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ROMA ESOTERICA Roma, capitale d’Italia (ma in passato anche CAPUT MUNDI), è oggi una città

ROMA ESOTERICA

Roma, capitale d’Italia (ma in passato anche CAPUT MUNDI), è oggi una città internazionale, volta allo sviluppo civile grazie anche alla sua importanza storica. Per quanto riguarda Arte e folclore, nonostante questi siano in parte repressi dal Caos di una città moderna, Roma è senza ombra di dubbio la Regina fra le principesse. Chi

è senza ombra di dubbio la Regina fra le principesse. Chi si aspetterebbe però di trovare

si aspetterebbe però di trovare in essa

solo Ministeri ed uffici, si sbaglierebbe

di grosso. La città, come tutto il

“Vecchio” Lazio è pregna di Magia, accerchiata da un’antica aurea di tradizione e da un nuovo alone di Mistero. Questo clima, invisibile alle persone che non vi abitano, denso per chi, come me, la vive, perde oggi la sua serena immagine storica, alla quale vengono attribuite visioni di fantasmi “simpatici” e diventa giorno dopo giorno sempre più cupa, più nera. Così, vicino ai fantasmi buontemponi come il Frate di Montecitorio che si aggira per i corridoi del Palazzo dando schiaffoni a chi dice parolacce, vi sono case “infestate” e riti più o meno ortodossi che incutono due sentimenti paralleli: timore e curiosità. Questa è Roma “ESOTERICA”, una città nella quale è presente un contorno di Demoni ed affini ma che non può rinnegare le sue radici con il passato. Prorio su queste radici mi voglio basare per parlare di una nota apparizione fantomatica romana, quella della PIMPACCIA. Donna Olimpia (Olimpia Madalchini) divenne Pamphili dopo le nozze con 1’anziano Panfilio, fratello del futuro Papa Innocenzo X. Soggetta a scandali dovuti alla sua cattiva fama (una relazione con il venerabile cognato?) ed alla sua lussuriosa bellezza, Donna Olimpia fu soggetta ai pettegolezzi popolari e perfino alle pasquinate, come in quella dove era scritto “OLIM PIA, NUNC IMPIA”, e venne definita così: La PIMPACCIA. Astuta e spregiudicata, la fece da padrona nella Roma del 1600, accumulando grandi ricchezze per la sua casata arrivando addirittura a rubare due casse di denaro nascoste sotto il letto del pontefice in punto di morte (leggenda o verità). Ancora oggi, c'è chi giura di averla vista aggirarsi con un cocchio nero, trainato da cavalli neri dagli occhi di bragia, intorno alla sua villa suburbana di San Pancrazio od attraversare di corsa ponte Milvio, forse carica delle due casse di denaro rubate. Vederla (secondo le dicerie) può essere presagio di morte o di sciagure, ma può essere anche un’indicazione per avere dei numeri da giocare al lotto; scherzi a parte, a noi la figura della Pimpaccia, piace così com’è, circondata dalla sua aurea misteriosa e malvagia, anche se in fondo la colpa di Donna Olimpia era quella di essere una “compiacente” e ricca

misteriosa e malvagia, anche se in fondo la colpa di Donna Olimpia era quella di essere

nobildonna romana, in un momento storico di non facili possibilità economiche. Adesso scusatemi, ma sento arrivare la carrozza

LA "ROMA ESOTERICA" di DAN BROWN

by Franco Bruni (published in "Progress" - February, 2006)

