureliano non vi era alcuna cinta sulle sponde Tevere; ma il campo Marzio era in piena campagna e

30

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

veniva tagliato dalla via Trimnphalis che partendo dalla porta


Trionfale (presso piazza Montanara), passava
dirigeva per
il

il

Tevere
la via

si

Vaticano verso monte Mario e andava


via Flarainia.

a ri-

congiungersi
rlia

alla

poca distanza,
di

nova usciva dalla porta Aurlia (piazza


si

ponte

S.

AuAn-

gelo) e
velus,
la

riuniva fuori dlia porta Cavalleggeri alla via Aurlia

cht veniva dalla porta Gianicolense (S. Pancrazio). Tra


il

via Trionfale e la via Aurlia e presso

circo di Caligola
si

l'obelisco che quivi sorgeva, passava la via Cornelia. Ivi


i

estendevano

giardini

di

Agrippina, madr di Caligola, po-

scia appartenuti ad Agrippina,

Domizia, che Nerone riuni in


questo circo
di

madr di Nerone, e quei di una sola magnifica villa. E

Caligola non deve confondersi con quell'altro

meno
nord

conosciuto, cio col circo di Adriano, che trovavasi a


del

mausoleo
la

di

Adriano (Castel

S.

Angelo).

Il

posto
la

occupato dalla
Cornelia e

basilica di S.

Pietro corrispondeva tra


gli ////z^rari

via

Trionfale; anche
e

indicano
,

la

tomba

dell'apostolo tanto

iuxta

viam Corneliam

quanto

iuxta

viam Triumphalem . La via Aurlia vtus cominciava dalla porta Gianicolense {S. Pancrazio) e passava un poco a destra dlia chiesa di S. Pancrazio, dopo il biforcamento da cui si partiva la via
Vitcllia.

Quando Aureliano
del Tevere,
si

estese la cinta di
al

Roma
di

fino alla

sponda

edifico di rimpetto

ponte

Adriano

un'altra porta, da cui partiva la via Aurlia nova, e che nel

medio evo

fu

chiamata porta
dello

S. Ptri.

probabile che vi sia


dall' altra

stata un' altra porta

stesso

nome
le

parte del
le

ponte Trionfale.
altre indicazioni

questo riguardo per sono assai dubbie


plante di

che somministrano

Roma

antica.

^
k
I

TT

CAPITOLO
rkPTT

,1,

i
1

^
k h

r>TTV/rTTT7T?n

\/ATTrAMn

^^
vittimc dlia persecuzione inaugurata da
i

prime LEdopo
circo di
ei

Nerone

r incendie del 64, di cui fece accusare


di

cristiani,

furono certamente martirizzate nei giardini


il

Nerone, presse
(<

Caligola. Tacito lo afferma scrivendo:

Hortos

suos
dei

spectaculo

Nero

obtulerat

(^).

Esse furono

le

primizie

martiri dlia Chiesa


il

romana

con queste ebbe origine


eravi allora

probabilmente

cimitero del Vaticano C). Gi

(i)

Cominceremo

qui a mettere a pi di pagina

il

testo degli an-

come continueremo Itinerario di Salihourg: Et sic poi per tutte le altre vie suburbane. intrabis via Vaticana donec pervenies ad basilicam beati Ptri, quam Constantinus imperator totius orbis condidit, eminentem super omnes eccletichi hinerari dei pellegrini relativi a questa regione,

sias et

formosam,

in
S.;.

cuius occidental! plaga beatum corpus eius quie-

scit.

De

civitatis iuxta

Martwutn: Primum Petrus in parte occidentali viam Corneliam ad miliarium primum in corpore quiescit,
locis

numro pauco, in eodeni loco in tumbis quoque iuxta eandem viam sedes est apostolorum et mensa et recubitus eorum de marmore facta usque hodie apparet. Mensa quoque, modo altare, quam Petrus manibus suis fecit, ibidem est. Iuxta eandem quoque viam S. Ruffina, S. Secunda, S. Maria, S. Marius, S. Ambacu, S. Audafax et alii quamplurimi sancti iacent. Itinerario di Gtiet pontifcalis

ordo. excepto

propriis requiescit. Ibi

glielmo di
et

Malmesbnry

Prima porta Cornelia quae modo porta


ecclesia beati Ptri sita est, in qua

S. Ptri,

via Cornelia. Iuxta

eam

corpus

eius iacet, auro et lapidibus parata.

Etenim nuUus hominum


ecclesia pausant. In

scit

rum sanctorum martvrum


tertia ecclesia sunt

qui in

eadem

numeeadem via

ecclesia altra in qua requiescunt sanctae virgines Rufina et Secunda. In

Marius et Martha et Audafax et Abacuc llii eorum . Tacito, Ann. XV, 44. (3) Non ci fermeremo qui a confutarc di nuovo la strana sentenza del Pascal che difende Nerone ed accusa gl' innocent! cristiani dell'incendio di Roma. Questo libro stato giustamente riprovato e confutato dalla maggior parte dei critici. Si vegga il Kuoi'O Bull, di arch. crist. (ic)00, n 5-4) cd il suo supplemento L'incenJio Neroniano e le sue font! storichc .
(2)

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


nelle vicinanze
delhi villa impriale

visa dai

circo detto
;

anche
i

di

una vera necropoli, Xerone per mezzo dlia

di-

via

Cornelia

gli

addetti e

liberti dlia

famiglia impriale ave-

vano qui\i
lombari.

loro sepolcri, essendosi

ivi

trovate

numeros-j
di

iscrizioni sepolcrali

pagane

di

quel

tempo ed avanzi

co-

E Lampridio

narra che Eliogabalo volendo ingran-

IL
dire
circo,
fu

CIMITERO DEL VATICANO


obbligato
di

il

distruggere parecclii di questi

sepolcri (').

Non possiamo
raneo o aU'aperto;

sapere se
cc^rto

il

cimitero cristiano fu sottersi

che nel Vaticano non


i

trovarono

mai

gallerie sotterranee e che


stati

monumenti
la

superstiti

sem-

brano essere

piuttosto alla superficie del suolo.


sia dlie
la

Ma

checch ne

sue origini,

vera storia del cimi-

tero comincia

con
fatto

sepoltura di san Pietro. Altrove abbiamo

dimostrato

il

dlia

venuta del grande apostolo in


(").

Roma

c r autenticit del

suo sepolcro nel Vaticano

Di questa

autenticit

abbiamo prove

irrefragabili nel testo di Caio, prte

del

II

secolo, riportato da Eusebio (3), nel Calmdario Libcriauo

del secolo iv, nei pi antichi martirologi, nei carmi di Pru-

denzio, nel Liber pontifcalis e in tutta

la

tradizione cristiana
ai

che
stri.

ci

accompagna

dall'

epoca pi remota fino

giorni nosia

Dobbiamo

anche

ammettere

che

l'

apostolo
le

stato

martirizzato nel
dizioni collocano

medesimo
il

posto, perche

pi antiche tra-

luogo del

martirio presso
il

quello dlia
iuxta

sepoltura.

Sepultus est , dice

Liber

poiitifcalis,

locum
ticano
;

ubi crucifixus est, iuxta palatium


gli atti

Neronianum
martirizzato

in

Va-

apocrifi attestano che fu

iuxta

obeliscum

ed un'altra tradizione aggiunge che ci avvenne

inter duas metas.


del circo di

La
le

parola palatium indica le rovine

Nerone;

metae

sono
1'

limiti

dlie corse

nel circo; ora in questo luogo

non

esisteva altro circo che


obelisco.

quello di Nerone, nel quale

si

elevava

La

tradi-

zione del martirio


tarda; Bosio

di

san Pietro sul Gianicolo di origine pi


di

non pretese

troncare

la

questione,
il

ma
(''),

rico-

nobbe che

la

pi antica tradizione per

Vaticano
l'

Ci che ha ^potuto ingannare

stata

espressione

in

monte

creduta applicarsi

al

Gianicolo quantunque possa an-

(1) /d!^. c. 22. (2) Elin. d'arcb. chrl. v.


(3) Hist.
],

Notions ^ncr. pag. 7-12.

Eccl
sotl.

II, II,

25.
3.

(4)

Roma

Guida Calacombe romani-

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


che intendersi del Vaticano
raachia, ove
si
:

e cosl

pure
la

l'altra

dlia

nau-

voluto vedere

non

piccola

naumachia
il

del giardino di

Nerone,

ma

la

grande che esisteva sotto


la chiesa di S.

Gianicolo, in quella

parte

ove

Cosimato.

Del

resto, quella parte del Gianicolo era occupata dalla for-

tezza,

ed poco probabile che

vi si facesse
gli

una esecuzione:

perch queste corne riferiscono


si

Aiti di parecchi martiri,


citt.

eseguivano fuori dlie mura dlia

Infine

pu

osser-

varsi che se
locis Ss.

uno

degli Itinerari ci peUc^rini,

cio quello de

Martyniiii,
di

non

fa

alcun cenno del luogo dlia cro-

cifissione

san Pietro, mentre indica quello dlia decapitaaile Tre Fontane, questo un indizio vu secolo la tradizione del Gianicolo era

zione di san Paolo


per credere che
al

sconosciuta; e del resto era superfluo d'indicare in


ciale
il

modo

sp-

luogo dlia crocifissione del principe degli Apostoli nel


si

Vaticano, poich

confondeva con quello


:

dlia sua sepoltura

che da

tutti si

venerava nel ^^aticano

Sepultus in \'aticano,

totius orbis veneratione celebratur ).

Del resto mi occuquestione nel mio

pera di nuovo e pi largamente


terzo
di

di

taie

volume

degli Ekinenti,
la

dove

trattero dlie antiche chiese

Roma, descrivendo
Sulla
,

chiesa di S. Pietro in Montorio.


eresse
fatto

moria

tomba di san Pietro il papa Anacleto cio un oratorio corne spesso fu


le

una

me-

sulle

cata-

combe
si

(^).

L'area cimiteriale era assai piccola, perch quando


fondazioni dlia
papale
basilica,
si

fecero

trovarono

poca
di

distanza dall' altare

colombari pagani. La

tomba

san Pietro

dov

essere

una

piccola stanza costruita parte


l'

sotterranea e parte sopraterra, che avea

accesso dalla via

Cornelia e sulla quale sorgeva


cleto.
Il eh.

la

piccola

memoria

di

Ana-

Barnes che ha

scritto

un' importante monografia

(i)

609).

Sax Girolamo, De viris illustribiis I (P. L. t. XXIII, col. 607, Recentemente mons. Lugari. con raolta erudizione, lia voluto di,

fendere l'opinione favorevole


Pierre,
crist.

al

Gianicolo (Le

lieu

du crucifiement de saint

Tours, 1898). Risposi

ai

suoi argomenti nel

Kuovo

Bull, di arch.

1899, pag. 113 seg.


(2) Lib. poniif.

IL

CIMITERO DEL VATICANO


il

JD

SU questo argomento, confronta

scpolcro di S. Pietro con


la

una

dlie celebri

.tombe dlia via Latina, trovate presse


('). Gli altri papi,

basilica di S.

Stefano

da san Lino a san Vitsi

tore,

furono sepolti nel medesimo ipogeo. Negli Itincrari


Petris in

legge:

parte occidentali civitatis iuxta viam Cor-

neliam, ad milliarium primum, in corpore quiescit, et pontificalis

ordo, excepto
a

numro pauco
a
Priscilla

(cio quelli che erano

stati

sepolti

S.

Callisto,

o a

S.

Lorenzo)

in

eodem
ficalis

loco, in tumbis propriis requiescit (").

riscontrasi la

Xel Ib:r poiitimedesima indicazione. Dlie antiche tombe


nuUa; esse furono
due successive
trovarono
fu
gli

dei papi

non

rimasto

tutte demolite nei

lavori di costruzione dlie

basiliche.

Kei

lavori

eseguiti nel xvi secolo,

si

avanzi

di

questi se-

polcri, la pianta dei quali

disegnata da Benedetto Drei e


Iiiscriptioiics (^).
ivi

pubblicata dal de Rossi nelle

Un frammento marmoreo
LIM\'S senza
babilmente
il

trovato recava

il

nome

di

alcun' altra indicazione; e questo era assai pro-

nome

di

san Lino papa, perch

ta!

nome non

comparisce quasi mai nell'antica epigrafia ed dei tutto inverosimile che proprio
stato sepolto
li

accanto

al

piincipe degli Apostoli fosse


di

un

cristiano

qualunque

quel nome.

LIVIA NICAR.VS LIVIAEPRIMITIVA


S0R.0R.1 PECIT a^V-AN-XX.linMVIlII
/iii'>

Xoi conosciamo pure due antichissime iscrizioni (ii secolo) che provengono dal cimitero Vaticano. Una fu trovata
(i) Cfr.

Barkes, Thi
locis Ss.

tuinh of St- Peter.

(2)

De

Martyriim.
t.

(5) Iiiscn'pt. christ,

II,

pag. 235.

36

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


xviii

sulla fine del secolo

ed ora

sta

nel

museo
pesce e

del

Louvre
le

a Parigi;

essa incisi sopra

un sarcofago
del

e porta

ima-

gini

simboliche del

Buon

Pastore,

dell'

ancora

(v, pag. ^)^. L'altra, scoperta pi tardi tra la chiesa di S.

Marta

e l'abside di S. Pietro, scolpita sopra

un cippo

di

forma

IXGYC'ZUUNTN
[UCIHIAMIATIBE

pagana,

ma

vi

si

legge
(il

iscrizione

certamente

cristiana
la

IX0rC
sono
tutti
i

ZCOXTCOX

pesce dei viventi), sotto


si

quale

figurt!
cippi,

due pesci che


trovasi ne!
di

dirigono verso un'ancora. Corne


cimiteio

questo doveva essere coUocato in un

esterno.
Il

Ora

corpo

san Pietro

museo Kircheriano. non rimase sempre


la

nel suo primi-

tivo

sepolcro.
c'

Durante
il

come
a

indica

Valeriano (258) Calendario FUocaliano, fu nascosto insieme


persecuzione
di

quello di san Paolo nella clbre Platonia del

cimitero di

S.

Sebastiano. Pi tardi fu riportato nel Vaticano e forse ci


i

avvenne nel 260, dopo che


Chiesa sotto Gallieno
(').

cimiteri furono restituiti

alla

L'imperatore Costantino fece costruire


stolica
i

sulla

tomba apola

una grandiosa

basilica, di

cui

conosciamo

forma e
il

principali ornamenti.

Le

iscrizioni
ci

che ornavano
la

fondo

dell'

abside e l'arco trionfale


d'

furono conservate,
altre

prima dal

codice

Einsiedlen, la

seconda da

siilogi

epigrafiche.

(i) Elm. d'arclh chrct. Notions gner, pag.

50-53.

Pmnta

dlia Confessione di S.

Pietro, seconde Bcncdetto Drei.

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


L' iscrizione dell' abside era cosi concepita:

IVSTITIAE SEDES FIDEI DO.MVS AVLA PVDORIS HAEC EST Q.VAM CERNIS PIETAS Q.VAM POSSIDET OMNIS QVAE PATRIS ET FILII VIRTVTIBVS INCLYTA GAVDET

AVCTORE.MQ.VE SVVM
Quella deir arco

GEMTOREM LAVDIBVS AEQVAT.


:

trionflile

QVOD DVCE TE MVXDVS SVRREXIT IN ASTRA TRIVMPHAXS


HAXC CONSTANTIXVS VICTOR
Il

TIBI

COXDIDIT AVLAM.
il

Liber

poiitijicalis

aggiunge che Costantino fece ornare


vi

sarcofago dell'apostolo e

pose una croce


il

d'

oro, sulla quale

era incisa la seguente iscrizione,

cui testo fu trascritto

da

Pietro Mallio:

CONSTANTINVS AVG ET HELENA AVG HAN'C


DOMVM REGALEM
.

auro dcorant quam

SIMILI
(').

FVLGORE CORVSCANS AVLA


.

CIRCVMDAT

Siffatta

croce era probabilmente monogrammatica, impe-

rocch

la

vera forma dlia croce non era ancora in uso.


la

Dopo
crebbe in
polcri,
di

costruzione dlia basilica,


il

il

cimitero sopra terra

estensione;

\'aticano

si

copr d' edicole, di sevi

mausolei.
e
vi
i

Il

papa san

Damaso

esegul imporle

tanti

lavori

edific

un

battistero,

allacciando

acque
il

che allagavano
battistero

sepolcri. L' iscrizione da lui


;

composta per

non parla afFatto di san Pietro ne cio deve recar meraviglia. Nel Vaticano era cosi nota la tomba dell'apostolo,
che

Damaso

crede superfluo di ricordarla; mentre nella Plasi

tonia deir Appia, ove eravi timor che


dlia translazione, stimo necessario
apostoli.

smarrisse
i

il

ricordo
dei

mdicare

nomi

due

Fra
ticano

pi important!
ricordarsi

monumenti
i

di

questo cimitero Va-

devono

sarcofagi di Giunio

Basso

di

Anicio Petronio Probo. Giunio Basso mori prefetto dlia

citt

(i)

Supplemento
Vit.

di

de Rossi, Inscript,

christ.

Il,

pag. 200. Cfr, Lib.

pontij. in

Sylvestri.

IL-CIMITERO DEL VATICANO


poco dopo aver ricevuto
simbolici,
di
il

39
suo sarcofago

battesimo (559).

Il

trovasi ora nelle Grotte Vaticane ed tutto ornato di bassirilievi

scne delTAntico e

Nuovo Testamento
moglie Anicia

(v.

pag. 46).
Il

mausoleo d'Anicio Probo


Nicole V,

(') e

dlia sua

Proba rimaneva
fino a
dlia

a sinistra dietro l'abside. Si

conserv intatto

ma

fu distrutto all'epoca dlia costruzione


Il

nuova

basilica.

sarcotago
alla

si

vede ora nella moderna


dell' iscrizione
:

cappella dlia Piet insieme


nale.

copia
di

origi-

Ecco un brano rimarchevole

questa iscrizione

DIVES OPVM CLARVSaVE GENV PRAECELSVS HONORE FASCIBVS ILLVSTRIS CONSVLE DIGNVS AVO

TRAXSCEXDIS SENIOR DONATVS MVNERE CHRISTI HIC EST VERVS HONOR HAEC TVA NOBILITAS LAETABARE PRIVS MENSAE REGALIS HONORE
PRINCIPIS ALLOQ.VIO REGIS AMICITIA

NVNC PROPIOR CHRISTO SANCTORVM SEDE POTITVS LVCE NOVA FRVERIS LVX TIBI CHRISTVS ADEST.
(Cod. Vat. Ottohon.
iS6j).

Oltre a questi
glia impriale
Ivi

monumenti

vi

era

il

mausoleo

dlia fami-

che stava ove oggi sorge

la

grandiosa sagrestia.

nel IV secolo fu sepolto Valentiniano II, e pi tardi Maria


di

moglie

Onorio

e figlia di Stilicone

(m. 423),

di cui

Paolo

Diacono

(^) ci

d l'ubicazione,

iuxta B. Ptri apostoli, in

mau-

soleo . Esso fu ritrovato socto Paolo III (1544); ma il ricco tesoro che quivi si racchiudeva, fu barbaramente disperse. Il

Bosio per ce ne ha lasciato una importante descrizione

(-').

Al

VI secolo appartiene la
la

tomba

gloriosa di san Gregorio

Magno con

bellissima iscrizione, ove questo papa chia-

(i)

Q.uesto personaggio copri un'alta carica nella corte dell'impera-

tore Onorio.
(2) Historia miscell.
I,

xiv (P. L.

t.

XCV,

col.

955).

(5)

Roma

sott.

II,

7; Cfr. de Rossi, BnUelt.

1863, pag. 55-56.

40
mato
trici
;

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


console di
al

Dio per

le

pacifiche sue conquiste civilizza-

vu, quelle di Cedwall, re dei Sassoni, raorto a


del Beda, era

Roma
(').
il

ove,

al dire

venuto per ricevere

il

battesimo
I

Nella seconda

meta

del secolo viir, Paolo


S.

converti

mausoleo d'Onorio
tina.

in cappella onoraria di
al

Petronilla,

il

cui corpo era stato trasportato

Vaticano dalla via Ardea:

La

primitiva iscrizione diceva

AVRELIAE

PETRONLLAE
;

FIL

DVLCISSLMAE
il

Essa oggi perduta


scritto di Pietro

il

de Rossi ne ritrov

testo in

un manoiMarco

Sabino (xv sec) nella biblioteca


che

di S.

Venezia
Il

(^).

Liber pontificalis
II,

dice

nel

sec.

ix

(sotto

papa
il

Sergio

846),

la basilica fu

profanata dai Saraceni. Forse


fino
allora,

sarcofago di san Pietro, visibile


quei giorni di pericolo.

fu ricoperto in

Ed

infatti,

su questo importante

mo-

numento, non abbiamo pi

notizia alcuna dal ix secolo in poi.


al se-

Dlia antica basilica Costantiniana conservata, fino


colo XVI possediamo diverse descrizioni
e scenografie

fatte

da

xv e xvi College presso Windsor


scrittori del
ail'

secolo. In
fu
al

un manoscritto dell'Etonanche scoperto un disegno che


al

rimonta
ad

xi secolo

pi tardi

principio del xii

(-'').

Il

padre Grisar
oltre

l'illustr nella Civilt Cattolica ("). Sifflitto


ci

disegno,

altre particolarit,

mostra nel musaico dlia facanimali simbolici dei


si

ciata r

Agnello divino

tra gli

quattro

Evangelisti. Negli angoli inferiori del timpano

vedono due
nell'atrio,

pavoni in bronzo difterenti da


a lato

quelli
la

che stavano
fontana
dlia

dlia clbre

pigiia

presso

purifica-

zione.

Tra

le

posteriori scenografie noverasi la pittura dlie


1'

Grotte Vaticane, rappresentante


sezione
dell'

esterno dlia basilica e

la

interno.

(i) Cfr. la sua iscrizione, Eliii. d'arch. chrl. Notions gciicr. pag. 241. (2)

Cfr. Bail.

1865 pag. 46; 1879 pag. 12 seg.


of aiicienl Rome,

(3) Cfr. (4)

MiDDLETON, Renmints
1895, ^^sc.
I,

1892.

CiviJl catt.

pag. 202

seg.

IL

CIMITERO DEL VATICANO


e saggi
di ricostruzione
fatti

4I
dal

Dai pi recenti studi

Muntz, Geymller, Lanciani, DeRossi('), Garrucci, Mignanti,

Brewer

(^),

Morier

Barnes,

ci

possiarao fare un' idea

ab-

basranza esatta dell'antico santuario. Esso costitiiiva un


raviglioso
rausaici
;

mc-

museo

di

reliquie,

d' iscrizioni,

di

sculture e di

ogni altnre aveva una storia e ricordava un qualche


barbara distruzione che
I

storico avvenimento.

Corne lamentare abbastanza


ha privato
spersi,
altari
i

la

ci

di tutte queste ricchezze ?

monumenti furono

di-

sarcofiigi nascosti

senza alcun criterio nei moderni


dlie iscrizioni smarrite.
il

e la
in

maggior parte

Fortuna-

tamente

mezzo
;

a tante devastazioni,

sepolcro disanPietro
si

rimase intatto
basilica, si

quando
di

nel

xvi secolo
1'

dmoli

1'

antica

ebbe cura
si

conservare

altare e la confessione.
il

Ma

allorch

voile in seguito edificare

nuovo
;

altare,

lavori di fondazione arrecarono ulteriori danni

si

apri allora

un foro

traverso
d'

rottami e

si

pot vedere per un

mo-

mento
dell'

la

croce

oro coUocata da Costantino sul sarcofago


dlia scoperta, vi ac;

apostolo.

Clmente VIII avvertito


ai

cedette insieme

cardinali

Bellarmino ed Antoniano
il

egli

aveva

1'

idea di proseguire gli scavi e sgombrare


di suscitare

sepolcro,

ma temendo
vi fosse

polemiche nel caso che nulla pi


le

rimasto dlie sacre reliquie, lasci


il

cose nello stato

primitivo, e fece riempire


materiali Q).

cavo con una grande quantit di


descritto dal Sarti

Lo

stato attuale dlia confessione fu

e dal Settele (1840).

Recentemente
(") e nel

il

padre Grisar ha fatto

dellc ricerche

cui risultati ha pubblicato nel

XII tomo

degli

Studi di storia
dcl

e diritto

tomo

I dlia

sua opra I papi

mcdio evo (^).


(1) Inscript, christ. II, pag.

229.

(2)

The Builder,

v.

LXII, 1892.
tempti
Faticani,

() Cfr.

BoNANNi, 'Nnmismata
di

pag. 149;
1776.

Borgia,

Vaticana confessio B. Ptri principis Apostolorum,


{4) ())

Romae,

Le tombe apostoliche
Pag. 400 seg.

Roma, 1892.

42
Il

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


sarcofago trovasi sotto
l'altare papale,
alla

ma

invece di cor situato

rispondere

esattamente in mezzo

basilica,

un

poco a

destra, e ci

prova che

1'

architetto dlia basilica

stantiniana nella sua costruzione,

Codov tener conto d'un moIl

numento pi
al

antico

che non poteva toccare.


il

che indur-

rebbe a credere che

corpo

di

san Pietro fosse gi ritornato


di

suo primitivo sepolcro prima


porta di bronzo dirimpetto

Costantino. Oltrepassata
statua di Pio VI, vedesi

la

alla

una piccola camra oblunga, terminata da nicchia od abside,


con r imagine
in

musaico del Salvatore (xin secolo), e degli

apostoli san Pietro e Paolo (xvii secolo).

Nel ripiano

di

questa

cameretta, sotto l'altare, scorgesi


cui

1'

apertura d' un pozzo presso


spediti agli
arciil

sono conservati

palli

prima d'essere

vescovi. Gli Ordiiiei romain del

medio evo narrano che

papa, nel giorno dlia testa di san Pietro, ritirava da questo

pozzo un incensiere postovi V anno prcdente, divideva


boni
tra
i

car-

presenti e vi rimetteva

un

altro incensiere.

Le per-

sone che desideravano possedere degli oggetti che avessero


toccato
il

sepolcro dell'apostolo,

memoriae apostolorum
che
essi
tali

ottenevano che

vi fossero calati quelli

presentavano.

Nel
silica di

IV secolo

Rufino

domand

reliquie per

una ba-

Calcedonia; e san Gregorio

Magno

ne parla nelle sue

lettere; e cosl
le

una iscrizione

dlia basilica di Cartagine

numera
III

niemoric che essa possedeva. Tutte queste

costumanze sono
di

ricordate

nel Lihcr pontificalis nella

biografia

Leone
tu
;

(viii secolo).
Il

pavimento

dlia

camra
di

dlia

Confessione
d'
l'

sempre
ri-

molto ornato. Una volta era


dlia tiara, dlie chiavi e dlia

lamine

argento

ora

coperto di bronzo dorato rappresentante

imagine dlia croce,


dei quadrati forl'a-

colomba.

Uno
risale

mati dalle braccia dlia croce uno sportello che chiude


pertura del pozzo.
(xvii secolo).
Sif:itta

decorazione

Innocenzo

La
il

fenestella

confessionis

fu ornata da In-

nocenzo

III (xiii secolo). Il sarcofago dell'apostolo corrispon-

derebbe sotto

piccolo pozzo dietro l'altare che fece erigere


nella cappftlla sotterranea dlie Grotte.

Clmente VIII

IL

CIMITERO DEL VATICANO


il

43

La

cattedra di san Pietro

pi importante ricordo delil

r apostolo

dopo

il

suo sepolcro. Seconde


a qucsto fatto
di

de Rossi, cssa fu
egli qui

trasportata nel Vaticano dal papa


costrui
il il

Damaso, quando
si

battistero; c
il

riferirebbe,

secondo

dotto archeologo,

carme

Damaso

registrato nelle Sillogi:


lavacruni
.
.

Una

Ptris sedes,

unum verumquc

Ma
che
la

ci

non puo

afFatto dimostrarsi;

ed anzi pi probabile

cattedra lignea dell'apostolo, per la cui autenticit abfosse, in origine, nel cimitero di Prifi

biamo gravi argomenti,


scilla,

dove

forse era in venerazione

no

al vi

secolo, e pi
(').

tardi fu

probabilmente trasportata nel Vaticano


la

Si

cre-

duto che questa fosse


Pudenti, cio
la

sedia stessa donata a san Pietro dai

sedia curule di

Pudente
la

ma

questa una
se-

congettura arbitraria espressa per


colo dal
trario

prima volta nel xvii

Febo ("). Si anche negandone l' autenticit;


vi si
di

assai esagerato nel senso cone

cosi lady

Morgan afferma
Rossi
la
la

che r iscrizione che

legge era araba e che conteneva

una professione
studiare
a

fede

maomettana.

Il

de

pot
fece

tutto suo agio nel

iS6j quando Pio


del

IX

rimuovere dal monumento appositamente costruito da Alessandro VII ed esporla nella cappella
costat che la cattedra attuale

Sacramento. Egli

non ha

affatto la

forma
essere

dlie

antiche sedie curuH; essa


costruita

bizantina

deve

stata

dopo

il

vi secolo.
tutti

Vi sono per incassati quattro o


questo

cinque frammenti

corrosi; e

tutto

ci,

che

(i)

Su questo argomento ho pubblicato


crisl.

teste

un
tutti

mio
e

studio nel
si

Kiiovo Bull, di arch.

1901, n. 1-2, in seguito al quale credo

devra

modificare l'opinLone precedentemente tenuta da

da

me anche

seguita nell'edizione francese di questa Guida. Si vegga ci che ne dir


nella illustrazione del cimitero di Priscilla in questo stesso

volume.
si

Ad

ogni

modo
(2)

notevole che in un Itinenirio del secolo

vn

indichi nel

Vaticano una Scdcs Apostoloruin.

Phoebeus, De

idcnliLitc cathedrac in
cl

qua

Sdiiclns Pclrus

Romac

pri-

mum

scdit,

de anliquitale

pracstantia soUmnitatis Cathedrac Romaitac,

Romae,

1666.

44

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

rimarrebbe dlia primiti va cattedra.Le decorazioni sono d'avorio


e di stile classico e rappresentano le fatiche d' Ercole
;

queste

non sarebbero State


esse

lasciate se la cattedra fosse stata primitiva


al

se avesse appartenuto

al iv

secolo;

al

vu secolo invece
Il

non potevano avre


vi
si

pi alcun significato pagano. Inoltre

non

rinvenuta alcuna traccia d' iscrizione araba (').

risLiltato

degli studi del de Rossi stato favorevole in fondo

all'autenticit di

una qualche parte almeno del sacro cimelio.

Parimenti
alla statua di

si

sono

fatte le pi svariate

congetture riguardo

san Pietro. Gli uni hanno voluto vedervi un Giove


ipotesi inammissibile, perch da

trasforraato

un Giove nudo

non poteva
fosse fuso
di Filippo
il

farsi

un
;

S. Pietro

drappeggiato a

meno chenon

si

bronzo

ma

essa

nemmeno puo
il

attribuirsi ai

tempi
la

(m

secolo), corne credeva


al

Bartolini ('). Altri

fanno rimontare solamente


essere questo un

lavoro dei

medio evo (3). Il Torrigio asseri tempi di Leone I (v secolo) (*).


perch nel

Quest'opinione

assai verosimile,

monumento pu
stile; onde Bunsen Q).

riconoscersi ancora

una reminiscenza dell'antico


san Leone
Attila,

essa fu accettata anche dai dotti tedeschi Platner e

Puo

essere che

facesse fare questa statua


si

dopo aver discacciato


razione di

imperocch

sa

che dopo

la liberi-

Roma,

egli

manifest verso san Pietro una viva

conoscenza. Si credette che fosse autore dlia statua un


bizantino, basandosi sopra una iscrizione greca che
dell' Itiuerario
d'
1'

artista

autore

Einsiedein
si

vide

IN

IGONA

SCI PETRI.
di

Questa

iscrizione per

riferisce

ad una statua

san Pietro

(i) Cfr.

dette per di poter

DE Rossi, Boll. iSby, pag. 33 seg. Mous. Duchesne non creammettere tutte le conclusioni del de Rossi su questa
di hroiixp
del

cattedra. Cfr. Origines du culte chrtien (i" ediz.) pag. 268, net. 3.
(2) Dlia celebratissima statua

principe

degli

Apostoli,

Roma,
(3)

1867, pag. 9

WiCKOFF,

Zeitschrift fir bildende Kunst,

1890, pag.

109 seg.

(4) Sacre Grotte

Valicane, pag.

126.

(5) Beschreibung der Sladt

Rom,U,
e

pag. 176-77; Cfr.


I2).
Il

Marucchi, Le

niemorie dei Ss. apostoli Pietro


Cattolica,

Paolo, pag.

p.

1875) riconosce pure

che questa statua

si

Grisar (Civilt coUega ail' antica

scultura cristiana.

IL

CIMITERO DEL VATICANO


infatti
il

45
parla
in

venerata a Pavia;
di

rimanente del

documento
fu

quella citr (').


nell'

La
di

statua del Vaticano era collocata


S.

origine

oratorio

Martino; qiiindi
:

trasportata

nella cappella dei Ss. Processo e Martiniano

e poi le

venne
II

assegnnto
questa
la
l'

il

posto attuale da Paolo V. Alcuni credono essere


in

statua ricordata

una

lettera di

Gregorio

Leone
papa
che
sato.

Isaurico (^).

L' imperatore avendo minacciato

di speil

diie dei soldati per distruggere T


gli

immagine

di

san Pietro,

dichiar che

il

popolo

1'

avrebbe saputa difendere

egli

non rispondeva del sangue che potrebbe essere verE non assolutamente provato che qui si tratti di una
in

imniagine diffrente da quella


statua

bronzo ora venerata. L'altra

marmorea
e
le

di

san Pietro, che trovasi nelle Grotte Va-

ticane, un'antica statua consolare a cui


la testa al

sono

state

cambiate

braccia in un' epoca relativamente rcente, forse

principio del Rinascimento.

Una

volta vedevansi un gran

numro

d' iscrizioni

nel ciraire-

tero e nella basilica.

Ora

di

parecchie centinaia

non ne
I

stano che una

trentina.

parte

quella di Adriano

G)

quelle dei sarcofagi, tutte

le is:rizioni

dlia basilica superiore


altre

rimontano piuttosto

al

secolo xvi.

Le

memorie sono
il

conservate nelle Grotte Vaticane


Si distinguono le Grotte nuove
di S. Pietro, e le Grotte vccchie

(").

che circondano

sepolcro
si

che sono pi lontane e


Il

esten
al
;

dono fino medesimo


e vi
si

alla

cappella del

Sacramento.

pavimento

livello di quello dell' antica basilica

Costantiniana

conservano ancora traccie del

lastricato del iv secolo.

(i) Cfr.

DE Rossi,
XII
(rP.

Inscripl. christ,

t.

II,

pag. 33.

(2) Epist.

t.

LXXXIX,

col. 519-20).

(3) Elm. d''arcb. chrl. Notions gni-r. pag. 249.

(4)

Una

descrizione pi estesa di queste Grotte Vaticane


dlia

si

dar da

me

nel III

volume

mia opra francese Elm.


insigne
e

d'arch. chrl.

Ma

una

guida accuralissima a questo


pubblicata dal

monumento
in

verra quanto

prima

mio egregio am'co


di

collaboratore Rev. Dufresne, eco-

nomo

dlia

Procura

S.

Sulpizio

Roma

ad essa

rimando

il

lettore.

46
La

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


parte centrale dlie Grotte uiiovc
si

corapone dlia capil

pella di S. Pietro, che

Clmente
si

\'III eresse dietro


in

cancello

dlia Confessione.

Non

trovano

questa cappella

monual-

menti antichi ed

il

musaico

del secolo xvii.

Dirimpetto

r ingresso havvi per

il

sarcofago

di

Giunio Basso

di cui

ecco

una riproduzlone

IVX
VIII

IPSA

V C avi VIXIT'- ANKIS XLIi MEX II IX PRAEFECTVRA VRBIS XEOFITVS HT AD DEVM KAL SEPT EVSEBIO ET YPATIO COSS (a. ^59).

BASSVS

IL

CIMITERO DEL VATICANO


le

47

Al disotto dcir iscrizione


di

sculture
si
;

formano due ordini


il

scne: nella parte superiore


rra

vede nel mezzo


a

Salvadlia

tore

san

Pietro e san Paolo

destra

una scena

passione, cio

Ges innanzi
il

a Pilato, rappresentata in

modo

simbolico, a sinistra
di
la
i

sacrificio

d'Abramo

e la carcerazione

san Pietro; nella parte inferiore Giobbe insieme alla moglie quale gli porge un pane per mezzo di un bastone. Fra

due ordini
i

si

vede l'Agnello divine che

risuscita

Lazzaro,

moltiplica

pani e battezza.
pi distante affissa alla parete
la
1'

Un poco

iscrizione da:

masiana che ricorda

fondazione del battistero

CIXGEBANT LATICES MONTEM TENEROQ.VE MEATV CORPORA MVLTORVM CINERES ATQ.VE OSSA RIGABANT NON TVLIT HOC DAMASVS COMMVNI LEGE SEPVLTOS POST REQ.VIEM TRISTES ITERVM PERSOLVERE POENAS PROTINVS AGGRESSVS MAGNVM SVPERARE LABOREM AGGERIS IMMENSI DEIECIT CVLMINA MONTIS INTIMA SOLLICITE SCRVTATVS VISCERA TERRAE SICCAVIT TOTVM QVIDQVID MADEFECERAT HVMOR INVENIT FONTEM PRAEBET Q.VI DONA SALVTIS HAEC CVRAVIT MERCVRIVS LEVITA FIDELIS.
Nellc altre gallerie e nelle cappelle veggonsi parecchie
iscri-

zioni sepolcrali del iv, v e vi secolo, provenienti dal cimitero

che circondava

la basilica.

Alcune portano

la

data consolare.

BENEMERENTI IN PAGE PROCLO Q.VI BIXIT ANNVS XVI DIPOSITVS VI IDVS OCTOBRIS DD NIs^ HONORIO AVGVSTO VIII ET THEODOSIO ce SS

^^J
[An. 409).

48

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


HIC REQ.VIESCET IN SOMNO PACIS MALA Q.VI VIXIT ANNOS XXXVIIII M V D V ACCEPTA APVT DEVM IV IDVS IVNIAS AETIO CONS
(An. 452).
(I)

LC lOHAXXIS ALICENSi
SE VIBO

CONPARAVIT

PC VIATORIS
(An. 496).

HIC REQVIESCIT CATELLVS NO QVI VIXIT ANN PL M X DEP IN PA AVIENO IVN VC CON

(An. 502).
Il

de Rossi osserv che queste due ultime


la

iscrizioni,

ben-

ch abbiano

forma

di

iscrizioni

sotterranee,

provengono

daU'antica basilica Vaticana (^).

PL

MAXIMO VC

CONiu/e

CON'CESSVM LOCVM PF ROME EX TRB VOLVP ET CON'IVGI EIVS lOHAX PAPA HORMISDA ET TRA PRAEPST BASC BEATI PETRI
(An. 525).

(3)

Al medesimo tempo deve


sepolcrale,

risalire

la

seguente iscrizione
separazione
dei

che

ci

d una prova dlia

due

sessi neirantica basilica.

IN

AD SANCTVM PETRVM APOSTOLVxM ANTE REGIA PORTICV COLVMNA SECVNDA Q.VOMODO INTRAMVS SINISTRA PARTE VIRORVM LVCILLVS ET lANVARIA HONESTA FEMINA

^^^
(i)

Bosio,

Roma

sott.

II,

8.

(2) Inscript, christ. II, pag.

407-411.

(3) Praepositus hasilicae Beati Ptri.

IL

CIMITERO DEL VATICANO


iscrizione

49
non
stato

Il

testo originale di quest'ultima

ritrovato (').

La

segueiite
al

iscri/ione

spulcrale dlie Grotte

Vaticane

fu

trasportat;i

museo

del Laterano:

PRIVATA QVE VIXIT ANNIS C^ LUI MESES VIII DIES 3' II 0' DEPOSITA Sf EST ^ IIII NONAS FEBR BENEMERENTI IN FACE DECENTIO }^ ET PAVLO CONSS E^

(An. 552.

Mus. Lai., XXII,

2).

Lo

stesso

museo possiede
al

il

calco

d'

un' altra
il

iscrizione
di

che stata lasciata


Belisario:

Vaticano e che ricorda

consolato

>B HIC REaVIESCIT IX PAGE lOHANNIS VH OLOGRAFVS PROPINE ISIDORI QVl VIX ANN PLVS M XLV DEP 0" X KALEN IVNIA CONSVLATV VISILARI VS l^

Nelle GroiU luiovc vedonsi ancora

frammenti

di

musaico
SS. Ver-

che ornavano un tempo un oratorio dedicato


gine da Giovanni VII (705-707)
;

alla

altri

frammenti dello stesso


altri

musaico
in
S.

si

trovano

al

museo Lateranense;
fu

a S. fu

Maria

Cosmedin,

e l'imagine stessa dlia

Madonna

portata a
l'

Marco

di

Firenze. Probabilmente
il

distrutto

oratorio

sotto Paolo

V; ma

canonico Grimaldi ce ne ha lasciato un


si

disegno abbastanza esatto, Nella stessa parte

trovano

fram-

menti d'una iscrizione che ricorda un concilie tenuto cola da


Gregorio
dlie
fra

II

contro

gli Iconoclasti.

Finalmente
e del

vi si

ammirano

bellissime sculture del

medio evo

Rinascimento, e

queste ultime sono bellissime quelle del sepolcro di Pio IL

Le Grotte vecchie presentano, tra' vari altri interessanti monumenti, tre piccoli pezzi dell' iscrizione sepolcrale di
san Gregorio I;

un frammento
dlia contessa

d* iscrizione

che ricorda
xii

la
la

famosa donazione
Roma

Matilde, nel

secolo

(i) Bosio,

soit.

II,

8.

Guida Cataccinbe romane.

50
tomba
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


di

Ottone

II, la cui

urna

di

porfido costituisce

il

batti-

stero deirattuale basilica: la

iscrizione funeraria del suo cugino


il

papa tedesco Gregorio V,

quale predicava francisca, vuldi

gari et

voce

latina
aile

le

tombe

Bonifacio VIII, Xicola V,


basilica

Alessandro VI,

quali fanno seguito quelle dlia

superiore. L' iscrizione di Nicola

poi

una

dlie pi belle

che

ci

abbia tramandato

il

Rinascimento.

d'uopo

ricordare
d' iscriil

a parte in queste stesse Grotte vecchic

un frammento
lastra di

zione
cui

damasiana, gi trasformata
stato

in

pavimento,

marmo

logorato e

le lettere

quasi tutte

cancel-

late dai piedi dei visitatori. Il

de Rossi

la

pubblic restituen-

dola. Essa ricorda

lavori eseguiti nel battisterio dlia basilica

\'aticana per cura del prefetto di

Roma

Longiniano

e dlia

sua moglie Anastasia.


Longinianus v.

ad augendum sphndorem

sacri

ET ANASTASIA C F EIVS BASILICAE APOSTOLI PETRI pavimeutum parietes ITEM COELVM fontis quetn dudum DaMASVS VIR SANCTVS IN ea... exstruxit siimpN PROPRIO MARMORVw
c.

praef. urh.

'

cilii

et

musivo opre

DECORARVNT

Prima

di lasciare la

regione del Vaticano, indicher

l'esi-

stenza, sul Gianicolo, di


fino a pochi anni
fa.

un cimitero assolutamente sconosciuto

vori di sottofondazione
S. Onofrio, apparve

Nel giugno 1898, eseguendosi dei laal convento dlie Dorotee, presso
srie di loculi sovrapposti

una

con

l'

iscri-

zione

ALEXAXDER

IN PAGE,

fiancheggiata dalla palma.

^^

CAPITOLO
I

II

CIMITERI DELLA VIA AURELIA


^'-^

(')

^-^

7s^~^

y^yr ^^'i^^v'^'ir^^^'&rs^^rw

DALLE iscrizioni sepolcrali dei Curatorcs


che un tempo esistevano
antica
e

viariiiii
:

ricaviamo
l'Aurelia

due vie Aurelie


Cotta,

T Aurlia

nuova.
da

La via Aurlia

vtus

probabil-

mente

fu tracciata

C. Aurelio

censore di

Roma

nel 512. Essa avea principio sul Giaiiicolo (odierna porta di

(i) Index Coemeteriorum

Xotitia regionum:

ad S. Calixtum via Aurlia

Itinerario di Sal^hourg:

Coemeterium Calepodii Deinde amreaedificavit, et in illa


et in

bulas ad S, Pancratium, cuius corpus quiesclt in formosa ecclesia via Aurlia,

quam

S.

Honorius papa magna ex parte

ecclesia intrabis longe sub terra et invenies

Ardhimium martvrem;

altero loco S.

Paulinum martyrem et duae filiae eius Agapite et Pistis martyres, et ascendis sursum et pervenies ad ecclesiam; ibi quiescunt Ss. Processus et Martinianus sub terra, et S. Lucina virgo et martyr in superiori. Deinde pervenies eadem via ad sanctos pontifices et martyres duos Felices. Postea eadem via pervenies ad ecclesiam; ibi invenies
S. S.

Calistum papam
Iulius

et

martyrem,
>.

et in
locis Ss.

altero (loco) in superiori

domo
Pan-

papa

et

martyr

De

Martyrum:

Inde haud procul

in sinistra

manu

iuxta

viam Aureliam
Arthemius,
.

S. Processus, S. Martinianus, S.

cratius, S. Paulinus, S.

S. Flix, S. Calistus, S.

multis sepulti iacent

Calopus cum

Itinerario di

Guglidmo

di Malmcshiiry:

Quar-

tadecima porta
dicitur,

et via

Aurlia, quae

modo

porta S. Pancratii martyris


alii

quod iuxta eam


Arihemius,

requiescit in sua ecclesia; et

martyres Pau-

linus,

S. Sapientia

cum

tribus filiabus Fide, Spe, Charitate.

In altra ecclesia Processus et Martinianus, et in tertia Felices duo, et


in quarta S.

Calixtus et Calepodius, et in quinta S. Basilides


Itinerario
d' Einsiedeln:

duodecimo
civitatem
I:

milliario .

in

In

via Aurlia extra


.

S. Pancratii, in

dextera Processi

et

Martiniani

J'ita

Hadriani

Basilicam beati Pancratii martyris nimia vetustate dirutam atque ruinis

praeventam
ctoris urbis S.

integrum a novo nimio dcore una cum monasterio S. Vi-

ibidem

sito restauravit .

Index Coemeteriorum

Libro Mirabilium

Romae: Coemeterium Calepodii ad S. Pancratium. Coemeterium Agathae ad girulum. Coemeterium lulii via Aurlia .

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


S. Pancrazio) e

discendeva verso

il

mare

era la via di Ccn-

tumccUac (Civitavecchia) e
traccia nella villa Panfili.

di essa si

riconosce ancora qualche


di

Xel vu secolo
e

Roma, questa
antica
si

via fu prolungata fino a

Genova. La odierna strada che qscq


chiamasi

dalla

porta

di

S.

Pancrazio

AureVm
via
il

confonde presso
tracciata sotto

poco con

quella.

La

Aiirelia

nova

Marco Aurelio^ da

cui prese

nome, comin-

ciava presso
e
al

il

ponte Elio, traversava in parte


la

il

^^^ticano
:

terzo

miglio raggiungeva

via

AnrcUa

vtus

oggi

essa parte dalla cinta di

Leone IV

dalla porta Cavalleggeri.


si

Al secondo miglio
dirige a destra

si

distacca da questa un'altra via che

verso

Santa Rufina in direzione


la topografia

dell'

antica

via

Cornelia.

Molto oscura

degli antichi ci-

miteri cristiani dlia via Aurlia, per

non

essersi fatti

abba-

stanza scavi in questa regione.


peUegriju

Tuttavia

dagli

Itincrari dei
i

noi riconosciamo quattro centri storici

quali, se-

guendo

l'ordine cronologico,

sono

il

cimitero de' Ss. Processo

CIMITERO DI

S.

PANCRAZIO

e Martiniano (epoca apostolica), di S. Calepodio o di S. Calisto


lici

(m

sec), di S. Pancrazio o d'Ottavilta, e dei due Fe-

(iv sec). L'ordine topografico, conservatoci

daW Jtincrario
cl'

di Sakbonrg, dalla Nolitia Ecchsiariim e dell' Itiuerario


siedchi,

Eiii-

il

seguente

S.

Pancrazio,

2"

Ss.

Processo e

Martiniano, 3 due Felici, 4 S. Calepodio. Visitiamoli con


quest'ordine.
I.

Cimitero

di S.

Pancrazio.
il

Questo cimitero ebbe anticaniente


ed
redatti

nome

di

Ottavilla

quelle stesso ricordato negli Atti apocrifi di san Pancrazio,

probabilmente nel
dell'et di

vi secolo.

San Pancrazio

fu

un gio-

vane martire

dodici anni, dei tempi forse di Dio-

cleziano, la cui storia per oscurissima. Egli fu decapitato

suUa via Aurlia, ed una matrona


deva suUa medesima
confuso con quello
Forse

di

nome

Ottavilla ne rac-

colse le spoglie e le dpose nel cimitero privato che essa possevia, via Aurlia in praedio

suo

Questo

cimitero, ben distinto nei pi antichi documenti, fu pi tardi


di

Calepodio che era dei tutto separato.


si

fino dai prirai tempi dlia pace

edific
alla

sul
fine

se-

polcro dei giovane martire una basilica che fu

dei
se-

V secolo restaurata ed ornata dal papa Simraaco


colo Onorio
I

(').

Nel vu

(^30) la riedific, cambio il posto dei sarcofago dei martire, che al tempo dlia edificazione dlia basilica (iv secolo) era stato
lasciato
nell'

nel suo

primo

luogo

ex obliquo
tra-

aulae , e colloc

abside

una

iscrizione a

musaico

mandataci zW Itiucvario
tustate

d' Einsiedcln:

Ob

insirne merit et

singulare beati Panchratii martyris beneficium basilicam ve-

confect

extra

corpus martyris

neglecti

antiquitatis

extruct

Honorius ps
martyris quod

D famulus abrasa

ruinaq. minante a fundatis noviter plebi

mole Di construxit et
vetustatis
altari

corpus

ex obliquo aulae jacebat

insi-

gnibus ornato metallis proprio loco coUocabit

(^).

(^i)

Lib. pontif. ediz.


Cfr.

Duchesne.
top.

(2)

Urlichs, Cod. Urb. Rom.

54

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Xon

essendosi mai trasportato


citt,

il

corpo del martire nel-

r interno dlia

questo luogo rimase sempre in grande


nel

venerazione;

ci spiega corne

medio evo qui

si

ag-

gruppassero tutte

Ora

quasi pi

memorie nuUa rimane


le

cristiane dlia via Aurlia.

dell'antica basilica intieramente

rinnovara nei tempi moderni. Nel


trasportati alcuni

museo Lateranense furono

frammenti

di

musaici appartenenti aU'am-

bone con

l'iscrizione in versi rimati leonini del xr o xii secolo:

Oui

legil

atlendat ad quid sacra lectio tendat.

Le
durante
lica

reliquie di san Pancrazio


la

furono profanate e disperse

rivoluzione francese.
titolo di S.

Tanto

il

cimitero che
il

la basi-

dipendevano dal

Crisogono;

che viene pro-

vato da due iscrizioni del vi secolo trovate a S. Pancrazio


e

conservate nel museo del Laterano

ttVNC

LOCVM

AVGVSTVS

ET

GAVDIOSA

SEVIBVS

CONPARAVERVST

PRESVITERIS

TITVLt SASC-CRISOGOXI ID EST PETRO PRIORE CRISOGONO SECVSDO CATELtIO TERTIO GAVDI

OSO aVARTO VEL A FILIPPO PREPOSITO BEATI MARTIRIS PANXRATI


CVTTIS AHCILLE
DE! VEL
SVB

SVB

PRESENTIA XOXNES
SS

PRESENTIA

lOHAKNITIS VIRGARI

IN

avO LOCO
ID

IMTORES
DVtCISSl

PRAEMISERVNT

LVMINA
SVVM
D

SVA

////////
avi

MELIOREM
ANNVS
4I
\ \
l

HABVERVNT
Cjl

EST

MVM
I\-

FILIVM
PACE
HIC
SVB

FLORVM
V

VIXIT
\ l j

MENS
\

DIES
j

XV

DEPOSIT VC

^
^

NON
P

IVLIAS

ERIC

CONS

l5<

REaVIESCIT
PER

IN

GAVDIOSA

SS

Q.

VIX

ANN

XXXI

D XVIIII

DP

KAU

PROEO IVS

VC CONS.
(I).

(An. 521 e 525)

Hune locum
iiasiasies h. f.

v.

/j

qui sivivoS

A R G E \ T A ri. d A C O X P A raber

mit sivi eredivus quis a


ro
in
tii

PETRO
>ji

PRES^/Zt;

saiic

Crisogcni

HIC

REQ.Higjc

pace Petronia que l'IXIT

ANXV
depOSlla

unu
in

mens

vu

dies

xv

pace suh die pr


tu

non

iun

cOXSVLA

Sxmmachi

6" Boeti viris

consullBYS

(An. 522).

(i)

De

Rossi, Inscript,

christ.

I,

440.

CIMITERO DI
Il

S.

PANCRAZIO
e
di

55

cimitero di poca estensione

poca importanza,
la

e vi si

discende per una scala


la

moderna dentro
S.

chiesa.
ri-

Presso

porta d'ingresso, una iscrizione del

secolo xv

corda che

HIC FVIT DECOLLATVS


Noi sappiaino che
il

PANCRATIVS
localit prcisa.

MARTYR.

martirio di san Pancrazio


la

ebbe luogo sull'Aurelia,


Un'altra iscrizione
antica, e
di

ma

se

ne ignora
11

loculo, posta

accanto, veraraente
1'

probabilmente anteriore a Costantino per

uso che

vi riscontriamo del

monogramma

di

Cristo adoperato corne

abbreviazione nella frase stessa

deposita in Christo.

SABINE BEXE MEREN


IN

PAGE D KAL APR DEP IN


sotterranee

Le

gallerie

sono assolutamente spogliate; e


il

ci naturalissimo perch

essendo

cimitero sempre visitato,

non poteva sfuggire alla consueta devastazione. Contuttoci un piccolo cubicolo conserva ancora la traccia di pitture, cio una barca e dlie colombe. In fondo poi ad un arcosolio vedesi una iscrizione dipinta in nero con la data consolare Acxicj
:

xal laxo'joio'j (Aetio et Istudio cons.


iscrizione

454) ('). con data consolare trovata finora nei cimiteri sotterferma all'anno 410. Un'altra
fitto

Questa

l'ultima

ranei, la cui srie si

iscrizione,

com-

pletata dal de Rossi e riportata dal Marini, appartiene all'anno dell'assedio di

Roma

da Vitige: essa non

si

trovava nelle

gallerie sotterranee,

ma dovea

stare nel cimitero sopra terra:

Hic
q.

requiescit Sebenis tinctor

V.

ann. pi. min, LXII ex

qiiib

XVII ciim inhale sua quieta pace trans


egit ctiitis corpus ne aliiul

umqtiam super

ponatur
glio

/jROHIBENS
IN'

BEATISSIMO

PAPa
ex

Vi

concede^TE

HOC LOCO SITVM EST

depst

iduuU
cellentissiMl

IVLIARIVM PC VILISARII Mri CNS ADQ.VE PATRICI


(An.
5

37).

(i) Cfr.

DE Rossi,

Inscript, christ.

I.

527.

56

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


Certamente
in queste

catacombe

si

potrebbero fare ancora


ad una frana

dlie scoperte,

quantunque esse non abbiano quella estensione


in seguito

che lorosi attribuisce. Nel luglio 1898,


percorrere un' altra regione del
parte, separata per
basilica,
l'altra.

apertasi dietro l'abside della basilica (vigna Stehlin) io potei

medesimo
dall' altra

cimitero.

Questa

molto tempo

esistente sotto la

medio evo^ ed pi conservata del Vi notai un gruppo di cubicoli, uno de' quali ornato
fu visitata nel

di fiori e

d'una croce dipinta in rosso suU' intonaco della porta

d'ingresso.

Nel medio evo

vi fu

grafEta una iscrizione: pare

di leggervi la parola

CAPELLA
de' Ss.

(cappella). Sarebbe opportuno


ail'

sgombrare queste
II.

gallerie e riunirle

altra

regione cimiteriale.

Cimitero
i

Processo e Martiniano,
i

Gli Atti ed

Martirologi concordano nel dire che


carcerieri
di

santi

Processo e
raartirizzati

Martiniano,

san

Pietro,

vennero
suUa
Lucina,

poco dopo
sepolti

l'apostolo. Essi furono decapitati

via

Aurlia e

da

una
il

matrona

di

nome

forse quella stessa che diede

nome

al

cimitero della via


in via

Appia:

Tune
(').

educti foris

muros

urbis

Romae,
il

quae

Aurlia nuncupatur, gladio caesi sunt, dice


di et

Mavtirologio
collegit,

Adone

Corpora eorum

beatissima

Lucina

cum aromatibus

pretiosis sepelivit in praedio suo in are-

nario, iuxta

locum ubi decollati sunt, vi non. iulii (2 luaggiungono questa indicazione topografica: luxta formam aquaeductus , cio presso il luogo ove si fece poi 1' acquedotto di Traiano, restaurato da Paolo V. E
glio). Gli Atli poi
difficile

di

stabilit

il

luogo

di taie

cimitero, perch al di l

del cimitero di S. Pancrazio esistono parecchie gallerie di ci-

miteri cristiani;
Panfili e

e se

ne conoscono due ingressi

nella

villa

un terzo

a destra della via Aurlia nella

vigna Pelil

legrini (via Aurlia antica

N. 21).

da supporre che
si

ci-

mitero de' Ss. Processo

Martiniano

estenda tra

la villa

Panfili e la vigna Pellegrini,

con pi probabilit sotto

la villa,

CO

P. L.

t.

CXXIII,

col.

196.

CIiMITERO_jj

DE

SS.

PROCESSO E MARTIMANO

5/

VILLA PAMFILI

/ r
ROMA

ViOna Peile^nni

Gallerie cimiteriali dlia via Aurlia.

58

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


debbano comunicare
trov
la

e che le diverse gallerie

fra loro

come
ri-

sembrno

indicare le loro rispettive direzioni. Inoltre deve


si

cordarsi che in questa localit


(collocata ora nel
dei

importante iscrizione
allude alla festa

museo Lateranense) che


e

due

niartiri

Processo

Martiniano
VII

PECORI DVLCIS ANIMA BENIT IN CIMITERO

IDVS IVL DP POSTERA DIE

MARTVRORV
Si credette da molti che
i
i

martiri quivi ricordati fossero


si

figli

di santa

Flicita,

perch

interprta

il

dp postera
alla festa

die

martvrorvm come quivalente


santi,

al

giorno appresso
;

di questi

che cade

il

10 di luglio

ma

taie

opinione

non

ammissibile. Infatti sarebbe strano di trovare suUa via


il

Aureiia

ricordo, senza

rispettivi

nomi,

di martiri sepolti in

un' altra via. Poi la data vii idvs ivl segna


festa dei
figli

non
ai

il

10 luglio,
festa

di

santa Flicita,

ma

il

9, ottava dlia

de' Ss.

Processo e Martiniano, che cade

2 dello

stesso

mese

(').
si

Forse

pu riconoscere

il

centro dei cimitero nel secondo


pag. yS). Quivi infatti scorgesi

ingresso dlia villa Panfili

(:.

un' importante regione cimiteriale

con

gallerie

tagliate
e

con
con

grande regolarit, con parecchi sepolcri ancora chiusi


antiche costruzioni destinate a consolidare
vi
le

pareti

come pure

sono

le traccie

di

una

antica scala.

Alcune

filtrazioni d'a-

cqua, provenienti forse dall'acquedotto Traiano, producono dei

magnifici

stallattiti.
;

Senza dubbio

vi si

potrebbero fare imporivi

tanti scavi

chi sa che

non tornerebbe

alla

luce qualche
la se:

memoria

di

san Pietro

Da

questo sotterraneo proviene

guente iscrizione riportata dal Marini nelle sue schede vaticane

G
E

N
T

CASTITATIS VNICE FEMI NE CVIVS SEMPER CIRCA MA RITVM AMOR SINGVLARIS AP AMO PARVIT /////
mio
articolo spciale su questo argomento, nel Rmische

(i)

Vedi

il

Ouartalschrift. Cfr. Elm. d'arch. chrt. Wotions gnr. pag.

187.

CIMITERO DE
Se ora
passiamo
(al
i

SS.

PROCESSO E MARTINIANO
le

59
dlia

visitare

gallerie

accessibili

Vigna Pellegrini
vastazione. Pero

n. 21), vi

troveremo una complta de-

loculi assai spaziosi

mostrano ancora una

-If

ntre

( Villa PamfihJ
(Cimitero forse dei Ss. Proctsso c Martiniano).

grande antichit.
i

SuUa
X'".

calce di

otto o

nove

loculi

veggonsi
iscrizioni

segni

Alcuni

loculi

portano

anche

graffite.

Eccone

tre

pi chiaramente leggibili:

AMATIA

QUE VIXIT ANNOS XX


IN

PAGE

6o

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

PA
se

ASA

IN

PAGE

X KALENDAS lAS

CONSVLATV
(Fine del iv secolo).

AR CA
DI

Non rimasta Un frammento di

al

suo posto nessuna iscrizione in marmo.


il

tegola porta

bollo

EX PRAED AVG; 7, OPVS DOL EX FIG OCEANIS EX PR METTIANI ET VRBICI


Sul
sepolcro
de'
Ss.

Processo

Alartiniano,

forse

nel
re-

IV secolo, fu eretta cit

una

basilica

ove san Gregorio

Magno
:

una

dlie sue splendide omelie, nella quale leggesi


('). Il

Ad

Bb. Martyrum corpora consistiniusjraircs mci


calis

Liber pontifi-

ricorda

lavori quivi eseguiti dal papa Gregorio III (732).


i

Pasquale

I trasferi

corpi di questi raartiri

al

Vaticano, ove poi

a loro onore fu dedicato

derno

altare in

fondo
il

alla

un oratorio cui succeduto il monave traversa dlia nuova basilica.


la

Nel medio evo,


S.

cimitero e

basilica

ebbero

il

nome

di

Agata;
In fundo
:

lo si trova

cosl ricordato nel Liber ponificaJis ('):

lardario, basilica
a

B. AI.

Agathae

in Cencio

Camerario
che

Coemeterium

B. Agathae ad girulum. Affatto

ignota l'origine di quest'ultima denorainazione; pu essere


la
il

prendesse da un molino esistente in quelle vicinanze.


XIII

Dopo

secolo viene

il

pi completo

abbandono ed

oblio

per tutte queste grandi memorie.

(i)

Hom.
di

in

Evangd.

1.

II,

hom. 32

(P. L.

LXXVI,

col.
le

1237). II

principio di questa omelia,

forma nel Bnviario Romano

lezioni del

Comunc

un Martire.
Vita Sxmmachi.

(2) In

CIMITERO DEI DUE FELICI

6l

III.

dei
di

Cimitero dei due Felici.


due
essi

La questione Sembra che uno


Felice
I,

Felici
sia
il

un problema oscurissimo.
II,
la

papa Felico

cui vira c
il

avvolta nel mistero. Si creduto essere stato


martire nel

l'altro

papa

secolo; e infatti alcune compilazioni

dei Liber pontificaJis

dicono che fecit basilicam via Aurlia


d'altra

ubi sepukus

est-"^.

Ma

parte

il

Catah^^o

di

Sisto III,

conservato
lo

nei
fra
i

manoscritti di Klosterneuburg e di Gttwei


pontefici sepolti nella cripta papale dalla via
il

nomina

Appia;

e cosi

pure

Calendario filocaiano.
la stessa

questo riguardo

deve essere accaduta


Sotere,
i

confusione che per Aniceto e


a S.

quaU

si

credevano sepolti

Callisto raentre lo

erano in Vaticano.

Da

alcuni Felice II riconosciuto

come

antipapa.

suoi

Aiti, assai

leggendari, narrano che

si

sarebbe ritirato sulla via

Portuense per combattere


tire e

gli Ariani,

che sarebbe morto marlui costruita

deposto nella via Aurlia, nella basilica da


. Il

ad latus formae Traianae

Bosio avendo veduto nel paTrastevere una iscrizione


:

vimento

dlia chiesa di S. Cecilia in

che ricordava un

domnus

Flix

GAVDIOSA
POSITA
ILICA
FELICIS

DE

IN BAS

DOMNI

credette riconoscervi
di

il

nome

dei papa Felice (')

domnus
di

si

dava

ai

martiri e

non

ai papi. Il

ma l'epiteto Mommsen (")


;

vide una apologia di Felice II nel testo dei manoscritto

di

Corbia o

Pietroburgo, ritenuto dal de Rossi (J)

come una

(i)

Roma

sott.

II,

13.

(2) Die rmische Bischfe Liberiiis uiid Flix II, nella Deutsche Zeitscbrift fur Geschichtvessenchaft,

1896, pag.

167.

(5) BulJett.

1883, pag. s-60; 1890, pag. 123, 140.

62

GUIDA BELLE CaTACOMBE ROMANE


papa Liberio. nel quale
fides electa triompht.
si

difesa dell'ortodossia del

dice che

per

lui

Nicaena

L'opinione del
fatti

Mommsen non

sembra
si

affatto sostenibile. In-

nel manoscritto di Corbia

parla di persecuzioni sof-

ferte

dal pontefice; ora, al contrario, Felice II fu favorito da


e la

Costanzo

ratore ariano

condanna che Felice avrebbe inflitto non che una leggenda medioevale.
manoscritto
;

ail'

impe-

Di pi

il

di

Corbia riporta

le iscrizioni in or-

dine topografico
via Salaria ove

ora, quella di cui si parla, corrisponde alla

era sepolto Liberio e in nessun


si

modo
si

alla

via AiireVia. Ai tempi di Bosio

scopri neila chiesa dei Ss.

Coa

sma

Damiano (1582) una


il

iscrizione, nella quale

dava

Felice

titolo

di

martire:

HIC REQVIESCIT S. FELIX PAPA ET MARTYR Q.VI DAMNAVIT CONSTAXTIViM HERETICVM


Bosio
vi

riconobbe un prodigio che vendicava cosi

la

memoria

di Felice II (');

ma

quella iscrizione certamente era apocrifa.

Ignoras! l'esatta localit del cimitero dei due Felici.

IV.
Il

Cimitero

di

Calepodio.
vigna Lamperini,
terzo miglio dlia

cimitero di Calepodio
al

trovasi nella

dirimpetto

casaJe di S. Pio

F, verso

il

via Aurlia. Leggesi negli Atti di san Callisto che questo pontefice fece

deporre nel cimitero in discorso

il

corpo

di

un

prte,

Calepodio, gettato nel Tevere


lorch
il

sotto Alessandro Severo. Alin seguito


S.
il

sunnominato pontefice,

sommossa poin Trastevere,

polare, fu gettato in
e

un pozzo presso

Maria

non

si

ebbe tempo per trasponare

suo corpo suU'Appia?

fu seppeUito nel cimitero pi prossimo, cio in quello di

Ca-

lepodio.

Anche
cit.

Giulio

nel iv secolo v'ebbe

il

suo sepolcro.

(i) Loc.

CIMITERO DI CALEPODIO
Quivi aveva
sto di cui
egli edificato

63
di

un oratorio
le

in

onore

san Callicasa

vedonsi ancora

vestigia nella piccola

cam-

pestre dlia vigna Lmperini (').

L'abside, in mattoni di antica costruzione, tutto cio chc

rimane

di

questa basilicn.

L' ingresso del cimitero trovasi a poca distanza da quest'abside.


di

Esso

assai

devastato, e le gallerie sono ricolnie

macerie.

Pu con

probabilit riconoscersi

il

centro storico nell'otraccie


l'

dierna cantina.

infatti

veggonsi

le

di

un lucercongiun-

nario, corne nelle grandi cripte de' martiri, e

imbocco d'una
si

vasta galleria che va in direzione dlia basilica e

geva senza alcun dubbio con


Il

la

primitiva scala.
trasportato
nella basilica di

corpo
in

di

san Callisto fu

S.

Maria

Trastevere; ed ora nel cimitero non rimane pi

nulla di notevole.

Quantunque
seguenti

privi d'intress spciale, ri-

portero tuttavia

due frammenti

provenienti

dal

suddetto cimitero:

SAPRICIYS
dPPRIII

NON MA
lAS
FIL

///RI

///BIXIT

AN
S

NIS XI MENSI BVS VI 11 DIE


1

VIII

(i) et. Lib. pontif. Per la posizione di questo cimitero

si

vegga

la

planta a pag. 52.

^.^^^-^^H

CAPITOLO
I

III

CIMITERI

DELLA VIA PORTUENSE

C)

L'ANTICA
di

vi:i

che menava a Porto, distaccavasi dalle mura


la

Roma
di

dalla porta Xavalis, S.

quale era posta tra

le

odierne vie

Michle

di S.

Maria dell'Orto. Pi

tardi

nella cinta Aureliana fu aperta la porta Portnmsis che stava

un

(i) Index Coemelerionim eXotiiia regionum:

satos ad S. Felicem via Portuensi.

Coemeteriam ad insalCoemeterium Pontiani ad Ursuni Pi-

leatum, Abdon
In

et

Sennen
et

via

Portuensi.

Jlincrario di

Sal:^wurg:

occidental! parte Tiberis ecclesia est beati Felicis martvris. in qua

corpus eius quiescit,


tyris.

Alexandri martyris

(in viargine: et S.

Sabinae mar-

Deinde

etiara in aquilone parte ecclesiae S. Pauli adparet ecclesia

S. Aristi et S. Christinae et S. Victorae ubi ipsi pausant).

Deinde deet

scendis ad aquilonem et invenies ecclesiam S. Candidae virginis et martyris,


ibi

cuius corpus

ibi

quiescit.

Deinde descendis

in

antrum

invenies
ibi

innumerabilem multitudinem martyrum; Putnenius martyr


Milix martyr in altero loco, et omnis
illa

quieest

scit, et

spelunca impleta

ossibus martyrum.
et

Tune

ascendis et pervenies ad S. Anastasium papara

martyrem, in

alio
ibi

Polion martyr quiescit. Deinde intrabis in eccle-

siam

magnam:

sancti martyres

Abdo

et

Sennen quiescunt. Deinde


martyr quiescit.

exeas et intrabis ubi S. Innocentius papa


ocis Ss.

et

De
oc-

Martyrum:
parte

luxta

viam vero Portuensem, quae


S.

et ipsa in

cidentali

civitatis

est,

Abdon

et S.

Sennes, secsque Milex et


S.

S. Vincentius, S. Polion, S. Iulius, S.


S. Faustinus, S. Beatricis

dormiunt.

Pymeon,

Flix, S. Simplicius,

Itinerario di Gnglielmo di
et via. Ibi

Mal-

meshiiry:

et

Tertiadecima porta Portuensis dicitur


martyres Flix, Alexander,

prope

in ec-

clesia sunt

Abdon
et

et

Sennes, Symeon, Ana.

stasius, Polion, Vincentius, Milex,

Candida

Innocentia
in

Itinerario
et

d'Einsiedeln

In via Portensi extra civitatem

dextra

Abdo

Sen-

nes

Ecclesiam S. Felicis positam foris portam Portuensem a novo restauravit. Simulque et basilicam Ss. Abdon et Sennen atque beatae Candidae una cum ceteris Sanctorura coemeteriis
.

Fita Hadriani I:

in

idipsum pariter renovavit

Index Coemeterioruvi

Libro Mirabiliuin
via

Coemeterium Ursi ad Portensam. Coemeterium

S. Felicis

Por-

tuensi .

CIMITERI DELLA VIA PORTUENSE

65

poco pi
colo V
la

fuori

dalla cittA dell'attuale porta Portese; nel sel'

restaur

imperatore Onorio,
si

ma

fu dmolira sotto

Urbano VIII (1^43) qiiando


cenzo X, successore
essa,
d'

costruiroiio le
al

nuovc mura
chc
parte

del

Trastevere. L'odierna porta rimonta

pontificato di Inno-

Urbano VIII. La
1'

via

da

conduce a Porto,
via cosparsa

antico porto di

Roma, scavato da
e
cristiane.

Claudio, quando quello

d'

Ostia divenne insufficiente.

La
l dlia

di

memorie pagane
i

Al

di

porta

s'

incontravano subito
(');

prata Oiwictia, appartegli horti

nuti

Q. Cincinnato

un poco pi lungi

Cae-

saris, de' quali parla

Orazio:
is

Traus Tiberim longe cubt


e che

prope Caesaris hortos

(*),

Cesare don
(3),

al

popolo romano, corne attestano Sveil

tonio
e nei

Tacito('') e Dione. Gli scavi compiuti verso

18^0

1885 permisero di riconoscere il posto di questi giardini. Di fianco sorgeva un tempio dlia Forturia, la aedes Fortis
I-'ortunae, ricordata negli antichi calendari e

daTacito

(^),

Var-

rone
che

(^) ed Ovidio

(').

Pi
il

in l esisteva

un importantissimo cimitero giudaico,


ci

Bosio scoprl e del quale


(^)
;

indic

il

posto preciso a

Monte Verde
11

ma

le

ricerche del P. Marchi per rinvenirne

r ingresso riuscirono infruttuose.

percorso dlia strada tracciato dalle rovine dei sepolcri

pagani.

Al sesto miglio eravi

il

bosco sacro ove


il

si

radunava l'im-

portante collegio dei Fratelli Arvali presso

tempio dlia dea

Dia

aedes dcae Diae.

(1) TiT. Liv.^ Hist. III, 26.


(2)

Satyr.

I,

ix,
c.

18.

(3) Caesar,
(4) Annal.

85.

II,

41.

(>) Ibid.
(6)

De

Lat. Ling. VI,

17.

(7) Fast. VI, 775 seg. (8)

Roma

sotl.

II,

22.

Guida Calacombe romane.

66
I

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


Fasti di questo collegio furono pubblicati dal Marini (')
;

Henzen (^) e pu vedersi una gran parte di essi nel museo Nazionale dlie Terme, e un bellissimo frammento nel museo del Vaticano. Dopo questo gruppo, fino a Porto non
e dair

trovasi alcun altro

raonumento notevole.
citt

si

Le rovine dlia vedono le mura

di

Porto sono presso Fiumicino; vi


il

dlia

citt,

bacino interno scavato da


di

Traiano (lago Traianello)


l'antico porto

il

porto

Claudio congiunti dalla


fianco dlie rovine del-

fossa Traiana o canale di Fiumicino.

romano sorgono
una
bella

la cattedrale e l'episcopio,

entro

cui conservasi

raccolta di antichit;
il

dirimpetto e
dell' antica

al di l dlia riva, nell'

Isola Sacra,
di

campanile

chiesa di S. Ippolito.

La borgata

Fiumicino
alla

fu fondata nel

secolo XVII, sotto Paolo V.

Ma

torniamo

via Portuense. nei secoli

La

porta Xavalis o Portiiensis, fu denominata

cristiani porta di S. Felice, in

memoria

di un martire di questo

nome, oscuro nella storia. Dalle indicazioni degli Itincrari sapmonumenti cristiani dlia via di Porto erano piamo che format! da tre gruppi, cio: il cimitero di Ponziano o dei Ss. Abdon e Sennen^^ Ursum piJeatitin, la memoria di S. Fe*
i

lice,

ed

il

cimitero de' Ss. Faustino e Batrice, o di Generosa.

Cimitero

di

Ponziano.
di

Non
Itiiierari

v'
l'

ha dubbio suUa posizione

questo cimitero;

gli

indicano chiaramente e Bosio lo ritrov

infatti sulla

destra dlia via Portuense, sopra

Monte Verde(3). Panvinio


dal

credeva che

la

denominazione drivasse

papa Ponziano
errore, perch
Callisto.

che sarebbe stato cola sepolto;

ma

ci

un

Ponziano

fu invece sepolto nel cimitero di S.

Se-

condo l'opinione

del Bosio,

il

cimitero dlia via Portuense era

(i) Gli Alti

moniunititi dci FraUlli Arvali raccolli

conimmtati,

Roma,
(3)

1895.

(2) Acta

Fratrum Arvaliuin
sott. II,

qiiae supersuiit,

Berlin,

1854.

Roma

17.

CIMITERO DI PONZIANO
la

67
di

proprit
gli

di

un
di

ricco feJele
sii

di

nome Ponziano,
i

cui

parlano

^tti

Callisto.

Questo

Ponziano abitava

ilTrastevere e radunava presse di se

cristiani.
il

E
di

[taie

chiesa
in

domestica sembra che divenisse poi


Trastevere,
il

titolo
le

S.

Maria

quale,

confiscato
di

durante

persecuzioni e

trasformato in una taverna

soldaii, fu in seguito

da Ales-

sandro Severo
pridio (').

rcstituito alla Chiesa,

come sappiamo da Lam-

Fu
aile

per caso che

il

Bosio, nel 1^18, scoprl questo cimitero.

Vi penetro non dall'antico ingresso che ancora oggi immette


gallerie,

ma

per un'altra apertura. L' ingresso attuale fu

restaurato dal cardinale Tosti, amministratore dell'ospizio di


S. Michle, cui

apparteneva questa vigna.

Gli Itlncrari ricordano in queste cat^combe

una moltituinnu-

dine di martiri

Descendis in antrum
{^')
;

et invenies ibi

merabilem multitudinem martyrum


nio, Milix, PoUione,

nominano PigmeI

Abdon

Sennen, Candida.
i

pi celebri

sono Abdon
persecbzione
i

Sennen. Secondo

loro Atti, questi due martiri


nel

erano nobili persiani venuti a


di

Roma
il

tempo

dlia terribile

Decio, forse per nascondersi

o per visitare

sepolcri degli Apostoli.


il

Secondo
martirio

Marrolgio Roiiiano puo


nel
)>.

credersi che subissero

257 sotto Valriane


Gli Atti nnrrano che

plumbatis caesi et gladio interfecti


aile fiere nell'anfiteatro,
I

furono esposti
la

quindi decapitati presso

statua di
in

Nerone.

loro corpi furono subito nascosti probaprivata, perch in quell'

bilmente

una casa
;

epoca

cimiteri

erano confiscati
via Portuense.
forse loro

poi sotto Gallieno vennero trasportati sulla


a loro

Accanto

furono sepolti

gli

altri

martiri,

compagni, Milix e Vincenzo.


il

Sul

principip del iv secolo, durante


si

secondo periodo

dlia persecuzione di Diocleziano,

riore

form un gruppo postecompostode' Ss.Pollione, Candida e Pigmenio, de' quali


gli Atti de' saiiii Pieiro e

parlano

Marcellino.

Dopo

la

pace, fu-

(i) Cfr. EIJiii. d'arch. chrt.: Kotions ^^cncruhs, png. 42.


(2)
Ui'i.

di

Sulibour.'.

J^

^.

'$^^po^ee

Parte del cimitero di Ponziano con

il

b.ittistero e la cripta storica.

