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DISPENSA PER

CONCORSO
SECONDO I PUNTI
DELLE
AVVERTENZE
GENERALI.
QUADRO GENERALE SULLA COSTITUZIONE ITALIANA:
La Cost Italiana è definita : lunga, rigida e votata.
Lunga perché si compone di 139 articoli;
Rigida perché per modificarne il contenuto si ricorre ad un tortuoso iter
giurisdizionale;
Votata in quando elemento fondamentale della democrazia.
Essa è fonte primaria del diritto a partire dal 01/01/1948, anno della sua entrata in
vigore, e si divide in tre parti:
1. Principi inviolabili (primi 12 articoli)
2. Diritti e doveri dei cittadini (art da 13 a 54)
3. Ordinamento della Repubblica ed elenco dei vari poteri dello stato e la loro
disciplina (art 55 a 139).
Seguono le disposizioni transitorie e finali.

Articoli di particolare rilevanza sono i primi 12.


L’art 1 recita:
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della
costituzione.
L’affermazione che l’Italia è una Repubblica impone per sempre il regime
democratico in Italia salvo colpi di Stato.
La democrazia affida il potere al popolo quindi la Cost è immodificabile se non
tramite un articolato processo legislativo.

L’art 2 sancisce poi i diritti inviolabili dell’uomo, quelli legati alla natura umana
stessa: il diritto alla vita, al farsi una famiglia, la libertà di parola, di pensiero ecc.
Questi diritti sono riconosciuti sia al singolo individuo che alle formazioni sociali (es
la famiglia, i partiti, i sindacati ecc).
Sancisce altresì i doveri dei cittadini, ossia i limiti posti alla libertà di questi nel
rispetto della libertà altrui. Tra tali doveri: la difesa della patria, la contribuzione alle
spese dello Stato (tasse), fedeltà alla repubblica e alla costituzione.
Importantissimo poi è l’art 3 (principio di uguaglianza )
Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza,
religione, lingua, opinione politica, condizione personale o sociale.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli a tale libertà.
Questo articolo sancisce le pari dignità di tutti gli uomini quindi un uguaglianza
formale ma anche un uguaglianza sostanziale affidando alla repubblica il compito di
fare in modo che il primo comma venga attuato anche nel porre in essere le leggi
dello stato.

L’art 10 sancisce la conformità dell’ordinamento giuridico italiano alle norme del


diritto internazionale e il diritto di asilo.

L’art 11 il ripudio della guerra come strumento di offesa e le limitazioni alla


sovranità dello Stato al fine di mantenere la pace tra le nazioni.

L’art 12 Parla della nostra bandiera tricolore (verde, bianca e rossa).


**** ****
L’art 13 afferma che la libertà personale è inviolabile e che è punita ogni violenza
fisica e morale.

L’art 21 sancisce il diritto di manifestazione del pensiero e di espressione, nonché la


libertà di informazione.
Esso costituisce il principio fandamentale su cui si basa la libertà di insegnamento
come manifestazione della libertà di pensiero, come strumento per dare corpo ai
diritti dei discenti.
Nel rispetto di tali diritti, lo Stato si impegna a garantire senza discriminazioni un
istituzione laica.

Strettamente connesso ad esso è il “Diritto di Istruzione” di cui all’art 34 che recita:


La scuola è aperta a tutti e il diritto allo Studio che ne consegue si colloca tra i diritti
sociali.
Nelle indicazioni del costituente questo diritto sociale si comporta come un
diritto-dovere di ogni cittadino di frequentare i gradi di istruzione obbligatoria e
gratuita per accedere poi con diritto ai gradi di scuola successivi.
Esso ricade poi come dovere in capo ai genitori come descritto dall’art 30 Cost
Che recita: E’ dovere e diritto dei genitori, mantenere, istruire ed educare i figli, siano
essi anche inabili o minorati (art 38 Cost).
A tal proposito particolare attenzione nella legislazione costituzionale è stata posta
alla riforma del titolo quinto in riferimento all’art 117 che decentra i poteri dello
Stato agli enti locali anche in materia di istruzione. Tale decentramento comporta
una vicinanza maggiore del cittadino alla vita dello Stato con una semplificazione di
dialogo sociale che si svolge con l’ente a lui più vicino: “PRINCIPIO DI
SUSSIDIARIETA’ “.
Tale principio ha trovato applicazione a partire dalla Legge Bassanini (1997) ed è poi
evoluto nella legge 107/2015 sul potenziamento dell’Autonomia scolastica.
AUTONOMIA