Un insolito intreccio tra pura fantasia e realtà storica, una trama generosa di ingegnosi quanto paradossali colpi di scena e uno stile narrativo spigliato ed efficace sono alcuni degli elementi alla base del grande successo del romanzo Angeli e Demoni dell’americano Dan Brown. Ma sicuramente l’elemento che più di tutti ha costituito il giusto stimolo alla creazione della fitta trama è senza dubbio la sua ambientazione “romana”. Ma, attenzione, non una Roma cartolinesca, quinta teatrale muta di fronte agli eventi, ma una città-protagonista in cui alcuni dei suoi simboli artistico-architettonici diventano nella finzione narrativa segni visibili di un tracciato simbolico, creato da uno dei rappresentanti artistici più in auge della Roma barocca, Gian Lorenzo Bernini, che nel romanzo diventa il creatore di un percorso iniziatico attraverso quattro “altari della scienza” – così chiamati dalla setta segreta degli Illuminati - che il protagonista si troverà a percorrere tra mille peripezie. Ripercorriamone assieme le singole tappe alla scoperta di alcuni famosi luoghi romani visti, però, dall’insolita prospettiva del romanzo. La rocambolesca indagine del protagonista prof. Langdon – lo stesso che ritroviamo nel Codice da Vinci - attraverso una Roma affascinante e piena di mistero, prende il via dalle indicazioni celate nei versi di una poesia di John Milton, inserita in un fittizio trattato galileiano. Un testo ermetico che ad una attenta lettura svelerà la prima delle quattro tappe di questo percorso. La prima è la cappella Chigi a Santa Maria del Popolo, una delle tante affascinanti e ricche chiese di Roma. Collocata in una delle piazze più singolari della città, - si tratta di piazza del popolo opera del neoclassico Valadier -, S. Maria è un vero e proprio scrigno di opere d’arte. Basti ricordare la cappella Cerasi con le due celeberrime tele del Caravaggio (Crocifissione di S. Pietro e Conversione di S. Paolo), la maestosa policromia marmorea della cappella Cybo disegnata da Carlo Fontana, gli affreschi del Pinturicchio e allievi, sino ai bellissimi monumenti funebri rinascimentali di Andrea Sansovino. Ma nell’economia narrativa del romanzo è la cappella Chigi ad essere prescelta come il primo dei quattro “altari della scienza” ognuno dei quali è associato a uno dei quattro elementi naturali. Puntuali i riferimenti del romanziere nel descrivere questa cappella raffaellesca, con i suoi affreschi e mosaici astronomico-astrologici. Colpiscono poi i due monumenti funebri ospitanti i due Chigi – papa Alessandro VII Chigi fu uno dei papi-protettori del Bernini – disegnate da Raffaello con le loro caratteristiche piramidi marmoree (la piramide è un altro dei simboli esoterici ricorrenti – rivisitate successivamente dal Bernini stesso con l’aggiunta di due medaglioni ovali – e la figura dell’ovale ritorna frequente nella simbologia. Alla bellezza della volta fa da contrasto il medaglione marmoreo policromo nella pavimentazione e raffigurante un tetro scheletro alato recante lo stemma dei Chigi. Nella narrazione il medaglione marmoreo diviene una sorta di accesso ad una camera ipogea in cui avverrà il primo efferrato omicidio. In realtà l’ipogeo è frutto di fantasia narrativa mentre indubbia rimane la suggestività della cappella nella sua commistione di puro stile rinascimentale e barocco.

mentre indubbia rimane la suggestività della cappella nella sua commistione di puro stile rinascimentale e barocco.

Ma la prima delle quattro tappe di questo simbolico percorso associato all’elemento “terra” (l’ipogeo), contiene anche l’indizio che porterà il protagonista alla seconda tappa. Ancora una volta è una delle due statue del Bernini, Abacuc e l’Angelo, a ridosso dell’altare della cappella ad indicare la via. Infatti la figura dell’Angelo sembra indicare una direzione ben precisa… e la breve quartina poetica del poeta Milton ritrovata nel codice galileiano (che indicherebbe simbolicamente il percorso iniziatico) recita proprio “lascia che gli angeli ti guidino nella tua nobile ricerca”. A questo punto il gioco è fatto, almeno nella incredibile genialità intuitiva del protagonista. Scartate varie possibilità la direzione indicata dalla statua porterebbe proprio a piazza San Pietro: ancora una forma ellittica, quella disegnata dal Bernini per il colonnato con al centro il famoso obelisco egizio proveniente dal vicino stadio di Nerone che li aveva luogo anticamente, e li posta a fulcro della piazza contornata dalle due fontane posizionate in corrispondenza dei due fuochi dell’ellisse. Ancora il leit motiv dell’ellisse, ancora un tremendo omicidio, ma stavolta manca un elemento…. l’angelo o una figura similare che dovrebbe indicare la terza tappa. Quasi una pecca in questo che sembra un percorso puntualmente caratterizzato da elementi ricorrenti. Dan Brown dovrà escogitare un’altra trovata per supplire a questa mancanza: al posto dell’angelo sarà il bassorilievo berniniano posto sulla pavimentazione accanto all’obelisco e raffigurante una faccia nell’atto di soffiare, posto al centro di una gigantesca rosa dei venti tracciata sulla pavimentazione della piazza. E ritorna dunque anche il simbolo dell’aria (bassorilievo) che corrisponde al secondo elemento associato al secondo altare della scienza. Sarà la direzione verso cui spira il soffio a guidare Langdon al terzo luogo segreto, dove sta per compiersi il terzo omicidi. Terza tappa, un altro altare stavolta simboleggiato dall’elemento fuoco; un indizio che metterà stavolta a dura prova le capacità intuitivo-associative del geniale Langdon. Gli sforzi saranno presto premiati e con l’aiuto di una mappa il protagonista, tracciando una retta verso ovest, lo porta dritto-dritto all’opposto della città, ad uno dei luoghi di Roma meno frequentati dai turisti: la chiesa di Santa Maria della Vittoria. Un chiesa seicentesca che se architettonicamente non rappresenta quanto di meglio sia stato prodotto in quel periodo a Roma, ciononostante cela una incredibile scenografia marmorea nella cappella Corsaro: l’estasi di Santa Teresa d’Avila, capolavoro berniniano. L’associazione all’elemento “fuoco” viene dal dardo infuocato con cui l’angelo colpisce la santa sotto l’effetto di una crisi mistica. Un’opera volutamente ambigua, in cui la santa sembrerebbe piuttosto in preda ad una voluttuosa passione. Ancor più suggestiva la cappella che ospita il complesso marmoreo, una sofisticata scenografia teatrale segnata da delicati giochi di luce e contornata da finti palchetti da cui sporgono i rappresentanti della famiglia Cornaro a cui la cappella è dedicata. Questa, più di ogni altra opera berniniana, ci illustra sapientemente il gusto