CIMITERO DI PONZIANO
rono
e
eretti in

69
de' santi

questo luogo due oratori

in

onore

Abdon

Scnnen
Il

e di santa

Candida.
il

primo, pi grande, doveva rimanere sopra

sepolcro
(').

dei martiri ed

aveva

la

comunicazione con

il

sotterraneo

In

uno

di quesi

oratori, e

non

si

sa quale, nel v secolo fu-

rono sepolti due papi, erroneamente chiamati martiri dagli Itinciii, cio Anastasio I (401) ed Innocenzo I (417).
I

centri storici del sotterraneo, verso la

meta del
(").
stile

vi se-

colo, furono

ornati di pitture di stile


il

bizantino

Nella volta
di
:

dlia scala [i] vedesi

busto del Salvatore in

que-

st'epoca,

con grandi occhi

e barba: di fianco V iscrizione

DE

BONIS D GAVDIOSVS FECIT.


essere stato
di

un
le

ricco cristiano del

Questo Gaudioso pu Trastevere, ovvero un prte

questo titolo; pu supporsi che lo stesso abbia fatto esepitture


dlia cripta.
d' iscrizione

guire tutte

Un altro
a' pie'

busto del Salvatore privo

riprodotto

dlia scala [2].


e

Questa immette

alla cripta storica de' santi

Abdon
Le
si

Sennen,
il

la

quale piccola e di forma irregolare.

sinistra vedesi

sepolcro in forma di sarcofago in mattoni.

pitture
il

bizantine che

ornano

la

parete
i

esterna,

rappre-

sentano

Salvatore in atto di incoronare


il

due martiri che

riconoscono per
scritti

vestiario

persiano,

il

nimbo
i

loro

nomi

verticalmente accanto:
lati

SCS

ABDON
con

NEN.

Ai

due

altre

figure di santi

SCS SENnomi SCS


:

MILIX, SCS BICENTIVS.


queste poche parole:

Sopra questa pittura leggevasi

parimenti dipinta una lunga iscrizione, di cui non restano che

da supplirsi forse:

DE DONIS D ET SCRM ABDON. .. ET SENNEN GAVDIOSVS FECIT. I


Vincenzo non stavano
in

corpi de' santi Milix e

questo sar-

cofago. Quelli

de' santi
al

AbJon

Sennen
il

vi

rimasero progli

babilmente fino

vu

secolo; circa

640,

come dicono

(i) Presso l'anfiteatro Flavio

sorgeva una chiesa dedicata

a questi

due martiri,
Cfr.

ecclesia Ss.

Abdon

et

Sennen prope Coliseum

Cfr.

Gal-

LETTi, Man. Vat. 395 J, parte


(2)

II,

pag. 83.

Marchi,

/ moniintenti delU arti crisliane prhnilive, Qcc, pa-

gine 17-32, 220-223.

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


erano ancora nella basilica superiore
il

Itinerari,

in ecclesia

ma-

gna

ma

sotterraneo rest sempre in venerazione. Esso rac-

chiude anche un battistero [3] che fu riccamente ornato nel VI secolo. La vasca scavata in una nicchia in fondo alla

CIMITERO DI PONZIANO
cripta de' Ss.

Abdon

Sennen:

in

basso dipinta una elegan-

tissima croce tempestata di pitre, crnx gcmmaia, che sembra

voglia uscire dall'acqua stessa


data di
fiori
:

questa croce tutta circoncandelabri e vi

siiUe sue
le lettere

braccia posano due


et

sono sospese

CD. Una scena dipinta superior-

mente rappresenta il battesimo di Nostro Signore. Il baitistero doveva servire per gli abitanti dei dintorni e probabilmente eravi cola una parrocchia rurale. Antichi battisteri sono
stati

scoperti pure nei cimiteri di Priscilla e di S. Flicita;


altri

ed probabile che se ne trovino anche in

cimiteri.

Un
pag. 6S,
Mili.K

poco pi
II.

in l
^).
l

vedesi

un secondo centro

storico

{y.

cubicoH dei Ss. Pollione, Pigmenio e


particolarit:

mostrano una curiosa

non hanno porta

di

accesso,
s'

ma

solamente una
il

fenestela confessionis

per la quale

introduce soltanto
al

capo.

La decorazione appartiene ancor


fondo
S.

essa

vi secolo. Scorgesi in
e

Pollione tra

martiri
i

contemporanei Fito
55.

MarccUino [4],

e nella parete destra

Mikx

Pigmenio

[5].
ci

fianco dlia fcnestcUa di S. Poli

lione,

alcuni

visitatori

lasciarono graffiti

seguenti pro-

scinemi:

EVSTATIVS HVMILIS PECCATOR PRESBYTER SERVITOR BEATI MARCELLINI MARTYRIS ET TV Q.VI LEGIS ORA PRO ME ET HABEAS DEVM PROTECTOREM. VHVMILIS PECCATOR PRESB VESTER,//
/

suir altra parete

DIE

IIII

NAT.

SCl.

MILIX

MART ALDVS SERVVS

DEI///

PRES

BEAT A ANIMA
Pu6

IN PACE.

vedersi in questo cimitero

un cubicolo

di

famiglia con

r imagine dei

Buon Pastore ed una scena


di vino.

dlia vita reale, rap-

presentante una nave piena d'anfore con un personaggio accanto, forse

un mercante

Pi lontano rimangono

gli
il

avanzi d'una scala che discendeva da un edificio superiore;


sepolcro di S. Candida doveva rimanere in questi pressi.

72
Nel
sportati

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


IX secolo, tutti
i

corpi di questi martiri furono tra-

nella

citt;

alcuni
e

da Pasquale

a S. Prassede

quelli dei santi

Abdon

Sennen da Gregorio IV
v'

a S.

Marco
questo

(826).

Il

cimitero in seguito fu del tutto abbandonato, e dlie

antiche basiliche ora

non

pi alcuna traccia.

luogo appartengono alcune

iscrizioni tanto del

cimitero sot-

terraneo quanto dell'altro sopra terra:

EVTYCHIANO FILIO DVLCISSIMO EVTICHIVS PATER D P V A M


(')

II

IIII

DEI SERVVS

\ /-

ixerc

(m

secolo. - Pubblicata da

Mamachi).

ii

u
POMPEIA
Ykuitl
in

CABIN
KITe

NAC e TH npo
/;;s

"V^^^NA DORMIT

pace

SYMFERV

''

CO''PO
FEST,;;

SPES

NIOC
(Veduta dal Bosio).

p;;,

L' iscrizione seguente


incisi gli

apparteneva ad un vetraio
la

ed ha
il

strumenti dlia sua professione, cio

sega ed

diamante; a destra rappresentata una

finestra.

ISPECLARARIE J^ ARTIS SABIXIVS SANTIAS ANIMA DVLCIS aVI VIXIT AXXIS XLVI

M
annum

t^

(i)

Pater dolens posuit,

vixit

r,

qcc.

CIMITERO Dl
Queste ultime
vi

S.

FELICE
:

73

furono trovate rccentemente

mPTVM EST
///VIXIT

AB IPOLYTVM FOSSORE
.

AN

III

///PANCRATIVS QVI ///ON AS M AI AS


ra/<;HTINIANO
et

III

Vulente III

M GERONTI
Campo Santo
Teutonico).

(An. 370. - Sta ora nel

//OSITA PVLLA DIE III IDVS OCTOBRIS cowVLATV CALYPI ///TVS SCOLASTICVS DIE VIII KAL AVG coiisulatn POSTVMIANI IN PAGE
(An. 447 e 448 c.
s.).

LOCVS PETRI Q.VI VIXIT ANVS XXV DEPOSITVS PRI KAL \0B CONSS MAXIM! ITERUM EPATERI et Paterni.

V 1
(An. 445).

Quest'ultima iscrizione, proveniente dal cimitero sopra


terra, fu

scoperta

nel settembre

189^

nella

vigna Ercole a

venti metri di distanza dall' ingresso dlie catacombe.

Sembra
l'

doversi leggere
zione, per

il

monogramma
Deo

rovesciato che segue

iscri-

Ptri in

Ptri in pace .

II.

Cimitero

di S. Felice.

Il

cimitero

-di

S. Felice ricordato in parecchi Itincrari.

Doveva
il

essere di grande importanza perch die' per


alla

un tempo
;

suo

nome
si

porta Portiimsis e ad una parte dlia via

ma non

rinvenuto.

Senza dubbio rimaneva un poco pi


via,

lontano di quello di Ponziano e parimenti a destra dlia

imperocch a

sinistra
il

vi

scorre
dall'

il

fiume. Alcuni autori creII,


il

dettero che avesse

nome

antipapa Felice

quale,

74
giusta
la

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


leggenda,
(')
si

sarebbe ritirato

via

Portuensi in

praedio suo

vi

sarebbe

morto

nel ^6^.

Seguendo

il

Bosio
di

(^)
si

questo

nome

avrebbe indicato piuttosto un martire


Infatti gli
al

cui

parla negli Atti ai saut' Ippolilo (22 agosto).

Itimrari

non dnno mai


fu

il

titolo di

papa o

di

vescovo

san Fe-

lice dlia via

Portuense.

Questo cimitero

chiamato anche ad

insalsatos:
di

deno-

minazione proveniente forse

dalla corruzione

ad

infulatos

e che ricordava forse la tiara persiana


priva, in qualche antica pittura
santi

(iiifuJa') la

quale coil

H presso collocata,

capo dei

Abdon

Sennen Q).

m.
Generosa era
sepolti
i

Cimitero
La

di

Generosa

(^).

proprietaria di

un cimitero ove furono

santi raartiri Simplicio, Faustino e Batrice.


i

Non
sono

se
ri-

ne

fa

menzione negli Itimrari; ed

suoi
locis

martiri
Ss.

cordati solamente

aW Epiomc

libri

de

Marlynim.

Il

nome
alla

del cimitero indicato dall' iscrizione del sarcofago che


le

racchiuse

spoglie dei tre martiri,

quando furono

trasportate

chiesa di S. Bibiana Q).

-'^

MARTYRES
TI

QVI PASSI SVNT IN FLVMEN TIBERE

SVNT

IN

ET FAVSTIXVS ET POSI SVPER CIMITERIVM GENEROSES


SIMPLICIVS

FILIPPI

(i) Lib. pontif. in FeJice.


(2)

Roma

sott.

II,

16.

(5) Cfr. l'art, del ch.

Tomassetti nel Xnovo


soit.

Bull, di arch. crist. 1899,

P^g- 77(4) Cfr.

DE Rossi, Roma

III; Bull. arch. crist.

1868, pag. 25, 31,

48, 84; 1869, pag. i;


(5)

1874, pag.
si

131.
dlia

Questo sarcofago

conserva nel palazzo

canonica di

S.

Maria Maggiore.

CIMITERO DI GENEROSA
Faustino
e

75
gettati

Simplicio

furono martirizzati e
di

nel

Tevere

nelhi
ai

grande persecuzione

Diocleziano, probabil13eatrice, aiutata


li

mente

29 luglio del 505. La loro sorella


i

dai preti

Crispo e Giovanni, ne raccolse

corpi e

seppelli in

un cimitero che trovavasi al sesto miglio dlia via Portuense sotto la propriet di un certo Filippo ad sextum Philippi,
Batrice, vittima dlia

polta in questo cimitero. Verso la fine del


il

medesima persecuzione, fu anche sevu secolo (683)


:

pontefice

Leone
la

II trasport le loro reliquie a S. Bibiana

e a quest'epoca risale l'iscrizione del sarcofago gi ricordato,

corne provano

paleografia, la rozzezza del

monogramma

e l'indicazione del cimitero

che sarebbe stata del tutto su-

perflua finch

corpi fossero rimasti nel luogo del loro pri-

mitive sepolcro.

Non
al

si

sapeva altro

di

questo

monumento
le

fino alla

meta

del secolo xix, allorquando

avvennero

scoperte dal 1858

1864 presso

il

bosco dei

Fratelli Arvali
il

ed

il

tempio dlia

dea Dia. Antichissimo e


vali, e se

assai clbre era

collegio deo-li Ardi

ne faceva
la

risalire

l'origine ai

tempi

Romolo. La
iscric

sua storia e

sua organizzazione sono conosciute dalle

zioni pubblicate dal Marini


dei Fratelli tra
il

con

il

titolo

Gli Atti

moiiummti
o-

Arvali

raccolti c

commentati

(Roma

1795). Nel 1858,


l'

sesto e settimo miglio dlia via Portuense, presso


si

dierno borgo dlia Magliana,

cominciarono

a scoprire al-

cune

altre iscrizioni di questi Atti. Gli scavi fatti allora casual-

mente furono proseguiti con metodo


archeologico germanico sotto
la

scientifico dall' Istituto


dell'

direzione

Henzen che ne
qiiac supcrsunt

pubblic

risultati negli

Acta Fratnim Arvalium


il

(Berlino 1874). Si rinvenne cosi

basamento
alla

di

un tempio
altri

rotondo che fu
oWAiigiistciiDi

.attribuito

da alcuni
casale). Gli

dea Dia e da

(y odierno

stessi

scavi portarono

in luce
n.

un piccolo edificio costruito nel iv secolo (v. pag. jj, 3), che venue subito riconosciuto per una basilica cristiana, di cui non restano che l'abside ed una parte dei mri. In mezzo aile macerie si trov un frammento d'architrave con l'iscrizione
damasiana J^(///STlNO c<

VIATRICI

...

Era dunque senza

76
dubbio

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


la basilica

dei Ss. Faustino, Simplicio e Batrice che

sappiamo collocata in questa localit. Dietro l'abside si pot penetrare nelle catacombe per una galleria [i] la quale condusse subito
al

sepolcro dei martiri [2].


difficile di

Dallo studio dei luogo non

ricomporre Tepidurante
la

sodio dlia deposizione dei corpi di questi santi

persecuzione
tuense
erayi

di

Diocleziano. In questa parte dlia via Poril

una cava;

bosco sacro era stato nel quarto


essere che
il

secolo abbandonato e

pu

collegio degli Arvali


il

fosse stato sciolto o avesse trasportato altrove

luogo dlie

sue riunioni,
riori alla

infatti

quivi

non

si

rinvennero iscrizioni postelocalit era

meta dei
i 1'

secolo.

La

divenuta perico-

losissima ed
ladri,
Il

passeggeri venivano derubati ed assassinati dai


attesta

corne ce

una

iscrizione funbre proveniente di

e forse cristiana:

IVLIO TIMO

THEO
XIT
XXVIII

Q.VI VI

M ANXIS P 0" VITAE IX


.

NOCENTISSIME DECEPTO A LATR ONIBVS CVM ALVMNIS N VII OTACILIA NARCI SA COIVGI DVL

CISSIMO
Il

gomito prodotto
i

dal

Tevere

ai piedi dlia

coUina deve

aver fatto fermare

cadaveri dei martiri precipitati nel fiume;


i

ed essendo allora confiscati

cimiteri, Batrice, invece di trafratelli

sportare le reliquie dei suoi

vicino alla
1'

citt,

li

avr

nascosti nella prossima cava presso


vali. Il

antico bosco degli Aral

cimitero che

si

svolse intorno

sepolcro dei martiri,

non ebbe mai una grande


di

estensione, perch fu
di

un cimitero
Alessandro

campagna, povero

rozzo corne quello

S.

sulla via

Nomentana.

CIMITERO DI GENEROSA
Probabilmente
hi basilica [5]

n
Damaso.
quelle
di

fu costruita d;i s\\\

Vi
del

si

riconosce
iv;

intiitti la
i'

costruzionc mista dlia seconda meta


dedicatoria,

secolo

iscrizione

simile

V U
J/'

>z_J^

*^

Cimitero

di

Generosa.

S.

Gennaro

e di S.

Ermete

fu

senza

alcun dubbio

comepi-

posta da questo papa; e potrebbe restituirsi cosi:

Beatissi-

mis martyribus Faustino, Viatrici


scopus
fecit .

et

Simplicio

Damasus

Parecchie iscrizioni, alcune dlie quali con data

78
consolare
si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


trovarono nello scavo ed oggi
si

veggono

parte
tra-

nella basilica e parte nell' interno del cimitero

ove furono
abside e

sportate per raaggiore conservazione.


locate nel

Le seguenti erano
ail'

col-

pavimento

dlia basilica innanzi


:

ci in-

dicano l'et dlia sua costruzione

BENEMEREXTI ELIO OLI.MPIO Q.VIESCET IN PAGE OBITVM FECIT DIE III KALD IVLIAS DEPOSITVS DIE KALD SS COXS ANTONIO ET SVAGRIO VVCG CONS
(An. 382).

ITEMaVE BENEMERENTI FILIE EUE MALLONIE QVIESCET PAGE QBITVxM FEGIT DIE VIIII KALDS DEGEMBRES DEP05ITA DIE VIII KALDS SS CONS DD NN ARGADIO III ET HONORIO II AAVi/// CONS LOGVM A FVNDAMENTIBVS MARMORE ABIA/// ADORNAVIT SOCERO ET CONIVGI SVE VICTOP///
IN
(An. 394).

Comunemente
tiri.

edificavasi la basilica sul sepolcro dei


e

mar-

Qui

al

contrario,
di

forse

per
a

evitare

un

forte lavoro,

la

si

costru'i

fianco

come
in

S.

Wilentino.

La

fencstclla
la

confcssionis

era praticata

fondo
l'

ali'

abside, sopra

sedia

episcopale e permetteva di vedere


galleria, iutroitns

interno del santuario.


dall'

Una

ad martyres, immetteva poi


la

oratorio al

sepolcro [2]; ed era questa

sola strada d'accesso, perch,


la cripta

come

si

riconosce dalle rovine, alcuni mri separavano


si

storica dalle gallerie, aile quali

andava per uno spciale

in-

gresso con scala

[i].
la

Secondo

il

de Rossi,

costruzione dlia basilica risale circa

all'anno 382. Coinciderebbe

adunque con
di

il

trionfo di san
e

Da-

maso
che
riali
il

nella questione per l'altare dlia A'ittoria:


sia

pu essere
mate-

che detta basilica

una memoria

questo trionfo. Si disse


i

papa avesse adoprato per questa costruzione

del

tempio dlia dea Dia; ma,


i

oltre

che una legge prosi

teggeva ancora

monumenti

pagani,

non

mai trovata

nel cimitero e nella basilica una sola iscrizione deli Arvali

CIMITERO DI GENEROSA
adoperata dai
cristiani
di

79
quando Simtesti-

nel iv secolo. Del resto


i

niaco fu accusato

violenza contre
egli
si
:

cristiani profanatori dei

monumenti pagani,
monianza
fatta

appell per sua difesa alla

di

san

Damaso
alla

avrebbe ci fatto se

Damaso
in

stesso

avcsse cooperato
pi tardi,
le

distruzione dei tempi?

La

distruzione fu
tutte

iscrizioni arvaliche

furono disperse

le parti; se

ne rinvcnnero sulla via Labicana, suUa via Appia


Valentino sulla via Flaminia.

e perfino a S.

Dopo
stesso,
il

la

basilica

Damasiana, piccola

corne

il

ciraitero

monuniento

pi insigne la cripta dei martiri [2].


si

Essa di forma irregolare. Vi

ammira una

bella pittura
:

non
nel

anteriore al vi secolo. Vi sono effigiati cinque personaggi

mezzo

il

Salvatore con

il

nirabo
Ss.

cruciforme; a destra,
Viatrice

indicati

dai rispettivi

nomi,

SiiiipJicio e

(forma

primitiva dei

nome)

a sinistra 5. Faushiiano o Faustino ed


5.

un santo sconosciuto,
I

Rufiuiano.

quattro santi portano corone in


la

mano; onde
Il

il

quadro

rappresentava
Salvatore,
i

Coro?iatio

niariyniin.

nimbo,
verticale

il

tipo dei

costumi
stile

la

disposizione

dei

nomi

indicano lo
forse per
i

bizantino. Dietro la pittura eravi


fratelli;
il
i

un

bisofiiiis,

due

dei sepolcro di S.

Batrice

non podalla

trebbe indicarsi
in

posto preciso.

Sono

tuttora

riconoscibili

questa

cripta

danni ed

cambiamenti prodotti

traslazione dei 683.

Quasi
ornato
l'altre

di

rimpetto

alla

cripta storica v'


di

ha un arcosolio
tutte

di

pitture.

Quelle

sinistra
il

sono

deperite

di destra

rappresentano

Sacrificio di
il

Abramo con

le

traccie dei

nome

ABRAHAM
'

Bnon

Pastore, la cui tunica


la

porta

la

croce

gammata ni con

sopra

parola

PASTOR.

Nel fondo dell' arcosolio si ravvisa la figura incompleta di una donna orante. La pittura non posteriore al iv secolo:
il

de Rossi congettur che questo potesse essere stato

il

se-

polcro di Generosa,

ma

le

sue dimensioni sembrano troppo

piccole per taie attribuzione.


II

cimitero fu frequentato fino

al

vu

secolo. \\

si

form

8o

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


un cimitero
all'aperto,

sopra, corne quasi dapertutto,

che veiine

adoperato
Itinerari. I

fino

al

v[i

secolo e

che pure

ricordato negli

corpi dei martiri trovansi ora parte a S. Bibiana,

parte a S. Maria Maggiore.

Furono
scavi
;

gic

ricordate

parecchie

iscrizioni
:

trovate

negli

ora eccone alcune altre pi notevoli

gr EVTYCIO /^f BENEMEREXTI CONZVGI g< INCOMPARABILI ER MIONE COIVX EIVS FECIT ET SIBI IN PAGE DEPOSITVS XII KAL MARTIAS Q.VI BIXIT AXNIS LXXXV MENSSES VII DIES IIII

AVR

VINCENTIE BENEMERENTE IN PAGE

ANNOS PM LXXX IDVS DECB REQEMDE ET CLEARGO GOXS [>


Q.VE VIXIT

EXIVIT D

III

La data posta bris Ricomede


dlia
Il

in questa ultima iscrizione a et

Idus

Decem-

Clearco consulibus, precisamente quella

morte

di

san
di

Damaso
si

(ii dcembre 384).

cimitero

brve circuito e rozzo,

ma

abbastanza

ben conservato,
ed
fita

e vi

veggono

molti loculi ancora chiusi

intatti.

In uno

di questi
la

nella

cake con

data del consolato di

pu6 vedersi una iscrizione grafModesto ed Arinto


seguente
:

che indica l'anno 372, nel

modo

///VLA

DEFVNCTA EST

DIE

TE M

RI V

CONSS MODESTO ET ARENTEO


il

Recentemente

ch.

Hlsen

attribul a

questo cimitero, e
il

forse air ingresso dalla parte dlia basilica,

seguente fram-

CIMITERO DI GENEROSA
mento trovato
strada chc
in

8l
accenna forse
:

questi dintorni, in cui


al

si

alla

conduccva

sepolcro dei santi

HOC ITERE INVIS/// SED TITVLI ING/// EXIMIVM VITAE T///


MARTYRIBVS/// HINC ITER AD/// HORREN///
Essa fu cosl restituita dal dotto epigrafista
:

HOC ITERE

INVISw sanclomm

corpora fralnun

SED TITVLI INGt!/i// Virha dlore %vi EXIMIVM VITAE Tukranl qui sanguine

fructum

MARTYRIBVS
HORRENrf/H

Chiistl

hau

fuerat requies

HINC ITER AD

Sanclos quos impia turba Getavum

dictu scdibns expulerat.

L' ultimo distico fu dal


restauri eseguiti nelle

medesimo posto
i

in

relazione

ai

catacombe dopo
di

guasti dlia guerra

gotica ne! vi secolo

(').

La Commissione

archeologia sacra ha test deciso

di

mano ai monumento che


metter
Dlie

lavori di restaure e di sistemazione di questo

era restato da lungo


cristiane di

tempo
si

in

abbandono

(").

memorie

Porto

tratter nel Capitolo

dei Cimiteri suburbicari.

(i)

Nuovo

Bull, di arch. ciist. 1900, pag. 121 seg.

Si spera di potcr

presto ricuperare questo importante

frammento

e collocarlo

nuovamente
fu data dal

neir antico oratorio dei martiri.


(2)

Una piena
nel

illustrazione dei
III dlia

cimitero di

Generosa

DE Rossi

tomo

Roina solUrranea, in appendice.

*^^?^

Guida Ciitaccmbe romane.

^^^^^-^-^^^-^-^^^^-^^^^^^^

LIBRO SECONDO
I

Cimiteri Cistibcrini

CAPITOLO

LE MEMORIE CRISTIANE DELLA VIA OSTIENSE ()

LAQuesta
di di Malta.

via Ostiense cominciava dall' antica porta


era posta fra l'Aventino ed
dlie
il

Tri^cmina.
sulla linea

Tevere,

prolungamento
la

mura

di

Servio TuUio, ritrovate nella

l'Aventino tra

chiesa di S. Prisca e

villa dei

Cavalieri

Nella costruzione dlie mura Aureliane

(a.

272)

le

fu sostituita la porta Ostiense la quale

dopo

il

v secolo prese

(i) Index Coemetcrioruin e Notitia regiofium:

Coemeterium Comodi Sal:;bourg:

dillae ad S.

Felicem

et

Adauctum
et

via Ostiensi

Itincrario

Et sic vadis ad

occidentem

invenies S. Felicem episcopum et


et sic vadis

mar-

tvrem,

et

descendis per gradus ad corpus eius,

ad S. Paulum

via Ostiensi, et in australi parte cerne ecclesiam S.

Thedae supra monin

tem positam,

in

qua corpus eius quiescit


In

in

spelunca

aquilone parte

Jccis

Ss.

Marivnim:

parte australi civitatis iuxta

viam Ostien-

sem Paulus

apostolus corpore pausat et Timotheus episcopus et martyr,

de quo meminit liber Silvestri, ibidem dormit, et ante frontem eiusdem


basilicae oratorium est

Stephani martyris. Lapis

ibi,

quo lapidatus
est, et

est

Stephanus, super altare est positus. Inde haud procul in meridiem mo-

nasterium est

aquae

Salviae, ubi

caput S. Anastasii

locus ubi

decollatus est Paulus. Prope

quoque basilicae Pauli ecclesia S. Theclae est, ubi ipsa corpore iacet. Et non longe inde ecclesia S. Felicis est, ubi ipse dormit, cum quo, quando ad caelum migravit, pariter properabat Adauctus, et ambo requiescunt in uno loco. Ibi quoque et Nomeseus martyr cum plurimis
vocatur, quia iuxta
iacet .

Itincrario di Giiglidmo di

Mal-

meshtiry: Duodeciftia porta et via Ostiensis dicitur,

modo

porta S. Pauli

eam

requiescit in ecclesia sua.

Ibidemque Timotheus
Flix et

martyr,
ctus et

et

non longe

in ecclesia S,

Theclae sunt martyres

Adau-

Nemesius. In aqua Salvia

est caput Anastasii martyris .

Iti-

tierario d'Einsieddn:

Inde ad portam Ostiensis; indeque per porticum


et de Menna usque ad S. Paulum apostoIndex CoemeAdauctum et Emeritam . Coemeterium S. Cvriaci via Ostiensi .

usque ad ecclesiam Mennae,


lum. Inde ad S. Felicem
terioruin c
et
:

libre Mirahiliuni

86
anche
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

nome

di S.

Paolo.

Due

vie passavano sotto gli archi

di questa

nuova porta:

sotto

T arco di sinistra la via

Laula

rentina, che dirigendosi verso le

Aquac Salviae andava

a ricon-

giungersi alla via Ardeatina; sotto quello di destra

via

Ostiense

(').

Lo

stato attuale dlia porta Ostiense dei

tempi

di Belisario (vi secolo).

La

via Ostiense era clbre per


si

suoi

monumenti
le

e se-

polcri, dei quali

veggono qua

e l gli

avanzi dentro

vigne,

cominciando
Alcuni
anni

dalla notissima piramide di

Caio Cestio

a fiance

dlia porta e racchiusa in parte dentro le

or

sono,

nel

costruire
di

il

mura nuovo

di

Aureliano.

coUettore, a

sinistra dlia via attuale,


si

poco prima

giungere a S. Paolo,

trov una linea

di

colombari abbastanza ben conservati.


via, cio
il

Uno dei
vanoi

borghi traversati da questa


il

Ficus Alexmidri

esistente circa

sesto miglio, aveva

un porto ove approda-

battelli, e di cui

rimangonole

vestigia:

Ammiano

MarcelIII,

lino racconta che qui fu sbarcato l'obelisco di

Totms

oggi esistente nella piazza dei Laterano('). Gli Itinerari ricor-

dano
S.

in questa via quattro


il

memorie
di

cristiane: la

tomba

di

Paolo con

piccolo

cimitero

Lucina,

il il

cimitero di sepolcro dei

Commodilla ovvero dei martire S. Timoteo ed


I.

Ss. Felice e
il

Adautto,

cimitero di S. Tecla.
di S.

Sepolcro

Paolo.

Il

martirio di san Paolo avvenne molto probabilmente nel-

l'anno 67 (3). Gli Ati apocrifi dicono che l'Apostolo fu decapitato ad Aquas Salvias: e presso un pino, aggiunge una compilazione greca pubblicata da Thilo
('*):

E: |j,aaav

y.7j.o-j\ivrr^v

Axxo'jai 2^a3:a -Xr^al toO Svooo'j toO atpo^ou.

Una

iscri-

zione di san Gregorio

Magno

dell'

anno 604, conservata nel


ddla via Ostiense
e

(i) Cf.
sul

Stevenson, Osservaiioni

sulla topo^rafia

cimUero ove ju sepoUo Vapostolo san Paolo, nel Xuovo Bull,

di arch. crist.

1897, pag. 283 seg.


(2) Rf. gest.
(j)

XVII,
d'

4.
17.

Cf. Elm.

arch. chrt.: Xoiions gnrahs, pag.

(4)

Programmata Passhalia, Hake, 1837-38.

SEPOLCRO DI
museo
di S.

S.

PAOLO
fatta

87
da quel papa

Paolo, ricorda

Ui

donazione

del fondo dlie

Acque

Salvie alla basilica dell'Apostolo (').

Era giusto,
il

ivi si

dice, che al culto del santo

Apostolo servisse

luogo del suo martirio:


illa ei

Valde incongruum ac esse duspecialiter possessio


est

rissimum videretur ut
in

non

serviret

qua palmam sumens martyrii, capite

truncatus ut viSalvias

veret: utile iudicavimus

eandem massam, quae Aquas

nuncupatur,.

..

cum

Christi gratia luminaribus deputare (*).

Topografu dei dintorni

di

S. Paolo.

Infine quivi

si

venerarono sempre
ai santi

tre santuari,

uno dedicato
e
il

san Paolo, l'altro

Vincenzo ed Anastasio,

terzo a

san Zenone; e vi fu anche un cimitero. Negli scavi del 18^9


vi
si

trovarono

_delle iscrizioni cristiane,


storici,

dcUe quali per nsscoprirono pure dlie

suna conteneva ricordi

vi si

costruzioni del iv secolo Q).


(i)

Consta

di

un framraento, inciso

sul

marmo,

d'

una

lettera di

S. Gregorio, Epist.

(2) Cf.

XIV, 14 (P. L. t. LXXVII, Mai, Script, vet. V, pag. 213.

col. 131S).

() Cf.

DE Rossi,

Bull.

1869, pag. 81 seg.

88

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


Secondo
gli

Atti

apocrifi

ed

Martirologi,

il

corpo

di

san Paolo fu sepolto sulla via Ostiense nella propriet d'una

matrona

cristiana per
alla

nome Lucina

(').

Queste testimonianze
Caio

molto posteriori

pace dlia Chiesa, sono confermate da

documenti

assai pi antichi, cio dalle parole del prte


d'

(m

secolo) e poi dai passi

Eusebio, di sant' Optato


('). Il

di

Mi-

levi, di

san Girolamo e di Prudenzio


neir area di Lucina
ivi

corpo dell'Apofino

stolo sepolto

resto

che fu

trasportato

al

nascondiglio dlia via Appia


i

(a.

258) insieme
ai
il

a quello di san Pietro; e


rispettivi sepolcri,

due corpi ritornarono poi

loro

probabilmente due anni dopo sotto


restituiti

papa
cimi-

Dionisio,
teri

quando cio da Gallieno furono

Q.
Fin dal
i

secolo Anacleto aveva costruito un piccol oradi S.

torio sulla

tomba
il

Paolo

ma

Costantino, secondo cio

che narra

Liber pontificalis,

ivi

costrui

una
s al

basilica (a.

324

o 325). L'iscrizione che

ancora vedesi

sarcofago, guarsi ail'

dando neir interno


stantiniana.

dell' altare

papale (e che qui

riproduce)

a giudizio di vari archeologi

pu appartenere

epoca co-

^v
Sotto
il

APOSTOLO MART
di

pontificato

Gregorio

XVI

torn

alla

luce

questa iscrizione incisa sopra una dlie grandi pitre che racStevenson, L'area
Lucina
via Ostiense nel

(i) Cf.

di

siiila

Kuovo

Bulktt. di arch. crist.

1898, pag. 60 seg.

(2) Cf. Elm. d'arch. chrt.: Notions giiaUs, pag. 8.

(3) Ibid, pag. 50.

SEPOLCRO DI
chiudono
il

S.

PAOLO

89

sarcofago deirApostolo:
pietra
h:i

PAVLO APOSTOLO
due rettangolari ed uno

MART.

Qaosta

tre

fori,

circolare, che

dovevano

servira taiito par bruciarvi gli incensi

nel giorno dlia festa, corne per farvi discendere gli oggetti

con

quali

pellegrini desideravano toccare

il

sarcofago.

tre

piccoli pozzi

che
il

si

aprono

sulla superficie del

marmo, corne
e coil

ha riconosciuto

P. Grisar,

sono d'ineguale profondit

municano

fra loro.

Gregorio

XVI

ebbe l'idea

di fare aprire

Sezione dei pozzctti perpenJicolart

alla

tomba

di

S. Paolo.

sepolcro;

ma

poi

cambio d'avviso per

le

che avevano consigliato a Clmente VIII


sarcofago di san Pietro.
assicurazione
Il

medesime di non
di

ragioni
aprire
il

de Rossi diceva

avre avuto
papa.
l'

formale

di

ci dallo stesso sagrista del

La

basilica

Costantiniana non era grande ed aveva

in-

gresso sulla via Ostiense, in quella parte cio ove trovasi


l'abside dell' attyale edificio.
costru
la

Nel ^S6, \'alentiniano


riproJuce
il

II
la

ne

ri-

una nuova
che scrisse

di cui l'odierna basilica

forma,

grandezza e l'orientazione.
l'

noi conosciamo

testo dlia
al

lettera
di

imperatore

in

questa occasione

prrfetto

Roma
(i)

Sallustio('). L'opra di Valentiniano fu proseguita da

Baronio, Annal,

an.

585.

90
Teodosio
e

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


compiuta poi da Onorio, corne
dell'
ci

attesta

l'

iscri-

zione musiva

arco trionfale:

TEODOSIVS CEPIT PERFECIT OXORIVS AVLAM DOCTORIS MVXDI SACRATA.M CORPORE PAVLI

Galla
nel

Placidia,

sorella

dell'

iraperatore
la

Onorio, morta

450

deir ra crisriana, continua poi

decorazione sotto

Musaico deir arco

trionfale.

gli auspic di

papa Leone

e ad essa

si

riferisce

1'

altra iscri-

zione che ricorre in giro

sull' arco.

PLACIDIAE PIA ME\S OPERIS DECVS OMXE

PATERM
ritratti

GAVDET PONTIFICIS STVDIO SPLENDERE

LEOXIS.
dei

A
ma
si

quest' epoca

appartengono

forse

celebri

papi, dei quali

una parte

fu distrutta nell'

incendie del 1825,


i

fortunatamente se ne poterono salvare

pi antichi che

conservano nel museo del monastero. Taluni hanno pre-

SEPOLCRO DI

S.

PAOLO

91
;

teso di riconoscere in questi affreschi un' opra medioevale

ma
al

il

loro

stile
I

certamente antico e

si

possono

attribuire

secolo v.

pontetci

Simmaco, Oraisda, san Gregorio


altre

Magno

aggiunsero poi

dcoration!

alla

basilica.

Una

ricostruzione parziale ebbe luogo sotto


a quest' epoca
diffrente

Onorio
dell'

Il[ nel

1226;

deve assegnarsi

il

inusaico

abside

molto

da quello dell'arco trionfale che

di stile bizantino.

!^)l3U^:^|j^>-T'gi^^><rli;':-^-vi''^^^

fe.,^
Musaico deir abside.
Il

cimitero di Lucina, ove fu sepolto san Paolo,

venne
le

assai

danneggiato, corne pu6 focilmente comprendersi, per

costruzioni dlia basilica. Bosio racconta che alcuni vecchi

de'suoi tempi avevano potuto penetrare in un sotterraneo;

ma
(').

questo doveva essere una parte dlia primitiva confessione

destra dell' abside, probabilmente nella stessa posizione che


la

occupa

cappella

di

S. Ciriaca a S.

Lorenzo,

si

trovava

(i)

Rom.

sotl.

III, 2.

92
un

GUIDA DELLE CATACOMBE ROiMANE


oratorio di
S. Giuliano,
ci

presso
ivi

il

quale

si

entrava

nel

sotterraneo. Bosio
esistente nel

dice che
di

stava una
:

iscrizione

ora

monastero

S.

Paolo

/'/ANCTI
I ! I I I

NOMIXE DEI PATRIS OM\IPOT///S ET DOMINI N05TRI lESV /[\ FIL/// V yf\ PARACLET EVSEBIVS IMFA///ORAVIT CIMITERIV TOTV///
!

I ! I I I I I I I I ! I

I ! I I ! I I I I I I

I ! I I I

I I 1 1

///OLVMNAS IN PORTICOS PICTVR,7/VAS IN RVINIS ERAT TOTA

SE///

EVM TEGVLAS ET TAB///A ET XCVTOS ET MATERI/// y//TOTA BALINEN MARMO/AUVE MINVS ABVIT ET SCAMNA/// ;///TRAS SPECLARA ITEM IN S///ERIORA MARMORAVIT PAL/// ///OSTRA INCINOS ET CLABES ///OSVIT VT POTVIT VSaVE D/// y//SET IN SECVLO FECIT RELiaV/// ///ABRICA QVANDO EXIVIT
///TV

D///

///CVLOR MISIT ALVMNIS

SVI///

///CVNIA ET IPSI FABRICAVE

RVNT INTROITV AT MARTYRES ///ODEST IN PVBLICV A FVND/// MESSAS AT MARTYRES ///O TAS FECIT AQ.VAM IN VALLN/// ///PER MAGNANA FECIT AT CON///A CVBICVLV ET CANCELLV FEC/// y//CAVSA FVRES FECIT CIAMVL/// A LA FACENT ITEM SART/// ;// A SVSCEPIT SIGILLA IXaVE POR///0 SVIT COMPODIOLA///
///BRICABIT

Questa
r
basilica

iscrizione

del

vi secolo
il

la

prima che

ci

ricordi

introihis

ad martyres, cio
confessione.

passaggio che conduceva dalla


altresi

alla

Essa

importante
di S.

perch

indica

lavori che

vennero eseguiti nel santuario

Paolo

e nel cimitero. La frase /^zbricavit messas (mensas) ad martyres vuol dire che erano srati eretti degli altari innanzi aile
reliquie dei martiri.

Secondo questa
di

iscrizione,

l'

ingresso era

riccamente decorato, ornato


Il

marmi

e di pitture.
in origine
lo

cimitero di
ail*

Lucina doveva essere

Mn area
ed

sepuJcraUs

aperto.

La

via Ostiense,

secondo

Stevenson,
il

passava

tra

la

collina e l'abside

dell' attuale

basilica;

triangolo che essa formava con

una strada trasversale che


papale delimitava Yarea

passava dietro

il

posto

dell' altare

del sepolcro di S. Paolo. Valentiniano II avrebbe soppressa

questa via trasversale

per

costruire

la

nuova

basilica, pi

grande

di

quella di Costantino. Tuttavia quest' opinione

non

SEPOLCRO DI
accettata

S.

PAOLO
il

93
Borsari (')
la

da

tutti gli

archeologi. Recentemente

ritornato

ail'

antica

opinione,

che

faceva

passare

via

Ostiense primitiva dietro l'abside dlia basilica Costantiniana


e

che attribuiva a Valentiniano l'odierna direzione

di

questa

strada.

S.

probabile che

pi tardi, nell' altro

lato dlia via,


al

si

stato scavato

un sotterraneo corne appendice

sepolcro di

Paolo
II

e che di l

provengano

le

due

iscrizioni consolari

del

secolo copiate dal Boldetti in queste vicinanze senza

indicarne la prcisa localit ('):

/'M ''

XXX SVRA ET SENEC-COSS


(An. 107).

SERVILIA
PIS

ANNORVM

XIII

ET BOL COSS

(An.

m).

Ed

notevole che queste due iscrizioni cosl antiche siana

State trovate

precisamente presso un cimitero apostolico, Di

consolari pi antiche ve n' una sola (a. 71) conservata nel

museo Lateranense, ma

se

ne ignora

la

provenienza.

Bi-

sogna poi giungere fino all'anno 217 per trovare un'altra data consolare su di una iscrizione cristiana. L' iscrizione delr anno

era incisa nel


il

marmo
non

quella del 107 era


,

graflFita

sulla calce:
il

numro

XXX

corne opin

il

Boldetti,

numro

dei corpi

deposti nei loculi,

ma

piuttosto quello

degli anni del defunto.

Ad
tomba
ed

ogni

modo ben poco


di

noi

sappiamo fino ad ora su


l'

questo cimitero

Lucina che ebbe

onore

di

contenere

la

apostolica; e sarebbe desiderabile che un'accurata esploci

razione
i

permettesse di riconoscerne con precisione

la

forma

limiti.
ri-

Altre antiche iscrizioni furono pure qui rinvenute, che

porteremo qui appresso; alcune

si

conservano nel museo del

(i) Notifie degi scavi, (2)


I'

1898, pag. 4J2.


78, 79. Cf.

Boldetti, Osservjiioui, pag.


5'

de Rossi,

Inscript. chrisl^

pag-

7-

94
anteriore

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

monastre. La seguente del


ail'

secolo e per conseguenza

edificazione dlia basilica ('):

AVRELL\ DVLCISSLMA FILL\ QVAE DE SAECVLO RECESSIT


VIXIT
.

A\X

XV

II II

SEVERO ET QVIXTIX
(An. 235).

COXSS

Quest' mitero
Ss.
di

altra

prova una relazione


e
il

di

dipendenza

tra

il

ci-

Lucina

prossimo

titolo di Fasciola (chiesa

dei

Xereo ed Achilleo):

CINNAMIVS OPAS LECTOR TITVLI FASCIOLE AMICVS PAVPERVM


QVI VIXIT ANN^XLVI^'wENSgf VII D
VIIII

DEPOSIT IN

PACE^KAL MART^

GRATIANO

IIII

ET MEROBAVDE CONSS
(Monastero
di S.

Paolo. - An. 577)

(2).

Il

Marini

ci

ha conservato

una iscrizione con


il

la

data

consolare del faraoso

Nicomaco Flaviano,

nemico
Paolo

di

san Da-

maso; era

stata scoperta presso la porta S.

e probabil-

mente veniva dal cimitero dello stesso nome, ove essa racchiudeva un sepolcro per quattro posti {lociis quadrisomus) appartenente ad un marmorario
:

DEP III IDVS MAII OSIMVS QVI VIXIT ANNVS XXVIII QVI FECIT
SEPTE BENEMERENTI IN PAGE CON SVLATV NICOMACI FLABIANI LOCV MAR MARARI Q.VADRISOMVM

CVM CONPARE SVA ANNVS


VIIII

MEXSIS

(An.

59:1)

(3),

Ecco ora quella di un fornaio dlia XII regione civile, Piscina publica, poco discosta dalla via Ostiense. L' istru(i) Cf.

DE Rossi,
.

Inscript.

chrhi.

I,

pag.

12.

Quintino

per

duintiano
(2)

Ibid.

pag. 224.
183.

(3) Ibid. pag.

SEPOLCRO DI
niento dlia professione che
si

S.

PAOLO
il

95
testo rappresenta

vede sotto

una misura

di

grano

HIC EST POSITVS BITALIS PISTOR MIA///

HIC ES RG XII Q.VI BICXIT AN NVS PL MINVS N XLV DEPO SITVS IN PACI NATALE D OMNES SITIRETIS TERT

IVM IDVS FEBB CONSVLA TVM FL VINCENT! VVC

CONSS

TT-O
(Mouastero
di

S.

Paolo. - An. 401) ()

La

festa

quivi

ricordata

del

Natale

domnes

Sitiretis

quella di santa Sotere (11

febbraio).

HIC POSITVS EST BENEMERITVS EL

AS,//

VESTITOR IMPERATORIS QVl VIX';' DEPOSITVS D VIIII KAL SEPTEMBR/// DOMINI N HONORI AVG VI CCSS

(An. 404).

HIC QVIESCIT IN PACE FL CELERINVS VD SCRINIARIVS NL PATRICIAE SEDIS DEP D IIII ID NOVEMB Q.VI VIXIT ANN XXXIII PLM DN PL VALENTINIANO VII ET AVIENO VC~ S

(An. 450)

(2).

Qiieste due iscrizioni che ricordano un personaggio dlia


corte d'

Onorio

(-'')

ed un

vir

devotus, scriniarius inlustris


('*).

patriciae sedis ,

sono oggi perdute


Inscrip.
christ,
I,

(i) Cfr.

DE Rossi,
330.

t.

pag. 212.

(2) Ibid. pag.

(3) Ibid. pag. 226.

(4) M.\RiM, Papiri diplomatie!, pag. 258.

g
Infine
al culto

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


l'

iscrizione

d'una pia donna che s'era consacrata

dei martiri:

MAXDROSA HIC KOMINE OMNIVM GRA TIA PLEXA 0* FIDELIS IX XPO gf EIVS MAXDATA RESERVAXS [^ MARTYRVM OBSEQ.VIIS DEVOTA TRAXSEGI FALSI SECVLI VITAM gf VXIVS VIRI COXSORTIO TERQ.VINVS COXIVNCTA FER AXXOS f^ REDDIDI XVXC DXO 5f RERVM DEBITVM COMMVNEM VIIII KAL 0" OMXIBVS OLIM 0" Q.VAE VICXIT ANN S^ PLM f^ XXXIII DP

FEBRVARIAS COXS J^ AGIN'AXTI FAVSTI VC


(Monastre
di

S. Paolo. -

An.

483).

Nel prato che


il

vicino al

monastero

dove estendevasi

cimitero
di

ail'

aperto, furono rinvenuti parecchi sarcofagi ed

avanzi

portici e di colonne. I

due sarcofagi pi importanti

sono conservati nel museo Lateranense.


chiamato dal de Rossi
gi pubblicato e

Uno

di

questi

era

il sarcofago teologico , perch rap-

presenta un piccolo compendio di Bibbia figurata. Esso fu


descritto

da noi nel primo volume degli


al

Elments

(').

Il

secondo, che coUocato in fondo


le

vesti-

bolo deir ingresso del suddetto museo, rappresenta

consuete
vi

scne dell'Antico e
i

Xuovo Testamento;
personaggi, e
al

nel

mezzo
si

sono

busti di

due
di

illustri

disotto

vede un prosan Gre-

fra in atto

le2[o;ere

un volume.
l'

Nel monastero,
gorio
I

oltre

iscrizione
si

dei

tempi

di

e le altre gi citate,

conserva anche un frammento


alla

di quella di

Giovanni VIII

relativa

citt

di

Giovanni-

poli (^), e r iscrizione sepolcrale di

Giovanni XIII (9^5-972):

^ PONTIFICIS SVMMI HIC CL.WDVNTVR MEMBRA. lOHANNIS PRVDENS PASTOR PERSOLVENS DEBITA MORTIS I5TIC PRAEMONVIT MORIENS SVA MEMBRA LOCARI aVO PIETATE DEI RESOLVTVS NEXIBVS ATRIS EGREGII PAVLI MERITIS CONSCENDAT IN ETHRA GAVDEAT EXVLTET SOCIATVS COETIBVS ALMIS DICITE CORDE PIO RELIGENTES CARMINA CVNCTI XPE TVI FAMVLI MISERTVS SCELERA PVRGA SANGVINE aVI SANCTO REDEMISTI CRIMINE MVNDVM
Q.VI
(i) Cf. Notions gnrahs, pag.

327.

(2) Ibid. pag. 253.

SEPOLCRO DI
Segue
l'etA

S.

PAOLO

97

del pontefice e la data dlia deposizione.

Cosi pure

vi

da notare l'iscrizione

di

un

nepos magni

principis Alberici

(t 1030), cio di un fanciulio nepote di

queU'Alberico chc fu
n or Uni

princeps et senator

omnium Roma-

-P AVREA PROGENIES lACET HIC VOCITATA lOHS FLETV DIGNA GRAVI FLORE TENELLA RVDI GREGORIO PATRI FVIT ET DILECTIO MATRI ATQ.VE NEROS MAGNI PRINCIPIS ALBERICI COMMISERE TIBI (iENITOR GENITRISQ.VE GENISI HVNC TV sel TVO SVSCIPIAS GREMIO

NATVS

XIIII KAL. NOV DENOS VIXIT DIES DECESSIT V KLDS DE ANNO AB INCARNA

TIONE DNI MXXX INDIC. XIIII PONTIFICATV lOHlS XVIIII P PATRVI SVI
Le porte
di

()

bronzo, che prima


e

dell'
si

incendio del 1823 orna-

vano l'ingresso principale

che oggi

conservano

in

una

sala

del monastero, furono lavorate a Costantinopoli ai tempi e

per
:

ordine dell'arcidiacono Ildebrando

come

attesta la iscrizione

HILDEBRANDVS VENER. CONVS. Furono terminate

MONACVS ET ARCHIDIAnel

1070, cio tre anni avanti

che lo stesso divenisse papa col

Vedesi ancora nel chiostro


il

padre
II

dell'

antipapa

nome di Gregorio VII. monumento di Pier Leone, Anacleto II. un sarcofiigo pagano
il

del

secolo, con le figure dlie

Muse, ed aveva una


e sopra
il

iscri-

zione in versi, che ora perduta;


rimasta soltanto
la

coperchio

seguente

TE PETRVS ET FAYLus con SERVENT PETRE LEONIS DENT ANIMAM CELO QVOS TAM DEVOTVS AMASTI ET QVIB EST IDEM TVMV LVS SIT GLORIA TECVM
>^
(i)

Una

pubblicazione

di tutte le iscrizioni di S.

Paolo

ci

fu

annun-

ziata dal P.

Cornclio Villani O. S. B.
7

Guida Catacontbe romane,

98

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


1'

Gli Liltimi versi ricordano


i

opinioiie popolare d'allora che cio


dalla Platonia, fose dell'

corpi degli Apostoli,


stati divisi fra le

dopo la loro traslazione


di essi.

sero
e

due basiliche del Vaticano


ricordo dlia

Ostiense

che ciascuna possedesse una parte


dal

Questo errore ebbe


simultanea unione
di

probabilmente origine

dlie reliquie apostoliche nelle

catacombe
in S.
dell' arte
il

S. Sebastiano.

Finalmente sono da ammirarsi

Paolo alcuni monuin Italia nel xiii se-

menti del primo rinascin:iento


colo
:

il

tabernacolo,
il

il

chiostro,
dell'abside.

candelabro
chiostro ha

del

cero
ras-

pasquale ed

musaico
1'

Il

moka

somiglianza con quello del Laterano, che

dlia stessa

epoca.

Cominciato sotto
lavoro:
fu

abate Pietro da Capua, fu compiuto sotto


il

Giovanni d'Ardea, verso


senza dubbio
che fece

1240.

Lo

scultore firm

il

suo
e

MAGISTER PETRVS FECIT HOC OPVS;


uno
il

dlia

famiglia

de'

V^assalletti,
il

corne
Pietro

artista

chiostro del Laterano:

nome

di

assai frquente in questa famiglia. autore del candelabro pasquale:

Parimente un

A'assalletto
(sic)

EGO NICOXAVS
Le
si

DE ANGELO,
candelabro

dice

l'

iscrizione,

CVM PETRO
scne
del

BASSALTestala

LECTO HOC OPVS COMPLEVL


rappresentano
la

sculture di questo

alcune

Xuovo

mento,

la

passione e

resurrezione; e vi

pu constatare

differenza

con

lo

stile

adoperato per

gli

stessi soggetti nei

sarcofigi cristiani del iv secolo.


Il

musaico
III e fu

dell'

abside

fu

eseguito nel secolo xiii sotto


III da Pietro Cavallini,
alla

Onorio

compiuto sotto Xicola


si

scolaro di Giotto. Esso

pot salvare insieme

Confessione,

all'arco trionfale e a qualche ritratto de' papi, dal terribile in-

cendio del 1823 che distrusse tutta


questo grande disastro
del
si

l'

antica

basilica.

Dopo

comincio

la

nuova

fabbrica per ordine

papa Leone XII,

la

quale non ancora del tutto compiuta.

IL
Si
fa

Cimitero di Commodilla.

cocnieteriorum:
et

del cimitero di Commodilla nell' Index Coemeterium Commodillae ad S. Felicem Adauctum via Ostiensi. I due martiri Felice e Adaucto

menzione

CIMITERO DI COMMODILLA
sono
dilla

99
(').

ricordati nei

martirologi

al

30
d'

di

agosto

Commo-

dovette essere una matroiia


del luogo.
Il

epoca pi antica e pro-

prietaria
riusci

Bosio ricerc questo cimitero, e non


le

a trovarlo;
la

ma dopo

csplorazioni del Boldetti, pot

stahilirsi

sua posizione a sinistra dlia via Ostiense, lungo


chiese, nella vigna Serafini.
le

la via dlie sette

La posizione
fra

di

questo luogo combina perfettamente con


Iliiicrari

indicazioni degii
S.

che nominano

Ss. Felice e

Adautto

Paolo
Diosup-

e Domitilla ed ivi ricordano

una

basilica
alla

cimiteriale.
di
al

Questi due martiri appartengono


cleziano. Felice era prte, e
plizio, gli si fece
si

persecuzione

narra che mentre andava


il

incontro uno sconosciuto,


egli

quale

si

profess

cristiano e fu
il

anche

messo

morte

cristiani

ignorando
Il

nome di lui, lo chiamarono Adauctus, Adinnctii<; san Damaso dedic loro una iscrizione, il cui conservato nellc antiche sillogi; e del marmo si
O
ikrum vero
nomiru Fdix

(^).

papa
ci

testo

fu

ritrov poi
(-'').

un frammento ora esistente nel museo del Laterano


semel atque
di

Oui intevuratu fuh

cotitempto principe

mundi

Confessas Cbristum caelestlA REgiia

petisti.

vere pretiosa fides coGliOScite fratres


caeluiii

Oua ad

victor

pariiER IPROPERavit Adauctus.

Presbyter bis Verus

DaMASO

REClore

iubente

Composuil tuiuiilum sanctornin limiua adornans.

ricQ

Apprendiamo da questa iscrizione che san Damaso incaun prte, chiamato l\'niSy di ornare il sepolcro dei due
Questa epigrafe
fu

martiri.

veduta dai pellegrini del

V[i

se-

colo, perche in

uno

degli Itiiierari ne fu ripetuta

una

frase:

(i) Martirol hronyvi. ed.


Hisl. Eccles. VIII, 2 (P. L.
t.

De Rossi-Duchesne,
col.

pag.

115

Eusebio,

XX,

768) parla

di

un altro Adautto che

nulla

ha che

fare

con questo.
via Ostiensi, passio beati Felicis presbyteri sub Dioci

(2)

Romae,

cletiano

obvius

fuit

quidam, cuius nomen ignorantes


sancti Felicis auctus sit

christiani,

Adauctum appellaverunt eo quod

ad coronam.

y)

Cf. DE Rossi, Bull. 1877, P^g- 19; Ihm, Daiuasi epi^ramin. pag. 10.

lOO

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Ecclesia S. Felicis ubi ipse dormit,

cum

quo, quando ad

coelum migravit,
tembre
di
vi
le

pariter properabat Adaiictiis ecc. (').


set-

Nello stesso cimitero sono indicate dagli Aiti del 22

due vergini Degna ed Emerita

attribuite ai

tempi
;

Valeriano.
si

Ma
il

questi Atti sono intieramente leggendari

nomina
in

cimitero col

nome
una

de' Ss. Felice e


(^).

Adautto,
si
;

che esso

ebbe in epoca posteriore

Recentemente

messa
si

dubbio l'esistenza
che

di

di

queste
il

due vergini

supposto che nel cimitero


e
la

esistesse

solo sepolcro di

S.

Emerita
et

lettura di

una

iscrizione,
ail'

virgini di-

gnae

meritae, avesse fatto credere


(3).
Il

esistenza di un'altra
fa

vergine chiamata Digna

Martirologio romano

pure

menzione
Emerita,

ai

22 di settembre
et

di

ambedue

le

sant
taie

Degna ed
indicazione

sub Valeriano

Gallieno;

ma

driva dagli Alti.

Nel 1720,

il

Boldetti penetr
si

in

una grande

galleria di

questo cimitero, dalla quale

accedeva ad una stanza in gran

parte interrata. Era questa senza dubbio la cripta storica in

forma
cita,

di basilica

sotterranea

come
;

a S.
il

Ippolito, a S.

Fli-

ai Ss.

Pietro e Marcellino

ed

Boldetti vide in questa

cripta dlie pitture dcorative di stile bizantino.

Una

rappresen-

tava
era

il

Salvatore con tre santi e


dall' iscrizione

la figura

muliebre in mezzo

accompagnata

SCA MERITA.
e S.

Vedevasi
Adautto

sopra un'altra parete S. Felice

(SCS FELIX)
dopo
la

(SCS
Narra
la

ADAVCTVS)
il

ed eravi un'immagine dlia B. Vergine.


sua scoperta, fran

Boldetti che otto giorni

volta dlia cripta C). Avendoci per egli precisato la localit, io pi volte raccomandai alla Commissione di archeo-

logia sacra di eseguire in quel punto


il

uno scavo, tanto pi che

proprietario attuale dlia vigna cav. Giuseppe Serafini desisi

derava che
(i)
(2)

chiudessero alcune bche. Cosi nel dicembre 1903


Ss.

De

locis

Martynim

(v.

pag. 85).

Acta Sanctorum, septemb. VI, pag. 502. (3) Df.lehaye, bolland. Les Saints du cimetire
les,

de

CommodiUe, BruxelI,

1897, e negli Aiialecta bollaiidiana,


(4)

t.

XVI,

fasc.

pag. 17 seg.

Osserva\ioni

siii

cimiteri, pag.

542-543.

CIMITERO DI COMMODILLA
si

lOI
storica dei mar(').

pose

mano

al

hivoro e

si

ritrovo

la cripta

tiri

dlia quale
Si

dar6 una brevissima descrizione

discende per una grandiosa scala che quella ricordata

negli lliucrari dei pellegrini,

ove

si

legge a proposito del se.

polcro di S. Felice

et
si

descendis per gradus ad corpus eius


trova
la

Si volge a sinistra e

stanza sepolcrale dei martiri


in
basilica

trasformata

ai

tempi dlia pace

cimiteriale.

La

tomba
si

di

Felice e Adautto (indicati in iino loco)

era nella

nicclia di

fondo ove sono dipinti


graffiti

due

santi e presso la quale

veggono numerosi
stessa

di devoti visitatori tanto nella

nicchia

quanto

nell'

abside a destra ove era l'altare.

Le

pareti dlia basilica sotterranea furono decorate di pitture

nel sesto secolo probabilmente ai tempi del

papa Giovanni
Ss.

(525-526)
Adaucti
dlia
,

il

quale

renovavit
il

coemeterium
rappresentante

Felicis et

come

attesta

Liber

p07itificaJis. \'icino

all'ingresso
il

basilica vedesi
le

un

affresco

Salvatore

che d

chiavi a S. Pietro e che ha alla sinistra S. Paolo.

destra del riguardante dipinto S. Felice e poi S. Stefano, a

sinistra eravi

un

altro santo e poi S.

Emerita

(SCA MERITA).
vi si

Qui pure dovette

essere sepolto

un martire, giacch

leggc

l'iscrizione dipinta in rosso

SANCTO MARTYRI BENERANemesio che


indicata dagli
(v. sopra

BILL

Forse fu

la

tomba

di S.

Itinerari nella stessa cappella dei Ss. Felice e

Adautto

pag. 85).

In fondo presso

il

sepolcro dei martiri principali

si

vede

un' altra pittura del vi secolo suUa


Tiirtiira.

tomba
la

di

una donna

di

nome
il

Rappresenta nel mezzo


;

B.

Vergine sedente con

divin fanciullo
S.

a destra del riguardante S. Felice e a sinistra


di

Adautto, che in atto

proteggere
dell' altare e

la
il

suddetta donna.
di

Nel

pilastro' fra

il

posto

sepolcro

fondo

havvi un altro dipinto rappresentante S. Luca (vu secolo).


Nell'altra piccola abside era forse la

mensa
si

dei

lumi.

Nella galleria dalla parte dlia scala

vede un sepolcro

i^\)

Una

diffusa illustrazione di questa scoperta fu da


cristiaiia,

me

data nel

KiiO'o BuUctlino di archcologia

anno 1904,

n. 1-4, pag.

41-160.

I02

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


sono tracce
di

a foggia di forno. Ivi

una

pittura che rappre;

sentava nel mezzo S. Emerita


santo
S.

(SCA MERITA)

a destra

un

con

l'iscrizione
sinistra
si

(^ciijiis)

XOME
che
ci

DS SCET

(forse

Adautto) e a
Nello scavo

probabilmente S. Felice (vi secolo).


iscrizioni, dlie

sono raccolte moltissime

quali la pi importante

quella

fa

sapere

come

il

lavoro di ornamento del sepolcro dei martiri cominciato dal

papa

Damaso

fu

condotto a termine sotto


il

il

pontificato del

suo successore immdiate


Il

papa Siricio
l'epigrafe

(a.

385-398).
due
il

prte

marmo di nome

mutilo,
Felice

ma

metrica posta da un
dei

parlava
i

certamente
lavori
fluti

martiri

Felice e Adautto e ricordava

presso

loro se-

polcro

SALVO SIRICIO PAPA.


essendo compiuti
gli scavi,

Non

nuUa puo
di

dirsi

ancora di

certo sul posto preciso

dlia

tomba

S.

Emerita che era

forse vicina a quella di Felice e di Adautto.

cosi

nessun nioil

numento
la

ancora comparso relative a S. Degna;


l'

che po-

trebbe favorire

ipotesi del ch.

Delehaye

il

quale suppone che

menzione

di

essa abbia avuto origine da

un equivoco.

Ma

prudente attendere ancora


ticolari.

prima

di

decidere su questi parsi

Intanto in questi giorni stessi

scoperta un'altra

scala

vicina e parallela alla indicata e forse pi antica.


destra di chi guarda l'abside dlia basilica sotterranea
nella

A
si

pre una galleria cimiteriale scavata

seconda meta

del IV secolo presso la


derarsi
ci offre

tomba
di

dei martiri e che

pu consi-

come un

rtro :auctos.

Essa assai notevole perche

un raro esempio

conservazione, essendo stata murata


1904.

dagli stessi antichi e scoperta da noi nel febbraio

lo sospetto che

il

cimitero

di

Commodilla abbia avuto


e

origine fino dai tempi prossimi all'et apostolica

che

sia

un cimitero sotterraneo
fu sepolto r apostolo

in relazione

con

l'area di

Lucina ove

Paolo.

Ed

ora per mostrare

come

queste scoperte fossero prevedute, ripeter ci che

scrissi nella

prima edizione
lo

di quest'opera,
aile

poco prima che


lo stato del

si

cominciasse

scavo dovuto

premure

del cav. Serafini ed aile

mie

rac-

comandazioni. lo cosi indicavo

monumento:

SEPOLCRO DI
I

S.

TIMOTEO

IO3
vedonsi grafcroce uionosi

loculi

sono
il

tutti

apcrti, e in alcuni di essi


di Cristo,

fiti

dei

nomi,

nionograiiima

la

grammatica o
tracce dci

la

croce semplice. Nella vigna

vedono
gallerie

le
le
tali

lucernari

che

doveano illuminare
storica; e perci

le

quali

conducevano

alla cripta
il

seguendo

indizi,

sarebbe facile
si

ritrovare quella cripta veduta gi dal

Boldetti, corne
di

disse;

ed a sperare che

la

Commissione
dell'

Archeologia sacra, approfittando del favore


attuale

egregio

proprictario

signor Giuseppe Serafini, voglia presto

intraprendere taie escavazione.


III.
II

Sepolcro
Ss.

di S. Tirnoteo.

libro

De

Jocis

Martynim, subito dopo aver parlato


:

dlia
et

tomba

di S.

Paolo aggiunge

Et Timotheus episcopus
(gli Atti di

martyr, de quo meminit liber Silvestri


et ante

san Sil-

vcstro) ibidem dormit,

frontem eiusdem basilicae ora-

torium

est Stephaiii

martyris.

U Ilincrario

di

Guglielmo

di
\'i

Malmesbury dicepure:
sono parecchi
la festa
d'
il

Ibidemque Thimotheus martyr.

santi di questo

nome; uno

d'essi, di cui celebrasi

24 gennaio, fu discepolo di san Paolo e vescovo Efeso, ove mori e che perci deve escludersi. Un altro, la
il

cui festa cade

24 marzo,

fu martirizzato

sub Antonino
ai

cio sotto

Marco

Aurelio. Nel Maiiirologio,


altro

22 maggio,

nominasi parimente un

senza alcuna indicazione topo-

grafca e cronologica. Infine ai


tirologio quest'altra

22 d'agosto troviamo nel A4ar:

indicazione

Romae,
a

via Ostiensi, natalis

S.
et

Timothei martyris, qui tentus

Tarquinio urbis praefecto,

longa carceris custodia maceratus,

cum

sacrifcare

idolis

noluisset, tertio caesus, et gravissimis suppliciis attrectatus, ad

ultimum decollatus
egli era prte,

est . Gli Aiti di quel martire ci

dicono che

che sotto Diocleziano venne da Antiochia a


e sepolto da

Roma
di

ove

fu

condannato a morte
eius

una

pia

matrona
la

nome Theona:
del suo

corpus in suo horto suscepit , e deil

posto da essa stessa presse

corpo

di

san Paolo per

rasso-

migUanza

nome con quello del discepolo dell'Apostolo: ut Paulo apostolo, ut quondam Timotheus, adhaereret .

I04

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

rode su
e

Neli872 il de Rossi richiam l'attenzione di Mons. de Medi una vigaa gi appartenuta al monastre di S. Paolo
dirimpetto
ail'

divenuta propriet dlia famiglia Salviucci. Questa vigna


abside di

trovasi a sinistra dlia via Ostiense


S. Paolo; e
il

de Rossi sperava che una scala


cimitero di Lucina.

ivi

prima sco-

prata

La vigna fu comnon dettero quel risultato che speravasi, giacch la scala andava a finire nel tufo. Tuttavia nelle pareti si trovarono dei nomi graffiti greci e latini di pellegrini e alla meta dlia scala si scopri un cubicolo con
perta conducesse al
;

ma

gli

scavi ivi eseguiti

arcosolio privo d'iscrizioni e di pitture. Si penso allora che

quel
e
il

cubicolo avesse

richiamato in quel luogo

visitatori, di

de Rossi cred
(').

di poterlo identificare

con

il

sepolcro

S.

Timoteo

IV.

Cimitero
Tecla:

di S. Tecla.
il

U Itiiierari
del cimitero
di

di S.

Salzbourg c'indica chiaramente


Et
sic

posto
via

vadis ad S.

Paulum

Ostiensi, et in australi parte cerne ecclesiam S. Theclae supra

montem
aquilone
Ss.

positam, in qua corpus eius quiescit in spelunca in


parte. Se ne

fa

anche cenno nel


basilicae
S.

libro

De

locis

Martyrum:
Theclae
est,

Prope quoque

Pauli

ecclesia

S.

ubi ipsa corpore iacet , ed erroneamente nella

Notifia di Mahneshiiry:

Non

longe, in ecclesia S. Theclae


.

sunt martyres Flix


Itiiierari
il

et

Adauctus

In quella parte indicata dagli

(oggi altra vigna Serafini, a sinistra appena passato


il

ponticello di S. Paolo),

Boldetti

conohbe ed esplor un

cimitero;

ma non
Cimitero

seppe identificarlo e lo chiam sempliceal

mente

Ponticello di S. Paolo , ovvero


il

Ciri-

mitero anonimo. Fu l'Armellini

quale, per

il

primo,
fu
li

conobbe

in

esso

il

cimitero
le

di

S.

Tecla

(^),

che

comincio nel 1870

sue prime esplorazioni. Sulla piccola

(i) Cf.
(2) Cf.

DE Rossi, Bull. 1872. Armellini, Dus luieder gefundem Oraiorium dcr H.


Ostieiisis,

Theclu

an dcr Via

nella Rmische Oiiartalschrifl, ann.

II.

CIMITERO DI
coUina esistono ancora
le

S.

TECLA

lO:

rovine di un antico rauro che do-

veva appartenere
grotta,

alla basilica; sotto trovasi l'ingresso


la cripta storica

ad una

dove era

ti'asformata da

lungo tempo

t;

r'it-

'

::\';''

Cimitero di

S.

Tecla.

in tinello. Gli scavi fatti

con diligenza

in

questo luogo po-

trebbero portare a qualche importante scoperta.


Si
di

conoscono diverse sant con


pi
clbre,
la

il

nome

di

Tecla.

Una

esse, la

protomartire muliebre, onorata

I06
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


Iconii in

25 settembre:

Lycaonia, S. Theclae virginis et

martyris quae a sancto Paulo apostolo ad fidem perducta, sub

Xerone imperatore

in confessione

Christi

igns

ac bestias
certa-

devicit et post plurima ad doctrinam

multorum superata
pace:
. I

mina, Seleuciam veniens


cti

ibi

requievit in

quam

san-

Patres

summis laudibus

celebrarunt

suoi Atti (') costi-

tuiscono uno dei pi curiosi document! apocrifi, ed estesissimo


fu
il

suo culto.
il

A
il

causa dei numerosi supplizi ch'ella ebbe a


ricordato

soffrire,

suo

nome

neWOrdo

comnunat'wuis aniniae.

in cui

si

prega

Signore

di voler liberare

l'anima

come

egli

liber santa Tecla. Per analoga ragione furono cosl rappresentati

suUe tombe Susanna, Daniele,


il

tre

fanciulli

di Babi-

lonia e

sacrificio

d'Abramo

(').

Pu
siasi

essere pure che nelle

bestie feroci vinte

da santa Tecla

trovata un'allusione

ai

demoni;
forma
di

infatti

anche anticamente

essi si effigiarono sotto la

mostri,

come pu
si

vedersi in alcune lucerne di Porto Q').


la
Il

Di un'altra Tecla
S.

faceva

festa ai

26 marzo insieme a
sappiamo
e

Castulo sulla via Labicana.

cimitero dell'Ostiense appar-

tiene per ad

una terza Tecla,

della quale nulla


il

che

a causa dei suo

nome, come

martire Timoteo, tu deposta

presso

il

sepolcro di S. Paolo.

Entrasi in

questo

cimitero

per una

piccola

scala

mo-

derna
silica

[i].

La

cripta storica [2] prsenta l'aspetto di

una ba-

irregolare.
stati

E un

largo cubicolo con pilastri; nelle pareti


di

sono

praticati

dei loculi; la nicchia

abside;

non

vi rimasta
Il

alcuna pittura,

ma

fondo [5] fa da solamente dlie

tracce di linee rosse.

sepolcro di S. Tecla doveva stare in


assai larghe, e in qualche
file

fondo

alla cripta.
si

cubicolo

Le gallerie sono vedono pertino cinque

sovrapposte

di

loculi.

(i) Aita, Paiili et

Thcchu. Cf. Grabe, Spicihg.

Ss.

Palruni, Oxford,

1714,

I,

81

seg.

(2) Cf. ElcDi. iVarch. chrl.: Kotions gnrales, pag. 264. (3) Cf.

pag. 77.

Elm. d'arch. chrt.: ibid. pag. 344; de Rossi, Bull. 1868, lo ho trovato nel cimitero di S. Valeatino un sarcofago coa
si

una scena simbolica che

collega agh Atti di santa

Tecla.

Ne

dar

la

riproduzione nella descrizione di quel cimitero.

CIMITERO DI

S.

TECLA
rimangono
nella

IO7
cripta

Ne

uiia

iscrizione

ne un

graffito

storica; ed alcuni

frammenti sono conservt! nel casale dlia


il

vigna.

Il

solo che acceiini alla santit de! luogo

segucntc

PROPT///
///SANCTV///
L'Armellini con
restituito

il

raffronto di altre analoghe iscrizioni lo ha

cosl:

ravi sepulcmin
la

PROPTER yz//^w (ovvero: iixorcm) coinpaUn altro frammento porta in loco SANCTV'
/.

data consolare dell'anno 354:


Q.VI VIXIT///

DECESSIT
III
.

CONSTA//o

Aug.

VU

et

Constanlio Caesarc

COSS
(An. 354).

Un'altra iscrizione di qualche pregio

la

segucnte:

AVRELIA AGAPE
FECIT IVLIO GEMINO
Essa probabilmente anteriore a Costantino, imperocch

questo

nome

di

AGAPE

un soprannome

cristiano che ri-

chiama quello dei primi tempi corne Agnese, Lucina, Irne,


Agapito, Qcc, ed scolpito dietro un' iscrizione pagana
liberto dell'imperatore Claudio.
di

un

Da

ci
al

si

potrebbe supporre

che l'origine del cimitero rimonti


altri

secolo.

Ecco alcuni

frammenti

CONCORDIO FILIO DVLC/// VIXIT ANN V M/// CONSTANTIVS PAT/// N AVG ///MERENTl///
. . .

n,

MAR///
NEC///
PLV///

/|\

+
di

LOCVS

lOHA//,

'A'MOTHEAE Q.VAE VI/// XXXVIII FECERVNT///

NeU'arcosolio

di

un piccolo cubicolo
il

[jj
il

notansi tracce
Salvalorc con
di
il

pitture assai guaste;

Bnon Pastore

libro degli Evangeli, le figure di Vos, di

Daniele e

Giona,

I08

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


il

un' Oraiite tra due santi e


raostra l'agnello, tipo del

Sacrificio

d'Abramo (bramo che


al

iMessia).

Infine da osservare che in fondo

cimitero, vicino a

un gruppo

di

cubiculi [7]

la

galleria

comunico

accidental-

raente con un sepolcro pagano [8].

V.

Altri
aile

monumenti
acque

dlia via Ostiense.


il

Sembra che
lazione
di

salvie, presso

luogo dlia decolcimitero cristiano.


gli

san Paolo, vi
fin

fosse

un

altro

Questo luogo
est

da principio fu tenuto in venerazione, e

Ituierari ce lo indicano

con

le

parole

Locus ubi decoUatus


i

Paulus
colc

(').

naturale pertanto che


di sepolture;

cristiani costituistra le iscrizioni

sero

un centro

imperocch

rinvenute dai Trappisti ve ne sono alcune che devono avre

appartenuto a sepolture sotterranee,

come pu

dedursi dalla
Il

forma
sulla

dlie pitre e dal piccolo spessore dlie lastre.

Bosio,

testimonianza

quivi esistesse

di un antico libro liturgico, penso che un cimitero chiamato di S. Zenone ). Infatti,

malgrado
di

il

silenzio degli Itiiierari,


in

certo che la

memoria
in

san

Zenone

questo luogo fu sempre tenuta in veneracio

zione. In una dlie chiese dlie acque salvie,

quella

chiamata Seal a
e
vi

caeli,

conservas! una reliquia di questo santo


in

una cappella dedicata


aff'atto
il

suo onore. Questo Zenone

non

frater

\\ilentini , che

nominato negU
il

Itinerari e nel Martirologio (v. 14 di febbraio)

quale fu se-

polto nel cimitero di Pretestato; bensi un altro santo dello


stesso

glio: ad guttam iugiter raanantem, natalis Ss. raartyrum Zcnonis et aliorum decem millium ducentorum trium . La principale basilica dlie acque salvie possiede anche il capo di sant'Anastasio, monaco persiano, martirizzato nel vu secolo

nome e Romae

forse quello ricordato nel Martirologio

il

9 lu-

sotto Cosroe.

(i)

Cf.

DE Rossi,

Bull.

1869, pag.

83-92;

1871,

pag.

72-7S

(d.

franc); 1887, pag. 79-82, 153.


(2)

Rom.

sott.

III,

8.

ALTRl MONUMENTI DELLA VIA OSTIENSE


Al settinio miglio dlia stessa via Ostiene era posto

O9
ci-

il

mitero

di S.

Ciriaco.
ci

\l

ricordato nel libro dlie Mirabilia, e


cola

Pietro iMallio

dice che eravi

anche una chiesa. Gli


i

Itimrari lo tacciono affatto, imperocch

pellegrini general-

mente non oltrepassavano


il
1

il

terzo miglio.

San Ciriaco mori


agli

6 marzo,

ma

il

Martirologio lo

commmora

8 di ago-

sto:

ragdi,

Romae Ss. martyrum cum aliis viginti qui


passi sunt xvii
sepolti

Cyriaci diaconi, Largi et


in

Smaet

persecutione
aprilis... .
I

Diocletiani
corpi
di

Maximiani
martiri,

kal.

questi

dal prte

Giovanni, furono
in

pi

tardi,

cio

r 8 agosto, trasferiti da san Marcello papa

praedium Lu-

cinae via Ostiensi, e di

li

poi a S. Ciriaco, e finalmente a

S. Maria in via Lata. Gli avanzi di questo cimitero furono

ritrovati dal

poi tutto di
ricerca.
ivi

Bosio a mezza strada fra Roma ed Ostia ('). Ma nuovo scomparve, ed il Boldetti ne fece invano Contuttocio se ne conosce li luog, perch una tenuta
il

porta ancora
I

nome

di S.

Ciriaco.

monumenti d' Ostia sono corne un' appendice di quei di Roma, ai quali sono coUegati per mezzo di una srie di sepolcri. In Ostia vi sono anche important! memorie cristiane,
dlie quali

parleremo nel capitolo dei cimiteri suburbicari.

(l)

Rom.

son. III, 6.

t^t^-t%t%t^tt-tls-ttt-%tt.ti i s? ? CAPITOLO II
V
'h

CIMITERO

DI DOMITILLA(')

^'^^i^S^^^S^S^S^^-W^^
DALLA
via

Ostiense passiamo

alla

via Ardeatina.
fra S.

Essa

avea principio sul monte Aventino,


bina, dalla porta

Saba e

S. Balla

Ne\ia

del recinto

di

Servio; mentre
si

sua

porta corrispondente nella cinta d'Aureliano

chiamava porta

Ardeatina,

la

quale fu demolita nel secolo xvi.


important!

Gli Itinerari parlano di

questa via che

si

estende a destra dell'Appia.


il

memorie cristiane su Qui era il grande


la

cimitero di Domitilla,

pi vasto di tutta

Roma

sotterrala

nea

Q.

Il

Bosio

lo

conobbe,

ma non

vi

ravvis che

parte

(i) Index coetneterionim e Noiitia regionum:


lae,

Coemeteriura Doraitil-

Nerei

et Achillei

ad

S.
et

Petronillam via Ardeatina.

Coemeterium

Balbinae ad S.

Marcum

Marcellianuni via Ardeatina. Coemeterium


S.

Damasi. Coemeterium Basilei ad


rario di Sa^hourg: Et dimittis

Marcum

via Ardeatina .
et

Itine-

viam Appiam
S.

pervenies ad S.
et

Marcum
via Ar-

papam

et

martyrem, postea ad
ibi

Damasum papam
invenies duos

martyrem
et

deatina, et

in altra

ecclesia

diaconos

martyres

sub

Marcum et Marcellianum fratres germanos cuius corpus quiescit sursum magno altare. Deinde descendis per gradus ad Ss. martyres Nereum et Achilleum. De Jocis Ss. Martyrutn: luxta viam Ardeatinam ec-

clesia est S. Petronellae; ibi

ipsa Petronella sepulti. Et prope

Damasus papa depositus est et soror eius Martha. Et in alia basilica non longe Marcus et Marcellianus sunt honorati, et adhuc in alia ecclesia alius Marcus cum
S.

quoque S. Nereus eandem viam

et S.

