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Anno XXVIII - Numero 4 - Dicembre 2010

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Giovani...
condannati a
sperare
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Note Modenesi
N. 4 - Dicembre 2010

Editoriale La ricerca

Spezzare Scienziati al top


la catena politici flop
di Gianpietro Cavazza I dati Iard sulla fiducia dei giovani italiani nelle istituzioni
e nei gruppi sociali
C
ambiare si può.
La speranza – quella per esempio che tanti giovani dei nostri
tempi stanno perdendo, per i più svariati motivi – viene da un di Roberto Bergonzini nella polizia, nel caso dei sogget- sa fra i 15 e i 24 anni (1.242 indi-
cuore rinnovato, da una mente e da uno spirito nuovo. Un cuore vec- ti di età compresa fra i 30 e i 34 vidui), quasi il 58% si ritiene non

T
chio può solo partorire cose vecchie. anta fiducia nelle forze anni si arriva a sfiorare l’80%. Ta- competente di politica o, addirit-
Le scelte di oggi non sono innocenti; nel bene e nel male condizionano dell’ordine, decisamente le consenso testimonia la presen- tura, disgustato dalla stessa, co-
il futuro, anche quello a breve, di cui al momento ne sottovalutiamo meno nei rappresentanti za, nelle giovani generazioni, di me indicato da circa il 23% degli
l’impatto nel tempo. politici. Si potrebbe sintetizzare un forte senso di insicurezza do- intervistati. Quest’ultimo atteg-
Una mamma o un babbo che alle richieste insistenti del proprio figlio in questo modo l’atteggiamento vuto, probabilmente, ad un con- giamento pare essere ‘figlio’ del-
risponde con un “sì” pur di toglierselo dai piedi non considera il fatto dei giovani italiani nei confron- testo particolarmente minaccio- la Seconda Repubblica, conside-
che quel “sì” verrà registrato dal figlio – tutt’altro che innocente – che ti delle istituzioni. Tale quadro so per effetto del diffondersi di rando che nelle prime rilevazio-
lo userà al momento opportuno per lui. emerge dal Rapporto giovani. Sesta fenomeni quali il terrorismo e la ni IARD (1983 e 1987) le percen-
Allo stesso modo nella vita pubblica un “sì” dato da un politico alla indagine dell’Istituto Iard sulla condi- criminalità. tuali di giovani “disgustati” era-
ricerca del consenso ad una richiesta opportunistica, avrà effetti non zione giovanile in Italia (ed. Il Muli- All’opposto, crescendo si diffi- no rispettivamente il 12% (su un
solo sul presente ma anche sul futuro, in quanto vengono legittimati no), a cura di C. Buzzi, A. Cavalli
comportamenti appunto opportunistici. e A. de Lillo.
Sia nel primo caso che nel secondo abbiamo a che fare con degli indivi- Fra i tanti aspetti presi in esa- Al primo posto nella classifica dei soggetti che godono
dui autoreferenti, poco inclini alla socialità e al bene comune. me dall’indagine, condotta su
Se tutti ritengono l’evasione fiscale un male, occorre chiedersi perché un campione di 3.003 giovani di
di maggiore consenso si collocano gli scienziati
la si continui a tollerare, per non dire, come succede in diversi casi an- età compresa tra i 15 e i 34 an-
che se veniali, diventarne complici. ni, figura il grado di fiducia che da maggiormente dai mass me- totale di 4.000 intervistati) e il
Occorre spezzare la catena. le giovani generazioni ripongo- dia, dagli insegnanti e soprattut- 15,8 % (su 2.000 intervistati).
È una questione che dovrebbe essere sentita sia dai credenti sia dai non no su istituzioni e gruppi socia- to dalle banche, il cui consenso Per quel che concerne la di-
credenti che si fanno guidare dal proprio cuore in quanto riconoscono li. Al primo posto nella classi- passa dal 46% presso i 15-17enni mensione spirituale della vita
i propri limiti, sono in un atteggiamento di ricerca, si sentono in cam- fica dei soggetti che godono di al 31% presso i 30-34enni. delle giovani generazioni italia-
mino e, cosa estremamente importante, svolgono tali attività non da maggiore consenso si collocano Paradossalmente, tra i sogget- ne, l’istituto IARD ha recente-
soli ma in gruppi di base. gli scienziati, confermando ti che godono di minore fiducia mente approfondito, in collabo-
La catena può essere spezzata se ad esempio si va alla ri- l’elevato appeal già rile- troviamo quelli preposti a rap- razione con SWG, alcuni aspet-
cerca del bello, di qualcosa o di qualcuno che ti riman- Gli altri vato nella preceden-
da ad un principio superiore. siamo noi te indagine IARD,
condotta nel Alla fede viene riconosciuta una funzione di
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2000. Il motivo sostegno (psicologico e relazionale) e di guida
di tale apprez- (nel senso che offre un senso e dà speranza),
Aggiornamento web un’egemonia
Per zamento è pro-
babilmente do- meno un valore di riferimento morale

Sul sito della speranza


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vuto a una sor-
ta di idealizza-
zione tale per cui
presentare la comunità, come il
governo, i partiti e gli uomini po-
ti relativi al rapporto fra giova-
ni e fede in una ricerca effettua-

I
l numero di Note Modenesè laborazione con gli scienziati vengo- litici. Tale sfiducia trova confer- ta lo scorso marzo su un campio-
è anche on line ed è possibile il Centro cultura- no percepiti dai giova- ma nell’elevato disinteresse nei ne di 1.000 giovani italiani nel-
scaricarlo e conservarlo in for- le Francesco Luigi Fer- ni come professionisti im- confronti della politica, come ri- la fascia 18-29 anni. Da tale in-
mato digitale dal sito www.cen- rari. pegnati, anzitutto, a garantire il leva la stessa indagine IARD. Sul dagine emerge che solo il 52,8%
troferrari.it É inoltre disponibile il Rap- bene dell’umanità, senza secon- totale dei giovani di età compre- degli intervistati si definisce cri-
Tra le altre novità sul sito porto 2010 dell’Osservatorio sul- di fini.
“Quanto manca all’aurora?”, le povertà con l’analisi dei dati Tra i soggetti che godono di
secondo dossier sulle povertà dei Centri d’ascolto Caritas del- elevata fiducia figurano anche Atteggiamento verso la politica (15-24enni)
dell’Emilia Romagna, realizza- le diocesi di Modena e Carpi (nu- soggetti istituzionali aventi il Fonte: IARD
to dalla Delegazione regionale mero 34 dei Quaderni del Ferra- compito di garantire l’ordine e
Caritas Emilia-Romagna in col- ri). la protezione sociale dei citta-
dini (polizia, ONU, Unio- La politica mi disgusta 23,1%
ne Europea, magistra- Non indica 0,4%
ti, NATO) e attori che Mi considero politicamente
impegnato 3,8%
rappresentano la re-
lazionalità protetta
(insegnanti e sacer-
doti).
Per quel che ri- Mi tengo al corrente della
guarda il consenso politica, ma senza parteciparvi
nelle forze dell’or- personalmente 38,3%
dine, questo aumen-
ta al crescere dell’età
dei giovani intervista- Penso che si debba lasciare la politica
ti: mentre fra i 15-17en- a persone che hanno più competenza
ni si registra una percen- di me 34,5%
tuale del 60% che dichiara di
avere molta o abbastanza fiducia
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Note Modenesi
N. 4 - Dicembre 2010

stiano cattolico; dal confronto


con quanto rilevato sei anni pri-
Il documentario
ma, si evidenzia una notevole ri-
duzione (-14%) alla quale, tutta-
via, non corrisponde un calo di
Il ritratto della generazione Facebook
coloro che ritengono “molto im- L’adolescenza raccontata attraverso un cellulare. Intervista ad Andrea Caccia,
portante” la religione per la pro-
pria vita: al contrario si registra, regista di Vedozero
infatti, un lieve aumento (+1,6%).
In generale, alla fede viene rico- di Davide Lombardi mente questa valenza e, per mol- mance. Insomma, “appunti spar- del mio”. Piuttosto, secondo il re-
nosciuta una funzione di soste- ti, ha lo stesso significato di un si”, “emozioni gridate e sussurra- gista, è il mondo degli adulti ad

