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CONTROLLI NON DISTRUTTIVI

INTRODUZIONE
I Controlli non distruttivi (CnD) ovvero prove non distruttive (PnD) sono un
insieme di pratiche diagnostiche, atte a rilevare anomalie dei materiali, senza
alterarne lo stato fisico o la geometria.
I vari metodi CnD, risultano spesso complementari tra loro, quindi per una
adatta scelta delle tecniche di controllo necessario considerare diversi fattori:
PROPRIET
FISICHE:
(Ferromagnetismo,
elettrica, acustica, opacit ai Raggi X, ecc)

conducibilit

STATO DEL MATERIALE: (Tipo di lavorazione subita, condizioni


superficiali ecc... )
DIFETTI DA RICERCARE: (Tipo, posizione, entit ecc )
GEOMETRIA: (Forma e dimensioni, grado di accessibilit
superficiale, ecc...)

I METODI DI CONTROLLO
1. ULTRASUONI (US)
Tecnica impiegata nella ricerca di difetti nei materiali e misure di spessore.
APPLICAZIONE : su tutti i materiali (metallici e non-metallici), in grado di far
propagare le onde ultrasonore con frequenze comprese tra i
16 kHz e i 20 MHz. ( Ghisa, acciai al C., acciai Inox,
alluminio e leghe leggere, materiali compositi,
calcestruzzo, ceramiche, materiali plastici, legno, ecc. )
PRODOTTI CONTROLLABILI: Laminati, forgiati, trafilati, fusioni, getti,
placcature, saldature, tubi, ecc.
VANTAGGI: Possibilit di stabilire profondit e posizione dei difetti
allinterno dei materiali, misure di spessori.
SVANTAGGI: Impossibilit di utilizzo su:materiali ad alta attenuazione
acustica, geometrie particolari.
Descrizione della Metodologia
Gli esami con ultrasuoni (US) sfruttano i fenomeni della propagazione nei solidi,
liquidi o gas, di fasci d'onde elastiche, cio onde di compressione e
decompressione della materia, con frequenza superiore a quella dei suoni udibili
dall'orecchio umano.
Le onde ultrasonore, che vengono inviate nel sistema spaziale da esaminare, sono
attenuate dalla materia che incontrano e riflesse, deviate od assorbite dalle
discontinuit. Ognuno sa cosa sia l'eco: il fenomeno dipende dalla riflessione delle
onde sonore che rimbalzano contro la superficie dell'ostacolo, di natura diversa da
quella del mezzo di propagazione (aria), fino a ritornare all'orecchio
dell'ascoltatore.
Il metodo di rivelazione dei difetti con US l'applicazione tecnologica di questo
principio.
Il fascio d'onde ultrasonore, ovvero il segnale, viene generato sfruttando le
propriet piezoelettriche o magnetostrittive di alcuni cristalli, cio la loro capacit
di contrarsi ed espandersi sotto l'azione d'un campo elettrico o d'un campo
magnetico alternato. Le vibrazioni del cristallo producono onde elastiche di
frequenza ultrasonora, purch il campo elettrico (o magnetico) alternato eccitante
possieda l'adatta frequenza.
Gli ultrasuoni cos generati vengono trasferiti direttamente nel materiale da
controllare grazie al contatto, o pi propriamente al semplice accostamento del
generatore (trasduttore) alla superficie del pezzo, purch esista un mezzo adeguato
tra le due interfacce, cio capace di trasferire il suono senza eccessivo
assorbimento (si usano frequentemente sospensioni o soluzioni acquose sature di
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colle cellulosiche). Il fascio d'onde ultrasonore si propaga nel materiale da