Achilleus sunt et

Marcellino in honore habetur


Inter

Itinerario
et

di

Gugliehno

di

Malmesbury:

viam Appiam
et

et

Ostiensem

est via Ardeatina, ubi sunt

Marcus

et Marcellianus,

ubi iacet
et

Damasus papa
Achilleus et

ia
alii

sua ecclesia. Et non


plures
.

longe S. Petronella
d'Einsiedehi:

Nereus

Itinerario

In

via Appia, in dextera, S. Petronella, Nerei et Achillei,

Marci

et Marcelliani,

ad S. Soterem
il

(2)

Di questo cimitero tratt


al

deRossi

nelBulleilino (1865
la

1874-75).

Q.ui se ne d

una compendiosa indicazione, riserbandone

descrizione

complta

IV

vol. dlia Roina sotterranea di prossiraa pubblicazione.

CIMITERO DI DOMITILLA
scrta del cimitero di Callisto, di cui
S. Sebastiano,
listo

I I I

supponeva
il

il

centre a
di

confondendo
di

poi anche
;

vero cimitero

Cal-

con quello

Pretcstato (')

e fu

appunto
(a.

in

questo

cimitero dlia via Ardeatina che


pericolo di sniarrirsi con

il

grande archeologo corse


1593).
vera topografia di questa

Pompeo Ugonio
ristabili la
;

Finalmente

il

de Rossi

importante zona

cimiteriale

per

mezzo
il

di

due

iscrizioni

pagane trovate
cimitero.
nel

in

quel luogo
scoperta

riconobbe

vero
e

nome
la

del

Una

fu

nell'

anno

1772,

seconda

18 17; ed

ambedue parlano

di

una Flavia DomitiUa pro:

prietaria di un' area

che fu concessa per alcuni sepolcri

IIIIIIIFLAYIAE
divi

DOMiriUac VESPASIANI NEPTIS

EIVS MEIS

BENEI-ICIO

LIBERTIS

HOC SEPVLCRVw LIBERTABVS FOsui

CORNELIO SER IVLIANO FRAT ET PIISSIMO EIVS CALVISIAE CALVISIVS P


. . .

PHILOTAS ET SIBI EX INDVLGEMTIA FLAVIAE DOMITILL


.

IN

FR

P
.

IN

AGR
il

XXXV XXXX
.

Fu
fra

perci naturale

pensare che

vi

fossero dei rapporti


la

questa Flavia Domitilla, proprietaria del luogo, e

pro-

prietaria di

un cimitero

dello stesso

nome

il

quale cimitero,

secondo

gli

AttL dci santi Kerco ed AchiUeo,


I

si

trovava in quel

luogo medesimo.

primi scavi

furono

qui intrapresi dalla

Commissione
che
S.
si

di

Archeologia sacra nel 1852 prima ancora


trov allora una grande
scala

rinvenisse in S. Callisto la cripta dei Papi e quella di


;

Cecilia

si

conducente

()

Roma

sclt.

III,

21.

I I

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


di

ad un:i cappella ornata

pittare,

che

il

de

Rossi giudic
tardi

fosse la cripta storica dei Ss.

Nereo ed Achilleo. Pi
giacch
il

per egli riconobbe


di questi

di

essersi ingannato,

sepolcro
cimi-

martiri

si

trov in altra parte del


in

medesimo

tero (').

Neiranao iS6^-6), apparve


Ardeatina e
l'

una regione opposta


Rossi
di

tra la via

Appia l'ingresso del cimitero, chiaIl

mato

il vestibolo dei Flavi ,


gli

de

aveva intanto
quale

osservato durante

scavi

un cumulo

grandi rovine, con

frammenti
si

di

marmi

e rocchi di

colonne

in

un luogo

al

accedeva difficilmente a traverso

di o[allerie sotterranee. Egli

desiderava da lungo

tempo

di farvi

qualche esplorazione, spe-

rando

di trovarvi dlie iscrizioni storiche,

ma

le difficolt

op-

poste dal proprietario delterreno (ilXepoti) glielo impedirono;


fnch per sua stessa proposta,
il

monsignor de Merode acquist

lavoro di scavo ebbe subito principio nel 1873, e fu ben presto coronato dalla scoperta dlia basilica dei Ss. Neterreno.
Il

reo ed Achilleo
il

(').

Ed

allora

si

ebbe

la

prova vidente che

cimitero di Tormarancia era precisamente quello di

Domi-

tilla,

dove quel due martiri avevano avuto sepoltura.


patrizie

Due

romane,
il

strette parenti dell'


di Flavia

imperatore Do(-')
;

miziano, portarono

nome

Domitilla

che fu moglie

di

Flavio Clmente (console


(^), fu esiliata

corne attesta Dione Cassio

la prima anno 95), da Domiziano nelnell'

r isola Pandataria, a cagione dlie sue

pratiche

straniere e
il

perch accusata
intendersi per
e san
la

di

ateismo insieme
di

al

marito

che deve

professione
(^)

fede

cristiana.

Eusebio Q)

Girolamo

parlano poi
Il

di un' altra

Flavia Domitilla
e
1'

esiliata nell' isola

Ponzia.

Mommsen

(')

Aube

(^)

ne-

Ci) Bull. (2) Ibid. (3)

1865, pagg. 15, 32-47.


1874, pag.
5

segg.
arch. chrcL: Notions gnrales, pag. 25.

V.

miei EUin.

'

(4) Epitome, Lxvii, 15.


(5) Hist. II [,

18 (P. G.

t.

XX,

col. 252).
t.

(6) Ep. cviii ad Eustoch. (P. L.


(7) Corpus
inscript, ht.
t.

XXII,

col.

882).

VI, pag. 172-173.

(8) Histoire des perscutions de l'glise jusqu' la fin des Antonins, IV.

CIMITERO DI DOMITILLA
garono che
vi sia

I I

distinzione di sorta fra questa o


la

la

prima,

ma

il

de Rossi sostenne

diversit dlie
(').

due Domitille e

ristabili la

genealogia dclla loro famiglia

La seconda Dodei saiiti

mitilla

sarebbe quella

di cui si parla negli

^-Jlti

Nereo

cd Achilleo; ed

ammesso pure chc


le

essi siano

una compila-

zione del

\'

o del vi secolo,

scoperte archeologiche
di

hanno
verit.

provato che quella

leggenda contiene un fondo

Questi due
tro,

santi battezzati,
la

seconde

la

tradizione, da san Pie-

avrebbero seguito
stati

loro padrona nell'esilio e poi sareb-

bero

decapitati a Terracina,

donde

loro corpi furono

trasportati nel

ciniitero dei Flavi sulla via Ardeatina,

ove poi
r-

pi tardi fu costruita una grande basilica.

Nel cimitero di Domitilla possiamo gion!: una regione del i-n secolo, che ha
la

.distinguere

tre
:

diversi centri

cio
via

tomba

dei

Ss.

Nero d Achilleo,
la

il

vestibolo

sulla
;

Ardeatina, lo scalone e

cripta
si

vicina di

Ampliato

una
fra

regione del iii-iv secolo, dove

trovano moite pitture, e

queste quella dlia Vergine, ed una regione del iv secolo, dove

sono moite
trovarsi
il

altre pitture

ed iscrizioni. In quest'ultima doveva


ivi

cimitero di Basileo ed
Ss.

presso

la

cripta

con

la

basilica dei
di

Marco

e Alarcelliano, e finalmente la

tomba

famiglia del papa

Damaso.
di

Queste regioni furono poi


(^).

congiunte da gallerie
Basilica dei Ss,
NiLLA.
in

tempi diversi

La
la

Nereo ed Achilleo
si

di S.

Petro-

scala per la quale

discende

al

cimitero stata
di

gran parte ricostruita dalla Commissione

Archeologia
si

sacra e
costrul

conduce

al

secondo piano del sotterraneo ove poi


nel
la

basilica

iv

secolo.

Parecchi

indizi

permet-

tono

di

riconoscere

disposizione

del luogo

prima dlia
loro

costruzione delU basilica. Vi


cripta dei martiri
;

erano dlie gallerie vicine alla


al

ed alcuni sarcofagi, che sono ancora

posto sotto
(i) Cfr.
(2)

il

pavimento, indicano chiaramente

la direzione

DE Rossi Bull. 1875, pag. 6)-yj. Prima di scenJere nel sotterraneo, si osservi
la

capo dlia scala

il

cippo con

iscrizione

LOCVS SACER SACRILEGE CAVE MALVm.


ail'

Esso stava probabilmente


GtiiJit

ingresso dell'antico ciniitero dei Flavi.

Catacomhe romane.

114
di

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


dlie gallerie.
di

una

La maggior

parte di questi sarcofagi


si

poi priva

iscrizione,

ma

in

quel luogo s'esso

rinve-

Cimitero

di

Domitilla (Regione dalla Basilica

al vestibolo dei

Flavi [i6. 17]).

nuto un frammento importante, ed


restitui nel

assai antico,

che

il

de Rossi

modo

seguente: (')

SepnkRYM FlaviORYM

t
^^
(i)

Ora questo frammento

sta

fissato

suUa porta

di

accesso alla

galleria [25] dalla parte dlia basilica (v. n. 4 dlia planta).

CIMITERO DI DOMITILLA
Esso indicherebbe
stiani, parenti dlia
il

115
cio
i

nome

dei proprietari,

Flavi

cri-

casa impriale.
il

Appena
sulle

si

scopri questa basilica,


identificarla

de Rossi non scppc in


Ss.

prime se doveva

con quella dei

Achilleo, detta anche di S. Petronilla, o con l'altra dei Ss.


e Marcelliano o finalmente

con

il

mausoleo

di S.

Nereo ed Marco Damaso. Ma

giacch contenevano
testo intiero
ci

due frammenti trovati nel marzo 1874 tolsero ogni dubbio, la fine di una iscrizione damasiana, il cui
dato nella silloge di Einsiedeln ed in altre
alla
al

come appartenante
Essi

sono ora
Militiae

affissi

tomba muro

dei martiri

Nereo ed Achilleo.

nel vestibolo dlia basilica.

Officium paiiter speclanUs inssA

nomen deeranl saevVinque f^erebant TYranni

Praeceplis pisanU indu serviRE

PARati

Mira

fidcs

reruin subito

posveRE FVRORtjm

CONwrii
PROIn'Hi

fugiunt ducis impia castrA


clypeos

RELINQ.VVNi

phuUras tdAQ,Christi portarE

CRVENTA
TRIVMFOS GLORIA CHRISTI
(')

C0NFE5 CREDITE
Poco dopo
sullaquale
di
si

gaudmt
P.T

Damasum
estrasse

possit qnid

si

dalle rovine

una piccola colonna

vede rappresentata una scena

martirio

con

il

nome

dei

martire

ACILLEVS.

Essa era una dlie colonne

dei tabernacolo; e senza dubbio ve

ne do-

veva essere un'


analoga
alla

altra
il

con una scultura

prima ed

Un'
si

altra

prova non
di

nome di NEREVS. meno vidente


tomba
una
di
1

ebbe poi

esser presso la

S. Petronilla: Ipella presso

giacch in una piccola cap-

V abside,

si

scopri

pitj

pira rappresentante un'orante velata, ed


in'altra

l||

donna (evidentemente una santa)


vi
l'

ihel'abbracciaper introdurlain Cielo; e

iscrizione dlpinta

(i)

Nereo ed Achilleo erano diinque

soldati

(probabilmente pretoriani)
{speclautes iussa iyraiini).

e forse presero parte alla persecu/.ione di

Nerone

I 1

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


(') (y. appresso

PETRONELLA MARTYR
dietro
1'

pa^. 123). Questa

cappella accessibile dalla basilica per una galleria che passa

abside e fra brve

la

visiteremo.
si

La

data della costruzione dlia basilica


dlie gallerie

potuta deter-

minare esattamente. In una


della chiesa,

troncate dai

mri

un

graffito tracciato sopra


si

un matrone che chiuann^oj^g^

deva un loculo (niattone che ora


alla parete

trova nella basilica afEsso

a sinistra), porta la data consolare dell'

///DEPOSITVS
///PAGE
Vahntiniano
rio

CONS
IIII

AVG

ET XEVTE

'

Adunque nel 390 si poteva ancora seppellire in questa galleria, ci che non fu pi possibile dopo che si costrui la basilica. Ma
un'altra iscrizione posta nel
ferriata)

pavimento (ora coperta da un'intesto di quest' ultima:

ha l'altradata consolare deiranno395; dunque nel 395

gi la chiesa era costruita.

Ecco

il

BEATVS DIFVNCTVS EST IIII IDVS MAIAS SATVRNIS DIES AN XXVIII ANICIO OLYBRIO ET PROBINO VV ce CNS VINCENTIA DIFVNCTA EST XII KAL IVNIAS
.

DIES
IN

LVNIS

AXN

XXVH

PAGE
fu

La
ossia

basilica

adunque

costruita

fra

il

390
di

ed

il

395,
di

sotto

il

pontificato di Siricio

successore
tracciata

Damaso.

Un'

altra iscrizione di

un ZenoJoro,

suUa calce

(i)

Veramente santa

Petronilla

non

fu martire;

ma

per spesso
il

si

trova dato questo titolo anche a coloro che, senza aver versato

proprio

sangue, nonditneno ebbero a patire per

la fede.

CIMITERO DI DOMITILLA
un loculo sotto la basilica, porta (i2 maggio)('):
la

I I

stessa data Tn.

A lAGJN

MAICON

ZeNOACOPOC CAAPHXOC A>|'COrXIOC


ti

u
<J

4r

}i^

eN0AAe KeiTe
Queste due ultime
festa dei

a iacux

maicux ex ipexe
la

iscrizioni

portano dunque

data dlia

due

santi

martiri locali

Nereo ed Achilleo.
al

Si osservino le tre navi dlia basilica, le antiche colonne


(tre soltanto

sono moderne),
avanzi

le

tombe primitive
Innanzi
ail'

disotto del

pavimento,
nicchia per

gli
la

dlia scbola cantorum e l'abside

con

la

cattedra episcopale.

abside dovea

sorgere l'altare eretto sul sepolcro dei due martiri; e ad esso

appartengono
con
il

frammenti

di

transenne marmoree,
1'

la

colonna

Mariirio di sauf Achilleo e


dello stesso martire.

avanzo

di cornice

con

il

nome
di

Nessun contrassegno c'indica il luogo preciso del sepolcro S. Petronilla ma esso doveva stare li presse, perch la
;

basilica

portava anche

il

suo nome.
simmetria

destra dell'abside vedesi

un piccolo vano con muro. Esso rompeva


silica;

pitture che fu in
la

seguito

riempito di
ba-

dell' architettura dlia


ivi

ed

il

de Rossi suppose che

fosse posto

il

sarco-

fago di santa Petronilla.


a

Ma

questo sepolcro
;

era forse unito

quello dei martiri

Nereo ed Achilleo

il

piccolo vano delfatto per

l'abside pot essere

un semplice passaggio

comodo
al

dei devoti.

Il

sarcofago di santa Petronilla fu trasportato

(i)

Essa
dlia

restata

nascosta sotto
nell'aprile

il

pavimento. lo mi trovai

al

mo-

1874 e la copiai; e Mons. de Merode, sopraggiunto poco dopo, voile che lo aiutassi a discendere nella frana
scoperta
per
la

mento

quale poteva vedersi l'epigrafe.

Il8

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


I (a.

Vaticano da Paolo

757-^7) unitamente

al
:

corpo dlia

santa, ed esso recava questa semplice iscrizione

AVRELIAE

PETRON'ILLAE
dunque

FIL
alla

DVLCISSIMAE

Petronilla apparteneva

genre Aurlia, impac'ib

rentata coi Flavi

e se essa fu detta figlia di saii Pietro,


spirituale,
la

deve intendersi in senso

perch forse da

lui

fu

convertita e battezzata; e soltanto

somiglianza del

nome

ha fatto supporre che drivasse da quello dell'Apostolo, mentre


invece driva da Pctro,

cognome
Petro.

usato nella famiglia dei Flavi,

ove abbiamo un Flavius


spiega corne
dei Flavi.
il

questo legame di parentela


si

sepolcro di Petronilla

trovasse nel cimitero

mento

un pregevole frammarmoreo, dentro il quale doveano ardere i lumi innanzi alla tomba dei martiri. Nella nicchia in fondo ail' abside [7] vedesi, come si
notarsi presso l'abside del grande piatto
detto,
il

pure da

posto per

la

cattedra episcopale.

qui e
il

non

nella

basilica

urbana

di

S.

Xereo, come credette


la

Baronio, san
Infatti ivi leg-

Gregorio

Magno pronunci
Sancti
isti

sua omelia

(').

giamo:
tempi
loro
di

ad

quorum tumbam consistimus fiorentem

mundum

mentis despectu calcaverunt

ed certo che

ai

Gregorio

corpi dei due martiri stavano ancora nella


Il

tomba

primitiva.

de Rossi riconobbe un' allusione a

quest'omelia in un graffito nella conca dlia nicchia, oggi prs-

soch

invisibile,

rappresentante un sacro ministro in atto di

pregare o parlare.

La basiUca apparteneva
fede
i

al

titolo di Fasciola,

come fanno

frammenti
Hic quiesClT
qui vixit

di tre

iscrizioni situati a destra dell'abside:

flNVS

PASCENTIVS LECTOR DE FASCiola XXI DEPOSITVS IN PACt; ;CONS DN HONORIO ^


,'

HIBaSiuYs;;!
''di

fasciolae;;/
di transenna)

FaSClOLA''!
Evangd.

(Frammento

(i)

Hom.

in

II,

Hom, 28

(P. L,

t.

LXXVI,

col.

210-16).

CIMITERO DI DOMITILLA
L'origine di questo

119
la

nome

di Fasciola,
c

secondo

leggcnda

riportata negli Alti de' sauti Pielro

Paolo, dovrebbe ripetersi

dalla fiiscetta (fasciola) smarrita da san Pietro quando fuggiva per l'Appia e raccolta da una matrona, che nella sua casa

20

GUIDA DELLE ATACOMBE ROMANE

avrebbe

istituito un titolo con taie denominazione; titolo divenuto poi l'odierna chiesa urbana dei Ss. Nereo ed Achilleo. Prima di lasciare la basilica si osservino bene frammenti
i

di scultura posti

vicino

ail'

abside, cio la clbre colonnina


il

con
il

il

Martiri di saut' Achilleo,


dello stesso martire
di

pezzo

dell'

architrave con

nome

ACILLE\'S,
altri

dei

frammenti

di

transenne e

sarcofagi dei iv secolo, ornati con figure dei


e di oranti.

Buon Pastore
il

Due

frammenti rappresentano

marmi monumenti pagani e provengono dalla soprastante tenuta. Un frammento di scultura conserva ancora la parte inferiore di un agnello, il piede forse di un tronco e la testa
Battsimo dei Salvatore e YAdora:(ionc de Magi. Molti

spettano a

di

una colomba.
la

Il

de Rossi tent ricostruire


di

il

gruppo e ne
pagina
(').

die' la

seguente interpretazione,

cui riproduco alla

seguente

scheda autografa

in francese

da

me

posseduta

L' agnello ai piedi dlia

croce

il

simbolo dlia vittima


cristiana che

divina, di Nostro Signore

immolato
dell'

sul Calvario.

con
la

il

ranio d'ulivo

il

simbolo

anima
il

La colomba gode

pace: qui essa tende a riposarsi sotte

collo e sul petto dei


.

Salvatore (fine dei iv o principio dei v secoio)

Non

dei tutto sicura la ricostruzione di questo gruppo,

che ad ogni

modo deve
esattezza,

dirsi

di

pubblicando qui questo tentativo


garantirne
la

non comune importanza. E di restauro non intendo di


dedei grande maestro ).
altri

ma
si

soltanto di abbellire questa

scrizione con

un ricordo personale

Presso questo

marmo
i

osservino

frammenti
basilica

di scul-

tura e di iscrizioni, fra

quah
cui
si

quelli gi indicati dei titolo di

Fasciola, ed
struit

un

altro in

recentemente:
si

in

basilica

nomina la noba.

come

co-

Qui presso

notera una lunga iscrizione, probabilmente


(fine dei iv secolo), in origine collocata

con data consolare


(i)

Questa nota
Il

scritta dal

de Rossi per un suo amico fu pubbliBull, di arch. crist. 1899, pag.

cata per la prima volta nel


(2)
la

Kuovo

33-34.

ch.

croce
in

ma

Mons. Wijpert crede che l' agnello non fosse posto sotto soltanto sotto un albero; per la scena potrebbe avre,

anche

questa ipotesi, un bel significato simbolico.

CIMITERO DI DOMITILLA

121

) I

II

^
^< ^
SX
V

-S

122
sulla

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


tomba
d' uiia

famiglia che contava tra

suoi

membri

dei preti e dei vescovi ed

un diacono
fissati

dlia

regione ('):

Xelle due pareti dlia basilica fuori dei presbiterio, a destra


di chi

guarda
e

l'abside,

sono

molti frammenti di scultura


iscrizioni

pagana

cristiana,

a sinistra parecchie

consolari

dei IV o V secolo.

Xel vestibolo

dlia basilica

sono poi aggrup-

WBm^

Basilica dei

icliuleo e Petronilla al

momento

dv.i.^

sCi^pcrta (1874).

pte
.

le iscrizioni

pagane;

e nel centro

sono

collocati
e

preziosi

frammenti dei carme damasiano dei martiri


di

dei

metrico
ultime.

lelogio di Irne, sorella


\

Damaso,

di cui si parlera in
il

Dalla basilica

si

passa a visitare

cubicolo di Veneranda,

accennato

di sopra,

che

posto immediatamente dietro l'abside

(i) Cf.

Marucchi, Di alcum
vi

iscri:(ioni

recentemente trovate

ricom-

posU

neJa

bmilica di S. Pdronilla nel

NcU'ultima linea

da notare

il

Nuovo Bull. 1899, p. 24 segg. nome di un VRSINVS vescovo ignoto

dlAlbano:

EPISCOP

VRSIXI

ALBAXENS/i.

CIMITERO DI DOMITILLA
e

12
di santa
si

dove

si

osserva l'importante pittura col

nome

Pela

tronilla di cui

diamo

qui

la

riprodu>^ione. In essa

legge

gi

indicata

isciizionc

IDVS.IANYARIAS

VENERANDA-DEP- YIIPliTHONELLA-MART^c Rappredipinta:

senta santa Petronilla che

accompagna \'eneranda

in

cielo.

La
essa
si

galleria

avant! a

questo cubicolo assai brve ed in


le

trovano due iscrizioni con


iv secolo.

date consolari dlia se-

conda meta del

Uscendo
vanno
stessa.
a

di qui,

pu

farsi

un piccolo giro
le

a traverso alcune

akre gallerie del iv secolo,

quali passando dietro l'abside

sboccare nella basilica all'altra estremit dell'abside


al

Tornando

cubicolo di Veneranda

si

pu andare

124

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


al

poi a traverso di altre gallerie

cosi detto ^'estibolo

dei

Flavi

.
i^^^.^'^-

^C.STiBOLO DEi.^

Questo
tre

antichissimo ingresso
a
:

era posto sulla via pubblica e trovasi


basilica.

poca

distanza dalla
in foiido alla

Vi

si

pu andare per

strade

una

basilica, dietro l'abside,

percorrendo

le gallerie 12,

13, 14, 16;

Y altra dalla parte opposta a pie' dlia scala del nartece [22, 29].

Vestibolo dei Flavi

al

momento dcUa

scoperta (v. pag. 114) [16, 17, 18].

de

Questo vestibolo [i6] fu scoperto nel 18^5 e descritto dal Rossi che per il primo ne fece notare la grande impor(').

tanza

L'opra muraria
ed
di

dell'

ingresso mostra una grande antichit:


a

una costruzione
posto

mattoni simile a quella

de' sepolcri

dlia via Latina e dlia spdiinca inaf;7m di Pretestato. Si ri-

conosce ancora

il

dell' iscrizione

primltiva. Ai

due

lati

di questo ingresso,

rischiarato

da un

lucernario,

sono due

(i) Bull, d'iirch. ciist.

1865, pag.

33-46.

CIMITERO DI DOMITILLA
stanze in opra
laterizia

I25
a destra

pur

molto antichc:

una

camra
e

vcMta [17] con

un banco che girava


precisamente
aile

tutto intorno,

due cubiculi;

a sinistra un' altra

camra con un pozzo [19].

Questa era
'a gapi

la ciistodia inoniiinenii,

come

in

moki
aile

Isepolcri pagani:

ed essa era destinata

riunioni

ed

funerarie.

Le
e

pitture

d'uno dei cubiculi a destra sono


fiori.

di stile

pagano
galleria
a

rappresentano geni e
in

La
fin

un poco
di

pendenza che parte dall'ingresso


loculi

immette

un ipogeo

forma spciale che non ebbe

da principio,

ma

solamente quattro grandi nicchie, due a


si

destra e due a sinistra, in cui

sono rinvenuti frammenti


I

di

sarcofagi in

marmo

e in terra cotta.

loculi

furono aperti

pi tardi, imperocch essi distrussero le pitture.

Questo

anti-

chissimo ipogeo era cristiano,


ture ed un'iscrizione ancora
al

come

lo

attestano alcune pit-

suo posto sopra un loculo, in


:

fondo ad una

galleria latrale, a destra dlia galleria principale

EPICTETVS ET FELICITAS EPICTETO CON'// BENE ^ MERENT FECIT

/nVTETO FILIO ^jENEMERENTI


'^^'

PACE

qui vixit

AN///

Questo antico ingresso sarebbe


dlie

stato

il

pi importante

catacombe

se fosse stato

rinvenuto intatto. Disgraziataalla fine

mentel' ipogeo fu frequentato dal 17 14

delsecolo xviii,
quali

come

ci

attestano

numros! nomi

ivi scritti, alcuni de'

anche important!

{Boldctti,

Marangoni, san Leonardo da Porto

Mauri:(io, san Giovanni Batlista de Rossi). In quel

tempo
sono

l'

ipo-

geo

fu assai

danneggiato ed allora ne vennero staccate vaiscrizioni,


:

rie pitture.

Le seguenti

assai

antiche,

state

pure rinvenute in questo vestibolo

M y'^rVJ r^ MiTRHETi
t

K0CML\
-^^^ ^

CIv^cp
'^

,^,.^
l^
'^"^

ALVMN O
(Sopra un sarcofago).

^H T A KT A TH errATPi eOPTH TPANIC KAI MIKKA

120

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


///VS-BRVTTIVS.PV//

///VTTIA-LABERIA/V
A.

I
1 i

///CERVM

r e

SIBI//7

///LIBERTABVS///

CYRIatv//(?) coiilVgi
:

///SQ-EORVM///

(')

Tra

gli

oggetti qui trovati negli scavi

vi

recchi bolli di mattoni anteriori alla seconda

sono pure meta del ii

pase-

colo (dal 123


Il

al

137).
in

de Rossi opin che

questo vestibolo fosse

il

sepolcro

di

Flavio Clmente cugino di Domiziano e che di qui proil

venisse
tilla,
il

frammento

d'

iscrizione che

scoperto nella chiesa di S.


di

corpo

Flavio Clmente.

Il

nomina Flavia DomiClmente ove fu trasportato sepolcro di lui non indici-

cato negli Itbicrari,

ma

probabilmente dov trovarsi nel

mitero

di

Domitilla.
le pitture

Importantissime sono

scampate dalla rovina del


con

secolo XVIII. Quelle dlia vlta dlia galleria principale sono


di un'

eleganza che

fa

riscontro
si

quelle del
1'

secolo e

dlie case di

Pompei. Vi

vede rappresentato

antichissimo

simbolo cristiano

dlia vite,

ove
il

tutti

rami partono da un

medesimo
palmites

centro, ed esprime
(^).

detto

Ego sum

vitis,

vos

Le

nicchie laterali sono decorate di paesaggi


di
l'

con prospettive, corne nella casa


stiani.

Livia, e di simboli cri-

Nella parete

sinistra

vedesi

immagine

di

DaiiieU

nella
il

fossa dei honi [16J; nel cubicolo vicino una figura che de Rossi credette fosse di un pescatore. In fondo alla galdirimpetto all'ingresso, trovasi una pittura, oggi molto
il

leria,

danneggiata, rappresentante
diso [14]
:

banchetto, simbolo del Paraassisi

due personaggi sono

davanti ad una

mensa

tripode sulla quale sta un pane e un pesce mentre un dapifero


li

serve
(i)

(3).

Vi da notare

il

gentilizio

Aurelitis

che

fu quello

stesso

di

santa Petronilla.
(2)

lOANN. XV,
i

5.

(3) Cfr.

m\ei El cm. 'arch. chrt.: Kol'.ons gnrahs, pag. 291-92.

CIMITERO DI DOMITILLA
Un'
altra piirticolarit
di

llj
di

questo vcstibolo un loculo


in

forma spciale, consistente


che ricopre
che un foro
vi
il
il

un

finto sarcofago
il

di

stucco
piccolo

luogo

ove

fu

deposto

corpo.

Un

cubicolo che accanto a questo [rj]


il

non ha

altra apertura

quale doveva essere chiuso da una pietra; non

sono

loculi,

ma
la

solo un arcosolio a destra e un banco per

cadavere.

imitazione
di

di

forse in
ci

memoria
le

quello del Salvatore.

un sepolcro orientale, fatto Questo vestibolo


dlie

mostra

varie

trasformazioni

primitive sepolture
di

cristiane.

Parecchi frammenti

di sarcofagi

buona scultura

sono

stati

ultimamente ncongiunti
aveva l'ingresso

sistemati nella galleria

principale.

L' ipogo

sulla pubbllca via, e perci

do-

vette essere scavato in un' epoca di pace; probabilmente nel

periodo che segui


di

la

persecuzione di Nerone e prima di quella


ci

Domiziano. Tutto
dell'

conferma l'importanza
per

dei

monu-

menti a fianco

ingresso, cio dlia stanza che pot serle

vire ad uso di tricJiiiimii


la
II

agapi con

due cubicoli che


dcorative
il

fiancheggiano, uno dei

quali con pitture

del

secolo; e cosi pure servi ad uso cristiano

pozzo dove
cristiane.

si

dov attingere

l'

acqua per servirsene nelle agapi


il

Dopo
di

aver visitato

vestibolo
si

traversando varie gallerie


altra

minore importanza,

passa

ail'

regione contigua detta

dei Flavii Aurdii;

ma
la

prima potr

visitarsi

una piccola regione


di

non lontana
portanza.

di

qui che di epoca posteriore e

qualche imdi

questa

regione detta degli Apstoli piccoli e


al

Diogene, che appartiene


il

secolo

iv.

Lungo
dell'

la

via

s'

incontra

cubicolo detto degli Apostoli piccoli, per distinguerlo da un

altro

che poi
orfuite,
;

si

visitera.
al

Nel fondo
disopra del
piedi tra

arcosolio vi una
il

Donna
S.

che ha
essa

capo
gli

monogramma
5.

co^tantmjano
Paolo.
il

in
il,

apostoli

Pietro e

Nella vha.

!Salvaiore assiso

tra gli

Apostoli;

e tanto

Salvatore che 5. Pietro e S. Paolo


il

circolare,

che non

si

trova mai

nei

hanno il nimbo monument! cristiani


una
iscri-

anteriori al iv secolo. Notasi nello stesso cubicolo

zione probabilmente relativa all stesso sepolcro d'una ver-

128

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


si

gine cristiana, nella quale


in

dice dlia defunta che credette

Ges Cristo

///A
in

CRDEDIT
DIES

(creidii)

ChrisTV

'^ VIX AN
xqlll

///SU
III

VIRGO
/

KAL APRI FATFEC

{fatum fait).

In un ubicolo posto dirimpetto


fita

vi

una

iscrizione graf-

sopra un loculo con

la

data consolare dell'anno 348.

Un
gene.
Il

poco pi
suo

distante, a sinistra, giungesi al cubicolo

ove

nel IV secolo fu deposto

un capo

dei fossori chiamato Dio-

nome

e la sua qualifica

erano dipinti in rosso

suU'arcosolio:

DIOGENES

OCTABV
Il

FOSSOR IX PAGE DEPOSITVS KALEXDAS OCTOBRIS


cubicolo era dipinto; Boldetti, che tanto guast nelle catalo

combe,
r idea

rovin per distaccarne


il

le pitture

per fortuna ebbe


l'

di

prenderne prima
il

disegno e

di

copiare

iscrizione.

In fondo air arcosolio,

fossore
;

era rappresentato

con
il

gli

istrumenti dlia sua professione


vatore
ci
tra
gli

nell'

arco era effigiato


5.

SaJ-

apostoli

5.

Piitro

Paoo.

Ora

di

tutto

non

resta che la

mano
le

sinistra di

Diogene in atto di sor-

reggere una lampada,

tracce dei loculi dipinti nel quadro, nel sottarco

una prospettiva
r immagine
di

di gallerie e poi
S.

una

parte del-

Paoo.

Uscendo
scala,

di qui e

ove
il

affisso

volgendo a destra si giunge presso una un frammento d' iscrizione assai imporil

tante per
al

domma
,

dei Purgatorio, invocandovisi

refrigerio

defunto

IS

SPIRITVS
IN REFRIGERIO
si

TVVS

Da

questo punto, continuando a destra,

va

alla

regione

che suol chiamarsi dei Flavi Aureli.

CIMITERO DI DOMITILLA
Regioni-: dei

29

Flavi Aureli.

il

In questa regione, che

molto antica
lica, si

e corn'sponde dietro

muro

sinistro dlia
il

basi-

trova subito una grande iscrizione in cui

nome

dlia

defunta

DECIMIA

scritto sj

due ancore. Accanto

vi la

clbre iscrizione [24] trovata nel 1875 che dice:

Flavio Sa-

bine e Tiziana, fratello e sorella


(I)A

CABGINOC KAI
.
.

'

TITANH

AAC-A<I)()I

Un
bino e
tello di

Flavio Sabino era figlio


:

di

Flavio PeLrone e
di

di

Yqfra-

spasia Polla
di

ed egli stesso fu padre


che fu
poi
l'

un

altro

Flavio SaIl

cohii

imperatore Vespasiano

Vespasiano fu console; e Tacito nella sua Storia

(')

ne

parla corne di
di austerit.

un

uomo

assai

buono,

ma

l'accusa di inerzia e

Pu

supporsi che egli divenisse favorevole alla

nuova
il

religione e che in quel

ramo

dei Flavi pntrasse cosi

cristianesimo. Colui che ricordato nelT iscrizione

puo essere

stato

un nipote o un cugino
si

di

questo Flavio Sabino.

Di qui
i

discende a un cubicolo doppio conservatissimo

iscrizioni al posto. Nel primo vedono due monogrammi che possono leggersi IVLIVS AGRIPPA e RVFINA. Le iscrizioni del secondo ci dnno trc nonii, indizio di epoca assai antica.

cui loculi

sono ancora chiusi da

cubicolo

si

AELIVS

RVFINVS

M AVRELIVS lANVARIVS

IVLIA

r^"

SIMPLICI

AGRIPPINA DVLCIS IN AETERNVM


.

Quest'ultima racchiude un affettuoso saluto ed un auguriojf

dolce Simplicio, possa tu vivere eternamente


di

11

Quest
secol0.

gruppo

sepolcri

non pu

essere

posteriore

al

(i) Hisi. in, 6).

Guid,%

Cntacombe

roiiiant.

130

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


di

Nella galleria

questa regione vi sono altre iscrizioni


il

pa-

rimenti assai antiche. Fra queste ve ne ha una con


di

nome

una fanciuUa

dlia

famiglia dei Flavi chiamata


nel

Flavilla

scritt in

monoiiramma

modo

se^uente

Da

questa regione
si

si

va a

sinistra

verso l'interno del

ci-

mitero, dove

veggono moite
al

iscrizioni
Il

greche

latine e

due cubicoli
notevole per
porta:

di qualclie

importanza.
posto, di

primo

assai antico e
1'

con
altro

iscrizione greca ancora


il

una
di

Ciriacete;

nome

del proprietario, scritto in greco suUa


Il

Eulalio a se stesso .
fra
il

nome
il

questo Eulalio prte

che visse probabilmente


tenuto in venerazione:

m ed

iv secolo, indicato in

un

graffito nell'arcosolio interno; dal quale risulta

che egli era

Domino

sancto Eulalio presbytre .

La grande scala
di qui trovasi
la

- Regioke d'Ampliato.
il

Poco
si

lungi

questo centro storico


al

quale

svolge presso

grande scala che mette


di

piano superiore del cimitero:


altre gallerie.
il

ma

prima

giungervi

si

traversano alcune

Nella

maggiore

di queste gallerie trovasi


la bella iscrizione

cubicolo di

Marco Antonio Restuto con

del

secolo

M ANTOXI VS RESTVTV

FECIT
.

YPO

GEV
SVIS

SIBI

ET

FIDENTI
I\

BVS

DOMINO

Nella stessa galleria un poco pi oltre coUocata una


iscrizione, che pure del

m
di

secolo, parte greca e parte latina,

importante per

la

formola

preghiera nelle due ultime linee:


figlia .

Ges, ricordati dlia nostra

CIMITERO DI DOMITILLA

I^I

AHMHTPIC G LeONTIA CGIPIKG ^GIAIG BGXGMGPGN TI MXHCeiIC iHcorc

KITIOC TGKXON
Alquanto pi lungi,
servarsi

//////

nelhi parete

dopo
la

il

lucernario, 6 da osdel Buoti Pasiore

una
e
1'

bella

iscrizione

con

figura
taie

seduto

acclamazione rivolta ad un

Geronzio

GHROXTI VIBAS IX DEO

Sotto

il

grande lucernario che accennammo,vi


i

un

cu-

bicolo con pitture bellissime del


fiori,

secolo rappresentanti geni,


e nella

linee architettouiche.

A
ma

sinistra

vlta vi sono

due figure del 5//0K Pasiore;


iiiportanza

alcuni loculi posteriori distrus-

sero moite di queste pitture.

Sono

qui da notarsi per

la

loro

per

il

dommatica due riposo dell' anima e


dei vivent!
:

iscrizioni
la

esprimenti

la

preghiera

fede nell' intercessione dei de-

funti

a pro

VICTORIA REFRIGERf/ ISSPIRITVS TVS IN BONo


,,N-ivNv;

IVIBAS
IN

FACE ET PETE PRO NOBIS

^2

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


di

Le formole

queste iscrizioni e

la

paleografia dimostrano

che questa regione

moka

antica e che

doveva essere una


assai

regione primitiva del cimitero.

Lo

scalone che trovasi

in

fondo

grandiose ed

Regione dello scalone [A]

e di

Ampliato. (La cripta

di

Ampliato

al

n.

55).

antichissimo ed forse

il

pi magnifico ingresso di tutte le


istituira
iscri-

catacorabe romane. Esso fu scoperto nel 1852 appena


la

Commissione
affissa nel
si

di

Archeologia sacra, come attesta una


lo

zione
subito

muro con

stemma

del papa Pio IX,

il

quale

rec a visitare questi scavi e di qui discese.

CIMITERO DI DOMITILLA
Circa
la

J
il

meta

della

grande

scala, trovasi

primo piano,

sinistra di chi sale vedesi [29]

una

cripta

con abside che

servi certamente per

luogo

di

riunioni liturgiche.

destra

continua una lunga gaileria liancheggiata da cubicoli ricavati


posteriormente. Nel primo di questi, a destra, vi una
iscri-

zione della societ dei Mattei

quali

si

adunavano
i

nelle

catacombe

sui primi del secolo xviii e

furono

predecessori

Cripta di Ampliato. (Mella vlta vi

il

sinibolo antichissimo della vite).

dei

Cultures niartynini.

Un

altro
si

a sinistra [32]

fu

probabil-

mente una

cripta di martiri; vi

legge

il

graffito

SPIRITA

SANCTA IN MENTE HABETE BASSVM PECCATOREM (a destra presso l'angolo in fondo).


Alla fine della gaileria havvi una grande ed antichissima
cripta [s 3]
'^^^^

quale

si

accedeva per una scala spciale. Noteal

voie l'arcosolio sul quale ancora

suo posto

l'

iscrizione in

marmo AMPLIATl. Le
molto marcate
anteriore
alla

lettere di questa

brve epigrafe sono

|d'

una forma paleografica probabilmente


11

seconda meta del


fine del

secolo

potrebbe
Infatti le

forse

anche gtudicarsi della

primo secolo.

dco-

134

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

razioni di questo cubicolo richiamano taie epoca; imperocch


sulle pareti vi

sono

pitture decoij^itive di stile

comunemente

detto pompeiano,

le quali si

riscontrano nelle regioni pi antiInfine se


si

che dlie catacombe romane.


cubicolo con
del
III

confronta questo

le gallerie e

cubicoli circonvicini [^^] che

sono

secolo perch
data del 289
la

vi si

trovata una iscrizione consolare


et

con

la

Basso

Quintiano consulibus

devesi
e

concludere che

cripta dipinta

molto pi antica
Flavi,

che

questo stato uno dei centri primitivi del cimitero di


mitilla,

Do-

cio un

sepolcro
la

dell'

epoca dei

quando ap di

punto viveva ancora


dagli Apostoh.

generazione che era stata convertira


il

da

avvertire che
tardi
il

nome

d'

Ampliato

schiavo

div^enne pi

cognomen
e dei

dei

compoun

nenti quella famiglia

fatta

libra

loro discendenti (').

Ora
di

se questo

Ampliato ebbe per

se e suoi di famiglia

sepolcro cosi importante in questo nobile cimitero cristiano

Roma,

da ammettere

ciie egli sia stato

un personaggio
per tutte queste
di

importantissimo dlia Chiesa


ragioni che
il

primitiva.

de

Rossi,
(2..

nel render conto

questa

bella

scoperta nel Bulhiiino


probabilit

1881), disse potersi sostenere con


del cimitero
di

che l'Ampliato

Dommlla^
fu

sia

lo

stesso personaggio salutato da san Paolo e che era assai caro

all'Apostolo (^).

Nel medesimo cubicolo


dell'

trovata
altro

anche

un'altra iscrizione pi rcente che


forse

nomina un
di

Ampliato,

un discendente

amico

snn

Paolo; essa cosi


(:'.

concepita e sta nel fonde deirarcosolio

pag.

i)f)'.

Q.VAE

AVRELIAE BONIFATIAE CONIVGI INCOMPARABILI VERAE CASTITATIS FEMINAE VIXIT ANX XXV M H DIEB IIII AVREL AMPLIATVS CVM

HOR

II

GORDIAXO

FILIO

(i) Cf.
(.2)

miei EUin. cVarch. chrH.


8.

Notions gnrales, pag. 143.

Ep. ad Rom. XVI.

CIMITERO DI DOMITILLA
Si

I35

pu supporre che

componenti

di

questa famiglia siano


(').

divenuti liberti permezzo degli Aureli,imparentati coi Flavi

La medesima regione contiene due iscrizioni importanti pel domma. Una greca e ricorda una donna di nome Prima e una sua figlia che dormono in Dio Cristo Signore:

nPBIA MGTA I///C AG 01TATPOC Kot MCOMeXOI v 9-


eu KIPICU
La seconda
frase
in

7.017XW

Litino, fu restituita cosl dal


la

de Rossi con una


:

contenente

professione di fede nella Trinit

///LIO///

///PAP Se

CVXDIANV:,-

qui credidil in

CRISTVM lESVm vivit in E ET FILIO ET ISP/r;7o


La prima
l'altra nel

Pair
Sancio

trovasi nella

grande galleria presso


a destra dlia

la

scala;
l di

seconde cubicolo
{ciopo
il

galleria al di

Ampliato

n. ^7).

E
una

questa una regione d'epoca posteriore, nella quale volla

gendo per

seconda

galleria a sinistra trovasi

un arcosolio con

pittura rappresentante Cristo sednto in me:{~o agli Apostoli.

Regione detta

della

M adonna . Per visitare questa


pitture,

regione' bisogna tornare alla galleria che va alla meta dello

scalone e voltare neU'ukima galleria a sinistra di chi va verso


la scala.

Questa regione contiene parecchie

ma

la

pi
^

importante quella della B. Vergine che dipinta in mezzo


j

due

loculi nella voltata di

un corridoio. La Vergine,

velata,

Cfr. Diclionmiin de lu Bible pubblicato dal

Vigouroux,

art.

Amplial

(Marucchi).

i:;6

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


il

in cattedra, tiene

bedue

lati

le

si

accostano

Bambino Ges sulle ginocchia, e da ami re Ma^i in numro di quattro.

(pk-%4^..^^^

Pi antiche sono
Priscilla (');

le

altre

immagini

di

Maria nel cimitero


dlia fine del
la

di

mentre questa pu giudicarsi


pitture
la in-

m se-

colo.

Ed

chiaro che in queste

Vergine fu'fp^

presentata con

tenzione stessa con


quale
si
i

la

rappresenta-

rono

martiri, quale
il

advocata, cio con

concerto dlia intercessione.

Le

iscri-

zioni prossime
dlia fine del

sono

se-

colo

degli

esordi

del IV.

probabile

poi

che da questa regione

provenga

quel

preil

zioso cimelio che


Pietro e Paolo,
il

medaglione con
si

ritr.iui

degli apostoli

quale oggi
e di

conserva nel museo sacro

dlia bibHoteca Vaticana

cui

TTdp
nuarsi

"aver

vedutb

la

pittura dlia Madoniia,

diamo una riproduzione. pu contia sinistra


si

la galleria

principale; e poi

volgendo

giunge

ad una regione con cripte

e pitture del iv secolo,

regione che

(i)

Cf.

miei Elan, d'aicb.

chrit.:

Xotions gciiraJjs, pag. 316.

CIMITERO DI DOMITILLA
dicesi degli ApostoJi,

I37
rappresentanzn.

da un affsco con
si

taie

Prima
con
la

di

giungere a questo
.e\

osserveranno alcuni arcosoli

imagine
al

BiLon Pastore; e in
la

una

di

queste pitture

vedesi

disopra dlia pecora

parte superiore di
il

una orante, una

volendosi con cio indicare che


faceva parte del gregge del

personaggio quivi sepolto

Buon

Pastore. Si entra poi in


seraicircolari

grande cripta composta


i

di

due nicchie
1'

d'ambo
al

lati

dlia galleria.

Le

pitture che

ornano appartengono
in in mg;(:^o agli

principio del iv secolo.


v'
il

In una parte

grandi dimensioni

Biioji Pastore.] dall' altra

Ges Cristo

Apo-

stoli. I n

questa composizione, che quasi preludio dei grandi


il

musaici costantiniani,

Salvatore ha

il

tipo classico
aile pareti

romano,
dipinto

senza barba ne capelli lunghi. Intorno

fu

un grande quadro, oggi


dei personaggi che
vi
si

assai

guasto,

ove vedonsi ancora


fondo
dlie case;

montano
la
i

a cavallo e in

voile

riconoscere

scena dlia

uscita

dall'

Egitto

Monsignor Wilpert vi riconobbe pi giustamente un mercato di grano, magazjzini, le barche del Tevere e gli oprai che lo caricavano e no scaricavano. Infatti in un' altra pittura vicina si vede una bottega di fornaio con un tavolo coperto di pane, un casdegli^Ebrei recanti
vasi degli Egiziani.
i

siere

ed un compratore. In questa regione potrebbe riconoil

scersi

sepolcro dclla corporazione dei fornai.


la

Di qui pu ritornarsi per


galleria
di

strada gi fatta
si

alla

grande

Ampliato dove, appena


la strada

giunti,

si

pu prenche con-

dere subito

che trovasi

di fronte a quella
si si

duce

alla pittura

dlia

Madonna. Di qui

passa all'ultima

regione del cimitero, cui ordinariamente


sitatori, cio a quella

conducono

vi-

si

che dicesi dei Ss. Marco e Nella prima galleria Regione ultima del cimitero. trova a sinistra una iscrizione che ricorda il nome assai

MarcclHaio.

importante in questo luogo di un'altro Flavio Sabiuo e che


ci

conferma come

il

cristianesimo pntrasse precisamcnte in

questo ramo dei Flavi.

vasi

Volgendo a una pittura

destra e
di

percorse

alcune
/'

altre gallerie

tro;

Adaino cd Eva pressa

aJbero del peccato

138

GUIDA BELLE CATACOMBE RO^L\NE


bella

e a fianco da notarsi questa

iscrizione, dedicata ad

un Bonoso

addormentato nel nostro Signore.

BOXCOCH BONCUCcO
rico

KODiCOMeXOI

GX KCO HM
Poco dooo
iina
si

(sv K-jp-rp

f.awv)

giunge ad una

galleria
la

posta

ai

piedi di

grande scala scavata nel 1897,

quale conduce ad una

cripta rinvenuta in quell'anno stesso ed in cui


scersi

pu riconodi

una memoria

dei martiri

Marco
nella

Marcelliano. Questi

due santi furono martirizzati


ziano, ed
i

persecuzione

Diocle-

loro Al'i, incorporati con quelli di S. Scbdstiauo,


essi

dicono che
in

furono sepolti

\'ia

Appia

mill.

ir

ab Urbe,

loco qui vocatur ad Jreiiasi).

Ma

questa

indicazione
e
tutti

inesatta;
gli altri

perch

il

Martlrolof^io
la

roinaiio

(18 giugno)
i

documenti indicano
era presso

via Ardeatina e
di

dintorni del

cimitero di Domitilla

come luogo
il

loro sepoltura, e sapdi

piamo che questa


poiitificalis

sepolcro

Damaso.

Il

Liber

dice del

boravit

in

papa Giovanni VII (705) che egli lacoemeterio beatorum martyrum Marcelliani et

Marci Damasique sancti pontifcis


erano contigui: ora quello
sulla via Ardeatina.
di

dunque

due cimiteri

S.

Damaso
piedi

era senza dubbio

Questa

galleria,

che parte

ai

dlia

indicata scala,

conduce ad una vasta


storico.

e duplice cripta
i

che era illuminata da

caratteri di un luogo un ampio lucernario e che ha tutti Nel fondo vi un arcosolio rivestito di raarmi e diviso

in

due sepolcri

al

disopra

dell'

arco vedesi

il

Salvatore in

mezzo ad un gruppo di sei santi che vanno a riceverela corona; a sinistra una donna sta forse innanzi ad un giudice. La posizione di questo cubicolo in vicinanza dello scalone, la sua
struttura,
il

lucernario,

le

pitture,

provano che siaio


liturgico

in

una

cripta storica o

almeno

in

un cubicolo

prossimo ad

CIMITERO DI DOMITILLA

I39

un luogo storico. Credo vi si possa riconosccre una memoria dei Ss. Marco e Marcelliano o dei loro compagni. A questi due martiri io ho riferito alcuni frammenti di una iscrizione
damasiana oggi
il

collocati nella

stessa cripta,
a'

iscrizione

che

de Rossi credette fosse dedicata

santi

Giovanni

c Paolo.
d' I-

Infatti questi

frammenti

si

ritrovarono insieme a quello


e

rene, nella chiesa de' Ss.


sportati
i

Cosma
e

Damiano, ove furono

tra-

corpi
la

di

Marco

Marcelliano. Si
la

noti in questi

frammenti

parola

FRATRES,

quale conviene benissimo


(').

ad un elogio dei due martiri suddetti


Il

cubicolo scavato dirimpetto alla


vi si
la

suindicata

cripta era

ancor esso un luogo importante:

legge T iscrizione di un

GELASrVS EXORCISTA
che
ci

con

formola
e

DEO GRATIAS
ricorda
le

riporta certamente al iv secolo

contro-

versie dei Donatisti.

Proseguendo per
si

la

gallerla

potrebbe giungersi ad una

parte assai lontana ove trovasi una pittura quasi svanita che
creduto

interpretare
in

per

V Anniin:(ia::jo}ie
parte remota,
la scala

dlia
si

Vergiiic.

Invece

di internarsi

questa

prenda una
dalla
tro-

galleria a sinistra di chi

guarda
dei Ss.

poco distante
si

cripta

con

la

memoria

Marco
la

e Marcelliano, e

ver dopo brve tragitto un cubicolo con pitture dei iv secolo

che sono

di

molta importanza per


da

loro rarit.

Nel fondo

dell'arcosolio vi la scena di Orfeo (simbolo di Cristo) seduto


fra gli animali" feroci
lui
il

mansuefatti; e suU'alto dell'arco-

solio

il

Projeta Michea,
il

quale addita

la

citt

di

Betlehem
dovea

ove dovea nascere

Messia.
dei Ss.
,

Poco lungi
trovarsi
il

dal

gruppo

Marco
e

e Marcelliano

coeiiieteriiiin

Damas!

dove quel grande pontefice dove


egli
gli

fondo

il

sepolcro di sua

flimiglia

fu

deposto

presso la

madr

e la sorella.

Ancora per
posizione

scavi
di

nu lia

ci

hanno indicato riguardo

alla

prcisa

questo

(i) Si
dei
Ss.

veda intorno a questa iscrizione il mio artioolo La memoria Marco e Marcelliano ncl cimitero di DoDiitilLt, nel Xiiovo Bull, di
1899, pag. 5-19.

arch. crist.

140

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


insigne che

monumento
in cui ci

non dovea

essere lontano dal centre

troviamo.
dalle sillogi
il
il

Xoi conosciamo
sorella Irne.

testo

dell'

iscrizione che

il

papa Damaso compose per


Irne fu trovato a Ss.

suo sepolcro e per quello dlia


di

Un frammento
Cosma

questa

ultima iscrizione di

coniuni del iv secolo, forse


era semplice diacono e
tere hlocaliano (').

Damiano; ed in caratteri perch fu incisa quando Damaso


e
il

non aveva ancora adottato


il

bel carat-

Eccone

testo in cui

si

fa l'elogio di
la

questa

giovanetta

la

quale avea consacrato a Dio


sacrata

sua verginit:

DEO NVhc tnenibra qniescuiit hOMEN SI Q.VAe;r/i Irne Voverai haec sese Chrislo CVM VITA MAneret Virginis ut meritum sancHyS PVDOR IPSd proharet Bis detias hiemes tiecdum coin pkv>^R AT aetas
Hoc luwido
Hic soror
est

Dainasi

Egregios mores vitae praecesserat aetas


Propositutn mentis pietas veueranda pueae

Ma^nijicos frtictu; dederat melioribus annis

Te germana soror
Cutn
fiigeret
tibi

nostri

nunc

testis

amoris

Otiem

mundum dederat cum raperet melior

miJn pigniis Ijonestiim


tune regia caeli

Xnn
Nunc

timiii

viortem caelos qiiod libra adiret

Sed dohii fateor consortia perdere vitai


venienle

Deo

nostri reminiscere virgo

Ut tua per

Dominum

praestet mihi faciila lumen.

Il

frammento

superstite fu da

me

ritrovato nel

Foro

venue
ne pos-

collocato nel nartece dlia basilica di S. Petronilla, ovesi indic.


Dell' iscrizione di san

Damaso nuUa

si

trovato;

ma

sediamo egualmente
Q.VI

il

testo nelle antiche sillogi epigrafiche:

GRADIENS PELAGI FLVCTVS COMPRESSIT AMAROS VIVERE aVI PRAESTAT MORIENTIA SEMINA TERRAE SOLVERE Q.VI POTVIT LAZARO SVA VINCVLA MORTIS POST TENEBRAS FRATREM POST TERTIA LVMINA SOLI3 AD SVPEROS ITERVM MARTHAE DONARE SORORI POST CINERES DAMASVM FACIET Q.VIA SVRGERE CREDO

(i) Cf.

DE Rossi,

Bull.

1888-89,

P'^o-

'4^ s^g-

CIMITERO DI DOMITILLA
Essa

141

importante per
finale.

la

esplicita professione di fede nell:i

resurrezione

Un'

altra iscrizione,

oggi smarrlt.i,

ma

copiata dal Marini

nel secolo xvin


irisouius) in

ricorda

una

un sepolcro per tre cadaveri ociis crypta Damasi , che doveva starc nei dindi

torni del

mausoleo

Damaso

(').

LOCVS TRI SONVS Vie TORIS IN CRV TA DAMASI


da
di

sperare che ulteriori escavazioni

ci

permettano

di

ritrovare quest' altro

monumento

cosi insigne del cimitero

Domitilla.

Forse a questa regione del iv secolo appartennero


guenti iscrizioni

le se-

che pi non sono


altri.

visibili,

ma

furono

tra-

scritte dal Bosio e da

IN

HOC VINCES

SINFONIA ET FILIIS V AN XLVIII M V D IIII

importante

per l'allusione

al

labaro costantiniano.

Utie PdCIOLA.

CLERICVS

un' altra

memorla

del titolo di Fasciola.

(i)

De

Rossi, Rom.

sott.

III,

pag. 424.

142

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

DE BIA XOBA.

POLLECLA aVE ORDEVM BENDET

IN BIA

NOBA

E
di

quest'ultima epigrafe, che ricorda un' umile venditrice

orzo sulhi via

Nova

presse

le

vicine terme Antoniane,

assai

nota e fu riprodotta pi volte.


la visita del
si

Chi poi volesse completare


grande
galleria del

cimitero, dovrebbe
alla

percorrere quella vasta regione che


dlia

estende

sinistra

seconde piano, venendo dallo sca-

lone, ove troverebbe in fondo un' altra antica scala e moite


iscrizioni

che qui sarebbe troppo lungo indicare.

Ed
tero,

ora avendo osservato quanto havvi fino ad ora di pi


visita
il

notevole per una

gnrale

possiamo uscire dal cimi-

o passando per

grande scalone o ritornando neila


cimitero di Domitilla senza

basilica;

ma
si

quest'ultima via quella ordinariamente seguita.

Xon
il

lasci
la

pero del tutto


stanza attigua

il

aver visitato

quale fu costruito dalla

al moderno lgante ingresso, Commissione di Archeologia sacra,


il

d'

accordo

con

il

benemerito proprietario del luogo,


In questa
stanza
di

si-

gnor conte de Merode.


sistemata

fu

recenteraente
cri-

una importante raccolta


1820,

antiche iscrizioni
di

stiane trovate qui presso negli scavi dlia duchessa


blais

Cha-

circa

il

ma

poi

trasportate dentro

Roma. Esse
(').

furono da

me

riconosciute nel conjmercio antiquario e su mia

proposta furono acquistate dalla Commissione


di queste portano
la

Parecchie

data consolare ed altre sono importanti

per espressioni e formole


lari

non comuni. Fra


la

le iscrizioni

conso(parete

notevole una greca con

data

dell'

anno 274

a destra accanto alla fenestra); fra le altre mrita di essere

osservata quella assai grande di Ciicuinione e Fittoria guarda-

(i)
crist.

Ne ho

dato una illustrazione spciale del Xiiovo

Bitlldl. di arch.

1901, n. 4.

CIMITERO DI DOMITILLA
robe dlie terme
di

I4;

Carncilla

CAPSARARII DR ANTOun
i

NINIANIS.
Vi
quali
c pure da notare la iscrizione di

CONSTANTIVS
suoi cavalli, presso

condottiero di carri, rappresentato con


i

sono

scritri

loro
di

nomi
un

Barbarus,

Germanus
.

l'altra in
la

forma rotonda
espressione:
iscrizioni

bella

CALLISTVS in cui si legge DEVM VIDERE-CVPIENS VIDIT.


il

Queste
d:.rsi
al

sono

pi
di
al

beU'ornamento che poteva


questo insigne cimitero.

monumentale ingresso
S.

Nella stessa via Ardeatina,


cimitero di

VII miglio,
latte

ricordato

il

Felicola, sorella di
si

di

santa Petronilla;

ma

di

esso

non

pot ancora riconoscere alcun indizio.

APPENDICE AL CIMITERO DI DOMITILLA


Accennando
in

questa descrizione
si

la

regione ultima del


fu

cimitero, la quale

svolse nel iv secolo, essa

indicata
infatti

come
fu
il

quella dctta dei Ss.

Marco

MarceJJiano.

Questo

nome

che a

taie

regione

die'

sempre

il

de Rossi e che

venne adottato
diciamo per
asseri
es.:

dall'

uso nella denominazione convenzionale


aile

che noi usianio dare

varie parti dlie catacombe:

(come

vestibolo dei Flavi , ecc).

Ed

il

de Rossi

come cosa
di

per

lui

certa che la

regione di Marco e

Marcelliano e

Damaso dovea

essere unita al cimitero di

Domitilla e che era

fuori dei limiti del (').

cimitero di Callisto

e dei sotterranei con esso congiunti

Ed anzi il de Rossi stesso precis poi anche mente questa denominazione quando nel 1884
parte superiore di quella scala che noi

pi minutasi

scopri la
di

abbiamo

finito

sca-

vare nel 1897 e che indicata di sopra. Egli disse e stamp


nel BuUctiuo essere quella la scala del cimitero di Basileo

ove furono
(i)

sepolti

santi
I,
;
i

Marco

e Marcelliano
Il

(").

Rovia sotterrama,
degli Itinerari

pagg. 265-266.

de Rossi

stabili tutto ci

con l'esame
indicazioni,
(2)

quali, a dir vero, per questa,


di interpretazioni
crist.

come

per altre

sono

suscettibili

alquanto diverse.
J58.

De

Rossi, BuU. d'arch.

1S84-85, pag.

144

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


taie

SegueiiJo pei'tanto
avea gi intenzione
di

opinione del nostro maestro, che


la

scavare in quel luogo, dopo


alla

sua

morte

il

compiaiito Stevenson ed io proponemrao


ai

Comfeb-

missione lo scavo

piedi di

quella scala

cos

nel

braio 1897 fu scoperta la grandiosa cripta


ivi

con pitture che


cose gi

indicammo.
Si

pens subito, corne era ben naturale per


che quella cripta tosse
in

le

dette,

relazione con

due martiri
la

gi nominati; ed io poi studiando in spcial


ivi

modo

scena

dipinta, la spiegai

per

una Coronalio martyruni,


dei martiri
si

e recai

argoraenti assai gravi per dimostrare che l'artista vi rappre-

sent

il

gruppo principale

quali

figurano nella

Passi sancti S'hastiaiii ove

Marco e Marcelliano. Mancando per ogni indizio di iscrizioni, non dissi con certezza esser quella la cripta dei Ss. Marco e Marcelhano; ma
parla di
ivi,

soltanto che

per ragione di quel dipinto,


ai

si

poteva ricono-

scere una menioria relativa

martiri sudJetti, o ai loro coraai

pagni. Prs: poi questa occasione per attribuire


tiri

due mar-

stessi alcuni

frammenti daraasiani trovati nel Foro romano

ed

attribuiti
Il

collega

zione del
pittura

ai santi Giovanni e Paolo ('). Mons, Wilpert convenue con me sulla restitucarme damasiano e sulla spiegazione generica dlia

prima

come una
sepolcro di

Coronalio iiiartxninr,

ma

espresse l'opinione

che

il

Marco

Marcelliano fosse piuttosto dal-

l'altra

parte dlia via Ardeatina e pi presso al cimitero di

Callisto.

Ora, in questi giorni medesimi (giugno 1902), dopo


logli

che

precedenti

erano gi stanipati, ricercando


fra
si
il

egli

alcune pitture in una regione


di

cimitero di Callisto e quello

Domitilla presso l'Ardeatina,

imbatt in una grande frana


ci

che, sgorabrata in parte dalle rovine,

ha mostrato

la

pre-

senza
avanzi

di

una grandiosa

cripta, fino

ad ora sconosciuta, con


e nella

di pitture,

purtroppo assai lacre,

quale pu

ri-

conoscersi un santuario di martiri.

(i)

Per

la restituzione del

carme damasiano
Congresso cVarch.

v,

Niiovo Bullettino, V,.

nn. 1-2.

Si

veda pure Alti

del

crist.

pag. 93 e segg.

CIMITERO DI DOMITILLA
Dalla scoperta avvenuta
dlia iscrizione scpolcrale
in

I45
di

scguito,

poco lungi

qui,

dlia

madr

del

papa Damaso (di

cui
il

si

parlera pi sbtto)

deve oggi dedursi che questo fosse


quae poi era prossimo a quello dei

coemetcrium

Damasi

il

Ss. iMarco e Marcelliano.

Per da ci non viene esclusa l'interpretazone da

me

data alla pittura dlia Coronatio mariyruin, nella cripta prcce-

dentemente
gersi in

sepolti sulla

giaccli una memoria di altri martiri medesima via Ardeatina pot benissimo dipinquesta cripta dove potevano esser sepolti dei persodescritta:
quelli.

naggi che ebbero qualche relazione con


tissimi di taie
di S. Cecilia si

Ed esempi noOuirino sepolti


si

uso esstono nelle catacombe. Cosi nella cripta


rappresentarono
i

55.

Sehasliano

e.

nel cimitero prossimo; nella cripta di S. Cornelio

effigi

5. Sisto II deposto in altra parte abbastanza lontana del

memar-

desimo sotterraneo; nel cimitero


S.
tiri

di

Ponziano venne dipinto


il

Marct'Uiuo per

le

relazioni che ebbe con

gruppo
ove

dei

locali; e finalmente nel cimitero di Flicita,


figli,
il

fu sepolta

questa martire con uno solo dei


altri figliuoli

furono

effigiati

anche

gli

che ebbero altrove


ragioni
l'

sepolcro.
cimiteriale

Per

tali

identificazione dlia regione

ora ritrovata con quella dei Ss.

Marco
noi

e Marcelliano e di

Da-

maso modifica
parte dlia via

la

topografia stabilita dal

De

Rossi per quella


consi-

Ardeatina;
dipinta,

ma

potremo sempre

derare

la

cripta

scoperta nel cimitero di Domitilla

nel 1897,

come un monumento insigne e nella pittura dlia coronatio martyrum possiamo ragionevolmente sospettare
sia

che

ricordato

il

gruppo

dei

martiri indicati nella passio

Sancti Sebastiani.

Ma comunque

siano

le

cose

non

ammissibile

1'

opinione

del Wilpert che questa sia

una

cripta preparata in anticipa-

zione per seppellirvi un gruppo qualunque di

martiri (').

(i)

Wilpert, Le

pitture dlie

Catacombe

roiiia)ie,

pag. 451.

Guin Cataeomhe romane.

:t^t^tt^t^ii^^t:^^irt:t=:t^:^

CAPITOLO

III

()

CIMITERI DELLA VIA APPIA

LA

via Appia, la regina

viarum

degli antichi

Romani,
in
ori-

(iistaccavasi dalla porta

Capena

del recinto di Servio Tullio

e passando per Bovillae, Albano, Aricia qcc.

andava

gine fine a Capua,

ma

fu prolungata poi fino a Brindisi.

(i) Index Coevieteriorum


textati

Notitia r^iomim:

Coemeterium Prae.

ad S. lanuarium via Appia. Coemeterium catacumbas ad S. SeSalihourg: Postea pervenies via Appia ad S. Sebastianum

bastianum via Appia. Coemeterium Calisti ad S. Xystum via Appia


Itiiierario di

martyrem, cuius
apostolorum

corpus iacet

in

inferiore

loco, et ibi sunt

sepulcra

Ptri et Pauli, in quibus

XL annorum

requiescebant. Et

in occidentali parte ecclesiae per gradus descendis ubi S.


et

Cyrinus papa

martyr pausat. Et eadem via ad aquilonem ad Ss. martyres Tyburtium et Valerianum et Maximum. Ibi (m margim : intrabis in speluncam

magnam
tertio

et ibi)

invenies S.

Urbanum episcopum
Agapitum martvres
et

et

confessorem,

et in et in

altero loco Felicissimum et

diaconus Syxti,

loco

in tertia

Cyrinum martyrem, et in quarto lanuarium martyrem. Et ecclesa sursum S. Synon martir quiescit. Eadem via ad S. Caemartyrum. Primus Syxtus papa
et

ciliam, ibi innumerabilis multitude

martyr, Dionisius papa et martyr, Iulianus papa et

martyr, Flavianus
ibi

martyr, S. Caecilia

virgo et martyr,
et

LXXX

martyres

requiescunt

deorsum. Geferinus papa


martyr longe
altero
in antro

confessor sursum quiescit. Eusebius papa et

requiescit.

Cornlius papa

et

martyr longe

in
et

antro

requiescit.
:

Postea

pervenies ad S. virginem

Soterem

martyrem

{in niargine

eadem

via venis ad ecclesiara


suis), cuius

parvam

ubi decol-

latus est S,

Xystus

nem
bus

De

cum

diaconibus

corpus iacet ad aquiloin orientali parte

locis Ss.

Martyrum:
S. Suteris

luxta

viam Appiam
S. Syxti
ibi S.

civitatis

ecclesia

est

martyris, ubi ipsa


ecclesia est

cum

multis martyri-

iacet,

et iuxta

eandem viam
lacent,
et

papae ubi ipse


Calocerus

dormit. Ibi quoque et Caecilia virgo pausat, et


ferinus in
S.

Tarcisius et S. Geet

uno tumulo

ibi

S.

Eusebius

S.

et

Parthenius per se singuli lacent et

DCCC
Callisti
:

martyres ibidem requieCornlius et Cyprianus


spelunca S. Ca-

scunt. Inde
in ecclesia

haud procul

in

coemeterio

dormiunt. (Di un' altra tnano

Et

in altra

locerus diaconus). Iuxta

eandem viam quoque

ecclesia est

multorum

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Secondo piano del Cimitero

di

Callisto (stato attuale).

CIMITERI DELL A VIA APPIA

I47
lo

Questa
tresi per
i

via clbre per le

memorie

classihe,

era al-

suoi cimiteri cristiani.


di questi cimiteri fu assai
;

La topografia

confusa fino

alla

meta del secolo xix allorquando con la scorta degli antichi documenti il de Rossi la pot ricostruire. Egli osserv6 infatti
che
il

Caloidario

Jiberiaiw (iv sac.) distingue


febr.

tre

differenti

gruppi:

XVII

kal.

Fabiani in Callisti

et

Sebastiani in

CatacLimbas
lanuarii .

... viii id.


si

augusti Xysti in Callisti et in Pretextati


il

Dunque

devono distinguere senza dubbio


de septem

cimi-

Sanctorurn, id est lanuarii, qui


natu, Urbani,

fuit

filiis

Felicitatis
fratris

maior

Agapiti,
{di

Felicissimi, Cyrini,
un' ait r a

Zenonis,
et

Valentini,

Tiburtii, Valeriani
ibi

maiio: et

Mnximi),

multi

martyres

requiescunt. Et iuxta

eandem viam,
et

ecclesia est S. Sebastiani

maran-

tvris ubi ipse dormit, ubi sunt sepulturae

Apostolorum

in

quibus

nos quieverunt.
di Gui^liehiio di

Ibi

quoque

Cyrinus martyr

est sepultus .

XL

Itineraiio
Ibi

Mahnesburv:

Undecima porta

et via dicitur
ibi

Appia.

requiescunt S. Sebasiianus et Quirinus, et olim

requieverunt aposto-

lorum corpora. Et paulo propius Romam sunt martyres lanuarius, Urbanus, Xnon, Q.uirinus, Agapitus, Felicissimus. Et in altra ecclesia Tiburtius, Valerianus, Maximus, nec longe ecclesia S. Caeciliae martvris; et ibi reconditi sunt

Stephanus, Sixtus, Zefterinus, Eusebius, Mel-

chiades, Marcellus, Eutichianus, Dionysius, Antheros, Pontianus, Lucius

papa, Optatus, Iulianus,

Calocerus, Parthenius, Tharsitius, Policamus,

martyres. Ibidem ecclesia S. Cornelii et corpus. Et in altra ecclesia

sancta Sotheris, et non longe pansant


Eusebius, Maria,

martyres Hippolius, Adrianus,


Marcellus;
Einsiedeln:
et

Martha, Paulina,

"Valeria,

prope papa
via

Marcus

in

sua ecclesia.

ad
S.

Itinerario di

In eadem

extra civitatem in sinistra ad S. lanuarium, ubi Syxtus martyrizatus est,


S. Eugenia, ad S.
le!,

Theodorum.

In dextera S. Petronella, Nerei et Achil-

Marci

et Marcelliani,

Soterum,
.

S. Cornelii, Xisti,

Faviani,

theros

et Miltiadis,

ad S. Sebastianum

Vita Hudriani

An-

I:

Ecclesiam

Apostolorum foris portam Appiam milliario tertio in loco qui appellatur Catacumbas, ubi corpus beati Sebastiani martyris cum aliis quiescit, in ruinis praeventam a novo restauravit.... Ecclesiam beati Tiburtii et Valeriani atque

Maxinii, seu

basilicam S.

Zenonis una

cum coemeterio
priscis
e

S.

Urbani

pontificis, Felicissimi et

Agapiti atque lanuarii et Cyrini mar-

tyrum

foris

portam Appiam uno cohaerentes loco, quae ex


.

marLihro

cuerant temporibus, a novo restauravit


Mirahilium:
textati inter

Ind^x Coemeterioruvi

Coemeterium

Calisti iuxta S.

catacumbas. Cocmeterium Prae.

portam Appiam.... ad

Apollinarem

148

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

tero di Callisto da quelli di S. Sebastiano e di Pretestato; e


cosi la stessa distinzione ricavasi dagli Itinerari, dalla Notitia
regioniim, e dal Liber potitificalis.
Il

de Rossi, perlustrando nel 1849 l'antica vigna

Ammen/

dola sulla via Appia, osserv un frammento


serviva da gradino in una scala
e"

d'iscrizione che
le

conteneva
il

LIVS MARTYR.

Era

facile di restituire
di

parole NEnome mancante e

di riconoscervi l'iscrizione

san Cornelio; onde sapendosi


di

che questo papa fu sepolto nel cimitero

Callisto, egli

ne

dedusse che

il

vero cimitero

di

Callisto

dovea trovarsi sotto

quella vigna,

cio al di qua deU'ipogeo di S. Sebastiano.


vi
si

La

vigna fu acquistata pi tardi dal papa Pio IX,


sero grandiosi scavi e vi
l'altro
si

intrapre-

scoprl la cripta di S. Cornelio con

frammento

dlia suddetta iscrizione


si

ancora

al

suo posto

(1852).

Due
il

anni dopo

ritrov la cripta

papi e poi

sepolcro di S. Cecilia.
ivi fosse
il

comune degli altri Cosicch non vi fu pi


di Callisto, distinto

dubbio veruno che


da quelli
di

vero cimitero

S.

Sebastiano e di Pretestato.
fu poi

E questo

sistema topografico del de Rossi


fatta nel

con-

fermato dalla scoperta

18^3

del luogo preciso del

prossimo cimitero

di Pretestato

che venue indicato con ogni

certezza dalla cripta di S. Gennaro.


Il

de Rossi pubblic

risultati di tali

scoperte nella grande

opra dlia Rojna

sotte rranea;

ove

il

primo volume

consa-

crato aile nozioni generali e alla descrizione

dlia parte pi

antica del cimitero di Callisto


rici

il

secondo
Eusebio

ai
;

monumenti
il

sto-

dei papi, di S. Cecilia e di S.

terzo aile altre


e ra-

reo'ioni

del cimitero stesso. lo dar qui


di

un brevissimo

pido riassunto

questi tre

volumi

del

mio maestro.

I.

Cimitero

di Callisto.

Questo insigne cimitero ebbe origine forse nel

secolo,

ma

prese

un

tal

nome

sul principio

del

da Callisto dia-

cono di Zeffirino, il quale da questo papa fu preposto alla amministrazione del cimitero come attesta il libro dei Filoso-

GENERALIT SUL CIMITERO DI CALLISTO

I49

tTO

srrtCHTOii

Planta gnrale Jel cimitcro di Callisto.

150
funiciii.

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


Callisto, divenuto pontefice, ingrandi
il

cimitero che
i

divenne nel
fino allora

secolo
stati

il

sepolcreto ufficiale dei papi


nel

quali

erano

sepolti

Vaticano

iuxta

corpus

B. Ptri.

La
Lucina
colo.

parte pi autica del cimitero di Callisto


il

si

riconosce
cripte
11

in quella regione cui


e

de Rossi

die'

il

nome

di

di
se-

dove

si

conservano
si

iscrizioni degli esordi del

Questo ipogeo

svolge

in

vicinanza dlia

pubblica
il

via e presso la stanza

ove pi

tardi

venne sepolto

papa

san Cornelio

e forse fu

questo un ipogeo privato dei Caecilil

o dei Pomponii.
altro
III

da questo nucleo priraitivo e da qualche


la

centro

si

svolse poi pi tardi

grande escavazione del


il

secolo,

quando qui venne fondato


si

cimitero ufficiale dei

Papi,

come

disse.
il

In questo cimitero
cripte di

de Rossi distinse diverse regioni:

Le
di

Lucina, sotto un

monumento pagano
il

attribuito alla

famiglia dei
Callisto,

Pomponi;
le

2''

cimitero

propriamente detto

con

cripte dei papi, di S. Cecilia, di S.


il

Eusebio e

la

galleria dei
tere,

Sacramenti; 3" verso ovest,

cimitero di S. So-

che aveva una propria scala; 4 una grande regione del

IV secolo, verso nord, chiamata regione Liberiana , perch vi


si

trovarono alcune iscrizioni dei tempi di papa Liberio; 5" una

regione settentrionale ancora in parte inesplorata, che in origine dovette essere un cimitero a
e
se, forse

quello dei Ss.

Marco

Balbina.

Debbonsi poi indicare alcuni arenari presso


Lucina, dietro
la

le
il

cripte di

cripta di S.

Cecilia

verso

centro del

cimitero, presso la regione Liberiana: l che probabilmente

dovrebbe ritrovarsi
si

la

memoria
1'

di quel martiri greci dei quali

dice che furono sepolti


ora, V
il

nell'arenario di

IppoUto. Descri-

vendo

una dopo

altra

queste regioni, seguiremo l'or-

dine con
(i)

quale esse

si

sogliono percorrere dai visitatori ('),


del cimitero di Callisto dar un' idea dlia

La planta gnrale
:

cstensione del sotterraneo

le

altre tre plante parziali

permetteranno
le

di

tssarne approssimativaraente le regioni principall.

Per

plante ricavate

dalla

Roma

soltcrrama,

non sono

di

una rlgorosa esattezza;il visltatore

GENERALIT SUL CIMITERO DI CALLISTO


In primo luogo
sparsi

I5I

qua

attuale dlia

devono osservarsi alcuni antichi edifizi l nella campagna sopra il cimitero. AU' ingresso vigna vedonsi gli avanzi di due sepolcri pagani
11

con

il

loro ipogeo che possono giudicarsi del


si

e del

se-

colo. Ivi presse

innalza

il

rudere di un grande

monumento
la

pure sepolcrale che appartenne forse ad una famiglia


convertitasi alla fede, scav poi al disotto
dlie
cripte di
il

quale,

cimitero cristiano

Lucina.
oltre,
si

Avanzandosi pi
ha
la

scorge un edificio cristiano che


tre absidi,
cella

forma

di piccolo oratorio a

tricbora,

Oratorio dei Ss. Sisto

Cecilia a

tempo

dei primi studi del

de Rossi.

cui

mri

inferiori

furono

costruiti nel

secolo e vennero

poi ricostruiti al di sopra nel iv.

Essa dovette servire per ce-

lebrare le agapi funebri; ed probabile che fosse distrutta nella

persecuzione

di

Diocleziano, riedificata dopo

la

pace e

tra-

sformata poi

in quella

chiesa de' Ss. Sisto e Cecilia, che


Itincrari.
d'

appunto qui ricordata dagli


che sorgeva sopra
non potr
fidarsi
il

Questi Itincrari parlano ancora


la

una

basilica di S.

Cornelio
ai-

sua cripta,

ma non

se

ne vede pi

assolutamente che dlia pianta spciale del 2 piano del

cimitero. Per

rilievo di taie pianta

sono stato

assai abilmente coadiuvato


le

dal niio egregio

amico

e collaboratore

Rev. Dufresne; e

varie parti

del disegno sono poste in continua relazione descrizione.

con

il

testo dlia prsente

152
cuna
tere,
ail'

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


traccia.

Gli stessi

c'

indicano pure una basilica


di S. Sisto

di S.

So-

che visitavasi dopo quella

passando dall'Appia

Ardeatina: questo edificio fu indicato dal de Rossi pi

oltre verso

ponente

precisamente sopra
egli
die'
il

il

centre dlia reS. Sotere;

gione cimiteriale cui

nome

di

la

struttura di questo edificio simile a quella dell' oratorio di


S.

Sisto.

Pi verso

il

nord dovea sorgere


questi edifici
si

la basilica di S.