S
gno (psicologico e relazionale) e ettanta cellulari tutti hamburger: una merce da consu- te”, momenti intimi e sfumatu- essere ormai quasi del tutto pri-
di guida (nel senso che offre un uguali consegnati per sei mare per poi gettare nel cestino re poetiche: non il classico in- vo di quelle che in passato erano
senso e dà speranza), meno un mesi ad altrettanti adole- quel che resta dopo l’uso. Io vo- treccio narrativo, ma tanti punti considerate certezze proprie del-
valore di riferimento morale. Per scenti, studenti di tre scuole su- levo offrire ai ragazzi la possibi- di vista che compongono il puz- la maturità. “Sono le mie paure,
quel che riguarda la fiducia nel- periori dell’hinterland milanese, lità di tornare a fare cinema come
la Chiesa, rispetto al 2004 que- per catturare in video frammen- strumento per la comprensione
sta crolla tra i non credenti e si ti delle loro esistenze. E farne un del mondo, in maniera assoluta- Il mondo dei diciottenni di oggi è quello degli adolescenti
riduce tra i praticanti, dove si re- film. mente libera, in una forma che di sempre. Piuttosto, è il mondo degli adulti ad essere
gistra comunque un picco tra i È stata questa l’idea del regi- li vedesse protagonisti davanti ormai quasi del tutto privo di quelle che in passato
“ferventi”, vale a dire fra coloro sta Andrea Caccia che sulle oltre e dietro questa inedita macchina
che dichiarano la religione mol- 60 ore di girato che i ragazzi ade- da presa, per far loro comprende- erano considerate certezze proprie della maturità
to importante e che si contraddi- renti al progetto gli hanno con- re che filmare il mondo è un atto
stinguono per una frequenza as- segnato, ci ha lavorato per altri che richiede responsabilità”. Per zle spesso confuso tipico dell’età le mie angosce, i miei desideri e le
sidua alla S. Messa e alla preghie- sei mesi, realizzando alla fine un farlo, Caccia ha scelto non a ca- adolescenziale lasciando alla let- mie speranze a finire sempre più
ra individuale. particolarissimo film documen- so uno strumento tanto utilizza- tura del pubblico il compito di spesso per coincidere con le loro”
tario di 77 minuti: “Vedozero” to quanto demonizzato (soprat- “dare delle interpretazioni”. Ma conclude Caccia.
Giovani 15-34enni e fiducia: (www.vedozero.it). Un blog-movie tutto all’interno della scuola) qual è la fotografia che emerge Come dire che l’insicurezza e
percentuale di risposta “molta/ che traccia nuove forme espressi- per la sua invadenza totalizzante di questa generazione? Secondo la precarietà di quella stagione
abbastanza fiducia” alla domanda ve attraverso uno degli strumen- che lo ha trasformato da sempli- Caccia, oggi quarantaduenne, “il di passaggio che è l’adolescenza,
“Le nominerò alcuni gruppi ed ti principe – l’onnipresente cellu- ce accessorio a parte integrante e mondo dei diciottenni di oggi è è diventata “patrimonio” (o far-
istituzioni. Per ciascuno di essi lei lare – utilizzato per saltare indif- imprescindibile delle nostre vite. quello degli adolescenti di sem- dello, da una certa età in poi) co-
dovrebbe dirmi se ne ha fiducia e in ferentemente tra “luoghi” fisici e Di quelle di tutti. Dimostrando pre”. “Per me che ho passato da mune ad ogni generazione, spo-
che misura” virtuali del presente (parti ormai ancora una volta che, più che gli poco i quaranta – spiega – è fa- stando sempre più in là, fino a
Fonte: IARD interscambiabili delle nostre vi- strumenti, conta l’uso che ne vie- cile rivedere in loro le stesse ca- renderla indefinibile, quella linea
te) ma qui piegato ad inedite esi- ne fatto. ratteristiche che furono mie a d’ombra che in ogni epoca ha co-
Gruppi e istituzioni % genze creative. Ecco allora che questi parti- quell’età. E immagino che la mia stituito il passaggio dalla giovi-
Il risultato è un diario qua- colari occhi elettronici rifletto- visione del loro universo corri- nezza all’età adulta.
Scienziati 86 si in presa diretta, un incredibi- no con un realismo d’antica scuo- sponda a quella che in passato
le spaccato dell’adolescenza di la per il cinema italiano sei me- mio padre avrebbe potuto avere
Polizia 72
oggi tra sogni, paure, illusioni e, si di confessioni, serate tra ami-
Onu 69 naturalmente, speranze. Anche ci, eccessi e solitudine: un vero e
se, chiarisce subito Caccia, “il proprio cine-diario per permet-
Insegnanti 69
mio intento primario in questo tere di “vedere da zero”, tanto ai
Ue 66 progetto non era affatto quel- protagonisti quanto agli spet-
lo di realizzare un film sociolo- tatori, un ritratto inconsueto e
Magistrati 58 gico sugli adolescenti di oggi, di senza filtri della generazione Fa-
Nato 55
Sacerdoti 52 Un vero e proprio cine-diario per permettere di
Militari di carriera 51 “vedere da zero”, tanto ai protagonisti quanto agli
Industriali 49
spettatori, un ritratto inconsueto e senza filtri della
generazione Facebook: i ragazzi nati negli anni ‘90
Giornali 42
Televisione pubblica 36 offrire uno strumento di indagi- cebook: i ragazzi nati negli an-
ne. Ma semmai, quello di ripen- ni ‘90. Un ritratto che a volte ap-
Amm. Comune in cui 36
sare il linguaggio cinematografi- pare molto crudo e a tratti buf-
abito
co e offrire ai ragazzi delle scuo- fo nel linguaggio e nei contenuti:
Banche 36 le degli strumenti pratici, speri- si passa con la stessa leggerezza
mentabili sul campo, per una ri- dal tema della droga alla top ten
Televisione privata 32 flessione sul cinema, sul rappor- dei gelati preferiti, dalle rifles-
Sindacalisti 30 to tra documento e finzione, sul- sioni su Dio e gli angeli, al “ru-
la capacità di questo strumento morista” che si dedica alla Beat-
Governo 25 di offrire un’analisi efficace del- box, tecnica made in Usa capace
Partiti 16 la realtà”. “Il punto è – continua di riprodurre ogni genere di base
Caccia – che l’arte cinematogra- musicale elettronica con la bocca
Uomini politici 13 fica oggi ha perso quasi total- e che mette in scena le sue perfor-
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N. 4 - Dicembre 2010

La sociologa dipende solo dalla volontà dei importante. La parola crisi, lo si

Chiusi sul presente governi.


Altre possibilità concrete so-
no la costituzione di una confe-
vede bene nell’ideogramma cine-
se, indica sia un momento di diffi-
coltà e chiusura sia di ripartenza
Quando i giovani non coltivano grandi speranze per il futuro. renza nazionale sulla condizione e potenzialità. Sta a noi essere in
giovanile che analizzi seriamen- grado di mettere in luce questo
Intervista a Carmen Leccardi, docente alla facoltà di sociologia te i vincoli che ostacolano la pro- secondo aspetto.
dell’Università di Milano-Bicocca gettazione di un futuro – pensia-
mo al mezzogiorno, alla situa- Carmen Leccardi, docente alla fa-
di Benedetta Bellocchio terminato portano a un’area di “robusto” e capace di venire in- zione delle giovani donne, al tas- coltà di sociologia dell’Università
instabilità in cui i giovani fatica- contro ai bisogni giovanili, cosa so di disoccupazione giovanile di Milano-Bicocca, fa parte del

“P
urtroppo oggi i giova- no a definire chi sono e chi vorreb- che costituiva una sorta di semi-
ni non coltivano gran- bero essere. protezione, oggi affidata sola-
di speranze per il fu- In secondo luogo, vi è uno spe- mente alla famiglia, dove questa
Si è perduta la dimensione dell’ottimismo nei
turo. E questo è uno dei grandi cifico dei giovani italiani, priva- è presente. confronti del futuro che fu fondamentale negli anni
problemi del nostro Paese”. Così ti della possibilità di progetta- ’50 - ’60 e si è assistito a un declino dell’idea di un
apre la sua intervista la profes- re un futuro entro i confini del Come è possibile farsi carico
soressa Carmen Leccardi, socio- proprio paese e costretti a spo- di questa situazione?
migllioramento associato allo scorrere del tempo, al
loga, esperta del mondo giovani- starsi in contesti extranaziona- Vi è prima di ogni cosa una dimen- raggiungimento di obiettivi, non solo personali
le. “Si rileva una grande sfiducia li per esprimere le proprie capa- sione simbolica da cui ripartire:
il riconoscimento che i giovani che ormai supera il 20% –, in ri- Consiglio scientifico dell’Istitu-
si aspettano dall’Italia e che non sposta all’ipocrisia di costruire to di ricerca IARD; è attualmente
La flessibilizzazione del lavoro, la precarizzazione, sta arrivando. É stata data visibi- momenti di riflessione sulla fa- vice-presidente per l’Europa del
la perdita della prospettiva del tempo indeterminato lità a ciò che essi sanno fare? In un miglia quando poi ai giovani vie- Research Committee 34, ‘Socio-
portano a un’area di instabilità in cui i giovani paese gerontocratico, sono loro i ne preclusa nei fatti questa pos- logy of Youth’, dell’International
portatori di visioni innovative, sibilità. Sociological Association. I suoi
faticano a definire chi sono e chi vorrebbero essere creatività, capa- interessi di ricerca si concentrano
cità. Questo C’è una responsabilità precisa degli intorno ai processi di mutamento
verso quelle istituzioni sociali che cità e competenze. Invece di da- viene prima adulti nei confronti dei giovani? culturale; ha analizzato, insieme
storicamente erano garanti della re fiducia stiamo facendo parti- della pos- Innanzitutto il riconoscimento alle trasformazioni nelle conce-
continuità nel tempo; oggi la vi- re le nostre migliori risorse intel- sibilità di una comune condizione di in- zioni e nell’uso del tempo, i carat-
sione dei giovani è priva di que- lettuali. materiale certezza tra giovani e adulti. Mol- teri delle nuove soggettività delle
sto spessore temporale. Lo vedia- di uscire to spesso questi ultimi si ergono a donne e dei giovani.
mo anche nel modo di affrontare Cosa è cambiato nelle speranze dalla cri- giudici dei giovani senza ricono- Fra le sue pubblicazioni più
il mondo del lavoro: non vi sono dei giovani dagli anni del si, che cer- scere difficoltà che loro stessi vi- recenti: ‘Sociologie del tempo.
orizzonti a lungo termine ma il secondo dopoguerra ad oggi? to non vono. Gli adulti sono sempre più Soggetti e tempo nella socie-
fantasma di un posto che oggi c’è Si è perduta la dimensione sponsor dei sogni dei loro figli, ha tà dell’accelerazione’, Laterza,
e domani non si sa”. dell’ottimismo nei confron- osservato acutamente Gustavo 2009; ‘Sociologia della vita quo-
ti del futuro che fu fonda- Pietropolli Charmet, difendono tidiana’ (con Paolo Jedlowski),
Quali fattori hanno portato a mentale negli anni ’50 - ’60 a tutti i costi i sogni dei giovani, il Mulino, 2003. Ha curato (con
questa chiusura sul presente? e si è assistito a un declino talvolta a scapito del realismo, Elisabetta Ruspini) il volume ‘A
Sicuramente uno è la trasforma- dell’idea di un miglio- dell’individuazione di limiti e New Youth?’, Ashgate, 2006 e,
zione dell’orizzonte temporale ramento associato allo possibilità. Non farli sentire iso- singolarmente, ‘Tra i generi. Ri-
delle società occidentali verso scorrere del tempo, al lati, ricostruire le basi della con- leggendo le differenze di genere,
quello che possiamo definire un raggiungimento di vivenza in un momento partico- di generazione, di orientamento
“presente esteso” piuttosto che obiettivi, non solo per- lare di crisi e incertezze è molto sessuale’, Guerini, 2003.
un futuro a medio-lungo termi- sonali. Accanto a ciò
ne. La flessibilizzazione del lavo-
ro, la precarizzazione, la perdita
manca oggi un welfare Gli studenti delle scuole superiori

Pillole di speranza
della prospettiva del tempo inde- Carmen Leccardi

Parlando di futuro,
tra paure e progetti di vita
di Laura Solieri tative e i sogni di questi giova-
nissimi, che sono i diretti porta-

I
ragazzi che stanno frequen- tori (sani? speriamo) della nuova
tando le scuole superiori o generazione, ho sentito l’opinio-
che si sono appena diploma- ne di sette ragazzi di età e scuo-
ti stanno investendo sulla for- le diverse che con la franchezza
mazione scolastica per realizza- e l’immediatezza tipica dei lo-
re i loro progetti di vita. In parti- ro anni, mi hanno regalato una
colare i più grandi che hanno da ricca e piacevole chiacchierata di

Certo, un minimo di speranza c’è altrimenti non


mi verrebbe nemmeno voglia di andare a scuola
poco superato l’esame di maturi- cui riporterò, di ognuno, i con-
tà stanno intraprendendo nuovi tributi più significativi.
percorsi che oggi più che mai ri- “Sicuramente ho più paura
chiedono speranza e coraggio in che speranza per il futuro an-
questo tempo così difficile e scon- che se mi sembra così lontano il
volto. giorno in cui comincerò a lavo-
Per scoprire quali sono le aspet- rare, ammesso che quando sa-
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Note Modenesi
N. 4 - Dicembre 2010

