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ACCETTARE (1977) - INTEGRARE

(1992) - INCLUDERE (Dichiarazione di


Salamanca (1994)

Profilo dell’insegnante di sostegno, esperto di


didattica inclusiva
L. 517/77( introduzione valutazione formativa, corsi
di recupero, abolisce esami di riparazione
elementare e scuola media)
ACCETTARE – INTEGRARE- INCLUDERE
ACCETTARE: la disabilità entra nelle scuole con la L.
517/77. Questa legge segna anche il passaggio dalla
VALUTAZIONE SOMMATIVA (il risultato) che esprimeva un
giudizio e spesso allontanava dalla scuola (Classi speciali e
classi differenziali) alla VALUTAZIONE FORMATIVA.
Quest’ultima è una valutazione di processo (quindi il
percorso), che considera il punto di partenza, l’impegno,
la partecipazione.
“Lettera ad una professoressa” Don Milani (1967) denuncia i
limiti della scuola italiana, ritenuta classista.
INTEGRARE
L. 104/92 diritto all’educazione e all’istruzione,
definizione dei diritti e dei doveri della persona disabile.
L'istruzione  è il tramite per l'integrazione sociale della persona
handicappata: 
• ARTICOLO 8 sottolinea l'importanza di disporre di adeguate dotazioni didattiche e
tecniche, prove di valutazione, e personale qualificato per garantire alla persona
con handicap il diritto allo studio. Ritiene necessario, poi, estendere l'attività
educativa con proposte extrascolastiche.

• ARTICOLO 12  ribadisce che l‘istruzione deve essere un diritto tutelato a partire


dalla scuola materna fino all'università.
Tra i commi, si prevede che per ogni studente con handicap venga realizzato
un Profilo dinamico-funzionale preposto alla formulazione di un 
Piano Educativo Individualizzato (PEI). 
INTEGRARE
• ARTICOLO 14 è dedicato proprio al ruolo degli insegnanti di sostegno.
Si punta l'attenzione sull'importanza di un aggiornamento costante in materia di
handicap, come pure di un confronto tra docenti del ciclo inferiore e superiore per
agevolare l'esperienza scolastica dello studente disabile (continuità).
Gran parte dell'articolo, poi, fornisce indicazioni sui piani di studio che gli aspiranti
docenti devono seguire per essere abilitati all'attività didattica di sostegno.
• ARTICOLO 15 prevede l'istituzione di appositi gruppi di lavoro GLH - GLHO in ogni
ufficio scolastico provinciale, in ogni circolo didattico e negli istituti di scuola
secondaria di primo e secondo grado.
• ARTICOLO 16 stabilisce che nel piano educativo individualizzato devono essere
indicati per quali discipline siano stati usati criteri didattici particolari, e
le eventuali attività integrative e di sostegno.
Includere

L’inclusione come scelta di campo della scuola


italiana: valorizzare le differenze e accompagnare
ogni alunno al proprio successo formativo.
Nel 1994, alla Conferenza Mondiale di Salamanca,
l’UNESCO, affrontando il tema dei bisogni
educativi speciali afferma l’inclusione come la
prospettiva efficace per affrontare le difficoltà
educative riconducibili ai Bisogni Educativi
Speciali (BES).
Chi ha reso possibile tutto ciò:

INSEGNANTE DI
SOSTEGNO
Chi è?
Come fa?
Cosa fa?
Chi è? RISORSA
L’insegnante di sostegno è una figura professionale e
specializzata, con il compito di essere, all’interno del team
docente, un riferimento specifico per la progettazione, la
realizzazione e la verifica degli interventi idonei a PROMUOVERE
le diverse abilità presenti nella classe.
E’ contitolare, a tutti gli effetti, della classe.
E’ di supporto e sostegno al lavoro della classe.
ESPERTO