La legge attuativa dell’autonomia scolastica (Legge Bassanini) è stata la


n°59 del 1997 che all’art 21 riconosce personalità giuridica alla scuola.
La personalità giuridica è la capacità di fronte alla legge di volere e di
agire, nonché una responsabilità patrimoniale e una capacità di acquisire
diritti.
Il DpR (decreto del presidente della repubblica) N° 275 del 1999 specifica
però che l’autonomia scolastica, non fa parte del novero delle autonomie
locali come regioni, province e comuni , ma che tale tipo di autonomia è
solo FUNZIONALE al raggiungimento dei cd. Livelli Essenziali di
Prestazione (LEP) contenuti nelle Indicazioni Nazionali e uguali per tutto
il territorio italiano.
La Scuola ,in pratica, pur appartenendo allo Stato , ha la facoltà di gestire
il proprio funzionamento interno in maniera autonoma attenendosi solo ad
INDICAZIONI NAZIONALI che garantiscano il raggiungimento di
determinate competenze per gli alunni alla fine di ogni ciclo scolastico.
Il potere e l’autonomia della scuola deve essere funzionale all’obiettivo
dell’insegnamento che si traduce in un autonomia :
 Amministrativo-organizzativa (flessibile che non necessiti
dell’approvazione del’ente comunale e la cui responsabilità è affidata
al DS -Dirigente scolastico- che opererà scelte volte al buon
funzionamento della scuola e conformi alle indicazioni nazionali).
 Organizzativo-didattica (che si concretizza nella Progettazione degli
obiettivi che la scuola vuole raggiungere).
LA PROGETTAZIONE

Si divide in :
 Macroprogettazione, costituita dal Piano dell’offerta formativa (oggi
PTOF) basato sulle linee guida delle indicazioni nazionali e sullo
sviluppo di un curricolo verticale e orizzontale.
 Microprogettazione ,autonomamente applicata nella libertà di
insegnamento dai singoli docenti sulla base della propria
professionalità e capacità programmatica e innovativa.

L’autonomia trova poi la sua applicazione a mezzo di strumenti dettati


dalla nuova Legge 107/2015 di riforma scolastica cd. Buona scuola:

IL PTOF - (Piano Triennale dell’Offerta Formativa)

A seguto di tale legge, il PTOF va a sostituire il vecchio POF – (Piano


dell’Offerta Formativa) in merito alla progettazione curricolare,
extracurricolare, educativa e organizzativa e tiene conto anche delle:
risorse economiche, fabbisogno di organico scolastico (docenti, docenti di
sostegno, personale ATA e potenziamento), necessità di eventuali PDP
(Piano Didattico Personalizzato), organizzazione e ripartizione del monte
ore, iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento
professionale. Tiene inoltre conto della definizione dei curricoli sulla base
delle effettive necessità didattiche del contesto in cui si inserisce l’istituto
scolastico.

Il PTOF viene elaborato dal collegio dei docenti sulle indicazioni non
più del consiglio d’istituto, ma dal DS (Dirigente Scolastico).
Esso include il PAI (Piano Annuale dell’Inclusività) allo scopo di far
emergere eventuali criticità della scuola quali potrebbero essere: la
dispersione scolastica o i bisogni educativi speciali (BES-direttiva
ministeriale 2012).
Il PTOF è triennale ma può essere modificato annualmente entro il mese di
ottobre. Esso costituisce la magna carta delle istituzioni scolastiche,
documento fondamentale dell’identità colturale e progettuale della scuola.
Esso prevede a norma della legge 107/2015 comma da 12 a 19 la
formazione in servizio dell’intero personale scolastico, le risorse di
organico, il bisogno di infrastrutture e piani di miglioramento, il PAI a
livello di indirizzo, l’educazione parità di genere e contro la violenza
sessuale, sensibilizzando i media e potenziando l’assistenza e il sostegno
alle vittime;
con particolare riferimento ai BES esso deve contenere specifici interventi
nei riguardi di questi soggetti.

IL CURRICOLO
Secondo le Indicazioni Nazionali 2012
Il curricolo si dice VERTICALE quando esprime l’esigenza di impostare
una formazione che possa poi continuare per tutto l’arco della vita (Life
Long Learning) . Esso prevede una progettazione a lungo termine che
promuova la continuità tra i diversi ordini di scuola a partire dall’infanzia e
per tutto l’arco del I° ciclo di scuola.
Si dice ORIZZONTALE quando tiene conto dei rapporti scuola-territorio,
in particolare con le famiglie con cui si afferma un patto di
corresponsabilità consolidato al momento dell’iscrizione del bambino
nell’istituto scolastico, nonchè con tutti gli altri ambienti di apprendimento
extrascuola che viene definito stecolders ( tradotto in italiano :le parti
interessate).
COMPETENZE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