Balbina

ed intorno a

tutti

svolse, nei tempi dlia pace,

un cimitero

all'aperto, cui

appartennero quelle tombe scavate

nel suolo (^forma) dlie quali

l'oratorio gi indicato de' Ss. Sisto e Cecilia.

pu vedersi un saggio presso E qui riprodurr

la

sezione di un gruppo di formae, per dare un' idea

dlia

disposizione di questo gnre di sepolcri.

L'oratorio di S. Sisto ora restauraio e vi sono raccolte

moite sculture ed

iscrizioni appartenenti al cimitero esterno.

Nella parete sinistra sono collocate alcune iscrizioni consolari


del IV, v e vi secolo; la pi antica del

3^2.

Un frammento
dedere

metrico allude

a martiri decapitati,

colla

pu essere questa una memoria


ai

del

martirio di

San Sisto II e dei suoi compagni

quali era forse consacrato

questo luogo

GENERALITA SUL CIMITERO DI CALLSTO


//V/>RAICEPTa
IIJnobiLE
llltunc

I53

pROFAua

CORPVS

cOLLA DEDERI///HOSTIS INIQVI


///wONSTRAT /;ONOREM
fasTlDit

lllvilae

ainOREM

///ERE

POSSIM

////ROPAEVM
///aMICTV Fra
si

le

sculture e
le

frammenti

di sarcofagi affissi aile pareti

notano

rappresentanze dlia MoltipUca:;ione de paui, del

con

il

busto

di

G. B. de Rossi postovi nel 1892.


c S.

Sacrificio di

Abramo,
la

dei busti degli apostoli S. Piciro


di

Paolo,

ed importante
scena

scena rarissima

Ulissc legato all'albero

del suo vascello in atto di fuggire dalle sirne; nella quale


i

cristiani

ravvisavano un simbolo

di

Ges Cristo
del

conrttto

in croce e del fedele che

fugge

le

insidie

demonio.

154
Si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


opin da taluno che questo oratorio fosse stato

il

luogo

preciso dlia decapitazione di san Sisto


est Xistus
;

locus ubi decollatus

ma gli

Itincrari

sembrano indicare quella memoria

in

una

localit alquanto pi vicina al cimitero di Pretestato.


I.

Regione

dei

Papi e

di S. Cecilia.

Si discende a

questa regione

per

una

scala

del iv se-

colo [A] (y. planta spciale del 2 piano). Nella parete destra [a]

Regione

dei Papi e di S. Cecilia.

trovasi subito un' importante iscrizione del 290, cio del

primo

periodo dlia persecuzione di Diocleziano


^

VIBIVS

FIMVS

DIC-IIII-

R KAL SEP ET -MAX-COSC)


.

et

(i) Vibius Fimus rcessif kalendis septembris - Diocleliano quartum Maximiano Consulibus .

REGIONE DEI PAPI E DI


Per
il

S.

CECILIA
per

155

gran numro dei

visitatori

fu

necessario co-

struire un'altra scala [B] pi vicina alla hasilichetta di cui nelle

gallerie sotterranee

si

vedono

gli

ultimi gradini.

La

scala per

la

quale noi siamo discesi merte ad un pic;

colo vestibolo rischiarato da un lucernario

le

pareti

sono
che
legge

piene di

graffiti

degli antichi

pellegrini, indizio
storico.

sicuro

poco discosto deve trovarsi un santuario

Vi

si

Cripti dei Papi.

a grandi lettere l'acclamazione

IX

MENTE HABETE.
i

Da

questo vestibolo

si

giunge

alla cripta dei Papi.

gresso

lati dlia porta d' inIn ambedue Cripta dei Papi. mri sono ricoperti di graffiti: in mezzo a nomi sconosciuti, ve ne sono alcuni storici; quello dei papa san Sisto /
i

>

martirizzto nelFanno 238

CTE;

quello di S. Ponziano

(twv avifov E-'.axc-rov)

SAXCTE SVSTE, SVSTE SA XGX eeco MGTA nANTCON 2nOXTTANG ZHCHC e l'entusia:

156
stica

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


:

acclamazione di un pellegrino lERVSALEM CIVITAS ET ORNAMENTVM MARTYRVM


In questa cripta, poco dopo__i]_papa Zefirino cominci una
srie di sepoltur e papali c he fece seguito a quella del

v3

Quova

Vaticano.

La

cripta

non prsenta pi

l'aspetto

primitive
ciie fu

quando

fu scoperta nel

1854 era talmente rovinata


^
f

ne-

x.-

Graffiti dlia cripta dei

Papi

(v.

la

trascri:^ioiie

alla pag. seg.).

cessario sostenerla con mri


la

tuttavia vi

si

pu riconoscere

forma

antica, la disposizione dei loculi e le principali Jinee

archi tettoniche. Vi

sono rimaste

s olo

cinque delle^quattordjci
Fabiano,

iscrizioni dei papi; cio quelle di sa nt'A ntero, di san


di

san Lucio.. di sant'Eutichiano e forse di sant' Urbano.

San Zefirino

fu

il

ma

di lui
il

non

si

ritrovata alcuna fu

pace

suo corpo

primo papa sepolto in questo cimitero, memoria. Ai tempi dlia trasportato nell' oratorio superiore ove

Jciria'SVS BONIZO VIV^ ///I

FELiVI

PBR PECCATOI^ POr^MNA SANCTE XYCuEN esw


METanANTcov
STiiaxoTioiv

MAXlMi
PriMiTi'

V nONTIANE 1 PRO A bINIANI


NONNANbC
NA

ZHCHC

^'^'^^"

TE ABEAS
T
SIC

^'"" '" '""' IN ORATIONE

MIAN

pcTEpROME EVSTAc/;/VM
PRlMiri
.\i\lANTI

NA

SANTE SVSTE IN MENTE HABEAS IN HORATIONES AVRELIV REPENTINV


IIM

lERVSALECIVITASET
AN*STATXA

A PHTE PRO MARCIAXVM ALVMXV


CAR A MATER

ORNAMENTVM
MARTYRV D NABALTARIA
CVIVS///

BER

TALLA
SANCTE
SVSTE/,7

///REPENTDo

SVCCESSVM RVFINVM AGAPITVM E


in

mt-'NTE

SANCTE XYSTE HABEAS IN HOnitiones

SVSTE

SA'Scte

VT AELIBERA
SVCC/7/

SVM RVFINVM AGAPITVM


CROCEO

sa
rSAACI ZH CSNS GsW
^lo^^^ci

I^y
BA///

T^ FINWM

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SANCTA IN MENTE HAVETE ET OM ^^^ AICXIONAC NES FRATRES XOS AAPIANOC LEONTIVIBJ5 TROS AVIVS % IN VITA
D N^
/^X
PATwNi

^
i'

Irascrizione dei

graffiti

dlia cappella dei Papi.

158

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


il

ebbe comun e

sepolcro con san Tarsicio

Ibi

san ctus Taril

sicius et sanctus Zeferinus in

uno tumulo iacent

, cosi
i

libro

De
listo

Jocis

Ss.

Martynim.

Il

sarcofligo

contenente

due

sacri

corpi stava probabilmente in fondo alla basilichetta.

San Calpoich,
fu

successore di Zefirino ed amministratore

di

questo cimi;

tero, die'

ad esso

il

suo nome,

ma non

vi fu sepolto

vittima

di

un ammutinamento popolare nel Trastevere,

trasportato nel cimitero pi vicino a quella regione, cio in

quelle di Calepodio,

come

gi

si

disse.

Sant'Urbano che govern


vero dal 224
al

la

Chiesa sotto Alessandro Sedi

231, ebbe

il

titolo

martire sebbene forse


in

fu martyr sine sanguine ,

perch
lui

quest'epoca non

si

ebbe alcuna persecuzione.


probabilit,

A
di

appartenue, seconde

ogni

un coperchio

sarcofago posto nella cripta dei

Papi in un loculo a

sinistra, vicino al paviraento,


restituirsi cosi:
:

ove

si

legge

una iscrizione chepotrebbe


ay.OTio;

OrPBAXOC

Gto-

( Urbano vescovo )

oyrBAMOC f
Il

de Rossi lo distinse dal vescovo Urbano

il

quale, seconde

la

narrazione degli Atti di sauta CcciJia, seppelll questa santa

nella prossima cripta.

San Ponziano (231-235)


durante
la

fu

mandate

in esilio in

Sardegna
la

persecuzione

37 Massimine. Ivi egli fece


('). Il

sua

abdicaziene

discinctus est

sue corpe
il

fu ripertato in

Roma

e sepolto nel cimitero di Calliste sotte


il

rgne dei due

Filippi;

graffito

da

noi indicato

ail'

ingresse dlia cripta

papale probabilmente un ricorde


.

di

questa traslaziene.
di

Sant'Antero eletto papa in conseguenza dell'abdicaziene

Ponziano,

fu martirizzato

dope un pentificate

assai cette (gen-

naio 236) nella raedesima persecuzione di Massimine, mentre

(]) Lib. pontif.

REGIONE DEI PAPI E DI


ancora viveva
il

S.

CECILIA

I59

predecessore.

Il

suo

nome
in

era registrato nel


e

catalogo che Sisto III fece


nella cripta dei Papi.

incidere

marmo
che
.

collocare

La sua

iscrizione,

fissa nella

pa-

rre sinistra di questa cripta, dice:

ANTGPCDC

GIUaxoTo

( Antero vescovo ):

r
1

ANTepocjc^efiT

San Fabiano govern


sotto

la

Chiesa dal 236

al

250, prima

Gordiano e
di

due

Filippi e poi sotto

Decio; e nella per-

secuzione ordinata da questo imperatore fu martirizzato nel

mese
altre

gennaio del 250. Sappiamo dalla corrispondenza

di

san Cipriano che la Chiesa

Romana

spedi un' enciclica aile

Chiese per dare

l'

annuncio
(').

dlia

morte del pontefice,

de glorioso eius exitu

Pu6
giunto
tire

credersi che in seguito a questa lettera sia stato agail*

iscrizione

Fabiano vescovo
di altra

il

titolo

di

mar:

che visibilmente
.

tDABIANOC
que un

mano, ed GEIaxo-o; Mapx'jp. Questo papa sarebbe adun scritto in rosso

martyr vindicatus

(^)

^>ABANOC'e"ri

Dopo lunga vacanza

dlia sede aposiolica, Cornelio sucIl

cedette a Fabiano e morl martire in Centocelle.

suo corpo,

(1) Ep.

(P. L.

t.

IV,

col.

228-229).

(2) Cf. Utn. d'arch. chrct.: Notions gnrales, pag. 45.

l6o
portato in

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


Roma,
fu

deposto in un'altra cripta, come vedremo

pi innanzi.

San L ucio c he da sa n Cipriano chiamato beatissimum martyrem ('), soffri moto per la fede, fu mandate in esilio,

ma
si

torn

alla

sua sede ed

ivi

mori nel 254. La sua iscrizione

vede a

sinistra di chi

entra:

AOKIC

sto^xoto

AOYICIC
Stefano
I

'

(255-257) fu erroneamente scambiato per il papa sorpreso mentre celebrava la liturgia presso le tombe dei
martiri e

messo
il

morte nello

stesso

luogo

giacch a

lui si

attribuiva

passo non del tutto chiaro del Liber pontificalis

e r iscrizione

damasiana

riferita
i

a.

p.

1^4.
si

Ma

invece in

ambedue

documenti

tratta di

san Sisto IL
graffite

Infatti quest'

ultime nominato
si

nelle iscrizioni

del

luogo, mentre invece non


tero alcuna

ritrovata

mai

in

questo cimi-

memoria

del papa santo Stefano.

San Sisto

II fu martirizzato sotto

Valriane
in

il

6 agosto 258 eo diaconos


accadere
fosse

come

riferisce

san Cipriano:

Xystum

coemeterio animad-

versum
quatuor

sciatis viii

iduum augustarum
cimitere di

die, et

cum

(^).

E
del

questo glorioso martirio

devette

in vicinanza

Pretestato che io credo

una regiene
la

del grande cimitere di Callisto.

lui si riferiva

suddetta iscrizione damasiana (v. pag.

164):

HIC POSITVS RECTOR CAELESTIA IVSSA DOCEBAM ADVENIVNT SVBITO RAPIVNT QVI FORTE SEDENTEM,

ecc.

di

Sisto II parla pure l'altra insigne iscrizione che


dlia cripta,

si

vede nel fonde

ricemposta da molti frammenti e

che or ora leggeremo.


(i) Ep. LXviT (P. L.
t.

m,

col

996).
t.

(2) Ep. Lxxxii ad Sticcessum (P. L.

IV, col. 450).

REGIONE DEI PAPI E DI

S.

CECILIA

l6l

lui si riferiscono le

acclamazioni graffite sulla porta dlia

cripta:

Sancte Syste ,

Syste Sancte

. di

San Dionisio eletto papa nel 260, dopo una vacanza quasi due anni, govern la Chiesa fino al 270.
Sotto
il

suo pontilcato per ordine


restituiti
i

dell'

imperatore Galgi
contiscati

lieno turono
nella

cimiteri
di

ai

cristiani,

prcdente

persecuzione

Valriane. Egli venne se-

polto nella cripta papale e la iscrizione


sta

commemorativa ponon
si

da Sisto III ricordava Di san Felice


I,

il

suo nome.
ritrovata
pontificalis,

martire sotto Aureliano,

alcuna memoria. Alcune

compilazioni del Liber


il

collocano erroneamente
il

suo sepolcro sulla via Aurlia,

ma

Clendario Filocal'uvio attesta che esso trovavasi nel cimiCallisto

tero di

kal. ian. Felicis in Callisti.

Sant' Eutichiano

(275-283) probabi lmen te


taie.

non

fu

v ero

martire quantunque sia venerato corne

Egli fu l'ultimo
la

pontefice sepolto nella cripta dei Papi, ove rimane ancora


sua iscrizione:

erTKIAXOC emCxo-o:

r^^XI^NOo6TrC

San Caio (28 3-296)


polcro di S. Eusebio,
sua iscrizione.
I

fu vitti

ma

dlia persecuzione di

Dio-

clezian o. In un'altra regione del cimitero,

non

lungi dal sedlia

vedremo

riuniti alcuni

frammenti

papi san Marcellino e san

Marcello furono sepolti nel

cimitero di Priscilla,
confiscato.

quando

il

cimitero di Callisto fu di

nuovo

Dopo

di essi

sant'Eusebio, riportato dall'esilio cui

l'aveva condannato Massenzio, e poi san Milziade che morl


sotto Costantino, furono pure sepolti nel cimitero dell'Appia,

ma non

nella

cripta dei Papi,


II

Guida Ctitacombe romani,

102

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMAxXE


iv secolo voile adornare

San Damaso nel

splendidamente
le

questa venerabile cripta; e probabil mente egli vi pose

co-

,*

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U-

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T
>**

lonne
del

di

marmo con

l'architrave per le

santuario, e cosl pure le

lampade all'ingresso transenne marmoree e le due

REGIONE DEI PAPI E DI


iscrizioni
S\'llos[c

S.

CECILIA
tramandato

63

inetriche,

il

cui testo

ci

stato

dalla

palatina.
fu ritrovata sul

La prima
pi
pitCdi

posto nel 1854,


in

'^^-^

spezzata in
(yedi

cento frammenti ed fissata


ed
in

fonde
fa

alla cripta

i^^2);

essa

il

papa

Damaso

l'elogio dci diversi

gruppi
il

di martiri sepolti in

questo cimitero. Trascriveremo qui

testo distinto nei vari


il

periodi nei quali esso deve dividcrsi.


a tutti
i

Comincia
<lel

carme con un accenno generico

martiri

luogo:
l.

CONGE STA \CET quac^lS SI TVRBA PIORVM CQRFO RA SANCTORv'm M/NENT VENERANDA SEPVLCRA
HIC

SVBLIM ES ANIMAS RAPVIT

SIBI

REGIA G A ELI
II c dei suoi

Parla poi specialmente di san Sisto

diaconi

HIC
<;

COM ITES XYSTI POR/ANT QVI EX HOSTE TROPAEA


tutti
i

quindi di

papi

ivi sepolti,

quali stanno corne guardie


:

d'onore intorno aU'altare

di

Cristo

HIC NVMER VS P ROCERVw 5ERVAT ^VI AL TARIA CHRISTI


Accenna
<lella

poi a san Milziade,


:

il

papa che vide

la

pace definitiva

Chiesa

HIC PO SITVS LON'GA VIXiT QVI IN PACE_SACER_pOS


quindi ricorda
il gruppo dei un vicino arenario
:

martiri greci

che fu sepolto in

MC CONFES SORES SAXCTI QVOS


ed infine commmora
i

GRA.vm wISIT
sappiamo

martiri sconosciuti, dei quali


:

esservi stati vari gruppi nel cimitero

HIC mVENES PVERIQ.VE SEX^S

Castique <;/'OTES
Ketincre

Qys" MAGE VIRGIXEVM PLACVIT

^'rfOREM

San Damaso termina


piena
di

infine

il

carme con una dicliiarazione


che

toccante

uniilt,

dicendo

avrebbe desiderato

164
essere
ivi

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


sepolto
:

ma

se ne astenne

temendo

di

profanare le

tombe
HIC

dei santi

FATEOR DA.MASVS VOLVI MEa

condere

wEMBRA

.cD CIXERc:j^/;;MVI_SANcTOS vexare piORV^l

Innanzi a questa iscrizione vedonsi ancora


l'altare isolato

le traccie

del-

presso cui cra posta

la

sedia episcopale.
II, si

Dell'akra iscrizione che riguardava san Sisto

rinven-

nero soltanto poche

lettere.

Essa

descriveva l'episodio del

papa sorpreso
i

dai persecutori in questo cimitero

mentre istruiva

suoi fedeli, ed era cosi concepita:

TEMPORE

Q.VO GLADIVS SECVIT PIA VISCERA MATRIS

RECTOR CAELESTIA IVSSA DOCEBAM ADVENIVNT SVBITO RAPIVXT Q.VI FORTE SEDENTEM MILITIBVS MISSIS POPVLI TVNC COLLA DEDERE MOX VBI COGNOVIT SENIOR Q.VIS TOLLERE VELLET PALMAM SEQVE SVVMQ.VE CAPVT PRIOR OBTVLIT IPSE IMPATIEN'S FERITAS POSSET NE LAEDERE Q.VEMQVAM OSTEXDIT CHRISTVS REDDIT Q.VI PRAEMIA VITAE PASTORIS MERITVM NVMERVM GREGIS IPSE TVETVR.
HIC POSITVS
Sulla porta
d'

ingresso

si

riconosce
i

il

posto

dell' iscrizione

nella quale Sisto III ricordava

nomi

dei papi e martiri del

cimitero di S. Callisto

('). Il testo di taie iscrizione ci

stato
I

conservato dai manoscritti di Klosterneuburg e

di

Gttwei.

nomi non sono

in ordine cronologico; alcuni


alterati.
I

mancano ed
i

altrt
:

sono stranamente

nomi

ricordati erano

seguenti

Systi - Dionysii - Corneli - Felicis - Pontiani - Fabiani -

Gai - Eusebii - Melciadis - Stephani - Urbani - Luci - Mannos (?) - Anteros - Numidiani - Ladicei - Iuliani - Policarpi Obtati
.)

).

(i)
ponlif.).

Nomina episcoporum

et

martvrum
II,

scripsit

commemorans
Il,

(Lih.

(2) Cf.

De

Rossi,

Roma

solterr.

35; Inscript, christ.

66.

REGIONE DEI PAPI E


Cripta
Di

DI

S.

CECILIA

165

S. Cecilia.
alla

Taie

denominazior.e pu darsi
Papi, per la

con sicurezza

cripta contigua a quclia dci

Il

Salvalore, S.

L'rbano e S. Cecilia,

iill.i

cripta Ji S. Cecilia.

immediata vicinanza
dicano appunto
pitture che
si
il

questo santuario, ove


la

gli Jtiiicrari in-

sepolcro dlia santa, e per

presenza dlie

riferiscono senza dubbio a quella clbre mar-

l66
tire.

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

abbastanza nota

la storia

di

santa Cecilia.

Seconde

la

opinione del de Rossi,


rologi ci

le

indicazioni degli Jtti e dei Martiil

guidano ad assegnare

suo martirio piuttosto che

ai

Sepolcro

di

S.

Cecilia.

rempi
relio
e

di

Alessaiidro Severo, alla persecuzione

di

Marco Au-

forse al se condb periodo__di taie persecuzione, verso


.

l'anno 177

Ed

in taie

supposizione dovremo ammettere che

REGIONE DEI PAPI E


r Urbano

DI

S.

CECILIA
il

167

nominato negli
in

Atti

non

fosse

papa sant'Urun' area

bano, bensi un vescovo dello stcsso


Il

nome

(').

cimitero

cui fu sepolta

santa Cecilia

era

spulcral e privata

in agro suo. La gens


lo

Caecilia

pos-

sedeva
ivi

il

suo ipogeo, corne

attestano varie

iscrizioni

ritrovate. Si osservino quesre


il

due poste presso

grande

nicchia ove fu

sepolcro dlia martire:


{vir darissimus)

a-/aVlVS.CAECILIANVS-V.C
in

/>.jCE.DEPOSIT

;,/S

MAIAS VIX

///XXXXIIII
///VIII

,7/ATTICA
/7/C F VIX {clanssiiini foemhia) /7/A-XVII.M-III

,7;D-XX

quindi

l'altra

greca di un Prdestato CecilianOy posta nell'at:

tiguo vestibolo [b]

(I)PONTCUN

Tioir^aV

CenTIMIOC nPAIxeeTAOC xAIKtXtavo AOAOC TOT O-eo AZKOC BleUaa Or.MGTeNOACA-KAN COAG COI inePCTHCa KAT GTKAp'.aTHCCU TCO ONOMATI CO nApeSoxe THN WXr^v xCO OGCU TPIANTA TPIcON ekov

GS MHNCON )

nGTGIAto /

/ /

XaMnPoxaxo
xr^v

GT(i)v///7xap5COK(:

'^uyjiV

xw t^ew

nPO / / / / / asTixGMBPlCUN
(i)

Cf. lm. d'arcb. chrt.: Notions gnrahs, pag. 34.

Recentemente

qualche

archeologo voluto

ritornare

ail'

antica opiriione che poneva

santa Cecilia ai tempi di Alessandro Severo,

ma
quelli

non

si

portato alcun
forti

argomento nuovo che giunga a confutare DE Rossi per l'epoca di M, Aurelio.


mente. Se
ti

assai

recati dal

(2) Settimio Pretestato Ceciliano, servo di Dio,

che visse degnaal

ho
la

nome. Rese

non me ne sono pentito e rendo grazie sua anima a Dio di anni 50 e 6 mesi... .
servito,

tuo

i68
La

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


cripta di S.

Cecilia [E]

quella dei Papi.

Fu decorata

pi volte e vi

comunica direttamente con si vedono ancora pitture del v, vi e vu secolo nel lucernario sono
:

le

pitture
la

pi

antiche,

cio
tire

figura di

un mar-

sconosciuto, S. Po-

Vicamo e quelle di S. Sebastiano e di S. Ouirifw

vescovo
nonia,

di Siscia in

Pan-

il

cui

corpo fu
secolo

trasferito
alla

nel v

Platonia; sulla pa-

rete in cui aperto l'in-

gresso

verso

la

cripta

de' Papi, vedesi effigi ata


S.

Cec ilia, in ricco coCvi se-

stume bizantino
colo)
il
;

sottOj a sjnistra,

busto del Sahatore, a destra un ritratto con l'isrizione


(xi
s ecolo).

SS

A^RBANVS
a queste

^M ^
aile

\X ^ vK
i

'" '

"

Vari preti e pellegrini


pitture,

graffirono
quali

loro

nomi nccanto

innanzi

ponevasi pure T altare

portatile ('). Nella stessa parete ricavata

una grande nicchia


il

che dovette
Cecilia.

contenere
reliquie
di

il

sarcofago ove ripos

corpo

di

Le
1

questa santa

furono

rimosse

nel-

ranm)_8
sulla

2__dal gap^i Psc[uale_I e trasportate alla chiesa eretta

sua casa nuzial e nel Trastevere.('). La cripta in seguito

(i) Sotto la pittura di S. Cecilia

fra
;

gli altri

nomi

si

leggono

se,

guenti:

Benedictus prb

(presbyter)

Sergius prb

Lo prb

Adeodata mater

eius , loannes-Mercurius prb , v Flix presb scri-

n[iarius Ecclesiae

romanae

].

Questi personaggi furono probabilmente

testimoni dlia traslazione del


Trastevere.
(2) Cf. S.

corpo

dlia santa

alla

sua basilica del


Cil, col. 1085-

Paschalis pp.

I,
il

Ep.

(Migne,
di

P. L.

t.

1088).

Il

DucHESNE opina che

corpo

santa Cecilia

non

sia stato

REGIONE DEI PAPI E


a ci fu

Dl

S.

CECILIA
al

169

abbandonata e non

si

rinvenne fino

1854. L'an-

nesso grande vestiboJo dcve essere srato costruito nel tempo


dlia pace per

comodit

dei

fedeli.

Nella nicchia del sepolcro vedesi ora


dlia

una riproduzione
nella basilica
taie

bellissima statua

del

Maderno,

esistente

del Trastevere, e che rappresenta la santa

quale fu rin-

venuta nel 1599.


sotto lo scalone,

A destra di chi discende, CuBicoLi SOTTO LO scALOXE. trovasi un gruppo di cubicoU [G] che il
storici
;
:

de Rossi giudico
le

essi

sono decorati
per
i

di

marmi, corne
prova
che
si

cripte

dei martiri

l'

architrave

veli

ivi

tenevansi dlie riunioni liturgiche. Nella prima cripta

vei

dono molti frammenti di sarcofagi, ed alcuni graffiti, quali uno col nome SOFROXIA che noi ritroveremo in
parte.

tra

altra

In questa regione
di

si

trovo un oggetto preziosissimo,

cio

uno

quegli istrumenti con catenelle di


:

piombo

plum-

batae che servirono a torturare tanti martiri


nel

esso custodito

museo
le

sacro dlia biblioteca Vaticana e


(').

il

de Rossi ne

die'

una descrizione
desse
Itimrari,
nelle

Puo

essere che questo cubicolo racchiu-

spoglie di molti martiri sconosciuti, menzionati dagli

vicinanze dlia cripta di S. Cecilia; quello di


di

Salzbourg, per esempio, parla


tiri,

un gruppo

di

LXXX

mar-

un

altro, di

DCCC

il

poeta Prudenzio, nel suo Pcriste-

phafion ), fa anch'egli allusione a simili poliandri.


sicio fu

San Tar-

probahilmente sepolto

in

questo luogo prima di essere

trasportato nella basilica di S. Sisto, ove ripos in un

mede-

simo sarco^iro con san

Zefirino.

ritrovato nel cimiterodi Callisto,

ma

in

quello

di Prctestato,

ove sarebbe

stato forse trasferito ai tempi dell'invasione longobarda. Cf. la sua edi-

zione del Lib.


tosto
di

poiitif. II, 56, 65. Taie opinione non verosimile; e piutpu ammettersi che nel Liber pontificalis vi sia qualche confusione

nome

e di circostanze
di

nel racconto dlia traslazione


stati

o che

corpi

dei

compagni
(i) (2)

santa Cecilia fossero

ricongiunti a

lei

nel cimitero

di Callisto ed ivi ritrovnti lutti insieme dal papa Pasquale.

Roma soltcrr. Hymn. xi (P.

II,

164.
t.

L.

LX,

col. 555).

170

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

In questa regione sono da notarsi alcune iscrizioni

FL

CARTILII

-t
Questa

XI

DEP

XVIII

CORNELIA KAL SEP

iscrizione incisa su

due grandi

lastre

di

marmo.

PISTE SPEI

CYRIACO
E

SORORI DVL
I

VIC TOR AE

S S

M A E <7\^-^
j:/"^

FECIT

Quest'ultima iscrizione potrebbe forse aver relazione con


le

sant martiri Fede, Speranza ed Agape,

il

cui sepolcro era

venerato in questo cimitero, e alcune reliquie dlie quali fu-

rono portate dal prte Giovanni a Teodolinda.

DASVMIA QVIRIACE BONE FEMIXE PALVMBA SEXE FEL Q.VAE VIXIT AXXOS LXVI DEPOSITA IIII KAL MARTIAS IX PAGE
Per
telle
la

ripetizione dlia beila espressione


citarsi

palumba sine
trola scala dlia

pu

insieme a questa un'

altra

iscrizione

vata per in altra parte del cimitero, cio presso

regione Liberiana.

MIRAE BONITATIS SECVNDAE Q.VAE VIXIT PVRA EIDE AXXOS VIGINTI PVDICA CESSAVIT IX PAGE ID VIRGO FIDELIS BEXEMERENTI Q.VIESGET ID IVL PALVMBA SINE FELLE M ET N
Le
e

lettere

M.

X. indicano

il

consolato di

Mamertino
Papi, trovasi

Xevitta (362). Ritornando da questo gruppo


destra

alla cripta dei

un piccolo cubicolo

di t'amiglia

del

secolo [H]

REGIONE DEI PAPI E DI

S.

CECILIA

171
di

che nella volta ha una pittura rarissima: Orfeo simbolo

Ges

Cristo,

il

quale

attir;i

se tutti

popoli con

la

dolcezza

dlia sua dottrina.

Galleria DEI Sacramenfi.


ad una scala [B]
in

Dopo

poclii passi

si

giunge v-^

...c,^

una volta
S. Sisto.

a la principale,

rovina, parallela alla prima e che forse ^^^^^^^^ *i<u^, perch pi vicina alla basilica di

Da

questa scala penetrasi in una regione molto rela

h^if^

golare chiamata
al principio

regione rettangolare, interainente scavata


secolo, all'epoca cio di Zefirino. In
[2]
I

del

m
ivi

una
d ei

dlie

sue gallerie
[F].

s'aprono

cinque cubicoli
il

detti
il

Sacramenti
il

pi iniportanti sono

primo ,

secondo

ed
del

quinto

ed
i

sono

dei p reziosi affreschi del principio

Ij.Cju^J^

secolo,
la

quali rappresentano in
e V Encaristia

maniera simbolica,

il

Battesiino,

Pciiitcux^a

Q^.
dalla scala,
si

Nel primo cubicolo, cominciando


che percuote
la la

vede

Mo se

rupe, simbolo
dalla

dlia

grazia

dei

sacramenti,
il

quale scaturisce
e

pietra

che Cristo; poi


e finalmente
il

gruppo

del Pescatorc
caristico

del

Battesimo,
il

Baiichctlo cn-

ed

il

tripode con

pane

ed

il

pesce. Nell' alto

(i)

spiegazione particoinreggiata
tions ginrahs, pag.

Accenner qui rapidamente a questi preziosi affreschi. Por la miei Um. d'urcb. chrt.: \osi veggano
i

280 seg.

1/2

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


mezzo
si

dipinta la nave in

aile

onde, e mblema dlia

Chiesa

Nel seconde cubic olo

ripete la
la

medesima successione d i
il

simboli ; Mos che percuote


il

rupe,

Pscatore,

il

Battesimo,

Paralitico (simbolo dl i a

P e nitenza ) viene
il

poi

il

Banchcito
il

CHcaristico e la
in nanzi
al

scena unica del tripode con


,

pane ed
il

pesce
in

quale

da una parte,

sta in

piedi

ministre

Il

Bancheito eucarislico

(iii

secolo).

atto consec ratorio, daU'altra Forante che rappresenta (pittura

la

Chies a

preziosa rappresentante

la

Consecraxiom
si

cucaristica).
il

Simmetricamente
di

a questa scena

vede
di

SacrifTiio

Abramo
Negli

e poi la rappresentanza

Gioun e quella
scne del

dlia Samariiana.
f.' J-'S*

J m.

altri

cubicoli

sono ripetute

le

V
i

^
f^
"
\

Banchetto eucaristico e del Cicio di Giona. Fra questi-g

simboli da notare quello del delfino avvolto al tridente che il pi antico sim bolo del Crocefisso.

k*

Questi affreschi sono veri ^oielli dell'antica arte cristiana


e di una importanza unica per

ifdogma

cattolico.

REGIONE DEl PAPI E DI


NeU'ultimo

S.

CECILIA
Sagramenti,

^7Z
c

di questi cubicoli, detti dei

da

notare un arcosolio con eleganti


zione posta da un Sergius

pilastri

marmorei
la

e l'iscri-

Akxandcr ad una

CaeciJia Fausta.

Oltrepassato l'ultimo cubicolo, percorrendo

regione

ret-

La

Consecra:{ione eucaristica

(m

secolo).

tangolare,
r ara,

si

vedono
alla

a lcune iscrizioni dlie

quali

una, assai

accenna

fede nello Spirito Santo .

CAR KYRIACO
FIL
.

DVLCISSIMO
I

VIBAS N SPIRITO
Poco dopo
grafe con
il

SKncto

si

volge

sinistra

e vedesi

una graziosa epi:

simbolo

graffito

dlia

colomba

EVGENI
SPIRITVVS
IN
cio
spiritus

BONO

tuus in bono .

174

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


si

In questa regione
CLini poliandri,

osservano

al-

ove poterono esser dee

posti

anche martiri;

finalmente

si

giunge ad una terza scala [O'], oggi impraticabile, la cui esistenza prova
corne questo luogo fosse assai frequentato.

Di qui

si

pu andare ad un'arelarghe
e

naria con gallerie

tortuose.

Tra

l'arenaria ed

il

cimitero esiste qui,


[c]

corne altrove, un pozzo


pareti

nelle

cui

sono incavati

dei buchi d a for-

mar

quasi una scala, che in tempi di


ai

perse cuzione poteva servire


per entrare ne llc arenarie
visi.
e

cristiani

n.iscondersi

Parimenti un'altra scala


[d].

trova

neU'arenaria stessa
si

Da

questa parte

fecero ricerche per giungere alla re-

gione dei martiri greci,


inutili.

ma

riuscirono

Vi

si

rinvennero invece alcune


fra

iscrizioni, e

queste una con

la

fi-

gura

graffiia di

una lucerna,
il

di

forma

assai strana, nella quale

de Rossi creil

dette ravvisare, facendone

confronte

con una
quella

di

Porto, l'immagine dei

moun

stro infernale vinto

da Cristo.
la

Infatti su
di

lucerna

vedesi

testa

mostro sormontata da un segno che

puo essere un raonogramma mato ('). L'iscrizione dice


:

trastor-

lANVARIA BENE REFRIGERA ET ROGA P

RO NOS
(i) Cf. lan, d'arch. chrt.: Kotions gnraUs, pag.

^44-

REGIONE DI
Essa
santi
.

S.

SOTERE E DI
il

S.

EUSEBIO
comunione

I75
d ei

importa nte per

d ogma

dlia

Altre due iscrizioni sono pure assai notevoli

AGATEMERIS SIM * RITVM TVVM INTER SANCTOS


. .

^
ciie

INPA
SPIRITw
SILVA/

AME\
importante
zione
di

osservare l'arenaria

qui
la

si

svolge per
di

avre un'idea dlia differenza che passa fra

forma

escava-

questi sotterranei e quella dlie gallerie cimiteriali.

$2.

Regione

di S.

Sotere e galleria di

S.

Eusebio.

Da un angolo
tante che
si

dlia

regione rettangolare
Il

si

pu penetrare
impor [I]

nella regione detta di S. Sotere.

primo

cubicolo

incontra quello chiamato dlie


secolo.
Il
il

pcore

che del
di pitture:

grande arcosolio

di

fondo

ornato

nel centro
la

Bnon Pastorc ^,
la

nelle pareti laterali

Mos che percuote

rupe e

Mhiplica:;jonc dci paii i.


il

Con
di

ogni probabilit in questo arcosolio riposava

corpo

un

martire; onde, per una divozione indiscreta, qualche devoto


fece scavare
Pastore.

un loculo

in

mezzo

alla pittura stessa

del Biioii

Questo cubicolo
i

fu visitato nel

giosi che vi lasciarono

loro

nomi
[J] si

e poi

1463 da alcuni relianche dal Bosio. Dal


che
in

cubicolo che
tificiale

gli

dirimpetto

passa per un' apertura arstorica [K],

e
in

si

giunge ad una scala

doveva
cui
il

essere

comunicazione con

l'editicio

superiore,

(r) Cf. Hltn. d\uch. chrit.: Xotioiis grirales, pag. 271.

176

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


la basilica di S.

de Rossi riconobbe

Sotere. Di questa martire


il

non

si

ritrovata alcuna

memoria;
la

de Rossi opin che


cripta absidata

il

suo sepolcro fosse presso


ornati architettonici

scala nella
si

con

che

ivi

vede [L].

Deve
quasi

mettersi in

relazione con questa un'altra cripta situata


[AI], di

dirimpetto

forma rotonda absidata ed appartenente ad una famivi


si

glia

o associazione funbre, poich

legge l'iscrizione:

Pittura del Biion Pastore nel cubicolo detto

delle pcore

EVTYCHIORVM.
traccie di

Questa

cripta

conserva nella volta


a sorreggere

le

un qualche ordegno destinato

una

lani-

pada; ed essa dov servire ad uso liturgico, corne appendice


forse a quella di S. Sotere.

In fondo a questa regione trovasi una cappella a cupola [N[;


e

poco lungi

di

11

si

vede una pittura che rappresenta una


di

scena dlia vita reale, cio una venditrice


innanzi ad un tavolo
il

legumi seduta

[e].

Al ritorno, dopo avre attraversato


di S.
la

fondo

dlia
[1

grande galleria
in
]

Eusebio [13],

si

iiicontra

un arcosolio

cui dipinta

RSurrc:;ion di La:^:;aro;

REGIONE DI

S.

SOTERE E DI
si

S.

EUSEBIO

I77

pi lungi, volgendo a destni

passa ad un cubicolo

anonimo
e dei suoi

ove trovdsi una memoria del clbre


accademici,
i

Pompon io Leto
i

quali sulle pareti scrissero

loro

nomi

nel 1475:

1475 XV KL FEB PANTAGATHVS MAMMEIVS PAPIRIVS MINICINVS AEMILIVS VNANIMES PERSCRVTATORES

ANTIQVITATIS REGNANTE POM.POXT-MAX-MINVTIVS


Un'altra

mano

vi

aggiunse

ROM-PVP.DELITIE(')

E questo un importante
fatte

ricordo dlie prime esplorazioni

nelle

catacombe.
questo
cubicolo
alla

Nella galleria [12], che va da


leria di S.
di

gal-

Eusebio [13], vedesi a destra un arcosolio ornato pitture del secolo che rappresentano Y Adoraxione dei

m
;

Ma^i
l'altro

[g].

La Vergine
monarchi
a

seduta in cattedra ed

ha

il

divin Figlio

sulle ginocchia
i

innanzi ad essa sono disposti l'uno dietro


oriental!.

tre

Di faccia
cubicoli in
nati

quest' arcosolio havvi

un gruppo
si

di

quattro

comunicazione

fra'loro, tre dei quali

sono illumi-

da un

medesimo

lucernario,

onde
di

pu supporre che
si

servissero ad uso liturgico.

Uno

essi

contiene l'iscrizione

sepolcrale d'un Ulpio Florenzio. In questo luogo

inauguraal

rono nel 1871

le

pie riunioni che

hanno dato poi origine

Collegio dei Cultori dei martiri

(~).

Tornando

nella gal-

leria,

volgendo a
Per
le

sinistra,

si

trova quella di S. Eusebio [13]


nelle

(t)

niemorie
sotterr.

di
I,

Pomponio Leto
3-9;
i

catacombe

si

vegga

De

Rossi, Roiiia
(2)

Bitlletliiio,

an.

1S70, pagg. 81-94.

Ecco

nomi

di coloro
tali

quali cominciarono in quell'anno 1871

per studio e per piet


listo:

riunioni in queste cripte del cimitero di Cal-

Mariano Armellini - Orazio Marucchi - Raffaele Santambrogio -

D. Giuseppe Lauri Colocci

Faustino Ceccarelli - Francesco Pelami.

A
vi

questi
si

si

un,

dopo qualche tempo, D.

B.

Can.

Storti, e pi tardi
altri.

aggiunsero Enrico Stevenson, D. RafFaeie Celli e poi molli

11

Collegio dei Cultori dei martiri fu poi regolarmente fondato alcuni

anni pi tardi sotto gli auspic di mons.


Guitia

De Waal

nel febbraio 1879.

Catacombe romane,

12

178
e

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


subito
;

quasi

puo osservarsi ancora

al

posto questa bella

iscrizione

ANN XXX

Il
^JUt
lu

r-'vlu.

PETRONIAE AVXHNTL\E C F aVAE VLXIT L1BRXI FECERVNT BENEMEREMTI IN PAGE ^ !'t. i y Questa Petronia Aussenzia, clarissima femina, era

di

tuA^j

famiglia senatoria e

la

iscrizione le tu posta dai suoi liberti.

tidAifti^.]^^

menzione

dei liberti assai rara, e mrita di essere notat a.


essi

Probabilmente

furono

raanumissi , cio

aflFrancati in

occasione del battesimo dlia loro padrona.


Ail'ingresso dlia prima galleria trasversale, a sinistra,
si

vede rappresentato in pittura un gruppo


arcosolio
[1].

di

Oranti dentro un
[Q.'],

Pi oitre apresi un cubicolo


il

in

fonde

al

quale a lettere rosse scritto

nome

del suo proprietario

PATRICIVS.
Pi lungi ancora, e senipre nella galleria
trovasi
[P].
di S.

Eusebio,

un cubicolo doppio illuminato da un grande lucernario Un'iscrizione scolpita su di una transenna marmorea che
ci

chiudeva un arcosolio
ricavasi che

il

nome

del proprietario, Sedall'iscrizione


al

vero, diacono del papa Marcellino.


il

E siccome

cubicolo ed

il

lucernario furono scavati

prini

cipio del iv secolo, sotto Diocleziano, cosi risulta chiaro che


cristiani

poss edeyano allora

1'

area superiore, altrimenti

non

avrebbero

potuto

aprirvi quella

comunicazione.

L' epigrafe
:

tesse l'elogio dlia sorella di Severo, ed assai importante

CVBICVLVM DVPLEX CVM ARCISOLIIS ET LVMIXARE IVSSV PAPAE


|

SVI
|

MARCELLINI DIACONVS ISTE SEVERVS FECIT MAMSIOMEM IN FACE Q,VIETAM SIBI SVISQ.VE MEMOR Q.VO MEMBRA DVLCIA SOMN'O PER LONGVM TEMPVS F ACTORI ET IVPICI S ERVET SEVERA DVLCI5 PARENTIBVS ET FAMVLISQ.VE REDDIDIT VIII F EBRVARIAS VIRGO CALEKDAS Q.VAM DOMINVS NASCt MIRA
|

ARTE IVSSERAT IN CARXEM Q.VOD CORPVS IN PAGE Q.VIETVM SEPVLTVM DONEC RESVRG AT AB IPSO aVId^E ANIMAM RAPVIT SPIRITV SANCTO SVO CASTAM PVDICAM ET INVIOLABILE SEMPER Q.VAMQ.VE ITERVM DOMINVS SPIRITALI GL ORIA REDDET Q.VAE VIXIT ANNOS VIIII ET XI MEMSES XV aVOQ.VE PI ES SIC EST TRANSLATA DE SAECLO.
SAPIEN'TIA ET
!

HIC EST

Xello stesso cubicolo trovasi un

frammento

di

ma rmo

con

le

lettere

AD MARTyrg^

(?)

REGIONE

DI

S.

SOTERE E DI

S.

EUSEBIO

79

<^X.

oWIVSSVTPSVIMMElllNlDikONVSl?
;sEvE{^^5F(IM^Nsro^EMmpAcEQVIE1

^qBlSVlSQVtNEMORQVoNENl^V[GXS(MOl jP!^HCVMTEmsFACI|iR]nVDl(jSERVf

jSEVERADVLdSMENTiBV^ETF^MVIlSQyr
lOy^MDOMSMAScrMIRASPIENTIAEtAPTE
tVs SERATJNcARNEMQVODCCRFVSPACEQVin'! 'SHlCESTsEPVlTVM)OsECRES\TWABlP50tJ
r

iQVIQVF/^NIM/y^RAPVfTsPIRIT^/SANcTosVof
,'

C^?^MiVDlCA^/ETIN VloLABESEMPIR

'

v.MQVE'ITERVMDOMSSPlRrrAlI(yipRM])DT QVEVD(rrlNNIOS\^l U'hlXl-vE NSES

Iscrizione del diacono Severo.

Poco
martiri:

luiigi

iJi

qui

si

rmvenne un frammcnto
aile

cui setnbra

potersi trovare

anche un accenno
///E

prossime tombe dei

PROCT///

///VIXIT-AN///
///D.III.Q.VAE///
///IN

PAGE///

///SANCT///
{Sancorum
in

hco?)

All'cpoca stessa deve assegnarsi

dirimpetto c che chiama to dei

cubicolo [Q] che sta Cinque Santi perch nella


il

parete di fondo, ornata di pitture,

si

ajardino , simbo lo del paradiso, ne l

vede rap presentato_un quale si trovano cinq ue


in

personaggi
di

in pied i, tre

donne

due uomini
il

atteggiament o

oranti.

Ciascuno ha sul capo


-

suo nome:

UIUNISaS

IN

PAGE

NEMESI IN

PAGE

P ROCOPI IN

PAGE

i8o

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


IN

ELIODOR A
altri

PAG E

ZOE

IN

PAGE
di

pi sotto, a de-

stra e a sinistra deU'arcosolio,

due figure

pavoni con due


:

nomi
.

de' quali visibile


si

PAGE

Pi in basso
dlie

abbeverano

uno soltanto AR GADIA IN veggono alcuni fiori e vasi, ove si colombe Quest'ultimo gruppo specialmente
.

J^ ^^

Ut.

Jh*-.*+-kM.

ricorda

la

clbre visione di santa Perptua che allude

al re-

frigerio dlie

anime dei defunti per le preghiere dei superstiti: Vidi Dinocratem refrigerantem ('). I nomi qui ricordati, ad eccezione di Zoe, sono a noi sconosciuti; si pensato dal De Rossi ad un ricordo dlia martire di quel nome,
. .

(i)

Cf. lcm. 'arch. chrcl.

Notions guraks, pagg. 41, 279.

REGIONE DI
moglie
siiii
(ii

S.

SOTERE E DI
cui
si

S.

EUSEBIO
negli

l8l
Attl
di

Nicostrato, di

fa

menzione

Scbasiuio.

Ritornando nella
colo |R] ove iina
e Calocero; forse

galleria,

si

giungc
i

ail'

ingresso di un cubidei santi Partenio

ma iio
l

antica g raffi
i

nomi

riposarono

corpi di questi due martiri,

vittime dlia persecuzione di Decio (250 ).


si

legge

III

ID

FEFRVA

( tertio idus febru arias )

corrisponde pero a quella dlia loro


il

La data che quivi non maggio); onde morte (19


sia

de Rossi suppose che con essa

si

voluto tramandare

ai

posteri la

memoria
vede che

di

una traslazione

dei loro corpi.

Ma non
il

necessario ricorrere a taie ipotcsi, poich osservando bene


graffito, si
il

carattere di questa data c diffrente da

quello dei

nomi
la

dei martiri, quindi essa

non ha

forse alcuna
tu scola

relazione con

deposizione dei due santi.


si

Quando

perto questo cubicolo,

trovo in condizioni cosi cattive che

Commissione di Archeologia sacra fu costretta a ricostruirlo. Poco lungi da questo si giunge ad un altro cubicolo [S che sembra fosse quello dei pontefice san Caio. E molto grande
|

il

de Rossi trov qui presso alcu ni trammenti


in

di un' iscri-

zione greca, ora collocata

fondo

alla stanza.

La diamo

col

suppTemento fattone

dal

medesimo de Rossi;

^
,

Pato 0" eniaxoTT

^
epoca posteriore)

nPo

KAT iSKAA MAICDv


-j-

LEO

(nome

graffito in

cio deposizione dei vescovo Caio

ai

22 aprile, data che,


quel papa.

secondo

Martiroiii ricorda la
il

morte

di

Dicemmo

esser questo

cubicolo ove

fu sepolto

san Caio, quantunque

un'iscrizione dlia regione liberiana ricordi


la

tomba

di

S.

Caio

AD DOMNV M
si

un sepolcro press o CAIVM perch pu


;

darsi che questa ultima iscrizione sia stata trasportata da altra


parte.

Cosi crediamo

spieghi abbastanza questa apparente

contraddizione, senza bisogno di ricorrere ad una traslazione


dlie reliquie.

San Caio

raori sotto Diocleziano (22 aprile

296)

-S

^ A/yC

I2
e
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


gli

Liber p ontifie als e


di Callisto.

Itincrari

pongono
fu

il

suo sepolcro nel

cim itero
e neir

Un

altro cubicolo
di

scavato dietro questo


ci

angolo dlia porta

coraunicazione un fossore

ha
in

lasciato la notizia
dieci giorni:

che quella stanza fu scavata ed imbiancata

LOCVM
zione
la
le

ICONIVS FECIT ET DEALBAVIT HVNC DIEBVS X.


di S.

Di fronte a questo cubicolo papa Eusebio [TJ, che san

Caio

si

vede quello del


iscri-

Damaso aveva

decorato di un'

quale fu poi riprodotta nel vr secolo da papa Vigilio


devastazioni dei Goti. Questa copia fu trovata incisa

dopo

dietro un' iscrizione

pagana onoraria

di Caracalla, e

dirimpetto

ad essa so no

stati

coUocati alcuni piccoli fra mmenti deU'iscri-

zione damasiana originale:


D A

DAMASVS EPISCOPVS FECIT


HERACLIVS VETVIT LABSOS PECCATA DOLERE
EVSEBIVS MISEROS DOCVIT SVA CRIMINA FLERE

M
A
S
I

V
I
!

'*p

SCIKDITVR IN PARTES POPVLVS GLISCENTE FVRORE


SEDITIO CAEDES BELLVM DISCORDIA LITES

A E
C

V
'

T
I

EXTEMPLO PARITER PVLSI FERITA TE TYRAN'NI


INTEGRA CVM RECTOR SERVARET FOEDERA PACIS
PERTVLIT EXILIVM DOMINO SVB IVDICE LAETVS
LITTORE TRIKACRIO MVKDVM VITAMQ. S' RELIQ.VIT

G
R A T
Q.

A M
A T

G
R

EVSEBIO EPISCOPO ET
(Si noti
il

MA RTYRI

nome

del calligrafo Furio Dionisio Filocalo).

La iscrizione ci rivela un episodio dlia storia dlia Chiesa Romana, che senza di questa epigrafe sarebbe del tutto sconosciuto, cio lo scisma di un taie Eraclio, rigorista eccessivo
nella questione dei lapsi. Sant' Eusebio che sostenne la vera

^M^

dottrina, fu

mandate

in esilio e

mori

in Siciha nel

310 sotto

REGIONE DI
Massenzio
e sepolto in

S.

SOTERE E DI
il

S.

EUSEBIO
in

183

Dopo

la

pace

suo corpo tu trasportato

Roma
questa

questa cripta decorata di


di

marmi

e di musaici, e
di

sepolto neU'arcosolio
cripta

fondo.

Una

particolarita

un matroneuiHy cio una tribuna


aile gallerie di

situata al

primo

piano del cimitero e accessibile dal

prossimo scalone [U].


di nota, si

Salendo

questo piano superiore vicine a questo

matroneo,

fra altri

monumenti degni

vede anche

un'iscrizione sepolcrale appartenente ad una nobile matrona


di famiglia senatoria, clarissima

femina

AELIVS SATVR NINVS CASSIAE FARETRIE CLARISSIME FEMINE CONIVGI BE NEME RENTI DEPOSTIO T ERTIV NO NAS FEBRARIAS

Sono anche da notare


P. Tongiorgi asseriva contenersi del
in

in queste

medesime

gallerie

alil

cuni sepolcri ancora chiusi contrassegnati da ampolle ov e

sangue. Infine
da osser-

un arcosolio

una clbre pittura compianto de Rossi interpetrata corne una scena


varsi
[k] dal

unica nelle catacombe, cio


il

G'mdJTJo

di

un

marlire.

Mons. Wilpert per, dopo un paziente ed accurato


esame, ha creduto riconoscervi

con certezza

la

scena

di Siisanna difesa

da Daniclc C).

(i)

Cf.

Nuovo

Bulhtt. di arch.

crisl.

1897, pag.

158.

184

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


la

Discendendo

scala e tornando

al

piano

inferiore, al-

l'ingresso dlia galleria perpendicolare a quella di S. Eusebio,

si

vedono a destra due arcosoli dipinti [m, n] in uno dei quali veggono i Trc fancinUi ncUa foniace, la Resitrre:^io}JC di La~aro ed una Or an te. Poco lungi notasi una iscrizione greca di una Onesima serva di Dio, forse di una vergine sacra:
si

ovHCIMHC AOAH OGO-j AnPiAicov / yc eiAcox xaT AOeCIC -pw IZ K A A


.

Aey.spi^o'.wv
visita a

Quindi

si

vede

lo

scalone

di

S.

Eusebio, poi

si

destra un cubicolo [V] in cui sono custodite due


in cattivo stato.
I

mummie
il

sarcofagi sono cristiani e nulla offrono di

rimarchevole
di

il

coperchio

di

quello a sinistra porta

nome

ALEXSADRA.
Il

In fondo trovasi un piccolo sarcofago per

fanciullo, ornato di soggetti biblici dell'antico e

nuovo Testa-

mento.
leria

cubicolo dirimpetto e

l'

altro di

fianco dlia gal-

[X] erano cubicoli

di famiglia.

In un arcosolio furono

deposti tre cadaveri cou la seguente iscrizione:

DEP DE? DEP

PROFVT\'RI
Q.VIRIACI

IIII
.

KAL

MAR

VI
.

IDVS

IVX

PRI\H

XOX

IVL
il

Nello stesso cubicolo

v'

un' iscrizione con


le

simbolo di

due colombe

due

alberi

che rappresenta

anime nel giar-

dino del Paradiso.

REGIONE DI
L' iscrizione dice
:

S.

SOTERE E DI

S.

EUSEBIO

185

///DEP-PANCARI///VN-KAL-S
I-P(/;/

puce).

Verso
in cui

la

fine di questa

lunga

galleria, a sinistra per chi

viene da S. Eusebio, notasi una importante iscrizione greca


si

augura

alla

defunta di vivere in Dio con

gli

angeli

GN ee//
///TOIC AXreXoi.
Per andare
aile

altre regioni

del

cimitero

si

prenda

la

galleria [15] che fa seguito a quella che passa innanzi

alla

cripta dei Papi.

Volgendo
Stagioui

a sinistra si trova
si

un
a
ai

bel cubicolo

doppio

in quello a destra [Y]


le

vedono
;

belle pitture

rap-

presentanti

(m
di

secolo)

nell'altro

sinistra [Z]
lati

havvi un gran copercliio

sarcofago ornato

coll'im-

magine
un

del Biioii Pastorc.

La

volta decorata di pitture, fra

le quali la

Resurre^ione di La:^:^aro, e intorno alla parre ricorre

sedile che

mostra aver servito


probabile

la

cripta
il

per

le

riunioni

liturgiche.

che qui

fosse
in

sepolcro del
si

papa
legge
il

Milziade
pi volte

(').

Alquanto pi lontano
sulla parre

un cubicolo

graffito

da un pio

visitatore antico

nome

di

SOFRONIA
(').
l'

che noi abbiamo gi notato sotto

lo

scalone d'ingresso
nella volta

In un altro cubicolo vicino [B] vedesi


si

immagine ddVOccaiio. Poscia

giunge ad un
si

punto chiamato dei


andare
in

Quattro

Pilastri [i\l|, dal quale

pu

varie regioni del cimitero.

(i) In questa galleria vi

sono parccchi sepolcri nel pavimento. Sopra

uno

LAODICIES ET FILIORVM. TOnOC AAESANAPOr KAI CMBIOr EnOIHCAN.


di

questi

si

legge:

In

un

altro:

(2)

Hlm. d'arch. chrl.: Xolioiis gnrales, pag. 245. L' iscrizione dice:

Sofronia dulcis

semper vives Deo

e pi sotto ripetuto: Sofrou

vibes ,

l86

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


Marco

3.

Regione detta Liberiana. Cimitero


e Balbina.

di

La regione che

il

de Rossi chiam Liberiana costituisce

una parte importante del cimitero di Callisto (v. pag. iSj'). Il metodo dlia escavazione e la epigrafia indicano chiaramente la seconda meta del iv secolo. Accanto alla scala spciale di questa regione, in una cripta assai grande [C], eravi il sepolcro e l'elogio di un diacono dei tempi di papa Liberio, per

nome

Redento. Vari frammenti

di questa iscrizione di
sillogi,
si

stile

damasiano, gi conosciuta dalle


cripta; ed essi

conservano nella

possono completarsi

cosl:

^LEBS SANCTA Redempium Levitam subito rapuit sihi regia CAELI Dukis nectareo promebat mellA CANENi^w (')
Strin^e dolor lacrimas quaeris

Prophetam celehrans placido

wODVLAMhi;
W\Entus

senem

Haec

fuit insontis vitae laudata

Invidia infelix tandem compressa quiescit

Nunc

paradisus hahet sumpsit qui ex hoste tropaea.

Lo

stile

damasiano,
ci

ma non

caratteri.

Il

testo del-

r iscrizione

stato

conservato

dal

manoscritto

Palatino
fu forse

dlia biblioteca Vaticana (ms. 833).

Questo diacono
una

confessore dlia fede durante

la

persecuzione ariana.
[D'], in

Sopra
si

la

porta di

un cubicolo

galleria vicina,
cio, volpi

vede una pittura rappresentante alcuni animali

o leopardi. Alla medesima regione appartiene che


cita
il

un' iscrizione

nome
Felice:

del

papa Liberio come protesta contro lo

scisma

di

///ieFVNCTA EST EVPLIA


///iiVS

QVAE
episcopo

MAIAS QVE FVIT AKNORV ///QVE DEPOSITA IN PAGE SVB LIBEno

(i) Verso incomprensibile.


cos! invece di

Il

copista della Sillage, deve aver trascritto

CAKORE.

Cfr.

de Rossi, Rem.

soti.

III,

pag. 237.

REGIONE LIBERIANA

187

jmM
tq
03

l88

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


lungi sta V altra iscrizione alla quale pi sopra accena

Non nammo

proposito

di

san Caio.
:

Il

testo erroneo e
sibi

deve

correggersi nel
in Callisti [in

modo

seguente

Comparavit

arcosolium

coemeterio

Callisti]

ad doranura Caium, qcc.

BENEMERENTI
CESSIT

lOVIXE QVE CVM CO GEM SVVM HABVIT ANNOS V ET D'il

AXXORVM

XXI Q_YE CONPA///


,'

BIT SIBI

ARCOSOLIVM IX CALLISTI AD DOMX DEPOSITA DIE III IDVS FEBRVARIAS CAIVM FECIT COIVGI MEREXTI IN PAGE
semplice esame
sesta linea
si

Da un
quarta e
la

dell'

originale

si

rileva
e

corne
la

la

seguano regolarmente
possono

che

data

dlia deposizione, dimenticata dal lapicida, fu inserita poste-

riormente. Le ultime gallerie che

si

visitare seguiil

tando nella medesima direzione, appartengono seconde


Rossi al cimitero dei Ss.
di Callisto. In
il

de

Marco
[j]

Balbina e non pi a quello

un arcosolio

trovasi

una

pittura nella quale

de Rossi credette riconoscere


fin

VAniiiiiicia~io}ie.

Le
qiio

gallerie

vanno

quasi incontro

alla

chiesa di

Domine

vadis; e

nella vigna stessa dei sacri palazzi trovasi


ciale per

un ingresso spquali con-

questa regione,

la

quale dei reto assai devastata e


i

priva d' iscrizioni. \\ sono solaraente due cubicoli

tengono
presenta
r altra
il

pitture important! dei iv secolo,


il

una

dlie quali rap-

5a/i'afor

imberbe seduto

in

mezzo

agli Apostli [F'],

Salvatorc circondato dai quattro Evaiigrlisti [G']. In


al-

prossimit dei cubicolo degli Evangelisti, se ne pre un


tro [H'] di famiglia, nel quale

leggiamo

il

nome

inciso sule vicino

r architrave dlia porta:

BITVS C\'M SVIS,

ad

esso trovasi una scala che conduce

al

terzo piano [38].

La

galleria principale fa seguito a questa scala; essa

doveva andar

molto lontano,
dlie acque.

ma

in

gran parte inondata dalle infiltrazioni


de Rossi chiam

Un
di

altro accesso a

questo cimitero, che


in vicinanza dlia

il

Balbina, trovasi

prossima via Ar-

REGIONE LIBERIANA
deatina,

89

dove

si

veggono ancora
recenti scavi

le traccie

di

un antico demons. Wilpert

scenso.
In scguito
si

ai

diretti da\

ch.

riconosciuio clie questa regione chiamata dal


di

De

Rossi

cimitero

Balbina era

il

cocmeterium Damasi, cio quella re-

gione

in

cui fu sepolto

questo clbre pontefice che


la

il

De
si

Rossi suppose invece avesse


di

tomba

nel prossimo cimitero

in

Domitilla. Ci erasi gi congetturato dal Wilpert e


la

confermato con

scoperta

qui avvenuta dlia impronta

calce dlia iscrizione scpolcrale dlia

madr

di

Damaso;

giac-

ch noto che quel

pontefice

fu

sepolto insieme

alla

sua

maJre ed alla sua sorella. La pietra contenentc taie impronta fu ritrovata fuori di posto, gettata sotterra in un cubicolo poco pi oltre di quello ove la pittura dei dodici Apostoli; e quindi non puo asserirsi

che

in origine fosse in quest'ultimo.


di

La scoperta
tempi
di

dlia

regione

Damaso

ci

autorizza a dire che qui prossima fosse


e Marcelliano dei

quella dei martiri


ziano, perch

Marco
si

Dioclevicine.

sappiamo che queste due regioni erano


scavi
scopri a pochi passi

Negli

stessi

dal cubicolo dei

dodici Apostoli una magnifica cappella decorata di


di

marmi
il

mezze colonne con

tre

grandi nicchie; e siccome


il

Libi^r

pontificalis

chiama hasUica
si

luogo ove era sepolto Damaso,


questa cappella

cosi

l'impressione che
fosse

riceve che questo sepolcro cosl


in

importante

piuttosto

grandiosa di

quello che nel cubicolo dei dodici ApostoH troppo meschino

per essere chiamato bnsilica.

Ad

ogni

modo
vicini

certo che in

questa regione stavano

due cimiteri

l'uno all'altro e

non
il

dalla

parte opposta
e

dlia via Ardeatina


la

come suppose
sua

De

Rossi
141).

noi

ripetemmo seguendo

opinione

(v. pag.
di

Quanto
la

poi alla prcisa posizione dei sepolcri

Damaso con

sua famiglia e dei due martiri prudente


esplorazioni e degli studi, estenfin

attendere ancora

la fine dlie

dendosi ancora questa regione


quo vadis, incontro
alla

verso

la
il

chiesa dei

Domine

quale dovea stare

cimitero di Balbina

prossimo e

in relazione

con quello dei

Ss.

Marco

e Marcel-

IO
liano.

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


Le
iscrizioni

del papa

Damaso

dlia sorella Irne

furono gi date a pagina 140. Ecco l'iscrizione dlia madr:

HIC DAMASI MATER POSVIT LAVRE//a memhra aVAE FVIT IN TERRIS CENTViM MINV5 cio per aNOS?

SEXAGINTA DEO VIXIT POST VOEdera sancta? PROGENIE QVARTA VIDIT Q.VAE luda nepotes?

Da
si

questa epigrafe apprendiamo che


visse

la

madr
e

di

Damaso
di questi

chiamo Lorenza, che essa


di

92 anni

che

ne passa sessanta
giunse a vedere
lo pubblicai
la

vita

religiosa

consecrata a Dio e che

quarta generazione.
storico su questa iscrizione nel

un lungo studio
crist.

Nuovo

(1903, pag. 59-108); ed in questo con molti confronti giunsi a proporre corne assai probabile
BuUeltino di arch.

che Laiirentia madr


fece
di
il

di

Damaso

fosse la stessa Laurentia che

sepolcro

al

suo marito Leone vescovo (contemporaneo


il

Damaso)

sepolto nell'agro Verano,


lei.

quale entrato negli or-

dini sacri dovette separarsi da


di

Infatti risulta

da un carme

Damaso che
Hiiic pater

il

suo padre fu
lector

lector, Jcvita,

sacerdos (vescovo):

cxaptor

hvita saurdos
actis (Ih.\!,
n.

Crevcrat hinc meiitis quoniam mdiorihus

57).

Ora daU'epigrafe del vescovo Leone composta da Damaso si deduce che anch'egli fu lector hvita sacerdos e che a
lui

composnit tumuluin Laurentia coniux, la quale dovette pure

consecrarsi a Dio
Psallerd
et

dopo

la

ordinazione del marito.


modulante propheta

in popidis volai

Sic meriii plebem

Christi retinere sacerdos


etc.

Hune

niihi

composnit tumuhim Laurentia coniux

(Ihm,

n.

33).

Tutte queste circostanze identiche per

due personaggi
l'

rendono

assai probabile

la

mia opinione che cio


il

ignoto
di

vescovo Leone sepolto nell'agro Verano fosse

padre
di
la

Da-

maso;
presso
di

e si spiegherebbe assai
la basilica di

bene

la

sepoltura

Leone

di S.

Lorenzo, giacch esscndo

famigha

Damaso

origine spagnuola dovea avre una devozione

spciale per quel martire. (Si

vegga

il

citato

mio

a^ticolo).

LE CRIPTE DI LUCINA
Le
cripte di Lucina.
di

191

4.

Toriiand
Pilastri, scala [N'], per
galleria

ora

al

punto

partenza detto dei

Quattro

troveremo una
la

galleria [41I

che conduce ad una

quale

si

scende

al

terzo piano. In questa


fra
le

sono da osservarsi alcune

iscrizioni,

quali

Pianta spciale dlie cripte di Lucina.

notevole quella con una bella figura


la

di

Orautc. Oltrepassata

scala

si

trova subito un' arenaria [42,=8 dlia pianta spsi

ciale], e

da questa

passa ad una lunga galleria [45, =7 dlia


antichissime iscrizioni corne

pianta stessa], ove sono affisse

192

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


Faustiniano,
di

quelle qui riprodotte di

Urbica,

d'
il

Esperos.

Quest' antica parte di cimitero fu fondata, secondo


dalla

de Rossi,

matrona Lucina, che

egli identifico
(').

con

la

clbre

Pom-

ponia Grecina ricordata da Tacito

taie

congettura sa-

rebbe confermata da una iscrizione rinvenuta in minuti fram-

menti in questo cimitero,


e

la

quale fu ricomposta dal de Rossi,

nomina un Pomponio Grecino.

noMncuxioc
rPH/.ef tvoC
(^)

Ecco intanto
cripte dette di

le iscrizioni

principali di questa galleria dlie

Lucina:

>.fe J^^J>^:lhL

/^

-^

importante
si

qui

il

gruppo simbolico dell'agnello sotto


croce) e dlia colomba che a
(-).

r dncora (Cristo unito

alla

lui

avvicina (l'anima del defunto)

(i) (2)

DE Rossi, Roma sotterr. I, 319; II, 282. Questa epigrafe, che io vidi nei primi anni
Cf.

dlie

mie esplora-

zioni cimiteriali,

non

pi visibile. Essa stava nella regione adiacente alla

cripta di S. Cecilia; ed desiderabile


(3)

che possa

ritrovarsi.

Vedi

a pag.
il

121 la scheda del

de Rossi. - Xella

iscrizione di

gruppo simbolico dell'anima che per la speranza nella croce ha raggiunto la beatitudine. 11 simbolo antichissimo dell' dncora
Urhica vi
vedesi pure nell'altra iscrizione
di

Esperos.

LE CRIPTE DI LUCINA

193

Risalendo
che

mette ad

livello

pitture

seconde piano, trovasi una scala primitiva [44] un ingresso spciale, e presso di essa, a un pi elevato del seconde piano, due cubicoli [!'] con di stile pompeiano, del principio del 11 secolo. Nel
al

primo cubicolo

fu

rappresentata
si

la

scena del Battesimo dcl


dlia

Salvatore;ne\ secondo

veggono
il

le

immagini simboliche
latte, e del

Colomba, degli agnelli con


i^inc 1^)4, i(j) c

vaso del

pesce

(f.

pa-

i^S)

(').

La

pi importante di tutte quella che

(l)

-Im. d'arch.

chrl.: Xoticns

gmraks, pagg. 286, 275, 278.

Gui.la

Qitaccmhe rcman:.

194

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

.M

^
rappresenta due pesci simmetricamjnte disposti,
i

quali sorregdi

gono un

canestro di pani contenente

un piccolo vaso
il

vino

simbolo deir Eucaristia; ed


per r antichit,

essa, tanto per

simbolismo che
dlia fede

uno

dei pi preziosi

monuraenti

dei primitivi cristiani nel

domina

eucaristico.

LE CRIPTE DI LUCINA

195

Discendendo
scala

la

piccola scala,
detta
di

si

giunge

ai

piedi di
di

una
del

monumentale
si

S.

Cornelio
11

rimpetto

a questa
Bnoii

trova un cubicolo de!

secolo con
latte,

la pittura

Pastore.

sorreggente

la

secchia del

simbolo dlia

Penitenza e

dell' Eucaristia.

Nella

galleria

prcdente sono

>

-T

'*

V-

t
..'/-'.r-i'
' .

'4.

*^r

^^vmtJOA

196

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


frammenti
di sarcofagi e di iscrizioni,
ai

collocati molti

alcune

dlie quali importanti, perch relative


tari

nobili Cecili proprie-

del

luogo ed

ai

loro congiunti:

,,,POMPEIA.OC
////ABIA-ATTICA
///raECILIANA-C-P
{darissima
ptiella)

;//VIXIT-MEN

Q.-CAEn7/o

MAXIMo
C'P
(clarissiiiw piicro)

Volta

di

un cubicolo nelle cripte

di

Lucin.i.

LE CRIPTE DI LUCINA

197

Altre iscrizioni pure important! trovate in qiiesta regione

sono

le

segLienti

IALLIAE-IALLI.BA55I'

ET-CATIAE-CLEMENTINAi: FUiae PIISSIMAE-MATRI CLEMENTINAE-IN.PACE AELIVS.CLEMENS.PILIVS

EMILIVS-IN-PACE

EMILIA .PVDENTILLA

AIKINIA-OACTeiXA

ANXIA OAICTCINA

ANNIOI-KATOI
Esse
cimitero
ci

AKHAIA-BHPA
Jei
tedeli

mostrano
dal
ii

la

nobilt

sepolti in questo

fin

secolo.

Infine un' altra galleria [45] sbocca nclla cripta di S. Cornelio [K|; e fu qui che
Si
il

de Rossi

cominci

suoi

scavi.

giunge

in tal

modo

alla cripta sepolcrale del

papa san Corche scende

nelio, la quale di

un pittoresco

etfetto per la luce

dair antico lucernnrio sorretto da archi


tefice

L' iscrizione del

pon-

ancora

al

suo posto primitive

(i-. pa^^.

200)

e, a diffe-

renza dlie

altre papali, in latine:

CORN ELI VS MARTYR


sembra

EPiscopiis; e probabilmente fu scritta in latino perch

COR.KELI VS

MARTYR-

che

il

pontefice fosse sepolto in un luogo appartenente ad


dlia gente Cornelia^
di

un

rame

con

la

quale egli

ebbe qualche

relazione

parentela o di clientela.

iS

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


fu mariirizzato a Centocelle

San Cornelio
suo corpo
gli

fu trasferito a

Roma

(231); quindi il deposto in questa cripta che

Ituicrari

mostrano separata dal comune sepolcreto dei

Cubicolo
Nella voila
il

"

dei pesci

'>

con allreschi del

ii

secolo.

Buon Pasiore e le Oranti. Presso la porta il vaso del latte (simbolo deir Eucaristia), posto in mezzo aile pcore de! gregge di Cristo {pag. IQ)),

Papi indicandola longe

in

antro

(').

Le sue

reliquie

furona
loro

poi nel IX secolo trasferite a S. xVIaria in Trastevere. Sopra


la iscrizione sepolcrale, vari pellegrini e preti

graffirono

nomi(^). In

alto,

Damaso

fece coUocare

una grande iscrizione

(i) Jtinerario di Sal\bourg.

(2)

Teoflatits

prh (presbyter). TpEyopt, Atriamts, qcc.

LE CRIPTE DI LUCINA
metrica
di

199

cui

raccolte epigrafiche

non rimane che una meta, I manoscritti e le non ce la tramandarono ma il de Rossi


:

tent di supplirla assai ingegnosamente


Aspice descensu

come segue:

Corneli nioniimentu vides

extrucTO 'rENEBr/SQ.i; //(GATIS l\'}AVLVmque SACRATVM


niellOR

Hoc

opus aigroli

Essel ul acceSMs

DaMASI PRa^jTANTIA FECIT POPVLISQ. PARATVM


i-ALEAS

AuxiVmm
Oticin

sancli et

Corde pre:es Damasus


HOU
lacis

SI FVNDERE PVRO MELIOR COXSYRGERE POSSET amoR 'ViW'V MAGE CVRA LABORIS

Il

Buon Pasiore con

il

vaso del latte

iielle

cripte-di Lucina {pag. is).

La
da

iscrizione

dunque ricordava soltanto


il

lavori eseguiti

Damaso

presso

sepolcro

di

questo suo glorioso ante-

200
cessore
;

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


e specialmente la scala da
lui costruita

ed

il

lucer-

nario

ivi

aperto.
al

Inferiormente

loculo e nella parte anteriore del sepolcro


lettere

vedesi un frammento con alcune


aile

che rassomigliano

damasiane

probabilmente appartennero ad una iscrizione

Cr pta

di

S.

Cornelio {pag. i^j).

postavi dal papa Siricio, successore di


tore de' suoi lavori (').

Damaso

continua-

La

cripta

ornata

di pitture

bizantine che possono at-

tribuirsi alla

seconda meta del


lo suM>li

vi secolo.

sinistra di chi

(i)

Il

DE Rossi

con questi due


et

versi:

Syricius perfecit opus conclusit

arcam

Marmore, Corneli quoniam pia viemhra ntenlat.

LE CRIPTE DI LUCINA
guarda
il

20l
nomi
S.
5.

sepolcro sono

ritratti

con

loro

Sisto

II

papa, ed un altro vescovo che puo essere


5. Corneli e 5. Cipnatio,
il

Ottato; a destra

martire vescovo di Cartagine. Cio


il

trasse in errore

uno

degli autori degli Jtincrari,


il

quale sup-

pose che quivi riposasse anche


ragione per cui l'immagine
di

corpo

di

san Cipriano. La

questo santo fu dipinta a fianco


si

di quella di san Cornelio che la festa di entrambi

celebrava

nello stesso giorno. Intorno aile pitture ricorre un' iscrizione

ricavata dal salmo

tuam,

Ego auteni cantabo fortitudinem mane misericordiam tuam.... Molto tempo prima che si facessero gli scavi dalla Com-

LVIII:

er

exaltabo

missione

di

Archeologia sacra,
l'

si

rinvenne
taie

in

questa mede-

sima regione

iscrizione

di

un

Serpenzio

che aveva

acquistato un sepolcro

presso quello di S. Cornelio:

SER-

PENTIVS EMIT LOCVM AD SANCTVM

CORNEuna chiesa
l'immail

LI\'M. Trasportata

fuori di

Roma,

fu collocata
si

in

deiritalia mridionale ove ancora

conserva:
lettura,

ma
di

ginazione popolare, sviata da una

falsa
il

ne mut

senso e da questa epigrafe

fu ricavato

nome

un preteso

san Canelio

(! !)

Air ingresso dlia cripta un


lini

graffito

scoperto dal Barto-

del

nomina un gruppo di martiri deposto nelle vicinanze, ma quale non stato ritrovato il sepolcro: SCS CEREALIS
Dalla
cripta
di

ET SALLVSTIA CVM XXL


S.

Cornelio
[L']

si

pu

uscire
si

direttamente
ritornare
ai

per

la

scala

damasiana

ovvero

puo

Quattro

Pilastri in

che sono
dirsi

percorrendo alcune gallerie [47, 48, 49] comunicazione con la cripta stessa dalla parte
scala.

opposta a quella dlia

Giunti per a questo punto, pu

compiuta una buona

visita

sommaria
ai

ai

principah

mosi

nuraenti che sono degni di spciale attenzione nel cimitero


<li

Callisto; e quindi per


finire

non

ritornare
taie

luoghi gi veduti,

suol
scala.

ordinariamente qui

visita

uscendo da questa

202

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


II.

Cimitero

di S.

Sebastiano
(').

ad Catacumbas

Fra

la

vigna dei palazzi Apostolici e

la

vigna del Pinto,

che alquanto pi verso S. Sebastiano, esistono due gruppt


di gallerie sotterranee,
la
il

via dlie Sette Chiese.

uno vicino Queste

a S. Callisto, l'altro presso


gallerie
si

dirigono verso

cimitero di S. Sebastiano, ed probabile che lo mettano

in

comunicazione con quello

di S.

Callisto

ma

certamente
tali

in origine questi
ci

due cimiteri erano ben


dal

divisi,

e corne

sono
Il

indicati

Calendario Filocaliano.
si

cimitero di S. Sebastiano quello a cui


il

die'

per an-

tonomasia
tante

nome

di

cimitero

ad Catacumbas,

nome che
pi

venne poi applicato

a tutti gli altri cimiteri.

La
la

impor-

memoria

storica che

ad esso

si

rannodi

deposizione

temporanea
r abside

dlie reliquie dei santi apostoli Pietro e

Paolo nella
Calendario
assicurano

Platonia, ossia cripta rivestita di


dell'

marmi,
Atti

la

quale vedesi dietro


il

odierna

chiesa. Gli
(^),

apocrifi,

Filocaliano, san

Damaso
(^).

san

Gregorio
;

(^)

ci

dlia verit di questo

avvenimento

le

circostanze

per ne

sono

assai

oscure

Baronio, Pagi, Papebrock, Bianchini,

Q) opinano che vi sia stata una sola trasscrittori, come Panvinio, Vignoli, Marangoni, Marchi e Lugari (^), ne ammettono due. La
lazione
;

Borgia e Duchesne

mentre

altri

prima opinione
Liheriano

me sembra
sia

pi probabile; ed a

me

pare

che taie traslazione

indicata chiaramente dal Calendario

come avvenuta
il

nel

secolo e precisamente nel

258

per

la

persecuzione di Valeriano.
calendario, confrontato con
il

Infatti

Martirologio, riu-

(i)

Cf.

Marucchi,
ix (P. L.

Descriiione dlie catacomhe di

S.

Sebastiano, pub-

blicata in occasione del III centenario di san Filippo Neri,

Roma,

1H95.

(2)

Cann

t.

XIII, col. 583).


t.

() Ep. IV,

30 (P. L.

LXXVII,

col.

703).

(4) Cfr. Elm. d'arcb. chrL: Notions gnrales, pag. 50-53.


(5) Lib. pontif. (6)
I,

pag. civ.
ossia
il

Le catacombe,

sepolcro apostolico dell'Appia,

Roma,

1888.

CIMITERO DI
nisce
la

S.

SEBASTIANO

203

data consolare di

memoria dei due Apostoli ad Catacumbas alla Tusco e Basso (a. 258); e qnesta data con-

Basilica e cimilero di S. Sebastiano (La Platonia dietro l'abside).

Slare in quel

documento

indica certamente

una traslazione

corne puo provarsi con


(i)
in

altri

esempi

(').

corpi degli .Apostoli


ni

Ecco

il

testo di questa
in
(a.

indicazione;

<f

calendas

iulias, Ptri
et

Vaticano Pauli

via Ostiensi,

utrumque

in

Catacumbis, Tusco

Basso consulibus

258).