E’ un ESPERTO di DIDATTICA INCLUSIVA poiché è capace di


progettare soluzioni alle nuove sfide che la scuola oggi
deve fronteggiare (esigenza di personalizzazione,
promozione di life-skills, competenze sociali e civiche).
L’ UE ha individuato nell’ inclusione una delle dimensioni
sociali fondamentali per garantire la crescita del vecchio
continente. «Nell’ Educazione un tesoro» Delors 1997
Competenze possedute
(D.M. 30.09.2011 )
AREA COMPETENZE INTERDISCIPLINARI:
• Approfondite conoscenze di natura teorica e operativa
• Interazione corpo-mente, psicomotricità, comportamento, comunicazione
• Competenze didattiche speciali in ambito umanistico, scientifico, antropologico –
competenze didattiche con le T.I.C.
• Competenze didattiche speciali per disabilità sensoriali e intellettive
AREA COMPETENZE ORGANIZZATIVE:
• Saper costruire il progetto educativo con i colleghi di lavoro o del consiglio di classe
• Saper co-ideare, co-monitorare e co-condurre progetti innovativi per l’integrazione
• Competenze in ambito giuridico-normativo sull’integrazione scolastica e sui diritti umani
AREA COMPETENZE PSICO-PEDAGOGICHE:
• Competenza pedagogica nello sviluppo del PEI per il Progetto di Vita; competenze di
osservazione e valutazione secondo l’approccio ICF dell’OMS.
• Competenze teoriche e pratiche nel campo della pedagogia speciale e della relazione di aiuto
• Saper governare le relazioni, le dinamiche, i conflitti all’interno della classe, della scuola, con
le famiglie.
• Competenze psico-educativo per l’intervento nei disturbi relazionali e comportamentali
Cosa fa?
• Assume la contitolarità della classe in cui opera (COMPETENZE INTERDISCIPLINARI);

• Accoglie l’alunno (COMPETENZE PSICO-PEDAGOGICHE);

• Accoglie i genitori dell’alunno (COMPETENZE PSICO-PEDAGOGICHE);

• Si fa carico di raccogliere le informazioni pregresse (COMPETENZE

ORGANIZZATIVE);

• Dopo aver discusso e valutato con gli insegnanti di classe redige la programmazione

individualizzata e la condivide con il team docenti, gli operatori e la famiglia

(COMPETENZE INTERDISCIPLINARI e COMPETENZE ORGANIZZATIVE);


Cosa fa?
• Organizza in collaborazione con il team le attività con l’alunno (COMPETENZE

INTERDISCIPLINARI e COMPETENZE ORGANIZZATIVE);

• Gestisce i rapporti con la famiglia, assieme al Referente per l’Inclusione

(COMPETENZE PSICO-PEDAGOGICHE);

• Facilita il lavoro di rete tra operatori scolastici, extrascolastici e famiglia

(COMPETENZE ORGANIZZATIVE);

• Partecipa e contribuisce alla stesura di tutti i documenti per l’integrazione (Piano

Educativo Individualizzato – Profilo di Funzionamento – Piano per

l’Inclusione) (COMPETENZE PSICO-PEDAGOGICHE);


Cosa fa?

• Promuove l’innovazione metodologica e tecnologica ,favorendo l’utilizzo di

linguaggi multimediali per le attività formative (COMPETENZE INTERDISCIPLINARI);


• Prende visione della modulistica e dei documenti di istituto relativi agli alunni
disabili, inseriti nel RAV (COMPETENZE ORGANIZZATIVE);
• È garante insieme al coordinatore di classe della uniformità delle modalità
pedagogiche di tutto il C d C e della coerenza nel raggiungimento congiunto dei
risultati attesi (curricolo d’istituto) (COMPETENZE ORGANIZZATIVE);
• Firma il registro di classe (COMPETENZE ORGANIZZATIVE);
Cosa fa?
• Stende il verbale degli incontri con gli specialisti (GLHO) da consegnare alla
Funzione Strumentale (COMPETENZE ORGANIZZATIVE);
• Mantiene frequenti contatti con i genitori, con gli operatori sanitari e con la
famiglia e , se necessario, con gli esperti che seguono il caso (psicologi,
pedagogisti, etc) (COMPETENZE ORGANIZZATIVE);
• Si raccorda con i docenti della classe per la programmazione degli interventi
individualizzati , preparando lezioni ed elaborati semplificati, anche in vista delle
verifiche condivise (COMPETENZE INTERDISCIPLINARI);
Partecipa e contribuisce alla stesura di tutti i documenti per
l’integrazione
(COMPETENZE PSICO-PEDAGOGICHE)
D. lgs. 66/2017 in vigore dal 1 gennaio 2019

