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Domenica

l’attualità
Cocaina, il fascino del male
La LUCA RASTELLO

cultura
Nell’officina di Mauro Corona
DOMENICA 3 GENNAIO 2010 di Repubblica PAOLO RUMIZ

Quel
resta
che
di

Freud
Inconscio, Edipo, Super-io
Cosa è cambiato
FOTO ©SELVA/LEEMAGE/MONDADORI ELECTA

e come siamo cambiati


a settant’anni dalla morte
del fondatore
della psicoanalisi

UMBERTO GALIMBERTI PAOLO REPETTI spettacoli


settant’anni dalla morte di Freud vien da chiedersi l mio inconscio è un reperto archeologico nel quale un os- Il Pergolesi perduto e ritrovato

A che cosa sopravvive della sua teoria e che cosa in-


vece si è rivelato caduco. È questa una domanda le-
gittima, ma che forse vale solo per le scienze esatte,
dove verifiche oggettive e sperimentazioni sempre
più approfondite consentono di validare o invali-
dare una teoria. La psicoanalisi non è una scienza “esatta”, ma si
iscrive nell’ambito delle scienze “storico-ermenutiche”. E questo
perché la psiche è così solidale con la storia da essere profonda-
mente attraversata e modificata dallo spirito del tempo, che è pos-
I servatore attento può trovare tracce stratificate di una tren-
tennale storia clinica che spazia dai freudiani agli junghia-
ni ai lacaniani e perfino ai famigerati comportamentisti. La
mia carriera di paziente in cura è cominciata a otto anni.
Uno strano malessere che faceva su e giù all’altezza del ples-
so solare in prossimità del pranzo e della cena mi attanagliava e mi
impediva di mangiare. Fu in quell’occasione che ebbi il mio primo
incontro con una rudimentale figura di terapeuta: la portinaia del
palazzo. Mi fermavo a parlare con lei, una signora ebrea poco lo-
CLAUDIO ABBADO, LEONETTA BENTIVOGLIO e RICCARDO MUTI

i sapori
Ecco la Befana, dolci sotto il camino
LICIA GRANELLO e MARINO NIOLA

sibile cogliere e descrivere solo con l’arte dell’interpretazione o, quace ma dotata di un bel sorriso e di un robusto buon senso. le tendenze
come oggi si preferisce dire, col lavoro ermeneutico.
Questo spiega perché, a partire da Freud, si sono sviluppati tan-
Da lei si intrattenevano altre figure solitarie, querule zitelle e
vedovi angustiati, e anche un ragazzino manesco che solo in sua
Cachemire, il lungo inverno caldo
presenza sembrava calmarsi. Il setting che si svolgeva in una guar- LAURA ASNAGHI
ti percorsi interpretativi, approdati ad altrettante teorie psicoana-
litiche, da cui hanno preso avvio le diverse scuole. In comune esse diola poco illuminata aveva anche le sue brave regole: mai fuori
hanno il concetto di «nevrosi» che Freud, dopo aver rifiutato di dell’orario di portineria e a bassa voce. E dunque non è un para- l’incontro
considerare la nevrosi una malattia del sistema nervoso come vo- dosso. È lì che ho vissuto il mio primo transfert. Da adolescente i
leva la medicina di stampo positivista in voga al suo tempo, ha tra- miei mi obbligarono ad alcune rare incursioni nello studio di uno Penelope Cruz, un destino da diva
sferito dal piano “biologico” a quello “culturale”. psichiatra. MARIA PIA FUSCO
(segue nelle pagine successive) (segue nelle pagine successive)
34 LA DOMENICA DI REPUBBLICA DOMENICA 3 GENNAIO 2010

la copertina Settant’anni fa moriva il padre della psicoanalisi dopo aver cambiato


Quel che resta di Freud per sempre non solo la cura della mente ma la nostra visione del mondo
Mentre scadono i diritti delle sue opere e c’è la corsa a ripubblicarle, Bollati
Boringhieri rimanda in libreria i suoi capolavori curati dal grande Musatti
Ecco un bilancio di quanto dobbiamo all’uomo
che disse che è il nostro inconscio a decidere per noi

La profezia del dottor F.