Le competenze del DS sono elencate nella legge 107/2015 nei comma 78 e


ss che richiamano il Dl (decreto legislativo) 165/2001 e ne ampliano la
portata.
Il dirigente viene assunto a mezzo corso-concorso con il compito di
promuovere l’autonomia scolastica assumendosi la responsabilità di
gestione tecnica-organizzativa e finanziaria dell’istituto .
Fa parte dell’organizzazione il compito di gestire le risorse umane
stipulando contratti per l’assunzione di tutto il personale e l’assegnazione
a questi dei vari incarichi.
Per quel che riguarda i docenti egli propone gli incarichi per i ruoli sugli
effettivi posti vacanti e disponibili sia comuni che di sostegno e può
utilizzare, purchè essi ne abbiano titolo, i docenti anche in classi di
concorso diverse da quelle per cui sono abilitati.
Il DS può anche utilizzare il personale docente in attività di supporto
didattico-organizzativo senza ulteriori oneri per lo Stato, utilizzando il
Fondo D’Istituto destinato ai DS , per nominare delle Figure Strumentali
che lavorino al suo fianco e decidere, in caso di assenza di costoro, di
utilizzare il personale docente di ruolo per supplirli temporaneamente
fino a 10 giorni.
Il DS ha inoltre il compito, sentito il nucleo interno di valutazione
degli insegnanti (NIV), di assegnare il Bonus di merito ai docenti.
Egli ha poi compiti di indirizzo e gestione dei rapporti con gli enti locali
(comune, provincia, regione) e con gli altri enti territoriali (associazioni
dei genitori, ASL ecc) , al fine di meglio raggiungere gli obiettivi posti nel
PTOF.

Gestisce il FIS (fondo nazionale per i DS) con l’aiuto del personale
di segreteria.
(-Il Fis è l’insieme delle risorse finanziarie che arrivano alla scuola
per retribuire attività aggiuntive e/o l’intensificazione delle attività.
Esso riguarda sia i docenti che il personale ATA.
Fu istituito con il CCNL 1999 a seguito della legge sull’autonomia
scolastica, per la scuole di ogni ordine e grado. Destinato a retribuire
le prestazioni del personale finalizzate a sostenere esigenze didattiche
e organizzative derivanti dal POF anche in relazione alla domanda
del territorio.
Il quadro finanziario dell’istituto deve essere elaborato entro inizio
anno scolastico per dare modo al collegio dei docenti e alle RSU di
averne conoscenza.
CCNL 2016/18 ha introdotto due importanti novità:
- l’istituzione di un fondo unico per il miglioramento dell’offerta
formativa e
- la possibilità di impegnare tutte le risorse disponibili in ciascun
anno scolastico anche per finalità differenti da quelle originarie,
potendo utilizzare anche gli eventuali avanzi dell’anno precedente.
Precedentemente il FIS, infatti, poteva essere utilizzato solo
ripartendolo in tre transh tra il personale scolastico, quello ATA e le
attività docenti).
Il DS collabora alla stesura del RAV (Rapporto Annuale di
Valutazione).
Presiede il collegio dei docenti e i consigli di intersezione, classe e
interclasse.
Inoltre propone il programma annuale al Consiglio di Istituto e fa
parte della giunta esecutiva dello stesso insieme al DSGA , a un
docente, a un genitore, a un rappresentante ATA e negli istituti superiori
anche da un rappresentante degli alunni.
L’operato del DS è sottoposto a controllo del Ministero dell’istruzione
(MIUR) a mezzo dell’SNV (Sistema Nazionale di Valutazione).

Sistema Nazionale di Valutazione


Esso è costituito da tre istituti fondamentali: invalsi, indire e contingente
ispettivo.
INVALSI INDIRE CONTINGENTE
ISPETTIVO

Definisce i protocolli Supporta i piani di In qualità di NEV


valutativi e i miglioramento (Nucleo Esterno di
programmi delle adottati dalle scuole e Valutazione), visiona
visite alle scuole dei sostiene i processi di il RAV (Rapporto di
nuclei di valutazione innovazione. Autovalutazione) delle
esterni (NEV). singole scuole.
Definisce inoltre gli Inoltre visita le scuole
indicatori di in difficoltà e con il
valutazione. supporto dell’INDIRE
Gli indicatori di opera un Piano di
valutazione sono Miglioramento sulle
secondo il comma 93 esigenze dell’istituto
della legge 107/2015: scolastico individuato.
Esso si compone , ex
 Direzione comma 94 legge
(contributo che il 107/2015, da soggetti
DS da al appartenenti a diversa
miglioramento amministrazione
del servizio specialisti nell’ambito
scolastico). delle problematiche
 Valorizzazione che si vanno ad
delle risorse affrontare , capeggiati
umane da un DS esterno,
 Organizzazione ispettore tecnico con
e gestione 10 anni di servizio e
finanziaria un DSGA con
 Innovazioni altrettanto servizio.
 Attenzione alle
famiglie
 Collaborazione
con le altre
istituzioni
 Modernizzazione
delle strutture
 Soddisfazione
degli utenti.