 Progetto Individuale ( Ente locale con la Famiglia)

 Profilo di Funzionamento (Equipé multidisc., Famiglia, Scuola)

 Piano Educativo Individualizzato ( Team docenti, Famiglia, Eq.

Multid.)

 Piano per l’Inclusione (Gruppo per l’inclusione)


Progetto Individuale
• previsto dall’articolo 14, comma 2, della legge n. 328/2000;
• redatto, su richiesta dei genitori, dal competente Ente locale sulla base del
Profilo di Funzionamento, che ha sostituito, ricomprendendoli, la Diagnosi
Funzionale e il Profilo dinamico-funzionale;
• nell’ambito della redazione del Progetto, i genitori collaborano con l’Ente
locale.
• il Progetto Individuale  comprende: il Profilo di Funzionamento, le
prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del Servizio sanitario nazionale,
il Piano educativo individualizzato a cura delle scuole, i servizi alla persona
cui provvede il comune in forma diretta o accreditata, con particolare
riferimento al recupero e all’integrazione sociale (assistente specialistico,
assistente alla persona), le misure economiche necessarie per il
superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale.
Profilo di Funzionamento

• (PF) è il documento propedeutico alla redazione


del PEI;

• sostituisce, ricomprendendoli, la diagnosi


funzionale e il profilo dinamico funzionale;

• è redatto dopo l’accertamento della disabilità,


Cos’è secondo i criteri del modello bio-psicosociale della
Classificazione Internazionale del Funzionamento,
della Disabilità e della Salute (ICF);

• definisce anche le competenze professionali e la


tipologia delle misure di sostegno e delle risorse
strutturali necessarie per l’inclusione scolastica.
Profilo di Funzionamento
È redatto dall’unità di valutazione multidisciplinare, sulla
base della certificazione di disabilità inviata dai genitori.
L’ unità di valutazione multidisciplinare è composta da:
• a) un medico specialista o un esperto della condizione di
salute della persona;
• b) uno specialista in neuropsichiatria infantile;
Chi lo redige • c) un terapista della riabilitazione;
• d) un assistente sociale o un rappresentante dell’Ente locale
di competenza che ha in carico il soggetto.
Alla redazione del PF collaborano i genitori dell’alunno e
un rappresentante dell’amministrazione scolastica,
individuato preferibilmente tra i docenti della scuola
frequentata dal soggetto interessato.
Il profilo di funzionamento va aggiornato al passaggio di
ogni grado di istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia.
Piano Educativo Individualizzato
• Il PEI E’ UN SUPER PORTFOLIO DI COMPETENZE, IN CUI
SONO INDICATE TUTTE LE MODALITA‘, LE ESPERIENZE, LE
SITUAZIONI DI SIMULAZIONI ECC… , A CUI E’ DATO UN
SENSO RISPETTO ALL‘IDENTITA‘ E
ALL‘AUTOPROGETTAZIONE DEL SOGGETTO STESSO .
• È, quindi, un documento redatto dal team docenti,
Cosa è: guidato dal docente di sostegno, in collaborazione con
l’equipé multidisciplinare e la famiglia, che contiene il
Progetto di Vita dell’alunno. Pertanto, è redatto secondo
un approccio olistico .L’aggettivo “olistico” deriva dal greco
 “olos” cioè “tutto, intero, totale” e si riferisce alla teoria
dell’olismo, paradigma filosofico secondo cui le proprietà
di un dato sistema non possono essere determinate dalla
somma delle sue componenti, bensì è il sistema in
generale che determina il comportamento delle parti.
PEI e ICF

ICD-10 ICF
Organizzazione Mondiale Sanità Organizzazione Mondiale Sanità

(Classificazione dei disordini (Classificazione Internazionale


mentali e del del Funzionamento delle
comportamento) Disabilità e della Salute)

CLASSIFICAZIONE
CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE, NEUTRALE
DIAGNOSTICA ED RISPETTO L’EZIOLOGIA
EZIOLOGICA
Le due classificazioni sono complementari:
due persone con la stessa patologia possono avere un
funzionamento diverso, e viceversa.