Cornaro a cui la cappella è dedicata. Questa, più di ogni altra opera berniniana, ci illustra

teatrale dello stile barocco, quel fascino per il “meraviglioso” che tanto caratterizza molti luoghi della Roma seicentesca. In questo terzo altare, l’assassinio sarà particolarmente cruento con tanto d’incendio all’interno della chiesa… ma lasciamo certi dettagli ai lettori di Dan Brown e procediamo oltre. Scampato miracolosamente alla scena del delitto, l’indistruttibile quanto infaticabile protagonista si troverà ora di fronte al quarto enigma, il quarto altare della scienza simboleggiato dall’elemento “acqua”. E chi poteva venire in soccorso se non l’angelo del complesso marmoreo dell’estasi di Santa Teresa ad indicare anche stavolta la direzione. Il braccio dell’angelo è rivolto infatti verso una direzione ben precisa, un luogo ancora una volta dominato dalla scenografia di un altro capolavoro berniniano, una piazza in cui l’acqua assurge a funzione di vera protagonista. Si badi bene, l’angelo nella realtà indica una direzione ma esattamente opposta rispetto a quella indicata da Brown cui gli concediamo anche quest altra “licenza letteraria”. Prendendo per “vere” le affermazioni dell’autore, la direzione indicata dalla statua ci porta a piazza Navona, sede dell’antico circo agonale di Domiziano sui cui resti poggiano gli edifici odierni e al cui centro si trova il monumento per eccellenza dedicato all’acqua: la Fontana dei Fiumi. E’ curioso notare come la costruzione di questa colossale fontana, fra le più belle e scenografiche della Roma barocca, fu decisa per un caso fortuito. All’epoca regnava papa Innocenzo X Pamphili molto legato alla figura del Borromini, l’antagonista di sempre dello stesso Bernini che in quegli anni cadde un pò in disgrazia agli occhi della committenza papale. Ricordiamo che proprio a piazza Navona il superbo palazzo Pamphili – oggi sede dell’Ambasciata del Brasile – è affiancato dalle eleganti linee della chiesa di S. Agnese in Agone del Borromini, posta a fronte della Fontana dei Fiumi. La genialità del progetto l’ebbe però vinta sull’atteggiamento pregiudizioso di Innocenzo X verso il Bernini che ancora una volta vedeva premiato il suo indiscutibile estro artistico. Fontana dei fiumi perché ispirata al Gange, al Nilo, al Rio della Plata e al Danubio, ognuno rappresentato da statue ciclopiche, animali, vegetazione, rocce che si dispongono attorno ad una caverna rocciosa in una fantasmagorica scenografia che fa da base ad un obelisco egizio originariamente sito nel circo di Massenzio sull’Appia. Quale miglior luogo per indicare il quarto altare della scienza associato all’elemento “acqua”. Quarto altare, quarto assassinio –l’ultimo, almeno, tra quelli premeditati – e non poteva mancare il quarto indizio che porterà il protagonista alla “chiesa” dell’illuminazione, tappa finale del percorso che, guarda caso, viene indicata anche stavolta dalla direzione verso cui guarda la colomba col ramoscello d’olivo – figura inclusa nello stemma araldico dei Pamphili nonché simbolo pagano dell’angelo della pace – posta in cima all’obelisco sovrastante la Fontana dei Fiumi. Il tragitto da qui all’ultima tappa del percorso è breve ma lasciamo a più pazienti lettori il seguito di questo straordinario quanto estroso percorso romano. Da notare, però, che la direzione indicata dalla colomba è tutt’altra rispetto a quello che

l’autore del volume ci vuole far credere

Dan Brown. Tra riferimenti storico-artistici più o meno reali, a volte puntualissimi e a volte fittizi, il fascinoso percorso si snoda attraverso alcuni luoghi-chiave di una delle stagioni artistiche più ricche di Roma, grazie soprattutto al mecenatismo papale. Ma quello suggerito dalla fantasia di Dan Brown, è solo uno degli innumerevoli percorsi insoliti che questa città, intrisa di storia e di arte come poche altre, può offrire. I misteri che essa

cela sono ancora molti, basta essere accorti e saper leggere, tra le righe, le tracce lasciate su un monumento, una statua, una piazza e lasciare alla fantasia fare il suo corso….