esaminare con la stessa frequenza del generatore e con una velocit che dipende
dal materiale attraversato.
Quando il fascio incontra un ostacolo sar riflesso, assorbito, deviato o diffratto
secondo le leggi comuni a tutti i fenomeni di propagazione delle onde. Le onde
riflesse possiedono la stessa frequenza di quelle incidenti, ma sono sfasate rispetto
ad esse, anche in funzione del cammino percorso, cio della distanza del
trasduttore dai vari punti della superficie dell'ostacolo. Analoga sorte spetta alle
onde diffratte. L'energia assorbita dal difetto colpito dalle onde incidenti fa s che
esso possa vibrare emettendo a sua volta onde elastiche di frequenza tipica della
sua risonanza e variamente sfasate.
Dunque il segnale che ritorna verso il trasduttore molto complesso perch la
risultante della sommatoria di molte onde d'uguale frequenza, ma sfasate, e di altre
di frequenza diversa, pure sfasate fra loro. Tale segnale contiene tutte le
informazioni sulle dimensioni, geometria e natura dell'ostacolo incontrato dal
fascio d'ultrasuoni incidenti. Il fenomeno fisico della piezoelettricit o
magnetostrizione, che stato sfruttato per generare l'onda, reversibile. Ne deriva
che lo stesso cristallo capace d'emettere ultrasuoni, pu generare un segnale
elettrico o magnetico, quando venga investito da un fascio d'onde elastiche. Perci,
quando l'onda riflessa od emessa dall'ostacolo ritorna alla sonda che l'ha generata,
dar un segnale elettrico che, opportunamente amplificato e filtrato, potr essere
visualizzato sullo schermo delI'oscilloscopio, di cui sono sempre dotati gli
strumenti rivelatori d'ultrasuoni.
Gli sforzi della ricerca nel settore dei CND industriali con US sono attualmente tesi
alla demodulazione dei segnali di ritorno attraverso l'applicazione delle trasformate
di Fourier. Ci permetterebbe non solo d'individuare la posizione e di valutare la
dimensione equivalente dei difetti, ma di vederne realmente la forma,
diagnosticandone la natura, come gi accade nell'ecografia in campo medico, che
consente di vedere sul monitor la forma e la posizione del bimbo nel grembo
materno.
Attualmente tutti gli strumenti rivelatori d'ultrasuoni si compongono di due parti,
unite o distinte: il generatore del segnale da inviare al materiale da esaminare ed il
rivelatore, che riceve, amplifica, filtra e visualizza i segnali che ritornano alla
sonda dopo la propagazione. In tal modo possibile rivelare soltanto gli echi
riflessi da eventuali difetti interni o gli echi di fondo (o della parete di confine del
pezzo esaminato) pi o meno attenuati in funzione dei difetti presenti.
Poich il materiale da esaminare possiede sempre un confine, cio una parete di
fondo sulla quale il fascio in ingresso si riflette comunque, possibile ricavare
informazioni sulla posizione del difetto presente nella massa, attraverso il rapporto
dei tempi di ritorno dell'eco del segnale e dell'eco di fondo. Questo possibile
perch la propagazione delle onde ultrasonore avviene sempre a velocit costante
in un mezzo omogeneo. Inoltre possibile rivelare la presenza d'un difetto interno
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anche nel caso che questo non generi la riflessione, ma soltanto l'assorbimento del
fascio incidente.
Ci possibile perch lo strumento visualizza il fondo sia come distanza (tempo
per la ricezione dell'eco di fondo), che per assorbimento (attenuazione dell'intensit
del segnale di fondo riflesso, per assorbimento da parte della materia attraversata).
Se l'intensit del fascio riflesso dalla parete di fondo diminuisce bruscamente in
una certa posizione significa che qualche ostacolo o discontinuit l'ha parzialmente
assorbito. In questo caso non possibile individuare la posizione del difetto, ma
solamente valutarne la presenza ed il potere assorbente.
Disponendo d'un generatore d'adeguata potenza possibile individuare difetti
distanti anche parecchi metri dal trasduttore. Ci permette il controllo dell'integrit
trasversale di barre anche molto lunghe (per esempio le colonne delle presse per
estrusione, lunghe fino a 18 metri). E' possibile anche valutare
approssimativamente la dimensione della discontinuit incontrata dal fascio
d'ultrasuoni, confrontando l'intensit dell'eco ricevuto con quello di difetti
standard, o con grafici appositamente costruiti, che si possono anche applicare sul
monitor dell'oscilloscopio (scale AVG).
Nella pratica corrente i CND con US si eseguono tarando lo strumento con adatti
campioni standard, cio cercando gli echi di difetti precostituiti (fori di dimensioni
predeterminate eseguiti in posizioni definite del saggio di taratura), oppure tarando
lo strumento direttamente sul pezzo da esaminare, per cogliere l'eco di fondo e la
sua scomparsa od attenuazione. Si rammenti che lo strumento rivelatore