DIAGNOSI, CURE PRIMARIE, VALUTAZIONE FUNZIONALE E RIABILITAZIONE


SONO ELEMENTI INFLUENZATI DAL CONTESTO.
INFATTI IL MODELLO ICF CONSIDERA L’ASPETTO BIO-PSICO-SOCIALE COME
BASE DELL’INTERVENTO, TESO A MODIFICARE IL CONTESTO IN UN OTTICA
INCLUSIVA
PianoEducativo
Piano EducativoIndividualizzato
Individualizzato
Il Pei strutturato in ottica ICF si compone di 4 parti:
 Premessa (Dati anagrafici- Curriculum scolastico-
Analisi della situazione – Profilo diagnostico –
Percorso didattico)
 Sezione 1 (dati emersi dal PDF in ottica ICF)
 Sezione 2 (obiettivi didattici del PEI in ottica ICF)
 Sezione 3 (Ipotesi operative- Strumenti e
Valutazione)
ICF E PEI
realizzano
 Cambio di prospettiva: la programmazione non è
esclusivamente di carattere disciplinare ma punta al
raggiungimento delle competenze.
 La Programmazione educativa individualizzata che
parte dal funzionamento della persona ed individua
obiettivi d’intervento in base a Capacità e Performance
 L’obiettivo a breve-medio-lungo termine punterà al
miglioramento della Performance (es: da qualificatore
2 a qualificatore 1) anche attraverso l’uso dei
facilitatori più appropriati.
FINALITÀ promuovere l’ INCLUSIONE
COME?
• 1. Fornire una base scientifica per la comprensione e lo studio della
salute, attraverso strumenti di ricerca per «misurare» i risultati; i
quantificatori.
• 2. Stabilire un linguaggio comune per la descrizione della salute e
migliorare la comunicazione tra operatori sanitari, scuola, ricercatori,
politici, ecc… (strumento condiviso a livello mondiale)
• 3.Integrare gli interventi pedagogici con quelli socio sanitari e familiari
(PROGETTO DI VITA vuol dire «pensare» in prospettiva futura,
prevedendo le varie fasi, gestire i tempi, valutare i pro e i contro,
comprendere la fattibilità, ecc…)
• 4.Qualificare l’inclusione scolastica degli alunni;personalizzando gli
interventi e creando quelle alleanze, sinergie, accordi, mediazioni per
una visione il più possibile comune.
PEI in ICF

STRUMENTO PER LA POLITICA


SOCIALE
Piano per l’Inclusione

• Il Piano per l’inclusione è redatto da ciascuna


scuola nell’ambito del Piano triennale dell’offerta formativa
(PTOF).
• Il Piano definisce le modalità: di utilizzo coordinato delle
risorse disponibili; per il superamento delle barriere; per
l’individuazione dei facilitatori del contesto di riferimento;
per progettare e programmare gli interventi di
miglioramento della qualità dell’inclusione scolastica.
• L’attuazione del Piano per l’inclusione deve avvenire nei limiti
delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili.
Come fa?

L’expertise dell’insegnante di sostegno è un’abilità complessa ed articolata


che si acquisisce e si costruisce con esperienza e formazione.
Il passaggio dal paradigma dell’inserimento, tipico degli anni ottanta,
affermatosi a seguito della L. 517/77, a quello dell’integrazione, promosso
dalla L. 104/92, oggi sostituito dall’approccio inclusivo, affermatosi
nelle scuole italiane con la Direttiva sui BES 12/2012 e dalla successiva
C.M. n. 8/ 2013, ha definito un ampliamento delle competenze richieste
all’insegnante di sostegno.
Pertanto, è essenziale che egli si interroghi sul COME FARE per promuovere
l’inclusione, per rendere la diversità “risorsa” e offrire risposte
personalizzate .
Educazione inclusiva