una statua, una piazza e lasciare alla fantasia fare il suo corso…. un’altra forzatura che perdoneremo

un’altra forzatura che perdoneremo al caro

Luoghi e Monumenti

Questo elenco vuole solo suggerire qualche luogo particolare in una città talmente meravigliosa e ricca da essere assolutamente unica. Ho elencato pochissimi luoghi che possono avere un riferimento al mondo gotico, e luoghi talmente belli da risvegliare in qualunque spirito sensibile il senso romantico del sublime. Ovviamente, non c'è pretesa di una neppure vaga completezza ne di obiettività, sono solo pochi suggerimenti

Il mitraismo a Roma - Il mitraismo è una religione che ha influenzato fortemente il senso della religiosità negli ultimi secoli dell'Impero Romano, che ha lasciato profondi segni sulla cultura (in particolare sulla religione) e sull'arte di questa città. Di conseguenza ho ritenuto necessario creare una pagina a parte per dare una sommeria descrizione del mitraismo, di come è stato interpretato, ed una breve descrizione di alcuni dei più importanti mitrei di Roma. Se vi interessa, seguite questo link.

mitrei di Roma. Se vi interessa, seguite questo link . S. Maria sopra Minerva - (Piazza

S. Maria sopra Minerva - (Piazza della Minerva, vicino al Pantheon) Dietro una facciata piatta e anonima, si nasconde l'unica chiesa gotica di Roma; le attuali forme gotiche risalgono al 1280 circa, ma un restauro a dir poco infelice (1848-55) ha portato forti modifiche al suo aspetto (principalmente il rivestimento in marmo dei pilastri e delle semicolonne e l'ornamentazione pittorica).

Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio - (Lungotevere Prati)

Potrebbe sembrare un piccolo gioiello gotico se, avvicinandosi, non ci si rendesse conto del fatto che è realizzata in cemento

armato

costituisce il Museo delle Anime del Purgatorio voluto alla fine

del secolo scorso dal parroco della chiesa appena costruita. Esso contiene, in alcune teche, oggetti sui quali alcune anime del purgatorio, tornate per un attimo al fine di chiedere qualche preghiera, o di ringraziare chi aveva pregato per loro, avrebbe lasciato dei segni. Ah, devo avvertirvi: sembra che, su chi visita il museo, penda una maledizione, ma non sono ancora riuscito a sapere in che cosa consista.

Comunque, al suo interno, c'è una piccola sala, che

Comunque, al suo interno, c'è una piccola sala, che Chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte

Chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte - (Via Giulia, più o meno a metà) Questa chiesa, eretta nel XVI secolo ma completamente riedificata nel XVIII, deve il suo nome all'Arciconfraternita omonima, che la scelse come sua sede. Le Confraternite erano delle "società o adunanze di persone, stabilite in alcune chiese od oratorii per praticare pratiche di religione o di pietà" (Luigi Huetter, da "Le Confraternite", 1927). La prima fu fondata sotto Costantino, dopo il 313, le ultime furono sciolte nel 1890 per decreto papale. Per buona parte del periodo intermedio, divennero tanto numerose da essere considerate quasi una minaccia per il potere (solo a Roma se ne contavano centinaia). Quella dell'Orazione e Morte si occupava di dare sepoltura a cadaveri di persone morte e abbandonate lungo le strade di Roma. All'interno della chiesa, si possono ancora vedere i macabri gonfaloni e so di una cripta che potrebbe valere la pena di vedere, ma, l'unica volta che sono riuscito a entrare nella chiesa, il custode delle chiavi era assente.

a entrare nella chiesa, il custode delle chiavi era assente. Cimitero Monumentale del Verano - Il

Cimitero Monumentale del Verano - Il complesso monumentale del Verano risale alla seconda metà del secolo scorso. Il cimitero è enorme, immerso nel verde di numerosi

cipressi, e, nella parte più antica e monumentale, si possono trovare meravigliose sculture di angeli. Prossimamente vorrei pubblicarne alcune foto

Cimitero dei Cappuccini -(Chiesa dell'Immacolata Concezione, Via Vittorio Veneto, 27) E' questo uno dei luoghi più macabri di Roma: il cimitero, che si trova nella cripta, è diviso in cinque piccole cappelle, quasi completamente ricoperte da ornamenti in stile barocco realizzati esclusivamente utilizzando le ossa di 4000 frati cappuccini. Le nicchie, i fregi sulle pareti e sul soffitto, perfino i lampadari sono fatti di questa singolare materia prima, e ogni ornamento è costituito di ossa scelte con cura, allo scopo di raggiungere un certo effetto ottico e artistico. Decisamente un luogo singolare

effetto ottico e artistico. Decisamente un luogo singolare La porta alchemica - (Piazza Vittorio Emanuele II)

