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ALINARI

Indagini storiche

Una inquietante rilettura della famosa rappresaglia fascista

Il dubbio del tradimento sulla fine dei fratelli Cervi

Dario Fertilio nel suo ultimo libro sostiene l’ipotesi che la strage

dei sette contadini reggiani sia stata favorita dall’intolleranza

del Partito comunista locale nei confronti della loro indipendenza

di Mirella Serri

A rchimede aspettava Vincenzo Onfiani, il segretario comuna- le, alla stazione di Bagnolo ma non ebbe il coraggio di far par-

tire il colpo mortale. Aggiunse così un’altra

stelletta alla sua carriera di gappista falli- mentare. Al partigiano era già capitato di non riuscire, al momento opportuno, a fare

il tiro al bersaglio con il fascista designato, come nel caso del Fagiani che comandava

la Settantanovesima legione. Il delitto On-

fiani andrà comunque in porto per l’inter- vento tempestivo del compagno che gli era

stato affiancato. La morte del gerarchetto

di provincia scatenerà la rappresaglia degli

uomini di Mussolini e uno degli episodi più

cruenti della guerra civile: l’allineamento,

in una fredda alba, di Aldo, Gelindo e de-

gli altri fratelli Cervi, al muro del poligono

di tiro di Reggio Emilia. Questo assassinio,

notissimo nel dopoguerra dopo l’uscita del libro di memorie di Alcide, I miei sette gli,

ora viene messo al centro dello straordi- nario mosaico narrativo costruito da Dario

Fertilio ne L’ultima notte dei fratelli Cervi

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i o n e L’ultima notte dei fratelli Cervi di da La fa miglia Sopra, la

La famiglia Sopra, la copertina del libro di Dario Fertilio (Marsilio, 256 pagg., 17 euro); a sinistra, in alto, il padre dei fratelli Cervi co n Pa lmiro To gliatti; in basso, i sette fratelli con il padre, la madre e le sorelle.

surgerà, dopo la liberazione, alla carica di

viceprefetto di Reggio e, nel 1951, a quella

presidente della Federcoop. Terminato il

conflitto, la vicenda dei Cervi fu ricostruita

Renato Nicolai che intervistò lo sfortuna-

(Marsilio editore). Fertilio si addentra tra le

 

to

padre coadiuvato nella scrittura da Italo

ombre che ancora oggi circondano l’ucci-

Calvino per confezionare un’esemplare au-

sione di Antenore e di Ferdinando l’apicol-

Pci reggiano che li accusava di essere trop-

tobiografia politica con il tono da favola. Si

tore, di Gelindo il primogenito, di Agostino

po

indipendenti rispetto al partito. A raffor-

aggiunse la supervisione di Palmiro Togliat-

e

di Ovidio, che si occupavano della stalla,

zare l’ipotesi dell’intolleranza comunista nei

ti,

Giancarlo Pajetta, Luciano Romagnoli e

e

di Aldo che, aiutato da Ettore, si dedicava

confronti dei fratelli antifascisti, c’è anche la

Sandro Curzi. I versi di Salvatore Quasimo-

agli affari. Il partigiano dal grilletto difficile,

testimonianza di un’autorevole tonaca, il

do

immortalarono Alcide come una quercia

Archimede, nel racconto di Fertilio indossa i panni di un avventuroso Sherlock Holmes della Bassa padana. A spingerlo alla ricerca

parroco che vide, nelle ore che precedettero l’arresto, i Cervi impegnati nella disperata ricerca di ospitalità per sfuggire alle camicie

nodosa sormontata da sette stelle a indicare “la via dell’avvenire”. Ora che si avvicinano i settant’anni da quel lontano sacrificio, il

di

bugie e segreti è il sospetto che l’omicidio

nere. La cercarono presso le cosiddette “case

racconto-verità di Fertilio rivela gli inquie-

commissionatogli del segretario comunale

di

latitanza” organizzate dal partito comu-

tanti risvolti che coinvolsero i compagni

Onfiani sia stato un espediente dei comuni-

nista, trovandole tutte stranamente sbarra-

reggiani e riesamina l’antico monumento

sti

della zona di Reggio Emilia per scatenare

te. Nel pool dei militi che misero in ceppi

o

mito antifascista dei Cervi. Finendo per

la

ritorsione e mandare a morte i Cervi. Pro-

i ragazzi Cervi nella notte del 25 novembre

confermare l’eccezionalità dell’esperienza

prio così: i sette fratelli – Fertilio lo ricostrui- sce sulla base di attendibili documentazioni

1943, infine, sembra sia stato presente an- che il tenente della milizia fascista Riccardo

partigiana dei sette fratelli in una storia non solo di eroi ma anche di spie e di traditori.

erano arrivati a uno scontro frontale con il

Cocconi. Era un doppiogiochista che as-

 

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Sette | 37 — 14.09.2012