I numeri
Studenti stranieri a Modena

S
ono oltre un migliaio gli La loro provenienza è molto La disaggregazione per facoltà
studenti stranieri iscritti a eterogenea e quasi universale, mette in evidenza come gli stu-
corsi di laurea dell’Univer- poiché rappresentano ben 82 dif- denti stranieri siano particolar-
sità degli studi di Modena e Reg- ferenti Paesi di quasi tutti i con- mente attratti dalla facoltà di
rà il momento il lavoro si trovi” portante per migliorarlo ma mi gio Emilia. Per l’esattezza 1003, tinenti, ad eccezione dell’Ocea- Economia e Commercio, dove
mi racconta Davide, il più gio- hanno sempre insegnato che si che corrispondono a poco più del nia. Molti, oltre i due terzi, ven- si è immatricolato il 22% degli
vane degli intervistati, 14 anni e parte dalle piccole cose, da quel- cinque per cento dell’intera popo- gono dall’Europa extra UE (35%) stranieri e di Ingegneria di Mo-
piedi ben piantati a terra. “Cer- le battaglie apparentemente inu- lazione universitaria di Modena e e dall’Africa (33%), mentre si fa dena (20%). In entrambe le fa-
to, un minimo di speranza c’è al- tili e molto semplici. Penso che se Reggio Emilia. Ed è una presen- più numeroso il gruppo degli coltà, come anche a Farmacia e a
trimenti non mi verrebbe nem- iniziamo a dire ciò che pensiamo za in costante aumento che com- asiatici che ora sono il 15%, pre- Lettere, gli stranieri superano il
meno voglia di andare a scuola. e a credere nei nostri sogni stia- prende anche gli stranieri di se- cedendo i coetanei di area UE 10% del totale degli studenti im-
Ad ogni modo, penso che per mi- mo già facendo un passo avan- conda generazione e quindi figli (14%). Decisamente meno nume- matricolati.
gliorare il futuro bisognerebbe ti per far sì che il nostro futuro di immigrati che si sono diplo- rosi gli studenti provenienti dal-
mati in Italia. le Americhe.
Il futuro è nelle nostre mani anche se non sarà semplice,
il mondo ormai è contorto, retto da pochi potenti
che si compiacciono di avere tutto nelle loro mani La studentessa straniera
prima capire gli errori passati e
mi piacerebbe che ci fossero delle
iniziative che coinvolgessero tut-
sia migliore” afferma Cecilia, 15
anni, che si descrive come un’in-
guaribile sognatrice. “Secon-
Gli altri siamo noi
ti i giovani in questo tentativo”.
“Premetto che sono una persona
do me è normale per noi giovani
avere paura del futuro, sia per la
Storia di Florence Tchouakam, dal Camerun a Modena
ottimista e forse un po’ troppo situazione in cui si trova lo Sta- per diventare ingegnere delle telecomunicazioni
sognatrice” esordisce Margheri- to che per la conseguente incer-
ta, 18 anni, occhi grandi e lumi- tezza che ci si presenta davanti. di Luigi Vaccari sivo il desiderio di rendersi au- riorità intellettuale rispetto agli
tonoma e la ricerca di un lavo- altri popoli africani: guai a dare

I
l fascino del “Belpaese” di- ro per sostenersi negli studi che ad un camerunense del nigeria-
Penso che se iniziamo a dire ciò che pensiamo e a venta sempre più seducente non arriva. La speranza di Flo- no”. Cosa manca a Modena per
credere nei nostri sogni stiamo già facendo un passo e affascina il mondo intero, rence non è quella di “sfondare” sentirti come a casa? “Mi man-
avanti per far sì che il nostro futuro sia migliore esercitando un incantesimo prin- nel nostro paese, ma di tornare a ca il calore e la vicinanza delle
cipalmente sui giovani. Molti dei casa. Magari trovando posto in persone: la nostra cultura ci por-
nosi, “ma verso il domani io nu- A scuola, poi, ritengo che si parli quali, carichi di speranza, scelgo- una multinazionale di telefonia ta ad andare incontro all’altro, le
tro soprattutto speranza. È vero troppo di università e troppo po- no l’Italia non solo come meta tu- o in un’azienda di telecomunica- persone sono più aperte, dispo-
che sono milioni le scelte che ci co di lavoro, quindi è quasi scon- ristica da visitare, ma anche come zioni. “Non mi interessano i sol- nibili”.
si presentano davanti agli occhi tato che la maggior parte degli destinazione per frequentare gli
e altrettante le difficoltà ma pen- studenti scelga di continuare gli studi.
so che ognuno possa trovare la studi dopo la maturità, soprat- È il caso di Florence Tchoua- Molto meglio vivere normalmente a casa propria
‘strada’ che più lo porti a realiz- tutto per quanto riguarda i li- kam, giunta a Modena sei anni che da ricchi all’estero. Oltretutto quando i soldi sono
zarsi e ad essere felice”. ceali” racconta Cristina, 19 an- fa dal Camerun per studiare in- tanti allontanano il cuore dal desiderio di rimanere
“Il futuro è nelle nostre ma- ni, viso timido e intelligen- gegneria delle telecomuni-
ni anche se non sarà semplice, il te. In un mondo che non cazioni. Conoscenza per- vicino agli altri e dare una mano a chi ha bisogno
mondo ormai è contorto, retto ci vuole più... recitava la fetta dell’italiano, sguar-
da pochi potenti che si compiac- canzone di Battisti. “In- do acuto e penetrante, di, molto meglio vivere normal- Rimane una comune fede,
ciono di avere tutto nelle loro vestire sui giovani in Ita- Florence non si sottrae mente a casa propria che da ric- quella cristiana cattolica, che
mani. C’è molto da cambiare, ep- lia è ormai un proposito alle domande e ci raccon- chi all’estero. Oltretutto quando Florence pratica frequentando
pure c’è ancora un anelito di gio- off-limits, basti pen- ta del suo sogno, che i soldi sono tanti allontanano il la comunità cristiana francofo-
ia, una bellezza nascosta che do- sare agli attuali tagli presto si trasformerà cuore dal desiderio di rimanere na che si incontra in S. Barnaba
vremmo riuscire a cogliere. Sa- sulla scuola e io che in realtà, di diventare vicino agli altri e dare una mano ogni domenica alle 11. “Un mo-
rà la gioia che mi riempie in que- sono più che maggio- ingegnere. a chi ha bisogno”. do per sentirci tutti vicini. Le
sto periodo, però non posso che renne ci tengo a soste- “L’Italia? Una scel- Come trova Modena chi come proprie origini non vanno na-
guardare al futuro con aspetta- nere le spese in cam- ta quasi obbliga- te arriva da lontano? “Modena scoste e messe da parte. Anche se
tive e speranza!” racconta An- po scolastico/formati- ta, grazie ai co- l’ho trovata una città abbastan- non è giusto chiudersi in se stes-
drea, 19 anni, al primo anno di vo” dice invece Fran- sti più acces- za accogliente anche se diver- si ma camminare tutti insieme
Teologia al seminario di Mode- cesco, 19 anni, appe- sibili rispet-
na, sguardo convinto e sorriden- na uscito dalle supe- to ad altri
te. “Forse al giorno d’oggi la spe- riori e con sete di af- paesi, e re- Modena l’ho trovata una città abbastanza accogliente
ranza appartiene più all’infan- facciarsi al mondo”. sa possibile anche se diversi ragazzi di colore raccontano di
zia. A mio parere i giovani vengo- In questa società, le grazie all’aiu- essere stati vittime di episodi di razzismo
no sottovalutati e scoraggiati: bi- speranze che ripongo to economico dei miei
sogna smettere di dirci che il fu- nel futuro sono inver- genitori. Hanno dovu-
turo non presenta occasioni ma samente proporzionali a quel- to versare una congrua si ragazzi di colore raccontano sulla via dell’integrazione”. Ab-
invitarci a realizzare i nostri so- le che ripongo nel presente, in somma di denaro all’ini- di essere stati vittime di episodi battendo, anche grazie agli studi
gni perché non è vero che man- cui non vedo del buono. Ora zio degli studi per dimo- di razzismo. Comunque tutto il e alle speranze di un futuro mi-
ca l’interesse da parte nostra” bisogna organizzarsi, gli spun- strare alla frontiera e alle mondo è paese, anche i ragazzi gliore i pregiudizi che ci circon-
mi dice Sara, 18 anni e un sorri- ti non mancano, perché  siamo autorità competenti che lo di colore possono essere razzisti. dano. A volte, i muri vanno giù
so contagioso. “Credo che la spe- giovani ma non deboli”. studio non era un pretesto Sia nei confronti dei bianchi, sia al soffio di un’idea, come dice la
ranza sia necessaria in un mon- per entrare in Italia a fare nei confronti degli altri africani. bellissima canzone di Umberto
do dove ci sono tante ingiustizie altro”. Dall’anno succes- Noi del Camerun, ad esempio, ci Tozzi “Gli altri siamo noi”.
e tanti problemi. Spesso mi pia- riteniamo un popolo di studiosi
cerebbe fare qualche cosa di im- Florence Tchouakam ed avvertiamo un senso di supe-
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Note Modenesi
N. 4 - Dicembre 2010

La consigliera comunale L’amministratrice locale

Politica La speranza di cambiare


in rosa Intervista a Benedetta Brighenti,
assessore a Castelnuovo Rangone
Intervista a Giulia
Morini, consigliere di Linda Petracca e la passione per portarlo avanti ducia, nel mio piccolo, che la mia
e smentirebbe qualsiasi suo pre- speranza accenda speranza an-

B
comunale a Modena enedetta Brighenti ha 28 concetto. Io ci metto tutta me che negli altri, che contribuisca
anni, laureata in inge- stessa per comunicare alle perso- all’instaurarsi di un movimento
di Marco Ranuzzini mo il paese della precarietà senza gneria edile e architettu- ne il mio atteggiamento di amo- virtuoso.
uscita, della disoccupazione sen- ra a Bologna, ha approfondito, re e di speranza nel futuro. Ma