204
non
forse
vi

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


rimasero per 40 anni, corne dicono
di
uti

gli

Itinerari,

ma

poco pi

anno, durante
cio, al

la

persecuzione
in cui
sia
i

di \'a-

leriano

(258-59)
al

fino,

momeijro

cimiteri fudi

rono

restituiti

papa Dionisio.
si

Checch
che
il

taie

que-

stione, ancora controversa, certo

sepolcro apostolico

provvisorio dlia via Appia resto sempre in grande venerazione


;

onde
vi
si

vi

si

scav

ail'

intorno

un piccolo cimitero,

quindi

eresse

una

basilica che, fino alla fine dell' \iii se-

colo, fu chiamata
il

basilica

Apostolorum
al

ed quella che
:

Lihro Pontificale attribuisce


fecit basilicas trs:

papa Damaso

Hic

[Da-

masus]

unam

beato Laurentio, iuxta theaet in

trum
in

et aliam via

Ardeatina ubi requiescit,

Catacumbis
et Pauli,

ubi iacuerunt corpora

beatorum apostolorum Ptri

quo loco Platoniam ipsam versibus exornavit ('). E questa basilica soltanto dopo l'vin secolo cambio il nome
Per una scala moderna situata presso l'abside
si

antico in quello di basilica S. Sebastiani.

discende

alla PJatonia,

e nel

mez zo
in

di essa , sotto

l'altare,

vedesi un
lastra

grande sepolcro, diviso


di

due scompartimenti da una


i

marmo,

nel quale furono deposti

sarcofagi con
cripta
il

corpi

dei

due principi degli apostoli('). In questa


colloc una iscrizione,
il

papa Da-

maso

cui testo ci fu conservato dalle

Sillogi e

che attesta

la

traslazione dlie reliquie apostoliche:

HIC HABITASSE PRIVS SANCTOS COGXOSCERE DEBES NOiMINA QVISQVE PETRI PARITER PAVLIQVE REQVIRIS DISCIPVLOS ORIEXS MISIT Q.VOD SPONTE FATEMVR SANGVIXIS 03 MERITVM CHRIST VM QVl PER ASTRA SECVTI AETHERIOS PETIERE SINVS REGNAQ.VE PIORVxM ROMA SVOS POTIVS MERVIT DEFENDERE CIVES

HAEC DAMASVS VESTRAS REFERAT NOVA SYDERA LAVDES


L' interne del sepolcro rivestito di

marmi

e ornato di

pitture del iv secolo che rappresentano S. Pietro e S. PaoJo,

(i)

Cf. lm. d'arch. chri.: Notions gnrales, pag. 228.

(2) Cf. AIarchi, /

monumcnti delh

arti cristiam,

pagg. 199-220.

CIMITERO Dl
c tutto

S.

SEBASTIANO

205

intorno

alla

Platonia sono disposti tredici arcosoli che


di

furono

gi decorati

pitture.
in

Gli arcosoli sono adorni di

stucchi a rilievi di fogliami e

un angolo

si

pure trovata

Sepolcro apostolico Je!

.1

ILitoii:

Lo

St'-;:.-J

(sezione trasversale).

(sezione longitudinale).

una decorazione dipinta

ed

ivi

un

graffito ricorda
:

il

nome

degli oprai che eseguirono questo lavoro

MVSICVS CVM

SVIS

LABVRANTIBVS VRSVS FORTVNIO MAXIMVS

EVsebiiis (v secolo).

La fantasia popolare ha riunito a questa grande cripta, restata sempre in venerazione, le altre memorie pi insigni dlia via Appia, le quali per devono assolutamente escludersi. E cosl non pu6 ammettersi

che qui fosse sorpreso

il

papa Stefano
si

ne

il

papa Sisto
i

II,

ne che qui

fossero

trasportati

corpi dei primi papi.


iscrizione,

Una grande

prima incisa

e
Piinti
del sepolcro bisomo.

poi dipinta a lettere blanche su fondo rosso. ! ] ,, TM gira mtorno alla Platonia, e ricorda il cl
1

bre martire san Quirino, vescovo di Siscia in


Cf.

Pannonia

(').

(1)

DE Rossi,

BulUlt.

1894, pagg. 147-151.

Un

primo studio su

questa iscrizione fu fatto dallo Stevenson.

2o6
Il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


de Rossi ne tent
la restituzione cosi
...Dientemque
:

DEVOTAM

QVAE TIBI MARTYR EGO REPENDO MVNERA LAVDIS HOC OPVS EST NOSTRVM HAEC OMNTS CVRA LABORIS VT DIGNAM MERITIS dent sacra haec liinina sedem HAEC POPVLIS ciinctis darescd GLORIA FACTI HAEC QVIRINE TVAS laudes ipsa aida PROBABIT (?)
Il

corpo

di

questo martire fu trasportato

Roma
e la

durante

le

invasion! dei barbari sul

principio del v secolo e fu sel'iscrizione

polto

ad Catacumbas

dunque

decora-

zione sono

del principio di quel secolo.

Fu

soltanto
il

dopo

lavori del 1891 che pot riconoscersi nella Platonia


di

sepolcro

S.

Quirino, e

l'elogio

del martire, al quale anche Pru(').

denzio consacr un intero carme


dei fedeli
i

Grande

fu poi

il

numro

quali vollero essere sepolti presse questo luogo


dlia

venerando

memoria

apostolica.

In un angolo, presso uno degli arcosol, vedesi affisso un meschino frammento che appartenue alla clbre iscrizione
posta qui dal papa

Damaso

per ricordare

il

fatto

del

tempo-

raneo nascondimento dlie reliquie apostoliche.


Il

cimitero

non

affatto in

comunicazione
la

colla Platonia;
la

per visitarlo bisogna traversare

chiesa e discendere per

scala [i] costruita presso la cappella di S. Sebastiano. L'iscri-

zione collocatasopra l'ingresso

di

questa scala contiene ancora

l'antico errore chiaraando quel sotterraneo cimitero di S. Callisto . Il

primo monumento che


coorte

si

incontra

la cripta

ove

stava in origine il_sepolcro di S. Sebastiano [2]. Questo santo


era tribuno dlia prima
;

forse apparteneva

al
il

corpo

dlia guardia pretoriana di stanza sul Palatino; e subi


tirio nel

marche

primo periodo

dlia persecuzione di Diocleziano

fu soprattutto

una persecuzione

militare. xMori egli probabil-

mente

nel

290 dopo aver sostenuto eroicamente un doppio


1'

supplizio, quello dlie freccie e

altro

dlie verghe.
le

Il

suo

corpo, gettato in una fogna, fu raccolto per


(l) Peristeph.

cure di una

hymn.

viii (P. L.

t.

60, col.

424

seg.).

CIMITERO DI

S.

SEBASTIANO
lo

207

doon a^
Appia

cristiana di

nome Lucina_che

trasport sulla via

apud vestig^ia. Apostolorum

c lo dpose

non lungi

dalla Platonia in initio cryptae , cio nella cripta sotterranea

corrispondente

ail'

ingresso del cimitero, ove

il il

suo sepolcro
cardinal Bor-

rest fino al principio del secolo wii,

quando

ghese

lo

pose poi sotto

il

moderno
ed
ai

altare.
il

Del primitivo sepolcro possiamo riconoscere


oggi r
altare dlia cripta
;

posto ove

suoi ornamenti

si

riferisce

una

Pianta di una parte del cimitero

di

S.

Sebastiano.

parte dlia balaustra di

marmo con
due
preti,

iscrizione, lavoro del


visibile nel

v se-

colo e

dono votivo

di

oggi

museo Late:

ranense. Nella chiesa superiore ne fu posta una riproduzione

TEMPORIBVS

SANCTI

INNOCENTI
PROCLINVS
.

EPISCOPI

VRSVS PRAESBB TITVLI BYZANTI SANCTO MARTYRI SEBASTIANO EX VOTO FECERVNT


ET
.

(')

(i)

Il

titulus

Byzanti

al

quale appartenevano
il

due

preti era quelle


il

dei Ss. Giovanni e Paolo. Bisanzio era

padre di

Pammachio ed

fon-

208
La

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


scala che

conduce

a questa cripta,

ed c in comunica-

zione colle gallerie del primo e del secondo piano, moderna,

poich l'antico descenso


dlia

si

dov sopprimere per


nella

la

costruzione
di

cappella superiore. Inoltrandosi


si

galleria

rim-

petto a questa scala [ij,

va

al

secondo piano, e volgendo


[4]
:

poi a destra,

si

giunge ad un punto
notevole

ove

collocato

un

framraento

d' iscrizione assai

iM
CATADROMARIVS
Q.VI

Bonae vieMORlE

////MAXIS
avil
! I

CATADROM
GLAVCE
iv

j j

CCXXVI

IN

P
secolo, ricorda
di

Quest' iscrizione, che sembra del


auriga del circo, forse del prossimo

un
il

circo

Massenzio,

quale aveva

riportato

numerose
po' pi
al

vittorie,

almeno 226
innanzi ad
a

nella

fazione turchina.
scala [5] che

Un

oltre si passa

una

conduce

primo piano

si

giunge

quattro

arcosoli disposti due per parte e dirimpetto fra loro. L'ultimo


a destra
fa vi
si

adorno

di pitture del iv secolo.


le

Fino

qualche anno
la

vedevano

figure dcW'Orantc e di

Mosc che batte

rupe; in fondo
dtW'Jpocalisse

il

monogramma
Gesi'i

costantiniano tra
il

le

due

lettere

ed Q; e nella volta

busto del Sahatore imil

berbe e

il

Bambino

nel presepe tra

bue

l'asino.

Era

questa l'unica riproduzione del presepe finora nota nelle catadatdre di questo titolo.

Un frammento

dlia transenna

dove stava questa

iscrizione, fu rinvenuto negli scavi alcuni anni

or sono ed collocato

entro un loculo nel prossimo ambulacro [r].

CIMITERO DI
combe,
mentre
le

S.

SEBASTIANO

209

altre
la

rappresentanze del inedesimo sogpi antica dlie quali porta


la

getto sono in scultura,

data

consolarc del 343('). Disgraziatamente ora questo afFresco


svanito quasi del tutto.

ivi

Nella galleria vicina a quest'arcosolio [6] e in un cubicolo prossimo [7] si trovano queste iscrizioni:

Co5TANTIA
E IN

aVH

BIXIT

A\

VIII

III

VICTOR FHCIT

SIBI

PAGE
oltre

LOCV SE VIVVS
un
graffito:

poco pi

DEP
Ritornando per
la

XII

KAL IVLIAS

strada gi percorsa e

poco lungi dallo


[8]

sbocco dlia galleria del Presepio,trovasi una scala


profondit. In una galleria di questo terzo piano
alcuni loculi chiusi ancora con
le iscrizioni al

che con-

duce ad un terzo piano del cimitero e scende poi a grande


si

veggono
:

loro posto

BICEXTIA -^ fh ^^-y^
IN

'i Q-^'E

BIXIT

ANV

PAGE

^ J^^
.

Q.VIRIACE IN PAGE

BONIFATIVS

IN
.

PAGE

IVSTINVS SE BIBV FEGIT

Se

si

continuassero
si

gli

scavi,

in

fond a questa scala


cripta storica, e proba-

ora interrata

troverebbe forse
di S.

una

bilmente

quella

Eutichio,

martire assai
di

clbre,

se-

polto in questo
infatti

cimitero.

Da

un' iscrizione

san

Damaso

sembra potersi dedurre che il sepolcro di lui stava in un luogo assai profondo. S. Eutichio ricordato nel MartiroJogio ai

S.

4 febbraio ed il suo corpo Lorenzo in Damaso.

sta ora nella chiesa di

(i) Cf. 51, n. 73.

DE Rossi,

Bulldt.

1877, pagg. 141-148; in

/'/jt;//)/. c/;riV/. I,

Guida Calacombi romant.

14

2IO

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


al di

Probabilmente

sopra del sotterraneo sorgeva un ora-

torio nel quale forse era coUocata l'iscrizione damasiana in

onore dello stesso martire,


la basilica a sinistra dlia

la

quale ora vedesi murata entro


ci

porta d'ingresso. Essa

descrive

crudeli tormenti sofferti da questo martire, probabilmente sotto

Diocleziano, e

ci fa
:

sapere che

il

corpo

di lui fu ritrovato

da

san

Damaso

stesso

EVTYCHIVS MARTYR CRVDELIA IVSSA TYRAN'NI CARNIFICVMaVE VL\S PARITER TVNC MILLE NOCENDI VINXERE aVOD POTVIT MONSTRAVIT GLORIA CHRISTI CARCERIS ILLVVIEM SEQVITVR NOVA POEXA PER ARTVS TESTARVM FRAGMENTA PARANT NE SOMNVS ADIRET BIS SEXI TRANSIERE DIES ALIMENTA NEGANTVR MITTITVR IN BARATHRVM SANCTVS LAVAT OMNL\ SANGVIS VVLNERA QVAE INTVLERAT MORTIS METVENDA POTESTAS NOCTE SOPORIFERA TVRBANT INSOMNIA MENTEM OSTENDIT LATEBRA IXSOXTIS aVAE MEMBRA TEXERET QVAERITVR IXVEXTVS COLITVR FOVET OMXIA PRAESTAT EXPRESSIT DAMASVS MERITVM VEXERARE SEPVLCRVM
Passata
la scala,

che abbiamo accennato,


ai

si

possono osdue

servare due piccole iscrizioni appartenute gi

sepolcri di

donne, Flora
e
III

Rufina:

FLORA
una
.

IN

FACE QVESQVET,
anche del

volgendo poi

a sinistra un' altra pi antica, forse

secolo, che ricorda

honesta femina

POSTVMIAE VICTORIAE H F Q.VAE VIXIT ANN XXVI D XXXVII POSTVMII EVAGORAS ET PRIMA

FILIAE

DVLCI
si

Procedendo
quali
si

oltre
di

giunge ad un gruppo
di vestibolo

di

cubiioli

aprono su

una specie
[9].
Il

quadrato rischiaracchiudeva forse


le

rato da
il

un lucernario
le

pi

nobile

sepolcro di un martire, corne fanno supporre


croci

sue deco-

razioni e

rozzamente

tracciate per

devozione nelle

pareti vicine.

CIMITERO DI

S.

SEBASTIANO

I I

Si torni in seguito nelhi galleria or ora lasciata, cd in

fondo

a destra [lo]

si

vede un' iscrizione


di

in caratteri gotici, eseguita


di

nel

1409 per ordinc

Guglielmo vescovo

Bourges:

i HIC Q.VONDAM RECONDlTVM*FVlT CORFVS BEATAE HOC OPVS I-ECIT CAECILIAE VIRGINIS ET MARTYRIS FIERI REVERENDISSIMVS PATER DOMINVS GVLIELMVS ARCHIEPISCOPVS BITVRICENSIS ANNO DOMINI MCCCC NONO

Questa
perch
ci

iscrizione storicamente falsa; ed ha interesse solo


fa

conoscere quale fosse l'opinione sul sepolcro

di

S. Ceciha nel secolo xv. In fondo a questa galleria a destra,


si

entra in un cubicolo [11] che contiene una piccola iscri-

zione, forse del v secolo, sormontata da

una croce moderna:

SANCTO
MARTYRI MAXIMO
Questa iscrizione doveva trovarsi
terra,

in

un oratorio sopra

e potrebbe anche provenire dal cimitero di Callisto e


il

forse ricorda

Maximus commentariensis
la basilica.
si

che cola fu sein co-

polto. Presso questa cripta

una scala mdivale mette

municazione

il

cimitero con
il

Ma

prima

di lasciare

sotterraneo,

dovr visitare qualche

galleria del primo piano. Per far ci necessario tornare nella

cripta di S. Sebastiano e voltare per la galleria segnata [3].

In questo piano

si

veggono
oltre,

le

cripte

ove san Filippo Neri


di

veniva a pregare, corne ricorda un' iscrizione posta in una


queste cappelle. Pi
trovasi a destra

una scala

corri-

spondente

a quella segnata [5]

che conduce presso l'arcosolio


altre

del Presepio; e

dopo aver percorso due


(*).

gallerie, si p-

ntra in un ipogeo spciale scoperto nel 1878 e che in origine

doveva essere separato

Esso racchiude un cubicolo ornato

di pitture del principio del iv secolo. In

mezzo vedesi

il

Buon

(0

Cf.

S. Sebdiliiino,

Marucchi, Di un Roma, 1878.

ipogeo

recenUmenU scoperto

nel cimitero di

212

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


sembla
che

Pastore con una pecora sulle spalle e un' altra ai piedi e

posto sopra un rialzo che poteva rappresentare


lina; a sinistra dipinta un'

la mistica colStella

Orante sormontata da una

simboleggia

il

Cielo, a jjestra

una figura

virile

completamente

nuda, che tiene nella


fu da

mano
un

sinistra

un lungo bastone. Essa


simbolo potrebbe
Perptua Q').
1'

me

spiegata per

atleta; e questo

riferirsi aile

parole di san Paolo sul combattimento spirituale (')

di cui parlano
I tre

pure TertuUiano (^) e


si

gli Atti di S.

soggetti qui rappresentati


il

completerebbero l'un
santifica la

altro;

V Atleta simboleggia
la lotta e
il

cristiano che

sua vita con


il

sacrificio, Y Orante
il

l'anima che gode

possesso
1'

del

premio eterno;

Biion Pastore^ Cristo che sostiene

anima

durante

la vita e la

conduce

al

Cielo.

La

basilica eretta nel iv secolo in

onore dei

Ss. Apostoli,
la
la

basilica Apostolorum , aveva per confessione


il

Platonia e

non

sepolcro

di S.

Sbastian, e doveva avre

forma con-

sueta dlie altre basiliche: cio con tre navi separate da co-

lonne, e l'abside in fondo; avea pero dietro l'abside un matro-

neum
chiesa

del

quale

il

P. Bufalieri

riconobbe alcune

traccie.

La

fu spesso

restaurata

nel

medio
di

evo;

finalmente

venne

rifabbricata nella

forma
il

attuale dal cardinale

Borghese,

nipote di Paolo V, ed allora


dalla cripta sotterranea,

corpo
gi
si

san Sebastiano fu tolto

come

disse, per trasportarlo nella

cappella superiore fatta costruire dallo stesso cardinale. Intorno


alla

basilica

si
i

form nel

iv secolo
le

un cimitero a

cielo aperto,
si

notevole per

grandi mausolei,

cui imponenti rovine

ve-

dono

a destra e a sinistra dlia basilica,

all'angolo dlia via

dlie Sette

Chiese e nel monastero stesso.

Uno

di questi, assai

notevole e ben conservato, pu vedersi a sinistra dlia basilica


(y.
la

planta alla pag. 20}). lUustri famiglie. per divozione

ai

santi ApostoH, avevano scelto questo luogo per loro sepolcro.

Un

framraento d'iscrizione collocato neU'interno dlia basihca

(i) I Cor. IX,

24-26;
c.
5

II

Tim.
t.

II,
I,

5; IV, 7.

(2)

Martyr,

(P. L.

col. 624).

(3) Cf. Elm. d'arch. chrt.: Xotions gnrales, pag. 41.

CIMITERO DI
ricorda un

S.

SEBASTIANO

213
ed appar-

senator et cornes qui

annonam

rexit

tiene a questo cimitero sopra terra: Hic


silus est

l'iclOR (?)

fidens remeare sepvltos


|

laetior

]ii

caeltim

Sitpcram q.vi

svrgat ad avram
|

im.macvlata

piac
PRiideiis

Conservans /"oedera mentis

con'CILIO splendexs

Et

in

urbe
\

senator
svblimisq.

inlvstres merito cepit VEiieramius

HonorES
Anlae
\

comes notvs

virlutibus
(?)

vividvs anno>jam rexit canonemque prohavit

Il

piccolo

museo

locale conserva

un

certo

numro

di iscri-

zioni e

frammenti che non sono senza


di

interesse.

Vi

la

memoria
degli

un mausoleo appartenente
il

alla

nobile famiglia

Uranii da cui proviene

seguente frammento d'iscri-

zione opistografa:

VRANIOR;
Sant'Ambrogio era
di

MAKARI

g?'

questa famiglia e suo fratello

si

chia-

mava Uranio
la

Satiro

(').

Un frammento dell'anno 348 ricorda


(16'

festa di S.

Marcello

gennaio)

STVDEXTIAE Deposita MARCELLI DIE iMa/a/i

CONS SALLIES
Vi sono ancora queste

altre

iscrizioni

consolari

MIRE BONITATIS AC TOliiis sanclitatis ADC^VE PRVDENTIAE EL Ukgnus (?) DVLCISSIME QVAE VIXIT A'^noslH memesjjl

D XXV DEP

IN F XI

CAL DEC
(An. 549).

LIiME/o

et

CaluUino conss

SIMPLICIVS

ET

DINDVME

tT

A 'JC ^
MAI

INNOCENTIVS

wanENTES

IN

PACE

ET

ROSCU

CALCEDONIA

DIL

NON

POST

COSS

D-N

GRAT

AVG

III-ET

EaVlTI

(An. 375).

(i) Cf.

de Rossi,

BuUclt.

1864, pagg. 76-77; 1886, pagg

29-55.

14

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


I I

'

MAI DN GRATIAXo au G IIII ET FL MEROBAVDd CONSS LAETVS ANIMo AMICVS OMNIVM SINE VLE sine hile (?)
(An. 377).

deposita castiSSl'M.A

cons

PlaClDl

FEMIXA S D VIII KAL SEP VALENTINIANI PP AVG 0" VI

(An. 445),

///E

QVAE
LV

VIXIT

SEM
IN

annos

DEPOSITA
-

pace
et

cCSS

FFLL

FESTI

Marc i uni

VV

CC

(An. 472 o 475).

Quest' ultima iscrizione, conosciuta da lungo tempo, sta


ora nella scala dlia Platonia, e fu gi pubblicata dal de Rossi
nel

tomo
si

dlie hiscriptioncs Christianac, p. 370, n. 84.


si

Xegli

scavi del
in cui

187^

trov pure un frammento

di

qualche pregio
Eucaristia ('):

creduto di riconoscere un'allusione

ail'

///Sa^/'E

CIBABAS

///RAEB

ETV CHRISTV

VIDEBIS.

Citiamo pure un frammento che nomina un diacono addetto alla persona di

un vescovo

DIACOM

"EVhcopi

Un
segna

altro

frammento scoperto
di
:

nel gennaio

1894 V^^ avre

qualche rapporto col circo


di

iMassenzio o ricordare un'in-

bottega o d'osteria
,;D

CABALLVM

(i)

Cf.

DE Rossi, BuUdt. 1877, pag. 14/4

CIMITERO DI
Un'
nazione
iscrizione incisa sopra
di
le

S.

SEBASTIANO

215

cavano

un matrone contiene una ordi450 tegole in un luogo ove battelli scariloro merci, forse ad portum Neapolis sul Tevere:
portare
i

BENEBENTO TEGVLAS INDIXI IVLIO N CCCCL VT DEFE RANTVR AT PORNEAPO


Finalmente ricorder un' iscrizione che starebbe
al

posto

suo se fosse in questo museo, poich nomina un lucernario Qnminarc) del cimitero ad Catacumbas e proviene certamente di qui. Essa trovasi, non si sa corne, nel cortile dlia biblioteca Ambrosiana di Milano.
.

EGO EVSEBIVS ANTIOCENO ^ \/\r1^ ^'Ua^JT AN iPL M LXX COMPARAVI E GO SS VIVVS IN CATACVMBAS AD t(C^ iCtf^i/^ nCM LVMENAREM A FOSSORE OC (^'ijjijil >lCVl H^Ui^ APATOSTANEES AMICV /'^ lAuXt/fcEtt "M^tx S B ni iDVs SEPT -^ "^vyci-f Av ^6 y^-pwc ^
,

{sic)

Suir

altra

faccia

si

legge

AVRELIVS
Fra
notarsi
c

LEONTIVS

le

sculture conservate in questo piccolo museo, da


di

un frammento
nel

sarcofago con

busti dei

.S-s".

Vitlro

Polo; ed soprattutto

importante un frammento da
riconobbi un

me
pi

pubblicato,

quale

io

busto

del

Sdlvaiorc.
dlie

Questo monumento
dersi

pu considerarsi come una


al

antiche immagini isolate di Nostro Signore, e potrebbe cre-

anche una immagine esposta

culto,

11

busto ed

capelli

sono

le

uniche parti superstiti


al

di

questa scultura, che


forse

pu assegnarsi
edifici

iv secolo.

Essa ornava

une
se
il

degli

superiori e cadde nel sotterraneo da


si

una

dlie scale.

Da quanto

dette finora

pu concludersi che

cimi-

tero di S. Sbastian

non

clbre quanto quello di Callisto

2l6
non

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


per

meno

venerabile. Basta alla sua gloria l'aver posi

seduto, anche per poco tempo,

corpi degli apostoli Pietro e

Paolo e poi

quelli di san Sebastiano e di altri martiri e i'essere


visite

stato oggetto di
legrini in tutto
il

dvote da parte

di

migliaia di

pel-

medio evo;

e di essere stato poi frequentato

all'epoca de! Rinascimento da illustri santi corne Carlo

Bor-

romeo

e Filippo Xeri.

III.

di

Cimitero
Pretestato

di

Pretestato

(').

Del cimitero
dei

si fa

menzione
e

in parecchi Atfi

Martiri, nel Calciidario


tal

Liberiano

nei

MartiroJogi; ed

esso prese

nome

dal suo proprietario, che potrebbe credei


Cecili.
Infatti santa Cecilia

dersi fosse parente

seppelli

in questo cimitero lo sposo \"aleriano, Tiburzio e


e noi
di

Massimo;
la

abbiamo gi osservato una


Cecilia che

iscrizione

presso

cripta

S.

nomina un

Septimios Praetextatos Caegi nella seconda

cilianos . Il
II

cimitero

esisteva

meta

dei
di

secolo, poich vi fa

sepolto san Gennaro, primogenito

santa Flicita, martire sotto


in

Marco Aurelio (162). Ed infatti una regione, da lungo tempo inaccessibile per l'opposizione
Marchi
e dal de Rossi indizi di

ostinata dei proprietario dlia vigna soprastante, furono riconosciuti dal


Il

grandissima antichit.

cimitero

di

Pretestato

fu

probabilmente in relazione
Triopiiini

con una vicina propriet chiamaia


che era
dei
figli

Hcrodis

Atiici,

la

villa

di

questo
Aurelio,

clbre
il

personaggio, precettore
ivi

di

Marco

quale

eresse
al

un monutriopio
si

mento

alla

sua sposa Annia Regilla. Intorno

formando un villaggio; ed ivi furono trovate le famose iscrizioni Triopee illustrate da E. Q. Visconti (').
era venuto

Esse ora sono nel museo

di

Napoli ed un esatto fac-simil

se ne conserva nella biblioteca \'aticana. Nella piccola chiesa


di S.

Urbano

alla

Caffarella,

si

possono forse riconoscere


Erode Attico
alla

gli

avanzi dei
(i) Cf.

monumento
DE

eretto da

sua sposa.

-Rossi, Biilktt.

1863, 1872 e 1874.


ora,

(2) Iscrizioni greche

Triopee

Borgbesiaiu,

Roma

1749.

CIMITERO DI PRETESTATO
Si congetturato che
il il

217

vescovo Urbano nominato negli


suo ministero
cimitero
di

Ani

di S. Ci'cilia esercitasse
))

in

questo

pago
ogni
si

triopio

cui era

prossimo

il

Pretestato.

Ad

modo
trovata

notevole che precis;imente

iii

questo cimitero
la

sia

una
di

iscrizione la quale

nomina

figlia

di

un per-

sonaggio

nome Erode:

OrPAXIA-eiTATHP-HPOAHC
La Commissione
di

(').

Archeologia sacra
li

fin dal

1863 intraprese

dei lavori in questo cimitero, e poi

continu nel 1872; e

Pianta schematica

di

una parte del cimitero

di Pretestato verso l'ingresso attuale.

recentemente (1898) affid al barone R. Kanzler ed al signor A. Bevignani la sistemazione dlie iscrizioni e dei frammenti
scolpiti rinvenuti negli scavi;

giacch questi important! avanzi

giacevano sparsi qua e

l e

malamente accumult!

in

modo
perch

da non potersi agevolmente studiare.


L' antico ingresso del cimitero
si

non

accessibile e

trova sotto

la

propriet

De Romanis;

per taie ragione


situato presso

vi si entra ora per

un ingresso moderno [A]


1872, pag. 65.

(i)

Cf.

DE Rossi,

Biilhtt.

2l8
la

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

tenuta dlia Caffarella.

Dopo

avre traversato un'arenaria


la

si

entra nel vero cimitero e poi percorsa


si

galleria

principale

giunge per
del

l'

apertura [A']

alla galleria

[ij

che pntra per

mezzo

vano

[2] nella principale arteria corrispondente alla

12.

Costruzione

in

mattoni.
Pasiore,

13. Scala antica.

.'/,';

,'13

II.

Verso

il

Buon

9.
8.

Iscrizioue consolare.

CatteJra

frraffita.

j.

Costruzione in mattoni.

6.

Erculio.

5.

4. Cappella di S.

Gennaro,

Iscrizione damasiana di S. Gennaro.

I.

Verso

l'entrata.
2.

Abside.

5.

Ss.

Felicissimo ed Agapito.

14.

Frammenti

daraasiani.

~^
IffS

15. Lucentio. 16. Superbo.

Continuazione dlia planta parziale del cimitero

di

Pretestato.

La

galleria dlia planta

prcdente dal punto [A'] va a riu'cire nel punto [i]

parte centrale del cimitero.

Questa grande
[2, 3, 5

arteria

segnata nella

nostra planta con

numeri
i

ecc] deve

identificarsi

con

quella galleria ove erano


negli Itincrari chiamata

sepolcri dei martiri principali e che


SpeJiiiica

magna.
si

Prima pero
le

di visitare

questa parte pi nobile,


si

osservino

orallerie cimiteriali

che

diramano

in varie direzioni. Ivi

CIMITERO DI PRETESTATO
si

219
la

conservano alcune

iscrizioni

ira

queste da notarsi

seguente, grallta nclla calce di un loculo, in carattere corsivo:

DP TIGRIDLS Dahnatio ET ZENO FILO COSS


/

(An. 335).

Presso un altro, vi questa epigrafe in maroio, di una fanciuUa


:

DP VIVENTIA-Q.-V.M. aVATIVOR.(.aV) DEP > VIII KAL IVXIAS IN FACE


Entriamo poi nella Spelnnca magna ove
stano che
sepolcri
si

gli Itinerar ci attei

veneravano

martiri storici del luogo; e


si

loro

sono

indicati neH'ordine col quale


et ibi

visitavano: Ibi

intrabis in

speluncam magnam,
et

invenies S.

Urbanum
et

episcopum

confessorem

et in

altero loco

Felicissimum

Agapitum martyres et diaconos Syxti et in tertio loco Cyrinum martyrem et in quarto lanuarium martyrem. Et in tertia ecclesia sursum S. Synon martyr requiescit (').
Si

comincia

la

visita di questi

monumenti passando per


si

quell'abside scavata nel tufo e rivestita d'intonaco che con-

trasegnata col n. [2]; e subito


di

di

fronte

scorgono

gli

avanzi

un grande sepolcro devastato


di

[3] e ivi presso


Il

si

veggono

frammenti

colonne e

di

transenne di uiarmo.

chiaro che
i

l'abside ivi fu aperta a cagione del

gran numro di devoti

quali

doveano venire
tracciati

pregare innanzi a questo sepolcro.


di

graffiti

sopra un pezzo
^^

marmo

eletti dall'Armellini
ci

nel 1874,

confermarono
i

carattere storico del luogo e


i

fecero

conoscere

nomi

dei santi ivi venerati, cio

martiri Felicis-

simo ed Agapito, diaconi


raartirizzati sotto

di Sisto II e colleghi di
la

san Lorenzo,

Valeriano nel 258. Ecco

riproduzione di

(i)

San Zenonc

(v.

pag. 226).

20

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


in parte

questo importante graffito che scritto


corsivo (')
:

in carattere

FELI

FELICISSIMVS ET AGAPITVS

+ A///STIW
+ GO LGO
Questo sepolcro
zione, di cui
le sillogi ci

PReSB
PRB PETRI

W
iscriil

fu ornato da san

Damaso con una


si

hanno conservato
In essa

teste e che doi

veva stare innanzi

all'arcosolio.

ricorda che
del suo

due
mar-

martiri furono diaconi del pontefice e


tirio
((

compagni

crucis invictae comits pariterque ministri .

ASPICE ET HIC TVMVLVS RETIN'ET CAELESTIA MEMBRA SANCTORVM SVBITO RAPVIT QVOS REGIA CAELI HI CRVCIS INVICTAE COMITES PARITERQVE MINISTRI RECTORIS SANCTI MERITVMQ.VE FIDEMQ.VE SECVTI AETERIAS PETIERE DOMOS REGNAQ.VE PIORVM

VNICA

IN HIS

GAVDET ROMANAE GLORIA PLEBIS

Q.VOD DVCE TVNC XYSTO CHRISTI MERVERE TRIVMPHOS FELICISSIMO ET AGAPITO DAMASVS (^)
Negli scavi del 1S72
masiani, alcuni
dei

si

rinvennero alcuni frammenti dapotrebbero


stati
affissi

quali

avre
presso

appartenuto a
il

questa iscrizione.

Essi

sono

sepolcro e

conteno;ono

le

se^uenti sillabe:
{nietiihra ?)

RA
ES
E

RAP

(rapiiit qiios

Regia

cacli ?)

(comitds ?)
?)

IS (ministri

(pet ter e do ni os ?)

(i) Ar.mellixi, Scoperia di un graffito storico

ml

cimitiro di Prdcstato,

Roma,
(_2)

1874.
Sillogd di

ClosUrncidnirg: Marini, presso Mai, Scriptor. vder. V.

pag. 377, 4;

De

Rossi, Inscr.

II,

pagg. 66, 22.

CIMITERO DI PRETESTATO

22
li

Un

altro

frammento pi antico

stato trovato

accanto

///VS-MARTYS
Questo frammento
assai prezioso ed

appartenne probabil-

raente alla primitiva iscrizione sepolcrale di


tiri

uno

dei

due mar-

Felicissimo o Agapito,
in

corpi dei quali furono probabil-

mente deposti
per luogo
di

due

loculi distinti (').

Nell'abside [2] che fronteggia questo sepolcro e che servi

adunanza, esiste suU' intonaco

un

graffito

in

carattere corsivo, alquanto incerto,

ma

che fu

letto nel

modo

seguente:

SVCVRIT;; VT
VINCA/// IN DIE IVD///
(Succiirrite ut
(?)

vincam

in die iudicii ?).

Avanzandosi

a sinistra nella assai

grande

galleria,

si

giunge ad

un cubicolo
dei
e

[4J

adorno

1'
;

ingresso decorato di pilastri


volta e la costruzione

e di cornice a

mattoni;

le pitture dlia
i

mri offrono un confronto con


attribuirsi al
11

sepolcri dlia via Latina


la

possono

secolo.

questa

cripta di S.

Genin-

naro,

uno

dei figli di santa Flicita, martirizzato nel 162.

Una grande
non
lascia alcun

iscrizione

damasiana situata

di

fronte

ail'

gresso e che stava in origine sulla porta o vicino all'altare,

dubbio a questo proposito:

BEATISSIMO. MARTYR!

lANVARIO DAMASVS.EPISCOPFECIT
Le
eleganti
:

pitture dlia

volta rappresentano

le

quattro

stagioni

la

Primavera coi
di

fiori,

VEstate

colle

spighe, VAii-

(i)

Un

restaure

questo importante

monumento

dei

Ss. Felicis-

simo
e

ed
lui

Agapito fu ingegnosamente proposto dal collega R. Kanzler


pubblicato nel Nuovo BuUettiuo, 1895, pag. 172 segg., tav. IX-X.

da

Ivi egli indica la


tiri

transenna marmorea che chiudeva

il

sepolcro dei m^rl'area del-

sopra

F iscrizione, ed un'altra transenna

che

limitava

l'abside.

222
tiinno
lati

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


coir uva,

VInvcrno col lauro; e vi

si

vedono mescoall'arte

uccelli e genietn.

Questo

sirabolo inspirato

pa-

gana, fu anche adoperato abbastanza frequentemente dagli an-

ij--

*."

-y

Cripta di S. Gennaro al

momento

dlia scoperta (1865).

CIMITERO DI PRETEST ATO


tichi cristi.mi

223
umana ed
alla

per alludere alla brevit dclhi vita

vanit dlie cose del

mondo.

Nella parcte sinistra una pittura del Buon Pnsiorc in alto

si

danneggiata da un loculo del iv secolo, sulla calce del quale


legge graffita una preghiera
ai

martiri locali per l'anima del

defunto:

REFRIGERI lANVARIVS CISSIM MARTYRES.


Il

AGATOPVS

FHLI-

corpo

di

san Gennaro riposava nel fondo dlia cripta


di

in

un sarcofago

marmo. Corne

in altre

catacombe anche
la

qui una galleria rdro smictos parte dalla cripta e per

devo-

zione dei fedeli

vi si

scavarono numerosi
e

loculi.

Ritornando nella grande galleria


si

continuando

a sinistra,

trova una iscrizione opistografa [6] che ricorda da un lato


xM.

un

AVRELIVS AVG.

LIB.

SECVNDVS,

e dall'altro
liberto

il

cristiano

HERCVLI\'S. La

epigrafe

pagana del

di

Marco Aurelio
dlia villa di

notevole in questo luogo per la vicinanza


e famigliare di

Erode Attico, contemporaneo


si

queir imperatore. Quindi a destra


architettonica in mattoni [7] del
di S.

prsenta una costruzione


stile

medesimo

dlia

cripta

Gennaro.
l'indicazione tgV Itincrari, c\m potrebbe riconodi S.

Seguendo
scersi
il

sepolcro

Quirino, tribuno martire del tempo

di

Adriano. La cripta

per troppo distrutta onde nulla puo an-

cora dirsi di certo su taie identificazione.

poi situata fuori di posto un' iscrizione del 403: THEODOSIO AVG ET. PL RVMODORO VV CC- CONSS;

poco pi

oltre apresi a sinistra

una

galleria nella quale


l'altra
l'

si

vedono due
sia stata

nicchie,

una rettnngolare,

semicircolare,

scavate l'una dirimpetto aU'altra [8]; e

ultima sembra che

cosi disposta per farvi ardere dlie

lampade innanzi

a qualche
di

memoria
li

venerata.

Un

graffito sopra

marmo

vicino rappresenta

una

cattedra ;
si

un iVammento onde poconservasse

trebbe supporsi che nella nicchia rettangolare

un ricordo
preso:

dlia cattedra di san Sisto II sulla quale egli fu sor.

adveniunt subito rapiunt qui forte sedentem


i

Ed

noto che nelle vicinanze dlia via Appia, tra

cimiteri di Cal-

24

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


e di Pretestato
e

listo

forse pi vicino al cimitero di Prete-

stato, quel santo Pontefce fu


net'cirio di

messo

a morte.

Ed

infatti neli'Iti-

Einsicdeln la

memoria

del luogo

ubi Syxtus mar-

tyrizatus est unira alla stazione detta ad S.

lanuarium

Oltrepassata questa galleria, nel


lunca ma^na,
si

medesimo
scala

lato dlia Spe-

scorgono traccie

di

una

ove

fu

un antico

ingresso del cimitero [13].

Volgendo

a desrra per
al

una

dlie

gallerie
di

che sboccano
sopra
[11]
si

presso a poco incontro

luogo indicato

giunge ad un piccolo cubicolo che nella volta


Essa rappresenta
Biion Pastore

ornato di

una

rarissima pittura interpretata recentemente da mons. \Vilpert(').


il

il

quale ha a destra alcime p-

core ed a sinistra un porco od un asino selvatico,


allontana con
il

che egli
cui
pit-

un bastone
il

immagine

del

demonio da

mistico pastore difende

suo gregge. Questa pregevole

tura del

m
si

secolo.
le

In questa galleria notevoli sono


cui la

seguenti iscrizioni,
di

di

prima

legge sopra un grande frammento

sarcofago:

VRB/CO

QVARTLO ET MARGARITA //'CERVNT IN PAGE Q. VIX ANNV XXVIIII

D P
.

x:ii

COXSTAN/// ET CONSTANTIO///

MAXENTI
DVLCIS

CAES CONSS
.

ANIMA

(CoDsolare incerta).

OOKGXTIOC KAI
.

nGTPA
MARCIANE
DVLCIS
///ANHP
///XCIM

"M NE DE NOMINE EXEAT

(i) Cf.

Xuovo BuUdt. 1897, pag.

142.

CIMITERO DI PRETESTATO

225

sotto la propriet

Nel punto [12] havvi una grande frana da cui si pntra De Romanis. I: sarebbe desiderabile che si
le difficolt

potesse giungere finalmente a superare tutte


la

per

continuazione degli scavi da questa parte, ove havvi fon-

data speranza di poter fare important! scoperte.

Se ora tornando

sui nostri passi ci

rechiamo aU'estremit

opposta dlia Spelunca magna [14], troveremo un cubicolo abbastanza grande del iv secolo, il quale contiene due arcosol.
SuU'arcosolio a sinistra [15] dipinta in rosso una iscrizione relativa forse ad un personaggio importante, come fanno
sospettare alcuni
quali ne
graffiti
il

tracciati

al
l'

disotto dell' arcosolio,


et del

ripetono

nome. Per

monumento non

pu pensarsi ad un martire; ma probabile cbe quella iscrizione ricordi un confessore, il quale pot aver sofferto per la
fede, forse
ail'

epoca degli Ariani.

L' iscrizione dice:

QVIESCIT LVCENTIVS
e al disotto
si

leggono

graffiti

LVCENTI VIVAS LVCENTI


Nell' arcosolio
di

IN//7

fondo [16]

vi

questa notevole iscri-

zione con

il

second consolato

di Stilicone

(anno 405):

HIC REQVIESCIT SVPERBVS

TANTVM IN NOMINE DICTVS QVEM INNOCENTEM MITEMQVE SANCTI NO VERE BEATI IN QVO MISERABILIS PA TER OPTAVERAT ANTE lACERE DEPOS V KAL AVG STILICHONE VC BIS C
.

In un arcosolio
tracce di

non lungi
il

di qui,

il

Wilpert riconobbe

le

una

pittura simbolica di

molto pregio
i

(m
l'

secolo).

Essa rappresenterebbe

Biion Pastore fra

due simboli dei voEucaristia).

lumi e dlia secchia del


Guida Catacombe romne.

latte (le sacre Scritture e

I ^

226
Le

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


altre gallerie accessibili

hanno, per ora, grande


da questa parte

importanza

da questa parte [17], Qcc, non meriterebbero per di ;

essere ancora meglio scavate ed esplorate, giacch forse anche


si

troverebbe qualche storico

sepolcro.

Un

monumento,
del

la cui

scoperta sarebbe assai desiderabile, quello


lui

vescovo Urbano. Di

leggiamo negli

Atti

che fu se-

polto

da una matrona chiamata Marmenia, o piuttosto Ar-

menia. Ed notevole che quest'ultimo


in un' iscrizione trovata in

nome

leggasi appunto

questo stesso cimitero:

APMGXIA
De
di-

OHAIKITAC
La regione
pinti. Il P.

().

finora inaccessibile per l'opposizione del

Romanis, che ne proibl l'ingresso, dov contenere preziosi


Marchi
in questa pittura,

che

il

de Rossi appena pot

vedere nella sua giovinezza, cred riconoscere una scena dlia

passione di Cristo, cio

1'

Incoroua-:^one di spinc, espressa in

modo

dissimulato. Sarebbe di grande interesse per la scienza

r esaminare

parte del sotterraneo,

nuovamente questa ed altre pitture in quella onde confermare o modificare taie opiad ogni

nione e

stabilit

modo

l'et di quel

dipinti rarissimi.

Ed

io faccio voti

che presto cessi questo intollerabile indi

conveniente, che cio una uobile regione


cimitero sia sottratta
priccio di
aile

un

cosl insigne
il

indagini degli

studiosi per

ca-

un
il

proprietario.

Sopra
orator

cimitero di Pretestato sorgevano un giorno orator

e piccole basiliche, di cui restano alcuni avanzi.

Uno

di questi

doveva contenere

il

sepolcro di S. Zenone, martire del

(')

De

Rossi, Bull 1872, pag. 68.

CIMITERO GIUDAICO
III

22 7

secolo chiamato

frater

Valentini , cio frater in pas-

iione (').

In un altro di questi orntor sopra terra

si

potrebbe ricono-

scere

la ccclcsia

dei Ss.Tiburzio, Valeriano e

xMassimo compagni

di santa Cecilia.
bilire
Il

Mancano per
la

fino ad ora indizi certi per sta-

con sicurezza

posizione di queste iraportanti memorie.

cimitero di Pretestato fu pi tardi posto in comunicail

zione con un ipogeo pagano,


Appia, quasi
di

cui ingresso trovasi sulla via

rimpetto

al

monastero dei Trappisti.

di

Quest' ipogeo con gallerie, loculi ed arcosoli ha la forma un cimitero cristiano e per molto tempo fu creduto taie; ma una pittura che rappresenta un banchetto pagano e che nomina due adoratori di Bacco Sabazio, \'ibia e Vincenzo, ce
la

ne mostra

natura e
ci

la

destinazione.
la verit

Un
la

taie

esempio

conferma

dei fatto, che cio

escavazione sotterranea adottata dai Giudei e dai cristiani ad


fu

imitazione dei sepolcri orientali,

anche

iniitata talvolta dai


il

pagani nel

secolo,

dopo che and

in disuso

sistema dlia

cremazione.

Hd

ora, per conchiudere queste notizie sui cimiteri dlia via

Appia, necessario dir qualche cosa sulle catacombe


antichi Ebrei poste in questa medesiraa via.
tre:

degli

Se ne conoscono

una

nella vigna

Randanini,
la

l'altra

dietro S. Sebastiano

nella
la

vigna Cimarra,
la pi

terza sulla via Appia-Pignattelli;

ma

prima

importante, onde di essa dar una

com-

pendiosa descrizione.
I\'.

Cimitero giudaico dlia via Appia.


^
I.

Indicazioni generali.
il

Prima

di

descrivere

cimitero giudaico dlia via Appia,

sar opportuno premettere alcuni cenni sulla storia dlia colonia s[iudaica in

Roma
//

soora

suoi

monumenti.

(t) Cf.

O. Marucchi,
125.

cimitero

lu

basilica di S. l'aleniino, &cc.

Roma

1890, pag.

2 28

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


relazioni dlia nazione
dei

Le prime

giudaica con
si

Romani

cominciarono a tempo
Cristo,
leucidi,

Maccabei, allorch
i

fecero fre-

quenti trattati di alleanza


il

fra

due popoli

(').
il

Nel 64 avanti
regno dei Seil

magno Pompeo
la

ridusse in provincia

mentre in Giudea regnava Aristobulo,


corona.

a cui

fratello
;

Ircano disputava
i

Pompeo

prese
il

le

parti d' Ircano

Giudei non vollero sottomettersi, ed

grande conquista-

tore assedi

trono come

tributario e

Gerusalemme e la prese collocando Ircano sul conducendo Aristobulo prigioniero in


Antonio ebbe
l'

Roma
minio
figlio

con molti seguaci.


la

Dopo
di

battaglia di Filippi, allorch

il

do-

dell'

Oriente,

nomin
ministre

re
di
1'

di

Giudea
(a.

Antipatro

Ircano

idumeo Erode, 714 di Roma).


il

Erode dovette vincere con

aiuto di Antonio

partito di

Antigono Asmoneo,

figlio

di

Aristobulo, e cominci a redi

gnare tranquillamente nel 716

Roma. Sotto
:

il

regno

di

co-

stui,neiranno 747, nacque il Redentore. Morto Erode nel 750, regno fu diviso dai Romani la Giudea fu data ad il suo
Archelao,
la

Galilea ad Erode Antipa


la

(1'

Erode

dlia passione)

Traconitide. Poi nel 759 e ad Erode Filippo l' Iturea e Archelao fu esiliato da Augusto e la Giudea ridotta a provincia procuratoria dipendente dal prside dlia Siria.

Dopo
daico:

alcuni anni, Erode Agrippa, nepote dei

primo Erode
il

(r Erode degli Atti apostoici), ebbe da Claudio

regno giuri-

ma

questo regno, dopo tre anni, fu nuovamente

dotto in provincia romana, e cosi resto sempre ad onta dlie


ribellioni popolari sotto

Xerone, Vespasiano ed Adriano,

le

quali furono tutte soffocate nel sangue.

Da

questi rapidi cenni

si

comprender

che, fino dagli ul-

timi tempi dlia Repubblica,

doveano

esser venuti in
dei

Roma

molti Giudei per

le

strette

relazioni

due

popoli, e che

molti di loro doveano essersi

stabiliti nella

metropoli per ra-

gioni d' industria e di coramercio, in specie

dopo l'assogget-

tamento

dlia Giudea.

(1) Lib.

Mach.

I,

ecc; Ioseph Flav. Ant.

liid.

XII, 10; XIII,

5,

7,9.

CIMITERO GIUDAICO
Infatti

229
la
il

sappiamo

clie, ni

tempi

di

Cicrone, gi

colonia

giudaica in
oratore
le la

Roma
chiama

era abbastanza ragguardevole, ed


?niiItitudo Iiidaeoriim

grande
durante
polie,

);

e Cesare,
i

guerre

civili,

favori

molto

Giudei per

suoi

fini

tici (^).

Perci furono essi zehinti partigiani del dittatore


tragica

dopo

la

morte
il

di

lui,

diniostrarono cou
nei

ogni ma-

niera di ossequi

loro

lutto

suoi

funerali ().

Ne

au-

ment
viet
i

il

numro

sotto Augusto, ed appunto perch troppo


il

numerosi, furono discacciati da Tiberio,


culti

quale severamente

stranieri:

externas caeremonias, aegyptios iu (*).

daicosque

ritus
il

compescuit

Durante
di

regno

di

Caligola,

ne dovettero
che
gli

tornare

in

gran numro, giacch Filone racconta

ambasciatori

Gerusalemme, giunti
(').

in

Roma, furono accompagnati da


volta
li

ottomila Giudei

Claudio una seconda

discacci

confondendo con

essi

anche

cristiani

ludaeos, impulsore
(^).

Chresto, assidue tumultuantes Urbe expulit

Ne
alla

questa

confusione dee recar meraviglia

perch
si

innanzi

legge

romana
periali

la

questione del cristianesimo

riguardava
i

come una

questione interna dlia Sinagoga, nella quale

magistrati im-

non doveano
il

ingerirsi.

Ed

noto

altresl

che per qualche

tempo

cristianesimo visse all'ombra dlia religione giudaica,

legalmente riconosciuta dalla legge, e fu tollerato


Tertulliano
licitae (').
:

come

disse certe

sub umbraculo religionis

insignissimae

Dopo
messi in

la

guerra giudaica e

la

presa di Gerusalemme, fu
:

condotto in

Roma uno

stuolo di prigionieri

molti di questi,

libert, si

stabilirono nella capitale ed accrebbero la

(i) CiCER. (2)


(3)

Pro Flacco, 28.


10.

Joseph Flav. Ant. lud. XIV,

. . .
.

praecipue

ludaei

noctibus

continuis

bustum

frequen-

tarunt (Sveton. Caes. 84).


(4)

(5)
(6)

Sveton. Tiber. 36, Philon. De hgatione ad Sveton. Caud. 25,

Caiiitn.

(7) .-Ipolog. contra Gentes.

230

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


vera popolazione. Nel

colonia che divenne ben presto una

governo
rizia

di

Domiziano anche
la

Giudei soffrirono per l'ava-

e tirannia del principe: giacch fu esatta da loro vessa-

toriamente

tassa clie

del terapio di

doveano pagare per la riedificazione Giove Capitolino praeter caeteros, iudaicus


:

fiscus acerbissime actus est (').

Ma

poi

il

buon Nerva

ri-

dusse questo tributo


di ci

pi miti proporzioni e pot vantarsi

facendo scrivere sulla sua moneta: FISCI

IVDAICI

CALVMNIA S^'BLATA Q.
I

Giudei dimoranti in

Roma

erano generalmente dediti


di

al

commercio, occupazione favorita

quel popolo, e molti

eziandio a quella bassa e meschina industria di rivenduglioli


di

oggetti usati, che taluni di essi esercitano anche


Infatti

ai

giorni

nostri.

Marziale ricorda

il

transtiberinus ambulator,

Qui

pallentia sulphurata fractis

Permutt vitreis(3);
e Giovenale lamenta che
in affitto
ai
il

bosco dlie

Camene

fosse dato

Giudei,

quorum cophinus foenumque

supellex

{*).

Vi erano
colonia

pure

ricchi e se

ragguardevoli

personaggi nella

non che, tenuti in non cale ed anzi disprezzati dai Romani, non potevano conseguire le pubbliche dignit. Ma taie stato di cose cambio ai tempi di Settimio
giudaica,

Severo,

il

quale permise

ai

Giudei
il

di entrare

nella carriera

degli onori,

come

ci

attesta

giureconsulto Ulpiano ).

(1) (2)
ciali

SVETON.
si

Doniit.

10.
di

L'amministrazione

questo tributo era tenuta da pubblici


,

utii-

che

dicevano

Procuratores ad capitularia ludaeorum

dei quali

abbiamo alcune
(5)

iscrizioni

che possono vedersi nelle raccolte epigrafiche.


36.

Mart.
a

Epigr.

I,

(4) Salyr. III, v. (5)

17.
et

Permiserant {Severus

Antoniniis]

iis

qui iudaicam superstiiifficio

tionem sequantur honores adipisci (Ulpianus, De


V. Pandette, de Decnriouibus,

proconsuUSy

Lege

III.

CIMITERO GIUDAICO

231
letta e

Una
ci

bella iscrizione, d:i


clie

me

per

il

primo

commentata,
conserva
:

dimostra

questi onori giunsero fino al clarissimato (').

L'epigrafe incisa nel


in

mezzo

di

un sarcofago che

si

Roma

nel cortile del palazzo Spada, ed cosi concepita

IVL

IRENE

Ma/n
Te; .'T

DEI

ARISTAE VIRTV
.

F IDE

MEA

NOBIS CONSERVA

TAE.IVSTE- LEGF.M COLENTI ATRONIVS TVLLIA NVS EVSEBIVS V C FILIVS PRO DEBI/o OBS
.
.

EQjiio vixit uiuios ///XII

Fu
simus
Iulia

dedicata da
, cio

Atronius Tnllianus Eusebius vir


di

claris-

personaggio
la

ordine senatorio,

alla

sua madr

Irne Arista ,

quale era stata conservata aU'araore

dei suoi per la potenza di

Dio
alla

e le

premurose cure del

figlio,

alludendosi probabilmente con queste parole o ad una grave


raalattia

da cui scamp, o
la

grave et cui giunse. Costei


giudaica, corne

professava certamente
varsi

religione

pu

rile-

dalla frase iuste


la
/('.v

legem colenti, giacch


la

notissimo

che

per eccellenza era


si

legge Mosaica.

vero che

una simile espressione non


giudaiche finora conosciute,

riscontra nelle altre iscrizioni


certo che
il

ma

medesimo condalla figurata

cetto espresso in molri di quel

raonumenti
legge, che

rappresentanza dei
vera professione
al

volumi

dlia

pu
cosi

dirsi

una

di fede

giudaica ed quivalente senza dubbio

iuste

legem

colenti del nostro

marmo. E

nella pi

antica iscrizione giudaico-romana finora nota, quella di Claudia

(i)

Questa

iscrizione fu da

me comunicata

alla

Pont. Accadeniia
di

Romana

d'Archcologia nel 1S81, e pubblicata negli

.-itti

quell'anno.

232

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


il

Aster, la preghiera che

sepolcro

non

sia

profanato htta. pcr

k^cm dicendosi:
deiiciat (').

Rogo vos

facite per

legem ne quis titulum


la

Di pi nella nostra epigrafe


si

menzione

del-

r unico Iddio e della sua potenza, a cui


servazione della inadre

attribuiva la con,
ci

Dei virtute nobis conservatae


al

prova che

il

figlio

pure apparteneva
la

medesimo

culto.

certo che

almeno verso
1'

meta

del
del

secolo, al quai
si

Dunque tempo

appartiene

epigrafe,

seguaci

giudaismo
loro fede.

trovavano
io credo

anche

fra le

nobili famiglie senatorie di


la

Roraa e che questi

potevano pubblicamente professare


della

Ne

che costoro fossero di origine giudaica:


liti

ma

piuttosto prose-

Sinagoga

e della classe di quelli

che dicevansi pro-

seliti

di o^iustixia, perch sottomessi a tutie le prescrizioni le-

gali, a differenza degli altri che, obbligati soltanto all'osservanza

della legge naturale,

si

chiamavano

proseliti della porta.

Gli Ebrei dispersi nel


in tutte le

mondo romano

erano organizzati

grandi

citt

presso a poco nella stessa maniera. La


il

loro comunit era regolata da governatori che prendevano

nome
per
i

di py^covis;

xoO Xo-j ovvero principes civitalis


gli afFari religiosi
la Sina^of^a,

ed aveano

due Consigli supremi, uno per


civili. Il

ed un altro

Consiglio religioso era

composta

di

alcuni assessori presieduti da un capo che dicevasi archisina^ogiis

od anche p/ow
gli assessori

xr^

Z^'jvayoYrj.
il

Per da notarsi che

anche

aveano

titolo
il

di arconti,

come,

cagion
in vita

d'esempio, quel Giairo a cui


r estinta figliuola
vili

Redentore richiam

(^).

Il

Consiglio supremo per

gli affari ci-

era

il

Sinedrio,

composto

di seniores (Tipeap-kepoc, D^3pT) e

presieduto da un ^erusiarcha detto anche pater Synedrii,


talvolta
l'

come

archisinagogo

chiamato
i

pure pater

Syiiago^ae.

Finalmente ogni comunit aveva


(rebbites)
e
gli
la

suoi dottori della legge

scribi

(ypajAp-Teu).

In

Roma

colonia giudaica era divisa in quartieri ed in

altrettante sinagoghe, le quali,

secondo

la

testimonianza dlie

(i) Inscr. Neapol.

Lat. 6467.

(2)

Marc. V, 22; Luc.

VIII, 41.

CIMITERO GIUDAICO
anticheiscrizioni,
elle

233

prendevano nome dall'appellativo degli Ebrei


alla pregliiera.

vi

si

radunavano

Cosi conosciamo

le

si-

nagoghe

dei Campeuses ('), degli Ani^usknscs (^), degli Agrip-

pcnses Q), dei Sibureuses (*), dei Volnmnenses (^), degli Eleaenscs (*), degli

Hehraei
(^).

(J),

aile quali

il

Garrucci aggiunse

l'altra

dei

Cakarienses

Queste
antichi

sinagoghe
titoli

corrispondcvano
ed
aile

in

qualche

modo

agli

cristiani

moderne

parrocchie: e perci
per
le

ognuna di esse conteneva un edifizio comuni adunanze ed un luogo destinato alla preghiera
gli
uffici

che diceasi con greca voce proscucha. Fra

pi im-

portanti di queste sinagoghe vi fu certamente quello di prov-

vedere

alla

sepoltura dei seguaci dlia legge Mosaica,


di

quali

aborrivano

accomunare
riti

le

loro

tombe

ai

sepolcri gentile-

schi profanati da

idolatrici e superstiziosi.
fu di

L' uso nazionale degli Ebrei in Palestina


polcri
di fluniglia

avre se-

ovvero

di farsi seppellire

separatamente,

ma

sempre
monti.
infatti

in sotterranee spelonclie tagliate nella viva roccia dei

quest'uso lo troviamo
Geiiesi

fin

dai

tempi

pi antichi:

nella

leggiamo che Isacco ed Ismaele seppelspelonca


di

lirono

Abramo
('),

nella
a
il

Macpela nel campo


('),

di

Efron

e che

quella

medesima spelonca
di

fu poi traspor-

tato dair Egitto


biliti

cadavere

Giacobbe

Gli Ebrei sta-

nella

terra

promessa solevano
dlie valli, che
si

cavare

quelle

funebri

dimore nei fianchi


inoltitudiuc:

dissero perci valU dlia

ma non sembra

che usassero giammai nelle patrie


siffatti

regioni vasti sepolcreti comuni. L' usanza di

cimiteri

comuni
(i) (2)

fu

certamente adottata dagli Ebrei dlia dispersione

Corp. Inscript. Graec. 9905.


Ibid.
Ibid.

9902, 9903. 9907.

(3)

(4) Ibid. 6447.

(5)

Orelli, 2522.

(6) Corp. Inscript. Graec. 9904.


(7) Ibid. 9909.

(8) Cfr. (9) Gen.

Garrucci,

Cintitero degli antichi Ebrei, pag. 5g.

XXV,

9.

(10) Ibid. L, 13.

2 34
allorcl
si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


stabilirono in terra straniera.
dell' Italia,

Ed

infatti,

per occu-

parci soltanto
assai

dove

le

colonie

giudaiche

erano

numerose, conosciamo parecchi

di questi cimiteri ebraici

che furono senza dubbio destinati a sepoltura

comunit
lonche
I

di una intiera sempre cavati nel sasso ad imitazione dlie spe-

di

Palestina.
di

Giudei

Roma

erano

divisi

in

alcuni quartieri, fra

quali erano pi popolosi quelli del Trastevere e dlia porta

Capena. Gli Ebrei del Trastevere ebbero


via Portuense sotto
e descritto dal
il

il

loro cimitero sulla

Monte

\'erde, cimitero

che fu trovato

Bosio,

poi dlia porta


dell'Appia,
il

ma oggi non Capena avevano le

e pi accessibile. Quelli

loro

tombe

nei cimiteri

pi importante dei quali fu scoperto nel 1857


dlia

dal Randanini, proprietario allora

vigna sovrastante, e

che

fu illustrato

dal

P.

Raffaele Garrucci (').

Un

altro

piccolissimo ipogeo giudaico, vicino a questo,


dott.

fu riconosciuto dal
gnattelli.

Nicola Mller sulla via Appia Pi-

Ne

questi soii vi furono in

Roma, giacch

io stesso

ho

scoperto un altro cimitero giudaico sulla via Labicana, di cui


a suo luogo pubbiicher
2. la

descrizione.
(^).

Descrizione del cimitero di vigna Randanini


la

L'area sotto

quale fu scavato

il

cimitero di vigna Ran-

danini, appartenne senza dubbio alla


l'antica
i

comunit

israelitica del-

Roma,

e percio fuori di quest'area

doveano

trovarsi

colombari pagani che sorgevano suU'Appia, e dei quali fu-

(i)
vigna.

Garrucci,

// cimitero

digli antichi

Ebrei recentemeitte scoperto in

Randanini,

Roma,

1862.

Dar qui una brve descrizione di questo cimitero, da me fatta quando moite dlie iscrizioni erano ancora al posto e numerate. Dopo quel tempo la vigna fu venduta, ma prima di taie vendita, raoltis(2)

nel 1884,

sime

iscrizioni

vennero barbaramente

tolte dal luogo, e soltanto alcune vi


perci utile,

furono poi riportate. Questa descrizione


lo stato del

giacch rappresenta
il

monumento quando conteneva ancora

tutto

suo materiale

epigrafico al posto ed avea una importanza assai maggiore.

CIMITERO GIUDAICO
rono
quel
vediiti alcuni avanzi nella

235

vigna niedesima: e cosi pure,

magnifico

monumento
del podere,

sepolcrale clie fa bella mostra


in

di se nel

mezzo

dovea sorgere
si
il

un'area sepnrata.

Giunti

air ingresso del cimitero,

trova

una specie

di

vestibolo costruito all'aperto e che ha

pavimento

alla stessa

profondit dell'ipogeo, e perci bisogna discendervi pcr parecchi gradiiii. Si riconosce subito che
il

vestibolo prsenta
origine era deco-

due costruzioni

di

tempi divcrsi, e che

in

rato di nicchie costruite in opra

reticolata

coperta

d' into-

naco, mentre pi tardi a queste nicchie furono addossati dei

mri

in tufi e

mattoni con archi, entro

quali

si

pratticarono
il

alcuni sepolcri. In questa seconda costruzione fu poi tutto

vestibolo
e ne

coperto a volta, dlia quale


il

si

veggono
c

gli

inviti
il

rimane anche

piantato dei pilastri di sostegno; ed


di

pavimento era decorato


in

musaico

bianco

nero che ora

gran parte mancante. Finalmente a quest'atrio introdu-

ceva un corridoio diviso in due da un muro longitudinale,


nel quale furono anche aperte parecchie tombe.

Fu opinione

del P. Garrucci che taie vestibolo avesse servito agli antichi

Ebrei corne sinagoga o stanza d'orazione: giacch, siccome


noto, essi

solevano edificare

siffatti

luoghi in vicinanza dei


i

sepolcri degli

uomini

giusti. Si
in

osservino intanto
:

frammenti

marmorei conservati
1.

questo vestibolo, cio


la finale dell'

Un

architrave con

iscrizione la quale dice:

//,

;totv.genvs.thanasiorvm
evidentemente ad un sepolcro comune dlia
sarcofago con iscrizione nella quale

Essa

si

riferisce

gente
2.

di

questo nome.
di

Frammento
Altro

nominato un medico:
3.

APXIATPOC.
di

frammento

sarcofago con genietti

di

caccia ed

arieti.

Nel muro
porta
d'

occidentale

dlia

stanza
nell'

dcscritta

si

pre

la
il

ingresso che conduce

interne

del

cimitero,
nel

quale cavato

intieramcnte

nel

tufo

vulcanico

modo

236

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


catacombe
cristiane.
il

stesso dlie

Ed

a queste somiglia

molto

nella forma, al
gli

primo aspetto,

prsente ipogeo; se
i

non che
cubicoli

ambulacri ne sono ordinariamente pi larghi,

meno

numerosi, ed

loculi stessi

presentano alcune differenze:

essi cio

sono chiusi

assai spesso da tegole ricoperte di bianco

intonaco, sul quale poi leggesi T epigrafe o graffita o dipinta


in

rosso, ovvero vi affisso

un piccolo
si

titoletto

marmoreo.

queste differenze materiali

aggiungono anche quelle


religioso, perch

dipendenti dalla diversit dlia religione; e cosi non vi tro-

viamo generalmente
differenti
il

figure

di

significato

proibite affatto dal culto giudaico,


:

ma

solo dcorative ed in-

e fra

simboli sacri

ci si

presen*a l'albero di palraa,

candelabro a sette

braccia, e qualche

oggetto adoperato

nelle cerimonie, e che noi

verremo osservando.
si

Dalla paleografia e dal contenuto dlie iscrizioni

pu

dedurre che questo ipogeo fosse in grande uso nel secolo


dell'ra nostra,

ma

ci

non

toglie che pot cominciare assai

prima e continuare poi ad essere adoperato anche molto pi


tardi.

Le

iscrizioni

sono per
in
si

lo

pi in greco o in latino e
ebraica:

neppure una ve ne ha
che
usi
i

lingua

segno

manifesto

Giudei

di

Roma

erano uniformati intieramente agli


che,

dlia

nuova residenza, o
la

dopo lunga dimora


con
la patria

fuori di
favella.

Palestina, aveano perduto

familiarit

Una
Ebrei
'jxo'j

rassomiglianza esiste tuttavia

fra le epigrafi

giudaiche

e le cristiane,

ed essa consiste nella formola


la
in

in

pace che gli


y.ot[Ar^ai;

solevano porre con


(o auxYj ovvero aoO)

greca frase sv
pace
il

s.lpf^vr^

suo

il

tuo sonno ,

e che troviamo pure talvolta in iscrizioni giudaiche di altri

luoghi espressa in ebraico con

la

parola sacra Schalom (Pace).


dlia

E questa
anche

espressione allusiva

al

sonno

morte
la

fu

comune

ai cristiani,

corne ad

ambedue

era

comune

fede nella

immortalit dell'anima e nella vita avvenire, ed

presa cer-

tamente dal Salmo IV, et requiescam .

v. 9:

In pace

in idipsum

dormiam

E
daici

per cio che riguarda

la

somiglianza degli ipogei giu-

con

le

catacombe

cristiane in

Roma,

gi

dicemrao

CIMITERO GIUDAICO
suo luogo
clie
i

237

primitivi fedeli

non imitnrono precisamcnte

nei loro cimireri quelli dclla Sinagoga,

ma

che fecero sotterantichissime


il

ranec

le

loro

tombe ad imitazionc
ove

di

quelle

dlia Palestina, e di quella stessa

fu

sepolto

Redentore;
tanto

e che poi le ideiniche condizioni locali dlia natura del suolo, e l'uso di seppellire
stiani
altri,
i

cadaveri interi, indussero

cri-

quanto

gli

Ebrei,

ma

gli

uni indipendentemente dagli

forme che noi vediamo, hanno molti punti di ravvicinamento. e che Ed ora entriamo nel nostro cimitero, e traversandolo interamente per uscire dalla parte opposta, verremo osservando quanto vi ha di pi notevole nei suoi monumenti. La prima iscrizione che si trova appena si entra, un frammento assai importante, perch ha la data consolare dela dare aile loro necropoli quelle

l'imperatore Gallieno; esso infatti


del secolo

ci

assicura che alla

meta

il

cimitero era gi in uso. Vi di notevole in


la

questa epigrafe anche

indicazione del giorno dlia luna:

LVNA. PRIMA.
Vengono poi 1. Frammento
e
i

seguenti
di

monumenti

marmo

con l'immagine

graffita del can-

delabro a sette braccia, simbolo solenne del culto giudaico,

che moite

altre

volte troveremo sulle iscrizioni.

Questo ha

poi la specialit di mostrarci le piccole


aile

lucerne sovrapposte

braccia.
2.

Iscrizione greca

leggermente

graffita

di

una

Asteria,

nome

frequentemente portato dalle donne ebree ed quiva-

lente al

moderno
quel
la

Stella

che continua ad essere usato anche


la

oggi presso

popolo. Vi ricordata

Sinagoga, e

si

chiude con
EcpYjVY]

formola consueta nelle iscrizioni giudaiche:


ao~j,

v.oi^-rfi'.q

in pace
d'

il

3.

Frammento

epigrafe di

tuo sonno. un pater et arcon, cio padre


il

ed arconte, ossia principe dlia Sinagoga. Vi graffito


delabro.
4.

can-

Iscrizione

greca
il

di

che porta anche


dlia legge Do

nome

religioso di Filonomos^ cio

un fanciuUo chiamato Encarpos^ amante

Mosaica.

238
5.

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


Iscrizione di

una

Zotica di cui

si

dice che visse bene

(xaX)? ^:waaaa).
di

Di fronte
pre

coUocato un rozzo sarcofago


quale
a

marmo. E qui

destra

si

un cubicolo,
osserva:

il

come

tutti

gli altri

che vedremo, appartenne probabilmente


si

qualche

fa-

miglia particolare. In esso


6.

Iscrizione greca posta da

un Aiirdios Basas ad

Eniiia

Teodora.
7.

Fronte

di

un prezioso sarcofago con rappresentanze del


di

culto giudaico,

mancante

moite
il

parti.

Nel mezzo
quattro.

vi scolpito

candelabro con lucerne accese,

dalle quali per la rottura del

marmo

si

scorgono solamente
si

destra e a sinistra del candelabro

veggono per

ogni

lato

due

alberi

di

palma

allusivi alla Palestina, e questi

sono

alternati

con alcuni oggetti


il

che

si

riconoscono per

il

corno dell'unzione,
il

fascetto aromatico

chiamato

hilab,

ed

frutto del cedro, simboli adoperati nelle feste dei taberna-

coli.

destra poi del

riguardante

si

riconosce un armario
il

che probabilmente rappresenta


nt a contenere
i

Varoii, cio

tempietto desti-

volumi
di

dlia

legge

Mosaica.
tre

U aron
corone

si

chiuso in un circolo

tre

corone e cosl pure

veggono
il

dalla parte

opposta del monumento, ed esse, giusta


quelle tre corone che,

parre del Garrucci, rappresentano


la

secondo
il

tradizione rabbinica, sarebbero date agli Ebrei, cio


il

sacerdoT^io,

re^no e la

ho^s^i.

Nei

lati

del sarcofago

erano

scolpiti

due

grifi alati,

dei quali restano ancora le tracce.

vi
di

Questo cubicolo intonacato, e nella sua parete destra una porta che mette in un ambulacro cimiteriale ripieno terra. Ai due lati di questa porta si veggono due nicchie
le

che forse servivano per

lucerne.
si

Moite
in questa
al

di

queste lucerne in terra cotta

conservano poi

medesima stanza

disposte su di una tavola affssa


si

muro. Nell'altra parete


8.

osserva:

Frammento

d' iscrizione

greca

che

comincia
il

con

la

solita

formola: ev-aSs xaxat,

qui giace , ed ha

candelabro

graffito.

CIMITERO GIUDAICO
Rientrando nell'aiiibulacro, e proseguendo
9.
si

239
osserva
:

Iscrizione grec.a di

una Dioora Athoiaia.


una Cocotia
con
che essa chiama suo Collaboroniiis

10.
al

Iscrizione con cattiva ortografia posta da


fratello Abnndantiits

suo

e Concrcscii'ms, cio a dire

uno che
per
le

cresciuto insierae

essa ed ha lavorato con


graffito
il

lei

faccende domestiche. Vi

candelabro.

11. Iscrizione greca posta ad


di

un

proselita del

giudaismo

nome

Nihclc da una Dioiiisia sua patrona; vi leggermente


il

graffito

candelabro. Proseliti erano quelli che seguivano

la

religione giudaica senza essere Ebrei d'origine.


12.

Frammento

di

scultura con

le

figure di

due genietti

entro una barca.


15. Iscrizione greca posta

da un Scinproniiis Basilcus ad

Aurlia Cchrina sua consorte;


14. Iscrizione di

un Isidonis Ekrus con

la

formola greca
{sic), in

scritta in lettere latine:

EN IRENE QVIMESIS SV
si

pace

il

tuo sonno

Incontro a questa iscrizione

e rozzo cubicolo, che per la iscrizione

BENNA ZABDA.

Contiguo a

un piccolo pu6 chiamarsi di MAquesto vi un altro cubicolo


trova, a destra,
di

coperto da volta a vla ornata


rative.

figure geometriche dcoahsis (abside)

Ha

di

fronte

un arco detto

in alcune
il

iscrizioni giudaiche, e sopra di

questo vi dipinto
gli

candebellis-

labro. Sotto

il

pavimento
di

si

veggono
e

avanzi di un

simo sarcofago
altre figure la

arte

pagana, ove era rappresentata

fra

le

musa Urania,
un

che conserva ancora tracce

di

doratura.
15. Iscrizione greca di

Sabbaius,

nome

di

derivazione

giudaica.
16.

Frammento con
lui

il

candelabro.

17. Iscrizione greca posta da

un Procopios

alla

sua

figlia

Maria chiamata da
18.

fanciulla diletta .

Iscrizione greca
e dalla sua

posta da un Oiioratos

Grammatcus,
figlio

cio

scriba,

moglie
il

Petronia

al

loro

Pe-

tronio, anch'esso scriba^

quale mori di

14 anni.

240
19.
sidc,

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


Iscrizione posta da un Maiiiiacins a sua sorella Cri-

proselita del giudaismo,

cio

seguace

di

questo culto,

quantunque non giudea

di nazione.

Qui incontro
i

si

entra, a destra, in
in

un piccolo cubicolo con


si

loculi intonacati,

uno

dei quali

vede graffito

il

cand-

labre.

20. (Toriiando nelV ambiilacro). Iscrizione che fu creduta da

taluno in lettere caldaiche,

ma

che invece porta in greco

il

un POMANOC {Romanos). Poco dopo si pre, a destra, un altro cubicolo preceduto da un vestibolo, nel quale si vede a sinistra un grande sepolcro per due cadaveri. La stanza pu chiamarsi di Lcon:(io,

nome

di

perch

taie

il

nome che

si

legge dipinto in

rosso sopra

uno
un

dei

suoi loculi, a destra in basso.

24. (Rientrando nelVamhulacr). Iscrizione greca posta da


Trillis
al

suo

figlio

Eulogisto.
di

25. Iscrizione

greca

una
i

Petonia, che finisce con

la

formola:

ev Stxlwv (5c), fra

giusti.

un altro cubicolo piccolissimo, nel quale si osserva un frammento d' iscrizione greca nel fondo lumi. e vi si veggono le nicchie per
Si va poi, a destra, in
i

Poco dopo

si

trova un lucernario; e
i

fin

qui giunsero

primi scavi del 1859,

quali poi furono continuati pi tardi,

e fruttarono la scoperta degli altri

monumenti che ora


un
loiida

osser-

veremo.
30. Iscrizione greca, dipinta in rosso, di

Gram-

mateus, cio scriba.


31.

Iscrizione greca di

un fanciullo
augurio, ed

di
il

nome

Marcellos,

con

la

consueta formola

di

simbolo del can-

delabro.

^^. Iscrizione di

Mania

bona ludaea, nella quale


il tuo

si

os-

serva
fra
i

la

bella formola: dormitio tua in bonis,


.

sonno

buoni

Vi

il

candelabro graffito con Taggiunta dlie

pinzette e del vaso dell' olio.


54. Iscrizione di

una

Aelia, notevole per

il

nome Aimas

che forse una corruzione dell'ebraico Galtn (vergine).

CIMITERO GIUDAICO
35.

24 1
dlia
fra
i

Iscrizionc di
si

un Eutichiano arconte o principe


con
la

Sinagoga, che
giusti
)).

cliiiide
il

frase:

il

suo sonno

Vi

c graffto

candlabre.
si

37.

Frammento greco ove

ricorda

il

oe-kepo; SuvayYrj,

cio

il

seconde dignitario dlia Sinagoga.


volta poi a sinistra, e di

Si
si

nuovo, Ligualmente
ivi

a sinistra,

entra in un cubicolo che per la iscrizione [38]

posta pu

chiamarsi di Alexandria Severa.


e vi

dedicata ad un suo alunno,


1'

graffito

il

simbolo del pulcino, e

altro

del

combat-

timento dei

galli.
:

Fuori del cubicolo


39. Iscrizione di

anni; vi graffito
col frutto
col vaso.

una Marosa, fanciulla (Nepia) di quattro nel mezzo il candelabro, a destra il litlab
a sinistra vedesi
il

del

cedro,

corno

dell'

unzione

41. Iscrizione di

un Deukros Grammatms, cio scriba


il

di

secondo ordine. Nel mezzo


a

candelabro, a sinistra
forse

il

cedro,

destra

il

lulab,

e poi

un oggetto oblungo,

un volume
Genullina,

dlia legge posto in

luogo GiVaron o tabernacolo.

45. Iscrizione greca di una fanciulla di

nome

postale dallo scriba Vittore.

46.

Frammento
si

d' iscrizione

greca ove nominata

la 5/-

na^ga.

Qui
nistra. Il

trovano due cubicoli, uno


la

destra e l'altro a

si-

cubicolo a sinistra ha
travertino,

porta con stipite ed archi[47]

trave

di

e dall' iscrizione greca


di

che

vi

si

conserva
graffito
il

pu chiamarsi
ghiotto
di

Ursos.

Su questa

iscrizione

candelabro, e poi un favo di miele per allusione


quel cibo.

air orso assai


vi

l'arcosolio senza

mensa, e sotto

Nel fondo del cubicolo il pavimento si osserva


un
altro
di

un sarcofago con
Il

cartella

ansata anepigrafe.
l'

cubicolo a destra conserva

iscrizione greca di

scriba di

Rufo

nome Onorato, arconte. Ve ne ha

fanciullo di pochi anni e

figlio

pure un' altra dipinta in


il

rosso

che

nomina
Ursacia.

un' Ursacia, e perci

cubicolo

si

chiama

dlia gente

Guida Cntttcomhe romane.