saremo sempre nevrotici
UMBERTO GALIMBERTI società (Super-io o inconscio sociale) senza uno spazio di mediazione. dienza disciplinare, ma dal-
c’è il nostro io, la nostra parte coscien- Ma proprio perché la psiche è «stori- l’iniziativa, dal progetto,
(segue dalla copertina) te, che raggiunge il suo equilibrio nel ca» e perciò muta col tempo, non si può dalla motivazione, dai risul-
dare adeguata e limitata soddisfazione essere fedeli a questa grande intuizio- tati che si è in grado di ottene-
o ha fatto definendo la ne- a queste esigenze contrastanti, la cui ne di Freud, se non superando Freud, re nella massima espressione di

L vrosi come un «conflitto» forza può incrinare l’equilibrio dell’io perché il suo concetto di nevrosi ben si sé. L’individuo non è più regolato
tra il mondo delle pulsioni (e in questo caso abbiamo la nevrosi) o attaglia a una «società della disciplina» da un ordine esterno, da una confor-
(da lui denominato Es) e le addirittura può dissolvere l’io soppri- dove la nevrosi è concepita come un mità alla legge, la cui infrazione genera
esigenze della società (de- mendo ogni spazio di mediazione tra le «conflitto» tra il desiderio che vuole in- sensi di colpa, ma deve fare appello al-
nominate Super-io) che ne due forze in conflitto, e allora abbiamo frangere la norma e la norma che tende le sue risorse interne, alle sue compe-
chiedono il contenimento e il controllo. la psicosi o follia. La psicoanalisi, che a inibire il desiderio. Oggi la società del- tenze mentali, per raggiungere quei ri-
In questa dinamica è possibile scor- per curare ha bisogno dell’alleanza del- la disciplina è tramontata, sostituita sultati a partire dai quali verrà valutato.
gere il tragitto dell’umanità e il suo di- l’io, può operare solo con la nevrosi, ag- dalla «società dell’efficienza» dove la In questo modo, dagli anni Settanta
sagio che Freud condensa in queste ra- giustando le incrinature dell’io, mentre contrapposizione tra «il permesso e il in poi, il disagio psichico ha cambiato
pide espressioni: «Di fatto l’uomo pri- è impotente con la psicosi, dove incon- proibito» ha lasciato il posto a una con- radicalmente forma: non più il «con-
mordiale stava meglio perché ignorava scio pulsionale e inconscio socia- trapposizione ben più lacerante flitto nevrotico tra norma e trasgressio-
qualsiasi restrizione pulsionale. In le confliggono corpo che è quella tra «il possibile e l’im- ne» con conseguente senso di colpa
compenso la sua sicurezza di godere a a corpo, possibile». ma, in uno scenario sociale dove non
lungo di tale felicità era molto esigua. Che significa tutto questo agli c’è più norma perché tutto è possibile,
L’uomo civile ha barattato una parte effetti della sofferenza psichi- la sofferenza origina da un «senso di in-
della sua possibilità di felicità per un ca? Significa, come opportu- sufficienza» per ciò che si potrebbe fa-
po’ di sicurezza». Questa interpreta- namente osserva il sociologo
zione del disagio psichico, che sposta la
lettura della sofferenza dal piano biolo-
francese Alain Ehrenberg in
La fatica di essere se stessi
La contrapposizione
gico a quello culturale, è la grande sco- (Einaudi), che nel rapporto
tra individuo e società, la
ben più lacerante
perta di Freud, tuttora alla base delle
successive teorie psicoanalitiche che, misura dell’individuo
ideale non è più data dal-
è quella tra possibile
per quanto differenti tra loro, rifiutano
di reperire le spiegazioni della soffe- la docilità e dall’obbe- e impossibile
renza psichica esclusivamente nel fon-
do biologico dell’organismo. re e non si è in grado di
A questa intuizione Freud è giunto fare, o non si riesce a fa-
grazie alla sua assidua frequentazione re secondo le attese al-
della filosofia e in particolare di quella trui, a partire dalle quali,