“S
peranza”, è un termine za tutele, della scuola e dell’Uni- con stage e seminari, i temi del- non è facile, perché questa dram- Per il tuo futuro personale,
che si può ancora usa- versità curate a suon di tagli. Sia- la bioarchitettura e della soste- matica incomunicabilità che al- che speranze nutri?
re nel binomio giova- mo il paese che investe meno in nibilità energetica. Dal 2009 è lontana la politica dal mondo re- È una domanda complessa cui ri-
ni-politica? Lo abbiamo chiesto a ricerca, quello nel quale le donne spondere, perché portare avanti
Giulia Morini, 23 anni, consiglie- dopo aver fatto un figlio spesso La speranza che qualcosa possa cambiare in meglio questo lavoro, con questo tipo di
re comunale di Modena e segreta- non tornano al lavoro. C’è pochis- profondità, che contraddistin-
rio del circolo del Pd di Albareto. sima speranza tra i giovani come
è ciò che mi motiva ancora adesso, nonostante gue tutti noi assessori e la nostra
me. I dati attestano che Modena le numerose difficoltà e i sacrifici continui sindaco, lascia poco tempo per
Cosa spinge un ragazzo ha costruito una rete che sostiene valorizzare il mio titolo di studi.
a impegnarsi in politica? le persone nel proprio percorso di assessore a Castelnuovo Rango- ale è comunque il sintomo di un Nonostante ciò, da un po’ di tem-
C’entra qualcosa la speranza? vita, tutelandone la libertà. Non ne, con deleghe alle Opere Pub- sistema incancrenito e di un mo- po ho ripreso a lavorare come in-
La speranza in cosa? si può, però, delegare la soluzione bliche, alle Politiche ambientali do di amministrare il territorio gegnere e vedo che anche in que-
Ho iniziato ad impegnarmi in po- a problemi strutturali del nostro e del Territorio, al Patrimonio e basato soprattutto su questioni ste vesti mantengo l’approccio
litica perché avvertivo l’esigenza paese agli enti locali che già fati- alla Protezione Civile. di calcolo. che ho acquisito occupandomi
di “impossessarmi” dei cambia- cano a chiudere i propri bilanci. della cosa pubblica. Ho capito che
menti che mi circondavano. Era- Era una tua ambizione Qual è l’aspetto più appagante questa esperienza mi ha cambiato
no gli anni della riforma Moratti, Cosa ne pensi dei ragazzi professionale fare l’assessore? del tuo lavoro, quello che ti fa la vita e mi accompagnerà sempre
il primo palese tentativo da parte della tua generazione rispetto Non avrei mai immaginato di sperare meglio per il futuro? nel mio percorso, che esso mi veda
del centrodestra di mettere in di- al tema della speranza? ricoprire un ruolo simile, per al- La cosa più bella che può succe- come amministratore pubblico
scussione i principi di pubblicità Ho tantissima fiducia nei miei meno due motivi: prima di tutto dere in questo mio lavoro è che o come tecnico. Posso dire che
non pensavo di averne le capacità a fronte di approcci spigolosi, questo atteggiamento farà sicu-
La speranza è tutto per un giovane che si avvicina alla e in secondo luogo sentivo quanto quando il mio interlocutore per- ramente parte del mio futuro per-
il sistema politico fosse distante
politica: c’è la speranza di poter lasciare il segno, di poter dai cittadini e quindi anche da me
modificare anche in modo minimale il corso degli eventi e dalla mia sensibilità. Quando la Ho fiducia, nel mio piccolo, che la mia speranza
Sindaco, Maria Laura Reggiani, accenda speranza anche negli altri, che contribuisca
e libertà della scuola. C’era voglia coetanei: siamo una generazione me lo chiese la prima volta rifiu- all’istaurarsi di un movimento virtuoso
di opporsi, di difendere la scuola in grado di accedere con facilità tai! Ma continuai a pensare a ciò
pubblica per costruirne una mi- alle informazioni e con gli stru- che avrebbe potuto fare una per-
gliore. Ho iniziato un percorso menti per trasformarle in compe- sona lontana dalle dinamiche po- cepisce l’animo con cui affronto sonale, perché sto dimostrando a
che non si è più concluso. La spe- tenze. Abbiamo le carte in regola litiche e motivata esclusivamente le cose, perde ogni rigidità e la me stessa che la speranza paga…
ranza è tutto per un giovane che per riscrivere il declino del nostro dalla voglia di fare qualcosa per il sua comprensione diventa la mia solo così si possono cambiare le
si avvicina alla politica: c’è la spe- paese, ma ci deve essere uno spa- suo paese, soprattutto in ambito energia per andare avanti. Ho fi- cose!
ranza di poter lasciare il segno, di zio in grado di accogliere il no- energetico e ambientale. Mi con-
poter modificare anche in modo
minimale il corso degli eventi. E
stro sdegno. Il movimento delle
“Agende Rosse”, il Popolo Viola, il
vinsi che potevo fare la differenza.
Ecco perché, infine, ho accettato
Il ricercatore
l’incarico: la speranza che qualco-
sa possa cambiare in meglio è ciò
All’estero è meglio
C’è molta rabbia nei confronti di una politica che che mi motiva ancora adesso, no-
spesso è lontana e balbettante; mettersi in posizione nostante le numerose difficoltà e
Storia di Marcello Rosini, giovane
di ascolto e di confronto può essere un primo passo i sacrifici continui. Tra le mie de- ricercatore precario
leghe, quella cui sono più affezio-
per trasformare quella rabbia in speranza nata, è “Ambiente e Territorio”, di Linda Petracca di ricerca, per lo studio su scala
cioè quella che prevede il lavoro atomistica, delle proprietà strut-

M
poi c’è la speranza di agire perché MoVimento “a cinque stelle”, pur più silenzioso e, in apparenza, più arcello Rosini, 34 turali ed elettroniche dei nanofi-
altri ne raccolgano i frutti: quan- con molti distinguo, ci dimostra- marginale, ma che può davvero anni, ha conseguito li. Marcello è riuscito a coniugare
do allunghi un volantino, non sai no che i giovani sanno costruirsi cambiare la vita delle persone. il dottorato di ricerca la sua attività da ricercatore con
che effetto stai producendo sul- le occasioni di partecipazione. Il confronto è stato molto dif- in Fisica all’Università degli stu- il matrimonio e la paternità: una
le persone che incontri. Magari Io credo che la politica debba ficile: per la maggior parte del- di di Modena e Reggio Emilia nel mosca bianca fra i suoi colleghi
cercherà di saperne di più perché ascoltare quelle voci e sentirsi le persone, e in particolar mo- 2004, dopo essersi laureato in Fi- che condividono con lui la preca-
quello che hai fatto o detto l’ha costantemente investita del do- do per i ragazzi della mia età, è sica con 110 e lode nel 2000. rietà di una posizione professio-
incuriosito. La speranza di un vere di dire la propria sulle sfide complesso concepire un impe- Ha un’esperienza decennale nale legata a sempre nuovi asse-
giovane che fa politica è di essere che le pongono. C’è molta rabbia gno pubblico di questo tipo; sen- maturata trascorrendo periodi gni di ricerca che si sostituiscono
contagioso. nei confronti di una politica che za tralasciare che alcune parole di ricerca all’Università di Lecce ad altri assegni ormai scaduti, e
spesso è lontana e balbettante; come “amministratore”, “giun-
Secondo te Modena e l’Italia mettersi in posizione di ascolto e ta”, “assessorato” hanno acquisi-
sanno rispondere alle di confronto può essere un primo to una connotazione negativa ed
Per continuare a fare il fisico come ho sempre desiderato,
speranze dei giovani? passo per trasformare quella rab- evocano una sensazione di con- dovrei emigrare, l’Italia non mi dà speranze
No, l’Italia non sa rispondere alle bia in speranza. flitto nei cittadini. In realtà cre-
speranze dei giovani. Nel 2010 do che chiunque si ritrovasse, co- e al Fritz Haber Insitute di Ber- così via per anni. Dieci, nel caso
la disoccupazione giovanile “in- me me, immerso in questo la- lino. Gli ultimi due anni lo han- di Marcello, che dopo lo scade-
ghiotte” un giovane su tre. L’Ita- voro per la propria città e i pro- no visto nuovamente a Modena, re dell’ultimo contratto, ha deci-
lia non è un paese per giovani: sia- pri cittadini, troverebbe l’amore detentore dell’ennesimo assegno so di svincolare il suo destino da
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Note Modenesi
N. 4 - Dicembre 2010

La giovane universitaria Il ricercatore


Futuro in nero
Le difficoltà di trovare lavoro nel nostro Talenti in fuga
Paese nell’esperienza di Roberta Pistoni Storia di Federico Iori, tra voglia d’Italia
di Linda Petracca nuovi metodi per affrontare espe- e necessità di rimanere all’estero
rienze di progetto. Per il momen-

R
oberta Pistoni, 22 anni, to questa università conferma le MacDonald. di Linda Petracca gna…) o come una sorta di asse-
una fedina scolastica im- mie aspettative. gno di ricerca, con un carico fi-

M
macolata, si è laureata in Inoltre la scelta della meta è ri- A parità di percorso, credi i chiamo Federi- scale e contributivo ridotto o as-
architettura a Mantova con un caduta sulla Francia perché de- che sia più complesso per un co Iori. Sono nato sente (Italia).
bel 110 e lode. “Tre anni indimen- sideravo imparare una lingua ragazzo, realizzare le proprie nell’ultimo anno dei Da tre anni, come postdoc, la-
ticabili, non solo per la mole di sconosciuta. Sono stata un’in- speranze in Italia, rispetto ad grandi ’70, a Modena, quel “gran voro in Francia, presso l’Ecole
tempo ed energie spese a studia- cosciente a partire senza sapere un altro paese europeo? pezzo dell’Emilia” conosciuta in Polytechnique a Palaiseau, vici-
re e fare progetti. Mi sono laurea- nessuna parola francese a parte Prima di partire pensavo che in tutto in un mondo, dove ho stu- no Paris, dove vivo. Dal gennaio
Italia fosse più difficile crescere. diato al liceo scientifico e all’uni- 2011 per inseguire migliori pro-
Ma poteva essere un pregiudizio. versità, fino a conseguire il dotto- spettive lavorative, ho deciso di
Dovrei iscrivermi a un dottorato e poi sperare Ora ne sono convinta! In Italia, rato in fisica. Le mie speranze ver- iniziare una nuova avventura,
che un professore mi prenda sotto la sua ala, ma anche nella più prestigiosa del- so il futuro, all’epoca, non erano sempre nella ricerca, in Spagna,
vista la situazione della scuola, il mio destino le facoltà, il merito conta fino a ben chiare. Ero curioso di prose- a San Sebastian, Pais Vasco do-
un certo punto. Da noi, ad essere guire in questo percorso chiama- ve, nonostante la crisi picchi du-
sarà quello di lavorare da MacDonald ottimisti, riesci a diventare pro- to “ricerca”, per approfittare de- ro, le possibilità di “fare scienza”
fessore o ricercatore a 50 anni se
ta in settembre, e per quanto que- “croissant”, che mi ha permesso muore il collega che occupava
sta sia una bella soddisfazione di non morire di fame! Per fortu- quel posto. Questo meccanismo
Mai avrei pensato di essere obbligato a una
per me, conservo la convinzione na tutto procede bene. E sto di- fa sì che i professori nelle nostre periodica peregrinazione attraverso svariate
che la laurea triennale sia una pa- ventando un mimo perfetto. università, anziani, siano, in gran posizioni di ricercatore, in vari Paesi “stranieri”
gliacciata. Ora sono nuovamente parte, incapaci di trasmettere
iscritta alla facoltà di architettu- Dove speri che ti porterà il nuove teorie o usare nuove tecno- gli stimoli e delle opportunità sono ancora molto alte.
ra del Politecnico di Milano per percorso di studi che hai scelto? logie. In Francia puoi diventare che questa strada sembrava offri- Sono soddisfatto del percorso
completare la laurea magistrale. Dopo essere diventata architet- professore a 24 anni appena ti sei re. Mi vedevo a Modena, con un finora fatto: le esperienze dopo il
Il primo anno di specialistica lo to, mi piacerebbe svolgere atti- laureato, tramite concorso. Inol- buon lavoro in un settore di ricer- dottorato mi hanno aiutato a ca-
trascorrerò a Nantes, cittadina a vità di ricerca e insegnare all’in- tre qui lo Stato dà finanziamenti ca e sviluppo, che mi avrebbe po- pire cosa voglio “fare da grande”:
nord della Francia sulla foce del- terno dell’Università, in modo alla cultura e alle università, con tuto offrire la stabilità economi- ricerca scientifica, inquadrata in
la Loira, dove mi sono appena tra- da non dover passare il resto dei aiuti economici consistenti a chi ca per curare me stesso, la mia fa- un team di lavoro con contatti e
sferita. Ho scelto di fare un pro- miei giorni chiusa in uno studio studia lontano da casa. L’Italia è miglia e i miei interessi. Mi aspet- scambi a livello internazionale.
getto Erasmus qui perché la fa- davanti a un computer. Per far il paese della Comunità europea tavo una vita articolata secondo i Ammetto però che fra le mie
coltà riserva molta attenzione a questo dovrei iscrivermi a un dot- che ha tagliato, più di tutti gli
tematiche importanti e attuali torato e poi sperare che un profes- altri, i fondi all’istruzione, com-
come la sostenibilità ambientale sore mi prenda sotto la sua ala, promettendo il futuro e lo svilup- Ammetto però che fra le mie più grandi speranze
degli interventi e la progettazione ma penso che, vista la situazione po dell’intera nazione. In questo c’è quella di rientrare in Italia dai miei genitori
degli spazi aperti. Volevo inoltre attuale della scuola e la misera contesto sarà dura realizzare le e dalla mia ragazza, fisica pure lei, a Lecce
sperimentare un tipo di insegna- attenzione riservata ai giovani in mie speranze. Ma io ci provo lo
mento meno “ingessato” rispetto Italia, il mio destino sarà verosi- stesso. Mi serve un caloroso in boc-
al nostro e conoscere da vicino i milmente quello di lavorare da ca al lupo!”. ritmi e i tempi della Modena che più grandi speranze c’è quella
conoscevo. Mai avrei pensato di di rientrare in Italia dai miei ge-
essere obbligato a una periodica nitori e dalla mia ragazza, fisica
questo gioco al massacro fatto di universitario, tenendoti la testa posti. Ti viene riconosciuta più au- peregrinazione attraverso svaria- pure lei, a Lecce. Questo deside-
continui concorsi ed esami che premuta nella precarietà, ti nega tonomia, non sei necessariamente te posizioni di ricercatore, in vari rio si scontra prepotentemente
non lasciano intravedere possi- un lavoro stabile, una carriera legato ad un professore, come spes- Paesi “stranieri”. con la cruda realtà: in Italia, per
bilità di carriera. “Per continua- e quella minima sicurezza so accade qui: ad un certo momen- Attualmente, infatti, ricopro uno che è stato in un contesto in-
re a fare il fisico come ho sempre un ruolo non permanente che ternazionale, non vi è posto. Il si-
desiderato, dovrei emigrare, l’Ita- Il mondo universitario all’estero è più dinamico, gode viene genericamente definito stema è bloccato, asfittico e com-
lia non mi dà speranze. Ma come postdoc... post-dottorato. Que- pletamente incancrenito da mec-
padre non posso permettermi di di un’immagine più prestigiosa, dispone di più fondi e sta posizione, a seconda della le- canismi locali che premiano il
espatriare e tanto meno di rine- quindi di più posti. Ti viene riconosciuta più autonomia gislazione dei diversi Paesi, viene personale precario interno. Pre-
goziare ogni anno la mia posizio- inquadrata come contratto di la- so fra questi due desideri: torna-
ne lavorativa nella speranza che economica che ti permette to della carriera puoi costituirti un voro a tempo determinato (Fran- re in Italia, dove ho la mia casa e
le cose cambino; pertanto sto cer- di progettare il futuro? tuo gruppo di lavoro, di cui essere cia, Spa- le mie radici e rimanere all’este-
cando lavoro fuori dal mondo ac- “Io e i miei colleghi siamo come responsabile. All’estero è più facile ro dove le opportunità di lavo-
cademico. Mentre aspetto che il congelati all’età di 27/28 anni, crescere e anche sperare”. ro sono più appetitose, mi chie-
mio curriculum vitae sia preso in quando abbiamo preso il dotto- do: quale è il mio futuro? Do-
considerazione da qualche azien- rato. La nostra posizione equivale ve è collocato? Abbandonare
da, consapevole che l’età non mi a quella che coprivamo allora: ab- la speranza di tornare a casa
aiuta e mi passeranno davanti biamo poche o nessuna respon- mi richiede un grande sfor-
ragazzi dottorati di fresco, sono sabilità né libertà d’azione. Non zo. D’altra parte, come pos-
tornato a fare l’istruttore di nuo- si diventa mai adulti professio- so pensare di tornare in un
to. Avevo smesso 10 anni fa, pro- nalmente, così. E diventarlo nella Paese da cui i miei colleghi
prio per laurearmi”. vita richiede un grande sforzo”. scappano per non patire la
precarietà a vita?
Eppure in questi dieci anni All’estero è diverso?
Federico Iori
Marcello ha dato importanti “In generale il mondo universita-
contributi alla fisica, in Italia e rio all’estero è più dinamico, gode
all’estero. Come si fa a crescere di un’immagine più prestigiosa,
psicologicamente se il sistema dispone di più fondi e quindi di più
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Note Modenesi
N. 4 - Dicembre 2010