RAV
(RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE)

Esso costituisce il documento di valutazione che il Nucleo interno di


valutazione (NIV) dei singoli istituti scolastici è tenuto a compilare su una
piattaforma on line istituita dal MIUR a mezzo dell’SNV.
Il Nucleo Interno di Valutazione si compone da:
Il Dirigente Scolastico e docenti esperti di Valutazione (votati dal collegio)
.
Nel documento vengono sottolineati i punti di forza e i punti deboli
dell’Istituto al fine di migliorare l’offerta per l’utenza con un piano di
miglioramento sottoposto poi alla supervision dell’SNV.
Ogni azione ivi riportata deve anche essere motivata.
Altro strumento dell’autonomia è il :
Comitato di Valutazione , esso ha la funzione di collaborare
con il DS esprimendo un parere sulla valutazione dei docenti in anno di
prova o dei docenti di ruolo che ne facciano richiesta e delinea i criteri per
l’assegnazione del bonus premiale.
Ad esso spettano anche le competenze in materia di riabilitazione dei
docenti soggetti a sanzioni disciplinari.
Si compone in maniera differente a seconda delle attività che è chiamato a
svolgere.
Generalmente si compone da:
 DS
 2 docenti eletti dal collegio
 1 docente eletto dal Consiglio di Istituto
 2 genitori o 1 genitore e 1 studente
 1 ispettore,dirigente o docente esterno.
Nella valutazione dell’anno di prova ,il comitato non prevede però la
presenza di genitori o degli alunni, ma al loro posto è richiesta invece la
presenza del docente tutor incaricato dell’affiancamento e supervisione
del neo immesso in ruolo.
MODALITA’ DI ASSUNZIONE DEL PERSONALE
DOCENTE

Il decreto legislativo (dl) 297/1994 stabilisce che il personale docente ed


educativo può avere accesso ai ruoli nella scuola solo tramite concorso
pubblico nazionale su base regionale per titoli ed esami e che
esprimono la loro preferenza per ambito territoriale sui posti disponibili in
base alla posizione in graduatoria di merito.
La rinuncia al posto comporta la decadenza dalla graduatoria.
Quanto alle procedure, rimane il regime del doppio canale che prevede le
immissioni in ruolo al 50% dalle Gae e al 50 % dalle GM (graduatorie di
merito concorsuali).
Il comma 110 della legge 107/2015 stabilisce la cessazione delle SISS
come forme di abilitazione.
Le GM durano 3 anni, ragion per cui i concorsi devono essere indetti al
massimo dopo tre anni per evitare l’abuso dei contratti a tempo
determinato che creano precariato. Detti contratti possono, secondo la
Corte di Giustizia Europea, essere stipulati solo laddove se ne ravvisi la
necessità tra una procedura concorsuale e l’altra o per temporanea assenza
dei docenti.
Essi divengono un abuso quando vengono a coprire esigenze stabili nel
tempo.
A seguito del superamento del concorso e per scorrimento della
graduatoria il docente viene immesso in ruolo ed è tenuto a sostenere un
anno di prova.
ANNO DI PROVA

La legge 107/2015 se ne occupa ai comma da 115 a 120 e stabilisce che il


personale neo immesso in ruolo è soggetto alla valutazione del DS sentito
il comitato di valutazione , sulla base dell’istruttoria di un docente
incaricato con mansioni di tutorato.
In caso di valutazione negativa, il docente può ripeter l’anno di prova una
sola volta per l’acquisizione di maggiori elementi di valutazione.
L’ anno di prova corrisponde ad un intero anno scolastico o ad almeno 180
gg effettivi di servizio.
Non sono considerati nei 180 gg i periodi di ferie, le aspettative,se non per
motivi parlamentari, i permessi retribuiti e non, le assenze per malattia , i
periodi di chiusura estiva delle scuole e i periodi di maternità ad eccezione
del primo mese.
Durante l’anno di prova , il Ministro dell’Istruzione provvede alla
realizzazione di specifiche iniziative di formazione su piattaforma on line,
alla fine delle quali il comitato di valutazione dovrà sentire il docente sulle
esperienze e attività svolte e raccolte dallo stesso in una relazione a fine
anno scolastico.
Compiuto l’anno di prova il docente viene immesso in ruolo con
provvedimento definitivo. AMEN!!
LA FUNZIONE DEL DOCENTE

Essa realizza il processo di insegnamento/apprendimento volto a


promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli
alunni, sulla base degli obiettivi previsti dagli ordinamenti scolastici
definiti per ordini e gradi di istruzione.
Essa si esplica in attività individuali o collegiali e in attività di formazione
e aggiornamento.
 Attività individuali sono tutte quelle volte al funzionamento
dell’insegnamento (preparazione delle lezioni, correzione dei
compiti,rapporti con le famiglie) e si esplicano secondo orari
settimanali prestabiliti:
25 ore per la scuola dell’infanzia
22+2 per la scuola primaria
18 per la secondaria di primo grado.
 Attività collegiali sono costituite dai vari consigli, di classe,
interclasse e intersezione, nonché dagli scrutini ,dagli esami e dalla
compilazione degli atti.
 Attività aggiuntive possono poi svolgersi in 6 ore settimanali oltre
l’orario di cattedra per :
-interventi didattici integrativi
-progettazione
-programmazione e verifica.