di Schopenhauer, che Freud considera ciascuno misura il valore
suo «precursore»: «Molti filosofi posso- di se stesso. Per effetto di
no essere citati come precursori, e so- questo mutamento, scri-
pra tutti Schopenhauer, la cui “volontà ve Eherenberg: «La figura
inconscia” può essere equiparata alle del soggetto ne esce in
pulsioni psichiche di cui parla la psi- gran parte modificata. Il
coanalisi». Secondo Schopenhauer, problema dell’azione non
infatti, ciascuno di noi è abitato da una è: “ho il diritto di compier-
doppia soggettività: la «soggettività la?” ma: “sono in grado di
della specie» che impiega gli individui compierla?”». Dove un falli-
mento in questa competi-
Oggi la società zione generalizzata, tipica
della nostra società, equivale
della disciplina a una non tanto mascherata
esclusione sociale.
è diventata società Del resto già Freud, consi-
derando le richieste che la so-
dell’efficienza cietà esigeva dai singoli indivi-
dui, ne Il disagio della civiltà si
per i suoi interessi che sono poi quelli chiedeva: «Non è forse lecita la
della propria conservazione, e la «sog- diagnosi che alcune civiltà, o
gettività dell’individuo» che si illude di epoche civili, e magari tutto il ge-
disegnare un mondo in base ai suoi nere umano, sono diventati “ne-
progetti, che altro non sono se non illu- vrotici” per effetto del loro stesso
sioni per vivere, senza vedere che a ca- sforzo di civiltà? [...] Pertanto non
denzare il ritmo della vita sono le im- provo indignazione quando sento chi,
modificabili esigenze della specie. considerate le mete a cui tendono i no-
Questa doppia soggettività viene co- stri sforzi verso la civiltà e i mezzi usati
dificata dalla psicoanalisi con le parole per raggiungerle, ritiene che il gioco
«io» e «inconscio». Nell’inconscio oc- non valga la candela e che l’esito non
corre distinguere un inconscio «pul- possa essere per il singolo altro che in- LETTERE
sionale» dove trovano espressione le tollerabile». In questa pagina,
esigenze della specie, e un inconscio Alla domanda iniziale: cosa resta di le lettere con le quali
«superegoico» dove si depositano e si Freud a settant’anni dalla sua morte? Paolo Boringhieri
interiorizzano le esigenze della società. Rispondo: l’aver sottratto il disagio psi- a partire dal 1956
Sono esigenze della specie la sessua- chico alla semplice lettura biologica, chiede a Cesare Musatti,
lità, senza la quale la specie non ve- l’averlo collocato sul piano culturale, pioniere della piscoanalisi
drebbe garantita la sua perpetuazione, l’aver intuito per effetto di questa col- in Italia, di curare
I LIBRI locazione che il disagio psichico si mo- l’opera omnia di Freud
e l’aggressività che serve per la difesa A settant’anni dalla morte di Freud sono
della prole. Queste due pulsioni, pro- difica di epoca in epoca, per cui compi-
scaduti i diritti delle sue opere che in Italia
prio perché sono al servizio della spe- to della psicoanalisi, più che attorci-
sono state pubblicate da Bollati Boringhieri
cie, l’io le subisce, le patisce, e perciò di- gliarsi nelle diverse denominazioni
In occasione dell’anniversario la casa editrice
ventano le sue «passioni», che la so- delle nevrosi, è quello di individuare le
manda in libreria l’8 gennaio tre titoli
cietà, per salvaguardare se stessa, chie- modificazioni culturali che caratteriz-
fondamentali dell’edizione di riferimento curata da Cesare Musatti
de di contenere, nella loro espressione, zano le diverse epoche, che tanta riper-
in edizione economica: L’interpretazione dei sogni, Psicopatologia
entro certi limiti. cussione hanno sulla modalità di am-
della vita quotidiana e Introduzione alla psicoanalisi
Tra le esigenze della specie (Es o in- malarsi «nervosamente».
conscio pulsionale) e le esigenze della © RIPRODUZIONE RISERVATA
DOMENICA 3 GENNAIO 2010 LA DOMENICA DI REPUBBLICA 35