Il filosofo lorizzare l’autonomia persona-

Per un’egemonia
le abbandonando quei meccani-
smi che rendono la nostra socie-
tà del tutto statica: gerontocra-
zia, familismo, clientelismo. So-

della speranza
lo eliminando finalmente queste
metastasi civili possiamo rimet-
Massimiliano Panarari tere in moto le nuove generazio-
ni offrendo loro spazi di scelta e
Intervista a Massimiliano Panarari, crescita personale.
frire loro degli esempi da
autore del volume “L’egemonia sottoculturale - emulare, coi quali confrontarsi. Esiste un modo per concorrere ad
L’Italia da Gramsci al gossip” D’accordo, siamo dominati dal- una svolta o siamo condannati
lo show business e da qui, al mo- all’attesa che questo ciclo storico
mento, non si scappa. Però anche semplicemente si esaurisca?
all’interno di un sistema così to- Anche se certamente esistono i fa-
talizzante è possibile individua- mosi cicli, non vi è nulla di prede-
di Davide Lombardi qualunque costo, ricorrendo alla ra capaci di stare in piedi. Penso re buoni e cattivi maestri. Pen- terminato nella storia. Le trasfor-
violenza, alla prevaricazione si- che le religioni, quando non stru- so ad esempio a uno come Bono, mazioni non avvengono per caso

“L’
egemonia sottocul- stematica. Un nichilismo che è la mentalizzate dalla politica al fine degli U2. Ce ne vorrebbero altri ma perché qualcuno si impegna
turale - L’Italia da naturale conseguenza del domi- di fomentare e generare conflitti,
Gramsci al gossip” nio del neo-liberismo e dell’uni- possano svolgere un ruolo positi-
del reggiano Massimiliano Pa- co ethos che questo riconosce: il vo nella valorizzazione di quelle Esiste comunque la possibilità, come individui,
narari, edito da Einaudi, è forse consumo. Vorace. Totale. comunità di cui parlavo in pre- di sottrarsi a questa egemonia sottoculturale
il saggio che come nessun altro cedenza. Anzi, sarebbe forse ora in singole azioni di resistenza civile
in precedenza, fornisce una rico- Un quadro cupo senza di pensare anche a delle religioni
struzione e un cappello teorico alcuna speranza. civili per chi, come me, fatica a
alle mutazioni epocali di una so- Non proprio. Se non è più data riconoscere una dimensione tra- come lui. Ma possiamo rimane- perché accadano. Ricominciamo
cietà passata appunto, da Gram- una dimensione collettiva, esiste scendente e tuttavia ha bisogno re anche su dimensioni più vici- ad esempio a fare politica sottra-
sci al gossip, da intellettuali come comunque la possibilità come in- di partecipare alla costruzione di ne a noi: penso all’università co- endo all’economia il controllo
Pasolini, Calvino, Moravia ad An- dividui di sottrarsi a questa ege- nuovi valori e nuovi modelli civi- sì incapace di fornire intellettua- dell’orientamento dell’immagi-
tonio Ricci di “Striscia la notizia”, monia sottoculturale in singole li, appunto. li positivi che aiutino i giovani nario. Le cose possono cambiare
a individuare e costruire i loro se ognuno sarà in grado di of-
Riccardo, l’ormai celebre operaio percorsi personali. Anche lì ser- frirsi, nel suo piccolo, come testi-
L’unica speranza legittima è quella privata, individuale, di “Videocracy” di Erik Gandini,
fondata su disvalori quali l’arricchimento personale, cerca disperatamente di “diventare
Sarebbe forse ora di pensare anche a delle religioni civili
l’affermazione di sé a qualunque costo, ricorrendo famoso” perché, a parte la strada
del successo televisivo, non vede per chi, come me, fatica a riconoscere una dimensione
alla violenza, alla prevaricazione sistematica altri orizzonti disponibili per trascendente e tuttavia ha bisogno di partecipare alla
una qualche affermazione di sé.
Alfonso Signorini, Maria De Fi- azioni di esistenza civile. Azioni I giovani del 2010 puntano tutte le costruzione di nuovi valori e nuovi modelli civili
lippi di “Amici”, veri influencer del- che possono produrre una condi- loro carte su “X-Factor” o “Amici”
la sottocultura egemone dell’Ita- visione di valori che crei, rigeneri, semplicemente perché non sono virebbero nuovi e bravi maestri. mone. Testimone di una propria
lia contemporanea. Per lo stu- delle comunità. Dunque nuove offerte loro alternative credibili. Ma la questione università in- dignità personale sottratta alla
dioso, il frullato di cronaca nera dimensioni collettive, per quanto Per restituire nuove speranze cre- troduce direttamente al secon- cupezza dell’egemonia sottocul-
e cronaca rosa, vip, gossip, trash, limitate rispetto all’attuale oriz- do ci sia bisogno di due cose. do aspetto di cui abbiamo dispe- turale.
kitch, veline e calciatori, che do- zonte complessivo. Da queste bi- Dei maestri che possano of- rato bisogno in questo Paese, va-
mina indisturbato il nostro oriz- sogna ripartire per ricostruire un
zonte immaginario prima che te- senso e restituire una speranza.
levisivo, agisce come “mezzo di
distrazione di massa” e produce Un’azione individuale di
una povertà intellettuale che la- esistenza civile è, ad esempio,
scia ai padroni del vapore la possi- scrivere un libro come il suo? Conto 18 - 35
bilità di agire quasi indisturbati Sì, posso riconoscermi in una si-
nel perseguire i propri interessi. A mile affermazione.
Panarari abbiamo chiesto di an-
dare oltre la sua lucidissima ana- Che fine hanno fatto antichissimi
lisi per definire qualcosa che pos- “ordini di senso” come la
sa rompere questi “meccanismi di politica o la religione? C’è
controllo” e restituire senso e spe- ancora spazio perché queste
ranza all’Italia che verrà. producano nuove, e migliori,
forme di egemonia culturale?
Nell’epoca dell’egemonia La forma collettiva che prende
sottoculturale, come cambia il nome di “politica” è totalmen-
l’orizzonte di senso e dunque le te sradicata oggi. É considerata
aspettative e le speranze che si un’attività inutile e dannosa do-
A
L BANC
possono avere rispetto al futuro? minata da corruzione e immora-
Il dominio dei mass-media ha lità. Al momento mi pare compli- e E M I
o ch ire
trasformato la realtà in una iper- cato, anche se non impossibile, Il futur tarti a costru
u
realtà modificando radicalmente
gli orizzonti di ciascuno di noi e
pensare ad un suo riscatto in una
collettività, di cui questa politica
può ai
della collettività nel suo insieme è parte ed espressione, così do- www.emilbanca.it
la provincia di Modena
che, come tale, non esiste più. minata dalle spinte neoliberiste Le filiali Emil Banca del
L’unica speranza legittima è quel- che hanno prodotto questa ege-
MODENA - PALAZZO MODENA EST BAGGIOVARA
la privata, individuale, fondata monia sottoculturale. Diverso il EUROPA Via C. Menotti 215 Via Luigi Settembrini 201/f
su disvalori quali l’arricchimento discorso per le religioni che, forse, Via Emilia O. 115 Tel. 059.239314 (c/o Baggiovara Center)
Tel. 059.822886 Tel. 059.512308
personale, l’affermazione di sé a sono le uniche narrazioni anco-
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Note Modenesi
N. 4 - Dicembre 2010