È un processo di miglioramento volto a sfruttare le


risorse esistenti e potenziare la partecipazione di
tutti gli studenti all’interno di una comunità.
Questo modello ha come scopo l’adattamento della
scuola alle esigenze dei bambini e non solo
l’adattamento dei bambini alla scuola. Per fare ciò è
necessario che gli insegnanti conoscano diversi modi
per insegnare, molti strumenti didattici, molti
metodi, molti modi di lavorare ed organizzare la
classe.
Cosa occorre fare in classe?

• Sviluppare un clima positivo nella classe (valorizzare i diversi modi di apprendere (Teoria dell’

intelligenze multiple di Gardner), promuovere l’autostima degli alunni, valorizzare il confronto, etc).

• Costruire percorsi di studio partecipati.

• Partire dalle conoscenze e dalle abilità pregresse degli alunni.

• Contestualizzare l’apprendimento, favorire la scoperta.

• Attivare interventi didattici personalizzati.

• Realizzare attività didattiche basate sulla cooperazione.

• Potenziare le abilità di laboratorio.

• Sviluppare negli studenti proprietà metacognitive.


Quali metodologie?

• Cooperative learning (sviluppa forme di cooperazione e rispetto


reciproco tra gli allievi e veicola le
conoscenze/abilita’/competenze).
• Peer tutoring (apprendimento tra pari, lavoro a coppie).
• Problem solving (favorisce la centralità dell’alunni e realizza la
sintesi fra sapere e fare, sperimentando la situazione).
• Didattica multisensoriale (uso costante e simultaneo di più
canali percettivi per incrementare l’apprendimento).
• Tecnologie didattiche(uso di notebook, software specifici, LIM).
• Flipped classroom (didattica capovolta, capovolgimento dei
ruoli tra alunni e docenti).
Didattica inclusiva
Individualizzazione (L. 104/92) Personalizzazione (L. 53/03 Moratti)
uguaglianza distinzione
è un processo atto a garantire a è una strategia didattica volta a
tutti il diritto all’apprendimento valorizzare i talenti dei singoli, fino
delle competenze fondamentali del alle eccellenze, senza prevedere
curricolo, ovvero, a raggiungere obiettivi da raggiungere: ciascuno
traguardi formativi comuni raggiunge il “proprio” obiettivo
attraverso il diritto alla diversità e ai personale, in base alle proprie
prerequisiti di ciascuno. Compito potenzialità. Compito del docente in
del docente è analizzare i bisogni questo caso è cercare le potenzialità
degli alunni, valutare il livello di ciascuno, le aree di eccellenza, e
raggiunto, sia esso in ingresso o in strutturare attività personalizzate
itinere, e strutturare/adattare affinché ciascuno raggiunga il
attività che consentano a tutti di massimo obiettivo possibile dettato
raggiungere lo stesso obiettivo. dalle proprie caratteristiche. 
INSEGNANTE di SOSTEGNO
compito del docente
SCUOLA PRIMARIA
SCUOLA DELL’INFANZIA (25 h) (22 h)
Personalizzare U D A Personalizzare U D A
Traguardi per lo sviluppo delle Traguardi per lo sviluppo
competenze Indicazioni delle competenze
Nazionali (2012) Indicazioni Nazionali (2012)
CAMPI DI ESPERIENZA
DISCIPLINE
Il sé e l’altro
Italiano, Matematica,
Il corpo e il movimento Scienze, Storia, Geografia,
Immagini, suoni, colori Lingua Inglese, Ed. Fisica,
I discorsi e le parole Musica, Arte e Immagine,
La conoscenza del mondo Tecnologia
Prima di……
personalizzare

“PENSAMI ADULTO” …“OLTRE LA SCUOLA C‘E‘


progetto a lungo termine L‘ALTRA PARTE DELLA
GIORNATA DELLA VITA“...
Grazie per l’attenzione e….
BUONO STUDIO