16

242

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


stessa strada
ail'

Si torni poi per la

ambulacro principale
si

donde

ci

siamo allontanati presse

l'iscrizione [37J e

prosegua

per l'ambulacro medesimo.


52. Iscrizione greca
di
si
il

Probo, fanciuUo di
dice che fu

mese
dlia

e tre giorni, di cui

due anni, un amante del padre e

madr. Vi graffito

candlabre a braccia rettilinee.

^^. Iscrizione di Carcilia Eufraxia, giovinetta di dician-

nove

anni, e nella quale

si

osserva laformola:
raorire
si

sic

non

tnerenti,

cio che
54.

non meritava

di

presto.
i

Iscrizione greca di

un Amimitos con

simboli

graffiti

del candelabro, del corno dell' unzione, e del bove, animale

destinato

al

sacrifizio,

che ricorda percio

le

cerimonie espia-

torie deir antica legge.

^^, Iscrizione greca dello scriba OnoratoSy postagli dal suo


figlio

Rufo, arconte o capo dlia Sinagoga, (candelabro).

y6. Iscrizione dello scriba Bitalio (candelabro). 57. Iscrizione posta dall' arconte Alessandro a suo figlio

Alessandro, futuro arconte.

Qui
epigraf
:

si

volta

destra, e

poi

si

osservano
col noto

le

seguenti

60. Iscrizione greca di

un Marcello,

simbolo del

candelabro.
61. Iscrizione greca del fanciuUo Giuda, figlio dello scriba
Salluslio.

62. Iscrizione greca di

una vergine

(Tcap9-Vo),

con

la

consueta formola:

v stpy,vr],

in pace

6^. Iscrizione greca dello scriba Noiimmis. Porta graffito


il

candelabro a braccia rettilinee.


^4. Iscrizione latina
in
lettere

greche
I

di

un A^rio Evandlia Sina-

gelio

postagli da Reginus suo coUega.


si

graduati

goga

dicevano

fra loro

soci

o coUeghi.

66. Iscrizione posta ad un' Aurlia Flavia

da suo padre

Gionata, arconte dlia Sinagoga.


67. Iscrizione dedicata all scriba Castricius dalla sua con-

sorte Giulia.

Vi

graffito lo scrinio dei


si

volumi dlia legge.

Dopo

alcuni passi

entra in

un piccolo cubicolo con

CIMITERO GIUDAICO
iscrizione posta nel fondo,

243
Maron
dalla

dedicata ad un

sua

consorte Maria [70J. Nella medesima stanza si osserva: 71. Iscrizione greca del fanciuUo Fausiino. Vi graffito
il

candelabro e

la testa di vitcllo

di

vacca, siniboli del sa-

crirtzio.

Tornando nelTambulacro
75. Iscrizione
iatina in

caratteri greci, posta da

un

Sos-

sianus alla sua moglie Flavia fitaliiie.


77.
Iscrizione greca del fanciullo SaJbio, di
il

anni

sei.

Vi

graffito

candelabro.

78. Iscrizione greca del fanciullo Salpin^^lnas,

nome
tibia, e

deri-

vato da SaJpiiix, istrumento da fiato simile alla


usavasi dai sacerdoti ebrei.
d'ariete.

che

A
uno

destra e a sinistra, due

corni

79. Iscrizione Iatina di

Stapljylus,

arconte ed archisi:

nagogo,
ribus

di cui si

dice che sostenne tutte le dignit


il

honofu

omnibus functus. chiaro che


civile,

suo arcontato

dignit

giacch qui

si

distingue da quella

di archisi-

nagogo.
81. Iscrizione Caritina. Vi
Iatina
graffiti

posta
i

da

Flavia

Dativa

Flavia

sono
si

simboli del lulah, del cedro, del


i

candelabro, e vi
legge.

scorge pure lo scrinio per

volumi

dlia

82. Iscrizione Iatina in lettere greche, di


83. Iscrizione

una Ulpia Marina.


la

greca

di

un Amachis, con

bella

frase:

la memoria del giusto


In quest' ambulacro
polcri a foggia di
rete: questi
si

in benedizione , (candelabro).

osserva una forma spciale


fra
il

di se-

fosse, praticate

pavimento
di

e la pa-

sepolcri

sono esclusivamente

uso giudaico, e

sappiamo
Cocini,

dalla Misui che erano chiamati

con voce ebraica

cio fosse.

92. Fronte di sarcofago con iscrizione greca di doxios ^op'afos (pittore).

un Eul'imi-

notevole perch

ci

mostra

tazione che
gentileschi
:

Giudei
infatti

stabiliti

neU'Occidente fecero dei costumi

nelle citt di Palestina,


si

secondo

la

testi-

monianza

di

Origene, non

trovavano ne

pittori,

ne scultori.

244

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


l'

Costui fu probabilmente
mitero.
93. Iscrizione

artista

che lavor nel nostro

ci-

posta ad Aseria da sua


si

nome

Asteria,

come

disse, fu proprio dlie

madr Sirica. II donne ebree.

94. Iscrizione posta da Aurelins Alexander a sua moglie

Aurlia H:kne.

Qui

si

volta adestra, e

si

trova un vestibolo rettangolare con

un candlabre dipinto
sua madr. Vi sono
l'ariete.

in rosso. In

questo vestibolo

si

osserva:

95. Iscrizione posta da Aelia


graffiti
i

Ahxandria ad Aeia Septimia

simboli del vaso, del lulab e del-

9^. Iscrizione posta ad Agathopiis, giovanetto di quindici

anni, dai

suoi
la

genitori Aurelins
testa di

loses

ed Aurlia Angurina.

Vi

graffita

un

tore e

quella di

un montone,
i

animali che simboleggiano,


deir antica legge.
Si entra poi in

come

gi

vedemmo,

sacrifizi

un cubicolo dipinto che nei cantoni dei

corato da quattro alberi di palma,

quali simbolicamente rap-

presentano

la

Palestina.
si

In questo

osserva

97. Iscrizione posta da

Onintilla di sessanta anni. Vi


e

un Aurelins Protogetiius ad Aurlia sono graffiti simboli del cedro


i

del lulah.

Proseguendo
liano,
.

fuori del cubicolo:

98. Iscrizione greca di

un Annianos Arconte,

figlio di

Giu-

capo dlia sinagoga dei Campensi.

Si

deve qui ricordare che in


la

Roma

vi

erano pi sinago-

ghe per
diversi,

moltitudine degli Ebrei, e queste prendevano

nomi

derivati talvolta dal

luogo dove avevano sede. Cosi

questa dei Campensi nominati nella prsente iscrizione ebbe


forse
il

nome

dal

Campo

Marzio.

ICI. Iscrizione greca posta da


arconte.

un Zakutta ad un suo
di fronte:

figlio

Voltando poi
figlio

a destra

si

trova
di

104. Iscrizione di

un Enlogia

anni ottantuno, postale dal

Castus e dal nepote Sabinus.

CIMITERO GIUDAICO
106.

245
nomina
la

Frammento

d'iscrizione greca che

Sina-

goga formata

dai cittadini di

Rodi.

107. Iscrizione greca di una Marcia sulla quale sono graffiti

due candelabri

rivolti

da parti oppostc, ed uiio a braccia

ricurve, l'altro rettilineo.

108. Iscrizione greca

posta da
dlia

un Lonkios
ai

a suo

figlio

Sabbaxjo di tre

anni, e padre
si

Sinagoga. Taie dignit


fanciulli,

era talvolta ereditaria e


si

dava anche

ma non

esercitava da questi se prima

non

fossero giunti ad un'et

conveniente.
iio. Iscrizione greca con
la bella

formola

la

memoria

del giusto in Iode .

Qui
gradini.

si

scende ad un

livello pi

basso per

mezzo

di quattro

Presso

la

scaletta, a

destra:
il

III. Lastrina di marrao sulla quale graffito

candil

labre sorreggente una targhetta, ove doveva essere scritto

nome;
]nlah,
il

pi in basso

si

vede

il
il

frutto del cedro,

il

fascetto del

corno

dell'

unzione,

vaso ed

il

coltello che servivano

per uso del candelabro medesimo.

Nell'ambulacro che segue


nistra

alla

scaletta,

a destra ed a
di

si-

tornano quelle antichissime sepolture

forma spciale

che

si

chiamavano

Cocitn.

115. Iscrizione latina, con lettere greche, di

una Severa,

posta da suo figlio Severo.

n6. Frammento greco con candelabro


Qui
alcuni
presso, voltando a sinistra,
di uscita;
si

hilab.

trova un' antica scala

che serve

ma

prima

di salire al di fuori,

osserviamo

altri

monumenti.
i

L'ainbulacro a destra continua ad avre

Cocim, ed anzi

non essendovi loculi, pu6 giudicarsi di escavazione assai antica. In uno di questi Cocim, vi ha una scaletta che conduce
ad una stanza infefiore con loculi ed
altri altri

Cocim, e che fu

certamente un sepolcro

di famiglia. In

ancora deve esil

servi questa stanza inferiore,

ma non

accessibile per

riem-

pimento

dlie terre.

246

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


latina
figlia

118. Iscrizione

con

caratteri

greci

posta

da

un

Marcellus

alla

sua

Marcea (candlabre).

119. Iscrizione greca dei due coniugi Partenio e PoUitey

posta dai

figli

Eutkas ed Attico.
loculi

Qui si volta a sinistra e si trova un ambulacro con ampi e che ha pure l'aspetto di grande antichit.
120.
Iscrizione greca
e

posta da

Costan^o

ad Aschpiodote
dlia

sua

madr

ad Akssandro

suo

fratello,

arconte

Si-

nagoga.

A
Il

destra

si

entra in due cubicoli riuniti insieme.


arcosoli,

primo ha due

ed coperto da volta a vla,


Vittoria alata che

sulla quale dipinta nel

mezzo una
veggono

sembra

incoronnre una figura giovanile ignuda, mentre aU'estremit


dlia volta

medesima
si

si

rappresentati quattro pavoni.


la

Nelle pareti poi


pegasi
alati,

osservano, dietro

porta
il

d'

ingresso, due

quindi a destra un'ariete con

caduceo, e segue
si

la pittura

di

un pavone.

sinistra,

prima

scorge un gallo
altri

e appresso
Il
lati,

una

gallina: nella parete di fronte

due pavoni.
di stile

secondo cubicolo pi piccolo, con due arcosol nei


fondo due sepolcri dei cosi
si

e nel

detti a fonio,

orientale. Nella volta


di fronte

osserva

la

ForUina con cornucopia:

due

cavalli, e

poi genietti, ippocampi, vasi ed altre

decorazioni. Queste pitture, che possono giudicarsi dei


colo,
di

se-

non hanno alcuna relazione col culto giudaico, ma sono soggetto pagano o almeno semplicemente dcorative. Si
al

potrebbe anche pensare che questa parte dei sotterraneo fosse


originariamente pagana, e poi riunita
cimitero degli Ebrei.

Uscendo da questo cubicolo, vi un ambulacro grandiose^ si veggono gli accessi di alcuni altri cubicoli che sono per
terra.
ail'

ripieni di

Si ritorni pertanto

iscrizione

116, e qui
alla

voltando

si

trover

la scala di uscita

che riconduce

vigna in un punto
ci-

pi vicino alla via Appia di quello ove siamo discesi nel

mitero. Questa scala antica e mette ad una stanzetta superiore di planta rettangolare,

con pareti intonacate

e dipinte a

riquadri, intorno aile quali gira

un bancone da sedere. Questa

CIMITERO GIUDAICO
cella

247
il

dovea servira per


cosi

le

adunanze funebri seconde


di

noto

costume, o anche per luogo

preghiera.

abbiamo

visitato

la

parte principale di questo ciil

mitero giuJaico dlia via Appia,

quale fino ad ora

il

pi

importante e prezioso esemplare che possediamo nella nostra


citt

in

siffiuto

gnre

di

esaurito la descrizione dei

monumenti. E con questo abbiamo monumenti cimiteriali dlia mas-

sima via del nostro suburbano.

CAPITOLO IV
1

CIMITERI

DELLA VIA LATINA

C)

LACapena,
via

Latina cominciava insieme coU'Appia


e se ne distaccava ad

alla

porta
(^),

una piccola distanza

ove

il

bivio detto ora di S.

Cesareo. La porta Latina di

(i) Itinerario di Salibour^;: Deinde pervenies ad S. Gordianum martyrem, cuius corpus requiescit sub altare magno in ecclesia S. Epimachi, et Quintus et Quartus martyres iuxta ecclesiam in cubiculo pausant et longe in antro Trofimus martyr. Deinde pervenies eadem via ad speluncam, hic requiesc't eadem via S Eugenia virgo et martvr in cubiculo ecclesiae pausat, et in altero loco Emisseus martyr. De locis Ss. Martyrum: Iuxta viam vero Latinam ecclesia est S. Gordiani, ubi ipse cum fratre Epimacho in una sepultura. Ibi quoque Quartus et Quintus: ibi Sulpitius et Servilianus et S. Sophia et Trophimus cum mullis martyribus sepulti dormiunt. Et iuxta andem viam Tertullini est basilica, ubi ipse cum multis martyribus iacet. Ecclesia quoque S. Eugeniae iuxta eam viam est, ubi ipsa cum matre sua in uno tumulo iacet: ibi S. Stephanus papa cum toto clerc suo numro XX VIII mart3'res: ibi S. Nemeseus, S. Olimphius, S. Simpronius, S, Theodolus, S. Superius, S. Obloteris; S. Tiburticanus martyres sont sepulti {d'unallra
.

mano

et

eadem

via ecclesia est S. Stephani protomartyris)


di Malmeshitry:

Itine'

rario di

quae apud antiques Assenarica (hggerc: Asinaria) dicebatur. Nona porta Metrosa (leggerc: Metrovia) dicitur et coram istis ambabus via Latina iacet. Dcima porta et via Latina dicitur. Iuxta eam requiescunt in una ecclesia martyres Gordianus et Epimachus, Sulpicius, Servilianus, Quintus, Quartus, Sophia, Tryphenus, et ibi prope in alio loco TertuUinus et non longe ecclesia beatae Eugeniae, in qua iacet et Claudia mater eius, et Stephanus papa cum clero suo numro XIX et Nemesius diaconus .
S. lohannis

Gu^lidmo

Octava porta

Itinerario d' Einsiedeln: In via Latina extra civitatem in sinisira, oratorium


S.

Mariae, S.

Gordiani: in dextera

S. Eugenia, ad S.

geniae tam intus

Theodorum quamque foris

S.

lanuarii,

l'ilu

Hudriuiii

I:

oratorium S. Syxti; Basilicam S. Eu-

novo

restauravit. Simili

modo

et ba-

silicam S. Gordiani atque Epimachi seu coemeterium eiusdem ecclesiae,


Simplicii et Serviliani, atque Quarti et Quinti

martyrum

et

beatae So-

phiae una
in

cum coemeterio
renovavit
.

integruni

S.

Coemeterium Gordiani foris (2) Strabon. Geogr. V, 3.

portam Latinam a novo Index coemeterio rum e libro Mirabilium: portam Latinam .
Tertullini foris

CIMITERI DELLA VIA LATINA


la

249

Aureliano,

la

quale pi tardi diveniie


la

sua porta spciale,

oggi mostra

ricostruzione del vi secolo;

ma

essa chiusa

da lungo tempo.
sime
porta

La prima parte

dlia via

non ha grande
vigne pros-

importanza, giacchc ridotta ad un viottolo


alla
;

fra le

ma
II

se ne ritrova poi

una parte pi ragguar-

devole presso

il

miglio fuori dclla porta S. Giovanni, ove

traversata dalla via Appia nuova, nel luogo in cui sono le


celebri

tombe scoperte
via

nel

1857, e

di

11

essa continua nella

direzione dei monti Albani. (')

Su questa
i

sono

indicati parecchi

monumenti
I

cristiani,

quali per giacciono ancora del tutto sconosciuti.

cimiteri
i

dlia via
di tutta la

Latina sono,

come

quelli

dlia via Aurlia,

soli

regolarmente.

Romu sotterranea che non sieno mai stati esplorati Un unico ingresso ivi possiede la Commissione;
non sono che
frane, e le gallerie

gli altri accessi

che

si

visitano

sono pochissimo
terra menti.

estese, perch intercettate da rovine ed in-

Seguendo gV Itinerari,
Tordine topografico dei
trovano suUa via Latina.
1
il

si

puo

stabilire

presso a poco cosi


si

tre

gruppi di cimiteri cristiani che

cimitero con

la

chiesa di S.

Gordiano

ubi ipse

cum
il

fratre

Epimacho
dei Ss.
basilica

in

una sepultura (iacet); ed


TertuUino;

ivi

presso

gruppo
2

Quarto, Quinto, Trofimo ed


di

altri;

la

3 la chiesa di

S.

Eugenia col cimitero d'Aproniano.

De papa cum
Il

Martynim aggiunge: Ibi S. Stephanus toto clero suo . Ma un errore, perch il papa Stefano fu sepolto a S. Callisto; ed forse uno scambio di nome, giacch sulla via Latina esisteva una basilica dedicata
locis

Ss.

al

protomartire

santo

Stefano,

ove

probabilmente

furono

deposti aLuni del clero romano.

(i)

Il

primo

tratto dlia via,

quantunque ridotto

in

deplorevole stato,

per riconoscibile con ogni certezza


polcri

per gli avanzi degli antichi se-

che la fianclicg^avano. Fra questi notevole un sepolcro in lgante opra laterizia, del i, o del u secolo, che dicesi la Torretta e trovasi presso il ponte dlia ferrovia.

250

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Indicazione dei Cimiteri dlia via Latina.


Dei cimiteri di questa via non possiamo dare per ora che una approssimativa indicazione; e soltanto gli scavi potranno
stabilire
la

vera topografia di questi monumenti.


la

Passata

porta

Latina,

si

scorge
il

un primo
casale detto

indizio di

catacombe a destra
ed Epimaco. Poco

dlia via presso


il

Fienile

Cartoni ; e qui forse cominciava


si

cimitero dei Ss. Gordiano


santi.
Il

sa di questi

due

primo
il

fu vit-

tima dlia persecuzione

di Giuliaiio l'Apostata;

secondo fu

martirizzato in Alessandria d' Egitto, poi trasportato a

Roma

deposto a un miglio circa dalla

citt

milliario plus
Il

minus

une. La
ricorda
le

loro testa ricorre

il

10 maggio.

Liber pontificalis
I

riparazioni fatte da papa

Adriano
e

alla

chiesa co-

struita in loro onore. Martiri pi antichi

erano

stati gi sepolti

nelle vicinanze;

santi

Quarto

Quinto

due vittime

dlia

persecuzione
steggiati
in
il

di

Traiano, san Simplicio e san Serviliano (fe-

20

aprile),

quorum corpora posuerunt


quelli dei 5^.
lui

christiani

praedio eorum, via Latina, milliario secundo,


i

come
la

diIl

cono
di S.

loro Atti riuniti a

Nereo

AchiUeo.

Bosio riporta una loro iscrizione da

veduta presso

chiesa

Angelo

in

Borgo

SIMPLICIVS C<

SERVILIANVS

MARTYR (') MARTYR

Quando
chia,
bile,
si si

si

costrul la linea dlia strada ferrata di Civitavec-

scoprl

un

altro ingresso,

oggi chiuso

ma

tuttora visi-

che metteva ad alcune gallerie interrate. Quest' ingresso

trova precisamente sul margine dei taglio dlia linea feril

roviaria presso
Il

ponte su cui passa

la

via Latina.

cimitero

di

Aproniano sembra che fosse pi lontano.


gallerie nella

Se ne ha forse un ingresso con alcune

vigna

Santambrogio; un
Rom.

altro ingresso,

il

solo regolare, con altre

(i)

solterr.

III,

27.

CIMITERI DELLA VIA LATINA

25

poche

gallerie, trovasi nell'antica

vigna dei PP. Domenicani,

oggi proprieti Dclvccchio.


Cosi press* a poco
si

pii
;

stabilire
il

la

posizione

dei

due

primi cimiteri delLi via Latina


affatto sconosciuto,
Il

terzo, qucllo di Tertullino,

ma

il

Boldetti dice di averlo visitato.

pi importante era quello di

Aproniano da

cui viene pro-

babilmente un' insigne iscrizione riportata dal Bosio, contenente una professione di fede nella divinit di Ges Cristo,
espressa da questa bella formola
Deo sancto Christo uni . monogramma costantiniano, pu
:

Quantunque
per
gli altri

essa

abbia

il

simboli che

vi si

trovano, attribuirsi

al

secolo:

DEO SANCT -^ VNI

^
Non

Lvci TE

ciz:::^^

CVM PA
CE
si

^
storico dei
martiri
dei

conosce alcun
Santa
Eugenia,

monumento
gli

luogo.

messa a morte
Atti,

sotto Valeriano, fu
.

deposta,

come dicono

in praedio suo

Ora

si

sa

che

ella fu sepolta nel

cimitero di Aproniano;
di

dunque doveva
(').

essere dlia

medesima famiglia
altri

quel personaggio. Nel 705


il

Giovanni
il

VU costrui una chiesa sopra

suo sepolcro
vi fecero

Dopo
vigna
alcune

Bosio, Boldetti ed
ricerche.

archeologi

inutilmente
nella

nuove
dlia

Nel 1840, mons. Bartolini scopri


cripte storiche e ad
:

Coppa un

antico ingresso con una scala assai larga, una cripta

forma dcUe

un

livello superiore
al

gallerie pi strette
di

ed attribui questo sotterraneo


il

cimitero
si

Aproniano.

(^)

Ma

Bartolini

non pote

precisare nulla e

content

di pubblicare

alcune sue congetture, insieme ad una


VIL
frana.

(i) Lib.
(2) lo

fioittif.

in Vita lohannis

non ho potutoancora

ritrovare questa antica scala dlia vigna

Coppa, che deve essere nascosta da qualche

Spero che un giorno

mi

sar dato di ritrovarla; e quello sarebbe un punto dove gli scavi po-

trebbero avre un qualche successo.

252

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


mio padre Temistocle Marucchi,
in

pianta fatta da

un opuscolo

intitolato: // cindtero d' Aproniano, dctto anche di S. Eugcnia,


siiUa via

Latina,

Roma
^

1840

(').

Il

de Rossi non pot tro-

ami!iiiiiil!iiililiii:!:ii'ill!iillllhillliiiiiilliii'llilllliiMmilhMmmillllllllllllil!llll'^

Antico ingresso cimiteriale sulla via Latina (sezione longitudinale).

TkM. Marucchi

dis.

e mis. nell'

anno 1840.

Antico ingresso cimiteriale sulla via Latina (pianta).

vare

di

pi;

ma

pi tardi l'Armellini fece moite esplorazioni

sulla via Latina e fra le altre cose scopri


(i)

un

altro ingresso nella

Mio padre,

mi

iaizi in questi studi, fu

sue esplorazioni
il

Temistocle Marucchi, di ch. mem., il quale uno dei primi compagni del P. Marchi nelle sotterranee, ove conobbe G. B. de Rossi; ed esegui per
l'ing.
al

Marchi, insieme

Fontana,

niolti disegni

nelle catacombe.

CIMITERI DELLA VIA LATINA


di

253

vigna Santambrogio cd un cubicolo ornato


nel tufo, sul quale lesse qucsto graffito:

colonne, scavato

CVBVCVLV CONquesto cimitero


il

TALI

(').

Il

P. Grisar

recentemente
nella via
la

riferi a

un frammento trovato

Labicana e recante

nome
:

.://)RONIANO

"C///. Presso

vigna Delvecchio furono anche

irovate, alcuni anni or sono, queste


///M
///XI

due

iscrizioni

consolari

ANN
.

XVII 4
.

IVN ///VALENTE III


ID
.

CONSS
VIVO FECIT
0"

//'ORI

IT

SIBI
(An.

7o)(-').

ASELLA QVAE VIXIT ANN VI M XI D III DP VIIX KAL OCT DD NN GRATIANO ET THEODOSIO COSS IN P

(An.

580)

(3).

Finalmente

in

una rcente esplorazione da


e del signor A.

me

farta aile

abbandonate
del can.

gallerie cimiteriali dlia via Latina in

compagnia

D. Augusto Bacci

Bevignani (giuil

gno 1902), io copiai seguente frammento


tiera dal

nella cantina dlia vigna Delvecchio


d' iscrizione

consolare, che fu veduta infu

de Rossi nel 1873,


Hic
iacel

ma non

da

lui

pubblicata:

quae z'iv/T

qERONTIA ANNOS
mENSES III DXIII KL OCTOB A/ODESTO ET ARRONTEO CCS
(Anno
372).

XXXIIII
deposild

c,ll

Cous. FI.

In questa
galleria

medesima esplorazione

fu

rinvenuta un' altra


la

che dalla vigna Delvecchio passa sotto


Armellimi, /
iscrizione

via Latina

(i) Cf.

cimiteri crisliani dlia via Latina,


si

Roma

1874.

(2)

Questa

conserva dentro

Roma, ed

murata nelle

scale della casa in via dei Crociferi, n. 20.


(3)

Fu da me copiata

nel

marzo 1879

nella vigna Acquari,

dove

poco prima

erasi rinvenuta.

254

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

e fu constatato che, nella vigna Santambrogio, dal sotterraneo


di

un antico colombario pagano

si

pntra per uno sfondo

posteriore in una regione cimiteriale che dovette essere assai


vasta,

ma

che ora del tutto interrata.

=D

P
C5

-O

Tratto ulteriore dlia via Latiiia scoperto nel 1857. (A destra,

le

tombe pagane

a sinistra la basilica di S. Stefano con gli edifici annessi).

GVItinerari ed
cimiteri un' altra

il

Libe}- pontificalis (')

indicano dopo questi

memoria

cristiana, cio la basilica del prodi

tomartire Stefano, gi

accennata

sopra, che san


pia

Leone

Magno

costrul

con

le elargizioni di

una

matrona

di

nome

(i) In

Vita Leoiiis

I.

fi

Basilica di S. Stefano sulla via Latina (disegno favoritomi da

M. Bour).

256

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Demetriade. Questa basilica fu scoperta nel 1857 a qualche distanza dalla zona cimiteriale e presso TAppia nuova, insieme
agli insigni sepolcri

pagani dei Valeri e dei Pancrazi.


a

La
i

basilica

sorgeva in mezzo

una grande

villa

romana,

e la sua

origine ricordata da una iscrizione dei v secolo,


dlia quale
si

frammenti

conservano ancora sul posto.

CVM MVNDVM

LI^?/^NS DEMetrias

AMNIA VIRGO

CLArfERET EXmEMVM NON lAORltura diem HaeC TIBI PAPa LEO VOTORVM EXTREMA suorum TradiDlT uT sacrAE SVRGERET AV/a dovius .A/flNDaTI COMPLE/a FIDES SED GLOR/a maior 7TERIVS VOTYM SOLVERE Q.VAM FROPAlam INVi^ERAT CVLMEN STEP/;a/iVS Q.VI PRLMVS IN ORbe RAPTVS MORT.^ trVCl REGNai IN ARCE poli PrAESVLIS HAnc iiissY TIGRINVS Freshiter aulam

EXCOLIT

INS;VNIS

MENTE

LA'QOre

vigens.

Questa Demetriade
grande

forse la figlia di

Anicio Olibrio, con-

sole nel 395 di cui parla sant' Agostino(').


{v. pag. 2;)); vi
l'

La

basilica era assai

ancora

la

confessione, a destra dlia

quale fu ritrovata
il

iscrizione, e dietro l'abside osservasi pure

battistero. Essa dovette essere di

grande importanza; e

fu pro-

babilmente costruita in raemoria dlia invenzione dlie reliquie


di

santo Stefano. Presso

la

confessione pu6 vedersi


il

affissa
ai

una

parte dlia epigrafe che ricorda


dei papa Sergio II (an.
///S

campanile eretto
taie

tempi

844-47) da un

Lupo Grigarius:

STEPHANI PRIMI MARTYRIS EGO LVPO GRIGARIVS

///E

CAMPANA EXPENSIS

MEIS

TER BEATISSIMI EVANGELICO

FECI TMP 5N IVNIORI PAPE

SERGII

AMEN
di

Nel
S.
sec.

IX secolo questa chiesa sul

apparteneva

al

monastre

Erasmo
X
:

monte

Celio. Se ne

hanno memorie

fino al

in

seguito fu abbandonata e cadde in rovina.


CL (P.
L.
c.
t.

(i) Ep.

XXX, col.
(t.

645)

Ep. clxxxviii (ibid.

col.

848 seg. )

De hono

viduitutis,

14

XL).

CAPITOLO V
I

CIMITERI DELLA VIA LABICANA

(')

LA

via

Labicana usciva
di

in

origine dalla

porta
si

Esquilina

del

recinto
fu

Servio

Tullio, la

quale

trovava nel

luogo ove

poi costruito

l'arco onorario di Gallieno,

oggi

detto di S. Vito.

La

via che partiva da questa porta divide-

vasi in tre diramazioni: la via Tiburtina, la via Prenestina e

(i) Index

cocmekiiorum

&

Notitia Regionum:

Coemeterium ad duas
.

lauros

ad

Ss.

Petrum

et

Marcellinum via Labicana


via

et

Itinerario

di

SalTpourg:

Ad Helenam
ibi

Campana

multi martyres pausant. In aqui-

lone parte ecclesia Helenae primus Tiburtius martyr. Postea intrabis in

speluncam

pausant Ss. martyres

Petrus

presbyter

Marcellinus
alii,

martyr. Postea in interiore antro Gorgonius martyr, et multi

et in

uno loco
Ss.

in interiore
IIII

spelunca
et

XL
S.

martyres,

et in altero

XXX
.

martyres,

et in tertio

Coronatos

Helena

in

sua rotunda

De

locis

Martyrum:
Ss.

luxta

viam vero Lavicanam


isti

ecclesia est S. Helenae ubi

ipsa corpore iacet. Ibi sancti


tius,

dormiunt, Petrus, Marcellinus, TiburiJ

XXX

milites,

Gorgonius, Genuinus, Maxinius, IV Coronati,

est Claudius, Nicostratus,

Simpronianus, Castorius, Simplicius:

ibi

et in

cryptis sub terra

innumera martyrum multitudo sepulta

iacent. iP'iin'altra
est

mano: luxta viam vero Praenestinam iuxta aquaeductum ecclesia


S.

Stratonici episcopi et martyris, et S. Castuli,


.

quorum corpora longe


di

sub terra sunt sepulta)

Itinerario
Tiburtius,
et

di

GugUelmo

Malmesbnry:

Se-

ptima porta

modo maior

dicitur,

olim sirucrana

(Jeggere: Sessoriana) dice-

batur et via Lavicana dicitur, quae ad beatam

prope Petrus, Marcellinus,


ginta milites et
nati .
alii

innumerabiles,
"

Helenam tendit. Ibi sunt Geminus, Gorgonius, et quadranon longe Sancti Q.u:ituor Corovia

Itinerario

Einsiedeln

In

Praenestina

foris

murum
.

in

dextera forma Claudiana,in sinistra S. Helena, S. Marcellinus et Petrus


Viia Hadriani
1:

Coemeterium beatorum
Helenae renovavit

Ptri et Marcellini via

Lavicana

iuxta basilicam beatae


et

et

tectum

eius, id est S. Tiburtii

eorundem sanctorum Ptri et Marcellini noviter lecit, et gradus eius, eorum sacratissima corpora noviter fecit, quoniam nullus erat iam descensus ad ipsa sancta corpora . Index coemeteriornm e libro Mirabilium: Coemeterium inter duas lauros ad S. Helenam.
qui descendiint ad

Guida Catacombt roman*.

IJ

258

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


Queste due ultime spesso furono confuse
erano distinte dal punto ove
la
si

via Labicana.

insieme,

ma

in realt

distacca-

vano, che era presso


liano (oggi porta

porta Prenestina dcl recinto di Aure(').

Maggiore)

Al
la

di

fuori di questa la

via

Prenestina dirigevasi a sinistra,


Itincrari indicano sulla via

via Labicana a destra. Gli

Labicana due cimiteri: quello dei


l'altro

Ss. Pietro e Marcellino e

di S.

Castulo

iuxta aquae-

ductum,cio
almeno
mata
nella

presso l'acquedotto dell'acqua Claudia. Sulla


si

vera via Prenestina non

conosce alcun cimitero cristiano,


chia-

zona suburbana. La via Labicana per


di

col

nome
L

Prenestina in alcuni dei nostri documenti

topografici.

Cimitero

di S.

Castulo.
Diocleziano, sono

Gli Atli di

S.

Castulo,

martire sotto

uniti a quelli di 5. Sebastiano. Essi ci


zetarius

dicono che Castulo era

cubiculi Diocletiani Augusti , cio cameriere deltaie

r imperatore, ch' egli aveva per sposa una


parlano
gli Aiti

Irne

di cui

di S.

Sebastiano, e che

due coniugi ave van o

un oratorio

nella loro casa, in

ipso imperatoris palatio in

loco superiore aedium . La loro abitazione doveva trovarsi


sul Palatino presso lo Stadio, trasformato pi tardi in ippo-

dromo, dove

fu martirizzato san Sebastiano, e

donde

il

corpo

dei soldato martire fu da Irne trasportato in questa loro casa.

Castulo, denunziato per cristiano, fu condannato


gettato vivo in una cava dlia via Labicana,
cittc

ad essere

e poi ivi sepolto

Missus

est in

non lungi dalla foveam via Labicana,


cimitero.
Il

et in
Il

eodem

loco

non longe ab urbe Romana... humatum.


1'

Bosio non conobbe

esistenza di questo

Fabretti lo ritrov abbastanza conservato nel 1672 e constata

che esso era stato scavato vicino


Egli vide H in quel sotterraneo
la

ad una

grande arenaria.

iscrizione di

un sepolcro

che suppose dei martire Castulo e che dovette essere invece

(i) Q.uesta porta era

1'

arco monumentale
il

dell'

acquedotto Claudio,

adoperato poi da Aureliano per dare

passaggio

aile

due

vie.

CIMITERO DI

S.

CASTULO
il

259

quella di alcuni personaggi deposti presso

martire epoiiimo.
:

Eccone

il

testo coii

suoi errori ortografici

QVOR SVN NOMI


NAEMASIMI CATIBATICV ISECVNDV

MARTYRE DOMINV CASTVLV ISCALA


Questi personaggi furono dunque scpolti
<(

al

seconde piano

catabatico secundo , vicino


scala
ivi

al

sepolcro di S. Castulo e in

una
ossa

ad martyrem
le

domnum

Castulum

in scala (').

Le

trovate e

iscrizioni

furono trasportate a S. Prasconservano. L' ingresso

sede, quindi nel 18 14 vennero donate dal cardinal vicario al

vescovo

di

Macerata, dovc ancora

si

del cimitero, chiuso

dopo
la

il

Fabretti, fu ritrovato nel

1864
;

in

occasione dei lavori per


fu

strada ferrata di Civitavecchia


si

ma

murato, perch era in pessime condizioni. Vi


altre

riconob-

bero cinque gallerie che mettevano ad


e poi
a

ancora interrate

tre

inibocchi di un arenario. Nel

museo Capitolino
:

conservasi una importante iscrizione quivi rinvenuta

DMA SACRVM LEOPARDVM IN PACEM CVM SPIRITA SANCTA ACCEP TVM EVMTE ABEATIS INNOCENTEM POSVER PAR Q. AN N VII MENS VU
.
.

L' iscrizione

certamente

cristiana.
il

Il

titolo

DMA
DM,

SA-

CRVM
tiri.

molto pi significative che


il

semplice

quan-

(i) Si sa che

titolo

dominus
la

era

Non
si

si

pu ammettere

lettura

Martyris

comunemente dato ai marDomini et Castuli


Acta martyrii
S,

che
stuli,

data da alcuni e dall'autorc dell'opuscolo

Ca-

etc.

pag. 12.

26o
tunque
in

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


epoca tarda non avesse pi un vero
mostra tuttavia in chi
sopra vi fu
lo scolpl

significato

religioso,

o una grande igno-

ranza ovvero una grande disattenzione.

Al

di

anticamente

una chiesa
il

dedicata

S. Castulo e ad

un vescovo,
I

S. Stratonico,

cui

corpo fu

pure dal papa Pasquale


zione
di

trasportato a S. Prassede. Un'iscri-

questa chiesa cimiteriale di S. Castulo portava la


dell'

data consolare

anno 527

('):

HIC REQVIESCIT IN PAGE lOHANIS QVI VIXIT ANNVS PLM VIGINTI DEPOSITVS IN PAGE IIII NONAS MAIA CONS MAMBVRTII V G GONS

iM

P
(^).

IL

Cimitero dei Ss. Pietro e Marcellino

Questo cimitero

anche chiamato ad Dnas Lauros, dal


ad
si

nome
ivi

antico
di

dlia

localit;

mausoleo

S. Elena, di

cui

S. Helenam a cagione del vedono le grandiose rovine

presso (^Torpignattara);

siib

Augiisia ed in Comitatu, pervilla


la

ch stava nelle vicinanze di una

impriale di Costantino. necropoli degli Equits

Non

lungi dal mausoleo trovavasi


cio dei cavalieri
dlia

singiilares,

guardia impriale. Moite

dlie loro iscrizioni

sono

state

trovate

anche recentemente
(^).

nel

cimitero stesso e nelle sue vicinanze

Gli Ithierari ricordano in questo cimitero diversi gruppi


di martiri:
i

Ss. Pietro e Marcellino, S. Tiburzio, S.


di

Gorgonio,
martiri,

Ss.

Quattro Coronati, un gruppo

XL
di

XXX

tutte vittime dlia

grande persecuzione

Diocleziano.

Pietro era esorcista, Marcellino prte, ed

ambedue furono

(i) Gf. (2) Per

DE Rossi, Bull. 1865, pag. 9 e segg. una pi ampia illustrazione dei monumenti
cripta storica dei Ss

storici del

luogo,

Gf.

Marucchi, La
(3) Gf.

Pietro

Marcellino recentemente

scoperta siiUa via Labicana, nel Nitovo Bull, di arch.

crist.

1898, pag. 157-194.

Henzen,
1885.

Iscri:(ioni

recentemente scoperte degli Equits singu-

Jares ,

Roma

CIMITERO DEI

SS.

PIETRO E MARCELLINO

201

martirizzati sulhi via Cornelia, nella localit detta allora Sylva

dopo la loi:o morte Sylva Candida. particolari del loro supplizio dalla San Damaso apprese bocca del carnefice, com' egli stesso ci lascio scritto nel carme consacrato alla loro memoria e posto nella loro cripta, carme
Nii^ra e
i

che noi conosciamo soltanto dalle

sillogi

epigrafiche:

MARCELLINE TVOS PARITER PETRE NOSSE TRIVMPHOS PERCVSSOR RETVLIT DAMASO MIHI CVM PVER ESSEM HAEC SIBI CARNIFICEM RABIDVM MANDATA DEDISSE SENTIBVS IN MEDIIS VESTRA VT TVNC COLLA SECARET KE TVMVLVM VESTRVM Q.VISQ.VAM COGNOSCERE POSSET VOS ALACRES VESTRIS MANIBVS MVNDASSE SEPVLCRA CANDIDVLO OCCVLTE POSTQVAM lACVISTIS IN ANTRO POSTEA COMMONITAM VESTRA PIETATE LVCILLAM HIC PLACVISSE MAGIS SANCTISSIMA CONDERE MEMBRA
Dagli Atti sappiamo che
sepolti vicino
i

corpi di

questi

santi

furono

ad un

altro

martire dlia stessa persecuzione,

san Tiburzio tiglio di Cromazio prefetto di

Roma:

Eorum

corpora (sepelivit) in crypta iuxta S.Tiburtium . Di san Gor-

gonio pure

ci

mancano
lui

notizie,

ne sappiamo che relazione

abbia con quelle che fu martirizzato a

Nicomedia

(').

San Dacarme
il

maso dedico
dlia quale

un'altra iscrizione, anche essa perduta, e


il

conosciamo

testo.

Egli allude in quel


i

al

gruppo dei martiri

principali, presso

quali trovavasi

se-

polcro di Gorgonio trasportato in

Roma.

MARTYRIS HIC TVMVLVS MAGNO SVB VERTIGE MONTIS GORGONIVM RETINET SERVAT Q.VI ALTARIA CHRISTI HIC Q.VICVMQ.VE VENU SANCTORVM LIMINA Q.VAERAT INVENIET VICINA IN SEDE HABITARE BEATOS AD COELVxM PARITER PIETAS Q.VOS VEXIT EVNTES
Circa
i

quattro
la

Santi

Coronati havvi
costituisca

moka

oscurit,

pu

dirsi

che

loro

storia

uno

dei pi

difficili

(i) Cf.

EusEBio. Hiit. Ecd. VIII,

I,

6 (P. G.

t.

XX,

col. 740, 753),

202

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


I

problemi dlia antica agiografia.


anteriori
negletti
;

loro Atti, che

non sono

al

vi

secolo,

furono

per

molto tempo del tutto


essi

da studi recenti ricavasi che in

possono ricoparla di quat-

noscersi difFerenti gruppi (').


tro

Quel documento

marmorari
credenze

di

Pannonia che facevano

Oi^ni sorta di statue

anche mitologiche, qualora non avessero offeso apertaraente


le

cristiane,

come

per

esempio quelle
dlie

del

cicla

cosmico che

servi

pure

agli

artisti

catacombe.
l'idolo di

Ma

avendo ricusato costanteraente


cleziano venuto a

di eseguire

Escu-

lapio furono condannati a morte. Si riferisce pure che Dio-

Roma,

fece coUocare nelle terme di


soldati, piuttosto

Traiano

una statua d'Esculapio; quattro


il

che prestare
la vita.

culto a quella divinit, preferirono di sagrificare


i

Non

conoscendosi

loro nomi, furono dati ad essi queUi dei quattro

marmorari

martirizzati in

vembre)

ma

Pannonia nello stesso giorno (8 nodue anni avanti. Finalmente trovasi in Albano
di

un

altro

gruppo

quattro santi che

hanno

gli stessi

nomi
nov.
.
si

dei quattro Coronati.

L' antico CaJendario Liberiano d solil

tanto questa

indicazione per

primo gruppo:
in

id.

dmentis, Semproniani, Claudii, Nicostrati


Sui sepolcri
dei

Comitatu

numerosi
dlia pace

martiri dlia via Labicana

eressero nei giorni


dagli hinerari.

basiliche ed orator ricordati

Il mausoleo di S. Elena fu il grande monumento locale sempre conosciuto; esso abbastanza conservato e vi si rin-

venne

il

bellissimo sarcofago di porfido che


il

ora

al

museo
I

Vaticano(^). Costantino costrui presso


la basilica in
la

sepolcro di sua madr


;

onore de'
costrui

Ss. Pietro e Marcellino (J)

Adriano

orn

vi

una scala per

pellegrini (*). I corpi

dei

due martiri rimasero nella


(i) Cf.

cripta sotterranea fino al

pon-

Bull. 1879, pag.

(2)
ticit di

SHinngsherichte der Wien. Akad, 1853 de Rossi, 45-90; Erbes, Zeitschr.fr Kirchengescb. 1882, pag. 466 seg. Martirologi, gli Atti e gli Itinerari ci assicurano dlia auten-

Wattembach,

questo

monumento.

Cf. Lih.

potitif.

ed.

Duchesxe, pag.

198.

(3) Lib. pontif. in

Vita Sylvesiri.
J'ita

(4) Cf. Lib. pontif. in

Hadriani.

CIMITERO DEI
tificato
di in

SS.

PIETRO E MARCELLINO

263

Gregorio IV

nell'

826. Allora furono involati e train

sportati
a

Francia; di qui

Germania:
(').

stanno ancora

Seligenstadt, presso

Magonza

Quelli dei quattro Santi

Coronati furono trasportati da Leone IV nella loro chiesa dei


Celio, e vi
fu
si

veneraiio ancora; ed

il

cimitero dlia via Labicana


riirov,

dopo

abbandonato.

Il

Bosio lo

pcrcorse

la

necropoli e descrisse un cubicolo ch' egli credette essere la


cripta storica dei martiri(^).

Di nuovo dopo

di lui dimenticato,

questo luogo fu oggetro dlie esplorazioni dei de Kossi nel


1852. Finalmente nel 1896
vi si fecero altre ricerche

e scavi

important! dalla Commissione di archeologia sacra.


Il

compianto Stevenson richiam

in quell'

anno Tatten-

zione dlia suddetta

Commissione sopra una


la
1'

piccola edicola

dei IV secolo, che egli credette essere

basilica de' Ss. Pietro e

Marcellino

giacch

identificazione proposta dal Bosio dlia

cripta sotterranea

alquanto

lungi

di

11

era

incerta

infatti

questa

cripta

chiamata
i

storica

era bensi

ornata di pitture
essa

che rappresentavano
trassegnata
dei
martiri.

martiri locali,
dei

ma

non
le

era

concripte

dai

graffiti

pellegrini,

come
aitri

altre
alla

gli

scavi

portarono ben presto

scoperta

di un'altra cripta

pi somigliante agli

luoghi storici co1'

nosciuti, e

che stava precisamente


edicola,

sotto

edicola test
religiose

ri-

cordata.

Questa
la

oggi

oratorio

dlie

che

possiedono
Marcellino,
porzioni
ratorio

vigna,
si

non
taie

per

la basilica dei Ss.


le

Pietro e

come
S.

suppose, giacch
attribuzione
;

sue meschine pro1'

escludono
di
I

essa piuttosto

odi

Tiburzio.

Sappiamo

infatti
dall'

che

la

scala
di

Adriano

discendeva direttamente

oratorio

S. Ti-

burzio alla

tomba

dei martiri

Q)

e proprio nella cripta sot-

(i) In loco qui prius

Mulinheim, nunc autem Seligenstadt (C///

dei

Santi) dicitiir, digna cckbratione a fdelibus celebrantur (Moiiu)ii.

Gn-

maniae, Script.
(2)
(3)

XV', pag.
sott.

529).

Rom.

III,

57.

Et gradus qui

descendunt ad eoruni beatissima corpora noerat iani descensus ad ista sancta cornora

viter fecit,

quoniam nullus

(Lib. pontif.).

264

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


si

testante a questa cappella


in

ritrovata questa scala che era

comunicazione con

l'edificio

superiore.

Pianta

u.

i.

Regione principale del cimitero dei

Ss.

Pietro e Marcellino.

Accennate queste generalit, entriamo a


tero sotterraneo.

visitare

il

cimi-

Dair ingresso attuale [A]

si

pu andare direttamente

alla

CIMITERO DEI

SS.

PIETRO E MARCELLINO

265

troviamo una piccola chiesa sottcrranea e davanti alla tomba primitiva dei due martiri [DJ. Una particolarit degna di nota che la massa di tufo, nel quale erano scavati duc loallora neU'abside di
i

cripta srorica, percorreiido alcune galleric [H, C]. Ci

culi, fu isolata in

un'epoca posteriore, affine


la

di potervi erigere
le

un

altarc.

Vi

si

vede ancora

cosi detta

mensa per

lucerne

Cripta storica dei Ss. Pietro e Marcellino.

e qualche franimento di niarnio, resti dell'antica decorazione.

Di

faccia, sulla parete,

havvi un frammento dlia iscrizione da-

masiana, che dovea stare suH'arco dei tabernacolo deli'altare:

///XCVM,,/
ortiaVlT
Damastis
(?)

probabile che innanzi a questo


la

medesimo

altare fosse
di

collocata

iscrizione storica dei

papa Damaso, ricordata

sopra: Marcelline tuos pariter Petre nosse triumphos ecc.

266
La base

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


dlia

colonna che vedesi

a sinistra nel

punto [E],

apparteneva ad un portico eretto innanzi

alla cripta,

E
nel
vi_,

certo che

lavori per la decorazione di questo


in

luogo

venerato furono eseguiti


forse sotto
il

due epoche: cio nel


il

iv secolo e
iscri-

il

papa Vigilio,
sta nel

quale vi pose questa


(').

zione

cui

frammento
i

museo Lateranense
le

L'epi:

grafe ricorda

lavori fatti

dopo

devastazioni dei Goti

V.
-~

i S\^A V^-^K F HO^ s QV O S M G S S T R A N T t :COi AF?XOMOSV!TCA ^L;PRnTTiTVLVSCONrKACTOMAK S' ECTAM EN Ht S ITERV M POSS c PE K

MARTYR

Q V ES AC R
1

O -'

'^

VNT
I

&.V SQV>

% '^ C I Le G CfV
"^^

'

"
.

,\

E
^

-n
,

A C 1^ /a
:

COH D

ND

--\

R V iT M -:EPV{CHRA''S
J

"

/. '

i l

'

...

...

'

DiRVTAVlGItlVSNXMMOXKAECPAPACcMib'HOSTiBVSEXPVLSlSOMHES'OV.^VlTOPys

Si
cripta
:

distinguono

ancora

tre

livelli

diversi
al

nella

nostra
cui
i

quello dlia galleria primitiva,


in

momento
loculi;
ai

in

martiri furono deposti

due semplici

quello

dlia

cripta del iv secolo, restaurata

probabilmente
il

tempi

di

Da-

maso, infine

il

piano attuale che

medesimo

del vi secolo.

Le
vi

pareti dlia cripta e dlie gallerie vicine

sono coperte

di iscrizioni graffite dai pellegrini.

In

alto, a sinistra dell'abside,


:

una preghiera

coll'

invocazione dei martiri [2] {pag. 26S)

eecoc TH npecBHA TN ArON MATVPOX KAI THC ArHAC eAHNHC COCCON


Torc cor AorAorc
lOANXH///
{sic)

Dio, per intercessione dei santi martiri


i

di sant'

E-

lena, salvate

vostri servi

Giovanni ...

(i) Cf.

Marucchi, La

cripta siorica dei Ss. Pietro e

Marcellino, etc.

CIMITERO DEI
Vi sono pure qua e
\

SS.

PIETRO E MARCELLINO
vnri

20/

nomi, per

la

maggior parte

monaci
I

del priode bizantino.

nomi

poi dei martiri eponimi sono scritti nella parete di

faccia alla base dlia

colonna [D] nel punto [i]

(y.

pag.

seg.^'.

MARCELLINE PETRE PETITE PRO GALL


fHRISTIANO
(?)

Nella parete dlia cripta, picsso


si

la

scahi di

Adriano
loro

[C],

leggono

nomi

di

alcuni preti

(PBR)
.

e di diaconi, e di
i

un

humilis et indignus ordinandus

Essi scrissero

nomi

nel punto [4]

con l'invocazione spesse volte ripetuta:

KG

268
B0H6I,

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


Signore, aiutateci
clie
.
.
.

Nella stessa parete un


la

rozzo disegno sembra

nippresenti

pianta dlia basilica

sotterranea. Sulla parete opposta la

Commissione d'Archeo-

losia sacra ha fatto sistemare alcuiie iscrizioni trovate negli

veri>

i'eatre
Ceiitro storico del cimitero cou maggiori particolari.

Pianta n.

2.

ultimi scavi.

Una

di

esse ricorda

un prte

di

nome Romano,

che probabilmente ebbe giurisdizione su questo cimitero:


y^

HIC QVESCIT ROMANVS PRESBITER ^ QVI SIDIT PRESBITERIO ANNVS XXVI MEXSIS X DEP

X KAL SEBERIM VC

CO;;;

(')

(An. 461 o 482).

(i) Un'altra copia antica di questa iscrizione nel

museo Lateranense.

CIMITERO DEI
Il

SS.

PIETRO E MARCELLINO
forma un
le

269
rctro
:

CLibicolo chc sta a sinistra dell' abside [Ej


fra

sanctos;

altre

isciizioni ivi

si

possono vedere

seguenti

Comparavit
concessuM

sibi

/OCVxM

A'i^Astasiiis

SVB PRESBvUroU!

/HVLI
in

EVsebi

fjaCE -FUIII
il

Quest'ultima importante, perch mostra che


(1(1

cimitero

Duas

Laiiros dipendeva dal titolo di S. Eusebio.


di

Dietro l'abside, in un loculo

fanciullo,

si

legge [6]:

k
RVTVNDVLA IX PAGE QVE VIXIT M XI D XX

IN

PAGE

zione ancora

Nella galleria incontro [7], sempre dietro l'abside, una iscrial posto, in basso, reca questa bella espressione
:

DEO ET SANGTIS ACGETA


{accepta).

Notiamo ancora

altre iscrizioni consolari

raRAE GASTITAtw /odMINAE GLEMEN/j/ia.' XVIIII M quai vixit aN ///RIORVM DOLENS

VIII

jWaMERTINO

ET

NEVj7/a

conss

(An. ^62).

SITVS EST IN

HOG PRISGVS AMIGORVM GARITATE FV///

///REGORDANTIBVS EXGESS/// DEPOSITVS XII II KAL- SEPT//


,7/E
///

ET

EN///

/fONORI-Vm-ET-THODOii

^xAGINTa /// RicomEDE ET GLEArco


^^"5^^)-

conss

///

ANN

XLVIII

VI

D///

(An. 409).

Dalla lunga galleria [R]


bicoli

si

passa a visitare alcuni

altri

cu-

[Q,

P, ed

importanza e

O]; fra questi il cubicolo [P] ha raaggiore dov contenere il sepolcro di qualche martire,giu-

270

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

dicando dalla ricchezza dlie decorazioni in


saico; vi pure un' lgante
Si

marmo

ed

giunge
la

cosi alla cripta

mensa di olii rivestita di [M] fino a pochi anni

mumarmo.
in
fa rite-

nuta per

cripta dei martiri principali;


in venerazione.

ma
il

che ad ogni

modo
pitture

fu pur' essa

La

volta

decorata di

bizantine che rappresentano nel

mezzo

Salvatore col libre

degli Evangeli, e seduto fra 5. Pietro e S. Paolo; sotto, Tagnello


sulla collina, dalla quale scaturiscono
ai lati,
i
i

quattro fiumi simbolici;

martiri deposti nel cimitero, coi loro

nomi

GORGOnicchia
tenes-

NIVS PETRVS MARCELLINVS TIBVRTIVS. La


che accenna ad una cattedra sembra indicare che
sero riunioni liturgiche.

ivi si

probabile che in questa cripta fosse

sepolto Gorgonio,

il

solo dei

quattro martiri
vi

cui essa

po-

trebbe convenire.

Nelle vicinanze
graftito

sono
il

altri

cubicoli dei

quaU uno [L] contiene un

con

nome

di

SIRICIVS.

Una
conduce
la

galleria [H] corrispondente sotto la scala di Adriano,


al

secondo piano. La parete

sinistra dipinta,

ma
pu
im-

decorazione
il

molto danneggiata. Con


la

tutto ci vi

si
l'

riconoscere

Biion Pastorc e
siil

Vermine; corne
al

pure
la

magine
che
gli

di

Giobbc

htamaio, avanti
ail'

quale sta

moglie

porge un pane
di
tal

estremit di un
si

bastone. Questa

r unica scena

gnre che

conosca nelle pitture;


scultura,

ma

ne abbiamo qualche esempio


di

in

come
(').

sul sar-

cofago

Giunio Basso nelle grotte Vaticane


notano parecchie
iscrizioni.

Nella gal-

leria infcriore si

La seguente ve-

desi graffita sopra la

cake

di

un arcosolio:
VII

SALVIVS NEPOS IN PAGE


IR

KAL FEB

EN
E

(i)

Diias Lauros nel

Vedi a pag. 46. Cf. Wilpert, Affreschi inediti Nuovo Buett. 1898, pag. 1 18-121.

dei Cimitero

ad

CIMITERO DEI

SS.

PIETRO E MARCELLINO
si

27 1

Visitata questa regione,


u.
I,

torni alla galleria [E] (y. planta


al

pag. 264), e di
alla

li

si

vada fino

cubicolo [PJ (v.

ibid.),

ove innanzi

porta

si

legge questo importante graffito:

t
CRISTE IN MENTE HABEAS MAR CELLINV PECCATORE ET lOBI NV SHMPER VIVATIS IN DEO
In una dlie gallerie che quivi conducono,
iscrizionc graffita nresso
si

noti pure l'altra

un loculo:

OLYMPI LECTORIS DE D EVSEBI LOCVS EST


Questo
un
Infiitti

graffito sepolcralc, scoperto daU'Armellini, ricorda

lettore del titolo di S. Eusebio, de

da questo titolo dipendeva,


il

Dominico Eusebi. come gi abbiamo detto

di

sopra,

cimitero dlia via Labicana.


si

Visitata questa regione,


storica [D], e
graffiti

torni al vestibolo dlia cripta

seguendo

la

galleria

ove gi abbiamo
si

letto

dei Ss. Pietro e Marcellino,


altre gallerie

vada verso

l'

ingresso.

Ci troveremo in
in

con

graffiti
la

di visitatori, e

poi

un cubicolo ove
la

da notarsi

seguente iscrizione che

indica

vicinanza del sepolcro dei martiri:

///EVGENIE
l!l(hpositae

ad

MARTYRES
T
ANN///

mariliis qui habiiit

cam IN DISIDE/fo

lllvixi

AI
quali

di
si

di

questo cubicolo continuano


la

graffiti,

fra

legge pi volte ripetuta


vi si trova

frase

IN

MENTE HAricorda

BETE;

pure

il

nome TVBVRTIVM, che

272
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

martire del luogo.

Un

nltro di questi graffiti test scoperto si

riferisce

ad un fossore, ed notevole perl' espressioneseguente:

VICTORINE FOSOR PERDVCAT TE VSOR TVA.


Ivi presso havvi
la

una

scala recentemente scoperta (1901),

quale indica che qui dovette essere uno degli antichi in-

gressi praticati dai devoti visitatori del cimitero (v. fi] nella

planta a pag. 2y4).

Un

altro

gruppo importante
si

e storico

del cimitero trola

vasi dalla parte opposta e vi

accde per

scala [Cl, la

quale discende a quella parte

di

sotterraneo che in

comu-

nicazione con
lino.
si

l'odierna parrocchia dei Ss. Pietro e Marceldi

Al principio
i

questa scala e

ail'
:

angolo

dell'

ambulacro

leggono

seguenti antichi

graffiti

DOMINE LIBERA VICTOREM


TIBVRTIVS

CVM SVIS AMEN

t
di pit-

DOMINE CONSERBa CALCITVOwE IN NO;


INE TVO,"
A' piedi dlia scala trovasi un arcosolio gi ornato
ture e poi

una porta,

al di

dlia quale

si

svolgono quelle
parrocchiale.

gallerie che

comunicano

colla

moderna chiesa
una lunga

Per

visitare

questo piccolo gruppo

necessario passare dalla

parte dlia chiesa. Si scende ad

galleria e poi

si

giunge subito ad un cubicolo reputato dagli antichi archeologi


la cripta storica dei Ss.

Pietro e Marcellino.
la

Credo che
ci

si

possa

riconoscere in questa cappella


nati.

cripta dei Ss.

Quattro Corodice che

Un'

iscrizione

marmorea messa
con
al la

nel

pavimento

quel cubicolo fu ornato nel 1779 dal gesuita P. Partenio.

La

identificazione

cripta

dei Ss.
la
al

Quattro Coronati
di

potrebbe

appoggiarsi

fatto
di

che

tomba
et S.

quei martiri
di

era visitata
Cl

poco prima

salire

mausoleo

S.

Elena

Et in tertio loco Quatuor Coronatos

Helena

in sua ro-

CIMITERO DEI
tunda
(').

SS.

PIETRO E MARCELLINO
kingi, in

273
si

Qualche passo pi

un cubicolo,

pu

vedere sopra un arcosolio un'iscrizione sepolcralc graffta nel

momento

stesso dlia deposizione del defunto

(anno 340):

ACINDINO ET PROCVLO CONSS DEP XII KAL FEBRARAS

-La iscrizione col

nome

poi graffita nell' interno:

DEPOSSIO

PRIMI

XII
.

PAGE MERENTI
IN

KAL BENE

FEBRA

IXPO

a destra dell' arcosolio c ripetuta la stessa data consolare:

ACYNDINO ET PRO CVLO CONSS


Sotto quest' iscrizione
dei

notasi

Mattei. Questa
i

pia associazione

una memoria dlia societ aveva per iscopo di


nelle

onorare

martiri visitando e

pregando

catacombe.
si

L' iscrizione fatta col carbone; e tra le firme vi

trova

anche quella del Marangoni,


segretario dlia Societ:

il

quale esercitava

la

carica di

FRANC ANT SPADA VIC PP S MATTHAEORVM NICOLAVS PANSVTO PIOR OPER/// FELIX DE ANGELIS PIOR/// MARANGONIVS SECR 8 MARTII 1728 VESPERAS HIC DECANTAVIMVS (3)

Ritorniarao ora verso

l'

ingresso

moderno
di

[B]

(i>.

pag. 264).

Nella regione che


vi

si

estende a sinistra

questo ingresso,

sono

tre cubicoli interessanti veduti

dal Bosio e recente-

(1) liin. di SaJ^lwarg.

Il

mausoleo

di S,

Elena

infatti

vicinissimo.
In-

(2)
script,

chiaro che deve leggersi


I,

IN CHRISTO.

Cf.

de Rossi,
,

christ.

pag. 46.
I precursori dci Cultores

(3) Cf.

Marucchi,

Martyrum

nella R-

mische Qttartalschrift, 1899.


Guida Catacombt romane.

lo

74

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

mente studiati ineglio da Mons. Wilpert ('). Le pitture che adornano rimontano alla fine del ni sccolo; esse rappreli
sentano
i
il

SaJvatore in
1'
;

mezzo

a quattro santi, senza

dubbio
la Stella

martiri del luogo

Annuncia^one, Y Epifaiiia (con


;:^),
il

forma

del

monogramma

Biion Pastore,
il

le

Oranti,

alcuni miracoli di
il

Cristo, cio: V Emorroissa,

Paralitico ed

Cieco di Samaria.

In una parte pi lontana del cimitero

si

vedono alcune
sedute
i

scne di agapi, dipinte negli arcosoli (iv secolo).

Esse

rappresentano

tre

quattro

persone
altre,

ad

una tavola semicircolare


simbolici
si

e servite

da due

cui

nomi

vedono

scritti

AGAPE MISCE
(i) Cf.
tero dei Ss.

MI;

al fianco: IRENE DA CALDA; AGAPE MISCE NOBIS IRENE


;

Wilpert, Di un

ciclo di

rappresentan^e cristologiche

nd

cimi-

Pietro e Marcelino (1892).

CIMITERO DEI

SS.

PIETRO E MARCELLINO
il

275

PORGE CALDA.
cleste e
listo,

Queste scne simboleggiano

banchetto
Cal-

sono diverse

dalle altre le quali, corne a S.


(').
la

esprimono invece l'Eucaristia


Ai^apc) indicano
la

Le donne simboliche
rcgno
di

(Irciie,

pace e

carit del

Dio.

Sopra alcune
accademici
nel
di

di

queste pitturc

si

vedono

nomi

dei celebri

Pomponio

Leto, discesi in questo sotterraneo

XV

secolo.
1'

Finalmente visiteremo

ultima regione con alcune cripte

gi conosciute ed altre recentemente scoperte. Di essa

abbiamo
cubicoli.
le

riprodotto alla pagina prcdente una piccola pianta schematica,

appena abbozzata
[5]

e sufficiente solo ad indicare


si

Nel cubicolo
NoT^c
di

vede una pittura rappresentante


suo lavoro

Cana,

in quello [6]
di

che segue immediatamente havvi


al

una rara figura


Sieguono poi
zione

fossore intento
dipinti pure
5.

di scavo.

altri

notevoli.

In [7] vi

una

imagine deU'apostolo
di candelabri.

Pidro;

m
il

[9]

una lgante decoradel

Si

vede poi

gruppo

Buon Pasfore;

e nel prossimo arcosolio


la

uno
il

dei Bauchcti s'uiiboJici; e in [10]

scena di Suscnuia.

Ma

pi importante cubicolo quello

segnato

[4], gi conosciuto da lungo tempo, in cui si ammira una immagine dlia Madonna del iv secolo. La Vergine senza
il

vlo seduta e prsenta

fanciullo

Ges all'adorazione

di

due Magi (ycdi

pa^^. 2j6').

(l) Cf.

Marl'CCHI. Elhn. d'arch.

chrl.

Xolions ^l'iiruhs, pag. 290-292.

276

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Nelle pareti dello stesso arcosolio sono dipinti Mos e No;


nella voira

una figura

di

Orante,

la Resiirre:^iiie di La:{:{ar e la

MohipVicaxione dei
dipinta, e vi
storia di
si

paiii. La volta poi del cubicolo anche veggono il Biioii Pastore, alcune Oranti

essa
e la

Giona.

Nella prossima regione ed in altre

gallerie

adiacenti
far

si

conservano alcune
utile

iscrizioni,

dlie
:

quali

crediamo

cosa

riprodurre

le

pi notevoli

^
LEA IN PAGE QVE VIXIT ANNIS QVINQ.VE MENSES VII DIES VII DIE XII KAL IVL

LEONTIE IN PAGE QVE


VIXIT ANNIS XXVII

MENS

IIII

DIE XXVIII

FECIT PRIMVS GVM LABORONE SVE CT^-^


L' espressione
defunto, cio
la

AVRELIAE FLO /ENTINE VIRVS ET LVGILLA SORI

cumlaborone sue

indica la moglie del

compagna

dlie sue fatiche.

ALTRI MONUMENTI SEPOLCRALI

277

evthicianeti filial dvlcissima


q.vae vixit ann-xi et menses vi
];t

SEIVS IN FACE

parentes

in

page fecervnt
QVI///
VII

BERVS

ASCLEPIADI

ANN

VII

MEN

FILIO INNOCENTI

FLABIANVM INNO CENTE IN PAGE

PARENTES
HERITE BENEMERENTI///ESSAE

PAGE LAVRENTIAE BENEMERENTI CIVAE BIXIT ANNVS XIS !^ MINVS ^M ZES XX EDIBIT IN PAGE
Aggiungasi
quale
sta al
il

un* ultima

iscrizione
e
:

proveniente

di

qui, la

rauseo Lateranense
riposo delT

contiene una bella

pre-

ghiera per

anima

(')

REFRIGERA

DEVS

ANIMAM

necessario

HOMw/n(?)
che sotto questo cimitero
la
si

infine notare

estende una imraensa arenaria,


dispendiosa
la

quale rende

difficile

ed assai

conservazione del cimitero stesso, che perci

in alcune parti in

un continue
altri

pericolo.

III.

Di alcuni

monumenti

sepolcrali.
altri

Sulla via Labicana sono da segnalarsi alcuni

monu-

menti
Il

cristiani.

mausoleo gi ricordato che vedesi

a destra dell' ingresso

del cimitero dei Ss. Pietro e Marcellino, certamente

un mau-

soleo impriale e simile nella forma a quello di S. Costanza.

Moite testimonianze
Niceforo Callisto

ci

provano esser questo

il

mausoleo
S.

di

S. Elena. L'attiguo cimitero fu

sempre chiamato ad

HcJenam;

dice che la raadre di Costantino fu sepolta

(0

C(.

Marucchi, Em.
31

d'arch. cbrvt.: Notiotis i;tirules,p!ig. 191 seg,

(2) Ecdes. Hist. VIII,

(P. G.

t.

GXLVI,

col.

120).

278
extra

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


urbem Romanam
in

in

templo rotundo
i

il

Liber pon-

tificalis ('), gli Ati di S.

Elena,

Martirologi, gV liinerari lo in;

dicano precisamente
riportato

questo luogo

e pi sopra

abbiamo
Quivi

un
il

graffito del cimitero che ricorda sant' Elena.

fu trovato

grande sarcofago in porfido, ora nel Vaticano.


del

Xeir interne
gane degli

mausoleo

si

vedono alcune

iscrizioni pa-

quits singulares.

Questi soldati formavano un corpo


loro

scelto e la guardia d'onore degli imperatori; e la

ne-

cropoli trovavasi in queste vicinanze.

Al

di l di

questo mausoleo, nel 1838,

si

scopri

un ipogeo

nella vigna

Del Grande,

a sinistra dlia via

Labicana.

Una

scala

conduce ad una

galleria assai ricca,

adorna
di

di cubicoli

e di gallerie laterali.
il

Le

pareti

sono decorate

marmi ed

pavimento
Il

di

musaici.
il

Visconti e

P. Marchi (^) credettero che questo ipogeo


Ss. Pietro e Marcellino, altri,
il

fosse

una parte del cimitero dei


de Rossi credettero

e lo stesso Ss.

di riconoscervi

sepolcro dei

Quattro Coronati.
ne

Ma

gl'Itinerari

parte alcun sepolcro storico e nell'ipogeo


pitture,
graffiti,

non indicano in questa non si vedono ne


Infatti

ne alcuna

traccia di venerazione. Altri poi

supposero che quest' ipogeo fosse pagano.

non

vi

si

trova alcun segno di cristianesimo, ad eccezione forse dlia

Colomba

effigiata in
vi

uno

dei musaici.

E
e

vero che
i

sono

dlie gallerie e dei loculi,

ma
il

nel
di

m
se-

IV secolo

pagani
stile

stessi

adoprarono questo
costantiniana

modo
ed

poltura.

Lo

dell' epoca

mosaico

rassomiglia molto a quello di S. Costanza.

probabile che

questo

sepolcro

abbia

appartenuto ad alcuni membri dlia


ai

famiglia impriale od

loro liberti. Si tratterebbe in ogni

caso di un ipogeo cristiano afFatto distinto dal cimitero dei


Ss. Pietro e

MarcelHno.

Sulla stcssa via Labicana,

ma

pi vicino alla

citt, io

trovai

qualche tempo

fa

un ipogeo, oggi

inaccessibile, e che esplorai

(:) In

Vu. Hadriani

I.

(2) 1

monumenli cUlk

arti crisliatie primitive, pag.

45-55.

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA


con

279

moka

fatica.

Vi pntrai dalla vigna allora Apolloni, pi


e

vicina a

Roma,

trovai ciie
la

le

gallerie

si

estendevano a
vi
si

destra dlia via sotto

vigna Marolda-Pitilli e

accedeva

da un'arenaria assai pericolosa. La forma in gnre era simile


a quella dlie

catacombe

cristiane,

ma

le iscrizioni

e gli

em-

blemi indicavano con sicurezza un cimitero giudaico. Infatti


vi rinvenni alcune
le

rappresentanze del candelabro eptalicno e


in

solite

formole epigrafiche

uso presse
si

Giudei.

E
dove

qui analogamente a ci che


si

fatto per la via

Appia

descritto

il

cimitero giudaico di vigna Randanini,


di

dar una descrizione


via Labicana da

questo nuovo cimitero giudaico dlia

me

scoperto.

a taie

scopo credo
la

far cosa
illustra-

gradita ai lettori riproducendo, quasi

per intero,

zione da

me

data parecchi anni or sono di questo cimitero,

tanto pi che taie pubblicazione ora del tutto esaiirita (').

IV.

Cimitero giudaico dlia via Labicana.

Sulla fine delPanno 1882, ebbi avviso

dalKaw. Francesco
di
al

Apolloni-Caracciolo che, essendosi riaperta una cava antica

pozzolana neila sua vigna posta fuori


II

la

porta Maggiore

chilometro ed a sinistra

dell' antica
la

via

Labicana,

si

era

veduta dai lavoranti un' apertura,

quale conduceva ad un

ambulacro cimitcriale

(^).

Recatomi
naria che

sul posto,

fu

cosa assai

ardua

il

ritrovare la

comunicazione col cimitero per l'immensa

vastit dell' are-

formava un

labirinto inestricabile di vie.

ci

si

aggiunga lo stato rovinoso del sotterraneo che


da un

minacciava
finalmente

momento

all'altro di crollare e si

comprender quanto
Vi
riuscii

fosse difficile e

penosa quella

ricerca.

con

l'abile scorta del

proprietario, che

mi

fu cortese d'ogni

assistenza, e
(i) Cf.

con

la

guida esperta del cavatore Luigi Caponi


cimitero

O. Marucchi, Di un nuovo

giudaico scoperto sulla

via Labicana,
(2) essa,

Roma

1884.
nella
al

La vigna Apolloni trovasi


fu

contrada detta

Monte d'Oro;

dopo quel tempo,

venduta

signor Sant Villeggi.

28o
il

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


accompagn
nelle

quale per lungo tempo mi

mie esplorapag.

zioni cimiteriali.

Penetrato

nell'

ipogeo

dall'

apertura [A]

(l'edi

seg."),

mi
altri

trovai in

cristiano

un cimitero che a primo aspetto mi sembr essendo nella forma gnrale assai somigliante agli
una seconda volta
[I

gi noti. Per essendo tornato


le

sul

posto, frugando fra

terre
[S],

nell'

ambulacro

L] e precisa-

mente
loculo

al

punto segnato

scoprii sulla

un antico

graffito rappresentante

cake presso di un un candelabro a sette


Aldegli

braccia,

simbolo solenne
di

e notissimo del culto giudaico.

lora

mi awidi
il

aver scoperto
avviso
B.
al

un

cimitero

antichi

Ebrei e ne detti subito

proprietario. Vi condussi
il

anche

mio maestro G.

de Rossi,

quale riconobbe

la

importanza dlia .scoperta e mi consigli a pubblicarne una


descrizione.

mia disposizione nel gennaio 1884 il sunnominato cavatore Luigi Caponi con altri due lavoranti dlia Commissione di sacra Archeologia, ma per pochi giorni
Anzi
il

medesimo pose

soltanto
lavori

non potendoli

pi a lungo distogliere

dai

consueti
il

dlie

catacombe romane.

Per quanto brve fosse

tempo concessomi, pure

potei riuscire a trovare fra le terre

alcuni framraenti di terra cotta cou iscrizioni e simboli giudaici

ed a sgombrare dalle macerie una tomba arcuata con


ebraiche dipinte. Inoltre verificai l'esistenza di due
bicoli [G]

lettere

altri

cu-

ed [H] oltre quello che gi era accessibile ed in

planta segnato [B]. Infine


ciai la pianta

dopo aver

descritto ogni cosa, tracai


i

del

sotterraneo

che prsente

lettori

nella
e gli

tavola annessa.

Non

voglio tacere

per che

lavori

studi suddetti furono da


vita:

me

eseguiti

con vero rischio


e

dlia

perch essendovi un'unica


al

strada

lunghissima

per

giungere dall'arenaria
stato di

cimitero, e trovandosi l'arenaria in


si

complta rovina, se quell'unica via

fosse per fra-

namento ostruita, non v'era pi modo di uscire. E cosi non mi fu possibile di eseguire esattamente la pianta del sotterraneo con i consueti mezzi geometrici che richiedono tempo
e tranquillit
:

ma

per

il

pericolo

imminente dovetti limitarmi

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA

28

^i

282
a

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


piuttosto

fam
Il

un abbozzo segnando ad occhio corne meglio

potei la direzione dlie singole strade.

cimitero giudaico da
ail'

me

scoperto
circa
il

si
11

estende

da una

parte

altra dlia via

Labicana

chilometro.

La

pubblica via passa alla destra di chi nella nostra tavola guarda
l'arenaria: cosicch

mentre l'ingresso
vigna

trovasi, corne fu detto,


1'

nella vigna Apolloni a sinistra dlia via,

ambulacro

[I

L M]

corrisponde sotto
dlia via

la

Marolda-Pitilli, situata a

destra

medesima per

chi esce da

Roma

(').

Ed
La
dlie

ora premesse queste generali indicazioni,

veniamo

alla

descrizione del sotterraneo.

pianta

gnrale

del

cimitero somigliante a quella

catacombe

cristiane,

con ambulacri che

si

tagliano in

direzioni diverse; ed esso ha pure cubiculi o cappelle aperte

lateralmente

ai corridoi.

La forma pure
la

dei sepolcri la con-

sueta dei loculi,

come

nei cimiteri cristiani.

La quale somi-

glianza era gi nota per


dlia via
dlia

scoperta dlie catacombe ebraiche

Portuense

fatta

dal Bosio, e per l'altra pi rcente


di

vigna Randanini sulla via Appia,


la

cui

ho gi dato

suo luogo

descrizione. Vi sono poi anche nel nostro alcune

particolarit tutte proprie dei cimiteri giudaici.

Intanto questa somiglianza di forma mi chiama natural-

mente

ripetere

anche qui qualche cosa


i

sulle relazioni fra

gli antichi

cimiteri giudaici ed

cristiani, a

complemento

di

cio che gi dissi a proposito del cimitero dell'Appia.

Si detto che le

catacombe

cristiane derivasstro la loro


ci

forma

dalle

giudaiche:

ne dovrebbe
esistere

recar
giudaici

meraviglia,
in

sapendosi che

dovettero

ipogei
la

Roma

anche prima del cristianesimo.


dalla

Ne

Chiesa che uscendo


riti

Sinagoga aveva portato seco alcuni


di

costumi del
seguace
.

giudaismo, avrebbe sdegnato

farlo,

come

fida

di

Colui che disse:

Non

veni solvere sed adimplere


nella

Per

non

necessario di

riconoscere

forma architettonica

(i)

La vigna Marolda-Pitilli

posta incontro all'osteria cosi detta

del Pino.

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA


dlie

283
giu-

catacombe
:

cristiane

una imitazione
dire che
si

servilc

dlie

daiche

piuttosto

dovremo
il

ambedue derivano da un
dobbiamo riconoprofeti
di quella
il

prototipo

comune

quale

voluto costantemente iraitare


Il

dall'una e dall'altra religione.

prototipo lo

scere nelle

tombe antichissime
i

degli Ebrei cavate nelle roccie,


i

dove ebbero sepoltura


nazione
e

patriarchi,
il

re,

ed

dove secondo

rito

giudaico fu deposto

corpo

santissimo del Redentore:

sicut

mos

est ludaeis sepelire .

La Sinagoga
ranee, e queste

e la

Chiesa ebbero
l'

adtinque
di

una ragione
societ reli-

sufficiente di conservare

antico sistema
in
di

necropoli sotterle

divenendo poi

ambedue

giose
a

comuni ad un gran numro


di

persone e non pi limitate


quella

sole famiglie,

dovettero necessariamente prendere

forma

rete cimiteriale con


dlia

tombe

nelle pareti, che era

una
in

conseguenza
sotterraneo.

natura del suolo e dlia destinazione del


quella forma

Ed

inflitti

medesima

la

troviamo

alcuni ipogei di comunit addette a culti idolatrici orientali,

che pure l'aveano derivata dalle antiche costumanze


e
ci si

d'

Oriente:

prsenta eziandio in sepolcrigentileschi romani dei tempi


11

imperiali e specialmente del


ligion!
e
gli

e del

secolo allorch

le

re-

usi deir Oriente

erano penetrati per ogni dove

nell'antica societ

romana.

Per

la

differenza del

numro
fra
i

dlie

due comunit porto


cristiani

una differenza
daici:

caratteristic
i

cimiteri

ed

giu-

giacch mentre

primi destinati ad una sterminata pogli


altri,

polazione presero proporzioni gigantesche,


nenti ad

apparte-

una colonia

assai

meno numerosa,

restarono sempre

ipogei

di

limitata estensione.
i

Ho
stiani
:

dctro che

cimiteri giudaici

sono somiglianti
infatti
gli

ai

cri-

ma

somiglianza non identit. Hd


di

erano gi
distin-

note alcune specialit

forme che

uni dagli

altri

guono. In gnrale

le

gallerie dei cimiteri giudaici

sono pi

larghe dlie cristiane, e di forma alquanto arcuata,


riscontra precisamente
nel nostro
di loculi

come

si

cimitero.

sepolcri

sono

generalmente a foggia

come

nei cimiteri

cristiani,

ma

differenza di qiiesti

sono chiusi quasi esclusivamente

284
da

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


da intonaco.

lastre laterizie e spesso ricoperti intieramente


di

Quelle tombe

forma spciale che

si

riscontrano talvolta

nei ciraiteri giudaici, cio quelle fosse aperte orizzontalmente

nel suolo dlie gallerie che diconsi cocim, cio fosse, e che

sono ricordate
secondo
tuense,

dalla Miscii,

tombe che
di

si

veggono frequenRandanini, e che

temente adoperate nel cimitero


il

vigna

Bosio esistevano
si

pure in quello dlia via

Por-

non

sono finora trovate

nel nostro cimitero di via

Labicana. In esso pero riscontriamo un'


altra caratteristica tutta

pro-

pria dei cimiteri giudaici, cio quel corti anibulacri aperti la-

teralmente agli ambulacri maggiori e che nella planta sono


contraddistinti dalla lettera [D]. Questi

sono

assai frequenti

nel cimitero di \'enosa,

come

apparisce dalla planta pubbli-

cata dal Garrucci (').