Lavoro Nord chiama Sud

I cacciatori di teste I viaggi della speranza


Come gli esperti di selezione del personale
ricercano i giovani da inserire nelle Beatrice D’Agostino, salita al nord con una valigia carica
aziende modenesi di incognite e paure
di Paolo Tomassone forse non è un’utopia, ma è una di Valentina Lanzilli siamo trovati con alcuni amici e sci a raggiungerle tutte”. Mentre
conquista che arriva dopo molti chiacchierando sulle nostre mi- chiacchieriamo le chiedo se è fe-

Q T
ualcuno ha il “chiodo fis- anni di lavoro interinale o di col- ra il 1990 e il 2005 qua- sere condizioni di emigranti e lice qua, e se le manca la sua ter-
so” e per realizzare il pro- laborazioni nelle forme più varie. si due milioni di cittadi- precari abbiamo deciso di met- ra: “Mi manca il concetto di co-
prio sogno lascia fami- Rispetto a vent’anni fa è più faci- ni italiani sono stati co- tere insieme le nostre potenziali- munità che c’è al sud, la convi-
glia e amici, fa mille chilometri le inserirsi in un ambiente di la- stretti ad abbandonare il Sud per tà artistiche e di fondare un’as- vialità, il non sentirsi mai soli.
e si trasferisce anche solo per un voro, ma per raggiungere il ‘posto andare a trovare un impiego in sociazione culturale. Le altre cose no, lo stato giù
anno, senza una certezza assolu- sognato’ passano tanti anni”. qualche cittadina del Nord; sono In fondo non ci rimaneva altro non esiste, non ci sono control-
ta sul futuro. Ma si tratta di “mo- Secondo gli esperti di selezio- questi i dati di una recente inda- che l’arte, l’unica cosa non preca- li, non esistono i diritti sul lavo-
sche bianche”. Il resto dei giovani ne del personale chi completa gli gine condotta dalla Banca d’Ita- ria; per questo abbiamo deciso di ro; le nostre campagne sono pie-
– quelli appena laureati e in cer- studi non ha poi un’idea chia- lia sulla “Mobilità del lavoro in
ca di lavoro – si pongono obietti- ra di quello che dovrà vivere a li- Italia”. E se “la valigia di carto-
vi “molto più modesti” e non han- vello professionale. “L’università ne” degli anni cinquanta era pie- Se “la valigia di cartone” degli anni cinquanta era piena
no quello “slancio ideale” che ave- – secondo Tagliazucchi – è mol- na di sacrifici ripagati da un fu- di sacrifici ripagati da un futuro di ampie prospettive,
turo di ampie prospettive, quel- quella del 2000, è carica di incognite e paure
la del 2000, è carica di incognite
Per creare un curriculum che ‘salti subito all’occhio’ e paure. Un Mezzogiorno incapa-
occorre un master o una specializzazione ulteriore ce di trattenere il proprio capita- chiamarla PrecariArt”, racconta ne di persone che lavorano in ne-
le umano, si scontra con un Nord sorridente Beatrice. Si sarebbe- ro dodici ore al giorno per venti
vano i loro genitori 20 o 30 anni to meno selettiva rispetto il pas- che diventa un investimento a ro occupati dell’organizzazione, euro. Qui le chance sono sicura-
fa. Guai, però, a ripescare quella sato. I giovani arrivano con più rendimento sempre meno sicuro. realizzazione e promozione  di mente maggiori, ci vorrà solo un
triste definizione dell’allora mi- conoscenze informatiche e delle E allora dove vanno a finire le eventi nei settori socio-culturali, po’ più di tempo. Sono attratta
nistro dell’Economia Tommaso lingue straniere, nel mondo glo- speranze dei giovani? Nella mag- educativi e artistici, con lo scopo da alcuni modelli europei, dove
Padoa-Schioppa: “Non si posso- balizzato è un fattore importan- gior parte di loro rimangono, non solo di divulgare nuove for- lo stato sociale è una realtà con-
no definire ‘bamboccioni’; sono te. Ma oggi la laurea non è più “perché in fondo continuare ad me di creatività, ma anche di dar solidata. Chissà, magari quella
soltanto un po’ più seduti… an- un fatto distintivo. Per creare un impegnarsi per seguire i nostri vita ad occasioni di socialità, in- potrebbe essere la prossima me-
che dopo un master, alcuni viaggi curriculum che ‘salti subito all’oc- sogni è l’unica cosa che rimane”, contro e scambio tra diverse re- ta. Non mi arrendo”.
all’estero e una serie di specializ- chio’ occorre un master o una mi racconta Beatrice D’Agosti- altà.
zazioni, sanno con certezza che specializzazione ulteriore”. no. Il primo spettacolo di strada si
un posto fisso non l’avranno. E al- Precarietà o meno, il coraggio Ha trent’anni, è nata a Cori- chiama “Artisti a Progetto”, ed è
lora ripiegano”. Così osservano il – come ricordava Manzoni nei gliano Calabro, un comune di stato molto apprezzato dalle tan-
popolo dei giovani precari i “cac- Promessi sposi – se uno non l’ha quarantamila abitanti in provin- te persone presenti. È stato il pri-
ciatori di teste” (per dirla all’ame- non se lo può dare. Fa parte del cia di Cosenza, ma vive a Mode- mo di una lunga serie che oggi
ricana), chi fa ricerca e selezione carattere di ognuno. Ma ci sono
del personale per le industrie mo- dei segnali che fanno compren- In fondo non ci rimaneva altro che l’arte,
denesi. dere un cambio rispetto al pas-
Abbiamo sentito il parere di sato. “Si sono trasformati gli sti- l’unica cosa non precaria; per questo abbiamo
Giorgio Pagliani della Nuova li di vita, i giovani sono abitua- deciso di chiamarla PrecariArt
Rispetto altri paesi, come per esempio negli Usa, qui in na dal 1996. È arrivata a Modena vede i ragazzi impegnati in tante
perché Corigliano le stava stretta iniziative in vari comuni del mo-
Italia siamo in ritardo sulla flessibilità. É un fenomeno che e non aveva nulla da offrirle. Per denese. “Volevamo raccontare,
avanza e che condizionerà sempre più le scelte dei giovani questo, finite le superiori, sceglie attraverso l’arte, come la preca-
la nostra città per iscriversi alla rietà coinvolga tutti gli aspet-
Tesi srl e Guido Tagliazucchi di ti a vivere bene e a godersi il tem- facoltà di Giurisprudenza. ti della vita, non solo il
Re.S. Studium sas: per industrie po libero – precisa Tagliazzucchi Ma il sogno di potersi dedicare lavoro. Se non hai cer-
e medie imprese di Modena ri- –. É raro trovare dei giovani spo- unicamente agli studi dura ben tezze, questo si riper-
cercano, tra i laureati modenesi e sati a trent’anni perché si prefe- poco, e dopo due mesi inizia a la- cuote su di te, sul
non, figure specializzate da inse- risce uscire di casa da garantiti, vorare presso la Cir con un con- tuo rapporto con gli
rire nel proprio organico. almeno col lavoro. Sì, la preca- tratto part-time che le permette- altri, sul tuo modo
Il forte distacco – di sempre – rietà incide, ma rispetto altri pa- va anche di studiare. di essere.
tra il mondo accademico e quel- esi, come per esempio negli Usa, Questo sarà il primo di una se- Il messaggio pe-
lo del lavoro, è uno dei fattori qui in Italia siamo in ritardo sul- rie di lavori che si alterneranno, rò è sempre lan-
che più condiziona le scelte pro- la flessibilità. É un fenomeno che con l’unico obiettivo di mante- ciato con ironia,
fessionali delle nuove generazio- avanza e che condizionerà sem- nere affitto e studi. Terminato mai con pesan-
ni. “Molti imprenditori di Pmi – pre può le scelte dei giovani”. l’incarico con la Cir, lavora per tezza. Ed è un
spiega Pagliani – preferiscono as- Quanto è lontano il ’68 e gli an- cinque anni come cassiera all’ex messaggio che
sumere un perito o un diploma- ni delle rivoluzioni, quando si per- cinema Capitol di Modena, poi arriva a tutti
to, perché ha meno pretese ed è cepiva a scuola, nell’associazioni- milita come funzionaria in un proprio per-
meno orgoglioso del proprio cur- smo e anche in fabbrica, molta più partito fino ad arrivare in una ché abbiamo
riculum studiorum rispetto ad un tensione ideale. “I giovani si pon- cooperativa, dove oggi lavora co- scelto l’arte
laureato; poi può formarlo a se- gono obiettivi molto più mode- me operaia per otto ore al giorno di strada.
conda delle mansioni per cui lo sti e concreti – conclude Pagliani percependo cinque euro l’ora. Nei tea-
assume. In ogni caso quando un –. Le generazioni che escono dal- Lavori necessari per vivere, ma tri le perso-
giovane mette il primo piede nel la scuola sono molto più concen- che non le permettono di porta- ne scelgono di
mondo del lavoro, sa che deve trate su obiettivi di breve o medio re a termine gli studi e che nulla andarci, per stra-
sempre ripartire da zero. Il con- termine. Ed ognuno si chiude nel hanno a che vedere con il suo for- da le persone ci sono
tratto a tempo indeterminato suo microcosmo”. te impulso artistico. “Una sera ci comunque e quindi rie-
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Note Modenesi
N. 4 - Dicembre 2010

Chiesa modenese

Una vita tra


i giovani
I giovani dagli anni ’60 ad oggi nella
testimonianza di don Gianni Gherardi

Don Gianni Gherardi

di Valentina Lanzilli racconta pensieroso. “Non c’è più a cambiare questa situazione. E no a modello? Sono poche, qua- contare sulla presenza di tantis-
il supporto della religione, del- sono i giovani a dover aiutare gli si inesistenti, non hanno più nes- simi giovani e di alcuni significa-