La porta alchemica - (Piazza Vittorio Emanuele II) All'interno dei giardini al centro della piazza, al lato del complesso dei Trofei di Mario, si trova la cosiddetta Porta Alchemica, o Porta Magica proveniente dalla villa, ormai non più esistente, fatta costruire da Massimiliano Palombara, marchese

di Pietraforte, vissuto tra il 1614 e il

1680 nella zona in cui oggi sorge la piazza. La storia della porta è ammantata dalla tenue nebbia della leggenda, e nessuno è ancora esattamente riuscito a carpirne i segreti. Quel che è certo, è che alla

fine del XVII secolo, si trasferì a Roma Cristina di Svezia, e fondò un circolo

di esoteristi, maghi ed alchimisti al

quale il Palombara, da sempre appassionato di letture classiche ed occultismo, aderì prontamente. Tra gli adepti del circolo, un medico illustre, Francesco Burri, e un erudito tedesco, Athanasius Kircher. Pare comunque che nel giardino della villa il marchese si fosse costruito una sorta di laboratorio in cui portava avanti i suoi esperimenti, e che un giorno abbia bussato alla sua porta un misterioso viandante (forse Francesco Giustiniano Bono, famoso alchimista dell'epoca), al quale il Palombara offrì riparo. In realtà lo scopo dell'oscuro avventore, era quello di utilizzare il laboratorio per fare alcuni esperimenti sulla creazione della pietra filosofale; dopo tre giorni di lavoro ininterrotto, l'alchimista scomparì, lasciando nel laboratorio una certa quantità d'oro purissimo e una pergamena cosparsa di misteriosi simboli e frasi latine, contenenti il segreto del suo, a quanto pare riuscito, esperimento. Il Palombara si impegnò a lungo, ma senza successo, nel tentativo di interpretare il significato della pergamena; fallendo nello scopo e non volendo che una scoperta di tale importanza andasse perduta, decise di immortalarla nella roccia e commissionò la porta magica. La collocazione esatta della porta all'interno della villa non è nota con certezza, ma è comunque probabile che fosse posizionata da qualche parte all'interno dell'enorme giardino, forse proprio all'ingresso del gabinetto alchemico. Fin qui la leggenda; le frasi riportate sulla roccia, spingono però a dare anche un'altra interpretazione del passaggio. Vediamo allora cosa ci dicono alcune di queste scritte:

Vediamo allora cosa ci dicono alcune di queste scritte: "Quando nella tua casa neri corvi partoriranno

"Quando nella tua casa neri corvi partoriranno bianche colombe, allora sarai chiamato sapiente"

Oppure

"Chi sa bruciare con l'acqua e lavare col fuoco fa cielo della terra e del cielo cosa preziosa"

O ancora

"L'azoto e il fuoco, imbiancando Latona, permettono a Diana di venire senza veste"

Sulla base della porta, una frase probabilmente aggiunta dal Palombara stesso, riguardo alla missione del sapiente:

"È opera occulta del vero saggio aprire la terra affinché generi salvezza per il proprio popolo"

Perciò è possibile che i simboli esoterici e le frasi di cui è cosparsa la porta siano degli ammonimenti a chi si accinge ad attraversarla: questa operazione potrebbe essere considerata come il simbolo di una purificazione interiore della persona, che poi è anche

il significato ultimo della pietra filosofale, in grado di trasformare la materia amorfa in

oro. La pietra filosofale allora non è altro che l'eterno stimolo a cercare dentro di sé un

bene prezioso e sfuggente, ciò a cui tutte le religioni spingono ma nessuna riesce a visualizzare in maniera compiuta.

Ai lati della porta, si trovano due statue di una divinità ctonia di origine egizia chiamata

Bes: le rappresentazioni di questa divinità, in genere caratterizzata dalle fattezze di un nano deforme, erano considerate apotropaiche e dotate di capacità divinatorie. Si diceva che fosse così brutto da scacciare gli spiriti maligni, ed era una associato a tutti i piaceri umani; protettore della famiglia, spingeva le coppie sposate al sesso, proteggeva la donne incinte ed i bambini. Le due statue, però, non si trovavano nella villa dei Palombara, ma sono di epoca molto più antica, e sono state ritrovate durante alcuni scavi nei pressi della Stazione Termini, e poggiate vicino alla porta seplicemente perchè sembrava un posto adeguato per esse.