Le attività collegiali nascono in primis all’interno dei vari consigli per poi
essere valutati dal Collegio dei Docenti.
IL CONSIGLIO DI INTERSEZIONE (INFANZIA)

Esso si compone da tutti i docenti delle varie sezioni del plesso scolastico
e tutti gli insegnanti di sostegno nonché dai rappresentanti di classe di tutte
le sezioni , eletti dai genitori.
Il consiglio si riunisce in assenza dei genitori per l’adozione delle decisioni
per il coordinamento didattico e con i rappresentanti dei genitori in via
informativa e collaborativa con l’utenza nonché propositiva da parte di
quest’ultima.
Il consiglio è presieduto dal DS o da chi ne fa le veci, generalmente un
docente da questi incaricato, scelto tra i docenti facenti parte del Consiglio
di Istituto. A questi si affianca un docente che ha funzioni di segretario per
la redazione del verbale della riunione.
Il consiglio di intersezione si riunisce almeno 4 volte in un anno scolastico
e l’ultima riunione ha luogo nel mese di Maggio al fine di verificare il
reale funzionamento dei rapporti scuola/famiglia sviluppatisi durante
l’arco dell’anno scolastico.

IL CONSIGLIO DI INTERCLASSE (PRIMARIA)

Esso si compone dei docenti di gruppi di classi parallele o dello stesso


ciclo o dello stesso plesso e i docenti di sostegno più un rappresentante dei
genitori per ogni classe.
Anch’esso è presieduto dal DS o chi ne fa le veci e da un segretario per la
redazione del verbale della seduta.
Il consiglio di interclasse ha il compito di proporre al Collegio dei Docenti
azioni educative e didattiche e iniziative di sperimentazioni, nonché di
curare i rapporti con l’utenza. Il Collegio dei Docenti non può non tener
conto delle scelte di tale consiglio.
Esso valuta la scelta dei libri di testo e dei sussidi didattici , nonché delle
attività integrative come i viaggi di istruzione.
Il consiglio di classe si riunisce in assenza dei genitori in merito alle scelte
didattiche.

IL CONSIGLIO DI CLASSE (SECONDARIA DI PRIMO GRADO)

Esso si compone di tutti i docenti della classe più 4 rappresentanti dei


genitori.
Le finalità sono:
propositive al collegio dei docenti in merito agli obiettivi didattici ed
educativi
collaborativi riguardo tutte le componenti scolastiche, la scelta dei libri di
testo, la scelta delle attività curricolari ed extracurricolari, eventuali
provvedimenti disciplinari, discussione sulle problematiche specifiche
della classe.

Tutti i consigli si riuniscono in ore non coincidenti con l’orario di lezione


ma nell’ambito delle 20 ore mensili appositamente inserite nell’orario di
servizio.
IL COLLEGIO DEI DOCENTI

Esso si compone di tutti i docenti di ruolo e non in servizio presso


l’istituto scolastico o il circolo.
Si insedia all’inizio di ogni anno scolastico ed è presieduto dal DS.
Esso si riunisce ogni volta che il DS ne ravveda la necessità o se ne
facciano richiesta un terzo dei componenti.
Esso ha funzioni:
 Deliberative sul funzionamento didattico del circolo o istituto,
soprattutto per quel che riguarda la progettazione, l’adozione dei libri
di testo e dei sussidi didattici e sulla valutazione degli alunni.
 Elabora il PTOF secondo il dettato della legge 107/2015
 Individua i docenti figure strumentali in base alla loro esperienza e
specifica professionalità, i quali affiancheranno il DS nel suo lavoro
assumendosi compiti di coordinamento, gestione e sviluppo di
apposite mansioni funzionali ai contenuti del PTOF.
 Di proposta al DS per la composizione delle classi, l’assegnazione
ad esse dei docenti e la gestione dell’orario delle lezioni.
 Propulsivi per quanto concerne le iniziative di sperimentazione-
aggiornamento; Attiva iniziative a favore di BES e DSA.
 Di valutazione in merito all’andamento complessivo dell’azione
didattica in modo da correggere il tiro la dove si ravvisi la necessità
di un miglioramento.
 Di indagine in caso di cattivo comportamento degli alunni segnalato
dai docenti, nel qual caso può richiedere l’intervento di specialisti
socio-sanitari.
 Consultivi con il DS in merito alla sospensione cautelare del
personale docente in casi gravi e urgenti.
 Elettivi quando è chiamato ad eleggere i propri rappresentanti in
Consiglio di Istituto o circolo, quando elegge i membri del comitato
di valutazione o le figure strumentali che affiancheranno il DS.
IL CONSIGLIO DI CIRCOLO O DI ISTITUTO

Esso costituisce il governo economico/finanziario dell’istituto scolastico.


E’ presieduto da un rappresentante dei genitori e si compone di più o
meno membri a seconda della popolazione scolastica in cui è sito l’istituto.
Generalmente è composto dal DS, docenti eletti in rappresentanza,
rappresentanti eletti dai genitori e negli istituti superiori anche da
rappresentanti degli studenti.
Possono talvolta prendervi parte anche esperti socio-sanitari e pedagogisti
in via consultiva.
Esso dura in carica tre anni ed ha funzioni:
 Deliberative
- in materia finanziario/amministrativa
- per l’adozione del regolamento di istituto
- per approvare il PTOF
- per deliberare il calendario scolastico delle festività in base alle
esigenze tradizionali di un dato territorio
-per l’acquisto di nuove attrezzature o sussidi didattici
- per la programmazione di attività exstrascuola come le gite e le
attività di recupero e sostegno
-per la partecipazione ad attività culturali o sportive ritenute di
particolare interesse educativo
- per eventuali attività assistenziali
- per contatti e collaborazioni con altri istituti scolastici
- per iniziative di educazione alla salute e prevenzione delle
tossicodipendenze.
 Consultiva per esprimere pareri sull’andamento dell’Istituto.
LA RESPONSABILITA’ DEL PUBBLICO
DIPENDENTE