D
on Gianni Gherardi la cultura, della famiglia, pilastri altri giovani, perché noi preti ve- suno a cui inspirarsi, dal quale tivi momenti di incontro come i
oggi ha 75 anni e da più che fino a qualche anno fa soste- niamo considerati da loro trop- imparare”. La testimonianza di martedì del vescovo, la tre giorni
di cinquanta è a contat- nevano la crescita delle nuove ge- po lontani dalla loro realtà. Oc- don Gianni sui giovani e sulle lo- di Fiumalbo, i Convegni di mag-
to con i giovani. Ne ha conosciu- nerazioni. corre puntare sulla formazione ro speranze, è trasversale, consi- gio a Fiorano, le GMG diocesa-
ti tanti, in ogni parte d’Italia, di Oggi siamo poveri di sostan- di animatori, catechisti, educa- derando che ha iniziato a vivere ne e internazionali, come quel-
ogni estrazione sociale. Ha se- za e i nostri giovani spesso sono tori, che con la loro freschezza e in mezzo a loro da laico, quando le a Parigi e a Roma alle quali
guito l’evoluzione dei loro sogni, immobili, senza grandi obiettivi. vitalità possono costruire e pro-
dei loro ideali, mutati a seconda Nella realtà modenese ne vedo muovere una nuova mentalità”. Bisogna ricominciare, con nuovi modi e nuovi linguaggi,
dei tempi e della società, divenu- molti che hanno tutto, sono sa- Ripensando alla sua lunga espe-
ta negli anni sempre più indivi- zi di beni materiali, ma affama- rienza, don Gianni ci racconta di come se si dovesse compiere una nuova evangelizzazione
dualista, veloce, tiranna. Defini- ti di valori, che famiglie e comu- una comunità fortemente cam-
sce quella di oggi “la prima ge- nità cristiane non riescono più a biata rispetto agli anni sessanta, aveva vent’anni come membro di ha partecipato anche don Gian-
che definisce come gli anni d’oro. Azione Cattolica. Gli domando ni, che ha anche accompagnato
Nonostante questa involuzione quali erano i valori più impor- per sedici anni consecutivi cen-
Nella realtà modenese ne vedo molti che hanno tutto, sono nei valori e nelle credenze, non tanti a quei tempi e lui mi par- tinaia di giovani a vivere l’espe-
sazi di beni materiali, ma affamati di valori, che famiglie parla mai di una società peggio- la di comunità, di voglia di stare rienza di incontro, confronto e
e comunità cristiane non riescono più a trasmettere rata, ma preferisce definirla “di- insieme, di famiglia, lavoro e de- preghiera alla comunità ecume-
versa”. mocrazia. nica di Taizè in Francia. Termi-
La speranza e l’ottimismo lo Dieci anni dopo, nel 1969, do- nato l’incarico con il Csi, inizia
nerazione incredula”, prendendo trasmettere. Anche le parrocchie hanno sempre contraddistinto, po essere diventato prete, rico- quello come Rettore del Collegio
spunto da un libro di Arman- spesso hanno un linguaggio ina- e vedere tutto negativo non ha pre a Modena il ruolo di coordi- San Carlo, instaurando con mol-
do Matteo, appoggiato sulla sua deguato a loro, sono sempre più mai aiutato nessuno; piuttosto natore all’interno della più anti- ti studenti rapporti che durano
scrivania, nelle stanze adiacen- scolorite, spente; per questo cre- “bisogna ricominciare, con nuo- ca associazione laicale italiana, e tutt’oggi. Nel 1992 diventa par-
ti la bellissima chiesa di San Bia- do che la nostra missione debba vi modi e nuovi linguaggi, come con i giovani di Azione Cattolica roco della chiesa di San Biagio,
gio in via del Carmine a Modena, ripartire proprio da qua, provan- se si dovesse compiere una nuo- condivide gli anni dell’impegno per sette anni consecutivi par-
dove è parroco dal 1992. “Oggi do a stuzzicare questi ragazzi, ad va evangelizzazione. In fondo politico e sociale, gli anni delle tecipa alla Maratona della Pace
mancano tutte le basi sulle qua- incuriosirli e coinvolgerli, altri- oggi quali sono le figure di rife- rivolte e dell’attivismo. Pochi an- Betlemme - Gerusalemme. “Ho
li potevano contare una volta”, menti difficilmente riusciremo rimento che questi giovani han- ni dopo viene chiamato all’inter- sempre visto i miei ragazzi grin-
no di un’altra realtà, quella del tosi e motivati in queste iniziati-
Centro Sportivo Italiano, diven- ve. Per questo credo che se coin-
tandone consulente ecclesiasti- volti nel modo giusto, con fre-
co nazionale. Anche qui cerca schezza e accoglienza, i giovani
di portare con sé quei valori che ancora oggi possano essere avvi-
hanno contraddistinto la pri- cinati alle parrocchie o comun-
ma parte del suo percorso, que- que a modelli di vita diversi ri-
sta volta declinati attraverso lo spetto a quelli che sono abitua-

L’arcivescovo di Modena monsignor Antonio Lanfranchi


ha parlato di ‘generazione termos’, per indicare un
involucro forte che dentro nasconde calore e fragilità
sport, inteso come strumento di ti a vedere oggi. Proprio qual-
crescita in termini non clericali. che giorno fa l’arcivescovo di
Sono anni molto intensi, perché Modena monsignor Antonio
a questo incarico si sovrappon- Lanfranchi ha parlato di ‘ge-
gono i diciassette anni di inse- nerazione termos’, per indica-
gnamento al Fermi di Modena, re un involucro forte che den-
dove entra in prima persona an- tro nasconde calore e fragili-
che nel mondo della scuola. An- tà. Il cambiamento però de-
che qui l’attenzione rimane sem- ve coinvolgere tutte le realtà in
pre puntata sui gruppi giovani- cui sono inseriti quindi lavoro,
li delle parrocchie, che sorriden- scuola e famiglia. Siamo anco-
do definisce “vincenti”, ancora di ra in tempo, basta volerlo”.
più se messi in rete.
Con questo obiettivo nel 1972
da vita al Centro di Pastorale
Giovanile, che ancora oggi può Eleonora Bertacchini
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Note Modenesi
N. 4 - Dicembre 2010

La cooperante internazionale co e quello di integrazione per guardare al futuro senza dimen- il Kosovo per Eleonora non è un

Il Kosovo indipendente le donne, è stato necessario un


grosso lavoro di mediazione per-
ché serbi, albanesi e rom convi-
ticare il passato”. Ma con la sua
esperienza da animatrice, è tanta
la speranza che Eleonora Bertac-
ricordo: la giovane educatrice è
tornata a Klina tante altre vol-
te, e non ha perso i contatti con

tra speranza e voglia vevano. In tutto questo, il lavoro


di Eleonora si è concentrato sulle
donne e sulle loro speranze di in-
chini ha portato ai bambini, ri-
cevendone altrettanta in cambio.
“I piccoli che non avevano vissu-
la sua Ong. Perché la speranza
ha ancora bisogno di essere tra-
sportata oltre l’Adriatico, e da lì
di futuro tegrazione. “La voglia delle don-
ne di andare avanti – dice anco-
to la guerra – chiude la giovane
– capivano le ragioni della diffi-
di nuovo in Italia, sotto forma
di sorrisi, voglia di fare e spinte
ra Eleonora – faceva respirare a cile convivenza. Avevano però bi- educative verso i più piccoli. “É
Eleonora Bertacchini di Nonantola ha tutti la speranza. Nonostante la sogno di sperimentare che è pos- bello poter seguire gli sviluppi
trascorso un anno a Klina per coordinare guerra, che sapevano essere po- sibile stare insieme”. dei progetti cominciati anni fa”,
litica, queste persone volevano Oggi, a distanza di due anni, conclude la giovane.
un progetto di integrazione al femminile
di Sara Zuccoli progetto zootecnico. Operazio- Fondazione San Carlo
ni non sempre facili, perché la
Giovani in collegio
P
iù di una scelta di vita, Klina dell’ottobre 2007 è un pa-
più di un’esperienza for- ese che ancora porta su di sé i se-
mativa: quella di Eleono- gni di un passato difficile. Perso-
ra Bertacchini, 29enne residente ne che avevano vissuto la guer-
Chi viene a Modena sperando di rimanerci e chi se ne deve
a Nonantola, è una vera e propria ra di 10 anni prima sulla pro- andare per realizzare le proprie speranze di carriera
vocazione alla speranza e alla co- pria pelle, ma anche bambini che
operazione. La sua passione, che – il conflitto non potevano averlo di Laura Solieri gli studenti fuori sede che ven- denti della Scuola Internaziona-
cosa rara – è al tempo stesso il suo attraversato e che tuttavia aveva- gono spesso con la prospettiva di le di Alti Studi. “In loro, che per

L
lavoro, l’ha portata a dedicare un no ben chiari gli stereotipi etni- a Fondazione Collegio San fermarsi qui una volta raggiunta la maggior parte appartengono
anno della sua vita ad un proget- ci delle loro famiglie. Ma il Ko- Carlo è un’istituzione pri- la laurea, a testimonianza del fa- a materie umanistiche diversa-
to di integrazione in Kosovo. sovo di quel periodo è, soprattut- vata senza fini di lucro che scino di una città, la nostra, che mente da quelli del Collegio, no-
vanta una lunga storia nella cit- di certo non è il paese in grado to un grande realismo, in quan-
La speranza ha ancora bisogno di essere trasportata tà di Modena. Oggi è punto di di presentare prospettive di lavo- to sono ben consapevoli della si-
riferimento per molti ragazzi in ro molto attraenti. Poi c’è l’espe- tuazione difficile del nostro Pae-
oltre l’Adriatico, e da lì di nuovo in Italia, sottoforma di quanto si occupa della formazio- rienza degli studenti stranieri se. Tuttavia vedo che questo loro
sorrisi, voglia di fare e spinte educative verso i più piccoli ne dei giovani attraverso il Colle- che trasmettono una speranza di atteggiamento non si traduce in
gio Universitario, che ospita stu- venire a studiare qui intensissi- rassegnazione e il meccanismo
É il mese di ottobre del 2007 to, un Paese in subbuglio; la pro- denti iscritti all’Ateneo di Mode- ma. Parlando in generale”, con- che prevale è quello di cercare
quando Eleonora, laureata in clamazione dell’indipendenza na e Reggio Emilia, e della ricerca
Scienze dell’Educazione ed atti- del febbraio 2008 è alle porte, e scientifica e della comunicazione I giovani, oggi, vedono il futuro cupo e imbrigliato,
va da tre anni nel settore, deci- l’entusiasmo unito al timore per culturale in particolare (ma non
de di svolgere il servizio civile vo- eventuali contrasti con la Serbia solo) attraverso la Scuola Inter- forse perché è in primis la generazione adulta a
lontario insieme ad un’organiz- inizia a farsi sentire. nazionale di Alti Studi. Parlando non trasmettere loro speranza nel domani
zazione non governativa di Reg- É in questo clima che Eleono- con don Luca Balugani, diretto-
gio Emilia, “Reggio Terzo Mon- ra, carica di speranza, arriva in re del Collegio e con Carlo Altini, clude don Luca, “non posso che la salvezza a livello individuale,
do”. Si tratta di un’Ong ricono- Kosovo insieme ad un’altra ra- direttore scientifico della Fonda- affermare che i giovani, oggi, ve- cioè di cercare di barcamenarsi il
sciuta che ha attivato progetti in gazza di “Reggio Terzo Mondo”. zione e della Scuola di Alti Studi, dono il futuro cupo e imbriglia- meglio possibile per trovare una
tutto il mondo. Quello che sce- Il rientro in Italia è previsto per abbiamo cercato di capire quali to, forse perché è in primis la ge- via di uscita da questo tunnel in
glie Eleonora è a Klina, in Koso- il settembre successivo. “Il no- sono le speranze dei tanti studen- nerazione adulta a non trasmet- cui tutti siamo cacciati. Diversi
vo, e comprende la coordinazio- stro compito – racconta la giova- ti, quasi tutti fuori regione, che tere loro speranza nel domani. lo fanno andando all’estero una
ne di iniziative come la forma- ne – era quello di lavorare a con- vengono a Modena alla Fonda- Erik Erikson, psicologo dello svi- volta ultimata l’esperienza qui,
zione degli in- tatto con le persone del paese, zione Collegio San Carlo per in- luppo, diceva che il bambino ha perché non può esistere una spe-
segnanti lo- con la collaborazione dei dipen- vestire sui propri studi. bisogno di fondare la propria vi- ranza disincarnata da qualsia-
cali, l’ani- denti locali dell’Ong. I proget- “La prima cosa che noto nei ta sulla fiducia e l’anziano ha bi- si rapporto con la realtà sociale.
mazio- ti in corso riguardavano un pro- colloqui che faccio con gli stu- sogno di dire che la vita ha avuto Se dovessi dare un consiglio a un
ne per i gramma zootecnico nel paese vi- denti è che è l’idea del sogno e un senso: le due cose non posso- giovane, visto che non credo che
bambi- cino e un corso di integrazione e della speranza quella che gene- no che influenzarsi, configuran- questo tunnel finisca molto pre-
ni, l’in- convivenza partito per 60 donne. ralmente sostiene la loro venuta do un patto generazionale che sto, è quello di lavorare su delle
tegra zio - In seguito ho collaborato anche a Modena” osserva don Luca Ba- prima di tutto è educativo”. nicchie molto particolari, rita-
ne delle alla formazione degli insegnanti lugani. “Due sono i grandi sogni “Per quel che mi riguarda, lo gliandosi una professionalizza-
donne e un e ho fatto animazione per i bam- di chi viene qui: diventare inge- scenario a cui mi riferisco è quel- zione, in qualunque materia sia,
bini delle scuole”. Quando arri- gnere e diventare un medico. Al- lo di studenti sensibilmente più che possa caratterizzare il suo
va il giorno della proclamazione cuni sperimentano appena ar- grandi, tra i 24 e i 30 anni” dice curriculum di studi”.
dell’indipendenza, Eleonora è lì. rivati il primo scotto, nel senso Carlo Altini, parlando degli stu-
“Fino all’ultimo giorno si respi- che magari non riescono ad en-
rava molta incertezza – racconta trare nella facoltà di Medicina e
ancora –. Erano aumentate le pre- già questo li costringe un po’ a
senze dei militari, ma non si sa- ripiegare su altro: in questo ca-
peva il giorno preciso dell’evento so non so se posso usare la paro-
né le reazioni della gente. In real- la speranza nel riferirmi a questi
tà, nel luogo in cui mi trovavo è giovani di 19 anni che guarda-
stata una giornata di festa – pro- no al futuro dopo che non han-
segue Eleonora – anche se nella no visto il loro sogno realizzarsi,
vicina Mitrovica ci sono stati al- perché è una parola che andreb-
cuni scontri”. be coniugata con una proget-
Nelle settimane successive al tualità, con un realismo più in-
febbraio 2008 la routine si è nor- carnato. Parlando comunque di
malizzata, anche se in uno dei speranza, due sono le esperienze
villaggi vicini a Klina, dove era- significative riguardanti i ragaz-
no partiti il progetto zootecni- zi del Collegio: una è quella de-
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Note Modenesi
N. 4 - Dicembre 2010