Piazzetta Esoterica -(Via di S. Eustachio, vicino al Pantheon) Strano destino, quello di questa strada: è sufficientemente corta e larga da sembrare una piccola piazza, che alcuni chiamano, appunto, piazzetta esoterica. Qualcuno sostiene che in questa piazza, nel lontano passato, abbia risieduto un alchimista o negromante (che sia lo stesso Francesco Giustiniano Bono che conobbe il costruttore della Porta Alchemica? O forse il ben più famoso Giuseppe Balsamo, meglio noto come Cagliostro?) e che in qualche modo la sua presenza abbia lasciato un segno. E in effetti, non si può negare che la piazzetta possa provocare strane sensazioni: a due passi dal Pantheon, è decisamente più silenziosa e tranquilla di tutti i dintorni. Sarà poi un caso, ma tra i pochi negozi della piazza, ci sono una libreria esoterica, un negozio che lavora

cristalli e pietre e un'enoteca che si chiama Spiriti

po' voi! Bellissimo uno dei palazzi sul lato occidentale,

voi! Bellissimo uno dei palazzi sul lato occidentale, fate un ricoperto d'estate da una pianta di

fate un

ricoperto d'estate da una pianta di vite.

fate un ricoperto d'estate da una pianta di vite. Il Foro Romano - Credo ci sia

Il Foro Romano - Credo ci sia poco da dire a riguardo entrate e provate l'emozione di camminare sulle stesse pietre calpestate da Cicerone, Virgilio e Tacito. Si respira un'aria profumata di storia e di antichità. Purtroppo è chiuso il "Lapis Niger", probabilmente il rudere più antico del Foro: è di epoca regia, e la leggenda vuole che sia la tomba dello stesso Romolo, fondatore di Roma.

Piazza Margana - A metà strada tra il Teatro di Marcello

e Piazza Venezia, c'è questa piccola piazza, incastonata

in mezzo a palazzi datati tra il XVI e il XVIII secolo, e

sovrastata da una torre del XIV secolo. Perchè l'ho segnalata? Non so dirlo esattamente, ma è uno di quei

numerosi luoghi di Roma che mi ispirano un forte senso

di magia, e chi di voi ha letto "Il Segno del Comando", di

Giuseppe D'Agata, può facilmente capire di cosa sto parlando.

D'Agata, può facilmente capire di cosa sto parlando. PASSEGGIATE ESOTERICHE R oma capitale della sapienza magica:

PASSEGGIATE ESOTERICHE

Roma capitale della sapienza magica: una serie di percorsi alternativi alla ricerca dei

luoghi "magici" della capitale, nei quali si custodiscono i segreti dell'alchimia, dell'astrologia

e della cabala rinascimentale. E chissà che non si facciano strani incontri

Gli itinerari svelano il volto sconosciuto della Roma Esoterica di Giordano Bruno, Cagliostro

e Massimiliano Palombara, autore della "Porta Magica".

STORIA, MITI E LEGGENDE DEI TEMPLARI Sul colle che vide l'affermazione ed il tramonto dell'ordine cavalleresco protagonista della cultura esoterica.

I FANTASMI A ROMA Un'affascinante passeggiata nel rione Ponte durante la quale rincorreremo, in una atmosfera carica di suggestione, storie misteriose dell'antica Roma. Il percorso si snoda tra P.zza Navona, Via del Governo Vecchio, P.zza di Ponte S.Angelo, P.zza Farnese

I ROSACROCE A ROMA. Il mistero e l’enigma nella Roma dell’Inquisizione. Un itinerario nella Roma magico-alchemica del seicento, capitale della magia.

IL GRANDE CAGLIOSTRO. Santo, mago o impostore? Fra i riti massonici, prodigi e persecuzioni dell’Inquisizione, i luoghi della Roma settecentesca che videro il tramonto di un "mito".

SPIRITI, MEDIUM ED INQUIETANTI PRESENZE NEI SALOTTI DELLA ROMA UMBERTINA. Un adiacente itinerario attraverso i misteri e la cultura esoterica della nuova capitale d’Italia.

IL TRAGICO DESTINO DI BEATRICE CENCI. Perversioni, martirio e leggende intorno ad uno dei più efferati episodi di cronaca nera nella Roma della Controriforma.

LA DOLCE VITA DI CASANOVA. L’eccentrico e frivolo soggiorno capitolino del famoso latin-lover veneziano tra spregiudicate cortigiane e salotti esclusivi.

ROMA CAPITALE ESOTERICA: INQUISITORI ED ERETICI, MAGHI E STREGHE NELLA ROMA DELLA CONTRORIFORMA.

Un interessante itinerario attraverso la storia ed i luoghi tragici dell‘inquisizione Romana.

MAGIA, ALCHIMIA ED ESOTERISMO A ROMA. Un percorso che tocca i luoghi ed i monumenti legati alle avventurose e tragiche vicende di celeberrimi personaggi vissuti tra il XVI ed il XVIII III secolo nella città eterna.

STELLE DI AUGUSTO SULLA CITTA'. I più celebri e importanti monumenti augustei del Campo Marzio interpretati alla luce di un itinerario astrologico-politico.