Essa è sancita dalla Costituzione all’art 28 e si articola in: civile, penale e


amministrativo/contabile.
1. Civile quando si arreca a terzi un danno
2. Penale quando si tiene una condotta delittuosa
3. Amministrativo/contabile se arreca danno erariale al PA (Pubblica
Amministrazione).
4. Responsabilità disciplinare.
Responsabilità civile:
A norma dell’articolo 2043 CC (codice civile), qualunque fatto doloso o
colposo che arrechi a terzi un danno ingiusto va anche risarcito.
Tale danno è legato, all’interno di una scuola, ad una responsabilità di
tipo contrattuale, in quanto il soggetto viola, con le sue azioni, dolose o
colpose, un dovere previsto dal contratto di lavoro; Ma anche ad una
responsabilità extracontrattuale per il principio generale del neminem
leadere (non ledere mai nessuno).
Perché il danno sia considerato tale, in ambiente scolastico , esso deve
essere caratterizzato da dolo o colpa grave.
Si intende per colpa grave , l’ignoranza o l’inosservanza di una legge.
Il livello di consapevolezza in merito è desunto dalla qualifica
professionale del soggetto agente. Un esempio eclatante in tal senso è
l’obbligo di vigilanza/ sorveglianza degli alunni nel tempo in cui questi
sono soggetti alla fruizione del servizio scolastico, vincolo negoziale che
nasce all’atto dell’iscrizione.
L’art 2048 CC, a tal proposito, parla di culpa in vigilando e in
educando.
Secondo il dettato di tale articolo, i genitori, i tutori, i maestri e tutti coloro
cui è affidata la sorveglianza di soggetti minori non emancipati,
rispondono legalmente delle loro azioni a meno che non provino di non
aver in nessun modo potuto impedire il fatto dannoso.
Con riferimento ai genitori si parla anche di culpa in educando in quanto
questi sono chiamati dalla legge : art 30 Costituzione e 147 CC, al
compito di impartire sufficiente educazione ai propri figli affinchè questi
non arrechino danno alla società. Se si verificassero fatti dannosi operati
da minori, i genitori devono dimostrare di aver impartito tale educazione al
proprio figlio per non incorrere in una responsabilità civile per fatto altrui.
Il contenuto dell’obbligo di vigilanza è ulteriormente precisato, per gli
operatori della scuola, nella normativa di settore ossia il CCNL (contratto
collettivo di lavoro) , in particolare all’art 26 comma 10 che afferma la
responsabilità anche patrimoniale di questi per eventuali danni arrecati
all’amministrazione scolastica da parte di minori soggetti alla loro
sorveglianza, in quanto essa rientra nei doveri ontologici e funzionali di
ogni docente, ma anche di tutto il personale ausiliario e del DS in quanto
avente potere di dirigenza su di esso.

Altro tipo di responsabilità è quella relativa agli infortuni.


La Cassazione nel 2002 ha stabilito che , se si tratta di danno da
autolesione la responsabilità si configura come contrattuale, legato quindi
all’atto dell’iscrizione. Se il minore, invece, è vittima della condotta
illecita altrui, la responsabilità si configura come extracontrattuale e
l’onere della prova per la culpa in vigilando , in questo caso, ricade in capo
alla parte lesa.

Responsabilità penale

I profili di responsabilità penale in ambito scolastico riguardano:


 I reati contro la PA
 I reati contro l’integrità fisica, morale e/o psicologica dei minori
affidati alle cure scolastiche.
1) Sono reati contro la PA:
 Il peculato che rappresenta l’appropriazione indebita di denaro della
PA di appartenenza da parte del dipendente.
 La concussione che riguarda l’abuso di potere che un dipendente
opera su terzi, in virtù del proprio ufficio, per ottenere denaro o altre
utilità , destinate a se o a terzi da lui designati.
 La corruzione che riguarda la richiesta a terzi di pagamenti in
denaro o altre utilità, per lo svolgimento del proprio dovere
d’ufficio.
 L’abuso d’ufficio che si configura quando il soggetto Pubblico
dipendente arreca a se stesso, o a terzi da lui individuati, un
vantaggio a danno altrui.
 Rivelazione di segreto d’ufficio
 Rifiuto o omissione di atti d’ufficio dovuti.