Il giovane poeta La modella

Tra i versi, Le avventure


di una miss
la speranza Viola Gualandri di Sassuolo, da miss Italia
alla vita vera, dove si studia e si lavora
Intervista al poeta emergente Marco Bini
Marco Bini
di Linda Petracca parlare. Sono affascinate dai ve-
stiti e dai gioielli che noi concor-

V
di Laura Solieri Speranza e giovani poeti emergenti: può aprire le orecchie e gli occhi iola Gualandri, 22 anni, renti di Miss Italia indossavamo,
emisferi che si intersecano? sulle cose e sul nostro appartene- sassolese, da piccola era soprattutto dalla coroncina! An-

T
ra i ragazzi ci sono tanti I giovani poeti nelle loro poesie re al medesimo consorzio uma- affascinata dai mondi che io ero come loro, ma crescen-
poeti, forse più di quan- dicono diverse cose e per quan- no. Inoltre, insegna la misura e il evocati dalle pubblicità televisi- do capisci che quel mondo ma-
to si possa immaginare, to riguarda quelli esordienti, ai rispetto del lavoro e del pensiero ve e giocava con le amiche a pro- gico non è tutto, non può essere
che esprimono a suon di versi i quali è stato dedicato per cinque altrui: troppi sono convinti di muovere i prodotti in tv. Crescen- tutta la tua vita.
loro diversi cieli e orizzonti, affi- edizioni il concorso Under 29 di saper scrivere versi ma non ama- do ha cambiato idea e ora il suo
dando a poche righe malinconie, Poesia Festival e che sono spesso no leggere quelli altrui. Superare più grande desiderio è diventa- I tuoi coetanei che atteggiamento
sogni, dubbi e spesso e volentieri un fondamentale serbatoio di questo e accettare che qualcuno re giudice. Da tre anni è iscritta a hanno verso il futuro? Come te,
speranze, che la bellezza della po- entusiasmo, posso dire che sicu- abbia parole migliori delle nostre giurisprudenza, ma studiare non vogliono studiare e realizzarsi
esia a volte fa sembrare realizza- ramente la loro speranza è quella (delle quali però possiamo appro- è la sua unica attività, infatti nel professionalmente o la loro
bili. A parlarci di poesia e speran- di entrare in contatto con qualcu- priarci) è un esercizio di umiltà. 2010 ha vinto i titoli di Miss Mo- priorità è divertirsi?
za è il giovane poeta emergente no che li legga. Quando tra questi La speranza che può dare la poe- dena e Miss Emilia, guadagnan- I ragazzi della mia età sembrano
sia è quella di un mondo dove le
monadi che siamo si sciolgono e
Come poeta, spero che ci sia sempre una si aprono al dialogo, a voce o nel I ragazzi della mia età sembrano molto ambiziosi.
poesia che mi indichi la luna, non il dito. E silenzio della lettura privata, an- La maggior parte di loro si iscrive all’università con
spero nella ricomparsa della speranza che se da sola la poesia non può l’obiettivo di raggiungere una posizione lavorativa che
cambiare il mondo.
assicuri loro lo stile di vita più elevato e lussuoso possibile
Marco Bini, vincitore del premio si riesce ad individuare una voce Tu, che sei un giovane poeta,
De Palchi - Raiziss 2010 e della davvero fresca e che si mette in cosa puoi dire sulla speranza dosi infine un posto tra le 12 fina- molto ambiziosi. La maggior par-
sezione “Cantiere” del premio Re- gioco con determinazione e pon- oggi? in cosa speri? liste di Miss Italia. te di loro si iscrive all’università
nato Giorgi 2010 della rivista “Le deratezza, la speranza è quella di La speranza è necessaria, forse con l’obiettivo di raggiungere una
Voci della Luna” e collaboratore riconoscere in quella che appa- inscindibile dalla vita stessa. Mi Come vedi il tuo futuro? Darai posizione lavorativa che assicuri
organizzativo del Poesia Festival re a tanti una massa indistinta, sembra che in giro non ce ne sia la precedenza ai tuoi studi loro lo stile di vita più elevato e
dell’Unione Terre di Castelli. la voglia di spendersi ancora per abbastanza. Si parla di “giovani universitari o cavalcherai lussuoso possibile. In realtà al-
un’esperienza non banale, come è senza speranza” nel momento in l’onda della notorietà? cuni si perdono per strada perché
la poesia. cui viene loro tolta la possibilità Il mio primo desiderio è di pro- trovano il percorso troppo lungo
di avere un’esistenza identica a seguire gli studi per diventare e difficile, lasciando l’impressio-
La poesia può essere un quella dei padri, se non migliore: giudice, ma il percorso è ancora ne che il loro modello di vita sia
mezzo per ridare ai giovani, era la grande “promessa” della so- lungo. Nel frattempo, grazie alle quello di Fabrizio Corona. Ricco
spesso così insicuri e dubbiosi, cietà moderna del benessere ma- fasce vinte durante il concorso di sì, ma senza grandi meriti.
Periodico di cultura politica la forza di guardare al teriale. Al di là della piaga reale Salsomaggiore (Miss Deborah e
a cura del Centro culturale domani con più slancio? che ciò rappresenta, a volte avver- Miss Sorrisi e Canzoni Tv) sto gi-
Francesco Luigi Ferrari
Iscritto Registro Tribunale di Modena Non credo che la poesia possa to questo come un discorso limi- rando tutta l’Italia per promuo-
n. 707 del 23/10/1982 essere una terapia ma un modo tativo: bisogna per forza fare ciò vere prodotti di bellezza. Mi viene
per fare una diagnosi forse sì. At- che ci si aspetta da noi, perché la insegnato a fare la fotomodella e
Proprietà Fondazione Sias traverso l’uso intensificato cui la nostra sia degna di essere chiama- a girare spot pubblicitari. Queste
via Emilia Ovest, 101 - Modena
Tel. 059 33 45 35 - Fax 059 82 79 41 poesia costringe la lingua, pos- ta vita? Come poeta, io spero che nuove esperienze mi arricchisco-
siamo dare un nome a ciò che sia- ci sia sempre una poesia – o qual- no e finché mi saranno fatte pro-
Direttore responsabile: Luigi Vaccari mo e a ciò che ci capita. La poesia, siasi altra forma alta del pensiero poste interessanti, le accetterò,
quando è buona, colpisce, anche e della creatività – che mi parli in ma non ho intenzione di cercare
Hanno collaborato: Benedetta
Bellocchio, Roberto Bergonzini, Sara duramente, ma poi, come nella modo diverso e mi stimoli, e sti- un impiego nel mondo dello
Bozzoli, Gianpietro Cavazza, Valentina fisica, la reazione avviene sem- moli i miei simili; che mi indichi spettacolo mettendo a repen-
Lanzilli, Davide Lombardi, Carlo pre in base alle condizioni con- la luna, non il dito. E spero nella taglio la strada maestra del-
Mantovani, Luigi Ottani, crete dell’oggetto colpito: se non ricomparsa della speranza. la giurisprudenza. Anche le
Anna Paganelli, Linda Petracca,
Marco Ranuzzini, Laura Solieri, c’è forza di reazione dentro a chi ragazze con cui lavoro sono
Paolo Tomassone legge o ascolta un bravo poeta, è quasi tutte studentesse, che
probabile che non avvenga nulla. cercano di pagarsi l’universi-
Progetto grafico e impaginazione: ADA Perché non si viene folgorati sulla tà svolgendo lavori estivi o fa-
Stampa: Tipografia TEM strada della poesia, né quando la cendo le baby-sitter. Ragazze
si scrive né quando la si fruisce; è normali, insomma, attratte
Centro culturale Francesco Luigi Ferrari un lavoro che necessita di pazien- dalla televisione, ma serie.
via Emilia Ovest, 101 – 41124 Modena za, attenzione e tanta passione.
tel. 059 334 537 – fax 059 827 941
info@centroferrari.it A Sassuolo sei riconosciuta
www.centroferrari.it La poesia, se diffusa in modo per strada dalle ragazzine?
convinto e vivace, può regalare Ti senti un esempio per loro?
Stampato su carta sollievo genuino e speranze? Le mie più grandi fans sono
Cyclus Offset Più che di sollievo parlerei di le bambine, da loro ricevo il
100% di fibre riciclate aumento della disponibilità calore più forte. Mi rico-
all’ascolto. La poesia può mettere noscono e mi fermano per
in difficoltà, sfidare chi la legge,
ma se ci si disarma dei pregiudizi Viola Gualandri