MISTERIOSE OMBRE A PONTE SISTO. L’inquietante presenza del fantasma della Pimpaccia nella Roma Berniniana che la vide protagonista.

LA PORTA MAGICA E L'AREA DI PIAZZA VITTORIO. La visita e l’interpretazione di uno dei monumenti più importanti per la cultura esoterica del Seicento.

MEDICI, GUARITORI E CULTI DELLA FECONDITA'. Nel cuore della Roma repubblicana ed Imperiale: un insolito ed affascinante itinerario tra il Vaticano e Castel Sant'Angelo alla ricerca delle creature celesti protagoniste della storia e della spiritualità della Capitale.

ISIDE RITROVATA:

Un percorso attraverso le tracce del più grande santuario egizio dell'antichità alla ricerca della metamorfosi della dea.

ITINERARI DEL MISTERO

"Quindi l'ali sicure a l'aria porgo; nè temo intoppo di cristallo o vetro, ma fendo i cieli e a l'infinito m'ergo." (Giordano Bruno)

Gli itinerari del mistero segnano la topografia esoterica di Roma in un arco di tempo che

va dall'antichità ai nostri giorni.

Simbolismi magici, alchemici, astrologici e cabalistici svelano il volto segreto della città.

Ci inoltreremo progressivamente in un labirinto interpretativo che "rivitalizza" strade, vie, quartieri da sempre conosciuti ma "ignorati".

vie, quartieri da sempre conosciuti ma "ignorati". Giordano Bruno, la porta alchemica, le presenze angeliche o

Giordano Bruno, la porta alchemica, le presenze angeliche o infere prendono corpo in un gioco di rimandi simbolici dai quali è difficile evadere.

Ogni rione di Roma è distinto dal suo "Genius Loci", un'anima che allude alle diverse dimensioni spazio-temporali del luogo.

Incamminarsi sulla via dell'esoterismo o della ricerca metafisica attraverso gli itinerari dell' "altra" Roma, equivale alla ricerca dei significati segreti della realtà, finalizzati all'armonia tra microcosmo e microcosmo.

La comprensione della storia e dell'essenza della cultura esoterica ci consentirà di smascherare la nebulosa esoterica volgare dei maghi, maghetti e fattucchiere che ci assediano quotidianamente con la complicità dei mass-media.

LE NOSTRE VISITE GUIDATE:

ALLA SCOPERTA DELLA MITOLOGIA ROMANA: GIANO, VEDIOVIS, ESCULAPIO ALL PALUDI E CULTI INFERI NEL FORO ROMANO.

I MISTERI DI ISIDE IN CAMPO MARZIO TRASTEVERE, ISOLA TIBERINA ED IL TEMPIO DI PORTUNUS GLI ANTICHI CULTI DEL FORO BOARIO FRA MAGIA, LEGGENDE E BACCANALI IL SUCCESSO, LO SCANDALO E LA FINE DI ISIDE CLEOPATRA SULLO SFONDO NOTTURNO DEI FORI IMPERIALI IL BRUSIO DEGLI ANGELI NEI CIELI DI ROMA TRA LEGGENDE E METAMORFOSI. I LUOGHI MAGICI A ROMA NEL MEDIOEVO SEGRETI E LEGGENDE DELLA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE ESOTERISMO A PIAZZA DEL POPOLO LE MALEFATTE DEI BORGIA TRASTEVERE TRA FANTASMI E CULTI DEMONIACI LA NOTTE DELLE STREGHE E IL SOLSTIZIO D ANGELI E DEMONI SUL PONTE DEL MISTERO LA ROMA DEL GIALLO E DEL MISTERO: ESOTERISMO E ORRORE NELLA CITTA' RINASCIMENTALE E BAROCCA ROMA ESOTERICA: I DIAVOLI A SAN GIOVANNI VIA GIULIA ESOTERICA LA SUBURRA ESOTERICA MITI E LEGGENDE DEI TEMPLARI MEDICI, GUARITORI E CULTI DELLA FECONDITA' ALL'ISOLA TIBERINA INQUISITORI ED ERETICI, MAGHI E STREGHE NELLA ROMA DELLA CONTRORIFORMA MAGIA ALCHIMIA ED ESOTERISMO A ROMA TRA '500 E '700 VERITA BORROMINI A S.CARLINO: SIMBOLOGIA MASSONICA ED ESOTERISMO CRISTIANO SUL QUIRINALE IL SIMBOLISMO DELLA CROCE: S.CROCE IN GERUSALEMME E IL CULTO DELLE RELIQUIE FRA PAGANESIMO E CRISTIANESIMO. LA CAPPELLA CARAFA A S. MARIA SOPRA MINERVA E LA SIMBOLOGIA DEL LA CHIESA DELLA MADDALENA E LA SIMBOLOGIA DEL GRAAL: VERITA UNA DIMORA FILOSOFALE NEL CUORE DI ROMA: MAGIA, ALCHIMIA E ASTROLOGIA NELLA VILLA DI AGOSTINO CHIGI I ROSACROCE E LA PORTA ALCHEMICA DI P.ZZA VITTORIO LA PORTA VERSO L I FANTASMI NEL CUORE DI ROMA A. KIRCHER E A. POZZO: EGITTOMANIA ED ESOTERISMO AL COLLEGIO ROMANO . UNIVERSITA' DEI GESUITI IL QUARTIERE DELLE FATE E DELLE ACQUE: G. COPPEDE' TRA SIMBOLISMI ARCHITETTONICI ED ESOTERICI SPIRITI, MEDIUM ED INQUIETANTI PRESENZE NEI SALOTTI DELLA ROMA UMBERTINA GIORDANO BRUNO ED IL CARAVAGGIO: LO SCANDALO DEL POTERE. LA SINDROME DI CASANOVA: AMORI, MAGIA E RICERCA DI SE' NEL LATIN LOVER DEL '700 ESOTERISMO MASSONERIA E CELEBRI PERSONAGGI NEL SPIRITISMO, MEDIUM E INQUIETANTI PRESENZE NELLA ROMA UMBERTINA