Nella parte finora accessibile


fondi di corridoio,
sepoltura
i

si

veggono cinque
aver
servito

di

questi

quali

possono

anche per
in

comune

pi persone,

tenendo luogo

qualche

maniera dei cubiculi o cappelle.


Dei veri cubicoli uno solo
accessibile ed

segnato [B]

nella planta, essendo ancora pieni di terra gli altri [H], [G],

dei

quali

ho

verificato nelle

l'

ingresso.

Il

cubicolo
e

[B]

assai

vasto con loculi

pareti

laterali

due sepolcri in coIl

struzione [G, G] addossati alla patete di fondo.

medesimo

sistema
di

di sepolcri in

costruzione
al

si

vcde usato nei due fondi


[I L].

ambulacro lateralmente

corridoio

Notera poi riguardo


cimitero ho trovato
1'

alla

forma dei

sepolcri, che nel nostro

arcosolio a nicchia dal Garrucci notato

nel cimitero ebraico di \"enosa, e che da un' iscrizione di quel

medesimo cimitero

chiamato absis

{'^):

ABSIDA VBI CESQVIT FAVS TINVS PATER


(1)
(2)

Garrucci, Cimitero ebraico Garrucci, ibid. n. 40.

di

Vcnosa in Puglia,

1.

c.

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA


Queste
ritrovate da
e

285

absidi nel nostro cimitero

sono

fino ad ora due,


di

me

nel piccolo scavo che


in planta

ho ricordato

sopra,

sono indicate

dalla

lettera [H].

Accenner
nel brevissimo

in ultime che, per quanto ho potuto constatare tempo concessomi per V esplorazione, mi sem[I], in

brato che nel punto


si

fondo

al

lungo ambulacro

[I

L M],

possa riconoscere un anrico accesso del cimitero, giacchc


si

vi

vede

la

volta a fuga di

una

scala ora del tutto ostruita


ail'

dalla terra, e che probabilmente

conduceva

aperto.

Vengo

ora a trattare dlie iscrizioni e dei simboli che ho


i

rinvenuto fra
Gli Ebrei

laceri

avanzi dell'ipogeo.

in

Palestina

non

adoperarono

iscrizioni,

ma

presero una taie usanza nei tempi dlia dispersione e nelle


terre straniere, imitandola dagli altri popoli
si
;

nel patrio suolo


cippi

contentavano

di

porre
il

sopra

sepolcri

stle

di

pietra per riconoscere

luogo. La pi antica epigrafe giudi

daico-romana finora nota, quella


minato un
liberto
quell'

Claudia Aster che ho gi

ricordato, dei tempi di Claudio imperatore, essendovi nodi

Augusto

ma

del

secolo non
11

sembra se ne conoscano
III

altre.

Moite ve ne sono del


la

secolo e scritte tanto in latino che in greco;


usi

quai cosa
fatta

mostra sempre meglio l'imitazione degli


dai Giudei dimoranti lungi dalla patria,

stranieri
essi
la

essendo

giunti

eziandio ad abbandonare
usata

la patria favella
i

ed adottare

lingua

comunemente

dai popoli fra


si

quali viveano. Per anche

nelle iscrizioni

greche e latine

trovano talvolta adoperate


il

alcune acclamazioni in ebraico e segnatamente

saluto so-

lenne DlST schalom =


biblica:

Pace

che preso dall'espressione


et

In pace

in

idipsum dorraiam

requiescam

Del

resto le iscrizioni

ebraiche sono abbastanza rare nei cimiteri


quasi
del

giudaici del

mondo romano, dove vediamo


locali. Il

tutto

seguite

le

usanze

Bosio non fa

cenno
:

di alcuna epi-

grafe ebraica nel suo cimitero di via Portuense


trovata nel cimitero dlia via in quello di

niuna se ne

Appia

pochissime veggonsene

Venosa. Nel nuovo cimitero dlia via Labicana

non ne

resta che qualche languida traccia.

2 86

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

Ripetute per maggiore chiarezza queste indicazioni, passo


a descrivere brevemente
di
i

laceri

avanzi di epigrafi dipinte e


ci-

simboli dipinti e

graffiti

che io ho rinvenuti nel nuovo

mitero dlia via Labicana.

N.

I.

Framraento

di

lastra

in terra

cotta,

che servi
la

di

chiusura ad un loculo del cimitero. SuUa calce con


era fissata al sepolcro rimangoiio dipinte in rosso

quale

le lettere

GN0/// che sono evidentemente


nota:

le iniziali dlia

formola ben
candlabre a
e del

GN0AAG

KGITAI, hic

lacet.
il

Al disotto dipinto ugualmente in rosso


sette braccia ricurve,

simbolo solenne del culto giudaico,

quale tratteremo

fra

poco

proposito del graffito n.


pi complte e con
altri

6,

dove

esso rappresentato in

modo

accessor.

N.
calce

2.

Frammento
le
:

di terra cotta simile al


//

prcdente. Sulla

si

leggono
e

lettere

OOC/'//. Io supplisco
il

TAOOC
non
Al

cio sepolcro
si

dovea seguire
Io

nome

del defunto, che


dlie altre lettere.

pu distinguere per
il

svanimento

disotto dipinto

candelabro eptalicno dlia medesima forma.

N. una
nella

3.

Altro frammento di terra cotta, che appartenne ad

iscrizione alquanto pi prolissa, giudicando dalle

poche
e

lettere superstiti.

Nella prima linea

io

supplisco

[xvHMH

seconda

la

consueta formola v

tlt^vr^

xoc{xHCIC ATto.

percio dal confronte di altre iscrizioni, propongo di resti-

tuire r intiera frase nel

modo

seguente
[xsx'

jivHMH
V
sprjVYj

ooxa'ou

yxwixLwv

KoijaHCIC AXtoO
laudibus. In pace dormitio eius .
tolta dal Lihro dei

cio:

Memoria

iusti

cum

La quale
N.
4.

espressione,

siccome noto,

Proverbi, X, 7.

Lastra di terra cotta con

tre

lettere

ebraiche di-

pinte in rosso.
aleph: e
le

Le tre lettere sono una beth, una sein ed una perci non vi ha dubbio che debbano spiegarsi per
del saluto usato talvolta nelle iscrizioni giudaiche:

iniziali

TK DlStt^D,

Beschalom, amen =z In pace, amen

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA


N.
5.

287
si

Nella

lunetta di

fondo

di

una tomba arcuata

veggono languide
Quella foggia

tracce di lettere ebraiche dipinte in rosso.

di sepolcri gi dissi

che aveva

il

nome

di absis:

e l'abside che contiene Tepigrafe di

cui trattiamo quella

segnata [Ej nella pianta, presso

la

porta del cubiculo [H].


i

L' iscrizione tracciata in caratteri ebraici corsivi,

quali

sono
tano.

di iettura difficile

anche per

nessi che talvolta presenaltra simile

Ho

provato

di spiegarla

confrontandola con

iscrizione ebraica corsiva del cimitero di

Venosa, interpretata

dal Garrucci.
di

Pongo

qui appresso

il

facsimile dlia epigrafe

Venosa:

0/)O^/l-O
b IV V
ih
Il

Garrucci
i"
2'-

la

trascrive cosl in caratteri

comuni

linea: nSliaiS

HSt^

Dl'^tt?

^23 m3
seguente:

la

traduce nel
I* linea:

modo

Sedes Faustinae.
Requiescit corpus. Pax .
i

2^

Si confrontino adesso

due primi segni


dlia

dlia nostra iscri-

zione con

due primi segni

seconda linea dell'epigrafe

288
di

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


e facilmente se

Venosa

ne riconoscer

la

somiglianza.
il

II

primo segno

un nesso
Jiet.

dlie lettere ntin e vau,

seconde

certamente una

Dunque leggeremo
, cio
il

ni;

Nuah

re-

quies. Nei segni che seguono dlia nostra epigrafe dipinta


io

leggo riT'

Sarah

nome
1'

proprio dalla persona


i

cui apparteneva

il

sepolcro.

Dunque, trascurando

segni su-

periori del tutto svaniti ed illegibili,

iscrizione ebraica del

nostro cimitero pu leggersi nel

modo

seguente:

n"ir

m:
di

Nuah Sarah
X.
6.

= Riposo
di

Sara.

Neir annesso disegno


che
ricopre
il

rappresentata

stabilitura

fianco

una parte dlia un loculo nella parre

deir ambulacro [IL] in prossimit dlia scala [I] e precisa-

mente
il

nel

punto segnato [S]

Sopra

la

stabilitura graffito

candelabro giudaico con

altri

emblemi
ci si

simbolici che ora

descriver.
Il

candelabro a sette braccia


in

mostra

assai pi nettasia

mente delineato
dipinti

questo graffito che non


la

nei mattoni

accennati di sopra: giacch oltre


braccia

forma regolare
estremit
le

dlie sue

ricurve, vi riconosciamo aile


le

techae
tallo.

rotonde destinate a contenere

lucerne mobili di

m-

questo
alla

il

simbolo pi solenne del culto giudaico, che


dispersi
il

richiamava

mente degU Ebrei


Sionne
e

tabernacolo del

tempio

dlia santa

che perci troviamo assai spesso

CIMITERO GlUDAICO DELLA VIA LABICANA


cffigiato sopra
in
i

289

monuinenti

di

quel popolo profugo e vagante

terra straniera.
Il

candclabro gerosolimitano descritto ncWEsodo ); e


ricordo anche Giuseppe Flavio allorch parla del trionfo
di

ne

fa

giudaico

Tito, dicendo che egli trasport in


gli altri

sacro oggetto fra

presi
i

nel saccheggio (^).

Roma quel Il Lamy

neg un taie fatto, dicendo che Romani portarono in trionfo una inu'tazione soltanto o una copia del vero candlabre, essendo questo perito, secondo la sua opinione, ncU' incendio del
tempio
s'

(2).

Ma

lo

confut
di

il

Rolando

dimostro che Tito

impadroni

realmente

quel solenne

emblema
la

del culto

giudaico e che autentica deve perci ritenersi


gine espressa
nei celebri rilievi dell' arco

sua

immaHistoria

trionfale suU' alto


la
il

dlia Sacra via (^).

Ed

infatti

il

Libro pontificale,

inisceUa

Procopio attestano concordemente che


da
trasportato

cande-

labro gerosolimitano divenne preda dei Vandali di


nel

Genserico
lo

457
a

essi

fu

Cartagine,

ove poi

riconquist Giustiniano nel secolo seguente e lo fece trasferire

Costantinopoli.
gli

E non puo ragionevolmente supporsi


documenti
citati,
i

che Procopio e

autori dei

quali

rap-

presentano

la

tradizione dell' antico

mondo romano,
far difficolt
la

abbiano
qualche

preso un cosi grave abbaglio.


lieve

Ne

deve

differenza che

pu

notarsi fra

forma del candelabro

scolpito nell'arco di Tito e la descrizione


naturale che lo scultore
si sia

tW

Esodo, giacch
di

contentato soltanto

rappre-

sentare

la

forma generica del monumento senza riprodurne


tutti
i

con scrupolosa esattezza

minuti particolari.
ri-

La vera forma
curve,

del candelabro eptalicno era a braccia

come vediarao appunto

suU* arco di Tito e nei

monuRan-

menti giudaici
sarcofagi,

di pi accurata esecuzione.

Tali sono parecchi


del

come

quello

importantissnno

cimitero

(r) Exod.

XXV,

31 segg.;

XXXVII,

17.

(2)
(3) (4)

Di helo ludaico, VII, 17. De tabernaculo foederis, III, c. iv, sez. 3. Rolando, De spoliis templi HierosoUmitani

in

artu THiano Roinae

conspictiis,

GuiJn Calacombt romant.

'9

290
danini e
1'

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


altro
d'

ignora provenienza che


('); la stessa

si

conserva nel
in

museo Kircheriano
Le braccia
si

forma troviamo

moltissime

iscrizioni giudaiche, in molti vetri e sopra


rettilinee piegate

numerose lucerne.

ad angolo sono un' eccezione che

riscontra soitanto in alcune rappresentanze

meno

accurate
del

e pi

compendiose
ci

forse di epoca pi tarda.


i

Il graffito

ciniitero di via Labicana, corne pure

dipinti dlie tegole

che

ho accennato,
la

presentano

la

forma

a braccia ricurve, cio

pi regolare ed autentica e quindi pi antica.

Dobbiamo

infine riconoscere in quella rappresentanza, cosl spesso ripe-

tuta nei

monumenti, una professione solenne


nel
graffito
altri

di culte giudaico.
il

Ma

da

me

scoperto, oltre

candelabro,
descrivere

si

veggono
Sotto
si

alcuni

simboli che necessario

brevemente commentare.
il

candelabro, ad onta dlia rottura dell'intonaco,


di

distingue benissimo un ramoscello


il

pi in basso
io

principio di un oggetto ricurvo.


di

palma ed alquanto Nel primo


terminato

riconosco quel fascetto


in

plante aromatiche,
il

appunto
divevasi
sare
il

un ramo Qnlab)

di
;

palma,
nel

quale con parola rabbinica


di

^'pi'?

secondo oggetto credo

ravviceri-

frutto del cedro, adoperato

frequentemente nelle

monie religiose. Quesii simboli li vediamo rappresentati nelle monete giudaiche attribuite al pontefice laddo, che recano scritto l'anno iv dlia liberazione d' Israello ('), nelle monete
dlia rivolta

famosa

di

Barchocheba

ai

tempi

di

Adriano

(3),

ed in

alcuni vetri giudaici

pubblicati dal Garrucci (^).

Del

lulab o fascetto di plante


e gli autori dlia Miscii
:

fanno menzione Giuseppe Flavio


il

ed certo che tanto

lulab

quanto

il

cedro erano simboli e ricordi dlie feste lietissime dei Tabernacoli, giacch in quella occasione,

come

prescrive

il

Levitico

(XXIII, 40),
(i)

Giudei dovevano danzare tenendo


ebraico di

in

mano

Garrucci, CimiUro

Venosa in Puglia, tav. pag. 16.

(2)

De Saulcy,
pi.

Recherches sur }a numistnatique judaque, Paris,

1854,

pag. 21 segg.
(3) Ibid. (4)

XI,

I,

3, 4.

Feiri, tav.

V, pag. 44 segg.

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA


le

29
,

D^Ii'1
"i'

n25

(Jcapoth timarw),
,C^''''^

spatulae

palmarum
arboris

ed

il

T7^f

"'"!?

{p^i'i

hadar'),
il

fructus

pulclierri-

mae, cio precisamente cedro. E questi altri eniblemi completavano


delabro, ricliiamando alla

il

coiicetto dcl can-

mente

del popolo
si
i

non solo

il

tempio,

ma

anche

le

solenni festivit

che

celcbravano un iriorno

nella santa Sionne, verso la quale

Giudei avevano sempre


sepolcrali, quel simboli

rivolto

il

pensiero.

nei

monumenti
i

significavano

un augurio, che
di

cari

defunti

dormissero

in

pace aU'ombra dei santi tabernacoli del vero Dio.

N. un

7.

Frammento
Vi

terra cotta

che servi

di

chiusura ad

locLilo.

dipinto in colore rosso

strana, coraposto di

intorno a cui

un oggetto di forma un grosso tronco pi mtato verticalmente attorcigliata una fascia e che sostiene una

traversa orizzontale da cui


in

pendono

alcuni veli. lo riconosco

questa figura una rozza rappresentanza dlie tende o bale


qu.ili
il

racche sotto

popolo

d' Israele

doveva dimorare
Tabersotto le

ogni anno per sette giorni nelle


nacoli, in

feste gi ricordate dei


fatta dai suoi padri
d' Egitto.

memoria

dlia

dimora

tende allorch fuggivano dalla schiavit

Quest'altro simbolo dei Tabernacoli nuovo fino ad ora


e di

grande importanza, e spiega sempre meglio


osservarsi che

il

concetto

rappresentato dagli emblemi gi descritti del lulab e del cedro.

E deve
per
gli

il

ricordo dei Tabernacoli doveva avre


oltre
il

Ebrei

dlia

dispersione,

religioso,

anche un
cio

significato politico relativo al


festa
la

regno giudaico: giacch quclla


le

solennissima coincideva pure con

cncenic,

con

dedicazione del nuovo tempio fatta da Erode, e con Y an-

niversario dlia sua esaltazione.

Ed ora mi nuovo cimitero


al

resta
si

ad

accennare che in molti


di vetri

loculi

del

veggono avanzi
del tutto

murati nella calce,


a

difuori,

in

modo
di

analogo

cio che

si

vede

nei ciraiteri cristiani. Questi vetri giudaici,

come

cristiani,

sono frammenti
di

coppe o

tazze, le quali
i

avevano

servito,

neir atto dlia sepoltura, per aspergere

cadaveri di

aromi,

balsami e

di

odorosi liquori: e spesso erano vasi adope-

292
rati

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


nei festivi banchetti
vasi
cristiani
di

degli antichi Ebrei, corne

somi-

glianti

avean servito talvolta nelle agapi sacre.

Un

saggio

questi vetri giudaici adorni di simboliche rap-

presentanze puo vedersi nella insigne opra del Garrucci sui


l^etri

cim.Uriali,

nella tavola
i

V. Sono per

lo

pi

lavorati a

fondo d'oro e presentano


hilab, del corno dell'

noti

emblemi

del canddahrOy del

iiJi:(ionc

e dell' aron ossia

custodia dlia

legge.

frammenti

di

vetro che fino ad ora ho potuto os-

servare nel
in

nuovo cimitero non hanno alcun simbolo, ma


dlie traccie evidenti di doratura; ad
certissimo

alcuni

ho constatato

ogni

modo
in

che appartengono anch'essi

alla

me-

desima categoria dei gi nominati.

Ma

questa

classe

di

cimeli giudaici

un monumento
la

prezioso, e fino ad ora unico, l'insigne vetro con


grafia del

sceno-

tempio

di

Gerusalemme
il

nel fondo, che fu pubbli-

cato e dottamente illustrato dal de Rossi (').

La prospettiva rappresenta
late di

portico di
le

Salomone ed
due colonne

il

tempio nel mezzo, innanzi a cui sorgono

iso-

bronzo, descritte nel Libro dei Re, nelle Croniche ed in


Nella parte anteriore dlia scena
si

E:(echie!c (").

veggono

noti simboli del candelabro, del liilab e del cedro,


ai vasi sacri del

insieme

tempio. Intorno all'edifizio


cio:

si

legge: OIIvOCpacis,

IPHvr^C
con

AABG EAOriAv,
:

domus

accipe

benedictionem
tico
le

l'

iscrizione continua al di fuori del por^r,aa'.

parole:

-''v

[xex -iv
.

CCDX IIANTCON
il

bibe et vives

cum

tuis

omnibus
fondo

Da

questa acclamazione ha dedotto giustamente


il

de Rossi

che l'insigne vetro fosse


conviti religiosi presso
la

di

una tazza adoperata nei


per

gli

antichi Ebrei e precisamente

cerimonia del

calix benedictionis , usata nella festa dei


la

tabernacoli, ed a cui manifestamente allude

trase:
il

AABEquesto

ETAOriAN. E
(i)
latin,
t.

a taie proposito ricorder

che

rito di

Verre reprsentant
II,

temple de Jrusahm, negli Archives de V Orient

1883, pag. 439-S)di artisti fenici

(2)

Erano opre

si

l'altra Boa:{ Cfr. III Reg.

VII, 21

Paralipom.

II,

chiamavano l'una Jakin e 3,17: E^echiel, XL, 48, 49.

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA


calice di benedizione,

293

del quale tutti

commensali dovevano
nell'

gustare, era usato anche nella Pasqua; e fu qucllo stesso di


cui voile servirsi
istituire
si
il il

divin

Redentore

uhima cena per


Dalle quali cose
a cui
siffatti
si
ri-

sagramento
pi

dlia

Eucaristia (').

comprende quanto siano important! per T uso


i

feriscono, anche
giudaici.

meschini

framnienri

di

vetri

voglio tacere

clit;

l'insigne vetro del tempio geroso-

limitano ebbe assai probabilmente una relazione col cimitero

giudaico dlia via Labicana. Infatti esso fu trovato


in

fra le terre

un ambulacro del cimitero

dei

Ss. Pietro e

Marcellino
:

detto ad Dtias Laiiros, a brve distanza dalla vigna Apolioni

e perci assai verisimile che

il

vetro appartenuto prima al

cimitero giudaico, o a qualche persona addetta a quel cimitero, fosse poi

comprato
adornarne

fin dagli antichi

tempi da un qualche
vicino

cristiano per

un sepolcro

nel

ipogeo ad
suUa via

Diias

Lan r os.
ci

E da
mente
si

deduco che

il

cimitero degli Ebrei

Labicana servi a persone


sar stato ricco di

di

qualche conto

che probabili

altri

cimeli di questo gnre,

quali

troverebbero eseguendo uno sterro negli ambulacri ancora

ostruiti.

E son convinto

"che intraprendendovi

una regolare
vastit del ci-

escavazione, apparirebbe pure dlia

medesima

mitero

Randanini suU'Appia, essendo gi molti, nel brve


gallerie laterali, adesso
ri-

spazio accessibile, gli accenni di

colme

di

terra.

Passiamo ora
dlia

a vedere se

il

cimitero giudaico da

me

sco-

perto sulla via Labicana avesse relazione con qualche centre

comunit
gli

israelitica, nell'

interno

dell'

antica

Roma.

Che

Ebrei vivessero separati


;

dal resto
in

dlia popola-

zione lo afferma Tacito (')

che abitassero

gran numro
(*).

nel Transtevere lo ricaviamo da Stazio


(1) Cfr.
(,2)

Q)

da iMarziale

anche Ugolini,

Dissertatio de ritibus in coena Dotnini, etc.

I I

()

.separati epulis, discret! cubilibus {Histor. V, 5). Sylvar. V, v. 72-74.


.

(4)

Epigr.

XLII,

V.

3-5.

2 94

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


il

Nel Transtevere esisteva


dei tempi

loro principale quartiere,

il
il

ght'ita

romani, Bosio

di

cul per
di

non

si

conosce ancora
le

posta

preciso.

Il

fu

parre che
nei

abitazioni

giudaiche

transtiberine

fossero aggruppate

dintorni

dlia odierna
la

chiesa

di

S.

Salvatore dlia Cor te:


tal

ed anzi propose
;

conoggi

gettura che

nome

drivasse a curtis luaeis (')


il

ma

sembra pi verisimile che


piuttosto dalla

titolo

di

quella
coortc

chiesa derivi

prossima srazione dlia


di

VU

dei vigili.

Dalla scoperta

un' antica iscrizione

sembra

potersi dedurre

che

gli

Ebrei dimorassero non


infatti

lungi dalla cosi

detta porta
circa quella

Settimiana:
localit
si

nei lavori dei


la

Tevere eseguiti
:

rinvenne

seguente epigrafe

lACQX
Aie

APXCUN
Questa meraoria
arconre, cio
stare affissa
di

O
il

un Giasone,
capi
dlia

quale fu per due volte

uno

dei

comunit giudaica, dovea

eseguire
il

ail' edifizio dlia sinagoga, dove egli avr fatta un qualche lavoro essa indicherebbe pertanto che religioso edifizio dlie adunanze israelitiche dovea trovarsi
:

in

quei dintorni.

Questi
cimitero

Ebrei

dei

Transtevere avevano
li,

il

loro proprio

non

lungi di

suUa via

Portuense, cimitero che

fu scoperto dal Bosio nel 1602,

e poi

divenne inaccessible
gi
si

per qualche

franamento

di

terra,

corne

disse

sua

luogo

(3).

Un

altro quartiere israelitico, forse di origine posteriore al

dei Circo

estendeva dall'antico Emporio ai dintorni si Massimo e giungeva fino al bosco di Egeria, adiacente alla porta Capena di Servio Tullio (^). E gli abitanti
Transtiberino,
(i)

Roma

soUiiratiea, pag. 141.


8.

(2) Bull, archeol. comiin. 1881, pag. (3)

Se ne veda

la

descrizione nella

Ronui sotUrranea dei

Bosio,
10-20.

pag. 141 segg.


(4)

FiLONE, De Ugaiione ad Caium, 9; Giovenale, Satyr.

III,

CIMITERO GIUDAICO DELLA VIA LABICANA


di

295

qiiesto

nuovo centre avevano pure


quella via.

loro sepolcri fuori

delhi porta pi prossima, cio sulla via Appia, corne

vedemmo

nella illustrazione di

Insomma
le

gli

antichi Ebrei seppellivano


ai
i

loro morti lungo

vie

pi prossime

loro centri di abitazione, corne sap-

pianio che facevano


deli,

cristiani
titoli

deponendo

cadaveri dei fe-

dimoranti nei vari

o parrocchie, nei cimiteri pi

vicini ai titoli

medesimi

che da questi dipendevano.

Da
il

siffatti

confronti pu dedursi per analogia che anche

nostro cimitero dlia \ia Labicana abbia servito ad un quar-

tiere

giudaico posto non lungi dalla porta Esquilina, da cui


le

prendeva

mosse qucIla

strada.

La porta Esquilina
di

stava

air estremit mridionale dell'

aggere

Servio e

vien colfu

locata dai topografi precisamente in quel

punto ove

poi

eretto l'arco onorario dell'imperatore Gallieno, detto

moder-

namente, dal
sue

nome deUa prossima

chiesa, l'arco di S. Vito.

Tutti sanno che T aggere di Servio,

come
vi

il

restante dlie

mura, fu nei terapi imperiali intieramente coperto da


pubblici e
privati e
fra questi

edifizi

furono anche dlie

taberne o botteghe.

Da

un' a;itica iscrizione sepolcrale impafra le

riamo cosi per caso che,


di

taberne situate presso l'aggere


tal
la

Servio, vi era quella di


di

un

Publio Corfidio Signino,

venditore

frutta pofiiariiis),

cui botteguccia era distinta


,

dalla indicazione topografica

de aggere a Proseucha

affinch

raeglio

si

potesse riconoscere.

DIS
P
.

CORFIDIO
.

SIGNINO

ET
(l)

POMARIO DE AGGERE A PROSEVGHA SALLVSTIVS HERMES Q. AMICO BENEMERENTI NVMERV.M OLLARVM DECEM (')

GrUT.

651, II; OrELI-I, 2)2).

296
Ora
nizzanti

il

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


notissimo che proscucha dicevasi dagli Ebrei
elle-

luogo dlie loro comuni adunanze, e che perci

era la stessa cosa dlia sinagoga (').


di

Dunque

presse l'aggere
tutti

Servie esisteva una sinagoga giudaica a

notissima,

se pot servire di indicazione per la taberna

di

Corfidio Si-

gnino.

perci ragionevole

il

supporre che intorno a quello credo che

l'edifizio

esistessero pure abitazioni giudaiche.


si

taie

proseuca

trovasse
la

poco lungi

dalla portn
la

suddetta e

dove avea principio


Viminale; e son
di

regione dlia Suburra,


fra

quale poi
1'

si
il

estendeva nella gola compresa

l'Esquilino,

Oppio

parre che questa fosse precisamente


Sibiircnsi, dei quali si fa

la

sinagoga dei Giudei chiamati

menzione
:

nel seguente titolo sepolcrale di

un Nicodemo

loro arconte

GNTAAG KeiTAI
XeiKOAHMOC APXCOX
CIBOrPHCICUN KAI

PACIOeiAHTOC
AiTcox A hAAgpAAb GAPIA BAABIXGCOTGPe (sic) O AGIC AGAXATOC
.
.

Infatti

la

sinagoga dei Sihnrensi prese certamente


di

il

nome

dalla

Suburra: e sapendosi che sul confine


1'

questa antica

regione, cio presse


tichi Ebrei, chi

aggere, esisteva una proseucba degli anreligioso edifizio

non vede che questo


il

doveva

appartenere a quel centre di popolaziene giudaica?

Da
cana,
la
il

ci

ne segue eziandie che


al

cimitero dlia via Labi-

pi pressimo

quartiere indicato,

dov
i

servire per

sepeltura di cotesti Ebrei dlia Suburra,

quali

avevano

(i) Ferrigni, Arcbaeologia Hebraica, pag. 321-22.


(2)

Corpus

Inscr. Graec.

6447. Un' altra iscrizione dei Giudei sihu-

rensi fu trovata nel cimitero di vigna Randanini.

CIMITERO GlUDAICO DELLA VIA LABICANA


l:i

297

Servie Tullio non lungi Potremo duiique chianiarlo il cimitero dei Siburensi . E probabilmente in questo sotterraneo, ove fosse esplorato, si troverebbero moite memorie dlia sinagoga siburense e forse dalle iscrizioni si potrebbero ricaloro sinagoga presso l'aggerc di
dalla porta

Hsquilina.

vare notizie

importanti sulla costituzione di quella giudaica

comunitA.
Intanto giover osservare corne
la

scoperta

di

questo

ci-

mitero confernii
getturarsi

e dimostri

pienaraente, ci che poteva conl'esistenza di questo quartiere giu-

anche prima, ossia


l'Esquilino ed
il

daico
altri

fra

Viminale,

il

quale, aggiunto agli

due accennati
fosse
il

di sopra, ci

insegna sempre meglio quanto


Ebrei
l'

grande

numro
ci

degli

nell' antica
cli'

Roraa

questa loro moltitudine


e'\

spiega

influenza

essi
i

ebbero

esercitarono nei tempi dlie persecuzioni contro

cristiani.

E
aile

qui

mi fermo, per

ora,

non potendo aggiungere


le
si

altro

cose dette: perch ad onta di tutte

mie premure, non


quindi

ho mai potuto ottenerc che


vazione regolare
in

ponesse opra ad una escae

questo importante sotterraneo;


a

ho dovuto rassegnarmi
simo

pubblicare

la

descrizione del pochisprisse la

fino ad ora visibile, affinch

non ne
in

memoria.
quale

E mi auguro che un giorno


servire ad intraprendere

queste mie indicazioni possano

uno scavo
(').

questo luogo,

il

sarebbe di un risultato sicuro

(i)

Alla fine

di

questa descrizione mi
tutti

piace

di

indicare

che una

spciale pubblicazione di

gli

antichi ciniiteri
il

giudaici
dott.

del niondo

romano
dotto

si

viene preparando dal mio illustre amico

Nicola Mul;

LER, profossore di archeologia cristiana nell'universit di Berlino

il

quale

arcbeologo scopri pure, nlcuni anni or sono, conie gi


ipogeo giudaico sulla via Appia.

dissi,

un

altro piccolo

0
I

CAPITOLO VI
()

CIMITERI DELLA VIA TIBURTINA

LA
tina).

porta

Tiburtina

dlie

mura

di

Aureliano
a

serviva di

passaggio

alla strada

che conduceva

Tivoli (via Tibur-

Rescaurata da Onorio,

come

attesta V iscrizione
il

che

si

vede ancora aU'esterno

dell'arco,

conserv

suo

nome
et et

fino

(i) Itinerario di Sal^bour^: Postea illani

viam demittis

pervenies

ad S. Ypolitum martyrem qui requiescit sub terra in cubiculo,


eius et martyr, quas
et

Concordia

mulier eius martyr, ante fores; altero cubiculo S. Tryphonia regina et


martyr,
et

Cyrilla

filia

Mcditus {Uggere: Messius)

Decius

interfecit

uxorem

filiam,
ibi

et

Genisius martyr. Postea per-

venies ad ecclesiam S. Laurentii,

sunt

quis speciosiorem et pausat, et est


in

magnae basilicae duae in quarum parvum cubiculum extra ecclesiam


et

hoc occidentur.

Ibi

pausat S, Abundius

Herenius martyr via Ti-

burtina; et

ibi est ille

lapis

quem
et

tollent digito multi

homines nescientes

quid faciunt. Et in altra ecclesia sursum multi martyres pansant. Prima


est

Cyriaca sancta vidua


S. Crescentius
S.

martyr,
et

et in altero

loco S. lustinus, et iuxta

eum

martyr

multitudo sanctorum, longe in spelunca

deorsum

Romanus

martyr. Postea ascendes ad ecclesiam S. Agapiti

. De locis 5>, Mariyrum: Iuxta mono: prope murum civitatis ecclesia est S. lanuarii episcopi et martyris, eademque via) ecclesia est S. Agapiti multum hoiiorabilis martyrum corporibus. Kt prope eanJem viam ec-

martyris et diaconi S. Syxti papae


(d" un' allra

viam Tiburtinam

clesia est S. Laurentii maior, in


et ibi basilica

qua corpus eius priraum fuerat humatum, nova mirae pulchriiudinis, ubi ipse modo requiescit. Ibi

quoque sub eodem altare Abundius est depositus et foris in portico lapis est, qui aliquando in coUoeiusdem Abundi pendebat in puteum m'ssi: ibi Hereneus, lulianus, Primitivus, Tacteus, Nemeseus, Eugenius, lustinus, Crescentianus, Romanus, sunt sepulti, et S. Cyriaca, S. Symferosa et lustina cum multis martyribus sunt sepuiti. Inde in boream sursum in monte
basilica
iacet.

Hippolyti

est,

ubi ipse
fuit

cum

familia sua tota XVIIII martyres


Ibi est

Carcer

ibi est in

quo
sunt

Laurentius.

Triphonia uxor Decii


et S. di

Caesaris et Cyrilla
et

filia

eius: inter utrasque


.

Concordia

Geneseus,
:

multi martyres

ibi

Itinerario di

Guglidmo
et

Mahnesbtiry

Sexta porta et via Tiburtina, quae


iacet S.

modo

dicitur S. Laurentii,

iuxta

hanc viam

Laurentius in sua ecclesia

Habundius martyr. Et

CIMITERO DI
al

S.

LORENZO

299
Grego-

secolo
si

viii

nel Liber pontiJicaJis (alla biografia di


il

rio II)

comincia. a trovare

nome

di porta S. Laurcntii.

Sulla

via Tiburtina vi

erano basiliche, orator e due grandi

cimiteri,

cio quello di S. Ciriaca e l'altrodi S. Ippolito, e

taie topografia ci

viene indicata dalla Notitia ecclesiarnin, dal


dall' Ithierario

De

locis

Ss.
di

Martyriun,

di

Malmesbury

e dal-

r altro

Hiiisicdclii.

I.

Cimitero

di Ciriaca o di S.

Lorenzo.
dal

Questo cimitero vedova


cristiana;

cliiamato di

Ciriaca

nome

di

una
del

ma

tutta la sua

importanza driva dal sela storia

polcro di S. Lorenzo.

abbastanza conosciuta
jltti

santo diacono

ed noto che dei suoi


il

possediamo una
altri

recensione compilata verso


ci

v secolo. Molti
martirio di san

docu menti

permettono

di fissare

tratti
il

principali dlia sua vita.

Eu-

sebio nella Cronaca (') pone

Lorenzo

nella

persecuzione

di

Decio;
di

ma
d
la

nella Storia
al

^
di

si

corregge met-

tendo
renzo.

il

nome

san Fabiano
(^)

posto

quello di san Lo-

San Cipriano

data esatta della morte del papa

ibi

prope in altra ecclesia pausant hi martyres, Ciriaca, Romanus, lu-

stinus, Crescentianus, et ibi

non longe Ipolitus

vel basilica S. Ippolyti,


ibi

ubi ipse

cum

familia sua pausat, iJ est XVIII. Et


et filia eius Cirilla et

requiescunt beata
eius.

Triphonia uxor Decii


d'EinsiehUn
In

Concordia nutrix
.

Et
in

in altra parte viae illius


:

est

ecclesia
foris

Agapiti martyris

Itinerario

via

Tiburtina

murum

in

sinistra

S. Ypoliti,

dextera S. Laurentii.
tyris, ubi

Vita Hudriaiii I:
quiescit,

Basilicam S. Laurentii marbasilicae maiori,

sanctum corpus eius


praesul
S.

adnexam

quam

dudum isdem

construxerat,

ultro citroque a

ncvo

restauravit.

Immo

etecclesiam

Stephani iuxta

eam

sitam, ubi corpus S. Leonis epi-

scopi et martyris quiescit, simlitcr undique renovavit una


terio beatae

cum coemecoetnderiorum

Cyriacae seu adscensum

eius.

Coemeterium

beati Hippolyti

martyris iuxta S. Laurcntium a novo renovavit.


e

litdt'X

libro Mirahiliinn:

(1) Chron.

II,

Coemeterium in agro Verano ad 25 (P. G. t. XIX, col. 573).

S.

Laurentiuni

(2) Hist. Eccl.


(5")

Xystum
die, et

VI, 39 (P. G. t. XX, col. 600). auteni in cimiterio animadversum sciatis octavo

iduum

augustarum
[P.

cum

eo diaconos quatuor

(/>.

lxxxh ad

Successuni

L.

t.

IV, col. 430])

300

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


i

Sisto II (6 agosto 258); ora san Lorenzo, corne indicano


Martirlogi, fu martirizzato tre giorni

dopo

il

pontefice:

Post

passionem

beati Xysti, post tertia die, passus


il

est beatus

Lau-

rentius, dice

Martirologio Geronimiaiio. Prudenzio nel suo

Pcriskphanon
Atti lo

(') fa allusione al prefetto

che

lo

condann. Gli
;

chiamano erroneamente Cornlius


di

Saecularis

giacch

il

nome

costui figura nella lista dei prefetti,

ma

egli vi

infin

dicato all'anno 354.


dal IV secolo, san
taie tradizione
siedeln,

Seconde una
pati
il

tradizione che esisteva

Lorenzo

supplizio dlia graticola; e


d'Eiii-

anche meglio specificata nelV I tin erario

ove

si

indica che cio

avvenne

in

un

edificio del \^imi-

nale.

Questa memoria
S.

consacrata dalla chiesa di S.

Lorenzo
assatus

in Panisperna:
est

Laurentii in

Formonso

ubi

ille
il

). La preghiera, riportata da Prudenzio, che


fatto

diacono pagana,

morente avrebbe
nerato quasi

per

la

conversione di

Roma

contribul molto all sviluppo del suo culto; onde egli fu veal pari

degli Apostoli.

Il

suo corpo fu trasportato

da un prte
cristiana

di

nome
via

Giustino, nella propriet d'una matrona


a

suUa via Tiburtina:

\'enientesque in praedium viillic

duae Cyriacae,
babile

Tiburtina...,

deposuerunt

eum

in

Cyriacae viduae praedio in agro Verano


che
i

(3).

assai pro-

il

martire fosse deposto in un cimitero privato,

perch

cimiteri dlia Chiesa

Romana

erano

stati

confiscati

allora proprio da Valeriano

(258). Pi tardi, probabilmente

sotto Diocleziano, quello di Ciriaca lo fu egualmente, corne

racconta

il

Liber pontijicalis

nella biografia di S.

Silvestro:

Possessio

cuiusdara

Cyriacetis,

religiosae feminae,
.

quam
fu poi

fiscus

occupaverat tempore persecutionis


Chiesa da Costantino.

Quel luogo

restituito alla

Una grande

oscurit r-

gna

sulla storia degli altri martiri sepolti in

questo cimitero;

san Giustino, san Crescenzio ovvero Crescenzione, sant' Ire-

neo, sant'Abbondio,
(i)

soldati sant' Ippolito e san

Romano

ed

Hymn.

11

(P. L.

t.

LX,

col.

298).

(2) Cf.

Urlichs, Codex

iirbis

Ronuie topographicus, pag. 71.

(3) Verano il cognomen di un proprietario del cimitero, il quale personaggio appartenne probabilmente alla famiglia stessa di Ciriaca.

CIMITERO DI
nitri,
i

S.

LORENZO

3OI

quali quasi tutti appartennero probabilniente alla stessa


di

epoca
Il

san Lorenzo (').


al

sepolcro di S. Loroiijco rest sempre


si

medesimo posto

ove anche oggi


lungi di
11.

venera; quello di S. Ciriaca cra forse non

Il

cimitero, anche
di essere

dopo

le
;

grandi traslazioni del


e nel

IX secolo,

non cess
prossime

visitato

niedio evo se
si

ne poteva percorrere una


le

parte, cio quella

ove

estendono

gallerie
Il

alla

cappella di S. Ciriaca.

Bosio ne esploro una parte ragguardevole; e nel 1^16


il

vi

scopri un cubicolo,

cui

arcosolio aveva l'immagine di

una

Oraiite e che egli giudico per l'arcosolio dlia stessa S. Ci-

riaca (').

In una cappella liturgica trov un altare, una cat-

tedra

una

iscrizione

assai notevole

con

la

menzione

del

martire locale:

IVLIA EXIBIT
Boldetti

SANCTO MARTYRI LAVRENTIO III KAL OCT DEP KAL


vide
il

SS

Il

pure qui una preziosa iscrizione, dlia


solito,

non fece gran conto; essa parlava di una tomba acquistata IN CRYPTA NOBA RETRO SANCTOS. Il Marangoni vi scopri una cripta ornata di musaici. Il P. xMarchi pubblico parecchi monumenti di questo
quale per, seconde
cimitero,

ma
I

specialmente sotto

il

punto

di vista

architetto-

nico
giato

(-^).
il

lavori del cimitero

moderno hanno molto dannegnel


la

sotterraneo. Cominciato

1837, questo cimitero


parte bassa ove trovasi

non comprendeva da principio che


il

quadriportico. Pi tardi

si

voile prolungarlo fino sulla coUina


si

chiamata

Pincietto

e allora

distrussero moite gallerie

e le iscrizioni e

le pitture

rimasero

esposte

aile

intemprie.

(i)

degli Atti di san Lorenzo, da

Questo martire Crescenzione fu probabilmente il povero cieco non confondersi con il Crescenzione o CreRom.
iotl.

scenziano del cimitero di Priscilla.


(2)
III,

41.
primitive, pag. 109-121, 225-227.

() /

monumenti

dcle arti cristianc

;o2

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

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--3

CIMITERO DI
Le cose rcstarono
proteste degli
in

S.

LORENZO
verso
il

303
le

taie st;ito fin

1894, malgrado

archeologi.

l'inalmente io potei ottenere che

r Amministrazione municipale

impedisse ulteriori

danni del

Piutt l

de]la parte

centrale deJ cimitero

di Ciriaca comspondentt
sotto l'odierno Pincetto

ed il lucernario aperto
pressa
la

tomba Ricci

eSCHlcfii'

Ot

Rominii

sacro

monumento
di fare
si

concedesse anche un sussiiio,


e qualclie

il

quale

permise

qualche escavazione

restauro.
del cimitero,

Attualmente

possono

visitare

tre regioni

304
aile quali si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


accde per
tre ingressi distinti nel

moderno camLocappella di

posanto

(').

La regione

principale confina colla basilica di S.

renzo

giunge fino

alla

tomba

di

Pic

IX

e alla

S. Ciriaca; l'ingresso di

questa trovasi nel cimitero moderno,

vicino alla cappella dlia famiglia Odescalchi [a] (y. la piaula,

a pag. )02).

Poco dopo questo

ingresso, vedesi un arcosolio

con l'iscrizione dipinta:

ZOSIMIANE IN DEO
;

Ylvas

(?).

Le
il

pitture che

adornano

l'arcosolio rappresentano, nel

mezzo,
Giona

Salvatorc seduto fra due santi

sulle pareti laterali,

Mos; nella voira

il

Biwn Pasiore
il

in

mezzo ad

alcuni alberi;

a dritta e a sinistra

Giudix'w delF anima. Nella parte ante-

riore dell'arcosolio si

veggono alcune pcore innanzi ad una

transenna, gruppo che vi fu dipinto per riprodurre P effetto


di

un sepolcro

isolato.

(i) Attesa la difficolt di fare

una pianta esatta dello stato attuale

del cimitero e perch esso ostruito da frane,

ho notato

nella pianta

schematica soltanto

gli

ingressi

attuali.

CIMITERO DI
Poco
distante di qui, in

S.

LORENZO
si

305
vede una

una
il

galleria a destra

iscrizione greca, suUa quale

monogramma

anche un' ab-

breviazione del

nome

del Salvatore:

AvTCUNINOC

^
Cristo!
si

Antonino, vivi

giiistificato in

Continuando da questa
stanza estesa

parte,

visita

una regione abba-

ma

intieramente devastata e con moite gallerie

ripiene di terra.

Ritornando
lerie e

ail'

arcosolio

dipinto, traversate
si

alcune gal-

discesi pochi gradini,


in

pntra per un'apertura


il

mo-

derna

un piccolo ipogeo

fh],

quale da principio fu crein

duto un cubicolo cristiano e che

realt
di

un colombario
mitologico

pagano

come provano

le

pitture
e
le

soggetto

{Apollo), le

oUe cinerarie

iscrizioni.

In origine
scala che

aveva

una porta
alla strada;

spciale ancora visibile ed

una

metteva

nei secoli posteriori,


le

cercatori di reliquie, passati

di qua,

sfondarono

pareti per inoltrarsi nel sotterraneo.


di

di

da notarsi in questo colombario un bollo


ora unico, con
le

mattone, fino ad

parole

zDIBVS

MART

(').

La insegna

questa ofEcina potrebbe coUegarsi ad un ricordo dlia morte di

Cesare avvenuta in quel giorno. Trovasi pure in questo co-

lombario

la

seguente iscrizione:

D
.

M AEMILIO ELPIDE PHORO PAPIRIA SE


CVRA COIVGI BENE MERENTI CVM Q.VO VI XIT ANN VIII M III QVI VIXIT ANN XXXX
.

FECIT
(i) Gli idi quelli

parricidi .

consoli

nominati sulla terracotta sono

dell'anno

123:

PETINO ET APRON CONSS. La


FlGLItt/5

fabbrica

la Miriniana:

EX

MIRINIANIS.
20

Gvida Calacombe romant.

306

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


tardi a

La regione che venne pi


colombario, giunge fino

compenetrarsi con questo

alla basilica di S.
stati

Lorenzo.

sepolcri

sono poveri: molti non sono


graffiti sulla calce. Si

mai

aperti ed

hanno nomi

vedono

solo pochi frammenti di


vi scolpito
il

marmo;

uno

di essi

notevole

perch

busto di una

defunta fra due santi.

Un

altro

ingresso

[c]

sotto la

tomba

di

mons.

Anivitti.

In questa regione,
gallerie le quali

come

nella prcdente, vi

sono pure moite


ancora
intatti,

hanno un gran numro

di loculi

ma

non presentano alcun che di spciale. Infine vi un ultimo ingresso [b] di fianco al sepolcro De Romanis. Vicino a questo ingresso, lavori moderni del camposanto fecero scoprire un arcosolio dipinto, assai importante. Esso stato trasportatoin un cubicolo costruito espressmente nell'interno dell' ingresso suddetto. La pittura appartiene al iv secolo e rappresenta il Salvatore in mezzo aile
essi
i

Vergini prudcnti e aile

stoltc
;

la
il

Ncga::ione

di

S. Pictro, nel

consueto

stile dei

sarcofagi

Miracolo dlia manna; e nella

parte anteriore, VEpifania, di cui


re

non rimane che uno dei magi ed una Stella sulla quale rappresentato il monogramma. Nel davanzale, un' Orante introdotta da due santi
nei tabernacoli celesti ('). Taie arcosolio era evidentemente
il

sepolcro
si

di

una vergine

cristiana.

Nelle gallerie

di

questa

regione

possono notare,

sulla calce

dei loculi, vari graffiti


di

che rappresentano dlie graticole (strumento del martirio

san Lorenzo). Si trov pure qui presso, nel 187^, un cubicolo

con alcuni
cimitero;
dallo

graffiti

che indicavano forse un luogo storico del

ma

esso fu poco
i

dopo

distrutto. I graffiti trascritti

Stevenson erano

seguenti:

LEONTI NVS VI VAS IN/// SENIVM ABETE


'

XO

(i) Cf.
(2)

DE Rossi, Bull 1863. Nuovo Bull. 1895, pag. 80.

CIMITERO DI

S.

LORENZO
sono

307
un
pi

Le
piccolo

iscrizioni trovate negli scavi

state riunite in

museo

vicino

a questo

ingresso.

Insieme

aile

important! fra queste, mi sembra opportuno ricordare un certo

Arcoso'.io dlia vergine sacra nel cicnitero di Ciriaca.

(La parte in basso rappresenti

il

sottarco).

numro di altre epigrafi al museo Lateranense (').

trasportate altrove, e specialmente

(i)

Trovansi pure
;

in

questa piccola collezione parecclii frammenti

di sarcofagi

uno

di essi

notevole perch
del

vi

rappreseotato

il

soggetto

abbastanza raro del Passui^aio

Mur

Rosso.

308

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


un frammento
in

In primo luogo deve indicarsi


lettere

belle

damasiane:

MARMORIBVS VESTITA/// QVAE INTEMERATA FIDES/// HIC ETIAM PARIES IVSTO/kw OMNIA PLENA VIDES///

nomina pandit

(?)

Questo importante frammento non appartenne ad alcuna

iscri-

zione damasiana conosciuta: senza dubbio fece parte di ima


iscrizione onoraria dedicata ad alcuni martiri del luogo e posta

probabilmente sopra

il

catalogo dei loro nomi.

Altre epigrafi pi notevoli sono queste:

rAPTA AB
///L

///PERORVM DEFENSO
ANGELi.///D

///ANES

///AM MARITO///

CAL

AVG///
Deus

SVOS DECEP IN PACE D XI KAL IVLI/// spiritum eWS REFRIGERET

///RA
///A

CVMPAVIT
PAPA LIBERIO
(')

///ONVS SEBIBO
SedentE

LVCILIVS PELIOSE VIVV CONPARA LOCVM VESCANDENTE IN BASILICA MAIORE AD DOMNV LAVRENTIVM
in

^rt;SBITERV

Il

locus biscandens

un sepolcro per due corpi


Lorenzo, cosi chiamata per

questo era stato acquistato nel presbyterium dlia grande basilica,

basilica

maior,

di S.

di-

stinguerla dalla primitiva

detta ad corpus.

(i)

una

protesta contro lo scisma di Felice. Cf.

Marucchi, EUm.

d'arch. chrt.:

Notions gnrales, pag. 74.

CIMITERO DI
La seguente Clmente:

S.

LORENZO
un prte del

309
titolo

iscrizione appartiene ad

di

S.

///S

///PVIT
///VE

TITVLI CLEMENTIS VI IDVS APR REGIA COHLI BIANDA

BENIGNA SEMOTA PRVDENS

MANET

///A

///VIGNAMQVE TVMVLO aVIESCIT


Domino

DONATI QVI SEBVRA ///AIORE AD NIMFA


//OCVS
IN

LINTEARIVS BISOMV

PRAESTANTE RESVRGET

XXVIIII

ET FECIT MECVM ANN III ET MENSES X QVAEIBET IN PACEM FF LL ANTONIO ET SYA GRIO VV ce DEPOSITA X KAL NOB W A
.

j^^

(Busto di donna)

(An. 381).

importante perch

ci

mostra un esempio

dell'

uso dalla

vera croce in una iscrizione del iv secolo.

ocucoopoc roc ex GIPHNH '^


MIRAE

Il^nocentiae

PVLCRlTYdinis

///M

HAERMOG^m V NEOFIT BE'^emerens


.
.

QVI VIXIT D V IN PAC CyRIACETl QVA


///NICO

VII

{')

///AN XXVIII. DP-XV;//

(3)

(i) Ricorda

il

sepolcro bisomo di un taie Donato che avea

il

suo

negozio nella Subura, nel luogo detto ad Nimphas.


(2) ()

Virgo neophita benemerens.


di

Questo nome

Ciriaca, che quello dlia santa proprietaria

del luogo, frquente in questo cimitero.

3IO

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


la

In un piccolo frcimmento vi

parola

MONOSOMVS,

espressione assai rara che indica un sepolcro fatto per un solo

cadavere.

Ecco

infine

un elenco

di

altre

principali iscrizioni dello

stesso cimitero, ora conservate altrove.

VIESCIT IN PAce ID

PRAETEXTATA
r^ VII

VIRGO SACRA DEPoiTA D

AVG

CONS

< RVstiCI

ET OLYBRI

(An. 464).

Proviene pure da questo cimitero


di

il

bellissimo

monumento

un' altra vergine,

ora custodito nel

museo

del Laterano.

de Rossi dimostr, da questa e da altre iscrizioni, che bisogna riconoscere nel cimitero di Ciriaca un sepolcreto coIl

mune
si

di vergini cristiane del iv e del

v secolo

(').

questo

coUega anche l'arcosolio con pitture che gi

fu descritto, e

forse anche la

memoria

dlia vestale convertita al cristiane-

(i) Bull.

1863.

CIMITERO DI
simo di cui io indicai l' nel Foro Romano (').

S.

LORENZO

1 I

iscrizione cancellata nelTatrio di

Vcsta

Una
denti di

iscrizione, conservata
la

nel

chiostro del

monastero,

ricorda che

vendita di un sepolcro era stata fatta dai discen a

un fossore

fossoris discendentibus

AVR EXSV PERANTIVS

COSTAT

i\IE

EMISSE A FO SSORIS DISC INDENTIB


In un rcente scavo
ricordato
il

si

trov

la

seguente, ove forse era


:

natale del martire san

Lorenzo

Locus

FAVSTINIANI ET SORICES
IN

qucm
Skncii

comparavERY^T RECESIT
Laurenti

NATALE

PAGE
Napoli
e

La seguente
invocazione
al

sta ora nel inuseo di

contiene una

martire stesso

/'/EMERENTI.IN.PACE'Q.VE'VIXIT'ANNIS'XXX.MESIS.SE///
/

'/KAL SEPTENBRIS SANCTE LAVRENTI S VSCEPTA

HABETO ANIMOT

eiliS

(?)

Nel museo Lateranense trovansi queste

altre

ffi^

LVCILLA IN PAGE

DEP EVSEBI KAL SEP RVFINO ET EV SEVIO GONSS


XI

QVI VIXIT AN PM
XXIII
(An. 347).

(i) V.

il

RUCCHi, La
n.

vestale

mio Forum Romain, nuova edizione del 1902. Cfr. O. Macristiana, ecc. nel Nuovo Bull, di arch. crist. 1S99,

3-4, pag.

199 e segg.

T2

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

WllllN NOMINE-DEI-IN P

MII^XXIII 'NO

DECESIT

CON PARENTES

TITRES-HIC-CAPVT-AOCAPVT

IN DEO INNOFITO BENE MERENTI Q.VI VIXIT AN XXVI M V D IIII DEC III NON

AEQ.VITIO

AVG
:

Si notino

le

importanti formole dogmatiche

In

nomine

Dei,

In

Deo

Christo ,

In Christo

Deo

Le seguenti sono da rimarcarsi per


FAVSTINE COIVGI MERENTI OVE
IVS SACERDOS REMISET Q.VE///
BI
PI///

espressioni singolari:

ET AXKOS XXXVI MESES V


DIES

PATER FILIO SILBINIANO BENEMERENTI IN PAGE dVI ABET DEPOSSIONE BRVMIS

XXV
IVLIANICE Q.VE VICXIT ANNIS

BENEMERENTI CONIVS

XOMEN IZOPIRVS CVM aVE VIX ANN Vlin DVLCIS


VALE
SERONTIO PEREGRINO BENEMERITO DVLCISSIMO

XL

IN

PAGE MECVM

AArnioc niCTOC n iphnh

NVTRITORI VALEKS QVI VIXIT IN PAGE ANNOS XXVIII DECESSIT DIE BENERIS III KAL DECEN

y^
IN

PAVLINO NEOFITO
Q.VI

PAGE

VIXIT ANOS

VIII

CIMITERO DI
ANIMA DVLCI5
IN

S.

LORENZO

313

COMPARABILl FILIO aVIXIT ANNIS XVII NON MHRITVS VITA REDDIT IN PAGE DOMINI

LAVRENTIA MELIS DVL CIOR aVIESCE 0' IN pace

Fino ad ora
offre di

la

visita

del cimitero

sotterranco

null' altro

specialmcnte rimarchevole; e perci possiamo recarci


la

ad osservare

prossima basilica dedicata


di

al

martire

illustre.

La
vano
le

basilica

S.

Lorenzo

fu eretta

da Costantino ed

era al piano stesso dlia cripta del santo levita, corne lo progallerie che

giungono

fin

dietro
alto e

il

monumento
di
li

di

Pio IX. L' ingresso era posto pi in


scala (').

partiva

una
il

questa basilica appartengono


si

le

tre

navate ed

matroneo che
che
le

vedono

nella chiesa inferiore;


alla

sembra per
Lorenzo sieno
il

due colonne pi vicine

tomba

di S.

State aggiunte pi tardi. Sul sepolcro fu eretto l'altare

cui

Antica medaglia

di

devozione (iv o v secolo)

II

martirio di S. Lorenzo -

L' altare sul sepolcro di S. Lorenzo.

disegno pu ricavarsi da una medaglia

di

devozione del

iv

o V secolo,
rovescio

la

quale attesta anche l'antichit dlia tradizione

del martirio dlia graticola, che ivi vedesi rappresentato nel


(^).

Innanzi

l'

altare, e

forse

nella stessa
in

transenna,

ioveva esser posta l'iscrizione damasiana


tire

onore del mar-

eponimo:

(1) L' ingresso corrispondeva sopra

il

luogo ove trovasi

il

sarcofago

di Pio IX.
(2) Cf.

DE Rossi,

Bull.

1869, pag. 33 seg.

314

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

VERBERA CARNIFICES FLAMMAS TORMENTA CATENAS VINCERE LAVRENTI SOLA FIDES POTVIT HAEC DAMASVS CVMVLAT SVPPLEX ALTARIA DONIS MARTYRIS EGREGIVM SVSPICIENS MERITVM (')
Avanti a questo altare doveva esservi una piccola confessione corrispondente
e ci
al

posto prcise dlia tomba del santo;

sembra
fa,

potersi ricavare da
si

tempo
luogo:

nella quale

parla di

una iscrizione scoperta poco un sepolcro comprato presso

r altare di S. Lorenzo alla destra di chi discendeva in quel

EVRIALVS V H CONPA RAVIT LOCVM SIVI SE VIVO AD MESA BEATI MARTYRIS LAVRENTI DIS CINDENTIB IN CRIPTA PAR TE DEXTRA DE FOSSORE
FL
.

/CI

ipsivs
.

un KAL MAIAS FL STILICO NE SECVNDO CONSS C)


DIE

(An. 405).

Il

ricordo di questa cripta sotterranea


il

pu mettersi
si

in rei

lazione con

passo del Liber pontificaJis ove

indicnno
S.

gradini ivi
rentii fecit

fatti dal

papa Silvestro

et

usque ad corpus

Lau-

gradus ascensionis
primitiva era
la

et

descensionis .
piccola; e siccome
si

La

basilica

assai

non
do-

era sufficiente a contenere


vette costruire, nel

moltitudine dei fedeli,

v secolo, una seconda


III
;

chiesa, la quale

dovuta

al

papa Sisto

(432). La nuova basilica fu chia1'

mata
(i)

basilica

maior

mentre

antica

conserva
questa

la

deno-

Non
Essa

si

ritrovato alcun

frammento

di

iscrizione;

ma

essa trascritta nelle Sillo^i cpigrafich.


(2)
fu

pubblicata ed illustrata da

me
si

nel Kiiovo Bull. 1900, n. 1-2.

Questa importante
renzo

iscrizione stata affissa alla parete dlia basilica pridall' antica

mitiva a destra di chi

porta

avvicina all'altare

di S.

Lo-

CIMITERO DI
minazione
di

S.

LORENZO

315

di basilica

ad corpus. La basilica maggiore era


l'

livello

SLiperiore,

aveva

ingresso sulla via Tiburtina ed

era orientata in senso opposto alla basilic^ primitiva.

Nel V sccolo
corpus

tre

papi

furono sepolti nella basilica

ad

Zosimo (418),
il

Sisto III (440) ed Ilario (467).


di

Fu

riconosciuto
dlie

posto dei loro sepolcri nelle tre nicchie

fondo,

IX; esse erano decorate da pitture. Credesi che quella di mezzo apparteiiesse a Sisto III. Il de Rossi riconobbe in un frammento del museo Lateranense iscrizione che dovea stare sulla tomba
quali

una

occupata

dal

sepolcro

di

Pio

l'

del papa

Zosimo,

il

quale morl nel giorno di Natale:


(')

NATALl VENERam/o advenienTEQyE SACRATO


Nel
VI secolo
il

papa Pelagio

II

restaura

la

basilica

in

occasione dlia traslazione del corpo di santo Stefano da Costantinopoli a

Roma;

egli

probabilmente

vi

aggiunse
1'

le

due

ultime colonne, orn di musaici l'abside e


In questo musai co
5.

arco
S.

trionfale.

rappresentato

il

Sahatore,

Pietro e

Paolo, S. Loreii^o, S. Ippolito e Pelagio

IL

L' iscrizione di Pelagio conservata nelle SiUogi, e qui ri-

prodotta, ricorda l'invasione

dei

Longobardi

DEMOVIT DOMINVS TENEBRAS VT LVCE CREATA HIS aVOMDAM LATEBRIS SIC MODO FVLGOR INEST ANGVSTOS ADITVS VENERABILE CORPVS HABEBAT HIC VBI NVNC POPVLOS LARGIOR AVLA CAPIT ERVTA PLANITIES PATVIT SVB MONTE RECISO ESTQ.VE REMOTA GRAVI MOLE RVINA MINAX PRAE5VLE PELAGIO MARTYR LAVREMTIVS OLIM TEMPLA SIBI STATVIT TAM PRETIOSA DAKI MIRA FIDES GLADIOS HOSTILES INTER ET IRAS PONTIFICEM MERITIS HAEC CELEBRASSE SVIS TV MODO SANCTORVM CVI CRESCERE CONSTAT HONORES FAC SVB PAGE COLI TECTA DICATA TIBI
.

(i)

Cfr. Bull.

1871, pag. 23 seg.

Marucchi, Guida

del

museo

cri-

sliano Laleraueusc, pag.

205-204.

3l6
La
tirio

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


fine dell' epigrafe scritta nell' arco fa allusione
al

mar-

di

san Lorenzo

xMARTYRIVM FLAMMIS OLIM LEVITA SVBISTI IVRE TVIS TEMPLIS LVX VENERANDA REDIT
Le due
le

basiliche restarono
le riani

separate fino

al

xiii

secolo,

allorquando Onorio III

(121 8); egli distrusse allora


presbyterium. Taie rinnoil

due absidi

e fece dlia basilica Costantiniana la confessione

dlia chiesa di Sisto III,

alzando

il

vazione fu compiuta sotto Alessandro IV, verso

1254, sei

conde che ricorda una


sedili
tolti

iscrizione lavori

scolpita
si

a destra sopra

del clero. Per questi


dal
si

adoperarono dei marmi

prossimo

cimitero: e cosi
di

neirambone
di

dell'

Evan-

gelio

vede l'iscrizione
e l'altra

un

VICTOR PRESB TITVLI


un
pittore:

NICOMEDIS
Intorno

purenotevole

LOCVSsecolo

PRISCI-PICTORIS.
alla basilica all'aria
si

venne formando

fin dal iv

un vasto cimitero
parlano
il

aperta con piccoli orator, dei quali

Liber pontijicalis e gVIinerari. Nei lavori eseguiti


si

sotto Pio IX,

trovarono numerosi frammenti


a

di sarcofagi
alla

e di iscrizioni appartenenti
basilica,
lica

questo cimitero esteriore o

de' quaii molti


altri

furono murati nelle pareti dlia basitrasferiti al

Costantiniana,

museo
il

del Laterano o al
di

Campidoglio. Al Campidoglio vedesi


il

sarcofago

Licenzio,
.

clbre discepolo di sant'Agostino coll' iscrizione:

DEPOSITVS LICENTIVS V C VIII IDVS NOBENBRES ARCADIO AVG VI ET ANICIO PROBO V C CONSVLIBVS

(An. 406).

Al Laterano trovasi

il

frammento
il

dell' iscrizione

del ve-

scovo Leone, deposto, secondo

Liber pontificalis ('),

nell'

ora-

torio di S. Stefano, vicino alla basilica di S. Lorenzo.

(i) In

Vila

Hadriaui

I.

CIMITERO DI

S.

LORENZO

317

L' iiitero tcsto stato coiiservato dalla Sylloge Centulensis ('):

PSALLERE ET IN POPVLIS VOLVI UodulauU PROFE/a SIC MERVI PLI-BEM CRISTl RETI^ERE SACERDOS HVNC MIHI COMPOVIT TVMVLVM LAVRENTIA CONIVNX MORIBi APTA MEIS SEMPER VENERANDA FIDELIS INVIDIA INFELIX TANDEM COMPRESSA QVIESCET OCTOGINTA LEO TRANSCENDIT EPISCoPVS ANNOj DEP DIE PRID IDVS MARTIAS

questo vescovo del secolo iv che non in propriamente

martire,

ma

che probabilmente ebbe a

soffrire per la fede nella

persecuzione ariana, fu dedicato un oratorio.

E da

notarsi pure,

nella parre destra dlia basilica Costantiniana, l'iscrizione di

Sabino (v secolo),

il

quale essendo arcidiacono corne san Loil

renzo, voile essere sepolto sotto


cosi

portico dlia chiesa e die'

una severa lezione

coloro che, per devozione indiscreta,


di

cercavano ad ogni
martiri,

modo

aver tomba accanto a quelle dei


di

poco curandosi poi

imitarne

le

virt:

SEPVLCRVM SABINI ARCHIDIACONI ALTARIS PRIMVS PER TEMPORA MVLTA MINISTER ELEGI SANCTl ^ lANITOR ESSE LOCI
.

NAM.TERRAM.REPETENS.QVA.NOSTRA.PROBATVR.ORIGO HIC TVMVLOR MVTA 0* MEMBRA SABINVS HVMO NIL IVVAT IMO GRAVAT TVMVLIS HAERERE PIORVM SANCTORVM MERITIS ^ OPTIMA VITA PROPE EST CORPORE NON OPVS EST- ANIMA-TENDAMVS -AD ILLOS QVAE.BENE-SALVA.POTEST ST CORPORIS ESSE-SALVS Ast ego QVI VOCE PSALMOS MODVLATVS ET ARTE D/wRSIS CECINI ^ VERBA SACRATA SONIS Corporii HIC POSVI SEDES IN LIMINE PRIMO ADESSE CITO Surgendi TEMPVS 0* CERTVS lam tonal angelko r<;SONANS TVBA COELITw^ oic Et vocal ul scandant CASTRA SVPEra pics Al lu Latirenli maRTYR LEVITa Sabinum Levitam angdicis mVNC Q.VOQ.t; iunge choris

(i)

De

Rossi, Inscript,

christ. II,

pag. 93, 106; Bull. 1864, pag. 54-56.

3l8

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

Presso questa bella iscrizione se ne conserva un'altra lunga

ed assai importante. Vi nominata una Ciriaca (omonima


alla

santa proprietaria del luogo) e vi


si

si

legge

la bella frase

ove

dichiara che
:

martiri erano

tenuti

come

avvocati

presso Dio
I I I

I
.

CVIQVE PRO VITAE SVAE TESTIMONIO APVD DEVM ET CHRISTVM SANCTI


. . .

MARTYRES ERVNT ADVOCATI

Ed
in

appunto

il

concetto

di

questa

intercessione

dei

santi presso la divina misericordia che noi

vediamo espresso
il

moite pitture

cimiteriali, in cui

si

rappresento

defunto

fra

due
di

santi o che viene da essi presentato al tribunale di Cristo.

Nel sepolcro di un illustre personaggio, probabilmente un vescovo, Pio IX stesso raccolse con le sue mani una

croce d'oro, sulla quale incisa questa iscrizione:

CRVX EST VITA MIHI MORS INIMICE

TIBI

Al prsente essa conservata nel museo sacro dlia biblioteca Vaticana (').
Infine veggonsi nella basilica alcune iscrizioni del

medio
un gio-

evo;

tra queste

assai

rimarchevole quella relativa ad alcuni


cita
i

congiunti di papa Giovanni XII, che

nomi

di

vane parente del papa, Landolfo, e


rozia.

della clbre senatrix

Ma-

Questa

iscrizione fu illustrata

dottamente dal de Rossi


pochissime che
ci

nel citato BuJlettino, ed


di queir

una

dlie

restano
si

oscuro periodo storico del x secolo. Finalmente

osserva sopra un pilastro una iscrizione dipinta in versi leonini,

che ricorda

le reliquie

dei martiri conservate in questo


il

luogo, ove per errore stato aggiunto anche


lagio II

nome

di

Pe-

C):
DE Rossi, Bull 1863, pag. 31-38.
i88ij pag. 86 seg.

(i) Cfr, (2)

Cfr. BuU.

CIMITERO DI
qi

S.

LORENZO

319

COXTINET HOC TEPLV SCOR CORPORA PLVRA A QBS AVXILIV SVPPLEX HC POSCERE CVRA CV XISTO lACET HIC LAVRETIVS IGNE CREMATVS ET PTOMARTIR STEPHANVS LEVI TA BEATVS POST HOS IPOLITVS COLLIS RE LIGATVS EQ.VORVM CVM NVTRICE SVA CVM CVNC TA PLEBE SVORVM ROMANVS MILEX TRIPHOMIA VIRGO CIRILLA ET aVADRAGINTA Q.VOS PASSIO CONTINET ILLA IVSTINVSQ. SACER DEFVNCTOS

dVI TVMVLABAT CIRIACE VIDVA QVE SCS

CLAM RECREABAT CVIVS MATRONE FVIT HEC POSSESSIO CARA IPSIVS NOMEN SPECIALITER OPTINET ARA MARTIR IRENEVS QVI TECVM

MARTIR ABVNDI DECEDENS SPREVIT FALLACIS GAVDIA MVNDI YLARVS ET ZOSIMVS PELAGIVS HC RETINENTVR TERTIVS ET XISTVS CV MVLTIS QVI RETICENTVR

Con

taie

memoria

dei martiri locali, trascritta nell'et di

mezzo, porr termine

a questi brevi cenni del cimitero di S.

Lo-

renzo, sul quale vi sarebbero ancora da fare moite altre ricerche;

320
e

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


affiiich
i

chiudo facendo voti


i

lavori di sterro e di
dissi,

siste-

mazione,

quali

salvarono,
alla

corne

questo

venerando

ipogeo gi condannato
e
ci

distruzione, possano continuarsi,

permettano

di collegarne le varie regioni e di farne

una

pianta gnrale ed una descrizione accurata.

II.

Cimitero di S. Ippolito.
si

Il

cimitero di S. Ippolito

svolge a sinistra dlia via Tila

burtina, sotto la vigna Gori, ora Caetani; e

sua posizione

suUa via Tiburtina pu


questo cimitero e

stabilirsi

con

le

testimonianze riunite
Il

degli Itincrari, e del MartiroJogio Geronimiaiw.


vi lesse

Bosio visit

una

iscrizione importantissima che

nominava

il

martire locale:
(');

REFRIGERI TIBI
il

DOMNVS
com-

IPOLITVS///
mise l'errore

per non ne tenne

debito conto e

di credere,

con tutto

ci,

questo sotterraneo una

parte del cimitero di Ciriaca,

I
sant' Ippolito,

Oscurissima
martiri di questo

la.

storia
:

di

Vi furono

tre

nome
;

un
vi

prte e dottore, un vescovo di

Porto, un soldato (^)

una grande confusione intorno


Prudenzio ed

a questo personaggio negli Aiti, nei versi di

anche nella iscrizione


su cui
di
il

di san

Damaso.

Gli scavi del cimitero

de Rossi contava molto par chiarire questo punto

storia,

non misero
si

alla luce

documenti

atti

a risolvere

il

problema.

Nel secolo xvi


servata ora nel
del

rinvenne

tra le

rovine dlia vigna sovra-

stante a questo cimitero la clbre statua di 5. Ippolito, con-

museo

del Laterano, su cui incisa la data

primo anno d'Alessandro Severo (222). questa cenamente la statua del dottore, perch il catalogo dlie sue opre

inciso sul piedistallo insieme al ciclo pasquale da lui stabilito.

Ed

noto che taie

computo fu'poco dopo abbandonato.


la esattezza dlia

Taie scoperta conferma

denominazione del

(i)

(2) Cf.

Rom. sott. III, 41. Marucchi, Elm.

'arch. chrt.

Notions gnraUs, pag. 49.

1^.

CIMITERO DI
luogo e
il

S.

IPPOLITO
ivi

321

ci

mostra che

il

martire

venerato dovette esscre

dottore del
Il

secolo.

monumento
il

storico pi insigne riguardo a sant' Ippostare in questo cimitero

lito

carme damasiano che dovea

Statua di S. Ippolito (museo Lateranense).

il

cui testo era perduto.


di

Il

de Rossi ebbe a ritrovarlo

in

un

manoscritto

Pietroburgo, e lo pubblic con un dotto

com-

mento mento
(i)

(')

alcuni frammenti ne furono poi scoperti nel pavi-

dlia basilica di S.

Giovanni

in

Liuerano, e vennero

BiiU.

di arch.

crist.

1881, pag. 26-55.

Guida Calacomhe romane.

32 2
rianiti
tali

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


neU'aanesso chiostro dove sono tuttora
la
visibili (').

Ecco

frammenti con

restituzione ricavata dal codice:

Hippolytus fertur

Preshyter in schism.\

PREMEREXT Cum IVSSA tyranni SEMPER MANSISSE NOfa/i


SECVIT P/A VISCERA MA/ru

Tempore quo gladiuS

Datolus Christo pderet cutn


Quaesisset populus

REGNA

PlOnim
posset

ubinam ^rocEDERE

Catholicam dixisse fidem sequeraitur ul omtus


Sic noster meruit confessus

martyr ut

esset

Haec audita refeRT DAMasus probat omnia

Christus

Qui

si

accenna ad un episodio dlia persecuzione


nella quale Ippolito che

di

Va-

leriano (258),

prima era caduto in

eresia, torn alla fede cattolica e

mori martire. Vi per da


egli del resto

notare che
ai

Damaso

qui narra sempliceraente ci che dicevasi

suoi giorni intorno a taie episodio di cui


garantisce

non

Tesattezza:
.

Haec audita

refert

Damasus,

probat omnia Christus

Questa iscrizione
qua'e,

fu letta, senza dubbio, da Prudenzio,


il

il

avendo

visitato

ciraitero di S. Ippolito

alla

fine del

IV secolo o al principio del v, ce ne

ne ha lasciato una par-

ticolareggiata e bellissima descrizione che or ora riportero (^).


Il

poeta indicando una pittura dlia cripra, narra


sant' Ippolito trascinato

il

martirio

di

da

cavalli

furiosi;

ma

potrebbe
altro

anche ammettersi che questa pittura rappresentasse un


Ippolito, forse
il

soldato, sepolto pure in questo cimitero e


il

gi confuso con

dottore

(^).

Nel marzo 1881, il compianto Armellini ed io facemmo dlie lunghe esplorazioni in questo cimitero. Da una frana pe-

netrammo

fino ad

una abside, ove erano

dei graffiti di pelle-

(i) V.

miei Elm. d'arch.

chrt.:

Les Basiliques, pjg. 97.

(2) Peristeph.

hymn. XL

(P. L. X,

(3)

Sopra

taie questione,

col. 530 segg.). che ancora assai oscura,

cf.

Dcchesne,

Lis

oricrines

chrt.

XX.

'

CIMITERO DI
grini latini, greci e longobardi,

S.

IPPOLITO

323
un

quali graffiti indicavano


la cripta

luogo venerato, molto probabilmente

storica.

Cripta storica di S. Ippolito.

Gli scavi infatti ivi compiuti subito

dopo (1882-85)

feri-

cero ritrovare una piccola basilica sotterranea, che fu poi

conosciuta per quella

di

S.

Ippolito.

324
Fino
ingresso
nose,
si

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


a

moderno
a

quest'anno (1902) si accedeva al cimitero da un e dopo aver percorso moite gallerie rovi-

giungeva ad un foropraticato nell'abside (v.pag. prcc);


questo importante

onde r accesso
ed
altri

monumento
di

era difficile

ed incomodo ed esso non era quasi mai visitato.


ostacoli

Ma

le

frane

indussero

la

Commissione

Archeologia

sacra a supprimera questo ingresso e riaprire l'antico, attiguo


alla

basilica; e

cosi nel

mese

di aprile
al

1902, con solenni fun-

zioni,

fu inaugurata ed

aperta

pubblico questa cripta ve-

neranda.

Appena
fondo
qui
la
al

si

scende da questo antico accesso teste


si

ristabilito,

per entrare nel sotterraneo

vede una specie

di vestibolo, in

quale

si

scorge

1'

antica porta d' ingresso in

opra
di

laterizia,
si

fiancheggiata da

due colonne pure


e la

in

mattoni;

pntra nella grande cripta storica del martire, che ha


di

forma

una vera chiesa

quale, bench mutata da

posteriori restauri, corrisponde ancora assai

bene
da

alla

descri-

zione fattane dal principe dei poeti

cristiani,

Prudenzio,

nel IV secolo. Dessa tanto importante che, per essere l'unica


antica descrizione particolareggiata dlie
io

catacombe romane,
di riferirla qui

credo far cosa grata ed utile

ai lettori

per

intiero,

con alcune note;

in tal

modo

potr leggersi sul posto,

con grande vantaggio, nella

visita di

questo cimitero.

De sancto Hippolyto, ad Valerianum episcopum


Innumeros cineres sanctorum Romula
in

(').

urbe

Vidimus, o Christo Valriane sacer.


Incisos tumulis titulos, tu singula quaeris

Xomina:

difficile

est,

ut replicare

queam.
deos.

Tantos iustorurn populos furor impius hausit,

Cum
Plurima

coleret patries Troia


litterulis

Roma

signata sepulcra loquuntur,

Martyris aut nomen, aut

epigramma

aliquod.

Sont

et

multa tamen, tacitas claudentia turbas


significant

Marmora, quae solum


Prudentius,

numerum,

(i)

Pcristephanoii,

hvmn. XI.

CIMITERO Dl

S.

IPPOLITO

325

Quanta virum iaceant congestis corpora accrvis Nosse licet, quorum nomina nuUa legas. Sexaginta iHic, defossas mole sub una,
Relliquias inemini

me

didicisse

hominum:

Quorum

solus habet comperta vocabula Christus,

Utpote quos propriae iunxit amicitiae

Haec dum

lustro oculis, et sicubi forte latenteis

Rerum

Invenio Hippolytum, qui

veterum per monumenta sequor: quondam schisma Novati Presbyter attigerat, nostra sequenda negans ('),
apices,

Usque ad martyrii provectum


Lucida sanguinei praemia

insigne, tuiisse
supplicii.

Nec mirere senem Munere ditatum

perversi dogmatis, olim


catholicae
fidei.

iam vesano victor raperetur ab hoste, Exsultante anima carnis ad cxitium, Plebis amore suae multis comitantibus ibat,
Consultus,

Cum

quaenam

secta foret melior,

Respondit

Fugite, o miseri, exsecranda Novati

Schismata: catholicis reddite vos populis.

Una

tdes vigeat, prisco

quae condita templo

est:

Quam
Quae

Paulus

retinet,

quamque cathedra
:

Ptri.

docui, docuisse piget venerabile martyr Cerno, quod a cultu rebar abesse Dei .

His ubi detorsit laevo de tramite plebem,

Monstravitque sequi, qua via dextra vocat,

Seque ducem

recti spretis

anfractibus

idem

Praebuit, erroris qui prius auctor erat.


Sistitur insano rectori, christicolas tune

Ostia vexanti per Tiberina viros.


Illo

namque

die

Roma

secesserat, ipsos

Peste suburbanos ut quateret populos.