d'ultrasuoni filtra i segnali ricevuti e che questi possono essere amplificati o
depressi a piacere dell'operatore.
Quando la presenza d'un difetto viene individuata, I'intensit dell'eco del difetto o
la diminuzione dell'intensit dell'eco del fondo vengono confrontate con quelle
degli echi di difetti d'entit note, o con le scale AVG. In tal modo possibile
assegnare ad ogni difetto una dimensione equivalente, cio affermare che le sue
dimensioni e forma sono tali da generare un eco simile a quello d'un foro di
diametro definito e posizionato alla stessa distanza dal trasduttore. La dimensione
equivalente non direttamente collegabile con quella reale, ma un parametro
approssimativo, attualmente necessario per classificare l'entit dei difetti rivelati.
L'attuale tecnica ha prodotto una vasta gamma di sonde (trasduttori e ricevitori) i
cui fasci d'onde ultrasonore si propagano in linea retta rispetto all'asse della sonda
stessa, oppure obliquamente (assai usate sono le sonde con propagazione a 30,
45, 60 e 70), e perfino in direzione ortogonale, cio con onde perfettamente
tangenti alla superficie. I trasduttori ed i ricevitori possono esser incorporati nella
stessa sonda od esser separati per ottimizzare alcuni rilevamenti. Ogni sonda
possiede caratteristiche specifiche che ne ottimizzano l'uso per ogni morfologia e
giacitura del difetto da evidenziare, nonch per ogni tipo di materiale da esaminare
(acciaio comune, acciaio inossidabile, ghisa, alluminio, ecc.).
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Ogni sonda opera o tollera una data frequenza che pu esser o meno ottimale per lo
scopo specifico dell'esame US. Dunque esiste una vastissima gamma di sonde,
(trasduttori e rivelatori) e d'accessori, tali da consentire enormi possibilit e
versatilit d'impiego, dal pi elementare esame, alla pi sofisticata ricerca.
Il controllo con US reso pi efficace e semplice dal grado di simmetria del pezzo
da esaminare, ovvero dalla presenza di superfici piane o cilindriche, di piani
paralleli o comunque in grado di riflettere efficacemente l'onda di fondo. Si
complica invece in presenza di fori, scanalature, filettature, variazioni di sezione o
di caratteristiche geometriche complesse.
Anche la finitura superficiale gioca un ruolo importante sulla efficacia del
controllo con US. Il metodo richiede uno stato superficiale che consenta, o non
ostacoli eccessivamente il passaggio degli ultrasuoni. Per esempio una superficie
lappata pu essere considerata ottimale, mentre la superficie grezza di lavorazione
a caldo che presenti scaglie di calamina di rilevante spessore ed anche poco
aderenti, pu costituire una barriera insormontabile per il fascio d'ultrasuoni.
Talvolta non possibile valutare l'integrit dei semilavorati grezzi operando
direttamente sulle superfici del semilavorato. In tal caso gli esami devono esser
eseguiti sui semilavorati totalmente immersi in acqua, per migliorare la
propagazione degli ultrasuoni all'interfaccia. Gli ultrasuoni rivelano con difficolt i
difetti che giacciono troppo vicino al trasduttore. Tuttavia questa difficolt, la cui
entit non sempre uguale, dipende soprattutto dal tipo di sonda e pu essere
aggirata con l'affinamento delle tecniche di controllo e dall'esperienza
dell'operatore. Riassumendo il metodo permette l'identificazione di difetti interni
che causino la riflessione, la deviazione o l'assorbimento d'un fascio d'ultrasuoni e
distanti dal trasduttore da pochi mm a diversi metri.
Con particolari sonde si possono rivelare anche i difetti affioranti, ma la tecnica US
non particolarmente adatta per gli esami di superficie. Pi d'ogni altro CND
l'esame US richiede un operatore di grande esperienza, capace d'interpretare
correttamente ogni segnale che compaia sul monitor e di sfruttare appieno le
possibilit che questa tecnica offre. Non rara l'errata interpretazione di segnali,
gi considerati difetti, che scompaiono ripetendo l'esame con una sonda di pi
adatta frequenza, o con angolo di propagazione diverso. La presenza di
disomogeneit progressive del materiale, di microdifetti, di bordi dei grani molto
pronunciati, o di segregazioni, pu attenuare fortemente l'eco di fondo, fino a
giungere alla sua totale soppressione.
Non sempre per questi difetti sono vere e proprie discontinuit del materiale, n
possono esser oggettivamente considerati gravi, o pregiudizievoli per la
funzionalit od affidabilit del componente esaminato. Dunque se si escludono i
difetti facilmente rilevabili, il cui segnale non lascia dubbi interpretativi, nella
maggioranza dei casi e soprattutto negli esami pi raffinati, tesi all'individuazione
dei difetti pi piccoli, l'interpretazione dei segnali richiede una grande preparazione
ed esperienza e magari una controprova con altre tecniche.
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