LE CATACOMBE ROMANE

CON OLTRE 800 KM DI GALLERIE E CUNICOLI, ESTESO COME 10 VOLTE LA METROPOLITANA DI ROMA, QUESTO MONDO SOTTERRANEO, RICCO DI FASCINO E DI MISTERO, E' DA SEMPRE UNA DELLE MAGGIORI ATTRATTIVE PER IL TURISTA DELLA CITTA' ETERNA.

Le Catacombe della durata prevista di 3 ore minuti

Sotto le Piazze, le strade ed i Palazzi di Roma si nasconde un' altra immensa

Sotto le Piazze, le strade ed i Palazzi di Roma si nasconde un' altra immensa città. Sono le gallerie ed i cunicoli delle oltre 60 catacombe che finora sono state individuate. Lungo la via Salaria, una delle principali strade consolari, proprio accanto ai giardini settecenteschi di Villa Ada, andiamo alla scoperta delle Catacombe di Santa Priscilla tra le più antiche e più vaste di Roma. scavate dai primi cristiani all' interno della cava di pozzolana nel II secolo, prendono il nome da una

donna Priscilla Clarisssima, della famiglia degli Acili due Livelli.

I cunicoli si sviluppano su

Nel primo livello, sono ricavati i sepolcri più antichi come l' Ipogeo degli Acili e

Nel primo livello, sono ricavati i sepolcri più antichi come l' Ipogeo degli Acili e la Cappella Greca. Quest' ultima è chiamata così per le iscrizioni greche dipinte sulle pareti di un vano

a tre absidi utilizzato per i pasti funebri dove sull' arco d' entrata si trova l' immagine

di

un convitato che spezza il pane davanti ad un calice. L' iconografia conservata è

ricchissima : l' ancora, il ramoscello d'ulivo, il nome del defunto, ed in una nicchia

del livello più alto vi e' la rappresentazione più antica che si conosca della Madonna con Bambino in braccio. Notevoli per le decorazioni a fresco i Cubicoli dei tre Arcosoli , dell' Annunciazione e dei Bottai.

Raggiungiamo la Via Nomentana fino alla Basilica di Santa Agnese . Questo è un complesso

Raggiungiamo la Via Nomentana fino alla Basilica di Santa Agnese. Questo è un complesso monumentale che rappresenta il punto di contatto e di unione fra la devozione dei santi Martiri e i riti funebri dei cristiani tra il IV ed il VII secolo. E' una Basilica cimiteriale, costruita a spese di Costanza, figlia dell' Imperatore Costantino. Tutto intorno si trovava il Cimiterio di cui oggi rimangono i ruderi dell' Abside ed il muro perimetrale meridionale dove era tumulata Sant'Agnese . Le spoglie della Santa oggi si trovano in un prezioso reliquario sotto l' altare.

Si scende nelle Catacombe , riscoperte nel 1865, per uno scalone dove si possono

Si

scende nelle Catacombe , riscoperte nel 1865, per uno scalone dove si possono

vedere murati reperti sia pagani che Cristiani. Le gallerie, i cui cubicoli sono privi di pitture si sviluppano intorno alla Basilica.

Lungo il muro del Coemiterium Agnetis possiamo ammirare il Mausoleo di Costanza, un edificio rotondo

Lungo il muro del Coemiterium Agnetis possiamo ammirare il Mausoleo di Costanza, un edificio rotondo con decorazioni a mosaici di tradizione classico- pagana : animali, vegetali, figure geometriche, frutta, festoni.