Non

contentus

humum,

celsae intra

moenia Romae,

Tingere iustorum caedlbus assiduis.


laniculura

cum iam madidum,

fora, rostra,
(2)
;

Suburam

Cerneret eluvie sanguinis affluere

(i)
lito sul

Questa
punto
il

la tradizione dell'eresia e dlia conversione di Ippo-

di

andare

al

martirio, tradizione che riferita dal

damasiano,
visitato

quale trovavasi

gi

in

questo

cimitcro

carme quando esso fu

da Prudenzio.

(2) Si

leriano, al

accenna nei seguenti versi alla ferocia dclla persecuzione di Vagrande numro dei martiri allora immolati ed ai loro supplizi.

326

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


Protulerat rabiem Tyrrheni ad litoris oram,

Q_uaeque loca aequoreus proxima portus habet.


Inter carnifices, et constipata sedebat
Officia,

exstructo celsior in solio.


fidei,

Discipulos
Idolis,

detestandique rebelleis

ardebat dedere perfidiae.


situ stare

Carcereo crinita

agmina contra

lusserat, horrendis excrucianda modis.

Inde catenarum tractus, hinc lorea flagra


Stridere, virgarum concrepitare fragor.

Ungula

fixa

cavis costarum cratibus altos


et lacerare iecur.

Pandere secessus

Ac iam

lassatis

index tortoribus ibat

In furias, cassa cognitione fremens.

Nullus enim Christi ex famulis per tanta repertus


Supplicia, auderet qui vitiare

animam.
morte
agito.

Inde furens quaesitor

ait:

Iam, tortor, ab unco

Desine:

si

vana

est quaestio,

Huic abscinde caput, crux istum


Viventeisque oculos offerat

tollat in auras,

alitibus.

Hos rpe

praecipites, et vinctos coniice in

ignem

Sit pvra,

quae multos devoret una

reos.

En

tibi

quos properes

rimosae imponere cvmbae,


freti.

Pellere et in medii stagna profunda

Quos

ubi susceptos

rapidum malesuta per aequor

Vexerit, et tumidis caesa lavarit aquis:

Dissociata putrem laxent tabulata carinam,

Conceptumque bibant undique naufragium. Squamea coenoso praestabit ventre sepulcrum,


Bellua consumtis cruda cadaveribus
.

Haec

persultanti,

celsum subito ante tribunal

Offertur senior nexibus implicitus.


Stipati

circum iuvenes clamore fremebant,


christicolis esse caput populis.

Ipsum

Si foret extinctum propere caput,

omnia vulgi
deis.

Pectora Romanis sponte sacranda


Inventa, exemplo que trpident
Ille

Insolitum lethi poscunt genus, et nova poena est


alii.

supinata residens cervice quis

inquit,

Dicitur? Affirmant dicier Hippolytum.

Ergo

sit

Hippolytus, quatiat, turbetque iugaleis,


feris

Intereatque

dilaceratus equis

CIMITERO DI
Vix hacc
ille,

S.

IPPOLITO
freni

327

duo cogunt animalia,

Ignara, insueto subdere colla iugo.

Non

stabulis, blandive

manu

palpata magistri,
:

Impcriumque cquitis ante subacta pati Sed campestre vago nuper pecus e grege captum,

Quod pavor indomito


lamque

corde

feriiius agit,

reluctanteis sociarant vincula bigas,

Oraque discordi foedere nexuerant. Temonis vice funis inest, qui terga duorum
Dividit, et

mdius tangit utrumque

latus.

Deque iugo

in

lom;um

se post vestigia rtro

Protendens

traliitur, transit et ''ma

pedum.

Huius ad extremum, sequitur qua pulvere


:

summo

Cornipedum rcfugas orbita trita vias Crura viri innectit laqueus, nodoque tenaci Adstringit plantas, cumque rudente ligat. Postquam composito satis instruxere paratu, Martyris ad poenam, verbera, vincla, feras:
Instigant subitis clamoribus atque flagellis,
Iliaque infestis perfodiunt stimulis.

Ultima vox audita senis venerabilis haec

est:

Hi rapiunt

artus, tu

rpe, Christe,

animam

Prorumpunt

alacres, caeco et terrore feruntur,

Qua

sonus, atque tremor qua furor exagitant.

Incendit feritas, rapit impetus, et fragor urget:

Nec cursus volucer mobile


Per
silvas,

sentit onus.

per saxa ruunt: non ripa retardt

Fluminis, aut torrens oppositus cohibet.

Prosternunt saepes,

et

cuncta obstacula rumpunt:

Prona, fragosa petunt, ardua transiliunt.


Scissa minutatim labefacto corpore frusta,

Carpit spinigeris stirpibus hirtus ager.

Pars summis pendet scopulis, pars sentibus liaerct:


Parte rubent frondes, parte madesci humus.

Exemplar

sceleris paries habet illitus, in

quo

Multicolor fucus digerit


Picta super

omne

nefas.

Effigians tracti

tumulum species liquidis viget umbris, membra cruenta viri (').


vidi,

Rorantes saxorum apices

optime Papa,

Purpureasque notas vepribus impositas,

(i)

Qui

si

descrive la pittura del martirio che Prudenzio vide nel

nostro cimitero.

328

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


Docta manus
Cernere
erat,

virideis imitando effingere

dumos

Luserat, et minio russeolam saniera.


ruptis

compagibus ordine nullo


situs.

Membra

per incertos sparsa iacere

Addiderat caros, gressu lacrimisque sequenteis,

Dvia qua fractum semita monstrat

iter.

Moerore
Ille

attoniti,

atque

ocu'.is

rimantibus ibant:
laceris.

Implebantque sinus visceribus


Canitiem molli confovet

caput nlveura complectitur, ac reverendam


in gremio.
et brachia, et ulnas,
legit.

Hic humeros, truncasque manus

Et genua, et crurum fragmina nuda


Palliolis

etiam bibulae siccantur arenae,

Ne

quis in infecto pulvere ros maneat.

Si quis et in sudibus recalenti adspergine sanguis


Insidet,

hune

omnem

spongia pressa rapit

(').

Nec iam densa

sacro quidquam de corpore silva

Obtinet, aut plenis fraudt ab exsequiis.

Cumque

recensitis constaret partibus, ille

Corporis integri, qui fuerat, numerus:

Nec purgata aliquid deberent avia Ex homine, extersis frondibus,


Metando
eligitur iuinulo locus
:

toto
et scopulis.

Ostia linquiint:
tentai cineres (^).

Roma placet, sanclos quae Haud prociil extrme ciilla ad


Mersa
lalebrosis crypta

pomeria vallo

latel foveis.

Htiius in occultum gradibus via

prona

reflexis

Ire per anfractus luce latente docet.

Primas namque fores summotenus

intrat hiatit,

llhistratque dies litnina vestibuli.

Inde, ubi progressa facii nigrescere visa

est

Nox
Quae

obscura, loci per specus

ambiguum,
teclis,

Occiirrunt caesis immissa foramina

iaciunt claros antra super radios.


recessus,
:

Ouamlibet ancipites lexanl bine inde

Arda
(i)

stib

umbrosis atria porticibus

importante questo passo che


devozione
il

attesta l'use degli antichi fedeli


martiri.
la

di raccogliere per

sangue dei
contiene

(2)

La parte

scritta in corsivo
la

descrizione del cimitero


al

sotterraneo di S. Ippolito,

quale corrisponde assai bene


subito

monumento,
i

quantunque esso abbia poi


restauri.

alcuni cambiamenti

per

posteriori

CIMITERO DI
Altamen
excisi

S.

IPPOLITO

329

snbUr cava viscera montis,

Crebra terebrato foniice lux pntrai.


Sic datur absentis per subterranea solis

Cernere fiih^orem, luminibusquc


Talihtis Hipplyti corpus

friii.

mamlalur
est

operlis,

Propter ubi apposHa


lla

ara dicata Deo.

sacramenti donatrix viensa, eademque


Custos ftda
siii

marlyris apposita,

Scrvat ad aeterui spein ludicis ossu sepulcro,


Pascit ilcin saiictis

Tbybricolas dapibus

(^).
:

Mira

loci pietas,

et

prointa precaulibus ara

Spes

hominum

placidu prospcrilate iuval.


et

Heic corruptelis animique

corporis aeger

Oravi

quoties stratus, opetn merui.


te,

Q.uod laetor reditu, quod

venerande sacerdos,

Complecti licitum
Hippolyto scio

est,

scribo

quod haec eadeni,


ciii

me

debere: Deus

Christus

Posse ddit, quod quis postuler annuere.


Ipsa, illas

animae exuvias quae continet

intus,

Aedicula, argento fulgurat ex solido.


Praefixit tabulas dives

manus aequore
obducere

laevi

Candenteis, recavum quale nitet spculum

Nec

Pariis contenta aditus

saxis,
(^).

Addidit ornando clara talenta operi

Mane

salutatum concurritur: omnis adort


(3).

Pubes: eunt, redeunt Solis adusque obitum


Conglobat
in

cuncum

Latios simul, ac peregrinos

Perniistim populos, relligionis amor.

Oscula perspicuo

figunt impressa
fletibus

mtallo:

Balsama defundunt:

ora rigant.

lam cum se rnovt decursis mensibus annus, Natalemque diem passio festa refert: Quanta putas studiis certantibus agmina cogi, duaeve celebrando vota coire Deo!
Urbs augusta suos vomit, effunditque Quirites.

Una

et patricios

ambitione

pari.

(i) Dell'altare che qui

si

descrive, resta ancora qualche traccia in-

nanzi

ail'

abside dlia basilica sotterraiiea.


edificio

(2)

ingresso
()

Qui sembra che si accenni ad un monumentale adorno di colonne.


Il

superiore o ad

un

poeta descrive

la

straordinaria affluenza dei devoti che accoril

revano

alla

tomba

del martire nel giorno dlia sua festa

15 agosto.

330

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


Confondit plebeia phalanx urabonibus acquis

Discrimen procerum, praecipitante

fide.

Nec minus Albanis

acies se candida portis

Explicat, et longis ducitur ordinibus.

Exsultant fremitus variarum hinc inde viarum,

Indigena

et

Picens, plebs et Etrusca venit.


et altae

Concurrit Samnitis atrox habitator,

Campanus Capuae, iamque Nolanus adest. Quisque sua laetus cum coniuge, dukibus et cum
Pignoribus rapidum carpere gestit
iter.

Vix capiunt
Haeret

patul'

et in

populorum gaudia campi, mngnis densa cohors spatiis.


illud
est,

Angustum tamis Haud dubium

specus esse catervis,

Stat sed iuxta aliud,

ampla fauce licet paieat ('). quod tanta frequentia templum

Tune

adeat, cultu nobile regifico,

Parietibus celsum sublimibus, atque superba

Maiestate potens, muneribusque opulens

(').

Ordo columnarum geminus laquearia

tecti

Sustinet, auratis suppositus trabibus:

Adduntur graciles tecto breviore recessus, Qui laterum seriem iugiter exsinuent.

At medios

aperit tractus via latior

alti

Culminis, exsurgens editiore apice.

Fronte sub adversa, gradibus sublime tribunal


Tollitur, Antistes praedicat

unde Deum.
accipit undas,
in foribus,

Plena laboranteis aegre

domus

Arctaque confettis aestuat

Maternum pandens gremium, quo condat alumnos, Ac foveat fetos accumulata sinus. Si bene commemini, colit hune pulcherrima Roma
Idibus Augusti mensis, ut ipsa vocat
(3).

Prisco

more diem: quem te quoque, sancte magister, Annua festa inter denumerare velim.
feret hic

Crede salutigeros

venerantibus ortus,

Lucis honoratae praemia restituens.


Inter soUenneis Cypriani, vel

Chelidoni,

Eulaliaeque dies, currat

et iste tibi.

(i) (2)

Ed anche
Qui
Ai
si

ora pu riconoscersi questo vasto accesso

al

sotterraneo.

indica la basilica superiore o basilica maior, fatta appunto

per

comodo
(3)

dlia foUa dei devoti.


13 di

agosto indicato nei Martirologi

il

natale di S. Ippolito.

CIMITERO DI
Sic te pro populo, cuius

S.

IPPOLITO

33

tibi

crdita vita est,

Orantem Christus
Sic
tibi

audiat omnipotens.
ovili,

de pleno lupus excludatur


ulia

Agna nec
Sic

tuum capta gregem minuat. me gramineo remanentem denique campo, Sedulus aegrotam pastor ovem referas.

Sic

cum

lacteolis
et ipse

caulas compleveris agnis,

Raptus

sacro

sis

cornes Hippolyto,

Ed ora dopo aver

letto

questa bellissima descrizione del


secolo, entriamo nel cimi-

monumento
La
ed
il

qiiale esso era nel iv

tero per esaminarne lo stato prsente.


basilica sotterranea divisa in tre parti:

un doppio ve-

stibolo, Lina

navata oblunga, illuminata da un vasto lucernario,


separato dalla navata da due gradini, con in

santuario
l'abside.

fondo

Cominciamo
ail'

la

nostra visita dal vestibolo e


la

giungererao poi fino

abside ove era


si

tomba
alcuni

del martire.

Presse l'entrata, a destra,


di visitatori.

veggono

nomi

graffiti

AU'ingresso dlia
in

cripta, nella parre a sinistra, si

legge quest'altro graffito


esser questa
la

carattere corsivo; esso dimostra

cripta sepolcrale del clbre

martire:

IPPOLYTE IN MENTE///
PET/// ///EC/// OR///

Ippolyte, in

mente {haheas) Petrum peccatorem

(i).

Nella parete incontro sono collocate varie iscrizioni. Fra

queste notevole una epigrafe acrostica che ricorda


di

lavori

san

Damaso

e di

un prte

di

nome Leone;

e parla

anche

dello scisma d'Ursino e del trionfo del santo pontefice sopra


il

suo competitore:

LAETA DEO PLEBS SANCTA CANAT aVOD MOENIA CRESCVNT ET RENOVATA DOMVS MARTYRIS HippOUTl ORNAMENTA OPERIS SVRGVNT auctore DamhSO NATVS Q.VI ANTISTES SEDB Apostolicae INCLITA PACIFICIS FACTA EST haec aula iriumphis SERVATVRA DECVS PER PRIT Vam^K? fidem

HAEC OMNIA NOVA aVAEaVE VIDES LEo


(i)

preihyTEK

HORNAT

Cf.

DE Rossi, BnU. 1882, pag.

104.

s 3^

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


frase natus qui antistes sedis Apostolicae applicata

La
a san

Damaso

intressante

corne protesta contro

il

corn-

petitore Ursino.

E
cripta

probabile pertanto che


fossero

lavori di restauro dlia nostra


quell'

un ricordo
ebbe
la a

di

importante avvenimento
invasione dei Goti;
e vi

storico.

La
il

basilica

soffrir

molto
il

nell'

papa Vigilio

restauro verso

538

pose un'

iscri-

zione commemorativa dei suoi lavori, di cui vari frammenti

sono

collocati a fianco dlia prcdente. In essa


ai

si

accenna

ai

danni recati dai barbarl ed


curati dal prte

lavori ordinati dal pontefice e


il

Andra, forse

prte titolare dei

cimitero

Devastata

Priscum

ITERVM SVMMOTa plebi precantum PERDIDERANT ANTRA sacrata


niaRTYR

decus

Kec

iiia

iam

Hiiic tnuudo

POTERANT LVCEM MITTERE

venerande sepulcra

qua frucris
sed qiio

Lux tamen

ista

fVA EST Q.VAE NESCIT ficSERa

PerpeNO

CRESCAT NEC MINVA/r

/;aBE^

Kam

iiigra

nox

/RINVM STVPVIT PER spcCYLX


fremucrunl
Ula

LVMEN

AdmittuntOYE
Frustra

NOVVM CONCaya SAXA DIEM


AVSIBVS HOSTES
f

taRBARICIS

VENTA LOCVM SED MELIVS sphmUscit MARTYRIS AVLA AVCTOREMQVE gravant implA FACTA SWM PRAESVLE VIGILIO SVMFserunt ANTRA DECOREM PRESBYTERI ANDREAE CYRu PEREGIT OPVS
Foedaruntque

SACRVM

Inclyta

Senza dubbio

il

papa nei restauri mantenne

il

piano e

la
ri-

decorazione dlia cripta primitiva, perch quello che ora

mane

conforme
vi

alla

descrizione di Prudeiizio che

aveva

veduto r antica

basilica.
il

Nel secolo
con
il

cimitero di S. Ippolito avea

relazione

clbre titolo di

Pudente (chiesa di S.

Pudenziana).

Cio

attestato da

una

iscrizione che fu poi adoperata (nei

restauri forse dei papa Vigilio)

come

soglia dlia porta che

CIMITERO DI
dal

S.

IPPOLITO
alla

333

primo vestibolo esterno mette

parte interna del sot-

te rraneo:

4-

HIC REQ.V1ESCIT

IN

PACH

HILARVS

LICTOR TT PVDBNTIS
. .

(')

DEP

QVI VIXIT ANN PL M XXX qi IDVS IVL PC MABORTI V


.

(An. 528).

Proseguiamo ora ad osservare


raano in
esse
si

le

principali

iscrizioni

di

mano
:

che percorreremo
affisse.

le

varie parti dlia cripta ove

trovano
votivi

Vi sono subito da notare due fram)


e

menti
l'altro:

///T

'//M <

SOL VER ( votum solverunt SOLVIT (votum solvit ).


55"

In una
iscrizioni

parete

a sinistra

stato

riunito

un gruppo

di

consolari dlie quali ecco le pi importanti:

HICRE/// ICI! IN

PC ROMA///
III

XITAN/// XII MENSIS

DI///

KAL

SE///S

CONS

ALBhi///

(An. 345).

///ENEMERENTI ///ERECVNDVS ET
.

///AN

IIII

///FILIPPO

MEN II SALUE
.

(An. 348).

V KAL lAN
.
.

IN

pau
.

Ta/^NTINIANO

ET PL VICTORE
.

Conss

(An. 369).

benemeREliTl
vixiT
.

VRSICINO IN/// ANNIS P M L D X KA,


.

Valentiniano

AVG

IIII

ET NEOTERIO
.

conss

(An. 390J.

(1)

erroneamente

scritto

Udor invece

di hctor tituli Pmhutis.

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


///VNATIA
///XIT

SVSANNA Cq
ABITA

(clarissiraa puella?)

ANNIS Q,VINQ.VE
IVNIAS
TaiiANO

///NO DIES Q.VINQ.VE


///AL
Conss.
.

T C
.

ET

AVR SYMACO

(An. 591).

Le
tibi

iniziali

T C

S formano

la

bella preghiera:

Pax

cum

Sanctis :

///RENTI AE- BEMEMEREN/ N

PAGE OVae VIXIT ANNIS P M XXX V ANNOS SEPTEM DEPOSITA SEXT V KAL OCTOBRIS CONSS-FLAVI-STILICONIS-V.C-SECVNDO. CONSS

7T FECIT
.

CVM MARITO
.

SVo

(An. 405).

HOC TwMVLO lACET Q.VINTIANA FAMV/a


STI
.

Chri

QAE DEPOSITA EST POST COSSuLAtu Hon ORI VIII ET THEODOSI III VI NONAS IVLI///

Quest'ultima iscrizione appartiene all'anno 409, anno che precedette quelle della presa di Roina per opra di Alarico,
ne! quale

anno (410) non

vi

furono consoli riconosciuti in

occidente, salvo l'effimero Tertullo.

Nel centre

della basilica sotterranea

si

vede ancora uno

dei grandi lucernari che

sono

indicati da

Prudenzio nella sua

descrizione della nostra cripta.

Continuando ad osservare
pareti

la basilica, si

vedono

affisse aile

moite

altre iscrizioni.

destra quella di

un prte dello

stesso titolo di S.

Pudenziana.

LOCVS ROMVLI
PRESBYTERI TITVLI PVD TIANAE

CIMITERO DI
Al lato opposto:

S.

IPPOLITO

$35

t
rK
Pi vicino

GELASIVS GELASIE FIL SVE Q.VE VIXIT ANNIS


VIIII

IN

BENEMERENTI PAGE NON APL


osserva quest'altra
la

all'altare si

quale ricorda

un sepolcro che una


di S.

taie

Fausta acquist da un prte del litolo

Prassede:

HIC REdVIESCIT IN PAGE ARGVRIVS QVI VlXit

DEPS SVB D

III

NON MAIS GONS PROVINIV


(An. 595).

quem

locutn

compaRAVV FILIA EIVS FAVSTA A PRB TIT PRAXedis

Da

questa potrebbe ricavarsi che anche


stretta relazione

il

titolo di

Prassede,

che era in

con quello

di

Pudenziana, avesse
Altri

una qualche ingerenza su questo cimitero.


menti nominanopure due
.

due framtitoli:

preti, forse di questi

medesimi

LVBICVS PB PRIOR wXIT ANNVS PM XXXX K DEGEMB INDC III

)f:
////>SBYTERO
benemeREl^Tl
lllde?
.

IN

PAGE

VI

KAL
una

'^Ovcmbris

Di

fiancoall'altare notasi

bella iscrizione

damasiana che

pi tardi fu adoperata in costruzione nel gradino del presbiterio:

TIMOTEVS PRESBYTER
Essa fu posta ad uno sconosciuto prte
di

nome Timoteo,

che dovette essere un personaggio

assai ragguardevole.

^^6

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


affissi

Alla parre contigua sono

due grandi frammenti con

bellissime lettere damasiane, dai quali per

non

si

potuto fino

ad ora cavare alcun senso:

)VS PV-

coN^J
Siamo
cavata nel
giunti
cosl

innanzi

al

santuario, cio

ail'
il

abside

tiifo, rivestita d'

intonaco ed aperta dietro

sepolcro

primitivo del niartire.

Nel centre dei gradini innanzi air abside rimane ancora un avanzo deU'antico altare posto presso la tomba; di quelr altare cio che Prudenzio chiamo nell' inno riportato di sopra sacramenti donatrix mensa . Lateralmente a sinistra si vede una nicchia quadrata ove doveano collocarsi le lucerne
che
si

accendevano nel santuario

dalle quali

prendevasi

r olio per devozione.

io lessi per

Neir abside veggonsi graffiti degli antichi visitatori che il primo nel 1881, penetrando per la frana posteriore; questa scoperta dtermin lo scavo del monumento,
i

A
A

sinistra:

+
destra:

CRISAFIVSMENOR TEARIVALITVS PREP

()

FAX
BENE SERBVS D
Qui presso
si

affollarono

le

tombe

dei devoti

ad un
la

arcosolio collocato nei dintorni di questa cripta appartenne


bella iscrizione seguente:

DRACONTIVS PELAGIVS ET IVLIA ET ELIA ANTONINA PARAVERVNT SIBI LOCV AT IPPOLITV SVPER ARCOSOLIV PROPTER VNA

FILL\

(i) Tearivalitus praepositus ,

nome

barbarico.

CIMITERO DI
Quest'iscrizione, nella qualc
prato sopra un arcosolio presse
si

S.

IPPOLITO
parla di un sepolcro

2>Z7

si
il

comora

sepolcro

di S. Ippolito,

conserva nel museo Lateranense (N'III, 24). Aile iscrizioni gi ricordate sono anche da aggiungere
bolli
laterizi di

due

fabbriche cristiane trovati qui presso

CLAVDIANA

^
+
sono

DE STATIONE SVRRENTINI
Moite
in

gallerie poste dietro l'abside e parecchie laterali


di

gran parte spogliate e prive

monumenti importanti; ma
e tutto indica

altre

sonO
Vi

ostruite dalle rovine e meriterebbero di essere sca-

vate.

si

vede pure qualche cubicolo

che

il

sotterraneo doveva essere molto esteso.

Riporter finalraente altre due iscrizioni appartenenti all


stesso cimitero.

La prima stava vicino

ail'

antico ingresso ora chiuso

FORTVNATO
BAENEMERENTI IN PACEN QVI VIXIT ANNVS XLV

{rigura
vestila

virile

orante

M
.

II

di

penula

D V K M
Quest'altra fu da

con cappuccio).

me

rinvenuta neU'aprile 1902 rivolgendo


dlia basilichetta sotterranea e ri

una

pietra nel

pavimento

corda un taie

Aurelius Barba
il

soldato pretoriano. Essa

ora collocata presso

vestibolo:

VDI
///CV

XII

ET AVRELIAE

BARB///

QVE VIXIT AN XXVI MES VIIII DIES/// .4mRELIVS BARBAS VET AVGG NN X COHT

PRC///

///KARISSI

S B

M FECIT

Gli Itinerari ed

Martirologi segnalano ancora diversi

altri

martiri nel cimitero d' Ippolito; e facendo


Guida Catacombe romam.

uno scavo

regolare,
22

33^

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


memorie
dove
si

se ne troverebbero forse le

nei dintorni dlia cripta

principale presse

il

vestibolo,

scorgono

gli

accessi

ad

alcune grandiose gallerie laterali e ad alcune cappelle.


r'
^

Nel-

^-

'

l'-

*-

II!

J
'iiincrano di Sal:iboi!rg leggesi inatti di

quesn

:iltn

martiri:

Pervenies ad S. Ypolitum martyrem,qui requiescit sub terra alin cubiculo, et Concordia mulier eius martyr ante fores;
tre cubiculo S.

Triphonia regina

et

martyr, et Cyrilla

filia

CIMITERO DI
eius et martyr, qiuis

S.

IPPOLITO
interfecit

339
uxorem
ubi ipse
est
et
fi-

Meditus Decius

liam, et S. Genesius martyr .

ncl

De

lacis Ss.

Martyrum:

Sursum

in

monte,

basilica S.

Hippolyti
iacet...

est,

cum

familia sua tota

XVIII martyres
et

Ibi

Triphonia,

uxor Decii Caesaris


cordia et S.

et Cyrilla filia eius. Inter

utrasque Con-

Geneseus

multi

martyres

ibi

sunt.
di

Nulla
sua

sappiamo
figlia (').

dlia

Triphonia
c
il

uxor Decii

ne
il

Cirilla

Pi noto
si

martire S. Genesio,

clbre

com-

mediante che
deridere
i

fece battezzare sul teatro

stesso ove volea

cristiani e,

convertitosi istantaneamente, mori poi

martire. Egli fu qui sepolto ed in suo onore

venne

eretto

un

oratorio di cui

pu ancora riconoscersi

1'

abside

incorporata

nel casale dlia vigna a pochi passi di distanza dalT ingresso


del cimirero.

perato
sta

deplorevole che questo oratorio rimanga ancora adoal vile

uso

di

rimessa degli animali, e

la

Commissione
al

facendo

le

opportune pratiche per

restituirlo

culto.

Sopra

la cripta

principale dovette esservi pure

una grande
descrive,
la

basilica dedicata a S. Ippolito.

Prudenzio
di

infatti ci

come vedemmo, una basilica ornata cripta sotterranea non ne aveva ma


;

colonne, mentre

di

questa basilica non

si

potuto riconoscere alcun avanxo.

Paolo
di
tutti
i

I e

Leone IV fecero
la

trasportare in citt le reliquie


Il

martiri di questo cimitero.

racconto

di

queste

traslazioni
d'

conferma

distinzione di pi martiri col


si

nome
il

Ippolito; imperocch vi

dice che
/;/

Paolo

trasporto

prte Ippolito a S. Silvestro


sferi
a'

Capitc e che
altro

Leone IV

tra-

Ss.

Quattro Coron ati un

martire Ippolito con

tutta la sua famiglia (').

(i)
S.

Una
in

Maria

tarda memoria di questa santa vedesi nel sotterraneo di Cosmedin. V. i miei Elments, d'arcb. chrl.: Les basiliques,

pag. 272.
(2) V. Lih. poiitij.
I.

c.

CAPITOLO
I

VII

CIMITERI DELLA VIA

NOMENTANA

(")

LA
per

via

Xomentana

si

dirigeva verso

la citt di

Nomento

(oggi Mentana) ed usciva dal recinto


porta CoUina,
le

di

Servie Tullio

la

le cui

rovine furono ritrovate nel 1872,


l'attuale

ponendosi

fondamenta per
di

palazzo del Ministre

dlie Finanze.

Nel recinto
due

Aureliano

si

sostituirono alla porta Coilina


al

altre porte; la

porta Salaria che ancora rimane

primi-

tive SLio posto e la porta

evo, fu

Nomentana. Quest'ultima, nel medio chiamata porta di S. Agnese e pi tardi, cio nel pon

(i) Itinerario di Sal:(Jwurg:

Et postea vadis ad orientem quousque

pervenies ad S. Emerentianara martyrem quae pausat in ecclesia sursum


et duo martyres in spelunca deorsum Victor et Alexander. Deinde via Nomentana ad ecclesiam S. Agnae quae formosa est, in qua sola pausat et ipsam episcopus Honorius miro opre reparavit. De locis Ss. Martyrum: luxta viam Numentanam est S, Nicoraedes et iuxta eamdem viara basilica S. Agnes mirae pulchritudinis ubi ipsa corpore iacet, propeque ibi soror eius Emerentiana, in alia tamen basilica dormit. Ibi quoque singulari ecclesia Constantia Constantin! filia requiescit; san-

ctusque Alexander, S. Felicis, S. Papia, S. Victor et

alii

multi

ibi

dor-

miunt

>>.

Itinerario di Giiglielmo

di

Malmeshury

Quinta porta Nu-

Nicomedes presbyter et martyr, itemque via eodem modo viam S. Agnetis et ecclesia et corpus, in altra ecclesia S. Emerentiana et martyres Alexander, Flix, Papias. In septimo milliario eiusdem viae S. papa Alexander cum Eventio et Theodulo pansant. Itinerario d' Einsiedehi: In via Numentana foris murum in sinistra S. Agnes, in dextra S. Nicomedis . Vila Hadriani I: Ecclesiam beatae Agnetis martyris seu basilicam beatae Emerentianae, pariter et ecclesiam beati Nicomedis, sitam foris portam Numentanam,.., quae
mentana.
Ibi S.

dicitur, Iuxta

a priscis marcuerant temporibus, a novo renovavit.

Index

coemete-

riontm

libre

Mirahilium

Coemeterium sanctae Agnetis. (Coemeterium


ultima indicazione Coemeterium fontis
S. Ptri

fontis sancti Ptri) . Q.uesta

sta

neir indice immediatamente prima del Cimitero di Priscilla, perci


riferirsi

pu

benissimo

alla

via Salaria,

come

si

dira nel

capo seguente.

CIMITERO DI
tificato

S.

NICOMEDE
la

34 1
quale

di

Pio IV, venne sostituita dalla porta Pia,


a sinistra (per chi csce

trovasi

un poco pi
e gli altri

da

l'antica porta

Nomentana oggi murata.

Sulla via

Roma) delNomentana

gV Ithicrari
stiani:

di S.

(che

il

documcnti indicano quattro cimiteri criNicomede, di S. Agnese, il Cimitero Maggiore de Rossi chiam Ostriano ) e di S. Alessandro.
I.

Cimitero

di S.
il

Nicomede.

Il

cimitero di Nicomede,

pi vicino alla porta


villa

Nomenche ora
lo

tana, trovasi in quella

zona delT antica


Gnrale.
lui
Il

Patrizi

appartiene alla Banca


visit ('),

Bosio lo conobbe e
e

ma dopo
il

di

divenne inaccessibile;
si

soltanto

nel 1864, facendosi dei kvori nella suddetta villa,

scopri ca-

sualmente
il

suo ingresso ed una parte del sotterraneo che


(^).

de Rossi descrisse nel BuUettino


la

Finalmente, dopo molti


la

anni,

Commissione

di

Archeologia sacra ne ha ultimata

escavazione nel 1900 e 1901.

Secondo la tradizione riferita dai suoi ^4///, Nicomede era un tempo di Domiziano. Gli Atti dei Ss. Nereo ed Achillco, con quali primi sono uniti, pongono il suo martirio dopo l'esilio di Flavia Domitilla, per conseguenza dopo il 9^, e probabilmente sotto il regno di Nerva o di Traiano. Essi metprte del
i

tono
di

in relazione

Nicomede con
:

santa Petronilla e
egli

la sorella

laite

santa Felicola

dicono che

ebbe cura

di

sepcri-

pellire quest'ultirna sulla via

Ardeatina. Accusato corne


,

stiano, fu

condannato ad essere plumbatis caesus


I

quindi

gettato

nel Tevere.
ai

Martirologi

pongono

la

data dlia sua

morte

15 di settembre.
il

Un
si

suo discepolo
lo

di

nome
la

Giusto
in

raccolse

corpo del martire e

dpose presso
il

citt

horto prope muros

ove

trova infatti

cimitero.

Puo

es-

sere che preesistesse in

questa localit un cimitero cristiano


dlia

privato, cui potrebbe fare allusione la frase


di

iscrizione

un M. Valerius,

il

quale fece

ivi

un sepolcro per coloro

{i) Roin.
(.2)

sott.

III,

50.
Bull.

Cf.

DE Rossi,

1S65, pag. 49-54.

342

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


alla

che apparteiievano
tes

sua religione: ad religionem pertinennel luglio

meam. Questa

iscrizione ivi scoperta

1865

sta ora nel sotterraneo a sinistra dlia

grande scala:

MONVMENTVM VALERI M
ERCVRI ET IVLITTES IVLIAN I ET aVINTILIES VERECVNDIES LI BERTIS LIBERTABVSQ.VE POSTE RISdVE EORVM AT RELIGIONE M PERTINENTES MEAM HOC A MPLIYS IN CIRCVITVM CtRCA MONVMENTVM LATI LONGE PER PED BINOS Q.VOD PERTIN ET AT IPSVM MONVMENT
.

Il

piccolo cimitero, in seguito agli ultimi lavori fattivi dalla


di

Commissione

Archeologia sacra, pu6


Il

dirsi

completamente

esplorato (y. pag. scgnent).

primo piano ha comunicazione

con un' arenaria [B, C]. Al secondo trovasi una grandiosa galleria rivestita di costruzioni assai anticlie; e ai piedi dlia scala

apresi a

destra

un cubicolo con

tre

arcosoli.
e

colo [D] era nobilmente adorno di

marmi;
pu

Questo cubinon essendovi in

tutto l'ipogeo altro luogo pi degno,


il

credersi che qui fosse

primitivo sepolcro del martire. Cio sembra confermato da


graffito

un

che io scoprii nel giugno 1901


si

nell' arcosolio

a
:

destra del cubicolo stesso, ove

legge questa acclamazione

FAMV p
LLE
(

^
un frammento con avanzi il nome di Nicomede:

servo di Cristo! )

Incontro
di

alla cappella stato affisso

un

graffito in

cui

sembra scorgere
NIKO/;/
(?)

MARC///
ANE///

Questa

galleria rivestita di

mri

in ottima opra laterizia

assai antica,

con archi; ed alcune

iscrizioni

greche confermano

CIMITERO DI
la

S.

NICOMEDE
si

34,
il

grande antichiti del cimitero. Vi


i^cns

trova ripetuto

nome
che

Catlanilla, derivato dalla

Catia;

onde

probabile

Planta del cimitero di Nicomede. ([A] grandiose descenso antico).

questo fosse
luogo.

il

nome

dlia

famiglia

prima proprietaria del

Le

iscrizioni riportate alla

pagina scguente sono poste

innanzi ed a fianco dell'ingresso del cubicolo [D].

344

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


piHTPI
///AI

KATIAXIAAH GPrononoico erxo

La parola zz'fj-z-z'.'j) significa laboriosa, arriva ed un elogio dlia donna Catianilla nominara nella iscrizione.

KATIAXIXXa

KATENANTI TOI nATPOC


KAT:avf/J.a

BICTORA

IX

PAGE

XONO/;/

ArA0OC^ KAAAinA KAAAin


orAOP<ii

ASTERI DVLCIS
^^.^.^^^

AAGAO

'^^t:::^

'^z/^

Innox
con

sra

evidenremenre

in

luogo

di

innocens.
venaro
si

Xel cubicolo [E] sopra una


lissimo,
il

lasrra di

marmo

bel-

simbolo

assai anrico dell' dncora,

legge:

AVRELIE PRIME

COMVGI

SANTISSIME

SECVNDVS MARITVS
F

larerizia

Quesro cubicolo assai ben conservato e la cosrruzione dei suoi mri ne indica pure l'anrichir. Nello sresso cubicolo si conserva quesro frammenro
:

///ANI,.

///RENTI///
///NES///

///ERASI///

///PAVPER///
///FILICVM///
///FECER///

CIMITERO DI

S.

NICOMEDE
si

345
di

In Lina galleria latrale a sinistra [K]

vede nella calce

un loculo
parte di
principale.

iina

moneta

di

Massenzio; e

c'\b

prova che questa


alla

sotterrano fu

scavata

posteriormente

galleria

Un
calce di

graffito,

veduto

in

questa regione dal de Rossi nella


la

un loculo, portava

data del 287


conss.

/'/DIOCLETIANO MAXIMIANO

V KAL

'j!

In fondo alla grande galleria havvi un lucernario e pi


oltre

una conserva d'acqua [L];


d'

sembra che

gli

antichi abbiano
di

incontrato qui una vena


l'escavazione.

acqua che impedi

proseguire

Onde

essi

incanalarono quest' acqua con una


si

curiosa condottura di anfore, che in parte ancora

vede, e
si

la

condussero nel vicino cunicolo. Aquesto cunicolo [H]


per
la galleria [F], in

accde

fondo

alla

quale havvi

il

cubicolo [G].
di cui

Sul cimitero ergevasi un oratorio. Questo edificio,

non sappiamo
papa nel 619:
Al
di

1'

origine, fu ricostruito da Bonifacio


perfecit

V,

eletto
et de-

Hic

coemeterium
I

S.

Nicomedis

dicavit illum ('); Adriano

lo restaura neirviii secolo.


si

sopra

dell'

ingresso

pu riconoscere ancora

la

curva deir abside


Il

di

questo oratorio indicata da alcuni cipressi.


fu

corpo del martire

probabilmente nel vu secolo tolto


I fi-

dal sotterrano e collocato in questo oratorio, Pasquale

nalmente
In
il

lo trasport a S. Prassede,

come

attesta

il

catalogo

dlie reliquie di quella chiesa.

Roma

esisteva un' altra chiesa dedicata a S.

Nicomede,

tituhis

Nicomedis. Essa ricordata in una iscrizione posta


del
:

nell'

ambone

Vangelo

a S.

Lorenzo

fuori le

mura, come

gi

vedemmo
.

Hic /)SITVS

XII

VICTOR KAL DECEMB


EST

PRAESB

<

TITVLI

^ICOMEdis

rono queste

Nel 1892 scavandosi di nuovo in questi dintorni, si trovaaltre due iscrizioni spettanti all stesso cimitero
:

;^i)

Lib. pont.

1.

c.

346

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


///TVS
///TVxM

EST

OyiAIII SPIRITVM///
.

///MAI

MEROBAVDc'

II

Saturnino Conss (0

(An. 383).

///AE

ME

DECEPIT///

///VOLVIT
ZaCRIMIS

TEMPVS
SPARSI7

INCER///

///ITAR TVI FLEVIMVS///

O
1865;
ivi si

Nella stessa villa Patrizi giace nascosta un'altra scala che

discende ad un altro ipogeo, scoperta nel

rin-

venne

il

frammento

di

una rozza
:

iscrizione relativa

ad un

soldato dlie cohortes praetoriae


///IISIVS

MILEX COHS///

///VSTVS
///ANNIS

FRTER

F PATRI///

///EMERENTI POSVIT aVI///

XXX

IX

PAGE

j^f

(3)

Siccome la casera pu supporsi con moka


sepolcri di soldati

dei pretoriani trovavasi

li

vicino, cosi
altri

probabilit che quivi fossero degli

cristiani.

Ed

a notarsi

che Xicomede,

l'eponimo del luogo, era stato


soldati

egli stesso in relazione

con

Nereo ed Achilleo,
un centre
di

forse anch'essi pretoriani.

probabile del resto che in questa parte dlia citt possa

riconoscersi

predicazione evangelica da collegarsi

coll'apostolato di san Paolo. Quest' apostolo infatti dice nella

sua Epistola ai Filippcsi

(I,
il

13),

scritta

da

Roma, che

egli

aveva predicato
ed
probabile

in tutto

pretorio , sv oXfo xw

7:pa:xop''q) ;

che anche san Pietro abbia avuto qualche reil

lazione con questi militi pretoriani, attribuendosi a lui


tesinio dei santi

bat-

Nereo ed Achilleo.
1892, pag.
183.

(i) V. Bull. arch. com.

(2) Ibidem.
(3) Il marmo non si pi ritrovato; se il nome nella seconda linea fosse luslus, ci farebbe pensare al lustus discepolo di san Nicoraede.

CIMITERO DI
Il

S.

AGNESE

347

cimitero di

Nicomede

pertanto, quantunque assai pice


le

colo, di
lire

grande importanza
apostolica.

sue origini possono risa-

all'et

II.

Cimitero

di S.

Agnese

(').

e pi popolari.

La celeberrima martire Agnese una dlie sant pi celebri La storia del suo martirio ci stata tramandata
la-

da numerosi documeiiti antichi, dai Martirologi e Calcudari


tini e greci, e dalle pi antichc liturgie orientali

ed occidental!.
di S.

Da
r una

antichissimo tempo
il

si

celebrano due feste


il

Agnese

21 gennaio,

1'

altra

28.

La prima

quella dlia

morte,
S.

l'altra cosl

ricordaia nel Martirologio romano:

Festum
ri cor-

Agnetis secundo. Qualche autore pens che essa


il

dasse

giorno dlia nascita


trovasi
la

di sant' Agnese,

perch in alcuni
:

Martirologi

seguente

indicazione

De

nativi-

tate. Secondo
sant'

altri

essa corrisponderebbe all'apparizione di


genitori.

Agnese

a'

suoi

Pi

probabilmente

invece

si

tratta dell'ottava dlia

sua festa celebrata con maggior solensi

nit a causa dlia

grande divozione che


le

aveva per
di

lei.

Poche

vaghe sono

notizie che

abbiamo
il

questa

martire di cui

non conosciamo neppure

nome
alla

di

famigUa;
e

giacch Agnes un

agnome

cristiano dnto
le

medesima
ail'

che significa piira,


Clodii, trovate

casta.

Tuttavia

seguenti iscrizioni dei

nel suo cimitero, fecero congetturare

Ar-

mellini (^) ch' ella appartenesse a questa famiglia:

CLODIA ISPES
.

LIB

CLODII

CRESCENTIS

L CLODIVS CRESCENS CLODIAE CONIVGI INCOMPARABILI

VICTORIAE

(1) Cfr.
(ediz.

Armellini,

//

ciinitero di

S.

Agnae; de Rossi,

Bull.

187

pag. 50-35; 1872 (ediz. franc), pag. 3-I-57; 1874 (ediz. franc), pag. 142-147; 1875 (ediz. franc), pag. 86-89; S. Ambrosics
franc),

De

virginibus,
t.

I,

2 (P. L.

t.

XVI,

col. 189);

Prudent.
e

PerisUph.

hymn. xiv

(P. L.

LX,

col.

580

seg.).

(2) 11 ciiniUro di S.

Agnese, pag.

ii

53-55.

34^

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE

CLODIVS CRE SCENTIANVS

CLAVDIA SEBERA
FL

CL MAETRAS CARISSIMAE

ET

REGILLAE

CONIVGI

CLAVD///
Gli Atti del suo martirio

CLAV///

non sono

autentici.

Ne

fu autore

un

taie
;

Milano
tore,

Ambrogio, confuse per lungo tempo col vescovo di per il documento non ha lo stile del grande dotcontiene dlie espressioni che escludono atfatto taie
al

ma

attribuzione, rivelando un'epoca posteriore

secolo

iv.

Valga,
di

ad esempio,

il

titolo di

regina

dato a Costanza,

figlia

Costantino, titolo
dlie invasioni
Atti

che non fu mai adoperato prima dell'epoca

barbariche.

Secondo ogni

probabilit questi

sono

del secolo vi e furono opra di


(').

un pio monaco

di

quel tempo

Ma
menti

questi Atti, bench

non

aurentici,
si

contengono alcune
di

notizie storiche, per le quali l'autore


assai
le

dov servire
il

docu-

pi antichi, su cui compil


antichit

suo

scritto.
:

Moite
cosi ci

sono

traccie di
il

che

essi

presentano

fanno sapere

nome
la

del prefetto Aspasius Patcrnus che conla

dann Agnese;
del martirio.
santa, fu

quale indicazione giova a fissare


i

data

Quando

Bollandisti

scrivevano

la

vita dlia

mossa la questione se ella subisse il martirio sotto Diocleziano o non piuttosto sotto A'aleriano. Ma questa segli Atti di
S.

conda data sembra pi verosimile, giacch


priano,

Ci-

veramente

autentici, indicano ai

tempi

di

Valeriano
vi
il

un magistrato che si chiamava Aspasio Paterno, e non difficolt per ammettere che questo Aspasius Paternus,
(i)
Il

ch.

filologo

mio carissimo amico dottor Pio Franchi


di S.

de'Cavalieri, ha pubblicato una dotta monografa sugli Atti


{Sant' Agiise.
uela

Agnese
la

tradizjone e

ttella

liggcnda,

Roma

1899).

Ma

sua

critica, del resto assai acuta, forse

troppo severa; ed io penso che questi


di

Atti abbiano

un valore

storico

maggiore

quanto egli crede.

CIMITERO DI
quale solo nel 264. fu prefetto
cuni anni prima
alla
al

S.

AGNESE
Roma, prendesse
in qualit di

349
parte al-

di

processo

di

Agnesc
gli

addetto

prcfettura urbana.
sui

Un'

altra

prova dell'antichit dei doJtli,

cumenti

quali furono

compilati
cristiano

ce

la

dnno
vi

le
si

espressioni di simbolismo

antichissimo che

riscontrano, espressioni che alludono al simbolismo del latte,

quale

trovasi adoperato

negli

Aiti

di

S.

Perptua

nelle

pitture stesse dlie catacombe.

Del reste l'autore


:

attesta di

aver attinto

le

sue notizie ad antichi documenti

Haec ego

Ambrosius, servus Christi,

dum

in

voluminibiis ahdilis inve-

nirem

scripta,

Gli Alti raccontaiio che


fiuto aile

non sum passus infructuoso silentio tegi . avcndo Agnese opposto un ricol figlio del prefetto, fu esposta in

nozze

un luogo
del

infme. Questo

modo

di trattare le

vergini cristiane sta per-

fettamente
III

in

accordo col carattere dlie persecuzioni

secolo; e sappiamo da Tertulliano che ci usavasi

fin dal

principio di quel secolo stesso:

Nam

et

proxime ad lenonem
et

damnando christianam
morte reputari
(').

potius

quam

ad leonem, confessi estis

labem pudicitiae apud nos atrociorem omni poena

omni

Agnese per
dai suoi capelli,

fu preservata

da ogni violenza e
di

fu coperta
di

che

le

servirono

manto
fu

dopo

che,
dalle

gettata sopra

una

catasta ardente,

non

neppur tocca
finita

flamme. Allora Aspasio ordin che fosse


di

con un colpo

spada. Morta che

fu,

il

corpo

di lei

venne

dai parenti se-

Nomentana, in un campo di loro propriet: in praediolo suo . La dcposizione non avvenne forse senza difficolt, giacch poco dopo Emerenziana, giovane coUattanea di Agnese e forse liberta dlia sua famiglia, mentre pregava sulla tomba dlia martire. fu dai pagani uccisa a colpi di pitre. Con la sostanza almeno del racconto degli Atti si accordano due altri documenti del massimo valore, cio un inno
polto sulla via
di

Prudenzio

C') e

una iscriaione damasiana, che ancora

si

(i) Apolo'^et. c. 50 (P.


(2)
Perisleph.

L.

t.

I,

col. 455).
t.

hymn. xiv

(P.

L.

LX,

col.

580, seg.).

350

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


in

conserva quasi intatta


cesso
alla

fondo

alla

grande scala che d

ac-

basilica

FAMA REFERT SANCTOS DVDVM RETVLISSE PARENTES AGNEN CVM LVGVBRES CANTVS TVBA CONCREPVISSET NVTRICIS GREMIVM SVBITO LIQVISSE PVELLAM SPONTE TRVCIS CALCASSE MINAS RABIEMQ.VE TYRANNI VRERE CVM FLAMMIS VOLVISSET NOBILE CORPVS VIRIBVS IMMENSVxM PARVIS SVPERASSE TIMOREM NVDAQVE PROFVSVM CRINEM PER MEMBRA DEDISSE NE DOMINI TEMPLVM FACIES PERITVRA VIDERET O VENERANDA MIHI SANCTVM DECVS ALMA PVDORIS VT DAxMASI PRECIBVS FAVEAS PRECOR INCLYTA MARTYR
Seconde una
luogo ove
tutti
i

tradizione molto antica,

sotterranei dlia
al

chiesa di S. Agnese in piazza


la illustre

Navona corrisponderebbero
(').

vergine fu esposta all'ignominia


riferiscono taie episodio;
al fatto

Non

document!
vergine.

citati

ma
;

alcuni

contengono solo qualche allusione


dlia

dlia esposizione
e

Prudenzio

lo

dice espressamente
i

Damaso

nella sua epigrafe vi

allude forse con

versi:

NVDAQVE PROFVSVM CRINEM PER MEMBRA DEDISSE NE DOMINI TEMPLVM FACIES PERITVRA VIDERET
che possono mettersi
Si
in relazione al
la

decus aima pudoris


fu

dice
.

negli Atti che

giovinetta
Cirais

esposta

iuxta
si

theatrum
trova
il

Ora
le

la

IX^

Regione,
tutto

Flamiiiius,
di

ove

la

chiesa,

comprende

un gruppo

monumenti:
le

Panthon,

Terme

di

Agrippa o Alessandrine, ingrandite

ed ornate prima da

Nerone, poi da Alessandro Severo,

cui traccie esistono presso la piazza di S. Luigi de' Francesi e


il

palazzo del Senato

donde

il

nome

alla

piccola

chiesa,

quivi eretta, di S. Salvatore in Thcrniis. Presso a queste terme


v' era

un immenso

stadio, costruito da
il

Nerone, poi ingran-

dito da

Domiziano,

quale occupava l'area dlia piazza

Na-

(i) Si trova di cio

rario ' Einsiedcln deirviii secolo:

una vaga ma importante indicazione neWltine Circus Flaminius, ibi sca Agnes .

CIMITERO DI
vona, che ne ha
riprodotto

S.

AGNESE
la

35

csattamente

forma; cra un

rettangolo terminato ad emiciclo dalla parte di S. Apollinare.

Nellc cantine dlie case vicine

si

vedono alcuni avanzi


i

dei

mri
raneo

di

questo stadio: e certo ne fan parte


S.

pilastri del sottersi

di

Agnese. Ora noto che

lupanari

trovavano
si

spesso nelle vicinanze dei circhi e dei Inoghi pubblici, ove

davano

gli spettacoli.

L' inno di Prudenzio infine


col ricordo dclVephcbus, ed
il

sembra alluderc
plateae

all

stadio
indi-

flexus

da

lui

cato potrebbe accennare alla curva di taie edifizio.

Non
i

intendo di insistere su questi particolari topografici,


si

quali

non

riferiscono alla sostanza del racconto;


si

ma

ci

che parmi potersi asserire


tire

che

la storia dlia

grande mar-

roraana, narrata dal poeta cristiano del iv secolo,

quando
an-

ancora doveano esistere documenti e monumenti preziosi oggi


perduti,

compendiata nei

Martirolok^i, celebrata nelle pi

tiche liturgie,

non pu

considerarsi
di

come un

pio romanzo,

ma

deve contenere un fondo

verit.

Dopo
il

queste indicazioni preliminari, rechiamoci a visitare


la basilica

cimitero e
Il

dlia martire illustre (').


alla

cimitero di S. Agnese senza dubbio anteriore

de-

posizione dlia martire eponima. Ci risulta dalle numerose


iscrizioni,

parte

al

posto,

parte

rimosse,

la

cui

paleografia

dal de Rossi fu giudicata di epoca assai antica.


tu sepolta la in

Dopo
e

che

vi

santa, esso prese

un grande sviluppo
del

venne
che

grande venerazione.
i

Una prova

vivo desiderio
tuartiira, ce

avevano
del Gard.

fedeli di esser sepolti

ad saucta

l'hanno

orterta gli

scavi intrapresi nell'ottobre 1901

per munificenza
si

Kopp,

titolare dclla basilica.

Da

questi scavi

ve-

(i) lo
si

accennero solo
in

monumenti

pi important!, quelli cio che

vedono

una

visita

ordinaria.

Chi volesse una descrizione minuta

del sotterraneo, legga

l'opra del

mio dotto

compianto amico Ma-

RiANO Armellini,
eseguiti

Il cimitero di S.

Agnese. Gli scavi da lui descritti furono

con

il

concorso dei benemeriti Canonici regolari Lateranensi,

custodi dlia basilica.


lo stato dlia sua

Questo cimitero

importante specialmentc per

conservazione

352

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


il

duto che tutto


le

presbiterio era seminato \ fonnae (iv-vi sec.)

quali costituiscono un vero e proprio retrosanctos; e inoltre


si

vi

ritrovata

una importante

galleria

del 349, quasi

com-

5'- 5 'sicle

Pianta di una parte del cimitero

di S.

Agnese con

la basilica.

intatta, con bei loculi e molti segni mnemonici. Questa galleria rasenta le fondamenta dell'attuale ciborium ed ha pure il pavimento scavato a fonnae (').

pletamente

(i) Si

vegga

la

relazione di

tali

scoperte nel

Kuovo Bull 1901, 1902.

CIMITERO DI
Il

S.

AGNESE
tre

353
si

cimitero di S.
in tre

Agnese
:

piani e

pu anche

distinguere

regioni
al
si

i la rete primitiva, a sinistra dlia

basilica, antcriore

sec.

m;

2"

una regione del


la

secolo,

assai piccola,

che
;

estendc tra

la basilica,

via

Nomentana
traversa
S.

e S.
la

Costanza

3"

due gruppi
e l'altro
i

di gallerie, di cui

uno

via

Nomentana
Costanza;

mette in comunicazione

Agnese
Finora

con

S.

quali gruppi

sono del

iv secolo.
si

non

vi fu

ritrovata alcuna pittura. Un'arenaria

estende fino

aU'estremit del cimitero, per

mezzo
fin

dlia quale esso

comuniche io

cava con

l'altro

cimitero detto
il

qui Ostriano,
.

ma

chiamero piuttosto

Cimitero Maggiore
(').

Regioxe primitiva
tiene molti loculi e
scala

Vi

si

scende per solito da una


la

scala ch* a sinistra dlia basilica, presso

sagrestia.

Con-

non poche
iscrizioni

iscrizioni.

destra dlia

troviamo subito due


.

certamente assai antiche:

OHAIKITA MNHCOOIC
La parola

EPAFRODITO
quivale
alla

DVLCISS.IMO

MNHCOOIC

formola

Mmento

Domine
Il

.
s'

primo cubicolo che


piuttosto che

incontra, ha una

forma singomolto

lare:

un

ciibictiliun

propriamente detto, una


pietra ed
il

piccola spelonca chiusa da

una grande

si-

mile a quella del cimitero

di

Domitilla che

de Rossi chiamo

cappella semitica
il

). Vi accanto un' iscrizione che forse

ne indica

proprietario:

AVRELIO SABI NO CYRILLA ONO RIS CAVSE POSV IT CONIVGI SVO BENEMERENTI
. .

(i)

Per

dall'egregio
vi

la descrizione di qiiesto cimitero sono stato coadiuvato amico D. Augusto Bacci, canonico Lateranensc, il quale

ha

facto

uno studio

spciale.
127.

(2)

Vedi sopra pag.


Caliicotnhe romar.e

Guida

2J

354

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


viene poi un cubiculiim duplex
:

In quelle a sinistra [6]

r iscrizione seguente dipinta in rosso

sulla parre destra:

FOTVXATA
Nell'altro a destra,
si

trova una bella iscrizione in


dell'

marmo,

con

il

simbolo antichissimo

ancora, proveniente da una


del SS. Sacra-

forma bisoma trovata sotto

l'attuale cappella

mento

FAVOR FAvOR <^^- LECTOR


Altre iscrizioni dlia stessa regione sono
le

seguenti:

CAEL PLACIDO EVOK PLACIDA FILIA ET


.

ERACLIA
(dneoral

PECVLIVS

LIB

PATROXO

DVLCISSIMO

AVRELIA PHOEBILLA ET P AELIVS NARCISSVS


GEMINTO ANTISTIANO
C
.

IRENE
I

ncora)

STATIVS

PROCVL

DOMITIANO

AELIAE ISIDORE

GRANIA ET ANDER

ALEX

AVIAMAE FORTVNATAE FIL DVLC


.

FL

MARCELLINA

epenTci)

a-jpeXta

BPenTH AITHAICU

T]Xio5o)

pw auvsKU

rAKYTATCO

CIMITERO DI

S.

AGNESE
DIOCLES

355
IVN///

AVR PVBLIVS

FORTVNATVS

FESTA VARRO NIOISOCRISO FILIO CARISSIMO


BIBIA

AELIANAE
FILIAE

REPENTINAE

DVI,

ASSIA

FELICISSIMA

SVCESSA

ABILIAE

DOMN

EVITC///
///DVLCI
///CV

HERACLES ET
IVLIAyrZ EPIC

IV

AE-ET-aVAE-AM MATI DVLCISSI MAE

ALVMNAE EVTYCHEN ET

TESI FILIANABE

///NTIBVS El VS LIBER
///VIS

NEMERENTI FECERVNT

VLPIA

AVR

HELIODORVS PRT

L'epigrafc di Eliana Repentina richiama quella del sarcofago


di Petronilla:

AVRELIAE PETRONILLAE FIL

DVLiscri;

CISSIMAE-

Il

trigramma

PRT

che

si

legge neirultima

zione riportata, sembrerebbe a prima vista indicare un prte

non racchiude altro che uno sciieletro ben conservato di fanciullo. Le tre lettere formano dunque un' acclamazione o preghiera, coma ad es.: Pax refrigerium tibi .
invece
il

ma

loculo

Nell' iscrizione seguente espresso


dlia preghiera per
il

il

concerto dommatico
:

riposo delT anima

OUI
.///SSIMO
///lO

iiiniiiiiii

///ATER

SPIRITVM TVVM DEVS REFRIGERET

356

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


al

Quest'altra iscrizione che


altre

prsente
nella

si

trova con moite

dlia

medesima provenienza
alla

grande scala dlia

basilica, appartiene

regione primitiva:

FL

AGRIPPINAE

VLPIAE AGRIPPIMAE
di

FILIAE

DVLCISSIMAE

In essa abbiamo due nomi


far

famiglia impriale; ne deve


i

meraviglia, perch noto che gl'imperatori davano

loro

nomi agli schiavi inaimmissi. Regione del m secolo.


si

Questa regione, poco


e fu distrutta

estesa,

trova a destra dlia basilica

in gran

parte

per lacostruzione dlia basilica medesima. Nella nostra planta

non l'abbiamo neppure dehneata. Due importanti


estratte

iscrizioni

da questa regione sono

le

seguenti:

;//vivAS

Il

///ET IN
resurrectioiiis

DIE

aDEAM
<n7'NAL CRISTI

cum

fiducia ad

monogramma
la

ha qui una forma spciale e l'Armellini

vi
tal

riconobbe una fusione del


caso

monogramma
i

con

la

croce; e in

sarebbe

l'

iniziale dlia parola

CCDTHP.
noi

In questa regione o almeno fra

due nuclei primitivl do-

veva trovarsi

la

cripta di S.
;

Agnese.

Ma

sciamo
giore

la

forma primitiva
1901
la
ci

e gli scavi fatti

non ne conosotto l'altar maggalleria

nel

contatto con

hanno restituito soltanto una tomba venerata.

Il Museo di Napoli possiede un' iscrizione proveniente da Roma, ed in essa l'Armellini credette riconoscere iscrizione primitiva del loculo di S. Agnese. Essa faceva parte del museo
l'

Borgia, acquistato dal re

di

Napoli:
.

AGNE SANG
TISSIMA
Il

marmo

di

dimensioni
(il

assai piccole, e se

appartenne

al

loculo di S.

Agnese

che non

certo),

quel

loculo do-

CIMITERO

DI

S.

AGNESE
marmo. La
iv

357
paleo-

vette esscr chiuso da due o pi lastre di


grafia

non

posteriore

Regioxe ultima.
del
\'

al

sccolo.
al

Appartiene
1'

ed

al

principio

secolo. Corrisponde dietro

abside dlia basilica ove

havvi un descenso, per meta originale, che immetie in questa

regionc dal sopraterra;


galleria

ai
si

pied!

di

esso

v'
la

una grande

con cubicoli che

svolge sotto
fu

via

Nomentana
alla

la

traversa.

Da

questa

regione

estratta

una iscrizione

deir

anno 581, ora murata nello scalone che conduce


:

basilica

FRESBYTER HIC SITVS EST CELERINVS NOMINE

DIC///

CORPOREOS RVMPENS NEXVS


DEP

Q.VI

GAVDET

IN ASTRIS

VIII

KAL

IVN

PL SYAGRIO ET EVCERIO

una coincidenza notevole che nel descenso or ora acsi legga iscrizione di una EmUiana, dlia quale, a titolo di onore, viene ricordata la parentela con questo mecennato
l'

desimo prte Celerino:

HEMILIANE SEVI

SOROR PRESBYTERI

CEUrhii

Vicino air ingresso dlia galleria principale, trovasi


nistra

si-

un cubicolo, detto del fossore , perch ivi, insieme ad un frammento importantissimo che racchiude tre simboli del pesce, del pane e dlia croce monogrammatica, fu troi

vato un graffito rappresentante un fossore in atto di lavorare.

Alquanto pi in
raro.

l,

a sinistra,

si

vede un frammento

di

iscrizione del iv secolo in mosaico, gnre d' iscrizione assai

Vi sono inoltre due grandi medaglioni nei quali ancora

restano tracce di opus musivum.

Hire^EO Q.VI VIXIT AN///


5c;vERINA

COIVX IPSIVSQ.VE
///TVIS CVII

///aNOS

ET

Menses/li

358

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE

Inoltrandosi ancora per questa galleria, sempre a sinistra,

trova un cubicolo privato [3] con l' iscrizione di un vir perfectissimus , formola di data posteriore al secolo:
si

FL

EVNOMVS V

AVRELIATI CONIVGI

BENEMERENTI NIMIAE CASTITATIS


ET INNOCENTIAE QVAE VIXIT CVMARITO

ANN XXVI M
.

V!I

DI

XXII

DEposilA IN

PAGE

DEC

DIE IDVM SEPTEMBRI

La parola

SEPTEMBRI
ai

fu abrasa per

meta ed

correggere

l'errore dlia data, fu scolpito sopra

DECembriiwi.
volgendo a destra,
rasenta
si

Ritornando

piedi

dlia

scala e
nell'

pntra nella galleria scoperta


r altare maggiore

ottobre 1901, parallela ali

dlia basilica, del quale

fonda-

menti. Essa racchiude circa venti loculi con due arcosol, per
lo pi intatti. Interessanti

sono
:

le

seguenti iscrizioni graffite

sopra tombe ancora chiuse

TVRTVRA
///NON

IX

PAGE

AVG

IN

PAGE ABIIT HAGNE


la

e sopratutto questa in galleria


:

marmo,

quale

ci

d l'epoca dlia

t
Un'
altra

MARGELLINE BENEMERENTI IN PAGE DEP PRI NONA S MAIAS LIMENIO GATVLINO


(An. 349).

estratta

da un muro

ci

offre

il

simbolo del pane

eucaristico sormontato dal

monogramma.
si

Retrocedendo

a sinistra,

vede dopo pochi passi una pic-

cola cappella terminata ad abside^ simile a quella di S.

Eme-

renziana nel cimitero detto Ostriano


colo XVII, vi ha segnato col carbone

[4J.
la

Un

fossore del se-

seguente iscrizione:
ci

Ego Tomaso Aquila 1683

Chi vo entrare qu dentro

CIMITERO DI
vo
assai

S.

AGNESE

359

lume clie se no perde la strada . Cio vuoi dire che non si discendeva per la scala odierna. La forma dlia cappella, una specie di presbyterium elevato, e la base di una mensa olei indicano probabilmente che essa servi per le riunioni liturgiche. Dicasi il medesimo di una grande capallora

pella che

si

prsenta un po' pi innanzi

a sinistra [5].

la

pi vasta del cimitero, cd c costruita


e

con volte
con

a crociera
il

ornata di

sei

colonne scavate nel tufo. E chiaraata

cusi

bicolo di Sabina

a causa di un'iscrizione

tal

nome

che

legge sopra l'arcosolio principale:


BciiemerEyiTl
vix

rfN

SABINAE ALVMNAae; cjuae M XXX D XXIII SVPER FATRO/


.

DEC

III

IDWSln
le

In quest' iscrizione

parole super

cano che Sabina era


che l'aveva adottata.

stata deposta

sopra

patronum signifila tomba di colui


ci

il

nome

di

questo pio benefattore

sarebbe noto, se inesperti fossori nell'atto di votare l'arcosolio


ripieno di terra,

non avessero con essa insieme portata via la calce contenente un graffito visto, ma non decifrato, al moment in cui l'arcosolio fu scoperto. Un' iscrizione di questa cripta ci prsenta il cavallo simbolico, che ricorda il cursum consummavi di san Paolo (').
Un'altra contiene
la

rara formola: vixit in pace


alla

Christi ,

che allude

alla

pace, ossia

comunione

cristiana:

IN

HERACLIVS QVI VIXIT PACE :^ A\NIS LV


.

Finalmente ne indicher un'


stesso concerto, pure indicato

altra,

nella quale, oltre all

l'altro

che

la

morte del

cri-

stiano

non

che un ritorno

al

cielo,

sua vera patria:

MELIOR

IVX
.

VIXI///
.

'rrrr
(i) II

>-

M
7.

''^CE ANN.S x/;; III D XXVIII .REDIIT


.

,/

Tmoth. IV,

Cf.

Cor. IX, 24-26.

360

GUIDA DELLE CATACOMQE ROMANE

Dalla medesima regione proviene un

monumento

assai

pregevole, ora nella biblioteca Vaticana, del quale in questa


cripta esiste
intagliata a

smalto, nel

con
in

in giro

un facsimile. una pietra, specie di palombino, forma di cerchio, cogli interstizi gi ripieni di cui centro campeggia il monogramma di Cristo un' iscrizione che ricorda il motto costantiniano
:

hoc signo vinces


IX

HOC SIGNO
si

SIRICI,;/

Questo monumento

pu confrontare con
:

la

iscrizione

simile trovata in Africa (')

IN

HOC
SEM
VI

SIGNVM
PER

M LV
infissi nella calce dei loculi,

In una galleria vicina, tuttora


si

vedono un onice bellissimo, pi un vetro cimiteriale rapla

presentante un individuo che indossa

clamide, con

la scritta

Semper in pace gaude . Poco discosta trovasi un'arenaria


la

in direzione del

cimitero

detto Ostriano. Essa ha questo di proprio che servi

non solo

per gettarvi
celarvisi in

terra

estratta dalle gallerie

cimiteriaH, o per

tempo

di persecuzione,

ma

ancora per seppellirvi.

come un
a'

cimitero distinto che ha una scala propria. Quasi


trovati

piedi di essa furono

due preziosi cimeU, cio un due principi degli Apostoli ed


g,
la

disco metallico con

le teste dei

un

contorniato di

bronzo con

la sigla

quale sembra do-

versi leggere

palma

fliciter .

Uno
su
cui,

di questi sepolcri tuttora

chiuso dall'antico

marmo,
avorio

con esempio unico,

riprodotta in

mosaico

di

(i) Cf.

DE Rossi, De

titulis

Carthaginiensibus nello

Spicilegium So-

lesmense di D. Pitra, IV, pag. 516.

CIMITERO DI
e smalto

S.

AGNESE

36 1
clie

l'immagine dlia defunta. La paleografia non

r indole dei
e

nomi dimostrano che esso


si

sia del
a

secolo ('),
in

che forse questa regione


di

cominci

scavare

un pc-

riodo

persecuzione:

M AVR VICTOR VLPIAE


SIRICAE

CONIVGI KARISSIMAE
(Rilrallo)

FECIT

IN

PAGE

l
Sopra un
altro loculo

havvi questa iscrizione

secv>jd;anvs

stateiae coivge b n m q vix ann


xxvi
fra
la

Un'
di

altra

regione del iv secolo


il

si

estende

basilica
in

S.

Agnese ed
la

mausoleo
che

di

S.

Costanza. Essa aveva


vi
si

origine

un descenso proprio,
galleria e

ma
il

presentemente
appresso
alla

accde
dietro

seguitando
r abside,
galleria.

viene

scala
in

volgendo
in

verso

fondo

destra

un' altra

Vi sono

questa regione alcuni colombar pagani


al

divenuti proprietc dei cristiani e incorporati


principale

cimitero.

Il

un gruppo
a

di stanze sovrapposte a tre ordini,

con
di

pavimento

mosaico nella seconda


la

ed

una transenna

marrao
latini

tra

questa e
vi

prima

cella.
si

Dai frammenti

greci e

che

sono

stati

scoperti

sa che apparteneva al colcosi


Il

legio dei Peanisti, adoratori di Apollo,

detti

dall'

inno

Pacaiia che cantavano in onore del Sole.

resto dell' iscri-

zione peanista contiene alcuni brani di un rescritto impriale,

probabilmente
dati privilegi a

di

Settimio Severo, col quale vengono accor-

questo collegio.
dalla

Avanzandosi

medesima

parte,

si

arriva fino

al

mau-

soleo di S, Costanza.

(i)

Cf. DE Rossi, Roiiia

sott.

III,

pag. 592.

362

guida delle catacombe romane

Basilica di s. Agnese e mausoleo di s. Costaxza.

La
al

basilica stata edificata sul


livello dlia

sepolcro stesso
cimitero,
di

dlia santa,

parte pi antica del


gallerie.

cui perci
basi-

furono distrutte alcune


lica si

La

fabbrica di questa

attribuisce ai

tempi costantiniani nel Liber pontificalis,


trova

negli Atti (apocrifi) di S. Costan^a ed in una importante iscri-

zione acrostica del iv secolo,

il

cui testo

si

alla

fine di

qualche manoscritto

di

Prudenzio:

CONSTANTINA DEVM VENERAKS CHRISTOdVE DICATA OMNIBVS IMPENSIS DEVOTA MENTE PARATIS NVMINE DIVINO MVLTVM CHRISTOQVE IVVANTE SACRAVIT TEMPLVxM VICTRICIS VIRGINIS AGNES TEMPLORVM Q.VAE VICIT OPVS TERRENAQVE CVNCTA

AVREA NOMEN

Q.VAE RVTILANT SVMMIS FASTIGIA TECTI

ENIiM CHRISTI CELEBRATVR SEDIBVS ISTIS TARTAREAxM SOLVS POTVIT QVI VINCERE MORTEM INVECTVS COELO SOLVSaVE INFERRE TRIVMPHVM NOMEN ADHVC REFERENS ET CORPVS ET OMNIA MEMBRA A MORTIS TENEBRIS ET COECA NOCTE LEVATA DIGNVM IGITVR MVNVS MARTYR DEVOTAQ.VE CHRISTO EX OPIBVS NOSTRIS PER SAECVLA LONGA TENEBRIS O FELIX VIRGO MEMORANDI NOMINIS AGNES

Sappiamo da Eusebio che


di

vi fu

una Costantina moglie


il

Annibaliano e sorella

di

Costantino, morta in Bitinia,

cui corpo fu trasportato a

tato

Roraa (354). Ella aveva gi abisuUa via Noraentana (') nel Suburbanum Constantini di

cui parla

Ammiano
acrostica
di

Marcellino
era

(^).

La Costantina per
nipote
di
il

del-

l'iscrizione

vergine^ quindi

probabilmente fu
Costantino
silenzio di
(^).

una

figlia

questa,

eppercio fu

Avendo

essa

menato

vita privata, si spiega

Am-

(i) Lib. pontif. in

Vita Liherii.
i.

(2) Rer. gest.


(3)
S.

XXI,
si
il

costei

attribuisce

la

fondazione

di

un monastero presse

Agnese. Sotto

pavimento del coro

dlia nostra basilica, a

m. 0.60

CIMITERO DI
iniano Marcellino e
di

S.

AGNESE
lei.

36, Certo
si

Eusebio riguardo a
di S.

ad

ogni

modo

che

il

mausoleo

Costanza

c dell'epoca

costan-

tiniana.

controverso se la basilica attuale di medesima che fu costruita sotto Costantino


a

S.

Agnese
1'

sia

la

('). Si

opporr'ebbe
attuale,

ci

la

presenza

di

un' abside scoperta sotto

che

conserva, usata in costruzione, una epigrafe con data consolare del

490, e perci appartiene tutto

al

pi

ai

lavori di papa

Simmaco (498-514).
dell'

Essa spostata di circa m. 1,50 dall'asse

abside Onoriana e quindi

non

in simmetria

con

la basi-

lica

odierna. L'iscrizione trovata nell' interno dell' abside con-

tiene

un testo che

la copia di altra gi esistente nello scalone;

///MAS
///VO
///E

CVM

AGNETE///

CONPARAVEKV/ KAL SEPTB CONS FA


.

///VC

IVNIORIS
(An. 490).

L'altare

moderno,

ma

occupa presse
i

poco

il

luogo

primitivo, suUa

tomba
fonde

dlia santa: dlia

frammenti collocati preappartecol


la-

sentemente

in

grande scala dovevano


la

nere all'antico altare,


graffito:

come pure

Sca Agnes, che fu

deWOrante trovata l'anno 1886 nei


scultura

vori fatti nello scalone a cura del cardinale Lavigerie.

di profondit,
di

sopra una forma nobilissinia rivestita di marmi,


:

ma

vuota

ossa o ceneri umane, fu trovata la seguente lapide


-I-

HIC REQVIESCIT IN P.\CE SERENA ABB.\T1SSA SV QVAE VIXIT .-^NNVS V\\ LXXXV DEP qn D MAI SHNATORE

-1-

VC CONS

-f
(An. 514).

Pu
tichi.

riconoscersi in questa epigrafe una


di

memoria

dlia esistenza di

un asceterio
(i)
sia del
Il

sacre vergini presso S. Agnese, fin da tempi assai anBtiUett.

V. l'articolo del Bacci nel Niiovo

ann. VII, n.

5.

mio amico D. Augusto Bacci mi scrive che egli non crede tempo costantiniano in seguito aile ultime scoperte.

364
SuUa
suo
al

GUIDA BELLE CATACOMBE ROMANE


fine del
si

iv secolo,

un certo Pothns orn

l'akare.

Il

nome

legge in un frammento di architrave conservato

museo Capitolino:
ma/TYRE AGNETI POTITVS SERBVS DEI ORNAVIT
San Damaso pero
vi

aveva
I

gi

collocato

la

sua

iscriI

zione in onore

di

sant'Agnese.

papi Siramaco e Onorio

(628-^38) restaurarono la basilica, corne lo ricorda il mosaico dell'abside (sqc. vu) che rappresenta la santa fra due papi.
i

Nuovi

restauri furono fatti


si

dal cardinale
il

Sfondrati:

e nelia

biblioteca Alessandrina

conserva
di

processo verbale dlia


di

ricognizione fatta allora dei corpi


renziana (7
restauri.
ott.

sant'Agnese e

sant'Emegrandiosi

1605). Pio

IX

nel 1855 vi fece

altri

Finalmenre

il

25 novembre 1901, in occasione dei nuovi

scavi, fu potuta vedere la ricchissima urna di argent del peso


di

225

libbre, in cui

il

papa Paolo
l'altar

ripose

due venerandi

corpi.
in

Essa trovasi sotto

maggiore, circa m. 1,50 pi


da

basso dell'attuale presbiterio.

La

basilica
la

di

S.

Agnese
ed

fu

Innocenzo

(402-411)
di

posta sotto

cura dei preti del titoio di ^'estina nella ReS. Vitale);


il

gione IV (ora
titoio.

Bosio vide un frammento

iscrizione, ora perduta, in cui

si

ricordava un acolito di questo


del
il

Nel 1896, facendosi per cura nuovo altare di S. Emerenziana, fra


altare demolito, fu estratto
titoio stesso
:

Rev. Bourgeois

il

materiale dell'antico

l'epitafio

di

un suddiacono

del

LOCVS INPORTVNI SVBDIAC REG Q.VARTAE

Il

sepolcro di S. Agnese fu sempre in grande venerazione,

e per raolti secoli anche una parte del cimitero fu accessibile.

Rimasto

in

seguito obliato ed interrato, se ne perdette ogni

traccia, e solo

dopo
gl'

il

1870

vi si

intrapresero scavi regolari

che produssero

iraportanti risultati che

abbiamo

indicato.

CIMITERO DI
La
cliicsa di S.

S.

AGNESE

365
taluni archeologi
di

Costanza

fu crcduta da

un antico tempio
ruine che

di

Bacco

causa dlie scne

vendemmia
le

che sono rappresentate nei musaici.


la

Ma

la

sua forma e

circondano dimostrano che essa fu veramente un


l

mausoleo. Di

fu

trasportato suUa fine del secolo xniii


di

al

Vaticano
ivi

il

sarcofago porfiretico

S.

Costanza che ora

fa

siiiimetria con. quello di S.

Elena.

Volta del mausoleo

di

S.

Cost.mza (iv secolo).

musaici dlia volta anulare sono

pi antichi musaici

cristiani

che
il

si

conoscano;

vi

apparisce, sebbene

un

po* na-

scosto,

simbolismo

dlia vite e la

figura dtW'a^ncUo.

Quelli

dlie absidi laterali furono giudicati del vi secolo,


il

ma secondo
stati a dieci
il

Mntz, risalgono egualmente Vi


si

al

iv,

quantunque sieno
Padrc in mezzo

ritoccati.

vede

destra
le

1'

Elcriio

palme, e Mos che riceve

tavole dlia legge; a sinistra


la

Salvatorc da cui S. Piclro riceve

legge del

Nuovo

Testa-

366

GUIDA DELLE CATACOMBE ROMANE


di

mento. Nella nicchia poi


alcune
musaici
le quali

mezzo, ov' era

il

sarcofago di

S. Costanza, la volta adorna di


stelle,

un musaico che rappresenta


il

tra

brilla

monogramma
la

di Cristo. I
distrutti

dlia cupola
;

molto deteriorati furono


Battcsimo

nel

secolo XVII

il

Garrucci ne trov

copia in un manoscritto
:

dell'Escuriale.

Yl

si

scorgeva

il

il

che, unitamente
al

alla scoperta di

un muro

circolare in

mezzo
si

monumento
gli

pu6

far

supporre che questo abbia servito pure da battistero.


al

Intorno

raausoleo di S. Costanza
villa impriale,

vedono ancora
si

avanzi dell'antica

trasformata poi in parte ad

uso
chi

di

cimitero sopra terra. Sopra un muro,


si

scorgono

buin

dove

appoggiavano quelle

teglata
(').

che sono nominate

qualche antica iscrizione cristiana

III.

Il

Cimitero Maggiore dlia via Nomentana.


di S.

Questo cimitero trovasi poco okre la basilica ed ha il suo ingresso nella vigna Leopardi.
Gli antichi
esploratori dlia
di

Agnese

Roma

sotterranea lo chiail

marono
moria
da

col

nome

S.

Agnese, mentre
si

de Rossi cred
la

di

riconoscervi quel cimitero Ostriano ove


del

conservava

me-

battesimo amministrato da san Pietro e dlia sua


;

sede primitiva

e taie

opinione fu da
di

tutti seguita,

ed anche
ulteriori

me

nella

prima edizione

questa

guida. xMa

studi e recenti scoperte

mi hanno

poi persuaso che taie dele

nominazione non
al

esatta; e che

memorie
Gli

dlia

prima

predicazione apostolica in
cimitero di Priscilla
di taie

Roma debbono
Salaria.
stati

piuttosto coUegarsi

sulla via

argomenti

in

appoggio
Biilkttiiio

opinione sono

da
e

me

esposti nel

<