2) Sono reati contro l’integrità fisica, morale e/o psicologica:

 Lo spaccio di stupefacenti (DPR 309/1990)


Inteso come spaccio, detenzione ai fini dello spaccio,
associazione a delinquere
 I fenomeni di bullismo (nota MIUR circolare 2519/2015)
Giuridicamente perseguibile quando ci si trova di fronte ad un
azione sistematica e continua su una vittima al fine di
danneggiarla.
Esso può essere individuale , se perpetrato da un solo individuo o
collettivo se operato da un gruppo capeggiato da un leader.
E’ definito diretto quando operato direttamente dal bullo, o
indiretto se questi agisce per interposta persona o a mezzo dei
social, nel qual specifico caso parliamo di “ciberbullismo”.
Il Bullismo si inserisce in un contesto di disagio o fisico ,legato a
scarsa autostima, o psichico ,legato a problemi familiari o a scarsa
considerazione e indifferenza. Questi comportamenti si traducono
in isolamento e devianza.
Se perpetrate da minori, le azioni a tutela contro tale fenomeno,
contenute nel DPR 2049/98, sono di natura
risarcitorio/riparatoria e nei casi più gravi nell’allontanamento
dalla scuola se trattasi di istituti superiori.
I piani di intervento per la scuola dell’infanzia e per la scuola
primaria generalmente sono invece contenuti nel PTOF che può
prevedere un apposito sportello di aiuto alle famiglie per
supporto di ordine psicologico .
Anche gli insegnanti sono tenuti ad intervenire rivolgendosi al DS,
loro superiore in gerarchia, quando si trovino di fronte a casi
gravi.
Gli insegnanti in tal caso, informano il DS in forma scritta e
soggetta a protocollo di segreteria.
Il DS che ne sia venuto a conoscenza informerà tempestivamente
le famiglie dei minori coinvolti in virtù del “patto di
corresponsabilità” in cui saranno integrati riferimenti a condotte
di cyberbullismo.
Possono rivolgersi altresì , per interventi in casi di particolare
criticità, ad esperti come psicologi in quanto garantito dalla stessa
circolare.
Una recente legge (legge 71/2017) ha emanato le linee di
orientamento per la prevenzione e il contrasto al fenomeno sempre
più crescente del cyberbullismo, con l’attuazione da parte del
MIUR di un piano nazionale di formazione dei docenti referenti
per il contrasto a questo fenomeno ( nota MIUR 5515/2017),
nonché di formazione per alunni e famiglie da attuare in ambito
scolastico e non solo.
E’ stato realizzato, infatti, il progetto “generazioni connesse”
relativamente a tre ambiti:
- Realizzazione di programmi di educazione e sensibilizzazione
all’uso sicuro di internet sia per gli alunni che per le famiglie
- Una Help line per supporto agli utenti nei problemi legati alla
rete.
- Una hot line per segnalare la presenza di materiale pedo-
pornografico.

La scuola organizza quindi attività preventive, educative e


rieducative a mezzo di referenti che coordinano iniziative in tal
senso anche in collaborazione con le forze di polizia.
Gli Uffici scolastici (USR), sono tenuti a promuovere progetti
elaborati nelle scuole, nonché azioni integrate sul territorio di
contrasto al fenomeno e educazione alla legalità.
Anche lo stesso alunno vittima di cyberbullismo o la sua
famiglia possono agire direttamente inoltrando al gestore del
sito internet o del social un ‘istanza per l’oscuramento, la
rimozione o il blocco dei contenuti diffusi in rete. Se questi non
agiscono tempestivamente nelle successive 24 ore , essi
possono rivolgersi al garante per la privacy e per la protezione
dei dati personali che rimuoverà i contenuti entro le successive
48 ore.
E’ stata inoltre estesa al cyberbullismo la procedura
amministrativa di ammonimento in materia di stolking (art 612
bis cp),ingiuria (art 594 cp), diffamazione (art595 cp),
trattamento illecito dei dati personali (art 167 codice della
privacy).
I servizi territoriali intervengono con l’ausilio delle
associazioni, a sostegno delle vittime di cyberbullismo ma
anche per rieducare attraverso azioni riparatorie o di utilità
sociale , i minori autori di tale illecito.

 I reati a sfondo sessuale (art 600 bis CP) : Stolking, violenza


carnale, atti osceni, pedopornografia ecc.
 L’abuso dei mezzi di correzione di particolare interesse nello
svolgimento della professione docente.
L’art 571 cp,stabilisce che non può ritenersi lecito l’uso della
violenza, morale o psichica finalizzata a scopi educativi per la
salvaguardia della dignità del minore e perché essi sono atti
contrari allo scopo stesso della scuola, ispirata a criteri di
solidarietà e pacifica convivenza.
In tutti i casi in cui il personale tutto della scuola venga a conoscenza di
fatti suscettibili di costituire reati perseguibili d’ufficio, subentra, da parte
di questi, l’obbligo di denuncia ex art 331 cp.