Io, il paziente perfetto


PAOLO REPETTI
(segue dalla copertina) sembrava che parlassi con le maiuscole. Il
Desiderio, l’Altro, il Significante. E ancora
er me e i miei genitori, che nulla sa- una breve e intensa partecipazione a un grup-

P pevano di psicoanalisi, quello era un


vero medico, dotato di scrivania di
noce, martelletto per i riflessi, pila per il con-
po terapeutico presso un’analista seguace di
Winnicot. Esperienza che non ebbe alcun ef-
fetto sui sintomi ma che mi permise di cono-
trollo delle pupille e il cui sapere rassicuran- scere una ragazza più nevrotica di me e della
te aveva come espressione manifesta il fami- quale divenni amante e vice-terapeuta.
gerato ricettario dove la sua firma di offician- Ero ancora un paziente nevrotico, ma do-
te di un’autentica scienza campeggiava sot- tato di un sapere minuzioso che elargivo con
to i farmaci prescritti. generosità ad amici e fidanzate. Come quegli
Nulla di tutto questo in analisi, cominciata ipocondriaci che pensano di vincere la ma-
qualche anno dopo. Quella stanza svuotata di lattia immaginaria trasformandosi in medi-
qualsiasi autorevolezza clinica era piena solo ci dilettanti. A trent’anni finalmente l’incon-
di parole e fantasmi, immagini e sogni, sotto tro con un vecchio analista junghiano, un
il controllo paziente di un “tecnico dell’in- ebreo polacco che, per inciso, era nato nella
conscio” che aveva con i miei sintomi, il ma- stessa città del ginecologo di mia madre, an-
lessere e la mia angoscia, un rapporto di com- ch’egli ebreo: semplice coincidenza o sin-
prensione, privo di pregiudizi. Io e il mio ana- cronicità junghiana? All’inizio ero ancora
lista imparavamo uno straordinario «gioco talmente immerso nello studio del Signifi-
linguistico» — che è la vera grande rivoluzio- cante lacaniano che i primi sei mesi di sedu-
naria scoperta di Freud — in cui ricostruendo te, invece di affrontare dolorosamente gli ef-
assieme pezzi inghiottiti della mia biografia fetti catastrofici di un’autostima ridotta a ze-
rendevamo attivo quel processo che mi ro — quello che il mio analista chiamava il
avrebbe portato col tempo — e mai in modo mio Sé schifoso — ero io a tenere dotte lezio-
definitivo — ad accettare che nessuno è de- ni al terapeuta sulle Macchine Desideranti di
positario del segreto della tua guarigione. Deleuze e Guattari dei quali avevo seguito
Il percorso è lungo, dispendioso, acciden- una e una sola lezione presso il Dams di Bo-
tato. Ma non ho conosciuto altre scorciatoie. logna. Ebbene dopo sei mesi di farneticanti
La psicoanalisi non è una filosofia di vita che conferenze lentamente cominciai a scoprir-
dà senso alla tua esistenza. Non è un pieno mi e a raccontare qualcosa di me. Tutto co-
che riempie una lacuna. Per quello ci sono il minciò con un sogno di pipistrelli e colombe
buddismo, lo yoga, la religione, il turismo che il terapeuta accolse con un sorridente:
INFOGRAFICA MARCO GIANNINI

orientale. La guarigione stessa è solo un limi- «Ecco questa è la prima moneta d’oro da in-
te che si sposta come quando guardiamo l’o- filare nel salvadanaio».
rizzonte. A un certo punto accade. Assomiglia E invece, da sempre, una naturale diffi-
allo sgretolamento di un muro. Un muro che denza verso la cosiddetta psicoanalisi dell’Io
ci difendeva dalla vista insopportabile del che ha in America la sua culla e nei film di
mondo «così come è», nudo e crudo, e che ora Woody Allen la sua caricatura più appropria-
possiamo finalmente guardare con i nostri ta. Una psicoanalisi ridotta a ortopedia del-
occhi senza temere di esserne sopraffatti. l’io, tecnica di adattamento, normalizzante e
Certo nel corso del mio trentennale girova- felicemente convinta che l’american way of
gare tra uno studio e l’altro sono stato un pa- life sia la vita stessa.
ziente tutt’altro che fedele. Ho persino avuto In questi giorni ho iniziato la mia quinta te-
per tre mesi due analisti in contemporanea. rapia. L’archeologo che si imbatterà nel mio
Un freudiano e uno junghiano. Ero un poli- inconscio scoprirà le tracce di una bonaria e
teista alla ricerca ansiosa di un monoteismo sorridente diffidenza e una disponibilità iro-
da abbracciare e mettevo ingenuamente a nica verso questo nuovo viaggio. Segno che il
confronto i vantaggi dei riti più diversi. Sono muro comincia a mostrare le sue crepe.
stato colpito dal virus lacaniano. Per un anno
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