3) Responsabilità amministrativa

Essa comporta l’obbligo di risarcimento allo stato del danno prodotto


nell’esercizio delle proprie funzioni.
Elementi costitutivi sono:
- Azione o omissione atta a produrre il danno
- Nesso di casualità tra azione e danno prodotto
- Elemento psicologico della colpevolezza che non è
necessariamente il dolo ma anche solo la colpa grave o la
negligenza.
La responsabilità è esclusa se il soggetto ha agito per ordine di un proprio
superiore.
Rientra nella responsabilità amministrativa tipica del docente la tenuta del
registro scolastico e dei fascicoli:
1. Il fascicolo del personale che contiene la storia lavorativa del
dipendente
2. Il fascicolo dell’allievo che raccoglie tutti i dati sensibili ed eventuali
PEI/PDP
3. I registri di classe in cui sono documentate le assenze, i voti, le
materie oggetto di spiegazione, gli esercizi assegnati, le mancanze
degli alunni e la relazione finale sui risultati raggiunti dagli allievi.
4. Il registro personale del docente (detto anche giornale ) in cui il
docente documenta il lavoro svolto con la classe in mancanza del
quale il docente può incorrere in responsabilità disciplinare.
Ogni fascicolo o registro è considerato atto pubblico e a norma dell’art
2700 cc costituisce piena prova fino a querela fi falso. Oggi fa parte
del novero dei registri anche quello elettronico i cui dati sono registrati
nell’archivio d’Istituto.
Il docente vi accede con delle credenziali potendo visionare solo la
propria specifica materia e i dati della propria classe.

4) La responsabilità disciplinare:

Essa deriva dal codice disciplinare o decalogo di comportamento che il


dipendente deve avere in relazione al proprio dovere professionale.
1. Servire la nazione
2. Rispettare la legge
3. Rispettare l’orario di lavoro
4. Custodire i beni a disposizione del proprio ufficio
5. Comportamento degno della fiducia del cittadino nei confronti
della PA.
6. Divieto di ricevere regali o altre utilità se non di modico valore a
norma della legge anticorruzione 190/2012
7. Divieto di attività collaterali
8. Divieto di ricorrere a mediazioni di terzi per la conclusione o
esecuzione del contratto (corruzione).
In ambito scolastico il riferimento normativo è il dl 150/2009 (riforma
Brunetta) nei limiti delle previsioni dei contratti nazionali di categoria e
del dl 297/1994.
Il TU (testo unico) per l’istruzione , agli art 492 e seguenti precisa che il
personale della scuola, nei casi di violazione dei propri doveri, può essere
soggetto a sanzioni disciplinari per atti di grave negligenza, violazione di
segreti d’ufficio, omissione di atti dovuti.
Esse sono :
- Avvertimento scritto
- Censura (direttore scolastico regionale)
- Sospensione dall’insegnamento con perdita dello stipendio

STATUS GIURIDICO DEL DOCENTE


Il docente e tutto il personale scolastico sono Pubblici Ufficiali alle
dipendenze quindi dello Stato.
Essi si trovano in una situazione di incompatibilità con qualsiasi altro
tipo di lavoro, sia pubblico che privato, fatta eccezione per la libera
professione previa autorizzazione del Dirigente Scolastico e
compatibilmente con l’orario di lavoro.
Lo status giuridico del docente implica tutto ciò che riguarda lo stato di
servizio dall’assunzione alla cessazione come dal CCNL (contratto
nazionale di lavoro )2006/09 all’art 27.
MISURE DI SICUREZZA NELLE SCUOLE

La legge 107/2015 se ne occupa nei comma da 159 a 176.


Essa ha rafforzato le funzioni dell’Osservatorio dell’edilizia scolastica
prevedendo che le regioni possano ottenere finanziamenti per interventi
straordinari di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici
scolastici, nonché per la costruzione di essi ex novo.
I sindaci agiscono ,per tale specifico compito ,da commissari di
governo.
La legge 107 contiene anche disposizioni volte a far confluire nel fondo
unico per l’edilizia scolastica anche le risorse del Fondo Europeo di
sviluppo regionale.
La sicurezza scolastica rientra inoltre nel novero dell’azione della
normativa della sicurezza sul lavoro dl 81/2008.
Tale decreto precisa che la normativa si applica a tutti i settori e attività
sia pubbliche che private tenendo conto delle effettive particolari
esigenze connesse al servizio espletato.
La scuola è a tutti gli effetti un luogo di lavoro e anche gli allievi sono
considerati alla stregua dei lavoratori.
Il personale docente, in quanto tenuto alla sorveglianza e al controllo
sulle attività scolastiche, ricopre il ruolo di preposto e il Dirigente
Scolastico quello di datore di lavoro.
Come in tutte le aziende, anche nella scuola deve essere presente il
rappresentante dei lavoratori eletto tra i membri del corpo docente o tra
il personale amministrativo.
La figura del responsabile per la prevenzione e protezione può essere
ricoperta invece da un soggetto interno o esterno.
Per costituire la squadra addetta alla gestione delle emergenze, invece, i
componenti possono essere identificati all’interno del personale
ausiliario, amministrativo o docente.
Fondamentale ai fini della sicurezza è la prova di evacuazione che
deve essere svolta periodicamente per addestrare all’evacuazione in
caso di emergenza.
Tutto ciò che è funzionale alla sicurezza individua il DS come
principale responsabile.

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